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Edouard Manet (1831-1883)

Edouard Manet nasce a Parigi il 25 gennaio 1832 e fin da giovane si dimostra poco incline agli studi e molto
attratto dal disegno e dalla pittura,contro il volere della sua famiglia. La sua formazione artistica comincia nel 1850
presso Thomas Couture,un pittore accademico allora molto quotato. Il giovane allievo per,dimostra ben presto
una forte insofferenza per l'arte del maestro,giudicata vuota e innaturale,tanto che nel 1856 lascia l'atelier. Nel
frattempo viaggia in Olanda,Germania,Austria e Italia,ammirando nei musei di questi paesi artisti come
Tiziano,Rembrandt,Tintoretto e di tutti quegli artisti che,nelle loro opere,avevano dato grande importanza al colore.
Tra i contemporanei ammira Delacroix,tanto da riprodurre La barca di Dante. Nel 1861 conosce Degas,spirito
libero e solitario,con il quale stringe una profonda amicizia che costituir il nucleo fondamentale attorno al quale si
aggregheranno i giovani artisti del Caf Guerbois. Nel 1869 l'artista,pur non abbandonando la pittura
d'atelier,realizza i primi quadri en plein air,favorendo i giardini delle Tuileries. Negli anni successivi alterna la sua
attivit a nuovi viaggi di studio in Inghilterra e Olanda e,nonostante la fama ormai raggiunta,deve sempre
combattere contro le giure accademiche dei Salons. Quando,nel 1874,gli Impressionisti danno vita alla loro prima
esposizione,Manet non vi partecipa direttamente,ma la sua presenza morale e il suo influsso appaiono
indiscutibili. Negli anni successivi l'artista soffre di frequenti crisi depressive e,a partire dal 1878,iniziano i sintomi
dell'atassia. Nonostante questo Manet continua a dipingere fino alla morte,avvenuta nel 1883. Il giorno dei
funerali,assente solo Renoir,il gruppo degli Impressionisti si ricompose dietro al feretro del maestro che aveva
aperto la strada alla pittura contemporanea.
Colazione sullerba (1863 Olio su tela, cm 208 x 264. Parigi Muse dOrsay)
Il dipinto che segn linizio della carriera artistica di Manet fu Colazione sullerba. Esposto nel 1863 al Salon des
Refuse,si trov subito al centro di un vero e proprio scandalo. La Parigi benpensante,infatti,rimase indignata dal
crudo realismo con il quale lartista aveva realizzato il nudo femminile;mentre i filo-accademici accusarono Manet
anche dal punto di vista tecnico. Il dipinto rappresenta la conversazione tra una donna nuda e due giovani
accuratamente vestiti,mentre pi lontano unaltra ragazza si bagna presso la riva del fiume. In primo
piano,giacciono,con senso realistico,i vestiti,il cappello di paglia,il cesto con la frutta. A destare tanto clamore non
fu la presenza del nudo,ma il fatto che quel nudo rappresentava una ragazza del tempo,e non una dea antica o un
personaggio mitologico. Allo stesso modo i due uomini non indossano vesti classiche,ma gli abiti del tempo.
Quindi si rimproverava a Manet di aver abbandonato il linguaggio accademico della mitologia e delle allegorie,e
quindi la tradizionale iconografia classica e rinascimentale. Manet invece,nella rappresentazione del dipinto tenne
presenti alcuni famosi esempi rinascimentali. Soprattutto il concerto campestre attribuito a Tiziano o a Giorgione e
alcune incisioni di Marcantonio Raimondi tratte dal Giudizio di Paride di Raffaello. Lispirazione dunque classica
e,di conseguenza,ci che disturb il pubblico non fu il soggetto,ma la sua attualizzazione. E soprattutto la nuova
tecnica a essere criticata, in quanto si accusava Manet di non aver saputo usare n la prospettiva n il
chiaroscuro. Osservando il dipinto si vede come personaggi e sfondi siano trattati in modo diverso,quasi che i
primi fossero ritagliati e incollati sul secondo,come se si trattasse di figure prive di volume e di una consistenza
propri. Il senso della profondit prospettica non dato dal disegno,ma dai piani successivi degli alberi e delle
fronde,posti gli uni sopra alle altre come una quinta teatrale,creando zone di luce e di ombra pi per
sovrapposizione che per chiaroscuro. I colori sono stesi con pennellate veloci giustapponendo toni caldi e
freddi,creando quel contrasto che li rende vivaci. Latmosfera del dipinto pertanto fresca e luminosa. Con esso
Manet si proclama pittore di sensazioni,e non di personaggi o allegorie,e ci gli permette di conquistarsi
lammirazione di quegli artisti che lo considereranno il vero e proprio ispiratore dellImpressionismo.
Olympia (1863 Olio su tela,cm 130,5 x190. Parigi,Muse dOrsay)
Con la presentazione al Salon del 1865 di Olympia,un olio realizzato due anni prima,Manet si riconferm il
portavoce dellantiaccademismo. Il dipinto,ispirato alla Venere di Urbino di Tiziano,rappresenta con crudo realismo
una donna nuda semisdraiata su un letto. Ai suoi piedi vi un gatto nero,mentre una domestica di colore
sopraggiunge dal retro reggendo un mazzo di fiori. Lo scandalo fu duplice, In primo luogo si critic la scelta del

soggetto,da tutti ritenuto volgare e sconveniente. In secondo luogo si torn ad attaccare la tecnica
pittorica,accusando Manet di non saper modellare i corpi con il chiaroscuro e di usare i colori in modo primitivo e
pasticciato. Il corpo sgraziato della ragazza appare privo della morbidezza con cui i pittori accademici
rappresentavano questi soggetti. Esso percorso da un realismo quotidiano e squallido,in quanto ritenuto non
degno di una rappresentazione artistica. Molti sono infatti i particolari che concorrono a creare nello spettatore un
vago senso di disagio: il malizioso nastrino al collo,lo sguardo beffardo,quasi di sfida,la posa volutamente
sprezzante,il nome stesso di Olympia,diffuso tra molte prostitute dellepoca. La forza rivoluzionaria del dipinto non
sta tanto nel soggetto quanto nella tecnica di realizzazione. I colori sono il frutto di un modo di intendere la pittura
che contrappone i forti contrasti,la piattezza delle forme,il nitido risalto dei contorni alla prospettiva e al
chiaroscuro. Il gioco dei contrasti pervade tutta la composizione. Significative appaiono le giustapposizioni di colori
caldi e freddi,che in questo modo si rafforzano a vicenda. Cos la veste rosata della serva si stacca dallo sfondo
verdastro,il candore delle lenzuola contrasta con il marrone del paravento,con la tonalit aranciata della
coperta,con il pallore della ragazza. Nel mazzo di fiori Manet del tutto impressionista. Quelle che da vicino
parrebbero delle macchie disordinate di colore,acquistano uno straordinario effetto di realismo.
Il bar delle Folies-Bergres (1881-1882 Olio su tela,cm 96x130. Londra, Courtauld Insitute of Art)
Lultimo dipinto al quale Manet lavora il bar delle Folies-Bergres. Accettato al Salon del 1882,costituisce il
testamento spirituale dellartista. In esso sono infatti ripresi tutti gli elementi caratterizzanti della sua pittura:lamore
realistico per il quotidiano (la cameriera), il gusto per la natura morta (bottiglie,fruttiera,bicchiere), luso di colori
piatti e senza chiaroscuro,fino alla suggestione delle luci riflesse nello specchio dietro al bancone. E proprio
attraverso quello specchio che Manet riesce a mostrarci anche il vasto salone del locale,allora molto di moda tra la
borghesia parigina. I rapidi tocchi di colore,che da vicino sembrano frantumarsi in un accostamento senza
senso,osservati alla giusta distanza ricostruiscono sia la sala,gremita di dame e gentiluomini,ma anche la sua
atmosfera chiassosa,inondata dalla luce dei grandi lampadari. Limmediatezza della visione,la chiarezza della
luce,la semplicit disincantata del soggetto costituiscono altrettanti elementi caratterizzanti dellarte di Manet,al
quale gli impressionisti devono il coraggio di aver definitivamente spezzato il predominio della pittura accademica
apprendo la strada alla pittura delle emozioni e della libert espressiva.

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