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PARTE I: INTERDISCIPLINARITA DI JOHN DEWEY

1. IL PENSIERO DI JOHN DEWEY: CARATTERI GENERALI


Piccola biografia: nato verso la met del 1800 e ha attraversato ben due secoli a livello culturale (ha
vissuto quasi 100 anni), poich ha condotto i suoi esperimenti di formazione su bambini sin da molto
giovane. La sua pi grande peculiarit fu quella di creare un ponte tra pedagogia, educazione e
democrazia (lo fece nella sua opera Le fonti di una scienza delleducazione).
Che cosa significa interdisciplinarit per John Dewey? Il sapere abbraccia diverse discipline,
unarmonia di diversi campi dellindagine scientifica. Questo significa interdisciplinarit.
Dewey un personaggio molto complesso: per comprenderlo al meglio, bisogna affidarsi alla religione
(molto importante nella cultura americana). Infatti, uno dei personaggi a cui si ispir Dewey fu
Emerson, il quale stabil limportanza fondamentale proprio del binomio Io-Religione. La religione
permette allio di costruire la realt, la quale non oggettiva, ma costituita puramente dalluomo in
maniera del tutto creativa. C un rapporto interattivo tra io e realt (lio plasma la realt e la realt
plasma lio) e attraverso questa interazione ha origine il futuro: quindi lio crea la realt ma anche il
futuro. E il passato cos? E un qualcosa che conosciamo bene, poich viene prima di noi.
Ci sono due problemi che possono scaturire dalla visione che Dewey ha del passato e del futuro:

Innanzitutto, si pu restare intrappolati nel passato senza riuscire a trattenere il futuro che ci
scorre accanto. Va ricordato che il passato ha una potenza enorme, alcuni economisti lo hanno
definito come past dependence;

Oppure, pu accadere di guardare al futuro pensando solo a s stessi e, visto che le interazioni
con la realt e con altri individui sono fondamentali e generano il futuro, se non le teniamo in
considerazione, badando solo alla nostra persona, ne deriver uno stato di solitudine.

Ma Dewey ci tranquillizza immediatamente, spiegandoci che esiste una soluzione a questi due problemi
-> la Religione.
Ci sono, inoltre, due punti fondamentali della pedagogia di Dewey da prendere in considerazione:

E molto importante per Dewey intervenire nel campo dei giovani, poich questi tendono ad
avere una visione del mondo troppo semplificata e, continuando cos, non riusciranno mai ad
entrare nella realt (il mondo ha una moltitudine di sfaccettature complesse e vanno prese
TUTTE in considerazione);
E altrettanto importante anche il non conformismo: il futuro non pu essere creato da una
singola persona, che magari si trova sopra gli altri e che quindi decide per tutti.

2. LA MODERNITA E LA POSTMODERNITA
Partendo dal presupposto che Dewey critica la modernit, esistono tre domini della modernit che
derivano dal filosofo Kant:
1. Separazioni formali allinterno della cultura
2. Separazione tra ragione pratica e ragione teoretica
3. Separazione tra ragione trascendentale ed esperienza umana
Queste tre separazioni creano delle difficolt nelle conversazioni interdisciplinari (ricordiamo che il
punto centrale nel pensiero deweyano proprio linterdisciplinarit) ed per questo che Dewey
contro la modernit, contro i domini che ne scaturiscono e contro ogni forma di dualismo/separazione
(uno degli obiettivi principali dello studioso proprio quello di superarli). Esiste per una soluzione a
queste problematiche -> la situazione discorsiva ideale, concetto che deriva da Habermas, altro
personaggio a cui si ispira Dewey, anche se non concorda su questa soluzione proposta.

In questo ambito, la filosofia, invece, gioca un ruolo molto importante, perch, secondo Dewey, fornisce
ununit dinamica che risolve ogni tipo di separazione nei dialoghi interdisciplinari. La filosofia pu
essere praticata da tutti coloro i quali rispettino la sua condizione basilare e cio quella di intrattenere
conversazioni interdisciplinari. Se utilizziamo quindi la filosofia per risolvere determinate problematiche,
non pi ridotta semplicemente ad un insieme di accademici rinchiusi in un dipartimento filosofico, ma
diventa proprio un qualcosa praticato da chi vuole vivere con saggezza.
Per quanto riguarda la postmodernit, Dewey spiega che i postmodernisti (come Derrida, per esempio)
sono nominalisti. Che cos il nominalismo? In pratica, gli universali non hanno alcuna validit
oggettiva. Essi sono solo nomi, e i nomi sono creazioni del linguaggio, e il linguaggio utile come
mezzo di comunicazione tra almeno due esseri.
La teoria della forma: alla base di tutto, nellarte (musica, pittura, ecc) quanto nella natura, c il
RITMO.

3. LINTERDISCIPLINARITA DI DEWEY
Cosa non interdisciplinare secondo Dewey:

Non sono interdisciplinari i due estremismi della pedagogia, cio la disciplina rigida da un lato e
la mancanza di disciplina dallaltro;
Non interdisciplinare il progetto culturale di Adler dei Great Books (una selezione dei 100 libri
pi belli). Dewey critica i libri scelti poich sono libri datati e troppo complessi, quindi il loro
contributo allinterdisciplinarit minimo o del tutto assente.

Cosa interdisciplinare secondo Dewey:

La teoria dei sistemi dinamici per definizione;


Dewey effettua una distinzione tra studio e uno studio. Lo studio un aggregato di argomenti.
Uno studio corrisponde allattivit dello studiare, che interdisciplinare per definizione;
Alla base delleducazione c interdisciplinarit, poich leducazione ha come ultimo fine lo
sviluppo dellindividuo, che possibile solo grazie alla socializzazione e al controllo sociale
(significa capire gli oggetti e le azioni che ci circondano), i quali hanno come base proprio
linterdisciplinarit;
Se oggi Dewey fosse vivo sarebbe allietato nel constatare quanto internet e, in generale, il
progresso elettronico abbiano reso la comunicazione interdisciplinare decisamente molto pi
fluida e scorrevole;
La filosofia comunica con le altre discipline sia in maniera orizzontale (deve necessariamente
parlare la stessa lingua di molte discipline), sia in maniera verticale (deve, cio, indagare ogni
singola disciplina nel dettaglio).

4. FILOSOFIA DELLA MENTE E TEORIA DEL PENSIERO DI DEWEY


La filosofia della mente in generale ha alla base tre modelli importanti da prendere in considerazione:
1. Modello cognitivista -> considera la mente come una macchina computazionale;
2. Modello connessionista -> considera la mente come un qualcosa di complesso che ha avuto
per origine da elementi pi semplici in combinazione tra loro;
3. Modello enattivo -> unisce i due modelli precedenti.
La teoria del pensiero di Dewey non pu essere considerata come appartenente alla filosofia della
mente per un motivo ben preciso: il concetto di interazione. In un primo momento, Dewey adotta il
termine interazione, ma nella sua ultima opera lo oltrepassa, perch gli sembra che vada a mettere in
contrapposizione due elementi prima ancora che tra loro possa instaurarsi un tipo di rapporto. In realt
la parola interazione sta a congiungere due elementi che prima erano lontani e separati.
La teoria del pensiero segue almeno tre tappe:
1. Il vissuto
2. Il pensato
3. Il linguistico

5. LE CONCEPTUAL BARRIERS E LA CROSS-FERTILIZATION


Uno dei principali ostacoli rispetto allo sviluppo dellindagine sociale (Logica. Teoria dellindagine)
rappresentato dalle barriere concettuali (divisioni esistenti nei fenomeni sociali). Per superare
questostacolo necessario labbattimento di queste barriere concettuali e questo un compito che
spetta ai ricercatori, poich proprio il loro business. Come? Una via per la risoluzione di questa
problematica delle barriere concettuali rappresentata dalla fertilizzazione incrociata delle idee ( una
sorta di metafora per indicare il fatto che ogni ricercatore deve essere APERTO ai contributi degli altri
ricercatori -> questa la fecondit della scienza e della societ). La conseguenza immediata dello
smantellamento delle barriere concettuali la necessaria interdisciplinarit, ripetiamo, importantissima
per lo studioso Dewey.

6. IL PROBLEMA DELLE FONTI DI UNA SCIENZA DELLEDUCAZIONE


Innanzitutto importante considerare il punto di partenza di questopera, ossia il significato della
parola fonte: la fonte riguarda ogni singolo risultato di una ricerca. Nel momento in cui questo risultato
diventa indagine, allora parleremo di contenuto e non pi di fonte.
Affrontiamo adesso il termine scienza:
-Cos? La
scienza un insieme di metodi di indagine;
-A cosa serve? La scienza ha
il compito di unire nella pratica ci che separato nella realt;
-Come va studiata? La scienza deve essere studiata alla stregua di princpi astratti. Questi princpi
astratti diventano poi metodi scientifici nel momento in cui sono sperimentati nella pratica. C una
connessione tra i metodi scientifici e le regole educative: i metodi scientifici sono strumenti da
utilizzare nel campo educativo. Se consideriamo, quindi, la scienza come una ricetta da utilizzare
nella pratica, allora differir dalleducazione come arte (arte e scienza, infatti, si contrappongono);
-Qual il problema delle Fonti di una scienza delleducazione? Il problema risiede nella distinzione tra
le fonti e il loro contenuto scientifico (cio le cosiddette fonti speciali, che sono la filosofia, la psicologia
e la sociologia). La filosofia comunque in contrapposizione con la scienza, poich la prima generica
e la seconda specifica, ma non c nessuna linea di confine che possa stabilire dove finisca una e
dove cominci laltra. E, inoltre, la filosofia utile perch anche lindagine scientifica pi specifica ha
bisogno di un quadro generale di riferimento, che poi la filosofia. Per quanto riguarda la psicologia e la
sociologia, di sicuro ci sono dei contributi che dobbiamo prendere in considerazione, come, per
esempio, la psichiatria, la psicologia stimolo-risposta e le abilit umane viste come strumenti sociali da
utilizzare per modificare la propria persona e il proprio essere allinterno della societ.
Il testo di Dewey Le fonti di una scienza delleducazione unopera che acquista un senso nel
momento in cui viene utilizzata dagli educatori per migliorare la propria pratica educativa. Se invece
non si riesce a concepire leducazione come un processo continuo e quindi in costante sviluppo, allora
questo frener la crescita delleducazione stessa.

7. LA PSICOLOGIA, LA FILOSOFIA, LA PEDAGOGIA


Andando avanti analizzeremo nel dettaglio queste tre discipline in ogni singola parte a cui il
personaggio di John Dewey ha dato un contributo. Per adesso ci limiteremo a delinearne i caratteri pi
generali, prima di passare alla PARTE II.
La psicologia strettamente collegata alla filosofia, perch ne va proprio a costituire il metodo di cui la
filosofia si serve per accedere allesperienza umana. La psicologia viene quindi considerata in maniera
secondaria da Dewey rispetto alla disciplina filosofica.
La filosofia viene considerata da Dewey come La scienza e non pi come una semplice scienza.
Pertanto, esistono tre scienze filosofiche:
1. La logica la teoria generale della scienza (e quindi della filosofia);
2. Letica analizza le azioni in un contesto da una prospettiva interna;
3. Lestetica analizza le azioni in un contesto da una prospettiva esterna.
La pedagogia viene considerata una scienza delleducazione quando viene utilizzata, ovviamente, nel
campo educativo e si sposta principalmente su quattro linee di ricerca:
1. La scuola considerata come unistituzione politica e sociale;

2. La pedagogia in relazione con due campi differenti, quali la filosofia e la religione;


3. Tenere in considerazione le varie metodologie degli insegnanti, utilizzate in un contesto
scolastico;
4. Dare importanza alla pratica.

8. IL PROGETTO CHANCE
Il progetto Chance ha innanzitutto come obiettivo quello di concedere una seconda opportunit a tutti
quei ragazzi provenienti da contesti socialmente disagiati e di permetter loro di acquisire il diploma di
scuola media. Questo progetto uniniziativa nei confronti di questi ragazzi, ma anche verso le famiglie
e i contesti dai quali provengono. Al progetto Chance sono stati poi aggiunti degli incontri con una
psicoterapeuta, ai quali partecipavano insegnanti, bidelli, assistenti sociali, ecc. Lobiettivo di questi
incontri consisteva nel riconoscere i vari problemi emotivi interni di queste persone (problemi che erano
causa di ulteriori problemi allinterno di una classe con adolescenti difficili), attraverso lautoosservazione (quindi, lesplorazione del proprio mondo interno), ma non mediante i propri occhi, bens
attraverso gli occhi di tutti i membri del gruppo, perch importante conoscersi per trasformarsi e
modificarsi.

Perch questi incontri erano fondamentali? Per due motivi:

Innanzitutto, la scuola un luogo molto delicato. Pu rappresentare un luogo di prevenzione (e


questo un discorso fondamentale), ma pu anche andare a rafforzare un disagio gi presente
in questi ragazzi difficili. Sicuramente molto importante in questo campo il dialogo. Un dialogo
tra i ragazzi stessi, tra gli insegnanti e i ragazzi, tra la scuola e la famiglia;
Il secondo motivo vede pi da vicino lemotivit delladulto (in questo caso linsegnante) a cui
affidato il giovane difficile. Ladolescente mette in atto una serie di provocazioni, comportamenti
verbali aggressivi ecc. a cui difficile resistere, emotivamente parlando. Gli incontri sopra citati
sono utili proprio a riconoscere questi sentimenti provati (di qualsiasi natura) nei confronti di
questi ragazzi e, invece di rimuoverli, diventa importante riconoscerli ed accoglierli.

Il progetto Chance, insieme agli incontri, in cui avviene, come gi detto, un lavoro su s stessi per
migliorare nel campo emotivo e nelle interazioni con gli adolescenti difficili, incontra perfettamente il
pensiero pedagogico deweyano.

PARTE II: LA PSICOLOGIA DI JOHN DEWEY

1. JOHN DEWEY COME VISIONARIO DELLA PSICOLOGIA E LARCO RIFLESSO


Dewey viene considerato un visionario della psicologia, nel senso che fornisce dei contributi importanti
alla disciplina psicologica, ma solo in maniera indiretta (nella maggior parte dei casi attraverso la
filosofia). Come abbiamo gi detto, la psicologia viene considerata da Dewey in maniera secondaria
rispetto alla filosofia; viene considerata come un metodo di cui si serve questultima per accedere
allesperienza umana.
Il primo articolo psicologico pubblicato da Dewey stato The New Psychology. E stata sicuramente
una pubblicazione un po sfacciata visto che in quegli anni Dewey stava ancora apprendendo la
psicologia.
Riassumendo, gli obiettivi principali di Dewey che emergono dai suoi scritti sono linterdisciplinarit e il
superamento dei dualismi/separazioni, come per esempio il vecchio dualismo mente-corpo kantiano.
Proprio a proposito di questultimo obiettivo, Dewey ha scritto un articolo in cui ha aspramente criticato
il concetto cartesiano di arco riflesso. Vediamolo pi nel dettaglio: secondo Cartesio, ad uno stimolo
corrisponde sempre una risposta (la fase intermedia, lelaborazione, quella pi importante ed avviene
nel sistema nervoso). Invece, Dewey ci spiega che lo stimolo e la risposta non possono essere presi in
considerazione separatamente, ma, piuttosto, dobbiamo immaginare una continuit. Quindi, non si
tratta di un arco riflesso (o segmento), ma di un circuito, un anello riflesso (ci richiama anche la
continuit tra organismo e ambiente, che poi vedremo pi in l). Per questo, la critica allarco riflesso
va a rappresentare proprio il superamento del vecchio dualismo mente-corpo (non esistono
separazioni, ma solo continuit).

Dewey elabor anche una teoria della personalit, secondo cui la psicologia umana influenzata da tre
fattori: biologici, cognitivi e sociali.

2. CONFRONTO TRA DEWEY E LEWIN


Il confronto con Lewin molto importante per una riscoperta del percorso psicologico deweyano,
troppo spesso dimenticato -> Dewey un personaggio preso poco in considerazione, soprattutto se
parliamo della psicologia italiana. Una della ragioni di questo misconoscimento potrebbe essere
sicuramente il fatto che la psicologia una disciplina molto schematica e ricca di stereotipi; Dewey
nella sua vita, al contrario, non si mai lasciato intrappolare da schemi, restrizioni o ideologie.
Lewin considerato il padre della psicologia sociale (anche in questo caso, un padre troppo spesso
accantonato e dimenticato). Ma quali sono, oltre a questo, i punti di convergenza tra i due personaggi?

Confronto con Kant -> il confronto con Kant significa puramente, per entrambi i personaggi
Dewey e Lewin, un superamento del kantismo (quindi anche un superamento di dualismi e
separazioni);
Concezione del rapporto tra teoria e pratica -> prima di Aristotele si riteneva che la teoria si
traducesse in maniera automatica nella pratica; successivamente, in particolare a partire dal
Rinascimento, venne acquistata una prospettiva differente: dalla teoria si elaboravano dei piani
dazione; una volta visti i risultati di questi piani, avveniva una modificazione della teoria (anche
di una piccola parte) e, quindi, veniva messo in atto un nuovo piano dazione e cos via. Ne
consegue, appunto, una visione continua, circolare, del rapporto tra pratica e teoria. Questo ,
senza dubbio, un motivo per il quale i due personaggi sono considerati attuali;
Cambiamento come nodo centrale del pensiero di entrambi i personaggi.

3. IL POSITIVISMO COME INFLUENZA, CRISI E SUPERAMENTO


Il positivismo ha sicuramente influenzato la psicologia nel momento in cui le ricerche si svolgevano in
laboratorio.
Ad un certo punto il positivismo attraversa una vera e propria crisi nel momento in cui le ricerche non
erano pi svolte nei laboratori ma in setting naturali (in precedenza, per esempio, le persone agivano in
una certa maniera solo perch sapevano di essere esaminate; era tutto un po artefatto e poco
naturale).
Una successiva fase rappresentata dal superamento del positivismo, attraverso delle critiche da parte
di Dewey allo strutturalismo (considerava la mente umana in maniera troppo semplificata), alla
corrente behaviorista (appoggiava troppo rapidamente la semplice formulazione Stimolo-Risposta) e
alla psicoanalisi.
4. LAPPROCCIO TRANSAZIONALE
Lapproccio transazionale un altro punto importante per Dewey e parte dal presupposto che
lesperienza non un qualcosa di interno e soggettivo, ma una sorta di transazione, in cui chi conosce e
ci che conosciuto si influenzano reciprocamente.
A questo punto, lautore analizza due gruppi di concetti importanti per Dewey (abitudini, s e pensiero
da un lato, mente, significato e coscienza dallaltro):

Abitudini e s -> le abitudini sono un concetto transazionale. Le abitudini vanno proprio a


formare il s; quindi, se volessimo cambiare la nostra persona, dovremmo cambiare le nostre
abitudini;
Pensiero -> non implica la conoscenza passiva del mondo esterno, ma lattiva e costante
considerazione di una credenza;
Mente -> non un qualcosa di interno, poich per Dewey non esiste il mondo interiore, ma
piuttosto si forma mediante la successione di tre stati (fisico, psicofisico e, infine, quello
mentale, ossia quello pi complesso);
Significato -> deve sempre avere atto in un contesto determinato;
Coscienza -> in questo caso, Dewey accetta il fatto che la coscienza sia unesperienza
soggettiva di qualcosa (un ricordo passato, unesperienza presente o un progetto futuro).

5. UNA PSICOLOGIA NON DEL TUTTO TRASCURATA: PUNTI DI CONVERGENZA


Sono stati trovati dei punti di convergenza tra il pensiero deweyano e grandi teorie che si sono
succedute nel corso della storia della psicologia, poich Dewey, a suo modo, come abbiamo gi detto,
ha dato comunque un grande contribuito alla disciplina psicologica:

Importanza della societ e della cultura nel plasmare la mente umana (quindi luomo influenzato
dallambiente esterno);
Importanza dellesperienza.

Lapproccio transazionale di Dewey, che, ricordiamo, un ulteriore punto fondamentale del suo
pensiero, invece, stato trascurato poich posto in rilievo lapproccio interazionista (parliamo del XX
secolo).

6. PRAGMATISMO, FUNZIONALISMO E DARWIN COME INFLUENZE PER DEWEY


La concezione basilare del pragmatismo e del funzionalismo risiede nella mente attiva e costruttiva
(ricordiamo che per Dewey questo era un concetto molto importante, tanto che egli criticava lo
strutturalismo perch considerava in maniera troppo semplicistica la mente umana).
Per quanto riguarda Darwin, egli affermava che vi era una forte continuit e interdipendenza tra
ambiente e organismo (altro concetto basilare per Dewey, come abbiamo gi accennato poco fa, a
proposito dellarco riflesso).
Infine, molto importante prendere in considerazione il movimento nelle ricerche sovietiche condotte
in quegli anni. Il movimento (parliamo di quello riflesso, della riflessologia) una forma di
comportamento vera e propria ed per questo che lo studioso Pavlov fu criticato (non lo consider nei
suoi studi con la dovuta attenzione).

PARTE III: LA FILOSOFIA DI JOHN DEWEY

1. IL PLURALISMO COME BASE DELLA FILOSOFIA DI JOHN DEWEY


Il pluralismo viene considerato come la base della filosofia di Dewey. Il punto di partenza della sua
filosofia , per, lesperienza (come nellapproccio transazionale). Infatti, Dewey preferisce al termine
ragione quello di intelligenza (e lintelligenza prende forma a partire dalle esperienze umane). Poi,
lesperienza ricca di risorse e piena di significati (e, per questo, legata al pluralismo). Il pluralismo,
oggi, pu essere considerato come una limitazione. Lautore ci indica tre linee di ricerca che possono
aiutarci a capire:
1. Progresso sociale e metodi scientifici -> non si pu studiare Dewey senza prendere in
considerazione lo sfondo storico che ha caratterizzato lAmerica in quegli anni, il progresso, che
da un lato mette, dallaltro toglie. C proprio una teoria che spiega che il progresso va preso
nella sua totalit e non soltanto nel suo aspetto buono. Il metodo scientifico uno strumento
proprio del progresso ed fondamentale il pluralismo metodologico (il nuovo metodo pu essere
costruito solo se avviene una decostruzione parziale del vecchio metodo);
2. Controllo sociale e interazione sociale -> Dewey appoggia il controllo sociale, anche se questo
un controsenso per un personaggio che esalta a grandi livelli limportanza della democrazia. Per
quanto riguarda, poi, linterazione sociale, esistono tre metaprospettive (1=osservatori,
partecipanti e agenti; 2= auto-osservatori e osservatori a distanza; 3=importanza del dialogo);
3. Importanza della democrazia.

2. PRAGMATISMO, PLURALISMO E COSTRUTTIVISMO


Il Pragmatismo (cos come il Funzionalismo) e il Costruttivismo sono due correnti di pensiero che
partono con una stessa condizione: la mente attiva e costruttiva. In realt, le due correnti sono
comunque differenti e in cerca di qualche punto di convergenza per darsi man forte. Sono diverse,
poich il pragmatismo considera il pensiero non come una conoscenza passiva del mondo esterno, ma
come una considerazione attiva di una credenza (riconosciamo in questo punto una grande influenza
del Pragmatismo sul personaggio di Dewey).

Lanello comune di queste due correnti il pluralismo. Del pluralismo ne abbiamo gi parlato allinizio
di questa III parte, ma un punto cruciale che non abbiamo affrontato quello del pluralismo
epistemologico, che porta ad una versione radicale del disaccordo, un disaccordo razionale (il
disaccordo rende problematiche le situazioni, poich rende impossibile luso della ragione e dellazione
non violenta e democratica).
Possiamo dire che Dewey appoggiava il pluralismo epistemologico? Questo frutto dei nostri pregiudizi
attuali! Dewey voleva una conoscenza evolutiva e continua, poco gli importava che fosse pluralista.

3. ESPERIENZA (CULTURA) E METAFISICA


Esistono due tipi di esperienza: lesperienza avuta (che avviene ancora prima della conoscenza) e
lesperienza vissuta (che lesperienza diretta). Abbiamo gi detto che uno dei punti basilari del
pensiero di Dewey il superamento necessario dei dualismi e delle separazioni per giungere ad una
continuit assoluta. Bene, proprio nel passaggio da esperienza avuta a esperienza conosciuta che
risiede questo superamento. Dewey ammette che non avrebbe dovuto parlare di esperienza, ma di
cultura (alcuni liberali, Dewey era un liberale ironico, accettano il termine esperienza, ma solo se
associato alla sfera individuale o anche alla sfera collettiva, legata, per, alla cultura).
Va inoltre ricordato che il pluralismo non pu esistere senza una metafisica (anche naturalista come
quella di Dewey); per metafisica intendiamo una realt indipendente dal pensiero umano.

4. CONFRONTO CON HABERMAS E HONNETH


Cominciando con Habermas e battendo sulla questione del linguaggio, egli affermava che il linguaggio
unesigenza della ragione, un dovere.
Dewey ha affermato, invece, che il linguaggio utile per la coordinazione di sentimenti, emozioni e
pensieri.
Per quanto riguarda Honneth, egli ha innanzitutto parlato del confronto tra Habermas e Dewey,
spiegando che, per Habermas, la democrazia d ai gruppi sociali lopportunit di una lotta; per Dewey,
lesperienza (assolutamente associata al concreto) unesigenza e quindi esiste a prescindere dalla
politica.
Poi, Honneth continua il suo discorso su Dewey, affrontando limportanza che la democrazia ha per
questo personaggio. Dewey crede nellautogoverno, ossia nel fatto che i cittadini sono sovrani nel
momento in cui lo stato e le istituzioni sono delle incarnazioni delle loro volont. Quindi, la libert e la
democrazia sono solo frutto della cooperazione.

5. UNA FEDE COMUNE


In A common faith, Dewey, innanzitutto, affronta la distinzione tra religione e religioso: la religione
un insieme di pratiche e credenze; il termine religioso indica, invece, un atteggiamento.
Qual , quindi, questa fede comune? Risiede nella libera espressione dellintelligenza e dei valori nelle
relazioni umane.
C unanalogia tra i termini individuale e sociale, poich entrambi non possono essere definiti a priori e
vengono rimandati al concetto di societ: la societ il processo attraverso cui le idee e i valori
vengono esposti.

6. LE DIMENSIONI DELLESPERIENZA
Esistono tre dimensioni dellesperienza:
1. Dimensione teorica (va sottolineata la complessit di questo concetto);
2. Dimensione filosofica (che rappresenta un rinnovamento);
3. Dimensione storica.

PARTE IV: LA PEDAGOGIA DI JOHN DEWEY

1. IL CURRICOLO
Il curricolo un concetto molto importante per la pedagogia deweyana. E il percorso formativo di un
determinato grado scolastico; molto importanti sono i termini programma e programmazione, legati al
curricolo. Il programma il contenuto del curricolo; la programmazione il processo attraverso cui
organizzato il programma. La teoria del curricolo prevede la combinazione del programma e della
programmazione.
Importanti sono i due livelli del curricolo: il primo livello corrisponde agli esiti a breve termine causati
dal curricolo in questione; il secondo livello corrisponde agli esiti a lungo termine. Importante anche la
distinzione tra il curricolo di una singola disciplina e il curricolo complessivo.
Sicuramente, nelle istituzioni scolastiche attuali, viene data maggiore attenzione al curricolo di primo
livello e alla singola disciplina. Questo un errore, in quanto porta ad una frantumazione del curricolo.
Per avere unit e continuit del curricolo fondamentale che le istituzioni scolastiche si concentrino sul
secondo livello e sul curricolo complessivo -> questa situazione definita prospettiva curricolare.
Il principio educativo del curricolo risiede nella combinazione di scienza e democrazia.
2. IL SE
Abbiamo gi detto in precedenza che lio costruisce la realt e linterazione che ne deriva va a
costituire il futuro (altro concetto fondamentale nel pensiero di Dewey). Questo io, questo s in
questione, , per, un s da superare, da oltrepassare, per addentrarsi in una parte incosciente,
irrazionale, che probabilmente la parte migliore delluomo.

3. UN PENSIERO OCCIDENTALE, APERTO E POSTMODERNO


Innanzitutto, come da titolo, il pensiero di Dewey comunque una sintesi del pensiero occidentale;
anche un pensiero aperto, perch rinnovato continuamente.
Attualmente siamo entrati nel postmoderno e possiamo dire con fermezza che Dewey ha voluto
costruire unossatura, unimpalcatura guida da prendere in considerazione per avanzare nel tempo, per
svilupparsi, per procedere. Ecco perch lo definiamo un pensiero aperto, aperto tuttoggi; un pensiero
di un Maestro.

4. DEMOCRAZIA E FALLIBILISMO
Sia la democrazia che il fallibilismo sono utili per la scienza.
La democrazia coincide con il metodo sperimentale; il fallibilismo coincide con lindagine e con la
ricerca scientifica e consiste nellammettere che un concetto che in origine si credeva assolutamente
vero potrebbe essere in realt falso, totalmente o in parte. Questo, ovviamente, allontana larroganza
del sapere.

5. IL PENSARE
In questo caso molto importante partire da Parmenide, il quale affermava che essere e pensare
sono la stessa cosa, cio che siamo quello che pensiamo.
Ma cosa significa pensare? Lattivit del pensare si distingue dallattivit del conoscere; consiste
nellesaminare una questione nella sua profondit e in tutte le sue sfaccettature, per trarre, poi,
uninterpretazione su cui continuare ancora a riflettere.
Quindi, pensare unattivit vitale. Nonostante ci, risulta davvero poco diffusa, ma, visto che un
qualcosa di fondamentale, necessaria uneducazione a pensare. Come pu avvenire questa
educazione? Va detto che il pensare unattivit intrasoggettiva, ma resta comunque un dialogo tra s
e s. Visto che il dialogo un atto sociale, anche il pensare un atto sociale e, per questo, si pu
imparare a pensare attraverso delle comunit di pensiero, in cui si pensa insieme.

Ma non sempre queste comunit di pensiero sono la soluzione giusta, perch talvolta non costituiscono
unesperienza (e si pu imparare a pensare solo attraverso lesperienza). Le comunit di pensiero
costituiscono unesperienza nel momento in cui laltro non viene trattato come un nemico da battere,
ma come un amico (infatti, il pensare un dialogo che pu avvenire solo tra amici).
Bisogna pensare il considerevole. Cos il considerevole? Il considerevole rappresenta le questione vitali
e importanti per lesistenza di ciascun uomo.

6. LAMERICANIZZAZIONE DELLANIMA E IL NUOVO INDIVIDUALISMO


Cos lamericanizzazione dellanima? Alla base di questo concetto si trova un nuovo uomo, luomo
americano, il quale crea egli stesso un nuovo ambiente. Questuomo americano modifica lanima: ecco
perch parliamo di americanizzazione dellanima. In questo nuovo ambiente in cui giace luomo
americano c necessit di abitudini intelligenti (le abitudini, per loro indole, tendono a diventare
routine). Gli impulsi evitano che le abitudini si ossifichino (e cio che diventino routine) e permettono
loro di diventare arte (e cio abitudini intelligenti).
Per quanto riguarda il nuovo individualismo, il concetto base la metafora della casa divisa, utilizzata
dal presidente Lincoln in un discorso: una societ divisa in due, per met libera e per met schiava.

7. LA DEMOCRAZIA IN DEWEY: LE BASI E I MODELLI


Le basi di una societ democratica sono:

La cooperazione, il confronto tra soggetti e la partecipazione;


Ascolto e risoluzione dei problemi di tutti (economici, sociali e culturali);
Una societ conservatrice di sicuro non pu essere la base di una democrazia;
Lequilibrio, che si raggiunge attraverso leducazione.

Dewey esamina in particolare tre modelli storici della democrazia (se ne sono succeduti, in realt, tanti
nella storia della democrazia) di tre personaggi: Platone, Rousseau, Fichte.

Platone: il suo modello vedeva una democrazia abbastanza limitata, poich, nonostante il gran
numero di cittadini, divideva la societ in tre classi (guerrieri, filosofi, sacerdoti);
Rousseau: al contrario di Platone, questo modello punta tutto il potere sul singolo individuo.
Anche questo, un modello poco accreditato, poich un singolo individuo pu fare ben poco;
Fichte: infine, c questultimo modello, che sembra essere una sintesi finale dei due precedenti,
in quanto affida lintero potere allo Stato, il quale va a rappresentare tutti i cittadini.

#INDICE GENERALE

PARTE I:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.

CARATTERI GENERALI DEL PENSIERO DI DEWEY


MODERNITA E POSTMODERNITA
COSA E INTERDISCIPLINARE E COSA NON
FILOSOFIA DELLA MENTE E TEORIA DEL PENSIERO DI DEWEY
LE CONCEPTUAL BARRIERS E LA CROSS FERTILIZATION
IL PROBLEMA DELLE FONTI DI UNA SCIENZA DELLEDUCAZIONE
CARATTERI GENERALI DELLA PSICOLOGIA, FILOSOFIA, PEDAGOGIA
IL PROGETTO CHANCE

PARTE II:
1.
2.
3.
4.
5.
6.

DEWEY COME VISIONARIO DELLA PSICOLOGIA + ARCO RIFLESSO


CONFRONTO TRA DEWEY E LEWIN
POSITIVISMO COME INFLUENZA DELLA PSICOLOGIA
LAPPROCCIO TRANSAZIONALE
UNA PSICOLOGIA NON DEL TUTTO TRASCURATA: PUNTI DI CONVERGENZA
PRAGMATISMO, FUNZIONALISMO E DARWIN COME INFLUENZE DELLA PSICOLOGIA

PARTE III:
1.
2.
3.
4.
5.
6.

IL PLURALISMO ALLA BASE DELLA FILOSOFIA DI DEWEY


PRAGMATISMO, PLURALISMO (ANELLO COMUNE) E COSTRUTTIVISMO
ESPERIENZA (CULTURA) E METAFISICA
CONFRONTO CON HABERMAS E HONNETH
IN A COMMON FAITH
LE DIMENSIONI DELLESPERIENZA

PARTE IV:
1.
2.
3.
4.
5.
6.

IL CURRICOLO
IL SE
IL PENSIERO DI DEWEY OCCIDENTALE, APERTO E POSTMODERNO
DEMOCRAZIA E FALLIBILISMO UTILI PER LA SCIENZA
IL PENSARE
LAMERICANIZZAZIONE DELLANIMA E IL NUOVO INDIVIDUALISMO
7. DEMOCRAZIA: LE BASI E I TRE MODELLI