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NICOLASEVERINO

ILPAVIMENTOCOSMATESCO DELLABBAZIADISANNILOA GROTTAFERRATA


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Inquestetreimmaginisivedela chiesadiSantaMaria dellabbaziadiSanNilo,facciata connartece,elimponente campanileromanico.

I RESTI COSMATESCHI DELLABBAZIA DI SAN NILO A GROTTAFERRATA Seprovateafareunaricercaininternet,maancheneiprincipalilibridarte ed enciclopedie, sui resti delle opere cosmatesche oggi preservate nellabbazia di San Nilo a Grottaferrata, probabilmente rimarrete molto delusi per via dellesiguit delleinformazioni. In effetti, a causa della totale mancanzadiunaspecificadocumentazionestoricacheattestiinquelluogoil passaggiodeimarmorariromaniodiartistiprovenientidaaltreregioniele vicende che le loro operesubirono nelcorso dei secoli, difficile poter dire qualcosadipidiunasuperficialedescrizionediquantorimanedelmirabile arredo musivo e architettonico medievale. Cos, facile che il lettore oggi trovi solo frasi del tipo delle opere medievali si conservano solo una parte delloriginale pavimento cosmatesco nella chiesa di Santa Maria e alcuni resti dellarredoliturgico.Noncicredete?Facciamounesempiocheforsevaleper tutti:eccocomescriveL.MorgantinelsuoautorevolearticolosullAbbaziadi Grottaferrata pubblicato nellEnciclopedia dellArte Medievale Treccani nel 1996: al 1282 (Andaloro, 1983, pp. 255256, n. 28) risalgono invece linnalzamento della navata e un restauro della chiesa, comprendente anche il pavimento cosmatesco, conservato ancora oggi nella zona del presbiterio e nella navatacentrale.Equestoquanto!Noncos,ovviamenteperlealtreopere, comeilmosaiconellalunettadelportale,odellestrutturearchitettonicheche invece vengono descritte con maggiori dettagli. Dalla frase riportata da Morganti, sembra che, insieme ad Andaloro, sia possibile datare linnalzamento del piano della navata, e di conseguenza il pavimento cosmatesco conservato nella navata centrale, al 1282. Chi conosce bene la storia dei Cosmati e dei marmorari laziali o campani, non pu accettare questa tesi perch il 1282 un anno che sta troppo avanti rispetto alle caratteristiche stilistiche mostrate dalla porzione di pavimento cosmatesco nellanavatacentrale.Madiquestoparleremotrapoco. Lunica autrice che ha dettagliato sullargomento , a mia conoscenza, Dorothy Glass, dalla cui opera Studies on Cosmatesque Pavements, pubblicata nel1980,nonsipuprescindereperognianalisi,studiofattivoeipotesiche riguardino i pavimenti cosmateschi. E sar per noi come la bibbia degli archeologi,lIliadediSchliemannperlascopertadiTroia.MaprimadiGlass, altri autori hanno descritto nei particolari la storia della Badia di Grottaferrataeledifficoltnelricostruirnelevicendestoricheesoprattutto architettonichedovuteagliinnumerevoliinterventisubitiaseguitodidanni per eventi calamitosi e distruzioni di guerre nettamente ravvisabile nelle chiareparolediA.Rocchi(LaBadiadiS.MariadiGrottaferrata,Roma,1884 pag. 52): Dopo le mille variazioni sostenute nel decorso di otto secoli e mezzo, malagevole assunto il darne una vera descrizione. Lo stesso autore, a pag. 58, cos accenna ai resti del pavimento cosmatesco: Oltre a cotesto sfoggio di pittura e di mosaico ad immagini, questepoca, od altra a lei prossima (fine XII, inizioXIIIsecolo,nda),cisegnalaungrandesfarzodimosaicoadornato,comein altari,cosinpavimentiespessoinstilevermiculatobizantino.Deiqualisipossono vederebuoniavanzinonchdentroilpresbiterio,osoladelvima,esottolapredella dellaltare di San Nilo, ma nel mezzo della chiesa rasente la balaustrata, sul quale stratoera,comesempre,ilcosiddettocorogrande,appuntoinnanziicancellioggi

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Sopraeadestra:dueriquadridi opustessellatumcosmatesco,che esibisconopatternscanonicidel repertoriodellabottegadi Lorenzo.Tallastre,nonostante sianorealizzateinopera tessellata,potrebberoprovenire daunasmembratarecinzione presbiteriale,otribuna,o dallanticaScholacantorum. Infatti,sonodiversele testimonianzedilastremusivein opustessellatumcontesseredi porfidisimiliprovenientidagli arrediinvecechedalpavimento. Moltiesempisipossonovedere nelmuseolapidariodella cattedralediAnagni.Eccetto qualcheritocco,lalastracon motividilosangheoblunghe potrebbeessereoriginale,comesi vededallantichitdelmarmo biancoedallasimmetria policromatraletessere,inbuona partebenrispettata.

sostituitidaibalaustri.Traquestotessellatoelaportaaureagiaceinpianoundisco, diqueichenelmedioevosidicevanorotae,dim.2,50didiametrotuttodiporfido, chediconofossegidunsolpezzo,posciascrepolatoabellaposta,chiFrancesidella prima Repubblica pensavano trlo via. Di presso vi avea nel 1300 anche il grandambone o suggesto pel canto del sacro Vangelo, e se ne conservano dei frammenti.CesarioMencacci,nel1875,nonaggiungenulladinuovonelsuo libro Cenni storici della Badia di S. Maria di Grottaferrata, dicendo che il pavimentodellaChiesaera,comeancoraosservasi,messoinversolaltareamusaico di marmi con un di quei lavori vermicolati, che diconsi di opera alessandrina; e pressolaportacopertodaungrandiscodiporfidodimoltoprezzo.Comedicevo prima,chihascrittodipisuiresticosmateschidellabadiadiGrottaferrata Dorothy Glass ed anche lei rimarca il fatto che nessuno ha mai scritto in dettagliosullospecificoargomento.Inquattrorigheripercorrelacronologia principale degli eventi che trasformarono la chiesa e questi possono riassumersi come segue: fu consacrata nel 1205 e in seguito distrutta dalle truppediRobertoilGuiscardoedelBarbarossa;labbaziafuabbandonatatra l 1163 e il 1191. Nel 1577 il Cardinale Alessandro Farnese fece eseguire un totalerinnovamentodistruggendolabsidemedievaleefacendonericostruire uno nuovo. Nel 1754 il Cardinale Gianantonio Guadagni esegu un altro totalerinnovodellinternodellachiesa.Altrirestaurifuronoeseguitinel1910 enel1930.SecondoGlass,ilrettangolopavimentalechesiconservaalcentro dellanavatalunicorestooriginaledellanticascholacantorumchesitrovava inquellareaerappresenterebbestilisticamenteleinnovazioniintrodottedai marmorari romani della famiglia di Giovanni Ranuccio nella met del XII secolo,derivatedaipavimentibizantinidicuisivedequalcheesempionella chiesadiS.GiovanniinStudionenelmonasterodiIvironsulMonteAthos. Infine,tentaladatazionescrivendo:Sembracheladelicatezzadellavorosiapi riferibilealXIIIchealXIIsecolo.

I resti di lastre musive che si trovano oggi nel pavimento del nartece, davantiallingressodellachiesa,vengonoassociatialrettangolopavimentale dellanavata,maGlassavanzalipotesichetalipezzisianosoloilrestidiuno smantellatoamboneedellanticoarredopresbiteriale,piuttostochepartidel pavimentooriginaleericordachealtripezzisimilisonoconservatinelmuseo

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dellabbazia.InoltreGlassmetteinevidenzanellanota5chedaantichefoto sipuvederecheiframmentioggiinseritinelpavimentodelnartece,nelXIX secolositrovavanoattaccatinelmurodelcortiledelmonastero.

Fig.1Lastramusivapostaalcentrodelnartece. Lafig.1mostralagrandelastrachenelpavimentoalcentrodelnartece. Su questa posso dire due cose sicurissime: la prima che essa non fu concepitaperessereinseritainunpavimentocosmatescoedovevafarparte diungrandeamboneodiunarecinzionepresbiteriale;lasecondacheessa mostra in ogni suo dettaglio lo stile dei marmorari romani, ma non della scuola della bottega di Lorenzo. Il motivo delle girali che annodano cinque piccolidischilapidei,dicuiiduelateraliesternidiporfidoeleduecoppiein alto e in basso di serpentino, richiama la classicit romana comune sia ai Cosmati che pi in generale a tutte le botteghe di marmorari romani. I patternsdellefascemusive,invece,siallontananosensibilmentedaglistilemi dellabottegadiLorenzoe,perdirlatutta,selalastrasiconservatainlinea di massima originale, con qualche ritocco, lopera di intarsio tessellato non sembra neppure una esecuzione mirabile, come quelle dei tempi migliori cosmateschi.Potrebbequinditrattarsidiunalastrarealizzatadamarmorari locali minori di scuola cosmatesca, ma di epoca tarda, probabilmente nella seconda met del XIII secolo. Nel reperto originale da osservarsi innanzitutto la regolarit della geometria nei patterns e soprattutto la spiccata simmetria degli stessi e dei colori delle tessere. Inoltre da considerare che questo motivo richiama fortemente quello attualmente visibilealcentrodelpavimentonellachiesa,conunadifferenzasostanziale: lapiccolalastra,essendooriginale,mostralecaratteristichedicuisopra;cio

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laperfettasimmetrianelladisposizionedeimotivigeometricielasimmetria policroma nella disposizione delle tessere colorate. Ci che non si osserva, invece,nelgranderiquadroalcentrodellanavatailcheindicacheessoil frutto di una ricostruzione arbitraria con il riuso di materiale originario. Probabilmente solo le fasce perimetrali con le girali cosmatesche facevano partedellinsiemeoriginale,mentreiriquadriinterninoncorrispondonon conimotivigeometricinconladisposizionecromaticadelletessere. Esaurite le notizie di archivio, tocca a me dire qualcosa di nuovo. Il riquadropavimentalechestanelcentrodellanavatahaquindiconosciutola stessasortetoccataallamaggiorpartedeipavimenticosmateschiromani,del LazioedellaCampania.Pudarsichesiaunriquadrocheinoriginestavain quelluogo,malanotiziachenel1282siebbeuninnalzamentodellanavata della chiesa, una dimostrazione chiara che tutto lantico pavimento cosmatesco (si, perch quello originale risale certamente a prima del 1282, nellamiaopinioneaunepocacompresatrail1160eil1210)dovetteessere spicconato,odemolito,quandonondistruttodalledevastazionicalamitosee belliche.Lostatodelriquadro,neidettagli,mostralestessecaratteristichedei pavimenti romani ricostruiti tra il XVII e il XVIII secolo. Ovviamente deve trattarsi di una ennesima ricostruzione dato che il pavimento originale fu distruttonel1282.Cirisultachiarodaalcunecaratteristichecomunicongli altri monumenti che hanno subito la stessa sorte, come limpiego di fasce marmoree bianche frammentate, di diversa tipologia ed epoca; dal superficialelavorodiintarsiodeltessellatocosmatesco;dallamescolanzadi motivi geometrici su una stessa linea musiva; dalla diversit delle tessere musive impiegate in quanto formate da una parte di materiale originale riusato e da una parte pi moderna introdotta nei vari restauri; dalla importante constatazione di assenza pressoch totale della simmetria policromanelladisposizionemusivadelletessere,condizioneessenzialedei lavoricosmateschioriginali,eviadicendo.SebbeneGlassassociilmotivodi girale cosmatesca che avvolge i diedi dischi di porfido del riquadro pavimentale, alla famiglia dei Ranuccio, io ravviso che tale disegno era comuneanchenellafamigliadiIacopodiLorenzo,comedimostranoimolti elementi simili nelle loro opere. Le fasce marmoree bianche spesso sono leggermente ricurve, e il piano del tessellato ne risulta a tratti ondulato; caratteristica comune al pavimento cosmatesco del Sancta Sanctorum al Laterano, secondo le mie ipotesi ricostruito nel XVI secolo. Lo stile classico romano di queste girali cosmatesche, riferibili alla componente locale romana, esclude linfluenza bizantina e cassinese nel riquadro di Grottaferrata,segnocheimarmorariromanifuronochiamatialavorarequi, forsealtempoincuitransitspessonelmonasteropapaInnocenzoIII,chefu uno dei pi importanti mecenati dellarte cosmatesca. La grande ruota di porfido,orainframmenti,ultimofedeletestimone,invece,dellagrandiosit delleoperecosmateschecheuntempoornavanoquestachiesa.

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Fig.2

Fig.3

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Nelle figg. 2 e 3 si vede una lastra originale con il disegno di una guilloche che annoda cinque dischi. Anche questo indubbiamente un reperto proveniente da uno smembrato arredo presbiteriale. Ci che posso dire con certezza che esso non assolutamente un reperto allaltezza dei migliori lavori cosmateschi romani destinati agli arredi delle chiese, se si pensa ai reperti visibili in Anagni e nelle basiliche romane. Tuttavia, sembra di poter dire che il reperto fosse opera di marmorari, forse questi si, provinciali,deltipodefinitodaGlassnelsuovolumecitato.Marmorariformatisinellescuoleromane,ma dipimodestecapacitartistiche.Lagrossolanasemplicitdeipatternsgeometricichesiosservanonelle fascecurvilineedellaguilloche,nonriconducibileallamaestriadeilavorisimilirealizzatisiadaiCosmati chedaimarmoraridiscuolesiculocampane.Quilasimmetriadeicoloriedeipatternssembraesserestata sensibilmente alterata da restauri. Tuttavia, riconoscibile il lavoro originale che mostra comunque una sceltafacilitatarispettoagliarrediincuigiralieguillocheeranoguarnitediesemplarilavoriadintarsiodi tessere lapidee e di paste vitree legati in un vortice di motivi geometrici dalla miniaturizzazione impressionante. I motivi a farfalla o stella cosmatesca di Agincourt, i triangoli raggianti, le tessere oblunghe, la stella con triangoli al centro della guilloche e altri dettagli simili, richiamano allo stile dei marmorariromani,maillavorogrossolanolasciacredereocheilrepertofossedestinatoaqualcosadinon troppoimportante,ochefosseilrisultatodiunasceltasemplificataoperatadamarmorariprovincialidi scarsecapacitartistiche.

Fig.4 La fig. 4 mostra il riquadro musivo al centro del pavimento della navata maggiore della chiesa. Si pu vedereilperimetrodellegiralichecolleganoidischilapideieiquattrorettangolialcentrodivisidafasce marmoreenonoriginali.

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Fig.5 Nellafig.5possibilevederemoltobenecheiquattrorettangolimusivisonodivisidalastremarmoree moderne e diverse tipologicamente; inoltre, essi non sono simmetricamente uguali. E possibile, inoltre, osservare il risultato della ricostruzione totale dei rettangoli in cui sebbene le tessere utilizzate siano in buonaparteantiche,nonrispettataalcunasimmetriadeicolorinellalorodisposizione.Infine,lintarsio tessellatoimpreciso. Fig.6 In questa fig. 6 si vede un dettaglio di una zona delle girali. E possibile osservare parte del lavoro originale nelle fasce con lintarsio tessellato suo (a sinistra) e le parti ricostruite (fascia in bassoadestra).Inoltre,sipu vederelavetustdelletessere originali, contro quelle che probabilmente furono ricavate da materiali risalenti alXVIXVIIsecolo.

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Fig.7.Unabellissimatessera quadratadiunmarmoparticolare, ridottainmoltiframmentie ricomposta.Erafrequentelusodi talimarmicondecorazioni perimetralidipiccolitriangoli raggianti. Fig.8.Unodeirettangolimusivi conilmotivoastellacosmatescasu sfondobianco.Siosservauna maggioranzaditesserequadratedi porfidorossosostituiteindiversi casidaaltrimarmigrigiodialtro tipo.Losfondodellestelle costantementebianco,nonalterato, mentrelandamentodeipiccoli triangolicheformanolestellea ottopuntealteratosiada sostituzioniditesseredidiverso colorechedalpavimentoingobbato. Sostanzialmenteilriquadrofu forseprelevatosegandolointero, maneltempostatoampiamente risarcito. Fig.9.Unbellissimotrattodel pavimentocosmatescoincuisi vedeunaporzioneoriginale, sebbenemanomessaintempi antichi,conlalastradiporfido rettangolarecheseparaduedelle girali.

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Figg.101112. Tredellegiralicheformanoilriquadro centralemusivonelpavimento cosmatesco.Nellafig.10sivedeil piccolodiscodiporfidorosso;imotivi minutiarombi(sifaccialadifferenza conquelligrossolanidellaguilloche nelnartece)equellialosanghe. Mancanosezionimarmoreebianche, mentreconvivonoinsiemequelledei restauribarocchiequelleoriginali(pi gialleemoltoframmentate). Fig.11.Altragiralecondiscocentrale grigioemotividecoratividitriangoli, quadratinielosanghedisposteacroce. Anchequisinotanozoneoriginali misteaquellericostruite. Fig.12.Ildiscodiserpentinocentrale frammentatoeitriangoliraggianti sonocompostidatessereoriginalidi gialloanticoacuisioppongonouna serieditriangolidiporfidoe serpentino.Unafasciachecostituisce insiemealdiscouninsieme probabilmenteoriginale.Ilfattochela fasciaesternasiainterrottasulla sinistraconsoluzionedicontinuitdi duemotividiversi,dimostracheesse furonosegateereimpiegateinquesto caso.Anchequi,lintarsioinmassima partepotrebbeesserequellooriginalee lodimostraanchelabuonasimmetria policromatraletessere.

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Fig.13 Infine,nellafig.13sipuosservareancoraundettagliodiunadellegirali.Letesserequiimpiegatesono perlamaggiorpartequelleoriginali.ILporfidorossodeldiscocentrale,eitriangolirimanentiintorno;la fascia successiva non si vede, ma si nota che il letto di malta non di quelli preparati con le celle per ospitareunlavorodiintarsiotessellato.Cidimostralaricostruzionedelreperto.Lasezionedellafasciadi destramostraanchessatessereantiche:quelletriangolariingialliteemoltoconsuntedaltempolosonopi ditutte;diquelleoblunghesenecontanoalcunedidiversatipologiaequellasegatarossainbassoadestra dovevaessereinvecediserpentino. In definitiva, il riquadro pavimentale cosmatesco ricostruito al centro della navata della chiesa di Santa MarianellabbaziadiSanNiloaGrottaferrata,unpregevoletestimonediquellecheuntempodovevano esseregrandioseoperemusivedidecorazionesiadelpavimentointerochedellarredopresbiteriale. NonmisentodiasserirecheloperaoriginalefuspecificamentedeiCosmati,matraccediquestostilesi riscontraneipavimentidiSantaMariainAracoeli,diSantaMariadiCastelloaTarquinia,S.Anastasioa CastelSantElia,ecc.Comunquescuolaromana,indubbiamente.Laricostruzione,sebbeneabbiaprevistoil reimpiego di materiale originale e forse di intere sezioni pavimentali (come le girali cosmatesche), non mostraicaratterispecificidellabottegadiLorenzoodiCosma,comesivedeinAnagnieinmoltebasiliche diRoma.Tuttavia,nonmisentodiescludere,datolediversevicendestorichechehannolegatolabbaziaal papatodiInnocenzoIII,unqualcheinterventodeiCosmatiodellefamigliealoropivicine(Ranuccioo Vassalletto). Il pavimento a mio parere databile ad un periodo compreso tra la fine del XII e i primi decennidelXIIIsecolo. NicolaSeverino