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APPARATO URINARIO

Ha il ruolo di produrre, accumulare temporaneamente ed eliminare l'urina. E' la via principale di eliminazione dell'acqua e di molti ioni, quindi indispensabile per la conservazione dell'omeostasi dei fluidi corporei. Questo apparato costituito da: Reni Vie Urinarie Calici Minori Maggiori Pelvi o Bacinetti Ureteri Vescica Uretra Origine: L'apparato urinario prende origine dal mesoderma intermedio, che, verso la 3 settimana, forma da ciascun lato un cordone cellulare, detto cordone nefrogeno. Questo, nella regione cervicale si segmenta trasversalmente in nefrotomi, nella regione toracica si segmenta parzialmente e nella regione caudale rimane insegmentato (blastema metanefrogeno). L'intero apparato si origina mediante tre abbozzi: pronefro, mesonefro e metanefro. Pronefro: una formazione transitoria (4 settimana). Si origina dai nefrotomi cervicali, che formano vescicole che si fondono con le sottostanti. Una loro fusione laterale porta alla formazione del dotto pronefrico longitudinale, che arriva fino alla cloaca. Mesonefro (Corpo di Wolff): una formazione transitoria che si forma durante la regressione del pronefro (da 4 sett. A 7 sett.). E' costituito da vescicole derivanti dal mesoderma della regione toracica e lombare superiore. Queste vescicole si allungano, andando a fondersi con il residuo del dotto pronefrico longitudinale, formando il dotto mesonefrico (di Wolff). Nella femmina questo regredisce completamente, mentre nel maschio va a formare il condotto dell'epididimo ed il canale deferente. Metanefro: l'abbozzo da cui deriver il rene definitivo. Si forma dal cordone nefrogeno (blastema metanefrogeno) nella 7 settimana. Questo viene penetrato profondamente da diversi tubuli, derivanti dall'estremit superiore dei diverticoli ureterici, che vanno a formare il sistema dei dotti collettori. La vescica urinaria e l'uretra originano dal seno urogenitale, derivante dalla sepimantazione della cavit cloacale ad opera del setto urorettale. L'allantoide, che sboccava nella porzione superiore della cloaca diventata vescica, si oblitera per diventare uraco. La porzione inferiore della cloaca diventa invece uretra primitiva, che nella femmina diventa anche uretra definitiva, mentre nel maschio forma solo il suo tratto iniziale, poich la restante parte deriva dal seno urogenitale.

RENI
Generalit: Forma: organo pari a forma di fagiolo appiattito. Presenta colore rosso bruno. La sua superficie generalmente liscia e regolare, eccetto che alla nascita che assume aspetto lobato. E' un organo retroperitoneale, poich situato nella regione posteriore dell'addome, ditro al peritoneo. Peso: 150-170 g (135g nella donna). Dimensioni: 12 cm (h) x 6,5 cm (L) x 3 cm (P). Il sx solitamente pi grande e posto leggermente pi in alto rispetto al controlaterale. Si estendono rispetto al rachide da T11 a L3. Conformazione Esterna: In ogni rene si possono distinguere: Faccia Anteriore: convessa e guarda antero-lateralmente. Faccia Posteriore: convessa e guarda postero-medialmente.

Polo Superiore: arrotondato. Polo Inferiore: appuntito. Margine Laterale: convesso. Margine Mediale: convesso ed incavato nella porzione media. Presenta una fessura verticale di 3-4 cm, detta ilo renale, che permette il passaggio a vasi sanguigni e linfatici, nervi ed alla pelvi renale. L'ilo d accesso alla cavit scavata all'interno del rene, detta seno renale, che schiacciata antero-posteriormente, presenta forma simile a quella del rene stesso ed ha dimensioni di circa 7 cm (h) x 3 cm (L) x 1 cm (P). In questo seno sono accolti i calici, maggiori e minori, parte della pelvi, le diramazioni dell'arteria renale, le radici della vena renale, i vasi linfatici ed i nervi, il tutto circondato da tessuto adiposo. Le pareti del seno renale sono irregolari, a causa della presenza delle papille renali, sporgenze che costituiscono l'apice delle piramidi renali (di Malpighi). Tra queste papille sono presenti particolari sporgenze meno accentuate, dette colonne renali (di Bertin). Conformazione Interna: Il rene rivestito da una capsula fibrosa resistente e trasparente, che si riflette nell'ilo e continua con l'avventizia di calici e vasi. Sono presenti esili tralci che si insinuano per breve tratto nel parenchima. La capsula composta da fibre collagene, elastiche, da poche cellule e numerosi vasi. Tra questa ed il parenchima c' uno strato di miocellule lisce intrecciate, detto tonaca muscolare del rene. Il parenchima distinto in due zone: Zona Midollare: la pi profonda. Ha aspetto rossastro e finemente striato con 8-18 piramidi renali (di Malpighi) con base convessa verso la periferia ed apice arrotondato che sporge per 6-8 mm nel seno renale. Gli apici costituiscono le papille renali, solitamente in numero di minore rispetto alle piramidi, poich a volte queste si fondono assieme, presentando una sola papilla comune, detta cresta renale. L'estremit libera delle papille renali cribrosa (15-30 forellini, detti forami papillari), poich presenta lo sbocco dei dotti papillari (di Bellini), che, con i dotti collettori, rendono la midollare striata. Le papille sono circondate dai calici minori, in cui sporgono con la loro area cribrosa. La midollare pu essere divisa in due zone, una porzione esterna ed una interna, che si differenziano per la maggior evidenza di striature nella prima. Zona Corticale: la pi superficiale. Ha aspetto granuloso e colore giallastro. E' meno consistente ed situata tra la base delle piramidi e la superficie dell'organo e tra le diverse piramidi con le colonne renali (di Bertin), che arrivano fino al seno renale con le sporgenze interpapillari. La parte radiata presenta prolungamenti conici sottili, detti reggi midollari (di Ferrein), che si dipartono dalla base delle piramidi e si assottigliano per terminare dopo un breve decorso (sono formati dai tubuli rettilinei). La parte convoluta consiste nello spazio tra i raggi midollari, che forma in profondit le colonne renali, ed in quello spazio compreso tra l'apice dei raggi midollari e la superficie del rene (cortex corticis). La parte convoluta granulosa per la presenza dei corpuscoli renali (di Malpighi) e dei tubuli convoluti. La disposizione e l'organizzazione di parte midollare e corticale permettono di distinguere nei reni lobi e lobuli. Il lobo composto da una piramide renale con la sostanza corticale annessa, mentre il lobulo dato da un raggio midollare con la parte convoluta che lo circonda (solo corticale). Il lobulo delimitato in modo incompleto da vasi sanguigni (vene ed arterie interlobulari). Mezzi di Fissit: Il rene presenta una mobilit nella respirazione ed in base alla sua posizione, che consentita da particolari mezzi di fissit: Peduncolo Vascolare: fissa i reni con l'aorta discendente addominale e con la vena cava inferiore. Pressione Addominale Positiva Capsula Adiposa: massa semifluida di tessuto adiposo, che riempie lo spazio compreso fra i reni e la fascia renale. Questo detto perirenale per distinguerlo dal tessuto adiposo

pararenale, che posto attorno alla fascia renale. Loggia Renale: contiene i reni con la loro capsula adiposa. E' delimitata da una differenziazione del tessuto connettivo sottosieroso peritoneale (fascia trasversale), che si ispessisce formando la fascia renale. Quest'ultima a livello del margine laterale dei reni si divide in due foglietti: l'anteriore (foglietto prerenale), molto sottile ed aderente al peritoneo parietale posteriore, si congiunge con il controlaterale ed rinforzato a destra da una lamina connettivale, detta facsia di Toldt; il posteriore (foglietto retrorenale o di Zuckerkandl), pi spesso e resistente, aderisce alla fascia dei muscoli quadrato dei lombi e psoas, per fissarsi poi ai corpi delle vertebre. Superiormente i due foglietti si uniscono e si fissano al diaframma, mentre inferiormente si perdono nel connettivo retroperitoneale. La loggia renale pu essere anche considerata divisa in due idealmente dai due grossi vasi (aorta discendente addominale e vena cava inferiore) che passano tra i reni. Rapporti con i Visceri Addominali Rapporti: Polo Superiore: ghiandola surrenale. Polo Inferiore: 3 cm (sx) e 5 cm (dx) dalla cresta iliaca. Margine Laterale: fegato (dx); milza e colon discendente (sx). Margine Mediale: vena cava inferiore (dx); aorta addominale (sx). Entrambi nella porzione inferiore con il tratto prossimale dell'uretere. Posteriormente: superiormente con la XII costa (nel sx anche XI) e con il muscolo diaframma, che pu presentare un'apertura, trigono costodiaframmatico, che permette il contatto diretto tra la fascia renale e la pleura diaframmatica. Inferiormente con i nervi sottocostale, ileoipogastrico ed ileoinguinale, con l'aponeurosi del muscolo trasverso dell'addome (lateralmente), il muscolo quadrato dei lombi e lo psoas (medialmente). Inoltre prende rapporto con i vasi intercostali (X, XI e XII) e lombari (I e II). Anteriormente Destra: superiormente con la ghiandola surrenale; medialmente con il duodeno, dove il peritoneo forma una plica, il legamento duodenorenale; lateralmente tramite il peritoneo (tranne che per una piccola porzione superiore), che forma una piega, detta legamento epatorenale, con il lobo destro del fegato, su cui lascia l'impronta renale; inferiormente con colon e, tramite il peritoneo, col digiuno. Sinistra: superiormente con la ghiandola surrenale; latero-superiormente tramite peritoneo con la milza; latero-inferiormente col colon; medio-superiormente tramite peritoneo con lo stomaco; medialmente con il pancreas; inferiormente tramite peritoneo col digiuno. Vascolarizzazione & Innervazione: Arterie: ricevono circa il 20% della gittata cardiaca. Ciascun rene riceve l'irrorazione dell'arteria renale, che origina a livello di L1 (la destra leggermente pi lunga). Questa, poco prima dell'ingresso nell'ilo si divide in ramo principale anteriore (o prepielico), ramo principale posteriore (o retropielico), arteria polare superiore (o ramo sovrapielico, destinato all'irrorazione del polo superiore) e l'arteria polare inferiore (pi comunemente origina dal ramo prepielico ed adibita all'irrorazione del polo inferiore). Questa divisione dell'arteria renale permette di suddividere il rene in 5 distretti di irrorazione (apicale, supero-anteriore, medio-anteriore, posteriore ed inferiore), ciascuno dei quali irrorato da un proprio ramo, detto arteria segmentale. Queste arterie presentano anastomosi con le arterie extrarenali, capsulari (arcata arteriosa perirenale) o pieliche. Le arterie segmentali penetrano delle colonne renali con il nome di arterie interlobari, che, dopo essersi biforcate, decorrono costeggiando le piramidi e ramificandosi, ma senza anastomizzarsi fra loro. Qui prendono il nome di arterie arcuate (o arciformi). Da queste originano due tipi di rami: le arterie interlobulari e le arterie rette vere. Le prime si dirigono alla periferia del rene tra i raggi midollari, per andare a risolversi poi nella cortex cortcis, e servono per l'irrorazione della capsula fibrosa. Queste arterie interlobulari danno origine alle arteriole afferenti, che dann luogo ai glomeruli renali, che si organizzano in una rete mirabile

arteriosa a livello dei corpuscoli renali del nefrone, dai quali emergono le arteriole efferenti, che terminano nella rete capillare peritubulare della corticale. Le arteriole efferenti, che originano dai corpuscoli pi vicini alla midollare, si dirigono verso questa con il nome di arterie rette spurie, contribuendo all'irrorazione del parenchima midollare. Le arterie rette vere si portano nelle piramidi renali fino al loro apice, formando reti capillari peritubulari della midollare. Vene: sono abbastanza fedeli alle arterie. Nella porzione pi superficiale della corticale si trovano le vene stellate (di Verheyen). Dal centro di queste nascono le vene interlobulari, ceh vanno a sboccare nelle vene arcuate (o arciformi), nelle quali terminano anche le vene corticali profonde e rette (per la circolazione midollare). Le vene arcuate, anastomizzate fra loro, confluiscono nelle vene interlobari, che, dopo essersi anastomizzate anch'esse tra di loro, vanno a costituire una sola vena renale per rene, che si getta nella vena cava inferiore. La vena renale sinistra pi lunga e riceve nel suo decorso le vene surrenale e genitale sinistra. Le vene renali si anastomizzano ampiamente con il sistema azygos, con le vene freniche inferiori e con le ureterali, principalmente nella capsula adiposa attraverso l'arcata venosa perirenale. Linfatico: presenta due reti: una superficiale sottocapsulare, che comunica con i vasi della corticale e quelli extrarenali della capsula adiposa e sottoperitoneali, gettandosi poi nei linfonodi lomboaortici, ed una profonda perivascolare, che decorre nei peduncoli renali, terminando a livello dei linfonodi pre- e paraortici. Nervi: formano il plesso renale (T12-L1), che dipende dal plesso celiaco e dai nervi splancnici. Questo plesso presenta formazioni gangliari che seguono il decorso dell'arteria renale, distribuendosi ai nefroni, formando i plessi terminali peritubulari e pericapsulari, ed alle diramazioni dei vasi renali, dando i plessi terminali perivascolari. Anatomia Microscopica: Microstruttura I reni sono costituiti da un parenchima, rappresentato dai nefroni e dai dotti escretori, e da uno stroma (interstizio renale). I nefroni sono contenuti principalmente nella parte convoluta della corticale e posso spingersi all'interno della midollare, mentre i dotti sono accolti nei raggi midollari della corticale e nelle piramidi renali. I nefroni hanno la funzione di formare l'urina e sono in numero di 0,3-1 milioni. Il nefrone formato da un corpuscolo renale (di Malpighi), dove avviene l'ultrafiltrazione del plasma, e da un tubulo renale, in cui l'ultrafiltrato diventa urina. Esistono due tipi di nefroni: quelli corticali (80-90%), che presentano un corpuscolo pi piccolo, posto nella porzione periferica della corticale ed un tubulo renale breve; quelli iuxtamidollari (10-20%), che hanno corpuscolo pi voluminoso, localizzato vicino alla midollare e tubulo pi lungo. I nefroni iuxtamidollari sono funzionalmente pi rilevanti, poich, grazie alle grandi dimensioni dei corpuscoli e le lunghe anse, permettono un pi efficiente processo di concentrazione delle urine. I tubuli renali sono lunghi circa 30-40 mm ed alla loro estremit prossimale si dispone a calice attorno a capillari sanguigni. Questo calice prende il nome ci capsula glomerulare (di Bowman), nella quale si distinguono un foglietto esterno o parietale ed uno interno o viscerale, separati da uno spazio capsulare, detto anche camera glomerulare. Il gomitolo vascolare chiamato glomerulo. Capsula e glomerulo formano il corpuscolo renale. Questi formano circa 180 l di ultrafiltrato glomerulare (urina primaria) in 24 h. Presentano diametro di circa 150-250 m ed in essi si distinguono un polo vascolare, dove penetra l'arteriola afferente ed esce quella efferente, formando la rete mirabile arteriosa, ed un polo urinario, dove inizia il vero e proprio tubulo renale. Il tubulo renale ha la funzione di modificare l'ultrafiltrato glomerulare, assorbendo oltre il 95% dell'acqua e secernendo particolari sostanze. Il tubulo pu essere suddiviso in tre porzioni: il tubulo prossimale (o di 1 ordine), l'ansa del nefrone (o di Henle) ed il tubulo distale (o di 2 ordine).

Tubulo Prossimale: presenta un restringimento, detto colletto, ed ha andamento contorto nella prima porzione (segmento contorto o convoluto) e pi rettilineo nella porzione terminale (segmento rettilineo). Questo ha diametro di 40-60 m e lunghezza di 14 mm. Ansa del Nefrone (di Henle): presenta una porzione discendente, un'ansa vera e propria ed una porzione ascendente. L'ansa di Henle presenta una riduzione del diametro tubulare e modificazione dell'epitelio. Il diametro di 20 m e la lunghezza variabile, 0,25 mm per i nefroni corticali nei raggi midollari e fino a 10 mm in quelli iuxtamidollari nella zona interna della midollare verso l'apice delle piramidi. I segmenti rettilinei dei tubuli prossimale e distale che fanno parte dell'ansa di Henle si definiscono segmenti spessi, mentre l'ansa vera e propria si dice segmento sottile. La porzione esterna della midollare si pu suddividere in una banda esterna, che non contiene segmenti sottili, ed una interna, che contiene le anse dei nefroni corticali. Tubulo Distale: inizialmente presenta decorso rettilineo (segmento rettilineo), mentre poi assume andamento tortuoso (segmento contorto o convoluto), per terminare con un breve tratto reuniente in un dotto collettore, situato nel raggio midollare pi vicino. Il tubulo distale presenta diametro di 30-50 m e lunghezza di 13-14 mm. Istologia del Nefrone Corpuscolo Renale: il foglietto parietale della capsula glomerulare (di Bowman) composta da epitelio pavimentoso semplice, posto all'esterno di una lamina basale spessa. Le cellule si ispessiscono verso il polo urinario, mentre verso il polo vascolare possono presentare citoplasma granuloso e perci essere dette cellule epiteliali peripolari. Il foglietto viscerale in continuazione con il foglietto parietale a livello del polo vascolare. Questo costituito da uno strato di elementi epiteliali, detti podociti, che sono grosse cellule stellate specializzate che hanno numerosi prolungamenti (processi maggiori o primari) che avvolgono le anse dei capillari glomerulari. I processi maggiori si ramificano in processi secondari. Dai processi primari e secondari si dipartono prolungamenti brevi e sottili, detti processi terziari (o pedicelli o piedi terminali). I podociti sono i responsabili della secrezione della maggior parte dei componenti della membrana basale glomerulare. Il glomerulo costituito dalle anse capillari originate dalla suddivisione dell'arteriola afferente, che una volta penetrata nel corpuscolo renale si divide in 3-5 rami, da ciascuno dei quali origina un ciuffo di capillari che costituisce un lobulo capillare. I capillari glomerulari sono rivestiti da endotelio sottile e con fenestrature di circa 50-100 nm. La membrana basale glomerulare posta tra l'endotelio dei capillari ed i pedicelli dei podociti, spessa circa 0,3-0,35 nm e presenta una zona corticale (lamina densa), posta tra due strati (lamina rara esterna ed interna). Nei glomeruli sono presenti anche le cellule del mesangio, pi numerose a livello del polo vascolare, dove contraggono rapporti di contiguit con elementi analoghi situati al di fuori del corpuscolo, tra arteriola afferente ed efferente, appartenenti al mesangio extraglomerulare (cellule ilari), che fanno parte dell'apparato iuxtaglomerulare. Le cellule mesengiali sono elementi contrattili, capaci di regolare il calibro dei capillari, e hanno attivit fagocitaria. Il corpuscolo renale ha funzione di ultrafiltro per il sangue che circola nei capillari glomerulari. L'endotelio fenestrato dei capillari, la membrana basale ed i podociti costituiscono la barriera di ultrafiltrazione (o barriera sangue/urina), che nell'adulto ha un'estensione di circa 0,8 m2. Questa combinazione di tre strati determina una barriera meccanica ed elettrostatica, che impedisce il passaggio delle grandi macromolecole (con raggio maggiore di 3,6 nm e peso superiore a 70 kDa) e di molecole fortemente cariche. Il processo di filtrazione consentito dall'elevata pressione idrostatica (50 mm Hg) del sangue all'interno dei capillari glomerulari, a cui sono contrapposte quella dello spazio capsulare (circa 10 mm Hg) e la pressione oncotica esercitata dalle proteine plasmatiche

(circa 30 mm Hg); quindi la pressione di filtrazione di circa 10 mm Hg. Tubulo Renale: composto da epitelio cilindrico semplice, le cui cellule presentano forma di piramide tronca con base poggiante su una sottile lamina basale, che circonda perifericamente tutto il tubulo. Queste cellule presentano un orletto a spazzola, costituito da microvilli lunghi circa 1 m. Sotto al nucleo sono situati mitocondri allungati, orientati secondo l'asse maggiore delle cellule e disposti in file parallele, fra le quali si addentrano profonde invaginazioni del plasmalemma, che riveste la superficie basale delle cellule, andando a formare il labirinto basale. L'ansa del nefrone (di Henle) rivestita da epitelio pavimentoso semplice con cellule appiattite con spessore 0,5-2 m. La superficie luminale del plasmalemma presenta scarsi microvilli, corti ed a direzione irregolare. La zona spessa dell'ansa presenta epitelio prismatico con microvilli quasi inesistenti. I processi che si svolgono nell'ansa del nefrone si realizzano secondo i meccanismi di moltiplicazione e di scambio controcorrente. Complessivamente nell'ansa viene riassorbito circa il 15% dell'acqua ed il 25% degli ioni sodio, cloro, potassio e calcio presenti nel liquido tubulare. Il tubulo distale circondato da epitelio cilindrico semplice di altezza minore di quello che costituisce il tubulo prossimale. E' presente il labirinto basale e ci sono rare e brevi microvillosit. Dove la parete del tubulo distale si pone in rapporto con il polo vascolare del corpuscolo renale di origine, le cellule epiteliali diventano pi grandi e formano la macula densa. Apparato Iuxtaglomerulare E' un dispositivo strutturale per registrare la pressione sanguigna di ultrafiltrazione e la concentrazione di ioni sodio nell'urina definitiva. Questo apparato costituito da cellule iuxtaglomerulari (cellule granulose) dell'arteriola afferente, la macula densa del tubulo distale ed il mesangio extraglomerulare (cellule ilari di Goormaghtigh), tutte poste in corrispondenza del polo vascolare di ciascun corpuscolo renale. Cellule Iuxtaglomerulari: sono voluminose e poliedriche cellule poste nella parete dell'arteriola afferente e con minor frequenza in quella dell'arteriola efferente. Al loro interno presente la sostanza renina. Esse agiscono da barocettori, immettendo in circolo quantit variabili di renina in base alla pressione sanguigna ed ai rapporti paracrini stabiliti con la macula densa e le cellule del mesangio. La renina ha azione ipertensiva ed agisce trasformando in circolo l'angiotensinogeno in angiotensina I che, ad opera di una peptidasi (ACE, angiotensin converting enzyme), si trasforma in angiotensina II. Questa agisce portando contrazione della muscolatura liscia delle arteriole riducendone il calibro, con conseguente aumento della pressione arteriosa. L'angiotensina II ha anche lo scopo di determinare la secrezione di aldosterone (ormone mineralcorticoide) dalla zona glomerulare della corticale della ghiandola surrenale. Questo ormone agisce sul meccanismo delle pompe sodio/potassio a livello del tubulo distale, aumentando il riassorbimento di sodio e l'escrezione di potassio ed idrogenioni. Macula Densa: il tratto di parete del tubulo renale distale in diretto rapporto con il polo vascolare del corpuscolo renale di origine. E' costituita da un gruppo di cellule tubulari pi alte delle altre, che poggiano su di una lamina basale sottile. Mesangio Extraglomerulare: detto anche cuscinetto polare (polkissen) ed formato da un gruppo di cellule (cellule ilari di Goormaghtigh) situate nell'angolo compreso fra l'arteriola afferente ed arteriola efferente. La funzione delle cellule ilari quella di essere mediatori tra la macula densa e le cellule iuxtaglomerulari. Dotti Escretori Il sistema costituito dai dotti collettori e dai dotti papillari (di Bellini). I primi, tramite un tratto reuniente, ricevono lo sbocco dei tubuli distali dei nefroni, decorrono rettilinei nei raggi midollari della corticale e giungono nelle piramidi renali, dove convergono ad angolo acuto fra loro per formare dotti pi grandi (200 m di diametro), i dotti papillari, che, in numero di 15-30 circa, si aprono a livello dell'apice di ciascuna papilla renale.

La parete dei dotti collettori formata da epitelio cubico semplice, le cui cellule aumentando di altezza nei dotti di maggior calibro. Anche in questo dotti si realizza il riassorbimento di un ultimo quantitativo di acqua sotto l'azione dell'ormone antidiuretico (ADH) liberato dalla neuroipofisi. La parete dei dotti papillari costituita da epitelio cilindrico semplice con cellule alte circa 30 m. In corrispondenza dello sbocco nella papilla renale, l'epitelio dei dotti papillari continua con l'epitelio di transizione che riveste la superficie esterna delle papille stesse.

VIE URINARIE
URETERI
Generalit: Sono canalicoli muscolomembranosi pari che collegano la pelvi renale alla vescica urinaria e permettono il passaggio dell'urina da un distretto all'altro. L'uretere ha una notevole lunghezza, estendendosi dalla regione lombare alla piccola pelvi. La sua misura media di 29-30 cm ( pi lungo a sinistra di 1 cm e nella donna in media di 1 cm pi corto). Questo canale pu essere suddiviso in tre porzioni: l'addominale, superiore, che decorre dietro al peritoneo; la pelvica, intermedia, che discende nella piccola pelvi; l'intramurale o vescicale, inferiore, compresa nello spessore della parete vescicale. Il suo decorso non rettilineo e nel punto di passaggio tra la prima e la seconda porzione questo contorna i vasi iliaci formando un distinto inginocchiamento (flessura marginale). Il diametro medio di 4-7 mm, ma varia da 2-3 mm nelle regioni ristrette a 7-8 mm nei tratti dilatati. Lungo il suo decorso si trovano tre punti di restingimento (restringimenti fisiologici): l'istimo superiore o colletto, a 7-8 cm dall'ilo renale; l'istimo inferiore o restringimento iliaco, in corrispondenza della flessura marginale; il restringimento vescicale o intramurale, in corrispondenza dello sbocco della vescica. Rapporti: Porzione Addominale: posteriormente col muscolo psoas; anteriormente ed in alto col duodeno a destra e con la flessura duodenodigiunale a sinistra. E' incrociato dai vasi genitali (testicolari od ovarici), a destra dall'arteria colica, dall'arteria ileocolica e dalla radice del mesentere, a sinistra dall'arteria mesenterica inferiore ed in basso dalla radice del mesocolo ileopelvico (o mesosigma). Raramente, attraverso il peritoneo, con le anse dell'interstino tenue mesenteriale. In corrispondenza dello stretto superiore, lateralmente all'articolazione sacroiliaca, l'uretere incrocia i vasi iliaci esterni a destra e i comuni a sinistra, descrivendo una flessura marginale. Questo punto rappresenta il passaggio tra la porzione addominale e quella pelvica. Porzione Pelvica: nel maschio incrocia lateralmente i vasi ed il nervo otturatori, larteria ombelicale, le arterie vescicali e i linfonodi ipogastrici; medialmente corrisponde al cavo pelvico che lo separa dalla superficie laterale del retto. In corrispondenza del margine laterale della vescica incrociato in avanti dal dotto deferente. Nellultimo tratto luretere si insinua tra la faccia anteriore delle vescichette seminali e la parete vescicale. Nella femmina luretere pelvico inizialmente coperto dal peritoneo, al davanti dei vasi ipogastrici, lungo il margine libero dellovaia, contribuendo a delimitare la fossa ovarica. Questo contrae anche rapporti con il padiglione tubarico. Giunto in corrispondenza del pavimento pelvico, luretere penetra nella base del legamento largo. Questo incrocia larteria uterina e prende rapporto anche con i plessi venosi utero vaginale e vescicovaginale, per poi avvicinarsi al fornice laterale della vagina, incrociarlo e giungere alla vescica, decorrendo nel sottile setto vescicovaginale. Porzione Intramurale (o Vescicale): inizialmente decorre nello spessore della tonaca muscolare, per poi collocarsi tra questa e la tonaca mucosa, determinando sulla superficie interna della vescica un rilievo (piega ureterica) sul quale situato lorifizio, o meato ureterale, fessura di circa 3-5 mm. Ciascun meato limitato lateralmente da una ripiegatura

della mucosa (valvola delluretere). Le pieghe ureteriche dei due lati proseguono medialmente oltre il meato ureterale congiungendosi luna allaltra, determinando la piega interureterica, un rilievo trasversale continuo, che rappresenta il lato posteriore e superiore o base del trigono vescicale. Vascolarizzazione & Innervazione: Arterie: luretere irrorato dalle arterie che derivano da quella renale (ureterale superiore), iliaca interna o da un suo ramo (ureterale inferiore). Inoltre pochi rami, le arterie ureterali brevi, possono originare anche dallarteria genitale. Vene: hanno disposizione simile a quella delle arterie. Linfatico: sboccano a livello dei linfonodi lombo aortici ed iliaci comuni per la porzione addominale e dei linfonodi ipogastrici ed iliaci interni per quella pelvica. Nervi: linnervazione data da fibre visceroeffettrici e viscerosensitive simpatiche e parasimpatiche. Le fibre simpatiche decorrono nei plessi aortico e renale, quelle parasimpatiche nei plessi ipogastrici superiore ed inferiore. La sensazione dolorifica data dai mielomeri T11-L2. Anatomia Microscopica: La parete delluretere costituita da tre tonache: Tonaca Mucosa: strato pi interno. Si solleva in 5-7 pieghe longitudinali che scompaiono durante la distensione del condotto. E formata da epitelio di transizione (urotelio) e da una lamina propria costituita da tessuto connettivo fibroelastico abbastanza denso. Tonaca Muscolare: strato intermedio. E formata da fascetti di cellule muscolari lisce, inframmezzati da abbondante connettivo. Questi fascetti sono disposti in uno strato longitudinale interno ed uno circolare esterno. Nel terzo inferiore dellorgano si sovrappone un ulteriore strato longitudinale. Questa tonaca rende possibili i movimenti peristaltici verso il basso. Tonaca Avventizia: strato pi esterno. E formata da tessuto connettivo lasso ricco di fibre elastiche. In corrispondenza della porzione intramurale delluretere prende il nome di guaina delluretere e contiene fascetti di miocellule disposti longitudinalmente in continuit con la muscolatura vescicale.

VESCICA URINARIA
Generalit: E' un organo cavo muscolomembranoso impari, che funge da serbatoio per l'urina. Essa origina dall'allantoide. Raggiunta una certa quantit (250-350 ml in media) di urina, la vescica la emette con l'atto della minzione. Quest'organo pu dilatarsi fino a contenere 2-3 l o pi di urina. La vescica contenuta nella cos detta loggia vescicale, che delimitata lateralmente dalle ossa pubiche, dai muscoli otturatore interno ed elevatore dell'ano e posteriormente dall'intestino retto nel maschio e dalla vagina nella femmina. La forma, le dimensioni ed i rapporti della vescica variano secondo l'et, il sesso e lo stato di riempimento. Se distesa, la vescica presenta contorno triangolare a base posteriore ed appiattita dall'alto in basso. La faccia superiore appare concava in alto e quella inferiore convessa in basso. La cavit praticamente una fessura. Dopo che la vescica si riempita d'urina, le sue pareti si dilatano e la sua faccia superiore diventa convessa, facendo acquistare all'organo una forma globosa od ovoidale. In questo caso si pu distinguere una base o fondo, diretta in basso ed in dietro, un corpo ed un apice. Nella femmina la vescica pi appiattita anteroposteriormente e pi sviluppata trasversalmente a causa della presenza dell'utero e della vagina davanti al retto. Nello stato di gravidanza la vescica posteriormente concava e questa concavit si modella sull'utero in rapporto alle sue dimensioni. Nel neonato fusiforme ed in gran parte sottopubica, nella fanciullezza diventa piriforme e raggiunge la posizione definitiva. Mezzi di Fissit:

Formazioni Legamentose: Legamenti Vescicali Anteriori collegano in entrambi i sessi la faccia posteriore della sinfisi pubica alla base della vescica (legamenti e muscoli pubovescicali). Solo nel maschio connettono anche la prostata (legamenti puboprostatici). Legamenti Vescicali Posteriori nel maschio collegano la base della vescica e della prostata con le superfici laterali del retto (legamenti e muscoli rettovescicali). Nella femmina la vescica aderisce posteriormente alla vagina per mezzo del setto vescicovaginale. Legamento Ombelicale Mediano collega l'apice della vescica con l'ombelico. E' coperto dal peritoneo parietale che si solleva in una piega verticale (piega ombelicale mediana). A vescica vuota il legamento si trova in tensione ed rettilineo, a vescica piena si rilassa. Questo legamento rappresenta il residuo fibroso dell'uraco, cio della porzione intraembrionale dell'allantoide, ceh normalmente si oblitera nello sviluppo. Legamenti Ombelicali Laterali sono due cordoncini fibrosi, destro e sinistro, che derivano dall'obliterazione delle arterie ombelicali. Essi partono dalla cicatrice ombelicale e si portano alle facce laterali della vescica. Questi determinano a livello del peritoneo parietale due pieghe (pieghe ombelicali mediali). Fascia Vescicale: la fascia pelvica si divide in due porzioni, una viscerale, che si origina da un addensamento del tessuto adiposo e connettivo sottoperitoneale, ed una parietale, che deriva da un addensamento del tessuto adiposo a livello delle pareti. La fascia vescicale origina dalla porzione di fascia pelvica viscerale che riveste la vescica. Prende particolare consistenza posteriormente, dove rinforzata dalla fascia rettovescicale nel maschio e dal setto vescicovaginale nella femmina, ed anteriormente, dove prende il nome di fascia prevescicale. Quest'ultima rappresentata da una lamina fibrosa triangolare. Tra la fascia prevesciacale e quella trasversalis, rimane un intervalli, detto spazio prevescicale (di Retzius), ripieno di tessuto connettivo lasso con cellule adipose. Questo spazio acquista il massimo spessore in basso, dietro alla sinfisi pubica (spazio retropubico), continuando, da ciascun lato, nello spazio perivescicale, tra le facce laterali della vescica e le pareti della piccola pelvi. Inferiormente lo spazio prevescicale chiuso dal muscolo trasverso profondo del perineo avvolto dalla fascia perirenale media (trigono urogenitale). Peritoneo: Vescica Vuota il peritoneo parietale forma anteriormente con i legamenti ombelicali le pieghe ombelicali mediana e mediali, che, ai lati dell'apice, delimitano le fosse sopravescicali (fosse vescicopubiche o fossette inguinali mediali) destra e sinistra. Inoltre il peritoneo si riflette lateralmente a destra e sinistra sulla parete laterale della piccola pelvi, andando a formare il cavo laterovescicale o parietovescicale. Posteriormente nel maschio forma il cavo rettovescicale (di Douglas) a livello della faccia anteriore del retto. Nella femmina passa dalla faccia posteriore della vescica alla faccia anteriore dell'utero, dando origine al cavo uterovescicale. Vescica Piena la vescica si solleva oltrepassando la sinfisi pubica, mettendosi in rapporto con la parete addominale della regione ipogastrica. In questo caso il peritoneo dalla faccia posteriore della parete anteriore dell'addome si riflette sulla porzione superiore della faccia anteriore del corpo vescicale costituendo il cavo prevescicale o pubovescicale. Nonostante i numerosi mezzi di fissit, la vescica gode di una certa mobilit. Rapporti: Della Base: sono differenti per i due sessi. Nel Maschio: la porzione anteriore aderisce alla base della prostata. La porzione posteriore corrisponde alle vescichette seminali ed alle ampolle dei canali deferente, la vescichetta lateralmente ed il dotto medialmente si dirigono in basso, in avanti e medialmente, per riunirsi a livello del margine posteriore della prostata, per costituire il dotto eiaculatore. Tra le ampolle deferenziali rimane uno spazio triangolare mediano, il trigono interseminale. Le vescichette, i dotti ed il trigono sono rivestiti posteriormente della fascia

rettovescicale, che media i rapporti con la faccia anteriore del retto. Questa fascia una sottile lamina detta anche fascia prostatoperitoneale (fascia di Denonvilliers). Nella Femmina: si connette con la vagina, il fornice vaginale anteriore e la porzione sopravaginale del collo dell'utero. Fra la porzione di base vescicale corrispondente al trigono e la vagina si forma il setto vescicovaginale, dove si pone il tratto terminale degli ureteri. Il trigono vescicale attraverso il setto vescicovaginale corrisponde ad una porzione di mucosa vaginale (triangolo di Pawli), che nelle restanti parti pieghettata. Del Corpo: la faccia anteriore della vescica vuota entra in rapporto con la sinfisi pubica, con le branche superiori e inferiori del pube e, pi lateralmente, con i muscoli otturatori interni, coperti dalla loro fascia. A vescica distesa in rapporto con la parete addominale anteriore sempre tramite l'interposizione dello spazio prevescicale. Pi in alto, fra la parete addominale e la superficie vescicale, si costituisce il cavo peritoneale prevescicale o pubovescicale. Le facce laterali sono individuabili solo a vescica distesa e corrispondono alle pareti della piccola pelvi dalle quali sono separate superiormente dal cavo peritoneale laterovescicale ed inferiormente dallo spazio perivescicale, ripieno di tessuto adiposo. La faccia posteriore ricoperta da peritoneo e, nel maschio, in rapporto con le anse del tenue e con il colon pelvico, mentre nella femmina con l'utero tramite il cavo uterovescicale. Dell'Apice: d attacco al legamento ombelicale mediano. A vescica vuota corrisponde alla sinfisi pubica anteriormente, posteriormente coperto dal peritoneo e ha rapporto con le anse dell'intestino tenue. Conformazione Interna: La superficie interna, osservabile tramite il citoscopio, strumento ottico introdotto attraverso l'uretra, rivestita dalla mucosa vescicale di colore giallo roseo. A vescica vuota presenta numerose pieghe ad andamento trasversale anastomizzate tra loro. Durante la distensione, queste pieghe si riducono fino a scomparire; questo accade nel giovane, ma non nel vecchio. In corrispondenza della base presenta un'area di forma triangolare, costantemente liscia, detta trigono vescicale (di Lieutaud). Agli angoli di questo trigono sono presenti tre orifizi: uno anteriore, il meato uretrale interno, e due posterolaterali destro e sinistro, gli orifizi ureterali, dove sboccano gli ureteri. Il meato ureterale interno, detto anche collo vescicale, il punto pi declive della vescica. Nella femmina circolare, nel maschio una fessura semilunare a convessit anteriore; il labbro posteriore di tale fessura dopo i cinquant'anni pu presentarsi sollevato a costituire un rilievo conico, detto ugola vescicale. Gli orifizi ureterali sono sottili fessure dirette obliquamente in basso, in dietro ed in avanti. Sono situati da ciascun lato su un rilievo allungato (piega ureterica), che corrisponde alla porzione intramurale degli ureteri. Le pieghe proseguono medialmente congiungendosi e determinando un rilievo continuo (piega interureterica), che rappresenta la base del trigono vescicale. La porzione della base vescicale situata dietro al trigono presenta una depressione ellittica, la fossa retroureterica (bassofondo della vescica). Questa fossa pi sviluppata nell'anziano, soprattutto se presente una ipertrofia della prostata che sollevi il trigono vescicale. In questo caso il bassofondo rappresenta la zona pi declive della vescica, nella quale ristagna, dopo la minzione, una certa quantit di urina. Il ristagno di urina in vescica aumenta il rischio di infezioni. Vascolarizzazione & Innervazione: Arterie: sono tutti rami diretti o indiretti delle arterie iliache interne: le arterie vescicali superiori, provenienti dalla porzione rimasta pervia delle arterie ombelicali, e le arterie vescicali inferiori nel maschio e le arterie vaginali nella femmina. Ci sono anche altri piccoli rami arteriosi dati dalle arterie otturatorie, pudende interne, rettali medie, vescicolodeferenziali e vescicoprostatiche nel maschio e uterine e vescicovaginali nella femmina. Vene: derivano dalle vene iliache interne e costituiscono un ricco plesso sulla superficie esterna dell'organo (plesso venoso perivescicale). Questo plesso venoso si scarica nel plesso pudendo ed inferiormente nel plesso vescicoprostatico nel maschio ed in quelli vescicovaginale ed uterovaginale nella femmina.

Linfatico: costituiscono una rete linfatica perivescicale. Anteriormente questa si getta nei linfonodi iliaci esterni, lateralmente nei linfonodi iliaci esterni ed interni e posteriormente negli iliaci interni e quelli situati sotto la biforcazione dell'aorta (linfonodi del promontorio). Lungo il decorso dei tronchi linfatici sono presenti piccoli linfonodi, prevalentemente davanti ed ai lati della vescica (linfonodi pre- e laterovescicali). Nervi: sia la componente simpatica che quella parasimpatica hanno origine dal SNA e sono composte sia da fibre effettrici che sensitive viscerali. Le fibre simpatiche originano nel midollo spinale nei neuromeri (T10-L2) ed attraverso i plessi celiaco e mesenterico raggiungono il plesso ipogastrico. Le fibre nervose parasimpatiche originano dai rami anteriori dei nervi 2, 3, e 4 sacrale che si riuniscono per formare il plesso pelvico; la porzione anteriore del plesso pelvico costituisce il plesso vescicale. Le fibre effettrici viscerali parasimpatiche (colinergiche) si distribuiscono al muscolo detrusore, mentre quelle simpatiche (noradrenergiche) alla muscolatura del trigono e dello sfintere vescicale. Le fibre viscerosensitive sono adibite alla sensibilit dolorifica ed alla registrazione del grado di distensione dell'organo. Anatomia Microscopica: La parete pu avere spessore di 1,5 cm allo stato di vacuit, mentre si riduce a 0,3-0,4 cm allo stato di replezione. Dall'interno all'esterno costituita da: Tonaca Mucosa: composta da epitelio di rivestimento di tipo di transizione, detto anche urotelio. La lamina propria, su cui poggia l'urotelio, formata da tessuto connettivo abbastanza denso e ricco in fibre elastiche, che determina la presenza delle pieghe interne. Questa assente in corrispondenza del trigono vescicale. Tonaca Muscolare: formata da fasci variamente intrecciati a rete di miocellule circondati da abbondante stroma connettivale ricco in fibre elastiche. Questa molto sviluppata e costituisce il muscolo detrusore della vescica, la cui contrazione determina la minzione. La tonaca muscolare composta da uno strato interno, plessiforme, uno medio, circolare, ed uno esterno, longitudinale. Tonaca Avventizia: formata da connettivo fibroso denso ed appartiene alla fascia vescicale. Tonaca Sierosa: data dal rivestimento peritoneale ed limitata solo ad alcune zone (apice e parte del corpo).

URETRA
E' il canale muscolomucoso, impari e mediano, che permette lo svuotamento della vescica durante la minzione. Rappresenta l'ultimo tratto delle vie urinarie. Uretra Maschile Generalit: lunga circa 18-20 cm ed origina a livello dell'apice anteriore del trigono vescicale (meato uretrale interno) e termina alla sommit del glande del pene (meato uretrale esterno). L'uretra maschile d passaggio solo all'urina esclusivamente nel suo tratto iniziale, l'uretra urinaria (o uretra preprostatica), nel resto della sua estensione, pi precisamente dallo sbocco dei dotti eiaculatori, porzione detta uretra comune, permette il passaggio anche allo sperma. L'uretra maschile pu essere suddivisa in pi porzioni in base a diversi criteri. Secondo il criterio topografico si distingue in: porzione pelvica, fra l'origine ed il trigono urogenitale; porzione perineale, nel perineo anteriore fra il trigono e l'inizio della parte libera del pene; porzione peniena, nella parte libera del pene. Nelle porzioni pelvica e perineale l'uretra tenuta fissa dai rapporti con gli organi vicini (uretra fissa), invece nella porzione distale del pene risulta estremamente mobile (uretra mobile). Secondo il criterio sistematico si distingue in: uretra prostatica, lunga 3-4 cm ed attraversa la prostata; uretra membranosa (o uretra trigonale), lunga 1,5 cm circa e compresa nello spessore del diaframma urogenitale; uretra spongiosa (o uretra cavernosa), lunga 13-15 cm ed avvolta da un manicotto di tessuto erettile, il corpo spongioso dell'uretra. E' possibile distinguere anche un'uretra anteriore, comprendente le porzioni peniena e perineale, ed

una posteriore, data dalle parti membranosa e prostatica.. Nel tratto prostatico l'uretra scende con una leggera convessit posteriore, per poi piegare in avanti, in corrispondenza della porzione membranosa, formando la cosiddetta curva sottopubica (o retropubica). Questa prosegue poi in avanti e leggermente in alto. Dove l'uretra abbandona la regione perineale ed entra nella parte libera del pene, essa compie una curva verso il basso, detta curva prepubica (o sottopubica). La prima curva permanente, mentre la seconda altamente variabile in base alla posizione del pene. Rapporti: l'uretra maschile, nel suo tratto iniziale, attraversa la prostata dalla base all'apice. I rapporti si stabiliscono tramite l'interposizione della prostata: anteriormente con lo sfintere striato dell'uretra, il plesso venoso pudendo e la sinfisi pubica; lateralmente con il plesso venoso vescicoprostatico e con il muscolo elevatore dell'ano (muscolo pubococcigeo); posteriormente con la fascia rettovescicale e l'intestino retto. L'uretra attraversa il diaframma urogenitale circondata da un anello di fibre muscolari striate che costituiscono il muscolo sfintere striato dell'uretra (rabdosfintere). In questo tratto essa in rapporto: anteriormente con il legamento trasverso del perineo, i vasi dorsali profondi del pene ed il legamento arcuato del pube; lateralmente e posteriormente con le ghiandole bulbouretrali ed indietro col retto, dal quale separata da un setto triangolare, il trigono rettouretrale. Oltrepassato il diaframma, l'uretra, per un breve tratto, non presenta rivestimenti particolari (parte pretrigonale dell'uretra). Questa lateralmente in rapporto con le ghiandole bulbouretrali e con i loro dotti escretori. A questo punto l'uretra penetra nel corpo spongioso, poco davanti la sua estremit posteriore rigonfia (bulbo dell'uretra). Una volta che completamente avvolta dal corpo spongioso, questa percorre in senso posteroanteriore la loggia peniena del perineo anteriore, incrocia la radice dello scroto e penetra nella porzione libera del pene. Giunta all'estremit del pene l'uretra sbocca all'esterno a livello dell'apice del glande tramite il meato uretrale esterno, una fessura verticale di circa 7 mm. Conformazione Interna: il lume dell'uretra, quando questa rilassata, virtuale ed appare come una fessura di variabile forma e direzione in base alle zone. Allo stato di distensione il lume diviene cilindrico, ma presenta alternanze di restringimenti e dilatazioni. L'uretra prostatica rappresenta una porzione dilatata compresa tra due restringimenti: a monte il collo vescicale con lo sfintere della vescica ed il cosiddetto sfintere preprostatico, a valle lo sfintere striato dell'uretra nel suo tratto membranoso. Al restringimento dell'uretra membranosa, detto anche colletto del bulbo, fa seguito una dilatazione nella prima parte dell'uretra spongiosa, la fossa del bulbo (o ampolla uretrale). L'uretra spongiosa di forma cilindrica e di diametro uniforme fino alla fossa navicolare. Il meato uretrale esterno si trova sulla sommit del glande ed il tratto pi ristretto di tutto il canale. La superficie interna percorsa da sottili pieghe longitudinali. Nella parete posteriore dell'uretra prostatica c' un rilievo longitudinale, il collicolo seminale (o veru montanum), le cui estremit continuano in una piega mediana della mucosa, la cresta uretrale, che superiormente termina in corrispondenza del meato uretrale interno, mentre inferiormente si prolunga fino all'uretra membranosa biforcandosi (frenuli della cresta uretrale). Ai lati del collicolo seminale decorrono i solchi laterali del collicolo (o seni prostatici). Sulla sommit del collicolo si apre, mediante un piccolo orifizio, l'otricolo prostatico, che rappresenta il residuo della porzione caudale dei dotti paramesonefrici di Mller, che nella femmina si sviluppano per costituire l'utero e parte della vagina. Nei solchi laterali del collicolo e nelle pareti laterali ed anteriore dell'uretra prostatica si trovano anche gli orifizi puntiformi dei dotti escretori delle ghiandole prostatiche. A livello della fossa del bulbo si trovano gli orifizi dei condotti escretori delle due ghiandole bulbouretrali (di Cowper). Lungo tutta l'uretra spongiosa, esistono altri piccoli orifizi dati dagli sbocchi delle ghiandole uretrali e piccoli infossamenti della mucosa, detti lacune uretrali (di Morgagni). In corrispondenza della fossa navicolare presente una piega semilunare della mucosa,

denominata valvola della fossa navicolare (di Guerin). Vascolarizzazione & Innervazione: Arterie: arteria rettale media, arteria prostatica e arteria pudenda interna. Vene: si scaricano a livello del plesso venoso pudendo e del plesso venoso vescicoprostatico. Linfatico: tributario dei linfonodi iliaci interni (parte prostatica), iliaci esterni (parte membranosa) ed inguinali (parte spongiosa). Anatomia Microscopica: Tonaca Mucosa: formata da epitelio di transizione, fino allo sbocco dei dotti eiaculatori, da epitelio cilindrico composto, fino alla fossa navicolare, e da epitelio pavimentoso composto, da met della fossa navicolare alla fine. L'epitelio poggia su di una lamina propria costituita da tessuto connettivo denso, ricco di fibre elastiche. Sono presenti numerose ghiandole uretrali (di Littre) di tipo tubuloalveolari semplici o ramificate a secrezione mucosa con la funzione di lubrificare l'uretra. Tonaca Muscolare: composta da una componente profonda liscia, distinta in uno strato longitudinale interno ed uno circolare esterno, ed una superficiale striata, costituita dal muscolo sfintere striato o esterno (o rabdosfintere) dell'uretra. Questo muscolo pu essere suddiviso in tre porzioni: prostatica, trigonale e bulbouretrale. Uretra Femminile Generalit: ha una lunghezza di 3-5 cm. Inizia nella vescica urinaria e termina a livello della parte anteriore del vestibolo della vagina. Ha forma fusata e facilmente dilatabile. L'uretra femminile ha decorso obliquo in basso ed avanti fino al meato uretrale esterno, dietro al glande del clitoride. Questa pu essere suddivisa in una porzione superiore pi lunga, parte pelvica, ed in una inferiore pi breve, parte perineale. Rapporti: l'uretra femminile si mette in rapporto per tutta la sua lunghezza con la parete anteriore della vagina. Conformazione Interna: presenta sottili pieghe longitudinali, che scompaiono durante la distensione, eccezion fatta per un sottile rilievo longitudinale permanente, la cresta uretrale. Sono visibili anche piccole depressioni a fondo cieco, le lacune uretrali (di Morgagni). Vascolarizzazione & Innervazione: Arterie: derivano dalle arterie vescicali inferiori, vaginali e pudende interne. Vene: sboccano nei plessi pudendo e vescicovaginale. Linfatico: si scaricano a livello dei linfonodi ipogastrici, iliaci esterni ed inguinali. Anatomia Microscopica: Tonaca Mucosa: composta da epitelio di transizione, superiormente, e pavimentoso composto, inferiormente. Nel punto di passaggio tra i due esiste frequentemente una piccola porzione di epitelio cilindrico composto. Tonaca Muscolare: costituita da una componente liscia, profonda, ed una striata, superficiale. La porzione liscia data da uno strato longitudinale interno ed uno circolare esterno, detto anche sfintere liscio od interno dell'uretra. La porzione striata data dal muscolo sfintere striato od esterno (rabdosfintere) dell'uretra.