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Concerti

Pittore olandese attivo forse fra il 1525 e


il 1550 detto:
Maestro delle mezze figure femminili,
Le tre musicanti, 1520-1525 c.a,
Rohrau,Graf.Harrachsche
Familiensammlung.
Giorgione, Le tre et (lezione di canto?) , 1500-1501, Firenze, Palazzo Pitti.
L'opera viene identificata con quella descritta da Marcantonio Michiel nel Camerino delle anticaglie
di Gabriele Vendramin, citata nell inventario del 1569. Nel 1657 pass nelle collezioni del
pittore Niccol Regnier, in parte poi acquistate dai Medici tra il 1666 e il 1675, entrando nelle
collezioni del gran principe Ferdinando de' Medici. Inizialmente attribuita a Palma il Vecchio, poi
riferita alla "maniera lombarda (sfumato) . Nel 1880 Morelli fu il primo a ricondurla a Giorgione,
ipotesi condivisa dalla critica.
Il titolo oggi pi noto seicentesco, (3 et della vita?) o una Lezione di canto o dell'Educazione del
giovane Marco Aurelio. Talvolta il giovane sulla destra viene identificato con il ritratto del
musicista Philippe Verdelot (c.1470-1480 .1552?) compositore francese considerato il padre
del madrigale italiano. Uno dei maggiori musicisti di Firenze all'epoca dei Medici: estimatore del
martire Gerolamo Savonarola. Come si evince dal componimento In te domine speravi, basato
sull'ultimo salmo scritto dal Savonarola prima del rogo; l'uso del motivo pi associato al
monaco, Ecce quam bonum, divenne la canzone che unific i suoi seguaci durante il conflitto finale
appare nelle voci interne del mottetto di Verdelot Letamini in domino.
Tiziano Vecellio, Concerto, 1507-1508, Firenze, Palazzo Pitti.
Una possibile menzione antica del dipinto legata
al Ridolfi (1648), che vide un'opera di soggetto simile nelle
collezioni di Paolo del Sera. Nel 1654 fu acquistato, come
Giorgione, dal cardinale Leopoldo de' Medici, le cui collezioni
confluirono poi in quelle dei Granduchi di Toscana. L'attribuzione
a Tiziano, proposta per primo dal Morelli (1880), oggi
generalmente accolta.
L'educazione musicale, parte integrante della formazione di un
gentiluomo, soggetto frequente in area veneziana. La teoria
neoplatonica celebrava soprattutto la musica "cittadina",
eseguita da strumenti a corda e voce, contrapposta alla musica
incolta, campagnola e realizzata da strumenti a fiato e
percussioni.
Su uno sfondo scuro si stagliano tre personaggi a mezza figura:
un giovane con un cappello piumato, un uomo vestito di nero che
suona una spinetta e un religioso (un agostiniano?) che tiene in
mano una viola o un liuto e l'altra appoggiata sulla spalla del
personaggi centrale, ruotato all'indietro per guardarlo. Gli occhi
incavati ed espressivi, gli zigomi appuntiti, le labbra rese
realistiche dal neo sotto una narice ne fanno la figura di spicco
Il ragazzo a sinistra, di fattura mediocre, venne indicato fino al XIX
secolo come figura femminile, mentre gli altri due erano letti
come ritratti di Martin Lutero e Calvino.
Il Concerto di Firenze una celebrazione dell'armonia della
musica "cittadina", della viola, della spinetta e del possibile
cantore a sinistra.
Lorenzo Costa
Concerto, 1485-
90,
Londra,
National Gallery

,
Non nota la provenienza del Concerto
di Lorenzo Costa datato ad un periodo
compreso tra il 1485 e il 1495. Il soggetto e
le dimensioni, fanno ritenere si tratti di un
dipinto destinato alla camera di un palazzo,
riservata alla musica, oppure che facesse
parte di un ciclo di allegorie delle varie arti.
Al centro, Lorenzo Costa ha raffigurato un
suonatore di liuto, strumento molto
apprezzato alla corte dei Bentivoglio a
Bologna, dove l'artista lavorava al tempo.
Ma, date le origini ferraresi dell'artista, anche
possibile che quest'opera gli sia stata
richiesta proprio in ambito ferrarese.
A fianco al suonatore di liuto, altri due
personaggi, un uomo e una donna, lo
accompagnano con il canto.
Si tratta di un canto polifonico (pi voci
indipendenti), i cantanti hanno la bocca
aperta in due modi diversi e stanno quindi
producendo due note distinte.
Gli abiti pregiati, suggeriscono una
committenza di alto livello; le maniche
dellabito femminile che
presentano decorazioni in tessuto
damascato e la catena che orna il bordo
della veste, in oro con perle e pietre
preziose. I Sebbene si riscontri una
caratterizzazione individuale, non si
individuano ritratti di musicisti del
Entrambi i cantanti battono le mani sul tavolo
per tenere il ritmo. segno di grandissima
attenzione e interesse narrativo da parte di
Lorenzo Costa che, nella sua ricerca di
realismo, sembra quasi rifarsi alla pittura
fiamminga dell'epoca.
Il dipinto (allegoria della musica),
anticamente nella collezione Ercolani di
Bologna, pass poi a quella dei Pasini di
Roma nel 1844, quindi fu acquistata dallo
storico dell'arte Otto Mndler e in seguito
pervenne nella collezione Salting e nel 1910
confluito, nelle raccolte della National
Gallery di Londra.
Giovanni Busi detto il Cariani, Concerto 1518-1520, Washington, National Gallery of Art
Cariani (Giovanni Busi) detto il
Cariani, Concerto campestre, 1520
c., collezione privata

La scena allude alla musica come


metafora dellamore, tipica della
cultura veneta degli inizi del
Cinquecento. Gli atteggiamenti
antitetici dei due personaggi
rimandano a differenti concezioni
dellamore: il giovane uomo,
seminudo, ha smesso di suonare e si
lasciato vincere dal sonno, mentre
la fanciulla, che volge le spalle al
compagno e che si presenta
elegantemente vestita, ha sublimato
nella musica la passione amorosa.
Harmen van Steenwijck (Olanda 1612-1656), Strumenti musicali, conchiglia, libri
Pieter Claesz (Berchem(Anversa), 1598 -1661 Natura morta con strumenti ad arco
Evaristo Baschenis, Accademia musicale di Evaristo Baschenis alla spinetta e di Ottavio Agliardi
con arciliuto; mandola, chitarra, violone, intavolatura per liuto, 1665 circa. Olio su tela, 115 x 163 cm. Bergamo, Casa Agliardi. Sul
bordo della spinetta si legge EVARISTUS/ BASCHENIS/ BERGOMl/P.
Evaristo Baschenis si applic quasi esclusivamente al genere della Natura morta,
ritraendo soprattutto insiemi di strumenti musicali, spesso velati da un sottile strato di
polvere, ad indicare il trascorrere del tempo, come una sorta di Vanitas. L'interesse per
gli strumenti musicali dovuto al fatto che Evaristo Baschenis fu anche un apprezzato
musicista dell'epoca, come dimostra fra l'altro il suo autoritratto nel Trittico Agliardi. Del
resto la pratica musicale, associata alla poesia, alla letteratura e allo studio della storia,
era pratica assai diffusa a quel tempo nelle famiglie nobili bergamasche.
Intorno agli anni '50 del Seicento, il pittore si leg d'amicizia con Jacques Courtois, detto
il Borgognone che si trovava per motivi di lavoro nella citt lombarda, con il quale
intrattenne per lunghi anni rapporti epistolari e professionali. Baschenis dipinse anche
alcune copie delle sue opere, richiestissime dai collezionisti del tempo. Ma il lavoro pi
prestigioso e impegnativo di Baschenis resta quello (in gran parte disperso) per la
biblioteca del monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Evaristo Baschenis, Natura morta di Strumenti Musicali, 1670 ca., Bruxelles, Muses Royaux des Beaux-Arts de Belgique
Jan Brueghel il Vecchio, Il senso delludito, part.,
1618, Madrid Museo del Prado.
Copia da Bartolomeo Manfredi, Concerto, Firenze, Galleria degli uffizi.
Giovan Battista Cecchi, Compagnia di Borgognoni che studiano musica, 1784, Acquaforte, bulino, disegno di Antonio Fedi,
Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Fondo Corsini 89459 vol 50H11.
Bartolomeo Manfredi, Scena di taverna con suonatore di liuto, 1621 c.a, Los Angeles, Los
Angeles County Museum of Art.
Lionello Spada, Concerto, 1615 c.a, Parigi, Muse du Louvre.
Etienne Picart, Concert de Musique, 1671, Bulino, Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Calcografia (Coll. Louvre),
3175 565 4.
Lionello Spada, Concerto, 1615-1620, Roma, Galleria Borghese.
Nicolas Tournier, Scena conviviale con musico e bevitori, tra 1619 e 1626, Le Mans, Muse de
Tesse.
Charles Pierre Joseph Normand, Riunione di bevitori, entro il 1803, stampa a contorno, Roma, Biblioteca di Archeologia e Storia dellArte.
Jean Baptiste Haussard, Assemblee de Beuveurs, 1742, acquaforte, bulino, chiaroscuro, in controparte rispetto al dipinto, Roma,
Istituto Nazionale per la Grafica, Fondo Corsini 4718 vol. 26M19.
Nicolas Tournier, Scena conviviale con suonatore di liuto, 1623, Bourges, Muse du Berry.
Nicolas Tournier, Concerto, 1630-1635, Parigi, Muse du Louvre.
Gerrit van Honthorst, Musicisti
dietro una balaustra, 1622 c.a,
Los Angeles, J. P. Getty Museum
Gerrit van Honthorst, Concerto, 1624 c.a, Magonza, Landesmuseum
Hendrick Terbrugghen, Concerto, 1626-1627, Londra, National Gallery
Hendrick Terbrugghen, Duetto,
1628, Parigi, Muse du Louvre
Hendrick Terbrugghen, Concerto, 1629, Roma, Galleria Nazionale dArte
Antica di Palazzo Barberini