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Chiara Orr 23/08/2016

I nizariti La setta degli assassini

I NIZARITI LA SETTA DEGLI ASSASSINI


A cura di Chiara Orr
4SA
a.s. 2016/2017

Chiara Orr 23/08/2016

I nizariti La setta degli assassini

Indice
1. I Nizariti La setta degli Assassini .....................................3
2. La storia degli assassini ......................................................5
3. Metodi strategici e tattici ....................................................7
4. Usi e costumi della setta .....................................................9

Sitografia
1. http://www.templaricavalieri.it/setta_assassini.htm
2. http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/i-nizariti-quelli-diassassin-s-creed
3. http://www.presentepassato.it/Glossario/sciiti.htm
4. https://it.wikipedia.org/wiki/Nizariti#Gli_inizi_con_.E1.B8.A4asan_
b._al-.E1.B9.A2abb.C4.81.E1.B8.A5
5. https://giovannitomasin.wordpress.com/2012/10/21/storie-diassassini/

Chiara Orr 23/08/2016

I nizariti La setta degli assassini

1. I Nizariti La setta degli Assassini


I Nizariti erano una setta sciita (coloro che appoggiano Al, genero e cugino di
Maometto, come successore di questultimo), seguaci dellIsmailismo in Persia
(lattuale Iran), che era un paese sunnita. Hasan-i Sabbah,
nel 1090, dopo essere tornato in Persia dallEgitto fond la
setta. Nel 1094, dopo la morte di Al-Mustansir bi-llah
(lImam de Il Cairo, dove Hasan era stato per diverso
tempo), scoppi una guerra tra i suoi due figli Nizar e Mustali
per la successione. La setta, comandata da Hasan, si schier
dalla parte di Nizar, ma furono sconfitti in Egitto. La setta
cos venne divisa in due fazioni, una capeggiata da Hasan (in
Persia) e il resto degli ismailiti. Gli ismailiti di Persia si resero

Hasan-i Sabbah

indipendenti dal Cairo, dichiarandosi fedeli al defunto Nizar,

rinnegando il fratello Mustali, diventato Califfo dEgitto. Sotto il severo governo di


asan comunque i Nizariti prosperarono. Hasan-i Sabbah era un viaggiatore e uno
studioso, fu colui che cerc
una base per la setta una volta
tornato in Persia. Decise quindi
di

prendere

la

fortezza

di

Alamut a sud del Mar Caspio.


Secondo

la

legenda,

per

conquistare la fortezza, Hasan


si travest da mendicante e si
rec dal re chiedendo di poter
comprare il suo castello. Il re La fortezza di Alamut
rispose di si vedendolo vestito in quel modo e pensando che non potesse avere
abbastanza soldi per acquistarlo: cos Hasan si tolse il travestimento e acquist la
fortezza. Si dice anche che Hasan conquist la fortezza con la propaganda, inviando
missionari nei territori circostanti e anche uno allinterno della fortezza. Una volta che i
seguaci diventarono abbastanza numerosi riusc a entrare segretamente nella fortezza
e a mandare via il vecchio proprietario, gli diede perfino 3.000 dinari come pagamento
per la fortezza. Hasan non usc mai pi da Alamut, pare che si allontan solo due volte
da casa sua. Per questo venne chiamato Il Vecchio Della Montagna.

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L'Ismailismo una setta sciita che considera come suo imam


nascosto, destinato a ritornare perch trionfi la vera fede, il
settimo della serie iniziante con ali ibn abi talib, cio ismail ibn
jafar. i suoi appartenenti sono perci detti anche settimani o
batiniyya, perch adepti del senso nascosto (batin) delle
scritture.

La fama dei Nizariti, chiamati anche La Setta Degli Assassini, crebbe sempre di pi.
Secondo la propaganda occidentale il termine assassino deriva dalla parola
Hashishin ossia utilizzatore di hashish: infatti si diceva che i Nizariti drogassero i
propri membri e li lasciassero in un giardino con tante belle ragazze per fargli credere
di essere in paradiso. Dopo di che li convincevano ad eseguire gli ordini e morire per
poter tornare in paradiso. Questa teoria stata la principale per molti anni ma ora si
pensa che sia stata solo una propaganda occidentale per mettere sotto una cattiva
luce i Nizariti. Infatti i Nizariti erano uomini addestrati mentalmente e fisicamente per
introdursi in segretezza in diversi ambienti sociali e poi uccidere allarrivo dellordine.
Essi conoscevano molte lingue come il latino, il greco, il provenzale, il saraceno e
tante altre ancora. Il termine assassino quindi, non deriva da Hashishin, ma dalla
parola Asasiyun, cio, "colui che ha fede in Ass", che significa fondamento della fede.

Leone sciita adottato dai Nizariti

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2. La storia degli assassini


Il primo assassinato fu il gran visir Nizam al-Mulk nel 1092, la cui abilit di stratega e
di statista era stata importante per la dinastia selgiuchida in Iran. I selgiuchidi
tentarono varie volte di sottomettere Hasan ma senza successo. Successivamente
alcune sette di Assassini si spostarono in Siria, anche appoggiate da Ridwan di Aleppo,
che gli aveva concesso protezione e appoggio; il capo si chiamava Abu Tashir, ed era
un orefice siriano che ebbe uninfluenza su Ridwan. Nel 1103 ebbe esecuzione la loro
prima impresa in Siria con lomicidio dellemiro di Homs, Janah ed-Daula. Nel 1106
trucidarono lemiro di Apamea, Khalaf ibn Mulaib.
Nel 1124 muore Hasan, i successori mantennero la politica del primo Sommo Maestro,
fino ad Hasan II che nel 1165 decise di rinnegare
lIslam

per

creare

una

nuova

religione

solo

vantaggio degli Assassini. Hasan II venne ucciso in un


complotto e il gruppo si scisse in due gruppi, gli
Assassini

Persiani

quelli

Siriani,

questultimi

governati da Sinan ibn Salman ibn Muhammad, uomo


geniale

allo

stesso

tempo

infido,

che

ebbe

aconfronto due avversari altrettanto scaltri: i Crociati


e Saladino. Si racconta che anche il Saladino fu
terrorizzato dalla potenza politica e dalla facilit

Saladino

nelluccidere chiunque, per questo decise di concludere la pace con gli Assassini. ma la
setta avrebbe ben presto trovato nuovi antagonisti: nel 1152, infatti, un capo franco, il
conte di Tripoli Raimondo II, cadeva sotto i loro colpi. Era la prima vittima cristiana
ricordata dagli Ismaeliti. Latto pi eclatante contro gli occidentali doveva tuttavia
essere luccisione di Corrado di Monferrato, re di Gerusalemme. Dopo la caduta della
Citt Santa in mano di Saladino, il principe italiano, appena arrivato in Palestina,
aveva saputo organizzare eroicamente la difesa di Tiro, ottenendo in seguito anche la
corona del regno. Secondo certe versioni una sera, mentre faceva ritorno al palazzo

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reale, venne avvicinato da due uomini e, mentre uno fingeva di consegnargli una
lettera, il secondo lo pugnal. Invece secondo altre voci gli assassini erano camuffati
da Monaci Cristiani e avevano ottenuto, come al solito, la fiducia del vescovo e del
marchese. Dopo esser stati catturati i sicari affermarono di aver agito su commissione
di Re Riccardo Cuor Di Leone, in quel momento in Terra Santa come crociato. In effetti
tra i due cerano stati diversi dissapori riguardo come condurre la crociata, per non fu
il Re a volerne luccisione, bens il Vecchio della Montagna Sinan, appoggiato da
Saladino. Gli omicidi continuarono anche dopo la
morte di Sinan furono soprattutto cristiani a cadere.
Raimondo, figlio di Boemondo IV di Antiochia, fu
assalito in una chiesa di Tortosa ed il cronista
Joinville racconta addirittura che emissari della setta
chiesero a Luigi IX il Santo, re di Francia e due volte
crociato, un tributo come gi pagavano limperatore
di Germania, il re dUngheria, il sultano di Babilonia
ed altri, perch sanno bene che possono vivere solo
nella misura in cui egli (il loro capo) lo vuole.
Durante il XIII secolo, tuttavia , il potere della setta
in Siria andava lentamente declinando ed il colpo di

Cartina medio oriente ai tempi delle


grazia le sarebbe stato inferto dallinvasione mongola
Crociate
e dallassalto del sultano mamelucco dEgitto Baybars. Alcune fonti affermano che egli
si sarebbe valso dei loro servigi. Lattentato ad Edoardo dInghilterra e luccisione di
Filippo di Monfort a Tiro nel 1270 sarebbero state portate a termine su sua
commissione. Nel secolo seguente, infine, lIsmaelismo avrebbe perso gran parte dei
propri adepti e la sua influenza politica si sarebbe fatta quasi irrilevante. Tuttavia,
nella storia gli Assassini avevano lasciato in ricordo della loro fede una lunga scia di
sangue, mentre il loro nome ancora oggi indissolubilmente legato al pi antico
crimine mai compiuto dalluomo.

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3. Metodi strategici e tattici


Per arrivare alle vittime prescelte gli assassini usavano raggiri, astuzie, e soprattutto
accurata preparazione.
L'assassinio esisteva gi da molto tempo e altri lo avevano giustificato nascondendolo
dietro riti e usanze. La differenza sta nel fatto che gli Assassini furono i primi a
utilizzarlo come strumento politico per manipolare le persone.
Il metodo per raggiungere i loro scopi era molto semplice: il terrore e la rappresaglia.
Il terrore dei Nizariti era mirato: terrorizzavano i capi, e i responsabili, non
terrorizzavano il popolo in generale.
Colpivano all'improvviso, e i bersagli erano persone di potere: principi, generali e
governatori che condannavano la dottrina Ismailita o che autorizzavano la repressione
di coloro che la professavano.
Tutte le loro tecniche, tutte le loro azioni, venivano usate per trasmettere un
messaggio di terrore.
Questo metodo funzionava molto bene contro stati centralizzati, dove figure di spicco
detenevano gran parte del potere grazie alla lealt verso una persona, come gli stati
islamici del tempo. Al contrario il terrore aveva meno rilievo contro strutture
organizzate, basate su gerarchie pi solide e lealt verso l'istituzione, come i Cavalieri
Ospitalieri.
I metodi ce li racconta Re Filippo VI di Francia. Il documento : Brocardus,Directorium
ad passaggium faciendum, in RHC, E, Documnts armnians, ii, Paris 1906, 496-7
(nota riportara da Lewis nel libro The Assassins).
Come diavoli, fingono di essere angeli della luce, imitando i gesti, i modi di vestire, i
linguaggi, le usanze e le azioni di vari popoli e nazioni [...]
Non posso spiegare come riconoscerli dai modi di fare o da altri segni distintivi,
perch queste cose sono ignote anche a me; n posso spiegare come apprendere il
loro nome, tanto esecrabile la loro professione, e cos odiata da tutti, che cercano di
nascondere il pi possibile i loro veri nomi. [...]

Chiara Orr 23/08/2016

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Perci conosco solo un unico rimedio per la salvaguardia e protezione del re, che in
tutta la dimora, per qualsiasi genere di servizio, per quanto piccolo o breve o
meschino, nessuno debba essere ammesso, tranne quelli il cui paese, posto,
lignaggio, condizione e persona non siano interamente, completamente e chiaramente
conosciuti.

I Fids venivano addestrati in vari mestieri e secondo differenti usanze, cos da


potersi mischiare a qualsiasi popolazione.
Grazie alle capacit ottenute dall'addestramento riuscivano facilmente a fare carriera
in qualsiasi luogo; e la cultura unita alla buona educazione permetteva loro di
guadagnare la fiducia delle vittime.
Le loro abilit erano le seguenti, in ordine d'importanza:
1) Fede: rimanere sotto copertura per lungo tempo senza avere dubbi ed essere
disposti a ottenere la fiducia di una persona per ucciderla non semplice.
2) Adattamento: cio capacit di inserirsi negli ambienti. Conoscenza di lingue, usanze
e modi di fare.
3) Capacit: conoscevano i mestieri e le professioni, ed erano pi bravi e colti del
lavoratore medio.
4) Combattimento: conoscevano i punti vitali e sapevano come colpirli. Per quanto
rimarcata questa l'abilit meno utilizzata. Non ci vuole molto a piantare un coltello in
una vittima ignara

Il messaggio - Il pugnale
Gli Assassini non usavano mai frecce, dardi o veleno. Neanche quando questi mezzi
avrebbero potuto rendere la situazione pi favorevole o sicura.
L'arma che preferivano era il pugnale. La pugnalata aveva un significato: "possiamo
arrivare cos vicino da pugnalarti, potremmo essere chiunque. Non puoi fidarti di
nessuno".

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Il messaggio - siamo pronti a morire


La maggior parte degli Assassini veniva catturata e uccisa dopo il colpo, addirittura
qualcuno diceva anche che fosse vergognoso fuggire dopo la morte del bersaglio.
Secondo la leggenda gli assassini erano perfino disposti a lanciarsi gi da una torre
per dimostrare la loro fede.

4. Usi e costumi della setta


I costumi degli assassini ritratti in un raro libro scampato allo sterminio testimoniano
che vi era un culto e delle gerarchie fra gli assassini. Gli iniziati potevano salire la
scala gerarchica solo addestrandosi e lo studio assiduo degli Shura maomettani,
opportunamente estremizzati da Hasan. La gerarchia era cos costituita: al grado pi
basso il Fedele, al quale venivano affibbiate le missioni pi pericolose e spericolate, e
assuefatti dalla dipendenza da stupefacenti obbedivano ciecamente agli ordini
gettandosi nelle imprese pi ardite che portavano a compimento in luoghi affollati o in
pubblico, arrivando al sacrificio estremo della propria vita. Poi i Laici, i Compagni e
infine i Maestri (Giovani e Anziani) stretti collaboratori dellunico Sommo Maestro. Il
colore dellabito di un assassino era in
bianco

ed

in

rosso,

bianco

che

simboleggia la purezza, ed il rosso il


sangue.

colori

simboleggiano

coraggio

(bianco)

ed

(rosso).

Sebbene

questi

il

invincibilit
fossero

musulmani, la loro dottrina presentava


notevoli

varianti

poich

reclutati

Abito utilizzato dai membri della setta

potevano cibarsi di carne di maiale (cibo proibito per ogni islamico), inoltre

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praticavano incestuose e perverse orge, dove la presenza di madri e sorelle era una
normalit.

Per gli adepti il conseguimento dellimpunit non aveva alcun senso. Una volta
catturati, avrebbero sopportato qualsiasi pena, convinti delleroicit del proprio
martirio. Sotto il comando di Hassan ben Sabbah gli elenchi ismaeliti ricordano circa
cinquanta omicidi, finalizzati a colpire alte personalit avversarie ed a creare un clima
di terrore. Nessuno, per quanto ben protetto e ritirato, appariva immune dai loro colpi,
dato che determinazione e capacit di dissimulazione permettevano ai sicari di
avvicinare qualsiasi obiettivo. Latmosfera instaurata da questi ripetuti atti di violenza
ben descritta da un cronista arabo che afferma:

Nessun comandante o funzionario osava lasciare la propria casa senza scorta. Sotto
i vestiti portavano corazze ed il visir indossava una cotta. Per il timore di essere
assaliti gli alti funzionari del sultano chiesero il permesso di poter portare le armi in
sua presenza ed egli glielo accord.

Forse la miglior descrizione delle pratiche di questa setta ce la fornisce Marco Polo nel
suo diario con queste parole:

Lo Veglio () aveva fatto fare tra due montagne in una valle lo pi bello giardino e l
pi grande del mondo; quivi avea tutti i frutti e li pi belli palagi del mondo, tutti
dipinti ad oro e a bestie e a uccelli. Quivi era condotti: per tale veniva acqua, e per
tale vino. Quivi era donzelli e donzelle, gli pi belli del mondo e che meglio sapevano
cantare e sonare e ballare ; e faceva credere lo Veglio a costoro che quello era lo
paradiso. E per ci il fece, perch Maometto disse che chi andasse in paradiso avrebbe
di belle femmine quante ne volesse, e quivi troverebbe fiumi di latte e di miele e di

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vino; e perci lo fece simile a quello che avea detto Maometto. E gli saracini di quella
contrada credevano veramente che quello fosse il paradiso; e in questo giardino non
entrava se no colui che voleva fare assassino.

Allentrata del giardino avea un castello s forte che non temeva niuno uomo del
mondo. Lo Veglio teneva in sua corte tutti giovani di dodici anni, li quali li paressono
da diventare prodi uomeni. Quando lo Veglio ne faceva mettere nel giardino, a
quattro, a dieci, a venti, egli faceva loro dare bere oppio, e quegli dormivano bene tre
d; e facevagli portare nel giardino, e al tempo gli faceva isvegliare. Quando li giovani
si svegliavano, egli si trovavano l entro e vedevano tutte queste cose, veramente si
credevano essere in paradiso. E queste donzelle sempre istavano con loro con canti e
in grandi sollazzi; donde egli aveano s quel che voleano, che mai per lo volere si
sarebbero partiti da quel giardino. Il Veglio tiene bella corte e ricca, e fa credere a
quegli di quella montagna che cos sia comio vho detto. E quando ne vuole mandare
niuno di quelli giovani in niuno luogo, li fa loro dare beveraggio che dormono, e fagli
recare fuori del giardino in sul suo palagio. Quando coloro si svegliano, trovansi quivi,
molto si maravigliano, e sono tristi che si truovano fuori del paradiso. Egli se ne vanno
incontamente dinanzi al Veglio, credendo che sia un gran profeta, e inginocchiansi.
Egli li domanda: Onde venite ? Rispondono: Dal paradiso e contagli quello che
vhanno veduto entro, e hanno gran voglia di tornarvi. E quando il Veglio vuole fare
uccidere alcuna persona, egli fa torre quello lo quale sia pi vigoroso e fagli uccidere
cui egli vuole; e coloro lo fanno volentieri, per tornare in paradiso. () In questa
maniera non campa niuno uomo dinanzi al Veglio della Montagna, a cui egli lo vuole
fare; e s vi dico che pi re li fanno tributo per quella paura.

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Galleria d'immagini

Illustrazione 2: La fortezza di Alamut


Illustrazione 1: Pugnale
utilizzato dai membri della setta

Illustrazione 3: Rappresentazione di
Hasan-i Sabbah

Illustrazione 4: 1256, la fortezza stata messa a


fuoco

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