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Gli elementi costitutivi dello stato.

Lo stato è una struttura organizzata mediante regole sanzionate caratterizzata da tre


elementi costanti che sono: la territorialità, la sovranità e la socialità.
Il territorio è costituito da quella porzione della crosta terrestre entro la quale è
insediato il gruppo sociale che da vita allo stato. Secondo le regole di diritto
internazionale il territorio è costituito dalla terraferma, dalle acque interne, dal mare
territoriale, dalla piattaforma continentale, dallo spazio atmosferico sovrastante e
dalle navi e aeromobili battenti bandiera dello stato quando si trovano in spazi non
soggetti alla sovranità di alcuno stato e infine dalle sedi delle rappresentanze
diplomatiche all'estero.
Per esigenze dovute alle relazioni internazionali lo stato può rinunziare al pieno
esercizio dei suoi poteri su limitate porzioni del proprio territorio sulle quali lo stato
consente ad altri stati o soggetti dell'ordinamento internazionale lo svolgimento di
attività internazionalmente rilevanti. Si parla in questo caso di extra territorialità. Casi
tipici sono le sedi diplomatiche straniere presenti sul territorio dello stato e le navi e
aeromobili che battono bandiera straniera anche quando si trovano nelle nel mare
territoriale o nello spazio aereo di uno stato.
Il reciproco della extra territorialità si indica con il termine ultra territorialità ovvero
l'esercizio di potestà dello stato su porzioni di territorio esterne ai propri confini e la
possibilità di chi ha il potere statale di porre regole sia per i propri cittadini all'estero
sia per i cittadini stranieri all'estero in relazione a fattispecie di particolare rilevanza
per gli interessi dello stato stesso.
Il secondo elemento che caratterizza la nozione di stato è la socialità nel senso che
non può esservi stato in assenza del fenomeno sociale, ora, mentre con il termine
popolazione si indica l'insieme di tutte le persone che in un certo momento risiedono
o sono comunque stanziate sul territorio dello stato, con il termine popolo invece si
indicano solo coloro che godono della cittadinanza. I due criteri fondamentali per
l'attribuzione della cittadinanza all'atto della nascita sono quello del sangue e quello
del territorio. Il primo criterio comporta che la cittadinanza si trasmette dai genitori ai
figli mentre il secondo comporta l'acquisto della cittadinanza dello stato sul cui suolo
si è nati. Può ben accadere che l'applicazione contemporanea dei due criteri dia
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luogo a situazioni di cittadinanza plurima c.d. pluripolidia. Oltre che con la nascita la
cittadinanza può essere acquisita o mutata al verificarsi di altre situazioni come per
esempio il matrimonio fra il cittadino e uno straniero o la naturalizzazione che
consiste nella concessione su istanza della cittadinanza allo straniero qualora ne
sussistano i necessari presupposti.
La cittadinanza comporta la titolarità di tutta una serie di situazioni giuridiche
soggettive favorevoli quali libertà civili, diritti politici, ecc.; e sfavorevoli quali
doveri di prestazioni tributarie, militari, di solidarietà, ecc.
Il trattato sull'Unione europea ha introdotto l'istituto della cittadinanza dell'unione il
cui presupposto è la cittadinanza di uno stato membro, la cittadinanza europea
completa la cittadinanza nazionale e non la sostituisce e comporta l'acquisizione di
importanti situazioni giuridiche soggettive quali ad esempio il diritto di circolare e di
soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri, la possibilità di godere della
tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi stato membro, alle
stesse condizioni dei cittadini di detto stato, qualora lo stato di nazionalità non sia
rappresentato nello stato terzo; il diritto di petizione al parlamento europeo e il diritto
di rivolgersi al mediatore europeo. Ma l'aspetto più importante riguarda il diritto di
elettorato attivo e passivo sia alle elezioni comunali che alle elezioni del parlamento
europeo nello stato membro in cui si risiede. In entrambi i casi infatti il diritto di
elettorato viene riconosciuto al cittadino dell'unione alle stesse condizioni dei
cittadini dello stato in cui si risiede.
Ultimo elemento caratterizzante la nozione di stato è la sovranità da intendersi in un
duplice senso, il primo attiene all'aspetto interno dello stato e cioè alla capacità di
imporsi ai soggetti interni attraverso gli apparati detentori del potere di comando, il
secondo attiene all'aspetto esterno ovvero alla originarietà ed indipendenza dello
Stato da autorità esterne e costituisce il logico presupposto per la effettività del primo
non potendo lo stato vantare il monopolio della forza legittima e quindi il supremo
potere di comando su un dato territorio se non fosse indipendente da altri stati. Alla
sovranità dello Stato corrisponde la originarietà del suo ordinamento nel senso che
questo trova solo in stesso il titolo della sua legittimazione giuridica. Si considerano
perciò sovrani tutti gli ordinamenti originari come ad esempio oltre quelli statali
l'ordinamento internazionale o quello della chiesa cattolica.