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Il governatore di Bankitalia Visco vede una piccola ripresa ma dice: Linstabilit politica rischia di rallentarla.

Un bel modo per farci ingoiare tutto

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Domenica 21 luglio 2013 Anno 5 n 198


Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

1,20 Arretrati: 2,00


Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

NEANCHE LAMBASCIATORE RIESCONO A MANDARE VIA


dc

Memento Mori
di Marco Travaglio

na combriccola di giureconsulti tutta gente seria, tant che saccompagna a una U donna cannone con barba, rossetto e cartello al collo Siamo tutti puttane ci accusa di aver nascosto lassoluzione dellex generale Mario Mori e dellex colonnello Mauro Obinu dallaccusa di favoreggiamento mafioso per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995-'96. Naturalmente vero il contrario: il Fatto il quotidiano che ha dato il maggior risalto alla notizia, dedicandole il secondo titolo di prima pagina subito sotto lo scandalo italo-kazako. Ma ci che davvero disturba che il Fatto la notizia lha data giusta. Mentre gli altri raccontano che, siccome li hanno assolti, Mori e Obinu non han fatto niente di male, dunque la Procura s inventata tutto, noi abbiamo scritto lunica verit che al momento, in attesa delle motivazioni della sentenza, emerge dal dispositivo: Il fatto non costituisce reato. Se i giudici avessero scritto il fatto non sussiste avrebbero bocciato la ricostruzione fattuale dei pm e del gup. Se avessero scritto per non aver commesso il fatto lavrebbero confermata, attribuendola per a persone diverse dai due imputati. Invece lhan confermata escludendo il dolo, cio la volont di favorire Cosa Nostra. Il fatto che non costituisce reato, ma stato commesso dai due alti ufficiali, una serie di condotte elencate dalla procura nel capo dimputazione: e cio la mancata cattura di Provenzano sebbene il boss confidente Luigi Ilardo avesse svelato al colonnello Riccio un casolare di Mezzojuso frequentato dallo Zu Binu; e la mancata informazione alla Procura della concreta possibilit di arrestarlo; il tutto appena due anni dopo la mancata perquisizione del covo di Riina da parte dello stesso Ros che ben si era guardato dallinformare la Procura sul ritiro del servizio di sorveglianza dinanzi al nascondiglio di Zu Tot. Tutto ci avvenuto davvero. Per due volte il Tribunale lha messo nero su bianco, ma per due volte ha respinto il movente indicato dalla Procura: non perquisire il covo di Riina, lasciarlo perquisire dai mafiosi, non arrestare i mafiosi che lo perquisivano, tenerne alloscuro i magistrati, e poi non catturare Provenzano e nascondere ai magistrati anche quella possibilit per i giudici solo una serie impressionante di sviste, sbadataggini, equivoci, amnesie. Cio, un corpo speciale specializzato nella lotta al crimine organizzato rimasto, negli anni cruciali delle stragi e del dopo-stragi, nelle mani di un branco di fessi, incapaci e dilettanti allo sbaraglio. La qual cosa dovrebbe non rassicurare, ma preoccupare vieppi non solo i diretti interessati, che dovrebbero essere i primi a ribellarsi a queste sentenze che li dipingono peggio dellispettore Clouseau. Ma anche i loro fans a mezzo stampa, che dovrebbero vergognarsi di adorare simili idoli di cartapesta. Ma i fans, tutti riuniti attorno al Platinette Barbuto, non sanno nulla di questo processo, anzi non sanno proprio cos un processo, n sanno leggere le sentenze e, anche se le leggono, non le capiscono. Il povero Claudio Cerasa, noto improvvisatore del Foglio, non conosce neppure il nome degli imputati (Mario Obinu si chiama Mauro: Mario Mori) ed convinto che il ruolo chiave lo ricopre il figlio di Don Vito Ciancimino (no, caro: il ruolo chiave qui lo ricopre il colonnello Riccio: Ciancimino chiave nellaltro processo, quello sulla trattativa). Il lucido Macaluso, sullUnit, sinventa un tal colonnello Ricci (gli dettano i pezzi al telefono, ma non sente bene) e poi scrive che la sentenza d ragione alle rigorose argomentazioni del Prof. Fiandaca (che per non ha mai fatto considerazioni sul processo Mori, ma sullaltro, quello sulla trattativa). Il quale Fiandaca confessa finalmente al Corriere di non aver letto gli atti n delluno n dellaltro processo, ma solo la memoria dei pm, venti paginette (un bignamino da studenti ripetenti, col caldo che fa a Palermo).
segue a pag 8

A quasi due mesi dalla deportazione di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua (6 anni) il governo non ha adottato alcun provvedimento contro il diplomatico kazako autore di gravi ingerenze sul ministero degli Interni. Perch tanti riguardi verso il regime di Nazarbayev?
Gramaglia pag. 3

LO STATO BURLESQUE
di Antonio

U di Furio Colombo

Padellaro

CARA EMMA, ORA ROMPI IL SILENZIO FAI QUALCOSA

LA PROTESTA NEI CIRCOLI

n ministro degli Interni inconsapevole che fa la U ara Emma, credo che, dal figura del fesso col botto men- C1945, non ci sia mai stato tre al Viminale, nella stanza un momento pi confuso e accanto, i suoi funzionari prendono ordini dai kazaki, addirittura esilarante quando in Parlamento si lancia in una strampalata autodifesa intessuta di apro le virgolette nelle virgolette da teatro dellassurdo. Un ministro degli Esteri tenuta rigorosamente alloscuro di tutto (perfino delle notizie Ansa), insolentita dallambasciatore kazako che convoca invano (sono in ferie). Ma che improvvisamente ritrova la parola onde farci sapere che Alma Shalabayeva, consegnata dalle autorit italiane con la figlia di sei anni direttamente nelle grinfie del peggior nemico sta bene e ringrazia lItalia (nessuna riconoscenza, invece, da parte del cognato per il cazzotto preso in faccia durante la perquisizione di Casal Palocco). Un presidente del Consiglio aggrappato tremebondo alla giacchetta di Napolitano, costretto a esibirsi nello sperticato elogio del fesso col botto per salvare la poltrona. Un presidente della Repubblica tonitruante e che si crede un monarca assoluto, perfino innominabile secondo il presidente del Senato nelle vesti di gran ciambellano di corte. Un Partito democratico (Pd, partito defunto, twittano i militanti in rivolta) i cui maggiorenti definiscono il ministro di polizia o un inetto o un bugiardo e subito dopo gli votano la fiducia. Un vertice della Procura di Roma con due parti in commedia: prima vieta il rimpatrio delle due donne, poi lo concede pressato sulla base di un fax, quindi lamenta, accidenti, la beffa subita. Il tutto coronato da unallegra brigata di prefetti, sottoprefetti e dignitari senza dignit, a disposizione degli arroganti emissari di Astana, usati e buttati via come stracci e che in sovrappi devono masticare la versione ufficiale e menzognera che segna la fine delle loro carriere.
segue a pag 2

umiliante nella politica estera italiana, che vuol dire immagine e reputazione. pag. 18

U di Bruno Tinti

SEQUESTRO ILLEGALE QUALCUNO DOVR PAGARE


se finissero tutti in prigione? Kazaki (quelli non coE perti da immunit diplomatica) e italiani: poliziotti, capi di Questura, di Polizia, di Segreteria, di Gabinetto e Ministro. pag. 4

Un appello agli elettori strappato e appeso in un circolo Pd

La base Pd: Mo basta Con Alfano toccato il fondo


Lappello agli elettori di centrosinistra firmato alle primarie finisce strappato sulle porte delle sedi del partito Franceschini frena Epifani: Nessun rimpasto Zanca pag. 2

VATICANO Un amico del monsignore racconta ai pm di Salerno

Don Scarano spallone per la famiglia Agnelli


nche la famiglia Agnelli avrebbe usato il Vaticano A per rimpatriare capitali. La rivelazione stata fatta da monsignor Nunzio Scarano, ex contabile dellApsa in Vaticano, finito in carcere per corruzione al suo amico Massimiliano Marcian. Lillo pag. 5 LINTERVISTA OLIGARCHI CONTRO

Berlusconi rinuncia alla prescrizione? Ghedini: Ancora nessuna decisione


Borromeo pag. 5

Da Tronchetti ai Ligresti: suicidio dei poteri forti a suon di denunce


Meletti pag. 7

LA FINE DEL FASCISMO

MAFIE ROMANE

Ostia criminale dove il clan degli zingari ammazza facile


di Fierro e Pacelli

all'interno pag. I - IV

25 luglio 1943 la notte pi lunga


d'Esposito da pag. 11 a 14

ascia perde, noi eravamo diversi. Criminali s, ma di L unaltra pasta, ce piaceva la bella vita, quando se doveva men menavamo e pure forte, ma prima dammazza ce pensavamo mille vorte. pag. 9

LA CATTIVERIA
Civati: Franceschini ha detto che chi non daccordo fuori. Dal Pdl
www.forum.spinoza.it

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

IL PAPOCCHIO
Epifani dice che il governo ha bisogno del tagliando a settembre, ma gli elettori di sinistra vorrebbero qualcosa di pi drastico e si lamentano sui social network.

il Fatto Quotidiano

Il web si scatena:
Ridateci i soldi delle primarie

SEMPRE se ci arriverete a settembre. Tra 10 giorni c' la sentenza di

terzo grado della Cassazione che riguarda il vostro padrone. Alessandro Cheli TAGLIANDO? Una revisione completa ci vorrebbe. Il mio voto non lo avrete mai pi. Claudio Marrocu UNOFFESA alla nostra intelligen-

za usare Zanda con la sua dichiarazione in Senato come foglia di fico. Vergogna! Non voter il Pd attuale! Massimo Callegari VORREI sapere chi mi restituisce adesso i 2 euro delle primarie... Anna Barbui MI VERGOGNO , non ci sono paro-

le. Vi ho votato per affondare il Pdl e gli avete dato le chiavi del governo. Fate schifo! Ivano Guzzinelli LEGGE elettorale subito, e tutti fuori. Dopo il salvataggio di Alfano, non c' pi niente da salvare. Felice Tursi

Noi, elettori a pezzi La base Pd in rivolta


LA PROTESTA DI OCCUPY DOPO LA FIDUCIA AD ALFANO: LA CARTA DEL CENTROSINISTRA FIRMATA ALLE PRIMARIE STRAPPATA A MET E AFFISSA FUORI DAI CIRCOLI
di Paola Zanca

fatto a mano

enerd notte, sono le 2 passate. Davide, Elly, Diego e altri stanno conversando via Skype. Non proprio una chiacchierata di relax. Sono tutti furibondi perch il loro partito, il Pd, ha appena votato contro la sfiducia al ministro Alfano. E minaccia sanzioni nei confronti degli unici tre ribelli che non se la sono sentita di mandare gi lo scandalo kazako. Qualche ora pi tardi, questi militanti seduti nelle loro case a Nichelino, a Bologna, a Montebelluna, si sono ricordati di quel giorno di novembre, quando si sono messi in fila per le primarie, hanno versato due euro e, prima di votare, hanno sottoscritto lappello per dichiarare la loro appartenenza al centrosinistra. Se lo rileggi adesso, ti metti a ridere, dice amara Elly Schlein, 28 anni, attivista bolognese di Occupy Pd. Chi lha tradito? Chi ha denunciato i 101 traditori di Prodi, chi non voleva le larghe intese, chi chiede di fermare lacquisto degli F-35, chi non vuole sospendere i lavori della Camera per non di-

MO BASTA
La Carta dintenti affissa nei circoli Pd con la scritta: La prossima volta firmatevela voi

IL TAGLIANDO Il segretario Epifani parla di una visita di controllo al governo Il Pdl si infuria Franceschini frena: Nessun rimpasto

spiacere Berlusconi o chi ha fatto esattamente il contrario? Cos nata lidea: stampare quella carta dintenti, strapparla a met e affiggerla alle sedi dei circoli democratici di tutta Italia.
FA UN CERTO EFFETTO vedere in un sabato pomeriggio di luglio le foto dal Pratello e da Bergamo, da Saracena e da San Lazzaro di Savena, da Battipaglia e da Busto Arsizio: Mo basta, recita lo slogan. E a quanto pare sono in tanti a pensarlo. Noi ci abbiamo messo la faccia durante la campagna elettorale spiega ancora Elly Schlein non possiamo pi tollerare la piega che ha preso il partito. Sul caso Alfano, che fine ha fatto il rigore che Letta ha avuto nei confronti della Idem? Ci stanno ricattando: noi stiamo facendo fare a Berlusconi il suo programma, mentre non si capisce che fine abbiano fatto gli 8 punti di Bersani. Il problema non sono i pochi dissidenti del gruppo parla-

DALLA PRIMA
di Antonio Padellaro

egli anni del BerluN sconi trionfante, lEconomist coni lespressione Burlesqoni per descrivere lanomalia di un paese che ancora godeva di una certa credibilit internazionale, ma governato purtroppo da un miliardario da avanspettacolo burlesque. Una decina danni dopo il burlesque dilaga e coinvolge governanti, leader di partito, alti burocrati, magistrati, vertici delle istituzioni in un eterno variet. E non c pi anomalia poich quasi tutto anomalo, almeno secondo i canoni delle democrazie decenti. Ammettiamolo, per troppo tempo luomo di Arcore stato il comodo alibi dietro il quale la cosiddetta classe dirigente nascondeva le proprie magagne. Lui era la pietra dello scandalo, anzi lo Scandalo eliminato il quale, si disse, il Paese avrebbe riacquistato rispetto per se stesso e nuovo slancio. Non andata cos. Oggi, con gli ultimi colpi di coda, il Caimano tenta di sfuggire alla giustizia che lo bracca da Milano a Napoli, passando per Roma dove la Cassazione potrebbe tra pochi giorni mettere la pa-

mentare: per fortuna ci sono loro, ci aggrappiamo a quelle astensioni quando ci chiedono che cosa ci facciamo ancora nel Pd. Non hanno nessuna intenzione di mollare. Anche perch, sfascisti non sono: Che sia chiaro dice Davide Quaggiotto, ventanni Noi non siamo di quelli che dicono che il governo deve cadere, che se ne fregano

delle conseguenze. Crediamo per che si debba almeno dettare lagenda, non si pu essere succubi dei diktat del Pdl. Ci siamo dimenticati che sono loro che hanno bisogno di noi?. Davide viene da Montebelluna, la stessa cittadina dorigine di Laura Puppato, senatrice che venerd non ha partecipato al voto su Alfano in dissenso con il grup-

po: Non va di moda ultimamente dice Davide Ma noi pensiamo con la nostra testa. Conosciamo Laura, ma guai a chi dice che siamo strumentalizzati da lei. Tra chi si messo a strappare lappello, ieri, c anche Diego Sarno che per il Pd fa lassessore a Nichelino, provincia di Torino. I vecchi compagni si sono arrabbiati racconta il 33enne non concepiscono in nessun modo il dissenso pubblico, al di fuori delle sedi opportune. Io posso anche dire che hanno ragione, ma ci vorrebbe un sistema-partito capace non solo di ascoltare, ma anche di tenere conto di quello che succede nelle prossime decisioni. Se invece ci sono decine di persone che vanno ad attaccare lappello strappato come noi e loro non ne tengono conto, io non ho altre possibilit. convinto che proteste come questa, qualche segno lo lascino. Qualcosa si muove prosegue Sarno Quando Epifani dice ribaltiamo la piramide congressuale, partiamo dai circoli, dice le cose che dicevamo ad aprile.
PER LA VERIT, ieri, Epifani si azzardato a parlare anche di un tagliando da fare al governo. stato azzannato da tutto il Pdl e ha ricevuto la reprimenda anche del ministro Dario Franceschini: si pu parlare di rafforzamento ma guai a nominare il rimpasto. C' chi crede che presto i democratici dovranno fare i conti con la realt: Ho sentito Zoggia (il responsabile organizzazione, ndr) dire che puntiamo a 750 mila tessere, un terzo in pi dellanno scorso: secondo me non hanno capito cosa sta succedendo. A parlare Renzo Russo, 27 anni, segretario del circolo di Saracena, provincia di Cosenza: Qui da noi il tesseramento gi un problema, ma stavolta siamo messi malissimo: su 50, se ne rinnoviamo 7 o 8 solo perch vogliono votare al congresso contro questa classe dirigente. Raccontano che in Emilia e Toscana ci sono circoli che non vogliono versare pi i soldi delle nuove iscrizioni a Roma. Fortunatamente noi non abbiamo consegnato al partito i due euro raccolti alle primarie dice Russo . Per come sono andate le cose, quel voto stata una farsa. Almeno noi li abbiamo usati per pagare le bollette.

Enrico Letta Dlm

rola fine al suo ventennio politico. Eppure, vecchio, stanco, malandato ancora lui che fa ballare gli altri piegando due ministeri e unintera catena di comando ai desideri del suo amico Nazarbayev, colui che nella dacia era pronto a offrirgli dodici ragazze dodici. Come in un film dellorrore, dopo una lunga incubazione, le uova avvelenate sparse nella politica e negli apparati dello Stato stanno generando tanti piccoli caimani dai dentini affilati, spregiudicati, opportunisti. Spesso, direbbe Cordero, monchi dellorgano morale. Ma, per una strana mutazione della specie, invertebrati.

Crocetta: Rischio la pelle, i democratici mi attaccano


erch il mio partito non mi sostiene?. Se lo chieP de Rosario Crocetta, governatore della Regione Sicilia, a seguito delle dichiarazioni di alcuni esponenti del Pd alla direzione regionale del partito. Ce lhanno con Il Megafono, la lista indipendente con cui Crocetta stato eletto e che secondo il centrosinistra fonte di disgregazione del partito in Sicilia. Non si pu accettare che pezzi del Pd vadano via per costruire circoli del Megafono ha detto Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd. Il deputato Antonello Cracolici ha poi rincarato la dose: Noi siamo cristiani e non musulmani, la bigamia non consentita dal nostro regolamento. Crocetta non lha presa bene. E si presentato alla direzione regionale del partito con la spilletta del Megafono, tuonando contro i dirigenti del Pd riuniti: Dopo la condanna a morte di Cosa Nostra quando ero sindaco a Gela, oggi mi ritrovo a lottare contro il malaffare e gli sprechi alla Regione, sto rischiando la pelle. Ma la politica se ne rende conto? O c' un impazzimento totale?. Dal palco ha insistito: Non ho nessuna intenzione di lasciare il Pd e di lasciare mano libera al processo di grave degenerazione e ha concluso: Ho salvato dagli scandali il Pd in Sicilia, eppure continuo a subire attacchi. In altri tempi il partito avrebbe mandato Pio La Torre a fare pulizia.

il Fatto Quotidiano

IL PAPOCCHIO
IL MINISTRO DELLO SVILUPPO Flavio Zanonato uomo dalla comunicazione impetuosa: per settimane ha fatto il bastian contrario dentro il governo sottolineando ogni volta le difficolt di bilancio nel tagliare lImu, laleatoriet della ripresa annunciata dal collega Saccomanni e via opponendosi. Qualche volta ha flirtato con argomenti ostici come la possibilit, in qualche modo, di aprire al nucleare in Italia nonostante il recente referendum. Ieri, intervistato dal Tg1, lex sindaco di Padova caro a Pierluigi Bersani s buttato in una forma di retorica che vero lettismo (nel senso di Enrico Letta) in purezza: lannuncio dellannuncio. Penso - ha dichiarato stentoreo - che allinizio dellautunno sar possibile annunciare che non

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

Zanonato passa

agli annunci: niente Imu e ferma lIva

ci sar un punto di Iva in pi e non ci sar lImu sulla prima casa. Per i sostanzialisti, quelli cio che badano solo al sodo, Zanonato ha ribadito una cosa che ha gi detto una decina di volte: il governo, forse, riuscir a togliere lImu sulla prima casa e a bloccare definitivamente laumento dellIva con la legge di stabilit, vale a dire in autunno.

di Giampiero Gramaglia

arnesina, batti un colpo. Anzi, batti un pugno sul tavolo. Dei kazaki. Ma anche del governo, perch di questa brutta storia di Alma e della sua bambina, thanno detto buona e tu stai a cuccia. Non che serva a qualcosa, adesso che le abbiamo espulse o le abbiamo consegnate che dir si voglia: mica ce le fanno tornare. Ma, almeno, ti fai sentire; e, magari, rispettare un po di pi. Sul caso Ablyazov, che cosa potevano fare Emma Bonino e il ministero? Almeno per riportare in Italia Alma Shalabayeva e sua figlia Alua? Certo qualche gesto pi forte si poteva provare: convocare prima lambasciatore kazako a Roma, senza aspettare che fosse in vacanza; richiamare per consultazioni lambasciatore dItalia ad Astana, che pure avrebbe forse potuto riferire dellagitazione che si stava creando - ammesso che non se ne sia accorto -; dichiarare persona non grata lambasciatore Yelemessov, gesto quasi estremo nelle ritualit diplomatiche; e, da ultimo, di sicuro impatto almeno mediatico, andare ad Astana, come, gioved, nel dibattito in Parlamento, Arturo Scotto, capogruppo Sel in commissione Esteri, ha suggerito alla Bonino.

FARNESINA STA BONINA NESSUNA RICHIESTA ALLAMICO KAZAKISTAN


Lambasciatore che condusse loperazione al ministero dellInterno resta al suo posto e non si pensato ancora di convocare il nostro Lipotesi di recuperare la Shalabayeva e sua figlia giudicata impossibile

TRE SCHIAFFI

Nelle foto, Mukhtar Ablyazov, Edward Snowden e Abu Omar, il cui rapitore, lex capocentro Cia, Seldon Lady, stato rimpatriato negli Usa da Panama pur essendo stato condannato in Italia in via definitiva Ansa

di cambiare le cose, ma non cera neppure bisogno di mostrare tanta rassegnazione.


SUL CASO ABLYAZOV, la Boni-

FANTASCIENZA La nota arrivata dal Kazakistan la ciliegina sulla torta: Alma sta bene e ringrazia lItalia per il suo sostegno
con fermezza una guerra della pesca col Canada; e non si fece intimidire dai talebani andando a difendere i diritti delle donne in Afghanistan. Per, da quando ministro degli Esteri, sembra contagiata dalla letargia che la stampa estera rimprovera al governo Letta nel suo insieme. Commentando il caso Ablyazov gioved sera, alla Festa dellUnit di Roma, Massimo DAlema, un ex ministro degli Esteri, teneva ben distinta la Bonino da Alfano, ma diceva: Alla Bonino le vogliamo bene, ma mi domando in quale letargo si trovasse la Farnesina" quando i diplomatici kazaki dettavano legge al ministero dellInterno. Perch, sul caso Ablyazov, il ministero degli Esteri e lo stesso ministro sono stati a lungo assenti, o molto discreti. Quando la bufera era gi scoppiata, la Bonino parsa a tratti pi concentrata sullordinaria amministrazione del suo ruolo che sulla vicenda kazaka, che ha pesanti implicazioni diplomatiche ed umanitarie. Com stata poco incisiva su altri casi caldi di questi giorni, il destino di Edward Snowden, la talpa del Datagate, o il ritorno da Panama negli Stati Uniti, senza neppure valutare il fondamento della richiesta destradizione dellItalia, di Robert Seldon Lady, Mister Bob, il capocentro Cia a Milano ai tempi del sequestro dellimam Abu Omar, condannato a nove anni e in via definitiva dalla Cassazione.
VIENE DA PENSARE che, su questi temi, la Bonino sarebbe stata pi combattiva e in prima linea se non fosse stata ministro, quasi che avverta le pastoie del ruolo e delle larghe intese. In diplomazia, vero, si opera meglio

INVECE, DA ALMA, il ministro ha mandato un funzionario dellambasciata in Kazakistan, facendo poi sapere un comunicato di venerd, quasi surreale- che la donna sta bene e ringrazia l'Italia per il suo sostegno: Con la figlia, ha piena libert di movimento in citt e ha accesso a internet. Emma Bonino una donna energica, che di solito vuole fare la cosa giusta e la fa. Da commissaria dellUe, non esit, appena insediata, ad affrontare

in silenzio e nellombra che parlando e alla luce del sole. Per, vediamo i fatti. Su Snowden, lItalia ha negato come altri lasilo legittimamente, perch la talpa del Datagate non rispetta le procedure- e ha chiuso come altri lo spazio aereo al velivolo dellambasciatore boliviano Evo Morales, perch gli Usa pensavano ci fosse a bordo lex analista dellNsa. E, su Mister Bob, la Farnesina ha subito preso atto e dichiarato rispetto della decisione di Panama di farlo ripartire per gli Usa. Intendiamoci, non cera probabilmente modo

no non ha preso nessuna iniziativa forte, a parte la convocazione solo mercoled 17 luglio dellincaricato daffari Manaliyev, in assenza dellambasciatore Yelemessov. L, le parole sono state chiare: il ministro ha manifestato sorpresa e disappunto per lirrituale azione ambasciatore kazako, perch, in una vicenda cos delicata, anche sotto il profilo internazionale, i rappresentanti diplomatici kazaki non hanno mai interessato la Farnesina. Irrituale, ma, dal loro punto di vista, efficace: al Viminale, ottenevano tutto quel che volevano; perch complicarsi le cose chiamando in causa la Farnesina? Magari, a tu per tu con Letta e con Alfano, la Bonino le avr pure cantate chiare, ma il silenzio, dopo il colloquio sul palco della sfilata del 2 giugno, non da lei. Non che sia rimasta inattiva, per: le cronache riferiscono come abbia offerto un Iftar, cio una cena di Ramadan, ai capi delegazione a Roma di 42 Paesi musulmani; che stata in Ungheria ma soprattutto per incontrarvi il ministro degli Esteri indiano e parlargli dei mar, altra nota dolente-; che ha ricevuto il premier eletto albanese Edi Rama; e che, ieri e oggi, a Palma di Maiorca, stata al Gruppo Westerwelle, club informale dei ministri degli esteri di 17 Paesi Ue, dove si discutono gli sviluppi dellUnione. Attivit tutte pertinenti. Ma non incisive l dove ci si aspettava. Poco aiuto allItalia finora venuto dallUe. Funzionari della Commissione hanno preso contatti con le autorit kazake, ma il presidente Barroso non intervenuto di persona.

Bob Elphinston

Lex presidente Fiba

S, B. ci parl delle donne kazake


di Alessandro Ferrucci

e Emiliano Liuzzi aso strano, a quanto pare gli italiani hanno la memoria pi corta C degli stranieri. O cos lasciano intendere. Giovedi scorso lex parlamentare del Pdl, Claudio Barbaro, ha raccontato al Fatto come nel 2009 assistette a una riunione surreale tra lallora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il comitato per i Mondiali di Basket a Roma e la Federazione mondiale di pallacanestro. L, al terzo piano di Palazzo Chigi, il leader del centrodestra raccont nei particolari di una sua esperienza in Kazakistan, con il presidente locale Nazarbayev prodigo nellorganizzare una festa con una trentina (secondo un altro testimone erano 12) ragazze se-

mi-svestite, come ha raccontato Barbaro. Immediata la smentita dello stesso Berlusconi (tutte fandonie, non vero); altrettanto labile la memoria di altri partecipanti alla riunione. Eppure, da molto lontano, c qualcuno che la ricorda molto bene, come lallora presidente mondiale della Federazione Basket, laustraliano Bob Elphinston.
Presidente, come and?

E allora?

Berlusconi parl sia delle donne che di quel lontano Paese.


Unesperienza edificante.

Diciamo che ci mise molta enfasi.


Troppa?

Mi sentii in imbarazzo per lui.


Per gli argomenti trattati o per il modo?

Lincontro ufficiale tra Berlusconi ed Elphinston. A sinistra, lo scoop del Fatto sulla dacia di Nazarbayev
LaPresse

Allora gli altri saranno migliori di me, a partire da Claudio (Barbaro)


Anche l'ex Presidente della Fiba conferma tutto.

Fu un incontro surreale. S, decisamente surreale.


Addirittura. E perch?

Si parl di tutto, meno di pallacanestro.


Quali furono gli argomenti?

Vari e ricordo anche una storia sul Kazakistan.


Proprio l volevano arrivare.

Ho letto su internet la polemica.

Senta, la nostra visita non sembrava avere niente dellufficiale. Cera un signore che intratteneva, tutto qui, mentre gli altri partecipavano. Tutto questo quasi per unora. Ribadisco: rimasi molto stupito per la gestione della vicenda. Tra i presenti anche lallora Presidente del Coni Gianni Petrucci, da gennaio di questanno eletto Presidente

Guardi che era un australiano. della Federazione Italiana Pallacanestro.


Dottor Petrucci, anche lei era al terzo piano quel giorno... Mi scusi, si ricorda la nazionalit del presidente ma non la riunione? Strano.

(Silenzio) Io non ricordo niente.


Eppure all'uscita siete rimasti in gruppo per commentare con stupore l'atteggiamento di Berlusconi.

S, ma io non ricordo nulla, sono passati quattro anni.


Beh, non parliamo di molto tempo fa.

Ho gi risposto. Arrivederci.

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

AFFARI SPORCHI
GLI ALLEGATI alla relazione del Capo della Polizia, Alessandro Pansa, confermano quanto avevamo sempre denunciato: si sapeva esattamente chi fossero la donna e la bambina che vennero consegnate alle autorit kazake in Italia. durato poco il tentativo di sminuire linaudita gravit del fatto attribuendo alla Shalabayeva e ai suoi difensori pretese omissioni che avrebbero confuso gli operanti. Lo afferma Riccardo Olivo, legale della moglie del dissidente kazako. Qualunque cosa si fosse fatto o detto in quelle concitatissime ore la loro sorte era segnata: dovevano essere riportate in Kazakistan, prosegue il legale, perch secondo quanto emerso dagli atti allegati alla relazione, infatti, le autorit kazake avevano

il Fatto Quotidiano

Legali di Ablyazov:
Nuovi elementi di gravit inaudita
LESPERTO
di Bruno Tinti

chiesto fin da subito a quelle italiane la deportazione della donna, di cui avevano comunicato identit e dati sui suoi passaporti. C inoltre la richiesta dei legali avanzata alla Procura di sentire la donna il 31 maggio e ignorata dalla Questura che lha invece condotta a Ciampino e fatta partire consegnandola, con la figlia, allambasciatore.

se finissero tutti in prigione? Kazaki (quelli non coperti da immunit diplomatica) e italiani: poliziotti, capi di Questura, di Polizia, di Segreteria, di Gabinetto e ministro; tutti quelli che non erano stati informati e non sapevano. Laccusa? Sequestro di persona. Repubblica del 20 luglio: il 28 maggio lInterpol di Astana (Kazakistan) segnala alla Polizia italiana che a Casal Palocco c il ricercato internazionale Mukhtar Ablyazov. Prendetelo e consegnatelo alle autorit kazake. Con lui vive sua moglie Alma Shalabayeva; ha due regolari passaporti kazaki e, forse, un passaporto falso della Repubblica Centro Africana a nome di Alma Ayan. Prendete anche lei e deportatela in Kazakistan: in Italia illegittimamente.

Sequestro illegale I reati commessi da kazaki e italiani


IL CASO DI ALMA E ALUA NON HA PRECEDENTI: I CLANDESTINI NON SI RIMPATRIANO SU VOLI PRIV ATI
Alma Shalabayeva Ansa Fb

zaki e dal servile ministero dellInterno italiano. La Polizia lo sa che Shalabayeva ha un passaporto kazako. Perch non le dice: non raccontare storie, lo sappiamo chi sei, dacci il passaporto vero? Ovvio: perch, se questo passaporto salta fuori, addio immediata espulsione.
LA RECLUSIONE nel Cie deve essere convalidata dal giudice di pace. E, se a questo gli dicono: labbiamo portata al Cie perch illegalmente in Italia visto che ha un passaporto falso; veramente ne ha anche uno vero per la vogliamo trattenere lo stesso; il minimo che succede che il giudice dica: un momento, vediamo come stanno le cose, magari qui come turista, magari ha un permesso di soggiorno, in fondo ha una casa dove abita regolarmente; fate accertamenti e poi vedremo. Quindi che il passaporto kazako resti nellombra proprio quello che serve per chiedere una convalida immediata, necessaria per una altrettanto immediata deportazione. Il giudice di pace convalida. Che altro deve fare? Gli dicono che il passaporto falso, Shalabayeva ha paura per suo marito e quindi non dice che ha non solo il passaporto kazako, ma anche un permesso di soggiorno rilasciato dalla Lettonia che valido anche in Italia (area Schengen): su

LA RICHIESTA corretta per quanto riguarda Ablyazov; priva di senso per Shalabayeva. Se costei ha un passaporto kazako (e lo ha, lo afferma lInterpol kazaka), possibile che risieda in Italia legittimamente: dipende dalleventuale possesso di un permesso di soggiorno, italiano o rilasciato da un Paese dellarea Schengen (che in effetti la donna aveva, emesso dalla Lettonia); dipende anche da quando essa arrivata in Italia: potrebbe permanervi come turista per tre mesi. E, se fa uso di un documento falso (il passaporto africano), ci costituisce un reato per la legge italiana; quindi in Italia dovrebbe essere processata ed eventualmente condannata. Ma il passaporto falso non di per s, in presenza di passaporto vero, motivo di deportazione (in termini giuridici, espulsione). Lambasciatore kazako e i suoi accoliti si accordano con le autorit italiane per unirruzione

quei documenti c il suo vero nome. Cos la deportazione avviene con un aereo privato messo a disposizione dai kazaki. Superfluo dire che, in 41 anni di magistratura, non ho mai visto un clandestino andarsene dallItalia con un aereo privato. C qualche dubbio che Shalabayeva sia stata privata della libert personale illegittimamente? Non era clandestina, la Polizia lo sapeva. Non potevano rinchiuderla nel Cie. E nemmeno potevano arrestarla, garan-

Angelino Alfano LaPresse

Alessandro Pansa Ansa

nella villa di Casal Palocco; che avviene il 29 maggio, il giorno dopo i messaggi dellInterpol kazaka. Ablyazov non lo trovano; mettono per le mani su una preda pi misera, sua moglie Shalabayeva e la figlioletta di sei anni. Non hanno fatto niente, non c motivo di portarle in Questura. Ma i kazaki le vogliono. Il perch ovvio, servono per ricattare Ablyazov e costringerlo a costituirsi. Ma come si fa? LInterpol kazaka ha gi detto che la donna in possesso di passaporto vero, per provare che stia in Italia illegittimamente ci vuol tempo. Allora ci si attacca al passaporto della Repubblica Centro Africana che Shalabayeva esibisce: non vuole che si sappia che lei la moglie di Ablyazov, teme proprio quello che sta per succede-

re, che la usino contro il marito. Non sa, la poveretta, che tutti lo sanno gi e che gli sta offrendo la sua testa su un piatto dargento. Passaporto falso, sei in Italia illegittimamente, devi essere espulsa!. E se la portano via, lei e la figlia. Dove? Nel famigerato Cie (Centro identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria, un surrogato della prigione; l la portano e l deve restare. Ecco perch il capo della Polizia Pansa non racconta delle informazioni dellInterpol kazaka e si limita a dire: Essendo emersi dubbi sulla sua identit e per verificare la sua regolare presenza in Italia viene portata in Questura. Dubbi? Ma se sapevano benissimo che era Shalabayeva! Siccome il diavolo fa le pentole etc, qui c la dimostrazione della vigliaccata perpetrata dai ka-

DEPORTATELA Lordine degli uomini di Nazarbayev fu eseguito dopo la richiesta da Astana: prendete anche la Shalabayeva

tendosi cos che non gli sfuggisse: il possesso di passaporto falso punito solo fino a tre anni di reclusione, larresto non consentito. Solo che niente Cie, niente deportazione; Shalabayeva se ne sarebbe andata e la parola passava agli avvocati. E allora che gli dicevano ai kazaki? Qualcuno ha sentenziato: Cie Cie, non rompete. Tutto questo si chiama sequestro di persona, reso possibile formalmente da un provvedimento del giudice di pace che per stato ottenuto con linganno. Una rendition realizzata con finta legalit invece che con un rapimento in mezzo alla strada.
COME PER OGNI reato ci sono

gli istigatori e mandanti (i kazaki), gli esecutori materiali (i poliziotti e i loro diretti superiori), i concorrenti necessari (quelli che dettero gli ordini, quelli che avrebbero dovuto impedire la consumazione del reato e che non lo fecero). Al posto loro comincerei a preoccuparmi. Il reato di cui allart. 605 1, 2 (fatto commesso da un pubblico ufficiale) e 3comma (fatto commesso in danno di un minore, la figlioletta di 6 anni) punito fino a 12 anni di galera. E gli stracci piccoli, quando cominciano a volare, hanno la tendenza a chiamare in correit gli stracci grossi.

LINCHIESTA

In attesa dellInterpol ignorato il sistema Eurodac


lante del latitante e non ha ottenuto risposta, prosegue la nota. Lorganizzazione Internazionale della Polizia Criminale (Interpol) stata creata per la cooperazione di polizia nel contrasto del crimine internazionale. A Lione ha sede il segretariato generale per la ricerca di chi ha commesso reati allestero e in ogni Paese c un ufficio di corrispondenza che segnala i propri casi. Ablyazov per stato inserito nellelenco dei ricercati dalla Russia e non dal Kazakistan. In questo data base, per, come ha spiegato lo stesso Pansa in audizione in commissione al Senato, non vengono necessariamente inseriti i dati relativi allo status di rifugiato: lInterpol si occupa di coordinare a livello internazionale le polizie dei Paesi per individuare i criminali. Esiste un altro circuito appositamente creato ed esclusivamente utilizzato per verificare lo status di rifugiato in cui vengono registrate anche le semplici richieste di asilo politico: il sistema Eurodac, gestito dalla Commissione europea. Inserendo le impronte digitali nella banca dati Eurodac dovrebbero uscire tutte le informazioni sulla persona, sul paese d'origine e sul luogo e data della domanda d'asilo. In attesa della risposta formale dellInterpol, il capo della polizia presentare una domandina anche a chi di mestiere individua i rifugiati. La banca dati consente ai paesi dellUnione europea di identificare i richiedenti asilo e le persone fermate ad attraversare irregolarmente la frontiera esterna alla Ue e si basa sulle impronte digitali. La notte del 29 maggio, dopo il blitz a Casal Palocco, Alma stata portata al Cie di Ponte Galeria e qui le sono state prese le impronte digitali. Ma, a quanto si apprende da fonti di Polizia, non sono state confrontate con quelle presenti nella banca dati Eurodac perch la procedura non prevede

SCOTLAND YARD
In basso, il documento con cui il 5 giugno veniva reso noto lo status di rifugiati

di Marco Lillo

e Davide Vecchi onostante la conferma dello status di rifugiato politico in Gran Bretagna di Mukhtar N Ablyazov e Alma Shalabayeva sia stata ricevuta dal ministero degli Esteri il 4 giugno (come ricostruito ieri dal Fatto Quotidiano) tradotta e diramata il giorno successivo su carta intestata del Ministero dellInterno, dipartimento della pubblica sicurezza, direzione centrale della polizia criminale, servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, ieri lo stesso dipartimento della pubblica sicurezza ha diffuso una nota per ribadire che linformazione non ufficiale e quindi non utilizzabile. Eppure Satnam Rayit, capo dellufficio immigrazione di Scotland Yard, stato interpellato dallambasciata italiana a Londra su richiesta della Farnesina. E ha risposto in modo molto chiaro: A Mukhtar Ablyazov stato rilasciato lo status di asilo nel Regno Unito (...) e alla moglie stato rilasciato uno status di asilo fino al 2016 nel Regno Unito. Per la Polizia non sufficiente. Alessandro Pansa vuole informazioni dallInterpol. Anche il segretario Interpol di Lione ha chiesto ripetutamente conferma allInterpol di Londra di comunicare la condizione di asi-

lobbligo di compiere questa verifica. Le impronte erano state comunicate alla Questura il 30 maggio dallambasciata del Kazakistan con una aggiunta alla nota a verbale consegnata il 28, con il passaporto indicato come falso (e poi rivelatosi - secondo il Tribunale di Roma che d credito alle autorit della Repubblica Centroafricana - autentico). La stessa ambasciata Kazaka il 31 maggio, aggiunge unaltra riga: In caso di cattura di Shalabayeva Alma in Italia (con documenti falsi) vi chiediamo di deportarla in Kazakistan resa nota da Corriere e Repubblica. Il fax stato inviato alle 12:37 del 31 maggio quando laereo noleggiato dal Kazakistan era gi sulla pista di Ciampino e non il 28, prima del blitz di Casal Palocco. Poco dopo il cablo da Astana la moglie e la figlia di Ablyazov vengono trasferite a Ciampino. Non viene effettuata alcuna verifica sullo status di asilante di Alma sul sistema Eurodac perch - secondo la Polizia - lei non fa cenno a questa circostanza. Quindi nessuno usa gli strumenti creati per identificare i rifugiati. Le procedure non lo prevedono, rispondono fonti della Polizia. Forse il caso di cambiare le procedure.

il Fatto Quotidiano

THE ITALIAN JOB


UN NUOVO FASCICOLO su Silvio Berlusconi: la Procura di Bari dopo aver chiuso lindagine che vede lex premier accusato di intralcio alla giustizia, per aver spinto Gianpi Tarantini a mentire, nellinchiesta sulle donne portate a Palazzo Grazioli sta valutando se indagarlo per favoreggiamento della prostituzione e tentata concussione. Secondo laccusa, infatti, Tarantini avrebbe mentito su due fronti. Il primo: tacendo che Berlusconi avrebbe pagato le donne per ottenere prestazioni sessuali. Il secondo: omettendo linteressamento del Cavaliere, per favorire affari di Gianpi, mai realizzati, con la Protezione civile e societ legate a Finmeccanica. Interessamenti che potrebbe-

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

Da Bari accuse a B.
di favoreggiamento della prostituzione

ro configurare delle vere e proprie pressioni, esercitate mentre Berlusconi era presidente del Consiglio, configurando cos lipotesi di una tentata concussione. Soltanto ipotesi al vaglio degli inquirenti che, in queste ore, stanno decidendo se avviare un ulteriore procedimento a carico del Cavaliere.
(a. mass.)

SCARANO DISSE: RIMPATRIAVO ANCHE I SOLDI DI AGNELLI


Nel verbale segreto dellinterrogatorio del 3 luglio, lamico di monsignor 500 euro racconta ai pm la confidenza choc ricevuta dal prelato attualmente agli arresti
di Marco Lillo

nche la famiglia Agnelli avrebbe usato il Vaticano per rimpatriare capitali. La rivelazione stata fatta da monsignor Nunzio Scarano, ex contabile dellApsa in Vaticano finito in carcere con laccusa di corruzione, al suo amico Massimiliano Marcian. Questultimo lo ha riferito ai pm di Salerno in un interrogatorio finora segreto che il Fatto ha visionato. Il 3 luglio Marcian, 45 anni, imprenditore nel settore degli eventi, amico stretto di Scarano del quale conosce tutti i segreti e i conti, si siede davanti agli investigatori salernitani. A Roma Scarano indagato per corruzione dellagente dei servizi segreti Giovanni Zito in relazione alla vicenda del tentato rimpatrio dalla Svizzera di 20 milioni di euro, per i pm forse appartenenti agli armatori DAmico.

ratteri numerici, che per quanto ho potuto capire, servivano per operare sui conti correnti. Marcian racconta di avere assistito a questa scena: Eravamo in macchina nella seconda met del 2011 io e Nunzio e rispondendo al telefono Scarano disse a un interlocutore: aspetta che ti do i codici; Nunzio rifer a memoria un codice e rifer i nominativi di personale che sarebbe stato presente su un volo privato che trasportava i plichi diplomatici. Nella seconda met del 2011, Nunzio Scarano mi ha riferito di essersi recato in Lussemburgo, per portare documentazione contabile del Vaticano.
Nunzio Scarano. A sinistra, i compianti Umberto e Gianni Agnelli LaPresse

CON UN AMICO monsignore

LINCHIESTA per riciclaggio

della Procura di Salerno, guidata da Franco Roberti, invece parte dai 560 mila euro in contanti prelevati dal conto Ior e trasformati in assegni circolari grazie a finte donazioni. Quando Marcian si siede di fronte al pm Elena Guarino e al colonnello Antonio Mancazzo, comandante del nucleo di Polizia Tributaria di Salerno della Guardia di Finanza, Scarano dietro le sbarre. Lamico del monsignore, sentito a sommarie informazioni con lobbligo di dire la verit, riporta le confidenze di Scarano a partire dalla storia degli Agnelli e dei trucchi per spostare capitali e documenti col timbro della Santa Sede.
SCARANO mi ha raccontato

800 milioni di euro e che dietro poteva esserci la Fondazione Alkyone di Vaduz, in Liechtenstein che indicava come protectors oltre a Giovanni Agnelli anche lavvocato Franzo Grande Stevens, da sempre legale della Fiat e anche dello Ior. Chiss se Scarano, quando raccontava a Marcian del rimpatrio dei capitali allestero degli Agnelli, alludeva a queste storie pubblicate dai giornali. Marcian spiega anche il metodo usato per spostare i capitali delle grandi famiglie del capitalismo italiano nascondendone lorigine grazie allimmunit diplomatica vaticana. Scarano mi spieg racconta Marcian ai pm che per fare ci utilizzava un sistema con il cosiddetto plico diplomatico. Per quanto ho ca-

SOLDI ALLESTERO Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, in una banca svizzera lAvvocato avrebbe parcheggiato 800 milioni di euro
pito tale sistema consentiva di eludere ogni tipo di controllo per far rimpatriare in Italia capitali o anche documenti. Il sistema adottato sembra preso da un film di 007: Scarano dettava, non so se a piloti di aerei o a dei funzionari di banca, una password o codici identificativi formati da diversi ca-

cos, Marcian non si stupiva troppo quando vedeva girare furgoni con i lingotti doro nascosti tra gli ortaggi: In Vaticano nel piazzale-parcheggio antistante la palazzina dello Ior, ebbi modo di notare nellestate del 2012 delle borse di cuoio semiaperte dalle quali si intravedevano chiaramente lingotti doro. Venivano caricate su furgoni obsoleti. Ci avvenne in due circostanze: una volta fu caricato un Fiat Ducato contenente ortaggi tra i quali furono caricati tre o quattro borsoni contenenti i lingotti doro. In unaltra circostanza invece fu utilizzato un furgone-frigo, sul quale per non ricordo quanti borsoni vennero caricati. Marcian si sorprende e chiede a Scarano dove portassero i borsoni

contenenti i lingotti doro. Nunzio non mi rispose e rimase in silenzio anche quando gli dissi: fate tutti questi impicci in Vaticano!!!. Dopo queste rivelazioni, Scarano stato convocato durgenza dai pm romani. Come il Fatto ha gi raccontato, nellinterrogatorio dell8 luglio con i pm Nello Rossi e Stefano Pesci nel carcere di Regina Coeli, ha esteso il discorso allApsa dove faceva il capo contabile prima di essere sospeso per lindagine. Ai pm ha detto arrivai 22 anni fa. Di recente ho chiesto udienza al Santo Padre perch non ero soddisfatto di come andavano le cose allApsa. A questo punto i pm chiedono particolari e seguono nel verbale lunghi omissis. Al Fatto risulta che Scarano abbia nomi-

nato nellinterrogatorio anche il direttore dellApsa, Paolo Mennini, figlio dellex direttore dello Ior Luigi Mennini e fratello del nunzio apostolico a Londra, Antonio Mennini, del quale ha illustrato i rapporti con la famiglia romana dei Nattino, titolare di societ fiduciarie e di una banca di investimento, ma attiva anche nel settore immobiliare con fondi che gestiscono anche patrimoni pubblici. Scarano sar sentito ancora dai pm romani la prossima settimana: ha deciso di collaborare e dopo lindagine sullo Ior si annuncia uninchiesta bis sullApsa. Non a caso papa Francesco ha creato una commissione per mettere mano a tutti gli enti economici del Vaticano.

Il legale del Cav.

Niccol Ghedini

Berlusconi il 30 luglio sar condannato


di Beatrice Borromeo

che le operazioni di rimpatrio di capitali dallestero fatte per gli armatori DAmico (i cugini Cesare e Paolo DAmico indagati per infedele dichiarazione dei redditi dai pm di Roma. I magistrati sospettano che i 20 milioni detenuti dal broker Giovanni Carenzio, che dovevano rientrare in Italia con laereo noleggiato dallo 007 Giovanni Zito, pagato da Scarano, appartengono ai due armatori, ndr), le aveva gi fatte in passato anche per la nota famiglia Agnelli. La rivelazione lascia di stucco gli investigatori. Potrebbe anche trattarsi di una millanteria di Scarano, magari basata su uno scenario suggestivo e noto. Nellindagine milanese dei pm Fusco e Ruta alcuni testimoni hanno raccontato che in una banca svizzera esisteva una provvista riferibile a Giovanni Agnelli di

onorevole avvocato Niccol Ghedini pare molto L pi preoccupato dalla data che ossessiona il Cavaliere il prossimo 30 luglio che non dalla prima inchiesta in assoluto che lo vede protagonista. Assieme al collega Piero Longo, Ghedini infatti al centro degli atti che le giudici Annamaria Gatto, Manuela Cannavale e Paola Pendino, annunciando la sentenza di condanna nel processo Ruby-bis, hanno inviato ai pm per valutare eventuali ipotesi di falsa testimonianza nelle indagini difensive. Siamo davvero tranquilli, e non avremmo motivo di non esserlo ribatte Ghedini perch quelle indagini le abbiamo fatte in maniera impeccabile. Le abbiamo consegnate alla procura della Repubblica e poi, per nostra fortuna, le han-

no seguite anche altri avvocati che hanno registrato tutte le dichiarazioni.


Come valuta invece le condanne a Fede, Mora e Minetti?

sibilit di rinunciare alla prescrizione cos da ottenere un rinvio della sentenza.

LaPresse

Beh, solo una sentenza di primo grado, ma devo dire che la pena obiettivamente molto elevata. Ma riguarda loro, non ne so nulla. E poi ho altro a cui pensare.
Come la strategia per affrontare la sentenza di Cassazione sul processo Mediaset. Se il Cavaliere venisse condannato anche in questo grado dovrebbe abbandonare la politica. Avete gi deciso come muovervi?

Certamente unipotesi ancora in piedi, ma non abbiamo preso alcuna decisione definitiva. Ogni opzione ancora aperta.
Tecnicamente cosa succeder?

la mia fiducia molto calata ultimamente, perch stanno procedendo con una rapidit che davvero extra ordinaria. Tra laltro saremmo dovuti finire alla sezione terza della Cassazione, quella specializzata in problemi tributari
La stessa che ha gi assolto il Cavaliere nel per Mediatrade, filone romano del processo sui diritti Mediaset.

SENZA SPERANZA Non abbiamo ancora deciso se rinunciare o meno alla prescrizione Sono pessimista, dopo la sentenza sar tutto finito

Tra dieci giorni il relatore far la sua relazione, e se riterr di voler chiudere ludienza gi il 30 allora dar la parola al procuratore generale e alle difese.
Poi?

Poi basta, arriva la sentenza...


E se lo condannano?

Eh, finisce tutto l.


Fino a qualche tempo fa diceva che vi avrebbe salvati la Cassazione, meno ostile rispetto al Tribunale di Milano. Ci crede ancora?

Esattamente! Invece siamo nella sezione mista. Ma non sono in grado di fare previsioni perch sono un pessimista di natura. Quindi, se anche le facessi, non potrebbero che essere negative.
Cercherete comunque di rimandare oltre il 15 settembre, cos da essere giudicati proprio dalla sezione terza?

Veramente non lo sappiamo ancora, la strategia ignota pure a noi. Purtroppo per fare qualunque ragionamento dobbiamo aspettare di vedere cosa succede il 30 luglio.
Il suo collega, Franco Coppi, ha per ventilato pi volte la pos-

Salvare non gergo mio, ma effettivamente auspicavo che la Cassazione ci riservasse un trattamento diverso. Ma vede,

Purtroppo non dipende da noi: la Corte di Cassazione fa assolutamente quello che vuole.
Twitter @BorromeoBea

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

QUEI BRAVI RAGAZZI


LINSTABILIT POLITICA e istituzionale dannosa per la crescita. Di pi: Linstabilit incide sulla capacit di cogliere le opportunit della ripresa, una ripresa che potrebbe ora essere alle porte. Cos il governatore della Banca dItalia, Ignazio Visco, al G20 di Mosca ha detto la sua sulle fibrillazioni nella maggioranza in Italia. Accanto al banchiere centrale, annuiva il ministro dellEconomia Fabrizio Saccomanni, che ancora ieri tornato a ribadire che il futuro non nero come lo si prospetta. Non esiste un rischio Italia, dice tornando sulle polemiche seguite al downgrade del debito italiano da parte di Standard & Poors: Ci meriteremmo uno spread pi basso, intorno ai 100 punti allingrosso (ora saggira sui 300). La via per uscire dalla crisi, e dunque anche abbassare il costo del debito, rimane in ogni caso quello del ritorno alla crescita, insiste Visco: percorso

il Fatto Quotidiano

Visco attacca

i partiti: Instabilit allontana la ripresa

difficile visto che da sei anni lItalia non riesce a mettersi in carreggiata e ci vorr un sacco di tempo prima che ritrovi una crescita solida. Daccordo Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: In questo momento servono stabilit politica, convergenza e azioni rapide e concrete per la crescita.

LA FAVOLOSA ASCESA (E CADUTA) DI TONINO ANGELUCCI & FIGLI


Una fortuna nata nel rapporto con Geronzi e i politici dogni colore, ora inchieste e processi assediano la famiglia e la Corte dei Conti gli chiede indietro decine di milioni
di Marco Palombi

hiss se Tonino, adesso che i guai gli piovono addosso da tutte le parti, ripensa con nostalgia a quando tutto era ancora di l da venire: allinfanzia in un paesino della Marsica e allarrivo a Roma ancora ragazzo, alle vacanze a Senigallia con sua moglie Silvana e i tre figli stipati nella Fiat 127, agli anni in cui faceva il portantino e il sindacalista della Cgil (in quota Psi) e il suo portafogli era assai meno gonfio, ma almeno nessuno glielo voleva sfilare di tasca. Tonino Antonio Angelucci, deputato Pdl, imprenditore della sanit, delleditoria e di molto altro, su cui parecchie procure e corti dei Conti della penisola hanno da tempo acceso un faro: suo figlio Giampaolo, il pi piccolo, che oggi guida il gruppo, ha una condanna in primo grado in Puglia per corruzione insieme a Raffaele Fitto; inchieste sono aperte a Roma per truffa sui fondi pubblici alleditoria, a Velletri per certi rimborsi allegri della regione ad un paio di cliniche convenzionate, in Abruzzo per la stessa ragione. Pure le ordinanze di sequestro gli arrivano addosso senza sosta: sei milioni e mezzo in Puglia, venti milioni per i finanziamenti statali a Libero e Il Riformista, 126 milioni per la clinica di Velletri, ospedali qui e l per lItalia. Si sprecano pure le ipotesi di danno erariale: 160 milioni a Velletri e buona ultima, rive-

lata ieri dal Corriere della Sera quasi 87 milioni per la clinica di Cassino. La scalata alla gloria di Tonino & figli, nonostante la fiducia nella magistratura ribadita ancora ieri, sembra insomma giunta alla fine, ma pure in questo riesce ad essere paradigmatica di tutto un mondo.
LICENZIA MEDIA, imprenditore, si presenta il capostipite sul sito della Camera. Un self made man, o meglio un moderno compendio di quel generone romano de li pescicani di cui parl Gadda: una figura di popolano scaltro, gran lavoratore, col pallino degli affari e delle amicizie trasversali, asceso a vette insperate del potere nazionale nella Roma degli ultimi decenni, pigramente accoccolata attorno ai minuetti mediatorii di Cesare Geronzi, garante dequilibrio tra i poteri di un citt che, pi che odiarle, trova le guerre noiose. A Roma, Tonino era arrivato dopo ladolescenza: commesso in farmacia prima, portantino al San Camillo poi. Il pallino della sanit, evidentemente, ce lha sempre avuto. E pure quello della politica: si fa notare come sindacalista, conosce gente, stringe rapporti. Il luogo in cui tutto comincia, per contrappasso, proprio Velletri, la citt della Procura che gli sta dando pi problemi. Lanno il 1984. allora che Angelucci rimane unico proprietario di una clinica che aveva rilevato qualche tempo prima con alcuni soci e ha lintuizione: trasforma-

PREVENTIVI

152MLN SEQUESTRI 87 M L N CLINICA


CASSINO
TUTTI I GUAI Soldi bloccati e richieste di danno erariale per la sanit e i giornali
SANIT E NON SOLO Si sono arricchiti con le cliniche e i rapporti di potere, poi si sono allargati: Capitalia, due giornali, immobili, Alitalia
nio immobiliare, compreso il Bottegone, la sede del Pci a via delle Botteghe oscure, centro di Roma. Un affare assai redditizio col centrosinistra la Tosinvest laveva fatto gi qualche anno prima, alla fine del millennio. Scena dellazione: il San Raffaele di Roma di don Luigi Verz. Il
In alto, il deputato del Pdl, Antonio Angelucci. Accanto, suo figlio Giampaolo, che oggi guida il gruppo di famiglia LaPresse

re le (allepoca) poco remunerative strutture per lungodegenti in centri per la riabilitazione convenzionati con le regioni. Di l in poi corre in discesa. Luomo che gli insegna a farlo, siamo agli anni Novanta, Cesare Geronzi, che il nostro conosce divenendo con la sua Tosinvest holding di famiglia con sede in Lussemburgo - azionista del Banco di Roma, poi di Capitalia e da l di Unicredit: quando nel 2007 vende la sua quota si ritrova in tasca 430 milioni di euro, una plusvalenza da trecento. Nel frattempo, per, gli Angelucci sono entrati nel mondo

che conta: nel 1999, sempre grazie ai buoni uffici del ragionier Cesare, la famiglia compra una quota della vecchia Unit e, soprattutto, nel 2003 partecipa alla ristrutturazione del debito del Pds facendo un grosso favore alla Quercia e a se stessa. And cos: il segretario Fassino chiese alle banche creditrici (Carisbo, Banca Intesa, Capitalia e Mps) uno sconto del 50% su un debito da 88 milioni di euro, i buffi restanti se li prese Tonino comprando il 50,1% di Beta immobiliare, la societ su cui i Ds avevano scaricato i debiti ma pure una bella fetta del loro patrimo-

prete imprenditore lo deve vendere. Si fa avanti il governo: il ministro della Sanit, Rosy Bindi, offre 201 miliardi di lire contro una stima di oltre 300 (mi disse di andarmene dalla capitale, rivel poi il sacerdote). Quando tutto sembra fatto, arriva Tonino: di miliardi ne offre 270, si prende lospedale e fa incazzare assai la ministra. Solo sei mesi dopo, per, il governo ci ripensa. Da qualche mese a palazzo Chigi c Massimo DAlema, al ministero sempre Bindi: lo Stato compra il San Raffaele per 320 miliardi, Tosinvest ne guadagna cinquanta in un amen.
NON SI PENSI, per, che gli An-

Lex direttore

Vittorio Feltri

Con Libero stavo per rimetterci io


di Chiara

Paolin

ittorio Feltri conosce V benissimo gli Angelucci. Ne parla con sereno distacco, come di parenti lontani che non vede da un po: Ho lavorato con loro per nove anni, da quando nato Libero: mai nessun problema. Adesso leggo di tutte queste indagini, inchieste, truffe presunte. Ma come mai nessuno se ne era accorto prima?
La solita giustizia a orologeria?

Il Cavaliere accerchiato. E chi sempre stato attorno a lui adesso paga prezzi assurdi. Vi rendete conto che Fede dovrebbe farsi sette anni di galera per aver presentato a Silvio qualche ragazzina? Roba da matti.
Chi ha goduto dei favori Pdl adesso ci rimette. E la crisi dei bilanci pubblici fa dimenticare vecchie amicizie.

contratti come ridere, mica colpa del privato eh. Cretino il soggetto pubblico, semmai.
Cretino o convinto di ottenere qualche ritorno personale.

qualche struttura, mi hanno portato a vederle: belle cliniche, moderne, tutto a posto. Se adesso non vanno pi bene, Zingaretti e gli altri cambieranno gli accordi.
Intanto i giudici indagano.

Vabb, in ogni caso gli Angelucci hanno fatto i loro interessi perch chi decideva lo ha permesso. Io ho visitato
Vittorio Feltri Ansa

Vedremo.
E indagano anche sui fondi per leditoria.

Eh, quella una storia che conosco meglio. Quando nel 2010 mi hanno sospeso dallOrdine dei Giornalisti per il caso Boffo, al Giornale non facevo pi niente dinteressante. Allora ho preso in considerazione lofferta di tornare a Libero: mi davano anche il 10 per cento della societ.
Bellincentivo.

Sicuro. Comunque Angelucci ha fatto una gran cazzata a candidarsi con Berlusconi.
Perch?

Beh, qualche domanda bisogner pur farsela. Per decenni la famiglia ha incassato milioni di rimborsi e tutto filava liscio. Poi la Regione Lazio comincia a non pagare. Poi le accuse e le indagini.
Qualcosa cambiato?

Nel 2000, quando lho conosciuto io, era gi straricco. Non aveva niente da guadagnare stando alla Camera.
Qualche appoggio in pi per espandere il business degli ospedali fuori dal Lazio: roba che rende parecchio.

Evidentemente s.
Sar il declino dellapparato berlusconiano?

Ma insomma: se lo Stato, o la Regione, o la politica, decidono che il privato deve occuparsi di sanit, e firma

GENTE SERIA Fanno i loro interessi se glielo permettono Ora che i soldi sono finiti e il clima cambiato arrivano le inchieste Strano no?

Sembrava di s. Invece poi salt fuori la storia dei contributi, tutti quei milioni da restituire allo Stato: praticamente ce li dovevo mettere io, per la mia parte.
E quindi?

E quindi ho fatto retromarcia, sono rientrato al Giornale. Guadagnavo meno, ma non rischiavo niente.
Allora vero che a stare con gli Angelucci qualcosa si rischia.

Lho gi detto: mai avuto problemi con loro. Basta sapersi comportare.

gelucci siano imprenditori rossi alla Consorte. Tonino sta dove deve stare. Dovunque. Tosinvest Sanit, per dire, cresciuta soprattutto nel Lazio di Storace, nella Puglia di Fitto e nellAbruzzo di Pace (ma ha lavorato bene pure con Marrazzo, Vendola e Del Turco), per un certo periodo ha schierato tra i suoi consiglieri il fratello di Gianfranco Fini, Massimo, e ha fatto affari con la moglie di questultimo, Patrizia Pescatori e si dice lo raccont il Corsera attraverso lei anche con Checchino Proietti Cosimi e Daniela Di Sotto, rispettivamente ex segretario particolare ed ex moglie del leader di Fli. Poi c la candidatura alla Camera con Silvio Berlusconi e la partecipazione di Tosinvest alla cordata nazionale per Alitalia su cui il Cavaliere si gioc un pezzo di campagna elettorale nel 2008. Ora, alla guida del gruppo, c suo figlio Giampaolo, classe 1971, laureato in filosofia alla Augustinian Academy di New York. I tempi doro, per, sono finiti: Geronzi non c pi, i vecchi Ds nemmeno e pure Berlusconi non si sente tanto bene.

il Fatto Quotidiano

QUEI BRAVI RAGAZZI


GOOGLE ITALIA questanno ha pagato solo 1,8 milioni di euro - come lanno scorso, daltronde - mentre ha realizzato 52 milioni di ricavi e un utile di 2,5 milioni. Un po poco effettivamente: il fatto che gli incassi pubblicitari di Google (50 miliardi di fatturato e dieci di utile nel mondo) vanno a finire in Irlanda, dove le tasse sono bassissime, e la sede italiana lavora come dipendente di quella di Dublino. Questo nonostante il governo italiano avesse, nel novembre 2012, definito questo di pratiche sostanzialmente scorrette. Lazienda, per, non si preoccupa: Google rispetta le normative fiscali in Italia e in tutti i paesi in cui opera - ha risposto un portavoce - I

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

Google: solo 1,8


milioni di tasse al fisco italiano
di Giorgio Meletti

governi usano gli incentivi fiscali per attrarre investimenti stranieri e questo crea posti di lavoro e crescita. un modo di operare che si chiama capitalismo e noi siamo orgogliosamente capitalisti. Un po meno orgogliosi sono i governi: anche quello francese e quello britannico, infatti, criticano le procedure fiscali di Google.

LOTTE TRA OLIGARCHI

e anime belle del garantismo per i soli potenti non vedono che ormai i giustizialisti sono i loro idoli. I veri manettari, i mozzaorecchi sono gli imprenditori in guerra tra loro, in gara per chi arriva primo alla procura della Repubblica per spifferare cose che voi umani non potete immaginare. Quando la giustizia si muove, subito parte il lamento degli spiriti liberi (a stipendio fisso) sulla magistratura che ostacola le forze del mercato. Non sanno, i cantori dell'innocenza a prescindere, che sempre pi spesso il processo nasce dall'esposto di un loro editore.

Da Agnelli ai Ligresti Poteri forti in guerra Ma a colpi di denunce


CAPITALISMO DI DELAZIONE: LA GRANDE FINANZA SI SCAMBIA ACCUSE COME LA MAFIA CON I PENTITI

LE DINASTY

Margherita Agnelli col figlio, John Elkann. A sinistra, Salvatore Ligresti con le figlie Jonella e Giulia. Sotto, Marco Tronchetti Provera e Franco Bernab Ansa / LaPresse

IL TAB l'ha rotto nel 2007 (in

coincidenza con l'inizio della grande crisi) Margherita Agnelli, figlia dell'Avvocato, facendo causa alla madre Marella Caracciolo e ai figli John, Lapo e Ginevra Elkann sulla successione congegnata in modo da far passare direttamente dal nonno al nipote prediletto (John) il controllo della Fiat. L'ereditiera insoddisfatta avanz il sospetto che suo padre nel 1998, attraverso loperazione nota come Opa Exor, avesse fatto sparire in Svizzera un miliardo 463 milioni 243.000 euro. Cifra sottratta, secondo le insinuazioni della figlia, ai soci di minoranza, tra i quali parenti stretti e meno stretti, al fisco e allasse ereditario. Pochi giorni fa, il giudice di Milano Cristina Mannocci, in una delle numerose sentenze della complessa lite, nella quale Margherita ha perso quasi sempre, ha scritto: Le complesse indagini della Procura di Milano, attuate e anche tentate, inducono a ritenere verosimile l'esistenza di un notevolissimo patrimonio del defunto Giovanni Agnelli rimasto occultato al fisco italiano e anche alla figlia. Morale: la figlia ha dato del ladro al defunto padre (e che padre) e i benpensanti, figli e madre compresi, gli hanno dato sostanzialmente della matta. Le belle famiglie italiane, avrebbe gridato gioioso il grande Vittorio Gassman de Il sorpasso. Il copione si sta consolidando. Ai tempi di Mani Pulite c'era un accordo preciso, stretto dai maggiori imprenditori durante una riunione in Mediobanca con Enrico Cuccia, burattinaio del capitalismo di relazione: omert. I top manager in genere si sono presi le colpe per salvare i riconoscenti padroni. Esempio classico: Cesare Romiti , condannato per i falsi bilanci Fiat, giur che l'Avvocato non ne sapeva niente, e pochi anni dopo lasci la Fiat accompagnato con una liquidazione da 101,5 milioni di euro, superiore alla somma di tutti gli stipendi di 24 anni.
ADESSO che le cose vanno male scattato il tutti contro tutti. Giancarlo Giannini, ex presidente dell'Isvap, indagato per corruzione per aver finto di non vedere il dissesto Fonsai in cambio della promessa di Salvatore Ligresti di propiziargli presso gli amici Silvio Berlusconi e Gianni Letta la presidenza dell'Antitrust. Vedere le poltrone nelle autorit di garanzia farsi prezzo

gresti, ha messo nei guai Nagel andando a raccontare ai magistrati dell'accordo segreto con cui il boss di Mediobanca avrebbe promesso alla famiglia la sontuosa buonuscita espressamente vietata dalla Consob. Per fare danno fino in fondo, Jonella si presentata dall'avvocato Cristina Rossello, presunta depositaria del papello, con un microfono nascosto per registrare una conversazione con espliciti riferimenti all'esistenza di quel contratto firmato. Nagel, indagato per ostacolo all'autorit di vigilanza, ha reagito trattando il grande Ligresti da ottantenne rimbambito, specificando che quella firmetta senza valore l'ha messa per tenerlo buono, visto che il vecchietto minacciava il suicidio. Ecco, l'economia ita-

simo Giuliano Tavaroli, per anni capo della sicurezza di Pirelli e di Telecom Italia. Quando esploso lo scandalo dei dossieraggi illegali (2006), il capo ha scaricato l'ex poliziotto che a sua volta l'ha incastrato. Non solo. Tronchetti ha preso malissimo la costituzione di parte civile intrapresa dal successore alla guida di Telecom Italia, Franco Bernab, che ha chiesto e ottenuto dal tribunale i danni. Anche qui, il punto non chi ha ragione e chi torto. Il punto che Tronchetti ha ceduto Telecom a una cordata guidata da Mediobanca di cui vicepresidente, che ha scelto Bernab il quale, appena nominato, ha sentenziato coram populo di aver trovato un'azienda spolpata dal predecessore. Il condannato prote-

della corruzione stringe il cuore, ma il punto che a mettere nei guai Giannini il professor Fulvio Gismondi, superconsulente di Fonsai per i calcoli attuariali, decisivi per la solidit patrimoniale di una compagnia assicurativa. Gismondi due anni fa stato condannato a tre anni per corruzione (corruttore sarebbe stato Stefano Ricucci) insieme all'ex presidente della Confcommercio Sergio Bill. Stavolta il professore ha giocato d'anticipo e visti i nuvoloni corso a raccontare agli inquirenti giudici le malefatte dei Ligresti, che per anni aveva aiutato dietro congrua retribuzione. Cadono le solidariet. La pros-

sima candidata al ruolo di matta Giulia Maria Ligresti, 45 enne secondogenita di Salvatore. L'hanno arrestata mercoled scorso mentre limava un memoriale inteso a spiegare ai magistrati come la vera porcheria della vicenda Unipol-Fonsai sia il comportamento di Mediobanca e Unicredit.
IN BEN TRE deposizioni la signora ha ribadito la tesi del complotto delle banche e dei salotti che contano, e come vedete con un linguaggio da anticapitalista giustizialista da tre soldi. Eppure era fino a pochi mesi fa presidente e amministratore delegato di Premafin e vicepre-

sidente di Fonsai. Potr puntare il dito contro di lei Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, dopo 25 anni di simbiosi assoluta tra l'istituto fondato da Enrico Cuccia e la dinastia ligrestiana di cui tutti adesso si fanno beffe? Per anni Marco Tronchetti Provera l'ha voluta nel cda di Telecom Italia Media, la societ quotata che gestiva La7. Potr adesso predicare la sua inattendibilit? La sorella di Giulia, Jonella Li-

SALOTTI BUONI? I Ligresti, accusati da un consulente, denunciano Nagel. Bernab parte civile contro Tronchetti Inizi Margherita Agnelli con madre e figli
liana in mano ai protagonisti di queste scene horror da ospizio che, caduto ogni pudore, vengono pure raccontate. E che dire di Tronchetti? Deve la condanna a 20 mesi per ricettazione, nel processo sullo spionaggio all'agenzia Kroll, alla testimonianza decisiva del fidatissta contro l'ingiusta sentenza e consegna al Corriere della Sera una sinistra profezia: Vuole le ragioni vere? Prima o poi emergeranno. La sfida tra Bernab e Tronchetti simbolo del capitalismo di relazione che diventa capitalismo di delazione.
Twitter @giorgiomeletti

D&G, levasione diventa uno spot


I DUE STILISTI ACQUISTANO PAGINE DI GIORNALE PER DIRSI INNOCENTI. MA LA REALT DIVERSA
di Gianni Barbacetto

Milano

ranco D'Alfonso, il pi arancione degli assessori di Giuliano PiF sapia, non noto per i giri di parole. Quando deve dire che al Comune di Milano non fa piacere concedere spazi agli evasori fiscali, lo dice senza girarci attorno. L'ha ripetuto in una chiacchierata informale accennando, come ipotetico esempio, agli stilisti Dolce&Gabbana, condannati in primo grado per evasione, e ha visto le sue parole strillate sulle pagine del Giornale. Risultato: i due stilisti hanno dichiarato una serrata di tre giorni (Per indignazione) dopo aver twittato: Comune fai schifo!. Una operazione di marketing, di cui sono maestri, per conquistare le prime pagine dei giornali, reagisce D'Alfonso su Facebook. Operazione di marketing con tanto di doppia pagina pub-

blicitaria pubblicata ieri su alcuni quotidiani in cui gli avvocati dei due contestano la condanna ricevuta (1 anno e 8 mesi di reclusione per omessa dichiarazione dei redditi) e offrono la loro interpretazione dei fatti all'origine del processo: non c' stata alcuna evasione, perch D&G su 360 milioni di entrate hanno pagato regolarmente le tasse (162 milioni, il 45 per cento), mentre l'erario ne pretendeva ben 549. Com' possibile che ci chiedano di pagare tasse superiori alle entrate, quasi il doppio di quanto incassato?. Per capirlo, bisogna tornare al 2007, quando in seguito a una verifica fiscale

LA PROTESTA Il manifesto in vetrina del negozio di D&G e lo striscione messo dagli animalisti
Ansa

ai due stilisti viene contestata una megaevasione. Segue inchiesta della procura di Milano, che nel 2010 formalizza le accuse: Dolce & Gabbana hanno fatto un trucco all'estero, creando una societ lussemburghese, la Gado, a cui hanno venduto (per 360 milioni, appunto) i marchi del gruppo. Ma quei marchi valevano ben di pi: oltre 1 miliardo di euro, dunque le tasse da pagare erano 580 milioni. Da qui il processo e la condanna. Il giudice ha condannato per l'omessa dichiarazione della societ Gado, anche se ha assolto (con la formula il fatto non sussiste, bench fosse gi maturata la prescrizione) per il reato di dichiarazione infedele dei redditi, per l'evasione che sarebbe stata realizzata attraverso le dichiarazioni individuali di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Il giudice li ha comunque condannati al pagamento di una provvisionale di 500 mila euro all'Agenzia delle entrate, che si era costituita parte civile nel processo. Non dunque tutto risolto, come sostengono i difensori nell'inserzione a pagamento: la Gado, basata nel Principato, ha

permesso che i proventi D&G fossero tassati all'estero; ma era un ologramma fiscale, visto che era di fatto gestita dall'Italia, un trucco societario per non pagare le tasse in patria. Il procedimento tributario aveva gi condannato i due stilisti nel gennaio 2012 a pagare 343 milioni di euro di multa al fisco, con condanna poi confermata anche in appello dalla commissione tributaria di Milano. Nel giugno scorso era arrivata anche la condanna penale: per omessa dichiarazione, con contestuale assoluzione per dichiarazione infedele.
ORA LA SERRATA delle boutiques milanesi di D&G riapre la polemica: puro marketing, secondo l'assessore D'Alfonso, sostenuto in rete da molti che criticano gli evasori fiscali e in Consiglio comunale dal presidente Basilio Rizzo che, alla notizia dell'intenzione dei due di restituire l'Ambrogino d'oro, replica: Bene, si vede che hanno riletto il regolamento e si sono accorti di non avere i requisiti necessari per la benemerenza cittadina loro concessa nel 2009.

8
Brevi

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

ITALIE
VATICANO IL PAPA SCAPPA uscito dal colonnato e, a sorpresa, si recato di nuovo come nel primo giorno di pontificato a Santa Maria Maggiore. Con un omaggio floreale per chiedere la protezione della Vergine in vista della Giornata mondiale della giovent a Rio de Janeiro. Tra lo stupore delle persone in preghiera.

il Fatto Quotidiano

LAMPEDUSA PROTESTE DEI PROFUGHI Circa 200 immigrati ospiti onel Centro di Accoglienza di Lampedusa sono scesi in corteo lungo le strade dellisola. Rifiutano di farsi prendere le impronte digitali e chiedono di lasciare al pi presto lisola per essere trasferiti e di avere lo status di rifugiati. Ansa

SANIT MUORE PER EMBOLIA Una paziente di 53 anni morta durante un intervento di cardiochirurgia allospedale San Martino-Ist di Genova. Il caso gi stato segnalato dallo stesso ospedale alla Procura. Secondo le prime informazioni, a provocare la morte della paziente sarebbe stata una bolla daria entrata da una flebo.

Lattrice

Lunetta Savino

di Elisabetta Reguitti

nna Laura Millacci pubblica su Fb foto del viso insanguinato per i colpi che dichiara le avrebbe sferrato il suo compagno, il cantante Massimo Di Cataldo e tra i commenti in rete c chi sottolinea i 13 anni di convivenza della coppia, come se questa fosse addirittura unattenuante per laggressore.

Meglio i centri anti-violenza che facebook

Il cantante nega La polizia indaga


DAY AFTER Ho letto i giornali e sono scioccato per come questa assurda notizia sia stata pilotata contro di me, con tanta leggerezza. Il giorno dopo Massimo Di Cataldo torna a rispondere alle accuse di violenza rivoltegli dalla sua ex compagna, con un nuovo post su facebook. In cui assicura: assurdo. Io non ho fatto nulla di ci per cui vengo accusato, credetemi". E fa sapere: "Sto gi prendendo provvedimenti legali per la grave accusa che ho subito. La verit verr a galla". E parla di farsa messa in scena dalla sau ex compagna. Di pi: Sono io ad essere stato colpito duramente e i segni che porto non si possono certo evidenziare ad arte in una fotografia", dice, aggiungendo alla sua difesa una riflessione sullutilizzo dei social network. Dove, intanto, la rete riversa le sue reazioni. Chi solidarizza con Anna Laura Milacci. Chi la contesta e dubita del suo racconto: "Mi pare assurdo che una donna inventi simili cose, per mettere in cattiva luce lex". Chi prende le difese del cantante. Chi si scaglia contro di lui: Scrivi canzoni per le donne e poi le ammazzi di botte, "picchiare tua moglie, vergognati!!". Alle denunce pubblicate su facebook, per ora non seguita una denuncia. Ma la Squadra mobile di Roma sta svolgendo accertamenti a partire dalle dichiarazioni e dalle foto postate su facebook dalla stessa Millacci. La donna sar probabilmente sentita dagli investigatori, che intanto stanno cercando di ricostruire la vicenda e di accertare i contorni di quanto denunciato sul social network.

Lunetta Savino, attrice, cosa ne pensa?

Che un fenomeno preoccupante soprattutto rispetto ai cambiamenti dei rapporti tra uomo e donna. Pi le donne provano a trovare spazio e pi si scatena la violenza. Affidarsi al web come luogo di denuncia secondo me pericoloso. La rete unarena aperta in cui regna tutto e il suo contrario. Meglio denunciare nei centri di ascolto, non sono tanti e purtroppo sopravvivono prevalentemente grazie a forme di volontariato. Quel poco che esiste per, sfruttiamolo.
Chi subisce violenza, secondo le operatrici, si porta addosso un enorme senso di colpa. Perch?

DONNE
A sinistra, Lunetta Savino; sopra, la compagna di Di Cataldo, Anna Laura Millacci

e di pochezza intellettuale.

vole per raggiungere obiettivi...

un tratto comune di molte storie dove la donna rimane fedele alla doppia personalit del suo aggressore. Mi angoscia quando leggo che i protagonisti di queste vicende sono ragazzi giovani perch mi domando cosa non siamo stati capaci di fare. Noi donne ci assumiamo le colpe di tutto. Siamo state educate a portare il peso di risolvere i problemi. La societ lo impone perch una donna deve necessariamente corrispondere al ruolo di madre, compagna, lavoratrice, massaia e magari anche badante di genitori anziani per servizi che stanno scomparendo. Un tempo ci si sentiva colpevoli perfino di un rossetto troppo acceso o dellorlo della gonna troppo corto. Che serva

un cambio culturale sotto gli occhi di tutti.


Perch c cos poco rispetto per la donna?

bro bellissimo che non andr mai fuori moda scritto da Carla Lonzi nel 1974 dal titolo Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale. Per la scuola dellautocoscienza e della differenza sessuale definizioni come bellezza e fascino femminile hanno una valenza negativa, quasi offensiva

Questi sono stereotipi e luoghi comuni delle femministe anni70 quando era necessario un certo radicalismo di pensiero e azione per trovare un percorso che stato utilissimo e rivoluzionario. Oggi i temi sono altri. Il potere delle donne sta nella forza di cui stanno prendendo sempre pi consapevolezza e questo crea molto disturbo. anche vero che le carriere in quasi tutti i settori lavorativi vengono stabilite dagli uomini. Meglio quindi scegliere donne abbastanza deboli capaci di apparire decisioniste ma in realt pronte ad assecondare le indicazioni dei capi.
Quanta retorica c nella politica sulle donne?

VITTIME SOLE Difficile ribellarsi alle percosse, ma la rete una arena ed pericoloso utilizzarla come ha fatto la compagna di Di Cataldo
immaginare che un uomo si alzi dalla sua poltrona e dica prego, vai avanti tu. Concetti espressi nella manifestazione promossa il 16 febbraio scorso dalla Rete interattiva.
Miss Italia cancellata dai palinsesti Rai in unepoca in cui per molte donne la propria immagine rimane una scelta consape-

A mio avviso perch viene rappresentata in modo sbagliato e avvilente, come se dovesse sopportare le responsabilit del desiderio maschile secondo stereotipi vetusti. C un li-

La grande novit sarebbe smettere di pensare che le carriere le debbano decidere i maschi. Pi dimostra autonomia, pi una donna viene messa ai margini. Comunque anche difficile

La discussione sul concorso di bellezza non mi appassiona perch le cose importanti su cui discutere sono altre. Sono unattrice che nella sua carriera non ha mai interpretato ruoli da bellona, come conferma il mio prossimo film in uscita il 22 agosto in cui faccio la parte di una zia malata di Alzheimer. Nella vita per amo essere femminile e tengo molto al mio aspetto. In generale direi che manca equilibrio tra le realt, i costumi, le abitudini che cambiano e le reazioni che innescano. Sulla violenza contro le donne e il loro mancato rispetto ci vorrebbero molti pi uomini come Iacona, giornalista che se ne occupa e ne scrive. Forse i maschi sarebbero meno spaventati di quanto non lo siano oggi. La paura produce reazioni incontrollabili, come chi abusa della propria forza fisica.

QUIZ POLITICI ai migranti Addai sar italiano ddai Richie ha ottenuto la cittadinanza italiana. Evviva, si conclude col lieto fine (forse) lincreA dibile vicenda, raccontata dal Fatto due giorni fa, del
cittadino ghanese e operaio Electrolux cui la Questura di Pordenone ha fatto lo scherzo di dare un parere negativo alla naturalizzazione perch ha tutti i requisiti - lavoro stabile, incensurato, permesso di soggirno, residenza da oltre 10 anni - ma () non sapeva indicare i nomi dei vertici del Pdl, chi siano Casini, Grillo e Di Pietro. Questura e Prefettura di Pordenone fanno sapere che la richiesta di cittadinanza stata accolta e dovr essere solo ufficializzata.

DALLA PRIMA
di Marco Travaglio

ibero titola: Mori assolto, il patto L Stato-mafia una panzana (ma qui laccusa non era il patto, era la mancata

cattura di Provenzano, che solo una delle mille presunte conseguenze del patto). E la macchietta con le mches, sempre molto informata, svela che Mori era imputato perch non fece perquisire un casolare dove non cera nessuno (ma il covo dove non cera nessuno quello di Riina dopo larresto; in quello di Provenzano, semplicemente, cera Provenzano). Poi sostiene, come Macaluso, che lassoluzione significa solo una cosa: che non dovevi indagare, non dovevi procedere perch giustizia non fare processi inutili. Dunque, a suo avviso, le indagini e i processi non si fanno per accertare se Tizio, sospettato di fatti gravissimi (tipo non catturare Provenzano), sia colpevole o innocente: prima si accerta che Tizio colpevole e verr condannato fino in Cassazione, poi si inizia a indagare; altrimenti non si comincia neppure. Separare le carriere non basta: bisogna proprio togliere le indagini ai pm e affidarle ai medium. Il

pi informato, per, rimane quello col rossetto: premette che non arrestare Provenzano ordinaria amministrazione (ci mancherebbe), poi sostiene che la sentenza Mori fa crollare anche le accuse a Mancino e Conso. I quali per sono accusati di altri reati (falsa testimonianza) nellaltro processo per aver mentito su tuttaltri fatti (Mancino sul dissenso di Martelli sulla trattativa e sullavvicendamento con Scotti al Viminale; Conso sulla revoca del 41-bis a 340 mafiosi detenuti). Ma presto il Platinette ci spiegher che la sentenza Mori scagiona anche Michele Misseri per il caso di Avetrana, Amanda e Raffaele per il delitto di Perugia e Alberto Stasi per il giallo di Garlasco. Il guaio che, come dice Mario Brega a padre Alfio in un famoso film di Verdone, je mancano proprio i fondamentali. E dire che, per conoscere il fatto che per i giudici non costituisce reato ma accertato, basterebbe leggere il capo dimputazione. talmente breve che ce la pu fare persino Fiandaca e lo pu capire financo Ferrara (Cerasa no). Testuale: Avere omesso di organizzare un adeguato servizio che consentisse larresto del

latitante Provenzano in occasione dellincontro con Ilardo... nonostante la preventiva conoscenza della programmazione dellincontro e dellelevatissima e gi sperimentata attendibilit delle indicazioni confidenziali dellIlardo; omesso anche nelle fasi successive allincontro... qualsiasi comunicazione ai magistrati della Procura di Palermo che coordinavano le attivit della Polizia Giudiziaria per la cattura del latitante; omesso di attivare... attivit dindagine di qualsivoglia tipo finalizzata alla necessaria verifica della permanenza del Provenzano in quel territorio; omesso di attivare (nonostante le indicazioni fornite da Ilardo sui soggetti che in quel momento gestivano la latitanza del Provenzano: Napoli Giovanni e La Barbera Nicol) mirata attivit dindagine di qualsivoglia tipo sui predetti soggetti per verificare quanto asserito dal confidente.... Ecco, gentili giureconsulti: siccome il fatto accertato tutto questo, ma chi lha commesso non voleva favorire la mafia, vi saremmo molto grati se, con lausilio del vostro spirito-guida, ci levaste questa semplice curiosit: perch il Ros non cattur Provenzano?

il Fatto Quotidiano

ITALIE
GENOVA 2001 FERITA INDELEBILE Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita: cos il sindaco di Genova Marco Doria su Facebook ha citato Francesco Guccini per ricordare i fatti del G8 del 2001 e la morte di Carlo Giuliani avvenuta in piazza Alimonda il 20 luglio 2001. LaPresse

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

MORTO IN CARCERE MILITARI INDAGATI La Procura di Sanremo ha iscritto nel registro degli indagati tre carabinieri per aver procurato la morte di un ragazzo tunisino, Bohli Kayes, finito in cella per spaccio di stupefacenti. Il reato contestato ai tre appuntati di Santo Stefano al Mare, omicidio colposo. Il ragazzo deceduto lo scorso 6 giugno.

AVELLINO OFFESE A MANGANELLI Nel giorno della morte di Carlo Giuliani, stato affisso uno striscione, offensivo alla memoria dellex capo della Polizia, Antonio Manganelli. Non dimentichiamo i vostri manganelli scritto sullo striscione, attaccato allingresso del parco che porta il nome del poliziotto, ad Avellino.

Ostia, dove la vita vale meno di un tiro di cocaina


IL CLAN DEGLI ZINGARI CONTROLLA LA CITT E I SUOI TRAFFICI
di Enrico Fierro

STRANE INTERCETTAZIONI

Amore ti lascio, non sei un boss


a provato a tradurre in inglese il suo lavoro, per recuperare un po di fascino. Da allenatore di palestra, s trasformato in personal trainer. Ma non c stato nulla da fare: alla sua ragazza, Luana, aveva detto che era nel giro della mala. A lei lidea un po la spaventava, un po le piaceva. Le piaceva sempre di pi. Cos quando ha scoperto che il suo fidanzato, Gianni, non era n un killer, n un ladro, si lamentata. Mhai fregato. questa la stranissima intercettazione raccontata laltro giorno dal Corriere. Dove si legge di lui, controllato perch in palestra frequentava veri boss, e di lei, che sera affezionata allidea di fare la donna del capo. E non le andava di rinunciarci. La conversazione intercettata finisce con Gianni che cambia discorso. Poi Gianni finito davvero in carcere. E magari ha salvato il rapporto.

e Valeria Pacelli ascia perde, il mondo cambiato, noi eravamo diversi. Criminali s, ma eravamo di unaltra pasta, ce piaceva la bella vita, ce piacevano li sordi, quando se doveva men a uno glie menavamo e pure forte, ma prima dammazz ce pensavamo mille vorte. Questi no, questi de oggi so cattivi, se fanno de coca e se devono spar lo fanno senza pensieri. Beviti na birra e nun ce pens. Ostia lido, caos, traffico metropolitano, ragazze in shorts che passeggiano sul pontile in attesa dellhappy-hour che le trascini fino alla notte. Discoteca sulla spiaggia e musica a palla, beveroni micidiali, fumo e coca. Lidi dai nomi esotici: Le Dune, Kursaal. Al tavolo del locale Na pizza e na biretta, luomo anziano ci racconta la sua Ostia criminale, quella del passato. Lui ha chiuso: dopo una onorata carriera da cravattaio, ora vuole godersi la vecchiaia e senza problemi che nomi nun te ne faccio, tanto li sapete.

mine Spada, ndr) e dal fratello Roberto, il primo impegnato soprattutto nei prestiti usurari, il secondo nel traffico di droga. () Controllavano una zona di Ostia nella quale i cittadini erano terrorizzati solo a sentire il loro nome, essendo noti per avidit e violenza. Vogliono essere padroni di tutto a Ostia, anche della politica. Perch qui, in questo litorale a 25 chilometri dalla capitale, i business si chiamano concessioni demaniali, spiagge, parcheggi, edilizia. Armando Spada entrava come un padrone nelluf-

ficio tecnico del X Municipio e dettava legge. Voleva un chiosco, La Baia, e lo voleva a tutti i costi. Quello lunico lotto che non ha mai voluto nessuno. Lo sai di chi era, no? Quello era de quelli che avemo ammazzato. Parl cos Armando, il cugino di Carmine Spada, Romoletto, ritenuto il numero uno del clan, con voce sicura e guardando fisso negli occhi Aldo Papalini, il direttore dellufficio tecnico del Municipio. scritto nelle carte dellinchiesta della Procura di Roma che ha terremotato la

struttura e convinto il sindaco Marino a mettere mano al bubbone dei legami sporchi tra Municipio e malavita. Gli Spada, nomadi abruzzesi da anni insediatisi sul litorale e parenti dei Casamonica, laltro clan di zingari che spadroneggia nella zona Est di Roma, sono organizzati in batterie. Al vertice ci sono loro, alla base della piramide, per i lavori sporchi, un gruppo di egiziani. Via del Sommergibile, via Forni, Piazza Gasparri, per la droga, tutta la citt per lusura. Ogni mese otto piotte, gli ho detto portame i mille euro, pezzo de merda. Si presentato e lho sfondato de botte, so diventati dumila e poi 3mila, 4mila, 5mila. E lui me diceva, ma quando finisco?.
LA SORTE di uno sprovveduto che ha avuto la pessima idea di rivolgersi al clan per chiedere un prestito. Non finir mai di pagarlo, e quando far delle flebili rimostranze, rischier la vita. Sto mongoloide s messo a corre a piedi pe na strada larga. Io lo inseguivo in macchina e ridevo. Hai finito, a, te sei spompato? E lui correva e urlava: nun mammazz, te prego. Cos uno degli Spada, Vittorio, detto Manolo, racconta come si lavora al nipote Roberto. Per una partita di droga e per il controllo delle piazze di spaccio a Ostia si spara. Sono da poco passate le quattro di pomeriggio, il 22 novembre del 2011, quando in un bar di via Forni scoppia linferno. Una macchina a tutta velocit, lasfalto segnato dalla frenata, i colpi di calibro nove. A terra i corpi di Buficchio e Sorcanera, Giovanni Galleoni e

AL TELEFONO Ogni mese otto piotte, si presentato e lho sfondato de botte, so diventati 2mila e poi 3mila, 4mila, 5mila
Francesco Antonini, due pezzi da novanta specialisti nel controllo delle piazze di spaccio e con affari anche a Sharm El Sheik. Gli Spada volevano il loro territorio e per questo, si legge nelle indagini dirette dalla Capo della Mobile di Roma Renato Cortese, decisero di fare piazza pulita e affidarono a uno degli egiziani della batteria, Nader Amna Saber, il compito di killer. Prezzo pattuito: 15mila euro e fuga in Egitto. Da quel momento i padroni di Ostia sono loro, gli uomini di Buficchio e Sorcanera sono allo sbando. I nomi nun li fanno, hanno paura che

ci ammazzano. Tutti quanti se so lavate le mani, fino a ieri channo tutti mangiato e bevuto, per. Porco Giuda ce ne fosse uno che parla, dice un fedelissimo delle due vittime intercettato mentre si sfoga in macchina.
OSTIA OMERTOSA , come ai

ORA QUI COMANDANO loro, gli zingari, e quelli so cattivi.

Zingari, pronunciato con una smorfia di disprezzo sul volto nomadi, li definiscono le inchieste della Mobile di Roma e della Dia, la polizia antimafia sono gli Spada, un clan che ha regole e strutture che somigliano molto da vicino a quelle di una cosca di mafia o di una ndrina calabrese. Il clan scrive il pm dellantimafia romana Carlo Lasperanza capeggiato da Romoletto (Car-

La polizia sul luogo del delitto LaPresse

tempi della banda della Magliana. Come nellera di un altro boss che conta, Carmine Fasciani, origini abruzzesi pure lui, un passato nei Nar (gruppo dellestrema destra neofascista) e legami con quelli della Magliana. Don Carmine lo hanno arrestato l11 luglio scorso i carabinieri, era in una clinica e scontava i domiciliari, ma continuava a ricevere amici e compari. Uomo potentissimo ai suoi tempi, Fasciani gestiva prestigiosi lidi a Ostia, e a lui Gennaro Mokbel, un altro pezzo da novanta in bilico tra eversione nera e criminalit, chiede il permesso per poter fare campagna elettorale sul litorale. Ostia citt criminale dove gli equilibri cambiano a colpi di calibro nove.

Un Presidente che non si pu nominare


A 21 ANNI DALLA MORTE DI PAOLO BORSELLINO C ANCORA CHI NON CREDE ALL ESISTENZA DEL PATTO STATO-MAFIA
di Giuseppe

Pipitone
Palermo

pltn, il capo dello Stato lo si pu chiamare solo cos, come Yhvh, il Dio degli N Ebrei, talmente sacro da essere impronunciabile: lo si pu invocare solo nelle preghiere, solo per adorarlo. Il picco degli applausi per Marco Travaglio, arriva manco a dirlo - quando il vicedirettore del Fatto Quotidiano, durante un intervento di ieri a Palermo, fa cenno all'ultima trovata di Piero Grasso, il sempre sorridente presidente del Senato, che appena poche ore prima di recarsi in via D'Amelio aveva censurato Nicola Morra, il capogruppo dei Cinque Stelle reo di aver citato a Palazzo Madama Giorgio Napolitano. Dopo gli interventi di Vauro e di Sabina Guzzanti, Travaglio ha messo in scena un'ironica contro-storia della Trattativa tra pezzi delle Istituzioni e Cosa Nostra, intrattenendo un migliaio di spettatori tra appartenenti alle Agende Rosse e semplici curiosi arrivati in via D'Amelio per l'anni-

versario numero ventuno del botto che fece strage di Paolo Borsellino e dei cinque uomini della scorta. Non c' stata nessuna Trattativa, erano i mafiosi a pensare che ci fosse: per questo Vito Ciancimino cercava in tutti i modi di farsi ricevere dai politici, per questo che al posto di Martelli divent guardasigilli Conso, uomo di biblioteche e noto eroe antimafia. Conso era talmente efficiente da scrivere subito il cosiddetto decreto salva ladri e lasciare scadere qualche mese dopo il 41 bis per oltre trecento detenuti mafiosi ha continuato Marco Travaglio, ripercorrendo tutte le tappe del biennio al tritolo che insanguin l'Italia tra il 1992 e il 1993. Un periodo chiave nella ricostruzione della Trattativa che port pezzi dello Stato a sedere allo stesso tavolo della piovra. Ma la Trattativa non reato: lo dicono tutti no? Provenzano non stato arrestato ma non c' nessun reato, hanno detto i giudici assolvendo Mori e Obinu. Come il covo di Riina: non stato perquisito, ma il Ros mica lo fece con dolo. La trattativa non esiste e infatti i

boss mafiosi, noti critici d'arte, decisero, a un certo punto di colpire i beni architettonici dello Stato: non quelli principali, quelli minori, meno sconosciuti. Roba da intenditori. Il riferimento agli attentati alle basiliche romane, al Padiglione d'arte contemporanea a Milano e alla Torre dei Pulci, in via dei Georgofili a Firenze: le stragi del 1993 costarono la vita a dieci cittadini, comprese le piccole Nadia e Caterina Nencioni. La tratAnsa

tativa non esiste, ed per questo che appena inizia l'indagine, Mancino cerca subito di farsi tutelare dal Quirinale. Come tutti i normali cittadini, ha subito pensato di poter finire indagato, logico no? ha continuato Travaglio. Poi l'affondo finale. La trattativa non mai esistita, ne erano convinti solo i mafiosi, che infatti sciolsero il loro partito, Sicilia Libera, subito dopo la nascita di Forza Italia, e dal 1994 si videro approvare una serie di leggi che sembrano fatte su misura per loro.
MA LA TRATTATIVA non c' stata e se vi siete convinti di quello che ho detto, allora il caso di scrivere a Giovanni Fiandaca. Il professore palermitano, principe degli scettici sull'inchiesta della procura siciliana, autore di un saggio dal titolo inequivocabile: la Trattativa una boiata pazzesca.

VIA DAMELIO A Palermo, durante la commemorazione, la cronostoria ironica di Travaglio: la trattativa non esiste, ne erano convinti solo i mafiosi

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DOMENICA 21 LUGLIO 2013

ITALIE
PATTEGGIAMENTI per ufficiali e timonieri in servizio sulla Concordia la sera del naufragio di fronte allisola del Giglio, tragedia che comport 32 vittime. Il Giudice delle indagini preliminari di Grosseto ha accolto tutti i patteggiamenti per i 5 indagati: gli ufficiali di bordo Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin, il manager Manrico Giampiedroni e il coordinatore dellunit di crisi, Roberto Ferrarini. Critici gli avvocati di parte: Questa una giustizia vergognosa, non sono pene da omicidio, - ha commentato Massimiliano Gabrielli, avvocato del pool per la Giustizia per la Concordia -1 anno e 11 mesi allufficiale di plancia e 7 anni a Emilio Fede. Questa la giustizia in Italia. Pierpaolo Lucchese, avvocato di Sos Concordia che rappresenta gli abitanti del Giglio, ha annunciato ricorso. Francesco Schettino, il comandante imputato di omicidio e disastro colposi.

il Fatto Quotidiano

Costa Concordia,
prime condanne Troppo lievi

VAL DI SUSA, NOTTE DI SCONTRI NO TAV: IO, PALPATA DAGLI AGENTI


Sette arresti, 13 feriti. Una militante denuncia: Picchiata e toccata nelle parti intime Oggi gli amministratori e il grillino Scibona tenteranno ancora di violare la zona rossa
di Cosimo Caridi

ette arresti, una militante No Tav che denuncia di essere stata percossa e toccata nelle parti intime, tredici agenti feriti. il bilancio di unaltra notte di scontri in Val di Susa. Quella tra venerd e sabato. Cappuccio nero, scarpe da montagna e torcia elettrica, un serpentone di 400 NoTav si arrampica sul sentiero che da Giaglione porta alla Clarea. Poche le bandiere del movimento e pochi i valsusini, ci sono invece attivisti che arrivano da tutta Italia e poi francesi, tedeschi, greci e altri ancora. Parte di questi ha trovato ospitalit nel campeggio di Venaus. Altri sono arrivati in macchina dopo aver superato i blocchi lungo la valle. Prima ancora che la manifestazione iniziasse oltre 120 persone erano state identificate. Il corteo si muove velocemente. Il morale alto, gli attivisti intonano cori contro la polizia e contro il treno ad alta velocit. Dopo venti minuti di marcia il gruppo si ferma, cala il silenzio, le torce si spengono e dagli zaini emergono caschi e maschere antigas. La polizia gi fuori dai cancelli, dice un manifestante mentre sinfila un k-way nero con stampato sopra Resistenza NoTav. Sono gi al ponte in tenuta antisommossa annuncia una vedetta.

e ben lontani dal loro obbiettivo: la recinzioni del cantiere. Le Forze dellordine attendono schierate. Spuntano gli scudi artigianali dei NoTav, si forma una linea. Il silenzio viene interrotto dallo sbattere di due pietre. una sorta di segnale, i NoTav sanno che non potranno arriva-

IL SENATORE M5S Ho perso il conto, forse questa la diciassettesima ordinanza che vieta laccesso allarea, inaccettabile
re alle reti e scelgono di attaccare. Pietre, bengala e petardi. La polizia risponde immediatamente con i lacrimogeni, che rimbalzano sui tronchi degli alberi diventando proiettili impazziti. Spuntano delle fionde, laria si fa irrespirabile: Chi ha le maschere antigas vada avanti!. La guerriglia prosegue per oltre unora. Le forze dellordine riescono a scendere sul sentiero a spaccare in due il corteo. Le retrovie vengono tagliate fuori e la testa del corteo resta chiusa tra due cordoni di polizia. I NoTav decidono di rientrare, in molti fuggono per i boschi. in questi momenti che vengono fatti i fermi, 7 dei quali si tramuteranno in arresti, tutti legati agli ambienti antagonisti fanno sapere dalla questura di Torino. Mi hanno colpita alle spalle nei boschi e poi trascinata dentro al cantiere, dove mi hanno ancora

colpita e toccata nelle parti intime. Marta Camposana, 33 anni pisana, una dei due fermati e poi denunciati a piede libero per resistenza. Mi hanno portata in questura e poi denunciata solo perch avevo nello zaino Maalox a limoni, che servono ad alleviare leffetto dei gas. I NoTav hanno fatto il conto dei feriti ieri a Susa: sono almeno 63, ma molti di loro non si rivolgeranno allospedale per paura di essere identificati dalla polizia. Dalla questura di Torino denunciano invece 13 agenti feriti. Immediata la dichiarazione di solidariet di Angelino Alfano: Si tratta di episodi gravissimi che, per modalit e violenza, non possono definirsi manifestazioni di dissenso, ma sono dei veri e propri at-

tacchi mirati alle Forze dellordine. Lo Stato non si ferma e non consente alcuna forma di intimidazione.
OGGI UN GRUPPO di amministratori locali NoTav, guidati da Marco Scibona, senatore M5s, tenteranno nuovamente di infrangere la zona rossa: Ho perso il conto, forse questa la diciassettesima ordinanza che vieta laccesso allarea, incacettabile. Scibona non ha partecipato al corteo di venerd notte: Ho scelto altri metodi per combattere questa battaglia ma non posso dire se una cosa pi giusta dellaltra. Il movimento NoTav sempre stato eterogeneo e una parte di esso accetta i sabotaggi in un contesto di guerriglia ambientale

RAZZISMI La Valandro? Molliamola a 20 negri cco, ci mancava anche il consigliere di Sel che grida al contro-stupro. Mollatela con venti E negri, scrive su facebook Angelo Romano Garbin,
consigliere comunale a Cavarzere, in provincia di Venezia, riferendosi a Dolores Valastro, la consigliera leghista che, inviperita con la ministra Cecile Kyenge, aveva invocato su facebook: Nessuno che la stupra?. Razzismi incrociati, che ridanno fiato alla parte peggiore del Paese. E alle polemiche. Lex ministro Maroni parte a testa bassa contro la doppia morale della sinistra boldriniana. La presidente della Camera Boldrini lo blocca censurando duramente il contro-insulto e chiosando: Il pregiudizio non ha colore, come non lo ha il pi squallido maschilismo. Mentre Sinistra e Libert avvia le procedure di espulsione di Garbin.

Muore fuggendo dalla polizia


IL SENEGALESE PER SCAPPARE AFFOGATO NEL TORRENTE ROJA A SANREMO
morto, annegato. Anche in questo ca so, davanti ad una folla distratta di turisti. Incurante. Stavolta per non si parla di Lampedusa, siamo al capo opposto dellItalia: a Ventimiglia. A poche centinaia di metri dal confine con la Francia. Mame Mor Diop questo il nome del ragazzo senegalese scomparso ieri mattina morto. I suoi amici, quelli che erano con lui dicono per che in qualche modo stato ucciso. Dalla polizia. Eccole, allora, le ultime ore di Mame Mor. Ieri mattina, da Sanremo aveva preso il treno per andare a Ventimiglia. Lui, venditore ambulante, aveva saputo che ogni sabato nella citt di confine c un mercato, affollatissimo. Una volta arrivato, ha steso un telo di stoffa e ha esposto la mercanzia. Un po di portafogli e portamonete. Di marca. Ma ovviamente contraffatti. Poi, ad un tratto s acagenti, che urlavano: corto che stava per iniPrendetelo, prendetelo. ziare una retata. E ha coStremato il ragazzo si minciato a correre. voltato, ha riprovato a rag scappato, tenendosi giungere laltra sponda. ben stretta la borsa. Ha Ma lacqua lo ha sopraffatcorso fino a che non si to. trovato sulla sponda del Inutile dire che la versione Roja. Ha pensato che la della polizia diversa. Gli salvezza fosse al di l agenti dicono che hanno del torrente. Cos non ci Ventimiglia LaPresse tentato di tutto per salvarha pensato due volte e s lo, chiamando in aiuto due gettato in acqua. Allaltra sponda, per, bagnini. Una versione che non ha convinto non mai arrivato. I suoi amici, uno in par- per la comunit senegalese. Pochi minuti ticolare che stava scappando con lui, rac- dopo che si era sparsa la notizia, una cinconter che Mame Mor Diop si subito quantina di ragazzi, si sono riuniti ed in accorto di essere in difficolt. Ha chiesto corteo hanno raggiunto la Questura. Il coraiuto. A met del guado, avrebbe provato a teo ha sfiorato il mercato, dove i giovani si tornare indietro. Ma a quel punto, pronti a sono dovuti prendere anche gli insulti dei immergersi avrebbe trovato un gruppo di commercianti. Molta tensione.

CON UNORDINANZA prefettizia la zona rossa attorno al cantiere stata allargata fino al torrente, una cinquantina di metri in pi rispetto a prima. Questo costringe i manifestanti a rimanere nei boschi, senza uno spiazzo nel quale radunarsi

t h g i l i t n e m i t n e s satira &
21 LUGLIO 2013

ITS FUN!

Geopolitica delle cazzate


Se un normale essere umano facesse una cazzata e poi, come se niente fosse, la rifacesse identica per tre volte di seguito, saremmo portati a credere che sia un idiota. Se, invece, la stessa cosa la fanno le superpotenze siamo portati a credere si tratti di una strategia geopolitica. Dopo Afghanistan, Iraq e Libia, eccoci pronti alla cazzata Siria. Basta pensare che ogni volta che i media ci raccontano cosa sta succedendo a Damasco, citano LOsservatorio dei diritti umani in Siria. Organismo autorevole? Pu darsi. La struttura minima dato che si tratta di una sola persona, il signor Rami Abdulrahman, proprietario di un negozio dabbigliamento a Londra. Anche se, sempre a Londra, un altro siriano sostiene di essere lui il fondatore dellOsservatorio e che Rami sarebbe un cer. to Osama Ali Suleiman, che avrebbe rubato la password del sito, impossessandosene. Luno o laltro che sia, scatenare o no la terribile macchina da guerra degli Usa e dei loro alleati dipende anche dalle informazioni raccolte (?) dall Osservatorio. Con tutti i fantastiliardi di dollari spesi in armi e spionaggio, finir che bombarderemo Assad perch ce lha detto Rami. Poi dicono che irrazionale fare la guerra perch lo vuole Allah!

Il fattore K
La Nazione, scossa dal caso Alfano, in un improvviso sussulto di consapevolezza ha capito: la colpa del kazako! Non solo nel caso Alfano (che, essendoci di mezzo Alfano, non fa testo) ma in tutti i casi. Lo sapevamo ma non avevamo il coraggio di gridarlo: non siamo noi che abbiamo distrutto leconomia, non siamo noi che evadiamo le tasse, non siamo noi che corrompiamo e ci facciamo corrompere! che c sempre un kazako pronto a strumentalizzarci. Stanno dappertutto, i kazaki. Non li noti perch sembrano uguali a noi, solo con gli occhi stretti stretti come chi sta pigliando la mira per ficcartelo su per il culo. Perfino questo pezzo, puro cazzeggio su una faccenda molto seria, non lho mica scritto io! stato un kazako, lo giuro. Uno uguale a noi ma con quegli occhi stretti stretti

MA CHE COLPA ABBIAMO NOI?

MANNELLI

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ROBECCHI

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BIOCRAZIA

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ALFANEIDE
La funzione dellorgano

I PORTAPENE
uno scandalo che Alfano rimanga al suo posto dopo aver consentito la vile operazione contro mamma e figlia kazake. Ma non uno scandalo che i funzionari che l'hanno autorizzata, organizzata e gestita paghino e siano licenziati e sputtanati. Hanno eseguito ordini superiori? Se erano sbagliati, ingiustificati, illegali dovevano rifiutare. facile fare carriera piegando la testa ad ogni desiderio dei potenti, facile vivere tranquilli mettendosi la comoda livrea del servo incaricato del guardaroba che, a richiesta del padrone, frega il portafoglio agli ospiti. Il minimo che si pu chiedere che se vengono beccati, paghino. Si dice: ambasciator non porta pene. Ma questi sono prefetti. E dovrebbero portare.

FARE CHIAREZZA!

di Alessandro Robecchi

Dopo il pasticcio kazako cadono le prime teste: si dimette laiuto-cuoco dellautista di Alfano
Angelino Alfano su tutte le furie: quando ha saputo di essere ministro dellinterno ha perso le staffe. Rimossa dallincarico anche linsegnante di pilates di Emma Bonino: Non poteva non sapere. Intanto, il regime di Astana punta sul turismo: Visitate il Kazakistan prima che il Kazakistan visiti voi!

: Il pasticcio kazako agita ancora le acque politiche del Paese. Angelino Alfano ha reagito con utile incredulit:Io? Ministro dellInterno? Ma va? E Non sono un . da quando?. Anche Enrico Letta ha valutato i fatti con grande attenzione: La Bonino agli cose Esteri nel mio governo? Ma dite sul serio? Voglio Non le due vedere le carte!. E la ferma reazione della nello politica ha fatto cadere le prime teste. Ha co, almeno. minciato ieri Nerina Sguazzoni, figlia del macellaio di Casal Palocco dove viveva la signora Shalabayeva con sua figlia.Mi aveva ordinato sei costolette di vitello dice in lacrime Nerina e io le ho portato diciotto hamburger. Dimissioni accolte dal Parlamento. Anche Alfonso Cericioni si presentato ieri alla Camera per rimettere il suo mandato: Ero lelettrauto della signora Alma e non sono riuscito a farle partire la Mercedes. Se ce lavessi fatta ora sarebbe libera. Sulle dimissioni del giardiniere della villa di Casal Palocco, Giorgino Finazzi, invece, il Pd si divide. Prenderemo una decisione entro Natale del 2043 dice una nota del partito subito dopo il congresso. Sulla baby-sitter al servizio della signora Shalabayeva, invece, il PdL fa quadrato: Ha solo 23 anni e Silvio Berlusconi si preso a cuore la sua situazione.

RENZI idiota stesso momento

IO: CASALEGGri ma

II

"Una settimana p a dire del voto fui l'unico mo pri che saremmo stati il to cadu partito. Se non ac o m stato perch vivia alia in un paese come l'It , senza la televisione che influenza il voto ezzo, come nessun altro m %". avremmo preso il 40 . Senza Internet, 0%..

Alfano? No Alpitour? Ahiahiahiahi!!!

ALTROVE

di Saverio Raimondo

acc comprato essersien ori. dei s at on b Era un eu o: n m i t inves o mt no e costavan . i o dei su

CONI LUSo BERu di t a s

E allora?

una vacanza low cost all'estero: l'estradizione. Farsi estradare dall'Italia, infatti, facile e conveniente: grazie alla partnership fra Ministero degli Interni, polizia e servizi segreti stranieri, vi vengono a prendere a casa e, dopo una breve sosta in una stazione di polizia, all'Ufficio Immigrazione e in un Cie (Centro di identificazione ed espulsione), vi portano all'aeroporto di Ciampino, il tutto a spese delle Stato italiano; mentre il volo su jet privato gentilmente offerto dal paese straniero in cui andrete a villeggiare. Nessun problema se avete bambini: con l'offerta Family estradano anche loro. E non vi preoccupate dei documenti: ci pensano loro! - faranno carte false pur di portarvi in vacanza all'estero. Le mete sono esotiche: si va dall'Egitto (come nel caso del signor Abu Omar) al Kazakistan, meta calda dell'estate 2013; ma potete scegliere fra un vasto assortimento di paesi senza garanzie dal punto di vista dei diritti umani e dove viene ancora praticata la tortura - insomma, c' da divertirsi.Soddisfatti o rimpatriati in Italia, assicurano da Palazzo Chigi; ma fin'ora nessuno mai tornato indietro.A lamentarsi.

Per effetto della crisi, la met degli italiani quest'anno non andr in vacanza (fonte Confesercenti). Meglio tardi che mai, per, arriva un provvedimento del governo Letta per aiutare chi si volesse fare

Mission, nuovo reality di e i diseredati del Sudan, ch

GLI INSAPUTI

di Enrico Caria

mancata cattura di Provenzano voluta a sua insaputa dal generale Mori? Maaa... ci fosse un filo rosso che lega questi fatti a insaputa dei suoi protagonisti? Claro que s! E infatti nella motivazione della sentenza che assolve Mori, il nome del colpevole sar finalmente nero su bianco: lo stafilococco granulosus! Trattasi dun batterio gram-positivo che produce esotossine in grado di inibire temporaneamente le funzioni mnemoniche dellipotalamo, quindi se una cosa evidente che la devi sapere per forza e invece non la sai, la colpa solo sua. Che poi questo schifoso organismo monocellulare faccia capolino sempre al posto giusto nel momento sbagliato sua sponte o seminato ad arte, questo tutto da vedere. Ma tant: casa Scajola affaccia ancora sul Colosseo, Alfano ancora ministro degli interni e la trattativa Stato-Mafia finalmente insabbiata. E lo stafilococco granulosus? Quello continua a farla franca, anche se una volta se l presa in saccoccia pure lui... vi ricordate Lunardi? Ministro berluscones alle infrastrutture? Quelloll. Come tanti uomini di Stato anche lui attaccato dal batterio. Solo che a suo tempo Lunardi non si diede per vinto: antibiotici con la pala e quindi, battuto il batterio, pot dire chiaro e tondo al mondo intiero: con mafia e camorra bisogna convivere! Onore al merito.

La casa al Colosseo comprata a sua insaputa da Scajola? Mamma e figlia consegnate ai kazaki a sua insaputa da Alfano? La

Pro Memoria

a del caso Lagente Ciche lItalia , o, Abu Omar se estradat ato s o f a v e vol i c s a l ece ri stato invrit panamensi o t u . dalle a o negli Usa ed tornat Cancellieri: o la Ha sbagliat are la richiesta di ha fatto f e dallambasciatore estradizionano invece che itali azako. da quello k

! A R O A R E ! E T N E FINALM

BIOCRAZIA

di edelman

nato Miracoli, settimanale che si occupa appunto di apparizioni, miracolistica e ultraterrenismo applicati ai VIP. Nel primo numero: Al Bano racconta come ha sconfitto tre volte il demonio, Juliette Binoche dice che parla con gli angeli, il Mago Zurl racconta che s fatto un giro nellaldil e ci dice com. In pi la tenera storia del gatto Toldo che depone rametti sulla tomba del padrone. Sublime sotto lombrellone o in un rifugio alpino. Vuoi mettere con un palloso editoriale di Scalfari o un micidiale approfondimento di Galli della Loggia?

LEGGE CALDEROLI (detta Porcellum, 2005)


Il sistema elettorale italiano porta la firma di Roberto Calderoli. Su ogni scheda votata. Invece di Legge Calderoli, tutti la chiamano Porcellum. Pi elegante. Fu lo stesso esponente leghista a definirla "una porcata". Rivelando il mandante. Con questa legge Berlusconi voleva impedire a Prodi di governare. Metti che Bertinotti non venga rieletto. Alla coalizione che vince alla Camera spetta un premio di maggioranza. Non cumulabile coi buoni per lacquisto di senatori. Il Porcellum non consente di esprimere preferenze. Ero giusto indeciso tra Razzi e Scilipoti. In sostanza i parlamentari vengono nominati dai segretari di partito. Certo, Pdl escluso. La legge fatta in modo che a decidere la partita del Senato siano le regioni tradizionalmente vicine al centrodestra. S Bersani, il trucco era questo. La regione che assegna pi senatori la Lombardia. Perch comprende la Calabria. Enrico Letta: "Per me il Porcellum e' il male assoluto". Mi chiedevo con cosa avesse rimpiazzato Berlusconi. Nel 2012, Pd e Pdl cerca no un accordo per modificare il Porcellum. Ma non peggiorabile. Renzi: Se si modifica il Porcellum diventa un Maialinum". E anche Benigni l'abbiamo rottamato. Dopo otto anni e tre elezioni, i giudici della Cassazione avanzano il dubbio che il Porcellum violi la Costituzione. Ora per dateci il tempo di leggerla.
twitter: @_edelman

SUL PROSSIMO NUMERO:


Ruby: "Non baciavo il culo al caprone, erano solo esorcismi eleganti". Grillo: "Patto con il diavolo?Decida la Rete"
miracolo: oltre all'espressione incazzata, ora posso farne anche un'altra diversa, nella stessa scena!".

Michele Placido: "La Madonna ha fatto il

di DETRO to ha dichiara . fallimento iga sf Ma portasse nne? Marchio

La citt

IT

Rai1 con Al Bano vip in gara tra i profughi he commentano piove sempre sul bagnato.

III

ANIMALI DOMESTICI 2

di

STEFANO DISEGNI

SE NON LO SAI, SALLO

TUTTO! VERO

Human-to-Cat Translator , proprio come suggerisce il nome, una utilissima App per trasformare il linguaggio umano in miagolii, per lesattezza 175 miagolii precampionato. Gli autori sostengono serva a comunicare con il proprio gatto. Ma se anche non fosse esattamente cos, come si pu sospettare, lidea di poter far emettere dal proprio cellulare 175 tipi diversi di miagolio irresistibile. Flat-D una sorta di assorbente intimo che nasconde un filtro a carboni attivi. Se applicato alle mutande, deodora le scorregge. Naturalmente, se la scorreggia non silenziosa qualche spiegazione bisogna comunque darla.

LINTENDITORE
di Michele Anselmi
Chi ha superato i 50 forse ricorder la canzoncina. La gente ride / non capisce mai / se cho i capelli lunghi sono fatti miei / Io dico quel che penso / vi piaccia o no / ogni si riscalda come pu intonava Antoine nelle sue Elucubrazioni. Poi anche la sua chioma si dirad, ma lui non ne fece un dramma. Niente parrucchini e niente tinture, meglio andare per mari con lamato catamarano, alla faccia di Cannella. Ma se sei una rock-star tuttora in attivit come devi comportarti? diventata addirittura materia di copertina, su Sette, il nuovo look - che parola orribile, caro DOrrico - di Luciano Ligabue, anni 53. Certo una notizia epocale che il cantante di Correggio si sia tagliato i capelli e abbia rinunciato a tingerli di quel marrone uniforme, inesistente in natura. stata una liberazione, soprattutto quando faccio la doccia. Che comodit! ha confessato il cantante, mettendosi in posa virile per il fotografo. Basta con leterna giovent boccolosa e monocroma, del resto il sale & pepe pu fare perfino simpatia quando le rughe del viso non corrispondono pi al colore dei capelli. Vedi George Clooney. Intendiamoci, Ligabue ha fatto bene, perch stava diventando alquanto ridicolo. Ma il clamore mediatico attorno a quel taglio, con successivo tam-tam su face book, che invita al sorriso. Anche se Liga fosse lunico in un ambiente musicale dove Bob Dylan (73 anni), Mick Jagger (70 anni), John Fogerty (68 anni), David Bowie (66 anni) e perfino Bruce Springsteen (64) continuano a ritoccarsi la capigliatura con la scusa del physique du rle, perch senn i fan, ritenuti conservatori, non capirebbero. A proposito di Jagger: ai primi di luglio un sua preziosa ciocca di capelli, lavati e tagliati da Chris alla Rose Hill Farm, stata venduta in unasta londinese per il corrispettivo di 4.600 euro. Memorabilia tricologiche. C solo da augurarsi che il ruspante rocker di Certe notti e Niente paura non serbi in qualche cassetto una reliquia del genere.

Direttore Responsabile Stefano Disegni Caporedattore Paolo Aleandri

Misfatto - 21 luglio 2013

Direttore Amministrativo Carlo Bancomat Pontesilli Prodotto e realizzato da: Imprese Disperate S.r.l. Sede Legale: Via Iberia 20 - 00183 Roma

Art Director Cristina Trov Segretaria di Redazione Francesca Piccoletti Elaborazione immagini Riccardo Cascino

Sede Amministrativa: Studio Pontesilli Via SantErasmo 23 - 00184 Roma

IV

Imputata di crimini contro lumanit la donna che ha bruciato nel forno un Picasso un Monet e un Matisse rubati dal figlio. Non poteva rubare un Guttuso, quel coglione?, pare abbia detto al momento dellarresto.

il Fatto Quotidiano

LA FINE DEL FASCISMO

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

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Il ventennio del Duce si consum nel 1943 in una seduta del Gran Consiglio che dur 10 ore, da sabato 24 a domenica 25 luglio Erano tre anni che lorganismo non si riuniva. Dopo tentativi e minacce incrociate, Mussolini ne usc sconfitto. Fu il crollo del regime

25 LUGLIO 1943

IL GIORNO PI LUNGO
IN UNA NOTTE AFOSA di 70 anni fa il regime di Mussolini cadde con un voto a maggioranza. Era il 25 luglio 1943. La riunione del Gran Consiglio del Fascismo, organo supremo della dittatura, inizi sabato 24 alle 17:15, con un quarto dora di ritardo, e termin nella notte che era gi domenica 25, alle 2:40. Il duce arriv stremato al fatidico appuntamento in cui prevalse a maggioranza lordi Fabrizio dEsposito

dine del giorno di Grandi, che lo sfiduciava. LItalia andava verso la disfatta bellica. Gli Alleati erano sbarcati in Sicilia il 10 luglio e il 19 bombardarono anche Roma. Dopo il Gran Consiglio Mussolini and a riferire al re Vittorio Emanuele III, sino ad allora attendista. Al termine del colloquio, nel pomeriggio del 25, il duce fu fermato e arrestato. Capo del governo fu nominato il generale Badoglio,

che aveva condotto il comando militare fascista fino al 1940. Dopo 45 giorni, l8 settembre, ci fu larmistizio con gli anglo-americani. In quel momento Mussolini era detenuto sul Gran Sasso. I tedeschi lo liberarono e il duce poi fond la Repubblica di Sal. A Verona, un tribunale speciale fascista condann a morte tutti i gerarchi che votarono la sfiducia. Solo alcuni vennero fucilati.

Palazzo Venezia mattina presto. Poco dopo le otto. Benito Mussolini seduto nel suo ufficio. La gigantesca sala del Mappamondo. Quasi spoglia. Senza poltrone, n divani o lettini. Le amanti di solito vengono ricevute e intrattenute sul tappeto oppure sul cuscino del sedile della finestra, sempre nel pomeriggio, tra le 15 e le 16. Sabato, 24 luglio. A Roma ci sono gi pi di trenta gradi. Il dittatore capo del governo, ministro e comandante supremo delle Forze armate, ministro degli Affari esteri, ministro dellInterno, presidente del Gran Consiglio del Fascismo. Mussolini telefona a Carlo Scorza, segretario del Partito nazionale fascista. Alle 17 c il Gran Consiglio, che non si riunisce da tre anni. Allinizio della settimana, il duce ha preso la decisione di convocarlo. La sera, cio, del 19 luglio, di ritorno dallincontro con Adolf Hitler a Feltre, in provincia di Belluno. Lo stesso giorno del primo bombardamento anglo-americano sulla Capitale. Le

lettere di invito sono state poi compilate da Scorza: Sede Littoria, 21 luglio XXI, riservata-personale. Il duce ha convocato il Gran Consiglio per sabato 24 alle ore 17. Il Segretario del P.N.F. (Carlo Scorza). Divisa fascista (Sahariana nera, pantaloni corti grigio-verdi). Non c lindicazione dellordine del giorno. Sul foglio, in maiuscolo, limperativo verbo del regime: Vincere. Al telefono, il duce d disposizioni meticolose a Scorza. Niente pubblicit alla riunione, la pi importante. Il duce non vuole il consueto gagliardetto del Pnf issato sul balcone. Unaltra direttiva quella di non far venire il servizio dordine, garantito in queste occasioni dai Moschettieri del duce. Dice Mussolini: Si tratta di una seduta privata, di un consiglio di guerra in cui ciascuno deve sentirsi libero completamente di esprimere il proprio pensiero. E lo deve esprimere. E niente stenografe. Se vi sar da fissare delle dichiarazioni, provvederete personalmente voi. Vi aiuter anchio, che serbo ancora una memoria di ferro. Il dittatore congeda Scorza. Abbassa la cornetta e prende in mano una lettera, giunta al partito e trasmessa dallo stesso segretario del Pnf.
Segue alle pagine 12 e 13

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I MISTERI DI QUELLA NOTTE


Libri, saggi, diari e memorie hanno cercato in 70 anni di ricostruire cosa davvero successe nel Gran Consiglio. Un interrogativo su tutti: perch il Duce non fece arrestare i congiurati di Grandi?
LA CRONACA del 25 luglio 1943 tratta principalmente da tre volumi: La lunga notte di Mussolini (Mursia, 2002) di Claudio Fracassi, gi direttore di Paese Sera e Avvenimenti; Perch e come cadde il fascismo (Mursia, 1963) di Gianfranco Bianchi, storico e giornalista; Dino Grandi 25 luglio (Il Mulino, 1983) a cura di

di Fabrizio dEsposito

Segue da pag. 11

l duce prende in mano la lettera e la rilegge. C scritto: Si avvertono le superiori autorit che il Gen. Badoglio ha gi ultimato i dettagli del suo complotto, daccordo con altri capi antifascisti e fascisti. Il complotto, per, non un segreto. Da giorni. Nella centottantasettesima riunione del Gran Consiglio, organo supremo del regime, ci saranno due linee. Entrambe vorrebbero almeno sottrarre il comando militare della guerra al duce. Su un fronte c Dino Grandi, presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, che con Giuseppe Bottai, Luigi Federzoni e Galeazzo Ciano, genero di Mussolini, ha preparato un ordine del giorno che nella parte finale, quella decisiva, si conclude con un errore di sintassi, un soggetto al singolare (quella suprema iniziativa di decisione) e un verbo al plurale (sono sempre state): Il Gran Consiglio invita il Governo a pregare la Maest del Re verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione affinch Egli voglia per lonore e la salvezza della Patria assumere con leffettivo comando delle forze armate di terra, di mare e daria secondo larticolo 5 dello Statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a Lui attribuiscono e che sono sempre state in tutta la nostra storia nazionale il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia. Grandi ha incontrato il duce gioved 22.
BENITO MUSSOLINI Arrestato il 25 luglio. Liberato dai tedeschi nel 43. Giustiziato il 28 aprile 45. Le foto dei 28 gerarchi del Gran Consiglio sono tratte dalla Storia del fascismo di Arrigo Petacco, volume quinto, Armando Curcio 1981

GIOVANNI BALELLA A capo degli industriali fascisti. Poi ai vertici di Confindustria. Morto nel 1988

EMILIO DE BONO Quadrumviro. Condannato a Verona, fu fucilato, a 78 anni, l'11 gennaio 1944

DINO GRANDI Presidente della Camera. Emigrato in Brasile, tornato in Italia nel '68. Morto nel 1988

Montecitorio, Grandi fa i conti


Alle 11:30 Grandi nel suo studio di Montecitorio. I conti sullordine del giorno non promettono bene. Undici adesioni su ventotto componenti del Gran Consiglio. Grandi, sudato e con il colletto aperto della camicia, riceve Tullio Cianetti, mussoliniano, e lo raggira sul documento. Cianetti gli chiede: Vorrei farti unosservazione: nellultimo periodo si parla di una iniziativa politica del Re, oltre a quella militare. Non ti pare che ci possa prestarsi a equivoci?. Grandi scaltro: Daccordo con te, ma come possiamo fare altrimenti? Non possiamo, in sostanza, offrire al Re il diritto diniziativa militare e negargli quella politica. Cianetti si convince: Allora una questione di forma. Grandi, sollevato: Certamente. In realt, il piano del presidente della Camera prevede un altro governo, sganciato dai nazisti, con a capo il generale Enrico Caviglia, maresciallo dItalia. Ma il re Vittorio Emanuele III vuole un altro generale nonch maresciallo dItalia: Pietro Badoglio, capo di Stato maggiore fino al dicembre del 1940.

GIACOMO ACERBO Ministro delle Finanze. Reintegrato come docente universitario. Morto nel 1969

LUCIANO GOTTARDI A capo dei lavoratori dellindustria. Condannato a Verona e fucilato nel 1944

ALBERTO DE STEFANI Economista. Fu assolto dopo la Liberazione. Pittore e poeta, morto nel '69

LUIGI FEDERZONI Presidente dellAccademia dItalia. Fugg allestero. Scrittore. Morto nel 1967

CARLO SCORZA Segretario del Pnf. Emigrato in Argentina. Scrittore e polemista. Morto nel 1988

ROBERTO FARINACCI Ras filonazista. Fugg in Germania. Preso dai partigiani, venne fucilato nel 1945

GIACOMO SUARDO Presidente del Senato. Si astenne. Teste daccusa a Verona. Morto nel 1947

GAETANO POLVERELLI Ministro della Cultura (Minculpop). Giornalista. Morto ad Anzio nel '60

Confidenze

Sullaltro fronte del Gran Consiglio c il ras Roberto Farinacci. Concorda con Grandi sul rinnovamento. Ma le sue conclusioni vanno in una direzione opposta. Una svolta filonazista. A Palazzo Venezia, Mussolini pensa di tenere la situazione sotto controllo. Al capo della polizia, Renzo Chierici, ha confidato il giorno prima, venerd 23: Non li conoscete voi, forse, questi membri del Gran Consiglio? Modesti, modestissimi dintelligenza, vacillanti nella fede, scarsamente dotati di coraggio. gente che vive di luce riflessa; se si spegnesse la sorgente, ripiomberebbero nelle tenebre donde sono usciti. Credete a me, Chierici, essi non chiedono di meglio che di essere persuasi.

QUANDO IL REGIME DISSE NO AL DUCE


nione: Grandi, Farinacci e Scorza (questultimo preparato la mattina). Poi due fogli. Lelenco dei 28 componenti del Gran Consiglio e un appunto, scritto a mano sul rovescio di un telegramma. Sette nomi di generali per il rimpasto militare. Il duce sinfila in auto. La moglie gli grida: Falli arrestare tutti, prima di incominciare. Alle 16, Grandi nel suo appartamento di Montecitorio. Si sta vestendo. Con lui c Mario Zamboni, amico e tramite con il duca dAcquarone, lemissario del re. Il presidente della Camera indossa la sahariana nera e si lamenta: Funerea casacca. A Zamboni affida una lettera per Vittorio Emanuele III. Prima di uscire, Grandi, mette in tasca due bombe a mano. Pensa: Non usciremo vivi da Palazzo Venezia. ra: la fine. Bottai, stizzito: Colpa tua, sei stato tu a parlargli. Le riunioni del Gran Consiglio si svolgono nella sala del Pappagallo, di solito lanticamera dello studio di Mussolini. Le pareti della sala sono rivestite di velluto azzurro. Tende dello stesso colore sigillano le finestre. Lafa impregna tutto. Dal soffitto pende un lampadario in ferro battuto, a forma di ruota. I tavoli sono messi a ferro di cavallo. Quello del duce il pi alto, con drappi rossi, corone di alloro e fasci doro.

Falli arrestare
Nella Sala del Mappamondo, per tutto il mattino, il duce sbriga gli affari di routine. Va a casa per il pranzo. Villa Torlonia, sulla Nomentana. La moglie Rachele ha un presentimento: Ma proprio necessaria la convocazione di stasera?. Mussolini, infastidito: Non sar che una spiegazione fra amici; non vedo perch non dovremmo farlo. Lei insiste: Amici! Puoi chiamare cos quel gruppo di traditori che ti circonda, a cominciare da Grandi?. Alle 16 il dittatore prende una cartella di cuoio. Contiene i tre ordini del giorno della riu-

Lappello
Lelenco dei 28 partecipanti suddiviso per titoli di ammissione al Gran Consiglio. Tre categorie. Nella prima, i quadrumviri della marcia su Roma, De Bono e De Vecchi. Nella seconda, i presidenti delle Camere, Grandi e Suardo, il segretario del Pnf (Scorza), i componenti del governo (De Marsico, Acerbo, Biggini, Pareschi, Cianetti, Polverelli, Bastianini, Albini), il presidente dellAccademia dItalia (Federzoni), il capo della milizia (Galbiati), il presidente del Tribunale speciale

(Tringali Casanuova), esponenti del collateralismo fascista (Balella, Frattari, Gottardi, Bignardi). La terza categoria riservata ai camerati che hanno ben meritato (Alfieri, Bottai, Buffarini Guidi, Ciano, De Stefani, Farinacci, Marinelli e Rossoni). Alla destra di Mussolini siedono i due quadrumviri. Allangolo, dove inizia la disposizione perpendicolare, c Grandi. Alla sinistra del duce, Scorza e Suardo. Mussolini entra alle 17.15. Scorza lancia il grido: Salute al duce. Risposta in coro: A noi. Mussolini indossa la divisa di comandante supremo della milizia. Va a sedersi. Incrocia le braccia e si rivolge a Scorza: Fate lappello. Scorza comincia. Tutti rispondono: Presente. Il duce pallido e ha laria stanca.

Palazzo Venezia, ore 17


I 28 gerarchi entrano a Palazzo Venezia dallingresso laterale di piazza San Marco. I Moschettieri non ci sono. Ma il cortile e linterno delledificio sono presidiati da 80 camicie nere e 60 poliziotti. Grandi rimane colpito. con Bottai. Gli mormo-

Parla il duce
Mussolini introduce la riunione. Ricorda che tutti sono vincolati al segreto. Il tono distaccato. Fa lanalisi della disfatta bellica che si sta delineando con lo sbarco in Sicilia degli Alleati. Il clima nel regime pesantissimo: In questo momento, io

il Fatto Quotidiano

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

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Renzo De Felice, il pi grande studioso italiano del fascismo che ha raccolto anche le memorie del gerarca autore dellordine del giorno che port al crollo del regime. In occasione dei 70 anni dalla caduta del duce, la casa editrice Le Lettere ha mandato in libreria tre libri curati da Francesco Perfetti: Gran Consiglio. Ultima se-

duta di Alberto De Stefani (uno dei partecipanti); La congiura del Quirinale di Enzo Storoni; Memorie di un condannato a morte di Luigi Federzoni (altro partecipante). Da leggere anche L'Italia della disfatta di Indro Montanelli e Mario Cervi, quattordicesimo volume della loro Storia dItalia (Bur Rizzoli, 1979) nonch Dal Gran

Consiglio al Gran Sasso (Mondadori, 2013) di Arrigo Petacco e Sergio Zavoli. Uno dei dilemmi irrisolti nella ricostruzione di quella notte rappresentato dalla cosiddetta passivit di Mussolini. In merito si segnala Fabio Andriola, che sulla rivista Storia in Rete, si chiede: Ma che voleva fare davvero il 25 luglio?

GIOVANNI MARINELLI Sordo, cap ben poco e vot contro il duce. Trascinato alla fucilazione nel '44

TULLIO CIANETTI Ministro delle Corporazioni. Si pent del voto. Morto nel '76 in Mozambico

GIUSEPPE BASTIANINI Sottosegretario agli Esteri. Poi ambasciatore a riposo. Morto nel '61 a Milano

EDMONDO ROSSONI Condannato allergastolo dopo la Liberazione. Fugg in Canada. Morto nel '65

CARLO PARESCHI Ministro dellAgricoltura. Condannato a Verona venne fucilato l'11 gennaio 1944

ALFREDO DE MARSICO Ministro della Giustizia. Poi senatore monarchico. Morto a Napoli nel 1985

GUIDO BUFFARINI GUIDI Ministro a Sal. Catturato dai partigiani, processato e fucilato a Milano

UMBERTO ALBINI Sottosegretario allInterno. Libero professionista a Roma, dove morto nel '73

GIUSEPPE BOTTAI Giornalista e intellettuale del regime. Ricercato poi amnistiato. Morto nel 1959

ENZO GALBIATI Capo della Milizia. Si ritir a Bordighera da fascista intransigente. Morto nell'82

CESARE M. DE VECCHI Quadrumviro. Condannato dopo la Liberazione. Missino. Morto nel 1959

ETTORE FRATTARI Capo degli agricoltori fascisti. Nel dopoguerra diresse una rivista. Morto nel '76

ANTONINO TRINGALI CASANUOVA Presidente del Tribunale speciale. Ader a Sal, mor nel '43

ANNIO BIGNARDI Sindacalista fascista. Nel 1966 giudice sportivo della Figc. Morto nel 1986 a Ferrara

GALEAZZO CIANO Genero del duce. La moglie Edda tent di salvarlo. Fucilato a Verona nel 1944

DINO ALFIERI Ambasciatore a Berlino. Ha ricoperto incarichi internazionali. Morto a Milano nel '66

CARLO A. BIGGINI Ministro dellEducazione. Ader a Sal. Morto in una clinica di Milano nel 1945

guerra. Io ho in mano la chiave per risolvere la guerra. Ma non vi dir quale. Poi la minaccia: Il re, del quale sono stato per venti anni il servitore fedele, pu dirmi, quando gli racconter domani quello che avvenuto stanotte: La guerra pervenuta a una fase critica. I vostri vi hanno abbandonato. Ma il re, che vi sempre stato vicino, rimane con voi. Questo sono certo che mi dir il re. E allora quale sar la vostra posizione? Fate attenzione signori!. I presenti vacillano. Grandi teme che il duce ribalti la situazione. Interviene: Duce, ti prego di non volerci fare il ricatto sentimentale. Ci impediresti in tal modo di compiere il nostro dovere verso il Paese e verso di te. La tua persona fuori di ogni discussione.

Ultimo giro
Alluna e dieci, Scorza legge il suo ordine del giorno. Quella della fedelt al duce. Il segretario del Pnf prolisso ma pone unalternativa: o con Grandi o con Mussolini. Il presidente della Camera sconfortato: la partita quasi persa. Suardo, presidente del Senato, ritira la firma allordine del giorno Grandi. Cianetti e altri gerarchi ci stanno ripensando. Interviene Ciano, che invoca un compromesso. Ma Bottai che frena il contromovimento a favore del dittatore: Siamo dei ragazzi o dei buffoni, che prima sottoscriviamo un documento tanto serio, e alla prima occhiata severa dei superiori ritiriamo la firma?. Sono le due. Si apre lultimo giro di interventi.

sono certamente luomo pi detestato, anzi odiato in Italia, il che perfettamente logico, da parte delle masse ignare, sofferenti, sinistrate, sottoposte alle suggestioni della propaganda nemica. Si difende. Scarica tutto su Badoglio, questo signore che sollecit di assegnargli la delega del comando delle Forze armate operanti. Mussolini parla per unora e mezzo, fino alle 19. La questione centrale il rapporto con Hitler. Il duce confida nei tedeschi, assorbiti per dal fronte russo. Le impennate retoriche sono rare. Scorza e Farinacci si guardano smarriti, pi volte. Mussolini riassume tutto con un interrogativo finale: Guerra o pace?. Resistenza o capitolazione? Per il dittatore il patto con Hitler non si discute. Conclude in latino: Pacta sunt servanda.

Sala del Mappamondo, Palazzo Venezia. Al Gran Consiglio partecipano ventotto gerarchi, tutti i nomi che contano del fascismo. Alla fine si vota lordine del giorno: che si affidi al Re il comando militare. 19 s, 7 no, 1 astenuto. Le parole di Mussolini: Signori, con questo avete provocato la crisi del regime
le 21 e 30. Polverelli, capo del Minculpop, tenta una difesa del regime. Debole. Si alza Ciano, il genero di Mussolini. Ogni resistenza un delitto verso lumanit. E sono stati i tedeschi a non rispettare i patti per tutta la condotta della guerra. Ciano espone tutte le umiliazioni subte dai nazisti. A tratti, Mussolini, gli d persino ragione. Si volta verso Scorza, alla sua sinistra, e sussurra: Verissimo. Ciano si siede. Tocca a Farinacci. Critica il duce, ma per chiedere la nazificazione del regime. Mussolini decide di intervenire per la seconda volta. Soprattutto per smentire i dissensi col re. Anzi, afferma, non contrario a restituirgli i poteri militari. Dopo di lui parlano De Marsico, Federzoni, Bignardi. La riunione va avanti da quasi sette ore. Alle 23 e 30, il duce legge un bigliettino passatogli da Scorza: Data lora, e poich restano ancora molti oratori iscritti, il segretario propone che la seduta sia rinviata a domani. Grandi scatta in piedi. Sbotta: Ah no! Scusami duce, quando si trattava dei Balilla e del Dopolavoro, ci trattenevi qui sino alle quattro del mattino. Possiamo continuare a lavorare, ora che si tratta di decidere problemi vitali per la nazione. Mussolini esita. Poi con tono distante: Sta bene continuiamo pure. Sospenderemo la seduta per una mezzora. Grandi comunque inquieto. Pensa: Quando rientreremo non troveremo lui ma la milizia a sgombrare la sala. Il duce torna nella sala del Mappamondo. Riceve alcuni gerarchi e beve una tazza di latte, zuccherato.

Il voto a maggioranza
Alle due e mezza, Mussolini decide di mettere in votazione lordine del giorno Grandi. la prima volta che il Gran Consiglio si esprime democraticamente. Per appello nominale. Scorza comincia da se stesso e grida: No. Poi Suardo, che si astiene, in lacrime. Il terzo a votare De Bono. Il primo s. Quando tocca a Ciano, Mussolini strizza gli occhi per vedere meglio. Cerca lo sguardo del genero e lo trova. Lo scambio tra i due, a distanza, lungo. I s sono 19: Acerbo, Albini, Alfieri, Balella, Bastianini, Bignardi, Bottai, Cianetti, Ciano, De Bono, De Marsico, De Stefani, De Vecchi, Federzoni, Gottardi, Grandi, Marinelli, Pareschi e Rossoni. Sette i no: Biggini, Buffarini Guidi, Frattari, Galbiati, Polverelli, Scorza e Tringali Casanuova. Farinacci vota il proprio ordine del giorno. Un astenuto, Suardo. Mussolini prende atto: Lordine del giorno Grandi accettato, gli altri decadono. Sono le 2 e 40. Il duce raccoglie le carte e chiede a Grandi: Chi porter al re questo ordine del giorno?. Grandi risponde: Il capo del governo, tu stesso. Mussolini: Sta bene, mi pare che basti. Possiamo andare. Signori, con questo ordine del giorno avete provocato la crisi del regime. La seduta tolta.

Domenica 25 luglio
Nella sala del Pappagallo, Grandi raccoglie le firme al suo ordine del giorno. Venti. Aderisce anche Marinelli, che sordo e ha capito pochissimo della discussione. Gli altri sono al buffet, panini e aranciata. La seduta riprende a mezzanotte e un quarto. Ormai domenica 25 luglio. Il primo a parlare Bastianini, sottosegretario agli Esteri. Poi Acerbo, De Stefani, Alfieri. Quindi i nemici di Grandi, Tringali Casanuova e Galbiati. Il dibattito distratto. Alluna meno cinque, il duce parla per la terza e ultima volta. Per dieci minuti. Non si alza. Rimane seduto. Si gioca tutte le sue carte, compresa quella della presunta arma segreta di Hitler: Ho lasciato a tutti la facolt di esprimere il proprio pensiero e avrei potuto facilmente impedirlo. Respingo lordine del giorno Grandi e non condivido, se non in parte, quanto ha detto Farinacci. Fascismo, rivoluzione, partito, dittatura e Mussolini sono inseparabili ormai. Non si ritorna indietro. Tra pochi giorni io avr sessantanni e potrei anche chiudere questa bella avventura che stata la mia vita. Senonch noi vinceremo la

Fino alla pausa


Il sole tramonta alle 19 e 36. Dopo il duce intervengono i due quadrumviri, favorevoli a Grandi. Ma i loro discorsi sono generici. La luce del lampadario d fastidio a Mussolini, che si scherma con la mano sulla fronte. Ha anche mal di stomaco. Ulcera. Il terzo iscritto a parlare Bottai. Si alza in piedi e attacca il dittatore. LItalia, dice, non ha le forze per resistere: Tu stesso hai dato una risposta negativa. La tua relazione stata una ben dura mazzata sulle nostre ultime illusioni. Rovescia sul duce le accuse di disfattismo. Ma Grandi, il quarto a prendere la parola, a fare una requisitoria implacabile: Un regime di dittatura, quando eretto a dottrina, a sistema, quando non pi giustificato da necessit nazionali straordinarie e impellenti sempre storicamente immorale. Soltanto il successo pu giustificarlo. Ora sconfitto, e sulla scia della propria sconfitta minaccia di trascinare la nazione nella sventura. Il duce si preme la mano sullo stomaco, per il dolore. Sono

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Sorrento, Villa Tritone arrampicata su un costone di tufo. Guarda l'intero arco del golfo. Una tenuta di dodicimila metri quadri. Benedetto Croce si rifugiato qui, per sfuggire alle bombe di Napoli. La sera del 25 luglio, il filosofo liberale annota nel suo diario: Stanco, mi ero messo a letto alle 23 quando una telefonata della signorina Elena di Serracapriola dalla sua villa, al capo di Sorrento, mi ha comunicato la notizia del ritiro di Mussolini e del nuovo governo affidato dal Re al generale Badoglio. Sono accorsi anche, udita la stessa notizia, giubilanti, il Parente e i Morelli, che erano mezz'ora prima andati via; e ci siamo intrattenuti dell'evento. Tornato a letto non ho potuto chiudere occhio fino alle quattro o pi oltre. Il senso che provo della liberazione di un male che gravava sul centro dell'anima: restano i mali derivati e i pericoli; ma quel male non torner pi.

LE GRANDI MANOVRE
Il Re Vittorio Emanuele III con il Maresciallo Pietro Badoglio nel 1943; sotto la prima pagina del Corriere della Sera

Roma, ignara, dorme


A Roma, a mezzogiorno di sabato 24 luglio, la temperatura sale a 40 gradi. Tre ore dopo, Mario Zamboni si accomoda a un tavolino del bar Castellino, poco oltre piazza Venezia. Al suo amico Dino Grandi ha promesso di consegnare una lettera per il re al duca Pietro d'Acquarone, ministro della Real Casa. Zamboni aspetta l'inizio del Gran Consiglio. Con lui c' un giornalista, Francesco Malgeri, ex direttore del Messaggero. Ma il gagliardetto del Pnf non viene esposto sul balcone dell'edificio sede del regime. Il duce, stavolta, non vuole pubblicit. Il segnale pubblico che la riunione iniziata non c'. Zamboni aspetta un po' e va via. Nella capitale, teatro e cinema sono aperti. Nonostante la guerra e l'estate piena. Al Brancaccio c' La Traviata, all'Eliseo Una fabbrica d'affari. All'Eden proiettano Signorinella con Carla Del Pog- LA CITT ASSOPITA DAL CALDO, I CINEMA APERTI, LA GENTE SEDUTA AI TAVOLINI DEI CAFF gio. Al Giulio Cesare c' Harlem, protagonista Massimo Girotti. Zamboni ha fissato a casa sua, A PIAZZA NAVONA IL SENATORE CASATI AVVICINA GIOLITTI: STANNO PER FARE FUORI IL DUCE in via Giulia, un appuntamento nella notte con Grandi, dopo il Gran Consiglio. Alle quattro di mattina di domenica 25, i due si ANIMI vedono. Con loro c' anche il duca Pietro d'Aquarone, emisSOSPESI sario di Vittorio Emanuele III. Per avere notizie sul Gran Il duca chiede al gerarca indicazioni per il nuovo governo. Il Consiglio, la moglie re far arrestare il duce nel pomeriggio successivo. Grandi di Umberto manda la sua propone un governo Caviglia, dama di corte a casa generale nemico di Badoglio, con ministri antifascisti modedella principessa rati: Alcide De Gasperi, Fulvio Milani, Paratore, Soleri, GaColonna, amica di Ciano. sparotto, Alberto Pirelli. Il duca d'Acquarone gli spiega che il re Lui telefona a notte fonda: ha idee diverse. Ha scelto BaMussolini faceva pena doglio. Grandi, stremato ma contento comunque pensa: Roma, ignara, dorme. Tutta IN ATTESA l'Italia dorme. DI NOTIZIE

PARE UN ROMANZO LINCREDULIT DEGLI ANTIFASCISTI

Invito amichevole
A Roma, in piazza della Libert, abita Ivanoe Bonomi, presidente del Consiglio e pi volte ministro nell'epoca prefascista. stato un socialista riformista, adesso liberale. uno dei punti di riferimento dell'antifascismo. Scrive nel suo diario, alla vigilia del Gran Consiglio: Viene da me un noto antifascista, il dottor Domenico Maiocco, piemontese, che in molta intimit con il quadrumviro De Vecchi. Egli mi conferma che il Gran Consiglio del fascismo si convoca e che le deliberazioni saranno di eccezionale importanza. Il De Vecchi gli avrebbe detto che nella mattinata Grandi e Federzoni lo avevano persuaso a firmare un ordine del giorno inteso a restituire al re tutte le sue prerogative, invitandolo nel contempo a farne uso per allontanare Mussolini. Il nuovo governo avrebbe fatto appello alla concordia nazionale, invitando i maggiori uomini dell'opposizione a dare la loro collaborazione. Il De Vecchi non si sarebbe fatta alcuna illusione sulla mia risposta, pure desiderava di farmi sapere preventivamente che mi sarebbe stato rivolto un invito amichevole. Ho detto al mio informatore che tutto questo mi pareva un romanzo.

Da sinistra, in senso orario: i comunisti Togliatti, Pajetta, Longo e Amendola; i principi Umberto di Savoia e Maria Jos; Benedetto Croce; Ivanoe Bonomi; il duca Pietro dAcquarone

Domenica 25 luglio, Bonomi va a casa di Bergamini, un altro liberale, in piazza del Popolo. Ci sono De Gasperi, Ruini, Casati, Della Torretta, Spataro. Sono le undici di mattina. Arriva anche Giovanni Gronchi. Porta la notizia della notte precedente.

Amendola e Giolitti
Piazza Navona, nell'imminenza del Gran Consiglio. Il senatore Casati avvicina Antonio Giolitti, giovane comunista. Gli dice: Stanno per far fuori Mussolini. Giolitti organizza subito una trasferta a Milano, dove si trova Giorgio Amendola, che dirige il centro interno del Pci. Palmiro Togliatti a Mosca. Giolitti incontra Amendola e Negarville in piazza Argentina a Milano. Gio-

litti: I senatori liberali mi dicono che il re pronto intervenire. Amendola se ne va incredulo.

Principesse in ansia
La principessa Maria Jos ha 37 anni. la moglie di Umberto, il figlio del re. Ma i due da tempo fanno vite separate. Maria Jos vive in due stanze al Quirinale. Un mezzanino, dove riceve tanti

amici: Vittorini, Montanelli, Bontempelli, Manacorda, Malaparte. A modo suo, Maria Jos si d da fare per cacciare il duce. Il duca d'Acquarone la detesta: un'interferenza molesta. La sera del 24 luglio, la moglie di Umberto manda la sua dama di corte a casa della principessa Isabelle Colonna, amica di Galeazzo Ciano. Nel suo salotto si attende l'esito del Gran Consiglio. Il genero del duce telefona alle tre di notte: Mussolini mi faceva pena.
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il Fatto Quotidiano

ALTRI MONDI

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

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Pianeta terra
MEDIO ORIENTE ISRAELE LIBERA PRIGIONIERI PALESTINESI Israele liberer un numero limitato di prigionieri palestinesi. Lo ha confermato il ministro per gli Affari strategici, Yuval Steinitz, dopo lannuncio - da parte del segretario di Stato americano John Kerry della riapertura del negoziato di pace sospeso nel 2010. LaPresse

RUSSIA NAVALNYJ: SAR SINDACO Il blogger e leader dellopposizione a Putin, Aleksej Navalnyj, scarcerato dopo la condanna a cinque anni per truffa, ha confermato la propria candidatura a sindaco di Mosca. Vinceremo, ha detto arrivando in treno nella capitale alle centinaia di sostenitori che lo attendevano. Ansa

LA TESTIMONIANZA

di Carlo Antonio Biscotto

uando nella mia stanza a Nairobi mi guardai allo specchio per la prima volta dopo mesi, non mi riconobbi. La donna che vedevo riflessa era unestranea. Ero pelle e ossa. Pesavo mi dissero dopo 32 chili. Non avevo pi il seno e mi si contavano le costole. A parlare cos Judith Tebbutt, la cittadina britannica sequestrata da una banda di pirati somali sullisola di Lamu, in Kenya, dove era in vacanza con il marito, ucciso durante il sequestro, e liberata il 21 marzo 2012, pare dietro pagamento di un riscatto da parte del governo di Sua Maest. Quando quello stesso giorno prov a farsi una doccia le gocce dacqua le ferirono la pelle come punture di spillo, tanto era emaciata e sofferente. A cena chiese un gin tonic, ma non ebbe la forza di portare il bicchiere alle labbra. Sembravo uno scheletro. Quelle foto di Judith, magra e con gli occhi spenti, fecero il giro del mondo. Per sua fortuna ora sta meglio. Le sono ricresciuti i capelli, si sente abbastanza bene e, considerati i suoi 58 anni e la drammatica esperienza vissuta, ha un bellaspetto. Judith ha appena dato alle stampe il libro A long walk home, toccante resoconto della sua drammatica esperienza. Judith e il marito stavano insieme da oltre trenta anni e il loro era considerato un matrimonio perfetto. Parlando del marito, Judith non riesce a nascondere la commozione. Si era sposata giovanissima e nel 1976 si era trasferita in Zambia dove il primo marito aveva accettato un lavoro come elettricista. L aveva conosciuto David, direttore amministrativo di un ospedale. Quando lo vidi per la prima volta pensai wow. Non sapevo nulla di lui, ma capii immediatamente che era con lui che volevo vivere il resto della mia vita, ricorda Judith. Si sposarono nel 1985 e lanno dopo nacque Ollie, il loro unico figlio.
ABITAVANO nello Hertfor-

Come uno scheletro dopo sette mesi con i pirati somali


L AGGUATO IN KENYA, IL SEQUESTRO, IL MARITO UCCISO: L INGLESE JUDITH TEBBUTT SI RACCONTA
ottenere un riscatto e che erano diretti in Somalia. La stampa li ha spesso definiti pirati, ma a Judith lespressione non piace: Erano solo dei criminali. Non vorrei si facesse confusione con laspetto romantico della pirateria.
ARRIVATI a destinazione fu rinchiusa una minuscola stanza senza finestre. Cap che doveva fare appello a tutta la sua volont per resistere, per non farsi piegare. Mi imposi di rimanere calma e di fare esercizio percorrendo la stanza avanti e indietro per tenere il mio corpo in esercizio, racconta. Rispett questo programma fin quando ebbe la forza di farlo. Per colazione le davano qualche cucchiaio di patate marce. Judith non le mangiava subito, ma attendeva le 9:30 le 6:30 in Gran Bretagna per avere limpressione di fare colazione con la famiglia. Avendo lavorato come assistente sociale non era nuova a situazioni pericolose e sapeva come entrare in rapporto con persone difficili e disturbate. I rapporti umani che riusc a creare resero la prigionia pi tollerabile. Purtroppo si ammal pi di una volta e soffr terribilmente quando venne a sapere quello che era capitato a David. Era certa che David e il figlio Ollie si trovassero a Nairobi e stessero facendo di tutto per ottenere il suo rilascio. Ma dopo un mese di prigionia le fu consentito di parlare al telefono con Ollie e seppe che David era stato ucciso la notte del sequestro durante la colluttazione con i rapitori. La notizia la gett nella dispe-

VACANZA DA INCUBO
Judith Tebbutt subito dopo il rilascio. Sotto, lisola di Lamu, in Kenya, dove venne rapita il 21 marzo 2012
A.Oppes/LaPresse

razione e nello sconforto. Sapeva che per sopravvivere doveva dimenticare il dolore e per riuscirci fece ricorso a tecniche psicoterapeutiche che aveva imparato al lavoro. Non ho mai avuto paura di essere violentata. Era chiaro che per loro non ero nemmeno una persona, ma solo un modo per fare soldi, ricorda. Pi di una volta le dissero che il giorno dopo lavrebbero fucilata perch non avevano ricevuto il denaro. La prima volta fu terribile tremai per tutta la notte, dice.
UNA COSA CHE colpisce nel libro che i criminali non sembravano consapevoli della gravit di quello che avevano fatto. Quando parlai della morte di David mi risposero che avrei potuto trovare un altro marito. Non potevano nemmeno concepire che a volte ci si sposa per amore. Nel marzo del 2012 Ollie le disse al telefono che la stavano per rilasciare. Il rilascio stato negoziato da una agenzia privata di sicurezza e quanto al riscatto Judith preferisce mantenere il riserbo. Ma oggi quali sono i suoi sentimenti nei confronti dei sequestratori? Disprezzo, repulsione, risponde. Ma anche umana comprensione. Dove vivono non ci sono industrie, non c lavoro ma solo miseria. David le manca tremendamente e finora non ha avuto il coraggio di riprendere il lavoro. Mi aspetto di vederlo entrare in casa da un momento allaltro. Ma so che non accadr mai. come perdere una gamba. Devi adattarti, ma nessuno potr ridarti la gamba.

La prima sera cenarono, poi andarono nella loro capanna priva di finestre e si addormentarono quasi subito. Mi svegliai allimprovviso nel cuore della notte e vidi David in piedi con le mani in alto. Sulle prime non ebbe nemmeno tempo di spaventarsi. Chiss perch pensai che fossero gli uomini della sicurezza, dice. Fu una questione di secondi. Quando mise a fuoco i

due uomini armati fu assalita da una tremenda paura. Vidi il terrore sul viso di David. Provai a parlargli, ma fui trascinata fuori della capanna. I rapitori erano molto giovani. Alcuni, come ricorda Judith, erano o sembravano adolescenti. La legarono e imbavagliarono e la costrinsero a salire su una barca da pesca e le fecero subito capire che lavevano rapita per

IL RISCATTO Il governo di Londra pag per il rilascio Quando mi guardai allo specchio per la prima volta non mi riconobbi: pesavo 32 chili

Un baby sotto il segno del Leone?


L ULTIMA SCOMMESSA DEGLI ALLIBRATORI, MENTRE KATE E WILLIAM RIENTRANO A LONDRA
di Caterina Soffici

Londra

dshire. Facevano entrambi un lavoro impegnativo e amavano viaggiare. Cos nel settembre del 2011 prenotarono una vacanza rilassante che iniziava con un safari di una settimana nel Masai Mara. David si era divertito un mondo. Era felicissimo, dice Judith. La seconda settimana era previsto un soggiorno in un modesto villaggio vacanze nel nord dellisola di Lamu al largo della costa del Kenya, a una quarantina di chilometri dalle coste somale. Quando sbarcarono li accolse un spettacolo mozzafiato: fiori dai mille colori, uccelli, piante meravigliose. Nel villaggio eravamo gli unici ospiti, ci disse il direttore George. David ne fu contento. Io cominciai a sentirmi a disagio.

ntanto Kate tornata a Londra, dopo aver trascorso lultima settimana a I casa dei genitori, nel Berkshire. E questo potrebbe essere un buon segno che finalmente questo Royal Baby ancora senza sesso e senza nome si decida a nascere. Lo aspettano tutti a gloria. Primi tra tutti i giornalisti e i cameramen che ormai bivaccano fuori dal St Marys Hospital di Paddington da tre settima-

ne, sotto un insolito sole e con un caldo veramente poco londinese. Anche la regina sarebbe lieta se levento non si facesse troppo attendere. Nei giorni scorsi ha sbottato che vorrebbe andare in vacanza. Gli esperti di casa reale hanno calcolato che la famiglia lascia Buckingham Palace per la villeggiatura nel castello di Balmoral il 26 luglio. Quindi tra una settimana al massimo. Il toto-data ancora il giochino di giornata e gli allibratori sono molto indaffarati. Quello britannico un popolo

Curiosi scattano foto a una finta coppia reale LaPresse

amante delle scommesse e si continua a puntare su nomi e giorno della nascita. Passato il 13 luglio, indicato allinizio da tutta la stampa, stato archiviato anche il 19 luglio, che secondo uno scoop del Daily Telegraph era la vera scadenza del termine. Lo avrebbe rivelato una fonte interna allospedale, al cui personale (medici e infermieri) sarebbe stato dato lordine di non bere alcolici per un intero mese prima del 19 luglio. Ora le puntate si spostano avanti: Carole Middleton, la madre della partoriente, si sarebbe lasciata scappare che il bambino sarebbe stato un leone. E quindi PARTO REALE dal 23 luglio al 22 agosto. Chiss se vero o lenLa regina impaziente: nesima bufala. Janet Fyle, consigliera Voglio andare dellassociazione ostein vacanza. Tra gadget triche britanniche, dice lunica cosa sensata: Il e festeggiamenti, si bambino verr quando sar pronto. Lovviet calcola un giro daffari non fa scendere la febbre di 250 milioni di sterline da Royal Baby e i sudditi

sembrano impazziti. La vendita di gadget aumenta ogni giorno. Il merchandising legato al Royal Baby un vero business. Secondo il Centre for Retail Research, tra souvenir e memorabilia se ne andranno 80 milioni di sterline e altri 76 verranno spesi in libri, biglietti e dvd. Mentre per festeggiare il lieto evento saranno spesi dai sudditi 87 milioni, principalmente in bevute si suppone. I negozi di abbigliamento per bambini non si sono lasciati scappare loccasione e sono gi in commercio magliettine con la scritta Mia nonna la regina o con Pippa mia zia, e non c inglese che non ricordi le immagini del lato B di Pippa durante il matrimonio reale. Inoltre la Zecca di Stato regaler un penny dargento a ogni beb nato nello stesso giorno dellerede la trono mentre la catena di alberghi Jurys Inn offrir una bottiglia di prosecco ai clienti che si chiamano con lo stesso nome del beb reale. La famiglia reale si conferma un business molto redditizio e sar per questo che il 77% degli inglesi non vorrebbe mai vivere sotto una repubblica.

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DOMENICA 21 LUGLIO 2013

il Fatto Quotidiano

LUIS ENRIQUE MOLTO VICINO ALLA PANCHINA DEL BARCELLONA

MONDIALI DI NUOTO, ITALIA MEDAGLIA DARGENTO NEI TUFFI

TOUR DE FRANCE, QUINTANA VINCE LA PENULTIMA TAPPA

Luis Enrique al Barcellona? Il club pagherebbe la clausola rescissoria di 3 milioni per liberare il tecnico legato per due anni al Celta Vigo. La notizia stata diffusa da Mundo Deportivo

Tania Cagnotto e Francesca Dallap hanno conquistato la medaglia dargento nel trampolino da 3 metri. Loro stato vinto dal team cinese

Nairo Quintana (Movistar) ha vinto la penultima tappa del Tour de France, ottenendo il secondo posto in classifica. Sempre maglia gialla Chris Froome (Sky)

SECONDO

TEMPO

SPETTACOLI.SPORT.IDEE

Il ritorno di Zeta Jones Dalla Russia con amore


IN RED 2 INTERPRETA UNA AFFASCINANTE SPIA SOVIETICA. MA HOLLYWOOD MI INTERESSA SEMPRE MENO, SE IL COPIONE NON MI PIACE RESTO IN FAMIGLIA
di Carlo

SORRISO DA STAR
Zeta Jones di nuovo al lavoro dopo la malattia
Ansa

Antonio Biscotto

atherine Zeta Jones ha ritrovato il sorriso. Gli ultimi anni sono stati difficili. La grave malattia del marito Michael Douglas e il disturbo bipolare che ha combattuto alla luce del sole per infondere coraggio a quanti ne soffrono, lavevano fiaccata nel fisico e nel morale. Ma ora tornata la superdiva di sempre, e le brutte esperienze le hanno rafforzato il carattere. Nella sua casa nello Stato di New York circondata dai figli, dai libri e da montagne di scarpe che espone come opere darte troppo belle per metterle appare rilassata e in forma. La sua carriera, da Le mille e una notte del 1990 a Red 2 passando per La maschera di Zorro, Entrapment e Chicago che nel 2003 le valse lOscar come miglior attrice non protagonista, quella di una star, ma la sua vita privata sembra quella di una affascinante casalinga quarantenne che accompagna i figli a scuola in Peugeot e non ha nemmeno un account su Twitter.
QUESTANNO in occasione

Douglas che poteva considerarsi guarito e Catherine riprese in mano la sua vita da attrice, sebbene al festival di Cannes Douglas abbia rivelato di aver un nuovo problema di salute, derivato, a suo stesso dire, da un eccesso di sesso orale da parte sua. Mi sembrano sciocchezze, si limita a commentare Catherine. E poi ritorna ai suoi ultimi impegni sul set. Sto molto attenta prima di accettare un parte. Lasciare i miei due figli Carys

solido e riuscito. Quale il segreto? Rispetto, spazio e senso dellumorismo, risponde Catherine sorridendo. Passiamo molto tempo insieme, ma facciamo del nostro meglio per rispettare gli spazi dellaltro. Inoltre faccio sempre in modo che la nostra sia una vita normale. Abbiamo molti amici che non lavorano nel mondo dello spettacolo e parliamo di lavoro il meno possibile.
SI MOSTRA leggermente reticente a parlare della malattia

EFFUSIONI SUL SET Nella mia carriera ho baciato Willis, Banderas, Clooney e Pitt. Del resto mio marito Michael Douglas ha fatto lo stesso con Matt Damon, dunque mi capir
10 anni e Dylan 12 un tale sacrificio che deve valerne la pena. Altrimenti preferisco starmene a casa con la mia famiglia.
AL SEQUEL DI RED, in uscita in Italia il prossimo settembre, non ha saputo n voluto resistere. un film dazione, ma divertente e siamo tutti amici. Bruce Willis un ideale compagno di lavoro e Anthony Hopkins, oltre che uno strepitoso attore, un grande amico. Lo conosco da quando ero bambina. Nel film Catherine interpreta il ruolo di Katja, unagente doppio russo di grande fascino e dalla conturbante bellezza. In una scena ho baciato Bruce con grande passione. Daltro canto nella mia carriera ho baciato Brad Pitt, George Clooney, Antonio Banderas. Mio marito nel film che ha appena girato sulla vita di Liberace ha baciato Matt Damon; quindi credo mi possa capire. Quando Catherine e Michael Douglas si sposarono erano in molti a essere scettici sulla durata del matrimonio. A tredici anni di distanza sembra

di Michael, ma capisce che non pu evitare largomento. La diagnosi mi colp con la violenza di un pugno in faccia. Non sapevo cosa fare e pensavo che non avrei retto. Ma poi le forze ti vengono: dalla famiglia, dagli amici, dagli estranei. Michael stato fantastico. una persona forte, decisa, combattiva e con i piedi per terra. La sua malattia ha rafforzato i legami in seno alla nostra famiglia. Mentre Douglas lottava contro il cancro, Catherine comCALCIO MERCATO

batteva la sua personale battaglia contro la sindrome bipolare. Quando nel 2011 la notizia fin sulla stampa scandalistica, Catherine rilascio una dichiarazione nella quale forniva tutti i dettagli sulla sua malattia. Fu un gesto coraggioso che aiut molti pazienti e molte persone che soffrono di disturbi psichici. Ne soffro da molto tempo, spiega. In passato non mi andava lidea di parlarne in pubblico. In fondo ho una mentalit riservata e molto inglese. Ma quando si venuto a sapere, ho capito che parlandone avrei aiutato molta gente. Catherine Zeta Jones confessa di essere sempre meno interessata a corrispondere allideale di bellezza hollywoodiano. Quando mi sono sposata non avevo una famiglia e avevo tempo da perdere con parrucchieri ed estetisti. Oggi queste cose le faccio solo per lavoro. Ho una palestra in casa e mi tengo in forma, ma pi una esigenza di rimanere in salute.

Fair play , pasticcio targato Uefa


di Luca Pisapia

arigi val bene il mancato rispetto del fair play finanP ziario. Dopo Pastore (43 milioni), Lavezzi (31), Ibrahimovic e Thiago Silva (62), questanno sono Cavani (64) e Marquinhos (35) ad abbandonare la Serie A per approdare al Paris Saint-Germain: unex squadretta che poteva vantare giusto un paio di scudetti e una Coppa delle Coppe fino a quando, nel 2011, stata acquistata dal fondo sovrano dellemiro del Qatar Al Thani. Un percorso molto simile a quello del Manchester City: da seconda squadra cittadina a regina del mercato continentale, da quando nel 2008 lo sceicco di Abu Dhabi Mansour ne ha fatto il fiore allocchiello dei suoi investimenti europei. Tutto questo grazie a impegni economici onerosi oltre un miliardo per i Citizens e poco meno della met per Les Parisiens che non hanno certo intaccato

della cerimonia per la consegna degli Oscar, ha cantato dinanzi a una platea di 40 milioni di telespettatori. Ero terrorizzata, ricorda. Anche il primo giorno sul set mi sento nervosa e il red carpet mi fa venire la tremarella, racconta con il suo inconfondibile accento gallese. Parlare in pubblico mi paralizza. Come me la cavo? Ho un sistema molto semplice: torturo mio marito e tutti quelli che mi stanno intorno con la mia ansia cos quando il momento di affrontare la prova che mi spaventa ogni apprensione svanita. Nel 2010 quando a Douglas fu diagnosticato un cancro alla gola, Catherine abbandon il lavoro per dedicarsi completamente a Michael. Nel gennaio 2011 i medici curanti dissero a Michael

le immense fortune di chi le possiede, ma hanno messo a dura prova la ragion dessere del fair play finanziario, la regola voluta dal presidente della Uefa, Platini: le squadre non

Michel Platini LaPresse

spendano pi di quanto guadagnato. Alla fine della stagione 2014 i club il cui rosso di bilancio nel triennio precedente supera i 45 milioni, dovrebbero incorrere in sanzioni, fino allesclusione dalle competizioni europee. Ma cos non sar. Innanzitutto perch la stessa legge offre diversi modi per aggirarla, dagli investimenti nei settori giovanili alle infrastrutture, che sono detraibili dalle perdite, fino alle sponsorizzazioni mascherate, fatte da societ che appartengono a chi controlla i club.
PARIGI LANNO SCORSO ha chiuso con un passivo di soli 5 milioni, grazie alla sponsorizzazione retroattiva dellEnte del Turismo del Qatar di 125 milioni; e Manchester ha venduto il nome dello stadio alla compagnia aerea Etihad di Abu Dhabi a 400 milioni per 10 anni. Prezzo fuori mercato, che lo stadio dellArsenal, assai pi famoso, rende dieci volte meno.

LEGGE E INGANNO PSG e Manchester fanno man bassa di campioni Platini ha voluto la norma per impedire le spese pazzefuori bilancio ma non le fa rispettare

Ovviamente tutto ci vietato, ma Platini e la Uefa hanno prima deciso di chiudere un occhio. Poi entrambi. Se un recente rapporto Ue ha quantificato in 1,6 miliardi il saldo negativo dei club calcistici nella sola stagione 2011, evidente come non siano solo Parigi e Manchester a non rispettare il fair play. Semplicemente questi due casi studio sono i pi evidenti. Sono quelli su cui si arener la prossima primavera il progetto di Platini e, come cominciano a sostenere alcuni, lirresistibile ascesa dello stesso a capo del calcio mondiale al posto di Blatter. Ci che non sospetto, ma palese, invece il gigantesco conflitto dinteressi in seno alla famiglia Platini, dato che il figlio Laurent lavora proprio per il fondo sovrano cui appartiene il PSG, che imparentato con il Manchester City, e che organizzer e detiene i diritti televisivi del Mondiale 2022. Alla faccia del fair play, finanziario e non solo.

il Fatto Quotidiano

SECONDO TEMPO

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

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COMPLOTTISTA Roberto Giacobbo, il Verificatore, la puntata pilota andata su Rai2 Ansa

TG PAPI

IL PEGGIO DELLA DIRETTA

Linea Notte... fonda sulla sentenza Ruby bis


di Paolo Ojetti

Il Verificatore che annega nel mare delle (sue) bufale


di Elisabetta

siste anche il tifo non calcistiE co, non sportivo. Si pu fare il tifo di cronaca, tifare per la notizia, scommetterci anche sopra. Ieri, per esempio, nessuno avrebbe messo un centesimo di euro per la sfiducia ad Alfano. Tutti sapevano che sarebbe uscito indenne e sullAlfano ripulito i bookmakers non accettavano puntate: lo davano a zero. La vera attesa era per il trio Fede, Mora, Minetti: colpevoli o innocenti? E quanto colpevoli o innocenti? Molto, poco, niente? Unattesa che il Tg3 delle 19,00 non ha onorato: la sentenza del trio andata come quinto titolo, dopo Letta, Napolitano, Alfano, Epifani e persino dopo le privatizzazioni vagheggiate da Saccomanni. Inspiegabile. Eppure cera anche il numero magico, il numero di Ruby Rubacuori, il numero sette. Prima sette anni a Berlusconi e venerd replica: sette a Fede e altrettanti a Lele Mora. Solo cinque a Nicole Minetti, trattamento pi delicato per signore. Si pensava a un recupero durante Linea Notte. Invece niente, sempre Letta, Napolitano, Alfano, con qualche spunto sussultorio sotto la guida di Maurizio Mannoni: si scoperto grazie a Stefano Zurlo del Giornale che esiste una linea Coppi. Attenzione, non di Coppi solo al comando con la maglia biancoceleste,

ma del Coppi avvocato Franco. La linea imposta a Berlusconi dal bravissimo legale sarebbe quella dellacqua cheta, sopire, smussare, rinculare, persino rinunciare alla prescrizione nel caso Mediaset.
CONOSCENDO il vero carattere di Berlusconi, per lavvocato Coppi deve essere una fatica quotidiana bestiale. A far da corona alla linea Coppi e alla sentenza definitiva della Cassazione che verr proprio su Mediaset, un pezzo di storia del giornalismo, Giovannino Russo, e Riccardo Barenghi, che anche quando accarezza i bambini, sembra il Mangiafuoco di Pinocchio. Tutto ruotava attorno a questa sentenza, che per Zurlo sarebbe opportuno rinviare per evitare contraccolpi soprattutto sul Pd: come restare alleati di un criminale? Barenghi concordava, ma invocava anche lo stato di diritto. Giovannino Russo se ne stava un po ai margini, stupito dei Kazachi al Viminale e dellesistenza stessa di Alfano. A nessuno dei protagonisti venuta in mente unaltra eventualit: che il Berlusconi condannato, il Pdl lo naftalinizzerebbe con la Santanch e che il vero pericolo sarebbe invece il Berlusconi assolto. questo che sfascerebbe tutto in un nanosecondo scendendo in campagna elettorale al grido: sono vergine ed ero martire.

Ambrosi

omplottisti di tutto il mondo treC mate: arrivato il Verificatore. Un giornalista che per una falsa notizia ha perso tutto lavoro, amicizia, amore e ora in cerca di vendetta. Impermeabile e occhiali a specchio, cammina sotto la pioggia o ticchetta sulla tastiera, ma il suo volto non lo vedremo mai per le oltre due ore di trasmissione. Chi questuomo assetato di oggettivit, che cita il paradosso del bugiardo - Io sono bugiardo, ma tutto quello che vi dir vero - e ammonisce i telespettatori a fare i conti con la verit?. lalias di Roberto Giacobbo, ideatore di Il Verificatore, programma per smascherare le bufale del web la cui puntata pilota andata in onda venerd scorso su Rai2. In onda, per, non va nulla che assomigli a un super quark applicato alla rete. Trattasi, piuttosto, della parodia di un thriller, in cui la realt supera la fantasia e viceversa, e che spinge chi guarda in un limbo grigio in cui tutto vero e falso insieme. Ma perch poi fare tanta fatica per cercare la verit? Meglio

chiederla ai telespettatori. Michael Jakson stato ucciso intenzionalmente? Votate su www.ilverificatore.it , chiede il Nostro al pubblico dopo un servizio sulla morte del cantante ma che centra col web? - in cui il suo medico dipinto come un uomo senza scrupoli al servizio della compagnia di assicurazione che avrebbe lucrato sul decesso (riuscendo cos a racimolare un 55% di s). Volete sapere se il Trasferimento farmacologico Frequenziale, inventato da Massimo Citro - ma che centra col web? sia affidabile? Non chiedetelo al Verificatore: lui fa gi una fatica immane ad arrivare sulle soglie dello studio medico, ma poi quando tocca a lui scappa, promettendo di tornare. E il responso? Che importa, basta fare il sondaggio: arrivata lora dei farmaci elettromagnetici? Il 57% dice che s e tanto basta.
MA LA VERA OSSESSIONE soprat-

tutto una: capire se esista una cupola nascosta che governa il mondo. Ovviamente il Verificatore non si sbilancia, ma riesce a contattare lesperto Daniel Estulin senza fargli dire nulla

sul fantomatico gruppo del Bildelberg, potenti, massoni, miliardari. Di pi: nellormai palese intento di confondere le idee, invece che chiarirle, intervista giornalisti complottisti come Giulietto Chiesa, che ammette che la cupola esiste ma che occidentale e ormai il potere dei cinesi e dunque i primi non contano nulla. Anche qui, comunque, meglio rivolgersi a quel misero 3,1 per cento di esausti telespettatori: Un governo segreto regge le sorti del mondo?, ottenendo un confortante 57%. Si parla ancora di Wikipedia, Ufo e foto ritoccate sul web: tutte false, meglio per assicurarsi il voto del pubblico con domandone retorico: Le foto che pubblicano i giornali possono essere false?. Standing ovation, 100% s. Il Verificatore ormai felice: ha dimostrato la sua tautologia e cio che di internet non ti puoi fidare (ma del barista Mario s). Salvo, ovviamente, quando su Twitter arrivano, prontamente trasmessi, messaggi celebrativi. Gli altri, come Fabio Grossi che grida che il Verificatore nudo (non stai verificando unemerita fungia) no. Quelle, si sa, sono bufale del web.

Gli ascolti di venerd

FESTIVAL DI CASTROCARO Spettatori 2,80mln Share 15,79% INGA LINDSTROM Spettatori 2,61mln Share 13,57%

LA GRANDE STORIA Spettatori 1,29mln Share 6,71% MANKIND Spettatori 1,07mln Share 5,41%

LA TV DI OGGI

8.20 Quark Atlante Immagini dal pianeta Documentario 9.00 TG1 Informazione 9.05 Dreams Road 2011 Rubrica 9.55 Linea verde Orizzonti Estate Rubrica 10.30 A sua immagine Rubrica religiosa 10.55 Santa Messa Evento 12.00 Da Piazza San Pietro Recita dell'Angelus Evento 12.20 Linea verde Estate Rubrica 13.30 TG1 Informazione 14.00 L'altra - La Tv d'autore di Renzo Arbore Rubrica 16.30 QB - All'estero quanto basta Documentario 17.00 TG1 Informazione 17.05 Nero Wolfe "Parassiti" Fiction 18.50 Reazione a catena Gioco 20.00 TG1 Informazione 20.35 Rai TG Sport Notiziario sportivo 20.40 TecheTecheT, vista la rivista Variet 21.15 Una grande famiglia "Quarta puntata" Fiction 23.30 Speciale TG1 "Furti di Mare" Attualit 0.35 Premio Roma Danza 2013 Evento 1.15 TG1 Notte - Che tempo fa Informazione

7.00 Cartoon Flakes Weekend Ragazzi contenitore 10.45 Il nostro amico Charly Telefilm 11.30 La nave dei sogni Viaggio di nozze in Zambia - Sentimentale (Ger 2009). Di Karola Meeder, con P. Fichte 13.00 TG2 Informazione 13.30 TG2 Motori Rubrica 13.45 Prima tv Rai Delitti in paradiso Telefilm 14.45 Prima tv Il commissario Herzog Telefilm 15.45 Squadra Omicidi Istanbul - Il transito Poliziesco (Ger 2012). Di Michael Kreindl, con Erol Sander, Idil ner 17.25 Nuoto, Mondiali 2013 Tuffi: Piattaforma 10m sincro Uomini Finale (Diretta) 18.45 Sea Patrol "Capitani coraggiosi" Telefilm 19.35 Lasko "Quattro biografie" Telefilm 20.30 TG2 - 20.30 Infor. 21.05 Hawaii Five-0 "Dirsi addio" Telefilm 21.50 Prima tv Under the Dome "Dentro al fuoco" Telefilm 22.40 Prima tv NYC 22 "Festa di quartiere" Tf 23.20 La Domenica Sportiva Estate Rubrica sportiva

9.40 Il magistrato Drammatico (Ita/Spa 1959). Di Luigi Zampa, con Claudia Cardinale 11.15 Doc Martin Telefilm 12.00 TG3 Informazione 12.25 TeleCamere Attualit 12.55 Prima della Prima Culturale 13.25 Passepartout Doc. 14.00 TG Regione - TG3 Informazione 14.30 A cavallo della tigre Commedia (Ita 2002). Di Carlo Mazzacurati, con Fabrizio Bentivoglio 16.15 Jack - Commedia (Usa 1996). Di Francis Ford Coppola, con Robin Williams, Diane Lane 18.10 Prima tv Squadra Speciale Vienna "L'angelo della morte" Telefilm 18.55 Meteo 3 Informazione 19.00 TG3 - TG Regione Informazione 20.00 Blob Variet 20.15 Ciclismo, Tour de France 2013 21a tappa: (Diretta) 22.35 TG3 - TG Regione Informazione 22.50 Le Prime di CinemaTre Corpo celeste Drammatico (Ita/ Svi/Fra 2010). Di Alice Rohrwacher, con Yile Vianello 0.25 TG3 Informazione

18.30 Transatlantico Attual. 19.00 News Notiziario 19.25 Sera Sport Notiziario sportivo 19.30 Il Caff: il punto Attualit 20.00 Il Punto alle 20.00 Attualit Meteo Previsioni del tempo (all interno) 20.58 Meteo Previsioni del tempo 21.00 News lunghe Notiziario 21.26 Meteo Previsioni del tempo 21.30 Visioni di futuro Attualit 21.56 Meteo Previsioni del tempo 22.00 Visioni di futuro Attualit 22.26 Meteo Previsioni del tempo 22.30 News lunghe Notiziario 22.56 Meteo Previsioni del tempo 23.00 Il Punto + Rassegna Stampa Attualit 23.27 Meteo Previsioni del tempo 23.30 Il Punto + Rassegna Stampa Attualit 23.57 Meteo Previsioni tempo 0.00 News + Rassegna Stampa Attualit 0.27 Meteo Previsioni del tempo

8.00 TG5 Mattina Informazione 9.10 Il racconto di Cathy Commedia (Bel/Fra 2011). Di Olivier Ringer, con Wynona Ringer 10.55 Bye bye Cinderella Sit com 11.35 Dietro le quinte Documenti 11.45 Melaverde Documenti (Repl.) 13.00 TG5 Informazione 13.40 Giffoni Festival Rubrica 13.45 L'arca di No Rubrica 14.00 Sangue caldo Miniserie 16.15 Fratelli Benvenuti Fiction 18.50 The Money Drop Gioco 20.00 TG5 Informazione 20.40 Paperissima Sprint Variet Condotto da Giorgia Palmas, Vittorio Brumotti con il Gabibbo 21.10 Prima tv Le inchieste dell'ispettore Zen Nido di serpi Poliziesco (GB/Irl/Ita 2011). Di Jon Jones, con Rufus Sewell, Nathalie Rapti Gomez 23.30 Un nemico nel mio letto - Thriller (Can 2004). Di Douglas Jackson, con Tracy Nelson, Michael Riley 1.30 TG5 Notte - Meteo.it Informazione

9.30 Mondiale Superbike GP Russia: Classe WSBK Gara 1 (Diretta) 11.00 Fuori giri Rubrica sportiva 11.25 Merlin Telefilm 12.10 Giffoni - Il sogno continua Rubrica 12.25 Studio Aperto Meteo.it Informazione 13.00 Mondiale Superbike GP Russia: Classe WSBK Gara 2 (Diretta) 14.20 Un topolino sotto sfratto - Commedia (Usa 1997). Di Gore Verbinski, con Lee Evans, Nathan Lane 16.20 Topolino Marty e la fabbrica di perle Fantastico (Spa/Arg 2006). Di Juan Pablo Buscarini, con Delfina Varni, Fabin Mazzei 18.30 Studio Aperto Meteo.it Informazione 19.00 Cos fan tutte Sit com 19.20 Scuola di Polizia 5: Destinazione Miami Commedia (Usa 1988). Di Alan Myerson, con Bubba Smith, George Gaynes 21.10 Archimede La scienza secondo Italia 1 Culturale 22.45 Motomondiale 2013 GP USA: Gara MotoGP (Diretta) 23.50 Fuori giri Rubrica

7.45 Mediashopping 8.15 Vita da strega Telefilm 9.20 Le storie di viaggio a... Documentario 10.00 Santa Messa Evento 11.00 Pianeta mare Documenti 11.30 TG4 Informazione 12.00 Pianeta mare Documenti 13.00 Slow Tour Documenti 14.00 TG4 Informazione 14.40 Donnavventura Real Tv 15.00 Un piedipiatti e mezzo - Commedia (Usa 1993). Di Henry Winkler, con Burt Reynolds, Norman D. Golden II 17.10 Hondo - Western (Usa 1967). Di Lee H. Katzin, con Ralph Taeger, Kathie Browne 18.55 TG4 Informazione 19.35 Tierra de lobos L'amore e il coraggio Telefilm 20.30 Tempesta d'amore Soap 21.30 Poseidon - Avventura (Usa 2006). Di Wolfgang Petersen, con Kurt Russell 23.35 L'inferno sommerso Avventura (Usa 1979). Di Irwin Allen, con Sally Field, Karl Malden 1.50 TG4 Night News Informazione

7.55 Omnibus Estate Attualit 9.50 Noi siamo angeli Telefilm 11.40 McBride - Scambio d'identit - Giallo (Usa 2001). Di Kevin Connor, con John Larroquette, Matt Lutz 13.30 TG La7 Informazione 14.00 TG La7 Cronache Attualit 14.40 Amori e ripicche Commedia (Usa 1998). Di Peter Yates, con Michael Caine 16.30 The District Telefilm 18.10 La libreria del mistero - Segreti e nostalgie Giallo (Usa 2005). Di Stephen Bridgewater, con Kellie Martin 20.00 TG La7 Informazione 20.30 Vacanze nel Paese delle Meraviglie Variet Condotto da Maurizio Crozza 21.10 The Unsaid - Sotto silenzio - Thriller (Can/Usa 2001). Di Tom McLoughlin, con Andy Garcia, Vincent Kartheiser 23.05 Mistery - Thriller (GB 1986). Di Bob Swaim, con Sigourney Weaver, Michael Caine 0.45 TG La7 Sport Informazione

LA RADIO

Radio3: Body & Soul


Body & Soul, la nostra storia disinvolta del jazz con la conduzione domenicale di Claudio Sessa ci offre la sue lezioni di jazz. Nella nuova edizione concentriamo ancora la nostra attenzione su alcune figure determinanti nella storia della musica afroamericana e quindi Sessa, rispettando per quanto possibile l aspetto cronologico, propone delle monografie di King Oliver, Sidney Bechet, Earl Hines, Art Tatum, Johnny Hodges, Ben Webster, Charlie Christian, Django Reinhardt, Woody Herman, J.J. Johnson, Bud Powell, Clifford Brown, Max Roach, Art Blakey, George Russell, Gil Evans, Jimmy Giuffre, Eric Dolphy, Roland Kirk, Steve Lacy, Julius Hemphill e John Carter. Inoltre sulla pagina web di Body & Soul sono disponibili le serie andate in onda nelle estate degli scorsi anni, dando vita a una mini enciclopedia sonora facilmente e immediatamente consultabile.

I film
SC1 Cinema 1 SCH Cinema Hits SCP Cinema Passion SCF Cinema Family SCC Cinema Comedy SCM Cinema Max SCU Cinema Cult SC1 Sport 1 SC2 Sport 2 SC3 Sport 3
17.45 Maga Martina 2 Viaggio in India S C H 17.45 Finalmente SCC la felicit 18.00 Trilli e il segreto SCF delle ali 19.05 La leggenda degli uomini SCM straordinari 19.15 Irina Palm SCU 19.20 Solo per vendetta S C H 19.20 Viaggio nell'isola SCF misteriosa 19.25 Buona giornata S C C 19.30 Elephant White S C 1 21.00 La terrazza SCM sul lago 21.00 Diaz - Non pulire questo sangue S C U 21.00 Mani di velluto S C C 21.00 Ultra Boys SCF 21.10 La fabbrica SC1 di cioccolato 21.10 Le regole della SCH truffa 22.35 Quasi amici SCP Intouchables 22.35 Alvin Superstar 3 Si salvi chi pu! S C F 22.45 Come farsi lasciare SCH in 10 giorni 22.45 Bar Sport SCC 22.55 Mega Piranha S C M 23.05 I primi della lista S C U 23.10 La fredda luce SC1 del giorno 0.05 High School SCF Musical 3 0.25 Detention - Terrore al SCC liceo

Lo sport
12.00 Golf, The 142th Open

Championship 2013 Da East Lothian Giornata finale (Diretta) S P 2 14.55 Automobilismo, Ferrari Challenge 2013 P
ortimao: Coppa Shell Gara 2 (Diretta) S P 3 16.30 Rugby, Super 15 2013

20.45 Ciclismo, Gran Fondo Pinarello (High) S P 2 21.00 Automobilismo,

Ferrari Challenge 2013


Portimao: Coppa Shell Gara 2 (R) S P 2 21.05 Calcio, Champions

League 2010/2011 Finale, da Londra Barcellona - Manchester United (Replica) S P 1


22.00 Automobilismo, Ferrari

Quarti di finale
Crusaders - Reds

(Replica)
18.00 Beach soccer, Italia

SP3

Challenge 2013
Portimao: Trofeo Pirelli Gara 2 (R) S P 2 23.00 Calcio, Manchester

Beach Soccer Tour 2013 Praia a Mare SP1 prima parte 18.55 Beach soccer, Italia

United Tour 2013


Australian A League All Star - Manchester United (Replica) S P 1

RADIO3 14.00

Beach Soccer Tour 2013 Praia a Mare seconda parte SP1

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DOMENICA 21 LUGLIO 2013

SECONDO TEMPO
FRA CUCINA E RICORDI

il Fatto Quotidiano

LETTERA APERTA

Bonino e il caso kazako un silenzio inspiegabile


di Furio

Loste poeta che sfamava i contestatori del 68


di Nando dalla Chiesa

Colombo

ara Emma, credo che, dal 1945, non ci sia mai stato un momento pi confuso e umiliante nella politica estera italiana, che vuol dire immagine e reputazione. Credo che dal 1945 non ci sia mai stato un ministro degli Esteri pi competente, creduto, autorevole. Perch tace quel ministro di fronte a questa politica? Per esempio, lambasciatore kazako, quello che ha dato gli ordini come se fosse un ministro italiano, va cacciato subito. Per esempio, lItalia deve esigere protezione e rimpatrio immediato per la donna e la bambina, se non troppo tardi. Mi domando se perfino un personaggio della triste reputazione di Nazarbayev, dittatore a vita del Kazakistan, potrebbe tenere testa alla presenza del ministro degli Esteri italiano che va a riprendersi la donna e la bambina rapite con corruzione e inganno. Da chi aspettarsi, se non da te, un intervento fermo, irrinunciabile come quello che hai avuto in Afghanistan, contro retoriche falsit e bugie, come avvenuto in tanti episodi della tua vita! Non c bisogno che ti dica la stima che ti meriti da una vita, o che ripeta lamicizia che conosci bene.

e disumana avventura (rapimento con violenza di donna e bambina per obbedire agli ordini di un dittatore in grado di compensare): si aspettano la voce di Emma Bonino. Emma, conta poco se il ministero degli Esteri sia stato o no coinvolto, come avrebbe dovuto avvenire, nella rendition (di questo si tratta) su ordinazione straniera, attraverso la cattura, con una paurosa messa in scena che non sapevamo fosse possibile in Italia, della moglie e della figlia bambina di un dissidente ricercato.
CONTA CHE in questo strano

periodo e in questo assurdo governo, sia accaduto che Em-

una bambina sono state terrorizzate e poi rapite per volere e su ordine di un governo straniero che in Italia comanda. Infatti chiaro che quel governo voleva procurarsi una donna e una bambina come ostaggi, con probabile destinazione il carcere e l'orfanotrofio. Quel governo lo voleva, lo ha ordinato, lo ha ottenuto, dallItalia e a Roma, nonostante i documenti, i permessi, i passaporti in regola (che per il ministero degli Esteri ha disconosciuto, come se fosse disinformato e incompetente (nel senso di privo di responsabilit), lasciando trascorrere il tempo che ha permesso il rapimento. Ora ci dicono che i soli colpevoli sono degli impiegati di un ministero (dellInterno), forse dellaltro (degli Esteri). Ma agli Esteri, ripeto, la titolare Emma Bonino, che non ha mai mentito come Alfano, e ha un passato molto diverso.
QUESTO GLI ITALIANI lo

MA C BISOGNO, urgente,

drammatico, e sentito da molti (specialmente da coloro che si associano alla prima frase di questa lettera), di ripensare a ci che successo dal 28 maggio in avanti fra Casal Palocco, Roma e Ciampino. Qualcosa che pi lo si copre di dichiarazioni palesemente non vere e di autorevoli esortazioni a tener duro e a continuare (s, ma che cosa?) e pi diventa uno sgradevole puzzle a cui mancano pezzi essenziali per rivelare almeno una parte di verit. Continuiamo a sentirci ripetere la comica (in questo caso tragica) frase di chi viene sorpreso nel letto sbagliato, secondo cui le cose non sono come sembrano. Le cose infatti non possono essere come sembrano. Perch la narrazione di Alma Shalabayeva al Financial Times la storia di un gravissimo reato di Stato che ha fatto il giro del mondo e mostra che alla nostra polizia stato ordinato di comportarsi come le polizie a pagamento di quei Paesi della droga dove criminalit e forze dellordine sono speculari, come lo la reciproca illegalit. Tutto ci purtroppo in Italia gi successo, basti pensare ai crimini commessi da alcuni poliziotti a Genova su diretto mandato di alcuni politici. Ma se in questi casi brandelli di verit sono affiorati nel tempo a causa della tenacia di alcuni giudici e vi sono state alcune (ma solo alcune) condanne, si deve al fatto che il contenitore del potere era omogeneo (tutta la stessa gente) ed rimasto a lungo intatto. Ecco che cosa si aspettano, invece, molti italiani, adesso, in questaltra grave

COME UN PUZZLE Alla storia mancano pezzi essenziali Agli Esteri siede una donna che ha sempre denunciato le ingiustizie. E adesso?
ma Bonino sia il ministro degli Esteri. Conta che Emma Bonino sia Emma Bonino. Dunque non solo una persona in grado di dirci se e perch il suo ministero stato messo da parte, ma come tutto ci sia potuto avvenire in violazione persino delle apparenze che spesso, ipocritamente, coprono i reati peggiori. Ormai sappiamo che una donna e FATTI DI VITA

sanno e per questo aspettavano e aspettano, la sua versione dei fatti, che non quella di Alfano, vistosamente falsa e ingiustamente truccata a danno dei sottoposti. Tutto ci ti riguarda, come riguarda me e tutti coloro che (molte volte insieme a te) si sono battuti per la difesa, per la salvezza di tante Alma Shalabayeva e bambina Alua, prelevate col terrore e la forza da Roma per farne dono a un dittatore pericoloso. Non succedeva cos con Gheddafi? Ma tu sei stata sempre la prima a denunciare. Ecco, in tanti, adesso anche coloro che non capiscono tutto il ritardo che si interposto tra i fatti e la conoscenza collettiva dei fatti, e tutti i silenzi o i toni bassi e appartati del ministero degli Esteri in questa tremenda occasione vogliono sentire la voce, la versione, il giudizio di Emma Bonino. Poich in molti sappiamo che tu non ti sei mai adattata ad alcuna ragione di Stato, in molti restiamo in attesa.

a pesca con il vino. Solo un oste poeta ormai pu dartela, mentre impazzano ovunque carpacci dananas e fragole surgelate. Ma certo: la tazza di ceramica grezza, il pozzetto di vino rosso, la pesca gialla tagliata a piccole fettine. E in pi una mano sulla spalla, come per dire guarda che profumo di abitudini dimenticate. Ernesto sempre stato cos. Libero e nemico di ogni imperialismo, compreso quello gastronomico. La barba grigia da filosofo socratico e lo sguardo ironico-malinconico da personaggio di Garca Mrquez, guarda Milano con disincanto dalla sua Taverna degli amici: giudici e avvocati e giornalisti e impiegati a pranzo, un mondo misto ma croccante di giovani alla sera, fino a tardi. Una storia che arriva da lontano. I tuoi amici del Sessantotto? Certo che li rivedo. Ogni tanto arrivano, sanno che sono qui e vengono a salutare. Claudio, Giovanna, Bubu. Mi fa piacere rivederli. Ma sai che cosa mi mette in imbarazzo? Quando arrivano qui a gruppi. Perch allora me li trovo davanti tutti vestiti e rifiniti come funzionari di banca, e mi viene automatico rivederli dopo le manifestazioni, quando arrivavano a decine e facevano quelle grandi tavolate da Strippoli. E mangiando parlavano di quel che era successo in piazza o in via Larga e brindavano alla rivoluzione.

Nativo di Tiriolo, lunico paese da cui si possano vedere insieme lo Jonio e il Tirreno, decise di andare a cercar fortuna al nord. Ma non aveva i soldi nemmeno per partire. Glieli prest un dirigente socialista locale, il padre di Francesco Forgione, lex presidente della commissione parlamentare antimafia, che ancora oggi quando a Milano va a cena da lui. Trentamila lire, mi diede. Ne spesi otto per il treno, due, e qui ride, li scialacquai in sigarette e colazioni perch non ero abituato ad avere tutti quei soldi in tasca, quindici per un letto e gli altri cinque li tenni per vivere finch avessi trovato un lavoro. Glieli ho restituiti tutti, chiarisce con orgoglio. A Milano in un giorno trovai un posto da apprendista tornitore. Ma io non sapevo nemmeno che cosa fosse un tornitore. Il datore di lavoro lo cap subito

do il men a memoria. Orecchiette alle cime di rapa, scamorza alla griglia o pur di fave e cicoria, o salsiccia, e vino ros di Corato. Commentavano le cariche della polizia, narravano gesta eroiche (le proprie) e vilt (altrui), lui si muoveva intorno complice e accogliente. Non era dei loro, ma per loro provava simpatia, come chi stato meno fortunato e se ne andato comunque dal paese con buoni ideali socialisti.
ALLA FINE IL CONTO. Ernesto stava alla cassa. Quanto ?, chiedeva ognuno. Quello che puoi, rispondeva lui. Proprio cos, e ridacchia, anche se qualcuno un po ne approfittava e io lo capivo benissimo. Ma non me ne sono mai pentito, mica faccio questo lavoro per diventare ricco, chi se ne frega. Poi, dal 78, ventanni di vino allingrosso con Strippoli. Finch nel 97 apr la Taverna nel centro della citt. Sullonda del successo prov anche lavventura parigina. Un ristorante vicino al museo dOrsay (e al partito socialista, ammicca). Da Tiriolo a Parigi, dopo avere sgobbato per decenni. Sembrava una fiaba. A Parigi andava bene. Ma era a Milano che non andava pi bene senza di lui. Cos torn e la fiaba fin. Ora l che guida con mano e barba sicure la sua impresa, sorvegliando la qualit dei cibi e i modi dei dipendenti. Affiancato da Rita, lunica moglie della mia vita. Tre piani con la cantinetta, zeppi di vini. Dove ora trovi di tutto, il monopolio del ros di Corato un ricordo di giovent. Rubesco, Grumello, Repertorio, bottiglie incartate, pareti rosse con disegni da belle poque, le sedie impagliate. Lui viene vicino con discrezione, anche se potrebbe permettersi ogni confidenza. E capisci che sempre lui nel momento della verit, quello della frutta: ci sono anguria o pesche. Anche al vino? Anche al vino. Infine il passaggio alla cassa. Difficile ora dire quello che puoi, metterebbe in imbarazzo. Allora ti guarda e sussurra venti euro. Ancora lui, quasi quarantanni dopo. E ditemi se tutto questo non poesia.

GI, STRIPPOLI. Era unicona

dei giovani contestatori milanesi. Prima fu il tempio dei panzerotti in piazza Santo Stefano, quartier generale del Movimento studentesco, poi i locali in via Tibaldi, vicino ai navigli e alla Bocconi, poi quelli in via Boccaccio. Tipica cucina pugliese, che spopolava in un mondo universitario rinsanguato dagli arrivi in massa degli studenti del sud. Io arrivai da Strippoli in un secondo momento, quando era gi in via Tibaldi. E fu il traguardo della mia vita di emigrato. La storia di Ernesto Notaro emigrato calabrese ha qualcosa di romantico.

IMMIGRATO Ernesto Notaro part dalla Calabria con 30 mila lire A Milano divenne socio di Strippoli, icona del Movimento
ma per non mandarmi via mi mise a fare le pulizie. Allora Milano era unaltra cosa. Poi cinque anni sui vagoni letto a vender bibite e far cuccette. E infine lincontro con Strippoli, il mago delle trattorie pugliesi, fino allentrata in societ con lui. Fu l che Ernesto divenne il riferimento di quelli del Sessantotto (ma anche del Settantasette). I ragazzi si intruppavano sapen-

di Silvia
n

Truzzi

Dolce & Gabbana e la lezione di B: il condannato ha sempre ragione


cipitata la regione leghista, con Maroni disposto a supplire alle mancanze del Comune manettaro. Naturalmente intervenuta anche la solita Santanch: Pisapia ha ottenuto ci che voleva: Dolce e Gabbana in serrata contro la miopia di una giunta che ragiona come un soviet e che vorrebbe Milano come Berlino Est. La condanna preventiva che il Tribunale del Popolo ha deciso per i due stilisti non tiene conto delle decine di migliaia di persone che grazie alla moda e al made in Italy hanno una occupazione.
n QUANDO la signora esterna bisogna sempre farle la tara ma purtroppo la sua non unidea isolata. E dunque, visto che la maison Dolce e Gabbana d lavoro a molta gente intoccabile. Anzi: incriticabile. Un po come quando si sostiene che B. stato votato da milioni di italiani, perci i giudici devono girarsi dallaltra parte e non procedere nei suoi confronti. Sono i diversamente uguali di questo Paese, una categoria di persone che non accetta di stare alle regole

CON DUE PAGINE sui maggiori quotidiani italiani (nel senso di due pagine dinserzione pubblicitaria) Domenico Dolce e Stefano Gabbana ieri ribadivano la loro indignazione per le parole pronunciate dallassessore del Comune di Milano Franco DAlfonso (il Comune non dovrebbe concedere spazi simbolo a chi ha riportato condanne per fatti odiosi, come levasione: la vicenda riassunta a pagina 7). Il tutto dopo aver twittato allindirizzo del municipio meneghino un bel Fate schifo. Non solo: per protesta i due hanno chiuso i loro negozi milanesi. E questo nonostante lassessore DAlfonso avesse spiegato che le sue parole riportate da Il Giornale non erano una presa di posizione del Comune, ma una sua opinione personale, per di pi informalmente espressa. Nel comunicato, i due stilisti affermano di non essere pi disposti a subre ingiustamente le accuse della Guardia di finanza, e dellAgenzia delle Entrate, gli attacchi dei pm e la gogna mediatica cui siamo sottoposti da anni. Burrasca metropolitana: la giunta, han detto in molti, mortifica la moda. E proprio in un momento in cui Milano subisce la concorrenza di Parigi! In soccorso si subito pre-

come tutti gli altri perch le regole sono lacci, sono dimpiccio. E allora si pu fare e dire tutto: anzi, a queste persone consentito dire tutto. Berlusconi ha potuto insultare per anni pressoch indisturbato magistrati rei di aver fatto il dovere che la professione imponeva loro, ha potuto scatenare giornali e televisioni di sua propriet con una violenza inaudita contro quei giudici. Dunque oggi non stupiamoci se due stilisti (comunque condannati in primo grado) possono dire fate schifo. Fate schifo non una lamentela, non un commento a unopinione diversa dalla propria. unoffesa ed rivolta a unistituzione. Per questo passato in secondo piano. Di pi importa crocifiggere lassessore incauto, le sue gaffe e le battute improvvide. Si guarda il dito e non la Luna, si critica chi ricorda una condanna penale e non chi quella condanna lha ricevuta. Il mondo allincontrario. La presunzione dinnocenza non centra nulla: larticolo 3 della Costituzione sempre pi una bella favola in un paese da incubo.

il Fatto Quotidiano

SECONDO TEMPO

DOMENICA 21 LUGLIO 2013

19

A DOMANDA RISPONDO
Furio Colombo
Pd, volete anche il bunga bunga?

Alla fine lo hanno fatto davvero: hanno votato respingendo la sfiducia ad Alfano, contro ogni logica, calpestando i fatti. Lo hanno fatto in modo ben pi compatto rispetto al voto vigliacco che precluse a Prodi il Quirinale. Ora, a futura memoria, c anche limmagine emblematica: i Parlamentari del Pd che, in piedi, applaudono verso il famiglio, marionetta di Berlusconi. In un crescendo surreale da incubo, ci hanno fatto assistere alla congiura dei 101, alla resurrezione di Mr B., al tradimento totale del voto degli elettori, allabbandono di ogni riforma, fino al governo dell'inciucio con a capo il Nipote, ostaggio del Caimano. Non si vede quale altra infamia politica possano riservarci ancora personaggi cos. Magari, chiss, si scoprir che anche loro partecipavano al bunga-bunga. Se nel Pd, c qualcuno che conserva ancora un briciolo di dignit e di onest intellettuale, non ha pi alcun tipo di alibi. Dovrebbe solo sentire limperativo categorico di andarsene.
Mario Frattarelli

co Letta celebrato non per amore ma per necessit. In questo matrimonio la sposa sottomessa, ovviamente Enrico Letta. Brutto anche perch qualsiasi cosa succeda, anche un fatto gravissimo, il matrimonio non si pu sciogliere. Impossibile anche perch, qualora ai due sposini venisse in mente di separarsi,

re. Bisogna che nelle scuole si torni ad insegnare in primis leducazione al rispetto dellaltro, alla non violenza. Le leggi non bastano, occorrono spazi intorno alle vittime che prestino la necessaria attenzione nei confronti dei potenziali violentatori. Non possiamo lasciare sole le nostre

Rom, i campi continuano a bruciare


CARO COLOMBO, raccolgo dai giornali tutte le notizie dei campi o baracche Rom che bruciano (o a cui danno fuoco). Ne ho un pacco, e parlo di questa estate. A quanto pare nessuno se ne occupa. Si pu saperne di pi?
Fiorenzo

bombardieri da guerra e ridare dignit e futuro alle migliaia di lavoratori senza prospettive e che da oggi, si sentiranno sempre pi presi in giro.
Alessandro Fontanesi Segretario provinciale Partito dei Comunisti Italiani Reggio Emilia

la vignetta

SAPPIAMO PER ESEMPIO che il 4 luglio stata una notte di fuoco a Castel Romano. Sono andati a fuoco tutti i prefabbricati (container) in cui erano state trasferite molte famiglie di un campo sgomberato da Alemanno. Vendetta di qualcuno (forse degli involontari vicini che non avrebbero voluto i nuovi abitanti)? Forse di chi preferiva le vecchie baracche distrutte allobbligo dei container come nuova abitazione)? In ogni caso, centinaia di persone (molte donne, molti bambini) in fuga nella notte. I volontari, che mantengono i contatti con i Rom e svolgono mediazione culturale, dicono che le case bruciate erano state assegnate a rom serbi e di una minoranza rumena, mentre i bosniaci si sono uniti al movimenti di lotta per la casa di altri cittadini. (Sto ci-

tando Rinaldo Frignani, Corriere della Sera). Ma passano i giorni, e altri nuovi insediamenti continuano a bruciare. Aggressione, vendetta o suicidio? Soprattutto la triste prova che i nomadi, bench si tratti di normali esseri umani completi di famiglie e bambini, vengono sgombrati e accampati secondo soluzioni astratte, discusse con nessuno e sensate soltanto sulle mappe di un assessore distratto. Alcuni assessori e funzionari di Alemanno, in particolare, erano distratti dal grande numero di propri familiari che dovevano assumere e mettere a carico del Comune, e non potevano certo occuparsi delle famiglie degli altri. Adesso, per, tocca a Marino e sarebbe esemplare segno di cambiamento se il nuovo sindaco si dedicasse a chiarire non solo il crescendo di incendi, certo dolosi (e pericolosi specialmente per i bambini), ma in che modo una grande citt capitale, solidale e civile, decisa a trovare soluzioni umane e condivise. Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 00193 Roma, via Valadier n. 42 lettere@ilfattoquotidiano.it

Il re dei due mondi... sbagliati

Governo ipocrita. Quante bugie

Se cade il governo Letta contraccolpi irrecuperabili. Cos Giorgio Napolitano, ma che senso ha tenerci un governo che nessuno ha votato? una menzogna allEuropa e al mondo, pura ipocrisia. Un governo dove non cambiato nulla da quello che ci ha fatto piombare nel baratro, tranne che la venuta allo scoperto delle connivenze della sinistra con la destra. Io non lo voglio e allestero se non se ne fanno una ragione lo dovranno accettare.
Rudi Toselli

a richiamarli c la voce autorevole del vecchio suocero, al quale nessuno osa opporsi. La prova dellassoluta indissolubilit di questo matrimonio stata data in questi giorni. Il fatto gravissimo accaduto. Un fatto del quale dovrebbero sentirsi responsabili tutti coloro che in questo Paese comandano: una bambina di sei anni e la sua mamma sono state sacrificate per accontentare (o obbedire?) un dittatore prepotente. Ma non si pu rischiare la separazione degli sposi.
Francesca Ribeiro

donne con i loro carnefici, spesso mariti o compagni. Spetta ad ognuno di noi riflettere al fine di ricercare quegli stimoli per ricostruire serenit, rispetto, amore per il prossimo, vero equilibrio del vivere sociale e civile, per noi stessi e per chi ci sta intorno.
Rino Basili

me si fa a non auspicare un Francesco per lItalia strangolata da 20 anni da parassiti in lotta tra loro ma pronti ad allearsi se sono minacciati?
Francesco Degni

Eliminiamo gli sprechi in nome dellessenziale

Magari un Francesco in politica

Violenza sulle donne, non lasciamole sole

Questo matrimonio non sha da fare. O no?

Brutto il matrimonio tra Silvio Berlusconi ed Enri-

Ancora una inaudita violenza di un uomo contro una donna ha colpito la nostra citt (Parma). Occorre intervenire subito, dal punto di vista culturale ed educativo, soprattutto nei confronti di quei giovani che non hanno modelli positivi da imita-

Francesco, papa deciso sui contenuti del cristianesimo e quindi sul cambiamento della chiesa. Fondamentale per lui leliminazione degli sprechi, dei privilegi, la pulizia dalla corruzione. Si razionalizzeranno, si porteranno al minimo costo possibile gli organi esistenti. Ha istituito una commissione, il 18 luglio, di otto membri di cui sette laici. Compito: studiare come eliminare subito i parassiti vaticani ed i loro enti parassitari. Co-

Mi sembra uno spreco di risorse e un privilegio per pochi che lo Stato, in un periodo di grandi difficolt economiche, si permetta il lusso di possedere circoli privati per garantire vacanze e momenti di svago ai propri dipendenti. Io stessa, che sono una dipendente pubblica, mi rendo conto che arrivato il momento di accontentarsi dellessenziale: lavoro e relativa equa retribuzione.
Maria Morrone

Ci fanno pentire di essere italiani

Ricapitoliamo un po delle cose sgradevoli capitate in questi giorni, di

quelle che ti fanno pentire sempre pi di essere italiano. Roberto Calderoli ha dato dellorango alla ministra Kyenge; il commissario (Ilva) Bondi ha attribuito lalta percentuale di tumori nel tarantino non all'Ilva, ma a fumo, alcol e povert. Che un p come dire che la colpa del buco nellozono era da attribuirsi ai fumatori. Fino ad arrivare alla vicenda Alfano-Kazakistan che ci sta facendo passare per la succursale di qualche stato dittatoriale o pseudo tale. Mancanza di senso dello Stato e di senso del pudore. Mancanza di dignit. () E poi c il Pd: un partito ormai votato al martirio... Al Senato votano cos: 226 contrari, 55 favorevoli, 13 astenuti. Giusto per ribadire chi che comanda. Il Pd uguale al Pdl: la differenza la si dovrebbe dimostrare con i fatti...
Vito Roberto Palazzo Abbonamenti

Parlamentari di Reggio Emilia Pd: nulla da dire?

Passa al Senato la mozione di maggioranza per lacquisto dei bombardieri da guerra F35, il ministro Mario Mauro dopo le dichiarazioni che per amare la pace, bisogna armare la pace, rincara che bisogna andare avanti con coerenza. Ma, la coerenza dove sta, quando c un Paese intero dove si perde lavoro?! (...) A Reggio chiude il pastificio Dallari, alla Mariella Burani di Cavriago ormai il peggio stato fatto, i parlamentari reggiani del Pd, che fino a poche settimane fa su tutti i quotidiani della citt , spergiuravano sulla loro contrariet per queste spese, ora perch votano a favore? Dov la coerenza in tutto questo? (...) Di chiacchiere ne sono state fatte tante e non saranno una cinquantina di

Lattuale governo, e gli altri prima, hanno dimostrato lincompetenza, soprattutto costituzionale, della dirigenza politica dello Stato.() Menzogne, ricatti, tradimenti, conflitti di interesse di ogni genere, politici e non, finzioni, clamorosi e sistematici inganni allopinione pubblica, conti a debito della sola collettivit, ovunque furti a piene mani dei fondi pubblici, nella complicit di chi non partecipa direttamente, abusi etnici, diffamazione tra rappresentanti dello Stato, razzismo, frottole a dismisura. Un sistema che difende solo se stesso, ogni giorno anche nelle cronache giudiziarie. Quale Stato ? Quello di Roberto Calderoli, di Angelino Alfano, della Rosi Mauro, o di Cesare Previti ministro? Quello del Pd che rinnega i propri elettori e si inginocchia ogni giorno pi in basso come quei miserevoli e squallidi mendicanti appostati strategicamente? Ma lEroe dei due mondi sbagliati, il primo - quello che Stefano Rodot definisce la costruzione di una normalit deviata del potere politico, che lascia intatti i privilegi e nega le conseguenze delle responsabilit personali - laltro quello dei cittadini , che ancora non si accorgono che tutto avviene soltanto a loro spese - si erge dallalto del Quirinale, a baluardo estremo del non pi difendibile.
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