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Rita Cittadini

La Prassilla di Lisippo
In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 107, N2. 1995. pp. 1165-1180.

Riassunto
Rita Cittadini, La Prassilla di Lisippo, p. 1165-1180.
L'individuazione della testa appartenente alla statua acefala di Menade nota come Danzatrice di Berlino consente di ascrivere
il prototipo dell'opera a Lisippo, in base all'affinit iconografica con l'Eros dell'artista sicionio. Il soggetto, l'Auletride ebbra
(temulenta tihicina) ricordata da Plinio, coincide con il ritratto ideale della poetessa Prassilla, gloria della citt che diede i natali
all scultore. Nella replica di Francoforte si riconosciuta la Menade Pamphilj, esemplare della collezione romana sino ad ora
ufficialmente disperso. Le analogie tra il volto della Prassilla e la testa di Afrodite alla Glyptothek di Monaco inducono a ipotizzare
per i due soggetti un comune autore. Una citazione dell'auletride contenuta nel sarcofago bacchico del Museo Bardini a
Firenze, in cui riprodotta anche la Menade di Scopa, il che consente di integrare idealmente il torsetto mutilo di Dresda.

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Cittadini Rita. La Prassilla di Lisippo. In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 107, N2. 1995. pp. 1165-1180.
doi : 10.3406/mefr.1995.1916
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1995_num_107_2_1916

RITA CITTADINI

LA PRASSILLA DI LISIPPO

La Danzatrice di Berlino1 (fig. 1), la graziosa Menade esposta al Pe


rgamonmuseum
nella sala dedicata alla scultura ellenistica, non cela pi il
proprio volto, n la propria identit. Tramite il confronto iconografico e i
dati antiquari possiamo infatti restituirle la testa, il che, consentendo di in
dividuare
l'autore, ha portato a una chiara definizione del soggetto. I Knig
liche Museen acquistarono la statua a Roma dallo scultore tedesco Spie,
nel 1874; l'esemplare era acefalo e mancava di parte delle braccia, nonch
del piede sinistro. A distanza di due anni lo Spie vendette agli stessi musei
una testa2 (fig. 7, 9), assicurando che era pertinente alla Danzatrice; poi
ch non venne creduto, nel 1893 prov nuovamente a presentare come la
testa mancante un reperto che i musei berlinesi non presero neppure in
considerazione per l'acquisto3. Anche per quest'ultimo, comunque, trov
un acquirente : la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, ma il tentativo
d'integrazione con il calco della statua non dette l'esito sperato, in quanto
la testa risult troppo piccola4. A Berlino, invece, era stato subito respinto
il collegamento tra le due opere acquistate a Roma, tanto che la seconda fu
inventariata separatamente dalla prima e classificata come Testa di Me
nade di Ermafrodito nel catalogo del 18915.

1 A. Conze, Knigliche Museen zu Berlin. Beschreibung der antiken Skulpturen,


Berlino, 1891, p. 90-91, . 208; R. Kekul von Stradonitz, Die tanzende Monade in
den Kniglichen Museen zu Berlin, in Jahrbuch der Kniglichen Preussischen Kunst
sammlungen,
1896, p. XLIX-LIV; A. Schober, Neues zur Berliner Mnade, in Belve
dere, 12, 1928, p. 51-58, hg. 4-6; . D. Shapiro, The Berlin Dancer Completed : A
Bronze Auletris in Santa Barbara, in AJA, 92, 1988, p. 509-527, fig. 7-9 (con bibl. di
tutte le repliche); R. Cittadini, Prassilla a Sicione, in Lisippo, l'arte e la fortuna, Ro
ma 20 aprile-3 luglio 1995, a cura di P. Moreno, Milano, 1995, p. 208-213.
2 Conze, op. cit., p. 220, . 572.
3 Kekul von Stradonitz, art. cit., p. L-LI.
4 P. Arndt, La Glyptothque Ny-Carbberg, Monaco, 1912, p. 188, tav. 136.
5 Conze, ibidem.
MEFRA - 107 - 1995 - 2, p. 1165-1180.

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Fig. 1 - Statua di Prassilla, cosiddetta Danzatrice di Berlino.


Berlino, Staatliche Museen, Pergamonmuseum.

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Possiamo invece dimostrare che il Pergamonmuseum possiede da quas


i
centoventi anni la testa originale della sua celebre Danzatrice; fonda
mentale per la ricostruzione dell'archetipo si rivelato il riconoscimento di
un'ulteriore replica del tipo in un bronzetto del Santa Barbara Museum of
Art6 (fig. 2).

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Fig. 2 - Statuetta in bronzo di Prassilla. Santa Barbara, Santa Barbara


Museum of Art.

Shapiro, art. cit., fig. 1-6.


MEFRA 1995, 2

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RITA CITTADINI

Sino a pochi anni fa l'iconografia del soggetto era affidata, oltre all'
esemplare
di Berlino, ad altre sei copie in marmo, che sono conservate a Ro
ma, Francoforte, Vienna, Parigi, Bloomington e Bonn, tutte acefale e mut
ile in diversa misura delle braccia, mentre la figura del bronzetto presso
ch
integra. Il confronto tra la testa della statuetta e quella marmorea,
entrambe caratterizzate da una forte torsione a sinistra, mostra una strin
gente analogia nei lineamenti : la piccola bocca socchiusa; le guance piene;
il taglio allungato degli occhi e lo sguardo rivolto in alto; il disegno rego
lare dell'arco sopracciliare, netto e incisivo; l'attaccatura dei capelli piut
tosto bassa. Palmare l'identit dell'elaborata acconciatura : i capelli, scr
iminati
al centro, sono portati indietro dalla fronte e legati in un nodo d'Eracle sulla sommit del capo; lateralmente sono disposti a onde fino a
formare una crocchia sulla nuca, da cui ricadono due riccioli.
Che le due teste riproducano fedelmente l'iconografia dell'archetipo
provato dall'affinit riscontrabile con il disegno del Clarac, in cui raffigu
rata
un'altra replica del tipo, la Menade Pamphilj7 (fig. 3). All'epoca il vi
so si conservava integralmente, mentre il tratteggio che nel disegno eviden
zia
i restauri indica che la capigliatura era andata in parte perduta, e vi si
era ovviato con l'arbitraria integrazione di una corona d'alloro. Sono origi
nalila scriminatura centrale e l'attaccatura dei capelli ai lati della fronte e
sulle tempie, dove ricorrono le stesse grandi onde, analoghe per numero e
forma.
La Menade Pamphilj ufficialmente dispersa8; in realt coincide
con la statua che abbiamo ricordato come la replica di Francoforte
(fig. 4) : si trova al Liebieghaus, che l'acquist a Roma dal Pollak nel 1907,
acefala e senza i falsi restauri delle braccia e della parte inferiore del pan
neggio.
Le mutuazioni attestate dal disegno corrispondono a quelle subite
dalla statua, in cui per il collo, ormai privo del capo, appare troncato di
netto, con una superficie di taglio liscia dotata del foro per il perno. La te
sta, infatti, era stata lavorata a parte e applicata al corpo, come le braccia9;
ci trova rispondenza nella descrizione della Menade Pamphilj fornita
dal Clarac, il quale credette che per tale motivo la testa non fosse per-

7 C. de Clarac, Muse de sculpture antique et moderne, IV, Parigi, 1850, tav. 694
D, 1656 E.
8 B. Palma, in R. Calza (a cura di), Antichit di Villa Dona Pamphilj, Roma,
1977, p. 69, tav. XL, n. 66.
9 P. C. Bol (a cura di), Liebieghaus ~ Museum alter Plastik. Frankfurt am Main.
Wissenschaftliche Kataloge. Antike Bildwerke. I, Francoforte, 1983, p. 166-169, in
part. p. 166, . 50.

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Fig. 4 - Statua di Prassilla.


Francoforte, Liebieghaus.
Fig. 3 - Clarac, disegno riproducente la
cosiddetta Menade Pamphilj.

'

tinente alla scultura10. Rivelatrice l'assenza della cintura, che nel disegno
sostituita da un risvolto a cercine del panneggio, mentre mancante nella
statua, dove in origine era applicata in metallo; si tratta di una peculiarit
dell'esemplare di Francoforte, poich nelle altre copie scolpita nel marmo
stesso.

Clarac, op. cit., p. 229.

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II disegno condivide con il bronzetto il turgore del collo e una certa


pinguedine sotto il mento, che unitamente alla pienezza delle guance ind
ividuano
nella figura la suonatrice di uno strumento a fiato. L'attributo non
si conservato in nessun esemplare, ma l'ampio gesto descritto dalle brac
ciadella statuetta di Santa Barbara autorizza l'integrazione con Yauls,
strumento a due calami, noto come doppio flauto, ma dotato di ancia come
l'oboe; la lieve apertura della bocca dunque funzionale, poich doveva
stringere le ance.
Tra le opere che maggiormente contribuirono alla celebrit di Lisippo,
Plinio11 annovera la temulenta tibicina, ossia un'ebbra suonatrice di tibia,
Yauls di cui abbiamo detto. L'ipotesi che il soggetto lisippeo sia riprodotto
in questa Menade, la cui posa instabile trasmette efficacemente l'idea del
l'ebriet,
stata avanzata da circa un secolo12, senza trovare consenso una
nime. Il riconoscimento della testa della statua di Berlino permette ora di
provare tale attribuzione, grazie al confronto con la produzione dell'artista
sicionio. I lineamenti dell'auletride, infatti, sono comuni al volto dell'Eros
di Tespie13 (fig. 5) : la bocca ha un analogo andamento obliquo e l'impianto
del naso molto simile, mentre gli occhi sono identici, con lo stesso taglio
allungato, la medesima linea di contorno e il gonfiore dei cuscinetti sovraorbitali, tipico in Lisippo. Vi conformit anche nelle correzioni ot
tiche,
che interessano la bocca, gli occhi e le guance.
L'analisi della testa di Berlino rivela inoltre una notevole somiglianz
tipologica e stilistica con la testa di Afrodite conservata a Monaco14 (fig. 6,
8), di cui finora non nota alcuna copia del corpo. Presentano entrambe
un'accentuata torsione a sinistra; la bocca dell'auletride, che stringeva lo
strumento, maggiormente aperta, mentre gli occhi hanno la medesima
configurazione. Identica la forma della fronte, leggermente rilevata nella
11 Plinio, Stona naturale, XXXTV, 63.
12 F. Studniczka, Die Siegesgttin, Lipsia, 1898, p. 24, nota n. 2.
13 H. Dohl, Der Eros des Lysipp, Gottinga, 1968; P. Moreno, Vita e arte di Lisip
po,Milano, 1987, p. 55-65, fig. 14, 16, 21; E. J. Shepered, in Moreno (a cura di), Li
sippo,
l'arte e la fortuna, cit., p. 126-127.
14 J. SiEVEKiNG, Aphroditekopf der Mnchner Glyptothek, in Mnchner Jahrbuch
der bildenden Kunst, 3.1, 1908, p. I-X; A. Furtwngler e P. Wolters, Beschreibung
der Glyptothek, 2a ed., Monaco, 1910, p. 266, n. 257a; J. Sieveking e C. Weickert,
Fnfzig Meisterwerke der Glyptothek, Monaco, 1928, n. 29; Chr. Blinkenberg, Knid
ia, Copenaghen, 1932, p. 92-93; . M. Felletti Maj, Afrodite Pudica. Saggio
d'arte ellenistica, in Arch. Class., 3, Roma, 1951, p. 33-65, in part. p. 35-41; H. Walt
er, Griechische Gtter, Monaco, 1971, p. 196-200, fig. 174; R. Lullies, M. e A. HirMER, Griechische Plastik, Monaco, 1979, p. ill-Ill, tav. 246; A. Delivorrias, s.v.
Aphrodite, in LIMC, II, 1984, p. 2-151, in part. p. 52, . 411; R. Robert, Une tte classicisante indite de Claros, in Monuments Piot, 74, 1995, p. 1-33, in part. p. 12, fig. 8.

LA PRASSILLA DI LISIPPO

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Fig. 5 - Statua di Eros, particolare. Ostia,


Museo.

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Fig. 6 - Testa di Afrodite. Monaco,


Glyptothek.

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Fig. 7 - Testa di Prassilla. Berlino, Staatliche


Museen, Pergamonmuseum.

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parte centrale e incorniciata dall'attaccatura triangolare dei capelli. La pet


tinatura
coincide nella scriminatura centrale, da cui si dipartono alcune
ciocche avvolte in due bande che, dopo aver descritto un semicerchio,
anche nell'Afrodite dovevano comporsi in un nodo d'Eracle sulla sommit
del capo; si ha un'assonanza nelle onde portate indietro lateralmente, rac
colte e ripiegate verso l'alto sulla nuca; un ricciolo ricade davanti agli orec
chiin entrambe le teste, cos come un altro, sul lato destro, sfugge dalle
ciocche raccolte nel cercine.
Il Sieveking15 ricondusse la testa di Monaco al tipo Dresda-Capitolino
cui viene tuttora ascritta16; la Felletti Maj17 ritenne invece inaccettabile tale
tesi, osservando giustamente che sia il volto, in particular modo la fronte,
sia la pettinatura si distinguono nettamente da quelli dell'Afrodite Capitoli
na
e della testa di Dresda18, che viene considerata l'esemplare della tradi
zione copistica che pi si avvicinerebbe all'iconografia originaria del ca
po19.
Secondo la studiosa, l'Afrodite di Monaco non costituirebbe un'opera
di scuola : il suo autore avrebbe invece creato un proprio tipo di bellezza
femminile, raggiungendo un'impronta personale d'arte, di cui il tipo
Dresda-Capitolino costituirebbe una rielaborazione della prima met del II
secolo a.C. La Felletti Maj preferiva quindi parlare di Afrodite tipo Monac
o,
poich riconosceva che tale testa resta isolata dalle altre per i suoi ca
ratteri
stilistici, che trasmetterebbero fedelmente quelli dell'originale. Esso
sarebbe stato creato negli ultimi venti trent'anni del IV secolo a.C. da un
attico, che a suo giudizio avrebbe subito l'influsso di Scopa nella confor
mazione delle palpebre e dei cuscinetti sovraorbitali, nonch di Prassitele
nel tenue gioco d'ombra e di luce attorno alle bocca sorridente.
In base al confronto della testa di Monaco con quella di Berlino, pos
siamo
invece ipotizzare una comune mente ideatrice delle due opere :
questa iconografia potrebbe infatti appartenere alla statua di Afrodite crea
ta
da Lisippo, menzionata dal Ghiberti20, di cui finora non stata ricono
sciuta alcuna replica.
15 Sieveking, art. cit., p. 5-7.
16 Delivorrias, cit., n. 411.
17 Felletti Maj, art. cit., p. 35-41.
18 Delivorrias, cit., rispettivamente . 409 (statua capitolina) e n. 410 (testa di
Dresda); A. Della Seta, // nudo nell'arte, I, Roma, 1930, p. 452-459; Felletti Maj,
art. cit., in part. p. 48-54, 61; A. Corso, L'Afrodite Capitolina e l'arte di Cefisodoto il
Giovane, in Quaderni ticinesi di numismatica e antichit classiche, 21, 1992, p. 131149.
19 Corso, art. cit., p. 133.
20 L. Ghiberti, / Commentar, a cura di O. Molisani, Napoli, 1947, III, p. 56;
P. Moreno, Lisippo, 1, Bari, 1974, p. 275-6.

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Fig. 8 - Testa di Afrodite, profilo sinistro. Monaco,


Glyptothek.

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Fig. 9 - Testa di Prassilla,


Museen, P

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RITA CITTADINI

II tipo iconografico della Danzatrice di Berlino conforme al ca


none
di Lisippo, che amava formare le statue pi snelle del naturale; la
lunghezza degli arti inferiori e la relativa piccolezza della testa contribuiva
no
a far apparire pi alte le figure. Questo particolare aspetto si manifesta
nel raffronto tra l'auletride e la Bagnante da Veria, opera di controversa da
tazione
conservata a Monaco (fig. Il)21 : la statuetta riecheggia in visione
speculare l'andamento tortile della tibicina, ma risulta molto meno slanciat
a,
per la diversa proporzione tra il busto e le gambe e per le dimensioni re
golari
del capo.
Pari rispondenza con la teoria artistica di Lisippo si ha nella ponderaz
ione,
che prevede una partizione dell'energia secondo l'asse verticale22 :
difatti, mentre il lato destro della figura appare rilassato, quasi in molle ab
bandono,
il sinistro vibrante di tensione, accentuata dal sollevarsi delle
braccia che sostengono Yauls e dalla torsione della testa. Degno di nota
il carattere istantaneo dell'immagine, rilevabile solo nella statua berlinese,
che mostra come l'artista fiss il momento in cui dal piede destro stava per
sfilarsi il sandalo, nell'ebbrezza e nell'instabilit della posa : anche questo
aspetto ci riconduce a Lisippo, che nelle sue creazioni coglieva l'attimo, il
momento irripetibile. La presenza dell'attributo, che assieme alle braccia
conferisce tridimensionalit alla struttura spaziale della figura, crea una
pluralit di piani e punti di vista che invita alla visione circolare, qualit
che ritroviamo nell'Eracle in riposo, celante dietro il dorso la mano in cui
teneva i pomi delle Esperidi.
Individuata con certezza la temulenta tibicina di tradizione pliniana,
emerge l'importanza di un'altra fonte letteraria per meglio definire il sog
getto.
Taziano23 menziona quale opera di Lisippo il ritratto ideale della
poetessa Prassilla, vissuta nel V secolo a.C. e nativa di Sicione. Egli aveva
visto l'opera a Roma, molto probabilmente nel complesso pompeiano del
Campo Marzio, formato dal Teatro, con il tempio di Venere Vincitrice che
ne dominava la cavea, e dai Portici. Animato da un polemico intento anti
pagano,
l'apologista cita con particolare frequenza le statue di donne
connesse con il mondo di Afrodite che ornavano i Portici : etre, citariste e

21 G. Lippold, Die griechische Plastik (HdA), III 1, Monaco, 1950, p. 219, nota
n. 10; A. Greifenhagen, Das Mdchen vonBera (Opus Mobile 9), Brema, 1958; Lullies, Hirmer, op. cit., tav. 199; M. Robertson, A History of Greek Art, Cambridge,
1975, tav. 199.
22 Moreno, Vita e arte, cit.
23 Taziano, Ai Greci, 33.

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Fig. 10 - Statua di Prassilla, cosiddetta


Danzatrice di Berlino, veduta poste
riore. Berlino, Staatliche Museen, Pe
rgamonmuseum.

Fig. 11 - Statuetta in bronzo, cosiddett


a
Bagnante da Vena. Monaco, Staa
tliche Antikensammlungen, Museum
antiker Kleinkunst.

poetesse24. Riguardo al personaggio femminile celebrato dallo scultore sicionio, egli si espresse con molta durezza : Lisippo modell in bronzo
Prassilla, che nelle sue poesie non disse nulla di utile.

24 F. Coarelli, // complesso pompeiano del Campo Marzio e la sua decorazione


scultorea, in RendPontAcc, 44, 1971-72, p. 99-122, in part. p. 102, nota 14; 104, 106.

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RITA CITTADINI

Sul finire dello scorso secolo venne formulata l'ipotesi della coinciden
za
dei due soggetti25, validamente suffragata dalla recente osservazione s
econdo
cui l'abbandono orgiastico della figura pot essere un elemento de
terminante
per l'aspro giudizio moralistico dello scrittore26. infatti assai
verosimile che l'artista abbia scelto di raffigurare quale Menade auletride
questa celebrata autrice di canti conviviali, la quale contribu all'evolu
zione
del ditirambo, che port alla preminenza della parte musicale con
l'introduzione di a solo di auls.
Il carattere dionisiaco del soggetto ribadito dall'inserimento del tipo
della Danzatrice (fig. 12) nel tiaso rappresentato sul sarcofago del Museo
Bardini di Firenze27 (fig. 13-14). La fronte era originariamente decorata da
dieci figure, di cui se ne conservano sette; fra queste riconoscibile anche
una citazione della Menade di Scopa (fig. 15), la cui iconografia trasmes
sa
dal torsetto mutilo di Dresda28. La diversa disposizione dei chitoni r
ispet o
agli esemplari scultorei dovuta all'inserimento dei due soggetti in
un corteo procedente verso destra : tale variante riconduce alla tipologia
pi caratteristica delle Menadi, comportando un grado di nudit maggiore
di quello che mostrano le statue dai medesimi punti di vista. Nella chimairophnos l'abbigliamento corrisponde in larga misura a quello dell'opposta
veduta laterale della scultura di Dresda, mentra la porzione di stoffa che r
icade
sul braccio sinistro un ulteriore esempio della grande libert impie
gatanella riproduzione delle vesti.
25 R. Frster, Zu den Werken des Lysipp, in Rheinisches Museum fr Philologie,
40, Francoforte, 1885, p. 637.
26 Moreno, Vita e arte, cit., p. 34.
27 H. Dtschke, Antike Bildwerke in Oberitalien. II. Zerstreute antike Bildwerke
in Florenz, Lipsia, 1875, p. 142, . 340; S. Nocentini, Sculture greche etrusche e r
omane
del Museo Bardini in Firenze, Roma, 1965, p. 23-29, tav. Vffl-IX; F. Matz, Die
dionysischen Sarkophage, II, Berlino, 1968, p. 179-180, tav. 81, 2; 82, 1-2; Cittadini, in
Lisippo, l'arte e la fortuna, cit., p. 208, 216-217.
28 G. Treu, Zur Maenade des Skopas, in Mlanges Perrot, Parigi, 1903, p. 316-324,
tav. V, fig. 1-6; . . Neugebauer, Studien ber Skopas, Lipsia, 1913, p. 51-75; J. Six,
Die Monaden des Skopas, in Jdl, 33, 1918, p. 38-48, tav. X, 34-37; Lippold, op. cit.,
p. 251; P. E. Arias, Skopas, Roma, 1952, p. 84-89, 126-127, tav. X, 34-37; M. Bieber,
The Sculpture of the Hellenistic Age, 2a ed., New York, 1961, p. 25, fig. 59-60; K. Schefold, Die Griechen und ihre Nachbarn, Propylen-Kunstgeschichte, 3a ed., Berlino,
1967, p. 191, fig. 106a e b; T. Lorenz, Mnaden des Skopas, in BABESCH, 43, 1968,
p. 52-58, fig. 1-6; Robertson, op. cit., p. 455; H. Protzmann, Realismus und Ideali
tt
in Sptklassik und Frhhellenismus, in Jdl, 92, 1977, p. 169-203, in part. p. 182185, fig. 7-10; . Stewart, Skopas of Paws, Park Ridge (New Jersey), 1977, p. 91-93,
140, tav. 32; K. Knoll, H. Protzmann, I. Raumschssel e M. Raumschssel, Die
Antiken im Albertinum, Magonza, c. 1993, p. 28; Cittadini, Lisippo, l'arte e la fortuna,
cit., p. 216.

Fig. 13 - Fronte di sarcofago bacchico, frammento sinis

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Fig. 12 - Statuetta in bronzo


di Prassilla, veduta posterior
e.
Santa Barbara, Santa
Barbara Museum of Art.

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Fig. 14 - Fronte di sarcofago bacchico, frammento destro. Firenze, Museo Bardini.

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LA PRASSILLA DI LISIPPO

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Dal rilievo si evince che il capretto non era poggiato sulla spalla sini
stra, come si sostiene comunemente29, sebbene ci non corrisponda alla
descrizione di Callistrato30, in cui detto che erano le mani della Baccante
ad essere impegnate nel trasporto della vittima immolata al dio. Le pre
sunte tracce visibili sulla spalla della copia di Dresda, interpretate in ge
nere come i resti dell'animale31, rappresentano una delle due estremit del
labenda che in origine raccoglieva i capelli, prima che l'invasamento divi
noscuotesse con violenza il corpo, portando allo scioglimento della
chioma, nonch alla progressiva apertura del chitone.
Le due opere sono riprodotte in un'accorta disposizione simmetrica :
la seconda e la penultima figura. La doppia citazione si traduce nella cel
ebrazione
di due sommi artisti che operarono nella stessa epoca e trattaro
no
temi comuni, talvolta nei medesimi luoghi : per Sicione crearono en
trambi
una statua di Eracle, luna bronzea, l'altra marmorea32. Gli inter
venti di Scopa nella patria di Lisippo devono aver dato adito a una certa
rivalit, che trova riscontro nell'ipotesi dello Shapiro, secondo cui la temulenta tibicina sarebbe una critica alla Menade scopadea33; l'aver riunito i
due capolavori in una stessa scena pu avere il valore di una rievocazione
di tale atmosfera emulativa tra i due maestri34.
Iconograficamente l'auletride presenta una forte analogia, per l'and
amento spiraliforme, con la Menade dello scultore pario, datata attorno alla
met del IV secolo a.C, ma l'elaborato panneggio di quella indice di una
datazione posteriore. Nell'ambito del corpus lisippeo, il tipo della Danz
atrice di Berlino presenta nello schema ponderale e nel movimento una
grande affinit con YApoxymenos35, databile al 320 circa; tuttavia la tor
sione del busto rivela un avanzamento nella ricerca.
Storicamente il ritratto di Prassilla riferibile al periodo successivo
alla morte di Alessandro, durante il quale Sicione fu governata dal tiran-

29 Lippold, ibidem; Bieber, ibidem; E. Simon, Menadi, in EAA, IV, 1961, p. 10021013, in part. p. 1011; Schefold, ibidem; Chr. Dierks-Kiehl, Zu spthellenistischen
bewegten Figuren der 2. Hlfte des 2. Jahrhunderts, Colonia, 1973, p. 17; Stewart, op.
cit., p. 140; Knoll, Protzmann, Raumschssel e Raumschssel, ibidem.
30 Callistrato, Descrizioni, II.
31 Bieber, op. cit., p. 25; Dierks-Kiehl, ibidem.
32 Pausania, Periegesi dell'Ellade, II, 9, 8 e II, 10, 1.
33 Shapiro, art. cit., p. 526.
34 Cittadini, ibidem.
35 F. P. Johnson, Lysippos, Durham (North Carolina), 1927, p. 234-235, tav. 1213; Moreno, Vita e arte, cit., p. 133-140, fig. 69, 71, 74-79; P. Liverani, in Moreno (a
cura di), Lisippo, l'arte e la fortuna, cit., p. 196-205.

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RITA CITTADINI

no Eufrone II (323-317), che guid la citt quale alleata di Atene nella


lotta di liberazione dal dominio macedone. Lisippo, tornato in Grecia, l
avora
nel 322 ad Olimpia al monumento di Chilone di Patre, atleta morto
combattendo contro i Macedoni sotto le mura di Lamia (323-322). Stabil
itosi nuovamente a Sicione, riprende la propria attivit di bronzista con
i figli e gli allievi, condividendo anche con la propria produzione artisti
ca
la politica di Eufrone36. Sicione era stata la prima citt del Peloponneso a unirsi ad Atene : in tale clima di riscatto dal dominio macedone,
che dovette creare un'atmosfera celebrativa delle singole pleis, ben s'i
nserisce
l'omaggio a Prassilla, gloria della citt che era patria dello stesso
Lisippo*.
Rita Cittadini

36 Moreno, Lisippo, cit., p. 21.


* Fotografe e disegni
Fig. 1. Antikensammlung, Staatliche Museen zu Berlin - Preussischer Kulturbes
itzNeg. SK 7874; 2. Da Shapiro, 1988, fig. 1; 3. da Calza (a cura di), 1977, tav. XL;
4. Rita Cittadini, Roma; 5. Roma, DAI, Neg. 79.30; 6. Da J. Charbonneaux, R. Mart
in,F. Villard, La Grecia ellenistica, Milano 1971, fig. 329; 7. Antikensammlung, Staa
tliche Museen zu Berlin - Preussischer Kulturbesitz- Neg. SK 572 Nl; 8. Da Felletti
Maj, 1951, tav. XI. 2; 9. Antikensammlung, Staatliche Museen zu Berlin - Preussis
cher
Kulturbesitz- Neg. SK 572 N6; 10. Antikensammlung, Staatliche Museen zu
Berlin - Preussischer Kulturbesitz- Neg. SK 2769; 11. Da Conoscere l'arte, II, Arman
do
Curcio Editore, 1986, p. 374; 12. Da Shapiro, 1988, fig. 5; 13-14. Da Moreno (a
cura di), 1995, p. 217; 15. Roma, DAI, Neg. 50.34.

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