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STORIA MEDIEVALE

La grande tradizione storiografica e il confronto delle fonti, sono temi metodologici su cui i greci si
erano già soffermati. E cosi la storiografia latina come con Cicerone quando scrive i doveri degli storici
tra cui: non dire il falso, non nascondere il vero, non essere un manipolatore delle notizie storiche sono
i 3 doveri principali del dovere di uno storico (Deontologia di uno storiografico). La storia non è a
differenza di quanto credevano i positivisti dell’800 (cultori di una scientificità del pensiero storico, di
come sono realmente andate le cose), il compito della storia è quello di raccontare le cose come sono
realmente andate, così da poter avere una conoscenza oggettiva del passato. Queste certezze
positivistiche con il tempo si sono molto affievolite. Secondo Nietzsche non esistono fatti, ma
rappresentazioni di fatti. Benedetto Croce osservava che la storia è sempre storia contemporanea,
condannando la storiografia dei positivisti dell’800 dove secondo lui sarebbero stati in grado anche di
prevedere il futuro, siamo noi che guardiamo il passato attraverso domande che gli poniamo e che
cambiano in base al periodo in cui le chiediamo; non esiste una storia definitiva poiché gli storici si
pongono sempre domande diverse. Una storia che presenta anche carattere argomentativo dove si
portano anche interpretazioni del passato, questo può condurre a ritenere che di fatto la storia sia da
un lato inconoscibile e dall’altro sempre oggetto di manipolazione. C’è stato tutto un filone di
scetticismo radicale, partendo da Rorty ma con punte ancora più estreme come Keith Jenkens o Alan
Muslow che sono teorici della tesi che la storia è sempre qualcosa che serve a qualcun altro per delle
finalità sorbite (come la guerra che stiamo vivendo; l’invasione dell’Ucraina con la minaccia di una
guerra mondiale nucleare, vengono propagandate dalla sovranità Russa con argomenti di carattere
storico, sostenendo che l’Ucraina è sempre appartenuta alla Russia). Si prendono sempre eventi di
1000 anni fa per argomentare operazioni politiche che rientrano nei disegni dell’oggi. La storia è un
serbatoio di argomenti a favore di giochi di potere. Secondo loro bisogna vivere senza memoria e
dimenticare tutto il passato= impossibile. Frugoni grande medievista del 900’, autore di una
grandissima opera su Arnaldo da Brescia, un eretico morto sul rogo a Roma. Frugoni ha cercato di
ricostruirne una biografia, prendendo una serie di fonti dell’epoca e di testimonianze che raccontavano
il loro punto di vista su questo personaggio. Queste testimonianze però erano diverse l’una dall’altra.
Veniva fuori un ritratto molto sfaccettato, da rendere impossibile la conoscenza effettiva del
personaggio. Se la prende con il metodo combinatorio (procedura di prendere un pezzo da una fonte
un altro da un’altra ecc). Henri Pirenne, storico belga, fece degli esperimenti all’università con i suoi
studenti. Prima di entrare in classe, si metteva d’accordo con il cameriere di un bar e gli diceva che
dopo 10 minuti sarebbe dovuto entrare in aula facendo un qualcosa di strano e poi di andarsene.
Pirenne faceva fare poi un piccolo tema dove dovevano narrare la scena che avevano appena visto. Gli
elaborati non erano mai uguali. Se ci sono corrispondenze fra i racconti si sospetta che possano essersi
confrontati. Bisogna prendere spunto da più fonti arrivando a realizzare un racconto verosimile. Qui
torna buono Cicerone: anche se sanno di non poter lavorare sulla verità, possono comunque avanzare
delle ipotesi, purché ci si attenga alla deontologia Ciceroniana.

L’IDEA DI MEDIOEVO

Che cos’è questo Medioevo? Oggigiorno, particolarmente in Italia, c’è un dilagare dell’uso del termine
medievale per descrivere qualunque cosa negativa possa essere descritta (Emma si era vestita in
maniera un po’ particolare e un giornalista ha espresso commenti volgari. Emma ha risposto
“Benvenuti nel Medioevo”, come se un commento maschilista sull’abbigliamento di una donna ci
rimandasse a delle intemperie de passato). Viene utilizzato di continuo, anche su cose che non
c’entrano nulla con il Medioevo. E’ diventato un sinonimo di “oscuro”. Perché l’aggettivo medievale ha
questa connotazione negativa? Nasce tutto dall’idea stessa di medioevo, come un qualcosa di oscuro.
La parola medioevo significa “qualcosa che sta in mezzo” ma qualunque momento temporale sta in
mezzo a un prima e un dopo. Il concetto di medioevo viene concepito come una parentesi tra prima
positivo e un dopo ugualmente positivo. Se parliamo di Medioevo ipotizziamo che questo arco storico
deve anche avere dei caratteri unitari, deve essere accomunabile sotto il concetto del buio. Le persone
che vivevano nel medioevo, non è che si consideravano come medievali. L’idea di medioevo
presuppone che il medioevo sia finito. Quando il concetto di medioevo così come oggi lo intendiamo,
avviene a partire dal XIV secolo con i primi umanisti a partire da Petrarca il quale nel riscoprire i valori
della cultura antica (umanesimo) contro la cultura ufficiale del suo tempo e contro la letteratura del
suo tempo, comincia a mettere a fuoco l’idea che si stia assistendo ad una rinascita di gusti estetico-
culturali che si rifanno all’antico e comincia a guardare con disprezzo alla sua stessa epoca e tutto ciò
che lo aveva preceduto considerandola come un’età di mezzo verso cui si stava uscendo. Gli umanisti
riprenderanno questo concetto anche nell’ambito artistico. Giorgio Vasari nel pieno del 500’ scrive le
biografie dei pittori del 400/500, conia l’aggettivo di gotico per descrivere l’arte precedente alla
rinascimentale. Termine che utilizziamo tranquillamente per definire uno stile artistico. Perché gotica?
Non c’entrano con i Goti, loro scompariranno definitivamente nel VI secolo e in Spagna nell’VIII seco.
Queste chiese che Vasari definisce gotiche risalgono al XIV-XV-XVI secolo. Goto significa “barbaro”.
L’altro grande apporto arriva poi da Lutero forma la riforma protestante XVI (che nasce da una critica
pesantissima nei confronti della chiesa romana, sostenendo che essa sta corrompendo la cristianità), in
questo caso non è l’arte, non sono i valori estetici che interessavano a Petrarca, Raffaello, Vasari che
guardavano al Medioevo come il brutto letterario o artistico. Qui è un tema religioso, allontanarsi dalla
fede per una purezza personale, ma il tema è lo stesso. Poi entra nella cultura occidentale l’idea di età
negativa. Si arriva poi alla fine del XVI con l’autore Christoph Keller che scrive un’opera molto
importante “storia universale brevemente e sinteticamente storica antica medievale e del moderna”.
Keller era un professore di storia che decise di articolare il corso di 3 anni in questi 3 anni. La sua storia
moderna corrisponde alla nostra storia contemporanea. Ma ha senso questa nozione di Medioevo?
No. Certo l’ideologia che nasce è dovuta alla presenza di eventi vissuti in quel periodo. Alcuni degli
elementi che possono far pensare a questa negatività (immagini demoniache, le torture, i roghi, le
streghe, il tarantismo). Non solo l’età Medievale dev’essere considerata un’età negativa. Noi non
viviamo in un’epoca luminosa.

STORIA MEDIEVALE 2

Tutto ciò che noi sappiamo della cultura letteraria, filosofica e scientifica dell’antichità greco-latina, lo
sappiamo grazie al lavoro di copiatura che viene fatta nei monasteri medievali. Quindi la riscoperta
dell’antico che gli umanisti compiono nel XV sec e che gli induce ad elaborare il concetto di medioevo
si fonda su testi ricopiati a mano, trascritti dagli amanuensi nel medioevo. Come anche i protestanti
successivamente volevano ritornare all’antica validità del messaggio cristiano. Un’idea di medioevo
che si focalizza su basi diversi ma connotate da negatività. Di elementi negativi ce ne sono in
abbondanza anche nei nostri giorni. Oltretutto accanto a questo carattere costruito ci sono altri due
aspetti di questa idea che non vanno bene: l’idea che questo concetto di medioevo sia qualcosa di
unitario, un’età storica che va dal V sec al XV sec dovrebbe presentare delle caratteristiche di
sufficiente omogeneità per essere identificata come un periodo storico provvisto di caratteristiche
proprie. Questa idea di medioevo oltre che essere congenitamente negativa, ha anche un ulteriore
vizio che è quello di essere un concetto plausibile solo in una dimensione eurocentrica e
occidentocentrica, cioè l’idea di un medioevo che nascerebbe con la crisi del mondo romano, quindi
ciò che non faceva parte del mondo romano già è escluso da un concetto di medioevo che a fatica lo
potrebbe riguardare. Come anche parlare di medioevo dell’islam, non ha molto senso perché l’islam
nasce nel medioevo, ma segue delle sue scansioni cronologiche che hanno poco a che vedere con le
cesure che avrebbero a limite senso con la storia d’occidente; come anche la Russia. Nell’America
latina l’arrivo dell’uomo bianco rappresentò un elemento di cesura drastica, in più l’uomo bianco portò
nelle popolazioni pre-colombiane un impatto biologico con l’arrivo di malattie per la quale si trovarono
completamente impreparati, mentre le popolazioni europee si erano nel tempo immunizzate, le stesse
malattie che gli europei trasportarono in America Latina provocarono lo sterminio di interi gruppi
umani. Qui sì che possiamo parlare di cesura.
Quei 1000 anni del medioevo sono anni importanti, accadono cose che vanno conosciute per
comprendere il nostro mondo. Noi viviamo in una società che si lascia dietro dei lasciti del periodo così
detto medievale. L’università nasce nel periodo medievale. Nascono le banche. Nascono gli ospizi e gli
ospedale (ospi=ospitare). Noi studieremo sui libri non sui papiri. E il passaggio dal papiro al libro è una
trasformazione medievale. Nell’antichità le biblioteche erano fatte di papiri (biblioteca di Ercolano,
sopravvissuta all’eruzione del Vesuvio, era ricca di papiri), Dante non ha scritto su papiri ma su libri di
carta (inventata dai cinesi). L’invenzione della stampa (cinese) è avvenuta in un’età considerata ancora
medievale. E’ importante il concetto dei numeri: l’idea del calcolo del tempo arriva da noi nel XIII sec
precedentemente si utilizzavano solo i numeri romani. I numeri romani però non avevano lo 0. Anche
oggetti banali come gli occhiali compaiono nell’età medioevale o anche i bottoni. Anche le mutande
sono state inventate nel medioevo. Nell’ultima cena ritratta da Leonardo da Vinci, sono seduti intorno
ad un tavolo; il mangiare seduti è una concezione nata durante il medioevo. Ce lo attestano diverse
fonti come un’opera in cui i commensali intorno a Gesù sono sdraiati. I centri storici nascono in età
medievale come anche i borghi. Tutta l’Europa settentrionale, sono di fondazione medievale.

Ma quando comincia e quando finisce la storia medievale? Ci sono diverse attestazioni. Nel 1492 c’è
stata la presunta scoperta dell’America, presunta perché avviene la scoperta dell’America ma in realtà
Colombo aveva completamente sbagliato i calcoli ed era convinto di essere arrivato in Asia solo 20
anni dopo con Amerigo Vespucci che si renderà conto di non essere in Asia il nuovo continente
prenderà questo nome. Colombo morirà con la convinzione di essere arrivato in Asia. Il 1492 però è
comunque considerata una data celebre per l’apertura a nuovi orizzonti, che lo stesso Colombo ancora
non aveva avuto. Noi stabiliamo che il 1492 sia una data importante, ma chi si è svegliato nel 1493 non
si rese conto di questo cambiamento; come d’altronde il periodo che stiamo vivendo noi. La data di
fine medioevo è quindi il 1492. Ma quando inizia? Ai tempi delle rigide partizione fatte con i paraocchi
si diceva che il medioevo sia iniziato nel 476 ovvero la fine formale dell’Impero Romano d’Occidente.
Un generale dell’esercito romano ma barbaro, Odoacre, depone l’imperatore romano d’occidente
Romolo Augustolo e con un colpo di stato si impadronisce del potere e governerà sull’Italia e poche
regioni confinanti, ponendo fine all’ultimo imperatore romano d’occidente. Lo fa con un gesto:
spedisce le insegne dell’imperatore Romolo all’altro imperatore romano d’oriente che stava a
Costantinopoli. Odoacre nel deporre l’imperatore d’occidente non è che dice che l’impero romano non
esiste più, ma consegna le insegne dell’imperatore d’occidente come per dire io governo in Italia, ma
riconosco te Zenone come unico vero imperatore romano. Ma dire che il mondo entra in una fase
nuova per questa vicenda è piuttosto convenzionale. Un’altra data celebre è il
313 (Editto di Milano), l’imperatore Costantino avrebbe avviato il periodo di cristianizzazione e quindi
l’inizio di un nuovo mondo. Teodosio successivamente proclamerà nel 380 il cristianesimo come
religione di stato. Un’altra data proposta è la cosiddetta crisi del III secolo, lo storico Pirenne avrebbe
sostenuto che invece il vero elemento cesurale sarebbe stato la rottura dell’unità del mediterraneo
che sarebbe stato l’elemento connotativo della civiltà antica e invece le conquiste arabe avrebbero
diviso il mediterraneo in due sfere geografiche contrapposte e questa frattura avrebbe portato al
cambiamento decisivo di un’era (700). Un’altra data per la fine del medioevo è il 1453 quando i turchi
ottomani assediano e conquistano Costantinopoli (Istanbul) e pongono fine all’impero bizantino che
era in realtà l’impero romando d’oriente. I bizantini si definivano “i romani”. Quindi se il medioevo
sarebbe iniziato nel 476 con la caduta dell’impero romano d’occidente, sarebbe finito nel 1453 con la
caduta dell’impero romano d’oriente. Date che parlano di fenomeni confrontabili tra loro. Faremo un
excursus in cui cominceremo a parlare dalla genesi del cristianesimo. Perché il cristianesimo? Perché
sebbene bisogna stare attenti dal sostenere la tesi che i secoli del medioevo siano stati più di altri una
sorta di età della fede per cui l’elemento religioso sarebbe stato così presente nella mentalità delle
persone, questa immagine è in parte falsificata dal fatto che per molto tempo gli unici che fossero stati
in grado di scrivere e leggere erano gli ecclesiastici, quindi per certi versi quest’immagine così
dominata dall’elemento religioso, in parte è anche il frutto di una prevalenza molto netta di un
monopolio della cultura nelle mani di ecclesiastici (controllavano tutto loro); ecco perché c’è
quest’immagine molto religiosa. L’elemento religioso in quei secoli ha avuto una grande importanza.
Sembra strano partire dall’editto di Milano quando il cristianesimo si impone come religione
dell’impero romano senza cogliere come questa religione nata in un contesto periferico (Gesù era un
ebreo, in una regione dominata da Roma ma in una condizione ben confusionaria) è divenuta la
religione di stato. Per dire che il medioevo non è solo un’età religiosa, presenta anche altre ideologie
importanti. Si aprono altre questioni sulla storicità di Gesù: a partire dal suo aspetto fisico, noi siamo
abituati ad una determinata immagine di Gesù con i capelli lunghi, la barba, sono le stesse
caratteristiche che ritroviamo nella Sacra Sindone a Torino. Il culto delle reliquie era importantissimo.
Nel VI secolo girava un’immagine di Gesù giovane di 30 anni (scena del battesimo), un po’ flaccido e
poco muscoloso sarebbe un Gesù la cui virilità se paragonata alle figure intorno è meno accentuata. In
alcune urne si trovavano delle iscrizioni in lingua aramaica che sembravano come una possibile
scoperta della tomba di Gesù: Gesù figlio di Giuseppe. In un’altra urna l’iscrizione Maria. In un’altra
ancora Giacomo figlio di Giuseppe fratello di Gesù.

STORIA MEDIEVALE TERZA LEZIONE

Come un mondo politeista e pagano, legato ad una tradizione giudaica si è fatta coinvolgere da
un’altra tradizione? Noi facciamo un discorso storico, ci occupiamo di ricostruire delle vicende, quindi
ci poniamo con un atteggiamento che non dà nulla per scontato. In più quando parliamo di genesi del
cristianesimo, stiamo parlando di un genere religioso che ha al centro del discorso la figura di Gesù, ma
non possiamo dire che il cristianesimo sia nato da Gesù. Nella genesi dell’islam, non c’è dubbio che
Maometto possa esserne il fondatore, poiché emana un messaggio che gli è stato recapitato
direttamente da Dio. Nel caso del cristianesimo, la figura di Gesù e l’attribuzione ad esso della qualifica
di Cristo è l’oggetto della qualifica del cristianesimo. Se volessimo definire il fondatore del
cristianesimo dovremmo definire più Paolo come il fondatore, le sue lettere sono costruzioni di
significato che in parte possono essere attribuite a Gesù. Un olandese, attraverso una tecnica chiamata
“software neuronale” ha ideato un’immagine di Gesù in positivo, rispetto il ritratto negativo
presentato dalla Sindone. Queste rappresentazioni sono importanti per poter comprendere la validità
storica della figura di Gesù, sono molto importanti anche i ritrovamenti archeologici (tombe). Cosa
sappiamo del Gesù storico? In realtà non abbiamo nessuna testimonianza scritta di pugno. Tutte le
notizie che abbiamo su di lui vanno sotto un’accurata ricerca di validità. Quando è nato? Si dice il 25
dicembre, anche se è una data attestata successivamente alla sua morte intorno al IV sec, è un giorno
molto vicino al solstizio di inverno (giorno più corto dell’anno), era anche la festa di diversi culti: culto
solare (iniziava da quei giorni ad aumentare di qualche secondo la luce del sole= resurrezione), il culto
del Dio Mitra. Se è in dubbio il giorno, ancor più in dubbio è l’anno. Un monaco nel VI sec (Dionigi il
piccolo) opera sulla base di informazioni che desume dai vangeli una ipotetica datazione all’anno 753
dalla fondazione di Roma diventa l’anno 1. Erano diversi i modi di calcolare gli anni ed erano diverse le
attestazioni che si hanno sul fissare una data. Come era arrivato Dionigi il piccolo a stabilire ciò? C’era
arrivato da un passo del vangelo di Luca: il battesimo di Gesù si compì nel XV anno di regno di Tiberio e
Gesù aveva 33 anni. Altri passi evangelici contraddicono questa teoria. Se assumiamo il racconto della
strage degli innocenti come plausibile (Gesù nato nel tempo di Erode), non sarà nato nell’anno 1 ma
nel 4/7 a.C. Sempre nel vangelo di Luca ci viene detto che Gesù è nato a Betlemme durante il periodo
del censimento, la datazione si sposta di alcuni anni (6/8 d.C). Il vangelo di Luca è quello più proiettato
a vedere Gesù in un’ottica universalistica. Restiamo con l’incertezza anche sulla data di morte. La
morte sulla croce avviene sotto Ponzio Pilato tra il 26 e il 36 d.C. Dove è nato? Nell’VIII sec un profeta
aveva indicato nella località di Betlemme il luogo dove sarebbe nato il Messia. Gli ebrei attendevano
l’arrivo della Parusia. Bisogna quindi tenere accesa questa idea. Intorno alla figura di Gesù una parte
dei suoi seguaci lavoravano molto sul far sì che tutto ciò che le profezie avevano detto sul futuro atteso
messia devono essere assolutamente confermate. Doveva coincidere con le profezie. Da qui la nascita
della concezione verginale, il fatto che il Messia dovesse nascere da una vergine era in qualche modo
preannunciato, la famiglia terrena doveva discendere dall’antico Re di Israele: Davide. C’è una
rappresentazione dell’albero genealogico di Gesù, partendo dalla discendenza di Davide. Se mettiamo
a confronto il vangelo di Matteo e il vangelo di Luca, presentano una successione di discendenti di
Gesù partendo da Giuseppe; Matteo: Gesù figlio di Giuseppe, figlio di Giacobbe, figlio di Mattat nel
vangelo di Luca, cambia il nonno. Il punto è che era importante dire che l’antenato più importante era
Davide. Tutto questo peri dire che nel momento in cui ci avviciniamo al Gesù storico, ci troviamo in
difficoltà e dobbiamo operare con ragionamenti critici. Nel 1985 è stata creata un’associazione in cui
studiosi di varie confessioni cristiane, si sono riuniti per prendere qualsiasi fonte che contenesse
informazioni su Gesù stesso veniva sottoposto alla discussione nel seminario, dove gli studiosi avevano
modo di esprimersi con delle palline colorate corrispondenti a diversi punti di vista: “ritengo che
questa informazione possa essere vera ecc..”. Abbiamo considerato fonti cristiane, ma cosa dicono le
fonti non cristiane che parlano di Gesù? Tra le diverse fonti romane abbiamo quella di Tacito
sull’incendio di Roma. (Leggenda della morte di San Paolo). Un'altra fonte ci è data dalla lettera di
Plinio il Giovane nel 111 indirizzata a Traiano. Un altro passo ci è dato dalla Vita Novi di Svetonio in cui
si parla di un Chrestos. Luciano di Samosata parla di un personaggio “impalato” e non crocifisso. Le
cose non cambiano se prendiamo in considerazione le fonti ebraiche. La caratteristica dell’ebraismo
era che fosse destinata SOLO al popolo eletto. Quando i seguaci di Gesù con Paolo trasformano il
messaggio di Gesù in un messaggio universalistico ecco che si alimenta sempre di più la polemica con
l’ebraismo. Dei racconti ebraici su Gesù forniscono una versione che tende tutta al negativo letteratura
anticristiana. Per esempio il talmud di Gerusalemme e quello di Babilonia presentano dei riferimenti
polemici alla figura di Gesù in particolare mettendo in discussione il tema della nascita verginale. Si
mette in discussione uno dei punti della messianicità. Se il Messia deve nascere da una vergine, e si
dice che essa sia una poco di buono, non solo si disprezza la figura della vergine ma anche la credibilità
del messia. Altri testi ebraici riprendono questa polemica contro Gesù in cui si parla di Gesù e si mette
in discussione la figura di guaritore di facitore di miracoli, parlando di uno che invece faceva magia e
che per questo fu condannato a morte in corrispondenza della Pasqua Ebraica. Quando ci arriva
un’informazione noi dobbiamo chiederci: ma l’autore di questo testo, ha una funzionalità? IL testo è
stato manipolato da qualcuno? Questo passo della manipolazione ci è data dall’autore Giuseppe
Flavio, autore della seconda metà del secondo secolo (giudeo), che aveva partecipato alla grande
rivolta degli Ebrei contro i Romani (66 d.C), prima rivolta giudaica, stravolta con la forza dagli eserciti di
Vespasiano e Tito che poi diverranno imperatori. In occasione di questa guerra giudaica, accadeva
spesso che i ribelli ebrei combattevano fino alla morte e piuttosto che consegnarsi prigionieri ai romani
(assedio fortezza di Masadia) si suicidavano. Giuseppe Flavio fu coinvolto in un episodio di questo tipo.
Questi suicidi avvenivano a coppia, ci si ammazzava a due a due. Nel suo gruppo si uccisero tutti e
restarono solo lui e un altro che guardandosi negli occhi dissero “arrendiamoci”. Giuseppe Flavio
divenne schiavo di Vespasiano il quale provò simpatia facendolo diventare suo intellettuale. Giuseppe
Flavio lo ricompensò facendo conoscere ai romani l’antichità degli ebrei. Una cosa alla cultura romana
li colpiva: la storia antica (gli ebrei ne avevano tanta). Scrive quest’opera negli anni 90 e c’è un passo
dove si parla anche di Gesù con una certa precisione, che sembrano corrispondere. Aggiunge che sarà
venerato successivamente la sua morte. Non avrebbe avuto natura umana e tre giorni dopo la morte
sarebbe resuscitato come annunciato dai profeti. Qui entra in gioco un altro elemento, questi testi su
cui noi lavoriamo come sono arrivati sino a noi? Questi testi vengono copiati. Noi abbiamo testi che
sono stati copiati da degli amanuensi cristiani all’interno dei monasteri. Mettiamoci nei panni di un
monaco che si trova per le mani il compito di copiare il testo delle antichità giudaiche e trova questo
passo di Flavio e avverte queste notizie interessanti per un cristiano, un autore non cristiano che parla
di Gesù e che dice cose in linea con ciò che è vero. Non è raro nella tradizione manoscritta che
l’amanuense in qualche modo ci aggiunga pezzettini. Il passo sulla resurrezione (fondamentale) viene
aggiunto dagli amanuensi quando non era presente nel testo originale, quindi manipolando la loro
teoria (Giuseppe Flavio non credeva nella resurrezione, lui era un ebreo che difende il loro valore).
Un’altra cosa da sottolineare sulle fonti cristiane è la lingua. I vangeli sono scritti in greco, la lingua del
cristianesimo si diffuse in greco. Tutto il lessico del cristianesimo è un lessico greco che poi verrà
tradotto in latino: Girolamo tradurrà la Bibbia. Ma non è la lingua di Gesù il greco, non parlava neanche
l’ebraico. La bibbia antica è scritta in ebraico. Era una lingua morta già al tempo di Gesù l’ebraico. Gesù
parlava l’aramaico. I testi più antichi su Gesù sono le lettere di Paolo, sono importanti per
l’impostazione universalistica e sulla centralità del tema sulla resurrezione. Le lettere di Paolo sono
precedenti ai vangeli. Gesù in Paolo non è soltanto il Messia, ma è il salvatore. Se il Cristo non muore
sulla croce per la salvezza del genere umano, l’umanità è dannata. Se non c’è questo tutto è inutile. Il
Cristo è il salvatore, se non ci ha salvato siamo dannati. Dal punto di vista storico purtroppo le lettere
di Paolo non sono particolarmente ricche di informazioni. Qualche piccola notizia arriva: Galati 4;4
Romani 4;5 è indubitabile che Gesù fosse ebreo, parliamo di un ebreo che rispetta la sua tradizione.
Romani 1;3 riprende la discendenza davidica. Corinzi 1 11;23 viene arrestato di notte. Poi Paolo spesso
riporta delle frasi pronunciate da Gesù che il più delle volte non troviamo nei vangeli. Tutte le
informazioni che non troviamo nei vangeli o che troviamo nei vangeli di Luca e Matteo ma non di
Marco derivano dalla presunta Fonte Q o fonte dei logia: che sarebbe una raccolta di frasi e detti
proclamati da Gesù (50 d.C). Oggi non esiste più. Poi abbiamo notizie all’interno dei vangeli apocrifi
(racconti di Gesù aggiuntivi). Il Gesù storico è difficilmente attendibile, però se volessimo seguire i
criteri del seminario possiamo dire di Gesù che potrebbe essere nato al tempo di Erode (poco prima
dell’1 a.C, anche se la strage degli innocenti ne identifica alltri), la madre si chiamava Maria, aveva dei
fratelli e delle sorelle (Giacomo, Simone). Nell’attestazione del cristianesimo latino si supponeva
fossero cugini. La località di provenienze “Betlemme” ma sicuramente anche da Nazareth, che si fosse
fatto battezzare, possiamo assumere che viene arrestato dalle autorità di notte, possiamo ritenere
giusta la teoria della crocefissione sotto Ponzio Pilato. Queste notizie le possiamo assumere come
storicamente accettabili. Non possiamo confermare la resurrezione, la nascita dalla vergine ecc. Ma
Gesù ha detto di sé io sono il Messia o questa attribuzione è avvenuta dopo? Non sappiamo cosa lui
abbia effettivamente detto, ma vedremo che gli stessi seguaci di Gesù si divideranno subito in due
linee contrapposte: i primi sono i Nazzareni (proporranno Gesù come il Messia che gli Ebrei stanno
aspettando, il monoteismo ebraico non approva che il Cristo è Dio che si è fatto uomo sembra più
politeistico) i secondi sono gli Ellenisti (proposta dagli ebrei della diaspora di lingua greca guidati da
Stefano che viene messo a morte per la posizione eterodossa cioè la divinità di Gesù e sarà l’idea
portata avanti da Paolo). Da subito i seguaci si dividono nell’attribuzione da dare alla sua vicenda: è il
compimento delle profezie dell’ebraismo o è Dio che si è fatto uomo?

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