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Mario Torelli

Riti di passaggio maschili di Roma arcaica


In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 102, N1. 1990. pp. 93-106.

Riassunto
Mario Torelli, Riti di passaggio maschili di Roma arcaica, p. 93-106.
Si prendono in esame le testimoniale relative ai riti compiuti dai salii, partendo da quelle concernenti il costume. Come nell'ambito
delle novae nuptae (esaminato dall'autore nel volume Lavinio e Roma. Riti iniziatici e matrimoniali tra archeologia e storia, Roma,
1984), cosi nell'abbigliamento dei salii possibile riconoscere, fossilizzata per ragioni rituali, la vestis regia o triumphalis e con
essa il relativo armamento usato nel Lazio - e in Etruria - tra il IX e la met circa dell'VIII sec. a.C. Il luogo della loro saltatio va
riconosciuto nel percorso della via Sacra, forse a partire dal tigillum sororium, anche questo un percorso trionfale, ma pi
antico di quello storico, dovuto alla monarchia etrusca. I tempi del rito, gli agonia, grazie al loro inserimento nel sistema
calendariale, appaiono marcare il ciclo reale della riproduzione e della guerra e quello simbolico del sole.

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Torelli Mario. Riti di passaggio maschili di Roma arcaica. In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 102, N1.
1990. pp. 93-106.
doi : 10.3406/mefr.1990.1661
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1990_num_102_1_1661

MARIO TORELLI

RITI DI PASSAGGIO MASCHILI DI ROMA ARCAICA

Qualche anno fa ho avuto modo di esaminare i problemi delle inizia


zioni giovanili delle donne nella Roma arcaica1, quali possibile rico
struire
attraverso sia la documentazione antiquaria, sia la tradizione giu
ridica,
sia i dati storico-religiosi del calendario pi antico della citt. In
quella occasione, mentre mi apparso abbastanza chiaro che, come era
ovvio, le iniziazioni femminili culminano con le nozze e che riti di passag
gio
di fanciulli e fanciulle sono strettamente fra loro connessi almeno in
un momento, quello del riconoscimento collettivo delle loro capacit
generative nel sistema di feste tra Liberalia (17 marzo) e Quinquatrus (21
marzo), il sistema dei riti maschili appare nel complesso pi povero, ma
anche meno chiaro di quello, costruito a pi riprese nel lungo periodo e
stratificatosi in un coacervo di usi matrimoniali e reduplicazioni calendariali, proprio della sezione femminile della societ romana arcaica.
Lo studio di queste iniziazioni maschili si presenta dunque non facile
e le brevi note che seguono hanno il solo obiettivo di presentare in forma
sintetica i principali problemi, con qualche eventuale accenno a possibili
soluzioni, una sorta di rapporto preliminare in vista di un lavoro che spe
ropossa in futuro concretarsi come l'altro mio precedente in forma di
volume.
Le iniziazioni giovanili, a Roma come altrove2, sacralizzano la verifi
ca
che la societ richiede alla propria componente giovanile per ammett
erla
nel suo seno a pieno titolo e dunque certificano che i giovani uomini
e le giovani donne sottoposti alle prove sono pronti a svolgere i ruoli fon
damentali
che la societ assegna sia agli uni che alle altre. Ora, se il desti
noattribuito alle donne romane quello della riproduzione biologica
(senza apparente interesse per una particolare pedagogia sociale), il citta-

1 M. Torelli, Lavinio e Roma. Riti iniziatici e matrimonio tra archeologia e sto


ria, Roma, 1984 (d'ora in poi Torelli 1984).
2 Su tutto il problema, v. l'opera insuperata di A. Brelich, Paides e parthenoi,
Roma, 1969.
MEFRA - 102 - 1990 - 1, p. 93-106.

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dino di Roma arcaica ha invece un compito sociale precipuo, quello della


guerra, e i riti di passaggio assegnati ai giovani maschi coerentemente
enfatizzano appunto la pedagogia guerriera che culmina nella religione
saliare3. Tale enfasi decisamente costante nella storia religiosa del'urbs
tra la protostoria (vedremo subito la data della prima importante cesura
di et protostorica, rispetto al pure indubbio fondamento preistorico dei
riti) e il IV secolo a.C. Quest'ultima data risulta senz'altro epocale per la
trasformazione dell'economia, della politica, della cultura e della mentalit
4,
in una parola la fine della societ arcaica : non un caso perci che il
sacerdozio saliare, in quanto relitto culturale privo di ogni importanza
politica, venga dalla lex Ogulnia del 300 a.C. lasciato ai patrizi, e tutto ci
nello stesso momento in cui, come ho sottolineato nel mio lavoro prece
dente5, nella nostra documentazione archeologica i segni dei riti iniziatici
- la tonsura prima di ogni altra cosa, ma anche l'antico matrimonio per
usus (o per ratto) - tendono a scomparire, privi come sono di un'autenti
ca
funzione coerente con i comportamenti collettivi e perci sempre
meno compresi da una cultura ormai radicata nelle metropoli dell'area
tirrenica6.
Altri segni della nuova cultura compaiono adesso nei contesti archeol
ogicia dirci che il mutamento profondo intervenuto nel sociale attribui
sce
alle donne e agli uomini ruoli in parte diversi da quelli da loro rivestit
i
nel passato arcaico : emblematica mi sembra al riguardo la nuova situa
zione della necropoli prenestina7, ove alle tombe maschili si attribuisce lo
striglie e il vaso a gabbia (che sottolineano le funzioni atletiche dei cittadi
ni)
e a quelle femminili la cista, contenitore di lusso degli strumenti per la
cosmesi. I nuovi ideali insomma sono mutuati da quelli propri della Gre
cia tardo-classica, quello maschile ispirato all'ideale dell'atletismo, quello
femminile basato sulle arti di Afrodite, mentre il sempre pi frequente
alludere all'eroizzazione di tutti quasi tutti i defunti8 denuncia una

3 Si veda ancora il vecchio lavoro di R. Cirilli, Les prtres danseurs de Rome,


Parigi, 1913.
4 Cfr. adesso A. Schiavone, / saperi della citt, in Storia di Roma, I, Torino,
1988, partie, p. 565 ss.
5 Cfr. Torelli 1984, p. 40 ss.
6 Ibid., p. 117 ss.
7 Sulla necropoli di IV secolo a.C. di Praeneste, v. F. Coarelli, in Roma medio
repubblicana
(Catalogo della mostra - Roma 1973), Roma, 1973, p. 258 ss.
8 Significativa mi sembra la tomba di IV secolo a.C. di Via S. Stefano Rotondo
a Roma, con terrecotte raffiguranti una quadriga con Nike e Tritone, allusione al
trasporto trionfale del defunto nell'isola dei beati : E. La Rocca, in Roma medio
repubblicana,
cit., p. 241 ss.

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ancor pi profonda crisi dei valori collettivi arcaici : il mutamento


dall'uomo-guerriero e dalla donna-madre non poteva essere pi radicale.
Se andiamo invece ai momenti genetici della religione saliare, si con
ferma
il quadro da me a suo tempo proposto9 sulla base del confronto del
costume delle vestali e dei salii con quanto ci possibile ricostruire dalla
documentazione funeraria della prima et del Ferro. In particolare, i
costumi di questi collegi sacerdotali altro non sono che un congelament
o
dell'abito matrimoniale (per le vestali) e dell'armamento (per i salii)
attestato dalle necropoli laziali e sud-etrusche in un periodo saldamente
racchiuso tra la met del IX e la met dell'VIII secolo a.C. Il suffibulum
fermato da fibulae, caratteristico dell'abito delle vestali e iconografica
mente
a noi noto dalle vestali effigiate sull'altare del Belvedere10, si pu
infatti facilmente ricostruire nel costume matrimoniale indossato dalle
defunte deposte in tombe a fossa della prima met dell'VIII secolo a.C.
delle necropoli ora ricordate11, grazie alla disposizione delle fibule intor
no
alla testa e sul petto, assieme alle helikes - fermatrecce rinvenute sem
pre delle stesse tombe, che ripetono l'acconciatura matrimoniale fossile
dei seni crines, le sei treccine fatte dopo il rituale taglio nuziale dei capelli
con l'aiuto deWhasta caelibaris e fermate appunto con le helikes.
Sempre le stesse necropoli (sopratutto quelle assai ricche dell'Etruria
meridionale) documentano il tipo di armamento per lo stesso periodo,
che coincide in maniera impressionante12 con quello che le fonti letterar
ie,
sopratutto Dionigi (II, 70-71), ma anche - e concordemente - Livio (I,
20, 4) e Plutarco (Numa, 13), e alcuni ritratti imperiali di II secolo d.C. 13
attribuiscono ai salii. Da questa documentazione letteraria e iconografica
si ricava che i salii avevano un costume cos composto :
- tunica piet (Livio), (Dionigi) ;
- aeneum pectori tegumen (Livio), (Dionigi) ;
- trabea (. . . ) munita di latus clavus

9 Torelli 1984, p. 34, n. 42.


10 Su questo dettaglio dell'altare, v. R. Cappelli, L'altare del Belvedere. Un sag
gio di nuova interpretazione, m Ann. Tac. lett. fil. Perugia. Studi classici, XXII, 19841985, p. 10.
11 Si veda ad es. Not. Se, 1970, p. 444 (tomba JJTT 45).
12Cfr. ibid., p. 296 ss. (tomba AA 1), v. anche nota 15. In generale sull'arma
mento
villanoviano, v. P. F. Stary, Zur einsenzeitlichen Bewaffnung und Kampfesw
eise
in Mittelitalien (ca. 9. bis 6. Jhs v. Chr.), Marburg, 1981.
13 T. Schfer, Zur Ikonographie der Salier, in Jahrb., XCV, 1980, p. 342 ss.

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() e bordata di porpora (), fermata da


fibula/e () (Dionigi);
- apex sul capo (che Dionigi spiega come
) ;
- gladium alla cintura (. . . ) (Dionigi) ;
- lancia bastone qualcosa di simile nella destra (
') (Dionigi);
- ancile (Livio), scudo trace (Dionigi) nella sinistra.
fuori di dubbio che questo costume coincida con quanto sappiamo
dell'armamento tra Etruria e Lazio, particolarmente nei decenni attorno
alla met dell'VIII secolo a.C. : l'elmo quello villanoviano 14, il kardiophylax lo conosciamo - tra l'altro - nella celebre tomba tarquiniese detta
del Guerriero15, la spada da cintura quella corta restituitaci da contes
ti
del tardo IX e della prima met dell'VIII secolo a.C. 16. Tuttavia alcuni
dettagli del costume appaiono meritevoli di essere commentati, e segnata
mentela tunica piet, la trabea con laticlavio e bordata di porpora e infi
nelo strano oggetto tenuto nella destra dai salii, che Livio, evidentemente
non comprendendone la funzione, evita di descrivere, ma che Dionigi,
con puntigliosit antiquaria, facendo uso di approssimazioni successive
di confronti, chiama lancia bastone altra cosa simile, e che egli,
nella descrizione della danza e della percussione degli scudi, definisce
ancora , da tradurre strumento piuttosto che pugnale(?) ,
come erroneamente intendono taluni traduttori17. Non mi sembra che si
sia fatto finora attenzione a questi dettagli, che a mio avviso contribuisco
no
a definire la veste saliare come vestis regia come vestis triumphalis
(che senza dubbio fra loro coincidono) dell'altissimo arcaismo, anteriore
alla trasformazione del trionfo nella forma etrusca, evento da ascrivere
con ogni verosimiglianza all'epoca della grande Roma dei Tarquinii18 :

14 Cfr. H. Hencken, The Earliest European Helmets - Bronze Age and Early Iron
Age, Cambridge (Mass.), 1971.
15 K. Kilian, Das Kriegergrab von Tarquinia, in Jahrb., XCII, 1977, p. 77 ss.
16 Sulle spade, cf. V. Bianco Peroni, Die Schwerter in Italien {Prhistorische
Bronzefunde, IV, 1), Monaco di B., 1970.
17 Cos la traduzione di E. Cary (Loeb Classical Collection), Cambridge (Mass.) Londra, 1937, I, p. 517, ripetuta da F. Cantarelli (edizione Rusconi), Milano, 1984,
204.
18 Sul trionfo H. S. Versnel, Triumphus. An Inquiry into the Origin, Develop
ment
and Meaning of the Roman Triumph, Leida, 1970, con F. Coarelli, // Foro
Boario, Roma, 1988, p. 363 ss. (d'ora in poi citato come Coarelli 1988).

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dobbiamo infatti vedere nella tunica piet il diretto antecedente della toga
piet del trionfo (cui rinvia anche il bordo purpureo della trabea, ripreso
dalla toga purpurea, veste trionfale pi antica della piet)19 e nel basto
ne
brandito nella destra dai salii il predecessore dello sceptrum scipio
regale, appannaggio anch'esso del trionfatore20.
Abito regale - trionfale dunque quello dei salii, sostituito poi da altri
e pi vistosi segni del potere con l'adozione del trionfo di tipo etrusco, ma
l'uso della trabea altrettanto interessante e rivelatore, dal momento che
questa veste in epoca storica appare essere elemento distintivo degli equites. Il rito iniziatico di questi ultimi (significativamente, in quanto rito tar
divo e collegato con il funerale regio, non segnato nei calendari) invece
l'altra danza, dove, con evidente calco del saltus dei salii, gli iuvenes deb
bono redamptruare, e cio il lusus Troiae21 : i segni dell'iniziazione sono
simili, giacch i componenti delle turmae si esibiscono presumibilmente
vestiti con la trabea e soprattutto tonsa coma (come li descrive Virgilio)22,
ma non sono identici, se i protagonisti del lusus Troiae recano non solo
una torques (che rester poi come uno dei dona militarla)23, ma anche
una corona sul capo (pressa corona, dice sempre Virgilio nello stesso vers
o). Da questo intreccio di concordanze e discordanze si ricavano alcune
prime conclusioni: l'iniziazione dei giovani quits ricalca alcune forme
di quella dei salii, ossia dei normali cittadini (la trabea, i capelli tagliati), a
partire dall'et degli iniziandi, fissata al quindicesimo anno di et circa
sia per gli quits che per la vestizione della toga virile, ma aggiunge
segni che appartengono piuttosto all'uso etrusco, come la corona, che nel
rito trionfale era definita espressamente come corona Etrusca24. Si direb
be
quasi che il rito del lusus Troiae sia posteriore alla codificazione della
religione saliare e contemporaneo appena di poco anteriore all'adozione
delle forme etrusche del trionfo, come sembra dimostrare l'uso della
corona : ci coincide sia con la relativa seriorit dell'importanza della
cavalleria rispetto all'arcaica unit e centralit del populus-exercitus ,

19 Come si ricava da Fest. 228 L.


20Liv. X, 7, 10; Suet. Aug. 94; luv. , 36 ss.; Serv. ed. X, 27; cfr. L. Deubner,
in Hermes, LXIX, 1934, 316.
21 Cfr. M. Menichetti, // mito greco in Etruria (tesi di dottorato di ricerca),
Perugia, 1989.
22Aen. V, 556.
23 Cos compaiono Gaio e Lucio Cesare sull'Ara Pacis, . . Torelli, Typology
and Structure of the Roman Historical Reliefs, Ann Arbor, 1982, p. 48; sui dona
militarla e le loro origini, . A. Bttner, in Bonn. Jahrb. CLVII, 1957, p. 129 ss.
24Tert. Cor. 27; Plin. N.H. XV, 134.
MEFRA 1990, 1.

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adombrata dal primato del magister populi rispetto al magister equitum


ancora in piena et storica25, sia con l'evidente rinvio a complessi conte
nutimitici (di natura paretimologica simbolica che sia, non muta la
sostanza) del nome del lusus, rinvio che presuppone un ingresso del mito
greco nello scenario della cultura romana. Ora, come ha dimostrato
M. Menichetti trattando proprio di questo arrivo del mito in area etruscolatina26, la selezione dei racconti mitici greci, avviata con il tardo Vili
secolo a.C, viene centrata sul tema della regalit; non dunque per caso
che quel grande incunabolo della cultura arcaica, Yoinochoe della Tragliatella, magistralmente decifrata (che di vera decifrazione di tratta)
dallo stesso Menichetti, mette in sequenza una geranos singolarmente ese
guita da armati, un lusus Troiae e una duplice iniziazione regia, in buona
sostanza una serie parallela di riti di passaggio di pedites, di quits e di
reges.
D'altro canto, a conferma del nesso primigenio tra rex e salii, va
ricordato che lo stesso luogo di partenza del rito saliare la regia, dove
sono custoditi gli ancilia e dove avviene il sacrum delle saliae virgines 2 , il
rito rovesciato di quello iniziatico maschile, evidentemente nel clima
dei travestimenti dei Matronalia del 1 marzo, quando inizia il ciclo
saliare vero e proprio28. molto verosimile che i salii siano concepiti
come i figli del rex, cos come le vestali29 sono figlie del rex (poi giu
ridicamente
del pontefice massimo), e che la loro attivit guerriera miniat
a
con la danza abbia le caratteristiche di un amburbium, cos come un
amburbium il triumphus30; il percorso della danza, se resta sconosciuto
nel dettaglio, viene indicato genericamente da Dionigi come
31, e dunque da un lato coincidente con la Sacra via (ossia con
il percorso sacrale per eccellenza della citt) e dall'altro con una meta
identica a quella del trionfo. Di qui il loro abito di natura sia regale che
trionfale, vestis regia e vestis triumphalis al tempo stesso, abito congela
to
al livello cronologico della met dell' Vili secolo a.C. come segno indi-

25 Su tutto questo argomento, v. ora G. Valditara, Studi sul magister populi Dagli ausiliari militari del rex ai primi magistrati repubblicani, Milano, 1989.
26 V. sopra, n. 21.
27 Fest. 439 L.
28 V. J. Gag, Matronalia, Bruxelles, 1963.
29 Sullo stato delle vestali, v. da ultimo, M. Beard, The Sexual Status of Vestal
Virgins, in JRS, LXX, 1980, p. 12 ss.
30 Coarelli 1988, p. 388, 416.
31 Dion. Hal, II, 70, 2.

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scutibile della forte cesura culturale dei grandi avvenimenti di quegli


anni.
In pari tempo, non dobbiamo dimenticare, come ci ha insegnato
A. Brelich 32, che nell'ambito della formula delle iniziazioni giovanili una
centralit straordinaria ha il Tigillum Sororium sulle Carine con i suoi
culti di Ianus Curiatius e di Iuno Sororia e con il suo mito di fondazione
del duello dei campioni. Ora, come ha dimostrato F. Coarelli, la met
orientale della Sacra via, a regis domo ad sacellum Streniae, doveva in
qualche modo passare in prossimit del Tigillum Sororium, visto il nesso
tra questo e il compitum Acilii e tra quest'ultimo e le Carinae, dove era il
termine della Sacra via, al sacellum Streniae33. Per questo non ritengo
improbabile che il percorso originario della redamptruatio dei salii fosse
non il solo tratto occidentale a regia usque in arcem, ma tutta la Sacra via,
con il passaggio del Tigillum Sororium cos gravido di significati iniziatici
e forse porta Triumphalis preserviana de'urbs 34.
Se lo spazio di svolgimento di questi riti di passaggio non ci appare
completamente chiaro, i calendari ci aiutano a collocare queste feste nel
tempo e perci stesso nella dimensione simbolica dei grandi cicli biotici
incarnati dai sistemi calendariali, fornendo cos le coordinate logiche e
semantiche dei riti medesimi. Nel mio precedente lavoro35 ho messo in
risalto la stretta concatenazione tra feste maschili e feste femminili di
marzo, che partendo dal novendiale 1-9 marzo (Matronalia-ancilia movent), va a culminare con le feste iniziatiche del 15 (Anna Perenna) - 17
(Liberalia-Agonium Martis) - 19 (Quinquatrus), per concludersi con la par
tenza del populus per la guerra il 23 (Tubilustrium) - 24 (Q.R.C.F.).
In quella occasione, mentre ho insistito in maniera particolareggiata
sul parallelismo istituito dai calendari in epoca molto arcaica tra ciclo
maschile, ciclo femminile e ciclo vegetale, tra le feste di marzo (di prepa
razione del mondo naturale e umano alla riproduzione e di preparazione
e partenza per la guerra) e le feste di maggio (di certezza della riprodu
zione
e di ritorno dalla guerra), ho mancato di sottolineare che il sistema
di feste di marzo come inquadrato dalle corse di carri in campo Martio,
iscritte nei calendari come Equirria, celebrate il 27 febbraio e il 14 mar-

32 Su tutto l'argomento v. A. Brelich, Guerre e agoni nella Grecia arcaica, Bonn,


1961 ; v. anche M. Bettini, II divieto fino al sesto grado incluso nel matrimonio
romano, in Athenaeum, LXVI, 1988, p. 69 ss.
33 F. Coarelli, // Foro Romano - Periodo arcaico, I, Roma, 1984, p. 38 ss.
34 Ibid., p. Ill ss.
35 Torelli 1984, p. 50 ss.

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zo36, ossia alla vigilia delle due grandi met delle feste iniziatiche di marz
o,il giorno prima dei Matronalia e il giorno prima di Anna Perenna, quas
i
a mettere in rilievo l'equipollenza di quelle due met, l'una di prepara
zione
e l'altra di esibizione pubblica delle prove e di azione .
Ma le date di questi ludi vogliono ulteriormente sottolineare anche lo
stretto nesso tra feste di marzo e feste di maggio : in particolare gli Equirr
ia
del 14 (data pari e pertanto, come noto, assai singolare) sono altres
un preannuncio della festa del 1 maggio, Mars Invictus, che celebra il
ritorno dalla campagna primaverile. Siamo dinanzi alla fine di una fase,
messa in risalto il 14 marzo dalla cacciata dell'anno agrario vecchio
incarnato dal fantoccio Mamurius Veturius, operata proprio dai salii ar
mati dei dodici mesi del nuovo anno (i dodici anciliaY1 e simmetricament
e
conclusa il 14 di maggio dal lancio dal ponte Sublicio dei fantocci detti
scirpei nel corso della processione degli Argei; ma non meno significativo
appare l'altro parallelismo tra Equirria del 14 marzo ed Equorum probatio
del 14 novembre, un parallelismo che enfatizza il ruolo dei cavalli in que
sto sistema di feste, e sopratutto, come ci informa Ovidio38, che mette in
rapporto Equirria del 14 marzo ed Equus October del 15 ottobre.
Poich, come stato da tempo riconosciuto39, X Equus October, cele
brato il giorno stesso dei ludi Capitolini (con un associazione dunque
simile a quelle viste per gli Equirria), una festa che celebra il giorno del
trionfo arcaico (vedremo meglio che si tratta di un trionfo arcaico), con
tutte le sue valenze dionisiache rese esplicite dalla stessa parola triumphus : eccoci di nuovo alla medesima atmosfera trionfale affiorante
dall'analisi del costume dei salii e dal significato guerriero delle iniziazio
ni
giovanili.
Questi riti di passaggio romani arcaici, anche se di fatto soltanto nel
giorno dei Liberalia compiuti dal popolo tutto, trovano il loro aspetto di
spettacolare celebrazione simbolica lungo l'intero anno attraverso i riti
della duplice confraternita saliare, la quale, servendosi di pubbliche ' per
formances
', svolge la funzione di protagonista di una grande pedagogia
collettiva mimata dei tempi della guerra, scanditi da pirrichie e feriae stativae, partenze e ritorni delle campagne di primavera e di autunno40.

36 Cfr. Varr, IL. VI, 13; Fest. epit. 71 L, e 117 L; Ovid. Fast. II, 587 ss.
37 Su Mamurius Veturius v. K. Latte, Rmische Religionsgeschichte, Monaco di
B., 1960, p. 117.
38Ovid. Fast. Ill, 517 ss.
39 Coarelli 1988, p. 433 ss. con bibl. prec.
40 P. Scarpi, La pyrriche le armi della persuasione, in Dial. Arch., I, 1979,
78 ss.

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Feste cruciali di questa pedagogia mimata sono gli agonia (termine di


incerta origine41, ma certamente collegato ai riti saliari, dal momento che
i salii Collini sono detti anche Agonales), feste che ricadono nei giorni del
9 gennaio, del 17 marzo, del 21 maggio e dell' 11 dicembre. La festa del 17
marzo coincide con i Liberalia, in rapporto di coppia con il 19, giorno
delle Quinquatrus41 , e conclude i due novendiali, 1-9 (Matronalia-ancilia
movent) e 9-17 (ancilia movent - salii faciunt in Cotnitio), in cui i salii
danzano e preannunciano la campagna di primavera, che viene avviata
alla fine dell'arcaica parentesi nuziale delle Quinquatrus con il Tubilustrium il 23 marzo e con la classis in procinctu il giorno successivo, desi
gnato dalla formula q(uando) r(ex) c(omitiavit) f(as). La successiva data
dell'agoni um, il 21 maggio, non scindibile dalla festa del secondo tubilustrium, il 23 maggio, perfettamente corrispondente a quello precedente,
appunto datato al 23 marzo. Questa doppia corrispondenza serve a farci
comprendere il senso degli agonia di marzo-maggio : essi infatti inquadra
no
in maniera perfetta la festa iniziale delle cerimonie poste al principio
della campagna militare della primavera (Liberalia) e la festa finale delle
cerimonie poste alla fine della stessa campagna (Tubilustrium), cerimonie
queste ultime iniziate come novendiale il 15 maggio con la festa di Mars
Invictus, festa del ritorno trionfale del populus-exercitus e data della
dedica originale dell' aedes Martis (Invicti) in circo Flaminio4.
Gli agonia dunque sono cerimonie che intercludono il periodo cru
ciale dell'attivit saliare. La conferma data dal fatto che gli altri due
agonia hanno la stessa funzione in rapporto con l'altro periodo, non
meno cruciale (sul piano ancor pi astrattamente simbolico questa volta),
dell'attivit maschile, che coincide con la notte del 25 dicembre, solstizio
d'inverno, interclusa tra 111 dicembre, agonium collegato con la festa
di Sol Indiges, e il 9 gennaio, giorno degli Agonalia e sacrum di Ianus, che
a sua volta in rapporto con il 9 agosto, dies natalis del Sol Indiges sul
Quirinale, cos come le feste dei Tubilustria del 23 marzo e del 23 maggio
10 sono con la serie di celebrazioni maschili dei Terminalia (23 febbrai
o),
dei Vinalia (23 aprile), dei Neptunalia (23 luglio), dei Volcanalia (23
agosto) e dei Larentalia (23 dicembre).

41 Termine oscuro gi agli antichi, v. Varr, l.L. VI, 14, cfr. anche Torelli
1984, p. 28 ss.
42 Su tutto questo e in generale sulle feste di marzo-maggio, v. Torelli 1984,
passim.
43 Correggo quanto affermato in Torelli 1984, p. 99, nota 95, anche se tutto
l'argomento da riconsiderare in prospettiva in parte diversa.

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In ultima analisi i due cicli degli agonia, in rapporto stretto con i ruol
i
maschili e con i riti dei salii, hanno il chiaro valore di ciclo del nuovo
anno solare (agonia di dicembre-gennaio) e di ciclo dell'iniziazione
guerriera (agonia di marzo-maggio), duplice valore che riassumibile
anche nella simmetria concettuale tra polarit sessuale di solstizio (c
elebrazione
della capacit generativa dell'antenato comune, Sol Indiges) /
primavera (celebrazione della capacit generativa dei liberi, ossia dei
nuovi cittadini), polarit agraria di riposo invernale / ripresa della
germinazione e polarit politica di pace / guerra.
Qualche parola di commento merita il rapporto evidente che la docu
mentazione
consente di istituire tra salii, Sol Indiges e Volcanus, oltre a
quelli pi ovvi con la divinit maschile per eccellenza e preposta alla
guerra, Mars, e con il dio degli initia Ianus. Abbiamo gi visto dei due
Tubilustria, il primo, quello del 23 marzo, segnato con la nota feriae Mart
i,il secondo, quello del 23 maggio, annotato invece con la nota feriae
Volcano : il parallelismo, anche questa volta in altra sede rilevato44,
notevole e non si limita a sottolineare i ruoli delle due divinit intestatane
delle feste, l'una in ovvio nesso con la guerra e l'altra celebrata per la
rituale distruzione con il fuoco delle armi catturate al nemico, ma esalta
la centralit di Volcanus nel cuore del politico di Roma arcaica. Volcanus
infatti la divinit principale del Comitium45, l dove i salii danzano nei
Liberalia e dove la tomba eroica di Romolo, figura notoriamente paral
lelaa quella di Enea - (Sol) Indiges46; a Volcanus si sacrifica ai Volcanalia con i pisciculi47 , quelli stessi che Varrone chiama in causa nella sua
spiegazione dell'etimo di Indiges : Indigetes illi qui in f lumen repunt et
in alveis Numici cum ranis et pisciculis degunt48. Volcanus appare per
molti versi simmetrico a Sol Indiges (e all'altro Apollo infero Vediovis),
con il quale divide valori solari e ctonii, e i calendari lo registrano pun
tualmente
con questo sistema di corrispondenze :
- 9 agosto : sacrum publicum Solis in Quirinali ) 9 gennaio : agonium Iano;
- 1 1 dicembre : agonium, Indigeti ) 1 gennaio : dies natalis Vediovis
in insula;

44
45
46
47
48

Torelli 1984, p. 100 ss.


F. Coarelli, // Foro Romano, I. cit., p. 164 ss.
Torelli 1984, p. 173 ss.
Fest. 274 L.
Varr, IL. VI, 20.

RITI DI PASSAGGIO MASCHILI DI ROMA ARCAICA

103

- 1 gennaio : dies natalis Vediovis (novendiale) ) 9 gennaio : agonium Iano ;


- 1 marzo : natalis Martis (novendiale) ) 9 marzo : ancilia movent.
La portata di questi valori solari come rappresentazione simbolica
del ruolo maschile nella realt sessuale, familiare, sociale e politica, che
avevo gi a suo tempo segnalata49 si misura anche da vari altri segni, a
partire dal grande disco collocato nello heroon di Enea a Lavinium (con
frontabile,
ad es., con i monumentali dischi dedicati nel culto solare del
tempio di Pieve Socana presso Arezzo) 50, ma sopratutto dalla forte polari
t
tra questi culti solari maschili e tutta la serie di culti lunari femm
inili,
a partire dallo stesso congiungimento delle due iniziazioni, mas
chili
e femminili, nelle feste di marzo, dove l'aspetto femminile gover
natoappunto da culti acquatici e lunari, a partire da Anna Perenna
(15 marzo) e a finire con Minerva (19 marzo). La natura di rapporto pre
liminare
di questa nota non mi consente di affrontare il complicato
intreccio tra feste maschili e feste femminili, che attraversa tutto il calen
dario, particolarmente evidente nel sistema di marzo con le feste iniziatiche e di maggio con le feste del ritorno dalla guerra / purificazione degli
uomini - Lemuria / purificazione delle donne51 : baster qui notare che in
questo sistema il ciclo maschile della campagna bimestrale di primavera
concettualmente parallelo al ciclo femminile della crescita del feto mes
so
in risalto dalle feste di aprile (soprattutto i Fordicidia) e dai Lemuria di
maggio, false nozze celebrate a fini apotropaici per salvaguardare le
donne dal rischio del trinoctium, e che la festa degli Argei (14 maggio),
significativamente messa in parallelo con gli Equirria e Mamuralia del 14
marzo, ha il carattere di saldatura politica tra i due cicli e di grande
purificazione collettiva, posta esattamente tra l'ultimo giorno dei Lemuria
e il dies festus di Mars Invictus, allo stesso modo in cui il simmetrico
biduo degli Argei di marzo (16-17 marzo) si colloca tra la festa femminile
di Anna Perenna (15 marzo) e la festa maschile ( un agonium) dei LiberaUa (17 marzo).
Assai pi complessa la lettura attraverso i calendari della campa
gna
autunnale, che si presenta come sistema meno compatto e forse

49 Gi A. Brelich, Vesta, Zurigo, 1949, p. 29 ss. aveva individuato questo rapport


o
9 agosto (Sol Indiges) / 9 gennario (Ianus) / 9 maggio (Vesta); ma v. subito qui
avanti.
50 Su questo santuario, v. P. Bocci Pacini e P. Zamarchi Grassi, in Santuari
d'Etruria (Catalogo della Mostra - Arezzo 1985), Milano, 1985, p. 164 ss.
51 Torelli 1984, p. 95 ss.

104

MARIO TORELLI

anche meno antico di quello della campagna primaverile. Di norma si


ritiene che il ritorno dalla campagna di guerra avvenga appunto in autunn
o52,laddove sono convinto, anche sulla base del confronto con la breve
durata delle guerre primitive53, che il ritorno dell' exercitus, almeno nella
fase pi antica, pre-oplitica, contemporanea cio alla cronologia degli
abiti dei salii, dovesse coincidere con la met del mese di maggio, quando
troppi segnali ci lasciano intravedere non solo il momento, ma anche il
significato di questo ritorno54.
Purtuttavia, le feste aeM'Equus October (15 ottobre) e dell'Armilustrium (19 ottobre), indubitabilmente fra loro in stretto rapporto, hanno
significato trionfale, come abbiamo visto sopra parlando dell'Equus Octo
ber; esse si presentano come simmetriche alle feste di marzo, con i ludi
donde deriva il sacrificio del cavallo (parallelo agli Equirria) e con riscon
tro
anche tra date calendariali, e infine coinvolgono ufficialmente i salii
(l'Armilustrium). In realt, 'Equus October nasce come grande festa agrar
iaantichissima, in sistema con i Meditrinalia (11 ottobre) e i Fontinalia
(13 ottobre)55, per la profilassi del vino nuovo (Meditrinalia - Equus Octo
ber) e del grano appena seminato (Equus October) 56, in ovvio rapporto con
le acque (Fontinalia) : le valenze trionfali de'Equus October sono a mio
avviso posteriori, ossia risalgono alla trasformazione etrusca del rituale
del trionfo, collegata da un lato effettivamente al mutamento di costume
sollecitato, se non provocato, dalla dinastia etrusca (o meglio dalla forte
etruschizzazione della cultura a partire dalla fine del VII secolo a.C),
dall'altro dall'assai pi importante introduzione della tattica oplitica e dal
parallelo rafforzamento della struttura clientelare della societ57. Sono
infatti questi due grandiosi fenomeni di natura militare ed conomicosociale a consentire lunghe campagne militari, che passano da quella pro
tostorica
(fino al tardo VII secolo a.C), di durata bimestrale da marzo a
maggio, a quella di et storica, di durata pi che semestrale (di fatto, sot
to il profilo agrario, annuale) da marzo a ottobre, che prevede la sosta
solo nella stagione invernale. A questa stessa epoca, in cui la religione

52 K. Latte, Rmische Religionsgeschichte, cit., p. 117 ss.


53 Sul tema, . . Delbrck, Geschichte der Krieg, 13, Berlino, 1920, p. 14 ss.
54 V. sopra, n. 51.
55 V. C. Masseria, / santuari indigeni della Basilicata (Tesi di dottorato di ricer
ca),Perugia, 1989, p. 450 ss.
56 Fest. 246 L : Panibus redimibant caput equi immolati idibus Octobribus in
Campo Martio, quia id sacrificium fiebat ob f rugum eventum. . .
57 V. M. Torelli, Dalle aristocrazie gentilizie alla nascita della plebe, in Storia di
Roma, I, cit., p. 242 ss.

RITI DI PASSAGGIO MASCHILI DI ROMA ARCAICA

105

saliare ancora viva ed operante, come prova la loro partecipazione


al'Armilustrium5* a conclusione di questo breve ciclo festivo di ottobre a
carattere militare, va attribuita la festa equestre della equorum probatio
del mese successivo, messa al 14 novembre per pure ragioni di simmet
ria
calendariale a fare da pendant agli Equirria del 14 marzo, festa per
tinente
al feriale antiquissimum e collocata eccezionalmente alla data pari
per tutt'altre ragioni, come abbiamo visto. La circostanza poi che, mentre
le feste concettualmente parallele dei Tubilustria avevano luogo
ne'atrium sutorium, collocabile con relativa sicurezza nell'area forens
e59, YArmilustrium era sito sull'Aventino60, appare come la definitiva
conferma della seriorit del rito e quindi di tutto il complesso di feste
trionfali di ottobre. A conclusione perci di questo rapporto preliminare
possiamo affermare che tutti i dati convergono nel mostrare che il primit
ivorituale di iniziazione (simbolica) maschile risale ad un'epoca anterio
re
alla met dell' Vili secolo a.C, quando il costume saliare stato con
gelato;
a quest'epoca la guerra pre-oplitica (e la struttura sociale non
ancora basata sulla clientela) non prevede una durata superiore al bimes
tredi primavera, segnato dall'intreccio di riti iniziatici maschili e femmin
ili
e dalla celebrazione simbolica della partenza a marzo e del ritorno
dalla guerra a maggio. Nell'abito purpureo dei salii, nel rituale del loro
ritorno, con l'incendio delle armi tolte al nemico, e nel percorso da loro
compiuto danzando tra foro e Capitolium (con l'ingresso al Tigillum Sororium?) si cela la forma pi arcaica del trionfo, obliterata poi dalla cele
brazione
di ottobre. Quest'ultima nasce dalle guerre pi prolungate, rese
possibili dall'affermazione della societ aristocratica, dalle prime concentrazioni urbane e dalla conseguente opportunit di rotazioni e di sostitu
zioninei compiti militari : i tempi per le operazioni belliche occupano
ormai l'intero periodo di agibilit di un esercito, da marzo ad ottobre. Da
un punto di vista ideologico il nuovo trionfo si sovrappone ad un grande
momento della religione agraria, quello in cui si celebra 'omen duplice
della vendemmia e delle messi, mettendo a profitto la simmetria fine del
ciclo agrario - fine del ciclo della guerra e tutti i valori di natura dio
nisiaca
propri della circostanza, ma mutuati attraverso l'Etruria61, ivi

58 Varr, l.L. VI, 22 : Armilustrium ab eo quod in Armilustrio armati sacra


faciunt, nisi locus potius dictus ab his; sed quod de his prius, id ab lu[d]endo aut
lustro, id est quod circumibant ludentes ancilibus armati (cfr. Fest. epit. 17 L).
59 S. B. Platner - T. Ashby, A Topographical Dictionary of Ancient Rome, Ox
ford, 1929, p. 57.
60 Ibid., p. 54.
61 Coarelli 1988, p. 418 ss.

106

MARIO TORELLI

compresi i ludi connessi con YEquus October e riproposti come simmetric


i
agli Equirria, ma collegati mediante la loro definizione di Capitolini al
culmine della cerimonia trionfale : in particolare, il dionisismo, reso tr
asparente
nel rito del trionfo dalla stessa parola triutnpe, mette al servizio
della celebrazione trionfale il proprio spiccato carattere palingenetico62.
In questo stesso periodo poco prima deve essersi costituito il rituale del
Lusus Troiae, che ricalca per i giovani quits alcune delle forme dell'in
iziazione saliare : il rito, la cui connotazione funeraria e privata doveva
essere assai spiccata, non giunse mai ad una vera pubblicazione e come
tale non riusc a trovare spazio nei calendari, anche se la presenza dei
rituali equestri serpeggia in tutti i Fasti.
A tale proposito basteranno due soli esempi, due calchi, ma suffi
cienti a dimostrare che all'inizio della repubblica il peso della cavalleria si
deve essere fatto particolarmente rilevante63 : il primo quello gi ricor
dato della probatio equorum del 14 novembre, pensata in simmetria con
gli Equirria del 14 marzo; il secondo invece rappresentato dalla dedica
della aedes Castorum nel foro (484 a.C), fissata il 27 gennaio64, in simmet
ria
questa volta con gli altri Equirria del 27 febbraio. Si rivela cos, anco
ra
una volta65, la raffinatissima manipolazione in due tempi del calendar
io,
in cui ad una prima fase protostorica, con accurati intrecci, simmet
rie
e sovrapposizioni, si accosta delicatamente il nuovo dell'epoca della
monarchia etrusca ; ma questa analisi va ben pi in l di un rapporto pre
liminare,
gi troppo lungo e troppo dettagliato.
Mario Torelli

62 Sui valori escatologici del dionisismo gi in epoca molto arcaica, . . Jeanmaire, Dionysos. Histoire du culte de Bacchus, Parigi, 1951.
63 Su questo, . . Torelli, // volto oligarchico della crisi, in La crise du Ve sicle
av. J.-C. (Atti del Colloquio di Roma, 1987), in stampa.
64 Nell'attribuire al 27 gennaio la dedica del tempio del 484 a.C. seguo A. Degrassi, Inscr. It., XIII, 2, Roma, 1963, p. 403 s.
65 V. Torelli 1984, p. 117 s.