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Veduta dallalto

dellintervento
(da Larchitettura.
Cronache e Storia
n. 577, settembre 2003).
Planimetria.
Nella pagina a fianco:
dettaglio delledificio
poligonale.
Questa e`, probabilmente, una
delle opere piu` riuscite del
lungo carnet conservativo di
Dezzi Bardeschi. Si tratta, sicu-
ramente, di uno dei progetti piu`
osteggiati e contestati anche
dalla stampa locale: si puo` dire,
senza dubbio, che si e` trattato di
una realizzazione difficile e,
malgrado cio`, di quella che,
forse meglio di tutte, riassume
la filosofia di lavoro del proget-
tista toscano.
A Piacenza in unarea urbana
abbandonata, ma con una forte
connotazione architettonica e
unaltrettanto importante pre-
senza visiva nello skyline della
citta` la Soprintendenza ai
Beni Ambientali e Architetto-
nici dellEmilia decide di pro-
muovere (ai sensi della Legge
1089) un intervento di con-
servazione e di recupero del
bastione di Porta Borghetto e
di alcuni fabbricati, costruiti in
epoche piu` recenti, ivi presenti.
Il progetto assolve quindi ad un
duplice compito: quello del
restauro conservativo di un trat-
to delle mura, includente un
bastione farnesiano, dellimpo-
nente apparato difensivo della
citta` emiliana e quello, ben piu`
impegnativo, del rilanciodella
riqualificazione dellintera area.
Il primo tema, quello conserva-
tivo, viene affrontato da Dezzi
Bardeschi attraverso rilievi geo-
metrici e indagini preliminari
sulla consistenza materica e sul
degrado dei beni architettonici.
La soluzione consiste nel risa-
namento e nella pulituradelle
mura del bastione, dei percorsi
(interni e daccesso) e degli edi-
fici esistenti (capannone dellantiaerea e
piccolo fabbricato allingresso).
Il secondo tema, quello di una maggio-
re valorizzazione e recupero degli spazi
esistenti, per poter offrire alla citta` di
Piacenza un nuovo luogo dincontro
(un centro di attivita` artistiche e cultu-
rali), viene risolto assegnando nuove
funzioni ad alcuni manufatti architetto-
nici presenti nellarea, progettandone
altri e demolendone alcuni fatiscenti; il
tutto in sintonia con la teoria dezziana
secondo la quale lintervento di con-
servazione, per quanto virtuoso, per
aver successo nel tempo, non puo` non
associarsi ad un parallelo impegno nel
fare nuova architettura. E il nuovo,
proprio per essere tale, non ha prece-
denti, attiva nuove sinergie di apporti,
che magari possono sorprendere o
sembrare bizzarri, ma che si propon-
gono di proiettare la storia verso il futu-
ro richiamando la dovuta attenzione
con un pizzico di auspicabile meravi-
glia. Nel caso in esame viene recupe-
rato e risanato il lungo capannone del-
lantiaerea (ununica navata composta
da sette campate) situato nella parte
nord-ovest del bastione.
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Il progetto di rifunzionalizzazione
prevede la costituzione di una grande
sala polifunzionale con un auditorium
per 180 posti di capienza, un atrio, un
bar e i servizi.
Un po piu` ad est sono stati realizzati
due nuovi elementi paralleli di comple-
tamento dellintervento e proseguimen-
to ideale del percorso lungo il bastione.
I due edifici con le particolari coper-
ture color azzurro aviazione che hanno
suscitato tante polemiche contengono
i locali a disposizione per le attivita` di
piccolo artigianato e delle associazioni.
Addossato al perimetro del bastione, in
mezzo al capannone della sala polifun-
zionale e a uno dei fabbricati del pic-
colo artigianato, e` inserito un elemento
architettonico di forma poligonale con
chiara funzione di collegamento fun-
zionale e formale.
Questo ospita le scale che conducono
al terrazzo-belvedere rivolto verso il
FOTOGRAFIE
Laura Gioeni
30 C I L 1 1 8
Il fronte di uno dei due nuovi edifici con le porte
aperte.
Nella pagina a fianco:
il percorso centrale visto dallalto alle prime ore del
mattino (da LArchitettura. Cronache e Storia
n. 577, settembre 2003).
Nelle due pagine:
particolari costruttivi della pavimentazione.
Scheda tecnica
Progetto e D.L.: M. Dezzi Bardeschi e
A. Lalatta
Collaboratori: L. Gioeni (pr. architettonico),
M. Fornasari (impianti termi-
ci), R. Bianucci (impianti
elettrici), P. Ferruzzi (capitola-
ti e computi metrici),
A. Baldi (indagini geognostiche)
Cronologia: 1999, progetto;
2001, realizzazione
vallo esterno e funge, nello stesso
tempo, da atrio distributivo allaudito-
rio e ai servizi posizionati nellaltro fab-
bricato.
Completano lintervento, in un insieme
unitario e armonioso, lutilizzo del cor-
tile emiciclico del torrione per even-
tuali rappresentazioni allaperto, un
portico con spazi espositivi ed uno
scenario in laterizio faccia a vista.
Igor Maglica
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