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Anatomia e fisiologia del rene Favaro S., Bordin V., Brunello A., Borsatti A.

Policlinico Universitario - Padova Il rene svolge principalmente 4 funzioni: 1.


partecipa alla regolazione dell'equilibrio idroelettrolitico mediante l'escrezione
selettiva di acqua ed elettroliti, in modo da bilanciare ['apporto esterno e la
produzione interna; 2. regola la produzione, l'assorbimento e l'escrezione di acidi
e basi; 3. elimina alcuni prodotti del metabolismo (urea, creatinina, ac. urico,
ecc...); 4. produce ormoni che intervengono: o o o nella regolazione del flusso
ematico e renale (renina, angiotensina, prostaglandine), nella produzione di GR
(eritropoietina) nella regolazione del metabolismo fosfo-calcico (calcitriolo).
ANATOMIA MACROSCOPICA I reni sono localizzati in sede retroperitoneale, nella
parete posteriore dell'addome, ai lati della colonna dorso-lombare. Il polo
superiore a livello della 1/2 vertebra toracica, il polo inferiore raggiunge la 33
vertebra lombare. Il rene dx pi basso di circa 1/2 vertebra per la presenza del
fegato sul lato. Medialmente al rene si trova l'ILO RENALE da dove passano vasi e
nervi e vi esce l'uretere. L'ilo immette nel SENO RENALE, cavit appiattita con
vasi, nervi, tessuto adiposo, circondato da parenchima renale; nell'ilo renale
l'uretere si espande per formare la PELVI RENALE. Ogni rene rivestito da una
CAPSULA FIBROSA. ANATOMIA MICROSCOPICA In sezione sagittale nei reni si
distinguono 2 porzioni: la CORTICALE: la pi periferica, situata sotto la capsula
renale alla periferia del parenchima forma gli archi corticali e si insinua tra le
porzioni midollari (piramidi) come colonne renali del Bertin. Contiene:
corpuscoli renali tubuli contorti raggi midollari (costituiti da anse di Henle e
collettori), cio tubuli a decorso radiale dalla base delle piramidi verso la periferia.
la MIDOLLARE: la porzione pi interna formata da 10-12 piramidi con base
all'esterno ed apice verso l'ilo; l'apice si apre in un calice minore. Contiene le
porzioni spesse delle anse di Henle ed i collettori. La funzione escretoria si esplica
attraverso il NEFRONE che l'unit funzionale renale. (Ogni rene contiene circa un
milione di nefroni) (Fig.1) Quindi NEFRONE = CORPUSCOLO RENALE + TUBULO
Esiste una duplice popolazione di nefroni: N.CORTICALI i cui glomeruli sono
posti nella parte esterna della corticale renale e la cui ansa di Henle non si
estende oltre la parte pi esterna della midollare; N..JUXTAMIDOLLARI che sono
pi lunghi dei precedenti, i loro glomeruli sono posti in prossimit della midollare
(NB: ma sempre nella corticale, perch solo in questa sede ci sono glomeruli); le
loro anse di Henle si estendono in profondit nella midollare. CORPUSCOLO DI
MALPIGHI = GLOMERULO (fitta rete di capillari) + CAPSULA DI BOWMANN In ogni
CORPUSCOLO si riconosce (Fig.2): POLO VASCOLARE (dove entra l'arteriola
afferente, si sfiocca nei capillari glomerulari ed esce l'arteriola efferente). E' da
rilevare che i rami derivanti dall'arteriola non hanno connettivo cio non esiste
connettivo all'interno del glomerulo ma MESANGIO, che un tessuto di sostegno
formato da cellule e matrice, che accompagna i vasi sanguigni. Le cellule
mesangiali posseggono numerosi filamenti di actina e miosina ed hanno capacit
contrattile come le cellule muscolari liscie, permettendo la regolazione del circolo
sanguigno nel glomerulo mediante variazioni del lume vascolare. Hanno inoltre
funzione macrofagica cio "ripuliscono" la membrana basale glomerulare e
producono sostanze immunoflogistiche che appartengono al gruppo delle
prostaglandine, citochine e fattori di crescita. 1/interazione fra queste sostanze
gioca un ruolo importante nella glomerulonefrite. POLO URINARIO diametralmente
opposto al polo vascolare. Qui la capsula di Bowmann si restringe in un tubulo che
costituisce la seconda parte del nefrone. La CAPSULA DI BOWMANN una
struttura che si trova all'estremit cieca, dilatata del tubulo urinifero; essa
invagina il glomerulo. E' costituita da: un FOGLIETTO VISCERALE aderente alle
anse capillari. Questo si riflette sul FOGLIETTO PARIETALE che si continua col
tubulo prossimale. Il parietale formato da cellule piatte, il viscerale da podociti:
sono cellule fornite di molti prolungamenti e da questi prolungamenti derivano i
pedicelli tramite i quali la cellula aderisce ai capillari. I podociti hanno un
rivestimento costituito da mucopolisaccaridi ricchi di acido sialico; ci rende la
superficie carica negativamente e questa condizione necessaria per la
permeabilit del filtro. Tra f. viscerale e f. parietale c' una fessura glomerulare
dove arriva l'ultrafiltrato che passa nel tubulo. Per quanto riguarda la formazione

della preurina cio l'ultrafiltrato del plasma, sono importanti tr strutture:


endotelio: fenestrato cio a livello del citoplasma ci sono dei pori di 50-100nm.
Questa parte la meno selettiva del filtro glomerulare. membrana basale
glomerulare: sulla sua superficie ci sono cariche negative che influenzano la
filtrazione delle macromolecole. Questa la parte pi selettiva. E' una struttura
che viene continuamente rinnovata: il mesangio rimuove la MBG usurata ed i
podociti producono i costituenti della MBG stessa. epitelio viscerale della capsula
di Bowmann. Il filtro glomerulare funziona da setaccio e regola il passaggio delle
macromolecole secondo le loro dimensioni e le loro cariche. TUBULO Si distingue
in: 1. T.CONTORTO PROSSIMALE formato da epitelio cilindrico fornito di un orletto
a spazzola (costituito da microvilli addensati) per aumentare la superficie in
rapporto col lume del tubulo: a questo livello, infatti, avviene l'assorbimento
dell'ultrafiltrato. 2. ANSA DI HENLE in essa si distingue una porzione discendente
ed una ascendente; entrambe sono costituite da una parte spessa, formata dalla
porzione rettilinea del tubulo prossimale, e da un segmento sottile formato da
epitelio piatto. 3. T. CONTORTO DISTALE formato da epitelio cilindrico, che manca
di orletto a spazzola ma costituito da corti microvilli addensati. COLLETTORE II
tubulo contorto distale si innesta nel collettore. I collettori terminano nei dotti
papillari di Bellini che si affaccianno nelle papille renali. APPARATO
fUXTAGLOMERULARE (fig.3) E' una struttura situata nel polo vascolare del
corpuscolo. Comprende: cellule juxtaglomerulari macula densa cellule
mesangiali extraglomerulari o ilari Cellule juxtaglomerulari Sono presenti nella
parete dell'arteriola afferente poco prima decentrata nel glomerulo. Sono cellule
muscolari modificate denominate cellule mioepiteliali in quanto presentano i
caratteri di entrambi i tipi cellulari. Secernono renina.
Cellule della macula densa (M.D.) Nel tubulo distale, vicino al polo vascolare, c'
un disco pi scuro che dato dalla M.D. Queste cellule sono scure perch i nuclei
sono addensati e ravvicinati tra loro. Cellule mesangiali extraglomerulare Sono
situate nell'angolo fra le 2 arteriole in continuit col mesangio intraglomerulare.
Sono simili alle cellule intraglomerulari cio sono cellule ramificate, tra loro
intrecciate, immerse in una matrice extracellulare. Le cellule della M.D.
percepiscono la concentrazione di sodio nel tubulo distale. Se la concentrazione di
sodio diminuisce, le cellule juxtaglomerulari vengono stimolate a produrre renina
e ci comporta riassorbimento di Na e H20. Le cellule ilari funzionano da
mediatori fra M.D. e cellule juxtaglomerulari: mediano la formazione di renina da
parte delle cellule juxtaglomerulari. INTERSTIZIO RENALE E' poco rappresentato
nella corticale, molto nella midollare. E' costituito da cellule e matrice. CELLULE
CORTICALI: sono cellule simil-fibroblasti che servono a produrre la matrice in cui si
trovano cellule simil-monociti (che si possono trasformare in macrofagi) e cellule
simil-linfociti. CELLULE MIDOLLARI: sono cellule stellate, ricche di prolungamenti,
piene di gocce lipidiche (precursori ormonali?), cellule simil-linfociti e cellule similpericiti che accompagnano i vasi. VASI E CIRCOLAZIONE INTRARENALE (Fig. 4)
Tramite le arterie renali i reni ricevono 1.000-1.200 ml di sangue/m' (circa il il 20%
della portata cardiaca). L'80-90% della portata renale ematica (PRE) circola nella
corticale, il rimanente nella midollare. Nella regolazione della PRE intervengono:
tono arteriolare afferente ed efferente pressione arteriosa media volume
plasmatico pressione venosa NB: per il fenomeno dell^'autoregolazione
emodinamica renale" il flusso renale pu rimanere relativamente costante
nonostante ampie variazioni della PA sistemica. Nel parenchima renale l'Art.
renale si divide nelle Art. interlobari le quali, livello della base delle piramidi si
piegano ad angolo retto per decorrere ad arcata fra sostanza midollare e corticale
(fig. 4); sono le cosiddette Art. arciformi dalle quali originano le Art. interlobulari
che penetrano nella corticale in modo radiato; da queste ultime originano le Art.
afferenti che penetrano nei glomeruli, si sfioccano in molti capillari che danno
origine alle Art. efferenti. Le arteriole efferenti hanno un diverso andamento a
seconda della posizione del glomerulo. Nel nefrone corticale l'Art. efferente
termina in una fitta rete di capillari tubulari che irrorano i tubuli, alcune porzioni
dell'ansa di Henle e dei collettori. Dai capillari venosi posti a tale livello inizia il
circolo refluo renale: vene interlobulari > vv. arciformi > vv. interlobari > v. renale

> V. cava inferiore. Nel nefrone juxtamidollare le arteriole efferenti vanno a


formare una rete capillare peritubulare e, dirigendosi in bassonnelle piramidi, i
vasa recta. Questi ultimi discendono nella midollare radialmente con decorso
parallelo a quello dell'ansa di Henle, poi risalgono nella parte pi esterna delle
piramidi e si immettono in una vena arciforme o in una vena interlobare.I vasa
recta, con la loro disposizione ad ansa sono importanti per mantenere il gradiente
osmotico interstiziale corticomidollare che a sua volta importante per il
riassorbimento dell'acqua a livello dei collettori. FORMAZIONE DELL'URINA II
sangue che, arrivando dall'arteria renale, passa attraverso i capillari glomerulari
viene ultrafiltrato dando origine ad un soluto simile a plasma ma molto povero in
proteine. Il filtro glomerulare permette il passaggio di acqua e soluti a basso peso
molecolare come ad esempio Na+, urea, inulina, mioglobina fino all'albumina (PM|
69000 d.). Questo fa si che vengano trattenute, in base al peso molecolare,
molecole come le proteine mentre c' un libero scambio di acqua ed elettroliti. Per
le proteine il meccanismo di filtrazione regolato oltre che dal peso molecolare e
dalle loro dimensioni, anche dall'essere le molecole proteiche cariche
negativamente. Poich anche nella membrana basale glomerulare sono presenti
cariche negative (dovute ai proteoglicani) si crea a questo livello una repulsione
elettrostatica che impedisce l'ultrafiltrazione.Le forze che regolano la formazione
dell'ultrafiltrato o FGR sono (Fig.6): la pressione idrostatica la pressione
oncotica Poich anche il passaggio di liquido attraverso la membrana basale dei
capillari glomerulari segue la legge di Starling, esso avviene secondo questa
formula: FGR=Lp.S(Pg-Pg)-(g-b) dove: Lp= coefficiente di permeabilit attraverso
il capillare glomerulare S= superficie di filtrazione Pg e Pb= pressione idrostatica
nel capillare glomerulare e nella capsula di Bowmann g e b= pressione osmotica
nel capillare glomerulare e nella capsula di Bowmann. Poich b uguale a zero
(non ci sono proteine nell'ultrafiltrato) il calcolo del FGR sar dato dalla formula:
FGR= Lp.S.(Pg- Pb)- b Nell'uomo uguale a 120ml/min Nella donna uguale a
95ml/min CONTROLLO DELLA FILTRAZIONE GLOMERULARE La filtrazione
glomerulare regolata da: A. sostanze vasoattive che circolano nel plasma o sono
prodotte dal rene. Ricordiamo tra le pi importanti l'angiotensina II e la
noradrenalina vasocostrittrici, le prostaglandine vasodilatatrici. Vale la pena a
questo proposito ricordare che gli anti infiammatori non steroidei (aspirina,
indometacina) essendo inibitori della sintesi delle prostaglandine possono ridurre
il FGR causando una insufficienza renale acuta.Il rene possiede inoltre una elevata
capacit autoregolante per cui, variando le resistenze delle arteriole afferente ed
efferente, riesce a mantenere costante il flusso plasmatico renale e quindi il FGR
anche per ampie variazioni di pressione arteriosa sistemica (da 80 a 180 mmHg).
B. Il sistema di feedback tubulo-glomemlare per cui se varia la pressione di
perfusione glomerulare e quindi la concentrazione di soluti, soprattutto cloro e
sodio, a livello della macula densa parte uno stimolo di vasocostrizione
all'arteriola efferente che lo riporta alla norma. C. Il bilancio glomerulo-tubulare
che consiste in una correlazione funzionale tra i due elementi per cui il
riassorbimento di acqua e soluti dipende da variazioni dell'FGR, tale correlazione
fa si che nel tubulo prossimale il 60% dell'ultrafiltrato venga riassorbito quale che
sia l'entit del filtrato stesso. FUNZIONE TUBULARE Poich 170 litri di acqua sono
filtrati giornalmente, mentre la quantit di urina non supera i 1000-1500 cc/die, va
ampiamente riconosciuta l'entit del lavoro tubulare per mantenere l'omeostasi
idroelettrolitica. II tubulo renale globalmente inteso esercita la funzione di
riassorbimento, escrezione e secrezione con meccanismo che pu richiedere
energia (attivo) o essere determinato dal semplice gradiente di concentrazione
(passivo).
FUNZIONE DEL TUBULO PROSSIMALE II tubulo contorto prossimale per la presenza
di numerose introflessioni (Fig. 8) della membrana cellulare sia nella superficie
basale che luminale offre una grande possibilit di contatto per la preurina che vi
arriva; essendo inoltre le sue cellule ricche di enzimi riesce, oltre che a riassorbire,
a lavorare attivamente elaborando ci che riassorbe. A questo livello il fluido
rimane isoosmotico col plasma, ma riassorbe quasi completamente glucosio,
acido urico, aminoacidi e bicarbonati. Acqua e sodio vengono riassorbiti per il 65%

con modalit "attiva" per il Na "passiva" per l'acqua. Per il riassorbimento e/o la
secrezione di altre sostanze invece la limitante data dalla Tm (tubular mass).
Questo termine indica il limite critico sia di riassorbimento che di secrezione, oltre
al quale il tubulo non "lavora" pi. Ad esempio tutto il glucosio filtrato viene
riassorbito se la glicemia rimane nei limiti di norma, se invece vi iperglicemia
aumenta il carico filtrato e aumenta la quantit riassorbita. Quando l'iperglicemia
supera valori di 180mg% il tubulo esaurisce la sua capacit di adattamento e
compare glicosuria. 1 80mg % di glicemia determina cos la soglia renale per il
glucosio. Superato il tubulo prossimale la preurina, ancora isoosmotica e pari al
20-30% dell'ultra filtrato entra nell'ansa di Henle. Oltre a queste funzioni di
rassorbimento il tubulo prossimale ha anche funzioni secretorie che portano
all'immissione nel fluido tubulare di ioni H+, cationi e anioni organici. ANSA DI
HENLE L'ansa di Henle (fig. 5) formata da un tratto discendente permeabile solo
all'acqua mentre il tratto ascendente permeabile al sodio e al doro (non
all'acqua). CONCENTRAZIONE E DILUIZIONE DELL'URINA Come si pu vedere nella
figura n 5 il liquido isosmotico che arriva dal tubulo prossimale subisce un
rimaneggiamento che, in collaborazione tra tratto discendente e ascendente
dell'ansa di Henle, tubulo distale, collettore e vasa recta, porta a delle variazioni
di concentrazione dei soluti e quindi della osmolarit urinaria. Nell'ansa di Henle si
ha un riassorbimento attivo (Na+K+ATPasi dipendente) del 15-20% del
Na+CIfiltrato. Questo avviene soprattutto nella parte ascendente dell'ansa stessa
dove si ha anche riassorbimento dei bicarbonati filtrati, derivanti dal tubulo
prossimale e del calcio sotto controllo del PTH. Il meccanismo di concentrazionediluizione si ha attraverso il cosiddetto "meccanismo controcorrente. Il principio su
cui si basa tale fenomento, rappre sentato da: 1. la creazione nell'interstzio
midollare di un ambiente iperosmotico tramite il pas saggio nell'interstizio
stesso di Na+CI- dalla branca ascendente e di urea dal tubulo collettore 2.
l'adeguamento dell'osmolarit dell'urina che passa nel tubulo collettore a quella
dell' interstizio sotto il controllo dell'ormone ADH. I' iperosmolarit della midollare
a sua volta regolata dal flusso continuo dei vasa recta che rimuove i soluti.
Quindi, per riassumere, l'urina isoosmotica del tubulo prossimale diventa
iperosmotica nella branca discendente, ipoosmotica nell'ascendente e raggiunge
l'osmolarit finale nel collettore per effetto dell'ADH. Il meccanismo di
concentrazione controcorrente permette variazioni di osmolarit urinaria che
vanno da 50 a 1400 mOsm/Kg. TUBULO DISTALE II tubulo distale che inizia con la
macula densa, la sede in cui viene riassorbito circa il 5% dell'NaCI. L'energia
data da una pompa Na+K-ATPasi, localizzata nella membrana basolaterale delle
cellule tubulari. Tale riassorbimento correlato solo con la quantit di Na+ che
arriva dal tubulo prossimale e quindi partecipa al mantenimento del bilancio
glomerulo-tubulare; non infatti influenzato da ormoni come l'aldosterone, ma
solo dalla concentrazione di Na+ nel liquido tubulare. Poich la concentrazione di
Na+ che arriva al tubulo distale pari a 75mEq/L, a riassorbimento avvenuto essa
sar pari a 40 mEq/L. Nel tubulo distale avviene anche un processo di secrezione
attiva di Ca++ mediata dal PTH, dal Calcitriolo e da una pompa Ca++ATPasi.
TUBULO COLLETTORE CORTICALE II tubulo collettore corticale formato da 2 tipi
di cellule: le cellule principali (65%) le cellule di giunzione. Le cellule principali
presentano canali per Na+ e K+ e una pompa Na+K+ATPasi sulla membrana
basolaterale. Attraverso questi canali vi un riassorbimento attivo di Na+ che,
creando una differenza di potenziale permette il riassorbimento passivo di CI- e la
secrezione di K+ nel lume tubulare. In tale attivit vi una chiara funzione
dell'aldosterone tesa ad incrementare il riassorbimento di Na+ e la perdita di K+.
Un ulteriore funzione di questo segmento di nefrone il riassorbimento delll'acqua
ADH dipendente. Le cellule interposte invece regolano l'equilibrio acido-base:
infatti in presenza di anidrasi carbonica, acqua e diossido di carbonio, formano H+
e HC03-. Successivamente l'HC03- in scambio con il CI- viene riassorbito in circolo
attraverso la parete del lato basale delle cellule mentre lo ione H+ viene escreto
nel lume tubulare tramite una pompa ATPasi dipendente. Tale pompa , a sua
volta attivata dall'aldosterone e questo spiega perch nell'iperaldosteronismo vi
sia un aumento dell'escrezione di H+. COLLETTORE MIDOLLARE In questo

segmento del nefrone si ha la modificazione finale dell'urina. Il tubulo infatti pu


riassorbire Na+CIin quantit tali per cui, in caso di bisogno, la concentrazione
urinaria di Na+CI- si pu ridurre a meno di 1mEq/L. Per effetto dell'adiuretina il
tubulo collettore midollare pu riassorbire ancora acqua ed urea permettendo cos
grosse variazioni dell'osmolarit urinaria. Infine attraverso una pompa H+ e K+
ATPasi dipendente pu secernere attivamente H+ e riassorbire K+. Tali funzioni
sono dipendenti dai tassi plasmatici di aldosterone e dal pH ematico. IL RENE
COME ORGANO ENDOCRINO SISTEMA RENINA-ANGIOTENSINA II sistema
raffigurato nella Fig. 6. Per quanto concerne le sedi di produzione da dire che la
renina (un enzima proteolitico di PM 40.000) localizzato nei granuli delle cellule
dell'apparato juxtaglomerulare mentre il suo substrato, l'angiotensinogeno, una
glicoproteina di origine epatica. Gli stimoli per la sua dismissione sono di tipo
barocettore (pressione transmurale dell'arteriola afferente) e chemocettore
(contenuto in Na+Cia livello della macula densa). Esiste anche una produzione di
renina mediata dall'attivit nervosa simpatica, dalla concentrazione di
prostaglandine, paratormone, istamina, ADH ed infine dalla concentrazione
plasmatica di K+ e di AT II. Fondamentalmente il sistema ha un'azione
proipertensiva attraverso 3 meccanismi: A. effetto vasocostrittore per azione
diretta della AT II sulle
miocellule della parete| vascolare (lo stimolo pi efficace una brusca riduzione
della volemia); B. stimolo alla produzione surrenalica dell'aldosterone con
aumento del riassorbmento di Na+ a livello dei tubuli collettori; C. stimolo diretto
dell'AT II sul tubulo prossimale con conseguente riassorbimento tubulare di Na+.
Inibitori del sistema sono i tarmaci bloccanti, tutto ci che inibisce la produzione di
catecolamine e, di ampio uso terapeutico, gli inibitori del convertyng M enzyme
che inibiscono la trasformazione dell' AT I in AT II. PROSTAGLANDINE La
produzione delle prostaglandine dai fosfolipidi di membrana rappresenta ta
nella fig. 7. Nella tabella indicato il loro effetto finale e il bersaglio della loro
azione rappresentato dalle arteriole glomerulari, dai tubuli (soprattutto
collettore) e dal mesangio. La loro sintesi inibita soprattutto da tarmaci antiinfiammatori non steroidei per effetto diretto sull'enzima cicloossigenasi.
ERITROPOIETINA E' un ormone prodotto dal rene di natura polipeptidica di PM
34.000. La sede di produzione non nota: forse nella midollare, forse a livello
dell'apparato juxta-glomerulare. L'ormone stimola l'eritropoiesi con i seguenti
meccanismi (fig): A. induce la maturazione e la trasformazione delle cellule
midollari in eritrociti; B. stimola la sintesi di emoglobina; C. stimola la immissione
in circolo di reticolociti. La sua produzione indotta da tutto ci che diminuisce la
produzione renale di ossigeno come la riduzione del flusso o anemia. E' stimolato
anche da corticco steroidi, ACTH, ormoni tiroidei e testosterone. CALLICREINE E
CHININE Le callicreine sono proteasi che portano alla formazione di chinine da un
substrato plasmatico: il chininogeno. La produzione renale (ne esiste anche una
plasmatica) di chinine stimolata dai mineralcorticoidi e non ha effetti
extrarenali. La loro azione a livello renale provoca un aumento del flusso, della
diuresi e della escrezione di Na. VITAMINA D Il rene interviene nella regolazione
del metabolismo dell'osso sia per azione diretta sul bilancio calcio-fosforo sia
producendo il metabolita attivo della viamina D. La Vit. D, introdotta con la dieta o
sintetizzata a livello cutaneo per effetto W della luce solare come colecalciferolo,
viene idrossilata a 25-OH-D3 (idrossicole- 3 '" calciferolo) una prima volta nel
fegato e una seconda volta come 1,25-OH-D3 ad opera di un'alfaidrossilasi che
probabilmente localizzata a livello del tubulo prossimale. Le sue azioni sono: 1.
inibizione della sintesi di PTH 2. aumento del riassorbimento intestinale de! Ca++
3. mobilizzazione del Ca++ dall'osso Gli stimoli alla produzione sono rappresentati
dalla ipofosforemia e dal PTH. La funzione endocrina finora descritta peculiare
del rene normale. E' per utile sottolineare che di recente acquisizione la
conoscenza che il tessuto renale sotto stimolo patogeno (ischemico, tossico,
infettivo, immuno-allergico) diventa sede di produzione di sostanze ad azione
ormono-simile che interferiscono ne! sistema di coagulazione dei processi
infiammatori acuti e cronici e immunologie. La produzione di tali sostanze avviene
a livello mesangiale, epiteliale ed endoteliale. Esse sono rappresentate

fondalmentalmente da citochine: IL1-IL6 TNF fattori di crescita leucotrieni


fattori che interferiscono col sistema di coagulazione. La produzione di tali
sostanze inoltre aumentata anche per l'arrivo di cellule circolanti come
macrofagi, T linfociti e polimorfonucleati al tessuto renale richiamati dalla lesione
in atto. Il bersaglio di tali sostanze autocrino e paracrino rappresentato a sua
volta dalle stesse strutture parenchimali renali (glomeruli, interstizio, vasi) la cui
risposta pu essere di difesa e quindi di risoluzione del processo patologico in atto
o di aggravamento e di autoperpetuarsi di un meccanismo lesivo (vedi patologia
autoimmune).