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LA DIVINA COMMEDIA

La composizione → Boccaccio sostiene che Dante avrebbe composto i primi sette canti dell’Inferno
a Firenze, prima dell’esilio (1302), e che avrebbe poi ripreso il poema intorno al 1307. La critica
moderna sostiene invece che l’inizio della stesura della Commedia risalirebbe al 1306-1307 circa, in
coincidenza con l’interruzione del Convivio.

Dante avrebbe cominciato a lavorare sull’Inferno nel 1306 e che la prima cantica sia stata completata
intorno al 1311. Il Purgatorio era probabilmente già concluso nel 1315. La circolazione del Purgatorio
è documentata in un fascicolo del 1319 dei Memoriali bolognesi. Al Paradiso, infine, Dante lavorò
presumibilmente fino agli ultimi mesi di vita e non vi sono prove che la terza cantica sia circolata
prima della morte del suo autore.

Il titolo, i contenuti e la struttura → Dante definisce la sua opera << comedìa >>. Egli dichiara che
l’opera appartiene al genere della commedia sia nei contenuti che nel linguaggio. Dal punto di vista
contenutistico perché, mentre la tragedia ha un inizio solenne e pacato e un finale tragico e orrido, la
commedia, al contrario, introduce situazioni difficili e dolorose, ma ha un lieto fine, proprio come
avviene nel suo poema; sotto l’aspetto linguistico perché, mentre lo stile della tragedia è << elevato e
sublime>>, quello della commedia è piano e umile; la lingua del poema, infatti, è in volgare.Nel
Medioevo esistevano tre stili per le composizioni in versi: tragico, elegiaco, comico.

La Commedia è il racconto di un viaggio immaginario che Dante compie, nel corso di una settimana,
nei tre regni dell’oltretomba cristiano: inferno, purgatorio e paradiso. Il poema ha una dimensione
personale, ma anche una dimensione universale. La struttura della Commedia è scandita da un ritmo
ternario al quale si accorda il numero 10. Il poema è composto di 3 cantiche; ogni cantica a sua volta
comprende 33 canti, formati da terzine. La somma totale di 100 canti declina perfettamente il dieci.
Tre solo le fiere che impediscono il cammino al poeta e tre le guide. Le terzine sono indicate dalle
rime, ognuna delle quali ricorre tre volte;

Spazio e tempo nella Commedia → Più la visione del cosmo di Dante si basa sul sistema tolemaico,
ma si arricchisce di elementi filosofici legati all’aristotelismo medievale. La Terra e una sfera
immobile, situata nella zona sublunare, dell'universo. Oltre alla sfera del fuoco ruotano nove cieli: i
primi sette coincidono con quelli del sistema tolemaico (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove,
Saturno); L'ottavo e il cielo stellato o delle stelle fisse e il nono è il Primo mobile o cristallino. Questi
nove cieli sono racchiusi tutti entro l’’immensa sfera dell’Empireo, il cielo immobile, sede di Dio e
dei beati.
Dante pensava che la Terra in origine fosse divisa in due emisferi: uno boreale, formato solo di terra;
e uno australe, formato solo di acqua. Il viaggio immaginario di Dante nell’oltretomba dura una
settimana: dal Venerdì Santo, 8 aprile 1300, fino al giovedì dopo Pasqua, 14 aprile. Tra il giovedì e
il Venerdì Santo, Dante si perde nella selva e viene guidato da Virgilio. Poi Beatrice guiderà Dante
nel Paradiso. Secondo la cronologia seguita dal calendario fiorentino il viaggio non è stato collocato
nel 1300 ma nel 1301.
I percorsi tematici → All’interno della Commedia, si possono distinguere tre grandi percorsi tematici.
1) La riflessione etico-religiosa: la corruzione della chiesa e il degrado morale dei religiosi.
2) La riflessione politica: il ruolo dell'impero e le lotte civili che tormenteranno Firenze e
l'Italia.
3) La reinterpretazione della propria poesia e di tutta la tradizione poetica.

Il significato dell’opera → Nella Commedia Dante appare nella triplice veste di personaggio,
narratore e autore, ma questi tre ruoli non coincidono tra loro e non presuppongono i medesimi
punti di vista: il punto d vista di Dante personaggio è più limitato di quello di Dante narratore.
Dante narratore e colui che, a distanza di tempo, è in grado di interpretare il significato delle
situazioni che hanno provocato lo smarrimento di Dante personaggio. Dante autore: quando si trova
a riferire la rivelazione ricevuta nel paradiso, Dante narratore non trova le parole adeguate per
trasmettere al lettore una simile esperienza e il suo significato e allora, al suo posto, interviene Dantr
Alighieri, l’autore reale dell’opera.
➔ Dante personaggio è colui che all’età di trentacinque anni si è smarrito in una selva oscura;
➔ Dante narratore è quello che ci racconta l’episodio, ponendolo al passato;
➔ Dante autore è quello che mette in versi l’accaduto e, per differenziarsi sia dal personaggio sia
dal narratore, inserisce il racconto all’interno di una dimensione universale.
Nella Commedia le passioni umane vengono osservate dal punto di vista della religione cristiana e di
Dante stesso. Il poeta attraverso il racconto polisemico si propone di indicare agli uomini la <<dritta
via>> e di mostrare con un racconto esemplare che il male commesso nel mondo si tramuta in pene
eterne. Secondo la legge del contrappasso che regna nell’inferno e nel purgatorio, la giustizia divina
assegna una pena fisica in rapporto al peccato commesso. Il contrappasso può consistere:
o Nell’obbligo di un comportamento opposto a quello tenuto in vita dal dannato (contrappasso
per opposizione);
o Nell’obbligo di un comportamento che ricalca quello tenuto in vita (contrappasso per
analogia).
Il senso morale della missione di Dante è esplicitato nel XVII canto del Paradiso, nell’incontro con il
suo trisavolo Cacciaguida, Dante apprende di essere destinato all’esilio e a una vita di privazioni. Egli
domanda cosa dovrà fare una volta tornato nel mondo dei vivi: nei tre regni dell’oltretomba ha infatti
appreso molte cose che, se rivelate, potrebbero rendere la sua vita ancora più difficile. Ma Cacciaguida
lo esorta a non avere paura: tutto quello che in un primo momento sarà causa di polemiche e
scandali, sarà benefico per le generazioni future. Con queste parole Dante ha voluto chiarire il valore
profetico della sua Commedia: le dure condanne contro personaggi celebri della sua epoca che sono
interpretate come un monito agli uomini, affinché sappiano cosa li attende dopo la morte. Tuttavia,
nel poema è sempre presente la speranza nell’arrivo di un personaggio che possa condurre il mondo
verso una nuova età dell’oro.

I sensi della Commedia → Nell’Epistola XIII, Dante, fornisce ai lettori una chiave di lettura per
comprendere la pluralità di <<sensi>> ( o livelli di significato) presenti nella Commedia. La pluralità
di significati a cui a cui allude Dante è un elemento tipico della cultura medievale e ha origine
dall’interpretazione dei testi Sacri. Nel secondo trattato del Convivio Dante spiega le differenze tra
questi quattro livelli di significato: letterale, allegorico morale, analogico. Dante avverte che il poema
non va letto come pura finzione letteraria, ma nello stesso modo in cui si leggono i testi sacri.

La Commedia è un'opera in cui è ricchissima la presenza di allegorie. Le tre guide di Dante hanno un
significato allegorico: Virgilio rappresenta la ragione, Beatrice la Grazia, San Bernardo lo stato di
contemplazione mistica. Anche le tre fiere che Dante incontra nel primo canto dell’inferno hanno un
significato allegorico: la lonza corrisponde alla lussuria, leone la superbia, la Lupa alla cupidigia.

I modelli e lo stile → L'impianto teologico e morale della commedia si fonda , sul pensiero del
filosofo greco Aristotele, sulla filosofia scolastica e, sulle opere di Tommaso d'Aquino. Fondamentale
è il contributo della cultura classica. Più la commedia è un’opera dall’impianto medievale, per il suo
gusto dottrinario e per la sua eruzione teologica e filosofica. Il motivo del viaggio nell'aldilà deriva
andante da Virgilio che, nel VI libro dell'Eneide , narra la discesa di Enea agli inferi. Dante si è
ispirato in modo diretto alla poesia Latina nota quel tempo e alla poesia volgare francese, provenzale
e italiana. Un'importante fonte della commedia e l'Apocalisse di San Giovanni, che è alla base delle
grandi visioni adesso si devono accostare anche i testi dei grandi filosofi scolastici, la tradizione
patristica e ovviamente i libri dell’Antico e del Nuovo testamento.
Lo stile del’ Inferno è caratterizzato dalla asprezza del linguaggio, ma non mancano nella prima
cantica anche esempi di stile elevato. Il Purgatorio, alcun linguaggio più nobile si accompagnano
parole di uso plebeo, e per il Paradiso, il cui linguaggio sublime cioè quello aspro e violento
dell’invettiva morale e politica punto per questa varietà di linguaggi la critica parla di plurilinguismo
dantesco.
Dal punto di vista della metrica il poema è composto di terzine. I versi sono endecasillabi , le pause
ritmiche coincidono spesso con quelle sintattiche di fine terzina punto nella Commedia si riscontrano
numerose variazioni fonetiche di accenti e vocali aperte chiuse.