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DIZIONARIO DEL MAL DI SCHIENA

Algia vertebrale o rachialgia Dolore localizzato alla colonna vertebrale. Anterolistesi Scivolamento di una vertebra in avanti rispetto a quella sottostante. Atteggiamento ipercifotico o dorso curvo astenico Accentuazione della fisiologica cifosi dorsale, senza alterazioni della struttura delle vertebre completamente riducibile con la correzione posturale. Atteggiamento scoliotico Deviazione laterale del rachide senza alterazioni della struttura delle vertebre completamente riducibile con la correzione posturale. Cervicalgia Dolore localizzato a livello della regione cervicale della colonna vertebrale. Cervicalgia posturale il dolore che insorge in conseguenza di posture scorrette, mantenute per tempi prolungati. Il dolore non altro che un messaggio intelligente, un segnale di allarme del rachide cervicale che cerca di far capire il suo maltrattamento ed esprime il bisogno di cambiare posizione. Infatti sufficiente cambiare posizione o correggere la postura scorretta per eliminare la cervicalgia. La cervicalgia posturale interessa soprattutto i giovani che hanno le strutture del rachide intatte. Il soggetto che soffre di cervicalgia posturale, di solito, non manifesta alcuna deformit n riduzione di mobilit articolare a livello del rachide. Cervicobrachialgia Dolore irradiato allarto superiore, normalmente determinato da una protrusione o ernia dei dischi intervertebrali cervicali. Colpo di frusta cervicale Meccanismo di accelerazione e decelerazione con trasferimento di energia al collo. Esso pu essere innescato da un incidente automobilistico con tamponamento o urto laterale, ma pu verificarsi anche durante tuffi o altri incidenti. Limpatto pu provocare lesioni alle ossa o ai tessuti molli, che a loro volta possono condurre a svariate manifestazioni cliniche. Cifosi cervicale Inversione della fisiologica lordosi cervicale. Le vertebre cervicali formano una curva a concavit anteriore e non posteriore. Cifosi dorsale Curva fisiologica a convessit posteriore formata dalle dodici vertebre dorsali. Cifosi lombare Inversione della fisiologica lordosi lombare. Le vertebre lombari formano una curva a concavit anteriore e non posteriore. Colonna vertebrale o rachide linsieme delle vertebre che costituiscono lasse del corpo umano. Le sue funzioni fondamentali sono: sostenere il tronco, il capo e gli arti superiori; proteggere il midollo spinale che passa nel canale vertebrale; permettere la mobilit del tronco e della testa. Disco intervertebrale la struttura elastica che si trova tra un corpo vertebrale e laltro: formato da una parte centrale gelatinosa (nucleo polposo), circondata dalla successione di strati fibrosi concentrici (anello fibroso). Il disco un vero e proprio ammortizzatore, capace di assorbire gli urti e le pressioni che il rachide subisce e permette i movimenti reciproci dei corpi vertebrali.

Discopatia Degenerazione del disco intervertebrale con conseguente riduzione dello spazio tra una vertebra e laltra; agevola la formazione degli osteofiti (spondiloartrosi). Dorsalgia Dolore localizzato a livello della regione dorsale della colonna vertebrale. Dorso cavo Inversione della fisiologica cifosi dorsale. Dorso piatto Riduzione o rettificazione della fisiologica cifosi dorsale. Emisacralizzazione unanomalia di differenziazione del rachide lombare. Pi precisamente viene definita emisacralizzazione della quinta vertebra lombare: quando lapofisi trasversa maggiormente sviluppata solo su di un lato. Ne consegue un punto di fissazione unilaterale, che provoca spesso una scoliosi lombare o a largo raggio con una convessit che corrisponde al lato della sacralizzazione. Endorfina Sostanza prodotta dal cervello, simile alla morfina,che svolge unazione fondamentale nel diminuire la sensibilit al dolore. Ernia discale Espulsione del materiale discale, non pi contenuto dallanello fibroso. Lernia una volta oltrepassati i limiti dellanello fibroso pu essere contenuta da un legamento longitudinale posteriore intatto: in questo caso si parla di ernia contenuta o espulsione sottolegamentosa. Se, invece, lernia pi invasiva, oltrepassa anche il legamento longitudinale posteriore ( espulsione translegamentosa) e pu perdere anche qualsiasi contatto con il disco originario (frammento discale sequestrato). In altri casi lernia, dopo aver raggiunto il legamento longitudinale posteriore, pu scivolare sia verso lalto che verso il basso (ernia migrante sottolegamentosa ). In presenza di protrusione discale o di ernia contenuta il materiale discale si limita a raggiungere il legamento longitudinale posteriore e la messa in tensione delle fibre nervose di questultimo determina un dolore lombare (lombalgia centrale). Se, invece, lernia pi invasiva comprime un nervo rachideo e diventa causa di algia radicolare. Quanto pi grave lerniazione tanto maggiore leffetto compressivo sul nervo rachideo e tanto pi estese sono le zone interessate dal dolore radicolare; oltre al dolore, la presenza dellernia discale pu provocare alterazioni dei riflessi, della forza, della sensibilit. La protrusione o lernia discale si verificano pi frequentemente tra la quinta vertebra lombare e il sacro. Questultimo disco soggetto a maggiore usura sia perch sopporta il peso di tutta la parte superiore del corpo sia perch si trova a livello della cerniera lombosacrale, dove la parte mobile della colonna si unisce a quella rigida, losso sacro. In questo caso la lesione discale pu provocare una lombosciatalgia; se, invece lernia si verifica a livello del 3 disco lombare, tra la 3 e la 4 vertebra, si ha una lombocruralgia. Fratture vertebrali da osteoporosi I cedimenti strutturali delle vertebre possono manifestarsi in modo diverso: microfratture, deformazioni a lente biconcava, cuneizzazioni, schiacciamenti veri e propri. La cuneizzazione dovuta al cedimento del muro anteriore del corpo vertebrale: si verifica con maggiore frequenza a livello dorsale (D6, D7, D8 e D9). Il cedimento del muro anteriore dei corpi vertebrali e le conseguenti deformazioni a cuneo sono responsabili dellipercifosi senile, che si manifesta con il dorso curvo e con una riduzione della statura. Gli studi hanno rilevato che le fratture interessano frequentemente oltre che la regione dorsale media anche il passaggio dorsolombare (D11, D12 e L1). Le fratture dovute allosteoporosi provocano una significativa disabilit che condiziona il sonno e le normali attivit quotidiane, il vestirsi, il camminare, il sollevare pesi anche leggeri e il trasportarli. Ilness behaviour (Comportamento da malato) Se il comportamento dovuto al dolore (pain behaviour) non adeguato, pu provocare un comportamento da malato (illness behaviour) e un dolore cronico. Ipercifosi dorsale o dorso curvo Accentuazione della fisiologica cifosi dorsale. Iperlordosi cervicale Accentuazione della fisiologica lordosi cervicale.

Iperlordosi lombare Accentuazione della fisiologica lordosi lombare. Laterolistesi Scivolamento di una vertebra lateralmente rispetto a quella sottostante. conseguenza di una situazione di instabilit che si verifica in presenza di una scoliosi lombare, con marcata rotazione vertebrale quando la comparsa dellosteoporosi e il peggioramento dellartrosi favoriscono laggravamento delle deformazioni vertebrali a cuneo. Lombalgia Dolore localizzato a livello della regione lombare della colonna vertebrale. Lombalgia acuta Dolore acuto localizzato a livello della regione lombare della colonna vertebrale che dura da meno di sette giorni. Lombalgia cronica Dolore localizzato a livello della regione lombare della colonna vertebrale che dura da pi di tre mesi. Lombalgia posturale il dolore che insorge in conseguenza di posture scorrette, mantenute per tempi prolungati. Il dolore non altro che un messaggio intelligente, un segnale di allarme della colonna vertebrale che cerca di far capire il suo maltrattamento ed esprime il bisogno di cambiare posizione. Infatti sufficiente cambiare posizione o correggere la postura scorretta per eliminare la lombalgia. La lombalgia posturale interessa soprattutto i giovani che hanno le strutture del rachide intatte. Il soggetto che soffre di lombalgia posturale, di solito, non manifesta alcuna deformit n riduzione di mobilit articolare a livello del rachide. Lombalgia subacuta Dolore localizzato a livello della regione lombare della colonna vertebrale che va da sette giorni a sette settimane dopo linsorgenza. Lombalgia subcronica Dolore localizzato a livello della regione lombare della colonna vertebrale che va da sette settimane a tre mesi dopo linsorgenza. Lombarizzazione unanomalia di differenziazione del rachide lombare. Pi precisamente viene definita lombarizzazione della prima vertebra sacrale: si hanno sei vertebre lombari e quattro sacrali. Lombocruralgia Dolore irradiato a livello della regione anteriore della coscia normalmente determinato da una protrusione o ernia del disco posto tra la terza e quarta vertebra lombare. Lombosciatalgia Dolore irradiato allarto inferiore, determinato dalla compressione del nervo sciatico. Pu interessare la natica, la regione posteriore della coscia o estendersi fino al piede. Normalmente determinata da una protrusione o ernia del disco posto tra la quarta e quinta vertebra lombare o del disco posto tra la quinta vertebra lombare e la prima sacrale. Lordosi lombare Curva fisiologica a concavit posteriore formata dalle cinque vertebre lombari. Essa una curva benefica perch permette alla colonna vertebrale di ammortizzare i numerosi carichi quotidiani. Lordosi cervicale Curva fisiologica a concavit posteriore formata dalle sette vertebre cervicali. Essa una curva benefica perch permette alla colonna vertebrale di ammortizzare i numerosi carichi quotidiani. La lordosi cervicale costituisce la curva che compensa la fisiologica cifosi dorsale e permette lorizzontalit dello sguardo. Morbo di Scheuermann Ipercifosi rigida caratterizzata da: almeno tre vertebre adiacenti, di solito a livello dellapice della cifosi, presentano una deformit a cuneo anteriore di 5 o pi gradi; piatti vertebrali irregolari;

noduli di Schmorl o ernie intraspongiose, causate dalla migrazione di una parte del materiale discale nel piatto vertebrale; riduzione degli spazi discali. Osteoblasto Cellula che presiede alla costruzione di sostanza ossea. Osteocita Cellula fondamentale del tessuto osseo, situata in una lacuna dellosso e dotata di numerosi prolungamenti che percorrono i canalicoli ossei. Osteoclasto Cellula polinucleata situata nelle lacune di tessuto osseo che ha il compito di riassorbire losso. Osteofita Piccola escrescenza ossea che si forma in unarticolazione. In conseguenza dellusura dei dischi intervertebrali, losteofita si produce a livello dei margini dei corpi vertebrali: uno dei segni della spondiloartrosi. Osteomalacia Alterazione qualitativa della massa ossea per difetto di mineralizzazione della matrice proteica. Osteopenia Riduzione della massa ossea che si produce fisiologicamente con il passare degli anni. Osteoporosi Riduzione della massa ossea e deterioramento della microstruttura del tessuto osseo che conducono ad una fragilit ossea e ad un conseguente aumento del rischio di frattura. Pain behaviour (Comportamento dovuto al dolore) Per spiegare il procedimento che pu trasformare il dolore acuto in dolore cronico Waddel ha formulato il modello concettuale del dolore, pain behaviour (comportamento dovuto al dolore) e il modello clinico della malattia, illness behaviour (comportamento da malato). Quando il soggetto in fase acuta gestisce il dolore con un atteggiamento positivo, il mal di schiena, anche se forte, passa in fretta e non restano conseguenze negative. Se, invece, il soggetto in fase acuta subisce il dolore, si scoraggia, ha paura che provochi ulteriori danni, si affida solo a terapie passive e assume un atteggiamento da malato, soffre di pi, soffre pi a lungo, si indebolisce, soggetto a continue ricadute, rischia di avere una lombalgia cronica e diventare disabile a causa del mal di schiena. Protrusione discale Sporgenza, prominenza del materiale discale che resta contenuto da un anello fibroso intatto . Rachialgia Dolore localizzato alla colonna vertebrale. Rachide Sinonimo di colonna vertebrale Retrolistesi Scivolamento di una vertebra allindietro rispetto a quella sottostante. Sacralizzazione unanomalia di differenziazione del rachide lombare. Pi precisamente viene definita sacralizzazione della quinta vertebra lombare: si hanno quattro vertebre lombari e sei sacrali. Si realizza quando le apofisi trasverse della quinta vertebra lombare sono sviluppate in modo abnorme e formano una pseudoartrosi con il sacro o con lileo: in conseguenza di tale anomalia il disco intervertebrale tra la quinta vertebra lombare e la prima sacrale risulta appena abbozzato oppure manca del tutto. Schisi la mancanza di fusione dellarco posteriore vertebrale. Raramente causa di lombalgia; la schisi interessa larco posteriore e, pertanto, non altera la solidit del corpo vertebrale nel sostenere il carico.

Sciatica o Sciatalgia o Lombosciatalgia Dolore irradiato allarto inferiore, determinato dalla compressione del nervo sciatico. Pu interessare la natica, la regione posteriore della coscia o estendersi fino al piede. Normalmente determinata da una protrusione o ernia del disco posto tra la quarta e quinta vertebra lombare o del disco posto tra la quinta vertebra lombare e la prima sacrale. Scoliosi La scoliosi idiopatica una complessa deformit strutturale della colonna vertebrale che si torce nei tre piani dello spazio; sul piano frontale si manifesta con un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale con una alterazione delle curve, il pi spesso provocandone una inversione, sul piano assiale con un movimento di rotazione . Per definizione, la scoliosi idiopatica non riconosce una causa nota, e probabilmente nemmeno una causa unica. Sindrome da decondizionamento la riduzione delle capacit fisiche di base, conseguenza tipica del dolore cronico. In conseguenza di un comportamento inadeguato conseguente al dolore, insorgono alterazioni posturali e motorie e si riducono le capacit fisiche di base, la coordinazione, lequilibrio, la resistenza, la mobilit articolare, la forza e lelasticit muscolare. Ne consegue una riduzione della funzionalit del rachide che pu provocare disabilit: essa si manifesta non solo nellincapacit di compiere attivit lavorative o sportive, ma anche nel limitare, in modo pi o meno grave, le normali attivit quotidiane. Sindrome da derangement Mckenzie ha definito, in modo intelligente, lo spostamento del nucleo polposo, derangement. Tale termine non trova un riscontro preciso sul vocabolario italiano: ha diversi significati, scompiglio, guasto, cattivo funzionamento, spostamento. Derangement indica, soprattutto, che il disco fuori posto, senza precisare se tale spostamento corrisponde ad una protrusione o ad unernia discale. Per indicare lo sviluppo progressivo del dolore conseguente allaggravamento della lesione discale Mckenzie ha ideato un neologismo: periferalizzazione. Esso esprime lo spostamento del dolore verso la periferia, cio, dal centro della colonna vertebrale verso una localizzazione pi laterale o distale. Il fenomeno della centralizzazione del dolore esattamente lopposto della periferalizzazione. Esso esprime la situazione in cui il dolore percepito lateralmente (fianco destro o sinistro) o distalmente dal centro della colonna vertebrale (arto inferiore) si sposta in una posizione pi centrale o comunque pi centrale o comunque pi vicina alla colonna vertebrale. Ad esempio un dolore che viene riferito al fianco destro e si sposta in seguito sulla colonna vertebrale a livello dello spazio tra la 5 vertebra lombare e la 1 vertebra sacrale, oppure un dolore alla coscia che si sposta sul gluteo. Il fenomeno della centralizzazione del dolore avviene solo nella sindrome da derangement e pu essere ottenuto con una corretta diagnosi meccanica attraverso la valutazione e la ripetizione dei movimenti di flessione ed estensione del rachide. Sindrome da disfunzione caratterizzata da una riduzione della mobilit articolare del rachide in uno o pi movimenti. una rigidit simile a quella che si instaura, ad esempio, a livello del gomito dopo che rimasto ingessato per 30 giorni. A livello del rachide la rigidit pu essere la conseguenza della guarigione che segue una lombosciatalgia da ernia del disco, oppure la conseguenza di un trauma o di un intervento chirurgico o, spesso, la conseguenza di una sindrome da decondizionamento. Disfunzione della flessione Esprime la riduzione della mobilit articolare del rachide in flessione. frequente nei soggetti che presentano iperlordosi e anterolistesi. Disfunzione dellestensione La limitazione dellestensione la disfunzione pi diffusa. Molto spesso si realizza gradualmente, con il passare degli anni, in chi mantiene costantemente posture in flessione. Disfunzione della flessione laterale Esprime la limitazione della mobilit del rachide nel compiere i movimenti di flessione laterale. Disfunzione per aderenza della radice nervosa Pu essere la conseguenza del processo fibroso riparativo che segue lintervento chirurgico o lautoguarigione di unernia discale. La cicatrice pu provocare una aderenza della radice nervosa al disco interessato. Conseguenza di questa sindrome la sciatalgia che si manifesta ogni volta che il soggetto effettua una flessione del rachide in stazione eretta con gli arti inferiori tesi e quando si siede a terra con gli arti inferiori tesi.

Sinostosi la fusione di due o pi corpi vertebrali: manca tra di essi il disco intervertebrale. una condizione che si verifica pi frequentemente a livello cervicale e che spesso asintomatica: la rigidit resta limitata al livello in cui si verificata spontaneamente la fusione. Spondiloartrite anchilosante Patologia infiammatoria caratterizzata da una progressiva rigidit del rachide, da una lesione dellarticolazione sacroiliaca e da una compromissione della funzionalit respiratoria. Lartrite pu interessare anche le articolazioni periferiche. Spondiloartrosi o Spondilosi Artrosi delle articolazioni della colonna vertebrale. Processo di usura della vertebra caratterizzato non solo dallusura e dallipertrofia delle faccette articolari ma anche dalla degenerazione del disco intervertebrale (discopatia), riduzione della rima articolare, formazione degli osteofiti e addensamento osseo. Spondilolisi Il termine deriva dal greco spondylos (vertebra) e lysis ( rottura o difetto); indica linterruzione dellistmo che si trova a livello dellarco posteriore della vertebra, tra la faccetta articolare inferiore e quella superiore. Listmo la parte pi delicata, pi sottile dellarco vertebrale: se c una fragilit congenita, un difetto di ossificazione, basta un piccolo trauma, una piccola caduta o la ripetizione di carichi ciclici a provocare la spondilolisi. Il 94% delle spondilolisi sono accompagnate dalla spondilolistesi: venendo a mancare la solida connessione dellarco posteriore la vertebra lombare scivola facilmente in avanti. Spondilolistesi Il termine deriva dalla parola greca spondylos, che significa vertebra e listhesis che significa scivolamento; indica, pertanto, lo scivolamento generico di una vertebra sullaltra. Tuttavia il termine spondilolistesi viene utilizzato normalmente per indicare lo scivolamento di una vertebra in avanti rispetto a quella sottostante. Pi frequentemente si ha lo scivolamento in avanti della quinta vertebra lombare sul sacro (75%); meno frequente lo scivolamento della quarta vertebra lombare sulla quinta (25%). Stenosi del canale spinale Restringimento del canale spinale o del recesso laterale o del forame di coniugazione intervertebrale. La stenosi pu essere congenita o acquisita. Solo nel 9% dei casi la stenosi congenita: provocata, cio, da malformazioni congenite o anomalie di sviluppo nei primi anni di vita. Nella maggioranza dei casi (91%) la stenosi si verifica nelle persone anziane: il canale spinale, normale alla nascita, si restringe con il passare degli anni. La causa pi comune lartrosi e lipertrofia delle faccette articolari. Altre cause sono la spondilolistesi, lernia discale, le cicatrici dovute ad un intervento chirurgico o una combinazione di tali condizioni. La stenosi pu essere centrale o laterale. Vertebra Ciascuno dei segmenti ossei che, articolandosi con altri analoghi, formano la colonna vertebrale. La vertebra composta da: corpo vertebrale, apofisi articolari, apofisi trasverse, apofisi spinosa, arco posteriore.

DIZIONARIO DELLARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE AGENESIA Mancanza congenita di un germe dentale. Pu riguardare sia i denti da latte sia quelli permanenti. BRUXISMO sinonimo di digrignamento. Identifica un anomalo e persistente movimento mandibolare con i denti delle due arcate in contatto. Determina usura delle superfici occlusali, riduzione della dimensione verticale e affaticamento muscolare. CEFALOMETRIA Complesso di misurazioni, millimetriche ed angolari che riguardano la testa nelle sue componenti: ossa, denti e tessuti molli. Il tracciato cefalometrico sul quale si eseguono tali misurazioni viene ricavato da una radiografia eseguita a distanza di metri 4.5, con proiezione laterale o postero-anteriore.

CLICKING Rumore articolare nel movimento di apertura, di chiusura od in entrambi. Si pu chiamare "schiocco" ed dovuto a mancanza di coordinazione fra il condilo mandibolare ed il menisco articolare. ECTOPIA Difetto di posizione di un dente, rilevabile fin della sua eruzione o successivamente, per mancanza necessario al suo normale inserimento nell'arcata. FACIES ADENOIDEA Aspetto tipico del soggetto che, per vizio o per ostruzione delle vie aeree dovuta ad ingrossamento delle vegetazioni adenoidee, costretto a respirare a bocca aperta, con conseguente alterazione del modello di crescita facciale. LOCKING Blocco articolare acuto. Pu verificarsi: a) in apertura, quando il paziente improvvisamente diventa incapace di aprire la bocca, se non di pochi millimetri; b) in chiusura, quando il paziente non riesce pi a chiudere la bocca. MALOCCLUSIONE Difetto nella posizione di uno o pi denti nell'arcata di appartenenza o nel modo di contattare i denti dell'altra arcata. SERRAZIONE Vizio di tenere i denti delle due arcate in contatto forzato, anche quando ci non dovuto ad un'esigenza funzionale come la masticazione e la deglutizione.

CORSI DI EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE POSTURALE IN PRESENZA DI SPONDILOLISI E SPONDILOLISTESI


Esercizi di educazione posturale La progressione di esercizi di educazione posturale permette, attraverso il controllo del bacino e della lordosi lombare, di ricercare una posizione ottimale antalgica e rieducativa che in presenza di anterolistesi richiede una riduzione della lordosi lombare. Tale posizione ottimale viene ricercata in posizione supina, quadrupedica, seduta ed eretta. Essa costituisce la posizione di partenza per effettuare gli esercizi di potenziamento e stabilizzazione del rachide. Una volta appresa la capacit di controllare e ridurre la lordosi lombare, si esercita questa capacit nei movimenti degli arti superiori e inferiori. Posizioni di rilassamento I soggetti che presentano spondilolistesi, talvolta, assumono istintivamente la posizione del cocchiere: una delle posizioni proposte da Schultz per il training autogeno, utile per rilassarsi quando non c la possibilit di distendersi e si ha a disposizione solo uno sgabello. Il bacino, appoggiato sulle tuberosit ischiatiche, in anteroversione, mentre la lordosi lombare si inverte: da concava diventa convessa. Si realizza cos unazione opposta a quella che provoca lanterolistesi, il corpo vertebrale scivolato in avanti, viene spinto passivamente allindietro 2. Parimenti utile la posizione di rilassamento che si ottiene utilizzando un tavolo: si appoggia un cuscino sotto laddome e si lascia sporgere il bacino al di fuori del tavolo con gli arti inferiori leggermente piegati e rilassati. Il cuscino serve non solo per ammorbidire limpatto con lo spigolo del tavolo ma soprattutto per ridurre la lordosi lombare: per effetto della gravit il bacino, trascinato dal peso degli arti inferiori, tende a scendere verso il pavimento realizzando unazione utile per ridurre lanterolistesi e per decomprimere i dischi intervertebrali a livello lombare. Esercizi di mobilizzazione Sono utili gli esercizi e le posture che mobilizzano il rachide lombare in flessione e gli esercizi di mobilizzazione del rachide dorsale, delle spalle, delle anche e delle caviglie. Naturalmente ogni allievo insiste di pi sugli esercizi utili per colmare le carenze di mobilit manifestate durante la valutazione funzionale del rachide. Esercizi per decomprimere i dischi Sono utili, inoltre, gli esercizi che decomprimono i dischi, la sospensione in appoggio frontale alla spalliera e gli altri esercizi effettuati in delordosi. Esercizi di potenziamento e di stabilizzazione del rachide La spondilolistesi rappresenta una condizione in cui la stabilit del rachide pu essere compromessa: infatti quando si evidenzia un aggravamento dello scivolamento vertebrale viene prescritto un corsetto per stabilizzare passivamente il rachide lombare. Di conseguenza, diventa fondamentale lapprendimento della stabilizzazione e lallenamento specifico dei muscoli che forniscono la stabilit al rachide lombare: una volta appresa la posizione antalgica ottimale, che in presenza di anterolistesi, richiede la riduzione della lordosi lombare, lallievo viene guidato ad eseguire gli esercizi di stabilizzazione senza perdere la sua posizione antalgica ottimale. 1. Retti delladdome Dovr essere ricercata la contrazione dei fasci sovraombelicali dei retti delladdome che permette di avvicinare lo sterno e le ultime costole al pube e comprime i visceri contro le vertebre lombari. Al contrario si cercher di evitare la contrazione dei fasci sottombelicali che, inserendosi sul pube, agiscono come retroversori del bacino. 2. Muscoli estensori del rachide Appoggiarsi con laddome e il torace su di un tavolo, con un cuscino sotto laddome, piegando leggermente gli arti inferiori ed eseguire lesercizio di autoallungamento sollevando la testa, le spalle e la parte alta del torace. Mantenere lo sguardo verso la panca ed il mento retratto evitando di accentuare la lordosi cervicale . 3. Trasverso delladdome particolarmente importante tonificare il muscolo trasverso delladdome perch con la sua contrazione spinge allindietro la massa viscerale, costituendo un valido supporto che impedisce lo scivolamento delle vertebre lombari. Lazione del trasverso dovr essere appresa ed eseguita in tutte le posizioni, iniziando da quella supina poi, quadrupedica e, infine, in stazione eretta. Esercizi di allungamento muscolare Il muscolo psoas iliaco trae origine dalle vertebre lombari e si inserisce sul femore; quando retratto aumenta la pressione sui dischi intervertebrali e favorisce un ulteriore scivolamento in avanti. Occorre pertanto verificare lelasticit di tale muscolo ed effettuare, se necessario, la postura specifica per allungarlo.

Inoltre verr ricercata lelasticit dei muscoli ischiocrurali, dei muscoli adduttori, dei muscoli spinali lombari e dei muscoli pettorali. Non sempre la lombalgia dovuta alla spondilolistesi Spesso stata riscontrata la presenza di spondilolistesi in soggetti asintomatici. Se un soggetto che presenta spondilolistesi soffre di lombalgia non necessariamente indicazione che il dolore sia causato dallo scivolamento vertebrale: potrebbe essere causato da un problema diverso, ad esempio da una protrusione discale. Per comprendere come impostare correttamente il programma rieducativo viene eseguito lesame della postura e la valutazione funzionale del rachide.

CORSI DI EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE POSTURALE IN PRESENZA DI STENOSI SPINALE


La stenosi colpisce soprattutto i soggetti anziani spesso sofferenti di lombalgia cronica; essendo i mutamenti degenerativi la causa principale, sono molto spesso presenti contemporaneamente il restringimento del canale centrale e laterale. La stenosi del canale centrale pu provocare lombalgia. La stenosi del canale laterale, a causa della compressione della radice nervosa, pu provocare dolore radicolare, alterazioni sensitive, motorie o dei riflessi in uno o entrambi gli arti inferiori. Tali sintomi variano con la postura e il carico:

aumentano con lestensione del rachide lombare e con il carico; si attenuano con la flessione ed in scarico.

Pertanto il trattamento della stenosi finalizzato a ridurre la lordosi lombare, ad allungare i muscoli lombari, a tonificare i muscoli addominali. La riduzione della lordosi lombare un atteggiamento antalgico, la posizione preferita, durante la deambulazione del paziente con stenosi: essa permette di attenuare il fenomeno della "claudicatio intermittens" manifestazione clinica classica della stenosi. Di conseguenza importante, per evitare un effetto compressivo sulle radici nervose, non insistere sulle posture in estensione. Infatti la stenosi un problema prevalentemente a carico del pilastro posteriore dellunit funzionale del rachide e, di conseguenza, si ha maggior giovamento dalle posture che riducono la lordosi lombare. E, tuttavia, utile eseguire movimenti di flesso-estensione del rachide lombare in scarico: le variazioni positive e negative dei carichi sulle faccette articolari sono utili per migliorare la loro funzionalit. Gli esercizi e i movimenti corretti, infatti, assicurano il passaggio del liquido sinoviale sopra la cartilagine articolare. Piano di lavoro Per i soggetti cui stata diagnosticata la stenosi del canale spinale il programma rieducativo ha le seguenti caratteristiche.

Esercizi di educazione posturale: nella ricerca della posizione ottimale si riduce la lordosi lombare. Esercizi di mobilizzazione del rachide lombare in flessione. Esercizi per decomprimere i dischi. Ne riporto alcuni esempi.

Sospensione-appoggio frontale alla spalliera. Impugnare il piolo allaltezza delle spalle e, piegando gli arti inferiori, lasciarsi andare lentamente in sospensione, con una espirazione lenta e prolungata, fino a estendere completamente gli arti superiori. Restare rilassati in sospensione, sentendo che lunico sforzo localizzato a livello degli avambracci e delle mani per mantenere limpugnatura. In presenza di stenosi preferibile assumere posture antalgiche in flessione, che riducono la lordosi lombare. Di conseguenza la posizione di sospensione-appoggio, bene che sia ottenuta con una impugnatura sufficientemente bassa, in grado di garantire una riduzione della lordosi lombare.

Il P.A.L. (posizionatore antalgico lombare) di Magri un attrezzo valido in presenza di stenosi del canale spinale perch permette di decomprimere i dischi lombari riducendo passivamente la lordosi lombare.

Non sempre necessario privilegiare la mobilizzazione in flessione Occorre tenere presente che spesso stata riscontrata la presenza di stenosi spinale in soggetti asintomatici. Se un soggetto a cui stata diagnosticata una stenosi soffre di lombalgia o lombosciatalgia non necessariamente indicazione che il dolore sia causato dal restringimento del canale spinale o del recesso laterale: il dolore potrebbe essere causato da un problema diverso, ad esempio da una protrusione discale. Per comprendere come impostare correttamente il programma rieducativo viene eseguito lesame della postura e la valutazione funzionale del rachide.

CORSI DI EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE POSTURALE IN PRESENZA DI SCOLIOSI


La cinesiterapia rappresenta la terapia elettiva per le scoliosi inferiori a 20: il primo gradino di approccio terapeutico alla scoliosi idiopatica per prevenirne levolutivit. In presenza di scoliosi, la cinesiterapia viene raccomandata:

in preparazione al corsetto e allintervento chirurgico, per mobilizzare la colonna e ottenere risultati migliori; in associazione al corsetto, per stimolare lazione correttiva dellortesi e per

evitare gli effetti negativi dellimmobilizzazione prolungata;

nel periodo di rimozione del corsetto e dopo lintervento chirurgico per una buona rieducazione posturale e funzionale.

Riporto di seguito gli esercizi utili nel trattamento della scoliosi, raggruppandoli a seconda degli obiettivi da raggiungere. Miglioramento dellefficienza dellapparato respiratorio Per ottenere risultati efficaci impostiamo il programma in questo modo.

Presa di coscienza della qualit e della frequenza del respiro. Presa di coscienza dellaumento dei tre diametri del torace con la respirazione diaframmatica, toracica media e toracica alta. Miglioramento della funzionalit del diaframma. Apprendimento della respirazione profonda. Abbinamento corretto della respirazione agli esercizi che vengono scanditi dal ritmo respiratorio. Aumento della resistenza con una idonea attivit sportiva aerobica.

Miglioramento del controllo posturale del rachide Attraverso gli esercizi di educazione posturale lallievo prende coscienza della propria colonna vertebrale, delle asimmetrie, delle zone rigide e dolorose. Raffinando gradualmente la capacit di controllo, migliorer il portamento e imparer ad usare correttamente la colonna vertebrale nei movimenti quotidiani.

Utilissimo lesercizio del grounding: la ricerca di un buon equilibrio posturale esige come primo passo lacquisizione di una base stabile. Losservazione allo specchio importante per ricercare gli aggiustamenti posturali nel senso di riduzione della curva. Occorre, invece, consolidare la capacit di mantenere la lordosi lombare attraverso la seduta sugli ischi e ricercare un buon equilibrio del capo rispettando lorizzontalit dello sguardo. Sono accorgimenti importanti per prevenire i dolori vertebrali. Mobilizzazione del rachide Occorre precisare che gli esercizi di mobilizzazione possono essere utilizzati nellet evolutiva, per ottenere una buona mobilit articolare, solo nella preparazione al corsetto e allintervento chirurgico. Nellet adulta, in presenza di scoliosi rigida e ben stabilizzata, bene evitare la mobilizzazione per non destabilizzare lequilibrio che si instaurato. I soggetti che presentano una scoliosi importante devono compensare con una piena mobilit delle anche e delle spalle le ridotte possibilit del rachide. Di conseguenza occorre insistere sugli esercizi di mobilizzazione per le spalle e per le anche. Miglioramento dellelasticit muscolare Il miglioramento dellelasticit consente di ottenere un miglior recupero funzionale. Diventa fondamentale insistere sugli esercizi e sulle posture di allungamento muscolare, insistendo sulle retrazioni che si sono evidenziate nelleseguire la valutazione funzionale. Per ottenere un equilibrio muscolare, occorre allungare i muscoli retratti e tonificare i muscoli allungati. Potenziamento muscolare e stabilizzazione del rachide fondamentale che il soggetto scoliotico sia dotato di muscoli efficienti e di una buona capacit di controllo. In questo modo sar in grado di svolgere senza problemi la sua attivit lavorativa e praticare una idonea attivit sportiva, senza sentirsi troppo limitato a causa della sua colonna vertebrale non perfetta; inoltre, le capacit acquisite, il costante allenamento e luso corretto del rachide costituiscono la miglior prevenzione del peggioramento della scoliosi e dei suoi danni neuromotori, biomeccanici, cardio-respiratori ed estetici. Occorre dedicare particolare attenzione allapprendimento della stabilizzazione del rachide che viene eseguita nella posizione di autocorrezione mantenendo le curve fisiologiche. Inoltre si eseguono esercizi di potenziamento degli arti superiori e inferiori. La forza e lelasticit degli arti superiori e inferiori devono essere in grado di compensare la riduzione di efficienza della colonna vertebrale. Miglioramento dellequilibrio e della propriocezione Per migliorare lequilibrio e la propriocezione sono utili gli esercizi sui piani instabili e oscillanti, sui grandi palloni da fitness e sul cilindro propriocettivo.

Il cilindro propriocettivo Il cilindro propriocettivo utile per la rieducazione propriocettiva e per rafforzare i riflessi posturali del rachide. Permette di eseguire esercizi che stimolano lequilibrio, mantenendo il rachide in perfetto allineamento e in completo scarico. Ci si distende in modo che la colonna vertebrale aderisca al cilindro, in particolare, si percepisce il contatto del bacino, delle vertebre dorsali e delloccipite; sentendo che la zona lombare e cervicale non appoggiano si prende coscienza delle lordosi fisiologiche. Restando distesi per alcuni minuti sul cilindro ci si accorge che per effetto del rilassamento e della forza di gravit, gradualmente la colonna vertebrale aderisce quasi completamente, senza alcun sforzo. Gli arti superiori, sono abbandonati al loro peso, abdotti e ruotati esternamente in modo che i gomiti e i polsi

appoggino a terra. Una met del peso del corpo si trova a destra, laltra met a sinistra e la colonna vertebrale stimolata ad assumere una posizione di perfetta simmetria sullasse centrale che divide in due parti uguali il corpo. Mentre gli arti superiori assicurano la stabilit del tronco, flettere, uno dopo laltro, gli arti inferiori e ricercare la posizione di equilibrio. Mantenendo questa postura in equilibrio instabile vengono sollecitati positivamente tutti i recettori della sensibilit propriocettiva della colonna vertebrale che sono localizzati nei muscoli, nei tendini, nei legamenti e nelle capsule articolari. Apprendimento del metodo Alexander La scoliosi e lipercifosi dorsale, rappresentano delle condizioni in cui si manifesta una insufficiente capacit di vincere la forza di gravit. Per rafforzare lenergia antigravitaria utile il metodo Alexander. Lapprendimento di questo principio abbinato allesercizio del grounding e alla tecniche di stabilizzazione consente di rafforzare luso corretto del rachide. Da diversi anni ho inserito questi tre principi anche nel piano di lavoro dei ragazzi e degli adolescenti affetti da scoliosi, ottenendo validissimi risultati.

CORSI DI EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE POSTURALE IN PRESENZA DI IPERCIFOSI DORSALE E MORBO DI SCHEUERMANN


La cinesiterapia rappresenta la terapia elettiva per le ipercifosi inferiori a 55. In presenza di ipercifosi pi gravi, la cinesiterapia viene raccomandata:

in preparazione al corsetto e allintervento chirurgico, per mobilizzare la colonna e ottenere risultati migliori; in associazione al corsetto, per stimolare lazione correttiva dellortesi e per evitare gli effetti negativi dellimmobilizzazione prolungata; nel periodo di rimozione del corsetto e dopo lintervento chirurgico per una buona rieducazione posturale e funzionale.

Riporto di seguito gli esercizi utili nel trattamento dellipercifosi dorsale delladulto, raggruppandoli a seconda degli obiettivi da raggiungere. Miglioramento dellefficienza dellapparato respiratorio Questo obiettivo da ricercare soprattutto quando a causa dellimmobilizzazione prolungata nel corsetto o dopo lintervento chirurgico c stata una diminuzione della funzionalit respiratoria. Occorre precisare, tuttavia, che in presenza di ipercifosi moderata, di solito la capacit vitale non ridotta; pi facilmente si riscontra una sua diminuzione in presenza di dorso piatto. Per ottenere risultati efficaci impostiamo il programma in questo modo.

Presa di coscienza della qualit e della frequenza del respiro. Presa di coscienza dellaumento dei tre diametri del torace con la respirazione diaframmatica, toracica media e toracica alta. Miglioramento della funzionalit del diaframma. Apprendimento della respirazione profonda. Abbinamento corretto della respirazione agli esercizi che vengono scanditi dal ritmo respiratorio. Mobilizzazione della colonna vertebrale e della gabbia toracica. Aumento della resistenza con una idonea attivit sportiva aerobica.

Miglioramento del controllo posturale del rachide Attraverso gli esercizi di educazione posturale lallievo prende coscienza della propria colonna vertebrale, degli atteggiamenti scorretti, delle zone rigide e dolorose. Raffinando gradualmente la capacit di controllo, migliorer il portamento e imparer ad usare correttamente la colonna vertebrale nei movimenti quotidiani. Riduzione della rigidit del rachide Per cercare di ridurre il pi possibile la rigidit del rachide dorsale viene dato molto spazio agli esercizi di mobilizzazione che devono essere eseguiti sia in estensione, sia in rotazione, sia in flessione laterale, evitando, naturalmente, gli esercizi di flessione. Occorre eseguire gli esercizi che mobilizzano il rachide dorsale in estensione in modo dolce, ben localizzato,

neutralizzando i possibili compensi. In questi casi, inoltre, occorre compensare con una piena mobilit delle anche e delle spalle le ridotte possibilit del rachide dorsale. Di conseguenza si insiste sugli esercizi di mobilizzazione per le spalle e per le anche. Occorre, inoltre, agire sulliperlordosi lombare che normalmente si instaura come compenso, inserendo nel programma anche gli esercizi che mobilizzano il rachide lombare in flessione. Per agire sulliperlordosi cervicale occorre abbinare alla mobilizzazione del rachide dorsale anche la mobilizzazione del rachide cervicale. Come effetto dellipercifosi, spesso il capo si presenta in antepulsione: diventa importante, in questi casi, eseguire gli esercizi di retropulsione del mento e del capo. Il cilindro propriocettivo Particolarmente utile il cilindro propriocettivo. Si tratta di uno attrezzo molto semplice ma estremamente utile ed efficace che trova la sua migliore applicazione proprio nei casi in cui la cifosi dorsale aumentata. Ci si distende in modo che la colonna vertebrale aderisca al cilindro, in particolare, si percepisce il contatto del bacino, delle vertebre dorsali e delloccipite; sentendo che la zona lombare e cervicale non appoggiano, si prende coscienza delle lordosi fisiologiche. Tali curve sono accentuate nei soggetti che hanno ipercifosi dorsale. Ci si rilassa eseguendo la respirazione addominale e si porta lattenzione su ci che avviene a livello lombare: quando laddome si gonfia le vertebre lombari si allontanano dal cilindro, quando laddome si sgonfia le vertebre lombari aderiscono. Restando distesi per alcuni minuti sul cilindro ci si accorge che per effetto del rilassamento e della forza di gravit, gradualmente le curve si riducono e la colonna vertebrale aderisce quasi completamente, senza alcun sforzo. Una met del peso del corpo si trova a destra, laltra met a sinistra e la colonna vertebrale stimolata ad assumere una posizione di perfetta simmetria sullasse centrale che divide in due parti uguali il corpo. Si ottiene, cos, unazione mobilizzante, molto utile. Infatti, in presenza di morbo di Scheuermann, lobiettivo del trattamento di migliorare la ripartizione delle pressioni sui corpi vertebrali, in particolare a livello dellapice della cifosi, dove si sono verificate le deformazioni a cuneo. Per raggiungere questo obiettivo occorre scaricare la parte anteriore del corpo vertebrale che sottoposta a maggior carico ed ridotta di altezza e aumentare leggermente la pressione sul muro posteriore. Questo il meccanismo che si realizza passivamente sul cilindro: infatti, lappoggio diretto dellapice della cifosi dorsale, aiutato dallazione della forza di gravit e dal rilasciamento muscolare, facendo leva sulla parte posteriore del rachide, provoca unapertura a livello della parte anteriore dei corpi vertebrali. Per la sua efficacia, per il suo minimo ingombro, per il suo costo limitato e per la sua semplicit che lo rende utile a tutte le et, normalmente consiglio questo cilindro per la ripetizione quotidiana degli esercizi a casa ai soggetti che presentano unipercifosi dorsale.

Miglioramento dellelasticit muscolare Laumento della cifosi dorsale non dovuto solo alla deformazione dei corpi vertebrali, ma pu essere condizionato negativamente dalla ridotta elasticit muscolare. Il miglioramento dellelasticit permette il miglioramento della mobilit articolare e un miglior recupero funzionale. Diventa fondamentale insistere sugli esercizi e sulle posture di allungamento muscolare, insistendo sulle retrazioni che si sono evidenziate nelleseguire la valutazione funzionale. Di solito sono accorciati i muscoli pettorali, i muscoli ischiocrurali, i muscoli spinali lombari, i muscoli paravertebrali cervicali, i muscoli psoas iliaci. Al contrario, risultano eccessivamente allungati i muscoli estensori del rachide dorsale e i muscoli addominali. Per ottenere un equilibrio muscolare, occorre allungare i muscoli retratti e tonificare i muscoli allungati. Potenziamento muscolare e stabilizzazione del rachide Chi ha indossato il corsetto nellet evolutiva, deve costruirsi un corsetto muscolare che stabilizzi la riduzione ottenuta con lortesi. Allo stesso modo, chi non ha indossato il corsetto deve stabilizzare i risultati ottenuti con gli esercizi di mobilizzazione e allungamento. Gli esercizi di stabilizzazione sono molto importanti per i soggetti che presentano ipercifosi perch la loro colonna rischia di essere meno stabile per la difficolt di mantenere una buona posizione neutra a causa dellaumento delle curve fisiologiche. Per ottenere una valida stabilizzazione della colonna durante gli sforzi, occorre insistere sugli esercizi di irrobustimento dei muscoli dorsali, addominali, degli arti superiori e inferiori.

Nella scelta degli esercizi per i muscoli addominali, occorre evitare quelli che comportano una flessione del rachide dorsale. Miglioramento dellequilibrio e della propriocezione Per migliorare lequilibrio e la propriocezione sono utili gli esercizi sui piani instabili e oscillanti, sui grandi palloni da fitness e sul cilindro propriocettivo. Apprendimento del metodo Alexander Laumento delle curve fisiologiche, cos come la scoliosi rappresentano delle condizioni in cui si manifesta una insufficiente capacit di vincere la forza di gravit. Per rafforzare lenergia antigravitaria e per rafforzare luso corretto del rachide utile il metodo Alexander.

CORSI DI EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE POSTURALE IN PRESENZA DI SPONDILOARTRITE ANCHILOSANTE


La spondiloartrite anchilosante una patologia infiammatoria caratterizzata da una progressiva rigidit del rachide, da una lesione dellarticolazione sacroiliaca e da una compromissione della funzionalit respiratoria. Lartrite pu interessare anche le articolazioni periferiche. Il programma rieducativo si prefigge alleviare il dolore, di prevenire le deformit, di contrastare, per quanto possibile, la progressiva rigidit del rachide e di rallentare la compromissione della funzione respiratoria. L'efficacia del trattamento dipende strettamente dalla tempestivit della diagnosi e dal conseguente precoce trattamento cinesiterapico. Per ottenere risultati validi importante che il paziente sia costante nelleseguire gli esercizi e che gli operatori sappiano motivare chiaramente le ragioni per cui necessaria la continuit dellallenamento. Soprattutto in presenza di spondiloartrite, quando si inizia a fare ginnastica possono insorgere delle difficolt. Specialmente chi da parecchi anni ha perso labitudine al movimento e allattivit sportiva, con le prime lezioni rischia di aumentare i propri dolori piuttosto che diminuirli. Per evitare questo inconveniente bene, nella prima lezione, evitare esercizi troppo dinamici ed eseguire i primi esercizi di educazione respiratoria e di educazione posturale. Esercizi di educazione respiratoria Il programma di educazione respiratoria fondamentale perch una delle conseguenze negative della spondiloartrite anchilosante la graduale riduzione della funzionalit respiratoria. Per ottenere risultati efficaci imposteremo il programma in questo modo.

Presa di coscienza della qualit e della frequenza del respiro. Presa di coscienza dellaumento dei tre diametri del torace con la respirazione diaframmatica, toracica media e toracica alta. Miglioramento della funzionalit del diaframma. Apprendimento della respirazione profonda. Abbinamento corretto della respirazione agli esercizi che vengono scanditi dal ritmo respiratorio. Mobilizzazione della colonna vertebrale e della gabbia toracica. Aumento della resistenza con una idonea attivit aerobica.

Esercizi di mobilizzazione In presenza di spondiloartrite si ha spesso una riduzione della lordosi lombare: di conseguenza importante privilegiare le posture che mobilizzano il rachide lombare in estensione. importante inserire nel piano di lavoro gli esercizi di mobilizzazione del rachide dorsale sia per prevenire laumento della cifosi dorsale sia per prevenire la rigidit della gabbia toracica. Lazione mobilizzante va ricercata sia sul piano sagittale con i movimenti di flessione ed estensione, sia sul piano frontale con i movimenti di flessione laterale, sia sul piano orizzontale con i movimenti di rotazione. Lazione preventiva continua con la mobilizzazione del rachide cervicale in tutti i piani dello spazio. Esercizi di allungamento muscolare Una buona elasticit muscolare permette una buona mobilit articolare e una buona mobilit mantiene lelasticit. Il programma prevede gli esercizi di allungamento dei muscoli pettorali, ischiocrurali, psoas iliaco, adduttori, quadricipiti femorali e tricipiti surali. Ognuno insister sugli esercizi utili per colmare le proprie carenze, fino al conseguimento degli obiettivi proposti per ogni gruppo muscolare.