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Progetti

Elisabetta Pieri

Una porta sulla città Nel novembre del 1996, l’amministrazione di Tolosa bandisce un concorso per una nuova mediateca nel quartiere Marengo.È una grande opportunità per riqualificare un’area marginale, sebbene prossima al centro storico e dunque strategica,e per ridefinire l’immagine stessa di città,con- ferendo al nuovo complesso architetto- nico il ruolo di sintesi tra tradizione ur- bana e materiale e modernità funzionale e tecnologica. Lo Studio Buffi, vincitore del concorso assieme al gruppo locale Séquences, affronta il progetto con un forte segno urbanistico ed una decisa propensione

buffi associati

Mediateca nel quartiere Marengo, Tolosa

buffi associati Mediateca nel quartiere Marengo, Tolosa Schizzo di studio di Jean Pierre Buffi: i due

Schizzo di studio di Jean Pierre Buffi: i due pilastri della “porta” e l’esedra che conclude la piazza.

Nella pagina a fianco:

il fronte principale e la passerella.

FOTOGRAFIE J. C. Meauxsoone

alla monumentalità. Nel riuscito tenta- tivo di enfatizzare l’asse storico di viale Jolimont e Jaurès - promenade che con- giunge il quartiere Marengo con le due polarità di piazza Wilson e del Capitole - Buffi sottolinea l’intersezione tra tale spina e il segno trasversale del Canal du Midi e dei lungofiume, con un segno perentorio: una grande porta che, attra- versata in continuità dal viale longitudi- nale, immette in una place carrée, cuore pedonale del nuovo quartiere. Tale elemento assurge a vera e propria icona della città – o, per meglio dire, di quell’idea di città definitasi in Francia agli esordi dell’Ottocento, nella quale ogni architettura collettiva risponde a criteri di monumentalità, marcata tipiz- zazione e vastità di scala – configuran- dosi come un vero e proprio fronte sce- nico posto al termine dell’asse visivo del boulevard. La porta di Buffi si pone dunque in ideale continuità con l’arco trionfale e con la Grand Arche parigina, trasgredendone tuttavia il senso più profondo:la rigorosa simmetria del tipo

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otto e novecentesco lascia, infatti, il posto ad un’immagine sfaccettata ed asimmetrica, diversificata in pianta, in alzato e nel trattamento materiale, in altre parole contemporanea. Primo dato rilevante del progetto appa- re la relazione con il contesto, interpre- tato e tradotto così da ottimizzarne le qualità e ridurne i difetti. L’edificio si pone, infatti, come cerniera di un importante snodo distributivo (viario, ferroviario e metropolitano) e come cesura tra la città meccanizzata e quella pedonale: il traffico veicolare, prove- niente dal boulevard, si biforca in prossi- mità della “porta” e corre marginal- mente a perimetrare l’intera area, immettendosi nei parcheggi sotterranei ricavati al di sotto della place carrée; una passerella funge da filtro tra l’anello via- rio e il complesso della Mediateca. Restituito dunque lo spazio architetto- nico ai cittadini, il grande portale si qualifica prima di tutto per il suo esse- re machine à vivre, sensibile ai dati ambientali (soleggiamento, affacci, spazi interni compatibili con le funzioni) ed ai rapporti con le diverse parti della città. L’edificio è infatti isolato dal traf- fico veicolare sul fronte sud-ovest tra- mite una sorta di fossato alberato, dove prospettano le uscite della ferrovia metropolitana, sul quale aggetta la pas- serella arcata che conduce alla centrale galleria. In funzione di tale stratigrafia e del panorama urbano, Buffi organizza il fronte dell’edificio in tre fasce orizzon- tali: un basamento completamente vetrato al di sotto della quota stradale, un corpo centrale in vetro e laterizio ed infine un attico trasparente protetto da una tettoia aggettante in metallo, que- st’ultimo concepito come un vero e proprio belvedere sulla città ed al servi- zio della città. Il basamento e l’attico sono due volumi trasversali e continui, collegati ai livelli sotterraneo ed aereo, mentre il corpo centrale si articola nei due pilastri dell’arco (diversi in larghez- za) prospicienti l’un l’altro sul nucleo, aperto e coperto, della grande galérie,

ulteriore omaggio a uno dei grandi temi delle città francesi ottocentesche. Per quanto concerne l’immagine

ulteriore omaggio a uno dei grandi temi delle città francesi ottocentesche. Per quanto concerne l’immagine archi- tettonica, i fronti si qualificano per la marcata differenziazione: la facciata principale, rivolta a sud-ovest verso la città vecchia, è disegnata dalla cortina pannellata in terracotta, con le due varianti orizzontali dei nastri vetrati, basamentale e terminale, che corrono ininterrotti sull’intero perimetro; i due lati brevi (ovvero, i fianchi dell’arco) presentano invece una bipartizione tra cortina brise-soleil e muratura in matto- ni; il fronte sulla grande corte si qualifi- ca, invece, per la compattezza del para- mento laterizio e la rigorosa ritmica delle aperture.All’interno del passaggio, la cortina propone un’ulteriore varia- zione materiale, conseguita tramite l’al- ternanza tra fasce vetrate e rivestimento ligneo, funzionale a conferire un carat- tere di filtro tra ambiente interno ed esterno ed una maggiore intimità a tale spazio. L’organizzazione interna delle funzioni è connessa alle specificità degli affacci e delle relazioni con la città dei due nuclei e dei diversi piani: il basamento vetrato ospita, oltre agli ingressi, lo spa- zio giovani e le attività commerciali; il pilastro sud un auditorium e la Media- teca; quello nord i locali dell’INA e della televisione digitale cittadina; l’atti- co vetrato spazi espositivi verso la città, locali tecnici verso la corte. Per quanto concerne il carattere degli interni,questo è decisamente dominato dall’effetto luministico, di volta in volta

diverso,prodotto dai pannelli brise-soleil. Nel pilastro sud i diversi livelli della Mediateca ruotano attorno ad un nucleo centrale a tutta altezza, domina- to da una escalier promenade in metallo che funge da asse verticale e dinamico dello spazio circostante.

Il laterizio e il sole Il mattone domina il paesaggio urbano diTolosa:qualifica le architetture monumentali e collettive, definisce il tessuto abitativo minuto, è materiale prescritto dalla pianificazione municipale. Lo Studio Buffi coniuga,sin dall’inizio,il tema del progetto (la porta-arco) con il materiale di rivestimento e costruzione, propendendo tuttavia chiaramente per una nuova dialettica declinazione d’uso:

in chiave contemporanea, il rivestimen- to verso il nucleo antico;in chiave tradi- zionale, la muratura verso la città nuova. Il primo,sviluppato su tre fronti,si qua- lifica come un guscio flessibile da giu- stapporre ad un nucleo interno total- mente finestrato (scelta, questa, funzio- nale alla destinazione come spazio di lettura), laddove la struttura in cemento ed acciaio è rivestita, e profondamente trasformata, da moduli verticali in doghe di terracotta. Questi pannelli assicurano uno spessore idoneo alla scala dell’edificio ed una grande flessibilità d’uso: sia fissi che mobili, rispondono al meglio all’orien- tamento delle facciate ed alle funzioni interne grazie ad un sofisticato disposi- tivo che permette il controllo del soleg- giamento e della luce naturale, contri-

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del soleg- giamento e della luce naturale, contri- 6 CIL 104 Planimetria generale. Nella pagina a

Planimetria generale.

Nella pagina a fianco:

pianta del piano terzo.

7 PROGETTI Il fronte principale visto dai binari della ferrovia. Nelle pagine seguenti: pannelli in
7 PROGETTI Il fronte principale visto dai binari della ferrovia. Nelle pagine seguenti: pannelli in

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Il fronte principale visto dai binari della ferrovia.

Nelle pagine seguenti:

pannelli in laterizio del fronte e interno della galleria in legno.

Dettaglio della facciata nord.

buendo a migliorare l’isolamento acu- stico. Progettati da Claude Maurette, essi si compongono di un

buendo a migliorare l’isolamento acu- stico. Progettati da Claude Maurette, essi si compongono di un telaio metal- lico mobile (con perno sull’asse vertica- le), ancorato ad un ballatoio metallico aggettante sul filo della facciata; le doghe in terracotta hanno larghezza variabile secondo il tipo di persiana e forma leggermente trapezoidale così da garantire un buon deflusso delle acque meteoriche. Le varie configurazioni

sono conseguite tramite movimenta- zioni motorizzate, gestite da una cen- tralina metereologica, e comandi manuali; le posizioni possibili sono 4 (rispettivamente 0,45,90 e 135 gradi) e permettono il passaggio graduale dal “tutto aperto” (il vetro) al “tutto chiu- so” (il laterizio). La diversa altezza dei moduli è eviden- ziata dalle fasce marcapiano (le cui quote sono diverse e non allineate nei due pila-

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stri,per poi ricongiungersi in corrispon- denza del ponte galleria) e denota da una parte la volontà di rispondere piena- mente ai bisogni dello spazio interno, dall’altra quella di contrapporre alla rit- mica omogenea della tradizione la varietà dell’oggi: essi propongono, infat- ti, un ordine gigante in corrispondenza degli spazi della Mediateca (prime due fasce) e moduli più minuti in corrispon- denza del corpo ponte.

La varietà dimensionale è ribadita dalla diversità dell’immagine che le persiane di offrendo il massimo

La varietà dimensionale è ribadita dalla diversità dell’immagine che le persiane di

offrendo il massimo risalto alla veduta dalla città verso la Mediateca. Ripartite

laterizio conferiscono di volta in volta

sulle tre facciate,le grandi persiane mobi-

all’edificio,presentandosi ora leggermen-

li

filtrano la luce del giorno, inquadrano

te inclinate,come i libri su di uno scaffa-

le

viste sulla città, preservando il bisogno

le, ora completamente aperte a svelare la parete vetrata e l’interno, ora chiuse a

di calma e concentrazione degli utenti; esse conferiscono all’edificio la sua scala e

definire un compatto guscio laterizio.Tali variazioni rendono suggestiva e variegata sia l’immagine diurna, privilegiando le vedute dall’interno, che quella notturna,

modulano le trasparenze, enfatizzando l’assemblaggio inedito del laterizio con il vetro ed offrendo ai visitatori lo spetta- colo quotidiano della vita urbana. ¶

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Scheda tecnica:

Progetto:

Buffi Associati

(Jean Pierre e Marianne Buffi), con C. Ramin e F. Egreteau Séquences Associés,Tolosa

Associati:

Impresa: SAES / Eiffage Impianti: Concepto Committente: Comune di Tolosa Cronologia: 1997, concorso; 2004, consegna

Il fronte principale del complesso: veduta notturna. Le persiane in terracotta del fronte est. Sezione
Il fronte principale del complesso: veduta notturna. Le persiane in terracotta del fronte est. Sezione

Il fronte principale del complesso:

veduta notturna.

Le persiane in terracotta del fronte est.

principale del complesso: veduta notturna. Le persiane in terracotta del fronte est. Sezione longitudinale dell’arco.

Sezione longitudinale dell’arco.

Vista dall’alto della galleria centrale.

Vista dall’alto della galleria centrale. Veduta dei fronti est e nord. La scala- promenade all’interno della

Veduta dei fronti est e nord.

La scala-promenade all’interno della Mediateca.

dall’alto della galleria centrale. Veduta dei fronti est e nord. La scala- promenade all’interno della Mediateca.
dall’alto della galleria centrale. Veduta dei fronti est e nord. La scala- promenade all’interno della Mediateca.