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1.

1 Definizione
Filologia germanica: scienza che studia e interpreta le testimonianze scritte di civilt che hanno avuto comuni origini nel mondo
germanico e che tali origini riflettono nella loro evoluzione.
Lingue Germaniche
Gotico (germanico orientale) IV-VI sec d.C
inglese
tedesco
nederlandese
frisone (germanico occidentale)
islandese
norvegese
svedese
danese (germanico settentrionale)
1.2 storia

XVI-XVII sec. in Olanda, prime attenzioni ad antichi testi in lingua Germanica.


Justus Lipsius pubblica prima versione Salmi in basso francone, futuro olandese.
Franciscus Junius pubblica il Codex Argenteus della Bibbia gotica.
Comincia a definirsi come scienza agli inizi dell'800 con la scoperta dei primi tratti storici e l'osservazione dei cambiamenti
linguistici.
Grimm con la sua Deutsche Grammatik fu il primo ad esporre i fenomeni linguistici comuni alle lingue germaniche, notando le
trasformazioni grammaticali del germanico comune e delle singole lingue germaniche.
Lo studio dei principali fenomeni che vede lo sviluppo delle lingue germaniche va a interessare settori della germanistica come la
metrica, l'epica e la religione.

2.1 Il concetto di "germanesimo"

Distinzione tra ci che germanismo e ci che germanico. Quando parliamo di germanismo ci basiamo all'appartenenza di una
determinata lingua in un gruppo, germanico pu essere solo ci che si riferisce in ambito culturale caratterizzato dall'uso di idiomi
germanici stessi.
Le lingue che oggi si dicono germaniche sono inglese, tedesco, nederlandese, frisone, danese, svedese, norvegese, islandese ma le
andiamo ad approfondire nelle fasi pi antiche.
La letteratura nordica comincia ad essere messa per iscritto nel XII-XIII secolo, ma la tradizione orale pi vecchia almeno di 2
secoli.
I primi testi inglesi e tedeschi si hanno solo dall'VIII secolo d.C, per contatto tra popolazioni germaniche orientali e il mondo goticobizantino che da vita a una visione gotica della Bibbia e, nel II-III secolo d.C, ritroviamo la scrittura runica in Danimarca, Norvegia e
Germania settentrionale.

Le lingue di questi primi scritti sono sicuramente pi simili rispetto a quelli pi recenti per grammatica e lessico. Da ci si ricava che
la lingua era un tempo definita in modo unitario.
Questo rappresenta il punto di partenza per lo studio della filologia germanica, ovvero i singoli mutamenti che caratterizzano ogni
lingua di fase in fase, dalla nascita alla trasformazione finale.

2.2.1 Fonti storiche

Secondo tradizione storica, gli abitanti del Nordeuropa si dividevano tra Celti, a ovest, e Sciti, a est.
I germani erano conosciuti come abitanti delle zone limitrofe al Reno, senza distinzione tra germani o galli; distinzione che abbiamo
solo per frontiere naturali. Cesare aveva una scarso interesse per i germani, se non per distinguerli dai Galli.
All'inizio dell'era volgare iniziarono i contatti con le popolazioni del Reno e si definivano i primi confini politici tra Germania e
Gallia romanizzata.
Quando si parla di civilt germanica ci si riferisce principalmente ai Germani pi vicini al Reno, poich abbiamo di loro informazioni
pi dettagliate, ma indubbio che la stessa origine l'abbia avuta la popolazione germanica gi ben lontana dal confine renano.
Il contributo storico di Tacito sulla conoscenza dei germani nel I secolo va valutato tenendo presente la sua posizione e i suoi intenti
riguardo la materia trattata.
Tacito, nella sua "germania" parla di quelle differenze rispetto ai Romani, quali i costumi, gli spiriti indipendenti, le istituzioni
interne.
Possiamo ben parlare quindi di germanismo come unit etnica culturale e il termine Germani esce dall'uso corrente poich si
preferiscono indicazioni pi precise dei vari sottogruppi e istituzioni politiche.

2.2.2 Fonti archeologiche

La concezione classica di Germanesimo come unit etnica e i confini del suo territorio trovano conferma negli studi di Kossinna, il
quale sostiene che regioni culturali ben delimitate corrispondono a precise unit etniche; anche la lingua, quindi, indica delle entit
etniche ben definite, individuabili e individuate dalle scoperte archeologiche.
Il germanismo avrebbe avuto origine dalla fusione tra i creatori della cultura megalitica, elementi tipici sarebbero stati le tombe a
tumulo, l'ascia di guerra e l'ornamentazione a cordicella nei manufatti in ceramica. Le variazioni sono originate dal contatto con altri
popoli che avrebbero portato prima alla differenziazione, poi alla disgregazione dell'unit germanica.
L'attenzione degli archeologi oggi va alle singole culture dei primi secoli che vanno dall'inizio dell'era volgare.
Fino al I secolo a.C il Reno non pu essere considerato come un confine archeologico perch i reperti da entrambe le sponde
corrispondono (ceramiche a tornio, insediamenti fortificati, monete celtiche). Solo dopo il I secolo d.C. cominciano a differenziarsi,
rendendo il Reno un vero confine culturale.
In queste regioni si riconoscono tre gruppi culturali:
Germani dell'Elba, che si espandono fino alla Moravia e al Danubio
quella tra l'Oder e la Vistola (wisla)
Germani occidentali che vanno tra la Weser e il Reno
Queste aree rappresentano un'unit culturale in senso lato per la presenza di alcune caratteristiche comuni di cui i territori vicini non
sono partecipi.

L'inizio dell'era volgare non sboccer dalla disgregazione di una precedente unit, ma secondo un processo di graduale aggregazione.

2.2.3.L'onomastica germanica negli autori classici

E' possibile scoprire quale lingua stata parlata dai portatori delle lingue settentrionali che chiamiamo Germani?
Per farlo dovremo ricercare prove storico-linguistiche che confermino l'ipotesi di un'esistente epoca di una lingua comune in quella
determinata zona.
Le prime attestazioni dei linguaggi purtroppo presentano problemi di interpretazione e valutazione della fonte; gli autori classici ne
offrono una documentazione attraverso nomi comuni di animali attraverso l'onomastica delle popolazioni germaniche.
Fanno parte di questo patrimonio onomastico germanico anche molti nomi di origine non germanica, bens celtica o latina. In altri
casi possibile che il nome sia giunto all'autore latino o greco da fonte non germanica e quindi che sia stata riadattata.
Le varie caratteristiche germaniche sono:
la rotazione consonantica??: un'evoluzione nel modo di articolare le consonanti rispetto a quelle a cui rinviano altre lingue
indoeuropee (bh,dh,gh appaiono b,d,g.)
p,t,k diventeranno f p h
La germanicit testimoniata dalla rotazione consonantica; in singoli casi troveremo un processo di adattamento al latino o greco con
sostituzione di elementi germanici nella grafia.
Non possiamo comunque provare che in territorio germanico dal I sec. a.C al I d.C. i mutamenti di germanit fossero gi presenti,
l'uso dell'onomastica appare sempre e comunque problematico.

2.2.4. La scrittura runica

La scrittura runica, detta futhark in successione dei segni, tratto dalle prime sei dell'alfabeto, risale alla fine del II secolo o inizio II
secolo d.C. proveniente dal nome rn, che assume in alcune lingue il significato di "segreto".
I documenti pi antichi sono una ventina di iscrizioni brevi su oggetti venuti alla luce in Danimarca, Norvegia meridionale e Europa
orientale. La scrittura runica assume in Scandinavia il carattere monumentale su pietra. Le grandi invasioni barbariche fanno
aumentare la presenza di oggetti con iscrizioni runiche nei territori dei Germani continentali, fino a scomparire nell'VIII secolo.
Si sono trovate iscrizioni runiche nel IX secolo dove si si avevano rilevanze anche su manoscritti letterali, con l'uso soprattutto del P,
thorn, col suono simile al nostro th inglese(spirale dentale sorda).
Dall'importazione della scrittura per vie commerciali, la scrittura viene rielaborata all'uso germanico, con un impiego inizialmente
magico, in secondo luogo per indicare il nome del proprietario di singoli oggetti.
La scrittura runica si presenta come un sistema alfabetico formato e modellato con una fonetica analizzata in modo da adattarsi e di
costruire una vera e propria lingua germanica.
Il futhark antico ha 24 segni, la variante semplificata ridotta a 16 segni, usata solo nel mondo scandinavo dal IX secolo. Le prime
iscrizioni runiche rivelano una lingua compatta senza particolari dialetti che in seguito differenzier le varie lingue germaniche.
Il celebre testo risalente al 400, Ek Hlewagastir Holtijar horna tawido, Io H.di Holt feci il corno, presenta tratti comuni alle lingue
germaniche antiche, per quel che riguarda la struttura sintattica, ordine di parole, allitterazione, elementi morfologici e fonologici. Le
iscrizioni runiche insomma sono una documentazione di lingua sopradialettale, formatasi tra le popolazioni germaniche in era
volgare tra politica e cultura.

2.2.5. La ricostruzione linguistica

Il concetto di protolingua nasce nella linguistica dell'800, nell'ambito del processo di ricostruzione di antiche relazioni tra lingue
attraverso le comparazioni di fasi attestate di vari elementi.
Il protogermanico rappresenta un sistema linguistico intermedio derivato dalla lingua madre indoeuropea, ma di esso non abbiamo
alcuna documentazione: lo ricostruiamo attraverso elementi comuni alle lingue germaniche storiche.
Nasce come proiezione di un momento di sviluppo linguistico e rappresenta uno schema astratto privo di spessore storico nel suo
interno. Il concetto di protogermanico lo esaminiamo con studi di preistoria, con mezzo linguistici come l'analisi fonologica o
strutturale che indica vari stati e sviluppo dialettali.
Il concetto di protolingua nasce nella linguistica dell800 nel processo di ricostruzione di antiche relazioni tra lingue attraverso le
comparazioni di fasi attestate di vari elementi. Il protogermanico rappresenta un sistema linguistico intermedio derivato dalla lingua
madre indoeuropea, ma di esso non abbiamo alcuna documentazione: lo ricostruiamo attraverso elementi comuni alle lingue
germaniche storiche, nasce come proiezione di un momento di sviluppo linguistico e rappresenta uno schema astratto privo di
spessore storico nel suo interno. Il concetto di protogermanico lo esaminiamo con studi di preistoria, con mezzi linguistici come
lanalisi fonologica o strutturale che indica vari stati e sviluppi dialettali. Non sufficiente fornirci dati riguardo a una cronologia ne
il suo significato che investe levoluzione linguistica stessa. Il legame innegabile che sussiste tra situazione socioculturale e
mutamento linguistico si stabilisce con elementi comuni che rappresentano il protogermanico. Prendendo in considerazioni vari punti:
i mutamenti caratteristici non sono avvenuti contemporaneamente, ma si possono essersi verificati durante un lasso di tempo che
separa lunit indoeuropea dalle prime attestazioni scritte delle lingue germaniche, il tutto per su elementi non sicuri. Si pu
dimostrare una dipendenza nellevoluzione di singole serie consonantiche nel germanico ma non possibile avanzare ipotesi
sullepoca in cui sono avvenuti questi fenomeni.
non tutti i fatti che configurano la fisionomia germanica hanno lo stesso effetto caratterizzante e peso storico.
non sempre un mutamento che sembra comune ha origine di diffusione in aree geograficamente vicine o per contatti culturali diretti o
mediati ma spesso si realizza come sviluppo simile ma indipendente. Questo pu considerarsi metafonia, fenomeno parallelo ma
indipendente in seguito alla semplificazione delle sillabe desinenziali.
Studiando le parole che si ritrovano nelle lingue germaniche si possono ipotizzare rapporti culturali esclusivi tra due gruppi si lingue.
Il lessico germanico inoltre non trova confronti con altre lingue e pu essere un documento di particolare cultura e lingua poich si
riscontrano diffusi che riguardano campi lessicali diversi in ambienti naturali. La presenza in tutte le lingue germaniche della stessa
parola pu confermare la contemporanea permanenza in stesso ambiente geografico. Non sempre la presenza della voce in tutte le
lingue germaniche garanzia della sua origine antica, ma pu indicare che stata trasmessa anche da un centro di diffusione.

2.3 Comparazione delle fonti


Possiamo notare che oggi uninterpretazione delle fonti ci rende consapevoli che nel passato limitato in ricostruzione storica ci dia
obiettivi pi modesti nella loro utilizzazione. Larcheologia preistorica si accontenta di definire aree culturali senza la pretesa di
stabilire la pertinenza etnica. Solo dopo che i singoli dati sono interpretati secondo metodologia di loro natura, essi dovranno essere
confrontati con quelli elaborati da discipline affini e singole interpretazioni rafforzare che potranno comporre un quadro storico
soddisfacente. Non sappiamo per se gli storici medievali possa giustificare i dialetti germanici medievali delineati da documenti
linguistici.

3. Lunit culturale germanica


3.1 Valutazione dei documenti storici e letterari
lecito prendere in considerazione quanto sia presente unistituzione in tradizioni tra loro indipendenti. Risulta spesso molto difficile
escludere leventualit che le analogie tra due episodi simili possano spiegarsi attraverso legami tra popolazioni interessate piuttosto
che come riflesso di usi e credenza degli antichi germani. Il fatto che le singole popolazioni abbiano mantenuto una vivace
circolazione di motivi culturali, pu essere dedotto dallampia diffusione fondati su personaggi e vicende storiche per i quali
possibile una datazione. Le fonti storiche pi tarde, contemporanee o posteriori alle grandi invasioni, delineano unimmagine del

mondo culturale germanico per vari aspetti assai diversa da quella dellepoca prediasporica. Per mezzo della scrittura e della lingua
latina, la cultura scritta si diffonde nei primi secoli verso il nord dellEuropa attraverso il tramite della Chiesa, la tensione per la
conversione dei barbari impedisce una registrazione scritta di certo rilievo che riguardi le manifestazioni culturali e religiose
germaniche appartenenti ad un mondo spirituale da rifiutare per combattere per il mondo pagano. Le norme giuridiche barbariche
sono ampiamente documentate, la stabilit politica ha costretto pi volte la classe dirigente germanica a codificare in leggi scritte le
proprie consuetudini su modello di diritto romano. La tradizione nordica tuttavia troppo recente per conservare lantico patrimonio
mitologico e culturale di epoca germanica e non pu riferirsi allepoca unitaria.

3.2. La religione germanica

I germani professavano una religiosit primitiva, priva di rituali caratteristici. Erano dediti al culto degli elementi naturali. La
venerazione germanica si dedicava soprattutto a divinit maschili, come Mercurio, Ercole e Marte (Tacito).
Woodan-Odino viene chiamato Mercurio da Tacito. Divinit vivace e poetica, complessa poich da un lato un mago, custode della
sapienza e della magia della parola, dall'alto ispiratore bellico. Odino re e padre degli dei.
Donar-Thor, chiamato Ercole da Tacito il germanico Donar-Thor. Identificato con Giove, esuberanza fisica a cui alludono vari
poemi norreni, eroe forte e benefico, uccisore di mostri e giganti, da gioved: giorno di Thor.
Marte-Tyr era il dio della guerra, identificato come equivalente di Marte in quella romana, nonch patrono della giustizia
Tacito presenta anche una divinit femminile, la dea Nerthus, simbolo di fecondit dei campi e del bestiame, simbolo di un ambiente
pacifico lontano dalla societ guerriera. Il nome riprende quello di Niordr, capo stirpe dei Vani.
Questi due tipi di religiosit sono espresse come mitologia nordica. col racconto della guerra e successiva pacificazione tra due stirpi
divine, Vani e Asi. La religione dinamica e guerrigliera degli Asi avrebbe avuto la meglio sul culto dei Vani, caratteristica della
civilt agraria preesistente.
Il contrasto tra Cesare e Tacito si pu spiegare in parte pensando alla differenza tra le due testimonianze. In quegli anni attraverso le
relazioni con Galli e Romani, i Germani hanno sviluppati una nuova capacit dinamica rendendo pi espliciti certi atteggiamenti
spirituali e religiosi prima inosservati e modificando i loro ideali umani e religiosi. Le trib germaniche sembravano ad avere
associazioni stabili nel I secolo a.C. per il comune culto alle divinit e in opposizione di gruppi di trib dediti a culti diversi
allinterno di alcuni atteggiamenti comuni. Notevole variet di usi funebri, con incensazione e inumazione, poich si d importanza al
passaggio tra la vita e la morte e il viaggio verso laldil. I germani dovettero subire linflusso di altre religioni vicine, e questi
contatti non furono uniformi per tutte le trib ma agirono in modo diverso a seconda della posizione geografica e di altre situazioni
contingenti. Odino presenta caratteristiche contrastanti, come uno sciamano di origini nord-orientale del culto. La diffusione del culto
in zona renana e lidentificazione di Mercurio come dio supremo anche dei Galli testimonierebbero in favore di una profonda
influenza celtica nello sviluppo della figura divina di Odino. Nelle zone occidentali del mondo germanico si diffonde una mentalit
religiosa simboleggiata dal suo culto, diffuso fino alle regioni pi appartati del mondo germanico, fondendosi con la religione vanica.
Nel mondo religioso germanico gli attributi di ciascuna divinit si confondono spesso e si accavallano tra loro in modo vario e
dipendente da ogni singolo mito.
La venerazione per la triade maschile tipico di tutti i germani. Il culto alla natura, la divinazione attraverso bastoncini scritti o
interpretazione dei nitriti dei cavalli. Gli dei sono chiamato sempre a intervenire direttamente nella vita degli uomini, il re ha una
funziona religiose e funge in qualche caso da mentore dellaiuto divino.

3.3. La societ germanica

Tacito dedica ai costumi dei germani una trattazione ampia e documentata. Gli altri autori invece fanno cenno per lo pi a fatti di
singole trib.
La sippe, ovvero la famiglia, un gruppo che si riconosce nella discendenza da un antenato comune.Si lega ad una concezione di
carattere naturalistico tutelata dalle divinit. L'appartenenza alla stessa famiglia vincola gli individui gli uni agli altri. Un superiore
interesse collettivo alla radice di atteggiamenti caratteristici dell'uomo germanico come la vendetta di sangue e le faide familiari

sentite come obblighi giuridici che inducono ad uccidere l'omicida di un parente, come scambio di favori su collettivit familiare. Le
lingue germaniche conservano un sistema lessicale strutturato della famiglia e definiscono la figura del marito e della moglie secondo
principi di eguaglianza e parit.
A questo tipo di collettivit familiare si affianca l'ideale che tende alla realizzazione dell'individuo e allo stimolo delle sue qualit
personali.
Di fatto molti uomini erano figli dell'avventura, si dedicavano alle armi e quindi la loro collettivit non si basava su legami di sangue.
Mentre nella sippe c'era un principio di eguaglianza, il comitatus era pi un rapporto gerarchico tra capo e guerrieri, ma anche tra
membri stessi del seguito. Il comitatus presenta anche un carattere aristocratico in quanto si presta la sua opera non solo presso la
popolazione, ma anche presso nazioni dove esiste uno stato di guerra e possibilit di bottino.
Nel periodo tra la testimonianza di Cesare e quella di Tacito si verifica un incremento dei rapporti commerciali e della presenza di
oggetti di lusso, ritrovati tra Reno e Danubio.
La struttura del comitatus prevedeva la ridistribuzione di ogni compenso. Ogni giovane che entrava nella vita pubblica affermava che
non avrebbe pi fatto parte della casa, ma dello stato. I comitatus, come centri di politica autoritaria, si sviluppavano in questo campo,
ma nessuno ci pu assicurare i legami con i regni germanici posteriori alle migrazioni. Tacito scrive solo dell'inizio di un'evoluzione,
suscitata dall'apertura del mondo germanico all'economia e alla societ del mondo celtico e romano. La storia documenta l'assunzione
di poteri politici straordinari, ma saranno personaggi come Odoacre e Teodorico che verranno ad ereditare dall'impero romano veri e
propri poteri monarchici, senza i quali non avrebbero potuto assumere alloa la guida di stati cos organizzati. Il re veniva eletto per
assemblea e pu essere deposto su qualsiasi momento. La presenza di vere e proprie classi sociali testimoniata solo molto tardi e
solo in alcune popolazione vicine all'influsso della societ celtica divisa in caste.

3.4. Formazione dell'unit culturale germanica

I germani non possono considerarsi come un cerchio chiuso che esclude le popolazioni intorno.
Esiste un'unit per quanto riguarda certe tecniche nell'ambito dell'artigianato o nel linguaggio, ma per che esistevano etiche
religiose contrastanti, quindi si pu parlare di un'unit relativa. Ci fa rifiutare le interpretazioni che sottolineano gli elementi comuni
e li isolano dal contesto storico dove sono inserito, trasformando la comunit culturale germanica in astratta e rigida.
Le civilt che hanno maggiormente influito nel germanismo sono quella celtica e quella romana ed possibile delineare le vie e i
modi della loro penetrazione nel mondo germanico.
L'evoluzione dell'ornamentazione figurativa locale e il passaggio da uso sacrale delle rune a quello privato si sarebbe verificata nella
zona occidentale del baltico, tra Scandinava meridionale, Yutland e isole danesi.
Nel I secolo d.C. cominciano ad apparire in Scandinavia le tombe principesche, che conservano un'importazione di tipo romano di
primitiva ornamentazione e ceramica indigena. Nello stesso ambiente si sviluppano le rune, su esempio dell'alfabeto latino per
indicare nomi propri su oggetti personali. Il mutamento verso la scrittura runica stata data dal costituirsi di rapporti stretti e
continuati col mondo romano; la conseguenza pi vistosa la diffusione nel mondo germanico in molti aspetti della cultura indigena.
La prima notizia relativa a questo riportata da Cesare, in merito alla coalizione di Ariovisto contro i romani.
Il germanico diventa sempre pi presente nell'esercito romano e nelle classi superiori.

Tacito divide i germani in 3 gruppi a seconda dei nomi dei tre figli dei capostipiti: vicini al mare, regioni interne o diversa postazione.
Plinio li divide in 5, aggiungendo anche vandali e peucini.
Gli studiosi moderni, tuttavia, sono d'accordo nel riconoscere che le stirpi di Mannus non comprendono tutti i germani, ma solo una
parte delle trib occidentali. Plinio e Tacito in realt parlano di gruppi etnici come leghe di origini culturali e religiose, tra trib legate
tra loro dalla venerazione dello stesso dio e da determinati culti.

4 L'unit linguistica germanica

4.1. Il protogermanico

Il protogermanico comparato ad altre lingue indoeuropee presenta elementi esclusivi di cui le altre lingue non sono partecipi e che
caratterizzano solo quelle lingue che si possono per l'appunto chiamare germaniche.
Non possiamo riferire di nessun documento linguistico di rilievo all'unit germanica preistorica o protostorica, sia perch le
testimonianze erano solo nomi, sia perch difficile affermare se siano davvero germaniche piuttosto che singoli dialetti. Il
protogermanico presenta testi arcaici e conservativi in ambito linguistico, isolando quei tratti di ogni singola lingua.
L'eterogeneit dei documenti rende piuttosto difficile valutare storicamente le affinit tra i vari dialetti, inoltre le lingue germaniche
continuano ad elaborare strutture simili che possono risalire all'antica parentela protogermanica. Le prime grammatiche comparative
delle lingue germaniche sono redatte da studiosi responsabili di vari ritrovamenti di materiali, cos da riconoscere gli elementi
comuni alle lingue germaniche e la giustificazione su piano comparatistico delle relazioni formali.

Le caratteristiche che permettono di definire l'appartenenza indoeuropea del gruppo germanico pi evidenti sono:
la struttura flessiva nominale e verbale. Si tratta del ricorso ad un sistema di suffissi e desinenze che aggiunte alla radice (la parte
della parola con il contenuto semantico essenziale) servono nel caso dei nomi ad indicare i casi(ovvero i rapporti sintattici
ed eventualmente il numero ed il genere) e, nel caso del verbo, la persona, la pluralit, i modi, i tempi.
Es: *gebo dono(got. giba, ags giefu). Vi si riconosce una radice *geb- (che ritorna in altre parole appartenenti allo stesso campo
semantico dare (ancora in ted geben, die Gabe; e ingl to give) ed un suffisso - (corrispondente a ie - dei sost. femm. cfr. lat.
rosa/rosae) che serve ad indicare sia la marca della declinazione germanica dei femminili in , sia il numero singolare sia il caso del
nominativo (rispetto per esempio a g *gebadel genitivo plurale)
La conservazione del sistema fonologico di tre serie di consonanti: restano infatti tre serie di consonanti cio occlusive, fricative (o
sibilanti o spiranti) e sonanti, mentre lo slittamento fonetico delle occlusive tipico del germanico e va sotto il nome di I
Mutazione Consonantica (Legge di Grimm).
Conservazione dellapofonia o alternanza vocalica, tipica di tutte le lingue indoeuropee. Il vocalismo ie caratterizzato da
unalternanza di serie vocaliche in morfemi etimologicamente affini secondo un sistema di alternanze quantitative o
qualitative. Nel germanico, come si dir, luso di queste alternanze sistematico nella flessione dei cosiddetti verbi
forti. In breve si tratta di modificazioni nella vocale della sillaba radicale per esprimere funzioni grammaticali secondo
una modalit che dellindoeuropeo, ma del tutto peculiare alle lingue germaniche la sua utilizzazione e codificazione
nel sistema dei tempi verbali. Si pensi al paradigma delle lingue germaniche moderne, linglese ed il tedesco:
to speak spoke (spoken) sprechen sprach gesprochenparlare, dire
to find found (found) finden fand gefunden trovare
In ambito morfologico: si eredita dallie il sistema pronominale:
got ik u is lat ego tu is (e relative flessioni)

Ancora in ambito morfologico e in particolare della Wortbildung (o Word Formation) si eredita dallie il modo di formare nuove
parole (sostantivi, verbi, aggettivi) mediante la derivazione o la composizione di due o pi lessemi (un sistema molto
produttivo nel germanico, si pensi al tedesco in particolare).
La maggior parte del lessico di origine ie, in particolare quello di ambito famigliare (tutti i nomi di parentela), della fauna, della
flora, dellanatomia umana ed animale, delle funzioni vitali ecc.
Caratteristiche tipiche ed esclusive del germanico:
La trasformazione dellaccento. Niente caratterizza maggiormente il germanico rispetto a questo fenomeno che fu una vera e propria

rivoluzione sebbene i suoi effetti pi evidenti non furono e non sono stati immediatamente percepibili. Nellie era libero e
musicale, nelle lingue germaniche si fissa sulla sillaba radicale e diventa percussivo o intensivo, provocando una tendenza
ad alcune particolari trasformazioni nella struttura fonologica della parola che si sono verificate a poco a poco in tutte le
lingue germaniche nel corso del loro sviluppo
La riduzione dei 10 fonemi vocalici dellie (a, e, i, o, u - lunghe e brevi) ad 8 per la confluenza dei fonemi brevi ie */a-o/ in g */a/ e
dei fonemi lunghi ie */-/ in *//. Lo stesso vale per i dittonghi che si compongono con le vocali in questione, che da sei
nellie si riducono cos a tre nel germanico (+ un monottongo */i/ da ie */ei/).
Come si vedr la situazione torna subito alla normalit per il nascere, nelle singole lingue germaniche, di nuove vocali in seguito a
fenomeni linguistici prodotti, nella maggior parte dei casi, come conseguenza del fissarsi dellaccento sulla sillaba radicale
(questi fatti si verificano con modalit diverse nel gotico e quindi non possono essere ascritti alla fase unitaria)

Evoluzione delle liquide e nasali sonanti dellie (*/ /) in nessi come /um, un, ur, ul/
Uso sistematico della variazione vocalica radicale (apofonia) per la creazione di paradigmi tipicamente germanici. Si formano cos 7
classi di verbi forti a seconda della serie apofonica caratteristica. Le prime 5 come si dir sono basate sullalternanza
qualitativa (nei vari gradi quantitativi: normale, allungato, ridotto e zero):
got bindan band bundum bundans1 legare
ags bindan band bundon gebunden
ata bintan bant buntum gibuntan
(il verbo in questo esempio appartiene alla III classe con radice in N+C2)
Nella VI classe, invece, lapofonia che in ie era quantitativa (ie *a/) diventa anche qualitativa essendosi verificato
quel fenomeno di riduzione di ie */-/ > g *//. Pertanto qui lalternanza fra /a/ e //:
got faran fr frum farans viaggiare, andare
(A queste prime sei classi dei verbi forti, come si vedr, si aggiunge una VII classe con caratteristiche da considerare a
parte, avendo esiti diversi nelle varie lingue storiche. Il gotico presenta un tipo di verbo a raddoppiamento, le altre
lingue germaniche esiti vocalici alternanti non riconducibili ad alcuna delle altre classi di verbi forti. La causa pi
probabile di questa diversit da ricondursi ad una contrazione sillabica/vocalica progressiva che nel gotico non era
ancora avvenuta o non ci attestata: nelle altre lingue, infatti, nelle forme preteritali normalmente raddoppiate in gotico
[tipo: haitan haihait haihaitun haitans], presentano un fonema vocalico estraneo al gotico, ricostruito dai linguisti ed
indicao con /2/)
Sia il raddoppiamento sia lapofonia e in particolare alcuni gradi apofonici (per esempio quello allungato nel preterito
plurale) sono mezzi di origine indouropea per la formazione dei tempi verbali, ma proprio la particolare strutturazione
del sistema in cui vengono determinate ed utilizzate le funzioni di questi elementi che risulta tipica del germanico.
Mutazione consonantica (I MC)
Questa trasformazione del consonantismo sicuramente la caratteristica pi vistosa del germanico ed da considerarsi
quasi un requisito indispensabile per lidentificazione di una lingua germanica. Si conserva il luogo di articolazione
(ovvero il punto dellapparato fonatorio dove si produce il suono, che d luogo a diverse articolazioni: dentali, labiali,
velari ecc.) ma cambia il modo di articolazione (sonorit/assenza di sonorit; occlusione/fricazione, ecc.)
Rispetto alle 3 serie di occlusive dellie occidentali (sorde */p t k kw/ - sonore */b d g gw/ sonore aspirate */bh dh gh
ghw/) si ha uno slittamento in avanti per cui le occlusive passano nel germanico a fricative sorde (g */f h hw/), le
occlusive sonore ad occlusive sorde (*/p t k kw/), le sonore aspirate a sonore semplici (*/b d g gw/), recuperando perci
tutti i fonemi successivi.
A questo fenomeno codificato da Jakob Grimm e detto per questo Legge di Grimm o I Mutazione consonantica (IMC)

legata anche unaltra caratteristica germanica, quella della Legge di Verner. Il linguista danese studi alcune apparenti
eccezioni della Legge di Grimm e le codific in una legge precisa della fonetica germanica con risvolti anche
morfologici (la cosiddetta alternanza grammaticale).
Semplificazione delle declinazioni con riduzione dei casi a 4 (nominativo, genitivo, dativo e accusativo (rare tracce di strumentale).
Dativo e accusativo assumono le funzioni di ablativo e locativo presenti in altre lingue ie.
Riduzione delle categorie verbali a 2 tempi (presente vs preterito) e 3 modi (indicativo, ottativo [con funzione anche di congiuntivo],
imperativo)
Formazione nel sistema verbale della categoria dei verbi deboli che, rispetto a quelli forti, non fanno ricorso allalternanza vocalica
(o apofonia), ma per la formazione del preterito ricorrono alla desinenza in dentale (del tipo: got nasjan - nasida salvare,
guarire; domjan - domida giudicare)
Declinazione dei sostantivi in n e suo uso nella flessione debole degli aggettivi (la declinazione forte derivata dallie ed di
tipo vocalico)
Costituzione e conservazione di un lessico germanico che pu essere attribuito alla fase unitaria e rispecchia abitudini ed istituzioni
dei Germani (lessico geografico e giuridico, per esempio)