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DISPENSA DI DIRITTO PUBBLICO.

CAP.1 : LO STATO; POLITICA E DIRITTO.


Il diritto linsieme di regole finalizzate a disciplinare i rapporti tra i membri di una
collettivit.
Ha 3 finalit:
1. Repressione dei comportamenti socialmente pericolosi;
2. Allocazione di beni e servizi;
3. Istituzione ed organizzazione dei poteri politici.
La norma giuridica caratterizzata da:
Generalit: fa riferimento ad un pubblico indeterminato;
Astrattezza: il pubblico di riferimento si deve trovare in una delle situazioni
contemplate;
Esteriorit: le norme fanno riferimento a comportamenti esterni ed oggettivi, e non
a situazioni psicologiche;
Novit: la norma pu abrogare norme precedenti o trattare nuove materie;
Imperativit: la norma deve essere accompagnata da una sanzione.
Il potere politico quel potere sociale che pu essere esercitato da un soggetto per
influenzare il comportamento altrui, anche utilizzando la forza.
Tuttavia i soggetti non vi devono obbedire solo per la possibilit di chi detiene il potere di
esercitare la forza, ma per un obbligo morale; bisogna cio riconoscere che chi esercita il
potere moralmente autorizzato a farlo. Il potere politico si basa cio su un principio di
giustificazione, cio legittimato.
Inoltre a seguito della democratizzazione delle strutture dello Stato, affinch il potere sia
legittimato necessario che sia riconosciuto dal consenso popolare.

LO STATO.
Premettiamo che gli ordinamenti possono essere classificati per:
Natura del vincolo: volontario o necessario;
Rapporto col territorio: territoriale o non territoriale;
Finalit perseguita: generale o particolare;
Rapporti con gli altri ordinamenti: indipendente o derivato.

Lo Stato un organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza
legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo.
un ordinamento:
Sovrano;
Territoriale;
Necessario;
Con finalit generale.
Lorigine dello Stato la reazione alla forte frammentazione che caratterizzava il sistema
feudale (rapporto signore-vassallo), in cui il rapporto di potere era personale e privato.
Gli elementi costitutivi dello Stato sono:
1. Sovranit;
2. Territorio;
3. Popolo.

SOVRANITA.
Per sovranit si intende lesercizio del monopolio legittimo su un determinato territorio.
Pu essere intesa con 2 accezioni:
1. Interna: potest dello Stato, il quale non riconosce nessun altro potere al di sopra di
s;
2. Esterna: indipendenza dello Stato rispetto a qualunque altro Stato.
Per risolvere il dibattito su chi effettivamente esercita il potere sovrano, vi sono 3 teorie:
1. Sovranit dello Stato come persona giuridica: i giuristi tedeschi ed italiani
configurarono lo Stato come una persona giuridica, ossia come soggetto di diritti ed
obblighi;
2. Sovranit della nazione: invenzione del costituzionalismo francese; nasce quindi la
Nazione come collettivit di individui accumunati da valori, ideali, legami di sangue.
3. Sovranit del popolo: la sovranit attribuita ai cittadini intesi come un ente
collettivo.
Ci che accumuna le tre teorie che lo Stato pone delle regole per autolimitarsi, ma che
quindi pu rimuovere a piacimento.

Gli articoli pi importanti sono:


ART. 10: regola il rapporto tra lordinamento giuridico italiano e quello
internazionale;
LART. 11, che invece consente limitazioni di sovranit necessarie ad un
ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra Nazioni.
Nel secondo dopoguerra si affermata la teoria della sovranit del popolo: ART. 1.2: la
sovranit appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Tuttavia la sovranit del popolo non assoluta, in quanto viene inserita in un sistema
rappresentativo a suffragio universale.
Inoltre con la nascita degli organizzazioni internazionali si posto un forte limite al
concetto di sovranit esterna, soprattutto con la creazione dellONU volta a tutelare la
pace.
Mentre con la delle organizzazioni sovranazionali,CEE, CECA, CEEA poi riunite nella CE con
il Trattato di Maastricht, si posto un forte limite al concetto di sovranit interna. Gli Stati
membri hanno infatti attribuito a tali organizzazioni dei poteri rilevanti, rinunciando a
parte della propria autonomia.

TERRITORIO.
lambito spaziale entro il quale lo Stato pu esercitare la propria sovranit.
costituito da:
Terraferma: porzione di territorio delimitata da confini naturali o artificiali;
Mare territoriale: fascia di mare costiero sul quale lo Stato pu esercitare la propria
sovranit. In passato era 3 miglia (gittata massima dei cannoni); oggi 12 miglia.
Piattaforma continentale: il sottosuolo marino prima del precipitare degli
abissi; su di essa lo Stato ha il potere di sfruttamento.

POPOLO.
Il popolo linsieme dei sogetti legati allo Stato da un particolare status, ossia la
cittadinanza a cui sono connessi diritti e doveri.
LART. 22 della Costituzione stabilisce che nessuno pu essere privato della cittadinanza
per motivi politici.

I modi di acquisto della cittadinanza (tutelati dalla legge 91/1992) invece sono:
IUS SANGUINIS: lacquisisce con la nascita il figlio di cittadini italiani, a prescindere
dal luogo di nascita;
IUS SOLI: lacquisisce chiunque sia nato in Italia da genitori ignoti o apolidi (privi di
altra cittadinanza);
Lo straniero nato in Italia che vi abbia vissuto ininterrottamente fino al
raggiungimento della maggiore et e abbia richiesto la cittadinanza entro 1 anno;
Su istanza dellinteressato se sono soddisfatte delle determinate condizioni.
Inoltre la cittadinanza pu essere persa automaticamente, se si verificano determinate
condizioni, oppure per rinuncia.
Inoltre la cittadinanza italiana completata dalla cittadinanza dellUnione (con il Trattato
di Maasticht del 1992), che garantisce al cittadino diritti quali: libera circolazione sul
territorio degli Stati membri, rispetto dei diritti fondamentali delluomo, diritto di elettorato
attivo o passivo (alle elezione comunali dello Stato membro in cui risiede e elezioni al
parlamento europeo dello stesso).

LO STATO COME APPARATO.


Lo Stato si differenzia dalle altre organizzazioni per la presenza di un apparato
organizzativo servito da una burocrazia professionale (soggetti che prestano la loro opera
professionale allo Stato). Lorganizzazione stabile nel tempo, ed impersonale perch
funziona sulla base di regole predefinite.
Lattivit complessa poi scomposta in mansioni pi semplici secondo il principio della
divisione del lavoro. Tuttavia lattivit dellorganizzazione prescinde dalle persone fisiche
che la fanno funzionare, in quanto queste possono essere sostituite.
In passato lo Stato stato poi definito come una persona giuridica, per dargli un carattere
di oggettivit, separandolo dai soggetti che lo fanno funzionare. Anche oggi si dice spesso
che lo Stato una persona giuridica, anche se questo errato; infatti esso costituito da
organi (come i ministeri) che prendono decisioni separatamente. Pertanto una definizione
pi corretta di Stato organizzazione disaggregata, ossia uncongiunto organizzato di
amministrazioni diverse.

Affianco allo Stato abbiamo gli enti pubblici, ossia degli apparati costituiti dalla comunit
per il perseguimento dei propri fini, e sono riconosciuti come soggetti giuridici.
Questi enti perseguono linteresse pubblico, anche se spesso gli interessi sono
disaggregati; di conseguenza possono esistere diversi enti pubblici che perseguono
obiettivi contrastanti tra loro. Inoltre ad alcuni enti lo Stato riconosce lautonomia politica;
di conseguenza i cittadini possono eleggere direttamente gli organi. Questo implica che gli
enti (Regioni, Provincie, Comuni) potrebbero avere indirizzi e politiche diversi da quelli
dello Stato centrale.
Inoltre lo Stato e gli enti pubblici si trovano in una posizione di supremazia rispetto ai
soggetti privati; questo significa che possono prendere delle decisioni aventi degli effetti
giuridici, indipendentemente dal consenso dellaltro soggetto. Si parla di potest pubblica
o potere di imperio. Tuttavia bisogna esercitare tale potere nel rispetto del principio di
legalit.
Inoltre spesso gli enti pubblici perseguono linteresse generale attraverso la creazioni di
enti privati; di conseguenza il rapporto instaurato con altri soggetti paritario.
Lo Stato si configura come una organizzazione che per svolgere i propri servizi utilizza delle
particolari unit, chiamate uffici. Tra questi, solo alcuni hanno la capacit giuridica di
compiere atti giuridici; questi particolari uffici si chiamano organi.
Gli organi possono essere di 2 tipi:
1. Organi rappresentativi: i titolari sono eletti;
2. Organi burocratici: i soggetti prestano la loro attivit professionale allo Stato o agli
enti pubblici, senza avere alcun rapporto con il corpo elettorale.
Unulteriore distinzione degli organi v fatta in:
1. Organi attivi: hanno funzione deliberativa, ossia prendono delle decisioni;
2. Organi consultivi: danno dei pareri ai primi circa lo svolgimento della loro attivit. In
particolare tali pareri possono essere: facoltativi, obbligatori (vanno richiesti
obbligatoriamente) o vincolanti (devono essere eseguiti dallorgano attivo). Se non
espressamente previsto dalla legge, i pareri non sono vincolanti.
3. Organi di controllo: verificano la conformit dellattivit alle norme.
Gli organi che a noi interessano sono gli organi costituzionali. Essi sono:
Elementi necessari: la mancanza di uno di essi determinerebbe larresto dellattivit
statale;
Elementi indefettibili: nessuno di essi pu essere soppresso e sostituito con un altro
organo senza determinare un mutamento dello Stato;
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La loro struttura dettata interamente dalla Costituzione;


Ciascuno di essi si trova in condizione di parit giuridica con gli altri organi.

CAP. 2 : FORME DI STATO.


Per forma di Stato si intende:
1. Il rapporto che intercorre tra i poteri pubblici e la societ civile, nonch i principi a
cui lo Stato ispira la sua azione;
2. Il rapporto tra lo Stato centrale e gli enti territoriali;
3. La nozione di forma di Stato non va confusa con la forma di Governo, che invece
riguarda la distribuzione del potere tra i diversi organi dello Stato e come sono
regolati i rapporti tra tali organi. Pertanto la nozione di forma di Stato serve per
capire quali sono i fini dello stesso e quindi come si pone nei confronti della societ.
La nozione di forma di Governo serve invece per capire chi governa allinterno
dellapparato statale.
Lo Stato un ordinamento a fini generali, nel senso che pu assumere come proprio
qualsiasi fine; nel corso della storia si sono configurate diverse tipologie di Stato a seconda
della finalit perseguita.

STATO ASSOLUTO.
Lo Stato assoluto la prima forma di Stato moderno; nacque in Europa tra il 400 e il 500.
caratterizzato dalla concentrazione del potere nelle mani della Corona, ossia lorgano
principale dello Stato, che svolgeva quindi sia una funzione legislativa che una funzione
esecutiva.
Il fine perseguito dallo Stato era deciso dalla volont del Re, il cui potere non aveva limiti
legali (Re legibus solutus). Vi era quindi la possibilit di ingerenza del re anche nella sfera
dei comportamenti interni. Questo Stato si svilupp soprattutto in Francia, ed in generale
nei paesi dove si riusc a svuotare i parlamenti medioevali di ogni funzione.
Nel 700 nacque anche lo Stato di Polizia, il cui fine principale era aumentare il benessere
della popolazione attraverso interventi in diversi ambiti. In tal senso si parla di assolutismo
illuminato.
In generale lo Stato assoluto, nelle sue varie forme, era uno Stato onnipresente.
Secondo Montesquie per garantire la libert dellindividuo era necessaria una separazione
dei poteri orizzontale. Secondo Madison invece era necessaria sia una separazione
orizzontale che una separazione verticale. La separazione dei poteri va intesa come:
1. Specializzazione delle funzioni;
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2. Reciproca indipendenza tra gli organi;


3. Bilanciamento dei poteri.

LO STATO LIBERALE.
Lo Stato liberale nasce tra fine 700 ed inizio 800 a seguito del fallimento dello Stato
assoluto. In particolare si ebbe una forte crisi finanziaria dovuta agli alti costi di gestione,
che portarono a forti aumenti della pressione tributaria. Questo ovviamente aument il
malcontento della popolazione, che si ribell. In Inghilterra il passaggio da un modello
allaltro fu pi graduale e stabile che i Francia.
Inoltre tale passaggio stato anche frutto della diffusione della cd. economia di mercato,
che si basa sul libero incontro tra domanda e offerta; di conseguenza era necessario
garantire lautonomia dei privati.
Il modello di Stato assoluto tuttavia non lasciava tale libert e perlopi i sistemi di regole
dei diversi Stati erano molto differenti.
Lo Stato liberale nasce quindi anche dallesigenza di creare un sistema di regole generali,
certe e astratte volte a regolare i rapporti tra i privati.
Il concetto di Stato liberale fa quindi riferimento allideologia liberista, ossia ad una
concezione di Stato che deve solo garantire le condizioni di pace e sicurezza entro le quali
si svolge lattivit dei privati. Non v confuso con lo Stato di diritto che un concetto pi
giuridico e fa riferimento ai principi su cui si poggia lo stato stesso.
Le caratteristiche principali dello Stato liberale sono:
1. uno Stato monoclasse: il diritto di voto era garantito solo ai soggetti ritenuti pi
affidabili e capaci, quindi con un buon reddito ed una buona cultura. Ne deriva che
la borghesia era maggiormente tutelata.
2. Tutela e garantisce le libert ed i diritti individuali, come il diritto di propriet;
3. Si afferma la concezione di Stato minimo, ossia che non interviene in ambiti
economici ma semplicemente tutela le relazioni tra i privati. pertanto
caratterizzato da una bassa imposizione tributaria e dal raggiungimento di un
pareggio di bilancio;
4. Si afferma la libert individuale;
5. Si ha la separazione dei poteri tra soggetti istituzionali diversi, che si controllano
reciprocamente;
6. Nasce lo Stato di diritto, in cui prevale il principio di legalit: qualsiasi limitazione
alla libert personale deve avvenire per mezzo di legge. Tale principio si fonda su
due premesse:
a. La legge deve essere generale ed astratta in modo che non venga
usata arbitrariamente;
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b. Deve valere il principio rappresentativo: la legge deve essere formata


dai rappresentanti della Nazione.

Legislazione elettorale nell Italia liberale.


Elezioni alla camera:
1861: suffragio censitorio;
1882: suffragio censitorio e capacitario (esclusi gli analfabeti);
1913: suffragio quasi universale maschile (uomini sopra i 30 anni);

LO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA.


Il passaggio dallo Stato liberale allo Stato di democrazia pluralista si ha a seguito del lungo
processo che ha gradualmente portato ad un allargamento degli elettori attivi, fino
alladozione del principio di suffragio universale, con la conseguente nascita dei partiti di
massa. Si passati cos da uno Stato monoclasse ad uno Stato pluriclasse, che si fonda sul
riconoscimento e la garanzia della pluralit dei gruppi, dei loro interessi, idee e valori che
possono confrontarsi nella societ. La finalit principale quindi quella di aumentare la
partecipazione diretta o indiretta. Inoltre si ha il riconoscimento dei diritti sociali come
strumento di integrazione nello Stato dei gruppi sociali pi svantaggiati.
In passato i partiti politici avevano come scopo quello di aggregare gruppi di Parlamentari
per poter decidere come perseguire linteresse comune. Con lintroduzione del suffragio
universale nascono i partiti di massa, che avevano una struttura organizzativa bene
definita con il fine di mettere in contatto gli elettori con gli eletti. Pertanto i partiti non
vengono solo utilizzati per curare linteresse generale, ma soprattutto per far emergere le
diverse problematiche sociali anche nei parlamenti. Con lo Stato democratico i partiti
politici erano quindi in grado di indirizzare lazione del Parlamento e del Governo.
Nei paesi in cui lavvento della democrazia di massa non era accompagnato dalla diffusa
accettazione dei valori di pluralismo e tolleranza da parte delle forze politiche tradizionali,
la crisi di queste ultime sfoci nella nascita degli Stati Totalitari. Si ha quindi la
soppressione delle tradizionali libert individuali. il caso dello Stato Nazionalsocialista di
Hitler, durato dal 1933 al 1945; dello Stato Fascista, durato dal 1922 al 1943.
Unalternativa allo Stato democratico lo Stato Socialista, che si concretizz nella
Dittatura del Proletariato il cui scopo era quello di eliminare la borghesia.

Affermazione dello Stato Sociale (Welfare State).


I principi della democrazia pluralista hanno trovato la loro affermazione soprattutto al
termine del secondo dopoguerra. Si ha la cd. fase costituzionale, che tutela i diritti e le
libert liberali, cio le libert negative (libert personale, di domicilio, religiosa, di
pensiero etc.), oltre a riconoscere che la maggioranza non ha sempre ragione; vengono
quindi creati organi antimaggioritari, ossia volti a far rispettare la Costituzione anche
contro linteresse della maggioranza Parlamentare.
Si ha quindi la tutela dei diritti sociali, superando lindividualismo e promuovendo il
raggiungimento della giustizia sociale.
Pertanto lo Stato di democrazia pluralista ha visto lo sviluppo di forme variegate di
intervento pubblico nelleconomia, dando luogo alla cd. economia mista.
Tuttavia questo ha portato negli anni 70 ad una forte crisi fiscale dello Stato, che ha
pertanto aumentato la pressione tributaria generando malcontenti nella popolazione.
Sia per questo motivo, sia per la globalizzazione che faceva s che i capitali delle imprese si
spostassero facilmente da un paese allaltro, era necessaria una riorganizzazione dello
Stato. Da ci derivano 3 conseguenze:
1. Lo Stato non poteva aumentare troppo la pressione tributaria per evitare che i
capitali delle imprese si spostassero in altri paesi.
2. Lo Stato deve avere una finanza sana perch un eccessivo indebitamento toglie
risorse al settore privato, mentre eccessi di liquidit generano inflazione.
Di conseguenza sono spesso adottate politiche di rigore finanziario, con forti tagli alla
spesa pubblica. Si passa cosi allo Stato sociale competitivo, ossia lo Stato che cerca di
garantire gli interessi della popolazione prestando contemporaneamente attenzione alla
competitivit internazionale.
Si afferma anche il principio di sussidiariet:
1. Trasferimento della gestione dei servizi agli enti locali, i quali possono svolgere tale
attivit in modo pi efficiente e pi efficace (sussidiariet verticale);
2. Attribuzione di compiti propri dello Stato ad associazioni senza scopo di lucro (es.
Onlus) (sussidiariet orizzontale).

Caratteristiche della democrazia pluralista.


Suffragio universale, segretezza del voto, elezioni periodiche; essi rendono possibile la
presenza di una molteplicit di idee e valori. Ovviamente bisogna rispettare il principio
di tolleranza, secondo cui il dissenso non v represso ma v garantito;
Bisogna garantire anche il pluralismo delle formazioni sociali e delle formazioni
politiche;
Attraverso il pluralismo dei centri di potere si limita il potere dello Stato e si creano
canali di partecipazione per i cittadini;
Non esiste un interesse generale oggettivamente determinato;
necessario garantire la manifestazione del pensiero.

RAPPRESENTANZA POLITICA.
Il termine rappresentanza ha 2 accezioni:
1. Agire per conto di qualcuno: presuppone un rapporto tra rappresentante e
rappresentato;
2. Far vivere in un determinato ambito qualcosa che effettivamente non c. Pertanto
non presuppone un rapporto tra rappresentante e rappresentato.
Laccezione moderna della rappresentanza politica fa rifermento alla seconda accezione.
Con la nascita dello Stato liberale poi per rappresentanza si intende il mezzo tecnico per
dar vita ad unistituzione che perseguisse linteresse generale.
Con la Costituzione Francese del 1791 la sovranit viene tolta al Re e viene attribuita alla
Nazione, che in quanto entit astratta ed impersonale doveva esercitare i suoi poteri di
delegazione per dar vita ad un sistema rappresentativo.
Da ci derivano 3 implicazioni:
Lelettorato attivo (diritto di eleggere i propri rappresentanti) si configura come una
funzione pubblica;
I parlamentari dovevano perseguire gli interessi nazionali;
Il parlamentare non doveva essere vincolato dalle istruzioni degli elettori (divieto di
mandato imperativo).

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Pertanto si parla di responsabilit politica con riferimento al fatto che chi ha esercitato il
potere politico deve rispondere delle proprie azioni di fronte agli elettori; leventuale
sanzione consiste nella perdita del potere.

Rappresentanza politica nello Stato di democrazia pluralista.


In questa tipologia di Stato le problematiche da affrontare sono molto pi numerose.
Pertanto il problema principale la governabilit, ossia la capacit dello Stato di decidere
rimanendo legittimato dalla sovranit popolare. Il problema pu essere risolto mettendo
insieme i 2 aspetti principali della rappresentanza:
1. Il rapporto con gli elettori;
2. Rappresentanza come titolo di esercizio autonomo del potere.
I modi per raggiungere tale equilibrio sono:
Lo Stato dei partiti: si fa leva sulla capacit dei partiti di relazionarsi con gli elettori e
trasformare le loro volont in delle decisioni politiche; questo pero implica la
reintroduzione del mandato imperativo (la Costituzione sancisce il divieto di
mandato);
Rafforzamento del Governo e investitura popolare diretta del suo capo;
Assetti neocorporativi: le associazioni di riferimento perle categorie sociali so
formano autonomamente;
Rappresentanza territoriale.

Democrazia diretta e democrazia rappresentativa.


Per risolvere le crisi dei sistemi rappresentativi si ricorre spesso agli istituti di democrazia
diretta, che affiancano gli istituti di democrazia rappresentativi consentendo un maggiore
coinvolgimento della popolazione nelle scelte di carattere pubblico. Gli strumenti pi
utilizzati sono:
Liniziativa legislativa popolare;
La petizione: una richiesta che i cittadini possono rivolgere al Governo per
sollecitare lo svolgimento di determinate attivit;
Il referendum: lo strumento pi importante, che consente il coinvolgimento
dellintero corpo elettorale.

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La separazione dei poteri- modello liberale.


Il principio della separazione dei poteri deve essere rispettato per poter salvaguardarla
libert individuale.
Secondo Montesquieu i poteri principali dello Stato sono 3 e devono essere distinti tra
loro:
1. Esecutivo;
2. Legislativo;
3. Giudiziario.
Gli aspetti che caratterizzano tale dottrina sono:
Attribuzione ad ogni potere in senso soggettivo, costituito come un complesso
unitario di organi, di una funzione pubblica ben definita e distinta dalle funzioni
attribuite agli altri poteri;
fondamentale che ciascuna funzione si attribuita a poteri distinti, per evitare
larbitrio;
I poteri, sia pure distinti e separati, devono essere in grado di influenzarsi a vicenda
per porsi dei limiti.
Il modello statunitense quello in cui la separazione dei poteri funziona meglio:
Presidente (potere esecutivo) e Congresso (potere legislativo) sono eletti separatamente;
il congresso non pu costringere il Presidente alle dimissioni e viceversa il Presidente non
pu sciogliere le camere.
In Europa il modello stato applicato in modo meno rigido, soprattutto per la forma di
Governo parlamentare:
Il Governo (potere esecutivo) dipende dalla fiducia del Parlamento (potere
legislativo);
Spesso vi sono situazioni in cui un potere esercita funzioni dellaltro potere; ad
esempio quando il governo emana regolamenti che contengono norme giuridiche
generali.

La separazione dei poteri nelle democrazie pluraliste.


Con lavvento di questa nuova forma di Stato si afferma la funzione di indirizzo politico,
che consiste nella determinazione delle linee fondamentali della politica interna ed esterna
dello Stato. Si traduce in leggi del Parlamento, regolamenti e decreti legislativi del
Governo, atti amministrativi. La Costituzione ne parla allART. 95.
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Tale funzione esercitata dal Governo. Inoltre la Costituzione prevede la separazione tra la
politica e lamministrazione.

Altre evoluzioni rispetto al modello liberale sono:


La funzione legislativa non caratterizzata solo dalla produzione di norme giuridiche
generali, ma anche leggi che fanno riferimento a particolari situazioni, le cd. LEGGIPROVVEDIMENTO.
Lattivit interpretativa della norma caratterizzata da forti tratti di discrezionalit;
Si aggiunge una nuova funzione: la garanzia giurisdizionale della Costituzione; in
Italia tale funzione viene svolta dal Presidente della Repubblica.
Pertanto in Italia la separazione dei poteri caratterizzata da:
Separazione tra i poteri tradizionali; divisione verticale (Stati regionali) ed
orizzontale;
Distinzione tra le 3 tradizionali funzioni e le nuove funzioni di indirizzo politico e
garanzia giurisdizionale della Costituzione;

Regola di maggioranza: definizioni.


La regola di maggioranza pu avere significati e funzioni diverse:
A. Principio funzionale: la tecnica attraverso il quale un collegio decide;
B. Principio di rappresentanza: mezzo attraverso cui si eleggono i membri del
Parlamento e di altre assemblee rappresentative;
C. Principio di organizzazione politica: criterio attraverso cui si svolgono i rapporti tra i
partiti politici nel Parlamento.
A. Con la prima accezione si fa riferimento al fatto che per prendere delle determinate
decisioni in assemblea, necessario avere la maggioranza dei voti. Il principio opposto
lunanimit. Che prevede che tutti i membri devono essere daccordo. Questo principio
viene adottato per evitare il governo dei pochi; tuttavia si corre il rischio di avere una
tirannia della maggioranza, soprattutto quando i gruppi politici sono stabili ed organizzati.
Per poter tutelare le minoranze politiche la Costituzione prevede degli strumenti:
In alcuni casi non sufficiente la maggioranza relativa o semplice, ma necessaria
la maggioranza assoluta (la met pi 1 dei membri) oppure la maggioranza
qualificata (2/3 dei membri).

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B. Con la seconda accezione si fa riferimento alle regole per eleggere i rappresentanti


(candidato con pi voti per ciascun collegio) e per lassegnazione dei seggi in Parlamento.
C. Con la terza accezione si fa riferimento al raggiungimento dellobiettivo di permettere la
formazione di una maggioranza Parlamentare stabile.

Democrazie maggioritarie e democrazie consociative.


Nella democrazie maggioritarie (USA, Germania, Francia, Spagna) vale il principio della
maggioranza per lorganizzazione politica. Ci significa che i partiti o le coalizioni sono in
competizione tra loro in campagna elettorale e, passato tale periodo, chi vince le elezioni
forma il Governo poggiato sulla maggioranza politica. In contrapposizione vi la
minoranza politica, lopposizione, che ha il compito di controllare loperato del Governo
evitando la tirannia della maggioranza. Lo strumento a loro disposizione la critica
dellindirizzo politico del Governo stesso, proponendo un indirizzo alternativo per cercare
di vincere le elezioni successive. Si ha quindi unalternanza ciclica dei partiti nel ruolo di
maggioranza.
Nelle democrazie consociative (Olanda e Belgio) i partiti sono in competizione tra loro per
vincere le elezioni ed assicurarsi i seggi in Parlamento, in modo da attestare la loro forza.
Cessate le elezioni per i partiti collaborano tra loro, negoziando le proprie posizioni per
definire lindirizzo politico.

LO STATO E LA SOCIET MULTICULTURALE.


Con la nascita dello Stato moderno stata riconosciuta la laicit dello Stato italiano, ossia
la sua neutralit nei confronti della verit religiosa; pertanto si lascia libert religiosa.
LART. 7 della Costituzione sancisce la separazione tra Stato e Chiesa che sono, ciascuno
nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Inoltre il loro rapporto regolato dai Patti
Lateranensi, che possono essere modificati solo su accordo di entrambe le parti (principio
concordatario). I Patti sono quindi un trattato internazionale con il quale Stato e Chiesa
affermano il principio concordatario che prevede che il rapporto tra le parti deve essere
regolato da un concordato e non unilateralmente dallo Stato.
Nella sentenza 203/1989 stato stabilito che lo Stato deve adottare una posizione di
laicit positiva, ossia non essere indifferente dinnanzi alle religioni, bens garantire la
salvaguardia della libert religiosa.

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Lidea di societ multiculturale nasce per affermare il principio che deve essere garantita
pari dignit alle espressioni culturali dei gruppi e delle comunit che convivono nella
societ, nellidea che ciascuno abbia il diritto a crescere dentro la propria cultura e non in
quella della maggioranza.
LART. 6 della Costituzione afferma che La Repubblica tutela le minoranze linguistiche.
In generale la Costituzione tutela le minoranze permanenti con:
1. Divieto di discriminazione per lutilizzo di una lingua diversa da quella nazionale;
2. Divieto di discriminazione in ragione della religione professata;
3. Divieto di discriminazione in ragione dellappartenenza alluna o allaltra razza.

STATO UNITARIO, STATO FEDERALE, STATO REGIONALE.


La separazione dei poteri pu avvenire sia in senso orizzontale, intesa come rapporto tra i
poteri dello Stato, sia in senso verticale, intesa come la distribuzione del potere di indirizzo
politico tra Stato centrale ed enti territoriali.
possibile quindi fare una distinzione tra:
Stato unitario: il potere attribuito allo Stato centrale e agli enti periferici alle sue
dipendenze (tipico dellesperienza europea);
Stato composto: il potere distribuito tra lo Stato centrale ed enti territoriali da
esso distinti.
Lo Stato composto ha poi 2 ulteriori varianti:
1. Stato federale, tipico degli USA;
2. Stato regionale (Regioni in Italia).
Le caratteristiche dello Stato federale sono:
Lesistenza di un ordinamento statale federale, con una Costituzione scritta rigida e
Costituzioni diverse di alcuni enti territoriali;
Una divisione delle competenze tra Stato centrale e Stati membri;
Lesistenza di un Parlamento bicamerale, in cui una delle due camere costituita
dagli Stati membri;
La partecipazione di questi alla revisione costituzionale.
Le caratteristiche dello Stato regionale sono:

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La presenza di una Costituzione statale che riconosce e garantisce lesistenza di enti


territoriali dotati di autonomia politica e di un proprio Statuto (non Costituzione);
Lattribuzione costituzionale alle Regioni di competenze legislative ed
amministrative.

LUNIONE EUROPEA.
LUE una complessa struttura istituzionale che pu essere descritta come Un tempio
greco che poggia su 3 pilastri.
Il pilastro centrale la Comunit Europea (CE), che comprende CEE, CECA e EURATOM.
I pilastri laterali sono: Politica estera e sicurezza comune (PESC), e la Cooperazione nel
settore della giustizia e degli affari interni (CGAI).
Per quanto riguarda la CE la maggior parte delle decisioni non richiedono lunanimit di
tutti gli Stati, che invece richiesta per quanto riguarda le decisioni della PESC e CGAI.
Con il Trattato di Lisbona la CE e i due pilastri vengono assorbiti dallUE; tuttavia le
decisioni sulla PESC richiedono comunque lunanimit.
Con il Trattato di Amsterdam stato introdotto il principio della cooperazione rafforzata,
che consente agli Stati membri di instaurare forme di collaborazione specifiche.

Lorganizzazione dellUE.
costituita da diversi organi:
1. Il Consiglio europeo: lorgano che definisce gli indirizzi politici generali, ma privo di
potere normativo;
2. Il Consiglio: organo con funzione legislativa e di bilancio ed ha il compito di
coordinare le politiche degli Stati Membri. composto da un rappresentante di ogni
Stato, e nellesercizio delle sue funzioni coadiuvato dal Comitato dei
Rappresentanti Permanenti;
3. La Commissione Europea: il centro dei processi decisionali. composta da 27 Stati
membri, in carica per 5 anni. I membri sono approvati dal Parlamento europeo, che
pu costringere la commissione alle dimissioni. Potere di iniziativa e di controllo;
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4. Il Parlamento Europeo: un organo rappresentativo dotato di legittimazione


democratica, ma non ha il potere di adottare atti normativi, ma partecipa ai
processi di formazione degli atti amministrativi; potere controllo, fiducia e censura;
5. La Corte di Giustizia: organo giurisdizionale incaricato di verificare il rispetto e
linterpretazione del Trattato; formata da 1 giudice per Stato e giudica le violazioni
del diritto comunitario;
6. La Corte dei Conti: lorgano di controllo contabile della CE;
7. Il Comitato economico e sociale: un organo consultivo del Consiglio, della
Commissione e del PE, che fornisce pareri obbligatori o di sua iniziativa; rappresenta
le categorie produttive;
8. Il Comitato delle Regioni: anchesso un organo consultivo delle istituzioni
europee; rappresenta le istanze locali.
Il Trattato UE stabilisce che lUnione instaura un mercato interno e si adopera per lo
sviluppo sostenibile dellEuropa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla
stabilit dei prezzi. Inoltre si cerca di raggiungere uno stresso coordinamento delle
politiche economiche degli Stati membri.
Per riuscire a creare un mercato unico sono stati utilizzati 3 strumenti previsti dai Trattati:
1. La libert della circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi e dei capitali (le cd.
quattro libert);
2. Il divieto di aiuti finanziari;
3. La disciplina della concorrenza.
La creazione di un mercato unico stato completato con lintroduzione della moneta unica
e dalla definizione di politica monetaria e di cambio unica.

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CAP. 3: LE FORME DI GOVERNO.


La forma di governo riguarda le tipologie di rapporti tra gli organi costituzionali.
Le forme di governo storiche sono:
Monarchia assoluta;
Monarchia costituzionale;
Governo parlamentare.
Le forme di governo tradizionali sono:
Sistema Parlamentare;
Sistema Presidenziale;
Sistema Semi-presidenziale;
Direttoriale.

tipiche delle democrazie pluraliste

La monarchia costituzionale segna il passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale.
caratterizzata dalla separazione dei poteri tra Re (potere esecutivo) e Parlamento (potere
legislativo). Ciascuno dei 2 centri di potere si basava su una diversa legittimazione: il Re sul
principio monarchico-ereditario; il Parlamento sul principio elettivo.
Il passaggio da monarchia costituzionale a governo parlamentare stato graduale, e ha
visto linsediamento di un terzo organo: il Governo. Questo era nominato dal Re, ma
doveva ottenere la fiducia del Parlamento che poteva costringerlo alle dimissioni. Si ha
quindi una fiducia iniziale e la possibilit di sfiduciarlo in seguito.

Parlamentarismo dualista e monista.


La prima fase del governo parlamentare era caratterizzato dalla compresenza di Re,
Governo e Parlamento. Il potere esecutivo era ripartito tra Re e Governo, mentre quello
legislativo era attribuito al Parlamento. Questo il governo parlamentare dualista, in
18

quanto il Re rappresentava gli interessi degli aristocratici mentre il Parlamento quelli della
borghesia.
Col tempo si passati ad una forma di governo parlamentare monista in cui il Re viene
svuotato dei suoi poteri politici, che sono invece divisi tra Governo e Parlamento. Lo
strumento utilizzato per far trasformare il ruolo del Capo dello Stato la controfirma, che
ha la funzione di trasferire al Governo la responsabilit politica per gli atti del CdS stesso.

Il sistema dei partiti nella democrazia pluralista.


Per sistema dei partiti si fa riferimento sia al numero sia alle relazioni che intercorrono tra i
diversi partiti politici. Quando la distanza ideologica dai partiti molto elevata, e quindi
non vi possibilit di aggregazione, si dice che il sistema polarizzato. Se tali partiti hanno
posizioni tali per cui non possibile nesun accordo, questi sono chiamati partiti
antisistemici. Se vi sono diversi poli, il sistema multipolare; in tal caso non si pu usare la
regola della maggioranza per la formazione del Governo.
Tuttavia quando vi sono molti partiti con ideologie simili, essi possono essere raggruppati e
si parla di sistema bipolare. Il suo funzionamento simile ad un sistema bipartitico.

SISTEMA DI GOVERNO PARLAMENTARE.


Tale forma di governo caratterizzata dal rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento; in
particolare questultimo pu votare la sfiducia al Governo, facendolo cadere. Se il
Parlamento bicamerale, la fiducia pu essere votata da ciascuna Camera (come in Italia)
oppure deve essere votata da una sola Camera, detta Camera politica (come in
Germania). Questo tuttavia pu generare unalta instabilit per il Governo.
Per risolvere tale problema sono stati introdotti dei sistemi di razionalizzazione del
parlamentarismo, ossia linsieme di disposizioni costituzionali scritte volte proprio a
garantire la stabilit del Governo.
LItalia un governo con bassa razionalizzazione.
Un esempio di Governo ad alta razionalizzazione la Germania, dove viene utilizzato come
strumento la cd. sfiducia costruttiva: la Camera politica pu sfiduciare il Cancelliere solo se
contestualmente elegge, a maggioranza assoluta, un successore. Con questo strumento si
evita di aggravare ulteriormente la crisi di Governo con il vuoto politico.
Vi sono 2 differenti modelli di F.d.G. :
1. A prevalenza del Parlamento; questo a sia volta pu essere:
a. Sistema politico multipolare;
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b. Governi di coalizione.
2. A prevalenza del Governo o parlamentarismo maggioritario;a sua volta si divide in:
a. Bipolarismo;
b. Bipartitismo (modello inglese).

Sistema a prevalenza del Governo.


Le elezioni permettono di dare vita ad una maggioranza politica, che appoggia il Governo;
non si pu votare direttamente il Primo ministro, che viene incaricato dalla maggioranza.
Lopposizione esercita una funzione di controllo sul Governo (alternanza ciclica dei partiti).
Tale sistema tipico di GB, Spagna, Germania, Svezia.

Sistema a prevalenza del Parlamento.


una forma di Governo che opera seguendo un modello multipolare. Le elezioni non
consentono allelettore di scegliere n la maggioranza n il Governo. Sono i partiti che, al
termine delle elezioni, formano la maggioranza politica con degli accordi. Il Governo pu
contenere esponenti di molti partiti (Governo di coalizione), oppure pu avere lappoggio
esterno degli altri partiti che gli votano la fiducia ma i ministri provengono da un solo
partito.
Si parla poi di parlamentarismo compromissorio con riferimento agli accordi tra i partiti
che permettono di creare fiducia reciproca. Ci significa che dopo le elezioni i partiti
trovano degli accordi tra loro.

Governo presidenziale.
una forma di governo in cui:
Il Capo dello Stato, chiamato Presidente, nominato direttamente dal corpo
elettorale nazionale ed il suo mandato ha una durate prestabilita. Ha quindi una
forte legittimazione dalla nazione;
Il Parlamento non pu sfiduciarlo;
Il Presidente presiede e dirige i Governi da lui nominati.
Lesperienza di maggior successo quella USA. Il Presidente ha potere esecutivo mentre il
Parlamento, chiamato Congresso, ha il potere legislativo ed di tipo bicamerale paritario.
Inoltre non esiste un vero e proprio organo di Governo, ma il Presidente nomina i suoi
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collaboratori, chiamati Segretari di Stato; inoltre stipula i trattati internazionali ed ha il


comando delle Forze Armate.
Una camera, il Senato, costituito da 2 rappresentanti per ogni Stato membro, con
mandato di 6 anni; la Camera dei rappresentanti invece formata su base nazionale da
deputati con mandato biennale.
Il Congresso ed il Presidente sono indipendenti luno dallaltro, ma esistono degli strumenti
che consentono di porsi dei limiti.
Ad esempio il Presidente ha il potere di veto sospensivo sulle leggi approvate dal
Congresso, condiziona liniziativa legislativa ed adotta gli executive agreement.
Il Senato invece pu approvare le nomine del Presidente, i trattati internazionali ed il
bilancio federale.
La Camera invece ha iniziativa in materia di tributi.
Quando il Presidente proviene da un partito diverso da quello che ha la maggioranza in
Assemblea si parla di governo diviso, che pu dar vita a delle problematiche circa i processi
decisionali. Nonostante ci il modello americano ha avuto grande successo in quanto non
vi sono delle nette divisioni ideologiche, e quindi il Presidente pu comunque riuscire ad
ottenere il consenso del Congresso.

Governo semipresidenziale.
una forma di governo caratterizzata da:
Elezione diretta del Presidente da parte del corpo elettorale nazionale, ed ha un
mandato di durata prestabilita;
Il Presidente non ha bisogno della fiducia del Parlamento perch ha legittimazione
democratica;
Il Presidente nomina il Governo, che deve avere la fiducia del Parlamento.
una forma di governo bicefala, che ha cio 2 teste: il Presidente della Repubblica ed il
Primo Ministro. Questultimo fa parte di un Governo che deve ricevere la fiducia dal
Parlamento.
Il Presidente svolge diverse funzioni:
Nomina il Primo Ministro e gli altri ministri e presiede le riunioni di Governo;
Ha poteri che toccano lindirizzo politico;
Pu sciogliere lAssemblea nazionale.
Invece il Primo Ministro assicura il mantenimento del rapporto di fiducia col Parlamento.
Il rischio principale che ci sia divergenza politica tra Presidente e Assemblea.
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Differenze tra sistema presidenziale e sistema parlamentare.


Nel primo caso i cittadini votano direttamente il Capo dello Stato. Nel secondo caso i
cittadini votano il Partito e non il Capo dello Stato. Tuttavia sanno chi sar questultimo in
caso di vittoria. Tuttavia lesperienza inglese della Tatcher ci insegna che se il partito
disconosce il suo leader, questo ha lobbligo morale di dimettersi perch non ha ricevuto la
legittimazione democratica.

Forma di governo Neoparlamentare.


caratterizzata da:
Rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento;
Elezione popolare diretta del Primo Ministro;
Elezione contestuale del Primo Ministro e del Parlamento.
Tale forma ha come obiettivo quello di aumentare la stabilit del Governo e garantire
linvestitura popolare del Primo Ministro.
Lunico esempio storico quello Israeliano.

Forma di governo Direttoriale.


Tale forma di governo adottata solo dalla Confederazione Svizzera, ed caratterizzata
dalla presenza del Parlamento (Assemblea federale), che nomina un direttorio (Consiglio
federale) ma non pu revocarlo; questo costituito da 7 membri che svolgono
contemporaneamente le funzioni di Governo e Capo di Stato.

I SISTEMI ELETTORALI.
La legislazione elettorale caratterizzata da 3 fattori:
Le regole riguardanti la cittadinanza politica: insieme di regole che definiscono
quali sono i soggetti che godono dellelettorato attivo, ossia gli elettori;
Le regole su sistema elettorale: insieme di regole che definiscono come i voti degli
elettori si trasformano in seggi parlamentari;
La legislazione elettorale di contorno: riguarda le regole sullo svolgimento della
campagna elettorale, le modalit di finanziamento pubblico ai partiti, il regime
dellineleggibilit ed incompatibilit parlamentare.
La cittadinanza politica trattata dallART. 48 della Costituzione. Il 1 comma sancisce che:
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Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore et.
necessario ovviamente avere la cittadinanza italiana.
Il 2 comma inoltre pone alcuni principi che caratterizzano il diritto di voto: Il voto
personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio dovere civico. Dire che un
dovere civico diverso da dire che un dovere giuridico; infatti previsto lastensionismo.
Lelettorato passivo invece il diritto ad essere eletto.
Elettorato attivo:
Requisiti positivi: cittadinanza e maggiore et (art. 48.1);
Requisiti negativi: incapacit civile, sentenza penale, indegnit morale (art. 48.4).
Elettorato passivo:
Requisiti positivi: 25 anni per la Camera e 40 anni per il Senato.
Requisiti negativi: ineleggibilit, incompatibilit, incandidabilit.
In generale i cittadini italiani possiedono 2 diritti politici:
1. Democrazia rappresentativa: diritti elettorali;
2. Democrazia diretta: iniziativa legislativa (art. 71) , petizione (art. 50) , referendum
(art. 71) .

Ineleggibilit ed incompatibilit parlamentari.


Si parla di ineleggibilit parlamentare quando il candidato assume dei comportamenti
volti ad influenzare il voto degli elettori. In questo caso lelezione ritenuta nulla.
Si parla di incompatibilit parlamentare quando un soggetto validamente eletto svolge gi
unaltra funzione incompatibile. In tal caso non si ha lannullamento dellelezione ma il
candidato pu scegliere di rinunciare ad una delle cariche.
possibile avere poi delle cause di ineleggibilit sopravvenute durante il corso del
mandato elettivo; queste vengono trattate come cause di incompatibilit.
La legge 16/1992 ha poi introdotto lincandidabilit, che si verifica quando un soggetto
stato condannato per dei reati particolarmente gravi come collusioni con la mafia o legati
al traffico di stupefacenti. In tal caso lelezione da considerarsi nulla oppure, se le cause
sono sopravvenute durante il mandato, si ha la decadenza. La legge 141/1996 ha escluso la
possibilit che siano ritenuti incandidabili i soggetti non condannati per via definitiva.

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Con la legge 525/1993, poi modificata dalla legge 28/2000 stata introdotta la par
condicio, principio volto a tutelare la parit di accesso dei politici, dei partiti e dei cittadini
ai mezzi di informazione sia in periodo elettorale che al di fuori di tale periodo. Vengono
poi imposte delle regole ai politici per la gestione della campagna elettorale con
riferimento allutilizzo dei mezzi di informazione e comunicazione. Inoltre nei 15 giorni
prima delle elezioni non possibile comunicare sondaggi elettorali.

Anche per le spese elettorali vi un regime particolare; ai partiti viene fissato un tetto
massimo di spesa e questi presentano il consuntivo ai Presidenti delle Camere e lo inviano
per il controllo alla Corte dei Conti.
Il finanziamento pubblico stato introdotto per far si che la politica non fosse un ambito
solo dei pi ricchi; tuttavia il rischio principale che i partiti diventino delle strutture
burocratiche autonome, insensibili alle esigenze della societ.

I sistemi elettorali.
Il sistema elettorale il meccanismo attraverso il quale i voti espressi dagli elettori si
trasformano in seggi parlamentari. formato da 3 parti:
1. Il tipo di scelta che spetta allelettore: questa pu essere categorica (una preferenza
fissa) o ordinale (un ordine di preferenze);
2. La dimensione del collegio, ossia lambito preso in considerazione per la ripartizione
dei voti; questo pu essere:
a. Collegio unico: esiste un solo collegio per ripartire i voti;
b. Pi collegi, ciascuno dei quali elegger un certo numero di parlamentari. Se
ne elegge uno solo si parla di collegio uninominale, altrimenti si parla di
collegio plurinominale.
3. La formula elettorale, ossia la formula matematica per determinare una
corrispondenza tra voti e seggi.
A seconda della formula elettorale utilizzata, i sistemi elettorali si distinguono in:
Maggioritari: ha come finalit quella di garantire la governabilit;
Proporzionali: ha come finalit quella di garantire la rappresentativit.

Sistemi elettorali maggioritari.


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Il seggio in palio viene attribuito a chi ottiene la maggioranza dei voti. Pertanto contano
solo i voti di chi vince. Distinguiamo 2 sistemi:
1. Plurality: viene utilizzato tendenzialmente nei collegi uninominali, ed il seggio viene
attribuito a chi ottiene la maggioranza relativa dei voti;
2. Majority: il seggio viene attribuito a chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti,
ossia il 50% + 1; se nessun candidato la ottiene, si v al secondo turno (ballottaggio)
a cui partecipano i 2 candidati che hanno ottenuto pi voti al primo turno.

Sistemi elettorali proporzionali.


Con questo sistema i seggi vengono attribuiti proporzionalmente ai voti ottenuti da
ciascuna lista che ha ottenuto una percentuale minima dei voti, il cd. quorum elettorale.
Una volta assegnati i seggi alle singole liste, bisogna individuare i candidati eletti. Vi sono 2
metodi:
1. Se lelettore pu esprimere, oltre alla lista, una preferenza per un candidato, viene
eletto quello con il maggior numero di preferenze.
2. Se lelettore non pu esprimere la preferenza, i seggi sono attribuiti ai candidati
seguendo lordine dei candidati in lista (la cd. lista bloccata). In tal caso i dirigenti
del partito hanno grande potere perch possono stabilire chi verr eletto e chi no.
applicato soprattutto in collegi plurinominali.

Formule elettorali proporzionali.


Ve ne sono numerose, ma quelle maggiormente utilizzate sono 2:
1. Metodo DHondt o delle divisioni successive;
2. Metodo del quoziente o dei resti pi alti.

METODO DHONDT.
Il totale dei voti ottenuti da ciascuna lista prende il nome di cifra elettorale. Questa viene
divisa per 1, 2, 3, 4, 5 fino al n di seggi disponibili. Si scelgono cos i quozienti pi alti fino
alla copertura dei seggi.

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METODO DEL QUOZIENTE.


Si calcola il totale dei voti espressi per tutte le liste, chiamata cifra elettorale generale, e la
si divide per il n di seggi da assegnare, ottenendo il quoziente elettorale.
Si divide poi la cifra elettorale di ciascuna lista per il quoziente elettorale, ottenendo il n di
seggi assegnati a ciascuna lista.
Tale metodo molto pi semplice del precedente, tuttavia si rischia di non assegnare tutti
i seggi. Vi sono 2 soluzioni:
1. Metodo dei pi forti resti: i seggi rimanenti vengono assegnati alle liste che hanno i
resti pi elevati;
2. Metodo del quoziente rettificato: la cifra elettorale generale si divide per il n dei
seggi da assegnare +1 o +2 in modo da abbassare il quoziente elettorale e ridurre i
resti.

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Pertanto i sistemi elettorali maggioritari hanno un effetto selettivo in quanto consentono


laccesso alle aule parlamentari solo alle forze che hanno ottenuto il risultato migliore,
escludendo tutte le altre anche se queste hanno ottenuto delle percentuali significative.
I sistemi elettorali proporzionali hanno invece un effetto proiettivo, perch permettono di
fotografare la realt politica del paese.

Sistema elettorale italiano: 1993-2006.


Sino al 1993 le 2 Camere erano elette usando un sistema proporzionale. A partire dal 93, a
seguito del referendum elettorale, si passati ad un sistema misto. Esso era infatti:
Per maggioritario a turno unico (plurality), con collegi uninominali;
Per proporzionale:
a) Per il Senato si utilizzavano collegi plurinominali coincidenti con le Regioni, e
la formula scelta era il metodo DHondt (nel rispetto della regola
Costituzionale secondo cui il Senato scelto su base regionale);
b) Per la Camera si avevano 26 circoscrizioni plurinominali, con sbarramento del
4%, calcolo dei seggi per la lista su base nazionale con metodo dei quozienti e
utilizzo di liste bloccate.

Sistema elettorale italiano: legge n 270 del 21 dicembre 2005.


Camera dei Deputati e Senato della Repubblica sono eletti utilizzando un sistema
proporzionale con correttivi;
Vi la possibilit di coalizione tra liste;
Si utilizzano sistemi di sbarramento;
Si attribuisce un premio di maggioranza.

CAMERA DEI DEPUTATI.


Le clausole di sbarramento sono:
10% per le coalizioni e una delle liste deve aver raggiunto almeno il 2%,
4% per le liste non coalizzate;
Le liste di una coalizione che non ha raggiunto il quorum del 10% ma che
singolarmente hanno ottenuto almeno il 4% e livello nazionale.
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Vi ununica circoscrizione a livello nazionale, e vi un premio unico nazionale che


permette alla liste che ha ottenuto la maggioranza relativa di avere 340 seggi su 617.
Le operazione di distribuzione dei seggi sono:
1. Lufficio centrale nazionale somma tutti i voti ottenuti in ogni circoscrizione da tutte
le liste presenti e calcola le percentuali di ogni lista e coalizione a livello nazionale;
2. Eliminazione dei voti delle coalizioni e delle liste esterne che non abbiano raggiunto
il quorum di sbarramento;
3. Sulla base di questo risultato si ha una prima attribuzione (provvisoria) dei seggi in
base alla formula del quoziente naturale;
4. Attribuzione dei seggi ai candidati con sistema delle liste bloccate.
Se la lista o la coalizione vincitrice ottiene almeno 340 seggi, si procede alla suddivisione di
questi usando la formula dei resti pi alti a quoziente naturale.

SENATO DELLA REPUBBLICA.


Clausole di sbarramento:
Le coalizioni di liste che abbiano ottenuto su piano regionale almeno il 20% dei voti
e contengano almeno una lista che ha raggiunto il 3% dei voti;
Le singole liste non collegate che su base regionale hanno ottenuto almeno l8% dei
voti;
Le liste che, pur appartenendo a coalizioni che non hanno raggiunto il quorum di
sbarramento, hanno ottenuto singolarmente almeno l8% dei voti.
Il premio di maggioranza attribuito su base regionale, in modo che alla lista che ha
raggiunto la maggioranza relativa in ogni Regione siano attribuiti il 55% dei seggi della
Regione stessa.
Le operazione di distribuzione dei seggi sono:
1. Lufficio centrale nazionale somma tutti i voti ottenuti in ogni Regione da tutte le
liste presenti e calcola le percentuali di ogni lista e coalizione a livello regionale;
2. Eliminazione dei voti delle coalizioni e delle liste esterne che non abbiano raggiunto
il quorum di sbarramento;
3. Sulla base di questo risultato si ha una prima attribuzione (provvisoria) dei seggi in
base alla formula del quoziente naturale;
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CRITICHE RIVOLTE DALLA CORTE COSTITUZIONALE:


1. Il premio di maggioranza premia chi ottiene la maggioranza relativa;
2. Poich il Senato eletto su base regionale, neanche i premi di maggioranza
garantiscono la maggioranza effettiva.

CAP. 4: LORGANIZZAZIONE COSTITUZIONALE IN ITALIA.


La forma di governo italiana delineata dalla Costituzione una forma parlamentare a
debole razionalizzazione, ossia vi sono pochi strumenti volti a tutelare il rapporto di fiducia
tra Governo e Parlamento. In passato si voleva introdurre dei meccanismi che garantissero
stabilit del Governo, tuttavia la sinistra voleva una struttura di Governo flessibile e aperta
al cambiamento; pertanto il PdR e la Corte Costituzionale sono gli organi preposti a
garanzia dellattivit del Governo e a tutelare il rispetto della Costituzione.
La razionalizzazione costituzionale del rapporto di fiducia volta a garantire la stabilit del
Governo.
In particolare lART.94 della Costituzione sancisce che: Il Governo deve avere la fiducia
delle due Camere. Ciascuna camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione
motivata e votata per appello nominale. Entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo si
presenta davanti alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o entrambe
le Camere su una proposta di Governo non comporta lobbligo di dimissioni dello stesso. La
mozione di sfiducia deve essere firmata dal almeno un decimo dei componenti della
Camera e non pu essere messa in discussione prima di 3 giorni dalla sua presentazione.
Lappello nominale viene utilizzato per far si che ciascuno si prenda le proprie
responsabilit, evitando il fenomeno dei franchi tiratori.
Non vi sono mai stati casi di sfiducia al Governo, ma tutte le crisi sono nata dalla rottura
degli accordi tra i partiti che danno vita alla maggioranza.
Inoltre necessario che il Governo entro 10 giorni dalla sua formazione chieda la fiducia
davanti alle Camere, a differenze di altri ordinamenti in cui si accorda la fiducia negativa,
ossia lassenza di manifestazione di sfiducia.
La fiducia si ottiene con il consenso di una maggioranza politica, diversa dalla maggioranza
aritmetica in quanto deve legarsi stabilmente attorno ad un determinato indirizzo politico.
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Anche per la mozione di fiducia si usa lappello nominale, e vale il criterio della
maggioranza semplice.
Pertanto in alcuni casi il Governo pu porre la questione di fiducia su una sua iniziativa;
qualora questa non dovesse essere approvata, il Governo si impegna a rassegnare le sue
dimissioni in quanto riterr venuta meno la fiducia. Ovviamente la questione di fiducia si
usa per iniziative ritenute essenziali per il perseguimento dellindirizzo politico.

In un sistema multipartitico come quello italiano, lunico modo per poter arrivare ad una
maggioranza politica quello di creare delle coalizioni, ossia degli accordi tra partiti. Il
Governo che si forma si chiamer pertanto Governo di coalizione.
Le coalizioni possono formarsi davanti al corpo elettorale, oppure in Parlamento al termine
delle elezioni.
Per quanto riguarda le crisi di Governo esse possono essere di 2 tipi:
1. Parlamentari: a seguito dellapprovazione della mozione di sfiducia oppure con voto
contrario sulla questione di fiducia. In tal caso il Governo giuridicamente obbligato
a presentare le sue dimissioni al Capo dello Stato;
2. Extraparlamentari: si hanno a seguito di crisi politica che portano ad una
disgregazione della maggioranza; in tal caso il Governo presenta volontariamente le
sue dimissioni. Per rendere i cittadini noti dei motivi delle dimissioni, stata
introdotta la cd. parlamentarizzazione della crisi: il PdR invita il Governo
dimissionario ad esporre alle Camere i motivi della dimissione per far partire un
dibattito; questo non tanto per cercare una soluzione quanto per rendere noti i
motivi delle dimissioni.

IL GOVERNO.
Le norme sul Governo sono poste da:
1. La Costituzione: art. 92-96;
2. La legge 400/1988;
3. D. lgs. N 300 e 303 del 1999.

Il Governo un organo costituzionale formato del Presidente del Consiglio, dai ministri e
dellorgano collegiale del Consiglio dei Ministri.
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Ha unimportante funzione di indirizzo politico, potere esecutivo e poteri normativi.


Tuttavia il suo ruolo condizionato da diversi fattori, quali:
La spinta verso un maggiore decentramento del potere a favore delle Regioni;
La tendenza a ridurre lintervento del Governo nel mercato economico;
Lintegrazione europea che ha limitato il potere del Governo per influenzare la
politica economica.

Liter di formazione del Governo costituito da 6 fasi principali:


1. Consultazioni;
2. Conferimento dellincarico;
3. Nomina del Presidente del Consiglio;
4. Nomina dei ministri;
5. Giuramento;
6. Fiducia.

Consultazioni.
Dopo lapertura della crisi di Governo o dopo le elezioni, il PdR apre le consultazioni (non
previste nel testo costituzionale) con cui si apre il processo di formazione del Governo.
La finalit quella di capire se il Governo riuscir ad ottenere la fiducia del Parlamento.
Pertanto il PdR si confronta con i leader politici e con altre personalit istituzionali che
possono fornire informazioni utili per la soluzione della crisi.

Mandato esplorativo e preincarico.


Se le consultazioni non hanno chiarito completamente il quadro politico, si pu procedere
ad ulteriori consultazioni o affidare un mandato esplorativo ad una personalit
istituzionale oppure affidare il preincarico al possibile futuro incaricato, affinch questo
dialoghi con le altre forze politiche per riuscire a trovare una soluzione.

Conferimento dellincarico.
Una volta terminate le consultazioni e chiarito il quadro politico, il PdR conferisce
lincarico di formare il nuovo Governo, per via orale per evitare il problema della
controfirma (chi la mette? Vecchio PdC? E se si oppone?). Lincaricato accetta con riserva,
31

ossia svolge ulteriori consultazioni per verificare di avere la fiducia del Parlamento.
Dopodich la riserva viene sciolta e lincarico accettato.
Se lincaricato non riesce a sciogliere la riserva, il PdR pu revocare lincarico.

La nomina.
Una volta che lincaricato scioglie la riserva, il PdR nomina il Presidente del Consiglio e su
indicazione di questultimo nomina anche i ministri. Il PdC controfirma gli atti di nomina
dei ministri e anche il proprio. Quindi controfirma anche se non ancora in carica.

Giuramento.
Una volta controfirmati gli atti di nomina, il PdC ed i ministri giurano nelle mani del PdR. A
questo punto il procedimento di formazione del Governo formato. Lart. 93 stabilisce che
con il giuramento il Governo immesso nelle sue funzioni.

La fiducia.
Entro 10 giorni dalla sua nomina, il Governo deve esporre il programma al Parlamento e
richiedere la fiducia. La votazione avviene per appello nominale.
Se il Parlamento accorda la fiducia, approva di fatto un determinato indirizzo politico.
Se il Parlamento non accorda la fiducia, il Governo si deve dimettere.

COMPOSIZIONE DEL GOVERNO.


costituito da:
1. Organi necessari:
Il Presidente del Consiglio;
I Ministri;
Il Consiglio dei Ministri.
2. Organi non necessari (razionalizzati dalla legge 400/1988):
I Ministri senza portafoglio: non sono a capo di dipartimenti n dicasteri e
non controllano la spesa;
I Vice-ministri: sottosegretari a cui vengono conferite deleghe relative ad
intere aree di competenza;
I sottosegretari: organi a cui vengono attribuite delle deleghe;
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I comitati interministeriali: prendono decisioni in organi non ministeriali


(derogano il principio della collegialit ministeriale). Questi possono essere
istituiti per legge (deliberano in via definitiva su determinati oggetti) o con
decreto del PdC;
Il Consiglio di Gabinetto;
Il Vice-presidente del Consiglio dei Ministri:ha funzione di supplente del PdC;

33

Il consiglio dei ministri.


formato dal PdC e da tutti i ministri, compresi quelli senza portafoglio.
Il Consiglio di Gabinetto invece formato dal PdC e dai ministri da lui designati su
proposta del CdM, e coadiuva il PdC nello svolgimento delle sue funzioni.
Il CdM svolge diverse funzioni, quali:
Determina la politica generale del Governo;
Adotta gli atti fondamentale dellEsecutivo;
Dirime i conflitti tra i Ministri;
Giudica sulla conformit di un atto ministeriale con la politica del Governo.
Mentre le funzioni attribuite al Presidente del Consiglio sono:
Dirige la politica del Governo;
Mantiene lunit dellindirizzo politico e amministrativo;
Promuove e coordina lattivit dei Ministri;
Poteri di indirizzo del Consiglio;
Rappresenta il Governo.
Le funzioni del Governo sono:
1. Normative: il Governo pu adottare atti normativi:
a. Dotati di forza di legge: decreti legge (presupposto di urgenza e necessit) e
decreti legislativi (su delegazione del Parlamento);
b. Di rango secondario: i regolamenti.
2. Di indirizzo politico: definisce la politica generale del Governo, che dipende dall
agenda del Governo stesso e dalle esigenze del paese;
3. Di alta amministrazione.
Inoltre il governo prende decisioni riguardanti:
Politica estera;
Politica informativa e di sicurezza;
Politica militare;
Politica di bilancio e finanziaria;
Inoltre la legge 400/1988 stabilisce che:
Le decisioni della politica generale sono prese dal CdM;
Il PdC convoca il CdM e decide lordine del giorno;
Il PdC coordina lattivit dei ministri.
Il PdC pu sospendere ladozione di atti da parte dei ministri competenti.
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ORGANI AUSILIARI.
Sono degli organi di supporto ad altri organi istituzionali. Sono 3:
1. Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro (CNEL): lorgano rappresentativo
delle categorie produttive; ha iniziativa legislativa e svolge funzioni consultive;
2. Il Consiglio di Stato (CdS), che svolge 2 funzioni:
a. Giustizia amministrativa: il giudice di appello contro sentenze dei
tribunali amministrativi regionali;
b. Consultiva: composto da 4 sezioni che fornisce dei pareri al CdM, che
sono obbligatori ma non vincolanti.
3. La Corte dei Conti, che svolge 2 funzioni:
a. Di controllo: successivo sulla gestione del bilancio e preventivo sulla
legittimit degli atti dellamministrazione, ma anche sugli atti del Governo.
Pu accettare latto, individuare dei difetti e accettare latto con riserva
proponendo i suoi dubbi alle Camere;
b. Giurisdizionale: nel campo della responsabilit erariale.

PARLAMENTO.
Vi sono 2 tipologie di Parlamento:
1. Monocamerale;
2. Bicamerale; questo a sua volta pu essere:
a. Perfetto o paritario: le 2 Camere sono una la fotocopia dellaltra;
b. Imperfetto: le 2 Camere svolgono funzioni differenti.
La Costituzione prevede una struttura parlamentare di tipo bicamerale paritaria. Le
Camere sono: Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Esse svolgono la medesima
funzione e presentano alcune piccoli differenze: il Senato eletto su base regionale (art.
57); la Camera composta da 630 deputati mentre il Senato composto da 315 senatori;
anche le leggi elettorali sono diverse, anche se hanno una stessa base.
Entrambe le Camere possono accordare o togliere la fiducia al Governo, ed necessaria
lapprovazione di entrambe per la formazione di una legge: La funzione legislativa
esercitata collettivamente dalle 2 Camere (art. 70).
Entrambe le Camere hanno una durata di 5 anni; tale periodo si chiama legislatura.

35

Inoltre le 2 Camere si possono riunire formando il Parlamento in seduta comune;


considerato per un collegio imperfetto perch non possono stabilire lordine del giorno, e
si riuniscono nei casi espressamente previsti della legge.
In particolare si riuniscono per svolgere una funzione elettorale o accusatoria:
Lelezione del PdR;
Lelezione dei cinque giudici costituzionali;
Lelezione di 1/3 dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura;
La messa in stato di accusa del PdR;
La votazione dellelenco dei cittadini da sorteggiare per essere aggregati alla Corte
Costituzionale per giudicare sulle accuse costituzionali.
Non ha un regolamento proprio, ma si applica quello della Camera dei Deputati; anche il
Presidente quello della Camera.

Lorganizzazione ed i regolamenti delle Camere.


Ogni Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei membri (art. 64).
Si dice che il regolamento fonte a competenza riservata, perch le altre fonti del diritto
non possono intervenire. Pertanto il regolamento fonte primaria. Il motivo che si vuole
evitare il conflitto con gli altri organi (separazione dei poteri).
Le Camere eleggono al proprio interno:
Presidente dellassemblea;
Ufficio di Presidenza, composto da: vice-presidenti, segretari e questori; questi
hanno il compito di coadiuvare il Presidente nello svolgimento delle sue funzioni.
Inoltre il regolamento del Senato prevede che I segretari che entrano a far parte di
un gruppo parlamentare diversi da quello al quale appartenevano al momento
dellelezione, decadono dallincarico.
I Presidenti hanno il compito di dirigere lassemblea, mantenere lordine e assicurarsi del
rispetto dei regolamenti. La differenza principale che il Presidente della Camere presiede
anche il Parlamento in seduta comune, mentre il Presidente del Senato sostituisce il Capo
dello Stato nellipotesi di impedimento ai sensi dellart. 86 (impedimento permanente,
morte o dimissioni del PdR).
Entrambi devono essere sentiti dal PdR prima dello scioglimento anticipato delle Camere.
I vicepresidenti collaborano con i presidenti e li sostituiscono in caso di assenza o di
impedimento. I questori provvedono al buon andamento dellamministrazione di ciascuna
camera. I segretari sovraintendono alla redazione del processo verbale.
36

Gruppi parlamentari.
Nel Parlamento un ruolo fondamentale svolto dai gruppi parlamentari, ossia le unioni
dei membri di una Camera, espressione di uno stesso partito o movimento politico. Gli art.
72 e 82 della Costituzione stabiliscono che le commissioni parlamentari devono essere
formate in modo da rispecchiare le consistenze dei gruppi parlamentari.
I parlamentari che non dichiarano di voler appartenere ad un determinato gruppo,
prendono il nome di gruppo misto.
I gruppi parlamentari hanno ruolo importante per il funzionamento del Parlamento per 2
ragioni:
1. Rafforzare il collegamento tra il Parlamento e la societ che si organizza
politicamente nei partiti;
2. Aumentare lefficienza decisionale.
I Presidenti dei vari gruppi hanno poi diversi compiti:
Danno vita alla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, che ha
determinati poteri sullorganizzazione dellassemblea;
Alla Camera i presidenti dei gruppi possono azionare dei poteri procedurali che
altrimenti richiederebbero la richiesta di molti parlamentari;
I gruppi possono designare i membri delle commissioni parlamentari.
Inoltre sono molto importanti perch espressione dei partiti; infatti questi ultimi non
possono essere consultati dal PdR per la formazione del Governo in quanto associazioni
non riconosciute.

Commissioni parlamentari e giunte.


Le commissioni parlamentari sono degli organi collegiali, che possono essere:
1. Permanenti e monocamerali: sono organi stabili delle Camere che devono
rispettare la proporzione dei vari gruppi parlamentari e sono titolari di importanti
poteri in ambito di procedimento legislativo;
2. Temporanee e monocamerali o bicamerali: assolvono a compiti specifici e restano
in carica per una durata limitata di tempo. Quelle bicamerali sono formate da i
componenti di entrambe le Camere.

37

Vi sono infine le Giunte, organi collegiali che svolgono funzioni diverse da quelle legislative
e di controllo, quali:
Garantiscono la corretta osservanza del regolamento;
Elaborano proposte di modifica del regolamento;
Verificano lassenza di cause di ineleggibilit ed incompatibilit.

Le regole di funzionamento.
Le Camere hanno una durata di 5 anni, ma lart. 61.2 prevede che Finch non siano riunite
le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti (prorogatio). La proroga con
legge si ha invece in caso di guerra.
Per la validit della seduta richiesta la maggioranza dei componenti (quorum
strutturale). Il numero legale si presume, ossia la seduta valida finch uno dei
parlamentari o il Presidente dellAssemblea non ne chiedano la verifica. Se il numero legale
non viene raggiunto, la seduta tolta o rimandata.
Per la validit delle deliberazioni invece richiesta la maggioranza dei presenti (quorum
funzionale), salvo diverse disposizioni della Costituzione.
Le astensioni sono trattate diversamente da Camera e Senato.
Alla Camera gli astenuti sono considerati presenti ai fini del numero legale ma sono
considerati come non presenti ai fini del quorum funzionale; pertanto la delibera valida
se i favorevoli sono superiori ai contrari (non si contano gli astenuti).
Al Senato invece agli astenuti si chiede di allontanarsi fisicamente, e quindi non vengono
tenuti in considerazione ai fini del numero legale. Se invece rimangono in aula, gli astenuti
aumentano il quorum funzionale perch il loro voto viene conteggiato e quindi vengono
anche conteggiati per il numero legale. Di conseguenza la delibera valida se i favorevoli
sono di pi dei contrari e degli astenuti presenti.
La maggioranza pu essere:
Assoluta: favorevoli > 50% dei presenti o dei componenti dellorgano;
Qualificata: favorevoli almeno 2/3 dei presenti o dei componenti dellorgano;
Semplice: favorevoli > contrari regola generale presso la Camera;
Relativa.

38

La regola generale prevede il voto palese, salvo alcune eccezioni in cui il voto segreto. A
questultimo si fa ricorso per deliberazione che riguardano principi e diritti di libert
costituzionali. Inoltre si pu votare per appello nominale e per alzata di mano (voto palese)
oppure su scheda o in via elettronica (voto segreto)
Inoltre in generale le sedute delle Camere sono pubbliche (principio della pubblicit dei
lavori parlamentari).
I lavori delle Camere sono organizzati secondo il programma, il calendario e lordine del
giorno; la decisione spetta alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi, a maggioranza
qualificata, altrimenti la decisione spetta al Presidente della camera per tempi limitati.

Lo status dei parlamentari.


Deputati e senatori godono di un particolare status finalizzato a garantire il libero
svolgimento delle funzioni.
Lart. 68 prevede 2 istituti distinti:
1. Insindacabilit: i parlamentari non possono essere chiamati a rispondere per voti ed
opinioni nellesercizio delle loro funzioni;
2. Immunit penale: nessun parlamentare pu essere sottoposto a misure restrittive
che limitano la libert personale, quali perquisizioni, essere tenuto in detenzione
etc. , senza il consenso della camera di appartenenza. La regola non vale solo nei
casi di detenzione obbligatoria o se il parlamentare colto in flagranza di reato.
Il primo istituto copre lattivit parlamentare anche dopo che cessato il reato; il secondo
cessa alla fine del mandato.
Inoltre lautorit giudiziaria, qualora si trovi di fronte ad una questione di sindacabilit, pu
procedere con la sua attivit fino a quando la camera non delibera la sua cessazione.

Insindacabilit.
La legge 140/2003 ha dettato disposizioni per lart. 68. A quali atti si applica
linsindacabilit parlamentare?
Si applica a qualsiasi funzione parlamentare, espletata anche fuori dal Parlamento.

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Tale legge prevede che se il giudice, nellambito del processo penale, vede gli estremi
dellinsindacabilit, deve trasmetterlo alla camera di appartenenza che decide si bloccare il
procedimento.
Il Magistrato pu per appellarsi alla Corte Costituzionale denunciando un conflitto di
attribuzione dei poteri. La Corte stabilisce quindi quale dei 2 organi ha il potere di
decidere.
Il giudizio della Corte Costituzionale insindacabile e definitivo.

Lautonomia del Parlamento.


Per poter garantire alle camere autonomia nello svolgimento delle loro funzioni, ossia
garantire che le loro attivit non siano influenzata da altri poteri, esse sono dotate di:
Autonomia normativa: autodisciplina delle proprie attivit;
Autonomia contabile: gestiscono da solo il loro bilancio;
Autodichia: giurisdizione esclusiva per quanto riguarda il rapporto con i dipendenti.
Inoltre vale il principio dellinsindacabilit degli interna corporis acta, ossia la sottrazione
a qualsiasi controllo esterno degli atti e dei procedimenti che si svolgono allinterno delle
assemblee parlamentari.

Il mandato parlamentare.
Ciascun deputato:
1. Rappresenta la nazione;
2. Esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato: sono inammissibili limiti
formali alla sua libera determinazione e meccanismi di revoca.

Ostruzionismo parlamentare.
Lostruzionismo consiste nel ricorso sistematico agli strumenti previsti dal regolamento per
impedire alla maggioranza di decidere; viene attuato dalle opposizioni.
Tali strumenti sono:
Prendere la parola a lungo;
Dichiarazioni formalmente in contrasto con il proprio gruppo;
Verifica del numero legale;
Presentazione di emendamenti.
40

Le funzioni del Parlamento.


Il Parlamento svolge 3 funzioni:
Funzione legislativa;
Funzione di indirizzo;
Funzione di controllo.

Funzione legislativa.
Lart. 70 afferma che la funzione legislativa esercitata collettivamente dalle Camere.
Gli art. 71-74 descrivono le modalit attraverso cui tale funzione si svolge.
Importante anche la questione di fiducia e la mozione di sfiducia.

Funzione di controllo.
La funzione parlamentare di controllo si esplica nei confronti del Governo ed ha come
finalit di questultimo quello di far valere la responsabilit politica nellEsecutivo.
La base il rapporto di fiducia.
Gli strumenti principali per esercitare la funzione di controllo sono:
1. Interrogazione: domanda volta per iscritto da un parlamentare al Governo circa la
veridicit di un fatto;
2. Interpellanza: linterpellente chiede, per iscritto, di conoscere quale sia lintenzione
politica del Governo, in riferimento ad un fatto o ad una determinata situazione;
3. Le commissioni di inchiesta su materie di pubblico interesse; esse hanno il potere di
usare la polizia giudiziaria.
In passato sono stati introdotte anche le interrogazioni a risposta immediata, con cui si
rivitalizzato il sindacato ispettivo parlamentare. Si tratta di interrogazioni aventi per
oggetto una sola domanda che fa riferimento ad un argomento di grande urgenza.
Sono state introdotte anche le interpellanze urgenti, con procedimento abbreviato.

Funzione di indirizzo.
Il parlamento esercita tale funzione attraverso i seguenti strumenti:
1. Mozione: delibera in merito ad una questione che incide sullattivit del Governo.
Pu essere presentata dal presidente di un gruppo di parlamentari, da q0 deputati
alla Camera e 8 senatori al Senato;
2. Risoluzione: una delibera finalizzata a manifestare un determinato orientamento
politico. A differenza della mozione, pu essere presentata anche in commissione.
3. Ordine del giorno.
41

Parlamento e comunit europea.


Lappartenenza dellItalia allUE pone al Parlamento 2 fondamentali esigenza:
1. Recepire le direttive UE in tempi ragionevoli; in caso contrario lo Stato Italiano
risponderebbe della loro mancata immissione nellordinamento;
2. Avere cognizione degli indirizzi comunitari riguardanti le tematiche principali e dei
proggetti normativi prima che essi vengano approvati dagli organi competenti della
UE: se il Parlamento vuole farsi sentire, deve pronunciarsi tempestivamente per
incidere sulla posizione italiana a Bruxelles.
La legge la Pergolaha introdotto uno strumento annuale, la legge comunitaria per
recepire le direttive che non presentano particolari problemi di attuazione; per le direttive
pi delicate il recepimento e ladattamento interno avviene attraverso un
disegno legge ad hoc.
La legge La Pergola stata poi sostituita dalla legge 11/2005, che disciplina le 2 fasi del
rapporto tra il Parlamento e la CE:
1. Fase ascendente: fase di formazione degli atti amministrativi dellUE e che precede
ladozione formale di tali atti dai competenti organi europei. A tale fase partecipano
anche le Regioni e gli enti locali;
2. Fase discendente: attuazione nellordinamento italiano degli atti europei.

Processo di bilancio tra governo e Parlamento.


Poich i compiti dello Stato richiedono un uso ingente di risorse, necessario individuare
le fonti di entrata e di spesa.
Per quanto riguarda le entrate, lart. 53 prevede 2 principi: Tutti sono tenuti a concorrere
alle spese pubbliche in ragione della loro capacit retributiva. Il sistema tributario
informato a criteri di progressivit.
Laltro principio quello della riserva di legge (art. 23), secondo cui nessuna prestazione
personale o patrimoniale pu essere imposta se non in base alla legge.
Uno dei principi fondamentali da rispettare quello dellequilibrio di bilancio, da applicare
sia allo Stato che a tutte le amministrazioni.
Inoltre il Patto di Stabilit sottoscritto nel 1997 da tutti i membri dellUE impone che il
disavanzo deve essere inferiore al 3% del PIL mentre il debito pubblico deve essere
inferiore al 60% del PIL.
42

Principi posti dalla costituzione in materia di spesa dallart. 81 prima della riforma:
1. Ogni anno il Governo redige il Bilancio preventivo, che il Parlamento deve
approvare con legge. Il preventivo deve essere approvato entro il 31 Dicembre; un
documento contabile nel quale vengono rappresentate le entrate e le uscite che,
nel corso dellanno finanziario successivo, lo Stato prevede rispettivamente
dincassare e di spendere. Secondo la Costituzione (art.81.3), infatti, la legge del
Parlamento con cui approvato il bilancio non pu stabilire nuovi tributi o nuove
spese (perci si dice che soltanto legge formale).
2. Obbligo di copertura delle leggi di spesa: ogni legge che comporti nuove e maggiori
spese deve indicare i mezzi per farvi fronte, in modo da non determinare un forte
aumento della pressione tributaria. Lo Stato pu far ricorso allindebitamento del
Tesoro dello Stato tramite lemissione di obbligazioni.
La riforma di contabilit del 1978 (legge 468) ha introdotto la legge finanziaria.
Lobbiettivo perseguito dalla legge del 1978 ambizioso: disegnata una legge finanziaria
potenzialmente onnicomprensiva che ha il compito di: fissare i saldi da finanziare e lentit
del disavanzo; fissare il limite dellindebitamento; riassestare la legislazione tributaria e di
spesa; fissare lammontare di fondi speciali da utilizzare.
La legge 196 /2009 da una nuova articolazione al ciclo di bilancio:
Impostazione delle previsioni di entrata e di spesa.
Il documento di economia e finanza (PEF) in cui vengono espressi gli obiettivi che il
Governo si propone di realizzare attraverso la politica di bilancio pluriennale e gli
strumenti per conseguirli, entro il 10/4.
Nota di aggiornamento del DEF entro il 20/09;
Il disegno di legge di stabilit e il disegno di legge bilancio vanno presentati alle
camere entro il 15.10; il disegno di legge di assestamento entro il 30 giugno;
eventuali disegni legge collegati alla manovra di finanza pubblica entro il 31/1.
I regolamenti parlamentari;
La copertura finanziaria delle leggi di spesa: la copertura deve essere credibile,
sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale. Deve inoltra avere carattere
preventivo immediato. Vale sia per lo Stato che per le Regioni.
A completare la manovra c un bilancio pluriennale,approvato con apposito articolo della
legge di bilancio,che proietta gli effetti delle decisioni di bilancio in un pi ampio orizzonte
temporale (triennale) al fine di poterne valutare limpatto economico nazionale. Esso non
comporta lautorizzazione a riscuotere le entrate ed eseguire le spese, e viene aggiornato
ogni anno.

43

La riforma costituzionale con la legge costituzionale 1/ 2012.


Il nuovo art. 81, che sar in vigore dal 1/1/2014, prevede che:
Lo Stato assicura lequilibrio fra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo
conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso allindebitamento consentito solo al fine di considerare gli effetti del
ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza
assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio ed il rendiconto consuntivo
presentato dal Governo.
Lesercizio provvisorio del bilancio (che si ha quando il Governo, che non sia riuscito
ad ottener lapprovazione del bilancio di previsione entro il 31 Dicembre,
autorizzato con legge a riscuotere le entrate ed erogare le spese, secondo le
previsioni del bilancio non ancora approvato) non pu essere concesso se non per
legge e per periodi non superiori complessivamente ai 4 mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali ed i criteri volti ad
assicurare lequilibrio tra entrate e spese di bilancio e la sostenibilit del debito del
complesso delle PA sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dai
membri di ciascuna camera, nel rispetto dei principi definiti con legge
costituzionale.

Politica economica dellUE.


a) Il 2 marzo 2012 stato firmato il nuovo patto di bilancio, il cd. fiscal compact (tutti
tranne UK e Rep. Ceca).
b) Sono dettate le regole per lunione di bilancio:
1. I bilanci degli Stati devono essere in pareggio o in avanzo (obbligo di introdurre
in Costituzione il pareggio di bilancio).
2. ammesso un deficit solo a seguito ad un impatto sul bilancio del ciclo
economico o in casi eccezionali.
3. Sono previste sanzioni e procedure dinfrazione nel caso di violazione della
regola dellavanzo.
c) Lequilibrio definito come deficit strutturale (al di fuori degli elementi eccezionali e
del pagamento degli interessi sul debito) ad un livello massimo del 0,5% del PIL.
d) Il fiscal compact operativo dal 1 gennaio 2013.
e) Secondo alcuni il fiscal compact reintroduce il debito democratico perch le politiche
fiscali sono decise da BCE e Consiglio europeo.
f) La Commissione pu imporre agli stati azioni correttive se non rispettato il punto c).
44

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.


Il PdR, assieme alla Corte Costituzionale ed il Consiglio Superiore della Magistratura, uno
degli organi di garanzia contemplati dalla Costituzione.
Lart. 87 stabilisce che:
1. Il PdR il Capo dello Stato e rappresenta lunit nazionale.
2. Pu inviare messaggi alle Camere.
3. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa una prima riunione.
4. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziative del Governo.
5. Promulga leggi ed emana decreti aventi valore di legge.
6. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
7. Nomina, nei casi previsti dalla legge, i funzionari dello Stato.
8. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali
previa, quando occorre, autorizzazione delle Camere.
9. Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio supremo di difesa, dichiara
lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
10. Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura.
11. Pu concedere grazia e commutare la pena.
12. Conferisce le onorificenze della Repubblica.
Inoltre, se la coalizione si forma dopo le elezioni ed i rapporti tra i partiti sono instabili il
PdR ha un ruolo importante: ha decisioni politiche come la scelta del PdC o quella di
sciogliere o meno il Parlamento.
Diversamente, se i rapporti tra i partiti sono stabili, saranno le stesse forze politiche a
determinare i contenuti delle decisioni fondamentali e il Capo dello Stato si limita ad
esercitare i suoi poteri per garantire il rispetto di alcuni valori costituzionali (per esempio
attraverso lesercizio del potere di rinvio delle leggi, o le consultazioni per la formazione
del Governo..)

Elezioni.
Pu essere eletto PdR (art. 84) chiunque abbia:
La cittadinanza italiana;
50 anni di et;
Il pieno godimento di diritti civili e politici.
Lufficio di PdR incompatibile con qualunque altra carica; egli al di sopra dei poteri.

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Il PdR eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da 3 delegati regionali eletti (1
solo in Val DAosta) in modo da garantire la rappresentanza delle minoranze.
Lelezione avviene su iniziativa del Presidente della Camera che, 30 giorni prima della
scadenza del mandato presidenziale, convoca il Parlamento in seduta comune ed i delegati
regionali per lelezione del Presidente.
Lelezione avviene con scrutinio segreto con speciali maggioranze:
Maggioranza dei 2/3 nei primi 3 scrutini;
Maggioranza assoluta dal quarto.
Prima di assumere le sue funzioni il PdR presta giuramento di fedelt alla Repubblica e alla
Costituzione di fronte al Parlamento in seduta comune (non pi integrato). Il suo mandato
dura 7 anni e al suo termine diventa di diritto Senatore a vita.
Alle sue dipendenze posta una struttura amministrativa chiamata Segretariato generale
della Presidenza della Repubblica.
In caso di impedimento temporaneo (malattia) o permanente (morte) le sue funzioni sono
svolte dal Presidente del Senato (art. 86).
Il PdR cessa dalla carica presidenziale in caso di:
1. Fine del mandato;
2. Morte;
3. Impedimento permanente;
4. Dimissioni;
5. Decadenza per effetto della perdita di uno dei requisiti di eleggibilit;
6. Destituzione disposta per effetto della sentenza di condanna della Corte
Costituzionale per i reati di alto tradimento e di attentato alla Costituzione.
Lart. 89 prevede che il PdR non sia responsabile degli atti compiuti nellesercizio delle sue
funzioni, salvo che per Alto tradimento ed attentato alla Costituzione (in tal caso ha una
responsabilit penale). Ci significa che il PdR non pu essere rimosso dallincarico per
responsabilit politica.
Ci reso possibile dallistituto della controfirma, che requisito necessario per la validit
dellatto presidenziale. Quindi un membro del Governo (ministro o PdC) controfirma latto
presidenziale, trasferendo la sua responsabilit in capo al Governo.

46

Gli atti presidenziali.


Gli atti formalmente presidenziali si distinguono in:
Atti sostanzialmente presidenziali: il loro contenuto deciso dal PdR. Poich il
contenuto deciso dal PdR la controfirma viene apposta dal ministro competente
per materia. Sono: atti di nomina, rinvio delle leggi, messaggi presidenziali alle
Camere, esternazioni atipiche (manifestazioni di pensiero del PdR).
Atti sostanzialmente governativi: il loro contenuto di fatto deciso dal Governo.
Pertanto la controfirma apposta dal ministro proponente. Sono: emanazione di
atti governativi, adozione dei pi importanti atti di governo con la forma del decreto
presidenziale (come la nomina dei funzionari dello Stato), promulgazione della
legge, concessione della grazia e commutazione delle pene.
Atti sostanzialmente complessi: il contenuto deciso in comune accordo tra il PdR
ed il Governo, come nel caso di nomina del PdC e di scioglimento anticipato delle
Camere. La controfirma apposta dal PdC stesso, e per questo si parla di atti
duumvirali.

I poteri presidenziali.
La Costituzione affida al PdR i seguenti poteri:
Rappresentante dellunit nazionale;
Garante della Costituzione nei confronti di:
a) Potere legislativo;
b) Potere esecutivo;
c) Potere giudiziario;
d) Popolo.

Il PdR come rappresentante dellunit nazionale.


Il PdR pu nominare 5 senatori a vita; rappresenta lo Stato; pu concedere la grazia e
commutare le pene.

47

Il PdR come garante della Costituzione- potere legislativo.


Nei confronti del potere legislativo, il PdR:
Invia messaggi alle Camere;
Indice le elezioni politiche;
Promulga o rinvia le leggi;
Scioglie le Camere in via anticipata;
Ratifica i trattati;
Convoca in via straordinaria le Camere;
Fissa la prima riunione delle nuove Camere;
Autorizza la presentazione di d.d.l. del Governo.
In particolare a seguito della crisi di Governo pu decidere di:
Sciogliere anticipatamente le Camere (atto duumvirale);
Nominare il PdC.
Lart. 88 stabilisce che il PdR pu sciogliere una sola o entrambe le Camere; prima di farlo
deve sentire i rispettivi Presidenti, che esprimono un parere a riguardo.
Inoltre il potere di scioglimento anticipato non pu essere esercitato negli ultimi 6 mesi di
mandato, il cd. semestre bianco a meno che questo non coincida in tutto o in parte con gli
ultimi 6 mesi della legislatura.
Lo scioglimento avviene se si attesta lincapacit del Parlamento di funzionare a causa
della mancanza di una maggioranza politica stabile. Per questo si parla impropriamente di
autoscioglimento, in quanto la decisione riconducibile in ultima istanza alle forze
politiche.

Il PdR come garante della Costituzione- potere esecutivo.


Il PdR svolge le seguenti funzioni:
Nomina il Governo;
Nomina i funzionari di pi alto grado dello Stato;
Conferisce le onorificenze;
Dichiara lo stato di guerra;
Comanda le Forze armate e presiede il Consiglio Superiore di Difesa;
Scioglie i consigli regionali, provinciali e comunali;
Accredita i rappresentati diplomatici.
48

Il PdR come garante della Costituzione- potere giudiziario.


Il PdR svolge 2 funzioni:
Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura;
Nomina 5 giudici della Corte Costituzionale.

Il PdR come garante della Costituzione nei confronti del popolo.


Il PdR svolge 2 funzioni:
Indice il referendum;
Indice le elezioni.

49

CAP. 5: REGIONI E GOVERNO LOCALE.


La Costituzione del 1948 prevedeva uno Stato regionale ed autonomista, basato su
Regioni dotate di:
Autonomia politica (art. 114) ossia la possibilit di definire un indirizzo politico
anche diverso da quello dello Stato centrale;
Autonomia amministrativa (art. 118);
Autonomia finanziaria (art. 119) ossia lattribuzione delle risorse finanziarie
necessarie per esercitare la loro funzione;
Autonomia legislativa (art. 117).
Sono previste 15 Regioni ordinarie e 5 Regioni speciali.
Lesercizio effettivo delle funzioni poteva tuttavia avvenire solo con i cd. decreti di
trasferimento delle funzioni.
Con lapprovazione della legge costituzionale 3/2001 (riforma organica) il titolo V della
Costituzione (Regione ed enti locali) stato modificato, realizzando un forte
decentramento politico tra Stato, Regioni ed enti locali. La riforma ha delineato una
Repubblica delle autonomie, articolata su pi livelli ciascuno dotato di autonomia politica
costituzionalmente garantita.
Tale legge stata preceduta dalla legge costituzionale 1/1999, che prevedeva:
Completamento della riforma del 1995;
Autonomia regionale in materia di F.d.G. e legge elettorale;
Una forma di governo transitoria, fino a quando la regione non discipliner
autonomamente la propria F.d.G. con uno statuto;
Elezione popolare diretta del Consiglio regionale e del Presidente della Regione
che nomina la Giunta; il Consiglio regionale pu inoltre sfiduciare il Presidente della
Regione. Non esiste il voto di sfiducia, ma se il consiglio non approva il programma
del Presidente questo obbligato a dare le dimissioni.
Principio simul stabunt, simul cadent: poich Presidente e consiglio sono eletti
contestualmente, il venir meno di uno determina il venir meno dellaltro.
La riforma del 99 completava la riforma del sistema elettorale delle Regioni ordinarie del
95, che prevedeva:
Premio di maggioranza alla lista o coalizione che ottiene pi voti a livello regionale;
Individuazione del capolista designato per la Presidenza;
Introduzione di una clausola di sbarramento;
Riduzione delle preferenze ad una soltanto.
50

La Costituzione ha previsto che la Repubblica articolata in Comuni, Province, Citt


metropolitane, Regioni e Stato, tutti costituzionalmente dotati di autonomia.
Con la riforma costituzionale si superato il principio del parallelismo delle funzioni,
introducendo i principi di:
Sussidiariet: livello di governo superiore interviene solo quando lamministrazione
pi vicina ai cittadini non pu assolvere da sola al compito;
Differenziazione: enti dello stesso livello possono avere competenze diverse;
Adeguatezza: le funzioni devono essere affidate ad enti che abbiano requisiti
sufficienti di efficienza.
Inoltre lintroduzione della Repubblica delle autonomie ha comportato che le leggi statali e
le leggi regionali fossero poste sullo stesso piano, mentre in passato le seconde erano
subordinate alle prime. Lo Stato ha perduto la potest legislativa generale e pu legiferare
solo nelle materie previste dalla Costituzione. Lo stesso vale per la sua potest
regolamentare.
Inoltre il rapporto tra Stato e Regione governato dal principio della leale collaborazione.
infatti necessaria collaborazione tra i diversi livelli di governo.

Gli organi delle Regioni.


Il Consiglio regionale ha diverse funzioni:
1. Pu sfiduciare il Presidente della Giunta con mozione motivata;
2. Delibera la legge regionale di approvazione dello Statuto;
3. Pu fare proposte di legge alle Camere;
4. Esercita le potest legislative spettanti alla Regione;
5. Se previste dallo Statuto anche quelle regolamentari;
6. Partecipa con i propri delegati alla elezione del PdR;
7. 5 Consigli regionali possono chiedere il referendum.

Il Presidente della Giunta (e della Regione) svolge le seguenti funzioni:


1. Rappresenta la Regione;
2. Dirige la politica della Giunta e ne responsabile;
3. Promulga leggi ed emana regolamenti regionali;
4. Dirige le funzioni amministrative delegate, secondo le istruzioni del Governo della
Repubblica.
51

La Giunta svolge le seguenti funzioni:


1. Partecipa allattivit di indirizzo politico della Regione;
2. Se previsto dallo Statuto, esercita la potest regolamentare;
3. Predispone il Bilancio preventivo della Regione e la presentazione annuale del conto
consuntivo;
4. Da esecuzione alle leggi e alle delibere del Consiglio;
5. delibera i ricorsi per la lesione della sfera costituzionale della Regione (giudizio di
legittimit costituzionale o conflitto di attribuzione).
prevista poi la Commissione parlamentare per le questioni regionali, ossia un organo
bicamerale previsto dalla Costituzione per svolgere compiti consultivi, limitato allipotesi di
scioglimento anticipato dei Consigli regionali. Con la riforma del 1999 previsto che il PdR,
sentita la Commissione bicamerale, pu disporre lo scioglimento del Consiglio regionale e
la rimozione del Presidente della Regione.
Infine il Governo pu esercitare il potere sostitutivo nei confronti degli organi delle
Regioni, Comuni etc. Infatti, in caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali, il
Governo pu surrogarsi emanando direttamente, o con un commissario ad acta, latto
necessario.

I rapporti tra Regione ed enti locali.


Lart. 5 afferma che La Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali.
Gli enti locali sono costituiti da: Organi; il Consiglio (comunale e provinciale); la Giunta; il
Sindaco (nei Comuni) e il Presidente della Provincia.
I principi affermati dal d.lgs. 267/2000 sono:
Il Comune lente locale che rappresenta la propria comunit, ne cura gli interessi e
ne promuove lo sviluppo.
La Provincia lente locale intermedio tra Comune e Regione, il quale rappresenta la
propria comunit, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
I Comuni e le Province hanno autonomia statuaria, normativa, organizzativa,
amministrativa, impositiva e finanziaria nellambito dei propri statuti e regolamenti;
La generalit dei compiti e delle funzioni v attribuita a Province e Comuni, ad
eccezione di quelle attivit che richiedono lesercizio unitario a livello regionale.
Con riferimento a questo sistema in cui vale il principio allautonomia finanziaria si parla di
federalismo fiscale.
52

Il corpo elettorale elegge Consiglio e Sindaco o Presidente della Provincia; il consiglio pu


sfiduciare (simul stabunt- simul cadent) il Sindaco, il quale nomina la Giunta. Questultima
composta dal Sindaco o Presidente della Provincia, da un numero variabile di assessori
nominati dal Sindaco o dal PdP. Nei comuni maggiori la carica di assessore incompatibile
con quella di consigliere comunale o provinciale.
Il Consiglio lorgano di indirizzo politico amministrativo e svolge le seguenti funzioni:
Lo statuto;
I regolamenti;
Gli atti relativi alla propria organizzazione interna;
Atti di indirizzo nei confronti degli altri organi dellente;
Uneventuale mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco o Presidente della
Regione.
La Giunta lorgano esecutivo dellEnte locale e svolge le seguenti funzioni:
Collabora con il Sindaco o il PdP nel governo dellente locale;
Approva il programma di mandato da sottoporre al Consiglio;
Definisce il piano esecutivo di gestione;
Ha competenza residuale nelladozione degli atti.
Il Sindaco e il PdP:
eletto direttamente dal corpo elettorale;
Ha un mandato quinquennale;
Non pu svolgere pi di 2 mandati consecutivi;
Siede nel Consiglio dellEnte locale;
Nomina e revoca i componenti della Giunta;
Il Sindaco anche Ufficiale di Governo.
Le loro funzioni sono:
Ad essi spettano originariamente tutte le funzioni svolte dagli assessori, ai quali
vengono delegate;
Convoca e presiede la Giunta;
Sovraintende al funzionamento dei servizi e degli uffici dellEnte locale;
Il Sindaco titolare del potere di ordinanza.

53

CAP. 6: LAMMINISTRAZIONE PUBBLICA.


Negli Stati liberali lamministrazione seguiva un sistema organizzativo unitario. In
particolare in Europa si erta diffuso il cd. modello ministeriale: lamministrazione era
articolata in organismi gerarchicamente strutturati (gerarchia amministrativa). Al vertice
cera un organo chiamato ministro, il quale era lunico a prendere delle decisioni
giuridicamente vincolanti.
In tale quadro non si lasciava spazio allautonomia degli enti locali, definiti enti autarchici
in quanto erano uno strumento dello Stato centrale.
Negli odierni Stati di democrazia pluralista si affermato il principio di autonomia degli
enti locali (modello pluralistico); tale modello caratterizzato da una molteplicit di
strutture autonome con indirizzi politici differenti e spesso contrastanti tra loro.

Il Governo e la Pubblica Amministrazione.


Ciascun ministro preposto ad uno dei rami dellamministrazione statale, che prende il
nome di ministero. Perci il ministro ha una doppia veste:
a) Da una parte partecipa alla formazione dellindirizzo politico in quanto membro del
Consiglio dei Ministri;
b) Dallaltra, costituisce il vertice amministrativo di un ministero,chiamato a realizzare
quellindirizzo.
Secondo il modello dellamministrazione per ministeri, ciascun ministero doveva essere
configurato come una struttura verticistica e gerarchizzata, che si esprimeva allesterno e
operava giuridicamente tramite il ministro. Il ministro si serviva di una molteplicit di uffici
a lui legati da un rapporto di gerarchia, che gli consentiva di impartire loro ordini.
Tale modello stato abbandonato in Italia dopo il 1993.
Lorganizzazione attuale dei ministeri basata sul principio di separazione tra politica e
amministrazione:
Agli organi di governo (CdM e ministri) spetta lesercizio della funzione di indirizzo
politico e amministrativo, che consiste nella definizione degli obiettivi e programmi
da attuare;
Agli organi amministrativi spetta ladozione degli atti e dei provvedimenti
amministrativi che riguardano lattivit dellamministrazione verso lesterno,
nonch la gestione finanziaria, amministrativa e tecnica.

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Il ministro, non oltre 10 giorni dallentrata in vigore della legge di bilancio, definisce gli
obiettivi, le priorit, i piani ed i programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive
generali. Queste indicano obiettivi, modalit dazione, standard.
Inoltre il ministro assegna a ciascun livello dirigenziale le risorse umane, economiche e
finanziarie per svolgere le loro funzioni.
I dirigenti hanno responsabilit dirigenziale, nel senso che in caso di risultati negativi
possono essere rimossi dallincarico.

I principi costituzionali sullamministrazione.


I principi costituzionali sullamministrazione sono:
a) La legalit della pubblica amministrazione e la riserva di legge in materia di
organizzazione (certe decisioni possono essere prese solo in virt di una legge).
Ovviamente la PA mantiene una certa libert di azione (cd. discrezionalit
amministrativa). Per quanto riguarda lorganizzazione degli uffici la Costituzione
prevede una riserva di legge relativa; infatti la tendenza recente quella di ridurre
lintervento legislativo in materia di organizzazione.
b) Limparzialit della PA (art. 97) che vieta di effettuare discriminazione tra soggetti;
la traduzione del principio di uguaglianza.
c) Il buon andamento della PA (art. 97): lattivit amministrativa deve rispondere a
criteri di efficienza e di efficacia.
d) Il principio del concorso pubblico per laccesso al rapporto di lavoro con le PA, salvo
nei casi previsti dalla legge.
e) Il dovere di fedelt: dovere di adempiere alle pubbliche funzioni con disciplina e
onore, prestando giuramento nei casi previsti dalla legge.
f) Il principio di separazione tra politica ed amministrazione, secondo cui gli organi di
Governo determinano obiettivi e programmi mentre gli organi burocratici sono
titolari del potere di gestione amministrativa. La Costituzione non afferma
esplicitamente tale principio, ma lart. 97.2 afferma che nellordinamento degli
uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilit
proprie dei funzionari.
g) La responsabilit personale dei pubblici dipendenti che esclude ogni forma di
immunit per gli atti da essi compiuti in violazione dei diritti.
h) La PA deve tendere ad essere locale: Province, Comuni etc sono titolari di funzioni
proprie.

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Regime di controlli sulle amministrazioni.


Il controllo amministrativo consiste nel verificare la corrispondenza di un determinato atto
ad un parametro predeterminato.
Il controllo di legittimit consiste nellassicurare il rispetto della legge da parte
dellamministrazione.
Il controllo di gestione consiste nel verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

PRINCIPI SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.


Lattivit delle PA, prima di prendere un provvedimento finale, vede la confluenza di altri
atti preparatori. Infatti, data la molteplicit degli interessi pubblichi che spesso sono anche
in contrasto tra loro, necessaria unattivit di valutazione da parte di numerosi uffici che
devono prendere parte al processo decisionale.
Di conseguenza definiamo procedimento amministrativo come una sequenza di atti
preordinati alladozione del provvedimento finale.
Le fasi del procedimento sono:
1. Fase delliniziativa, aperta con listanza del soggetto interessato al provvedimento
finale;
2. Fase istruttoria: vengono accertati gli elementi di fatto su cui si dovr basare la
decisione dellamministrazione. Vengono inoltre coinvolte le strutture che svolgono
funzione consultiva e le amministrazioni preposte alla tutela dellinteresse pubblico,
le quali producono gli atti di consenso (cd. nulla-osta);
3. Fase costitutiva, ossia quella in cui viene adottato il provvedimento amministrativo;
4. Fase integrativa dellefficacia, che si ha quando il provvedimento, per produrre
efficacemente effetti giuridici, deve essere seguito da qualche adempimento
ulteriore.
In Italia stata approvata la legge 241/1990, modificata dalla legge 15/2005, una legge
generale sul procedimento amministrativo la quale stabilisce che lattivit amministrativa
deve rispettare i seguenti principi:
1. Lamministrazione deve rispettare il principio di legalit e la sua attivit deve essere
svolta nel rispetto dei criteri di economicit, efficacia, trasparenza e pubblicit. Di
conseguenza stato introdotto il divieto di aggravare il procedimento, ossia
lamministrazione non pu chiedere ai privati adempimenti che non sono imposti da
esigenze istruttorie.
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2. Ogni procedimento deve concludersi con un provvedimento espresso: si dice che la


PA ha il dovere di provvedere.
3. Il procedimento deve concludersi entro un termine certo, stabilito dalla legge o da
un regolamento a seconda della tipologia. Il decorso del termine sospeso se il
provvedimento deve essere preceduto da valutazioni tecniche da parte di organi
competenti.
4. Ogni provvedimento deve essere motivato.
5. Ogni procedimento deve avere un funzionario responsabile, che deve seguire lo
stesso dallinizio fino alla conclusione.
6. I soggetti interessati hanno diritto di partecipare al procedimento.
7. La semplificazione amministrativa, ossia la ricerca della massima snellezza
operativa.
La legge ha anche previsto il diritto di accesso ai documenti amministrativi, il quale viene
garantito a chiunque abbia interesse legittimo.
Chi intende accedere a tali documenti, deve formulare una domanda motivata
allamministrazione che lo detiene e in caso di rifiuto pu rivolgersi al TAR.
Chi intende partecipare ad un concorso pubblico deve dimostrare di possedere i requisiti
previsti dalla legge. Lo strumento utilizzato lautocertificazione.

I CONTRATTI DELLA PA.


Per perseguire le loro finalit, le PA possono decidere di stipulare contratti con soggetti
privati. Tali contratti possono essere:
Attivi: si acquisiscono delle entrate;
Passivi: comportano delle spese.
Unimportante tipologia di contratto lappalto pubblico, conclusi tra la PA ed un privato
che opera con la propria organizzazione in cambio di un corrispettivo pattuito con la PA.
Vi sono 3 tipologie di appalti:
a) Di opere pubbliche.
b) Di forniture.
c) Di servizi.
Nella scelta del privato, la PA non deve adottare comportamenti discriminatori.
Modalit di appalto: procedura aperta, procedura ristretta, dialogo competitivo e
procedura negoziata.
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I SERVIZI PUBBLICI.
Lattivit amministrativa si distingue in:
Funzione pubblica: caratterizzata da poteri autoritativi, che producono
conseguenze giuridiche per il destinatario anche contro la sua volont.
Servizio pubblico: si svolge senza luso dei poteri autoritativi, anche se la sua
istituzione risponde allobbligo di tutelare linteresse pubblico.
Tra i servizi pubblici, quelli locali sono volti a soddisfare linteresse di una comunit.

FINE PERCORSO I.

58

PERCORSO II.
CAP. 1: FONTI DEL DIRITTO: NOZIONI GENERALI.
Fonti di produzione.
Si definisce fonte del diritto qualunque atto o fatto abilitato dallordinamento giuridico a
produrre norme giuridiche, cio ad innovare lordinamento stesso.
Le norme di riconoscimento o fonti sulla produzione di norme, sono le norme di un
ordinamento giuridico che individuano le fonti abilitate ad innovare lordinamento stesso.
La Costituzione, dagli art. 70-81, indica gli atti che possono produrre il diritto, cio le fonti
ad essa immediatamente inferiori dette fonti inferiori dette fonti primarie (leggi) le quali
regolano le fonti ancora inferiori dette fonti secondarie.
Quelle di cui abbiamo parlato fino ad ora sono fonti di produzione. Queste possono essere
di 2 tipi:
Fonti- atto o atti normativi;
Fonti- fatto o fatti normativi.

Le fonti atto sono parte degli atti giuridici, definibili come i comportamenti consapevoli e
volontari che danno luogo ad effetti giuridici.
Gli atti normativi tuttavia:
a) sono in grado di porre norme vincolanti per tutti, perci sono fonti di diritto;
b) devono essere imputabili a soggetti a cui lordinamento riconosce di porre in
essere tali atti (agire volontario di un organo abilitato a farlo
dallordinamento).
Pertanto latto normativo lespressione della volont normativa di un soggetto cui
lordinamento attribuisce lidoneit di porre in essere norme giuridiche.
In passato si poteva dire che la fonte-fatto per eccellenza fosse la consuetudine, inteso
come comportamento sociale ripetuto nel tempo (elemento oggettivo: cd. diurnista) sino
al punto che esso viene ritenuto obbligatorio (elemento soggettivo: cd. opinio juris seu
necessitatis). Oggi le consuetudini sono considerate solo quando un contenzioso non
regolato da leggi o regolamenti.
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Diverse sono invece le consuetudini interpretative, intese come la stabile interpretazione


di una norma giuridica da parte degli interpreti.
Infine lart. 10 della Costituzione stabilisce che lordinamento italiano si conforma alle
norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. Si fa quindi riferimento alle
consuetudini internazionali, ossia quelle regole non scritte n imposte da un soggetto
sovraordinato che sono tuttavia considerate obbligatorie dalla generalit degli Stati.
Sono anche fonti-fatto le norme di diritto internazionale privato, ossia quelle norme che
regolano lapplicazione della legge quando i soggetti o i beni coinvolti sono collegati ad
ordinamenti giuridici diversi. Tali norme sarebbero fonti-atto nellordinamento di
appartenenza.
Infine la fonte atto :
Esistente: se emanata nellesercizio di un potere proprio di chi lo esercita;
Valida: se conforme alle norma sulla produzione e alle norme gerarchicamente
sovraordinate;
Efficace: se capace di produrre effetti giuridici.
GERARCHIA DELLE FONTI:
RANGO
COSTITUZIONALE
RANGO PRIMARIO
RANGO SECONDARIO

Fonti di cognizione.
Le fonti di cognizione sono le fonti che permettono di conoscere le fonti di produzione. La
fonte ufficiale pi importante la Gazzetta Ufficiale (G.U.). La norma giuridica diventa
valida solo dopo la vacatio legis, ossia dopo un periodo di 15 giorni (se non diversamente
stabilito) dalla pubblicazione sulla G.U. . Trascorso questo periodo, la conoscenza si
presume ed il giudice ha lobbligo di applicarla anche se i soggetti non la conoscono
(ignorantia legis non excusat).
Le fonti non ufficiali possono essere fornite da altri soggetti pubblici o privati.
60

Tecniche di rinvio ad altri ordinamenti.


Il principio di esclusivit, espressione della sovranit dello Stato, attribuisce a questo il
potere esclusivo di riconoscere le proprie fonti interne, ossia individuare gli atti ed i fatti
che possono produrre norme nellordinamento dello Stato.
Il rinvio ad altri ordinamenti si ha solo quando previsto dallordinamento interno.
Il rinvio pu essere di 2 tipi:
1. Rinvio fisso (detto anche materiale o recettizio), ossia il meccanismo con cui una
disposizione dellordinamento statale richiama ad uno specifico atto di un altro
ordinamento. Pertanto se latto subisce delle modifiche nellaltro ordinamento,
queste non produrranno effetti nel nostro ordinamento senza un apposito atto di
recepimento.
2. Rinvio mobile (detto anche formale o non-recettizio), ossia il meccanismo con cui
una disposizione dellordinamento statale richiama una fonte di un altro
ordinamento. Pertanto il nostro ordinamento si adegua a tutte le modifiche che
nellaltro ordinamento si producono nella normativa posta dalla fonte richiamata.

Linterpretazione.
Latto normativo un documento scritto articolato in enunciati, attraverso i quali il
legislatore cerca di esprimere la sua volont normativa. Per questo gli enunciati si
chiamano disposizioni.
Gli enunciati scritti non hanno un significato univoco. Pertanto uno dei principali ruoli
dellinterprete quello di riportare a coerenza e univocit il sistema delle disposizioni.
Il primo passo la distinzione tra applicazione ed interpretazione.
Lapplicazione del diritto consiste nellapplicazione di una norma generale ed astratta ad
un caso particolare e concreto.
Ma in natura non esistono ne norme ne fatti. La norma infatti frutto dellinterpretazione
della disposizione; il fatto frutto di interpretazione, va costruito qualificando soggetti,
eventi e comportamenti.
Il legislatore pu cercare di risolvere dubbi interpretativi aggiungendo nuove disposizioni in
cui si spiega come interpretare le vecchie disposizioni: la cd. interpretazione autentica.
Il legislatore (organo collegiale espressivo della volont degli elettori) non pu tuttavia
sostituirsi allinterprete (giudici ammessi con concorsi) nel rispetto del principio della
separazione dei poteri.
61

Le antinomie e tecniche di risoluzione.


Le antinomie sono contrasti tra norme derivanti da disposizioni che esprimono significati
tra loro incompatibili, ossia che qualificano lo stesso comportamento in modi contrastante.
Talvolta possibile risolvere tali conflitti grazie allinterpretazione, ossia ricavando dalle
disposizioni un significato che le renda compatibili (la cd. interpretazione sistematica).
Quando questo non possibile, si possono individuare 4 criteri di soluzione del conflitto:
Criterio cronologico;
Criterio gerarchico;
Criterio della specialit;
Criterio della competenza.

Criterio cronologico e labrogazione.


Si applica quando si ha un contrasto tra norme di pari rango. Vale il principio lex posterior
derogat priori, ossia viene applicata la legge pi recente e la conseguenza labrogazione
della legge precedente ossia la cessazione della sua efficacia.
Lefficacia lidoneit di un fatto o un atto a produrre effetti giuridici. Vige il principio
dellirretroattivit degli atti normativi (art. 11 delle Preleggi), ossia la legge non dispone
che per lavvenire. Tale principio tuttavia non trova riscontro nella Costituzione se non
nellart.25, che stabilisce Nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia
entrata in vigore prima del fatto commessi.
Labrogazione di una norma precedente si ha con lentrata in vigore della nuova norma.
Questo ha 2 conseguenze:
I fatti compiuti dopo labrogazione sono regolati dalla nuova norma;
I fatti compiuti prima dellabrogazione sono regolati dalla vecchia norma.
Pertanto la nuova norma non estingue la precedente, ma ne limita lefficacia.
Labrogazione pu essere di 3 tipi:
1. Espressa: dichiarazione espressa del legislatore;
2. Implicita: il legislatore disciplina nuovamente lintera materia;
3. Tacita: incompatibilit tra vecchie e nuove disposizioni.

62

Mentre labrogazione espressa non genera alcun problema di interpretazione, le altre 2


tipologie di abrogazione possono creare pi problemi.
Infatti con labrogazione implicita e con quella tacita il legislatore non si preoccupa di
definire quali disposizioni si devono ritenere abrogate, ma semplicemente introduce delle
nuove disposizioni. Spetta quindi al singolo giudice interpretare la norma; questo pu
generare tuttavia dei problemi perch i giudici sono soggetti soltanto alla legge (art.
101) e non allinterpretazione degli altri giudici.
Nel caso di abrogazione implicita la situazione pu essere ancora pi complicata perch la
nuova legge potrebbe riguardare solo parte della materia. Spetta quindi al giudice in
entrambi i casi capire quale disposizione ritenere abrogata.
Diversa dallabrogazione la deroga, ossia uneccezione alla regola. La deroga nasce da un
contrasto tra norme di tipo diverso, nel senso che la norma derogata generale mentre la
norma derogante particolare.
Se la norma abrogata perde efficacia per il futuro e pu riprendere i suoi effetti solo sul
disposizione del legislatore (riviviscenza della norma abrogata), la norma derogata non
perde invece la sua efficacia ma viene limitato il suo campo dazione.
Simile alla deroga la sospensione dellapplicazione di una norma, che limitata ad u
certo periodo di tempo e a singole categorie o zone.

Il criterio gerarchico e lannullamento.


Tale criterio viene applicato in presenza di un conflitto tra norme di rango diverso.
Il criterio di soluzione del conflitto lex superior derogat legi inferiori. Si ha quindi la
prevalenza della norma di rango superiore su quella di rango inferiore attraverso la
disapplicazione o annullamento ex tunc (1) della norma di rango inferiore.
Lannullamento effetto di una dichiarazione di illegittimit da parte di un giudice (non
qualsiasi interprete) nei confronti di un atto. Questo perde quindi la sua validit.
La validit una figura generale che indica la conformit di un atto o di un negozio
giuridico rispetto alle norme che lo disciplinano ( un concetto pi ristretto della
legittimit, che si applica anche ai fatti). A differenza dellabrogazione il cui fine rinnovare
lordinamento, lannullamento colpisce gli atti viziati. I vizi possono essere di 2 tipi:
1. Vizi formali: riguardano la forma dellatto (ad. es. perch esso emanato da un
organo non competente);
2. Vizi sostanziali: riguardano i contenuti normativi di una disposizione; la disposizione
sar viziata perch produce unantinomia.
63
(1)

ex tunc indica la retroattivit dellannullamento.

La dichiarazione di illegittimit di un atto generale, nel senso che latto annullato non pu
pi essere applicato a nessun rapporto. Questo vale per i rapporti pendenti (o aperti),
ossia quei rapporti ancora azionabili. Non si pu far nulla per i rapporti esauriti (o chiusi), i
quali non possono pi essere dedotti davanti al giudice.

Criterio della specialit.


Tale criterio si applica quando si ha un contrasto tra norme che regolano la medesima
materia.
In tal caso si preferisce la norma speciale a quella generale, anche se questa successiva
(lex specialis derogat legi generali; lex posterior generalis non derogat legi priori
speciali).
Leffetto una deroga alla norma generale ex nunc (da ora in poi). Pertanto le norme
rimangono entrambe valide ed efficaci; linterprete sceglie solo quale norma applicare.
Il criterio di specialit opera quindi inter partes, perch appartiene alle tecniche di
interpretazione.

Criterio della competenza.


Il criterio di competenza non si configura come una regola per linterprete, ma serve per
spiegare come organizzato il sistema delle fonti. Infatti allinterno della suddivisione
gerarchica vi sono leggi con pari forza (gerarchia) ma che hanno competenze diverse.
Di conseguenza il conflitto tra norme pu essere risolto facendo prevalere la norma
competente (ad es. legge che in conflitto con regolamento della Camera).
Pertanto per decidere la prevalenza bisogna effettuare il seguente ragionamento:
a) La distinzione degli ambiti di applicazione della norma;
b) La scelta della norma competente per ambito;
c) La non applicazione o annullamento della norma incompetente.

ABROGAZIONE
Criterio cronologico.
Fisiologia dellordinamento.
Opera ex nunc.
Effetti: erga omnes (se
espressa) e inter partes.

ANNULLAMENTO
Criterio gerarchico.
Patologia dellordinamento.
Opera ex tunc.
Effetti: erga omnes (sempre).

64

DEROGA
Criterio di specialit.
Complessit dellordinamento.
Opera ex nunc.
Effetti: erga omnes (se
espressa) e inter partes.

RISERVA DI LEGGE E PRNCIPIO DI LEGALITA.


La riserva di legge lo strumento con cui la Costituzione regola il concorso di fonti
primarie e secondarie nella disciplina di una materia. Lobiettivo quello di evitare che, in
materie particolarmente delicate, manchi una disciplina legislativa capace di vincolare il
comportamento degli organi del potere esecutivo.
Essa impone che una determinata materia sia regolata in tutto o in parte dalla legge o da
atti aventi forza di legge.
Diverso il significato di principio di legalit, che prescrive che lesercizio di qualsiasi
potere pubblico si fondi su una norma attributiva della competenza.
Distinguiamo 2 diversi concetti di legalit:
Principio di legalit formale: richiede soltanto che lesercizio di un potere pubblico
si basi si una previa norma di attribuzione della competenza;
Principio di legalit sostanziale: richiede che lesercizio del potere pubblico sia
limitato e regolato da specifiche norme di legge.
La riserva di legge opera con diversi meccanismi; bisogna quindi distinguere tra:
Riserve di legge e riserve ad altri atti;
Allinterno delle riserva di legge, tra le riserve alla legge formale ordinaria e le
riserve alle fonti primarie;
Tra le riserve a fonti primarie, si distinguono diverse tipologie (assolute, relative,
rinforzate etc.) .
a) Le riserve a favore di atti diversi dalla legge sono rare, e sono:
Riserve a favore della legge costituzionale; tali leggi devono disciplinare alcune
materie come lapprovazione degli Statuti delle Regioni ad autonomia
differenziata;
Riserve a favore dei regolamenti parlamentari;
Riserve a favore dei decreti di attuazione degli Statuti speciali.
b) La riserva di legge formale ordinaria impone che sulla materia intervenga il solo atto
legislativo prodotto attraverso processo parlamentare. La ratio che sono riservate
allapprovazione parlamentare tutte quelle leggi che rappresentano uno strumento di
controllo delloperato del Governo;
c) Le semplici riserve di legge prescrivono che la materia da esse considerata sia
disciplinata dalla legge ordinaria (includendo anche gli atti a forza di legge). La ratio di
assicurare che la disciplina di materie particolarmente delicate venga decisa tramite
procedimento parlamentare;
65

d) La riserva assoluta esclude qualsiasi intervento di fonti sub-legislative della disciplina


della materia, che pertanto dovr essere integralmente regolata dalla legge formale
ordinaria o da alti atti equiparati. Tali riserve riguardano soprattutto la parte della
Costituzione dedicata alle libert fondamentali: ad es. lart. 13 prevede che la liber
personale sia limitata nei soli casi previsti dalla legge.
La ratio di tale riserva tutelare tramite legge le libert fondamentali. Comunque la
legge, per quanto analitica, lascia un certo spazio discrezionale. Per questo motivo
viene introdotta anche la riserva di giurisdizione, che prevede che ogni atto pubblico
che incida sulla libert non solo deve essere previsto in astratto dalla legge, ma deve
anche essere autorizzato in concreto dal giudice;
e) La riserva relativa non esclude che una materia possa essere disciplinata da un
regolamento amministrativo, ma richiede che la legge disciplini preventivamente la
materia stessa, definendo i principi ai quali il regolamento deve sottostare;
f) Le riserve rinforzate sono un meccanismo con cui la Costituzione non si limita a
riservare la disciplina di una materia alla legge, ma pone ulteriori limiti al legislatore.
Si possono distinguere:
Le riserve rinforzate per contenuto: la Costituzione prevede che una
determinata regolazione possa essere fatta dalla legge ordinaria soltanto
con contenuti particolari. La ratio di limitare il potere del legislatore in
modo che eventuali leggi che comprimessero la sfera di libert degli
individui potranno essere considerate legittimi solo a condizioni
razionalmente giustificabili (art. 16.1 consente al legislatore di limitare la
libert di circolazione solo con regole che dispongono in generale per
motivi di sanit o sicurezza).
Le riserve rinforzate per procedimento prevedono che la disciplina di una
determinata materia debba seguire un procedimento aggravato (o
rinforzato) rispetto al normale procedimento legislativo (art. 7 prevede che
i rapporti tra Stato e Chiesa possono essere modificati solo previo accordo
tra le 2 parti). La ratio quella di limitare il potere della maggioranza
politica, tutelando le minoranze.

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CAP. 2: LA COSTITUZIONE.
Il termine costituzione pu essere inteso con diverse accezioni:
Indica gli elementi che caratterizzano un determinato sistema politico, come esso
organizzato e come funziona. Ha di fatto una funzione descrittiva dello scheletro
politico della societ.
Pu essere inteso come manifesto politico. La Costituzione non rappresenta lo
scheletro politico della societ, ma un documento fondamentale che segna il
trionfo di un ideale accettato da tutta la societ;
Pu essere inteso come un testo normativo, la pi importante fonte del diritto da
cui derivano diritti e doveri, obblighi e divieti giuridici, attribuzione di poteri e regole
ed il loro esercizio. Questo il significato che applicano i giudici quando menzionano
la Costituzione.

POTERE COSTITUENTE E POTERI COSTITUTI.


Se vero che tutti i paesi hanno una costituzione in senso descrittivo, non tutti possiedono
la Costituzione come testo normativo.
Il concetto di Costituzione come testo normativo e come manifesto politico nascono
contemporaneamente, ed il primo la traduzione in regole del secondo.
Con la Costituzione si esaurisce il potere costituente (definito come lunico potere libero)
ed inizia il potere costituito.
La funzione costituente ha la caratteristica di non essere vincolata da nessuna regola
preesistente. Prima di essa cera il caos.
Mediante la Costituzione il potere politico tende a strutturarsi e dotarsi di un nucleo
essenziale e regole fondamentali. importante ricevere il riconoscimento internazionale.

67

COSTITUZIONI FLESSIBILI E COSTITUZIONIRIGIDE.


Le Costituzioni flessibili sono quelle che non richiedono un particolare procedimento per
la loro modificazione, ma consentono che questa avvenga attraverso la normale attivit
legislativa. Sono dette anche brevi, e sono tipiche dell800 e concesse dal Sovrano.
Le Costituzioni rigide sono invece quelle che richiedono un processo pi gravoso di quanto
richiesto per le leggi ordinarie, per la modificazione del testo costituzionale. Vi un giudice
che garantisce che vengano applicate leggi non contrarie alla Costituzione.
Sono tipiche del 900 e sono anche dette lunghe, perch non si limitano a disciplinare le
regole generali dellesercizio del pubblico potere e della produzione di leggi, ma
contengono principi e disposizioni analitiche riguardanti anche le materie pi disparate
(credito, risparmio, famiglia etc.).
Vanno fatte tuttavia delle precisazioni.
La Costituzione flessibile tale in quanto non pretende di essere una regola giuridica
capace di imporsi sulla legge; tuttavia rigida per quanto riguarda il passaggio della
sovranit dal Re alla legge. Infatti tale Costituzione sanciva la fine del potere assoluto.
Lo statuto Albertino del 1848 ne un esempio.
La Costituzione rigida invece pretende che tutte le sue disposizioni abbiano forza regolativa
e siano inderogabili. quindi una Costituzione garantita.
Le garanzie sono di 2 tipi:
Il procedimento di revisione costituzionale prevede che tutte le leggi costituzionali
sono modificabili, ma solo se vi ampio consenso;
Il controllo di legittimit delle leggi.

LA COSTITUZIONE ITALIANA.
La Costituzione Italiana entr in vigore il 1 Gennaio 1948, approvata dallAssemblea
Costituente ed eletta contemporaneamente al referendum istituzionale (passaggio da
monarchia a repubblica). Furono le prime elezioni a suffragio universale. Inoltre allAC
vennero affidati anche alcuni compiti del Parlamento come nominare il Capo dello Stato
provvisorio (De Nicola) e approvare le leggi costituzionali.
una Costituzione:
Lunga, perch un consenso cos vasto stato ottenibile solo sommando, e non
selezionando, le molteplicit di interessi;

68

Aperta, perch non pretende di individuare un punto di equilibrio tra i diversi


interessi ma si limita ad elencarli, lasciando alla legislazione successiva il compito di
individuare il punto di bilanciamento.
Nasce da un compromesso tra le diverse forze politiche dellepoca. Alla costituente
nessuno conosceva il proprio futuro politico; pertanto la paura di perdere era maggiore del
desiderio di imporsi. Per questo motivo stata prestata grande attenzione ai diritti delle
minoranze.
Inoltre bisogna tenere conto che ingiusto attribuire la colpa del malfunzionamento del
sistema politico alla Costituzione, perch essa pone dei limiti allesercizio del potere ma
non pu garantirne il buon funzionamento.
LAC si riun per la prima volta nel 1946. Allelaborazione della Costituzione si giunse in 2
fasi:
1. Fase preparatoria: fu realizzata da unapposita Commissione (commissione dei 75),
divisa in 3 sottocommissioni che si occupavano ciascuna di:
a. Diritti e doveri dei cittadini;
b. Ordinamento della Repubblica;
c. Diritti e doveri economico-sociali.
2. Fase plenaria in aula: il testo della Costituzione venne presentato in aula nel
Gennaio del 1947 e venne approvato nel Dicembre dello stesso anno. entrata in
vigore il 1 Gennaio del 1948.

Struttura e contenuti.
La Costituzione italiana del 1948 si compone di diverse parti:
1. Principi fondamentali (art. 1-12): affermano i valori di libert, uguaglianza e
solidariet. Tali principi stabiliscono i criteri di ordine generale a cui si devono
attenere le leggi ordinarie.
2. Parte I- Diritti e doveri dei cittadini (art.13-54). Questa parte regola i rapporti civili
(Titolo I pone le garanzie per le libert individuali), i rapporti etico-sociali (Titolo II:
diritti sociali), i rapporti economici (Titolo III: libert economiche), i rapporti politici
(Titolo IV: i modi in cui il popolo esercita la sua sovranit).
3. Parte II- Ordinamento della Repubblica (art. 55-139). Questa parte dedicata
allOrganizzazione costituzionale dello Stato, cio al Parlamento, al PdR, al Governo
e a i loro rapporti reciproci e alla disciplina della PA e della Magistratura, delle
Regioni e delle autonomie locali e delle garanzie costituzionali (cio Corte
costituzionale e revisione costituzionale).
La Costituzione si conclude con una serie di Disposizioni transitorie e finali, dettate allo
scopo di regolare il passaggio dal vecchio regime al nuovo ordinamento democratico.
69

CAP. 3: LE FONTI DELLORDINAMENTO ITALIANO: STATO.


La Costituzione italiana rappresenta il vertice della gerarchia delle fonti; essa quindi il
fondamento della validit delle fonti primarie.
una Costituzione rigida, e per lapprovazione di leggi costituzionali prevede un processo
aggravato che tuttavia pi semplice rispetto a quello delle altre Costituzioni rigide.
Mentre il procedimento ordinario prevede la deliberazione di entrambe le Camere a
maggioranza relativa (si > no) seguite dalla promulgazione da parte del PdR, per le leggi
costituzionali il processo pi complicato ed trattato dallart. 138.
Ogni camera del Parlamento effettua due deliberazioni:
1. La prima deliberazione a maggioranza relativa (si > no). Siccome in questa fase
entrambe le camere apportano ad apportare numerose modifiche (navette),
necessario che entrambe votino in modo favorevole sul medesimo testo.
2. La seconda votazione pu avvenire solo a 3 mesi di distanza dalla prima. Si aprono
2 strade alternative:
a. Se il testo approvato in entrambe le camere da una maggioranza
qualificata ( 2/3 dei membri), la legge viene promulgata dal PdR e
pubblicata su Gazzetta Ufficiale.
b. Se i favorevoli non raggiungono la maggioranza qualificata ma
raggiungono la maggioranza assoluta (50% + 1), la legge viene approvata
in modo non definitivo: il testo viene pubblicato sulla G.U. e le minoranza
possono chiedere un referendum entro 3 mesi dalla pubblicazione. Il testo
viene approvato in via definitiva se i favorevoli sono > dei contrari o se il
referendum non viene chiesto.
Va notato che in Italia non vi sono differenze di procedimento tra le piccole modifiche del
testo costituzionale e le riforme di grande rilievo.
Inoltre non tutta la Costituzione pu essere oggetto di revisione. Lart. 139 sancisce che
La forma Repubblicana non pu essere oggetto di revisione costituzionale, intendendo
con questa non solo la tipologia di elezione del Capo dello Stato,ma anche il fatto che non
si possa modificare il carattere democratico della Repubblica (dando quindi rilevanza
allart. 1). Lart. 5 stabilisce poi che La Repubblica una e indivisibile, non lasciando cos
spazio ad alcuna forma di secessione legale.
Inoltre lart. 2 tutela i diritti inviolabili delluomo, mettendo cos a riparo anche gli art. dal
13 in poi.
70

LEGGE FORMALE ORDINARIA ED ATI CON FORZA DI LEGGE.


Per legge formale si intende latto normativo prodotta dal processo di deliberazione delle
due Camere del medesimo testo e promulgato dal PdR.
La legge formale pu essere sia costituzionale che ordinaria; infatti la legge costituzionale
deriva da una variante aggravata del procedimento legislativo ordinario.
Una variante della legge formale ordinaria latto con forza di legge, ossia quellatto
normativo che non ha la forma della legge ( ossia non deriva dalla deliberazione delle
Camere e promulgazione del PdR) ma ha lo stesso grado gerarchico della legge ordinaria
(stessa forza attiva) e pu essere validamente abrogata (stessa forza passiva).
Sia le leggi formali ordinarie che gli atti con forza di legge costituiscono le fonti primarie (o
ordinarie).
Lart. 70 prevede che Le Camere svolgono collettivamente la funzione legislativa ed i
successivi articoli (71-74) dettano la disciplina di massima.
Gli atti con forza di legge rappresentano uneccezione alla regola: rappresentano cio i casi
in cui la funzione legislativa non svolta nella sua forma normale. Come deroga alla regola
costituzionale, essi non possono essere previsti da fonti che non abbiano il rango
costituzionale. Sono gli art. della Costituzione ad indicare le eccezioni:
Art. 75: il referendum abrogativo delle leggi;
Art. 76: il decreto legislativo delegato;
Art. 77: il decreto-legge;
Art. 78: i decreti di Governo in caso di Guerra.

PROCEDIMENTO LEGISLATIVO.
Il procedimento, o iter legislativo, si compone di 4 fasi:
1. Liniziativa legislativa;
2. La deliberazione;
3. La promulgazione;
4. La pubblicazione sulla G.U.

71

Forza attiva = capacit di abrogare.


Forza passiva = capacit di resistere
allabrogazione.

Liniziativa legislativa.
Consiste nella facolt di presentare alle Camere un progetto di legge, redatto in articoli e
accompagnato da apposita relazione.
Pu essere esercitato da:
Governo: in tal caso si parla di disegno di legge. lunico soggetto che ha iniziativa
legislativa su tutte le materie, e su alcune liniziativa riservata al Governo;
Ciascun parlamentare;
Dal CNEL;
Da 50.000 elettori;
Da ciascun Consiglio regionale.
Una volta presentato il progetto/disegno di legge, non si crea un obbligo per le Camere di
deliberare: la sua discussione pu essere inserita o meno nei programmi di lavoro delle
Camere. Questa decisione spetta alla Conferenza dei capigruppo. Linsabbiamento
quindi il risultato del disinteressamento dei gruppi parlamentari.

Lapprovazione delle leggi.


Lart. 72 vieta che un progetto di legge sia discusso direttamente in aula: prima deve
essere esaminato dalla commissione parlamentare competente.
Vi sono 3 tipologie di procedimento:
1. Procedimento ordinario, per commissione referente
2. Procedimento per commissione deliberante (o legislativa);
3. Procedimento per commissione redigente.
Una volta che il p.d.l. viene ricevuto, il Presidente della Camera decide:
Se dare avvio al procedimento, scelta non sindacabile;
A quale commissione affidare il p.d.l. , alla Camera una scelta sindacabile;
In quale sede si svolgeranno i lavori, scelta non sindacabile ma revocabile.

Procedimento per commissione referente.


Si articola in 2 macrofasi:
1. Fase istruttoria, in commissione;
2. Fase decisoria, in Aula.
Tali fasi sono a loro volta ripartite in 3 sottofasi.
72

Ricevuto il p.d.l. , la commissione procede a:


a) Analizzare il progetto nelle sue linee generali, a partire dalla redazione di uno dei
componenti della commissione (relatore), ascoltando eventuali esperti.
b) Discutere il progetto articolo per articolo, approvando eventuali emendamenti
(ossia modifiche al testo originale) e definendo il testo da votare in Aula.
c) Approvare il testo del p.d.l. e relazione per lAula, cui si uniscono eventuali relazioni
di minoranze.
Lapprovazione di un emendamento determina la caduta di quelli intermedi.
La discussione in Aula si articola in 3 letture:
a) Prima lettura: analisi del p.d.l. , a partire dalla relazione della commissione.
b) Seconda lettura: votazione articolo per articolo e di eventuali emendamenti.
c) Terza lettura: votazione dellintero testo del p.d.l.
d) Invio allaltra Camera o al P.d.R.
In alternativa, dopo la fase a), si pu votare un ordine del giorno di non passaggio agli
articoli, che decreterebbe la conclusione negativa del procedimento.

Procedimento per commissione deliberante.


una particolarit del nostro ordinamento, ereditata dal fascismo. La commissione
assorbe tutte le fasi del procedimento di approvazione, senza discussione in aula. Data la
sua particolarit, vi sono diverse garanzie:
Per le leggi costituzionali, le leggi in materia elettorale, le leggi di delegazione
legislativa, leggi di bilancio e le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati
internazionali. Vi una riserva di assemblea.
Per la composizione della commissione deliberante richiesto che siano rispettate
le proporzioni dei gruppi parlamentari;
Per quanto riguarda lassegnazione della proposta alla commissione, alla Camera il
Presidente ha solo un potere di proposta che si considera accettata se nessuno dei
deputati chiede di sottoporla al voto dellassemblea. Il Presidente del Senato invece
pu decidere senza possibilit di opposizione.
Tale procedimento comunque sempre revocabile; infatti 1/10 dei componenti dellAula o
1/5 della commissione possono riattivare il procedimento ordinario.

73

Procedimento per commissione redigente (o misto).


un procedimento non previsto dalla Costituzione, bens dai regolamenti parlamentari.
una via di mezzo tra i 2 procedimenti, e presenta delle differenze tra Camera e Senato.
Al Senato il procedimento del tutto simile a quello per commissione deliberante, con la
differenza che allAula riservato il voto finale sullintero testo.
Alla Camera si usa il procedimento ordinario per commissione referente, ma lAula pu
rinviare il testo alla commissione per lapprovazione articolo per articolo. Anche in questo
caso lAula si riserva il voto sul testo finale.
In entrambi i casi lAula pu indirizzare i lavori della commissione con un ordine del giorno
che detti i criteri a cui la commissione deve ispirarsi.

Oltre ai 3 procedimenti descritti, le Camere possono procedere ad una procedura


abbreviata per lesame di p.d.l. dichiarati urgenti.
Esauriti i lavori in una camera, il p.d.l. viene mandato allaltra camera. Qui inizia il
procedimento di approvazione dallinizio, essendo la seconda camera libera di scegliere il
procedimento da seguire. Essa libera di apportare qualsiasi emendamento al testo
approvato dalla prima camera, con la conseguenza che questo dovr poi tornare allaltra
camera, la quale delibera solo sulle nuove modifiche.
Il p.d.l. potr quindi viaggiare pi volte da una camera allaltra (si parla di navette), sino a
quando entrambe le camere non avranno approvato lo stesso testo.
A questo punto il p.d.l. inviato al PdR per la promulgazione.

Il PdR tra promulgazione e rinvio.


La fase di promulgazione detta integrativa dellefficacia. Infatti lapprovazione del testo
implica che la legge perfetta ma non ancora efficace (ossia produttiva di effetti giuridici).
Approvata la legge, il Governo deve trasmettere il testo al PdR che, entro 30 giorni
dallapprovazione della seconda camera, deve controllarne la regolarit ed eventualmente
promulgare la legge.
Tuttavia, per motivi di illegittimit costituzionale (si parla in generale di merito
costituzionale), il PdR pu rinviare la legge alle Camere per una seconda deliberazione, con
messaggio motivato. Se la legge viene approvata nuovamente da entrambe le Camere, il
PdR ha lobbligo di promulgare la legge. Non si tratta quindi di un potere di veto, bens di
una forma di controllo con richiesta di riesame.

74

La pubblicazione.
La pubblicazione delle leggi statali avviene sulla G.U. e rende latto conoscibile dai soggetti
a cui esso si rivolge. Latto entra effettivamente in vigore dopo un periodo chiamato
vacatio legis (solitamente 15 giorni); dopo tale periodo latto entra effettivamente in
vigore e lignoranza del suo contenuto inescusabile.

LEGGI RINFORZATE E FONTI ATIPICHE.


La Costituzione prevede, per determinate materie, il cd. criterio della riserva di legge
rinforzata per procedimento. Ossia per disciplinare una determinata materia, necessario
seguire determinati procedimenti di formazione della legge che sono pi complessi
rispetto ad i procedimenti ordinari. Si parla di leggi rinforzate.
Vi sono poi delle leggi che hanno delle caratteristiche differenti da quelle ordinarie in
termini di forza attiva e forza passiva. Si parla di leggi atipiche.
Le leggi rinforzate sono tali non perch aggravato il procedimento parlamentare per la
loro formazione, bens aggravato il procedimento di formazione del progetto di legge.
Infatti il Governo che svolge una fase di acquisizione del consenso degli interessati prima
di presentare il disegno di legge, coinvolgendo cos anche le minoranze nel processo di
formazione.
Questo ha tuttavia delle conseguenze anche sul procedimento di approvazione
parlamentare, in quanto non possibile apportare degli emendamenti unilateralmente ma
al massimo si possono negoziare con il Governo le norme che si vogliono emendare.
Un esempio di leggi rinforzate il procedimento particolare introdotto per lamnistia e
lindulto.
I procedimenti rinforzati sono dei procedimenti specializzati, seguiti per produrre leggi
specializzate. Sono dunque atti che hanno competenza riservata e limitata. Si distinguono
dalle leggi ordinarie sia per la forza attiva (possono abrogare solo le leggi che hanno uno
specifico contenuto) sia per la forza passiva (possono essere abrogate solo da leggi formali
con quello specifico provvedimento).
Le fonti atipiche sono tali perch, pur avendo la stessa forma delle leggi ordinarie, hanno
una posizione particolare per quanto riguarda la loro forza. Sono infatti dotate di forza
passiva potenziata, in quanto non possono essere abrogate con referendum abrogativo.
75

Sono fonti atipiche anche le leggi meramente formali, ossia quelle leggi che hanno la
stessa forma di legge ma non hanno il contenuto normativo, ossia non introducono
nellordinamento norme nuove, cio capaci di produrre effetti giuridici generali.
Sono esempi le leggi di approvazione del bilancio di previsione dello Stato, e del rendiconto
consuntivo.
autorizzata con legge formale anche la ratifica dei trattati internazionali.

LEGGE DI DELEGA E DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO.


La legge di delega la legge con cui le camere possono attribuire al Governo lesercizio del
proprio potere legislativo.
Il decreto legislativo delegato il conseguente atto con forza di legge emanato dal
Governo in esercizio della delega conferitagli dalla legge.
utilizzato per affrontare temi molto tecnici e complessi.
La delega delle funzioni legislative al Governo una deroga allart. 70 della Costituzione,
che stabilisce che la funzione legislativa deve essere esercitata dal Parlamento.
Lart. 76 stabilisce dei limiti al potere di delega:
La delega pu essere conferita solo con legge formale; vige la riserva di legge
formale e di assemblea.
La delega deve contenere delle informazioni minime, i cd. contenuti necessari.
La delega deve avere un oggetto definito; se infatti la delega fosse generale, il
Parlamento verrebbe svuotato dei suoi poteri.
La delega deve avere un ambito temporale definito, ossia il relativo decreto
legislativo delegato deve essere emanato entro il termine stabilito.
La delega deve indicare i principi ed i criteri direttivi, che servono da guida per
lesercizio del potere delegato.
La delega pu essere conferita solo al Governo inteso nella sua collegialit, e non
solo ad uno degli organi.

Il decreto legislativo delegato.


Il Governo esercita il suo potere esecutivo attraverso il decreto.
Decreti sono anche gli atti che il Governo emana nellesercizio del potere legislativo
delegato (decreto legislativo).

76

La formazione del decreto legislativo delegato segue questo procedimento:


1. Proposta del ministro (o dei ministri) competente.
2. Delibera del Consiglio dei Ministri.
3. Passaggi eventuali, come parere del C.d.S. e Commissioni parlamentari.
4. Eventuale deliberazione finale del CdM.
5. Emanazione da parte del PdR.
Di tutte le fasi deve essere data indicazione nella premessa del decreto.
Lart. 14 della legge 400 impone inoltre di pubblicare i decreti delegati sulla G.U. con il
nome di decreti legislativi.
La stessa legge prescrive che il decreto deve essere fatto firmare al PdR entro venti giorni
prima della scadenza della delega. Inoltre nellemanazione del decreto, il PdR non svolge
una funzione solo formale; infatti una richiesta da parte del PdR di riesaminare il decreto
potrebbe far scadere la delega.
Il decreto legislativo e la legge di delega sono entrambi fonti di rango primario. Tuttavia la
legge delega ovviamente sovraordinata al relativo decreto. Nel caso di sua violazione da
parte del d.lgs. , questo dichiarato costituzionalmente illegittimo.

DECRETO-LEGGE.
Il decreto-legge un atto con forza di legge che il Governo pu adottare in casi
straordinari di necessit ed urgenza. Entra in vigore immediatamente dopo la sua
pubblicazione, ma perde efficacia sin dallinizio se il Parlamento non lo converte in legge
entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. Tale decreto non pu essere emanato nelle
materie coperte da riserva di assemblea e non pu conferire deleghe legislative.
adottato dal Consiglio dei Ministri ed emanato dal PdR. Inoltre deve contenere la
clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge.
Il giorno stesso della pubblicazione, il decreto-legge deve essere presentato alle Camere
che, anche se sciolte, si riuniscono entro 5 giorni per convertirlo in legge. La conversione
rientra infatti tra i poteri delle Camere in regime di prorogatio.
Lo strumento utilizzato la legge di conversione che:
Rinvia al decreto-legge allegato (struttura formale);
Pu emendare il decreto;
Gode di una corsia preferenziale.

77

Il decreto, se non convertito in legge entro 60 giorni a decorrere dalla pubblicazione, perde
efficacia ex tunc (sin dallinizio). La perdita di efficacia chiamata decadenza, che travolge
tutti gli effetti prodotti dal decreto-legge. Pertanto tutto ci che viene compiuto in virt di
un decreto-legge decaduto, come se fosse stato fatto senza una base legale.
Lart. 77 prevede 2 soluzioni:
La legge sanatoria degli effetti del decreto-legge decaduto: una legge riservata
alle Camere con cui queste possono regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei
decreti non convertiti. Il Parlamento comunque non tenuto ad emanare tale legge
e tale soluzione non pu essere applicabile sempre e comunque.
Il Governo adotta, sotto sua responsabilit, provvedimenti provvisori. Si parla sia di
responsabilit penale (i ministri che hanno partecipato al CdM che ha approvato il
decreto-legge rispondono singolarmente degli eventuali reati commessi con
lemanazione del decreto stesso) sia di responsabilit civile ( i ministri rispondono
solidamente a qualunque danno cagionato a terzi) sia di responsabilit
amministrativo-contabile (i ministri che hanno espresso voto favorevole rispondono
di qualunque danno cagionato allo Stato, il cd. danno erariale).
Fino al 1996 era prassi emanare, alla scadenza dei 60 giorni, un nuovo decreto legge
analogo a quello non convertito, la cd. reiterazione. Con la sentenza 360/1996 la Corte
Costituzionale ha dichiarato la reiterazione illegittima, in quanto viola le attribuzioni del
Parlamento, a meno che non vi siano dei nuovi presupposti o il decreto non contenga
nuove disposizioni.
Inoltre il Governo pu evitare gli emendamenti ponendo la questione di fiducia sul
decreto-legge.

ALTRI DECRETI CON FORZA DI LEGGE.


LART. 78 stabilisce che Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo
i poteri necessari. Tra questi poteri rientra una sorta di delega anomala, che consente al
Governo di emanare norme con forza di legge, derogando alle procedure legislative
ordinarie.
Abbiamo poi i decreti legislativi attuativi degli Statuti delle Regioni speciali (che sono
leggi costituzionali), che consentono il trasferimento di determinate funzioni dallo Stato
alle Regioni stesse. Tale decreto emanato da PdR, previa deliberazione del CdM, su
proposta di unapposita commissione paritetica formata da membri designati in parti
eguali dal Governo e dallassemblea regionale.
78

REGOLAMENTI PARLAMENTARI E DI ALTRI ORGANI COSTITUZIONALI.


Riguarda lorganizzazione ed il funzionamento della Camera, con riferimento al
procedimento legislativo. Esso approvato a maggioranza assoluta dai membri di ciascuna
camera, e garantisce lindipendenza e lautonomia della stessa. pubblicato sulla G.U. ed
fonte primaria; inoltre non ha alcuna relazione con le altri fonti primarie. Infatti qualunque
legge che penetrasse nellambito di competenza riservato ai regolamenti, sarebbe
illegittima.
Inoltre la Corte costituzionale ha stabilito linsindacabilit dei regolamenti parlamentari.
Il Governo non ha la stessa autonomia nel definire il regolamento interno, in quanto
emanato con decreto dal PdC ma non pu essere considerato una fonte primaria in quanto
il suo fondamento ed il suo limite la legge ordinaria.
Anche il PdR adotta dei regolamenti per disciplinare i servizi della Presidenza. Tuttavia non
si tratta tanto di regolamenti quanto di strumenti di gestione.

REFERENDUM ABROGATIVO COME FONTE.


Il referendum la richiesta da parte del corpo elettorale di esprimersi direttamente su una
questione. Esso dunque uno strumento di democrazia diretta; gli altri strumento sono
liniziativa legislativa e la possibilit di mandare petizioni alle Camere.
Il referendum appare come una deroga al principio secondo cui la sovranit del popolo
viene espressa con il sistema rappresentativo. Pertanto stato imprudente lasciare la
regolazione del referendum alla legge ordinaria.
Possono essere di 3 tipi:
Abrogativo;
Costituzionale;
Regionale.
Il referendum abrogativo una fonte di rango primario, ossia uno strumento che
permette al corpo elettorale delle fonti di rango primario. quindi un atto-fonte
dellordinamento dello stesso rango della legge ordinaria.
Inoltre, manipolando il testo normativo, possibile introdurre indirettamente delle nuove
norme (cd. referendum manipolativo). Un esempio il referendum elettorale, che ha
portato alla modificazione del sistema elettorale stesso attraverso leliminazione di articoli
e commi.
79

Vi sono comunque delle materie sottratte al referendum, stabilite dallart. 75, quali:
Leggi tributarie.
Leggi di bilancio.
Leggi di amnistia e indulto.
Leggi autorizzazioni alla ratifica.
Leggi costituzionali.
Leggi costituzionali a contenuto costituzionalmente vincolato.

Procedimento.
Liniziativa referendaria (fase preparatoria) spetta a:
Corpo elettorale: liniziativa parte da un comitato di promotori composto da 10
cittadini, elettori per la Camera, che presenta il quesito presso la Cassazione.
Ne viene data notizia con pubblicazione sulla G.U. Entro 3 mesi devono essere
raccolte, su appositi fogli vidimati, 500.000 firme debitamente autenticate.
5 Consigli regionali devono approvare la richiesta a maggioranza assoluta,
indicando ovviamente lo stesso quesito. La richiesta va presentata presso la
cancelleria della Cassazione.
Le richieste vanno depositate tra il 1 gennaio ed il 30 settembre di ciascun anno; tuttavia
non possono essere depositate nellanno precedente alla scadenza ordinaria della
legislatura e nei 6 mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali.
Segue la fase di controllo. Il referendum sottoposto ad un duplice controllo preventivo:
a) Controllo di legittimit da parte della Corte di Cassazione (il quesito inammissibile
se verte su materie escluse o se disomogeneo o non univoco); entro il 31 ottobre
pu rilevare le eventuali irregolarit, che possono essere sanate.
b) Controllo di ammissibilit da parte della Corte costituzionale, solo se i quesiti sono
dichiarati legittimi dalla Corte di Cassazione. La decisione della Corte deve essere
presentata entro il 10 febbraio dellanno successivo.
Se la Corte costituzionale dichiara ammissibile il referendum, il PdR deve fissare il giorno
delle votazioni tra il 15 aprile ed il 15 giugno. Si pu votare si o no.
Affinch il referendum sia valido, necessario che vi abbia preso parte la maggioranza
degli aventi diritto al voto, altrimenti liniziativa fallisce e la legge resta in vigore.
Se i no > si lo stesso quesito non pu essere riproposto prima di 5 anni e la comunicazione
del risultato avviene su dichiarazione del Ministro della giustizia su G.U.
80

Se il risultato favorevole allabrogazione il PdR dichiara, con proprio decreto, lavvenuta


abrogazione della legge.
Il d.P.R. (decreto del PdR) viene pubblicato immediatamente sulla G.U. ed ha effetto a
partire dal giorno dopo la sua pubblicazione.
In 2 casi tali procedimenti si interrompono:
In caso di scioglimento anticipato delle Camere: il procedimento automaticamente
sospeso e riprende un anno dopo le elezioni;
In caso di abrogazione della legge oggetto del referendum.

I REGOLAMENTI DELLESECUTIVO.
I regolamenti sono atti formalmente amministrativi ma sostanzialmente normativi. In
generale il termine viene utilizzato per indicare diverse tipologie di atti normativi, ma pu
anche essere utilizzato per indicare fonti dellordinamento giuridico generale: il caso dei
regolamenti amministrativi, categoria in cui rientrano i regolamenti dellesecutivo.
I regolamenti dellesecutivo sono atti normativi spesso complessi, ma emanati dagli organi
esecutivi. una fonte di rango secondario, subordinate alla legge. .
Anche il PdR ha il potere di emanare regolamenti. Inoltre la Costituzione stabilisce il
principio di parallelismo tra funzioni legislative e funzioni regolamentari, limitando la
potest del Governo di emanare regolamenti solo sulle materie sulle quali lo Stato ha
potest legislativa esclusiva e riservando alle Regioni il potere di regolamentare tutte le
altre materie.
I regolamenti dellesecutivo possono essere distinti in:
Regolamenti del Governo: adottati dallorgano collegiale su proposta del ministro
competente e dietro parere obbligatorio ma non vincolante del Consiglio di Stato.
Dopo la delibera di adozione da parte dellorgano collegiale, il regolamento viene
emanato con decreto del PdR.
Regolamenti ministeriali: sono emanati dal singolo Ministro, sempre previo parere
del CdS ed hanno quindi la forma del decreto ministeriale. Sempre con lo stesso
procedimento, ma con decreto interministeriale, sono emanati i regolamenti
riguardanti le materie di pi ministri.

81

Tipologie di regolamenti dellesecutivo.


a) Regolamenti di esecuzione delle leggi: sono adottati dal Governo anche senza una
specifica autorizzazione legislativa quando avverte lesigenza di emanare norme che
assicurino loperativit delle leggi. Si possono emanare anche in materia coperta da
riserva assoluta, ma non con funzione di precisare ed integrare la norma, bens con il
compito di predisporre gli strumenti amministrativi e procedurali per rendere operativa
la legge.
b) Regolamenti di attuazione e integrazione: essi sono emanati per lattuazione e
lintegrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli
riservati a materie di competenza regionale.
c) Regolamenti indipendenti: sono emanati in materie in cui manchi la disciplina da parte
di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque
riservate alla legge.
d) Regolamenti di organizzazione: sono un residuo storico, quando lesecutivo aveva una
riserva di competenza sullorganizzazione dei pubblici uffici. Oggi la materia coperta
da riserva relativa di legge.
Si ha illegittimit del regolamento per contrasto con fonte gerarchicamente sovraordinata.

I regolamenti di delegificazione.
In passato i cd. regolamenti delegati o autorizzati avevano come scopo quello di
provocare un apparente effetto abrogativo delle leggi precedenti, ossia di produrre la cd.
delegificazione, cio la sostituzione della precedente disciplina di livello legislativo con una
nuova disciplina di livello regolamentare. Di fatto si faceva apparire la sostituzione di una
norma di rango primario con una norma di rango secondario, cosa impossibile per il
principio di gerarchia delle fonti.
Lart 17.2 della legge 400 spiega cos il fenomeno: la legge ordinaria a disporre
labrogazione delle leggi precedenti, facendo per decorrere leffetto abrogativo dalla data
di entrata in vigore del regolamento.

82

CAP. 4: LE FONTI EUROPEE.


Le fonti del diritto convenzionale consistono nei trattati con cui lUE stata istituita e
successivamente modificata e sviluppata.
Invece gli atti normativi che disciplinano gli organi dellUE ed il loro poteri normativi
costituiscono il diritto derivato.

Diritto derivato.
Le fonti del diritto derivato possono essere:
Vincolanti: sono pienamente degli atti normativi.
Non vincolanti: sono le raccomandazioni UE (inviti a tenere un determinato
comportamento) ed i pareri (opinioni su un organo).
Le fonti vincolanti si distinguono in 3 categorie:
a) Regolamenti UE: hanno le caratteristiche tipiche della legge. Infatti hanno portata
generale, cio sono astratte e non si applicano a soggetti determinati; inoltre sono
obbligatorie in tutti i loro elementi, nel senso che non possono essere applicate solo
parzialmente dagli Stati. Infine vale il criterio della diretta applicabilit, ossia non
necessario, e neppure ammesso, nessun atto dello Stato che ne ordini lesecuzione
perch il regolamento si impone per forza propria.
b) Direttive UE: sono atti normativi che hanno come destinatari gli Stati membri (e non
tutti i soggetti giuridici dellUE come per i regolamenti) e li vincolano per quanto
riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi
nazionali in merito alla forma e ai mezzi. Lo Stato ha quindi obbligo di risultato, da
raggiungere entro il termine prestabilito; ha invece discrezionalit per la scelta dei
mezzi.
c) Decisioni UE: hanno caratteristiche tipiche dei provvedimenti amministrativi. Sono
obbligatorie in tutti i loro elementi e sono direttamente applicabili, come i
regolamenti UE. Ma a differenza di questi, si rivolgono a soggetti specifici. Pertanto
consistono nellapplicazioni di norme generali e astratte a situazioni particolari e
concrete. Per questo non possono essere considerate delle vere e proprie finti del
diritto.
Tutti gli atti dellUE sono pubblicati sulla G.U. dellUE.

83

La diretta applicabilit la qualit per cui un atto produce direttamente i suoi effetti
giuridici nellordinamento interno, senza linterposizione di un atto normativo statale.
Leffetto diretto invece non riguarda gli atti ma le norme, ed la capacit di una norma
comunitaria di creare diritti e obblighi direttamente in capo ai singoli, anche senza
lintermediazione di un atto normativo statale. linterprete, nel nostro caso la Corte di
giustizia dellUE, che riconosce le norme che hanno effetto diretto. La nozione di effetto
diretto stata introdotta per garantire la prevalenza del diritto europeo su quello interno.
Esistono le seguenti norme:
1. Norme direttamente efficaci (self-executing) espresse da atti direttamente
applicabili: sono le norme che di regola caratterizzano i regolamenti CE.
2. Norme non direttamente efficaci espresse da atti direttamente applicabili: il caso
di alcuni regolamenti CE che definiscono un quadro normativo che deve essere
attuato o da altri regolamenti CE oppure da norme nazionali.
3. Norme direttamente efficaci (self-executing) espresse da atti non direttamente
applicabili: sono per lo pi divieti posti da direttive dettagliate o dagli stessi Trattati,
cos come interpretati dalla Corte di giustizia.
4. Norme non direttamente efficaci espresse da atti non direttamente applicabili: sono
le norme che di regola derivano dalle direttive CE. Esse non sono in grado di far
sorgere posizioni soggettive azionabili senza un preventivo intervento attuativo del
legislatore nazionale.

Rapporti tra norme europee e norme interne.


Vi sono 2 teorie circa i repporti tra Stato e ordinamento internazionale:
1. Teoria dualista: sono 2 ordinamenti separati;
2. Teoria monista: derivazione dellordinamento interno.
Aderendo alla CE, lItalia ha accettato che le leggi comunitarie entrassero nel suo
ordinamento. Questo costituisce una limitazione alla sovranit.
Ladattamento al diritto internazionale pu essere:
Automatico, con rinvio formale mobile;
Speciale, con un ordine di esecuzione oppure speciale ordinario. Lo Stato approva
una norma specifica che, caso per caso, trasferisce il contenuto di una norma dal
piano internazionale a quello interno.

84

Per quanto riguarda ladattamento automatico, lART. 10 della Costituzione afferma che
Lordinamento giuridico italiano si conforma alle norme de diritto internazionale
generalmente riconosciute.
LART. 11 invece consente limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che
assicuri la pace e la giustizia fra Nazioni.
Le norme internazionali introdotte hanno:
a) Forza attiva: possono derogare norme costituzionali particolari ma non i principi
fondamentali;
b) Forza passiva: resistono ad abrogazione, modificazione e deroga disposte da una
legge successiva; in caso di incompatibilit con norme interne, si utilizza il criterio di
specialit.

Contrasto tra norme interne e norme esterne.


Per risolvere il contrasto in passato la Corte costituzionale utilizzava il criterio cronologico,
che tuttavia minava la prevalenza del diritto comunitario.
Inizi quindi ad utilizzare il criterio gerarchico, che ritardava lattuazione pur garantendo la
prevalenza del diritto comunitario.
Pertanto la sentenza 170/1984, nota come Granital o La Pergola, dispone che:
Lordinamento comunitario e quello italiano sono 2 ordinamenti giuridici autonomi
e separati, ognuno dotato di un proprio sistema di fonti (teoria dualistica);
Non esiste conflitto tra le fonti interne e quelle comunitarie, perch ognuna valida
ed efficace nel proprio ordinamento secondo le condizioni poste dallo stesso;
il Trattato che segna la ripartizione delle competenze tra i 2 ordinamenti;
I conflitti eventuali tra norme vanno risolta dal giudice italiano secondo il criterio
della competenza. La norma interna non viene n abrogata n dichiarata illegittima;
resta solo non applicata o non applicabile.
Dalle sentenze emanate, emerge il seguente quadro che regola i rapporti tra i 2
ordinamenti:
1. Contrasto tra legge ordinaria e norme CE self-executing: va applicata la norma
comunitaria e la legge italiana (non importa se precedente o successiva) non va
applicata . Da tenere presente che : 1) questa regola vale solo e per tutte le norme
comunitarie munite di effetto diretto, quindi non solo le norme dei regolamenti CE,
ma tutte le norme self-executing comportano la non applicazione della legge
italiana costante. 2) Questa regola rivolta a tutti i soggetti dellapplicazione del
diritto (tutte le strutture della P.A non devono applicare la legge ordinaria contraria
a una self-executing).
85

2. Contrasto tra legge ordinaria e norme CE non executing: la norma comunitaria non
pu avere effetto diretto, cio non immediatamente attuabile, finch questa
non attuata la vecchia normativa italiana a dover essere applicata; e dopo che
sar attuata, ad essere applicata sar la nuova normativa italiana. Se al giudice parr
che la legge italiana sia in contrasto con quella comunitaria non self-executing potr
sollevare la questione di legittimit costituzionale della legge davanti alla Corte
Costituzionale ( per lesione dellart. 11 Cost).
3. Contrasto tra norme sub-legislative e norme CE: in questo caso non siamo pi
nellambito del criterio di competenza e della non-applicazione. Losservanza del
Trattato disposta con una legge formale (lordine di esecuzione), per cui il
regolamento o provvedimento amministrativo che contrastasse con una norma
comunitaria (non importa se munita o meno di effetto diretto) sarebbe illegittimo,
per violazione indiretta dellordine di esecuzione. Il contrasto quindi risolto con
applicazione del criterio di gerarchia, ma attenzione: la relazione gerarchica si pone
tra il regolamento amministrativo e lordine di esecuzione, violato perch il
regolamento amministrativo non rispetta il suo ordine di dare completa e fedele
esecuzione alle norme comunitarie, non tra regolamento amministrativo e norma
CE (la Corte ha detto queste non entrano a far parte del nostro ordinamento, e
quindi non hanno relazioni sistematiche con le nostre norme).
4. Contrasto tra norme costituzionali e norme comunitarie: se una norma comunitaria
lede un principio costituzionale la sola possibile via quella di impugnare lunica
disposizione con forza di legge del nostro ordinamento, in forza della quale tutte le
norme comunitarie devono essere applicate in Italia: cio lordine di esecuzione del
Trattato.

Lattuazione delle norme comunitarie.


Per attuare le norme comunitarie venne introdotta nell89 la legge La Pergola,
recentemente modificata dalla legge 11/2005; oltre alla partecipazione del Parlamento e
delle Regioni al processo decisionale europeo, disciplinata lesecuzione degli obblighi
comunitari, ossia degli adempimenti che derivano dagli atti normativi europei e dalle
sentenze della Corte di giustizia.
La legge comunitaria una legge che il Parlamento approva ogni anno, su iniziativa del
Governo. Essa deve contenere principalmente:
Le disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti in contrasto
con gli obblighi europei;
Le disposizioni necessarie ad attuare le norme europee mediante le deleghe
legislative al Governo;
Le disposizioni necessarie allesecuzione di trattati internazionali.

86

Lattuazione avviene in 3 modi:


1. Legge comunitaria o altra legge del Parlamento;
2. Regolamenti del Governo;
3. Decreti legislativi sulla base della delega nella legge comunitaria.

PRINCIPI DELLA CE E DELLUE.


Il Trattato di Lisbona afferma il principio di attribuzione: le istituzioni europee fanno
quanto loro assegnato dai trattati.
Il principio di sussidiariet invece dice che: la Comunit interviene soltanto se e nella
misura in cui gli obiettivi dellazione prevista non possono essere giustificatamente
realizzati dagli Stati membri, e possono dunque essere realizzati meglio a livello
comunitario.
Le clausole di flessibilit consentono un continuo allargamento dellattivit normativa, ben
al di l delle competenze attribuite.

La Costituzione Europea.
Fu preparata dalla convenzione europea del 2002-2003, composta da 105 membri. Era
composta da 450 articoli, contenente la Carta dei diritti, obiettivi e valori, funzionamento
delle politiche comunitarie e disposizioni generali e finali.
Fu approvata nel 2004, ma fu bocciata a seguito del referendum del 2005 in Francia e
Olanda. Si ha quindi una fase di stallo.
Per superare la crisi nel 2007 la Dichiarazione di Berlino, in cui viene annunciato un nuovo
trattato, quello di Lisbona del 2007.
Il Trattato di Lisbona:
composto da 70 articoli;
eliminato ogni riferimento costituzionale;
Rimangono i vecchi Trattati;
Riferimento a Carta di Nizza, giuridicamente vincolante.
Entra in vigore il 1 gennaio 2009 e tutti i membri devono ratificarlo.

87

CAP. 5: LE FONTI DELLE AUTONOMIE.


Sono fonti dellordinamento regionale:
1. Lo Statuto;
2. La legge regionale;
3. Il regolamento regionale.
Lo Statuto pu essere:
Ordinario;
Speciale: per 5 Regioni sono previste delle particolari condizioni di autonomia.
Il passaggio al modello di Stato regionale avvenuto con 2 riforme:
a) 1999: f.d.g. e potest statuaria e regionale;
b) 2001: riforma organica, che prevedeva la ripartizione della potest legislativa.
La riforma del 1999 prevede:
Una nuova procedura per ladozione degli statuti;
Lampliamento delle competenze statuarie;
Una forma di governo transitoria.
Prima della riforma vi era una fdg parlamentare a tendenza assembleare, con un sistema
elettorale proporzionale.
Nel 1995 si ha il primo tentativo di riforma, con lintroduzione di:
Premio di maggioranza;
Clausola di sbarramento;
Riduzione ad una sola preferenza.
La riforma del 1999 invece determina la nascita di Presidente (che nomina la Giunta) e
Consiglio, eletti direttamente dal corpo elettorale.
Vale il principio simul stabunt simul cadent. possibile presentare una mozione di sfiducia
se:
Sottoscritta da almeno 1/5;
Votata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti;
Devono passare almeno 3 giorni dalla presentazione.
Ogni regione libera di scegliere la propria fdg.

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Procedimento di formazione dello Statuto.


a) Lo Statuto delle Regioni Speciali una legge costituzionale particolare, in quanto:
Parte delle sue disposizioni sono derogate da una legge regionale rinforzata: lo
Statuto subisce quindi un depotenziamento delle parti sulla sua forma di
governo, in quanto pu essere modificata con legge regionale;
Anche il procedimento di revisione degli Statuti depotenziato, in quanto le
modifiche non sono sottoposte a referendum costituzionale.
b) Lo Statuto delle Regioni ordinarie, come dispone lart. 123, approvato con legge dal
Consiglio regionale, con 2 deliberazioni successiva a distanza di almeno 2 mesi, a
maggioranza assoluta. Si pone come legge regionale rinforzata, e deve essere in
armonia con la Costituzione. necessaria la pubblicazione notiziale, che una
pubblicazione integrativa dellefficacia, e c possibilit di impugnazione davanti alla
Corte costituzionale o di referendum.
Il contenuto necessario :
La forma del governo regionale;
Il consiglio delle autonomie locali;
i principi di organizzazione e funzionamento dellente;
Il referendum regionale;
Liniziativa legislativa.

La ripartizione delle competenze legislative.


La potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni negli ambiti di propria
competenza, nel rispetto di:
Costituzione;
Ordinamento comunitario;
Obblighi internazionali.
Lattuale ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regione, si articola su 3
tipologie di materie:
a) Le materie di competenza statale, enumerate.
b) Le materie di competenza concorrente, enumerate. In tali materie lo Stato
determina i principi fondamentali mentre la potest legislativa di dettaglio spetta
alle regioni.
c) Le materie di competenza regionale, non enumerate.
89

Sulla base di unintesa con la Regione interessata, le Camere, con legge approvata a
maggioranza assoluta, concedono alla Regione ulteriori forme di autonomia in materia di:
1. Giudici di pace;
2. Istruzione;
3. Tutela dellambiente.

Iter legis regionale.


La legge regionale una legge ordinaria formale, in quanto la forma quella tipica delle
leggi statali: iniziativa, deliberazione da parte dellassemblea, promulgazione.
Il procedimento di formazione tutelato in parte dalla Costituzione ed in parte dallo
Statuto, e per il resto dal regolamento interno del Consiglio regionale.
Fasi:
1. Iniziativa: essa spetta a Giunta, Consiglieri e altri soggetti disciplinati dallo Statuto;
2. Approvazione in Consiglio Regionale: sono previste le classiche 3 letture e la
legge approvata a maggioranza relativa, anche se possono essere previste delle
maggioranze rinforzate.
3. Promulgazione da parte del Presidente della Regione e pubblicazione sul BUR.
Allo Stato consentito impugnare le leggi regionali solo successivamente alla loro
promulgazione, cio solo quando sono in vigore, senza poter esercitare un veto
preventivo.
Leventuale impugnazione deve avvenire entro 60 giorni dalla promulgazione, davanti alla
Corte costituzionale.

Le funzioni amministrative.
Tali funzioni, prima della riforma, erano allocate secondo il principio del parallelismo.
Dopo la riforma esse sono in via generale attribuite ai Comuni, ma possono essere
attribuite ad altri livelli di governo secondo i principi di:
a) Sussidiariet: pu essere intesa con 2 accezioni:
Verticale: alcune funzioni sono attratte dallalto perch non possono essere
convenientemente esercitate in basso;
Orizzontale: principio di preferenza per lintervento nella societ civile.
b) Differenziazione.
c) Adeguatezza.
90

Potest regolamentare.
La riforma costituzionale del 1999 ha introdotto il principio di parallelismo tra funzioni
legislative e funzioni regolamentari, limitando la potest del Governo di emanare
regolamenti alle sole materie sulle quali lo Stato ha potest legislativa esclusiva. In tali
materie lo Stato pu anche delegare le Regioni.
Alle Regioni spetta la potest nelle altre materie.
Gli enti locali hanno invece potest per la regolamentazione delle funzioni loro attribuite.

La fdg degli enti locali.


Con la legge 265/1999 introdotta lelezione diretta di:
Pres. Provincia.
Sindaco.
Entrambi hanno mandato di 5 anni, e una persona pu avere al massimo 2 mandati.
Il sistema elettorale :
misto proporzionale/maggioritario;
Prevede clausole di sbarramento;
Prevede un premio di maggioranza.

Riforma del Titolo V.


adottata dalla legge costituzionale 3/2001 che:
Modifica il riparto delle competenze legislative di Stato e Regioni.
Allocazione generale delle funzioni amministrative e principio di sussidiariet.
Scompaiono il visto preventivo sulle leggi regionali ed il controllo di merito del
Parlamento sulla legislazione regionale.

91

CAP. 6: GLI ATTI ED I PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI.


La PA pu essere intesa:
In senso funzionale (oggettivo): cura in concreto gli interessi pubblici. Distinguiamo
quindi:
a) Amministrazione attiva.
b) Amministrazione strumentale.
In senso soggettivo (organizzativo): fa riferimento allapparato organizzativo.
Il modello attuale caratterizzato dalla pluralit dei modelli organizzativi:
Amministrazioni locali.
Agenzie.
Autorit amministrative indipendenti (AAI).
Ministeri.
I principi costituzionali che la PA deve rispettare sono:
a) Principio di legalit (implicito): esprime la soggezione dellattivit amministrativa
alla legge sia in senso formale che in senso sostanziale.
b) Principio di buon andamento.
c) Principio di imparzialit.
Art. 97
d) Riserva relativa di legge in materia di organizzazione.
Le Autorit amministrative indipendenti si caratterizzano per:
Lindipendenza del potere esecutivo.
La personalit giuridica.
La modalit di nomina dei vertici.
Lautonomia finanziaria e contabile, ma anche gestionale ed organizzativa.
Esse hanno funzioni:
Normative.
Di controllo.
Di arbitraggio.
In particolare hanno come obiettivi quelli di tutelare dei determinati diritti e regolare il
mercato.

92

Latto amministrativo.
Pu essere di diversi tipi:
a) Atti normativi.
b) Atti di programmazione.
c) Direttive amministrative.
d) Meri atti (endoprocessuali).
e) Provvedimenti amministrativi.
Il provvedimento amministrativo si caratterizza per:
Unilateralit e autoritariet.
Tipicit.
Esecutivit ed esecutoriet.
Nei confronti del destinatario latto pu essere favorevole o sfavorevole.
Le fasi di adozione sono:
1. Iniziativa.
2. Istruttoria.
3. Costitutiva.
4. Integrativa di efficacia.
Principi di adozione del provvedimento sono:
Termini certi di conclusione.
Intervento dei soggetti interessati.
Indicazione del responsabile del procedimento.
Diritto di accesso.
Proporzionalit.
I possibili vizi dellatto sono:
a) Di legittimit: nullit o annullabilit.
b) Di merito: annullabilit nei soli casi previsti dalla legge.
Son cause di nullit:
a) La mancanza di elementi essenziali.
b) Difetto assoluto di attribuzione.
La nullit non sanabile; lesecuzione di un provvedimento nullo pu essere fonte di
illecito. Inoltre pu essere dichiarata solo dal giudice amministrativo.
93

Sono cause di annullabilit:


a) Lincompetenza relativa.
b) La violazione di legge.
c) Leccesso di potere.
Lannullabilit sanabile. Latto efficace sino allannullamento, che deve essere richiesto
entro i termini perentori.
La PA pu sanare i vizi di un atto con la sanatoria. Se per i vizi non sono sanabili, la PA
procede allannullamento dufficio.
I rimedi contro gli atti invalidi sono:
1. Giurisdizionali.
2. Amministrativi:
a) Ricorso in opposizione.
b) Ricorso gerarchico.
c) Ricorso straordinario al PdR.

94

CAP. 7: DIRITTI E LIBERTA.


a) Si parla di situazioni giuridiche soggettive con riferimento alle situazioni giuridiche
attive o di vantaggio, quali diritti e libert, e con riferimento alle situazioni giuridiche
passive o di svantaggio, quali doveri e obblighi. Libert sottolinea laspetto negativo,
ossia il fatto che gli altri non possono disturbarci. Diritto sottolinea laspetto positivo,
ossia la pretesa.
b) Bisogna distinguere poi tra diritti assoluti e diritti relativi: i primi possono essere fatti
valere contro tutti mentre i secondi verso un determinato soggetto (es. diritti sociali vs
lo Stato).
c) In alcuni casi poi i diritti soggettivi possono degradare in interesse legittimo, quando la
Costituzione prevede che lesercizio di determinati diritti possa essere condizionato da
comportamenti della PA. Infatti per interesse legittimo si intende la situazione di
vantaggio che si possiede di fronte al potere dellamministrazione, e che si sostanzia
nella garanzia di legittimit dellatto amministrativo.

Strumenti di tutela.
Lart. 2 della Costituzione sancisce che La Repubblica tutela e garantisce i diritti inviolabili
delluomo come singolo (principio personalista) e nelle formazioni sociali (principio
pluralista) ove la sua personalit si manifesta .
Gli strumenti di tutela utilizzati sono:
a) La riserva di legge: alla legge riservata la disciplina dei casi e dei modi con cui le
libert possono essere limitate. Infatti le libert individuali sono sempre tutelate da
riserva di legge assoluta.
b) La riserva giurisdizionale: serve per ridurre ulteriormente lo spazio di discrezionalit
dellautorit pubblica, in quanto condiziona ogni provvedimento restrittivo delle
libert individuali ad una previa autorizzazione del giudice.
c) La tutela giurisdizionale: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri
diritti soggettivi ed interessi legittimi.
d) La responsabilit del funzionario: lart. 28 prevede responsabilit diretta dei
funzionari e dei dipendenti pubblici per gli atti compiuti in violazione dei diritti.
e) Il sindacato di legittimit costituzionale: la Corte costituzionale chiamata a
controllare che la legislazione ordinaria non travalichi la Costituzione, comprimendo
o annullando le garanzie.

95

IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA.
Lart. 3 enuncia il principio di eguaglianza, riferendosi al primo comma alleguaglianza
formale mentre al secondo si riferisce ad eguaglianza sostanziale:
Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto la libert e luguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica,
economica e sociale del Paese.
a) Il principio di eguaglianza formale prescrive la parit di trattamento di tutti i cittadini
per le situazioni eguali e la diversit di trattamento per le situazioni diverse. Si dice
formale perch pronunciato come una formula astratta. Tale prescrizione rivolta al
Parlamento, a cui si vieta di creare privilegi o discriminazioni ingiustificate. Pertanto il
principio di eguaglianza il fondamento della ragionevolezza delle leggi.
b) Il nucleo forte del principio di eguaglianza vieta distinzioni di sesso, razza, lingua,
religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali . Questo principio non vieta
al legislatore di introdurre delle differenziazioni basate su tali fattori (incentivare
loccupazione femminile) ma vieta di discriminare il godimento di diritti e libert.
c) Il principio di eguaglianza sostanziale punta a rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale che impediscono leguale godimento dei diritti e delle libert. Da
un punto di vista ideologico, se leguaglianza formale vuole porre delle leggi che siano
uguali per tutti, leguaglianza sostanziale cerca di tutelare le situazioni di svantaggio;
questo pu quindi sembrare una contraddizione. Tuttavia, dal punto di vista
delleffettiva applicazione giurisprudenziale, i 2 principi si limitano e si completano a
vicenda. Infatti leguaglianza formale impedisce alle azioni positive di diventare a loro
volta fonti di ingiustizia, evitando la discriminazione allincontrario. Leguaglianza
sostanziale impedisce leccesso di rigore di quella formale.

96

LAPPLICAZIONE DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI.


In alcuni casi la Costituzione riconosce a tutti la tutela dei diritti, in altri casi la riconosce
solo ad i cittadini.
Lart. 10.2, con riferimento allo status giuridico dello straniero, prescrive una riserva di
legge rinforzata per contenuto: La condizione giuridica dello straniero regolata dalla
legge in conformit alle norme a ai trattati internazionali. Per questo si possono
giustificare le estensioni dei diritti fondamentali agli stranieri, anche nei casi in sui la
Costituzione sembrerebbe riservarli ai soli cittadini.
Ad esempio con la CEDU, ossia la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti
delluomo e delle libert fondamentali, vengono riconosciuti a tutti i diritti fondamentali.
Inoltre la Corte costituzionale ha stabilito che, con riferimento allart. 2 che tutela i diritti
inviolabili delluomo, questultimo deve essere inteso come essere libero, senza
discriminazioni a danno degli stranieri.
In linea generale la Corte costituzionale ha quindi stabilito che la Repubblica garantisce i
diritti inviolabili dello straniero anche laddove la Costituzione gli attribuisce ai soli cittadini.
Vanno fatte 2 precisazioni:
1. Questo vale solo per i cd. diritti inviolabili, mentre per gli altri diritti vale lart. 16
delle Preleggi che ammette lo straniero a godere dei diritti civili attribuiti al
cittadino a condizione di reciprocit, anche se una regola residuale;
2. un principio e non una regola; questo significa che il legislatore pu prevedere
particolari limitazioni a carico dello straniero, purch esse siano ragionevolmente
giustificabili in base alla loro particolare condizione di stranieri.

Lanacronismo legislativo.
Con il termine anacronismo legislativo si fa riferimento al fatto che la Corte costituzionale
in un determinato momento ha ritenuto una disposizione legislativa non contrastante con
le garanzie disposte dalla Costituzione, ma in un altro momento successivo questa pu
essere ritenuta incompatibile.
Questo fenomeno dovuto soprattutto alle modificazioni dei costumi sociali, che in un
determinato momento ci portano a ritenere una norma tollerabile ma in seguito questa
non lo pi.

97

Bilanciamento dei diritti.


Il bilanciamento dei diritti una tecnica impiegata in genere da tutte le corti costituzionali
per risolvere questioni di costituzionalit, in cui si registri un contrasto di diritti o interessi
diversi.
I diritti possono essere:
a) Civili;
b) Politici;
c) Sociali;
d) Della personalit.
I doveri sono invece dei principi non traducibili in regole di comportamento. Sono doveri
costituzionalmente previsti:
Obbligo di fedelt alla Repubblica;
Obbligo di difesa della Patria (servizio militare);
Pagare le tasse.
I diritti e le libert costituzionali sono espressi come principi, ossia un tipo di norma
giuridica diversa dalla regola perch dotata di un elemento di genericit.
In quanto principi, i diritti sono affermati in modo assoluto, senza gerarchie o precedenze.
Essi non sono mai incompatibili tra loro, ma i conflitti sorgono solo nella concreta
applicazione delle norme.
Vi sono 3 ipotesi generali di conflitto tra diritti:
1. Concorrenza tra soggetti diversi per il godimento dello stesso diritto: le risorse
sono limitate e quindi nasce un problema di tutela della concorrenza.
2. Concorrenza tra interessi individuali non omogenei (ad es. il conflitto tra il diritto di
propriet del padrone di casa ed il diritto dellabitazione dellinquilino).
3. Concorrenza tra interessi individuali ed interessi collettivi.

I nuovi diritti.
Si parla di nuovi diritti con riferimento a quei diritti che non sono esplicitamente previsti
dalla Costituzione, ma che devono essere tutelati (es. diritto allidentit sessuale). Secondo
uninterpretazione, i diritti inviolabili di cui allart. 2 devono essere considerati come un
catalogo aperto dei diritti. Tuttavia la Corte costituzionale utilizza lapproccio del catalogo
chiuso, riconoscendo tra i diritti inviolabili solo quelli trattati negli articoli successivi.
Questo non significa che tali interessi non vengano tutelati.
98

I DIRITTI DELLA SFERA INDIVIDUALE.


La libert personale nasce come libert dagli arresti arbitrari, ossia con lhabeas corpus (il
bene pi fisicamente connesso allindividuo, ossia la libert fisica).
Lart. 13 sancisce che: La libert personale inviolabile. Non ammessa forma alcuna di
detenzione, ispezione o perquisizione personale, n qualsiasi altra restrizione alla libert
personale. Per lapplicazione di tale principio, la Corte costituzionale usa un metodo
quantitativo, ossia restano escluse le limitazioni di lieve entit, incapaci cio di ledere la
dignit personale.
Tale metodo integrato da un elemento qualitativo, che comprende la tutela della libert
personale anche a livello di violenza morale, riscontrandola in qualunque atto che leda la
dignit personale.
La Corte costituzionale ha incluso tra le misure lesive della libert personale anche:
Lammonizione.
Il soggiorno cautelare: misura di prevenzione che pu essere applicata a chi
ritenuto in procinto di commettere reati di mafia.
Lobbligo di comparire nellufficio di polizia.
Le misure di prevenzione sono provvedimenti adottati non a seguito del compimento di un
reato, bens in base ad indizi o sospetti che certi reati possano essere commessi in futuro.
In ci si distinguono dalle misure cautelari (carcerazione preventiva, arresto domiciliare
etc.), che sono provvedimenti assunti dallautorit giudiziaria nel corso di indagini o
processo e quindi a seguito di un reato gi commesso.
Le misure di sicurezza (riformatorio, libert vigilata, ricovero in ospedale psichiatrico)
seguono invece la condanna.
Le misure di prevenzione possono avere carattere patrimoniale (sequestro, confisca) o
personale.
Gli strumenti di tutela della libert personale sono: riserva di legge assoluta e riserva
giurisdizionale.

99

Restrizioni e pene.
La riserva di legge opera anche per lindividuazione del tipo di restrizione cui pu essere
sottoposta la libert personale. Vi sono diversi principi costituzionali a tal proposito:
Divieto di violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizione.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit e
devono tendere alla rieducazione del condannato.
Lesclusione della pena di morte.
Il giudizio di ragionevolezza stato allargato anche alla misura della pena, cio alla
proporzione tra gravit della pena e gravit del reato.

Il trattamento sanitario obbligatorio.


Si intende ogni tipo di attivit diagnostica o terapeutica imposta allindividuo. Vale la
riserva relativa di legge e non c riserva giurisdizionale. La decisione spetta infatti
allautorit sanitaria .

Libert di domicilio.
Il domicilio pu essere definito come la proiezione spaziale della persona; per questo gli
vengono estese anche le garanzie prescritte per la libert personale.
Il domicilio viene poi definito dal c.c. come il luogo dei principali affare ed interessi
dellindividuo, e pu non coincidere con la residenza, che la dimora abituale.
Per il diritto penale invece il domicilio labitazione e ogni altro luogo di privata dimora.
Il domicilio inviolabile, e si estendono le garanzie previste per la libert personale cio
riserva di legge assoluta e riserva di giurisdizione per gli atti di ispezione, perquisizione e
sequestro.
Lispezione serve ad accertare le tracce e gli effetti materiali del reato.
La perquisizione serve alla ricerca del corpo del reato o cose pertinenti al reato, ed
preordinata al sequestro.
Vi sono delle eccezioni, che hanno limiti di oggetto (solo per gli accertamenti e le ispezioni
e non per le perquisizioni ed il sequestro) e sono coperte da una riserva di legge rinforzata
per contenuto, ma non c riserva di giurisdizione. Infatti la legge pu consentirli solo per
motivi di sanit ed incolumit pubblica o per fini economici e fiscali.
Solo in questi casi lautorit amministrativa pu accedere al domicilio per accertare lo stato
dei luoghi o esaminare la documentazione senza previa autorizzazione del giudice.
100

Libert di corrispondenza e comunicazione.


Tra le libert inviolabili abbiamo anche la libert e la segretezza di ogni comunicazione, a
partire da quella pi tradizionale, cio la corrispondenza.
Essa un messaggio privato mandato ad un destinatario definito.
Viene punito chiunque prenda cognizione di una corrispondenza a lui non diretta, ma anche
chi la sottrae o la distrugge.
Libert e segretezza sono tutelate con il doppio meccanismo di riserva di legge e riserva di
giurisdizione. Infatti solo il giudice pu disporre il sequestro della posta e solo lui pu
prendere cognizione del contenuto.
Per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche, il p.m. deve chiedere lautorizzazione al
giudice, che laccorda soltanto quando, in relazione a delitti di particolare gravit, vi siano
gravi indizi di reato e lintercettazione sia realmente indispensabile ai fini dellindagine.
Sono inammissibili gli interventi dellautorit di pubblica sicurezza, convalidati ex post.

Libert di circolazione.
Molto vicina alla libert personale, la libert di soggiorno e di circolazione. La legge pu
disporre limitazioni solo in via generale (e quindi non come misura repressiva rivolta al
singolo) e per motivi di sanit o sicurezza.
La libert di circolazione comprende sia la libert di espatrio (ossia di uscire dal territorio
della Repubblica) che la libert di scelta del luogo di esercizio della propria attivit
economica.
Tale libert garantita da una riserva di legge rafforzata per contenuto, ma non per riserva
di giurisdizione.

I DIRITTI NELLA SFERA PUBBLICA.


I diritti che attengono alla sfera pubblica dellindividuo, sono posto a tutela della
dimensione sociale della persona. Essi sono:
1. Libert di espressione del proprio pensiero;
2. Libert di riunirsi (art. 17) ed associarsi (art. 18), dando luogo alle formazioni sociali
in cui si svolge la personalit dellindividuo.
101

Libert di riunione.
Per riunione si intende la compresenza volontaria di pi persone nello stesso luogo.
Lart. 17 stabilisce che tutti i cittadini sono liberi di riunirsi pacificamente e senza armi;
larticolo vuole quindi tutelare lordine pubblico.
Se uno dei partecipanti in possesso di un arma, questo non causa di scioglimento della
riunione ma al massimo di allontanamento dellindividuo.
Si intende per arma impropria qualunque strumento chiaramente utilizzabile, per le
circostanze di tempo e di luogo, per loffesa alla persona.
Le riunioni si distinguono in:
Riunioni in luoghi privati: si svolgono in luoghi destinati esclusivamente al
godimento dei privati.
Riunioni in luoghi aperti al pubblico, ossia quei luoghi in cui laccesso al pubblico
soggetto a modalit determinate da chi ne ha la disponibilit (teatro, cinema);
Riunioni in luoghi pubblici, ossia quei luoghi ove chiunque pu transitare
liberamente (piazze, strade).
Per le prime 2 non previsto alcun onere; per lultima il promotore ha lonere di preavviso
allautorit di pubblica sicurezza (il questore). Inoltre il preavviso non unautorizzazione,
quindi non un a condizione di legittimit della riunione, come sarebbe invece
lautorizzazione. La riunione pu essere legittima anche senza preavviso.
In caso di mancato preavviso per i promotori risponderanno penalmente.
La ratio del preavviso mettere le autorit nelle condizioni di tutelare la sicurezza.

Libert di associazione.
Per associazione si intendono quelle formazioni sociali che hanno base volontaria ed un
nucleo di organizzazione e di tendenziale stabilit.
Lart. 18 sancisce la libert dei cittadini di dare vita ad unassociazione.
Lart. 18 pone 3 garanzie alla libert di associazione:
a) Ladesione allassociazione deve essere libera. Quindi viene protetta anche la libert
negativa, ossia il diritto di non associarsi. Tuttavia la Corte costituzionale ha
dichiarato compatibile con lart. 18 le associazioni obbligatorie cui necessario
aderire per svolgere determinate attivit ( come gli ordini professionali, le
federazioni sportive, alcune forme di consorzio obbligatorio tra proprietari e
produttori).
102

b) La seconda garanzia riguarda listituzione dellassociazione: essa pu avvenire anche


senza autorizzazione.
c) La terza garanzia costituita da una riserva di legge rinforzata.
Sono invece vietate le associazioni segrete e quelle paramilitari (ossia non
necessariamente armate ma che hanno una struttura interna simile a quella militare) che
perseguono finalit politiche.

La libert religiosa e di coscienza.


La libert di coscienza la libert di coltivare profonde convinzioni interiori e di agire di
conseguenza. Non ha dei riscontri espliciti in Costituzione, e si vuole tutelare la
manifestazione della coscienza, del pensiero e della fede.
Gli strumenti di tutela sono:
Divieto di discriminazione;
Leguaglianza tra le confessioni religiose;
Lobiezione di coscienza, ossia il rifiuto dellindividuo di compiere atti prescritti
dallordinamento ma contrari alle proprie convinzioni.

La libert di manifestazione del pensiero.


La libert di manifestazione del pensiero (o libert di espressione) consiste nella libert di
esprimere proprie idee e divulgarle ad un numero indeterminato di destinatari (in ci si
distingue dalla libert di comunicazione) con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di
diffusione.
Lunico limite posto a tale libert il buon costume, che v inteso come pudore sessuale.
La liberta di espressione si declina pure nella libert di informazione, intesa con 2 profili:
Attivo: libert di informare.
Passivo: libert di essere informati.
Sono tuttavia punibili i cd. reati di opinione, quali listigazione (incitamento a compiere
vari tipi di reato), lapologia dei delitti (giudizio positivo dato in pubblico rispetto ad un
comportamento che la legge punisce come delitto) o la pubblicazione di notizie false e
tendenziose. Sono puniti anche i delitti contro lonore, quali lingiuria e la diffamazione.
103

La stampa.
Il regime della stampa caratterizzato dal divieto di sottoporre la stessa a controlli
preventivi, cio autorizzazioni o censure.
ammesso invece il sequestro, ossia un provvedimento di ritiro della stampa successivo
alla sia pubblicazione. Il sequestro caratterizzato da:
a) Riserva di legge assoluta: il sequestro possibile solo in 2 ipotesi:
1. Nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi.
2. Nel caso di violazione delle norme che la legge sulla stampa prescriva per
lindicazione dei responsabili.
b) Riserva di giurisdizione: il sequestro deve essere disposto dal giudice nel caso vi sia
assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dellautorit giudiziaria.

I DIRITTI SOCIALI.
Per diritti sociali si intendono i diritti dei cittadini a ricevere determinate prestazioni dagli
apparati pubblici. Si configurano come dei programmi, la cui attuazione riservata
allattivit degli organi pubblici.
Sono finalizzati alla tutela della dignit umana e alla promozione delleguaglianza in senso
sostanziale. Un esempio lart. 4, che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro.
Sono dei diritto non comprimibili.
Sono tipici dello Stato sociale, e di conseguenza richiedono un intervento attivo da parte
della Repubblica, sia allo Stato sia le Regioni e gli enti sociali.
Inoltre i diritti sociali, nel richiedere prestazioni positive da parte dei pubblici poteri,
comportano limpiego di risorse finanziarie pubbliche. Bisogna applicare il principio della
copertura finanziaria:
necessario il bilanciamento tra tutela dei diritti sociali ed esigenza di finanza
pubblica.
Dovere per i cittadini di concorrere alle spese pubbliche.

Strumenti di tutela.
Non sono previsti dei particolari strumenti. attraverso la legislazione ordinaria che tali
diritti sono organizzati in prestazioni e servizi.
Tutelando leguaglianza sostanziale, si deroga alleguaglianza formale: ad esempio
riservando determinate prestazioni alle persone meno abbienti.
104

I servizi sociali.
I servizi sociali rappresentano lo strumento con cui i diritti sociali sono garantiti. Alcuni
sono rivolti solo ai lavoratori e alle famiglie, altri allintera comunit. Il ramo del diritto che
ne studia lorganizzazione la legislazione sociale.
I principali meccanismi attraverso cui si svolge la protezione della sicurezza sociale sono:
1. La previdenza sociale: ha come obiettivo quello di garantire condizioni adeguate di
vita ad i cittadini che versano in condizioni di debolezza economica o disagio sociale.
Le principali prestazioni previdenziali sono:
a. Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
b. Assicurazione contro linvalidit;
c. Pensione di vecchiaia (et anagrafica);
d. Pensione di anzianit (periodo lavorativo);
e. Indennit per disoccupazione involontaria.
2. Lassistenza sanitaria: il diritto a tale assistenza uno degli aspetti del diritto alla
salute, che si configura sia come diritto ad un ambiente salubre sia come diritto di
rifiutare i trattamenti sanitari che vieta al medico, salvo casi di necessit, di
intervenire senza il consenso del paziente. Infatti i T.S.O sono previsti dalla legge
(riserva assoluta) solo per motivi di sanit pubblica.
Pertanto il diritto alla salute non si configura solo come lobbligo di creare strutture
sanitarie pubbliche, ma anche garantire cure gratuite a tutti gli indigenti.
3. Lassistenza sociale: prevede la creazione di un sistema assistenziale volto a
garantire a tutti il minimo vitale attraverso provvidenze economiche o altre forme di
intervento (diritto allinserimento nel mondo della scuola a coloro che si trovano in
condizioni di inabilit fisica).

Listruzione.
La Costituzione pone 2 principi:
1. Principio di eguaglianza nellaccesso alla scuola.
2. Diritto allistruzione.
Eguaglianza formale: La scuola aperta a tutti.
Eguaglianza sostanziale: garantire effettivamente laccesso allistruzione.

105

Il diritto sociale allistruzione si concreta in:


Obbligo per la Repubblica di istituire scuole di ogni ordine e grado.
Libero accesso alla scuola.
Istruzione inferiore obbligatoria e gratuita.
Provvidenze per i capaci e meritevoli, privi di mezzi.

I DIRITTI ECONOMICI.
Sono tutelati dalla cd. Costituzione economica, cio dal Terzo titolo della prima parte della
Costituzione.

Lavoro.
Il lavoro un diritto di libert e sociale.
Tale diritto si concreta in:
Retribuzione proporzionata a qualit e quantit del lavoro.
Diritto alle ferie (irrinunciabile).
Diritto assistenza sociale per inabili.
Diritto di sciopero- libert sindacali.

Libert sindacale.
Lart. 39.1 sancisce che Lorganizzazione sindacale libera. Gli altri commi prevedono
che i sindacati devono organizzarsi con una propria struttura interne, ma non sono mai
stati applicati. Pertanto i sindacati sono delle semplici associazioni di diritto privato ed i
contratti che essi stipulano non sono fonti dellordinamento generale, ma hanno valore
vincolante solo per i soggetti che lo hanno stipulato e per i loro iscritti.

Diritto di sciopero.
Lo sciopero la sospensione temporanea delle prestazioni di lavoro rivolta alla tutela di un
interesse (non necessariamente economico) dei lavoratori. Esso un diritto nel senso che
non ha conseguenze negative sul piano civile, penale e disciplinare (a parte la sospensione
della paga). Tale diritto tutelato dallart. 40, che rinvia alla legge ordinaria la regolazione
ed i limiti del diritto di sciopero; tuttavia questa disposizione non mai stata attuata.

106

La libert di iniziativa economica.


Lart. 41 sancisce la libert di iniziativa economica. Tuttavia il comma 2 pone un limite, in
quanto liniziativa economica non si pu svolgere se in contrasto con lutilit sociale o in
modo da recare danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana.
Tuttavia tale comma ha unapplicazione marginale sia perch il legislatore non si
impegnato di identificare quali sono effettivamente queste attivit che possono generare
danni, sia perch, con lingresso nellUE, lItalia si impegnata ad una tutela esterna del
mercato per garantirvi la concorrenza. Non pu quindi essere preso nessun provvedimento
che limiti la concorrenza stessa.
Anche lart. 43, che consente la nazionalizzazione o collettivizzazione di determinate
imprese o categorie di imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di
energia, rimasto perlopi inapplicato. Lunico caso di applicazione si avuto con la
nazionalizzazione delle imprese produttrici di energia elettrica (dando vita allEnel).
Questa norma stata poi invocata per giustificare alcuni monopoli pubblici, come la
televisione. Con linfluenza del diritto comunitario si viaggia in una direzione di
privatizzazione.

La propriet privata.
Lart. 42 rinvia alla legge per le modalit di acquisto e di godimento della propriet privata.
Il tema pi importante per riguarda lespropriazione: lart. 42.3 prescrive che
la propriet privata pu essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo,
espropriata per motivi di interesse generale.

Rilettura della Costituzione economica.


Secondo alcuni il diritto europeo ha svuotato la Costituzione economica. Secondo altri
invece essi sono compatibili nel senso che:
Bisogna tutelare la concorrenza.
I monopoli pubblici possono essere realizzati solo se si attesta limpossibilit di
perseguire linteresse generali in un regime di concorrenza pluralistica.
Limitare liniziativa del singolo per garantire efficienza e produttivit del sistema.
Il sistema economico di riferimento quindi caratterizzato da uneconomia di mkt aperta
ed in libera concorrenza, con libert di circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi e
dei capitali, con divieti di aiuti di Stato alle imprese (salvo eccezioni) e disciplina della
concorrenza.
107

I DIRITTI POLITICI.
I diritti politici sono quei diritti riconosciuti ai cittadini di partecipare alla vita politica e alle
decisioni pubbliche. Attraverso essi viene esercitata la sovranit. I principali sono:
Elettorato attivo e passivo.
I vari tipi di referendum.
Diritto di petizione.
Diritto di accedere ai pubblici uffici.
La libert di organizzazione dei partiti.
La Costituzione garantisce tali diritti solo ai cittadini (status activae civitatis), anche se vi
unestensione dellelettorato attivo e passivo ai cittadini europei, seppure limitatamente
alle elezioni amministrative.
I diritti politici si possono perdere, in conseguenza di:
a) Perdita di capacit di agire per infermit mentale.
b) Condanna per gravi reati.
Linterdizione dai pubblici uffici, che comprende anche la perdita di elettorato attivo e
passivo e di ogni incarico pubblico, una pena accessoria che accompagna le condanne pi
gravi. Pu essere:
a) Perpetua: per condanne non inferiori ai 5 anni.
b) Temporanea: per condanne non inferiori ai 3 anni.
Si pu avere anche una sospensione dei diritti politici per coloro che sono sottoposti a
misure di prevenzione, libert vigilata etc.

I DOVERI COSTITUZIONALI.
I principali sono:
Dovere di difesa della Patria: obbligo del servizio militare, se e come lo disciplina la
legge ordinaria.
Dovere di pagare le tasse.

108

CAP. 8: LAMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA.


La funzione giurisdizionale unattivit rivolta alla rilevazione e allapplicazione del diritto,
ed ha come fine la risoluzione delle controversie.
svolta da una serie di organi che esercitano un potere giudiziario in posizione di terziet
(il giudice equidistante dalle parti), su iniziativa di parte e con carattere ex-post. Si vuole
quindi porre rimedio al vulnus e ripristinare la situazione di legalit.
Il sistema giudiziario italiano caratterizzato dalla presenza di pi giurisdizioni. Sono
infatti istituiti i:
1. Giudici ordinari: risolve le controversie in materia di diritti soggettivi.
2. Giudici amministrativi: risolve le controversie in materia di interessi legittimi.
3. Giudici tributari.
4. Giudici contabili.
5. Giudici militari.
I giudici ordinari amministrano la giustizia civile e penale attraverso:
Organi giudicanti;
Organi requirenti.
Gli organi giudicanti civili si dividono in:
a) Organi di primo grado: giudice di pace e tribunale;
b) Organi di secondo grado: corte dappello.
Le decisioni del giudice di pace possono essere impugnate in appello dinanzi al tribunale; le
decisioni assunte in primo grado dal tribunale si possono impugnare presso la corte
dappello.
Gli organi giudicanti penali si dividono in:
a) Organi di primo grado: giudice di pace, tribunale e corte dassise.
b) Organi di secondo grado: corte dappello, corte dassise di appello e il tribunale della
libert.
Giudice di primo e secondo grado hanno eguali poteri: effetto devolutivo.
Gli organi requirenti sono invece i Pubblici ministeri, che esercitano lazione penale e
agiscono nel processo a cura degli interessi pubblici. Inoltre agisce anche nel processo
civile, nei casi stabiliti dalla legge e cura linteresse pubblico.

109

Vale il principio dellobbligo dellazione penale (art. 112) cio il PM obbligato ad


intraprendere la sua azione nel caso di una notizia criminis dotata di un certo fondamento.
Tale principio costituzionale volto a garantire limparzialit della giurisdizione penale.
Il problema in passato era che organi giudicanti e requirenti fossero condizionati
reciprocamente., in quanto facenti parte della stessa categoria e poich era possibile
cambiare funzione facilmente.
Con la legge Mastella del 2007, questo passaggio stato vincolato a delle particolari
condizioni:
necessario esercitare la funzione per 5 anni consecutivi prima di chiedere il
passaggio allaltra;
Il passaggio pu essere richiesto dallinteressato per non pi di 4 volte in tutta la
carriera;
Il passaggio disposto a seguito di procedura concorsuale e deve essere approvato
dal Consiglio superiore della magistratura.
Gli uffici dei PM si rinvengono presso i tribunali, la Corte DAppello e la Corte di Cassazione.
Presso questultima istituita anche la Direzione nazionale antimafia, composta dal
Procuratore nazionale antimafia e dai suoi sostituti, che si occupa del coordinamento delle
indagini sulla criminalit organizzata.
Diversa la Direzione investigativa antimafia, istituita presso il ministero dellinterno, con
il compito di assicurare lo svolgimento in forma coordinate delle investigazioni preventive
relative alla criminalit organizzata.
La funzione giurisdizionale di primo grado nelle controversie in cui sono coinvolti dei
minori il Tribunale per i minorenni, organo collegiale formato da 2 magistrati e da 2
esperti.
I giudici amministrativi sono i tribunali amministrativi regionali, istituiti uno in ogni
Regione, ed il Consiglio di Stato.
Il compito della giurisdizione amministrativa quella di tutelare gli interessi legittimi; di
conseguenza possibile annullare anche degli atti della P.A.
Il Consiglio di Stato, che un organo ausiliario del Governo, ha sia poteri giurisdizionali (
giudice dappello dei tribunali amministrativi regionali) sia poteri consultivi che possono
essere attivati dal Governo.
La Corte dei Conti opera attraverso sezioni regionali (primo grado) e centrali (secondo
grado). Essa esercita la giurisdizione in tema di responsabilit dei pubblici amministratori
qualora questi abbiano recato un danno economico ai soggetti pubblici da cui dipendono.
110

I giudici tributari esercitano la giurisdizione nelle controversi fra i cittadini e


lamministrazione finanziaria dello Stato.
I giudici militari, in tempo di guerra, esercitano la giurisdizione secondo quanto stabilito
dalla legge. In tempo di pace, esercitano la giurisdizione solo sui reati commessi dagli
appartenenti alle forze armate.

PRINCIPI COSTITUZIONALI IN TEMA DI GIURISDIZIONE.


I principi posti dalla Costituzione sono:
a) Precostituzione del giudice naturale: nessuno pu essere distolto dal giudice
naturale precostituito dalla legge, ossia nessuno pu essere giudicato da un giudice
appositamente costituito dopo la commissione di un determinato fatto.
b) Divieto di istituire giudici speciali, cio organi formati fuori dallordinamento
giuridico (art. 102).
c) Soggezione del giudice solo alla legge.
d) Obbligo di motivazione dei provvedimenti.
e) Obbligo dellazione penale.
f) Ricorribilit in Cassazione per tutti i provvedimenti che limitano la libert
personale.
La Corte di Cassazione si configura come giudice di legittimit. Essa infatti non ha il
compito di ricostruire i fatti, bens quello di identificare eventuali violazioni della legge
compiute dagli organi giurisdizionali di grado inferiore; inoltre risolve i conflitti tra giudici
ordinari e giudici speciali. In tal senso ha funzione di nomofilachia, ossia la soluzione delle
questioni interpretative pi controverse.
Pertanto pu annullare le sentenze dei giudici qualora questi hanno male interpretato le
norme o se le motivazioni sono deboli.

Diritto di difesa.
La Costituzione garantisce il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed
interessi legittimi e lart. 24 afferma che la difesa un diritto inviolabile in ogni stato e
grado del procedimento. un diritto azionabile sia contro i privati che contro lo Stato.
Esso si sostanzia in:
Garanzia del contraddittorio fra le parti: vi deve essere un confronto dialettico
paritario tra le parti processuali lungo lo svolgimento di tutte le fasi processuali.
Imparzialit e terziet del giudice, il quale si limita ad interpretare ed applicare le
norme.
111

In particolare vige il principio del giusto processo, consacrato dallart. 111, e che prevede:
a) Parit delle parti nel contraddittorio.
b) Imparzialit e terziet del Giudice.
c) Ragionevole durata del processo.
Tale principio stato introdotto dalla legge costituzionale n. 2/1999.

STATUS GIURIDICO DEI MAGISTRATI ORDINARI.


Lart. 106 stabilisce che la nomina a magistrato avviene per concorso. Vi sono poche
eccezioni:
Possono essere nominati consiglieri di cassazione, per meriti insigni, anche i
professori ordinari in materie giuridiche o gli avvocati che abbiano svolto la loro
professione per 15 anni e siano iscritti negli albi professionali delle magistrature
superiori.
Il giudice di pace un magistrato onorario appartenente allordine giudiziario.
Possono ricoprire tale incarico i cittadini che siano capaci di assolvere degnamente,
per indipendenza e prestigio acquisito e per esperienza giuridica e culturale
maturata, le funzioni di magistrato onorario.
Lart. 104 stabilisce che la magistratura costituisce un ordine autonomo indipendente da
ogni altro potere.
Pertanto la posizione della magistratura caratterizzata da:
1. Autonomia (o indipendenza interna) di ciascun giudice nei confronti degli altri
magistrati.
2. Indipendenza (esterna) dellordine giudiziario nei confronti degli altri poteri.
Le garanzie in favore dellindipendenza sono:
Riserva assoluta di legge in materia di ordinamento giudiziario.
Soggezione dei giudici alla sola legge.
Inamovibilit dei giudici (art. 107): nessun magistrato pu essere trasferito, senza
suo consenso, in una sede diversa da quella che occupa.
Rapporto diretto con la polizia giudiziaria.
Limiti eventuali alliscrizione ai partiti.
Distinzione dei magistrati solo per la diversit delle funzioni.

112

La responsabilit dei magistrati.


I magistrati, per gli atti compiuti nello svolgimento delle loro funzioni, sono soggetti a 2 tipi
di responsabilit:
1. Civile: a causa di errori o inosservanze.
2. Disciplinare: a seguito di violazione degli obblighi connessi al corretto svolgimento
della funzione giurisdizionale.
Le azioni per ottenere il risarcimento del danno ingiusto vanno esercitate contro lo Stato e
non contro il singolo magistrato. Inoltre si ha responsabilit solo nel caso di colpa grave.
Nellesercizio delle funzioni, non pu dar luogo a responsabilit lattivit di interpretazione
delle norme di diritto, n quella di valutazione del fatto e della prova.
LItalia stata condannata dallUE per tale disposizione: il giudice deve essere ritenuto
responsabile in caso di errata interpretazione del diritto dellUe. Non ci siamo ancora
adattati.

IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA (CSM).


Il CSM ha il compito di garantire lautonomia e lindipendenza della magistratura ordinaria,
ossia lorgano di autogoverno della magistratura ordinaria; le giurisdizioni speciali
hanno specifici organi di autogoverno. Esso composto da:
a) 3 membri di diritto: il PdR, che lo presiede; il primo presidente della Cassazione; il
Procuratore generale della Corte di Cassazione.
b) 2 membri eletti dai magistrati ordinari (i cd. membri togati), che devono
rappresentare i 2/3 del Collegio.
c) I cd. membri laici, che costituiscono il restante terzo e sono eletti dal Parlamento in
seduta comune tra gli appartenenti alle seguenti categorie: professori ordinari di
Universit in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno
15 anni.
Quindi la Costituzione non definisce il numero di componenti, ma si limita a stabilire il
rapporto tra quelli eletti dai magistrati e quelli eletti dal Parlamento.
Il PdR Presidente del CSM, anche se la sua presidenza puramente di carattere formale.
La presidenza del collegio viene concretamente svolta dal Vicepresidente, eletto tra i
membri laici.
Il CSM organizzato in commissioni e sezioni.
113

Funzioni del CSM.


Il CSM ha 3 funzioni:
1. Di proposta, in relazione ai servizi attinenti alla giustizia.
2. Consultive: su p.d.l. in materia di ordinamento giuridico.
3. Decisorie:
Assunzioni, assegnazione sedi, promozioni.
Nomina e revoca dei giudici di pace.
Sanzioni disciplinari.
In particolare lazione disciplinare mira a far valere la responsabilit disciplinare del
magistrato, per violazione di doveri tali da ledere il prestigio della Magistratura.
Liniziativa spetta al Ministro della Giustizia o al Procuratore Generale presso la Cassazione.
La decisione viene presa dalla sezione disciplinare del CSM e viene poi sottoposta
allintero CSM.

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA.


Ha i seguenti compiti:
1. Cura lorganizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
2. Promuove lazione disciplinare davanti allapposita sezione disciplinare del CSM.
3. Esercita poteri di sorveglianza ed eventuali attivit ispettive nei confronti degli uffici
giudiziari.
4. Partecipa al processo di conferimento degli uffici direttivi, cio degli incarichi di
maggior rilievo nellordinamento giudiziario. In particolare, tali incarichi sono
attribuiti con deliberazione del CSM, sulla base di una proposta formulata da
unapposita commissione del CSM ed il ministro.

114

CAP. 9: GIUSTIZIA COSTITUZIONALE.


Per giustizia costituzionale si intende un sistema di controllo giurisdizionale del rispetto
della Costituzione; quindi la principale garanzia della rigidit della Costituzione stessa.
Se infatti non fosse possibile agire di fronte ad un giudice per denunciare che la legge
contrasta con la Costituzione, questultima perderebbe la sua prevalenza giuridica rispetto
alle altre fonti.
Il sistema di giustizia costituzionale varia a seconda dellorigine della Costituzione. Negli
USA per esempio tale sistema serve sia per controllare la legittimit delle leggi, sia per
risolvere i conflitti tra Stato federale ed enti federati, oppure tra gli enti stessi.

Il modello italiano.
Il modello di giustizia costituzionale italiano basato su un giudizio:
Successivo, perch investe leggi gi in vigore.
Accentrato, perch svolto da un unico organo: la Corte Costituzionale.
Indiretto, perch i cittadini non possono ricorrere direttamente alla Corte
costituzionale, ma questa pu essere investita soltanto da un giudice.
Vi sono poi alcune eccezioni:
Esiste anche una forma di sindacato preventivo di legittimit, come nel caso di
impugnazione da parte del Governo di statuti regionali. valido anche per i
regolamenti amministrativi governativi o ministeriali.
Il sindacato diffuso sulle leggi (qualsiasi giudice che si trovi ad applicare una legge
pu decidere sulla sua conformit costituzionale) presente solo come strumento
sussidiario, che pu attivarsi nel caso di non funzionamento della Corte costit.
Il giudizio in via diretta previsto dalla nostra Costituzione, ma come strumento
riservato al Governo quando impugna una legge regionale, e alla Regione quando
impugna una legge statale o di unaltra Regione.
Il giudizio di legittimit costituzionale uno strumento attraverso il quale viene estesa
lapplicazione del principio di legalit alla funzione legislativa, che non sovrana ma
disciplinata e limitata da una norma della Costituzione.

115

CORTE COSTITUZIONALE.
Lorgano che garantisce il rispetto della legalit costituzionale non pu essere un organo
rappresentativo, in quanto non deve essere espressione della maggioranza politica.
Piuttosto si cerca di raggiungere una certa neutralit, intesa in pi accezioni:
Neutralit dalla politica in genere; inoltre i giudici della Corte costituzionale devono
avere poi dei requisiti tecnici elevati.
Neutralit rispetto alle parti (in USA i giudici sono nominati dal Presidente con
approvazione del Senato; in Germania per met dal Parlamento e per met dal
Bundesrat). In Italia i giudici sono cos eletti:
a) 5 sono eletti dal Parlamento in seduta comune, con votazione segreta e
maggioranza dei 2/3 dei componenti dellassemblea. Dopo il terzo scrutino
sufficiente la maggioranza dei 3/5.
b) 5 sono nominati dal PdR e come sempre il PdC controfirma latto di nomina.
c) 3 sono nominati dai magistrati di Cassazione.
d) 1 nominato dal Consiglio di Stato.
e) 1 nominato dalla Corte dei Conti.
Neutralit rispetto agli interessi politici e privati: molto difficile da raggiungere.
Negli USA la carica di giudice vitalizia, in modo che i suoi componenti non sono
interessati a garantirsi un personale futuro politico. In Italia il mandato dura 9 anni
e non rinnovabile. Inoltre tale carica incompatibile con qualunque altro ruolo: se
sono professori o magistrati, vengono collocati fuori ruolo per tutto il mandato.
Inoltre non possono svologere attivit inerente ad una associazione o o partito
politico.

Funzioni della Corte costituzionale.


Lart. 134 elenca le sue funzioni:
1. Controllo sulla legittimit delle leggi e degli atti con forza di legge, dello Stato e
delle Regioni.
2. Giudica i conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato.
3. Giudica i conflitti di attribuzione tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni.
4. Giudica le accuse promosse contro il PdR a norma della Costituzione, cio alto
tradimento e attentato alla Costituzione. In tal caso alla Corte si aggiungono 16
giudici cd. aggregati.
5. Giudica lammissibilit del referendum abrogativo.

116

Status del giudice costituzionale.


La Costituzione, per tutelare la neutralit dei giudici, utilizza diversi strumenti:
a) Immunit ed improcedibilit: I giudici della Corte costituzionale non sono
sindacabili, n possono essere perseguiti per le opinioni espresse ed i voti dati
nellesercizio delle loro funzioni. Finch sono in carica godono poi della stessa
immunit personale dei parlamentari.
b) Inamovibilit: i giudici della Corte non possono essere rimossi n sospesi dal loro
ufficio, se non a seguito di una deliberazione della stessa Corte a maggioranza dei
2/3 dei presenti. Per il giudice decade dalla carica se non esercita per 6 mesi le sue
funzioni.
c) Convalida delle nomine: spetta alla stessa Corte deliberare, a maggioranza assoluta,
la convalida dei membri.
d) Trattamento economico: i giudici della Corte hanno un trattamento economico che
non pu essere inferiore a quello del magistrato ordinario investito delle pi alte
funzioni. Alla scadenza del mandato gli poi garantito il reinserimento nelle
precedenti attivit professionali.
e) Autonomia finanziaria e normativa: la Corte amministra un proprio bilancio, il cui
ammontare fissato dal bilancio dello Stato.
f) Autodichia: cosi come per le Camere, anche la Corte gode di competenza esclusiva
per giudicare i ricorsi in materia di impiego dei propri dipendenti.

Funzionamento.
I giudici della Corte hanno un mandato di durata di 9 anni. Il suo rinnovo graduale, cio i
giudici non scadono tutti insieme, ma uno alla volta. Alla scadenza, il giudice cessa dalla
carica e dallesercizio delle funzioni. Non si applica il regime della prorogatio, ossia quel
regime per cui il titolare di un pubblico ufficio continua ad esercitare la usa funzione anche
se il suo mandato scaduto, finch non viene sostituito.
Il regime di prorogatio per la Corte previsto solo per i giudizi di accusa: i giudici ordinari
e aggregati che costituiscono il collegio giudicante continuano a farne parte sino
allesaurimento del giudizio, anche se sia sopravvenuta la scadenza del mandato.
La Corte elegge poi tra i propri membri un Presidente che dura in carica un triennio ed
rieleggibile, fino a quando non scaduto il suo mandato di giudice costituzionale. Il
Presidente eletto a maggioranza assoluta dei membri.
La Corte giudica in via definitiva con sentenza. Tutti gli altri provvedimenti di sua
competenza sono adottati con ordinanza.
117

Ci significa che la Corte emette solo 2 tipi di atti:


1. Sentenza: definisce il giudizio, ossia latto con cui il giudice chiude il processo.
2. Ordinanza: strumento interlocutorio che non esaurisce il rapporto processuale, ma
serve per risolvere le questioni che sorgono nel corso del processo. Degli esempi
sono:
Rinvio della questione a nuovo ruolo.
Esercizio dei poteri istruttori.
Rimessione della causa in pubblica udienza.
Riunione di cause connesse.
I provvedimenti processuali del Presidente sono invece adottati con decreto.
Le sentenze devono essere esaurientemente motivate sia in fatto che in diritto,
mentre per le ordinanze sufficiente che siano succintamente motivate.
La Costituzione stabilisce poi che le decisioni della Corte non possono essere mai
impugnate. Per questo che la Corte deve motivarle, in modo da rendere conto dei propri
processi interpretativi ed argomentativi, legittimando cos le proprie conclusioni.

CONTROLLO DI COSTITUZIONALITA DELLE LEGGI.


Art. 134: la Corte costituzionale giudicasulle controversie relative alla legittimit delle
leggi e degli atti con forza di legge, dello Stato e delle Regioni.
Sono sorti dei problemi interpretativi relativamente a tale norma, cos risolti dalla Corte:
Per leggi di intendono sia le fonti primarie che le leggi di revisione costituzionale,
impugnabili davanti alla Corte sia per vizi formali (derivanti dalla violazione delle
regole procedurali) sia per vizi materiali (derivanti dalla violazione dei limiti posti
dalla Costituzione).
Le leggi precedenti alla Costituzione sono impugnabili per i loro vizi materiali, e non
per quelli formali.
Sono escluse dal sindacato di legittimit tutte le fonti-fatto, quindi le consuetudini,
le norme provenienti dagli altri ordinamenti e le norme UE.
Gli atti sindacabili devono avere forza di legge, quindi sono inclusi decreti-legge,
decreti legislativi. Sono invece esclusi i regolamenti dellesecutivo e gli altri
regolamenti amministrativi; il giudice della loro legittimit infatti il giudice
amministrativo.
Le leggi statali sono equiparate a quelle regionali. Non esistono invece atti a forza di
legge regionali. La Corte ha negato di poter sindacare sui regolamenti interni dei
Consigli regionali.
118

Per parametro si intende il termine di confronto impiegato nel giudicare la legittimit degli
atti legislativi. Il parametro dato in primo luogo dalla Costituzione; tuttavia la
Costituzione stessa prevede in diversi casi che le leggi o gli atti con forza di legge siano
vincolati al rispetto di norme poste da fonti sub-costituzionali. Pertanto la violazione di tali
fonti una violazione indiretta della Costituzione.
Un esempio il decreto legislativo delegato che viola la legge di delega; ma anche la legge
regionale deve rispettare i principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato.

Giudizio incidentale.
Si parla di giudizio incidentale quando la questione di legittimit costituzionale sorge nel
corso di un procedimento giudiziario (detto giudizio principale o giudizio a quo), come
incidente processuale, che comporta la sospensione del giudizio e la remissione della
questione di legittimit costituzionale alla Corte costituzionale.
un giudizio successivo e concreto, perch la legge viene in rilievo al momento della sua
applicazione; anche indisponibile in quanto il giudice, se ne sussistono i requisiti,
tenuto a sollevare la questione dinanzi alla Corte.
Spetta al giudice formulare latto introduttivo e verificare la sussistenza di 2 requisiti:
1. La questione deve essere rilevante per la risoluzione del giudizio in corso: il giudizio
principale non pu proseguire senza che sia risolta la questione di legittimit.
2. Che non sia manifestamente infondata: sufficiente che il giudice abbia un minimo
dubbio sulla costituzionalit della legge o dellatto avente forza di legge per
sollevare la questione dinanzi alla Corte.
Qualora il giudice ritenga che i 2 requisiti sussistono, emette unordinanza di rinvio (o
ordinanza di remissione), necessariamente motivata, che produce leffetto di introdurre il
giudizio costituzionale e sospendere il giudizio principale fino alla pronuncia della Corte
costituzionale circa la legittimit della legge.

Giudizio in via principale.


Il giudizio in via principale (o dazione) pu essere proposto con ricorso da parte dello
Stato contro le leggi regionali o da parte delle Regioni contro le leggi statali o di altre
Regioni. Si chiama in via principale perch la questione di legittimit viene proposta
direttamente con una procedura ad hoc e non nellambito del corso di un giudizio.
astratto in quanto le leggi impugnate vengono in rilievo automaticamente dalla loro
concreta applicazione; disponibile dato che i soggetti legittimati non son tenuti ad
instaurarlo, pur di fronte ad una supposta incostituzionalit della legge.
119

Limpugnazione da parte dello Stato delle leggi regionali (che pu avvenire solo
successivamente dopo la riforma del Titolo V) pu essere promossa dal Governo solo
quando ritiene che una legge approvata dal Consiglio regionale violi qualsiasi disposizione
costituzionale, anche diversa da quelle attributive delle competenze legislative. Di
conseguenza lo Stato, agendo a tutela dellinteresse generale, non deve dimostrare
linteresse a ricorrere, cio a tutela di una propria attribuzione lesa dalla Regione.
Al contrario il ricorso della Regione contro una legge statale pu fondarsi solo su
uninvasione della sfera di competenza attribuita dalla Costituzione. Vi deve essere cio un
concreto interesse a ricorrere.
Latto introduttivo del giudizio in via principale il ricorso, che deve essere deliberato dal
CdM, se agisce lo Stato, o dalla Giunta regionale, se agisce la Regione, nel termine di 60
giorni dalla pubblicazione della legge o dellatto con forza di legge che si intende
impugnare.

Tipologie di decisioni della Corte.


Le decisioni della Corte costituzionale in merito ai giudizi di legittimit possono essere
suddivisi in 3 categorie:
Decisioni di inammissibilit.
Decisioni di rigetto.
Decisioni di merito
Decisioni di accoglimento.

Pronunce processuali.
In generale la restituzione al giudice quo:
Sollecita un nuovo esame della questione da parte del giudice di rinvio;
Non ha effetti preclusivi.
Le decisioni definitive invece rilevano lassenza non rimediabile di condizioni e presupposti
per lesame nel merito.
Gli effetti delle decisioni di inammissibilit sono:
a) Impedisce al giudice di riproporre la medesima questione nel medesimo
procedimento.
b) A meno che il vizio non sia sanabile dal giudice stesso: ad esempio nel caso di
insufficiente motivazione della rilevanza, mancata notifica etc.
120

Decisioni di inammissibilit.
La Corte pronuncia linammissibilit della questione quando mancano i presupposti per
procedere ad un giudizio in merito.
Ci accade quando:
a) Mancano i requisiti soggettivi e oggettivi per la legittimazione a sollevare la
questione di legittimit costituzionale, ossia quando la questione sia stata sollevata
da un organo non qualificabile come giudice, o al di fuori di un procedimento
qualificabile come giudizio oppure quando vi siano irregolarit nelle delibere del
CdM o della Giunta regionale, o ancora quando non sono rispettati i termini di
impugnazione.
b) Quando carente loggetto del giudizio, ossia quando latto impugnato non rientri
tra quelli indicati nellart. 134. In tal caso la manifesta inammissibilit sar decisa in
camera di consiglio, senza dunque procedere alludienza pubblica, e dichiarata con
unordinanza di manifesta impossibilit.
c) Quando manca il requisito della rilevanza, abbiamo diverse ipotesi:
Se vi una semplice carenza di motivazione, la Corte, con ordinanza, ordiner
la restituzione degli atti al giudice qui, perch egli riconsideri la rilevanza.
Altrettanto accade se si in ipotesi di jus superveniens: si ha quando la
disposizione impugnata stata abrogata dal legislatore dopo che il giudice ha
sollevato la questione. In tal caso la Corte restituisce gli atti al giudice quo,
cui spetta di valutare se al suo giudizio si debba applicare la norma nuova o
quella abrogata (labrogazione infatti opera ex nunc).
d) Quando il ricorso (o lordinanza di remissione) manca di indicazioni sufficienti ed
univoche per definire la questione di legittimit: per esempio non sono indicate
chiaramente le norme impugnate.
e) Quando siano stati compiuti errori procedurali: per esempio mancata la
notificazione dellordinanza alle parti del processo.
f) Quando la questione sottoposta alla Corte comporti una valutazione di natura
politica o un sindacato sulluso del potere discrezionale del Parlamento,
esplicitamente esclusi dal controllo della Corte.

121

Sentenze di rigetto.
Con la sentenza di rigetto la Corte dichiara non fondata la questione di legittimit
sollevata.
importante notare che la Corte non dichiara che la legge impugnata legittima, ma si
limita a respingere la questione sollevata.
Infatti la questione di legittimit costituzionale una costruzione intellettuale del giudice;
rigettando la questione la Corte non dice nulla circa la legittimit della legge in astratto, ma
si pronuncia sulla fondatezza prospettata dal giudice.
Per questo la sentenza non ha effetto erga omnes ma solo effetto inter partes, cio non
vieta ad altri giudici di riproporre la questione ma preclude allo stesso giudice di riproporla
nello stesso stato e grado dello stesso giudizio.
Nessuna preclusione subiscono quindi gli altri giudice; tuttavia, se un altro giudice
ripropone la stessa questione senza aggiungere ulteriori argomentazioni, la Corte non
entra neppure nel merito di essa e pronuncia, con unordinanza deliberata in camera di
consiglio (senza dibattimento pubblico tra le parti), la manifesta infondatezza della
questione stessa. Questa ordinanza viene emessa per velocizzare la produzione delle
proprie decisioni.

Sentenza di accoglimento.
Con la sentenza di accoglimento la Corte dichiara lillegittimit della disposizione
impugnata. Per questo motivo la sentenza ha effetto erga omnes, con un effetto
assimilabile allannullamento perch nasce dallaccertamento di un vizio della legge, di un
contrasto con le norme costituzionale, che causa linvalidit della legge in questione.
A differenza della decisione di rigetto, che pu essere pronunciata anche con ordinanza, la
decisione di accoglimento deve essere pronunciata sempre e soltanto con sentenza.
Si dice che la sentenza ha valore costitutivo perch, bench il contrasto con la
Costituzione sia sorto in precedenza, solo con la sentenza che la legge viene invalidata.
I rapporti sorti in precedenza quando la legge era valida non cadono ipso jure (per la legge
stessa) e lo stesso vale per gli atti amministrativi emanati sulla base di quella legge che non
cadono automaticamente; tuttavia si pu chiedere il loro annullamento.
La sentenza opera ex tunc, ha cio carattere retroattivo. Ci significa che la sentenza di
accoglimento non riguarda solo i rapporti che sorgono in futuro, ma anche quelli sorti in
passato purch non siano rapporti giuridici chiusi (vale solo per i rapporti pendenti).

122

La norma incostituzionale cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione
della decisione.
La ratio di tale sentenza quindi impedire al giudice di applicare la norma invalidata.
Qualora il giudice si trova di fronte ad un rapporto giuridico che richiederebbe la sua
applicazione, deve astenersi dal farlo e basare il proprio giudizio su altra disposizioni.
La sentenza di accoglimento pu essere:
Totale: travolgono la disposizione impugnata in tutti i suoi possibili significati,
eliminandola dallordinamento giuridico.
Parziale:travolgono la disposizione nella parte in cui o limitatamente alle parole.
ESEMPI:
Sentenza di accoglimento parziale di tipo non testuale n. 356/1991:
Dichiara l'illegittimit costituzionale dell'art. 1916 del codice civile nella parte in
cui consente all'assicuratore di avvalersi, nell'esercizio del diritto di surrogazione
nei confronti del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute
all'assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico.
Sentenza di accoglimento parziale di tipo testuale n. 151/2009:
dichiara l'illegittimit costituzionale dell'art. 14, comma 2, della legge 19
febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita),
limitatamente alle parole ad un unico e contemporaneo impianto, comunque
non superiore a tre.

Efficacia temporale delle sentenze di accoglimento.


Se in generale la sentenza di accoglimento ha efficacia retroattiva, vi sono delle ipotesi di
differimento degli effetti:
1. Monito al legislatore: la Corte rileva unincompatibilit col dettato costituzionale
che non giustifica per una pronuncia di accoglimento. In tal caso accerta ma non
dichiara lincostituzionalit e invita il legislatore a rimuovere il contrasto.
2. Dichiarazione di ancora costituzionalit: la norma impugnata considerata
incostituzionale ma non dichiarata tale perch ha carattere provvisorio o transitorio,
ed quindi destinata a perdere efficacia. Di conseguenza non necessario
caducarla immediatamente.

123

Vi sono poi delle ipotesi di limitazione degli effetti retroattivi:


Sentenze di illegittimit costituzionale sopravvenuta: la disposizione impugnata
era legittima al momento della sua entrata in vigore, ma non lo pi. Di
conseguenza perde efficacia dal momento della sopravvenuta incostituzionalit,
e non pi applicabile da quel momento.
Incostituzionalit differita: la caducazione retroattiva della disciplina
incostituzionale produrrebbe una lesione degli interessi costituzionalmente
protetti. Pertanto necessario indicare un termine.

Sentenze interpretative di rigetto.


Le sentenze interpretative di rigetto sono le decisioni con cui la Corte dichiara infondata la
questione di legittimit costituzionale, non perch il dubbio di legittimit non sia
giustificato, ma perch esso si basa su unerrata interpretazione della disposizione
impugnata. Nella forma usa nei sensi di cui in motivazione , ma nella sostanza lelemento
fondamentale della decisione linterpretazione della Corte.
La Corte ha sempre affermato che nel caso in cui una stessa disposizione pu essere
interpretata in modi diversi, linterprete deve scegliere linterpretazione conforme a
costituzione, ossia deve ricavarne la norma compatibile con la Costituzione. una variante
dellinterpretazione sistematica, criterio secondo cui possibile risolvere unantinomia tra
norme interpretando una disposizione in modo che la norma ricavata non sa in conflitto
con le altre norme dellordinamento.
Se invece il giudice propende per una norma che rende la disposizione di dubbia
compatibilit con la Costituzione, la Corte rifiuta di dichiarare illegittima la disposizione
perch basterebbe interpretarla in modo differente.
Tuttavia, in presenza di diritto vivente, ossia di fronte ad una interpretazione consolidata
della disposizione impugnata, la Corte non cerca di modificarla proponendo
uninterpretazione diversa, conforme alla Costituzione. Accetta di giudicare la disposizione
nel significato normativo che le viene attribuito. Pertanto se tale norma incompatibile
con la Costituzione, la Corte ne dichiara lillegittimit.
Per questo motivo le sentenze interpretative di rigetto sono poco frequenti.
La Corte utilizza le sentenze interpretative di rigetto soprattutto quando un giudice adotta
uninterpretazione difforme da quella ordinaria giurisprudenziale. Tali sentenze prendono
il nome di sentenze correttive, e vengono utilizzate per rinforzare il diritto vivente.
124

Invece la Corte utilizza le sentenze interpretative di rigetto per forzare in senso


conforme alla Costituzione linterpretazione di nuove leggi, per cui non esiste ancora
diritto vivente. Tali sentenze si chiamano sentenze adeguatrici.

Le sentenze interpretative di rigetto hanno effetti diversi a seconda del soggetto


considerato:
1. Non hanno efficacia erga omnes e quindi non vincolano i giudici diversi dal
rimettente;
2. Nei confronti del giudice a quo:
a) Secondo alcuni, costituiscono un vincolo negativo: divieto di applicare
linterpretazione incostituzionale.
b) Secondo altri, costituiscono un vincolo positivo: obbligo di applicare
linterpretazione indicata.

Sentenze manipolative di accoglimento.


Le sentenze di accoglimento sono dette manipolative o interpretative o anche normative
quando il loro dispositivo non si limita alla semplice dichiarazione di illegittimit della legge
o delle sue singole disposizioni, ma lillegittimit dichiarata anche per la norma che essa
esprime. Pertanto la Corte modifica o integra la norma ad essa sottoposta.
Abbiamo diverse tipologie:
a) Sentenza di accoglimento parziale: con esse la Corte dichiara illegittima la
disposizione per una parte sola del testo.
b) Sentenza additiva: una disposizione ritenuta incostituzionale perch non contiene
una previsione costituzionalmente imposta, nella parte in cui non prevede . Non
sono applicabili in materia penale (art. 25). Laddizione quindi una norma omessa
dal legislatore, che viene enunciata nel dispositivo della sentenza. comunque il
giudice remittente che deve indicare alla Corte il verso delladdizione, altrimenti la
questione viene dichiarata inammissibile.
c) Sentenza sostitutiva: una disposizione ritenuta incostituzionale perch contiene
una previsione in luogo di unaltra. Pertanto la Corte sostituisce una locuzione della
disposizione, incompatibile con la Costituzione, con unaltra costituzionalmente
corretta.
Poich le sentenze additive generano un aumento della spesa pubblica in quanto
determinano lestensione dei diritti, esse non sono soggette al principio di obbligo di
copertura (leggi che prevedono nuove spese devono trovare fonti), perch hanno il
compito di ripristinare la situazione di legalit.
125

ESEMPI:
1. Sent. interpretativa di accoglimento n. 78/2007:
Dichiara l'illegittimit costituzionale degli artt. 47, 48 e 50 della legge 26 luglio
1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle
misure privative e limitative della libert), ove interpretati nel senso che allo
straniero extracomunitario, entrato illegalmente nel territorio dello Stato o privo
del permesso di soggiorno, sia in ogni caso precluso l'accesso alle misure
alternative da essi previste.
2. Sentenza additiva a dispositivo preciso n. 294/2011:
Dichiara lillegittimit costituzionale della legge della Regione siciliana 20 marzo
1951, n. 29 (Elezione dei Deputati allAssemblea regionale siciliana), cos come
modificata dalla legge della Regione siciliana 5 dicembre 2007, n. 22 (Norme in
materia di ineleggibilit e di incompatibilit dei deputati regionali), nella parte in
cui non prevede lincompatibilit tra lufficio di deputato regionale e la
sopravvenuta carica di presidente e assessore di una Provincia regionale .

3. Sent. additiva a dispositivo indeterminato n. 151/2009:


Dichiara l'illegittimit costituzionale dell'art. 14, comma 3, della legge n. 40 del
2004 nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da
realizzare non appena possibile, come stabilisce tale norma, debba essere
effettuato senza pregiudizio della salute della donna.

Le sentenze additive di principio si hanno quando la Corte indica un principio che il


legislatore dovr recepire nelladottare la disciplina in cui la mancanza stata censurata
dalla Corte stessa.
La Corte pu indicare:
Principi suscettibili di applicazione giudiziale: i giudici possono decidere sulla base
di essi, ma vi il rischio di interpretazioni difformi.
Principi non suscettibili di applicazione giudiziale: la disposizione non pi
applicabile e i giudici non sono in grado di utilizzare il principio individuato dalla
Corte.

126

ESEMPI:
Sent. additiva di principio rivolta sia al legislatore sia ai giudici n. 497/1988:
Dichiara la illegittimit costituzionale dell'art. 13 del decreto-legge 2 marzo 1974,
n. 30 (Norme per il miglioramento di alcuni trattamenti previdenziali ed
assistenziali), convertito, con modificazioni, nella legge 16 aprile 1974, n. 114, per la
parte in cui non prevede un meccanismo di adeguamento del valore monetario ivi
indicato
Sent. additiva di principio rivolta solo al legislatore n. 243/1993:
Dichiara L'illegittimit costituzionale dei combinati disposti dell'articolo 1, terzo
comma, lettere b) e c), della legge 27 maggio 1959 n. 324 (Miglioramenti economici
al personale statale in attivit ed in quiescenza) con gli articoli nella parte in cui
non prevedono, per i trattamenti di fine rapporto ivi considerati, meccanismi
legislativi di computo dell'indennit integrativa speciale secondo i principi ed i tempi
indicati in motivazione

Tipologie di controllo.
1. Diffuso: qualsiasi giudice che si trova ad applicare una legge pu decidere sulla sua
conformit alla Costituzione.
2. Accentrato: la verifica di costituzionalit di una legge attribuita esclusivamente ad un
particolare organo giurisdizionale.
Questo sono 2 forme di controllo successivo.
In alcuni casi il controllo pu essere preventivo, perch impedisce la promulgazione e
lentrata in vigore di una legge.
Nei sistemi accentrati leffetto caducatorio prodotto dal dispositivo.
Nei sistemi diffusi a vincolare linterprete la motivazione del precedente interprete.

Pronuncia della Corte.


La Corte si pronuncia nei limiti dellimpugnazione, attenendosi:
Al petitum, ossia alloggetto dellazione;
Al thema decidendum, ossia lambito entro il quale il giudice si pu pronunciare.
Le decisioni della Corte costituzionale non possono essere impugnate (art. 137.3).
127

CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO.


I conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato sono lo strumento con cui i poteri dello
Stato possono agire davanti alla Corte per difendere le proprie attribuzioni costituzionali
compromesse dal comportamento di un altro potere dello Stato.
Essendo la nostra una fdg molto complessa, con poteri non si intendono solo i 3
tradizionali, ma anche tutti gli altri soggetti che partecipano ai processi decisionali (come
PdR, il CSM, la Corte dei Conti etc.).
Pertanto Potere sono potenzialmente tutti i soggetti che hanno un ruolo, cio
unattribuzione che non deve essere necessariamente indicata espressamente dalla
Costituzione ma che attengono a procedimenti decisionali previsti solo genericamente
dalla Costituzione e trattati analiticamente dalla legge.

Oggetto del conflitto.


Il conflitto pu sorgere in 2 casi:
1. Usurpazione di potere: un organo svolge unattribuzione spettante allorgano di un
altro potere.
2. Conflitti da menomazione o da interferenza: comportamento di un organo che
intralci il corretto esercizio delle competenze altrui.
Il primo caso, poco frequente, detto vindicatio potestatis, ossia entrambi gli organi
rivendicano per s lattribuzione ad emanare un atto.
Nel secondo caso invece non c una rivendicazione di potere usurpato, ma un organo, che
svolge una attribuzione incontestabilmente sua, esercita tale attribuzione in un modo che
impedisce lesercizio delle attribuzioni spettanti al ricorrente (Berlusconi vs Magistratura).

Il giudizio.
Il giudizio inizia con una decisione della Corte circa lammissibilit del conflitto. Si tratta di
una semplice deliberazione, cio di un giudizio sommario, assunta in camera di consiglio e
serve a verificare i presupposti soggettivi (che si tratti di Poteri dello Stato) e quelli
oggettivi (che siano in discussione attribuzioni costituzionali). La sentenza che chiude il
giudizio stabilisce a chi spetta la competenza. Essendo un giudizio tra parti, non opera erga
omnes. Tuttavia la sentenza pu accompagnarsi con lannullamento degli atti dellorgano
incompetente; lannullamento opera erga omnes.
128

CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE TRA STATO E REGIONI.


I conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni sono lo strumento con cui vengono risolte le
controversie che sorgono tra Stato e Regione, o tra Regioni. Sono quindi conflitti tra enti
(detti conflitti intersoggettivi), a differenza dei conflitti tra i poteri dello Stato che
riguardavano gli organi di uno stesso ente (conflitti interorganici).
Latto di qualsiasi organo dello Stato o della Regione pu generare il conflitto, quindi sia gli
atti amministrativi che gli atti giudiziali, ad eccezione degli atti legislativi per cui c il
giudizio di legittimit in via principale.
La violazione della competenza pu derivare sia dallinvasione della sfera di attribuzioni, sia
dalla menomazione o interferenza.
Il conflitto introdotto da un ricorso. Condizione di ammissibilit linteresse a ricorrere,
cio sia Stato che Regione devono dimostrare di aver subito una lesione attuale (non solo
potenziale) e concreta (non solo teorica) della loro competenza.
Nei giudizi di legittimit in via principale invece solo la Regione deve provare linteresse a
ricorrere.

GIUDIZIO DI AMMISSIBILIT DEL REFERENDUM ABROGATIVO.


Il giudizio di ammissibilit introdotto con lordinanza dellufficio centrale per il
referendum che dichiara la legittimit dello stesso.
I delegati del Consiglio regionale, il PdC e i presentatori delle 500.000 firme, nonch altri
portatori di interessi (associazioni politiche, sindacati etc.) possono presentare memorie e
prendere parte alla discussione orale in camera di consiglio.
Nel consiglio la Corte si limita a dichiarare ammissibile o inammissibile la richiesta.
Esso non ammesso per:
a) Leggi tributarie.
b) Leggi di bilancio.
c) Leggi di amnistia e indulto.
d) Leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.
Vi sono poi ulteriori motivi di inammissibilit:
Sono sottratti al referendum la Costituzione e le leggi costituzionali.
Le leggi relative alla manovra finanziaria e allapplicazione dei trattati.
Referendum il cui quesito abbia una matrice razionale unitaria, cio non sia
omogeneo.
129

LA GIUSTIZIA POLITICA.
Con lespressione giustizia politica si fa riferimento alle funzioni che esercita la Corte
costituzionale quando giudica sulle accuse promosse contro il PdR.
Il PdR pu essere messo in stato di accusa per reati di alto tradimento e attentato alla
Costituzione (art. 90), dal Parlamento in seduta comune, con votazione a maggioranza
assoluta.
Viene poi giudicato dalla Corte costituzionale in composizione integrata da 16 membri
estratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per leleggibilit a senatore, e che
il Parlamento compila ogni 9 anni. Sono i cd. giudici aggregati, che godono dello stesso
status dei membri togati della Corte.
Per attentato alla Costituzione non si intende qualunque violazione della stessa, bens la
violazione deve essere caratterizzata da dolo specifico (ossia si sa di arrecare un danno).
Il procedimento di accusa si articola in 2 fasi:
1. Messa in stato di accusa davanti al Parlamento in seduta comune. La deliberazione
del Parlamento preceduta da unattivit di indagine svolta da un Comitato,
costituito dai membri delle Giunte per le immunit al Senato e della Camera, che
dispone di 5 mesi (prorogabile una volta ogni 3 mesi) per acquisire e valutare il
materiale probatorio relativo alla notitia criminis. Al termine dellindagine, il
comitato pu:
a. Ritenere palesemente infondata laccusa e procedere con lordinanza di
archiviazione.
b. Presentare una relazione sulla messa in stato di accusa.
c. Dichiarare la propria incompetenza nel caso in cui il reato non rientri tra
quelli previsti dallart. 90.
2. La seconda fase si svolge davanti alla Corte in composizione integrata.
La sentenza della Corte non soggetta ad impugnazione, a meno che dopo la condanna
non emergano fatti nuovi tali per cui possibili riaprire il procedimento.

I reati ministeriali.
In passato anche i reati ministeriali, ossia quei reati commessi dal PdR, PdC e ministri
nellesercizio delle loro funzioni, rientravano nella giustizia politica. La norma stata poi
abrogata a seguito di referendum popolare.

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Solo la magistratura ordinaria pu giudicare i reati ministeriali, previa autorizzazione della


camera di appartenenza se il membro del Governo deputato o senatore, o dal Senato
nelle altre ipotesi.
Al di fuori dellambito dei reati ministeriali, ciascun membro del Governo che commetta un
reato ricorre in responsabilit pari a qualunque altro cittadino e si pu appellare solo al
legittimo impedimento.

131