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TESINA: LA LIBERTA

di Silvia Buti

La libert indica la condizione di chi non prigioniero e non ha restrizioni, non confinato o impedito. In
senso pi ampio anche la facolt dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia, la condizione di chi
pu operare secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge.
Questa parola rappresenta per un concetto assai ineffabile e relativo, in quanto ognuno di noi puo avere
riguardo ad essa uninterpretazione personale, magari anche non universalmente condivisa. Possiamo
interpretare la libert seguendo i dogmi liberisti di met Ottocento, secondo i quali essa deve essere
assoluta, a patto che le nostre azioni non siano dannose contro terzi, come suggerisce John Stuart Mill nel
saggio On liberty. Possiamo parlare di libert delle donne, in virt della quale molti movimenti si sono
impegnati per raggiungere luguaglianza civile, sociale e politica fra i sessi; di libert di pensiero, di
espressione, di azione; di libert nel senso freudiano del termine, come soddisfazione totale dei propri
impulsi, concetto, tra laltro, impossibile nella vita civile. C poi la libert dalla necessit di lavorare per
vivere, per consentire la partecipazione alla vita politica, come ci spiega Annah Arendt ne La vita Activa; la
libert di autodeterminazione, ovvero il diritto dei popoli di scegliere a quale Stato appartenere, contemplata
nei famosi 14 punti di Wilson nel 1918, ripresa poi nella Carta Atlantica del 1941 e nella Costituzione
dellONU. Molti uomini si sono impegnati per la realizzazione del valore morale della libert. Gandhi innesc
una protesta pacifica contro limpero inglese per ottenere lindipendenza dellIndia, Martin Luther King spese
la sua esistenza per raggiungere luguaglianza fra i bianchi e i neri dAmerica per quanto riguarda il diritto
alla vita, alla libert ed alla ricerca della felicit. Data la pluralit di sfumature che questo termine puo
assumere, molti personaggi di spicco nella storia della Letteratura e della Filosofia hanno cercato di dare un
significato a questo termine, fornendoci interpretazioni non sempre totalmente positive. A tale proposito ho
cercato di eseguire un percorso a partire dalle concezioni pi antiche, che vedevano il libero arbitrio e la
spontanea manifestazione dei propri valori come la condizione necessaria per una vita felice e serena, per
giungere alle riflessioni elaborate da autori moderni, vissuti in climi socio-culturali assai tesi o reduci dal
dramma della seconda Guerra Mondiale, elementi che hanno contribuito allo sviluppo di opinioni pessimiste
e particolari, frutti della complessit dei tempi.
(Devi comunque sapere
questo, io lo seppellir; e sar bello per me morire in questa impresa).
La prima rilevante manifestazione di libert sulla quale vorrei porre laccento la scelta delleroina Antigone,
protagonista dellomonima tragedia di Sofocle. La vicenda prende avvio da un editto bandito dal sovrano
Creonte, che impedisce di seppellire Polinice, il fratello della ragazza, poich egli ha combattuto contro Tebe,
la sua terra natia. Antigone decide fermamente di non obbedire al bando; ella ritiene di dover offrire le
libagioni funebri ai defunti, ancor pi se essi sono a lei consanguinei, in virt delle pi alte e immutabili leggi
che vigono nellAde. Il tema cardine della tragedia la Giustizia, interpretata dalla protagonista come la
volont di non contravvenire alle eterne leggi dellAldil, nonostante la condanna a morte che subir per aver
disubbidito al re. Giunge spontaneo pensare, per, che latto della giovane sia stato dettato anche dalla
volont di poter scegliere LIBERAMENTE di farsi persino uccidere, pur di non lasciare il fratello illacrimato e
insepolto. Antigone rappresenta il confine che c fra il caos istintuale e lordine delle leggi, fra i nietzschiani
apollineo e dionisiaco: ella Male per natura, in quanto figlia di Edipo, ma Bene perch, seguendo la
divina e ostacolando la tracotanza del re, opera la libera scelta di agire secondo coscienza e funge da
elemento palingenetico per far espiare alla stirpe la colpa primigenia del padre.
Malignus comes quamvis candido et simplici rubiginem suam adfricuit Recede in te ipse quantum potes
(Un compagno malevolo puo attaccare la sua ruggine anche al pi candido e onestoRitirati in te stesso,
per quanto puoi).
In imo pectoris secessu recondatur, feraturque, non ferat. Immo in contrarium omnia eius indicia
flectamuspaulatim cum exterioribus interiora formantur (Volgiamo tutti i suoi indizi in senso oppostoa
poco a poco la condizione interiore si conforma a quella esterna).
Allinterno delle sue numerose opere Lucio Anneo Seneca cerca di istruire gli uomini circa la via da seguire
per improntare la vita sui veri valori, positivi per il singolo e per la comunit. Egli non si limita a predicare, ma
presenta se stesso in atto di compiere una lenta opera di perfezionamento, procedendo ogni giorno verso la
sapientia ed eliminando le imperfezioni della sua natura. Nelle epistole allamico Lucilio, un discepolo che
assume le connotazioni di un Tu generico collocabile anche ai giorni nostri, Seneca esprime molteplici
concezioni filosofiche, che lo fanno avvicinare al pensiero degli stoici ellenici, con una punta di eclettismo,
tipica della cultura latina. La Libert per Seneca raggiungibile attraverso lemancipazione dalla folla (odi
profanum vulgus et arceo, dir in un altro passo), estremamente dannosa poich detentrice di luxuria aut
avaritia, vizi che, come la ruggine che si diffonde perfino se presente in minima parte, contagiano anche le
persone moralmente integre. Occorre, pertanto, rafforzare, solidificare e tutelare il carattere prima di entrare
in contatto con gli altri, affinch la nostra libert, intesa come spontanea manifestazione dei valori in cui
crediamo, non sia contagiata. Ma il preservare il nostro animo dalla folla presuppone anche un lavoro da

compiere a tu per tu con la coscienza, che deve seguire i precetti del modus, tanto predicato da Orazio e
assolutamente indispensabile per Seneca. Anche il piacere sfrenato puo essere un giogo per la libert,
poich luomo diverrebbe timoroso della sorte, che potrebbe da un momento allaltro trasformare una
situazione di godimento in una di sofferenza. necessario tenere a freno le passioni fin dai primi indizi di
manifestazione; nel De ira il filosofo ci spiega che esse potrebbero deviare il naturale corso della nostra
ragione, ostacolando la positivit di scelte libere e consapevoli, dettate appunto dai valori in base ai quali
improntiamo lesistenza.Occorre vivere una vita sana, concedendo al corpo solo quanto gli occorre per
essere in buona salute, trattandolo anche con durezza perch non si rifiuti di rispondere alle buone
disposizioni dellanimo. La libert , quindi, lagire con saggezza e moderazione, il non essere schiavi di
nessuna necessit, passionale o fortuita che sia.
Era bella, s, senza dubbio, quella mia libert cos sconfinata, ma anche un tantino tiranna,ecco, se non mi
consentiva neppure di comperarmi un cagnolinouna casa,una casa mia, tutta mia, avrei potuto
averla?...Libero, liberissimo,io potevo esser soltanto cos, con la valigia in mano:oggi qua, domani l.La
mia fortuna consisteva appunto in questo: nellessermi liberato della moglie, della suocera, dei debiti, delle
afflizioni umilianti della mia prima vita. Ora, ero libero del tutto. Non mi bastava?...tu, a volerla dire, sarai
sempre e dovunque un forestiere, ecco la differenza. Forestiere della vita, Adriano Meis.
Il fu Mattia Pascal uno dei sette romanzi scritti da Luigi Pirandello. Il protagonista un piccolo borghese
che lavora come bibliotecario e vive in un misera condizione economica e sociale, poich Malagna, un uomo
avido e disonesto, anzich amministrare il denaro ricevuto da Mattia in eredit dal padre, lo ha sperperato.
Per vendicarsi Mattia sposa Romilda, la nipote di Malagna, ma ben presto si rende conto che il matrimonio
un vero e proprio inferno, sia a causa della moglie sia a causa della suocera. Il caso vuole, per, che Mattia
vinca uningente somma alla roulette, che modifica radicalmente la sua condizione economica. Alla vincita si
aggiunge la notizia, sebbene errata, della propria morte, poich la moglie e la suocera lo hanno riconosciuto
nel cadavere di un uomo annegato in uno stagno nei pressi del suo paese. Questi due elementi forniscono al
protagonista una sorta di illuminazione: egli decide di approfittare del destino, che gli ha consentito di
liberarsi della trappola della sua vita mediocre e della sua famiglia. Davanti a Mattia si presentano
molteplici possibilit per vivere, ma egli compie un errore: non si accontenta di essere libero da ogni forma,
immerso nel flusso continuo dellesistenza, bens cerca di costruirsi una nuova identit. Il nuovo Adriano
Meis , infatti, preda di un senso di enorme vuoto e solitudine, poich la sua libert implica necessariamente
lestraniarsi dalla vita, senza stabilire legami con gli altri, senza poter lavorare o costruire qualcosa di
universalmente riconosciuto, proprio perch, sulla carta, Adriano Meis non esiste. Il concetto senecano di
libert, ovvero il non essere schiavi di niente, in questo momento della produzione letteraria di Pirandello,
risulta, pertanto, impossibile. Adriano Meis decide ,infatti, di abbandonare la sua identit per tornare a
vivere nella forma di Mattia Pascal. Il romanzo si conclude con la visita delluomo alla sua tomba; ci
sottolinea lincapacit del protagonista di rinunciare ai ruoli sociali assegnati ad ognuno di noi, che ci
contagiano e ci impediscono di essere liberi. Sebbene talvolta risulti scorretto stabilire rapporti deterministici
tra gli eventi biografici ed i temi di uno scrittore, le esperienze della vita di Pirandello ci forniscono
inevitabilmente stimoli ed occasioni destinati ad essere elaborati dalla scrittura letteraria. Egli si concentra
molto sul tema della trappola della famiglia che impedisce la libert, forse proprio per lossessiva gelosia
della moglie, irreversibilmente folle dopo il tracollo economico che la famiglia sub. Lautore inoltre
condizionato dalle varie tendenze spersonalizzanti della societ del tempo, come lavvento della grande
industria, luso delle macchine, gli sterminati apparati burocratici, elementi che indebolivano la concezione di
un individuo forte e coeso e conducevano ad una irreversibile perdita di identit, con conseguente angoscia,
orrore o catalogazione in forme nelle quali luomo non si riconosce. Lunico personaggio pirandelliano che
riuscir ad abbandonarsi realmente al flusso della vita Vitangelo Moscarda, protagonista di Uno, nessuno
e centomila. La sola soluzione appare, pertanto, lessere considerato folle dagli altri, per scardinare il
meccanismo delle forme che imprigionano la vita. Il protagonista sar albero, nuvola, domani libro o
ventovivo e intero non pi in me, ma in ogni cosa fuori; non avr pi un nome, poich vivr in totale
armonia con tutto ci che lo circonda, ampliando quella dimensione panica che D Annunzio raggiunse a
contatto con la natura in Meriggio.
L'uomo condannato ad essere libero",
Se io vengo richiamato in una guerra, questa guerra la mia guerra, essa a mia immagine e io la merito.
La merito innanzitutto perch potevo sempre sottrarmi ad essa, con il suicidio o la diserzione; queste
possibilit estreme sono quelle che debbono sempre essere presenti, quando si tratta d'immaginare una
situazione. Se ho mancato di sottrarmi ad essa, io l'ho scelta; e questo forse per ignavia, per vigliaccheria di
fronte all'opinione pubblica, perch preferisco certi valori a quello del rifiuto stesso di fare la guerraIn ogni
caso, si tratta di una scelta
Come Pirandello, anche Jean Paul Sartre, esistenzialista del 900, fu influenzato degli eventi storico-sociali
del suo tempo ed elabor una teoria assurdista sullesistenza, rendendo ogni comportamento umano
equivalente e fallimentare. Per Sartre la coscienza caratterizzata da una completa progettualit, in quanto,

oltrepassando continuamente il suo essere gi e protendendosi verso il suo non essere ancora, ricerca
incessante del proprio completamento. In questo senso essa si configura come Libert, ossia tendenza a
negare ogni limite e ogni dato di fatto che il mondo contingente presenta, in virt di un progetto futuro.
Luomo , quindi, radicalmente libero, in quanto non esiste una natura umana precostituita, antecedente al
trovarsi gettati nel mondo (lesistenza precede lessenza). Ognuno si trova ad esistere, a progettare se
stesso, a dover scegliere che cosa fare di s. Tutto ci che accade nel mondo dipende sempre dalla libert,
che implica la assoluta responsabilit di ognuno, senza alibi o casi accidentali, come, ad esempio la
convocazione in una guerra. Oltre che assoluta, la libert per Sartre inevitabile, in quanto luomo non
libero di cessare di essere libero. Noi siamo libert che sceglie, ma non scegliamo di essere liberi poich il
puro fatto di esistere non dipende da una scelta, ma semplicemente assurdo, come il filosofo sottolinea ne
La nausea, immergendo il protagonista nella marmellata dellessere delle cose, di per s molli, flaccide e
senza una portata ontologica. Ogni valore o scopo con cui giustifichiamo la nostra esistenza proviene
esclusivamente dalla scelta libera della coscienza. Tutti i significati non esistono a priori, ma vengono al
mondo con la coscienza di ognuno di noi. Questa totale libert genera nelluomo langoscia; essa il
sentimento tipico che nasce di fronte allindeterminatezza dellesistenza, in quanto venendo al mondo siamo
chiamati a scegliere che cosa essere senza nessuna garanzia, nessun punto di riferimento assoluto e
oggettivo. In questo momento, Sartre espone, pertanto, una concezione negativa della Libert, che, come
suggeriscono le accuse di marxisti a cattolici, propone una filosofia individualista della vita, inducendo ad un
quietismo della disperazione e vanificando il senso di ogni agire umano. Ma, in concomitanza con
latmosfera di impegno sociale della Resistenza e della ricostruzione post-bellica, il filosofo suggerisce
uninterpretazione positiva della Libert, Ad una conferenza alla fine del 1945, Sartre dice che
lesistenzialismo un umanismo: non esiste altro orizzonte al di fuori di quello umano, non c una natura
umana predeterminata, alla quale tendere, ma luomo ci che di se stesso fa. In virt di questa totale
libert, non dobbiamo chiuderci in una prospettiva individualista ma AGIRE creando unimmagine di cui
essere responsabili di fronte a tutti gli altri. (Ognuno di noi, scegliendosi, sceglie per tutti gli uomini).
Occorre, pertanto, essere come SECONDO NOI lumanit dovrebbe essere, dedicando particolare
importanza alla solidariet, poich Non si puo essere liberi in un mondo di schiavi. Il destino delluomo
radicalmente terreno, ma la lotta con il mondo non deve essere quella di un solitario, bens una lotta
comune, al di l di ogni confine di origine o ceto sociale, per affermare se stessi e i valori liberamente scelti,
attraverso le nostre azioni.
La libert non star sopra un albero,
non neanche un gesto o uninvenzione,
la libert non uno spazio libero,
libert partecipazione. (Giorgio Gaber, cantautore, attore e commediografo italiano, 1939-2003)