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Plinio il vecchio, Naturalis Historia, (libro XXXV) 29 (11)Quali fossero i singoli colori dei primi pittori gi dicemmo (33,

117), quando trattammo di queste misture coloranti nella parte riservata ai metalli; questi sono chiamati, per il loro genere di pittura, monocromi; e diremo poi (35, 53) nell'elenco degli artisti quali furono i pittori che inventarono, e qual, cose inventarono, e in qual tempo; giacch l'ordine stesso dell'opera presente esige crie noi mostriamo prima la natura dei colori. Fu dopo un certo tempo che l'arte, di per s stessa introdusse le distinzioni e trov la luce e le ombre, in seguito alla constatazione che la differenza dei colori era acuita ed eccitata appunto dalla loro alterna giustaposizione. In seguito fu aggiunta anche la luminosit, cosa ben differente, qui, dalla luce. E chiamarono tnos ( ) l'intervallo fra la luce e l'ombra, harmog ( ) il contatto e i passaggi dei colori. I colori poi sono austeri o floridi; l'una e l'altra qualit si ha per natura o per mistura. Sono floridi - e il committente li somministra a sue spese all'artista - il minio, l'armenio, la cinnabaris, la crisocolla, l'indico, il purpurisso; ali altri sono austeri. Di tutti i colori alcuni si trovano allo stato naturale, altri si fabbricano... (segue fino al 48 la descrizione dei vari colori). 42. (25) - Polygnotos e Mikon celeberrimi pittori in Atene fecero il colore detto atramentum (35, 41) colle vinacce, chiamandolo trygnon () ). Apelles trov di fabbricare coll'avorio usto quel colore che chiamano elefantino ... 49. (31) - Tra tutti i colori amano la creta e ricusano di esser dati a fresco sull'intonaco umido il purpursso, l'indico, il ceruleo, il melino, l'auripigmento, l'appiano, la cerussa. La cera nelle pitture a fuoco - cio a dire nell'encausto - si tinge coi medesimi colori; una tecnica poco usata nelle pitture parietali, ma comune nelle navi da guerra e anche in quelle da trasporto; poich noi dipingiamo anche i mezzi che ci espongono ai pericoli - nessuno si meravigli che un bel giorno si dipingano anche i roghi per la cremazione! - e piace che quelli i quali vanno a combattere fino alla morte o almeno fino al sangue siano trasportati con fasto elegante. E per questa visione di tanti colori in tanta variet ci sentiamo spinti ad ammirare gli antichi. 50. (32) - Con soli quattro colori (dei bianchi il melino, dei silacei o gialli, l'attico, dei rossi la sinopis pontica, dei neri l'atramento) compirono quelle opete immortali che tutti conoscono i famosissimi pittori Apelles, Aetion, Melanthios, Nikomachos, quando uno solo dei loro quadri veniva acquistato colle entrate di tutta ura citt. Ora, invece, quando la porpora ha emigrato perfino sulle pareti, e l'India ci invia il limo dei suoi fiumi (Per l'indicum) e il sangue dei serpenti e degli elefanti (per la cinnabaris), ora noi non abbiamo pi pittura. Tutte le cose migliori si ebbero allora,

quando meno risorse v'erano. E cosi , perch, come ho detto sopra (35, 4) ora si apprezza il valore deIle cose. non quello dell'animo. 51. (33) - E neanche tacer le pazzie della nostra epoca in fatto di pittura. Nerone aveva ordinato il suo ritratto in dimensioni colossali su d una tela di 120 piedi, cosa inaudita fino a quel tempo. Questa pittura ultimata e poi esposta nei Giardini Maian fu colpita dal fulmine e bruci insieme alla parte pi bella del giardino stesso. 102. - Il suo capolavoro lo Ialiso che a Roma nel Tempio della Pace. Mentre vi lavorava si dice vivesse di lupini ammollati, e diceva che con essi si sfamava e si dissetava insieme, senza appesantir lo spirito con vitto troppo dolce e raffinato. Su questa pittura distese quattro volte il colore contro i danni degli uomini e del tempo, in modo che, venendo a mancare uno strato, subentrasse l'inferiore. C' in questo quadro un cane fatto in maniera mirabile, come quello che , ad un tempo, frutto anche del caso (oltrech dell'arte). Protogenes infatti riconosceva di non esser capace di raffigurar la bava alla bocca dei cane ansimante, mentre di tutto il resto, che pure era difficilissimo, era soddisfatto. 103. - (Aveva fatto la bava a regola d'arte), ma non gli piaceva appunto perch era soltanto arte; non poteva esser diminuita e sembrava d'altra parte gi troppa e troppo lontana dalla verit: si vedeva che era bava dipinta, non nasceva naturalmente dalla bocca del cane. Crucciato e angustiato nell'attimo, perch voleva una cosa vera nel quadro, non una verosimile, spesso aveva lavato le varie prove e mutato pennello, senza esser mai contento di s. Alla fine, adirato contro l'arte, dicendo che essa si lasciava capir troppo, scagli la -spugna su quel punto maledetto del quadro, ed essa impresse di nuovo i colori tolti via, e proprio come l'artista desiderava. Cosi, in quel quadro il caso cre la natura. 104. - Sull'esempio di Protogenes dicesi che un analogo successo tocc a Nealkes, per la spuma di un cavallo, avendo anch'egli scagliato la spugna sul quadro, quando dipingeva il Mozzo di stalla che, sibilando (poppyzon), ammansisce o trattiene il destriero , Cosi Protogenes diede un bell'esempio della fortuna anche in arte. Per timore di bruciare il quadro di Ialiso il re Demetrio, che avrebbe potuto prendere Rodi, ma solo passando attraverso quella zona (dov'era il quadro), non vi appicc il fuoco, e cos, per risparmiare la pittura, lasci sfuggire l'occasione della vittoria. 105, - Allora Protogenes abitava nel suo orticello suburbano, proprio cio nell'accampamento di Demetrio; quivi per niente disturbato dalla battaglia, continuava a lavorare alle opere iniziate. Chiamato dal re, che lo interrog come facesse a starsene cos tranquillo fuori delle mura, rispose che sapeva bene come egli, Demetrio, faceva guerra ai Rodii non all'arte. Il re dispose allora delle sentinelle a sua tutela, ben lieto di poter custodire quelle mani che egli aveva risparmiato; e per non distrar lo troppo spesso dal lavoro, andava per il primo da lui, e dimenticando i suoi propositi di vittoria, durante la battaglia e gli attacchi alle mura contemplava l'artista. Il quadro compiuto in

quell'epoca mantiene ancora la fama d'essere stato dipinto da Protogene sotto la spada . 106. - Questo quadro appunto quel Satiro che chiamano l'Anapauomenos - o il Satiro in riposo -; ad esso, affinch non mancasse nessuno degli elementi che denotano tranquillit, fi;posto in mano un flauto. Fece anche la Cidippe, Risco autore di tragedie in atto di meditare, un Atleta, il re Antigono, la madre di Aristotele. Questo filosofo cercava di persuadere Protogene a dipingere le imprese di Alessandro Magno per il loro carattere di eternit; ma Protogene era piuttosto portato a questi altri soggetti dal suo carattere e capriccio artistico. Da ultimo per dipinse un Alessandro e Pari. Fece anche statue in bronzo come dicemmo (34, 91). 107. - Nella stessa epoca visse Askiepiodoros che Apelles ammirava in fatto di simmetria. A lui il tiranno Mnasone per un quadro di Dodici dei pag 300 mine per ogni dio; lo stesso Mnasone dette a Theomnestos 20 mine per ciascuno dei suoi eroi. 108. - Insieme con questi da annoverare anche Nikmachos figlio e discepolo di Aristeides. Dipinse un Ratto di Proserpina, quadro che fu in Campidoglio nel Tempio di Minerva sopra l'edicola di Iuventas; sempre in Campidoglio una sua Vittoria che guida in alto una quadriga, dedicata da Planco imperator . Nikomachos fu il primo a dare il pileo a Ulisse. Dipinse anche un Apollo e Artemis, la Madre degli Dei seduta sul leone. 109. - Le famose Baccanti insidiate furtivamente dai Satiri, una Scilla che ora a Roma nel Tempio della Pace. Non esistito altro pittore pi veloce di lui. Raccontano infatti ch'egli si era impegnato con Aristrato, tiranno di Sicione, a dipingere il monumento al poeta Telestes entro un dato giorno stabilito. Orbene, Nikomachos presentatosi poco tempo prima della scadenza, mentre gi il tiranno sdegnato voleva punirlo, in pochi giorni compi l'opera con mirabile prestezza e mirabile arte. 110. - Ebbe come discepoli il fratello Ariston e il figlio Aristeides, e Philoxenos di Eretria, il cui quadro, dipinto per il re Cassandro e rappresentante la Battaglia di Alessandro con Dario, non da posporsi a nessun altro. Dipinse anche la Lascivia, scena in cui tre Sileni gozzovigliano. Philoxenos, imitando e continuando la celerit del maestro, invent un certo tipo di pittura ancora pi sommario e sbrigativo. 111. - Tra questi pittori si annovera anche Nikophanes, elegante ed armonie, tal che pochi si possono paragonare a lui per la leggiadria: sebbene egli rimanga assai al disotto di Zeuxis e di Apelles per la grandiosit e la gravit dell'arte. Pur di quest'epoca fu Perseus, discepolo di Apelles; a lui Apelles intitol il suo libro e di loro sull'arte del dipingere. Di Aristeides Tebano furon figli e discepoli Nikeros e Ariston; di quest'ultimo un Satiro coronato con la coppa in mano; furon suoi discepoli Antorides ed Euphranor, di cui diremo tra poco. 112 - Infatti il momento ora di elencare i maestri del pennello celebri per pitture di categoria inferiore; tra i quali fu Peiraikos. Costui, a pochi inferiore in fatto d'arte, con so se di propria volont si volle diminuire, in quanto tratt sempre soggetti umili. Pur raggiungendo grandissima

fama. Botteghe di barbier e di calzolai dipinse e asinelli e vivande e simili; perci fu chiamato o "pittore di cose umili". E in questi soggetti si dimostr artista di scopi pratici raffinatissimi, giacch le sue opere furon vendute a maggior prezzo che non le grandissime di molti altri. 113. - Al contrario, il quadro di Serapon, posto sotto le botteghe vecchie, copriva, al dir di Varrone, tutta la ringhiera dei ballatoi. Questo Serapion fu ottimo pittore di scene, ma non sapeva dipingere la figura umana. Invece Dionysios dipinse solo uomini e fu detto perci .