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ARCHEOLOGIA

ANALISI DEL SOMMERSO


FRA SUGGESTIONI E MESTIERE

Roberto Sirigu
1
Claude Lévi-Strauss

Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le


vere risposte; è colui che pone i veri
problemi

(Claude Lévi-Strauss, Le cru et le cuit, Librairie Plon, Paris, 1964


[trad. it.: Il crudo e il cotto, il Saggiatore, Milano, 1966, p. 21]).

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Che cos’è l’archeologia?

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Magìa
s. f. [dal lat. tardo magīa, gr. μαγεία]. – In generale, pratica e forma di
sapere esoterico e iniziatico che si presenta come capace di controllare
le forze della natura; è stata oggetto, in varie culture e nei diversi periodi
storici, di valutazioni opposte, ora considerata forma di conoscenza
superiore, ora rifiutata come impostura e condannata dalle autorità civili
e religiose.
[…] 2. In antropologia, il complesso di credenze nella possibilità di
dominare forze naturali o soprannaturali per scopi ritenuti utili, o anche
per recare danno, con riti o manipolazioni (donde il termine fattura), da
parte di un mago o fattucchiere, il quale sarebbe in grado di produrre o
impedire un particolare evento. In partic., la magia viene distinta
dalla stregoneria, la quale si manifesterebbe come forza malefica
emanata direttamente dal corpo dello stregone, cosicché, mentre il
mago o fattucchiere risulta generalmente una figura socialmente
positiva e accettata, la figura dello stregone è riprovata e perseguitata.
(Treccani, Vocabolario on line) 7
Suggestione

1. Fenomeno psicologico per cui un convincimento, un’idea,


un'aspirazione si impongono alla coscienza per azione diretta
o indiretta di un’altra personalità o comunque in virtù di una
forza esterna cui non si riesce a opporre una resistenza valida
[…].
2. estens. Accettazione più o meno passiva di un suggerimento
di natura generica o di una particolare influenza […] ~
Influenza, condizionamento • fig. Fascino […]

[Dal lat. suggestio -onis (propr. “suggerimento”), der. di


suggestus, p. pass. di suggerĕre ‘suggerire’].

(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze, p. 2078)8
Mistero

1. Quanto rimane escluso dalle normali possibilità


intuitive o conoscitive dell’intelletto umano o ne
preclude un orientamento ragionevole, provocando
una reazione di incertezza non necessariamente
ansiosa né penosa, talvolta non priva di fascino […]
♦ Quanto concorre, talvolta ostentatamente e
artificialmente, a sottolineare i riferimenti ai motivi
occulti o segreti[…]

(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze,
p. 1286)
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Il mitico continente perduto di Atlantide riemerge con insistenza
nella nostra coscienza collettiva. È come se, avvicinandosi la
fatidica data del 21 dicembre 2012, la razza umana stesse
lentamente riappropriandosi dei ricordi risalenti all’epoca del
disastro globale che spazzò via quella grandiosa civiltà dalla faccia
del pianeta, relegandola nell’oblío; come se in qualche modo
presagisse che le forze oscure all’origine della catastrofe sono
tuttora all’opera su questo pianeta, potentissime élite che si
trastullano con pericolose tecnologie sviluppate per soggiogare
l’umanità, in una sorta di tragico déjà vu.

Questo libro, il secondo volume della trilogia dedicata agli insegnamenti canalizzati da un gruppo
di esseri extradimensionali del sistema stellare di Sirio, svela la storia mai raccontata del genere
umano, con particolare riguardo a come e perché la grande civiltà atlantidea venne manipolata da
una cultura aliena, la quale ne decretò la fine. Ci viene mostrato in che modo il nostro autentico
destino, la rivendicazione della nostra libertà come individui e come custodi del Pianeta Terra,
venga compromesso con sistemi e tecnologie spaventosamente simili a quelle utilizzate contro i
nostri antenati. Esaminando la caduta di Atlantide, ci è possibile comprendere cosa sia ora
necessario per modificare l’esito della nostra stessa realtà e liberarci dalla morsa del Potere,
realizzando il nostro potenziale come partecipanti liberi e consapevoli all’evoluzione del nostro
mondo.
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Patricia Cori, nata nell'Area della Baia di S. Francisco, ha
utilizzato le sue capacità di chiaroveggente per il lavoro di
cura e supporto durante la sua vita che è stata dedicata, in
gran parte, allo studio del misticismo e della filosofia delle
antiche civiltà, all'Healing metafisico, alla spiritualità e alla vita
extraterrestre.
E' la fondatrice della LightWorks Association (Associazione Lavori di
Luce), uno dei primi centri spirituali apparsi a Roma, i cui locali
servirono come centro Healing, come scuola e come sede dell'unica
Biblioteca New Age della città. Essa è una figura importante del
Movimento New Age, ben nota nel circuito internazionale
dell'insegnamento, dato che offre corsi, seminari e laboratori di ricerca
negli USA e all'estero su una vasta gamma di argomenti, che riflettono la
sua ampia conoscenza di metodi alternativi di guarigione e la sua
consapevole conoscenza della Conoscenza Superiore. Nel 1996 essa
fondò pure il LightWorks Travel Club (Il Club viaggi LightWorks)),Viaggi
mistici, e più avanti, in quell'anno, condusse un gruppo di viaggiatori dello
Spirito in Nepal e in Tibet. Patricia Cori offre pure l'addestramento per
attivare il DNA e per i programmi di certificazione per Facilitatori del
DNA, seguendo le istruzioni delle squadre di Healing dell'Alto Consiglio 24
Siriano.
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Paolo Rossi
I. IL MONDO DI UN MAGO
1. NON C’E’ IL CASO: TUTTO E’ SIGNIFICATIVO
2. C’E’ UN SOLO MONDO
3. LE COSE SENTONO
4. UNO SPIRITO CHE E’ DENTRO
5. CI SONO SOLO COSE VICINE
6. NULLA MUORE
7. L’ESSERE E’ UNA SCALA
8. TUTTO E’ PIENO DI DEMONI
9. PARLARE CON GLI DEI
10. LA VERITA’ E’ SEPOLTA NEL PASSATO E NEL PROFONDO
11. DOMINARE LE COSE: MAGIA NATURALE E MAGIA DEMONIACA
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Giorgio Agamben

Chi ha familiarità con la pratica della ricerca nelle


scienze umane sa che, contrariamente all’opinione
comune, la riflessione sul metodo spesso non precede,
ma segue tale pratica. Si tratta, cioè, di pensieri in
qualche modo ultimi o penultimi, da discutere tra
amici e addetti ai lavori, e che solo una lunga
consuetudine con la ricerca può legittimare

(G. Agamben, Signatura rerum. Sul metodo, Bollati Boringhieri, Torino, 2008,
p. 7)
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Giorgio Agamben

[…] ogni ricerca nelle scienze umane – e quindi anche


la presente riflessione sul metodo – dovrebbe
implicare una cautela archeologica, cioè regredire nel
proprio percorso fino al punto in cui qualcosa è
rimasto oscuro e non tematizzato. Solo un pensiero
che non nasconde il proprio non-detto, ma
incessantemente lo riprende e lo svolge può,
eventualmente, pretendere all’originalità

(G. Agamben, Signatura rerum. Sul metodo, Bollati Boringhieri, Torino, 2008,
34
p. 8)
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MICHEL FOUCAULT

Una disciplina viene definita da un campo


d’oggetti, da un insieme di metodi, da un corpus
di proposizioni considerate vere, da un gioco di
regole e di definizioni, di tecniche e di
strumenti: tutto questo costituisce una sorta di
sistema anonimo a disposizione di chi voglia e
possa servirsene, senza che il suo senso o la sua
validità siano legati a colui che ne è stato il
possibile inventore
(M. Foucault, L’ordre du discours, Paris, 1971 [trad. it.: L’ordine del
discorso, in Il discorso, la storia, la verità. Interventi 1969-1984, Torino,
36
2001, p. 21])
MICHEL FOUCAULT
La disciplina è un principio di controllo
della produzione del discorso. Essa gli fissa
dei limiti col gioco di una identità che ha la
forma di una permanente ritualizzazione
delle regole

(M. Foucault, L’ordre du discours, Paris, 1971 [trad. it.: L’ordine del
discorso, in Il discorso, la storia, la verità. Interventi 1969-1984, Torino,
2001, p. 21])
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Archeologia
Da logos: ‘discorso’,
intorno a ciò che è
archaios: ‘antico’, ‘vecchio’, ‘primitivo’,
ma anche
arché: ‘principio’, ‘origine’, ‘inizio’
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Archeologia
Lo studio scientifico delle civiltà antiche attraverso le
tracce delle rispettive culture (spec. di monumenti e
prodotti artistici) […] ♦ Relitto di concetti o sistemi
non recuperabile nell’ambito di impieghi o significati
odierni […]

[Dal gr. arkhaiología ‘discorso delle cose antiche’]


(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze,
p. 132)

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Archeologo
Studioso o cultore di studi archeologici
[Dal gr. arkhaiológos ‘antiquario’]
(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze, p. 132)

Antiquario
• agg. Relativo alle antichità come oggetto di studio
o di commercio
• s.m. Mercante di antichità a scopi commerciali […]
[Dal lat. antiquarius, der. di antiquus ‘antico’]
(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze,
p. 112)

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Enrico Zanini
L’assunto da cui parte […] la ricerca scientifica in
campo archeologico è [questo]: il territorio in cui
viviamo e il terreno che ci apprestiamo a scavare non
sono che il prodotto di un continuo divenire, di una
continua trasformazione in cui si intrecciano fenomeni
naturali e attività umane. Ogni attività umana (come
del resto ogni fenomeno naturale) lascia infatti una
traccia nel terreno; si tratta di tracce più o meno
evidenti, talvolta quasi invisibili, che costituiscono la
testimonianza dell’evoluzione naturale e storica di un
sito. Lo scopo della ricerca archeologica sarà dunque
quello di ricostruire la storia della presenza umana su
un territorio partendo proprio dall’analisi dei segni
che questa vi ha lasciato
D. Manacorda, E. Zanini, Lo scavo archeologico, Dossier della rivista
“Archeo”, n. 35 del Gennaio 1988, Novara, p. 26 41
Mestiere

1. Qualsiasi attività specifica, di carattere prevalentemente


manuale, appresa per lo più con la pratica e il tirocinio ed
esercitata quotidianamente e a scopo di guadagno; talvolta
contrapposto ad arte o a professione[…]
2. Ogni attività, anche non manuale o tecnica, in quanto si
eserciti abitualmente […]
3. L’aspetto essenzialmente pratico di un’attività manuale o
intellettuale, in quanto indice di capacità tecnica

[Dal fr. antico mestier, lat. ministerium ‘ministero’]

(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze,
p. 1258)
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Professione

1. Aperta e pubblica dichiarazione di un sentimento,


di un’opinione, della propria appartenenza a una
religione o a una corrente politica […]
2. Attività esercitata in modo continuativo a scopo di
guadagno […]; com. attività intellettuale per
l’esercizio della quale sia richiesta la laurea o una
particolare abilitazione
[Dal lat. professio –onis, der. di professus, p. pass. di profitēri ‘dichiarare
apertamente’]
(G. Devoto, G.C. Oli, Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze,
p. 1618)
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SIGMUND FREUD
CARATTERISTICHE DELL’INCONSCIO
1. Assenza di contraddizione reciproca
2. Processo di «spostamento»
3. Processo di «condensazione»
4. Atemporalità
5. Sostituzione della realtà esterna con la realtà psichica
6. Compresenza di contraddittori
7. Scompiglio della struttura del pensiero. Assenza di relazioni
8. Copresenza di pensiero e non-pensiero
9. Alternanza tra assenza e presenza di successione temporale
10. Nesso logico rappresentato come simultaneità spazio-temporale e causalità
come successione. Entrambi alternati come dissoluzione-confusione
11. Equivalenza e congiunzione di alternative
12. Equivalenza e congiunzione di contrari e contraddittori
13. Somiglianza: la relazione privilegiata 51
Ignacio Matte Blanco
Principi logici

• Principio di astrazione e generalizzazione


• Principio di simmetria

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Ignacio Matte Blanco
Organizzazione della mente

a) Livello degli oggetti coscienti e ben delimitati


b) Livello delle emozioni più o meno coscienti
c) Livello della simmetrizzazione della classe
d) Livello della progressiva simmetrizzazione di
classi sempre più comprensive
e) Livelli più profondi che hanno come limite
matematico l’indivisibilità
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Paolo Rossi
I. IL MONDO DI UN MAGO
1. NON C’E’ IL CASO: TUTTO E’ SIGNIFICATIVO
2. C’E’ UN SOLO MONDO
3. LE COSE SENTONO
4. UNO SPIRITO CHE E’ DENTRO
5. CI SONO SOLO COSE VICINE
6. NULLA MUORE
7. L’ESSERE E’ UNA SCALA
8. TUTTO E’ PIENO DI DEMONI
9. PARLARE CON GLI DEI
10. LA VERITA’ E’ SEPOLTA NEL PASSATO E NEL PROFONDO
11. DOMINARE LE COSE: MAGIA NATURALE E MAGIA DEMONIACA
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JURIJ M. LOTMAN

Definizione di cultura

Memoria non ereditaria della collettività, espressa in


un determinato sistema di divieti e prescrizioni

(J.M. Lotman, B.A. Uspenskij, Tipologia della cultura, Milano, 1995 [trad. or.
1973], pp. 39-43)

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Trasformazione culturale

Cambiamento1: cambiamento che si manifesta allo


stesso livello logico interno al sistema

Cambiamento2: cambiamento che agisce ad un livello


logico superiore

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CHARLES S. PEIRCE
Segno

2. 228. Un segno, o representamen, è qualcosa che sta


a qualcuno per qualcosa sotto qualche rispetto o
capacità. Si rivolge a qualcuno, cioè crea nella mente
di questa persona un segno equivalente, o forse un
segno più sviluppato. Questo segno che esso crea lo
chiamo interpretante del primo segno. Il segno sta per
qualcosa: il suo oggetto. Sta per quell’oggetto non
sotto tutti i rispetti, ma in riferimento a una sorta di
idea che io ho talvolta chiamato la base del
representamen 58
La realtà materiale è, per l’archeologo, segno del passato, e
quindi fonte storica.
Essa infatti è, vista nella sua totalità, il prodotto di ciò che in
passato è accaduto - i fenomeni naturali - e delle azioni
compiute da chi in passato è vissuto - gli agenti umani.
La realtà materiale è dunque qualcosa che sta a qualcuno
(l’archeologo) per qualcosa (il ‘passato’ che l’ha prodotta)
sotto qualche rispetto o capacità (le singole informazioni che
l’archeologo desume dalla realtà materiale sul “passato”
che l’ha prodotta).
In questo senso possiamo dire che i segni che
l’archeologo coglie e interpreta sono per lui testimonianza
di tutto ciò che li ha prodotti 59
M. Black

La scienza, come le discipline


umanistiche, come la letteratura, è un
problema di immaginazione

(M. Black, Models and Metaphors. Studies in Language and Pilosophy,


Ithaca-London, 1962 [trad. it.: Modelli, archetipi, metafore, Parma, 1983, p.
95]) 60
Martin Heidegger
Che lo sappiamo oppure no, che vi prestiamo
particolare attenzione oppure no, il nostro soggiorno
nel mondo e il nostro andare sulla terra, sono
ovunque in cammino verso delle ragioni, verso il
fondamento. Ciò che ci capita di incontrare viene
sondato: spesso ci limitiamo ad un sondaggio
superficiale, talvolta osiamo spingerci anche a ciò che
sta più in profondità e assai raramente giungiamo sino
all’orlo degli abissi del pensiero. Tuttavia pretendiamo
che si dia fondamento alle asserzioni che formuliamo
su tutto ciò che ci circonda e ci riguarda. Sondare il
fondo e fondare determinano tutto il nostro fare e il
nostro lasciar stare
(Martin Heidegger, Il principio di ragione, Adelphi, Milano, 1991 (1957),
p. 28) 61
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Ceci n’est pas le passé
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