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Roberto Caldon Fabio Bignucolo

Questo volume è rivolto agli studenti universitari della Scuola di Ingegneria, in particolare
alle allieve ed agli allievi delle Lauree Magistrali di indirizzo elettrico che ambiscono ad
Roberto Caldon Fabio Bignucolo
avere una formazione impiantistica.
Il testo contiene e cerca di integrare molteplici informazioni su un campo esteso di
problematiche che si manifestano nella costruzione e nel funzionamento delle diverse
tipologie di centrali elettriche. La rapida evoluzione dei sistemi di produzione richiede
oggi una competenza sugli impianti che già esistono e sono in funzione, come su quelli
IMPIANTI DI PRODUZIONE
pronti a diffondersi nel relativo mercato con radicali cambiamenti di tecnologia e di
modalità costruttive.
Oltre alla parte informativa sulle tipologie e caratteristiche dei sistemi di generazione, il
DELL’ENERGIA ELETTRICA
testo cerca di fornire anche i criteri per la scelta e il dimensionamento dei componenti
principali di impianto, contribuendo così a formare una visione “progettistica” di chi Criteri di scelta e dimensionamento
dovrà occuparsi di questa materia.

ROBERTO CALDON è professore ordinario di Sistemi elettrici per l’energia presso l’Università di
Padova, dove lavora dal 1974. La sua attività di ricerca riguarda l’analisi dei sistemi di potenza
con particolare riguardo alla dinamica e alla regolazione della tensione delle reti elettriche, alla

IMPIANTI DI PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA


produzione distribuita e all’impatto sulle reti di distribuzione, alla gestione di reti attive (Smart
Grids). Si è anche occupato di economia dei sistemi energetici.

FABIO BIGNUCOLO è professore aggregato di Sistemi elettrici per l’energia presso l’Università
di Padova dal 2010. Svolge attività di ricerca nell’ambito del controllo e della regolazione delle
reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, soprattutto nell’ottica di una crescente
integrazione degli impianti di generazione a fonte rinnovabile e dei sistemi diffusi di accumulo. È
anche docente del corso di Sicurezza dei sistemi elettrici.

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Roberto Caldon Fabio Bignucolo

IMPIANTI DI PRODUZIONE
DELL’ENERGIA ELETTRICA
Criteri di scelta e dimensionamento

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SEZIONE A

INTRODUZIONE AGLI IMPIANTI


DI PRODUZIONE ELETTRICA

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mercoledì 3 ottobre 2018

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Picco  
Fuori picco  

Minimo orario  
                       
Massimo orario 
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9HQGLWHIXRULERUVD 9HQGLWHLQERUVD 4XDQWLWjQRQYHQGXWD
MWh MWh 0:K
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7RWDOH  

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MWh Struttura MWh Struttura
%RUVD  70,6% %RUVD  70,6%
Operatori  46,7% Acquirente unico  14,1%
GSE  9,0% Altri operatori  39,7%
Zone estere  14,9% Pompaggi  -
Saldo programmi PCE  - Zone estere  0,7%
Saldo programmi PCE  16,0%

3&( LQFOXVR07(  29,4% 3&( LQFOXVR07(  29,4%


Zone estere  1,5% Zone estere  -
Zone nazionali  27,9% Zone nazionali Acqu. Unico  -
Saldo programmi PCE - Zone nazionali altri operatori  45,4%
Saldo programmi PCE -135.072
92/80,9(1'87,  100,0% 92/80,$&48,67$7,  100,0%
92/80,1219(1'87,  92/80,121$&48,67$7, 
2))(57$727$/(  '20$1'$727$/( 

QRUG
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1RUG &HQWUR1RUG &HQWUR6XG 6XG 6LFLOLD 6DUGHJQD
€/MWh €/MWh €/MWh €/MWh €/MWh €/MWh

Baseload      


Picco      
Fuori picco      

Minimo orario      


Massimo orario      
CCT      

9ROXPL]RQDOL
QRUG FQRU FVXG VXG VLFL VDUG

1RUG &HQWUR1RUG &HQWUR6XG 6XG 6LFLOLD 6DUGHJQD


MWh MWh MWh MWh MWh MWh
7RWDOH      
Offerte
0HGLD      

7RWDOH      


Vendite
0HGLD      

7RWDOH      


Acquisti
0HGLD      

*I volumi del Sud includono quelli dei poli di Brindisi, Foggia e Rossano, i volumi della Sicilia quelli del polo di Priolo






Dati principali 2016

Nel 2016 i consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili (FER) in Italia ammontano complessivamente a 21.081
ktep. Si registra una flessione di circa 200 ktep rispetto all’anno precedente (-1%), legata principalmente alle
dinamiche negative dei consumi di biocarburanti (-11%), della biomassa solida per riscaldamento (-2,5%) e della
produzione elettrica da pannelli solari fotovoltaici (-3,7%), non compensate dalla crescita delle altre fonti (tra le quali
emerge, in particolare, quella eolica: +19%).
L’incidenza dei consumi di energia da FER sui consumi finali lordi complessivi di energia (121,1 Mtep, -0,3% rispetto al
2015) si attesta al 17,41%, in lieve diminuzione rispetto al 2015 (17,53%).

FER nel Settore Elettrico

ƒ Il 37% della produzione lorda complessiva di energia elettrica in Italia proviene da impianti alimentati da FER.
ƒ La produzione effettiva di energia elettrica da fonti rinnovabili è pari nel 2016 a poco più di 108 TWh, in lieve
riduzione rispetto al 2015 (-0,8%); al contrario, la produzione calcolata con i criteri introdotti dalla Direttiva
2009/28/CE al fine del monitoraggio degli obiettivi UE al 2020 è in leggero aumento (110,5 Mtep, +0,7%
rispetto al 2015).
ƒ La fonte rinnovabile che registra la crescita più significativa è quella eolica: circa 248 MW di potenza installata
incrementale rispetto al 2015 (+2,7%) e poco meno di 17,7 TWh di energia elettrica complessivamente
prodotta (+19,2%).
ƒ La fonte idrica garantisce nel 2016 il principale contributo alla produzione di energia da FER (oltre il 39% della
produzione complessiva da FER), ma rispetto al 2015 si rileva una diminuzione di circa 3 TWh (-6,8%).
ƒ La fonte solare catturata con pannelli fotovoltaici segna, per la prima volta, una flessione: a fronte di un
aumento della potenza installata di oltre 380 MW (+2%), rispetto al 2015 la produzione è scesa di circa 0,84
TWh (-3,7%), principalmente a causa di peggiori condizioni di irraggiamento.
ƒ Le altre fonti registrano aumenti lievi di produzione rispetto al 2015: geotermica + 1,7%, bioenergie +0,6%.

FER nel Settore Termico

ƒ Il 19% circa dei consumi energetici nel settore del riscaldamento proviene da fonti rinnovabili.
ƒ La produzione complessiva di energia termica da fonti rinnovabili è pari nel 2016 a 10,5 Mtep (oltre 440.000
TJ), in lieve flessione rispetto al 2015 (-1,4%).
ƒ La contrazione dei consumi è generata dalla diminuzione del contributo della biomassa solida (legna da
ardere e pellet: -3% circa), a causa del clima meno rigido che ha caratterizzato il 2016 rispetto all’anno
precedente.
ƒ Si rilevano invece incrementi della fonte geotermica (+9%), della fonte solare catturata da collettori solari
termici (+5%) e dell’energia rinnovabile fornita dalle pompe di calore (+1%).







FER nel Settore Trasporti

ƒ L’immissione in consumo di biocarburanti (biodiesel, benzine bio) nel 2016 è pari a circa 1,2 milioni di
tonnellate, per un contenuto energetico di 1,04 Mtep (-11% rispetto al 2015).
ƒ L’obiettivo europeo al 2020 di energia da FER nei trasporti (10%) comprende sia l’utilizzo di biocarburanti sia
quello di energia elettrica nei trasporti. Considerando i fattori moltiplicativi imposti dalla Direttiva 28/2009, il
dato di monitoraggio per l’Italia nel 2016 è pari a 7,2%, in crescita rispetto all’anno precedente (6,4%).






1. INTRODUZIONE





1.1. Contenuti del Rapporto


Il Rapporto fornisce il quadro statistico completo e ufficiale sulla diffusione e sugli impieghi delle fonti rinnovabili di
energia (FER) in Italia nei settori Elettrico, Termico e dei Trasporti, aggiornato al 2016. In piena continuità con le
precedenti edizioni, sono riportati i principali dati trasmessi dall’Italia all’Ufficio di statistica della Commissione
europea (Eurostat) e all’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), ai fini sia della produzione statistica ordinaria sia del
1
monitoraggio degli obiettivi di consumo di energia da FER al 2020 fissati dalla Direttiva 2009/28/CE e dal Piano
2
d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili (PAN) .

Per il settore Elettrico, il Rapporto presenta i principali risultati della rilevazione sugli impianti di produzione elettrica
3
effettuata annualmente da Terna con la compartecipazione del GSE . In particolare, sono illustrati i dati di potenza e
produzione degli impianti di generazione di energia elettrica:
ƒ da fonte solare (con tecnologia fotovoltaica);
ƒ da fonte eolica;
ƒ da fonte idraulica;
ƒ da bioenergie (biomasse solide, frazione biodegradabile dei rifiuti, biogas, bioliquidi);
ƒ da fonte geotermica.

Per i settori Termico e dei Trasporti, invece, i dati presentati sono rilevati ed elaborati dal GSE ai sensi del Decreto
legislativo n. 28 del 2011 e dei Decreti 14 gennaio 2012 e 11 maggio 2015 del Ministero dello Sviluppo economico. Per
il settore Termico, in particolare, sono riportati i consumi finali di energia da fonti rinnovabili, così ripartiti:
ƒ consumi diretti di energia termica rinnovabile:
o da fonte solare (attraverso collettori solari termici);
o da bioenergie (biomasse solide, frazione biodegradabile dei rifiuti, biogas, bioliquidi);
o da fonte geotermica;
o da fonte aerotermica, idrotermica e geotermica sfruttata mediante pompe di calore per il
riscaldamento degli ambienti;
ƒ consumi di calore derivato da fonti rinnovabili, ovvero l’energia termica prodotta da impianti di conversione
energetica alimentati da fonti rinnovabili e destinata al consumo di terzi (ad esempio, impianti alimentati da
biomasse collegati a reti di teleriscaldamento).



1
Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. Per l’Italia, in particolare, la Direttiva fissa per il 2020: a) un obiettivo
complessivo (Overall target) che consiste nel soddisfare con energia da rinnovabili il 17% dei consumi finali lordi di energia; b) un obiettivo
settoriale che consiste nel soddisfare con energia da rinnovabili il 10% dei consumi complessivi per i trasporti. La stessa Direttiva, per il calcolo degli
obiettivi, introduce alcune definizioni e alcuni criteri di calcolo oggi non previsti dalle statistiche ordinarie.
2
Il Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili (PAN), richiesto agli Stati membri UE dalla direttiva 2009/28/CE ed elaborato nel 2010,
recepisce gli obiettivi definiti dalla stessa direttiva e ne individua due ulteriori (uno per il settore Elettrico, uno per il settore Termico); nel PAN sono
inoltre indicate le traiettorie previste per il raggiungimento degli obiettivi e le principali politiche da attuare a tale scopo.
3
GSE compartecipa con Terna alla rilevazione statistica sull’energia elettrica in Italia, inserita nel Programma Statistico Nazionale, curando in
particolare la rilevazione degli impianti fotovoltaici. I dati Terna relativi al settore Elettrico sono contenuti nel rapporto annuale Dati statistici
sull’energia elettrica in Italia.





Per il settore Trasporti, infine, il documento riporta dati sull’immissione in consumo dei biocarburanti per
autotrazione, unitamente a informazioni di dettaglio sulla tipologia dei biocarburanti, sul paese di produzione, sulla
materia prima utilizzata, ecc.

Gli impieghi energetici delle FER sono rappresentati con modalità e livelli di dettaglio diversificati tra i tre settori. Le
differenze in termini di tipologia del dato fornito, in particolare, riflettono le distinzioni strutturali tra i settori e, di
conseguenza, tra le relative grandezze da rilevare a fini statistici (ad esempio: produzione di energia per il settore
Elettrico e per il calore derivato, consumi delle fonti rinnovabili per il settore Termico e per il settore Trasporti). Le
differenze in termini di articolazione e dettaglio delle tre sezioni del documento, invece, sono da collegare alle diverse
disponibilità di dati di base.

La nuova Strategia Energetica Nazionale, adottata nel novembre 2017 con Decreto congiunto del Ministero dello
Sviluppo economico e del Ministero dell’Ambiente, attribuisce alle fonti rinnovabili un ruolo centrale per lo sviluppo
sostenibile del Paese, fissando - tra l’altro - obiettivi di crescita al 2030 più ambiziosi di quelli al momento proposti a
livello comunitario. Il documento, pertanto, anche in questa edizione, dà ampio risalto anche all’attività di
monitoraggio dei target sulle FER fissati per l‘Italia dalla normativa europea: i dati di monitoraggio principali aggiornati
al 2016, in particolare, sono proposti nel Capitolo 2, mentre nel resto del documento questi stessi valori, laddove
differenti dai dati statistici ordinari, sono comunque evidenziati, con opportune indicazioni per agevolare analisi e
confronti.

1.2. Produzione statistica e monitoraggio degli obiettivi sulle fonti rinnovabili

La rilevazione della diffusione e degli impieghi delle fonti rinnovabili di energia persegue due finalità principali:
ƒ la produzione statistica ordinaria, legata alla necessità di fornire al pubblico informazioni complete e
aggiornate sullo sviluppo e sulla diffusione delle FER in Italia, in un quadro di definizioni e classificazioni ormai
consolidato e armonizzato con gli altri Paesi UE. Dal 2009, peraltro, il GSE fa parte del Sistema statistico
nazionale (la rete di soggetti che produce e fornisce al Paese e agli organismi internazionali l'informazione
statistica ufficiale) ed è responsabile della produzione dei dati statistici nazionali sugli impieghi di fonti
rinnovabili nei settori termico e dei trasporti;
ƒ il monitoraggio annuale del grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali e i regionali di consumo di
energia da fonti rinnovabili al 2020 assegnati all’Italia, rispettivamente, dalla Direttiva 2009/28/CE e dal
4
Decreto 15 marzo 2012 del Ministero dello Sviluppo economico (c.d. Decreto Burden sharing ).



4
Ministero dello sviluppo economico, Decreto 14 gennaio 2012 “Definizione e qualificazione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili e
definizione della modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle regioni e delle provincie autonome”.





Alle due finalità, tra loro strettamente correlate, corrispondono definizioni e criteri di calcolo lievemente differenti.

Ai fini della produzione statistica ordinaria, il principale riferimento è il Regolamento CE n. 1099/2008 del Parlamento
Europeo e del Consiglio, promulgato il 22 ottobre 2008 ed emendato da quattro successivi Regolamenti UE (844/2010,
147/2013, 431/2014 e il recente 2017/2010), relativo alle statistiche dell’energia (si sottolinea il particolare rilievo
delle classificazioni e delle definizioni contenute nell’Allegato B del Regolamento).
L’Eurostat ha messo a punto un sistema di raccolta e armonizzazione dei dati statistici nazionali ufficiali sull’energia;
tali dati sono trasmessi annualmente dagli Stati membri dell’UE mediante la compilazione di alcuni questionari
predisposti dalla stessa Eurostat con IEA – International Energy Agency, OECD – Organisation for Economic
Cooperation and Development e UNECE – United Nations Economic Commissione for Europe.
Tra i documenti tecnici Eurostat è opportuno segnalare:
ƒ l’Energy Statistics Manual pubblicato nel 2005 da Eurostat con IEA e OECD, con particolare riferimento alle
sezioni dedicate alle classificazioni degli impianti e delle fonti;
ƒ i documenti tecnici e i manuali di accompagnamento ai questionari Eurostat/IEA/OECD/UNECE.

Ai fini del monitoraggio degli obiettivi UE al 2020, la Direttiva 2009/28/CE - pur muovendosi in coerenza con il sistema
Eurostat - ha previsto, in alcuni ambiti, metodi di contabilizzazione dell’energia rinnovabile leggermente differenti
rispetto ai regolamenti e documenti tecnici sopra elencati 5. Essi si sviluppano, in particolare, sulla base:
ƒ delle definizioni generali dell’articolo 2 della suddetta Direttiva;
ƒ delle definizioni degli “Obiettivi e misure nazionali generali obbligatori per l’uso dell’energia da fonti
rinnovabili” dell’articolo 3 della Direttiva;
ƒ delle modalità per il “Calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili” dell’articolo 5 della Direttiva;
ƒ dei criteri specifici di contabilizzazione dell’energia da pompe di calore fissati dalla Decisione della
Commissione 2013/114/UE del 1° marzo 2013 e s.m.i.;
ƒ dei nuovi criteri specifici di calcolo del target relativo al settore dei Trasporti introdotti dalla Direttiva UE
2015/1513 del Parlamento Europeo e del Consiglio (cosiddetta Direttiva ILUC).

La Direttiva 2009/28/CE è stata recepita dall’Italia con il Decreto legislativo 28/2011, che ha individuato un’ampia
gamma di misure per la promozione del consumo di energia da fonti rinnovabili sul territorio nazionale. Il Decreto,
all’art. 40, affronta i temi della rilevazione e della trasmissione alla Commissione europea dei dati statistici ufficiali in
materia di energia prevedendo, a tale scopo, la realizzazione di un sistema italiano per il monitoraggio delle energie



5
In particolare, a differenza di quanto previsto dai criteri ordinari sulle statistiche energetiche, la Direttiva consente di contabilizzare, come energia
rinnovabile, l’energia fornita da pompe di calore (solo nel caso di uso invernale, per riscaldamento degli ambienti), mentre non consente di
contabilizzare come rinnovabile l’energia da bioliquidi e da biocarburanti per i quali non siano verificati i precisi requisiti di sostenibilità previsti dalla
Direttiva stessa. Per quanto riguarda il settore Elettrico, la Direttiva prevede l’adozione di specifiche procedure di contabilizzazione, e in particolare
la normalizzazione dei valori relativi alla produzione eolica e idraulica per attenuare gli effetti delle variazioni climatiche annuali.





6
rinnovabili (il cui sviluppo operativo è affidato al GSE ) che prevede l’applicazione di alcune nuove definizioni nonché
7
di specifiche metodologie di rilevazione, contabilizzazione e monitoraggio .
In questo Rapporto, per completezza di informazione, si forniscono - quando differenti tra loro - i valori ottenuti
dall’applicazione di entrambi gli approcci.

1.3. Organizzazione del documento

Oltre al presente capitolo introduttivo, il Rapporto contiene quattro capitoli e quattro appendici. In particolare:
ƒ il capitolo 2 fornisce un quadro d’insieme dei dati presentati nel Rapporto. L’aggregazione e il confronto tra i
valori rilevati per i tre settori (Elettrico, Termico e Trasporti) consente di ricomporre l’informazione statistica
sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia in Italia, al 2016, in un unico quadro di riferimento. Nei
paragrafi conclusivi vengono inoltre presentati i risultati dell’attività di monitoraggio dei target UE sui
consumi di energia da FER al 2020;
ƒ il capitolo 3 offre un quadro complessivo sulla dotazione impiantistica e sui consumi di energia da fonti
rinnovabili rilevati in Italia nel settore Elettrico;
ƒ il capitolo 4 illustra nel dettaglio i consumi finali di energia da fonti rinnovabili nel settore Termico;
ƒ il capitolo 5 illustra i consumi finali di energia da fonti rinnovabili nel settore Trasporti;
ƒ nelle Appendici, infine, sono riportate le norme di riferimento europee e nazionali, alcune definizioni di
particolare rilievo e brevi approfondimenti sui gradi-giorno e sulle unità di misura utilizzate.

Ogni informazione statistica è accompagnata da note di analisi dei fenomeni descritti.



6
A questo fine è stato sviluppato dal GSE l’applicativo SIMERI - Sistema Italiano per il Monitoraggio delle Energie Rinnovabili, piattaforma
informativa interattiva dedicata al monitoraggio statistico delle FER nei settori Elettrico, Termico e Trasporti; per la verifica dei target fissati per
l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE, SIMERI è disponibile sul sito istituzionale del GSE (www.gse.it)
7
Ministero dello sviluppo economico, Decreto 14 gennaio 2012 “Approvazione della metodologia che, nell’ambito del sistema statistico nazionale in
materia di energia, è applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei
consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento, e per i trasporti, coperti da fonti energetiche rinnovabili.”





Eventuali mancate quadrature nelle tabelle derivano da arrotondamenti effettuati sui dati elementari sottostanti.
Nelle tabelle, il segno ( - ) indica un dato assente, il segno ( .. ) un dato poco significativo.





2. QUADRO D’INSIEME





2.1. Il ruolo delle fonti rinnovabili di energia in Italia nel 2016

Nel 2016 le fonti rinnovabili di energia (FER) hanno confermato il proprio ruolo di primo piano nel panorama
energetico italiano, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica (settore Elettrico) sia per la
produzione di calore (settore Termico) sia come biocarburanti (settore Trasporti).
In ottica futura, questo ruolo dovrà essere ulteriormente rafforzato: la nuova Strategia Energetica Nazionale adottata
nel novembre 2017, infatti, individua nelle FER un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile del Paese, fissando
obiettivi di crescita al 2030 più ambiziosi di quelli al momento proposti a livello comunitario.

Applicando le definizioni e i criteri di calcolo previsti dalla Direttiva 2009/28/CE ai fini del monitoraggio degli obiettivi
UE sulle FER (ad esempio normalizzazione delle produzioni idroelettrica ed eolica e contabilizzazione dei soli bioliquidi
e biocarburanti sostenibili), nel 2016 i Consumi Finali Lordi (CFL) di energia da FER in Italia risultano pari a 21,1 Mtep,
in lieve flessione (circa 200 ktep) rispetto al 2015 (-1%). Tale flessione interessa il settore Termico (-1,4%) e il settore
Trasporti (-10,7%), mentre mostra una lieve crescita il settore Elettrico (+0,7%).
Guardando gli andamenti delle singole fonti, in particolare, la crescita osservata per il settore eolico, pur rilevante
(oltre 100 ktep incrementali), non ha compensato le riduzioni degli impieghi di bioenergie nel settore termico (il clima
meno rigido ha comportato una riduzione di quasi 200 ktep dei consumi di legna da ardere e pellet), di biocarburanti
(circa 125 ktep in meno in termini di energia, principalmente per un deciso incremento dell’immissione in consumo di
biocarburanti double counting da parte dei soggetti obbligati) e della produzione elettrica da solare fotovoltaico (per
la prima volta, il dato scende rispetto all’anno precedente - circa 70 ktep in meno - principalmente a causa di peggiori
condizioni di irraggiamento).

Per quanto riguarda il settore Elettrico, i dati - prodotti da Terna e GSE per il fotovoltaico e da Terna per le altre fonti -
indicano che il 37,3% della produzione lorda nazionale proviene da fonti rinnovabili. Più in dettaglio, gli oltre 742.000
impianti alimentati da FER (per una potenza complessiva di 52,3 GW) hanno generato nel 2016 una produzione
effettiva di energia elettrica di 108 TWh che aumentano a 110,5 TWh (9,5 Mtep, il 34% del Consumo Interno Lordo di
energia elettrica) applicando le regole di calcolo previste dalla Direttiva 2009/28/CE.
La fonte rinnovabile che nel 2016 ha fornito il contributo più importante alla produzione elettrica effettiva è quella
idraulica (39% della produzione elettrica da FER), seguita dalla fonte solare (20%), dalle bioenergie (18%), dalla fonte
eolica (16%, peraltro quella con crescita maggiore rispetto al 2015) e da quella geotermica (6%).

Per quanto riguarda invece il settore Termico, il 19% circa dei consumi energetici proviene da fonti rinnovabili. In
particolare, nel 2016 sono stati consumati circa 10,5 Mtep di energia da FER, di cui poco più di 9,6 Mtep in modo
diretto (attraverso caldaie individuali, stufe, camini, pannelli solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del
calore geotermico) e circa 0,93 Mtep sotto forma di consumi di calore derivato (ad esempio attraverso sistemi di
teleriscaldamento alimentati da biomasse).





La fonte rinnovabile più utilizzata per i consumi termici è la biomassa solida (poco meno di 7,3 Mtep, considerando
anche la frazione biodegradabile dei rifiuti), utilizzata soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere e
pellet. Assumono grande rilievo anche le pompe di calore (2,6 Mtep), mentre sono ancora limitati i contributi della
fonte geotermica e di quella solare.

Per quanto riguarda infine il settore Trasporti, nel 2016 sono stati immessi in consumo circa 1,2 milioni di tonnellate
di biocarburanti (contenuto energetico pari a 1,04 Mtep), in larghissima parte costituiti da biodiesel.

Nel 2016 i Consumi Finali Lordi complessivi di energia in Italia si sono attestati intorno a 121,1 Mtep, un dato appena
inferiore a quello del 2015 (121,5 Mtep).
La quota coperta da FER nel 2016 è pertanto pari a 17,41%: un valore che, pur in lieve flessione rispetto all’anno
precedente (17,53%), resta superiore al target assegnato all’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020 (17,0%).
Tale lieve flessione, come sopra anticipato, è imputabile principalmente alle sensibile riduzione dei consumi di
biomassa solida per riscaldamento (per motivi di clima mediamente più mite), alla minor produzione elettrica da fonte
solare (per peggiori condizioni di irraggiamento) e alla minor quantità di biocarburanti immessi in consumo (per il più
esteso ricorso degli operatori ai biocarburanti double counting).
D’altra parte, l’obiettivo specifico sull’impiego di FER nel settore dei trasporti cresce in misura significativa (dal 6,4%
del 2015 al 7,2% del 2016), principalmente per effetto dell’incremento, in termini energetici, della quota minima
obbligatoria di miscelazione dei biocarburanti (e di altre dinamiche insite nel meccanismo) e delle modalità di
conteggio dell’energia elettrica rinnovabile.





2.2. Settore Elettrico - Potenza e produzione degli impianti alimentati da fonti


rinnovabili nel 2016

Produzione
Potenza
efficiente Effettiva da Direttiva 2009/28/CE
lorda (MW)
Var. % sul Var. % sul
TWh ktep TWh ktep
2015 2015

Idraulica 18.641,0 42,4 3.648,5 -6,8% 46,2 3.971,7 0,6%

Eolica 9.409,9 17,7 1.521,0 19,2% 16,5 1.420,3 8,0%

Solare 19.283,2 22,1 1.900,6 -3,7% 22,1 1.900,6 -3,7%

Geotermica 814,6 6,3 540,7 1,7% 6,3 540,7 1,7%

Bioenergie 4.124,1 19,5 1.677,4 0,6% 19,4 1.670,3 0,3%

- Biomasse solide* 1.670,7 6,5 562,3 4,0% 6,5 562,3 4,0%

- Biogas 1.423,5 8,3 710,1 0,6% 8,3 710,1 0,6%

- Bioliquidi 1.029,8 4,7 405,0 -3,8% 4,6 397,8 -4,9%

Totale 52.272,8 108,0 9.288,2 -0,8% 110,5 9.503,7 0,7%

Fonte: per potenza e produzione effettiva: GSE per la fonte solare, Terna per le altre fonti; per produzione da Direttiva 2009/28/CE: elaborazioni
GSE su dati Terna e GSE.
(*) La voce comprende la frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani.

A fronte di una potenza installata di poco meno di 52,3 GW (+1,6% rispetto all’anno precedente), nel 2016 la
produzione lorda effettiva di energia elettrica si è attestata intorno ai 108 TWh (9.288 ktep), in flessione di circa 880
GWh rispetto al 2015 (-0,8%). Tale dinamica è legata alla contrazione della produzione degli impianti idroelettrici (-
6,8%) e degli impianti solari (-3,7%), non compensata dalla crescita registrata dalle altre fonti e in particolare da quella
eolica (+19,2%).
La produzione calcolata secondo i criteri della Direttiva 2009/28/CE è pari invece a 110,5 TWh (9.504 ktep); in questo
caso la variazione rispetto al 2015 è positiva (+810 GWh circa, +0,7%): la normalizzazione della produzione
idroelettrica ed eolica ha infatti attenuato sensibilmente gli effetti delle variazioni reali sopra descritte.
Poco meno del 73% della potenza rinnovabile installata nel Paese si concentra negli impianti idroelettrici e
fotovoltaici, ai quali corrispondono produzioni effettive rispettivamente di 42,4 TWh e 22,1 TWh, pari - considerate
insieme - al 60% circa della produzione nazionale complessiva di energia elettrica da FER del 2016.





2.3. Settore Termico - Energia da fonti rinnovabili nel 2016

Consumi di calore derivato


Consumi Variaz. % sul
ktep Impianti di sola Totale
diretti Impianti di 2015
produzione
cogenerazione
termica
Geotermica 124,7 19,3 - 144,1 8,5%

Solare 200,1 0,1 - 200,2 5,4%

Frazione biodegradabile dei rifiuti 231,0 - 129,6 360,6 1,4%

Biomassa solida 6.402,1 77,6 451,4 6.931,1 -2,8%

Bioliquidi - 0,3 43,3 43,6 3,0%

- di cui sostenibili - - 41,9 41,9 0,4%

Biogas 44,0 0,2 207,8 252,0 0,8%

Pompe di calore 2.608,6 - - 2.608,6 0,9%

Totale 9.610,6 97,6 832,1 10.540,2 -1,4%

Totale ai fini del monitoraggio


9.610,6 97,3 830,7 10.538,5 -1,4%
obiettivi UE (dir. 2009/28/CE)
Fonte: GSE; per gli impianti di cogenerazione: elaborazioni GSE su dati Terna.

I consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili rilevati nel 2016 nel settore Termico ammontano a 10,54 Mtep,
corrispondenti a circa 441.200 TJ (122,6 TWh), in lieve flessione rispetto all’anno precedente (-1,4%).
Il 91% del calore (poco più di 9,6 Mtep) è consumato in modo diretto da famiglie e imprese (attraverso caldaie
individuali, stufe, apparecchi a pompa di calore, pannelli solari termici, ecc.), mentre il restante 9% (930 ktep) è
costituito da consumi di calore derivato (derived heat) rinnovabile, ovvero l’energia termica prodotta da impianti di
conversione energetica alimentati da fonti rinnovabili e destinata al consumo di terzi (ad esempio, impianti alimentati
da biomasse collegati a reti di teleriscaldamento).
Tutte le fonti rinnovabili risultano in crescita rispetto al 2015 con l’eccezione della biomassa solida (-2,8%), il cui
consumo si è ridotto a causa del clima meno rigido e del conseguente minore fabbisogno di calore; la stessa biomassa
- in gran parte costituita dalla legna da ardere e dal pellet consumati per riscaldamento nel settore residenziale - resta
comunque la fonte rinnovabile maggiormente utilizzata per usi termici (poco meno di 7 Mtep). L’utilizzo dei sistemi di
riscaldamento invernale a pompa di calore è, al solito, molto rilevante: l’energia rinnovabile fornita nel 2016 supera
quota 2,6 Mtep (25% dell’energia termica complessiva da FER), con un aumento rispetto al 2015 pari a +0,9%.





2.4. Settore Trasporti - Consumo di biocarburanti nel 2016

Biocarburanti totali di cui biocarburanti sostenibili

Quantità Variaz. % sul Quantità Energia(*) Variaz. % sul


Energia(*)
(tonnellate) 2015 (tonnellate) (ktep) 2015

Biodiesel(**) 1.141.334 1.009 -11,7% 1.138.982 1.007 -11,8%

Bioetanolo 606 0,4 -87,1% 602 0,4 -84,0%

Bio-ETBE(***) 37.202 32 44,6% 37.112 32 62,0%

Totale 1.179.142 1.041 -10,8% 1.176.696 1.039 -10,7%

Fonte: GSE
(*) Si considerano i seguenti poteri calorifici: Biodiesel: 37 MJ/kg; Bioetanolo: 27 MJ/kg; bio-ETBE: 36 MJ/kg.
(**) Questa voce comprende anche l'olio vegetale idrotrattato e il Diesel Fischer-Tropsch.
(***) Si considera rinnovabile il 37% del carburante, conformemente a quanto dettato dall’Allegato III della Direttiva 2009/28/CE.

Nel 2016 sono state complessivamente immesse in consumo poco meno di 1,2 milioni di tonnellate di biocarburanti
(-11% circa rispetto all’anno precedente); il relativo contenuto energetico ammonta a 1,04 Mtep. Il 96,8% dei
biocarburanti è costituito da biodiesel; è pertanto appena significativa l’incidenza del bio-ETBE (3,2%) e trascurabile
quella del bioetanolo.
Le differenze tra i biocarburanti sostenibili (ovvero quelli che, rispettando i criteri fissati dall’art. 17 della Direttiva,
possono essere contabilizzati ai fini del calcolo degli obiettivi UE) e i biocarburanti complessivi sono molto contenute:
sono infatti sostenibili la quasi totalità del biodiesel e del bio-ETBE (99,8% in entrambi i casi) e il 99,4% del bioetanolo
immessi in consumo in Italia nel corso del 2016.





2.5. Consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili in Italia*


Variaz. %
Mtep 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
2016/2015

SETTORE ELETTRICO 5,92 7,01 8,03 8,88 9,25 9,43 9,50 0,7%

Idraulica (normalizzata) 3,73 3,78 3,80 3,87 3,94 3,95 3,97 0,6%

Eolica (normalizzata) 0,76 0,88 1,07 1,21 1,28 1,32 1,42 8,0%
Solare 0,16 0,93 1,62 1,86 1,92 1,97 1,90 -3,7%

Geotermica 0,46 0,49 0,48 0,49 0,51 0,53 0,54 1,7%

Bioenergie 0,81 0,93 1,06 1,46 1,61 1,67 1,67 0,3%


SETTORE TERMICO 10,02 8,10 10,23 10,60 9,93 10,69 10,54 -1,4%

Geotermica 0,14 0,14 0,13 0,13 0,13 0,13 0,14 8,5%

Solare termica 0,13 0,14 0,16 0,17 0,18 0,19 0,20 5,4%

Bioenergie 7,65 5,55 7,52 7,78 7,04 7,78 7,59 -2,5%

Energia rinnovabile da pompe di calore 2,09 2,27 2,42 2,52 2,58 2,58 2,61 0,9%
SETTORE TRASPORTI (biocarburanti sostenibili) 1,42 1,40 1,37 1,25 1,06 1,16 1,04 -10,7%

TOTALE 17,36 16,51 19,62 20,74 20,25 21,29 21,08 -1,0%

Fonte: elaborazioni GSE su dati GSE e Terna


(*) Tutti i valori sono ricostruiti applicando i criteri di contabilizzazione fissati dalla Direttiva 2009/28/CE.
(**) Biomasse solide, frazione biodegradabile dei rifiuti, biogas, bioliquidi sostenibili.

La tabella illustra, in un unico schema di riferimento, i dati di consumo di energia da FER nei settori Elettrico, Termico
e Trasporti, calcolati applicando le definizioni e i criteri di calcolo previsti dalla Direttiva 2009/28/CE ai fini del
monitoraggio degli obiettivi europei sulle rinnovabili.
Il consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili rilevato in Italia nel 2016 ammonta a 21,1 Mtep, equivalenti a
circa 883.000 TJ (245 TWh). La metà esatta dei consumi si concentra nel settore Termico (10,54 Mtep), grazie
soprattutto agli impieghi di biomassa solida (legna da ardere, pellet) per il riscaldamento e alla notevole diffusione di
apparecchi a pompa di calore.
Molto rilevante è anche il ruolo delle FER nel settore Elettrico (9,5 Mtep, per un’incidenza del 45,1% sul totale dei
consumi); in questo caso, oltre alla tradizionale fonte idraulica (3,97 Mtep), assumono un ruolo significativo tutte le
altre fonti rinnovabili: solare (1,90 Mtep), bioenergie (1,67 Mtep), eolica (1,42 Mtep: si tratta della fonte con il
maggior incremento rispetto al 2015) e geotermica (0,54 Mtep). Il contributo del settore dei Trasporti (1,04 Mtep),
8
infine, rappresentato dal consumo di biocarburanti, è pari al 4,9% del totale FER .
In confronto al 2015 si rileva una flessione dei consumi totali di energia da FER di circa 200 ktep (-1%); tale dinamica
ha interessato tuttavia i soli settori Termico (-1,4%) e Trasporti (-10,7%), mentre in quello Elettrico si è registrata una
crescita pari a +0,7%.



8
Nel tool informatico che elabora i dati contenuti nei questionari IEA/Eurostat ai fini del monitoraggio dei target UE (SHARES - Short Assessment of
Renewable Energy Sources), nonché nella relazione di cui all’art. 22 della Direttiva 2009/28/CE (Progress report), la quota rinnovabile dell’energia
elettrica consumata nel settore dei Trasporti, pari nel 2016 a circa 320 ktep, viene attribuita al settore Trasporti anziché, come nella tabella qui
presentata, al settore Elettrico.





I dati riportati nella tabella includono i soli bioliquidi sostenibili (per i settori Termico ed Elettrico), la produzione
idroelettrica ed eolica normalizzate (per il settore Elettrico), l’energia rinnovabile da pompe di calore (per il settore
Termico) e i soli biocarburanti sostenibili (per il settore Trasporti). Il dato di consumo complessivo di FER per il 2016
(21.081 ktep), pertanto, corrisponde ai consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili definiti dalla Direttiva
2009/28/CE, vale a dire la grandezza da rapportare ai consumi finali lordi di energia (CFL) al fine di calcolare la quota-
obiettivo per le FER fissata dalla stessa Direttiva (“quota dei Consumi Finali Lordi di energia coperta da fonti
rinnovabili”, o overall target).





2.6. Contributo delle singole fonti ai consumi finali lordi di energia da FER

I dati rappresentati sono ricostruiti applicando i criteri di contabilizzazione fissati dalla Direttiva 2009/28/CE
(normalizzazione produzioni idroelettrica ed eolica, conteggio dei soli bioliquidi e biocarburanti sostenibili). Risulta
evidente il grande contributo delle bioenergie, che con oltre 10,3 Mtep rappresentano - considerando tutti i settori di
impiego - poco meno della metà dei consumi finali lordi da fonti rinnovabili del 2016 (21,1 Mtep) e l’8,5% dei CFL
complessivi del Paese (121,1 Mtep); seguono la produzione idroelettrica (18,8% dell’energia da fonti rinnovabili), le
pompe di calore (12,4%) e la produzione da fonte solare (9,9%).





2.7. Composizione dei consumi finali lordi di energia da FER nel 2016

Elettricità Calore
Valori in ktep Elettricità
994 Rifiuti (frazione biodeg.) 103 130
Impianti prodotta
Biomassa solida 163 451
cogenerativi
Biogas 446 208
(CHP) Calore
831 Bioliquidi sostenibili 116 42
prodotto

Elettricità
Produzione di Elettricità
9.504 Geotermica 541
elettricità e prodotta
Rifiuti (frazione biodeg.) 108
produzione di calore Impianti di sola
Elettricità Biomassa solida 188
destinato alla generazione 8.510
prodotta Biogas 264
vendita elettrica
Bioliquidi sostenibili 282
(settore della Calore
trasformazione) 928 Idraulica (normalizzata) 3.972
prodotto
Eolica (normalizzata) 1.420
Solare 1.901

Consumi finali Calore


lordi di Solare 0,1
Energia da fonti rinnovabili per i Impianti di sola
energia 21.081 Calore Geotermica 19
trasporti (consumo di 1.039 generazione 97
da fonti prodotto Biomassa solida 78
biocarburanti) termica
rinnovabili Biogas 0,2
Bioliquidi sostenibili -

Calore
Geotermica 125
Solare 200
Consumi diretti delle fonti per Rifiuti (frazione biodegradabile) 231
9.611
riscaldamento Biomassa solida 6.402
Biogas 44
Pompe di calore 2.609

Fonte: elaborazioni GSE su dati GSE e Terna

Il diagramma rappresenta la composizione dei consumi finali di energia da fonti rinnovabili rilevati in Italia nel 2016,
considerando le diverse modalità di utilizzo e le diverse fonti; anche in questo caso si fa riferimento ai valori calcolati
ai fini del monitoraggio degli obiettivi fissati dalla Direttiva 2009/28/CE.
Poco più di 10,4 Mtep (49,5% del totale) sono relativi ai consumi dell’energia elettrica e del calore prodotti da impianti
appartenenti al settore della trasformazione. Si può notare come negli impianti CHP si registri una leggera prevalenza
della produzione elettrica da FER rispetto alla produzione di calore, mentre gli impianti di sola generazione elettrica
sono ancora largamente predominanti rispetto a quelli di sola generazione termica.
I consumi diretti delle fonti per riscaldamento superano i 9,6 Mtep (45,6% dei CFL di energia da FER) e si concentrano
principalmente negli impieghi di biomassa solida.
I restanti 1,04 Mtep circa (4,9% del totale del CFL), infine, sono relativi ai consumi finali per i trasporti, interamente
costituiti dall’energia contenuta nei biocarburanti immessi in consumo nel corso del 2016.





2.8. Confronti tra consumi energetici rilevati e traiettorie PAN





Il grafico A mostra l’andamento dei Consumi finali lordi (CFL) complessivi di energia rilevati in Italia nel periodo 2005-
2016 confrontato con le traiettorie previste dal Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili (PAN).
Nel 2016 i CFL del Paese ammontano a 121,1 Mtep, un dato inferiore di circa 390 ktep a quello del 2015 (-0,3%) e più
basso di oltre 11 Mtep rispetto alle previsioni PAN. Come si nota, a partire dal 2011 i CFL rilevati risultano nettamente
inferiori alle attese, per effetto sia della crisi economica, che ha determinato una contrazione rilevante della domanda
e dei consumi, sia degli impatti positivi delle politiche di efficienza energetica.

I grafici B, C, D, E sono dedicati ai trend dei consumi di energia da fonti rinnovabili rilevati nei diversi settori, che
vengono confrontati rispettivamente con:
ƒ le traiettorie previste dal PAN dei numeratori dei due obiettivi vincolanti fissati per l’Italia dalla Direttiva
2009/28/CE per il 2020, ovvero - rispettivamente - il numeratore dell’overall target (Consumi finali lordi di
FER, Grafico B) e il numeratore del target relativo al settore Trasporti (Consumi di FER nel settore Trasporti,
Grafico C).





ƒ le traiettorie previste dal PAN dei numeratori dei due obiettivi non vincolanti fissati per l’Italia dal PAN per il
2020, ovvero - rispettivamente - il numeratore dell’obiettivo per il settore Elettrico (Consumi di FER nel
settore Elettrico, Grafico D) e il numeratore dell’obiettivo per il settore Termico (Consumi di FER nel settore
Termico, Grafico E).

I consumi complessivi di energia da fonti rinnovabili superano ogni anno, in misura molto rilevante, le previsioni del
PAN (Grafico B); nel 2016, in particolare, il dato rilevato ha superato quello previsto di oltre 5 Mtep.

Osservando i grafici relativi ai tre settori si nota inoltre che:


ƒ nel 2016 il dato relativo ai consumi di FER nel settore Trasporti (Grafico C) risulta inferiore alle previsioni del
PAN di circa 200 ktep;
ƒ il dato di consumo nel settore Elettrico (grafico D) risulta superiore, nel 2016, non solo al dato previsto dal
PAN per lo stesso anno (per oltre 2 Mtep), ma anche al valore previsto per il 2020 (per 1 Mtep);
ƒ similmente, i consumi rilevati di FER nel settore Termico (grafico E) risultano sempre ampiamente superiori
rispetto alle previsioni PAN.

È importate fornire alcune precisazioni in merito alla composizione del dato relativo ai “Consumi di FER nel settore
Trasporti” riportato nel Grafico C, che nel 2016 risulta pari a circa 2,4 Mtep.
Si tratta della grandezza che, ai sensi della Direttiva 2009/28/CE e delle modifiche successivamente apportate dalla
Direttiva 2015/1315 (Direttiva ILUC), costituisce il numeratore dell’indicatore-obiettivo oggetto di monitoraggio
relativo al settore Trasporti. Tale valore risulta più elevato di oltre 1,3 Mtep rispetto al contributo effettivo delle FER
nei trasporti all’overall target (1,04 Mtep: si veda la tabella nel paragrafo 2.5); la differenza è spiegata da due fattori:
ƒ ai sensi della Direttiva 2009/28/CE, il dato riportato nel Grafico C tiene conto della quota FER dei consumi di
energia elettrica nei trasporti (circa 320 ktep);
ƒ al fine di favorirne lo sviluppo, la Direttiva 2009/28/CE prevede l’applicazione di specifici coefficienti
moltiplicativi premianti ad alcune componenti del numeratore, e in particolare all’energia elettrica
consumata nei trasporti su strada (moltiplicatore pari a 5) e su ferrovia (moltiplicatore pari a 2,5) e ai
biocarburanti prodotti a partire da rifiuti, residui, materie cellulosiche di origine non alimentare e materie
ligno-cellulosiche (cosiddetti biocarburanti double counting, con moltiplicatore, appunto, pari a 2) 9.

Sulla base di queste considerazioni, si precisa che il confronto illustrato nel Grafico C va effettuato tenendo conto che
la traiettoria prevista dal PAN non poteva ovviamente considerare le modifiche nei criteri di calcolo successivamente
apportate dalla Direttiva ILUC.
Più in generale, gli effetti di questi elementi correttivi si riscontrano nel calcolo concreto del target Trasporti, descritto
(come per gli altri settori) nel paragrafo successivo.



9
La Direttiva ILUC esclude invece dai biocarburanti double counting quelli prodotti a partire da alcuni residui e sottoprodotti.




2.9. Grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali fissati dalla Direttiva


2009/28/CE e dal PAN





I dati di consumo presentati nel paragrafo precedente consentono di calcolare e monitorare nel tempo il grado di
raggiungimento degli obiettivi in termini di quota dei consumi finali lordi di energia coperti da fonti rinnovabili fissati
dal PAN e dalla Direttiva 2009/28/CE. In particolare, i grafici confrontano l’andamento osservato della quota dei
consumi finali di energia coperta da FER con:
ƒ le traiettorie previste dal PAN dei due obiettivi vincolanti fissati per l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il
2020, ovvero - rispettivamente - l’overall target (Grafico F) e l’obiettivo relativo al settore Trasporti (Grafico
G);
ƒ le traiettorie previste dal PAN dei due obiettivi non vincolanti fissati per l’Italia dallo stesso Piano per il 2020,
ovvero - rispettivamente - l’obiettivo specifico per il settore Elettrico (Grafico H) e l’obiettivo specifico per il
settore Termico (Grafico I).

Nel 2016 la quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili risulta pari al 17,41%, un valore che,
pur in lieve flessione rispetto al 2015 (17,53%), resta superiore al target assegnato all’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE
per il 2020 (17,0%).
Anche gli indicatori-obiettivo relativi al settore Elettrico e al settore Termico mostrano valori superiori alle previsioni:
in entrambi i casi, infatti, nel 2016 la quota dei consumi complessivi coperti da FER risulta superiore a quelle previste
sia per lo stesso 2016 sia per il 2020.

L’indicatore calcolato per il 2016 per il settore Trasporti risulta pari a 7,24%, un valore appena inferiore alle previsioni
PAN per lo stesso anno (7,3%).
Come già precisato nel paragrafo precedente, il numeratore del target è significativamente più elevato rispetto al
contributo effettivo delle FER nei trasporti all’overall target poiché tiene conto sia della quota FER dei consumi di
energia elettrica nei trasporti, sia dei coefficienti moltiplicativi applicati all’energia elettrica rinnovabile consumata nei
trasporti su strada e su ferrovia e ai c.d. biocarburanti double counting.





A tal proposito, si evidenzia che i criteri di calcolo del target Trasporti originariamente fissati dalla Direttiva
2009/28/CE sono stati parzialmente modificati dalla Direttiva 2015/1513 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla
qualità dei carburanti (cosiddetta Direttiva ILUC) che – tra l’altro – ha introdotto nuove classificazioni dei biocarburanti
e modificato alcuni coefficienti moltiplicativi premianti; questi criteri sono applicati all’intera serie storica del target.
Per queste ragioni, il confronto con la traiettoria prevista dal PAN va effettuato considerando che questa non
considera le modifiche premianti successivamente introdotte dalla Direttiva ILUC.
Queste, in particolare, le modifiche apportate dalla Direttiva ILUC al numeratore del target Trasporti (si rimanda al
capitolo 5 per una più accurata descrizione delle diverse voci):
ƒ il coefficiente moltiplicativo premiante da applicare all’energia elettrica rinnovabile consumata nei trasporti
su strada aumenta da 2,5 a 5;
ƒ viene introdotto un coefficiente moltiplicativo premiante da applicare all’energia elettrica rinnovabile
consumata nei trasporti ferroviari, pari a 2,5;
resta invece invariato (pari a 2) il coefficiente da applicare ai biocarburanti double counting, così come le restanti voci
senza moltiplicatore (energia elettrica rinnovabile consumata nelle altre forme di trasporto e biocarburanti single
counting).
Queste, invece, le modifiche apportate dalla Direttiva ILUC al denominatore del target Trasporti:
ƒ viene eliminato il coefficiente moltiplicativo da applicare all’energia elettrica rinnovabile consumata nei
trasporti su strada (2,5);
ƒ viene introdotto un coefficiente moltiplicativo da applicare all’energia elettrica rinnovabile consumata nei
trasporti ferroviari, pari a 2,5;
anche in questo caso resta invece invariato (pari a 2) il coefficiente da applicare ai biocarburanti double counting10,
così come le restanti voci senza moltiplicatore (energia elettrica rinnovabile consumata nelle altre forme di trasporto e
biocarburanti single counting, consumi di altri biocarburanti sostenibili e non sostenibili, energia elettrica non
rinnovabile consumata nei trasporti e consumi di carburanti fossili).



10
Come accennato, la Direttiva ILUC prevede una modifica del perimetro dei biocarburanti double counting, con l’esclusione di alcuni biocarburanti
prodotti a partire da determinati residui e sottoprodotti.





2.10. Confronto tra dati statistici e dati di monitoraggio

2015 2016

Dati di monitoraggio Dati di monitoraggio


ktep Dati effettivi Dati effettivi
(approccio da (approccio da
(approccio statistico (approccio statistico
Direttiva Direttiva
ordinario) ordinario)
2009/28/CE) 2009/28/CE)

Settore Elettrico (produzione lorda) 9.435 9.364 9.504 9.288


- idraulica 3.950 3.916 3.972 3.648
- eolica 1.315 1.276 1.420 1.521
- solare 1.973 1.973 1.901 1.901
- bioenergie 1.665 1.668 1.670 1.677
biomasse solide e rifiuti 541 541 562 562
biogas 706 706 710 710
bioliquidi 418 421 398 405
- geotermica 532 532 541 541
Settore Termico (consumi finali*) 10.687 8.103 10.539 7.932
- solare 190 190 200 200
- bioenergie 7.780 7.781 7.586 7.587
biomasse solide e rifiuti 7.488 7.488 7.292 7.292
biogas 250 250 252 252
bioliquidi 41,7 42,3 42 43,6
- geotermica 133 133 144 144
- pompe di calore(**) 2.584 - 2.609 -
Settore Trasporti (biocarburanti) 1.164 1.167 1.039 1.041

Totale 21.286 18.634 21.081 18.261

La tabella offre un confronto tra i valori che concorrono al calcolo dei consumi complessivi di energia da FER rilevati a
fini strettamente statistici (dati effettivi) e quelli rilevati ai fini del monitoraggio del raggiungimento dell’overall target
assegnato all’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020, con riferimento agli anni 2015 e 2016.

Come si nota, in alcuni casi le grandezze assumono valori significativamente differenti; in particolare:
ƒ ai fini del monitoraggio, l’energia da fonte eolica e da fonte idraulica vengono calcolate applicando una
specifica procedura contabile di normalizzazione dei dati effettivi, prevista dalla Direttiva per attenuare gli
effetti delle variazioni climatiche annuali. Nel 2016, ad esempio, l’operazione di normalizzazione compensa il
dato relativamente basso di produzione effettiva per l’idroelettrico ma, per contro, attenua sensibilmente la
notevole crescita della produzione eolica;
ƒ l’inclusione di una parte dell’energia fornita da pompe di calore tra le energie rinnovabili è stata introdotta
dalla Direttiva 2009/28/CE. Attualmente, tale voce non è compresa nelle statistiche ordinarie e nei bilanci
energetici; si segnala tuttavia che la recente Commission Regulation (EU) 2017/2010 del 9 novembre 2017 ha
emendato il regolamento 1099/2008 sulle statistiche energetiche introducendo l’ambient heat tra le fonti




rinnovabili di energia anche nelle statistiche ordinarie: negli anni a venire, dunque, questa fonte concorrerà
alla produzione del dato statistico sulle FER anche nell’ambito dei bilanci energetici;
ƒ il dato di monitoraggio relativo ai bioliquidi (produzione di calore derivato ed elettricità) risulta inferiore a
quello statistico in quanto non considera i bioliquidi che non rispettano i criteri di sostenibilità di cui all’art. 17
della Direttiva 2009/28/CE;
ƒ similmente, il dato di monitoraggio non considera i biocarburanti non sostenibili.

Come illustrato in tabella, sia nel 2015 sia nel 2016 il dato di monitoraggio supera significativamente quello effettivo
statistico: rispettivamente, di circa 2,65 Mtep (+14,2%) e di circa 2,82 Mtep (+15,4%).
Queste differenze sono legate principalmente a due fenomeni. Da un lato, la possibilità di contabilizzare l’energia
fornita dalle pompe di calore genera un incremento notevole del dato di monitoraggio; dall’altro, i livelli di idraulicità
(frequenza e intensità di piogge e neve) e di ventosità, che influenzano in misura rilevante la produzione elettrica da
fonte idraulica ed eolica, sono ovviamente rilevati nelle statistiche ordinarie sulla produzione elettrica, mentre sono
significativamente attenuati dalla procedura di normalizzazione effettuata ai fini del monitoraggio. A seconda
dell’intensità annuale delle precipitazioni e del vento, di conseguenza, tali produzioni possono compensare in misura
più o meno rilevante l’incremento del dato di monitoraggio dovuto alla contabilizzazione delle pompe di calore.
Le differenze tra bioliquidi e biocarburanti totali e sostenibili, invece, risultano a oggi appena significative.





3. SETTORE ELETTRICO





3.1. Dati di sintesi





3.1.1. Numerosità e potenza degli impianti a fonti rinnovabili

2016 / 2015 2016 / 2015


2015 2016
Variazione assoluta Variazione %
n° kW n° kW n° kW n° kW
Idraulica 3.693 18.543.258 3.920 18.640.980 227 97.722 6,1 0,5
0 _1 2.536 722.846 2.745 768.619 209 45.773 8,2 6,3
1 _ 10 (MW) 854 2.575.285 872 2.626.059 18 50.774 2,1 2,0
> 10 303 15.245.127 303 15.246.302 - 1.175 0,0 0,0
Eolica 2.734 9.161.944 3.598 9.409.934 864 247.990 31,6 2,7
Solare 687.759 18.900.709 732.053 19.283.173 44.294 382.464 6,4 2,0
Geotermica 34 820.990 34 814.590 - - 6.400 0,0 -0,8
Bioenergie 2.647 4.056.537 2.735 4.124.080 88 67.543 3,3 1,7
Biomasse solide 369 1.612.197 407 1.670.694 38 58.497 10,3 3,6
– rifiuti urbani 69 953.270 68 937.943 - 1 - 15.327 -1,4 -1,6
– altre biomasse 300 658.927 339 732.751 39 73.824 13,0 11,2
Biogas 1.924 1.405.951 1.995 1.423.543 71 17.592 3,7 1,3
– da rifiuti 380 398.987 389 401.310 9 2.323 2,4 0,6
– da fanghi 78 44.392 77 44.225 - 1 - 167 -1,3 -0,4
– da deiezioni animali 493 216.971 539 229.664 46 12.693 9,3 5,9
– da attività agricole e foresta 973 745.601 990 748.344 17 2.743 1,7 0,4
Bioliquidi 525 1.038.389 510 1.029.843 - 15 - 8.546 -2,9 -0,8
– oli vegetali grezzi 436 892.425 417 877.399 - 19 - 15.026 -4,4 -1,7
– altri bioliquidi 89 145.964 93 152.444 4 6.480 4,5 4,4

Totale 696.867 51.483.438 742.340 52.272.757 45.473 789.319 6,5 1,5

Fonte: GSE e Terna per la fonte solare; Terna per le altre fonti.

A fine 2016 risultano installati in Italia 742.340 impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili; tale
numerosità è quasi interamente costituita da impianti fotovoltaici (98,6%), aumentati di circa 45.000 unità rispetto al
2015.
La potenza efficiente lorda degli impianti a fonti rinnovabili installati supera i 52.000 MW, con un aumento rispetto al
2015 di quasi 800 MW (+1,5%); tale crescita è trainata principalmente dalle fonti solare (+380 MW) ed eolica (+250
MW).





3.1.2. Evoluzione della potenza installata degli impianti a fonti rinnovabili

Potenza installata alla fine dell'anno precedente 52.273


50.580 51.483
49.919 790
Potenza addizionale 47.614 661 903
2.304
41.399 6.215

11.115 51.483
30.284
MW 49.919
50.580
26.639
23.910 47.614
3.645
21.332 22.331
19.663 20.091 20.905 2.729
41.399
999 1.580
441 814 427
428
30.284
26.639
21.332 22.331 23.910
19.221 19.663 20.091 20.905

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Fonte: elaborazioni GSE su dati Terna e GSE.

Nei 13 anni compresi tra il 2003 e il 2016 la potenza efficiente lorda installata in Italia è passata da 19.663 MW a
52.273 MW, con un incremento di 32.610 MW e un tasso di crescita medio annuo pari al 7,2%; gli anni caratterizzati
da incrementi maggiori di potenza sono il 2011 e il 2012.
La potenza installata complessiva degli impianti entrati in esercizio nel corso del 2016 è pari a 790 MW, valore
inferiore del 12% rispetto all’incremento registrato nel corso del 2015 (903 MW).
Fin dagli inizi del ‘900, il parco elettrico nazionale è stato caratterizzato dall’ampia diffusione di impianti idroelettrici;
negli anni più recenti la potenza installata di tali impianti è rimasta pressoché costante (+0,7% medio annuo), mentre
tutte le altre fonti rinnovabili sono cresciute in maniera considerevole grazie principalmente ai diversi sistemi pubblici
di incentivazione.





3.1.3. Caratteristiche del parco impianti a fonti rinnovabili


Distribuzione % del numero degli impianti per fonte rinnovabile, secondo classe di potenza
%
100

80

60

40

20

0
Idraulica Eolica Solare Geotermica Biomasse Biogas Bioliquidi

Minore di 50 kW Da 50 kW a 200 kW Da 200 kW a 1 MW Da 1 a 10 MW Maggiore di 10 MW

Dimensioni e potenza degli impianti variano significativamente a seconda della fonte rinnovabile che li alimenta.
Il 94% circa degli impianti fotovoltaici installati in Italia ha potenza inferiore a 50 kW, mentre il 94,1% di quelli
geotermoelettrici supera i 10 MW; gli impianti alimentati con biogas e con bioliquidi hanno in genere una potenza
compresa tra 200 kW e 1 MW (il 68,9% e il 72,6% rispettivamente).
Per gli impianti idroelettrici la classe più rilevante, con il 32,0% degli impianti, è quella con potenza tra 200 kW e 1
MW; gli impianti di piccola taglia sono generalmente ad acqua fluente.
Oltre l’80% degli impianti eolici di piccola taglia, infine, ha potenza inferiore a 200 kW; il 44,7% degli impianti ha una
potenza compresa tra i 50 kW e 200 kW.

Distribuzione % del numero degli impianti per classe di potenza secondo fonte rinnovabile
%
100

80

60

40

20

0
Minore di 50 kW Da 50 kW a 200 kW Da 200 kW a 1 MW Da 1 a 10 MW Maggiore di 10 MW

Idraulica Eolica Solare Geotermica Biomasse Biogas Bioliquidi





3.1.4. Numero e potenza degli impianti FER nelle regioni a fine 2016
Idraulica Eolica Solare
Regione n° MW n° MW n° MW
Piemonte 820 2.720,2 16 18,8 51.362 1.556
Valle d'Aosta 154 959,4 4 2,6 2.136 22,2
Lombardia 594 5.095,6 8 0,0 109.108 2.177,8
Trentino Alto Adige 765 3.297,1 13 0,4 23.479 415,3
Veneto 373 1.158,3 17 9,4 99.486 1.798,8
Friuli Venezia Giulia 215 502,0 5 0,0 30.696 512,2
Liguria 80 89,3 34 58,1 7.681 99,6
Emilia Romagna 170 339,2 66 24,9 74.873 1.935,9
Toscana 194 367,5 110 122,7 38.716 776,2
Umbria 41 511,5 23 2,0 16.928 467,0
Marche 167 248,4 50 19,5 25.503 1.061,7
Lazio 83 405,7 46 52,2 46.718 1.238,8
Abruzzo 66 1.011,3 40 232,0 18.315 714,5
Molise 31 87,7 42 372,8 3.782 175,3
Campania 55 342,2 388 1.350,6 28.462 756,8
Puglia 7 2,9 892 2.440,9 44.614 2.622,7
Basilicata 14 133,3 722 866,8 7.519 363,6
Calabria 52 771,4 244 1.029,5 22.307 502,0
Sicilia 21 131,9 524 1.795,2 47.072 1.344,0
Sardegna 18 466,4 354 1.011,5 33.296 742,7
ITALIA 3.920 18.641,0 3.598 9.409,9 732.053 19.283,2

Geotermica Bioenergie Totale


Regione n° MW n° MW n° MW
Piemonte - - 298 362,3 49.728 4.587,8
Valle d'Aosta - - 8 2,6 2.198 977,0
Lombardia - - 700 931,1 102.641 8.048,5
Trentino Alto Adige - - 189 104,5 23.665 3.806,1
Veneto - - 364 358,2 93.896 3.275,9
Friuli Venezia Giulia - - 124 135,4 29.551 1.119,3
Liguria - - 16 31,4 7.244 273,1
Emilia Romagna - - 310 627,5 70.019 2.853,4
Toscana 34 815 149 165,7 36.891 2.228,7
Umbria - - 72 48,6 16.088 1.027,6
Marche - - 67 39,2 24.502 1.347,2
Lazio - - 109 203,8 43.420 1.900,6
Abruzzo - - 38 31,7 17.438 2.005,4
Molise - - 10 45,4 3.711 672,4
Campania - - 73 245,0 26.894 2.644,6
Puglia - - 63 343,7 43.737 5.267,8
Basilicata - - 30 81,7 7.772 1.336,7
Calabria - - 44 201,3 21.428 2.444,6
Sicilia - - 33 74,1 44.683 3.287,2
Sardegna - - 38 90,8 32.000 2.288,8
ITALIA 34 814,6 2.735 4.124,0 742.340 52.272,7
Fonte: GSE e Terna per la fonte solare; Terna per le altre fonti.





3.1.5. Distribuzione regionale della potenza a fine 2016

Potenza installata in ITALIA: 52.2


273 MW
Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata

fino a 1,0

1,1 – 3,0

3,1 – 5,0

5,1 – 8,0

8,1 – 12,0

12,1 – 17,0

A fine 2016, la Lombardia è la regione con la più alta concentrazione di potenza installata tra tutte le regioni italiane
(15,7% della potenza complessiva installata a livello nazionale). La Toscana, grazie principalmente allo sfruttamento
della risorsa geotermica, è invece la regione con maggior potenza installata nel Centro Italia.
Nel Mezzogiorno la prima regione per potenza installata è la Puglia (10,3% della potenza nazionale); seguono a
distanza la Sicilia (6,4%) e la Campania (5,2%)





3.1.6. Distribuzione provinciale della potenza a fine 2016

Potenza installata in ITALIA: 52.2


273 MW

Suddivisione per classe percentuale


della potenza installata
fino a 0,3

0,4 – 0,6

0,7 – 1,0

1,1 – 2,0

2,1 – 4,0

4,1 – 6,0

A fine 2016 Brescia risulta la provincia con la maggiore potenza installata (5,4% della potenza complessiva installata a
livello nazionale). Emerge in modo evidente anche la provincia di Foggia (4,7%), grazie soprattutto alla diffusione di
impianti eolici che la posizionano al primo posto per potenza eolica installata; seguono Sondrio (4,4%), Bolzano (3,8%)
e Trento (3,5%).





3.1.7. Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

2016 / 2015
2015 2016
Variazione %
da Direttiva da Direttiva da
GWh Effettiva Effettiva Effettiva
2009/28/CE 2009/28/CE Direttiva
Idraulica1 45.537,3 45.932,9 42.431,8 46.191,4 -6,8 0,6
1
Eolica 14.843,9 15.298,3 17.688,7 16.518,4 19,2 8,0
Solare 22.942,2 22.942,2 22.104,3 22.104,3 -3,7 -3,7
Geotermica 6.185,0 6.185,0 6.288,6 6.288,6 1,7 1,7
Bioenergie 19.395,7 19.366,7 19.508,6 19.425,2 0,6 0,3
Biomasse solide 6.290,1 6.290,1 6.540,0 6.540,0 4,0 4,0
2
– frazione biodegradabile RSU 2.428,0 2.428,0 2.451,2 2.451,2 1,0 1,0
– altre biomasse 3.862,1 3.862,1 4.088,8 4.088,8 5,9 5,9
Biogas 8.211,9 8.211,9 8.258,7 8.258,7 0,6 0,6
– da rifiuti 1.527,0 1.527,0 1.476,4 1.476,4 -3,3 -3,3
– da fanghi 127,6 127,6 128,5 128,5 0,7 0,7
– da deiezioni animali 1.067,2 1.067,2 1.159,5 1.159,5 8,7 8,7
– da attività agricole e forestali 5.490,2 5.490,2 5.494,3 5.494,3 0,1 0,1
Bioliquidi 4.893,7 4.864,6 4.709,9 4.626,5 -3,8 -4,9
– sostenibili 3 4.864,6 4.864,6 4.626,5 4.626,5 -4,9 -4,9
– non sostenibili 29,0 83,3 187,0

Totale Rinnovabile 108.904,1 109.725,1 108.021,8 110.527,9 -0,8 0,7


Produzione lorda complessiva 282.994 282.994 289.768 289.768 2,4 2,4
Totale FER/Produzione complessiva 38,5% 38,8% 37,3% 38,1%
Consumo Interno Lordo (CIL) 327.940 327.940 324.969 324.969 -0,9 -0,9
Totale FER/CIL 33,2% 33,5% 33,2% 34,0%

1
I valori della produzione idroelettrica ed eolica riportati nella colonna "da Direttiva 2009/28/CE" sono stati sottoposti a normalizzazione.
2
Si considera rinnovabile solo la quota di energia corrispondente alla frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani, assunta pari al 50% del totale
come previsto dalle regole statistiche Eurostat.
3
Si considerano sostenibili i bioliquidi che rispettano i criteri di sostenibilità stabiliti dalla Direttiva 2009/28/CE.
Fonte: GSE e Terna per la fonte solare; Terna per le altre fonti.

L’energia elettrica da fonti rinnovabili effettivamente prodotta nel 2016 è pari a 108.022 GWh, mentre quella utile ai
fini del raggiungimento dell’obiettivo di utilizzo di fonti rinnovabili rispetto ai consumi totali, calcolata applicando i
criteri fissati dalla Direttiva 2009/28/CE, è pari a 110.528 GWh.
Nel 2016 le rinnovabili hanno contribuito per il 37,3% alla produzione lorda complessiva, in diminuzione rispetto al
valore registrato nel 2015.
Rispetto al Consumo Interno Lordo (differenza tra la produzione lorda e il saldo estero al netto della produzione da
pompaggi), invece, nel 2016 l’energia elettrica effettiva prodotta da fonti rinnovabili ha fornito un contributo pari al
33,2% (valore identico al 2015), mentre quella calcolata applicando i criteri stabiliti dalla Direttiva 2009/28/CE ha
fornito un contributo pari al 34,0% (33,5% nel 2015).





3.1.8. Evoluzione della produzione da fonti rinnovabili

Nel 2016 la produzione da fonti rinnovabili si è attestata sul valore di 108.022 GWh, valore pressoché uguale rispetto
alla produzione dell’anno precedente.
Mentre fino al 2008 l’andamento dell’elettricità generata da FER era legato principalmente alla fonte idraulica, negli
ultimi anni è cresciuta progressivamente l’importanza delle “nuove rinnovabili” (solare, eolica e bioenergie).
La fonte idraulica, in particolare, ha raggiunto al 2016 un valore di produzione pari a 42.432 GWh, ossia un valore di
produzione molto più basso rispetto ai massimi osservati del 2014 ed inferiore al valore del 2015.
La fonte solare ha contribuito con un valore di produzione di 22.104 GWh, in calo per il primo anno in assoluto (-
3,7%); tale diminuzione è attribuibile principalmente a un irraggiamento sul territorio nazionale più basso rispetto
all’anno precedente.
Notevole invece la performance della produzione eolica, pari ai 17.689 GWh, in crescita di quasi 3 TWh rispetto al dato
del 2015 (+19,2%). La produzione da bioenergie nel 2016 si è attestata invece sui 19.509 GWh, lo 0,7% in più rispetto
al 2015.





3.1.9. Produzione da fonti rinnovabili nelle regioni nel 2016

GWh Idrica Eolica Solare Geotermica


Piemonte 6.524,1 30,2 1.688,1 -
Valle d'Aosta 2.993,3 4,0 25,1 -
Lombardia 9.786,3 - 2.167,7 -
Trentino Alto Adige 8.781,5 0,1 432,9 -
Veneto 3.839,5 16,1 1.886,1 -
Friuli Venezia Giulia 1.588,5 - 520,2 -
Liguria 219,6 130,8 103,2 -
Emilia Romagna 904,9 34,6 2.093,7 -
Toscana 839,7 237,6 869,8 6.288,6
Umbria 1.434,2 3,2 520,3 -
Marche 603,7 17,1 1.222,4 -
Lazio 977,5 98,0 1.503,4 -
Abruzzo 1.585,6 374,9 830,9 -
Molise 203,1 709,6 208,4 -
Campania 500,6 2.562,3 834,5 -
Puglia 3,8 4.794,0 3.464,6 -
Basilicata 268,7 1.571,8 447,0 -
Calabria 1.075,7 2.174,4 616,7 -
Sicilia 142,4 3.058,0 1.744,4 -
Sardegna 159,1 1.872,0 925,0 -
ITALIA 42.431,8 17.688,7 22.104,3 6.288,6

Biomasse Bioliquidi Biogas Totale


Piemonte 725,6 120,0 1.029,9 10.117,8
Valle d'Aosta 3,2 0,5 7,1 3.033,2
Lombardia 1.339,3 242,3 2.794,3 16.329,9
Trentino Alto Adige 145,1 147,4 83,4 9.590,4
Veneto 541,2 286,8 1.199,2 7.768,8
Friuli Venezia Giulia 91,4 260,6 390,3 2.850,9
Liguria 0,1 4,2 101,2 559,0
Emilia Romagna 904,3 615,6 1.209,3 5.762,4
Toscana 96,0 133,9 310,3 8.775,9
Umbria 91,8 40,1 115,6 2.205,2
Marche 3,8 9,3 148,1 2.004,4
Lazio 262,3 136,9 260,8 3.238,8
Abruzzo 8,8 72,1 81,6 2.953,9
Molise 131,0 7,0 23,4 1.282,4
Campania 357,6 698,1 94,3 5.047,3
Puglia 269,6 1.504,3 105,0 10.141,3
Basilicata 12,0 158,6 25,7 2.483,8
Calabria 1.216,3 - 85,9 5.168,9
Sicilia 145,1 3,8 91,1 5.184,8
Sardegna 195,6 268,5 102,4 3.522,6
ITALIA 6.540,0 4.709,9 8.258,7 108.021,8
Fonte: GSE e Terna per la fonte solare; Terna per le altre fonti.




3.1.10. Distribuzione regionale della produzione nel 2016

Produzione in ITALIA: 108.022 GWh


Suddivisione per classe percentuale
della produzione

fin
no a 1,0

1,1 – 2,0

2,1 – 4,0

4,1 – 6,0

6,1 – 10,0

10,1 – 18,0

Nel 2016 la Lombardia si conferma la regione italiana con la maggiore produzione da fonti rinnovabili: 16.330 GWh,
pari al 15,1% dei 108.022 GWh prodotti complessivamente sul territorio nazionale. Seguono altre due regioni del Nord
Italia, ovvero Piemonte e Trentino Alto Adige, che rappresentano rispettivamente il 9,4% e il 8,9% della produzione
nazionale del 2016.
La generazione elettrica da fonti rinnovabili è così distribuita tra macro aree: Nord Italia 51,8%, Centro 15,8%, Sud
(Isole comprese) 33,2%.





3.1.11. Distribuzione provinciale della produzione nel 2016

Produzione in ITALIA: 108.022 GWh


Suddivisione per classe percentuale
della produzione

fino a 0,5

0,6 – 1,0

1,1 – 2,0

2,1 – 3,0

3,1 – 5,0

5,1 – 7,0

Le province in cui si è prodotta più elettricità da fonti rinnovabili nel 2016 sono Bolzano e Sondrio: rispettivamente, il
5,7% e il 5,0% della produzione nazionale. Nel Nord Italia sono seguite da Torino e Trento che hanno contribuito
rispettivamente con il 3,3% e il 3,2%.
Tra le regioni del Centro si evidenzia la provincia di Pisa, dove la produzione - grazie principalmente al contributo degli
impianti geotermoelettrici - è stata pari al 3,3% del totale nazionale.
Nel Meridione le province caratterizzate da produzioni più rilevanti sono Foggia con il 4,3%, Bari con l’1,9% e Crotone
con l’1,8%.





3.1.12. Confronto delle ore di utilizzazione degli impianti a fonti rinnovabili

Ore utilizzazione
Fonte 2013 2014 2015 2016
Idraulica 2.881,0 3.183,1 2.465,0 2.245,0
Eolica 1.793,0 1.767,0 1.683,0 1.916,0
Solare 1.241,0 1.210,0 1.225,0 1.158,0
Geotermica 7.321,0 7.206,0 7.533,6 7.719,9
Bioenergie* 4.318,0 4.586,2 4.706,7 4.667,9
* Esclusi gli impianti ibridi

Un parametro spesso utilizzato per indicare la performance produttiva di un impianto o di un parco di impianti è
costituito dalle ore di utilizzazione equivalenti, ottenute dal rapporto tra la produzione lorda generata in un anno e la
potenza efficiente lorda installata.
Un analogo indicatore è il fattore di capacità, che si ricava dividendo la produzione generata in un anno per la
produzione che l’impianto avrebbe potuto generare se avesse operato continuativamente alla piena potenza,
calcolabile anche come rapporto tra le ore di utilizzazione equivalenti e le ore dell’anno (8.760).
Le ore di utilizzazione variano per una molteplicità di fattori tra cui la tecnologia dell’impianto, la differente fonte
energetica primaria utilizzata e le numerose condizioni esogene che possono condizionare la produzione (disponibilità
della fonte, costo delle bioenergie, ecc.).

Le ore di utilizzazione medie esposte nella tabella sono calcolate sui soli impianti entrati in esercizio entro la fine
dell’anno precedente a quello cui si riferisce la produzione (ciò garantisce che gli impianti considerati abbiano avuto la
possibilità di generare elettricità per un intero anno).

La fonte rinnovabile più produttiva è quella geotermica. Nel 2016 gli impianti geotermoelettrici hanno registrato
mediamente 7.720 ore equivalenti (fattore di capacità dell’88%).
Gli impianti alimentati con le bioenergie hanno prodotto mediamente per 4.668 ore equivalenti, con un decremento
rispetto all’anno precedente dello -0,8%.
Gli impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici sono invece più condizionati da fattori esogeni di carattere climatico.
Il fattore di capacità degli impianti idroelettrici è stato nel 2016 pari al 25,6% (2.245 ore equivalenti), registrando un
decremento rispetto all’anno precedente pari al -8,9%. Le ore di utilizzazione equivalenti degli impianti eolici nel 2016
sono state pari a 1.916, con un fattore di capacità pari al 21,9%, in notevole aumento rispetto al 2015 in cui si era
registrata una media di 1.683 ore. Infine, le ore di utilizzazione degli impianti fotovoltaici nel 2016 sono state più alte
di quelle del 2015: rispettivamente 1.158 e 1.225.





3.1.13. Bilancio elettrico nazionale nel 2016

Fonte: elaborazione GSE su dati TERNA.

(a) Produzione netta: è la produzione lorda al netto dei servizi ausiliari


(b) Include la parte biodegradabile dei rifiuti
(c) Al netto della parte non biodegradabile dei rifiuti solidi urbani, contabilizzati negli altri combustibili
(d) Carbone + Lignite
(e) L’energia destinata ai pompaggi viene convenzionalmente detratta dalla produzione termica non rinnovabile





3.1.14. Produzione elettrica lorda totale

TWh FER Carbone Gas Nat. Prod. Petroliferi Altro

314 314 319


303 304 302 303 299
294 293 290 290
27 27 26 280 283
27 27 23 22 22
25 19 20 8 18 16
34 23 10 7 17 14 4
16 5 6
47 36 5
66

129 109 94 111 126


153 145
173 147
158 173
130 149
117 43
45 43 36
49
45
40
40
46 44 44 43
39 44
112 121 109 108
83 92
69 77
47 54 48 51 48 58

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Nel 2016 si è assistito a una lieve crescita della produzione lorda totale di elettricità in Italia, che passa da 283 TWh
dell’anno precedente a 290 TWh. Più in generale, la crisi economica ha provocato una evidente frenata nei consumi a
partire dal 2009 e, nonostante la ripresa osservata nel biennio 2010-2011, dal 2012 i consumi sono nuovamente
diminuiti, sino ad attestarsi su valori simili a quelli osservati nei primi anni Duemila.
Negli anni più recenti è diminuito l’utilizzo di tutte le fonti fossili ad eccezione di quello del gas naturale, aumentato
negli ultimi due anni del 34%; nel 2016 il 43,4% della produzione nazionale è derivato da gas naturale (era 39,2% nel
2015). Il peso delle rinnovabili sulla produzione lorda elettrica è pari nel 2016 al 37,3%, in lieve flessione rispetto
all’anno precedente (37,6%).

20 0 3 20 0 4 20 0 5 20 0 6 20 0 7 20 0 8 20 0 9 20 10 20 11 20 12 20 13 20 14 20 15 20 16
P r o d FE R/
Pro d TO T 16,0 17,9 16,0 16,1 15,2 18,2 23,7 25,5 27,4 30,8 38,6 43,1 37,6 37,3
%





3.2. Solare





3.2.1. Dati di sintesi sugli impianti fotovoltaici nel 2016

Potenza Energia
Classi di potenza n° (MW) (GWh)
P ч3 245.293 671 730
3 < P ч 20 423.307 3.107 3.381
20 < P ч 200 51.673 4.032 4.270
200 < P ч 1.000 10.638 7.297 8.535
P > 1000 1.142 4.177 5.188
Totale 732.053 19.283 22.104

Alla fine del 2016 risultano installati in Italia 732.053 impianti fotovoltaici; la maggior parte di questi (91% circa) ha
potenza inferiore a 20 kW. Il 38% della potenza installata si riferisce a impianti fotovoltaici di taglia compresa tra 200
kW e 1 MW. Complessivamente, la potenza degli impianti fotovoltaici rappresenta il 36,9% di quella relativa all’intero
parco impianti rinnovabile.
Nel corso dell’anno la produzione da fonte solare è pari a 22.104 GWh, il 20,5% della produzione elettrica totale da
fonti rinnovabili. Il 62% dell’elettricità generata dagli impianti fotovoltaici è prodotta dagli impianti di taglia al di sopra
dei 200 kW.





3.2.2. Numerosità e potenza degli impianti fotovoltaici

Al 31 dicembre 2016 gli impianti fotovoltaici installati in Italia risultano 732.053, cui corrisponde una potenza pari a
19.283 MW. Gli impianti di piccola taglia (potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono oltre il 90% degli impianti
totali installati in Italia e rappresentano il 20% della potenza complessiva nazionale.

Installati al 31/12/2015 Installati al 31/12/2016 Var % 2016/2015

Classi di potenza (kW) n° MW n° MW n° MW


1<=P<=3 228.118 626,8 245.293 670,7 +7,5 +7,0
3<P<=20 397.843 2.939,8 423.307 3.106,8 +6,4 +5,7
20<P<=200 50.115 3.926,9 51.673 4.032,4 +3,1 +2,7
200<P<=1.000 10.546 7.258,7 10.638 7.296,6 +0,9 +0,5
1.000<P<=5.000 954 2.334,6 958 2.342,7 +0,4 +0,3
P>5.000 183 1.813,9 184 1.833,9 +0,5 +1,1
Totale 687.759 18.900,8 732.053 19.283,2 +6,4 +2,0

La taglia media degli impianti installati in Italia alla fine del 2016 è pari a 26,3 kW.

Installati nell'anno 2015 Installati nell'anno 2016 Var % 2016/2015

Classi di potenza (kW) n° MW n° MW n° MW


1<=P<=3 15.252 40,4 17.175 43,9 12,6 8,6
3<P<=20 23.911 149,0 25.464 167,1 6,5 12,2
20<P<=200 1.093 76,1 1.558 105,5 42,5 38,6
200<P<=1.000 63 26,5 92 37,8 46,0 42,7
1.000<P<=5.000 3 7,9 4 8,1 33,3 2,6
P>5.000 - - 1 20,0 .. ..
Totale 40.322 299,9 44.294 382,4 9,9 27,5

Nel solo anno solare 2016 sono stati installati più di 44.000 impianti, la quasi totalità di potenza inferiore ai 200 kW,
per una potenza installata complessiva pari a 382 MW.
Rispetto al 2015, gli impianti entrati in esercizio nell’anno sono aumentati circa del 10%, mentre la potenza installata è
cresciuta del 27,5%.





3.2.3. Evoluzione della potenza e della numerosità degli impianti fotovoltaici

MW Potenza Installata (MW) Numero Impianti nƒ


19.283
19.500 18.901 732.053 750.000
18.185 18.594 687.759
18.000 700.000
16.785 648.196
16.500 650.000
596.355 600.000
15.000
550.000
13.500 13.131
485.406 500.000
12.000 450.000
10.500 400.000
335.358 350.000
9.000
7.500 300.000
250.000
6.000
200.000
4.500 160.963
3.592 150.000
3.000 100.000
76.593
1.500 34.805 1.264
483 50.000
0 0
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Il grafico mostra l’evoluzione della serie storica del numero e della potenza installata degli impianti fotovoltaici in
Italia. Dal 2013, con la cessazione del Conto Energia, i ritmi di crescita sono significativamente meno sostenuti.

Gli impianti entrati in esercizio nel corso del 2016 - per lo più installazioni a servizio di utenze domestiche - hanno una
potenza media (8,6 kW) più alta rispetto a quella del biennio precedente.

Complessivamente la taglia media nazionale degli impianti fotovoltaici diminuisce progressivamente, attestandosi nel
2016 intorno ai 26,3 kW.

2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016


Taglia media cumulata (kW) 13,5 16,0 22,2 38,7 34,7 30,5 28,7 27,4 26,3
Taglia media annua (kW) 13,9 18,7 27,6 54,7 24,4 12,6 7,9 7,7 8,6





3.2.4. Numerosità e potenza degli impianti fotovoltaici nelle regioni

2015 2016 Var % 2016 / 2015


Potenza Potenza
Numero Installata Numero Installata
Regione Impianti (MW) Impianti (MW) n° MW
Lombardia 101.347 2.125 109.108 2.178 7,7 2,5
Veneto 93.116 1.758 99.486 1.799 6,8 2,3
Emilia Romagna 69.455 1.894 74.873 1.936 7,8 2,2
Piemonte 48.655 1.535 51.362 1.556 5,6 1,4
Sicilia 44.199 1.308 47.072 1.344 6,5 2,8
Lazio 43.134 1.217 46.718 1.239 8,3 1,8
Puglia 42.856 2.601 44.614 2.623 4,1 0,9
Toscana 36.403 760 38.716 776 6,4 2,2
Sardegna 31.642 724 33.296 743 5,2 2,6
Friuli Venezia Giulia 29.226 503 30.696 512 5,0 1,9
Campania 26.420 728 28.462 757 7,7 3,9
Marche 24.238 1.052 25.503 1.062 5,2 0,9
Trentino Alto Adige 22.717 409 23.479 415 3,4 1,6
Calabria 21.100 483 22.307 502 5,7 4,0
Abruzzo 17.261 688 18.315 715 6,1 3,8
Umbria 15.944 462 16.928 467 6,2 1,1
Basilicata 7.260 362 7.519 364 3,6 0,5
Liguria 7.109 96 7.681 100 8,0 3,5
Molise 3.634 174 3.782 175 4,1 0,8
Valle d'Aosta 2.043 22 2.136 22 4,6 2,4

ITALIA 687.759 18.901 732.053 19.283 6,4 2,0

Nel 2016 si è registrato un incremento di numero (+6,4%) e potenza (+2,0%) degli impianti più contenuto rispetto agli
anni precedenti. La maggiore variazione del numero di impianti (+8,3%) è riscontrata in Lazio, seguita in termini di
numerosità da Liguria ed Emilia Romagna. Gli incrementi minori in termini di numerosità (+3,4%) si registrano invece
in Trentino Alto Adige.
In termini assoluti alla fine del 2016 la Lombardia è la regione con il maggior numero di impianti installati (109.108),
seguita dal Veneto con quasi 100.000 impianti. La Puglia si caratterizza invece per la maggior potenza installata (2.623
MW), seguita a distanza dalla Lombardia con 2.178 MW.





3.2.5. Distribuzione regionale del numero di impianti fotovoltaici a fine 2016

Numero impiantii fotovoltaici: 732.053


Suddivisione per classe percentuale
del numero di impianti













L’installazione incrementale di impianti fotovoltaici nel 2016 non ha provocato variazioni significative nella relativa
distribuzione territoriale, che rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente.
La maggiore concentrazione di installazioni si rileva nelle regioni del Nord (54% circa del totale); nel Centro è installato
circa il 17%, nel Sud il restante 29%. Le regioni con la maggiore incidenza di impianti sono Lombardia e Veneto.





3.2.6. Distribuzione regionale della potenza fotovoltaica a fine 2016

Potenza installata degli impiantti


fotovoltaici: 19.283 MW
Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata













La potenza installata si concentra per il 44% al Nord, il 38% al Sud e il 18% al Centro Italia. La Puglia, con il 13,6%,
presenta il contributo maggiore al totale nazionale, seguita dalla Lombardia con l’11,3%.
Al Centro primeggia il Lazio, con il 6,4% della potenza installata complessiva.





3.2.7. Distribuzione provinciale della potenza fotovoltaica a fine 2016

Potenza installata degli impianti


fotovoltaici: 19.283 MW
Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata













La distribuzione percentuale della potenza a livello provinciale a fine 2016 mostra il primato di Lecce con il 3,6%,
seguita dalle altre provincie pugliesi.
Tra le provincie del Nord è da rilevare la potenza degli impianti presenti a Cuneo (2,8%), Brescia (2,2%), Ravenna e
Torino (2,0%).
Al Centro, presentano la maggior potenza installata Roma e Viterbo (rispettivamente con 2,2% e 2,0%).





3.2.8. Evoluzione della produzione fotovoltaica

22.306 22.942 22.104


GWh 21.589

18.862

10.796

1.906
677

2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Nel 2016 la produzione degli impianti fotovoltaici in Italia ha raggiunto 22.104 GWh; per il primo anno si assiste ad una
diminuzione della produzione rispetto all’anno precedente (-3,7%).

Nel 2016 la produzione fotovoltaica ha rappresentato il 20,4% dei 108 TWh prodotti da fonti rinnovabili in Italia.

Produzione per Regione nel 2016 (GWh)

Piemonte 1.688,1 Marche 1.222,4


Valle d'Aosta 25,1 Lazio 1.503,4
Lombardia 2.167,7 Abruzzo 830,9
Trentino Alto Adige 432,9 Molise 208,4
Veneto 1.886,1 Campania 834,5
Friuli Venezia Giulia 520,2 Puglia 3.464,6
Liguria 103,2 Basilicata 447,0
Emilia Romagna 2.093,7 Calabria 616,7
Toscana 869,8 Sicilia 1.744,4
Umbria 520,3 Sardegna 925,0





3.2.9. Distribuzione regionale della produzione fotovoltaica nel 2016

Produzione in ITALIA: 22.104 GWh

Suddivisione per classe percentuale


della produzione













La Puglia, con 3.465 GWh, è la regione caratterizzata dalla maggiore produzione da impianti fotovoltaici nel 2016
(15,7% del totale). A seguire la Lombardia con il 9,8% e l’Emilia Romagna con il 9,5%. Valle d’Aosta e Liguria sono
invece le regioni con minore produzione da fotovoltaico (rispettivamente 0,1% e 0,5% del totale nazionale).





3.2.10. Distribuzione provinciale della produzione fotovoltaica nel 2016

Produzione in ITALIA: 22.104 GWh

Suddivisione per classe percentuale


della produzione













La provincia di Lecce, con 927 GWh, presenta la maggior produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici nel
2016, pari al 4,2% dei 22.104 GWh generati a livello nazionale. Tra le altre provincie si sono distinte, ad esempio,
Brindisi, Bari e Foggia al Sud, Viterbo al Centro, Cuneo al Nord.





3.2.11. Distribuzione % delle ore di utilizzazione degli impianti fotovoltaici

Anni 2013 2014 2015 2016


100%

80%

60%

40%

20%

0%
0 500 1.000 1.500 2.000 2.500
O re di utilizza zione

Escludendo gli impianti entrati in esercizio in corso d’anno (che non hanno avuto la possibilità di produrre per un anno
intero), nel 2016 il 50% degli impianti fotovoltaici è riuscito a produrre per 1.120 ore equivalenti, valore inferiore
rispetto al dato del 2015 (1.171) e, più in generale, il più basso degli ultimi 4 anni osservati.
Nel 2016, le ore di utilizzazione medie sono state 1.158 (erano 1.225 del 2015, 1.211 nel 2014 e 1.241 del 2013);
considerando anche gli impianti entrati in esercizio nel corso dell’anno, le ore di utilizzazione medie del 2016
scendono a 1.146, in deciso calo rispetto al dato 2015 (1.214).





3.3. Eolica





3.3.1. Dati di sintesi sugli impianti eolici nel 2016

Potenza Energia
Classi di potenza n° (MW) (GWh)
P ч 1 MW 3.203 378 541
1 MW < P ч 10 MW 115 605 1.051
P > 10 MW 280 8.426 16.096
Totale 3.598 9.410 17.689
Fonte: Terna.

Alla fine del 2016 risultano installati in Italia 3.598 impianti eolici, la maggior parte dei quali (89%) di piccole
dimensioni (potenza inferiore a 1 MW).
Dei 9.410 MW installati in Italia alla fine del 2016 (18% dell’intero parco impianti rinnovabile nazionale), il 90% (8.426
MW) si concentra nei 280 parchi eolici di potenza maggiore di 10 MW.
Nel corso del 2016 la produzione da fonte eolica è stata pari a 17.689 GWh, corrispondente al 16,4% della produzione
elettrica totale da fonti rinnovabili. Il 91% dell’elettricità generata dagli impianti eolici è stata prodotta da impianti di
potenza superiore a 10 MW, il 6% da quelli di potenza compresa tra 1 e 10 MW e il restante 3% da impianti di potenza
inferiore a 1 MW.





3.3.2. Numerosità e potenza degli impianti eolici

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %

Classi di potenza (MW) n° MW n° MW n° MW


P ч 1 MW 2.346 317,2 3.203 378,3 36,5 19,2
1 MW < P ч 10 MW 114 569,5 115 605,4 0,9 6,3
P> 10 MW 274 8.275,2 280 8.426,3 2,2 1,8
Totale 2.734 9.161,9 3.598 9.409,9 31,6 2,7
Fonte: Terna.

Gli impianti eolici presenti in Italia a fine 2016 sono 3.598, per una potenza efficiente lorda di 9.410 MW. L’incremento
di potenza tra 2015 e 2016 (+258 MW, pari a +2,7%) è legato principalmente alla crescita degli impianti con potenza
maggiore di 10 MW, anche se in termini relativi emerge l’incremento della classe degli impianti eolici con potenza fino
ad 1 MW, sia in termini sia numerosità (+36,5%) che di potenza installata (+19,2%). Tale segmento, che comprende
anche la categoria dei minieolici, rappresenta 61 dei 258 MW complessivi installati nel 2016 (24% circa).





3.3.3. Evoluzione della potenza e della numerosità degli impianti eolici

Potenza Eff. Lorda (MW) Numero Impianti 3.598

9.410
9.162 2.734
8.703
8.561
8.119

6.936

1.847
5.814

4.898
1.386

3.538 1.054

2.714 807

1.908 487
1.639
874 1.131 294
203 242
107 120 148 169

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Dagli inizi degli anni 2000 al 2016 si è assistito ad uno sviluppo molto consistente dei parchi eolici in Italia.
Alla fine del 2003 gli impianti installati erano 107, con una potenza pari a 874 MW; alla fine del 2016, dopo tredici
anni, il parco nazionale risulta composto da quasi 3600 impianti, con potenza pari a 9.410 MW.
Nel 2016 la potenza eolica installata rappresenta il 18,0% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Taglia media
8,2 9,4 11,1 11,3 13,4 14,6 16,7 11,9 8,6 7,7 6,2 4,7 3,4 2,6
imp ianti MW





3.3.4. Numerosità e potenza degli impianti eolici nelle regioni

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %
Regione n° MW n° MW n° MW
Piemonte 16 18,8 16 18,8 0,0 0,0
Valle d'Aosta 4 2,6 4 2,6 0,0 0,0
Lombardia 7 .. 8 .. 14,3 44,9
Trentino Alto Adige 14 2,0 13 0,4 -7,1 -78,4
Veneto 16 9,4 17 9,4 6,3 0,0
Friuli Venezia Giulia 5 .. 5 .. 0,0 11,1
Liguria 33 58,1 34 58,1 3,0 0,0
Emilia Romagna 61 24,7 66 24,9 8,2 0,8
Toscana 96 122,5 110 122,7 14,6 0,2
Umbria 16 2,0 23 2,0 43,8 2,1
Marche 43 9,1 50 19,5 16,3 113,5
Lazio 38 51,8 46 52,2 21,1 0,7
Abruzzi 36 262,0 40 232,0 11,1 -11,4
Molise 37 371,6 42 372,8 13,5 0,3
Campania 295 1.318,3 388 1.350,6 31,5 2,5
Puglia 763 2.359,5 892 2.440,9 16,9 3,4
Basilicata 461 761,3 722 866,8 56,6 13,9
Calabria 176 1.025,2 244 1.029,5 38,6 0,4
Sicilia 370 1.757,6 524 1.795,2 41,6 2,1
Sardegna 247 1.005,5 354 1.011,5 43,3 0,6
ITALIA 2.734 9.161,9 3.598 9.409,9 31,6 2,7
Fonte: Terna.

Per la costruzione e il funzionamento degli impianti eolici hanno particolare rilevanza alcune caratteristiche ambientali
e territoriali dei siti quali la ventosità, l’orografia, l’accessibilità. Per tali ragioni, nelle Sud Italia risulta installato il
96,7% della potenza eolica nazionale e l’89,1% del parco impianti in termini di numerosità.
La regione con la maggiore potenza installata è la Puglia, con 2.440,9 MW; seguono Sicilia e Campania,
rispettivamente con 1.795,2 MW e 1.350,6 MW.





3.3.5. Distribuzione regionale del numero di impianti eolici a fine 2016

Numero impianti in ITALIA: 3.598


Suddivisione per classe percentuale
del numero di impianti
Fino a 1,0

1,1 - 2,0
0

2,1 - 4,0
0

4,1 - 8,,0

8,1
1 - 15,,0

15,1 - 35,0

La numerosità degli impianti eolici in Italia nel 2016 è stata caratterizzata da un incremento di 864 unità, in gran parte
costituite da impianti con potenza inferiore a 1MW.
L’Italia meridionale presenta il maggior numero di impianti eolici installati a fine 2016; la Puglia, in particolare, è
caratterizzata dalla percentuale più alta (25%), seguita dalla Basilicata (+3% rispetto al 2015).
Nell’Italia settentrionale la diffusione di tali impianti è assai più modesta; le regioni più rappresentative sono l’Emilia
Romagna e la Liguria, rispettivamente con il 1,8% e con l’0,9% del totale degli impianti nazionali.
Nell’Italia centrale, infine, la regione caratterizzata dalla maggiore presenza di impianti è la Toscana (3,1% del totale).





3.3.6. Distribuzione regionale della potenza eolica a fine 2016


Potenza installata in ITALIA: 9.410 MW

Suddivisione per classe percentuale


della potenza installata
Fino a 0,1

0,2 - 1,0
0

1,1 - 4,0
0

4,1 - 8,,0

8,1 - 20,0
0

20,1 - 28,0
0

Nelle regioni dell’Italia settentrionale e centrale la potenza installata è molto contenuta: gli impianti installati a fine
2016 coprono, considerati insieme, solo il 3,3% della potenza complessiva nazionale.
Puglia (25,9%) e Sicilia (19,1%) detengono invece il primato per potenza installata; è rilevante anche la potenza dei
parchi eolici installata nelle regioni Campania, Calabria, Sardegna e Basilicata.





3.3.7. Distribuzione provinciale della potenza eolica a fine 2016

Potenza installata in ITALIA: 9.410 MW


Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata

assente

fino a 1,,0

1,1 - 3,0
0

3,1 - 5,,0

5,1 - 8,0
0

8,1 - 24,0
0

In numerose Province dell’Italia centro-settentrionale gli impianti eolici sono presenti con una potenza installata non
superiore all’1% del totale nazionale; non sono rari i casi in cui sono del tutto assenti.
Nel Sud la Provincia di Foggia detiene invece il primato nazionale con il 21,0% della potenza eolica installata, seguita
da Potenza (7,5%), Avellino (7,1%) e Catanzaro (6,1%).





3.3.8. Evoluzione della produzione eolica


17.689

GWh
15.178
14.897 14.844

13.407

9.856
9.126

6.543

4.861
4.034
2.971
2.343
1.458 1.847

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Tra il 2003 e il 2016 la produzione di energia elettrica da fonte eolica è più che decuplicata, passando da 1.458 GWh a
17.689 GWh; nel 2016, in particolare, si è registrato un incremento di produzione molto rilevante (2.845 GWh, +19,2%
rispetto al 2015).
Con 4.787 GWh di energia elettrica prodotta, la Puglia (4.787 GWh) detiene il primato della produzione eolica, seguita
da Sicilia (3.058 GWh) e Campania (2.562 GWh). Queste tre regioni insieme coprono il 58,9% del totale nazionale.
Con l’eccezione di Trentino Alto Adige e Veneto, nel 2016 in tutte le regioni italiane si è registrato un aumento della
produzione eolica rispetto all’anno precedente.

Produzione per Regione nel 2016 (GWh)

Piemonte 30,1 Marche 4,5


Valle d'Aosta 3,8 Lazio 98,1
Lombardia - Abruzzo 329,4
Trentino Alto Adige 0,1 Molise 644,7
Veneto 16,8 Campania 2.028,6
Friuli Venezia Giulia - Puglia 4.359,2
Liguria 127,8 Basilicata 959,9
Emilia Romagna 27,1 Calabria 1.865,8
Toscana 221,6 Sicilia 2.587,8
Umbria 2,7 Sardegna 1.535,8
Fonte: Terna.





3.3.9. Confronto tra produzione eolica effettiva e normalizzata

Produzione effettiva Produzione normalizzata


GWh 16.518

15.298
14.887
14.120

12.402

10.266
8.787
17.689

6.830 14.897 15.178 14.844


13.407
5.226
4.002 9.856
9.126
3.111
2.558 6.543
1.921 4.861
1.619
4.034
2.971
1.847 2.343
1.458

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

La Direttiva Europea 2009/28/CE prevede che per il calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo
finale lordo, il contributo dell’energia prodotta da fonte eolica debba essere contabilizzato applicando una formula di
normalizzazione, al fine attenuare gli effetti delle variazioni climatiche.
La produzione normalizzata è funzione della produzione osservata e della potenza installata negli ultimi 5 anni,
secondo la seguente formula:

‫ܥ‬ே ൅ ‫ܥ‬ேିଵ σே
௜ୀேି௡ ܳ௜
ܳேሺ௡௢௥௠ሻ ൌ  ‫כ‬൦ ൪
ʹ ‫ܥ‬௝ ൅ ‫ܥ‬௝ିଵ
σே
௝ୀேି௡ ൬ ൰
ʹ
N= anno di riferimento
QN(norm)= produzione normalizzata
Qi= produzione reale anno i
Cj= potenza totale installata anno j
n= min (4; numero di anni precedenti l’anno N per i quali sono disponibili i dati su potenza e produzione).

Il valore della produzione normalizzata nel 2016 è pari a 16.518 GWh: +8,0% rispetto all’analogo dato 2015 e -6,6%
rispetto alla produzione effettiva 2016.





3.3.10. Distribuzione regionale della produzione eolica nel 2016

Produzione in ITALIA: 17.689 GWh


Suddivisione per classe percentuale
della produzione
assente

fino a 1,,0

1,1 - 4,0
0

4,1 - 10,,0

10,1 - 20,0

20,1 - 30,0

La maggior parte della produzione eolica del Paese è generata nelle regioni meridionali e nelle Isole; nel Settentrione
si registrano invece valori modesti, in ragione della limitata potenza installata.
Tra le regioni, la Puglia detiene il primato con il 27,1% della produzione eolica nazionale del 2016, totalizzando insieme
alla Sicilia quasi il 45% della produzione complessiva. Seguono la Campania, la Calabria e la Sardegna, con quote
rispettivamente del 14,5%, 12,3% e 10,6%.





3.3.11. Distribuzione provinciale della produzione eolica nel 2016

Produzione in ITALIA: 17.689 GWh


Suddivisione per classe percentuale
della produzione
assente

fino a 1,,0

1,0 - 2,0
0

2,1 - 5,,0

5,1 - 10,0

10,1 - 24,0

In linea con i dati di potenza, la produzione eolica presenta valori molto elevati nelle regioni meridionali e nelle Isole,
mentre nelle Province settentrionali i valori sono trascurabili o assenti.
Il primato nazionale di produzione nel 2016 è detenuto dalla Provincia di Foggia con il 22,2%; seguono le Province di
Catanzaro (7,2%) e Avellino (6,9%).





3.3.12. Distribuzione % delle ore di utilizzazione degli impianti eolici

Anni 2013 2014 2015 2016


100%

80%

60%

40%

20%

0%
0 500 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 3.500
O re di utilizza zione

Escludendo gli impianti entrati in esercizio in corso d’anno (che non hanno avuto la possibilità di produrre per un anno
intero), nel 2016 il 50% degli impianti eolici è riuscito a produrre per 1.504 ore equivalenti, in aumento rispetto al
2015 (1.395).
Le ore di utilizzazione medie sono state nel 2016 pari a 1.916 (erano 1.683 nel 2015, 1.767 nel 2014 e 1.793 nel 2013).
Considerando anche gli impianti entrati in esercizio nel corso dell’anno, le ore di utilizzazione medie del 2016 si
riducono a 1.879 rispetto alle 1.620 del 2015, alle 1.744 del 2014 e alle 1.740 del 2013).





3.3.13. Ore di utilizzazione degli impianti eolici nel 2015 e nel 2016

2016 / 2015
Regione 2015 2016 Variazione %
Piemonte 1.602 1.604 0,1
Veneto 1.785 1.707 -4,4
Liguria 2.200 2.252 2,3
Emilia Romagna 1.396 1.398 0,1
Toscana 1.818 1.940 6,7
Marche 509 820 61,1
Umbria 1.696 1.605 -5,4
Lazio 1.915 1.889 -1,3
Abruzzo 1.262 1.660 31,5
Molise 1.744 1.905 9,2
Campania 1.620 1.919 18,5
Puglia 1.857 1.997 7,5
Basilicata 1.751 1.985 13,4
Calabria 1.854 2.119 14,3
Valle D'Aosta 1.481 1.549 4,6
Sicilia 1.480 1.732 17,0
Sardegna 1.539 1.858 20,7

ITALIA 1.683 1.916 13,9

Per valutare l’efficienza produttiva degli impianti eolici e per effettuare confronti corretti tra anni successivi è stata
sviluppata un’analisi basata sui soli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2013, finalizzata a confrontare le
ore di utilizzazione dei medesimi impianti nel 2014 e nel 2015.
Nel 2016 le ore di utilizzazione medie sono state pari a 1.916, un dato in notevole aumento rispetto al 2015 (1.681).
In quasi tutte le regioni si registra un aumento delle ore di utilizzazione medie rispetto all’anno precedente. In
particolare, si osservano i valori più alti in Liguria (2.252) e Calabria (2.119); al contrario, sono rilevate flessioni rispetto
al 2015 in Umbria (-5,4%), Veneto (-4,4%) e Lazio (-1,3%).





Ore/anno
2015 2016
4.000

3.500

3.000

2.500

2.000

1.500

1.000

500

0
0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 500 550 600 650 700 750 800

N° progressivo impianti

Il grafico indica per ogni impianto le ore equivalenti del 2015 e del 2016. Il 70% degli impianti (punti relativi al 2016
che si trovano al di sopra della curva del 2015) ha registrato, nel 2016, ore medie equivalenti superiori a quelle del
2015.





3.4. Idraulica





3.4.1. Dati di sintesi sugli impianti idroelettrici nel 2016

Potenza Energia
Classi di potenza n° (MW) (GWh)
P ч 1 MW 2.745 769 2.639
1 MW < P ч 10 MW 872 2.626 8.175
P > 10 MW 303 15.246 31.618
Totale 3.920 18.641 42.432
Fonte: Terna.

La potenza degli impianti idroelettrici rappresenta il 36% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.
Escludendo gli impianti di pompaggio puro, alla fine del 2016 risultano in esercizio in Italia 3.920 impianti idroelettrici;
nella maggior parte dei casi si tratta di impianti di piccole dimensioni, con potenza complessiva inferiore a 1 MW.
D’altra parte, dei 18.641 MW installati in Italia alla fine del 2016, la grande maggioranza si concentra in impianti con
potenza maggiore di 10 MW.
Nel corso del 2016 la produzione da fonte idraulica è stata ammonta a 42.432 GWh, pari al 39% della produzione
totale da fonti rinnovabili. Il 75% dell’elettricità generata dagli impianti idroelettrici è stata prodotta da impianti di
potenza superiore a 10 MW, il 19% da quelli di potenza compresa tra 1 e 10 MW e il restante 6% da impianti di piccola
dimensione (inferiore a 1 MW).





3.4.2. Numerosità e potenza degli impianti idroelettrici

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %
Classi di potenza (MW) n° MW n° MW n° MW
P ч 1 MW 2.536 722,8 2.745 769,0 8,2 6,4
1 MW < P ч 10 MW 854 2.575,3 872 2.626,0 2,1 2,0
P > 10 MW 303 15.245,1 303 15.246,0 0,0 0,0
Totale 3.693 18.543,3 3.920 18.641,0 6,1 0,5
Fonte: Terna.

Ai sensi della normativa comunitaria l’energia elettrica prodotta in centrali di pompaggio con il ricorso ad acqua
precedentemente pompata a monte non può considerarsi rinnovabile.
Nella tabella sono riportate numerosità e potenza efficiente lorda degli impianti idroelettrici che producono energia
11
rinnovabile. Sono esclusi gli impianti di pompaggio puro mentre sono inclusi gli impianti di pompaggio misto, di cui
vengono contabilizzate l’intera potenza e la sola produzione da apporti naturali.
A fine 2016 la classe di potenza più numerosa è risultata quella con potenza minore o uguale a 1 MW (70,0%), seguita
dalla classe compresa tra 1 e 10 MW (22,2%). Le due classi considerate insieme coprono solo il 18% della potenza
totale installata, mentre i 303 impianti con potenza maggiore di 10 MW concentrano l’82% della potenza idroelettrica
totale.
L’incremento complessivo in termini di potenza rispetto al 2015 è pari a 97,7 MW (+0,5%); i nuovi impianti entrati in
esercizio nel corso del 2016 sono principalmente ad acqua fluente.
L’incidenza della potenza idroelettrica installata sul parco impianti rinnovabile italiano è rimasto pressoché invariato
rispetto al 2015 (36%).



11
Tutte le analisi che seguono su numerosità e potenza degli impianti idroelettrici installati sul territorio nazionale non considerano gli
impianti di pompaggio puro.





3.4.3. Evoluzione della potenza e della numerosità degli impianti idroelettrici

Potenza Eff. Lorda (MW) Numero Impianti

18.641 3.920
18.418 18.543
18.232 18.366
17.876 18.092 3.693
17.459 17.623 17.721
16.970 17.326 17.412
17.056 3.432
3.250

2.970
2.902
2.729

2.249
2.128 2.184
2.055 2.093
1.998 2.021

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

L’arco temporale compreso tra il 2003 e il 2016 è stato caratterizzato soprattutto dall’installazione di impianti di
piccole dimensioni; la potenza installata in Italia è cresciuta secondo un tasso medio annuo dello 0,7%.
Naturale conseguenza di questo fenomeno è la progressiva contrazione della taglia media degli impianti, passata da
8,5 MW del 2002 a 4,8 MW nel 2016.

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Taglia media
8,5 8,4 8,4 8,3 8,2 8,1 7,9 6,6 6,2 6,1 5,7 5,4 5,0 4,8
impianti MW





3.4.4. Numerosità e potenza degli impianti idroelettrici nelle regioni

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %
Regione n° MW n° MW n° MW
Piemonte 760 2.687,3 820 2.720,2 7,9 1,2
Valle d'Aosta 140 949,3 154 959,4 10,0 1,1
Lombardia 542 5.082,2 594 5.095,6 9,6 0,3
Trentino Alto Adige 744 3.288,1 765 3.297,1 2,8 0,3
Veneto 356 1.150,7 373 1.158,3 4,8 0,7
Friuli Venezia Giulia 203 496,3 215 502,0 5,9 1,2
Liguria 73 88,2 80 89,3 9,6 1,3
Emilia Romagna 157 334,5 170 339,2 8,3 1,4
Toscana 178 360,5 194 367,5 9,0 1,9
Umbria 41 511,5 41 511,5 0,0 0,0
Marche 163 247,4 167 248,4 2,5 0,4
Lazio 82 408,4 83 405,7 1,2 -0,7
Abruzzo 64 1.011,1 66 1.011,3 3,1 0,0
Molise 30 87,7 31 87,7 3,3 0,0
Campania 53 350,1 55 342,2 3,8 -2,2
Puglia 6 2,3 7 2,9 16,7 24,3
Basilicata 14 133,3 14 133,3 0,0 0,0
Calabria 52 740,4 52 771,4 0,0 4,2
Sicilia 17 147,4 21 131,9 23,5 -10,5
Sardegna 18 466,7 18 466,4 0,0 -0,1
ITALIA 3.693 18.543,3 3.920 18.641,0 6,1 0,5
Fonte: Terna.

A fine 2016 la maggior parte degli impianti idroelettrici è localizzata nelle regioni settentrionali (80,9%) e in particolar
modo in Piemonte (820 impianti), in Trentino Alto Adige (765) e in Lombardia (594).
Le stesse regioni, di conseguenza, registrano la maggiore concentrazione della potenza (59,6%): i valori più elevati
sono rilevati in Lombardia (5.096 MW), Trentino Alto Adige (3.297 MW) e Piemonte (2.720 MW), ovvero le regioni in
cui sono localizzati gli impianti idroelettrici più grandi del Paese.
Le regioni del Centro-Sud che si distinguono per maggiore utilizzo della fonte idraulica sono l’Abruzzo con 1.011 MW
di potenza installata e la Calabria con 771 MW.





3.4.5. Distribuzione regionale del numero di impianti idroelettrici a fine 2016

Numero impianti in ITALIA: 3.920


Suddivisione per classe percentuale
del numero di impianti
fino a 0,,5

0,,6 - 1,,0

1,1 - 2,0
0

2,1 - 5,,0

5,1 - 15,0

10,1 - 22,0

Nel 2016 gli impianti idroelettrici sono aumentati di 227 unità rispetto all’anno precedente.
La distribuzione degli impianti idroelettrici in Italia è rimasta per lo più invariata negli anni; in Piemonte, Trentino Alto
Adige e Lombardia sono installati oltre il 55% degli impianti totali del Paese.
Nell’Italia centrale la maggior parte degli impianti è installata in Toscana (4,9% del totale) e nelle Marche (4,3%).
Nel Meridione gli impianti idroelettrici sono meno diffusi; l’Abruzzo si caratterizza per il maggior numero di impianti
installati, che costituiscono peraltro l’1,7% del totale nazionale.





3.4.6. Distribuzione regionale della potenza idroelettrica a fine 2016

Potenza installata in ITALIA: 18.641 MW


Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata
fino a 1,,0

1,1 - 2,0
0

2,1 - 5,0
0

5,1 - 10,,0

10
0,1 - 20
0,0

20,1 - 30,0

Alla fine del 2016 la potenza degli impianti idroelettrici installati in Italia ha raggiunto i 18.641 MW.
Le regioni settentrionali ne concentrano il 75,9%; la sola Lombardia rappresenta il 27,3% della potenza installata sul
territorio nazionale, seguita dal Trentino Alto Adige con il 17,7% e dal Piemonte con il 14,6%.
Tra le regioni centrali, l’Umbria detiene la più elevata concentrazione di potenza, pari al 2,7%, seguita dal Lazio con il
2,2%. Nel Sud si distinguono invece Abruzzo (5,4%) e Calabria (4,1%).





3.4.7. Distribuzione provinciale della potenza idroelettrica a fine 2016

Potenza installata in ITALIA: 18.641 MW


Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata

assente

fino a 0,,5

0,5 - 2,0
0

2,1 - 5,,0

5,1 - 10,0
0

10,1 - 13,0

A fine 2016 nelle province di Sondrio e Brescia si concentra la maggior parte della potenza idroelettrica italiana
(rispettivamente 12,0% e il 11,9% della potenza totale installata nel Paese); anche le altre Province caratterizzate da
elevate concentrazioni di impianti sono ubicate al Nord: Bolzano (9,0%), Trento (8,7%), Torino (5,8%) e Aosta (5,2%).
Nel Centro-Sud l’incidenza maggiore è rilevata a Teramo (3,0%).





3.4.8. Evoluzione della produzione idroelettrica


Secondo classe di potenza

GWh P ч 1 MW 1 MW < P ч 10 MW P > 10 MW Totale

58.545
42.338 51.117
49.137 52.774
36.670 36.067 41.623 45.823
36.994 41.875 45.537
32.815
29.483 33.479 38.755 40.160 42.432
28.451 35.775 40.787 44.404
29.119 32.464
25.715 32.322 34.786
31.618

5.732 7.128
6.091 6.354
1.455 1.731 5.684 7.390 8.422
1.526 1.521 8.712 7.858 10.993
1.416 1.770 7.317 9.350 8.207
2003 2004 1.961 2.245 8.175
2005 2006 2.190 2.236 2.636
2007 2008 3.148 2.545
2009 2010 2.639
2011 2012
2013 2014
2015 2016

I fattori meteorologici rappresentano la ragione principale della variabilità della produzione idroelettrica. Mentre la
potenza degli impianti è cresciuta lievemente e gradualmente, nel periodo dal 2003 al 2016 la produzione ha invece
subito variazioni molto significative; nel 2016, in particolare, la produzione idroelettrica è stata pari a 42.432 GWh, in
netto calo rispetto al 2015 (-6,8%).

Produzione per Regione nel 2016 (GWh)

Piemonte 6.524,1 Marche 603,7


Valle d'Aosta 2.993,3 Lazio 977,5
Lombardia 9.786,3 Abruzzo 1.585,6
Trentino Alto Adige 8.781,5 Molise 203,1
Veneto 3.839,5 Campania 500,6
Friuli Venezia Giulia 1.588,5 Puglia 3,8
Liguria 219,6 Basilicata 268,7
Emilia Romagna 904,9 Calabria 1.075,7
Toscana 839,7 Sicilia 142,4
Umbria 1.434,2 Sardegna 159,1
Fonte: Terna.

Le regioni del Nord Italia nel 2016 hanno contribuito con l’80,8% della produzione idroelettrica rinnovabile totale,
quelle centrali con il 7,9%, quelle meridionali con l’11,3%.





Secondo tipologia di impianto

GWh Serbatoio Bacino Acqua fluente Totale

58.545
42.338 49.137 51.117 52.773
36.670 41.623 45.823
36.067
36.994 41.875 45.537
32.815
42.432

17.213 15.108
14.583 15.53515.085 18.09920.758 21.741 25.649
19.904 18.976 22.666
12.323 14.452 20.919
11.576 11.995 12.767 14.67015.911 19.847
9.471 13.960 16.405 18.535
9.763 10.674 12.620
9.382 9.464 13.214 12.591
8.259 10.757 13.710
13.466 11.959 10.279 13.702 14.362
11.404 9.994
2003 2004
2005 2006
2007 2008
2009 2010
2011 2012
2013 2014
2015 2016

Gli idroelettrici sono classificati in base alla durata di invaso:


x impianti a serbatoio: durata di invaso maggiore o uguale a 400 ore;
x impianti a bacino: durata di invaso minore di 400 ore e maggiore di 2 ore;
x impianti ad acqua fluente: sono quelli che non hanno serbatoio o che hanno un serbatoio con durata di
invaso uguale o minore di 2 ore. Sono generalmente posizionati sui corsi d’acqua.

Nel 2016 il 46,8% della produzione da fonte idraulica complessiva è stata generata dagli impianti idroelettrici ad acqua
fluente, per quanto questi rappresentino solo il 29,1% della potenza complessiva installata in impianti idroelettrici.
Rispetto al 2015 il contributo degli impianti a bacino risulta sostanzialmente stabile; essi rappresentano il 29,6% della
produzione e il 27,5% della potenza installata. Gli impianti a serbatoio, che hanno la maggiore dimensione media per
impianto, rappresentano invece il 23,5% della produzione e ben il 43,3% della potenza.
Nel 2016 la produzione è diminuita del 5,18% rispetto al 2015 per gli impianti ad acqua fluente, del 4,7% per quelli a
bacino e del 12,4% per quelli a serbatoio.





3.4.9. Confronto tra produzione idroelettrica effettiva e normalizzata

GWh Produzione effettiva Produzione normalizzata

44.140 44.984 45.765 45.933 46.191


43.390 44.012
42.389 41.690 41.945 42.278

58.545
51.117 52.773
49.137
45.823 45.537
42.338 41.623 41.875 42.432
36.670 36.067 36.994
32.815

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

La Direttiva Europea 2009/28/CE prevede che, ai fini del calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo
finale lordo, il contributo dell’energia prodotta da fonte idraulica debba essere considerato applicando una formula di
normalizzazione finalizzata ad attenuare gli effetti delle variazioni climatiche.
La produzione normalizzata è funzione della produzione osservata e della potenza installata negli ultimi 15 anni,
distinguendo tra impianti da apporti naturali e impianti di pompaggio misto, secondo la seguente formula:

ܳ௜஺௉ ܳ௜௉ெ
൤σே
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ܳேሺ௡௢௥௠ሻ ൌ  ‫ܥ‬ே஺௉ ‫כ‬ ൅ ‫ܥ‬ே௉ெ ‫כ‬
ͳͷ ͳͷ

Dove: N= anno di riferimento


QN(norm)= elettricità rinnovabile normalizzata generata da tutte le centrali idroelettriche dello Stato Membro nell’anno
N
Qi= quantità di elettricità effettivamente generata in GWh escludendo la produzione dalle centrali di pompaggio che
utilizzano l’acqua precedentemente pompata a monte
Ci= potenza totale installata in MW
AP= impianti da Apporti Naturali
PM= impianti da Pompaggio Misti.

Il valore della produzione normalizzata nel 2016 è pari a 46.191 GWh: +0,6% rispetto a quella normalizzata del 2015 e
+8,9% rispetto alla produzione effettiva 2016.





3.4.10. Distribuzione regionale della produzione idroelettrica nel 2016

Produzione in ITA
ALIA: 42.432 GWh
Suddivisione per classe percentuale
della produzione
fino a 1,,0

1,1 - 2,0
0

2,1 - 4,0
0

4,1 - 8,,0

8,1 - 16,0

16,1 - 24,0

La produzione idroelettrica si concentra principalmente nelle regioni del Nord Italia.


In particolare la Lombardia, il Trentino Alto Adige, il Piemonte e il Veneto coprono, considerate insieme, il 68,2% della
produzione idroelettrica totale del 2016.
Nel Centro Italia la regione con maggiore produzione è l’Umbria (3,4% del totale nazionale); nelle regioni meridionali e
nelle Isole i contributi alla produzione sono inferiori all’1% con le eccezioni di Abruzzo (3,7%), Calabria (2,5%) e
Campania (1,2%).





3.4.11. Distribuzione provinciale della produzione idroelettrica nel 2016

Produzione in ITALIA: 42.432 GWh


Suddivisione per classe percentuale
della produzione
assente

fino a 0,,5

0,6 - 2,0
0

2,1 - 5,,0

5,1 - 10,0

10,1 - 14,0

A livello provinciale si evidenzia la produzione idroelettrica concentrata nell’arco alpino, in particolare a Bolzano
(13,1%) e Sondrio (11,4%).
Nel Centro Italia il contributo più elevato alla produzione è registrato dalla Provincia di Terni (3,1% del totale
nazionale), mentre nel Mezzogiorno si nota la Provincia di Cosenza, che ha contribuito con l’1,1%.





3.4.12. Distribuzione % delle ore di utilizzazione degli impianti idroelettrici

Anni 2013 2014 2015 2016

100%

80%

60%

40%

20%

0%
0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 7.000 8.000 9.000

O re di utilizza zione

La produzione di energia da impianti idroelettrici nel 2016 è stata caratterizzata da condizioni climatiche meno
favorevoli rispetto a quelle osservate negli anni precedenti.

Escludendo gli impianti entrati in esercizio in corso d’anno (che non hanno avuto la possibilità di produrre per un anno
intero), nel 2016 il 50% degli impianti idroelettrici ha prodotto per 3.376 ore in diminuzione rispetto alle 4.520 ore del
2014 e alle 3.485 ore del 2015.
Le ore di utilizzazione medie sono state 2.245 (erano 2.465 nel 2015, 3.183 nel 2014 e 2.881 nel 2013).
Considerando anche gli impianti entrati in esercizio nel corso dell’anno, le ore di utilizzazione medie del 2016 si
riducono a 2.276 rispetto alle 2.456 del 2015, alle 3.179 del 2014 e alle 2.869 del 2013.





3.5. Bioenergie





3.5.1. Dati di sintesi sulle bioenergie nel 2016

Potenza Energia
Classi di potenza n° (MW) (GWh)
P ч 1 MW 2.361 1.308 7.816
1 MW < P ч 10 MW 307 861 2.901
P > 10 MW 67 1.956 8.792
Totale 2.735 4.124 19.509
Fonte: Terna.

Nel 2016 la potenza degli impianti alimentati con le bioenergie (biomasse, biogas, bioliquidi) rappresenta il 7,9% della
potenza complessiva degli impianti alimentati da fonti rinnovabili installati in Italia.
La maggior parte degli impianti alimentati con bioenergie installati in Italia alla fine dell’anno è di piccole dimensioni,
con potenza inferiore a 1 MW.
Nel corso del 2016 la produzione da bioenergie è pari a 19.509 GWh, pari al 18,1% della produzione totale da fonti
rinnovabili. Il 45,1% dell’ elettricità generata dagli impianti alimentati con bioenergie è stata prodotta in impianti di
potenza superiore a 10 MW, il 40,0% in quelli di potenza inferiore a 1 MW e il restante 14,9% da impianti appartenenti
alla classe intermedia, tra 1 e 10 MW.





3.5.2. Numerosità e potenza degli impianti a bioenergie

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %
n° * MW n° * MW n° MW
Biomasse solide 369 1.612,2 407 1.670,7 10,3 3,6
– rifiuti urbani 69 953,3 68 937,9 -1,4 -1,6
– altre biomasse 300 658,9 339 732,8 13,0 11,2
Biogas 1.924 1.406,0 1.995 1.423,5 3,7 1,3
– da rifiuti 380 399,0 389 401,3 2,4 0,6
– da fanghi 78 44,4 77 44,2 -1,3 -0,4
– da deiezioni animali 493 217,0 539 229,7 9,3 5,9
– da attività agricole e forestali 973 745,6 990 748,3 1,7 0,4
Bioliquidi 525 1.038,4 516 1.029,8 -1,7 -0,8
– oli vegetali grezzi 436 892,4 417 877,4 -4,4 -1,7
– altri bioliquidi 89 146,0 99 152,4 11,2 4,4
Bioenergie 2.647 4.056,5 2.735 4.124,1 3,3 1,7

* Nella tabella, per ogni tipologia di biomassa, vengono indicati il numero e la potenza degli impianti o, nel caso di impianti costituiti da più sezioni
alimentate con diverse tipologie di biomasse, il numero e la potenza delle sezioni di impianto per ogni combustibile. La potenza totale disponibile è
data dalla somma per righe delle potenze, mentre la numerosità totale indica comunque il numero totale degli impianti esistenti (essendo dunque
inferiore alla somma per righe della numerosità degli impianti/sezioni relative a ogni combustibile).
Fonte: Terna.

Nella tabella sono riportate numerosità e potenza efficiente lorda degli impianti alimentati a biomasse solide,
bioliquidi e biogas. Non sono inclusi gli impianti ibridi che producono elettricità principalmente sfruttando combustibili
convenzionali (gas, carbone, ecc.). Per gli impianti alimentati con rifiuti solidi urbani si considera l’intera potenza
installata; si precisa tuttavia che essi contribuiscono alla produzione rinnovabile solo con la quota riconducibile alla
frazione biodegradabile dei rifiuti utilizzati, assunta pari al 50% della produzione totale in conformità alle regole
Eurostat.
Gli impianti alimentati con bioenergie installati in Italia alla fine del 2016 sono 2.735, con un aumento pari a +3,3%
rispetto all’anno precedente. I più numerosi sono gli impianti a biogas.
In termini di potenza, dei 4.124 MW totali, il 40,5% viene alimentato con biomasse solide, il 34,5% con biogas e il
restante 25,0% con bioliquidi.
I biogas hanno potenza installata media pari a meno di 1 MW; gli impianti a biomasse solide arrivano a poco più di 4
MW.





3.5.3. Evoluzione della potenza e della numerosità degli impianti a bioenergie

Potenza Eff. Lorda (MW) Numero Impianti 4.124


4.044 4.057 3000
4.033
4.000
3.802 2.735
2.647

2.482
3.500 2.409 2500

2.199
3.000
2.825
2000

2.500 2.352

2.019 1500
2.000
1.213
1.555
1.500
1.337 1000
1.256
1.192 1.195
1.086
1.000 669

419 500
352
500 275 303 312
257 267

0 0
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Tra il 2003 e il 2016 la potenza installata degli impianti a biomasse è aumentata con un tasso medio annuo del 10,8%.
Dopo la crescita continua e sostenuta che proseguiva dal 2008, dal 2014 si è verificato un rallentamento, con
incrementi annuali piuttosto contenuti sia del numero sia della potenza degli impianti.

Taglia media impianti MW 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

P ч 1 MW 0,6 1,0 0,6 0,6 0,6 0,5 0,6 0,7 0,6 0,6 0,6 0,6
1 MW ч P ч 10 MW 3,1 4,2 2,9 2,9 3,3 3,4 3,3 3,2 2,9 2,9 2,8 2,8
P > 10 MW 21,6 21,5 23,2 23,4 27,4 28,0 28,6 27,6 27,9 29,1 30,0 29,2
Bioenergie 4,3 4,1 4,3 4,4 4,8 3,5 2,3 1,7 1,7 1,6 1,5 1,5

A partire dal 2009 la taglia media degli impianti è progressivamente diminuita, principalmente a causa dell’entrata in
esercizio di impianti alimentati a biogas di piccole dimensioni (potenza installata inferiore a 1 MW).





3.5.4. Numerosità e potenza degli impianti a bioenergie nelle regioni

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %
Regione n° MW n° MW n° MW
Piemonte 295 360,0 298 362,3 1,0 0,7
Valle d'Aosta 8 3,3 8 2,6 0,0 -21,7
Lombardia 689 926,8 700 931,1 1,6 0,5
Trentino Alto Adige 188 103,3 189 104,5 0,5 1,2
Veneto 356 361,8 364 358,2 2,2 -1,0
Friuli Venezia Giulia 111 130,0 124 135,4 11,7 4,2
Liguria 14 30,4 16 31,4 14,3 3,3
Emilia Romagna 301 596,4 310 627,5 3,0 5,2
Toscana 143 166,4 149 165,7 4,2 -0,5
Umbria 72 52,2 72 48,6 0,0 -6,9
Marche 67 40,1 67 39,2 0,0 -2,2
Lazio 104 217,8 109 203,8 4,8 -6,4
Abruzzo 38 32,9 38 31,7 0,0 -3,6
Molise 8 45,1 10 45,4 25,0 0,8
Campania 68 244,4 73 245,0 7,4 0,2
Puglia 59 305,7 63 343,7 6,8 12,4
Basilicata 22 81,1 30 81,7 36,4 0,8
Calabria 37 195,1 44 201,3 18,9 3,2
Sicilia 30 73,1 33 74,1 10,0 1,3
Sardegna 37 90,7 38 90,8 2,7 0,2
ITALIA 2.647 4.056,5 2.735 4.124,1 3,3 1,7
Fonte: Terna.

A fine 2016 la maggior parte degli impianti alimentati da bioenergie si trova nel Nord Italia (73,5% del totale), che
prevale conseguentemente anche in termini di potenza installata (61,9%). La Lombardia si caratterizza per la maggior
potenza installata (931 MW), seguita dall’Emilia Romagna con circa 628 MW. Nel Centro Italia la maggior potenza è
rilevata nel Lazio (204 MW), mentre Puglia e Campania si distinguono nel Sud, rispettivamente, con 344 MW e 245
MW installati.





3.5.5. Distribuzione regionale del numero di impianti a bioenergie a fine 2016

Numero impianti in ITALIA: 2.735


Suddivisione per classe percentuale
del numero impianti

fino a 1,0

1,1 – 3,0

3,1 – 5,0

5,1 – 10,0

10,1 – 15,0

15,1 – 28,0

Anche nel 2016 l’incidenza maggiore in termini di numerosità degli impianti è rilevata in Lombardia (25,6% degli
impianti complessivi nazionali), seguita dal Veneto (13,3%). Nel Centro Italia, Toscana e Lazio presentano valori
rispettivamente del 5,4% e 4,0%, mentre nel Sud la Campania (2,7%) e la Puglia (2,3%) sono le regioni caratterizzate
dal maggior numero di installazioni.





3.5.6. Distribuzione regionale della potenza degli impianti a bioenergie a fine


2016

Potenza installata in ITALIA: 4.124 MW


Suddivisione per classe percentuale
della potenza installata 

fino a 1,0

1,1 – 2,0

2,1 – 4,0

4,1 – 6,0

6,1 – 10,0

10,1 – 23,0

La distribuzione regionale della potenza efficiente lorda installata a fine 2016 evidenzia il primato di Lombardia ed
Emilia Romagna: insieme rappresentano il 37,8% del totale nazionale. Il Lazio detiene il primato nell’Italia centrale con
il 4,9%. Nel Sud Italia Puglia, Campania e Calabria raggiungono insieme il 19,1% del totale nazionale, mentre Sardegna
e Sicilia ne concentrano rispettivamente il 2,2% e l’1,8%.





3.5.7. Produzione da bioenergie

2016 / 2015
GWh 2015 2016 Variazione %
Biomasse 6.290,1 6.540,0 4,0
– da frazione biodegradabile RSU 2.428,0 2.451,2 1,0
– altre biomasse 3.862,1 4.088,8 5,9
Biogas 8.211,9 8.258,7 0,6
– da rifiuti 1.527,0 1.476,4 -3,3
– da fanghi 127,6 128,5 0,7
– da deiezioni animali 1.067,2 1.159,5 8,7
– da attività agricole e forestali 5.490,2 5.494,3 0,1
Bioliquidi 4.893,7 4.709,9 -3,8
– oli vegetali grezzi 4.189,8 3.931,8 -6,2
– da altri bioliquidi 703,9 778,0 10,5
Bioenergie 19.395,7 19.508,6 0,6
Fonte: Terna.

La produzione lorda degli impianti alimentati con bioenergie è aumentata dai 19.396 GWh del 2015 ai 19.509 GWh del
2016 (+0,6%); tale valore rappresenta il 18,1% della generazione elettrica complessiva da fonti rinnovabili. Osservando
le diverse tipologie di combustibile, in particolare:
x la produzione da biomasse solide è aumentata di circa 250 GWh, passando da 6.290 GWh a 6.540 GWh
(+4,0%);
x dallo sfruttamento dei biogas nel 2016 sono stati generati 8.259 GWh, valore stabile rispetto al 2015. In
valore assoluto il contributo principale durante l’anno 2016 è stato fornito dagli impianti alimentati con
biogas da attività agricole e forestali, per i quali la produzione si attesta a 5.494 GWh;
x la produzione da bioliquidi è diminuita del 3,8% rispetto all’anno precedente, principalmente per il minor
12
utilizzo di oli vegetali grezzi sostenibili .



12
I bioliquidi sostenibili sono quelli che rispettano i criteri di sostenibilità della Direttiva 2009/28/CE e gli unici che possono essere incentivati e
conteggiati ai fini dell’obiettivo di consumo di energia da fonti rinnovabili al 2020.




3.5.8. Evoluzione della produzione da bioenergie

RU bio Bioliquidi Altre biomasse Biogas Bioenergie

18.732 19.396 19.509


17.090

GWh 12.487
10.832
9.440
7.557
5.966 8.198 8.212 8.259
4.675 5.107 5.257 7.448
3.587 4.499

1.033 1.170 1.198 1.336


3.664 3.750 3.862 4.089
1.648 2.190 2.167 2.313 2.298 2.746 2.828 2.260 2.512 2.569
4.894 4.710
906 1.138 1.310 3.122 3.758 4.341
1.458 1.512
1.556 1.616 2.048
2.218 2.176
2003 2004 2.221 2.443 2.428 2.451
2005 2006
2007 2008
2009 2010
2011 2012
2013 2014
2015 2016

Tra il 2003 e il 2016 l’elettricità generata con le bioenergie è cresciuta mediamente del 16% l’anno, passando da 3.587
GWh a 19.509 GWh.
La produzione realizzata nel 2016 proviene per il 42,3% dai biogas, per il 33,6% dalle biomasse solide (12,6% dalla
frazione biodegradabile dei rifiuti e 21,0% dalle altre biomasse solide) e per il 24,1% dai bioliquidi.
Particolarmente rilevante, negli ultimi anni, è la crescita della produzione da biogas, passata dai 1.665 GWh del 2009
ai 8.259 GWh nel 2016.





3.5.9. Produzione da bioenergie per regione nel 2016


Altre Totale
GWh RU bio biomasse Biogas Bioliquidi Bioenergie
Piemonte 170,4 555,2 1.029,9 120,0 1.875,5
Valle d'Aosta - 3,2 7,1 0,5 10,8
Lombardia 913,7 425,6 2.794,3 242,3 4.375,9
Trentino Alto Adige 41,8 103,3 83,4 147,4 375,9
Veneto 115,4 425,7 1.199,2 286,8 2.027,1
Friuli Venezia Giulia 56,4 35,1 390,3 260,6 742,3
Liguria - 0,1 101,2 4,2 105,5
Emilia Romagna 383,3 521,0 1.209,3 615,6 2.729,2
Toscana 71,7 24,3 310,3 133,9 540,2
Umbria - 91,8 115,6 40,1 247,5
Marche 3,8 - 148,1 9,3 161,2
Lazio 164,3 98,0 260,8 136,9 659,9
Abruzzo - 8,8 81,6 72,1 162,5
Molise 48,5 82,5 23,4 7,0 161,4
Campania 345,9 11,6 94,3 698,1 1.149,9
Puglia 81,9 187,6 105,0 1.504,3 1.878,9
Basilicata 7,1 4,9 25,7 158,6 196,3
Calabria 22,7 1.193,6 85,9 - 1.302,2
Sicilia - 145,1 91,1 3,8 239,9
Sardegna 24,3 171,2 102,4 268,5 566,5
ITALIA 2.451,2 4.088,8 8.258,7 4.709,9 19.508,6
Fonte: Terna.

4.376
Altre biomasse
GWh
Biogas
RU bio
Bioliquidi
2.729

2.027
1.876 1.879

1.302
1.150
742
540 660
567
376
248 162 161 196 240
105 161
11





3.5.10. Distribuzione regionale della produzione da bioenergie nel 2016

Produzione in ITALIA: 19.509 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

fino a 1,0

1,1 – 3,0

3,1 – 5,0

5,1 – 10,0

10,1 – 15,0

15,1 – 24,0

In termini di produzione da bioenergie nel 2016, Lombardia (22,4%), Emilia Romagna (14,0%), Veneto (10,4%),
Piemonte (9,6%) e Puglia (9,6%) coprono il 66,0% del totale nazionale. Le altre regioni presentano contributi più
contenuti, variabili dallo 0,1% della Valle d’Aosta al 5,9% della Campania.





3.5.11. Distribuzione provinciale della produzione da bioenergie nel 2016

Produzione in ITALIA: 19.509 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 0,5

0,6 – 1,0

1,1 – 2,0

2,1 – 5,0

5,1 – 8,0

Le province italiane che nel 2016 hanno realizzato le produzioni maggiori sono Bari (6,9%), Ravenna (5,2%), Napoli
(5,0%), Pavia (4,0%), Cremona (4,4%), Torino (3,8%) e Crotone (4,2%); sono tuttavia molto numerose province italiane
hanno registrato produzioni basse o appena significative.





3.5.12. Distribuzione regionale della produzione da RU biodegradabili nel 2016

Produzione in ITALIA: 2.451 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 2,0
2,1 – 5,0

5,1 – 10,0

10,1 – 25,0

25,1 – 40,0

La Lombardia detiene il primato (37,3%) della produzione totale nazionale dalla frazione biodegradabile dei rifiuti nel
2016. Al Centro predomina il Lazio con il 6,7% e al Sud la Campania con il 14,1%.





3.5.13. Distribuzione provinciale della produzione da RU biodegradabili nel 2016

Produzione in ITALIA: 2.451 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 1,0

1,1 – 2,0

2,1 – 4,0

4,1 – 10,0

10,1 – 15,0

Nel 2016 le province con la quota più alta di produzione nazionale dalla frazione biodegradabile dei rifiuti urbani
sono Napoli e Brescia rispettivamente con il 14,1% e l’12,6%, seguite da Milano con il 10,4% e Torino con il
6,9%. Tutte le altre province italiane presentano valori più bassi o nulli.





3.5.14. Distribuzione regionale della produzione da altre biomasse* nel 2016

Produzione in ITALIA: 4.089 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 1,0

1,1 – 5,0

5,1 – 10,0

10,1 – 15,0

15,1 – 30,0

*Altre biomasse: biomasse solide diverse dai rifiuti

La distribuzione regionale della produzione nazionale da biomasse solide nel 2016 mostra una buona diffusione
nell’Italia settentrionale, dove si distingue il Piemonte con il 13,6%, l’Emilia Romagna con il 12,7%, il Veneto e la
Lombardia al 10,4%. In Italia centrale emerge il Lazio con una quota del 2,4%. Tra le regioni meridionali si distingue
invece la Calabria, che detiene il primato nazionale nel 2016 con il 29,2% della produzione nazionale.





3.5.15. Distribuzione provinciale della produzione da altre biomasse* nel 2016

Produ
uzione in ITALIA: 4.089 GW
Wh
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 1,0

1,1 – 3,0

3,1 – 5,0

5,1 – 10,0

10,1 – 21,0

*Altre biomasse: biomasse solide diverse dai rifiuti

Nel 2016, in termini di produzione nazionale da biomasse solide diverse dai rifiuti, nel Nord Italia forniscono il
contributo maggiore le Province di Ravenna (6,5%), Pavia (5,1%), Belluno (4,9%) e Ferrara (4,6%). Al Centro e al Sud la
produzione è concentrata in circa 30 Province, mentre nelle altre è del tutto assente.
La Provincia di Crotone, in Calabria, detiene il primato nazionale di produzione con il 19,3%; il discreto valore
conseguito a livello regionale dalla Sardegna, infine, è da attribuire principalmente alla Provincia di Carbonia–Iglesias
con il 4,8% del totale nazionale.





3.5.16. Distribuzione regionale della produzione da biogas nel 2016

Produzione in ITALIA: 8.259 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

fino a 0,5

0,6 – 3,0

3,1 – 8,0

8,1 – 13,0

13,1 – 20,0

20,1 – 35,0

Dall’analisi della distribuzione regionale della produzione 2016 da biogas è evidente come l’Italia settentrionale
fornisca il contributo predominante (81,2% del totale nazionale). Nel 2016 la prima regione è la Lombardia, con il
33,8%, seguita a notevole distanza da Emilia Romagna e Veneto (14,6% e 14,5%) e Piemonte (12,5%).





3.5.17. Distribuzione provinciale della produzione da biogas nel 2016

Prroduzione in ITALIA: 8.259 GW


Wh
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 0,5

0,5 – 1,5
1,6 – 3,0

3,1 – 6,0

6,1 – 10,0

A livello provinciale, la produzione da biogas è concentrata prevalentemente nelle provincie della Pianura Padana, con
Cremona che fornisce il contributo maggiore a livello nazionale nel 2016 (9,8%). Tra le province dell’Italia centrale il
dato più rilevante è quello di Roma (1,5%).





3.5.18. Distribuzione regionale della produzione da bioliquidi nel 2016

Produzione in ITALIA: 4.710 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

fino a 0,1

0,1 - 1,0

1,1 – 3,0

3,1 – 8,0

8,1 – 20,0

20,1 – 32,0

Nella distribuzione regionale della produzione da bioliquidi, nel 2016 la Puglia emerge come regione caratterizzata dal
maggior contributo percentuale 31,9% del totale nazionale). La Campania si attesta al 14,8% della produzione
nazionale; segue l’Emilia Romagna con il 13,1%.





3.5.19. Distribuzione provinciale della produzione da bioliquidi nel 2016

Produzione in ITALIA: 4.710 GWh


h
Suddivisione per classe
percentuale della produzione

assente

fino a 1,0

1,1 – 3,0

3,1 – 10,0

10,1 – 20,0

20,1 – 28,0

Osservando la situazione a livello provinciale si nota che la produzione da bioliquidi è presente in modo
significativo in poche realtà, situate prevalentemente in vicinanza di scali portuali.
Bari detiene il primato nel 2016 con il 26,2% della produzione totale; seguono la provincia di Ravenna (11,9%),
Napoli (12,4%), Brindisi (5,6%) e Nuoro (5,7%).





3.5.20. Bioliquidi sostenibili impiegati nel 2016

Ai sensi dell’art. 38, comma 1, del Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28, a partire dal 1° gennaio 2012 i bioliquidi
utilizzati a fini energetici possono ricevere incentivi ed essere computati per il raggiungimento degli obiettivi nazionali
solo se rispettano i criteri di sostenibilità stabiliti dal D.Lgs. 31 marzo 2011, n. 55 (i medesimi criteri della Direttiva
2009/28/CE).
All’atto dell’erogazione degli incentivi il GSE raccoglie informazioni sulla sostenibilità dei bioliquidi utilizzati e sulla
relativa filiera di produzione; queste informazioni sono presentate di seguito con l’obiettivo di illustrare la struttura
del mercato dei bioliquidi sostenibili in Italia (si assume che la generazione elettrica da bioliquidi sostenibili coincida
con quella incentivata dal GSE).
Nel 2016 si rileva un minor impiego di bioliquidi sostenibili rispetto all’anno precedente: da circa 1.065.500 tonnellate
a 1.016.852 tonnellate, per un decremento pari al -4,6% circa. I bioliquidi sostenibili rappresentano il 98,2% del totale
dei consumi di bioliquidi (dato rilevato da Terna), percentuale in lieve calo rispetto all’anno precedente (in cui si
registrava il 99,1%). Rispetto invece al 2013 si conferma una diffusione significativa dell’uso dei bioliquidi totali (+25%)
e dei bioliquidi sostenibili (+27%).

Consumi di bioliquidi sostenibili in Italia per tipologia

2013 2014 2015 2016

Consumo (t) % sul totale Consumo (t) % sul totale Consumo (t) % sul totale Consumo (t) % sul totale

Olio di palma 645.730 81% 735.558 77% 761.742 71% 674.783 66%
Olio di colza 41.423 5% 49.941 5% 87.469 8% 81.480 8%

Olio e grassi animali 30.949 4% 86.464 9% 66.979 6% 95.034 9%

Derivati da oli vegetali 47.195 6% 40.167 4% 47.550 4% 72.393 7%


Olio di soia 11.023 1% 19.367 2% 66.881 6% 62.240 6%

Olio di girasole 9.192 1% 16.826 2% 20.910 2% 16.616 2%

Olio vegetale generico 6.922 1% 3.837 0% 13.039 1% 13.926 1%

UCO 6.562 1% 1.425 0% 981 0% 381 0%

Totale 798.996 100% 953.585 100% 1.065.551 100% 1.016.852 100%

Nel 2016 l’olio di palma si conferma di gran lunga il bioliquido maggiormente utilizzato (674.783 tonnellate,
nonostante si osservi una riduzione pari a 11% rispetto al 2015), seguito dagli oli e grassi animali (95.034 tonnellate) il
cui impiego registra un aumento significativo rispetto al 2015 (+42%). Crescono in maniera considerevole anche gli
impieghi di derivati da oli vegetali (+52%), superando le 72.000 tonnellate; al contrario si assiste a un minore utilizzo di
olio di colza (-7%), olio di soia (-7%) e olio di girasole (-21%).
Osservando la quota di ogni materia prima sul totale dei consumi, si nota come nel 2016 l’olio di palma copra il 66%
del mercato, in calo rispetto al 71% dell’anno precedente. Al contempo registrano un aumento nei consumi di oli e





grassi animali che coprono nl 2016 quasi un decimo del totale e di derivati da oli vegetali (7% del totale). Sono invece
stabili le quote di mercato degli altri prodotti.

Bioliquidi sostenibili consumati in Italia per Paese di produzione e Paese di origine della materia prima nel 2016

Produzione bioliquido Origine della materia prima


Consumo Altri / Altri /
(tonn.) Italia Indonesia Malesia UE non noto Italia Indonesia Malesia UE non noto
Olio di palma 674.783 0% 73% 26% 0% 1% 0% 73% 27% 0% 0%

Olio di colza 81.480 5% 0% 0% 95% 0% 4% 0% 0% 96% 0%

Olio e grassi animali 95.034 97% 0% 0% 3% 0% 97% 0% 0% 3% 0%


Derivati da oli vegetali 72.393 97% 0% 0% 3% 0% 77% 7% 0% 12% 3%

Olio di soia 62.240 98% 0% 0% 2% 0% 97% 0% 0% 3% 0%


Olio di girasole 16.616 84% 0% 0% 16% 0% 77% 0% 0% 23% 0%

Olio vegetale generico 13.926 0% 0% 0% 100% 0% 0% 0% 0% 100% 0%

UCO 381 100% 0% 0% 0% 0% 31% 0% 0% 59% 10%

Totale 1.016.852 23,9% 48,4% 17,3% 9,9% 0,6% 22,1% 49,0% 17,9% 10,8% 0,2%

Oltre il 65% dei bioliquidi impiegati in Italia viene lavorato in Sud-est Asiatico da materie prime locali. Il 24% dei
bioliquidi viene lavorato all’interno dei confini nazionali, in forte crescita rispetto al 2015 (quando tale quote era pari
al 17%). In Italia è lavorata la totalità degli UCO e la quasi totalità dei derivati da oli vegetali, dell’olio di soia e degli oli
e dei grassi animali. A queste produzioni corrisponde quasi sempre una materia prima di origine nazionale.

Principali Paesi di produzione dei bioliquidi sostenibili e di origine della materia prima

Paese di produzione bioliquido Paese di origine della materia prima

2013 2014 2015 2016 2013 2014 2015 2016


Italia 13% 19% 17% 24% 11% 18% 17% 22%
Indonesia 52% 64% 54% 48% 53% 64% 55% 49%
Malesia 10% 9% 15% 17% 10% 9% 10% 18%
UE 3% 1% 7% 10% 4% 2% 7% 11%
Altri /non noto 22% 7% 6% 1% 23% 8% 10% 0%

Consumo (%) 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100%

Consumo (tonn.) 798.996 953.585 1.065.551 1.016.852 798.996 953.585 1.065.551 1.016.852

Analizzando invece l’evoluzione delle filiere di produzione dei bioliquidi sostenibili consumati degli ultimi quattro anni,
si osserva un incremento rilevante della quota di bioliquidi lavorati in Italia (dal 17% al 24%); rimane comunque
ampiamente maggioritaria la quota di bioliquidi prodotti in Indonesia e Malesia, in linea con gli anni passati.





Luogo di produzione dei bioliquidi sostenibili consumati in Italia per tipologia di bioliquido nel 2016

Altri /non noto


Luogo di produzione dei bioliquidi

UE

Malesia

Indonesia

Italia

0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000


Bioliquidi consumati (tonnellate)

Olio di palma Olio di colza Derivati da oli vegetali UCO


Olio e grassi animali Olio di soia Olio di girasole Olio vegetale generico

Luogo di origine delle materie prime utilizzate per la produzione dei bioliquidi sostenibili consumati in Italia per
tipologia di bioliquidi

Altri /non noto

UE
Luogo di origine delle materie prime

Malesia

Indonesia

Italia

0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000


Bioliquidi consumati (tonnellate)
Olio di palma Olio di colza Olio e grassi animali Derivati da oli vegetali
Olio di soia Olio di girasole Olio vegetale generico UCO

Nel 2016, come negli anni precedenti, il luogo di origine delle materie prime coincide sostanzialmente con il luogo in
cui vengono lavorate. Nel Sud-est Asiatico viene prodotto e lavorato esclusivamente olio di palma, mentre in Italia
sono prodotti bioliquidi da materie prime residuali (oli e grassi animali, UCO, derivati da oli vegetali) o oli vegetali di
produzione nazionale.





Bioliquidi sostenibili consumati in Italia per dimensioni dell’impianto di produzione elettrica

Bioliquidi impiegati (t)


Potenza efficiente Oli e grassi Derivati da oli Olio di Olio vegetale
netta (MW) Olio di Palma animali Olio di colza vegetali Olio di soia girasole generico UCO Totale

0-1 2.582 40.095 76.621 - 54.654 16.426 8.691 - 199.069


1-5 4.885 20.507 4.766 772 11 125 662 - 31.728

>5 667.316 34.432 93 71.621 7.575 65 4.572 381 786.056

Totale 674.783 95.034 81.480 72.393 62.240 16.616 13.926 381 1.016.852

Gli impianti con potenza inferiore a 1 MW impiegano come bioliquido principalmente olio di colza, olio di soia e oli e
grassi animali.
Gli impianti con potenza compresa tra 1 MW e 5 MW hanno consumi quantitativamente poco rilevanti (3% del totale),
confermando quanto emerso negli anni precedenti. Gli impianti con potenza superiore ai 5 MW, infine, sono
principalmente alimentati da olio di palma.





3.6. Geotermica





3.6.1. Numerosità e potenza degli impianti geotermoelettrici

2016 / 2015
2015 2016 Variazione %

Classi di potenza (MW) n° MW n° MW n° MW


P ч 20 27 444,4 27 430,9 0,0 -3,0
20 < P ч 40 3 114,6 3 114,7 0,0 0,1
P > 40 4 262,0 4 269,0 0,0 2,7
Totale 34 821,0 34 814,6 0,0 -0,8
Fonte: Terna.

Nella tabella sono riportate numerosità e potenza efficiente lorda degli impianti geotermoelettrici in esercizio in Italia.
Negli ultimi due anni il numero e la potenza installata degli impianti geotermoelettrici sono rimasti immutati. Gli
impianti più numerosi sono quelli con potenza minore o uguale a 20 MW, che rappresentano il 54,1% della potenza
totale degli impianti geotermoelettrici.
I tre impianti appartenenti alla classe tra 20 e 40 MW concentrano il 14,0% della potenza totale.
La classe di potenza superiore a 40 MW in termini di numerosità copre il 11,8% del totale in termini di numerosità e il
31,9% in potenza.





3.6.2. Evoluzione della potenza e della numerosità degli impianti


geotermoelettrici

Potenza Eff.Lorda (MW) Numero Impianti


821 821 815
772 772 772 773
737
707 711 711 711 711
681

34 33 33 33 34 34 34 34
31 31 31 31 31 32

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Fonte: Terna.

Nel grafico sono riportati numerosità e potenza efficiente lorda degli impianti geotermoelettrici in esercizio in Italia tra
il 2003 e il 2016. La variabilità negli anni è molto limitata; fanno eccezione gli ultimi quattro anni, nei quali la potenza
installata è aumentata da 773 MW a 815 MW (+5,4%).

La potenza media unitaria del parco impianti installato in Italia nel 2016 è pari a 24,0 MW.

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Taglia media
20,8 20,8 22,0 22,9 22,9 22,9 22,9 23,0 23,4 23,4 23,4 22,7 24,1 24,1 24,0
imp ianti MW





3.6.3. Distribuzione provinciale degli impianti geotermoelettrici nel 2016

Regione Toscana
N° impianti = 34
Potenza = 815 MW
Produzione = 6.289 GWh

A fine 2016, impianti geotermoelettrici sono presenti nel territorio della sola regione Toscana e in particolare nelle
province di Pisa (nella quale si concentra il 50,8% della produzione totale), Siena (25,3%) e Grosseto (23,9%).





3.6.4. Evoluzione della produzione geotermica

GWh
6.289
6.185
5.916
5.520 5.654 5.592 5.659
5.325 5.527 5.569 5.342 5.376
5.341 5.437

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

La sostanziale stabilità nella potenza installata tra il 2003 e il 2016 ha prodotto variazioni piuttosto contenute della
produzione lorda; il tasso medio annuo, in particolare, è pari al 2,2%.

Nel 2016 la produzione da impianti geotermoelettrici è stata pari a 6.289 GWh, in aumento del 1,7% rispetto all’anno
precedente.
Il contributo della fonte geotermica alla produzione totale rinnovabile ha mostrato una certa variabilità negli anni,
passando dal 9% del 2000 al valore massimo del 12% del 2007, per poi scendere al minimo del 5% del biennio 2013–
2014, a causa della produzione progressivamente crescente da tutte le altre fonti rinnovabili.
Il contributo della produzione geotermica alla produzione totale di energia elettrica in Italia rimane invece più
costante, collocandosi, nell’arco temporale analizzato, nella fascia 1,6-2,2%.





3.6.5. Distribuzione % delle ore di utilizzazione degli impianti geotermoelettrici

100%

80%

60%

40%

20%

0%
0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 7.000 8.000 9.000
Ore di utilizzazione

La fonte geotermica è caratterizzata da una disponibilità pressoché costante nel corso dell’anno; di conseguenza, in
confronto agli altri impianti alimentati da fonti rinnovabili, le prestazioni degli impianti geotermoelettrici risultano le
migliori in termini di producibilità.
Nel 2016, in particolare, il 50% degli impianti ha prodotto per circa 7.498 ore equivalenti, un valore significativamente
maggiore rispetto al 2015 (7.167 ore).
Le ore di utilizzazione medie, infine, nel 2016 risultano pari a 7.720: si tratta del valore in assoluto più elevato
registrato negli ultimi 4 anni (erano 7.534 ore nel 2015, 7.206 ore nel 2014 e 7.321 ore nel 2013).



 


4. SETTORE TERMICO



 


4.1. Premessa

Il capitolo presenta dati statistici sui consumi di energia da fonti rinnovabili nel settore Termico, aggiornati al 2016,
13
rilevati dal GSE applicando le definizioni e i criteri definiti da Eurostat, IEA e UNECE; come per il settore Elettrico,
vengono presentati anche alcuni approfondimenti relativi al monitoraggio dei target di impiego di FER fissati dalla
Direttiva 2009/28/CE.
La rilevazione si concentra sulla misurazione dei diversi prodotti energetici ottenuti da fonti rinnovabili forniti agli usi
finali per riscaldamento. In particolare, sono presentati dati statistici relativi:

ƒ ai consumi finali di energia termica proveniente da impianti geotermici, collettori solari, pompe di calore,
caldaie, camini, ecc. alimentati da bioenergie, rilevati nel settore residenziale e nel settore non residenziale
(imprese agricole, industriali e dei servizi). Tali consumi (o usi) finali vengono qui definiti anche consumi
diretti delle fonti;
ƒ alla produzione di calore derivato (derived heat), ovvero il calore prodotto in impianti di trasformazione
14
energetica alimentati da fonti rinnovabili e ceduto/venduto a terzi, sia attraverso reti di teleriscaldamento
(TLR) sia attraverso la vendita diretta a un singolo utente o a un numero ristretto di utenti (ad esempio
ospedali, centri commerciali, ecc.; in genere tali impianti sono gestiti da società di servizi energetici). Come
è noto, gli impianti di produzione di calore derivato possono operare in assetto cogenerativo (impianti CHP
– Combined Heat and Power) oppure essere destinati alla sola produzione di energia termica (impianti only
heat).

Per la contabilizzazione dei consumi diretti viene considerato il contenuto energetico della fonte impiegata, mentre
per le attività di trasformazione devono essere misurate le fonti energetiche secondarie da queste prodotte, dunque –
nel caso della presente rilevazione – il calore derivato. In altre parole, se un determinato quantitativo di combustibile
(ad esempio biomassa solida) è utilizzato in un impianto di produzione di calore derivato, viene contabilizzata l’energia
termica prodotta; se invece è utilizzato in modo diretto da una famiglia o da un’impresa, deve essere considerato il
contenuto energetico del combustibile stesso, calcolato attraverso il relativo potere calorifico inferiore (PCI).

Rispetto al settore Elettrico – in cui le produzioni sono rilevate in modo puntuale, applicando procedure e convenzioni
consolidate – l’operazione di rilevazione e contabilizzazione dei consumi di energia da fonti rinnovabili nel settore
Termico risulta più complessa e articolata. Al variare della fonte rinnovabile, ad esempio, variano le modalità con cui



13
Fa eccezione il calore derivato prodotto da impianti di cogenerazione, rilevato da Terna.
14
Per trasformazione energetica si intende un processo attraverso il quale fonti energetiche primarie sono convertite in fonti secondarie che
vengono consegnate all’utenza finale. Ad esempio, sono attività di trasformazione la produzione di energia elettrica a partire dalle fonti primarie e,
di particolare interesse per il presente capitolo, la produzione di energia termica da appositi impianti di trasformazione erogata a terzi (ad esempio
il calore prodotto e distribuito tramite reti di teleriscaldamento), definito da Eurostat derived heat (calore derivato).



 


viene prodotta l’energia e, di conseguenza, le grandezze che descrivono il fenomeno oggetto di osservazione: in alcuni
casi si rileva la produzione di impianti, in altri la potenza o la superficie di apparecchi, e così via.
Fatta eccezione per il calore derivato, inoltre, non esiste una “rete” nella quale viene immessa (e misurata) l’energia
termica prodotta dai numerosi impianti per riscaldamento disseminati sul territorio (si pensi ad esempio a camini,
stufe e caldaie a legna utilizzate nel settore domestico): di conseguenza, i consumi diretti di fonti rinnovabili per la
produzione di energia termica sono misurati puntualmente solo negli impianti di maggiori dimensioni, mentre negli
altri casi la ricostruzione viene effettuata attraverso indagini campionarie, oppure applicando criteri di stima che
combinano dati di mercato, dati amministrativi, parametri tecnici, ecc.

Per tutti i consumi di FER nel settore Termico, il dato rilevato e presentato nelle tabelle coincide con il dato utile ai fini
del monitoraggio degli obiettivi nazionali fissati dalla Direttiva 2009/28/CE; fanno eccezione i bioliquidi, che, ai fini del
monitoraggio, possono essere contabilizzati solo quando rispettano i criteri di sostenibilità fissati dall’articolo 17 della
stessa Direttiva (in questo caso si forniscono informazione sia sui bioliquidi complessivi che sui soli bioliquidi
sostenibili).

Il prospetto che segue presenta le diverse grandezze rilevate al fine di descrivere, dal punto di vista statistico, il
complesso degli impeghi delle fonti energetiche rinnovabili nel settore Termico.



 


Energia da fonti rinnovabili nel settore termico: quadro generale di riferimento

Fonte rinnov abile Tecnologia Grandezza rilev ata

Impianti del settore


della
Produzione lorda1 di energia termica destinata alla vendita a terzi, ad
trasformazione
Tutte le fonti rinnovab ili esempio tramite reti di teleriscaldamento (calore derivato secondo la
energetica
terminologia Eurostat)
(cogeneratori,
caldaie, ecc.)

Energia termica prodotta dai collettori solari, consumata dalle diverse


Solare Collettori solari categorie di utenti finali2
(consumi diretti )

Energia termica contenuta nella biomassa solida3 , consumata dalle


Biom assa Caminetti, stufe e
solida caldaie diverse categorie di utenti finali2
(consumi diretti )

Frazione Energia termica contenuta nella frazione biogenica dei rifiuti speciali o
b iodegradab ile Caldaie urbani3, consumata dalle diverse categorie di utenti finali2
dei rifiuti (consumi diretti )
Bioenergie

Energia termica contenuta nei bioliquidi3 , consumata dalle diverse


Bioliquidi Caldaie categorie di utenti finali2
(consumi diretti )

Energia termica contenuta nei biogas 3, consumata dalle diverse


Biogas Caldaie categorie di utenti finali2
(consumi diretti )

Impianti di prelievo Energia termica ottenuta prelevando acqua o vapore dal sottosuolo,
Geoterm ica 4 e uso diretto di consumata dalle diverse categorie di utenti finali2
5
fluidi geotermici (consumi diretti )

Energia termica prelevata dall'aria ambiente, dall'acqua superficiale,


Geoterm ica 6, Aeroterm ica, dall'acqua di falda o dal terreno, consumata dalle diverse categorie di
Pompe di calore
Idroterm ica utenti finali2, solo per il riscaldamento degli ambienti
(energia rinnovabile fornita da pompe di calore )

1
Nel presente Rapporto è rilevata la produzione lorda di calore derivato, in coerenza con l'impostazione della Direttiva 2009/28 /CE che inserisce tale voce
nei Consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili (numeratore dell'indicatore-obiettivo oggetto di monitoraggio).
2
Famiglie, industria, servizi, agricoltura, ecc.
3
L'energia termica è calcolata come prodotto tra il potere calorifico inferiore del combustibile e le quantità utilizzate.
4
Si intende qui l'uso della fonte geotermica (acqua di falda o terreno stesso) disponibile a temperatura sufficientemente elevata per il consumo finale.
5
Esclusi gli impianti con pompa di calore, in coerenza con quanto indicato dalla Direttiva 2009/28 /CE, di cui alla riga successiva della tabella.
6
Si intende qui l'uso della fonte geotermica (acqua di falda o terreno stesso) disponibile a temperatura inferiore a quella richiesta per il consumo finale,
utilizzata esclusivamente per il riscaldamento (uso invernale ).



 


4.2. Dati di sintesi





4.2.1. Fonti rinnovabili nel 2016 nel settore Termico

Consumi di calore derivato


Consumi Variaz. % sul
TJ Impianti di sola Totale
diretti Impianti di 2015
produzione
cogenerazione
termica

Geotermica 5.222 810 - 6.032 8,5%

Solare 8.379 3 - 8.383 5,4%

Frazione biodegradabile dei rifiuti 9.672 - 5.426 15.098 1,4%

Biomassa solida 268.041 3.251 18.898 290.191 -2,8%

Bioliquidi - 11 1.814 1.825 3,0%

- di cui sostenibili - - 1.754 1.754 0,4%


Biogas 1.842 9 8.699 10.551 0,8%

Pompe di calore 109.219 - - 109.219 0,9%

Totale 402.376 4.084 34.837 441.298 -1,4%

Totale ai fini del monitoraggio


402.376 4.073 34.778 441.227 -1,4%
obiettivi UE (dir. 2009/28/CE)
Fonte: GSE; Terna per gli impianti di cogenerazione.

Nel 2016 i consumi di energia da fonti rinnovabili nel settore Termico rilevati in Italia ammontano a circa 441.300 TJ
(10,54 Mtep); il dato si riduce di 70 TJ se si considera la grandezza utile ai fini del monitoraggio degli obiettivi UE, che
comprende i soli bioliquidi sostenibili.
Rispetto al 2015 si regista una flessione dei consumi complessivi di circa 6.200 TJ (-1,4%); tale dinamica è legata alla
contrazione dei consumi di biomassa solida, principalmente a causa del clima meno freddo e al conseguente minore
fabbisogno di calore. Tutte le altre fonti registrano invece lievi incrementi.
Il 92% circa dell’energia termica viene consumato in modo diretto da famiglie e imprese; il restante 8% rappresenta la
produzione di calore derivato, ovvero calore prodotto in impianti di trasformazione energetica alimentati da fonti
rinnovabili e ceduto/venduto a terzi, principalmente attraverso reti di teleriscaldamento. Il 90% del calore derivato è
prodotto in impianti che operano in assetto cogenerativo, il restante 10% in impianti destinati alla sola produzione di
calore.
Considerando sia i consumi diretti che il calore derivato prodotto, la fonte rinnovabile più utilizzata in Italia è la
biomassa solida (compresa la frazione biodegradabile dei rifiuti), che concentra poco meno di due terzi dei consumi
totali (66% circa); molto rilevante è anche il contributo dell’energia fornita da pompe di calore (poco sotto il 25%),
mentre l’incidenza delle altre fonti considerate insieme si ferma a quota 9,5%.





4.2.2. Consumi diretti di fonti rinnovabili nel 2016 nel settore Termico per fonte

Frazione
Geotermica Solare biodegra-
1,3% 2,1% dabile dei
Pompe di rifiuti
calore 2,4%
27,1%

Biogas
0,5%

Biomassa
solida
66,6%

Poco più di 402.000 TJ (9.611 ktep) di fonti rinnovabili, nel 2016, sono consumati in modo diretto, da famiglie e
imprese, mediante l’utilizzo di un’ampia gamma di impianti e apparecchi tradizionali o innovativi (stufe, caldaie,
apparecchi a pompa di calore, collettori solari termici, ecc.).
Tra le fonti, i contributi più rilevanti provengono dagli impieghi di biomassa solida, legati alla grande diffusione di
apparecchi alimentati da legna da ardere e pellet (soprattutto nel settore residenziale), con un consumo complessivo
di oltre 268.000 TJ (6,4 Mtep, pari al 66,6% dei consumi diretti totali), che salgono a 278.000 se si considera anche la
frazione biodegradabile dei rifiuti.
Con circa 109.000 TJ (2,6 Mtep) di energia rinnovabile fornita, nel 2016 le pompe di calore hanno un’incidenza di oltre
il 27% dei consumi diretti totali; seguono i rifiuti, la fonte solare, la fonte geotermica e i biogas, tutti con contributi
inferiori al 3% dei consumi.





4.2.3. Calore derivato prodotto da fonti rinnovabili in unità di sola generazione


termica
Quantità di combustibile o fonte energetica
Calore prodotto
utilizzata
(TJ)
(TJ)

2012 2013 2014 2015 2016 2012 2013 2014 2015 2016

Solare 1 2 2 2 4 1 2 2 2 3
Biomasse solide 4.433 3.993 3.452 3.771 4.107 3.078 3.092 2.716 2.940 3.251

Bioliquidi totali .. .. 13 10 12 .. .. 11 9 11

di cui sostenibili - - - - - - - - - -

Biogas (*) 15 14 16 14 12 12 11 13 11 9
Geotermica (**) 1.300 1.301 1.529 1.560 1.619 650 650 764 780 810

Totale 5.750 5.311 5.012 5.358 5.754 3.741 3.755 3.506 3.742 4.084
Totale ai fini del
monitoraggio ob. UE 5.749 5.310 4.999 5.347 5.742 3.741 3.755 3.495 3.733 4.073
(dir. 2009/28/CE)
(*) Questa voce comprende biogas da discarica, biogas da fanghi di depurazione e altri biogas.
(**) Su indicazione di IEA, il dato relativo alla quantità di fonte geotermica utilizzata per la produzione di calore è assunto pari al doppio della
quantità di calore prodotto.

La produzione di calore derivato delle unità di sola generazione termica alimentate da FER è rilevata dal GSE
attraverso indagini dirette condotte presso:
ƒ gestori di impianti di sola generazione termica, alimentati da fonti rinnovabili, collegati a reti di
teleriscaldamento;
ƒ società di servizi energetici che gestiscono impianti di sola produzione di calore alimentati da fonti
rinnovabili, non collegati a reti di teleriscaldamento.
I dati riportati nelle tabelle sono il risultato di elaborazioni sui dati dei questionari, opportunamente verificati e
integrati con elaborazioni basate sulle informazioni fornite dagli uffici delle Regioni e delle Province autonome.

Il dato di produzione di calore derivato rilevato per il 2016 è pari a 4.084 TJ (4.073 TJ se si fa riferimento alla grandezza
utile ai fini del monitoraggio degli obiettivi UE, che considera i soli bioliquidi sostenibili), costituito principalmente da
calore prodotto da impianti alimentati da biomasse solide (79,6%) e dalla risorsa geotermica (19,8%); rispetto al 2015
si registra una crescita complessiva di circa 340 TJ (+9%), associata principalmente agli impianti alimentati da biomassa
solida.





4.2.4. Consumi di calore derivato prodotto da fonti rinnovabili in unità di sola


generazione termica nel 2016
Usi propri /
consumi
Perdite di ausiliari*
distribuzione 0,3%
24,5%

Residenziale
38,8%

Servizi Industria
34,1% 2,2%

(*) Calore utilizzato all’interno degli impianti (riscaldamento ambienti, riscaldamento di combustibili liquidi, essiccazione, ecc.) e perdite di
distribuzione interne agli impianti.

Il grafico illustra la distribuzione tra macro-settori dei 4.084 TJ di calore derivato complessivamente prodotto in Italia
nel 2016 da impianti di sola generazione termica alimentati da fonti rinnovabili. Poco meno del 73% del calore è
concentrato nel settore residenziale (39%) e in quello dei servizi (34%); risultano invece assai più contenuti gli usi del
settore industriale e gli usi propri/ausiliari. Le perdite di distribuzione si attestano al 24,5%.

Si riportano infine, per completezza, i dati sulla produzione di calore derivato degli impianti che operano in assetto
cogenerativo (CHP), rilevata da Terna. La produzione dell’insieme delle fonti ammonta, nel 2016, a 34.837 TJ (832
ktep); scende a 34.778 TJ se si considerano i soli bioliquidi sostenibili.

Calore derivato prodotto da fonti rinnovabili in unità cogenerative (CHP) in Italia (TJ) 

Fonti rinnovabili 2012 2013 2014 2015 2016


Biomasse solide
(inclusa la quota rinnovabile dei rifiuti) 14.345 22.059 25.672 23.800 24.324

Bioliquidi 912 980 1.379 1.762 1.814

- di cui bioliquidi sostenibili 883 865 1.284 1.747 1.754

Biogas 5.800 8.406 9.984 8.593 8.699

Totale 21.057 31.445 37.035 34.155 34.837


Totale ai fini del monitoraggio ob. UE (dir.
2009/28/CE) 21.028 31.330 36.940 34.140 34.778

Fonte: Terna S.p.A. (per i bioliquidi sostenibili elaborazioni GSE su dati Terna)





4.2.5. Consumi di calore derivato prodotto da fonti rinnovabili nelle regioni e


nelle province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 1.797 4.760 5.439 5.333 5.751 14,8%
Valle d'Aosta 130 217 129 264 291 0,7%
Lombardia 7.127 11.369 10.961 11.720 12.011 30,9%
Liguria 18 24 34 28 18 0,0%
Provincia di Trento 417 465 468 598 604 1,6%
Provincia di Bolzano 2.809 2.913 3.204 3.175 4.079 10,5%
Veneto 2.515 3.516 4.202 4.154 4.217 10,9%
Friuli Venezia Giulia 270 310 380 630 637 1,6%
Emilia Romagna 4.394 5.533 6.404 5.166 4.488 11,6%
Toscana 855 925 1.093 1.299 1.234 3,2%
Umbria 46 72 71 354 397 1,0%
Marche 76 87 130 92 97 0,3%
Lazio 1.796 1.932 1.887 1.979 1.714 4,4%
Abruzzo 152 122 192 172 113 0,3%
Molise 223 0 0 104 181 0,5%
Campania 338 423 567 676 707 1,8%
Puglia 208 329 199 215 373 1,0%
Basilicata 117 126 221 263 247 0,6%
Calabria 510 1.004 1.875 342 412 1,1%
Sicilia 0 8 1.762 48 1.150 3,0%
Sardegna 970 952 1.217 1.261 132 0,3%

ITALIA 24.769 35.085 40.435 37.873 38.851 100%

La tabella illustra la distribuzione regionale dei 38.851 TJ di calore derivato complessivamente prodotto in Italia nel
15
2016 da fonti rinnovabili (34.778 TJ in unità cogenerative e 4.073 TJ in unità di sola generazione termica).
La Lombardia concentra poco meno del 31% della produzione complessiva di calore derivato, seguita da Piemonte
(14,8%), Emilia Romagna (11,6%), Veneto (10,9%) e Bolzano (10,5%).



15
Si considera la produzione da bioliquidi sostenibili.




4.2.6. Distribuzione regionale dei consumi di calore derivato prodotto da fonti


rinnovabili nel 2016 (%)

Consumi ITALIA: 38.851 TJ


Min Max






4.3. Solare





4.3.1. Definizioni e metodo

La grandezza oggetto di rilevazione è l’energia fornita dal complesso degli impianti installati in Italia in grado di
trasformare l'energia irradiata dal sole in energia termica, utilizzabile - ad esempio - per la produzione di acqua calda
16
adatta agli usi domestici (acqua calda sanitaria / ACS) o per il riscaldamento stagionale di piscine . Rientrano nella
definizione, dunque, le diverse tipologie di collettori/pannelli solari (pannelli solari piani/scoperti o
tubolari/sottovuoto), sia a circolazione naturale che forzata, destinati alla fornitura di sola ACS o combinati, compresi
quelli utilizzati per la produzione di calore derivato.

La metodologia per il calcolo dell’energia fornita dai collettori solari, approvata dal Decreto 14 gennaio 2012 del
Ministero dello Sviluppo economico, è basata su algoritmi specificamente indicati dal Solar Heating&Cooling
Programme dell’International Energy Agency (SHC-IEA). Il consumo finale di energia, in particolare, si ottiene dalla
combinazione tra tre dati di input:
ƒ superficie complessiva dei collettori solari installati sul territorio nazionale, ricavata da informazioni di
17
mercato fornite annualmente dai produttori di pannelli solari ;
ƒ irradiazione globale annua sul piano orizzontale, definita dalla norma UNI 10349;
ƒ rendimento medio annuo dei collettori, proposto dalla stessa IEA per i diversi Paesi. Per l’intero territorio
italiano si considera il rendimento medio europeo calcolato dal SHC-IEA, pari a 0,42.

Per una maggiore accuratezza, il dato nazionale si ottiene dalla somma dei valori calcolati per ciascuna regione e
provincia autonoma. In particolare, sono eseguite le seguenti operazioni:
ƒ la superficie complessiva dei collettori installati in Italia è ripartita tra le diverse regioni combinando
opportunamente i dati disponibili sulla ripartizione degli incentivi nazionali (Titoli di Efficienza Energetica;
detrazioni fiscali; Conto Termico) con informazioni sulle forme di incentivazione locale non cumulabili con
quelle nazionali, fornite annualmente al GSE dalle diverse Amministrazioni regionali (si effettuano accurate
analisi per eliminare sovrapposizioni tra dati nazionali e regionali);
ƒ viene utilizzato un valore di irradiazione specifico per ciascuna regione e provincia autonoma, considerando
rappresentativa l’irradiazione attribuita dalla norma UNI 10349 al comune capoluogo della
regione/provincia stessa (si vedano i paragrafi successivi).

Considerando una vita utile media dei collettori pari a 20 anni, lo stock complessivo di un determinato anno t è
calcolato come somma delle superfici installate tra l’anno t-19 e lo stesso anno t; per quest’ultimo anno è applicato un
coefficiente di riduzione (0,75) per tener conto dell’utilizzo effettivo attribuibile all’anno di acquisto.



16
Più precisamente, deve essere contabilizzata l’energia fornita dagli impianti solari al fluido di scambio (in genere acqua).
17
Si assume che, in ciascun anno, superfici vendute e superfici installate siano coincidenti.





4.3.2. Energia termica da fonte solare

2012 2013 2014 2015 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ)

Consumi diretti 6.503 7.040 7.517 7.953 8.379

Residenziale 4.812 5.210 5.562 5.885 6.201

Commercio e servizi 1.301 1.408 1.503 1.591 1.676

Industria 325 352 376 398 419

Agricoltura 65 70 75 80 84

Produzione di calore derivato 1 2 2 2 3


da impianti di sola produzione termica 1 2 2 2 3

Totale 6.504 7.042 7.519 7.955 8.383


(*) i l da to è di fonte Terna

Alla fine del 2016 risultano installati in Italia circa 3,9 milioni di metri quadrati di collettori solari termici (in termini di
18
superficie di apertura ). Lo stock di pannelli installati si concentra principalmente nel settore residenziale; secondo le
informazioni fornite dalle associazioni di produttori, i collettori più diffusi in Italia risultano quelle piani, destinati alla
produzione di acqua calda sanitaria.

L’energia termica complessiva ottenuta in Italia nel corso del 2016 dallo sfruttamento dell’energia solare ammonta a
8.383 TJ, corrispondenti a circa 200 ktep; i consumi effettivi coincidono con i consumi da rilevare ai fini del
monitoraggio degli obiettivi UE. Si tratta quasi esclusivamente di consumi diretti (8.379 TJ), in crescita del 5,4%
rispetto al 2015 e del 23,6% rispetto al 2012. La produzione di calore derivato da impianti solari di sola generazione
termica è, invece, ancora molto limitata (3,4 TJ).



18
La superficie di apertura deli collettori solari è ricavata riducendo convenzionalmente del 10% la superficie lorda dei pannelli stessi. Il dato fa
riferimento alle superfici di apertura che risultano complessivamente installate alla fine di ciascun anno solare, mentre, come precisato, per il
calcolo dell’energia fornita dai collettori si applica un coefficiente di riduzione alla superficie installata nell’ultimo anno.





4.3.3. Consumi diretti di energia termica da fonte solare nel 2016

Industria Agricoltura
5%
1%

Commercio e
servizi
20%

Residenziale
74%

Il 74% dei 8.379 TJ di energia fornita nel 2016 dai collettori solari termici e consumata in modo diretto in Italia si
concentra nel settore residenziale (principalmente apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria); il 20% è
relativo invece al settore del commercio e dei servizi (un’applicazione frequente, in questo caso, riguarda gli impianti
sportivi). Assai più modesta, infine, è l’incidenza dei consumi nel settore industriale e in agricoltura (rispettivamente
circa 5% e 1% del totale).





4.3.4. Superfici installate di collettori solari termici ed energia fornita

Superficie di apertura (1000 mq) 8.383


7.955
Energia (TJ) 7.519
7.042
6.504

3.724 3.891
3.538
3.318
3.018

2012 2013 2014 2015 2016

Il grafico riporta un confronto tra il trend recente di crescita delle superfici di collettori solari termici installate in
19
Italia e quello dell’energia complessivamente fornita. Tra il 2012 e il 2016 la superficie complessiva installata dei
pannelli solari termici è aumentata di circa 873.000 mq, l’energia fornita di circa 1.880 TJ; in entrambi i casi la
variazione si attesta intorno a +29%.



19
Il dato rappresentato nel grafico fa riferimento alle superfici di apertura che risultano complessivamente installate alla fine di ciascun anno solare,
mentre, come precisato, per il calcolo dell’energia fornita dai collettori si applica un coefficiente di riduzione alla superficie installata nell’ultimo
anno.





Irradiazione associata a ciascuna regione e provincia autonoma per il calcolo dei consumi
diretti di energia termica da fonte solare

La figura mostra il valore di irradiazione specifico applicato per i calcoli a ciascuna regione e provincia autonoma;
come già precisato, è stata considerata come rappresentativa l’irradiazione attribuita dalla norma UNI 10349 al
comune capoluogo della regione/provincia stessa.

2
È immediato verificare come il valore di kWh/m /anno sia strettamente collegato alla localizzazione geografica, con le
regioni meridionali caratterizzate da valori più elevati rispetto alle aree centro-settentrionali del Paese.





4.3.5. Consumi diretti di energia termica da fonte solare nelle regioni e nelle
province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 473 626 694 714 755 9,0%
Valle d'Aosta 58 60 64 75 79 0,9%
Lombardia 684 1.140 1.343 1.455 1.332 15,9%
Liguria 114 109 143 143 165 2,0%
Provincia di Trento 372 508 516 523 527 6,3%
Provincia di Bolzano 468 498 459 450 445 5,3%
Veneto 937 971 1.181 1.205 1.238 14,8%
Friuli Venezia Giulia 369 356 402 421 457 5,5%
Emilia Romagna 399 463 532 572 621 7,4%
Toscana 530 476 497 505 530 6,3%
Umbria 107 101 91 94 108 1,3%
Marche 129 121 131 148 161 1,9%
Lazio 352 353 327 332 344 4,1%
Abruzzo 72 73 80 87 97 1,2%
Molise 20 19 18 21 27 0,3%
Campania 296 211 170 197 235 2,8%
Puglia 334 268 247 294 365 4,4%
Basilicata 30 30 28 34 47 0,6%
Calabria 154 128 113 131 169 2,0%
Sicilia 245 229 202 258 358 4,3%
Sardegna 362 299 277 295 318 3,8%

ITALIA 6.503 7.040 7.517 7.953 8.379 100%

Le regioni caratterizzate da consumi diretti più elevati di energia fornita da collettori solari termici sono la Lombardia,
che concentra il 16% del totale nazionale, il Veneto (14,8%) e il Piemonte (9,0%), seguite da Trento (6,3%), Toscana
(6,3%) e Bolzano (5,7%). Complessivamente, le 8 regioni meridionali (Sud e Isole) hanno un peso sui consumi
complessivi del Paese pari al 19,3%.





4.3.6. Distribuzione regionale dei consumi diretti di energia termica da fonte


solare nel 2016 (%)

Consumi ITALIA: 8.379 TJ


Min Max





4.4. Biomassa solida





4.4.1. Definizioni e metodo

Le grandezze oggetto di rilevazione sono costituite:


ƒ dal calore derivato prodotto da impianti alimentati da biomassa solida. In particolare, il calore derivato
prodotto in cogenerazione è rilevato da Terna, mentre il calore derivato prodotto dagli impianti di sola
generazione termica è rilevato dal GSE;
ƒ dal contenuto energetico della biomassa solida consumata in modo diretto dai consumatori finali (famiglie,
imprese) per la sola produzione di calore, ricostruita dal GSE.

Il calcolo dei consumi diretti di energia da biomassa solida, basato sulla metodologia approvata dal Decreto 14
gennaio 2012 del Ministero dello Sviluppo economico, viene sviluppato sulla base dei quantitativi di biomassa
utilizzata e del relativo potere calorifico inferiore (PCI).

Per quanto riguarda i consumi diretti nel settore residenziale, in particolare, il dato è calcolato a partire dai risultati
dell’indagine effettuata nel 2013 dall’Istat, con la collaborazione di ENEA, sui consumi energetici delle famiglie, che
rileva – tra le numerose altre informazioni – il consumo di legna da ardere e pellet delle famiglie italiane per
riscaldamento nelle prime case, con riferimento all’anno 2013. I risultati dell’indagine sono stati elaborati dal GSE sia
per rivedere la serie storica dei consumi residenziali di biomassa per gli anni precedenti, sia per stimare quelli
successivi, tenendo conto nel calcolo:
ƒ delle variazioni climatiche tra i diversi anni, misurate in termini di gradi-giorno 20 (si veda l’approfondimento
in Appendice);
ƒ dei consumi di legna da ardere e pellet associabili alle seconde case utilizzate per vacanza, non coperte
dell’indagine Istat;
ƒ delle progressive variazioni dello stock di apparecchi (caldaie, stufe, ecc.), che varia nel tempo in funzione
delle vendite (i dati di mercato del settore sono forniti dalle associazioni di categoria), da un lato, e della
dismissione degli impianti obsoleti, dall’altro.

Per quanto riguarda i poteri calorifici inferiori, non essendo attualmente disponibili informazioni dettagliate su qualità
e livello di umidità della legna utilizzata, si fa necessariamente riferimento ai parametri indicati nel Manual for
statistics on energy consumption in households, predisposto da Eurostat nel 2013; in particolare, il PCI applicato alla
legna da ardere è il valore standard attribuito al legno di latifoglie (13,911 MJ/kg), mentre il PCI applicato al pellet è
pari a 17,284 MJ/kg.



20
Per gradi-giorno di una località si intende la somma delle differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente
fissata dalla normativa di settore, e la temperatura media esterna giornaliera. Per i calcoli sono stati utilizzati i valori dei gradi-giorno determinati
per ogni anno dal Joint Research Center (IPSC/Agrifish Unit/MARS-STAT Action), science service della Commissione europea.





Per quanto riguarda invece i consumi diretti di biomassa in settori diversi dal residenziale (agricoltura, terziario,
industria), le diverse grandezze oggetto di rilevazione sono ricostruite sulla base delle informazioni contenute in un
catasto degli impianti sviluppato dal GSE mediante la raccolta, integrazione e armonizzazione di diverse fonti di dati e
informazioni disponibili, a livello centrale e territoriale. Sino a oggi, per la costruzione del catasto sono stati utilizzati
gli archivi GSE relativi ai Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi) e al Conto Termico, nonché gli elenchi di
impianti trasmessi da amministrazioni regionali (ad esempio costruiti a partire dai catasti degli attestati di prestazione
energetica degli edifici), istituzioni centrali e associazioni di categoria (produttori di impianti e apparecchi); per
ciascuno degli impianti compresi nel catasto, i consumi di biomassa solida, ove non dichiarati, sono stati ricavati a
partire da parametri tipici (potenza, condizioni climatiche, tipologia di applicazione). Laddove non fosse disponibile il
contenuto energetico totale della biomassa utilizzata si è applicato un potere calorifico rilevato ad hoc per il GSE dal
Comitato Termotecnico Italiano su circa 2.000 campioni di cippato utilizzati nei settori industriale e terziario (9,3
MJ/kg).

Si precisa, infine, che tra le biomasse solide viene qui considerato anche il carbone vegetale (charcoal), quantificato
sulla base di dati della produzione nazionale elaborati dal Corpo Forestale dello Stato (pubblicati nell’ambito delle
Statistiche forestali Eurostat) e dei dati Istat - ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle
imprese italiane - Italian Trade Agency) sull’import/export di carbone vegetale. In questo caso il PCI applicato è 30,8
MJ/kg.





4.4.2. Biomassa solida nel settore Termico

Variaz. %
2012 2013 2014 2015 2016
2016/2015

Consumi diretti 279.828 281.558 244.494 277.342 268.041 -3,4%

Residenziale 277.893 277.698 237.623 267.682 258.465 -3,4%

Industria 980 2.300 3.489 6.110 5.422 -11,3%

Commercio e servizi 888 1.485 2.488 2.119 2.691 27,0%

Agricoltura 67 75 894 1.431 1.462 2,2%

Produzione di calore derivato 17.423 25.151 28.388 26.740 27.575 3,1%

da impianti cogenerativi(*) 14.345 22.059 25.672 23.800 24.324 2,2%

da impianti di sola produzione termica 3.078 3.092 2.716 2.940 3.251 10,6%

Totale 297.251 306.709 272.882 304.082 295.616 -2,8%

(*) Il dato, di fonte Terna, include l’energia termica prodotta, in assetto cogenerativo, dalla frazione biodegradabile dei rifiuti.

Nel 2016 l’energia termica complessiva ottenuta in Italia dallo sfruttamento della biomassa solida per riscaldamento
(legna da ardere, pellet, carbone vegetale) ammonta a circa 296.000 TJ, corrispondenti a 7,06 Mtep; i consumi effettivi
coincidono con quelli da rilevare ai fini del monitoraggio degli obiettivi UE.

I consumi diretti di biomassa solida sono pari a 268.041 TJ (6,4 Mtep); la flessione rispetto all’anno precedente (-3,4%)
è collegata principalmente alle temperature più alte e al conseguente aumento del fabbisogno di calore che hanno
caratterizzato il 2015. Gran parte della biomassa solida (96% circa) è utilizzata nel settore residenziale, dove trovano
diffusa applicazione camini, caldaie, stufe a legna, ecc. I consumi di calore derivato ammontano invece, nel 2016, a
27.575 TJ (659 ktep, per una variazione pari a +3,1% rispetto al 2015).





4.4.3. Consumi diretti di biomassa solida nel settore residenziale

2013 2014 2015 2016


Potere
calorifico Quantità Quantità Quantità Quantità
inferiore utilizzata Energia utilizzata Energia utilizzata Energia utilizzata Energia
(MJ/kg) (1000 (TJ) (1000 (TJ) (1000 (TJ) (1000 (TJ)
tonn.) tonn.) tonn.) tonn.)

Legna da ardere 13,911 17.646 245.470 14.937 207.785 16.709 232.436 15.991 222.456

prime case 17.450 242.741 14.765 205.389 16.532 229.973 15.820 220.070

seconde case 196 2.729 172 2.396 177 2.463 171 2.386

Pellet 17,284 1.765 30.503 1.619 27.990 1.938 33.490 1.976 34.161

prime case 1.747 30.190 1.602 27.692 1.919 33.161 1.957 33.821

seconde case 18 313 17 298 19 329 20 340

Carbone vegetale 30,8 56 1.725 60 1.848 57 1.756 60 1.848

Totale 19.467 277.698 16.616 237.623 18.703 267.682 18.028 258.465

Fonte: elaborazioni GSE su dati Istat

La tabella illustra nel dettaglio i consumi diretti di energia da biomassa solida nel settore residenziale (oltre 18 milioni
di tonnellate totali annue per un contenuto energetico complessivo di circa 258.500 TJ), che rivestono un ruolo
centrale tra i consumi di energia da FER nel settore Termico.
21
I valori sono calcolati a partire dai risultati dell’indagine Istat sui consumi energetici delle famiglie , opportunamente
elaborati per tenere conto delle variazioni climatiche (misurate attraverso i gradi-giorno invernali – heating degree-
days), degli utilizzi di biomassa solida per riscaldamento nelle seconde case e delle variazioni nello stock di apparecchi
legate alle vendite (aumenti di stock) e alla dismissione di quelli più obsoleti (diminuzioni di stock).
Come si nota, l’andamento dei consumi registra nel 2016 una contrazione di oltre 9.000 TJ rispetto all’anno
precedente (-3,4%); come già sottolineato, tale andamento è legato principalmente al minore fabbisogno di calore
rispetto al 2015.



21
L’indagine, effettuata nel 2013 da Istat dedica ampio spazio al tema degli utilizzi domestici di legna da ardere e pellet. Essa evidenzia, tra l’altro,
che:
ƒ l’incidenza delle famiglie italiane che utilizzano legna da ardere per riscaldamento è pari al 21,4% del totale delle famiglie residenti;
nell’anno di riferimento dell’indagine (12 mesi precedenti l’intervista), in particolare, nelle prime case sono utilizzate circa 17,5 milioni di
tonnellate di legna da ardere;
ƒ l’incidenza delle famiglie italiane che utilizzano pellet per riscaldamento è pari al 4,1% del totale delle famiglie residenti; nell’anno di
riferimento dell’indagine (12 mesi precedenti l’intervista), in particolare, nelle prime case sono utilizzate oltre 1,5 milioni di tonnellate di
pellet.





4.4.4. Consumi diretti di biomassa solida nel settore residenziale per tipologia di
combustibile nel 2016

Nel settore residenziale i consumi di energia da biomassa solida nel 2016 ammontano, come sopra descritto, a circa
258.050 TJ (6,2 Mtep). Più in dettaglio:
ƒ 222.456 TJ (5.313 ktep), pari all’86,1% del totale, sono legati a consumi di legna da ardere in caminetti,
stufe, caldaie ecc. Si stima che circa l’1,1% di questi volumi sia consumato in seconde case utilizzate per
vacanza. È interessante precisare che l’indagine Istat sui consumi energetici nel settore residenziale indichi
come il 45% delle famiglie acquisti tutta la legna da ardere che consuma, mentre il restante 55% utilizzi
esclusivamente (38% delle famiglie) o parzialmente (17%) legna autoprodotta o recuperata;
ƒ 34.161 TJ (816 ktep), pari al 13,2% del totale, sono associati a consumi di pellet. La porzione consumata in
seconde case utilizzate per vacanza è stimata intorno all’1%;
ƒ 1.848 TJ (44 ktep), che rappresentano meno dell’1% del totale, sono legati all’utilizzo di carbone vegetale,
principalmente per uso cucina (barbecue).





4.4.5. Consumi diretti di biomassa solida nel settore residenziale nelle regioni e
nelle province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 26.307 27.646 24.468 25.888 27.249 10,5%
Valle d'Aosta 1.341 1.448 1.408 1.375 1.456 0,6%
Lombardia 24.148 25.697 21.647 23.774 24.959 9,7%
Liguria 5.451 6.228 4.760 5.289 5.720 2,2%
Provincia di Trento 5.259 5.487 4.947 5.080 5.300 2,1%
Provincia di Bolzano 4.961 5.205 4.859 4.872 5.141 2,0%
Veneto 25.473 25.650 21.261 25.785 26.150 10,1%
Friuli Venezia Giulia 8.877 8.886 7.572 8.804 8.929 3,5%
Emilia Romagna 12.895 13.096 10.205 12.562 12.845 5,0%
Toscana 19.763 19.323 15.657 18.592 18.059 7,0%
Umbria 10.102 9.974 8.778 9.767 9.784 3,8%
Marche 7.997 7.888 6.869 7.413 7.570 2,9%
Lazio 23.219 22.556 19.174 21.311 19.294 7,5%
Abruzzo 15.150 14.134 13.110 13.724 12.488 4,8%
Molise 3.647 3.441 3.173 3.460 3.185 1,2%
Campania 25.186 24.517 20.735 24.197 21.966 8,5%
Puglia 11.971 11.142 9.568 11.748 10.393 4,0%
Basilicata 6.762 6.514 5.909 6.568 6.058 2,3%
Calabria 20.692 20.249 17.957 19.304 16.574 6,4%
Sicilia 6.422 6.191 5.216 6.122 5.178 2,0%
Sardegna 12.270 12.425 10.352 12.048 10.167 3,9%

ITALIA 277.893 277.698 237.623 267.682 258.465 100%

L’impiego di biomassa solida (legna da ardere, pellet, carbone vegetale) per il riscaldamento delle abitazioni è un
fenomeno diffuso su tutto il territorio del Paese e risulta significativamente correlato sia alla numerosità della
popolazione sia alla presenza di zone di montagna e boschive. Le regioni caratterizzate da consumi maggiori, in
particolare, sono Piemonte (10,5% sul totale nazionale nel 2016), Veneto (10,1%), e Lombardia (9,7%) al Nord, Lazio
(7,5%) e Toscana (7,0%) al Centro, Campania (8,5%) e Calabria (6,4%) al Sud.





4.4.6. Distribuzione regionale dei consumi diretti di biomassa solida nel settore
residenziale nel 2016 (%)

Consumi ITALIA: 258.465 TJ


Min Max





4.4.7. Consumi diretti di biomassa solida nel settore non residenziale nelle
regioni e nelle province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 241 442 544 566 1.198 12,5%
Valle d'Aosta 17 42 82 115 136 1,4%
Lombardia 1 45 875 1.581 1.877 19,6%
Liguria 0 10 42 46 48 0,5%
Provincia di Trento 0 111 148 189 198 2,1%
Provincia di Bolzano 1.202 1.364 2.496 2.353 2.006 20,9%
Veneto 13 375 945 944 971 10,1%
Friuli Venezia Giulia 2 2 77 136 113 1,2%
Emilia Romagna 0 57 98 109 114 1,2%
Toscana 6 406 473 895 845 8,8%
Umbria 0 1 101 1.327 891 9,3%
Marche 316 246 190 163 205 2,1%
Lazio 0 27 29 35 35 0,4%
Abruzzo 0 14 15 15 15 0,2%
Molise 0 0 2 6 6 0,1%
Campania 0 9 36 40 37 0,4%
Puglia 0 1 18 278 38 0,4%
Basilicata 0 17 18 18 18 0,2%
Calabria 0 275 265 347 388 4,0%
Sicilia 0 315 314 399 354 3,7%
Sardegna 137 101 104 97 83 0,9%

ITALIA 1.935 3.860 6.871 9.660 9.576 100%

L’impiego di biomassa solida per la produzione di riscaldamento nei settori diversi dal residenziale ha una
distribuzione regionale significativamente diversa rispetto al settore residenziale (paragrafo precedente), in genere
legata alla localizzazione di impianti industriali di medio-grandi dimensioni che impiegano fonti rinnovabili. In questo
caso gli impieghi maggiori si rilevano a Bolzano (20,9% del totale nazionale), in Lombardia (19,6%) e in Umbria (9,3%);
nelle regioni meridionali il consumo complessivo è pari al 9,8% del totale nazionale.





4.4.8. Distribuzione regionale dei consumi diretti di biomassa solida nel settore
non residenziale nel 2016 (%)

Consumi ITALIA:: 9.576 TJ


Min Max





4.5. Frazione biodegradabile dei rifiuti





4.5.1. Definizioni e metodo

La grandezza oggetto di rilevazione è il contenuto energetico della frazione biodegradabile dei rifiuti urbani e speciali
consumati in modo diretto, nonché le produzioni di calore derivato degli impianti alimentati dai medesimi
combustibili. Sono quindi esclusi i rifiuti combustibili di origine fossile (ad esempio le plastiche).

In coerenza con la metodologia approvata dal Decreto 14 gennaio 2012 del Ministero dello Sviluppo economico, il
calcolo dei consumi diretti viene sviluppato sulla base dei quantitativi di rifiuti utilizzati a scopo energetico e del
potere calorifico inferiore associato a ciascuna categoria di rifiuto; per i PCI sono stati adottati valori concordati con gli
operatori, o, in assenza di tali informazioni, un valore medio conservativo di 11,5 MJ/kg.
La fonte informativa principale sugli impieghi diretti di rifiuti è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale (ISPRA), che annualmente raccoglie ed elabora le informazioni sulla raccolta e il trattamento dei rifiuti
disponibili presso i diversi soggetti pubblici e privati, integrandoli con gli archivi MUD (Modello unico di dichiarazione
ambientale).
Le elaborazioni sui dati ISPRA sono state effettuate sulla base dei dati contenuti nell’edizione 2016 del Rapporto Rifiuti
Speciali, che contiene informazioni aggiornate al 2015; i valori riportati per il 2016 sono il risultato di stime effettuate
dal GSE, basate sulla regressione lineare dei dati relativi agli anni precedenti.
Si precisa ancora, infine, che la produzione di calore derivato delle unità che operano in assetto cogenerativo è
rilevata da Terna.





4.5.2. Frazione biodegradabile dei rifiuti nel settore Termico

2012 2013 2014 2015 2016 Variaz. %


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) 2016/2015

Consumi diretti 9.136 7.918 8.921 9.433 9.672 2,5%

Industria - minerali non metalliferi 3.985 3.336 3.736 4.208 3.956 -6,0%

Industria: legno e prodotti in legno 3.921 3.516 3.907 4.097 4.171 1,8%

Industria - alimentari e tabacco 72 68 77 44 17 -60,8%

Industria - meccanica 22 24 21 17 3 -80,2%

Industria - altri settori / nonspecificato 1.136 974 1.180 1.067 1.524 42,8%

Produzione di calore derivato 0 0 0 0 0 -

da impianti cogenerativi(**) * * * * * -

da impianti di sola produzione termica 0 0 0 0 0 -


Totale 9.136 7.918 8.921 9.433 9.672 2,5%
(*) Il da to è i ncl us o nel l a voce corri s pondente del pa ra gra fo 4.4.2 dedi ca to a l l a bi oma s s a s ol i da .
(**) i l da to è di fonte Terna

I consumi rilevati di energia termica prodotta dalla frazione biodegradabile dei rifiuti risultano limitati al comparto
industriale.
Nel 2016 il consumo diretto di energia dalla frazione biodegradabile dei rifiuti ammonta complessivamente a 9.672 TJ,
equivalenti a circa 231 ktep; è importante precisare che tale valore si riferisce ai soli usi energetici dei rifiuti speciali (si
considerano come speciali anche i Combustibili Solidi Secondari, indipendentemente dalla tipologia dei rifiuti a partire
dai quali sono stati prodotti); non sono rilevati consumi finali di energia da rifiuti urbani, che sono invece utilizzati in
impianti cogenerativi.
Non si rilevano, infine, impieghi dei rifiuti per la produzione di calore derivato in unità di sola generazione termica.





4.5.3. Consumi diretti della frazione biodegradabile dei rifiuti nel 2016

Rispetto al totale dei consumi energetici finali di rifiuti nel 2016 (9.672 TJ), assumono un ruolo rilevante gli impieghi
nelle industrie della lavorazione del legno (43,1%), che possono utilizzare direttamente gli scarti di produzione. Molto
significativa è anche la quota di consumi utilizzata nella lavorazione dei minerali non metalliferi (40,9%).





4.5.4. Consumi diretti della frazione biodegradabile dei rifiuti nelle regioni e
nelle province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 518 531 311 266 400 4,1%
Valle d'Aosta 0 0 0 0 0 0,0%
Lombardia 4.061 3.533 3.915 4.300 4.046 41,8%
Liguria 0 0 0 0 0 0,0%
Provincia di Trento 34 27 33 36 30 0,3%
Provincia di Bolzano 0 0 0 0 0 0,0%
Veneto 1.491 1.468 1.662 1.979 2.014 20,8%
Friuli Venezia Giulia 1.356 896 1.421 1.387 1.620 16,8%
Emilia Romagna 572 473 536 509 477 4,9%
Toscana 224 229 193 122 49 0,5%
Umbria 24 24 22 25 445 4,6%
Marche 88 85 94 94 94 1,0%
Lazio 5 6 7 2 4 0,0%
Abruzzo 49 40 26 6 3 0,0%
Molise 121 107 80 95 109 1,1%
Campania 210 125 232 172 53 0,6%
Puglia 207 257 196 240 240 2,5%
Basilicata 161 101 177 199 87 0,9%
Calabria 0 0 0 0 0 0,0%
Sicilia 3 3 5 0 0 0,0%
Sardegna 11 12 11 0 0 0,0%

ITALIA 9.136 7.918 8.921 9.433 9.672 100%

Poco meno dell’80% dei consumi diretti di rifiuti rinnovabili per uso termico in Italia si concentra in sole tre regioni:
Lombardia (41,8%), Veneto (20,8%) e Friuli Venezia Giulia (16,8%); nella metà circa delle regioni, sia settentrionali che
meridionali, i consumi sono trascurabili o del tutto assenti.





4.5.5. Distribuzione regionale dei consumi diretti della frazione biodegradabile


dei rifiuti nel 2016 (%)

Consumi ITALIA 9.672 TJ

Min Max





4.6. Bioliquidi





4.6.1. Definizioni e metodo

La grandezza oggetto di rilevazione è il contenuto energetico dei bioliquidi, intesi come combustibili liquidi di origine
22
biologica, impiegati in modo diretto per finalità diverse dal trasporto , nonché la produzione lorda di calore derivato
di impianti alimentati da tali combustibili. Al solito, si fa riferimento ai soli usi termici dei combustibili.

Il calcolo dei consumi diretti, basato sulla metodologia approvata dal Decreto 14 gennaio 2012 del Ministero dello
Sviluppo economico, viene sviluppato a partire dai quantitativi di bioliquidi utilizzati a scopo energetico e del relativo
potere calorifico inferiore.
La produzione di calore derivato delle unità che operano in assetto cogenerativo è rilevata da Terna; la produzione
delle unità di sola generazione termica è invece rilevata dal GSE attraverso indagini dirette condotte presso i gestori
degli impianti.
I consumi finali di bioliquidi sono rilevati mediante una raccolta di informazioni, principalmente di fonte regionale.

Ai fini della verifica del raggiungimento degli obiettivi nazionali fissati dalla Direttiva 2009/28/CE possono essere
computati unicamente i bioliquidi che rispettano i criteri di sostenibilità di cui all’art. 17 della Direttiva stessa. La
rilevazione, pertanto, deve tenere conto di questa specificità, contabilizzando separatamente i bioliquidi sostenibili.



22
La definizione di “bioliquidi” varia a seconda che si faccia riferimento alla Direttiva 2009/28/CE o alle istruzioni operative di Eurostat per la
compilazione dei questionario REN elaborato da IEA, UNECE ed Eurostat. Nel primo caso, infatti, la definizione è legata al settore di utilizzo (i
combustibili liquidi di origine biogenica sono bioliquidi quando non sono impiegati nei trasporti), mentre nel secondo caso la distinzione è basata
sulla natura del combustibile (è “altro biocarburante liquido” ciò che differisce da biodiesel, bioetanolo, bio-ETBE, ecc.). In questo Rapporto si fa
riferimento alla prima impostazione.





4.6.2. Bioliquidi nel settore Termico

Variaz. %
2012 2013 2014 2015 2016 2016/2015
Consumi diretti - - - - - -
Produzione di calore derivato totale 912 980 1.390 1.771 1.825 3,0%
di cui da bioliq. sost. 883 865 1.284 1.747 1.754 0,4%
di cui da bioliq. non sost. 29 115 106 24 70 189,8%
di cui da impianti totale 912 980 1.379 1.762 1.814 2,9%
cogenerativi(*)
di cui da bioliq. sost. 883 865 1.284 1.747 1.754 0,4%
di cui da bioliq. non sost. 29 115 95 15 60 297,5%
di cui da impianti di sola totale .. .. 11 9 11 16,7%
produzione termica
di cui da bioliq. sost. - - - - - -
di cui da bioliq. non sost. - - 11 9 11 16,7%

Totale 912 980 1.390 1.771 1.825 3,0%

di cui da bioliquidi sost. 883 865 1.284 1.747 1.754 0,4%


(*) i l da to è di fonte Terna

La ricognizione sugli impianti appartenenti al settore industriale, dei servizi, agricolo o residenziale, che utilizzano
bioliquidi in modo diretto per la sola produzione termica non ha prodotto, a oggi, risultati significativi; il dato
nazionale relativo al consumo diretto di bioliquidi nel 2016, pertanto, è assunto nullo.

È invece significativo il calore derivato prodotto da impianti alimentati da bioliquidi. Nelle unità di sola generazione
termica la produzione è rilevata solo per gli ultimi tre anni, peraltro con valori molto contenuti (9-11 TJ); il calore
derivato prodotto in cogenerazione, rilevato da Terna, ammonta invece a 1.825 TJ considerando la totalità dei
bioliquidi e a 1.754 TJ considerando solo i bioliquidi sostenibili; in entrambi i casi si registrano lievi incrementi in
termini percentuali rispetto al 2015 (rispettivamente +3% e +0,4%).





4.7. Biogas





4.7.1. Definizioni e metodo

La grandezza oggetto di rilevazione è il contenuto energetico del biogas utilizzato nel settore industriale, nei servizi, in
agricoltura e nel settore residenziale (consumi diretti), nonché la produzione lorda di calore derivato di impianti
alimentati da tale combustibile.

Con il termine “biogas” si intende un gas composto principalmente da metano e diossido di carbonio prodotto dalla
digestione anaerobica di biomasse. In genere alla voce “biogas” appartengono:
ƒ i biogas da discarica, prodotti dalla digestione dei rifiuti in discarica;
ƒ i biogas da fanghi di depurazione, prodotto dalla fermentazione anaerobica di fanghi di depurazione;
ƒ altri biogas, prodotti ad esempio dalla fermentazione anaerobica di liquami zootecnici, prodotti agricoli o
sottoprodotti agroindustriali.

All’interno della voce “biogas” è incluso anche il biometano, ovvero il biogas sottoposto a processi di depurazione tali
da rendere il prodotto con caratteristiche paragonabili a quelle del gas naturale; allo stato attuale, tuttavia, il dato
relativo al biometano è nullo.

I valori qui presentati sono stimati dal GSE, in coerenza con la metodologia approvata dal Decreto 14 gennaio 2012 del
Ministero dello Sviluppo economico, sono sviluppati a partire dai risultati della ”rilevazione sui consumi finali di
prodotti energetici delle imprese” (Indagine COEN), effettuata nel 2012 dall’Istat, e aggiornati sulla base di rilevazioni
puntuali presso singoli impianti.

La produzione di calore derivato delle unità che operano in assetto cogenerativo è rilevata da Terna; la produzione
delle unità di sola generazione termica è invece rilevata dal GSE attraverso indagini dirette condotte presso i gestori
degli impianti.





4.7.2. Biogas nel settore Termico

Variaz. %
2012 2013 2014 2015 2016
2016/2015
Consumi diretti 1.861 1.866 1.866 1.866 1.842 -1,3%

Industria 828 828 828 828 828 0,0%

Commercio e servizi 1.032 1.037 1.037 1.037 1.013 -2,3%

Altro 1 1 1 1 1 0,0%

Produzione di calore derivato 5.812 8.417 9.997 8.604 8.709 1,2%

da impianti cogenerativi(*) 5.800 8.406 9.984 8.593 8.699 1,2%

da impianti di sola produzione termica 12 11 13 11 9 -17,2%

Totale 7.673 10.283 11.863 10.471 10.551 0,8%


(*) i l da to è di fonte Terna

Nel 2016 l’energia termica complessiva ottenuta in Italia dallo sfruttamento dei biogas ammonta a 10.551 TJ
(corrispondenti a 252 ktep), in lieve incremento rispetto all’anno precedente (+0,8%).
I consumi diretti di biogas, in particolare risultano pari a 1.842 TJ (44 ktep); l’industria ne assorbe circa il 45% mentre il
restante 55% si riferisce al commercio e ai servizi. Non sono rilevati consumi diretti di biogas nel comparto
residenziale.
Ai consumi diretti si aggiungono, nel 2016, 8.699 TJ di calore derivato prodotto da impianti cogenerativi alimentati da
biogas e 9 TJ di calore derivato prodotto da impianti per la sola produzione di calore; il dato complessivo (8.709 TJ,
pari a 208 ktep) risulta leggermente superiore a quello rilevato l’anno precedente (+1,2% circa).
Per ciò che riguarda il biometano immesso in rete, infine, non risultano impianti in esercizio.





4.7.3. Consumi diretti di biogas nelle Regioni e nelle Province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 140 153 153 153 151 8,2%
Valle d'Aosta 6 4 4 4 4 0,2%
Lombardia 354 454 454 454 448 24,3%
Liguria 55 48 48 48 47 2,6%
Provincia di Trento 22 20 20 20 20 1,1%
Provincia di Bolzano 22 20 20 20 20 1,1%
Veneto 190 193 193 193 191 10,4%
Friuli Venezia Giulia 40 42 42 42 41 2,2%
Emilia Romagna 169 182 182 182 180 9,8%
Toscana 148 121 121 121 120 6,5%
Umbria 32 27 27 27 27 1,4%
Marche 62 52 52 52 51 2,8%
Lazio 152 207 207 207 205 11,1%
Abruzzo 41 33 33 33 33 1,8%
Molise 8 5 5 5 5 0,3%
Campania 121 95 95 95 94 5,1%
Puglia 100 71 71 71 70 3,8%
Basilicata 13 10 10 10 10 0,5%
Calabria 38 25 25 25 24 1,3%
Sicilia 105 72 72 72 71 3,8%
Sardegna 45 31 31 31 31 1,7%

ITALIA 1.861 1.866 1.866 1.866 1.842 100%

La regione caratterizzata da livelli più alti di consumi diretti di biogas è la Lombardia, che da sola raggiunge quasi un
quarto dei consumi nazionali complessivi (24,3%). Seguono Lazio (11,1%), Veneto (10,4%), Emilia Romagna (9,8%) e
Piemonte (8,2%). Le regioni meridionali concentrano il 18,3% dei consumi totali.





4.7.4. Distribuzione regionale dei consumi diretti di biogas nel 2016 (%)

Consumi ITALIA: 1.842 TJ

Min Max





4.8. Geotermica





4.8.1. Definizioni e metodo

La grandezza oggetto di rilevazione è costituita dagli impieghi dell’energia geotermica – qui intesa come parte del
calore terrestre, sotto forma di fluido (acqua o vapore), che può essere estratto dal sottosuolo – per la produzione di
energia termica utilizzata in modo diretto o ceduta a terzi (calore derivato). Tali consumi riguardano principalmente le
seguenti tipologie di impianto:
ƒ riscaldamento di serre agricole;
ƒ riscaldamento individuale;
ƒ impianti di acquacoltura/itticoltura (Codice ATECO 03.22) che utilizzano acque di pozzo/sorgente a
temperatura superiore a 15°C;
ƒ località/complessi/stabilimenti termali (Codice ATECO 96.04.20) con temperatura media al punto di
estrazione (sorgenti o pozzi) superiore a 28°C, purché sia verificata l’esistenza di una concessione di utilizzo
e siano presenti opere di captazione e/o derivazione delle acque utilizzate;
ƒ usi industriali;
ƒ impianti di teleriscaldamento.

Sono dunque esclusi dal calcolo in questa voce gli utilizzi di risorsa geotermica attraverso pompe di calore,
contabilizzati nella voce “energia rinnovabile fornita da pompe di calore”.

La produzione di energia termica da fonte geotermica è rilevata direttamente dal GSE, attraverso un censimento degli
usi di energia geotermica in Italia realizzato utilizzando dati, informazioni ed elenchi di impianti forniti da
Amministrazioni Regionali, Associazione delle industrie termali e delle acque minerali curative (in particolare
Federterme), documentazioni di settore e Unione Geotermica Italiana (UGI). La rilevazione è stata condotta
principalmente tramite questionario somministrato ai gestori degli impianti delle tipologie sopra specificate. Sono
applicate, al solito, le procedure di calcolo dell’energia indicate dalla metodologia approvata dal Decreto 14 gennaio
2012 del Ministero dello Sviluppo economico.





4.8.2. Fonte geotermica nel settore Termico

2012 2013 2014 2015 2016 Variaz. %


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) 2016/2015

Consumi diretti 4.950 4.987 4.660 4.778 5.222 9,3%

Industria 80 98 82 82 98 19,6%

Commercio e servizi 3.224 3.232 3.097 3.197 3.186 -0,4%

Residenziale 64 59 19 36 37 2,4%

Agricoltura 674 690 591 590 570 -3,4%

Acquacoltura/itticoltura 908 908 871 873 1.332 52,5%

Altri settori - - - - - -

Produzione di calore derivato 650 650 764 780 810 3,8%

da impianti cogenerativi(*) - - - - - -

da impianti di sola produzione termica 650 650 764 780 810 3,8%
Totale 5.600 5.637 5.424 5.558 6.032 8,5%
(*) i l da to è di fonte Terna

Nel 2016 l’energia termica complessiva ottenuta in Italia dallo sfruttamento dell’energia geotermica ammonta a 6.032
TJ, corrispondenti a circa 144 ktep.

I consumi diretti risultano pari a 5.222 TJ (87% del totale), in crescita di 144 TJ rispetto al 2015 (+9,3%). I settori che
utilizzano maggiormente la fonte geotermica per la produzione di calore sono il commercio e i servizi (61%,
principalmente per la notevole diffusione degli stabilimenti termali), seguiti da acquacoltura/itticoltura (25%) e
dall’agricoltura (11%); piuttosto modesti risultano, invece, gli utilizzi nell’industria e nel settore residenziale (come già
precisato, sono escludi gli impieghi di risorsa geotermica tramite pompe di calore).

Ai consumi diretti si aggiungono 810 TJ di calore derivato (circa 19 ktep) prodotto da impianti di sola produzione
termica; si tratta principalmente di impianti di teleriscaldamento localizzati in Toscana e in Emilia Romagna. Non si
rilevano impianti cogenerativi alimentati da fonte geotermica.





4.8.3. Impianti di produzione di energia termica da fonte geotermica nel 2016

Numero di Energia Energia


impianti (TJ) (%)

Teleriscaldamento 10(*) 810 13%

Riscaldamento di serre agricole 19 570 9%

Acquacoltura/itticoltura 8 1.332 22%

Riscaldamento individuale 79 609 10%

Usi industriali 6 98 2%

Usi termali 87 2.613 43%

Totale 209 6.032 100%

(*) il dato è riferito ai comuni teleriscaldati.

Considerando che per gli impianti di teleriscaldamento è possibile fare riferimento unicamente al numero dei comuni
teleriscaldati e non a quello degli impianti, si rilevano in Italia oltre 200 impianti attivi per lo sfruttamento dell’energia
geotermica ai fini di sola produzione di calore; si tratta, nella maggior parte dei casi, di sistemi di riscaldamento
individuale e impianti termali.





4.8.4. Consumi diretti di energia geotermica nel 2016

Come illustrato nelle pagine precedenti, i consumi diretti di energia geotermica rilevati in Italia nel 2016 ammontano a
5.222 TJ. La quota più rilevante (intorno al 50%) è associata agli stabilimenti termali, appartenenti al comparto dei
servizi; seguono gli usi nel comparto della acquacoltura/itticoltura (25%) e il riscaldamento di serre (11%) e gli usi per
riscaldamento individuale (12%, in gran parte concentrate in strutture ricettive e agriturismi). Più modesta, infine,
risulta l’incidenza degli usi del settore industriale (2%).





4.8.5. Consumi diretti di energia termica da fonte geotermica nelle regioni e


nelle province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 68 68 64 64 64 1,2%
Valle d'Aosta 1 1 1 1 1 0,0%
Lombardia 114 114 109 109 107 2,1%
Liguria 1 1 1 1 1 0,0%
Provincia di Trento 0 0 0 0 0 0,0%
Provincia di Bolzano 3 3 0 0 0 0,0%
Veneto 1.634 1.634 1.657 1.613 1.617 31,0%
Friuli Venezia Giulia 155 155 0 132 144 2,8%
Emilia Romagna 36 36 34 34 3 0,1%
Toscana 1.730 1.767 1.659 1.689 2.149 41,1%
Umbria 0 0 0 0 0 0,0%
Marche 5 5 5 5 2 0,0%
Lazio 322 322 304 304 304 5,8%
Abruzzo 0 0 0 0 0 0,0%
Molise 0 0 0 0 0 0,0%
Campania 486 486 462 462 463 8,9%
Puglia 237 237 237 237 238 4,6%
Basilicata 0 0 0 0 0 0,0%
Calabria 10 10 9 9 11 0,2%
Sicilia 103 103 81 81 82 1,6%
Sardegna 46 46 37 37 37 0,7%

ITALIA 4.950 4.987 4.660 4.778 5.222 100%

I consumi diretti di energia termica da fonte geotermica si concentrano solo in un numero limitato di regioni.
In Toscana (regione tradizionalmente caratterizzata dallo sfruttamento diffuso della risorsa geotermica) e Veneto
(particolarmente ricca di stabilimenti termali) si rilevano il 72% dei consumi complessivi nazionali. Seguono Campania,
Lazio e Puglia, che insieme rappresentano un ulteriore 19%%; il rimanente 9% si distribuisce nelle altre regioni.





4.8.6. Distribuzione regionale dei consumi diretti di energia termica da fonte


geotermica nel 2016 (%)

Consumi ITALIA: 5.222 TJ


Min Max





4.9. Pompe di calore





4.9.1. Definizioni e metodo

Con “pompa di calore” si intende un sistema che, attraverso un ciclo di compressione azionato da motore elettrico o
endotermico, fornisce calore per riscaldamento degli ambienti; tramite inversione del ciclo può operare anche per
raffrescamento degli ambienti.
La grandezza oggetto della rilevazione statistica è l’energia termica rinnovabile fornita dalle pompe di calore installate
in Italia. Sino a oggi, tale voce è stata annoverata tra le fonti energetiche rinnovabili ai soli fini del monitoraggio degli
obiettivi stabiliti dalla Direttiva 2009/28/CE; solo recentemente in ambito Eurostat/IEA è stato previsto l’inserimento
della fonte rinnovabile “ambient heat” anche nelle statistiche energetiche ordinarie.
Il calcolo viene sviluppato sulla base delle definizioni e dell’algoritmo indicati dalla Direttiva (allegato VII), ripresi dalla
Metodologia di monitoraggio degli obiettivi nazionali di uso delle FER approvata con il Decreto ministeriale 14 gennaio
2012. Alcuni parametri tecnici utilizzati per il calcolo (ore di funzionamento, rendimento medio degli apparecchi, zona
23
climatica) sono stati successivamente individuati dalla Commissione europea con un’apposita Decisione .
Ai fini della rilevazione è importante precisare che:
ƒ l’energia rinnovabile fornita dagli apparecchi a pompa di calore, definita Eres dalla Direttiva 2009/28/CE, è
quella che si ottiene sottraendo dal calore complessivamente fornito dall’apparecchio (Qusable) l’energia
utilizzata per produrre tale calore;
ƒ possono essere considerati i soli apparecchi più efficienti, ovvero caratterizzati da prestazioni stagionali
medie (SPF - Seasonal performance factor) almeno uguali a determinate soglie minime stabilite dalla Direttiva
2009/28/CE;
ƒ può essere contabilizzata come energia rinnovabile da pompe di calore l’energia termica utilizzata per
soddisfare la sola domanda di riscaldamento (uso invernale); non viene considerato, pertanto, l’uso per
raffrescamento delle pompe di calore reversibili (climatizzazione estiva).

L’algoritmo di calcolo dell’energia rinnovabile da pompe di calore individuato dalla Direttiva 2009/28/CE combina la
24
potenza complessiva degli apparecchi installati, suddivisi per zona climatica e tipologia di apparecchio (macchine
aerotermiche, idrotermiche e geotermiche) e le relative prestazioni stagionali medie.
In assenza di rilevazioni specifiche sulle pompe di calore installate nei diversi settori, la principale fonte informativa
attualmente disponibile per ricostruire lo stock di potenza installata in Italia è costituita dalle associazioni dei
produttori di apparecchi a pompe di calore, che forniscono annualmente dati relativi alle vendite nazionali dei diversi
apparecchi ripartite per classi di potenza, tipologia e fonte di calore utilizzata. La ripartizione della potenza nazionale
tra le regioni e province autonome, necessaria per l’applicazione dei diversi parametri tecnici individuati dalla



23
Commission decision of 1 March 2013 establishing the guidelines for Member States on calculating renewable energy from heat pumps from
different heat pump technologies pursuant to Article 5 of Directive 2009/28/EC of the European Parliament and of the Council (2013/114/UE),
aggiornata con le rettifiche pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea L. 8/32 dell’11 gennaio 2014.
24
La ripartizione delle regioni italiane tra zone warm, average e cold è indicata nel documento SHARES Tool Manual (Version 2.2012.30830 e
successive) predisposto da Eurostat nell’agosto 2013 per agevolare gli Stati membri nella compilazione del medesimo strumento di calcolo.





decisione della Commissione alle differenti zone climatiche, è effettuata in proporzione al numero di famiglie che
possiedono almeno un apparecchio a pompa di calore (dato ricavato elaborando i risultati dell’indagine Istat-ENEA sui
consumi energetici delle famiglie); in altri termini, si assume che la distribuzione regionale degli apparecchi utilizzati
nei settori diversi dal residenziale (servizi e industria) sia identica a quella rilevata per il solo settore residenziale.
Considerando infine una vita utile media degli apparecchi pari a 15 anni, lo stock complessivo di un determinato anno
t è calcolato come somma degli apparecchi installati tra l’anno t-14 e lo stesso anno t; per quest’ultimo anno è
applicato un coefficiente di riduzione per tener conto dell’utilizzo effettivo nell’anno di installazione.





4.9.2. Energia termica fornita da pompe di calore

Var. %
2012 2013 2014 2015 2016 2016/2015
Apparecchi installati a fine anno (milioni di pezzi) 16,9 17,8 18,3 18,5 19,1 3,3%

Potenza termica installata a fine anno (GW) 115,0 119,6 121,7 122,2 124,7 2,0%

Energia rinnovabile da pompe di calore (Eres ) (TJ) 101.112 105.480 108.010 108.208 109.219 0,9%
Energia rinnovabile da pompe di calore (Eres ) (ktep) 2.415 2.519 2.580 2.584 2.609 0,9%

- di cui aerotermiche (ktep) 2.351 2.447 2.501 2.500 2.523 0,9%

- di cui idrotermiche (ktep) 6 7 8 8 9 1,9%

- di cui geotermiche (ktep) 57 65 71 76 77 1,9%

Calore utile prodotto (Qusable ) (ktep) 3.902 4.069 4.166 4.172 4.211 0,9%
Seasonal Performance Factor (SPF) medio generale 2,6 2,6 2,6 2,6 2,6 -

Consumo energetico delle pompe di calore (ktep) 1.487 1.550 1.586 1.588 1.602 0,9%

La tabella presenta i dati di monitoraggio relativi all’energia rinnovabile complessivamente fornita, per uso invernale,
dagli oltre 19 milioni di apparecchi a pompa di calore (per quasi 125 GW di potenza complessiva) installati sul
territorio nazionale (Eres). Tale valore, come già accennato, corrisponde alla differenza tra il calore utile
complessivamente prodotto dagli apparecchi (definito Qusable) e il consumo di energia delle pompe di calore.

Nel 2016 l’energia termica rinnovabile fornita dagli apparecchi a pompa di calore installati in Italia ammonta a 109.219
TJ (circa 2,6 Mtep) ed è pari alla differenza tra il calore complessivamente prodotto e il consumo energetico degli
apparecchi stessi. Il lieve aumento del valore dell’Eres rispetto all’anno precedente (+0,9%) è legato al fatto che la
potenza complessiva installata nel corso del 2016, che incrementa lo stock degli apparecchi esistenti anche in seguito
all’applicazione del già citato coefficiente di riduzione, risulta superiore a quella installata nell’anno 2001 che, uscendo
dallo stock (termine della vita utile, assunta pari a 15 anni), lo riduce.

Si tratta della voce più rilevante, nell’ambito degli impieghi termici delle FER, dopo i consumi finali di biomassa. La
grande maggioranza degli apparecchi sfrutta il calore dell’aria ambiente (97%), mentre assai più modesta è l’incidenza
delle pompe di calore alimentate dal calore geotermico e idrotermico.
Non sono rilevati impianti di produzione di calore destinato alla vendita (calore derivato) alimentati da apparecchi a
pompa di calore.





4.9.3. Energia termica rinnovabile fornita da pompe di calore nelle regioni e


nelle province autonome

2012 2013 2014 2015 2016 2016


(TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (TJ) (%)
Piemonte 6.673 6.957 7.119 7.128 7.193 6,6%
Valle d'Aosta 74 77 78 78 79 0,1%
Lombardia 28.144 29.339 30.025 30.060 30.338 27,8%
Liguria 616 645 663 666 673 0,6%
Provincia di Trento 860 896 916 916 924 0,8%
Provincia di Bolzano 984 1.024 1.048 1.048 1.057 1,0%
Veneto 19.264 20.082 20.551 20.576 20.765 19,0%
Friuli Venezia Giulia 4.020 4.191 4.289 4.294 4.334 4,0%
Emilia Romagna 16.865 17.581 17.992 18.013 18.180 16,6%
Toscana 1.290 1.350 1.387 1.394 1.407 1,3%
Umbria 1.385 1.444 1.478 1.479 1.493 1,4%
Marche 3.515 3.664 3.750 3.754 3.789 3,5%
Lazio 3.185 3.334 3.424 3.441 3.475 3,2%
Abruzzo 1.950 2.033 2.080 2.083 2.102 1,9%
Molise 73 76 79 79 80 0,1%
Campania 2.998 3.138 3.223 3.239 3.272 3,0%
Puglia 2.374 2.485 2.552 2.565 2.591 2,4%
Basilicata 212 222 228 229 231 0,2%
Calabria 1.039 1.087 1.117 1.122 1.134 1,0%
Sicilia 3.804 3.982 4.089 4.110 4.151 3,8%
Sardegna 1.789 1.873 1.923 1.933 1.952 1,8%

ITALIA 101.112 105.480 108.010 108.208 109.219 100%

Le regioni in cui si registrano i maggiori consumi di energia da pompe di calore per il riscaldamento degli ambienti
(consumi elaborati applicando i parametri di calcolo indicati dalla Commission decision 2013/114/UE del Parlamento
25
europeo e del Consiglio) sono Lombardia (27,8% del totale nazionale), Veneto (19%) ed Emilia Romagna (16,6%) .
Nelle regioni meridionali si concentra poco più del 14% dell’energia complessiva.



25
Si precisa che i parametri di calcolo indicati dalla Commissione attribuiscono alle regioni situate in zona climatica “cold” o “average” un numero di
ore di utilizzo delle pompe di calore per riscaldamento notevolmente più elevato rispetto alle regioni in zona climatica ”warm”, nelle quali si assume
che l’impiego delle pompe di calore sia principalmente finalizzato al raffrescamento degli ambienti.





4.9.4. Distribuzione regionale dell’energia termica rinnovabile fornita da pompe


di calore nel 2016 (%)

Totale ITALIA: 109.219TJ

Min Max





5. SETTORE TRASPORTI



 

5.1. Biocarburanti



 

5.1.1. Definizioni e metodo

L’impiego di fonti rinnovabili nel settore Trasporti in Italia consiste nell’immissione in consumo di biocarburanti (ad
26
esempio biodiesel, biometano, bioetanolo, bio-ETBE ), puri o miscelati con i carburanti fossili. Ai sensi della Direttiva
2009/28/CE, così come modificata dalla Direttiva 2015/1513/UE (Direttiva ILUC), è possibile contabilizzare tra le fonti
rinnovabili nel settore Trasporti anche l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili; ad oggi, tuttavia, i relativi consumi
sono trascurabili.
La grandezza oggetto di rilevazione è, pertanto, il contenuto energetico dei biocarburanti immessi annualmente in
consumo in Italia. Il dato sui relativi impieghi è ricavato direttamente dagli archivi informativi relativi alle certificazioni
di immissione in consumo dei biocarburanti, in virtù degli obblighi introdotti dalla Legge 11 marzo 2006, n. 81, gestite
dal MIPAAF fino all’anno d’obbligo 2011 e dal GSE a partire dal 2012.

Come per le fonti e i settori già descritti nei capitoli precedenti, anche i consumi di biocarburanti sono ricostruiti sia
per la compilazione delle statistiche energetiche nazionali (conformemente ai Regolamenti europei sulle statistiche
energetiche) sia per le specifiche finalità del monitoraggio del grado di raggiungimento degli obiettivi di cui alle
Direttiva 2009/28/CE. Nei paragrafi seguenti, si riportano, tra gli altri, alcuni valori utili al monitoraggio degli obiettivi,
quali:
x la quota dei biocarburanti sostenibili (ovvero quelli che rispettano i criteri fissati dall’art. 17 della Direttiva);
x i biocarburanti cosiddetti “double counting”, ovvero quelli ottenuti a partire da rifiuti, residui e sottoprodotti
industriali, materie cellulosiche di origine non alimentare e materie ligneo-cellulosiche, per i quali si considera
un contenuto energetico doppio sia ai fini del calcolo dell’obiettivo stabilito dalla Direttiva per il settore
27
Trasporti sia ai fini degli obblighi di immissione in consumo per i fornitori di benzina e gasolio ;
28
x i biocarburanti cosiddetti “avanzati” , costituiti dalla quota dei biocarburanti double counting più innovativa
e tecnologicamente sfidante. Sono ad esempio considerati avanzati i biocarburanti prodotti da rifiuti, dalla
quota biogenica dei rifiuti urbani, da materie prime ligno-cellulosiche; non sono invece considerati avanzati i
biocarburanti prodotti da oli alimentari usati (UCO) e grassi o oli animali. Per i biocarburanti “avanzati” è
stato individuato un obiettivo al 2020 sia dal Decreto del Ministero dello sviluppo economico 10 ottobre 2014
(1,6% del totale carburanti immessi in consumo) sia dalla Direttiva ILUC (“un valore di riferimento per
quest'obiettivo è 0,5 punti percentuali in contenuto energetico della quota di energia da fonti rinnovabili in
tutte le forme di trasporto nel 2020”).




26
Etil-t-butil-etere, composto organico derivante dagli alcoli etilico e isobutilico, addizionabile alle benzine.
27
Con il recepimento della Direttiva ILUC cambierà, a partire dall’anno di monitoraggio 2018, il perimetro dei biocarburanti double counting, poiché
saranno esclusi quelli prodotti a partire da residui e sottoprodotti industriali.
28
Di “biocarburanti avanzati” parla il Decreto del Ministero dello sviluppo economico 10 ottobre 2014, definendoli “biocarburanti e altri carburanti
prodotti esclusivamente a partire dalle materie prime elencate nell’allegato 3 parte A ad esclusione delle materie prime elencate nell’allegato 3
parte B”. La Direttiva ILUC non usa il termine “avanzati”, ma li individua nella Parte A dell’Allegato IX.



 

I dati riportati nei paragrafi seguenti sono calcolati sulla base di valori convenzionali (poteri calorifici e quote
biogeniche) riportati nell’Allegato III della Direttiva 2009/28/CE, in alcuni casi leggermente differenti da quelle indicate
29
dalla normativa nazionale in materia di obbligo di immissione in consumo di biocarburanti.

Si precisa, infine, che i biocarburanti compresi nell’Allegato III della Direttiva 2009/28/CE sono illustrati, nelle tabelle
che seguono, accorpando nella voce “biodiesel” gli impieghi di biodiesel, di olio vegetale idrotrattato, di olio vegetale
puro e di Diesel Fischer Tropsch.



29
In particolare, Decreto del Ministero dello sviluppo economico 10 ottobre 2014 “Aggiornamento delle condizioni, dei criteri e delle modalità di
attuazione dell’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti compresi quelli avanzati”.



 

5.1.2. Biocarburanti immessi in consumo in Italia

2011 2012 2013 2014 2015 2016


Biodiesel (*) 1.455.705 1.429.137 1.332.748 1.193.955 1.292.079 1.141.334
di cui sostenibile 1.455.705 1.428.428 1.332.733 1.193.866 1.292.079 1.138.982
di cui double counting 64.797 382.011 128.806 209.720 508.667 874.661

Bio-ETBE (**) 132.322 120.255 84.904 10.556 25.730 37.202


di cui sostenibile 132.322 117.850 82.507 8.677 22.914 37.112
Quantità di cui double counting 6.493 2.313 856 540 2.041 1.500
(tonn.)
Bioetanolo 428 3.173 2.274 1.483 4.690 606
di cui sostenibile 428 3.148 2.267 1.472 3.755 602
di cui double counting - - 16 - - -
Totale 1.588.455 1.552.565 1.419.926 1.205.994 1.322.499 1.179.142
di cui sostenibile 1.588.455 1.549.426 1.417.508 1.204.015 1.318.748 1.176.696
di cui double counting 71.290 384.324 129.678 210.260 510.708 876.161

2011 2012 2013 2014 2015 2016


Biodiesel (*) 53.861 52.878 49.312 44.176 47.807 42.229
di cui sostenibile 53.861 52.852 49.311 44.173 47.807 42.142
di cui double counting 2.397 14.134 4.766 7.760 18.821 32.362
Bio-ETBE (**) 4.764 4.329 3.057 380 926 1.339
di cui sostenibile 4.764 4.243 2.970 312 825 1.336
Energia di cui double counting 234 83 31 19 73 54
(TJ)
Bioetanolo 12 86 61 40 127 16
di cui sostenibile 12 85 61 40 101 16
di cui double counting - - 0,4 - - -
Totale 58.636 57.293 52.430 44.596 48.860 43.585
di cui sostenibile 58.636 57.179 52.343 44.525 48.733 43.495
di cui double counting 2.631 14.218 4.797 7.779 18.894 32.416

(*) Questa voce comprende anche l'olio vegetale puro, l’olio vegetale idrotrattato ed il Diesel Fisher-Tropsch, inclusi nella definizione di “biodiesel”
del regolamento 431/2014.
(**) Si considera rinnovabile il 37% del carburante - finalità monitoraggio obiettivi Direttiva 2009/28/CE.

Nel 2016 sono state immesse in consumo, complessivamente, poco meno di 1,2 milioni di tonnellate di biocarburanti,
in larghissima parte costituiti da biodiesel (97%); il relativo contenuto energetico è pari a 43.585 TJ (1.041 ktep).
A fronte di un decremento significativo dei biocarburanti totali, rispetto al 2015, sia in termini di quantità che in
termini energetici (-11%), si evidenzia una forte crescita complessiva dei biocarburanti double counting (+72%),
trainata in particolare dal biodiesel.
Per quanto riguarda i biocarburanti miscelati con la benzina, marginali rispetto al totale, si evidenzia la costante
crescita dei consumi di Bio-ETBE (+45%), mentre diminuisce notevolmente il consumo di bioetanolo (che registra un -
87% rispetto al 2015).



 

I biocarburanti sostenibili, contabilizzabili ai sensi della Direttiva 2009/28/CE per il monitoraggio degli obiettivi UE,
rappresentano il 99,8% del totale immesso in consumo.
I biocarburanti di cui all’art. 21, comma 2 della Direttiva 2009/28/CE (double counting) rappresentano invece il 74%
del totale, proseguendo la tendenza di netta crescita rispetto agli anni precedenti. Diversamente dagli anni
precedenti, il quadro normativo in materia di riconoscimento della premialità è rimasto invariato tra il 2015 ed il 2016,
pertanto l’incremento dei biocarburanti double counting sembra riconducibile a dinamiche di mercato.
Per quanto concerne i consumi di biocarburanti avanzati, al 2016 la normativa europea e nazionale ancora non
prevede quantitativi minimi obbligatori di immissione in consumo. Nella Tabella 5.1.5 sono comunque presentati
alcuni dati di consumo, al fine di fornire prime indicazioni in merito al percorso da seguire per raggiungere gli obiettivi
nazionali fissati per gli anni successivi al 2018 dalla normativa nazionale in merito all’obbligo di miscelazione dei
biocarburanti.



 

5.1.3. Biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 per Paese
di produzione

Totale Totale Totale


Biodiesel (t) Bio-ETBE (t) Bioetanolo (t) (t) (TJ) (%)
Italia 339.811 17.688 18 357.517 13.210 30,4%
Spagna 296.246 4.556 - 300.802 11.125 25,6%
Paesi Bassi 111.870 - - 111.870 4.139 9,5%

Austria 76.995 - 314 77.309 2.857 6,6%


Francia 50.876 13.417 - 64.293 2.365 5,4%
Indonesia 61.687 - - 61.687 2.282 5,2%
Germania 55.606 - - 55.606 2.057 4,7%

Repubblica Ceca 36.891 - - 36.891 1.365 3,1%

Malesia 28.858 - - 28.858 1.068 2,5%

Danimarca 26.896 - - 26.896 995 2,3%


India 26.285 - - 26.285 973 2,2%
Regno Unito 23.630 - - 23.630 874 2,0%

UE - Altri 1.835 255 270 2.360 84 0,2%

Non UE - Altri 1.498 1.195 - 2.692 98 0,2%


Totale 1.138.982 37.112 602 1.176.696 43.495 100%

Il 30,4% dei biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 è stato prodotto in Italia (il dato 2015 era
38%). Il primo Paese di importazione per i biocarburanti è la Spagna (25,6%) seguita dai Paesi Bassi (9,5%) e
dall’Austria (6,6%); il primo Paese extraeuropeo è l’Indonesia (5,2%).
Confrontando i valori con l’anno precedente è importante notare come la Germania, che nel 2015 esportava in Italia
circa 113.000 tonnellate di biodiesel, abbia ridotto il suo valore a circa 56.000 tonnellate. Si evidenzia inoltre una forte
crescita delle importazioni di biocarburanti prodotti in Francia (da 33.000 tonnellate nel 2015 a 64.000 tonnellate nel
2016) e la ripresa del mercato di biocarburanti prodotti in Indonesia (da 22.000 tonnellate a 62.000 tonnellate, in linea
con i valori del 2014).
Complessivamente, il 90% circa dei biocarburanti utilizzati in Italia nel 2016 è stato prodotto in Europa (Regno Unito
compreso).



 

Rispetto al 2015, diminuisce il peso dei biocarburanti prodotti in Italia che passa dal 38% al 30,4% del totale immesso
in consumo principalmente causato da un crollo evidente del biodiesel di produzione nazionale (-150.000 tonnellate).

Merita di essere menzionato, infine, il consumo di Olio Vegetale Idrotrattato (HVO), che nelle tabelle è associato al
biodiesel in modo da uniformare le categorie di biocarburanti con gli schemi di riferimento di Eurostat. Nel 2016 il
consumo di HVO è stato di circa 61.000 tonnellate (ovvero 72.000 t di biodiesel equivalenti), prodotte
prevalentemente in Italia (88%) da olio di palma.



 

5.1.4. Biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 per Paese
di origine della materia prima

Totale Totale Totale


Biodiesel (t) Bio-ETBE (t) Bioetanolo (t) (t) (TJ) (%)
Indonesia 375.734 - - 375.734 13.902 32,0%
Spagna 173.286 1.492 - 174.778 6.465 14,9%
Italia 111.058 1.500 - 112.558 4.163 9,6%
Francia 59.744 11.392 - 71.137 2.621 6,0%

Germania 63.440 - - 63.440 2.347 5,4%


Malesia 42.231 - - 42.231 1.563 3,6%
Regno Unito 28.311 8.779 - 37.090 1.364 3,1%

Paesi Bassi 33.886 - - 33.886 1.254 2,9%


Danimarca 23.352 - - 23.352 864 2,0%
Ucraina 16.212 4.676 - 20.889 768 1,8%
Austria 20.339 - - 20.339 753 1,7%

UE - Altri 157.990 8.078 602 166.670 6.153 14,1%


Non UE - Altri 10.559 1.195 - 11.754 434 1,0%
Non noto 22.841 - - 22.841 845 1,9%
Totale 1.138.982 37.112 602 1.176.696 43.495 100%

Solo il 9,6% dei biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 è stato prodotto con materie prime di
origine nazionale; tra gli altri Paesi fornitori, il principale rimane l’Indonesia (32% dei biocarburanti prodotti, in
continuo calo rispetto al 38% del 2015), seguita da Spagna (14,9%) e Francia (6,0%). Complessivamente, circa il 60%
delle materie prime utilizzate proviene da Paesi europei, il restante 40% dal Paesi extraeuropei.
Rispetto al 2015, è in crescita la quantità di biocarburanti prodotti da materia prima di origine spagnola (+38%) e
francese (+59%). Diminuiscono invece fortemente le importazioni dall’Indonesia (-128.000 tonnellate pari al -25%) e
dalla Germania (-50%).



 

5.1.5. Biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 per


tipologia di materia prima
Biodiesel Bio-ETBE Bioetanolo Totale Totale Totale
(t) (t) (t) (t) (TJ) (%)
Biocarburanti Single Counting 264.321 35.612 602 300.535 11.078 25,5%

Palma 215.762 - - 215.762 7.983 18,4%


Colza 40.705 - - 40.705 1.506 3,5%

Mais - 15.602 602 16.204 578 1,3%


Cereali - 12.347 - 12.347 444 1,0%
Soia 7.088 - - 7.088 262 0,6%
Barbabietola da zucchero - 4.362 - 4.362 157 0,4%
Canna da zucchero - 3.301 - 3.301 119 0,3%

Grassi animali Cat.3 563 - - 563 21 0,0%


Girasole 202 - - 202 7 0,0%
Biocarburanti Double Counting 874.661 1.500 - 876.161 32.416 74,5%
Biocarburanti Double Counting - Avanzati 8.650 1.500 - 10.149 374 0,9%
Rifiuti agroindustriali e altri rifiuti 8.623 - - 8.623 319 0,7%
Feccia da vino e/o vinaccia - 1.500 - 1.500 54 0,1%
Oli esausti non alimentari 27 - - 27 1 0,0%
Biocarburanti Double Counting - Non avanzati 866.011 - - 866.011 32.042 73,7%
Derivati dalla lavorazione di oli vegetali 428.178 - - 428.178 15.843 36,4%
Oli e grassi animali 356.069 - - 356.069 13.175 30,3%
Oli alimentari esausti (UCO) 81.765 - - 81.765 3.025 7,0%

Totale Biocarburanti Sostenibili 1.138.982 37.112 602 1.176.696 43.495 100%

Nel 2016 si registra una fortissima diminuzione di biocarburanti prodotti a partire dall’olio di palma, prodotto agricolo
di prevalente origine asiatica (Indonesia, Malesia) (dal 42% del 2015 al 18,4% del 2016). Le principali materie prime
utilizzate nel 2016 sono invece i derivati dalla lavorazione di oli vegetali (+150% rispetto al 2015) e gli oli e grassi
animali (+44% rispetto al 2015). Tale evoluzione nella composizione delle materie prime da cui vengono prodotti i
biocarburanti si riflette sull’incremento della quota double counting precedentemente descritto.



 

5.1.6. Biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 per Paese
di produzione e Paese di origine della materia prima

Nel 2016 l’Italia è il principale produttore di biocarburanti consumati sul proprio territorio, sebbene solo una parte
limitata (25%) sia derivata da materia prima di origine nazionale; la maggior parte del biodiesel prodotto e immesso in
consumo in Italia è infatti ottenuto a partire materie prime di provenienza indonesiana.
La Spagna è il primo esportatore di biocarburanti consumati in Italia (prevalentemente da materia prima spagnola e
indonesiana), seguita dai Paesi Bassi e dall’Austria. È interessante evidenziare come circa il 18% della materia prima di
origine italiana venga utilizzata in Austria per la produzione di biodiesel.



 

5.1.7. Biocarburanti sostenibili immessi in consumo in Italia nel 2016 per Paese
di produzione e tipo di materia prima

Il grafico è complementare a quello del paragrafo precedente. Come già osservato, nel 2016 la maggior parte (36%)
dei biocarburanti immessi in consumo in Italia è stata ottenuta a partire da derivati dalla lavorazione di oli vegetali in
particolare utilizzati in Italia e Spagna. Forte crescita anche dei biocarburanti prodotti a partire da oli e grassi animali,
materia prima utilizzata prevalentemente nei Paesi Bassi (il 73% dei biocarburanti prodotti nel Paese proviene da oli e
grassi animali di origine comunitaria).



 

5.1.8. Biocarburanti sostenibili double counting immessi in consumo in Italia nel


2016 per Paese di produzione e tipo di materia prima

Nel 2016 in Italia sono state immesse in consumo 876.161 tonnellate di biocarburanti double counting (riconosciuti
come tali), delle quali il 23,2% (203.528 t) prodotte in Italia, prevalentemente da derivati della lavorazione degli oli
vegetali (116.240 t), da oli e grassi animali (41.739 t) e da oli alimentari esausti (35.399 t).
Il secondo paese di produzione di biocarburanti double counting consumati in Italia è stata la Spagna (23,1%) con
produzione derivante principalmente da derivati della lavorazione degli oli vegetali ed oli e grassi animali, seguita
infine dai Paesi Bassi (12,5%) e dall’Austria (8,5%).
I derivati della lavorazione degli oli vegetali e gli oli e grassi animali sono state, complessivamente, le materie prime
maggiormente impiegate per la produzione di biocarburanti double counting (rispettivamente il 48,9% ed il 40,6%).
Il 98,8% dei biocarburanti double counting non può essere annoverato tra i biocarburanti avanzati perché prodotto a
partire da oli e grassi animali, oli alimentari esausti (UCO) e sottoprodotti, provenienti principalmente da Italia,
Spagna, Paesi Bassi e Austria.





6. APPENDICI





6.1. Norme di riferimento

Regolamento (CE) n. 1099/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2008 relativo alle statistiche
dell’energia e successivi emendamenti (Regolamento UE n. 844/2010, Regolamento UE n. 147/2013, Regolamento UE
n. 431/2014).

Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia
da fonti rinnovabili.

Decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 “Attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso
dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE”
(decreto di recepimento della Direttiva 2009/28/CE).

Decreto 14 gennaio 2012 del Ministero dello Sviluppo economico “Approvazione della metodologia che, nell’ambito
del sistema statistico nazionale in materia di energia, è applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di
raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il
riscaldamento e il raffreddamento e per i trasporti, coperti da fonti energetiche rinnovabili”.

Decisione della Commissione 2013/114/UE del 1° marzo 2013 e s.m.i. che stabilisce gli orientamenti relativi al calcolo
da parte degli Stati membri della quota di energia da fonti rinnovabili prodotta a partire da pompe di calore per le
diverse tecnologie a pompa di calore a norma dell’articolo 5 della Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio [notificata con il numero C(2013) 1082].

European Commission, Eurostat, Directorate E: Sectorial and regional statistics, Unit E–5: Energy, SHARES Tool
Manual, Version 2.2012.30830, Final draft.

Decreto 10 ottobre 2014 del Ministero dello Sviluppo economico “Aggiornamento delle condizioni, dei criteri e delle
modalità di attuazione dell’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti compresi quelli avanzati”.

Decreto 11 maggio 2015 del Ministero dello Sviluppo economico “Approvazione della metodologia che, nell'ambito
del sistema statistico nazionale, è applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli
obiettivi regionali, in attuazione dell'articolo 40, comma 5, del D.lgs.3 marzo 2011, n. 28”.

Direttiva (UE) 2015/1513 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 settembre 2015, che modifica la direttiva
98/70/CE, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, e la direttiva 2009/28/CE, sulla promozione
dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (cosiddetta direttiva ILUC).





6.2. Principali definizioni

Biocarburanti (Decreto Legislativo 28/2011): carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa.

Biogas: “gas costituito prevalentemente da metano e da anidride carbonica prodotto mediante digestione anaerobica
della biomassa” (Regolamento UE 147/2013). In particolare:
x gas di discarica: biogas prodotto nelle discariche dalla digestione dei rifiuti.
x gas da fanghi di depurazione: biogas prodotto per fermentazione anaerobica dei fanghi di depurazione.
x altro biogas: biogas prodotto per fermentazione anaerobica dei prodotti agricoli, dei liquami zootecnici e dei
rifiuti di macelli, birrerie e altre industrie agroalimentari.

Bioliquidi: “combustibili liquidi per scopi energetici diversi dal trasporto, compresi l’elettricità, il riscaldamento ed il
raffreddamento, prodotti dalla biomassa” (Decreto Legislativo 28/2011).

Biomassa: “frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica proveniente dall’agricoltura
(comprendente sostanze vegetali e animali) dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e
l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei
rifiuti industriali e urbani” (Decreto Legislativo 28/2011).

Centrali ibride: “centrali che producono energia elettrica utilizzando sia fonti non rinnovabili, sia fonti rinnovabili, ivi
inclusi gli impianti di co-combustione, vale a dire gli impianti che producono energia elettrica mediante combustione
di fonti non rinnovabili e di fonti rinnovabili” (Decreto Legislativo 28/2011). Gli impianti che utilizzano
prevalentemente combustibile fossile non vengono conteggiati in numero e potenza tra gli impianti a fonte
rinnovabile. Si tiene invece conto della quota parte di energia elettrica generata da fonti rinnovabili quando si calcola
la produzione totale da bioenergie.

Consumo Finale Lordo di Energia (CFL): “i prodotti energetici forniti a scopi energetici all'industria, ai trasporti, alle
famiglie, ai servizi, compresi i servizi pubblici, all'agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca, ivi compreso il consumo di
elettricità e di calore del settore elettrico per la produzione di elettricità e di calore, incluse le perdite di elettricità e di
calore con la distribuzione e la trasmissione” (Decreto Legislativo 28/2011).

Consumo Interno Lordo di energia elettrica (CIL): E’ pari alla produzione lorda di energia elettrica al netto della
produzione da pompaggi, più il saldo scambi con l’estero (o tra le Regioni).

Energia da Fonti Rinnovabili (FER): “energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica,
solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi
di depurazione e biogas” (Decreto Legislativo 28/2011).





Energia richiesta dalla rete: produzione di energia elettrica destinata al consumo meno l’energia elettrica esportata
più l’energia elettrica importata. Equivale alla somma dei consumi di energia presso gli utilizzatori finali e delle perdite
di trasmissione e distribuzione della rete.

Impianto da pompaggio: impianto di generazione idroelettrico a serbatoio esercibile in maniera reversibile.


Prelevando energia elettrica dalla rete può pompare acqua dal serbatoio a livello inferiore al serbatoio in quota, con
conseguente stoccaggio di energia potenziale che in un periodo successivo può essere riconvertita in energia elettrica
e rimessa in rete. E’ definito di pompaggio puro l’impianto senza apporti naturali significativi all’invaso superiore.

Potenza Efficiente: Massima potenza elettrica che può essere prodotta con continuità durante un intervallo di tempo
sufficientemente lungo, supponendo tutte le parti dell’impianto di produzione in funzione e in condizioni ottimali. E’
lorda se misurata ai morsetti dei generatori elettrici dell’impianto, netta se depurata della potenza assorbita dai
macchinari ausiliari e di quella perduta nei trasformatori necessari per l’immissione in rete.

Produzione di energia elettrica: Processo di trasformazione di una fonte energetica in energia elettrica. In analogia
con la potenza, è lorda se misurata ai morsetti dei generatori elettrici, netta se depurata dell’energia assorbita dagli
ausiliari e di quella perduta nei trasformatori principali.

Produzione elettrica da rifiuti solidi urbani biodegradabili: A fini statistici è assunta pari al 50% della produzione da
rifiuti solidi urbani, come previsto dalle convenzioni statistiche Eurostat/IEA.





6.3. L’impiego dei gradi-giorno per la valutazione degli effetti delle variazioni
climatiche sulla domanda di riscaldamento

Alcune grandezze oggetto di rilevazione statistica nel settore Termico sono strettamente correlate all’andamento, nel
corso degli anni, delle temperature invernali; le temperature meno rigide che hanno caratterizzato il 2016 rispetto
all’anno precedente, ad esempio, hanno generato una riduzione significativa del fabbisogno di calore e, di
conseguenza, dei consumi di energia termica.
In considerazione della rilevanza del fenomeno e degli impatti sui dati statistici qui presentati, appare opportuno
dedicare un breve approfondimento ai gradi-giorno/GG (heating degree-days / HDD), ovvero la variabile utilizzata per
misurare e monitorare statisticamente l’andamento temporale della rigidità delle temperature in un determinato
luogo.
Per gradi-giorno di una località si intende la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di
riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente fissata a
20°, e la temperatura media esterna giornaliera. Il numero dei gradi giorno di una determinata località in un
determinato anno, aumentando al diminuire della temperatura esterna, è dunque una proxy affidabile della rigidità
del clima di quella località.
Come illustrato nella figura che segue, il valore di gradi-giorno registrato in Italia nel 2016 (1.764) risulta – fatta
eccezione per il solo 2014 - il più basso registrato negli ultimi 40 anni; nel complesso, appare comunque piuttosto
evidente una tendenza generale verso temperature più miti.

Andamento dei gradi-giorno rilevati in Italia tra il 1975 e il 2016

Fonte: European Commission, Joint Research Center (IPSC/Agrifish Unit/MARS-STAT Action).





Come si nota, la variazione tra 2015 e 2016, che ha condizionato la variazione dei consumi di biomassa, è pari -46
gradi-giorno (-2,5% circa).

Per concludere, si precisa che anche la suddivisione del territorio italiano in zone climatiche (identificate dalle lettere
alfabetiche A, B, C, D, E, F) contenuta nel D.P.R. 412/1993 è basata sui gradi giorno (figura seguente).

Fonte: European Commission, Joint Research Center (IPSC/Agrifish Unit/MARS-STAT Action).





6.4. Unità di misura


Le principali unità di misura utilizzate nel presente rapporto e le relative conversioni sono indicate nel seguente
prospetto:

TJ ktep GWh

1 TJ = 1 0,02388 0,27778

1 ktep = 41,868 1 11,63

1 GWh = 3,6 0,08598 1

In particolare:

12
ƒ 1 TJ (teraJoule) corrisponde a 10 Joule. Il Joule è utilizzato come unità di misura per il lavoro. Il lavoro totale
compiuto dal o sul sistema, misurato in Joule, è proporzionale al calore totale scambiato dal sistema,
misurato in calorie. In particolare, il calore di 1 caloria corrisponde al lavoro di 4,1868 Joule. Essendo la
caloria la quantità di calore necessaria per portare la temperatura di 1 g di acqua distillata da 14,5 °C a 15,5
°C, a pressione standard, 1 Joule corrisponde dunque al calore da fornire a 0,239 grammi d’acqua distillata
alla pressione atmosferica per passare da 14,5 °C a 15,5 °C;

ƒ 1 ktep (1000 tonnellate equivalenti di petrolio) rappresenta la misura dell’energia equivalente a quella
ottenuta dalla combustione di mille tonnellate di petrolio grezzo, assumendo un potere calorifico pari a
10.000 kcal/kg;

9 6
ƒ 1 GWh corrisponde a 10 wattora (Wh), o a 10 kWh; 1 kWh è l'energia necessaria a fornire una potenza di un
chilowatt (kW) per un’ora.






Introduzione

Il GSE gestisce i meccanismi di sostegno delle energie rinnovabili, fa parte del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) ed
è responsabile del Sistema Italiano di Monitoraggio delle Fonti Rinnovabili (SIMERI) previsto dal Decreto Legislativo
28/2011. Con il Decreto 14 gennaio 2012 del Ministero dello Sviluppo economico il GSE è diventato responsabile della
rilevazione statistica di tutti gli impianti fotovoltaici e di tutti gli altri impianti a fonte rinnovabile fino a 200 kW.

I dati statistici riportati nel presente rapporto sono frutto dell’integrazione delle informazioni presenti nel sistema
informatico GAUDI’ gestito da TERNA e negli archivi utilizzati dal GSE per la gestione dei meccanismi di incentivazione
(Conto Energia e Certificati Verdi) e per il ritiro dell’energia (Ritiro dedicato e Scambio sul Posto). La collaborazione fra
GSE e TERNA nell’ambito dell’indagine TER-00001, di cui TERNA stessa è responsabile, garantisce da anni la qualità
delle statistiche sul fotovoltaico.

Durante l’anno 2017 sono stati installati complessivamente 414 MW di impianti fotovoltaici, la gran parte aderenti al
meccanismo dello Scambio sul Posto. A fine 2017 in Italia risultano in esercizio 19.682 MW fotovoltaici (+2,1% rispetto
al 2016), che nel corso dell’anno hanno generato 24.378 GWh (+10,3% rispetto al 2016, principalmente grazie alle
migliori condizioni di irraggiamento).

Il Rapporto statistico 2017 illustra la situazione del parco fotovoltaico installato con molteplici approfondimenti:
numerosità e potenza per taglia, tensione di connessione, distribuzione regionale e provinciale, tipologia di pannelli
solari e di installazione, settore di attività, energia prodotta, quota di autoconsumo, ore di utilizzazione. Mappe, grafici
e tabelle aiutano il lettore a comprendere i fenomeni descritti.





Dati di sintesi 2017 – 2016

2017 2016
Numero Produzione Numero Produzione
Potenza (MW) Potenza (MW)
impianti Lorda (GWh) impianti Lorda (GWh)
Lombardia 116.644 2.227 2.317 108.845 2.169 2.168
Veneto 106.211 1.853 2.032 99.262 1.802 1.886
Emilia Romagna 79.835 1.983 2.351 74.649 1.942 2.094
Piemonte 54.204 1.572 1.812 51.254 1.546 1.688
Lazio 50.296 1.325 1.755 46.537 1.237 1.503
Sicilia 49.796 1.377 1.959 46.973 1.351 1.744
Puglia 46.253 2.632 3.781 44.501 2.615 3.465
Toscana 40.870 791 956 38.627 774 870
Sardegna 34.536 749 1.009 33.205 741 925
Friuli Venezia Giulia 32.012 521 562 30.593 511 520
Campania 30.401 784 940 28.406 759 834
Marche 26.539 1.071 1.376 25.410 1.062 1.222
Calabria 23.456 514 671 22.269 503 617
Abruzzo 19.092 723 938 18.280 716 831
Umbria 17.636 471 585 16.878 466 520
Provincia Autonoma di Trento 15.919 180 191 15.341 175 178
Liguria 8.171 103 111 7.664 100 103
Provincia Autonoma di Bolzano 8.160 241 263 7.980 239 255
Basilicata 7.826 366 505 7.505 363 447
Molise 3.913 176 237 3.768 175 208
Valle D'Aosta 2.244 23 26 2.131 22 25
ITALIA 774.014 19.682 24.378 730.078 19.269 22.104

2017 2016
Produzione Produzione
Numero Potenza (MW) Numero Potenza (MW)
Lorda (GWh) Lorda (GWh)
1<=P<=3 262.214 716 826 245.054 673 730
3<P<=20 447.332 3.267 3.762 421.968 3.103 3.381
20<P<=200 52.591 4.123 4.625 51.311 4.033 4.270
200<P<=1.000 10.739 7.353 9.367 10.614 7.303 8.535
1.000<P<=5.000 950 2.335 3.094 948 2.331 2.771
P>5.000 188 1.890 2.703 183 1.827 2.418
Totale 774.014 19.682 24.378 730.078 19.269 22.104





Definizioni

Impianto fotovoltaico: si intende un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della
radiazione solare tramite l’effetto fotovoltaico; esso è composto principalmente da un insieme di moduli fotovoltaici
piani, uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e altri componenti elettrici minori.

Potenza nominale o installata di un impianto fotovoltaico: corrisponde alla potenza nominale (o di picco) del suo
generatore fotovoltaico, che è determinata dalla somma della potenza elettrica di ciascun modulo costituente il
generatore fotovoltaico, misurata in Condizioni di Prova Standard (radiazione pari a 1.000 W/mq e temperatura pari a
25°C).

Energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico: è l’energia elettrica misurata all’uscita del gruppo di
conversione della corrente continua in corrente alternata (inverter), prima che essa sia resa disponibile alle utenze
elettriche dell’utilizzatore e/o immessa nella rete elettrica.

Irraggiamento solare: potenza solare incidente su una superficie di area unitaria (W/mq).

Radiazione solare: valore integrale dell’irraggiamento su un periodo di tempo specificato (MJ/mq o kWh/mq per ora,
giorno, settimana, mese, anno, secondo i casi).

Ore equivalenti di utilizzazione: rapporto tra la produzione e la potenza (kWh/kW).

Autoconsumo: è la parte della produzione di energia elettrica che non viene immessa nella rete di trasmissione o
distribuzione dell’energia elettrica ma destinata dai produttori ai consumi propri

Gaudì: sistema di Gestione delle Anagrafiche Uniche Degli Impianti di produzione e delle relative unità (GAUDÌ) gestito
da Terna. Nel sistema Gaudì, ciascun impianto fotovoltaico (costituito da una o più sezioni di generazione) viene
censito tramite il codice di riconoscimento CENSIMP.

Potenza disponibile in prelievo: è la massima potenza prelevabile in un punto di prelievo senza che l’utente finale sia
disalimentato.

Unità di misura:

Potenza 1 MW=1.000 kW 1 GW=1.000.000 kW 1 TW=1.000.000.000 kW


Produzione 1 MWh=1.000 kWh 1 GWh=1.000.000 kWh 1 TWh=1.000.000.000 kWh

Mancate quadrature nelle tabelle esposte derivano da arrotondamenti effettuati sui dati elementari sottostanti.





Impianti fotovoltaici

La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente l'energia solare in energia elettrica attraverso
l’effetto fotovoltaico, ossia la proprietà di alcuni materiali semiconduttori di generare elettricità se colpiti da
radiazione luminosa. Il silicio, elemento molto diffuso in natura, è il materiale base per la cella fotovoltaica, dispositivo
elementare in grado di produrre circa 1,5 Watt in corrente continua, normalmente insufficiente per gli usi comuni. Più
celle sono collegate elettricamente e incapsulate in una struttura a formare il modulo, componente base
commercialmente disponibile. Più moduli, collegati in serie e in parallelo, formano le sezioni di un impianto, la cui
potenza può arrivare a migliaia di kW. A valle dei moduli fotovoltaici è posto l’inverter, che trasforma la corrente
continua generata dalle celle in corrente alternata, direttamente utilizzabile dagli utenti o riversabile in rete. I moduli
possono essere orientati verso il sole su strutture fisse o su strutture in grado di seguirne il movimento allo scopo di
incrementare la captazione solare (impianto ad inseguimento). Ogni kWp installato richiede uno spazio netto di circa
8–10 mq per moduli a silicio cristallino complanari alle coperture degli edifici; occorre invece uno spazio maggiore per
moduli disposti in più file su superfici piane per ridurre gli ombreggiamenti.
In Italia l’esposizione ottimale per moduli fissi è verso Sud con un’inclinazione di circa 30-35 gradi: un impianto
fotovoltaico, ottimamente orientato ed inclinato, può produrre in media dai 1.000 kWh per kWp installato nell’Italia
Settentrionale ai 1.500 kWh per kWp installato nell’Italia Meridionale.
Un impianto fotovoltaico produce elettricità per 20-25 anni, con poche necessità di manutenzione e una buona
resistenza agli agenti atmosferici.

Le principali applicazioni dei sistemi fotovoltaici sono:

ƒ impianti per utenze collegate alla rete in bassa tensione;


ƒ centrali di produzione di energia elettrica collegate alla rete in media o alta tensione;
ƒ impianti con sistema di accumulo per utenze isolate dalla rete.





Tipologia di pannelli o moduli

Pannelli di silicio cristallino (monocristallino e policristallino): rappresentano la tipologia più diffusa. Le celle
policristalline risultano particolarmente efficienti in termini di conversione della radiazione incidente in energia
elettrica.
Pannelli a film sottile con silicio amorfo o altri materiali. I dispositivi a film sottile con silicio amorfo sono realizzati
facendo evaporare alcuni suoi composti con l’idrogeno (il Silano o il Disilano) su supporti rigidi o flessibili come il vetro,
la plastica o la lamiera. Altri materiali innovativi con cui realizzare questi pannelli sono il diselenurio di indio e rame
(CIS) e il telloruro di Cadmio (CdTe). I pannelli realizzati con questa tecnica sono caratterizzati da rendimenti più bassi
rispetto al silicio cristallino, ma hanno prezzi più convenienti e maggiore versatilità di utilizzo. Ulteriore innovazione
dei film sottili è la possibilità di utilizzare celle multigiunzione, in cui vari strati di materiale fotovoltaico sovrapposti
sfruttano spettri di radiazione solare diversi, aumentandone l’efficienza totale.
Mancate quadrature nelle tabelle esposte derivano da arrotondamenti effettuati sui dati elementari sottostanti.





Mappa della radiazione solare nel 2016 e nel 2017

Radiazione solare cumulata annua nel 2016

Radiazione solare cumulata annua nel 2017

Fonte: Elaborazione a cura di RSE su dati EUMETSAT http://sunrise.rse-web.it/





























Numero e potenza




























Potenza e numerosità degli impianti fotovoltaici in Italia

Al 31 dicembre 2017 gli impianti fotovoltaici installati in Italia risultano 774.014, cui corrisponde una potenza pari a
19.682 MW. Gli impianti di piccola taglia (potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono oltre il 90% degli impianti
totali installati in Italia e rappresentano il 20% della potenza complessiva nazionale.

La taglia media degli impianti installati in Italia alla fine del 2017 è pari a 25,4 kW.

Installati al 31/12/2016 Installati al 31/12/2017 Var % 2017/2016

Classi di potenza (kW) n° MW n° MW n° MW


1<=P<=3 245.054 672,7 262.214 716,1 +7,0 +6,5
3<P<=20 421.968 3.103,4 447.332 3.266,9 +6,0 +5,3
20<P<=200 51.311 4.032,8 52.591 4.122,5 +2,5 +2,2
200<P<=1.000 10.614 7.302,5 10.739 7.352,5 +1,2 +0,7
1.000<P<=5.000 948 2.330,6 950 2.334,5 +0,2 +0,2
P>5.000 183 1.826,6 188 1.889,7 +2,7 +3,5
Totale 730.078 19.268,7 774.014 19.682,3 +6,0 +2,1

Nel solo anno solare 2017 sono stati installati circa 44.000 impianti, la quasi totalità di potenza inferiore ai 200 kW, per
una potenza installata complessiva pari a 414 MW.

Installati nel 2016 Installati nel 2017 Var % 2017/2016


Classi di potenza (kW) n° MW n° MW n° MW
1<=P<=3 17.175 43,9 17.160 43,4 -0,1 -1,1
3<P<=20 25.464 167,1 25.364 163,5 -0,4 -2,1
20<P<=200 1.558 105,5 1.280 89,7 -17,8 -14,9
200<P<=1.000 92 37,8 125 50,0 +35,9 +32,1
1.000<P<=5.000 4 8,1 2 3,9 -50,0 -51,5
P>5.000 1 20,0 5 63,1 +400,0 +215,4
Totale 44.294 382,4 43.936 413,6 -0,8 8,2

Il numero degli impianti entrati in esercizio nel 2017 è lievemente diminuito rispetto agli impianti entrati in esercizio
nel 2016 (-0,8%); la potenza installata invece è aumentata dell’8,2%, fenomeno riconducibile all’installazione di un
grande parco fotovoltaico di potenza complessiva di circa 60 MW.





Evoluzione della potenza e della numerosità degli impianti fotovoltaici in Italia

MW Potenza Installata (MW) Numero Impianti Nƒ

24.000 774.014 800.000


22.500 730.078 750.000
687.759
21.000 648.196 19.269 19.682 700.000
19.500 596.355 18.901 650.000
18.185 18.594
18.000 600.000
16.785
16.500 550.000
15.000 485.406 500.000
13.500 13.131 450.000
12.000 400.000
10.500 335.358 350.000
9.000 300.000
7.500 250.000
6.000 160.963 200.000
4.500 3.592 150.000
3.000 76.593 100.000
1.264
1.500 50.000
0 0
2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017

Il grafico mostra l’evoluzione della serie storica del numero e della potenza installata degli impianti fotovoltaici in
Italia. Dal 2013, anno della cessazione del Conto Energia, la crescita è avvenuta secondo ritmi meno sostenuti.

Gli impianti entrati in esercizio nel corso del 2017 - per lo più installazioni a servizio di utenze domestiche - hanno una
potenza media (9,4 kW) più alta rispetto a quella del triennio precedente.

Complessivamente la taglia media cumulata degli impianti fotovoltaici continua a diminuire, attestandosi nel 2017 ad
un valore pari a 25,4 kW.

2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017


Taglia media cumulata (kW) 16,0 22,2 38,7 34,7 30,5 28,7 27,4 26,4 25,4
Taglia media annua (kW) 18,7 27,6 54,7 24,4 12,6 7,9 7,7 8,7 9,4





Impianti installati annualmente e quota relativa alle coperture contenenti amianto


Nelle figure che seguono sono illustrati, per ogni classe di potenza, il numero e la potenza degli impianti entrati in
esercizio ogni anno dal 2008 al 2017. Sulla base dei dati raccolti durante il periodo di vigenza del Conti Energia sono
anche indicate le quote di tali impianti installati in sostituzione di coperture in eternit o contenenti amianto.

Fino a 3 kW
Numerosità 2008 Bonifica Eternit Totale

Fino a 3 kW Da 3 a 20 KW Da 20 a 200 KW

2017 2017 2017


2016 2016 2016
2015 2015 2015
2014 2014 2014
2013 2013 2013
2012 2012 2012
2011 2011 2011
2010 2010 2010
2009 2009 2009
2008 2008 2008

0 10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 0 20.000 40.000 60.000 80.000 100.000 0 5.000 10.000 15.000 20.000

Da 200 kW a 1 MW Da 1 MW a 5 KW Da 1 MW a 5 KW

2017 2017 2017


2016 2016 2016
2015 2015 2015
2014 2014 2014
2013 2013 2013
2012 2012 2012
2011 2011 2011
2010 2010 2010
2009 2009 2009
2008 2008 2008

0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 0 100 200 300 400 500 600 0 20 40 60 80 100 120

Fino a 3 kW
Potenza Bonifica Eternit Totale
2008

Fino a 3 kW Da 3 a 20 KW Da 20 a 200 KW

2017 2017 2017

2016 2016 2016

2015 2015 2015

2014 2014 2014

2013 2013 2013

2012 2012 2012


2011 2011 2011
2010 2010 2010
2009 2009 2009
2008 2008 2008

0 70 140 0 200 400 600 800 0 450 900 1.350 1.800

Da 200 kW a 1 MW Da 1 MW a 5 KW Da 1 MW a 5 KW

2017 2017 2017


2016 2016 2016
2015 2015 2015
2014 2014 2014
2013 2013 2013
2012 2012 2012
2011 2011 2011
2010 2010 2010
2009 2009 2009
2008 2008 2008

0 700 1.400 2.100 2.800 3.500 4.200 0 400 800 1.200 1.600 0 200 400 600 800 1.000





Potenza installata mensilmente degli impianti fotovoltaici in Italia nel 2017 e nel
2016

96
MW

52

35 36
33 32 31 32 32 30 33 30
27 27 26 29 31 28 27
30
26 25 25
23

MW installati nel corso del 2017 MW installati nel corso del 2016

Nel corso del 2017 sono stati installati 414 MW.


La potenza installata mensilmente è stata relativamente costante (intorno ai 29 MW), con un’unica eccezione nel
mese di Maggio riconducibile all’entrata in esercizio di un impianto di grandi dimensioni.





Impianti per tensione di connessione

Gli impianti installati in Italia sono per la quasi totalità (754.095 impianti su 774.014, pari al 97,4%) collegati alla rete in
bassa tensione. Poco meno di 20.000 impianti sono connessi alla media tensione, rappresentando tuttavia il 57,4%
della potenza installata sull’intero territorio nazionale. Infine, un esiguo numero di impianti è collegato alla rete di alta
tensione per una potenza pari a circa 1.256 MW (6,4% del totale).
I nuovi impianti entrati in esercizio nel corso del 2017 sono soprattutto impianti di piccola taglia collegati alla rete in
bassa tensione.

Numero impianti a fine 2017 (%) Potenza a fine 2017 (%)

2,6% 0,0% 6,4%

36,2%
Bassa Tensione

Media Tensione

Alta Tensione
57,4%

97,4%

Numero impianti nel 2017 (%) Potenza nel 2017 (%)

1,5% 0,0% 15,3%

Bassa Tensione

Media Tensione
62,2%
Alta Tensione

22,5%
98,5%





Distribuzione regionale della numerosità e della potenza a fine 2017

MW Potenza Installata (MW) Numero Impianti N°


4.800 120.000

4.000 100.000

3.200 80.000

2.400 60.000

1.600 40.000

800 20.000

0 0
Veneto

Umbria
Abruzzo

Liguria
Campania

Marche

Calabria
Lombardia

Piemonte

Puglia

Sardegna
Toscana

Molise
Emilia Romagna

Lazio

Sicilia

Basilicata

Valle D'Aosta
Friuli Venezia Giulia

Provincia Autonoma di Trento

Provincia Autonoma di Bolzano

Tra le regioni italiane si rileva una notevole eterogeneità in termini di numerosità e potenza installata degli impianti
fotovoltaici.
Nel 2017 la regione Lombardia conta circa 116.000 impianti, seguita dalla regione Veneto (106.211 impianti). Le due
regioni insieme rappresentano il 28,9% degli impianti installati sul territorio nazionale.
In termini di potenza installata è invece la Puglia a detenere, con 2.632 MW, il primato nazionale; nella stessa regione
si rileva anche la dimensione media degli impianti più elevata (56,9 kW).
Le regioni con il minor numero di impianti fotovoltaici sono la Basilicata, il Molise e la Valle D’Aosta.

Taglia media per Regione nel 2017 (kW)

Piemonte 29,0 Liguria 12,6 Molise 45,0


Valle d'Aosta 10,3 Emilia Romagna 24,8 Campania 25,8
Lombardia 19,1 Toscana 19,4 Puglia 56,9
Provincia Autonoma di Bolzano 29,6 Umbria 26,7 Basilicata 46,7

Provincia Autonoma di Trento 11,3 Marche 40,3 Calabria 21,9

Veneto 17,4 Lazio 26,4 Sicilia 27,6

Friuli Venezia Giulia 16,3 Abruzzo 37,8 Sardegna 21,7





Distribuzione regionale del numero degli impianti a fine 2017

Numero impianti a fine 2017: 774.014


Suddivisione per classe percentuale
del numero di impianti

0,1 - 1,0

1,1 - 3,0

3,1 - 6,0

6,1 - 8,0

8,1 - 12,0

12,1 - 18,0

L’installazione incrementale di impianti fotovoltaici nel 2017 non ha provocato significative variazioni nella relativa
distribuzione territoriale, che rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente.
La maggiore concentrazione di impianti si rileva nelle regioni del Nord (55% circa del totale), mentre nel Centro è
installato circa il 17% e nel Sud il restante 28%.
Le regioni che emergono in particolare sono la Lombardia e il Veneto.





Distribuzione regionale del numero degli impianti nel solo anno 2017

Numero impianti nel 2017: 43.936


Suddivisione per classe percentuale
del numero di impianti

0,1 - 1,0

1,1 - 3,0

3,1 - 6,0

6,1 - 8,0

8,1 - 12,0

12,1 - 18,0

Dalla distribuzione regionale del numero degli impianti installati nel corso del 2017 emerge il primato delle regioni che
sono caratterizzate da un’alta densità abitativa.
Al Nord Italia, la Lombardia (17,8%), il Veneto (15,8%) e l’Emilia Romagna (11,8%), insieme, rappresentano circa il 45%
degli impianti installati nell’anno.
Al Centro spicca la regione Lazio con l’8,6% di impianti.
Al Sud la maggiore concentrazione di impianti installati nel 2016 si rileva in Sicilia (6,4%)





Distribuzione provinciale del numero degli impianti a fine 2017

Numero impianti a fine 2017: 774.014


Suddivisione per classe percentuale del
numero di impianti

0,10 - 0,40

0,41 - 0,60

0,61 - 1,00

1,01 - 2,00

2,01 - 3,00

3,01 - 4,00

Risulta pressoché invariata nel 2017 la distribuzione provinciale degli impianti rispetto all’anno precedente.
Roma è la prima provincia italiana per numero di impianti fotovoltaici installati, con il 3,8% del totale nazionale.
Seguono la provincia di Treviso e la provincia di Brescia rispettivamente con il 3,2%.
Nel Sud Italia la provincia di Lecce, con il 2%, è quella con il maggior numero di installazioni a fine 2017.





Distribuzione provinciale del numero degli impianti nel solo anno 2017

Numero impianti nel 2017: 43.936


Suddivisione per classe percentuale del
numero di impianti

0,10 - 0,40

0,41 - 0,60

0,61 - 1,00

1,01 - 2,00

2,01 - 4,00

4,01 - 6,00

Osservando la mappa provinciale degli impianti installati nel 2017, si conferma il primato della provincia di Roma, con
il 5% del totale.
Nel Nord Italia si mettono in evidenza le provincie venete di Padova (3,4%), Verona (3,1%), Treviso (2,9%), Vicenza
(2,8%) e Venezia (2,6%).
Al Sud spicca la provincia di Barletta-Andria-Trani, con un 3,2% del totale installato nel 2017.





Distribuzione regionale della potenza a fine 2017

Potenza installata a fine 2017:


19.682 MW
Suddivisione per classe percentuale della
potenza installata

0,1 - 1,0

1,1 - 3,0

3,1 - 5,0

5,1 - 8,0

8,1 - 12,0

12,1 - 15,0

La potenza installata si concentra per il 44% al Nord, il 37% al Sud e il 19% al Centro Italia. La Puglia, con il 13,4%,
presenta il contributo maggiore al totale nazionale, seguita dalla Lombardia con l’11,3%.
Al Centro primeggia il Lazio, con il 6,7% della potenza installata.





Distribuzione regionale della potenza nel solo anno 2017

Potenza installata nel 2017:


414 MW
Suddivisione per classe percentuale della
potenza installata

0,1 - 1,0

1,1 - 3,0

3,1 - 5,0

5,1 - 10,0

10,1 - 15,0

15,1 - 25,0

Il Lazio è la regione che nel corso dell’ultimo anno ha installato la maggior quota di potenza fotovoltaica (21,3% del
totale nazionale installato nel 2017, a fronte del 5,6% del 2016).
Nel Nord Italia sono la Lombardia (14%) e il Veneto (12,3%) le regioni che hanno installato più potenza fotovoltaica nel
2017.
Nel Sud Italia, complessivamente, nel 2017 è stata installata meno potenza del 2016 (circa 101 MW nel 2017 a fronte
dei 154 MW del 2016).





Distribuzione provinciale della potenza a fine 2017

Potenza installata a fine 2017:


19.682 MW
Suddivisione per classe percentuale della
potenza installata

0,01 - 0,20

0,21 - 0,50

0,51 - 1,00

1,01 - 2,00

2,01 - 3,00

3,01 - 4,00

La distribuzione percentuale della potenza totale installata a livello provinciale a fine 2017 mostra il primato di Lecce
con il 3,5% e di altre province pugliesi quali Brindisi (2,5%), Bari (2,5%) e Foggia (2,1%).
Tra le provincie del Nord la percentuale di potenza maggiore è a Cuneo (2,8%), Brescia (2,2%), Torino e Ravenna
(2,0%).
Al Centro, presentano la maggior potenza installata Viterbo (2,3%) e Roma (2,2%).





Distribuzione provinciale della potenza nel solo anno 2017

Potenza installata nel 2017:


414 MW
Suddivisione per classe percentuale della
potenza installata

0,01 - 0,20

0,21 - 0,50

0,51 - 1,00

1,01 - 2,00

2,01 - 4,00

4,01 - 18,00

La distribuzione provinciale della potenza installata nel corso dell’anno 2017 evidenzia il primato della provincia di
Viterbo con il 16,2% della potenza complessiva.
Al Nord si distinguono le provincie di Milano (3%) e Verona (2,9%) e al Sud la provincia di Barletta-Andria-Trani.





Numerosità e potenza per provincia degli impianti fotovoltaici nel 2016 e 2017

2016 2017 % 17 / 16
n° % MW % n° % MW % Numerosità Potenza

Piemonte 51.254 7,0 1.545,9 8,0 54.204 7,0 1.571,6 8,0 5,8 1,7
Alessandria 5.492 0,75 252,8 1,31 5.783 0,75 254,9 1,30 5,3 0,8
Asti 3.971 0,54 83,1 0,43 4.181 0,54 84,9 0,43 5,3 2,1
Biella 2.606 0,36 87,4 0,45 2.738 0,35 88,6 0,45 5,1 1,4
Cuneo 11.932 1,63 544,4 2,83 12.612 1,63 549,4 2,79 5,7 0,9
Novara 4.908 0,67 91,0 0,47 5.284 0,68 93,5 0,47 7,7 2,7
Torino 18.569 2,54 386,6 2,01 19.636 2,54 396,7 2,02 5,7 2,6
Verbano-Cusio-Ossola 1.202 0,16 15,9 0,08 1.287 0,17 16,5 0,08 7,1 3,4
Vercelli 2.574 0,35 84,7 0,44 2.683 0,35 87,2 0,44 4,2 3,0
Valle d'Aosta 2.131 0,3 22,2 0,1 2.244 0,3 23,2 0,1 5,3 4,2
Aosta 2.131 0,29 22,2 0,12 2.244 0,29 23,2 0,12 5,3 4,2
Lombardia 108.845 14,9 2.168,6 11,3 116.644 15,1 2.226,7 11,3 7,2 2,7
Bergamo 15.420 2,11 288,4 1,50 16.620 2,15 297,3 1,51 7,8 3,1
Brescia 23.638 3,24 427,2 2,22 25.051 3,24 438,1 2,23 6,0 2,5
Como 6.532 0,89 85,0 0,44 7.102 0,92 88,1 0,45 8,7 3,6
Cremona 7.299 1,00 229,8 1,19 7.697 0,99 232,2 1,18 5,5 1,1
Lecco 3.647 0,50 47,3 0,25 3.920 0,51 48,8 0,25 7,5 3,1
Lodi 3.326 0,46 119,8 0,62 3.533 0,46 122,5 0,62 6,2 2,2
Mantova 7.395 1,01 215,7 1,12 7.923 1,02 219,6 1,12 7,1 1,8
Milano 14.507 1,99 303,3 1,57 15.696 2,03 315,7 1,60 8,2 4,1
Monza e della Brianza 6.657 0,91 93,8 0,49 7.164 0,93 97,8 0,50 7,6 4,3
Pavia 6.204 0,85 179,0 0,93 6.680 0,86 181,6 0,92 7,7 1,4
Sondrio 3.702 0,51 50,6 0,26 3.804 0,49 51,3 0,26 2,8 1,4
Varese 10.518 1,44 128,6 0,67 11.454 1,48 133,8 0,68 8,9 4,1
Trentino-Alto Adige 23.321 3,2 414,6 2,2 24.079 3,1 421,1 2,1 3,3 1,6
Provincia Autonoma di Bolzano 7.980 1,09 239,1 1,24 8.160 1,05 241,2 1,23 2,3 0,9
Provincia Autonoma di Trento 15.341 2,10 175,4 0,91 15.919 2,06 179,9 0,91 3,8 2,6
Veneto 99.262 13,6 1.802,1 9,4 106.211 13,7 1.853,1 9,4 7,0 2,8
Belluno 4.226 0,58 41,3 0,21 4.410 0,57 42,5 0,22 4,4 2,9
Padova 20.103 2,75 326,0 1,69 21.612 2,79 335,6 1,71 7,5 2,9
Rovigo 3.875 0,53 316,6 1,64 4.105 0,53 318,5 1,62 5,9 0,6
Treviso 23.753 3,25 314,8 1,63 25.043 3,24 323,6 1,64 5,4 2,8
Venezia 14.073 1,93 174,7 0,91 15.205 1,96 183,0 0,93 8,0 4,8
Verona 14.691 2,01 350,3 1,82 16.071 2,08 362,2 1,84 9,4 3,4
Vicenza 18.541 2,54 278,5 1,45 19.765 2,55 287,7 1,46 6,6 3,3
Friuli Venezia Giulia 30.593 4,2 511,4 2,7 32.012 4,1 521,3 2,6 4,6 1,9
Gorizia 3.761 0,52 39,6 0,21 3.892 0,50 40,2 0,20 3,5 1,4
Pordenone 8.905 1,22 152,6 0,79 9.386 1,21 155,9 0,79 5,4 2,1
Trieste 1.626 0,22 27,3 0,14 1.696 0,22 27,7 0,14 4,3 1,5
Udine 16.301 2,23 291,9 1,51 17.038 2,20 297,5 1,51 4,5 1,9
Liguria 7.664 1,0 99,7 0,5 8.171 1,1 103,0 0,5 6,6 3,3
Genova 2.351 0,32 24,0 0,12 2.505 0,32 24,8 0,13 6,6 3,3
Imperia 1.465 0,20 25,3 0,13 1.568 0,20 26,0 0,13 7,0 2,8
La Spezia 1.760 0,24 20,9 0,11 1.884 0,24 22,1 0,11 7,0 5,6
Savona 2.088 0,29 29,4 0,15 2.214 0,29 30,1 0,15 6,0 2,2
Emilia-Romagna 74.649 10,2 1.942,5 10,1 79.835 10,3 1.983,2 10,1 6,9 2,1
Bologna 13.471 1,85 320,3 1,66 14.415 1,86 326,2 1,66 7,0 1,9
Ferrara 5.958 0,82 188,9 0,98 6.329 0,82 191,4 0,97 6,2 1,3
Forli' 8.252 1,13 215,1 1,12 8.719 1,13 220,5 1,12 5,7 2,5
Modena 12.635 1,73 240,2 1,25 13.665 1,77 249,0 1,27 8,2 3,7
Parma 5.728 0,78 180,3 0,94 6.208 0,80 184,1 0,94 8,4 2,1
Piacenza 4.595 0,63 176,5 0,92 4.900 0,63 178,6 0,91 6,6 1,2
Ravenna 9.653 1,32 380,7 1,98 10.200 1,32 384,8 1,95 5,7 1,1
Reggio Emilia 8.949 1,23 155,3 0,81 9.653 1,25 161,4 0,82 7,9 4,0
Rimini 5.408 0,74 85,2 0,44 5.746 0,74 87,1 0,44 6,3 2,2
Toscana 38.627 5,3 774,3 4,0 40.870 5,3 791,5 4,0 5,8 2,2
Arezzo 5.977 0,82 161,5 0,84 6.250 0,81 164,8 0,84 4,6 2,1
Firenze 5.895 0,81 100,0 0,52 6.343 0,82 103,6 0,53 7,6 3,6
Grosseto 3.014 0,41 80,6 0,42 3.173 0,41 82,0 0,42 5,3 1,8
Livorno 3.403 0,47 73,5 0,38 3.589 0,46 74,4 0,38 5,5 1,3
Lucca 4.810 0,66 59,9 0,31 5.155 0,67 62,4 0,32 7,2 4,1
Massa Carrara 2.469 0,34 22,0 0,11 2.567 0,33 22,4 0,11 4,0 2,0
Pisa 5.274 0,72 90,2 0,47 5.570 0,72 92,3 0,47 5,6 2,4
Pistoia 2.925 0,40 38,1 0,20 3.143 0,41 39,4 0,20 7,5 3,3
Prato 1.964 0,27 77,4 0,40 2.052 0,27 78,0 0,40 4,5 0,7
Siena 2.896 0,40 71,1 0,37 3.028 0,39 72,1 0,37 4,6 1,4





2016 2017 % 17 / 16
n° % MW % n° % MW % Numerosità Potenza

Umbria 16.878 2,3 465,7 2,4 17.636 2,3 471,2 2,4 4,5 1,2
Perugia 13.556 1,86 335,0 1,74 14.188 1,83 339,8 1,73 4,7 1,4
Terni 3.322 0,46 130,7 0,68 3.448 0,45 131,4 0,67 3,8 0,5
Marche 25.410 3,5 1.062,2 5,5 26.539 3,4 1.070,7 5,4 4,4 0,8
Ancona 8.144 1,12 293,2 1,52 8.502 1,10 295,1 1,50 4,4 0,7
Ascoli Piceno 3.069 0,42 117,0 0,61 3.170 0,41 117,7 0,60 3,3 0,6
Fermo 2.624 0,36 106,0 0,55 2.722 0,35 106,7 0,54 3,7 0,7
Macerata 5.799 0,79 304,0 1,58 6.008 0,78 305,9 1,55 3,6 0,6
Pesaro e Urbino 5.774 0,79 241,9 1,26 6.137 0,79 245,2 1,25 6,3 1,3
Lazio 46.537 6,4 1.237,2 6,4 50.296 6,5 1.325,3 6,7 8,1 7,1
Frosinone 4.986 0,68 165,3 0,86 5.247 0,68 168,2 0,85 5,2 1,8
Latina 6.498 0,89 243,4 1,26 7.171 0,93 248,0 1,26 10,4 1,9
Rieti 2.295 0,31 23,3 0,12 2.511 0,32 24,2 0,12 9,4 3,9
Roma 27.145 3,72 420,1 2,18 29.362 3,79 432,8 2,20 8,2 3,0
Viterbo 5.613 0,77 385,2 2,00 6.005 0,78 452,1 2,30 7,0 17,4
Abruzzo 18.280 2,5 715,7 3,7 19.092 2,5 722,6 3,7 4,4 1,0
Chieti 5.844 0,80 225,5 1,17 6.084 0,79 227,9 1,16 4,1 1,0
L'Aquila 4.047 0,55 162,0 0,84 4.279 0,55 163,7 0,83 5,7 1,0
Pescara 3.344 0,46 87,6 0,45 3.525 0,46 88,8 0,45 5,4 1,3
Teramo 5.045 0,69 240,5 1,25 5.204 0,67 242,2 1,23 3,2 0,7
Molise 3.768 0,5 174,8 0,9 3.913 0,5 176,0 0,9 3,8 0,7
Campobasso 2.756 0,38 132,0 0,69 2.853 0,37 132,9 0,68 3,5 0,7
Isernia 1.012 0,14 42,8 0,22 1.060 0,14 43,1 0,22 4,7 0,8
Campania 28.406 3,9 759,3 3,9 30.401 3,9 783,8 4,0 7,0 3,2
Avellino 4.378 0,60 78,8 0,41 4.641 0,60 81,5 0,41 6,0 3,4
Benevento 3.421 0,47 60,0 0,31 3.701 0,48 62,7 0,32 8,2 4,5
Caserta 6.954 0,95 243,6 1,26 7.355 0,95 248,8 1,26 5,8 2,1
Napoli 6.897 0,94 150,7 0,78 7.377 0,95 157,3 0,80 7,0 4,4
Salerno 6.756 0,93 226,2 1,17 7.327 0,95 233,5 1,19 8,5 3,2
Puglia 44.501 6,1 2.614,9 13,6 46.253 6,0 2.632,3 13,4 3,9 0,7
Bari 11.926 1,63 479,6 2,49 12.485 1,61 483,9 2,46 4,7 0,9
Barletta-Andria-Trani 2.065 0,28 167,9 0,87 2.206 0,29 169,7 0,86 6,8 1,0
Brindisi 4.904 0,67 495,1 2,57 5.122 0,66 497,0 2,53 4,4 0,4
Foggia 4.760 0,65 420,4 2,18 4.921 0,64 422,7 2,15 3,4 0,5
Lecce 14.827 2,03 685,5 3,56 15.270 1,97 689,1 3,50 3,0 0,5
Taranto 6.019 0,82 366,3 1,90 6.249 0,81 369,9 1,88 3,8 1,0
Basilicata 7.505 1,0 363,4 1,9 7.826 1,0 365,8 1,9 4,3 0,7
Matera 2.362 0,32 181,3 0,94 2.485 0,32 182,5 0,93 5,2 0,6
Potenza 5.143 0,70 182,0 0,94 5.341 0,69 183,3 0,93 3,8 0,7
Calabria 22.269 3,1 503,2 2,6 23.456 3,0 514,4 2,6 5,3 2,2
Catanzaro 4.921 0,67 131,6 0,68 5.172 0,67 133,5 0,68 5,1 1,4
Cosenza 8.918 1,22 239,3 1,24 9.367 1,21 243,8 1,24 5,0 1,9
Crotone 1.600 0,22 33,4 0,17 1.693 0,22 34,3 0,17 5,8 2,6
Reggio di Calabria 4.679 0,64 62,2 0,32 4.938 0,64 64,7 0,33 5,5 4,0
Vibo Valentia 2.151 0,29 36,8 0,19 2.286 0,30 38,2 0,19 6,3 3,9
Sicilia 46.973 6,4 1.350,5 7,0 49.796 6,4 1.376,6 7,0 6,0 1,9
Agrigento 5.471 0,75 204,2 1,06 5.759 0,74 207,9 1,06 5,3 1,8
Caltanissetta 3.426 0,47 91,4 0,47 3.589 0,46 92,7 0,47 4,8 1,3
Catania 8.860 1,21 214,7 1,11 9.387 1,21 220,0 1,12 5,9 2,5
Enna 1.992 0,27 72,0 0,37 2.104 0,27 73,2 0,37 5,6 1,7
Messina 5.082 0,70 61,3 0,32 5.456 0,70 63,8 0,32 7,4 4,1
Palermo 6.271 0,86 168,0 0,87 6.757 0,87 172,0 0,87 7,7 2,4
Ragusa 5.104 0,70 206,4 1,07 5.367 0,69 209,1 1,06 5,2 1,3
Siracusa 5.581 0,76 194,9 1,01 5.884 0,76 198,0 1,01 5,4 1,6
Trapani 5.186 0,71 137,6 0,71 5.493 0,71 139,9 0,71 5,9 1,7
Sardegna 33.205 4,5 740,6 3,8 34.536 4,5 748,8 3,8 4,0 1,1
Cagliari 5.968 0,82 86,8 0,45 6.235 0,81 88,6 0,45 4,5 2,2
Nuoro 5.920 0,81 132,6 0,69 6.185 0,80 134,1 0,68 4,5 1,1
Oristano 3.871 0,53 136,6 0,71 3.971 0,51 137,4 0,70 2,6 0,6
Sassari 9.061 1,24 194,5 1,01 9.469 1,22 196,9 1,00 4,5 1,2
Sud Sardegna 8.385 1,15 190,1 0,99 8.676 1,12 191,8 0,97 3,5 0,9
Italia 730.078 100,0 19.268,7 100,0 774.014 100,0 19.682,3 100,0 6,0 2,1





Distribuzione della potenza installata pro capite e per superficie in Italia

Al 31/12/2017 Al 31/12/2016
Potenza Potenza Potenza Potenza Potenza
Potenza installata
Installata installata per Installata installata pro installata per
pro capite (Watt)
(MW) kmq (kW) (MW) capite (Watt) kmq (kW)

Marche 1.071 696 114 1.062 688 113


Puglia 2.632 648 136 2.615 641 135
Basilicata 366 641 37 363 633 36
Molise 176 567 40 175 560 39
Abruzzo 723 546 67 716 540 66
Umbria 471 530 56 466 523 55
Provincia Autonoma di Bolzano 241 460 33 239 459 32
Sardegna 749 453 31 741 447 31
Emilia Romagna 1.983 446 88 1.942 437 87
Friuli Venezia Giulia 521 428 66 511 419 65
Veneto 1.853 378 101 1.802 367 98
Piemonte 1.572 358 62 1.546 351 61
Provincia Autonoma di Trento 180 334 29 175 326 28
Sicilia 1.377 272 54 1.351 266 53
Calabria 514 262 34 503 255 33
Lazio 1.325 225 77 1.237 210 72
Lombardia 2.227 222 93 2.169 217 91
Toscana 791 211 34 774 207 34
Valle D'Aosta 23 183 7 22 175 7
Campania 784 134 58 759 130 56
Liguria 103 66 19 100 63 18
ITALIA 19.682 325 65 19.269 318 64





Distribuzione regionale dei kW per km2 a fine 2017

Potenza installata degli impianti


fotovoltaici: 19.682 MW
Superficie nazionale: 301.171 km2
Valore ITALIA: 65 kW/km2
Suddivisione per classe della potenza
2
installata in kW/km
0,1 - 20,0

20,1 - 40,0

40,1 - 60,0

60,1 - 90,0

90,1 - 110,0

110,1 - 140,0

2
L’incremento della potenza installata nel 2017 ha portato il dato nazionale di potenza installata per km a 65 kW per
2 2
km . La più alta concentrazione spetta alla Puglia con 135 kW installati per km ; seguono la regione Marche con 114
2 2
kW per km e il Veneto con 101 kW per km .





Distribuzione regionale dei Watt pro capite a fine 2017


Potenza installata degli impianti
fotovoltaici: 19.682 MW
Popolazione nazionale: 60.589.495
Valore ITALIA: 324 W/ab
Suddivisione per classe della potenza
installata in Watt pro capite
0,1 - 100,0

100,1 - 200,0

200,1 - 300,0

300,1 - 400,0

400,1 - 500,0

500,1 - 750,0

Nel 2017, il dato di potenza pro-capite nazionale è pari a 324 W per abitante, in leggero aumento rispetto al 2016
(+2,0%).
L’analisi dei dati relativi alla potenza installata per abitante, a fine 2017, mostra come il primato spessi alle Marche
con 696 Watt per abitante, seguita da Puglia (648 W/ab), Basilicata (641 W/ab), Molise (567 W/ab), Abruzzo (546
W/ab) e Umbria (530 W/ab).





Potenza per tipologia dei pannelli solari a fine 2017

Valori espressi in percentuale


Piemonte 5 21 74
Valle d'Aosta 1 36 63
Lombardia 6 19 76
Provincia Autonoma di Bolzano 4 39 57
Provincia Autonoma di Trento 3 31 66
Veneto 6 17 77
Friuli Venezia Giulia 3 24 73
Liguria 3 24 73
Emilia Romagna 6 22 72
Toscana 7 22 71
Umbria 4 21 75
Marche 5 23 72
Lazio 6 26 68
Abruzzo 2 24 74
Molise 1 21 78
Campania 9 11 80
Puglia 9 21 70
Basilicata 2 22 76
Calabria 5 21 74
Sicilia 12 13 75
Sardegna 3 21 76
ITALIA 6 21 73

Film sottile e altro Monocristallino Policristallino

In tutte le regioni prevalgono i pannelli a silicio policristallino, seguiti dai pannelli monocristallini, mentre il film sottile
e le altre tipologie di pannelli sono utilizzate in quantità ancora modesta.
A livello nazionale il 73% della potenza installata è realizzato in silicio policristallino, il 21% in silicio monocristallino e il
6% in film sottile o in materiali diversi.
Le nuove tipologie di pannelli in film sottile sono utilizzate in misura percentualmente più elevata in Sicilia, dove
rappresentano il 12% della potenza installata. La Valle d’Aosta e il la Provincia Autonoma di Bolzano sono invece le
regioni con la più elevata percentuale di pannelli monocristallini (rispettivamente il 36% e il 39% del totale).





Produzione





Produzione annuale e mensile degli impianti fotovoltaici in Italia

24.378
22.306 22.942
GWh 21.589 22.104

18.862

10.796

1.906
677

2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017

Nel 2017 la produzione degli impianti fotovoltaici in Italia ha raggiunto 24.378 GWh; rispetto all’anno precedente si
assiste ad una notevole crescita pari al +10,3%.

Osservando l’andamento della produzione degli impianti durante l’anno, emerge il primato di produzione dei mesi
centrali, con Luglio che fa registrare la maggiore produzione nel corso del 2017 con 3,1 TWh di energia prodotta.

3.077
2.928
2.840 2.849
GWh
2.492
2.262
2.089
1.815

1.150
975 1.024
875





Produzione degli impianti fotovoltaici nelle regioni italiane nel 2016 e 2017

GWh 2017 2016


4.000

3.500

3.000

2.500

2.000

1.500

1.000

500

0
Veneto

Campania

Molise

Liguria
Calabria
Lombardia
Puglia

Sicilia

Lazio

Abruzzo

Umbria

Valle d'Aosta
Toscana
Piemonte

Marche

Basilicata
Emilia Romagna

Sardegna

Friuli Venezia Giulia

Provincia Autonoma di Bolzano

Provincia Autonoma di Trento


Anche nel 2017 la regione con la maggiore produzione fotovoltaica si conferma la Puglia, con 3.781 GWh (15,5% della
produzione totale nazionale di 24.378 GWh). Seguono l’Emilia Romagna con 2.351 GWh e la Lombardia con 2.317
GWh; fornendo un contributo rispettivamente del 9,6% e del 9,5% circa alla produzione complessiva nazionale.

Nell’anno 2017 per tutte le regioni italiane si osservano delle variazioni positive delle produzioni regionali rispetto
all’anno precedente; le regioni che hanno registrato aumenti più rilevanti sono il Lazio (+16,8% rispetto al 2016), il
Molise e la Basilicata (rispettivamente +13,6% e +13,0%). La Provincia Autonoma di Bolzano e la regione Valle D’Aosta
sono caratterizzate da incrementi della produzione più contenuti (+3,1% e +3,6% rispetto al 2016).

Produzione per Regione nel 2017 (GWh)


Piemonte 1.811,7 Liguria 111,5 Molise 236,8
Valle d'Aosta 26,0 Emilia Romagna 2.351,4 Campania 939,6
Lombardia 2.316,8 Toscana 956,5 Puglia 3.781,0
Provincia Autonoma di Bolzano 263,2 Umbria 585,1 Basilicata 505,0
Provincia Autonoma di Trento 190,5 Marche 1.376,2 Calabria 671,2
Veneto 2.032,2 Lazio 1.755,4 Sicilia 1.958,8
Friuli Venezia Giulia 562,2 Abruzzo 937,9 Sardegna 1.008,7





Distribuzione regionale della produzione nel 2017

Produzione degli impianti


fotovoltaici: 24.378 GWh
Suddivisione per classe percentuale
della produzione

0,1 - 1,0

1,1 - 3,0

3,1 - 5,0

5,1 - 8,0

8,1 - 15,0

15,1 - 20,0

La mappa riporta il contributo regionale alla produzione italiana di energia elettrica da impianti fotovoltaici nel 2017.
La Puglia, con 3.781 GWh, è la regione con la maggiore produzione (15,5% del totale). A seguire l’Emilia Romagna con
il 9,6% e la Lombardia con il 9,5%. Valle d’Aosta e Liguria sono invece le regioni con minore produzione da fotovoltaico
(rispettivamente 0,1% e 0,5% del totale nazionale).





Distribuzione provinciale della produzione nel 2017

Produzione degli impianti


fotovoltaici: 24.378 GWh
Suddivisione per classe percentuale
della produzione

0,01 - 0,20

0,21 - 0,50

0,51 - 1,00

1,01 - 2,00

2,01 - 4,00

4,01 - 5,00

La provincia di Lecce, con 1.002 GWh, presenta la maggior produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici nel
2017, pari al 4,1% dei 24.378 GWh generati a livello nazionale. Tra le altre provincie che si sono distinte per produzioni
da fotovoltaico emergono Brindisi, Bari e Foggia al Sud, Viterbo al Centro e Cuneo al Nord.





Produzione per provincia degli impianti fotovoltaici in Italia nel 2016 e 2017
Produzione GWh Quote % Var %
2016 2017 2016 2017 2017/2016
Piemonte 1.688,1 1.811,7 7,6 7,4 7,3
Alessandria 297,9 325,2 1,3 1,3 9,1
Asti 87,1 93,8 0,4 0,4 7,6
Biella 84,2 101,2 0,4 0,4 20,1
Cuneo 600,0 641,1 2,7 2,6 6,9
Novara 91,5 100,6 0,4 0,4 9,9
Torino 417,1 435,4 1,9 1,8 4,4
Verbano-Cusio-Ossola 13,8 15,9 0,1 0,1 14,9
Vercelli 96,3 98,5 0,4 0,4 2,3
Valle d'Aosta 25,1 26,0 0,1 0,1 3,6
Aosta 25,1 26,0 0,1 0,1 3,6
Lombardia 2.167,7 2.316,8 9,8 9,5 6,9
Bergamo 289,6 312,1 1,3 1,3 7,8
Brescia 428,8 450,5 1,9 1,8 5,1
Como 81,2 90,2 0,4 0,4 11,2
Cremona 238,4 247,4 1,1 1,0 3,8
Lecco 45,8 49,8 0,2 0,2 8,6
Lodi 117,8 127,8 0,5 0,5 8,5
Mantova 228,8 242,6 1,0 1,0 6,0
Milano 288,8 317,6 1,3 1,3 10,0
Monza e della Brianza 95,9 97,4 0,4 0,4 1,6
Pavia 177,1 190,5 0,8 0,8 7,6
Sondrio 50,7 53,4 0,2 0,2 5,3
Varese 124,8 137,3 0,6 0,6 10,0
Trentino-Alto Adige 432,9 453,8 2,0 1,9 4,8
Provincia Autonoma di Bolzano 255,3 263,2 1,2 1,1 3,1
Provincia Autonoma di Trento 177,6 190,5 0,8 0,8 7,3
Veneto 1.886,1 2.032,2 8,5 8,3 7,7
Belluno 41,8 45,1 0,2 0,2 7,9
Padova 337,3 358,2 1,5 1,5 6,2
Rovigo 370,7 401,7 1,7 1,6 8,4
Treviso 316,9 343,6 1,4 1,4 8,4
Venezia 178,1 196,3 0,8 0,8 10,2
Verona 360,8 381,6 1,6 1,6 5,8
Vicenza 280,4 305,9 1,3 1,3 9,1
Friuli Venezia Giulia 520,2 562,2 2,4 2,3 8,1
Gorizia 39,3 42,5 0,2 0,2 8,1
Pordenone 153,8 166,1 0,7 0,7 8,0
Trieste 27,8 29,3 0,1 0,1 5,7
Udine 299,4 324,4 1,4 1,3 8,3
Liguria 103,2 111,5 0,5 0,5 8,0
Genova 23,2 25,1 0,1 0,1 8,5
Imperia 29,1 30,4 0,1 0,1 4,4
La Spezia 21,5 23,3 0,1 0,1 8,5
Savona 29,4 32,7 0,1 0,1 11,0
Emilia-Romagna 2.093,7 2.351,4 9,5 9,6 12,3
Bologna 330,4 374,8 1,5 1,5 13,4
Ferrara 206,1 227,7 0,9 0,9 10,5
Forli' 239,1 277,1 1,1 1,1 15,9
Modena 247,0 271,4 1,1 1,1 9,9
Parma 182,2 207,5 0,8 0,9 13,9
Piacenza 188,4 199,7 0,9 0,8 6,0
Ravenna 447,2 512,9 2,0 2,1 14,7
Reggio Emilia 161,4 175,9 0,7 0,7 9,0
Rimini 91,7 104,4 0,4 0,4 13,8
Toscana 869,8 956,5 3,9 3,9 10,0
Arezzo 181,0 204,4 0,8 0,8 12,9
Firenze 105,6 117,4 0,5 0,5 11,1
Grosseto 104,2 111,5 0,5 0,5 7,1
Livorno 90,2 98,3 0,4 0,4 9,0
Lucca 65,6 71,3 0,3 0,3 8,8
Massa Carrara 22,3 24,0 0,1 0,1 7,9
Pisa 104,9 114,1 0,5 0,5 8,8
Pistoia 39,5 44,2 0,2 0,2 12,0
Prato 79,1 88,3 0,4 0,4 11,6
Siena 77,5 82,9 0,4 0,3 6,9





Produzione GWh Quote % Var %


2016 2017 2016 2017 2017/2016
Umbria 520,3 585,1 2,4 2,6 12,5
Perugia 371,0 418,2 1,7 1,9 12,7
Terni 149,3 166,9 0,7 0,8 11,8
Marche 1.222,4 1.376,2 5,5 6,2 12,6
Ancona 333,5 374,0 1,5 1,7 12,1
Ascoli Piceno 137,0 150,3 0,6 0,7 9,8
Fermo 129,1 143,1 0,6 0,6 10,9
Macerata 354,6 400,3 1,6 1,8 12,9
Pesaro e Urbino 268,3 308,4 1,2 1,4 15,0
Lazio 1.503,4 1.755,4 6,8 7,9 16,8
Frosinone 180,2 211,4 0,8 1,0 17,3
Latina 293,0 332,2 1,3 1,5 13,4
Rieti 25,2 28,8 0,1 0,1 14,1
Roma 486,3 547,4 2,2 2,5 12,6
Viterbo 518,7 635,5 2,3 2,9 22,5
Abruzzo 830,9 937,9 3,8 4,2 12,9
Chieti 263,7 293,1 1,2 1,3 11,2
L'Aquila 182,3 225,1 0,8 1,0 23,5
Pescara 102,8 116,5 0,5 0,5 13,3
Teramo 282,1 303,2 1,3 1,4 7,5
Molise 208,4 236,8 0,9 1,1 13,6
Campobasso 157,7 179,7 0,7 0,8 14,0
Isernia 50,7 57,1 0,2 0,3 12,6
Campania 834,5 939,6 3,8 4,3 12,6
Avellino 87,5 98,7 0,4 0,4 12,8
Benevento 62,6 74,2 0,3 0,3 18,5
Caserta 266,3 293,1 1,2 1,3 10,1
Napoli 164,2 183,7 0,7 0,8 11,9
Salerno 253,8 289,9 1,1 1,3 14,2
Puglia 3.464,6 3.781,0 15,7 17,1 9,1
Bari 606,2 670,1 2,7 3,0 10,5
Barletta-Andria-Trani 209,6 238,0 0,9 1,1 13,6
Brindisi 695,4 755,1 3,1 3,4 8,6
Foggia 545,6 585,8 2,5 2,7 7,4
Lecce 927,2 1001,9 4,2 4,5 8,1
Taranto 480,6 530,1 2,2 2,4 10,3
Basilicata 447,0 505,0 2,0 2,3 13,0
Matera 231,4 256,9 1,0 1,2 11,0
Potenza 215,5 248,1 1,0 1,1 15,1
Calabria 616,7 671,2 2,8 3,0 8,8
Catanzaro 165,1 176,3 0,7 0,8 6,8
Cosenza 292,7 317,2 1,3 1,4 8,4
Crotone 41,0 45,5 0,2 0,2 11,0
Reggio di Calabria 73,8 83,0 0,3 0,4 12,6
Vibo Valentia 44,0 49,1 0,2 0,2 11,6
Sicilia 1.744,4 1.958,8 7,9 8,9 12,3
Agrigento 259,0 301,7 1,2 1,4 16,5
Caltanissetta 121,8 134,1 0,6 0,6 10,0
Catania 263,3 291,2 1,2 1,3 10,6
Enna 96,1 105,5 0,4 0,5 9,8
Messina 69,5 78,1 0,3 0,4 12,4
Palermo 215,6 234,6 1,0 1,1 8,8
Ragusa 265,8 308,3 1,2 1,4 16,0
Siracusa 256,4 286,2 1,2 1,3 11,6
Trapani 196,8 219,1 0,9 1,0 11,3
Sardegna 925,0 1.008,7 4,2 4,6 9,0
Cagliari 109,3 118,0 0,5 0,5 7,9
Nuoro 148,1 163,6 0,7 0,7 10,4
Oristano 172,6 194,7 0,8 0,9 12,8
Sassari 251,5 266,8 1,1 1,2 6,1
Sud Sardegna 243,6 265,6 1,1 1,2 9,0
Italia 22.104,3 24.377,7 100,0 100,0 10,3





Confronto delle ore di utilizzazione degli impianti fotovoltaici nel 2016 e 2017

1 65.528

Il grafico confronta le ore di utilizzazione negli anni 2016 e 2017 degli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre
2015. Ogni unità grafica rappresentata (esagono) contiene un insieme di impianti. Il posizionamento degli esagoni
indica le ore di utilizzazione degli stessi impianti negli anni 2016 (asse verticale) e 2017 (asse orizzontale). La
colorazione di ogni esagono rappresenta la numerosità degli impianti che ricadono in quell’area; ad una maggiore
intensità di colore corrisponde un numero maggiore di impianti. L’esagono evidenziato in nero è quello che contiene
più impianti (65.528). Gli esagoni e quindi gli impianti collocati lungo la bisettrice colorata hanno avuto nei due anni di
analisi medesime performance. Gli esagoni collocati a destra della bisettrice colorata hanno avuto maggiori ore di
producibilità nel 2017 rispetto al 2016.

In generale, gli impianti installati entro il 31 dicembre 2015 hanno avuto nel 2017 performance mediamente superiori
alle performance del 2016.





Nella figura seguente sono illustrate le distribuzioni delle ore di produzione degli impianti nel 2016 e nel 2017. Lo
spostamento verso destra della distribuzione del 2017 rispetto a quella del 2016 dà conto di come l’anno 2017 sia
stato mediamente più produttivo del 2016.

Anno 2016
Anno 2017

Ore di utilizzazione





Ore di utilizzazione equivalenti degli impianti fotovoltaici in Italia nel 2017

% impianti

100%
90%
80%
70%
60%
1.189 ore
50%
40%
30%
20%
10%
0%
0 500 1.000 1.500 2.000 2.500

Nel grafico ogni punto indica la percentuale di impianti già in esercizio a fine 2016 (i quali dunque hanno avuto la
possibilità di produrre per tutto il 2017) che, nel 2017, hanno registrato ore di utilizzazione uguali o maggiori rispetto
al valore definito sull’asse delle ascisse.
Su 730.078 impianti installati a fine 2016, il 50% ha raggiunto almeno 1.189 ore di utilizzazione equivalenti nel 2017.

Le ore di utilizzazione medie (media pesata per la potenza) del parco degli impianti installati entro il 31 dicembre 2016
sono risultate pari a 1.251 nel 2017, in aumento dell’8% rispetto alle ore del 2016.

Nella tabella sottostante vengono riportate le performance medie del parco degli impianti fotovoltaici negli anni,
considerando sia il perimetro di tutti gli impianti entrati in esercizio nell’anno di riferimento (“ore medie tutti gli
impianti”) sia il solo perimetro degli impianti che sono entrati in esercizio entro la fine dell’anno precedente e hanno
dunque potuto produrre per l’intero anno di riferimento (“ore medie impianti all’anno n – 1”).
La variazione dell’irraggiamento negli anni è la principale causa del trend osservato.

Ore 2011 Ore 2012 Ore 2013 Ore 2014 Ore 2015 Ore 2016 Ore 2017
Ore medie tutti gli impianti 845,2 1.148,7 1.197,5 1.198,7 1.214,4 1.146,3 1.238,6
Ore medie impianti all'anno n - 1 1.325,7 1.312,9 1.240,9 1.210,7 1.225,3 1.157,7 1.251,0





Evoluzione per regione delle ore di utilizzazione degli impianti entrati in esercizio
entro la fine dell’anno precedente

Regione Ore 2011 Ore 2012 Ore 2013 Ore 2014 Ore 2015 Ore 2016 Ore 2017
Puglia 1.476 1.502 1.476 1.401 1.416 1.327 1.441
Sicilia 1.447 1.523 1.476 1.477 1.396 1.316 1.436
Basilicata 1.416 1.433 1.409 1.342 1.341 1.232 1.385
Lazio 1.550 1.429 1.348 1.322 1.339 1.224 1.361
Sardegna 1.446 1.401 1.349 1.340 1.272 1.260 1.355
Molise 1.319 1.371 1.338 1.310 1.333 1.193 1.351
Calabria 1.335 1.375 1.349 1.354 1.285 1.255 1.320
Abruzzo 1.336 1.362 1.270 1.251 1.257 1.179 1.305
Marche 1.276 1.309 1.198 1.197 1.226 1.157 1.291
Umbria 1.319 1.320 1.188 1.161 1.210 1.121 1.250
Toscana 1.323 1.275 1.182 1.164 1.183 1.133 1.222
Campania 1.319 1.293 1.260 1.217 1.180 1.121 1.216
Emilia Romagna 1.300 1.246 1.157 1.139 1.158 1.094 1.199
Piemonte 1.183 1.196 1.117 1.105 1.148 1.093 1.163
Valle d'Aosta 1.243 1.163 1.133 1.112 1.136 1.141 1.149
Veneto 1.230 1.166 1.105 1.054 1.125 1.061 1.113
Liguria 1.233 1.161 1.075 1.075 1.079 1.051 1.101
Provincia Autonoma di Bolzano 1.162 1.108 1.096 1.025 1.094 1.064 1.097
Friuli Venezia Giulia 1.213 1.179 1.107 1.033 1.133 1.024 1.091
Provincia Autonoma di Trento 1.158 1.075 1.023 985 1.042 1.029 1.072
Lombardia 1.150 1.096 1.009 1.004 1.037 1.008 1.055
Italia 1.326 1.313 1.241 1.211 1.225 1.158 1.252 

Considerando per ogni anno il perimetro statistico di tutti gli impianti entrati in esercizio entro la fine dell’anno
precedente, la tabella riporta per regione il trend delle ore equivalenti medie di utilizzazione, calcolate come rapporto
tra la produzione di tali impianti e la loro potenza (tale metodo di calcolo equivale alla media ponderata delle ore di
utilizzazione degli impianti utilizzando come fattore di peso la potenza di ogni impianto).
Le performance migliori si sono riscontrate per gli impianti ubicati nel Sud Italia, grazie al favorevole irraggiamento e
alla diffusione dei grandi impianti ubicati a terra (mediamente caratterizzati da maggiori ore di produzione), e nel
Lazio, premiato dall’incidenza di impianti a terra e ad inseguimento.
I trend osservati negli anni dipendono da vari fattori, tra i quali la variazione nel tempo dell’irraggiamento e della
composizione del parco degli impianti.





Evoluzione per regione delle ore di utilizzazione degli impianti in esercizio prima
del 2011

Regione Ore 2011 Ore 2012 Ore 2013 Ore 2014 Ore 2015 Ore 2016 Ore 2017
Lazio 1.550 1.531 1.478 1.434 1.464 1.376 1.487
Puglia 1.476 1.498 1.492 1.413 1.441 1.335 1.463
Sicilia 1.447 1.541 1.474 1.476 1.435 1.299 1.459
Sardegna 1.446 1.398 1.349 1.370 1.354 1.281 1.412
Basilicata 1.416 1.451 1.383 1.356 1.369 1.232 1.382
Molise 1.319 1.338 1.300 1.264 1.282 1.229 1.325
Calabria 1.335 1.384 1.317 1.336 1.289 1.232 1.321
Abruzzo 1.336 1.311 1.245 1.239 1.254 1.165 1.302
Campania 1.319 1.329 1.280 1.278 1.230 1.194 1.287
Marche 1.276 1.294 1.215 1.196 1.227 1.161 1.273
Emilia Romagna 1.300 1.266 1.192 1.178 1.213 1.144 1.270
Umbria 1.319 1.281 1.174 1.162 1.210 1.099 1.260
Toscana 1.323 1.246 1.175 1.175 1.193 1.136 1.229
Piemonte 1.183 1.156 1.108 1.095 1.137 1.091 1.164
Valle d'Aosta 1.243 1.156 1.163 1.130 1.154 1.152 1.155
Veneto 1.230 1.183 1.109 1.069 1.146 1.076 1.137
Liguria 1.233 1.109 1.070 1.073 1.090 1.072 1.112
Provincia Autonoma di Bolzano 1.162 1.119 1.100 1.034 1.105 1.079 1.106
Lombardia 1.150 1.087 1.010 1.012 1.057 1.032 1.090
Provincia Autonoma di Trento 1.158 1.082 1.028 999 1.061 1.049 1.089
Friuli Venezia Giulia 1.213 1.142 1.083 1.012 1.113 1.048 1.087
Italia 1.326 1.308 1.252 1.226 1.257 1.184 1.283 

La tabella riporta per regione le ore di utilizzazione medie dal 2011 al 2016 degli impianti entrati in esercizio entro il
31/12/2010, consentendo, entro certi limiti, di paragonare nel tempo le prestazioni del medesimo perimetro di
impianti.
Analizzando la variazione dell’irraggiamento nel tempo nelle varie zone si può osservare che in un alcune regioni esiste
una correlazione statistica abbastanza buona tra l’evoluzione dell’irraggiamento e la variazione delle produzioni medie
degli impianti.





























Settore di attività




























Settori di attività

Agricoltura Domestico

Impianti: 27.749 Impianti: 627.739


Potenza: 2.577 MW Potenza: 3.026 MW
Produzione lorda: 3.214 GWh Produzione lorda: 3.514 GWh
Autoconsumi: 446 GWh Autoconsumi: 1.029 GWh

Nel settore agricoltura sono comprese le aziende Nel settore domestico sono comprese le unità
agricole o di allevamento residenziali.

Industria Terziario

Impianti: 31.609 Impianti: 86.917


Potenza: 9.674 MW Potenza: 4.405 MW
Produzione lorda: 12.600 GWh Produzione lorda: 5.050 GWh
Autoconsumi: 2.077 GWh Autoconsumi: 1.338 GWh

Nel settore industria sono compresi gli insediamenti Nel settore terziario sono compresi i servizi, il
produttivi, dalle attività manifatturiere alla commercio, le strutture alberghiere o ricreative, la
produzione di energia. Pubblica Amministrazione, gli enti no profit, le
associazioni culturali.





Numero e potenza per settore di attività

Totale impianti Impianti entrati in esercizio


al 31/12/2017 nell'anno 2017

Settore di attività n° MW n° MW

Agricoltura 27.749 2.577 685 20


Domestico 627.739 3.026 37.455 155
Industria 31.609 9.674 829 107
Terziario 86.917 4.405 4.967 131
Totale complessivo 774.014 19.682 43.936 414

Alla fine del 2017 dei 774.014 impianti installati in Italia, circa l’81% afferiscono al settore domestico mentre la
maggior parte della potenza (49%) è relativa al settore industriale.

Per quanto riguarda gli impianti installati nel corso del solo anno 2017, l’85% delle unità produttive è riconducibile al
settore domestico. Il 70% dei 414 MW installati si suddivide tra il settore domestico (37%) e il settore terziario (32%).

Taglia media imp ianti (kW)

Settore di attività al 31/12/2017 nell'anno 2017

Agricoltura 92,9 29,3

Domestico 4,8 4,1

Industria 306,1 129,4

Terziario 50,7 26,4

Totale comp lessivo 25,4 9,4

A meno del settore domestico, per gli altri settori la taglia media degli impianti entrati in esercizio nel 2017 è
sensibilmente inferiore a quella del parco totale installato.





Distribuzione del numero e della potenza per classe e settore di attività

Numerosità

48%

33%

7%
3%
1% 0% 1% 2% 1% 2% 1%

Domestico Terziario Industria Agricoltura

1. Fino a 3 kW 2. Tra 3 kW e 20 kW 3. Tra 20 kW e 200 kW


4. Tra 200 kW e 1000 kW 5. Tra 1000 kW e 5000 kW 6. Oltre 5000 kW

Nei grafici sono illustrate le distribuzioni degli impianti, in numero e potenza, tra i diversi settori e classi di potenza.

In termini di numerosità si osserva una grande diffusione degli impianti domestici di piccola taglia, principalmente tra
3 kW e 20 kW, seguiti da quelli con potenza fino a 3 kW.

Al contrario, la maggior parte della potenza installata si concentra nel settore industriale, in particolare negli
insediamenti produttivi con impianti di potenza compresa tra 200 kW e 1 MW.

Potenza
24%

11%
9% 9% 8%
8% 7%
6%
4% 4% 4%
2% 1% 1% 1% 1%
0% 0%

Domestico Terziario Industria Agricoltura

1. Fino a 3 kW 2. Tra 3 kW e 20 kW 3. Tra 20 kW e 200 kW


4. Tra 200 kW e 1000 kW 5. Tra 1000 kW e 5000 kW 6. Oltre 5000 kW





Settore domestico

Numerosità Potenza (MW)

Min Max

Produzione lorda (GWh) Autoconsumo (%)

Il settore domestico, principalmente rappresentato da impianti di piccola taglia, ha una distribuzione simile per
numero, potenza e produzione.
Osservando la quota di autoconsumo, pari al rapporto tra energia autoconsumata ed energia prodotta dagli impianti
che autoconsumano, emergono tre Regioni, ovvero il Lazio, la Lombardia e il Veneto.





Distribuzione regionale della potenza pro capite nel settore domestico

Distribuzione regionale dei Watt pro-


capite nel settore domestico

Min Max

La mappa mostra la distribuzione regionale della potenza installata nel settore domestico per abitante.

La regione con il più alto valore di potenza per abitante è il Friuli Venezia Giulia (106 W/ab) seguito dalle altre regioni
del Nord Est, e dalla Sardegna (89 W/ab).

Una minore densità si registra in gran parte del Sud Italia e in Liguria (18 W/ab).





Settore terziario

Numerosità Potenza (MW)

Min Max

Produzione lorda (GWh) Autoconsumo (%)

La regione con il più alto numero di impianti afferenti al settore terziario è la Lombardia con 13.463 unità
Per quanto riguarda il rapporto tra autoconsumi ed energia prodotta dagli impianti che autoconsumano, si osservano
le percentuali più elevate in Liguria (53%), Campania (49%) e provincia autonoma di Bolzano (49%).





Distribuzione comunale degli impianti fotovoltaici della Pubblica Amministrazione

La mappa fornisce una rappresentazione a livello nazionale degli impianti fotovoltaici di pertinenza della Pubblica
Amministrazione (PA) nei comuni italiani alla fine del 2017.
Il numero degli impianti sul territorio appartenenti alla PA è pari a 16.073, per un potenza di 748 MW (il 3,8% della
potenza totale).
Circa il 66% dei comuni italiani ha almeno un impianto fotovoltaico di proprietà della PA.





Settore agricolo

Numerosità Potenza (MW)

Min Max

Produzione lorda (GWh) Autoconsumo (%)

Gli impianti afferenti al settore agricolo si distribuiscono principalmente al Nord; in particolare, Emilia Romagna,
Lombardia e Veneto rappresentano insieme circa il 40% degli impianti e il 39% della potenza del settore.
Il maggiore rapporto tra energia autoconsumata ed energia prodotta dagli impianti che autoconsumano, si osserva
nella provincia autonoma di Trento (51%) al Nord, nel Lazio al Centro (32%) e in Campania al Sud (34%).





Settore industriale

Numerosità Potenza (MW)

Min Max

Produzione lorda (GWh) Autoconsumo (%)

Nel settore industriale sono comprese sia le attività manifatturiere sia le centrali di produzione di energia. Le regioni
del Nord insieme a Puglia e Sicilia annoverano il 65% della potenza installata. Nel Nord Italia la quota di autoconsumo
è però superiore a quella del Sud Italia.





























Autoconsumi




























Autoconsumi1 in Italia nel 2017

Per autoconsumo si intende l’energia elettrica prodotta che non viene immessa nella rete di trasmissione o di
distribuzione dell’energia elettrica in quanto direttamente utilizzata nel luogo di produzione.

In Italia gli autoconsumi nel 2017 risultano pari a 4.889 GWh (il 20,1% della produzione complessiva degli impianti
fotovoltaici), in aumento dell’1,9% rispetto al valore del 2016. L’autoconsumo massimo si è avuto nel mese di Luglio,
in corrispondenza del picco di produzione.

GWh
42% 42% 43%
39%
36% 37%
34% 35% 35%
33% 32%
31%

592 630
538 528
436 440 428 377
230 247 238 205

Produzione netta
Produzione netta degli impianti che autoconsumano
Autoconsumi
Quota autoconsumi su produzione netta degli impianti che autoconsumano



1
Gli autoconsumi sono stati calcolati pari alla differenza tra la produzione netta e la produzione immessa in rete. Laddove le misure non fossero

state disponibili, è stato applicato un modello di stima basato sui profili di consumo di un campione di oltre 300.000 impianti.






Autoconsumi per regione nel 2017

Basilicata 19%
Puglia 25%
Molise 27%
Abruzzo 29%
Sardegna 30%
Sicilia 30%
Calabria 31%
Lazio 32%
Marche 32%
Valle D'Aosta 32%
Umbria 34%
Italia 35%
Friuli Venezia Giulia 36%
Piemonte 37%
Toscana 39%
Emilia Romagna 40%
Veneto 41%
Campania 41%
Provincia Autonoma di Bolzano 42%
Lombardia 43%
Liguria 44%
Provincia Autonoma di Trento 45%

Il grafico riporta per ogni regione la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta nell’anno
2017, relativa ai soli impianti che autoconsumano.

Nel 2017 il rapporto tra gli autoconsumi e la produzione netta degli impianti che autoconsumano è risultato massimo
nella provincia autonoma di Trento e generalmente maggiore nelle regioni del Nord Italia.

In valore assoluto l’autoconsumo più elevato è stato registrato in Lombardia e il più basso in Valle d’Aosta.

Autoconsumi per Regione nel 2017 (GWh)


Piemonte 373,7 Liguria 36,6 Molise 23,4
Valle d'Aosta 6,8 Emilia Romagna 527,5 Campania 248,7
Lombardia 725,2 Toscana 235,4 Puglia 455,2
Provincia Autonoma di Bolzano 81,8 Umbria 112,9 Basilicata 45,2
Provincia Autonoma di Trento 71,4 Marche 214,1 Calabria 118,3
Veneto 587,3 Lazio 290,7 Sicilia 302,2
Friuli Venezia Giulia 134,5 Abruzzo 131,0 Sardegna 167,4





Profili di autoconsumo per classe di potenza nel 2017

48%

32% 34% 33% 32%


29%

14%
11%

Fino a 20 kW Tra 20 kW e 200 kW Tra 200 kW e 1 MW Oltre 1 MW

Autoconsumi / Produzione netta Autoconsumi / Produzione netta impianti con autoconsumo

L’istogramma rappresenta le percentuali di autoconsumo (rapporto tra l’energia autoconsumata e quella prodotta)
per classe di potenza, considerando sia tutti gli impianti sia solo gli impianti che hanno fatto autoconsumo.
Le percentuali più elevate di autoconsumo sono ascrivibili agli impianti di taglia medio-piccola (da 0 a 200 kW).
In generale la percentuale minima di autoconsumo si è verificata in corrispondenza del mese di agosto, tranne che per
gli impianti con potenza fino a 20 kW. L’andamento si spiega evidentemente con i minori consumi delle attività
produttive durante le ferie estive, in un momento di elevata produzione fotovoltaica.

Autoconsumo /
Produzione netta impianti
che autoconsumano
60%

50%

40%

30%

20%
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre

Fino a 20 kW Tra 20 kW e 200 kW Tra 200 kW e 1 MW Oltre 1 MW Totale





Profili di autoconsumo per settore di attività nel 2017

41%
36%
30%
29%
29%
27%

17%
14%

Agricoltura Domestico Industria Terziario


Autoconsumi/Produzione netta Autoconsumi/Produzione netta impianti con autoconsumano

Nel settore domestico praticamente tutti gli impianti fanno autoconsumo.


I settori terziario e industriale sono quelli con le maggiori quote percentuali di autoconsumo (considerando i soli
impianti che hanno autoconsumato).
Dei 24.377 GWh prodotti in Italia nel corso del 2017, il 52% è generato dal settore industriale (che include anche le
centrali fotovoltaiche), il 21% dal settore terziario, il 14% dal domestico e l’13% dal settore agricolo. Il settore
industriale è anche quello con i maggiori autoconsumi, il 42% dei 4.889 GWh autoconsumati in Italia nel corso del
2017, seguito dal terziario (27%), dal domestico (21%) e dal settore agricolo (9%).
Guardando le curve mensili degli autoconsumi risulta evidente la flessione dell’autoconsumo del settore industriale ad
Agosto, in corrispondenza del calo dei consumi delle attività produttive.
Autoconsumo /
Produzione netta impianti
con autoconsumo
50%

40%

30%

20%
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre

Agricoltura Domestico Industria Terziario Italia





























Focus sugli impianti in Scambio sul Posto




























Impianti in Scambio sul Posto: potenza installata e in prelievo, consumi ed


autoconsumi
Al fine di studiare le dinamiche che caratterizzano gli impianti fotovoltaici aderenti al regime dello Scambio sul Posto e
le utenze cui sono asserviti, è stato selezionato un campione di analisi costituito da 555.526 impianti (la quasi totalità
degli impianti fotovoltaici in Scambio sul Posto a fine 2017), per una potenza installata di 4.698 MW. Tali impianti sono
asserviti a un insieme di utenze cui corrisponde una potenza disponibile in prelievo (pari alla massima potenza
prelevabile in un punto senza che l’utente sia disalimentato) complessivamente pari a 7.257 MW. Le tabelle seguenti
mettono in relazione la taglia media degli impianti installati, le potenze medie in prelievo delle utenze, la quota di
energia prodotta autoconsumata e la quota degli autoconsumi sui consumi totali delle utenze.
Potenza Quota Quota
Taglia media
Classe di potenza in prelievo media in Autoconsumi Autoconsumi
impianto
prelievo su Produzione su Consumi
Fino a 3 kW 4,2 2,8 24% 21%
Da 3 a 20 kW 5,2 5,2 30% 33%
Da 20 a 100 kW 32,0 46,4 48% 25%
Da 100 a 200 kW 83,1 146,5 60% 21%
Da 200 a 950 kW 122,8 393,4 73% 12%
Maggiore di 950 kW 131,6 1.969,1 87% 3%
Totale 8,5 13,1 42% 19%

Per le classi rappresentative delle utenze con potenza in prelievo minore si riscontra una sostanziale corrispondenza
con la potenza di picco degli impianti installati. Al crescere della potenza in prelievo, invece, quest’ultima risulta
mediamente ben superiore alla potenza installata. Le prime due classi (fino a 20 kW di potenza in prelievo)
rappresentano il 92% delle utenze contro il 8% di tutte le altre (oltre 20 kW).
Al crescere della potenza in prelievo aumenta la quota dell’energia autoconsumata sulla produzione (maggiore
autoconsumo) e diminuisce la quota dell’energia autoconsumata sul consumo dell’utenza.
Potenza Quota Quota
Taglia media
Settore di attività media in Autoconsumi Autoconsumi
impianto
prelievo su Produzione su Consumi
Agricoltura 33,5 38,7 41% 24%
Domestico 4,6 4,9 31% 32%
Industria 61,6 144,0 59% 13%
Terziario 25,1 50,5 51% 16%
Totale 8,5 13,1 42% 19%

La similitudine tra potenza in prelievo e potenza installata si riscontra principalmente nel settore domestico (che
rappresenta l’86% della popolazione di riferimento) e meno di tutti nel settore industriale.
Il settore industriale è quello che presenta la quota più alta di autoconsumi mentre il domestico è quello nel quale
l’autoproduzione incide maggiormente nel soddisfacimento dei consumi.
Per tutti i settori di attività, ad eccezione del settore domestico, l’incidenza dell’energia autoconsumata sui consumi è
decisamente inferiore rispetto alla percentuale media di autoconsumo; il settore domestico risulta essere l’unico nel
quale, complessivamente, la produzione totale degli impianti supera i consumi totali delle utenze presso le quali sono
installati.





Produzione e consumi per settore di attività per gli impianti in Scambio sul Posto

Con riferimento al campione di impianti fotovoltaici in Scambio sul Posto descritto al paragrafo precedente, i grafici
seguenti mostrano l’andamento mensile, nel corso del 2017, della produzione lorda, degli autoconsumi e dei consumi
per settore di attività.
Nel settore domestico è possibile osservare che, su base annua, i livelli dei consumi e della produzione hanno simile
ordine di grandezza, con la produzione inferiore ai consumi nei soli mesi invernali, ma complessivamente maggiore dei
consumi nell’arco dell’anno. Negli altri settori la produzione da fotovoltaico dell’insieme degli impianti è inferiore ai
consumi totali delle relative utenze in tutti i mesi.
In tutti i settori si può notare che, in linea di principio, la produzione da fotovoltaico potrebbe coprire una quota
maggiore dei consumi, ovvero, almeno in alcuni casi, si potrebbe valutare la fattibilità di strategie per ottimizzare in
parte i consumi in modo da massimizzare gli autoconsumi, cercando, se possibile e complessivamente conveniente, di
cogliere i benefici economici derivanti dal costo evitato di acquisto dell’energia.

Domestico Agricoltura
400 150

200 75

0 0

Produzione Lorda (GWh) Autoconsumo (GWh) Consumi (GWh)

Terziario Industria
500
400

250
200

0 0





Immagini fotografiche

impianto a servizio di abitazione impianto ad inseguimento

impianto su capannone impianto a parete

impianto su autostrada (barriera acustica) impianto a terra







5$3325727(51$

DATI GENERALI
3RSROD]LRQHUHGGLWRHFRQVXPLHQHUJHWLFLLQ,WDOLD
*UDILFR

7DEHOOD
/DSRSROD]LRQHUHVLGHQWHDPHWjDQQR
  
qLOGDWRGLIRQWH,67$7FDOFRODWRDO
JLXJQRGHOO
DQQRFRQVLGHUDWR
SRSROD]LRQHUHVLGHQWHDPHWj PLJOLDLDGLDELWDQWL   
DQQR ,OSURGRWWRLQWHUQRORUGRDLSUH]]LGL
PHUFDWRqLOYDORUHGHLEHQLHVHUYL]L
SURGRWWRLQWHUQRORUGRDLSUH]]LGL PLOLRQLGLHXUR     ILQDOLSURGRWWLGDOVLVWHPDHFRQRPLFR
PHUFDWR QHOO
DQQRGLULIHULPHQWRDOORUGRGHJOL
DPPRUWDPHQWLHGHOOHLPSRVWHLQGLUHWWH
FRQVXPRILQDOHGLHQHUJLD  PLOLRQLGLWHS   
,OFRQVXPRILQDOHGLHQHUJLDqGDWRGDO
HQHUJLDLPSLHJDWDQHOOHFHQWUDOL GHOFRQVXPRLQWHUQR FRQVXPRLQWHUQRORUGRGLHQHUJLD
  
HOHWWULFKH  ORUGRGLHQHUJLD GLPLQXLWRGHOFRQVXPRGHOVHWWRUH
HQHUJHWLFRTXHVW
XOWLPRLQFOXGHOH
HQHUJLDLPSLHJDWDQHOOHFHQWUDOL PLOLRQLGLWHS    UHODWLYHYDULD]LRQLGHOOHVFRUWH
HOHWWULFKH 
,OFRQVXPRLQWHUQRORUGRGLHQHUJLDq
FRQVXPRLQWHUQRORUGRGLHQHUJLD *:K    GDWRGDOODVRPPDGHLTXDQWLWDWLYLGLIRQWL
HOHWWULFD DOORUGRGHLSRPSDJJL
SULPDULHSURGRWWHGLIRQWLSULPDULHH
VHFRQGDULHLPSRUWDWHHGDOODYDULD]LRQH
PLOLRQLGLWHSHTXRWH   
GHOOHVFRUWHGLIRQWLSULPDULHH
FRQVXPRLQWHUQRORUGRGLHQHUJLD  VHFRQGDULHSUHVVRSURGXWWRULH
GLFXL      LPSRUWDWRULGLPLQXLWDGHOOHIRQWLSULPDULH
HVHFRQGDULHHVSRUWDWH
SURGRWWLSHWUROLIHUL     
,OFRQVXPRLQWHUQRORUGRGLHQHUJLD
HOHWWULFDqXJXDOHDOODSURGX]LRQHORUGD
JDVQDWXUDOH     
GLHQHUJLDHOHWWULFDSLLOVDOGRVFDPEL
VROLGL      FRQO
HVWHUR(
GHILQLWRDOORUGRRDOQHWWR
GHLSRPSDJJLDVHFRQGDVHOD
ULQQRYDELOL      SURGX]LRQHORUGDGLHQHUJLDHOHWWULFDq
FRPSUHQVLYDRPHQRGHOODSURGX]LRQH
HOHWWULFLWjSULPDULD VDOGRHVWHUR      GDDSSRUWLGLSRPSDJJLR

*:KHTXRWH   

FRQVXPRLQWHUQRORUGRGLHQHUJLD     


HOHWWULFD DOQHWWRGHLSRPSDJJL
 'DWLUHWWLILFDWL
GLFXL  6HULHDQQXDOHULVXOWDQWHGDOODUHYLVLRQH
)RQWLWUDGL]LRQDOL      JHQHUDOHGHOVLVWHPDGHLFRQWLQD]LRQDOL
RSHUDWDGDOO
,67$79DORULFRQFDWHQDWL
6ROLGL      FRQDQQRGLULIHULPHQWR
*DVQDWXUDOH       /DFRQYHUVLRQHLQWHSGHOO
HQHUJLD
3HWUROLIHUL      LGURHOHWWULFD DOQHWWRGHLSRPSDJJL 
JHRWHUPRHOHWWULFDIRWRYROWDLFDHGHO
$OWULFRPEXVWLELOL     
VDOGRGHJOLVFDPELFRQO
HVWHURqVWDWD
)RQWLULQQRYDELOL      HIIHWWXDWDVXOODEDVHGLXQFRQVXPR
,GULFDGDDSSRUWLQDWXUDOL      VSHFLILFRPHGLRORUGRFRQYHQ]LRQDOH
*HRWHUPLFD      GHOOHFHQWUDOLWHUPRHOHWWULFKHWUDGL]LRQDOL
(ROLFD      SDULDNFDON:K N-N:K 
)217,5HOD]LRQHJHQHUDOHVXOOD
)RWRYROWDLFD     
VLWXD]LRQHHFRQRPLFDGHO3DHVH
%LRHQHUJLH      0LQLVWHURGHOOR6YLOXSSR(FRQRPLFR
6DOGRHVWHUR      %LODQFLRHQHUJHWLFRQD]LRQDOH
6DOGRHVWHUR     

%LODQFLRGHOO
HQHUJLDHOHWWULFDLQ,WDOLD

7DEHOOD

*:K   

3URGX]LRQHORUGD   


LGULFD   
WHUPLFD   
JHRWHUPLFD   
HROLFD   
IRWRYROWDLFD   
&RQVXPLGHLVHUYL]LDXVLOLDUL   
3URGX]LRQHQHWWD   
LGULFD   
WHUPLFD   
JHRWHUPLFD   
HROLFD   
IRWRYROWDLFD   
'HVWLQDWDDLSRPSDJJL   
3URGX]LRQHGHVWLQDWDDOFRQVXPR   
5LFHYXWDGDIRUQLWRULHVWHUL   
&HGXWDDFOLHQWLHVWHUL   
5,&+,(67$   
3HUGLWHGLUHWH   
LQSHUFHQWXDOHGHOODULFKLHVWD  
&21680,   
$JULFROWXUD   
,QGXVWULD   
0DQLIDWWXULHUDGLEDVH   
0DQLIDWWXULHUDQRQGLEDVH   
7HU]LDULR   
'RPHVWLFR   

/D SURGX]LRQHORUGD GLHQHUJLDHOHWWULFDGLXQ /
HQHUJLDHOHWWULFDGHVWLQDWDDLSRPSDJJL q
LQVLHPHGLLPSLDQWLGLJHQHUD]LRQHLQXQ O
HQHUJLDHOHWWULFDLPSLHJDWDSHULOVROOHYDPHQWRGL
GHWHUPLQDWRSHULRGRqODVRPPDGHOOHTXDQWLWjGL DFTXDDPH]]RSRPSHDOVRORVFRSRGLHVVHUH
HQHUJLDHOHWWULFDSURGRWWHPLVXUDWHDLPRUVHWWLGHL XWLOL]]DWDVXFFHVVLYDPHQWHSHUODSURGX]LRQHGL
JHQHUDWRULHOHWWULFL HQHUJLDHOHWWULFD

/D SURGX]LRQHQHWWD GLHQHUJLDHOHWWULFDGLXQ /
HQHUJLDULFKLHVWDVXXQDUHWH LQXQ
LQVLHPHGLLPSLDQWLGLJHQHUD]LRQHLQXQ GHWHUPLQDWRSHULRGRqODSURGX]LRQHGHVWLQDWDDO
GHWHUPLQDWRSHULRGRqODVRPPDGHOOHTXDQWLWjGL FRQVXPRPHQRO
HQHUJLDHOHWWULFDHVSRUWDWDSL
HQHUJLDHOHWWULFDSURGRWWHPLVXUDWHLQXVFLWDGDJOL O
HQHUJLDHOHWWULFDLPSRUWDWD/
HQHUJLDHOHWWULFD
LPSLDQWLGHGXFHQGRFLRqODTXDQWLWjGLHQHUJLD ULFKLHVWDqDQFKHSDULDOODVRPPDGHLFRQVXPLGL
HOHWWULFDGHVWLQDWDDLVHUYL]LDXVLOLDULGHOOD HQHUJLDHOHWWULFDSUHVVRJOLXWLOL]]DWRULXOWLPLH
SURGX]LRQH VHUYL]LDXVLOLDULGLFHQWUDOHHSHUGLWH GHOOHSHUGLWHGLWUDVPLVVLRQHHGLVWULEX]LRQH
QHLWUDVIRUPDWRULGLFHQWUDOH 


%LODQFLRGHOO
HQHUJLDHOHWWULFDLQ,WDOLD

*UDILFR

 9DULD]LRQL

3URGX]LRQHORUGD 
LGULFD 
WHUPLFD 
JHRWHUPLFD 
HROLFD 
IRWRYROWDLFD 
&RQVXPLGHLVHUYL]LDXVLOLDUL 
3URGX]LRQHQHWWD 
LGULFD 
WHUPLFD 
JHRWHUPLFD 
HROLFD 
IRWRYROWDLFD 
'HVWLQDWDDLSRPSDJJL 
3URGX]LRQHGHVWLQDWDDOFRQVXPR 
5LFHYXWDGDIRUQLWRULHVWHUL 
&HGXWDDFOLHQWLHVWHUL 
5,&+,(67$ 
3HUGLWHGLUHWH 
LQSHUFHQWXDOHGHOODULFKLHVWD
&21680, 
$JULFROWXUD 
,QGXVWULD 
0DQLIDWWXULHUDGLEDVH 
0DQLIDWWXULHUDQRQGLEDVH 
7HU]LDULR 

'RPHVWLFR 


(QHUJLDHOHWWULFDULFKLHVWDVXOODUHWHLWDOLDQD
LQFLDVFXQPHVHQHO

7DEHOOD

JHQQDLR IHEEUDLR PDU]R DSULOH

*:K

SURGX]LRQHORUGD    

LGULFD    

WHUPLFD    

JHRWHUPLFD    

HROLFD    

IRWRYROWDLFD    


*HQQDLR )HEEUDLR 0DU]R $SULOH
HQHUJLDGHVWLQDWDDLVHUYL]LDXVLOLDUL    

LGULFD    

WHUPLFD    

JHRWHUPLFD    

HROLFD    

IRWRYROWDLFD    

*HQQDLR )HEEUDLR 0DU]R $SULOH

SURGX]LRQHQHWWD    


HQHUJLDGHVWLQDWDDLSRPSDJJL    

SURGX]LRQHGHVWLQDWDDOFRQVXPR    


VDOGRLPSRUWD]LRQLHVSRUWD]LRQL    

HQHUJLDULFKLHVWDVXOODUHWHLWDOLDQD    


YDULD]LRQHGHOO
HQHUJLDULFKLHVWDULVSHWWRDO    


PDJJLR JLXJQR OXJOLR DJRVWR VHWWHPEUH RWWREUH QRYHPEUH GLFHPEUH DQQR

        

        

        

        

        

        


0DJJLR *LXJQR /XJOLR $JRVWR 6HWWHPEUH 2WWREUH 1RYHPEUH 'LFHPEUH

        

        

        

        

        

        

0DJJLR *LXJQR /XJOLR $JRVWR 6HWWHPEUH 2WWREUH 1RYHPEUH 'LFHPEUH 6XP

        

        

        

        

        

        


3URGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFDLQ,WDOLDQHO

6HFRQGRUHJLRQH
7DEHOOD

)ULXOL
9DOOH 7UHQWLQR 9HQH]LD (PLOLD
3LHPRQWH G
$RVWD /RPEDUGLD $OWR$GLJH 9HQHWR *LXOLD /LJXULD 5RPDJQD 7RVFDQD

*:K

3URGX]LRQHQHWWD
,GULFD         
3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         
7HUPRHOHWWULFDWUDGL]         
3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         
*HRWHUPLFD         
3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         
(ROLFD         
3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         

)RWRYROWDLFD         
3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         
3URGX]LRQHQHWWDWRWDOH         

3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         

'HVWLQDWDDLSRPSDJJL         

3URGXWWRUL         


$XWRSURGXWWRUL         

3URGX]GHVWLQDWDDOFRQVXPR         

3URGXWWRUL         
$XWRSURGXWWRUL         

6DOGR5HJLRQDOH         

6DOGR(VWHUR         

(QHUJLDHOHWWULFDULFKLHVWD         


8PEULD 0DUFKH /D]LR $EUX]]L 0ROLVH &DPSDQLD 3XJOLD %DVLOLFDWD &DODEULD 6LFLOLD 6DUGHJQD ,WDOLD

6XP

           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           

           
           
           
           

           
           

           

           


           
           

           
           

           

           

           


6XSHULHGHILFLWGHOODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
ULVSHWWRDOODULFKLHVWDLQ,WDOLDQHO
6HFRQGRUHJLRQH
7DEHOOD

3URGX]LRQH (QHUJLD
6XSHULGHOODSURGX]LRQH 'HILFLWGHOODSURGX]LRQH
GHVWLQDWDDO HOHWWULFD
ULVSHWWRDOODULFKLHVWD ULVSHWWRDOODULFKLHVWD
FRQVXPR ULFKLHVWD

*:K

3LHPRQWH    


9DOOHG
$RVWD    
/RPEDUGLD    
7UHQWLQR$OWR$GLJH    
9HQHWR    
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD    
/LJXULD    
(PLOLD5RPDJQD    
7RVFDQD    
8PEULD    
0DUFKH    
/D]LR    
$EUX]]L    
0ROLVH    
&DPSDQLD    
3XJOLD    
%DVLOLFDWD    
&DODEULD    
6LFLOLD    
6DUGHJQD    
,7$/,$    

VDOGRVFDPELFRQO
HVWHUR 
5LFKLHVWD 

3HUHQHUJLDHOHWWULFDULFKLHVWDLQRJQLVLQJRODUHJLRQH
VLLQWHQGHODVRPPDGHLFRQVXPLSUHVVRJOLXWLOL]]DWRUL
XOWLPLHGHOOHSHUGLWHGLWUDVPLVVLRQHHGLVWULEX]LRQH


6XSHULHGHILFLWGHOODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFDULVSHWWR
DOODULFKLHVWDLQ,WDOLDQHO
6HFRQGRUHJLRQH
*UDILFR

3LHPRQWH 
9DOOHG
$RVWD 
/RPEDUGLD 
7UHQWLQR$OWR$GLJH 
9HQHWR 
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD 
/LJXULD 
(PLOLD5RPDJQD 
7RVFDQD 
8PEULD 
0DUFKH 
/D]LR 
$EUX]]L 
0ROLVH 
&DPSDQLD 
3XJOLD 
%DVLOLFDWD 
&DODEULD 
6LFLOLD 
6DUGHJQD 
,7$/,$ 


6FDPELILVLFLGLHQHUJLDHOHWWULFDWUDO
,WDOLD
HL3DHVLFRQILQDQWL

7DEHOOD

(QHUJLDHOHWWULFDLPSRUWDWDLQ,WDOLDGD (QHUJLDHOHWWULFDHVSRUWDWDGDOO
,WDOLDLQ 6DOGR
GHJOL
)UDQFLD 6YL]]HUD $XVWULD 6ORYHQLD *UHFLD 0DOWD 7RWDOH )UDQFLD 6YL]]HUD $XVWULD 6ORYHQLD *UHFLD 0DOWD 7RWDOH VFDPEL

*:K 

JHQQDLR               
IHEEUDLR               
PDU]R               
DSULOH               
PDJJLR               
JLXJQR               
OXJOLR               
DJRVWR               
VHWWHPEUH               
RWWREUH               
QRYHPEUH               
GLFHPEUH               
DQQR               

(QHUJLDHOHWWULFDLPSRUWDWDLQ,WDOLDGD (QHUJLDHOHWWULFDHVSRUWDWDGDOO
,WDOLDLQ 6DOGR
GHJOL
)UDQFLD 6YL]]HUD $XVWULD 6ORYHQLD *UHFLD 0DOWD 7RWDOH )UDQFLD 6YL]]HUD $XVWULD 6ORYHQLD *UHFLD 0DOWD 7RWDOH VFDPEL

*:K 

JHQQDLR               
IHEEUDLR               
PDU]R               
DSULOH               
PDJJLR               
JLXJQR               
OXJOLR               
DJRVWR               
VHWWHPEUH               
RWWREUH               
QRYHPEUH               
GLFHPEUH               
DQQR               

*OL VFDPELILVLFL FRQO


HVWHURVRQRPLVXUDWLQHOOH
VWD]LRQLHOHWWULFKHSLYLFLQHDOFRQILQH


6FDPELILVLFLGLHQHUJLDHOHWWULFDWUDO
,WDOLD
HL3DHVLFRQILQDQWLGDODO

*UDILFR


RETE ELETTRICA
,PSLDQWLGHOODUHWHHOHWWULFDLWDOLDQDFRQWHQVLRQHGLHVHUFL]LR
PDJJLRUHGLN9DOGLFHPEUH
6HFRQGRUHJLRQHHWHQVLRQHGLHVHUFL]LR 

7DEHOOD

6WD]LRQL(OHWWULFKH571    3RWHQ]DGL &DELQH3ULPDULHGL


WUDVIRUPD]LRQH 'LVWULEX]LRQH
N9 N9 N9 N9 09$ N9 N9

3LHPRQWH       

9DOOHG
$RVWD       

/RPEDUGLD       

7UHQWLQR$OWR$GLJH       

9HQHWR       

)ULXOL9HQH]LD*LXOLD       

/LJXULD       

(PLOLD5RPDJQD       

,WDOLD6HWWHQWULRQDOH       

7RVFDQD       

8PEULD       

0DUFKH       

/D]LR       

,WDOLD&HQWUDOH       

$EUX]]L       

0ROLVH       

&DPSDQLD       

3XJOLD       

%DVLOLFDWD       

&DODEULD       

6LFLOLD       

6DUGHJQD       

,WDOLD0HULGLRQDOHH,QVXODUH       

,7$/,$       

3RWHQ]DGLWUDVIRUPD]LRQHLQVWDOODWDLQDOWULLPSLDQWL571QRQFODVVLILFDWLFRPHVWD]LRQL 

7RWDOH09$QHOOD571 

 1HOODWDEHOODQRQVRQRLQFOXVLJOLLPSLDQWLGLWUDQVL]LRQHDHUHRFDYRJOLLPSLDQWLGLFRQYHUVLRQHFDFFLSXQWLGLFRQVHJQDXWHQWL
HGLVH]LRQDPHQWL

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DQRGR VRQRHVFOXVLLQTXDQWRGLSURSULHWjGHO762JUHFR
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Rete italiana a 380 kV al 31 dicembre 2017
Grafico 5

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IMPIANTI
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' Stazione 380 kV RTN
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' Stazione 380 kV non RTN o CP '

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' Cabina Utente

$ Centrale termoelettrica
"
" Centrale idroelettrica

LINEE
Linea 380 kV RTN

Linea doppia terna 380 kV RTN

Linea > 400 kVcc RTN in cavo

Linea 380 kV non RTN


0 50 100 200
km

Rete italiana a 220 kV al 31 dicembre 2017
Grafico 6

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' Stazione 220 kV non RTN o CP "
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( Cabina utente
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$ Centrale termoelettrica
" Centrale idroelettrica
Centrale eolica
LINEE !

Linea 220 kV RTN


Linea doppia terna 220 kV RTN
Linea 200 kVcc RTN
Linea 200 kVcc RTN in cavo
Linea 220 kV non RTN in cavo 0 50 100 200
km


IMPIANTI DI GENERAZIONE

3RWHQ]DHIILFLHQWHGHJOLLPSLDQWLHOHWWULFLGLJHQHUD]LRQH
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRIRQWHHQHUJHWLFD
*UDILFR

7DEHOOD
/RUGD 1HWWD
3URGXWWRUL $XWRSURGXWWRUL 7RWDOH 3URGXWWRUL $XWRSURGXWWRUL 7RWDOH

0: 

LGURHOHWWULFL      


WHUPRHOHWWULFL      
WUDGL]LRQDOL      
JHRWHUPRHOHWWULFL      
HROLFL      
IRWRYROWDLFL      
WRWDOH      

/D SRWHQ]DHIILFLHQWH GLXQLPSLDQWRGLJHQHUD]LRQHq /DSRWHQ]DHIILFLHQWHq ORUGD VHPLVXUDWDDLPRUVHWWLGHL


ODPDVVLPDSRWHQ]DHOHWWULFDSRVVLELOHSHUXQDGXUDWDGL JHQHUDWRULHOHWWULFLGHOO
LPSLDQWRR QHWWD VHPLVXUDWD
IXQ]LRQDPHQWRVXIILFLHQWHPHQWHOXQJDSHUOD DOO
XVFLWDGHOORVWHVVRGHGRWWDFLRqODSRWHQ]DDVVRUELWD
SURGX]LRQHHVFOXVLYDGLSRWHQ]DDWWLYDVXSSRQHQGR GDLVHUYL]LDXVLOLDULGHOO
LPSLDQWRHGDOOHSHUGLWHQHL
WXWWHOHSDUWLGHOO
LPSLDQWRLQWHUDPHQWHLQHIILFLHQ]DH WUDVIRUPDWRULGLFHQWUDOH
QHOOHFRQGL]LRQLRWWLPDOL GLSRUWDWDHGLVDOWRQHOFDVR
GHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLHGLGLVSRQLELOLWjGL
FRPEXVWLELOHHGLDFTXDGLUDIIUHGGDPHQWRQHOFDVR
GHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFL 
3HUODGHILQL]LRQHGL$XWRSURGXWWRUHYHGL
QHOO
LQWURGX]LRQHGHOYROXPHDSDJLQD

3RWHQ]DHIILFLHQWHGHJOLLPSLDQWLHOHWWULFLGLJHQHUD]LRQH
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRUHJLRQH
7DEHOOD

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3URGXWWRUL $XWRSURGXWWRUL 7RWDOH

0:      

3LHPRQWH      


9DOOHG
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7UHQWLQR$OWR$GLJH      
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)ULXOL9HQH]LD*LXOLD      
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(PLOLD5RPDJQD      
,WDOLD6HWWHQWULRQDOH      
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,WDOLD&HQWUDOH      
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6DUGHJQD      
,WDOLD0HULGLRQDOHH,QVXODUH      
,7$/,$      

3HUODGHILQL]LRQHGL$XWRSURGXWWRUHYHGLQHOO
LQWURGX]LRQHGHOYROXPHDSDJLQD


1HWWD

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Impianti idroelettrici

3RWHQ]DHIILFLHQWHORUGDHSURGXFLELOLWjORUGDPHGLDDQQXD
GHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLLQ,WDOLDGDODO

*UDILFR

*:K
0:


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHHSURGXFLELOLWjPHGLDDQQXD
GHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLLQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRFDWHJRULDGLSURGXWWRUL
7DEHOOD

,PSLDQWL 3RWHQ]DQRPLQDOH
0RWRUL3ULPL *HQHUDWRUL
Q Q 0: 0: 09$ 09$

     

3URGXWWRUL      


YDULD]LRQH   

$XWRSURGXWWRUL      


YDULD]LRQH   

7RWDOH      


YDULD]LRQH   

&RPSUHQGHODSURGXFLELOLWjGD
DSSRUWLGLSRPSDJJLR

8Q LPSLDQWRLGURHOHWWULFR qXQFRPSOHVVRGL LPSLDQWLFRQVWD]LRQLGLSRPSDJJLRGLJURQGD


RSHUHLGUDXOLFKHPDFFKLQDULDSSDUHFFKLDWXUH QHLTXDOLOHSRPSHVRQRFROOHJDWHDGXQVHUEDWRLR
HGLILFLHVHUYL]LGHVWLQDWLDOODWUDVIRUPD]LRQHGL LQIHULRUHILVLFDPHQWHGLVWLQWRGDTXHOORLQFXL
HQHUJLDLGUDXOLFDLQHQHUJLDHOHWWULFD/D FHQWUDOH VFDULFDQROHWXUELQH,QTXHVWRFDVRQRQVL
qODSDUWHGHOO
LPSLDQWRFKHFRPSUHQGHO
LQVLHPH SRVVRQRDYHUHFLFOLGLSRPSDJJLRHOHSRPSHFKH
GHLJUXSSLLGURHOHWWULFLOHUHODWLYHDSSDUHFFKLDWXUH SRVVRQRHVVHUHLQVWDOODWHQHOORVWHVVRHGLILFLR
HO
HGLILFLRUHODWLYRDTXHVWRFRPSOHVVRFRVuFRPH GHOODFHQWUDOHGLSURGX]LRQHRLQXQDOWURGLYHUVR
LWUDVIRUPDWRULGHWWLGLFHQWUDOH'XHLPSLDQWL KDQQRLOVRORVFRSRGLVROOHYDUHQHOVHUEDWRLR
LGURHOHWWULFLFRQVDOWLGLIIHUHQWLDYHQWLLQFRPXQH VXSHULRUHJOLDSSRUWLFDSWDWLGDOVHUEDWRLRFKHOH
O
HGLILFLRGHOODFHQWUDOHO
RSHUDGLVFDULFRHSDUWH
DOLPHQWD,OSRPSDJJLRHIIHWWXDWRFRQTXHVWL
GHLVHUYL]LYDQQRLQWHVLFRPHLPSLDQWLGLVWLQWL
LPSLDQWLqGHILQLWRSRPSDJJLRGLJURQGD
FLDVFXQRFODVVLILFDWRQHOODSURSULDFDWHJRULD FIU
LPSLDQWLQHLTXDOLOHSRPSHHOHWXUELQHVRQR
GHILQL]LRQHDSDJ 
FROOHJDWHDOORVWHVVRVHUEDWRLRLQIHULRUH,QTXHVWR
FDVRLOFLFORGLSRPSDJJLRSXzHVVHUHULSHWXWRD
1HJOL LPSLDQWLLGURHOHWWULFLGLSURGX]LRQHFRQ YRORQWjXQJUDQQXPHURGLYROWH4XHVWLLPSLDQWL
SRPSDJJLR OHSRPSHHOHWXUELQHVRQRVHPSUH VRQRGHVLJQDWLFROWHUPLQHGL LPSLDQWLGL
FROOHJDWHFRQORVWHVVRVHUEDWRLRVXSHULRUH$ SRPSDJJLRSXURRLPSLDQWLGLSRPSDJJLR
VHFRQGDGLFRPHHVVHVRQRFROOHJDWHDOVHUEDWRLR PLVWR TXDQGRULVSHWWLYDPHQWHJOLDSSRUWLQDWXUDOL
RDLVHUEDWRLLQIHULRULVLGLVWLQJXRQRGXHWLSLGL FKHDOLPHQWDQRLOVHUEDWRLRVXSHULRUHVLDQRLQ
LPSLDQWLGLSRPSDJJLR PHGLDLQIHULRULRVXSHULRULDOGHOYROXPH
G
DFTXDPHGLDPHQWHWXUELQDWDLQXQDQQR,O
SRPSDJJLRHIIHWWXDWRFRQTXHVWLLPSLDQWLqGHILQLWR
SRPSDJJLRYRORQWDULR


3RWHQ]DHIILFLHQWH 3URGXFLELOLWjPHGLDDQQXD
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/D SRWHQ]DQRPLQDOH GLXQPRWRUHSULPRLGUDXOLFR /D SURGXFLELOLWjPHGLDGDDSSRUWLQDWXUDOL GLXQ


WXUELQD RGLXQJHQHUDWRUHHOHWWULFRqODPDVVLPD LPSLDQWRLGURHOHWWULFRLQXQGHWHUPLQDWRSHULRGRq
SRWHQ]DRWWHQLELOHLQUHJLPHFRQWLQXRVHFRQGROH ODPHGLDDULWPHQWLFDGHOOHUHODWLYHSURGXFLELOLWj
QRUPHDPPHVVH/DSRWHQ]DQRPLQDOHqXQD GXUDQWHLOSLJUDQQXPHURSRVVLELOHGLDQQL
SRWHQ]DORUGD,QXQLPSLDQWRLGURHOHWWULFR RLQXQ FRQVHFXWLYL
LQVLHPHGLLPSLDQWL ODSRWHQ]DQRPLQDOHqOD
VRPPDGHOOHSRWHQ]HQRPLQDOLGHOPDFFKLQDULR /D SURGXFLELOLWjPHGLDGDDSSRUWLGLSRPSDJJLR
SULQFLSDOHRDXVLOLDULR LQVWDOODWRLQFHQWUDOH GLJURQGD GLXQLPSLDQWRLGURHOHWWULFRLQXQ
GHWHUPLQDWRSHULRGRqGHILQLWDLQPRGRDQDORJR
/D SRWHQ]DHIILFLHQWH GLXQLPSLDQWRLGURHOHWWULFR DOODSURGXFLELOLWjGDDSSRUWLQDWXUDOLPDFRQ
qGHILQLWDDSDJ ULIHULPHQWRDXQVDOWRGLXWLOL]]D]LRQHSDULDOOD
GLIIHUHQ]DWUDODTXRWDGHOVHUEDWRLRVXSHULRUH
/D SURGXFLELOLWjGDDSSRUWLQDWXUDOL GLXQ GHOO
LPSLDQWRHTXHOODGHOVHUEDWRLRFKHDOLPHQWDOH
LPSLDQWRLGURHOHWWULFRLQXQGHWHUPLQDWRSHULRGRq SRPSH
ODTXDQWLWjPDVVLPDGLHQHUJLDHOHWWULFDFKHJOL
DSSRUWLQDWXUDOLQHOSHULRGRFRQVLGHUDWRJOL /D SURGXFLELOLWjPHGLDGDDSSRUWLGLSRPSDJJLR
SHUPHWWHUHEEHURGLSURGXUUHRLQYDVDUH YRORQWDULR GLXQLPSLDQWRLGURHOHWWULFRGL
SRPSDJJLRSXURHPLVWRLQXQGHWHUPLQDWRSHULRGR
VXSSRQHQGRXQDXWLOL]]D]LRQHFRPSOHWDGLGHWWL
DSSRUWLHWXWWHOHSDUWLGHOO
LPSLDQWRLQWHUDPHQWHLQ qFDOFRODWDLQPRGRFRQYHQ]LRQDOHVXOODEDVHGL
HIILFLHQ]D/DSURGXFLELOLWjSXzHVVHUHORUGDR FRQVLGHUD]LRQLFKHWHQJRQRFRQWRGHOVHUYL]LRFKH
QHWWDLQPRGRDQDORJRDTXDQWRqVWDWRFKLDULWR TXHVWRWLSRGLLPSLDQWRqFKLDPDWRDVYROJHUHQHO
SHUODSURGX]LRQH FIUSDJ  VLVWHPDGLSURGX]LRQH


6LWXD]LRQHGHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLLQ,WDOLDQHO

7DEHOOD

,PSLDQWL 3RWHQ]DQRPLQDOH
0RWRUL3ULPL *HQHUDWRUL

Q &DWHJRULD N: N9$

6LWXD]LRQHDO   


,PSLDQWLHQWUDWLLQVWDWLVWLFDQHO   
3LHPRQWH  )OXHQWH  
9DOOHG
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/RPEDUGLD  )OXHQWH  
7UHQWLQR$OWR$GLJH  )OXHQWH  
9HQHWR  )OXHQWH  
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD  )OXHQWH  
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(PLOLD5RPDJQD  )OXHQWH  
7RVFDQD  )OXHQWH  
8PEULD  )OXHQWH  
0DUFKH  )OXHQWH  
/D]LR  )OXHQWH  
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0ROLVH  )OXHQWH  
&DPSDQLD  )OXHQWH  
3XJOLD  )OXHQWH  
&DODEULD  )OXHQWH  
6LFLOLD  )OXHQWH  

,PSLDQWLPRGLILFDWLRGLVPHVVLQHO   

6LWXD]LRQHDO   

/H FDWHJRULH VHFRQGRFXLVRQRFODVVLILFDWLJOL
LPSLDQWLLGURHOHWWULFLVRQRGHILQLWHDSDJ
/D FDSDFLWjLQHQHUJLDHOHWWULFD GLXQLQVLHPHGL
VHUEDWRLqODTXDQWLWjGLHQHUJLDHOHWWULFDFKH
VDUHEEHSURGRWWDQHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLFKH
HVVLLQIOXHQ]DQRPHGLDQWHORVYDVRFRPSOHWRGHOOD
FDSDFLWjXWLOHLQDFTXDGHOVLVWHPDGLVHUEDWRLLQ
DVVHQ]DGLDSSRUWLQDWXUDOLHGLSHUGLWH


3RWHQ]D 3URGXFLELOLWjORUGDPHGLDDQQXD
HIILFLHQWHORUGD GDDSSRUWLQDWXUDOL GDDSSRUWLGLSRPSDJJLR 7RWDOH
GLJURQGD YRORQWDULR
N: *:K *:K *:K *:K

    


    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    
    

    

    


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHORUGDGHJOLLPSLDQWL
LGURHOHWWULFLLQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRFDWHJRULDGLSURGXWWRULHUHJLRQH
7DEHOOD

'LP7HUULWRULR5HJLRQH 3URGXWWRUL
'LP7HUULWRULR5HJLRQH ,PSLDQWL 3RWHQ]D 3RWHQ]D
QRPLQDOH HIILFLHQWHORUGD
9$/25(08/7, 0RWRUL *HQHUDWRUL 7RWDOH GLFXLLPSLDQWL
SULPL GLSRPSDJJLR
SXURHPLVWR SXUR
'LP7HUULWRULR5HJLRQH Q 0: 09$ 0: 0: 0:

3LHPRQWH      


9DOOHG
$RVWD      
/RPEDUGLD      
7UHQWLQR$OWR$GLJH      
9HQHWR      
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD      
/LJXULD      
(PLOLD5RPDJQD      
,WDOLD6HWWHQWULRQDOH      
7RVFDQD      
8PEULD      
0DUFKH      
/D]LR      
,WDOLD&HQWUDOH      
$EUX]]L      
0ROLVH      
&DPSDQLD      
3XJOLD      
%DVLOLFDWD      
&DODEULD      
6LFLOLD      
6DUGHJQD      
,WDOLD0HULGLRQDOHH,QVXODUH      
,7$/,$      


$XWRSURGXWWRUL ,7$/,$
,PSLDQWL 3RWHQ]D 3RWHQ]D ,PSLDQWL 3RWHQ]D 3RWHQ]D
QRPLQDOH HIILFLHQWH QRPLQDOH HIILFLHQWHORUGD
9$/25(0 0RWRUL *HQHUDWRUL ORUGD 9$/25(0 0RWRUL *HQHUDWRUL 7RWDOH GLFXLLPSLDQWL
SULPL SULPL GLSRPSDJJLR
SXURHPLVWR SXUR
Q 0: 09$ 0: Q 0: 09$ 0: 0: 0:

         


         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         


3RWHQ]DHIILFLHQWHQHWWDGHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLGLJHQHUD]LRQH
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRFDWHJRULDGLSURGXWWRULHUHJLRQH
7DEHOOD

3URGXWWRUL $XWRSURGXWWRUL 7RWDOH

0:      

3LHPRQWH      


9DOOHG
$RVWD      
/RPEDUGLD      
7UHQWLQR$OWR$GLJH      
9HQHWR      
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD      
/LJXULD      
(PLOLD5RPDJQD      
,WDOLD6HWWHQWULRQDOH      
7RVFDQD      
8PEULD      
0DUFKH      
/D]LR      
,WDOLD&HQWUDOH      
$EUX]]L      
0ROLVH      
&DPSDQLD      
3XJOLD      
%DVLOLFDWD      
&DODEULD      
6LFLOLD      
6DUGHJQD      
,WDOLD0HULGLRQDOHH,QVXODUH      
,7$/,$      


3RWHQ]DHIILFLHQWHORUGDHSURGXFLELOLWjORUGDPHGLDDQQXDGHJOL
,WDOL GL
LPSLDQWLLGURHOHWWULFLLQ,WDOLDDOGLFHPEUHGHJOLDQQLH
6HFRQGRUHJLRQH
*UDILFR
*



 


SRWHQ]DHIILFLHQWHLQ0:
SRWHQ HIILFLHQW

SURGXFLELOLWjORUGDPHGLDDQQXDLQ*:K
SURGX ELOLWjORUG


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHHSURGXFLELOLWjORUGDPHGLDDQQXD
GHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLLQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRJUDQGLULSDUWL]LRQLJHRJUDILFKHHFDWHJRULHGLLPSLDQWL
7DEHOOD
,PSLDQWL 3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWH 3URGXFLELOLWjORUGDPHGLDDQQXD
0RWRUL GDDSSRUWL GDDSSRUWLGL
*HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD 7RWDOH
SULPL QDWXUDOL SRPSDJJLR
GLJURQGD YRORQWDULR
Q 0: 09$ 0: 0: *:K *:K *:K *:K

,PSLDQWLDVHUEDWRLR         
GLFXLGLSRPSDJJLRSXURHPLVWR         
,PSLDQWLDEDFLQR         
,PSLDQWLDGDFTXDIOXHQWH         
,WDOLD6HWWHQWULRQDOH         

,PSLDQWLDVHUEDWRLR         


,PSLDQWLDEDFLQR         
,PSLDQWLDGDFTXDIOXHQWH         
,WDOLD&HQWUDOH         

,PSLDQWLDVHUEDWRLR         


GLFXLGLSRPSDJJLRSXURHPLVWR         
,PSLDQWLDEDFLQR         
,PSLDQWLDGDFTXDIOXHQWH         
,WDOLD0HULGLRQDOHH,QVXODUH         

,PSLDQWLDVHUEDWRLR         
GLFXLGLSRPSDJJLRSXURHPLVWR         
,PSLDQWLDEDFLQR         
,PSLDQWLDGDFTXDIOXHQWH         
,7$/,$         


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHORUGDHSURGXFLELOLWjORUGDPHGLD
DQQXDGHJOLLPSLDQWLLGURHOHWWULFLLQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRFODVVHGLSRWHQ]DHIILFLHQWHORUGDGHJOLLPSLDQWL

7DEHOOD

,PSLDQWL 3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWHORUGD 3URGXFLELOLWj


0RWRULSULPL *HQHUDWRUL 'HOODFODVVH &XPXODWD ORUGDPHGLD
DQQXD
Q 0: 09$ 0: 0: *:K

FODVVLGLSRWHQ]DHIILFLHQWHORUGD
ROWUH0:      
GDROWUHILQRD      

      

      

      

      

      

      

ILQRD      


7RWDOH     

*OL LPSLDQWLLGURHOHWWULFL VRQRFODVVLILFDWLLQEDVH /HWUHFDWHJRULHGLLPSLDQWLVRQRSHUWDQWRFRVu


DOODGXUDWDGLLQYDVRGHLVHUEDWRLLQWUHFDWHJRULH GHILQLWH
DVHUEDWRLRDEDFLQRDGDFTXDIOXHQWH LPSLDQWLDVHUEDWRLRTXHOOLFKHKDQQRXQVHUEDWRLR
FODVVLILFDWRFRPHVHUEDWRLRGLUHJROD]LRQH
/D GXUDWDGLLQYDVR GLXQVHUEDWRLRqLOWHPSR VWDJLRQDOH
QHFHVVDULRSHUIRUQLUHDOVHUEDWRLRVWHVVRXQ LPSLDQWLDEDFLQRTXHOOLFKHKDQQRXQVHUEDWRLR
YROXPHG
DFTXDSDULDOODVXDFDSDFLWjXWLOH FIU FODVVLILFDWRFRPHEDFLQRGLPRGXOD]LRQH
GHILQL]LRQHDSDJ FRQODSRUWDWDPHGLDDQQXD LPSLDQWLDGDFTXDIOXHQWHTXHOOLFKHQRQKDQQR
GHORGHLFRUVLG
DFTXDFKHLQHVVRVLULYHUVDQR VHUEDWRLRRKDQQRXQVHUEDWRLRFRQGXUDWDGLLQYDVR
HVFOXGHQGRJOLHYHQWXDOLDSSRUWLGDSRPSDJJLR XJXDOHRPLQRUHGLGXHRUH

,QEDVHDOOHULVSHWWLYHGXUDWHGLLQYDVRLVHUEDWRL 4XDQGRGXHRSLLPSLDQWLWUDORURLQVHULHHD
VRQRFODVVLILFDWLLQ EUHYHGLVWDQ]DHVHQ]DDSSRUWLLQWHUPHGL
VHUEDWRLGLUHJROD]LRQH VWDJLRQDOHTXHOOLFRQ DSSUH]]DELOLVRQRFROOHJDWLDXQRVWHVVRVHUEDWRLR
GXUDWDGLLQYDVRPDJJLRUHRXJXDOHDRUH HVVLVRQRFODVVLILFDWLQHOODFDWHJRULDGHILQLWDGDO
EDFLQLGLPRGXOD]LRQH VHWWLPDQDOHR WHPSRGLULHPSLPHQWRGLTXHVWRVHUEDWRLR
JLRUQDOLHUDTXHOOLFRQGXUDWDGLLQYDVRPLQRUHGL
RUHHPDJJLRUHGLRUH


Impianti termoelettrici
3RWHQ]DHIILFLHQWHORUGDGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFLLQ,WDOLD
DOGLFHPEUHGLFLDVFXQDQQRGDODO

*UDILFR

1XPHULLQGLFH EDVH 


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFL
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH 
6HFRQGRFDWHJRULDGLSURGXWWRUL
7DEHOOD

&HQWUDOL 6H]LRQL

Q Q Q Q

   

3URGXWWRUL    


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YDULD]LRQH  

$XWRSURGXWWRUL    


YDULD]LRQH  

,7$/,$     


YDULD]LRQH  

 (
FRPSUHVDODSRWHQ]DGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFLDOLPHQWDWLFRQIRQWLULQQRYDELOL %LRHQHUJLH 
3HULOGHWWDJOLRGHJOLLPSLDQWLGDIRQWLULQQRYDELOLYHGLWDEHOODHWDEHOOD

'HL0:GL3RWHQ]DHIILFLHQWHORUGD0:VRQRUHODWLYLDGLPSLDQWLFKHQRQKDQQR

SURGRWWRQHO

3HU VH]LRQHGLXQDFHQWUDOHWHUPRHOHWWULFD VL /D SRWHQ]DQRPLQDOH GHLPRWRULSULPLRGHL


LQWHQGHLOFRPSOHVVRJHQHUDWRUHGLYDSRUH JHQHUDWRULHOHWWULFLGLXQJUXSSRGLXQDVH]LRQHGL
PRWRUHSULPRWHUPLFRJHQHUDWRUHHOHWWULFR XQDFHQWUDOHRGLXQLQVLHPHGLFHQWUDOLqOD
DSSDUHFFKLDWXUHGHOFLFORWHUPLFRWUDVIRUPDWRUHH VRPPDGHOOHSRWHQ]HPDVVLPHLQUHJLPHFRQWLQXR
VHUYL]LDXVLOLDUL1HOODSUHVHQWHSXEEOLFD]LRQHLO VHFRQGROHQRUPHDPPHVVHGLFLDVFXQDGHOOH
WHUPLQHVH]LRQHqVWDWRSHUVHPSOLFLWjDGRWWDWR PDFFKLQHFRQVLGHUDWHGLXJXDOHFDWHJRULD/D
SHULQGLFDUHDQFKHLJUXSSLWHUPRHOHWWULFLFRVWLWXLWL SRWHQ]DQRPLQDOHqXQDSRWHQ]DORUGD
GDOVRORFRPSOHVVRPRWRUHSULPRWHUPLFR
JHQHUDWRUHHOHWWULFR DGHVHPSLRPRWRULD
FRPEXVWLRQHLQWHUQDWXUELQHDJDVJUXSSL
JHRWHUPRHOHWWULFL 


3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWH
0RWRULSULPL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
0: 0: 09$ 09$ 0: 0: 0: 0:

       

       


       
   

       


   

       


   

/D SRWHQ]DHIILFLHQWH GLXQJUXSSRGLXQD
VH]LRQHGLXQDFHQWUDOHRGLXQLQVLHPHGL
FHQWUDOLWHUPRHOHWWULFKHqODPDVVLPD
SRWHQ]DHOHWWULFDSRVVLELOHSHUXQDGXUDWDGL
IXQ]LRQDPHQWRVXIILFLHQWHPHQWHOXQJDSHUOD
SURGX]LRQHHVFOXVLYDGLSRWHQ]DDWWLYD
VXSSRQHQGRWXWWHOHSDUWLGHJOLLPSLDQWL
LQWHUDPHQWHLQHIILFLHQ]DHXQDGLVSRQLELOLWj
RWWLPDOHGLFRPEXVWLELOHHGLDFTXDGL
UDIIUHGGDPHQWR/DSRWHQ]DHIILFLHQWHqORUGD
RQHWWDVHPLVXUDWDULVSHWWLYDPHQWHDL
PRUVHWWLGHLJHQHUDWRULHOHWWULFLGHJOLLPSLDQWL
RDOO
XVFLWDGHJOLVWHVVL


6LWXD]LRQHGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFLLQ,WDOLDQHO

7DEHOOD
&HQWUDOL 6H]LRQL 7LSRGL6H]LRQH

Q Q

6LWXD]LRQHDO  


,PSLDQWLHQWUDWLLQVWDWLVWLFDQHO
 

3LHPRQWH   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
9DOOHG
$RVWD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
/RPEDUGLD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
7UHQWLQR$OWR$GLJH   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
9HQHWR   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
/LJXULD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
(PLOLD5RPDJQD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
7RVFDQD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
8PEULD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
0DUFKH   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
/D]LR   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
$EUX]]L   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
0ROLVH   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
&DPSDQLD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
3XJOLD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
%DVLOLFDWD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
&DODEULD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6LFLOLD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
6DUGHJQD   3URGX]LRQHFRPELQDWDGLHQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
6,17$66,  6RODSURGX]LRQHGLHQHUJLDHOHWWULFD
,PSLDQWLPRGLILFDWLRGLVPHVVL
 
QHO
6LWXD]LRQHDO  


3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWH
0RWRULSULPL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
N: N9$ N: N:

   

   

   


   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

   

   


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFL
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRUHJLRQH
7DEHOOD

3URGXWWRUL
&HQWUDOL 6H]LRQL 3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWH
0RWRUL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
SULPL
Q Q 0: 09$ 0: 0:

3LHPRQWH      


9DOOHG
$RVWD      
/RPEDUGLD      
7UHQWLQR$OWR$GLJH      
9HQHWR      
)ULXOL9HQH]LD*LXOLD      
/LJXULD      
(PLOLD5RPDJQD      
,WDOLD6HWWHQWULRQDOH      
7RVFDQD      
GLFXLJHRWHUPRHOHWWULFL      
8PEULD      
0DUFKH      
/D]LR      
,WDOLD&HQWUDOH      
$EUX]]L      
0ROLVH      
&DPSDQLD      
3XJOLD      
%DVLOLFDWD      
&DODEULD      
6LFLOLD      
6DUGHJQD      
,WDOLD0HULGLRQDOHH,QVXODUH      
727$/(      


$XWRSURGXWWRUL ,7$/,$
&HQWUDOL 6H]LRQL 3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWH &HQWUDOL 6H]LRQL 3RWHQ]DQRPLQDOH 3RWHQ]DHIILFLHQWH
0RWRUL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD 0RWRUL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
SULPL SULPL
Q Q 0: 09$ 0: 0: Q Q 0: 09$ 0: 0:

           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           
           


3RWHQ]DHIILFLHQWHORUGDGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFLLQ,WDOLD
QL
DOGLFHPEUHGHJOLDQQLH
6HFRQGRUHJLRQH
*UDILFR

 
SRWHQ]DHIILFLHQWHLQ0:


8WLOL]]D]LRQHGHOODFDSDFLWjWHUPRHOHWWULFDLQVWDOODWDQHO

6HFRQGRFODVVHGLFRPEXVWLELOHXWLOL]]DWR
7DEHOOD

3RWHQ]DHIILFLHQWHQHWWD

*DV 3URGRWWL $OWUL


%LRHQHUJLH &DUERQH 7RWDOH
QDWXUDOH SHWUROLIHUL FRPEXVWLELOL

0:   

6H]LRQLPRQRFRPEXVWLELOH      

6H]LRQLSROLFRPEXVWLELOH      

FRQXQLFRFRPEXVWLELOHFRQFRQWULEXWR
     
DOODSURGX]LRQHVXSHULRUHDO

FRQGXHFRPEXVWLELOLFRQFRQWULEXWR
     
DOODSURGX]LRQHVXSHULRUHDO

&RPEXVWLELOHVHFRQGDULR

%LRHQHUJLH      

&DUERQH      

*DVQDWXUDOH      

3URGRWWLSHWUROLIHUL      

$OWULFRPEXVWLELOL      

727$/(      


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFL
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRFDWHJRULDGLSURGXWWRULWLSRGLLPSLDQWR
HFODVVHGLSRWHQ]DHIILFLHQWHORUGDGHOOHVH]LRQL

7DEHOOD

3URGXWWRUL
3RWHQ]D 3RWHQ]D
6H]LRQL
QRPLQDOH HIILFLHQWH
0RWRULSULPL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
Q 0: 09$ 0: 0:

$ ,PSLDQWLFRQVRODSURGX]LRQHGLHQHUJLD
HOHWWULFD
FRPEXVWLRQHLQWHUQD &,     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
WXUELQHDJDV 7*     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
DYDSRUHDFRQGHQVD]LRQH &     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUH     
FLFORFRPELQDWR &&     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUH     
WXUERHVSDQVLRQH 7(     
ILQRD     
DOWURJHQHUH 9     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     

7RWDOH$     


$XWRSURGXWWRUL ,7$/,$
3RWHQ]D 3RWHQ]D 3RWHQ]D 3RWHQ]D
6H]LRQL 6H]LRQL
QRPLQDOH HIILFLHQWH QRPLQDOH HIILFLHQWH
0RWRULSULPL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD 0RWRULSULPL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
Q 0: 09$ 0: 0: Q 0: 09$ 0: 0:

         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         

         


3RWHQ]DQRPLQDOHHGHIILFLHQWHGHJOLLPSLDQWLWHUPRHOHWWULFL
LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRFDWHJRULDGLSURGXWWRULWLSRGLLPSLDQWR
HFODVVHGLSRWHQ]DHIILFLHQWHORUGDGHOOHVH]LRQL

6HJXH7DEHOOD

3URGXWWRUL
3RWHQ]D 3RWHQ]D
6H]LRQL
QRPLQDOH HIILFLHQWH
0RWRULSULPL *HQHUDWRUL /RUGD 1HWWD
Q 0: 09$ 0: 0:

% ,PSLDQWLFRQSURGX]LRQHFRPELQDWDGL
HQHUJLDHOHWWULFDHFDORUH
DFRPEXVWLRQHLQWHUQD &,&     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
DWXUELQHDJDV 7*&     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
DFLFORFRPELQDWR &&&     
ILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUHILQRD     
ROWUH     
DYDSRUHDFRQWURSUHVVLRQH &3&     
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$XWRSURGX ,7$/,$
         

         

         


Impianti fonti rinnovabili
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LQ,WDOLDDOGLFHPEUH
6HFRQGRIRQWH
7DEHOOD

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ELRHQHUJLH qIRUQLWDSHUFRPEXVWLELOHXWLOL]]DELOH


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Q 0: Q 0: Q 0: Q 0: