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ONDE PIANE

1
Onde piane non dissipative
Si definisce fronte d’onda (o superficie d’onda) luogo geometrico
dei punti equidistanti dalla sorgente della vibrazione. Dunque in un
dato istante, lungo un fronte d’onda la grandezza di campo presenta
la stessa fase. I fronti d’onda possono essere sono definiti in base alla
loro forma, per esempio si possono avere fronti d’onda piani,
circolari o sferici.
Fronte d’onda piano Fronte d’onda sferico

Quando i fronti d’onda sono perpendicolari alla direzione di


propagazione dell'onda si ha un onda trasversale. 2
Onde piane non dissipative
In qualunque tipo di onda vi è una grandezza che varia
periodicamente nel tempo, cioè che oscilla, nella zona di spazio
interessata dall'onda. Nelle onde elettromagnetiche la grandezza che
oscilla è l'intensità del campo elettrico, e di campo magnetico a esso
concatenato. Le onde elettromagnetiche, a differenza delle onde
elastiche non hanno necessariamente bisogno di un mezzo materiale
per propagarsi, ma viaggiano anche nel vuoto.
L’onda elettromagnetica piana é una particolare soluzione della
equazione di Maxwell, essa costituisce una buona approssimazione
delle onde elettromagnetiche reali. In molte applicazioni pratiche, le
caratteristiche delle onde piane uniformi sono particolarmente
semplici e il loro studio è fondamentale sia dal punto di vista teorico
che pratico. Inoltre, onde più complesse possono essere considerate
come formate dalla sovrapposizione di onde piane. 3
Onde piane non dissipative
L’onda elettromagnetica piana uniforme è caratterizzata dal
campo 𝐸ത disposto su un piano perpendicolare alla direzione di
propagazione. Assumendo il sistema di riferimento in figura, su ogni piano
(per ogni valore di z) 𝐸ത mantiene la stessa :
❑ direzione
❑ ampiezza
❑ fase
Il raggio d’onda è parallelo alla direzione di propagazione dell’onda
Fronti d’onda piani
Raggi d’onda
x

E z

z è direzione di propagazione delle onde


y
4
Onde piane non dissipative
Onda piana uniforme

5
Onde piane non dissipative
Nei mezzi non conduttori privi di perite (=0), in assenza di
sorgenti (=0, 𝐽=0)
ҧ e nell’ipotesi di regime sinusoidale, l’equazione
d’onda nello spazio libero in assenza di sorgenti diventano
l’equazioni del vettoriali di Helmholtz:

 2 E + k 2 E = 0 ω  rad 
 2 k = ω με =  m 
 H + k H = 0 u
2

Dove, k é il numero d’onda. Nello spazio libero possiamo assumere


k=k0 (free space wavenumber =𝜔 𝜇0 ε0 ) . L’equazioni del vettoriali
di Helmholtz servono a determinare la distribuzione del campo nei
dielettrici perfetti e nel vuoto. I dielettrici sono i materiali
principalmente utilizzati per la propagazione e radiazione (trasporto
di energia) delle onde elettromagnetiche. 6
Onde piane non dissipative
Si consideri un’onda piana uniforme, che si propaga nel vuoto,
caratterizzata da un campo 𝑬 ഥ 𝒛 =𝑬ഥ 𝒙 uniforme (ampiezza e fase
uniforme) sulle superfici piane perpendicolari a z, la 1° equazione
vettoriale di Helmholtz diventa:

 2 2 2 2 
 E + k0 E = 0   2 + 2 + 2 + k 0  E x = 0
2 2

 x y z 
ma essendo:
E x E x E x
=0 e =0 + k 2
Ex = 0
x 2
y 2
z 2 0

essa é una equazione differenziale ordinaria poiché dipende solo da


z. 7
Onde piane non dissipative
E x
La soluzione della equazione: + k 2
E x =0 é:
z 2 0

+ −
E (z) = E x ( z ) + E ( z ) = E + e− jk z + E −e + jk z
x
0
o
o
o

E0+ e E0- sono costanti arbitrarie che devono essere determinate con
le condizioni al contorno. Dal momento che

=Re  E x ( z ) e j t 
+
E x ( z,t ) = Re E 0 ( z ) e
+  + ( jωt − k o z ) 
   
Usando la funzione cos(𝜔𝑡)come riferimento e assumendo E0+
costante reale (fase = 0 per z = 0), 𝐸0+ 𝑒 −𝑗𝑘0 𝑧 è il fasore associato alla
funzione: V
E x ( z,t ) = E 0 cos(ω0t − k 0 z)  
+ +

m
Per cui in un dato istante t, nello spazio E+(z,t) varia come una
cosinusoide con una ampiezza massima E0+. Per tutti gli istanti
successivi le curve relative avranno un andamento identico, ma
traslano nella direzione positiva di z. 8
Onde piane non dissipative
Per determinare la velocità di propagazione si consideri il fatto che
la fase istantanea è costante in ciascun piano normale alla direzione z
di propagazione (definizione di fronte d’onda), per cui: (t-koz)=A
con A costante. Lo spazio percorso è:
z=
(t − A)
k0
Quindi velocità di propagazione dell’onda up (c nel vuoto):
 (t − A) 
d  
dz  k0  ω 1 m
up = = = = = c = 3  108  
dt dt k0 μ0 ε0 s
  rad 
2πf
dove k 0 = =  m 
c c
k0 numero d’onda, misura il numero di cicli (lunghezze d’onda) per
unità di lunghezza. 9
Onde piane non dissipative
• t =0  E +x (z,0 ) = E 0+ cos (k0 z)
• t>0 Onda identica viaggiante nella direzione positiva z

10
Onde piane non dissipative
Analogamente, si può verificare che il secondo termine della
relazione :
+ −
E x
( z ) = Ex( z ) + E (
x z ) = E + − jk z
e
0
o
+ E − + jk z
o
e o

rappresenta una onda viaggiante cosinusoidale nella direzione - z con


la stessa velocità c.

Si consideri per ora solo l’onda diretta nella ipotesi che 𝐸0− =0
sebbene quando sono presenti delle discontinuità nel mezzo, devono
essere considerate anche le onde riflesse viaggianti nella direzione
opposta.

11
Onde piane non dissipative
ഥ può essere determinato dalla
Il campo magnetico associato 𝐻
relazione:
  E = − j H

ax ay az
  
 E = = − jω0 H
y y z
+
E (z) 0 0
dalla quale si ottengono le seguenti relazioni, dove la componente
nella direzione y risulta l’unica componente diversa da zero:
x

1 Ex+ ( z ) + E
H (z) = ay = H ay z
− j0 z
y
H
z direzione di propagazione delle onde
y
12
Onde piane non dissipative
Quindi:
H =+ 1 Ex+ ( z )
=
1 (
 E0+ e − jko z )=
− j0 z − j0 z
y

=
1
− j0
( )
− jk0 Ex+ ( z ) =
k0
0
Ex+ ( z ) =
1
0
Ex+ ( z )

0
con 0 =  120  377 
0

0 è l’impedenza intrinseca dello spazio libero. Essendo 0 un


numero reale 𝐻𝑦+ (z) è in fase nel tempo con 𝐸𝑥+ (z) e si può scrivere
ഥ come:
l’espressione di 𝐻
E 0+  A
H ( z,t ) = a y H y+ ( z,t ) = a y Re  H y+ ( z ) e jωt  = a y cos ( ωt − k0 z )  
η0 m
ഥ é sfasata spazialmente di 𝝅 rispetto ad 𝑬
inoltre risulta che 𝑯 ഥ ed
𝟐
entrambe sono normali alla direzione di propagazione. 13
Onde piane non dissipative
I campi e 𝐸ത e 𝐻
ഥ di un’onda piana uniforme ad un certo istante t

Le onde piane uniformi caratterizzata 𝐸ത e 𝐻


ഥ perpendicolari uno
rispetto a l’altro, ed entrambi trasversali alla direzione di
propagazione, vengono chiamate «onde principali» o TEM
(Transverse ElectroMagnetic wave). 14
Classificazione delle onde elettromagnetiche
Nelle onde TEM, 𝐸ത e 𝐻
ഥ sono funzioni della sola distanza z e quindi
variano lungo un singolo asse di coordinate. Un' onda trasversale è
un’onda in movimento che è composta da oscillazioni che
avvengono perpendicolari alla direzione del trasferimento di energia.
x
TEM

Nel caso invece il campo magnetico abbia una componente della direzione di
propagazione parliamo di onde trasversali elettriche (TE). Viceversa, quando è il
campo elettrico ad avere una componente nella direzione del moto si parla di
15
onde trasversali magnetiche (TM).
Onde elettromagnetiche trasversali
Data una sorgente di onde elettromagnetiche e assunto un sistema di
riferimento, bisogna tener conto che la propagazione dell’onda non
avviene solo lungo gli assi coordinati, ma in tutte le direzione. Si
consideri perciò la propagazione di un’onda piana uniforme lungo
una direzione arbitraria di versore 𝑎Ԧ𝑛 .
Il fasore del campo elettrico in un punto generico (x,y,z) per un’onda
piana uniforme che si propaga in direzione generica 𝑎Ԧ𝑛 è:
− jk x − jk y y − jk z z
E ( x, y , z ) = E o e x e e
dove k = a x k x + a y k y + a z k z = ka n è chiamato vettore d’onda.
Sia R = a x x + a y y + a z z un generico raggio a partire dall’origine
La relazione precedente può essere scritta in forma compatta:
− j k R − jk a n  R V 
E(R) = E 0 e = E 0e  m  16
Onde elettromagnetiche trasversali
Piano a fase costante
x
direzione di propagazione dell’onda

R si dimostra che
0
an z ❑ E 0  an = 0
y
❑ H (R ) = 1

(a n )
 E 0 e-jk a n R

Perciò la direzione di propagazione e 𝐸ത 0 sono perpendicolari.


Quindi, in un’onda piana uniforme che si propaga in una direzione
ഥ e il campo magnetico H
arbitraria aത n , il campo elettrico E ഥ sono
perpendicolari tra di loro ed entrambi normali alla direzione di
propagazione dell’onda. 17
Effetto Doppler
Quando c’é un movimento relativo tra la sorgente armonica nel
tempo e un ricevitore, la frequenza dell’onda intercettata dal
ricevitore tende ad essere diversa da quella emessa dalla sorgente.
Questo fenomeno é noto come effetto Doppler, esso si manifesta in
acustica come nell’elettromagnetismo.
t=0→ emettitore in T Un onda armonica di frequenza f
emesse dal trasmettitore T nell’istante
t=0 raggiungerà il ricevitore R (in
T R
r0 ritardo) nell’istante:
r
t1 = 0
c
Si assuma che la sorgente T si muova con velocità 𝑢ത con una
deviazione di un angolo  rispetto alla direzione della congiungente
trasmettitore-ricevitore.
18
Effetto Doppler
t=t→ emettitore in T’ Dopo un intervallo di tempo t
l’emettitore si trova nella nuova
u
T’ posizione T’, l’onda emessa da T’ in
ut r’
 quell’istante raggiungerà il ricevitore
nell’istante t2: r'
T H r0 R t 2 = t +
c
Si ricava che il ritardo temporale con cui l’onda arriva in R, pari a
t’ =t2-t1, é:
 u 
Δt'=t 2 -t1 =Δt 1- cosθ   Δt
 c 
Se t rappresenta un periodo della sorgente armonica nel tempo,
quindi t=1/f , allora la frequenza f’ dell’onda ricevuta da R nel
caso u << c (condizione più comune) e  non prossimo a /2:
 u 
f '  f 1 + cos   19
 c 
Effetto Doppler
❑ f’ > f : la frequenza in ricezione é maggiore della frequenza di
trasmissione, quando T si muove avvicinandosi a R →( cosϑ > 0). Il
massimo incremento di f si ha per  = 0, infatti:
 u   u
per  = 0 → cos  = 1 → f '  f 1 + cos   = f 1 +  → f '  f
 c   c
❑ f’ < f : la frequenza in ricezione é minore della frequenza di
trasmissione, quando T si muove allontanandosi da R →( cosϑ < 0).
Il massimo decremento di f si ha per  = , infatti:
 u   u
per  =  → cos  = −1 → f '  f 1 + cos   = f 1 −  → f '  f
 c   c
L’effetto Doppler si verifica ogni volta che esiste movimento
relativo tra un ricevitore e un emettitore, risultati simili si ottengono
se R si muove e T é fissa.
L’effetto Doppler é alla base del funzionamento del radar Doppler
usato dalla polizia per valutare la velocità di un veicolo. 20
Polarizzazione delle onde piane
La polarizzazione di un’onda piana uniforme, indica la direzione di
oscillazione del vettore campo elettrico durante la propagazione
dell'onda nello spazio-tempo. Perciò descrive come variano
l’ampiezza e la fase del vettore intensità campo elettrico 𝐸ത in un
dato punto dello spazio, al variare del tempo. Di conseguenza
indica anche come il campo magnetico 𝐻 ഥ oscilla durante la
propagazione dell’onda.
Le onde elettromagnetiche hanno polarizzazione lineare, circolare
ed ellittica in base alla figura geometrica (retta, cerchio o ellisse)
che l’estremità del vettore campo elettrico descrive, in ogni punto
dello spazio dove avviene la trasmissione. Il campo magnetico
risulterà polarizzato lungo la direzione ortogonale a quella del
campo elettrico e alla direzione di propagazione dell’onda.

21
Polarizzazione delle onde piane
Data la linearità dell’equazione d’onda, lo studio della polarizzazione
sarà sviluppato considerando l’onda come la sovrapposizione di due
onde polarizzate linearmente.
Onda linearmente polarizzata (polarizzata in un piano)
Se il vettore campo elettrico E ഥ, in un certo punto dello spazio al
variare del tempo, oscilla sempre lungo la stessa direzione
linearmente polarizzata. Questo si ottiene sovrapponendo onde che
hanno il campo elettrico nella stessa direzione, oppure quando i
diversi campi elettrici hanno differenti direzioni spaziali, ma
esattamente la stessa sfasamento temporale.
Onda polarizzata ellitticamente
Se si ha la sovrapposizione di due onde piane uniformi con la stessa
frequenza, ma con differenti fasi, ampiezze e orientazioni dei vettori
di campo elettrico, la combinazione che ne risulta si dice essere 22
un’onda polarizzata ellitticamente.
Polarizzazione lineare
ഥ dell’onda piana è fissato nella direzione x :
Se il vettore E
E = axE
dove E può essere positivo o negativo, l’onda è detta polarizzata
linearmente nella direzione x.
Una descrizione separata del campo magnetico H ഥ non è necessaria,
ഥ è legata a quella del campo elettrico E
poiché la direzione di H ഥ.
x
E
H z
y z direzione di propagazione delle onde

Se invece l’intensità del campo elettrico Eഥ dell’onda piana, in un


certo punto dello spazio, varia nel tempo non più lungo la direzione
x, ma lungo una generica direzione, il campo si può considerare
come la sovrapposizione di due campi 𝐸ത x e 𝐸ത y che si propagano
23
entrambe nella direzione z.
Polarizzazione lineare
Se Ex e Ey sono in quadratura nello spazio ma in fase nel tempo:
E ( z , t ) = a x Ex cos(t − kz ) + a y E y cos(t − kz )
il campo risultante sarà polarizzato linearmente lungo un piano
inclinato di un angolo: E 
 = tan −1  
y

 x
E

L’espressione istantanea di 𝐸ത per z = 0 è : y

( )
E (0, t ) = a x Ex + a y Ex cos t P1

Per t=0 l’estremità di 𝐸ത (0,t) sarà nel Ey0



punto P1 la sua ampiezza decrescerà
verso zero per t→T/4. Ex0 x

Dopodiché, 𝐸(0,t) inizia ad aumentare di
nuovo in direzione opposta, per t→T/2 P2
24

𝐸(0,t) tenderà al punto P2.
Polarizzazione lineare
Polarizzazione lineare:
Si ottiene dalla composizione
di due onde temporalmente in θ
fase e polarizzate linearmente
su due piani ortogonali (x=0 e
y=0).

L’onda risultante è ancora


un’onda che viaggia lungo la
direzione z, con piano di
oscillazione obliquo fisso.

25
Polarizzazione lineare
Variando le ampiezze delle due onde componenti è possibile
ottenere una polarizzazione lineare con un angolo di deviazione θ
qualsiasi rispetto all’asse delle x, essendo:
 Ey 
 = tan  
−1

 Ex 
Nel caso più generale E20 e E10 sono in quadratura nello spazio ma
hanno ampiezza diversa E20  E10 e possono avere una differenza di
fase (sfasamento temporale) arbitraria. In questo caso, l’onda data
dalla somma delle due onde componenti, avrà:
▪ 𝐸ത polarizzato ellitticamente
▪ gli assi principali dell’ellisse non coincideranno con gli assi
coordinati lungo i quali giacciono le componenti.

26
Polarizzazione ellittica
Se invece la direzione del piano di vibrazione di 𝑬 ഥ in un dato
punto dello spazio varia nel tempo, il campo si può considerare
come la sovrapposizione di due onde lineari che si propagano nella
direzione z aventi le seguenti caratteristiche:
1. E1 polarizzata nella direzione x di ampiezza E10 e
2. E2 in quadratura nello spazio (polarizzata nella direzione y) e
in ritardo di 90° nel tempo, di ampiezza E20. In notazione fasoriale
possiamo scrivere:

E ( z ) = a x E1 ( z ) + a y E2 ( z ) = a x E10e − jkz + a y (− j ) E20e − jkz


La corrispondente espressione nel dominio tempo sarà:

 
E ( z , t ) = Re E (z) e jt = Re   a E ( z ) − a
x 1 y 
j E 2 ( z )  e jt =

= a x E10 cos(t − kz ) + a y E20 cos(t − kz − ) 27
2
Polarizzazione ellittica
Per studiare la variazione della direzione di 𝐸ത in un punto dello
spazio al variare di t, per semplicità possiamo considerare il punto
per il quale z=0:

E (0, t ) = a x E1 (0, t ) + a y E2 (0, t ) = a x E10 cos t + a y E20 sin t


Al variare di t da 0 a 2 , l’estremità del vettore 𝐸ത percorre un
luogo ellittico in senso antiorario. Se E10=E20 l’ellisse si trasforma
in una circonferenza.
ത ottenuto come la somma di due onde
Quindi il campo elettrico 𝐸,
polarizzate sfasate di 90 gradi sia nello spazio che nel tempo, è
• polarizzato ellitticamente se E20  E10
• polarizzato circolarmente se E20 = E10 .
28
Polarizzazione ellittica
All’istante t=0 E (0,0) = a x E10 cos0 + a y E20 sin 0 = a x E10
 
All’istante 𝑡 = 𝑇Τ4 E (0, t ) = a x E10 cos + a y E20 sin = a y E20
2 2
Il campo 𝐸ത ruota con velocità angolare  in senso antiorario
formando una circonferenza se E10=E20, altrimenti si ha un’ellisse.
Questo è valido anche per tutti i punti con z>0
y y


 T
T
E (0, ) = a y E20 E (0, ) = a y E20
4  4
0 E (0, 0) = a E x 0 E (0, 0) = a E x
x 10 x 10

29
Polarizzazione ellittica
Quando le dita della mano destra seguono la rotazione di 𝐸, ത il
pollice indica la direzione della propagazione dell’onda. Perciò
l’onda: 
E ( z , t ) = a x E10 cos(t − kz ) + a y E20 cos(t − kz − )
2
È un’onda polarizzata circolarmente positiva o destrorsa.
Se E1(z) è sfasata nel tempo di 90° in anticipo rispetto a E1(z):
E ( z ) = a x E10e − jkz + a y (+ j ) E20e − jkz

E ( z , t ) = a x E10 cos(t − kz ) + a y E20 cos(t − kz + )
2
E (0, t ) = a x E10 cos t − a y jE20 sin t
anche in questo caso 𝐸ത risulta ellitticamente polarizzato e ruota in
senso orario con velocità angolare -. Se E20 = E10 l’onda è
polarizzata circolarmente negativa o sinistrorsa. 30
Polarizzazione ellittica
Onda polarizzata ellitticamente negativa o sinistrorsa
(direzione della propagazione entrante nel foglio)

Onda polarizzata ellitticamente positiva o destrorsa


(direzione della propagazione uscente nel foglio)

Agendo sullo sfasamento di E2 rispetto a E1 si può invertire il


senso di propagazione dell’onda. 31
Polarizzazione circolare
Polarizzazione circolare:
Si ottiene dalla composizione di
due onde, che hanno la stessa
ampiezza, temporalmente di π/2
e polarizzate linearmente su due
piani ortogonali (sfasate
spazialmente di π/2).

L’onda risultante è ancora


un’onda che viaggia lungo la
direzione z, con piano di
oscillazione rotante.
32
Polarizzazione ellittica
Polarizzazione ellittica :
Si ottiene dalla composizione di
due onde sfasate temporalmente di
π/2 e polarizzate linearmente su
due piani ortogonali (sfasate
spazialmente di π/2 ). In questo
caso le ampiezze delle due
componenti 𝐸ത𝑥 e 𝐸ത𝑦 non sono
uguali.

L’onda risultante è ancora un’onda


che viaggia lungo la direzione z,
con piano di oscillazione rotante.
33
Polarizzazione circolare

34
Polarizzazione ellittica

35
Polarizzazione: esempi
x

y Polarizzazione ellitica

x z

y Polarizzazione lineare

-- onda componente polarizzata nella dir. x


-- onda componente polarizzata nella dir. y
z -- onda risultante polarizzata
36
Polarizzazione delle onde radio
Le onde elettromagnetiche irradiate da stazioni di trasmissione AM
(Amplitude Modulation), impiegate nelle trasmissioni a onde
corte su lunghe distanze e nelle trasmissioni della parte video dei
programmi televisivi, sono linearmente polarizzate.
Le onde radio vengono emesse con il campo 𝐸ത perpendicolare al
suolo. Per la massima ricezione, l’antenna ricevente dovrà essere
parallela al campo che è verticale alla direzione di propagazione.
Il segnale televisivo al contrario, viene emesso con il campo 𝐸ത nella
direzione orizzontale, questo è il motivo per cui i conduttori delle
antenne riceventi sui tetti sono orizzontali.
Le onde FM (Frequency Modulation) irradiate da stazioni radio
sono generalmente polarizzate circolarmente; quindi l’orientazione
di una antenna ricevente FM non è critica, sempre che giaccia nel
piano normale alla direzione del segnale.
37
Onde piane dissipative
In un mezzo dissipativo privo di sorgenti ( ≠ 0), nelle equazioni
d’onda vettoriale omogenee di Helmholz il numero d’onda deve
essere complesso, infatti:
γ "  F
ε c = ε -j =  '− j  
ω m
k =   diventa  k c =   c    ( '− j ")
Le onde piane in un mezzo dissipativo si studiano in maniera
analoga alle onde in un mezzo omogeneo privo di perdite
sostituendo 𝑘ሶ 𝑐 a k.
2 E + k 2 E = 0   2 E + kc 2 E = 0
Inoltre si definisce una costante di propagazione νሶ tale che:

 = jkc = j  c  m-1  38
Onde piane dissipative
Poiché la costante di propagazione νሶ é un numero complesso:
1
     " 2
 =  + j  = jkc = j  c = j  1 +  = j  '  1 − j 
 j    ' 
 2 = −kc 2 → kc 2 = − 2
l’equazione di Helmholtz vettoriale diventa:  2 E − 2 E = 0
La soluzione é un’onda piana uniforme che si propaga nella
direzione z. Nella ipotesi che l’onda sia linearmente polarizzata
nella direzione x:
E (z) = ax E0+ e − z = ax E0+ e − z e − j  z
   
E ( z , t ) = ax Re E ( z ) e jt = ax Re E0+ e − z e j (t −  z ) = a x E0+ e − z cos (t −  z )

•  costante di attenuazione in [Np/m], equivale l’attenuazione in ampiezza


per 1 m di propagazione
•  costante di fase in [rad/m], equivale allo sfasamento dell’onda per 1 m di
propagazione. 39
Onde piane dissipative
• L’attenuazione di una grandezza può essere espressa in decibel dB
 x 
dB= 10 log10  1  per le potenze
 x2 
2
 x1   x1 
dB= 10 log10   =20 log10   per le tensioni e le correnti
 x2   x2 

• Il Neper Np è utilizzato come unità di misura della attenuazione


di una grandezza. Si esprime come rapporto tra due valori che una
grandezza assume in due punti diversi, dove il termine a
denominatore è assunto come valore di riferimento:
 x 
Np = ln  1  =ln x1 -ln x 2
 x2 
20
il valore corrispondente in decibel: 1Np = dB = 8.686 dB
ln10
40
Onde piane dissipative
l’attenuazione in ampiezza α e lo sfasamento dell’onda  per ogni
metro di propagazione dipendono:
• dalla pulsazione  e quindi dalla frequenza della sorgente
• dai parametri costitutivi ,  e  e possono essere così espressi:
1
     " 2
 = j  1 +  = j  '  1 − j 
 j    ' 
In particolare per i mezzi:
1. dielettrici con basse perdite
2. buoni conduttori
3. gas ionizzati
si possono ricavare delle formule approssimate, comunque valide
per molte applicazioni pratiche. 41
Dielettrici a basse perdite (>> )
 "   Np 
  m  fattore di attenuazione
2 '
 1   "  2   rad 
    ' 1 +      fattore di fase
 8   '    m 
 " 
c  1 + j   impedenza intrinseca
 ' 2 ' 
 1  1  "
2
m
up =   1 −      velocità di fase
  '  8   '    s 

42
Buoni conduttori (>>)
 Np 
 =  =  f   m 

fattore di attenuazione e fattore di fase variabili con f e 


 j 
c =  = (1 + j ) 
c  
impedenza intrinseca con fase di 45 ***
 2 m
up =   s 
 
1
velocità di fase proporzionali a f e

*** il campo magnetico é traslato di 45° rispetto a quello elettrico 43


Buoni conduttori (>>)
Dall’espressione di α, un buon conduttore, si deduce che alle alte
frequenze le onde elettromagnetiche che si propagano si attenuano
molto rapidamente. Si definisce la skin depth o depth of
penetration:
1 1 λ
δ= = =  m
α πfμ 2π

essa è uguale all’inverso del fattore di attenuazione e rappresenta la


distanza lungo la quale l’ampiezza di un onda piana viaggiante
diminuisce di un fattore pari a e-1 =1/(2.71828 )=0.3679 (≈ 37%)
In particolare alle frequenze delle microonde (300MHz ÷300GHz) la
skin depth di un buon conduttore é così piccola, che i campi e le correnti
possono essere considerati confinati in uno strato molto sottile della
superficie della sua superficie.
44
Buoni conduttori (>>)
skin depth o depth of penetration per alcuni conduttori
confrontata con quella dell’acqua
δ [mm] .
Materiale  [S/m] f = 60Hz f=1 MHz f=1GHz

argento 6.17 107 8.27 [mm] 0.064 [mm] 0.0020 [mm]


rame 5.80 107 8.53 0.066 0.0021
oro 4.10 107 10.14 0.079 0.0025
alluminio 3.54 107 10.92 0.084 0.0027
ferro 1.00 107 0.65 0.005 0.00016
acqua di mare 4 32 [m] 0 .25 [m]

45
Potenza istantanea nei campi armonici
Il flusso di potenza trasmessa per unità di area nel caso di campi
magnetici tempo-varianti è definito dal vettore di Poynting:
x

W E
P ( z, t ) = E ( z, t )  H ( z, t )  m 2  H
P
y
z

Anche P è funzione del tempo. Applicando la regola del prodotto


vettoriale il fasore 𝑃ത avra la direzione ed il verso coincidenti con
quelli della velocità di propagazione dell’onda. Il suo modulo è
pari all’energia elettromagnetica associata all’onda che per unità di
tempo attraversa l’unità di superficie nella direzione di
propagazione. 46
Potenza istantanea nei campi armonici
Quando le onde elettromagnetiche sono armoniche nel tempo, é
conveniente utilizzare la notazione fasoriale in base alla quale i campi
elettrico e magnetico possono essere così espressi:
 E ( z ) = a x E0e −( + j  ) z

 E0 − z − j (  z + )
 ( )
H z = a y H y( )
z = a y

e e

con θ angolo di fase della impedenza intrinseca del mezzo η = η e
jθ

e in funzione del tempo si avrà:


 E ( z , t ) = a x Re  E ( z ) e jt  = a x E0e − z Re e j (t −  z )  = a x E0e − z cos (t −  z )
    

 H ( z ) e jt  = a y 0 e − z Re e − j (  z + )  = a y 0 e − z cos (t −  z −  )
E E
 H ( z , t ) = a y Re    
  

47
Potenza istantanea nei campi armonici
Dalle relazioni precedenti l’espressione del vettore di Poynting o del
vettore densità di potenza in funzione del tempo diventa:
  
P ( z , t ) = E ( z , t )  H ( z , t ) = a x Re E ( z ) e jt  a y Re H ( z ) e jt = 
E0 E0
= a x E0 e − z cos (t −  z )  a y e − z cos (t −  z −  n ) = a z e −2 z cos (t −  z )  cos (t −  z −  n ) =
 
2

E 20
e −2 z cos ( n ) + cos ( 2t − 2  z −  n ) 
(**)
=a z
2
2

Oppure scritto in termini vettoriali abbiamo:


   
P ( z , t ) = E ( z , t )  H ( z , t ) = Re E ( z ) e jt  Re H ( z ) e jt =

=
1
2
 1
 
Re E ( z ) e jt  H ( z ) e − jt + Re E ( z ) e jt  H ( z ) e jt
*

2

(***)
=

1
 (
= Re E ( z )  H ( z ) + E ( z )  H ( z ) e j 2t
2
*
) 
1
cos(A)  cos( B) = [cos(A − B) + cos(A + B)]
2

 2
 2 2
1
4
1
4
1
2
1
2

e C = (C + C * ) → e C  e D = (C + C * )  ( D + D* ) = [C  D* + C *  D ] + [C  D + C *  D* ] = e C  D* + e C  D
1 1 1
  
Potenza media nei campi armonici
La trasmissione di potenza per mezzo di onde elettromagnetiche é
caratterizzata significativamente al suo valore medio, per tale motivo si
definisce il valore medio nel tempo del vettore di Poynting per un’onda
che si propaga nella direzione z.
Se ci calcoliamo il valor medio sul periodo T=2π/ω dell’espressione (**)
della slide precedente otteniamo

W
T
1 E 2 0 −2 z
Pav ( z ) =  P ( z , t ) dt = e cos ( n )  m 2 
2
2
T 0

Se invece calcoliamo l’espressione il valor medio sul periodo T=2π/ω


dell’espressione (***) otteniamo:

W
T
Pav ( z ) =  P ( z , t ) dt = Re  E ( z )  H ( z ) 
1 1  *

T 0 2    m 2 

49