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Cosa influenza la distribuzione della popolazione

Fattori fisici
Possono alterare la distribuzione della popolazione e possono portare allassenza di
popolazione in determinati territori: se ci avviciniamo ai poli il freddo delimita la
possibilit di insediamento nn solo per le temperature fredde ma anche perch il suolo
perennemente gelatoimpossibilit di avere una vita agricola. Tra i fattori fisici
quello da collocare vicino a noi laltitudine: intesa come quote altimetriche fredde
sia come disagio creato dalla forte pendenza che troviamo in alcuni casino
insediamentiinsediamenti sparsi. Nellultimo decennio anche queste aree sono state
raggiunte dallagricoltura (mete, vigne). Unaltra causa fisica decisiva laridit del
suolomancanza di precipitazioni che unite a una consistente calura comporta il
rarefarsi della vegetazioneno risorse agricoleno risorse alimentarimancanza di
allevamento. Anche le regioni umide e calde possono essere poco popolate a causa
del poco spazio che lasciano le foreste pluviali.

Fattori non fisici


Le caratteristiche di un territorio sono legate al clima, ala disponibilit idrica,
allaltitudine, alla latitudine, alla distanza dal mare e anche ad altri fattori quali lo
sviluppo tecnologico, culturale, sociale e politico. Le differenze che riscontriamo nel
popolamento dipendono in parte dai fattori fisici ambientali e in parte dal grado di
evoluzione di una determinata societ (o civilt). Possiamo cominciare a vedere alcune
esemplificazioni: paragonare Asia e Africa.
Asia
Africa
Densit della
La maggior parte della
La popolazione si distribuisce in
popolazione
popolazione si concentra nelle
maniera diffusa e molte zone
valli alluvionali(aree ampie di sono del tutto spopolate
pianura) e sui grandi delta dei
fiumi
Uso del
Il dominio di risaie e piante
Agricoltura estensivadensit
territorio
agricolecoltivazione
solo di una decina (o poche
decine) di abitanti per km
intensiva dei territori500
abitanti per km
Uso dellacqua
Controllo delle riserve
Sprovvista di dighe e sistemi di
irrigazione e drenaggio
idrichesi evitano grandi
siccitraccolti continuati
Organizzazione
Occorrono organizzazioni
della societ
collettive e tecniche
consolidate per attuare le
coltivazionisociet
organizzata
In determinati casi possiamo affermare che lo spazio territoriale corrisponde allo
spazio coltivato pi che a quello abitato.
Se guardiamo i nuclei di popolamento europei, non hanno unantichit come quelli
asiatici ma sono il frutto di una serie di rivoluzioni politiche, economiche, agricole e
industriali. Nella fine degli anni 50 le popolazioni americane erano distribuite in modo
diffuso: solo con il processo di industrializzazione fondato sullo sfruttamento delle
materie prime (in primis con materiali come ferro e carbonefonti energetiche) viene

favorita la concentrazione delle attivit secondarie in determinate zone e a seguito di


questo settore secondario segue quello terziario nella medesima area regionale.
Il processo di urbanizzazione accentua la concentrazione della popolazione, rafforza
lenorme attrazione esercitata da questa aree regionali. Se c il processo di
urbanizzazione, al tempo stesso c un esodo continuo dalle aree rurali che rende
ancora pi marcata questa differenza tanto che in Europa si ingrandiscono gli squilibri
nella distribuzione della popolazione. Negli ultimi 30 anni in Europa assistiamo a una
situazione prima di stasi mentre nelle citt asiatiche accade linverso: i numeri delle
citt salgono in maniera sempre pi consistente. Lefficienza dei trasporti garantisce di
de localizzare le industrie: i trasporti marini hanno modificato sostanzialmente i dati
della geografia della popolazionegrandi spazi disabitati possono fornire nutrimento
attraverso lagricoltura a gigantesche porzioni di persone. Pi abbiamo la possibilit di
sfruttare nuove risorse pi sono possibili cambiamenti ma i nuclei di popolazione. Tutte
le concentrazioni urbane hanno una struttura del primario, secondario e terziario ben
organizzata mentre tutti i paesi in via di sviluppo (paesi poveri) nn possono
organizzare (a causa della mancanza di ricchezze) lo spazio circostante.
La situazione ottimale a livello demografico costituita da uno stato di equilibrio fra
una popolazione e le risorse disponibili tenendo presente il modo di produzione di
quellarea.
Vi la soglia della sovrappopolazione: un paese sovrappopolato quando non ha
risorse per mantenere i suoi abitanti e la soglia della sovrappopolazione pu essere
aumentata a seconda della disponibilit delle risorse di cui questi paesi dispongono.
Nei paesi che sono in via di sviluppo questa soglie critica.

Landamento demografico
Alla base di questi discorsi c landamento demografico, la crescita (o diminuzione)
della popolazione e ci sono 4 parametri per calcolarla:
- Tasso di natalit: espresso dal numero dei nati vivi ogni 1000 abitanti
- Tasso di mortalit: numero di morti ogni 1000 abitanti (calcolato nella stessa
unit di tempo del
tasso di natalit)
- Saldo naturale: differenza tra i nati e i morti ed anche il movimento naturale
di una popolazione
- Tasso di fecondit: il tasso di natalit dipende da questo: il numero dei nati
ogni 1000 donne comprese tra i 15 e i 49 anni.
Ci sono popolazioni che hanno questi parametri in positivo ma uno sviluppo limitato,
per questioni di migrazione e ci riguarda soprattutto i paesi poveri. Ci sono gruppi
che hanno un tasso di natalit molto basso o addirittura negativo che per hanno uno
sviluppo demografico molto elevato xk questi paesi sono destinatari
dellimmigrazione.
Emigrazione e immigrazione costituiscono due fattori artificiali dellandamento
demografico.
Tutti questi indici (soprattutto natalit e mortalit) sottostanno a fattori di ordine
naturale e umano: nel passato molti studiosi hanno dato importanza allambiente
biologico e climatico in cui le popolazioni vivevano oppure anche al tipo di
alimentazione (vegetariana, caloricamente alte o basse) ma in realt oggi si d pi
importanza a caratteristiche legate e fattori politici e culturali.

Lazione politica in grado di influenzare la dinamica demografica mettendo in atto


una serie di provvedimenti che stanno allopposto luno dellaltro: da una parte mirano
ad accrescere il tasso di natalit (politica popolazionista) dallaltra anti
popolazionista.
La politica popolazionista pu essere praticata dai paesi che considerano la
popolazione come base della potenza nazionale o anche dai paesi che hanno
abbondanti risorse ma con numero di abitanti inadeguato per valorizzarle. Gi ai tempi
di Roma si cercava di incrementare il numero di nascite, nel XVI secolo in Francia
concessa una pensione ai padri che avevano 12 figli. Nel 1900, i regimi tedeschi e
italiani favorirono le famiglie con un numero di figli piuttosto alto e la stessa cosa fece
il governo sovietico dal 1935 in poi x favorire lincremento demografico x popolare le
aree siberiane (deserte ma ricchissime dal punto di vista minerario).
Generalmente la politica anti popolazionista adottata dai paesi in via di
sviluppo e sovrappopolati: qui i metodi sono molto diversi, si va dalla propaganda della
contraccezione a imporre restrizioni (Cina) sia per ritardare i matrimoni sia per limitare
il numero di fili.
I valori culturali sono intesi come guida a tutti i comportamenti della vita materiale
e spirituale di un gruppo umano. Dal punto di vista demografico i fattori cult che
esercitano la maggiore influenza sono la religione, i costumi sociali e lo sviluppo
economico.
Le religioni, sia evolute sia primitive, favoriscono lalta natalit: ci sono le religioni
evolute sono depositarie della vera fede da diffondere in tutto il mondo, le principali di
queste sono la cattolica (profondamente natalista xk nega linterruzione della
gravidanza e i metodi contraccettivi), islamista (religione profondamente natalista xk
insegna che la famiglia ha come fine la procreazione, pi radicale di quella cattolica
xk consente al marito di ripudiare la moglie sterile). Il ruolo delle religioni meno
evolute si esplica attraverso il culto degli antenati: sono nataliste xk in questo culto
c lobbligo di garantire la continuit della stirpe (in alcune culture il numero di figli
deve essere almeno di 8).
I costumi sociali: possiamo avere due risvolti a livello di influenza sociale sul tasso
di natalit: lorganizzazione sociale basata sulla poligamia implica un numero di figli
molto alto (Africa) mentre a volte troviamo situazioni di contenimento
dellaccrescimento demografico.
Importante per lepoca attuale il livello di sviluppo economico, che mostra una
stretta correlazione con le dimensioni della famiglia. Nelle societ industriali vi un
reddito elevato e la coppia tende ad avere un numero di figli limitato x garantire a
ciascuno di essi un alto livello di vita mentre nelle societ poco evolute i redditi
sono bassissimi e in numero di figli molto alto x la pura necessit della coltivazione
dei campi. La natalit sempre pi alta nel mondo agricolo che non nelle aree urbane,
dove tende a ridursi ancora di pi durante le crisi economiche.
Le migrazioni sono la mobilit della popolazione che influisce sullandamento
demografico e a questa dinamica sono correlate le risorse terrestri, che prima o poi
saranno insufficienti x garantire la sopravvivenza. Le migrazioni sono un fenomeno
costante in tutta la storia dellumanit e sono determinate non solo da situazioni di
contingente disagio: disagio ambientale e psicologico esistenziale, insite in ogni
essere umano (bisogno di stare meglio).
Classificazione delle migrazioni

Carattere internazionale: la popolazione si sposta da un paese allaltro o da un


continente allaltro
- Carattere interno: la popolazione si muove allinterno di uno stato e pu essere
considerata
migrazione il fenomeno che spinge le persone a spostarsi dalla montagna alla pianura
(massiccia migrazione in Italia nel dopo guerra dal Sud al Nord)
- Coatte: la popolazione si sposta dal luogo dorigine verso un altro, non per
propria scelta ma xk vi
costretta con la forza. Le popolazioni africane furono costrette con la schiavit a
essere deportate allinterno delle aree americane
- Permanenti: la popolazione si trasferisce in maniera stabile nel luogo darrivo
(avvenne per alcuni
paesi come Inghilterra e Francia gi nel 1700)
- Temporanee: lindividuo si sposta per un lasso di tempo pi o meno limitato per
poi rientrare dopo
alcuni mesi o anni al luogo dorigine. Spessi queste migrazioni diventano permanenti
- Movimenti di grande scala o meno (movimenti pendolari): le persone si
spostano ogni giorno dalla
propria residenza al posto di lavoro percorrendo distanze