Sei sulla pagina 1di 2

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015


Alessandro Tota il #twitterguest

Orizzonti

Alessandro Tota (Bari, 1982) vive a Parigi dove


insegna fumetto. autore tra laltro di Yeti
(Premio Miglior Fumetto italiano al Treviso Comic
Book Festival 2010), Palacinche (con Caterina
Sansone) e Fratelli. Il suo ultimo lavoro Il ladro
di libri (con Pierre van Hove, Coconino, 2015) il
cui adattamento cinematografico in
produzione. I suoi libri sono usciti pure in Francia,
Spagna e Germania. Da oggi consiglia un libro al
giorno su Twitter ai follower de @La_Lettura.

Nuovi linguaggi, scienze, filosofie, religioni

Indagini Viviamo nellepoca pi innovativa? Lo storico Ian Mortimer non daccordo. Perch nei mille anni precedenti...

Le dieci rivoluzioni
del passato
conversazione tra ANTONIO CARIOTI e IAN MORTIMER

i sono domande apparentemente retoriche, alle


quali sembra semplice rispondere. Ma se ci si
ferma un po a riflettere, tutto si complica e le
risposte non risultano pi scontate. Un esempio
linterrogativo da cui partito lo storico inglese Ian Mortimer (nella foto) per avviare le ricerche da cui
scaturito il suo ampio saggio Il libro dei secoli (Bollati
Boringhieri). Ecco la questione, cos come la espone alla
Lettura lo stesso Mortimer: In quale secolo il mondo
occidentale ha sperimentato i cambiamenti pi significativi? La grande maggioranza delle persone risponde istintivamente il XX, per via dello sviluppo tecnologico. Tuttavia la tecnologia non sinonimo di cambiamento. La
capacit di comprare beni di ogni genere al mercato, invece di dover coltivare o fabbricare tutto in proprio, non
forse un mutamento pi grande di quelli che ciascuno di
noi ha conosciuto? Non la sicurezza nostra e della nostra famiglia ancora pi importante?.
Insomma, suggerisce Mortimer, il rilievo delle diverse innovazioni va misurato in primo luogo sul grado di soddisfacimento
dei bisogni essenziali (alimentazione, alloggio, riscaldamento,
sicurezza personale), mentre pu
essere fuorviante concentrarsi su
fenomeni vistosi come lavvento
dellenergia atomica, di internet o
dei telefonini, trascurando le svolte avvenute prima del Novecento.
Per scuotere le certezze superficiali lo storico britannico nato
nel 1967 e autore anche di romanzi ambientati nellInghilterra cinquecentesca, che firma James
Forrester ha intrapreso una
lunga e vivace ricognizione nei
secoli trascorsi dallanno Mille ad
oggi. Unanalisi dei fattori storici
di cui Mortimer sottolinea la complessit: Le difficolt nel valutare
i mutamenti relativi sono innumerevoli. Consideriamo solo il VI
e il VII secolo dopo Cristo, che
non ho trattato nel libro. Non
sappiamo quanti milioni di persone morirono nella prima grande pandemia di peste, che scopIAN MORTIMER pi nel 542 d.C., quindi come
Il libro dei secoli possiamo dire quali cambiamenti
Mille anni di storia determinarono le sue diverse
e innovazioni ondate? E non furono i mutamenTraduzione di Sabrina Placidi ti climatici di quel periodo ancora
BOLLATI BORINGHIERI pi rilevanti? Mentre la rapida
Pagine 487,  26 ascesa dellislam nel VII secolo,
che in retrospettiva ci appare un
evento cruciale, non interess forse allepoca solo alcune
regioni meridionali dellEuropa?.
Proprio per non ampliare a dismisura i problemi, Mortimer ha limitato lesplorazione allOccidente e agli ultimi
dieci secoli, partendo dalle conoscenze storiche che gi
gli hanno permesso di pubblicare due guide per viaggiatori nel tempo diventate bestseller: una dedicata allInghilterra medievale, uscita nel 2008; e una riguardante
lepoca elisabettiana, edita nel 2012. Il suo ultimo libro, di
cui ripercorre i contenuti assieme alla Lettura secolo
per secolo, non guarda per solo allesperienza dei nostri
avi. Offre indicazioni, non sempre rassicuranti, anche sul
mondo che attende i posteri: La questione del cambiamento osserva Mortimer pu essere ostica, ma allude al compito pi importante che uno storico possa assumere. Non possiamo sperare di prepararci per i cambiamenti del futuro se non comprendiamo quelli avvenuti
nel passato. Perci uno sguardo retrospettivo allOccidente degli ultimi mille anni un esercizio salutare.

RIPRODUZIONE RISERVATA

XI secolo

XII secolo

I castelli come grossi chiodi


per fissare il potere dei re

Passava per i monasteri


linternet del Medioevo

li storici tendono a dare importanza a questo periodo


per via della crescita del potere papale, ricorda a
proposito dellXI secolo Mortimer, che in parte per
dissente da questa opinione. Anche pi importante osserva
fu la diffusione dei castelli. Le residenze fortificate permisero
ai signori feudali di fissare il loro potere sulle terre che
governavano. I castelli operavano come dei giganteschi chiodi
piantati nel paesaggio. E a un livello pi vasto ne discesero
conseguenze ancora pi rilevanti e durature: A sua volta nota
Mortimer questo collegamento tra la terra e il potere consent
ai re di definire il proprio dominio anche in termini territoriali,
mentre prima lo avevano esercitato su popolazioni di carattere
tribale. In questo modo i sovrani poterono imporre la loro legge
sul territorio e stabilizzare politicamente gli Stati europei.

XIII secolo

XIV secolo

Spuntano mercati ovunque


Cos si afferma il denaro

La strage della peste nera


(con vantaggi collaterali)

el XIV secolo il fattore di cambiamento pi incisivo,


ricorda Mortimer, fu una colossale tragedia: La peste
nera fu indubbiamente la pi enorme calamit che il
genere umano abbia mai visto. Met della popolazione europea
mor per il contagio nel giro di alcuni mesi. Il risultato fu che le
persone cominciarono a ridefinire la comprensione dei loro
rapporti con Dio. E tuttavia, anche in quella immane pandemia
di met del Trecento, non tutto il male venne per nuocere. La
peste osserva lo storico inglese liber anche capitali,
perch al temine del flagello la terra coltivabile e il bestiame
dovevano nutrire solo la met della popolazione precedente.
Quindi il regime alimentare dei sopravvissuti miglior in modo
considerevole e si crearono molte pi opportunit in campo
economico di quante ve ne fossero mai state in precedenza.

er quanto riguarda il XIII secolo, Mortimer distingue tra


diverse parti dEuropa: LItalia anomala da questo
punto di vista, perch non perse mai del tutto il modello di
vita urbano tipico degli antichi Romani, ma il resto dEuropa fu
profondamente trasformato dal sorgere di centinaia di mercati
in ogni Paese nel corso del Duecento. In alcune zone (per
esempio in Inghilterra o in certe regioni della Germania) il
numero dei mercati aument del quadruplo o ancora di pi.
La svolta fu radicale nella vita quotidiana di molti individui: Le
popolazioni delle aree rurali osserva Mortimer potevano
ora avere accesso al mercato e acquistare merci provenienti da
molto lontano, anche tappeti del Levante o spezie orientali.
Non dovevano pi produrre ogni cosa per conto proprio e
divennero cos dipendenti dal denaro.

er illustrare il cambiamento principale che si verific nel XII


secolo, Mortimer ricorre a un suggestivo paragone con
lepoca attuale: Noi comprendiamo bene il valore di
internet oggi, ma dimentichiamo come analoghe funzioni di
registrazione, deposito e messa in circolo delle informazioni
venivano svolte nel passato. Qui emerge il ruolo prezioso
assunto da istituzioni religiose molto particolari: I monasteri,
che si diffusero tanto rapidamente in questo secolo sottolinea
Mortimer , furono unautentica chiave di volta: lopera dei
monaci consent ai testi dei pensatori europei o ai classici
provenienti dalle biblioteche arabe di essere copiati, conservati e
fatti circolare, nella traduzione latina. E in questo modo un
enorme patrimonio culturale venne conosciuto e compreso in
tutti i Paesi di quella che allepoca si chiamava Cristianit.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

XV secolo

XVI secolo

Gli effetti dello specchio


battono persino Colombo

La Bibbia in vernacolo
fa vacillare le gerarchie

er il XV secolo, nota Mortimer, la scelta difficile.


Eppure una risposta sorge spontanea: la scoperta
dellAmerica fu un cambiamento epocale. Mortimer per
concorda solo in parte: Colombo? La sua grande impresa fu
dimostrare che i classici non conoscevano ogni cosa. Ma
altrettanto importante fu lo sviluppo dellindividualismo. Non
bisogna dimenticare che nel Medioevo la gente viveva e
pensava in forma comunitaria e non cera niente di simile a un
diario personale. La diffusione degli specchi di vetro fu cruciale
nel cambiare la situazione. Permise infatti alle persone di
vedere obiettivamente il proprio aspetto per la prima volta e fu
quindi un elemento catalizzatore del pensiero rinascimentale.
Una volta che gli individui cominciarono a prendere decisioni
autonomamente, non ci fu pi modo di ritornare al passato.

nche il Cinquecento presenta un panorama controverso:


Lo sviluppo delle armi da fuoco sostiene Mortimer
un ovvio candidato a maggior fattore di cambiamento. Lo
stesso vale per la Riforma protestante. Ma ancora pi importanti
furono le forze che condussero alla Riforma. Infatti, aggiunge, la
svolta culturale fu ancora pi profonda di quella religiosa: La
Bibbia stampata nelle lingue parlate vernacolari insegn alla
gente come basare la cittadinanza sulla morale e non sulla
gerarchia. Incoraggi molte persone a leggere e a scrivere,
compresa una prima massa critica di donne (in tal modo esse
acquisirono una voce), e promosse unidea essenziale per cui ci
che gli uomini hanno in comune deve avere la precedenza su ci
che eleva su tutti gli altri una piccola minoranza. Questa senza
dubbio una delle pi potenti idee affermatesi nella storia.

XVII secolo

XVIII secolo

Il malato chiama il medico


Basta con i roghi di streghe

La terra nutre i lavoratori


da impiegare nellindustria

er quanto concerne i cambiamenti avvenuti nel XVII


secolo, afferma Mortimer, la Rivoluzione scientifica
spicca su tutto il resto. Non solo il fatto che vennero
compiute grandi scoperte nel campo delle scienze naturali;
bisogna aggiungere che in generale gli europei cominciarono a
pensare in modo pi analitico. E le conseguenze si dipanarono
lungo tutto il corso del Seicento, diffondendo comportamenti di
carattere pi razionale: La gente smise di bruciare e impiccare
presunte streghe, perch non poteva pi professare simili
superstizioni. E se qualcuno si ammalava in modo grave, ormai
mandava normalmente a chiamare il medico, non il prete. In
Europa la societ sostitu la sua precedente fiducia nella salute
fisica riposta soltanto in Dio, con un atteggiamento di
dipendenza da uomini dotati di capacit professionali.

XIX secolo

XX secolo

Quel prodigioso telegrafo


che annulla le distanze

Ossessionati dal futuro


con la smania di pianificare

a pi significativa conquista del XIX secolo fu, secondo


Mortimer, il virtuale annullamento delle distanze. Noi
pensiamo che il XX secolo abbia visto una enorme
rivoluzione nel campo delle comunicazioni (ed certamente
cos), ma non regge il confronto con quella che si verific
nellOttocento. Spedire un messaggio da Parigi a Marsiglia
richiedeva come minimo due settimane nel 1770 e la risposta
ne avrebbe impiegate altrettante. Nel 1850, grazie alladozione
del telegrafo, il dialogo divenne quasi immediato. E nel 1890
Londra poteva comunicare con lImpero britannico nel suo
complesso, compresa la Nuova Zelanda, in maniera istantanea,
attraverso i cavi sottomarini. Ogni decisione importante
divenne allora responsabilit del governo centrale, senza
essere pi delegata ai suoi lontani incaricati locali.

l XVIII secolo fu unepoca di grandi rivoluzioni, ma la pi


rilevante secondo Mortimer non fu lamericana n la
francese e neppure quella industriale: Fino al 1700 circa, la
disponibilit di terra coltivabile limitava il numero di persone
che potevano essere nutrite. Ma gradualmente efficaci metodi
scientifici vennero impiegati per migliorare i rendimenti
agricoli. Alla fine del Settecento una popolazione pi vasta del
66 per cento poteva essere alimentata in Inghilterra e una pi
numerosa del 34 per cento in Italia. La Rivoluzione agricola pu
essere stata meno drammatica della Rivoluzione industriale
che la segu, ma senza la prima trasformazione i mulini e le
fabbriche non avrebbero avuto manodopera a sufficienza per
funzionare e laspettativa di vita della popolazione sarebbe
rimasta bassa, sotto i trentanni in molte zone dEuropa.

ra i tanti mutamenti che si possono registrare nel


Novecento, Mortimer giudica preminente quello della
mentalit: Fino al 1914 la maggioranza della gente
guardava alla storia recente e vedeva una trionfale avanzata del
progresso. Poi fu testimone di un uso devastante di tutto quel
progresso. Si cominci a pensare al futuro. Oggi noi cerchiamo
di prevedere tutto, dal tempo atmosferico allo sviluppo
economico. Pianifichiamo come e dove costruire le abitazioni,
estrarre le risorse minerali, produrre lelettricit e smaltire i rifiuti.
E quando guardiamo allavvenire, vediamo crescere la pressione,
in gran parte dovuta alla competizione tra gli esseri umani. Il
grande cambiamento risiede nel modo di pensare. Il XX secolo ci
ha insegnato questo, che avendo superato tutti gli ostacoli del
mondo naturale, un ultimo rimane: la nostra stessa natura.

Le illustrazioni di ciascun
secolo. XI: miniatura del Talbot
Shrewsbury Book, British
Library, Londra. XII: monaci allo
scriptorium, Madrid, Biblioteca
de San Lorenzo de El Escorial.
XIII: mercato medievale,
miniatura, Rouen, Bibliothque
Municipale. XIV: Il trionfo della
morte, affresco, Palermo. XV:
Ragazza allo specchio di Paulus
Moreelse. XVI: una riproduzione
della Bibbia di Gutenberg. XVII:
Lezione di anatomia del dottor
Tulp di Rembrandt. XVIII: Una
contadina con il fieno di Julien
Dupr. XIX: una mappa che
mostra lestensione dellImpero
britannico nel 1886.
XX: Automobile in corsa di
Giacomo Balla. XXI: Il pensatore
di Giorgio de Chirico

Prospettive del XXI secolo

Sempre meno risorse


Che cosa rischia il pianeta

ome si diceva, le conclusioni del libro di Mortimer non


sono incoraggianti. Molti dei progressi compiuti negli
ultimi due secoli, scrive, sono dipesi da unanomala
disponibilit di energia che, prima o poi, cesser. convinto
che la grande nave della democrazia liberale e del welfare stia
affondando e che appaia ormai inevitabile vederla sommersa
dai marosi dellineguaglianza e dei sacrifici. Si tratta solo di
capire se saremo travolti da una catastrofe improvvisa o se la
progressiva diminuzione della disponibilit di cibo, terra e
acqua ci porter gradualmente verso una condizione pi
gerarchizzata e meno liberale, nella quale riemerger la
stratificazione tipica della societ preindustriale,
contrassegnata da un divario crescente tra ricchi e poveri. Sono
previsioni, dichiara Mortimer alla Lettura, che hanno
assunto una nuova importanza alla luce dellattuale crisi dei
migranti. Ma la sua visione non unilateralmente
pessimistica: anche se nel futuro risulter impossibile
garantire a tutti lattuale tenore di vita, si pu da subito
lavorare per favorire unevoluzione verso comportamenti
collettivi pi sostenibili, tenendo conto anche di quella che nel
libro Mortimer chiama estrema adattabilit del genere
umano, grazie alla quale lordine sociale ha retto persino
durante la peste nera. Il bilancio finale per la Lettura
quindi in chiaroscuro: I cambiamenti pi importanti che
abbiamo sperimentato nella storia osserva Mortimer
riguardano il modo in cui ci nutriamo, affrontiamo le malattie,
comunichiamo e pensiamo. Questultimo punto viene quasi
sempre sottovalutato, principalmente perch molto difficile
capire e apprezzare la maniera in cui ragionavano i nostri
antenati. Eppure si tratta presumibilmente dellelemento pi
importante in assoluto, perch sorregge ogni altro fattore. Poi
lo studioso britannico pone linterrogativo centrale della sua
riflessione: Come potremo prosperare negli anni che ci
attendono, quando una quantit sempre minore di risorse e
soprattutto una superficie limitata di territorio dovr essere
divisa tra una massa sempre crescente di esseri umani?
Questo il problema cruciale rispetto al quale la storia pu sia
mostrarci i pericoli dellignoranza, sia offrirci qualche risposta.