L’IMPRESSIONISMO
Giorgia Aleotti V A
Quando nasce?
L’impressionismo è una corrente artistica nata a
Parigi tra il 1860 e il 1870, durata fino ai primi anni
del Novecento, originata da un gruppo di artisti
che rivoluzionò la pittura con un nuovo modo di
dipingere. Nasce in contrapposizione all’arte
accademica dell’epoca, sfidando la critica con
opere apparentemente incomplete, spesso
realizzate in poche ore.
I caratteri generali
• Il punto cardine dell’arte impressionista è la pittura “en plein air” (all’aria aperta). Gli artisti
impressionisti abbandonano il chiuso degli atelier per dipingere la realtà “dal vivo”,
cogliendo così l’infinita varietà delle sfumature che compongono i colori.
• Utilizzano cavalletti portatili e colori a olio in tubetti, fabbricati per la prima volta in questi
anni. Lo scopo è cogliere l’impressione visiva della realtà; da qui la necessità di
un’esecuzione rapida, senza disegno preliminare, senza ritocchi e sfumature.
• Le opere degli impressionisti non rappresentano la realtà così com’è, ma in base a come
viene percepita dall’occhio dell’artista nel momento in cui la dipinge. I colori non sono più
mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari
contrapposizioni cromatiche e a immagini non chiaramente definite, quasi sfocate.
• Spesso gli impressionisti rappresentano lo stesso soggetto in diversi momenti del giorno
per mostrare come la luce, nel suo continuo divenire, trasformi cose e colori.
Édouard Manet
Édouard Manet è stato un pittore francese
considerato il maggiore interprete della pittura
pre-impressionista e impressionista.
Nonostante il suo esplicito distacco verso
l’impressionismo, egli è considerato uno degli
artisti che ha maggiormente contribuito alla
nascita del movimento. Dal 1873 in poi, nelle
sue opere è evidente l’utilizzo di uno stile
pittorico impressionista a cui unisce il suo
particolare uso del colore nero, caratteristica
unica e distintiva della sua arte.
Il bar delle Folies-Bergère
Il dipinto che celebra le notti della borghesia parigina
è l’ultima grande opera di Édouard Manet esposta al
Salon del 1882. Quello che a prima vista sembra
l’interno di un semplice bar è in realtà l’istantanea di un
locale di appuntamenti di fine Ottocento. In primo
piano, la cameriera è ferma e in piedi. Si trova dietro al
bancone, con bottiglie di champagne e di birra
poggiate sul marmo. Su di una alzata sono esposti
mandarini, mentre due rose sporgono da un calice.
Nonostante la folla che pare animarsi alle sue spalle,
la cameriera è l’unico personaggio veramente reale.
Infatti, dietro di lei è posto un grande specchio che
occupa tutta la parete.
In primo piano troviamo una giovane barista, Suzon,
ritratta nel gesto quotidiano di osservare e servire i
clienti. Il suo sguardo assente e malinconico può
essere un segno di stanchezza, ma anche delusione
nei confronti della propria vita e del proprio lavoro.
La posa frontale e la posizione piramidale
determinata dalle braccia catturano l’attenzione sul
suo volto insofferente, dallo sguardo malinconico
che rivela la psicologia del personaggio. Non le
piace il lavoro che, suo malgrado, è costretta a fare,
e non le piace quel mondo ambiguo degli avventori
del bar. È come se volesse imbastire un dialogo con
chi osserva la scena, comunicando il proprio disagio
esistenziale.
Claude Monet
Il pittore francese Claude Monet è considerato il padre
dell’impressionismo. Il nome stesso di questa corrente artistica è
legato a una sua opera: Impressione, levar del sole. Monet giunse a
Parigi nel 1859 e frequentò a lungo Degas e Pissarro. Amava molto
dipingere en plein air ed era interessato allo studio della luce
naturale, convinto che solo sviluppando una tecnica pittorica
immediata sarebbe stato possibile rappresentarne gli effetti sulla
tela. Già dal 1891 dipinge più versioni dello stesso soggetto ritratto a
ore diverse del giorno e in momenti diversi dell’anno. Le opere di
Monet dimostrano quanto poco fosse importante, per gli
impressionisti, il soggetto e quanto, invece, fosse fondamentale lo
studio dei fattori formali e luministici di un’opera. Erano quindi aboliti
i contorni, le campiture di colore piatto, l’uso della prospettiva e
delle ombreggiature tradizionali.
Impressione, levar del sole
Si tratta di un dipinto a olio su tela realizzato nel 1872 e
attualmente conservato nel Musée Marmottan Monet di Parigi.
Nel dipinto viene raffigurato il porto di Le Havre all’alba, quando il
sole inizia a filtrare attraverso la nebbia mattutina. Sullo sfondo
intravediamo navi che appaiono solo come ombre scure, mentre
in primo piano spicca una barca di pescatori che sta tornando
dalla pesca notturna. Il cerchio del sole rimanda riflessi
nell’acqua, mentre si intravedono gru e ciminiere fumose in
lontananza. Il colore del sole è caratterizzato da un grado di
luminosità pressoché identico al cielo circostante, conferendo un
aspetto più fantastico e soprannaturale. L’artista utilizza colori
caldi come rosso-arancio e freddi come verde-azzurro,
mettendo in luce il manto di nebbia mattutina, da cui spunta un
timido sole che delinea lingue di fuoco sul velo azzurro del mare.
Edgar Degas
Pittore e scultore impressionista, Edgar Degas è considerato uno
dei più grandi disegnatori mai esistiti. Si dedicò, con grandi risultati,
anche alla scultura e alla fotografia. La parte più importante della
sua istruzione artistica fu lo studio degli antichi maestri. Il Louvre fu
una grande fonte d’ispirazione per l’artista, così come l’Italia, dove
visse dal 1856 al 1859. Nel 1862 incontrò Manet, che lo portò a
cambiare decisamente rotta. Da questo periodo Degas si rivolse a
soggetti contemporanei, che comprendevano il balletto, il teatro,
gli interni dei caffè, le stiratrici al lavoro e i bagnanti. Criticò la
tecnica dell’en plein air, non amando la pittura all’aperto. Come gli
altri impressionisti, dipingeva il mondo intorno a sé in modo fresco
e informale, per dare la sensazione di scene spontanee e non
progettate. Spesso utilizzava punti di vista particolari o figure
inquadrate come in uno scatto fotografico. Tutta questa spontaneità
era solo apparente, frutto di lunghe ore di studio.
La scuola di danza
La luce riflessa dai corpi in movimento delle ballerine fu uno dei
temi prediletti da Edgar Degas. La scuola di danza ritrae un
momento delle prove dietro le quinte. Nei dipinti di Degas, le
ballerine sono studiate mentre interpretano diverse posizioni. Nel
dipinto, le danzatrici si riposano e si sistemano tutù e scarpette. Al
centro del gruppo si trova l’anziano maestro che attende di
riprendere la lezione.
L’inquadratura del dipinto è ispirata a quelle fotografiche. La
fotografia era, infatti, in ascesa a Parigi e Degas si ispirò ai tagli
fotografici.
L’intero dipinto è dominato da un colore di fondo neutro tendente
all’ocra, che identifica il palcoscenico. Le pareti sono colorate di
un verde molto chiaro e poco saturo. Su questi colori spiccano,
nella fascia centrale, i tutù chiari delle ballerine. I colori più saturi
sono riservati ai nastri che stringono la vita e i capelli delle
ragazze.
FINE
Giorgia Aleotti VA