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STORIA MEDIEVALE – PIO BERARDO

3/10/2016
IL MEDIOEVO
Che cos’è il Medioevo? -> fase del passato storico considerata sostanzialmente omogenea, convenzionalmente
racchiusa tra il 476 (caduta IR, generale Odoacre depone ultimo imperatore romano e manda le effigie imperiali
all’imperatore bizantino, ciò determina la caduta dell’IR, il concetto della fine dell’impero comunque percorre un
tempo di qualche secolo) e il 1492 (scoperta dell’America, neanche Colombo se ne accorse di tale scoperta in quanto
pensava di essere arrivato nelle Indie, cambia radicalmente storia Occidente, ma non da un giorno all’alto, es.
pomodoro in Occidente arriva solo nel ‘600), è possibile considerare omogeneo un periodo di mille anni? -> necessità
di periodizzare ulteriormente.

PERIODIZZAZIONE
Sono i confini tradizionalmente adottati, ma sono comunque 1000 anni di Storia, non sono comunque un periodo
omogeneo (l’uomo del ‘500 con quello del ‘300 è completamente diverso, con istituzioni e credenze diverse), quindi si
è deciso di provare una suddivisione interna, creare dei segmenti che ci permettono di capire meglio la Storia
Medievale; la necessità di periodizzare è sempre stata sentita, la Storia non è comunque una “maestra di vita”,
altrimenti l’uomo non commetterebbe sempre gli stessi errori (oppure è un “cattivo allievo”), la conoscenza Storia ci
fornisce elementi utili per capire la realtà, ma sono esseri umani a dover capire la realtà (il bisogno di ripercorre le
proprie origini è sempre esistito, ha sempre cercato dare una spiegazione al passato, suddividendo i vari periodi della
Storia), es:

PERIODIZZAZIONE CRISTIANA
Susseguirsi delle 4 monarchie universali:
 Assiro babilonese;
 Persiana;
 Macedone;
 Romana.
-> grandi tappe storia antica secondi gli scrittori/storici cristiani che scrivevano verso la fine dell’età antica)!

Concetto scorrere tempo: antichità convenzione che tempo avesse un percorso ciclico, la nostra concezione invece,
dagli illuministi in poi, è un concetto lineare, secondo questi la Storia è un progresso continuo, si migliora sempre di
più nel tempo (ma non sempre ciò avviene, ci sono anche dei fattori di crisi nella storia dell’umanità) + idea della storia
come un qualcosa di ciclico, radicata ad es. in Dante (Paradiso VI) e fondata sul concetto translatio imperii (da Roma a
Bisanzio, quindi di nuovo ad Occidente con Carlo Magno) e nel Medioevo gli uomini erano convinti di vivere ancora
nell’età romano-cristiano (imperatori tedeschi sono convinti di essere gli eredi degli imperatori romani), sono ancora
convinti di vivere ancora nell’impero romano.

Esiste esigenza di periodizzazione, sempre sentita, chi l’ha messa per iscritto è stato uno studioso luterano tedesco,
nel 1688, Christoph Keller, autore di una Storia Universale, divisa in 3 grandi imperi:
 Antichità;
 Medioevo (da Costantino alla caduta Costantinopoli);
 Tempi Moderni (dove vive stesso autore)

UMANESIMO
Lo schema di Keller ha un’origine più antica, sono i grandi umanisti italiani i primi a parlare di un’età intermedia
(correzione manuale: idea di un’età che intercorre tra grandezza dell’antichità romana e quella dell’età nuova,
rappresentata da umanisti, in realtà il primo a parlarne è stato Francesco Petrarca), Petrarca afferma nel 1373 che c’è
un tempo intermedio, medium tempus, tra una grandezza, quella Romana, e quella che si sta apportando con la
cultura umanista (soprattutto nel campo della letteratura).

ALTRE PROPOSTE
A. L. Muratori arrotonda “dal Cinquecento al Millecinquecento” (sono date approssimative).

Le date proposte per l’inizio sono:

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 410 (sacco di Roma dei Visigoti)
 565 Morte di Giustiniano
 622 ègira maomettana, momento di nascita dell’espansione islamica che spezza il grande territorio
mediterraneo creato dai Romani, creando due mondi diversi, uno islamico al Sud e longobardo/bizantino al
Nord

 non c’è una data precisa, ma sono i fenomeni che indicano il passaggio da un’epoca all’altra!

Le date conclusive:
 1216, morte di Innocenzo III
 1270 morte di Luigi IX di Francia (errore nel testo 1278)
 1348 la peste nera
 1485 avvento dei Tudor in Inghilterra
 1517-19 ribellione di Lutero ad elezione di Carlo V
 1453 caduta di Bisanzio)

6/10/2016
PERIODIZZAZIONE ITALO-FRANCESE
1000 anni sono molto lunghi, si sente il bisogno di suddividerlo in sottoperiodi. Tradizionalmente si divide in alto
medioevo parte più lontana rispetto a noi e basso medioevo

ALTO MEDIOEVO: 476- XI sec


BASSO MEDIOEVO: XI sec – 1492

MEDIOEVO CENTRALE: secc XI-XIII


TARDOANTICO: sec III-IV

Due grandi subcontenitori che dividono il medioevo. In questi mille anni oggi si tende ad individuare dei sottoperiodi. I
sec fra III e VI, che hanno visto la crisi del mondo romano, hanno una loro unità interna che porta a parlare di
TARDOANTICO.
Altro periodo dal 1000 al 1250. Secoli di omogeneità ma grande differenza ai poli del medioevo. Per questo si divide in
sottoperiodi.

TRIPARTIZIONE ANGLOSASSONE
Early middle ages (primo medioevo)
Hight middle ages sec XII XIII (alto medioevo)
Late middle ages (tardo medioevo)

TRIPARTIZIONE TEDESCA
.... Primo med. V-VIII
... Alto med. IX-XII
... Tardo med. XIII-XV
Il medioevo importante per la tradizione tedesca è quando i tedeschi esercitarono grande egemonia.

EVOLUZIONE ITALO FRANCESE


Vengono introdottti i concetti di
 Tardoantico: sec V-VI
 Secoli centrali del medioevo per i sec IX-XII (moyen age classique)
 Prima età moderrna (early modern) XV-XVI sec

I secoli centrali del medioevo hanno un’unità molto rigida e coerente al loro interno per cui si tendono a dividere.
Moyen age età di Carlo Magno molto importante per i francesi.
Gli studiosi creano calchi in base alla loro esperienza come nazione.
Per la prima età moderna si ha una grande somiglianza fra 400 e 500. Non si ha una vera spaccatura. Ogni periodo è di
transizione e a volte quello che c’è prima è molto diverso da quello che c’è dopo. Fenomeni molto lunghi nel tempo.
Esistono in quest’epoca caratteri culturali molto importanti come la stampa. Sono tutti fenomeni molto lenti quindi

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individuare queste epoche è un po’complicato. Per il mondo tedesco ad esempio la fine dell’impero è un grande punto
di rottura, i francesi non sentono questo bisogno. Il medioevo è un concetto europeo.
Esistono questi sottoperiodi, importanti per lo studio di certi fenomeni.

ULTIME EVOLUZIONI
Jacques Le Goff (1924-2014)
• Il tempo continuo della storia (2014)
• Faut-il vraiment découper l’histoire en tranche? (2014)

Un lungo Medioevo occidentale


– Dalla tarda Antichità (III-VII secolo)
– Fino alla metà del XVIII secolo
– Inaccettabile l’idea di Rinascimento come periodo specifico (anzi: ultimo sottoperiodo del Medioevo)

Negli ultimi tempi c’è la tendenza a dire il medioevo non esiste perché l’uomo del 400 è diverso da quello del 200.
Per il manuale sono di questa opinione Le Goff e Montanari. Montanari si vanta di non aver mai usato la parola
medioevo. Sostiene che il Medioevo non esiste, non ci sono criteri per differenziarlo. Questo non vuol dire che si
aboliscono le periodizzazioni.
Le Goff secondo il nostro manuale ha espresso lo stesso concetto. Ma lui ha detto semplicemente che in natura non
esistono i periodi storici, sono convenzioni. Non nega l’esistenza del medioevo come dicono gli autori del manuale,
dice solo che è più lungo di quel che noi sosteniamo. Non a caso lo dice un francese: tutto ciò che sta prima della
Rivoluzione è qualcosa di unico, è normale che uno studioso francese non veda il confine del 500 fra due epoche. Le
Goff dice che moltissimi fenomeni continuano e non cambiano la realtà sociale dell’epoca, che detengono gran parte
del patrimonio dell’Europa. Queste condizioni non cambiano! Mentalità generale della storiografia francese.
Il punto è dover cercare una visione d’insieme. Le Goff dice che i cambiamenti sociali 400-500 sono pochi quindi non
c’è gran cambiamento. Dice che il rinascimento in realtà è il compimento dell’età medievale, che non nasce dal nulla,
non nasce una cultura nuova ma che si ha il risultato dello sviluppo della mentalità medievale. Può essere un metro
applicabile a un sacco di cose. Le dottrine politiche nascono nel 500. Machiavelli è il risultato del pensiero del 400,
arriva dopo e schematizza quel modo di pensare, è un punto di arrivo e non di partenza. Non ci sono salti improvvisi in
queste cose.

Bisogna stare attenti: i fenomeni hanno sempre delle cause e nulla comincia dal nulla. I periodi servono soltanto per
organizzare razionalmente lo studio della storia. Non ci si può fermare prima.
Mentre Montanari dice che non ha senso parare di Medioevo, Le Goff dice che esiste un medioevo molto più lungo di
quanto lo si studi nei manuali di storia.
La Chiesa ha perso la sua funzione di direzione di coscienza e di ossatura del sistema. Mentalità e cultura
completamente diversa da quella medievale.

UN PROCESSO CONTINUO
La storia non è fatta di confini e tappe che si interrompono. E’ un processo molto lento con cambiamenti che alla
lunga diventano molto evidenti. Non esistono confini: le date che noi utilizziamo sono fittizie, di comodo. Non
importano i singoli momenti ma i passaggi.
Più corretto pensare a fasi di passaggio, con trasformazioni graduali e sovrapposizioni più o meno lunghe

UN PERIODO BUIO?
L’idea di medioevo nasce con gli Umanisti. E’ stata individuata come età buia di povertà e decadenza. Idea che si é
aggravata, legata al fatto che noi del medioevo conosciamo poco. Mentre dell’antichità classica abbiamo
testimonianze materiali scritte, molte fonti del Medioevo sono andate perse. La mentalità di questi autori è molto
lontana dalle nostre: si fa più fatica per un uomo di oggi a identificarsi con Tommaso d’Aquino che con Cicerone.
La mentalità si spaventa e tende a dare un giudizio negativo. Giudicare in questo modo il medioevo ci porta a
tralasciare molte cose.

(Slide non lette ma chi vuole se le legge a casa)

Il Medioevo ha prodotto cattedrali, codici miniati. Come si fa a dire che è un’età buia? L’inquisizione come la
immaginiamo noi è quella del 500, quella medievale è molto più blanda. Nell’età moderna diventa strumento di
persecuzione e di controllo sociale.
La guerra nel medioevo è molto meno dura di quanto è stata la guerra mondiale e globale.

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Quando viene inventata la balestra la si ritiene un’arma indegna dei veri cavalieri, perché buca l’armatura. La
mentalità bellica del medioevo è molto più nobile dell’attuale.
Dall’incontro fra mondo romano, lentamente riassorbito, e popolazioni germaniche, più barbare, nasce il medioevo.
Da questa unione e non dall’impero romano. Due mondi che si scontrano e danno vita a un mondo nuovo.
Un altro fenomeno importante che nasce nel medioevo è l’università, la formazione superiore. E’ stato un grande
momento di passaggio, formazione superiore rispetto alle scuole dell’epoca  Formare tecnici preparati per
determinate cose.

ESISTE UN FILO ROSSO CHE UNISCE TUTTO IL MEDIOEVO?

CRISI IMPERO ROMANO  debolezza impero occidentale  pressioni popolazioni germaniche  fine impero
romano. Popolazioni germaniche assorbite nell’impero romano, terre concesse a nord, militari per l’impero dietro
compenso.
476 indicativo: generale Odoacre, di origine barbariche prende le insegne romane e le rimanda all’impero d’Oriente.
Crolla il mondo romano, si frantuma l’unità dell’Europa continentale e da questo momento assistiamo a una serie di
tentativi di ricreare questa unità. Dal punto di vista civile l’unità viene raggiunta con l’affermazione dei Franchi. Si
ricrea un’unità maggiore e superiore alla frantumazione dell’impero romano. Nell’800 Carlo magno diventa
imperatore.

Dall’800 al 1250: sviluppo della sovranità degli imperatori. Tentativo di una nuova unità.
Dopo la morte di Federico II impero in crisi, questo tentativo di unità si distrugge: non c’è un sovrano capace di
esercitare in germania questo tipo di potere. Tentativi di rilanciare un’istituzione.

CRISI MONDO ROMANO -> NUOVA ISTITUZIONE EUROPEA -> CRISI DI QUESTA ISTITUZIONE -> ENTITA’ EUROPEE

Il Medioevo ha l’idea della reductio ad unum! Nel Mondo tutto si riduce a dio ad esempio. Questo avviene anche da un
punto di vista politico.

Parallelamente si ha un processo di formazione e perfezionamento del papato medievale.


Quando diciamo re pensiamo a una cosa, ma nel corso dei secoli il significato non é sempre stato lo stesso. Quando
diciamo papa è il vertice della chiesa ma non ha sempre avuto lo stesso potere. Filo rosso che unisce tutti i secoli
medievali. Al vertice della chiesa ci sono i patriarchi: queste sono le sedi più importanti della cristianità. Sono secoli
che hanno lo stesso potere e dignità. L’evoluzione è lunga e non ci sono fratture nette. Si crea un vuoto di potere in cui
si inserisce il papa. Papa punto di riferimento simbolico! Nell XI sec la chiesa romana si rende conto che c’è la
possibilità di creare una piramide di potere! Il papa rivendica a quel punto il potere anche temporale. In questo secolo
diventa capo della struttura ecclesiastica. Comincia ad avere pretesa temporale e a rivendicare di essere l’apice di una
piramide. (Da Gregorio VII a Bonifacio VIII. )

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C’è un cuore centrale: preparazione, avvio processo preciso -> secoli potere realmente esercitato -> papato
d’avignone, scisma e CRISI del papato.

Dalla crisi di questi due poteri emergono le nuove realtà e i nuovi protagonisti del medioevo: monarchie nazionali e
comuni, signorie, principati.

11/10/2016
Medioevo: interpretazioni che possono negare l’esistenza di un periodo così lungo. Alcuni si chiedono che senso ha
parlare di un periodo come se fosse unitario.

L’unità del Medioevo può essere vista secondo questo schema: finisce il mondo antico, periodo di assestamento alla
ricerca di una nuova unità, si ricrea una nuova unità con tante diversità, dopo qualche secolo anche questa nuova
forma comincia a declinare e si va verso l’età moderna.
Se caliamo questo schema interpretativo sui fatti (no domanda su questo schema, ma tutte le date sullo schema sono
importantissime !!) forse c’è realmente un filo conduttore, e questo tentativo è di risorgere dopo un momento di
difficoltà. Finisce l’impero romano --> invasioni barbariche (barbaro: lo straniero; germano invece è troppo restrittivo,
meglio dire barbaro). Miscuglio di etnie. E’ una realtà diversa che entra in un mondo che ha trovato la sua dimensione
e lo fa crollare. SI creano realtà nuove e frammentate. Ognuno di questi raggruppamenti tribali si stabilizza in un’area,
una parte di quello che era stato l’impero romano. Si frantuma in tante realtà. (All’esame realtà più importanti: franchi
etc no burgundi etc).

Crolla l’unità del mondo romano e la struttura politico giuridica che teneva insieme quel mondo. Crolla anche l’unità
religiosa di quel mondo. Nel V sec il mondo romano si era stabilizzato. Con l’arrivo di queste popolazioni arrivano
anche nuove religioni come il paganesimo, la versione ariana del cristianesimo, si spezza anche quel mondo e l’unità
linguistica. Il latino era parlato ma a livello di governo, amministrazione, clero. Gli strati più bassi cominciavano a
parlare una lingua molto diversa dal latino ufficiale. Esisteva comunque una lingua che a livello amministrativo
unificava questo territorio. Tutti questi aspetti che univano il mondo romano si spezzano con l’arrivo delle popolazioni
germaniche. Si perdono alcune cose e ne arrivano altre.
Quello che viene introdotto sono ad esempio molte innovazioni militari importate dai barbari, come la staffa per stare
a cavallo. Questo è molto utile specialmente nello scontro armato. Tantissime novità sono introdotte grazie alla loro
apparente superiorità militare. I romani avevano perso interesse nello sviluppo militare: si servono di queste
popolazioni per difendere i confini. La difesa era affidata a reparti barbari, che potevano non avere interesse a
combattere: non sono invasioni militari ma invasioni di popolazioni.

Crolla questo mondo. Non è facile rimettersi in piedi. L’occidente comincia a sistemarsi lentamente. Grandi capi
germanici cercheranno la via della separazione. Da un punto di vista numerico i popoli che entrano nel confine sono
ad esempio per i longobardi 200mila, abbastanza rilevante, le altre popolazioni si aggiravano nella stessa cifra. Si parla
di una popolazione di 6mln di persone nell’europa romana di quell’epoca. Se ¼ di terre italiane sono date ai nuovi
venuti è tantissimo! E’ un sacrificio, queste popolazioni diventano fortissime.
I barbari vengono, mantengono la loro legge fra loro ma in rapporto coi latini devono essere soggetti al diritto latino. Il
diritto germanico viene messo per iscritto la prima volta utilizzando però il latino! I germani non erano in grado di
scrivere. L’unica popolazione che aveva tentato l’utilizzo dello scritto erano i Goti. Tra i Goti si diffonde l’arianesimo
perché l’unica versione scritta del vangelo era stata trascritta in gotico da un ariano di Costantinopoli. Questo porta a
una diffusione grandissima della dottrina ariana grazie a questa versione scritta.

Separazione: domanti/dominati. Altri tentano una integrazione cercando di mantenere l’elite dei vinti. La strada
vincente sarà quella dei Franchi di integrazione totale: i Franchi sono fra i barbari che arrivano in Europa la
popolazione più arretrata, si rendono conto della loro inferiorità culturale e lentamente assorbono completamente
cultura diritto romano e religione cristiana. I Franchi dall’essere i più arretrati diventano la popolazione più avanzata. I
Franchi utilizzano subito la rete dei vescovi presente in Gallia, mentre le altre popolazioni spesso perseguitano i
vescovi. I franchi li fanno diventare un punto di riferimento per le realtà locali. All’origine dei comuni c’è la figura del
vescovo come rappresentante dei bisogni della comunità. I Franchi usano il loro potere a vantaggio del potere
centrale. I Franchi assorbono tutto e quindi si crea una popolazione numericamente importante: Franchi + Gallo/Latini
= forza numerica maggiore. Quando in Italia finisce l’era del dominio gotico i goti si ritrovano soli a difendersi contro
l’esercito bizantino. Se i Goti avessero avuto l’appoggio delle popolazioni avrebbero avuto ragione del tentativo di
invasione latina.

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Mondo che prova a riorganizzarsi secondo vie diverse: vince la via dei Franchi -> egemonia dei Franchi al culmine con
incoronazione Carlo Magno. Il grosso corpo dell’Europa, anche se molto più piccola rispetto a quella romana, diventa
impero di Carlo Magno. Idea di un potere che ha la pretesa di governare tutta la cristianità.
Idea di impero  universalità del potere.

800-1250: punto di arrivo! (1250 morte Federico II svevia ultimo imperatore) grande sviluppo, tentativo di ricreare.
L’imperatore vuole governare su tutto il mondo cristiano.
Varie dinastie imperiali: Carolingi, nuove dinastie, il potere si sposta in Germania, Re dei Franchi orientali per chi
governa la Germania e Re dei Franchi occidentali per chi governa la Francia. Questo mondo ha preso atto di una
diversità: quella linguistica. Il mondo dei franchi occidentali vive dove la lingua latina era stata la lingua comune, i
franchi orientali sono in un mondo in cui il latino era arrivato in maniera episodica. Mondo mai entrato nella sfera
romana, quello che oggi chiamiamo tedesco. Germania nel mondo dell’Europa occidentale. Giuramento di Strasburgo:
i militari del re franchi occidentali giurano nella lingua dei franchi orientali e viceversa. Questo mondo si sta
separando. La Francia segue un altro percorso ma almeno fino a Federico Barbarossa che governa tra seconda metà
XII sec i regni che rimangono fuori dall’impero hanno verso di lui considerazione morale. Idea che l’imperatore fosse
sovrano della cristianità. Idea che l’impero possa rappresentare l’intera cristianità.

Questo mondo entra in crisi quando il potere del papato pretende l’esercizio del potere temporale. Entra in crisi
perché le realtà che successivamente chiameremo nazionali sentono una certa autonomia, non si accetta l’idea di un
unico signore della cristianità. IL tentativo muore con Federico II, non ci saranno più imperatori in grado di rivendicare
il potere unico. Nessuno degli imperatori tedeschi riesce a rivendicare l’universalità del potere su tutta l’Europa
cristiana.
Declino dell’impero medievale fino a seconda metà 400, con Federico III d’Asburgo governa la Germania meridionale
ma nessuno se lo ricorda, non fu rilevante nonostante governò 50anni. Non riesce ad incidere sulla politica europea. Il
titolo di imperatore diventa equivalente a quello di re di Germania, ma goverena solo i territori della sua famiglia!! No
l’impero e neppure tutta la germania. Al di fuori di questi il titolo di imperatore neppure in germania ha un potere.
Fine tentativo di riunificare il potere in europa.
Il concetto di Sacro Romano impero è usato dal barbarossa in funzione antipontificia. Nel 400 Sacro Romano Impero
della nazione tedesca, unità solo della Germania.
Fine di un mondo si tenta di costruirne uno nuovo e poi entra nuovamente in crisi e declina.

Parallelamente si ha un 3° tentativo di riunificazione è quello portato avanti dai pontefici: i primi papi avevano potere
di carattere soprattutto religioso. Non c’era l’autorità del pontefice su tutta la cristianità. Roma ormai era diventata
una città poverissima anche dal punto di vista demografico. Il papa non ha questa superiorità che gli verrà riconosciuta
e che oggi ha nel mondo cristiano, papa come vertice della struttura ecclesiastica. Lentamente approfitta di ciò che sta
succedendo: l’Europa perde l’unità politica.
Ad Occidente non c’è più un potere politico saldo. Il lazio formalmente rimane sotto il governo bizantino. Nella
mentalità bizantina la linea prevalente era oriente > occidente. Non avevano interesse nel governo di occidente.
Il potere politico e ammnistrativo finisce nelle mani del papa. Lentamente diventa il punto di riferimento di tutti i
cristiani. Comincia a crescere il potere del papa, che diventa economico e temporale. Processo lunghissimo. Il papa
con la sua alleanza coi franchi aumenta la sua importanza. Frnachi e papato si spalleggiano a vicenda e aumentano il
loro potere. Potere del papa che inizialmente è soltanto simbolico che comincia ad acquisire concretezza anche
temporale.

Papa autorità spirituale molto importante, ma dall’altra parte c’è il potere spirituale che governa il benessere degli
uomini. Nella nostra visione e in quella di alcuni grandi pontefici esistono due sfere: spirituale, competenza del
pontefice, e temporale, competenza dell’impereatore. Nell’idea politica e nei principi politici che si diffondono dalla
curia romana queste due questioni si confondono e siccome tutto viene da dio, si delega ai principi la gestione del
potere temporale che però può essere revocato dal papa nel momento in cui lo si gestisca male.
Impero carolingio, forte potere laico: la chiesa romana finisce nell’orbita del potere imperiale. Fino a quando l’impero
carolingio non entrerà in crisi il papato viene abbandonato a se stesso.
Necessità di una riforma: necessità di liberazione del potere temporale dalle mani dei laici.

Gregorio VII: punto di arrivo del processo di costruzione del potere papale. Capo della chiesa cristiana. Il papa
pretende di avere la pienezza del potere, tutto dipende dal papa e lui può decidere se deporre un principe laico.
Toglierà tutti i poteri all’imperatore. Con Gregorio VII fino a Bonifacio VII passando per Innocenzo III questi 3
rivendicano moltissimo il potere temporale, pretendono di esercitare il potere su tutta la cristianità.

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Bonifacio VIII interviene nelle questioni interne al regno tedesco e in Ungheria. Si cerca di realizzare un’unità diversa
del mondo cristiano.
Abbiamo assistito a un raffinamento di questa idea poi un tentativo reale poi il declino anche qui. Declino che prende
le mosse dalla morte di Bonifacio VIII, papato ad Avignone, 70 anni ad Avignone, ritorno papato a Roma, scisma ed
elezione di due pontefici per 40 anni.
Questo mondo che il papato aveva immaginato scompare a seguito di questi fenomeni.

Due grandi tentativi di raggiungere un’unità superiore: falliscono entrambi. Monarchie internazionali in europa. Via di
autonomia e indipendenza. Regni iberici.

In Italia accade un processo su basi ridotte: la sconfitta del tentativo di controllare tutto porta alla nascita di unità
cittadine indipendenti. I comuni rappresentano il momento della democrazia medievale e della partecipazione di strati
sempre più ampi alla partecipazione politica. Ci sono i rappresentanti della popolazione. Anche i poteri forti vengono
esclusi. Tentativi di governi popolari: ci sono liste di persone troppo abbienti e ricche che non potevano governare.
Realtà comunali, rappresentanza, rotazione nelle cariche. La rappresentanza politica nelle città italiane avviene per
rotazione. Sta nascendo una signoria. Nella sua evoluzione questo sistema finisce portatore di protezione da parte di
un signore che esautora. Qualcuno prima o poi mette le mani sul potere e lo gestisce come privato. Da comune a
signoria! Uno dei momenti più educativi del medioevo. Bartolo da Sassoferrato dice che prendono potere in maniera
violenta, che sono tiranni. Durante il 20ennio molti studiosi hanno rivalutato la signoria.

Nascono le monarchie nazionali e un’Italia frammentata che conoscerà un minimo di organizzazione. Questa realtà
geopolitica rimarrà viva e vitale in italia fino all’unità d’italia.

(I cap viste divisioni medioevo; II e III cap per le fonti lo leggiamo per nostra curiosità ma non sarà oggetto d’esame).

LE FONTI
(non le chiede guardiamo e basta)
La scrittura si diffonde come supporto pergamenaceo. Pergamena, pelle di animale. Si ottengono fogli di diverse
dimensioni e formato utilizzati per la scrittura. La pergamena subentra all’utilizzo del papiro. Cominciano ad esserci
difficoltà di approvvigionamento di supporti scrittori. Si utilizza un altro supporto! La pergamena è più resistente del
papiro. La carta è stata introdotta dagli arabi intorno al X-XI sec ma diventa di uso corrente a partire dal 300. Carta
rinforzata, maggiormente deperibile però.

13/10/2016
(2° cap fonti scritte 3° cap fonti materiali)
Le fonti scritte sono le più importanti, ma in assenza di queste sono importanti anche le fonti materiali come quelle
archeologiche. Altro tipo sono le fonti iconografiche, fonti anche per la storia politica.
La fonte scritta comunque è superiore a qualsiasi altro tipo di fonte. Tutto quello che viene dal passato è una fonte per
la ricostruzione storica.
Il manuale parla inizialmente dei supporti sui quali si scriveva, in principio la pergamena: grazie alla sua resistenza ha
una durata molto maggiore rispetto ad esempio al papiro. Comunque le difficoltà di contatti avevano interrotto
l’approvvigionamento di papiri in occidente. Erano rimasti dei piccoli laboratori. La pergamena subentra al papiro e
precede la carta. La carta arriva in occidente attorno al 1000 ma è un supporto molto fragile. Ecco perché non si è
imposta subito. Dal 1300 in avanti l’uso della carta si è diffuso molto di più ed è stato usato per scritture che dovevano
deperirsi più facilmente. Nel mondo dell’Italia meridionale dove si era affermato un regno con gli angioini la
cancelleria regia utilizzava esclusivamente le pergamene, perché resiste moltissimo al tempo. Le informazioni che
arrivavano dal governo centrale erano su carta. Il governo centrale le registrava eventualmente e quel che non serviva
andava in rovina. La resistenza del supporto scrittorio ha inciso sulla documentazione che ci è rimasta.
Un altro concetto è che la scrittura era un’attività molto difficoltosa per l’epoca. Pochissime erano le persone in grado
di scrivere, c’erano pochissime scuole all’interno di sedi episcopali e monasteri. Era rivolta soprattutto al mondo
ecclesiastico. Tante opere di cui conosciamo l’esistenza non ci sono state trasmesse perché nel medioevo nessuno le
ha ricopiate. Le fonti che ci sono pervenute vengono dai chierici, cioè una parte della popolazione che si dedica alla
vita spirituale.
Bisogna scegliere le edizioni scientificamente sicure. Bisogna utilizzare le edizioni e le fonti più affidabili.

COLLANE DI FONTI

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Le collane più importanti
- Monummenta Germaniae Historica quel mondo nato con l’arrivo dei Germani nel mondo romano. La civiltà
europea nasce da questo incontro. Consapevolezza che il mondo si tiene tutto insieme. Divisa in 3 sezioni:
Diplomata, documenti ufficiali. Leges, raccolte di leggi che governavano il mondo tedesco in generale.
Scriptores, i cronisti. Tutte e 3 queste sezioni sono molto importanti.
- Rerum italicarum scriptores: raccolta di fonti altrettanto importante. Corrispettivo al tedesco. L.A. Muratori.
Del 1700.
- Rerum italicarum scriptores (2° edizione) dal 1900 ad oggi. Promossa anche da Carducci. Si fa una nuova
edizione di questa raccolta. Questa collana tiene la maggior parte delle cronache italiane. Ci sono tantissime
altre collane di fonti.

Oggi c’è una consapevolezza maggiore. Siamo più consapevoli della varietà del panorama delle fonti. Si va oltre a
questa triplice divisione.

STRUMENTI
Grandissima varietà di fonti: genealogie, necrologi, libri liturgici, cataloghi, libri di cucina.

LE FALSIFICAZIONI
Nel medioevo ci sono tantissimi documenti falsi. Sono stati prodotti tantissimi documenti falsi.
Donatio costantini forse creata a tavolino nel 750-800, per cui sarebbe avvenuta nel 313.

Ci sono molti altri falsi meno famosi che hanno avuto effetti. Un documento di donazione di un terreno se è falsificato
ha comunque effetto nella storia. Interpolazione: ad un elenco si aggiunge qualcosa che in origine non c’era.
Vastissima tipologia dei falsi.
Attenzione alla documentazione medievale! Documenti dirottati dalla verità storica. Si ricopiava anche la grafia
dell’originale.

FONTI MATERIALI (=cap 3°)


Qualunque oggetto può aiutarci nell’indagine storica. Da un lato le fonti archeologiche e dall’altro quelle
architettoniche.
Fonti archeologiche: sepolture, discariche, strutture murarie, corredi sepolcrali.
Fonti architettoniche: castelli e palazzi, chiese ed edifici religiosi, strutture urbane.

17/10/2016
(15° capitolo, partiamo da qui. Gli altri vedremo se parlarne)
Data che identifica capitolo poi si parla di fenomeni legati a quella data.

IL CRISTIANESIMO
380 TESSALONICA
Mediovo come incontro fra romanità e germanità. Il Cristianesimo nell’incontro tra questi due fattori è fondamentale.
Necessario capire cosa è accaduto poco prima.
380: Editto di tessalonica. Imperatore Teodosio emana un decreto con cui il cristianesimo è riconosciuto formalmente
come religione di stato, nella forma stabilita dal concilio di Nicea del 325.

IMPERO ROMANO
Nell’impero romano c’è una grandissima tolleranza religiosa. Si parla proprio di sincretismo: arrivano le religioni
orientali, molto affascinanti che prendono piede assai facilmente. Tra questi culti a Roma arriva anche il cristianesimo.
Agli imperatori importa soltanto la venerazione nei propri confronti. Tutto il resto era consentito ed ammissibile. Il
sovrano è la divinità. Queste tendenze prendono sempre più piede anche nel mondo romano. Questo cozza un po’ con
la visione cristiana, non c’è la possibilità di venerare un uomo. Il problema diventa molto serio nel III sec dove la
persecuzione nei confronti dei cristiani comincia ad essere evidente. L’ideologia politica non accetta questa
deificazione dell’imperatore. Persecuzione sistematica dei cristiani.

313 EDITTO DI MILANO


Questo cessa nel 313 con l’ Editto di Costantino con cui si consente ai cristiani di professare liberamente la propria
religione. I cristiani possono letteralmente uscire dalle catacombe.

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Le persecuzioni quindi finiscono nel 313. Gli imperatori si rendono conto a questo punto della forza del cristianesimo
come collante sociale. Per fare questo deve tenere sott’occhio la religione e controllarla da vicino. Costantino
consente la libera professione del cristianesimo.

Ma quale cristianesimo?
E’ un mondo molto ampio, si diffonde in maniera velocissima su tutto il mediterraneo e ha al suo interno alcune
differenze.

325 CONCILIO DI NICEA


Si riunisce qui l’assemblea dei vescovi, un concilio riunitosi in Anatolia. Cercano di mettere dei punti fermi.
- condanna dell’arianesimo
Arianesimo: corrente del cristianesimo elaborato da un prete di Alessandria, chiamato Ario che cerca di semplificare i
dogmi. Secondo la dottrina ariana la vera divinità è Dio padre e il figlio è stato generato dal padre. Non c’è momento
di creazione e di fine, è una linea continua, non c’è come nel cattolicesimo il punto di origine della divinità, quando Dio
genera cristo. Tutto questo secondo i vescovi mette in pericolo la funzione salvifica di cristo. Si stava diffondendo
soprattutto sulle popolazioni germaniche e balcaniche.
- elaborazione del Credo di Nicea
A Nicea i vescovi elaborano il Credo, in cui si dice che cristo è generato e non creato. La forma del cristianesimo così
come viene codificata a nicea rimane uguale e si attiene alle decisioni di Nicea. E’ evidente l’intento di salvaguardare la
posizione di Cristo, che ha la principale funzione salvifica. La sua funzione salvifica si esprime sulla terra tramite la
Chiesa. Indebolire la sua figura significa indebolire la Chiesa.

Nel frattempo nel mondo germanico si stava diffondendo moltissimo il cristianesimo ariano. Un Vescovo, Ulfila, aveva
accolto il cristianesimo ariano e aveva tradotto in lingua gotica il vangelo. (IV sec).
Le popolazioni germaniche avevano delle lingue molto simili al goto e poterono accedervi. Per la prima volta una
popolazione germanica si dota di qualcosa di scritto.

PATRIARCATI
Cristianesimo religione in movimento che fra III e IV sec amplia e modifica i suoi confini.
La struttura che governa questa nuova religione è una comunità molto “democratica” in origine. La cellula originaria è
la diocesi.
Diocesi: comunità di ogni singola realtà cittadina. Chi le gestisce sono i vescovi.
Ma lentamente si afferma l’idea che alcuni vescovi siano più importanti di altri. Non hanno potere maggiore solo
dignità. Il papa di Roma è il successore di Pietro. Si dirà che anche il patriarca di Costantinopoli ha dignità, maggiore.
Costantinopoli è nuova capitale.
Ci sono dunque 5 vescovi più eminenti detti appunto patriarchi: Roma, Costantinopoli, Gerusalemme, Alessandria,
Antiochia.
La cristianità si fonda su questa rete sulla base della quale si snoda la cristianità. Comunità sparsa sul mediterraneo
che si riconosce nei capi locali.

(Da qui in avanti possibili domande d’esame)

LE INVASIONI BARBARICHE
L’IMPERO ROMANO
Il Mediterraneo era l’asse portante dell’impero romano, il suo cuore. La sua estensione ad un certo punto è così
grande che un centro solo di governo non è in grado di governare. Due modi di vedere il mondo diversi.
Parti: civiltà importantissima, punto di riferimento dell’oriente.
Per il mondo latino bisogna resistere al mondo dei Parti, dei Persiani, civiltà immensa che preme. Secondo i latini era
quello il problema con cui costantemente ci si doveva confrontare. In alcune circostanze saranno gli imperatori
d’oriente a resistere.

SFALDAMENTO DELL’IMPERO
All’interno di questo mondo c’è una grande divisione: impero romano d’Occidente, che mantiene capitale a Roma ma
trova altri punti di comando (Roma, Ravenna etc) e dall’altro lato l’impero bizantino.

Crisi che investe tantissimi aspetti: in primis crisi militare. Gli abitanti del mondo occidentale non hanno più
motivazioni valide per andare in guerra.

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[Le popolazioni germaniche esistono solo perché i Romani decidono che esistono, hanno dato un nome a qualcosa che
non era per nulla unito ed evidente. Tantissime etnie all’interno. Sono i Latini che definiscono il nemico e gli danno un
nome, ma quell’entità dopo 10 anni si è completamente disgregata dopo la morte di un grande capo che era riuscito
ad aggregarli.]
Crisi militare che porta i romani a disinteressarsi dell’impegno militare. Un tale impero ha bisogno di moltissima forza
militare per difendere i confini. Ecco che si decide di utilizzare queste nuove forze che premono sul confine per
difendercelo. Ad alcuni gruppi viene concessa la possibilità di entrare nell’impero romano, si concede ai capi di entrare
in questi gruppi e di stabilirsi in un’area ben precisa. In cambio si chiede di difendere quel territorio.
Sono chiamati federati poiché hanno concluso un patto con Roma. Ripresa di quella porzione di confine. L’esercito è
completamente barbarizzato. Stare all’interno dell’impero per queste popolazioni voleva dire ricevere sicurezza.

476: Odoacre depone Romolo Augustolo e restituisce le insegne all’imperatore d’Oriente. Odoacre è un capo di questi
reparti militari composti di etnie diversissime.Si fa riconoscere Patricius Romanus dall’imperatore Zenone e Rex
Gentium dai suoi soldati. C’è di tutto nel suo esercito. Concetto di popoli che si compongono e si scompongono.
Odoacre però non era a capo di nessun popolo. E’ un generale a comando di reparti. Componenti di tantissime tribù.
L’esperienza di Odoacre sarà brevissima.

GERMANI?
La cultura romana, a partire da Tacito, ha attribuito a diversi popoli una consapevolezza dell’appartenenza etnica che
essi non ebbero. Non sono etnie stabili e definite, ma un continuo divenire etnico; una aggregazione intorno ad un
capo militare in grado di frenare l’eccesso delle parti.
Per tanto tempo si è parlato di Barbari, poi nei manuali si è voluto precisare, fra Germani etc. In realtà i Germani non
esistono in quanto tali, sono identificati così perché i latini utilizzano questa etichetta e non hanno la consapevolezza
di essere Germani.
L’unica forza unificante per queste popolazioni era la figura di un leader. Trovare un capo che risultasse vittorioso era
raro. Scomparsa di un grande capo che era riuscito a unificare tante tribù mongole. Non siamo di fronte a gruppi etnici
stabili.
I Germani sono popolazioni nomadiche e si spostavano di continuo.
Odoacre è a capo di una serie di tribù che assieme erano arrivate in Italia sotto il suo comando. 476 Odoacre depone
l’ultimo imperatore, ma questo atto non si attribuisce ad una popolazione. Odoacre è a capo di un esercito composito
(Eruli, Rugi, altre tribù danubiane etc).
I Franchi cominciano ad acquisire un’identità ben precisa e solo allora cominciano a chiamarsi Franchi. Noi diciamo
Franchi ma loro sono tantissime etnie che trovano in Carlo Magno l’aggregante.
Quando arrivano i Longobardi in italia sembrano più compatti perché sono diversi rispetto agli altri, ma nel loro
viaggio dalla Scandinavia hanno accolto numerosissime popolazioni. Non c’è una compattezza etnica come si pensava
un tempo.

GLI UNNI
All’inizio del V sec dC diventa evidente la minaccia degli UNNI. Popolazione di etnia ugro-finnica non germanica che
mette in movimento altri popoli nei secoli IV-V. Gran parte delle tribù sono di origine mongola. Si aggregano nelle
steppe dell’Asia centrale e si muovono in varie direzioni. Alternano spedizioni di razzia a veri trasferimenti. Premono
sui Goti e li costringono a spostarsi verso Occidente.
Si sono spostati dal cuore dell’Asia, sono una popolazione nomadica fortissima dal punto di vista fisico. Non trovano
risorse nel loro mondo. Quando arrivano in occidente si pensa a un’unità etnica ma anche gli unni hanno inglobato
numerosissime etnie. Arrivano in Europa centrale e cominciano a premere. Popolazioni slave e Germaniche. Gli unni
premono sugli slavi, gli slavi sui Germani, i Germani premuti dagli Unni tentano di entrare nell’impero.
Una cosa curiosa è che buona parte di queste popolazioni finiscono tutte per passare dalla Pannonia, cioè dall’attuale
Ungheria. Tutti tentano di stabilirsi in Pannonia, ma ogni popolo viene scacciato dal successivo.

ATTILA
Gli Unni stabiliscono la loro sede in Ungheria. Qui fanno base ma da qui contiuano a minacciare Occidente e Oriente
con continue incursioni, come la più famosa quella di Attila 451 dal cuore Ungheria fino a Orleans. Sono spedizioni di
razzie, non sono nè agricoltori nè allevatori. Organizzano continue razzie, unica fonte di sostentamento.

Nel 451 un aggregato tribale, a maggioranza unna, guidato da Attila giunge fino ad Orleans e viene sconfitto da Ezio ai
Campi Catalaunici. Nell’esercito romano è grande la componente germanica: Romani, Franchi, Visigoti e Burgundi.
Tutto quel mondo e in particolare quello germanico si sente minacciato dagli unni.

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Attila nel 452 piega verso l’Italia e arriva a ridosso di Roma. Dopo un primo ritiro, Attila torna ad occupare varie città
dell’Italia settentrionale ma viene indotto al ritiro da concessioni in Pannonia fatte dal Basileus (con la mediazione di
papa Leone I). + 453
Si dice che il papa stesso andò disarmato verso attila, che vide gli apostoli in una visione e rinunciò.
Le ragioni per cui sarebbe tornato si spiegano con carattere diplomatico oggi. Papa Leone sembra che abbia pagato
Attila con moltissimo oro per convincerlo a desistere.

Dopo la morte del grande capo Attila si disgregano, fanno ritorno e perdono le conquiste.
Le ultime invasioni che vedremo sono quelle dei Magiari, discendenti degli unni che si stabiliranno in Ungheria.
I goti sono tutte popolazioni che si erano riconosciute nella leadership di Attila.
Parliamo di Unni perché sono l’etnia prevalente di questo esercito che sconvolge l’Europa, ma in questo erano
confluiti moltissimi Slavi e Germani.

Nel V sec altre tribù di Unni si spostano in Asia in direzione sud-est e determinano il crollo dell’impero indiano.

Gli Unni sono un fattore di squilibrio, ma scomparso Attila, scompare la minaccia Unna. I Germani senza nemico
comune non riconoscono autorità di Roma e si spartiscono il territorio.
Fattori strutturali: i barbari non sono più mobili in senso pieno; abbandonano il seminomadismo di sfruttamento e
sono alla ricerca di insediamenti stabili.
IV V sec : le stesse informazioni ci vengono da storici europei, indiani, cinesi riguardo queste popolazioni che premono
sulle frontiere di questi aggregati statali. Queste popolazioni crearono tantissimi problemi di controllo delle frontiere.
Questo ci fa capire che qualcosa è successo in Asia centrale, che ha portato alla crisi le organizzazioni statali.
Tutto questo avviene perché queste popolazioni sono già portate verso il nomadismo. Normalmente ci si sposta sul
territorio in forma circolare. Poi fenomeni interni a questa logica portano queste popolazioni a deviare il percorso. Ad
un certo punto qualcosa sposta queste popolazioni da questo campo d’azione. Sappiamo che erano guidate da re. Il re
dei germani è un capo militare che sa guidare le razzie. C’erano tantissime altre figure. Chi governa lo spostamento
diventa il capo.
IL rex è colui che guida il popolo nella razzia, che traccia la linea del cerchio.
Il re è una guida militare. Chi vive di razzie sa che serve qualcuno che le organizzi, il grande capo. Organizza queste
spedizioni più importanti.
IL re non è capo di un territorio ma di un gruppo umano. Nel mondo romano il territorio è importantissimo, idea del
confine che dev’essere difeso.
 Rex = colui che traccia la linea; Il re non è un «capo di stato» ma una guida militare; non governa un territorio ma
un insieme di etnie.

 Creazione di alcune entità romano/germaniche che hanno strappato territori ai romani, senza battaglie, sono
i territori che gli erano stati affidati. SVEVI a nord, BURGUNDI, GOTI.

Le popolazioni che più si sono avvicinate ad occidente costituiscono la protezione dell’impero romano.

18/10/2016
Impero già diviso e destinato a due strade diverse, latino occidentale e greco orientale.
Pressione sempre più forte delle popolazioni in Europa centrale. Entrano nei confini e si stanziano perché ci sono altre
popolazioni più forti (aggregati che si formano e si scompongono nel giro di pochi decenni). Potente fattore, gli Unni,
aggregato di tante popolazioni asiatiche che iniziano a muoversi in direzioni diverse. L’impero approfitta di questa
situazione per accogliere i germani e usarli contro queste popolazioni che premono, in particolare gli unni.

MIGRAZIONI BARBARICHE
IV-V sec dC
Gli Unni arrivano e spingono in avanti tutte le popolazioni. In mezzo fra unni e germani dovrebbero esserci gli Slavi.
Nei racconti dei cronisti dell’epoca gli slavi non sono mai menzionati. Probabilmente furono inglobati fra questa
popolazione unna. Gli Unni spingono le popolazioni verso occidente. Queste entrano nell’impero e cercano di
stanziarsi dove gli è permesso.
Franchi Visigoti e Burgundi condividono con Roma la preoccupazione per questa invasione unna.
Goti Visigoti e Incepidi si aggregano ad attila.
Il cuore della potenza di Attila è la Pannonia, attuale Ungheria.
Sotto la spinta degli Unni troveremo i Franchi stanziarsi a nord dell’attuale Francia, i Visigoti che scenderanno in italia.

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Attila muore molto giovane.
Gli unni ritornano in Ungheria e quel grande aggregato etnico si scompone. Molti decidono di tornare in Asia. Quelle
popolazioni che si erano trovate bene rimangono sul posto. Arrivando a contatto coi due imperi romani si accorgono
che possono esistere ricchezze organizzate diverse da quelle cui sono abituati. Cominciano a capire che da nomadi
possono diventare stabili appropriandosi del territorio. Tentativi di occupare una parte di quei territori.

(Commento e descrizione cartina delle migrazioni)


410 Invasioni di Visigoti in Italia. I Barbari non avevano cultura e si lasciavano trasportare dalle dicerie dell’epoca.
Teodorico quando arriva in italia saccheggia roma e i goti scendono fino in Calabria dove Teodorico viene sepolto.
Perso il capo, i Goti tornano verso nord. I Visigoti tornano a nord e si stanziano aldilà dei pirenei e in parte in Spagna.
Sono interessi comuni di popolazioni che hanno occupato gran parte del territorio romano e trovano insieme un
interesse a pararsi di fronte al pericolo degli unni.
I vandali si sono mossi prima dei Goti e occupano gran parte della penisola iberica. I Goti risalendo li scacciano
violentemente e sono costretti a stanziarsi in africa, nell’attuale tunisia. I vandali in spagna avevano tentato
un’aggregazione con le popolazioni locali, inizialmente sono propensi ad accogliere quello che viene dal mondo
romano-iberico. Un’altra popolazione giunge e li scaccia. I Vandali subiscono soprusi da parte dei Goti. Nel momento
in cui i Vandali si stabiliscono in Tunisia capiscono che questo modo di f are è debole e non difende a pieno la loro
autonomia. Vandali gente dedita alla devastazione e al saccheggio, come si dice oggi. Cominciano a devastare la Sicilia
e le coste con una flotta.
Nel giro di pochissimi decenni il territorio romano viene occupato da queste popolazioni germaniche che con la forza
si spartiscono il territorio. Sono tutte popolazioni numericamente molto deboli.

Finisce l’unità romana e lentamente si fa strada un altro mondo che necessariamente all’inizio è molto frammentato.

FRANCHI E GOTI
Franco= uomo libero. Non è un nome di popolo.
I franchi erano divisi in due grandi tribù: Franchi Salii e Ripuari, organizzati e riuniti assieme.
I Longobardi sono una popolazione in movimento, ma quando si stanziano in Italia non eleggono per moltissimo
tempo un nuovo re perché hanno capi locali sufficienti. I Visigoti sono stanziati nella Francia meridionale e nella
spagna.
Il mondo romano si frammenta e si spezza in tanti aggregati territoriali che non rappresentano più un mondo unico.
Quando queste popolazioni arrivano a ridosso dell’impero cominciano a sentire il bisogno di un territorio stabile.
Hanno bisogno di diventare stanziali. Il territorio per loro non aveva l’importanza che aveva per i romani.
I Visigoti si stanziano in Francia meridionale e penisola iberica.

PENISOLA IBERICA
- Gli Svevi si stanziano in Galizia.
- Nell’odierno Portogallo gli Alani. Si spostavano in blocco richiamato dai loro istinti nomadici. L’area chiamata
Svevia dal loro nome viene abbandonata e questi si stabiliscono in portogallo.
- 439: Vandali sotto la guida di Genserico si stanziano in Africa. Il loro comportamento cambia completamente
diventando durissimo: colpiscono cristiani.
 533: sconfitti da Belisario, inviato da Giustiniano. Belisario riesce a prendere Cartagine e i Vandali
scompaiono come popolazione.
- Molte popolazioni aderiscono alla versione ariana del cristianesimo. Il contatto fra popolazioni germaniche e
cristiana avviene mediante l’arianesimo e ai preti che lo diffondono. (Concilio di Nicea 325 aveva già
condannato l’arianesimo. )

ITALIA
Negli stessi anni Odoacre, un generale sciro, con militari membri di moltissime tribù prende il potere. Invece di
nominarsi imperatore si chiama re delle genti. Rimanda segni imperiali a Costantinopoli accetta titolo di patrizio
romano e riconosce la subordinazione a Costantinopoli.
La grandezza romana era finita, non c’erano strutture militari e di governo, il territorio subiva continue invasioni.
Odoacre prende il potere ma non come portatore di autonomia propria, come re di alcune popolazioni.
In Italia ci sono gruppi di militari, con le loro famiglie, veri e propri gruppi tribali stanziati in italia per combattere con
l’imperatore.
Odoacre non sconfigge Romolo Augustolo ma suo padre Oreste che lo aveva fatto eleggere. Oreste e Odoacre
avevano combattuto assieme e venivano dallo stesso contesto. Romolo Augustolo è il figlio di un generale barbarico.

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In Italia il potere è preso da un generale che con dei militari fa un colpo di stato e si impossessa del potere. Per adesso
ci interessa sapere che Odoacre rimanda i segni imperiali ad oriente.

I GOTI
I goti hanno come area di origine la Scandinavia al confine con la Russia. Compagine di tribù provvisoriamente
stanziate nel III secolo tra il Danubio e il Mar Nero.
Siamo soliti dividere i goti in popolazioni minori: OSTROGOTI (goti est) VISIGOTI (goti ovest). I goti erano divisi in
grandi aggregati. Anche i GEPIDI, una porzione di questa popolazione.
Il primo grande contatto col mondo romano fu col mondo romano bizantino: scendendo dalla Scandinavia giunsero al
Danubio, oltre il quale c’era l’impero romano. I goti si stanziano in Pannonia ed iniziano ad osservare il mondo romano
orientale. Cominciano i primi rapporti.
Sono gruppi messi insieme per i motivi più disparati che possono esplodere in qualunque momento.

- 378 i Goti attraversano il Danubio, i Bizantini si portano contro di loro per fermarli. Battaglia di Adrianopoli in
cui i Goti vincono, ma si riportano a nord del danubio.
Erano spedizioni di razzia, non di stanziamento. Fu una sconfitta gravissima per il mondo romano d’oriente --> a quel
punto a Costantinopoli capiscono la forza di questi avversari. Serie di operazioni per cui queste popolazioni
scendevano e l’imperatore di Bisanzio pagandoli li spingeva verso occidente. L’impero d’oriente per salvarsi spinge lui
stesso le popolazioni ad occidente. L’impero d’occidente cade subito a causa di queste invasioni, anche se per i barbari
sarebbe stato più appetibile l’impero d’oriente, più fertile e caldo.

20/10/2016
GOTI: sono un insieme di grandi tribù che si sono ritrovate perché riunificate da un capo forte e si riconoscono come
popolazione comune in un determinato momento. Qualcosa che può aver scombussolato queste comunità le può
portare in direzioni diverse.
I goti vengono spinti verso la penisola balcanica, quando arrivano gli Unni nella penisola balcanica dove i goti si erano
stanziati buona parte della popolazione preferisce entrare nella grande confederazione di popoli che erano gli unni.
Prima dell’arrivo degli Unni i goti attraversano il Danubio e il confine romano. Grandissima battaglia di Adrianopoli,
378. Ad Adrianopoli i goti sconfiggono l’esercito bizantino. E’ una grande vittoria militare ma i Goti non si spostano per
conquistare, solo per razziare.
I Bizantini capiscono che dal punto di vista militare con queste nuove popolazioni la vittoria è difficile. Si passa alla
diplomazia: il problema per i bizantini era proprio la difesa dei confini. In qualche modo si disinteressano del fronte.
Preferiscono trattare anche perchè sanno che i grandi capi di queste tribù possono essere comprati anche con la
possibilità di stanziarsi nei vari territori.
Molti dei giovani vengono portati a Costantinopoli per essere formati.
Adrianopoli: grande sconfitta militare ma nessun cambiamento di confini.
Coi germani bisogna trattare, questo è l’insegnamento.
La controprova è quanto avviene nel 410.

- 410: Alarico capo dei Visigoti in quel momento nominato dall’imperatore d’oriente Magister Militum per
Illyricum della Dalmazia ha avuto un incarico e grandi donativi, viene invitato a spostarsi verso occidente e a
scendere nella penisola. Alarico prende i suoi visigoti e si sposta in Italia.
Devasta Roma poi si spinge verso sud alla ricerca di uno stanziamento territoriale in Sicilia o in Africa (clima
mite, fertilità )

I VISIGOTI
Problema dei visigoti: non avevano capito che spostando un elemento da uno scacchiere ad un altro si crea un vuoto
che deve essere colmato.
Alarico devasta Roma con le sue truppe. Ma l’obiettivo è il sud! L’esercito arriva in calabria dove Alarico perde la vita.
Viene seppellito sul letto del fiume.

C’è il problema di trovare un nuovo capo in un territorio sconosciuto quindi ritornano verso Nord e vanno a stanziarsi
nella Francia Meridionale (Tolosa), nell’Aquitania (Bordeaux) e occupando buona parte Penisola Iberica, a nord
(occupata precedentemente con i Vandali), cioè in territori di tradizione gallo-romana. Il cuore rimane comunque nella
regione di Bordeaux.

Dal punto vista sociale cercano di inserirsi tra le elitè dellepopolazioni esistenti, tra i grandi latifondisti: confiscano 1/3
dei territori (a volte anche 2/3). Lasciando i 2/3 alla popolazione preesistente i nuovi venuti vogliono comunque

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conservare una elitè delle popolazione sconfitte (si vuole raggiungere una sorta di omologazione), per cui rimangono
in piedi i grandi latifondisti che si trovano sullo stesso piano degli invasori.

Un’altra novità che segue questa occupazione è l’adozione di una legge scritta, la Lex Romana Visigothroum del 506.
I Visigoti capiscono l’importanza del diritto romano e la necessità di avere una legge scritta e stipulano questo codice
molto importante, si cominciano a recepire alcuni comportamenti tipici del diritto romano, dove troviamo istituiti
giuridici tipicamente di carattere germanico (occhio per occhio, dente per dente), al cui fianco troviamo quelli romani
(per un’offesa subita devo essere rimborsato), tutto però in maniera un po’ confusa -> popolazione rapportata in
maniera positiva rispetto popolazioni conquistate.

Tale dominio comincia a entrare in crisi quando i Franchi cominciano a pressare verso Sud, crescono dal punto di vista
demografico e hanno bisogno di nuovi territori. C’è un’importante battaglia nel 507
- Battaglia di Vouille 507 i Franchi sconfiggono i Visigoti.
Inizialmente sembrano resistere perché godono della protezione degli Ostrogoti Italiani ma dopo aver conquistato la
penisola iberica i Visigoti si sono indeboliti dal punto di vista militare, si sono ridotti anche numericamente e devono
controllare un grande territorio, mentre i Franchi più compatti e forti sono in grado ci conquistare il territorio. I
Visigoti hanno il controllo solo della Francia Meridionale poi si spostano definitivamente in Spagna con centro Toledo.
Riescono a salvare parte dei domini francesi solo grazie all’intervento dell’ostrogoto Teoderico
- - 589 concilio di Toledo: conversione solenne dei Visigoti. I Visigoti abbandonano arianesimo e accolgono il
cattolicesimo. Conversione solenne e totale di tutta la popolazione. Si elimina l’ultimo ostacolo alla fusione
fra le due popolazioni e il processo di fusione diventa più veloce.

Grandissima importanza data ai vescovi. In un mondo che si sta sfaldando completamente l’unica rete che rimane in
piedi é quella dei vescovi --> abbandono arianesimo, si accoglie la visione cattolica --> si procede d’accordo con l’elite
delle popolazioni preesistenti e si salda il legame fra potere temporale esercitato dalla popolazione germanica e quello
spirituale. Prende l’avvio la grande civiltà dei Visigoti

In questo mondo nasce Isidoro di Siviglia, autore di successo di tutto il Medioevo e in particolare dell’Alto Medioevo,
scrive opere di carattere enciclopedico dove riassume tutto il sapere del suo mondo, unisce tanti piccoli saggi del suo
mondo che risentono di quello che è rimasto della cultura classica, con tentativi di educare anche religiosamente un
singolo o un’intera comunità.
Questa grande convivenza del mondo medievale viene interrotta nel 711 quando i musulmani dell’Africa
Settentrionale attraverso stretto Gibilterra molto velocemente conquistano buona parte Penisola Iberica e resteranno
nella mani popolazioni cristiane le regioni Occidentali e parte della Catalogna.

INTEGRAZIONE PROFONDA
Visigoti, integrazione profonda, non limitata ad una pacifica contiguità, un modello per l’Europa romano-barbarica:
– Romanizzata la lingua, le elites dei Visigoti adottano il latino come lingua d’uso comune.
– Imitazione del modello dell’aristocrazia senatoria romana: si crea una nuova elitè dall’unione ceti
dirigenti popolazione nuova e aristocrazia senatoria precedente (non abbiamo notizie di tentativi di
rivolta;
– Patrimoni fondiari
– Ma resta tradizione militare e elezione dei capi

 processo interrotto nel 711 con l’occupazione musulmana

ALTRI POPOLI
Altri popoli stanziati: Alamanni medio Reno, Burgundi in Borgogna, Turingi Germania Centro-orientale.

INGHILTERRA
Abbiamo i Pitti, un popolo della Scozia. Fanno incursioni sulla Britannia e per contrastarli i Britanni chiedono l’aiuto di
popoli rimasti sul continente (Angli, Iuti, Sassoni ecc.), popolazioni germaniche stanziate in Europa, queste tribù
progressivamente si spostano in Inghilterra ma alla fine ci sono piccoli gruppi che si integrano facilmente (non si
fondano solo le elitè ma tutti i livelli sociali).
C’è una colonizzazione lenta ma profonda delle isole britanniche, l’unica regione in cui le popolazioni celtiche non si
fondono con altre popolazioni è il Galles. Abbiamo un subentro anche ai livelli sociali più bassi.

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INTEGRAZIONE O SEPARAZIONE?
• Quella romana:
– concezione territoriale dello stato
– Stratificazione sociale fondata sul latifondo
– cattolicesimo
• Quella barbarica
– Concezione personale del potere (aggregati tribali)
– Politesimo e arianesimo

24/10/2016
Si consente alla classe dirigente preesistente di sopravvivere, grandi famiglie romane che possedevano grandi latifondi
 Stringere un’alleanza politica  Classe dirigente romano/germanica. Aspetto più importante della fusione delle
due popolazioni: una forte militarmente l’altra numericamente. Poche centinaia migliaia di persone contro molti altri.
Consentire alle classi dirigenti preesistenti di trovare una via di sopravvivenza.
Controllare popolazioni preesistenti grazie alla rete delle diocesi.
Molti esponenti di queste nuove famiglie romano gote prendono la via ecclesiastica proprio perché utile al controllo.

LE NUOVE INVASIONI (cartina)


Franco: uomo libero.
I Franchi ci sono noti per nomi di tribù non ancora aggregate. Il mondo romano a causa degli schemi identificativi cui è
soggetto sente la necessità di dare un nome a queste genti. A volte è il nome della tribù prevalente.

Il nome Franchi può avere origini diverse: può derivare da Wrang= errante. Secondo questa interpretazione i Franchi si
autodefinivano così per sottolineare il carattere nomadico della loro esistenza.
Secondo altri deriverebbe da Frakkr = coraggioso. Un’autodefinizione positiva.
Nel VI sec, quando ancora i Franchi si stanno assestando nel nord dell’Europa e non sono ancora diventati potenza
egemone, comincia a comparire il nome Frank come sinonimo di uomo libero.
Solitamente si dice che siccome i Franchi sono gli unici uomini liberi che girano in quel mondo, soprattutto perché
impegnati nella guerra, Frank diventa sinonimo di uomo libero. Ma potrebbe essere il contrario! I franchi si definivano
uomini liberi, quindi Franco viene a significare proprio uomo libero pur avendo il nome altro significato originario.

Grande tentativo di integrazione fra Visigoti e la popolazione preesistente, specialmente a livello di elite. Ma ci sono
differenze notevoli fra le loro abitudini. I Visigoti rimangono essenzialmente dediti alla vita militare. I beni vengono
confiscati perché i Visigoti esercitano il mestiere delle armi che difende e protegge tutta la società. L’impegno militare
è davvero molto costoso. L’essere militare comporta un impegno economico notevole. Questo impegno militare è
importantissimo anche per i Goti che però non riescono più a mantenere la loro supremazia militare.

Uillet 507: inizio del ‘500, Goti e Visigoti sottoposti a pressione militare da parte dei Franchi che premono da sud. -->
Sconfitti dai Franchi. Problema di carattere militare perchè i Franchi cominciano a presentarsi come potenza egemone.

Altra componente sono i Visigoti in Italia. Qui creeranno una grande monarchia romano germanica che vede i Franchi
come nemici. Minacce, alleanze, accordi per ottenere allentamento della pressione. Alla fine i Franchi riusciranno a
ricacciare i visigoti quasi completamente nella penisola iberica. Proprio perché si compatta questo dominio goto.
Il fatto che i franchi ricacciano i Visigoti nella penisola iberica ha ricompattato questo dominio. Nasce una grande
cultura e unione. Fusione strettissima dei Franchi con la popolazione romana e con la chiesa: fattori di coesione fra i
franchi.

- 511 arrivo dei Musulmani nella penisola.

Le invasioni barbariche sono grossomodo concentrate nel V sec, 410-476 (deposizione Romolo Augustolo). Si sono
formati in Europa in questo periodo regni romano barbarici. Ma questo tipo di invasioni non si fermano qui.

Ad es. Popolazioni della Scandinavia, popolazioni Slave anche di provenienza asiatica (Mongoli, Ugro finnici, magiari) e
da sud i Musulmani che partono come arabi che cominciano ad ingrandire un impero nel Mediterraneo coinvolgendo
le popolazioni conquistate. Le popolazioni dell’africa del nord convertite fanno parte di questo esercito.

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Queste nuove invasioni diventano un problema attorno al VII sec. Lo diciamo solo per chiarire che il probelma delle
invasioni non scompare! L’Europa è sempre sotto pressione da parte di popolazione che sono rimaste fuori da questo
nuovo tipo di organizzazione. Tutte le popolazioni germaniche sembra provenissero dalla Scandinavia così come
provenivano le popolazioni che nel VIII-IX-X sec minacciano il nord Europa.

GLI OSTROGOTI IN ITALIA


ODOACRE (Eruli, Sciri, Gepidi, Rugi, Turcilingi)
Odoacre nel 476 depone Romolo augustolo ultimo imperatore romano, figlio di Oreste generale barbarico che nel 465
depose Giulio Nepote. Mette suo figlio sul trono e gli fa dare il titolo di imperatore ma è lui a comandare.
Francia e Spagna sono nelle mani di franchi e Visigoti.
Odoacre depone questo ultimo imperatore e invece di assumere lui il titolo, riconsegna le insegne e assume il titolo di
patricius romanus e rex genitum, cioè capo di quelle tribù che lo avevano riconosciuto come leader.
Anche in questo caso abbiamo confisca e distribuzione delle terre. Le terre distribuite ammontano ad 1/3 del
patrimonio latifondiario italiano.
Questo sembra avviare anche in Italia un lento assimilamento delle popolazioni germaniche alla popolazione latina
preesistente.
Sarà proprio l’imperatore bizantino che ha un rapporto strano coi Goti, di odioamore. L’imperatore bizantino capisce
che Odoacre può risultare un problema, convince gli Ostrogoti a spostarsi verso l’Italia e a prenderne il potere
scacciando Odoacre.

LA DIVISIONE
Europa e mondo romano prima metà V sec. Grande compagine Gota si trova poco a nord del Danubio. Rispetto
all’Occidente vediamo questa differenza: mentre in Occidente entrano nel confine romano e fanno accordi per
compattere insieme contro il nemico unno, le popolazioni che si spingono nella penisola balcanica trovano una
resistenza maggiore. Ma devono comunque difendersi dagli unni. Altre popolazioni come i Visigoti si spostano ad
occidente e superano il confine.
Gli Ostrogoti (= non esistenza di legami stabili) restano in quest’area e anzi fanno parte di questa grande
confederazione di popoli. Grande confederazione che si riconosce sotto al comando del re degli unni. Ostrogoti
inglobati. Il grosso rimane sotto il governo di Attila e vivono l’esperienza vissuta dagli Unni sotto Attila. Sconfitti
assieme ad Attila. Quando Attila muore gli Unni si ritirano, mentre alcune popolazioni si spostano. Gli Ostrogoti
rimangono a ridosso dell’impero bizantino e incominciano ad organizzare meglio la loro presenza su questo territorio.

OSTROGOTI IN ITALIA
Mentre gli Unni se ne sono andati gli Ostrogoti sono rimasti. Accordi di natura economica. Esercito degli uomini in
armi che comincia a razziare le terre dell’impero bizantino. 380 scontro di Adrianopoli quasi alle porte di
Costantinopoli. Il problema delle razzie è anche di natura politica. Per evitare queste continue incursioni.
La risposta dei Bizantini è spesso di natura economica. Bisanzio vende i propri prodotti. C’era un interesse reciproco e
un accordo che nei decenni ha mostrato di funzionare. I giovani rampolli delle fam principesche del mondo ostrogoto
erano inviate a Bisanzio per studiare, come ostaggi o come uomini liberi, acquisivano elementi culturali di Bisanzio. Si
creava questa sorta di doppio binario per cui le cose andavano in una direzione o in un’altra.
Gli Ostrogoti si riconoscono attorno alla famiglia degli Amali. Il titolo regio nel mondo germanico è spesso elettivo: dal
punto di vista formale alla morte di un re era un’assemblea che acclamava il nuovo re. In questo caso spesso era il
figlio del re defunto.
Al vertice di questa congregazione di tribù questa famiglia degli Amali che è allargata e molto vasta (Sippe, in tedesco
famiglia allargata composta da moltissime persone). Tutte concordano nel trovare al proprio interno un capo che non
sia solo della famiglia ma dell’intera congregazione degli Ostrogoti.

489: l’imperatore Zenone si rivolge al re degli Ostrogoti e lo invita a invadere l’italia.


Gli Ostrogoti sono dunque tolti dallo scacchiere della penisola balcanica. Zenone risolveva il problema dei Balcani e al
tempo stesso cercava di eliminare e mettere in difficoltà Odoacre. Odoacre si richiude a Ravenna e qui viene assediato
dalle truppe degli Ostrogoti. Chiudono l’assedio sulla terraferma. Teodorico decide di stilare un accordo con Odoacre,
Teodorico gli propone una co-reggenza. Due nuovi re che assieme governeranno l’Italia. Odoacre accetta questo
accordo fidandosi della controparte. Odoacre riceve una proposta d’accordo, ma Teodorico lo uccide (493). Odoacre
viene fisicamente eliminato. Le truppe germaniche che avevano riconosciuto la sua leadership non hanno difficoltà a
schierarsi col nuovo capo che ha dimostrato la sua forza e durezza nell’azione di governo. Si schierano
immediatamente col nuovo re Teodorico che a questo punto diventa il vero padrone dell’Italia. Flavius Teodoricus è il

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titolo assunto. Evita di utilizzare un titolo che poteva metterlo in contrasto con l’oriente. Contrasto con la mentalità
politica attuale.

TEODORICO
100mila persone giungono in Italia e con la forza delle armi riescono a governare. Buona parte di queste erano in Italia
poiché era la regione più urbanizzata.
2/3 milioni di persone si trovavano in italia. Su queste se ne impongono 100mila germaniche, con un esercito di 30mila
persone. Teodorico con la sua minoranza di Ostrogoti mette le mani sull’Italia. Il nuovo re cerca di organizzare una
nuova struttura.
Gli Ostrogoti sono concentrati in alcune aree: a nord del Po; Piceno, Sannio.

Difficoltà nel governare un territorio già abitato e ben strutturato, economicamente e socialmente.
Si crea di nuovo il problema fra nuovi venuti e popolazione preesistente.
Problema fra visigoti e franchi: integrazione. Visigoti, Burgundi e Franchi tentano l’integrazione.
Teodorico tenta la coesistenza pacifica: sul territorio devono coesistere assieme due popolazioni molto diverse.
Regno romano-barbarico che si estende dalla Provenza alla Pannonia

COMPLEMENTARIETA’/NON FUSIONE
Goti = capi militari; Romani = governatori preposti alla popolazione latina.
Problema dei latifondi --> i Goti si appropriano dei latifondi preesistenti. Si capisce l’importanza del mantenere
tranquilla una popolazione conquistata. I Goti sono gli unici a combattere. Alle famiglie di origine latino romana viene
lasciato il governo del territorio e di milioni di abitanti che popolano l’italia. La struttura civile del territorio finisce
quasi integralmente in mano ai romani.
I tribunali sono separati ! Ci sono quindi due dirittti diversi. Mantennero un diritto separato.
Al tempo stesso Teodorico diede di nuovo vita al senato romano: c’è una sorta di regionalizzazione di queste famiglie.
Molte vengono salvate economicamente e politicamente: Teodorico da nuova forza a quello che era stato il senato
romano. Il senato incide su quelle problematiche non militari (queste erano riservate agli Ostrogoti).
- Consistorium: consiglio del principe formato da elementi latini e ostrogoti. Ne facevano parte i grandi intellettuali di
questo periodo.
Teodorico mette nel suo consiglio anche questi personaggi.

ASPETTI DEL GOVERNO


A tutte e due le componenti viene data anche importanza politica. Nel consiglio del re e del principe entrano
esponenti del senato e della cultura romana. Tutta una serie di altri provvedimenti vedono una separazione che trovi
una linea che ponga un limite all’azione dei goti rispetto ai latini conquistati.
Politica fiscale: il peso fiscale imposto era inferiore a quello imposto dai bizantini. Sgravio fiscale che non aggravava la
posizione dei governanti. La fiscalità spesso in tutti i tipi di organizzazione genera rivolte. Fisco ridotto = intenzione di
tener buoni i soggetti.
Con Teodorico abbiamo anche una grande ripresa delle opere pubbliche, per la prima volta dopo secoli! Con
Teodorico si ricomincia a sistemare il sistema viario e i grandi palazzi. Occupazione del territorio e tentativo di tener
buona la popolazione. Struttura pubblica che finanziando grandi opere pubbliche consente ai grandi strati di
popolazione un salario migliore che elimina il dissenso sociale.
Fisco docile, grandi opere pubbliche, beneficio infrastruttura e nuove occupazioni --> ripresa felice dell’Italia almeno
fino al 523.

• POLITICA ESTERA: contenimento dei Franchi, protezione dei Visigoti, politica matrimoniale (sp. Sorella di
Clodoveo)
• Rapporto armonico con la chiesa di Roma (benché ariani)

Nel 523 radicale cambiamento di politica ad oriente: l’imperatore esclude ariani e visigoti da qualunque impiego
pubblico.
In italia si teme che i bizantini comincino a perseguitare gli ariani.
Da coesistenza alla separazione dura delle componenti.

25/10/2016
ASPETTI DEL GOVERNO
Gli Ostrogoti diventano i protagonisti della vita politica europea. Quando i Visigoti si trovano sotto la pressione dei
Franchi si rivolgono ai visigoti.

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ROTTURA DELL’EQUILIBRIO
Tra 523-4 a Bisanzio l’imperatore Giustino comincia ad escludere pagani e ariani dalla gestione degli uffici pubblici.
Adotta un comportamento persecutorio nei confronti di questa parte della popolazione.
In Italia giungono queste informazioni e gli Ostrogoti, ariani, si sentono in pericolo.
Gli Ostrogoti, in forte minoranza, cominciano a temere di non riuscire più a controllare la popolazione latina.
Con Teodorico le famiglie senatorie avevano riottenuto un ruolo politico importantissimo, al pari di quelle ostrogote
detentrici delle armi. E’ possibile che questo abbia creato dei dissapori e che gli ostrogoti abbiano visto in alcuni nuovi
elementi politici degli usurpatori.

Nel 524 viene giustiziato Albino, il capo del senato, con l’accusa (palesemente una scusa) che era sembrata a tutti un
pretesto. Boezio assume le difese di Albino e viene ucciso a sua volta. Sono eliminati due dei personaggi più
importanti di quel gruppo di potere che aveva contribuito a governare. Segno di un fortissimo cambiamento che sta
avvenendo: esclusione delle famiglie senatorie dalla gestione del potere.
Nel 525 viene giustiziato anche Simmaco.  senato che cade in disgrazia.

Il papa di Roma Giovanni I viene accusato di essere d’accordo coi Bizantini, quindi viene incarcerato e ucciso. -->
rottura tra gli Ostrogoti e tutto quello che rappresentava il mondo romano.

FALLIMENTO DELLA COESISTENZA


Questi eventi che accadono nel giro di un paio d’anni testimoniano il fallimento di questo tentativo di integrazione
operato dai barbari. In tre anni si era dissolto l’equilibro tra goti e latini: la coesistenza mediante distinzione assoluta
di gruppi etnici era fallita

Nel 526 muore anche Teodorico.


Reggenza di Amalasunta, sua figlia, che sposa Teodato, il nuovo re. Reggeva inizialmente al posto del figlio Aatalarico.
In queste circostanze viene ucciso Cassiodoro, altro esponente del ceto romano. Si procede all’eliminazione anche
fisica degli esponenti di questa grande aristocrazia senatoria che negli anni precedenti aveva trovato un ruolo politico
importante.
I destini delle due popolazione si sono separati irrimediabilmente.

535: Giustiniano invia due eserciti da nord e da sud in Italia per riconquistare la penisola italiana; inizio della GUERRA
GRECO-GOTICA. (535-54) Vorrebbe conquistare la pars occidentis, l’intera parte occidentale. Le prime flotte si
muovono contro Africa, Spagna poi Italia.

GUERRA GRECO-GOTICA (535-554)


• Eserciti bizantini guidati da Narsete e Belisario sconfiggono i re goti Vitige e Totila ucciso nel 552 e Teia.
Le vicende di questa guerra ci fanno conoscere il fallimento di questa coesistenza.
Alla guida di questa guerra si intervallano numerosi generali, e uno dopo l’altro gli eserciti degli Ostrogoti vengono
sconfitti, di conseguenza sono sconfitti i vari re ostrogoti che si susseguono. Si era creata questa frattura fra i due
mondi. Non c’è un tentativo di riavvicinamento all’aristocrazia, ma di rivolgersi ai servi, quelli che dall’aristocrazia
dipendevano. Erano sottoposti al governo personale dei grandi latifondisti.
La rete di controllo di campagne e latifondi era molto forte. Nessuno volle combattere per Totila.
Alla fine gli eserciti bizantini eliminano la dominazione gota in italia e riportano il controllo di Bisanzio nella penisola.

La guerra avvia un sistema di decadenza urbanistica e demografica italiana che durerà molti anni.
La presenza ostrogota scompare completamente.

Giustiniano promulga nel 554 la Pragmatica Sanctio con cui riporta l’Italia come provincia dell’Impero romano
d’oriente e impone sul territorio italiano il Codice giustinianeo che aveva fatto rielaborare.
Con la Pragmatica Giustiniano importa il diritto d’oriente anche al territorio italiano.

• I Goti perdono una loro identità (i maggiori si fondono con i possessori romani, i ceti minori si diluiscono.

ITALIA BIZANTINA
554 riordinamento della pars occidentis.

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Guerra durissima che aveva comportato grandissime perdite fra militari e civili. E’ questo il vero momento in cui in
Italia termina la prosperità del mondo antico.
La dominazione bizantina era molto dura fiscalmente rispetto alla dominazione ostrogota.
Depressione economica e crisi demografica.
Nel 565 muore Giustiniano.

I FRANCHI
L’INSEDIAMENTO DEI FRANCHI
La storia dei Franchi è molto importante (il manuale non ne parla).
cartina L’insediamento originario dei franchi (verde scuro) li vede raggruppati fra Franchi Salii e Ripuarii.
Da questa base di partenza quando ci si fonde col sostrato locale anche l’esercito e l’energia economica crescono.
Questa è stata la carta vincente dei Franchi.

LE ORIGINI
Diventano popolazione quando una serie di gruppi tribali si trovano contrapposte alla cultura latina che gli dà un
nome. Sono un insieme di tribù che si compongono e scompongono a seconda delle circostanze. Dall’altra si diventa
stanziali. Questo gioco di composizione/scomposizione si ferma e la popolazione diventa sempre più salda. Tutto
questo per i Franchi avviene tra III e IV sec. Popolazioni affini che cominciano a stanziarsi alla foce del Reno, nell’area
dei Paesi Bassi e della Francia del nord.
Queste tribù dalle fonti vengono identificate coi nomi più svariati: Camari, Catti etc etc.
Nel momento in cui si formano due confederazioni di tribù questi assembramenti prendono il nome di Franchi Sali e
Ripuari. Prevarrà la componente dei Salii.
L’unità dei franchi si ha grazie al prevalere di una famiglia.

Il nome Franchi può avere origini diverse: può derivare da Wrang= errante. Secondo questa interpretazione i Franchi si
autodefinivano così per sottolineare il carattere nomadico della loro esistenza.
Secondo altri deriverebbe da Frakkr = coraggioso. Un’autodefinizione positiva.
Nel VI sec, quando ancora i Franchi si stanno assestando nel nord dell’Europa e non sono ancora diventati potenza
egemone, comincia a comparire il nome Frank come sinonimo di uomo libero.
Solitamente si dice che siccome i Franchi sono gli unici uomini liberi che girano in quel mondo, soprattutto perché
impegnati nella guerra, Frank diventa sinonimo di uomo libero. Ma potrebbe essere il contrario! I franchi si definivano
uomini liberi, quindi Franco viene a significare proprio uomo libero pur avendo il nome altro significato originario.
Wrang significa errante, avrebbe identificato l’aspetto del nomadismo.
Frakkr starebbe per coraggioso. Ma rimangono comunque ipotesi.
Ad un certo momento questo raggruppamento di tribù diventa omogeneo e assume il nome di Franco.
Dalla fine del V all’inizio del VI sec il concetto è assodato.

• Raggruppamento principale = Franchi Salii (Belgio)


• Raggruppamento minore = Franchi Ripuarii (Colonia)
• Fra le più primitive delle genti barbariche
• Inclinazione alla simbiosi con altri popoli

Popolazione molto forte con caratteristiche particolari.


Il popolo dei franchi è un popolo estremamente primitivo. Erano rimasti pagani e politeisti, non avevano avuto nessun
contatto con la religione cristiana, neppure ariana. Molto arretrati dal punto di vista sociale e amministrativo, e quindi
più disposti ad accettare le novità del mondo latino.
Si parla di un’inclinazione alla simbiosi, che diventa operativa nel momento in cui vengono a contatto con una civiltà
che ha fatto passi avanti notevoli rispetto alle loro posizioni. Diritto, organizzazione del territorio, economia etc. I
Franchi sono come una spugna: immersi nell’Impero assorbono velocemente tutto. Infatti si convertono in blocco al
Cristianesimo nella versione Cattolica per volontà di un loro re. Questo facilita notevolmente l’integrazione con le
popolazioni preesistenti e specialmente con le elites.
[Le diocesi sono sparse su tutto il territorio e ormai il vescovo è l’unico punto di riferimento. La città a questo punto
diventa tale solo se è sede del vescovo. Aver accettato immediatamente il cattolicesimo comporta la possibilità di
avvicinarsi immediatamente ai vescovi, alla realtà vescovile. I Vescovi li vedono come parte del gregge che devono
guidare. ]
In Francia, nella Gallia, i Franchi acquistano quasi pacificamente il territorio. Il territorio slitta quasi naturalmente sotto
i Franchi. Le popolazioni latine si sentono ben rappresentate da questo popolo che consente ai latini di mantenere i

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loro patrimoni e cariche politiche, e non pesa molto fiscalmente. Tutto questo favorisce l’aggregazione fra le due
componenti che si fondono assieme per dar vita a una componente nuova. Nuova struttura territoriale che ha una
forza tale da conquistare tutta la Francia e la Gallia.

STRUTTURA SOCIO-POLITICA
Ci sono alcuni elementi fondamentali che ritornano di frequente.
- Esercito di popolo: per essere considerato uomo libero si deve far parte dell’esercito. L’elemento militare è
fondamentale.
- Assemblea del popolo in armi: l’assemblea si riunisce per prendere le decisioni, anche per eleggere il re. Chi
non è in grado di combattere non fa parte dell’assemblea. Chi non porta armi non ha diritti politici.
- Numerosi re e capi: ciascuna tribù ha un re o un capo. Sono capi militari eletti dalla tribù stessa. Sono
importanti anche nello stanziamento, quando si stabilizzano diventano i capi anche del territorio. Ogni tanto
questi capi tribù si riconoscono nella figura di un capo unico. Ma negli spostamenti è molto più importante la
figura del capo tribù. Nel divenire sedentari il potere non è più solo diritto di comando su persone, ma anche
egemonia su territori.

Queste tribù franche cominciano a stanziarsi nelle varie aree. Di volta in volta emerge un capi più grande. Si trovano di
fronte ad un grande territorio da conquistare, la Francia.
- Gallia = naturale bacino di espansione
A Sud ci sono i Visigoti dal punto di vista numerico/militare e spesso sono in difficoltà a difendere i confini.

CLODOVEO 511
All’inizio del V sec comincia ad emergere tra i Franchi la tribù di Meroveo, importante perché suo nipote Clodoveo
diventa il capo di questa grande confederazione di franchi. DINASTIA DEI MEROVINGI che governa i Franchi per un
paio di secoli.
Clodoveo aggrega moltissimi territori: sconfigge i Visigoti a VOUILLE’ (conquista Aquitania). I Visigoti si danno alla fuga
dopo aver perso il comandante.
I Franchi quindi si spostano verso sud. Ai Visigoti rimane solo l’area dei Pirenei.
I Franchi tentarono anche di sottomettere le popolazioni germaniche più a oriente.
– Affermazione su altri regni franchi (si afferma l’idea di un rex Francorum, al di sopra degli altri re
tribali)

CONVERSIONE 482-483
Tra le operazioni più importanti di Clodoveo si annovera questa conversione di massa al cattolicesimo.
Questa è la vera svolta nella dominazione franca, che consente ai Franchi di presentarsi come difensori del
cristianesimo e porta alla fusione che rafforza e mette in campo più energie a vantaggio della monarchia dei franchi.
Questo aiuta l’elite dei franchi ad avere degli ottimi rapporti con la rete di governo delle popolazioni latine.
Molti dei latifondi della Gallia sono finiti nelle mani dei Vescovi: quando c’è una minaccia esterna che può comportare
a perdita del patrimonio, chi lo possiede lo affida alla struttura ecclesiastica per salvare la propria anima, ma anche
con lo scopo di difendere il patrimonio, la Chiesa non dovrebbe essere violata dai nuovi arrivati. Le proprietà non
vengono restituite ma affidate in concessione alla famiglia degli ex proprietari, uso della famiglia ma proprietà del
monastero. Nella Gallia dell’epoca si sono formati grandissimi patrimoni terrieri nelle mano dei vescovi.
E’ anche controllo economico che consente alle famiglie di affidarsi ai territori. Grande forza dei franchi determinata
anche alla conversione di massa. Grazie a questa politica di assimilazione ed espansione il regno si amplia in tutte le
direzioni tranne che verso il confine tedesco. Si comincia ad esercitare una sorta di egemonia verso i Longobardi in
Italia.

27/10/2016
CLODOVEO + 511
Coi Franchi migliore esempio di fusione.
Espansionismo militare dei Franchi importantissimo! Cominciano ad un certo punto a premere in tutte le direzioni. E’
importante capire che ad Oriente i franchi hanno sempre avuto delle difficoltà. Franchi costretti ad allargare il loro
dominio alla Francia.

CONVERSIONE 482-3
Altro aspetto fondamentale dell’esperienza franca: conversione in blocco al cristianesimo romano.
Questo gli permette di sfruttare le strutture religiose presenti.

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L’atteggiamento dei barbari nei confronti dei conflitti é sempre molto accomodante. I vescovi sono già un potere
economico e sociale forte. Diventano il punto di riferimento dei nuovi invasori.

VI SEC: AFFERMAZIONE DEFINITIVA


• Assoggettati Turingi e Alamanni;
• Controllati i Bavari
• Annesso il regno dei Burgundi
• Occupata la Provenza
• Influenza politica sul regno longobardo
• Non riesce l’espansione verso la Germania settentrionale (Frisoni e Sassoni)

CONCEZIONE PATRIMONIALE DEL REGNO


I Germani in generale avevano una concezione patrimoniale dello “stato” si diceva un tempo.
NEUSTRIA AUSTRASIA E BORGOGNA: 3 compagini territoriali che appartengono a 3 re e il mondo dei franchi si è diviso.
Mondo dei franchi diviso = grande debolezza! Nel momento della divisione ciascuno cercava di prendere il
sopravvento sugli altri. Il continuo stato di guerra fa sì che in ognuno di questi stati impegni le proprie energie per far
terminare i conflitti interni.
Si rafforza moltissimo l’aristocrazia. Le tribù si aggregano e sceglievano un re più re per loro. Non riescono a stare
sotto la guida di una sola persona, tranne quando ci sono grandi pericoli. Siccome il potere però passa di padre in
figlio, dato che è stata abbandonata l’antica consuetudine di eleggere il re, molto spesso al vertice di questi regni
c’erano re molto giovani o addirittura bambini, che non erano adatti a comandare.
In questa condizione prende il sopravvento il capo dell’esecutivo, il maggiordomo (= capo di una grandissima famiglia
con ingenti possessi territoriali.)
E’ una situazione molto complicata, ma in questa situazione prevale appunto chi ha più possedimenti e terre, poichè le
armature erano molto costose.
Tra queste famiglie emerge quella dei PIPINIDI.
Alla lunga questi maggiordomi di palazzo finiscono per emancipare il re. Negli ultimi anni della storia dei franchi
vengono detti Re fannulloni, della dinastia dei Merovingi ma che non hanno alcun potere nei fatti! Il potere era nelle
mani di esponenti delle grandi famiglie.

POITIERS 732-33
La mentalità islamica è un mondo nuovo che arriva a contatto con l’occidente.
Maometto di fatto si impadronisce dell’Arabia, della Mecca e di Medina, il cuore di una civiltà che era sempre vissuta
ai margini del mondo romano. Con una nuova religione riesce a mettere insieme una serie di tribù e di città molto
ricche che gestivano i traffici dall’oriente all’africa. Con una nuova religione riesce a unificare queste genti.
Dopo la morte di Maometto questa popolazione riesce ad espandersi moltissimo (Impero Musulmano). Africa che si
affaccia sul mediterraneo.
Da questa posizione di partenza conquistano tutta l’africa. Un’armata islamica passa lo stretto di Gibilterra,
sconfiggono i Visigoti e gli arabi conquistano gran parte del Portogallo e della Spagna. Tutto questo rappresenta un
problema anche per il mondo franco. (ARABI= abitanti dell’arabia e non musulmani). Gli arabi conquistano le
popolazioni limitrofe che si convertono alla loro religione. I musulmani che arrivano in spagna non sono arabi ma sono
i musulmani d’africa per essere precisi i berberi, gli africani del nord.
Conquistata la spagna.
Quando Carlo Martello a Poitiers mette insieme un grande esercito di franchi e sconfigge i muslumani e li costringe a
tornar indietro sembra che sia stato il paladino della cristianità, ma in realtà li attacca solo perché stavano
minacciando il territorio franco. Carlo Martello usa poi questa vittoria con schemi propagandistici. Le risorse di Carlo
Martello per mettere assieme questo esercito le prende confiscando terre. Lui diventa il capo di un’armata vittoriosa.
Fa pagare alcuni costi anche alla chiesa, siccome si era posto come paladino della cristianità. Si ricrea un’unione del
mondo franco portata avanti non da uno dei re merovingi ma da uno dei maggiordomi di palazzo che riesce a
prendere il sopravvento su tutti gli altri.

SECOLI VI E VII
L’esperienza di Carlo Martello non è un insegnamento per i suoi successori. Chiunque avrebbe capito che dividere il
regno non sarebbe stato utile.
Dagoberto è l’ultimo re franco che riesce a governare saldamente tutto il dominio.
Morto lui si parla di re fannulloni.
Questo indebolisce molto l’area franca.

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PIPINIDI
Tra queste grandi famiglie prevale quella dei Pipinidi. Con questa dinastia si impone nel mondo dei franchi la forza
della grande aristocrazia fondiaria.
Carlo, detto Martello (da Marte) riesce a contrastare le spinte centrifughe di questi regni, ha possedimenti ovunque e
non può accettare che il regno franco salti per aria. Alla fine la politica di Carlo Martello avrrà il sopravvento perché
riesce a dimostrare la capacità di saper condurre il mondo franco. Crea un esercito molto forte e si contrappone ai
Musulmani. Carlo Martello si presenta come campione della cristianità: non si dice che ha fermato un esercito di
razziatori ma di infedeli, di violatori della cristianità.
Grande importanza dell’aspetto militare nel mondo romano germanico.
Il cavallo nel combattimento serviva più per lo spostamento che per il combattimento e la sua sopravvivenza era
preziosisisma. Il cavallo costa moltissimo e chi combatte o è ricco o è finanziato da qualcuno di molto ricco.

I rapporti cristiani fra mondo cristiano e musulmano comunque non finiscono.


Non si verifica mai una rottura netta.

3/11/2016

LONGOBARDI
LA MIGRAZIONE
Popolazioni germaniche, di varie etnie, si spostano all’interno mondo romano e formano i regni barbarici.
GLI ultimi ad arrivare sono i Longobardi, popolazione che si è spostata in ritardo anche a seguito dei vuoti che si sono
creati nel territorio russo, fino a qualche tempo fa si riteneva che anche loro fossero stanziati nella Penisola
Scandinava (ma ci sono dei grossi dubbi), venivano comunque da Nord e Oriente, si spostano verso Sud e si
stabilizzano nella Germania Settentrionali, qui apprende consapevolezza di essere un “popolo” (anche se sono più
come popolo che loro stessi), identificati come aggregato unico.
Secoli successivi si spostano verso Sud e inizio 5°secolo li troviamo in Pannonia, una pianura molto fertile, sono
comunque popolazioni nomadiche e non si vogliono stanziare, approfittano prodotti già coltivati e una volta finiti se
ne vanno (Inizio V sec in Pannonia)
+ 568-569 partono dall’Ungheria e giungono in Italia attraverso il Friuli, c’è un unico re che guida l’esercito ed è
Alboino.
Bisanzio pensa ad una semplice scorreria e sottovaluta il pericolo.

AGGREGAZIONE COMPOSITA
E’ una vera e propria migrazione di un intero popolo, non ci sono solo i militari ma anche i civili) + alle loro spalle si
stabilizzano in Ungheria un’altra popolazione barbarica, gli Avari.
All’interno di questa popolazione troviamo elementi tantissime altre popolazioni, non solo germaniche, es. Gepidi,
Sevi, Bulgari, Turingi, Sassoni, un esercito composito di popolo, c’è un insieme di vaste articolazioni comandate da
duchi, una tradizione origine bizantina (il capo unico viene eletto solo nel momento di forte bisogno).

STRUTTURA SOCIO-POLITICA
“Gairethinx” è l’assemblea degli uomini liberi ed armati, tale assemblea procedeva all’elezione di un re, ma il re non è
necessario, dopo la morte Clefi, successore Alboino, per dieci anni non c’è stato alcun re, c’è una concezione
personale del potere, il duca è soprattutto il capo del popolo (il ducato nella mentalità L. è il territorio in cui è
stanziato il popolo, non è una vera e propria circoscrizione del regno),
Nel mondo longobardo l’unità più importante è la fara, il gruppo parentale armato in movimento (-> all’interno ci
sono strutture minori organizzate costituite da famiglie allargate, un insieme famiglie legate costituivano una tribù +
tutti uomini liberi portano le armi + i gruppi si spostano a volte assieme altri gruppi in altri casi da soli), quando
decidono fermarsi ognuno di questa realtà si stanzia in territorio, si insediano in alcune località particolari (molte
località nell’Italia Centrale portano nella toponomastica la parola “fara”).
Le tribù sono governate dai duchi, ognuno non riconosce alcuna autorità superiore, il re viene nominato solo in alcuni
momenti particolari (era più importante).

AFFERMAZIONE DELLA MONARCHIA CENTRALE


Nel momento stabilizzazione dopo breve periodo assestamento assistiamo al rafforzamento della monarchia centrale:
Longobardi non conquistano tutta la penisola italiana, alcune parti rimangono nelle mani bizantini, dalla costituzione
unità penisola sotto conquista romana, per la 1°volta Italia divisa dal punto vista politico (non c’è più un potere unico
che la governa), i Longobardi conquistano tutta l’Italia padana, facile da attraversare, la Toscana, fascia territorio in

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mano Bizantini (es. Ravenna) costituito dalla Romagna, una striscia territori fortificati che corrisponde all’attuale
Umbria e il Lazio. Oltre avere regno Toscano in sopra, fondano ducato di Spoleto e di Benevento.
Tutte aree che possono essere difese dal mare rimangono mani Bizantini (es Amalfi e Gaeta).
Hanno sempre il timore di riconquiste territoriali da parte dei Bizantini  successivamente vengono eletti due dei
maggiori re, Autari e Agilulfo che potenziarono il potere centrale e lo rendono irreversibile (non si torna più da
questo momento all’autonomia dei ducati, il governo deve essere affidato a un potere centrale stabile).

FINE VI SEC
Un altro aspetto è quello religioso, larghe fette popolazione longobarda mantiene un culto pagano, ci si rende conto
che tale aspetto è molto importante in relazione alle popolazioni pre-esistenti (che sono molti di più), con avvento
Longobardi il vescovo Roma comincia a diventare un’autorità non solo spirituale ma anche politica, il territorio ducato
laziale e romano di fatto verrà abbandonato dai Bizantini (quindi autorità temporale sarà il vescovo di Roma), si tenta
una mediazione con le gerarchie ecclesiastiche.
Con i re successivi (Rotari e Grimoaldo) comincia emergere che il re deve risiedere in un luogo specifico, emerge
volontà stabilirsi e creare una corte stabile, Pavia diventa capitale del mondo longobardo, il diritto viene inizialmente
tramando in forma orale (il longobardo è una lingua parlata e non scritta), quando si stabilizzano Italia adottano lingua
latina come lingua ufficiale.

EDITTO DI ROTARI
Nel 643 c’è la promulgazione dell’editto di Rotari, in parte riprende diritto romano ma in parte modificato, nel latino
vengono poi recuperati tutti quei termini tipici del longobardo.
La faida (se si subisce un danno si reca al colpevole lo stesso danno), ciò che indebolisce la comunità, è sostituita dal
guidrigildo, il pagamento in denaro del danno ricevuto, per qualunque tipo di reato che avveniva.

LIUTPRANDO 713-744
Uno dei re più importanti è il re Liutprando (713-744), egli rafforza la nozione di regno, si rende conto del problema
del papato di Roma (i Longobardi non si capacitano sul fatto che ci siano ancora territori nelle mani dei Bizantini) per
cui attua una protezione delle chiese (fondazione e sviluppo di grandi centri monastici).
Il processo avvicinamento alla religione cristiana diviene più evidente quando l’alleanza fra papato e regno dei Franchi
può essere letale per la loro presenza in Italia. I Bizantini non rappresentano più una vera minaccia, l’alleanza si fonda
propria sulla religione per cui nella 2°metà VIII secolo osserviamo un avvicinamento reale, soprattutto capi
Longobardi, verso la religione cristiana e avviene una sorte di conversione di massa al cattolicesimo.

PRIME TENSIONI
- Probabilmente alla metà dell’VIII secolo viene fatta risalire la redazione della falsa donazione di Costantino
dell’Occidente al Papa, trasferendosi in Oriente, tale documento sarebbe stato scritto falso proprio momento
in cui papato sente bisogno di dover giustificare il potere temporale esercitato sul territorio del Lazio .
- 728 Sutri, piccola città che si trova Lazio Settentrionale, in una spedizione di conflitto i Longobardi si
impadroniscono della città ma il re decide di restituire la città al papato (si tratta in realtà di donazione, si
prende un territorio dei Bizantini e si dona al papato). Primo territorio reale in possesso del pontefice.
- Il meccanismo di avanzata e ritirata dei L. a seguito minacce dei Franchi si verifica anche nel 751 quando
Astolfo riesce a conquistare la città bizantina di Ravenna, il papa si rivolge ai Franchi che intervengono e
costringono A. di lasciare la città.

RAPPORTO CON IL PAPATO


Nel 754 papa Stefano II minacciato dai Longobardi va in Francia e si rivolge a Pipino il Breve che avrebbe promesso al
papa un intervento militare in Italia in cambio di vasti territori italiani (anche se storiografia afferma che tale
documento sia falso).
Papa Adriano invita Carlo Margno a intervenire militarmente in Italia, l’esercito franco 773 varca le Alpi e nel 774
avviene la presa di Pavia, difesa dal re Desiderio (Carlo è eletto come “rex Francorum et Longobardorum”).

PIPINIDI
CARLO MARTELLO
Carlo Martello (muore nel 741), già soprannome stanno a sottolineare le sue grandi capacità militari, annette la
Turingia al territorio Franco, impostando una sorte di protettorato su Alamannia e Baviera, sconfigge e respinge i
Frisoni e argina gli attacchi dei Sassoni (una popolazione arretrata arrivata in ritardo a contatto con il mondo romano).
Attua un processo di cristianizzazione ad est (idea che diffusione cattolicesimo nella sua versione romana possa essere

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uno strumento per governare le popolazioni), vengono fondate nuove diocesi e monasteri (Reichenau, Fulda).
Controlla di fatto tutto il dominio franco, un momento in cui i re sono formalmente Teodorico IV e Childerico III).

Alla sua morte nel 741 il potere è diviso fra i due figli superstiti fino a quando uno, Carlomanno si ritira a
Montecassino, lasciando campo libero all’atro fratello, Pipino il Breve con cui si rafforza tale potere.
C’è un ottimo rapporto con la Chiesa di Roma (insieme favorivano le missioni di cristianizzazione).

Ad un certo punto papa Zaccaria si rende conto che è stretta tra i Longobardi e Bizantini (soprattutto per l’aspetto
religioso) e cerca l’appoggio dei Franchi.

7/11/2016
L’ALLEANZA COL PAPATO.
Presupposto principale di questa alleanza è la precoce conversione al cattolicesimo dei franchi che favorisce legami
popolazione germanica e quella preesistente, tramite le strutture ecclesiastiche e dei vescovi. Questo favorisce prima
integrazione sul territorio: grandi energie messe in campo. Consente anche avvicinamento tra vescovo di Roma e il
mondo franco in funzione antilongobarda. I Franchi però sono pericolo per il papato romano e per le sue pretese
temporali. Ostilità per le strutture preesistenti. L’adesione ad una religione diventava esaltazione delle aristocrazie che
avevano accresciuto il loro potere economico e temevano una rivalsa delle aristocrazie latine preesistenti.
[Teodorico cerca di coinvolgere aristocrazie preesistenti e incontra contrapposizione ostrogoti. I longobardi non
tentano mai via della fusione e sono un problema per il papato.]

Il predominio dei franchi rischiava di ridurre il papato in subordinazione. In tutto questo il processo di avvicinamento
viene favorito da una certa propaganda: Poitiers scontro pompato moltissimo, si presenta Carlo Martello come
difensore della cristianità. Si fortifica ancora una volta mondo franco e del papato.

In questa situazione avviene il cambio di dinastia: Pipino capo del governo rompe l’ ipocrisia che aleggia a corte, vede
depone ultimo re merovingio e assume titolo di re dei franchi.
• 751 Pipino depone Childerico III e si fa incoronare rex Francorum

 Cambio di dinastia avvalato dal papato di roma:


• 754 papa Stefano II in difficoltà si reca in Gallia e raggiunge un accordo con Pipino (riconoscimento formale +
promissio Carisiaca = intervento in Italia contro i Longobardi e cessione delle terre conquistate al papa)
Promissio carisiaca. (Documento falso? Ma comunque dimostra una realtà che è vera). Il papa quando è in difficoltà si
rivolge ai franchi. Il papato supporta il cambio d dinastia.
PIPINIDI uovo dominatori del mondo franco che proteggono il papa. Tentativi comunque dei longobardi di mettere in
difficoltà il papato. Il papa si rivolge ai Franchi.
(Cartina dominio franchi prima dell’avvento di carlo magno ) Fusione di nuovi venuti e preesistenti ma tutte realtà più
piccole che non erano riuscite a fare ciò che fecero i franchi, che raggiungono una dominazione enorme. (Cartina
territori conquistati da carlo magno). Ampliamento della dominazione franca.
I longobardi avevani creato il ducato di Spoleto e il ducato di Benevento: il ducato di Spoleto è inglobato militarmente
73-74 , Benevento riconosce autorità formale di Carlo magno ma formalmente è indipendente.

L’AVVENTO DI CARLO MAGNO


Il percorso che porta a questo risultato  il mondo romano crolla, percorso che dura diversi secoli alla ricerca di una
nuova unità. A questa unità si giunge con un processo molto lungo. Periodo di fusione fra germani nuovi venuti, fra
queste due grandi realtà etniche. I germani non hanno assorbito quasi nulla della romanità prima di trovarvisi dentro.
Tra le cose assorbite la religione cristiana cattolica. Tutte le popolazioni germaniche ad un certo punto passano
all’arianesimo, i franchi no.

Nel mondo franco uno degli aspetti più deleteri e persistenti della vecchia realtà germanica era il fatto che il re avesse
il pieno controllo dei poteri, del territorio e degli uomini. Mentalità patrimoniale quasi di proprietà privata, porta alla
divisione del regno in tante parti del sovrano che muore. Questo atteggiamento porta a una battuta d'arresto nella
creazione del regno franco. Grande frazionamento dei regni che porta ad un conflitto interno. Tutto questo viene
superato apparentemente con l’avvento dei Pipinidi che rappresentano un’unità del mondo franco, rappresentano le
aristocrazie. Le proprietà dei Pipinidi sono diffuse in tutto il mondo franco e hanno interesse a mantenere l’unità
totale.
 Rapporto interpersonale nella gestione del potere: si creano rapporti fra un superiore e un sottoposto. Abbiamo
visto la formazione di grandi latifondi che non possono essere gestiti dai proprietari. Questi territori sono concessi ad

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altri, sono concessi in uso. Si può utilizzare il territorio e i proventi, in cambio deve alla persona che ha concesso
consiglio, amicizia ma soprattutto il servizio militare, un servizio molto costoso. Rapporto bidirezionale: gli obblighi
arrivano da entrambe le parti. Rapporto di tipo anche personale che ha una grandissima valenza: ciò che conta nel
Medioevo è la rete dei contatti personali, delle alleanze personali. Rete complessissima di rapporti personali, c’è
sempre qualcuno legato a qualcun altro. Abbiamo un dominus che concede un beneficio a un vassallo (spesso un
territorio) che promette fedeltà e ser vizio militare.
Questa rete di rapporti è usata dai Pipinidi e da Carlo Magno per la gestione del territorio. Il potere centrale non
poteva arrivare dappertutto e sfrutta questo sistema.
• 768 divisione del regno tra Carlo e Carlomanno (che muore 771)

• ESPANSIONISMO FRANCO:
Fine VIII sec, massima espansione dominazione franca risultato di una serie di campagne militari che dominano la vita
di Carlo Magno (772-791):
- quasi ogni anno Carlo organizza spedizione contro i Sassoni, nella Germania settentrionale di oggi. Questa
popolazione era rimasta indietro, mai arrivata direttamente a contatto col mondo romano, non hanno
acquisito nulla della romanità, sono politeisti e pagani. Tutte molto crudeli queste spedizioni: crudeltà
esercito dei franchi contro i sassoni che a loro volta erano molto crudeli. Sembra che i franchi furono molto
feroci solo con loro. Carlo MAGNO Capisce che per sottometterli deve farli convertire al cristianesimo, non
servono spedizioni militari. Si tentano le cristianizzazioni forzate, sono create nuove strutture nel mondo
ecclesiastico. Primi tentativi di cristianizzazione con diocesi e strutture in Germania che dureranno fino a
Lutero. Vengono strutturate qui le decime: una parte dei proventi dei latifondi sono destinate alla chiesa. In
alcuni momenti difficili queste risorse sono utilizzate da Carlo magno per gestire campagne militari per difesa
della fede.
- In Baviera Carlo impone una sorta di protettorato. I bavari sono popolazione germanica. Sono un cuscinetto
verso l’oriente quindi molto importanti. E’ importante ridurlo. Si riesce a imporre una sorta di egemonia del
mondo franco. No conquista militare Baviera ma ACCORDO.
 Questo tentativo di stato cuscinetto fallisce: Carlo dopo ribellione baviera reagisce la conquista e vi
trasferisce elementi aristocrazie che ne vanno a creare una nuova. Non c’è occupazione militare del territorio
ma un elite di governo trasferita. La Baviera è integrata nel mondo franco.
- Ad oriente il vero pericolo sono gli Avari. Popolazione di origine mongolica, molto difficile da controllare
perché hanno mantenuto molti aspetti della vita nomadica. Si spostano in continuazione. Fanno sempre
razzie. Gli avari partivano dalle loro basi e facevano razzie. Carlo doveva impedire queste invasioni: serie di
campagne militari --> si placano gli alari che almeno sotto carlo smettono di molestarne l’occidente e si
riconoscono sudditi del nuovo re franco. Questo fino a che il re militarmente è capace di respingere le loro
invasioni. Carlo non è in grado di conquistarli ma di sconfiggerli quando giungono sì.

Creazioni delle marche di frontiera: grandi circoscrizioni amministrative solitamente di frontiera create con obiettivi
militari ben precisi. Marca di ostmark attuale austria. Realtà di confine che deve contrastare. Anche in friuli una marca.
 Conquista di una fascia di sicurezza oltre i Pirenei (marca ispanica)

Sempre ad oriente un altro problema è la difesa delle popolazioni slave. Arrivavano le popolazioni slave che
occupavano i territori lasciati liberi dai germani. Il problema di contenerle interessava la Germania. Problema
contenimento incursioni slave. Le grandi operazioni militari servono pure per rendere più sicuri i confini raggiunti. La
cristianizzazione di queste popolazioni è un fattore importantissimo. Anche qui si arriva alla creazione di stati
cuscinetto, come la Boemia.

- 773-4 Carlo conquista regno longobardi e Italia.


- Ultima direttiva della conquista carolingia riguarda la SPAGNA.
711: i Musulmani dall’africa entrano nella penisola iberica e travolgono ciò che rimane dei visigoti. Dominato
spagnolo delle popolazioni Musulmane. Organizzano sempre incursioni verso nord (cfr Poitiers). Carlo capisce
che bisogna portare la guerra in spagna, unico modo per evitare queste continue incursioni. Bisogna passare i
Pirenei e tentare di strappare la spagna ai musulmani. La spagna musulmana non era unita politicamente ma
divisa in piccoli “principati”. Gestione del potere frazionato. Questi potentati locali erano spesso in conflitto
tra di loro. Tentano di risolvere il conflitto spesso si rivolgevano a Carlo magno per avere un aiuto militare.
Spesso Carlo aveva inviato piccoli eserciti a chi chiedeva aiuto.
 Una di queste spedizioni è rimasta famosa perché ha portato alla Battaglia di Roncisvalle. 778 Carlo è
entrato con l’esercito in spagna in sostegno di un principe locale contro l’emiro di Cordova. Ma il grosso
dell’esercito fa ritorno, solo la retroguardia è annientata. Nella tradizione il nemico è il musulmano ma gli

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storici hanno concluso che l’esercito che sconfigge retroguardia di Carlo probabilmente era basco. I Baschi
erano spinti qui a nord a causa della conquista musulmana. ( Popolazioni BASCHE: nate da quella fusione tra
visigoti e popolazioni latine preesistenti).
Carlo Magno organizzava queste piccole spedizioni nel mondo musulmano. Carlo continuerà dopo
Roncisvalle, che è stato molto ingigantito, a intervenire in territorio spagnolo perché ha interesse a tenere i
musulmani a sud dei Pirenei.
Anche in spagna crea la MARCA ISPANICA che serve da realtà cuscinetto per il mondo musulmano. Questo
impedisce le razzie dei musulmani. Entrare in Francia per i musulmani diventa impossibile. (Le date non sono
importanti). I franchi prima controllano poi organizzano questo territorio --> marca ispanica --> fine delle
razzie. Da questa marca ispanica, dalla sua frantumazione nasceranno il regno di castiglia e di aragona.

REGNO ITALICO
Tentativo di Carlo di mantenere la sua autonomia. Affida il regno a suo figlio Pipino. L’unione di longobardi e franchi
succede perché Carlo ha in mano le due corone. L’idea di Carlo è di mantenere una certa autonomia nel regno dei
longobardi. L’élite dei longobardi rimane sul territorio. Si parla di aristocrazia franco longobarda. Potere economico,
sociale, militare.
Benevento rimane fuori dalla conquista ma accetta la superiorità del regno dei franchi. Carlo magno non ha più tempo
da perdere e accetta la sottomissione.

CAPITALE E CORTE
Carlo magno fa altre esperienze, non solo militari. Sono decenni molto importanti per la storia europea. C’è un
progresso culturale con la riunificazione dell’Europa. Dal punto di vista della capitale, fra i germani nomai non c’è il
concetto di capitale. Quando si stanziano si insinua questa idea. Ma non c’è una capitale unica, il regno viene
frammentato continuamente. Quando con Carlo il regno si riunifica dimostra di risentire molto della grandezza della
cultura romana. Vediamo un tentativo di creare una capitale, Aquisgrana . Davanti ha l’immagine dell’impero romano.
Nasce nella sua mente l’idea di costruire una capitale che fino a quel momento non c’era stata. Sceglie come residenza
sua privilegiata, nel 794 (data no). La capitale deve essere arricchita di strutture: viene costruito un palazzo sulla base
del palazzo laterano di Roma, che nel medioevo era la sede del papato. Viene costruita anche una cappella ispirata a S.
Vitale di Ravenna. Gli esempi che ha davanti sono quelli della romanità nella sua versione cristiana.

Viene creata una capitale ma si rompono anche alcuni legami col passato: viene abolita la carica di maestro di palazzo.
La forza dei carolingi/pipinidi era nata tutta in questa carica! Dualismo di vertici fra il re e il primo ministro.
Carlo crea invece una serie di cariche che devono aiutarlo nel governo di questo grande mondo che ha creato: come il
coppiere, siniscalco, conestabile etc. Cariche di legame personali. Re che comanda e una serie di personaggi che lo
aiutano nella gestione. Comincia a specializzarsi il personale di corte. Sfocia nella creazione dello stato moderno. Si
parla di stato moderno quando si hanno uffici divisi e una propria sede rispetto alla gestione del potere.

CULTURA
Altro aspetto interessante è quello culturale: si rende conto dell’importanza della cultura e di alcuni aspetti di essa.
Ad Aquisgrana si crea una scuola, la Schola Palatina dove operano gli uomini più importanti del tempo. Carlo è punto
di attrazione del mondo europeo. (Serie di personaggi eminenti alla corte di Carlo, come Paolo Diacono)
Nascono e si irrobustiscono dei centri religiosi che sono al tempo stesso centri culturali: le grandi abbazie e le diocesi.

Proprio in questo contesto nasce la scrittura carolina: Carlo tenta l’uniformazione di queste scritture, impone una
scrittura uniformata. Si crea questo canone della carolina.
E’ importante il fatto che in questo momento cominciano a riemergere le lingue volgari. Il latino è la lingua ufficiale
ma la popolazione comincia a parlare una nuova lingua.
 813 concilio vescovile di Tours stabilisce che i vescovi e i chierici devono predicare in rustica romana lingua
aut Theodisca, cioè nella lingua del popolo. Questa decisione è significativa!
Questo sviluppo procede in maniera diversa in Germania, si ha una lingua che precede il tedesco ma nella
parte più romanizzata si formano nuove lingue (italiano, francese etc). Abbiamo ceppo sassone e quello
neolatino. Processi in atto che porteranno alla formazione delle lingue moderne.

8/11/2016
Grandi iniziative militari che attraversano il regno di Carlo. Allargamento della compagine politica territoriale che sotto
Carlo chiamiamo ancora REGNO DEI FRANCHI.

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CARLO RIFORMATORE
Progresso evidente anche dal punto di vista politico e del diritto: perfezionamento delle strutture religiose. Creazione
di grandi diocesi aldilà del reno, fuori dal confine romano.

Fenomeno delle chiese private (chiese e monasteri). Nei secoli centrali del medioevo la formazione e lo sviluppo di
queste fondazioni private ecclesiastiche create di punto in bianco da un sovrano o dal proprietario di un grande
latifondo formalmente per la salvezza della propria anima. Grande bene economico donato ad una chiesa
ecclesiastica. Questo avveniva nei momenti di particolare difficoltà: l’aristocrazia teme l’espropriazione dei beni e li
concede alla Chiesa, che in un secondo momento poteva restituirli. I beni della chiesa erano intoccabili, quindi in
teoria non potevano essere toccati. Fenomeno di donazione dei beni alle chiese. Chi vuole però salvare questi beni
non li da a grandi diocesi, ma fa fondare di punto in bianco dei monasteri. Si dona una gran parte del patrimonio a
questi monasteri ma i donanti scelgono l’abate. Tanti di questi monasteri faranno fatica ad uscire da questo tipo di
rapporto diretto coi donanti. Al tempo di carlo magno si fondavano non solo monasteri ma pure piccole chiese.
IL fenomeno si era diffuso moltissimo! Questo era un modo per le grandi famiglie aristocratiche di mettere al sicuro
patrimoni molto estesi. C’era stata anche una grande usurpazione di beni pubblici che negli anni erano stati sottratti al
demanio: per non farseli confiscare le famiglie donavano anch’essi alle chiese.
Tutto questo sistema rimane in vita anche con Carlo: non si sente di espropriare beni che ormai sono della chiesa e sa
che questa aristocrazia arricchita è il nerbo del suo esercito.
Il tutto però viene regolato con una serie di capitolari, una serie di leggi che prendono un tema, un argomento e lo
riorganizzano dettando le norme di gestione di questi beni.
Sono giunti fino a noi tanti capitolari: quelli più importanti sono quello sulle chiese private, sui monasteri, tentativo di
limitare l’influenza che il fondatore ha su questi beni.

ECONOMIA
Importanti i capitolari sulla gestione dei patrimoni pubblici. Il demanio conquistato e non redistribuito rimane nelle
mani del re. Il re ottiene una serie grandissima di latifondi: la corte deve gestire economicamente patrimoni terrieri
immensi.
Tutto quello che era nelle mani dei privati e di chi aveva combattuto contro i franchi era stato diviso fra capi, ma
buona parte del patrimonio terriero doveva essere gestito direttamente. Ciò che viene spostato è il ceto dirigente:
grandi famiglie che si impossessano di territori approfittando della lontananza del re. Capitulare de villis tenta di
riorganizzare la gestione di questo patrimonio. Come devono essere gestiti questi grandi patrimoni terrieri?
Tra i vari altri provvedimenti ce ne sono alcuni interessanti: uno tenta di limitare l’usura, Carlo da disposizioni per
limitarne la diffusione.
Un altro provvedimento è un calmiere dei prezzi.
Regola anche le imposte dirette (come quelle sui passaggi). Una serie di tasse pagate sul passaggio delle merci in un
determinato posto.
Altri provvedimenti per contenere potere dei latifondisti, che spesso sono originari di famiglie franche. Poche grandi
aristocrazie longobarde. Hanno nelle mani un grande potere economico e quindi militare. I grandi latifondisti hanno
un grande potere.

RIFORMA MONETARIA
Nei capitolari si occupa anche di una riforma monetaria: mondo di circolazione monetaria in cui circola di tutto e ci
sono tantissime zecche sparse sul territorio. Deve in qualche modo uniformare tutto questo mondo. Ridurrà
tantissimo il numero di queste zecche. Soprattutto arriva a superare il monometallismo aureo. In occidente erano
coniate solo monete d’oro, nel mondo bizantino non solo. La moneta d’oro ha valore altissimo, serve a una parte
molto ristretta di popolazione, non per il commercio minuto. Circolavano poche monete di altissimo valore, erano
usate solo dalla classe aristocratica.
Carlo fa coniare monete di argento e di bronzo.  Carlo ha una visione completa dell’organismo che sta
riorganizzando! Cerca di regolamentare i settori più importanti del vivere civile. Ecco la sua grandezza. Viene creata
una moneta per i conti: il solidum. Il soldo, una moneta che non esiste ma serve solo per fare i conti.

INCORONAZIONE IMPERIALE
Carlo conquista e organizza e determina grandi passi avanti.
Rapporti istaurati tra la sua famiglia e il pontefice --> come questa grande avanzata militare e il rapporto col papato
determineranno la rinascita/creazione di un nuovo impero, una nuova realtà politico-sociale.
Come si può governare però un territorio così vasto? Non ci sono più le infrastrutture. Si dovrebbe ricostruire tutto.
Carlo pensa a una soluzione quasi di autonomia: re dei franchi e dei longobardi.

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- 781 chiede al pontefice di incoronare re d’italia suo figlio maggiore Pipino. Volontà di mantenere separato il mondo
longobardo.
L’Italia rappresenta una realtà difficile da governare. Carlo vuole mettere a capo dell’Italia il figlio primogenito. Italia
nell’orbita comunque carolingia. Sono anche tentativi per capire quale può essere la soluzione. Intanto il pontefice
otterrà una serie di concessioni, come il Lazio, Romagna, Marche, Umbria. Non sappiamo se sono vere o inventate, le
fonti ne parlano. Il papa supplisce a un governo lontano, ha una legittimazione ufficiale (non come i bizantini). Primo
vero nucleo dei possedimenti del papa, in questo periodo reale solo nel Lazio.

 797: a Bisanzio Irene, moglie del defunto imperatore, fa deporre il figlio e si fa nominare basileus. Questo
fatto viene utilizzato per dire che l’impero è vacante.! Cade impero romano d’occidente, insegne a Bisanzio
ma l’impero è in vita perché quello che chiamiamo impero bizantino sarebbe l’imperatore romano. Con
questo momento vacante il papa e gli intellettuali cominciano a dire che non c’è più un imperatore romano!
  nel Natale dell’800 Carlo è incoronato imperatore dal papa. Questo ha dato origine alla teoria della
traslatio imperi, per capire come il potere imperiale da oriente è tornato di nuovo in occidente. Da questo
momento tutti i re adotteranno il titolo di imperatore romano in successione ad Augusto. Nessuno si pone il
dubbio se questa successione sia paragonabile a quella romana. Impero molto diverso, con asse portante
spostato molto più a nord rispetto al mediterraneo. Nella mentalità corrente dell’epoca Carlo è il nuovo
imperatore romano e da quel momento i suoi successori adotteranno il titolo di imperatore romano.
! Solo co Federico Barbarossa adotta la dicitura di Sacro Romano Impero.

OBIETTIVI
Incoronazione di Carlo: idea di rinnovare e dare una struttura stabile a questa nuova entità territoriale che ha bisogno
di trovare una sua stabilità. Per il pontefice si vuole un nuovo imperatore protettore della chiesa.
IL problema del papato nei primi secoli del medioevo non è imporre il proprio potere temporale ma difendere il
proprio potere spirituale. Il papa vuole avere l’ultima parola in materia di fede e religiosa. Il pericolo é che
l’imperatore voglia esercitare il potere spirituale. Sono gli imperatori che in oriente vogliono dettare legge anche in
materia di fede. Il papa sa di aver bisogno di una protezione militare, vede in lui la spada che può proteggerlo.
Papa Adriano ha in mente questo. Alcuni cronisti dicono che l’iniziativa parte da Roma e Carlo la subì e basta, non si
era reso conto del significato di questo titolo. Questa importanza emerge nel corso dei secoli successivi. Da questo
momento papa e imperatore pretendono di esercitare un potere universale. Tutto il mondo cristiano deve obbedire
all’imperatore. Il papa comincia ad elaborare la teoria del potere spirituale del papa che si deve estendere su tutta la
cristianità . Non era scontato! C’erano tanti patriarcati. Da ora pretende di essere l’unico vertice della cristianità,
l’imperatore vuole esserlo del mondo cattolico.

 Carlo nel 806 emana un provvedimento legislativo (capitolare) Divisio regni secondo concezione propria del
mondo franco: associa i suoi 3 figli superstiti maschi al suo potere e divide questa grande area in 3 parti.
Carlo, Pipino e Ludovico.
Dimostra di aver conservato la concezione patrimoniale del potere.

Due di questi figli muoiono prima di Carlo, Carlo e Pipino.


814, morte di Carlo Magno.
L’unico che gli sopravvive è Ludovico il Pio, cui era stata assegnata l’Aquitania e che aveva guidato l’esercito contro i
Musulmani.
Eredita allora l’intero mondo franco.
Come governatore di Aquitania doveva occuparsi della frontiera musulmana e della marca spagnola.

10/11/2016
IMPERO BIZANTINO
L’impero romano ad un certo punto si divide per una necessità di controllo reale dei territori.
Nasce un impero d’oriente e uno d’occidente. Una divisione che nelle intenzioni deve essere funzionale solo al
controllo. L’impero romano nella teoria rimane un impero unico. Poi però questi due mondi cominciano ad
allontanarsi: l’oriente ha cultura, storia, economia molto diversa dall’occidente.
Il cuore dell’occidente è l’Italia, la lingua latina, mentre in occidente la lingua greca.

I Germani hanno il sopravvento sull’impero occidentale quindi rimane in piedi solo l’impero bizantino, legittimo erede
della grande esperienza politica romana. Le popolazioni germaniche si erano fermate al Danubio anche grazie al

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denaro ricevuto dai bizantini. In oriente ci sono solo incursioni di eserciti baarbarai che si spingono fino quasi a
costantinopoli ma non hanno mai intenzioni di conquista, solo di razzie. L’impero bizantino sopravvive anche grazie a
strutture più forti. In questo percorso storico dell’esperienza imperiale orientale emerge la figura di Giustiniano.

GIUSTINIANO (527-565)
Arco di tempo abbastanza ampio. Di Giustiniano merita soprattutto di essere ricordata la riorganizzazione del diritto
romano. Gustiniano si rende conto che la normativa del mondo romano è ormai ingestibile. Una commissione fa
emergere un’opera che dal ‘500 si chiama Corpus iuris civilis ma che si era pensato diviso in 4 parti:
- Manuale di diritto Istituzioni. Volume destinato alle scuole dove si apprende scienza del diritto.
- Codice: dentro vengono messe tutte le leggi di storia imperiale romana, in particolare dei primi due secoli di
impero, le leggi che i giuristi di Giustiniano ritenevano ancora applicabili
- Novelle leggi promulgate da G dopo rinnovamento del codice
- Digesto antologia nella quali sono raccolti pareri di studiosi di diritto romano, di giuristi dell’età tardoantica. Il
digesto ad un certo punto scopare, l’occidente perde questa grande antologia fino a quando nel XI sec Irnerio
a Bololgna riutilizza il digesto. E’ riemerso da qualche parte. Su questo nasce l’università moderna come la
intendiamo noi.
Commissione guidata da Triboniano.

CAMPAGNE MILITARI
Alla fine della guerra Greco gotica Giustiniano riporta l’autorità bizantina sul territorio italiano strappato ai goti e
riaggregato all’impero romano. Pragmatica sanctio si ritrasmette questo diritto all’occidente.

Attività militare di G: tentativo di riportare armate romane su territori persi.


- 533 Vandali sconfitti. L’impero rivuole controllare mediterraneo occidentale, la Tunisia che era passata ai
Vandali. L’Africa settentrionale era in mano ai Vandali, poi passa alla penisola iberica. L’obiettivo è il
mediterraneo e si accontenta della parte costiera della penisola iberica.
- GUERRA GRECO-GOTICA, riconquista dell’Italia. Alla fine l’italia torna sotto la dominazione bizantina.

Questo impero comincia ad avere grossi problemi di controllo dei confini. Comporta uno sforzo economico che
l’impero non si può permettere. Il vero problema è difendere i confini orientali. Tutte le risorse militari ed economiche
sono rivolte alla difesa del confine orientale. (Longobardi, Avari e Slavi, Persiani)

ERACLIO 610-41
Tra gli imperatori successivi l’unico che merita menzione è Eraclio.
Si trova a fronteggiare la minaccia degli AVARI. Sono di origine mongolica, si sono stanziati nella zona del danubio.
Fanno razzie nel territorio bizantino. L’impero non è in grado di difendere le nuove conquiste.
• Respinge gli Avari
• Riconquista l’Asia Minore e abbatte l’Impero Sassanide (628)
• Costantinopoli ormai è la capitale di un Impero greco
Riconquista la penisola anatolica quasi interamente conquistata.
I sassanidi premono da oriente e riescono a conquistare quasi tutta la turchia. 628 Eraclio sconfigge l’esercito persiano
e riporta il dominio bizantino su tutta la penisola anatolica.
Impero di Eraclio è una grande potenza greca. Nella titolatura ufficiale si tratta sempre di Impero Romano.

Questo sforzo militare è un grandissimo sforzo economico, rinuncia alle pretese sul mondo occidentale e sulla sua
difesa.
Da un punto di vista amministrativo l’impero è grande, era diviso in circoscrizioni amministrative (themi). Al vertice
del tema c’era lo stratega con compiti militari e civili.

ICONOCLASTIA
Un altro aspetto è il ruolo religioso che l’imperatore bizantino pretende di esercitare. Ogni volta che c’è un conflitto
dottrinale si vede l’intervento di un imperatore. L’imperatore può farsi consigliare e seguire pareri ma formalmente è
lui che decide. Questo non va bene al papa, perché egli dice che non deve occuparsi di questioni spirituali.

Fenomeno dell’ICONOCLASTIA, la lotta contro le immagini sacre. Si sta diffondendo nel Mediterraneo l’avanzata
musulmana, nuova religione che punta sul fatto che la divinità non può essere rappresentata. Questo confronto pone
dei problemi in ambito bizantino: l’imperatore ad un certo punto vieta la possibilità di rappresentare i santi con
immagini materiali.

29
726 l’imperatore Leone III l’Isaurico dispone la distruzione delle immagini sacre.
Con un editto, con una legge dello stato. Questo crea un grande problema col Papa di Roma! Il papa dice che queste
cose spettano alla struttura ecclesiastica.
843 Questa politica di distruzione delle immagine viene risolta da Teodora che riammette la possibilità di avere
immagini sacre.

SOLCO INCOLMABILE
Ma in questi 20 anni le due parti si sono divise troppo dal punto di vista religioso!
La chiesa romana si era opposta con forza a questa politica. Questa politica aveva provocato rivolte nei territori
occupati dai bizantini in italia (es. Le attuali Marche sono governate da ravenna, Esarcato di Ravenna). Il papa sostiene
delle rivolte nell’esarcato di Ravenna e in italia meridionale per contrastare questa politica bizantina.

L’imperatore bizantino promulga allora la confisca delle proprietà ecclesiastiche. Sono sottratti al papa beni.
Si arriva a un nuovo intervento sulla struttura ecclesiastica: si decreta che alcune regioni non devono più obbedire al
vescovo di roma ma a quello di Bisanzio: l’Illiria, l’Italia meridionale e la Sicilia. L’imperatore sottrae questa e la
sottopone al patriarca di Costantinopoli. Conflitto davvero pesante tra queste due realtà. Comincia qui ad emergere il
problema di tutto il medioevo: papa che si rivolge alle questioni temporali e viceversa.
Primo momento di grande difficoltà.

CRISI DELL’OCCIDENTE BIZANTINO


Giustiniano aveva affidato :
- esarca di Ravenna il controllo dell’Italia centrale.
- La Sicilia aveva un governante a sé residente a Siracusa. (Per l’Italia meridionale)
- Un esarca a Cartagine per Africa Sardegna e Corsica.
 All’arrivo dei Longobardi si presenta il nuovo problema delle frontiere

CRISI IN ITALIA
Questo mondo che Giustiniano aveva tentato di ricostruire si frammenta di nuovo. Nelle regioni sotto il governo dei
bizantini le elites locali cominciano a legarsi con rapporto di fiducia coi titolari del potere spirituale e non coi funzionari
bizantini, cioé con l’arcivescovo di ravenna e il vescovo di Roma perché questi controllano i patrimoni terrieri che
vengono delegati alle famiglie aristocratiche. I bizantini perdono peso su questi territori che formalmente
dipendevano da loro.

- 827 sbarco dei musulmani a marsala e strappano la Sicilia ai bizantini.


- 902 tutta l’isola è nelle loro mani.

Alcune realtà urbane formalmente dipendevano dai bizantini ma nella pratica sono abbandonate a loro stesse: si
trovano isolate e sviluppano forme particolari di autonomia.
Amalfi ad esempio sivulppa una sorta di repubblica marinara. Stessa cosa accade per la laguna veneta. Era governata
da un Dux Veneticorum, ad un certo punto non ha più referenti superiori dopo che bisanzio abbandona l’italia e
ottiene quindi piena autonomia.

L’ESPANSIONE ISLAMICA
(VEDI CARTINA)
Divisione fra sunniti e sciiti. Espansione al contempo religiosa e politico territoriale. L’islam dal punto di vista politico è
questo nella sua massima espansione. Si arriva a questa situazione in tappe ben precise. Questo è l’islam dal punto di
vista politico, ma non c’è una vera divisione fra ciò che è politico e ciò che è religioso.
Espansione in tappe precise ma molto veloci.
Territori conquistati da Maometto entro il 632: l’islam ha riunificato tutta la penisola arabica, le popolazioni e tribù
nomadi del deserto e la mecca e medina. La creazione di Maometto é questa. Coi 4 califfi eletti successivamente c’è
una grandissima conquista che avviene in pochi decenni. Nel 661 muore il 4° califfo, espansione color ocra: in
pochissimi decenni si conquistano moltissimi territori. In poco si arriva poi all’allargamento dei confini sulla massima
espansione. Nel giro di 120 anni è stato creato un grandissimo impero. L’islam andrà avanti anche dal punto di vista
territoriale. (Cartina) Islam nella sua massima espansione durante il medioevo.

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MAOMETTO
Islam letteralmente significa sottomissione cioè abbandono nelle mani dell’unico dio Allah. Ha un significato positivo
per gli islamici.
Muslimin significa credente.
Nel VI sec l’Arabia è una realtà molto variegata con tribù che si spostano nel deserto e ci sono alcune città punto di
riferimento politico religioso e commerciale cioé la Mecca e Medina, sul mar rosso. Queste realttà non hanno una
religione unica, sono politeisti. Diverse tribù divise.
Lentamente in questo ambiente comincia a diffondersi anche per il contatto coi rapporti commerciali l’idea che esista
un solo dio, che nella versione araba è Allah. Il dio unico che lentamente subentra tra questa miriade di divinità. La
diffusione del monoteismo non è una conquista di Maometto, si diffondeva prima di lui ma Maometto si inserisce.
Maometto/Muhammad viene dalla tribù dei Qurays che governa di fatto la città di La Mecca, la città più importante
del mondo arabo specialmente per i traffici commerciali col cd medio oriente. Citta governata da un ceto mercantile.

All’inizio del VII sec Maometto comincia la sua predicazione, dice di essere l'ultimo profeta inviato da Dio per
diffondere la sua parola e dice di essere l’ultimo di una lunghissima scia di profeti da Abramo fino a Cristo. Cristo per la
religione musulmana è un profeta. Maometto è l’ultimo in questa lunga lista, l’ultimo messaggero di dio inviato sulla
terra.
Ovviamente questo tipo di predicazione crea del malcontento all’interno de La Mecca e della sua tribù perché mette
in discussione i rapporti di comando. E’ costretto quindi ad abbandonare la mecca nel 622 e fugge a Medina. Questa
fuga si chiama EGIRA. I musulmani da questo momento fanno partire il calcolo degli anni.

LA CONQUISTA DEL POTERE


Questo avrebbe potuto comportarne la fine di quell’esperienza ma Maometto in realtà a Medina trova un ambiente
migliore, porta dalla sua parte anche una serie di tribù che operano nel deserto accanto a medina. Dopo qualche anno
Maometto è seguito da buona parte delle tribù che si muovono nei deserti accanto alle città. La mecca aveva bisogno
di queste persone. Il potere di Maometto viene accettato anche alla mecca.
Ritorna a La Mecca ben accolto ed elabora così il Corano che sarebbe la recitazione del messaggio di dio per mezzo
della bocca del profeta. Al momento della sua morte gran parte della penisola arabica lo riconosce e si identifica in
questo nuovo credo religioso.
Maometto negli ultimi anni della vita prova a spostare la sua predicazione verso nord, cosa che lo porta in contatto
con l’impero persiano e quello bizantino.
Maometto muore nel 632.
La predicazione di Maometto e la guerra di conquista viene portata avanti dai suoi successori che prendono il nome di
califfo (vicario/successore in lingua araba). Ci sono 4 califfi che si succedono dopo la sua morte e portano il raggio di
espansione verso nord.

ASPETTI
In questo fenomeno di espansione emergono alcuni aspetti molto importanti:
- Tassazione,per i musulmani è bassa, devono pagare una decima allo stato.
- I non convertiti (o meglio, i politeisti) specialmente nel momento iniziale della diffusione della religione
islamica pagano una tassa maggiore rispetto ai credenti. Ma questa tassazione è molto inferiore rispetto a
quella che era stata imposta dai bizantini.

All’interno di questo mondo cominciano a farsi avanti delle divisioni e delle fratture interne: la prima fra a cittadini di
Medina e quelli di La Mecca. Medina era dove si era rifugiato mentre la Mecca rimane la più importante e permette
l’espansione e il successo di Maometto. La sua famiglia poi era di la mecca.

I medinesi reagiscono e diventano i sostenitori di Alì, il genero di Maometto che aveva sposato sua figlia.
Maometto alla sua morte indica come successore Omar, un membro della tribù di cui faceva parte. Alì era vicino come
legame famigliare. A medina si da sostegno alla posizione di Alì, che però viene assassinato nel 661.
Ovviamente dopo la sua morte i cittadini di Medina si riconoscono nei successori di Alì, creano una scia, un partito (
sciiti). Gli sciiti sono perseguitati in maniera molto sanguinosa.

OMAYYADI (671-750)
Dopo la morte del 4° califfo elettivo (Qurays) si impone al vertice del mondo musulmano una dinastia ereditaria. Si
affida il governo del mondo musulmano ad una dinastia, e il potere passa d’ora in poi di padre in figlio. Anche questa

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dinastia viene dalla tribù dei Qurays quindi continua questa rivalità interna al mondo musulmano. E’ la dinastia degli
Omayyadi.
Di fatto all’inizio dell 800 quando in italia Carlo Magno è nominato imperatore il dominio musulmano si estende da
Samarcanda alla spagna. Espansione notevole! La capitale è spostata a Damasco, a nord, area più centrale.
Un altro aspetto importante è la rottura del monopolio marittimo dei bizantini! Tentativo di nuova espansione su
tutto il mediterraneo. Questo monopolio viene spezzato e il potere bizantino viene ridotto moltissimo! Questo creerà
moltissimi problemi al mondo bizantino.
Con l’espansione musulmana si diffonde poi la lingua araba, di Maometto e della religione islamica.
Serie di conquiste importantissime che si giustificano col fatto che negli eserciti musulmani sono integrate le
popolazioni acquisite che accolgono la religione. Conquistano subito gli animi delle persone, la popolazione in massa
accoglie questa nuova religione. Le ragioni per cui questo avviene sono moltissime: ad es l’Egitto aveva risentito
moltissimo di alcune eresie. I musulmani vengono poi a volte visti quasi come liberatori perché il governo bizantino in
certi casi era stato molto duro con le popolazioni. Con la conversione viene data la possibilità di entrare nell’esercito
arabo. (Ad esempio i Berberi non sono arabi ma vengono dall’Africa Settentrionale, accolgono la religione islamica e
conquistano la penisola iberica.)

Aspetto fondamentale del mondo musulmano è l’incredibile commistione fra sfera temporale e spirituale: ad es.
concetto di jihad ( = guerra legale, guerra imposta dalla legge per ampliamento dei confini della religione).
La sunna è un’altra tradizione di testi affiancati al corano nella quale sono raccolti i discorsi di Maometto.
La parola di dio è il Corano e la sunna è ciò che ha detto Maometto e indirizza la vita del fedele.

ABBASIDI (750-1258)
Col 750 e l’uccisione di Alì si forma un partito dei seguaci del parente più prossimo di maometto, la Sci’a -> sciiti ,
partito che si oppone agli Omayyadi che sono considerati degli usurpatori (mentre i primi 4 califfi erano comunque
stati scelti, la famigflia degli Omayadi invece è come se si fosse imposta!).
Gli sciiti si diffondono soprattutto in Iran.
Nel 750 gli Ommayyadi sono logorati dagli sciiti e disarcionati, si impone al loro postro la dinastia degli Abbassidi,
discendenti di uno zio di Maometto. A distanza di più di un secolo una famiglia sempre originata dai Qurays impone il
suo potere al vertice del mondo musulmano.
Capitale spostata da Damsco a Baghdad perché sono più legati alla parte orientale.

In questo impero così vasto cominciano anche a nascere esperimenti di autonomia: la Spagna è governata in maniera
del tutto autonoma perché si crea un nuovo organismo territoriale con capitale Cordoba (capitale di Al-Andalus).
Questo esempio che riguarda l’occidente è importante perché fa capire che agli estremi dell’impero esistevano delle
autonomie che erano governate da un AMIR, cioè un principe.

14/11/2016
EMIRATI REGIONALI
Nella seconda fase della storia islamica, quella diretta dalla dinastia degli abbasidi (750-1258), si crea un problema.
L’impero islamico si è diffuso su tutto il bacino meridionale del mediterraneo e sul medio oriente. Governare un
territorio così vasto rappresenta un grosso problema soprattutto perchè se è vero che le popolazioni conquistate
avevano accolto la religione erano però popolazioni con costumi e usanze completamente diverse tra loro → cosa
succede? Che si creano delle realtà non indipendenti dal califfo di Baghdad (dinastia Abbassidi) ma con un forte grado
di autonomia, e queste realtà vengono chiamate EMIRATI perché al vertice di queste realtà ci sono gli Emiri (> Amir,
principe da cui deriva anche la parola ammiraglio).
Gli emirati sono autonomi, il più interessante è quello spagnolo di al-Andalus con capitale Cordoba che rappresenta
l’entità più forte nella penisola iberica, così forte da scontentare le unità più piccole, come i musulmani della
catalogna.
• In Africa (Ifriqiya) emirato di Cairuàn (Tunisia) sotto la dinastia degli Aglabiti (Saraceni che devastano le coste
del Mediterraneo occidentale)
• Taranto (riconquistata dai Bizantini nell’880)
• Emirato di Bari 842-871 (abbattuto da franchi-longobardi)
• Inizio X secolo: in Africa i Fatimidi (discendenti da Fatima) subentrano agli Aglabiti, stabiliscono la capitale al
Cairo, conquistano La Mecca, assumono il titolo di Califfi

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L’africa sta perdendo il suo ruolo di granaio dell’Europa, sta perdendo la sua importanza economica, comunque si crea
nell’africa settentrionale l’emirato di Cairuan (Tunisia), in questo emirato si costituirà la dinastia degli Aglabiti che con
le loro scorrerie depredano le coste del mediterraneo occidentale.

Anche in Italia si formano delle realtà musulmane indipendenti molto interessanti, ad es un emirato si crea a Taranto
che poi verrà riconquistata dai Bizantini nell’880. I bizantini che hanno abbandonato l’italia cercano sempre di
mantenere il controllo su alcune posizioni sul mare.
Altro emirato è quello di Bari (842-871) a Bari si alternano tre emiri (anzi tre capi locali perchè i primi due non
ottengono il riconoscimento da Bagdad). L’imperatore Ludovico II organizzerà una spedizione che durerà 2-3 anni che
porterà alla caduta di questo emirato perché la presenza musulmana rappresentava un problema per chi doveva
vivere in quei territori.

IL CALIFFATO FATIMITA
Questo mondo entra in crisi perché non riesce a governare tutto il territorio: nascono i principati periferici che
scalfiscono il potere centrale, ma c’è una frattura più importante: si impone in Egitto la dinastia dei Fatimidi (che
rivendica la discendenza da Fatima, figlia di Maometto) e che quindi si ricollegava alla branca sciita dell’islam,
dall'Egitto questa dinastia riesce a prendere su tutti i territori musulmani dell’occidente, conquistano La mecca e
Medina e la Palestina. A un certo punto quindi nasce un califfato a Il Cario e allo stesso tempo continua a vivere un
califfato che ha sede a Bagdad → mondo che si spezza. Una di queste esperienze si richiama all’islam sciita e l’altra
all’islam sunnita. Questa è l’esperienza massima del mondo sciita.
L’emirato di Cordova e tutta la Spagna fanno ancora riferimento all’emiro di Bagdad (riferimento morale e non reale).

I TURCHI
Su questa realtà divisa in modo netto piombano i TURCHI, non nel senso che fanno una invasione ma in senso militare.
I Turchi sono una popolazione asiatica di origine mongolica che si è spinta in occidente, sono reparti di truppe militari
che vengono assoldati dal califfo di Bagdad per sostenere la pressione del califfato del Cairo che vuole unificare tutto il
mondo islamico. I reparti militari turchi cominciano ad essere (un po’ come è accaduto per il mondo romano) così
importanti che riescono ad avere una importanza politica.
Intorno all’XI secolo vediamo che il sultano, che è il comandante in capo delle milizie turche, incomincia a esercitare
un potere politico vero e proprio, da questo momento in poi il califfo diventa una figura che rappresenta il potere
religioso, che rappresenta il successore di maometto ma il potere reale viene esercitato dal sultano.
Come è avvenuto nel mondo carolingio in cui di fatto comandava il maggiordomo di palazzo, anche nel mondo
islamico il sultano prendere il sopravvento.
Al Califfo di Baghdad rimane la funzione di rappresentare dal punto di vista religioso l’unità del mondo islamico.

LA SICILIA MUSULMANA
 652-827 periodo molto lungo! Attacchu occasionali.
I musulmani (Saraceni) d’africa organizzano continue spedizioni a danno di tutto il mediterraneo, l’obiettivo è di fare
razzia, ma ad un certo punto su alcune realtà incominciamo ad avere interessi di conquista.
Alcune basi verranno create in posti impensabili come in Provenza (che prende il nome di Frassineto) che sarà la base
per fare scorreria a danno della Francia. Da questa colonia partiranno spedizione che devasteranno tutta la Francia
fino a quando i franchi non prenderanno il sopravvento. La stessa cosa accade sul fiume Garigliano, colonia
musulmana fortificata, fiume tra Lazio e Campania, dove i musulmani fondano una colonia.
Sono questi punti di appoggio che nascono e scompaiono, ce ne dovevano essere altri che però non ci sono giunti con
le fonti.
Basi di appoggio  allargamento territori conquistati  conquista definitiva della Sicilia. Ad un certo punto quindi
comincia una conquista vera e propria che che si conclude con la conquista di Taormina che era una roccaforte
bizantina della sicilia orientale.
La conquista della Sicilia è diversa, è un intero territorio posto sotto il controllo diretto dei musulmani d’africa.
 827 inizio invasione
Nel 902 controllano completamente l’isola: cade Taormina, ultima roccaforte bizantina. La conquista è stata lunga
perché i bizantini erano interessati a questo territorio, il controllo della Sicilia era un elemento importante nella
politica navale bizantina. Ecco perchè i musulmani impiegarono moltissimo tempo a conquistare l’isola.

 Nel 948 in Sicilia viene fondato un emirato.


L’emiro per essere tale deve essere riconosciuto dal califfo, in questa data quindi chi comandava la sicilia viene
riconosciuto come emiro dal potere centrale.

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La dominazione musulmana in Sicilia dura un paio di secoli poi arriveranno i normanni che nel 1072 con la conquista di
Palermo da parte di Ruggero di Altavilla faranno finire l’esperienza musulmana in Sicilia.

La popolazione Sicilia rimarrà a lungo legata al mondo musulmano, la grandezza del regno normanno sta nel fatto di
aver saputo convogliare tutte queste energie (musulmani, bizantini, normanni) a favore della corona normanna. Per
esempio il musulmano poteva restare fedele alla sua religione. Ad un certo punto soltanto si passa all’eliminazione dei
musulmani.

I CAROLINGI
LUDOVICO IL PIO (814-840)
Si torna a pensare a una unità del mondo cristiano occidentale grazie all’essenza di più eredi. Carlo Magno non aveva
in mente la ricreazione del mondo romano ma aveva in mente il riconsolidamento di un potere che lui aveva costruito
nel centro dell’europa.
Questa realtà molto forte porta dentro un principio di debolezza che deriva dalla mentalità franca: l’idea che il potere
pubblico sia qualcosa di personale del re, come una proprietà privata e che quindi alla morte del sovrano possa essere
divisa tra i suoi figli, questo principio mette a repentaglio la costruzione di questa unità. Questa mentalità aiuta un
processo di disgregazione che ha però degli aspetti di carattere etnico, culturale e geografico. durante il regno di CM
c’era giù stata questa idea di dividere il regno tra i figli del sovrano.
Ma nell’814 è vivo solo uno dei figli di CM (Ludovico il Pio che aveva governato l’Aquitania, parte sud orientale della
Francia). che eredita tutto il mondo carolingio. L’impero di CM non si frantuma subito solo perché l’erede è uno solo.

REGNO ITALICO
Ma ci dobbiamo ricordare che a un figlio di CM, pipino, era stato assegnato il titolo di re d’Italia, morto pipino aveva
lasciato un figlio Bernardo a cui viene dato il titolo. Ludovico il Pio riconosce a Bernardo la facoltà di governare l'Italia
ma quando si rende conto che Bernardo può rappresentare un problema non solo l’unità dell’impero ma anche per la
sua posizione, Bernardo viene accecato e costretto a diventare monaco e tutto torna nella mani di Ludovico. Ludovico
capisce che Bernardo non ha ambizioni personali ma è spinto dall’aristocrazia italica e quindi Ludovico si scaglia contro
questa aristocrazia, viene introdotta una nuova aristocrazia. Il potere viene attribuito ad altre famiglie provenienti
dalla Francia. C’è l’eliminazione del ceto di governo in Italia che aveva spinto Bernardo verso la rivolta, in questo modo
Ludovico riporta l’orbita dell'Italia in quella del governo franco (epurazione: ricambio dell’aristocrazia dominante)

POLITICA INTERA
Il governo di Ludovico il Pio si caratterizza per una serie di operazioni diverse da quelle del padre soprattutto verso la
spiritualità. CM era soprattutto un capo militare, Ludovico dimostra di avere le sue capacità militari ma è un uomo
molto più portato alla vita religiosa e da molta importanza alle strutture ecclesiastiche, monastiche e diocesane.
Attuerà una politica di espansione dei grandi monasteri con donazioni e soprattutto sceglierà nel mondo ecclesiastico i
suoi collaboratori più stretti.
Ludovico prende dalle famiglie di origine Aquitana tutti i suoi più grandi consiglieri → la aristocrazia dell'Aquitania
subentra all’aristocrazia settentrionale che era più votata alle attività militari, l'aristocrazia Aquitana era più calma e
tranquilla poco propensa alle attività militare ed ecco che allora si ferma la politica di espansione messa in atto da CM.
Ludovico Pio vuole organizzare questa nuova entità che è stata creata dando un peso molto importante alla
aristocrazia aquitana e ai consiglieri ecclesiastici.
Molto importante la figura di Benedetto di Aniane, il secondo padre del monachesimo benedettino che è spalleggiato
dall’imperatore che gli da risorse economiche.

• Provvedimento di Ludovico 816: Ludovico rinuncia di fatto ad influenzare al scelta di abati e vescovi;
responsabilizza le chiese locali. Parallelamente però gli altri si rendono conto che è pericoloso abbandonare il
controllo della rete ecclesiastica. Ecco che emerge una sorta di schizofrenia nei governanti franchi.
 Ecco che Lotario, figlio dell’imperatore, nell’824 quando Ludovico era ancora vivo , promulga un editto la
constitutio romana.

• Constitutio romana, 824: si obbliga il papa prima di essere eletto a prestare giuramento di fedeltà
all’imperatore. Siamo in un momento in cui è ancora il potere politico che controlla quello religioso.

817 ORDINATIO IMPERII


Nell’817 (Ludovico muore nell'840) con la Ordinatio Imperii Ludovico il Pio dispone le cose per la sua successione, alla
sua morte l’impero deve essere suddiviso tra i suoi figli:

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- a Ludovico il Germanico è attribuita la parte orientale del dominio franco
- a Pipino le regioni occidentali (Aquitania)
- tutto i resto rimane nella disponibilità dell’imperatore che si associa il primogenito Lotario

Nella mentalità di Ludovico c’è l’idea di un impero che deve mantenere una egemonia sulle altre realtà, i figli minori
devono avere delle realtà piccole e meno potenti che devono essere controllate dal figlio maggiore. Ludovico
immagina una sorta di governo collegiale che però è diretto dall’imperatore. Ludovico il Pio cerca di mettere insieme
la mentalità barbarica con l’idea privata di potere e quella romana che il potere è qualcosa di pubblico.

SECONDA FASE DI GOVERNO 825-840


Nella seconda fase del suo governo si notano dei cambi di direzione notevoli dalla parte di gestione del potere. Questo
cambio coincide con un nuovo matrimonio con Giuditta di Sassonia, la nascita di un altro figlio che mette in crisi la
scelta precedentemente fatta. Si verificano all’interno della corte una serie di rivolte contro il sovrano perchè Ludovico
ha cambiato gestione di governo, perchè sta affidando il potere a famiglia dell’area Sassone, è evidente che le famiglie
che si riconoscono vicine ai uno dei tre figli precedenti sentono il potere minacciato da questo figlio che sta crescendo
e che comincia a pretendere una parte in questa divisione che non era stata prevista.
• Notiamo l'allentamento dall'imperatore di vecchie famiglie e la comparsa di nuovi personaggi come
Agobardo, personaggi che provengono dalla parte più orientale dell'impeInfluenza di consiglieri
tradizionalisti, legati alla concezione franca della pluralità dei regni e alla concezione patrimoniale del potere
(Agobardo di Lione; Wala)
• Fine della politica espansionistica = insoddisfazione dell’aristocrazia militare (verso la formazione di clientele
vassallatiche)
• Fase di rigermanizzazione

LA FINE DELL’UNITA’
Nell’840 quando muore Ludovico(nel frattempo è morto Pipino, 838, che avrebbe dovuto governare l’Italia) la
situazione è radicalmente cambiata, c’è Carlo (il Calvo), figlio di Giuditta l’ultima moglie che comincia ad affermarsi
come rappresentante di questa grande aristocrazia di grande forza militare. Dopo la morte di Ludovico i figli si
scontrano.
Lotario sconfitto nel 481 nella battaglia di Fontenoy dagli altri due fratelli, Ludovico e Carlo, che rafforzano l’alleanza
nell'842 con il giuramento di Strasburgo. Sconfitta la posizione di quanti puntavano sull’unità dell’impero.

842 GIURAMENTI DI STRASBURGO


L’esercito di Carlo il Calvo ( franchi occidentali) giura in tedesco con l’esercito del fratello, i capi dell esercito di
Ludovico il germanico (franchi orientali) giurano in lingua romana  questo fa vedere l'importanza che le lingue
volgari stanno assumendo nella storia della lingua europea.
SI arriva alla vittoria completa, Lotario non può avere il sopravvento e si arriva a un accordo: trattato di Verdun 483.
Con l’accordo di Verdun si prevede una nuova divisione del territorio dell’impero del mondo franco diversa da quella
che aveva immaginato Ludovico il Pio.
1. A Ludovico il germanico viene attribuire un territorio molto più vasto, quasi quanto l’odierna Germania;
2. Carlo il Calvo ottiene quasi tutto il territorio che oggi chiamiamo Francia (tranne Borgogna e Provenza che
restano sotto l’impero).
3. A Lotario una striscia centrale, da nord a sud che divide i domini degli altri fratelli.
La forza dei due fratelli (Ludovico e Carlo) sta nel controllare due territori con una loro identità, tutto l'impero non
nulla sono realtà difficili da governare. Non a caso questi territori si divideranno immediatamente dopo.

15/11/2016
LA CRISI DEL MONDO CAROLINGIO
Divisione dei territori
Abbiamo visto che in almeno due momenti, poi 3 con la decisione finale, due imperatori in carica prima Carlo Magno
con la diviso regni dell 806 poi Ludovico il Pio con la ordinati imperi dell 817 hanno apparentemente deciso la stessa
cosa, cioè di dividere questo grande contenitore territoriale e politico in unità separate tra di loro. Ma non fanno la
stessa cosa.
Carlo magno nella sua divisione dei regni risentiva tantissimo dell’influenza germanica e dell’idea patrimoniale del
potere, poi sopravvive solo un figlio. Invece nella ordinatio imperii di Ludovico non c’è l’idea di dividere l’impero ma
l'idea di attribuire ai due figli minori il governo di due aree, c’è l’idea dell’unità dell’impero che ha due propaggini che
vengono attribuite ai due figli minori.

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Nel governo di Ludovico il pio due fasi:
- fase con aristocrazia aquitana, di area latina
- fase di rigermanizzazione in seguito al matrimoni con Giuditta di Sassonia e prevalgono a corte le grandi famiglie di
provenienza sassone, aristocrazia militare.
La prima fase, quando prevale l’elemento romano di una Francia che risente molto della tradizione romana, Ludovico
era arrivato a pensare a questa ordinatio imperii (non come CM che parla di divisio regni), ma con la morte di Pipino e
con l’arrivo di Carlo il Calvo con il prevalere dell’aristocrazia militare (parallelamente sta sfuggendo il controllo
dell’esercito che è controllato dalla grande aristocrazia), il risultato finale non è quello voluto da Ludovico perchè si
arriva a una divisione di due regni separati e una realtà centrale affidata all’imperatore, è una realtà che non ha
identità territoriale e culturale.
Si creano due entità politiche compatte che poi daranno vita alla Francia e Germania, in mezzo c’è qualcosa che non è
una unità compatta. L’imperatore che dovrebbe essere al di sopra dei due fratelli si ritrova in realtà a governare dei
territori molto difficili da governare (si va da Spoleto fino ai paesi bassi) e poi una unità territoriale che non ha nessuna
unità, è un composto di realtà molto diversi tra loro. Da questo contesto emergeranno realtà come l'Italia, la
Provenza, la Borgogna, l'Alsazia e la Lorena e i paesi bassi. Una realtà molto composita mentre altri due poli
diventeranno centri di attrazione per altre due aree perchè hanno una realtà molto composita e anche una idenittà
linguistica che si sta affermando.
L’imperatore Lotario si ritrova a gestire il territorio in mezzo che dovrebbe fungere da cerniera ma invece diventa
preda degli appetiti degli altri due fratelli.

ULTERIORI FRAMMENTAZIONI
Quando nell’885 muore Lotario (colui al quale è stato destinato il titolo di imperatore) il suo dominio viene diviso tra i
figli:
- a Ludovico II viene attribuito il regno italico il quale a sua volta riceve il titolo di imperatore (titolo che si è
indebolito, gli rimane il governo dell’Italia che è una realtà non del tutto assorbita nel mondo franco) Il
governo di Ludovico II si caratterizza per diversi aspetti: spedizioni contro i musulmani. Ludovico II non può
non rispondere alle richieste di aiuto che arrivano dai cristiani dell’Italia meridionale, anche dal papa. Sarà
Ludovico II a eliminare l’emirato di Bari. Un altro obiettivo è il controllo dell’aristocrazia franco-longobarda, si
è formato sul territorio italiano una aristocrazia che controlla grandissimi latifondi e che mira all’autonomia
rispetto al mondo franco (già la rivolta di Bernardo non era dettata dalle sue mire di indipendenza ma
dall’aristocrazia che lo sosteneva e che pretendeva una sorta di autonomia), Ludovico II riesce a controllare
questa aristocrazia perché è l’imperatore ma non è altro che il re d’Italia. A Ludovico II viene attribuito il titolo
di imperatore che comportava l’onere e onore di essere il protettore della chiesa di Roma.
- Carlo ebbe la Provenza e il bacino del Rodano.
- A Lotario II viene affidata la parte settentrionale del territorio, l’area della Lorenza e l'Alsazia prende il nome
di Lotaringia (per Lotario II). Quando Lotario II muore nel 869 questa parte settentrionale verrà divisa tra
Carlo il Calvo e Ludovico il germanico.

CONTRASTI
Nell’875 muore Ludovico II che portava il titolo di imperatore, Carlo il Calvo si appropria militarmente del regno d'Italia
e riceve la corona imperiale a Pavia.
Ludovico il Germanico tenda di invadere i territori di Carlo il Calvo mentre questo è impegnato in Italia. Quell’Idea di
coordinamento tra i regni è fallita perchè questi sono contrapposti.
Nell 876 muore Ludovico il Germanico, Carlo il Calvo invade la parte orientale ma viene respinto da uno dei figli di
Ludovico il Germanico: Ludovico il giovane/il fanciullo.

INDEBOLIMENTO DEI CAROLINGI


887 muore Carlo il Calvo restano:
- suo figlio Ludovico il Balbo, rimane re di Francia ma è costretto per mantenere il potere a cedere territori,
diritti, potere alle grandi famiglie aristocratiche e questo indebolisce la monarchia, inizia la fase di
depauperamento da parte del re e inizia una divisione di territori, da questo momento il re governerà solo i
territori che appartengono alla sua famiglia, tutto il resto della Francia incomincia a diventare un pullulare di
staterelli autonomi in mano all'aristocrazia.
- Tre figli di Ludovico il Germanico: questo processo di divisione che in Francia è accelerato dall’aristocrazia in
Germania è causata dalla divisione tra i figli di Ludovico il Germanico: Carlomanno ottiene la Baviera e
Pannonia, Ludovico il giovane Franconia, Sassonia, Turingia, Carlo il Grosso la Svezia e la Lorena.

36
CARLO IL GROSSO
Tra tutti questi personaggi emerge Carlo il grosso che nell’881 riesce a diventare imperatore.
Nell 882 Carlo il Grosso rimane l’unico carolingio in vita e di fatto riesce quasi a riaccorpare, almeno a livello teorico, il
territorio franco.
! Ma i territori sono nelle mani delle grandi famiglie aristocratiche!
 Un esempio ci è fornito da Bosone che si fa eleggere re di Provenza dalle grandi famiglie che operano nel sud della
Francia. Questa grande autonomia spinge le grandi famiglie a scegliersi un re diverso.

Nell 887 Carlo il Grosso viene deposto da un’assemblea dei rappresentanti delle grandi famiglie aristocratiche del
mondo tedesco/franchi orientali.

FINE DELL’EUROPA FRANCA


Al suo posto viene eletto Arnolfo di Carinzia, un nipote di Ludovico il Germanico → si cerca sempre di mettere ai
vertici del regno qualcuno che potesse vantare un legame di sangue con i carolingi (anche Bosone vantava di questo
legame di parentela).

Nell 888 Carlo il Grosso viene deposto anche dea Franchi occidentali e viene sostituito con Oddone, conte di Parigi.
Oddone vanta una ascendenza carolingia e viene incoronato re dalla famiglie aristocratiche.
Il problema di questa area di questo secolo diventerà di tipo difensivo: da nord premono i vichinghi, da sud i saraceni
ecc. I carolingi non riescono ad organizzare la difesa nei confronti delle minacce esterne e ad un certo punto prenderà
il potere colui che sarà in grado di difendere il territorio e la popolazione.
In Italia non avremo mai una dinasta forte perchè nessuno dei personaggi che porterà il titolo di re d’Italia riuscì ad
organizzare la diFEsa dalle razzie. Oddone organizza la difesa della franca settentrionale dai Normanni. Il re deve
difendere gli interessi delle persone che sono sul territorio.

In Italia la corona regia viene assunta da Berengario marchese del Friuli figlio di Gisella (discendenza regia).

Le corone finiscono nelle mani di principi territoriali che sono dotati di grandi terreni di ampie clientele vassallatiche,
controllare vastissimi beni vuol dire avere una rete clientelare che ti deve in cambio servizio militare e quindi
costituiscono un esercito. Principi territoriali che vengono scelti da altri principi per assolvere la funzione della corona
regia.

Il risultato finale al momento della morte di Carlo il grosso nell’888 è quello nella cartina.
Regno di Provenza è vacante, Regno di Borgogna , Germania e Francia e Italia. Comunque una compagine unitaria fino
a quel momento risulta divisa in 5 grandi regni, l’unita che era riuscito ad ottenere la politica franca dopo decenni di
disgregazione e faide interne è crollata e cominciano a nascere le nuove realtà.
L’Italia non riuscirà mai a trovare un suo ruolo perchè non riesce a trovare una dinastia forte capace di imporre il suo
potere.

Abbiamo visto l’impero carolingio come si decompone a distanza di più o meno 100 anni dalla sua creazione, abbiamo
parlato della ricerca di una nuova unità dopo la caduta dell’impero romano in part realizzata con l’impero carolingio
che subisce questa battuta di arresto e seguono decenni di grande confusione. SI tornerà con la dinastia sassone a
parlare di impero romano, un impero che rappresenta una entità con pretese di universalità, questo vuol dire che
l’imperatore da questo momento in poi sarà sempre tedesco e pretenderà di esercitare la somma dei poteri temporali
su tutto il mondo cristiano indipendentemente dalla realtà, questa pretesa in alcuni momenti verrà assecondata
anche dai re degli altri regni (quando magari sono deboli). In questo momento però il tentativo di riunificazione
sembra essere fallito.

LE NUOVE INVASIONI
I POPOLI DEL NORD
Noi siamo abituati a pensare alle grandi invasioni come un fenomeno che riguarda il V secolo d.C. Ma dobbiamo
tenere conto che ci sono altre popolazioni.
Nell’europa orientale restano le popolazioni slave.
I normanni, le popolazioni della Scandinavia, incominciano a minacciare le coste di questo nuovo mondo che si sta
armando. Abbiamo gli arabi che vogliono conquistare il mediterraneo. Queste nuove invasioni barbariche
cominceranno a diventare un vero problema per il mondo occidentale nel IX-X secolo ma è importante ricordarsi che il
problema delle invasioni dopo quelle germaniche non è finito.

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E’ curioso notare il fatto che secondo la tradizione tutte le popolazioni germaniche provenivano dalla Scandinavia così
come dalla Scandinavia provengono quelle popolazioni che minacceranno il nord dell’Europa nel IX-X secolo.

I normanni sono popolazioni della Scandinavia raggruppate in tribù, ognuna di queste realtà è capace di organizzare
spedizioni con diversi obiettivi, nelle operazioni navali partono senza avere bene in mente quale sarà l’obiettivo:
attività commerciali, pirateria navale, conquista militare. L'attività che però è più praticata è l’attività di saccheggio a
lunghissima distanza, i normanni non possono saccheggiare i territori limitrofi ma organizzano queste spedizioni molto
lontane, arrivano nelle Asturie (Spagna), abbiano notizie di spedizioni che sono addirittura entrate nel mediterraneo e
saccheggiato coste della Sardegna e della Corsica. Abbiamo spedizioni destinate al saccheggio che arrivano molto
lontano.

I NOMI DEI POPOLI DEL NORD


Nelle fonti che ci sono rimaste emerge un modo diverso di identificare queste popolazioni ma noi sappiamo che sono
sempre scandinavi:
- VICHINGHI → utilizzato per quelli che vanno verso ovest (isole britanniche), vik (baia), vikingr (uomo della
baia=predone marittimo)
- NORMANNI → per quelli che si dirigono verso la Gallia (area continentale francese), normanni sono gli
uomini del nord (sono sempre le stesse popolazioni ma il nome cambia nelle fonti a seconda dei luoghi
sottoposti a devastazione), esperienza molto interessante quella nei confronti della Francia perchè porterà
ala creazione di un piccolo ducato la Normandia
- VAREGHI → var (giuramento) varingr (uomini uniti da un patto). Coloro che si spinsero verso sud est. Russia e
ucraina con cui avevano rapporti soprattutto di carattere commerciale ma anche saccheggi a danno delle
popolazioni slave. Molto interessanti questi gruppi tribali che si spingono verso sud navigando questi fiumi
perchè proprio dall’unione di questi gruppi e le popolazioni slavi nascerà la russia.
Da questi saccheggi poi nasceranno delle vere e proprie entità politico territoriali dal momento in cui si passa
dal saccheggio allo stanziamento

NORMANDIA
Nel 911 Rollone, capo normanno di origine norvegese, che riesce a controllare in modo stabile una zona della
Neustria, la organizza e la difende dai franchi, arrivano a minacciare Parigi. Si arriverà a un accordo con queste
popolazioni e verrà riconosciuto al capo di questa tribù il titolo di conte. Si crea una contea che fa parte del regno di
Francia ma che viene controllata dal capo della tribù nordica. Questa contea riuscirà ad allargarsi anche dal punto di
vista territoriale. Assorbirà i costumi e l’uso dei franchi.

Nel 1066, uno dei discendenti di Rollone, Guglielmo duca di Normandia organizzerà una grande operazione di
conquista in Inghilterra. Sconfigge le varie realtà anglosassoni e crea il regno di Inghilterra che sarà uno dei
protagonisti della storia europea. Nella battaglia di Hastings l'esercito inglese è stanco perchè aveva appena
combattuto contro i vichingi e viene sconfitto. Il duca di Normandia diventa re di Inghilterra e successivamente
arriverà a controllare metà della Francia e incomincerà a pretendere il titolo di re sulla Francia (radici della guerra dei
100 anni).
Il duca di Normandia, che è feudatario del re di Francia, diventa re di Inghilterra.
Guglielmo il conquistatore importa in Inghilterra una cultura che è quella francese perché i normanni stabiliti in
Francia hanno assorbito la cultura, gli usi e i modi di governare dei franchi, importano in Inghilterra il sistema feudale.

RUSSIA
Nelle pianure russe sono insediate popolazioni di etnia slava. Sono tribù che si compongono e scompongono a
seconda delle esigenze del momento.
IX-X sec: espansione scandinava verso est (SVEDESI): Su questi territori cominciano le popolazioni scandinave ad
esercitare una sorta di controllo dal punto di vista commerciale, risalendo il corso dei grandi fiumi (Dvina, Volga,
Dnepr) riescono a commerciare con il cuore profondo della Russia e in queste realtà creano le loro colonie
commerciali.
Gli invasori vengono chiamati nelle fonti locali Rus, termine slavo che forse significa “rematori”.
E’ interessante notare che questi gruppi che arrivano sul territorio russo formano dei veri e propri principati (creati tra
le colonie e le popolazioni native, non ci sono ostilità)come quello di Novgorod e quello di Kiev, che saranno il nucleo
della Russia.

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POPOLI DELL’EST
Gli slavi (idea etnica discutibile, sono aggregati tribali che si formano nella pianura dei Carpazi che arrivano a contatto
con la nuova realtà romano-germanica costituita in occidente) non riescono a sfondare il mondo franco che
militarmente è molto forte e quindi gli slavi si fermano nelle pianure dell’europa orientale e su queste pianure si
formano in popolazioni stabili (Da nomadi che erano) e formano la Serbia, Croazia, Boemia, Polonia, Slovenia ecc.
– La Boemia verrà inquadrata come ducato nel regno ottoniano

21/11/2016
I MAGIARI/UNGARI
Altra grande minaccia del mondo carolingio è rappresentata dai popoli stanziati ad est, essenzialmente popolazioni
slave.
In questo settore della geografia politica europea si inserisce un gruppo di popolazioni diverse da quelle slave, di
origine mongolica, gli Ungari o Magiari (in teoria discendenti degli Unni).
• Alla fine del IX secolo nuova invasione di popolazione ugrofinnica: i Magiari o Ungari dalle regioni del Don e
del Volga >>>> si stanziano in Pannonia sotto la guida del principe Arpàd (scorrerie in Francia e Italia)
Dinamica simile a quella delle prime invasioni ma esito diverso, c’è una stabilizzazione di questa popolazione nella
Pannonia e da questo momento in poi quell’area che era diventata di instabilità da quel momento diventa l'Ungheria,
cioè un tassello stabile nella costruzione degli stati europei. Tutto questo avviene con il sovrano Arpad che porta i
magari in Ungheria e da li partono le incursioni stagionali : scorrerie, schiavi, tributi ecc.
I Bizantini pagavano dei tributi e gli ungari razziano nell’occidente. Gli ungari assaliranno con sistematicità tutto
l’occidente, arrivano sui paesi bassi, scendono in Italia e in una spedizione arrivano a sud di Bari, devastano anche i
monasteri e vanno via.
• 955 sconfitti da Ottone I a Lechfeld (Baviera)
• Ottengono il riconoscimento imperiale con Ottone III
• Vaik assume il nome cristiano di Stefano (il Santo) figura mitica della storia magiara che intorno al 1000
riunificò tutte le tribù ungheresi e fondò il regno (canonizzato da Gregorio VII nel 1083).

- Europa del Nord risente della invasione vichinga


- Europa meridionale abbiamole incursioni saracene
- E da Est invasioni

Chi vuole mettersi a capo del mondo carolingio deve essere in grado di difendere. La dinastia dei conti di Parigi
subentra a quella dei carolingi perché organizzano la difesa contro le invasioni del nord.
La razzia più impressionante è il saccheggio di Pavia nel 924, Pavia è la capitale del regno italico, tutti quei sovrani
Berengario, I , Guido ecc non riescono a difendere il territorio e neanche la capitale del loro regno. Le aree, al di là dei
tentativi in Spagna, che sono sottoposte costantemente a questa pressione sono La pianura padana, la Sassonia e la
Lorena → ecco perchè a farsi carico di dare una frenata a queste invasioni sarà l’imperatore Ottone I.

Cosa accade altrove in questo momento? In Italia, Il Papa cercherà di organizzare delle spedizioni, difendendosi dai
saraceni.
In Germania: la corona dei re di Germani, del re di Franchi Orientali va in mano della famiglia dei duchi di Sassonia: si
ha dunque un frazionamento del mondo tedesco. Da questo punto di vista delle disgregazioni, il territorio tedesco è
molto simile a quello italiano. Si ha difatti un Frazionamento dei ducati etnici: la Germania, che si allontana dalla
Francia, a sua volta risente delle etnie stanziate nel territorio.
A Nord della Germania sono stanziati i Sassoni ( che avevano dato filo da torcere a Carlo Magno nell’unità dell’Impero
e che si convertirono tardi) più a sud ( nell’angolo sopra la svizzera) gli Svevi ( ducato di Svevia) a fianco dell’Austria,e
poi il ducato di Baviera. Sono tutti germani, ma in realtà tribù diverse le une dalle altre. In questo mondo, i duchi di
Sassonia sono i primi a cogliere l’eredità carolingia. Questa promozione del re di Sassonia si giustifica nella difesa del
confine orientale: Ottone di Sassonia, duca di Sassonia e poi imperatore, deve giustificare il proprio potere per la
difesa dagli Slavi: nel 955 a Lechfeld ( vicino ad Augusta in Baviera) riesce a fermare un grande corpo di spedizione
magiaro e lo sbaraglia pesantemente: da quel momento in poi i Magiari non attaccheranno più lì. Ecco come si
impone una dinastia: ci saranno imparentamenti tra le varie dinastie regnanti e con la conversione al cristianesimo
viene risolto il problema dei Magiari.
Nel 1006 il re di Ungheria si convertirà con tutto il suo popolo al cristianesimo e assumerà il nome di Stefano ( il primo
re cristiano di Ungheria: primo re cristiano che diventerà mitico,soprattutto quando ,giungendo i Turchi, gli Ungari si
faranno baluardo della cristianità). Ottone di baviera prende il potere, perché difende il territorio.

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I Magiari in Italia: entravano nel Friuli e, una volta entrati nella Pianura Padana, non incontravano ostacoli geo-fisici e
dilagavano senza la resistenza dei popoli locali. Attraversano poi tutta la costa adriatica per ritornare verso nord.
Queste sono spedizioni di razzia. Berengario II, poi duchi di Spoleto ( che assumeranno il titolo di imperatore, senza
averlo) non riusciranno a controbattere a queste popolazioni. In Italia nessuno è in grado di giustificare il loro potere,
almeno nella difesa del territorio, come invece accade per Ottone di Baviera. La funzione di difesa viene meno in Italia
e i re di Italia saranno sempre re deboli.
E’ importante capire che le invasioni del X secolo, che minacciano il vecchio impero, permettono la supremazia e la
nascita di nuove dinastie ( giustificate dalla loro capacità di difendere il territorio da pressioni esterne), come quella
dei capetingi ( con risonanze storiche successive: i Borboni saranno un ramo cadetto della dinastia dei Capetingi).

LE TRASFORMAZIONI – EUROPA POST CAROLINGIA


DAL COMITATUS ALLA CONTEA
Mondo carolingio cerca di difendersi dalle pressioni esterne.
 Tra IX e X sec si sfalda il potere comitale. Il potere del re non è più in grado di controllare direttamente questo
grande territorio, anche a causa delle nuove invasioni.

NUOVI REGNI
L’Europa sul finire dell’era carolingia a causa della lotta tra i pretendenti di aree diversi, si sta creando un’identità
francese e una tedesca.
Nel mondo franco vediamo due tendenze: una di rigermanizzazione l’altra di approfondimento dell’unione tra mondo
germanico e latino, quest’ultima si sviluppa nell’area francese (soprattutto nell’Aquitania). Questi due mondi
lentamente si allontanano. Abbiamo visto le invasioni dei popoli del nord, sono invasioni da tribù che vivono nei fiordi
della penisola scandinava cercano nuovi territori. Mettono sotto attacco il regno franco.
Tutto questo indebolisce l’idea stessa di impero che si frantuma e nascono le due entità a livello di grande politica.

A livello territoriale vediamo nascere sulle periferie nuovi poteri che non fanno riferimento più a un potere centrale
ma a cui interessa solo la gestione del territorio.
I signori che avevano un castello formano delle signorie fondiarie, dei poteri che avrebbero dovuto gestire un potere
pubblico ma in realtà si appropriano del territorio governandolo privatamente.

FRANCIA
Viene deposto nel 888 Carlo Il Grosso e si afferma la dinastia dei Robertingi, (Oddone duca di Paricgi). Al potere della
dinastia dei carolingi subentra la dinastia locale → i Robertingi sono rappresentanti dei grandi proprietari terrieri. I
Carolingi vengono scalzati perchè non sono in grado di organizzare la difesa dalle invasioni.
Durante il regno dei Robertingi però ad un certo punto torna al governo un carolingio: Carlo Il Semplice, un
discendente di Carolingi, si vede riconosciuta la successione regale.

Carlo il Semplice ebbe un regno travagliato: nel 911 accetta il dominio dei Normanni su una parte della Neustria, non
riuscendo a fermare le loro invasioni. La Normandia viene concessa ma non smettono di fare incursioni e la usano
come base per fare incursioni. Le grandi abbazie francesi testimoniano il terrore dell’arrivo di questi uomini del nord.

Da questa situazione che dure quasi un secolo, la soluzione la avremo nel 987 quando gli esponenti delle grandi
famiglie feudali eleggo Ugo di Capeto re di Francia perchè Ugo Capeto ha dimostrato le sue capacità militari
difendendo Parigi dai Normanni, Parigi è il primo centro che riesce a resistere all’invasione.
Ugo Capeto diventa il punto di riferimento della grande aristocrazia feudale → da lui nascerà la nuova dinastia dei re
di Francia i Capetingi.

GERMANIA: REGNO TEUTONICUM


In Germania la corona di re dei franchi orientali passa nelle mani di duchi di Sassonia, la Germania in questo momento
era organizzata in ducati di gruppi etnici. Il mondo Germania era caratterizzato da una frammentazione
impressionante, a questo frazionamento si arriva in tappe successive. Il primo frazionamento lo abbiamo con i grandi
ducati etnici.
La Germania risente delle etnie che si sono stanziate sul territorio, a nord c’erano i sassoni (protagonisti delle
rigermanizzazione del mondo carolingio) che hanno un loro duca che risponde poi al re di Germania, più a sud c’è il
ducato di Svevia, a fianco il ducato di Baviera, la Lotaringia.
Abbiamo dei grandi ducati che risentono delle popolazioni che si son stanziate sul territorio. In questo mondo i duchi
di Sassonia sono i primi a raccogliere l’eredità carolingia.

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Ottone di Sassonia (936-973), diventato re di Germania, organizza la difesa militare di tutto il territorio, naturalmente
lui particolarmente interessato perché la Sassonia risente delle invasioni slave. 955 ferma i Magiari e diventa il punto
di riferimento vero ed acquista autorità, non solo è re , perché è eletto, ma ha dimostrato la capacità. Dio dimostra,
concedendogli la vittoria, che il re è capace di stare al trono ( mentalità cristiana). Nella nuova mentalità della regalità
che si sta formando in Europa c’è comunque una commistione tra mentalità romano-cristiana e quella barbarica.

Ottone riesce a sconfiggere più volte gli slavi. Come fa Ottone di Sassonia a rispondere a questa iniziative di un popolo
così ostile? lo fa riorganizzando l’esercito e creando una cavalleria leggera. La cavalleria feudale era una cavalleria
pesante che nel momento dello scontro deve avere un codice di comportamento preciso, c’è un qualcosa di
regolamentato. Di forte a gruppi militari come quelli degli ungari armati leggermente perché puntavano molto sulla
velocità dello spostamento.
Nel 955 gli Ungari perdono a Lechfeld perchè si scontrano con avversari veloci come loro e quindi sono obbligati a
combattere. Li sconfigge così pesantemente che non si ripresentano più. Riesce a risolvere il problema delle invasioni
dell'area orientale grazie a operazioni militari prima, poi diplomatiche, accordi matrimoniali e conversione al
cristianesimo delle popolazioni. (Diventa il re vittorioso in battaglia e così dimostra di essere benvoluto dalla divinità e
pochi anni dopo gli verrà conferito il titolo di imperatore.)
Tripartizione del mondo medievale: uomo che lavora contadino, uomo che prega contadino, uomo che combatte → la
terza categoria deve difendere chi prega e chi lavora, la funzione di difesa in Italia viene meno e quindi i re di Italia
saranno sempre deboli, sono dei sovrani insignificanti incapaci di governare al di fuori dei territori della loro famiglia.)

Ottone li costringe a stringere degli accordi e questa sconfitta li porta all'accettazione del cristianesimo. Nel 1001 il re
di Ungheria decide di battezzarsi con il nome di Stefano → questo segna il cambiamento radicale nei comportamenti
di una popolazione che da questo momento diventa stanziale e nasce il regno di Ungheria.
Il successo di questa grandi invasioni di razzia è la velocità degli spostamenti. Dalle forze locale che sono interessati a
difendere le loro sostanze e le loro vita nascono le nuove dinastie che fronteggiano questa minaccia e in questo modo
assicurano la loro esistenza: in Francia i Capetingi, in Germania la dinastia di Sassonia, e in Italia nessuno.

ITALIA
L'Italia era stata attribuita all’imperatore, al primogenito. In questa lotta il ramo italiano viene riassorbito e di fatto
eliminato.
Cominciano ad imporsi come gestori del potere locale i grandi feudatari, in particolare il marchese del Friuli
Berengario. Il Friuli è la porta di Italia e chi governa il mondo carolingio lo sa e per questo era stata creata una marca
molto grande, e quindi chi governa quella regione ha il titolo di re.
Questo titolo gli viene contestato dal duca di Spoleto: Guido.  due aree con a prevalenza l’uno o l’altro.

Dal 926-946 abbiamo Ugo di Provenza, sovrano di Provenza, che riesce ad avere la corona italiana ma non riuscirà a
governare il territorio.
A lui subentra il marchese d'Ivrea, Berengario II nel 950, lui non riuscirà a imporre il suo potere su tutto il territorio
d’Italia.
Nel 962 Ottone I si impone in Italia, Ottone di Sassonia che era il re di Germania, che aveva sconfitto i magiari e gli
slavi, viene chiamato da una parte della grande aristocrazia italiana a risolvere problemi che Berengario non riesce a
risolvere. Ottone da questo momento avrà nelle sue mani il controllo del regno di Germania e di Italia. (Ottone
rappresenta il secondo fondatore dell'impero medievale) .
955 Ottone I sconfigge gli slavi e ferma i magiari, Ottone I diventa il punto di riferimento e acquista autorità, non solo
è re per la nomina ma perchè ne ha le capacità.

NUOVE INVASIONI
Impero è diventato qualcosa ancora di diverso da quello carolingio, l’impero degli ottoni si chiamerà impero romano
ma avrà perso la Francia.
In questa nuova realtà si attua il potere dei Normanni che aggrediscono il mondo normanno fino a che non vengono
fermati da Ugo Capeto, i normanni vengono assorbiti integralmente nella struttura della Francia, da questo momento
in poi sono francesi. I normanni che partiranno dalla Normandia per conquistare l'Italia meridionale sono in realtà
francesi, portano il sistema francese, porteranno al cultura del mondo francese.
Quando nel 1066 Guglielmo conquista Inghilterra porta la cultura francese → stessa cosa Italia meridionale. Questo è
uno dei risultati delle invasioni. Questa area della Normandia è un’area che è in grado di espandersi in nuove direzioni

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Molti dei fenomeni politici che si svilupperanno in seguito dipendono da queste invasioni che mettono in discussione
l’organizzazione del mondo carolingio che cerca di difendersi e adatta le sue strutture interne alla difesa.
Tra IX e X secolo si sfalda l’organizzazione del mondo carolingio, questo grande impero che CM ha conquistato e poi
organizzato insieme a suo figlio, dal punto di vista amministrativo era diviso in circoscrizioni minorI dette contee.
Le marche sono un insieme di contee poste in situazioni strategiche (al confine con il mondo nemico). Questa rete di
circoscrizioni amministrative è affidata nelle mani dei conti (magistrato pubblico di fiducia del re), la contea non è di
proprietà del conte. In un primo tempo il re nomina i conti. Questa organizzazione che è piramidale, al vertice
abbiamo il re, sotto i conti e il conte all’interno della contea ha una serie di funzionari e di vassalli che controlla in sua
vece. Questa forma di governo piramidale viene indicata come piramide feudale perchè c’è un rapporto di fedeltà
diretta tra chi sta sopra e chi sta al di sotto.
Il governo feudale così come pensato da CM funzionava perfettamente, il re utilizza una serie del personale itinerante
solitamente composto da coppie di personaggi (conti palatini) per andare a controllare cosa facevano i vari conti nel
territorio. Questi personaggi vengono inviati continuamente a controllare quello che facevano i conti sul territorio.
Ma con il tempo si indebolisce l’autorità del re (Carlo Magno vive il prestigio delle sue imprese militari, Ludovico il Pio
mantiene una grande autorevolezza ma i personaggi successivi sono meno capaci, sono incapaci a volte di assicurare
la difesa del territorio e degli uomini).
A fronte di un governo centrale debole aumenta il potere di chi governa la periferia, potere che si trasforma da potere
di nomina a potere ereditario. Il potere nelle periferie diventa così forte che i conti pretendono che la loro carica sia
ereditaria. Questo riconoscimento avverrà nella fase finale del mondo carolingio.
Carlo il Calvo organizza una spedizione militare a Kiersy, in quel momento i conti presenti nel suo esercito dicono che
andranno con lui ma se moriranno in battaglia egli dovrà dare i loro territori ai figli → momento della ereditarietà dei
grandi feudi (ma il re concede qualcosa solo in quel momento ma è il riconoscimento di qualcosa che sta avvenendo
già da tempo e che avverrà sempre più frequentemente, non ci sarà ami un atto ufficiale). I conti avevano l’appoggio
del potere militare.
Nei piccoli feudi l’ereditarietà si affermerà nei fatti e non nel diritto, con la costitutio de feudis verrà riconosciuto ai
piccoli feudatari che combattevano a fianco dell’imperatore contro l’arcivescovo di Milano l’ereditarietà dei feudi. Ma
non è un provvedimento generale.

22/11/16
Nel X secolo ci sono nuove invasioni, diverse da quelle barbariche perchè non provocano grandi mutamenti strutturali,
le invasioni germaniche avevano creato il crollo dell’impero romano, la nascita di nuove entità politico territoriali.
Questo nuove invasioni creano molti problemi ma non determinano grandi stravolgimenti dal punto di vista politico.

Tutto sommato l’europa prosegue per la sua strada ma alcune trasformazioni a livello geopolitico sono legate a queste
invasioni:
- la nascita della russia,
- l’insediamento in Normandia che determina a sua volta due grossi eventi:
 la nascita del regno di Inghilterra così come noi lo intendiamo,
 la conquista dell'Italia meridionale.

ITALIA MERIDIONALE
CA. 1000
In Italia, la situazione è molto disordinata: troviamo il ducato di Spoleto, comprendente a volte l’Abruzzo, il Molise ( a
volte prevalgono i Longobardi di Benevento, a volte il ducato di Spoleto), dopo di ché gli eredi dell’ultima resistenza
longobarda : Capua, Salerno che poi si divideranno tra loro in piccole contee e gastaldati. Si tratta di piccoli potentati
locali.
Poi si creerà una crisi del cristianesimo dell’Italia Meridionale: incursione delle popolazioni di fede islamica.
La persistenza di Capua, Amalfi e Gaeta, che poi diventeranno autonome, diventa un punto di aggancio tra il mondo
islamico e quello occidentale ( franco). Grotte di San Michele: rimangono il baluardo dei Longobardi: sito di origine
longobardo, arrivavano quasi a ridosso del mare,mentre i Bizantini controllavano la costa. La rotta più lunga verso
Genova serviva di più al mondo francese, mentre alcune città costiere della Puglia erano costellate da emirati, che
hanno messo in pericolo questo controllo dei Bizantini.
Per l’impero bizantino era molto più importante controllare il confine orientale, perché da lì potevano arrivare delle
forze esterne. Ad oriente saranno i musulmani ad impensierire i Bizantini: i musulmani grosso problema. I bizantini
dunque trascurano il problema in Occidente.

42
Altro problema saranno i Saraceni, che occuperanno alcune località costiere della Puglia, parte della Sicilia e la costa
della Sardegna. Qui siamo di fronte a delle entità completamente diversa per cultura, etnie, persistenze del mondo
latino ( città costiere del Tirreno).

In questo panorama arrivano i Normanni, piccoli gruppi di mercenari nel XI.


Due grandi tradizioni che ci parlano del loro arrivo:
- una attorno al 1040 un gruppo di Normanni, in viaggio verso la terra santa, si erano fermati a San Michele
arcangelo sul Gargano ( in tutte le società militarizzate vi era una predilezione per questo santo). In questa
circostanza questo gruppo avrebbe incontrato un personaggio, ossia Melo di Bari, cacciato dai cittadini della
sua città. Avrebbero avuto un accordo militare per rendere indipendente la sua città
- Altra tradizione: sempre in viaggio verso la terra santa: nelle coste del Tirennico coinvolti sempre nelle lotte
dei potentati locali, In questo caso si data primo decennio dell’XI secolo.

Gli storici hanno sempre detto che c’è un’incongruità: se si accetta l’uno, non si può accettare l’altro. Diatriba sciocca,
Non è detto che se vero uno non lo sia nell’altro.

Quello che interessa a noi è che questi gruppi militari in Normandia non hanno più sfogo (nella società feudale franca
era ereditato solo dal primogenito, mentre nei longobardi erano divisi tra tutti i figli). Nel mondo normanno dove
ormai il sistema di divisione è diventato di uso comune, considerato anche la prolificità delle famiglie normanne, si
crea una grande folla di cadetti che non hanno ruolo politico, e quindi devo trovare sfogo militare o sfogo religioso.
Quindi in gran parte partono in cerca di un ruolo preciso. Questi gruppi arrivano in Italia meridionale e trovano una
situazione favorevole all’insediamento, o comunque trovano un impiego infatti i principati sono sempre in guerra uno
contro l'altro.
I normanni incominciano a insediarsi in alcuni punti dell'Italia meridionale.
Dai principi per i quali combattono incominciano ad ottenere denaro, cavalli e poi terre.
Fondano contee con queste terre: Contea di Melfi e Contea di Aversa.
Da questi territori incominceranno lentamente ad espandersi, perché loro monopolizzano l’attività più importante:
quella militare. Sono preparati, si compattano tra di loro e diventano un ulteriore elemento di frammentazione
nell'Italia meridionale. Questi piccoli principati lentamente si espanderanno e arriveranno a ricomporre l'unità almeno
geopolitica del meridione d'Italia. Infatti da piccoli territori creano delle grandi entità territoriali, si arriva al Ducato di
Puglia e principato di Capua.
Le conquiste furono guidate da Guiscardo di Altavilla. Gli Altavilla sono una famiglia di cavalieri cadetti che prendono il
sopravvento e riescono a unificare i piccoli principati in Italia meridionale. In tutto questo i bizantini vengono eliminati
lentamente.

Da questa famiglia un figlio cadetto Ruggero I. Ruggero II, il figlio di Ruggero I ( che aveva posto la conquista in Sicilia),
nel 1130 riunificherà tutto i domini, nel 1127 muore l’unico ramo di Altavilla dei duchi di Puglia. Pare che il duca di
Puglia abbia indicato nel testamento come erede il nipote Ruggero II di Puglia, il quale sarebbe sbarcato con l’esercito
per questa eredità. A lui si oppose Umberto II ( divisione nella Chiesa di Roma di cui parleremo dopo), principe di
Capua. Ebbe la meglio Ruggero: questo avviene tra il 1127-1130. Successivamente AL Principe di Capua furono tagliati
i tendini, accecato e fatto morire nel sotterraneo, quando cercò di sollevarsi contro Gugliemo I: metodi cruenti, per
compattare il potere: visto come re cattivo, ma il realtà faceva tutto quello che facevano i re in questa epoca.
Poi il figlio di Gigliemo I, viene chiamato il bonaccione, conosciuto come Guglielmo il buono: la storia riesce a ribaltare
le scale di merito presenti sul terreno. Comunque grande obiettivo raggiunto: questo mondo viene organizzato dalla
presenza normanna che porta alla nascita del regno di Sicilia.

Nel 1059 ci fu il concordato di Melfi, i normanni ottengono il riconoscimento del loro potere da papa Niccolò II
Le conquiste finiranno nel 1071 quando prenderanno l’ultima roccaforte bizantina rimasta in Puglia: Bari (conquista
che termina nel 1091).
Il controllo della Sicilia offrì nuove opportunità e prospettive ai normanni che trovarono qui molte risorse agrarie, una
tradizione di governo e una cultura derivata dal dominio islamico.
Nel 1085 la morte di Guiscardo porta una divisione del dominio tra la Sicilia (nelle mani del fratello Ruggero I) e la
parte continentale (Ruggero Borsa figlio di Guiscardo).
Questa frattura verrà ricomposta solo nel 1127 da Ruggero II che nel 1130 assunse il potere regio e diede inizio al
periodo di massimo splendore del dominio normanno. La capitale viene posta nella città di Palermo.
Il dominio di Ruggero II e dei suoi successori (Guglielmo I e Guglielmo II) dovette subire ripetute ribellioni da parte dei
baroni.

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Ruggero II nel 1140 promulgò le assise di Ariano: codice di leggi destinato a tenere sotto controllo l'autonomia del
potere baronale e ad affermare con forza l'esclusivo diritto regio di emanare le leggi, inoltre vengono istituiti i
giustizierati.

Per il papato la presenza normanna è una vera e propria minaccia.


Alla morte di Ruggero II (1154) ci sarà una grande rivolta dei feudatari sostenuta dal papato, dall’imperatore
bizantino, dall’imperatore tedesco. I normanni rappresentavano una eresia politica, siamo di fronte a un mondo che si
vorrebbe governato dalle grandi compagini universali: l’impero tedesco e quello bizantino (papato). I normanni creano
un regno dal nulla, il papato e l’imperatore non sopportano questo. Ruggero viene chiamato tiranno perchè si era
appropriato di un territorio non suo.
Il sovrano di Sicilia, Guglielmo I, sconfigge in una serie di battaglie assedia e distrugge la città di Bari, Bari era la città
più importante e i baresi si erano ribellati contro il sovrano. Nel 1160 Guglielmo I fa radere al suolo Bari, viene
risparmiata solo la chiesa di S. Nicola.
Nel 1169 Catalogo Baronorum, descrizione analitica dei patrimoni e dei doveri militari nei confronti della corona, una
lista che aveva evidenti potenzialità in termini di controllo politico e fiscale del territorio.

Ruggero II ebbe il consenso da Anacleto II, antipapa: da quel momento ,anche se non ufficialmente, nasce il regno di
Sicilia. E i Bizantini? Quando i Normanni prendono Bari, ultima roccaforte bizantina rimasta in Puglia, i Bizantini si
allontanano dal gioco politico dell’Italia. Oltre all’azione militare, contarono molto i legami familiari: Molti si
spostarono con gli esponenti dei principi longobardi. I Bizantini inviarono un esercito attraverso un cataplano. Ci fu
una parvenza di resistenza, spesso inviavano un comandante con denaro e questo avrebbe dovuto coagulare le forze,
ma le forze non c’erano. Bari lungo tutto questo decennio ha cercato di essere autonomo dal governo Bizantino: i
ribelli esiliati. Su Bari invece avevano mantenuto un controllo ferreo i Bizantini ( fiscalismo forte, non c’era tanta
benevolenza dei Baresi nei confronti bizantini). Nel 1156 il Papato ufficialmente riconosce il regno di Sicilia, quando
ormai Ruggero II era morto. In realtà precedentemente desiderava impedire la formazione di uno stato unitario
nell’Italia Meridionale: Il papato infatti era tranquillo, perché al sud non c’erano forze unite per minacciare le forze
pontificie. I Normanni si fermarono a Tronto, ma potevano avanzare verso Nord. Alla morte di Ruggero II: rivolta di
grandi nobili contro il figlio Guglielmo I, questa lotta fu sostenuta dal Papato. Lotta ai confini internazionali: a
sostenerla il Papa, l’imperatore bizantino ( con denaro per i ribelli) e l’imperatore di Germania ( interessato a
conquistare l’Italia Mediterranea). I re di Sicilia, Ruggero (nelle fonti bizantine lo chiamano “tiranno”), prese un
territorio che non spettava a lui. I Bizantini sostenevano infatti che l’Italia fosse di loro competenza e il Papato pure:
erano d’ accordo solo sul fatto che i Normanni in Sicilia non dovevano stare. Guglielmo detto anche il Malo ( tutto è
detto su di lui), parte da Palermo con il suo esercito, assedia e distrugge la città di Bari: distrutta completamente, Bari
città importante dell’Italia mediterranea. 1160 distrutta Bari, in piedi solo la Chiesa di San Nicola. C’è una fonte che ci
racconta questi episodi e ci fa capire la mentalità di questo re. I baresi avevano distrutto la cittadella, dove erano
assediate le guarnigioni del re. “ Voi non avete avuto pietà della mia casa e io non lo avrò per voi”. E’ l’ottica di chi
gestisce il poter con il terrore. Il terrore come potere di governo, per impedire che si possa andare oltre il sovrano re è
succube). Nel 1161 Maione di Bari ( Maione di Bari, primo ministro, capo dell’esecutivo. Secondo gli avversari, è lui
che governa e il esecutivo) assassinato dai feudatari, perché invidiosi del fatto che un figlio di un venditore d’olio
fosse arrivato lì.
Nel 1156 Adriano IV, forse unico papa inglese della Storia, si ha il riconoscimento ufficiale dell’Impero: concordato di
Benevento, che accoglie l’esistenza di questo regno: Il papato poi non interverrà più. Le successive rivolte saranno
tutte rivolte interne poi influenzate a creare il policentrismo normanno. Nasce come non come organo unitario:
contea di San Valentino. Con gli Altavilla si ha l’unificazione del regno. Morto il re, forze centrifughe cercano di
dividere i territori, come il conte di Loretello (sulle pressioni del governo centrale, abbandona Bari e si rifugia dal
papa: nell’accordo tra il papa e il re di Sicilia, non c’è la consegna dei prigionieri. Poi da vecchio, il conte di Loretello
sarà riammesso nel regno e riotterrà la sua contea), o come i principi di Capua. Poi in seguito si avranno rivolte
successive per ottenere un ruolo di potere a corte, veri e propri partiti ( alcuni degli ecclesiastici, dei borghesi,
feudatari: in realtà partiti molto complessi, ma che lottano per il potere: quando un partito si afferma, cerca di togliere
a quel partito il loro potere). Un altro momento di grave crisi per il regno normanno dell’Italia Meridionale sarà
quando il piccolo Ruggero viene incoronato dai Rivoltosi; si fa dimettere il re: lotta a Palermo, che riguarda solo il
governo Palermitano : questo è un altro tipo di rivolta che non mette in pericolo l’unità della monarchizzazione.
Esistono quindi 2 tipi quindi di lotte interne.
Nello scontro tra papato e impero, i Normanni saranno poi i sostenitori più forti del papato: anche nella lotta tra
comuni e imperatori, c’è un grande protagonista,ossia i Normanni di Sicilia che mandano tanto denaro a sostegno
dell’autonomia dell’Italia comunale . I protagonisti i quell’accordo sono gli ambasciatori del re di Sicilia. Questa
situazione frammentata che abbiamo visto all’inizio viene risolta da questo processo territoriale dei Normanni e
soprattutto dei Normanni di Sicilia.

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Di fatto L’Italia SUCCESSIVAMENTE sarà poi divisa in 3 parti : Italia del Sud ( Angioini poi Aragonesi), Lazio Pontificio (
umbra, marche, Romagna, Lazio) e l’Italia del centro-nord dalla toscana in su, l’Italia delle autonomie cittadine.

Grande varietà etnica nel regno normanno in Sicilia:


 Gaeto Pietro, tesoriere, alla morte di Ruggero II fu soggetto delle persecuzioni contro i Musulmani.
nei momenti di pericolo, i Normanni se la prendono con i musulmani : Gaeto Pietro, Musulmano, fu
costretto a fuggire con parte del tesoro regio. Lingua dei documenti in latino e in greco, ma arabo
anche presente ( lingua greca comunque ancora utilizzata. Enrico Aristippo, uno dei funzionari di
Guglielmo I era di famiglia greca). La grandezza di questo regno sta proprio nell’aver saputo
realizzare tutto quello che il re riteneva buono nelle varie culture.
 Nelle fonti si evince un Gualtiero, Gualtiro Ophamil: Secondo gli storici si trattava di un grande
ecclesiastico inglese (of the mill): quale prova migliore che c’era un contatto tra la Normanni di
Sicilia e quelli d’Inghilterra? in realtà non era così: ma probabilmente nelle fonti il termine era era
Prothophamiliarios: cancellata la prima parte di questo termine e l’ultima si aveva una lettura
errata, come se fosse un termine di origine inglese: precedentemente lettura errata . Termine
proveniente dal greco, significa primo ministro del re.

Gugliemo I viene Chiamato il Malo: il figlio invece viene chiamato il bonaccione, conosciuto come Guglielmo il buono:
la storia riesce a ribaltare le scale di merito presenti sul terreno. Comunque grande obiettivo raggiunto: questo mondo
viene organizzato dalla presenza normanna che porta alla nascita del regno di Sicilia.

Anche con l’ arrivo degli Ungari, si avrà un assetto geopolitico in Pannonia.

Dinamiche simili a quella delle prime invasioni:


Con Arpad si stanziano in Pannonia: PORTA I Magiari in Ungheria. Da lì portano scorrerie che hanno come fine
devastazione e razzia oppure ottenimento anche di tributi, preventivi( dopo la minaccia di razzia). Gli ungari danno
fastidio ai Bizantini quando Ottone li ferma, li sconfigge e l’unica area di sfogo per lo loro razzie diventa l’area
bizantina.
- Incursioni stagionali ( rapide scorrerie, schiavi, tributi).
- 924 saccheggiarono Pavia
- Pianura Padana, Sassonia Lorena sottoposte alle maggiori pressioni dei Magiari. Poi Ottone I nel suo operare
nel 962 potrà essere eletto re d’ Italia, per la sua forza difensiva dei Magiari. Crea una cavalleria leggera, la
cavalleria feudale era pesante, ma i cavalieri combattevano a piedi, i cavalli con tutto il peso, non riuscivano a
reggere anche quello del cavaliere. Gli Ungari erano cavalieri leggeri, senza corazze e appesantimento del
cavallo, puntavano molto sulla velocità dello spostamento: la razzia è improvvisa, la cavalleria pesante era
avvistata maggiormente. I cavalieri destinati a fare razzia, trovandosi a che fare con un esercito grosso,
ripiegano . La scaltrezza di Ottone sta nel fatto di scontrarsi con gli Ungari sul loro stesso campo, ossia con la
cavalleria leggera. Nel 955 a Lechfeld, i Magiari perdono, perchè gli avversari lottano con la cavalleria leggera.
Ottone li sconfigge e li costringe a rinunciare alla loro attività di razzia.Questo cambierà l’atteggiamento degli
Ungari che non attaccheranno più i territori tedeschi e quelli a nord. Seguirà poi l’ accettazione poi del
cristianesimo. Nel 1001 ( alcuni 1006) il capo dell’Ungheria si battezza e prende il nome di Stefano. Questo
crea un cambiamento radicale nei loro comportamenti: questa popolazione diventa stanziale e nasce
l’Ungheria, uno dei geo-pilatsri dell’Europa Balcanica (gli Asburgo poi governeranno 2 grandi mondi: l’Austria
da un lato e l’ungaria da un lato ( impero austro-ungarico fino alla prima guerra mondiale). Austria e Ungheria
rappresenteranno un pilastro che determinerà le sorti dell’Europa e anche dell’Italia. Anche i saraceni
comparivano velocemente con le loro flottiglie veloci, saccheggiavano tutto e andavano via velocemente:
questo valeva sia per gli eserciti sia per le flottiglie di Mare. Dall’altra parte c’è un’incapacità di organizzare la
difesa, non solo tecnica,ma anche organizzativa: non c‘è nessuno che organizza la difesa. I Franchi incapaci di
cumulare le forze difendersi e poi PREVALGONO le nuove dinastie locali, che risolvono questo problema e
assicurano la loro sopravvivenza: in Germania Ottone, in Francia i capetingi, in Italia nessuno, perché nessuno
è capace di realizzare questo compito. I Re italiani incapaci di difendere il loro territorio.
-
La conclusione di queste spedizioni e di tutte queste minacce: assorbimento della minaccia. Diventa difficile ottenere
lo stesso risultato con i Saraceni: lì la minaccia sarà risolta con la difesa. All’inizio non ci sono organismi che possono
ottenere la difesa contro i Saraceni, poi nell’Italia Meridionale la costruzione del regno di Sicilia mette fine il dominio

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dei saraceni: Anzi avverrà il fenomeno opposto: conquista delle coste africane da parte dei detentori del potere in
Sicilia ( gli Angioini per esempio).

Nell’Italia Meridionale: nel 1130 Ruggero I re di Sicilia . Nel 1140 ad Irpinia organizzazione definitiva nel regno:
province divise in giustizierato. A capo della provincia il Giustiziere: i giustezierati limitano la tendenza alla fuga che le
realtà locali hanno. Parallelamente a queste vicende, avvengono dei fenomeni che riguardano un po’ tutto il territorio
carolingio. Nascita di tutti i principati territoriali, che mettono in discussione il potere del re su tutto il territorio. Nel
1180 ormai i capetingi amministrano la Francia per 4 generazioni: i Capetingi governavano solo un piccolissimo
territorio: da questo momento in poi lentamente la dinastia aumenta il controllo diretto del territorio. Il potere del re
soltanto nei territori controllati dalla sua famiglia.

I POTERI SIGNORILI
Profonda militarizzazione del territorio
Il re prima pensa che sia anormale che siano i figli ad organizzare il territorio che il re aveva affidato il padre.
Ereditarietà dei feudi e dei poteri autonomi: capitolare di Quierzy ( Carlo il calvo) 877, il re è costretto Ad assicurare
che il loro feudo possa passare nelle mani dei loro figli primogeniti. Se nelle spedizioni militari, il figlio combatteva col
padre si organizzava tutto in base all’ereditarietà del feudo da parte della famiglia: senza questi accordi non sarebbero
mai partiti in guerra, per combattere per il re. Poi entità assodata che nessuno metterà in discussione. Questo
impoverisce il potere centrale. Domani vedremo come i feudi minori 509 anni dopo anche entreranno in questo
meccanismo di ereditarietà che contribuirà ad indebolire il potere del re.

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24/11/16
Mondo romano crolla sotto la spinta delle popolazioni germaniche.
Si perde l’unità del mediterraneo e nascono i regni romano barbarici. In questo quadro emerge la comagine dei
franchi che riesce a predominare sulle altre realtà.
Da questa nuova divisione nasceranno i REGNI FEUDALI che poi si chiameranno regni nazionali, nasceranno anche le
due componenti con pretese universali del mondo medievale: i
- il papato (fino all’XI secolo il papa di Roma gode di una supremazia morale all’interno della chiesa ma sulla
struttura ecclesiastica il papa non riusciva a influire, il papato che detta legge non solo in maniera di fede ma
anche di riorganizzazione delle strutture ecclesiastiche nasce solo nell’XI secolo, in questo secolo il papato si
pone al vertice della struttura ecclesiastica e pretende anche di esercitare il potere temporale.)
- -la Germania (con Ottone I di Sassonia si torna a pensare ad un sovrano che è destinato a governare tutta la
cristianità).
Nello scontro tra questi due poteri si crea un vuoto sul territorio: nessuno governa le piccole realtà, che stanno
godendo di rinascita economica e sociale. Forte presenza delle città.

Nelle città vive e opera il vescovo. Il vescovo aveva accumulato moltissimi patrimoni fondiari.  EIGENKIRCHEN
fenomeno delle chiese private! Nasce un insieme di famiglie nobili e aristocratiche attorno al vescovo.
Nello stesso periodo in cui si rafforzano queste due grosse identità si avvia il processo di nascita delle nazioni e al
tempo testo diventano preponderanti questi due poteri universali che arriveranno a scontrarsi tra di loro. Quando due
entità pretendono di fare la stessa cosa si arriva allo sconto: militare, culturale ecc. Questo scontro tra due grandi
unità che operavano soprattutto nell’Italia settentrionale che sta godendo di una rinascita demografica e economica
che è la rinascita della città.
La situazione italiana è fortemente urbana, l’Italia è il terreno delle città, ci sono stati secoli difficili che hanno
indebolito la presenza delle città ma questo non sono mai scomparse. Sono le regioni più fortemente romanizzate che
risentono di questo modo di abitare urbanizzato.

A partire dall’XI secolo con l’introduzione di nuovi sistemi di coltivazione, come l’aratro di ferro e la rotazione delle
culture → tutto questo riattiva il meccanismo del commercio che a sua volta rimette in funzione delle città e porta a
una crescita di popolazione che non trova più sbocco nelle campagne ma si riversa nelle città, la città italiana torna ad
avere numeri consistenti dal punto di vista della popolazione.
Viene meno l’apporto dell’imperatore e gli subentrano le realtà locali, le comunità cittadine si organizzano spesso
intorno al vescovo e si autogovernano. Quindi noi abbiamo delle istanze di carattere nazionale, delle istanze di
carattere imperiale, e delle istanze di carattere prettamente locale → questo è il panorama nel XI secolo.

IL PAPATO
Il papa vuole governare anche il potere temporale perché tutto proviene da dio, il rappresentante di dio sulla terra è il
papa che quindi esercita sulla terra sia potere spirituale sia potere temporale. Siccome il potere temporale si occupa
del benessere dei corpi e quello spirituale delle anime, quindi quello spirituale più importante e quindi se ne occupa il
papa direttamente, quello temporale invece viene esercitato da collaboratori. La pretesa è di aver il potere universale
sul mondo cristiano.
Quando abbiamo parlato del mondo franco abbiamo accennato al fenomeno delle chiese o monasteri privati
(EIGENKIRCHEN); le chiese fondate da grandi famiglie, quindi da dei privati che affidano questi beni alle chiese ma poi
controllano questa chiesa. C’è una sorta di patrimonializzazione della chiesa: la famiglia controlla sia i suoi beni donati
sia la chiesa. C’è una influenza del potere laico su quello religioso. C’era un interesse da parte delle famiglie la figura
del vescovo.
A Roma c’era l’intenzione di governare l’elezione del papa. Ci sarà ad un erto punto l’elezione di 3 papi
contemporaneamente, esponenti di grandi famiglie.

Ci sono due pericoli per il clero: la simonia e il nicolaismo.


La Simonia è la vendita dei beni dello spirito santo: ci sarebbe un certo Simon Mago che avrebbe offerto una grossa
somma di denaro a San Pietro per avere la capacità di fare i miracoli. Da Questo simon mago viene fuori il termine
della simonia, cioè la compravendita delle cariche ecclesiastiche. Chi ricopre un ruolo ecclesiastico perchè ha pagato
cade nel peccato di simonia che è un peccato gravissimo perchè vuol dire utilizzare le risorse terrene per acquisire un
impegno spirituale. Il sacerdote o vescovo deve essere scelto per la sua virtù. Siccome il vescovo e l’abate ricoprivano
dei ruoli molto importanti el grandi famiglie aveva interessi nell’intromettersi nella elezioni per cui utilizzavano i loro
mezzi per far diventare vescovo chi gli avrebbe dato vantaggi.

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L’altro problema è il nicolaismo, cioè il matrimonio o la convivenza con una donna ma soprattutto la possibilità di
procreare figli → nel momento in cui l’ecclesiastico ha dei figli, perchè i beni della chiesta finiscono per passare in
eredità ai figli. Il fatto che i grandi ecclesiastici avevano delle donne non era solo un problema morale era un problema
di natura economica perchè con la nascita dei figli il prete doveva pensare alla sussistenza dei figli e della moglie e poi
era portato a concedere in eredità o in uso dei beni che dovevano appartenere alla chiesa.

Questi due problema finiscono il minare la società ecclesiastica dell’epoca. Di tutto questo si rendono conto gli
imperatori, per primi quelli che succedono alla dinastia degli Ottoni. La dinastia dei duchi di Franconia si rendono
perfettamente conto del problema, aver un potere che sfugge alla logica della scelta dell’imperatore, indebolisce alla
rete di governo che sottosta all’imperatore. L’imperatore dice di operare per il bene per la chiesa ma c’è anche
l’interesse dell’impero che si serve di vescovi e abati per il governo del territorio.
Il problema è evidente nell’elezione dei pontefici che nella prima metà del XI secolo diventa una cosa locale gestita
dalle famiglie locali.
Noi ci ritroviamo con tre pontefici eletti a Roma nell’XI secolo, bambini esponenti di 3 famiglie che lottavano per il
potere. Enrico III convoca un concilio nel 1046 a Sutri depone i 3 papi e fa eleggere il suo cappellano che viene eletto
con il nome di Clemente II. Clemente II sarà un grande pontefice riformatore, lui vuole riportare il clero su
comportamenti più consoni e più corretti. L'imperatore fa la prima riforma della chiesa. La prima riforma della chiesa è
una riforma imperale. Da questa riforma il clero avrà maggiore consapevolezza e verrà reso più serio anche l’elezione
del papa.
Nel 1059 il papa Niccolò II promulga un decreto per regolare le procedure di elezione del papa. In una situazione del
genere non si capiva quale organo ecclesiastico doveva eleggere il papa. Niccolò II dice esattamente chi deve eleggere
il pontefice: la procedura elettorale viene riservata ai vescovi delle diocesi romane. Infatti Roma era divisa in diocesi.
SI crea u gruppo ecclesiastico ben preciso che decide chi fare il papa. I poteri laici e soprattutto quello dell’imperatore
vengono esclusi dalla procedura → questa cosa non era mai stata detta. Niccolò II esclude categoricamente
l’intervento di un laico nell’elezione del papa.
Nel 1073, data importantissima, eletto il papa Gregorio VII. Gregorio VII viene eletto per acclamazione popolare,
quindi secondo una procedura non canonica. Con questa elezione di Gregorio VII avremmo al vertice della chiesa di
Roma il papa che trasformerà il papato, farà diventar il papato il vertice della organizzazione ecclesiastica. Papa
interviene su tutte le questioni ecclesiastiche, qualunque questione interna alla chiesa di Roma può essere decisa dal
papa di Roma, e dice il papa inoltre che lui detiene temporale e quindi chi governa non deve questo potere a dio ma al
papa.

Gregorio VII
nel 1074 condanna delle investiture → i vescovi avevano anche esercizi del potere pubblico su un determinato del
territorio perchè l’imperatore gli attribuiva questi diritti. Hanno un grande patrimonio. Questo rapporto di investitura,
cioè che dei poteri vengano date dal potere temporale all’ecclesiastico finisce con il collegare al volontà del vescovo
alla volontà di chi gli ha concesso questi poteri. Queste investiture garantivano la lealtà dell’ecclesiastico al laico.
Gregorio VII se ne rende conto e condanna questa pratica, dice che l’elleclesiastico non deve ricevere nulla dal laico.
L’anno successivo nel 1075 elabora un documento stranissimo: dictatus papae, noi abbiamo un registro delle sue
lettere in mezzo a queste lettere troviamo un elenco di affermazione che non sappiamo a cosa fosse destinato. Da
questo elenco vista che il papa è il capo della chiesa e di tutti i poteri, anche quello dell’imperatore deve rispondere
del papa.
1075 dictatus papae
documento che testimonia il programma politico di gregorio VII. elenco di frasi .
“i pontefice romano sia l’unico ad essere di diritto chiamato universale”
“egli solo può deporre o reinsediare i vescovi” -> con questa affermazione il papa ci sta dicendo che il papa può
deporre un vescovo, può reinsediarlo, vuol dire che ha il diritto di ultima parola con tutto ciò che ha a che fare con il
mondo ecclesiastico
“egli solo può usare le insegne imperiali”
Di fatto nessuno può giudicare i papa, può solo essere giudicato da Dio
il papa può sciogliere dalla fedeltà i sudditi dei principi iniqui → c’è un livella mento dei principi laici. Il ruolo
dell’imperatore è abbassato.

Canossa, 1077
L’imperatore Enrico IV (imperatore) si oppone a questa politica, capisce l’intenzione del papa. La risposta di Gregorio
VII è la scomunica e scioglie i sudditi da giuramento di fedeltà. Dal punto di vista pratico l’imperatore non poteva
ricevere aiuto, nessuno gli poteva obbedire, è come se quella persona diventasse un appestato. Dal punto di vista
ecclesiastico significava non poter fare la comunione e neanche avere la salvezza dell’anima. Quindi l’impero si ritrova

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senza imperatore. I principi tedeschi vengono chiamati a scegliere un altro imperatore, tutto il potere che Enrico IV
aveva nelle sue mani viene annullato. I principi tedeschi approfittano di questa situazione temendo il grande potere
concentrato nelle mani dell’imperatore accolgono la scomunica del papa e si ribellano. L’imperatore cerca di
anticipare le mosse del pontefice. Gregorio VII si dirige verso la Germania per incontrare i principi e assisterai nella
elezione dell’imperatore. Una nuova elezione avvallata del papa sarebbe stata una grande minaccia per Enrico IV .
Quindi Enrico IV si sposta verso l’Italia. Lo scontro avviene a Canossa nel 1077. Matilde di Canossa è la feudataria di
questi territori, avrebbe dovuto governare quei territori per conto dell’imperatore. ma Matilde di Canossa è molto
legata allo spirito di riforma di Gregorio VII. Gregorio VII capisce che non basta difendere l’autonomia della chiesa, una
politica di difesa sarà sempre perdente , la politica della chiesa si difende andando ad invadere l’avversario. Enrico IV
arriva a Canossa e chiede di essere ricevuto dal papa. Enrico si umilia siccome il papa non lo vuole ricevere, rimane
due o tre giorni in attesa che il pontefice lo riceva e alla fine il papa riceve l’imperatore che si dichiara pentito. Questa
è la umiliazione di Canossa. Il papa di fronte al fedele che si pente dei suoi peccati e quindi deve concedere il perdono
→ etnico IV ottiene quello che vuole. Il pericolo che Enrico IV stava correndo è un pericolo eliminato. Quella che
sembra una grande sconfitta dell’imperatore non lo è in realtà.

1080 a Bressanone i vescovi tedeschi e lombardi depongono Gregorio VII e lo sostituiscono con i patriarca di Ravenna
Guiberto (Tedesco) e prende il nome di Clemente III. Clemente III segue la linea dell’imperatore. SI crea uno scontro
che è anche scontro militare. Nel 1081 Enrico IV fa una grande spedizione militare e arriva addirittura a Roma,
Gregorio VII chiede aiuto ai normanni, anche i normanni temono il potere dell’imperatore . L’imperatore viene
cacciato ma la città di Roma viene saccheggiata dai normanni. Gregorio VII lascia roma e segue le truppe normanne a
Sud e nel 1083 muore aSalerno. Sembra che di fatto la politica imperiale abbia preso la supremazia sul papato. ma
Gregorio VII ha lasciato un segno sulla politica papale, i nuovi papi proseguiranno su questa sua strada al contrario
degli imperatori che avranno idee più diverse.

Il concordato di Worms 1122


La grande eredità di Gregorio VII, cioè la volontà di riformar ella chiesa di Roma, è conosciuta come lotta per le
investiture che è una grande problema della storia medievale. Questo è uno scontro che si chiama lotta per le
investiture. Sul finire del XI secolo succede che ai vescovi venivano attribuiti dei poteri temporali pubblici da parte
dell’imperatore, tutto questo sottraeva il vescovo il controllo del papa. In Germania c’erano i vescovi conti, cioè
personaggi allo stesso tempo vescovi e conti su un determinato territorio. Queste figure in Germania erano molte; in
Italia queste figure sono pochissime. Questo scontro viene chiuso con cil concordato di WOrms del 1122 tra papa
Callisto II e Enrico V. Il concordato di Worms in realtà non conclude nulla. Il Concordato dice che nel regno di
Germania l’imperatore concede le investiture ad una persona dopo di che il capitolo della cattedrale decide il vescovo
a cui poi l’imperatore attribuisce i diritti delle cariche pubbliche → di fatto l’imperatore in Germania sceglie il vescovo
mentre in Italia attribuisce veramente i poteri pubblici al vescovo giù scelto.
Nella lotta per le investiture la chiesa getta le basi della monarchia papale.

25/11/2016
LOTTA PER LE INVESTITURE: tentativo di controllare le diocesi.
La città si identifica col territorio della sua diocesi: il vescovo per qualche secolo è l’unico vero punto di riferimento
cittadino.
La riforma è portata avanti dal partito legato al papato romano. Capisce che se vuole controllare i vescovi e portare
moralità al mondo deve riformare la situazione e vietare quest’uso dell’investitura. Deve impedire che un potere
politico sia attribuito a uno ecclesiastico. Problema papato-impero: i vescovi erano in Germania i rappresentanti
dell’imperatore, una sorta di funzionario pubblico. Quindi rispondevano alla volontà dell’imperatore. Il vincolo è la
lotta per le investiture: era difficile per l’uno o per l’altro avere il sopravvento.
Ci sono momenti di prevalenza per il partito imperiale, altri di ripresa del partito pontificio. Ci sono momenti in cui un
papa forte si trova di fronte a un imperatore debole ma ciò che appare chiaro è che il problema non può essere risolto
in maniera decisiva. Nessuna delle due parti in lotta è in grado di imporre la sua parte. --> CONCORDATO DI WORMS
Il vescovo era come un principe territoriale per la città. Se uno concede questo potere a una persona è chiaro che
vescovi e liturgie e sacerdoti non possono far altro che scegliere quella persona come vescovo se l’imperatore ha dato
tutte le prerogative a un canonico. Ogni vescovo aveva i suoi diritti pubblici attribuiti dall’imperatore al vescovo ma
solo dopo che la chiesa locale lo nomina come vescovo. Il risultato finale è che in germania l’imperatore continua a
esercitare una forte influenza nella scelta dei vescovi, in Italia no.

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L’IMPERO
Regno di Germania, Regno di Borgogna e Regno d’Italia. 3 realtà compatte che costituiranno l’impero sulle ceneri
dell’impero carolingio.
Nasce un nuovo impero con i Duchi di Sassonia. Il problema è che la Germania non sta andando in una dimensione di
compattezza: la Germania è divisa in principati di origine etnica. Tribù che si aggregano e si disgregano --> Sassoni,
Svevi, la Boemia slava etc. Differenze interne forti che rendono difficile la creazione di un regno compatto. Il processo
di accentramento del potere regio in Germania non riesce perché ci sono delle spinte centrifughe per cui si tende ad
avere la massima autonomia possibile rispetto al re di Germania. Il Re vorrebbe imporre il suo potere su altri duchi ma
non riesce in questo intento. In realtà il potere dell’imperatore e del regno di Germania è esercitato solo nel ducato
appartenente alla sua famiglia.
Ottone conduce una forma di difesa e espansione verso oriente che lo fanno diventare un sovrano autorevole che
impone il suo controllo sugli altri duchi. Appena muore un duca piazza un componente della sua famiglia nella zona.
Controllo molto personale.

I re di Germania sono formalmente ELETTIVI. Ci si riunisce e si sceglie il successore. E’ facile che gli elettori scelgano il
figlio del re defunto. I Duchi nell’elezione chiedono e ottengono sempre più autonomie. Questo processo di
rafforzamento del potere centrale non riesce a conoscere progressi neanche con un imperatore forte come federico
barbarossa. Non riesce nonostante tutto a rafforzare il potere regio in Germania. Nonostante il rafforzamento del
diritto romano e il rafforzamento dei vincoli feudali.

TRE REGNI
Uno dei regni che costituiscono l’impero è il REGNO DI BORGOGNA, creatosi con la divisione del regno carolingio. A
volte chiamato pure regno di Arles. Subirà frammentamenti continui.
Regno autonomo che nel 1033 passa sotto il diretto controllo dell’imperatore, che acquisisce il regno con
un’acquisizione territoriale. L’ultimo re di Borgogna decide di nominare come erede l’imperatore Corrado II. Corrado II
di S. Riesce a conquistare la Borgogna. L’esercito dell’imperatore era costituito anche da truppe italiane e forse pure il
conte di bologna partecipò a questa spedizione. Anche truppe delle nostre aree parteciparono a questa spedizione.
REGNO DI BORGOGNA 1033 DOMINIO IMPERIALE.
Regno acquisito molto tardi, gli imperatori non riescono a controllarlo bene perchè ci sono molte rivolte.

REGNO D’ITALIA si stanno rafforzando le autonomie cittadine.


In Italia il potere dell’imperatore non si rafforzerà quasi mai.

REGNO DI GERMANIA divisione in principati dinastici tutti a voler salvaguardare la propria autonomia: legame
duca/ducato imperatore. Il duca riceve ducato dall’imperatore. Questa fedeltà, va scemando perché l’imperatore non
è mai in grado di farsi ubbidire dagli imperatori.
I tedeschi, le famiglie di area germanica cominceranno a spostarsi verso oriente e a occupare questi territori (spinta
verso est, una delle direttive politiche di tutta la politica estera tedesca

DINASTIE (farlo sul manuale perché lui taglia per il monografico)


- SASSONIA 962-1024
- FRANCONIA 1024-1125: scontro col papato. I duchi di Baviera accampano una pretesa di successione al trono
IMPERIALE.
- SVEVIA 1138- 1254 : scontro con i comuni. Alla fine gli svevi sono coloro che prevarranno. Nuova dinastia dei
duchi di Svevia.

IL FENOMENO COMUNALE
LA FASE INIZIALE
Rinascita culturale. Età media più lunga, fattori culturali favorevoli e crescita demografica evidente.
Questo si riesce a constatare anche nella pratica: ad esempio nell XI sec la documentazione medievale bolognese ci
parla di una città che praticamente è abitata soltanto nel quadrato rizzoli farini azeglio casìtiglione. Aldilà di quest’area
nella documentazione si parla di Civita antiqua desrupta, un’area non più urbanizzata è ristretta. L’area si era ristretta.
Dal sec XI vediamo che in quell’area rinascono case chiese etc, che ritorna ad essere un’area urbanizzata. Questo
denota una crescita notevole della popolazione della città --> ripresa edilizia. Nel giro di 100 anni la città di Bologna
arriva quasi a decuplicare il territorio. Tutto questo moltiplicato per tutte le città ci da il senso di questa
impressionante ripresa demografica. Ripresa dei rapporti commerciali e con la campagna. Interessi della popolazione

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che sta crescendo. Il miglioramento delle condizioni di vita fa sì che il tempo possa essere dedicato alle attività
culturali.
Nascono degli accordi, delle organizzazioni private di privati che hanno interessi a dover salvaguardare qualcosa.
Necessità di dotare le mura di cinte murarie --> organizzazioni private che versano denaro per la loro manutenzione.
Cominciano a riscuotersi delle imposte a livello locale. Tutta una serie di poteri e funzioni pubbliche in realtà finiscono
nelle mani di persone che rappresentano la comunità cittadina.
Quando la città diventa economicamente e numericamente importante queste associazioni prendono il sopravvento.
Il processo è lungo e conosce tappe diverse da città a città. Alla fine del processo troveremo un governo nuovo della
città: il comune.

Noi siamo abituati a dire che in una città si è formato il comune quando nella città compare la figura del console, il
potere esecutivo all’interno della città che deriva dal consenso dei cittadini. E’’ una definizione un po’di comodo. Forze
si coalizzano per controllare- la città. Abbiamo delle esigenze e ci organizziamo per rispondere a questi problemi.

PERCHE’ IN ITALIA?
In Italia nascono autonomie di governo grazie a una serie di fattori. Il risveglio economico c’era ovunque. Perché le
città in Italia alla fine del processo diventano indipendenti?
- Rete delle città presente da sempre e molto forte. Sono rare le attestazioni delle nuove città. In altre aree
d’Europa l’area delle città era molto meno influente. Nel medioevo il legame interpersonale è molto
importante. Nelle campagne il potere esercitato dal dominus è fortissimo, la popolazione delle campagne è
ridotta a uno stato di semilibertà. In città questi vincoli non esistono, non c’è dipendenza fra un signore e la
massa dei contadini. La libertà in campagna sopravvive in classi molto ristrette, piccoli contadini proprietari di
terreno. I contadini a un certo punto si spostano in città per avere meno obblighi.
- Il vero motivo dell’indipendenza delle città è che per un centinaio di anni il potere centrale italiano non si fa
più vedere.

28/11/2016
IL VESCOVO
Vescovo: punto di riferimento politico. Assieme al vescovo si comincia a governare questo universo cittadino.
Le famiglie per supplire all’assenza del governo centrale, il gruppo di famiglie attorno al vescovo garantiscono il
corretto funzionamento delle cose anche nell’ambito cittadino.

CONCORDIA o CONIURATIO: giuramento fra vari gruppi che si prendono il compito di mettere mano a opere
pubbliche cui dovrebbe supplire il governo centrale. Giuramento privato. Il comune nasce come fenomeno privato.
Sono delle famiglie che rappresentano. Il momento di nascita è un accordo privato ma lo si fa per interesse pubblico!
Le famiglie che si assumono l’onere del gov cittadino lo fanno a nome di tutte le altre. Non si pensa alla presa di un
potere ma all’interesse di tutta la comunità. Accordo fra famiglie che devono il loro potere alla vicinanza con il
vescovo. E’ il vescovo che elimina tutto ciò che era rimasto del vecchio ordinamento. Lo stato carolingio era diviso in
contee: la contea è un’amministrazione pubblica che deve organizzare quel territorio. Nei secoli il conte si occupa
sempre meno delle città. Le città perdono il loro peso e non hanno funzione militare. Si ritirano in uno dei castelli del
territorio cittadino che da questo momento prende il nome di contado. Riescono ad organizzarsi sotto la spinta del
vescovo. Il conte è esautorato. Un gruppo di famiglie si accorda per governare la città.
IL secondo momento di sviluppo è quello di eliminare la funzione del vescovo. Cominciano le famiglie ad esercitare
potere politico e non hanno più bisogno del vescovo! Questi fenomeni non avvengono secondo tappe precise.
Vescovo eliminato dalla scena pubblica ma la guida della cittadinanza viene presa da queste famiglie.
Il 3° momento di questo sviluppo è: questo gruppo di potere che si è assicurato il controllo comincia a portare avanti
la conquista del contado. La città ha bisogno della conquista del territorio circostante. Si prende il controllo fino ai
conifini diocesani, cioè al confine fra altri “comuni”. Il conte che inizialmente è stato posto fuori dal controllo cittadino
lentamente perde pure controllo territorio fincheè non scompare completamente come figura pubblica.

ORGANI
Come è governato il comune?
Un gruppo di persone che pretende di rappresentare la città. In che modo la città contribuisce? La grande
maggioranza dei cittadini attivi si riunisce in una grande assemblea cittadina che nelle fonti viene chiamata
parlamenum, concio, arenga etc. Ogni luogo ha un nome diverso. Ogni capo famiglia che ha un interesse nella
gestione della città partecipa. Una sorta di democrazia diretta. Non c’è la massa.
C’è questa grande riunione di capi famiglia che rappresentano gli interessi della comunità cittadina.

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Si sente il bisogno allora di costituire un organismo più ristretto che possa essere convocato più di frequente. Si
gestiva un potere calato dall’alto: non c’è partecipazione.

SECONDA FASE: L’AFFERMAZIONE


La vera magistratura che governa il comune e che esercita il potere esecutivo è la magistratura consolare. Gli storici
dicono che parliamo di comune quando nelle fonti compare la parola console. Il comune in quel caso come istituzione
si è formato.
(Slide elenco date comparsa consoli)
Questo è il momento in cui i comuni sono già formati! Il processo di cui abbiamo parlato avviene prima. Non sono tutti
d’accordo su questa questione dei consoli.

Ogni città segue un percorso diverso: in alcune città ci sono 2 consoli in altre di più etc. Non ci sono ritmi precisi per lo
sviluppo. Ma le città man mano che entrano in contatto si amalgamano nel processo. Alla fine del processo troviamo 2
consoli e il mandato di governo di 1 anno per tutte le città dell’italia settentrionale. La forza del comune e la possibilità
di esercitare un ruolo politico, deriva dal fatto che l’impero rispetto alla realtà italiana sembra essere assente.
L’imperatore è stato impegnato in uno scontro col papato: in questa lite avevano perso di vista di molto la realtà
italiana.

FEDERICO BARBAROSSA
CRISI PAPATO E IMPERO
Concordato di Worms: si supera lo scontro tra queste due istituzioni ma la crisi non finisce, anzi! Doppia crisi che
investe impero e papato.

1125 muore Enrico V che firma concordato e non ha figli. Si apre una vera guerra per la successione.
Federico di Svevia Hohenstaufer e dall’altra parte si contrappone Lotario di Supplimburgo. L’Italia viene trascurata
ancora di più. Chi deve esercitare il potere pubblico non si occupa più dell’italia.

Il papato in questo momento vive uno scisma: 1130 a Roma doppia elezione, il papato è di nuovo preda degli interessi
delle famiglie romane. Contemporaneamente eletti da due fazioni romane un Frangipane e un Pierleoni (Pierleoni
famiglia più mercantile e commerciale). Rappresentano interessi diversi all’interno del mondo romano.

1143: ribellione degli abitanti di Roma che si organizzano in forma di comune. Mentre in Italia settentrionale il
processo è lento e lungo, per Roma sappiamo esattamente quando nasce il comune: in una rivolta contro chi
dovrebbe esercitare il controllo. A Roma il potere è nelle mani del papa. I papi sono due ma non rispondono agli
interessi della cittadinanza e loro si organizzano in comune. Si organizzano più o meno allo stesso modo delle città
settentrionali ma si chiamano senatori. I senatori a roma sono 2, come i consoli. Il problema romano sarà il fatto che il
comune sarà sempre diretto dalle grandi famiglie cittadine, che con una sorta di clientela controllano tutto.

Un impero assente dall’italia e un papato in difficoltà addirittura cacciato da Roma. Struttura comunale a Roma.

FEDERICO BARBAROSSA 1152-1190


In questo quadro piomba la figura di FEDERICO BARBAROSSA. Figlio di Federico di Svevia, rappresenta la volontà di
risolvere il problema di queste due famiglie. Grosso problema guelfi/ghibellini. Si tenta la via del compromesso anche
in questo caso: viene eletto un principe che è il figlio che viene fuori tra due esponenti importanti di questi due partiti.
Tutto questo all’inizio effettivamente funziona. F. Re di germania 1152.
I principi tedeschi si riuniscono per scegliere il re di Germania. Si prende la corona di re d’italia ed è incoronato dal
pontefice.

Il papa gli promette la corona imperiale in cambio della promessa di risolvere due problemi:
Questione romana e questione normanna.

Federico barbarossa scende a Roma, arriva nei pressi e un’ambasciata romana gli si presenta davanti per trattare.
Sanno che è venuto per farsi incoronare. Si appellano alla lex de imperio secondo cui il popolo romano vero detentore
del potere lo esercita delegandolo a qualcuno. Federico respinge questo tentativo dei romani.

1153: concordato di Costanza tra il Papa e Federico: non fare alcun tipo di accordo coi Normanni. L’accordo fatto da
??? Viene denunciato! Quello del 1156.

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Federico Barbarossa rientra in Germania. Nel 54 aveva convocato la dieta, cui partecipano rappresentanti tedeschi e
italiani. I rappresentanti delle grandi diocesi anche.

La prima dieta di Roncaglia 1154 è più che altro per informare i rappresentanti del regno d’italia per informare che c’è
un nuovo re.
Dieta di Roncaglia 1158 invece Federico espone un programma politico: constitutio de regalibus i diritti che spettano
al re. Quali sono? Sono stati usurpati. Sono essenzialmente diritti di natura fiscale, la riscossione delle imposte. I
comuni per autosostenersi si erano sostituiti al governo centrale nella riscossione delle entrate, andavano così a
risolvere le problematiche comunali. Federico rivendica questi diritti! Vuole che vengano pagate le imposte di varia
natura, come quelle per le vie fluviali. C’erano anche tanti diritti propri dell’imperatore, il diritto di costruire città e
fortificazioni. Una delle istanze del comune è rispondere alla difesa cittadina, ad esempio con le mura. Le vecchie
mura non bastano più: contenevano la parte sopravvissuta dell’alto medioevo. Le città non possono difendersi
autonomamente. Ci sono questi diritti di natura fiscale, militare ma anche l’esercizio della giustizia: Federico dice che
la giustizia deve essere amministrata dai funzionari dell’imperatore e non della città. Un altro diritto preteso da F è
l’esazione del fodro. Il fodro dice F va pagato indipendentemente dal fatto che l’esercito sia presente. Crea questa
nuova imposta per il mantenimento dell’esercito federale/imperiale.
Le pretese di Federico sono per lo più di carattere economico: la sua è una politica di rilancio dell’impero e quindi ha
bisogno di molto denaro.
Politica di rilancio dell’impero che per la realtà italiana si concretizza in 6 spedizioni.

6 SPEDIZIONI IN ITALIA
1. In Lombardia si fa incoronare prima dieta di Roncaglia.
2. Si apre con la dieta di roncaglia, uomini di potere italia settentrionale cui F chiede restituzione dei diritti
imperiali. Devono abbattere le loro mura le città. Queste rivendicazioni suscitano in molti casi vere e proprie
ribellioni.
Opposizione di MILANO. Distrutta nel 1162. (Milano persevera in questa ribellione. F assedia Milano e ne
ottiene la resa. Procede alla sua distruzione. Le mura di Milano furono lottizzate: la distruzione di una parte
delle mura venne affidata alle altre città lombarde).

La politica dell’imperatore sembra aver avuto successo. Ma presto deve scendere di nuovo perché le città venete si
sono alleate tra loro.-
3. Creazione lega veronese. La politica quindi non ha funzionato
4. Area a cavallo fra piemonte e lombardia: i comuni messi assieme costruiscono una città ex novo, si fonda una
città uno dei grandi diritti dell’imperatore! Grande offesa. Fondazione di ALESSANDRIA, papa è ALESSANDRO
III che ora è papa ed è avversario di F. Teme lui e gli Altavilla che se ottiene italia settentrionale procederà alla
conquista di quella meridionale. Ecco perché il papa e gli Altavilla finanziano questi comuni.
1166-67 alleanza fra comuni investe tutta italia: dalla lega verronese a lega di moltissimi comuni.
F assedia Alessandria ma non riesce ad obbligarla alla resa, viene impedito dalle truppe delle alte città.
5. 1174-7 spedizione forse più importante. Vuole chiudere la questione. Si scontra militarmente con l’esercito
dei comuni a Legnano e viene sconfitto. Questa sconfitta viene celebrata.
F capisce che con l’intervento militare non avrà mai ragione dei comuni perché hanno troppa forza
economica. E gli altri tedeschi, principi, in generale non vogliono combattere in italia, hanno altri interessi.
1176 Legnano: tregua di 6 anni che durerà effettivamente 6 anni. Federico ha capito che rischia di perdere
pure la Germania e raggiunge una pace definitiva anche col mondo comunale. Non è una sconfitta per F, l’
accordo per lui è una grande vittoria, i comuni accettano di far parte dell’impero. I comuni sono una parte
dell’impero e diventano parte integrante di esso. I consoli governano nel conto dell’imperatore secondo le
norme che la città si è data, nel rispetto delle leggi dell’imperatore.
Il punto giuridico importante sono anche qui le regalie: le imposte sono dei comuni ma si deve pagare una
imposta annua, la regalia all’imperatore.
6. 1186: F torna in italia. Accordo fra F e rappresentanti Guglielmo d’Altavilla che governa Sicilia. Promessa
Costanza d’Altavilla ad Enrico figlio di Federico. Accordo matrimoniale che avrebbe legato due dinastie e
consentito la pace.

29/11/2016
Queste realtà avevano assunto una forma di autonomia che rasenta l’indipendenza rispetto all’impero. Le città hanno
quasi tutte raggiunto l’autonomia, hanno chi gestisce opere pubbliche e giustizia. Non c’è alcun rapporto con il re
d’Italia che sta in Germania. Le difficoltà incontrate in Germania impedivano ai vari pretendenti di rappresentarsi in

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Italia. Con F, c’è il tentativo di recuperare questi poteri, lui diventa re di Germania, si accorda con il papa (concordato
di costanza col papa) e nelle varie spedizioni tenta di riportare il potere imperiale in italia. Lo scontro militare non
portò a una vittoria di F barbarossa, ci furono una serie di sconfitte --> non è quella la via.
Si arriva a una sorta di compromesso (Venezia e poi pace di Costanza): le città sono assorbite all’interno dell’impero in
una realtà amministrata dai consoli che giurano fedeltà all’imperatore. L’autonomia si ha in cambio di una tassa annua
che va all’imperatore. L’imperatore formalmente riporta il suo potere in Italia. Non ha potuto imporre la sua volontà
come ha voluto. Ma qualcosa ha ottenuto. Con questo compromesso si chiude momentaneamente lo scontro tra
imperatore e città italiane.
L’ultima spedizione di F in italia fa seguire una crociata in terra santa in cui F muore.
La spedizione che ebbe più conseguenze fu comunque l’ultima, quella senza alcun intento militare. F scende a Milano
sua acerrima nemica (che era stata ricostruita dalla lega). Qui F firma un accordo col re di Sicilia siglato fra matrimonio
di suo figlio Enrico VI e Costanza d’Altavilla. Guglielmo II d’Altavilla. Accordo politico! La morte di G. II senza eredi
diretti comporterà in teoria il passaggio del regno di sicilia nelle mani di Enrico. Costanza è zia di Guglielmo II, sorella di
Guglielmo I padre di G II.

Enrico VI nei suoi continui spostamenti fra Italia del nord e del sud travolge i domini pontifici. Nei manuali di solito si
dice che minacciava come una tenaglia i domini pontifici. Pace coi comuni e accordo col regno di sicilia ma non
accordo col papato, che teme la presenza dell’imperatore in italia. Enrico conquista i domini pontifici e li assegna a
uomini di fiducia. Tutto il territorio che doveva essere governato dal pontefice finisce in mano ad Enrico. Conquista
pure il lazio!
Enrico VI da Costanza ha Federico II di Svevia. Destinato a raccogliere l’eredità di questo dominio ha soltanto 3 anni,
non è in grado di gestirlo. Costanza muore nel 1198, Costanza aveva raccolto l’eredità del partito normanno che
mirava all’impero. Enrico VI muore nel 1197, Costanza nel 98 e lascia la tutela del figlio a Papa Innocenzo III.

Nel frattempo in Germania si riaprono lotte fra guelfi e ghibellini.


Guelfi: Duca di Baviera, Enrico il Leone duca di Baviera chiamato da F II in Italia si era rifiutato di aiutarlo. F dopo
Legnano lo aveva chiamato in giudizio e deposto da Duca di Baviera e lo manda in esilio. Va in Inghilterra.
Quella grande dinastia che governava metà Germania era in esilio! Quando muore Enrico VI il partito guelfo risorge e
riprese la sua guida. Viene eletto il figlio di Enrico, Otone di Brunswick.
Enrico VI che sembra voler ereditare la politica del padre muore improvvisamente e non ha tempo per portare avanti
questa politica.
Enormità di oggetti preziosi che dalla Sicilia va alla Germania. Le risorse cche prima servivano alle rivolte dei comuni
contro l’imperatore passano nelle mani dell’imperatore. La morte di Enrico VI blocca questa minaccia, F II è troppo
piccolo per occuparsi di queste cose. F II raggiunge l’adolescenza per miracolo.

COMUNE PODESTARILE
La pace di costanza è una tappa fondamentale per le città italiane: ciò che era accaduto prima era nella sfera
dell’ambiguità, non c’era copertura dal potere pubblico. Con la pace queste realtà sono riconosciute e inserite nella
costituzione imperiale.
In questo momento i vescovi non hanno più alcun ruolo politico! Questo fenomeno è già chiarissimo. No ruolo nella
città. Nel cuore della città dirimpetto alla cattedrale sono costruite sedi fisiche dell’amministrazione pubblica.
Costruito il centro del potere laico.
Si ha anche una redazione scritta degli statuti: normative che regolano la vita cittadina. Grazie ai contatti, alle leghe e
alle alleanze le città avevano formato il loro modo di allearsi. Nello statuto si dice come doveva essere amministrata la
città. Ci sono poi una serie di norme che regolano la vita cittadina. Tutta la vita sociale viene regolata. Dentro gli
statuti di bologna ad es troviamo anche le norme della vita universitaria.
Nel frattempo però questa riconosciuta autonomia rispetto al potere centrale composita un passaggio: i consoli sono
sostituiti da un altro magistrato: il podestà, che eredita i poteri esecutivi ereditati dal console.

PODESTA’: prima le decisioni sono eseguite dal console, ora dal podestà. E’ a capo del fisco, dell’esercito e da una
spinta maggiore alla conquista del contado. Una volta acquisita l’autonomia la città si amplia verso il contado.
I consoli sono una magistratura plurima ridotta in questo caso a due persone. Il podestà è un magistrato unico.
Volontà di creare un governo più rapido nell’esecuzione della volontà cittadina.
Il podestà risponde a un’esigenza di maggiore e minore governabilità cittadina.
Un tempo si diceva podestà viene da fuori consoli dentro. Tutto questo sappiamo oggi che non è vero: i primi podestà
sono interni e vengono dalle grandi famiglie cittadine, rispecchiano il rapporto di forza nella città. Dopo la pace di
costanza effettivamente le forze interne cominciano a decompattarsi e a subire dissidi: accordo con l’imperatore, non

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c’è più minaccia della guerra, la città comincia a dividersi in due partiti che prenderanno i nomi più diversi. Ogni realtà
cittadina darà nomi diversi alle due fazioni. Si lotta per la conquista del potere, non più per imperatore o papa! Sono
nomi finti, si lotta solo per il potere, guelfi e ghibellini nomi vuoti.
Si elegge un unico magistrato per risolvere il problema: i consoli rappresentavano partiti diversi e bloccavano il
governo. Ci si rende conto che il podestà è l’espressione del partito più volte, per scalzarlo a volte si creano rivolte
dell’altro partito avversario. Si sceglie quindi di risolvere la questione a volte eleggendolo fuori dal corpo cittadino.
Anche questo si rivelerà una via illusoria. Il podestà anche se viene da furi è scelto dalla parte più forte interna alla
città, che lo sceglie da una famiglia amica di fuori. Una serie di spostamenti nei secoli seguenti, di podestà che si
spostano.

Il comune era nato come accordo privato fra la cerchia delle famiglie arricchite accanto al vescovo. Si forma dall’inizio
nell’ambito cittadino un’aristocrazia. Quando la città procede nella conquista del contado si procede ad accorti fra le
famiglie feudali del contado: o battute o convinte ad entrare in città e a portare i loro interessi nella città. Sono
famiglie comunque importanti che vanno ad allargare l’aristocrazia cittadina.Le città si rinforzano dal punto di vista
finanziario. Queste famiglie vengono a loro volta inglobate nell’aristocrazia cittadina. Dopo costanza città guidate da
gruppi nuovi. Questo gruppo di potere aristocratico governa la città presumendo di rappresentare l’interesse di tutta
la città. L’aristocrazia che si viene a formare non ingloba le famiglie che operano nell’artigianato.

COMUNE POPOLARE
Gruppo sociale eminente vs il popolo, la parte viva e attiva della città ma esclusa dalla sua gestione. Era rappresentato
prima nel parlamento e ora nel consiglio allargato. Difficilmente riesce ad esprimere in autonomia una linea politica.
Lentamente però nel corso degli anni questo popolo comincia a rivendicare il diritto a gestire il potere con la nomina
di funzionari che sono al vertice. Il potere esecutivo era passato dai consoli ai podestà ma era rimasto prerogativa del
mondo cittadino. L’ostilità era evidente tra popolo e grandi aristocratici che tradizionalmente avevano governato la
città. Questo gruppo si spacca perché hanno interessi diversi nel governo della città. Divisione sociale: parte
consistente che pretende di esercitare da sola il potere. Si supera una divisione sociale: popolo vs aristocratici. Non
una sostituzione! Non ci sarà mai una vittoria del popolo. Il popolo però –si affianca coi suoi magistrati a quelli
dell’aristocrazia. Ci troveremo con un vecchio comune guidato dall’airstocrazia e da un capitano del popolo. Queste
due magistrature contemporaneamente.
Capitano del popolo eletto dalla societas populi che si affianca al podestà. Non più due consoli ma podestà e
capitano. Anche questo troverà espressione nell’edilizia urbana. Avremo due luoghi del potere. Non sono due poteri
che prendono il sopravvento l’uno sull’altro, ma sono esercitati quasi contemporaneamente e assieme. Questa
compresenza di due magistrature continua a rappresentare l’ostilità fra i due mondi. Rispetto al popolo che cresce
continuamente l’aristocrazia si trova continuamente in difficoltà e gestisce il potere economico.
Si decide di escludere per legge le grandi famiglie dal potere politico. Una serie di normative (ordinamenti di
giustizia/sacratissimi, vari nomi per le città) che prevedono l’impossibilità per gli esponenti delle grandi famiglie
l’esclusione dalla gestione del potere politico. Chi appartiene a quelle famiglie di magnati elencate non può rivestire
alcun incarico pubblico. No gestione diretta per loro del potere. Formalmente esclusi dalla gestione del potere
politico. Evidente specialmente nelle città “repubblicane” dove le cariche erano assegnate tramite elezione. I magnati
non possono quindi partecipare al potere politico. Chi ha un grande potere economico ha degli interessi da difendere.

AFFRANCAZIONE DEI SERVI Queste figure vivono ancora in un regime politico di semilibertà, i contadini nei campi a
loro affidati. Molte città decidono allora di liberare queste persone.
La società urbana, protoindustriale.
La liberazione di servi mette a disposizione un sacco di braccia a chi deteneva il potere economico. Risorse per la
sopravvivenza fisica della famiglia dei servi., Il servo affrancato perde diritto di coltivare quella terra --> massa di
spostati sociali che si sposta nelle città, manodopera per gli opifici. Piccole industrie a basso costo. Essendo alto il
numero delle persone disposte a lavorare i salari erano stabiliti dal grande artigiano. Tutto questo continua a
vivacizzare la vita cittadina e fa aumentare la posizione delle città. Queste persone andranno a rafforzare quel ceto
sociale che non è popolo ma non si da alcuna rappresentanza a queste persone. Liberate dalla servitù della terra
comunque non hanno alcuna rappresentazione politica. Nuovo gruppo sociale che ha preso potere in città! L’interesse
è avere manodopera a basso costo. La storia politica è storia di interessi più o meno legittimi.
L’alto aspetto interessante della politica cittadina di questo periodo è la partecipazione numericamente misurata. E’
difficile dire quante persone fossero coinvolte nel potere politico: a firenze ad es città più aperta un 20-30% della
popolazione abbia avuto la possibilità di gestire la cosa pubblica. Nel resto d’Europa c’è il potere monarchico!

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LA CITTA’ EUROPEA
Differenze italia-Europa: il fenomeno comunale è tipicamente italiano. Realtà urbane molto forte e vivaci,
economicamente importanti si riscontrano in molte parti d’Europa. Ad es nelle Fiandre ci sono città ricchissime dal
punto di vista economico e quindi demografico. Nei paesi bassi si godeva di un rapporto privilegiato con l’Inghilterra.
Si importava lana dall’inghilterra importata nelle fiandre, le lane erano lavorate e importate e dalle fiandre erano
reimportate in inghilterra o comunque redistribuite. Questo rapporto privilegiato aveva consentito una floridità
incredibile.
Un’altra area importante è quella tedesca: fatta di città economicamente importanti che si alleano fra di loro e
costituiscono una LEGA ANSEATICA, alleanza con obiettivo di floridità dei commerci. Anche qui il commercio e la
distribuzione in una vasta area aveva fatto nascere un ceto imprenditoriale molto forte.
Queste città non avevano nulla da invidiare alle città italiane.
Altra area molto importante quella della Provenza, che risentiva una grande urbanizzazione già dallì’epoca romana.
Città importanti dal punto di vista commerciale. A Marsiglia arrivano merci dall’oriente che trovano mercato in
europa. Marsiglia era un po’come Genova e Venezia in Italia. Economicamente e demograficamente lo sviluppo è
conosciuto anche da altre città di area europea.
L’ordine di grandezza di queste città è discusso, non conosciamo bene la popolazione delle città. Grossomodo l’ordine
di grandezza era questo (slide consistenza demografica 1300). Più o meno tutti concordano.
Gand e Bruges molto fiorenti ma non ebbero ruolo rilevante nella storia d’europa. Ovviamente questi numeri erano
stati resi possibili grazie all’immigrazione dalle campagne. Abolendo servitù della gleba era diventato possibile/obbligo
spostarsi in città, non poteva più coltivare quella terra. In estrema diffocltà si trovarono queste masse spostatesi in
città, dovevano provvedere loro stessi al loro sostentamento.
Assodato che i numeri ci dicono che in Europa ci fossero città più importanti e grandi, in Europa si formano poteri
signorili! In queste realtà c’è un capo politico che impone la sua volontà e non risponde alla scelta della popolazione e
non ha intenzione di rendere la città libera. Il signore che detiene il potere politico concede autonomia alle città.
Questa gente governa la città per conto del re e del principe. La città diventa indipendente e in queste altre realtà
questo non accade. Anche questa autonomia concessa alla città è delegata dal principe, una libertà donata e non
conquistata, quindi vincolata all’interesse del principe che in qualunque momento può revocarla.
Assistiamo ad alcuni tentativi europei di seguire la via italiana:
- 1111 a Laon, città francese dove il Vescovo riconosce tramite una somma di denaro l’associazione giurata di
cittadini e la sua autonomia.
- 1112 il vescovo cambia idea e decide di togliere questa autonomia. Reazione del ceto borghese violentisisma
e immediata. Rivolta e uccisione del vescovo. Intervento del re che reprime la rivolta. A fronte di questo
interesse continuo della borghesia di avere l’autonomia il re ripresosi la città le concede un autogoverno, ma
limitato alle mura cittadine. Realtà compl,etamente diversa da quella italiana! Rispondono comunque
all’imperatore. In italia il comune risponde al popolo. Il contraltare del potere regio è il potere dei grandi
principi che per contrastare le quali il re appoggia le autonomie cittadine. In questo gioco mole città europee
otterranno l’autonomia di governo.
- 1128 concessione della carta del comune da parte del re.

1/12/2016
IL FENOMENO DELLE MONARCHIE NAZIONALI
In Europa assistiamo a una preparazione delle monarchie nazionali.
Francia, 887 deposizione di Carlo il Grosso. Ultimo re carolingio. Messo da parte perché incapace di governare.
987: elezione Ugo Capeto, conte di Parigi, personagggio minore nella politica della francia. Ugo Capeto e i successori
riescono bene a organizzare la difesa contro gli invasori normanni.
Da questo momento con l’inizio della dinastia dei capetingi inizia il processo di formazione di una monarchia
nazionale. Parallelamente .

1066, Inghilterra: conquista normanna. Comincia questo processo. Guglielmo il Conquistatore duca di normandia. Ma
il processo che porta alla monarchia nazionale si conclude dopo la guerra delle due rose, 1455-85 con Enrico Tudor.
Per loro era più importante controllare il continente, quindi la francia. Ad un certo punto però capiscono che non c’è
più posto per loro sul continente. Quella sconfitta porta l’Inghilterra a prendere decisioni importanti che segnano tutta
la storia dell’isola.

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CARATTERISTICHE DEL FENOMENO
Le città danno una forza economica al regno, il re conferisce autonomia alle città e da esse ottiene risorse fiscali e
funzionari di diritto. Dall’altra parte un’altra categoria è la piccola nobiltà feudale. Il re ottiene sostegno da questa
piccola nobiltà.

Con questa forza i re cominceranno ad allargare i territori controllati dalla monarchia.

Si cominciano a creare uffici diversi: non si ha più una corte unica, ciascuno ha competenze specifiche, Governo
centrale che controlla tutta la periferia. Parigi sotto i capetingi comincia a crescere in maniera vertiginosa e diventa
capitale del re di francia. La centralizzazione amministrativa comporta il rafforzamento della riscossione fiscale, con
veri e propri funzionari. Un governo centrale forte ha bisogno di denaro. Nel momento finale della dinastia la
pressione fiscale si era diluita, con i Capetingi assistiamo a una rete di funzionari che dividono il territorio e riescono a
recuperare moltissime imposte dal territorio francese.Disponibilità di denaro --> esercito stabile.

La monarchia carolingia si basava sui feudatari che prestano servizio militare al re. I loro interessi però sono diversi da
quelli della monarchia.
Si comincia allora ad organizzare l’esercito statale che risponde direttamente all’imperatore.

Si iniziano a formare delle lingue nazionali. In diversa misura a seconda di come le popolazioni si sono stanziate la
lingua latina lascia spazio alle nuove lingue.

Si forma anche l’eresia catara che comunque ha una sua influenza.

Tutto questo fa nascere un tipo di monarchia molto diversa rispetto a quella di Carlo Magno!! Nel suo regno erano
presenti molti e differenti gruppi etnici, non c’era una lingua nazionale.
Monarchia/stato così come lo intentiamo oggi. Questi sono i primi sintomi!

AFFERMAZIONE DEI CAPETINGI


I primi re francesi di una certa importanza che cominciano a mostrare la volontà di creare un regno diverso sono Luigi
VII e VI. Ovviamente sono compresi nella numerazione Clodoveo e Luigi I.
Cominciano a rafforzare il potere regio. Si presentano ai loro sudditi come garanti della pace e della giustizia. Ruolo
fondamentale! I sovrani in genere dicono che il loro ruolo sia quello di assicurare pace e giustizia.
Questi sovrani non hanno una grande forza, controllavano solo l’area i parigi e orleans ma comunque iniziano una
politica di contrasto ai grandi feudatari: si appoggiano ai ceti borghesi e alla struttura ecclesiastica, tentanoi di inserirsi
nel controllo del territorio ogni qual volta si ha un vuoto di potere. Senza fare guerra a nessuno questi due re
cominciano ad allargare il loro dominio.

Si arriva quindi a FILIPPO II AUGUSTO uno dei più grandi re francesi (1180-1223). Filippo si serve espressamente e
appoggia i ceti mercantili e concede autonomia alle città contro le forze feudali. Si trova ad affrontare il problema dei
PLANTAGENETI un’anticipazione della guerra dei 100anni. E’ nota negli scoli francesi come piccola guerra dei 100
annI.

In inghilt3erra estinto ramo di Guglielmo il conquistatore. Si deve trovare un nuovo re. Due contendenti: d’Angiò
ultimo discendente Guglielmo il conquistatore.
Ha la prevalenza Enrico II d’angiò. La dinastia prende il nome di Plantageneti perché avevano nello stemma un fiore di
ginestra.

CAPETINGI E PLANTAGENETI
I conti d’angiò erano grandi principi territoriali che controllavano bel pezzo di Francia. Diventando re d’inghilterra
diveenta anche duca di normandia. Con matrimoni e operazioni militare ottiene moltissimi acquisti. I plantare ti alla
fine controllano metà della francia. Mettono le mani su metà della francia e sono pure re d’inghilterra. Sono pure
feudatari del re di francia nei loro territori francesi ma erano pure re d’inghilterra. Era un problema per la francia!

Giovanni Senzaterra citato in giudizio dal re di Francia a Parigi.


Il re d’Inghilterra Giovanni senza terra non si presenta a udienza dal re di Francia. I beni suoi in Francia sono
sequestraati dal re. Piccola guerra tra francia e inghilterra che deciderà le sorti d’europa: Filippo II mette le mani su
gran parte del territorio.

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Da un punto di vista militare nel 1214 i due eserciti si scontrano a Bouvines, uan delle più grandi battaglie del
medioevo. Vince l’esercito Francese e il re strappa tutti i territori al re d’Inghilterra. --> grande affermazione della
dinastia capetingia. Il re di Francia riesce a riprendersi quasi tutti i territori francesi. La francia riesce a riportare la
vittoria ma pure Federico II di Svevia sconfigge Otone IV di Brunswick. F comincia a riscuotere il consenso dei principi
tedeschi.
I francesi strappano territori al controllo degli inglesi. Il re sconfigge Riccardo Cuor di Leone, fratello di Giovani senza
terra. Questa sconfitta apre una crisi fortissima in inghilterra --> perdita del consenso per giovanni senza terra che
deve contrastare una rivolta di baroni e clero che chiedono garanzie contro la tassazione che hanno subito per la
guerra perché non sono interessati all’europa. Compromesso: Magna Charta Libertatum.

Il re di francia conferisce i principati strappati al re d’inghilterra a nuovi fiduciari. AL momento della morte Filippo II
poteva dire di controllare quasi tutta la francia
Negli anni successivi in realtà gli inglesi approfittando di una serie di matrimoni e di eventi riconquistano una serie di
territori.

Aspetti importanti politica capetingi e filippo ii:


- superata la divisione signorile. E’ cresciuta tantissimo il controllo diretto del re e continuano a crescere i ceti
borghesi protetti dal re e che gli danno sostegno. Le città spezzano la compattezza dei domini signorili. Gran
mucchio di denaro che dalle città e dai ceti mercantili vanno verso la corona e non verso i principati
- . Eliminato il pericolo inglese! Emergono con netta chiarezza la presenza di organismi politici importanti.
Consiglio del re formato da personaggi eminenti e istruiti: i membri del consiglio del re hanno ricevuto
formazione giuridica e conoscono le tecniche di governo.
- Ha preso forma con maggior decisione un parlammeto, assemblea dove sono rappresentati prima feudatari
ed ecclesiastici poi anche borghesia. Sta per formarsi parlamento dei 3 stati, un’assemblea pubblica. Grandi
assemblee convocate dal re che rappresentano grandi nazioni. Nasce l’idea della rappresentanza.
- Si crea una struttura camera dei conti struttura finanziaria che redige dei bilanci si occupa di entrate e uscite
del regno. Tutto coi capetingi diventa più razionale. Per imporre e creare il potere della corona viene
realizzata una rete di funzionari che copre tutto il territorio francese.

Con i capetingi si capisce che non basta avere potere centrale, ma funzionari sul territorio che ascoltano gli ordini del
re. In Francia abbiamo una rete di funzionari destinati inizialmente al controllo economico dei beni del re. Rete di
prevosti funzionari del re che lo rappresentano sul territorio. Raccolgono le forze militari. Successivamente dal XII sec
notiamo la presenza di altri funzionari: il compito dei prevosti è limitato alla gestione dei beni del re.
Balivi e senescalchi che ricevono uno stipendio dal re. A questi funzionari non viene più dato un feudo, ma uno
stipendio in cambio del quale eseguono gli ordini del re. Interesse del re è mantenere controllo.
I loro compiti sono arruolare esercito, amministrare giustizia e riscuotere imposte.

LUIGI IX IL SANTO
Dopo Filippo II. Regno lunghissimo. Il santo perché si dice fosse molto devoto.
Conquista la francia meridionale, realtà molto diversa anche linguisticamente. Qui si era diffusa moltissimo l’eresia
catara. Religione completamente diversa rispetto al cristianesimo. Si diffonde questa credenza in francia meridionale
su tutti i livelli, anche sui grandi feudatari. Luigi il santo approfitta di questa realtà: crociata contro i catari da parte del
papa, vari tentativi di eliminarli fino alla creazione di un esercito francese del nord da parte del re di francia contro
questi catari.
Il potere del re di francia da parigi si diffonde capillarmente su tutta la francia meridionale.
(Date qui scarsa importanza, più importante il senso usa campagna religiosa per fini politici).

Un’altra via con cui Luigi rafforza il suo potere nella francia meridionale, che era diversa per cultura religione e
commerci, due mondi molto diversi, la dinastia francese fatica a governare questo territorio. Luigi Xi fa sposare Carlo
d’Angiò suo fratello più piccolo con Beatrice di Provenza, figlia di Raimondo Berengario IV.
Il conte di Provenza aveva 4 figlie femmine e nessun figlio maschio. Luigi IX premeva molto su questo territorio.
Questa realtà molto importante è governata da suo fratello. La Provenza non è ostile al re di francia. Una delle figlie
aveva sposato inglese.
Attorno alla metà del 1200 un giurista francese scrive che il re di Francia è sovrano nel suo regno e non riconosce
nessun superiore sulle vicende temporali --> prima affermazione teorica di un sovrano sui poteri temporali. Da questo
momento in poi i francesi dicono che sul territorio francese non comanda nessun altro se non il re di francia. Nascita
dei regni nazionali indipendenti rispetto ad ogni altro potere. Non basta prendere il potere: bisogna dare delle
giustificazioni. Si creano strutture di governo nelle quali si scelgono persone capaci.

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Muore in una crociata.

2/12/2016
Luigi XI approfittando dell’eresia catara conquista la francia meridionale e allarga la sua egemonia su quei territori
come la provenza. Approfitta delle questioni dinastiche e la mette in mano a carlo d’angiò con un matrimonio suo
fratello più piccolo. Durante il regno di luigi il santo troviamo un’affermazione importantissima: giurista Jean de Blanot
dice che il re di francia è come un imperatore nel suo regno.

FILIPPO IV IL BELLO
Arriviamo così al terzo grande sovrano francese:
FILIPPO IV IL BELLO 1285-1314 porta avanti questa politica di rafforzamento della monarchia .

Nel frattempo l’Inghilterra era di nuovo riuscita a mettere le mani nella francia sud occidentale e aveva impensierito il
re di francia. Ecco che il re utilizza questo esercito che ha creato e passa direttamente alla conquista della Guienna
(Acquitania). Gli inglesi furono quasi completamente scacciati da quest’area. Militarmente Filippo spazza via gli inglesi
in francia meridionale, ma incontra difficoltà militari nelle Fiandre, regione a cavallo fra Belgio e Olanda. Qui la politica
di espansione del re di francia era palpabile ma si scontrano con una realtà borghese molto florida e ricca. Le fiandre
sono un problema perché dal punto di vista economico hanno un legame molto forte con l’inghilterra.
Le fiandre stanno dalla parte dell’inghilterra. Filippo cerca di spostrare il confine in questa regione. Qui trova una
resistenza che non si aspettava: queste operazioni militari sono gravose.

Ha bisogno di armare l’esercito e quindi si appropria delle decime, di quelle tasse che venivano raccolte sul territorio e
spedite a roma al pontefice. Ovviamente fa questo senza chiedere il permesso al papa. Naturalmente la reazione di
Bonifacio VIII è forte: i papi sono convinti di avere un diritto sul potere temporale. E’ convinto di avere nelle sue mani
la pienezza dei poteri. Con Filippo incontra un avversario tenace. La controparte per Bonifacio non è l’impero ma il
regno di Francia! Che non vuole riconoscere la superiorità di nessuno. Bonifacio VIII scomunica Filippo.
Filippo il Bello convoca l’assemblea dei testati, che rappr3esenta popolo e borghesia. In qualche modo c’è una sorta di
riappacificzione. Filippo IV il bello sta combattendo contro gli inglesi. Ha bisogno di denaro e pure lui si appropria delle
decime e ne fa uan vera e propria questione di ideologia! In francia nessuno ha più comando del re. Questo porta allo
scontro con B VIII. LO scontro è solo ideologico e non fra eserciti. Sono due modi completamente diversi di vedere il
moondo. Le cose precipitano di nuovo quando nel 1301 Filippo fa arrestare il Vescovo di Pamiers.

1302: unam sanctam: se un ecclesiastico sbaglia deve essere giudicato dal vescovo, se il vescovo sbaglia deve essere
giudicato solo dal papa --> logica per cui i laici non possono giudicare gli ecclesiastici. Questo rinfocola lo scontro fra
ree di Francia e il pontefice e Filippo IV convoca il Papa in Francia davanti all’assemblea per rispondere dei suoi reati.
LO chiama a rispondere davanti all’assemblea dei francesi. In quel momento 1303 il papa è ad Anagni e non a roma.
Filippo si incontra coi Colonna i grandi nemici di Filippo, due vescovi cui erano stati sottratti i beni. Bonifacio VIII
capisce che deve acquisire territori per i suoi nipoti. Scontro terribile fra il papa e i colonna, indice una crociata contro
di loro! Prende anche palestrina, capitale dei domini colonnesi. Qui viene arrestato anche Iacopone da Todi. Nel Lazio
Bonifacio VIII si stava facendo sfuggire di mano la situazione. Reintegrazione e restituzione dei domini e Colonna
pretende una resa incondizionata di Bonifacio VIII. --> Sciarra Colonna in quel momento e successivamente avrrebbe
ucciso volentieri il papa. I tesori della corte pontificia sono sequestrati ma gli abitanti di anagni si ribellano. Bonifacio
VIII riportato a roma nelle mani degli Orsini ma muore pochi mesi dopo. Dopo la sua morte il re di francia pretende di
andare avanti in questo processo contro la memoria di bonifacio VIII. Il processo contro la sua memoria è interessante
perché fa capire la mentalità dell’uomo medievale. Lo scontro ad ogni modo fu vinto dal re di franncia. I pontefici
successivi acconsentono alla dignità di questo processo, avvallano queste iniziative contro B VIII.

Dal 1305 il papato si sposta, 1309 papato ad Avignone. Grande vittoria di Filippo il Bello! Ottiene che la sede del
papato si trasferisce in un territorio che formalmente apparteneva ai re di napoli ma l’egemonia francese era
nettissima. --> grandissima vittoria di F nello scontro.

Non ottiene soltanto questo ! Tra le possibilità di reperire denaro si era indebitato moltissimo con l’ordine dei
Templari, che erano nati per la difesa della terra santa. Gli ordini militari che si erano formati per la difesa del santo
sepolcro quando tornano ad operare in Europa si ritrovano con una grande possibilità economica. Filippo decide ad un
certo punto decide di non pagare più questi debiti.
Fa accusare i templari di eresia, templari che hanno sede a Parigi e interessi in tutta la francia. Papa Clemente francese
appoggia questo processo. Templari condannati per questa eresia. L’ordine viene sciolto e i suoi beni sono trasferiti

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all’ordine di San giovanni, quello che sarà poi dei cavalieri di malta. Ma la maggior parte delle ricchezze sono
incameraate dal re di francia.

Abbiamo visto 3 re operare nella politica francese che determinano un visibile rafforzamento della monarchia dei
capetingi. Il potere di questa famiglia si è imposto su tutto il territorio francese. E’ l’unica che riesce a rintuzzare le
pretese del pontefice e a diventare rappresentante del potere pure con la Germania. Ci sono una serie di
caratteristiche per cui continua il rafforzamento del potere centrale con una cancelleria, si rafforza la rete di funzionari
e tutto viene fatto col denaro del quale F è riuscito ad entrarae in possesso. Francia potenza egemone dell’europa
nessuno è in grado di contrastare questo suo potere.

Poi però F muore nel 1314, il papa muore dopo un anno dalla condanna dei templari e idem Filippo.
Il primo figlio di Filippo, Luigi che diventa Luigi X muore nel 1316, non ha figli. Filippo V muore nel ’22 senza figli. Carlo
IV muore senza eredi pure lui. Si dice che il capo dei templari avesse scagliato una maledizione sulla famiglia di F.

Problema successione re di francia: Carlo di Valois personaggio particolare. Suo figlio Filippo di Valois è il più vicino
come legami. I legami fra capetingi e plantageneti d’inghilterra sono diventaati molto forti: una sorella di Filippo B ha
sposato Edoardo d’Inghilterra. Suo figlio Edoardo II sposa una figlia di Filippo. C’è un problema dinastico che porta
alla guerra francia-inghilterra.
Riunificare le due corone nelle mani della stessa persona vuol dire mettere assieme due entità che si stanno
allontanando. Secondo i giuristi ìfrancesi una donna non può ereditare il trono e consentire il passaggio ad un’altra
famiglia. Questo ovviamente in presenza di discendenti maschi. Si difendono le pretese al trono di Filippo di Valois. F
avrebbe garaìntito il diritto della francia rispetto all’inghilterra. --> origine della guerra dei 100 anni.
Le motivazioni sono anche altre: problema di controllo dei territori, il re d’inghilterra coi matrimoni con la francia
voleva dire che la moglie francese si portava dietro territori. Gli inglesi rivendicavano ancora a questo punto territori
come normandia ed aquitania.

GUERRA DEI 100 ANNI


Cause: problema dinastico, territoriale, problema delle fiandre.

1337: inizio dello scontro. I francesi eleggono Filippo di Valois ed Edoardo III reagisce. A seguito di questa operazione
l’inghilterra mette mano alla metà occidentale della Francia,
1360: le guerre creano problemi, si firma la tregua di Bretigny. La tregua è sfruttata soprattutto dal Re di Francia,
perché la guerrra si combatte solo sul territorio francese. La guerra non viene combattuta sul suolo inglese. In questa
fase di tregua Enrico V riprende in mano la situazione ma alla sua morte sale Carlo VI che ha problemi mentali e non è
in grado di comandare. La Francia è dilaniata da una guerra intestina: due partiti alla corte del re di francia. In tutto
questo la guerra riprende. Gli inglesi sono superiori, il re francese è pazzo, hanno forze militari francesi, alcuni partiti
francesi erano loro alleati. Battaglia di Azincourt vittoria di inglesi su francesi, 1415. Questa predominanza degli
inglesi sul campo si concretizza nel trattato di Troyes Carlo VI cede a Enrico V lancaster.
Carlo VII non accetta il trattato e continua lui stesso questa guerra. In questo contesto si inserisce la vicenda di
Giovanna d’Arco, ragazza di origini incerte che si presenta alla corte del delfino e gli dice che deve guidare la Francia
alla vittoria. Carlo VII figlio del VI accetta la sua proposta (bella stranezza). Giovanna d’arco prende in mano questa
iniziativa militare e prende in mano l’esercito, assedia gli assedianti. Alla fine spezza assedio di Orleans e sconfigge qui
gli inglesi. Questa vittoria fa crescere le possibilità di giovanna d’arco. Riesce ad ottenere altri successi militari che
portano a una ripresa francese che consentirà a Carlo di essere incoronato re di francia ! Nuovamente un re di francia
francese che combatte contro inghilterra (1429).
Nel 1430 G è catturata dagli inglesi. G è un problema non tanto come capo ma come simbolo.

1435: Carlo VII ha accordo coi borgognoni che si erano alleati con gli inglesi. Riesce ad accordarsi col duca di Borgogna
e da questo momento in poi l’esercito conquista gran parte dell’esercito inglese. I francesi recuperano gran parte del
territorio.
1453: battaaglia di Castillon inglesi scomparsi dal territorio.

I francesi hanno risolto il problema della presenza degli inglesi. Tutta la francia controllata dal re di francia. 116 anni in
cui si rafforza e si può dire si crea l’identità francese.
Creazione del regno di francia così come lo conosciamo! La francia da quel momento dominerà l’europa.

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I PLANTAGENETI
1154 Enrico Plantageneto conte d’angiò diventa re d’inghilterra. Re di uno stato a parte ma controlla grandi feudi
francesi. Attiva un processo di rafforzamento del potere regio. Incoronazione successiva ad una lotta dinastica,
scontro che ha indebolito la monarchia e la società inglese. Enrico diventato re porta avanti una pacificazione tra i due
partiti che si sono scontrati. Il suo interesse era pacificarli e recuperare i beni che erano stati usurpati dalle parti in
lotta. Di solito i grandi baroni si appropriano di questi beni. --> pacificazione e recupero beni dei magnati -->
rafforzamento governo centrale, rafforzamento della curia (persone tecnicamente preparate per governare).
Cambiano i nomi dei magistrati e funzionari ma è uguale a ciò che accade in Francia: sceriffi rappresentano il potere
del re nelle contee e i giudici itineranti, esercitano la giustizia in nome del re spostandosi fra le varie contee.
Rafforzamento potere centrale e dei magistrati.

MAGNA CHARTA
Scontro tra francia ed inghilterra, Giovanni Senza Terra sconfitto. Con la sconfitta militare il potere regio è traballante.
Le vittime erano state i baroni, che in periferia facevano ciò che volevano. Tensione tra baroni e periferia. Quando il re
è molto debole i baroni impongono la loro volontà: concessione magna charta, 1215. Contiene moltissime cose, le più
importanti:
- Consenso dei magnati per le nuove imposte
- Collegio di 25 baroni per cui se il re non rispetta i patti promuove una rivolta dell’inghilterra contro di lui. Non
depone il re ma deve riportarlo sulla retta via. Consiglio che partecipa col re alla gestione del potere.
- Habeas corpus nessuno può essere incarcerato senza che ci sia il mandato di un giudice. S
Si creano dei limiti alla gestione del potere. E’ l’origine dell’idea della costituzione, intesa come legge che impone dei
paletti a chi governa. Questo documento non è un punto di arrivo ma un momento. G senz aterra è costretto a
concedere questi diritti ai baroni e grandi ecclesiastici.
Ma nel 1215 G senza T non vuole rispettare più i patti e i baroni col popolo inglese si ribellano. (1qa guerra dei baroni
1215-17). Avremmo per questo motivo delle rivolte che cercheranno di riportare il re entro certi limiti. In questo
contesto si ripete g dei 100 anni.

Grave problema dinastico: guerra civile delle 2 rose. I due rami Lancaster York hanno problema dinastico. Dalla guerra
dei 100 anni gli inglesi escono con questa guerra, una nuova guerra civilej.

6/12/2016
INGHILTERRA
Fine guerra 100 anni. Guerra intestina per ragioni dinastiche. Due guerre per il trono, guerra sanguinosissima nella
quale molte famiglie si sono estinte. Problema per altri 100 anni, guerra che assottiglia i ranghi della feudalità.
In questo contesto il potere regio si indebolisce ulteriormente. Potere ancora più lacerato perché due rami della casa
regnante si contendono il potere. Aumenta il potere dei baroni, delle periferie rispetto al centro. La guerra ora si fa
anche con le bande mercenarie: non è solo un esercito feudale o un esercito basato sull’arruolamento, ma un esercito
formato anche da compagnie di ventura che combattono per soldi per avere un compenso. Questo mette molto in
crisi l’inghilterra.
ENRICO VII TUDOR esce emergente da questa guerra. Sposa una YORK. Con questo matrimonio il conflitto è chiuso.
Grazie alla consapevolezza di questa crisi e alla sua chiusura che avviene con questo matrimonio, l’Inghilterra riparte
da capo, riorganizza la struttura centrale, il potere regio è riorganizzato. Con l’estinzione parziale dei nobili il potere
centrale riesce a diventare fortissimo.
Da questo momento l’ingh si isola dal continente, mantiene un legame solo sulle fiandre e si volge all’affermazione
della sua potenza marinara. IN qualche modo le due guerre avevano contribuito a creare questa identità nazionale.
Spezzando questi legami l’Inghilterra si isola pure culturalmente. Grande fioritura della letteratura inglese!
(Fine monarchie nazionali)

LA TEOCRAZIA PAPALE
Con Gregorio VII il papa si pone al vertice della struttura ecclesiastica e cristiana nel potere spirituale ma rivendica
pure quello temporale. Deve delegarla però a qualche principe. In qualunque momento può deporre un sovrano.
Sanzione di carattere spirituale. L’idea che emerge da questo è che il potere sia nelle mani di dio. L’idea che tutto
venga da dio comporta il fatto che chi rappresenta dio sulla terra detiene il suo potere --> il papa. Questa forma di
pensiero nasce con l’operato di Greg VII ma si sviluppa specialmente con Innocenzo III e Bonifacio VIII.

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INNOCENZO III (1198-1216)
Nel 97 muore Enrico VI di Svevia. Nel 98 muore anche Costanza mamma di Federico.
Innocenzo III è tutore di Federico. Enrico VI si era impadronito di una larghissima parte d’Italia a danno del papato. Il
papa era il suo “avversario”. Con Innocenzo III non c’è contro il papa un imperatore, non ha qualcuno che cerchi di
contrastarlo. Con Innocenzo si afferma l’idea che il papa è il vicario di cristo sulla terra e non il successore di Pietro. E’
il rappresentante di dio sulla terra! Il papa è il vertice dell’organizzazione ecclesiastica. Come Gregorio VIII rivendica la
pienezza del potere. E’ lui a decidere chi deve governare. Siccome l’uomo è stato condannato per il peccato originale
soltanto grazie alla chiesa e al papa l’uomo può redimersi. Tendenza dell’uomo al male --> consente al papa di
intervenire in tutte le vicende umane. Il papa può intervenire dunque sul potere temporale, sulla politica.
1197: muore Enrico di Svevia. Due candidati successione:
- otone di Brunswick (grande feudatario che non rispose all’appello di Federico Barbarossa. Controlla tante
realtà della Germania). Con la morte di Enrico si riapre in Germania la lotta guelfi-ghibe che si 3era conclusa
con l’ascesa di federico Barbarossa.
- Federico di Svevia fratello di Enrico VI.
E’ il papa che deve decidere. La pretesa del pontefice è operativa. Innocenzo III si schiera al guelfo OtTone, perché uno
degli obiettivi di Innocenzo era recuperare domini pontifici. Alcuni territori sono recuperati grazie a questa scelta. Il
pontefice sottrae domini ai ghibellini. Poi evitare che corona di sicilia e di germania finiscano nelle mani della stessa
persona, lo stato pontificio sarebbe stato accerchiato. Innocenzo si adegua a ruolo di tutore di Fede3rico e gli assegna
il trono di Sicilia.
Innocenzo gioca anche sul ritardare il tutto.
1209 Otone incoronato dal papa imperatore. Nel 1209 Otone è incoronato imperatore. Il pontefice inizia a recuperare
i territori pontifici occupati dalle milizie imperiali e rimasti in mano a militari tedeschi. Innocenzo riprende il controllo
del Lazio, Marche, Toscana meridionale. Rimane fuori solo la Romagna.
Politica di Innocenzo: recuperare dominio italia centrale ed evitare che domini Italia meridionale e setteentrionale
accerchino il dominio pontificio.

Federico II rimette mano al partito ghibellino, si schiera con Filippo il Bello di Francia, battaglia di Bouvines, sconfitta
Ototne. Questa grande oper4azione fa si che Federico di Svevia diventi re di germania, imperatore e quindi di re
d’italia. Innocenzo III aveva cercato di evitare questo problema, che torna a ripresentarsi. Innocenzo III pensa che
Federico II gli debba molto, la conservazione dell’Italia Meridionale. Ma in realtà si scontrano. Innocenzo III si rende
conto che Otone IV nonostante le promesse sar3ebbe stato un problema, il problema di fondo dell’imperaatore è
pretendere di esercitare un potere universale. Questa è la grande politica di Innocenzo III.

IV CONCILIO LATERANENSE
Nel 1215 organizza Innocenzo III l’assemblea dei grandi ecclesiastici a rappresentare tutta la cristianità: IV concili
lateranense.
- Disposizioni contro gli eretici specialmente catari. Innocenzo III band’ anche una crociata. Il problema eresia
non era solo problema religioso ma pure politico. I catari seguaci della chiesa cristiana presero piede.
- Ribadito primato papale su tutte le altre sedi, sopra i patriarchi.
[1204 crociata per riprendere gerusalemme. Avevano usato molte navi veneziane. Venezia pretende che l’esercito
crociato si riversasse prima contro costantinopoli che era diventato un problema per venezia. L’esercito crociato
prende costantinopoli e costringe l’imperaaatore ad abbandonare la parte occidentale dell’impero bizantino. A
Costantinopoli viene insediato un impero fantoccio, si dividono tutti i territori fra vari signorotti che avevano
partecipato alla crociata. Fu insediato un patriarca che rispondeva a roma. Nel concilio si dice infatti che lui nella
gerarchia è il numero 2]
- Si cercano di uniformare le regole degli ordini religiosi. Il pontefice si preoccupa di dare regole. Azione di un
pontefice che cerca di intervenire in tutti i campi: politico e amministrativo. Tutti devono rispondere alla sua
v olontà e regolarsi come a lui piace.
- Decisioni relative agli ebrei: concedere agli ebrei la possibilità di prestare il denaro a usura, ottenendone in
cambio un interesse.

Innocenzo III grande figura di Pontefice.


Federico II maggiorenne rivendica italia settentrionale. Duro conflitto impero comuni. Coi comuni sono schierati i
pontefici.
(Non parliamo papi periodo svevo. Arriviamo più avanti)

NICCOLO III
In italia meridionale battaglia di Benevento.

62
L’italia è ormai guelfa.
Niccolo III esponente di una delle più grandi famiglie romane: Orsini. Dante lo accusa di simonia. Questo papa aveva
approfittato del suo potere per facilitare le carriere ed aummentaare le ricchezze dei propri familgliari. --> nepotismo
come strumento di governo. Chi governa valuta i famigliari come i più fedeli quindi cerca di rafforzaree il proprio
potere favorendoli.
Niccolo III approfitta debolezza del re di Germania Rodolfo d’Asburgo (re di Germania si diceva Re dei Romani. Per
essere imperatore si deve essere incoronati dal papa). Resistuzione di Bologna, Romagna, contea di bertinoro:
complesso territoriale che era rimasto fuori dal dominio pontificio. 1368 il papa ottiene questi territori da Rodolfo
d’Asburgo. L’impero pontificio assume questa connotazione che mantiene fino all’800.

Nicolo III sente il bisogno di una grande politica urbanistica: fa riparare il Laterano e fa ricosstruire il Sancta
Sanctorum, uno dei centri più iumportanti per la cristianità medievale, era stato dannegiato da un terremoto. Fa
ripulire anche il colle vaticano. Da questo momento la centralità comincia a passare da Laterano a San Pietro, sul
vaticano, posto molto caro agli orsini. Tra gli altri provvedimenti vietò agli stranieri di ricoprire cariche a Roma. Gli
angioini delegavano in passato poteri per esercitare il controllo su roma. Nicolo impedisce questo processo: sceglie
parenti per escluderee personaggi indicati dal re di sicilia. L’angioino era capo del partito guelfo ma ora pretendeva di
governaare pure i domini pontifici. Gli angioini erano molto interessati alla romagna: i governatori erano presi dai
feudatari angioini. IL papa invece manda i suoi nipoti. Escludere l’invasività angioina.

NICCOLO IV 1288-1292
Un francescano, generale dell’ordine. Cardinale vescovo di Palestrina: importante perché era il cuore dei domini dei
Colonna. Con Nicolo III gli Orsini erano diventati i più potenti a Roma. Con N IV le cose cominciano a riequilibrarsi: era
molto legato ai colonna. Per Nicolo IV si parla di nepotismo senza nipoti: si serve dei colonna e ottiene da loro
sostegno. In questo momento la famiglia Colonna sta riemergendo e prende il sopravvento rispetto agli Orsini. I
colonna emergono prepotentemente è diventano la prima famiglia di roma. Hanno due membri nel collegio
cardinalizio

Morte N IV: conclave di 2 anni che termina nell’agosto del 1294. Moltissime pressioni!

CELESTINO V
Viene eletto. Era vecchissimo e aveva origine molisana. Non era preparato per governare. Si rese conto di questo e a
dicembre del 94 (eletto ad agosto) rinuncia al papato.
Bonifacio VIII lo teme molto come termine di paragone e lo fa rinchiudere in un castello.

BONIFACIO VIII 1294-1303


Uno dei papi più importanti. Viene da una famiglia nobile di Anagni ma non paragonabile a colonna e orsini. Capisce di
aver bisogno di una base di potere: dove si liberano dei territori mette dei suoi parenti. Compra dei feudi e li concede
ai nipoti. Ai sovrani laici come Carlo d’angio interessa moltissimo l’alleanza col pontefice. Il papa riesce a mettere le
mani su un bell’agglomerato territoriale.
Sciarra colonna portava un carro di denaro per la via appia. Scontro.
Questione dei colonna: vero e proprio scontro armato alla fine e il papa bandisce una crociata contro di loro come
nemici della cristianità. Chi combatte in una crociata ha salvezza anima. Nel 98 cade pure palestrina. Bonifacio VIII la fa
distruggere e sparge il sale. Scontro vinto dal pontefice. Nemici eliminati dal territorio.

12/12/2016
BONIFACIO VIII
La sua famiglia nel suo breve papato aveva messo insieme una grande forza. B interviene nel lazio, nelle questioni
francesi e in questioni interne al regno ungherese, interviene nelle questioni dell’italia meridionale cercando di
mettere pace fra angioini e ... . Non è solo teoria: B ritiene di dover esercitare il potere temporale. Interviene quando
ritiene opportuno ed in ogni momento, quando i principi laici sono restii. Le monarchie nazionali nascono come
presupposto per cui nessun altro può intervenire nelle vicende interne, che non sia il re.

1303 muore B VIII. Si apre una crisi del papato come istituzione portante del medioevo che si protrae per più di un
secolo. Gran parte d’Europa abbandona l’obbedienza romana. Il risultato è quello di una CRISI del papaato che si apre
con la morte di B VIII.

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LA CRISI DEL PAPATO
BONIFACIO VIII 1294-1303
I momenti di crisi del papato basso medievale sono due: trasferimento della sede pontificia e il grande scisma
d’occidente. Vengono eletti due pontefici e la cristianità si divide.
- Unam sanctam (passi più impo nelle slide)
Morto B viene eletto BENEDETTO XI, fase di passaggio, Filippo il Bello continua ad avanzare pretese sul papato. IL
papato ha perso la guida forte di Bonif. Benedettto muore poco dopo l’elezione. Viene convocato il conclave
(convocato nella città dove muor3e il papa) a Perugia. Conclave lunghissimo: nel collegio cardinalizio si riflettono le
pressioni dei cardinali. C’è una parte di collegio cardinalizio che risente dell’egemonia e ci sonp dei contrasti difficili da
sanare. Con la fazione del partito francese elezione Clemente V (un frnacese. E’ l’arcivescovo di Bordeaux. Incoronato
pontefice a Lione. Cerimonia prima dell’ingresso in italia ma in italia non ci va 3e torna a bordeaux. 1309 va a stabilirsi
ad Avignone. Clemente V non verrà mai in italia, rimarrà ad Avignone. Provenza è un feudo dell’impero, non è sotto la
francia. Ma in realtà sono feudoi diretto degli angioini di Napoli.
Petrarca parla quasi di una cattività avignonese, una sorta di prigionia del papato nelle mani del re di Francia.

LA SEDE APOSTOLICA IN FRANCIA


(Tutti i papi elencati in slide di origine francese)
I cardinali sono quasi tutti francesi, in particolare francia meridionale. Con B VIII prevalevano cardinali italiani e
romani. --> indebolimento della realtà romana, le aristocrazzie romane sono private anche di questa prerogativa. E’ un
colpo notevole dal punto di vista economico. Questi papi cominceranno a costruire il palazzo dei papi ad avignone.
Palazzo imponente. Significativa la costruzione di un palazzo ad avignone. Un palazzo costurito: nella mentlità della
curia il trasferimento è una cosa avvenuta. Non si pensava di tornare a roma. Clemente VI paga per conquistare
avignone, enclave ponficia in territorio francese. In tutti questi anni il papato torna a roma, ogni tanto qualche
pontefice ha pensato di tornare a Roma.

Anche in buona fede le correnti sttoriografiche interpretano questo fenomeno in maniera molto diversa. La
storiografia italiana vede solo aspetti negativi.

ELEMENTI NEGATIVI
Filippo il Bello assolto dai fatti di Anagni. Il papa lo assolve. Condannaati solo i colonna. Dal 1305 con la prima
creazione cardinalizia tenttivo di sostituire caardinali italiani e francesi.
I Colonna sono rreintegraati nel collegio camerralizio.
Autorizzazione a recepire decime per 5 anni.
Annullamento Clericis Laicos: bolla di B VIII contro Filippo che diceva che non doveva mettere mano alle cose della
chiesa. Il papato resta in Francia. Aperto processo a B VIII. Aperto processo ai templari con incameramento dei loro
beni a favore di F.
 Tutte queste cose vedono l’interesse di F. IV cui il papa da man forte.
Il papa sostiene candidatura Carlo valois fratello Filippo come rex romanorum. Il papa va a supportare questo
tentativo. Altri elementi negativi non sempre messi in evidenza sono
- Decadenza autorità papale in italia: difficile gov ernare domini dell’italia centrale. Già era difficile governarli
da roma con la nascita dei comuni, poi in signorie che sfuggivano al controllo pontificio. Da avignone era
difficilissimo governarli. I papi mandavano vicari scelti spesso famiglia pontefice o cardinali francesi. Non
sapevano niente della realtà italiana. Riscuoteevano le imposte. (Nella cristtianità venivano raccolte le
decime e mandate a roma. Sui domini pontifici ovviamente le imposte erano maggiori e ovviamente erano la
prima rendita del papato.

In questi 70 anni vengono nominati 134 cardinali, 85 dalla francia meridionale. Evidente preponderanza della francia.

1371: muore Gregorio XI ci sono 14 cardinali su 23 provenienti dalla francia meridionale. Francesizzazione del collegio
cardinalizio. Hanno preso il posto delle famiglie laziali. Non era prima positivo che tutti fossero italiani e laziali in
paarticolar3e. Il papato avignonese duplica quello che era stato il fenomeno in italia.

ELEMENTI POSITIVI
La storiografia francese magnifica ed esalta questo trasferimento: -_> indipendenza Clemente V rispetto as Filippo il
Bello, non arriva mai a una sentenza pontifcicia ne contro B VIII ne contro i templari.

Canonizzò Celestino V: il papa canonizzando celestino vede la correttezza del suo operato. SI rendeva santa in un certo
senso l’immagine contraria di B. VIII. A livello teorico il papato avignonese conferma la dottrina della superiorità del

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papato anche a livello di gestione del potere temporale. Tutto il potere deve essere riservato alla volontà del
pontefice. Sembrano dichiarazioni stanche. Questi pontefici raramente riescono ad agire sul piano politico.

VALUTAZIONE EQUILIBRATA
Confrontando queste due fazioni:
Viene creato un grande apparato per governare i domini pontifici. Avviene nell’ambito del papato forse prima di
quanto avviene in francia lo sviluppo del governo centrale e della conseguente burocrazia. Occorrono controlli e una
struttura di governo salda. Questa nasce e si rafforza proprio pk il papato è lontano! Il ruollo del papa nella gerarchia
ecclesiastica si rafforza. I vescovi sono scelti dal pontefice. Lentamente comincia ad imporsi la volontà del pontefice.
Lentamente questo processo slitta verso il centro. I vescovi sono scelti dal papato di roma. Si rafforza il governo
centrale e la cancelleria apostolica. Ingresso di denaro nella curia pontificia. Personale preparato. Questo ha fatto
pensar3e a una sorta di nascita dello stato moderno prima che questo stesso nascesse. Gli stessi pontefici quasi
sempre hanno fatto studi giuridici e sono preparati in questo. Grandi studi giuridici per i papi del periodo avignonese.

Tra i momenti di crisi evidenti:


- Reazioni delle città italiane che dal pontificato (cura territorio, protezione) non ricevono più nulla. Ecco che
nasce una sommossa astutamentee provocata dai fiorentini che si trovano in difficoltà. Le città si ribellano:

GUERRA DEGLI 8 SANTI


A capo c’è Firenze che crea magistratura nuova di 8 persone che devono ghestire la guerra. Il papa scomunica gli 8. I
Fiorentini ironicamente li chiamano 8 santi. Firenze è sempre stata alleata del papato.
Ci sono tentativi seri: ostilità evidente nei confronti di Firenze. In Romagna era disponibile una grande quantità di
grano, ma i delegatii pontifici non aiutano firenze. Firenze fa quindi rivoltare la romagna. Grande rivolta in quasi tutte
le città italiane.
Interessante attività propagandistica di Firenze: viene rivendicata la libertas italiana rispetto al papato. Il risultato è la
rivolta di quasi tutte le città pontificie.
EPISODI
Il più significativo è ascoli piceno, governato da vicario pontificio che era staqto anche di bologna. Gli ascolani avevano
assediato, si erano ribellati e un esercito da nap9oli alleaato del pappato aveva assediato ascoli. Assedio che procede
per 9 mesi. Militarmente è l’episodio più impo.
Il papa Gregorio a un certo punto si rende conto difficoltà situazione italiana e rientra in Italia, mostrraa interesse a
riprendere in mano la situazione. Poi milizie di mercenari bretoni inviati dal papa per combattere italiani sono
accampate a Cesena, che non si era ribellata al pontefice. In uno scontro interno i cesenaati attaccano i mercenari,
reazione --> massacro città di Cesena.

GRANDE SCISMA D’OCCIDENTE 1378-1414


Muore Gregorio XII
Pressioni degli italiani per eleggere un papa italiano. Nel collegio cardinalizio sono quasi tutti italiani.
Elezione ad aprile Urbano VI. Urbano fa cose che ai francesi non convengono. Cerca più di tutti di riportare papato in
italia.
Settembre elezione antipapa Celemente VII da parte dei Francesi che tornano a riunirsi. La cristianità si ritrova nelle
mani di due papi. La cristianità divisa in due necessità di risolvere questo problema:
- Via facti primo tentativo di risoluzione. Nobiltà divisa in due fazioni: Clemente VII di fatto vuole riportare il
papato in francia.
- Via iuris si cerca di stabilire col diritto quale dei due dovesse governare. Non si arriva a una soluzione.
- Via concili: idea del concilio generale, si deve decidere su un problema così importante.

CONCILIO DI PISA
I due papi non rappresentano la cristianità. Viene eletto Alessandro V (“obbedienza pisana”) che poi si trasferisce a
roma. 3 papi che si divideranno il vertice della cristianità. (Slide elenco varie obbedienze).

La via conciliare che risulta la via vincente nel primo tentativo di applicazione porta a una tripartizione della cristianità.
Il papa eletto a pisa riscuote successo nella cristianità ma è comunque una cristianità divisa!

La via conciliare è comunque vincente.

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L’esigenza di arrivare a una conclusione diventa sempre più pressante: in questi anni specialmente gli uomini di
cultura si sono resi conto che bisogna discutere del fatto che la chiusa va riformata, lo scisma è il risultato di una
situazione gravissima. I cardinali sono interessati ai beni. Ecco perchè si rafforza idea concilio. Non basta l’unità ma
bisogna riformare la chiesa. Problema molto più profondo di quanto possa apparire. Crisi della struttura ecclesiastica.
Si arriva al 1414: convocazione nuovo concilio a costanza. Città sottoposta all’impero. In questo momento non c’è un
imperatore. Sigismondo di Lussemburgo convoca concilio. Il concilio è convocato dal papa, ma se i papi sono 3?
Nessuno dei 3 papi era disposto a riconoscere che uno dei 3 potesse convocare il concilio.

CONCILIO DI COSTANZA 1414-18


Si pone tanti problemi tra cui come si deve governare la chiesa.
Il vertice della chiesa non è il papa ma i fedeli rappresentati dal concilio. Questo ribalta tutta quella politica passata di
B VIII. Superiorità del concilio sul papa. Il concilio non esiste e deve essere convocato: convocazioni periodiche del
concilio che vanno convocate con una certa frequenza. Il decreto Haec Sancta sancisce questo.
I padri dell’assemblea conciliare prima di eleggere il nuovo papa promulgano il decreto per cui si deve convocare
concilio a frequenza (Decreto Frequens).
11 Novembre 1417 viene eletto Martino V. 1417 dopo 40 anni di divisione la cristianità è unita sotto il governo di un
solo pontefice.
Martino V è un colonna.

CONCILIO DI BASILEA 1438


I conciliari volevano una riforma della chiesa e la frequenza del concilio. Ma Martino V non voleva convocare il
concilio, voleva risolvere a modo suo i problemi della chiesa. Lo convoca poco prima di morire nel 1431 CONCILIO DI
BASILEA. Convocato nel 31 ma riunito nel 38 quando il papa è EUGENIO IV. I papi non vogliono convocarlo. I papi
hanno delle pratiche di vita non confacenti ai comportamenti del vero cristiano. I papi cercano di boicottare il concilio.
Ci sono ormai due mentalità contrastanti nella chiesa: i fedeli e il concilio che pensano che i problemi derivino dal
papa, e dall’altra la mentalità tradizionale del papa che non vuole rispondere a nessuno. L’antipapa si ririterà, non ha
successo questo secondo scisma. Il papa romano approfitta della situazione dell’imperatore bizantino assediato dai
turchi, si fa promettere in cambio dell’aiuto il superamento dello scisma d’oriente.
Prevale comunque con i pontefici della metà del 400 l’idea della monarchia papale con un concilio inteso come istanza
di secondo grado. Idea che il papato si porta per tutta l’età rinascimentale che allontana il papato dalla chiesa di roma.
Chiusura nei confronti della comunità° dei fedeli. Nasceranno allora i grandi movimenti protestanti che porteranno
parte dell’eruopa cristiana a staccarsi dal papato.
Lo scisma è il sintomo di una situazione di crisi del papato. Serve una grande rivoluzione della chiesa. Non verrà mai
affrontato seriamente il problema della chiesa.

FEDERICO II
Nell’impero ci eravamo fermati a battaglia di bouvines 1214 Otone sconfitto e lui imperatore. Innocenzo III voleva
tenere staccata corona di Germania e Italia.
1216 Innocenzo III muore. Federico la cui potenza sta nascendo si sente svincolato dalla promessa di tener separate le
due corone. E’ sempre lui a gestire il potere in italia e in Germania. Ma in Germania non è molto interessato, delega
moltissimo ai principi., Vuolel tener buona la germania per occuparsi dell’italia meridionale. Comuni sempre più
autonomi rispetto potere centrale.
L’impero aveva di nuovo abbandonato Italia settentrionale.
1220: sembra che F operi in conformità col pontefice. Viene incoronato.

1226: Dieta di Verona riunione rappresentanti del nord e rivendica tutti i diritti dell’impero specialmente quelli fiscali.
Vuole rappresentanti suoi a governaare le città. Questo tentativo di imporre realmente il potere imperiale (che fino ad
allora per i comuni era solo teorico) fa sì che nelle citta dell’italia del nord nasce una nuova lega: nessuna città da sola
può resistere alle pretese imperiali. Alle prime minacce di Fede II si ricrea questa alleanza fra le città. La costituzione di
un’alleanzas contro l’imperatoree porta a uno scontro. L’imperatore vuole solo imporre la sua volontà.

RIORDINAMENTO DEI REGNI ITALIANI


Scontro militare: esercito IMPERIALE grande vittoria: affermazione volontà di F II. Prova ad applicare la sua politica,
pretende la restituzione dei diritti dell’impero. Federico II pretende di imporre i suoi governanti all’interno delle città.
Vuole governanti scelti dall’imperatoe. I governatori delle città sono raggruppati in province al cui vertice capo
impero. I comuni ora sono governati da funz imp. Si creano 9 vicariati/province. Enzo re di sardegna figlio di F II si

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occupa. La struttura che lui immagina è legato imperiale che governa, diviso in 9 province governaare da vicari poi
comuni governati da vicari imperatore. Cosa inimmaginabile per autonomie comunali. F II cercava di imporre quel
regime che era stato imposto in Francia.
123. Costituzione di Melfi: riordinamento regno di Sicilia, dell’italia meridionale. Rivendica i diritti del re rispetto alla
feudalità. Acquisire un minimo di autonomia rispetto al gov centrale.

UTLIMA FASE DELLO SCONTRO


1245: concilio di Lione. Innocenzo IV depone l’imperatore. La scomunica pontificia crea qualche problema.
1247: l’imperatore sta assediando Parma. Addirittura siccome –l’assedio sembra andare per le lunghe ha fatto
costruire a ridosso di parma-la città provvisoria, accampamento di Vittoria. Durante una sua assenza i parmensi ne
approfittano per una sortita degli assediati parmensi che porta alla disfatta dell’accampamento.
1249: scontro di fossalta, Enzo viene sconfitto e fatto prigioniero.
1250: F II muore e finisce tenttivo di riportare impero al vertice dei poteri gestiti in italia.

13/12/2016
MANFREDI E CARLO D’ANGIO’
Morte di F II. Impero con pretesa di controllare tutto l’impero cristiano. La morte di F segna una tappa importante:
crisi da cui il sacro romano impero non riuscirà più a riprendersi. L’impero di carlo magno si chiama impero romano.
Fino a F barbarossa si chiama sempre impero romano. Solo dopo si chiama Sacro Romano impero, dopo Federico
Barbarossa che pensa che il ruolo di imperatore sia dato dalla divinità.
Morte di F II --> lunga crisi conosciuta nella storiografia tedesca come periodo del grande interregno. In questo
ventennio non c’è un re. In questo 20ennio sono eletti tanti personaggi ma nessuno di loro ha la forza di esercitare il
potere in Germania.
Il titolo di re dei romani era un titolo elettivo: nel momento in cui si diventa imperatore si convoca assemblea dei
principi e li si convince ad eleggere il figlio. Quando muore il figlio è già re di germania, questo avviene con F II. F II
aveva un figlio: Corrado IV, prende il suo posto.
F II si era occupato della situazione italiana e in germania aveva delegato il potere centrale ai principi e a Corrado.
Dopo la morte del padre si preoccupa di tene4re le redini del potere in germania.

MANFREDI E CARLO D’ANGIO’


Rimane in vita un altro figlio di F II: Manfredi. Quando Corrado muore si fa incoronare Re di Sicilia contro volontà del
pontefice perché non vogliono unite corona di Sicilia e Germania. Manfredi diventa punto di riferimento del
ghibellinismo italiano: manda supporto alle città del settentrione che si riconoscono in lui.
1260: grandissima vittoria a Montaperti partito ghibellino sconfigge esercito dei guelfi toscani e all’improvviso nelle
città toscane prende il sopravvento la fazione ghibellina. Grandissimo passo avanti delle forze ghibelline. Il pontefice si
vede minacciato da questa forza ostile.
Ecco che Clemente IV chiama in italia Carlo d’angiò 1265: stava cercando la sua fortuna, ora aveva le risorse
economiche ed era punto di riferimento del partito guelfo. Scende in Italia con l’esercito e raggiunge roma. Attraversa
i confini: scontro a Benevento e riporta una grandissima vittoria. Manfredi prende parte allo scontro in prima persona
e muore.
Carlo d’angiò diventa allora re di sicilia.
E’ ancora vivo un nipote di F II, figlio di Corrado, Corradino;: 1268 quando lo zio è sconfitto e la Sicilia è degli Angioini
Corradino organizza un piccolo esercito ghibellino che scende in italia. Battaglia di Tagliacozzo contro Carlo. Corradino
sconfitto, scappa ma viene catturato da un feudatario italiano che lo consegna. Re di sicilia e governante di buona
parte d’Italia. Egemonia guelfa-angioina su tutta la penisola italiana.

REGNO ANGIOINO
Francesizzazione della feudalità. Chi aveva sostenuto manfredi o corradino è esiliato e condannato, beni confiscati.
TYutti questi beni finiscono nelle mani delle famiglie francesi. Per Carlo la conquista della sicilia non è un punto di
arrrivo ma di mezzo, puntava a conquistare l’impero bizantino, programmava delle crociate. Ha mire di espansione nel
mediterraneo che sono impressionanti. CCarlo ha un disegno egemonico su tutto il mediterraneo.
Le città spagnole stanno cominciando ad arricchirsi: gli Aragonesi hanno un programma di espansione simile a quello
degli Angioini. C’è un progetto di sistemazione sul mediterraneo che vede dei conflitti.

1282: grande rivolta siciliana, Rivolta del Vespro. Non è una rivolta spontanea, è finanziata dai bizantini e alle spalle
c’è l’appoggio del re d’aragona. Palermo ha perso il ruolo di capitale in favore di Napoli, i bizantini sostengono la
rivolta assieme al re d’aragona che diventa loro protettore e si pone contro angioini. L’esercito angioino avrebbe
avuto subito ragione dei rivoltosi se fosse intervenuto, pervciò in sicilia va l’esercito degli aragonesi che si impossessa

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della sicilia. La guerra formalmente si cocloude nel 1302 con la pace di Caltabellotta secondo cui il re di sicilia Carlo II
d’angiò continua a chiamarsi re di sicilia ma rincuncia temporaneamente al governo della sicilia. Il controllo dell’isola è
degli aragonesi, alla morte di Federico si impegnano alla resitutzione della sicilia. Federico è re di Trinacria.
Questo’accordo poi verrà disatteso perché gli aragonesi mantengono comunque la sicilia. (CRISI DELL’IMPERO: il regno
di sicilia che era una risorsa militare ed economica per l’impero esce dalla sua orbita, impero che si avvia ad essere
una realtà sempre più tedesca e sempre meno italiana (in funzione dell’esame quello che viene dopo regno angioino
non da fare).

LA CRISI DEI POTERI UNIVERSALI


COLLEGIO DEI PRINCIPI ELETTORI
Cosa accade al resto dei domini formalmente guidati dall’imperatore.
L’impero entra in crisi con la morte dell’imperatore. Dopo la scomunica di F II una parte dei principi tedeschi avevano
eletto un altro re, Guglielmo d’Olanda. Con la morte di Corrado IV si pone il problema, era morto pure guglielmo
d’olanda.
Muore Guglielmo 1256, Germania frammentata in moltissimi principati. Tutti questi hanno come interesse mantenere
un’autonomia. I veri detentori del potere sono i principi che poi scelgono anche il re. Alla morte di Corrado i principi
sono quasi indipendenti d hanno l’interesse a non creare un re forze che mini l’indipendenza che hanno conquistato.
Si dividono nell’elezione e eleggono EDOARDO D’INGHILTERRA e ALFONSO X DI CASTIGLIA. (No su slide le dice per
spiegare meglio),. Il mondo tedesco si divide nella scelta di un principe inglese e uno spagnolo, insignificanti per la
geremania. Il potere è in mano a questi principi che si preoccupano solo di salvaguardaare la loro autonomia. Quando
muore guglielmo d’olanda (re dei guelfi) i principi si riuniscono per eleggere il successore. In passato non eRa stato
definito uno statuto: si uniscono questi principi tedeschi.
3 principi ecclesiastici: arcivescovbi di mavgonza, treviri e colonia; il re di Boemia (uno slavo). Etcv
Sono 7 persone che hanno diritto ad eleggere il re dei romani. Si dividono: 4 votano per riccardo d’Inghilterra e 4 per il
re di Castiglia, uno vota due volte. Ciascuno di loro è re di germania ma nessuno dei due ha la forza per imporre il
proprio potere in germania.

RODOLFO D’ASBURGO
Questo crea tantissimi problemi al mondo tedesco: 1273 i principi si riuniscono di nuovo. Nuova elezione di un
tedesco Rodolfo d’Asburgo. Un principe molto debole, è una sorta di compromesso. Bisogna rimettere il potere in
mano a un governo centrale ma senza darle molto potere. Ljuui vienbe da una piccola famiglia e non ha tante risorse
economiche e militari. In realtà per le sue capacità Rodolfo riesce a ribaltare la situazione. Consapevole della sua
debolezza sa che deve allargare il territorio controllato dalla sua famiglia. Gli asburgo mettono le mani su questo
piccolo principato e da questo momento il nome degli asbrugo rimane legato. Ci sono formalmente due re eletti. Con
Rodolfo un re tedesco che opera in germania. Rodolfo è tedesco interessato al potere in germania. Pensa che il modo
migliore sia abbandonare l’italia al suo destino. Questo è provato dalla restituzione della romagna del 268. _Rodolfo
restituisce a nicolo III il governo della romagna. In cambio è la promessa di essere incoronato imperatore. Un alto
tentativo fu quello di trasformare la monarchia elettiva germanica in monarchia ereditaria.
Con Rodolfo si rafforza nuovamente il potere del re di Germania.

ADOLFO DI NASSAU
Non riesce a farsi incoronare da Bonifacio VIII. Piccolo conte.

ALBERTO D’ASBURGO
Scontro con Bonifacio VIII. Pur di avere promessa di essere incoronato dal papa imperatore rinuncia ad avere la
supremazia, ammette che la figura dell’imperatore è inferiore a quella del pontefice (promisio di Norimberga).. A fine
anno Bonifacio muore e neppure lui viene incoronato dal papa.
I re di Germania sono completamente succubi al pontefice perché hanno bisogno di una sorta di copertura del loro
potere. 1308 se ne esce con morte di re d’asburgo. Rafforzamento dei domini diretti. Alla morte di alberto d’asburgo
che in germania era diventato molto forte, era un grande principe territoriale. I principi temono gli asburgo e si
elegge...

ENRICO VII 1308


Enrico di Lussemburgo. Contea molto piccola e povera. Potere centrale nelle mani di un personaggio molto debole. E’
la speranza per coloro che guardano all’impero come garanzia di protezione della cristianità. Proveniva da una piccola
famiglia ma aveva avuto il mito dei grandi imperatori tedeschi. Aveva in mente progetto di rilancio del potere
dell’imperatore. I Lussemburgo capiscono che per avere potere devono avere un territorio più vasto e si appropriano
della Boemia. Enrico VII tenta di rilanciare il ruolo dell’impero inteso come impero e non come germania. Organizza

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quindi una campagna in italia per riportarvi il potere Ha una grande idea del ruolo dell’imperaatore.L’avventura
italiana sarà molto difficoltosa. Muore nel 1313 nei pressi di siena per un epidemial. Si spegne ultimo tentativo di
restaurare potere in germania. Non riescono più neanche a vagheggiare il potere in Italia.

LUDOVICO IL BAVARO
Governa la germania per decenni. Si presenta come capofila del partito ghibellino. Si scontra ideologicamente in
maniera forte col pontefice. (Slide successive le lascia, erano per un corso monografico ma sono da leggere).
Quello che ci preme di Ludovico è tentativo di rilanciare l’impero che non trova appiglio.Poi appello i Sach.. per cui il
titolo di imperatore non dipende dal papa. L’elemento più interessante

CARLO IV DI BOEMIA
In particolare importante è la Bolla d’oro 1356 contiene molte disposizioni, in particolare una che regola la definizione
del collegio elettorale. (Slide) Non c’era una procedura definita per legge. Viene fissata solo in questo momento. Tra le
disposizioni c’era anche quella per i figli dei principi elettori di studiare l’italiano. Si arriva all’assimilazione col regno
tedesco. Qui quando si parla di imperatore si parla ormai solo di un re tedesco.

IMPERIUM/REGNUM
Con i successori di Carlo IV identificazione impero con Germania. Italia e germania frammentate e divise perdono il
ruolo di protagoniste in europa,, preso da FRacia e Inghilterra.
Gli asburgo poi si impadroniranno del regno di Germania. Francesco II d’Asburgo rinuncia al titolo e si fa chiamare
imperatore d’Austria e d’Unghieria. L’impero così come l’abbiamo conosciuto rimane confinato e rimane solo la
Germania come stati e staterelli indipendenti l’uno rispetto all’altro. Dopo Carlo V l’imperatore in germania non avrà
un ruolo forte.

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15/12/2016

IL COMUNE CONSOLARE (I FASE)


In italia l’importanza della città non viene mai meno. IL numero degli abitanti rimane sempre considerevole rispettto
alle altre città europee. E’ soprattutto la ripresa demografica, economica e culturale che avviene dovunque in europa.
Ma il fatto di non avere un potere centrale permette alle città di procedere verso una maggiore autonomia. Nelle città
europee il bisogno di autonomia é ottenuto dai privilegi della monarchia.
Viguer dice che il comune è un modo molto complesso di governare la città. Viguer riprende ciò che abbiamo detto:
l’Italia settentrionale che faceva parte dell’impero nel sec XI di fatto i rappresentanti dell’autorità imperiale non si
occupano più della gestione pubblica e del potere. L’imperatoree affida il governo del territorio a funzionari pubblici
che non sono signori locali. Governano delle circoscrizioni territoriali, entro le quali hanno feudi. Rappresentano
potere. Con la crisi del mondo carolingio e dei poteri centrali questi funzionari, che hanno ricevuto l’ereditarietà della
loro carica, hanno cercato sempre più di radicarsi sul territorio e di controllare a titolo personale un territorio sempre
più vasto. Questi funzionari del re governano solo nel loro interesse: dove non riescono a controllare una fetta di
territorio, l’abbandonano a se stessa. Non radicano il loro potere nelle citta, le citta rimangono autonome e trovano il
loro punto di riferimento nel vescovo. I funzionari pubblici (conti, marchesi) hanno abbandonato di fatto la città.

La fitta rete delle città: italia centro settentrionale, le città godono di grandissima ripresa demografica re mostrano un
dinamismo economico maggiore, più precoce. I fenomeni di sviluppo di attività economiche e commerciali. Si verifica
prima in tutte quelle realtà che risentivano della tradizione romana. La provenza ha un grado di sviluppo delle attività
Economiche uguale alle città italiane!

Emerge il ruolo del vescovo: mette le mani su beni fondiari ed economici, riesce a gestire alcune imposte. Ad es Re
Berengario permette al vescovo di bologna di riscuotere delle imposte. I vescovi hanno dei beni e dei diritti, godono di
una grande autorità morale. Il vescovo ovviamente utilizza questo potere e dà alla città protezione: organizza la vita
sociale e politica della città. Lo fa tramite una ricca rete di clientele, famiglie legate alla sua figura che gestiscono beni
e diritti. Abbiamo uomini armati che garantiscono un certo ordine pubblico. Abbiamo una sorta di prima aristocrazia
cittadina. Si consolida un piccolo gruppo di potere accanto al vescovo, un piccolo gruppo di aristocrazia cittadina.
Da questo gruppo, dalla necessità di autogovernarsi l’aristocrazia costituisce la prima milizia, l’aristocrazia cittadina
armata. SI rendono conto a questo punto che non c’è più bisogno del vescovo: il vescovo viene esautorato. Non
sempre questo succede in modo pacifico, l’allontanamento a volte avviene con la forza delle armi. Tutto questo
processo è molto lento, conosce tappe diverse a seconda delle città.

Il risultato finale è la creazione di una magistratura che rappresenta il vertice del comune, che gestisce il potrete a
livello cittadino. --> il CONSOLE. Magistratura di vertice con due consoli in carica un anno. Magistratura più importante
di questo mondo cittadino. Si parla qui di comune consolare. I consoli sono scelti all’interno di questo gruppo di
famiglie di aristocrazia cittadina. All’inizio sembrano una cosa privata. Queste persone si presentano come tutori
dell’interesse di tutti, non solo della loro parte. Pubblicamente si presentano come tutori dell’interesse collettivo.
Provvedono infatti alle cose che interessano tutti: gestione delle mura etc. Diventano i supplenti del potere pubblico,
che dovevano essere i funzionari dell’imperatore. Abbiamo visto che poi l’esigenza della partecipazione fa sì che molti
abbiano interesse per la cosa pubblica. Questa esigenza, mentre la carica di vertice cioè il console è appannaggio
dell’aristocrazia, il popolo può partecipare alle assemblee popolari. Da questa grande assemblea ovviamente sono
escluse le donne, i bambini, gli anziani.

Il console è di fatto il vertice di questa nuova amministrazione. I suoi poteri sono molto ampli, cambiano da città a
citta ma quasi tutti hanno:
- Cura delle relazioni esterne
- Comando militare
- Convocano e presiedono le riunioni dei consigli
- Garantiscono la funzionalità degli altri organi di governo, anche della primordiale burocrazia.
Viguer dice che la gestione delle cose pratiche nella fase consolare del comune è molto oscura: di solito vengono
create commissioni per fronteggiare i problemi, poi in seguito ci saranno gli uffici.Un problema della fase consolare è
che ogni problema sembra nuovo! I consoli rappresentano il vertice del comune e il potere esecutivo.

L’assemblea (o arenga o concio) ha un compito duplice: controllare ed eleggere consoli e discutere le leggi.
Regolamenti che servono a dare una normativa ai grandi settori della vita comune. Inizialmente sono tutte cose
confuse ma poi vengono raccolte e diventano statuti. Questo è il compito che spetta alle assemblee. Mentre il
console rappresenta il potere esecutivo, l’assemblea in qualche modo rappresenta il “potere legislativo”. Siccome

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questi consigli, queste assemblee potevano essere di centinaia di abitanti, difficili da gestire, spesso ci si incartava in
discussioni sterili, emergevano divergenze nelle soluzioni possibili. L’assemblea è poco funzionale alla gestione del
potere.
SI creano consigli ristrettii: si occupano di ambiti più ristretti in maniera più veloce. Sono composti da alcune decine di
persone. Affiancano il console nelle sue funzioni. Si riunisce meno di frequente. I poteri che via via sono affidati a
questi consigli scalzano di fatto le assemblee popolari, che vengono riunite ormai quasi esclusivamente per scegliere i
magistrati. Non li eleggevano direttamente, ma di solito individuano una commissione.

REGIME CONSOLARE
Il regime CONSOLARE non è un regime democratico!!!! C’è più ampia partecipazione ma non si ha democrazia. Il
potere dei consoli resta nelle mani del gruppo aristocratico ristretto. Queste famiglie scelgono sempre al loro interno i
consoli. Questo gruppo di famiglie aristocratiche continua a gestire specialmente il potere esecutivo. –
Nell’assemblea popolare arrivano le pressioni popolari. MA finchè al vertice ci sono i consoli il potere rimarrà sempre
aristocratico.

Nelle operazioni militari alcune famiglie possono permettersi di combattere a cavallo. Aristocrazia che si era rafforzata
a fianco del vescovo. La caratteristica di questo gruppo sociale che gestisce il potere o costituita dalla possibilità, di
combattere a cavallo, dettata dalla possibilità di un patrimonio fondiario importante. Comportava costi molto alti:
erano sopportati grazie ai proventi di grandi patrimoni fondiari, che queste famiglie si erano formate nel tempo.
Legame patrimonio personale/famigliare ormai consistente e legami stretti con gli enti ecclesiastici che comunque
rimangono anche dopo l’esautorazione del vescovo. I monasteri, parrocchie, conventi gestivano grandissimi patrimoni
fondiari e per gestirli avevano bisogno dei laici. Continuano a gestire i patrimoni delle chiese.

Ad un certo punto per la pressione di nuovi ceti sociali provoca un conflitto durissimo nel mondo aristocratico. Sino a
quando il comune, che prima era in crescita dal punto di vista politico, acquisiva nuovi poteri e maggior autonomia,
l’aristocrazia contro l’imperatore, nemico esterno, rimane assai compatta. Tregua di Venezia, Pace di Costanza,
momento di tranquillità. Le prerogative sono state conseguite, no c’è più un nemico e nel potere nascono fratture -->
scontro intestino tra fazioni. Vecchio gruppo di potere che si frantuma vs nuovi gruppi sociali che fino a quel momento
erano stati meno importanti ma che ora economicamente sono fondamentali (artigiani) il mondo cittadino entra in
subbuglio: impoverimento complessivo della città. E silio e morte dei contendenti.
Questa CONFLITTUALITA’ è elemento fondamentale, è una delle caratteristiche del comune nella sua fase consolare,
una situazione quasi quotidiana. Guerra all’interno per la gesstione del potere, fra aristocratici fra lorro e coi nuovi
ceti. Ma ci sono anche conflitti esterni, ad esempio per la conquista del contado. Spesso si raggiunge un accordo: la
città arriva a controllare la diocesi. Molto spesso questa conquista avveniva con la forza delle armi. L’aspetto militare
ha un’importanza notevole.
Ci sono pure conflitti fra città e città: sulle linee di confine ad esempio. Tanti piccoli conflitti a livello locale. Le città
erano tutte proiettate all’esterno. Si cerca di definire con la forza i confini. Grande conflittualità che porta spesso a
grandi alleanze cittadine. Resta questo grosso problema nel mondo comunale, una conflittualità quasi continua. Lo
scontro militare sembra essere la risoluzione per tutti i problemi. Divisione in fazioni che si scontrano militarmente per
il controllo del potere. Ragione principale che porta al passaggio dal comune consolare a quello podestarile.

COMUNE PODESTARILE
I comuni sono riusciti ad avere la meglio rispetto alle pretese dell’impero. Conquista del contado --> fenomeno in
crescita probabilmente non regolata. Ad un certo punto per governare questa crescita il monod dell’aristocrazia si
sarebbe spaccato in due. Instabilità insopportabile per la vita comunale. Il comune è la risposta a determinate
esigenze. Se il comune che è nato per rispondere anche a questo bisogno sta tradendo il suo compito principale... si
cercano delle soluzioni: quella che risulterà adeguata è l’instaurazione del regime podestarile.
PODESTA’ figura unica scelta all’esterno del mondo cittadino. Viguer dice che questo risolve il problema, forse è un
po’esagerato. In realtà il grave problema del regime PODESTARILE è che il podestà che dovrebbe essere terzo rispetto
alle fazioni in lotta viene scelto fra famiglie legate alla fazione preponderante. Dura una cinquantina d’anni questa
soluzione. La nomina del podestà forestiero avrebbe inaugurato un sistema di governo radicalmente diverso e si basa
non solo sul podestà ma anche sul consiglio. Consiglio ristretto che aumenta i suoi problemi. Il regime podestarile si
basa su podestà e consigli. La risposta del podestà straniero non è giusta e neppure definitiva al problema ddelle
fazioni.
1250: ingresso del popolo nella cosa pubblica. Crisi del podestà che viene affiancato e poi sostituito da altre
magistrature popolari. Nasce in questo modo la terza fase della storia comunale.

LUNGA FASE DI TRANSIZIONE

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Intorno alla metà del secolo il sistema PODESTARILE cede il passo al regime popolare. Ogni citta cerca di rispondere in
maniera diversa. L’origine della crisi secondo Viguer è il divampare della lotta delle fazioni, frattura nel gruppo
dirigente che precipita la città in una lotta intestina. L’altro problema che comincia ad essere evidente è la pressione
dei ceti popolari, nuove categorie di professionisti. Queste categorie hanno acquisito una ricchezza importante. A
questa richiesta si risponde dando accesso a questi gruppi nei consigli. Le città tentano diversi tipi di soluzione:
- In alcune città si sostituisce il regime CONSOLARE con il podestà cittadino, un podestà unico. Segnala il
prevalere di una fazione.
- In altre si vede emergere due podestà, che sostituiscono entrambi i consoli. E’ eviente qui che nessuna
fazione è riuscita a prevalere e ciascuna fazione ha scelto un rappresentante.
- Un’altra soluzione è a presenza contemporanea di un podestà locale e di uno forestiero e dei consoli,
magistrature che si impongono l’una sull’altra. Queste soluzioni sono tutte praticate, ma nessuna si dimostra
valida per risolvere il problema. Queste rappresentano il trionfo del sistema delle fazioni. Podestà forestiero =
strumento fazione prevalente.
I podestà sono nominati solitamente e restano in carica un anno. Col passare del tempo per evitare che potessero
ottenere troppo potere la carica viene ridotta a soli 6mesi. L’obiettivo della nomina del podestà è eliminare la guerra
interna alle fazioni. LA scelta del podestà è affidata ai consigli: in genere è l’espreessione della comunità locale che
sceglie i podestà, non direttamente. Veniva eletta una commissione che avrebbe dovuto individuare una serie di nome
e al suo interno qualcun altro (i personaggi più influenti) avrebbero scelto il podestà. A volte le commissioni
sceglievano solo da quale città dovesse provenire. A volte l’incarico era affidato al podestà della città prescelta.
I criteri di scelta sono tantissimi, a volte anche occasionali. Viguer si ferma a una esposizione formale. E’ ovvio che
deve venire da una famiglia socialmente rilevante, doveva appasrtenere a una famiglia che aveva avuto una parte
attiva nella città di provenienza, doveva avere lui una certa capacità di governo e comunque una certa esperienza
nella cosa pubblica. Quello che Viguer non dice è l’appartenenza politica, cioè la vicinanza del podestà agli interessi
della Fazione preminente in città. Chi viene chiamato a governare cerca di difendere le ragioni di chi lo ha chiamato. Il
podestà in quanto tale non riesce a rispondere perfettamente alle esigenze di imparzialità.
L’altro pilastro del sistema podestarile è quello del CONSIGLIO più o meno ampio, si potrebbe paragonare quasi
secondo Viguer al governo di oggi, per cui il podesta è quasi un capo di governo. Il potere deliberativo e legislativo
sarebbe attribuito ai consigli. Ma questa distinzione serve solo a far capire gli orientamenti dei due poteri.

Il podestà ha una serie di compiti impressionanti. Non solo potere esecutivo ma è anche al vertice del potere
giudiziario. (Varie funzioni vedi slide)
Uno dei compiti più importanti è la guida dell’esercito. La funzione principale è ricondurre il conflitto interno
all’interno delle istituzioni, nei consigli etc e non trasformarsi in scontro armato.
Nascono dei consigli ristretti con persone più importanti e competenti, con la possibilità di riunirsi più spesso.
A Firenze consiglio ristretto che si affianca al consiglio allargato. Dopo questo i consigli allargati iniziano a perdere
importanza. Questi consigli si affiancano al podesta e cominciano ad assumere poteri esecutivi. Dentro cominciano ad
entrare i rappresentanti dei ceti sociali nuovi. La pressione dei ceti popolari riesce poi a prendere il sopravvento nel
giro di pochissimi decenni. Cominciamo a vedere magistrature popolari che si affiancano inizialmente al podestà e al
suo potere e in pochissimo tempo queste riescono ad esautorare la figura del podestà. Sono le magist5rature cittadine
a prendere il sopravvento. Come questa pressa di potere vede l’esclusione dell’aristocrazia pubblica --> comune
popolare. Le aristocrazie sono confinate fuori dalla gestione del potere.

16/12/2016

Viguer chiama Popolo con P maiuscola le categorie sociali molto eterogenee: il sistema di governo popolare sarà
tutt’altro che tranquillo. Nel popolo ci sono interessi diversi.
Nella prima metà del 200 una parte della popolazione cittadina SI organizza in modo da organizzare la gestione del
potere e limitare l’aristocrazia che fino a quel momento aveva governato. Le prime due fasi della storia comunale è
un’elites che governa nell’interesse di tutta la popolazione. Gli interessi della vecchia aristocrazia cittadina sono diversi
da quelli della vecchia aristocrazia cittadina. Tutti quelli che non sono parte della nobiltà fanno parte del popolo. Si
riconoscono come qualcosa di diverso che poi si organizza in modo strano a volte.
Socialmente sono organizzazioni completamente diverse fra loro, corrispondono a gruppi sociali molto diversi. Bisogna
partire dal presupposto che ogni città ha una storia a parte. L’elemento più evidente è la presenza di una categoria
economicam3ente molto forte costituita da mercanti, banchieri, uomini d’affari che si arricchisce in maniera
spropositata. Queste famiglie che gestivano questo settore dell’economia . Gestire patrimoni finanziari consentiva un
grande arricchimento. Sono famiglie che hanno nelle mani un potere economico spropositato. Grande varietà di
dimensioni. Questa categoria di grandi borghesi, esponenti della grande borghesia é presente in quasi tutte le città
italiane e si comporta in maniera diversa. Alcune famiglie di questo gruppo sociale sono state cooptate nella milizia

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aristocratica perché sono diventate particolarmente ricche e hanno instaurato legami con la vecchia aristocrazia.
Partecipano alla gestione del potere nel comune consolare. Altre famiglie con ruolo economico important ema che
non sono entrate nell’aristocrazia comunque si comportano come parte di essa. Parte di questa aristocrazia
economica si schiera a volte alla testa del popolo nei conflitti con la nobiltà. Non è una classe sociale consapevole della
propria unità. L’altro aspetto importante è che questa terza categoria, questa porzione di grande borghesia che si
schiera col popolo non detiene il monopolio della guida del movimento popolare. Non sono queste famiglie a guidare i
movimenti popolari, entrano cateogorie nuove con elementi più deboli ma che si univano in fazioni e premevano
come gruppo. In questa categoria di popolo ci sono grandi mercanti ed esponenti di professioni particolarmente
importanti. IN questo movimento entrano anche professori universitari in quìesta categoria Popolo, entrano piccoli
proprietari di terre che hanno un piccolo patrimonio e persone di condizioni più umili (sappiamo che c’è una fascia di
popolazione cittadina, i salariati etc. Tutti sono accomunati dal desiderio di partecipare al governo cittadino.
Il movimento popolare non è monopolizzato dai ricchi ma a volte è guidato dai ceti subalterni.
I metodi sono due:
- Le corporazioni di arti e mestieri,
- Associazioni di vario genere, che mettono insieme la popolazione non secondo il mestiere ma ad esempio
secondo la dislocazione nei quartieri armati (Società armate, che nascono spontaneamente per la protezione
dei cittadini in un determinato quartiere.. Gli abitanti di un quartiere si organizzano per la difesa degli
interessi comuni. Da qui vengono fuori le milizie cittadine. C’erano tantissime persone che dedicavano parte
della loro vita all’esercizio militare. Le società armate sono molto importanti a Bologna). In altre realtà
sembra esserci associazioni su base cittadina e non di quartiere (vedi milano: credenza di S. Ambrogio)

SOCIETA’ DI POPOLO
Alla fine queste associazioni di popolo sono poste sotto la guida di una magistratura unica. Quesste associazioni si
pongono sullo stesso piano del comune. Di fronte a questo gruppo di potere si arriva a una lotta tra il vecchio comune
(rappresentanti del mondo aristocratico) e queste società di popolo, nuove associazioni che rappresentano una nuova
parte di popolo che vuole governare la città. Ovviamente questo passaggio, prima affiancamanto poi sostituzione
avviene in momenti diversi da città a città.

EGEMONIA DEL POPOLO


1250-1260 quando il mondo guelfo è sconfitto a Montaperti dai Ghibellini il regime di popolo ha una prima battuta
d’arresto. Divisione dell’aristocrazia cittadina. L’affermazione dei ghibellini rida il potere alla vecchia aristocrazia
cittadina. 1250: i regimi di popolo si diffondono in tutte le città dell’italia comunale: in italia centrale il popolo prende
direttamente il potere, in italia settentrionale il popolo si affianca all’aristocrazia. Il popolo trova la sua espressione
anche nella creazione di nuove magistrature.

MAGISTRATURE
Una delle più diffuse è il capitano del popolo forestiero e di solito scelto da una città amica. I compiti sono più o meno
quelli che un tempo erano affidati al console e podestà. Non va a sostituire il podesta ma gli si affianca con gli stessi
poteri. Il capitano dell popolo esercita i poteri sul popolo, su un’altra parte, è la guida del popolo contro le antiche
magistrature cittadine, ha il comando militare ed è il responsabile dell’ordine pubblico. Il capitano del popolo ha un
suo tribunale cui ci si pu,ìò appellare quando i giudici del podestà emettono una sentenza che l’imputato vuole
contestare. Pure il potere giudiziario sta finendo in mano a queste magistrature. Il capitano del popolo generalmente
dura in carica 1 anno. --> riduzione della magistratura da 1 anno a 6 mesi, questo non consente l’affermazione di un
potere personale. Si rafforza l’azione di governo della parte popolare.

GONFALONIERE DI GIUSTIZIA
La grande borghesia che ha scelto di stare col popolo ha interessi diversi rispetto ad artigiani e commercianti. Quando
il regime si è affermato sorgono problemi di matrice popolare. Interessi diversi che portano ad un contrasto interno al
popolo! Il popolo minuto è maggioritario, questa radicalizzazione dello scontro porta alla nascita di nuove
magistrature come il Gonfaloniere che dovrebbe rappresentare gli interessi del popolo minuto in contrasto con l’altra
parte del popolo che voleva prevalere. (1302 es di Perugia col gonfaloniere del Popolo).-La creazione di nuovi
magistrati risponde a due esigenze: difendere interessi del popolo minuto e garantire una maggiore efficacia all’azioen
del governo cittadino specialmente nei confronti dell’esterno.

LEGISLAZIONE ANTIMAGNATIZIA
Una volta che il popolo ha preso il sopravvento e ha escluso la vecchia aristocrazia dalla gestione del potere, scontro
tra ceti medio bassi e borghesia e come limitare ancora il potere delle grandi famiglie, inteso come quelle che avevano
in mano il grosso del potere economico (aristocratiche e anche borghesi). Al pericolo che chi abbia interessi economici

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forti possa incidere nella politica vengono emanati una serie di provvedimenti che escludono le grandi famiglie dal
govederno cittadino. Sono fatte liste delle grandi famiglie e i membri non possono partecipare alle cariche pubbliche.
Si teme che in quel modo possano esercitare il potere pubblico solo per difendere i propri interessi. Questa legislazion,
Firenze è il caso più emblematico1293 Giano della Bella si escludono i magnati dalla cosa pubblica. In questo momento
il problema è sentito e si cerca di rispondere in questo modo.

Popolo vs vecchia aristocrazia, divisione del popolo, scontri tra diversi comuni determinano una situazione di stabilità
interna ed esterna del mondo cittadino che porterà all’affermazione di un singolo. Governi singoli autoritari di una
sola persona che sostituiscono quasi le vecchie magistrature.

LE SIGNORIE CITTADINE
I signori che prendono il sopravvento sono di estrazione diversissima. Ricomparsa di queste grandi famiglie che
controllavano territori sul contado. Ad un certo punto come capi di una parte del popolo prendono il potere e il
sopravvento in una parte della città.
Sono parti che lottano per il governo della città, difendono interessi diversi nell’ambito cittadino. Qualcuno si
impadronisce del potere utilizzando le vecchie magistrature, il signore si può far chiamare magistrato del popolo
podestà etc o gonfaloniere, ma la spia del cambiamento è il fatto che il signore mantiene la carica per diversi anni e
non solo per uno. Vediamo ad un certo punto questi capi che mantengono nelle loro mani queste magistrature. Le
parti all’interno della città originariamente dividevano il mondo aristocratico e la parte più eminente della società.
Troviamo giudici, grandi professionisti, banchieri ma successivamente la divisione diventa anche sociale. Il popolo
prende il sopravvento ma al suo interno le famiglie arricchite hanno interessi diversi rispetto al popolo minuto. Prima
si lottava per il predominio guelfi-ghibellini Instabilità permanente. Un determinato regime non riusciva a garantire la
pace nel mondo cittadino. Quando entrano in crisi l’ordinamento cittadino si cerca qualcosa che possa mantenere la
tranquillità. --> riduzione della partecipazione del popolo nella vita politica. I signori che si imponevano alò vertice
delle città più importanti portavano avanti la politica di espansione.
Milano è una grandissima città cui non basta il suo territorio. Ha bisogno di un territorio più vasto. Milano ha grandi
esigenze. Questo emerge chiaramente sin dall’inizio. I signori si sono preesi il potere e lo gestiscono con autorità. In
alcune città si arriva a confische dei beni etc . Non c’é possibilità Di partecipazione per la parte minoritaria.

Cominciano a formarsi delle signorie: a sud regno di Sicilia, gli angioni sono re di sicilia ma non la controllano., gli
aragonesi hanno la sicilia, la sardegna sembra essere sotto gli aragonesi ma loro controllano solo le coste. Questa è
una realtà che segue una direzione completamente diversa. La situazione dell’italia meridional si avvicina alle
monarchie nazionali. Un discorso quassi simile si potrebbe fare per i domini pontifici ma al loro interno si sono create
tantissime realtà autonome: al suo interno moltissimi comuni che sono finiti a poco a poco in mano ai signori. La
romagna faceva parte dei possedimenti pontifici ma ogni città era affidata a forze locali inizialmente organizzate come
comunie. Poi governate da signori e non da papi. Milano oormai ha raggiunto l’estensione dell’intera lombardia: i
Visconti hanno sempre cercato di estendere il loro dominio anche fuori dalla lombardia. Tra visconti e veneziani ci sarà
una guerra perenne. Confine tra Venezia e milano che si sposta continuamente. Non c’o una potenza in ggrado di
imporre il suo dominio sulla parte setentrionale. L’altra realtà importante è Firenze: non sembrava avere interesse
per la conquista del territorio. Firenze basava la sua forza sulla gestione delle attività finanziarie. Quando però su
firenze arriva la minaccia dei Visconti i Fiorentini capiscono che devono anche loro crearsi uno stato territorialmente
forte come cuiscinetto.

(All’esame non insiste molto sulle signorie, è solo per farci capire come finiscono le autonomie cittadine)

I SIGNORI DIVENTANO TIRANNI


I signori vengono fuori dai partiti pololari. Una parte ha bisogno di una guida più- forte ed efficace quindi si affida alla
guida di un unico personaggio. IL signore è colui che ha guidato una parte cittadina alla conquista del potere. Ma
tende a mantenere il potere come se non avesse un’origine popolare. Il signore tende ad estendere il proprio potere
al figlio. Con l’avvento delle signorie i palazzi diventano quasi fortezze. Non c’è più un accesso libero.

1454: i rappresentanti di questi grandi stati si riuniscono a lodi, pace che pone fine ai conflitti tra queste realtà. Se uno
di queste 5 componenti fosse stata attaccata gli altri sarebbero intervenuti in sua difesa. Consapevolezza che la francia
ha iniziato a guardarle all’italia.

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