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CAPITOLO 3: LE RAPPRESENTAZIONI SOCIALI

Da Durkheim a Moscovici: Dalle Rappresentazioni Collettive alle Rappresentazioni Sociali

Social cognition atteggiamenti come rappresentazioni individuali della realtà


Ma la cultura, le appartenenze a gruppi, i rapporti asimmetrici fra i gruppi concorrono alla formazione,
mantenimento/cambiamento, negoziazione degli atteggiamenti e a determinare il livello della loro condivisione.
Anni Sessanta: Serge Moscovici enfatizza gli elementi di condivisione piuttosto che le differenze individuali. Come
succede che molte persone, pur mantenendo posizioni diverse, condividono la stessa visione del mondo?
Primo contributo empirico in tema di rappresentazioni sociali (1961): ricerca svolta in Francia sul modo in cui la
psicanalisi è stata accolta dal pubblico franceseLa psychanalise, son image et son public.
Interrogativo di ricerca: come la conoscenza della psicoanalisi si è diffusa nella popolazione francese negli anni ’50
Metodologia di studio:
- Inchiesta per gruppi socialmente significativi di persone
- Questionari
- Analisi del contenuto della stampa
La traduzione della teoria al senso comune non è impoverimento ma rielaborazione. Moscovici deriva la sua
elaborazione teorica sulla nozione di “rappresentazioni collettive” di Durkheim (1898). (sociologo francese)
Per Durkheim: le rappresentazioni collettive sono l’oggetto principale della sociologia e riguardano quelle forme
intellettuali che comprendono la religione, la morale, il diritto, la scienza, ecc. e devono essere distinte dalle
rappresentazioni individuali che sono oggetto della psicologia Influenza di Wundt e della Völkerpsychologie : il
linguaggio, il mito, la religione non possono essere inventati da individui singolarmente, e non possono essere spiegati
come frutto della coscienza individuale. Wundt diceva che ciò dove a essere studiato dalla Völkerpsychologie: scienza
separata ma correlata alla psicologia individuale e sperimentale.
Il concetto di rappresentazioni sociali si differenzia da quello di rappresentazioni collettive sotto due aspetti: specificità
e flessibilità.
1) Specificità della nozione di rappresentazione sociale

Durkheim: rappresentazioni collettive sono un insieme molto vasto di prodotti (religione, miti, scienza, diritto morale,
ogni emozione o credenza collettiva espressa ad una collettività) che un’unica disciplina non è in grado di affrontare.
Moscovici: rappresentazioni sociali riguardano un modo specifico di esprimere le conoscenze in una società o nei
gruppi (etnici, religiosi, classi sociali) che la compongono Come la conoscenza diventa un patrimonio della società o
dei gruppi.
Le rappresentazioni sono:
- Componenti essenziali di una cultura a cui un individuo viene socializzato fin dall’infanziaCondivisa e patrimonio
comune.
- Prodotto della circolazione della conoscenza prodotta da un sottogruppo in un contesto sociale (comunità
scientifica).
- Possono essere elaborate in seguito a conflitti sociali in una società tra gruppo di maggioranza e minoranza. Il
conflitto può dar vita ad un processo di validazione delle teorie minoritarie (femminismo, ambientalisti
Per Moscovici le rappresentazioni sociali: Sono frutto di una elaborazione da parte di un gruppo verso un tema o un
argomento che diviene centrale e rilevante. Divengono conoscenza condivisa spesso sotto forma di «teoria del senso
comune»rielaborazione semplificata
2) Stabilità e Flessibilità delle rappresentazioni sociali
Durkheim: le rappresentazioni collettive sono forze stabilizzatrici della realtà sociale, entità statiche, poco mutabili
quasi una zavorra per l’evoluzione di un sistema sociale (es. una forma di superstizione che persiste anche se
dimostrata infondata).
Moscovici: in una società pluralista e dinamica come la nostra gli universi simbolici sono molteplici e in continuo
mutamento e spesso in contraddizione (per esempio le scoperte scientifiche propagate dai media). Queste
conoscenze, teorie, credenze nella nostra società hanno tempo di sedimentarsi e divenire tradizioni?
Le rappresentazioni sociali sono forme di conoscenza che collegano il sapere e le conoscenze alla vita concreta. In
questa prospettiva sono relativamente dinamiche, mobili, circolanti e possono formarsi con facilità. Di fronte a queste
nuove informazioni (che neppure la scienza o la religione riesce a ordinare e a rendere compatibili) nasce l’esigenza di
ricostruire una conoscenza del «senso comune» in grado di integrare queste informazioni e di renderle comprensibili.
Conoscenza del senso comune = conoscenza utile alla vita di tutti i giorni .
Ecco lo scopo secondo Moscovici delle rappresentazioni sociali:
- Collegano il sapere astratto e le conoscenze scientifiche alla vita concreta incarnandole in interazioni ed
esperienze.
- Collegano la vita astratta del sapere e della scienza alla cita concreta degli attori sociali.
Mentre le rappresentazioni collettive sono entità date (religione) le rappresentazioni sociali sono fenomeni le cui
origini possono essere individuate e studiate (per esempio: la struttura, le dinamiche interne)
Per concludere:
per Moscovici:Le rappresentazioni sono l’elaborazione di un oggetto sociale da parte di una comunità che permette ai
suoi membri di comportarsi in modo adeguato verso tale oggetto
- di comunicare con gli altri in riferimento a tale oggetto.
- Non sono semplici «atteggiamenti o opinioni verso un oggetto»: Sono teorie e branche di conoscenza vere e proprie
utili proprio per l’organizzazione e l’interpretazione della realtà
Tuttavia è bene ricordare che:
- Non creano ma costruiscono la realtà sociale: partono da un fenomeno sociale rilevante (una nuova scoperta)
- Il comportamento verso l’oggetto sociale non è una risposta allo stimolo ma alla ricostruzione dello stimolo (della
RS).
– Tale ricostruzione non è una teoria scientifica: al suo interno coesistono elementi in contraddizione.
Le rappresentazioni sociali per Moscovici sono il prodotto di idee o conoscenze condivise da gruppi sociali e
sottogruppi, in relazione alla distanza e all’importanza più o meno forte con l’oggetto in questione.
Dunque possono non essere totalmente condivise dall’intera società ma soltanto da alcuni gruppi più o meno ampi.
3. Processi generatori delle rappresentazioni sociali
Rappresentazioni sociali = il prodotto delle trasformazioni che una teoria scientifica subisce quando passa dall’ambito
strettamente limitato della scienza a quello del senso comune.
Definizione: Le rappresentazioni sociali sono sistemi di credenze condivise, su un oggetto socialmente rilevante, che
permettono alle persone di comunicare, capirsi, sviluppare delle valutazioni, orientarsi nelle pratiche quotidiane con
l’oggetto.
Quali sono i processi che costruiscono la rappresentazione sociale di un oggetto socialmente rilevante?
- Oggettivazione
- Ancoraggio
Oggettivazione:
– Processo di traduzione di concetti astratti in immagini.
Esempio: oggettivazione della teoria psicoanalitica
– Ritenzione selettiva di alcune informazioni sulla psicoanalisi e decontestualizzazione di esse, riorganizzazione di tali
informazioni in uno schema figurativo: concreto, accessibile e coerente.
Fasi
•Costruzione selettiva: scelta degli elementi che costituiscono la rappresentazione (vincolata alla propria
appartenenza sociale)  aspetto iconico di una idea+idea
•Schematizzazione strutturante: sistemazione e strutturazione dei concetti.
•Naturalizzazione: la rappresentazione diventa realtà obiettiva (esistono “i depressi”, “gli ansiosi”, “i complessati”) La
prima fase consiste nell’estrazione di un nucleo figurativo: una immagine che riproduce visivamente il concetto
(psicoanalisi come iceberg: conscio spinto da un enorme subconsiocio) Al termine del processo di oggettivazione
l’oggetto diviene agli occhi delle persone reale: ed è ad esso che essi si rapportano Tale realtà può corrispondere o
meno al dato iniziale
Esempio: Schema o Nucleo figurativo della teoria psicoanalitica
•Due elementi discordanti nella rappresentazione sociale della psicoanalisi:
1. Esclusione del concetto di libido come principio esplicativo della psicoanalisi in quanto elemento che crea
controversie e scandalo
2. Utilizzazione della libido come simbolo o emblema della psicoanalisi
Naturalizzazione: le immagini da elementi del pensiero divengono elementi della realtà, categorie sociali sicure che
ordinano eventi concreti (es. inconsci inquieti, complessi aggressivi) conscio rimozione complessi inconscio
Hewstone (1983) mostra che l’oggettivazione può esprimersi attraverso processi di:
– Personificazione: associazione di idee scientifiche e teorie con una personalità di spicco che diviene simbolo
dell’oggetto sociale Esempio: Freud per la Psicoanalisi, Leonardo per il Rinascimento
- Figurazione: metafore e immagini sostituiscono nozioni complesse Esempio: un gruppo di giovani aggressivi viene
definito “branco”; il “virus” della crisi
Ancoraggio:
– Permette di classificare, denominare e spiegare qualcosa che non è familiare mettendolo in rapporto con le
categorie sociali già possedute dall’attore sociale
Esempio: rappresentazione sociale della psicoanalisi
Rapporto paziente e terapeuta inteso come forma laica di confessione che permette di individuare categorie di
persone (con o senza complessi) ed eventi (traumatici e non traumatici).
- Inserimento della teoria in una gerarchia di valori di riferimento
- Spostamento delle caratteristiche salienti in modo da trasformarla in uno strumento conoscitivo socialmente
riconosciuto
- Le pratiche attraverso cui la rappresentazione orienta e costruisce rapporti sociali
Moscovici delinea un ulteriore aspetto dell’ancoraggio: la sua penetrazione nel linguaggio corrente. La costruzione di
una nuova conoscenza comporta lo sviluppo di un linguaggio ad essa pertinente.
A che cosa servono le rappresentazioni sociali?(4.1)
Dare senso alla realtà: L’importanza del pensiero naturale (vs. scientifico)
Moscovici: le conoscenze che circolano, sia quelle scientifiche, sia quelle quotidiane, sono elaborate nello scambio e
nell’incontro con altri alimento per il pensiero. Vi è la pretesa di risolvere con formule chiare problemi profondi e
non separabili fra loro.
Thinking society: un’impresa collettiva messa in moto dalle conversazioni che si svolgono nei vari contesti. come la
conoscenza scientifica può essere trasformata, dal pensiero sociale, in conoscenza quotidiana del senso comune?
Le rappresentazioni sociali rendono possibile il passaggio dalla conoscenza scientifica alla conoscenza del senso
comune: dare senso alla realtà.
Funzioni:
1. Rendono familiare il non familiare
2. Costituiscono e danno forma alla realtà
3. Consentono la comunicazione e l’interazione sociale
4. Demarcano, distinguono e consolidano i gruppi
5. Dirigono la socializzazione
La Teoria originaria di Moscovici lascia aperte due questioni fondamentali:
-Il problema della struttura delle RS e problema del consenso sulle RS
5. RAPPRESENTAZIONI SOCIALI E SISTEMI DI COMUNICAZIONE
Moscovici aveva mostrato come lo stesso oggetto può venire rappresentato in modo diverso da diversi mezzi o organi
di comunicazione diverse RS dello stesso oggetto.
Moscovici studiò come 3 settori di stampa francese presentavano alla fine degli anni ’50 la psicoanalisi:
a) Stampa a grande diffusione (indipendente)
b) Stampa cattolica
c) Stampa militante comunista
Moscovici rilevò l’esistenza di differenze significative nel modo di trattare la psicoanalisi nei diversi settori della
stampa
a) Diffusione: metodo di comunicazione della stampa indipendente
• Scopo: creare un sapere comune non strutturato puntando piuttosto ad adattarsi alle esigenze del pubblico molto
variegato.
• Apprendimento latente: che permette di cogliere qualche elemento della teoria, pur in assenza di informazioni
precise. (per esempio complesso)
• Informazioni debolmente organizzate e a volte contraddittorie
• Giornalisti trasmettono l’informazione come ricevuta dagli specialisti
• Difficilmente, con questo tipo di informazioni i lettori si pongono in modo coerente verso la psicoanalisi
b) Propagazione: metodo di comunicazione della stampa cattolica
• Scopo: fornire elementi che portino gli individui ad assumere una posizione interessata e anche critica verso la
psicoanalisi.
• Adattamento del sapere psicoanalitico ai principi religiosi:
- Atteggiamento in generale positivo. La Psicoanalisi supera il positivismo materialista e anti-religioso.
- Forma di confessione laica, che non sostituisce la vera confessione in certi casi terapeuta e prete possono
collaborare.
- Utilità nell’educazione dei bambini, nella vita di coppia e familiare in genere.
- Critica del “pansessualismo” e della visione materialista e antireligiosa di Freud.
• La propagazione integra la psicoanalisi in un quadro dottrinale preesistente: se la terapia rispetta i principi della
vita cristiana è un metodo terapeutico utile
c) Propaganda: metodo di comunicazione della stampa comunista
• Scopo: produrre nei lettori una presa di posizione negativa e di netto contrasto nei confronti della psicoanalisi.
• Psicoanalisi come ideologia mistificatrice importata dagli Stati Uniti.
• Urss paese della pace vs. gli Stati Uniti paese della guerra: Psicologia riflessologica russa (scienza) vs. psicologia
americana (pseudoscienza o scienza borghese).
d) Proposta: Sollecita uno sforzo per costruire una sintesi fra prese di posizioni diverse, considerati non posizione,
ma conciliabili in una visione sopra ordinata delle loro funzioni. Stimola un atteggiamento positivo.
Secondo Moscovici le rappresentazioni sociali della psicoanalisi nelle diverse forme di comunicazione hanno lo scopo
di favorire negli individui:
• opinione = asserzione valutativa su un oggetto sociale che ha caratteri di instabilità, plasticità e specificità. (per
esempio attraverso la diffusione ) no visione di insieme
• atteggiamento = orientamento positivo o negativo verso l’oggetto sociale si rivela attraverso comportamento
globale (per esempio attraverso la propagazione)
• stereotipi = risposta stabile e priva di ambiguità nel rifiutare un oggetto sociale (per esempio attraverso la
propaganda )
6.Stabilità-mobilità della struttura interna delle rappresentazioni sociali: la scuola di Aix-en-Provence
Impostazione strutturalista analizza:
- la struttura della rappresentazione sociale
- come la struttura della rappresentazione può modificarsi
Struttura delle rappresentazioni sociali:
Nucleo centrale Componente non negoziabile che determina la natura, il significato e l’organizzazione della
rappresentazione sociale. Rappresenta la base sociale e collettiva su cui si esercita il consenso quasi unanime
Il nucleo ha diverse funzioni:
–Funzione stabilizzatrice: assicura stabilità e coerenza poiché è la parte consensuale e non negoziabile della RS
–Funzione generatrice: assicura il significato degli elementi del nucleo centrale e degli elementi periferici
–Funzione organizzatrice: organizza il legame tra nucleo centrale e elementi periferici(es: nucleo-cervello, perif-carne)
• Proprietà del nucleo centrale:
- Salienza quantitativa: elementi su cui c’è il maggior grado di accordo, su cui le persone concordano
- Salienza qualitativa: elementi senza i quali la rappresentazione cambia
Il nucleo centrale può essere considerato un sistema perché un cambiamento nel nucleo modifica la
rappresentazione.
La parte periferica non è un sistema perché un cambiamento negli elementi della periferia lascia, il più delle volte e nel
breve e medio periodo, il nucleo e la rappresentazione intatte.
Parte periferica Contiene elementi che “generalmente” fanno parte della rappresentazione, non sono obbligatori
– Assicurano flessibilità alla rappresentazione
– Assicurano la possibilità di integrare l’eterogeneità dei contenuti e dei comportamenti: sono meno stabili di quelli
centrali e permettono al soggetto di esprimere il proprio parere più personale senza per questo rimettere in gioco il
significato condiviso della RS.
– Assicurano l’evoluzione della rappresentazione sociale: i cambiamenti si verificano prima negli elementi periferici e
poi nel nucleo
Aspetti delle rappresentazioni sociali secondo l’approccio strutturalista(indaga la struttura)
Aspetti normativi: guidano la formulazione dei giudizi e delle valutazioni degli oggetti sociali (per es. di fronte ad un
nuovo oggetto)
Aspetti funzionali: regolano il rapporto tra oggetto e pratiche sociali (per es. il come si fa)
L’attivazione differenziata in memoria dei contenuti del nucleo centrale dipende:
- dalla finalità della situazione (operativa e normativa)
- dalla distanza tra gruppo sociale e oggetto della rappresentazione
- dal contesto di enunciazione
Come si indaga la struttura delle rappresentazioni sociali
 Metodo del rifiuto: Dato che il nucleo è costituito da elementi irrinunciabili senza i quali la rappresentazione
non sarebbe la stessa :
• viene chiesto ai soggetti di immaginare l’oggetto della rappresentazione senza una caratteristica particolare
Esempio: studio sulla rappresentazione del gruppo ideale (Flament 1982): due aspetti convergenza di opinioni e
assenza di gerarchia.
I partecipanti devono pensare:
1) Un gruppo formato da amici che non la pensano tutti allo stesso modo può essere un gruppo ideale?
2) Un gruppo formato da amici che non hanno lo stesso status può essere un gruppo ideale?(org. Gerarchica.)
Gradi di accordo:
• Elemento del nucleo centrale della rappresentazione del gruppo ideale: assenza di gerarchia tra i membri del gruppo
ideale
• Elemento periferico della rappresentazione del gruppo ideale: convergenza di opinioni
 Metodo dello scenario ambiguo: Esempio: studio sulle rappresentazioni sociali dell’impresa (Abric e Tafani,
‘95)
• Si raccolgono tutte le opinioni possibili su un oggetto sociale e le sue caratteristiche.
• Si selezionano le opinioni più ricorrenti.
• Si propone una descrizione vaga di un’organizzazione d’impresa o di un’organizzazione che non è un’impresa.
• Si giudica l’organizzazione sulle dimensioni estratte all’inizio.
• Permette di ottenere elementi del nucleo: che si riferiscono solo all’impresa (es. gerarchia, profitto, lavoro e
produzione)
• Permette di ottenere elementi periferici: che si riferiscono all’impresa e all’organizzazione che non è un’impresa
Critiche ai metodi del rifiuto e dello scenario ambiguo:
• Colgono solo l’aspetto descrittivo e non l’aspetto valutativo delle rappresentazioni sociali
• Aspetto valutativo: quanto è positivo o negativo che un’impresa abbia quelle caratteristiche?
• Quanto è importante che per un gruppo (classe dirigente o la classe operaia) una impresa abbia quelle
caratteristiche?
 Metodo della messa in discussione (Moliner 1995):
• Utilizzo di domande affermative porta a risposte salienti e socialmente desiderabili
Secondo lei un gruppo ideale deve essere formato da persone che la pensano tutte allo stesso modo?
• Uso di domande con doppia negazione: maggiore variabilità nelle risposte perché induce ad una maggiore
elaborazione cognitiva
• Rielaborazione del metodo del rifiuto che assicura maggiore variabilità delle risposte
Esempio: Si può dire che un’attività è scientifica se non è in relazione con la ricerca?
• La prima negazione è presente nella domanda e la seconda negazione è contenuta in una delle possibili risposte
Secondo la scuola di Aix-en-Provence i cambiamenti nelle rappresentazioni sociali sono molto lenti.
Passano sempre attraverso la periferia due tipi di trasformazione delle rappresentazioni sociali:
1) scoppio = cambiamento radicale (che avviene di rado) in seguito a particolari avvenimenti. Es: 11/09
2) ristrutturazione = cambiamento progressivo (più probabile) verso un oggetto dovuto al fatto che l'oggetto cambia
nel tempo
Orientamento sociodinamico della scuola di Ginevra
Moliner (1995) propone di distinguere tra funzione descrittiva e funzione valutativa degli elementi delle
rappresentazioni sociali: Gli elementi centrali hanno un polo descrittivo e sono quelli che caratterizzano gli aspetti
necessari alla rappresentazione, senza quelli la rappresentazione cambia, e il polo valutativo è composto dagli
elementi normativi, cioè i criteri per valutare l’oggetto della rappresentazione.
Abbiamo una serie di elementi periferici con un aspetto descrittivo, che ci dicono quali sono gli aspetti più frequento o
probabili, mentre a livello valutativo ci dicono quali sono le caratteristiche più desiderabili dell’oggetto della
rappresentazione.
Le R.S. sono state studiate principalmente come concezioni consensuali senza considerare le prese di posizione
eterogenee degli individui e dei gruppi, cioè principalmente come oggettivazioni.
Esempio: nella rappresentazione geografica del mondo ci sono riferimenti comuni (Nord, Est, Sud, Ovest), ma le dimensioni assumono una rilevanza
diversa per gruppi o individui diversi. Ovvero: Nord-Sud fa riferimento alla dimensione economica; Est-Ovest fa riferimento alla dimensione
ideologica.
Questo orientamento si caratterizza per una ottica di costruttivismo psicologico: Gli scambi sociali, la comunicazione, i
rapporti sociali influenzano (regolano) il funzionamento cognitivo e contribuiscono al raggiungimento di una
definizione comune della realtà sociale.
Uno degli aspetti più importanti della teoria dei principi generatori di prese di posizione sta proprio nell'aver messo in
risalto la funzione regolatoria esercitata dal metasistema sociale sui processi di conoscenza. Tale regolazione
contribuisce a spiegare perché singoli individui, o sottogruppi all'interno di un gruppo sociale, possano esprimere
prese di posizione differenti verso uno stesso fenomeno sociale;
In altre parole, contribuisce a spiegare la presenza di variazioni nelle prese di posizione individuali o di gruppo

Un sapere può essere condiviso e al tempo stesso diventare fonte di variazioni:


→ Nelle società moderne infatti i gruppi e gli individui si inseriscono in una grande varietà di reti diverse.
→ Tali inserzioni singole diventano fonte di variazioni nelle rappresentazioni sociali che circolano in una società
Tali variazioni erano già prese in considerazione da Moscovici (psicoanalisi-mezzi di comunicazione): se le
rappresentazioni sociali sono elaborate secondo modalità diverse e si compongono di opinioni, atteggiamenti e
stereotipi → allora è possibile che ciascun individuo o gruppo sociale aderisca in modo differente a queste opinioni,
atteggiamenti o stereotipi
Doise e collaboratori affermano quindi che:
- Vi sono delle rappresentazioni condivise riguardo a un fenomeno o a un oggetto sociale
- Che all'interno di questo campo di conoscenza condiviso possono essere delle variazioni fra singoli individui o
sottogruppi
- Che queste variazioni sono collegate alle inserzioni specifiche di questi individui e di questi sottogruppi nell'insieme
dei rapporti sociali
Esempio di ricerca: studio sulle rappresentazioni sociali dell’intelligenza nei genitori e negli insegnanti (Carugati,
Mugny 1985).
L’intelligenza infatti rappresenta un oggetto sociale prototipico per elaborazione di rappresentazione perché:
– Esiste una carenza di informazioni scientifiche definitive sull’intelligenza (natura o cultura)
– Le persone devono prendere posizione su questo fenomeno
Lo studio di come i genitori e insegnanti intendono l’intelligenza mette in risalto la funzione che l’identità parentale e
professionale svolge in quanto principio organizzatore delle rappresentazioni sociali
La rappresentazione sociale dell’intelligenza: Teoria del dono
A cui si aggiungono due temi rilevanti:
1) intelligenza come adesione alle norme sociali
2) successo in materie forti (matematica)
- Non è una entità dotata di un unico significato e modellata sulle conoscenze scientifiche; Ma una molteplicità di
immagini e cognizioni, a volte contraddittorie e incoerenti elaborate in situazioni di interazione sociale
In quanto genitori e insegnanti: deresponsabilizzano sia la scuola che la famiglia, enfatizzando l'intelligenza come
dono e imputando l'insuccesso del figlio alla carenza di quel dono
Secondo Carugati le rappresentazioni sociali sono architetture di cognizioni, cioè sono strutture complesse di
significato e sono socialmente costruite
Tutte le madri, ma soprattutto le insegnanti.
Il bambino = spiegazioni di tipo interazionista (importanza delle relazioni con i genitori o gli insegnanti)
Lo scolaro = spiegazioni di tipo interazionista e intraindividuali,
Il proprio figlio = spiegazioni intraindividuali (caratteristiche stabili di personalità), teoria del dono di natura.
Scarsa influenza dell’ambiente.
• La relazione madre-figlio è talmente investita di responsabilità che tutte le volte che le donne si sentono chiamate in
causa scelgono un tipo di attribuzione che tende a sminuire la responsabilità diretta (teoria del dono).
• Ricerca di equilibrio tra bisogno di preservare la stima personale e il senso di responsabilità come meccanismo che
regola e seleziona le spiegazioni adottate dalle madri.
• L’intreccio tra identità sociali (parentale e professionale) e la dinamica sociale tra le parti in gioco (madre-figlio,
insegnantescolaro) diventano i principi generatori che regolano l’organizzazione sociocognitiva delle rappresentazioni
condivise dello sviluppo
La scuola di ginevra:
1.Le rappresentazioni sociali possono essere considerate come principi organizzatori di un campo di riferimento
simbolico comune per tutti gli appartenenti ad una entità sociale. Su questo livello si coglie il consenso.
2. Gli individui possono differire a seconda dell’intensità della loro adesione (atteggiamenti e opinioni) ai vari aspetti
delle rappresentazioni sociali: prese di posizione individuali Chiudi gruppo, collegati aspecifiche posizioni sociali
virgola in un insieme di rapporti sociali
3. Le differenze fra le prese di posizione individuali sono ancorate:
• alle appartenenze a gruppi
• alle realtà simboliche che caratterizzano tali gruppi
• alle esperienze socio-psicologiche condivise dagli individui
• alla loro credenze circa la realtà sociale
Doise:MODELLO DELLE TRE FASI: Rende operazionalizzabile lo studio delle rappresentazioni sociali
Ø Delineare le caratteristiche e le dimensioni che costituiscono il campo di riferimento comune della rappresentazione
sociale (processo di oggettivazione) à ad esempio: interviste libere, analisi della stampa ecc.
Ø individuare le diverse prese di posizione che modulano le differenti organizzazioni del campo descritto à Ad
esempio: analisi delle risposte individuali
Ø Infine deve individuare i rapporti sociali alla base delle prese di posizione individuale (processo di ancoraggio) à ad
esempio: analisi delle omogeneità di risposte all’interno dei gruppi. Ad esempio: analisi del livello di condivisione delle
risposte individuali a seconda delle appartenenze.
Esempio Rappresentazioni sociali della carne
Ancoraggi multipli:
Moscovici: l'aspetto cognitivo dell'ancoraggio, poiché corrisponde all'inclusione dell'oggetto rappresentato
(psicoanalisi) in un insieme di conoscenze preesistenti
Doise: fa maggiormente riferimento all'aspetto sociale di tale processo. L'analisi del processo di ancoraggio consiste
nel mettere in evidenza il modo in cui le prese di posizione individuali o dei sottogruppi verso un fenomeno o un
oggetto sociale variano a seconda della posizione specifica degli stessi individui e sottogruppi in un preciso contesto
storico e culturale
Secondo Doise esistono diverse modalità di ancoraggio che possono intervenire contemporaneamente nella
costruzione delle rappresentazioni sociali (ancoraggi multipli o al plurale):
– ancoraggio psicologico: si basa sulla relazione tra sistemi di credenze posseduti dall’individuo.
– cerca di cogliere in che modo ciascun membro del gruppo strutturi nella sua mente e nella sua esperienza l’insieme
di significati rilevati, si parla cioè di prese di posizione individuali.
– Studia le covariazioni in atteggiamenti, credenze e valutazioni intra- e inter individuali.
Esempio. Ricerca sulla delinquenza: le persone spiegano la delinquenza facendo riferimento a teorie e credenze di ordine generale.
Per esempio la teoria del mondo giusto o teorie di personalità.
– ancoraggio sociologico: rapporto generativo fra inserimento di un soggetto in un quadro ben definito di rapporti
sociali e la presa di posizione specifica dello stesso attore sociale.
– vengono individuati gli elementi di riferimento comune che formano poi il campo di significati legati a quel
determinato oggetto e condivisi da tutti gli attori sociali appartenenti ad un dato gruppo o cultura.
Esempio. Ricerca sulla delinquenza: le persone della classe media spiegano la delinquenza .

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