Sei sulla pagina 1di 3

La Legione Romana

L�Esercito nella Romanit� aveva un�importanza fondamentale ma anche una capacit� di


adattamento molto rapida alle vicissitudini sociali e politiche della comunit�
civica, non mancarono varie riforme nei secoli che richiedettero uno strumento
militare sempre diverso per ragioni molteplici e non solo pratiche.
Ora sappiamo che una delle ragioni per la riforma di Furio Camillo venne
determinata per il numero e la possibilit� di ampliare il parco di uomini a
disposizione e quindi per questo si decise per la formazione di un esercito quasi a
modello moderno.
Rimangono, per�, in azione le tradizionali categorie funzionali dei cavalieri e
quindi dei combattenti a cavallo, con lo schieramento a terra suddiviso in
Princeps, Hastati e Triarii siglati con P, H, e T: ricordiamoci che tale
suddivisione funzionale non venne mai meno ma occorre precisare che le recenti
ricerche archeologiche confermano la presenza di tali categorie quasi per tutto il
periodo della Roma antica; tali funzioni, per�, non erano rigide ma mobili. In
specifico era la carriera e il passare degli anni e degli eventi a permettere un
cambio di formazione e di linea ai legionari attivi, si inizia con la funzione
degli Hastati per poi passare ai Principes ed ai Triarii.
L�armamento fino alla Riforma di Mario pure non subisce variazioni rimanendo
stabile; sparisce lo scudo rotondo detto clipeus e si introduce il classico scutum
ovoidale leggermente convesso, lo schieramento diventa manipolare a rettangoli o
quadrati di soldati che si muovono in modo coordinato e dinamico sul campo di
battaglia.
I Manipoli mobili costituiscono una novit� copiata dai duri e tenaci Sanniti che
ritroviamo, una volta sconfitti, in reparti romani con varie testimonianze
archeologiche che ci dicono come costoro mantenessero i loro simboli e monili per
farsi distinguere dagli altri, caratteristica che rimase anche per altre
popolazioni italiche che continuarono a distinguersi per alcuni dettagli di
abbigliamento e che ritroviamo in varie tombe. Stiamo parlando del periodo tra la
fine del IV ed il III sec. A.C. Cio� quando, dal 310 in avanti, riprendette una
forte conflittualit� tra Roma ed altre popolazioni Italiche, conflittualit� che si
concretizz� nella campagna militare contro i Sanniti e gli Etruschi, federati tra
loro contro i Romani per sollevare una ribellione, cui si aggiunsero anche i Galli
Boi. In quel frangente il Console L. Cornelio Scipione Barbato ebbe modo di mettere
a dura prova la tenuta dell�esercito romano conducendo una campagna difensiva
contro questa composita federazione di guerrieri temibili che comprendeva, appunto:
Sanniti, Etruschi, Galli Boi e, successivamente anche i forti Senoni.
Oltre a dare battaglia a queste popolazioni ribelli i Romani, con il loro esercito,
consolidarono un sistema di fortificazioni ma anche di strade e ponti con i vari
centri di smistamento postale; era la conquista civile di Roma che ebbe nel Censore
Appio Claudio, eletto nel 310 AC, il suo principale attore. Non per nulla a lui si
deve la costruzione della Via Appia.
Probabilmente un elemento di forte vantaggio dei Romani non rimaneva nella semplice
capacit� guerriera e nel coraggio, cosa che si poteva riscontrare anche in altre
popolazioni italiche e non; era l�addestramento professionale il fattore di
assoluto discrimine tra Roma ed i suoi avversari.
L�addestramento romano, proverbialmente molto duro, assume livelli tecnici notevoli
proprio per la necessit� non solo di combattere come schieramento ordinato o come
singoli nel caso un milite si fosse trovato, temporaneamente, fuori dalla sua linea
ma anche per il motivo di garantire che ogni centuria, ed all�interno di ogni
centuria ogni manipolo, si muovesse in modo autonomo e coordinato meccanicamente
con gli altri gruppi di soldati secondo degli schemi ben precisi.
Sparisce, quindi, solo il dato del censo come base di arruolamento, come abbiamo
spiegato dalla riforma di Furio Camillo, ma la funzione delle varie truppe si
inquadra per esperienza e tale rimane per tutta l�epoca repubblicana ed anche
oltre. Al centro della macchina di manovra stanno i
Principes che ricoprono quel ruolo in quanto adulti bene addestrati che
costituiscono non la prima linea come molti pensavano ma il centro dello
schieramento quindi la seconda linea dietro gli Hastati; compaiono i Velites,
probabilmente ausiliari, che usano armi leggere, di getto, e che provocano lo
scontro con il nemico per poi ritirarsi: costoro sono i giovanissimi soldati
oppure, come si pensa, nuclei di ausiliari che cercano di sfibrare lo schieramento
nemico con lanci di giavellotti, pietre o proiettili di piombo con frombole, anche
con frecce dato che l�uso dell�arco era ben conosciuto anche se non prettamente
riconosciuto come arma legionaria.
La cavalleria diventa pi� tecnicamente competitiva e non si basa solo sul semplice
spostare uomini da una parte all�altra dello schieramento; sovente ai cavalieri
viene richiesto di intervenire alle ali per coprire i legionari da incursioni di
�guastatori� con archi e frecce o giavellotti.
Essi, i cavalieri, devono cavalcare rapidamente e affrontare i nemici se non
riescono a debellarli scendendo da cavallo ed affrontandoli separatamente; in quel
caso i cavalieri hanno un armamento tipico dell�immaginario cavalleresco e quindi
uno scudo tondo, la lancia maneggiata come arma da punta e la spada lunga detta
Spatha.
La spatha differisce dal Gladium cio� dalla spada della fanteria in quanto essa �
lunga anche il doppio, raggiungendo misure di minimo un metro o un metro e venti
centimetri a differenza del Gladium che assume la misura di cinquanta cm con
varianti successive pi� lunghe ma mai oltre i sessantacinque centimetri.
La spada da cavaliere � usata per colpire il nemico a terra di taglio o per i
duelli tra cavalieri mentre il gladio � un�arma calibrata per il combattimento a
terra e per garantire un tipo di colpi relativo al resto dell�equipaggiamento del
legionario. Il gladio si usava sia di punta ma anche di taglio per falciare, usando
l�arma con una manovra di braccio e gomito simile a quella che si usa maneggiando
un falcetto, le gambe dell�avversario. In specifico il legionario si incuneava
nello schieramento avversario andando corpo a corpo e proteggendosi con lo scudo
tagliando le gambe del nemico oppure, se ci� non fosse stato possibile, usando
l�arma per colpire di punta il collo ed il petto dall�alto verso il basso.
Era un modo di combattere molto efficace e funzionava proprio in quanto l�arma era
corta e relativa alla forma dello scudo e dell�elmo i quali fungevano da coperture
di difesa ma atti a non costituire solo una difesa passiva bens� una azione
difensiva di movimento. Occorre specificare che, per�, questo movimento non
disobbediva mai alla regola della assoluta necessit� e ordine di stare in linea con
gli altri legionari e quindi �in acie�; mai si poteva uscire da questa norma in
quanto, differentemente, si sarebbe provocata una falla nello schieramento ed il
rischio di scompaginamento di un lato del quadrato o rettangolo militare.
Lo schieramento si inquadrava quindi con gli Hastati in prima linea per ostacolare
con le hastae l�arrivo dello schieramento nemico: l�asta era la classica �lancia�
usata come arma di impatto a mano per colpire l�avversario in piedi o a cavallo.
Gli Hastati erano i giovani legionari e costituivano la prima linea effettiva; in
ultima fila i Triarii che erano i veterani e combattevano di rincalzo per tenere lo
schieramento saldamente fermo senza possibilit� di rotte improvvise. Questo
schieramento non era, come si pu� immaginare, fisso in senso di ordine statico ma
assolutamente mobile in quanto si trattava di linee a manipoli e quindi di gruppi
inquadrati che agivano anche tagliando gli schieramenti avversari o ritirandosi in
caso di situazione critica o, semplicemente, per darsi qualche minuto di riposo
qualche decina di metri dietro la linea dello scontro.
Se occorreva Hastati e Principes si invertivano o manovravano per dare addosso al
nemico in modo da darsi poi il cambio in alternanza con un sistema rapido di azione
in avanti e indietro.
Il tutto in massima rapidit� e seguendo ordini sonori dati con fischietti e trombe
dai Tribuni e dai Centurioni.
L�abbigliamento del Legionario � gi� in grado di �usare� la linea in modo dinamico
e non statico nel senso che i Legionari muovono in velocit�, marciano a tappe
forzate ed usano i cambi decuriali per alternare le linee di combattimento ed
essere sempre riposati in fronte al nemico.
In realt� i tre termini di indicazione dei Legionari sono indicativi di una base di
combattimento ma non sono eterni ed, anzi, vengono alternati con altri titoli pi�
pratici come �Levis Armatura� oppure �Gravis Armatura�, �Provocatores�, �Celeres�,
�Expeditii� etc.
In epoca repubblicana, sin dai primi secoli di storia romana compaiono gli Auxilia
che son guerrieri non cittadini romani ma �socii� e quindi alleati di provincie
italiche non ancora romanizzate e non ancora dotate di cittadinanza ma ampiamente
integrate nel sistema romano; infatti era proprio la promessa di far parte di Roma
e quindi la promessa della cittadinanza collettiva a queste popolazioni italiche
che permise una sostanziale compattezza dell�esercito romano di fronte a grossi
rischi ed a nemici fortissimi che sfidarono Roma nello stesso territorio italico.
Tali sono gli Alleati ma anche le popolazioni conquistate che forniscono, in base a
specifici trattati, soldati per le imprese militari romane.
L�esercito romano, specializzato con un Genio militare in grado di fondare citt� e
ponti, non si ferm�, quindi, al ruolo militare ma addestrava i soldati a fare
dell�arma un attrezzo da lavoro e dell�attrezzo da lavoro un�arma. Ci� emerger� in
et� repubblicana e, soprattutto, oltre nelle vaste campagne in nazioni anche
distanti dalla Penisola Italica quando le Legioni fondavano citt� vere e proprio o
trasformavano il territorio con acquedotti, dighe, centuriazioni agricole, reti
stradali e centri commerciali e postali.
In questa vocazione al fare scopriamo l�antico romano che usa il gladio per
necessit� per poi maneggiare aratro ed erpice e quindi coltivare o allevare.
Di suo rimane anche l�uso dei due consoli per le due Legioni di Roma, parliamo
della prima et� repubblicana con 4 tribuni militari che costituiscono il corpo
ufficiali superiori dell�esercito romano di era repubblicana: questo spaiamento di
ruoli era dovuto sia alla logica di una sana divisione di poteri su pi� persone che
si potessero controllare a vicenda e sia per impedire, idea fissa della civilt�
giuridica romana, l�accentramento del potere militare in una sola persona e quindi
la dittatura senza mandato di ritorno.
Aumenta in ogni caso il numero degli arruolati e l�addestramento di costoro che,
ricordiamolo, non sono pi� solo volontari ma anche chiamati con le liste di Leva
dove tutti i cittadini sono iscritti e debbono contribuire a prescindere dal censo
e quindi pagati dallo Stato che si fa carico dell�equipaggiamento e della
logistica.
Dopo tutto il numero dei soldati fissi da impegnare era diventato di seimila uomini
a legione con sessanta centurie autosufficienti e addestrate, a loro volta
suddivise in manipoli qualora fosse utile un�ulteriore e rapido strumenti di azione
in battaglia.
Non occorre dire che la bravura tecnica dei comandanti, dei Tribuni militari,
doveva essere proverbiale anche per via della capacit� bellica di popolazioni
italiche che i Romani conoscevano bene, combattendole nelle varie campagne militari
ma anche usando alleanze sempre pi� strette e definite dal Diritto. I Socii Italici
usavano un equipaggiamento pi� simile a quello oplitico ellenico con alcune
varianti e costituivano il bacino degli Ausiliari ma, nel tempo, tal
equipaggiamento divent� sempre pi� assimilabile a quello legionario fino a
costituire una sostanziale unit� bellica. Per questa ragione i Romani erano molto
attenti a valutare le forze del nemico e a studiarne modi di combattere ed
equipaggiamento, proprio per non farsi sorprendere dalla loro tecnica.
Per queste ragioni vinsero le molte guerre contro le altre popolazioni italiche,
pur subendo anche delle sconfitte da cui, per�, si rialzavano immediatamente.