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LE LINGUE DEL MONDO: Le lingue del mondo sono tra le sei e le settemila; otto di esse hanno pi di cento milioni

di parlanti, e sono: il cinese mandarino, lindu, il bengalese, linglese, lo spagnolo,larabo, il portoghese (e brasiliano) e il giapponese. Poche lingue (appena pi di duecento) sono parlate da un numero di persone inferiore a dieci. Il tipo pi comune di lingua va dai mille ai diecimila parlanti. Litaliano si occupa al 21 posto nella scala con circa sessantuno milioni di parlanti. LA QUESTIONE DELLE LINGUE SECONDE: Ci sono situazioni di BILINGUISMO, che pu essere INFANTILE (quando si apprendono lingue diverse da genitori di diversa nazionalit) o SECONDARIO (quando la seconda lingua si apprende attraverso degli studi). Convenzionalmente: L1= LINGUA MATERNA L2=LINGUA SECONDARIA Le lingue sono state da alcuni studiosi nell 800 paragonate a degli esseri viventi: lo Schleicherper per primo ha individuato in modo scientifico questo paragone. Ogni lingua pu quindi nascere, crescere, sfiorire o morire. Esistono LINGUE MORTE : il latino ad esempio, non pi parlato dal IV/V sec d.C., periodo in cui i suoi parlanti hanno iniziato a trasformarlo e modificarlo nelle lingue romanze; lo stesso vale per il greco e per il gotico (una lingua germanica morta, attestata solo dalla traduzione della Bibbia del vescovo Wulfila). Bisogna considerare le lingue elementi che evolvono nel tempo; alcune lingue vengono considerate in pericolo, a rischio di estinzione, perch parlate da pochissimi utenti. Alcune lingue morte sono di frammentaria attestazione (es.Venetico), altre hanno invece notevoli quantit di testi sopravvissuti (latino,greco,sanscrito,). Da questi testi antichi si estrapolano il lessico e le regole grammaticali delle lingue morte-anche se la grammatica un aspetto secondario in linguistica: lapproccio alla lingua deve essere infatti descrittivo, non normativo. Fonti pi durative per le lingue morte sono le iscrizioni sui monumenti, i graffiti, le incisioni. Le lingue possono quindi essere imparentate tra loro; litaliano figlio del latino parlato, come il francese,lo spagnolo,ecc : queste sono tra loro lingue sorelle perch discendenti da un genitore unico. Ci si pu basare su un confronto tra lingue sorelle per ricostruire una lingua madre: tutte le lingue antiche (latino, greco, gallico, iranico, bulgaro antico, ecc..) hanno caratteristiche comuni anche se non c stato tra di loro contatto geografico, caratteristiche ereditate da una lingua madre unica anche se non attestata- preistorica, che lelemento originario, lARCHETIPO

(che tramite il ragionamento pu essere ricostruito con il confronto tra le lingue figlie: METODO COMPARATIVO RICOSTRUTTIVO). LA CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE: -CLASSIFICAZIONE GENEALOGICA: si occupa di valutare relazioni di parentela tra le lingue nel corso della storia, tramite luso dell albero genealogico: INDOEUROPEO *

LATINO

ITALIANO

FRANCESE

INGLESE

ECC

..

CREOLI
* lingua ricostruita senza una datazione precisa,si pu solo affermare che sia anteriore al III millennio a.c.; -CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA(Wilhelm von Humboldt): non si preoccupa dellaspetto diacronico ma della descrizione delle lingue e delle somiglianze (grammatiche, sintattiche, morfologiche, ecc...) tra di esse. Le tipologie sono: TIPOLOGIA SINTATTICA (ORDINE BASICO dei componenti di una frase): in base alla sequenza sintattica di soggetto,verbo,complemento, si classificano le lingue. Ad esempio linglese e litaliano sono lingue SVO (SOGG-VERBOCOMPL.OGGETTO); le lingue SOV sono invece quelle in cui loggetto preposto al verbo (SOGG-COMPL.OGGETTO-VERBO), come ad esempio il turco e il latino. TIPOLOGIA MORFOLOGICA(Wilhelm Schlegel): LINGUE ISOLANTI: lingue che hanno parole con funzione grammaticale, parole con funzione lessicale, parole con funzione morfologica,; LINGUE AGGLUTINANTI: lingue in cui ogni elemento porta un solo significato grammaticale (c un suffisso per il maschile ed uno per il

femminile, uno per il singolare ed uno per il plurale ecc e poi c un elemento portatore della funzione lessicale); LINGUE FUSIVE: lingue in cui c una fusione di pi funzioni nella sola desinenza della parola; ad esempio, in italiano nella parola BUONO la O sola indica il genere(maschile), e il numero(singolare) tutto insieme. TIPOLOGIA FONOLOGICA: la tipologia pu basarsi anche su criteri fonologici, quali la quantit delle vocali(lunghe o brevi), la loro tipologia, laccentazione. DIFFERENZA TRA LINGUA E DIALETTO: Una lingua un repertorio di parole e costrutti proprio di una particolare comunit linguistica; un dialetto una lingua non egemone, che coesiste in una stessa comunit con una lingua di maggior prestigio. Sostanzialmente, mentre una lingua ufficiale standard, e viene usata nella pubblica amministrazione perch viene compresa da tutti gli appartenenti ad una comunit, un dialetto non legittimato dalluso amministrativo e ha un ruolo pi ristretto (solo parlato, non nelle comunicazioni scritte ufficiali e formali) e un ambito duso solo locale poich non comprensibile a tutti. La distinzione tra questi due idiomi solamente esterna,sociologico - politica, non interna, morfologica, fonologica, lessico sintattica: entrambi sono potenzialmente forme del linguaggio, equivalenti e parimenti lingue in senso tecnico. La lingua, infine,pu essere intesa come un sistema simbolico.
*SIMBOLO (dal greco -): ci che sta per; la funzione simbolica ci consente

di far riferimento con una parola ad una realt, la parola sta per loggetto designato. Il sistema simbolico umano si trasmette culturalmente, con un insieme di conoscenze che sono diverse da comunit a comunit: ma perch le lingue sono diverse?

1. C arbitrariet nel legame tra significato e significante, nellassociazione tra


concetto e forma fonica- che risultato di una tradizione culturale.

2. Ogni lingua condizionata dallambiente in cui viene usata. 3. Le lingue sono diverse da parlante a parlante, a livello grammaticale,
sintattico e fonologico (il lessico fondamentalmente diverso da persona a persona, cos come la sintassi- che pu ad esempio essere pi o meno complessa).

LINGUISTICA AREALE: studia le convergenze avvenute per contatto tra lingue diverse in territori adiacenti (continuit geografica). DIFFERENZA TRA LINGUA SCRITTA E LINGUA PARLATA: Lo scritto secondario rispetto al parlato; tra i due non c parallelismo di sviluppo, il parlato si sviluppa pi precocemente dello scritto. C una DISCRASIA, una dissimmetria tra parlato e scritto: nel caso dellitaliano per, molto limitata, poich litaliano una lingua fortemente conservativa che non ha avuto una evoluzione molto profonda. LA FONETICA Studia e analizza la sostanza dellespressione (suoni); si pu distinguere in tre sezioni: FONETICA ACUSTICA: si occupa della trasmissione della voce dal parlante allascoltatore, trasmissione che avviene attraverso un mezzo, solitamente laria (o un altro mezzo conduttore). Utilizza i principi della fisica acustica. FONETICA ARTICOLATORIA: si occupa delle modalit con cui il parlante produce una sequenza di parole o frasi. FONETICA UDITIVA O PERCETTIVA: attraverso il mezzo conduttore - laria *- il suono arriva al timpano dellascoltatore; la fonetica acustica studia le modalit con cui il timpano trasmette le vibrazioni del suono al cervellotramite il nervo uditivo e come viene poi decodificato il suono dal cervello. Le corde vocali si trovano nella *{la trasmissione del suono pi veloce nellacqua, e ancora di pi nei solidi}. FONETICA ARTICOLATORIA:

LA PRODUZIONE DI FONI LINGUISTICI: LAPPARATO DI FONAZIONE formato da: polmoni, trachea, glottide, laringe, cavit nasali, cavit boccale con velo palatino e lingua, e labbra. Le modalit con cui questo apparato conforma laria che esce dai polmoni generano ARTICOLAZIONI ESPIRATORIE (foni polmonari) e non (foni non polmonari).

parte anteriore del collo e fanno parte della laringe. Esse sono costituite da muscoli e da una mucosa che le riveste. Quando esse si discostano luna dallaltra lasciano passare laria attraverso uno spazio triangolare (glottide) che, compressa dal mantice polmonare, forza il passaggio ed i labbri vocali entrano in vibrazione. Cos viene prodotta la voce umana.

Il tratto che si trova al di sopra della trachea si dice TRATTO VOCALE; la LARINGE, uno degli articolatori del tratto vocale, chiusa da una sorta di coperchio detto GLOTTIDE,

dal cui tessuto epiteliale di rivestimento Il timbro dipende dalla forma vengono a formarsi le PLICHE (corde) VOCALI, della laringe e delle corde vocali e dallapparato di risonanza. delle estroflessioni fondamentali per la L intensit dipende dalla produzione di suoni. Quando le pliche vocali pressione che esercita laria al di sotto delle corde vocali. si accostano e si chiudono totalmente, L' altezza del suono prodotto bloccando il passaggio dellaria polmonare, dipende dalla tensione delle aumentano la pressione a tal punto da aprire corde vocali. Al variare della tensione si modifica lo spessore bruscamente la glottide e quindi le pliche delle corde e quindi si fa pi o stesse: questo il meccanismo che ripetuto meno alta, in direzione verticale, la zona di contatto dei labbri moltissime volte al secondo determina la vocali. FREQUENZA DELLA VOCE, e si dice MECCANISMO LARINGEO o VIBRAZIONE.La glottide una sorta di coperchio che chiude la laringe: pi le vibrazioni glottidali sono rapide, pi il suono acuto e viceversa; (le donne ad esempio, hanno circa duecento vibrazioni al secondo,mentre gli uomini circa cento per questo motivo la voce femminile risulta generalmente pi acuta di quella maschile). Il movimento della glottide automatico in rapporto alla produzione dei diversi foni linguistici; aperta per articolazioni che vengono realizzate a livello pi alto dellapparato di fonazione (suoni sordi).La voce prodotta dalle vibrazioni glottidali la VOCE MODALE, (voce o suono), ma esistono anche qualit di voci diverse, come la voce mormorata e la voce cricchiata, che si producono con diverse posizioni della glottide. Generalmente, un suono il prodotto di unoscillazione periodica, mentre unoscillazione aperiodica produce un rumore.

Dopo la laringe, laria attraversa la FARINGE, un tratto piuttosto lungo dal volume estremamente variabile la cui parte anteriore corrisponde alla zona della radice della lingua. Dopo la faringe comincia la CAVITA ORALE, che formata da elementi detti ARTICOLAZIONI ORALI. La parte superiore della cavit orale costituita dal PALATO che si divide in:
UGOLA (piccolo acino duva); VELO PALATINO (PALATO MOLLE, consente di produrre alternativamente suoni orali o nasali *); PALATO DURO (alla cui estremit sono attaccati gli incisivi);

Nella parte inferiore della cavit orale invece, si trova uno degli organi pi importanti per la fonazione: la MASSA LINGUALE, un organo molle dalla grande mobilit; la punta della lingua chiamata APICE, si unisce alla LAMINA a formare la CORONA, la parte anteriore della lingua dorso radice Le LABBRA sono articolazioni fonatorie semimobili, possono cio essere mosse sia insieme alla mandibola sia indipendentemente. Le CAVITA NASALI si trovano al di sopra della cavit orale, e vengono attraversate dallaria quando il velo palatino sollevato * - DIAFRAMMA APERTO ; si producono cos FONI NASALI. Quando invece il velo palatino va a toccare la laringe DIAFRAMMA CHIUSO-, il passaggio dellaria al naso viene ostacolato, e si producono cos ARTICOLAZIONI ORALI.
ESEMPIO: articolazione della P: Chiusura della glottide; Chiusura del diaframma rinovelare; Apertura improvvisa del diaframma bilabiale;

La MESOFARINGE il punto di congiunzione tra le cavit nasali e le cavit orali; lEPIFARINGE la faringe superiore, la prima parte delle cavit nasali. Il volume dellaria contenuta dalla faringe dipende dalla struttura della faringe stessa; laria contenuta nella faringe incide nel determinare la pronuncia delle vocali FILTRO
ORINOFONATORE.

TRASCRIZIONE E TRANSLITTERAZIONE: Quando si riporta una qualsiasi espressione orale mettendola per iscritto si compie una TRASCRIZIONE. La TRASCRIZIONE FONETICA riporta in modo non- equivocabile un testo (ad esempio per disambiguare due parole omografe). Il vantaggio della trascrizione fonetica che uguale per tutte le lingue. I caratteri per la trascrizione

fonetica (principalmente dellalfabeto latino, anche se per i fonemi meno comuni si adottano anche simboli di altri alfabeti o modificazioni dei simboli di quello latino) sono stati introdotti nella met dell 800 da David Jones,ma lIPA (IPA,International Phonetic Alphabet : il pi diffuso sistema di rappresentazione grafica dei suoni ancora oggi in costante aggiornamento) viene per la prima volta elaborato insieme a Paul Passy nel 1888. Lalfabeto fonetico internazionale ha molte importanti applicazioni, quali la trascrizione fonetica nei dizionari, le ricerche scientifiche sul campo (interviste in localit semisconosciute a persone che parlano lingue ignote che vengono registrate e poi trascritte con lalfabeto fonetico), le raccolta di espressioni di natura orale, la scrittura di variet orali, le ricerche di acustica, ed infine limpiego nella rieducazione alla parola nellambito della LOGOPEDIA. Ci sono due tipi di trascrizione fonetica: TRASCRIZIONE LARGA: pi essenziale, meno specifica; TRASCRIZIONE STRETTA: estremamente precisa (semitoniche, accenti secondari, ecc );
Esistono due possibili trascrizioni che usano l'alfabeto fonetico internazionale: si tratta rispettivamente della trascrizione fonetica e di quella fonemica. La prima si basa sulla rappresentazione dell'elemento fisico-acustico e pu essere stretta o larga a seconda del numero di parametri fonetici considerati; la seconda si basa sull'elemento psicologico della pertinenza linguistica. In termini pi semplici, la trascrizione fonetica trascrive i foni, segnandone ogni caratteristica e non tralasciando nessuna variante di pronuncia; la trascrizione fonemica trascrive i fonemi, cio solo quei foni che hanno pertinenza in base alla lingua di appartenenza: in caso di varianti combinatorie, quindi, non viene segnata alcuna differenza. Le differenze sono:

In caso di trascrizione fonetica (sia stretta che larga), si usa racchiudere i segni tra parentesi quadre [...] (talvolta la trascrizione fonetica stretta posta tra doppie parentesi quadre...); in caso di trascrizione fonemica, si racchiudono i segni tra parentesi oblique /.../ (in sede di fonetica, la grafia, cio l'ortografia, viene racchiusa tra parentesi angolari <...>). Molte caratteristiche dei foni non vengono segnate in caso di trascrizione fonetica, perch non hanno pertinenza fonologica in italiano: in altre parole sono indicazioni che non necessario segnare perch, a patto ovviamente di conoscere la corretta pronuncia in italiano, quelle realizzazioni saranno obbligatorie e la loro variazione non dar luogo a differenze di significato; per esempio: i foni che costituiscono varianti combinatorie (cio determinate dal contesto) del fonema /n/ non vengono usati, in quanto la velarizzazione o labializzazione della <n> obbligata dalla consonante successiva, e sar quindi sufficiente scrivere /in.ve.e/ e /fan.o/ per *.ve.e] e [f.o]; la nasalizzazione non viene segnata, in quanto non possibile che una vocale, seguita da consonante nasale nella stessa sillaba, non venga nasalizzata (/an.ke/ per [.ke+); quelle consonanti, che come detto sono sempre lunghe in posizione intervocalica, potrebbero in teoria venir semplicemente (/pe.e/ per [pe.e], /ra.o/ per [r.o]) ma molto meglio segnalare la lunghezza, dato che essa distintiva per la maggior parte delle consonanti stesse e inoltre molti parlanti, specie settentrionali, tendono a realizzarle come scempie, uniformandole quindi alle altre;

la lunghezza delle vocali non viene invece mai segnata, in quanto determinata unicamente dal contesto.

Quando si parla di TRANSLITTERAZIONE invece, si parla di una trascrizione da un alfabeto ad un altro che di solito avviene lettera per lettera (ad esempio nel passaggio dallalfabeto arabo a quello latino); un passaggio da un livello di scrittura ad un altro, una conversione rigorosa da un sistema grafico ad un altro. Se ne occupa l ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PER LA STANDARDIZZAZIONE. La fonetica distingue in primo luogo FONI VOCALICI da FONI CONSONANTICI. FONOSIMBOLISMO: (Il fonosimbolismo o simbolismo fonetico la propriet, che i suoni
linguistici possiedono, di simboleggiare, mediante le loro qualit acustiche ed articolatorie, il valore semantico che veicolano)modalit per la quale i foni hanno una loro funzione propria, che pu essere EVOCATIVA (es. riproduzione di un suono esistente in natura), o ESTETICA. Un esempio di funzione evocativa lONOMATOPEA, ovvero la creazione di nomi puramente espressivi LESSICO ESPRESSIVO-.

IL DITTONGO: articolazione complessa (doppia) composta da un APPROSSIMANTE e una VOCALE: DITTONGO ASCENDENTE: approssimante + vocale; DITTONGO DISCENDENTE: vocale + approssimante; Il TRITTONGO pu presentare due approssimanti intramezzate da una vocale, o da due approssimanti seguite da una vocale. Uno IATO invece una sequenza di due vocali stabili. LA PROSODIA:
La prosodia la parte della linguistica che studia l'intonazione, il ritmo, la durata e l'accento nel linguaggio parlato. Le caratteristiche prosodiche di una unit di linguaggio parlato (si tratti di una sillaba, di una parola o di una frase) sono dette soprasegmentali, perch sono simultanee ai segmenti in cui pu essere divisa quell'unit. Le si pu infatti rappresentare idealmente come 'sovrapposte' ad essi. Alcuni di questi tratti sono, ad esempio, la lunghezza della sillaba, il tono, l'accento.

Un tratto segmentale ad esempio la lunghezza/brevit di un suono; si indicano con i simboli (breve) e (lungo) nellortografia, e con i due punti nella scrittura fonetica (se non c nessun segno la vocale breve). La lunghezza pu interessare anche le consonanti: in questo caso si pu rappresentare in modo grafico (come in

italiano: si segnano due consonanti per rappresentare una consonante doppia), o facendo seguire la consonante dai due punti ( es.[pp] oppure [p:]). Altri tratti prosodici coinvolgono unintera sillaba (unit fonetica minima producibile e comprensibile alluomo): ad esempio, nella parola inglese bottle, la E sta ad indicare che la -L CENTRO SILLABICO, ovvero che ACROSILLABICO. Nella sillaba si distinguono tre parti: es. [kant] e [kda]: attacco: [k],[k]; nucleo: [an],[da]; coda: [t]; Le SILLABE CHIUSE IMPLICATE- terminano con consonante o approssimante in coda; le SILLABE APERTE LIBERE- non hanno coda sillabica. Il nucleo sillabico oltre che da vocali, pu essere costituito da vibranti, laterali o affricative. Quando costituito da consonanti si hanno due possibili grafie nell IPA: 1. [bt.tl] 2. [bt.l] LACCENTO la prominenza di una sillaba sulle altre; la sillaba colpita da accento pi intensa. Laccento dinamico, e prevede una maggiore intensit, energia, allinterno della parola o una frequenza pi alta/bassa rispetto al tono laringeo. Ci sono lingue nelle quali laccento fisso * (ad esempio, francese neopersiano e turco sono lingue in cui laccento cade sempre sullultima sillaba), e lingue nelle quali laccento impredicibile, libero (italiano,tedesco,): in questo caso,laccento cade tendenzialmente su una delle ultime quattro sillabe della parola. Le parole possono essere classificate in base alla sillaba su cui cade laccento:
TRONCHE (ultima sillaba); PAROSSITONE (penultima sillaba); PROPAROSSITONE (terzultima sillaba); BISDRUCCIOLE (quartultima sillaba);

* FUNZIONE DEMARCATIVA DELLACCENTO FISSO: Il confine di parola si pu trovare:

subito dopo la sillaba accentata (accento fisso sullultima); subito dopo la sillaba che segue la sillaba accentata (accento fisso sulla penultima); L accento libero ha invece FUNZIONE DISTINTIVA.

Il TONO quello che si ha su una sillaba singola, e pu essere ASCENDENTE, DISCENDENTE, o ASCENDENTE-DISCENDENTE (nel cinese il tono cambia il significato lessicale della parola). Mentre il tono interessa solo una sillaba lINTONAZIONE copre unintera dinamica di frase: ad esempio, un PROFILO INTONATIV O ASENDENTE corrisponde ad una frase interrogativa (graficamente: ?). Il profilo intonativo permette di distinguere affermazione, interrogazione, negazione, sorpresa, comando, ecc Nella lingua italiana la lunghezza vocalica non ha funzione distintiva; ci che in italiano determinante lopposizione tra vocali BREVI o LUNGHE. Alcune consonanti sono sempre lunghe quando si trovano tra due vocali, e sono la z, la gn, la gl, la sc; la s invece sempre breve. FONETICA ACUSTICA: Laria emessa dallapparato di fonazione va a colpire laria circostante: avviene uno scontro, un impatto; si realizza sempre una messa in moto dellaria, che raggiunge lascoltatore. Le molecole daria che circostanti ostacolano quelle espulse durante larticolazione. PROPAGAZIONE DEL SUONO: Durante loscillazione la molecola daria urta le molecole daria circostanti, trasmettendo il suo MOTO CIRCOLARE finch questo movimento non raggiunge lorecchio dellascoltatore (TRASMISSIONE DI ENERGIA CINETICA). * {analogia con le tessere del domino: ci che si trasmette non la materia ma lenergia cinetica, il movimento}. I suoni sono oscillazioni che colpiscono il timpano, movimenti che il cervello decodifica: le oscillazioni sono periodiche quando si tratta di suoni, aperiodiche quando si tratta di rumori. La VELOCITA delle oscillazioni nel tempo detta
FREQUENZA DEL SUONO: FREQUENZA ALTA: SUONO ACUTO; FREQUENZA BASSA: SUONO GRAVE;

LINTENSITA della voce dipende dalla forza, dallenergia che si impiega nella trasmissione dellaria {INTENSITA DI UN SUONO = FUNZIONE DELLENERGIA APPLICATA NELLEMISSIONE} . LA FONOLOGIA: Mentre la fonetica si occupa dellaspetto fisico dei suoni, la fonologia si occupa della loro funzione linguistica. Lunit di studio della fonetica il fono,lunit di studio della fonologia il fonema. I foni hanno valore linguistico quando sono distintivi, quando cio contribuiscono a

differenziare dei significati. Le COPPIE MINIME* sono coppie di parole che si differenziano solo per un suono nella stessa posizione. Due foni che abbiano valore distintivo sono detti fonemi. Un fonema non ha significato in s, ma contribuisce a differenziare dei significati. Un fonema un segmento fonico che: ha una funzione distintiva; non pu essere scomposto in una successione di segmenti di cui ciascuno abbia una tale funzione; definito solo dai caratteri che abbiano valore distintivo; La fonologia si occupa dei suoni in una determinata lingua: mentre i foni esistono a prescindere, e mentre la fonetica si preoccupa di essi nel loro aspetto materiale generico, la fonologia studia i FONEMI, unit astratte che si realizzano in foni, e che esistono in dipendenza della lingua a cui appartengono. Esempio: PANE CANE TANE : VALORE DISTINTIVO DEL FONEMA INIZIALE La fonologia cerca di scoprire: a) quali sono i fonemi di una data lingua; b) come i suoni si combinano insieme; c) come i suoni si modificano in combinazione; Quando due foni possono comparire nello stesso contesto e si ottengono cos due parole di senso diverso, allora i due foni sono in DISTRIBUZIONE CONTRASTIVA e i due foni sono realizzazioni di due fonemi diversi. Quando invece due foni non possono mai ricorrere nello stesso contesto, se sono foneticamente simili, si tratta di due ALLOFONI dello stesso fonema, che si trovano in DISTRIBUZIONE COMPLEMENTARE. Per ogni lingua bisogna distinguere: una FORMA FONOLOGICA (o LESSICALE): viene determinata da una sequenza di suoni che vengono valutati come appartenenti/costitutivi di una determinata lingua; una REALIZZAZIONE FONETICA (POST-LESSICALE): rappresenta la sequenza di suoni della rappresentazione fonologica; Ci sono delle regole che consentono di realizzare il passaggio da un livello astratto/fonologico a un livello concreto/fonetico: PROCESSO DI PRONUNCIA. Esistono vincoli che impediscono, ad esempio, di avere una /n/ non velare davanti a /c/ o /g/: quando due suoni di una lingua simili dal punto di vista articolatorio non ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono due VARIANTI COMBINATORIE dello stesso fonema; quando invece due suoni foneticamente simili si possono trovare nello stesso

contesto, ci sono due possibilit: o danno luogo a due parole di diverso significato, o il significato non cambia. Nel primo caso si tratta di due fonemi diversi, nel secondo caso si parla invece di VARIANTI LIBERE. La distinzione tra fonema e grafema ("lettera") molto importante, in quanto a seconda della lingua possono essere presenti importanti discrepanze tra i due concetti. L'italiano e lo spagnolo hanno una grafia che li avvicina abbastanza bene alla realt fonologica, mentre il francese e l'inglese hanno un'ortografia che rispecchia condizioni fonologiche arcaiche e, specie nel caso del francese, non esenti da false etimologie e lettere pleonastiche. SUONI E GRAFIA: Un sistema linguistico coerente quando a un suono corrisponde un segno e viceversa, cio quando tra suono e segno c una relazione biunivoca. In italiano si riscontrano le seguenti incoerenze del sistema grafico: a) due simboli diversi per un solo suono; b) due suoni diversi scritti con lo stesso simbolo; c) due o tre simboli che rappresentano un solo suono;

Parte dello studio fonologico di una lingua si basa sull'osservazione di trascrizioni del parlato naturale per cercare di dedurre quali sono i suoi fonemi e quindi di compilare l'inventario fonemico della lingua stessa. Anche se i parlanti usano un numero assai grande di foni, una lingua opera le sue distinzioni tra un numero abbastanza ridotto di fonemi. * Uno dei sistemi pi importanti nello studio dell'inventario fonemico di una lingua la ricerca delle coppie minime. Una coppia minima una coppia di parole della stessa lingua, tali che la presenza di un solo suono differente in ciascuna delle due parole sufficiente ad individuare significati diversi. I due suoni diversi nelle due parole che formano la coppia minima costituiscono fonemi separati. Se i due suoni sono invece diversi, ma non abbastanza da far s che i parlanti di quella lingua individuino nelle due parole significati diversi, allora sono chiamati allofoni d'uno stesso fonema. Se si trovano dei fonemi che possono essere tolti dall'inventario fonemico e considerati allofoni di un fonema nascosto, si pu parlare di fonema sottostante. Tuttavia con il sistema delle coppie minime spesso non possibile trovare tutti i fonemi, cos si usano anche altri metodi {le trascrizioni fonetiche sono
[paka] e [vino], mentre le trascrizioni fonemiche sono /panka/ e /vino/}.

TRATTI DISTINTIVI: Secondo una teoria fonologica detta BINARISMO ogni elemento linguistico si differenzia dagli altri per una serie di scelte binarie; ogni fonema pu essere analizzato in un insieme di tratti distintivi che definiscono quel fonema in opposizioni a tutti gli altri, che sono: sillabico; consonantico; sonorante; sonoro; continuo; nasale; stridente; laterale; anteriore; rilascio ritardato; coronale; arrotondato; alto; basso; arretrato;