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IL CLASSICISMO IN MUSICA

Fino al Seicento i più grandi musicisti si erano dedicati soprattutto alla musica vocale, considerata
superiore a quella strumentale, partendo dalla concezione filosofica pitagorica (VI sec a. C.)
dell’”armonia delle sfere celesti” secondo cui il movimento dei pianeti produceva un suono che si
può rappresentare con un rapporto matematico. La voce umana è il suono che più si avvicina al
suono delle sfere celesti, per cui Severino Boezio (VI sec. d. C.) aveva classificato la musica in
“Musica Mundana” (quella delle sfere celesti), “Musica Humana” (la voce umana), “Musica
Instrumentalis” (al gradino più basso).
La musica strumentale però, nel corso del Seicento, aveva progressivamente conquistato un ruolo
importante: si erano perfezionate le tecniche esecutive dei vari strumenti, si erano definiti per essi
un linguaggio specifico e delle nuove forme musicali (quali il concerto, la sinfonia, il quartetto...).

Nella prima metà del Settecento continua l'ascesa della musica strumentale, grazie anche ad illustri
compositori quali Corelli, Vivaldi, Hadel, Bach legati ancora alla stile barocco (perché il barocco
musicale è più lungo e dura sino alla metà del ‘700) Nella seconda metà del Settecento è il periodo
dell' Illuminismo, il movimento culturale che si propone di "illuminare" la mente degli uomini con
la "luce" della ragione, facendoli uscire dal "buio" dell'ignoranza e della superstizione. In musica,
per il periodo compreso fra il 1760 e il 1830 si parla di Classicismo, facendo riferimento soprattutto
alle opere di Haydn e Mozart.

In questo periodo le melodie diventano più regolari, più simmetriche rispetto a quelle barocche, sono più semplici e
orecchiabili.
L'armonia si basa in prevalenza sui gradi principali della tonalità. L'andamento ritmico diviene più incisivo e vivace ed
è spesso ispirato alla danza e per questo spesso le frasi musicali sono organizzate in gruppi regolari di battute. Nelle loro
composizioni i musicisti utilizzano tutte le variazioni di intensità, compresi il crescendo e il diminuendo, per sfruttare
tutte le capacità espressive della musica. Gli abbellimenti vengono quasi totalmente eliminati. Se il compositore
desidera inserirli nella melodia, li scrive per esteso.
Il Classicismo è anche un periodo di transizione per chi intraprende la professione del musicista. Infatti mentre prima i
musicisti erano al servizio esclusivo presso un signore, un nobile o un ecclesiastico, poco alla volta raggiungono

l'indipendenza economica e soprattutto la libertà creativa (cosa che cercherà di fare, senza troppo successo, Mozart ).

I LUOGHI DELLA MUSICA

- Oltre alle chiese e ai saloni dei principi, nascono sale pubbliche e private, vere e proprie sale da
concerto.
- Nascono i primi Conservatori (tra i più rinomati troviamo quelli di Napoli e Venezia), ossia vere e
proprie scuole dove si riceve esclusivamente un’ istruzione musicale.
- Vengono costruiti nuovi teatri pubblici a pagamento, come il Teatro alla Scala a Milano, la Fenice
a Venezia, il Teatro Regio a Torino e il San Carlo a Napoli. Nasce il Teatro all’italiana:
Il teatro all'italiana è il tipo di struttura teatrale caratteristica dell'architettura italiana particolarmente diffusa tra il
XVIII e XIX secolo.
Le peculiarità architettoniche sono da ravvisarsi principalmente in alcune caratteristiche:

La sala, da rettangolare tipica del teatro di corte diviene a forma di ferro di cavallo, creando una platea che diverrà col
tempo, da spazio destinato al ballo, luogo deputato per una migliore visibilità dello spettacolo;

L'eliminazione delle gradinate a favore della costruzione di palchi tra loro separati e divisi in altezza per ordini;
Una maggiore profondità della scena per permettere l'utilizzo delle innovative quinte prospettiche e la possibilità, per
l'attore, di recitare dentro e non davanti alla scena, come era consuetudine nel teatro rinascimentale.
GLI STRUMENTI MUSICALI
Il pianoforte rappresenta la novità più importante di questo periodo. Costruito tra il 1698 e il 1700
dal padovano Bartolomeo Cristofori, nel giro di pochi anni sostituisce completamente il
clavicembalo, poiché permette variando la pressione delle dita sui tasti, di variare l'intensità del
suono, passando dal piano al forte, con tutte le gradazioni intermedie.
L'orchestra si arricchisce di nuovi strumenti (soprattutto fiati e percussioni) e diventa un’istituzione
stabile. Tra le prime a diventare orchestre stabili, quella della prestigiosa corte di Mannheim, che fu
sede di un'importante scuola sinfonica.

IL MELODRAMMA
Accanto al crescente sviluppo della musica strumentale, significativo fu l’incontro della musica con
il genere teatrale, creando un connubio molto apprezzato dal pubblico. In effetti, questo si configura
come il periodo dello sviluppo del teatro moderno: oltre alla commedia in prosa – che in Italia ebbe
il suo momento di massima affermazione grazie a Carlo Goldoni – furono amati soprattutto i generi
musicali dell’ “opera buffa” e del melodramma, (mentre nei paesi dell’area tedesca si assiste alla
nascita del Singspiel).
L'Opera seria, nata a Napoli, è destinata ad un pubblico aristocratico e viene rappresentata
soprattutto nei teatri di corte. Tratta argomenti storici ed eroici, i libretti esaltano valori come
esprimendo valori come la fedeltà, il coraggio e la nobiltà d’animo. Dal punto di vista musicale vi si
succedono arie e recitativi, con qualche pezzo di musica corale. E’ il trionfo del belcantismo: nelle
arie i cantanti dimostrano la loro bravura eseguendo passaggi virtuosistici (molto articolati e
complessi). Tra gli autori di opere serie ricordiamo Alessandro Scarlatti.

L'Opera buffa era inizialmente chiamata intermezzo perché eseguita tra un atto e l'altro dell'opera
seria. Nel corso del 700 diventa un genere a sé stante. Adotta argomenti comici, tratti dalla vita
quotidiana: scontri tra padroni e servi, equivoci d'amore, travestimenti e scambi di persona. L'opera
buffa è allestita per lo più in piccoli teatri pubblici a pagamento, frequentati da intellettuali, borghesi
ma anche da gente del popolo. I cantanti devono essere anche validi attori per non far perdere di
efficacia alle scene comiche.
Il primo capolavoro operistico buffo è l'intermezzo “La serva padrona” di Giovan Battista Pergolesi,
rappresentata a Napoli nel 1733.
Napoli si affermò in Europa come capitale dell’opera e vi sorsero centri musicali noti per
l’istruzione di sopranisti. Essi erano soprattutto giovani, spesso provenienti da famiglie bisognose,
che venivano sottoposti a castrazione pur di preservare inalterata nel tempo la caratteristica “voce
bianca” tipica dei bambini. Tra i più noti frequentatori di queste accademie vi è Carlo Broschi,
conosciuto anche con il nome di Farinelli (Alessandro Moreschi fu l'ultimo castrato della storia della musica. Era
riuscito a entrare nel Coro della Cappella Sistina come solista nel 1883 all'età di 25 anni, ma fu uno degli ultimi: nel 1902 ci fu

infatti l'estromissione "formale" dei castrati da parte della Chiesa).

ASCOLTO
“La serva padrona” di Giovan Battista Pergolesi
https://www.youtube.com/watch?v=ZUa3AN-_hM0

Lascia ch'io pianga dal Rinaldo di Georg Friedrich Haendel (dal film Farinelli)
https://www.youtube.com/watch?v=645ayYMgTcE

Philippe Jaroussky – controtenore - Lascia ch'io pianga, Händel


https://www.youtube.com/watch?v=KxnBjAaJWCc

Aksel Rykkvin (14y) soprano - Lascia ch'io pianga, Händel


https://www.youtube.com/watch?v=pYPVn0wURt4

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