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Albinoni, Tomaso (1671-1750) compositore e violinista.

Dei suoi circa 50


melodrammi non rimangono che poche arie. La sua produzione per strumenti ad
arco e per archi e oboi - fra le piu alte espressioni della musica strumentale del
primo 700 italiano si collegha alla tradizione di A. Corelli, ma annuncia in
molti aspetti formali il futuro concerto per strumento solo e orchestra e lo stile
sinfonico-quartettistico.

Ambrogio (Santo) (339 ca - 394) - padre della chiesa. Vescovo di Milano dal 374;
da lui presero il nome il canto liturgico e il rito di quella chiesa (canti ambrosiani).
Sant Agostino lo indica come autore di 4 inni.

Bellini, Vincenzo (1801-1835) compositore, uno dei maggiori esponenti del


melodramma italiano. Fu allievo di Zingarelli nel conservatorio di Napoli)
Indirizzo allo studio del melodramma napoletano e delle opere strumentali di
Haydn e Mozart. Dal 1827 al 1833 visse a Milano. Mor durante un viaggio di
lavoro che aveva portato a Londra e a Parigi. Suoi capolavori sono Norma e La
sonnambula (entrambi del 1831). Essi mostrano la straordinaria attitudine del
linguaggio belliniano animato da una nuova sensibilita romantica ma
disciplinato da una classica compostezza costruttiva a modellarsi in espressione
altamente tragica e nellidillio piu terso e sereno. Altre opere: Il pirata, La
straniera, I Capuleti e i Montecchi, I puritani.

Boccherini, Luigi (1743-1805) compositore e violoncellista. Si stabil nel 1768


a Madrid, al servizio della corte spagnola. Dotato di gusto melodico spigliato e
colorito e capace di approfondito controllo della forma, e constiderato uno degli
edificatori della civilta strumentale classica. Scrisse sinfonie, concerti per
violoncello, quartetti, musica da camera, numerosissimi quintetti per archi, genere
di cui stabili i connotati strutturali.

Boito, Arrigo (1842-1918) poeta e musicista. Tra i maggiori esponenti della


scapigliatura come poeta (Il libro dei versi, 1877), in musica tento di rinnovare
lopera italiana con Mefistofele (1868, rielab. 1875 e 81), intrisa di sinfonismo e
lontana dalle tradizioni del belcanto. Scrisse anche lopera Nerone. Nel 1881 ebbe
inizio la sua collaborazione Verdi (per il quale aveva gia scritto il testo dellInno
Nazioni) con il rifarcimento del Simon Boccanegra. Seguirono Otello e Falstaff. Il
contributo di B. alle creazioni dellultimo Verdi fu il grande rilievo. Nel nuovo
librettista il grande compositore trovo un collaboratore capace di soddisfare le
sue ultime e piu complesse esigenze drammatiche, e fu appunto nellultimo
Verdi che si realizzarono compiutamente quella fusione tra musica e dramma, e
quel superamento delle forme chiuse tradizionali che B. aveva perseguito nelle
proprie opere con esiti tanto meno persuasivi.

Bononcini, Giovanni (1670-1747) - compositore. Divenuto celebre a Bologna


come virtuoso di violoncello. Dal 1697 al 1713 presto' servizio alla corte di Vienna
e poi a quella di Berlino. In seguito trasfer a Londra (1716-31), ove rivaleggio'
campo teatrale con Hndel. Perduto il favore londinese, soggiorno' a Parigi (1833),
Lisbona (1735), infine a Vienna (1736), dove mor in miseria. Dal 1694 si dedico'
soprattutto al teatro con una ventina di opere e altri brevi componimenti teatrali. B.
fu anche autore di molte cantate profane a voce sola, di 7 oratori e di varia musica
sacra.

Busoni, Ferrucio (1866-1924) - compositore e pianista tra i piu' celebri del suo
tempo. Partendo in particolare da Bach, fu assertore (anche con un'importante
attivita' saggistica) di una musica che recuperasse un'assoluta oggettivita'. Fantasia
contrappuntistica per pianoforte (4 versioni, 1910-22), pagine cameristiche e
sinfoniche, le opere teatrali Arlecchino, Turandot, (ambedue 1917) e
l'incompiuto Doktor Faust.

Caccini, Giulio (1550 ca -1618) - compositore e cantante. Visse alla corte medicea
di Firenze. Membro della Camerata fiorentina, fu uno dei principali rappresentanti
dello stilo detto del "recitar cantando". Con J. Peri collaboro' nel 1600 alle musiche
per l'Euridice su testo di O. Rinuccini, che costituisce uno dei primi modelli di
melodramma. Altre composizioni: arie, madrigali, canzoni, sonetti e scherzi in stile
monodico. - Sua figlia Francesca (detta la Cecchina) fu celebre cantante.

Caldara, Antonio (1670-1736) - compositore. Scrisse moltissimo (p.es. 78


melodrammi -fra qui una Dafne - e oratori, lavori strumentali: sonate per
clavicembalo e per violino con basso continuo, quartetti per archi detto sonate)
sintetizzando nel proprio stile la tradizionale veneziana madrigalistica e
concertante di Monteverdi, il melodizmo appassionato della scuola napoletana, lo
strumentalismo dei bolognesi. Nel campo della musica sacra scrisse 20 messe,
composizioni varie, nonche' 38 oratori, fra cui Giuseppe, Il re del dolore,
la Passione del Cristo. C. influ direttamente su Bach e Telemann e contribu a far
maturare i presupposti del classicismo viennese.

Carissimi, Giacomo (1605-1674) - compositore. Contribu in misura determinante


alla definizione formale dell'oratorio in latino. Nei suoi oratori (circa 200, fra
cui Jephte) utilizzo' con senso drammatico l'articolazione del genere (recitativi e
ariosi, episodi corali e solistici, duetti, terzetti, interventi strumentali) conferendo
respiro epico alle vicende bibliche e verita' psicologica ai personaggi. Suoi allievi
diffusero l'oratorio in Germania e in Francia.

Casella, Alfredo (1883-1947) - compositore e pianista. Influ, attraverso la sua


attivita' di compositore, concertista e organizzatore culturale, sul chiuso mondo
musicale italiano. Nelle sue composizioni approdo' un suo linguaggio asciutto ed
essenziale, animato da una vivacita' "mediterranea". Tra le composizioni: La
giara (1927, balletto), La donna serpente (1932, l'opera), Scarlattiana (per
pianoforte e orchestra, 1926).

Catalani, Alfredo (1854-1893) compositore. Inseri una vena tardoromantica e


quasi crepuscolare nellopera italiana di fine 800. Loreley (1890), La
Wally (1892).

Cherubini, Luigi (1760-1842) - compositore. La sua carriera di compositore ebbe


inizio nellambito del genere sacro. Si stabil a Parigi. Poi fu attivo nella Francia
della rivoluzione, dell'era napoleonica e della restaurazione. Approfond la visione
unitaria del melodramma glukiano in un clima di grande risonanza tragica e
psicologica, sviluppando il declamato melodico e il linguaggio dell'orchestra, e
giungendo conMedea (1797) al capolavoro, di cui Brahms defin: le vetta
suprema della musica drammatica. Altre opere: Lodoiska (1791), Anacreonte,
(1803), Le due giornate (1800), importanti messe e quartetti.

Cimarosa, Domenico (1749-1808) - compositore, tra i maggiori esponenti della


scuola napoletana. Fu attivo nei principali teatri italiani, in Austria, in germania e,
dal 1787, alla corte di Russia. Scrisse ca 70 opere, in maggioranza comiche. Suo
capolavoro e' Il matrimonio segreto (1792), in cui i caratteri tipici dell'opera buffa
napoletana si arricchiscono di aggraziate venature patetiche. Altri lavori:
l'operaL'impresario in angustie, l'intermezzo Il maestro di cappella, 38 sonate per
clavicembalo e 81 per il fortepiano. Compose inoltre parecchia musica sacra e
profana vocale, nonche 6 fra oratori e azioni sacre.

Clementi, Muzio (1752-1832) pianista e compositore. Attivo a Vienna e a Londra.


Concertista celeberrimo, ebbe un ruolo determinante nella diffusione del pianoforte
e nella definizione di un suo specifico linguaggio. Le Sonate di C. permeate di
sensibilita prepomantica, influirono sulla formazione dello stile pianistico di
Beethoven. La sua opera didattica Gradus ad Parnassum (1817-16), raccolta di
cento studi, e ancor oggi insostituibile per la formazione del pianista.
Corelli, Archangelo (1653-1713) - compositore e violinista. Studio a Bologna
dove nel 1670 venne accolto nellAccademia filarmonica. Fu attivo quasi solo a
Roma, ma le sue opere servirono da modello in tutta Europa. A. Corelli si deve la
definitiva precisazione formale della sonata e del concerto barocchi. La "sonata a
tre" fu sviluppata nelle raccolte op. 1, 2, 3 e 4 (1681-94). La sonata solistica
nell'op. 5 (1700, dodici Sonate per violino). Il concerto, nei dodici Concerti grossi
op. 6.

Dallapiccola, Luigi (1904-1975) - compositore. Adotto' verso la fine degli anni '30
la tecnica dodecafonica. La sua produzione e' caratterizzata da una vena lirica
limpidissima e da richiami alla tradizione strumentale italiana, nonche' da una
profonda tensione morale e religiosa. Per il teatro: Volo di notte (1940), Il
prigioniero (1950), Ulisse (1968), per voci e vari complessi strumentali: Canti di
prigionia 1938-41), Liriche greche (1942-45), Canti di liberazione (1951-55), poi
due Tartiniane (1951 e 56).

Donizetti, Gaetano (1797-1848) - compositore. Fu allievo di S. Mayr e si


perfeziono' in contrappunto con padre S. Mattei. Si formo' anche sui classici
viennesi, i cui echi sono percepibili nell'agile saldezza di scrittura del suo stile che
disciplina la facilita' di invenzione melodica. Scrisse piu' di 70 opere, ta cui Anna
Bolena (1830), L'elisir d'amore (1832), idillio contadino venato di malinconico
lirismo. Lucia di Lammermmoor (1835), sensibile al clima del romanticismo
nordico. Chiamato a Parigi da Rossini, si accosto' alla tradizione francese con
l'opera-comique La figlia di reggimento, il grand-opre Les Martyrs e con La
favorita (1940). Del 1843 e' Don Pasquale, raffinata rievocazione della vecchia
opera buffa.

Frescobaldi, Girolamo (1583-1643) - compositore. Esord con un libro di


madrigali, pubblicato durante un viaggio nelle Fiandre (1608). In seguito, attivo
quasi stabilmente a Roma, si dedico' prevalentemente alla musica per tastiera,
soprattutto per organo, strumento nel quale eccelse anche come esecutore. Nelle
sue composizioni (ricercari, toccate, partite, canzoni, capricci, ecc.) e' assente ogni
esteriorita' technica e virtuosistica, l'espressione e' limpida e profonda. Lo stile
organistico di Frescobaldi influ sulla cultura musicale protestante.

Gabrie'li, Andrea (1510 ca 1586) compositore. Fu attivo come organista a


Verona e Venezia. Scrisse circa 110 mottetti, messe, un Gloria a 16 voci, 7 Psalmi
Davidici, circa 250 madrigali (da tre a dodici voci), ricercari, canzoni, una
celebre Battaglia strumentale 4 grandi cori per lEpido tiranno scritti a commento
della tragedia sofoclea che nel 1585 inauguro il Teatro Olimpico di Vicenza; una
ventina digregesche (semplici ma curiosi composizioni, in un dialetto misto di
venetiano, dalmato e greco) ecc. Sviluppo di forme rinascimentali, arrichendole di
un gusto scenografico e di una scrittura piena di contrasti.

Gabrie'li, Domenico ( 1659 ca 1690) compositore e violoncellista. Dopo gli


studi a Venezia e a Bologna, fu violoncellista nella cappella di S. Petronio, membro
e poi presidente (nel 1683) dellAccademia filarmonica bolognese. Nonostante la
brevita della sua vita, fu autora di 12 opere teatrali, nello stile della scuola
veneziana, e di un buon numero di cantate e musiche strumentali. Compose per
primo musiche per violoncello (ricercari e sonate), in cui e evidente la perfetta
conoscenza della tecnica dello strumento e delle sue peculiari capacita
espressive.

Gabrie'li, Giovanni (1557 ca 1612) compositore. Nipote e allievo di Andrea,


segna il trapasso tra la musica dei rinascimento e quella barocca. Tra le sue
composizioni, molte pubblicate postume, le Sacrae symphoniae (grandi mottetti
concertati), le canzoni e le sonate (fra cui la celebre Sonata pian e forte a 8 voci),
che accentuano il carattere di fastosita della scuola veneziana. Decisivo il suo
contribuito allemancipazione della musica strumentale dai modelli vocali. Nelle
opere di G. Giovanni e presente il piu autentico spirito corale veneziano,
pronto a cogliere nella musica occasioni di spettacolo e magnificenza, senza per
questo perder di vista la sostanza polifonica di eredita rinascimentale. In questo
senzo e difficile distinguere in G. lantico dal moderno: come Monteverdi, egli
e una figura di transizione, che media due epoche grazie a un talento
straordinario.

Galilei, Vincenzo (1520 ca 1591) umanista, compositore e teorico della musica.


Padre di Galileo. Studio a Venezia con G. Zarlino e visse a Firenze, ove fu
accademico della Crusca e una delle figure dominanti nel geruppo della Camerata
fiorentina. Della sua produzione ci restano 2 libri madrigali, intavolature e altri
pezzi per liuto. E perduta inceve una musica sul testo del XXXIII canto
dell' Infernodantesco. Di grande importanza sono le opere teoriche, tra
cui Fronimo, sulle intavolature per liuto (1568), Dialogo della musica antica et
della moderna (1581) che teorizza i principi estetici della Camera fiorentina, e
fornisce preziose notizie sulla pratica musicale del tempo.

Gastoldi, Giovanni Giacomo (1555 ca 1622) compositore. Fu maestro di


cappella della chiesa di S. Barbara di Matova, poi quello di cappella nel duomo di
Milano. Autore di musica profana (fra cui 4 libri di madrigali a 5 voci e a 6 voci) e
sacra (messe, mottetti, salmi, ecc.). G. e passato alla storia per un libro di Balletti
a 5 voci (Venezia, 1591). Concepiti in stile di danza (per voci e strumenti), tali
balletti si diffusero anche allestero, specie in Inghilterra e Germania, dando vita a
un genere superficiale ma non privo di grazia.

Geminiani, Francesco (1687-1762) compositore e violinista. Attivo dal 1714


prevalentemente a Londra. Nelle sonate e nei concerti grossi segu il modello del
suo maestro Corelli. Come solista G. fu piuttosto estroso ed eccentrico, lontano
dalla classica austerita dello stile coreliano, come autore di sonate e di concerti
grossi non si stacco molto dai modelli del maestro. Compose anche, a Parigi, la
musica per lazione coreografica La foresta incanata (1754). Molta diffusione
ebbero i suoi trattati teorici, p.es.: Regole per suonare con buon
gusto (1739), Larte di suonare il violino (1740), Guida armonica (1742).

Gesualdo, Carlo, principe di Venosa (1560 ca 1613) compositore. Si lego


damicizia col Tasso, del quale mise in musica alcune liriche. Formatosi alla
scuola di qualche maestro napoletano. G. coltivo larte musicale soprattutto per
diletto. I suoi 6 libri di madrigali sono uno dei maggiori episodi della polifonia
tardorinascimentale, per laudace linguaggio armonico, lo stile declamatorio del
canto, il raccoglimeto espressivo.

Giordano, Umberto (1867-1948) compositore, esponente della scuola verista.


Le sue opere: Andrea Chnier (1896), Fedora (1898), Mese
mariano (1910), Madame Sans-Gne (1915), Il re (1929).

Gregorio, I. (540 ca -604) santo, papa dal 590, avvio' la cristianizzazione dei
longobardi e degli anglosassoni. Sostitu a Roma l'autorita' papale a quella
bizantina. Secondo un'antica tradizione oggi negata, sarebbe stato il primo
codificatore i canti liturgici, detto gregoriani.

Guido dArezzo (ca 997-1050) teorico musicale. Benedettino dellabbazia di


Pomposa, poi ad Arezzo. Perfeziono la lotazione neumatica inventado il rigo
musicale di quattro linee (tetragramma) e fissando lintonazione dei neumi.
Assegno in ciascuna nota un nome (ut, re, mi, fa, sol, la).

Ingegneri, Marco Antonio (1547 ca 1592) compositore di madrigali, canzoni


strumentali, musica sacra. Maestro di Monteverdi.

Jacopo da Bologna (sec.XIV) compositore. Fu uno dei primi e piu autorevoli


espoenti dellArs nova italiana.Le sue composizioni di distinguono per eleganza
ritmica e armonica. Lasco circa 30 madrigali a due o tre voci, madrigali canonici,
1 caccia, 1 mottetto, 1 lauda., oltre suo trattato teorico: Larte del biscanto.

Jommelli, Niccolo (1714 - 1774) compositore di elevate concezioni artistiche,


aperto alle innovatrici esperienze contemporaee in campo musicale e drammatico.
Scrisse opere serie sul testi di Metastasio (Attilio Regolo, Didone abbandoata),
usando una scrittura orchestrale che risente del sinfonismo della scuola di
Mannheim.

Landino, Francesco (1335 ca 1397) compositore e orgaista, detto il Cieco


delgi organi perche cieco dalla nascita. Fu uno dei massimi rappresetanti
dellars nova fiorentina. Meraviglioso improvvisatore allorgano, cantore e
suonatore di vari strumenti. Tratto tutte le forme tipiche dellars nova: di lui ci
rimangono caccia, madrigali, mottetto, ballate a due e tre voci.

Legrenzi, Giovanni (1626-1690) compositore, tra i maggiori esponenti de


barocco veziano nei generi melodrammatico (sulla scia di Monteverdi e Cavalli)
sacro, (Messe, Te Deum) e strumentale (Sonate da camera e da chiesa).

Leoncavallo, Ruggero (1857-1919) compositore. Esponente con Puccini,


Mascagni, Giordano e altri della Giovane scuola italiana, che professo ideali di
rinnovamento in senso verista dellopera lirica. Colse un clamoroso successo
con I pagliacci (1892), opera tipica del verismo musicale. Minori le opere
successive (Boheme, 1897).

Locatelli, Pietro (1695-1764) violinista e compositore. Allievo di Corelli a


Roma, tenne numerosi concerti nei pricipali centri europei. Ebbe unimportanza
decisiva per losviluppo della tecnica violonistica (Larte del violino). In altre
opere strumentali egli mostra di padroneggiare le forme alloa correnti e di essere
dotato di un notevole talento melodico.

Malipiero, Gian Francesco (1882-1973) compositore. La sua musica, di


carattere antiromantico, si fonda sulla vocalita it. rinascimentale, pur risentendo
delle inovazioni formali ed espressive del 900. Nella sua vasta produzione si
ricordano, per il teatro, Sette canzoni (1918), Torneo notturno (1929), La favola
del figlio cambiato (1934), I capricci di Callot (1942).

Marcello, Benedetto (1686-1739) compositore. Scrisse lEstro poetico-


armonico (1724-39), 50 salmi a 1-4 voci e basso continuo, opere, musica sacra e
strumentale, e il saggio satirico Il teatro alla moda(1720). Suo fratello Alessandro
e autore di raccolte di sonate e concerti, tra cui La cetra (6 concerti per oboe e
archi).

Marenzio, Luca (1553 o 54-1599) compositore. Attivo a Roma, in Polonia e a


Venezia. Esponente del raffinato madrigalismo tardorinascimentale. Amico Tasso e
Guarini, massimo esponente del petrarchismo musicale. M. rappresenta nello
sviluppo di madrigale un momento culminate, antecedente diretto di Monteverdi.
Pubblico 18 libri di madrigali a 4, 5 e 6 voci, Villanelle et arie alla napolitana a
tre voci e, nel genere sacro, i mottetti, le sacrae cantiones, le antifone.

Mascagni, Pietro ( 1863-1945) compositore. Studio con Ponchielli al


conservatorio Milano. Fu direttore della Filarmonica e Teatro Municipali di
Cerignola. Alla modesta condizione di maestro di provincia lo sottrasse
improvvisamente il clamoroso successo di Cavalleria rusticana (1889), lopera
verista italiana. Tento poi di rinnovarsi, adottando temi e linguaggi piu
ricercati, con Lamico Fritz (1891), Iris(1898), Parisiana (1913) ecc.

Merulo, Claudio (1533-1604) compositore e organista. Contribui alla


definizione di forme quali la toccata, il ricercare, la messa.

Monteverdi, Claudio (1567-1643) compositore. Allievo di Ingegneri, fu dai


Gonzaga a Mantova (1591-1612), prima di stabilirsi a Venezia. Gli 8 libri
di Madrigali (1857-1638) e i 2 di Scherzi musicali(1607, 1632) riflettono il
trapasso dalla polifonia alla monodia accompagnata, da unarte di divine
proprozioni a un naturalismo fondato su sentimenti e sulla ricerca di un rapporto
piu espressivo col testo. Indice di questa evoluzione e il Quinto libro (1605);
il Settimo e lOttavo ( con il Combattimento di Tancredi e Clorinda) giugono a
configurare vere situazioni drammatiche e rappresentative. Nel 1607 M. approdo
allopera teatrale con lOrfeo, cui seguirono LArianna (pervenuto solo
il Lamento), il Ballo delle ingrate (1610); una svolta in senso realistico e
segnata dalle opere veneziane Il ritorno di Ulisse in patria (1641)
e Lincoronazione di Poppea (1642). Cospicua anche la produzione sacra, piu
legata a modelli arcaici: Sacrae cantiuculae, Madrigali spirituali, Vespro della
Beata Vergine, Magnificat, 2 esse a 4 e 6 voci, Salmi a 1-8 voci, ecc.

Nono, Luigi (1924-) compositore. Maturato attraverso esperienze di musica


seriale ed elettronica, ha poi affermato le necessita espressive di una musica
finalizzata alla lotta politica e sociale. Alcuni fra le sue composizioni: Il canto
sospeso (1956), Intolleranza, azione scenica, Al gran sole carico damore, opera
(1975).
Paganini, Niccolo (1782-1840) violinista e compositore. Per le sue doti di
virtuoso fu considerato in Europa come una sorta di fenomeno vivente. Le
conquiste tecniche del suo violinismo, di rivoluzionaria originalita, influirono sul
pianismo di Liszt. Scrisse tra gli arti, 6 concerti per violino e orchestra (il piu
celebre e il primo in re maggiore op. 6, mentre il finale del secondo costituisce la
non meno famosaCampanella), Variazioni e 24 Capricci per violino solo, sonate,
quartetti ecc., anche con chitarram altro strumento di cui P. fu virtuoso.

Paisiello, Giovanni (1740-1816) compositore. Fu attivo a Napoli, Pietroburgo,


Parigi. E con D. Cimarosa il maggiore esponente dellultima raffinata fase
dellopera comica di derivazione napoletana. La produzione teatrale di P. in tutto
un centinaio di opere fra serie e comiche, si sviluppa coerentemente nellarco di
circa mezzo secolo allinsegna dei toni patetico-sentimentali. Nina pazza per
amore, Cecchina o la buona figliola, Il duello. Lintroduzione dellelemento
patetico non smentisce, peraltro, la vena autenticamente comica di P., la quale si
ricollega ai modelli della tradizione napoletana, specie nella Serva padrona e
nel Barbiere di Siviglia. Assai meno note di quelle buffe sono le opere serie, che
appaiono a un primo esame meno originali e piu legate alle convenzioni del
tempo. Le altre composizioni: oratori e messe, fra le sacre e strumentale sifonie,
concertati sonate, concerti e quartetti.

Palestrina, Giovanni Pierluigi da (1525-1594) compositore italiano. Nel 1544


fu nominato organista e maestro di canto del duomo di Palestrina. Attivo a Roma
dal 1550, come maestro della cappella Giulia,poi cantore dall cappella Sistina. Fu
uno dei maggiori esponenti della polifonia sacra del rinascimento. Rielaboro con
sensibilita nuova le tecniche della polifonia a cappella (cioe per sole voci)
ereditate dalla scuola fiamminga. Miro a realizzare nella musica sacra un tessuto
contrappuntistico che lasciasse in evidenza la trama delle voci e la bellezza delle
linee melodiche. Si tratta in gran parte di musica sacra: piu di 100 messe a 4-6
voci (Missa Pape Marcelli, Aeterna Christi munera), 2 Stabat Mater ( uno a otto
voci, laltro a dodici), ca 250 mottetti (tra cui 29 sul Cantico dei Cantici) e molta
altra musica sacra tra cui gli Improperi a 8 voci, 42 madrigali spirituali magnificat,
ecc. P. fu attivo anche nel campo della musica profana, e diresse rappresentazioni
di vario genere nella villa di Tivoli del cardinale Ippolito dEste. Compose 91
madrigali profani. La maestria di P. nella scrittura contrappuntistica e sempre
stata oggetto di grade ammirazione. Tuttavia lelemento dominante del suo stile
e la naturale bellezza delle linee melodiche, nelle quali e evidente linflusso
del canto gregoriano. Palestrina venne sepolto sotto la cappella Nuova in San
Pietro, sulla bara fu ricordato come princeps musicae.
Pasquini, Bernardo (1637-1710) autore di unimportante produzione per
organo e cavicembalo (toccate, partite, sonate, suites), di musica operistica e sacra.

Pergolesi, Giovanni Battista (1710-1736) compositore. Ottenne fama europea


con lintermezzo La serva padrona (1713), modello per lintera opera buffa del
700. Altri lavori: Lopera buffa La frate nnamorato(1732),
lintermezzo Livetta e tracollo (1734), lo Stabat mater, messe, oratori, musica
strumentale.

Peri, Iacopo (1561-1633) compositore. Fu tra i membri della Camerata


fiorentina. Sue, in massima parte, le musiche per i primi melodrammi: la favola
pastorale Dafne (1598) e lEuridice (1600), entrambe su testi di Rinuccini.
Collaboro con Monteverdi per lArianna (1608).

Piccini, Niccolo (1728-1800) compositore. Nel 1754 vi fece rappresentare la


sua prima opera (Le donne dispettose), con notevole successo. Nel 1760, con la
rappresentazione a Roma della Cecchina ossia La buona figliola (libretto di Carlo
Goldoni), si impose clamorosamente al pubblico italiano ed europeo. Fu chiamato
nel 1776 a Parigi per contrastare il successo di Gluck. P. e la maggior figura della
scuola napoletana della generazione immediatamente precedete Paisiello. Scrisse
complessivamente 120 opere e varia musica sacra e strumentale.

Pitoni, Giuseppe Ottavio (1657-1743) compositore. Maestro di cappella in varie


chiese si affermo soprattutto in lavori di gran mole a piu cori reali, da 12 fino a
30 voci con senza strumenti (celebre un Dixita 17 voci e quattro cori. La sua
ingente produzione sacra, che rivela una profonda conoscenza del contrappunto, ne
fa uno dei piu significativi rappresentanti della scuola polifonica barocca romana.

Pizzetti, Ildebrando (1880-1968) compositore. Tra gli innovatori dellopera


teatrale italiana de primo 900, adotto un tipo di vocalita basato sul recitar
cantando della Camerata fiorentina, la polifonica classica e il
gregoriano. Fedra (1915), Fra Gherardo (1928), Assassinio nella
cattedrale (1958), opere; musiche per orchestra, anche con strumenti solisti, e da
camera.

Ponchielli, Amilcare (1834-1886) compositore. Nella sua produzione operistica ( I


promessi sposi, 1874, e soprattutto La Gioconda, 1876, su libretto di A. Boito)
cerco di fondere i caratteri del melodramma verdiano con il gusto spettacolare
del grand-opera. P. il compositore dellinno di Garibaldi.
Porpora, Nicola Antonio (1686-1768) compositore e maestro privato di canto.
Attivo a Napoli, Venezia e Londra, dove rivaleggio con Hndel; e a Dresda e
Vienna, dove fu maestro di Haydn. Tra i massimi esponenti dellideale
melodrammatico metastasiano, scrisse circa 60 opere, oltre a musica sacra e
strumentale.

Provenzale, Francesco (1627 ca 1704) - compositore. Fu tra i primi cultori del


genere melodrammatico a Napoli. Dei suoi lavori teatrali di sicura attribuzione, ci
sono giunti solo Il schiavo di sua moglie(1672) e Stellidaura vendicata (1647), ove
il modello monteverdiano viene adattato a caratteri comici tipicamente napoletani.

Puccini, Giacomo (1858-1924) - compositore. Amplio gli schemi del


melodramma italiano dell800 mediante lintensificazione dellelemento lirico-
espressivo e limmissione di elemeti in cui si distinguono influssi del linguaggio
timbrico-armonico dellimpressionismo francese, di Wagner, R. Strauss,
Musorgskij. Il mondo sentimentale broghese alimenta il clima dei suoi drammi, in
cui grande parte hanno la pittura dambiente e tenere figure femminili votate al
sacrificio. Le Villi (1884), Edgar (1889), Manon Lescaut (1893), La
Boheme (1896), Tosca (1900, ispirata ai moduli veristi), Madama Butterfly (1904,
tributo alla voga orientaleggiante dinizio secolo), Fanciulla del West (1910), La
rodine (1917), il Trittico (1918, composto dagli atti unici Il
tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi), Turandot (incompiuta alla morte e
terminata da F. Alfano).

Respighi, Ottorino (1879-1936)- compositore. Fra i protagonisti della rinascita


della musica sinfonica italiana, si oriento un descrittivismo di matrice
tardoromantica nutrito da una smagliante tecnica coloristica. Le fontane
di Roma (1916), I pini di Roma (1924), Feste romane (1929), poemi sinfonici; La
campana sommersa (1927), La fiamma (1934), opere.

Rossi, Luigi (1598-1653) compositore. Introdusse il melodramma italiano in


Francia con lopera Orfeo (1647). Autore di ca 200 cantate da camera.

Rossini, Gioacchino (1792-1868) operista italiano. Esord a Venezia con La


cambiale di matrimonio (1810), e sino al 1823, anno in cui si trasfer a Parigi, fu il
dominatore dei teatri italiani. R. rivitalizzo la tradizione dellopera italiana
settecentesca, ampliandone strutture e intrecci, potenziandone il linguaggio
musicale e intensificando la caracterizzazione dei persoaggi. Piu incisivo il
rinnovamento nel genere buffo, che conta capolavori come La scala di
seta (1812), Il signor Bruschino e Litaliana in Algeri (1813), Il turco in
Italia (1814), Il barbiere di Siviglia (1816), Cenerentola (1817), Le conte
Ory (1828) e, sul versante semiserio, La gazza ladra (1817). La produzione seria
comprende esempi di perfezione drammatica, quali Tancredi (1813), Mose in
Egitto (1818), Semiramide (1823) e soprattutto Guillaume Tell(1829), nello stile di
grand-opra ed estremo limite delladeguameto di R. al romanticismo. Dopo il
29 compose a tempo perso pagine per pianoforte e pezzi vocali (raccolti sotto il
titolo Peccati di vecchiaia), uno Stabat Mater (1834-41) e una
straordinaria Petite messe solennelle (1863).

Salieri, Antonio (1750-1825) compositore. Fu tra i personaggi piu influenti


della vita musicale viennese, maestro di Beethoven, Schubert, Liszt, Meyerbeer,
ecc. Scrisse ca 40 opere, alcune serie di impronta gluckiana (Les Danaides, 1784),
altre comiche, musica sacra, sinfonica e cameristica.

Sammartini, Giovanni Battista (1700/01 1775) compositore e organista. E


considerato uno dei precursori della sinfonia classica. Principale esponente della
scuola milanese. Dal 1737 al 41 ebbe come allievo Ch.W. Gluck. Scrisse ca 80
sinfonie, musica strumentale, opere teatrali.

Scarlatti, Alessandro (1660-1725) compositore. Attivo preval. a Napoli,


elaboro un modello di melodramma fondamentale per gli sviluppo dellopera
seria del700: a lui si deve in particolare la codificazione della sinfonia
dapertura nellarticolazione allegro-adagio-allegro, e spec. dellaria col da
capo, formule che dureranno fino allepoca rossiniana. Scrisse ca 70 opera, tra
cui Il Tigrane (1715) e La Griselda(1721); ca 600 cantate, oratori
(p.es.: Combattimento e vittoria di Davide, 1700, La Vergine addolorata, 1717),
concerti grossi, oltra a musiche strumentali.

Scarlatti, Domenico (1685-1757) compositore. Figlio di Alessandro. Esord


come operista (15 lavori ca); passato al servizio della corte portoghese (1720) e
quindi spagnola, si dedico' alla musica sacra. Importante spec. la produzione
clavicembalistica (oltre 500 sonate), caracterizzata pur nella semplicita
costruttiva della forma monotematica in un solo movimento, da una straordinaria
vivacita e varieta di invenzione melodica e ritmica e da una brillante scrittura
virtuosistica.

Spontini, Gaspare (1774 - 1851) compositore. Attivo nella Parigi napoleonica


(La vestale, 1807; Fernando Cortez, 1809), e quindi a Berlino (Agnese di
Hohenstaufen, 1829), detto un modello di melodramma eroico-storico di impronta
gluckiana ma di richissima vena musicale, influendo sulla nascita del grand-opra
francese.

Stradella, Alessandro (1644-1682) compositore. Scrisse musica strumentale,


melodrammi, 200 cantate che rappresentano il meglio della sua produzione, e 6
oratori importanti, fra cui nellultimo (San Giovanni Battista), e datato 1675, si
incontra nellaccompagnamento delle arie la divisione dellorchestra darchi tra
grosso e concertino che sara tipica del concerto grosso.

Tartini, Giuseppe (1692-1770) violinista e copositore. Scrisse circa 140 concerti


e 170 sonate (celebri tra queste Il trillo del diavolo e Didone abbandonata), in cui
alla tecnica virtuosistica si accompagna una intesa espressivita, Fondo a
Padova un a famosa scuola di violino. Approfond gli studi di teoria musicale su
basi fisico-matematiche: Trattato di musica secondo la vera scienza
dell'armonia (1754), De' principi dell'armonia (1767).

Torelli, Giuseppe (1658-1709) compositore e violinista attivo a Bologna, uno


dei primi autori di concerti grossi e per strumento solista.

Vecchi, Orazio (1550-1605) compositore. Sacerdote, affianco alla produzione


sacra una ricca produzione polifonica profana. Le veglie di Siena (1604) nello stile
del madrigale rappresentativo;L'Amfiparnasso (1597), "comedia harmonica, di
gusto vicino alla commedia dellarte.

Verdi, Giuseppe (1813-1901) compositore. Nato da modestissima famiglia,


privo di regolari studi musicali, esord alla Scala di Milano nel 1839 con Oberto,
conte di San Bonifacio, cui segu Un giorno di regno (1840); ottenne i primi
successi col Nabucco (1842) e I Lombardi alla prima crociata (1843), brani dei
quali saranno adottati, nel clima patriottico di quegli anni, come inni
risorgimentali. Nel periodo successivo (che V. avrebbe chiamato gli anni di
galera) si impegno in unattivita frenetica per farsi largo sul mercato
operistico: tra 1844 e 1850 ben 11 opere (Ernani, I due Foscari, Giovanna
dArco, Alzira, Attila, Machbet, I masnadieri, Il corsaro, La battaglia di Legnano,
Luisa Miller, Stiffelio), nelle quali, avvalendosi di librettisti come Solera,
Cammarano e spec. Piave, V. assunse in toto il vecchio meccanismo
melodrammatico, con le sue semplificazioni e le sue iperboli, sfruttadolo al meglio
con sicuro piglio teatrale e precisa sensibilita per il gusto del pubblico.
Dominatore incontrastato dellopera italiana dopo la morte di Doizetti, V.
corono questa prima fase con tre capolavori di essenzialita e concentrazione
drammatica: Rigoletto (1851), Il trovatore (1853) e La traviata (1853). Il
rallentamento della produzione negli anni seguenti si accompagno a un cauto
aggiornamento, una scelta piu critica dei mezzi, maggiore cura delle funzioni
orchestrali (I vespri siciliani, 1855), piu articolata caratterizzazione dei
personaggi (Simon Boccanegra, 1857; Don Carlos, 1867), ampliamento delle
strutture drammatiche e assunzione di moduli del grand-opra (Un ballo in
maschera, 1859; Aida, 1871). Nei due ultimi capolavori (Otello, 1887, e Falstaff,
1893, su libretti di A. Boito) basati su un libero declamato drammatico e sul
potenziamento della parte orchestrale, V. eloboro un moderno linguaggio teatrale
in grado di far fronte ai nuovi orizzoti aperti da Wagner. Tra i lavori non teatrali:
il Quartetto per archi e-minore e la Messa di requiem per la morte di Mazoni
(1874).

Vivaldi, Antonio (1678-1741) - compositore e violinista veneziano. Suo padre,


Giovanni Battista, era violinista della cappella di San Marco; Antonio studio' con
lui e forse, per breve tempo, con Legrenzi. Sacerdote, fu per oltre 35 anni
insegnante e maestro di cappella del conservatorio della Pieta' di Venezia. Comp
viaggi in Italia e all'estero. Mor a Venezia povero e in circostanze oscure. Il suo
nome e' legato spec. alla forma del concerto, che egli trasformo' in un organismo
tra i piu' splendidi della musica barocca grazie all'inesauribile varieta' degli
organici strumentali, delle soluzioni timbriche e dell'estro inventivo. Il catalogo di
V. conta sinora 478 concerti, di cui 329 per strumento solista e orchestra, 45 per
due strumenti solisti e altri per diverse formazioni. Tra le raccolte a stampa di
concerti, celebri sono l'op.3 (L'estro armonico, 1712), l'op.4 (La stravaganza, 1713
ca), l'op.8 (Il cimento dell'armonia e dell'invenzione, 1725 ca, contenente i
4 Concerti delle stagioni, e l'op. 9 (La cetra). Meno signicifative sono le circa 90
sonate da camera o da chiesa. Molto ampia la produzione vocale (scoperta di
recente): oltre 40 opere teatrali (tra cui Orlando furioso, 1727, Il Giustino, 1724,
L'Olimpiade, 1734), 3 oratori (fra cuiJuditha triumphans, 1710), 45 cantate da
camera. Di alto livello e' la produzione sacra, comprendente ca 60 di composizioni,
fra cui spiccano una Messa completa, recentemente ritrovata, alcune sezioni di
messa (2 Glorie, Credo, Kyrie) vari salmi Beatus vir, Dixit Dominus, Nisi
Dominus, Laudate pueri, Magnificat, Stabat Mater e i mottetti concertati.
Ispirazione corale e solistica.

Wolf-Ferrari, Ermanno (1876-1948) - compositore. Le sue opere di soggetto


goldoniano sono garbate rievocazioni di stile settecentesco. I quattro
rusteghi (1906), Il Campiello (1936).
Zarlino, Gioseffo (1517-1590) - teorico musicale e compositore. Sacerdote e
maestro di cappella in S. Marco, pubblico' imposrtanti studi che impostarono il
principio della tonalita' moderna.

Zingarelli, Nicola (1752-1837) - operista (Montezuma, 1781 e Giulietta e Romeo,


1796). Fu maestro di Bellini, Morlacchi, Mercadante.

Firenze - Camerata fiorentina

Camerata de Bardi, il gruppo letterati e musicisti cui e legata la nascita del


melodramma. Appartengono a tale gruppo, ch si riuniva nellultimo quarto del
sec.XVI. in casa del conte Giovanni Bardi del Vernio, aFfirenze, musicisti quali
V. Galilei, J. Peri, G. Caccini, fra i letterati, p.es. O. Rinuccini (il primo autore di
libretti per melodrammi). La polemica instaurata da costoro contro gli usi del
tempo e allo scopo di far rivivere lo spirito dellantica tragedia greca porto
nellultimo decennio del secolo alla creazione del nuovo genere musicale che
segna il trapasso al barocco

Scuola di Bologna

E' un gruppo dei compositori (D. Gabrielli, Gasparini, ecc.) azionati nella
seconda meta' del Seicento in Bologna, che svolsero parte nella formazione della
sonata da sola e sonata da tre, nonche' del tipo di concerto.

I loro reparti furono tra l'altro l'orchestra di S. Petronio (Corelli, Torelli) e


l'Accademia Filarmonica, tra le membri del quale furono trovabili p.es. Bononcini.
Qui studio' A. Corelli, uno dei creatori delconcerto grosso. ui svolse la sua
attivita' G. Torelli, al nome del quale fu legato la creazione del concerto.

La scuola romana

In Italia , il centro piu' importante della musica sacre e' naturalmente Roma con la
sontuosa corte papale e le innumerevoli chiese periferiche. messa e mottetto sono
le due forme nelle quali s'incanala la produzione religiosa della scuola romana nel
rigoroso stile "a cappella". Il piu' grande e tipico esponente della s.r. fu Palestrina.
(Fra i contemporanei e i seguaci di Palestrina furono G. Animuccia, G. M Nanino,
F. Anerio, F. Soriano).
Scuola veneziana

I due geni piu' completamente rappresentativi dalla scuola veneziana sono i


due Gabrielli, Andrea allievo del Willaert (fondatore fiammingo della scuola) e il
suo nipote e allievo Giovanni. Entrambi furono organisti di San Marco e
praticarono tutti i generi musicali del tempo, la polifonia sacra non meno che il
madrigale.Delle opere di G. Gabrielli rapresentano la massima espressione di quel
grandioso senso dei volumi sonori e dei contrasti di colore vocale-strumentale che
caracterizza questa scuola, che vanta fra le sue tecnice la policoralita'.

Il primo teatro lirico si apr a Venezia, nel 1627. Questo genere nuovo e' stato
messo ad un'alto livello tramite le sue opere d'arte da Claudio Monteverdi, che
diede un'impulso decisivo allo sviluppo del genere anche gia' in precedenza. Il suo
allievo, Cavalli fu il primo, le opere di cui sono stati eseguiti anche oltre l'Italia.
L'opera e' stato diffuso dalla scuola treza veneziana in tutta l'Europa. Cesti gia'
divenuto' maestro alla Corte viennese (1666). Da questo tempo in poi stati riservati
su tutto il mondo civile compositori drammatici e dalla librettiste italiane. Uno dei
centri fu l'opera del Corte viennese per un mezzo secolo. Un succcessore
prominente dello stile celebre e della tecnica drammatica orchestrale veneziana fu
la scuola napoletana, particolarmente attraverso ad Alessandro Scarlatti. Tra i
membri della terza scuola veneziana furono i quelli piu' eminenti: Monteverdi
nell'area del madrigale, Ferrari e Legrenzi nello sviluppo della cantata, nonche'
Lotti nel campo della musica sacra a cappella.

La scuola napoletana: e' una scuola di stile sformata sul finire del Seicento, che
ebbe influsso direttivo sulla musica europea per un tempo particolarmente lungo. Il
primo maestro eccellente dello "stile napoletano" fu Alessandro Scarlatti. Nel suo
stile espressivo ammirabilmente ricco e' sensibile l'influsso dei maestri tardivi
veneziani e romani. La scuola ebbe il suo ruolo piu' prominente nel campo
dell'opera. L'opera napoletana divento' invincibile per la sua ricchezza melodica,
per la sua ingente forza drammatica risaltata particolarmente nel concepimento
delle aria (da capo), inoltre per il trattamento e cultura di canto (belcanto) senza
pari, nonche' per i suoi cantanti lirici e musicisti di attitudine brillante. Da loro e'
stato fondato l'opera italiana londinese ed e' stato spodestato l'opera tedesca
nell'Amburgo. Da loro e' stato trasporto il genere alla Russia. Dalla scuola
napoletana e' stata creata l'opera buffa ed e' stato creato il movimento drammatico
(Jommelli, Piccini, Traetta) da cui la riforma di Gluck naque e che sbocco'
direttamente nella grande maestria riassuntiva di Mozart.

Milano e' citta' della Scala


Questo teatro lirico e' il piu' famoso del mondo. Fu aperto nel 1778. Qui svolsero'
le prime rappresentazioni coronate di successo di tante opere. L'elencp dei autori
piu' importanti: Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi, Puccini.