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Le grandi cattedrali delle Fiandre e la musica

La musica del Quattrocento fu dominata dalla scuola fiamminga, una grande corrente artistica che si
sviluppò nell’arco di due secoli circa, fra il XV e il XVI ed ebbe tale rilevanza culturale da
influenzare profondamente tutta l'Europa.
Con il termine scuola si presuppone un maestro e una serie di allievi, una formazione, in qualche in
modo comune. Spesso i musicisti aveva un iter di studio differente e molto spesso in città assai
lontane le une dalle altre, però con un movimento condiviso. Il termine fiammingo sta a indicare
l'area geografica entro cui si sarebbe sviluppato tale momento: in realtà i compositori cosiddetti
fiamminghi arrivarono anche da città non collocabili in quella zona.
La Guerra dei Cent’anni aveva contrapposto inglesi e i loro alleati (il duca di Borgogna e le città delle
Fiandre) alla Francia, aveva avuto ripercussioni particolarmente drammatiche per l'economia
francese. Il conflitto fu vinto alla fine dalla Francia ma determinò una scesa sul piano economico e
artistico di centri del nord Europa: L'Inghilterra, la Borgogna e poi le Fiandre. Le città delle Fiandre
favorirono lo sviluppo di un'arte che riguarda non solo la musica , ma anche e sto per tutto le arti
visive. Caposcuola fu considerato il pittore Jan Van Eyck, mentre punto di partenza per il settore
musicale fu Guillaume Dufay.
Alla preparazione musicale erano preposte le cappelle delle basiliche, delle cattedrali delle grandi
corti. Fra i maggiori centri dell’epoca si segnala Cambrai , fiorente città la cui cattedrale, dall’acustica
straordinaria, si impose come una delle più prestigiose. Nelle cappelle si formavano i cantori
professionisti ormai resi necessari per l'esecuzione di un repertorio sacro sempre più complesso. I
cantori erano guidati da un maestro di cappella che normalmente era un compositore. E in quelle
rigorose e moderna a cappelle del nord iniziarono la loro preparazione i futuri maestri fiamminghi. Vi
entravano come pueri cantores, poi, cresciuti, completavano la loro formazione nelle università.
Erano dunque, umanisti, figure di alta cultura e preparazione. La composizione e la docenza non
presupponevano la stabilità in un luogo, anzi favorivano gli spostamenti. I musicisti nel Quattrocento
iniziarono a viaggiare, dal nord, ad esempio, scendendo in Italia per prestare servizio nelle cappelle
papali o in quelle delle più potenti famiglie della penisola, dagli Sforza agli Este, dai Malatesta ai
Medici. Il Quattrocento e il Cinquecento furono degli anni di tale successo per i fiamminghi, Essi
monopolizzarono le più prestigiose cattedrali e le grandi corti europee.
Gli spazi sonori fino ad ora esplorati non bastavano più ai nuovi artisti che cercavo di andare oltre.
Intelligenza dell'uomo inventò contrappunti per i quali le tre voci, quattro voci della polifonia
trecentesca erano insufficienti: si tendeva , nei mottetti come nelle messe, a travalicare i confini
dell’immaginario alla ricerca di una dimensione Angelica. E così che Ockeghem lasciò un mottetto
(Deo Gratias) a trentasei voci.
Si impose in tutti i campi l'idea il travestimento. Al travestimento nelle feste di Corte dove spesso
intervenivano personaggi allegorici a celebrare i padroni di casa, fece riscontro il travestimento
musicale: temi noti popolari o sacri furono ripresi nella musica fiamminga e riutilizzati ogni volta in
modo diverso punto un tema particolarmente gettonato, ad esempio, della melodia popolare francese,
l’homme armé. Oggi i compositori debbono stare attenti a non copiare, le loro idee debbono essere
originali. All'epoca contava l'originalità non tanto nell’idea musicale, quanto nell’elaborazione
dell’idea stessa. Anzi, più un tema era usato, più stimolava all' estro e la fantasia di un compositore.
Con il termine Ars subitilior si indica lo stile manierato o manieristico che si affermò nella musica su
testi francesi. Caratterizzando questa produzione una certa complessità ritmica, il ricorso a sincopi e a
canoni.