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2.

Il germanesimo
1. Il concetto di germanesimo.
Germanesimo concetto di appartenenza di determinate lingue ad uno stesso gruppo.
Germanico ambito culturale caratterizzato e delimitato dalluso di tali idiomi.
Le lingue definite germaniche sono: inglese, tedesco, nederlandese, frisone, danese, svedese, norvegese, islandese,
con i rispettivi dialetti. Tale definizione non nasce dallosservazione dellaspetto attuale di tali lingue, ma dalla
considerazione delle loro fasi pi antiche.
- La letteratura nordica comincia ad essere fissata per iscritto nel XII-XIII secolo, ma la tradizione orale
precedente almeno di due secoli.
- I primi testi scritti inglesi e tedeschi risalgono al VIII secolo d.C.
- Traduzione della Bibbia in gotico: IV secolo
- Scrittura runica in Danimarca, Norvegia e Germani settentrionale: II-III secolo d.C.
possibile ipotizzare che in fasi preistoriche tali idiomi costituissero un mondo linguistico unitario, dato che le lingue in
questi primi documenti appaiono pi vicine tra loro rispetto alle fasi moderne. Il germanico unitario non possiede
alcuna documentazione contemporanea, per cui di questa ipotesi astratta difficile definire la specifica connotazione
storica. Accanto al problema di una valutazione storica dellunit linguistica germanica, sorge la questione del fatto se
sia possibile unidentificazione tra lunit linguistica ricostruita e il mondo germanico.
2. Problemi metodologici nella ricostruzione e definizione dellunit culturale germanica.
2.1. Fonti storiche
Secondo la tradizione storica greca, le popolazioni nel Nord dellEuropa si suddividevano in due gruppi etnici: i Celti a
Ovest, e gli Sciti a Est. Le invasioni dei Cimbri e dei Teutoni risvegliarono un interesse nei Greci e nei Romani per il Nord.
La parola Germani come unit etnica, appare per la prima volta nel De bello gallico di Cesare. Ma il quadro che lui
ci offre della situazione etnico-geografica del Nord-Ovest dellEuropa non del tutto obiettivo, ma condizionato dai
suoi interessi politico-militari. Si pu notare dallindividuazione del Reno come rigida frontiera etnica e politica tra Galli
e Germani. Cesare mostra scarso interesse per i costume dei Germani, se non solo per distinguerli dai Galli; ci offre
poche notizie sulla loro civilt, che si rifanno ai tpoi delletnografia greca sui popoli del Nord dellEuropa.
Agli inizi dellera volgare (inizio dellera cristiana) aumentava il contatto con i popoli al di l del Reno, divenuto grazie ai
Romani, effettivo confine politico tra la Germania e la Gallia romanizzare.
Altre notizie di questo periodo ci sono tramandate da Plinio e Tacito. Di Plinio ci sono pervenuti solo alcuni passi sui
territori abitati dai Germani contenuti nella Naturalis Historia. Soprattutto in Tacito si evidenzia la consapevolezza
nelle popolazioni germaniche di costituire ununit in senso etnico e politico.
Gli Annales e le Historiae testimoniano la formazione di ampie coalizioni militari e politiche e nella Germania
evidente la presenza nei Germani, con radici pi antiche, di unindividualit culturale ben precisa. Narrazione del
mito germanico della comune origine da MANNUS antenato da cui sarebbero discese le stirpi germaniche Ingevoni,
Istevoni, Erminoni. Questa tripartizione si riferisce ai germani occidentali. Nella prima parte ci viene fornito un
quadro compatto e coerente della civilt germanica, riferendosi ai Germani pi vicini al Reno; nella seconda parte
(dedicata alla distribuzione geografica; ai costumi caratteristici dei singoli gruppi), la descrizione diventa sempre pi
vaga e frammentaria, man mano che ci si allontana dal confine renano.
Notiamo che Tacito sottolinea nei suoi Germani gli aspetti che si possono contrapporre ai Romani contemporanei,
avviati verso unepoca di decadenza ( scopo politico di Tacito). Il luogo comune etnografico del popolo barbaro
che conduce una vita sobria a stretto contatto con la natura, si presta ad esprimere una critica politica e morale alla
societ romana.
Queste fonti sono incerte.
La scelta dei dati condizionata in Tacito dal suo interesse storico-politico mancano notizie sulla situazione
geografica ed economica, dati precisi su monti e fiumi, citt e fortificazioni.
La lacuna nei documenti storici pu essere colmata dalle note ricavabili da opere di compilazione geografica, quali
quelle di Strabone e Tolomeo.
A partire dal IV secolo, mentre si frantuma la vita culturale dellimpero, scompare anche la visione di un mondo
germanico compatto, proprio in seguito allaffermarsi delle singolo popolazioni, che rappresentano un pericolo per
limpero. Si perde quindi il concetto di germanesimo come unit etnica e culturale, e il termine Germani resta
cmq nelluso letterario Vengono fuori storie delle diverse popolazioni da parte di Gregorio di Tours (franchi),
Jordanes (goti), Paolo Diacono (longobardi), Beda (angli). Si preferiscono dunque denominazioni pi precise che non
indicano dei sottogruppi, ma nuove unit politiche.
2.2. Fonti archeologiche
Il quadro archeologico tradizionale della preistoria germanica i viene dato principalmente da Gustav Kossinna.
In Kossinna linterpretazione storica dei dati archeologici condizionata dalle fonti storiche. Secondo lui ragioni
culturale ben delimitate corrispondono a precise unit etniche (Kulturgebiete sind Vlkerstmme).
Si rif a Tacito riguardo al carattere indigeno dei Germani, e si attribuisce loro una collocazione geografica, intorno
alla penisola dello Jutland Nordischer Kreis (cerchia nordica).
Il Germanesimo avrebbe avuto origine dalla fusione tra i creatori della cultura megalitica, e i portatori di una nuova
cultura al nord, i cui elementi tipici sarebbero stati linumazione in tombe singole a tumulo, luso dellascia da guerra e
lornamentazione a cordicella nei manufatti in ceramica. *Kossinna ritiene che proprio dallincrocio tra la precedente
cultura pacifica e la successiva, si sarebbe formata la cultura germanica+. Lunit germanica si sarebbe mantenuta fino
allet del ferro, quando inizia lespansione verso SE e SO. Le variazioni rispetto alla cultura originaria sono giustificate
da contatti con altri popoli, che avrebbero portato alla differenziazione e alla disgregazione delloriginaria unit.
Oggi linteresse degli archeologi si incentra soprattutto sulle singole culture dei primi secolo precedenti e susseguenti
linizio dellera volgare * I a.C. / I d.C.]. interesse ad esaminare e distinguere le facies archeologiche allinterno
della Germania, rispetto al La Tne, cultura caratteristica dellet del ferro recente, associata al mondo linguistico
celtico.
Fino al I secolo a.C. il Reno non costituisce un confine dal punto di vista archeologico, in quanto anche caratterizzato
da una cultura del tipo tardo La Tne, seppure periferica. I reperti a destra e a sinistra del Reno si corrispondono. Tali
caratteristiche scompaiono poi nella regione alla destra del fiume a partire dal I secolo d.C.; solo allora il Reno diventa
un vero e proprio confine culturale.
Agli inizi dellera volgare (I d.C.), le regioni alla destra del Reno (Germania settentrionale, Danimarca, coste della
Scandinavia, Slesia, Polonia meridionale) sono differenziate rispetto al tardo La Tne (alla sinistra del Reno).
In queste regioni si riconoscono tre grandi gruppi di culture, che si distinguono in base ad alcune particolarit negli usi
funerari:
- Germani occidentali: nella zona delimitata dai fiumi Reno e (la) Weser.
- Germani dellElba: nella zona delimitata dai fiumi Elba e Danubio.
- Germani del Przeworsk: nella zona delimitata dai fiumi Oder e Vistola.
Tali aree rappresentano per ununit culturale in senso lato, solo per alcune comuni caratteristiche.
Se risaliamo indietro nel tempo, noteremo che questa tripartizione a sua volta, continuatrice di unaltra tripartizione
( risalgono alla met del primo millennio e si evolvono contemporaneamente al La Tne):
- Cultura di Jastorf (nel centro)
- Cultura di Pomerania (Gesichtsurnenkultur = cultura dei campi di urne, una serie di sepolture in cui le persone
venivano seppellite) a est
- Cultura di Harpstedt (cultura occidentale).
La relativa coesione che si avverte nei primi secolo d.C. ha origine da un recente processo di graduale aggregazione.
2.3. Lonomastica germanica negli autori classici
Problema di quale lingua sia stata parlata dai portatori delle culture settentrionali, chiamati Germani.
possibile che, prima o intorno agli inizi dellera volgare, si sia diffusa su una molteplicit di dialetti una certa unit
sopradialettale, contemporaneamente allo stabilirsi di pi attivi contatti militare e commerciali tra le varie trib,
stimolati dai rapporti con lesterno.
Non si hanno fonti certe riguardo questa lingua comune: non si pu ricostruire tutto il vocabolario e la sintassi pi
che parole intere troveremo frammenti e radici di parole.
Gli autori classici non forniscono informazioni specifiche degli usi linguistici dei popoli germanici, ma ne offrono una
modesta documentazione attraverso citazioni di alcuni nomi comuni di animali o oggetti e soprattutto attraverso
lonomastica che si riferisce alle popolazioni germaniche:
alces alci in Cesare (ted. Elch, ingl. elk);
glaesum ambra in Tacito (ted. Glas; ingl. glas vetro);
sapo sapone in Plinio (ted. Seife, ingl. soap).
La germanicit linguistica, malgrado la terminazione latina, confermata dalla evidente corrispondenza con moduli
fonetici e lessicali caratteristici delle lingue germaniche storiche. Il reale grado di germanicit di un nome sar dato
dal suo aspetto esterno, cio dalla presenza di determinate caratteristiche, principalmente fonologiche, che sono:
- La rotazione consonantica (o Legge di Grimm), cio unevoluzione nel modo di articolazione delle consonanti
rispetto a quello cui rinviano altre lingue indeuropee (ie. bh dh gh appaiono come (b) (d) (g); ie. b d g
come p t k; ie. p t k come f h).
- Alcuni mutamenti vocalici (ie. ; ie. )
Appare chiaro come in base allonomastica non siamo in grado di provare che su tutto il territorio germanico dal I a.C.
al I d.C. i mutamenti che definiscono la germanicit linguistica fossero gi presenti; si pu solo affermare che proprio
in quellepoca sembra delinearsi una progressiva diffusione di tipi lessicali e di tratti fonematici caratteristici delle
lingue germaniche.
2.4. La scrittura runica
Le prime testimonianze dirette delle lingue germaniche sono testi epigrafici scritti in una scrittura detta runica
(RAUNEN = complottare segretamente). Le rune sono elementi grafici spigolosi senza curve e tratti orizzontali perch
avevano un utilizzo epigrafico: venivano incise su ossa, legno e metallo. [Futhark il nome della successione di tali
segni].
I documenti pi antichi sono rappresentati da iscrizioni brevi su oggetti, venuti alla luce in Danimarca, Norvegia
meridionale e in Europa orientale.
Dal IV-V secolo la scrittura runica assume in Scandinavia un carattere monumentale con limpiego in grandi epigrafi su
pietra, sviluppandosi fino al XIV secolo.
Nel mondo anglosassone luso delle rune ha avuto un notevole rilievo anche nei manoscritti letterari (di origine runica
il segno detto thorn, usato anche nella scrittura in caratteri latini per indicare la spirante dentale sorda, th inglese).
Problema dellorigine della scrittura runica ci sono connessioni con gli alfabeti prelatini dellItalia settentrionale, sia
per la forma ed il valore fonologico di molto segni, che per certe coincidenze nelluso epigrafico. Limportazione della
scrittura pu aver seguito una delle vie commerciali che collegavano il Mediterraneo con il Nord, giungendo fino alla
Danimarca, dove si sarebbe formata una ricca classe aristocratica locale, in contatto con lambiente romano. Proprio in
quella zona la scrittura sarebbe stata rielaborata ed adattata alluso germanico dove avrebbe avuto un impiego magico
e oracolare; in seguito sarebbe stata usata per indicare il nome del proprietario su armi e oggetti o il nome
dellartigiano e dellincisore.
La scrittura runica si presenta come un sistema alfabetico compiutamente formato, e corrisponde in gran parte al
germanico comune della moderna ricostruzione fonologica. Il futhark antico costituito da un sistema di 24 segni; la
variante semplificata ridotta a 16 segni (usata solo nel mondo scandinavo a partire dal IX secolo).
Le rune sono la pi importante e originale espressione culturale del mondo germanico antico, precedente e
indipendente dal contatto con il mondo greco-romano. Le prime iscrizioni runiche rivelano una lingua compatta e
unitaria.
Un celebre testo runico stato definito dagli studiosi in termini diversi a seconda dei casi, cio o come documento del
germanico comune, o del germanico nord-occidentale, o del proto-nordico. Questo testo liscrizione sul corno doro
di Gallehus, risalente al 400 circa, che rappresenta una delle pi antiche frasi germaniche di senso compiuto.
Il testo ek HlewagastiR HoltijaR horna tawido: io Hlewagast (ospite della gloria), della stirpe di Holt, feci il corno
conserva tratti comuni alle lingue germaniche antiche, per quanto riguarda cio la struttura sintattica e lordine delle
parole (soggetto-oggetto-verbo), la presenza dellallitterazione (tre parole inizianti per h-), gli elementi morfologici
(suffisso -do di preterito) e il sistema fonologico, evoluto rispetto alle altre lingue indeuropee (rotazione consonantica
in ek horna rispetto al lat. ego cornu), ma conservativo rispetto alle lingue germaniche posteriori e per certi aspetti alla
contemporanea tradizione gotica (da un lato la mancanza di metafonia palatale, dallaltro il mantenimento della
vocale e).
Iscrizioni runiche documentazione di una lingua sopradialettale, che stava formandosi tra le popolazioni
germaniche nei primi secoli dellera volgare.
2.5. La ricostruzione linguistica
Il concetto di protolingua nasce nella linguistica storico-comparativa dell800 nel corso della ricostruzione di antiche
relazioni genealogiche tra le lingue. Il protogermanico rappresenta un sistema linguistico intermedio derivato dalla
lingua madre indeuropea, e dal quale si sarebbero differenziati successivi sottogruppi fino ai dialetti germanici
storicamente attestati. Il protogermanico viene ricostruito attraverso la somma degli elementi comuni alle lingue
germaniche storiche. Si tende a studiarlo come se fosse una lingua viva, in evoluzione.
Pi utile sar delineare limmagine pi concreta di una realt linguistica preistorica in cui i parlanti di un certo numero
di dialetti siano venuti in cos stretta relazione da far s che si potessero diffondere tra loro caratteri linguistici che
definiscono come affini le lingue germaniche antiche. Questo punto di vista rende evidente il legame tra situazione (e
mutamento) socio-culturale e mutamento linguistico.
Limiti del valore storico della ricostruzione.
1. I mutamenti del protogermanico, quelli che lo distinguono dalle altre lingue indeuropee, non sono avvenuti
tutti contemporaneamente. Non ci sono elementi sicuri per una datazione assoluta, perch non tutti i
mutamenti si saranno diffusi uniformemente e con gli stessi tempi su lintera area linguistica che ne risulta
interessata. (rotazione consonantica)
2. Non tutti i fatti che configurano la fisionomia del germanico, hanno lo stesso valore caratterizzante, e di
conseguenza lo stesso peso storico. (es.: la risoluzione delle sonore aspirate in spiranti ed occlusive sonore e lo
stabilirsi dellaccento radicale sono fenomeni comuni anche ad altre lingue dellEuropa, mentre tipiche solo del
germanico saranno altre evoluzioni fonologiche e morfologiche, come la rotazione consonantica).
3. Non sempre un mutamento che appare comune ha origine per diffusione di un fenomeno in aree
geograficamente vicine o per contatti culturali diretti o mediati, ma spesso pu realizzarsi come sviluppo simile
ma indipendente di tendenze originariamente comuni. Perci la sua presenza non pu essere fatta valere
come prova di un eventuale stato di coesione culturale.
Altro procedimenti di ricostruzione linguistica lo studio del patrimonio lessicale comune alla maggior parte delle
lingue germaniche. Appare cos il legame con il mondo culturale indeuropeo di gran parte del vocabolario germanico,
in particolare nellambito di certi campi semantici, come quello dei rapporti familiari, delle funzioni vitali, delle parti
del corpo, dellallevamento. Lappartenenza ad uno stesso ambito semantico di un certo numero di isoglosse esclude
la possibilit di una corrispondenza casuale o dovuta a conservazione indipendente.
La presenza in tutte le lingue germaniche della stessa parola conferma la permanenza in uno stesso ambiente
geografico, o la comune elaborazione di concetti fondamentali, caratteristici di una determinata comunit culturale o
religiosa.
Non sempre la presenza della voce in tutte le lingue germaniche garanzia della sua origine antica, ma pu indicare
che stata trasmessa anche successivamente da un centro di diffusione.
3. Comparazione delle fonti.
Nulla.

3. Lunit culturale germanica
1. Valutazione dei documenti storici e letterari.