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There are many things to prai-

se about this building - the

architect's control and discri-

mination in the choice of ma-

terials has by now become a

signature - but above all it is

in the handling of the 'difficult

whole' that the building excels.

This is a building that is si-

multaneously rich and restrai-

ned, a trick Chipperfield pul-

ls off as well as any architect

working today. But it is in the

handling of the "difficult who-

le" that the building excels.


MUSEUM OF MODERN LITERATURE

GENERALITÀ

LOCAZIONE Il museo è collocato nello scenografico parco di


Germania - Marbach Am Neckar Marbach, sulla sommità di un’altura rocciosa affac-
ciata verso la valle atraversata dal fiume Neckar.

Nella città sono già presenti il museo Naziona-


AUTORE le Schiller e l’Archivio della Letteratura Tedesca.
David Chipperfield Architects
Il museo ospita e conserva opere letterarie del
Ventesimo secolo, offre visite guidate all’interno e
ANNO DI REALIZZAZIONE escursioni panoramiche sul paesaggio all’esterno.
2006 L’edificio sviluppa una stretta relazione con la con-
formità del territorio circostante: grazie a que-
sta particolarità la struttura rivela differen-
PREMI RICEVUTI
ti altezze in virtù dei diversi punti di osservazione.
Vincitore RIBA (Royal Institute
of British Architects) nel 2007 Grazie alla pendenza del sito, le terrazze contribuisco-
no alla definizione dei due caratteri nettamente distinti:
un ingresso nascosto e riservato sulla sommità della
collina, a fronte del museo Schiller, mentre altri spazi
disposti in modo accurato su diversi livelli, più aper-
ti ed imponenti, si affacciano sulla valle sottostante.

L’ingresso al museo si trova sul terrazzamento più


alto, in concomitanza con il volume a Padiglione .

Gli ambienti interni si rivelano man mano che si perco-


ree la discesa che attraversa la loggia, l’atrio e le scale,
anticipando al visitatore la penombra del-
le gallerie espositive interne rivestite in le-
gno, illumoinate artificialmente per non ro-
vinare i manoscritti contenuti all’interno.
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA Al tempo stesso, ognuna di queste sale a luminosità
controllata affaccia su uno spazio composto da galle-
-CHIPPERFIELD/LITERATUREW MU- rie illuminate dalla luce naturale, in modo da creare un
SEUM, Allen Isabel, “The Architect Jour- bilanciamento tra il mondo dei manoscritti, ordinato e
nal”, 2006 composto, e quello delle spettacolari vallate esterne.

-DAVID CHIPPERFIELD / Fulvio Irace / L’uso dei materiali è chiaramen-


Milano : Mondadori Electa, 2011 te definito: cemento a vista, pietra ricompo-
sta sabbiata con inerti calcarei, legno e vetro,
attribuiscono alla struttura, dal linguaggio architetto-
-DIVISARE.COM-https://divisare.com/
projects/18414-david-chipperfield-ar-
nico quieto e razionale, una sensuale presenza fisica.
chitects-christian-Arichters-ute-z-
scharnt-museum-of-modern-literature E’ stato inaugurato ufficialmente il 6 giugno 20006.
MUSEUM OF MODERN LITERATURE

ANALISI DELLA PIANTA


L’edificio è sviluppato su due piani; l’inten-
to di Chipperfield nel cercare una distri-
buzione coerente con l’idea di “racchiu-
dere” al suo interno i manoscritti viene
trovato nel continuo dialogo fra ester-
no ed interno, continuamente interrotto
da setti murai ed aperture che rendono
la percorrenza del visitatore un vero e
proprio itinerario fra stanze comunican-
ti che fanno a meno dell’uso di corridoi.
La centralità degli elementi distribu-
tivi ( )come scale e ascensori viene
marcata dal fatto che al piano supe-
riore lo spazio museale è ridotto per
fare spazio agli spazi esterni ( ),in-
vece destinati alle sedute e alla sosta.
Le stanze che contengono i manoscritti
( ), che per necessità sono alimentate pianta piano superiore pianta piano inferiore
da luce artificiale in modo da non rovi-
nare i manoscritti stessi, sono di fatti il
negativo delle colonne finestrate pre- Ciò che colpisce studiando con più ripetuta come fosse appunto un’u-
senti in facciata; laddove invece la stan- attenzione la pianta, è il mania- nità di misura “madre” dell’edificio.
za si colloca in prossimità dei muri pe- cale uso del modulo che scandi- Anche le aperture interne sono tal-
rimetrali, le colonne diventano cieche, sce la distanza fra una colonna e volta la proiezione del modulo del-
proprio per l’esigenza di creare un ritmo l’altra. Tutti gli spazzi infatti sono le colonne, che divengono in questo
che al tempo stesso rispetti questa ne- -nei limiti del possibile- concepi- modo il paradigma che, se da una par-
cessità di luce artificiale e sia coerente ti in base alla somma di questa di- te riveste l’edificio, dall’altra ne scan-
con l’idea formale alla base del progetto. stanza “x” che viene continuamente disce proporzioni esterne ed interne.

e = 11x

d = 7x

c = 5x

b = 2x
a = 1x

rappresentazione grafica del modulo


scandito dalle colonne in facciata pianta piano superiore pianta piano inferiore
MUSEUM OF MODERN LITERATURE

ANALISI DELLA SEZIONE

In sezione l’edificio si comporta come


da progetto: non viene persa quella con-
figurazione fluida ma allo stesso tempo
scandita dal ritmo delle colonne in fac-
ciata, che ancora una volta scandisco-
no l’andamento delle partizioni interne.

Le terrazze nel loro insieme contri-


buiscono alla definizione di due fon-
damentali caratteri dell’architettura di
quest’opera, tra loro nettamente distin-
ti ed espressi in termini progettuali in
forma netta e incisiva; rappresentati, da La struttura riesce a farsi leggere
un lato, da un ingresso/padiglione isola- anche in sezione come un ordinato
to, austero, geometricamente composto, percorso che accompagna il visi-
tagliato dalle ombre, collocato come un tatore dall’inizio alla fine in modo
classico tempietto sulla sommità del- continuo, ordinato, senza perdersi
la collina di fronte al Museo Nazionale nella permeabilità degli spazi che
Schiller e, dall’altro, da una serie di spa- apparentemente si fondo fra di loro.
zi aperti a vari livelli, in sé imponenti e
affacciati verso il circostante paesaggio. L’ordine è centrale, permane sot-
to la pelle di un rigido rivestimen-
I due blocchi volumetrici che compon- to che all’interno si rivela perme-
gono il museo, posti a differenti quote, abile e attraversato da continui
sono configurati tramite linee essenzia- cambi di quota, scalinate, terraz-
li, la cui fisionomia “minimalista” è affi- ze e stanze che tuttavia non ne al-
data alla sequenza dei già citati pilastri. terano la semplicità compositiva.

keyplan sezione
MUSEUM OF MODERN LITERATURE

ANALISI DEI PROSPETTI

Se tramite lo studio della pianta e delle sezioni si è potuto evince-


re quanto l’impiego di un modulo fisso che scandisce il ritmo di di-
stribuzione esterno e interno influisca sul carattere dell’edificio,
vale la pena di considerare anche come questa impostazione pro-
gettuale viene affrontata dal punto di vista delle scelte materiche.

David Chipperfield sceglie infatti materiali di natura “povera”, semplice:


cemento, pietra, legno e vetro sono gli unici elementi che, ripetuti allo
stesso modo del già citato modulo di riferimento, assumono diverse
funzioni a seconda del loro collocamento e della loro disposizione.

La natura delle scelte di impiego di questi materiali è infatti, oltre che


stilistica, funzionale: laddove il cemento tampona le facciate fra una
colonna e l’altra ci troviamo in corrispondenza di sale illuminate artifi-
cialmente (così da preservare i testi antichi, sensibili alla luce natura-
le); dove il legno si fa spazio fra le maglie di pietra e cemento si aprono
dei passaggi, lignei per l’appunto, che costutuiscono gli accessi all’edi-
ficio o ancora, laddove l’involucro superiore si apre all’esterno lascian-
do spazio alle grandi balconate che si affacciano sulle infinite vedute
del panorama, ecco che le pareti vetrate fanno da sipario trasparente
verso l’interno, come ad invitare il visitatore verso le sale antistanti.
MUSEUM OF MODERN LITERATURE

ANALISI DEI VOLUMI

L’edificio si compone di due livelli sovrapposti.

Al piano inferiore la sfida è quella di riuscire a mantenere il gioco


geometrico proposto infacciata senza andare ad intaccare la na-
tura scoscesa del terreno circostante e al contempo senza de-
naturare la natura di un impianto architettonico che si propone un
rigore geometrico e si deve misurare con un terreno scosceso.

Chipperfield riesce ancora una volta a supersare l’ostacolo facendo


in modo che laddove la linea di terra raggiunge l’imposta superiore
del basamento, quest’ultimo viene rialzato andando ad accorciare le
colonne senza però restringerle; in questo modo si riesce a rende-
re impercettibile la variazione del ritmo e si mantiene al contempo
quella ripetitività geometrica quasi ossessiva alla base del progetto.

Gli spazi interni del piano inferiore sono interamente percorri-


bili e si connettono fra loro senza il bisogno di andare a crea-
re inutili corridoi distributivi: l’edificio è infatti pensato per ave-
re una distribuzione interna che da una stanza passa all’altra.

Sebbene le stanze sembrino disposte in maniera naturale, ecco che


quando si passa al piano superiore ci si accorge dell’artificioso mec-
canismo che regola l’orditura distributiva degli spazi: il “negativo” del-
le stanze inferiori diventa lo spazio di distribuzione del piano rialzato,
dove i visitatori percorrono all’aria aperta le infinite pavimentazioni
di cemento armato e i parapetti in pietra, ma non solo: anche i setti
del piano inferiore sono talvolta estrusi a quello superiore a mezza
altezza in modo da costituire quei larghi parapetti su cui le persone
talvolta si siedono, talvolta si affacciano per osservare il panorama.

Al piano superiore lo spazio chiuso è ridotto e arretrato verso l’interno,


in modo da creare un atrio colonnato altrove inesistente nella strut-
tura, mantenendo per altro al suo interno le sale espositive e protette
dai setti -questa volta in legno- che circondano le sale coi manoscritti.

Non c’è dubbio che la scelta volumetrica dell’edificio sia costata


nuemrosie rielaborazioni e non pochi accorgimenti in fase di pro-
getto, ma la risultante è una struttura che con rara semplicità rie-
sce a racchiudere un forte valore poetico a dispetto di quelle forme
artificiose e arzigogolate tipiche di molti progetti moderni, spesso
costituiti da materiali e accorgimenti sofisticati che però, di fronte
alla semplicità compositiva di questo museo, non riescono ad espri-
mere allo stesso modo una naturalezza così facilmente raggiunta.