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PUBBLICAZIONI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


per la ricerca dei Papiri greci e latini in Egitto

PAPIRI GRECI E LATINI

VOLUME SETTIMO
"•' 731-870

FIRENZE
SlABll.lMKNTO Tll'OGIlAKlCO K. AlilANl
Via 8. Ottll.) N. 3S

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3310
SOCIETÀ ITALIANA
PKR LA RICERCA DEI PAPIRI GRECI E LATINI IN EGITTO (1)

S. M. i.A Kbuina Madkb

t Alliitiiii colimi. Carlo, Roma Croce senatore Benedetto, N'ajioli

Aliai» avv. Flaminio, Firenze Davidsohn dott. Roberto, Firenze


Arnalioltli conto H., Milano De Francisci prof. P., Roma.
IJagatti-Valsccclii barone G., Milano t Del Vecchio prof. Alberto, Firenze
I Balzani conte Ugo, Roma De Marcili dott. Marco, Milano
t Barbèra conim. Piero, Firenzo t Doria Francesco duca d' Eboli, Napoli
t Bastofji conte Giovaccliino, Firenze t Fogazzaro senatore Antonio, Vicenza
t Bastogi conte Giovannangelo, Firenze Fortunato senatore Giustino, Napoli
Beinporad comm. Enrico, Firenze t Franchetti senatore Leopoldo, Roma
Biblioteca Laiiienziaiia, Firenze Frova dott. Arturo, Milano
f Boito senatore Arrigo, Milano Gallavresi dott. Giuseppe, Milano
Bonainti prof. Ernesto, Roma. tGigliucci Notarbartolo contessa Beatrice
Budini-Gatta! signore Maria, + Zelinda e Firenze
Giulia, Firenze Gigliucci contessa Carlotta, Firenze
Gagnola uob. Guido, Milano Hoepli comni. Ulrico, Milano
f Cantoni cav. Achille, Milano Klein dott. G. B., Firenze
t Cantoni signora Giulia, Poniponesco Lattea corani. Elia, Milano
(Mantova) t Levi cav. dott. Giacomo, Firenze
t Cantoni cav. ing. Luigi, Pouiponesco * Loria dott. Lamberto, Firenze
(Mantova) Lumbroso prof. Giacomo, Roma
Casati senatore Alessandro, Milano Moliiieiiti senatore Pompeo, Venezia
Cini cav. Giovanni Cosimo, Firenze Xlorpurgo dott. Salomone, Firenze
Comparetti senatore Domenico, Firenze Municipio di Firenze
t Corsini principe Tommaso, Firenze Municipio di Milano

(1) La SocietiV fa costituita nel 1908 per ini/.iativa di Angiolo Orvieto (v. 'Marzocco'
del 19 Gennaio di quell'anno). Nella primavera ilelPauiio stesso furono fatti scavi ad Asch-
minièii (Ilermupolis Magna) per conto della Società, sotto la direzione, di Ernesto Schiapu-
relli e del coinpiniito Francesco Unllcrini, In segnilo, hanno scavnto a Behnesu (Oxyrhynolios)
il prof. Pistoni noll'inverno del 1910, 1912, 191H e 1914 ; il dott. Farina nell'inverno del 1911.
CoHÌ lo Soliiiipnrelli conio il Pistelli acqniHiarono anche papiri od ostraka da negozianti e
da contadini «li vari luoghi dell' Egitto. Nuovi acquisti furono fatti negli anni 191.5 e I9IK
dal prof. G. Gentilli, e nel 1923 e 1924 dai prof. G. Capovilla.
IV PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOL. VII

Myliu8 cav. uff. Giorgio, Milauo Sanguinetti comni. Vittorio, Bologna


Orvieto signoia Amalia, Firenze Scliiff prof. Roberto, Firenze.
Orvieto dott. Angiolo, Firenze t Sessa cav. Rodolfo, Milano.
Orvieto signora Laura, Firenze Sezione Palermitana dell' ' Atene e
Pareti prof. Luigi. Firenze Roma '
rappresentata da Zuretti
Patrono prof. C. M., Bari prof. Carlo Oreste, Milano
Paulucci di Calboli marchese Ranieri, Sforni Gustavo, Firenze
Madrid Soarez cav. Leone, Cairo
Peratoner capitano Alberto, Firenze Società 'Atene e Roma', Firenze
Pestalozza prof. Uberto, Milano Società Reale di Napoli

t Pinto cav. Enjanuele, Firenze t Sonnino barone Sidney, Roma


Pisa Lnigi, Milano Sorniani Carlo Gabrio, l'Ho (Lago di
Pistelli prof. Ermenegildo, Firenze Como)
Placci signorina Adelaide K., Firenze Stromboli signora Berta, Firenze
Placci Carlo, Firenze t Stromboli prof. Pietro, Firenze
Quintieri Luigi, Napoli t Tomniasiui senatore Oreste, Roma
t Qnintieri Angelo, Roma t Villari senatore Pasquale, Firenze

Quintieri Antonio, Napoli Vitelli prof. Girolamo, Firenze


RoBadi senatore Giovanni, Firenze t Volpicelli cav. Vincenzo, Napoli
Sauiama avv. Ni.ssini, Parigi f Zumbini senatore Bonaventura, Portici
Saugiorgi avv. Francesco, Firenze

N. 15. - Con generose offerte contribuirono anche la signora marchesa Adele Alfieri di
Sostegno, il signor Edward Bullaugh, 11 dott. Alberto Geissir, il siguor Aldo Weill-Schott,
la signora t Eleonora Duse.
In tutti questi nostri vohuni, ora per una ragione ora per un' altra, non
potemmo mai ordinare metodit'amente i testi, letterarii e documentarii, se-
condo il Nel presente volume il disordine è anche maggiore.
loro contenuto.
Anche questa volta, dunque, dovranno i lettori rassegnarsi a riordinare men-
talmente i singoli testi documentarii non riordinati neppure nell' elenco che
fa seguito a queste poche parole di prefazione.

Esse debbono innanzi tutto attestare la gratitudine nostra a coloro che


ci hanno efficacemente aiutato in primo luogo alla Direzione del Museo del
:

Cairo, ed in ispeeie a C. C. Edgar, die hanno permesso di pubblicare qui i


u' 807 e 820 che a quel Museo appartengono. Ci hanno mandato inoltre pa-

r<'cehi altri papiri e frammenti di papiri, dei quali non pcjchissimi sono uti-

lizzabili li pubblicheremo in un
: prossimo fascicolo, che ci auguriamo possa
esser stampato nel corso di pochi mesi. Forse è inutile aggiungere che sarà
nostra cura non demerirare della fiducia che si è avuta nell'opera nostra.
Molto dobbiamo anche al prof, (iiovanni Capf)villa, che ci ha generosa-
mente donati i n' 731-744, e parecchi altri testi o ci ha egualmente donati
o ha per conto nostro acquistati in varii luoghi dell'Egitto. I più sono pub-
blicati in questo volume, altri compariranno in seguito, talvolta dallo stesso

Capovilla preparati per la pubblicazione.


H resto di ciò che il volume comprende, proviene dal vecchio fondo di'

» Papiri della Società ItaHana », da scavi cioè in Aschmunèn ed in Bechnesa.


e da acquisti fatti qua e là in Egitto dal PisteUi, dal Farina, dal Gentilli.
Sono in massima parte frammenti di papiri, in pessime condizioni non per :

nulla non trovarono pronta accoglienza nei vohuni precedenti In somma, !

poco altro di nostro abbiamo che per valore ed estensione valga la pena di
inserire nel fascicolo di papiri del Museo del Cairo, che, come or ora dicevo,
prossimamente pubblicheremo se vecchi e nuovi Socii non concorreranno a
:

fornirci i mezzi por nuovi acquisti. Pare a me, che la buona volontà da parte
loro non dovrebbe mancare. In ogni caso, possiamo vantarci di aver fatto
coscenziosamente quanto ci era possibile per rispondere al desiderio loro e no-
VI PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOL. VII

stro, che in fatto di pubblicazione di testi papiracei l' Italia non restasse troppo
indietro alle nazioni che meglio vi hanno contribuito.
Di coloro che collaborarono ai precedenti volumi ricompaiono qui Eaf-
faeUo Bianchi per il n° 829, Aristide Calderini per i n' 80<). 801. 823, Teresa
Lodi per il n° 762, Medea Norsa non per i soli testi dove compaiono le sue
sigle. Poiché in realtà, nonostante le frequenti assenze per ragioni d' ufficio,

anche questo voliune nel suo complesso deve moltissimo alla sua dottrina pa-
pirologica e alla non ordinaria sicurezza paleografica. Per i n' 745-747. 751.
753. 754. 784 vi ricompare anche Matilde ^Sansoni, che questi testi aveva già
preparati per il voi. VI, e non poterono esservi compresi. Nuovo e valente
collaboratore abbiamo avuto il Dottor Goffredo Coppola, e anche la collabo-
razione sua si estende ben oltre? i testi accompagnati dal suo nome. Final-
mente, è tornato a noi in queste ultime settimane il Dottor Angelo ì^egré, e

ognuno intende quale e quanto aiuto ci abbia dato anche la sua dottrina
giuridica e tecnica. Molto utile mi è stato, né poteva non essere, il consiglio
del Wilcken per il n» 766, del Eostovzev per i n' 787 e 797.
Non ho altro da dire per quel che riguarda la composizione del volume.
Ma non posso non aggiungere che, mentre noi si lavorava a prepararlo, è
scomparso un uomo la cui memoria durerà a lungo fra gli studiosi di papi-
rologia, così per i resultati delle sue ricerche scientifiche, come soprattutto per
i mirabili lavori d'abnegazione da lui compiuti ad utilità di noi tutti Fede- :

rigo Preisigke. Scomparso è inoltre, recentissimamente, Francesco Boll i cui ;

maggiori meriti sono, è vero, in altro campo di studi dell' antichità classica,
ma noi l'avemmo volenteroso e dottissimo editore di due nostri papiri astro-
logici (n' 167. 158), e anche per questo non deve esserci negato di ricordarne
qui, addolorati, l' ingegno e la dottrina squisitissima. Un eminente papirologo,
Giovanni Lesquier, é venuto anche a mancare in questi ultimi anni : molti dei
suoi lavori saranno sempre adoperati con riconoscenza degli studiosi di papi-
rologia, da questi e da molti altri il suo libro monumentale L'armée romaine
eti Égypte. E poche settimane fa (Dicembre 1924) abbiamo poi perduto il no
stro carissimo Pietro Stromboli, che la '
Società italiana dei papiri ', come del
resto altri sodalizii di cultura e di studii in Firenze, ebbe zelantissimo ed ope-
rosissimo socio. Aggiungo qui il suo nome, sulle bozze di stampa : ma molto
più ampiamente dovrei parlar di lui, se volessi ricordare tutte le sue bene-
merenze verso di noi. Mi basti dire che per lunghi anni, dalla morte di Gia-
como Levi in poi, egli fu il nostro cassiere e il nostro economo, sempre pronto
a generosi contributi per promuovere il nostro lavoro.

Firenze, Luglio 1924.


G. VlTEIXI.
ELENCO DEI TESTI EDITI NEL VOLUME

TESTI LETTERARII.

745-756. Homerica (745. A 215-252. 276-312. 337-365). 746 {B 625-685). 747


(A 33-65). 748 (E 724-735. 744-755). 749 (Z 99-102. 119-122). 750
(// 329-348. 363-374). 751 (O 575-594. 623-640). 762 {P 333<sic>-346.
368-831). 753 (* 511-527). 764 {ò 166-176). 756 (d 537-554).

844. Frammenti di FSA>rETRi efici HIP). (.«.

845. Frammenti di poemetti epici (s. V/VJP).


846. Frammenti di commedia (Aristofane?) (s. II/IIIP).
847. Fkammento di commedia (s. I/II).
766. Interpuetamenta Vergiliana (Aen. 2, 443-537) {Oxyrhynchos ; s. IV/V).
863. Frammento letttìrario I/IIP). (.s.

744. ì^ammì:nto di disquisizioni etico -estetiche (s. IIP).

861. Frammento di disquisizioni etiche (s. II/IIIP).


862. Frammento filosofico? (s. II/III).
762. Frammento storico? (Oxyrhynchoa; s. IVP).
850. Da \m testo mitografico? (s. II/IIIP).
848. Aesopica <Ps.-Dositheos> (s. IVP).
760. Frammento di romanzo ? (s. III/IVP).
761. Definizioni grammaticali {Oxyrhynchos; s. V/VIP).
849. F'rammenti di un trattato di grammatica (s. IIP).

763. Frammento di un manuaxetto di matematica (s. I").

743. F'rammenti di un testo greco in caratteri latini <' Conversazicne


(li Alessiiiidro M. coi ginnosofisti '
ed altro) (s. IIP).

767. IUì:nauae EPIST. IX 1-6 (s. IVP?).


758. FrìVmmento di un testo forse cristiano (s. III/IVP).
759. Frammento di omelia (s. VP).

DOCUMENTI.

731. Dichiarazione di tmxQiotg {Oxyrhynchos; a. I/IIP).

732. Dichiarazione di inixoiaig {Oxyrhynchos; a. 153/4P).


733. Resoconti di praktorf.s allo stratfxjos {Oxyrhynchos; 235P).
vm PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOL. VII

734. DiCHiAKAZiONE GiuiiATA DI l'OTAMOPHYiAKES {HermupoUs M. : a. 218/22P).

735. Eendiconti degli ispettobi della pesca (Theadelpheia a. 138P). ;

736. Frammento di notificazione allo strategos {Oxyrhynchos a. 2081"). "i

737. Frammento di petizione (querela allo strategos ?> (n. Arsinoites ;

s. II/IIF?).
738. ISTRlTMENTO DI QUIETANZA {Philadelpheia ; a. 100?)
739. Affitto di terreno (Oxyrhynchos a. ; 163'').

740. Frammento di documento (a. 295p).


7B6. Frammento di rapporto di Grammateis e komogrammateis {n. Arsi-
noites ? a. 1331').

767. Petizioni per proroga di pagamento di debiti (Oocyrhynchos ; a. 331'').

768. Frammento di una sentenza dell' ekdikos (Hermnpolis M.; a. 4(i5f').

769. Frammento di petizione (s. IVp?).


770. Vendita di terreno (Nìkiu; a; 187p).
771. Frammento di vendita di una casa {Oxyrhynchos; a. 322P).
772. FRìVMMento di affusto di terreno {Oxyrhynchos s. I/IIP). ;

773. Frammento di contratto d'affitto (a. 611?).


774. CONTR-^T-TO di DIVISIONE (s. V?).

776. Quietanza di deposito {Oxyrhynchos; s. IH?).


776. Frammenti di documenti {Arsinoe; s. 11/111?) .

777. Dai registri degli efebi in Alessandria {HermupoUs M. ? s. I/IP).


778. Frammenti di libellus della persecuzione TIeciana {n. Arsinmiesì
a. 250P).

779. Frammento riguardante l'anabolicum {Oooyrhynchos ; s. III??).


780. Ricevuta di testatico {Oxyrhynchos ì a. 305?).

781. Pagamenti per vestiti di reclute (a. 341?).


782. ('onti (a. 340/1?).

783. Frammenti di due lettere (a. 357?).


784. Ordine di pagamento ad un pittore {Oxyrhynchos; a. 362?).
785. Apographe di asini {HermupoUs M. a. 93?). ;

786. Quietanza di offerta ad un monastero («. Oxyrhynchites [v. Add.] ;

a. 581?).
787. .AFFITTO DI UN MULINO («. Arsinoitcs : S. IIP).

788. Affitto di terreno {n. HermopoUtes ; a. 125?).

789. Locazione d'opera (mietitori) (». HermopoUtes ; s. I/Il?).

790. Petizione all' ekdikos {Oxyrhynchos; s. IV?!).


791. Lista di DjVn.\ro per feste etc. consegn.ato all' ekdikos (s. VI?*).
792. Resoconti di tasse in natura (a. 136?).

793. Registri FONDLàEn? (s. II?).


PAPIRI DELLA ffOCIETÀ ITALIANA. VOL. VII ix

794. Cown di uno stovigliaio (s. IIF?).


795. Dichiarazionekiguardante l'annona {Oxyrhynchos a. ; 253p).
796. Eesoconto di un estimo ufficiale di olive e daitebi (w. AmnoitcH :

a. 222/3P).

797. Resoconto di vettovagliamento militare (AUxmiàni nesos ' a. 232'').


798. KllAMMENTI DI DOCUMENTO RIGUARDANTE LI) VVSCA (s. TT'TIT'').
799. Lista di nomi (Oxyrhynchos s. III''). ;

800. Supplica (al Dux?) (s. VF).


801. Appunti d'interessi privati (s. IF?).
802. Mutuo di generi {Hcrmupolis M. a. 85/6P). ;

803. Conto di asinai (Oxyrhynchos^. s. HIP).


804. Sostituzione nella carica di prytanis (a. 301 p).
805. Eicevuta di fobniittra di paglia (a. 335'').
8Dtì. Citazione a testimoniare in giudizio per mezzo di istanza allo stea-
TEGOS (u. Arsinoites a. 158''). ;

807. Istanza al beneficiaeius del prepetto (Oxyrhynchos ; a. 280P).

808. Conti (Oacyrhynchos s. UFI). ;

809. Conti (Oxyrhynchos Ì s. 1V/VP).


810. Conti varii (s. III/IV?).
811. Conti (n. Arsinoites-, a. IIF?).
812. Eesoconto di lavori agricoli (a. 149/50P).
813. Ordine di pagamento (s. IV?).
814. Frammento di karponeia (Oxyrhynchos s. ; I/IIP).

815. FRAaiMENTO DI QUERELA (AphroditopoUs s. ; II").

816. Frammento di petizione ai sovrani (AphroditopoUs ; s. II»).

817. Diastole (Euhemereia ; s. IF).


818. KiCEVUTA d'interessi (a. lt»2/3P).
819. Resoconto di riscossioni di tasse in generi (Oxyrhynchos s. IF). ;

820. Quietanze di epimeletai (w. Arsinoites a. 312/4P). ;

764 e 765. Oroscopi (a. 277p o a. 314p?); il primo prov. da Behnesa (0.vy-
rhynchos), il secondo di provenienza ignota.
741. 742. 821-843 (v. anche 783 e 804) lettere
(e frammenti di lettere)
private romana e bizantina.
; dell' età
854-869 Dall'Archivio di Zenon Phlladelpheia (s. 111"). m
870. Frammenti di corrispondenza VFFiciAi,%(Oxyrhyiuhos^ s. II/IIF).

l'ap. Hoc. ital., VII.


ADDENDA ET CORRIGENDA

785 Introd. p. 10. Allo stato degli atti non sembrava davvero temerità supporre che la riu-

nione delle due fiegide; sotto nn solo strategos coincidesse con l'avvento di Autonino
all' impero. Ma un papiro del Museo del Cairo, che pubblicheremo prossimamente,
diniostra lulsa quella ipotesi, h una querela per furto, indirizzata

'HgaxXeldtjt azgattjycòt 'AQOiroelio[v^


6e/iioTov xai Iì<oì.éft(avo({) (sic) ntQiSwv
Ilagà laaxov riji 'HgaxXeiòov neià
xvptov eto.

ed ba la data ineqnivoca

L xa aiioxgaioQot xaiaagos
Tgaiarov ASgiayov at^aarov,
'Entì(p a. 9 Luglio 137''.

Il X dopo L e rotto, ma non può essere che x (per Adriano del resti) non potrebbe
essere se non i, o non ò di corto). Si spieghi comunque che nel papiro di Vienna

(1) Mende tipogratiche : 781 14 /. yvfivaoiov — 778 n. 1 strat l. strat. — 783 29 S • •

'•
S if <'> — 73 l. AvgtjUov — 741 n. 14 /. ò<fliii\ji]ata — 744 8 l. :igo{^.]eXOov > — 745 1«
l. Oeois — 746 t>25 l. yroaoiv — (i32 n. /. hi/hen — 761 n. 4 sq. I. tpv^fjs f] Sià9taiv —
766 n. 3 e 5 dopo n'. 22 aggiungi 812 — 767 n. 4 r. 2 iitoi. l. vnoò. — 772 2 l. àidtfi-
3o«>[s| — 778 correggi la numerazione dei righi — 774 11 l. ftegùiv — 777 3 ?. 4 maggio —
781 lutrod. r. 3 /. 788) — 787 Introd. r. 7 e n. 19 r. 5 correggi I< in P — 708 Introd. r. 6
160 3 l. 160 3. 458 1 — n. 33 dopo per es. aggiungi PF — 708 2 ;. ìgjvg" — p. 9fi r. 2
cancella in parte -righi — 802 n. 6 r. 5 /. pleonastico — ib. le note tegnate 8 e 9 ranno «e-
gnate 9 e 7 — 808 6 l. Aovl— 14 sq. n. r. 2 cancella e — ib. n. r. 27 l. UtfiÀtitiyov —
809 n. 3 correggi jiXtvdofpógot — 828 u. 5 l. vfuiégar — 826 11 correggi 29 in 28 — 882 i

numeri marginali ranno apojslaii di un rigo — 866 n. 3 l. ngoonolgi'Ctii tè — p. 184 col. 1

r. 5 d. b. l. oirdeair — p. 190 col. 1 r. 8 «i cancelli e a p. 192 si ponga nella serie a\fa-


helica: AaftàoMvos {fiori)) 791 11 <»io> — p. 205 col. 2 r. 14 /. H92 14 p. 206 {Monete)
». I-. àfiohk r. 3 l. 8Ó9 7 — p. 217 {tms) I. ««« — p. 219 /. xoXaoùiria: — p. 224 col. 2
r. 1 2. TtagaxXtjrixìj.
XII PAPIRI DELLA S6CIETÀ ITALIANA

Heraklidfts h iincora, nel seguente Agosto, stratego» della sola (~)ifi. fiegig, Niiniìsia

1108 ad ogni modo non fu, come si credeva (per es. N. Hohlwein, Le Mnsée Belge 1924
p. 141), il primo strategos delle due ftugiòss riunite.

736 18 sq. adn. Ma v. Oertel, Die Liturgie p. 432 (Aild. a p. 1342).


742 11 Intendi (5(à -Orai' Uè. C'fr. 477 2 adn. PO 1929, 2 /iià ròr decov (sic) /(/; àfieXrjOni xi/..
743 1 frammenti a e v appartengono alla ' Conversazione di Alessandro Magno coi ginuo-
solisti indiani '
(U. Wilckcn, Ilerliiier Silsuiiiishrr. 1923 p. 150 sqq. W. Croeuert,
Jvzeiger der Wiener Akad. 1924 n" Vili p. 8 sqq. dell' Kstratto) ; v. Aegyptua IV
p. 314 sq. Del frammento e non so dir nnlla.
743 3 pr'\uloii. Anche gli Hermeiieumata Stephani (C. 61. Lat. Ili 386, i>) liauno tiqìòtov, seb-
bene in essi la frase abbia altro giro. Certo non è necessario correggere pr'\ot(^er')on.

Cfr. Kiihncr Gertli I )>. 22 sq. A. Nauck, Ohn. crii, de trag. gr. fragni, p. 1.5. Diels,
lìerl. Silzungsber. 1910 p. 1149 n. 3.

774 3 adn. Un EÀeràg occorre ora in PLond 1914, H.t (ap. Hell, ./««•« and Christiaim in

Egypt p. 60).
778 Introd. Altri ' Libelli '
ora aii. P. M. Meyer, PUanib 61 Introd. e negli Addenda p. 269.
788 Introd. Risulta ora che Bsqxv col suo monastero era nell' Oxyrhynchites (almeno nel
secolo VI) : PO 1913, 58 toXs /loràCovat Btgxv. 2025, 23. 2032, 49. K il nostro Ge-
rontios (r. 7) sarà identico ali' IXXoyi/twTaTOs oxoi.aaTixòi <PX. l'egóntog di PO 1913, 56
(dell'a. bóò^ all' incirca). Per le varie specie di ayiai jiQoa<po(>ai v. Wenger-Heìsenberg
a PMonac 8,5 (pii lasciti come nel nostro papiro adn. PO 1898, 23). Cfr. 89 1 sq.
787 Introd. Un documento analogo di Oxyrh.vnchos, dell'a. 508'', è pubblicato ora in PO 1890,
dove gli editori (voi. XVI p. 100 n. l) si domandano :
'
ean the obscurc tax jicÀm-
Xtxóv (y. 787 16) he brouglit into connoxiou witli m).a ? '. Per i /itvXoxó.-iot del r. 17
V. ora anche PO 1983, 18.
788 19 adn. Per le t'ifiégai osfiaaiai v. ora anche Bell o. e. (adn. PLond 1912, 29 sq.).
20 adn. Poiché ho rimandato alla nota a 343 3 avrei dovuto aggiungere anche Lewald
a PFraukf 1, 33 (= 85 sq.).

790 15 l. fiÙQTVQa e 18 l, »/(«»ov i(p'


793 33 adn. Altri esempii di iigóyorog figliastro danno ora Sitologen- Papyri aus dem Beri.
' '
i

Mnseum del Thnnell (Upsala 1924) v. la sua nota al n° 3 I 21 p. 97. ;

801 2 adn. Esempio antico (a. 83') di questo uso del nominativo òutódoais ora in PUamb 5H, 9.
809 Sarà piuttosto del VI secolo, come PO 1911 sqq. Nel r. 4 l. xvx/.(dda) e correggi quindi
la nota (ci. PO 1899, 4 etc.) ; e nel r. 6 l. xarayiria/iòv) ci. PBaden 29, 8. PO
voi. XVI (Indice s. v.).

819 3 Nuove menzioni di questo sjioixiov Oarjoiog, sempre di età bizantina, offre ora il vo-
lume XVI di PO (p. 302).
820 16 adn. Kastorion forse VAvQriliog Kaazogiwv ènifie!Lì]tìjg xii'>oo" (PThead 33) nell'a. SU'"
«3

e poi più tardi (324'' etc.) imfi. ègyarwv rò)»' xaià rijv àia^aatgivtjv fieyaXr/v (PThead
34 e 35).
824. Forse è da confrontare PO 1835, dove si tratta di mogli di funzionarli trattenute iu
prigione, alcune delle quali si chiede sieno rilasciate.
839 4 adn. Oltre i lessici, v. T. Mommsen, Beiirage zu der Lehrc ror den griech. Prà'posi-
tionen p. 502 sqq.
844 Introd. p. 148 (nella nota) Accennando a 2'iberius liiliuK Alexandei- come autore del De
nmndo pseudaristotelico, ho voluto dire soltanto che la ipotesi del Bernays (Gee.
Abhaudt. II 278 sqq.) non mi pare si possa così uategoricameuto escludere come
ADDENDA ET COBIilOENDA, VOL. VII xiii

oggi fallilo (ufr. A. Stein in Piiiily-Wissowa- Kroll 10 p. 156), M» debbo siiivem-


iiieiite nggluiij^uie che il mio dubbio muove ))rliivi)i»liiiciitc dall'uso della parola
fjye/uór in (|itcll'opii»colo. Oggi questo dubbio b uiiulie esso molto attenuato dal-
l'editto di Claudio, t<!stè pubblicalo dal Iteli (.lent und ('lirimliuìiii p. 23 sq.), dove,
contro quanto avremmo aspettato, ìjyifubr è in generale 'il principe', '
1' impera-
tore '
(r. 58 T&v 3tQÒ i/iov ^ye/iói'wr ; vtr. r. HI). Per l'uso poetico v. perca. Sopb.
OR 108. OC 289 etc.

870 19 Uopo cfa^eu^^; sarìl stata indicata la merce di esportazione, per es. oixov.
PAriRI GRECI E LATINI
n' 731-870
731-744.

Papiri Capovilla.

Nel 1922 il prof. Giovanni Capovilla, allora come oggi insegnante nel
Liceo italiano del Cairo, ci consegnò un manipolo di papiri greci che egli
aveva acquistati da negozianti egiziani e in parte aveva trascritti e studiati

sul posto, pur senza sussidi papirologici di sorta. Di tali papiri e di quanto
sopra di essi aveva lavorato egli fa ora generosamente dono alla nostra So-
cietà ; e qui gliene rendiamo pubbliclie grazie.
Abbiamo ristudiato in Firenze alcuni di quei testi che è parso utile
pubblicare. E, come suole avvenire in sifl'atti casi, non sono ora in grado
di indicare con precisione quanto si debba alla collaborazione di M. Norsa
e mia ; e se tentassi di farlo, fluirei certamente col far torto al primo
trascrittore ed illustratore. Invece non perdo proprio nulla a dichiarare
che, se qualcosa di buono abbiamo fatto, si deve in massima parte all'aver

potuto mettere a frutto il primo lavoro del Capovilla. Che se poi, come è

sicuro, sono dovuti a noi errori che egli avrebbe saputo evitare, quando
avesse avuto agio di riesaminare qui insieme a noi gli originali, ben s' in-

tende che la responsabilità è tutta nostra.


Il jirof. Capovilla ha già mes.so a nostra disposizione alcuni altri pezzi
di papiro, fra i quali sceglieremo in seguito quelli che converrà pubblicare.

Intanto, anche del secondo dono gli aieno rese le nostre grazie migliori.

Firenze, Gennaio 1923.


g. V.

Fap. Hoc. Hai., VII.


PAPIRI BULLA SOCIETÀ ITALIANA

731. Dichiarazione di inixQiaig.

Oxyrhynchos (cm. io x io e.) Sec. I-IP.

A destra di questo documento si vedono le prime lettere di parecchi


righi di un altro documento (di mano diversa), probabilmente analogo ; così
almeno conviene supporre, perchè fra i due è visibile la xóXXrjaig. A sinistra
vi sono circa due centimetri di margine bianco. Nel verso frammenti di due
colonne di conti a dracbme (ji. es. I r. 3 ],,^ òek(pax[iY ^ te, 4 Qa<pav"t]eivov
x{tvkai) 1 ek levif' (cioè 2evéma dell'Oxyrh., PO. 1285, 120 etc. adn. 203 2> ;

^ C> 6 èkaio\v Qacpavivov x"(tvXaC) xy ^x etc), di mano più recente.


Per solito i documenti del genere del nostro provengono dai parenti del
giovinetto sottoposto alla èmxQioig. Qui l' èmxgi'&Ek stesso dichiara di ngoa-
fieprjxévai slg rov? TQEiaxaièexaereì? ànò yvfivaaiov nell' a. 8° (= 88-9*') di Do-
miziano e di aver nello stesso anno (cfr. Wilcken, Orundzuge p. 142 sq.)
subita la mlxQiaiq. Evidentemente tale dichiarazione fu fatta parecchio tempo
pili tardi, quando il tredicenne era già sui iuris (magari anche dopo la morte
di Domiziano [OG""], che dopo morto non è deó?; v. per es. BGU 109, 11,
13 etc.) ma per quale scopo specifico la dichiarazione fosse fatta, lo sapremmo
;

se il documento non fosse mutilo. Diciamo in genere che la constatazione


della èmxQiaig e della attribuzione alla categoria degli ànò yv/,ivaoiov impor-
tava vantaggi rispetto al fìsco e ad oneri finanziarli.

È deplorevole poi che non sieno conservati i righi della intestazione,


perchè non sarebbe senza interesse sapere se ed a quali altri funzionarli
(oltre i fii/ìkiocpvXaxeg) la dichiarazione era diretta.
Per la letteratura dell'argomento v. Preisigke, Fachivorter s. v. yv^ivàaim'
ed èmxQioig, e le altre indicazioni in PSI 457 Introd. e 732.

'HQax[k

[
xcù]

'A'&t]vai(p reo xal 'AjioXlcovio)

5 ^ifik(io(pvka$iv)

4. Non altrimenti noto, pare.


782. DI CHI A NAZIONE DI ènixaiaic;

f;r]apà Zrjvàroi; Ztjvàrog tov 'Hqòto^


/i7]TQÒg 'Agelai; t?;? , nXixov xmv
àn 'OivQvy^cov jióleio?, àfxqjódov

l'HglaxXéovg xóncov. Kaxà tà y.e-

10 Hs]va&évTa negl rov htinQi'&fivai

rovs JiQoa/iaivovrag elg roìig ex zov

yvfivaaiov fj stai rov yévovg xomov,

nQoaq)(x>vio ijuaviòv jiQoaffsflrjxiéì'ai)

ek xohg iy\_ àjiò yvfifivaaiov xiòi

15 rjL, Aojuixcavov xal jueiadeòó- a. 88-9''

[odjat xcp avrq) hsi elg ImxQtaiv

] « . [
]»»ov yvfivaalov

[ , ],[,],, .xtj? ,

[ ]<,.va

20 [ ].

7. Tlovxixov nou è possibile leggere. Pos- 12. >? =


eì. Cfr. adu. 457 4. PO 1489, 5.
sibili sono NoTtxov e Iloxtxov, forme cioè Schubart adn. BGU 1141, 6.PO 1452,
che non rispondono a nomi altrimenti noti. 34 sq., 742 11?
9. 'Hq. xÓTi. : ofr. 467 16. 13. Per 1' uso di Jieoaipmveìv PO 1028, 14
10. nEQÌ TOV timec&rjvai : PO 1028, 10 (a, 86^). (ofr. P. M. Meyer, Grieoh. Tcxfe p. 22).

732. Dichiarazione di èmxgioig.

OxyFhynchos (om. «xii) A. 153-4»».

(Jfr. n" 731 Introdnz. Anche PO


documento analogo a questo, non
11 OD,
ba a cui esso è indirizzato. Nou sappiamo però
la indicazione dei funzionarii
se anche il nostro documento fosse incollato con altri, in modo da formare nn
registro il margine sinistro è mutilo, e a destra non e' è ora tanto spazio
;

da lasciar vedere se altro documento vi era attaccato.


Ma quello che col nostro documento ba maggiore analogia è il PLips
Inv. 561 (dell'a. 172-3"), anche esso di Oxyrhynchos è pubblicato dal Wil- :
4 PAPIBl DELLA SOCIETÀ ITALIANA

cken {Chrest. n" 217), alla cui Introduzione possiamo rimandare anche per le

più importanti particolarità del nostro.

[Ujagà 'Ogicovog ZaQanimvog


[xov] Tlaaiwvog déoet rov nqòg

[na\rQÒg &siov Aioy{évovg) IIaai(o(vog)

{all'] '0$vQvyx(o{v) JTÓXemg.

\Ka\Tà là xe^eva&(évTa) Jiegl èm-


[xQ\iae(og iy\- f] /urjrQo" ifi^

\ela]iv, òrik((b) Wàiv òov}.{óv) juov

[àva]yga{q)ójuevov) bi' àfi(p6{òov) (la/xfiévovg

[n\aQaÒEÌaov yEyovévai tyL

10 [t<5] èveoT(à)T«) «f^ ''Avroìvi{v\ov a. 153-4P

[>taio\aQog rov xvqìov xal ehm fie[v\

\a]mòv i^^, èfiè òè di' ójuo-

[Xó]y{ov) Xaoygalcpcag) csS àfiq}ód(ov) a. 151-2''

[to]v avrov. xal èfivvoì — <8ic>

15 \av\TOXQàxoQa xaiaaga

[Tì]tov [Ai'X]iov 'AÒQiavòv

\'Avrcovh'ov xrX. firj ètpeva&m sim. etc.

2. Maei htL da riferire ad (ìgtcov (adot- sloiv. Anzi non ci è noto altro documento
tato dallo zio paterno Aioyérijs Ilaoicorog). con formula cosi semplice come questa,
In PO 493 (del tempo di Traiano od poicbè meno semplice (èmxoiaecos ró>v
Adriano, a quanto sembra ; v. gli Edi- siQOofiairóiTcov elg rgetaxaidexasrù;) è an-
tori) compare come testatore un Ilaaiwv che quella del sopra citato Papiro di

SaQonluìvos rov Ilaolmvog e come figlio Lipsia (v. Introduz. del Wilcken). Simil-
à(pfjh^ di lui un dioyévrjg. Probabilmente mente intendi 6wdexd8Qaxfio%' r. 12. — In
questi nostri personaggi appartengono generale, v. Wilcken, Grundz. p. 189.
alla snccessiva generazione della mede- 8 sq. Ua/ifih'ovs JiagaSeiaov : v. 53 187. adn.
sima famiglia, anzi il nostro Atoyéyrjs può 457 12. 70 > 9.
anche essere identico a quello del PO. 9. lyL =
jQeiaxaiòexaexij.

6 sqq. Cioè ènixQioeoyg TQeioitaiòexasi&v fj 12 sq. òi' ófioXóyov XaoyQaipias ' v. adn. PO
(=^ el V. P. 781 12 adn.) fiìjrgojioiXrai 1452, 21. PRyl. 209, 10 (p. 286 sqq.).
dcùòexàÒQixiiot dai, mentre altrove si ba Inoltre Sauimelbuch u. 5223, 7 (negli Add.
la formula meno semplice d «f àfiipoxé- voi II p. 463).
Qcor fovéoiv fitjXQoytoXiiwv òcode>cadsàxfio)v 17 . Oppure àlri&ij elyai za ^igoytyQafifiéva sim.
738. BESOCOJSTI DI PRAKTOMES ALLO STBATEOOS 5

733. liESOOONTl DI PRAKTOEES ALLO STKATEGOS.

Oxyrhynchos (cm. 9,5X26) A. 235».

Due strisce di papiro, incollate, con due documenti analoghi a PO 1433,


dove i ngaxTOQeg àQyvQixà>v jutjTQOJioXixiHMv Xrififjiàxojv del villaggio Kesmuchis
della toparcliia Thmoiseplio presentano allo strategos i conti del mese Mesore
del primo anno di Pupieno e Balbino, nella pagina [ka'], e del mese TbotU
del secondo anno di Gordiano, nella pagina Iji' cioè dei mesi Luglio-Agosto :

e Agosto-Settembre 238". I nostri documenti invece, non numerati, riguardano


il villaggio Paomis, e i conti sono presentati dai ngaxroQeg azecpavixtóv firj-

TQOJi. ^rj/Li/uàtcav : tutti e due sono '


in conto '
[àQi§fxriaea>g) dei mesi Pbamenotb
e Pbarmuthi del quattordicesimo anno di Severo Alessandro. Naturalmente fu-
rono redatti nel mese seguente, e infatti la data della redazione (rr. 66 sqq.)
è Ilaxcov rj {= 3 Maggio 235''). Ofr. la nota al r. 70.

AvQrjUcp [Aea)]viófj àgi» /irjVO cPajuevùj» 25 Febbr.-26 Mu»


axQa(tr)ycp) ['0^]vQvyx(ehov) 10 xov èvea[x(ò]xog id^
Jiagà AvQtjXiov Xaig^- MàQx[ov AvQi]\Uov
juovog t[ov] xai ^evxi- ZsovriQov A[X\e^àvÒQOv
avov JiQÓxitoQog) axeqìavi- xaiaagos xo[iJ] xvgiov.

HtÓV JUtJtQO" h]/Lt<^ 'Ea[x\ì ò[é-\

&fio<- riacófieojs xó^. 15 ^Vi"S ^''^ tveaxco^ lò^

Kax' avòga elangà^l 'iEQàn> <}[xe\q)avixm(v)

1. 34. Aurelios Leoniiles compariva già co- uani imperatorie Hpisiulae eto. p. 83 sqq.).
me strat dell' Oxyrhynohites in due do- Gli aiefpanxà sono /ega, perchè vanno
cumenti (PO 890, 5 sq. 1405, 14 sq.). "he all'erario imperiale (cf. hqòv àrafìoXixóv,
solo per ragioni paleografiche erano attri- leQWTaTor xa/jetor etc).
buiti al secolo HI : risulta ora dal nostro . 40 sq. Il nome della toparchia è &/toi-
papiro che egli era in carica nell'a. 234-5. aetfuì (PO 721, 11. 808. 1262, 13. 1285,
5. 16. !)S. hi 8q. La letteratura suU'oitrum 122. 1433, 9. 39 ; di.ioiaaq>(ós ò stampato
ooroiKirium è indicata in Preisigke, Faeh- in PO 62^ 8) : Ofio'', come nel nostro r. 7,
worler p. 15S. PO 1441 Iiitrod. (e del- PO 1659, 86. Nel nostro r. 40 sq. (/. -ae<pà})
l' eilitto imperiale PFay 20 v. ora la Bfioi è corretto ; si era cominciato a scri-
nuova edizione in Cumout e Uidez, lit- vere <9/<«.
6 PAPIRI DELLA SOOIETÀ ITALIANA

XQtjfiàzMv ovvna{v)- [viav]ov S a


zi
^ fio

Toi; xat,,,,.
"

2-6(^5 <?> S .—
30 yt{vovTat) èn{l zò amò) S vy
Ti^o;^' è/^ow [tov] \\-iò' av\zoHQà[zó\Qog
o
[xaiaaQog MaQxov] AvqtjUov
I
etc. 1..

25 [xaJ ^]f ^^ Kté"^ netQo}-

II.

AvQìjXio} Aecovlòi] 50 'Eazl de-

35 [o]Tga[T]/;j'oJ '0^vQuyxeiz{ov) Xrj^fiàzmv zov è-

Jiagà AvQtjUov Xmgijjuo- veazòjzog eóS ieg(b{v)

vog rov x{al) Sevziavov az£(pavix{(bv) XQ^I^-


n[Q\dxzoQog aze(pavi- zcov avvjiavzi S vò

xcóv /iì]zoonohzi- 55 u)v

40 xòjv Xr]ju/.iàzcov €)juoi- Agaiv[ó\rjg Jioyévovg S u]

asqjò zojiagyjag Ua- Aiovv[at]og xal ol àòeX(<pol) S ò

(ójueog zóncov. Ka- àgu}ai[»,]a S »;

% avÒQa eloJiQà^e- ngoxg[Ei\a? ^/nov zov

(og àgi'&/Àrjaea)g 60 jTgdx[zo]gog Sxaf


27 Marzo-26 Apule
45 fiTjvòg 0aQ/Liov{)i
235 p
yi{vovzai) [zov 1] ngoxeifiévov

zov èveazcòzog èf èn{ia\zà).jxarog

lò S Màgxov AvgtjXtov Ka)^jio[v]gviov netg(ovi\a-]

[^eo]vì']gov 'A[k]F,[^]dvdgov vov S fi,

Halaagog zov xvgiov. 65 yi{vovzai) «:t(ì tÒ avzò) S ,

17. 64. aivitavzi: cfr. PO 513, 20. 1734, 3. toparohia (PO 1285, 125) ; ma a che pro-
PRyl 98, 9 otc. (così sarà anche PO 574). posito ì O forse o' era un ànò nel r. 28 f

20. Forse Oéoilr] = Oétoroe. 41 sq. /. Ila\cafieo)s. Cfr. r. 7.

21. Pare si sia voluto « = (cioè 5 dr. e 56. 'Aoaiyàt]s (ovv. -vo^s) nominativo fem-
2 ob.). minile (V. PTebt 413, 1).

29. Se la prima lettera è davvero 2, si 58. Forse AocóoiXXa per Agovoù/.a.


pensa al villaggio 2ei))u> della medesima GÌ. iiQoxefteyov prima della correzione.
734, IUCIIIA RAGIONE nrirnATA l>r POTAMOrilYLAKKS 7

\^tò' avx[ox\()<aoQog xaioagog 10 /y«j;à)[j'J y. 3 Maggio 235p

Mdgxov [AvQ\r]k[iov] Zeovì'jqov <m«> AògKrjXio?) Xai\Qti/^io)r 6 xni

'A}.€Ìuvó[qov] evaefiovg Zevxtavò? òi ifxov

einvxov? asfìamov, AQv(r]Uov) IoiÒìóqov lmòéò<o(xev).

70. In un papiro di Vienna (Fuhrer 2'I9, zo ;


qni, uell'Oxyrhynchites, si fa lo stesso
2 = Slud. l'ai. XX n. 35) si continua nel- il 3 Jfaggio. Non crediamo dovercene ma-
1' Herakleopolites a datare col 14° anno ravigliare. Cfr. adn. PO 912, 40; e in

di Severo Alessandro il 5 Aprile 235, generale Wilcken, Ostr. I p. 799 sq. (spe-
qnando Alessandro era morto da un pez- cialmente p. 805).

734. Dichiarazione giubata di potamophyi,akes.


Hermupolis Magna (cm. nxi3) A. 218-22^.

Il pezzo di i)ai)iro è un frainnicnto di registro contenente, sopra schede


incollate una all'altra, dichiarazioni giurate di noTafioqxókaxe? dell' Hermo-
1'

polites. I frammenti dei righi 1-12 sono della scheda precedente quella meglio
conservata (rr. 13 31); tracce della prima lettera dei righi della terza scheda
si hanno a destra dei rr. 26-28.
Tali dichiarazioni sono indirizzate allo strategos del nomos, e si riferi-

scono a determinati tratti di noxaj.io(fvXaxia. Nel documento della sc^hcda se-


conda, per esenii)io, duo potamopliylakes del villaggio Pake, giurano di far la
guardia del fiume por un tratto di schoinia x, cioè da Teny dirimpetto a Tou
Neaniskón fino a Persi, ad oriente, dirimpetto a Kirkas, sopra il consueto
navicello {noranO(pvì.axi<;\ insieme al soldato a ciò delegato (cfr. Wilcken,
firundziìge, p. 39G), perchè non avvengano inconvenienti ; e assumono la re-
sponsabilitil di ogni trasgressione, secondo la solita formula. Loro mallevadori
sono i due noeafivTEQoi xrjg xuìjuijg (segue tmv koinmv xzL r, 30, che non in-
tendiamo). Ci sembra quindi di poter supporre che i due jigeopinegoi Tijg xu)fit]g

avevano presentato essi i due Jiotafio(pvXaxeg per tale ufficio (1), e però ne .sono
garanti. Analogamente nella prima scheda due Jiorafioipviaxe? del villaggio
Tooii Nf.avioxoìv giuravano di fiir la guardia in un altro tratto, dal luogo x al

luogo //, in vicinanza {avvoQiacì) del villaggio z etc. Auguriamo(!Ì che presto
altri documenti vengano a farci intender meglio tutta l'organizzazione di tale

(1) Cfr. PStrassb 55 (sec, IIp, dopo l'a. 137-8), dove due jrgeafivuQoi xd/tt/i 8mòfk<plai
presentano allo stratego» due persone eli àifeooqivXaxlay, anche qui por un determinato tratto
(orò aTÓ>/iaJos (sic) 0tva ft»f ytt'i/icnot xtX.).
8 PAFIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

nota^iotpvXaxia : intanto è sempre interessante quello cbe ne scriveva il Lum-


broso, '
L' Egitto al tempo dei Greci e dei Romani '
[Roma 1882] p. 25 sqq. ;

cfr. Oertel, Liturgie p. 272 etc. Preisigke, Fachwiirter (s. v. norafioqwXaxlg etc).
P. M. Meyer, Oriech. Texte p, 100.
Quanto alla datazione, il documento è da riferire ad anni di Eliogabalo
solo regnante.

I.

1 ^aal 'AnoXlojviavà) 7 7taQa(pvXàaa]tv zòv Ttotafxòv

2 ]
8 ]evQ», *„»,,.

3 \Xov xal ITavaeÌQig 9 ]« avvoQiag

4 xd)]ju{t]g) Toov Nsavioxcov 10 ]..«*.?/?

5 MaQy.ó\v AvQrjUov 11 ].

6 ^Evxvxovi; aejiaoTov 12 L

IL

13 AvQ[r]li]cù 2^a\Qa]m(ovi rà) }<{al Atioà-]

[Xcoviarco] orQ[a]Tr]y{à>) 'EQfxoJiok{irov)

1 sq. 13 nq. Combiuando insieme ciò che 2ap. <5 X. 'AnoXXwrw; Paoùixò; yga/ifioTcvs
rimane di questi righi, abbiamo un Av- e facente funzione di strategos dell' Her-
QTjXioi Zaganlrnv ó xal ' AnokXmviaróg stra- mopolites in alcuno degli anni di Cara-
tego» dell' Hermopolites. Conosciamo un calla solo regnante (cfr. V. Martin, Aichiv
Avo. 2aQ. & X. 'AnokX. che uell'a. 235 è 6, 174 n. 1). Ma d'altra parte, per quel
detto yv/j(raaiaoxvoae) ^ovX{svti^s) di Oxy- che riguarda quest'ultimo, la tentazione
rhynchos (Sammtlbnch 5806, 8 sq.), ed evi- d' identilicarlo è grande, e però ho in-
dentemente non può essere identificato col terrogato il Bell se nel PLond 934 (Ca-
nostro. Invece un Sag. 6 x. '
.^jioXX. com- tal. Ili p. XLVII) è possibile leggere
pare in PFlor 317, 1 come strategos del- A^okXwvtavo} invece di A:toXX<ovi(o. Egli
l' Arsinoites (Oe/tilaiov xal IloXéfi. fieg) il cortesemente mi scrive (8. 12. '22) che
31 Luglio 210; e può essere identico al 1' ultimo o> non è interamente sicuro, e
nostro, divenuto Aigijhos per la Con- dopo vi è bensì spazio ma nessuna trac-
sliliitio Anloiiiniana e passato poi alla cia di scrittura. Sicché a lui parrebbe non
strategia dell' Hermopolites. Essendo poi probabile la lettura A:toXXwyiar[a>'].
sicuro 'AjioXXcoftanò nel r. 1, non si può 4. Toov Neay : v. a r. 16.
identificare il nostro col 2ag. ó xal 'AjioX- 9. avt'ogt'a;. Cfr. Archiv II 439 in. e adn.
koìvioe strategos dell' Hermopolites nel- 284 2. In BGU 831, 9 si vuol leggere avy-
l'a. 192 (PEyl 77, 1. 41. 47), oppure col ógia (v. Preisigke, Berichtiguiigiliita 1 70).
785. RENDiaONTJ DEGLI ISPETTORI DELLA PESCA 9

IT) ArQi'j\hoi^,, ,»],? Kah'joiK xai 'Pufiov[ng\

FJ'òdi/tovog, 01 òro ànò xu>iiì]ì: Uay-rj, òii[vv-\

o/ur T»;v Mdgxov AvQTjkiov \4rTO)vtvo\v]

evaefiovg f,m<yovg as()anTo\v ti'/_ijv\

jragaqivXunon' zòv TTora/iòv a/_oiv , ,\ , ,],

20 ((,T(> 7'f)'(' xararrtxQv Toov Neaviaxoìv

iifXQ'' IlfQci xaxù ùjirjhcÓTOv xarav-

jixQv KiQxà, fjii rf]<; am'r'jéovs axuqytjc:,

lieta Tov ovv l'i/ieìv naQacfvXàaaovroi;

axQaridìzov, ùk firjdh' àrójitjfta yevé-

25 |o]i9ar ì] aufi^mvì] ri ngòg y/icig t] ett] tip-

TisQi rovrov ì^r)TYiaiv fj evoxoi nijfifv

TÙ> ÒQXù). naQe.a)iì]xafiev de èv[y\vi}TÙg

TOV?,T^? xwfiijg TTQeafivTSQOvg [AvQtj-]


Uovi; Zréqiavov Ilaveavevrog x[al <Pd- ?J

30 ftstor Md^iftor xal rcoi' Xointhv ò^\

Ifi. tlaxi) : PFlor 50, 57 (v. ailn. 55 sq.)- Anche in Oxyihynchos è comparsa una
PLips 99 II I7. Bau 553 B III 11, della tluir/ih XavQtt (l'O 1449, (i).

toparchia Tlaie/ùi xàiai (così anche Toov 19. Sembra scritto (i;!;o/)v)« [: avremmo nspct-
Neariaxoiv r. 4 e 20). A proposito di qne- tato o)toiVtots x.
sto nome lìairiUx (-l'r'), fe notevole come 22. Kiqxù : v. adn. PFlor 75, 8. 385, 34 sqq.
gli editori di papiri si ostinino a decli- 26 sqq. 8i aspetterebbe tùy oviipalrij ri, .-rgò,-

uarlo TlaTefiiii]';, -hov etc, nonostante »//<às «ìi; »5 "^g' roviov tJ/n/oif. Cfr. PO
l'osservazione già fatta a PFlor 50, 8. 513, 45. 57 etc.

735. Rendiconti degli ispettori della pesca.

Theadelpheia (cm. 7Xi'^') A. 188^

Documento analogo al ii° 160, che è però indirizzato al fìnadixùg yga/i-


/^laxevg della Oefiiozov documento riguarda una myf^ìnuegiu
/xfQtg. Anche quei
(nel r. al 30 del mese Phaiuenoth
11 xi per xg è errore di lettura), dal 26
dell' a. 149''. —
Aelius Numisianos era attestato come stratego» delle due fif-
fUatov xal IJoké/Luovog fuoiòsg i>er il 3 Ottobre 139" ((Daiìxpi è del terzo anno
(li .\ntonino IMo : PK ISl |
- Stxfì. Pai. XXIl i».
.->! sq.] r. 1 e IO.', sq.;

l'tip. Soc. Hai., Vìi. -'


10 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

cfr.Paulus, ProsopograpMe n° 18. V. Martin, Archiv 6, 168); vediamo ora


che egli era già in carica il 22 Nov. 138^, E poiché nello stesso papiro di
Vienna ora citato (r. 48 e 53) il C (?) Agosto del 137" {^MsooqÌ] {i)y del 21°
anno di Adriano) e' è ancora Herakleides come strategos della sola Ot/xlmov
/uegig (cfr. V. Martin o. e. p. 144), forse non è temerità supporre che la riu-
nione delle dne /^sglòeg sotto un solo strategos sia stata fatta suppergiù al-
l' avvento di Antonino all' impero (10 Luglio 138").

Aìlioì Novjuiaiavà) atQa{Tr]yù)) 'AQai(voijov)

&e/xiar{ov) x\(al)] IToXé\/i{Mvog) /.t\£Qido)v

jiagà Utolefiifliov) Aioay.[ÓQOv] x{al)

HioXsjuallov] Evòaifiovog

5 >i[ai) 2a^eivov rov Xkorog ;<(««)

rai[o]v Aoyyei(vov ^.) Kékegog xlal) Falnv


Aoyyelvov IJqeìoxov x(aì) fie-

xóx{(iov) ^.Jinrj(Qr]r<òv) vo/ncóv x{al) dQv[/uov\

&eaÒ£kq)eiag x(nl) IToXvòevxeiag.

10 [yljdj'o? rojv jiegiyeyovÓTOW

àjtò '&rjQag ì'x^vag tcòv à{jio} y.a 17-21 Nov. 138p

«0? xè rov 'A'&vQ fiijvòg

rov fi (è'rovg) 'Avrcoveivov x{al)aaQog

rov xvQiov. 'Earì òé. xa S le ==,

15 x^ S id f, xy S iCf, xò S xfì,

xe S laf iylvovrai) rr]{g) jiev'&(t]jueQiag) S .to.

3. Questo IlxoXtiiaXog Aioa>c[àgov] sarà la {yirorzai) rijs ^e)>{){t]/ifQlat) ovvero 7tev^(>j-

stessa persona del UtolffiaToi Atodo'tgov /légov). Per tale uso di :ifgtyiyeodai v. P.

lov nai Aioox{ÓQOv) del 160 2 (cfr. anche M. Meyer a PHamb cit. p. 21. Sospetto
787 Introd.). Del resto, per i nomi di che anche in BGU 478, 7 sia da leggere
questi èjctTrjorjTui cfr. Aegyptus 1 p. 101 sq^ 7i\eQiyc]\yorérai, ad onta della conferma
5. Non può leggere SafÌElvov Moax'oivos,
si che il Wilcken {Archiv 4, 144) ritiene di
ma naturalmente non siamo sicuri del ror. aver trovata nel papiro di Strassbnrgo
8. [t'o]iii(òr pare si possa leggere anche (ib. p.- 14.S), dove qualcosa d'incerto e'»*

160 5, sebhene sia ivi indicato spazio perche il W. stesso trascrive /irjòkv èmyt-
jier maggior numero di lettere (rcòi' vo/àcò>> yovivai.

.avevano proposto gli editori di PRyl 98 a, 14-16. 11 conto in questo documento torna
negli Addenda p. 423). Cf. BGU e PStrassb benissimo calcolando la drachme a 6 oboli
citati nella nota seguente. (ma si veda, invece, la nota a 160 14 sqq.f) :

10 e 16. Anche in 160 9 e 16 è da leggere (dr. 18, ob. 2 + 14,3 -f 14,4 -f- 22 -(- 11,3) =
Twr [ji]eQiyeyovó[T'](or (of. PHanil> 6. 11) e dr. SI.
786. FRAMMENTO DI XOTIB'IOAZIONK (ALLO STKATE608) 11

{"Erovs) fi 'Aviiovivor x{ai)aaQOs tov xvgiou,

'A&VQ xg. ^AnoXÀcónog ftoi]- 22 Nov. i;i«i'

éog K(T/pv Tovxov xo iaov.

18 sq. jSo»/i>off :
' dello strategos ', verrebbe ^otjdò; àXiéior (cfr. BGU 756, 6 ete.)i '"
alla ]irìmaìn mente. Ma perchè cousegnare quanto la corporazione degli àluU aveva
a lui la '
copia' di un originale indirizzato interesse a controllare tali resoconti. Cfr.
allo strategos f Possibile, pare, intendere, adn. 160 19 f

736. Fbammento di Notifxcazionk (allo strategos).


Oxyrhynchos? (cm. «X») A. 208^.

Il documento, del quale rimane un frammento dell'ultima parte, è del genere


PO 485. 1270 (v. le Introduz. degli Editori) etc.
delle notificazioni allo strategos
Cfr.PFlor 55. 5tì. 08. P. M. Meyer, Jurixtische Papyri p. 141 sqq. etc. Non
sembra possibile indicare l'oggetto del òiaorohxóv (vnófivTj/xa) da comunicare
legalmente ad Horos etc. o ai loro eredi. Manca, inoltre, ogni indizio per
distribuire i supplementi tra la fine e il principio di ciascun rigo : in gene-
rale, abbiamo supplito alla line dei rigbi, salvo quelle parole delle quali una
parte si è conservata al principio.

leaofiev)]v ^oi, , ,. ,,f, , ,,,Jcws xa^t'jxw zìiv òe\

iàv ntQi<bai\v, el dk fit], xXrjQovó/notg avxòjv reXeioi?, iàv de x[ai àq>r)liKe? (boi,

VO/lijUOl?

avT\an' èmzQÓjiotg, tov xà òvófiaxa im xcóv xóncov òyk[(0'&ìja£xai óg


y.aif^Hec. "Exov? ixxaiòexàxov ?

\AovxUn' ~eJxxifdov ^eovijgov xal Màgxov AvQt]Xi\oi' Avrarnvor


xcù IlovliUov 2Enzi/.dov /era

5 Kov xv]gt(ov, Me%eÌQ. aeoijfi{sio)fiai). xovxov òvxog d|ic5 t^v HEtdd[oaw xov
vnof.ivrjfxaxog ì yevéa&ai 26 Geno. -25 Febbr. 208''

]xq) "ìigcp, (bg xa&-i]xei. ("Exovs) cC avxoxgarÓQMv xaiaàgcov [Aovxiov


2^ejuifiiov EeovrjQov

1-2. Forse anche qui tìjv Sk [/netadooty yiré- xuit.ù.) v.l^.ìlvyer, tìriech. Texien" 6, 21.
a&ai T(ò "Qqcjì xal x Iàv ixegiwai'])'. 5-6. Forse non e' era la speoificaiiioiie roD
5. aeatj,u(ei(ofiai) : r. P. M. Meyer o. o. 46,2 vxoftnjfiaio? o Bini., e r4> naiegfiov^iq)
adn. (p. 1,")2). Per jovxov Svio; (altrove (cfr. r. 14) era premesso a xat]rq> "iigip.
12 FA l'ini DKIjLA società ITALIANA

fva]efiovg IleQTi'vaHog ^igafitxov 'Adia(iip'ixov lIaQdt\y.oì' /teyiarov xal

Màqxov
Avq\)]Ì.ìov 'Avzcovlvov evaefiovg asfiaarmv \xal Hoi'fiU[ov Zentifiiov Féia

naiaaQ\o? ae/?[aaT]oiJJ, (Paaxpi xu. <m'> 'Qgog Hafiftaiaiov {1} xai //[ I8 0tt. 208i'

10 ]o? tò Yoov. "Erovg ÉmaicaiòeH(x%ov\ Aovxiov


2ìe7iTif.iio\v 2eovriQov xal M[dQ\xov Avgrjkiov Avt<ov[ìvov y.al IIov(iUov

^S7zufi]iov Fera riòr xvgilov, Xoiax k. r[atF.Qfiovd\iog'i Itì Die.

yéy\Qa<pE èfioù jiirj 'iródog yQàf.ifiaia. {va?) 'Anlojv r\7tt]Qhì]g ?

Jto nareQfiov&lù) èvoìniw, óg xadrjxi. Xoiax[ 17-26 Die.

15 \Aoyyeivov JiaQtjveyxa. {"Erovg]iC[ a. 208-9i'

.S-9. Le i)areutesi j
indicano lineilo che nel del resto, sembra dovesse essere //[«rfo-
j

papiro ò cancellato ruhro pigmenlo (cfr. iiov&ioi tov deha.

PFlor tìS, 12 adn.). Nella menzione di Gela 13-14. Per es. 'Amcoi' i[/cr]t)éitjs fUTSòoina rò
del r. 12 non c'è traccia di analoga cau- VTiófivtjva roC'Jro f

eellatura. - 14. fVcoJiiVj) : P. M. Meyer ./«)•. Pop. 48, 20 .sq.

9-10. Forse xai [ó òùva tov òcìra è'oxo^tey aSn. (p. 160). — Xoia[;< il X sembra per
Toviov TOV v:TOfirtj/iaT']oe rò Tony. Il nome, correzione, e la lettura della parola è
multo incerta.

737. Frammento di Petizione.

Nomos Apsinoites (cm. i.iy<v2,h) Sec II-IIP?

La i)etizioue era piobabihueute indirizzata allo strategos del distretto


Offdoion Hai noké,u(ovog, al quale appartennero i due villaggi {Aiovvaiàg e Beg-

rixìg 0fa,uo(pÓQov) indicati nel r. 7. Il nome del petente (Jltohi-iaiog AióÒ(Òqov)

era naturalmente già nella intestazione {Tm òelva jiagà IhoÀefiaiov xiL), quindi
ó jiQoyeyQafijuévog nella sottoscrizione (r. 17): cfr. per es. PRyl 116 r. 3 e 23.
Quale torto egli avesse subito, se dagli àhelg o da altri (p. es. èmttìorjTal o

non riesciamo ad intendere.


.-TQÓXTOQi-g),

La non ci sembra più antica della seconda metà del


scrittura del papiro
secondo secolo, ma non ci maraviglieremmo se altri l'attribuisse addirittura
al secolo terzo. Secondo la datazione nostra, ad ogni modo, non sarebbe incon-
ciliabile la identificazione di questo IIro/.FUCùog Aiodóoov con uno degli tini]-
QtjTul vofiwv xaì ÒQVfiov etc. che abbiamo trovati nel n" 736 (v. la nota al r. 3).
738. ISmUMENTO DI QUIETANZA 13

Ma uou diiiieiiticliiaiiio che ivi si trattavu di altri villaggi (Tlieadelpbeia e


Polydeykeia), i>er quanto ancbe essi del niedesìmo distretto.

]..[ *'-?]

fiEQOv thjl, ,,,,\v/nsvov TÒfr Ixl&ì'v Jtieìa-

jov tioioTaC[,,,,,]a)v ròv qyÓQOv rj xaioog

5 a,\,]aaìTa ^ de tovtov ònódei^ig ex' zò)v rìj?

xa>/^ii]g (ihéun' xai ix zov [.«j.oo Tì'jg avv (?)

xal àhécov Aiovvaiàòog xa\i\ BeqvixìÒoi; Sea-

f^i\o](f>ÓQOv lol'tlzives tòv nXéiaxov l^f^vv

aù\r\à> è\l}\i^QEvoar, m dk xaì ex kov /iftu-

1 (ióXcov Tcov tòt' ÌX.&VV (hvov fiévwv

xal ex TO>v AfóJ/oiv 'Ogioìvog yQa/.if.iaié(i)g,

àip' d>[v] Tiàvza COI rpaveoà yeri'jdfTai lóg

o(piXet, ^ ,Qaro[,\òt][, , , , , n , , ,] Tor? èq}e-

zeiov? cpÓQOvg Tth-iQ\oq)\oQela&m xaì

15 fujòÈv zìo ra/t|f/w ,\, ,[,\7io{^ ,,]ea&ai. zuvz[a\

Òè Tioià) àòuxti&{EÌ]? V7t av|™0j|. Aievzv\xei..\

IfzoXefiatog àioòcógov ó jzQoyeYQa/t/.iévog è7iiò\édioxu.]

i ari. .^fv^t]\|^eQov oppure jtev&ììlfitQovI Vh. 18 sq. èipsTtlovi = ènexeiovi (gr. mod. <féro

735 10 e 16 Introd. =V hog ctc). Cfr. adii. PO U82, 12

!J. iV»;for(f :ioto\vf levavi {sfpntvót). Frequentissima è l'asiiirazione


6. |Foi9e si può leggere lov [òn]vi^ioT-, per in xaù' tros.
quanto pili probabile sembri rov [vujitnv. 16. Confrontando il jtqo- del r. 17, forse fe

•Ma il resto ? . possìbile leggere qui .^]Qo[a]3tn{Xéa]ea9ai.


9 sq. /i5Ta/?o7wr : V, Wilckcn, Ostr. I p. 136 16. Prima della correzione era nSevuij-

e Herwerden s. r. iinàfìoXoi. {t[et]i.

738. ISTRUÌ«ENTO DI QUIETANZA.


Phlladelphla (om. 15,5 x«)) A. 100".

i (jiuintus LucretJuH Nepos fa quietanza a Memmia Tyche di diieceuto drachme.


lasciategli per legato testamentario da Lucius Valerius Prmigenes fratello

(fratellastro!) di Memmia; è insieme questa fa quietanza al primo del canone


14 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

di affitto (di terreni di Memmia coltivati da lui?) dell' a. 99-100'. Il documento


principale sembra la prima quietanza {'O/xaloyEt r. 3), sulla ({uaie è innestata
la seconda ; altrimenti avremmo aspettato '0/iokoyovmv àkXìjXoi? sim.

"Etovì; xq[ì\%[o\v alnoxQ{à\xoQog xaioagog Negava Tgaiavov ae^aazov


reQjiiavixov, jurjvòg ro\Q\maiov XQia>càòi^Ene\(p tgiaycaòi Iv <PdadeX- 2i Luglio loo''

q>EÌq rfjs 'HQ[ax\leiòov \fxeQÌ]Òo(; xov 'Aqoivoeìxov vo/hov. 'OjLiokoyel K[otvxoi;\



Aoì>y.Q^xt[og NéTtcoe •.]»«».. .tj? ,,,., w? hcóv
5 jTevxt]xov[x]ao>t[x]<o,[» f » , »]» t, M[E]fi/Liiq Tv^tì ^^ [è\zà)v [x]en-

aaQaHovt\a\òvo ovkrj vjt[ò y]aaxQO>cvi]\fi]lav òe^iàv fiexù xi'oiov xo\v~\

ovvyevovg Màgnov Ai[x]ivviov Mdxegog xmv àjioXeXvfiévo}\v\

innémv cbg éxcov é/)òo/iii])iovxaòvo oìdi] /iiexumq) jiiéam

àTié^eiv naQ avxfjg x[òv ó/j-]okoyovvra 7iaQayofjf.ia èia x^igòg è| oì'xov

10 xàg xaxaXeKpdeloag \av]x(d Koivxop AovxQì]xiq) Néjioxi vnò xov

xeTekevxt]xóxog avxfjg àòeX(pov Aovxiov Ovalegiov Ilgeifuyévovg


xaxù ' Pcojuaixrjv ò[ia\'&ijxi]v }.ì}yàxov àgyvQiov ÒQayjiàg òiuxoaiag
ex 7iXr]Q\o\vg ;<aè, ,[,,», ,]« Mei-ifiiav Tvxrjv àjiéxeiv ^ragù xov
Koivxo[v A\ovxgt]x[iov Néjtojxog xà Èx\(p6gia xov Iveoxònog

.15 xgixov hovg ai'xoxg\àxogog xaiaagog] Négova T[g]a[ta]vov ae(i[aaxov\ a. »9-iuo''

Vegfiavixov nvgov àgx\àjìag !,,,,,,,,,,,,],,. co, .[,]//[,],».[». »».J

JlEVXfjXOVXa jttO w|«»ff,)rttwffjfifK««Jf,)f^|, «««»«, Jrw[*ifJ, #»)(#«[•«]

TTEgl zfjv JigoyEygafilfiÉvtjv ,,.,.,,,,, ,.1. ...,[,,,],, ,f,,,], ,

ex Jtlrjgovg xal ju[i] ènég^EO^ai xòv E\xEgo\v èm xòv\ exEgov

20 jiegl xcóv éxaaxOf»\ ju]t]òè negi aXXov

jut]ÒEvòg ànXòJg Ji[gày/,iaxog èyygàfpov /.itjòk àyga<pov\ ànò xcov

5. Dopo -o«[T]<à è possibile vi fosse soltanto xwfttjv ^daòtXrpeiav o sim., ma le lettere

Sorj/ios. e le tracce di lettere che vediamo non ci

10. Néjion : il r è corretto da 5 ; /. Némmi. offrono mezzo di supplire con qualche si-
12. ft difficile dire se sia scritto qui hjyàTov curezza.
oppure hjydrov. Ma cfr. r. 28 sq. 20. .T£g(' r<ù>' fKà<fiot[i (f t) ò<peiXofitvcof ì xa-
18. Non pare si possa leggere xaizlr/r a('r;)]v. dóxi .^QÓxeiTai ì fi]tjdc .^tegi SXkov xiX.
17. Probabiliiieiito jievirjxovia è la cifra com- 21. Cfr. per es. BGU 394, 17 (a. 137''). PRyl
plessiva delle artabe di grano e di altri 174, 19 (a. 112''). 174 a 17 (a. 139) eto. etc;
cereali, che costituivano il canone di af- ma l'inclinazione del frammentino di let-
fìtto. Naturalmente si aspetterebbe qual- tera dopo ójiXòìs porta a supporre piut-
cosa come <5v yecogyeì avriji àoovQMV S ai- tosto ti[ che non ,T[gd;7(aioj (ovvero ò[>'o-

tò; Kotvtoi xtX. I


^legi ri/v }tQoyeyQafi/.iévi]V liazog, come anche verrebbe in monte).
789. AFFITTO VI TKRRENO 15

e/xngoa&ev xqóv\cov fiéxQi «]? hearwarjc; »//(f'pa|c jraQevQéae\i]

/trjòefuà, fiero, [

Mefifiia[?] Tv/ri? .[

25 <ni'> / À'oi'nToc Aovy.QlijTtoc Néncot; ó jtQoytyQanfu- ^


l'of ófiokoyù) <Y[7iéy^fiv Ttagù Mefifiiag Tt'xy? tò? xarakei-l

n&iaag fioi x)[nò tov Teiekevtijxóioc; ahi)? àòeXq)ov Aov-\

xiov OvalXeQ]iov [IlQeifuyévovc xam 'Poìfiaixrjv òimhjxrp' /.»/-

yàrov àgyvQiovi dga/juàg òiaxoaia? ex nXrjQovg, xal ovòiv]

30 avrfi h'xaXo\ Jiegl tov jiQoyeyoafifiévov krjyàrov xal Tte- 1\

Qi ovòevòg nnX\(o? liklov xtL fié^Qi rry? h'ennónijg ìj/uégas —


Qr]/taiaoi mg {n\Q\óxenai f

<m';> Me/njuia Tv^rj à\néxm rà èx<pÓQia xrX.

22. Forse c'era anclie posto per tifiégag ronmo loga a quella di Lucretius, riprendesse la
iirjSer]ì ; ma la lettera dopo la lacuna non ni^. Forse perchè questo scriba aveva di-
sembra né ; né i. menticato, oltre la dichiarazione di scri-
23. Pìnttosto fxevov[^- che /(fio)[- (cioè fié- ver lui per Lucretius illetterato, qnalche
vovItos tov Xóyov sim.). altro particolare f Ma non riusciamo nep-
25-32. I Hiipplcnienti, incerti nei particolari, pure ad immaginare un contesto ragione-
non pare possano esser molto diversi per vole dove Aovxts » possa capitare sotto
quel clie rignarda il senso. Il male è ohe aW nSeXijf^o , del rigo precedente.
abbiamo anche nn piccolo frammento 2B 8(|. l. xaTaXet^\<pi^e{oas,

(cm. 2X2) vagante, con scrittura della 30. l. èvxaXùt (lo stesso errore per es. in
stessa mano di questi righi 25-32 (m') : PLond 301 [II p. 99], che è del secondo
']adeX<fOv[''] tAorxis, [| j'g]a/i/(ar«[ |iV]fH/«u anno di Tiberio). Per il valore della for-
Ti'LI-]' - [. «love è difficile non supplire ovh mula, che del resto qni ha significato non
eìòvTo; (tlSvirjs) y^àfifiaia oppure yQti/i/iaTa «oggetto a contestazione, v. P.M.Meyer,
OVH eld., mentre è altrettanto difi9cile col- Griech. Texte p. 113 e 181.
locare tale frammento nella i)arte man- 82. Se è proprio cosi come ci è parso di
cante dei rr. 2.")-32. Né riusciamo a per- poter trascrivere, forse koì àv/j] (o piut-

suaderci che dopo i righi dellam' (33 sqq.), tosto àvet- V. adn. PFlor 51, 17 otc.)| Q)j-

cioè dopo la dichiarazione di Memmia ana- /mi' aoi (= jrnnn aov f) c5? xrX. ?

739. Affitto di tbheeno.


Oxyrhynchos (cm. 10X31.5) A. 168P.

'Efxia&oìOfv EaganUov 'lègaxog

(5;rr" 'Oìi'ovyxioy v-TÓ^e«)s Aioyh'i


16 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

"Qqov (ma Seqvcpefog Ttoòc: tÒ èven-

mg Téragroì' ftog ànò r<~)v nrayoa- HVS-if

5 cj'o/ih'Oìv f('c nvTÒv lòacpiòv irsgl

Mov^ivaiÒTT àoovQijg òifioioor


(oore aneÌQm jivqw, èxcpOQiov (ìtio-

TUXTOv Tov avTov èvemòJTfig


etovg nvQoì) àgra/iòn' P^ ij/uiaoi'?

10 TETagrov xoivelxmr avo àxiv-

òvvu)t> navTog xiròvvov, xòn'


T)~jg yr/g òijjuootCDV x{ai) avvTu^ea)[v\

ortoìv ngòg xòv /j.e/uod(oxÓTla']

ov x{al) HVQievsiv r(ov y.agjjòn'

1 5 «io)? tò ànóxaxzov xojutoìjrai.

jiefiaiov/Liévì]g òè Tfjg /nia&u)-

aecog ànoòÓTCo 6 juefua&co/is-

voc tÒ àjiózaxxov xù Ilavvi /liìj- Giugno-Luglio IIÌJ^

20 l(f' àXw ZeQV(pE(og, ttvqòv v\éov]

xadoQÒv àdokov Sxqi&ov x\Exoa-\


xivevfxévov òg eig òt]/Li[óaiov]

fiexQovjuevov fiéxQoi x[erQaxoi-]

veixo) 7iaQaì.r]fÀ7ixix\à) xov\

25 /lejuia&oixóxog xcov jiag' \avxov\

XÌJV /LléxQtjaiV 7TOlOl>fl[év(0V\

o ó' àv jTQOoo^edéat] à7To\xEtaàx(o\

S. 20. SfQV(pts : villaggio della hfiòg To.-rag- 22. <ós : xai è in PO 1474, 15 ; forse per
Xia PO 1285, 71. errore di lettura ?

(i. Mov/ji'a^óji anche esso della medesima 24. .laoahj/iTriy.cJt : v. la nota del Greufell
toparchia (v. la Berichtigungsliste del Prei- a PO 1474, 16 (p. 222 sq.).
sigke a PO 1052, 14. 1285, 79). 24 sq. Per Io spazio forse sarebbe preferi-
12. La formula solita è rwf (t^s yfjs sim.) bile -T/x[o5 oov ror'] e ròir :Tag[a oov], ma
òrjfioolcor Svxcov xrX. Qui con l'aggiuuta non è probabile che lo scriba (Plntiou),
xaì avvxàiea>[v] si indicano gli altri gra- non ignorante, proprio in qnesti due luo-
vami aecessorii (cfr. Waszinski p. 116 sq.) ;
ghi soli abbia stilizzato soggettivamente
(ivvta^tg è, in fatti, parola di vario e gè- il contratto.
nericosignifieato(v. PreÌ8Ìgl»o,P«c/iir. s.v.). 27. Per es. PO 912. 30 sq.
740. FRAMMENTO DI DOCUMENTO 17

/ÀSìT ìj/uoXiag, x{al) fi Tj-pàfl*? foto)]

tx te avrov x{<ù) ix rcòv vji[aQj^uv-]

•\0 Tow runa» ndvzmv. xv[QÌa ^ /«'o-|

fiojotg. CErov?) ò atnoxQd(To)QO? x(ai)aa',Qog Mdgxov]


AvQr]Uov 'AvKovivov oe/Jafaror x{al)]

avToxQd(ro)QO? x(ai)aaQog Aovxtov [AvQrjUov]

Ovi'iQov aefiaa{Tov), fiord' 7g. A\ioyéviis] 14 Sett. ifiS''

3a "Qocyv fis/Lih&aì/iai tÌjv [yijv]

TTQÒg tÒ h'tOTÒc ho?, àjiOTaKi\ov\

Tov avrov iveaTcoTo? hov?


nvQov àgra^òiv ef fifiiaovq

magtov y^oivdxwv òvo, x(ai.)

40 ÙTToòcuaco óg JtQÓxenat. Tìlov-

Ticov 6 x{al) EvTvxtjg àneX(ev)ì%Qog Znou-

nmvog x(a.l) Atoyévovg eygaìfja ?ìjt«()

avToì' fjij etòÓTog yoàfijuarn.

41. Abbiamo Inngaiiieute esitato se leggere abbiamo ora in mente altro esempio di nn
EvTvxvi (ovv. Eìnvxfji) àjieÀ^ev)&eQOs oj)- liberto di dne patroni. Frequenti sono ad
pure a nev&eoòs. In questo secondo caso, ogni modo i casi di propriet<\ di parte di
« vorrebbe dire jigmoi e distinguerebbe uno schiavo (per es. PFlor 4, 17. 19.23 etc.
Knt.vches da altri fratelli dello stesso xnrà rò rg/roc; ap. Wilcken, C'Ac««/. n'>206).

nome. Ma la pviniii letteradopo tute ci fc perf) notevole che qni uno dei due pa-
sembra piuttosto k, e però siamo de-
ci troni, Sarapion, sarebbe di OxyrliynohoH,
cisi per àiieX.(ev)&eQoi;, quantunque non e l'altro, Diogenee, di Servphis.

740. Frammento di documento.


? (cm. 9X12) A. 295P.

akXoog ;'f(»'a[/<|Mfr« ngòg rò a\

òqy&ijvai Jtgòg rò fit]ÒF./dar\

fjfiàg yertai^ai vmg tov xal vfi\àg (ìfìXajieig xaì (Ìujuioik ?

xal àaxi'dxovg ye.véai'^m JtF.gl tov\ — }nnxoXov-\

1. -/<£>•« è corretto da -/inya. a lavori (non sappiamo se agricoli o di


2. injScfiiav [it'jtrjaiv :rgò;] non basta a col- altra specie), alla quale alcuni dei con-
mare lo spazio. traenti dovevan prender parte con la loro

4-5. Si trattava, dunque, di una ispezione presenza [è:iaxoXov&>joni).

Pap. Soc. Hai.. VII. 3


18 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

&fjam vjiiàg kuI rà sQya è(piÒìv. }iv[Qia rà — yQuiiifiata — yQa-]

(péna ini vjioyQa(pr\{g) vjumv xal è[neQO)zr}'&éiTf.g wfiokoyrjaafiev.]

(refi} {"Erovg) tallxal i x{al) y rtór xvqìcov ^fi[cbv Atoxitjrtavov xal Ma^if^uavov]

aepaoxcbv xcù Koìvaxavz(ÌQv) xal [ Ma^ifiiavov xcbv Èm(pavFozàion'\


xaiaàgcov, Meaogrj ò. 28 Luglio SOSi"

10 (iii*> AvQì'jho? Mù)QO? xal 'Afifimvi[o?1 oì jiQoyeyQajUjuiroi? svòoxov-]

juev jiàai róìg jtQox[ei]fiévoig. A[vQijLog ? — ]

syQayta vneg avrcov fit] elò&ia){v yQa/i/xara, {m*) 'O Selva x(ù ?]

AvQrjho? ZaQaJii[u)\v » ^ . , »
— evòoxov/nEv?
[
:rràai\

Toìg 7ZQOxijuévo[i]g. H, , , , » [ — tvòoxco ?|

15 jiàai TÓìg nQoxnfxéroig. \

5. Cfr. PFlor 118, 6 sq. s}io\-ipó^erog rà jrag' 7. Le indicazioni degli anni sono proble-
v/ùv egya. Per la forma ètpiòTv v. adu. 466, matiche (specialmente strano è il segno f
e 10. — In seguito saril Htato per es. lù che abbiamo trascritto con y), ma non
ifjs èitiaxéy>eu>s {cioè un genitivo indicante vediamo come pensare ad altre cifre di-
la natura del contratto ; cfr. PO 1206, ci i5 sembrato di po-
verse da quelle che
16 etc.) yQa/ii/iaTa ajrXà yQafrvra xzX. tere ammettere.
6. pr. ilnoyQacptjucor, corretto dalla stessa 10 e 13. Avgrikiog: così, non AvgriXtoi, come
mano iu -(prjviuor. Che debba esseve vjio- si aspetterebbe. — Invece di evSoxovftev
potrebbe essere rjQxéaàrjfifv etc.

741. Lkttkba di Klaitdios Alexandros,


? (cm. 17X12) Saec. IVP.

Per la scrittura la lettera potrebbe essere del secolo III ;


ma la grossa
somma di danaro (16 talenti e 4000 drachme) che è detta a mala pena suf-

ficiente Big TÒ? è/iàg òoTzdvag, ci consiglia di pensare al secolo seguente, o


almeno alla fine del secolo III.

K?,(avòiog) ''AkÉ$avò{Q]og[ ^fqì'ivmì \x\ù>\

7iajQi[ ]xai\QSiv]

Tà fiifiXla /tot 7i\a]Qexó\fiia]e !Po[<J? AgnoxQazim-


vog, èxp' S méoteda, \6\fiokóy(og iff ygaipfj,

1.2. Negli spazii [] dopo 'AXéSavSgos e ::ta- che del x(" "6l ''' ^ vediamo solo qualche
rgi non vediamo traccia di scrittura. An- incerta traccia.
742. LETTERA 19

5 xaè ènv9rixa[(; x\alà[v\ziov òexae^ xal

òoaij.iù)v re\x()]àxi<; ^eikicDV onfo rìoj'i'-

Qiov fióXig dg rà? ifià[g] òcmàvag ÒQxéaei.


ivtev'&Ev o[vv ?] aoi yQd<po} néf^wai fiot to-

aovrov Saov etoi/À,ov Sx^ig rò òvvdjue-

10 vov za Tigày fiata ànaXM^ai. u zig òè

TiQÓaoSog avvàysrai òjiò t[còv èxq>]ooi(ov i)

o&ev d^TToze, avzò fiezà[Sog] juoi fieX-

Xov jiefjjieajai.,\ e. 12 lettere \rifi&v

ò(pkn{»\,za anoò\

15 Nel verso, iu grossi caratteri ^eg^vcoi

e poi Ji' KX' 'AXeSavÒQOv


e
ysvo yv^voP

12 sq. Avrà forse voluto ^é).\).(av, ma non X^/nara) e poi una forma del verbo àao-

sappiamo che fave del seguente .^efijieatai dtSóvai.

né basta supporlo errato per néji.iea&ai. 16 sq. Cioè JI(agà> KX(av6iov) 'Ale^àvÒQov \

14. Forse àtpXì%^i'[axa (nel significato di òrpet- yevo(j.i)é{vov) yvnvaa{idgxov).

742i Lettbba.
(cui 3oxai) Saec V-VP.

/?

+ Kal TiQoXapàìv ehtov zfj afj dóeXq)ózrizi (hg àXX)]v yvcófirjv eìg f/iàg xéxztjzai

djucjg o[

zotg ygafpeìaiv fioi jiag' avi^g. el de xeXetmg, nQÓ&eaiv àya&rjv xaì vvv èv-

deixvvaaa&ai xaza^ila)aov,?\

1. /) : ofr. PKlor 803, 1. l'O 95, 1 etc. eto. 3. Forse da intendere come ae fosse i<Sv
2. ngoXa^óiv =. aulea PFlor 213, 12. Her- (cioè
yQarpévtoyv diversa da quello che
'

werden s. v. .TooXanPdreiv. Cfr. anche :igo- tu lui scrivevi '). — Meglio, auclie per lo
Xa^ovoav r. 12 f — efiai : l. ìjftàs. — 6 spazio, xata^ilóaij oùrij] ,,8cil. ij ai/ àóeX-

['lovdaToi 1]. tpótrjs).


20 PAPIEI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

/Ojòevòg EÌòÓTog rò òià ri àvénkevoev àn 'Aln^avÒQEiaQ ó 'ìovòàìot; orto? ó

fiera x&v 2"t,[

6 iWmv. zaino de. evyalooìg òvvi] yviovai nagà xov v'iov Tla^uiiov uvzò? yaQ
njv 7iàaa[v nEQioraaiv ?]

oìÒEv Tov jiQayfiaiOs xal rò rivo? evexev <5j'^At9ev xaì onovòaiaig fieiaÒovvai

juot olà yglafifjidrcov?]

rà rijg vjio&éoecog '


rovro yàg ^yovf.im. wg ovv òià rìjv noó(paaiv rov <?> olòs?

Timg àvfjl'&ev], néjnyjov?]

avròv fiera yga/tijLidrcov, d)g dnov t/) ai] XafuiQÓrrjri èv rò) jigaircogup xal\

àóxvog fcaì òià rd^ov? jiaQaaxevdaai fie rama yvòivai. M^avfiaoa òk nò)? reo

vo/iixà} owey/os
10 )'Qd(pEig xai neg) rwv vnoòeixvvEig fiera ygdfifiarog cog oov firj ygdxpavrog

ftoi fitjòk fuà


ofiiog Tj rama yvrjaimv cpihov tariv, ovSfv léym. <in'> òià '&eò>v òe noitjoov

xaì ngód-eaiv

àya'drp' xal qpikiav ngoXafìovaav anovòaaov rà negl rovrov rov àv&oónov


yvcovE xal ra/Jog fieraòovvai fxe' ndvv yàg òhyogo rovrov ^dgiv. ipgóvriaov

ovv, òéanora, fiov xal vvv xarà ràxovg xal ygdyjov vfùv //

i. TÒ Sta ti: ofr. C lò xhog evsxfv. Si di- 10. ^tjàè fità : ' neppure mia sola volta' !

rebbe che il nostro scriba, abbastanza (^i'r. òtto /iiàg 286 22 sq. (v. indice del

ignorante, abbia una infarinatura di liu- voi. IV p. 200).


guaggio filosofico (v. Aristotele). 13. l. yvcòvai xal ra/éo); /leradovrai fioi e <?^(-

5. l. evxatQcog, 9. l. àóxrwg, 11. i] = eìì ymgm (ma il contesto richiederebbe piut-


7. Che sia da intendere Sia ri/r sioóifìaoiv tosto '
sono in pensiero ', cioè noXv(ùQÒit).
ToP (= rlvog) come equivalente di dtà Tira 14. l. rà^ng (se pur non volle i^itrn tà-

jiQÓtpatiiv ? /"'v) e ijuTr,

743. Teascrizione di un testo greco in caratteri latini.


? (a cm. 4,5X8; e cm. 8X12; e cm. 5,5X4.5) SCC I-IP.

Sono otto pezzi di papiro, con trascrizione in caratteri latini di un testo


greco, filosofico-morale a quanto sembra. La scrittura, maiuscola corsiva, è
del primo secolo : e in ogni caso, non più recente del secondo secolo.
Tre dei pezzi li abbiamo riuniti a formare il framuiento e (uno dei tre
non del resto, se non una sola lettera [fì], che sarebbe la prima let-
oflfre,

tera di un terzo rigo dopo quello che è nella nostra trascrizione il 17°), uno
piccolissimo con due lettere incerte abbiamo trascurato. 1 frammenti a e e
748. TRASCRIZIONE 1)1 UN TESTO GRECO ly ('A R ATTERI LATINI 2]

sono priucipii di colonne (il margina superiore è di cui. 3,5), mutile iu fondo ;

a mutilo sempre a sinistra, e nei rr. 1. 5. G. anclie a destra; e completo a


sinistra nei rr. 10-15, mutilo a destra nei rr. 11. 14. 16. 17. Di b e d noti
occorre dare altre indicazioni ;
per quel che riguarda e la trascrizione indica
come sembri completo il solo r. 24. Dal colore dei pezzi sembra che e d e
appartengano alla stessa colonna, a 6 ad un'altra colonna : e se non abbiamo
franteso i rr. 2 e 13 (v. le note), a precedeva e. Nel verso di e all' estremo
margine destro sono alcune lettere cancellate, nel verso di a conti e cifre per
uoi oscure e molto piti recenti della scrittura del recto, tracce di scrittura sva-
nita anche nel verso di e.

Gli accenti acuti (') nei rr. 2. 4. 11. 13 pare sieno adoperati ad indicare
una vocale lunga (egcóra, rj, xovs, nQo'na); ma, come vedesi, solo sporadica-
mente, e perciò per es. to zen può essere egualmente rò Cfjy e reo C»]?'- ^è
occorre dire che ignoriamo che cosa sia l'accento nel r. 19. Incostanza e' è
anche nell' uso dell' aspirazione (h) : per es. hoson ed hemera, e invece o ed
ina. Nella parola poei (rr. IO. 12) l' i, a differenza degli altri, è un '
i lon-
gum ' che si prolunga ad uncino molto al di sopra del rigo. I punti sembrano
adoperati esclusivamente, e anche essi sporadicamente, per separare parola
da parola.
A quale scopo questa trascrizione in lettere latine di un contesto greco
(e che un contesto ci fosse, sembra dimostrato dal parallelismo iva òaiv e tra

fiì] Jjoiv rr. 10. 12), ci sfugge. Ed è, per questo, pericoloso ritrascrivere in greco.
Ad ogni modo diamo nelle note quello che ci sembra sicuro o probabile.

a. b.

jlos • e apothnes [

]penpton • eróta 7 ]. •
ph[
]oton gegone ]'gra.[
]é • hemera ] . th .
[

5 ]ten nyctan •
ep[

Jpori • o • alexan[

1. Per es. f^r xajicùs »; à.^oSy^o[xtir\. i, ]?) oppure J^ tjfteQa oppure piuttOHto rjp
2. Il confrouto con r. 18 consiglia di iu- fìf^ef f 6. 'ìtì/y vvxxav en[ (dove il Tolga-
tendere qni penpton per pempton : [-tòv] riamo nyctan sembra sicuro, perchè il se-
néfuiToy èQoUa, aia nel rigo seguente non gnente e ha iuuuuisi la piccola sbarra che
sappiamo come intendere (se è proprio ( fa da interpunzione).
la seconda lettera, forse ^{]otov yéyove 1). 6. à]:tOQ(i')T 6 'AUSav[dQOt tj
22 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

10 poej • ina osin


o de thanatos tus
• • • outa[8] 18 ]ot[

poej iname • osin ].ie[

ton • henaton eróta


hoson • chron • antlirop[o]
15 calon estin • to zen
tu8[?]o de ipen •
os • an. [

]•• on [

e.

20 liti[

tote.[..]uto • pr[

tutu •
ocrites • e[

leucion sition •
[

catacrinato
25 eandeme pha[
*a**cata[

10 sqq. Alla fine della colouua precedente 20. ^ti:^[ : cioè un caso di Xirga etc, oppure
ci sarà stato jier es. [^ /th yéveais rov; di A('rg[ov ?
ovjioì ovias]\ (e si continua qui) jzoeì ira 22. Toviov ó xgizfjs «[ùiev 1
moiv, I
6 6ì &àvaxos toh; Svza{g\ \
noeì iva 28. Aevxtov 2'iV(r)ioj'f e 24 avrà voluto xa-
fii] (àoiv. texgivaro (in ohe senso t). Chi sia questo
18 sqq. Il confronto con r. 2 porta a sup- Lucius SUtiu» non ci è noto. Né vediamo
porre henaton errato per enaton : zòv è'va- connessione di qnesto frammento e con
zov igcóza ooov xeóv(ov) àvèQai.i[o)\
|
|
xaXóv a e e.

ioTiv rò iijv. 25. Forse èày Sé fiìj ^a[, ma può esseve an-
16. Tovs ì ó oh hiev {6' eùtev) cóf Sv[dgo):iOi] 1 che oc /<£ ovvero ò' è/iè <pà[axo)ai ?

744. Frammento di disquisizioni etico-estetiche ?

? (cm. 13,5 X 7,5) SeC. IP ?

Nella colonna 1' mvaxk sembra adoperato nel senso di ' quadro '
tableau
(mva^, mvàxiov) ; diverso è certamente il soggetto nella colonna li* dove (r. 19)
744. FRAMMENTO DI DISQUISIZIONI ETICO-ESTETlGEEt 23

esso è detto evvovq (cft. anche adn. r. 21 sqq.). Le dne colonne sono mutile

in fondo, né è possibile determinare quanto manchi fra 1' una e l'altra.


La scrittura somiglia a quella del n° 121 (v. facsim. nel voi. II), ma è
più piccola non la riteniamo meno antica del secondo secolo. Interpunzione
;

e segni ortografici abbiamo mantenuti immutati nella trascrizione soltanto ;

alla fine del r. S abbiamo trovato il segno riempitivo (cfr. 121 40. 58 etc).

I. II.

,01,, fifvaovrcoaxai fiaX[ , \ara<o<peleiv

òvvaiievov t]da>a

nQoaeieQaTCDVxara 7i£\, ,,, \oae.vvovaxai

\7\0v ^i[,,»]Qy(ov ye 20 X,|. ,,,]7TaQOvaa^,0}


'
YOvevTexateanv av^ei/j , vxaiTTooa

rj òfnwaxEiaxaiey. /^et^oraxaUa ,,[,,]

nmn(ovfit\ ,\yevo Teoae,aar, ,rov

/Ltevr]nQo\,eX&ov > XQa>fisvov,,aq)e


'2.f>
p[e]f óoS[,,,]eaya\.]t)a

10 I
, \aioau>rd£i[, , ]ieiaxa xaie[v](pt]jMaon}Taai

Tfioxcvtjl . ]7Tivaxeia TOWTiFjTaiòevfie

Tv)^ovaaoy'ivi'axei voiaamw locoofiev

[x]aX-)]V xatcovìjtaa .[ n](OVOVTa>V

\f\Qa<naae.x^i7toXXovc:

30
15 l,]aixoa.\ , .]at)d,avTij

[,]aiB7ia\

1. Sembra possibile à] ovvero Sia]voiyófteva. 17. Certamente /idX[i]<na.

3 sq. Cioè rty»" xar«|[T]ò)' /ìi[or è]gymv. 18 sqq. ì'j S', «5o|.Tf[g fìxlós, fvvovs xa(|;i;»[
7. Sarà certo /«[]. (non paro possa essere j;e[>;orij], perchè
8 sqq. ^oo[a'\eidov \[otji:] «/[i] tutfieXleiyts \
la lettera dopo ^ non sembra g, per qnanto
[x]aì òaior ^eì[rn]i eh xalTaaxFvìj[v] ntra- non si possa assolntamente escluderlo).
xelg I
ivxovaa. 21 sqq. Può essere av^ei fiìr xal .igù; |
//o-
18- uivijràc sembra al Pasqnalì, e non a torto, toj'rt xal Xu/iTi^^oóllrega éxaorov jÒv |
/g(u/<f-
glossema. vov diaiyé\g[^e]t (ovv. òray. t), <5d4[ijff f>]i

15 sq. Forse [x]aì xóofilov]; tjàtj avrì/ \


[y.]ai àyal^^^i I
""i F[i]<ptj/iiai cbraat \
roìi :ieitai-

ijiallfovs wiOffiéQtiai o sim. ieviié\voti: alita.


24 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

745. ITOM. A 215-52. 27C-312. .S.37 sqq.

Oxyrhynchos f^m. 26,5x14) Sec. IP?

Frammento di un rolumen. Ciascuna colonna conteneva un 50 versi.


Mancano dunque nella 1" colonna da 30 a 12 versi in calce, e altrettanti
circa in cima alla 2*; della rimangono solo le lettere iniziali di alcuni
.3'

versi. Il verso è bianco. La scrittura non sarà più recente del s. IP. Oltre
il doppio punto sulP e {?.miov, oio), vìft, 'iva), e' è due volte l'apostrofo (295-296) ;

non occorrono mai segni d'interpunzione. Ad evitare che si sospettino errori


di stampa notiamo qui espressamente 217 ^exoXcjfieì'oc:, 219 an, 228 Tai5e e
:

Eiòereeivai (dove l'« sembra corretto ovvero cancellato), 231 e 293 em ov&i-

òavoiaiv e ov9iòavo? (forse per falsa analogia con oMafuvó?, ov&aftós etc.

PFlor 170, 7. Croenert, Mem. herc. p. 158; ma cfr. v. 245 no-&c = tiotì), 232
AtqeiÒìjvvvv, 234 (pvXa, 235 237 /uè, 238 jiaXn/ntj cpEoovai, 241 òvvìjaerai,
ra,

244 xooJjuevo?, 278 noi, 281 e 288 avaaoeig, 297 ev, 298 eive, 302 fii],
m. H,

Col. I.

215 \afiei,%iu€vog 7TQoaeq)ì] noòac; <oy.iK AyjX)J\

]aq}(oitsQov ye &ea enog sigvaaaa&ai


xai fiala mg d'Vfioj XE^oXcofievog co? yao uunvov
og XE ée oig enineiét/rai uaXa texXvov avror

?; xat oji agyvQErj xiom/ aye&E xeiga PagEiav

220 ay> ò eg xovXeov mas /le.ya ^icpog ovò ajii'&ijne

fiv&co A&i]vaii]g ij ò OvXvfinov òe fiefìì]XEi

òwfxax eg aiyioyoio Aiog fiEia daifiovag aXXovg


IJìjXsidtjg dsiavTig aragrijgoig ejieeooiv

ArQEiòrjr TrgoasEUTE xat ovJito Xi^ye yoXoto

225 oivopageg xvrog o/i/iar e^oìv xgaòiyv ò eXacfioio

ovre nox eg noXefiov afia Xaa) &o)gtjy'&)]rai

ovxe Xoxov ò levai avv agioTijEoair Axaixor

TExXrjxag dv/ico rade roi Xì]g eiòerEEivai

ì] noXv Xojt'ìov Eoxi xara argaror Evgvr Ax[ai\(jDr


2.S0 òcog anoaigeiaffai oaitg oefìEv avTtov eitdj
745. HOM. A 215-52. 278 312. 337 sqq. 26

òrjfiopOQOQ fiaadevc; em ovihòavotaiv avaaaeic;

r] yag av ATQndìjvvvy vaiara Àat^tpaio


akk ex TOi egeu) xai em fieyav oqxov [o]fiov{

vai fia rode axtjJiTQOv xo fiev ovnoxe (pvla xai oforf

235 (pvoei enei za ngcoxa xofirjv ev ogeaoi kekoiJia'

ovd ara&ì]Xijaet jiegi yag pa e xakxo(; eleipe

qwXXa re xai (pkotor vvv avxe fie vie? A^auov


eì' naXafii] tpegovai òmaanoloi oixe éefuaxns

jTQo^ Aiog eigvaxai o de loi fteyag eaaexat ogxog

240 tj nox Ayjilh]OQ nm'}r] iterai via? A^auov


av/utaìtac: xoig ò ov n òvvrjoexai axwfievo? neg

Xgaia/j.£iv evi av noXÀoi v(p Exxogo? [avòg(>\(povo{

ìh'rjoxovxe? Jteinxwaiv av ò evòoOi flv/ioi' afwieiQ

Xooì/ievoi; oiagiaxov Ayaio»' ovòev ezeiaag

245 ojc (paro llr]hiòì](; no&i Se axtjnxgov fiahj yauj

Xgvoei[o\ig i]?.otoi jiejiagnerov e^exo ò avx(K

[Axgei]òrj? ò eregcoéev ejutjvte xoioi Se Nsaxtog

rjdveTirjg nvogovae Xiyv? UvXtcov ayogi]Xì]<;

TOC xai a:to yXcoaarjg /leXixog ykvxuov geev avòìj

250 Tri) S i]dì] òvo /xev yereai fiegonov \av\(tQm7t(av


eqjihaxoioi 7tgu<jì%v a/m xgaqpev r]òe.\

],Ta(i. . . ^ia\

Col. II.

270 \oaav yegag v\, , , t\yauov

\^eX eoiCefieva[i fi\aadeu

\nox ojiioitjg e.fiju.og£ xetfujg

]aiXevg oìxe Zevs xv[òo]g eòwxer


280 \n(jt i%a Se ne yeivaxlo] /^tjTijo

244. fiBioas (uoii rnaas). lettere « raU . sia qni al ano posto : in ogni
261. eq^{tinxoioi (eie ; o sembra cancellato). caso, non si può leggere ii}rraòe.
252. Forse ii possibile iQtiu\roiaiv, ma non 277. I^a stessa prima mano ba fatto fiaot-
siamo sicuri clie il frammentino con Io Xìi'i da Pani/.ei (oorr. n in i/ e apg. i').

Vaìt. .Noe. i(n(. VII. 4


26 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

]xsQO? [»,,J«v enei nXsoveaaiv avaaasig

\av de nave [tjeov f^ievog avrag eycoye


]A)(^iXkrji !JL\e'&e]fiev )[okov og fieya jiaacv

]og Axatotmv nehxm noh.^ioio xaxoio


285 ]v ò aTiajueifto/iievoi; JiQoaerpt] XQeto)v Ayaueiivan'

\ru dì] ravxa ye nana yegov xaia juoigav eemeg

«AA od avrjQ e^ekei negi navrmv e/x/iievai akXwv


\/iev xQareeiv e'&ekei narteaai ò nraaang

]/naiv£iv a riv ov nei&em'^ai dio)

290 \rjv e&eaav àeoi aiev eovzeg


\eovoiv oreiòea /tivihjaaad'ai

Tov ò UQ vno^i.t][d]t]v rjfxeifiexo deiog A'j(_dlevg

)] yag xev òedog re xai ovdiòavog xakeoifirjv


et òrj aoi nav egyov. vnei^o/uai otti xev euirjg

295 akkoiaiv òi] ravr ennekXeo jut] yag ejuocye

atjjuaiv ov yag eyoìy eri aoi nei§ea&ai dia)

aXXo de xoi egeo) av ò ev tpgeai pakleo arjaiv

Xegai fiev ov rot eyo)ye /iaxeaaojiiat eive xovgrjg

ovxe aot ovre rm akko) enei /i acpeXea^e ye dovxeg

300 ro)v ò akka)v a jiioi eaxi &orj naga vtj'i fieXaivì]

ro)v ovx ev xi (pego[i]g av bxoìv aexovxog efieio

eiòay{e]i.iri neigtjaai iva yvo)0)at xai oide

303 ]ì]aei jtegi òovgi 304 ]eneeaaiv 305 ]iv A^aioìv


306 ]aag 307 (non rimane nulla) 308 ]£v 309 ]/ì/Sj;>'

310 lo»- 311 ]aevg 312 ]}iev§a

Col. III.

Rimangono le prime lettere dei vv. 337-341, 345G, 348, 360-65.

296. Marg. km^, se non è macchia soltanto. e>'. Pare insomma che abbia voluto rcDr
801. X non <^ sicuro (ma piti probabil-
Il ov/^ fr ti <ptQois ùv éxwr àéxorrog ifttìo (ovx
mente x che non x) sicuro è il segnonte
; er ri tpégon àr iXwr Bentley).
746, HOM. B 625-SSó. 27

746. HoM. B 025-085

Oxyrhynchos (cm. 8X21) Sec. III-IVP.

Frammento di libro in papiro. Segni ortografici, interpunzione, corre-


zioni etc. tutto di prima mano. »"• »•

Verso.

025 ]"i'€Qaojv 640 JwvfaTJe jierQt]E\aaav

],'HXido5 Avrà- \eg rjaav

lazaXavTOi; Agrj'i- ]E[Xe]a[yQ\og

l^TTora 0vhvg ]lÀev Aix[

\o nazQi x'^kwOeig ^mvai vtìeg enov\

630 \,vt]e? eJiovTO- 645 JTo? [,,,,. ]ve[

\ioeaaav
]g /j,eya^viu<)v?-

]v eivoai(pvi.Xoig <8Ìc> \vta Avxaxov


<sio)
Jacoaae-
]iXma TQTjxeìav-
]VEI^10VX0
\ov a/Àcp^evEfiovro-

635 jnégai evFjuort\o 650 }r)yeixoveve —


\ÒQeiq}ovz{it\-
]t]nv [aTa\lavt(K-
\vai [v\rieg enov[t\o'
\/ii\i\Xxo7iaQt]ot[

]ovog viog- ]c [te] /wya[? tje--

, , ]fjde nvkt]vi]v

Beeto.

\vvea vrjag dye[ ztjv ayez' e| EtpvQtjg 7ioTa/i[

655 \o\i Poòov aii(pe[ve]iJ,ovio- òià\ 660 nsQoag aarsa noXXa AiozQE(p{
Aivòov- IrjXvaór ze- xai aQyiv[ TXi}noXEfi\ó\g ò enst ow rQa<p[

Tcov /iiev 'I2ì]jioke/no5 òovQwl avzixa natQog eoto q)tXov fi[

6v zExev AazvoxEia ^itji Hq[ ydr] ytjQaoxovxa' Aixv/Lirio[

682. La lìnoetta sotto etvoai^vkioig Siirà da intendere come yphcn.


28 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

aixj^ia de vtjag ejirj^e 7co[. ,]v[ G75 àXl' àÌMTiuòvo? ei]v Travgl

665 fit] (p£vyu>[v] ejii jiovxov an[ 01 ó' aga NlavQov t' e«;f|o»'] Kga[
v'ieeg vi[(o\voi ze Piiì[? HQ]axh][ xai K(ov EvgvnvXoio nohv- v{

avTOQ o •/ |e]f Pobov\ xoìv av *Piòinnog xe xai Avxi\

&eaoakov vis ó[,,J HQaxk[ei\ò[

ex Atos- 05 re éeoiat, ,[ 680 xoig òe xgirjxovxa y}.arpvgai\

670 [xa\i [a]<f>i.v d'eaneoiov ii[ vvv av xovg oaooi xo /7eAa[

NiQsvg [a\v Sv/irid'ev àye tq[ ot X AXov [o\i t' ^[Ajoji[a;])'[

NiQEvg [Ay^àir]? v'iog Xag\ [o]i X eixov [<?]^<j^r [,,*,] ^a[

NiQEv? 05 xa[ Mvgfiiòov[Eg] òéxaX[

rmv akXmv Aavamv /<ìt[ 685 xtììv av 7i[e\vxrjxovxa rej

Per l'acceutuazione iijlxda v. 747 lutrod.

747. HoM. A 33-65


Oxyrhynchos (cm. 8,5X^1) Sec. IR
Frammeuto di un volnmen. È notevole che i versi omerici sieno scritti
sul verso (sul recto scritture alquanto più recenti). Tutti gli accenti, gli spi-
riti e i segni di lunghezza e brevità (v. 41. 43. 46. 48. 51 sq. 54? 61.65) delle
sillabe sono in inchiostro più o meno chiaro, e così anche gli « ascritti

(39 o^iaiv, 48 évfion, 44 ovgavcói, 64 A{^)]va[i]r]t) : evidentemente furono ag-


giunti dopo da un correttore, piuttosto che dallo stesso scriba. Di prima
mano è l' apostrofo v. 38 d' inchiostro più chiaro forse
; tatti gli altri nei

vv. 56. 61. 63. Nel v. 63 &eoi il grave sull' e indica l' acuto sull' oi (cfr. la

nota al v. 46, e 130 Introd.) ; ma altrove esso è adoperato così come l'usiamo
noi, nel contesto, per le parole ossitene, a cominciare da jtmxgà v. 34. Nel
nostro n° 11 (voi. I, p. 27) abbiamo trovato i vv. 50-66, anche lì con la
lezione tiiel^ojuev nel v. 62 {= Apollon. Syntax. p. 123, 13). wi. «.

e\vxxljuevov nxokie\d-\QOv' ]j[ia fiex^ afupoxégoiai yévtjxar

]a Tfókag xai reij^ea /laxgà vi (pg[elol ^àX\le]o aijtaiv

35 \IIglafxov ngia^oi\o\ xe naXòag' 40 jjuejuamg jióXiv efa^aji[a]|[

Je xev yókov e^axéaaio' |<p[«A]ot avégeg exyeyóaaiv

]jutj xovxó ys véìxog 07itaa[o:>\ ]«)' TÒv e/j,òv lóXov 'aXXà [i maai
748. UOM. E 724-35. 744-65. 29

]o)xa éxòìv a^'xoìTi ye ì^v/mw 55 Te XM orx etio dia7isQaa[

]e xai ovgavcoi aareQÓeyzi. ]éov[a\' enei tj Tiokv <péQTeQÓ\v\[

45 ]r]Eg \e\nt)[-&ovtu)v av{^Q(X)niin> ]é/*evai. nóvov ovx' ate\

\(À xiéaxexo IXioi; ~iQr)' ]évog Sé fioi £v9ev ode\

]ff [e\vftfieUov IJQidfioio^'^ ]v [T\éxezo Koóvo? ayxvì.ofi[

]edev[e]ro òairòg e£ìa[t]]? 00 \xai ovvexa aìj jragàxol

]zo ya\Q Xjàxo/iev yéga? Tjfi[ \r' a&avàxoioiv ava[

50 ]a fio[a)]jit5 nóxvia "Hgt] e]jzie(^o]uev akÀìj}.oia\

]v 7t[o]kv q)[c]haTài eiai nóhjeg' ]}il d' hpovzai d^èoi ék/.\

\xat \evQv]dyvia Mvx^v^]^^^ ]ov A&riva.[i\r)i snne[

Jt( anép%ovT\a\i Jiepì xi][ 65 ]A-/aiù)v (pvX\o\mv aiv\

]a&' iazaitai ovòè \fi]syà[i\QO)[

46. ]()• sarà «>/Je'< l'^r indicare xijQt.

748. UoM. E 724-35. 744-55.


(cm. 4X8,5) Seo. IV?

Frammeuto di codice iu pergamena. Nel v. 729 lo scriba aberrò al v. 724


{vTiEQ&e iavece di èn axQ(p).

Recto f Verso f

]g avTUQ i'7ifp»?| \voeiì}v exaj\

725 ]oTa 9avfia iò[ 745 J<5' ox^o- <pXoy\_

jÒQOjuoi afi[ ]t> ney{


]aiv ì/x[ \mv To\
]vyBi[ ]e f.taa\

]TaQ vJieQl \o^axai, ò[

730 J.v de k£Jia[ 750 JeJKteTg[

]ov ìjyayev fl\ ]ev avaxl\

iQióog xai av[ \f] Qa di' uviu(i)[

]ytoxoco ]qov de Kqov[

\ov :ia[xQOS \xt} xo[


735 ]o xai[ 755 ]ovs a[
30 PAPIRI DELLA HOOIWlA ITALIANA

749. HOM. Z 99-102, 119-22.

? (cm. 5xa) SeC. IV?

Frammento di codice in pergamena.

Verso. Recto.

ovò' AyikXr]a[ ]i Tvòsog via?


100 ov TiEQ rpa.\ 120 ]/nefiaa)re f/,a[

fiaiverm o[ ]koiair tovTe[

mg Ecpai Exr\ ]aya&og Aiofi[

750. HOM. // 329-348. 353-374.


? (a cm. 4XJ,5; h cm. 5X7,5) SeC. IV-V».

Due pezzetti di pergamena ; dunque frammento di un codice. Accostando


i due pezzi si hanno nel recto frammenti dei vv. 329-348, e nel verso fram-
menti dei vv. 353-374. Il verso 369 era omesso.

]ov afKpi ^xa[


330 \xoìi (5' 'Aiòoi; de xarijll

\àfi i^oì navaai A)iaiù)[v


\HvxhfioofiEV ev&aòs v[

]i' aroQ xaraxetojusv avTo[


]v mg x òaréa 7ioLt[oiv

335 olnaS' àyt] ó[rav avre vE]mfie&a[

x[v]jJi,pov ò' à[fiq>i n\vQriv éva{

axQitov £>c|, »,,,],,[


nvQyovg —
v^>r}\ 339 h ó' avrolai\ — 340 ó(pQa òi avTd[ —
341 BHzoo&ev[— 342 ìfj^^
Xnnov xai{ — 343 jutjnot' smfiQi[ —

344 mg eq)a&' ot ò' aoa[ — • 345 Tgmmv avr ayoQr],[—


346 [óejivj; rexQixvìa n[ — 347 [Totlot»" Si' Aviri{vm\Q n[

348 [xejxAirre fÀ£v[ —


751. rrOM. O 575-91. 623-40. 31

353 ì,,[ — 354 \tnwr x[ — 355 ]avdQog EXevrj? noo[


356 ]afiEil}o^ievo!; f:nen[ — 357 ]q av ^tn- ovxfx e/<o« (pd[ —
358 ]i alXov /iv&ov a/néiv[

359 [,,,,..,,,, tIovtov ano ajiov[òrjg] ayo\Qevstc:

jra &eoi [qpgeva? co^eojav at)T[o]t

, ]ai f*e&' [i\n[noòafì\oii; ayo[QEvaoì

362 ]ovx \a}ió\òù}a<o 363 ]rifieieQov ò[(jd— 364 ]v aXX mn'^Fivnr


365 nrea]rt] 306 jartiAaiToc 367 ]figree.mE' 368 ]emxovQoi
(369 era omesso) 370 jaTgatov ev TeXeeaai <' ex 380? ' Ludwicli)

371 \t]yoQée f.xaaio? 372 ]i rtya? 373 \MeveXami 374 ]? oqu>q[—.

751. IIOM. O 575-94. 623-40.

OxyrhynChOS (fr. l cm. 3,5 X9 ; fr. 2 cm. 10,5 rall'iiicirca] X 10) SeC. P?

Frammenti di tm volumen (il wr«o è bianco). Il fr. 1 apparteneva ad nna


colonna antecedente a quella di cui si è conservato il principio (v. 623 sqq.)
nel fr. 2 : tra i due frammenti mancano 28 versi. Il fr. 2, del resto, risulta
di tre pezzi staccati : le dimensioni indicate sopra tengono conto della di-

stanza che va lasciata tra essi. Accenti e apostrofi sembrano di prima mano.
Si noti la lezione àyyekiag nel v. 640. Il v. 578 è omesso, come in altri mss.
m. H.

Fr. 1.

575 J4
]MeH '
Fr. 2.

577 |t>^(>o[ \Xaiìmo\nE\vo<; nv\Qi navx6\&ev iy&OQ\


" •
v
579 ]oc t' tn\ \ntn co? [ot]c xvjua [,.»] ev vtjl^] }ieó[

580 \ì%QÓr\ 625 \,,vnai. v[,,<,\mv av\ , , , , tjecpeg >; òé t[

]«5e yi<i\ ] , vnexQVf\, ,]ave/xoi[. , , . . ,]vo<; arjTtjc

le fie.vrxagfi[ \,efi^Qefi[, ,,,] tQOf^éol,,,,,\rE (pqiva vn[

\Qa òlov |,,ÓTe$ Tv[.,,|,[,Jag v[ \vatoio (ff\

Vito- \òmCfxo [.».,,,. jt a[ ]aiv Axa\

681. Pnrp yvi[, i» mono clip non sin un circonllesso.


32 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITA LIANA

585 ]v Jiolg/iia[ 030 ]ao o -f <X)ot\ 12-15 11.


] fiovaiv[

]»eoixa)c: ] , veia/isv[, , ]Xeog /i£[ ,,,,,. \véjuoiTm


]ai Fv de rfe xìf\iai v\o\n\ev? ov\jt<xi ad(pa eiò[

]/!ierai avÒQ[,]» ]fia%éaaa{a&a\i éhxog \,,,,»]fiq)i (povìjiai\

]g TE xm[ ]« ò f^iEV 7iQ())[t\r)ia[i\ xm «[««^ ,,,,.]« fìÓEomv


590 |éo)'To r»35 ]ojuoarix(ÌEi o[ò]Er[E]v /«[,,,,,, ,,]pór[,]a|
]v ÉÒEi ai òe t\e\ jtànai vjts[„,„„„]v ok tot' A[
\ayoioi ]nEai(os E[q)oP]ri'&E[

]e(pet[

640 \ia? oi[

C33. r/^orr/ioi : nnu paro ci fossero altre lettere, sebbene niaiiclii il papiro.

752. IIoM. P 335-346. 368-381.


(ciii. 5,5X9) Sec. IV-VP.

Pergamen.i in due pezzetti, dei quali uno nuil conservato.

s]mE jinQaara[i; Émacinv a\


335 E]7iixo'6Qa>v 370 ol dkXoi Toa}[

]wj' vji Ayaimv Evxtjkoi no[

]i òa/iévTa? rjEhov oÌEia v[

\ot ayx[t] nagaarag yaitjg ovò' oqe\

]rig ETiaaQQod'or eìvai akkrjXcùv uXeI

340 ]oiYEyExì}Xoi (sic) 375 noì.kòv a(p£a{

\to T£&vì}ùna [fì\É[QÌ\ xm 7ioXe\

Di cinque versi seguenti [o\aaoi agiaroitl

tracce per noi oscure. avsge xvòaXi[


IlaxQÓxXoio 71, [

380 icoòv «'* ngcOtl

TU) ò' E.moaao/xEl


75S, nOM. 'P 511-27. — 754. IIOM. /i 100770. 33

753. riOM. 'P 511-27.


Oxyrhynchos (cm. exio) Sec. IIP.

Frammento di un volumen nel verso frammenti di conti, di mano molto


:

più recente. Manca il v. 525, omesso probabilmente per la somiglianza della


fine dei 524 e 525 {ig)fjxev e à'^tjxev). m. s.

]e(pavoi; xeXaònvi] ]xvdtocovTe?

]XevxcoXevog Hqvji <sic> 520 \ivEq)Ei avrag A^iM

]
\t\ veixe erptjTixai ]v xai fimvvxa? iM
jkovg ayoQsvov \vQavov evQvv ix\

515 ]to Eihov eigrjv ]e e /irjvn; avì]x\

]/^t]toio nohr^og 524 \ai òe x)]de e<pì]XE[

]oQav ri/iari xeivco 526 |^«oi> rm 7ivQy\o\v

]v d'Eoi aiEv EovrE\ ]ov ainag \v:i aj^rf

754. HoM. d lCG-176.


Oxyrhynchos (cm. io x lO) Sec. II-IIIp ?

Frammento di volumen (il verso è bianco), in due pezzi, dei quali il primo
contiene la prima parte dei vv. 166 e 167. Bella scrittura onciale. Tutti i

segni ortografici, l' interpunzione e le correzioni sono di prima mano. Le di-


mensioni indicate sono quelle dei pezzi insieme giustaposti alla debita distanza.

ìlt. s.

]XE/Adxa)i ó juEV ot;{[.,,,,,,,,]a^ot


]xara òrj/iov alakl ,,,,,, ,]xotì]ra-

]qv&os Mev[

]? vio? Efior ò[

170 Jc e/ioyrjOEr aé'&l


fi X
]t)aÉ\mev ÉMjtlanl

]i.a voiTTOv edcoxE

]dat Okvfinioi; Evgvona Zev[

]nohv xai StófiuT' étEv$a


<«ic>
175 ]) xtrjjuaai xai téxe'ì d>i

]oXiv e^nkojidl

l'ai'. '^^*'- iitil.. VII. «


34 PAPim DELLA SOCIETÀ ITALIANA

755. HOM. § 537-554.


Oxyrhynchos (cm. loxio) See. Hip?

Frammento di volumen (verso bianco). I segni ortografici sembrano di


prima mano; e così forse aucbe le correzioni di /leyd ih fiaXa e di'ot in fuv
nei vv. 541 e 545, sebbene queste sieno in carattere più minuto. m. s.

» »[»|«[

]!^o/j,evog rdò[

JQjtéofiév Tfi y.ai [wJQoge ^elog aoiòd?


540 ]v7ico navaar oìì^vqoìo yooio
a), _.
]voQ' /Lieya Jiov fiiv axo? (pQevag aft(pip\

\My' o jUEv axei^rm iv ojuòjg zeQna)]ue&a[

]voòoxot xai ^eivog enei noXv xaXXio[v

]vexa yag isivoio tao' aiòoioio rervxTal

545 ]m] xat qiiXa dcoga rà oi- òiòofier q)il.[

\ii xaaiyvr][rov ^ejlvós ^' ixeti]? re Tervx[

]qi óg [t]' oXiy[ov neg E7inj'av]t]i nQajii[

]v /iì]òe[

\xs a etQCol

550 ]7i' orofi ott[

nXkoi d' oi xar]

ov fiev yag rig\

ov xaxog \o\vò[
cdX E7l[

756. INTERPRETAMENPA VbBGILIANA (Acn. II 443 Sqq.).

Oxyrhynchos (cm. .soxi**) Sec IV-V?

Il foglio di papiro, che così nel recto come nel verso contiene due colonne
di interpretamenta, è mutilo in fondo, senza che si possa stabilire quante
glosse manchino alla fine di ciascuna colonna, perchè non egualmente sono
interpretati i versi di Virgilio: a volte cioè sono glossati parola per parola.
756. INTERPBETAMENTA VERGILIANA (Aen. II 443 sqq.). 85

altre volte è glossata soltanto qualche parola, altre volte ancora sono tm-
scurati versi interi (per es. 500. 53.3).
È ovvio pensare che si abbia qui lui esercizio scolastico, e le frequenti
coincidenze coi varii Glossarla che ancora abbiamo (ne abbiamo citata qual-
cuna, ma è facile aumentare il numero delle citazioni valendosi del Thesaurus
glossarum emendatarum del Goetz) vorrebbero dire che a Olossaria analoghi
ricorse il giovane studioso. Ma fa qualche difficoltà che, mentre sono glos-

sate parole semplicissime e tali da non potere essere ignote a nessuno sco-
laro por principiante che fosse {ultima, has, uimque, addere etc), altre parole
meno comuni sieno interamente trascurate. La stessa difficoltà si presenta
suppergiiì per il testo analogo PO 1099 (Aen. 4, 659 sqq.), che gli editori

attribuiscono al V secolo. Altri frammenti si hanno a Milano, secondo la


notizia che ne ha data il Calderini. Se quel foglio dei PO appartiene allo
stesso nostro codice papiraceo, vorrà dire che tutta 1' Eneide era interpretata
allo stesso modo, in un volume di moltissimi fogli. Nel nostro un largo margine
bianco (4 cui.) è innanzi alla prima colonna del recto e dopo l'ultima del verso.
La scrittura greca sarebbe potuta sembrare anche più antica del quarto se-
colo, la latina certamente no ;
senza dubbio la stessa mano scrisse e il testo
latino e le glosse greche. Il papiro, in condizioni non buone, proviene dagli
scavi del prof. Pistelli a Behnesa (Oxyrhyuchos) ; e ci era giunto accartoc-
ciato in maniera da far supporre fosse addirittura inutile. — Per i frammenti
analoghi in PK ed in un palinsesto Ambrosiano v. E. A. Lowe in The class.
Review 36, 154 sq. m. n.

Recto: Col. l.

443 tQÌÒOVTa[l]

TÓtg fiadei[a/no]Tq

TR? àQiarelgjèg

nQoSefìXtjinévoi

(5) » obiciunt àvTixi^éaoiv

ÒQaooovxai
e V
rói Jtogyotg

TÒ? ÒQO(pag

ÒTiooTKoaiv xai àva(po-


j
(10) » ultima T(t TtXfi'Tfa - >-

1. 1. è(>eiòortai e 2. I. fiaòtoftot;. 7. 1. turre» e tov; .-rrpyoiv.


8. 1. tatg àgioTFoaìi; o 6. I. prentant, 10. 1. TeXevxata.
36 l'AI'lEI DELLA SOCIETÀ ITALIANA
INTKIÌFUETAUENTA YKUOUAAÌIA (Ami. II 443 sqq.). 37
756.

(35) 469 u[es]tibulum ante i[p\»um TtQÒ avzov Tov noonoikov

470 ex8uU[at\ yavQià

luce atna T(o (pozi r(o /alxécp

\c\o\r\ugctim TQOfieQÒ? xal Xd/imov

471 in lueem ek 10 (p&g


» \c\oluber o'ÌÒQog o(pi<;
(40)

» mala gramina xaxàg ^oxdvai;

» pastus

472 \f]rigida ì) tpvxQ»

» bruma f} zQonrj fi x'Jft^eQiv^

(45) » [t]egeba\t\ èaxenev

473 [n]ob[u]s xacvcóg

[p]os\i\t[Ì8 eximi]Ì8 te&évxoìv èyòv/ijiuov

[nitid\us tpeÒQÓg, la/LUigóg

iuue[n]ta rf\ veÓTtjTt

(50) 474 [lubrica] terga Tri òhnOfQfx vibra

» \subla]to pectore [vTievei ì\Mvx(ov [ox]ÉQvtov

475 \ardluos ^[o\xoi; <f>

» [tr]Ì8ulc[i]8 xQiavXa^i

470 \equorum agitatori 6 èkaxrjQ, 6 fjvloxog

(55) 477 [armi]ger 6nlo(pÓQoq

» \om]nis pubes nàao^vl vE[o\kéo\y\

478 [ia\ctant QÌnzoi!\aiv\

479 \c\orrepta dura bipen- A(paQ7ia[a&é\vzog axhjQ[ov TieXéxeojg


ni
480 p[0]rrumpit òtaQ^aai

(60) » [u]ellit ànoanà


» sq po8tes eratos tò ^[vQiófiaza f —
481 exci8a traue [

86. I. nQoniXov. 48. 1. ffaiÒQÓt.


87. I. (pwTÌ. 60. I. nXio&t)Qà.

40. I. v6qo(. 56. 1. vtoXaia.


42. )• vtfttjdtig. 50. 1. iiaQt)aoei (cfr. CGloss II 273, 55 Aia-
44. 1. x.etiJUìQtvt). Qtjaato dirrumpo perrnmpo coniimpo).
46. 1. iioiiKS (uvv. Huuot) e xmvós- 61. 1. aeiato» e 62 I. tiabr.
38 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

481 sq. firm[a ro]bora


» eauauit

(65) 482 lato ore

» [f]enes[tr]am

Verso : Col. I.

u
494 trucidai afpaxrovoiv

496 [i]mmi8i èv(ìh)§énei;

496 non sic ovx omo}?

(70) aggeribus ruptis tibv y^oìfiàxuìv acjie,


* * « *

spumeus amnis à(pQ(hòrjg jiorafióg

497 exiit

» oppositasque moles xaì tà àvTixijueva jue-


yé&rj
» gurgitc reo xhóòmvi

(76) 498 furens fie/j,t]vr]g

catnposqtie per omnes xal olà T&v lro)v\ Jiàv-

\n\eòl(OV

499 cum stabulis juezà xòiv xxì]vcov

» armenta xò. ^ovxóha


501 Hecubam xi]v 'Exd^tjv

(80) » nurus vvfiqiag

502 foedantem fieiévovxa èax[vv]o\vx]a

» sacr[a]uerat àfpeiSQWHEl

» [igni]s nvQOÓ?
604 ]barb\arico auro xà) ^agfìaQixw XQ^^^

(85) » [postes] al (phai

63. I. immissi e 69. 1. ovx- 72, 49 foedantem fuaivovra xaTeo/i^vora).

72. exiit (sic). 82. 1. ÌKpttQiÓKu (cfr. CGloss II 331, 34).

73. 1. àyitxel/ieya. 83. Si aspetterebbe ignes :tvQaoi<i, ma pro-


75. /tefttjvcóg f ovv. iftfiav^s ' babilmente si aberrò al v. 505 (qua deficit

81. 1. luaivovta aìa^vvovia (cfr. CGloss II ignis) ; cfr. ignia jii'gaóg CGloss II 426, 47.
756, INTERPRETA MENTA VERGILIANA (/le», li 443 sqq.). 39

'506
40 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

526
757, BARNABAE EPIST. IX 1-6 41

a diaposizione il materiale critico necessario per stabilire esattamente il posto


che il nuovo testo (=jj) occupa nella tradizione (risulta intanto che G era
esso stesso o derivava da un testo molto antico, altrettanto antico almeno
quanto il Sinaiticus), trascrivo dall'apparato critico del von Gebliardt e del-
l' Ilarnuck {Patrum apostol. opera faxc. I pari. Il ed. II; Lipsiae, .1. 0. Hin-
richa, 1878) le principali varianti, con le stesse sigle ivi adoperate (senonchè
pongo S ^-' Sinaiticus ; con B indico il testo dei predetti editori). Sono no-
tevoli le abbreviazioni ;<•(=" xvQiog etc.), i>' (^ ì%óg etc), e i due accenti v/iòjv
e mdìv (r. .'57 e 38).

Verso.

[jiEQietelfiev ìj/umv xai t\ì]v xafjòiav]

[keyei o x'] sv reo jiQO<pt]TT] ei[i;ì\

[axorjv ? To]v xvqw. <8Ìc> ovx em]xl

5 [
xa]i jiaXtv Xeyet axo[>] a\

[xovaovrai] oi nÓQQOì&sì' xai [a e]

[jioit]aa yv\(oaovrai. xai jTsglt]

[rjUì]{)-)]T£ i.\e.y£i x- za? axoag v\fÀM]v


{xai jiahv Xe\yei axove laxQaìjX' \ot]i

10 [rade keyei x'\o i'/' aov. xai naXiv

[to nvEVfxa] xvQiov TiQotprjxevsi.

[iig eariv o] deXmv Ctjaai ei? xov

\mmva axoìj] axovaarco ztj? <pa>

[vt]? rov\ jiaiòog fiov. xat Jia

\'ì [kiv Xeysi ajxove ovQave xa[i\ ev

[coTii^ov yt]] ori x' FXaXijoev

[ravra eie] fiagivQiov- <?> x[ai Tia]

2. xal pG: oni. SC. 7 sq. Non pare ci sia spazio per il jrsgirfitj-

5. ó k{vqwì) abbiamo supplito con G : xv- &tiata&e di G : ' circuincidite ' L.


Qios se, 8. ròff àxoà; p : ròf xagdia; B, ' anrefi '
L.
4. Le lettere vxvg sono certe (xvgov inipos- 9. 'loxgat'jX : v. Ulass-De Brunner ^ 3i), 5 ;

sibilo) : fìs àxoijr òniov vjr^xovour /lov B. Sammelhuch 017, 3.


'loògat^X per es.

6. noQQiodcv è cbiaro ; non b sicuro che sia 10-11. xal-jtQoqitjTcvst y con GL om. .SC". :

proprio CI) la lettcrasoprascritta. Inseguito 17. Uopo fiagrigiov non sembra un punto,
xal CUI. B, ma '
el quae feci scleut '
L. ma piuttosto una lineetta.

rap. Hoc. ital., VII.


42 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

[Xiv keyei] axovaaie ko\yo\v y.'

[aQxovxEi;] Tov Xaov zovrov [' >i\ai

[naXiv Xe\yEi' axova[aT\e T[sx\va

\ti}? (piovriq\ ftoo)VTog ev [r]ì^ eQrjfico

Recto.

TO? axoa? tra axolt'oavreg]

xov koyov niaTEva\miJiEv]

25 |a]AAa x(u i] neQaofit][ e(p »; nenoi]

flaaiv xazygyrjTai. [neQtrofirjv]

yuQ eiQìjxev ov aaglxog yevrjmjvat ì]

aXXa nagefttjaav. [ori ayyeXog]

o novrjQog eaocptCev [avxov?]

30 Xsyei òe ngog avrovl? rade Xs]

yei o &' v/icov' a)d[e evQiaxco]

cvtoXtjv. fiì] 07iftQ[t]Te en a]

xav&aig. neQiT/ut][-&t]T£ reo»,]

vfJ.(ov. Hai XI X£\yei]

35 jr.eQixfxr]'ih]xe xo a[xXì]Qov]

xì][g] HQQÒiag vjucov \xm xor]


XQ\a\')iì]Xoy vficóv o[v axX)]\

ó qvve[i]xe. jiaXlv[

21. T^? pG : om. se. 80. Àéyet de pC :


'
dicit autem ' L : SG.
Xt-yei

24. tÒv p : om. B. Se dopo niaievoleofisv ci 81. <5 i?(«ò«) p : xvQios ó i9fòf B :
' dominns
fosse o non ci fosse >jficTs, non si pnò dire, dens ' L.
perchè, essendo varia la estensione dei ri- 33. Tòt xvQi'cp CGL : Tòi &ecp S : rimane in-
glii nel terso (rr. 1-21), è da supporre certo se p ebbe i>' ovvero x-
fosse tale anche nel recto. Ad ogni modo, 84 sq. Non escludiamo xal ri Xé[yei ; xai]|
'
^fieìg è omesso anche in G, col qnale p 7ifQtXfi)'i9tjrt.

va piti spesso d'accordo. 38. Non si può leggere altrimenti che qv-
25. [àjA^à xai i) pSC : fj («) yaQ G. vtne. Il Q apparo tagliato nella gamba,
27. eìgtjxey corretto (pare dalla stessa mano) ma la lineetta che la attravev8a non è
in shiev. altro che la pavagraphos (cfr. il 5 del mar-
29. <5 TiovriQÒ; p : jiovtjgns B. gine). — Tj' accento grave sul ì.ir indica
75». FRAMMENTO DI OMELIA 43

siavra la f.§v>/ oute\QiT/i,t]Ta\

iO a>t\Qo]PvaTiav o de Xa[og ovrog]

a7i[sQ]cxfxt]ro? xaQÒ\i, aXX s]

QEig xai /iTjv nEQ[i]x[e

il parossitono nóXiv (cfr. 180 Introd.). — certo di più il frammento di lettera dopo
;

Per la lezione (forse :iaXiv [de Xeysr] <cfr. xag bì adatterebbe meglio ad un /i clic
L), e niente altro) v. l'App. Crit. di B non ud un S.
e Bopra la nota al r. 24. 42. jiegliltlérfiriTat] con SOL (' cìrcumcisus
41. Se xaQÒli'i} ovvero xaQÒ[tas, rimane in- est ') ovvero 3ieQ[t]i[éfiveTat] con Gf

758. Frammento di un testo fouse cbistiano.


? (cm. 10,5X11) Sec. III-IVP.

Il papiro è mutilo in alto o a sinistra; a destra e in basso è circo-


scritto da una linea rossa, la quale verosiuiilnieute si sarà estesa anche in-
torno alla scrittura ora mancante. Il verno è bianco.

]etvos e[\

]»' jtQCorovg tij\ ,,,,,,, ,a]vMfiahj


]«f ano drifiaycoycag rvxtjg. nogi

5 ]>{ai ore fiev òiakafUKov zi] tv)(\ìf\

\fiexanEuua)v xai eXazxov fievoi

]de o^ecog neQixtmfievov efo) epa

\)(m jToXvyvoDotov xai avògayaìfia';

\ngog iJjifQexovaag ayal^ag aXijihird

10 fj,f\ovov xai jj,}) xaneivovv eavxor jigog

[xovg — ]ovg xai JtQOS xove exxog nuvrox,

]xoaftovv ùtocefieg de xai §eoq>i

[Heg- - ]^Q]t]a/iioòoxovfievov Jivxvoxenov

759. FUAMMENTO DI OMELIA,


(oni. 28X20,5) Sec VP?

Può darsi che 1' omelia o altro testo, a cui il nostro frammento appar-
tiene, sia noto; ad ogni modo, non ci siamo molto attaticati ad identificarlo.
44 l'Armi DELLA SOCIETÀ ITALIANA

perchè troppo estesa è la letteratura in cui avremmo dovuto ricercare. Nella


scrittura (grossi caratteri, con pochi elementi di maiuscola) è notevole l' uso
dell' '
non solo dopo yag' e ovx', ma anche dopo le abbreviazioni per contra-
zione (Tiga' = naréga, Jiga ----
firjTÉQa, év' = i'}eov) e persino dopo anorayt]' (r. 7),

TixTOjue^a (r. 13) e fjds' (= rjòeì r. 4). Errato si direbbe lo spirito aspro (sempre
nella forma •-) nel terzo rigo, dove si dovesse intendere ?) <?> jigòg zóvòe »y

TÓvde. 11 punto, che nel r. 4 è in basso, in tutti gli altri luoghi (5. 8. 9. etc.)
è in alto (in realtà è intermedio fra il punto in alto e il punto fermo .

Becto.

[
\a- ra rifi[m]Q[o]vfi[e]va ?, , ,

[
\xt]atg f) ngog zovòe f} tovÒe

[ ~\fiÒE xai fjde. et yag' jet yag'l oji,

5 [
]i?a rt] rov xoajuov vkt]' ovx

\
][ieOa de xr) zwv fjòovav vh]
[,no]vò[ev] ovrjaei ->]fiag f) anorayi]' kov

xad^aQEVovoì]?' el yag' a(pi]>ea/iiev nqa


IO Tov ocofiOTty.ov ovx i'aaajuev òe zov mqu
x-qg aÒMfiag, ovnm eaixev xsy.va &v\ ti Se >c[ai *.\

xaxeXetJiajuev fxgn ov xaxsAemufiEv Se

xi]v afiagxeiav òi i)g xixxo/ne'&a' xat

xixxofiev avvekaPsv yog" (pt][oi]v nov[o]v

15 xai erexev avofieiav ovjko ea/iev vioi

xijg fiaaikeiag' et Se xai t]Qvi][juei'}a T]ov[g]

aSeX'p[o]vg xai aSsX<pag' ovx'\

[....,...]« xa eav[

4 sqq. Certamente « yàe àjr«|[rafa/«e]d« t^ 7. Koiso [«V oji'iij'èj'] orbati i)/ià; xtX.
loìi xdofiov vXr), ovx|[à^TCTaf a ]/««!?« 6i ijì 10. i'aa. =^ eìaaafitr.
Twv fjòovwv vXfj xtk. Cfr. per es. Lue. 15, 14 sq. Cfr. Psalin. 7, 15.
33 eto. 16 sq. Cfr. Mattli. 19, 29 etc.
760. FRAMMENTO DI ROMANZO? 45

Verso.

Di traverso a circa metù della pagina due riglii di scrittura, copta

(a quanto pare).
E (juindi più g;iù, dopo circa 3 cm. :

\xiov ev Pot]&ia rov vynarov fv oxenei xov év lov ovquvov


20 \,Tov XV avtiXvfJUiKOQ oi xai xaxa(paax[

]o? fiov xai thiiao} en avrco [a tJjTt ainaiv

(seguono frammenti di altri tre righi)

760. Frammento di romanzo !

? (eni. 7,5X9,5) SOC. III-IV».

La scrittura del recto (frammenti di documento) sembra del III secolo (l).

Suppergiù del medesimo tempo sarà la scrittura anche di questo frammento


letterario (nel verso), che non senza molte riserve abbiamo indicato come di
romanzo. Certo in più d' un romanzo occorrono scene di vita egiziana, ma
non per questo ogni descrizione di cose speciticamente egiziane va riferita a
narrazioni romanzesche.

(1) Vi leggiiiiiio Aio]vvot'ov e nello stesso rigo ]ov AiUov 'Afifi(ovio[v1, o poche altre
sillabe.

\rf àvàpitaii; /le.ydhj xni [,,,],, 3TQea\,]ax[

]<1U.<H ojióoot xaXòK diaTFkeof^i'jnoiiail

]av àri'ÌQCómov vjiò xoQxoòtiXoìv f)Q(oii\h'T<in'^

5 yjàg Ttòv &aXaaai(ov xal àanlòfov TeXf.vz[

x\(ò èmtnl^eiq) rójtcp elQrjvr], lene o ò\

8. Forse si può leggere òojtofa. Kviòiv = Kriòior, orpvQistir = otfvnifiiv =


4. Per xoQxóRfùoi (HGll'Ì303, 9) o corco- ajtvgiòtov j : Iiitrod. 212 « 297. adii. 730
dilli», V. i lessici (Thei. l. lai.) o Mayser 17 8q<i. PO 1415, 14 e 26 (tgcuieShov o
p. 189. Kitsch!, Opiisc. II 536 sqq. tganediieiav K PFIor 366, 10 sq. iv\xo:fouj>
6. Cioè ìntirjdfi'fj). Cfr. adn. PO 1069, (= f wr., eorae ha visto Wessely, Wochen-
(yteCeroir). 1158,12. 16. 17 sq. (Kniiety = nchr. fiir o/a»». Philol. 1915 p. 688, che
46 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Jl^avTa xaT[n]ndEk zvQavvo? ànohtnl


]ai avvxe\).]ÉaovTai. zoTg Atyvmioi? x[

]xa&à Exovaiv ovóè ovgavò; f}XafÌ£Qo[

10 ]emh] TÙìv àkóymv ì^òmv xal fj nvo[ri ?

]ev>tQaro[g] ó àijg ó/(ixlcóSi]g negixexvl

],,t,[,,'ì']^0JtvQiw evjuéye&es ra[

Vf^a TtQoXajUJiQiCorra oniv&^gja

...[.].[,] leQóyQa/ujuaréoK n,[


15 . . T, , X7]v &arQo[v] àvaroh^g, [

,,rE èmaxiojuov tov NeiXov i?,,,[

]''T[....]«'^owr,.,]«o,[

por tali forme cita '


deu XIII Jaliresbe- correnti in antichi dialetti (arcadico, cre-
richt Hernais [Prograium 1887, 915] S. tese, dell' Elide etc.), per es. òsQcÙQov-ì^é-
38 Così ancora in un altro fram-
ff. '). Qe^Qov (att. pÓQù^goy), deve (Zevs) etc.
mento nostro, troviamo ^t]ftev{)cò/.(cv per Blass, Aussprache dee GriechJ p. 112 sqq.
dì]nevdò>/iev. Viceversa Sammelbuch 5273, Brugmann-Thuml)'' p. 30 n. 1 etc. ó —
16 (a. 487'') ejTiSijTtjatj = kmCrjzrjor^. È cer- (dopo èare) si sarà inteso di espungerlo.
:

tamente iu giuoco la pronunzia volgare 12. O piuttosto imo jivQtov ?


greco-egi?ia, indipendente da analogie oc- 16. O piuttosto ém axiofiov ?

761. Definizioni geammaticali.


Oxyrhynchos (cm. 14 X 12) Sec. V-VIP.

Pergamena buclierellata e in cattive condizioni. Scrittura ineguale, con


molti errori di itacismo e sim. E non può non sembrar notevole che proprio
un testo grammaticale abbondi di tali errori. Proviene da scavi del prof. Pi-
stelli in Bebnesa (Oxyrhynchos). m. n.

x]a'& examor jt\

]xai vvv t]diav jtoioT\t]Taì 6-8 11.]

\Qt]fia\ Eoxi ixfQog Xoyov [ev i\òit]g fieTaaxt]/(aTia/ii[oig òiaq:>o()wv]

1 sq. C era indubbiameute la definizione 3 sqq. Cfr. Apollon. ap. Bekker Anecd.
dell' ovofia. p. 882, 21 sqq. ; Ulilig adn. ad Dionys.
2. l. lòiav. Anche nel r. seguente sarà stato Thr. p. 46, 4 sq. Sopbron. Excerpta e

scrìtto ri\Sirjg per Idioti. Cbaraois comm. p. 417, 9 sqq. Hilgard.


761. DEFINIZIONI OBAMMATICALl 47

XQoviov èmrey.Ttxov fitT^ evegyetag ì] Tra&oiK oif òex\ «»«««.<•»«

5 òta&eaiv ^lexoyv eazi h^ig avii Qrj^imoQ naQai.afi^avlofuri]\

ì] e| ov xai Tìjv jutjalrjyiv nonjoai sjiczoctixrj xQovco[v]

x[ai] òia&eaecov [òi]Xo\i xru ziov naQB\nofi]evwv ro) ovo/Àari

OQ'&Qov sazi i^ieQog Xoyov 7tza>[zixov e]! ov avagrarai navzu

za .-ixMztxa xai ottsq agfio^ei [roig orofiaaiv^ xma mmaiv


10 xm xaza aQìcfSov? aii(pi\, »\Xovq x[..]«'?^ mTMvvjuta

sazi Xeicg avz' m'Ofiazog TtagaXa/ifìavoftevri

TiQoaoìTKOv (OQiafiev jiagazaxzixt] xm agirì/icor zmv Se


a
avr[a>]vviuiu>v ai fiev eiaiv ovvagvgoi '
//

\ai Se avv]agd^goi avvsgdgoi \fi]ev oiov sjuog aavv-

15 \ag§goi de o]iov eyu) e,\,. , , , ^a\vaq)ogixai t,[,,], xai nv

]Exeiv[og òuxzix\ai de otov ovzog

[ngo'&saig sazi ^]«|«? ng\ozi&e^e]vri anavzwv


\ovofiazu)r xai gTjjuazcov ? xaza] avvl'&eoi]v i] naga'&leaiv]

],ox,[^]a,\[,,]ev To<?

20 ]»aw zaig

Nel verso : atò[ \ e non altro.

4. «jrir. = tvTi(5fxr«òv (v. Uhlig 1. e), 12. naQotaxTixi] è correzione di jiagaTaaiint} :

4 sq. Data la varia densitil della scrittura l. <up(o/«év(f/)v) jiaQttaraiixtj. Per questa
(> difficile colmare le lacune, ma forse lo forma della definizione v. Uhlig p. 63 sq.
spazio non è sufficiente per ore de;([«rai ApoUou. De pron. p. 9, Il Schneider etc.
Tìjv rijg yvx'ìi ' Sui&eatr. 12 sqq. Cfr. Dion. Thr. p. 69, 4 sq. Nel r. 13
5. l. ftero/ij laii. — Per le parole arri yi'jfi. si è inteso di correggerò àavyaQ&goi, dopo
jiaQ. cfr. Uhlig p. 60 sq. (Prisc. guae prò di che le due lineette oblique valgono
verbo acvipiliir). solo come riempitivi dello spazio.
0. Sembra dunque corretto noirjaai in Inoiì)- 14. oTov ó È/tós Dionys. (Innanzi l. avvag-
aaro (l'ultimo < infatti fc stato mutato in r). &(jot fiéy).

In seguito anche untrixi. vale fjriSFxrixì/ 15 sq. Non deriva da Diouys. (v. Uhlig
(non èmSeixT.). in Indico s. v. èxeTros e oSxoe).
7. Volle cancellare tutta la parola S>]Xot, 17. Diouys. p. 70 sqq.
ma per svista non cancellò 1' <. 18. Cfr. Bekker, Aneod. 8U, 3 sq. Ma forse
10. l. àgtOiioìs. In segnito (àfnpt[fió t]/loi'C la prima lacuna è insufficiente per 22 let-
etc.) non intendiamo. tere.
48 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

762. Frammento storico ?

Oxyrhynchos (o' 6' <m. (>,5X»; ^''


a" <""• TJ'XT) Sec. IV.

Sono due pezzetti di pergamena, frammenti di un codice in bellissima


scrittura onciale. L'inchiostro è spesso svanito. L'accento nel r. 17 e lo
spirito nel r. 43 sono aggiunti da altra mano. Provengono da scavi del
prof. Pistelli in Belmesa (Oxyrhynclios). t. l.

Recto.
h.
765. FIUMMENTO DI UN MAy UAL ETTO DI MATEMATICA 49

—— \a]ya9ov<; ajiKÒfi-

40 ]xQm ^av rovg noXs-


]tod? jutjaavrag nqog
\ieQOvi; e.y rovi; tx ztjg Aot-
toiovxok; tjì%:- 50 ac (ooze fiìjdf-

aiv Jiaidevor- va :no)7t\o\Te ,

45 [ts|c. ovtcog avògng ,,,[

763. Frammento di un manualetto di matematica.

? (cm. 13X16) SeC. 1».

Un papiro acquistato al Cairo dal prof. G. Capovilla (v. sopra p. 1) ci

offre, in due colonne di scrittura regolare e chiara, frammenti di un volumen


che conteneva un manualetto scolastico di aritmetica e geometria elementare
riferibile, per i caratteri paleografici, al primo secolo a. C. Nella prima co-
lonna, mutila a sinistra e ben conservata nella metà di destra, pare si trat-
tasse di trovare la superficie del quadrato, dato il lato: 2X2=4; 3X3=!*;
4X4 = 16 etc, e del rettangolo terQdyuyvov ÒQ&oyiuviuv r. 14, — Poi (la rela-

zione fra i righi 15-25 non ci riesce chiara) si jìassa alla somma di frazioni,
concretata in parti di drachma :
'
Considera anzitutto quant' è ^/^ di drachma '.

— '
È un obolo e mezzo '. — ' E ^'l2 quant' è ? ' — 'È mezzo obolo'. — '
Somma
dunque insieme un obolo e mezzo più il mezzo obolo, che fanno due oboli,
e considera che parte delia drachma sono'. 'Sono i/,'. —
'Dunque V<i —
più \\.^ sommati insieme fanno ^[^\ — Ci corrono spontanei alla mente i

versi della epistola oraziana (II, 3, 327 sqq. ) : IJicat filius Albini, si de
quincunce remota est uncia, quid superai 1 etc, per cui il nostro frammento,
che ci pone sott' occhio il procedimento didattico allora in uso, è un ottimo
confronto.
Nei vv. 36 sqq. pare si tratti di estrarre da nna somma di frazioni la
frazione maggiore in essa somma contenuta
il 12 rap- : ^/^ (U 30 sono 12 ; e
presenta nella sua parte maggiore (10) appunto V3 di 30; nella parte rima-
nente (2) rappresenta V15 <li 30. La frazione maggiore contenuta nei ^5 «^ '/g-
Un altro problema, da risolversi collo stesso metodo, è proiwsto in fine.
)». H.
l'iijK Soc, itat.t VII. 7
50 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

Col. I.

]vsyfia

]Tai eanv de ov
]ia>iO}v avv de
5 \a^ev a òìg avo

\ò TQig XQia h']vÉa & reTgdmg


[rtoaaQa ig] jievzàxig jiérre

Ixe eid}(ig gf J A? ènrdmg é-

\71ta fi& y.al ? òx\iàxig òkiÌo \ ^ò


10 \tvaxig h'véa] na òeaàpcig òé-

\xa Q ,,,, ,,]a? /i6J' TÒn ayrjfia-

\ti ]xm rH vnò rà>v

a]y[oi]vicoi énatòv

JTerQdymvoi' òq-

15 l'&oycóviovì — ]yo/^h'r] fj òk « <1>

\dov rH ff^ y.a

]et olà juvì'j/iìjg

yejyga/xfiéva Trjg

]r] Hai rà ex to)v

20 7t]QÒg tÒs avvayw-


\yàg ? — ]jteQtaaàh' xal

]v fiEQÙyv avva-

]r] rà /lèv ztjg

]ì] olov èàv avv-

25 \raaorji tòì xéT]aQzov\ xaì ip

]oe,[,,.]^o? axé-

[ytai nQwrov ì] tò d [i^g] ògaxftfjg

\71oaov èariv èalrlv òk —C xnl

|tÒ ip nóaov s\axiv sariv òè C

2. 8. Per es. ^']/itjiXiv\[&iov1 Nel rigo prec. 12. 16. Il nesso .t + »/ vorrà indicare nn
sarà forse da dividere ]v eyfta\, cioè ex /<a|. caso di ^ij[xvs].
763. FllAM MEDITO 1)1 UN MAN I/A LETTO DI MAT EMATICA 51

Col. II.

30 \avv]aaye <8ic> slg Ta[,,,,,.]f. — e

>e[at] tò c o'ì yivovxai =: xov-


\x\ovi; axéyiai ri /[léoog elalv T)yc

[àQJaxfii}? iaxlv y laiai xoi-

\y\aQovv tò thagrov xal rò

35 ip elg Sjn fiéqog avvtjyfiévo? y

(baavrcog òè xaì ex tòìv X h

avvàieig ólov èàv avvzàaatji òv-

o é eig fiéyiaza /légi] avvaaysiv <sic>

axsyai jTQonov xò è xcbv k

iO nóoov Èaxiv elalv oh [,j? avv-

xétaxev Ss avo né/^inxa av-

raayeiv <8Ìc> òig xoiyagovv noi]-

[ajoi'xa g fi iaxiv ifi xov-

\x\(ov Xdfie xò nXelaxov xàg i

45 \xal\ axhpai xi /légog elalv xù)v

[k è\axlv y ai de òvo ié eaxai

[xo\i[ya]Qovv xà P é ek fiéyi-

\axa fJ'éJQt] avvt]yfiB\va] j xal


ié [xal] xà komà òè fi[éQ]rj xav-
50 xt]i xt]t fie^óòcoi iQibfXEVog

\av\vaaye <8ic>

\ÒQaxtArl5 /MQt] ,\

J P'

55 ]y
1<5'

85. (. ovytjY/ih'ofì 49 sq. Forse tavig {=^ tfl avTffJI


52 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

764. Oroscopo.
Oxyrhynehos (cm. 6,5xi3) A. 277^.

'Aya-d^t] tvyri. yéveai? Oemvi-


'"''
P{hovg) Ugófìov, Tvfìiyg, 21 Gennaio 277''

djQ(a) fi' rnxÉQmg <sic>


Kgóvog 2)tOQni<x)

5 Zehg "Agtjg Selrivì]

,»,,, AlyóxeQO)
Aq)Qoòkt] 'Ix'&vai

'Egjufjg "HXiog 'Ydgrj^óqì

(oga,,» 'YÓQTjxócp <?>

AievTvxei.

765. Oroscopo.
•? (cm. 10X14,5) A. 314 P?

Ayadf] TV](r]. xarà tÒv


àvaòo&évra jj.ot xqóvov
VJtó or], (pikxdzì], èyevrj'&ìjg

Tfjg evzvyriaxàxr]g

5 Aionhjttarov Baai/mg

fiivl xar "Ekhjvag A&vq


tòSII ójQ{a) cS// vvxzóg, 10 Nov.

ovrmg èj^pvaiv ol

(xoTÉQatg' sari Sé'

10 "HXiog ZxoQTiUp fioigcov i&

2!eh]vi] TavQ(p /xoigcòv T

Kgóvog Aiyóxsgco fioigàiv ,

8. Iiitenili VJTÓ oov. molto assegnamento. Secondo l'èra di Dio-

3 e 6. Così dopo iyev^&^s come dopo ^aai- cleziano sono datati gli oroscopi pnbbli-
X{e)tas c'è spazio senza scrittura, dove si cati nel primo nostro volume (n.' 22 sqq.).

aspetterebbe 1' indicazione dell'anno, clic 4. l. cvtvxcaióitjs.

c'è invece nel verso (r. 20) ma incerta, 0. l. /itjvi. — xar' : così (con apostrofo) p.

né sulla nostra lettura (LA a) è da fare 6 sq. Cfr. Wilcken, 0$tr. I 792 sq.
765. OROSCOPO 53

Zevg IlaQ&évcp fioiQ&v ìf

"Agt]!; ^T-/§vai fwiQÙ)V «^

15 'Acj^Qoòkfj ExoQJikp /wiqùjv [

'Egfifjg Rgeià) j.ioiQÒn' \

(bQ[oa\x\Ó7io<;ì — ].

Verso.

20 L XaS Alo{xXriTiavov) 10 Novembre SU' (t)

cup(rt) ? vvxtÓi;

N. B. lu questo e nel precedente testo, l'anno indicato è quello della nascita


della i)ersona di cui si trae l' oroscopo ; e però il documento stesso è

posteriore, anche di decennii, a quella data.


54 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

766. Frammento di rapporto di grammateis e komogeammateis.


Arsinoites? (om. 17x21, 5) A. 133».

I grammateis e komogrammateis di vari villaggi liferiscono (probabil-

mente allo strategos) che un tale, dennuziato dai ngàmogeg oinxòjv del luogo
come èm. ifji; àjian^aeojg àq^avìjg, non possiede nulla nei villaggi di loro giu-
risdizione. Come mi spiega il Wilcken, quel tale era debitore dello Stato di
tasse in natura, e dovevano i)erciò esser confiscati e venduti suoi beni, i

anche oltre quell'appezzamento di 12 arure (indicato nel r. 1) su cui gravava


l' imposta. I predetti funzionari, pertanto, rispondono ad analoga domanda
dell'autorità superiore e dichiarano che nulla nei villaggi di loro giurisdi-
zione e' è Wilcken stesso mi ricorda PGen 5, se ivi nel
da confiscare. E il

r. (* nach meiner Abzeichnung scheint mir


4 è da leggere col Nicole àqoavcbv
di Lesung à(p[av]à>v doch die beste zu sein ', aggiunge il W.). — Ho V im-
pressione che sieno xcofioygafifiareìai dell'Arsinoites, uia pur troppo non riesco
a leggere il nome del villaggio nel r. 16, che solo varrebbe a dar sicurezza.
'Axdlàg (r. 11) potrebbe allora essere V'AydXàg xcojiwyQafifiaTevg di un PE del
II secolo, ap. Paulus, Prosopographie der Beamten des Arsinoites nomos p, 48
uo 377. — Nel verso lettera di Didymos a Poi^paios, di cui daremo notizia
in seguito.

o>]/uav&eiaà)v ajroQi/Li\a)]v (àQOVQÒ)v) e/?|, , < ,]o[, ,,1 èm òè

Tfjg àjtaiTìjaecog arj^av&évzi vnò [t\(bv rov tÓjiov

nlolaxTÓgmv amxòjv àcpavei )'e\y]ovévai, nQoa-


5 (pcavovfisv òfivvvxeg zi]v amoxQàxoQog xataagog
T[Q]aiavov 'AdQiavo[v] aeftaaxov rvyjp' fitjòéva jió-

Qov avtòv è%eiv jiegl rrjv éxàaxov xcojuoyQa/n/ia-


reiav, fj Èvoyot Ei\rj\fiEV zw ÒQx[(p\.

\
itj avzoxQÓroQog xaiaagog T\Qa\iavov 'AÒQia[vov]
10 aePaazov, Su)§, Agosto-Sett. 133^

(m^) IlQÓzaQxiog) yQafi\fia{zevg)\ zrjg ,[,,],>;

4. àipavijs èyérezo per cs. BGU 163, 6 ctc. 6 sq. nÓQov : clr. Preisigke, Fachwiirter

467, 15. PGen 28, 16. PLond 3 2, 9 sq. p. 153. Oertel, Die Liturgie p. 144 n. 2.

(II p. 174). Cfr. Ihtrod. p. 359 sqq. etc.

4 sq. stQoa(fWvovfiev : cfr. P. M. Meyer, 11. Forse t>;s x[<ó,«]i;(f ) t Né pare ci si» al-

Griech. TexU p. 18 sqq. tro dopo.


767. PETIZIONI PER PlìOROOA DI PAGAMENTO 1>1 DEBITI 55

(jcfly 'A^dlài; xco/^w}'Qa{jufmtevg) , [12-15 11.] tracce indistinto

xal NefiEoSc xco/i\oYQa{fi/AaTevg) , , , , t, , ,] y.al aX?.[u>]v }<[a)\jHMv xal

FIixcò? ,,aQX(og ;><,[,»,,,,.,] xal ìiXicov xcofiùv di' 'E-

15 mfidxov yQaiufta(Té(og) o{ e. 13 11. ].[,]..,, .»of, ],[.]»'


<m*> 'IsQaxiojv xwf^oyQalfi/iarevg) &.,eia\,]cDS di' Eq[,» , »,],,,,,,.
L.\ I..1.WV

14. Sarà [èvjagjfco? (l. -xa) xco[fioyQa(iifia- "[ojv, ni.a la lettera precedente non è al
ifì'ff) nomo del villaggio] xal xù>v àXXwr x di sopra del rigo, come dovrebbe C8aere
Cfr. Oertel !>. l.'>7. PFlor. 8, 5 adii. (jiqo").

15. Wilcken mi propone ò[/<a>/«o'xa/(e»'] tòi' 16. Il nome del villaggio è 0£»'f(o[.]«)f o
:Toox[eiiuvov) oQxor. Kd è po8sil)ile u[q\- piuttosto Sfteta-.

767. Petizioni pee proroga di pagamento di debiti.


Oxyrhynchos (cm. 36X34) A. 331»?.

Se intendiamo bene questo interessante documento, l' istante Severhios


(r.10), avendo ottenuto, in seguito a sua petizione (rr. 36-51), una ordinanza
del prefetto che gli dà ragione contro le pretese dei suoi creditori, si rivolge al
Xoytazìj? perchè notifichi ufticialiiiente ai jiredetti creditori l'ordinanza lìrefef-
tizia. Terciò egli acclude : a. la lista dei creditori (rr. 19-28), b. la copia
dell'ordinanza del prefetto (rr. .'U-34), e. la copia della petizione che al pre-
fetto egli aveva indirizzata (rr. 36-51). Alla fine di a. (r. 29) appone la

sua firnui ; dopo h. e. un funzionario autentica le due copie (r. 52). La ver-
tenza pare consistesse in questo. Seuerhios aveva contratto dei debiti con
la condizione che, in caso di mancato pagamento, fosse personalmente respon-
sabile in seguito a manits iniectio (cfr. r. 33). Contro l'esecuzione dì tale
clausola si rivolge egli al prefetto, narrandogli le speciali, e i)er noi poco
chiare, circostanze che lo avevano ridotto all' indigenza, e chiede che il ter-
mine ]trcfisso al i)agamento dei debiti sia esteso a cinque anni. Ma, natural-
mente, per tutto ciò ci rimettiamo al giudizio di giuristi competenti.
Quello che, ad ogni modo, non intendiamo è come la data del r. 2 possa
essere anteriore (di un giorno) a quella apposta alla fine dell'ordinanza del
?M}'imt'ji (r. 7). In tutti e due i luoghi la lettura del nome del mese non ò
sicurissiiiui, ma diciamo nonostante che anche nel r, 7 ci pare piuttosto ".liW^)

che Mfxelo, pur non potendo assolutamente escludere questa lettura. Ma se


fosse Mf/fin i nel r. 3, converrebbe allora, forse, supplire nel v. 1 Mera rìjv

vjtateinv, invece di 'Yjiatetas, e i termini cronologici accennati nelle note ai


rr. 3 e 13 sarebbero spostati. w. n.
56 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Col. I.

['Ynaieiagì 'Iovvio]v Bàaaov xai ^kaoviov 'A^Xa^iov

[ Twv Xa^ngmàroìv] ['A\&vq i'. 6Nov. SSl'f


l^Xaoviog 'Egfielag koyiOTrjg 'O^]v()vyxi{'^o''') Siù 'Axdkicovog èy.òixov òiaòó)[ov

],,,»,,,, t ,0 noi Pi^Xiov vnoXvEO'&ai

5 ], ,1, ,fh'ai ì'aov èmoToXrj? aoi nag


l'EQQCoa&ai oe sv^ofiai.

'Ad']vQ ta. 7 Nov. 1

(m'^y \0k\aovi(p 'EQ\fi]eift koyiarfj 'OtvQvyxhov


olà AiiXUuìvog òiaòt'xov

10 [7tag]à AvQì]\Xi]ov 2evì]qìvov ZevriQivov

[ànò] Trji; avTrjg nóXeoK. ^Hg àvrjveyxa

[òeì]]aeu)g e[ig r]ò fieyakelov lov òiaarjfiordxov

\l\nàQXOv TTJg 'Alyvmov ^kaoviov 'Yyivov


yQ]a/i/(aTein òi

15
] , , , à^i(~>v (paveQUì&rivni

xoìg t^fjg òaviaxaXg, éV' 'lòwai là nexe-

\Xev]o/j,élva xal] xovtoig èiaxoXovd'rjacoair.

Elaì de'

20

[..... i
i^àyiQog

&eoòa)\Q\o[g .,.],.. ou

1. 'lovri'ov : v. Bilnbel a PUeid 28, 1. 11. Cfr. PO 66, 17 (;i. 357) ov àvi,rryxa ).i-

8. 8 sq. <!>!.. 'Egfteias e 'Axdh'cor sono noti pékXov xzX., e 8Ìni.

da PO 1426, 3 sq., dell' a. 332 ;


qui 13. 31. :ì6. i'k. 'Yylroi era in carica l'anno
avremmo, dunque, attestato 1' ixSixog seguente 332 (Cantarelli, La serie dei
(,= defensor civitaiig ; c£r. adn. 76S 17. In- Prefetti di Egitto II p. 24 ; cfr. O. Seeck
trod. 700) già per l'a. 331. Cfr. le note in Panly-Wissowa IX 97), e però a quel-
degli editori al 1. e. Per òiadó^ov v. Oer- l'anno è attribuito dal Juuguet il PThead
tel, Liturgie p. 298. 17, che può essere invece anche esso del
4. Non sembra possibile vnoòiea&m ; del 331. Ma V. Introd.

resto né per ijioX. né per vnod. sappiaiuo 14. Probabilmente è yQau/iareia (= -no) se-

immaginare un contesto plausibile. guito da una forma del verbo Sidórai.


767. PETIZIONI PER PBOIiOGA DI PAGAMENTO DI DEBITI 57

X?.t]Q° Ev[,],,,,,

] , IflOV

25 ]
, rjTU

2G 2:M]fiavÓ5
\eiòov

]iavov à7i[ò] koyioTaiv

<in*> [AvQTJXiog 2!]evr]QEÌvog eneiòmxa

Col. II.

"

30 <ni^> 'Eaù de àivxiygafpov)


^Xaovio? 'Fjwo? Xoyiaxfj 'O^vgvyx'fov ;fa[/'gfi<»'. circa 35 li.)

ngoarjxei. Ijz(e)1 toivvv ì) xò)v xaigcòv evfi\éveta't e. 35 11.

èyyvi'joai xdl? òaviaxdìg fiera xiQ<^7(oytas fjy[ e. 30 11.


]

xaiai TÓvde ròv [^.ji^éXkov ngòg àxgiPeaxtQav f»y]//(wfv ? e. 30 11. J

35 'Eaxl oh xal xfjg àrm/iogàg xò ìaov


0kaovicp 'Yyivo) xà> diaaìj/xoxàxq) ijiag^cp Aiyvnxov nagà AvgrjXio\v 2svr]g(vov
2Evi]givov\

ànò xfjg kajuingàe) xal XajuiiiQoxàxtjg) '0$vgvyxtxà)v nóXecug. Kaxa^ioì ^otj'&etag

y.ai èXée[v 17 20 11.


]

TTxéaavrag xijv xv^ip' l'j evasala xcov xmgcòv xal t) q^iXav&gtOTil 17-20 11. ]

28. Intendi xXtìQo{vófiot] 6, 37). Ma non vogliamo avventurare ipo-


28. ÒTTO XoyioTcòv: efr. PO 66, 5. IJ. 1103, tesi di natura giuridica. Cfr. Lewald,
3 con la nota degli Editori (o efr. Oer- Znr Pcrsonalexekuiion im Kechtc dtr Papijri
tol, Liturgie p. 3.50). PSI 409, 3. PFlor (Leipzig 1910) p. 27 sqq. e passini. PO
71, 566. 592 etc. 1639, 18. Wilcken, Archiv 7, 96.

89. 1, èmdédcona. 34. xaiai sarà la finale di àvayxaXai. Con


80. Per a/ = àniyeaqciov
449 1. v. adn. ro'i'Jf ròv X. cfr. PLips. 37, 25 rovoòs fiov
81 8q. Ci sarà stata ima sentenza generica : roti? h^ékXovi. PO 902, 12. 1033, 14 etc.
'
conviene far ragione alle giuste doman- Pare, del resto, che il prefetto non abbia
de '
o sim. deciso definitivamente, ma si riservi (se
82. Cfr. 38 »5 fiaé^(s)ia z&v xaigòiv. In se- è davvero ^/joiv) una piìi accurata disa-
guito ci sarjl stato :
'
non permetto èy- mina (àxgi/?EOTtgav).
yvijaai i debitori ai dayeiarat '
o sim. 37 8,-j. Kara^toT xtX. Anche qui una sentenza
83. Qui ;|;(e)ipa)'a)yia parreldie volesse dire generica ; cfr. adn. PFlor 36. 2. PO 902,
qualcosa come manna inieclio ; cfr. PLond 17 sq. etc.
220 II 21 (voi. II p. 6) x^eayfóyifios 1 E 88. Non riesciamo a vedere se <•
y i/.iir(><)tu-
tutta la espressione èyy. zoT; Sav. fi. jjei- Jtos (per es. oov yrwfitj) ovvero q>iXar&Q<o-
gay. fa pensiire all' àycoyi/wvg eìym xoìs jit'a. In principio del rigo intendi snaioav-
daveiaims di Dionigi d'Alicarnasso (A. U. ras (cfr. msofiart PLips 34, 11. 3,5, 13 )•
Pap. Soc. ilat., VII.
58 PAPllU DELLA SOCIETÀ ITALIANA

jiQÒg tò dvv[»»^,»,»»]»»rr]'&svrag /urj evxarahneiv rrjv ìòiav «[ 17-20 11.]

40 xal òt]/Liórt]g xaì ttjv zwv fJUxyiQCov àv[ri^nQod\é\i.ievog £pj'aa/ar[ 17-20 11.]

òia.rQO(pù)v evexEV àvadixaaàfievog vn[èQ] òvva/uiv xQÉaza zj] o,[ 17-20 11.]

nagé^iv xaì [n\Q0XQ0Ìag tioieTv neQméjizoìxà ze èvdiq xaì »»»«,»»,,,.,,,,,.

.... ,^«^a>. ..[....],. .'<a' z&v zQOtpcóv xdi òanazàìg sxQr]aàfii]v olriveg

nXeloveg nagà zovg avvxexcoQtjjuévovg zóxovg IxnQazzovzeg elg èaxàirjv zai èjuè

45 xazsazt]aav ,,[,],,, v zwv zQO(p&v ovx ògxeo&évzeg ifj è^agyvQto'&eiarj jio-

aózr]z[i]

àXkà nàXiv xaì zovg ngoa'&évzgg mg a7i[, , , ,]ov xazanejiovfja'&ai /te Ò'&ev elg

..... ,Xov
ìwv è/iavzòv Tiagadovvai avv^épijxev yag /loi alzin ziri zv^tjg 'j(^Qrjaaa&ai

novrjQov

dai/iiovog nQoafiokdig òéofiai ne^'zaezfj xQ^^ov èxzaòla (?) .ò(r&rirai fioi ngòg
ànóòoaiv àoxTa-

&ai xaì zovg ,,,vzag zcò xe(paÀaiù) zai zolg vojui/uoig zóxoig loyo'&eoiov yivo-

fiévov

50 Jjv vnedéx[o]vzo xaì zovzov (iorji^, » fioi òodrlvai o Èàv ij ai] zvp] òoxifiàafi
xaì x<ÌQitàg

"N aot é/Liol[oy7'jaa>. Aisvz]vxsi.

<in*> AvQi]hog M[ lacuna di circa 20 11. ]o>;[,],,a (e tracce indistinte di altre

[15 lettere all' incirca).

39. Tornito conto della varia densità della — nQoa&évxag ; frequentemente così xéo-
scrittura, sarebbe possibile i5i5y[aa^a( sùep]- aageg v. adn. PFlor 51, 6 etc). — Dopo
yerrj&érras, non sembrasse piuttosto
se èoyàtrjv (e nel r. 49 innanzi a tois) il xai

]» (OTi;i?£vra?. In seguito non sappiamo se lo non è che un xs falsamente adoperato. Nel


scriba volle èy?eaTaXeiji£iv oppure syxata- r. 45 ànoQiav (scrìtto aji[o]Qftav) sarebbe
luieir. Quanto a tijv iòiav è probabile vo- adatto anche per il senso.
'

glia dire '


la propria residenza ' (cfr. adu. 45. Erano, dunque, debiti in generi, dei
PFIor 92, 28 sqq.), ma non pare si possa quali si era fatta, non sappiamo in qual
escludere per eg. xtjv Iòiav rcxt'ijv. modo, la adhaeraiio (Èiayj't'pio/ióf ).

42. l. nQoxgeiag. 50. 5 : forse rl> ? Oppure or, se prima fosse


44 sq. Intendi jiXctoyas (cfr. 4ti jigoa&évies poìj&óv.
768. FRAMMENTO DI UNA SENTENZA DELL' EKDIKOS 59

768. FRAM;aENTO di una sentenza dell' l'iKDIKOS.

Hermupolis Magna (cm. 26x3R) A. 465.

II i)ai)iio è acciaio, e mutilo iu i)iin<!Ìi>io da tutte e «luti le |)arti. Itisulta

(lai righi meglio conservati che si trattava di una decisione (ìnW t'y.Òixoq.

ìli, n.

\a/i.[

a\vT(tì ivTeika/uevo\

]7t(lvTiDV TOJV jr, , I

\vxon' et? robe: e^ j^Qvoi\rovg ì

5 ]
(tracce insiiftìcienti) [

\riov lòiatv èveyvgcov (Lv Xéyei Baadgiòtjg «-t' at'Toì'c

]v y.axafif.fìXfioOai xal zùn' ogxwv avito xaTuyov


JTÓJv evayyeM(ov Jiagà re 'Egfiivov xal 0axo),io?

I^eta? iji' ifwt' ded\o\fiÉva>v Jiegi rovrcov èdixatovto xqit[ |

10 \;(QvaivMv reaaàocov avxòv èti avzovg xaxaéeivru, òvo fxèv


(O
\xaxat a\xs&évxu avxóìg xóìg avvtjyoQi'joaai, ev óè xfj xd^si si? àvàk fia

](nv xoimv nQoadiJiwv nagayotyi]? xal xiov iyyviov èjéQ\v)vì

\ixi.ijfiy)ea)g xòjv diayvcoaxixòjv vTtofivtj/Àaxcov xal xavxa

[i^ex^àoag xal nagavayvovg nagovai to?? fiégeai Ixòéòmxa


15 [7iagó\vxog xov dtjjnoaiov àiniaxglBov (m^> -f-
<Pk{aoviog) Tavgìvos xgt^ovvog

],xal Bxòixog 'Egfiovjiókecog ovxcog &giaa.

<m^) \Avgr)~Mo\g 'AnaÀcóg riaTtvov&iov àvTiaxg(iftag) 'EgfiovjiólEtog Jiagrj/nijv xfj

[
— xov avv]ì]y6gov

<m*> [JJ/erù] tijv vnaxeiav (PUS 'Povaxixiov xal 'OXvjÌqìov x<àv /.afuigioxdxcov),

'Eneìfp x&il. 21 Luglio ies""

8. Non pare tìaxióiito;, olio del resto su- 16. Forse a;(oXaaiixòi xal fxhxof (ci. BGU
r.bbe un femminile. 1094, 1. 790 2). Per V Fxòixog adn. 787 3.
16. 17. Per \' àriioxoi^ag v. Mltteia, Chreitt, E por la eorapeten/.a dell' ìxS. voii Drnf-
71 Introd. (p. 80). Ai'ot'ihog 'AmiXcòs Ila- fell, Vapyi: Sliid. p. 37 sq. Stud. l'ai. XX
:iynv9ioL< ò la Htes.'^a pcrsiina del papiro n" 129 ctc. P. M. Meycr, Jurùliche l'ap.
di Lipsia ed. dal Mitteis 1. e., e nel r. 18 p. 282 sq.
di quel dooiinienln anrìi appunto da seri- 17 »q. So è letto bene Ji^j/ógoo, si aspette-
vere làritoxìyiifìas) 'Eeitov:iti/.fUK eU'. Cfr. reblie forse zfi\[t^o(yxo'>an (ovv. iioftxioei ;

von Druftel o. e. p. 3!» si]. cfr. .Mitteis, CAce»*. 71, 11) tov ony^/yógov.
60 FA Fini DELLA SOCI ETÀ ITALIANA

769, Frammento di petizione.


? (8111. 9,5x9) Sec. IVP?
Piobabiliuente, al prefetto.

«Tre ?jt ovr, òéaji\oTa, 12-15 11.] /iiezQtót\i]-

/^ié]xQi Tov /j.r] jigoof2'&elv xil OTQa(ri])yia , [

\7iQày/iaat nQoaerrnyd-ì] (il a corr. (la t) axoMl^eiv ro[

òéo\fiai. y.a\l\ .laganako) xeÀevam w èàv òoxi/.iaat]\

5 ÌHÒ\i>{riaii TOV'; àqyi^Xixag [}<a\i èy. jiavròs TQÓn\ov

tÒvÌ\ JiQoxtjuevov rà òia(pléQo\vTa avxóìg anavxa a[

]evsQyeTt]&évTa ;f«g[tT]a? oov t»;,,,|

2. nioayia è scritto, non orgaria. 7. Per ts. oov ijj Tv/i] ofio/.oytjaw suo.

770. Vendita di teeeeno.


Nikiu (nomos Prosopites) (cm. i7,5Xi7) A. 187p.

ApoUoiiarion figlia di Auimonios, nativa di Nikiu (polis), cioè della /uri-

TQÓTiohg del nomos Prosopites, vende nell'a. 27° di Oommodo a Tliaisarion


(r. 23) alcuni terreni che essa Aiuuionarion aveva comprati con atto, a quanto
sembra, rogato nel graplieion (Preisigke, Girowesen p. 274 sqq.) di Nikiu nel
mese di Epeipli di uno dei precedenti anni dello stesso imperatore. Di questi
terreni erano indicati altri passaggi di proprietà nei rr. 10 sqq.; e poi, nei
rr. 19 sqq., se ne danno i confini.
Il nostro documento sembra in copia (ct'r. la nota al r. 8), ed era in
serie documenti (la pagina ha il a" n;). È mutilo a destra e in
con altri
fondo; mentre, pur nulla mancando a sinistra dove le prime lettere sono
solo svanite, anche il margine sinistro non è integro, né possiamo perciò
vedervi traccia di xókXìjoi;. È veramente deplorevole che questo documento,
di regioni non frequentemente rappresentate nei papiri finora noti, sia, almeno
per noi, tanto poco leggibile. La scrittura, oltre le lacune del papiro, è dan-
neggiata e svanita in molti luoghi.
Nel verso frammenti di cinque righi di scrittura in rosso (nel r. 4 ve-
diamo xai Ejieifp, nel r. seguente MeaoQij).

"Etovì élìòófiov xnl elxoatov avToxQd\To\Q\oc: xaiaagog] Miigxov \Avot]À.loi) Kou-]


\/w\f>ov 'AvTwrivov fiiW/Jo?? fvtvxoìk nepaarov 'Aonf.riax\ov iltjòixov Uag-]
770. VENDITA VI TERRENO 61

l»7t]xo«) I^aQjuanxoì' reQfiavixov fieyiatov Bgetanxov, Mex,el\Q ì: '0/m-\ 26 0eu"-^^< f'ebbr.

5 [Aojyet 'A7ioÀì.u)vuqiov 'AfifÀCOviov ànekev&éQOv 'H\Qa\xXuòov ànò N\ixiov\


[rrjq fi\r)XQo:iólea)(; tov Ilgoaojnehov vofiov fietà [>i\vQÌov rov émnljgl

[,],Tpo.f, , . j, 'Aoxkrjmndov àjiò Méfxcpeoig z^g /njtQOJióXscog tov [Mefi-]

f9?]«T0w rofiov xazayivo^iÉvov è\v] tj] amf] Nixlov Ji\f.ji]gaxé\v\ai\

\à\7iò TOV vvv fjù tÒv dei yQ[ó\vov «e arj/iatv[, , ,], ,\c. 12 11.]

lo |.l»?a( è:x' orò fiati alni]? ami òn'ijc; f.T<T, |, , , ]jto, |c. 10 11.)

I
, , |tw nei 'EnEÌi^ òià xovòe zov ygatpeiov , [<•. 20 U.J

\,,\i%zov \v\ofiov\,,\zov dà TlQoaiondtov ,,.i?»^i'[c. 13 ll.|

\,.\fuàg fi/iiaov[g . |tox«T. ,(a;i;| , , , |.|, |


ànoÓQrjg /uàg xaà t,,|2-3 11.J

|,,1 'la^vQuovog xai , .\,,\,aavP\. ,\ov,\,'A\7T.\o^ku)viov xai ^i/Li/ucol'i-i. 11.


|

15 \(ì\Qoi'Qi]g fiiuiaov\g , |,o«v,^|, |, , |. , , |


àQovQrjg /iiàg zgizov àgovQug ['2-S 11.]

|,,|à;iò TW)' èm zò alzò àQovQ<b\v Tf.o\oàQi(n' ì]ij\i\aovg zàg h iyXo\yfj 1 3-4 U.|

\, ,\S, , , , ,zw dia TOV koyvazr]Qiov negì «iit|,|v a^oivUo ov,[A-ìì 11.|

|,,|>/ /HÒ h zómp xaXovfihu) To\, ,\{^, , ,u)v\,\, ,v,\,\,\zuì\c. 6 ll.|

\,,\,l-i-y)ovg 'Egiécog Boggn Avxaguovog /xtjzgòg KaXM,,,[,\,lc: 11.

20 \,,,\ò(óoov 'A7TO?.Xu»'iov nQyiieoazRvaavzog zyg Nixio[v 8-9 11.)

|, . . ). .01'. ,«^À«s yiTviug XHi'kòig vmjyÓQevaav o>g xal ò\ià zov zfjg àno-\
[dolfiÉvrjg ytoj^iaziofiov StjÀovzai xal (hté\a\^tjxi;v avz\^ fi niokovaa]
'(AnoU.o>\vàQiov jiagà zrjg tò»')»;)//eV»y? SaiaaQÌo\v\ zrjv iaz[aiuévr]v xai1\

\avfi7teq>a)vriju\gvT]v zt/tijv àgyvoiov ae^amov vofi\ia/uazog 8-0 11.

5 etf. Ntxiov : adii. PO 1380, 7 sq. Kilgar, <izQòìa9at Hai òtaxsT] |


[p]&ai i:t' òvó/i. letX.,

PZeiion n" 77 Iiitrod. (e 2 adii. p. 189). ci. Mitteis, Ckreat. n. 201, 37, dove ^
7. t; distinta così Memphis dal villaggio stampato «V òrófiari. Nel nostro doeuraeiito
oiiionim» dell' Ar8iii()it<:s. Quanto al xi- se sia é.^' oppure èv, ma
è difticile dire
Qioc di Aiiinioiiarioii, 1' ipotesi più prò- »d ogni modo abbiamo preferito l^'.
babile è clic Ascklepiade.s sia il padre di 10. Dopo (hrijs nessuna delle parole che più
esso xtgioi. Diciamo questo, perdio alla facilmente vengono in mente (àrayrygafi-
prima c'eri parso di trascurare la lacuna ,,^,f , (ìva<iFgofiir,ìs, yivotiénig, èrretày/té-
di 2-3 lettere dopo Uviri[g (r. 6) e legger ,,,^., rfXetmi/eioi/i, itirhuo/téviìs eto.) è pos-
qul, ad es., y,],ìjg<Kràtoeos 'AoxXij.-jiàdov. »i|,il,!. E rimane anche dubbio che
il le
8. Dopo nf^iQuxévtu c'era spazio, per es., lettere no, segnate in seguito, non appar-
per avxfi. Probabilmente il copista (v. In- tengano a questo rigo.
trod.) ha prima della parola .tr-
saltato, 11 sq. Forse 'Aio-] |
[/}at]i^i'(Ot; : le trocce in-
noaxiviu, un intero rigo dove era il nome iianssì ni 9 sono, però, tropi>o incerte,
della compratrire in dativo (dnn(|iie Hai- 17. /. Xoyioxi/tjt'of.

aagi'ii) ioì> órìva fifrà xvoiov xit..). 20. (!o;i;(if()«r«ifo«iT<>s : viceversa àg^^gcvs
» «q. Per es., ut (se. àgnvgas' oij/iati{ei òii- Hammelh. I.">49, 2.
62 PAI'IBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

771. Fkammento di vendita di una casa ?

Oxyrhynchos (cm. 24 x i5,5) A. 322P.

l'Yjiaieiag riov òeanoTibv ij/*]còv Aixiviov ae^aarov xò cj" xal Aixmov lov

Imipaveaidrov yaioaQOQ tò /iS'|

Avnrjhog ^Eviag "'E^uiQavlov firjixQÒg) Ovakeglag ànò Bóargcov Evgiaq fiexn

avfifÌBJiauaxov xaì xfj iòia\

\7ioòiafiùtv Ova?.eQÌov 'Pco/uavov ovezgavov xùiv h'xijtwjs

ànoleXv fihoxv , , , , , ,leyi(òvo5 hi7iéu»>,,[

\èv rfj fXEyàkfi 'EQfiovnókei AvgtjXiu Aiovvaia xfj xal

Zo<pia\

nEjTQ\axfvai aoi èm xijg avx^s 'O^vQvyyixwv Jiókeojs xt]v vndg-


Xovauv iMi\ olxiav ?

]xai?' lòióyga<pov ngàaeiv yevafiévrjv exi ànò vjiaxeiag

Kmxivio[v Lapivov xaì Ovexxiov 'Povcpivov xxX. sigi'

vna\xeiag Kcovozavxiov xaì Aixiviov oePa\axà)v 312 p?


(di 7 righi poche tracce)
15 ìjvTisg xaì Ì7Tn\rayxes Tragéiofiai ao\i

\rjg xal nokeixixr]? xaì 6ovÀevxi.x\iis

s\7iàvayxeg[

\,7tgó? ae a\

è:ieoa}xt]&elg\ vnò aov\ (b/ioXóytjaa

1. Cfr. W. Liebenam s. a. 322 P ; Wessely, 6. xaO' tòióyoafpov: per l'aspirazione v.

Siuà. Pai. XIII p. 6 sq. per ea. Dittenb. Syll}' 281, 7 otc. — hi :

2. 'Evìag (noli si può leggere 'Oria?) E/mga- cfr. PO 486, 5 etc. — Kaixiviov xtX. :

viov sono nomi per me enigmatici. (O forse cfr. 112 4. Wilcken, Archiv 3, 382 sq.

'Erta; [^ Alv£Ìas'\ (^yriiTiQoyvlnv f M. Nor- Liebenam s. a. 316''.

sa; ma c/^jigariov ovv. t^tirgaviov è chiaro 7. Kwvatavxiov sarà errato invece di Ka>r-
in p). — ovfifìefiaimTov v. PO 1208, 6
: aianirov ; o la data sarà forse quella del

ailn. — Forse xaì rf/ tdi'a jiiotfi xehi'onog, primo consolato simultaneo di Costantino
come BGII 887, 4. e Licinio (312'') ? Per la mancanza della
3. Si^c- 3iàvTU>v è/i]!iodioftiòv ? — ?.eyià)ros par cifra di iterazione v. PFlor 1 p. XI s(j.
sicuro ; si tratterà allora di uu congedato (Aid. a 36, 31).
della cavalleria legionaria (Lesqiiier, L'ar- 15 sq. Per es. nagé^o/tai ao[i ^e^alav òu'i .tav-

lire rom. p. 134 sq.). Ma la legione di zòg dsTÒ .tdyrtoy nàoìj (ìefìaHÓoei xal xa&a-
staui!i> in Bostra (Ijosquier p. (ì3. Hcnziii- (>àv ànò .Taaiis Ai//(on«]//j xaì TtoAcntxijg xaì
ger in Paiily-Wissova III 790) era la tertia liovkevtix[ijs /.Ftrovgyiag otc. Cfr. PO 1208,
Cyrenaica, e nulla di simile ai legge innanzi 19 sqq. (dove v. la nota dell'editore al

a keficòrog (neppure per es. xijs èxeT X.). r. 21) e adn. 684 7.
773, FRAMMENTO DI CONTRATTO B' AFFITTO 63

772. Frammento di affitto di teukeno.


Oxyrhynchos (cm. sx») Sec I-IR

Il inarKiue superiore bianco è di circa cui. 3,5.

['E/iia{}(uasv 'Ano]XXo)vov? ZaQanmvoq


[/lerù xvQiov rov ?] àde[k](ptòovg 'Ogirnvog Ile-

[
n\TO?.ejLiaicp 'OvvuxpQiog

]àjiò Uayyà 'loeiov tlégot]

5 [tìj? ijiiyovijg] elg ert] òvo ànò tov ivea-

[xonog X £t]ov? Tgaiavov xalaagog tov a. 98U7i..

[hvqìov tò v7i]àQxov amfj Jiegl Néaka xqìtov

[
— fiégog — ]àQ0VQà>v TeaaàgcDv

],f.i $v?.afiijaai tovto

10 [qpÓQov àjiOTd]xt[ov àQ]yvQÌov dga-

[;U^a>v X ],.[ ].,,

4 e 7. r<T i nomi locali (doll'Oxyihvnohites) v. adii. 105 1. 187 7 hii. 4<J0 8 sq. aU:.

773. Frammento di contratto d'affitto.


y (cm. uxio) A. 611 P.

Kisulta dal verso che si tratta di una fiiai^com? : se di casa o di terreno,

non sappiamo.

-f-
\'Ev ò]v6/ia[Ti] rov xvqìov xai dEa7tó[tov]

Iì]aov XQtaroù tov &eov xal acoTiigog r//icò(v)

ftaadeiag tov {^eiOTaTov xal evaeftS

fjHÒìv òeonóxov jueyioTov evegyeTOv

0XS 'Hgax/.dov rov alojviov avyovoTOv xal

5 avT0XQd{T0Q0?) erovg a, 'Eneup ìa, ivòji «ó + 5 Luglio 611p

'Eyù> ''Avaaraoia àvev àvògòg

;(Of;/taT(foi>[oa| §vydrr]Q 'Avovti

\/l\t]TQÒS Ei[ ] éQ/IU)flévT][

]t( ) jió?.e(og,[

8 8<I. Sarii stato per es. óo/tiofiirr) [òjiò] \


[tijs Xa/tJig&s X)ÌVQvyx']^{ti>v) JióXetos o oim.
64 PAPIRI DELLA SOCIETÀ. ITALIANA

Nel verso :

10 fiia^a>(ms) 'Avaara[aiai;

774. Contratto di divisione.


? (cm. 9X14,5) SeC VP.

Il documento è da riferire probabilmente ad un anno di consolato o


postconsolato di Onorio e Teodosio II, nei primi decennii del 400 (dal 407
al 423 ; cfr. per es. 689 1 etc). Non è una divisione di i)roprietiì, bensì di
uso, di coltivazione, e di spese agricole.

Tà)]v ÒeOJlOTtÓV fjjUCÓV 'OvvcoQiov

r(u]v almvicov avyovormv


2vq]ios 'Elevalo? y.al IJovóytog

dtatQs]aiv àfi<poTéoa}v noifjaaa&ai

5 >iaxà rrjvÒE rrjv'ì 6]/xokoYiav rr)v àgovQtjv (sic) juiav

]v noìfiagiov èycb òè 2vqio?


\òvo fiÉQrj, ah dk 6 xt]7iovQÒg

fit]Xa^vòh' /légt] xal tov ògydvov

àvaAcó ì]fiaxog nàvzov tòjv juta-

10 [^ùivì — ette?] TÉxrmv sire y.egajuevg

2!]vQio[v] òvo fj,éQ(o(v) tov y.rinovQov

\,fiiav zoì) 7iu)juaQ{i)ov

]v5 àfiipoxÉQOìv Xa^fiuvw

fi\niav fiégog, ah de

15 ]eQ,[ ].,a»',[.]e[

3. 'Ehvàg e Ilovóytog (e ancbo Sigio; ; in 4. noiijoaodat : sono sbarrate le lettere a&

BGU 591, 12 non è nome di persona, e (cioè erroneamente si volle mature noi^-
in 1053 I 50 sq. per giunta la scrittura aaa&at in :ioirjoai).

nomi che compaiono, a


h incerta) sono 5. Forse fieiav prima della correzione,
quanto sembra, qui per la prima volta ;
9 Vorrà dire che toccherà
sq. al xrjjiovQÓi

Ilovóytos pare fosse HrjnovQÓg di mestiere. pagar lo mercedi del xèxxuiv etc.
775. QUIETANZA DI DEPOSITO 66

775. Quietanza di deposito.


Oxyrhynchos (cm. 5,5Xii) Sec IH".

11 danaro clie in questo alto si attesta restituito era stato consegnato

a titolo di deposito (ma v. 699 Introd. e P. M. Meyer, Jurist. Pap. p. 90 sq.).


II 3° anno indicato nel r. 8 sarà per es. di Alessandro Severo o di altro

imperatore, solo regnante, del terzo secolo, doi)o Caracalla.

AvQtjko]? Sòl? 'A\<p'iv\vxe(ai; ^it}{iQÒg) ,|

\xa>/iii]? EaoTiQEiov ,[

\AvQiy.kp 'Ale\^\àvÒQCo , , |

fitjirQÒg) Aiojysviòog àjiò zfjg Xa/u{nQÙg) xaì Ì.a[fi(jiQOTàxi]g) 'O^v-

5 QVYxn](ov jióhcog xaiQEiv. '0/io?.\o''/o}

àneaxì]>cs]vat nagd oov rà? 6(pi?.o\fiér'ag

fioi vjiò aov] xazà naQa&rixr}g yonl/ufiaza re-

zEhicofi]£va za) èveazwzi y {ezet) /i\r]vògì

àQyv]oiov aejiaarov vofiiofi[azog òga^fiàg

10 -axoai]ag nk^gt] xal firjòev l.\vxa}.élv

001 fj.t]òe\ èvxaléaiv fxrjóe éjie[kevaea^ai

fii^z]e negì zovzov /.itjzs tieIqI àXkov


/j.t]òeì'òg àjnlcòg èvyQÓapov f) "àyQà[q}ov ngày-

fxazog fi] òq)Xr)fiazog ì) ànaizr)\fiaxog

15 \(av ex zwv è/njiQoa&lev xqÓvìov

fiéxQi] zrjg èveazmatjg ^/néglag

\,veiv uxvQa xal àvs7i[i(poQa

èfxol x\e xal navzl za) iTièg i/io[v snupégorzi

olà zò] TtaQdjienzcoxévai zàg [

2. Nome di villaggio, sembra, nou altri- Akad. 31 p. 63 n. 1. Che sia àvenitpoqov


munti noto. (o se mai àvfjHrt/isiovf) anche PO 1133, 12t
14. àffXiifiazoi : ofr. PO 237 IV 18. 21. 1638, 1». òtà lò xiX.: cfr. Schwarz o. o. p. 117. —
15 (Ò9!(«i;^»/^«ia gli editori . adu. 741 14. xà; : il j è legato con Va, siochò è ira-
— Fj wiaiTì'jfiaTog : BGU 96, 12 etc. prob.ihile ra o[ou yga/i/mra. Sarà stato tÒj
17. àvtnifpoQa : cfr. PO 1716, 17. Per ènl- [tijg jia^a&qxtjg ovyygaqìàs o qualcosa di
(poQOS v.A. B. Schwarz, Abhaiidl. Sàohs. simile.

l'ap. Hoc. ital., VII.


66 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

776. PllAMMENTI DI DOCUMENTI.


Arsinoe (cm. 9xi3) Sec II-lIl».

Al documento a è preposto nel margine superiore un numero, se pure


non è una semplice macchia d' inchiostro. Dopo un margine di più d'un cen-
timetro, a sinistra, rimangono le ultime lettere dei righi di un altro documento,
di altra mano, del quale non sappiamo indovinare la natura. Del resto, anche
il documento a che trascriviamo ci rimane oscuro, perchè non sappiamo tro-

vare supplementi plausibili per i rr. 6 sqq. In tutto e per tutto enigmatico
ci è il documento b.

a) Recto.

'Afi\^<jo\vio? Aioyévovg di[ — Haqa- ì]

Jiicovt Tcò xal lAyàtt Avvrjlrog ? tiqóxtoqi ? jio-]

Xizixmv 'xa.iqeiv. XQì]fi[àTiaov 'A/ijuco-]

vaQicon TCÒ xal Ewhqóiei >{a\i tqì òelva rat xal]

5 Aidvjuo) àjLKpoxÉQOig MaQ,[ — zov — ]

vog ànò à/iUpóòov 2!exve7i[Tvvsiov

Koì àvaiòoig avvxeyQr]fi[au —


zov 'yevóiu{evov) etù Moaxtavov 0[v?.7iiavov zov xQa{riazov)]

èmazQa{zriyov) zw A/9 {heì) 'Ene\<p vnofi[ Giuguo-Luglio 192''

10 àxolovd^wg xal reo èmòo'&év[Ti

(iiPhòiq) vnoygdrpovzog [

,[, * , ,]ov/Li£vcov avzcóv e[

ra>[v ol\xovofiiwv ov Exa[

t[ò xéx\aQzov vjióuvr]/ia[

15 /Li,,,aQ(ovog zov Aiovva[iovì — ^-]

1. Forse 5([à xov ScTya xtX. ; ina si aspette- 7. àvavSots : è chiaro. Vorrà dire ' taciti ",

rcbbe piuttosto 1' indicizione di un fiin- '


seuza che essi l'avessero espressamente
ziouario (Ó([oì*;>/t^s ? ili Arsinoe). domandato'? In seguito, evidentemente
2. Cfr. PO 1-)19, 2 con la nota. Ma è su- una forma del verbo ovyxsVI^"^^''^^^''-
perfino aggiungere che sono possibili altri 8. È confermata cosi 1' emendazione di

supplementi. PTebt 328, 1 fatta dal M.irtin (Les epi-

6. 2exr. in Arsinoe (cfr. Wilcken, Archii- Hiratèges p. 119 n. 3. 184).

3, 397). 9. ìifi ("") : «li Commodo.


777. DAI REOISTIil DEGLI EFEBI, IN ALESSANDRIA 67

yÓQaaev nag' avx{ov f

ZaQonódcoQog àq?fi[h^ ?

iv xcòfii] 'AqpQoòh[rjg nóXeoi? -— 'Agno-]

xqSs IlaXkài; sxju.[

20 !.]..[

18. NelIa'//eax>le('aot;^ee(s(PTebtIIp. 37l8(i.)- 19. Forse UaXXà (genitivo) f

b) Verso.

21 [T]tò[»' ?] nga'&eiacóv àg^cóv

ATos ùqx'
""
yvvrj
, „ .
liQantvov
Kaaarr] àXa^aQx' ^àv Xà^w èeyaaiij-

Itifxarjg yvfi eiio/i


Sf' ««' t^^g.l
25 àiovvaio? aiga^ sjiofi S /x

Ugornvog l^rjy S t]

'EnixTt}Tog àyoQ S fi

0eQfxov{^àQiov 'AgxiyijQ

fiTjzriQ Ugcorà àvriygS S fi

30 rgocpòg Naxogi,v
'Anmv S s"

[,]rjfiarag znfdag Sg
[,]a,avo«

25. 15 noto un Jcovvatoi stratcgos della 'Hga- 29. àvTtyQa{(péa>{) sembra ; cfr. Proisigke,
xXtlSov fiegig negli auui 207-8'' (Panlus Fachwoerter p. 22.
n. 453). 88. Fare [n]ayavoi.

777. Dai registri degli efebi, in Alessandria.


Hepmupolls Magna? (cm. loxis) Saec MI".

È un documento perfettamente analogo a BGU 1084 (nella revisione del


Wilcken: Ckrest. n" 146). Non è dubbio che nel r, 15 c'era un nome di persona
in genitivo, e vi era indicata, secondo la probabile ipotesi del Croenert, la
'
squadra di efebi ' a cui Heron (r. 11) appartenne. Disgraziatamente non
68 PAPIlìl BELLA SOCIETÀ ITALIANA

riusciiiiiio a leggere ciò che resta del r. 14 (nella lacuna doveva esserci,
oltre il resto, la cifra del giorno del mese) ; sicché rimangono insolute le
difìfìcoltà che offre nel luogo corrispondente (r. 30-32) il papiro di Berlino.
Essendo, a nostro avviso, sicuro il èev%]ÉQOv del r. 12, notiamo che anche
nel nostro documento l'intervallo fra le due date, del r. 1 e del r. 12 nel
nostro e del r. 1 e del r, 26 nel testo di Berlino, è di 13 anni (13 anni e
quasi 5 mesi nel pap. di Berlino, 13 anni e suppergixi 4 mesi nel nostro):
non e' è dubbio, dunque, che si tratti del giovane IJeron, denunziato come
dell' età un anno nell' SS"" e
di inscritto come TQtiaxaidey.aeTijg nel 96^ (cfr.

Wilcken, ArcUv 5, 273). Perciò è altrettanto sicuro che nello stesso r. 12


e' era èviavrov sróg (v. la nota a q. 1.) ; anche perchè, se si fosse voluto indi-
care una età di maggior numero di anni, si sarebbe detto hà>%' piuttosto
che èviavTcòv (v. Milligan, Vocalulary s. v.).

Una difiQcoltà è il nominativo "Hqcov. Costui è certamente il figlio (yévrjjua

[il fi è corretto] = yévvrjfxa !) dei due coniugi, ma non sembra i)iù possibile
sottintendere un ànoyQafpójue'da o àneyQdxpavTO. Che sia possibile, in una forma
piìi schematica, àyQlàqjOK' r&v avrmv] yév{v)ri[jia "Hqcov xzL ?

Ci pare di potere assicurare che il nostro papiro provenga da scavi in


Aschniunèn (Hermupolis Magna). La scrittura è tale, che, anche senza alcuna
indicazione cronologica nel contesto, non può non essere attribuita agli ultimi
decennii del primo secolo o ai primi del secondo. Del papiro di Berlino è
detto che è di altra mano la paratliesis (rr. 34-39) avvenuta più di 70 anni
dopo il ma non sappiamo di che tempo è la prima mano.
xQ^'^'os è(pt]fieiag ;

Suppongo che documento nostro fu estratto dai registri nell'anno stesso 9%^
il

o poco dopo, e fu conservato in famiglia naturalmente quando più tardi vi :

fu bisogno di presentarlo, per conto di Heron stesso o di chiunque altro potè


avervi interesse, si aggiunse sullo stesso foglio il naQaxé'&Enai, il nome del
presentatore e la data della presentazione. Ma essendo il papiro mutilo in
fondo, non sappiamo se e quando tale bisogno ci fu.

Xqóvo\i; èq}\r](ieia? sro[v5\ jievrexatdexàrov

avro[xQ]àxoQO? x{at)aaQ[o]s Aofuxiavov ae^aarov


FeQjuanxov, firjvò? rsQ/Àavixdov '&T 6 maggio 96''

'HQCódrjs 'A[jt]oi.X(tìviov 'AQ^iorgareiog ó }({al) 'Al'&aievs

5 èiàyv TeaaagaxovTadvo x{aì) fj rovzov yvvi]

8. reQfiavtxeiov cfr. adn. 473 9.


: attestiizioni finora note (PFlor 382 e PLips
4. Dunque, la phyle !.4e;f«jiear£ios in Alea- 10) si sarebbe potuto sospettare (v. Schn-
sandria non e così recente, come per le bart, Archiv 5, 100 n. 2).
778. FRAMMENTO I>I LIBELLVS DELLA FEBSECUZIONE DEOlANA 69

i/. ..[.. 'A]7toIXmvì[ov\ àoxì] hwv Tsoauga-

KovTa[Tea\oàQcov fÀ.[erà xjvQiov tov S/nofirjrQtov

avTfjls àòeX]fov A[»,»n],Tov At][,],[»,.]ov 'Al-

&ailéù>g hwv Teooaga?]xo»Tae»'ò? àyviàg

10 ^AQ(!iv\6rig Neixrjs] cpà/xtroi avvelvai iavrótg

àyqldcpcos ]yh-i]ina "Hqoìv

h\iavxov a {%), èrovg òevtjìqov avzoHQaxoQog

x(ai)[aaQog Aoju.aiav]ov ae^aotov, Savòixov Geuu.-Febbr. SS""

\
10-15 11. ]et^Te»;,[,]o,,,[.]

15 I
per es. "-'^.^'J^ló^^ov.

6. Ajiollonios è nome troppo ooniune, per 10. 'Ago. xiX. : cfr. Bell, Jychiv. 7, 21 sq.

dedurne che i coniugi fossero fratello e 11-16. In ciascuno di questi righi la lacnna
sorella (cfr. r. 4). è snppergiii eguale, ma per la varia den-
7. Nel doenniento di Berlino marito e mo- sità della scrittura sono possibili supple-
glie sono della stessa età (30 anni), qui menti notevolmente diversi di estensione,
il marito è pifi giovane della moglie. Sic- da rigo a rigo. Nonostante temo che ne! '

ché anche qui pnò essere la ragione di r. 13 non ci sia spazio per hós, per cui

età quella per cui la donna non ha come ho avventurato a, visto che la seconda
xigios il proprio marito. Ma, cosa note- lettera de! rigo è probabilmente v, e non
vole, anche qui si tratta di matrimonio pnò essere r («[wy-]). Cfr. lutroduz. Vi-
àygÓKpcog (t. 11); e non si può allora esclu- ceversa non è da far caso che nel r. 10
dere neppure questa ragione. lo spazio pnò sembrare un po' piti ampio

9. reaaoQa- pare risponda allo spazio me- di quello che richiederebbero le nove let-
glio di ncrtt)- cto. tere supplite.

778. Frammento di Libkllus della persecuzione Deciana.


Arsinoites nomos? (cm. oxis) A. 250^.

Cfr. Introd. 463. P. M. Meyer, Oriech. Texte d. 15-17. Sammelb. 5943.


Nel verso conti di mano meno antica.

TÓìg \'9eóìs t

'aio?,,,[

vaiog Ti[

1 sqq. Non sembra possibile supplire.


70 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

5 To à^icov v{fi5g vjioarj/ueuóaa-]

a&ai fioi. {"Etov?) a" avTOx\QdzoQos]


xaiaagog Faiov Msaaio[v Kvtvxov]
Tgaiavov Aexlov evae^ovg Ev[zvxovg\

oefiaorov, 'Enelcp (i. 26 Giugno 250''

10 AvQrjUai Tanexvaig xal [,,,,,,,]


èniòeòuìxafiev. AvgrjXios Aio-

vvaiog EfQaxpa vjieQ avzcóv juì) ei-

òÓtcov YQàju/naTa.
6 sq. 12 sq. Avrebbe dovuto scrivere à^tov- 10. Il nome Tancnvais di una delle due
oa< VIA.. V7i. rjfùv e jiì] etSviwv. Ma appunto donne sembra indìzio che il documento
in questi libelli sono frequenti tali errori. provenga dal Fajùm. Cfr. BGU 706, 14.
La formula col participio (à^iòjv) occorre Stud. Pai. i p. 29. 710 12 (anche questo
nel n" 15 del Meyer o. e. docum. può essere del Fajùm).

779. Frammento riguardante i,' anabolicum.


Oxyrhynchos (cm. 7X5) Saec. IH»?

Il frammento è per noi oscuro. Nei primi righi sono indicate 853 arure
di xmjurjux}] vnóoraoig (patrimonio territoriale del villaggio) ; ma in che rela-
zione ciò sia con l' m'ofiohxov Uvov non sappiamo, anche perchè è incerta la
cifra nel r. 5. Così ignoriamo che cosa possa essere xeeyyia nel r. 6 : si indica
una vicinanza col villaggio Sephtha ? Per 1' anaholicnm v. Eeil, Beitriige etc.

p. 9 sqq. e p. 17 n. 7 [Xivixri), Jouguet, adn. PThead 34, 25 p. 184. —


Poiché
il papiro è sfaldato a sinistra, potè esservi (e vi sarà stata) una anteriore
colonna di scrittura.
vnoazaaecog xco-

/Àt]zixiig zrjg "lazgov

àgovQai covy
Uvov àva^ohxov
5 zcó{v) ixazòv àgov-

Qwv X lo zEsyyia

zfjg 2éqr&a Uva

2. lozQov : nella ^carj lojtagx'a dell' Oxy- o. a = Itrgai.


rhynchites (adn. PO 1444, 22). 7. 2i(f&a : nella xàxco tosi. d. Oxyrh. (adu.
6. xmv ò scritto icS. PO 1416, 13).
780. BIGEVTJTA 1)1 TESTATICO 71

780. ElCEVTJTA DI TESTATICO,

Oxyrhynchos ? (cm. 10,5X28) A. SOS».

Il pezzo (li papiro è molto lungo, e naturaliiiente la maggior parte di

esso (per circa J6 ein.) rimane vuota; non c'è scritto nulla neppure nel verso.

Si sarà l'orse avuto in mente di farvi apporre le quietanze ancbe negli anni
successivi. Cfr. 473 Introd.
Un qualcLe indizio che il documento sia di Oxyrbynclios può essere
1' (r. 7) e non òiehjXv&óroi; (v. adn. PFlor 4, 6), ma questo
uso di òieXdóvTO?
non è più un semplice iudizio (non è di Oxyrhynchos PO 1458, 8 e in
di ;

1270, 42 òiektikv&ÓTog è supplito dagli editori). Cfr. anche adn. 807 10.
Ricevute analoghe: 163. 302. 462.

[Ai\syQd(pri vn(è.Q) èjitxeqpakiov rov

h'saràroc ly^l x{al) a^l àxoXov'&eog 304-5''.

Tot? xekeva&eìai vnò x[o]v òiaarji fiozàzov)

fiys/MÓvog

'AiQfji; Aiovvaiov axoiva?


òli;

ÙQyviQiov) ÒQayjxàg y^eiliag' / % ji-

(
xai v7i{eQ) rov dis?:&ortos

x^' x'.ai) ifiS^ aQy{vQiov) ògaxfiag 303-4''-

rsiQaxooiag ^v / ^ ftv j

10 Liy%l x{al) a<^l, "Eneìvp xt;. 20 Luglio SOS"*.

Av, fi,Q IO) VX, a aeatjifiEicojuai).

i e 10. .Sono .anni dì Costanzo e Galerio, 3 sq. Prefetto in questi anni era Clodius
Severo e Massiuiiuo Daia ; nel r. 8 poi Culciauu» (cfr. 716 Introd.).
erano naturalmente anni di Diocleziano 6 axoiyas ' sopra il a macchia d' inchio-

(20) e di Costanzo e Galerio (12). Pro- stro (f). Sarà un nome Sxotràg (il gen.
priamente nel r. 8 sì aspetterebbe a. 20 di sarebbe SxoivS) t

Diocleziano, a. 19 di Massimiano e a. 12 7-9. Perchè questi righi furono cancellati,


di Costanzo e Galerio ; e co») hanno sup- non sappiamo dire.
plito in Sammelhuch .5272, !.">. Ma ivi stosso 11. C era parso di poter leggere AvQ(riXioi)
nel r. 21 abbiamo, come qui, duo date sole MoQ ICO V TQa(jieCtxt]s), ma ora non ci sem-
(yeri^/iaios «5" '<«« 'filS'') > '^^^- 1652, 9. bra piii possibile.
72 PAFIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

781. Pagamenti per vestiti di eeclute.


? (cm. 24X7) A. 341».

Anche di questo documento intendiamo ben poco, e lo pubblichiamo per


la datazione nel r. 7 (e per lo stesso motivo collochiamo immediatamente
dopo di due nu' seguenti 782 e 783. Come qui abbiamo pagamenti
questo i

per èa§ì]g di reclute, così troviamo anche in PLips 34' 8 Xóyov èvòv/xaicov
ziQióvatv. Nel r. 9 del verso del documento nostro è scritto indubbiamente

vavroxiQcovcov (reclute marinai ?), ma verosimilmente è un errore (di copia ?)


e si sarà voluto elg Xófiov) vavko(v) ngóvcov (cfr. Ostr. Leid. ap. Wilcken
Grundz. p. 376 = Sammelbuch 4523).

<m^> enei^.eyi? ^ri,,v,r] òvvafug rmv agy etg yjQag uvog nageòo rcov òiEarri,^,

(m^) 77' Acpd^oviov Ti/uo'&eco ttqovo yaigsiv

Aiaygaipov tq^ àr]f^>'S XQV ^'? ^oyov x(tìv juegia'&svKov agyvQtcov , . , ,

• «».»»* eaérjTog rigcovcov T-rj «a ^qoe^o jg^-) agyvQiov raXi reTgaxoaia

5 eixoaioxtm xai ògay^ òiaxihag (m^) / Xvxì] g/? agyvgiov zaXavia Tergay.ooia
/ V ^ni^> uoroiv Tfi^ai'Ttnv dianonnov jieviìjy.ovra ajzo zi-
.

eixoaiovxTco (su-) diaviMag aeorìuicouai


fi 1
^ "*
„,„„„„,„

L^.e5 «CS '?S" ^agfiovdi Ti 10 Aprile Séli"

Nel verso, di traverso :


"

8 (m^> H xara^olrf rcov agyvgimv zrjg ea-dritog si rivi eòo ovxmg nageòo di e/xov

,««,«a» dt]/u^ 'p«S' ^' ejuov etg koy' vavxoxigojvoìv t':^ vjV xai etg prtpa?

^
UxoXefxaiov
anaixrjxr] Exxaxxaiv agy t tA/^ (ì

1. Forse ènei s)r{e)tg ìjiis svi »/ Svva/iisì aggiunta non vediamo che cosa altbia a
2. Intendi 3igoyo{ì]Tij). fare col resto. — I.e parole ftóvcov etc.
8. rea{jiéiij) 8rìfi{oaia) (cfr. r. 9) XQV sono scritte con inchiostro diverso, ma
(t = yQrjfj.aTioxixfj ? cfr. Preisigke, Giro- sembrano di m'.

1)686)» p. 32. 279. 334. 417). Che voglia 1. Intendi: anno 35» dell'era di Costan-
intendere 5ià drifioaiae TQamÌr}sì tino (dal 306-7); anni 17» e 8» dei re-

4. Nel principio del rigo sono chiare al- ^ gnanti Costanzo (Cesare 8 Novembre 324)
cune delle sette lettere {xTtjoiòi'^), ma non o Costante (Cesare 25 Dicembre 333) : v.

riesciamo a leggere parola possibile. — Grenfell a PO 1632, 9 p. 27 sqq. (cfr.

In segnito dopo zr] sembra Ira (che sia seni- 707 Introduz.).
plicemente ta, il giorno 11 ?) e quindi nu 10. l. ànairtjTov e unisci cuTaxrcov {' fuori

X tagliato (denario ?) etc. bilancio '


1) con ciò che segue, cioè con
6. à:TÒ xifiijg XaxavoajiyéQi^tov). Tutta questa àQy[vQÌov){xàXavxa) rXy [ÒQaxnàg) òioxàias.
782. CONTI 73

782. Conti.
(chi. 7 X 12) A. 340-lP.

Nel verso sono conti ad artabe e ellenici, né sappiamo a che si riferi-


scono; 1' interesse del papiro è nella diitazione del r. 11.

(attraverso le fibre)

[x]al etg x^Q^ov Kiao,,, V v

[xa]è etV ;i;a)ptov IlaXXwg


\f^ieQiòo(; UaTatjatov . xyd )r^

]fieQidog "Afijumvoi; V xfiL % '>

]«& nmficLQiov 'HXiov V ò

]/ ófiov al V aidll
]to«V fita^ xal à/m' ,,5' (!)

]xal ti]? [,,]o»'ou xeQ{dfiià) fin

b.

(lungo le fibre)

10 lóyoi; xaXd/ÀOv xal f;W>;pri;c

yeiniftiaro?) ke^l' «f^ jy<;" .». 34O-IP

(e in scrittura anteriore attraverso le fibre)

12 ]avayxauo? [

].,.,v ;«z^ gat;[T

7. Il totale (234) comprenderà le poste an- 10. C/jr/gi»»;? : I. ^/tvQvijC.


che di precedente colonna. 11. Si vegga la nota al r. 7 del numero
8. /iia&{coTaTs) xat à/vi(cXovQyoTi) 1 precedente.

Pap. Soc. Hai., VII. 10 '


^4 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

783. Frammenti di due lettere.


A. 357P.

Sono due pezzi di papiro che erano cuciti l'uno con l'altro, PubblicLiamo
quel poco che siamo riusciti a leggervi (il fr. h è della stessa uiano dei rr. 1-8

del fr. a), solo in grazia della data, la cui lettura è certa. Non e' è difficoltà
ad attribuire la scrittura al quarto secolo, e però intendiamo 1' a. 51° come
dell'era di Costantino (v. 781 782 11), clie giustamente, a quanto sembra,
7.

il Grenfell suppone fosse abbandonata verso il 360, mentre finora non era
attestata se non fino all' a. 47" 353 (PO 1632, 9). =
Fr. a : (cni. U x 12).
q}Qov?]riaTov avve'&ia[

[jte]vrt]xovraé^' yi{vovTai) oj'(tov) (pv?[,,,]

rov yófiov xal tj)? Trgoo^oh]?. ovrcog

rama vnoòe^àfievog elg zòv /uero^v

5 Xóyov y.al naQaaxov avioìg tòv %i-

Xòv &q oldag xal ànóoidov òtà t&v


avTcòv airov àgzàfìag el'xooi xal ygà-

(pe jtioi Tiegì (ov jiovkfi fjdécog fiov noiovvTOg.

(m^) èggcòad^im) jiokXóig yQÓvotg evxojuai


10 nuxEO àavvxQiTxe (sic) àgd^àjg.

L va<^'l MeaoQÌ} ò'i 28 Luglio 357p

Fr. 6: (cm. 8X12).

12 ^]ava/nvi]aov toivvv oavzov vno,,


]ev Ovrco yag koyiCerai o oXoxoi[Ttvog

](tìg avve&e/Lie^a ngog ae ev Tai\g]

15 ]»eoc evsyxovTi vneg zifirjg

]nagu)v (og juijòs/Kiav òiacpogav

]t,&ì] o oX\,t]og i]fto}v oivog

x]ai vvv To avrò ygacpio iva[»,]

1. cpQOVTis rov oppure fpQovTiarov. E sarà 4. ftero^v : adu. 466 14. Si vegga anche
(pQOVTiaiov se il seguente ovr^^mC è grafia Mayser p. 61 u. 1.
errata per avvt)&eia.\_ ' remunerazione ' ' sa- 8. PO 113, 30. adii. 568 5 sq. Cfr. 236 36.
lario' etc. (v. adu. PJaudau 37, 7). 17. Parrebbe òX[iy]oi.
785. APOQUAPHE DI ASINI 76

784. Ordine di pagamento.


Oxyrhynchos (cin. 14X6) A. 862P.

La EÌxóv del r. 3 è presumibilmente il ritratto di Zmllot;. Per le ère di


Oxyrhyuclios (r. 4) v. Grenfell a PO 1632, 9 (cfr. adii. 708 7. 711 G),

m. s.

Zo)iko? 'Aya&oòai^iovi jiQovot}xfj j;(a(e«vj.

Ilagda/ov 'Hgaxhiòi] !^a)yQÌà)<pa), v(71£q) fua&[ov\

ì'xóvog, aixov à{>|a|Ta/9>;j' /duv xai oi'vov xvlòia dvo fiióva).

("Erovs) ^>] C< Tvfii xy. '0 amò? aearj^emjuai. 18 Gennaio 362i>

785. Apographk di asini.

Hermupolis Magna (cm. io,5xi8) A. 93P.

È questa la terza ànoygafpì] di asini finora le altre due sono


nota :

PStrassb ined. 178 ap. Wilcken, Grunàz. p. 2().'> n. 4 (= Sammelhuch 4516)


e PO 1457 (V. la Introduzione del Grenfell). Si confronti, però, ancbe PLoud
473 (li p. 76 sq.). Per i funzionarli a cui è diretta, v. la nota al r. 1.

m. n.

ToXg [è^eiXrjcpóai. rò réXog'ì tù>v\ 5v(o{v) tov ' EQixon{oXizov)

naQ[à Ev\daiiiio[vog Tigea^ivrégov)] 'Eg/nalov


' E\Qfion{oUtov)] x(al) Neagxf^^o?) Evò\(ai/iovo?) 'Eg]fio7i{oXiTov). 'Ano-

ygdcpofiai dg xò èvearòg òcodé-


5 xazov (èrog) Ao/uxtavov x{ai)aagog 92-93p

TOV xvglov o'vg ìym èvó/taxi

Evòaia 8v[ov\g &r]X(elag) xgeìg x(al) Ji(òX{ov)

1. La parola òVa)(>') dopo la lacuna escludo questa seconda formula è possibile, pur-
il snpplenieuto ToTs [ygar|^ovot ròv vofiòr'] ché si supponga abbreviato f^aòga):/iìay
o sini., come potrebbe esser suggerito da por es. in ?5 ("^f'- '"'"• '82 5 sqq.).
PO 246 che è una àsioYQa<pi'ì di agnelli. 2 sq. Kndaimou presbyteros Hermaiu e suo
Dobbiamo, dunque, ricorrere all' una o tìglio (r. 17) Nearchas sono già noti da
all'altra delle due ÙTioygarpai citato nella altri documenti (v. PKlor IH indice di
Introduzione, cioè ToTs [ffeiAj/ij'o'oi rò te- persone PSI 88 eto.). Euduiuiou
; fa qai
lo; (o forse fióof) t<ò»'] óvco v) oppure Tois la denuncia per sé e per il tiglio.
[è^eil.. tijy è^adgaj^fttay ttùi'] òvoy^v . Anche 7. /. Evdai'fto{vo;).
76 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

agaev a }c{al) Ji[còX{ov)] &rjX{Eiav) a, zov òè

]SeaQxàTo{s) o[v] ^rj juia firj èq-

10 yaxi [xia , àXX ek tf](v) lòiav

XQsiav. Haxayi{vofiai) òi. In' àjU(póòov

0QOVQio{v) Xifìòg f[e]7iafi(plov >c{al) yeovxsì-

zék "q] ovcov òcoòsxdzov (exovg)

Aofiiriavov rov xvqÌov, Mexielg) 23 Febbr. 93»


15 x'&. ànoyQaqjoifiai) elg Evóai/no(va) &i]X{eiag) ovovg

tgeìg, ncóX{ov) ago era [x{al) jià)]X{ov) di]{Xeiar) a, xal eig Neagxlàta)
viòv òro{v) &riX{eiav) ^«[/Jar. òi' 'Egjuaio{v).

8. l, agoEva, purché non abbia voluto (cfr. 12. Avrebbe dovuto scrivere yeovx<o. Né ci

BGU 88, 6. PO 744, 9 sq.) &oasvo{v). maraviglieremo di appezzamenti di terreno


9 sq. Intendi S[ro(v)'] &i]X(eiav) fiia(v') fiij nelle immediate adiacenze della città di
ÈQ\yaxix(r^v) fiio&{ov), àXX' eli rrj{r) xzX. Hermnpolis (cfr. per es. PFlor 325, 3. PO
Nel papiro di Strassbtirgo 178 e' h fiij ìq- 133 etc. etc, dove la formula va intesa
ya^o/xévovs l-uodov, àXX' elg iòiav xxX , in con discrezione). Ed è poi naturalo che
PO 1457 ègyaiofiévas /lov rà TSia tgya. Se- siifatti appezzamenti di terreno fossero an-
condo il nostro 38 4 sqq. Endainion com- che essi indicati col nome stesso dei quat-
prò piti tardi (iiell' a. 101'') ègyazixw ovor tro quartieri della città {<I>qovqIov àmjXio}-
Èva aQQeva xxX. 101' e Xtpóg, nóXecos à-i. etc).

786. Quietanza di offerta ad un monastero.


Hermopolites (cm. iix30) A. 581».

Il villaggio Begnv (r. 10 e 27), del cui monastero si dice monaco Kollu-
tbos, per sicura attestazione di PITeid (Bilabel) 26, 41, era dell' Hermopolites;
credo perciò che il pezzetto di pergamena PO 1720 (vi ricorre il nome del
villaggio nel anche se realmente trovato a Behnesa, provenga dall' Her-
r. 2),
mopolites. L' annua 7igoa<pogd dovuta al monastero derivava verosimilmente
da un pio lascito di Gerontios scholastikos, i cui eredi sono rappresentati
' '

dal loro amministratore Anup (v. nota al r. 8). Per altre specie di ciyiat ngo-
a(pogai v. P. M. Meyer, Or. Texte p. 97. Il papiro ci è stato donato dal Ca-
povilla (v. p. 1).

+ BaatX[eiag tov éeio]Tdxov [xa]l evae-

Peaxàrov fielyiaxov ev£g]yÉxov ^XS Ti^eglov


Ka)voxavxiv[ov xov\ alcoviov avyovoxov xal ainoxgS
786. QUIETANZA DI OFFERTA AD UN MONASTERO 77

èrovc ^, vjiaiiag xov avxov evaefìS fj/ÀÒJv

5 deajiórov èrov? /?, TvPi C> ^vòj lò. 2 Genn. 581^

KXrjQovóiitoig t[ov rj^f? X\oyiai; nvì)jiti]g

Fegovuov j'evo/<«Vo[«i ajyokaonxov òià


'AvouTi Tov éa[v\fiaatcoTdtov avzcòv [ótjoi'x/

Kokkov&og /xovaCI tov oqov? xu>jìiI

10 Beqxv v'iòi; FeoìQyiov. "Ea^ov xal ìjiXijqI

Jiagà zijs vju&v &avfia/ xrjv é| e&ovi

àyiav jiQoa(pOQàv òiòo/iévtjv eig rò avrò

oQog Im T^f TiageJ.'&ovai]?

TQEiaxaiòexdxtjg ivo/ tÒ aiQOvvTÓ /uoi 579/80P

15 Tilì'iQì]?, o ioriv xQVoov vofilofiara

ef 'iòimxixl Cvy4>' y^l XQI *" ^ '^Z

Cvyl' xal nqòg ànóòei^iv njg

jTQoaqjoQàg ravrijv nsTiohjfiai

TÌ]v àjtóòei^l tjtig xvqI ovoa ànk!


20 yQOLfpl xal ìjisq/ (bfxoXl -|- Koklovdog
l-iovaQI viog 1 eojQytov atoixei fioi

avit] fj ànóòei^l mg ngoxl nanvovTio(g)


ò|/ èyQaxpa vnkq avxov àyQaft[iàx(ov) Svxog
<m2> KoXXov&ov axrjxt fia (sic)

25 (w}} + (5t' èjuov èyQwpij +

Nel verso <in', a. quanto sembni) :

26 + àjióòei^l KoiXovéov jUovà[Covxog\ to[v ogovg]

xu>fi{rjg) BfQxv xqI v g 'idi.

8. òiotxj : \\ il ò ad una ([tialclie distanza 10. Intendi è:tXtjod>&t]v, 1!) »q. xvQi'a ovoa
dal resto. Lo gupponiamo dovuto a di- <tjTÌ.tjyoaqmaa etc, 23 àSta)9eis.
|

gtrazione dello scriba ohe aveva in mente 14. là algovvia /wi cfr. 66 4. 696 10. 787 14.
:

il precedente dia ; e intendiamo por- adn. PFlor 13, 5. .loiignet a PThead


cif) olx'ovótiov), piuttosto che, pouia- p. 183. Herweidcn s. v. algtìv etc.
mo, diotxrjxov. Cfr. per es. l'Klor 297, 25. Scritto nella solita forma di monokondy-
57. 77. lion, o non siamo sicuri di aver letto bene.
78 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

787. Affitto di un mulino.


Arsinoites noraos ? (cm. 12 x 20) Sec. IIP.

Gfr. PO 278 (Mitteis, Chrcst. 1G5). PEyl 167. BGU 1067. PLond 335
(II p. 191 sq. = Wilckeu, Chrest. 323): tutti, tranne il primo, dfll'Ar8Ìnoite.s.
AU'Arsinoites ci riportano anche le formule contrattuali del nostro documento,
la menzione dei vofxaqxiy.à (cfr. Oertel, Die LiUtrgìe p. 165 sqq. ; aggiungi
PE ap. Wessely, Stud. Pai. XXII n° 177, 34) uel r. 17, e la forma del nome
'Iejuov'&t]g. Per la datazione v. la nota ai rr. 26 sqq. — Cfr. Bliimner, Tech-
noi. 1* 22 sqq.

].[ ].7r,,,[

],»oi) [7rap]à 'lE[xovd[ov xov òéìva xov òÉiva]

[ànò s\noixiov X|,,,,],(or. BovXo\fxai fiia&óaao&ai rò\

[v7iàQj(^ó\v aoi èv reo a(vT(p) [èji]oixlcp juv^àìov [èvegyóvì h <ò\

/ji.rjlxav]-)] xai iiont[ó\vQa avv roìg [,,],,[ — sm\


XQÓ[ro]v etì] TÉaoagla] ànò <Pafievòn'^ itj \xov lreaT{ànog) x {erovg) ? q^ógov]

zov 7i[av]TÒg xar e[Tog\ exaarov àvrl tcò[v'ì

7r»[»»»]»? ÒQaxju[wv sxa]TÒv é^rjxovx[a

ÒQax\fì\ù)v òiaxoakov ea^ov òè xal ,[

10 fit][xav]r]v ÒQaxjucóv éxaxòv T.[,]a,,[

1 sq. C'era in dativo nome, paternità, ti- 7 sq. Se si riuscirà a leggere la prima pa-
toli etc. del proprietario (o della proprie- rola del r. 8 (dopo la lacuna è possibile
taria ; V. adn. 18 sq.). tanto OS quanto cog), s' intenderà anche
8. La prima lettera del nome di luogo non questo àvri xòiv etc. Per ora sarei tentato
pare potesse essere altro che X (e la let- di supporre che 1' affitto anteriore fosse
tera innanzi ad tov, dopo la lacuna, sem- di drachme 160... (naturalmente dopo éfi}-

bra fosse )') : nessun uomo locale dell'Ar- xovra ci potè essere ancora un numero,
sinoites, fra quelli finora noti, è possibile. per es. Tiérre, f'f etc), e l'affitto stipulato
4. a{{n(S) : ^ pap. col presente documento 6 di drachme 200.
5. Ricompare qui in nominativo la parola t(ò[v rijg /iio&waecog r^f] |
jiQoitQog ?

xo7rr[o]!)(ia (la lettera innanzi all' v p>iò 9. Per es. àlXXtjv nnaXertx^v] ci. BGU 405,
essere anebe a, s etc), il cui acousativo 7. 11. — C'fr. r. 21. Xenoph. Cyrop. 6,2, 31.
occorre nella forma xohitoqui' W. Ohresf. due de/.-
10. Forse Te[t]à«o[)'ra. I seguenti
323, 22. — Dopo roìg non si adatta allo q>axegsembra debbano esser dati in com-
tracco j^Q)]o[rìjoloig nàoiv, c.T('j. Piuttosto : penso, diremo come interesse, del prezzo
avv TOÌs [oX]j.io[ig xal xmiiatg, èjti] oppure della firjxat'ìi ; ne sono distinti gli s^ai-

[SX]fio[ig Xi&ivoig, èm}. Qcra. Per es. ie[i]axo[»ia jzérte, v:ieQ ì)s} t
787. AFFITTO DI UN MULINO 79

(5w[oco] òé)>cpaxag fi, xal vjieq è^aiQé[x(ov xax hosì ,..J


(pa, ,[,]va' òcóoci) òè vneQ àvacpOQiov t\ov avrov (pógovì àna-]

XfMi òxz(l)' tÒv òè nQoyfygafifiévov [(pÓQOv ànoòióooj lv\

jiQO&eafiian; tqioI Sta Tnqafirjvov za a\ioovv è^ l'aov xal firj]

15 èSeìvali] /lot èvròi; tov X£'J*'Oi> nQ0?u7t\eìv tìjv fdadmaiv.l

Tov 6è lnel\a)xixov [xaì d]iJtÀu)/j,àTa>v [


— à(ito- '!\

nouas x[al v]ojuaQXi[xwr] nàmov ehm n\QÒ? è/iè xòv lefiov- ?|

i'h]V iVir (5^


XQ^^^'^ lyérr|r^at xaraoxEvrjlg eirai Tioòg j,\yf J

Evaxt'lfxova' zòj\y de ok^]fi(ov jìivÀoxÓjt[o)v

20 |,,,] Tzda^] ehm 7i[QÒg i/^]è tÒv 'Tsjuovl^rjv xal /.lerà tòv\

XQÓvov jiagaÒMOco [rà o]Qyava ola iàv [èy^fj ex t^? Tg«-|

ipecog xal rò jiw^a[Tov xad'jagòv àjiò 7iàa[rjg àxa&agaiag ahv]


Toìg iq^<[e\aT(i>fjaig ^{rmatg x]al x^ial e[

àxo^olvl&eìv, èàv q^\ah^]t\e fua&à)[aai.

25 <in2> 'Iefiov[ihìg . ].

12. Potrà essere auche |


ipa • • [éji'a (forse parazione '
; cfr. Berger, Wohnungumiethe
òé!.\ifaxa [f"]va) oppure (pa • •[ t^v a, cioè p. 401 sqq.) è 'rifacimento totale', an-
deX\<f!axiov a. Che cosa possa essere ava- che so non vi è aggiunto ex xaivfjs (per
(pÓQiov iu questo contesto, non so tlire. Ma es. PFIor 16, 22. PTebt 342, 16 etc.) per
Rostovzev mi propone d' intendere che cui qui non vi è spazio. — Cfr. PAmh 93,
leuinthes pagasse otto dracbme per la 18 sq.
concessione di ripartire in rate il canone di 18 sq. Pnò essere egualmente xòv e rtjv'] |

affitto (cfr. r. 13 sq. ; àva<fOQai in questo svox>'ì!iora (cfr. PFlor. 16, 20. 27 sq.).

senso per es. Sammelbuoh 5252, 27. Spohr 19. Il supplemento oX]ft(oi' è naturalmente

a P.Iand 26,18 sq. : adu. 814 12 sq. etc). molto incerto. Dubito poi molto che il
In tale presnpxiosto bo avventuralo il seguente fivXoxÓ!t[<ov t — ] indichi qui gli
supplemento r[ov avtov ipÓQOv. operai ariotatori di mole (Reil, Beiirage

16 sq. Per i:nf).}(oitxov v. adu. PRyl 167, etc. p. 27 sq. 150). Bliimucr 1* p. 30 sq.
20. Una tassa è indicata anche con SmXw- 21 sq. oltt-rQi'tf>e(os : cfr. adn. PRyl 154,
ftdrwv (cfr. ora anche ap. Wessoly PR cit 28 sq. Per la formula analoga èji' ovdevt
177, 21 toB xaXov/iévov zeXéofittrog òinXió- xnrapXdyag jiXfjv zij; /yf/ocftjf v. Berger
/laios legòiv) e pare da riferire alla «grò p. 399.
jiotla (Rostovzev propone addirittura [wa 28. xX(£)tai è[^oòiois ci. BGII 606, 15 t Ma

atji r>7» (Ìqxo] I


Jiotias, e cosi il plurale dt- non vedo allora come spiegare il seguente
aXto/taiotv sarebbe giustificato per le varie àxoXoi'dstv. Piuttosto sarà stata traspor-
specie di àgtojioua) ; coi vofiag^ixà nàvia tata qui una formula che andava verosimil-
l'v. lutrod. e P. M. Meyer, Griech. Texte mente collocata altrove nei precedenti ri-

p. 161 sq.) cfr. (póXeroa ro/iaQxi'ci SI 17 ghi per es. i[jil rfp /le rovtoig] |
àxoXovàeìy.
(a. 164P). 21. l. <ìr[aìrrix]at.

18. xaiaoxevt'i (a ditterenza di cjttaxevri ' ri- 26. Per es. ftefiloùcolfiiflt).
80 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

<m^> "Erovgì ,]l avro\xQàzoQog xaiaaoog] Ma.Q\>tov AvqrjUov 'Avrcovivov aefiaaiov^


'Agfienaxov ?] IJag'&ilxov etc.

]<Pa/J.[Evà>§ X. 25 Febbr.-26 Marzo

2(J sqq. Innanzi ad avTa\>cQàto(>og e' è nn Forse la scrittura era più densa alla fine
apice ('), il che fa Hupporre clie ci fosse del r. 26 in modo da contenere tutte le
nna cifra numerica (per es. «]f'), ma le parole che nella lacnna abbiamo poste ;

tracce anteriori snperstiti sono troppo in- e similmente innanzi a /7agi?([xoD nel
certe per assicurare che sieno della pa- r. 27. Ad ogni modo, mi pare quasi si-
hovs (che potè essere anche in sim-
rola curo che si tratti di anni di M. Aurelio

liolo: L) piuttosto che di -ósxaiot) e Bini. solo regnante (suppergiù 170-177^).


Sicuro è IlaQ&t nel r. 27 e *a/< nel 28. 27. 'Agfievtaxov MtjSixov ]. Ma v. a r. 26.

788. Affitto di terreno.


Hermopolites nomos (cm. i4xi7) A. 125P.

Il formulario e la qualità delle misure (r. 11 sqq.) non lasciano dubbio


sulla provenienza del documento, cioè dall' Hermopolites.

—— — ———————— àgov-]

gag evòexa xoù. [»], anogàv nvQ[ov°i àgovQag òhtÙ)]


àvà nvQOV àQzà^a[<;\ èvvéa x[aì ek OTtogàv Àa-]
j(àvov àgovQa? avo àvà kaxàvov[ àgiàpag név-\

5 re xai tÌjv àgovQav fiiav eig ^v[Àafiì]v àgàxov f)

xal yÒQXOv àvà òga^/uàg eix[oacoxzd). xal ?|

jzkrjQcóao/iiév aoi àgovoag òx[x(x), xa&agàg ànò òeÌ-\

2. Dopo xal manca elg (per es. PAmh 87, insistere sulla condizione in cui dovessero

15). Probabilmente dunque [«]i(?) onogàv. essere lasciato). Ma, per quanto noi non si

Cfr. PR 39, 11. Nieole adn. PGen 69, 8. sappia supplire altrimenti, sorprende in
5 sq. A Magdola Mire nell' Hermopolites, questa parte del contratto la clausola xa-
secondo PAmh 87 (a. 125»), per 12'/, anire &aQàg y.rX., per giunta insolitamente abbre-
coltivate a chortos e arakos (Geutilli, An- viata e introdotta col verbo 7i'/.ijQ(!}ooiier

tichi eontratti etc. p. 302, si esprimo in (si aspetterebbe nagaòmoofter). Strano è


maniera da far supporre si tratti di una anche il aov del r. 8 : è poco men che in-

sola arura) sipagano 250 drachme, cioè concepibile che codesta spesa tocchi al

circa 20 drachme per arura. Qui invece proprietario. Seuonchè è probabile che lo
se ne pagano 28, evidentemente perchè scriba abbia avuto o presente o in mente
il terreno è di qualità migliore. un contratto redatto in nome del proprie-
7 sq. La lettera innanzi alla lacuna è cer- tario {'Efiia&moev xrX.), e ne abbia ripe-
tamente X, per quanto sciupata : dunque tuto meccanicamente le formule. E come
òx[r<«, vale a dire le otto arurc seminate a qui ha dato oov per f(ov, così nel r. 17
frumento (per le altre pare non occorresse aveva dapprima dato moòs èfii per jrgòf aè.
788. AFFITTO DI TERItENO 81

o)}<; iòicus nov òajidvais- t[« òè xut' ^toc?J


èxqiÓQia ànoòuìoofiév ooi \nàvx f ]a Iv rù>

10 'Eneai /itjvl Iv <T> nvQOv àQxàl^ms] iliòo/itj-

xoviadvo Ini t^jyojojav^ov fil{av 'A&\r}v(uov

à{v\rl fuà? òoxMOv- tàg òè Aajj[avoJv àQTu(ia\<;]

òèxa ftéxQM 'Aihjvaup Ihkioios [,.,), to? xaì. tÒv

ànyvQixòv q)[ón\ov eìalv àgyvgtov dgaxf^al elxooi-

l."> oxro) l
à^^ [S«»/, Aa]' " [j], ^o ti ofi. xcù ówaojuev /iia&onixòv

oivov HeQ<i/i\iov] iV Hai JiaiòaQioig 7iv[qov (àQxujirjg)] tjfuav, tcòv

òrjnoaioìv xijg yijg dvtcov ngòg ei/i[e]{ ròv yeovxov.

L òexdtoi' av[TOx]Qnt()Qog xaioagog Tgaialvov] 'Aògiavov

at/iaoTov, Xoi[ax , aefìao\Trii.'Eàv òè ex\aaTÌ]ì]g anogoìv Nov. -Die. T 125'

20 yé\v]r]xai ÈXYàx\xu)f^ta jiQunov a\vyx\ofuao)i.iEV

xohg [,], [.,,.], JiOQUÒé^i] l'i/nelv ro\v 7iQo\x[ei]fj,svov

,[,.], x[ar' àva]Xoyi.av vneiaiQcóv a| .,),«[,,].,,.[. .],

13. Dopo IleXwios c'era, credo, il nome del Gentili! p. 289 sq.) ; anche piìi incerto è ae-
padre ; del fiétgov 'A&tjvaTov si pattuisce ^aaxijt (v. adu. -IO 16. 282 6. Schubart, £t»-
che sia adoperato 1' esemplare di Peloia fiihr. p. 451. P. M. Meyer, Gr. Texte p. 155).

(segue il nome del padre f). Non vedo, 19 s<iq. 'Eàv òè etc. è nu poaitcriptum (efr.
cioè, nessuna relazione con l'iwÈg rov jie- per es. PFIor 85, 21-23). Se abbiamo letto
Xcóios come vogliono intenderlo iu PAuili bene jiagade^i/ l'ifteTy, vuol dire che in
56, 7 sq. (che sia, del resto, auclie li Ue- esso contemplava nno dei casi in cni
si

il proprietario doveva concedere al con-


14. eìalv = '
cioè '
(cfr. roviéoit). tadino una riduzione di obblighi (cfr. Gen-
15 sq. uto». oTvov PFlor 41, 23. 85, Ifi.
: cfr. tilli p. 299 sq.).
— naidagioi; è cosi confermata la con-
: 19. Intendiamo Ixilazt/g ojiofiiòi'.

gettura del Wuszinski Uodenpacht p. 125) { 20. l. ngoiov e v. adn. 848 3 (e PF. 136,6);
per PAmh S8, 27, già accolta dal Mitteis Sophokles Lexikon.
(Chreal. 150). 21. Deve essere roù; xagnov;.
IO. Il nome del mese 6 molto incerto (cfr. 21 sq. Forse ò possibile (yi|o'feo]v.

789. Locazione d'opera (mietitori).

Hermopolites noraos (cm. oxn) Sec. I-IP.

Cfr. PFlor SO e 101. Senza alcun dubbio anche questo documento è del-
l' Hermopolites, sebbene sia problematica l' integrazione del nome locale nel
r. 3 sq., e sia non altrimenti noto quello del r. 12 dopo jiegl). l proprietarii del
terreno da mietere sono due figliuoli di Eudemos, uno dei quali si chiamava
Pop. Soe. Hai. VII. U
82 fAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

MrjTOHog. Ora nn Evdtjfwg Mrjróxov compare in Hermupolis al tempo diNerone


(PEyl 119, 38 sq.). Il nostro M/jtoxo? sarà probabilmente figlio di questo Ev-
dtjjuog Mtjróxov ; e l'anno indicato nel r. 6 sarà anno, poniamo, di Domiziano
(ào/MTiavo]v).
]v[ o]l ò &eQiaral T\»]

xaì\ Mrjróxoìi à^q\oTt\()oii; Evòì'ijuov ya(iQeiv). 'Ofio-

Xoyovjuev — J
re nvgivovg ojrófjovg èv toh Ila-

\ex xoìì IIzo?iE/i.aiov xÀrjQov àoovQug


5 [x rrjg Iv onógcoi] q)avt]aofj.évf]g ytvqfiatog rov

[x (eiovg) — ]v xaioaQo[g to]v xvqìov fuo'dov rov si/oe^f

l'&eoiojiwv 1 éxà]art]g àQOVQtjg nvQOV àQzàfirjg òi-

l/ioiQov {yiverat)] {jivqov} {àgrdfirjg) (}' amóì% òs èax^xajiiev naq vfwn'


àQyvQiov] ògaxfiàg òexas^' j àgy S «<?• àg^w-
10 Ijiiel^a de ànò ÒE\xàzì'jg fjfi{égag) t[ov] Uaxcbv xal ovx ànoartj-
{aófieda ~ ] xaX rfj èoxàzr] '^ju.éga ó/ioimg &egioo/j.[e\%'

] negl Nexoov àgovoag TQ[e]ìg o.'rrj^EV

]t]g ovpcpoveiag. [rjovg [òè] fiio'&ovg fie-

[rgriaEig ev róìg Uavvi] xal 'EnEicp jurjoi to\v\ av\To]v hovg fiEZQì]ai

15 [jigiórr] — J,j;,a,,| \a}VTa.[

]fia>v\

1. L' ultima lettera visibile del rigo sem- 10. Naturalmente sono possibili f)'i5f]x«T(/?,

bra T, ma può anche 77 (era l' ini-


essere Smdejxùttjg etc.
ziale del nome del primo dei due proprie- 11. Per es. -[aó/ifda ims rfjg J»;fews] e nel
tarii). rigo seguente [rù; vnuQxovoas out] jicqI

3 sq. Per es. èv rwi 77a|[ox<ù( jrsgl Mróx'^] Nexoav (nome di villaggio).
ci. PFlor 380, 3. 10. 385, 38. PAmh 88, 12 sq. Sarà stato detto che la mietitura
8 sq. etc. Ma naturalmente sono possi- delle tre arnre sarebbe eseguita alle con-
bili altri supplementi. dizioni stesse indicate per gli altri ter-
9. Anche PFlor 101, 12 è scritto erronea- reni in questo contratto (l. av/t<f(ori'ai nel
'

mente àg^wfie&a per àg^ófit&a (corretta- senso di ov/iipoìrij/naTos).

mente PFlor 80, 12). 14 sq. /(«tg»;o{«)i jiQ(ór}j : v. PAmh. 88, 25.

790. Petizione all' ekdikos.


Oxyphynchos (cui. 12X30) Sec. VI?

Questa petizione
all' Èxòixog (v. le indicazioni che abbiamo date sopra,

n" 767768 17) è redatta in termini molto semplici e senza la solita loquacità
S.

dei documenti dell'età bizantina tanto piìi è deplorevole die essa sia mutila
:
700. PETIZIONE ALL' EKDIK08 83

a destra dal r. qua o là sia svanita o altriiueuti danneggiata la


30 in poi, e
sciittma in modo
almeno a noi, non riesca di trascriver |)iù e meglio.
che,
lustos, debitore di sua sorella (non sajìpiamo a che titolo probabilmente ;

quale coerede), per soddisfare il debito aveva venduto un immobile (tótto? ;

cfr. 467 Introd.) cbe la sorèlla non aveva voluto comprare lei stessa. Do])0

la vendita, costei accampa dei diritti verso il compratore, perchè a sua volta
lustos sia dal compratore chiamato in giudizio. Il fratello quindi si rivolge
all' exòixog, affinchè questi faccia attestare dalla sorella come realmente
stieno le cose, ed emetta sentenza (rvnog r. 17) che lo liberi da ogni respon-
sabilità rispetto al compratore. È probabile che i giuristi formulino diversa-
mente e meglio il contenuto dei it. 15-18; ma suppergiù il senso sarà questo
che abbiamo detto. Il fiuQxvQa del r. 15 ci ricorda che V èxfiaQTVMOv tocca'
proprio aìV èxòixo? (von Druflfel p. 39),
Mettiamo poi in guardia il lettore per quel che riguarda i rr. 21-25.
Attendibili sono soltanto le parole e sillabe non indicate come incerte ; tutto
quello che è puntato è stato da noi stessi letto diversamente tutte le volte
che a leggere ci È chiaro ad ogni modo che sono anni di un
siamo provati.
imperatore del sesto secolo abbiamo sup])l)to 'Tovoriviavov, perchè il supple-
;

mento non è inconciliabile con lo spazio e perchè quasi costantemente, an-


che tornandovi su a notevole distanza di tempo, ci è parso di vedere Bam-
k(e)iov nel r. 25 (nel r. precedente invano abbiamo cercato di stabilire ìa
cifra dell'anno, e se vi occorra v:jaxeiai; oppure /ut?' vnmeim^. Nella lacuna
del rigo 24, oltre il resto, deve esserci stato ^kioviov, cioè il prenome del
console. m, n.

[ (pXnf,,,
ì^f^ ^eorjvfo tw èUoYifi{undTq>)

ax[o\KaanxM xal [èjxÒixcp r^g

?MfuiQSg 'OS\v\Qvyx(it(òv) 7ió?.e(og

7t{aQà) 'fovoTov aitò zfjg avr{iig) nóXeojg.

5 Tónov dtacpégovTa /^toi èjtcóÀt]aa

iva jih]Qa>aco rrjv àde?^(p^v fiov

y_Qe(ooToi^/tévij jiap' i/wv xaì fit]

\(t\^ei(oadaii xòv amòv rónov


[àyo\Qàaai. /leià òè trjv yevafiévtjv

1. È pitiprobabile 0Xaov{(i} che AÌQtiUq>. /um;v e òficóonoav (posto che sia letto bene
7 sq. Avrebbe doviito scrivere ;i;(>e(ooroi'- a^eiaj-).
8* PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

10 [^O!]?' èfiov ngàoiv »,£,;«« Aewt, »

[7tp]ò? ròv àyoQ'iaarTa iva

xàym èvax&ù) naqà xov àyoQaoavrog.


zoxnov ;i;apn' jiaQOxaXiò

\triv] vjumv ao(p[i]av xekevaai


15 [rrjv] avTtjv juov àòe^(pr}V juàQZVQla]

JiaQBvex'&fjvai .|,J, «,[,,,« ,,,]

rjfimv xal rvnov[

, , , , , èq^' fjiMV \, ?^oyuÓTazE ?]

EHÒlXE XVQte. I

20 <m^> [Av]QÌ]hog 'Iova[T]os è7ii[òéòu>Ha.\

<m^> Baadeia? tov d'eioxàxov [xcù EVOE^eoràiov'ì]

fifi&v òsajiÓTov 0^aovio[v 'lovauviavov ?]

TOV aicoviov avyo[v]arov [xal] av[toxQàroQog erov?]

* # « GtC.

25 BaaiXiov xov Xafin(Qozàxov) [mese, giorno, indizione].

10 8q. Avremmo capito tvexàXtoev \ im àyo- 12. Per l'uso di cràyeiv (cfr. èvay(oyri) v. per
Qàoavzi. E una qualche forma di èyxaXeìv es. PFloi-93 (=Mitt. Chrest. 297), 25. 28.
crediamo ci sia. Stiul. Pai. XX n» 122, 6. 11 etc.

791. Lista di danaro per feste etc. consegnato all'ekdikos.


? (cm. 20X23) SeC. VIP.

Per l'ufl9cio e competenza deìVExòixog v. adn. 767 3. 768 17. Introd. 790.

+ rvcóaig ;^pi'o5 JiagE^ofiS xco &EO(piXS iyòi "/

V xòjv òvo ÉOQx' à(7rò) 00)1? H{at) Tvfi[i\ ìvòi(xxiovog) d


Hiflì) V xrjg loQzaaxixj zfjg avxije & ìvòi{xziovog)

ò[ià) aov 'Avohn àjiaixrjZì] ovxcog x{al) v xijg ^/néo/ to'"

5 i9 xov àyiov <Pi?^oÌévov v fi xj fi àyi/ 0iÀoSévov v i? x! a


7? xov àyi/ 'lovaxov •••• v fi xl fi

A tov àyi/ Seqìjvov ...••• v fi x/ fi

fi xfjg àfifià 'lEQUxicovog


• • • v fi x/ fi

1 sq. Cioè ;fet'a{ov) ^agsxo/iéHov) to3 &eo- ^d. ro(fuofiata) & H{egdTtor) a;
àyi{ov) etaa-

<ptX{coz&t(i)) èydtx (p) \


vjt{sg) ic5r òvo èog- logamente iu seguito).
r(<3Jv) ovvero sogTaaTix{(òv) etc. 5 sqq. fi = :ragà.
4. l. ÒTiaiirjxov (e in marg. >jfiég{as) tov \
8. rijs : se. /torijs.
791. USTA DI DAA'AL'O PElì FESTE KTC. 85

K ai) t> fOQTaaux! „ •

10 /(ori Kaiaaqiov • • • • v fi xj fi

fiov\ Aajuaoon'og v ^ xj fi

fiov'i <Pi?M^fv\o\v ... V fi x/ fi

fiovS Mpà leQaximvo? v fi x/ fi

fiovi Aì]/ir]TQÌov V a xj a
l'i fioì'S Ilaytjviov (ì) v a xj a
ToiJ àyiov Koofià . • v a x/ a
yi/ V lu xl ta

x(al) V xijg loQxijq tov 'Pa()fiovt%

ov
20 ixx?.' àfiftà 'leQaxicovos v a xj a

10 sqq. nov{>j) ovvero ftoviaorrJQiov). 9 e 19. ov(T(og). Cfr. 804 2. 15. 807 3.

17. ytXvexai). 20. èxxX(>ioia).

792. Resoconti di tasse in natura.


? (om. 11X18) A. 136P.

Non conosco altro dociuuento aualogo a questo, clie pur troppo è mu-
tilo e iu fondo, e per giunta qua e là con scrittura svanita. La
a destra
cifra C in cima ci porta a credere cbe esso sia una pagina del registro te-
nuto da un funzionario (sitologos ì o i)iuttosto funzionario di grado più
elevato), nel quale egli riassumeva conti della sua gestione, e segnava le i

lettere ricevute e mandate in proposito. La conclusione di una di tali let-


tere ricevute sembra abbiamo nel r. 10 e la risposta nei rr. 13 sqq. è indi- ;

cata iliiW dvréyQmpa del r. Perchè poi a principio del resoconto sieuo intro-
12.
dotti, iu carattere più piccolo, rr. 4-0, non so spiegare. I conti, ad ogni
i

modo, sono di riscossioni in generi sui ricolti di 3 anni di Adriano; e pare


clie cont<'stazioni si avessero e spiegazioni fossero necessarie per il conto
dell'ultimo anno (20"). L'uso della parola «^ogoAoj-ia in questa età è notevole;
V. adn. PO i653, (dei nostri testi tolemaici v. 620 12. q^ogoUàyo'; 362 «).

imi ÒR-
?
yEvt]fj.aw(; njS —^ariaUiì «?S — [

8. 7. 8. 11 e 18. Anni di Adriano 18' 19- 20° (= 133/4, 134/5, 135/6).


86 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

• : I] «»'«[»]^o[»J»Tov Kvàfiov èyévETO jii.ijv òXi[y

5 j'0/«[»])'(,[, «]jrAo/c<»' ovxèxi jtaoayevo/tércov [

àitoyofirioàvrior x&v vavxXrjQO)v [

aaì jtEQÌ <pogoXo\y]ia[g] xov xS èygdiprj oxQaiijyóìg a[

Trjv jrQÓaoòo[v Ti]g] qpogokoyiag tov >cS 'ASgiavov x(ai}[aaQog tov xvqìov

xcù (paxov \xal rcóv ? à\?,?.cov yevcbv rcòr eméÓTCOv eta\

lo xaiàyei xal mg \T\àximà juoi òyjlwaare.

x'I naimv x^. 17 Maggio 136^


I [

àvxéyqaxpa xo ^g [

Ti]v nQÓcioòov Tfjg (pogokoyiag tov «S yevmv [

tÒv tov 'Eqjuov ^(^eiQiaiJiòv xaxayeadai èyoaytag òriXw{


15 a&eiaojVnt» [,,,,, j.ov Trjg fi[e\QÌòog fiaodtxov yQafi]ua[Té(og
"5" fT)
yS xai Tigog (paxov "o" <p xai Jigog xva/xov rr f^

5. yón[cii\v «[«(] jiXoicov ? iiies ' (nel r. precetleute ci sarà stato


7. Che sia oTgatrjyotg 'A[gaivokov — ], e si fiezà). Cfr. Wilcken, Grundz. p. 128. Otto,
indichi così uua circolare ad essi venuta Priester ii. Tempel II 150. Wessely, Ka-
da parte, poniamo, dell' epistrategos ? ranis p. 61. P.Iandau 34,7.
12. Cioè xoX{Xi)ftan) l?. 15. Poiché gli spazii fra le parole non sono
le. TOV 'Equov : (del tempio) '
del dio Her- costanti, forse è possibile èm \Xò]yov tfjg.

793. KkGISTRI FONDIABIl 1

? (cm. 58X11) SeC. IP.

Sono colonne di non rigoroso, con poste di


nomi, in ordine alfabetico
arure e frazioni di tirare, PFlor suppergiù come
71 e PGiess 117, che in
sono di età piti recente e provengono da Hennupolis. Mi figuro che questo
documento nostro provenga dal nomos Arsinoites (è noto il <I>iXt7i7xog 'Aq^go-
òiaiov del Fajùm [v. 160 3 e le indicazioni date nella nota a 735 3], ma
non si può senz'altro identificarlo con la persona dello stosso nome che ri-
corre qui al r. 72 abbondano, ad ogni modo, anche qui i nomi greci).
:

CoL I.

<Kimangono solo due o tre lettere finali di righi).


Col. III.
88 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

IIxoXXàQ TlxoXXà Taow"' \jli\_

JlaxòìQ 'Aleiicovog l^y


50 Ilaaimv IoiÒwqov taL
IJvecpsQ&g nv[£(p]eQca' ,,'i }j,

UetEEvg 0[ ]v .
1, j» f j;
I

Col. VI.

54 /7[,,,,],..,o? \,e

/Zerf , , ? 'A(pQoòiaio{v)
, . ] }j ^
Ne(pe\Q]rù)s NeqoeQco 'iegécog h fi
Ilane'iQ 'Aniiovog ta
Uaaicov Ilaamvog taL
Ihrenovxiog) Ilwwi ìroL
00 IIvEfpeQmg 2'ajr,,.»* isgécog l, fi

(frammenti di ancora sette righi)

Col. VII.

68 UdrvQog 2afiivov V [
'

Zaq&g ZaQcmmvog t [

Taficóg ZwxQazovg "[,


[

TQvtpmv 2afiivov t . [

fP0.i7t7io(g) 'A(pQoòiaio(v) t [

fPikwtag TijiioxS h [

[01ìa[.,]g Alda [

75 [...].. Alda y e^ r," <?> [

'QqUov 'Hgaxkei" xal [

(frammenti di ancora tre riglii)

48. Da inteudere (firi(xgòs)) Taovvó)[<pQiog) f 76. Se è letto bene, verrebbe la tentazione


69. Forse Iloxàl di interpretare ij éi{éQov) rix{for).
794. CONTI DJ UNO STO VIGLI AIO 89

794. Conti dt uno sto vigli aio.


? (CHI. 10X20) Sec. HIP?
Nel recto coati, di scrittura più recente. La drachme è di sette oboli
(cfr. 688 Introd. p. 105).

>fó;'oc kenrov xeQUfiov Tiaoaa vjiò

l fuQì]}'OQÌov HfQafiéotg.

^aù)qH v7iofa'ì]fiatoyQd((pf{))

Pei" fi ix S a ^
90 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

AvQrjUcp 'tìgetw [»><,»»» ««If àjiairìjrfj àv-


vóvag Xava>[»,,», TCp ^]iXrdm) %aÌQeiv.
5 "Elio nag' è^av[r(b ,,»^,,,]t,ar]ju, èm xfjg

uvo) TonoQxia? \zov 'O^VQvyxijxov) vo\fiov k ^óyo^v)


^ <ìvv(óvrj(g} nl,,,,,,Teaa]aQa>{OVTa-
Téoaaga? . . , f , àgJTaflijv juiaiv)

fjjuvavv,,, [,.......1... ./— ai


/
10 dg xoà naQaò\(t)aw TÓìg oTeX\Xojusvoig

<V t[o]{'to Tiagld aov xal nu\vTa aoi sjtoÌ-

oco, ,jW,,f, . xvQia tÙ yoàl/LijuaTa unXà

yQa\<p]éìTa [..1,... [,.\.,,,ov AvQt]?.(lov)

SaQam(.ov[og ,,] Aiovvaovg Oécovog

15 xoù èneQCOTri[d{eìg)] a)juo?.óyr]aa. I v H

xòìv xvQimv \fjfi\à)v Vàkkov xal OvoXovatavov


Evae^&v EVT[v/\mv aefiaar&v, 0à)§ d . 1 Settembre 253 P.

(ma v. ad ogni modo


XQtjtiaTi^ovTos liìjiQÓ; per es. àvv(bvr](g) 3i\%fQov àgrà^ag TEoo]a-
460 50 sq.), e altrove (ma v. 770 9 del
adii. Qaxorra- o sim.
nomos Prosopites) si aspetterebbe òmdzo- 5. Parrebbe ']varjfH (non è possibile 'En']i-

pos etc. ai'j/wv ci. PO 1285, 55).


4. Xavfol —
sarà nn nome locale (cfr. 8 sq. Probabilmente -réaaagaf yihovrai)
PCairo 34, 18 Preis. ànaiTrjzaTg àvrióvtjg jzvIqov) (o aìtn.') {ÙQzaliai) fiS xai >cgi{&>jg)(1)

xci)fi>]S X). In questo rigo pare sicnro àgra^/jv ftiav tj/ivovr (sic) xal yoirtxas
ùv\va>ras, invece nel r. 7 è altrettanto si- òvo- / "S" etc.
cnro àrrwì'rj (cioè -rtjs), dove si aspetta 18. eh zò dvo/ia rov sim.

796. Kesoconto di xjn estimo ufficiale di olive e datteet.


Psenyris (Arsinoites) (cm. 19X22) A. 222/3P.

Disgraziatamenteil papiro, mutilo, è in cattive condizioni appunto nei


righi (11 e 12) che maggiormente interesserebbero. Per questa nogeia ngòg
tmaxeynv ógiofiov etc. cfr. Preisigke a PStrassb 31, 12 (Introd. p. 117); P. M.
Meyer a BGU 1091, 24 sqq. La scrittura del verso è più recente di quella
del recto, ma anche essa del terzo secolo.

Ilagà AvQTjUov 'Atq>~] àjuq)oò''xco/iOYQS

xd)/Ài]g WevvQecog

1. Secondo BGU 659 lì 1 (Preisigke, Be- pograpMe etc. p. 41 n. 295, e Jouguet e


ricligungsliite p. 59 ; cfr. Pauliis, Proso- Wilckeu ivi citati) sarebbe da intendere
796. RESOCONTO DI UX ESTIMO UFFICIALE DI OLIVE ECC. 91

UoQeia TTQÒg btiaxeipiv ÓQfiov iXaixà>7' xal q)oivi

xagjiiòv [ e. 10 11, ] àgxojuévmv ànò te (V>


5 òioixfia\e(.o? 7-8 11. ],* x[ov he.a\r(xno?

pi. Toì' xv\(iio\v avToxoàroQog Mu\qxov] o- 222/3''.


fi/.iù)V

AvijìjUov S\eo\vriQov 'Ale^dvÒQov eì'oefìovg

evTvxovg ae\Pao]Tov. 'Earl de'

òioixriaemg XtififiaziC

10 àgxofiévo)v ànò vÓt(ov) xal Xi^òs irjg xd)(^irjg)

-4, , ,|,J, , ,,[ 5-6 11. ] , olà Tt]f4,,,, Agaivol

,[ e. 12 11. ]. exl,.\f\'.,]j L
Di altri quattro righi rimangono soltanto le prime
lettere :
f, a, t (ovv. n ? n ?), a,

Nel verso, in direzione perpendicolare alla scrittura del recto:

17 I .... I
/*"' «^^«

J . . . ;' no naQunevr\g St) ntqog

] , , , vnò xov nójiTiov ànoyQaqjétniov


X ^
20 I
, , ? xar' O , I
, , ] ^ no naQei/iévìjg

àjoovQtjg ,,, (e forse non altro).

à/trpoSo{yoa/ifiaTéiog) A'fo/(o;'pa(///i«tAi)v). Ma 17 sqq. Non occorre notare espressamente


quel ducnmento fedi Sokiiopaiti iiegos, vil- che questo (locunionto del reno ci ò del
laggio (li cui appunto è attestato un am- tutto oscuro.
phodou KcùftoyijafifMxiiov (HGU 95, 11) : 17. net' àkXx = omisai» (adn. PFlor 387, 77) t

dovremo supporre un ampbodon umouimo 18 e 20. Innanzi a y^ nel r. 18 pare si legga v.

in Psonyris f Posto dio afttpoò" valga à/t- E non pensare a xai' 'O^VQÌyx{<ov)
difflcilo

<poòo{yQa/tfiaTéoK) — e conviene aiiiuiet- nóX{ir). Né


farà difUcoltà che il documento
terlo ci. PTebt 436 — intenderei ciò del reoio si riferisca ad un villaggio (Pse-
ohe segue come x(o/iOYQa{ft/^taTéo}s) o xm- nyris; anche nel nonios Mendesio PRyl
ltoYQa{/iftaTeias)- L' àftqpoSoyQaft/AaTtvs (v. 430) della 'HoaxXeldov fUQis del nomos Ar-
adn. PO 1030, 2. Croenert-Passow h. v. sinoitea (Wessely, Topographie p. 163 sq.
p. 441, 27) sarebbe allora un funzionario PTebt II p. 410 sq.). Un villaggio <I'eryv-

subordinato al XKO/ioyQa/t/iarFvg Qts (sic) è anche nell' Herakleopoliteg


3. 1. <-/'o()(x((X(òi'\ C'Ir, per es. BGU 603, {Sammelbuch 5168, 16). — Per .TaQet/tévrit

10 sq. èXai'xoì'i xai ipoivixtxovi xagnovi. V. adn. PO 154» (voi. XH p. 271 sq.).
92 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

797. Kesoconto di un vettovagliamento militake.


Alexandru nesos? (cm. 8X20) A. 232».

Del r, 1 rimane all'estrema destra il segno S (per es. in una abbrevia-


zione come aTpS =
ot^ott^jw ?) e due lettere cLe potrebbero però anche essere
le un secondo rigo (in tal caso il rigo donde comincia la nostra
ultime di
trascrizione sarebbe 6°, non 5°) segue un' interlinea di un paio di centimetri
;

vuota (almeno nella parte di papiro rimasta non c'è traccia di scrittura), e
con frammenti di scritto per noi illeggibile. A sinistra dei rr. fi-28
tre righi
non sempre ed in tutto manca il papiro, ma abbiamo nonostante messo fra
[] anche tutto ciò che è interamente o quasi interamente svanito. Nel verso
conti di mano più recente.
Il documento sarebbe senza dubbio molto intei'essante se si riescisse ad
integrarlo almeno nelle parti essenziali, e speriamo possa riescire. Sopra una
prima trascrizione M. Norsa siamo ritornati piti volte, e sempre con scarsi
di
resultati. In non tutte le nostre letture sono attendibili.
tali condizioni,
Quanto al contenuto abbiamo qui un resoconto di contribuzioni, in ge-
neri e in danaro, al vettovagliamento di soldati, probabilmente per una non
ordinaria spedizione: un resoconto, in somma, non della solita annona mili-
iarù, per quanto la contribuzione sembri attribuita e distribuita col solito
sistema. Ignoriamo a quale funzionario sia diretto, e da quali esso emani
(dicendo ngay/nan-^ol in fondo non si determina nulla; cfr. per es. PGrenf I

48, 10). Il prof. Kostovzev, che vide fugacemente il papiro, ci suggerì 1' ii)o-

tesi che si trattasse di adaeraiio {liayQVQia/nógj della tassazione in generi (cfr.

Wilcken, Grun'Jzuge p. 360 sqq.) ; ma per esserne sicuri si dovrebbe essere


anche sicuri della proporzione fra le somme indicate nei rr. 17 sqq. Certo la
ÓQin&eXaa rifa'] del r. 13 non si spiega facilmente senza tale ipotesi.
alla provenienza del documento, non ci sembra probabile che
Quanto poi
nel r. 16 debba intendere Alessandria sarà piuttosto il villaggio, del-
sq. si ;

l' Arsinoites, 'AXe^uvÒQov (vfjaos). Ma anche per la determinazione della pro-

venienza gioverebbe conoscere l'ammontare del contributo.


Alcune utili indicazioni per la tecnica di queste contribuzioni militari
si hanno nella Introduzione del Mitteis a PLips 63 (che è però della line del

IV secolo). Si confronti anche G83 (per cui veggasi ora Wilken, ArchU- 7, 84).

5 ]tjnaTàX-

Ifiarog icai J] vjt\oj[tvt']\fiaTog tov

[
]xov y(jafifiaréwg

7. Se fu [^aaiXt]xov, bisognerà 8ni)porre che la scrittura fosse qui molto meno densa.
797. RESOCONTO DI UN VBTTOVAGLIAJ^IENTO MlLlTAliE 93

rov ai'iToD ?] vofiov. Kaxù rà xf-

Xe.va{Hv\ia vnò ttjs fjyefio-

10 \nQmà^eco<; rov

xvQiov] f)ix(òv avxoxQUToQog Zeovv)-


Qov 'Ai.s^àvÒQ\o{v) fvaefìovg evjv/^ovg

aefiaarloiv) tì]v ógw&taav Teifi{i]v)

...]., è^eTQì]aaftev elg XQ^°^


15 ròj]r yewaiOTÓtwv az()aiiioT\a)v\

]jt(ioanfiov rfj? 'AXei[àv-]

^p,,, ,J,,TaTa|a« ixatòv d[,,,]


] jiQÒg TOÌ's 95' .,)'o- <t>

[tÒ Ttàv ÓflOV ^ Ql xfi

20 \ÒQaxfi{àg) jievcàxi?

XMag — xov\xa névre tquó^oXov

yllvovxai vjièq éxaxòv

\ovg Sqo'/jiì ) xQiax,,,,

],.,,. ÒQaxfi[ ) nevxa

"Exovg ]ia avxoxQàxooog xaioagog


ìMagxov AvQt]Xlo]v ^eovrjgov 'A?.£^uvÒQav

'<ae(iovg evx\vxovg aefiacixov, Ilay^ìbv i. 30 Aprile 232''

9 a([. ^yefio\[nxijs1 Ma Qon sappiamo unirlo Itt. nQooiiftov nel senso di ' tassazione '
a
con ciò che segue, dove non si può leg- cui ò sottoposto il villaggio? Poiché quasi
gero jiQoora^eMi. Innanzi a questa parola sicuramente si tratta di un villaggio (v.
c'era parso di vedere ta; (per es. «ai Introd.). l'or significati analoghi della pa-
Ocias, die in questa età non sembra pos- rola ^QÓattfwv V. Berger, Sirafklauteln
sibile) ; ma le tracce sono troppo tenui. p. 4 sqq. (e specialmente p. 10 sqq. 38 sqq.)
Per il senso basterebbe imo tìjì ìjyefio\v{as e l'indico del Rostovzev, Kolonat p. 415.
(come ad eiiempii) nella troppo famosa let- 17. Se xotarofai o ftezaTa^ai non riesclauio
tera di Psenosiris, PGrenf li 73, 10 = a distinguere.
Ghodini, Lettere crist. XI) àjiò (ovvero 11). Non escludiamo qx ii (invoco di Qt xfi ;

ex) jtQo(o)Tà^e(os xif.. cioè HO artaho e 22 choinikcs). Ma anche


14. Nella laonna ci sarà .stato .^vQor, xm- nel r. 17 6 possibile fxaiòr r^[fxn].

&^S sim. *22. Forse vji'fq rxàoiov ?


94 PA Fini BELLA SOCIETÀ ITALIANA

798, Frammenti di documekto eiguardante la pesca.


? (a. cm. 5,5X11,5; 6. cm. 11X29) SeC. II-lllP.

Frammenti di due (a e h) pagine di un documento, del quale non sap-


piamo indicare la natura: si tratta di pesca e venditori di pesce, di donne
addette a tale vendita (che cosa è eiQeiv ed elQf.iévov ì), di ore e di luoghi di
vendita etc. È probabile che in più di un luogo noi si sia letto male, per
quanto la scrittura sia chiara dove non è sciupata da lacune. Dopo il r. 9
vi sono ora circa cinque centimetri di margine (e poterono essere di piìi) ;

circa dieci centimetri dopo il r. 30.

a.

]QtQV

yvvai\xag avzcov svxe-

]rov zekcov VI
]eg Ti] Jiokei ncoXeiv

\t]X'&oaav oi akieig

yv\vaixa? eavTCov nco

10 ]..f ]iXi'h'o

\,,\lut)Te,\ ].|. ]rìaa

[ , ,]e}<Xeiaav ttjv [ix\&vav

eavTov sig rag ajio'&i]xag

[e\avra>v eòa , , za? yvvmxag

IB t..].TOv eigeiv [c]va rj/Liegag aza-

2. Dunque ftaJQtvQ" ? 10. Ix^v03i<ói.t]s {-ojiQÓttjg) sim. Cfr. S. Ni-


4 sq. Forse èyxe\[xhia/cévas ì ci. 12. 18. colò, Jey. rereinattesen 1, 95.
8. i]X{^oaav (naturalmente può essere eia- 12. Iiv]éxleiaav1 Cfr. 4 adn.
ijX&. etc.) : Mayser i).
323 etc. 14. Forse sòci le (l. Sé).
798. Fh'AMMENTI DI DOCUMENTO BIGUABDANTE LA PESCA 95

[pa]/a)c eiQ^evov jicoÀwai xai

|/<]»jTe e^ov[a]iav \ì\xcooi dia vvx-


{n\ctnftaaty

rog 7T(i>keiv x^eiaa? t«c tivQa<;

Eiaaa ta; \y]vvaifcug fiQeiv

20 /<é;^e* ^Q<tìiag x\,,,]Q(oiag enoì-

h]aav n t[, ,.]o7i)j/ia ..,»; sm-


jiovh] /«>/T[.,]tl,|r T( 17/rov ,[..?]

7ia}.(uaTQo<fvXa^ fiy eòwxaxE


/loi TI nXeiovog de ti ov nenQaxaxE

25 Tt'' Òe ij^'&vog eox)] ov xonaofiov a, ,

[e]aT<r tra etaayijTE xai ore juev eig

Tov vofiov fit] jto) Ole St ftg a?2o

vofxoiK TOV de xcu eig tijv tio

fiaayofievov àia vvxxog ew ava,


30 fit] jiu)h]Te

20. x[al ji'ÌQcolag :


'
e durante il mattino'? 27 sq. Avrà volnto SlXovg \
voftois, o pint-

21 s»!. ri tò ànóiìrj/ia ; iiV >'j èjii/iovXt'i ;


tosto ùlXo(f)\roiiór.
2S. .-laXmaiQoqwXaì : PAniIi 124, 3 (W. Chreet. 29. ora» : forse l'ultima lettera non è che
1.52). BGU 466, 2. uu » (ara-'t).

799. Lista di nomi.


Oxyrhynchos (cm. 7xi5i Sec. IIP.

Lista di nomi di persone, con la indicazione della paternità, della pro-


venienza, e talvolta del mestiere ; non sappiamo a che dovesse servire. I nu-
meri a sinistra sono, pare, dei giorni di un mese ; e sotto lo stesso giorno 22
(xfi) sono segnate due persone (r. 21 e 2.3). Abbiamo cominciato a trascrivere
solo dal r. 12 in poi ; i righi precedenti sono frammentarli, ma essenzialmente
non diversi dai trascritti. Che cosa sia q) (cioè q''ì) nel r. 15 non sappiamo.
Si pensa facilmente a jryo? (ci. VVilcken, Archiv 4, 426, a proposito di PFlor
4, 18; PLond 1157, 71 |III p. 64]); ma la spiegazione di questo pi dovrebbe
servire a spiegare l'egualuiente oscuro q'i (scritto q7] del r. 17.
Né sono queste le sole difficoltà del frammento, del quale pubblichiamo
quello che abbiamo letto appunto per invitare a spiegare quello che non in-
tendiamo. Nel r. 13 (-Jeayéfovg (lettura un po' incerta, dal / in poi), nel r. 15
96 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

(p Evti'xVf 6 nel r. 17 q' IIqio'\ in parte per la posizione che occupano nei
rispettivi righi, in parte per la posizione che occupano nei rispettivi righi,
in parte per la maggior densità di scrittura, sembrano parole aggiunte. Senza
di esse si avrebbe Tò Zrécpavog IIuttov ixìjtQÒg [#]»;g<o? j
» ,xuTu\yi{r6^iEvo?) ir

Uè'-] hòjv xe \
a] 0EQjuov\'&ig ?] 'Aksi firjXQÒg \
Aiovvalag ànò Ile'- |
i^ Ilajiovzcóg
'AjToXkmviov fOjTQÒs I
©egftovid-swg) etc. ; cioè dappertutto il solo nome della
madre di ciascuno come in tutti i righi seguenti (19. 21. 23. 25. 28?). Con
esse, invece, si dovrebbe intendere che il nome della madre fosse seguito da
quello dell'avo materno. Ma se questo non oiì're difficoltà per [,]ìjQiog Oeayé-
vovg e per ' HQcoòhaivrjg ovv. -laòog) ©eQftovi&àiog o sim.), non si adatta più
ad Emv^iì? (genit. di Emv^i] ? e in ogni caso nome della madre) Aiovvaiag,
perchè dovrebbe essere Aiowalov ojjpure xQrifiaxiì^ovorjg /itjrgòg Aiovvaiag (adn.
450 50 sq.). E del resto, anche Oeg/uò può certamente intendersi come nome
maschile, ma le probabilità maggiori sono per nn nome femminile (Oeg/iov^ig,
OsQfxovdiov, &eQ/nov'&aQiov etc). In conclusione (1), le aggiunte marginali del
nome dell'avo vanno collocate (anche nei rr, 15 e 17) dopo il nome della
madre: [,]»ygtos Oeayévovg, Aiovvaiag Evrvxfìr{og^), 0SQfioi>(ésa)g) 'Hqu){òov ovv.
-lavov).
Non sappiamo poi dire che cosa sieno nel r. 13 le due lettere in nesso

(si direbbero FL, cioè rgizo) nei sim. che qui non avrebbe senso), tanto più
che con esse sembra abbia qualche relazione la lineetta sottoposta al seguente
xaral. Bel resto, anche il xaiayiivó/ievog) che qui e in seguito abbiamo dato,
si adatta benissimo dove o e' è addirittura iv Ile' (r. 19) o si può supplire
(r.13); ma
ne è singolare l'uso dove occorre assolutamente, col significato
di 'ivi residente', cioè nel luogo in cui la lista fu scritta, sia esso IJéka od
altro villaggio.
Finalmente non sappiamo spiegarci un grosso A' fra i rr. 15 e 10 (simil-
mente, nella parte non trascritta, fra i rr. G e 7 e innanzi al r. 10).

(1) Ben si accorda con la nostra ipotesi il fatto clie anche nel r. 8, della parto non
trascritta, si ha A}jfia[Qovxog ovv. -qìov etc] e innanzi in scrittnra piìi fine ',4.W.^w/ (n)'f>t'f),

cioè nn mascolino in genitivo (nome del padre di ArjftoQovs).

12 lo ZxEqiavog [77Ja7i° /<'' [,\ì)Qiog

Oeayévovg xatalyl ev uè ?J L xe

lì] IIaxsQ^iov[^ , ,] AXe^ fi''

15 {)\ Evxvx*» Aiovvaiag ano Ile'

W. 16. 19. 22. néla nella h^òg xoTiaexla del- 81. 1659, 40. 1717, 22. Cfr. 291 2. Sam-
rOxyrh.vncUites: PO 24.5, 12. 20. 1285, «id/)«cA liU."), 24. PRyl ir.9, H PHil. 13, 3.
7»». LISTA DI NOMI 97

«»? Tlanovxcog AnoXXwviov fi''

q'' IIqo) Seg/io al^i" 0\^ no xaxay' LA


S 2Te<pavoi AxdXecog fi'i

aXirfi
TaaxMeto? xmay' er Ih
20 L »/

x^ Qqoq 77a7i°f/i]'' Teioe{ov Ijroc caio


f-) IleXa <sic>
<f>

xfi Uqoq Ano fi'ì Taagowarog


"*•''
\xm]ayl L yfi

25 x^ Xa/iag loXXov fi'i S[a\tQrj'

xatay' L xs
a]ji[o\ AX£iov
xe ArQtjg Ano fi'> [I]sQaxia[i\v'i

17. He'HQw dovesse essere im femminile (v. seguito da xQV^^i P*' errore è registrato
Ititroil.'), intendi 'Hocoò{ialrrjg) —
come come femminile.
r. 28 'IeQa>ciatvi]{s) — ovvero magari 'Hqco- 27. ALerov (se letto bene) : nome di villag-

ò{iàòog'. Nel Namenbuch un 'HgcóStj (voc), gio non altrimenti noto.

800. Supplica (al Dux f)


? (cm. 32,5X10,5) SeC. VR
Non sembra possibile stabilire a quale alto funzionario la supplica fosse
indirizzata, ma non ò impi'obabile fosse il Bur. Nel verso tre colonne di
conti, mutile. Aristide Calderini.

-f Zììv &Eà) naQaxi.i]Ttxtj ixeTt]\Q\ia nQoa£lv]ex^daa tm h'do^O){T]uT<:o

xaì EvxXeelatàTq) òovxl t

TJhvtoìv fxèv nQOt]yeio&(o fj rov òsanózov Xqiotov jjag<? xai àkt)-

d-eia rj? x{

ah<b jà xifua l'xvi] tòJv noòcóv ifjg v/uerégas èvdó^ov <piXav-

'^Qconlas x[al

1. Una supplica all'eparclios in PO 71, 3 8. Cfr. PGrenf II91, 1. «amnielftwcA 4323, 5


(a. 303') comincia : Tàiv ftexQio»' xi/de- {lovs ri/ti'ovs aviov jióSai). PCairo Miisp,
ftóri ooi Sili - tìjr ('x[ci]//()(av iigoauyoi xtX. 67003, 14. Anche 292 18 etc.
Pap. Sot. ilia., VII. 13
98 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

evdo^ov juéy[e'&o]? fii] nagiòÉiv ttjv e[, , , , ,\évr}v fioi noìTaió&ev x[

5 snaQxeiav xar[oi]xovaiv yovixrjg fiov [ovai\ag xal vnoazdoeicg ìjg \

bIxov tv jiQoaóòm xa&aQÙ. juszà rriv \tù>v dt]\uoai(ov vcfje^a'iQEaiv t[

4. Se l'ultima parola era x[s^'c^'>'t "on sem- rr]g navioiav jiqóooòov - ùxigmov ovaav xaì
bra adatto il supplemento è[}teoxofi]évriv xadaoàr xxX. — l. vne^aigeaiv : similmente
ovv. è[mxeifi\irr)v. BGU 840, 4 {xps^aigeìodai oe. — Con que-
6. Cfr. PCiiiroMasp. 67169, 12-15 n/yrar- sto rigo terminava la supplica.

801. Appunti di intebessi privati.

(cm. 12X7) Sec. IIP?

Un tale, sotto la '&> segna (di aver date 1) a Dioskoros figlio


data MeyfÌQ
di Diokles 152 drachuie dovranno essere restituite {ànódoaig
clie scadenza ') = '

nel mese Pharniuthi, e segna inoltre una chiusa di conti (per dr. 148) con
Ptollis; sotto la data (l>a/uevò)§ a sono segnate similmente ad Heron figlio
di Hippomaclios 72 drachnie e un prestito (?) di due artabe di grano, che
dovranno essere restituite nel mese Payni.
Aristide Calderini.

Mex^ÌQ ^
AioaxÓQCp AEioxX\£ovg\ S Qvfi ano ^aQfiovv{i)
IJxókhg /o//,[»,J naìtòg }.óyo{v) avyt]Q/iiévo{v) em

5 0afiEvù)& a
[ji]
e _
"IIqmvi 'Innof^ia S ofi x{al) XQV (tJ- ^vqov) o y? ano flavvi

2 e 6. In stile burocratico : '


-Sgaxfiaì) gv^, 6. Da intendere xal X9V'"S ' I" seguito è
àjTàS(oats) 0ag/wv&{t) '
etc, come abbia- (,:ivgov) (àgia^-) /?, cioè in genitivo òora-
mo già indicato ; ma naturalmente è pos- /?(5»' se abbiamo inteso bene XQV"'^-

sibile òjioòiodrjoófierai). Altrove anche sig Dopo questo rigo non c'ora altra scrit-
ànóòoaiv (per es. PFIor ?6, 6-7. 14. PLips tura, a meno che altre poste non fossero

8, 11 etc.) ; cfr. PHeidclb fBilabel] 27v f segnate dopo uno spazio vuoto molto mag-
8. navzòg X. a. : PFlor 372, 13 sq. 97 In- giore di quello che intercede fra i righi

trod. eto. di scrittura trascritti.


802. MUTUO 1)1 GENElil 99

802. Mutuo di generi.

Hermupolis Magna (cm. isxn) A. 85/6P.

Il (fieyfiéiQìjfiai del r. t) indica che era un prestito di generi. Ma il mu-


tuatario (di nome Ilavaaviag 'Emjudxov), clie pare fosse anclie affittuario,
aveva anche altri debiti con lo stesso mutuante, risultanti da altre obbliga-
zioni con determinate condizioni [òiaarokai). Probabilmente, se si leggerà
qualche sillaba di più nel r. 1, si vedrà chiaro anche in questo. Il papiro
proviene da scavi in Aschmunèn.

...».[.].».[..J..|»».. ].,»... ;u<«^[(? o^.^wv]

(ov ò<peika> 001 òi rjg e^si? fiov ò[a(paXeiag i]

o)g negiexei diaaroÀaig jiaoai? xai rji; e\xci\

fiiad'U)[o\EW? wg neoieyei L nefinxov a. 85/6 P.

5 avxoxqaxoQog xataagos ào/Mxiavov oefiaaixov)


Fen/iavtxov o\, ,]»mxxQog IIXovxaQxog

Uavaaviov eygaym vji{eq) avxov figadeicog


ygaq^ovxog xai evyvwf^tm xa&aig jigoxeixai

<m*> Tlavoaviag Enifiaxov fiexQrj/ie xe ano-

10 xoao) x[a\idog tiqoxixe xoQig aXov atv ocpi-

kco 001 xafimg nooxtxe

2. àorpahia; : P. M. Meyer a PGieBs 97, 6. 8. Doveva dunque, nella parte perdnta del
C. Si aspetterebbe I' indicazione del mese docnmento, esser detto anche che Plu-
e del giorno. Questa invece è omessa. E tarchosi, Bglinolo del mntnatario, si fa-
sicvonie la lettera dopo /VofiavixoC può ceva garante della àjióòooig.
essere a, congetturiamo à[)r]ì .targòf, 9. Sembra scritto (ìoaòeuoi I. ^oaòftog.
:

quantuuiiue ciò sia pleonatico poiché c'è 10. Avrà voluto xa9ò>;. In segnilo (ov ò
dopo vnfg atnov. Ma piti corretto sarebbe corretto da oy, ma gli altri errori gradci
stato òrti Tov JiaTQÒg. non sono corretti.
100 PAFIBl DELLA SOCIETÀ ITALIANA

803. Conto di asinai.


Oxyrhynchos ? (cm. 6X17,5) Sec. HIP.

Nell'estremo margine destro del verso rimane im 6>, e ti;e o quattro ceu-
timetri più gin il principio di un'altra lettera. Eisulta, dunque, che questo
nostro pezzo, ora mutilo da ogni parte fuorché a sinistra del Uyo^ èvi^Xarmv,
è tagliato da un papiro la cui scrittura, attraverso le fibre, si estendeva oltre
il margine sinistro attuale. Gaffrfdo Coppola.

Aóy(o?) òvr]kar{à>v)

10
804. SOSTITUZIONE NULLA CABIOA DI FliFTANIS 101

804. Sostituzione nella carica di prytanis.


? (cm. 10X19) A. 80P.

Un prytanis, dovendo, a quanto sembra {v. r. 2), assentarsi per provve-


dere al liscardamento del bagno pubblico (v. Introd. PO 1104 e adu. 1251,
21 sqq., ; forse è di Oxyrbynclios anche il nostro documento), vuole che suo
padre (!)' 1»' sostituisca intanto ncll'uflBcio. In calce alla lettera, non sappiamo
per quale ragione, è posta una solenne datazione consolare; ma la datazione
stessa non è senza interesse. Da PKIor 9C, «. nomen Ovt\\,\o? per
13 resultava il

Nepotiauus console dell' a. 3;50 (1); e da PFlor 3 (= Wilcken, Chr. 891\ 24


resultava j)robabile lo stesso nomen per Ncpotianus console dell'a. 301 (cfr.

A. Stein. Archii^ 7, 49). Avevo proposto OvÌQiog, e naturalmente avevano pro-


posto altri Oinfìiog: in questo nuovo documento Ovìqiov è chiarissimo.

(1) Il HOJHe/i ptH'altro console Fiiciiixliis sappiamo ora elio 6 Th'rwg (v. adii. PO 901
[ Mitteis, C/ne«(^É|0], 1\ non Tstitio;, conio avevo letto io coiifoiulendo l'apice alluugato
(9) con un I ; la sjtsa forma di apice è per es. in èxjiQdz'iot'ieg 767 44.

i \ijtel àvày\xri xarsmyei /te yevéo&ai

^
\h ovv. elg x] evexev avvkoyrjg

[» »] v[, , . et\g vnóìiavaiv xov drj/Lio-

5 \aio]v Pa?.[avio\v, eanevaa smaxìXai


\aoi o\7i(tìg t[£ t]^v fjjusTÉQav x»]?

[jiQv]rarias xógav diaòé^t] xal

[jtdv]za tù naQOJibnovxa òr]/iió-

\oia I
imràyjuaTa diavvofjs ngòg zò
10 [èv] fiì)òevi xò xfjg ngvxaviag
[à^yómaxov <f> /ie/ii(p§fjvai. (in?) 'Eqqcó-

o'&ai a' et'xo''"',

3t]àxEQ XVQie.

<e dopo circa 4 centimetri di spazio :>

B. ovyXoyijg : si tratterà di ovXXoyi] per es. 4 sq. Stj!to\[alov ^aXareiov]: per els viióxav-
di xaXa/ios o di Sxvgov {àxvgov sembra aiv cfr. BGU TtiO, 10 sq. Wilcken, Olir.
possibile nel r. 4) per 11 riscaldamento I p. 163.
(cfr. PFlor 127, i sqq. BGU 760, 9). 8 sq. dtjft. èmt.: PO 900, 9.
102 PAPim BELLA SOOlETl ITALIANA

ìi <m'> ] xal OvCqìov Nenaniavov

]f x(bv kafinQoxàroìv,

] ^a/ÀEVÒ}& ì]'. i Marzo 301''.

14. Suppl. ['yjraref'a? (non è probabile Mera 15. [roC Xafi(3zgoxdxov) indg^ov tov uqov jrQat-

irjv viiarciar') ^X-IIooTov/iiov Ttriavov lò/?']. ro)QÌo]v ì

805. Ricevuta di fornitura di paolia.


? (cm. 14X11,5) A. 335P.

Anche questo documento vien pubblicato principalmente in grazia della


datazione (r. 6). In 469 4 sq. io avevo scritto ad indicare 1' a. 334/5'' rò he-

or[òg m% tdS] laS fi", e Grenfell-Huut (adn. PO 1632, 9 p. 27 sq.) avevano


motivo di dubitare della integrazione. Non è più iwssibile dubitarne ora clie
in questo documento tutte e quattro le indicazioni di anni (29° di Costan-
tino, 19" di Costantino II, 11° di Costanzo e 2° di Costante) ricompaiono.
Quanto al contenuto del documento, poco possiam dire. È una ricevuta
di axvQov (v. I 102 sqq.
Wilcken, I. G. Milne, Tliehan Ostraca
Osti: ;

n. 103 sqq. p. PO
1543 etc), sottoscritta da Hermes che, se ab-
133 sqq.
biamo bene intesa l'abbreviazione sm/i, è appunto un èmfie?,i]Tr]g àyvgov (PO
43" III 11 Gelzer, Byz. Verw. p. 47. 48 etc. Oertel, Die Liturgie p. 214 sqq.).
;

La lettura è in più luoghi incerta.

naQ^vey' xev ini xtjv nóhv , , [

Tavrjipig Aioòóqov àxvQov [ òe- ?]

xae^ gì tvòl A diaxoaiag £»[

Zd^avov ìirjQWfxan"' e' Ivòi" àyvQ,,\, , ,\iov

5 xQiaxovxanévxE j Sjuov ?. vxe fió(vai ?)

\
x&S'l i^S'l taV' /SS", MexeÌQ «?". U Febbr. 335''

'Egfiiig è:rn/ii{eXì]xrjg) oearjjiiieicojuai).

1. jto7(>': Alessandria o metropoli del uomos. ponendo nel r. 2 sq. U{TQag) &e]\xai^,
2. Il nome della donna è Tavfjipis piatto- nel r. 3 sq. XiizQas) òiaxooiag è^Softijxor-
sto che Tavijrpie (come dapprima ci era laxéooaQag Sià]\ 2ùparov, e nel r. 4 sq.

sembrato). àxì'QOi-'i iy.a\iòr iQiaHovicathte : cioè 16 -|-


3 e 4. Arretrati della 6»Iudizione (331/2P). 274 + 135 = 425.
4. Cioè H)jQ(OftaTtx{ov) = xtjQto^iarioiov ; cfr. 7. eniji (non crediamo possa essere 'Enifiù-
PO 43' III 21. — Se la cifra del totale j;oti) : aveva cominciatp a scrivere oe
(wxp) è letta bene, si può ottenerla sup- (cioè aeotjji), e poi ha corretto oe in f.T.
806. CITAZIONE IN GIUDIZIO PEB MEZZO DI ISTANZA ECO. 103

806. Citazione in cjitjdizio per mezzo di istanza ailo stratego.

Nomos Arsinoites (cm. 8,r>x20) A. 158".

Il docninento è del genere delle naqayyeXiai (v. Mitteis, Chrext. n. 50 sqq.).


Ma nou conosciamo altro testo, dove come qui, di citazione a compa-
si tratti,

rire dinanzi al prefetto per far testimonianza in una vertenza giudiziaria con
altra persona.

Evòmgcù {arQa(Ttìyù>) 'AQai{votrov) &efi{imov) xal UoXiéftOjVOs)]

/ìieqIIò]ù)v

nagà Ihlokeftaio^v A[
rov >caì AioaxÓQOv àjiò x[

5 loiK "Evexev ov nenotìjT\ai

A(OQÌa)v yeyvfivamaQxijlxà)?

Povkofiai fiaQxvQiav .[ — jiuQay-]

yellai Aya&ehw [tù> tÒ ygaiqyeìov} ? ùayokor-]

fiéro) Oe/uoTOv xu[l no?Jfia>rog\


1 jneQiòwv. òiò è[niòiòiOfii f xal ?J

aitò} Tomov tÒ ta\ov di' vnijQÉ-]

zov jueiuòo'&lijvai tw 'Aya-\


rt

ì^sircp Tv dòfi TilaQéaeaéai ì\

avTÒì' èjil tÒ ielgonarov tov ì)-]

l. Ei8a>g(i> xzk.w.Ptinìus, Pio»opogr.\>. 52S. 8 sq. Non saprei a che altro pensare ol-

Martin, Arckiv fi, 169. Cfr. 4«8 1. tre àaj(oXov/iér€i> ; in:i ho aggiunto — e for-
4 sq. Può c8.soro T{, cioè l'iniziale del vil- se per tale supplemento non basta lo spa-

laggio donde Pt[oleni;iio]n proveniva. Nou zio — liti rò yQairffTor) solo rxempli causa.
è necessario che egli l'o.s.te dcll'Arsinoite», Se era proprio così (v. Wilcken, Jirhiv .">,

e tanto meno dei distretti di Tbem. e Poi. ;


282), intendi il yga^eìov del capoluogo
il TOH quindi del r. 5 può essere la finale delle due fugi'deg. Cfr. Preìsigke, Gho-
di A(f-'(ioòtio:roltTov, 'Hnaxleojroh'Tov ete. ivesen p. 274 u. 8. 517 ii. 4.

5 sqq. lnU'ììtVi»m«"Ere>cey ov Jir^ohjiai xai' 10. èmfiiSco/ii 8<'. lò v/tó/trtjfia (per cs. PO
èfiov lyxh'iiiaiog (n sini.) AmQ. yey. (della 1550, 34). Cfr. 807 21.
città x) fiot/Xofiai /laQtvgiar (yQÓijpciv 1 nel 18. nagéaea&ai ovv. siageoófuvov : cfr. Mit-
senso di 'deferire', o sim. xai jiagay}- teis, Chrt»t. 50. 20 e 52, 18.
ytìkai etc. Possibile fiaQTvgiar T[ot;roiit jr«- 14 sq. Era allora prefetto Marcu» Sempro-
gaylyeìXai f Cfr. del resto 790 In sq. niii» Liberali»,
104 PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

15 y E flavo? fìrjfia \ov mv ròv rov]

vofiov òia}.oyioju[òv i) òixaioòoaiav]

noifjrai xaì Tigoal^agregi^aeiv /té-]

^Qi ov èxfii^ao'&lii tù jiQÒg avzòt']

è7iiì^ì]tov fiera n\Qxovfiévov /lov]

20 rfiòe zf] òiaoz[oh~i

(nei rr. 21-24 distinguiamo singole leltere)


25 QEtag . Lxa 'AvTa)[vivov xataaQog]

rov HVQiov, Me'jieiQY Genn.-Febbr. 158^

17 sqq. Per le formule v. P. M. Meyer adii. 20. Dopo òiaaxoXij potè anche esservi sol-

PHanib i, 7 sqq. Qrìech. Texte 21, 8. Cfr. tanto d>g >ia^ri>cEi (per cs. PO 68, 36).
anche PHamb Inv. n" 356, 20 ap. P. M. Del resto, v. P. M. Meyer, Jiirist. Pap.
Meyer, ZeUschr. f. rgl. Reehtstcisaenschaft p. 156.
37, 409 sq. 25. Forse /naQTv]\Qle^ias ì

807. Istanza al beneficiaeius del Prefetto.


Oxyrhynchos (e™- 7,5X23) a. 280p.

Aurelios Herakles, per ordine dei òe>iànocoToi (v. Oertel, Die Liturgie
p. 211 sqq. 132 sq.) della uveo ronagxM dell' OxyrhyncLites, era stato impri-
gionato come in mora per tasse sopra terreni a lui non appartenenti ne per
eredità né come coltivatore {^aadixò? yecoQyógì) o colono. Domanda perciò al
heneficiarius del Prefetto la libertà personale.
11 papiro è di proprietà del J&useo del Cairo {Jotirnal d'entrée n. 48022),
al quale siamo grati per la cortese concessione di pubblicarlo in questo
volume. Giovanni Capovilla.

AvQì]Xica 0davTivuq) ^(evE)(p{j,maQÌco) nagà A[v\Qi]kiov 'Hgaxh'jov

ETiaQ^c) Alyvmov òiaxEi- l N£y&\E]vEÌfii[o]g jiitjTgòg

jjiÉvcù sv zcp 'OivQvyxitni) Tafióvfpiog amò rov 'laiov

2. l. ÈjiaQXov, o per (ier. m. Aly. cfr. iidu. 7 sq. PO 1255, 5. 1285, 56 (donde risulta
469 4. Samnwlb. 4078, 3 ? — Per la for- che il villaggio apparteneva alla arco ro-
ma 'Hgaxh'jov (r. 4) v. adn. 468 25. jiag/j'a . 1502^ 1. 1522, 4. 1687, 13. 21.
6 S(j. 'loiov Ilay'yS : cfr. adn. 165 1. 469 ndn. 1488, 28.
807. ISTANZA AL BENEF1C1AR1U8 DEL PREFETTO 105

Uayyà. 'Enetòfj ov na- /Il tÒ fii^Xeiòin, à^icòv

ta Tovg vófiov(g} xaxéxXuoàv èj^eiv tò acó/ia èXev'de-

[/i]e ól tTjs- ava) xonaQxia? Qov xat àvv^giaiov xcù fiì]

1 lov TTQOÒiek&óìTos y {erovg) 277-81' 25 xaTÉxea&m vjièq àXXa <sic> xa-


òtxÓTiQCOTOi vjtèg yfjg rà T« òirjyoQEv/Liéva.

elg tjv ovx Irqpégo/iac ("Eroug) e avroxQÓtoQog xaiaago;


ovTE xarà xXtjgovofii- Mdgxov AvQtjkiov UgóPov
av yovéoìv oms xaià Fo&^&ixov fieyiaxov Uegaixov
15 yecogyiav T] /.dad^coaiv, 30 [/ney]iaxov Fegfjiavixov fieyiaxov

ol de vó/uoi xeievovaiv evaePovs evxvxovg ae^aaxov,


/Djòéva xaxéxco'&ai vjih- Mexelg è. <,m*) AvgijXiog 'Hga- 30 Gennaio 280i'

Q &kX{o)%' f) i^iì]x£ jiaiéga iJnèg xXfjg Nlex^evei^iog] èmòéèmxi.


ijiov filate ijtòv vnÈQ nargòg AvgriXio\g ....].,,. eyga<rpa) v{jikg) avx{pv)

20 /t»yr« àòeX(pòì' ujiÈq àòeX- 35 /<// elò{óxog) yQ[à[j./ca]xa.

(fiov, àvayxaiwg inidiòco-

Nel verso 19 righi di conti, die non riesciamo a decifrare :

36 Aóy{og) oXvov. Qatvi ÒBxa7iga)x{q))

xgvy^aecog S ,"

xóìg èm xrjg ,,.,...


»5 yvvr) avxov ,,,.
40 vlòg etc.

45 vneg xrjg iogxrjg

46 T(o , , , , . vjikg fxeia-

(pogàg S .

51 y{ivovxat) S«',,
o
52 Xo(i}ial) S fi , , etc. etc.

10. lov :tgo9tcX&óytoe (non ^tgodieXtjXvSótos : Preisigke Seì-ichlìgungslitte p. 136) tov


V. Inlrod. 780, ma cfr. adn. PO 143-1, 11 :iQodieXtj\>.vtÓTOi (sic) fi (éiovs) <= 270/1»;
o 1706, 1) Y (éiovs), rispetto all'a. 5" del Stein, Archiv 7,50).
r. 27 : cfr. 295 7 e Introd. voi. IV p. 25. 12. iv<péeonat cfr. adn. PO
: 1032, 18.
In PKIor 26, 10 sq. dovrebbe essere (cfr. 2» 8<iq. Cfr. ndn. PO 1631, 31.
Fap. Soe. ital., VII.
li
106 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

808. Conti.
Oxyrhynchos (cm. 10X16,5) Sec. HIP?

Col. ir.

Verso

xC HQaxkstdif]) xal 'Agetq) [

xtj nQo&juaQup &à> iì]»,[

'HgayAeiSij xal 'Ageico a" <?>[

X1& BÌg'O^vQvyixov) S {= ànòì) xwv nQox{eifA.évoi}v) [

Col. I.
(yivovTm) àvaXiwfiarog) x(óqxov ?) d{Éajnai) xy XoiJi{al)

XiÓQTOv) ò{éafiai) x,[


aq'

Xaxavoa7téQfi{ov) 6ju(olojg) 7i(a()à) Uezatgios [

rovT{ov) àvaX((ófiaTog) Oémvi èXmovQy{ù>) ex TEtjuiijg) .[

ir
ek avTOVQy[ ) ngog' fieydk{u)) «Tj;^(aT«) ixei{à) na\
Aswviòji eig iòioanogiav {tivqov) (à^Ta/3-)[

10 ^Pavatm xal rt]Qinan]{^) Ix Teifi(flg) jUET{à) ,[

{yivovxai} al 7iQox{ei/^ievai)
[

<»;

(V aefÌEvivov éju{oia>g) jt{aQà) Ueraioiog h^ ixe[

2. TTQo&fiaQlfp = !ioQ&/!teT ì Ma non vi è al- 9. Iftoo^oglav : PAmh 131, 10, PEyl 143,
cuno accenno, in quenti conti, a trasporti 18 (v. la nota degli editori, anclie per
per fiume ; né ci è nota una forma 3toQ&- Wilken, Archiv 4, 449 [a PFlor 64, 33]).
/iógioe', a meno che in PO 1146, 20 jtgo- RostovzeT, Solonat p. 55.
&ixaQÌci> non sìa jigod'/iaQc'fp. Ad ogni modo 10. Che sia T>]sr <== TtigeT cfr. PO 121.5,
per metatesi de) q (anche in papiri let-
la 1. 10> jrai'' {cioè naxrjixfj)') , o anche jta-
terarii Romanzo di Herpyllis r. 27 La-
: T>;(rars)> t

vagnini) v. Mayser p. 189. 433. Piimh. 11. Ma non per questo intenderei PHeid
110, 16. PFIor 387, 33. PO 118, 6. 732, 18, 8, con Bìlabel, a/-"» {ai' nàaat) = al
2. 4. 1421, 6. PStrassb 41, 38. W. Chrest. }i'goxti/urat).

392, 10. Oatr. ap. Milne, Archiv 6, 134 12. ae^evt'rov : v. Thes. Paris, a. v. ; PLond
n, XIV etc. Cfr. Beitzenstein, Di« griech. 923, 23 (II p. 42 ; v. adn.). 1164 h 10 (II
lefiiutlegende p. 5. p. 164). 131'' 610 (Ip. 188). 13l« 1 sqq.
8. Sarà etg aÌTOvgy{ìaf)^ piuttosto che av- (I p. 189). — Per cs. (cfr. r. 8) iv T(f))
vovQy{oìis), o jiQÒi t{tp) /xsyaX[<i)) Hxrjfi{azi). fielyàkci) HT^/iatt f — ].
808. CONTI 107

]<« tovt(ov) àvaX((iìfiaxoi) «V ;ifee/av fiì]x{o^^?) XT^fi{arog) xal [

^OQxonarrjxov 6fx{pmg) ànò xafiàQa[5

15 ÌQyanxóts dvoig ànò 'AdvQ iT] 'é(a[g

xcù ànò xa eu><; X ovoig è nd)X(cp) à\

Pdixdig xzTjal ànò ir] ewq 'AdQta\vov x


ngàais <av ret/À,{i]) ngócxenai /lov'ia [

'Afifiojvm idi"' ek X xarà. ^ovia[

20 (yiverai) àvak{d)fimog) fiovìXa) s [

X^eii T<^v àyevex&'ytvju»-) elg '0^v{Qvyxov) iv a}]x[còl

xal vnoòeiyvv'' n(aQà) IletaiQiog ènì /it][

IfMÌ àioyé{vEÌ) vn{èQ) ano/uerQiag 'A&^vq a{

Recto

La maggior parte di ciò clie rimane della pagina è bianca; nella metà
inferiore tre righi di scrittura (diversa, sembra, da m^ e in^; e in direzione
opposta alla scrittura del recto), mutili a sinistra e a destra:

24 ],fir] ènixoQov' eigl k drjfioaO yrjg àveaxe/ui\/iévr]g^

25 ys]vr]f4.dT{a)v) r/Tt] h aStq S ófiol ànoXv^[


2G ]xaTevijvey'' pOQ xal àm] xal Xi , , [

14. Se fosso xoero:;raTTjTov,U iiomiiiiitivo sareb- (ino al tempo di Alessandro Severo. Per
be j;aero7iatj/r>Js (' pigiiitcìro di fieno' siili.), xirioCv. 7112. Pl''lor267, 5eadn. 321,47.
ma nel Inogo analogo (r. 7) e' è in geni- 18. fiOvXa = fioisia (PO 173», 4 adii.)f =
tivo, a quanto sembra, Xaxaroa:téQii(oìi). fiwta (v. Preisigke, Faohw. a. v.) t
Dnnque, avrà voluto anche qui piuttosto 19. Non intendo. Non è probabile die i'5i<"

Xoot°, cioè x^Qto{v), nairirov i nominativo sia i(5('(u(f). Piuttosto l'dio>(zix). Si pensa
XÓQXOS naxtjTÓg). Cfr. adn. PO 1142, 3. subito ad 'tSico{iixi]) yfj, ma il contesto t

PFIor 388 5 sqq. naiijoai \ ex to{v) xoi- Nel redo si parla, è vero, di Stj/twaia yij,

vo(v) x[óe]ro(v) Ma abbiamo


a:iégfiat{a). e si ricordi anche la lòioaxoQia del r. 10.
preferito, ad ogni modo, xoQroTiaT^vov {no- 24. eh") (cioè «o-"') s* (forse «•)) : non sod-
minat. -nartjTorl) ci. PO 1734, 4. 15. disfa èmx'jogovftev tls i}i{ioxe\fiir) 8r]fioalai
17. àsiò nj (sci). 'A&vo ; cfr. r. 18) éa>; }>>){ àveaxefifiévijg (t).
'Adgia\_fov {== Xoiax) x — ]. La <len<)ini- 25. V {= arure) in una forma diversa! aj i?
nazione 'ASgiavós mese Xolax è
per il 1 ^- V2~'"Vi6> '*^ letto bene.
usata anche nella prima metà Oel 3° sev. 2S. ^OQ^gcC) eto. In fine, la prima delle due
di Cr., per lo meno (a quanto ricordo) lettere dopo ktfi sembra ^.
108 PAFIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

809. Conti.
Oxyrhynchos ? (cm. 17,5X11,5) Seo. IV/VP.

Il papiro proviene da Oxyrhynclios. In documenti dell' Oxyrliynchites oc-


corrono frequenti menzioni del vicino nomos Kynopolitos dell' opposta riva
(un vero e proprio documento ufficiale del Kynop. è PO 1254). Cfr. PO 244 4.

739, 2 e 746, 13 (con le note degli editori). 1189. 1210. 1256, 1453 etc.
m. n.

[ ], Tfj C Vf^éga tov jEOvyov {òr]vaQÌo)v) n g

\Exe}^(pa.vw nkiv&oq^ÓQOS vtiìèq) ixeiacpOQàg Ji)dv{^{a>v) el?

tò aTàfil{ov) tov òqui/uov {ór]vaQÌ(ov)n aq)

^oi^ófifiovi TÉxTOVi èQy{aCo/uévq>) elg tj;v xvxl/ òo^ eìg

Tì]v firjxiavrjv) Ilexvaiov yeu)Qy(ov) nco/iagiov (òrjvaQÌ(tìv)n av


I

'HXtag (l. -io) nXaaraQim vn{eQ) fiia^iov) Tfjg nX{àaTr]g)

rcóv veo<pvTU)v (òrjvaQÌ(ov)n a<p

Ar]fj.t]rQlqì 7iQayfia{xevzfl) vniÈQ) xi^(fjg) niarjg etg xazayi

óivov Qvaecos /S" lvdi{xTiovog) Hevtirjvagiov'^.)

Maxagicp naiòaymyà) vn{ÈQ) ri/u(fig) 'Cfiaziov /?,/< S

2-5 e 8. Dopo il simbolo di òrjvaQta (il so- 6. Per TtXaaztj (-oi^f anche nXdztj) enXaazd-
lito X con un taglio orizzontale) c'è il Qiog cfr. PSI voi. Ili p. 170. PKlor III p.

simbolo (Ielle miriadi (cfr. le annotazioni 192. PO lt>31, 10 (adn. p. 21). PHamb68, 21.
a PLond 984 voi. Ili p. 237 sq. ; e la 6. l. Jiia(a)tjs. Largo uso di pece nella pre-
nota a 818 3 dove la forma del simbolo parazione di vasi vinari! è attestata, per
è più chiara); dunque St]vaQt(ov /.ivQiàdtg esempio, in più capitoli del IV libro dei
e etc. Geoponica. Sarà forse da intendere eig

3. l. nXiv&ocpÓQov . In seguito zò or. r. òqó- xazay{coyfj)r xxì.., ' per rimettere (per col-
/lov (SQWfiov pnp-) — ' la stalla della posta '
locare in vasi) il vino della vendemmia
(r. Preisigke s. v. Sgóiios 2) ; nel senso, della seconda indizione'. — oìvovQ.zr\g

dnnque, di tov ò^écos Sgófiov. /?// ho. : cfr. 166 3. PFlor 65, 11. PO
8 e 8. ?. $oi^ófi/:icari. — eìg zf/v >ivxX{evoirì) 1326 e 1327. 1735, 1. Spiess a Pland 61,
Herwerden
8o&{eTaar). s. v. xvxhveiv e 1 etc. — L' indicazione x«vt(iyvdg(Ov) na-
xvxhvzTjs; PKylands 157, 15. PCairo turalmente va riferita alla pece.
67151, 117 (II p. 93 Masporo) xvxXevzij- 7. Forse è /Sa/< S, <la intendere ^(ififiazos

Qiov. È chiaro il femminile zrjv nel papiro ;


(cfr. PO 914, 17), da cui dipenderebbe
si aspetterebbe un nome femminile che [/^atiov. O piuttosto /. ^. è da intendere
indicasse l'ordigno stesso, mentre xvxXeV' i/iaziov ^sfìa/iifiérov (^ajiroP)f Cfr. Bliim-

ats è nn nome di azione. ner, Technol. V p. 227.


810. CONTI VA EH 109

0oiPàfinovi è<p<p{i?uaXiù}) ,oi, , , , ,i.afiS eig KvvctK lò

XqI Se^aaxiavov (drjvaQtcov) a arx

8. Ctrtamento Kvr<ó v) n{6kiv). Ma forse il nóXiy (per es. PO 127'' 8). E in seguito
segno T è casuale (il n in ti(jièg), por es., tÒ ;i;'«)g(o'j'gayov) f

è fatto di versamento): Kvvwv vale Kvv&v

810. Conti vabii.


(cni. 15 xn) Sec. III-IV»?

A rimangono frammenti insignificanti di una precedente colonna.


sinistra
La scrittura non La apparenza di molta antichità ma poicliè sono conti a ;

dracbme, e i prezzi di un asino e di un'asina sono rispettivamente di dr. 172


e 107, non si può scendere oltre la fine del terzo secolo, oltre l'epoca cioè
dello straordinario deprezzamento della moneta.

\'E\v ){Of.ii]}Tl»]aXavov " C

àio^TQcuv o acr

ijiQad'i] nalaiov xÓQ^ov zéo''^

xQaxóa{i)m S }.g

èngd&ì] S òvog S QO^

ìl^toQuad-ì] ì] òvog S q C
SaQOJiiiOv KeQHEoov%ixov

•^sgca/iov xal SlDmv ègyàiai


IO Toiaxovraéva

1. Può venire in niente qualcosa come 'Ey nella pronunzia egiziana non differiva

>«ófi{ì néaXa Svo) (dell'Hermopolites; cfr. gran fatto da de.

PFlor 50, 65 adn.) ; ma non crediamo che 7. l. ^yogda&tj.


questo sia probabile. 8. Forse KeQxeaov/iitjg = ' nnbivo di (uno
2. àXo,'jxo<oy: cfr. PFlor 379, 18. 26 ; <love dei) KsQxeaovxa dell'Arsinoites '
(PTebt
[lerò gli àXói/Tga (v. Bell in Aegyptus II li 384 sq.); e Sarapion, come analoga-
284) sono in druehme, non in generi. mente avviene anche oggi, era conosciuto
4. Avrà voluto re(()axo'a>'()ai, ovvero (re}- qn.ile figlio del Kerkesuo.hites '. Dimen-
'

z(>axóa(i)at 1 Probabilmente (r. 3-4) pr. ticata l'origine del nome, non fu neces-
t£|rga«o'o(<)<"< 8 poi volendo inserire Sè- sario l'articolo (loO Kegx.).
on{ai) si è servito erroneamente del xc ohe 10. Intendi tgiaxorTasis-
no PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

zwv yevrjfiàtmv Jidvicov

ovrcov V7i[ò] rfjv acpQayìòav

'Enayà&ov

12. ovimv. se. èv <hìaavQ<à, '


nel magazzino '. òtioavQÓ;). — a(pQaylxa%', pare, prima della
Cfr. PFIor 331, 7 sq.? e PTebt 340 13 sq. correzione.
37 sq. (dove però si tratta del ò>]/ióoios

811. Conti.

Arsinoites (om. 10X9) See. IH"?

Herakleia essendo un villaggio della Theinistu meris (PTebt. II p. 377 sq.),


forse non è da escludere che i xXììqoi Safieiva? e ^Amavov sieno in qualche re-
lazione col xkijoog Za^eivà e con V 'Amavo? indicati nelle note ai rr. 2 sq.
Accanto alla forma Za^eìva si sarà usato l'ipocoristico 2afìeivàg (genitivo -va).
Cfr. A. Deissmanu nella nota a P. M. Meyer, Griech. Texte aus Aeg. p. 83
n, 8 (dove ZeliÌEÌvq. nel testo e ZeX^eivàxi nell'indirizzo della lettera). La scrit-
tura del documento, attraverso le fibre del papiro (si noti che il rovescio è
meno levigato), può essere della seconda metà del secolo III.

0aà)(pi. Aóyog àvalm^aiog


xXrjQOv Zafidvag ÈQyàrm vò~
xktjQov 'Amavov èoyàxai laT

è| àmjkicórov 'Hgaxkiag èQ{yaTai) e~

5 (ylvovrai) Igyàrai èm'} ó~

/ ex (ÒQax/J-òJv) {ÒQaxfiai) —.
Px<:—
\^ EO^ov o(l')vov xegà/ua ifi ex {òoaxfimv) i(i~ (òoayjioì) g/id.

xcii olà IIXovTUorog {ÒQOXficii) ig- (yivorrai) {dga/jial) gi'

2. xX. Sa^eivas : cfr. PFlor 151, 3. 322, 52 6. èmn{av).


otc. {xXrjoov Sa^sivà). V. Introd. 6. Come mi spiega A. Segrè, sono drachino
8. Per la grafia Athuvov v. PFlor 9, 1 o di 7 oboli e ;f'— è mia yaXxelrri di 6 oboli
Introd. 322, 9. 372', 3. Gli Ostraka del (PO no IX' 1 sqq. voi. I p. 77). Altri
Jouguet sono ora ristampati in Preisigke, segni per sei oboli PFlor 322, 45, 52 etc.
Samn\elbuo\. 1492 sqq. 888 26 (p. 105).
812. RESOCONTO DI LAVOIÌI AOIilCOLI 111

812. Rksoconto di lavori agricoli.


? (cm. 14,5X6) A. t49/60P.

Non ci è nota la località ^ao/Li") 'Ialo{v), di cui è menzione nel rigo 4


(") secondo il solito è un Ji; cfr. r. 5. 9 etc. Xaxavoa^); e nel r. 6 se fosse,
come può sembrare, documento provenga
Eq/lio", si potrebbe indurne che il

dall' lleimopolites ma è piuttosto Equo". Pur troppo, ancbe la interpretazione


;

di molti particolari ci rimane oscura. In generale abbiamo trascritto fedel-


mente ciò clie dà, o sembra che dia, il papiro, dovunque non riescivamo a
intendere.
Vergo.

iy\- ^)Tft)»'[(]vou xaiaoQog tov xvQiov, fii]vog AÒQim'ov 10 Die HS'

lò e^s/^ 01 Y^"* oneiQOvieg ro Xa^avov

ex votov Tov xoQtov i" yecoQy? vJio Nagcoó ExonQia&rjoav

ano xoTtQuov 2!ao/x') lai" ntf' ù" óiareivovreg Xifia vti anìf eni io ngw <?•)

't cov eojteioE o Nagowvg Xa^avoo^ h (i


T(ot à ly enoTiadrjaav Eeviov et? 9911^^0»' ano fiev ^aai Eqjuo*

xo £v nvQwi h^iy.ov fUQog

x{ai) jLiegog ev tzvqoìi to ajiìjXiìonxov riov <PtXoSarog ye" /n7jvog AÒQiav(o)v <t 13 Die.

Xoyog ji[o]Tiafia)v Xa^aroo^ e^e/ii] NaQCnovg noril^mv ro Xayavoo^


10 o yecogyei ex xov ano ro' /«eoo \i P MexeiQ x/i UeaovQig ìjq^uto x(ai)

avxog no- 16 Febbr. lóC


Recto.

1 xt^siv xag ye^ vn avxov h ji Mexeig X ,,,,,,, ^a/i' y 24-27 Febbr.

«co? coQug ?

/? noxiofwv x'" yeoìQyo vno Nagcoò ^afi' g ò,\ ef" •& cog"~ g 2-5fM»rzo

y noxiofiov x'" ye"' vno xov d Nagcoò <Pafi.' xa e" o)g*~ ^ xò 17-20 Marzo

2. i^éfi{ijaav) 0/ )'£a>(eyoJ ?), ma 3 t(ò(v) ysmg- PTebt 50, 29. — PaoiX(ixiji t se. y!ji) 'Eq-
Yo(v/iévù>v), come 11 tàs yeco{QyovfiÉyas} fioB (cioè del proprietario a cui fu attri-
vn' avtov (àgovga;) /J (cfr. 13 sqq.). biiitaf).
4. r;i : così, non en. — In seguito sembra 13. ^a/ie(và)&} ? .; ico(g) i? (cioè il 9 Pha-
nga" piuttosto elio ngaY; non cschuliamo menoth) wg(a;) i, ma nei <lue righi se-
che fra il .T e il
e vi sia una lettera. gueuti sembra chiaro <f>agfi(ov&i) xa iws
6. È scritto ejioxtoOri oar^evmr, né del re- wg{at) j xò (cioè del 24 Fharm.) ete.
sto sappiamo spiegare il nominativo del Innanzi ad la); avevamo letto ài {=òfi-
gingoliiro (5tV(tìf). — th (pvXXov ; v. adn. Xtjsl), ma non pare (cfr. r. 19).
112 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

15 é Jtorca/iov UsaovQiog ^aju' j<i ecog oìq^ <; x'& 22-25 Marzo

ò noziofiov i'" ye" vno Nuqcoó 0aQf ^ eco? Ò 28-30 Marzo

y noTiOjuov t'" ye"' vno Ueaò ano rj ]}è a T he a là hi a Ty he 4-9 Aprile


_ aviwv
ò 710X10fiov x"' iaj yt'" vno UeaovQiog xìoqi? zov fiera Haxaa"

jur] necpvxOTog xov Xa^avoa'^ ex" nona'' ano xfi h~e ò e"' xò 18 20 Aprile

20 i noxtaf r'" ye" vno Nagcoò 0aQf' it. \,è a <i> he a xe hi a


>^ he a 13.22 Aprile

Nel marg. sinistro dei rr. 14-21, di traverso (cioè con scrittura attra-
verso le fibre del papiro) :

a]no Aiovvaiov, in grossi caratteri.

17. Come c'è óuiò ij {àgovgcòv) i, così si do- e lo ha soprascritto (cfr. 6 e 14). In se-
vrà intendere in seguito à(jrò) r [àgov- guito x^q'^S ''ov fietà ><aTaoji{ogàv) fiij jte-

Qwv) e etc. Cfr. r. 20. (pvxÓTog [rouj Xaxavoo}i{éQ/tov), hÉ(QOv) Jio-


18. Non gli 6 sembrato chiaro 5 per a'tJr(5v) Ttafi{ov) àjtò HJi {ùqovqìòv) e ò (f) «uf xò.

813. OKDINE di PAGAMENTO.

(era. 25 X 10) Sec. IV?

'Afióig E,,axTj ;^a(/p£t)')

[Jlagàaxojv xà> vnrjQéxf] rù> òiatpéQovxi xw xvqìo) juov xà> koytaxfj àgyvQiov

órjvaQicov fivQiddag nsvrdxig ;fJ«a? é^tjxovxaenxà' ['] XO e^C nó{}'at).

L , , x{ax) e'I xal y, Ilavvi te.

<iu'> Oeóòmgog asaì]jul(Ojuai

1. Non pare Eiaati] (cioè Eloàn ovv. 'laàzi). .adn. e correggi la nota a 694 4). Per itjv.

2. La piti antica menzione del Xoytaxrjs è uve- V. adn. PO 1431, 3. 1656 Introd.
del 288 (in Herakleopolis ; BGU 928), la . Una datazione con tre cifre di date, di
piti recente è del 363 (in Oxyrbynchos ;
cui laprima è per noi indecifrabile, la se-
PO 1116, 3). Cfr. Oertel, Die Liturgie conda è di lettnra incerta, la terza sem-
p. 349 sq. ; adn. PO 1426, 3 ; Jougnet, bra y. Sarà nna data del IV secolo, pint-
Vie Munic. p. 462 sq. tosto inoltrato.
8. XO, cioè dtjvaelcov fiveiddes{ofi. 809 2 sqq. . &eóSù)Qos è nn §Qaòéo)S yQatpwv.
814. FRAMMENTO 1)1 KARPOXEIA 113

814. Frammento di Kabponria.


Oxyrhynchos (cm. 11,5X^1.5) Saec. I-IIP.

Ufr. PO 728, dell' a. 142" (la parola xagnoma PLond 168, 7 [II p. 190j;
xaomurr]? PFlor 134" 12 [= PF 13.'}]. 251 3). San Nicolò, Vercimwesen I 75.
Non sembra i)Ossibile restituire la parte frauiinentaria del nostro documento,
anche i)ercliè in esso le condizioni della xagncoveia sono evidentemente diverse
da quelle del documento di Oxyrliyuclios, il che non toglie che da Oxyrhyn-
chos provenga anche il nostro. Quanto alla <lata, v. le annotazioni al r. 22.

1. ],,.[, 2. ]}<ai aoi\, 3. ]i'ara[, 4. ](5wa|, 5. >eaQn]o)veia[ — Ini reo lòv xf-],

6. xaQjiwvt]fi[ ..J Ae,,|— ], 7. ]iT<oe[ e. 10 11. \oi /<.»;. .|.,]a

a.'
' •
I • « • « I

8 \SQa)^]liiàg TeaoagaxovTaoxTOj, <P:tcò<pi dga- Settembre-Ottobre

X/iàc; f^ìjxovxa, fiijvl Nsm Zffìaarù) ràc Ottobre-Novembre


10 Aoinà? dQ'i](fiùi; TfoaaQaxovia, tÙ òè rgia-

Xiha jievzaxóaid aoi /? L tw òéovti xai\(}ip\,

ì) (ìnoTiouKO avxix) fjv mv /(/; àjioòò)i, \àva-\

[(pogd/' f]/i£i?" tjfuoUa? ovv Tolc; xai^ì'jxyoivai x\ov\

l'Tiegneoórtos j^góroi} TÓxoig, TC~)r de oo«[,,»|

15 \tav, Tov ò' èyxaiahnFÀv ttjv [,,,», |

I I
èmiiftor «AAos àQy{vQÌov) (òga^fiài;) éxaròv xa\l
\elg tò òt]\fi(^aiov xàg ("oa?' xal >) tiqù^ic: eaxwi \xù)\

\nQoyeyQ SJ rixoX\e\^aiw ex re xov xExaQ7no[vr)-\

[uévov xaì ex xcòy v7xaQ)(óyT](olv\ avxcp jiàvT[a)]v xa'&ld]


20 \ntg fx òixi]s, ;ff'>i.>ìs lov ]S?Àcov òq?eiXfi ó

6 8q. Sarà isti tw zùv xe]\><aQ7io>vrìfi[h'ot' r. 11 si abbia aoi e nel r. 12 avito, può
ol. PO 728, 10. dipendere dal fatto che il xfxagjtiorri/iéros
10 s(\. za di zoiaxii.ia etc. Oltre i pagiimmiti qui, come in PO, aveva doppia respon-
iu dauaro, dei qiiuli è tiasata la scadenza sabilità, cioè verso il coltivatore che ave-
nei rigbi precedenti, si ha qui un paga- va venduto i frutti e verso il proprietario
mento in generi (in una misura il cui del terreno.
nome era di genere neutro) da (Corrispon- 12 nq. Si tratta di uno di quei pagamenti
dere tfù òéorii xaiQ(7}, cioè al tempo nor- rateali indicati nei righi 8 sqq. ;
perciò
male di quel prodotto, nell'anno 2", po- abbiamo supplito cii'a9<oou)'(v.adn. 787 12).
sto oho ci sia davvero ^L. Che poi nel 15 sq. [xaoJzo)\rei'nv}J
Pap. Soe. Hai., VII.
lU PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

[
— avrip. x,vQ\ia f} xagncoveta.

]v xaiaagog

Agoato-Settembre

{va?) ]»vo,,.o,,,
25 \,qìOQOVt»v

òoain\ù)v zeaaagd-
[xovTa TJóir zQiayiU-

[a)v nevjaxoaimv à\noòa)au)

{<bg nQÓxeam 1 — ] , afiio? X, ,

30 [
— yqd fidata ]/i^ £ldÓTo{<;

[
\izov

27J«/?aoro[£' ? ,

22. Ben si può supplire per es. |_ ^ Né(j<o- 23. Se la scrittura della m' cominci in que-
ros KXavdt'o'lv xaioagog, ma nel rigo se- sto rigo o nel seguente, rimane dubbio
guente mancherebbe lo spazio per gli altri per noi.
titoli ; viceversa tov xvqi'ov non lo occu- 29. Non 'AQ]xsipiog.

perebbe tutto. Ivi del resto, nou siamo 30. Ma naturalmente può essere anche ]/*»)

neppure sicuri del ft~ (che sarebbe firjvòg). elòÓTo[g yQàfi]\[fÀaxa.

815. Frammento di querela.


Aphroditopolis (cm 11,5X15) Sec IP.

Questo e il seguente documento {n° 816) abbiamo ricavati da un car-


tonnage di mummia, comprato dal compianto Gentilli. Altri frammenti della
stessa provenienza appaiono inutilizzabili.
Quanto alla data, si vegga l'Introduzione al n" 816. m. n.

Ah'éai Twv am fÀ,axo(pvMxu>v


em TOV A(pQOÒlT07loXÌTOV jioqù

2a§a>vnog Tfjg 'AooirjaioQ z[ù)v\

ex rijg 'Avzaiov. 'Adixoì'juai v[7iò\

5 ,|»,]tro? r[ov] Ueieve/d'viòiog

[r(b\v ex r[fj\g avzfjg lavztjg^ n[u?,{eojg)\

[yQa]jUfiazé(Ov. zrji yàg & zov ^En[EÌ(p^\

1. Aìvéas comj)are come tjtiojànjs rf/i A<}>Qo[SÌTt]g jio/tco?] 816 7.


81S. FRAMMENTO DI QUERELA H6

\tov\ xi; L <5 nQoyeyQaixfxévo\g\ a. I43'2«t

[»..|t? yevófievos tm rìjv vji[àQxov-^

10 aàv fioi olxiav Ifiavttjv [<,,,.. |

xal èneiaek&ùìv t»;, ,[,,., ,,|

{frammenti di altri due rigbi)

11. BOU 515, 12 sq. è.tsiaijt.&av jfj oìxin iiov xr)..

816. Petizione ai Sovrani.


Aphroditopolis (cm. i6xio,5) Sec. II*.

Se non ci una petizione ai Sovrani


inganniamo, questo frammento è di

(r. 10 nag v/Mìyv; cfr. PTebt 43un tale che, maltrattato


2.5. 41 etc), da parte di
anche corporalmente (r. 6), forse da quell' Harmi[y8Ì8], o come altrimenti si
cliiamava, ricordato nel r. 2, si rivolge ai Sovrani perchè scrivano ad Aineas
epistates di Aphrodites polis (v. Wilckeu, Orundz. p. 412; Oertel, Die Li-
turgie p. 50 sq.) di mandare il colpevole.... etc. Aineas sarà la stessa per-
sona del n° 815, dove nel r. 8 l'anno 28° (xr]) potrà essere di Tolomeo
Euergete II (cioè a. 143/2*) e delle sue compagne di regno.
m. n.

/«>?? .[»«..«.]»,.... .To? xul uvTa,,iov 'Aq/m[


xal àU.a là-^ava aygia, èri de xal òeòaveiafiévov fi[ov^

fiata iv TQtnXóìg <f>, 07i[<uc] /it]éèv èyxhj'&ù} firjd' dno[

5 rj u , t , ^aai/.ixfj? yijs fir)&sv à^tcóof] v7ieQiòsìv[

fiyvmfiovrjixévov xal fiefiatìriyuìfxévov àxQiro)? afi\ — ^àvj

vfjùv (paivrixai, yQaxpai, Atvéat noi Inioràzfi t)]? 'A<pQo\dht]g :ióX(eaK)]

èiajioateUai (ivròv eq),»,,, 0Ji[a)]c, èàv t)i a yQÓqyco |dA»;i?^,]

óiaXà/itpT vnÈQ avxov (hg xa&rjx{ei' tovrov de yevo/iévov ?]

10 èao/iai xerevxà)? tfjg nag' vfiwv à[vnXriixri}e<og f

6. PLonvr 63 col. 8, 1 (p. 369) ìjyvwfiovrj- 10. à[vri/l»//<i/'E(os : niu putó essere «[(V o-iaira

fiivoe vnó aov. B6U 1256, 25. Cfr. Pas- tòv fiiov art., oppure ji[ao»;{ /Jojj^eiaf etc.

sow-Croenert s. v. àyv. a seconda dell' ampiezza doli» lacuna,.


9. Non si pnò leggere né diaXó^ijs né -pr/rf. die iicppiiro nel r. 9 rimane sicnramcnte
Per l'uso del verl)o v. PLonvre 15, 33. determinati) ("per es. rovKor yàg yevofiévmv
PLond 401, 30 (II p. 14) etc. etc. o altrimenti .
116 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

817. Diastole (?).

Euemereia (cm. lox») Sec. II".

Parrebbe si dovesse intendere qui òiaoToh^ uel senso di contributi do-


vuti dal villaggio, iu acconto: cfr. PO 1040, 13, dove gli editori rimandano a
EGU 552 A III 5. 553 A III 10 [qui rcòv òisaT'jX(fiérct}v)]. Ma se con .^go'' (r. 4)
è indicato il 99000? ngo^drcDv, non ci par possibile la proporzione fra l'am-
montare della tassa (dr. 42 ob. ^2^ ^ ^^ numero delle pecore (8). Insomma, la
natura del piccolo documento non ci è ben chiara. Poiché in fondo c'è mar-
gine bianco per circa due centimetri, non è probabile vi fosse altro dopo
il r. 7. G. Coppola.

AiaaroXrji

EvrjjueQEia? i^ L
^Agqyarjmg 'Qqeìcovo?

TiQO^ Ti Sjufìc^

5 JZQoa^ S a /" (/ 7 S a

ir) L di' 'Iaai[ov 1\ S juò

2. Evtjfiégeta è il noto villaggio dell'Arsi- chiaro, ed è inoltre sopra correzione. Il

uoites: gli anni (17° e 18°; cfr. conto tornerebbe cosi (r. 4: Dr. 42 ob. l/j,
r. 7)
saranno di Traiano o Adri.auo. r. 5 : Dr. 2 ob. 4 I/2, Totale Dr. 44 ob. 5);
5. Intendi jiQoo8{iayQa(p6fura). ma non sappiamo a che titolo è la seconda

6. Il simbolo di cinque oboli (p) non è posta (Sa) nel r. .t.

818. KlCEVUTA D'INTERESSI.


? (<i. era. 10X5; ft. cm. 10X3) A. 192-3".

I due frammenti, senza dubbio della stessa mano, non attaccano 1' uno
con l'altro: il verso di a è bianco, nel verso di h c'è un indirizzo come di
lettera. Dai ir. 3-4. 7 risulta che tanto in a quanto in b manca a destra ben
iwco (una lettera, o parte di una lettera), e il margine inferiore dopo il r. 7
è tale da assicurare che non c'era altra scrittura. Sorgono quindi difficoltà
nella forma ilella datazione in h, quale che sia la relazione con la ricevuta
compresa nei righi di a. L' anno 33° non può essere se non di Oommodo, e
i suoi nomi (quali che essi fossero) dovrebbero essere immediatamente dopo
818. ItlOEVUTA D' INTERESSI 117

xaiaagos nel 8. Il quale r. 8 non doveva finire con evaefiovg, poiché, ^e non
J'.

mancanza di finvyov? e la trasposizione (cfr. Wessely, Stud.


fa ditìicoltà la
Pai. XXII n° 42, '1. Pauly-Wissova II 2470) aeftaoxov evoefìovg, non luiò non
far maraviglia in una datazione di forma solenne l'omissione del nome del-
l'imperatore e dei titoli onorifici; e in ogni casosi aspetterebbe l'indicazione
del mese e del giorno. Indipendentemente, dunque, dalla nessuna relazione
di a con b (li i>ubblicliiauio insieme perchè della stessa mano), la forma della

datazione è per noi enigmatica, pur non ignorando che appunto nei nomi e
nei titoli di Commodo c'è varietà molta.

«. Tirog OvaksQio? KàarojQ

\''Ea')(\ov \n\<.iQà aov ròv tÓxo[v]


[d)\v òqiEihi TÒ) /ued>]vlax[ó-]

5 TI narQi lovì-Up r(uav[(b

(5 h. "Ex[o\vg \, Xy \a\vzo)t[Qà.xoQog

"Erovg \, Xy avroxQdroQog a. 192-3''

xaloagog aeftaajov evasfiovls

Nel verso di b : \TiaxQl ànò Aioyé-


e

10 vovg v'iov.

4. sq. /. i^ierrjXkax,ótt sq. Come spiegare la lipctizioue ?

819. KESOOONTO, DI RISCOSSIONI DI TASSE IN GENERI.

Oxyrhynchos (cm. iix25) Sec. II''.

Nel margine sinistro rimangono per molti righi le lettere finali di una
precedente colonna. Anche a destra c'era altro scritto, come risulta dal r. 29. —
Ì5 probabile che, come la formula mv xò xax' àvòga larrga ha il papiro r. 1
e 18) nel r. 18 è preceduta dalla testata Hcófitjg 'AMxewg con la cifra com-
plessiva delle artabe, anche alla fine della precedente colonna ci fosse la cifra
riguardante nn altro villaggio.
Nel verso framiueiiti di 27 righi, mutili a destra e a sinistra (m* rr. 1-14,
m^ rr. 15-27), di due diversi documenti.
O. Coppola.
118 PAPIRI DELLA SOOIETA ITALIANA
'
(hv rò xiix fivToa [

'AtkÌjluov <?> xal ol }<oi{vmvol) ànò lnoix[iov\

Oa^aiog \

Ilafìrixig xal Ila(ìayj)veig [

5 xal 'Ovv(jó(pQios di(à) KoQì>t]k\iov

^EQfjvog x'ù 01 xoi{va)vol) òi{à) "Qqov "Qqov[

xal Xaiavovji òi{à) TJexXct)/j,[iog ?

, , »/iov elangà^sco? nvQov [

wv noXsncdv \

10 xcojutjiàv [ \,^„

xQv&fjg ó/ioicog [
~o" |
tjuò xij

(bv Jiokeixcóv [ ],

xcourjTcóv [
~o~ J
TfiÒ xrj

mv noXeitiòv [ |

15 KXavòiog 'HgàxXeiog 6 xal IlkomaQxog [7r]t)[(go{))J? '~o' v

xa}/j.t]TÒ}v ófioicog [ ]

xcójUfjg 'A&vxscog [ ~o~ ]


3r j^,

d)V rò xaz' avTQU'

Ilavfjoig ovezQavóg
'

~o~ ^

20 Taafióig Saganicovog ~^~ a

'ATQTJg FeQfiavov
~3~ xa b xò
'Hgàg "Qqov "5" xé i^

,,,•»,-. 'o~ irj rjx{ò

24 senza traccia di scritto; aucbe nei ir. 25 e 20 ,


~ <?>

27 , ,, etc. tracce [ ]

f,,»|i;? Tlaaakvixiog "o" »j b

'AxQ^g Sreq)àvov òi[à) .[

30 'Qqiuìvog ànò 'O^VQvyxmv JiólE[o}g\ "o' ,

2. Abbiamo supposto che dopo ènotKÌov non 1146, 19); ma fe d'altra parte difficile che
manchi altro, e, sì debba unire sjioixiov avesse posto qui un nome di donna (Qa^oif).
0a»Jo(of. Questo nome di luogo è attestato 17. .'li'>i';!;«ft>f : della arco To^iagx'" {^- 'idn.
solo iu papiri del VI secolo (PO 998 e PO 1659, 15).
820. QUIETANZE DI KPIMELETAI 119

820. Quietanze di epimeletai,


A. 312. 313! 314^

Papiro del Museo del Cairo (Journal d'entrée 18027), dove è attualmente
conservato sotto due vetri (a. I-III b. IV- V) col. I è in una pagina a sé,
; :

col. 11-111 e IV-V rispettivamente in due altre pagine. Ma si vegga più giù
quel elio riguarda l'ordine delle colonne. Alla direzione di quel Museo, ed
in particolare a C. C. Edgar, siamo molto grati di poter pubblicare questo do-
cumento per più rispetti interessante. Ne abbiamo avute anclie le fotografie;
ma le trascrizioni fatte, principalmente da M, Norsa, sulle fotografie, hanno
molto guadagnato per la revisione che il prof. Capovilla, assistito cortese-

mente dall'Edgar, ne ha curata sull'originale. Rimangono ancora dubbii e


difiBcoltà ma non essendo facilmente conciliabili le esigenze tipografiche in
;

Firenze con nuove e non rapide revisioni al Cairo, pubblichiamo senz' altro
il testo, utile anche se in qualche particolare non sarà interamente esatto.
Nella scrittura vanno distinte, se non e' inganniamo, cinque mani m^ :

rr. 1-13, m- 14-19 (in realtà 15 19 v. la nota al r. 14), m» 20-45, m* 46-73,


;

m^ 74-83. Sono diversi, come vedremo, gli ijrifiehjTw; ma sono sempre le stesse
le persone (1) che hanno fatti i pagamenti, in danaro {adaeratio; cfr. Wil-

cken, Grndz. 362 sq.) o in generi. Queste sono Thermutharion e Muses, '

figli di Eulogia '


: perchè il nome della sorella sia preposto di solito (ec-
cetto r. 53 sq.) a quello del e due sieno quali-
fratello, perchè tutti e
ficati soltanto f^iYjTQÓ&Ev, non risulta. Forse Thermutharion era anche più an-

ziana del fratello forse dalla madre Eulogia provenivano i beni su cui pa-
;

gano le tasse. Ma codesti pagamenti sono spesso fatti con la formula meq
xcófiTj? X (38. 49 sqq. 57. 09), senza dir poi che la prima ricevuta (1-13), del

29 luglio 312 e della èmftoh'i (Preisigke, Fachic. s. v. 2; adn. PO 1653, 5) di


un anno, dopo avere indicato il totale (8 talenti e 200 drachme) specifica le
singole poste col nome di almeno cinque villaggi (2). Vuol dire che le pro-
prietà dei figli di Eulogia si estendevano in molti villaggi della regione ; oltre

(1) Nella ricevuta dell' 8 Agosto SU, pivga in loro nome Aiir. Didyiiios (r. 67 e 73).
(2) Tutti i villajtj^i, indicati qui e negli altri luoghi sopra citali, nono della nieduHiina
regione, dell'Arsinoites, anzi della IIoXéfKovoi [isqU lAphrodites polis è naturalmente quella
indicata col n» 2 PTebt li 371 sq. ;
per Bubastos v. «6. 373 sq.). Memphis villaggio sarebbe
del medesimo distretto. Ma nel r. 22 (cfr. 34) è indicata Memphis città e se nei rr. ; G9 e 74
Aur. AthauasioM e Aur. Ammon si qualificano ijniifh]ml otrov Méfi()itoi;, non è possibile si tratti
del 'villaggio', anche perchè essi incassano per altri villaggi (Aphrodites polis r. 69, Hu-
bastos r. 7«).
120 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

il resto, la presenza di una donna (Tlierinutbarion) fra i quitanzati esclude


F ipotesi di altri funzionarli clie trasmettano i proventi delle tasse agli epi-
meletai.
Quanto alla cronologia dei documenti, le datazioni consolari non lasciano
dubbio; c'è solo da notare che la colonna II (rr. 15-32) va in ordine di tempo
posta dopo la col. Ili (ir. 33-45), e fra III e II c'era un'altra o più co-
lonne, delle quali si è conservata solo la fine di una rict^vuta nei rr. die ora
nel nostro testo compaiono come rr. 15-19, mentre in realtà, rimesse a posto
le colonne, sarebbero rr. 27-31. Ma non abbiamo voluto alterare, senza diretta
ispezione, l'ordine in cui i pezzi di papiro sono attualmente collocati sotto
vetro.
Invece non è tutto chiaro quello che riguarda '
gli anni di regno '

nelle ricevute indicati. Gli anni l>i'>-2'2° non possono essere se non anni di

Galerio, cioè 3()1(/ 10-3 13/4. È Injn vero che Galerio morì nel Maggio 311, cioè
prima che finisse il suo 19° anno di regno; ma evidentemente, i)er comodo
di contabilità, si continuò (almeno in questo documento) a riferirsi a quelli
che sarebbero stati anni suoi, se non fosse morto : senza che per questo si

stabilisse un'era di Galerio, come si stabilì poi per qualche tem])o un'era di
Costantino (v. 783 Introd.), e durò per secoli in Oxyrhynchos un'era di Co-
stanzo II e di Giuliano. Tutte le volte che si dovevano indicare arretrati
degli anni immediatamente anteriori al 313/14, la semplice cifra degli anni
o di Massimino e Costantino (e Licinio) o di Costantino e Licinio induceva
confusione, mentre ogni equivoco era evitato col riferimento ad anni di Ga-
lerio. Quando, dunque, troviamo (r. 55) l'equazione o sariv tiell'a. 21° — —
con gli anni 7" e 5°, e (rr. 68 e 77 sq.) quella dell'a. 22° con gli anni 8° e 6°,

questi sono necessariamente anni di Costantino, che contano dall'a. 306/7, e

di Licinio, che contano dall'a. 308/9.


Ma nei rr. 24 sqq., in una ricevuta datata col 23 Febbraio 314, troviamo
indicati quattro pagamenti: I. vitèq xavóvog del 21° anno di Galerio (= 312/13);
II. vneo {ìtavóvoqì'y degli anni 8", 0°, 4° di Massimino, Costantino e Licinio

(= 311/12); III. vnÌQ sm^oXiig degli anni 8", 6°; IV. vjiso bii^oArj? dell'a. 18°
di Galerio (=- pagamento fossero di Costantino e
309/10). Se gli anni del 3°
Licinio saremmo nell'a. 313/14, 4° pagamento ci riporta da capo
mentre il

indietro all' a. 309/10. Qui dunque 8° e 6'' sono anni di Massimino e di Co-
stantino (= 311/12), sebbene, intenzionalmente o per errore, sia stato omesso
l'anno di Licinio (1). E poiché la ricevuta rr. 33-45, datata col 17 Febbraio 314,
è dello stesso epimeletes Serenos, interpreteremo allo stesso modo nei rr. 38

(1) Omissioni più o mono aiialogho 302 3. PO 1499, 7 etc. Cfr. 780 8.
8Ì0. QUIETANZE Di KPIMELETAI 121

e 39 ^S' xal eS' e ì]S' xal sS' come anni di Massiniino e di Costantino (310/11
e 311/lli), non come di Costantino e di Licinio.
Qnollo che in nessun modo riesciremmo ad intendere sarebbe la equa-
zione degli anni o^S xul yS xal uS del r. 5 sq.,come ci fu comunicata; poicLè,
essendo necessariamente di Galeri© l'a. 18» (= 309/10), gli anni .3° e 1° non
si adatterebbero a nessun regnante. Ma nella fotografìa ci parve clie la seconda
cifra fosse piuttosto ?S, e però abbiamo scritto anche òS invece di aS che nella
fotografianon è riconoscibile; e il prof. Capovilla ci assicura ora che l'originale
ha quello che avevamo supposto. Sono, dunque, anni di Massimino e di Co-
stantino, e sono omessi anche qui gli anni di Licinio.

<m^> |'F7i]aTf('ac rcov òelan]orà>v tj/umv 0Xao\vfov] OvqXfqìov


Kioraxavzivov xal Aixirviavov Aixivvtov

oefiaarùìv rò fi, Meoogi] eli. Aiéygiay'av) 29 Luglio :S12P

QeQfiovdaQiov xal Movafjg téxv{a) EvloyiaQ


5 V7i(Èq'ì) Tifiiig xoQti àxvQov imfìoXiig itjS xal qS 309/10''

xal dS rdXavta òxtÙ) xal ÒQaxj^iàg diaxoaiag' /Y->;Si

cov rò xaiy è'v

BovPdoTov
Kafieivu>(v) x{d)fi}rj?

10 Aixaiov 'AgiaT[àQxo\v

KaXXi(pàvov (?) bi\oixio \v

^ivTscog Aiagl ì Svv


I xàXav\xa tj S ^^]

113. Pagamento in danaro, e cosi anche 7. Né nell'originale né nella fotografia è


46-65. Le altre quietanze sono «li paga- possibile leggere ; ma è thi.ir<i che qual-
menti in generi. cosa di simile ad cor tò xa&' iv deve es-
8. O anclic òtéyQ(aìpev) qui e nei rr. 48 e 53 ; serci stato.
cfr. :iaQi^rey>tev r. 15. 10. Dopo Atxaiov nel papiro non e' è xaì,
6. Da intendere, sembra, xÓQiov (xal} àxv- come si aspetterebbe. Nel r. 11 forse non
Qov. Ma nella fotografia vediamo piutto- occorre aggiungere il g.
sto ](^o6'"''X^Q'^^ (cfr. yoQiÙQaxoi PTel>t 12. Non par possibile ,ii(0(>, altrimenti si
423, 6f). penserebl>e a diiuQlvyog].

Pap. Hoc. Hai., VII. 16


122 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

II.

[14] <v. la nota)


15 (m^) IlaQrjveyxev &\eQfio]v&àQiov xal Movarig
ZeovrjQq) xal Kaoiogion'i ttvqov aQid^{ag)

òxxòi òifivQov j—fjP'^^ juóvag.

Kaarooimv aea{i]/À.eicofiat). ZsovfjQO? asorj/ieicojuai.

Xoiax «f. 12 Dicembre 313Pf

20 <m3> AvQrj}.iog 2eQÌjvog [è\$t] S' ^ovkievtrjg) Tfjc: 'Agaivoacóv

Tiókeiog Ènif^iEkrjTrig xgécog ànooTeklofiévov

èv rfi MEjuq)iTÙ)v Jiókei AvQtjkia OeQjuov&aQUp


xal Movafj rsx{voig) EvXoyiag j(a{ÌQeiv).

TlaQfkafiov nag v/u~)v vn^èg) xavóvog xaS" xgécog 312/13''

25 'j^oiQiov k fiiuv lÀa. xal v7i{èQ) i]S xal cS xal òS / Jiev- 311/12''

XYjxovx'iEJixa' I k v'C . xal vn(èQ) èniPokfjg rfi xal cS 311/12''t

k XQiaxovxanévxe' f/.ke. xal vtiIsq) mifiokijg irjS soe/ic


XQsmg xoiQiov k éxaxòv òexaxQÌg ' / k Qty. / ójuov

xov avfiPókov k òiaxóaiai eS' / /.'Cr g. Segfjvog

30 aEa(T]/Liela)fiai) sxéqov avfifìókov fii] imqjsQOfiévov.

'Yjtaxiag 'Povtpiov Ovokovotavov xal IlexQMviov


'Avvi'tvov T(òv kafingoxdxwr, Mayelg xé. 23 Febbraio SU'".

[14]. Ingannati dalla fotografia avevamo di s.~tifie!.t]Tai di qnesta età bizantina è in

credulo di vedere tracce di scrittura so- Preisigke, Fachw. p. 86 sq.


pra l'attuale sappiamo ora dal Ca-
r. 15 ; 17. l. òi/uoigoy e fiorai,

povilla che non nulla. Ma abbiamo


c'è 20 e 38. ÈSrj{yeievaae).
lasciata l'indicazione di un inesistente 21 e 84. à:ToaieXXouéfov xtX. : cfr. Oertel op.

r. 14, per non dover mutare tutti nu- i cit. p. 215 sq. PLips. 58, 9 etc.

meri seguenti. In realtà, dunque, tutto 22. Avrebbe dovuto scrivere AvQt)}.iote (cfr. 35).
il documento è di 82 (non di 83) rigbi. 25. Perchè una libbra sola nell'a. 21* t
16 e 18. Anche Kastorion e Seueros saranno 31. 46. 72. SI. Datazione con questo con-
stati Aurelioi e buleutai (cfr. Oertel, Die solato PGen. 13,8. PFlor. 54, 16. BGU
Liturgie p. 219; e paesini per gii è:!ii/iehjrai 411, 9. CPR 233 etc. Ma sei giorni prima
in genere) èjii/ieXtjiat di quiilclie derrata (17 Febbr. ; r. 45) Serenos ignorava an-
(forse }ivQov ovv. ohov, se r. 16 itvQov è cora i nuovi consoli e datava col post-
letto bene). Un indice delle varie specie consolato di Costantino e Licinio.
8g0. QUIETANZE DI EPIMELETAI 123

III.

AvQrihoi; ZeQfjrog ^oid{evTf]g) i^rjS' imfieXt)TTj\s]

xqÉcoi; dmoarekkopiérov ifi Méfupiòi

35 AvQr]Xioig &eQfiov&aQlq) xal Movafj réxv[qi?]

Evkoyia? %aÌQSiv.

riagéla^ov jioq vfiwv ÌtiÈq yevi'jfiaTog

fS xcxì eS' xóiurjg Ka/ueivwv khnag 310/11''

efxooi xal inièg) 7;S' xal qSl lirgag éxarov- 311/12''

40 em'sa "
/ éfiov tov avfifi(óXov) X qxi"^.

Ai'Qi^ho? ZeQrjvog aEor]{/ieta)fiat) rag tov xQÉiog 7. exnròv s\l-]

xomevvéa /lóvag, mg jiQÓx(eiTai).

Metà rrjv vnaxeiav xwv òeanoxmv r'j/nwv

KwvaTatTivov xal Aixiviov ae^aox(bv xò y,

45 Mexdg xy. 17 Febbraio ZW.

IV.

<m') 'Ynaxeiag 'Povcpiov Ovoloaiavov xal IlexQWviov


Avviavov xiòv XafinQwv, ^aQfiov&i xal'. 16 Aprile 314''

àiéyQ{atpav) OeQuov&àqiov xal Movofig , , ,11

xrjg avxrjg /ie?lovatjg vnèo xrjg Bov/ìàaxov


50 ÒQa]^(/À)àg òiaxsOiag' I S /?.

Kafiivio{v) S XQiay^eiXixig Ivvaxoaiag é^òofit]-

52 xovxaéi' / S t 5^ o ^.

xal 'Eneup ò'K AiéyQimpav) Movarjg xal 28 Giugno 314P

84. f«: così p. ricevute precedenti questo foglio {v. lu-


47. Xafijigwv: cfr. 72. Ma nornialuieiite kaft- trod.). Rispetto alla data della ricevuta
iiQotaroyy 32 (e cosi ai sarà voluto au- (r. 47), l'indizione futura sarebbe la terza
obe 82). (314/15), ma nel Giugno etc. (rr. 5.S. 59.
48. In line del r. 3ivq{ov) : dalla fotografa 62) sarebbe giii indizione '
presente '. Cou-
parrebbe piuttosto yer{i^fiaTos). viene poi ricordare cbe il conto delle ìn-
49. T^i avtfjg fitXXovorjs : sic. Evidentemente dizioni era specialmente soggetto ad er-
Athanasios (v. r. 66) ovrfk voluto sognare rori in questi anni elle sono i primi del
una indizione, cioè quella stessa futura '
'
seeondo eielo.
indizione che forse egli aveva segnata in 68. Aieyg è molto dubbio.
124 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

OeQfÀOv&àqiov èv Bovfìàarm oivov


65 Hay o soTiv fS >col eS'' Bovfìdarov 312/13
zà}.av%a òxim xal S émaxoalog eYxooi •
/ X, tj S i/> x
'Aq^Qoóizrjg avv'. rdXavTOv ev y.al S roioyiUag

58 exarov eixoaf t aS
x(d rfi avrfj ^fiéga'/. Oegfiovi'^àQtov xal Movorjg 28 Giiiguo 314'

60 Bov/ìaoTov XQi'&rjg léS' raAajTa igia S ;fe<^tas- 310/llP

61 rerQa(xo)aiag' j X, y S a v.

xal MeaoQY) rj^'. @eQ/.iov&doiov xal Movnfjg Bov^àmov 1° Agosto 3141'

nvyJ àxvgiov) f&S rexQaxig iiXlag nevxa{xo)niag eixoof j Sd(px. 310/11''


9
àxvg{ov) xS S TETQaxig ;i;i,'.(a? nevtaixó/oiag eìxoaf \ò(px. 311/12''

65 àyvQ{ov) xoS zeiQÓxig X''^''^^ nevTa(xo}aiag eì'xoaf joq^x. 312/13'

V.

AvQij{?.iog) 'Ad-uvàoiog rixohfiivov ftovl^evxrjg) èjitfi(e/.t]rij)g oivov

Méjuqoemg AvQr](?.kp) Aióv/uo Axd(?.Éa)g) ;^a(get»'.

naQé?.aftov Jiagd aov vnsg xfiS o èariv tjS xaX g'\ l' 313/14''

'A(pQoòiTì]g nókeoìg oTvov ^éoxag 'Ixahxovg slxoaixQÌg

70 xal vji{èQ) xa)fi{t]g) BovPdoxov olvov ^éaxag 'Ixahxovg éfiòojuì]-

xovxaejixd' f^ of. 'A'&avdaiog aear]{jueimfiai).

'Yjiaxlag 'Povqpiov xal 'Avviavov xcòv XafinQWv, Meoogì] lè. 8 Agosto 314''

oivov vn{sQ) òvó{fiaxog) Oegjuov&agiov xal Mova^.


(in*> Avgti(Àiog) 'Aju/icav ()ov?.(svxrjg) èjiijUEXtjxtjg oìvov

75 MéfÀCpeoìg AvQr]{Xioig) Oegfiov^ugiov xal

57 e 68. OD)'': non sappiamo spiegarlo. anche


metrol. II p. 190. 201. Àirgat 'IraXixai
68 e 65. Innanzi a TfTQaxig manca il sim- in un frammento nostro datato col 5° anno
bolo delle drachme, che nei rr. 64 e 65 dell'imperatore Probo (12 Aprile 280'').
manca anche innanzi alle cifre. 71. Innanzi a .f/ (= ff'orai) manca il solito
66 sq. 74 sq. oTvov Mé/i<jpe(os eqnivarrà a segno / (= ylvovrai).

otvov ÙMooTeXXofiÉrov èr Méficpidi (v. adn. 75. L &£Qiiov9aQl(i>. In segnito l'opinieletes


21 -e 34). Ammon usa il dativo Movoijrt, mentre
69. 70. 79. f. 'ha'/.. : per es. Wilcken, Chreat. Àtlianasios e Serenos usano Movaf/ (e ge-
421, 7 sq. adn. PO 1194, 14. Hnltsch., Ber. nitivo Movaij).
820, QUIETANZE DI EPIMELETAI 125

AToi<aijri yaiQeiv.

"Ea^ov jiaQ vfiòìv vnkg xjìSn o iax[ivl 313/14''

t] S xal e S vnso >c(t)fit]g Bov[iàazov


'
oXvov èéorag EhaXuxovg nEvzrixoì'x\a\

80 yi '
f/ V ". "AfifivDv aear]{fieiu>/xai).

'Yjtaxiag 'Povvpiov Ovoì.ovaiavov xal

IletQOjviov "Avt'iavov tòìv lafingcov,

Oòé iC'. 14 Sett. Sii'

82. iafijtQwy. V. a r. 47.

821. DlDYMOS A POPPAIOS.

Apsinoltes? (cm. 17X21,5) Sec. II'IIR

È nel verso del n° 766. Al di sopra del r. 1 si vedono frammenti di


lettere.

Ald[v\fiog Tlonnami rcói <piXr(ó.xu>i) j(aÌQeiv

Ev'&é[oì\g TiQovóijaai Tiéfirpai òià naiò\aQ]ixyv

. ek xìp' eeo,,., a,,,,, 01»? àxvgov ,,.° «/?

ovs [lia&wam nagà A7to/.Xo)viov tov avvfiefuo&{<ofiévov)

5 né/Mipov òe olà tov aìnov naiòagiov Oétovi


tcói ixéì IxleiQiar^t òya)\yà5\ zQtaxovra. xaì oga

fiti àfi(.\lri<>\{]i; xaì PQa\òvxè\QOV ;Té,Mi/»[flc], ènei

TH IxsT egya xaxeneiysi.

EQQÙ>a§(ai) a' ev^ofiai. Mea(oQr]) T.

10-11. Più giù, dopo imo spazio di 4,5 cm., due rr. di scrittura, nel primo
dei quali di sicuro distinguiamo solo Oémn ;(«ej(oT^e ?)

3. Uopo ego forse r. la tìue3»V(o(tv) i/yf Per 8. xaxejifiyFi : efr. 888 7. PPlor 218, 15.
YÓjioi e àytuyai' V. Wiloken Ottr. I 754 sq. PO 1141, 5 eto.
126 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

822. DlDYMOS A TOTHETION.


(o. CHI. 11,5X10; b. CUI. 8 X 5;^) Sec. IIP

Fra a. e h. jmò maucare qualche rigo. La scrittura nou ci sembra più


recente del secondo secolo. La menzione di Antinoupolis, certamente come
non lontana, c'induce a ritenere che il documento riguardi nìiuiere d'alaba-
stro del medio Egitto, senza cbe ci riesca indicarle meno imprecisamente.
Cfr. Fitzler, Steinbriiche u. Bergtcerke im ptohm. u. roem. Aegypten passim
(v. gl'indici p. 150). Il papiro fu acquistato dal prof. Oapovilla. m. n.

a) Aiòvjuoi; To&t]ucovi tòn

TifManàrcoi yaifyeiv.

'iig è^rjX'&eg àn èfiov tv Jleaza ela-

sXécbv slg àlafiaarQwva evqov


5 To[v]ff àXaPaoTQOìveixag, ovg, à/n-

(pio\P]r]Trjaag juet' amcóv, /j.s'&éo-

raxav tÒv >{?.rÌQ0V ini hégcov


. àvd'lQJÓJimv ano 'Aviivóov 7ió/(e<w?)

I». ].[»,»•] ,[,.,]ra)»' Ejuio^coaov

10 [o]^' alvlròh'. à/2à a?2oi tjl'&àv /j.oi

PJyovres' è^eQxójA.e'&a ènl ròv

x?.fJQOv xa^fja&ai fisxQi ov trjv


a/jftSQOV

(pàaiv ì]/Àeìv h'éyxì]g ev'&écog'

àxovaag rama siéorijKa Tovg


15 àv&QÓTiovg xal èifjÀ'&ov (5«a»'[ , , . , , ]

sgyàCea&ai èv zqi x)J)Q(p. dio

1. Un nome noto sarebbe Tt&orjilcùv. avToTs ovv. TiQÒs avToi'S ; cfr. il volgare
3. neata : il r è sicnro (non è possibile fid/eadcu /nera zivos), fiedéoiaxav (trans.)
fUoXa). T. xÀ. èm kiégovs àv^gcó^iovs xiX.
4. àXafiaargcóv, ' miniera di alabastro ', co- 9. Non intendiamo forse da intendere
:

me nel documento pubblicato dallo Zii-

cker, Beri. Silzungsber. 1910 p. 713 (


= 12. xaOf/adai 'a non far nulla 'T
:

Sammelbuch 4639). Gli àlaPaai(iiOì'ctTai 13. Per es. PFlor 209, 10 (cfr. 236, 18) tra
sono gli operai che vi lavor.ano, ed ai cjé/iy'jjg /lot (paoiì' xrX.
quali pare fosse assegnato un xXijgog. 14. r^cartjxa (e sembra sicuro che sia scritto
6 sqq. Parrebbe avesse dovnto scrivere ot, cosi) sarà nel senso di c^émaxa (cfr. r.
àfitpia^r/Ttjaavrós /lov fter' avTwr (fi. avi. = 6. sq.) ovvero è^roTtjoa.
822. DIDYMOS A TOTHETION IVI

{ìy\Q(jap\d o\oi ovv Iv' eiòf/g, omo?


m.[,\,,,vaa'&t}i; els 'Avnvóov jif^ì , , 1]

tò ì\v vofm()jirj\v\

20 h) ]rò TigàyfÀa fiì] jiok

[,.,, ]a)atv aì'Qtov d? tòv xXìjqov

[....) V \,\,\,\r(ov rifiò)\v\

[,.».|.. .xco.|.|, ..V fifi&v


}t]éfnf>eig e{

25

],, TW X,[

Oìjiu ì\egov tjjnelv

823. A Theodosianos.

? (cm. 31,5X^1) SeC. VP.

La lettera è scritta uel verso del papiro.


Aristide Calderini.

+ Avarpégo) rij vfiezéqn fiaxaQió\zr]\Ti cb? IJroXejuaìog 6 a{

àvéòoìXEv /lèv TTjv àa(pà}.eiav xcà àvéXapfv òià xrjV vneQ\

t?a)[,,,.,]ev tò àXoya, ravxtjv Se ovx àvéòioxev ,,(

5 [ e. 11 11. ],, héoav àaq)a?,£iav e| vofua/iaTojv w? d [lì] ,[,,],,, ai)

[,,.] Kdojiov ròv yecoQYÒv xov ovv v/ùv òeanÓTo(v) /iio(v) tov vfieT\éQ\o(v)

VÌ0{v) T0(v)

hòo^" 0eod(oQaxio{v) slg rtjv òrjftoaiav (pv}.axrjv, iva d\vv]T]rai .


°
<?>

1. Forse niente altro elio /7' (-- jiuqù) : v. légav. Alla iiue del rigo jiagaòóìoij non è
adn. 742 1. P. M. Meyer a PGie.s8 57 inconciliabile con le tracce.
(p. 101 sq.). 6. Non pare ci già spazio per un nome come
2. Per es. nioXc/iatos ó o[TgaTi<utrìi], 6 oli- [IloXrlxagnoy ; non raro nei papiri è Kàg-
roftexQìjs] etc. nog, ma potrebbe essere 'Enixngjiog Tlay- ,

4. là àXoya : le bestie da soma t Ma qnale xagnog etc. —


tntti nomi di buon augu-
, i

earà il contesto t rio per un yewpyóf


5. Ma non escludiamo, vfihegar ovv. ijfie- 7. hò6So{y' oppure év^|o(rarov).
128 TAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xal ovx olòa dia t( eig rj/iàg ,e\^ , ,]^Tt]rm emÒFiy.vvrai nkìjv òfj
/loi

Ttjv àa(pdXstav. ìdo (1. òiò) àve&éfirjv tÒv avròv yecoQyòv ng rtjv òrjfwoi\av]

10 (pvÀay^v. fiagrvQet òè ó ^eòg òià zò oé.pag zfjg vjueTÉgag fiaxaQióirjTog

\
8 11. ],,»owTo ovx eygaym .,,,, etc. {frammenti di lettere)

Nel recto: ,,,, 2a> fiaxaQicozàxu) \fxov deanózi)] Qeoòoaiavà) <?>

8. Volle forse èniòsiHvvvat ? — òfj (se abbiamo letto bene) = òw : adii. 288 8.

824. Lettera di un funzionario?


? (cm. 27X9) SeC. VI».

+
+ 'O yoa/Lifiazi](pÓQog tjh^Fv Myoìv ozi èxei? zrjv yvvàìx\a avrov]

eig zrjv (pv/Mni/v xaì eAa/^e? tÒ à?.a <sic> za avzov. §s?.r]a\ov ovv]

àno?.vaai za àV.a rn uvzov xaì fpvkaxì'^t] zrjv yvvatxa a\vzov\

Eiog ozE Tiagé^et ooi et' zi %QEU)azfXz(u Jiag' avzov.

8. Prima della correzione forse <pvXa^ai, • 4. Per es. BGU 1027, 27, 10 xà xgcwaxov-
poi avrà voluto (pvXax&ij(vai). fiera v(p' fjfiòiv.

825. DlDYMOS A Seuebos.

? (cm. 11X18) Sec. IV/VP.

la troppi luoglii non ci è possibile leggere, e però moltissimo ci rimane


oscuro.

K[v]qÌCi) fiolv] àòekqpà) EevrjQCO ài6vu[og\

Tileiaza laiqeiv.

TÒ TiQooxvvfjfià oov noia) xa&' ^xàarrjv »//tég[ar|

jiagà zù> xvqio) éeib onwg vtatvcov xai evdvfiovv-

5 [zi] àjzoòoéf] aoi za Jiag' èfiov ygajujuaza. èfiovXójurjv

3 sq. l. kxaaiijv e vytairovn. Per sv&vftovrtt [ — cijio'ìdo&ijfs aoi. Si veda anche PLond
cfr. PO 1593, 2 sq., dove puoi supplire 405, 4 sq. (II p. 29J).
825. JyiDYMOa A SKUEJiOS 129

001 AjioorV.e olvov, >cai tjKoiina on Jìvyoviag (t>

f.ariv Tiagd aoi. et di òé noit: Mleig, ooi TtÉfitpm. yQÓipov

fioi, el olda?, [o\ti òv\v]]] à^tri ixet èk-Oìr. ygdyov fioi

,.iaxvQia,T[,,,H\ &éXu> avrà.'Caa


10 ,,,v Tov AaxavoanéQfiov reco? òéòwxa àgrà^ag
[i\Qk- ol nlòs? iQydCovaiv sìg xì^r ahìjv y^v yoìQÌg

[...,,.J..»AA,,Vs. èàv F.vQj]? óloxor'xivovg àyoQuaai

,.»,«'o? f-^ P.y'', àyÓQaaov. èàv evQjjg xò àat'jfuv

-T. <«.. xrjg ?hQa? t '^^, àyógaaor òvo Uxqaq. y.nì xòv

15 fiexgrjxìjv D.aiov àyÓQaaov. r[xovaa oxi nsTicóÀt]-

xé aoi xa hxga. /lexeòó'&tj /j.oi vjiò Mé}.avog xà ava


xvXaQa. ravxa òè /t») à/ieh'jajjg' jtéjuy'ov /^loi avxà. èàv

de evQijg },,, ra èva xvlaoa [i£v\ xò /jixqÒv xvló-

Qiov TisfiTi,», fj OuxofUg} ri^icooev fièv oxi yQÓyov


20 avxcò slva 7r<a>g«|()]|a;f»;f avxò). noX)À nqoaayoQEVov-

aiv fj ovf.if}iog xal i) àòeX<py aov fiera xòìv àjiaa-

xdvxtov naidcov. 6 àòe).(p6g i)juo)v @eu>và(g) jioXXd fioi

fj^lcDaev jiegtT|,J,,[,.,,]o,,,r eT xi ovv là]vaXu)a}]g,

yQdìf<ov' xal Xnftòjv 7iao\à] t, .,,,,,,,, ZevTjQog.


25 'EQoòm&ai ae evyonm noXXdig
XQÓvoig.

[nn\yù>v Tj.

Nel verso di traverso:

28 'Anóiòog) xm xvquo juov nòelqxì) EevriQop n(a-

Qa) Aiòv/iov olvonaoa}.rifijn[ov

7. l. et K Sé (o meglio ò//) noxe. la forma dia |>er òvo; tvXàQ(ia) o TvXag(a


11. Avrebbe dovuto scrivere èQydConai. degfiaTt^iva) in PGrenf II 111, 34.
18. Cioè ^éotai 331/4. 22. Avremo avuto ragione di scriverH ©«(o-
14. Il simbolo per ' talenti '
simile a quello fà's) (con Séojy a non c'è senso), vista
riprodotto per primo in BGl,' I tav. la tendenza di Didymos a sopprimere i

Ift. tà(?> Xiiya'^;) i In seguito, sarà da in- g (inali. Cfr. r. 19.


tendere :
' Melas mi ha parlato (o scritto) 28. oìro,^agaX^'jf^3ltl|g ^siisceptor viuariu» {mUì.
dei due likaga '. Notevole (qui e al r. 18) 474 2. San Nicolò, VereiHitceteu I p. 76).

l'ap. Hoc. itat., VII. 17


130 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

826. DlDYMOS A Seferos.


? (om. 18,5X7) Sec. IV/VP.

Kvqìcù fiov àòsXcpà) Eevì]Q(p Aiòvfiog

XaiQsiv.

'Avayxdìov -^yrjaafiìjv tov ngoaayoQevaé aai òià rov-

T(ov fiov iù)v yQafifxdxmv '


ngònov jnèv yàg negi xf}g

5 ó?.oxXri(}iag aov, demega ÒÈ negl oìv ^ov?.1]. óg


vo/iii^co, 'An(povg ov jiagayeivezm jigóg aai tcò 0ag-
[À.ov'&i, et fitj TI TM JJaj^cóv. navzayó'&ev ovv a,

E nel margine sinistro, di traverso :

8 ànéaxiXa ovv zov\

X V dia rrjv éxazoaTÌjv , [

frammenti [

Nel verso in grossi caratteri :

11 'A7ió(dog) Zsvr'jQCp nag[à Aidvjuov

11. Sarà slato anche qni àiSvfiov olvouaQaXrifiTiiov (826 29).

827. Frammento di lettera.


(cm. 8X20) Sec. IVP.

Elxóz{a, x]al àvaòo'&rjvai jiot-

..,[•]• O.TO Qgiyévìjg eve- Tjaeig avzw, àvayvovg d)]-

XEV TOV azsmixov 'Pov<pov. lovózi ngózegov ngiv oe

èygóipafiev ovv avzw xà òovvai Oécori xa),rjveXe

3. Se aisTtxixov è ben letto (e non sembra 8 sq. Non intendiamo. Volendo si pnò forse
possibile leggere altrimenti), si dovià far- leggere 'Hoati oppure tjoay; ma con che
ne dipendere ' Poicpov; ma ohe cosa sia senso ? Egualmente oscuri sono per noi i

questa ' corona '


di Bufits non sappiamo. rr. 14 sq.
827. FRAMMENTO DJ LETTERA 131

7]Qat, finàdog, (bg xai noX).à- 20 vtj/nai jiQn^ai èv{}aòe, ijtei-

10 xis aoi SyQoipa, ori ttjv à^i- òìj fitjòkv eyQoipag, Hai' mi
av Tifirjv òiòoìoi xoù. zò itàv aqyódga 0é(ova (pÙM.

jioqÓ aov ?M/.iPavm' ovze yaQ 'EgQÒìO'&ai ae

TI laxev hcàvog nag amov evTi>xovvTa óXo-

Ccov <l>. I^Jàv de yQa/ifiara amov 25 xXrjQovvTU evxo/iai.

15 imqJÉQfjS lva/J.ayfjg i] àXXov àoTtàCov noV.à 'Aya&òv

nvòg i) /ieza(io?.tjg, nàncog Arjfiova xal nàvrag

àjioXoyovfxed'a. xaì vvv o5v ÓJiXibg Tovg àyaJicóvzag

fiexàdog avxtp avrà rama' flt^àg.

nsgl yàg zovrov ovdèv deòv-

27. l. Jalfiova.

828. DiOSKOBOS A KOBNELIOS.


(cm. 10,5X1^1,5) A. 294».

La lettera è notevole percbè il ricevente uon solo La postillato il verso,


ina anche nel recto ha indicato nna data i)recisa. — Le dimensioni indicate
sono quelle che resultano dalla giusta-posizione di due strisce di papiro (do-
nateci dal Capovilla; v. sopra p. 1), alla distanza richiesta dal contesto.

<m2> èx,[ 7-8 11. ]oog /j.ov laS' xal t' xal yS'

l
'Aévo xà 17 Nov. 294'.

{m^y KvQi'io Ifxov à\òe?i(pcì) KogvrjXlq)

àclóaxoQog ] x'^^Qf"'-

'Exofiliaàfi\t^v slg ?.6yov rov raXdv-

tov z[ov àòeX\(pov fnxSìv ^O.mvog

naga '[,., ,,,\,ov S ò xai naga


9
T^? y«[».»..],,ov rdc }.omàg S /S

€^5 a[vfiJi}.\rigmaiv rov xaXdvxov.


10 èàv o[^? 6 à\deXq)òg fj/xàrv (?/-

1. Anni di Diocleziano etc, Cfr. per vx. 3. Innanzi ad 'A&vg non ci sarà stato altro.
740 7. Innanzi non so che cosa possa es- 8. Le dne lettere dopo la iHCuna wnilirano
sere: èxofi[{iaa/trjv) 3t(aQa) zov naijgo; /lorf ao non è impossibile lijs t4[tlteó]s ami.
:
132 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

?.cov [evTv]xà>g jtaQayévrjtai,

d(óa\a) avzcò tò xov òaveiov ?| ygaju/ia-

TEÌo[v. oh òs à^icaaov'ì àvziìyQalìpai fioi

HO.]} Jiéfj,y.>ai ì oirov f xlegàfiia

15 ... f l.,ov

Nel verso di traverso:

<in^> èmatoXr] Aioaxógov àdeX(pov ^iXmvog \


, j nTioyJ] xov Xa

16. \, a : cioè xakaviov kvóg.

829. xVrios a Gebmanos.

(cm. 12,5X26) SeC. IV» ?

In molte parti non iuteudiauio ;


e però spesso abbiamo trascritto senza
accenti, spiriti ed interpunzione. Nel r. 2 l'abbreviazione è ??cy, alla fine
del r. 18 XQ'-^'
r. b.

KvQicp fi[ov à]dek<pà) reQ/navcò


"Aqio? s[v] xvQiqi ^(e)ftj ;fatpe«(j')

ITnoì]yoviuéva>g ev^o/iE zw xvoiqy

i?e(jj ólóxhjoóv OS àjioXa^eìv.


5 vvv, xvQie, Tiagéòcoxa zfj ov/n^io)

oov za'iòìjjt^ uBozcov dvo Kviòicov

iniòrj ÈvenéoafiEV eig zijv oxdq)r)[v]

zamriv juézgov èXéov èjuo{v) èxXàa-

»?>; xai òjjiqxxKriQmv ò xal XQfdfj

IO jiagayéyovev òià zòv àòekcpòv f}-

2. Cfr. 208 1 Xatgc iv x(o (^= kvqìci)') xtX. media, che sembra jragfs ? — KviSimr :

3 sq. Cfr. per es. 236 3. v. Wilcken, Ottr. 1, 765 etc.


6. Certamente da intendere là «Ì3»; e r<3v 9. ò/KjmxtjQÒiv : scil. xegafikov. L' i; sopra-
ivo; ma che cosa sarà la parola inter- scritto pare sia anche esso nn numero.
829. AE108 A GJiBMANOS 133

/^ù)v Ogovax ovx ijiìelov yàn /xe-

i" avTcov l^fjvai aXXa òtà Ogovax


xai l'Qrjxa rfj avfi^iut aov ori è-

àv ;i;g«av ora? àgyvQiuìv ^ xQi\'&\fiq

15 S Mh? PA^ai S<n àv è'Ai?// 6 à-

deXfpòg fifi<bv reg/iavóg. xal M-


yi /iioi Oli XQt^ìjq §é?,(o ?.(og tt "F*

xdi ÈÒMxa lai'lT»). èàv nàhv XQ^o{v)

oxfjl?, niih 1\v òidm/LU avTfj

20 fio.[ e. 10 11. n\òeX(/^e,

Xà^ai fi\,\ olvov aà/ifia&a

fiovaxoi,, T- èàv de fifj

evQijg 71 , ,7it]ion ,).ig Xa-

yvvovg ò ewg ^q àyÓQa-


25 aóv fiof no[X]Xol yÙQ sxXàa-

^rjiaav'ì} èv Tjj axàcpf)

Nel verso : Kvgitp f^iov àòe?iq)à> Fegfiavcp "Agiog

15 e 21. Intendi kafle. 26. :ioìXol yào xtX. Non pare che qui gieno
17. Cioè «OS (flQta^wv) 1. considerati equivalenti Kviòta e Xayvvoi
19. Mòwiii nel senso di S(óoo). (Wilcken o. e. p. 767 n. 1). Per èxkào&i)-
21. o«/</?rti!>a: cfr. PO 1290, 1 on/(a(?ov «7«'[o- aav cfr. r. 8.

«.]. Dnnqne, una misura di liquidi. 20. Il resto del rigo è bianco, e il papiro
28. Innanzi a Xig sembra o corretto da to manca dopo questo rigo. Verosimilmente
(TitolTg ~ nwXcìi%). c'erano altri righi, almeno perii saluto
24. Cioè «Off iieoi&v) Q. • [ÌQQioo&ai oe svxoftai o sim.).

830. Antonios al fratello (!).

? (CUI. 14,5 X 17) Sec. IV/V.

Tcp ny(cuiyt]JO) àòeXepfp [ 6-7 11. ]

'AvTcòviog xotQeir.

'Eniòri ^X'&eg xal eòe, ,,aafu,

l. Lo soriveute sarà un cristiano. Cfr. 82S). Per òyari/róf v. Milligan s. v.


134 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xoivvv ovv ànóaziXóv /noi tò?

5 Ttodaeig' néjigaxa yàg avrà.


jiagéiueiva yòg i'wg a^fiegov.

èvó/ii^ov OZI |o] EQXi] f(OÙ exnka-

xelg x[à\ ngày/Maxa vfir\v

ó/ioXóyt]aa ori diòcofxi vnsg

10 ?,óyov òiahfjg rà nevzàxig

XiXio. Takavra. vvv ovv

TZÉ/Liìfov ini za àgyvgià

oov noi ?.d^e avzà, ini eg^ezai

6 Pixàgiog' ivzv(y}x<iv(o yàg


15 avrcp ozi edexezai

^fiàg fxixgovg ovrag xai òg-

[(pavovg

1 sqq. l. èxTckaysls e vfiTv à/ioXóyrjoa. 16. Avrà volato diro òjitog déxrjTai o siiti.

831. EuTHALios E Mike a Syraina,


? (cni. 12X26) SeC. V/VP.

La lettera è piena di errori di ogni specie, ed in più luoghi la scrittura


è poco chiara. In tali condizioni, i tentativi di correzione o integrazione sono
sempre poco sicuri. Per es. a r. 11 sq. annotiamo che andrebbe corretto ngò
zìjg ioQzrjg come è scritto nel r. 6. Ma non sarebbe possibile qni un ngó con
dativo, che è usato persino da uno scrittore in versi (Kaibel, Epigr. S-tl, 1. 3) ?

Kvgi[a ^ju]cij{v) /^'>]zt]g Uvgaiv[a]

Ev&àhog xal Mixrjg jioXXà yaigiv.

rigò juèv 7ià(v}rcov ev^ójuiai rjv

[z]rjv ó?.ox[?.t)gia]v aov izagà zo{v)

1. Il nome della madre sarà stato Svgìaiva pure, come il seguente xa''o(eytv richiede,
piuttosto che ^vQatra. Non so poi so si xvgi't l'i/iùir /tijiQÌ —vgai'rfj.

sia voluto HVQÌa rjiiiàv fi^teg Svgtuva op- 2. l. Mixrj (ci. 7 e 22).
881. EVTHALI08 E MIKE A SYRAINA 185

5 xv(qìov) (fe{ov). ah'féXaia àvei.^[l\v jtqÓ am


[jr|pò t^s ioQiije [xal ?| xarfaj^e. fioi

[»5] àòeì.q^'fi ftov Mixfj. kaiyovaiv fiov

\'i\va qy&doj] noòg t^v /nijTéga rj/iàiiv)

tiqÒ tÌ]v lvai]v T>7? vtjoia?

10 l,],,vaaov rà ygà fifiata roua.acpvQi,,

lji]Qoaòóxa TTjv àdelffì] fiov. Sgxofiai noè


xfj EOQtfj. aWélaiaa jiéi/is riva iva

i^XÌn^ avrà tijjò tij? viaiag. xal ovò' av

[.,,], avaxemv àv&gónov èv&vfi-


15 [o]v Tiegl t[ov v\avXov ^ ,a,aig

[,,, l''?|;ua>v dovrai ani vfiòjv

\àan\àdcofiai vfiìv. Nova àajzàòeTai

[ijfiàg] 7io?J.d. EiX^avYj àajiàòa[i\Tai vfiije.

'Avvovng xai SemviXag xai 'la^vgitov


20 àonàdcofiai iifiàg. 'Amoìv àojid-

dcofiai xai tòv amiaidtip' xai r^v av-

(ÌKOv avxov xai za néòa. xai iyù) Mixij

àa\7i\dò(Ofiai zòv atjiiatdTrjv ah TÓìg


réxvvg xai zrjv av^ico avxov.

25 ygdcpe oh o^ KaXajiiòa negl xov

xXvxvov zsxvov OZI vixaazai' ov-

5. l. è&ékrjo' àveX^elv Jigós ae, e nel r. 6 /<f 18. v/iijs : l. t'/fòf

per /loi 19. "Jrtioìqtts ìeggt) Io Schubart BGU 608


7. Che cosa vorrit dire Xéyovatv fcov xzk. t II 11. — &econì.as : sic.
8. Non par possibile inteudere qni i)/*(<3v). 20. Forse voleva àand^onai vfiSs. 'Aiziwv
Cfr. adn. PFlor 338, 5 e 13. àojiàl^tzai xai zòv èmozàzrjv xai zi/y avft-
9. Avrà voluto noò zij; Xvaewg ifji vt)axciti.i \Ptov aiiTov xai za (non si pnò leggere zor")
(h sr.ritto vioiag r. 13) t Ma v. Iiitrod. :TaiS(iya
11 8q. l. àòc).ipTi{v') e mqÒ \
zij; èoQzijs idé- 23 sqq. l. zòv ijztaz. où^v) zoig [
zéxvoi; x. r.

Xtjaa ni{fi)niai. av 'ft)^to(y) etc.


14. Da intendere àvayxaifav àv&guìjiov 1 25. KaXojzlzov (genit.) e KaXajzh registra il

17 «qq. Intendi àa.idCo/iai , àajzdCezai etc Ifamenhuch del Preìsigke.


Cfr. adn. 760 t!. - Vfùr: l. {,f,àt.
— No- 26. Intendi yXvxéog zéxvov, e in segnìto vixa-
va : l. Nóvra. oz<H sarà yicr rixàrai{e\\f»miamo — zfl}riixt).
136 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

òsv òvvd/iìpJa JiQog xìov dava-

Tov . olòeg xal ov ou a,»,»,,,,


ai xai voiio /a.ov Acogód^ailogl . àanuòiofiai

30 tÒv xvQicb /lov ndnov. <PaQfiov&Ti a.

[èQQ(o\a'&ni aai e[v\xofim 7i[o\}ldig xQÓvoig.

27. l. òvvàfie&a e zòv. Così anche Eirene in ci sono ancbe le lettere iu principio del

PO 115, 9 sq. ov&ir òvvazai xtg nQÒt xà r. seguente, dove poi l. 6 vlóg fiov Aco-
Toiavra. QÓùeog.
28. oTScs: per es. BGU 923, 11(8. I/lI') ; 30 l. xigtóv. E forse dove abbiamo tra-
Croenert, Mem. heicul. p. 270 n. S. scritto Ilanov c'è anche lì erroneamente
28 sq. Dopo ori si aspetterebbe àné^ater o Jla-^o). — ^aofiovOii per 'Pagfiovdi, come
sim., ma non riesciamo a leggere. Oscnre viceversa ota&fiia&rl per -ari 459 11 sq.

832. Hehakieides a Petosuchos.


? (cm. 6 X 12,5) SeC. HIP?

Trascrizione di G. Coppola.

'Rqu^IeìÒì]? llexo-

'AanovòdaxciK èygri-

aco (lot. ov ^ovkofia\i\


de ae rotovrov elva[i\

5 £,,[»]«, /OJ'OV,,[
oxpi]i nofiiaàfievog

tÒ ÈniaxóXiov.

svd'éa); /wi Jiéju-

tpig rà òvo xeQàfii[a\

10 rcov xanàoecov io

833. Ad Apollonio?.
? (cm. 8 X 7,5) S. 111».

La lettera è scritta sul verso di un contratto o piuttosto di un registro


di contratti (di terreni).
888. Al) AP0LL0NI08 187

1» 'Ano/JmvioH rcì) jiargi x^ìqeiv.

\fa>? èv rfi otvgiov, Mv -^òémi; txfl^'

7t]éfÀ.y>ov tÙ yHOfua, Akhi nàvro)?

I
vneQ&é/ievog, ài?.?.à xai, èàv fjòém?

5 ^xn? — ] avo xoofua $id(ov /loi àvajii/iytg


]v, àX?.à TravTWf ólòag yàg tÌjv àvdy'xip'

ouì xa\teneiyu tò ègyov. ^EyQwai'iai ae «vpfoi /<ai ),

xvQté fiov, E?' Tigdaaov-


'
ra. . .

8. Forse anche qni àrcui]efiy'Ov (cfr. r. 5). fi. à/.Xà n.: PFlor 171, 9. 228, 24 sq. etc.
4. Cioè jidvta ]rafgi?É/(fvof, come spesso (per 7. Cfr. adii. 821 8.
es. PLipg 107, 7). 8 sq. cv nQaoooyia : v. adii. 834 5.

834. Frammento di lettera.


? (cm. 11X11,5) Saee. IV?

Jjtc^Te ÌTrjgì èvòofiFvdag

J
, , , , axEvòn' firixe

J^t()Te xòìv nnotthwv.


'EQQW0§al ae evyo/iiai

5 olà navròg ev JigatroìTa.

rà jiaiòla ne nQoaayoQsvei

xaì ol ai'v èfioi. ùanaaai


rov? ttaiQOv? xaX rov? oovg

TiàtTai

3. tcòi' (bto&hon'-. PRyl 116 10 (cfr. 153, 16). p. 223. Gir. 207 2. 2»» l. PLoiid 232, 3
6. ev ngdiTorza (nou .^QÙooofia) : ' eine lite- (II p. 296) etc. ; ma v. anche 41 7. 12.
rariscbe FeinUeit '
Schubait, Einfiihr. Invece ev Tiqàooorta 833 8.

835. Chairemon a Phii.oxen08.


Oxyrhynchos (cm. 9X27) Sec. V-VP.

Il papiro, proveniente da scavi in Oxyrbynchos, è rotto fra i rr. 7 ed 8;


ma non pare manchino dei righi. Abbiamo trascritto senza distinguere le pa-
role, anche perchè in molti casi non avremmo saimto distinguerle. (ìli errori

Pap. Hoc. Hai., VII. IB


138 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

grafici e gramiiiiiticali sono tali e tanti da rendere impossibile a noi restituire


un contesto tollerabile. 11 poco cbe intendiamo (lo scrivente ama giurare /^à
xòv éeóv, ma neppur questo scrive senza errori) è certamente ciiiaro ancbe
ad ogni lettore, e non importa segnalarlo: il resto valga come iQjurjveiag

yv/iivaaiov !

15 /iaoiaiìjecaiT]vxo)firjv
TmxvQimxaixifMu>raz(o7iazQ(ovi
xairo'&e?.t]aajioiovvra
qjikoievovyeovxovxaiQrj/Li/icovxaiQieiv) CI

oiraayaQoruioX?.cmQay
AÌuoxaiJiaQa>ca?xoòiaTa>v/M
/j,aaoioi^oì]ziaa/iaTOv
xQovaiTaQaeòeòcoxaaiTov
'&e(oveave?,'&esiaTt]v
aQTafiaòòexaP.omoisixoaiE^
20 xmixifjì'favd^eXeig
aQia^aaovxsvQMaòovvou
Tt}rTifi)]V7iaQexei
oiTayaQS&avjuaaicoTaTOvoti
ea)'éeXt]aa/J.avrv
nolXaaoii-uaaqìE , , . , »
novazvjiovvxa
snifiartovdecovoxQaoiv
EQQOìaó'&ai
10 evxoxovxaTaiicoaovoJiea
25 aot£<ti>;i;OjM(at) noX?.oig
rdoJiaQa^oifiainfKov
XQovovxvQomazQOìv
ra)vjiQovot]Tr]vyQafijua^ ,
XVQIOI
avvyojQiaaTaaeixoaiei

aQTa^aoEioael'&rjO'&av

836. Abbozzo di lettkea.


(cm. 30 X 14) Saec. VIP.

Il margine supei'iore ed inferiore è tagliato; ma non sembra cbe al di-

sopra del r. 1 vi fosse scrittura.

Recto.

1 Ka&òs eyqaipÉv fioi fj arj EvxEVEazrj dia Maxagiov zov ijiiov (pQOVQov

òzi aveX&Ev 6 &av/xaaiózazo;


2 ' HQaxXsiTTjg 6 TiQovoEizijg rcòv xxrj/iaTcov zijg atig svxBveozàzrjg (Va tÒ

yeÓQyiov

1. I(iitendi) evyevea(xà)rì} (cfr. 2 etc.) ;


— -MQ^neoràrov (^-uetataKO è scritto) x«ì
sira. .5 evyéreta, 7 evyeveias etc. In seguito èròo^ozàiov xófiirog 'Aòotarov, ma che cosa
i, àvfjX&er e ^avfiaotiótaroe (cfr. r. 11). ba voluto con ori leyovii 'IIg<i>!/.fiS>ji

2 sq. i. 'HQaxkeiòrig (cfr. 3 e 11) 6 jiQovoìjzìjg OZI t


886. ABBOZZO DI LETTERA 139

3 Toi» iieyaX[o\nQenEiaTàT<a xal èvdo^omzw xófuòt Argiavov on hyoni


'HQaxXeiòì]? 8n
4 exofiEv IO oXoxoxivov ;fógTow aneQiiov^oUav tov avrov yeoDQyiov

Tov xófuòi F.i òì] i^é?.ei

5 rj aij evxévta xaiogysv^ai elg zò avrò yewgyiov ìyo} àva-

ì.dìliaxa uva yeoygyi rà avià

6 yecoQyiov el òrj iM?.ei nalei fj arj evxeveardTr] nagaa^ùv zò

avzò yeuìQyiov Eiadxo?


7 6 yecogyòg zfjq rjg evxeveiag [è\Sovaiav e^ei ovXeiì, ,ìarj eaziv zò

yecóoyiov zov xojtudi

8 [ ] zijg afjg evxeviag o MXei noifjaai xal xa&(og

èòiì?mae [ e. 11. 8 ]

9 tracce

Verso.

10 xai zovzonovEvoeifMvav ^oifiafificovi ojuetjztjg iiitode ei,t], ,,,t]vi]aai

xm agimonovi
11 noirjaai iieXdeìv u/.i/ia zìo §av^iaoiozàz<o 'lÌQaxXeiòov xal Maxd-
Qtov zòv (pQovoòv eiva

12 zeXetùyaai zòv kdxxov ènei zaxéog elg nàaav anovò[riv\ — (tracce e spazio

di e. 20 lettere) xov èg^o^ai

13 fU)-; Tiefxmrj xai eixag aneatiXag aoi xQvodfpiv (tracce e spazio suppergiti

come sopra) in à).?.a

14 TiQoaayoQevo) zi] a»/ qdia xai t»/? xXixiazijg zexva fiov ndvzcov zco sjum

oix(o (xjiò fiixQovg

15 'é(og iieyd'/.mq xaxà zò òvofxaia eine[i\ zq> ^av/Liaatozdza> xal

xhxizdzq) xal <pihzàz(p

4. Forse rò óXoxómyov (il prezzo del x°Q' 6-6. tva (off. 11) yetogyfj rò aviò yewgyiovl
tof (eiV) oireg/iol^vjfto/.iav ?), o toD xó/itios 6. naiei ~ mih v) f

(così anche 7). 10. Tijiode sarà per i<' jtoir. In lino <lcl rigo
5. Con xaiogyev^ai avrà voluto yaoigy^oat f àpioro.Torer
140 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

16 ^A(povTi 0X1 fu: fievet exxog rfjg 7i,,zQifìr) eav ti erte ;jao»' xai'}ò>?

EÒt]/.(aoo juoi ).afif}ur(x)

17 rneia /trjòev Xuirjaai òeanoia ,,,,fiaziv tò avvoXov uaoì,,.

1(». eav ZI evTt etc. : sic. vuoto per circa 15 lettere, uè seguivano
17. Forse tQta {di che cosa 1) fitjSèr Xvnri- altri righi di scrittura. L'abbozzo di let-
aatl —
Dopo ooio»»» c'è ancora spazio tera rimane dunque incompleto.

837. Aphynchios A Sarapion.


(cm. 15 X 14) Sec. III-IVP.

\Tà} hvqìw à\òflq)(o [EaQa\mmvi 'Aqjvyxio?

jioXià '/aigeiv. FIqò uèv ndvKOv ev/o/uai ae

ókoxXtjQÌv xcù ànoXapiv naqà jiàai éeólg. èxojìii-

aàfitjv aov yQdjUjuaTU xal [èlx^Qtjv ori éXoxXtjgìg.

noXkàxiQ eygayja, a.òeX(pf, xal vvv nv yQaqjO) ms


jiegl TÙìv Tijuà>v tòìv elò&v aXXag avTo\a
(pioìxctn xal àXXiCog yéyovev rò àgyòv dsa/uòcov

S ò xal rò MevSijaiov Xngiv S eyl xò xc^qixòv

Svf xal ovx EVI TI av ovv òoxì Mv fièv emvxòjg


10 evXvTCoarjg, èX&é' t] de diaegog àvrlyQaxpov zi -&é-

Xig tò èvzoXixòv fiij àfieXrjoìjg xal òXiya Igi-

òia ìjfjùv xal tù àXXa òXa xal ìj/ùv xal 'Hga-

xXia Xeyi /juvav aacpaXag ti ov óe^e rjfuv noX-


Xa^cóg nagafiàXXco zoioeiòvxovaov xai i] zi

15 Xeyi ovx ò>«v(7; ovòè jiàXi òxvrjam àXXà xal

6. avxo\: ma non escludiamo avrà (cioè 8. Avrà voluto vItqovÌ lUgor^


nell'ultimo a l'asta obliqua sarebbe er- 9. ov vale ooi (come nel r. 5)
roneamente staccata dall'occhiello). 10. Forse svXvtw&fjs ? In seguito intendi «
7. La lettera dopo xa ha la forma di un e Si, ma che cosa è Staegos 1

o di un s, diverse l'una e l'altra lettera 11 sq. Per ègeiSia {Soidia) v. Sopliokles Lex.
da quelle usate in questo testo. — dea/ti- PPetrie 11 36 (d) 9 sq. (secondo Wilckeu
Stov (di oxminiov ? di xàXafios i) : PGrenf ib. p. XIV : in connessione coi xaaonoiol,
li 77, 22 [cfr. 34]. 13GU 837, 26 sqq. PO per cui V. Eeil, Gewerbe p. 102K BGU 48,
1130, 14. 1288, 9. 15. Le alte cifre di 13. 14. PO 1767, 2. Meyer, Orieck. Texte
drachnie (4000, 5003, 460) non fanno me- 20, 36 Tov nóxov TÒìr èoeiSi<o{y) ; v. la nota
raviglia nel IV secolo. Il male è che uè a q. 1. p. 88.
qui né in seguito rìesoiamo ad intendere. 15. ov/ : sic.
887. APHÌACHIOS A SARAPWN 141

flòéoK txia òXiyov IXaòiov f\fù,v el? rpaylv

[ e. 12 11. \u,fiaXe òià ti)v Sdòv ano rov

J
y.ai t'a^v-

Nel verso, di traverso:

19 T(j> x]vQÌq) àòekq)^ EaQomiwvi

838. Frammento di lettera.


(cm. 11 X 12) Sec. IV/V.

Nel verso, di traverso, scrittura suppergiù dello stesso tempo.

Q. Coppola.

rvcózco ì] ai] &ai< fiaaióxì]g mi à7tEQ0np[

òiòóvai fioi nvTi aìncòv à71' tXeyèv [i[oi

vjtkg ainwv j} avo òmkà xai xò ev ,[

oXvov xal zÉax; ovòè ?eÉQfia ovòè olv[ov

5 ov òvvafiai rijiaarjaai avTÓv ov yà[Q


òéonoxa nàxeQ, oxi ovx svgov xrjv [

nagà rov ,,[..,,.,,» ]a>QOV ,,,, xa[


nagà xcp àQxo[x\ÓJta> ek à?.exQeiò[ag

f.te òer]9ijvui xivog òXiyov òei[

10 ànéaxeda òè nekiàòa èm x\ — àajtdCo/uai]

Ss vfMg ndvxag xax' ovo/.ia xai Aiox[

'EQQ\àìa§ai ae evxoftai xxX.

8. drnHà: di vino. Cfr. per es. IBft H. Holitu negioTeed : si teuga oouto che qui
10. Non ricordiamo se scrittori del genere jmò essere anche TltXtAòtt (v. il NamenhHck
di questo usino della parola .ifitióf per il del Preislgke).
142 FAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

839. Frammento di lettera.

? (cm. ii)Xi3) Sec. VIP.

Non notiamo tutti gli errori di gratin.

0. Coirpola,

[ — TTj Ti]fjucorart] xai xoa/uunaTr] xai evagero) y.ai Ttaarjg Tifxtjg

lattai — évyazQog KaXoaaxQov ev x{vqi)(o ^(e)o) xa{igeiv)


r]rjg To ^qo jxev jiav-

[zmv — \evkoyriiJiBvm aov oixov a>nu>g vyisivcog y.aXiog y.ui

]g an.e\aT\eika^iev Se afia Bergov tov neòiov xov xvgiov


5 ]ev stai rtjv ygafifirjv nolXa ef efxmv tov òeanoirjv
7igoaa]ya>gevi ae t] ae aòeX(p{rD Avaaraaia yai e aòeX(p(ri)

\vtos xm Iioa[vv]rig o vios Tt]s aòeXqìrjQ [

\exai[go]v ev}.o\y

Nel verso, di traverso: + Evò% [= Evòa.(ÌLimv)'Ì\ avv ém K,^T,[

2> KaXoaoTQov : il nome non ci è altrimenti 3. l. eikoytjfiévov e ojicos.

noto. — Intendi Tò jiqò ficr etc. Ma oc- 4. Intendi Sfia TIèxqov zov jiaiSiov etc. 5. l, «f
corre altrove la formula jzqò /iÈv htX. pre- fifidr.

ceduta dall' articolo rò t 6. :tQooa'\ffOQevei os r) or) e xal fj àòe).<p{rj).

840. Frammento della corrispondenza di Heroninos.


Theadelphia (cm. 8,5 x 11, 5) Sec IIIp.

I frammenti del verso (rr. 1-7) sono certamente di una lettera di Alypios
ad Heroninos o ad altro dei suoi agenti : la scrittura e le parole (v. per es.
PFlor voi. II nell'indice s. v. vm^geaia) non lasciano dubbio, E però diciamo
cbe il papiro ci proviene da Tlieadelpbia (cfr. ih. p. 41). Ma Alypios scriveva
probabilmente dalla metropolis ; e si servì, come spesso, del terso di volumina
documentarii divenuti inutili. Mentre, dunque, la scrittura del verso è sup-
pergiù degli anni di Gallieno, quella del recto sarà anche di un secolo più
antica. Ohe cosa propriamente fossero i due documenti (a e b), del primo dei
quali rimano la fine di 16 righi e del secondo il principio di 12 righi, non
sappiamo dire: in cima alla prima colonna si vede il n° |>^ (che può, dunque,
essere stato Itj etc.) ; in cima alla seconda non e' è ora nulla, perchè manca
la parte del margine dove il numero poteva essere.
840. FRAMMENTO DELLA CORUISPONDENZA DI IIEBONINOS 143

Verso

]avQtov jiav

|«C dio xai 10

\aXXr]v vTiì]-

iQFoiav — ]v7teQ oiòag

a\v de 7toii]oov

]av ovv

]sQyaCo

Recto

25 Iaida)Qa)[

].,,, svxa„a' daga Z[


10 ]a>vog fi Tgaiavì]? voi; TOV y.ai{ — xXrjgov xnxoi-

[dicoQVYogl — \HiolEfimov tov xixov aQo[vQ

]g aji[o\ yS yai ajxfiov fxiag xai 7i\

].«.»..[»,] fiaoi'- 30 fiegog xoi\

]u)v xaiaagcov xwfXYji; , [

15 ]a? TZQo^ fisv riro- fxo)v aQi[

[Xe/imov ? — ]vno asizoXoyoi' Tj/iiav fi[eQOs ?

],a}vog xaioi" To negi ,[

],a adeXqìov ó/à.oi 35 avfi(p(ov[

Ì//OC agovQTjg fiera to[

20 xat]otm>tov Ir L «jS jut]

<21-24 frauimenti)

1. Nel margine superiore, verso destra, 15. ^(>ót{fqov) fièv, se è letto bene.
prova ili penna i'«o(i;i»«», e sotto di 25. Poiché non è Avg. 'laiSwgq), può essere
nuovo Sagq.. magari 1 '
/o/5co{)Oi- stratego» del distretto
10 »q. Per la Ty. diwyvS cfr. 689 Introd. Theni. o Poi. noli' a. 144 (Panlns n» 657).
144 PAPIBl DELLA SOCIETÀ ITALIANA

841. Melas a Pelas.


(era. 7,5 X 9) s. IV P.

MéXag IlekSn àòeX-

(po) ')(a.lQEiv. 'Ajiéa-

TiXà noi zòv àdek-

•póv fiov Eia^voicova

ojKog dcóaig avup


, , j
rag ògaxjuàg
I

zeTQaxoaiag nakaiov

vofiiaiiarog x'^q'^?

zóxov, rà Tov yeigo-

10 ygdcpov a èveyvtjaag.

'EQQ<ho{}ai nai

evx\o/Aai

5- '. oncog òóìoeis (o magari òtóo-jjg^. in qnesto tempo (s. IlI/lV) v. PGrenf
7. na/.aiov : ma la lettera dopo jia non mi II 77, 7 sq. 30 sq. PO 1773, 26. Wes-
pare sia X, neppure di quei ?. che facil- sely, Mitlhtil. IV 144 sqq. A. Segrè in
mente si confondono con t ; e tntto il re- '
Memor. dei Lincei ' XVI (1920) p. 99 etc.
sto è molto incerto. Per naXaiòr ró/uiafia . lóxoi; : le lettere >cov sembrano corrette.

842. Demetrios ad Ignatios.


Oxyphynchos (n. cm. X 12 ; b. cm. 6 x 4,.5) Sec. IVP?

ovnoì Evay6h]aa
èh'^éìv avrùv
àtjjurJTQiog 'IyvaTi\q}] yaQir. dcò yvcó-

XM (piXiarcp yaiiqnv). TMoav Oli, làv

01 àvaj8«v[o]iT[e]? ov- <ifif?.ija(oaiv

X ^i.'&oaav, xàyà> 10 è?3e7r to,,.

10. Sembra piuttosto Toda , , che iooa.« forse non è d;i escludere tóS' av\oiov, per

vesoludiumo, ad ogni modo, rò aiiiie\(>ov): ()uanto ci sia ignoto nn tale uso del jóòe.
848. DEMETRIOS Al) IGNATT08 14S

.... «'? Zivagv,

Eaganioìv atrtm? , ,y(o Hai ....


n(ìày fiora tesi- ,. . . . ,emae7Tn

vi'iaef fjfieXXe 20 \ , , , ,\evi]Ha\

15 •
yÙQ 07Qmi(órr)v aoTiafieX. ,

néfin'ai e..o,, òianrjoai òe av-

x,,,v Hai nuQe Toìs olà roì' àg-

- - <?> T0[,.).0f,],Ot'J<f

11. SivaQv : nella xmo> ro:taQj(^lu dell' Oxy- possiamo dire quanti righi mancano. Può
rhynohites. Cfr. adn. 71 4. PO 1281, 15. darsi anche che non manchi nnlla.
1285, 134 otc. 20 sq. Sembra possibile «o[ì] |
Sqii àfiei.ù>g (t).

16. orsatiióirjv.cfr. PFIor 151, 9sqq. (137*, 7 22. « E accordati con essi ». Cfr. PO. 1061, 3.
== PKein 52). Wilckcu, ()8lr. 1, 021 etc. P. Strassb, 20, 7 (negli Add. X p. 6).
17. Dopo (mosto rigo il papiro 6 rotto, n^ 28 sq. Forse si pnò leggere àg',To[xó]:iolv

843. Johannes ad Eudaimon.


Oxyphynchos (cm. 10 X. 17) Sec. V/VIP.

Tà) òennÓT]] /jov ysovym

Evdai/w)vi 'Icoàvvtjg h' hvqìco

Xaigeiv

'Ynaiòs^àfi[tf\v yQd\n\fiaTa rij? tbyevia^

jrjg afjs rov i/iov òeojtótij tieqI òohqìv


iv MeQ/.iéQécov. Nixi^tt]? di

nageyémo TtQog /«; èm lòv oIho-

óófiov, (b? iòrikcnaév fioi fj ai] evysvT.

7iaQaHa?M Hai òaiofiai óimai

10 ygafi/tara AnooTÌlai jioòt; 'Animva

2. l. Eì>Sai/iovi, 4. fì.ieSeSd/iijv, 0. Séo/tai rhyuchittìs (PO 1285, 54 ; cfr. 316 2 sq.).


eÓCTTf, 16. fi yàg etc. Nel r. 8 evytvì è -via. Ma secondo PO 1689, 8 s(|. si aspette-
5. /. Seo.iuiov. rebbe qni e in 816 2 sq. nn dativo M*Q'
tt. MeQHtQ{)wy, nella di'u) Tonugx'u dell'Oxy- ftég&oii.

Pap. 8oc. ital., VII. I»


146 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

olà xov ànoazalÉvzo? \i\va avv-

Xa>Qrj§ìi noi 6 olxoòófio(; uxQi?

zfjg 'Eqjuov xal ànò t&v àégcDV


òoxovg qpsQO) xai axenàì^m iva
15 fitj àxéXeaxov vnoXvaojfiev (f) rò xv-

Qiaxov. i yàg iv a}2cù xónoì

\oea7i6xrjv

18. Trjs'Egfiov, scil. rj/négae ' cioè Mercoledì die Datierung vach Tagen der Planeteii-
(già ap. Gleni. Alex. Stroni. VII 12, 75, 2 Woche in iceiten Kreisen iihlich gcwesen).
[p. .54 Stiihliii]). Sull'uso dei nomi dei — àsiò tcòv àéooìv :
'
dalla parte jiiù alta
giorni della settimana secondo i pianeti della casa ' ? '
Dal solaio ', diremmo noi.
in Egitto V. K. Scliiirer in Zeitschr. Per l'uso di à>](> v. ad es. Bry, JCsaai sur
f. die neutesiam, Wisaenschaft VI [1905] ìa venie dans les papyrus etc. p. 185. Wen-
p. 23 sqq. ; e per quel die riguarda i ger-Heisenberg a PMonac 8, 12 etc.
cristiani ib. p. 35 aqq. (Ber Kuìtus der 15. rò xvQtaxór : 'la chiesa', se pure qui
Planeten-Giilier musste von ihr (cioè dalla non è piuttosto '
l'appartamento padro-
Chiesa), sofein sie sich selbsl trtu hlieh, aìs nale '. Ma, poiché è un cristiano colui che
etivas Fremdarligen ahgelehnt irerd<iu. Troie- scrive, la seconda ipotesi non è probabile.
dem i8t ini neriem und fiinften Jahrhundert Cfr. Deissmann, TAihtron Oslen^ p. 268 sq.

844. Frammenti di esametri epici.

(a. 5,5X5,5; b. 4,5x3; e. 1X1) Sec. HIP?

Trascrivo quanto è possibile del fr. a, riproducendo alla meglio i segni


di abbreviazione che vi occorrono. I più sono identici a quelli indicati nella
Introduzione al mi riescono nuovi e danno l'orse una
n" 849, alcuni altri

qualche importanza a questo pezzetto di papiro. La scrittura non fa impres-


sione di molta antichità; ma il sistema di abbreviazioni è in complesso quello
stesso che troviamo in papiri, di uso privato, dei primi secoli dopo Cristo,
né ad una età posteriore al secolo terzo vorrei assegnare la scrittura del
nostro. Soltanto di una dozzina di esametri rimangono frammenti in qualche
modo utilizzabili ; e questi, mi pare, non impongono assegnazione cronolo-
gica diversa. Se ne ha, è vero, l' impressione di un impasto lessicale analogo
a quello di Nonno e dei Nonniani ; ma né la prevalenza dei dattili, né l'as-

senza di spondei nel terzo piede (di soli dodici versi !), né la maggior fre-

quenza di cesure femminili (cfr. Ludwich, Aristarch II 326) possono bastare


844. FRAMMKNTl DI ESAMETRI EFIVI 147

ad escludere una tecnica di versi molto più lìbera. Gli è perciò che anclie
nei tentativi di integrazione potremo ignorare le piìi severe regole Alessan-
drine e Nonniane.
Quanto al contenuto, non abbiamo una ipotesi soddisfacente da proi)orre.
V ex aéo e Vi>c oé&ev (rr. 5 e 10) portano facilmente a supporre che il 'poeta'
apostrofi una Divinità, per t-s. Helios (e naturalmente è possibile allora in 5
è'oxieac ed in G i(pé?.K[eig ovvero ^9 é/x[ea«) ; ma t'djusv ed ix?.vofiev (da xXvu))
non favoriscono codesta prima impressione. Il poeta celebra, se non m'in- ' '

ganno, —
con enfasi magari eccessiva un dotto filosofo della natura che, — ,

almeno a giudizio del jweta stesso, aveva spiegato le maraviglie del xóa/tiog
così nell'ordine tìsico come nell'ordine morale (r. 13!). Non occorre né che
il poeta fosse un Lucrezio, né che l'altro fosse un Epicuro o un Posidonio :

possiamo agevolmente immaginare che nei circoli intellettuali greco-egizii,


poniamo del secondo secolo, avesse sollevato entusiasmo qualche opera, poe-
tica o prosastica, di filosofìa naturale (opera magari giustamente ignorata
fuori di quei circoli e dai })osteri), e un 'poeta' amico l'avesse perciò, o di
proposito o in una digressione, glorificato. Dobbiamo forse ricordare analogie
moderne ?

Comunque sia, ai vv. 2-4 e 8 sq. dette lo spunto Omero (C 43-45. O 191 sq,);

e nel v. 6 mi par di riconoscere influenza di Euripide (lon. 1149 sqq. ; cfr.

Theocr. 2, IGtì). Ma i tentativi di integrazione possono essere varii e diversi (1).

(1) Aggiungo ({Ili in nota uno di tali tentativi, col solo intendiraeuto di mostrare come
m'immagino, all'ingrosso, il contenuto dei versi franiraentarii.

2 ovie jiuQvyòovnoiiai) Tivaoo6fi[e&(i fl(>oiif~/atv,^

oi'te ì'iq}o^Xt](Toi)oiv ài(ai')>o/i[£v ovQeoi ^axQoìg']


{al)ei d àvve(péio{ioiv) l\ai]rófi(e)&' leìagos aSpaif .]
5 ix aéo S' tS/.i{er) oOev <fàog fo/[«Tai HeXi'oin]

ÌJX' ie Nvxxa /isX{ai)rav è<péi.x[ei, ovv Sé le nàrxa]

'AoiQa naXivvóo(Toi)o /ièya axe[vàji^oìiTa xei.ev-&ov~^

WS te IloaiSaiov èXa^ev xva[ró/Qoa jiónor]


x(ai) Ìó<po(r) evQwer(ra) /ieXayx{,ai)itj\s Xd/tr ".-/i5»/».J

10 ex d è) oédtv fiQ{ov){rd)s re xeQavv[pvs t' al&aXóeyras,]


x{al) yéveoif ijw)rg{ò)v) ave ....
éxXvo/i(ev} fiaxdQ{o>r) ze <pùotr &[rrjiwv re yeréf^Xtjv.}

à{XXà) x{ai) àvdQo/ié{>ir) àgeT(ij»') x(ai) ....

Non è facile adattare i vv. 2-1 alla nostra ipotesi. l'"acilo sarchile introdurre forme
participiali, di ogni numero e di ogni caso, in 2 e * (per cs. Ttvaaoo/i[érov; àréfiotaiy] e lat-
rofuro[v( (pgéyag uvyuìg']; V. la nota a q. v. 4); ma in H consideriamo necessario àXairo/itr
148 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Nel verso^ di traverso, qualche parola e segui clie uon intendiamo; pos-
sono essere del sec. IP.

a.

] 4 \M
oint: fia(jvyòovno.l' Tivaaaofi[

ovTf- vupo(iXrjii,aiv a}^^vofi[

5« ò' ai'reg^eAo^ «Si'o/i'of

ex oso f5' 'iòjui oììev (pao? EQy\

r]](,i te vvxxa /le^^vav eq)ekyi\

aaxqa naXwvoaiio /ueya aze[

a)g re Ilooiòacov eZ-a^ev x, . [

y.^ Cocp" evQU>ev( /xekayxS''^^[

10 EX òi aei^ev Pq^ re xeQavv[

3. II seguo dopo vt<pofikt] vale roi, come 0, l'abbreviazione attaccata al fi indica


nel r. 7 ; ma qui ha un punto a destra un semplice e (cfr. S' =^ Sé), non uu ev.

dell'asta verticale, se pure non è sem- (>. Comunque si supplisca, fjxi è usato per
plice macchia d' inchiostro. quo, piuttosto che per quomodo.
4. Non dopo 'i(at)-
è sicura l'abbreviazione 10. Dopo §Q il segno in alto non è un v,

ro/j, il ^ ha un'appendice che si prolunga


: ma piuttosto O (-^ ag nei cadici medie-

in alto ad uncino O), né ci riesce di ve- vali). Dei due segni seguenti il primo è

der bene ciò che segue (o f hi). Se è un analogo (in dimensioni piìl piccole) al za

(anche questa parola indica dimestichezza con Euripide) e nessuno si vorrà, spero, avvalere

dell' ìjXalvovrai dei codici Teocritei forma attiva è attestata da Galeno). 11


(7. 23, dove la

soggetto è, dunque il medesimo dei verbi ìòiuv ed ÈxXvofiev dobbiamo cioè rassegnarci a dire :

che la spiegazione si avrebbe dai versi precedetif.i, ora perduti. Nel v. 10 abbiamo sup- —
plito secondo Hes. Theog. 72 (cfr. Ap. Kb. 4, 597) avremmo potuto xseavt\_(àr i' aWaXóev ;

<pmg ovvero mq] secondo Eurip. Phoen. 182 sq. (cfr. Tro. 80. Ale. 129. Baccli. 288). Per
ftqovràs V. la nota a q. v. Non abbiamo osato fìgàaras (Ps.-Aristot. De mundo 4 p. 396» 3;
Apul. d. m. e. 18). Ma, se non altro a titolo di curiosità, aggiungerò che iu questa tratta-
zione filosofico-cosmologica pseudoaristotelica sono anche citati (6 p. 400* 11 sqq.) i versi
dell'Odissea sopra indicati, e che, se l'Alessandro, a cui è dedicata, fosse davvero Ti6e-
rius luUus Alexander prefetto d'Egitto, non sarebbe temerità supporre che in Egitto essa
fosse molto nota. — Finalmente nel v. 7 ho preferito xeUv&ov (Honi. x 86. Arat. 225. 372 etc),
per evitare jia?.t'ryoaTos noQfli] che è del frasario favorito di Nonno (1, 176. 2, 467 etc. ; 4, 279

naXnfóaroto 2>/.i/r//?) /léyu areva/wr i' in Quinto Sm. 7, 22. Per la personificazione valga
;

come esempio Arat. 408-19; e per la costruzione col genitivo v. gl'interpreti ad Enr. Iph.
Ani. 370. Herc. 1114 etc.
844. FUAMMKNTl DI ESAMETRI EPICI 149

xS yéveaiv (fv/^o ave,' x(ai) a(o[

exivofi '

fiaxag '

te cpvaiv ^\

a' xS avò/jo^ie'- agei^ xS [n] (pQ[

14 ],,,aexoafj.,[

b. finali di 6 versi (13-20), dei quali 19 ]ftS <cioè -era*) oaaa re ?.ovei e 20

].? (oxea [.],, (sembra possibile (VJ^t?>; e priucipii di altri 6 versi

(21-26), dei quali 21 jicog t.\, 22 ovTefie\, 23 [, 24 òedog a[, 25 oi

d' 07H»[, 26 ev,[.


e. frammeutino di due versi: 27 ],»^[, 28 ],a? d'[.

del r. precedente (evgcoevia), l'altro è nua 18. Il primo segno sembra a' (non ò', come
strana l'orma di s, se è tale. Cfr. la nota c'era sembrato dapprima). Si richiede qnasi
all' Introd. necessariamente una parola trocaica, e

11. Non pare possa essere avs/i{iov), come credo sia à(Xkà). Nel papiro Berlinese di
suggerisce il Coppola ; ma che lettera sia Hierokles per questa particella occorre
dopo «)'«, non so dire. talvolta a^ (Arniui p. 4 . Cfr. 849 3.

845. Frammenti di poemetti epici.

? (cm. 15X5) SeC. V-VIP.

Abbiamo pareccLi i)ezzctti di papiro che o appartennero allo stesso libro


donde tentiamo di trascrivere questi frammenti, o erano ad ogni modo dello
stesso genere. Nel i)ezzo trascritto è chiaro che con l'attuale r. 1 cominciava

un poemetto (epitalamico?, a giudicare dai rr. 11 sq.); altrettanto chiaro è


che il poeta o poetastro si era formato su Nonno e sui Nonniani; difficile è,

almeno a noi, restituire versi e senso, principalmente nel recto. In principio


s'invoca la cetra poetica, quantunque non ne facciano gran conto le donne,
insensibili perfino alla lira di Orfeo alla quale avevano pur ceduto e tìere e
tiutti marini.
Non sarebbe difficile citare a confronto lessicale e ritmico, quasi di cia-
scun verso, molti luoghi di Nonno e dei Nonniani, ma non ci pare ne valga
la pena. Notevole è Aióyvnoov (per indicare iióvvaov) nel r. 10.

m. n.
150 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Verso.

òsvQO kvQtf fi\Ev a\eiòe jiag r]toveaa[i] &aXaaarig

devQO [lev \riCov\saaiv aeiaofiev a[o^\fj,arn fiolnt]?

\x]vòaivlEi]v eò^tì] xr]v ov òe.diaai yvvaineg

5 drjXvteorji; de voog yakeJiojTsgog earft ^]alaa[ar]?

OQ(peirj xai ngoo'&ev vneixa&e novr\

xau '&t]Qeg ^eÀyovTo xai ov ^eXyovro \yvvaixeg

#W«KlfM»# kvQYj uri , . , , , « <r « # « i

9 òevQO ov xai

Recto,

10 xou &vev oig ,,,,«» |

vvfKfie /ut] ÒTj&vve teov de n, » I # # * # «

av&ei xv/ua\T\oevTi <peoearax\vv f] afiq>ejie vv/u(pij

vfiezegutv , [ , , \jiorr]o ! 71oIvqqo^\i(ov 1 1


v/xevaimr

, , Q(mo[ . J
Evvoaiymog en Aiyvm\ ,,,.), fjoa
15 \,,,vaeiev ayapgoor oj',[, |, ,,|,],,r

] Aiovvaaov evaiaqìvXoj evi Na^co

] • , fievog yXvxegrjv re , e , , , , ZOiQeii]

] » » «
'
exei xai aitojiQO'&i jnovvog egvxet

]»va fiT] òicù'aTcoaeiag ojicogtjv

20 • ]evmaiv avad'Qwaxmv jro,,,,,,

(frammenti di duo altri righi)

2. àa&ftaia
fioljirjs Nomi. Dioii. 2, 18 etc.
: 7. La Htruttnra del verso suppergiù come
4. Sembra deSàaat prima della correzione. Nonn. Dion. 1, 114. 7, 298. 8, 79. 149.
Cfr. Orpli. 11. 61, 5 Abel {dedi'aot corrotto 11, 319 sq. 323. 454. 458. 12, 164 etc.
in deòdaai). 40, 14. 42, 242. 48, 482 etc.
6-6. l- dTjXvréQijt (ma può essere genitivo 18. vfieralovg, -oig, -cor, con altisonanti epi-
del singolare v. ad es. il Lessico del Pape
: teti, spessissimo in Nonno (6, 156. 164.
e Nonn. 42, 147 òsiòie ^rjXvxégtjv a;i<Uo'- 8, 71, 234. 290. 313. 331. 12, 87. 42, 118.
Xeoa. Orph. Litli. 367 Aliel tìifAvrigr]? Xé- 43, 394. 48, 237 etc).
j(,og (pcvyeir) e OQfpfiij (se. Xvq/j). 10 ii'Oia()>v?.os è citato solo dal cosi detto
6. Jióvtlos àjieiQcor] ovvero 3ión[ioe aXfitj] Lessico di Cirillo ; frequente è jioXvoTd-
o Bim. <pvios.
846. FRAMMENTI DI COMMEDIA 151

846. Feammenti di commedia (Aristofane t)


? (cm. 8X18) SeC. II HIP?

Incliniamo a credere sieno frannneuti di una commedia di Aristofane.


In Aristofane è frequente l'apostrofe w fiox^rjQf, av che occorre qui nel r. 5;
in codici Aristofauei è specialmente ovvio il
x <'1'<^ Qui troviamo nei rr. 35
e 40 (V. la nota al r. 9 sq.) : molti hiogbi sono indicati negli indici agH
Scholia del Uiibner (p. V25), e per l'uso di un tal segno anche in altri pa-

piri V. Oalderini 8t. Pap. voi. I p. 78 sq., aggiungendo adn. 12S 12. PO
1787 fr. 3, 13 etc. etc.
Nel verso scrittura documentaria del III secolo: paiono conti, e vi si
legge ad es. 'A:ro/./.u>viov — , vn(ì;Q) TlQonàoxoiv) — , v7T(è.Q) I!aoa7i(oj(roi;) etc.

G. Coppola.

Col. I.

)<?ea,,,,., : 10 \oiyy. av doxfo ^^^^ „^ ^hovao'"'


""' "•'
].TO..[,.Jot \nini ODI

]tovs 'jj tico? t oatòtcoi; ; j.anvi

]7tg\o]o?.a^(ov jcoff aye

w ixo\yi&ìjQe av ]o,,,e,.OJia)5

]/iijde ev 15 \v ,,,j/ovjjj;t

]? avxov : T£ qfftjig : \v aavrov zf&t]?

]fiev evxo/J.ai. Xoyoimv \vta? .yvcoi^t òf

o ì]vrio yaQ ar ]ove,Q[,.\, a

19 u}]q)eh]i [ma forse non c'era altro] |


20. ]a/i,,e,[ \
21. ]k{ , , ,\aQCt)[
|

22. \ov òe[ I


23. ],ev(p[ |
24. \òo,\ \
25. ].vt]òi[ |
26. ]oi? [ |
27.

8. ?.oyoiotv va riferito al primo emistichio tov ai: Per es. Scliol. Ar. Nub. 1170 tò
di questo verso, in sostituzione <li nou Sé X ^QÒi lòr ox'ì/'C^'Of'^'' "/S ^fi^fog. Cfr.
sappiamo quale altra parola. Le annota- Wilamowitz, Berliiier Klatsikerlcxle V 2
zioni degli scoliasti sono di regola a de- p. 64 eto,
stra dei versi cui si riferiscono (ufr. adn. 17. Forse fra il s e yyio&i c'erano i soliti

128 3). due punti che indicano cambinniento di


scj. Probabilmente questi versi avevano personaggi. Ma il papiro è qui così sciu-
preposto il
X ("• lutroduz.), e lo scolio pato, ohe anche il y risulta incerto.
va inteso : (rò ;() ngòi ròr jiltoyaaii{òy) 25. Forse v!/ .4('[.
152 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

\,a,[ I
28. ],t<f',[ I
29. ]xiorov [{cioè rayiaiov ovv. VA^iarov ovv.

Pgdxiaxov).

Col. II.

30 3TQ0[

35
Tr]\

evi

40 _Sel

~~v[

Tr]aó[

V[

45 X >««.[

ew.[

847. Frammento di commedia.


? (cm. 7xi4,5j See. I-IP?

Il frammento risulta da varii pezzetti di papiro (non scritto nel verso):


di un volumen, dunque, forse non più recente del secolo II''. A sinistra dei
rr. 7-10 si sono conservate alcune lettere finali di versi di una colonna an-
teriore. Dopo il r. 8 c'è la paragraplios, e poi uno spazio di cinque o sei

righi (cm. 4 circa), nel quale si vede qualche segno d'inchiostro con in fondo
un piede (?) rozzamente disegnato (lo indichiamo con un grosso asterisco).
Era quindi uh volumen illustrato (cfr. Pauly-Wissowa III 963 sq.), ne è dub-
bio che i frammenti supèrstiti di trimetri appartenessero ad una commedia
(o di Menandro o di altro poeta della commedia nuova). 0. Coppola.
847. FRAMMENTO DI GOMME DIA 153

Col. I. Col. II.

l'hior 7ieQc[

ovx oiòa n{(0(;ì

ij Jtoi^cv a, I

PlEJlU) òe\

xai ravra d\

vòì\a>Q xai TOvòf[

ag' a?2og e,[

l(t

\r f

]
*
\vderi ,et ,r] ,'

15 , ,.|,r (5fi yej'omf . , .|

Jjicoc 01')' neQuiaxeig ,[

]ovx oiòa yag Jiaig (jiva^eQo[

]7ioi'}£v tjXd'eQ ovx oiòa[


]ovò' avrò tovt' oiòa\, ,\a,\

20 ],,.. tjX&o/nelv
] lov vvv /tevoj[

1 ì]riv,\

848. Aesopica (Ps.-Dositheos).

(chi. lOX 10) Sec. IVP.

Pezzo (li papiro donatoci dal Capovilla (cfr. sopra i>. 1), che lo acquistò
nel Febbraio 1921 a Medinét-el-Fajum. Margine inferiore di 4 centimetri (dopo
r. ampio è ancbe il margine destro del recto e
7' e L'i'); sinistro del verso.
Invece è largo soltanto un centimetro il margine sinistro del recto, e in li-

l'ap. ISoe. Hai., VII. 20


154 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

nea col r. 7 rimane un frammento di lettera (latina?) di una precedente co-


lonna. Similmente è mutilo nel verso il margine destro, in maniera che an-
che l'ultima lettera (m) del r. 15 è scomparsa, mentre nei precedenti rr. 8-12,
pure essendo avvenuta la mutilazione in linea perpendicolare un millimetro
a sinistra di quella m scomparsa, rimangono nonostante lettere e tracce di let-

tere di una colonna seguente (lettere probabilmente latine, quantunque ap-


punto l'a e l'è non dift'eriscano gran fatto da a ed e in questa scrittura).

Ora il recto contiene il greco* degli Mermeneumata l'seiido-Dositheana


p. 45, 42-48 del codice di Leida (= L) ovvero p. 100, 22-29 del codice di
Parigi (== P); e il verso contiene il latino di p. 46, 11-17 L ovvero p. 100,
41-46 P : citiamo le pagine della edizione del Goetz (GGL voi. III). La pa-
rola vftQi^qlrcai del r. 1 è l' ultima dell' epimythion della favola precedente
(cfr. Aes. 396 Halm. Babr. 91 Crusius. Avian. 13) e dopo ìjq^qto toiovtov ;

fiv'&ov del r. 7 doveva seguire, nella parte ora perduta del verso, in greco la
favola corrispondente ad Aes. 63. Babr. 394. Avian. 24, della quale abbiamo
solo la fine, in latino, nella parte del verso conservataci. Si è perduta dunque
tutta la favola greca, e buona parte di quella latina. Sennonché, mentre la
favola precedente terminava in greco [v^QiCovTai), bisognerebbe supporre che
nella seconda favola fosse invertito l'ordine delle redazioni greca e latina.
Ma è troppo meschino il pezzo di papiro giunto fino a noi, per ipotesi sulla
composizione del volumcn o libro che fosse ; anche perchè non garentiamo
che sieno proprio latine le lettere superstiti delle altre colonne. Abbiamo
quindi riprodotto, per quanto con la stampa era possibile, la disposizione
della scrittura nel papiro, augurandoci che altri vegga quello che non sap-
piamo veder noi.

La scrittura greca non sembra più recente del IV secolo, e tale è sem-
brata a L. Schiaparelli anche la latina (1): probabilmente, come è naturale
in questo caso, greco e latino sono dello stesso scriba. Non è, dunque, senza
interesse la testimonianza così antica di un testo che andò formandosi già
nel III secolo (v. la lucida esposizione del Goetz, De Glossariorum lat. ori-

gine et fatis [CGL voi. IJ p. 18 sq.), e che, a nostro giudizio, solo più tardi
fu spezzettato in quella forma, diciamo così, colometrica in cui comi)aiono gli
Hermeneumata Pseudo- Dositheana.
Il testo del nostro papiro pare si accordi più spesso con P che non con
L : notevole è sed si et leo nel r. 13, mentre 1' et òk xal Xécov è interpretato
si autem leo in L e quod si et leo in P. Cfr. anche r. 11 adn. Inutile sarebbe
il confronto con redazioni medievali (Hervieux II p. 150 n° 52. 231 n" 17.
510 n° 37 etc).

(1) L'ima e l'altra diiferiscoiio note voi mente «la quella ili PAnili 26.
848. AESOPICA (FS.-DOSlTHEOa 155

Recto.

vfiQÌCo\vrai

Aiow7io\? èn£oan]t]&is

olà ti al yvvlatxeg]

tótq àvògaaiv

jiQOÌHa òiòóaaiv

y.al ovx àvòge? yvvai^iv,


TJQ^aio roiovTOv [iv&ov

Verso.
]um
]"
e

10 P [,,., rejspondit a
ha[ec] alt pictura a,

ab homiiie pietà est ,

sed si et leo pingeret

uidisses quomodo leo

15 suffueabat homine «M
2-7. ' Vix pertiuent ad fabuhuu qiiae seqni- omerico) dotale, in base ai versi del-
tiir ', arterma il Crusins (Babr. \>. 205 sq.). l'Ippolito Euripideo (v. 628 sq.).
Ma il Crnsius stesso, nelle annotazioni ;{ sqq. al e zoTg oni. LG, che hanno jrgoìxa.
a Babr. 194 aveva ricordato Io
(p. 177), 8. Sarà testimoin]um oppure quemadmod^um
scolio ad Eur. Med. 424 sqq. (èjifi ànd- (46, 9 sqq. L: 100, 39 sq. P).
Xtjo' av vfivov àgaévcov yérvff), dove espres- 9 sq. Potè esservi scrittura in caratteri
samente lo seoliasta (p. 167, 24 Schwartz) piti minuti : tale almeno è il p superstite,
indica qnesta favola: xarà tÒv rop Xéov 10. ned leo renpondil LP.
log /cv&ov XT/.. Conio i leoni, se dipinges- 11. AH ci pare di poter leggere : inquU
sero, dipingerebbero l'noino strozzato dal (<prjai) P : oni. L. — pictura etc. : iv yQa<pfi
leone e non viceversa ; cosi le donne, se anche Scbol. Eur. ; cfr. Crnsius, De Ba-
avessero avuto il governo degli uomini, frrii aelate (Leipz. Sludien II) p. 186 sq.
avrebbero stabilito chegli nomini e non 15. Cfr. CGL ni 153 40 aq. suffugo e «i//-
le donne apportassero la dote. Si pnò fiiga. Non sono in grado di stabilire se
confrontare anche ÌViener Apophthegmen- 1' u presupponga già un suffòeo (cfr. it.

tatnmlung 171 (Waclismuth p. 30) 'Aanaaia '•sóttbco ') o si abbia qni un suffuco, co-
^proprio lei !) èQoizrj&etoa dia ti xarà /lèv me per es. annua ^ annoa, matrunae =: ma-
zcòy j'uj'aixtòv &àvaióg èoziv, èàv à),X(x> jiXr}- tronae (l'uno e l'altro già nel 3° secolo),
oiaacaai, xarà de zòiy àrSgcor ov, ehtev inliilua = inlotua (anche qni, come in «u/-
' àrSgeg yàg ijaav ol zavza vofioffezyaarzE; fOco, o da a») etc. etc. Cfr. Schuchardt,
àXX' ov yvraìxcs '. Nessuna favola esopica, Vocaliauiu» Il 96 sqq. Quanto — all'ab-
del resto, si presta, che io sappia, a con- breviazione dell' d, cfr. Micon di S. Ri-
fermare la spiegazione misoginica quale guicr ap. Manitins p. 474 u" 1 Xe :
'
dubito-
si potrebbe dare del costume storico (post- ria, leclor, sntlboat dicere penultima longa '
156 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

849. Trattato di grammatica


? (o. CMi. 5X12; *. era. 6X5) SOC. IIP.

Sono tVamuienti di un libro papiraceo del secolo II'', staccati da un car-


tonnage di mummia. La scrittura semionciale è ricca di segni abbreviativi
in gran i)arte identici a quelli (\éìV ^A\{^ì^vatmv] n\ohTei,a\ del commentario di
Didymos, di PO. 6r»3 (argomento del ziiovvoaU^avògo? di
Kratinos IP), di
PO. 856 (scbol. agli Acharnenses IIP), di PO 1086 (commentari ad Omero
I'' cfr. Korte in Archiv 0, 252)
;
e cioè a = uva, a =- ànó, y = yàq, ò' — òé,
; :

è' = olà, X- = èazi (ovv. elvai?, ma diversamente Ali, PO. 1086 j = èoxi, \-=

ehm. Il = slai), D = t]?, x' = xai (ma in PO. 1086 y- e in PO. 663 anche x^),

X = xaTÓ, // (anche nel corpo della parola) = fiev, fi = /^era, — spscr. = v finale,
o --= -ovv, JT (r. 2) - nagà, a = ovv, r — jìp', x = xiov (PO. 856 t == Tfw). Fre-
quenti sono anche le abbreviazioni per sospensione: ad esempio, r. 17 aq^ cioè
o
ò.Q%{6)xtva) (invece àq^W e àoyy\<; per segno speciale r. 6 e 60), r. 54 a^cp cioè àfi-

(poiTÉQ"), ofi cioè ofio(iM?ì), 55 t' aogev cioè ròjv rtQQéva>\v] ; ma a volte, man-
cando il contesto, non possiamo dire se si tratti di abbreviazione o se la
lettera è soprascritta solo per risparmiare spazio (1).

Non si può stabilire quale dei due frammenti debba tenere il primo posto
e neppure se il recto di ciascuno di essi debba i>recedere il verso, o Vice-

versa. frammento più lungo comprende 30 righi, epperò è probabile che


Il

pochi altri ne manchino per completare la colonna. Dal secondo frammento


calcoliamo che la larghezza delle colonne era di cm. 5,5 all' incirca.

Se nel r. 16 si è ben letto xX = x?d(vETai), è naturale, data l'abbondanza


di forme verbali, pensare che si tratti di flessione di verbi (cfr. r. 22) ;
ma è
d'altra parte difiBcile individuare quanto spetti al testo di grammatica e
quanto alle citazioni, ed è impossibile dire se il trattato fosse generale o
limitato. Di papiri contenenti trattati di grammatica molti, e tutti fram-
mentari, se ne son pubblicati, e quasi tutti intorno alla declinazione: uno
dei pili importanti è il PBerl. 8439 pubblicato da H. Schone in Beri. Klassi-
kertexte, III 27 (cfr. Korte in Archiv 6, 258-259); per gli altri cfr. Schubart,
Einfiihr. p. 477. . G. Coppola.

(1) lutonio al sistema di abbreviazioui uei pap. cfr. Schubart, Oae Biich, Berlin 1921,

p. 78 sq. È notevole che il PO 1086 del sec. 1° conteuga segni rimasti sempre gli stessi in pap.
del II e del III. Nel UGU 1141 contenente la lettera di nn liberto al patrono, e scritta in
Alessandria n<il 17° anno di Augusto (cfr. Pap. Graeci Berol. Tal). 13;, ricorre spesso la li-

neetta soprascritta ad indicare il v finale. Nel pap. di Didymos e in quello di Hierokles le


abbreviazioni sono frequenti (sec. I-II*"), ma d' = òé e dwv, fi' =^ /uv e fimv ed inoltre o« =
ov{i<oa)i, 31 o'' = n{aQ)ov{Ta>v}
849. TRATTATO 1)1 GRAMMATICA 167

Frammento I.

Recto. 15 v;t f je^jiovet gì]

\n x ò T >; xX /u] no
]Qt] X y xa a T o ag
],vai' o^.*.;r j'j'eAI ]a)xiaxco,{1) p^apaxlt]»^

] , xo òi/ì ò' X ";[...

|j' eiri TO à «te ^ '20 ] ,,th!>' jm' ore /<>;,.

]xo' YQon' ò' a xco ì )]y\ojnCojur]v ,.'.'

]<p<Mv5 X T agx' tavTijv ],o' ayo) jyyov j;;i;a

]tu / okoy.h]ooTeQa Jgpa'OTge

XaQ]axTtjQi ; TU a T Ir) ]00VTt

\,0V VflVOì VflVO 25 ]A«t;io/i'oc , . , ,

10 ]? za a x° co t] ^ ag' ]o« m' y x' e,xa


1

(pwv.
i
],cov ag xo .*,«'
]q

]to? ert TO, ,x' g^eo ] a(po)voi

|ctì EVQiaxofiev òi ] , qstor X a(p

\}^7ul^ov e?.avv' 30 ].' /*»;ó' C^reiaéo)

Verso.

il verso come il recto conteueva trenta righi, ma i primi diciannove del verso
sono pressocliè svaniti. Gli altri sono : 31 ro ag[, 32 xo[, 33 »;[, 34 x[> 35 vixa[,

36 ,,T6[, 37 7ioi7]oexf . ,\, 38 ag^ o Xemofji'o^ ,[, 39 «ooorAAa/?«, ,[, 40 »;T»/xetv o,


x' ,|, 41 r' EX(peQe' f.v ,\.

Frammento II.

Recto. ]e, x xlaptji X X^g\.,,\*


42 50 el]eyx£oéS x yivofioìv | . , jc

\xaxe , I
jia{^ tjyxixa x' fwgi an a/iqpoxe

]? Hov ev xaig ? vaxe[ ]y' d axgo<pai x xa fieye

46 ]°\* X aggev x ^r;A[u \ xais voxEQ OV X T T^ /ili]

co o o
],«)? dte/)i(joaav x xi\ flOJQl CUI aficp ofi yevvo)

]/x'a? x' »!>ep/i X fn\noH\ 55 I


, , &ì]Xfm x aggev "
à

\xtgov nox av x' y€v\


158 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Verso.

]...I.|.. . .[.].o.[

J
, tOOTe 710?Jm\

]ov/Liov òaxQvov X z\

60 ,[..,]//,,., T0<? eè aQyS: ò'I

.[...]t, eiò x y a r y.,ì]/ia[

,\»,,]v,ovarj,,7iox,t],\

o\,,,],7zda,, Ò' TO X T*.[

T , \n\ olXa'^fp ' cpavEt « «

65 , ,[ ,\avaaTQoq)m ne,a,[

na[,]Ta (peQsi tov? xa,[

TvlyJxavet i y exeiv \

ex[fi]eTQSi <?> ro ò' a r' agi


69 tracce

850. Da un testo mitografico f

(cm. 6,5 X 9) Sec.

Frainmeuto di un libro papiraceo, scrittura del sec. II-III'". La parola


yait]? nel r. 14 fa supporre una citazione poetica in quel luogo. Trascriz. di
G, Coppola.

recto : x[ verso : ]d[„]aazt

xazaaxeva[ — Oq- ?] OgqjEvg

) q>ev? avTCof — xato- ì\ \vg yatrjg (pi

[ ] TIXQOV Vfl\ 15 ^^ ^lo&ea&ai ti

5 > xai òiaxog òia[ ] , , . , gaxicov

Tov de xaxo7t{xQov ? ]fioig agna


Aiovvam avt,[ \yo? rjO'dcov

y»[<,,] 7io,[

f.,,. Ijiagazl 20 ]xeXevov

10 [, , ]o) nvQ t[