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Plotino

LUno e lInfinito
Analizzare il pensiero di Plotino risultato sempre piuttosto agevole soprattutto grazie alla possibilit di accedere direttamente alle fonti proprie dellopera filosofica del pensatore, che da sempre costituisce la figura pi importante di tutto il neo-platonismo. Le sue opere, infatti, furono raccolte dal suo discepolo Porfirio di Tiro che le pubblic ordinandole in sei Enneadi, ovvero raccolte con nove scritti ciascuna. Il criterio di catalogazione seguito da Porfirio semplicemente di tipo sistematico e non cronologico, ovvero in base alloggetto della riflessione. La La La La La La prima enneade raggruppa gli scritti di Etica. seconda quelli di Fisica e Cosmologia. terza la Cosmologia per quello che riguarda i concetti di Tempo, Eternit ed Uno. quarta tutti gli scritti sullanima. quinta sullintelletto e le idee. sesta infine sullessere ed il sommo bene.

Del Platonismo, Plotino conserva lidea che la filosofia debba sforzarsi di essere qualcosa al di l della mera ricerca, della mera speculazione e che soprattutto debba permettere unelevazione della coscienza (anima) in ragione di un ritorno ai luoghi della verit. La filosofia, quindi, intesa come una pratica quasi ascetica, quasi religiosa, che permetta perci un miglioramento oggettivo dellindividuo. Non sono solo queste aspirazioni profonde che Plotino eredita e non tradisce, lo stesso filosofo, riconosce che il suo filosofeggiare consiste quasi interamente in una ripresa della riflessione degli antichi. Pensate che Plotino visse nel III secolo D.C.. Riprese, certamente, Platone, ma non mancano nel suo percorso di analisi, influenze della filosofia aristotelica e dello stoicismo, che tanta fortuna ebbe a Roma. Di Plotino ci giunta anche una grande quantit di informazioni circa la sua biografia, dalla quale risulta niente affatto uno spirito asceta, partecip persino alla spedizione dellImperatore Gordiano contro i Persiani, ovviamente per raggiungere i luoghi di una cos grande e antica civilt. Tornando alla Filosofia, voglio premettere che Plotino pur appartenendo alla lunga schiera dei c.d. Filosofi Minori, ha nella sua vasta e complessa riflessione raggiunto sintesi, uniche e mai pi ripetute. Non solo nella qualit dei risultati ma anche nella grandissima originalit e nella stupefacente capacit di precorrere i tempi imbastendo unanalisi filosofica che supporter molte sintesi della filosofia patristica, scolastica e moderna. Qui, in questo breve sunto per, lattenzione sar mirata a temi e concetti e metodi che a mio avviso richiedono attenzione e particolare rispetto. Non bisogna dimenticare che in un modo o nellaltro Plotino rappresenta uno degli ultimi filosofi dellantichit, ovvero della stagione precedente quella cristiano-moderna. Ne sar anche un precursore ma non bisogna dimenticare, che il suo linguaggio e loggetto della sua analisi sono e restano di tipo classico, platonico, fatto di miti e metafore, poich sempre congiunto con la necessit di spiegare lassoluto. La funzione del mito o della semplice metafora, che spesso si ripresentata nella storia, e che forse trae origine dai misteriosi miti orfici, ha sempre consentito un via daccesso diversa, dalle minuzie linguistiche, a realt non immediate. LUNO Secondo Plotino, luniverso, il mondo, nelle sue innumerabili molteplicit, ha in s sempre e comunque una condizione imprescindibile senza la quale il mondo stesso risulterebbe impensabile e ci lunit. Ogni cosa presuppone lunicit. Pensate allumanit, cosa sarebbe senza luomo. Pensate al due, non esiste senza luno. Dice in un famoso passo: Tutti gli enti sono enti in virt dellUno.. non si ha esercito se esso non sa presentarsi uno, n si ha coro n greggia, se non sono uno..

Questa, seppur grezza, constatazione non cos banale se la si prende per quello che davvero vuole dire e per dove, davvero, vuole portarci. Si sente e si percepisce la vicinanza alla filosofia pitagorica e al numero come essenza delluniverso, ma qui si tratta di unit, ovvero di sostanza. Pensate al pensiero di Duns Scoto, egli vuole spiegare la natura fondante luniverso degli astratti e dei particolari e la trova nella sostanza che, indefinita, li contiene entrambi. Si nota che vi uninfluenza plotiniana. Perch tanta influenza, dov la novit? Andiamo per ordine. Ripeto. Il mondo molteplice sempre costituito da unit. Vi sono enti minori che sono costituiti da meno unit ed enti maggiori invece composti da pi unit e cos via via, finch non si giunge allUno Primo, da cui tutto deriva e cui tutto ritorna. LUno rappresenta il principio di tutto ma, stranamente, da tutto si differenzia. LUno in pratica diverso nella qualit e nella natura da tutto ci che da esso deriva. LUno innanzitutto infinito (peiron), ma non infinito in senso matematico, badate bene, per infinito Plotino intende un qualcosa che in - circoscrivibile. Il concetto di Infinito in Plotino a mio avviso il pi chiaro e corretto che si sia mai avuto in tutta la filosofia e la scienza. Solo Spinoza raggiunger una chiarezza espositiva simile a quella di Plotino. Linfinito, per definizione, secondo Plotino non pu assumere forma o, meglio ancora, non pu essere limitato. Questo chiaro, giusto. Pensate talvolta al paradosso del linguaggio, spesso, nelle scienze e nella vita comune si mettono assieme termini inconciliabili, noi finiti, universo infinito. Come possibile? E poi infinito positivo e infinito negativo... Come si pu pensare che linfinito sia definibile? Definire linfinito assurdo. Ci che infinito, non pu essere limitato, non pu avere forma, n immagine. Ovviamente se cos fosse, sorgerebbe il problema del rapporto tra mondo e Uno Infinito ma Plotino genialmente risolve la questione. LUno infinito e totalmente differente dal molteplice. Ma lUno al di l della sostanza, sito in un luogo al di l delle possibilit e delle nature del nostro mondo, lUno qualitativamente superiore una condizione esterna alla sostanza, non compone il nostro universo, lo genera ma da una posizione al di l dellessere. Indefinibile, lUno non classificabile, n gli si possono attribuire giudizi finiti, lUno tuttaltro. Dice Plotino: LUno tutte le cose e al tempo stesso non neppure una di esse...

Plotino, l'Uno e l'Infinito


Plotino
Hyperplres e ipostasi
Dice Plotino: ... principio di tutto, voglio dire, non tutte le cose in una maniera qualunque ma tutto in una maniera trascendente. Per evitare di essere travisato e interpretato come panteista, Plotino subito chiarisce che nella sua filosofia, lUno, Dio, trascende lessere. Ma, soprattutto, questessere che principio di Tutto, di questo Tutto non ha alcun bisogno, questo oltre ad essere interessante, fondamentale. Pensato, LUno il Principio di Tutto, ma il Tutto generato a prescindere dalla volont, libert, o dalla medesima necessit dellUno. Di conseguenza seguendo la logica plotiniana, ci si dovrebbe chiedere, perch? Perch il Tutto? Perch il Cosmo? Fichte, il teorico padre dellIdealismo tedesco del diciannovesimo secolo, nella sua personale e affascinante interpretazione filosofica del Tutto, ontologica, risolse la questione del Mondo, considerandolo necessario affinch lIO, cos definisce la natura prima dellUniverso, possa esistere in un contesto di dialettica tra lIo e il NON-IO. Il non-io come scenografia dove lio

pu espletare s stesso. Ma, invece, per Plotino, numerosi secoli prima, la considerazione della ragione del mondo non era affatto simile e anzi era molto pi, a mio avviso, ragionevole. Plotino definisce il Tutto come conseguenza involontaria dellUno. LUno, come gi detto, il Principio di Tutto, ma di questo tutto non ha bisogna. Quindi lUniverso, il cosmo, esiste, semplicemente come risolse metaforicamente Plotino, per una Sovrabbondanza dellUno( hyperplres), sovrabbondanza che non pu che causare una costante ed eterna generazione per traboccamento. Questo il concetto principale, capito il quale, tutta la filosofia di Plotino viene giustamente compresa e comprendendola non si pu non rimanere sbalorditi dallinesistenza di intralci logici. Tutto si spiana e non si presentano errori, a prescindere dalla verit di questa idea cosmologica, si deve accettare un rigore che raramente stato mai raggiunto. LUno libero e dalla sua infinita libert, inevitabilmente trabocca il Tutto. Luniverso si genera cos per una necessit involontaria n causale. Non c un motivo discrezionale, n una necessit fisica, semplicemente lesistenza stessa dellUno prevede una sovrabbondanza generatrice, indefinibile temporalmente perch infinita, eterna. Per, ricordate! LUno in una condizione qualitativamente diversa dal Tutto, lUno in un contenitore infinito. Dice Plotino: Perfetto com, giacch nulla ricerca, nulla possiede, di nulla ha bisogno, Egli trabocca, per cos esprimerci, e la sua esuberanza d origine a una realt novella. Fermiamoci qui. Infatti, continuare a leggere lEnneade V,2,1, rischierei di introdurre concetti che senza unadeguata spiegazione, risulterebbero poco chiari. Lhyperplres ovvero il traboccamento, Plotino lo descrive con la metafora della luce e si pu anche pensarlo con altre immagini, lirradiazione oppure le scintille di un fuoco eterno, non so; leggiamo Plotino: E pertanto, si pu paragonare lUno alla luce. Ricordiamo che lUno non lessere, dallUno che Principio, si genera lEssere, e questa generazione pu essere cos rappresentata.

... il suo fermo orientamento verso lUno genera lessere, la contemplazione che lessere volge a s stesso crea lo spirito.... Questa lipostasi. LUno trabocca e genera, ci che genera si rivolge allUno e cos lEssere, lEssere pensa s stesso ed eccolo lo Spirito. LEssere, che immagine dellUno, per sovrabbondanza ancora, genera unimmagine di s, lAnima. Le Ipostasi, ovvero, realt sussistenti da s, costituiscono le tre sostanze principali del mondo intelligibile. La prima ipostasi lUno stesso, il Principio da cui tutto si irradia. La seconda ipostasi lo Spirito, lIntelletto, che duplice Essere e Spirito. Cosa intende

Plotino? Duplice? S, lIntelletto cosa pensante e cosa pensata. Lessere e rivolgendosi a s stesso genera lo Spirito. LAnima si genera dallesuberanza dellEssere, per non immobile, come lEssere o LUno. LAnima la terza ipostasi. Essa guarda allIntelletto come fonte delle idee (platonismo) come fosse lIperuranio, dallIntelletto riceve i modelli formali, le essenze, da esse si genera perci il pensiero.

LAnima prende dallIntelletto le idee per poi usarle come forme per ordinare e plasmare, ma unAnima cosmica che esiste come ipostasi in s ma che poi rifuggendo in ogni corpo diviene anima del mondo. Il sensibile deriva dallAnima che poi lo ordina e lo manovra secondo idee scalfite dallIntelletto, il tempo, generato dallanima. Il sensibile attraverso lazione vivificatrice dellAnima torna nella sua molteplicit ad armonizzarsi con lUno, perch costruito sulle idee emanate dalla luce stessa dellUno. Dice Plotino, Enneade V,6,IV: si pu paragonare lUno alla luce, il termine immediatamente successivo al Sole e il terzo alla Luna che riceve la sua luce dal sole. LUno per lennesima volta viene definito come sostanza suprema che esiste a prescindere da qualunque altra cosa. La metafora della Luce illuminante perch scaccia definitivamente ogni inutile riconsiderazione sulla sostanza primaria. Ripeto, rapidamente, abbiamo lUno che la prima ipostasi, da esso per traboccamento si genera lIntelletto (ESSERE) che a sua volta si concretizza rivolgendosi allUno e si ridefinisce (SPIRITO) rivolgendosi a s stesso, lIntelletto a immagine dellUno e per sovrabbondanza genera lAnima (mobile), questa ha una natura cosmica universale e contemplando lIntelletto, accede al mondo delle idee e dellarmonia, questo fa s che il sensibile da essa generato possa essere ordinato nella sua moltitudine riavvicinandolo alla perfezione dellUno.

Plotino, l'Uno e l'Infinito


Plotino
Il ritorno allUno
Le filosofie sono vite, sono universi e complessit; talvolta ridurle, sintetizzarle, significa dispensarsi dalla compartecipazione umana alle visioni e alle convinzioni, molto spesso labili, di straordinarie personalit. Mi rendo conto del torto che faccio ma non mi fermo solo perch credo che, bene o male da tanti difetti ed errori, voi sappiate riconoscere il barlume di bellezza che landatura lenta e affannata del pensiero ci regala. Plotino, dunque, ancora. Ci siamo fermati a pensare linfinit e la sfera dellinaccessibile, LUno; lo abbiamo definito e poi seguendo sempre passo passo le riflessioni presenti nelle Enneadi, abbiamo circoscritto la dimensione del Logos di Dio, lIntelletto, la seconda ipostasi,

dallIntelletto poi la natura dellAnima Cosmica e il suo flettere verso lalto, e il suo plasmante spirito riversarsi sulla materia. Abbiamo, in pratica, definito la portata generale del pensiero plotiniano, svelandone lassoluta novit e lindiscutibile fascino. Grossolanamente, dallUno si genera il molteplice, ma allUno il molteplice tende, cerca di ritornare. Qui si apre una nuova grande pagina di riflessione. Si pu sviarla, certo, persino negarla, ma la dottrina del ricongiungimento allUno, per lennesima volta una novit, per restare in argomento, estasiante. Capirete dopo il perch. Gi dalla prima dispensa, ricorderete, subito ripresi un tema, quello religioso, mistico per manifestare un punto di contatto innegabile tra il platonismo e Plotino. Nel platonismo, la filosofia era intesa come una forma di religione dello spirito, prendendo corpo e natura dalla cultura orfica, il platonismo ha sempre inteso lessenza complessiva delluomo come natura spirituale, elevata verso i maggiori gradi e livelli della bellezza. Basta ricordarsi del mito dellAuriga. In pi, ancora Platone, ci offre col mito della caverna la visione suprema della liberazione dai corpi materiali e dagli inganni. La filosofia genera la liberazione fuggendo dai sensi e dagli inganni della moltitudine. Ricordate luscita alla luce, labbaglio della verit! Per Plotino, analogamente, la vita delluomo, lessere interessante, una costante liberazione, ovvero, un passaggio attraverso le spire del vissuto e dellinganno fino al definitivo ricongiungimento con lUno. Per lanalogia finisce qui. La nostalgia delle anime per la perdita delle ali, per la vita nella materia, nel dolore, nellinsipienza e nella moltitudine, genera il desiderio inestinguibile di tornare allunicit. Come si torna allUno? Il mito si ripresenta e ancora offre spunti superiori a qualunque operazione di linguaggio fino e razionale, il mito torna e ritorna come forma di comunicazione superiore, poetica, artistica. Nel neo-platonismo si generano le interpretazioni allegoriche del poema omerico, l Odissea. Le vicissitudini di Ulisse vengono interpretate come disagio e percorso per il ritorno alla verit, che per Plotino e non per Platone fuori persino dalla ragione. Luomo pu ricongiungersi allUno. Lo pu fare attraverso numerose tappe che prevedono sempre e comunque un irrobustimento delle virt e delle sensibilit artistiche, amorose. Ma per giungere definitivamente allUno, luomo deve rinunciare a se stesso cio prima di tutto deve disilludersi di poterlo toccare con la ragione. Sostiene Plotino, Enneade VI, 9, IV: Ma la via duscita ci preclusa soprattutto perch lintelligenza di Lui non si ottiene n su la via della scienza n su quella del pensiero, come per i restanti oggetti dello Spirito, ma solo per via di una presenza che vale ben pi della scienza... No, la ragione non pu portarci fino al ricongiungimento. Vedete, la nostalgia mancanza, di qualcosa o di qualcuno, al contempo il sentimento pi diffuso. Plotino intepreta bene un disagio che amoroso, artistico, esistenziale e religioso, lUno ci concede tutto ci che manca, tutto ci che la materia e la moltitudine ci negano. Platone indica la via della ragione, Plotino lestasi. La filosofia apre la via alla bellezza ma da sola non conduce allUno in s, per giungerci, lo ripeto, luomo deve immedesimarsi con lindefinibile, compiere cos il gesto assoluto. Le Enneadi, lultimo passo: Ed ecco la vita degli di e degli uomini divini e beati: separazione dalle restanti cose di quaggi, vita cui non aggrada pi cosa terrena, fuga di solo a solo.. In ogni sentimento di comprensione, perch la comprensione il sentimento pi alto e giusto, ci dovremmo commuovere, perch c somiglianza, perch la lontanza smorzata, perch quello che manca per poco si ritrova.

Dopo Plotino, molti non poterono che trarre e urgere risposte e interpretazioni e virt di comportamento, la patristica, il monachesimo, la scolastica, la modernit idealista, e la speranza di tutti i pensatori, perch vero che il misticismo non filosofia, ma ripeto, senza una riflessione ontologica come si fa ad amare il mondo?