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Quaderni della Compagnia della Spada - 1

Giovanni Rapisardi Alberto Dainese

Larte de labraar
Metodo didattico per laddestramento alla lotta medievale e alla difesa personale dagli attacchi di daga

Gladiatoria

Introduzione
Questa dispensa intesa come un aiuto tecnico agli atleti e soprattutto agli istruttori di combattimento a mani nude nello stile tradizionale italiano descritto dai trattatisti del XV - XVI secolo, in particolare dal Flos Duellatorum in armis, sine armis, equester et pedester di Fiore de Liberi, datato 1409 (le tecniche dellopera, riportate nella dispensa, sono contrassegnate da pagina e numero di riferimento delledizione del 1998, pubblicata da Gladiatoria); saranno illustrati metodi e tecniche per l'allenamento e verr proposto nell'ultimo capitolo un programma progressivo diviso in quattro cicli ognuno teso a raggiungere particolari obbiettivi. Norme di sicurezza I seguenti sono semplici, ma necessari consigli per evitare situazioni pericolose o spiacevoli: Ogni luogo d'allenamento devessere idoneo e attrezzato per la pratica del combattimento: naturalmente responsabilit di chi gestisce l'allenamento provvedere ai requisiti di idoneit e di conseguenza dare o meno il consenso allallenamento. Particolare attenzione va posta nell'esecuzione degli esercizi alla possibilit d'incidenti dovuti alla scarsa esperienza del praticante: necessario evitare di alterare le propedeuticit delle tecniche. La fatica un nemico che non sempre facilmente identificabile: tenetene conto specialmente per chi ha appena iniziato. Durante i combattimenti e gli esercizi di combattimento o di confronto va tenuta d'occhio la carica emotiva degli atleti per evitare che la troppa foga unita allo scarso controllo provochino incidenti evitabili con pi buon senso. E' bene che nel luogo d'allenamento sia presente un piccolo ma essenziale equipaggiamento di primo soccorso, unitamente a personale in grado di utilizzarlo in maniera consona ed efficace.

Capitolo 1 Prepararsi al combattimento


Preparazione fisica Le caratteristiche fisiche necessarie al combattimento e che devono quindi essere sviluppate dall'aspirante combattente sono la forza (intesa come capacit di utilizzare al meglio i muscoli), la resistenza, la scioltezza, la velocit nei movimenti e l'agilit. Molte persone credono che per combattere si debba per forza avere un fisico da culturista, ma questa idea sbagliata: per il combattimento molto pi utile saper bene usare i muscoli che si hanno, coordinatamente e in modo da ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. I seguenti esercizi sono studiati per sviluppare queste ed altre utili qualit. Esercizi per i riflessi e la mobilit Difendersi nell'angolo: chi deve fare l'esercizio si mette con le spalle contro un ostacolo fisso, ad esempio un muro, e deve tentare di schivare (come variante gli si pu permettere di parare), senza rispondere, i pugni che gli vengono tirati da un compagno. E' importante che si indossino le protezioni per il combattimento (caschetto, guantoni e conchiglia o paraseno). Palla avvelenata/Palla guerra/Palla quadrato: si tratta di giochi che tutti conosciamo: lo scopo comune colpire con la palla gli avversari e non essere colpiti. Schiaffo sulle mani: a coppie uno di fronte all'altro con le mani davanti al petto, le mani di uno sulle mani dell'altro, con le palme a contatto. Chi ha le mani sotto deve schiaffeggiare il dorso delle mani di quello che le tiene sopra, mentre quest'ultimo deve schivare gli schiaffi. Giocare a basket o a pallavolo. Esercizi di potenziamento delle braccia Piegamenti sulle braccia: Isometrici apertura spalle. Isometrici apertura pi larga delle spalle. Isometrici apertura pi stretta delle spalle. Con le mani unite. Sui pugni. Sulle dita. Sul dorso delle mani. Con soste a met del piegamento. Con i piedi su un appoggio sollevato da terra. In verticale. Trazioni alla sbarra (scendendo completamente): Apertura spalle, impugnatura con i palmi in avanti.

Apertura spalle, impugnatura con i palmi indietro. Apertura larga. Apertura stretta. Asimmetriche. Appendersi alla spalliera o alla sbarra e resistere quanto possibile (30''- 60''90'' e pi). Verticali, ruote, rondate e ribaltate (propedeutiche per le cadute, aumentano la fiducia in s e la coordinazione motoria). Aprire e chiudere rapidamente le mani con le braccia distese avanti, di lato, in alto. Circonduzioni delle braccia in avanti, indietro, grandi cerchi e piccoli cerchi. Esercizi di strappo con i manubri e il bilanciere, a vantaggio della forza esplosiva. Lanciare il bastone: si prende un bastone di circa 90 cm. e lo si tiene davanti a se impugnandolo con una sola mano presso l'estremit inferiore. Lo si lancia in alto e lo si raccoglie con l'altra mano e cos di seguito. Lotta dei coccodrilli: si comincia uno di fronte all'altro nella posizione che si assume per i piegamenti sulle braccia. Lo scopo costringere a terra l'avversario spingendolo e togliendogli l'appoggio delle mani o dei piedi. E' vietato sollevare il bacino oltre la linea ideale che va dalle spalle ai talloni. Per rendere le cose pi difficili si pu vietare di allontanare i piedi l'una dall'altro pi di un'apertura di spalle. Spinta dei polsi: esercizio di pura potenza, a coppie ci si afferra per i polsi e si cerca di spingere indietro il compagno. Esercizi di potenziamento delle gambe Andature: skipper (corsa quasi sul posto a ginocchia alte), calciata dietro, piccoli passi, balzi in avanti, balzi laterali. Balzi a piedi uniti: lunghi in avanti, in avanti diagonalmente, a zigzag. Corsa di resistenza e scatti. Lotta dei galli: accosciati, ci si sposta saltellando, si cerca di mantenere l'equilibrio pur tentando di compromettere quello dell'avversario. Si pu obbligare a tenere le mani dietro la schiena. Passo della papera: camminata accosciati. Saltelli sul posto: (piedi paralleli, sforbiciata, scampanata, etc.). Spinta delle gambe: a coppie distesi supini, piante dei piedi contro le piante del compagno, ci si trattiene per le mani. Si spinge con le gambe in modo parallelo o alternato. Esercizi per l'allungamento muscolare Per le gambe: Piedi uniti, piegarsi in avanti lasciando che il peso del busto porti le mani verso terra. Piedi leggermente divaricati, piegarsi in avanti ad afferrare con le mani la caviglia destra e rimanere in posizione per alcuni secondi; passare quindi alla sinistra senza sollevare il busto. Divaricare le gambe alla massima apertura e rimanere in posizione. Appoggiarsi ad un sostegno, sollevare una gamba raccogliendola dietro, afferrare la caviglia e tirarla verso la schiena.

Gambe divaricate a larghezza spalle, chinarsi mantenendo le gambe dritte, cercando di toccare terra. Per le braccia: Congiungere le mani dietro le scapole, facendo passare un braccio da sotto e uno da sopra. Davanti al muro stendere un braccio contro il muro all'altezza delle spalle e poi ruotare il busto all'esterno. Circonduzioni delle braccia, in avanti, indietro, un braccio avanti e laltro indietro. Per il tronco: Ruotare il tronco a destra e a sinistra tenendo le mani e le braccia all'altezza del petto; circonduzioni delle anche. Posizione della foca, distesi proni mettere le mani a terra e distendere le braccia tenendo il bacino pi in basso possibile, al limite a terra. Circonduzioni e flessioni della testa in tutte le direzioni; portare la testa con il mento verso lo sterno, tirando progressivamente con le mani la nuca verso il basso. Utilizzare lo stesso principio per le altre direzioni di flessione e rotazione. Mani lungo i fianchi gambe leggermente divaricate, piegarsi sul fianco facendo scendere la mano verso il ginocchio. Esercizi per la resistenza e il potenziamento generale Addominali: Gambe raccolte e sollevate, andare con il busto verso le ginocchia. Gambe raccolte, piedi in appoggio a terra, sollevare leggermente il busto. Gambe distese, mani sotto i glutei, piedi sollevati da terra (10 cm) rimanere in posizione. Gambe distese, mani sotto i glutei, piedi sollevati, sforbiciare. A coppie, uno di fronte all'altro, agganciare le gambe, tirare su il busto. Dorsali: Mani dietro la testa, sollevare contemporaneamente il busto e le gambe. Piedi bloccati (sotto la spalliera, tenuti dal compagno) sollevare il busto da terra, rimanere in posizione alcuni secondi. Vari: Trasportare il tronco: esercizio di squadra, bisogna trovare un grosso peso come potrebbe essere un tronco (o un sacco da pugilato) e trasportarlo lungo un percorso. Lotta a spinta: a coppie, ci si mette di fronte, a circa un metro di distanza, con le braccia allargate lateralmente e ci si prende per le mani. Ci si sporge in avanti fino a toccarsi con il petto e si comincia a spingersi tentando di mettere l'avversario con le spalle contro il muro o di fargli superare una linea segnata per terra. Corsa del pompiere: si solleva un compagno sulle spalle (sorreggendolo con le braccia sotto le sue gambe, le sue braccia attorno al collo) e si esegue di corsa un certo percorso tentando di impiegare il minor tempo possibile. Si possono mettere degli ostacoli semplici lungo il percorso (es. birilli da scartare, curve pi o meno strette)

Esercizi per il controllo della forza e per l'equilibrio Combattimento sulla trave: si tratta di stare in equilibrio sulla trave ginnica e di costringere l'avversario a poggiare a terra una qualsiasi parte del corpo. L'esercizio va impostato in modo che sia pi importante rimanere sulla trave piuttosto che buttare gi l'avversario; magari assegnando un punto negativo per ogni volta che si tocca terra e dichiarando sconfitto chi raggiunge un tot di punti. Esercizi ciechi: lo spirito di questi esercizi di eseguire operazioni pi o meno semplici con gli occhi bendati in modo da sviluppare un equilibrio che si basi sulla percezione tattile pi che sulla vista utilizzando e sviluppando una diversa consapevolezza del proprio corpo. Esercizi tipici sono: camminare in uno spazio variamente ostacolato, portare tecniche di sbilanciamento, applicare tecniche di chiave articolare, resistere in piedi a spinte improvvise. Guidare il compagno: si afferra il compagno mettendo la mano destra sulla sua spalla sinistra e la sinistra sotto il suo gomito destro (o viceversa) mentre egli fa lo stesso. Chi guida deve muoversi in tutte le direzioni trascinandosi dietro il compagno e costringendolo a bruschi cambiamenti di direzione e ritmo. Chi segue deve riuscire ad assecondare questi movimenti senza perdere l'equilibrio. Sbilanciamento col polso: si fa a coppie messi in guardia con il piede avanzato a contatto con quello dell'antagonista e ci si prende per il polso corrispondente al piede avanzato. Lo scopo quello di sbilanciare l'avversario e fargli alzare almeno un piede (oppure si pu ritenere valido alzare o spostare il piede arretrato) attraverso pressioni e trazioni sul braccio. Spinta dei palmi: si fa a coppie, ci si mette uno di fronte all'altro a distanza minima, quasi a contatto, con i piedi a larghezza spalle o, per renderlo pi difficile, uniti. Si alzano le braccia all'altezza delle spalle e si appoggiano le palme su quelle dell'antagonista. A turno o per libera iniziativa si deve spingere impulsivamente sulle palme dell'antagonista con lo scopo di squilibrarlo e fargli spostare almeno un piede. In caso di valutazione chi ci riesce segna un punto. Spinte di mano: in coppia, ci si mette uno di fronte all'altro e si congiungono le palme delle mani destre (alternativamente, sinistre): lobbiettivo sempre quello di sbilanciare lavversario facendogli spostare almeno un piede, ma contrariamente al precedente esercizio le azioni non devono essere impulsive, ma fluide, per costruire lo sbilanciamento con la scioltezza e non con la forza esplosiva. Esercizi per la sensibilit tattile e per il colpo d'occhio Controllo attraverso il polso: Si tratta di afferrare il polso del compagno (il sinistro con la mano destra o viceversa) e tentare di sbilanciarlo agendo sulla sua spalla e sul suo bacino trasmettendo la forza attraverso il braccio e mettendo in linea le sue articolazioni, per bloccargli qualunque reazione. Il compagno, naturalmente, non oppone resistenza, almeno all'inizio: con lo sviluppo della capacit si pu permettere che egli resista. Il serpente: a coppie, lo scopo quello di andare in presa alla spalla o dietro al collo dell'avversario, con una sola o entrambe le mai. Il nome deriva dalla tecnica utilizzata per contrastare i movimenti avversari consistente in un movimento circolare delle mani,

tipo cavazione, intorno alle braccia dellavversario. Atleti pi esperti possono tentare di entrare in chiave al braccio con questa tecnica. La danza dei polsi: a coppie (o anche a terzetti), uno prende il polso dell'avversario e tenta di tenerlo nonostante i suoi movimenti. Chi subisce la presa dovr muovere il braccio e il corpo in modo da rendere difficile il compito all'antagonista ma senza forzare la presa. Presa al polso: Si tratta di una sfida, lo scopo quello di riuscire a prendere il polso dell'avversario. Presa su attacco di pugno. Sequenze di movimenti programmati: eseguirle aumentando progressivamente il ritmo. Spinte di mano. Esercizi di combattimento Lotta: si parte da una posizione simile a quella di partenza dello judo, con la mano destra sulla spalla sinistra dell'avversario e la mano sinistra sul gomito destro. Lo scopo portare a terra l'avversario e tenercelo con entrambe le spalle per tre secondi. Non sono ammesse percussioni e strangolamenti mentre possibile avvalersi di chiavi e proiezioni. Scalpo: si procura uno scalpo (striscia di stoffa) per ognuno dei due contendenti e lo si posiziona a cavallo della cintura dei pantaloni, sulla schiena, in modo che una parte sporga all'esterno e l'altra rimanga dentro ai pantaloni. Lo scopo del gioco levare lo scalpo all'avversario prima che lo faccia lui. Le varianti sono: sleale (si usano entrambe le mani e non necessario attendere che il nemico caduto si rialzi), leale (si usa una sola mano e la si pu cambiare gridando "cambio!" e facendo un passo indietro), in mischia (i giocatori sono pi di due, ognuno per s o divisi in due o pi squadre), scalpo legato al bicipite, sul fianco invece che sulla schiena, in testa (questo per sviluppare l'attitudine all'attacco verso bersagli precisi). Strappare la collana: si deve costruire una collana di lana sottile (eventualmente con un pendente di cartone o plastica morbida) e portandola al collo tentare di strappare quella dell'avversario proteggendo la propria. Sono previste le varianti dello scalpo (vedi) che sono attuabili; anche possibile gareggiare senza collana, in questo caso segna un punto chi riesce a colpire con la mano il torace dell'avversario. Toccare il piede: vince chi riesce a toccare un piede dell'avversario senza che venga toccati uno dei suoi, si pu fare in due o in numero superiore. E' vietato coprirsi i piedi poggiandovi sopra le mani oppure sedendovisi o sdraiandovisi sopra. Preparazione psicologica Scenari: si tratta dello strumento migliore per allenare il cuore di un combattente. Gli scenari sono ricostruzioni di situazioni possibili nei quali l'allievo ha la possibilit di provare le sue reazioni e le sue tecniche. E' molto importante che vengano presi molto seriamente per ricreare il giusto sentimento nelle persone, ma bene che si sospendano per alcuni minuti ogni tanto, per evitare che gli animi su surriscaldino troppo favorendo gli incidenti.

Capitolo 2 I fondamenti e le guardie


Principi fondamentali Come nella scherma, anche nel combattimento a mani nude i principi fondamentali sono tre: scelta di tempo, misura e velocit d'esecuzione. Il tempo nel combattimento significa scegliere il momento adatto per agire. La misura indica la distanza da tenere dal proprio avversario: esistono tre raggi d'azione nella forma di combattimento che stiamo esaminando: misura larga, adatta alle percussioni di calcio, ai pugni estesi e ai colpi con la daga; misura media, adatta ai colpi di testa, gomito e ginocchio, ai pugni non estesi e ad alcuni colpi di daga; misura stretta, adatta alla lotta in presa sull'avversario, attraverso chiavi, leve e proiezioni. Le velocit d'esecuzione semplicemente la rapidit con cui si porta un colpo o una tecnica, non necessariamente deve essere la massima esprimibile ma deve adattarsi allo scopo dell'azione. Poste e posizioni Cominciamo con l'impostazione delle guardie (o poste): queste sono posizioni di preparazione ad una difesa o ad un attacco, da cui partono tutti movimenti del corpo. Le poste non sono da considerarsi posizioni da assumere una volta per tutte durante un combattimento, ma vengono intese come atteggiamenti che sono funzionali al momento: ad esempio se si vuole tenere lavversario a distanza si user la posta lunga, se si vuole chiudere e colpire si user il dente di cinghiale. Va posta un'attenzione particolare nell'impostare le guardie per correggere subito gli eventuali errori degli allievi in quanto col tempo diventa difficile disabituarli. Le posizioni sono gli atteggiamenti fondamentali del corpo che stanno alla base di tutte le guardie. La posizione fondamentale si chiamer guardia destra se fatta con il piede destro avanti e guardia sinistra altrimenti. La guardia destra si esegue mettendosi con il piede destro in avanti con la punta rivolta all'avversario, con il piede sinistro pi indietro ad una distanza pari alla larghezza delle spalle. La punta del piede sinistro rivolta verso l'esterno di circa 6090 gradi e i talloni non sono esattamente sulla stessa linea ma leggermente divaricati. Il busto normalmente eretto e rilassato, profilato in modo da offrire scarso bersaglio all'avversario, con il bacino basso e le ginocchia piegate, come se si fosse seduti su di un alto sgabello. La posizione delle braccia data dalla posta. Eseguendo specularmente la guardia destra si ottiene la guardia sinistra, il passaggio da destra a sinistra (e viceversa) muovendosi in avanti o indietro si esegue quasi come un semplice passo con l'accortezza di mantenere la posta durante lo spostamento. Nella posta lunga il braccio avanzato tenuto sensibilmente disteso in avanti e quello arretrato si trova all'altezza del fianco dal suo stesso lato. E una guardia difensiva che tende ad aumentare la distanza tra i contendenti

ma che offre il braccio alle prese dellavversario. La posta di dente di cinghiale caratterizzata dalla retrazione del braccio avanzato in modo che il gomito si trovi ad una decina di cm. dal fianco, leggermente all'esterno mentre la mano e lievemente all'interno in modo che il braccio risulti leggermente inclinato verso l'interno. Il braccio arretrato nella stessa posizione che aveva nella posta lunga. Questa guardia nasce dallesigenza di entrare senza che lavversario possa arrivare a bloccare le mani perci una guardia offensiva che offre poco spazio alle azioni in tempo. La posta di porta di ferro una guardia bassa in cui entrambe le mani si trovano all'incirca all'altezza del basso ventre tra le due ginocchia. E una posizione di attesa e di estrema provocazione, formalmente preparatoria alla difesa dagli attacchi dal basso, ma che in realt invita lavversario ad attaccare le parti alte. La posta frontale si ottiene profilando meno il corpo e portando la mano corrispondente al piede arretrato in avanti, alla stessa altezza della mano avanzata, ma ritratta verso il corpo di una spanna. Il corpo assume una posizione che non esattamente uguale alla guardia canonica destra (o sinistra) ma leggermente pi frontale. Lintenzione predominante nella posta frontale quella di preparazione a 360 gradi, con compromessi tra offesa e difesa. Passeggio e spostamenti Per analogia con la scherma manteniamo la stessa terminologia per la quale valgono le seguenti definizioni. Gli spostamenti in avanti, indietro e laterali, mantenendo inalterata la guardia, si chiamano passi. Per eseguire correttamente un 1 passo necessario spostare, di una quantit piccola, per primo il piede nella direzione dello spostamento 2 facendolo seguire dall'altro (nello schema a destra, il passo avanti). La passata il movimento che comporta un cambiamento dalla guardia destra a quella sinistra o viceversa. L'attenzione maggiore va posta nel mantenere la copertura della guardia e la stabilit durante lo spostamento. Il passo d'attacco (o affondo) eseguito come il passo semplice, ma lo spostamento in avanti maggiore e spesso non si ha il recupero del piede arretrato ma il ritorno del piede avanzato nella posizione originaria.

Il movimento pensato come un'azione per chiudere definitivamente la misura e portarsi istantaneamente a portata dell'attacco che si programmato, il ritorno deve essere altrettanto rapido per evitare la risposta dell'avversario a meno che questo non stia indietreggiando per sottrarsi al nostro incalzare o si opti per uno spostamento laterale. Il problema principale dell'affondo l'instabilit dovuta alla posizione molto estesa e la difficolt a ritornare in guardia perci la lunghezza del passo deve essere commisurata alle proprie capacit fisiche e alle caratteristiche dell'azione in corso. Il passo incrociato mantiene la posizione di guardia, 1 ma permette un passo pi lungo senza sbilanciarsi nell'affondo. Si esegue portando il piede arretrato 2 leggermente pi avanti di quello avanzato (senza ruotarlo) e poi riprendendo la posizione iniziale avanzando con l'altro piede. Passi, passate, affondi e passi incrociati si possono fare avanti o indietro, oppure lateralmente e diagonalmente secondo le necessit, come secondo necessit pu variare l'ampiezza del movimento. In linea di massima meglio fare due passi corti piuttosto che un passo lungo perch si mantiene meglio la stabilit e si pi veloci nei cambi di guardia. Per impratichirsi con queste nozioni sono utili i seguenti esercizi: Passeggio avanti e indietro in guardia destra (sinistra) libero e a comando. Passate avanzando e indietreggiando Spostamenti laterali liberi e a comando. In coppia uno incalza e l'altro arretra, mantenendo la misura. Spinta delle palme. Cambio di guardia a comando.

Durante questi esercizi importante controllare che l'esecuzione della guardia sia corretta, gli errori pi comuni sono: Tallone arretrato troppo interno (guardia stretta) o troppo esterno (guardia larga). Talloni troppo vicini tra loro (guardia corta) o troppo lontani (guardia lunga). Piede arretrato rivolto all'indietro. Piede avanzato non parallelo alla direttrice. Ginocchia poco flesse e quindi posizione poco seduta.

Capitolo 3 Le azioni difensive e offensive


Purtroppo i trattati in nostro possesso sono pensati come raccolte delle tecniche pi belle o meno conosciute, perci le percussioni, la forma pi intuitiva doffesa, sono ritenute talmente basiche da non dover essere commentate. Per cercare di rimanere comunque fedeli al principio filologico e storico insito nello studio di quest'arte, applichiamo un concetto che ci permetta di decidere ci che plausibilmente era utilizzato e ci che non lo era. Questo criterio in parole povere "se lo fai con la

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spada lo fai anche senza", cio se con la spada tiri la punta in quattro posizioni puoi anche tirare il pugno in quatto posizioni e via dicendo (cfr. Capoferro - Gran Simulacro dellarte e delluso della scherma - 1610). Parate e schivate Le parate dovranno essere apprese con molta naturalezza, privilegiando la velocit d'esecuzione e la flessibilit d'impiego piuttosto che il rigore formale; ci che importa riuscire a portare l'attacco avversario appena fuori bersaglio, senza quindi dare alla parata pi energia di quella necessaria a deviare il colpo rischiando cos di rimanere scoperti; per mettere in evidenza questo difetto sufficiente fare delle finte d'attacco e chi sbandiera in parata si trover scoperto sul colpo finale dell'attaccante. Tecnicamente la parata potr essere eseguita dalla mano o dallavambraccio: nel primo caso si dovr utilizzare il taglio oppure il palmo, nel secondo caso il lato esterno, quello che si trova sulla linea del taglio della mano. E' possibile parare utilizzando le gambe, specialmente contro i calci bassi, per cui si user la pianta del piede o la tibia: quest'ultima normalmente molto sensibile ai colpi per cui andr utilizzata con attenzione. Come si diceva a proposito delle prese, le parate devono proseguire in azioni offensive secondo uno schema attacco > parata > risposta. Particolare attenzione andr posta nello sviluppare il riflesso parata > risposta, attraverso esercizi di ripetizione di semplici combinazioni attacco > parata > risposta. Errori tipici cui si va incontro nel parare sono: Sbandierare quando si va a parare. Parare opponendo il braccio o la gamba in modo inesatto. Sbagliare il tempo ritardando troppo l'azione. Andare a cercare il colpo invece di aspettarlo. Per esercitarsi si possono utilizzare i seguenti esercizi: Combinazioni di colpi prestabiliti portati ad un compagno che para e viceversa Combattimento Per quanto riguarda lo schivare, sempre una buona idea; si dice che "il modo migliore per evitare di essere colpiti non essere l". La necessit fondamentale per schivare avere mobilit, equilibrio e riflessi, che si affinano con i particolari esercizi che abbiamo gi visto. Si pu schivare a pi fermo, indietreggiando, scartando lateralmente oppure muovendosi diagonalmente. In questultimo caso si deve immaginare di essere al centro di una X con i bracci rivolti a 45 dalla direttrice: le vie di fuga preferenziali sono lungo i bracci della X, cos da portarsi fuori dalla linea dell'attacco pi rapidamente e di mettersi in condizione di entrare nella guardia dell'avversario, forzandola lateralmente. Esercizi che possono essere utili sono: A comando disegnare nell'aria numeri o lettere con il corpo.

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Segnare per terra una 'X' per evidenziare le direttrici di fuga e schivare gli attacchi che arrivano restando sulla 'X' Sull'attacco di pugno abbassarsi con un movimento circolare del busto per riportarsi in guardia e contrattaccare. Giocare a palla avvelenata, a palla quadrato o a palla guerra Attacchi di pugno Cominciamo la trattazione delle tecniche di percussione introducendo le prime tecniche di pugno e sviluppando il concetto di combattimento sul lungo e sul medio raggio. Finora ci siamo occupati principalmente di tecniche che richiedevano che i due avversari fossero a contatto; quindi a misura stretta. Le tecniche di percussione sono invece tipicamente portate quando la misura non ancora stata chiusa e quindi vengono sviluppate sulla misura larga (pugni, calci con completa estensione dellarto) o sulla misura media (ganci e montanti, ginocchiate, testate, gomitate). Il pugno si forma chiudendo decisamente le dita della mano, con il pollice posto sopra le falangine di indice e medio: la zona che colpisce quella posta poco sotto le nocche e talvolta il dorso della mano (per il manrovescio) o la parte carnosa sotto il mignolo (per il pugno a martello). Il pugno devessere tirato con il polso perfettamente in linea con lavambraccio e con un impulso che parte dallanca, passando per spalla, gomito e infine mano. I pugni possono essere eseguiti tenendo la mano in quattro posizioni fondamentali, mutuate dallinsegnamento schermistico e che serviranno per catalogare meglio anche le posizioni della mano per le prese: nella prima posizione il pugno (destro) girato con il pollice in basso e il dorso della mano rivolto verso sinistra (di chi lo esegue), nella seconda il pollice a sinistra, nella terza in alto e nella quarta a destra. Si proceder innanzitutto con l'insegnamento delle tecniche di pugno sulla lunga misura. Il diretto si esegue tirando il pugno in prima (raro), seconda o terza estendendo il braccio quasi completamente, mantenendo una lieve flessione del gomito, quindi ritornando in guardia; i bersagli del diretto sono il viso, la gola e il plesso solare. Il manrovescio esteso si esegue con il pugno in terza con un movimento leggermente circolare, di norma per colpire con il dorso della mano le parti laterali della testa, in particolare la zona dellorecchio; bene esercitarsi al diretto e al manrovescio esteso contro il sacco o contro colpitori tenuti da compagni, per aumentare forza e precisione. E' importante che si alleni la capacit di contenere il colpo, cio di colpire rapidamente e in maniera esplosiva, ma senza sbilanciarsi per linerzia del colpo; inoltre deve essere chiaro che l'energia del colpo deve essere data non solo dal braccio, ma anche dal busto. Una volta apprese le tecniche sulla misura larga ci si avvicina un po' e si passa ai ganci, ai montanti e al manrovescio corto. Il gancio si esegue con il pugno in seconda, il braccio piegato al gomito a circa 90 e con un deciso movimento di spalla per colpire le parti laterali della testa e la mandibola. Il montante si esegue anchesso con il gomito pie-

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gato e con un movimento di spalla, ma con il pugno in quarta per colpire laddome o il mento dal basso. Il manrovescio corto come lesteso, ma con il braccio pi raccolto. Per i ganci e i montanti si controlli soprattutto l'azione di spalla. Le tecniche di misura media sono ideali per esercitarsi nelle azioni di schivata o contrattacco lungo le direttrici di fuga della famosa X precedentemente menzionata. Fondamentale anche l'azione del corpo che deve accompagnare la tecnica per darle energia senza per perdere la stabilit e l'equilibrio. Per allenamento si impostino delle combinazioni da provare contro il sacco o con un compagno. Altri tipi di percussione a larga e media misura sono i colpi dati con il taglio della mano e con la punta delle dita. Attacchi di calcio I calci rappresentano un ottimo strumento offensivo per quanto riguarda velocit e potenza, ma soffrono di alcune debolezze: mettono chi li esegue in una situazione precaria per equilibrio e per copertura, dato che facile per chi subisce il colpo entrare in presa sulla gamba che porta il colpo, con effetti ovvi. La soluzione pi logica, escludendo il non tirare calci, tirare solo calci bassi o medi e infatti noi ci occuperemo essenzialmente di quelli anche se, per completezza, chi vuole apprendere appieno l'arte del combattimento non pu ignorare la presenza dei calci alti. Nel calcio la percussione si esegue sostanzialmente con il piede, e le parti che colpiscono sono il dorso e la pianta, in particolare la parte poco sotto le dita, il tallone e il bordo esterno. I calci che vengono insegnati nel nostro stile di combattimento sono il frontale, il laterale e il circolare; il frontale si esegue caricando il calcio con il ginocchio piegato verso il busto, quindi spingendo il piede il avanti verso il bersaglio, con le dita verso lalto e viene utilizzato soprattutto per colpire laddome; il laterale si esegue con il piede girato con le dita verso sinistra (sempre considerando il piede destro) contro addome, ginocchia e, utilizzato per parare i calci dell'avversario, contro le tibie; il circolare si esegue con un movimento danca per colpire i lati del corpo dellavversario con il dorso del piede ed utilissimo per colpire le articolazioni del ginocchio oppure per spazzare. La spazzata classica al piede si esegue comunque con la pianta rivolta verso linterno e appoggiata sul lato della caviglia dellavversario, con un movimento da destra a sinistra o viceversa, per togliere il piede dappoggio nel preciso momento in cui il peso dellavversario si sposta da un piede allaltro; Non vanno dimenticate altre due importanti tecniche di gamba: il pestone dato con tutta la pianta, con il bordo o con il tallone del piede, sul dorso del piede dellavversario, molto efficace per liberarsi da una presa che blocchi le braccia, oppure per colpire alla testa o al torace un avversario a terra, oltre al calcio montante ai gen-

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itali con il dorso del piede. Nell'allenarsi si potranno eseguire i seguenti esercizi: Allungamento muscolare delle gambe Serie di calci portati senza bersaglio per aumentare il controllo dell'equilibrio Esercitarsi a rimanere in equilibrio su una sola gamba Esercitarsi in serie di colpi al sacco e con i colpitori Errori tipici sono: Posizione sbagliata dei piedi Errori nei punti d'impatto Errori di allineamento del gruppo spalla/busto/anca/piede Instabilit dovuta alla troppo inerzia Tecniche diverse di percussione alla media misura Accorciando la misura ogni parte del corpo in grado di colpire senza subire danni utilizzabile per un colpo, quindi si contemplano testate, gomitate, ginocchiate, colpi col palmo delle mani e con il pugno a martello, a questa distanza si pu usare anche il calcio ad uncino, per spazzare agganciando la caviglia dell'avversario. Questi colpi sono molto versatili e possono rendersi utili sia per allontanare un nemico che si avvicinato troppo, sia per stordirlo in previsione di un ingresso sotto misura, oppure per finirlo. Ciascuna "arma da botta" naturale del corpo dev'essere utilizzata contro bersagli ad essa congeniali: una ditata sar efficace contro una parte molle (un occhio, una terminazione nervosa), ma contro una parte ossea risulter inefficace o addirittura dannosa; al contrario un colpo di palmo sar pi efficace contro bersagli rigidi che contro parti molli.

Capitolo 4 Le prese e le loro contrarie


Prese L'introduzione alle prese parte dal concetto di sentire il contatto ovvero di 'vedere' con il tatto. Per allenarsi a questo ci sono vari esercizi: La danza dei polsi Il serpente Presa al polso Spinte di mano

Questa fase dell'allenamento molto importante ed assolutamente necessaria non solo per la preparazione alle prese, perci devessere curata con attenzione. Non intendiamo a questo punto elencare una serie di tecniche definite per le ragioni che saranno poi chiare: ci limiteremo quindi a dare dei criteri generali per effet-

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tuare le prese. Il primo criterio quello del vantaggio, che consiste nel compiere l'azione in modo da nuocere realmente all'avversario, eseguendola quindi alla misura e alla velocit appropriate, e soprattutto con la corretta scelta di tempo, limitando i movimenti di uno o pi arti o dell'intero corpo, e in modo da poter passare rapidamente ad un'azione offensiva (blocco, chiave, proiezione, contrattacco). Sar compito dellistruttore sviluppare nellallievo questa sensibilit, attraverso il metodo della lezione individuale. Il secondo principio da applicare quello della scelta del bersaglio della presa, scelta che deve basarsi su diverse considerazioni come ad esempio: la facilit con cui si arriva alla presa, lo scopo della presa e l'efficacia intrinseca Prima presa della presa su quel determinato bersaglio. I bersagli da preferire sono gli arti e la testa, i primi per limitare il movimento e per la presenza delle articolazioni su cui facile Seconda presa agire efficacemente, la seconda perch essa lo sterzo del corpo, ovvero facile far eseguire al corpo movimenti imposti alla testa dell'avversario. Caldamente sconsigliato l'allenarsi facendo presa sugli abiti dell'avversario perch non possiamo essere sicuri che in situazioni reali si troveranno le stesse condizioni della palestra. Quarta presa A questo punto si dovrebbe capire che seguendo questi criteri sar facile distinguere un buona presa da una cattiva, risulta perci Terza presa inutile una loro classificazione, se non richiamando le quattro posizioni di pugno, che identificano qualunque tipo di presa Esercizi utili in questo senso sono: Presa al polso Il serpente Presa su attacco di pugno Contrarie alle prese Le contrarie alle prese (svincolamenti) che sono riportate qui di seguito danno un'idea del tipo di azioni necessarie per uscire da una presa avversaria. Una caratteristica comune a molte di queste tecniche quella di evolvere naturalmente in azioni offensive quali chiavi o sbilanciamenti, questo per sottolineare che l'azione di svincolamento non fine a se stessa ma deve trasformarsi in un'azione che porti a concludere lo scontro. Legare l'atto offensivo a quello difensivo permette di risparmiare un tempo nello svolgersi dell'azione e di sorprendere l'avversario grazie alla celerit della risposta. Nonostante siano riportate qui di seguito numerose tecniche bene ricordare come lo svincolamento sia un'azione che , e deve rimanere, istintiva: non sempre necessario applicare una tecnica codificata in senso stretto per annullare una presa, spesso sufficiente muoversi nel modo giusto e col giusto tempo (vedi in particolare il paragrafo sulle contrarie alle prese ai polsi). Questo concetto sar pi chiaro passan-

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do alla pratica e potr essere sviluppato da esercizi appositi (Bloccare il prigioniero o semplici prove fatte in coppia). Le contrarie sono molto pi efficaci quando si riesce a distrarre l'avversario anche solo leggermente, quindi consigliabile iniziare una contraria con un'azione di disturbo quale: Colpire anche se leggermente con un pugno o un calcio. Percuotere punti sensibili come il naso o la gola. Dopo l'azione di contraria, come sempre, si deve passare all'attacco passando alle prese o percuotendo l'avversario, in modo da ottenere uno schema presa > distrazione > contraria > contrattacco. Minore il tempo che trascorre tra le due ultime azioni pi efficace il contrattacco. Per l'apprendimento delle azioni seguenti si cominci assimilando poche tecniche alla volta, progredendo all'interno di ogni categoria dalle prime alle ultime. E' necessario che prima di passare a tecniche nuove si consolidino quelle precedenti mediante la loro ripetizione con o senza compagno.

Contrarie alle prese al collo e al bavero (49.v) Sulla presa al bavero con la sinistra reagire prendendo con la mano sinistra il polso omologo dell'avversario e poggiando il palmo della destra sul suo gomito sinistro. L'azione prosegue con la pressione sul gomito e l'eventuale passaggio in chiave sottana. (51.i) Questa una tecnica di puro svincolamento inadatta a passare ad un'immediata controffensiva ma di buon effetto e facile esecuzione. Si ottiene alzando entrambe le braccia e incrociandole, per poi calarle con violenza sul polso o l'avambraccio avversario. Contrarie alle prese al corpo (31.i) Contro una presa al corpo frontale sovrapporre i palmi e porli sul setto nasale dell'avversario, quindi spingere con decisione verso il basso; alternativamente la pressione potr essere esercitata alla base del naso subito sopra le labbra premendo e spingendo verso l'alto. (29.ii) Passiamo ora ad una tecnica un po' difficile da eseguire, ma estremamente efficace. Contro una presa alle parti destre, premere con le dita della sinistra le terminazioni nervose poste sotto l'orecchio sinistro dell'avversario. Il dolore causatogli lo costringer immediatamente a cedere. In alternativa si possono prendere di mira gli

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occhi ponendo le mani ai lati del volto e premendo con i pollici sui globi oculari. Contrarie alle prese ai polsi Grazie alla mobilit delle braccia possibile ottenere lo svincolamento semplicemente forzando l'avversario in posizioni innaturali mediante il movimento del braccio e del corpo. Particolare importanza riveste in questo caso il ritmo dei movimenti che deve essere vario e spezzato continuamente da azioni repentine. Un esempio per tutti il seguente: (orig.) Se l'avversario serra il polso destro con la sua mano destra, portare l'avambraccio sinistro sopra il polso dell'avversario e impugnare con la mano destra il proprio pugno sinistro. Liberarsi dalla presa portando violentemente le mani verso il basso e ruotando lievemente il busto verso destra. Esecuzione speculare per le presa sulla mano sinistra. Esercizi utili per affinare le tecniche di contrario: Esercitarsi a lungo in coppia in serie presa/contraria Bloccare il prigioniero

Capitolo 5 Cadute, sbilanciamenti e proiezioni


Cadute Le tecniche per ammortizzare l'impatto al suolo rivestono un ruolo di primo piano non appena si introducano tecniche di sbilanciamento e proiezione. Giunti a questo punto non possiamo ignorare nel nostro iter formativo le principali tecniche di caduta come la caduta in avanti, indietro e laterale, che costituiscono i fondamenti per sviluppare in sicurezza le proiezioni. Nel prosieguo dell'addestramento si incontreranno altri tipi di cadute e di tuffi strettamente legati alle tecniche di base, dalle quali differiscono essenzialmente per il tempo di volo prima dell'impatto. Le tecniche suddette devono essere apprese progressivamente partendo dalle semplici capriole per finire con le cadute eseguite dopo la proiezione da parte dell'avversario. E' fondamentale imparare a sentire il terreno e il proprio corpo per arrivare ad armonizzare i propri movimenti con la morfologia del suolo. Si deve porre l'attenzione ad alcuni particolari molto importanti come ad esempio: La testa deve essere raccolta sul petto con il mento il pi possibile prossimo allo sterno. Le mani devono accompagnare la caduta senza ostacolarla rigidamente ma assorbendo fluidamente l'energia cinetica. Il corpo deve rotolare in modo da disperdere pi facilmente limpulso inerziale della caduta.

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Deve essere esposta all'impatto pi superficie possibile in modo da minimizzare la pressione sui singoli punti. Il corpo deve incontrare il terreno in modo continuo senza stacchi per permettere un assorbimento altrettanto continuo dell'energia. Per l'allenamento alle cadute sono utili i seguenti esercizi Capriole, in avanti e indietro. Ruote, rondate e acrobatismi simili. Simulazioni di cadute e mimesi dei movimenti svolti il pi lentamente possibile, partendo da esercizi quasi statici per poi aumentare la velocit. Esercizi per rafforzare i muscoli delle braccia e del tronco e per aumentarne la resistenza e per l'allungamento muscolare. Molta pratica di cadute con e senza ostacoli. Combinazioni di cadute e schivate in ciclo continuo. Come si detto la pratica delle cadute non si esaurisce con le tre tecniche fondamentali, ma prosegue con i tuffi che si rivelano utili in casi di tecniche volanti e di cedimento su alcune tecniche di chiave. L'allenamento ai tuffi prevede che si abbia dimestichezza con le cadute e che si inseriscano man mano ostacoli come ad esempio: Saltare oltre un'asticella. Saltare una fila di compagni accovacciati. Saltare o cadere da una determinata altezza. Combinazioni di tuffi, cadute e schivate in ciclo continuo. Sbilanciamenti e proiezioni Nello sviluppo di tali tecniche importantissimo il concetto di sentire e modificare l'equilibrio dell'avversario mantenendo inalterato il proprio, anche nelle tecniche in cui le chiavi articolari impongono all'avversario di buttarsi per evitare danni pi gravi, necessario fare in modo che cadere sia la cosa per lui pi naturale, data la posizione in cui lo si portato. Un primo passo per l'apprendimento delle tecniche che verranno in seguito esposte quindi quello di imparare a gestire l'equilibrio dell'avversario (il proprio equilibrio dovrebbe gi essere padroneggiato, grazie all'allenamento pregresso), ed esercizi utili a tal fine sono: La spinta delle palme. Lo sbilanciamento col polso. Camminare bendato eventualmente con alcuni ostacoli sul pavimento. Cercare di vincere l'equilibrio avversario con gli occhi bendati.

Ricordate sempre quali sono i punti del corpo dell'avversario su cui potete spingere e in quale direzione spingere. Essi sono: Il suo baricentro (pi o meno l'ombelico e le ultime vertebre lombari) per spinte in

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ogni direzione. Le spalle spingendo avanti o indietro per imprimere delle rotazioni. Il petto spingendo o tirando. I gomiti spinti verso l'interno per provocare rotazioni del busto. I polsi e le caviglie che, torti, innescano la rotazione dell'intero arto. La testa che trascina con s il corpo se gli si imprime un qualunque movimento. . e molti altri che l'esperienza e la pratica continua vi insegneranno. Ora illustreremo alcune tecniche di proiezione e sbilanciamento: come per le chiavi ricordo che questi sono solo alcuni esempi e che importante capire i meccanismi che stanno alla base di questo tipo di tecniche in modo da poterle adattare alla situazione contingente. (27.iii) Entrare nella guardia dell'avversario dalle sue parti sinistre, porre il palmo destro sotto la sua gola e con la mano sinistra prendere il poplite sinistro dell'avversario, agendo dall'interno. Spingere a terra l'avversario con un movimento circolare di entrambe le braccia. (27.v) In questo caso si sfrutta la propriet del corpo umano di seguire i movimenti della testa. Entrati nella guardia avversaria dall'esterno, porre la propria mano destra (per l'ingresso a sx dell'avversario) sotto il suo mento con il palmo verso l'alto e la gamba destra ben dietro la sua sinistra, quindi spingere con decisione. Nel frattempo bloccare il bacino con l'altra mano e trarlo verso l'alto e verso di s. (29.i) Tecnica da utilizzare dopo essere riusciti in una presa speculare (prendendo cio la destra con la sinistra o viceversa) al polso in posizione di prima presa. Si compie una decisa passata in avanti passando con il capo sotto il braccio trattenuto e assestandosi con la spalla dal lato interno proprio sotto l'ascella dell'avversario. Con la mano libera afferrare la coscia pi vicina al proprio corpo e sollevarla. La conclusione si ha sbilanciando l'avversario all'indietro. (29.iii) Questa proiezione pu essere utilizzata direttamente oppure come contraria ad una cintura alle spalle. Portare la propria gamba dietro quelle dell'avversario e con il braccio corrispondente alla gamba impiegata spingere indietro il torso dell'avversario premendo sul petto o sulla gola. (29.iiii) Questa tecnica di proiezione sfrutta una falciata eseguita sulla gamba d'appoggio dell'avversario mentre lo sbilancia indietro e si porta il suo peso sulla gamba che viene falciata. Della stessa tecnica esistono numerose varianti. (47.iii) Altra tecnica da portare contro un attacco dall'alto o diretto alle proprie parti alte. Parare in prima presa e portare il braccio dell'avversario sopra la sua spalla, passando dal lato del braccio bloccato e afferrarlo anche con l'altra mano nello stesso modo. Proiettare a terra facendo leva sul gomito avversario.

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(51.v) Presa al polso in prima posizione da effettuare con la stessa mano dell'attacco, afferrare la gamba opposta all'altezza del poplite. Tirare entrambe le estremit verso l'esterno, aggiungere una trazione verso il basso per il braccio e verso l'alto per la gamba. Per allenarsi adeguatamente a queste tecniche possono essere utili i seguenti esercizi: Fare molte prove a secco, cio di ingresso in posizione di proiezione arrivando fino a conquistare l'equilibrio dell'avversario(che non si oppone) ma senza effettuare la proiezione. Esercizi sull'equilibrio e la sensibilit tattile. Guidare il compagno. Lotta.

Capitolo 6 Leve e chiavi articolari


Chiavi Le chiavi articolari si basano sull'impossibilit delle nostre articolazioni di compiere alcuni movimenti: il segreto per applicarle correttamente imparare quali sono i movimenti impediti e come provocarli. In particolare importante capire dove applicare la propria forza per ottenere il vincolo dell'articolazione, zone queste che chiameremo punti di applicazione delle pressioni di vincolo (o punti di vincolo): individuarle richiede allenamento e esperienza e nel descrivere le tecniche specificheremo dove sono questi punti e in che direzione esercitare le pressioni. Altra informazione che sar presente nella descrizione delle chiavi sar il punto in cui si verifica l'effetto della chiave (punto d'effetto), cio il punto dove si scariSoprana ca la forza applicata sui punti di vincolo. Ad esempio, nelle chiavi alle braccia il punto d'effetto quasi sempre la spalla, nelle chiavi al polso Mezzana il polso stesso. Ci sono fondamentalmente tre chiavi universali da poter portare alle braccia, o alle gambe con le dovute modifiche (utilissime durante la lotta a terra): la chiave soprana si ottiene forzando larticolazione del gomito o del ginocchio oltre la naturale facolt di adduzione (punto di vincolo = polso o caviglia; punto deffetto = gomito o ginocchio); la chiave mezzana si ha quando lavambraccio o la tibia vengono forzati verso lesterno, provocando la slogatura della spalla (punto di vincolo = polso e gomito o caviglia e ginocchio; punto deffetto = spalla o anca); la

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chiave sottana infine si ha Sottana forzando avambraccio o tibia verso linterno o comunque agendo sullarticolazione del gomito o del ginocchio oltre la naturale facolt di abduzione (punto di vincolo = polso e gomito o caviglia e ginocchio; punto deffetto = spalla e gomito o anca e ginocchio) Come per le percussioni anche per le leve importante utilizzare in modo corretto tutti i muscoli del corpo, ovvero necessario che sia l'intero corpo a portare la leva, se si vuole che questa sia efficace. Tentare di portare in chiave un braccio usando i muscoli del busto e delle gambe significa partire con un grosso vantaggio, rispetto al servirsi solo della forza delle braccia. Prima di elencare alcuni esempi delle tre chiavi fondamentali, alcune considerazioni: si possono applicare un certo numero di chiavi praticamente su ciascuna articolazione del corpo umano e i modi di portare suddette chiavi sono svariati, perci non possibile in questa sede farne un elenco completo; gli esempi che seguono devono servire come paradigma e come spunto allo sviluppo personale delle tecniche, per affinare la capacit di improvvisare durante il combattimento, in base al caso concreto. (35 v) Chiave soprana: da un attacco dall'alto con pugno a martello, oppure dopo un montante schivato, ovvero su un diretto, afferrare con la mano sinistra il polso in prima presa, percuotere l'incavo del gomito con l'avambraccio destro dall'alto verso il basso e porre la mano destra sul proprio avambraccio sinistro. Concludere spingendo in avanti e verso il basso la mano sinistra e tirando a se il proprio gomito destro. (47 iii) Chiave soprana: Come sopra (vedi pag. 19) afferrare con la sinistra in prima il polso destro dellavversario, passare avanti e afferrarlo anche con la destra sempre in prima presa e tirare verso il basso usando come sempre la forza del busto e delle gambe. (35 iii) Chiave mezzana: afferrare il polso in prima presa e il gomito in quarta presa quindi spingere il gomito verso l'interno e il polso verso l'esterno. (39 v) Chiave mezzana: parare il colpo dall'alto con l'avambraccio sinistro e passata la mano destra dietro il tricipite dell'avversario, afferrare la propria mano sinistra e chiudere la chiave girando verso il basso e verso l'esterno.

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(35 i) Chiave mezzana: entrati alla stretta misura abbracciare il braccio destro dell'avversario con il proprio braccio sinistro con un movimento dall'alto verso il basso. Chiudere la chiave portando il pugno verso l'alto con una rotazione verso l'interno e serrando il braccio contro il fianco. (45 iiii) Chiave sottana: bloccare, a seconda dell'attacco, afferrando il polso destro in prima o in seconda presa con la mano destra e portarsi con una rotazione sul fianco dell'avversario; bloccare il gomito in seconda presa utilizzando la mano sinistra, spingere il gomito verso l'alto costringendolo a ruotare e bloccare infine la mano destra avversaria dal proprio braccio sinistro. (43 v) Chiave sottana: afferrato il polso come nella presa precedente spingere con l'altra mano sul gomito, dirigendo la forza verso il basso. (37 iii) Chiave sottana: afferrato il polso destro con entrambe le mani ruotare velocemente il corpo portando la propria spalla sotto quella dell'avversario, tirando contemporaneamente verso il basso. Contrarie Le contrarie alle chiavi si ottengono principalmente in due modi: opponendo forza alla forza, opponendo cedevolezza alla forza. Nel primo caso, dato che le chiavi si effettuano grazie ad una rotazione, il modo per impedirle forzarle con una rotazione contraria. Per ottenere questo bisogna mettersi in una condizione favorevole cio utilizzare pi possibile il corpo e, nel caso di leva ad un braccio, unire allo sforzo anche l'altro braccio.

Il secondo modo di forzare una chiave basato su due precise reazioni: la prima consiste nella capacit di muoversi e spostare i punti di vincolo e di applicazione in modo che la presa non possa essere effettuata, ad esempio compiendo un movimento che provochi l'inversione della chiave o provvedendo a sbilanciare lavversario. La seconda reazione quella di assecondare la chiave con tutto il corpo ed eseguire una capovolta o una qualsiasi altra rotazione che riporti l'arto nelle condizioni normali.

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L'esperienza potr dire quali di queste azioni utilizzare in risposta a ciascun attacco e l'allenamento pi indicato a sviluppare queste capacit basato sull'azione di chiave di un compagno, eseguita molto lentamente, a cui l'allievo tenta di sfuggire; in seguito l'azione diverr pi rapida per consentire anche quelle contrarie che necessitano della dinamicit del movimento.

Capitolo 7 Combattere
Introduzione al combattimento Arrivati a questo punto dell'allenamento, gli atleti possono cominciare a combattere in competizioni point-stop a contatto leggero (semi contact), sotto il controllo dell'istruttore. Il regolamento proposto prevede: Un ring di superficie non inferiore a 30 mq. Guantoni leggeri a mano aperta. Conchiglia o paraseno. Eventualmente caschetto. Un punto si ottiene per un colpo valido o per aver immobilizzato l'avversario o per averlo gettato a terra. Un colpo valido si considera portato con sufficiente energia ma controllato al tronco o alla testa. E' lecito bloccare l'attacco dell'avversario e colpirlo successivamente. Scopo principale di questa prima fase quello di familiarizzare l'atleta con il combattimento e con le sue sensazioni (paura, dolore, agitazione) e di mettere in pratica, legandole assieme, le tecniche imparate nei cicli precedenti. E' questo il momento di introdurre il concetto di tattica di combattimento e di spiegare come comportarsi di fronte all'avversario. Inoltre, essendo il combattimento un momento di prova delle tecniche, bene abituare l'allievo allo sparring leggero con i compagni, allo scopo di abituarlo a effettuare le tecniche in concatenazioni automatiche. Il tipo di combattimento che ferma l'azione dopo un colpo andato a segno non particolarmente realistico ma ha due grossi vantaggi. Il primo riguarda la possibilit di contenere la furia di qualche novizio impedendogli cos di fare e farsi eccessivamente

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male. Il secondo quello di allenare ad un tipo di tecnica pulita e molto schermistica. Daltra parte, labitudine a fermarsi dopo un colpo pu essere dannosa nel combattimento a mani nude, dato che rarissimamente si in grado di eseguire un colpo cos pulito e preciso tale da neutralizzare definitivamente lavversario. Il point-stop ha sicuramente pi senso nel combattimento armato. Combattimento Il combattimento la chiave di tutto il sistema d'allenamento finora descritto, il momento in cui tutte le tecniche e le nozioni apprese devono essere sperimentate e messe alla prova. La pratica del combattimento inoltre permette di sviluppare la necessaria resistenza alla fatica e al dolore e di imparare a controllare, canalizzare e sfruttare la propria paura. Nella preparazione al combattimento vanno spiegati i concetti basilari e avanzati delle strategie e della condotta di combattimento. Nel sistema di lotta che stiamo trattando il combattimento avviene utilizzando tutte le possibili tecniche apprese, in particolare: Percussioni. Chiavi articolari. Sbilanciamenti e proiezioni. Lotta a terra e schienamenti. Prese e morse. Strangolamenti.

Si possono strutturare incontri secondo il regolamento descritto in seguito oppure lasciare agli allievi pi esperti la possibilit di combattere liberamente controllando completamente i colpi e le altre tecniche, senza arbitro n punteggi con il solo scopo di appropriarsi della tecnica e di renderla fluida. Per lo svolgimento degli incontri sono previste le protezioni gi riportate nel precedente paragrafo dedicato al combattimento, mentre il regolamento il seguente. Lo scontro avviene allinterno di un ring (steccato) di forma circolare o ottagonale di superficie di almeno 30-40 mq (ad esempio cerchio di raggio 3 m). La vittoria si ottiene ai punti senza interruzione (no point stop). Si segna un punto per ogni colpo portato a bersaglio vitale (torso e testa) e per ogni proiezione o sbilanciamento (o schienamento) effettuati con successo. Inoltre si ottengono tre un punti per ogni immobilizzazione dell'avversario che duri pi di 5'' e per ogni interruzione chiesta dall'avversario. Si chiede l'interruzione a voce o battendo due volte la mano o il piede a terra. Uscire dal ring un fallo e tre falli assegnano un punto all'avversario. Non si interrompe l'azione dopo ogni colpo a meno che non vi sia una richiesta d'interruzione da parte di uno dei contendenti o ci siano motivi legati alla sicurezza. Il motivo di questa scelta quello di abituare a concatenare le tecniche. Un pugno normalmente non sufficiente a mandare KO un avversario, soprattutto se dato come disturbo alla guardia o come mossa propedeutica ad una tecnica diversa; da

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questo nasce la necessit di poter tirare pi colpi anche in allenamento, per abituarsi a non fermarsi dopo aver colpito. Lotta a terra La lotta a terra non presente nei trattati, non ne sappiamo esattamente il motivo, ma possiamo azzardare delle ipotesi. La prima riguarda la natura dei trattati, nati come antologia di tecniche di difesa destinate ad un nobile signore, per fronteggiare aggressioni da strada: in situazioni di difesa personale la lotta a terra sconsigliabile, innanzitutto perch espone ad attacchi da parte di terzi. Inoltre lo scopo del difensore in caso d'aggressione quello di rompere il contatto rimanendo il pi possibile sano: dopo l'eventuale proiezione o percussione, l'aggredito se ne sarebbe andato senza continuare il controllo o l'eliminazione dell'aggressore. Un altro motivo dovuto alla natura delle tecniche dei trattati: nelle descrizioni originali delle varie chiavi e proiezioni evidente come gli autori enfatizzino il fatto che le prime servano a rompere l'articolazione e le seconde siano portate in modo da far sbattere violentemente a terra la testa allavversario: la lotta a terra, basata sullimmobilizzazione, rappresenta quindi una forma di combattimento troppo poco lesiva. Trattati a parte, l'introduzione della lotta a terra come complemento dell'istruzione possibile ma non fa strettamente parte del programma. Non essendoci riferimenti inoltre impossibile determinare quali tecniche fossero utilizzate e come venissero applicate: probabilmente sarebbero molto lesive e immobilizzerebbero l'avversario a terra in posizione prona, per impedirgli di replicare, ma queste sono solo supposizioni.

Capitolo 8 La daga
I trattatisti medievali e rinascimentali consideravano la lotta a mani nude innanzitutto come un esercizio di preparazione alla difesa personale dalle aggressioni di pugnale, situazione che allepoca si verificava con notevole frequenza. Il pugnale, o daga, in epoca medievale ed in particolare nella trattazione di Fiore de Liberi era costituito da una lama lunga 30-40 cm, non necessariamente dotata di filo, con unimpugnatura in legno o cuoio e due dischi di metallo forati nel centro e posti alle estremit del manico, costituenti il pomolo e la guardia dellarma. La daga veniva utilizzata di punta e raramente di taglio, impugnata sia con il pollice sotto la rondella-guardia, sia a martello, con il pollice sotto la rondella-pomolo: nel primo caso i colpi di punta della daga saranno quattro, corrispondenti alle quattro posizioni di pugno gi descritte (punta fendente con il pugno in prima, punta dritta in seconda, punta sottana in terza, punta roversa in quarta), nel secondo caso saranno due, il mandritto, tirato alla testa o al petto frontalmente, e il roverso, tirato al fianco destro (sempre considerando la

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destra come mano armata). I tagli, come nella scherma di spada, saranno i fendenti, dallalto in basso, i mezzani da sinistra a destra e viceversa, orizzontalmente, e i sottani, dal basso in alto. Il colpo tirato con la daga devessere il pi secco e diretto possibile, per evitare di essere percepito facilmente dallavversario, sacrificando il caricamento del colpo a vantaggio della velocit di esecuzione. Un dato di fatto incontestabile: pressoch impossibile cavarsela senza un graffio nel fare a cortellate, soprattutto se si aggrediti di sorpresa e se si disarmati, pertanto leconomia del combattimento devessere improntata tatticamente al limitare i danni. Le tecniche di difesa e di controffesa sono molteplici e non necessario in questa sede illustrarle, ma ci che importante evidenziare che laddestramento alla difesa e alla scherma di pugnale, pi che sul numero di azioni deve concentrarsi sulle corrette misura, velocit e scelta di tempo nellesecuzione: quindi poche tecniche ma perfettamente conosciute ed utilizzate. Ottimi esercizi in questo senso sono: Schivare gli attacchi, portati a velocit sempre maggiore, a pi fermo. Schivare gli attacchi, portati a velocit sempre maggiore, in movimento. Parare gli attacchi e applicare le contrarie a pi fermo. Parare gli attacchi e applicare le contrarie in movimento.

E bene che sia sempre listruttore il primo avversario armato dellallievo, per dargli progressivamente il senso del tempo e della misura e soprattutto per infondergli sicurezza in se stesso.

Capitolo 9 Programmi d'allenamento


In questo capitolo vogliamo suggerire un programma per il sistema didattico che abbiamo analizzato fino a questo momento. Il programma suddiviso in quattro cicli e i tempi sono riferiti a sessioni di allenamento dedicate completamente alla lotta della durata di almeno unora e mezza, con una frequenza bisettimanale. I cicli non sono compartimenti stagni, ovvero possibile cominciare a trattare gli argomenti del ciclo successivo a quello in studio al momento, senza per dimenticare che alcuni insegnamenti sono propedeuticit obbligatorie per altri (ad esempio lo studio delle cadute deve essere affrontato prima di cominciare lo studio delle proiezioni). Inoltre i concetti fondamentali, come le guardie o il passeggio, devono essere oggetto di costante allenamento. I cicli sono i seguenti: Primo ciclo: impostazione dei movimenti, sviluppo dell'equilibrio, potenziamento e allungamento muscolare. Durata: 2 mesi Movimenti e passeggio in avanti e indietro, movimenti laterali. Poste. Introduzione alle prese. Training fisico volto al raggiungimento del livello basico di fitness.

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Secondo ciclo: sviluppo delle tecniche di presa e contrarie, introduzione alle percussioni. Durata: 4 mesi Prese e loro contrarie. Parate e schivate. Introduzione ai colpi di pugno (media - larga misura). Training di supporto con focalizzazione sul potenziamento delle braccia. Terzo ciclo: sviluppo di colpi, cadute, introduzione al combattimento. Durata: 3 mesi Tecniche di percussione sulla larga misura. Tecniche di percussione sulla media misura. Introduzione e sviluppo delle cadute. Combattimento in libera con le sole percussioni e prese. Training di supporto focalizzato sull'allungamento muscolare e sulla coordinazione. Quarto ciclo: chiavi e contrarie, sbilanciamenti e proiezioni. Durata: 4 + mesi Introduzione e sviluppo delle chiavi e delle contrarie. Tecniche di sbilanciamento e di proiezione. Combattimento totale. Training di supporto con focalizzazione alla resistenza, alla precisione e al miglioramento dell'equilibrio. Un allenamento tipo comprender un riscaldamento iniziale che avr lo scopo di preparare all'attivit didattica e di raggiungere un livello di fitness idoneo alla pratica del combattimento. Seguiranno delle lezioni di tecnica e degli esercizi adatti a sviluppare gli automatismi del combattimento e per finire qualche breve scontro se previsto dal grado di esperienza oppure alcuni esercizi di rilassamento ed allungamento. Esempio: Riscaldamento. Corsa leggera. Piegamenti su braccia e gambe. Addominali alti e bassi. Stretching di scioglimento da soli e a coppie. Saltelli sul posto e andature. Oppure pallavolo, basket, calcio senza esagerare per una quindicina di minuti. Sessione di tecnica di gruppo. Esercizi su poste e movimenti. Esercizi a coppie. "Forme". Lezioni individuali mentre gli altri continuano con quanto sopra. Combattimenti, piccoli tornei, scenari, oppure stretching d'allungamento e/o rilassamento.

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Nota bibliografica
I seguenti testi sono il miglior riferimento storico e filologico per approfondire il tema della lotta a mani nude e della difesa personale contro le aggressioni di pugnale nei trattati di scherma europei del tardo medioevo.

Fiore de Liberi - Flos Duellatorum in armis, sine armis, equester et pedester - 1409
Edizione critica del manoscritto Pisani-Dossi a cura di F. Novati (1903) ristampata nel 1982 dalla Federazione Italiana Scherma. Edizione del manoscritto Pisani-Dossi a cura di G. Rapisardi (Gladiatoria, 1998, distribuito da Il Cerchio Iniziative Editoriali - Rimini). Due versioni originali del manoscritto sono custodite negli Stati Uniti. In questopera, prima ispiratrice del presente lavoro, sono illustrate tecniche di presa disarmato contro disarmato, disarmato contro daga e daga contro daga; interessanti anche le prese nella scherma di spada e negli assalti a cavallo.

Talhoffer, Lichtenauer, Lebkommer, Meyer, Durer - Fechtbuch - XV - XVI sec.

Ciascuno di questi Maestri tedeschi fu autore di un fechtbuch (lett. libro di scherma), tra il XV e i primi del XVI secolo; le tecniche di presa sono in queste opere ampiamente citate, descritte e illustrate.

Filippo Vadi - De arte gladiatoria dimicandi - post. 1480


Il manoscritto una palese imitazione riveduta e corretta dellopera di Fiore de Liberi, contenente tra le altre una serie di tavole sulla difesa personale.

Achille Marozzo - Opera Nova dellarte delle armi - 1536


Edizione a cura di G. Rapisardi (Gladiatoria, 1999, distribuito da Il Cerchio Iniziative Editoriali - Rimini). Lopera ebbe quattro ristampe, senza modifiche rilevanti, dal 1536 al 1568, e la parte di maggior interesse per la difesa personale a mani nude costituita dallappendice al volume, consistente in ventidue prese, contrarie ad altrettanti attacchi di pugnale.

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Tecniche di presa, percussione, proiezione, sono comunque presenti in pressoch tutti i trattati di scherma conosciuti, dal medioevo ai primi anni del XIX secolo (cfr. Rossaroll & Grisetti - La scienza della scherma - 1803) e, con le dovute cautele, sono possibili confronti metodologici con alcune arti marziali orientali pi conosciute e praticate, in particolare il ju-jitsu giapponese o il sambo russo, per meglio comprendere i suggerimenti dei trattatisti, la cui tradizione orale andata purtroppo perduta attraverso i secoli. In quanto programma di ricerca sulle forme di combattimento italiane antiche, gli argomenti proposti rientrano nei programmi sviluppati dallAccademia Nazionale di Scherma di Napoli (ente morale fondato nel 1861 e riconosciuto con regio decreto nel 1926, unico organismo regolarmente autorizzato a rilasciare il diploma di Maestro di scherma), in collaborazione con AIMS (Associazione Italiana Maestri di Scherma), per il conseguimento di ciscuno dei tre gradi di Magistro di scherma antica, istituiti nel 1999.

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