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REGOLE E REGOLAMENTO

GUIDA AL JIU-JITSU BRASILIANO SPORTIVO PER ATLETI AGONISTI E AMATORI

Prefazione e traduzione dal portoghese di


ANDREA BAGGIO

Copyright  2008 MILANIMAL

Il materiale di questo libro non deve essere riprodotto né


interamente, né in parte, in nessuna forma a meno che l’Autore
non fornisca un preventivo consenso scritto.

Per qualsiasi richiesta o informazione contattare l’Autore su:


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Guida al jiu-jitsu brasiliano sportivo per atleti agonisti e amatori.

PREFAZIONE

La stesura del regolamento del jiu-jitsu brasiliano credo abbia segnato


un momento importante per questa arte (jitsu). Si è passati dal mondo
esclusivamente marziale a quello sportivo, rendendo la pratica di
questo sistema di combattimento accessibile a chiunque.

Le regole non solo devono segnare i confini entro i quali l’atleta


impegnato in una competizione si può muovere ma hanno il difficile
compito di educare qualsiasi praticante al rispetto del compagno
d’allenamento e dell’avversario e di dare uno strumento di
divulgazione efficace a tutti gli insegnanti.

Questo è il motivo per cui raccomando a chiunque di studiare le


regole con attenzione e spirito critico ma senza allontanarsi
dall’essenza e dallo spirito vero di questo sistema, che è il
combattimento.

Andrea Baggio

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REGOLAMENTO SPORTIVO DEL JIU JITSU BRASILIANO

Il regolamento sportivo del jiu-jitsu brasiliano è stato creato per


permettere all’atleta di dimostrare le sue capacità fisiche, le sue
abilità strategiche e le sue conoscenze tecniche con l’unico scopo di
costringere alla resa il proprio avversario.

In generale, le tecniche vietate sono: mordere, tirare i capelli, infilare


le dita negli occhi, colpire o attingere in qualsiasi modo gli organi
genitali, torcere le dita o qualsiasi altro gesto che tenda a recare
danno all’avversario attraverso l’uso di mani, gomiti, testa, ginocchia e
piedi, mentre quelle permesse sono: tutti i tipi di immobilizzazioni,
strangolamenti o leve articolari e proiezioni. In sostanza è valido ogni
gesto tecnico atto a neutralizzare e sottomettere il proprio avversario.

Le competizioni sono il momento più importante per gli atleti, per i


tecnici e per tutti gli interessati a questa disciplina direttamente o
indirettamente. Il fair play riveste un ruolo fondamentale, fornendo
credibilità e sicurezza al jiu-jitsu brasiliano inteso come sport. Questa è
l’unica maniera possibile per permettere un giorno al jiu-jitsu brasiliano
di poter partecipare al più grande spettacolo sportivo, le Olimpiadi.

Il regolamento che segue è la colonna sulla quale si regge il jiu-jitsu


brasiliano sportivo. Contiene i diritti e i doveri di tutte le persone che ne
fanno in qualche modo parte come atleti, tecnici, dirigenti e anche
come spettatori. Per questo motivo è importante cercare di adottare
e consolidare il regolamento al fine di conquistare gli obiettivi sopra
citati.

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Articolo 1 – Area di Gara

L’area di gara è composta da 2 o più aree di lotta. Ogni area è


circondata da tutto il personale di supporto, composto da arbitri,
cronometristi, ispettori, addetti alla sicurezza e commissione
disciplinare. Quest’ultima ha l’obbligo di intervenire in caso di
comportamento antisportivo di allenatori, insegnanti, arbitri o di altri
assistenti che potrebbero avere la possibilità di interferire nel regolare
svolgersi dell’evento.

Area di gara: ogni area deve essere composta da un minimo di 64m2


ad un massimo di 100m2 di materassina. Questa area viene a sua volta
suddivisa in due aree minori: l’area interna (area di combattimento)
composta da 36m2 di materassina, mentre l’area esterna (area di
sicurezza) deve essere composta di 28m2 di materassina di colore
diverso da quello dell’area interna.

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Articolo 2 – Equipaggiamento

Il tavolo della direzione è il tavolo che coordina e dirige il lavoro, i


compiti specifici e le posizioni sul tatami del personale e degli atleti
presenti alla competizione. Al tavolo della direzione, inoltre, sono
presenti solo le autorità competenti. Il tavolo è posizionato di fronte ad
ogni area di gara ed è fornito di sedie riservate al cronometrista,
all’arbitro e all’ufficiale incaricato dell’annotazione dei punti. Accanto
a queste è presente una sedia per l’ispettore dell’arbitraggio, il cui
dovere è di assicurare che l’arbitraggio sia eseguito in modo corretto
e verificare le identità degli atleti.

• Sedie e tavoli: le sedie e i tavoli devono essere posizionati


strategicamente a lato dell’area di competizione per la migliore
supervisone di ogni lotta.

• Tabellone del punteggio: per ogni area di competizione ci sono


due tabelloni indicanti il punteggio in orizzontale, situati sul bordo
del tavolo e facilmente visibili dall’arbitro, dalla commissione e
dagli spettatori.

• Cronometri: sono obbligatori due cronometri per ogni area di


gara. Il primo serve a controllare la durata di ogni lotta mentre il
secondo è di riserva nel caso il primo non funzioni correttamente.

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Articolo 3 – Arbitraggio

Il combattimento è condotto da un arbitro centrale sotto la


supervisione della commissione di arbitraggio. L’arbitro centrale è
assistito dagli ufficiali responsabili per l’annotazione del punteggio e
dai cronometristi. L’arbitro centrale è l’autorità massima all’interno
dell’area di gara e nessuno può cambiare o ribaltare le decisioni di
quest’ultimo se non la Federazione in casi speciali. Nel caso in cui
l’arbitro mostri evidenti segni di inettitudine nello svolgimento dei
compiti a lui assegnati, l’ispettore dell’arbitraggio presente alla
manifestazione ha l’autorità per sostituirlo.

Durante la lotta l’arbitro ha il dovere di dirigere i lottatori verso il centro


dell’area di gara. Nel caso in cui i lottatori finiscano al di fuori della
stessa, l’arbitro dice “PAROU” e al tempo stesso esegue il gesto
attribuito al comando in oggetto, mentre gli atleti devono mantenere
la loro posizione senza muoversi. Lo stesso accade quando i due terzi
del corpo di un atleta si trovano al di fuori dell’area di combattimento.
L’arbitro può essere assistito dal cronometrista al momento di riportare
gli atleti al centro dell’area di gara. Nel caso in cui ciò non sia possibile
viene chiesto agli atleti di riportarsi al centro dell’area di gara
assumendo la stessa posizione.

L’arbitro non deve permettere nessun tipo di interferenza esterna al


momento della lotta. L’intervento nell’area di gara della squadra di
pronto soccorso e del medico è ammesso soltanto a discrezione
dell’arbitro.

E’ severamente proibito all’arbitro o al personale presente al tavolo di


gara di conversare con gli atleti o con il pubblico presente.

Lo scadere del tempo di gara è definito dai cronometristi, i quali


segnalano all’arbitro l’evento in questione in modo chiaro e visibile.

Una volta che dal tavolo viene segnalata la fine della lotta, l’arbitro
può ancora dare un vantaggio per un tentativo di finalizzazione o per
qualsiasi altro gesto tecnico che avrebbe potuto portare
all’assegnazione di punti nel caso in cui fosse stato raggiunto il tempo
effettivo di stabilizzazione, ad esclusione delle proiezioni visto che

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queste tecniche non richiedono di un tempo di stabilizzazione per


l’assegnazione dei punti.

L’ufficiale di gara ha l’obbligo di tradurre i gesti dell’arbitro sul


tabellone. Infatti il tavolo è provvisto di due tabelloni, uno per ogni
atleta, con tessere verdi, gialle e bianche per l’assegnazione di punti,
vantaggi e penalità.

L’annotazione dei punti è di responsabilità degli ufficiali di gara. Le


annotazioni non possono essere alterate e devono riportare
esattamente le indicazioni dell’arbitro.

Nota Bene: in accordo con le ultime disposizioni della CBJJ e IBJJF


sono presenti 3 arbitri per ogni area di lotta. Durante lo svolgimento
della lotta il criterio da osservare è il seguente:

• Gli arbitri laterali hanno la stessa autorità dell’arbitro centrale. Ciò


significa che tutti gli arbitri possono assegnare punti e/o vantaggi
e infliggere penalità.

• Per l’assegnazione dei punti e/o delle penalità si segue la


classica regola della maggioranza.

• Nel caso i tre arbitri si esprimano con tre pareri completamente


discordanti sul gesto tecnico di uno degli atleti coinvolti nell’area
di gara, si opta per l’assegnazione del punteggio di mezzo: ad
esempio, l’arbitro centrale assegna 3 punti per un passaggio di
guardia, uno degli arbitri laterali assegna un vantaggio, mentre
l’altro arbitro laterale non assegna alcun punteggio. La decisone
è di assegnare un vantaggio perché cade in mezzo ai due
estremi.

Osservazione: per tutto quello che riguarda ciò che non è stato preso
in esame nel regolamento, si rimanda alla discrezione dell’arbitro.

Posizione e funzione dell’arbitro centrale

L’arbitro centrale deve rimanere nell’area di combattimento e ha


l’obbligo di dirigere il combattimento determinandone non solo il
risultato ma assicurandosi anche che le sue decisioni vengano
correttamente annotate sul tabellone.
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L’arbitro centrale, nel caso in cui i kimoni degli atleti siano dello stesso
colore, dà al primo atleta che viene chiamato sulla materassina la
cintura verdeoro facendolo stare alla propria destra. Nel caso in cui gli
atleti abbiano kimoni di colori diversi, l’atleta con il kimono blu sta
sempre alla destra dell’arbitro centrale mentre gli atleti con kimono
bianco o nero alla sinistra di quest’ultimo.

Dopo il saluto di rito, l’arbitro centrale dà il via alla lotta dicendo


“COMBATE”.

I punti assegnati dall’arbitro centrale vengono annotati sul tabellone


dall’ufficiale di gara. In caso di pareggio ai punti e ai vantaggi,
l’ufficiale di gara solleva simultaneamente due bandiere, dopodichè
l’arbitro centrale ha l’obbligo di decidere quale dei due lottatori è
stato più aggressivo nel cercare la vittoria durante la lotta e dichiararlo
vincitore. Non esiste in nessun caso la possibilità di pareggio. L’arbitro
centrale decide chi è il vincitore e la sua decisone è indiscutibile.

L’arbitro centrale ha il compito di assicurarsi che tutto sia in ordine


prima dell’inizio della lotta: la materassina, l’equipaggiamento, i
kimoni, l’igiene della materassina e degli atleti, etc etc..

L’arbitro deve assicurarsi che nessuno si trovi in una posizione tale da


poter interferire nel naturale corso della lotta o ledere in alcun modo
gli atleti.

Interpretazione del tabellone per l’assegnazione dei punti

Il tabellone è diviso nelle seguenti sezioni:

• 4 punti: montada e presa della schiena.

• 3 punti: passaggio di guardia

• 2 punti: proiezione, ribaltamento e ginocchio sullo stomaco

• -1, -2, ..: penalità

• 1, 2, 3, ..: vantaggi

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TABELLONE DEI PUNTEGGI

4 3 2 -1 1

Montada Passaggio di Proiezione Penalità Vantaggi


guardia

Ribaltamento

Presa della Ginocchio


schiena sullo
stomaco

L’arbitro centrale ha l’obbligo di assegnare la vittoria a chi dei due


atleti ha la somma maggiore di punti. In caso di parità nel calcolo
delle sommatorie dei punteggi, l’arbitro prende in considerazione i
vantaggi, premiando chi dei due ne ha collezionati di più. Se anche
così non si riesce a stabilire il vincitore, l’arbitro premia chi dei due ha
collezionato meno penalità. Il tabellone, quindi, viene interpretato e
letto in questo senso. Nel caso di più assoluta parità, è l’arbitro a
scegliere il vincitore.

Ufficiale di gara responsabile per il controllo del kimono – Medidor

L’ufficiale di gara verifica prima che la lotta abbia inizio l’igiene degli
atleti e che il kimono sia della misura giusta attraverso l’uso di uno
strumento appositamente creato a tal fine. Inoltre si assicura che lo
stato e il colore del kimono e della cintura siano buoni.

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STRUMENTO DI MISURAZIONE

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Articolo 4 – I gesti dell’arbitro

L’arbitro centrale ad ogni azione esegue un gesto corrispondente così


come segue:

• Proiezione, ribaltamento e ginocchio sullo stomaco: l’arbitro alza


la mano corrispondente all’atleta indicando due punti.

• Passaggio di guardia: l’arbitro alza la mano corrispondente


all’atleta indicando tre punti.

• Montada e presa della schiena: l’arbitro alza la mano


corrispondente all’atleta indicando quattro punti.

• Penalità: l’arbitro deve ruotare le mani con entrambi i pugni


chiusi dopo aver segnalato l’atleta colpito dalla penalità e di
seguito deve dare un vantaggio all’altro atleta.

• Vantaggi: l’arbitro per indicare un vantaggio estende il braccio


verso l’esterno in senso orizzontale e parallelamente alla spalla.

• Interruzione della lotta: l’arbitro apre orizzontalmente e


simultaneamente le braccia all’altezza delle spalle.

• Sospensione della lotta: L’arbitro centrale mette una mano


sull’altra formando una T, segnalando cosi al cronometrista di
fermare il tempo.

• Squalifica: L’arbitro alza le braccia incrociandole, indicando poi


l’atleta squalificato.

• Per cancellare un punto assegnato in precedenza: l’arbitro


centrale sventola la mano al di sopra della testa.

• Passività nella lotta: l’arbitro incrocia le braccia, afferrandosi gli


avambracci e avvisando verbalmente l’atleta passivo nel primo
caso di segnalazione. Dal secondo caso in poi inizia a punirlo
secondo le regole del caso.

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• Inizio della lotta: l’arbitro posiziona gli atleti uno di fronte all’altro
e stende tra loro un braccio all’altezza delle spalle, dopodichè
abbassandolo dice “COMBATE”.

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Articolo 5 – Conclusioni della lotta

Non vi è possibilità di pareggio. Il risultato di ogni lotta viene


determinato da:

• Resa
• Squalifica
• Perdita di conoscenza
• Punti
• Vantaggi

Resa: si intende con resa quando la superiorità tecnica di uno dei due
atleti costringe l’avversario a dichiararsi sconfitto. Questi sono tutti i
possibili casi:

• Battere ripetutamente il palmo della mano sul proprio avversario


o per terra in modo chiaro e visibile.

• Battere ripetutamente con i piedi per terra (se non si è in grado di


farlo con le mani).

• Chiedere verbalmente all’arbitro che la lotta venga fermata (se


non si può farlo nè con le mani nè con i piedi).

• Chiedere che la lotta venga fermata se si ritiene di essersi


infortunati o se ci si sente fisicamente incapaci di continuare.

• In tutte le categorie, dalla cintura bianca alla nera, l’arbitro ha il


diritto di fermare la lotta e assegnare la vittoria a quell’atleta
che, qualora portasse a termine una finalizzazione perfettamente
chiusa, arrecherebbe seri danni fisici al suo avversario.

• Gridare “Aì” nel momento in cui si sta subendo una tecnica di


finalizzazione equivale a dichiararsi resi.

• Quando l’insegnante o il tecnico di uno dei due atleti chiede di


fermare la lotta dirigendosi verso l’arbitro.

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• Chiede l’interruzione della lotta a causa di crampi equivale a


dichiararsi resi.

Squalifica: i falli che portano alla squalifica o alla perdita di punti


possono essere gravi e non gravi.

Falli gravi: i falli gravi sono quelli che portano all’immediata squalifica
da parte dell’arbitro e si verificano nei seguenti casi:

• L’uso di un linguaggio improprio o qualsiasi mancanza di rispetto


verso l’arbitro, gli ufficiali di gara, gli atleti ed il pubblico.

• Mordere, tirare i capelli, mettere le dita negli occhi o nel naso


dell’avversario, cercare intenzionalmente di colpire i genitali
dell’avversario o l’uso di pugni, piedi, ginocchia, gomiti o testa
con l’intenzione di nuocere al proprio avversario o guadagnare
un vantaggio in modo scorretto.

• Ogni volta che il kimono si danneggia durante una lotta, l’arbitro


offre l’opportunità all’atleta di cambiarlo. Se ciò non avviene nel
tempo prefissato, l’atleta viene squalificato.

• L’atleta deve indossare un indumento sotto i pantaloni del


kimono, ricordando il rischio che l’uniforme di gara si può
strappare.

• Se un atleta, nel momento di un’eventuale sottomissione da


parte dell’avversario, anziché battere come da regolamento,
fugge dall’area di lotta chiedendo all’arbitro di interrompere
l’azione, deve essere immediatamente squalificato. Non essendo
considerato un fallo di tipo disciplinare ma tecnico, il trasgressore
può tornare a combattere nella categoria open o se nella sua
categoria di peso risultano essere solo tre iscritti.

Falli non gravi: modi e applicazioni delle penalità non gravi.

• Modo di procedere in caso di penalità:

• Alla prima volta l’atleta falloso viene avvisato verbalmente.

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• Alla seconda volta, all’avversario dell’atleta falloso viene


assegnato un vantaggio.

• Alla terza volta, all’avversario dell’atleta falloso vengono


assegnati 2 punti.

• Dopo la terza volta l’arbitro ha il diritto di squalificare l’atleta


falloso.

• Casi di applicazione delle penalità:

• All’atleta è permesso sedersi o inginocchiarsi solo dopo aver


fatto una presa sul kimono dell’avversario.

• Quando entrambi gli atleti corrono o verso le estremità


dell’area di gara o ne escono per evitare la lotta o quando
nella lotta al suolo si trascinano o rotolano fuori dall’area di
gara o si rialzano in piedi ed escono per evitare la lotta e/o
guadagnare tempo.

• Quando l’atleta evita la lotta togliendosi il kimono o


permettendo che gli venga tolto dall’avversario per avere
tempo per riposare e/o evitare di lottare.

• Quando l’atleta inserisce le dita delle mani dentro le


maniche o i pantaloni del kimono dell’avversario o afferra
con entrambe le mani la cintura dello stesso.

• Quando l’atleta è passivo durante la lotta, ovvero si limita a


bloccare l’avversario senza cercare sottomissioni. Quando
l’arbitro vede che un atleta sta fermando la lotta con
passività, richiede che vengano cronometrati 20” e dice
“LUTE”, eseguendo il gesto corrispondente. Allo scadere dei
20” se l’atleta passivo non ha cambiato posizione o
mostrato visibili segni di attività , l’arbitro dice ancora “LUTE”
e ripete il gesto corrispondente all’avviso, penalizzando
l’atleta passivo e dando un vantaggio al suo avversario.
Nel caso in cui l’atleta continui ad essere passivo, l’arbitro
interrompe la lotta dicendo “PAROU” penalizza l’atleta
passivo e da 2 punti al suo avversario, facendo poi
riprendere la lotta dalla posizione in piedi, con la possibilità
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per l’atleta punito di essere squalificato al prossimo fallo


commesso.

Osservazione: una penalità con una perdita immediata di 2 punti


avviene quando un atleta scappa dall’area di lotta per evitare un
ribaltamento o una proiezione che secondo l’arbitro sarebbero stati
portati a termine o quando l’atleta scappa dall’area di gara per
evitare una finalizzazione che non sia stata completata e quando il
caso non rientri nell’articolo relativo alla squalifica.

Perdita di conoscenza: un atleta viene sconfitto dopo aver perso


conoscenza nel caso in cui ciò sia avvenuto in seguito all’applicazione
di tecniche valide di strangolamento, pressione o proiezione o in
incidenti in cui l’avversario non abbia commesso falli gravi da punire
direttamente con la squalifica.

Punti:

Punti positivi: la natura della competizione permette agli atleti di usare


le loro abilità tecniche per sottomettere o neutralizzare l’avversario. I
punti simboleggiano la superiorità tecnica di un atleta dimostrata
durante la lotta.

Osservazione: non vengono assegnati punti all’atleta che, stando in


una posizione di dominio sul proprio avversario ed essendosi già visti
assegnati i punti per quella posizione, la abbandona volontariamente
per farsi assegnare altri punti per la stessa posizione.
Ad esempio: passare dal ginocchio sullo stomaco alla stessa posizione
sull’altro fianco dell’avversario, non prevede l’assegnazione di nuovi
punti.

La lotta deve essere una condizione ascendente di tecnica, mirata al


dominio dell’avversario e alla sua sottomissione.

Nessun punto deve assegnato all‘atleta che raggiunge una posizione


mentre sta subendo una tecnica di finalizzazione. I punti relativi alla
posizione raggiunta devono essere assegnati solo dopo che la tecnica
di finalizzazione è stata completamente difesa. Ad esempio: quando
un atleta monta il suo avversario mentre si trova in una ghigliottina, i
punti per la montada vengono assegnati solo quando la sottomissione
è stata difesa.
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Posizioni: si tratta di posizioni conquistate tecnicamente e che


vengono considerate importanti in termini di strategia di lotta e
finalizzazione. Nel momento in cui non ci sono finalizzazioni durante
una lotta, queste posizioni vengono computate e convertite in punti
secondo i seguenti criteri:

Proiezione

Qualsiasi tipo di tecnica che permette di proiettare l’avversario sulla


schiena o su un fianco viene premiata immediatamente con 2 punti.
Se L’atleta A proietta l’atleta B e quest’ultimo cade al suolo in
ginocchio o in qualsiasi altra posizione che non sia sulla schiena o su
un fianco, l’atleta A si vede assegnare 2 punti solo nel caso in cui
riesce a mantenere l’atleta B a terra e a dominarlo da sopra per
almeno 3”.

Osservazione 1: la proiezione che si conclude al di fuori dell’aera di


gara o nell’area di sicurezza è valida solo se l’atleta che l’ha eseguita
si trovava con entrambi i piedi nell’area di gara al momento dell’inizio
della tecnica.

Osservazione 2: se un atleta ha un solo ginocchio appoggiato al suolo


e viene proiettato, il suo avversario riceve 2 punti a patto che al
momento della proiezione si trovi in piedi. Mentre se un atleta ha
entrambe le ginocchia al suolo e viene proiettato o spinto a terra, chi
lo proietta ha l’obbligo di passare sul fianco e stabilizzare per ricevere
un solo vantaggio.

Osservazione 3: quando un atleta esegue una bahiana o un single leg


e il suo avversario si siede e riesce ad invertire la posizione, l’atleta che
ha provato a proiettare non riceve punti mentre li riceve chi ha
eseguito il ribaltamento.

Osservazione 4: quando un atleta proietta il proprio avversario finendo


però sotto, chi ha eseguito la proiezione riceve 2 punti, mentre il suo
avversario un solo vantaggio. Se chi proietta, invece, finisce nella
guardia dell’avversario e da qui viene ribaltato, entrambi ricevono 2
punti, il primo per la proiezione e il secondo per il ribaltamento.

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Passaggio di guardia

Quando un atleta si trova al di sopra del suo avversario, in mezzo alle


sue gambe, preso tra queste o meno (mezza guardia, guardia aranha,
guardia seduta, etc etc..), e si sposta sul fianco di quest’ultimo,
stabilendo un controllo trasversale o longitudinale sul tronco
dell’avversario, dominandolo e mantenendolo sulla schiena o su un
fianco, senza lasciargli spazio per scappare dalla posizione, gli
vengono assegnati 3 punti.

Osservazione: se l’atleta che si trova sotto evita il passaggio


mettendosi in ginocchio o addirittura alzandosi in piedi, l’iniziativa del
passaggio viene premiata solo con un vantaggio e non con i canonici
3 punti.

Ginocchio sullo stomaco

Quando un atleta che si trova al di sopra dell’altro pone il proprio


ginocchio sull’addome dell’avversario, controllandogli il bavero, un
braccio o addirittura la cintura e tenendo l’altra gamba sollevata con
il solo piede a terra gli vengono assegnati 2 punti.

Osservazione 1: nel caso in cui l’atleta che si trova sotto non permetta
all’avversario di mettere il ginocchio sul suo addome o chi sta sopra
non riesca a stabilizzare la posizione completamente, viene assegnato
solo un vantaggio.

Osservazione 2: nel caso in cui la posizione sia eseguita così come


descritto sopra ma il ginocchio sullo stomaco sia quello vicino alla
testa dell’avversario, non vengono assegnati né punti né vantaggi.

Montada

La montada si verifica quando un atleta è seduto sul torace del suo


avversario, il quale può trovarsi a pancia in giù, in su o su un fianco.
L’atleta in montada può trovarsi al di sopra di una delle braccia
dell’avversario, ma mai al di sopra di entrambe. E’ considerata
montada anche quando una delle due ginocchia è sollevata da
terra. In tutti questi casi si ricevono 4 punti.

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Osservazione 1: nessun punto viene assegnato se l’atleta ha una


gamba o un piede bloccato tra le gambe dell’avversario.

Osservazione 2: se un atleta applica un triangolo dalla guardia e da


quella posizione ribalta il suo avversario cadendo sempre con il
triangolo chiuso ma in montada, allora non si considerano i punti della
montada ma solo quelli del ribaltamento.

Presa della schiena

Si verifica quando un atleta si posiziona dietro il suo avversario, più


precisamente sulla schiena, e lo controlla con le gambe intorno al
bacino e con i talloni rivolti verso l’interno delle cosce non
permettendogli di liberarsi. Questa posizione viene premiata con 4
punti.

Osservazione: si considera presa della schiena anche quando una


gamba sta sopra un braccio dell’avversario, ma mai quando tutte e
due le gambe stanno sopra entrambe le braccia dell’avversario.

Ribaltamento (o inversione)

Avviene quando l’atleta che sta sotto ed ha il proprio avversario nella


guardia o nella mezza guardia, riesce a passare sopra, invertendo la
posizione. Quest’azione viene premiata con 2 punti.

Osservazione1: non è considerato un ribaltamento e quindi premiato


di conseguenza se l’azione non inizia da dentro la guardia o dalla
mezza guardia.

Osservazione 2: quando l’avversario che tenta di ribaltare passa alla


schiena dell’avversario, senza controllare con le gambe e i talloni
come descritto sopra, riceve 2 punti.

Osservazione 3: se un atleta tenta di ribaltare l’avversario ma entrambi


ritornano in piedi e l’atleta che in precedenza aveva provato ad
invertire la posizione, a questo punto, esegue una proiezione
rimanendo sopra l’avversario, riceve 2 punti.

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Punti cumulativi

I punti cumulativi sono la sommatoria di punti derivanti da più azioni,


una di seguito all’altra. Ad esempio: per un’inversione che finisce in
montada sono assegnati 6 punti, 2 punti per il ribaltamento e 4 punti
per la montada; per un passaggio di guardia che finisce in montada
sono assegnati 7 punti, 3 punti per il passaggio di guardia e 4 punti per
la montada.

Punti negativi (o penalità)

Sono punti che vengono assegnati all’atleta che commette per la


terza volta un fallo non grave. Ad esempio: rimanendo passivo senza
cercare modi di finalizzare l’avversario.

Quando l’arbitro percepisce che l’immobilizzazione è consolidata ma


l’atleta non sta cercando la finalizzazione e si limita solamente a
bloccare l’avversario a terra, dice “LUTE”, esegue il gesto relativo e
comincia un conteggio regressivo di 20” al termine del quale se
l’atleta non ha cambiato posizione o manifestato espressamente la
volontà di cercare una finalizzazione, ripete la procedura ma questa
volta assegnando alla fine un vantaggio all’atleta bloccato a terra. Se
la situazione resta di stallo, l’arbitro ha il dovere di interrompere gli
atleti e farli ricominciare al centro dell’area di gara in piedi non prima
però di aver assegnato all’atleta che in precedenza era bloccato al
suolo 2 punti.

Vantaggi:

Viene assegnato un vantaggio all’atleta che non riesce a portare a


termine una delle tecniche fondamentali della lotta, come ad
esempio: una proiezione, un ribaltamento o una sottomissione, etc
etc..

• I vantaggi dati per una proiezione vengono assegnati quando


uno dei due atleti ha una visibile perdita dell’equilibrio dovuta ad
una proiezione quasi portata a termine dall’avversario.

• Nel caso in cui un atleta sia nella guardia dell’avversario:

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Guida al jiu-jitsu brasiliano sportivo per atleti agonisti e amatori.

• Chi sta sopra guadagna un vantaggio nel momento in cui


cerca di passare la guardia. Perché l’arbitro possa assegnare
effettivamente un vantaggio, l’atleta che si trova nella
guardia deve quasi riuscire a passarla costringendo
l’avversario a impiegare energie per ristabilire la posizione, ad
esempio: passando in mezza guardia, non riuscendo a
stabilizzare la posizione di controllo per più di 3”, etc etc..

• Chi sta sotto guadagna un vantaggio se riesce quasi a


ribaltare il suo avversario mettendolo in una posizione
pericolosa o applicando una sottomissione che costringe
l’avversario alla difesa.

Osservazione: perché il tentativo di ribaltamento possa essere


premiato con un vantaggio, occorre che l’atleta che lo esegue
apra anche per un solo istante le gambe cercando di salire
sopra il suo avversario.

Quando ci si trova in una situazione di parità sul tabellone, l’arbitro


decide se assegnare un vantaggio, dichiarando la vittoria di un atleta,
usando i seguenti criteri:

• Viene assegnato un vantaggio all’atleta che ha provato durante


il corso della lotta ad applicare tecniche con maggiore
aggressività ed iniziativa, provando a proiettare, ribaltare,
passare la guardia, prendere la schiena o ad eseguire altre
tecniche di finalizzazione, mostrando così di aver dominato
l’avversario per la maggior parte del tempo di gara,
costringendo l’avversario ad un atteggiamento difensivo.

• Nella fase di lotta in piedi viene assegnato un vantaggio


all’atleta che ha cercato con maggiore impeto e
determinazione di proiettare o finalizzare l’avversario.

• Nella fase di lotta al suolo viene assegnato un vantaggio


all’atleta che ha cercato con maggior impeto, determinazione e
tecnica di costringere l’avversario ad avere un atteggiamento
difensivo.

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Articolo 6 – Restrizioni

• In tutte le categorie, l’arbitro ha l’autorità per interrompere la


lotta quando si rende conto che, se portata a termine, la tecnica
di finalizzazione in esecuzione arrecherebbe seri danni fisici
all’atleta che la sta subendo.

• Le leve cervicali sono vietate in tutte le categorie.

• Gli atleti minorenni possono gareggiare nella categoria open


solo se appartengono alla classe di peso dei medi o a quelle
superiori.

• E’ vietato indossare scarpe da lotta o di qualsiasi altro genere,


caschi protettivi, maglie sotto la giacca del kimono (ad
eccezione dei partecipanti di sesso femminile) ed ogni tipo di
protezione che potrebbe in qualche modo alterare l’esito della
gara.

• Nella categoria infantile, ovvero tra i 4 e i 15 anni, quando un


atleta esegue un triangolo dalla guardia e chi lo subisce si alza in
piedi per difendere il tentativo di finalizzazione, è dovere
dell’arbitro posizionarsi in modo tale da proteggere entrambi gli
atleti per ridurre al minimo il rischio di danni alla cervicale in caso
di caduta.

Tecniche vietate:

• Dai 4 ai 12 anni:

• Bate Estaca, ovvero sbattere l’avversario al suolo da dentro


la guardia o in caso di finalizzazione
• Chiave al bicipite
• Leva articolare al polso
• Triangolo tirando a sé la testa
• Qualsiasi tipo di leva articolare al piede
• Qualsiasi tipo di leva articolare al ginocchio
• Qualsiasi tipo di leva cervicale
• Ezechiele o mata leao che non sia dalla schiena

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• Omoplata
• Ghigliottina frontale
• Kanibasami
• Leva articolare al tallone

• Dai 13 ai 15 anni:

• Bate Estaca, ovvero sbattere l’avversario al suolo da dentro


la guardia o in caso di finalizzazione
• Chiave al bicipite
• Leva articolare al polso
• Triangolo tirando a sé la testa
• Qualsiasi tipo di leva articolare al piede
• Qualsiasi tipo di leva articolare al ginocchio
• Qualsiasi tipo di leva cervicale
• Ezechiele o mata leao che non sia dalla schiena
• Kanibasami
• Leva articolare al tallone

• Dai 16 ai 17 anni e adulto cintura bianca:

• Bate Estaca, ovvero sbattere l’avversario al suolo da dentro


la guardia o in caso di finalizzazione
• Chiave al bicipite
• Leva articolare al polso
• Americana al piede
• Qualsiasi tipo di leva articolare al ginocchio
• Qualsiasi tipo di leva cervicale
• Kanibasami
• Leva articolare al tallone

• Da adulto a senior 5 (cintura blu e viola):

• Bate Estaca, ovvero sbattere l’avversario al suolo da dentro


la guardia o in caso di finalizzazione
• Chiave al bicipite
• Americana al piede
• Qualsiasi tipo di leva articolare al ginocchio
• Qualsiasi tipo di leva cervicale
• Kanibasami
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• Leva articolare al tallone

• Da adulto a senior 5 (cintura marrone e nera):

• Bate Estaca, ovvero sbattere l’avversario al suolo da dentro


la guardia o in caso di finalizzazione
• Qualsiasi tipo di leva cervicale
• Kanibasami
• Leva articolare al tallone

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Articolo 7 – Igiene

• Il kimono non deve essere assolutamente sporco o maleodorante.

• Le unghie dei piedi e delle mani devono essere corte e pulite.

• Gli atleti con i capelli lunghi devono fare in modo che questi non
siano d’intralcio durante la lotta.

• Non è permesso tingere i capelli con nessun tipo di spray, facendolo


l’atleta viene punito con la squalifica.

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Articolo 8 – Il kimono

Gli atleti hanno l’obbligo di indossare kimoni che rispettino le seguenti


condizioni:

• Il kimono deve essere di cotone o di materiale simile ed in buone


condizioni. Il tessuto non deve essere eccessivamente spesso o
rigido al punto da ostacolare l’avversario.

• Il kimono può essere di colore nero, bianco o blu, senza nessuna


possibilità di vestire combinazioni di questi colori (ad esempio
giacca bianca e pantalone blu).

• La giacca del kimono deve essere di una lunghezza sufficiente a


coprire le natiche e le maniche devono raggiungere i polsi
quando le braccia sono distese orizzontalmente in avanti. Inoltre,
le maniche devono essere di lunghezza e larghezza conforme a
quanto stabilito dalla CBJJ e dalla IBJJF.

• La cintura deve essere larga 4/5 cm, di colore corrispondente al


livello dell’atleta e legata in vita con un doppio nodo,
abbastanza stretto da mantenere il kimono chiuso in vita durante
la lotta.

• È proibito gareggiare con un kimono strappato, di misure non


conformi al regolamento o indossando una maglietta sotto la
giacca, ad eccezione delle categorie femminili.

• E’ vietato l’uso di kimoni dipinti a meno che le figure non siano di


sponsor o della marca del kimono stesso.

Gli atleti hanno l’obbligo di rispettare le direttive sull’igiene e sull’uso


conforme del kimono, pena l’immediata squalifica.

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Articolo 9 – Categorie di età

• PULCINI: 4, 5, 6 anni
• SPERANZE: 7, 8, 9 anni
• INFANTILE: 10, 11, 12 anni
• CADETTI: 13, 14,15 anni
• GIOVANILI: 16, 17 anni
• ADULTI: dai 18 ai 29 anni
• MASTER: dai 30 ai 35 anni
• SENIOR 1: dai 36 ai 40 anni
• SENIOR 2: dai 41 ai 45 anni
• SENIOR 3: dai 46 ai 50 anni
• SENIOR 4: dai 51 ai 55 anni
• SENIOR 5: dai 56 anni in su

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Articolo 10 – Durata delle lotte

PULCINI: 2 min
SPERANZE: 3 min
INFANTILE: 4 min
CADETTI: 4 min
GIOVANILI: 5 min

ADULTI:

• CINTURA BIANCA: 5 min


• CINTURA BLU: 6 min
• CINTURA VIOLA: 7 min
• CINTURA MARRONE: 8 min
• CINTURA NERA: 10 min

MASTER:

• CINTURA BIANCA E BLU: 5 min


• CINTURA VIOLA, MARRONE E NERA: 6 min

SENIOR: 5 min

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Articolo 11 – Punti assegnati in base alla classificazione


dell’atleta

• PRIMO POSTO: 9 punti


• SECONDO POSTO: 3 punti
• TERZO POSTO: 1 punto

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Articolo 12 – In caso di parità tra squadre

In tal caso viene premiata la squadra osservando nell’ordine i seguenti


criteri:

• Il maggior numero di medaglie d’oro.


• Il maggior numero di medaglie d’argento.
• Il campione di grado superiore.
• Il campione più pesante.

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Articolo 13 – Direzione e decisione delle lotte

• Tutti coloro i quali hanno una funzione ufficiale durante la


competizione come tecnici, professori, direttori, arbitri, annotatori
di punti e ufficiali di gara, sono soggetti a punizioni nel caso
diano istruzioni e consigli ai lottatori impegnati nel
combattimento da dentro l’area di competizione.

• Nel caso in cui entrambi gli atleti si infortunino durante la lotta e


non siano in grado di continuare, il risultato:

• si basa sui punti o i vantaggi già presenti sul tabellone.

• se non vi sono punti o vantaggi presenti sul tabellone, la


vittoria viene assegnata per sorteggio.

• Solo per le finali, il tempo di recupero tra un incontro e l’altro,


quando richiesto da uno dei due atleti, è al massimo doppio
rispetto alla durata prevista dal regolamento per la categoria in
questione.

• Ciascun atleta ha una sola opportunità di pesarsi ufficialmente


davanti ai commissari di gara.

• Nel caso in cui vi siano solo due atleti iscritti in categoria e uno di
questi non si presenti per la finale, l’unico atleta presente viene
dichiarato vincitore, mentre l’assente non può essere premiato
né può ricevere i punti derivanti dal suo eventuale piazzamento.

• Ogni atleta ha l’obbligo di presentarsi alle operazioni ufficiali di


verifica del peso con lo stesso kimono con cui si presenta sul
tatami per il suo primo incontro. In caso contrario, l’arbitro ha
l’obbligo di squalificarlo immediatamente.

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• Il posizionamento delle toppe sul kimono deve essere


esclusivamente simile a quello riportato nella figura che segue:

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Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che hanno


contribuito alla stesura di questo manuale, altro se non un
adattamento delle regole create 20 anni fa dai tecnici e dai Maestri
Carlos ed Helio Gracie al momento della fondazione della
Federazione di Jiu-Jitsu dello Stato di Guanabara, con il supporto del
Dr. Ecio Leal e del Maestro Pedro Hemetèrio.
Tra i collaboratori a questa nuova versione si possono nominare il
Maestro Alvaro Barreto, il Maestro Mansur, il Maestro Robson Gracie, il
Maestro Osvaldo Alves, il Maestro Flavio Behring, il Professor Henrique
Leao Teixeira, il Maestro Assed Naked Hadad, il Maestro Royler Gracie,
il Maestro Fernando Guimaraes, Il Presidente della LERJJI Silvio Pereira,
il Maestro Carlos Gracie Jr. e il Maestro Alvaro Mansur Guarçoni.

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