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il tramonto della repubblica: le

riforme dei Gracchi


133 a.C. 121 a.C.

Le province di Roma
Nel 133 a.C. lImpero Romano contava otto
province:
Sicilia
Corsica e Sardegna
Gallia Cisalpina
Macedonia
Asia
Africa
Spagna Citeriore
Spagna Ulteriore

La situazione politica a Roma


Le maggiori famiglie patrizie e plebee in tutto una
trentina costituivano unoligarchia che si accaparrava,
con una serrata competizione, tutto il potere economico
e politico
Il Senato era diventato una casta quasi chiusa, e con
molta difficolt vi accedevano gli homines novi, coloro
che non erano figlio di senatori
La nobilitas, ovvero linsieme delle famiglie i cui membri
ricoprivano delle magistrature e sedevano in Senato,
gestiva la cosa pubblica badando principalmente ai propri
interessi e alle proprie ambizioni, ed era largamente
presente la corruzione.

La situazione in campagna
La guerra annibalica aveva provocato
devastazioni e saccheggi, soprattutto in Italia
meridionale.
Inoltre, decenni di guerre avevano strappato
tanti cittadini soldati ai propri campi, ci fu
disastroso per i piccoli proprietari.
Privi della manodopera necessaria, i poderi
venivano trascurati, i debiti aumentavano, e si
finiva per vendere.

LAgro Pubblico
Dallaltro lato i ricchi cercavano di investire in terre i profitti scaturiti
dalle conquiste.
Approfittando delle difficolt di tanti contadini essi ne compravano le
propriet e le accorpavano in grandi tenute (latifondi).
La crescita del latifondo nel II secolo a.C. si dovette anche alla
disponibilit di agro pubblico. Grandi estensioni di terra erano
diventate propriet dello Stato romano in seguito alle conquiste in
varie regioni dItalia, e specialmente nel Meridione, dove gli alleati che
erano passati dalla parte di Annibale erano stati puniti con la confisca
delle loro propriet.
Lagro pubblico poteva essere dato in concessione a dei privati
(possessores) dietro pagamento di un canone.
Le Leggi Licinie Sestie ponevano dei limiti alla quantit di agro pubblico
occupabile dai singoli possessores, ma il Senato, facendo gli interessi
dei suoi stessi membri, toller abusi sempre maggiori.
Alcuni dei vecchi proprietari si impiegavano come braccianti dei nuovi
padroni, ma questi trovavano pi conveniente utilizzare degli schiavi.

La schiavit a Roma
Tra la seconda guerra punica e la sconfitta della Macedonia
furono ridotti in schiavit non meno di 200.000 uomini. Cera
unabbondanza di schiavi a basso costo. Essi, poi, rispetto alla
manodopera libera, non dovevano prestare il servizio militare.
La maggior parte dei contadini rovinati si riversava a Roma,
dove ingrossava le fila del proletariato urbano.
Gli schiavi finirono nei latifondi costituiti sullagro pubblico.
Gli schiavi, per, erano anche un pericolo; difatti esasperati
per lo sfruttamento a cui venivano sottoposti tendevano a
ribellarsi.
In Sicilia nel 136 a.C., essi fuggirono a migliaia,
abbandonandosi a saccheggi e vendette, e solo con difficolt
Roma ebbe la meglio.

Roma e gli italici


Altro fattore destabilizzante per lo stato romano era
costituito dallinsoddisfazione degli alleati italici.
Gli italici avevano dato un grande contributo alla
guerra annibalica e allespansionismo successivo,
ma non erano stati adeguatamente ricompensanti.
Tra loro e i cittadini romani cera una disparit di
diritti che appariva ingiusta. (non potevano votare
oppure farsi eleggere alle magistrature, per
pagavano tasse e fornivano contingenti militari)

La figura di Tiberio Gracco


A queste problematiche cercano dare delle risposte due aristocratici
dalla visione lungimirante, due fratelli, Tiberio e Gaio Gracco.
Tiberio Gracco fu eletto come tribuno della plebe nel 133 a.C. present
una proposta di riforma agraria, la Lex Sempronia, in virt della quale a
nessuno sarebbe stato lecito possedere pi di 500 iugeri (125 ettari) di
terreno pubblico, pi altri 250 iugeri per ogni figlio maschio, fino ad un
massimo di 1000 iugeri.
Le eccedenze sarebbero state distribuite in lotti, inalienabili (non
vendibili), di 30 iugeri (7,5 ettari) a cittadini romani poveri.
Tiberio Gracco cerca di ricostruire quel ceto di piccoli possidenti che
era entrato in crisi.
Si noti, in ogni caso, come la propriet privata non fu mai messa in
discussione. Le limitazioni riguardavano solamente la terra pubblica,
che i latifondisti occupava senza esserne proprietari.

La reazione del Senato


La legge parve tuttavia rivoluzionaria sia ai diseredati, che vi videro la
promessa di un riscatto economico e civile, sia ai ricchi, che furono
minacciati nei loro enormi interessi.
Alla riforma fu ostile la classe senatoria, fra cui membri si
annoveravano i maggiori possessori di terre pubbliche.
Il Senato fece perci in modo che un altro tribuno, Marco Ottavio,
opponesse il suo veto alla legge.
Ma Tiberio si appell al popolo e ottenne la destituzione di Ottavio.
Fu un atto senza precedenti, che andava contro la norma che sanciva
linamovibilit di un magistrato eletto.
La legge fu, comunque, approvata e per la sua attuazione fu nominato
un collegio di tre magistrati (triumviri) nelle persone di Tiberio Gracco,
del fratello Gaio e di suo suocero Appio Claudio (la commissione
cambiava annualmente).

Lapplicazione della riforma


I triumviri si scontrarono subito con molte difficolt:
oltre allostruzione del Senato, cera il problema di
reperire i fondi per dotare i nuovi proprietari terrieri
di mezzi necessari ad avviare le loro fattorie.
Leredit di Attalo III sembr arrivare a proposito, e
Tiberio Gracco riusc a far votare una legge che
stabiliva che il tesoro di Pergamo fosse utilizzato a
questo scopo.
Anche questo fu un atto inaudito, poich da sempre
tutte le questioni attinenti alle province erano di
competenza del Senato.

La centurazione romana

Luccisione di Tiberio Gracco


Per garantire il successo della sua riforma Tiberio Gracco
ripresent la canditura al tribunato per lanno 132 a.C.,
mentre per tradizione il tribunato era limita ad una sola
annualit.
La nobilitas accus Tiberio di sovvertire la costituzione e
di voler farsi re.
Le votazioni si svolsero in un clima di grande tensione, e
nei tumulti che ne nacquero il tribuno e trecento suoi
seguaci furono massacrati dai partigiani del pontefice
massimo, Scipione Nasica.
Era la prima volta che a Roma la lotta politica degenerava
in violenza aperta, esercitata da cittadini su altri cittadini.

Il Senatus consultum ultimum: uno strumento di


lotta politica. Lanalisi di Francesco de Martino
Francesco de Martino, storico,
professore universitario, politico,
senatore

Il potere politico in crisi. Non


riuscito a rinnovarsi. Roma, nonostante,
lespansione
territoriale
rimane
unoligarchia patrizio plebea. Come
conseguenza: il potere militare (le
maniere forti) prende il sopravvento
sulla politica (la discussione).

Nellepisodio di Tiberio Gracco


osserviamo come laristocrazia (i
conservatori) non si fanno
scrupoli. Utilizzano qualsiasi
mezzo per eliminare il loro
avversario politico. Utilizzano,
anche (direi soprattutto) mezzi
violenti, illeciti (non legali,
incostituzionali). Nellepisodio di
Tiberio Gracco al tribuno della
plebe non concesso n un
processo, n lappello davanti al
popolo. Dai conservatori vengono
utilizzate procedure legislative
straordinarie che non potevano,
per, essere applicate nei
confronti di cittadini romani, ma
verso stranieri

Uno strumento di lotta politica, nelle


mani dellaristocrazia, nella tarda
repubblica divenne il senatus consultum
ultimum (consiglio ultimo del Senato). Il
senatus consultum ultimum dava ai
consoli i pieni poteri in situazione di
emergenza (cd stato di emergenza).
Contro Tiberio Gracco (nel 132 a.C.) fu
decretato il primo senatus consultum
ultimum (che diventer prassi negli anni
seguenti, cos laristocrazia senatoria
cercava di frenare le riforme dello Stato),
ma il console Publio Muzio Scevola rifiut
i pieni poteri conferitigli dal Senato,
sottolineando che non si poteva
uccidere un cittadino senza giusto
processo.senza
che
egli
avesse
utilizzato, per primo, violenza

Il Senato, ormai , aveva deciso voleva


eliminare Tiberio Gracco ed appoggi
liniziativa di Scipione Nasica, pontefice
massimo, che utilizz in maniera illecita
unaltra misura straordinaria (eccezionale)
quella della evocatio. Dichiar hostes
(nemico pubblico) Tiberio Gracco ed i suoi
seguaci. La dichiarazione di hostes
equivaleva dire che ogni cittadino poteva
uccidere, senza successive conseguenze,
Gracco. Nasica e i suoi seguaci fecero strage
di Gracco ed i graccani. Anche in questo
caso,
assistiamo
ad
un
evento
incostituzionale, illecito. La dichiarazione di
hostes evocatio per la prima volta viene
rivolta nei confronti di un cittadino romano.

Con luccisione di Tiberio Gracco


inizier il tramonto della Repubblica
Romana. La violenza nella politica
romana diventer la regola, cosi
come sar la regola compiere atti
incostituzionali (come la violenza
illecita nei confronti di avversari
politici) nei confronti dei rivali
politici. La vicenda di Tiberio Gracco
un anticipazione di quello che
succeder negli anni seguenti.

Anche gli storici Appiano e Velleio Patercolo


affermano come lepisodio di Tiberio Gracco
diede inizio alla prassi della violenza nella
lotta politica romana

Le proposte di Fulvio Flacco


Lassassinio di Tiberio accrebbe le difficolt di
attuazione della sua riforma.
Intanto le tensioni con gli Italici aumentarono e
Fulvio Flacco, console nel 125 a.C. propose che
fosse loro concessa la cittadinanza romana, ma
loligarchia imped lapprovazione della legge. Gli
Italici si sentirono traditi, e ci furono delle
rivolte.

La figura di Gaio Gracco


Nel 123 a.C. fu eletto tribuno della plebe Gaio Gracco (il
fratello di Tiberio).
A differenza del fratello, Gaio inquadr il problema agrario in
un pi ampio disegno di radicale ristrutturazione dello Stato.
Per indebolire il potere della classe senatoria, egli si assicur
lalleanza dei cavalieri, dando loro la maggioranza sui senatori
nelle giurie che giudicavano i governatori delle province nei
reati di concussione.
Il provvedimento toglieva ai membri del Senato limpunit e
limitava le loro possibilit di accumulare illecitamente enormi
patrimoni.
Ai cavalieri furono date, anche, gli appalti delle imposte nelle
province.

Gaio Gracco e la plebe urbana


Gaio Gracco si garant il favore delle plebe urbana,
poich la riforma agraria era di lenta applicazione,
Gaio pens di venire in soccorso alle aspettative dei
proletari promuovendo la fondazione di nuove
colonie.
Le colonie furono fondate in Italia meridionale, ma
anche allestero sui siti di Cartagine e di Corinto.
Altro provvedimento di Gaio Gracco fu la
distribuzione di grano a prezzo politico ai
nullatenenti di Roma nella legge Sempronia
frumentaria.

La fine di Gaio Gracco


Eletto al tribunato per il secondo anno consecutivo la
concessione della cittadinanza agli italici
Il Senato decise di combattere stavolta lavversario con le sue
stesse armi. Un altro tributo Livio Druso, fece delle
controproposte smaccatamente demagogiche, a quel punto la
plebe urbana abbandon Gaio Gracco.
In un clima infuocato, il Senato dichiar il senatus consultum
ultimum, questa volta il console dellanno 121 a.C., Lucio
Opimio, accett i pieni poteri. Le opposte fazioni si
scontrarono violentemente. Gaio fu ucciso con 3000 suoi
partigiani, e le sue ceneri furono gettate nel Tevere (121 a.C.).
La reazione aveva vinto, ma unaltra strage aveva insanguinato
Roma.
Nel 120 a.C. il Senato pose termine alle distribuzioni di grano a
prezzo politico. Lanno dopo cessarono le distribuzioni di terre.

Possibili domande
La situazione di Roma nel 133 a.C. in politica estera, la
situazione politica a Roma, la crisi della piccola propriet
terriera, la questione dellAgro pubblico, Rapporto tra
Roma e gli italici, Contenuto della riforma di T. Gracco,
Finanziamento della riforma, Resistenza del Senato,
Forzature costituzionali di Tiberio Gracco, Uccisione di
Tiberio Gracco, Significato di violenza illecita, senatus
consultum ultimum, evocatio hostes, testimonianze di
Appiano e Velleio Patercolo, La figura di Fulvio Flacco,
Gaio Gracco e provvedimenti a favore della classe di
Cavalieri, Gaio Gracco e provvedimenti a favore della
plebe urbana, Fine di Gaio Gracco