Sei sulla pagina 1di 12

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it OROLOGI SOLARI ROMANI Nicola Severino www.nicolaseverino.

o.it Agosto 2007


Credits: www.googlelibri.com

In questo breve articolo si riportano tracce di nuovi indizi relativi agli orologi solari greco-romani, trovati in diverse fonti. Non c una corrispondenza diretta tra le varie notizie le quali vanno prese semplicemente come piccole informazioni che possono essere utilizzate per nuovi studi e ricerche sullargomento. Le informazioni non riguardano necessariamente orologi solari inediti. Cominciamo con un libro tedesco, Gallus oder Romische Scenen aus der zeit Augustus, di Whil. Adolph Becker, professore a Leipzig ed ivi pubblicato nel 1849. In questo libro1 alla pag. 297 vi un capitolo dedicato agli orologi antichi. Lautore fa una breve ricapitolazione della misura del tempo dei Romani e dei Greci, riportando le citazioni principali degli storici e filosofi: Varrone, Plinio, Macrobio, Censorino, Cicerone, senza dimenticare il confronto con gli studiosi pi recenti come Salmasio, Graevio, fino a Ideler. Passa in rassegna il calendario, la suddivisione del giorno e della notte, ladozione delle ore e il significato di ognuna nella vita quotidiana riscontrabile nel famoso epigramma di Marziale Prima Salutantes atquee in quello della famosa parola ZHOI. Parla dei primi orologi solari dellImpero Romano, di quello famoso trafugato a Catania e trasportato a Roma e ovviamente dellorologio di Campo Marzio in Roma. Passa in rassegna alcune fonti che trattano degli orologi solari romani tra cui anche Avellino, Descrizione di una casa pompeiana, di cui da una figura dellorologio solare orizzontale della Casa dei Capitelli Figurati. Cosa strana, nel disegno sono ben rappresentate le ore temporarie, ma sono contrassegnate erroneamente con una suddivisione di ore astronomiche in numeri arabi sulla linea equinoziale e in numeri romani crescenti (con lora VI sulla linea meridiana).

Una copia digitale pu essere consultata su Google Libri www.googlelibri.com

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it LOROLOGIO DI HERENNIO IN TIVOLI

Tra i pi importanti documenti che qui presentiamo quello relativo alla scoperta di un importante orologio solare romano in Tivoli. La comunicazione venne pubblicata nel Bollettino dellIstituto di Corrispondenza Archeologica, N VIIIa, primo foglio, Agosto 1838. La prima parte del testo firmata da un certo Stefano Dott. Rosa e subito dopo c un importantissimo documento gnomonico che sembrerebbe essere stato aggiunto per completezza di indagine. Si tratta della lettera del sig. prof. Settele al sig. dott. Rossi, intitolata Di un orologio solare ritrovato in Tivoli e che finora non stata mai divulgata nella gnomonica moderna. Nel documento viene scritto il cognome Stefano Rosa mentre la lettera di Settele indirizzata al Sig. Rossi. Il dott. Rosa e il dott. Rossi sono la stessa persona e ci lo stabilisce lautore stesso nel precisare nella prima nota che Settele si trovava spesso in Tivoli al momento degli scavi e che insieme avevano visto e commentato pi volte lorologio solare. Solo dopo qualche tempo per, e su insistenza del Rossi, Settele gli invi una lettera con una descrizione gnomonica del monumento 2. Tutto il documento, compresa la lettera di Settele, sono 12 pagine. La prima parte, scritta da Rossi (o Rosa), intitolata Sopra varj monumenti, e particolarmente di un antico orologio solare, trovati in Tivoli in occasione degli sterramenti fatti per la deviazione dellAniene. Si legge chiaramente la soddisfazione di parlare di un monumento tanto pi raro ed interessante, in quanto che intero e conservatissimo, non solo ci d la notizia di chi ne ordin lesecuzione, ma pur anche di quei che lo restaur. Le misure date sono espresse in palmi e once e corrispondono allincirca (tenendo conto che dopo il 1840 nel Regno di Napoli il palmo valeva 0,264550 mt) a: altezza, 79 cm, profondo poco meno e alto quasi 26 cm. Uno spessore considerevole per un orologio orizzontale dellepoca, anzi inusuale, quasi come fosse inizialmente destinato ad essere un tavolo. Gi nel 1849 ci si rendeva conto che la citt di Tivoli doveva essere un prezioso scrigno non sono di monumenti artistici antichi, ma anche di orologi solari i quali testimoniavano una forte necessit dei Tiburtini di misurare il tempo. Cos, il Rossi ricorda un piccolo orologio solare nellimpluvio del palazzo Boschi, prima che questo fosse ingoiato parzialmente da una piena dellAniene nel 1826, i tre orologi riportati dallAntonini nei Candelabri Antichi e uniscrizione riportata dal Muratori. Il testo prosegue con una erudita ricerca del personaggio che avrebbe comandato la costruzione ed il restauro dellorologio e il cui nome riportato nella scritta sulla lapide dellorologio con lettere anchesse di grandi dimensioni e che si vede insieme allorologio completo nella figura sotto. Per Rossi la scritta parla di un Tito Erennio figlio di Lucio che fu lautore del monumento e che in seguito, un Tito Erennio figlio di Tiro, investito della carica di quatuorvirato lo restitu. Una lunga digressione viene fatta sul significato del termine restituit in cui lautore dimostra che la parola voleva significare, nel contesto dei monumenti artistici, restaurare senza modificare loriginale. Ma anche sulle famiglie degli Erenni in Tivoli e sulla carica di quatuorvirato, particolarmente importante nei municipi, come si rinviene nelle epistole di Cicerone. Forse proprio per benemerenza Erennio fece costruire lorologio solare per comodit del popolo di Tivoli che

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

laveva fatto investire di una cos alta carica. Tra laltro interessante ricordare che la famiglia degli Erenni era ben nota come dumvirato anche in Pompei dove pare il nome fosse legato anche in quel caso alla costruzione di orologi solari.

Infine egli fa unaltra lunga disquisizione sul luogo dove poteva originariamente essere ubicato lorologio. A tal proposito egli tira in causa una nuova lapide, con iscrizione dai caratteri simili a quelli della scritta rinvenuta sullorologio, dalla quale ipotizza lesistenza di una basilica sconosciuta in Tivoli fatta costruire dalla famiglia Orbia. Crede cos che lorologio potesse essere ubicato ai suoi tempi dentro o nelle vicinanze di questa basilica: gli antichi per accrescere ornamento e comodo a siffatte nobili fabbriche vi ponevano anche gli orologi solari e a sostegno della sua ipotesi egli cerca conferme nelle citazioni classiche come quella di Preneste citata da Varrone e del riferimento alla lapide di Alatri (oggi nel municipio) riportata dal Grutero (CLXXI,8) in cui si legge che, per ordine di alcuni magistrati, un orologio solare doveva essere costruito non lontano dalla Basilica. Il 22 ottobre del 1836 arriva al dott. Rossi la lettera di Giuseppe Settele con il suo commento sopra lorologio solare scoperto in Tivoli. La lettera breve, ma costituisce un documento gnomonica troppo particolare per non riportarla interamente in originale, cos, dopo aver dato luogo ad alcune mie brevi considerazioni, il lettore potr trovarla per intero. Ci che voglio dire adesso una cosa molto importante. E risaputo che negli orologi solari degli antichi lo gnomone sempre stato riscontrato o ipotizzato come verticale. Nel mio ultimo CD-R dedicato agli orologi solari romani, cio De Monumentis gnomonicis apud Graecos et Romanos, ho riportato quella che potrebbe definirsi una scoperta eccezionale: il primo ed unico finora conosciuto orologio solare orizzontale romano, completo e perfettamente conservato, con lo gnomone originale in posizione inclinata come un assostilo invece che verticale. Ci stato accolto con spirito di scetticismo e qualche critica da alcuni colleghi gnomonisti italiani, non trovandone riscontro in alcuna altra fonte o monumento conosciuto e basandosi sul fatto che i Romani non costruivano orologi solari tenendo conto di uno gnomone inclinato e ancor meno parallelo allasse terrestre. Lasciando da parte la possibilit che lo gnomone fosse inteso proprio come parallelo allasse terrestre, quanto meno inusuale ed eccezionale ancora il fatto che esso potesse essere concepito in modalit inclinata. Lorologio sconosciuto che ho trovato nei muse di Pompei e descritto nel mio CD-R ne una testimonianza inconfutabile in quanto mi stato assicurato dai

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

conservatori che lo gnomone non era mai stato restaurato essendosi conservato, insieme allorologio intero, in modo perfetto. In questo prezioso documento gnomonico lasciatoci dal canonico e matematico Giuseppe Settele, certamente una delle pi grandi autorit in materia di gnomonica del suo tempo, ho trovato un riferimento a sostegno della mia scoperta. Egli infatti crede che lo gnomone dellorologio di Tivoli esaminato doveva essere in origine inclinato e non verticale: Si vede il luogo dove era collocato il gnomone, perch vi ancora qualche avanzo del ferro e del piombo che lo fermava; questo gnomone in verit non stava al suo luogo, sar stato inclinato, perch si sa che il gnomone si pu fare di qualunque forma si vuole, purch la punta sia nel luogo conveniente. Al di la del fatto, quindi, che i Romani potessero usare o no, con cognizione di causa, lo gnomone parallelo allasse terrestre (il che non provato ufficialmente), ormai dimostrato che essi usavano gnomoni inclinati negli orologi orizzontali. Il perch non facile da dirsi. Si pu pensare che uno gnomone inclinato poteva essere meno pericoloso di uno verticale che si comportava come uno spiedo! Oppure che uno gnomone inclinato era pi facile da orientare in modo tale che la sua punta occupasse perfettamente il centro di proiezione gnomonica (centro di omotetia). Sta di fatto che le parole del Settele rappresentano un valido riscontro alla mia scoperta che viene cos definitivamente confermata al di l di ogni possibile dubbio.

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

Questo monumento stato pubblicato oltre che da Settele anche dal CIL (Corpus Inscritpiones Latinarum), XIV, 3660 e da Sharon Gibbs in Greek and Roman Sundials, Yale University, New Haven and London, 1976 REAL MUSEO BORBONICO Nellopera Real Museo Borbonico, che consta di svariati volumi, si vedono due immagini inedite oggi di orologi solari romani, uno dei quali ben conosciuto. Nel volume sedicesimo, Napoli 1857, vengono descritte minuziosamente le terme stabbiane in cui fu ritrovato il pi bello ed importante orologio solare romano conico dellantichit, quello con iscrizione Osca descritto da Bernardo Quaranta in Lorologio a sole di Beroso, nel 1854. Viene riportata una sezione delle Terme in cui si vede la posizione originale dellorologio, posto in cima allattico, sul tetto n. 50 della tavola. Lorologio disegnato senza particolari, ma si riconosce molto bene. Seguendo il testo si legge: ti trovi in un magnifico cortile n. 10 circondato da grandioso peristilio di ventisette colonne di maniera dorica, scanalate e messe di stucco colorato, n. 9, i di cui portici n. 8 eran destinati al trattenimento di coloro che si portavan nelle Terme per bagnarsi aspettando il tocco dellora per entrar ne bagni, o che indicata venisse dal quadrante solare posto in cima dellattico sul tetto n. 50

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

Le terme stabbiane e lorologio con iscrizione Osca descritto da Bernardo Quaranta

Nel volume VII del 1831 viene invece pubblicata una immagine inedita, oggi sconosciuta, di un orologio solare romano del tipo conico che non si potuto identificare con alcuno di quelli descritti da Gibbs per Napoli, Ercolano e Pompei. E un bellorologio, definito importantissimo oriolo di marmo, in cui le linee orarie sono rappresentate in figura come se fosse di tipo sferico, ma la concavit sembra essere pi squadrata come il fondo di un cubo. La linea equinoziale sembra addirittura spezzata, come se la parete di destra invece che sferica fosse quasi verticale. Questi monumenti sono raggruppati e descritti in questa tavola che viene presentata come frontespizio dellopera.

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

Il Regal Museo Borbonico descritto da cavalier Giovambattista Finati, invece riporta una breve descrizione di 4 orologi solari ivi conservati e che si pu leggere nella seguente figura:

Giuseppe Fiorelli, POMPEIANARUM ANTIQUITATUM HISTORIA Dal diario del grande archeologo Giuseppe Fiorelli, rileviamo i seguenti ritrovamenti di orologi solari in Pompei: 1763. 29 aprile-11 maggio. Diario di Francesco La Vega. Scavi nelle case pseudourbane vicino la Porta principale della citt. Trovato orologio solare sopra lastra (orizzontale) di palmi 2 e once 2 per palmi e once 9 con suo gnomone di bronzo. 1767. 29 agosto. Edificio del Quartiere. In una delle stanze si trovata una lastra di marmo lunga once 11 larga once 8 nella quale resta segnato un orologio solare orizzontale, nel quale restano segnate solo le ore pomeridiane, e vi sta ancora la saldatura dello gnomone e un piccolo pezzo dello stesso; 1770. 21 aprile. Sepolcro della famiglia Melissea fuori le mura. Orologio solare in detto sepolcreto. Sullo tesso si specifica (vol. 1 pag. 237): La terza (lastra di marmo con iscrizione) di once 15 di larghezza e palmi 2 e once 3 di altezza con liscrizione

Sotto questa iscrizione vi sono alcune linee, dopo la parola VIX vi un buco con piombo per fermare un ferro, che ora si vede rotto. Penso esser questo un orologio, distinguendovi tre linee orarie, i due tropici e lequinoziale, e potendo essere il pezzo di ferro impiombato un avanzo dello gnomone. 1771. 5 gennaio. Nella presente settimana si continuato lo scavo per la strada principale, e qualche giorno si lavorato nel portico dietro la scena(da unaddenda: orologio solare

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

trovato nellarena del portico, dietro la scena del teatro, ossia del Quartiere de Soldati) nel farsi a tal fine una grotta in mezzo della piazza, che viene cinta dal notato portico, si trovato un orologio solare in pietra viva del Vesuvio della stessa forma di quello che gi si pubblicato nel tomo delle Pitture. Le linee delle ore e dellequatore sono incavate nella pietra e colorite di rosso. Laltezza della pietra di palmi 1 e once 7 e la sua larghezza di palmi 1 . Si trovato che rotto nelle due estremit del semicircolo, e spezzato nella sua base, come mancante dello gnomone, restando bens il buco al quale era fissato. 1776. 31 agosto-7settembre. Nei pressi della Porta della citt, fra le rovine di alcuni muri si trovato un orologio solare di marmo, della stessa forma di quello pubblicato nel tomo III delle Pitture e di altro descritto nel rapporto del 5 gennaio 1771. Ha lo gnomone di piombo situato al proprio luogo e la pietra nella quale fatto lunga palmied once 7, grossa once 10 ed alta palmi 1 ed once 2; 1798. Nella Guida di Pompei di Andrea De Jorio, Napoli 1836, viene riportato il ritrovamento di un orologio solare di marmo nella Bottega del Marmoraro. 1809. 8 aprile. Nei pressi della casa di Polibio. Per la strada, avanti a detta bottega, si trovato un orologio solare di pietra di Caserta alto palmi 1 e e altrettanto largo, rotto in tre pezzi; nella parte ove sono segnate le ore di figura concava; 1809. 11 novembre. Casa detta del Maestro di Musica. Un pezzo di orologio solare. 1828. 12 marzo. In una bottega accanto alla casa di Bacco, venne rinvenuto un orologio solare privo del suo gnomone; 1832. 12-15 luglio. In presenza dellArchitetto Direttore Bianchi si scava nella casa a destra della strada della Fortuna e si trova un orologio solare. 1854. 24 ottobre. Il soprastante sig. Imparato e il custode Pasquale di Sarno si sono recati al Real Museo Borbonico per consegnare lorologio solare con la scritta osca.

Larchitetto Carlo Bonucci, nel suo libro Pompei descritta da Carlo Bonucci, Napoli, 1827, descrive il rinvenimento dellorologio nel 1809, nella strada presso la Casa del Maestro di Musica.

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

10

LROLOGIO ROMANO DI AIX-LES-BAINS Il ritrovamento dellorologio solare conico romano nellarea archeologica, molto importante, di Aix-les-Bains, offre loccasione ad uno dei membri della spedizione archeologica scientifica di scrivere una memoria che vuole al tempo stesso descrivere lorologio scoperto e metterlo in relazione alle basi scientifiche della Gnomonica. Lo scritto da considerarsi praticamente sconosciuto oggi, in quanto sfuggito alla bibliografia di Sharon Gibbs che riporta tale orologio al n. 3097 nel suo catalogo Greek and Roman Sundials, del 1976 (citato sopra), ricordando invece che Janin lo aveva descritto in un diverso articolo. Lautore della memoria Mouxy-Deloche ed egli la intitola semplicemente Antiquits dAix-Les-Bains, Horloge antique e fu letta il 20 febbraio del 1806 allAccademia Imperiale delle Scienze, Letterature e Belle Arti di Torino e pubblicata poi nelle Memorie nel 1809. La descrizione accompagnata da una bella incisione con 3 figure in cui si vede lorologio nella sua interezza, una sezione dello stesso e del diagramma della superficie conica sulla quale sono segnate le linee orarie. Dopo una lunga introduzione sulla campagna di scavi intrapresa presso la localit di Aix-les-Bains, lautore comincia a parlare del ritrovamento dellorologio che fu scavato nel 1804 presso le Terme, insieme a numerose altre lapidi con iscrizioni inedite, statue e vari altri reperti archeologici importanti. A mezzo secolo di distanza dal primo ritrovamento archeologico di un hemicyclium nei pressi di Roma (Tuscolo), si parla anche

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

11

del primo ritrovamento di un orologio solare romano in Francia. Lautore infatti, in qualit di archeologo, and subito a leggere libri di gnomonica e in particolare Montucla per avere informazioni storiche sugli orologi solari, ma costretto a rimarcare che questo di Aix-les-Bains il primo orologio romano che fu portato alla luce durante scavi archeologici in Francia: Aprs avoir consult les auteurs qui ont crit sur la Gnomonique des Anciens, je ne trouvaj nulle part que lon et dcouvert en France aucun monument de ce genre. Simpaticamente ebbe a lamentarsi che i pochi autori di gnomonica francesi non hanno trattato di questo soggetto nei loro libri e quindi ha dovuto riferirsi agli autori italiani. La descrizione iniziale e generale dello strumento la seguente:

Orologi Solari Romani, nuovi indizi e tracce storiche www.nicolaseverino.it

12

Lautore continua dettagliando la descrizione del primo orologio conico romano che abbia visto, con tutte le meraviglie che esso pu destare. Parlando di questo non pu esimersi ovviamente dal citare anche Vitruvio, con un accenno agli orologi antichi e al significato dei loro nomi, ma un altro passo curioso lo abbiamo trovato quando inizia a definire il sistema orario degli antichi. Un passo che incuriosisce soprattutto noi italiani in quanto ci interessa pi da vicino. Egli scrive testualmente: On pourrait encore distinguer les heures pimontaises qui diffrent des italiques en ce que leur dnombrement ne commence quune demi-heure aprs le coucher du soleil. Le ore piemontesi in questione altro non sarebbero che le ore italiche che noi oggi abbiamo ridefinito da campanile e che cominciano mezzora dopo il tramonto del sole. Inoltre egli fa notare che aveva trovato tracce del primo uso di queste ore che si estendeva su un territorio pi vasto del solo piemontese, arrivando ad includere anche lantica Luguria. Per finire rileviamo che la descrizione delle ore ineguali, dal punto di vista letterario e storico, abbastanza ricca, molto pi di quanto non abbiano fatto grandi autori di gnomonica del passato. Qui sotto si vedono altri due disegni a corredo della descrizione dellorologio conico fatta da Mouxy de Loche.