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ALTERAZIONI MORFOLOGICHE

Sono delle dissonanze, delle situazioni abnormi che possono collocarsi tra la normalità è la
patologia. Influiscono sulla statica e sulla dinamica dell'organismo e si verificano quando un
fattore di disturbo interviene su un soggetto con particolare predisposizione ad esso, turbandone
l'equilibrio. Dipendono da acquisizione di schemi motori errati e si dividono in: turbe
psicomotorie, atteggiamenti viziati, paramorfismi e dismorfismi.

TURBE PSICOMOTORIE
Vengono determinate da carenza o inadeguatezza di esperienze psicomotorie. Le più frequenti
sono: turbe dello schema corporeo dove il soggetto è rigido, lento e maldestro.
Turbe del riconoscimento della dominanza laterale dove il soggetto non sa riconoscere i propri
emicorpi.
Turbe dell'organizzazione spazio-tempo dove il soggetto si orienta e si adatta male nello spazio.
Turbe dell'organizzazione dinamica di se dove il soggetto compie movimenti imprecisi e
scordinati.
Per trattare le turbe psicomotorie possono essere utili esercizi di educazione psicomotoria mirati
alla percezione e la conoscenza del proprio corpo, rilassamento, riconoscimento della lateralità,
ed esercizi dell’educazione posturale.

ATTEGGIAMENTO VIZIATO

È un vizio estetico dell'adolescenza che altera la statica e dinamica del corpo. Si verifica in
soggetti che non hanno la capacità di controllo del proprio corpo, assumono atteggiamenti
scorretti, ed interessano l'area della regolazione nervosa.

PARAMORFISMI
i paramorfismi si riferiscono a quadri di scompensi posturali a carattere reversibile che alterano
le forme e dimensioni del corpo ma che ancora non sfociano in quadri patologici
riconoscibili ,tali da determinare un coinvolgimento scheletrico nell’alterazione, ma
prettamente muscolare. Devono essere trattati attraverso la rieducazione posturale per
scongiurare quadri evolutivi patologici.

DISMORFISMI
Sono alterazioni morfologiche che interessano la componente scheletrica. Il trattamento di
natura ortopedica e l'educazione motoria preventiva possono esserci d’ aiuto a tardare lo
sviluppo e l'evoluzione del dismorfismo. Di solito è irreversibile. Il trattamento prevede la
percezione e la conoscenza del proprio corpo, rilassamento, coordinazione oculo-manuale,
organizzazione spazio-temporale, educazione respiratoria e posturale.

COLONNA VERTEBRALE
La colonna vertebrale è un' asta ossea di sostegno, rigida e flessibile allo stesso tempo va a
permettere la stazione eretta e garantisce l'equilibrio e la locomozione.
È formata da 33 o 34 vertebre: 7 cervicali, 12 dorsali, 5 lombari e 5 sacrali.
Le vertebre sono costituite da un corpo vertebrale, un foro vertebrale, un apofisi spinosa, due
apofisi trasverse, 4 apofisi articolari, due lamine e due peduncoli. Le vertebre sono: unità
funzionali sovrapposte.
Un unità deve essere costituita da: 2 vertebre sovrapposte, tessuti interposti, e connessioni
intervertebrali. Un'unità è divisa in due parti ,una anteriore e una posteriore ,quella anteriore è
costituita da due corpi vertebrali separati dal disco, e quella posteriore è costituita da una
coppia di articolazioni che vanno a connettere le vertebre.
Il disco intervertebrale è un organo che si trova tra due vertebre e ha la funzione di un cuscinetto
ammortizzatore. Consente la compressione transitoria grazie allo spostamento del liquido colloidale
presente al suo interno che è incompressibile.
Il disco è costituito da una parte rigida e una parte con cartilagine ialina e all'esterno a un anello fibroso
che va a racchiudere la matrice gelatinosa del disco.
La nostra colonna vertebrale presenta 3 curve fisiologiche che sono dovute alla forma dei dischi e delle
vertebre. Abbiamo una curva lombare lordotica, una curva dorsale cifotica e una curva cervicale lordotica.

Valori fisiologici:
-curva lombare lordotica: 50°. Se diminuisce sotto i 50° avremo una retroversione ovvero una
cifosi lombare se invece i gradi arrivano a 65 o 90 avremo una lordosi. Di solito si calcola tra L1
e L5 o L1 e S1.

-curva dorsale cifotica: 35°. Se diminuisce sotto i 25° avremo un dorso piatto se invece
aumentano tra 50 e 90° avremo una cifosi. Di solito si calcola tra D1 e D2 o D8 e D9 oppure da
D4 a D12.

-curva cervicale lordotica: 36°. Se diminuisce e arriva tra i 5 e 10° avremo una nuca piatta se
invece arriva 70° avremo una lordosi cervicale. Di solito si calcola tra C1 e C7.
La misurazione del corpo vertebrale si calcola sulla lastra, tracciando due rette parallele ai
piatti vertebrali e misurando l'angolo che formano tra di loro.

LEGGE DI DELPECH: se l'azione del carico è maggiore l'accrescimento delle vertebre rallenta, se
invece il carico è minore l'accrescimento è più rapido.

LEGGE DI WOLF: ogni cambiamento delle caratteristiche funzionali delle ossa è seguito da
variazioni della struttura interna. Gli elementi ossei si spostano a seconda della direzione delle forze.

LEGGE DI VOLKMANN: con una pressione uguale dei dischi, l'epifisi cresce simmetricamente,
mentre con una pressione diversa l'area meno pressata cresce più rapidamente rispetto all'altra.

Azione del carico


La colonna vertebrale esercita il proprio equilibrio grazie alle sue curve fisiologiche, il carico e
la gravità hanno un'azione di compressione. L'azione del peso si scarica dall'alto verso il basso
scomponendosi in due direzioni: una che agisce perpendicolarmente al piatto della vertebra
sottostante, e una che tende a far slittare la vertebra sopra su quella sotto.

Resistenza al carico
KAPANDJI: secondo lui la presenza delle curve nel rachide aumenta la resistenza al carico in funzione del
quadrato del numero delle curve + 1.
Esempio: colonna rettilinea (0 curve)
La resistenza al carico corrisponderà a:
(0)²+1=1
Colonna a una curva
(1)²+1=2 E così via...

Effetti del carico


La colonna in posizione eretta, possiamo rilevare variazioni dovute all'azione del carico:
-verso C2 si tende allo schiacciamento
-verso C7 e D3 e L5 si tende allo scivolamento in avanti
-verso D9 e L2 si tende allo scivolamento indietro
Una delle principali cause di alterazioni morfologiche è la malformazione congenita della colonna
vertebrale, che va a condizionare la statica dei segmenti.

Esistono diverse teorie:


TEORIA DI PUTTI
Secondo putti la vertebra si divide in sei parti allo stato cartilagineo, a cui corrispondono 6 punti di
ossificazioni. Le divisioni sono lungo i 3 assi e si incontrano al centro del canale midollare. I difetti di
saldatura causano tre casi di schisi: opistotoxo schisi, somatoschisi, spondiloschisi.
Inoltre possono causare il distacco di una parte della vertebra e si parla di un caso di LISI,
In più possono incontrarsi 8 casi di incompleta formazione

TEORIA DI DIETHELM
Secondo Diethelm la vertebra cartilaginea è divisa in 8 parti.

TEORIA DI JUNGHANNS (yunnhans)


Le vertebre allo Stato cartilagineo secondo lui sono divise in quattro parti , 5 fasi di formazione possono
instaurare anomalie: emispondilo, schisi, sinostosi , asoma, schisi frontale e orizzontale.

PARAMORFISMI E DISMORFISMI DELLA COLONNA VERTEBRALE


-Caduta dietro del corpo: Si valuta se la tangente perpendicolare all’apice della curva dorsale cade
dietro ai glutei, lo spostamento del baricentro viene compensato dalla caduta avanti del capo, ne
conseguono: collo di cigno, atteggiamento curvo, aumento lordosi lombare

-Caduta avanti del corpo: Il tronco è spostato in avanti rispetto alla perpendicolare dei glutei. Lo
spostamento del baricentro è compensato da un aumento dell’insellatura lombare. Conseguenze: aumento
curva sacrale, lieve appiattimento dorsale, lieve lordosi cervicale. Compensata da anteroversione del
bacino e capo indietro.

RACHIDE CERVICALE
Il tratto cervicale è la parte più mobile della colonna vertebrale e per certi aspetti anche la più delicata.
Oltre a sostenere, stabilizzare e rendere mobile il cranio, infatti, protegge le strutture che passano
attraverso di esso, come il midollo spinale, le radici nervose e l'arteria vertebrale.
Basti pensare che serie lesioni di questo tratto comportano tetraplegia e, se la lesione avviene a livello di
C1-C2, la morte dell'individuo. La colonna cervicale presenta una curvatura di circa 36° a convessità
anteriore - detta lordosi - che varia in relazione alle modificazioni delle altre curve rachidee ed in genere
si fa più marcata nelle persone anziane.
Il rachide cervicale è costituito da sette vertebre, una regione superiore (C1-C2) ed in una inferiore (C3-
C7); per questo motivo il primo tratto della colonna vertebrale viene didatticamente suddiviso in rachide
cervicale superiore e rachide cervicale inferiore.
Le prime due vertebre cervicali, l'atlante e l'epistrofeo, sono molto diverse dalle altre vertebre della
colonna. La mobilità della colonna cervicale superiore è fondamentale per mantenere il corretto
allineamento degli organi di senso situati nella testa (vista e udito) e per la rotazione del capo.
Il rachide cervicale inferiore è costituito dalle rimanenti 5 vertebre (C3-C7), che presentano un maggior
grado di similitudine per forma e funzioni.Rispetto al tratto cervicale superiore, questa regione della
colonna è specializzata non più nella rotazione, ma nella flessione anteriore, posteriore e laterale

Malformazioni e dismorfismi:
Torcicollo, accorciamento del collo, fratture e lussazioni
Paramorfismi:
Collo di cigno, iperlordosi cervicale, nuca biventre
TORCICOLLO: Contrattura muscolare dello sternocleidomastoideo, Il capo è flesso nel lato in cui
il muscolo è accorciato, la spalla dello stesso lato è sollevata. Può essere causato da un colpo
d’aria o raffreddamento. Ha una scadenza nel tempo e pian piano il muscolo riprende le sue
funzioni. Oppure può essere causato da: malformazioni osteoarticolari come:
-il torcicollo miogeno congenito (dovuto da un errata posizione intrauterina, si presenta con una
deviazione della testa ,e deve essere corretto entro i due anni di vita)
- torcicollo del neonato ( dovuto a un trauma esercitato sul collo durante il parto)

Terapia: esercizi di allungamento del capo, mobilizzazione delle spalle, nei casi estremi
intervento chirurgico.

ACCORCIAMENTO DEL COLLO: Alterazione congenita dovuta a fusioni delle vertebre cervicali:
Avremo una riduzione dei movimenti del collo e attaccatura bassa dei capelli.
Terapia: evitare sforzi eccessivi che riguardano il rachide cervicale, fare esercizi di estensione,
flessione e torsione capo e abbassamento spalle.

FRATTURE E LUSSAZIONI: origine traumatica, trattamento ortopedico e rieducazione posturale

COLLO DI CIGNO: causato da ipotrofia muscolare, il collo è spostato in avanti.


Terapia: retrazione del capo.

LORDOSI CERVICALE: eccesso di compensazione statica del rachide. Terapia: retrazione del capo

NUCA BIVENTRE: bipartitura longitudinale della regione posteriore del collo.


Terapia: retrazìone del capo

FONDAMENTI TECNICI DELLA GINNASTICA CORRETTIVA


Una corretta impostazione del collo determina un conseguente allineamento dei segmenti
sottostanti. I vizi posturali del collo sono condizionati dal grado di curvatura delle vertebre del
tratto cervicale. Non portano modificazioni o alterazioni della struttura e son condizionati dal
grado di curvatura del rachide dorsale alto.
Paramorfismi del collo: i movimenti da eseguire sono relativi al sostenimento del cranio grazie
non solo al collo, ma alle diverse strutture articolari.
ESERCIZI:
Retrazione del capo: abbiamo l’obbiettivo di allungare il tratto cervicale, ma dobbiamo evitare
due errori:
Flessione del capo avanti: formare il doppio mento,
Flessione capo indietro: solo la testa senza muovere il collo

MANOVRA DI VANDERVAEL: Consiglia di inclinare leggermente il capo avanti in modo da


raddrizzare le vertebre , quindi contrarre i muscoli della nuca, portando dietro il blocco formato
dal capo e dalla colonna cervicale. Spiegare che la retrazione equivale all’azione istintiva che si
compie quando ci viene lanciato un oggetto sul volto.

CINGOLO SCAPOLO OMERALE


Nell'uomo il cingolo scapolo-omerale esclusivamente un prensile. Il cingolo costituisce un
insieme estremamente mobile collegato stabilmente con il tronco in un unico punto, per mezzo
dell' articolazione sterno clavicolare e fissato ad esso da formazioni muscolari. Il cingolo può
essere paragonato ad una pinza costituita anteriormente dalla clavicola, posteriormente dalla
scapola, che vanno ad afferrare l'omero congiungendolo allo scheletro.
Articolazione acromion clavicolare collega la clavicola alla scapola e consente i movimenti in tre
direzioni: Sul piano frontale, sagittale e orizzontale.

Articolazione sterno clavicolare collega la clavicola allo sterno e consente i movimenti in tutte le
direzioni ma è poco solida e si lussa facilmente.

L'articolazione scapolo omerale collega la scapola con la testa dell'omero e consente i movimenti in tutte
le direzioni.Quindi l'ampiezza dei movimenti del cingolo scapolo omerale è la risultante della somma dei
movimenti consentiti dalle 3 articolazioni.

La clavicola è un osso lungo a forma di S. Si articola medialmente con lo sterno , distalmente con la
scapola. Sulla clavicola si inseriscono 6 muscoli.

La scapola è un osso appiattito sottile di forma triangolare posizionato contro la parete postero superiore
del torace. Si articola con la clavicola in alto e lateralmente con l'omero. Sulla scapola agiscono 17
muscoli.

Omero: Osso lungo e rettilineo, si articola con la scapola ,l’ulna e il radio. Si inseriscono 25 muscoli.

I MOVIMENTI DELLE BRACCIA


La maggior parte dei movimenti del braccio oltre che coinvolgere la cintura scapolo omerale provoca
anche spostamenti della scapola sul torace. Si andranno a valutare le distanze delle scapole.

BRACCIA AVANTI
L'elevazione determina lo spostamento della scapola che orienta la sua cavità glenoidea verso avanti-alto
e l'angolo inferiore in avanti-fuori .Ai fini correttivi però non è molto consigliato in quanto causano
effetto di scollamento della scapola. Succede però che spesso è un movimento che si effettua, in quanto
serve sia per fare leva sulla colonna vertebrale sia per favorire l'elevazione delle coste.

BRACCIA INDIETRO
In educazione motoria preventiva e compensativa è un movimento controindicato per l'anteriorizzazione
delle spalle.

ABDUZIONE (allontanare) braccia fuori


È un movimento che determina una rotazione della scapola sul piano frontale facendo rientrare verso
l'alto la cavità glenoidea e in fuori il bordo inferiore.
Il movimento può essere utilizzato per elevare lateralmente le coste ,agire sulla colonna nel senso della
flessione laterale, e ottenere un'azione correttiva quando l'azione è associata alla supinazione
dell'avambraccio con i palmi delle mani rivolti in alto.

ADDUZIONE (avvicinamento)
Se l'adduzione si effettua da braccia a fuori il movimento avviene per gravità, se avviene in direzione
obliqua verso avanti determina adduzione dei monconi della spalla, se avviene in direzione obliqua verso
dietro determina la proiezione anteriore dei monconi della spalla.

INTRAROTAZIONE
È il peggiore esercizio, poiché chiude, interiorizza e porta il moncone avanti determinando l'aspetto della
tipica attitudine viziata, che prevede una cifosi.

EXTRAROTAZIONE
È il movimento principale dell' educazione motoria preventiva e compensativa perché ruotando l'omero
verso l'esterno determina un aumento del diametro bisacromiale anteriore, una riduzione di quello
posteriore è una retropulsione della spalla, un accollamento della scapola è un'estensione in diretta del
rachide.
MOVIMENTI DELLE SPALLE
ELEVAZIONE SPALLA: Il movimento è utile nella mobilizzazione del cingolo scapolo-omerale

ABBASSAMENTO SPALLA: Il movimento concorre a favorire la retrazione e l'estensione del capo verso
l'alto andando ad allungare il rachide cervicale e dorsale.

ROTAZIONE ESTERNA PER LA CORREZIONE DELL’ATTEGGIAMENTO CADENTE:


L’esercizio più classico per combattere la tendenza dei giovani a intraruotare è la rotazione esterna. Lo
slancio alto-dietro degli arti superiori, favorisce l’aumento dell’insellatura lombare, specie con i soggetti
giovani, anche nella posizione seduta.L’esercizio va eseguito previa retroversione del bacino, inclinando il
busto in avanti, a capo retratto, arti superiori divaricati fuori-alto o extra-ruotati.

Il candeliere di Tissiè: qui è la posizione ottimale per la contrazione del trapezio (braccio orizzontale e
avambraccio verticale). Più il braccio sale più ha un’azione iperlordizzante.
Il ventaglio di Pivetta: Uguale al candeliere per la contrazione del trapezio, ma ha un economia di lavoro
maggiore, infatti più si abbassa il braccio più si diminuisce il carico.

DIFETTI DEL CINGOLO SCAPOLO-OMERALE


DISMORFISMI: compromissione strutturale.
Alterazione della forma, scapola alta congenita, attrito scapola torace, paralisi del muscolo dentato e del
trapezio, lussazione e fratture.
PARAMORFISMI: compromissione funzionale
Dislivello delle scapole, asimmetria scapole, dislivello delle spalle e rigidità, spalle spioventi e ad
attaccapanni, scapole alate.

MALFORMAZIONI DEL CINGOLO SCAPOLO-OMERALE:


Alterazioni di forma della scapola: Sono piuttosto frequenti. Le più note sono: margine mediale a forma
concava anziché rettilinea, biforcazione distale a coda di rondine, scapole di forma diversa l'una dall'altra.
Non prevedono terapia
Scapola alta congenita: può variare da un lieve grado di innalzamento fino a dislocazione di grado
elevato. Questa malformazione determina una riduzione dei movimenti del cingolo. Terapia: si cerca una
compensazione e un ripristino della funzione muscolare, nei casi lievi quando non ci sono alterazioni
muscolari è utile la ginnastica e soprattutto l'extrarotazione del braccio che determina uno scivolamento
in basso della scapola.

PARAMORFISMI DELLE SPALLE


Dislivello scapole: Presente nelle scoliosi. I casi che si possono presentare sono due:
Scapola abbassata dal lato della concavità
Scapola paradossa, a dislivello invertito
Si interviene con esercizi asimmetrici delle spalle degli arti superiori.
Asimmetria scapole: Scapole addotte e anteriorizzate in grado diverso, scapole alate di grado diverso,
scapole ruotate asimmetricamente.
Terapia, dalla stazione seduta esercizi di proiezioni indietro delle spalle ,extrarotazione degli arti
superiori, esercizi di fissazione (candeliere e ventaglio).
Spalle spioventi
Generalmente una delle espressioni del portamento rilassato. Terapia, potenziare muscoli elevatori delle
spalle e quindi gli esercizi prevedono una spinta verso l'alto delle spalle.
Spalle ad attaccapanni
I monconi delle spalle che si sollevano lateralmente fanno assumere alle spalle l'aspetto di un
attaccapanni. Terapia, allungare muscoli retratti, spinta delle spalle in basso mantenendo il capo
retratto ,ed esercizi respiratori.
Spalle addotte anteriori
È un difetto che accompagna quasi sempre il dorso curvo. I monconi delle spalle si spostano in avanti
concorrendo a formare un dorso curvo. Terapia, extrarotazione delle braccia, ventaglio, candeliere.
Scapole alate
Come avviene nelle spalle addotte il moncone della spalla si sposta in avanti. Contemporaneamente il
margine interno e l'angolo inferiore della scapola si scollano e si allontanano dalla cassa toracica. Terapia:
extra rotazione.

Rigidità spalle☆
Sono caratterizzati dal fatto che il ragazzo, normalmente in grado di elevare per avanti le braccia tese
sino alla verticale, non riesce a portarli in linea con il busto. Ne deriva che nel tentativo di assumere
una posizione corretta inclina il busto indietro con conseguente aumento della lordosi. Terapia,
vengono considerati tutti gli esercizi di mobilizzazione previsti nel trattamento delle cifosi e del dorso
curvo, in particolare mobilizzazione delle spalle con spinte in alto ,in basso ,indietro e semi
circonduzioni.

RACHIDE DORSALE
È la parte meno mobile perché ci sono le coste. Si ha un’azione flessoria e rotatoria della colonna. Più
stabilità e sostegno ma meno mobilità. I muscoli posteriori del tronco, estendono, allungano e rettificano
la colonna, che si tende a cifotizzare e comprimere a causa della convessità anteriore.

CIFOSI☆
Con cifosi si intende l'atteggiamento curvo in flessione anteriore della colonna. La cifosi si sviluppa
nell'infanzia. La difettosa posizione mantenuta per molto tempo, a lungo andare, può determinare
manifestazioni di gravi alterazioni strutturali del rachide. Una diagnosi precoce è un trattamento
adeguato possono permettere sia un raddrizzamento e sia l'eliminazione dei dolori.
Quando si può considerare fisiologica una curva?
Quando la curva è mobile e l'ampiezza della curva di circa 35°. Le dimensioni delle curve vanno a
seconda degli individui dell'età e del sesso. Quando la curva eccessiva si ha un aumento della cifosi
fisiologica e si parla di ipercifosi. La curva si considera patologica quando sono presenti caratteristiche
strutturali a livello osseo.Il persistere di una curva anomala del rachide nella regione del dorso provoca un
allungamento della muscolatura dorsale e un accorciamento di quella pettorale che a lungo andare
determina un progressivo adattamento e poi un irrigidimento dei legamenti è una deformazione a Cuneo
dei corpi vertebrali. Quanto prima si interviene tanto maggiori sono le probabilità di scongiurare il
pericolo, quanto più a lungo si insiste con gli esercizi correttivi tanto più è sicuro l'esito positivo del
trattamento.

DIFETTI RACHIDE DORSALE


CIFOSI CONGENITA (malformazione di corpi vertebrali e/o malformazioni dello sviluppo), DA MALATTIE
SISTEMICHE, ACQUISITA, CIFOSI SENILE, CIFOSI GIOVANILE, CIFOSI DA DISTURBI MUSCOLO LEGAMENTOSE.

PARAMORFISMI DEL DORSO


Atteggiamento curvo infantile, Atteggiamento curvo giovanile e Dorso curvo professionale.

CIFOSI CONGENITE : malformazioni dei corpi vertebrali , ne esistono di 2 tipi: asoma, emisoma.

ASOMA: Mancanza di abbozzo cartilagineo di uno o più corpi vertebrali (sono rari) , gli archi vertebrali si
sviluppano però regolarmente. L'assenza del corpo vertebrale provoca l'avvicinamento dello spigolo
inferiore della vertebra soprastante con quello superiore della sottostante.

EMISOMA: Disturbo di ossificazione a carico della metà anteriore del corpo vertebrale, che di
conseguenza tende a diventare cuneiforme. Ne deriva per lo più una cifosi con gibbo angolare, che le
vertebre sovrastanti e sottostanti cercano di compensare con un iper accrescimento delle loro parti più
ventrali.
CIFOSI CONGENITE :MALFORMAZIONI NEL NORMALE CORSO DELLO SVILUPPO:☆
Disturbi dello sviluppo dei dischi; contrassegnati da estese ed evidente riduzione di altezza che provocano
generalmente cifosi ,la grande curvatura.
Trattamento: non si può influire sul difetto strutturale ma cercare di mitigare le conseguenze. Una
mobilizzazione piuttosto cauta, volta a contrastare la tendenza della colonna ad accartocciarsi, effettuare
una serie di esercizi che abbiano come scopo l'aumento del trofismo, per sorreggere il rachide avranno la
conseguenza di limitare il danno che la malformazione continua a provocare.

CIFOSI DA MALATTIE SISTEMICHE DEL SISTEMA SCHELETRICO.


Disturbi dello sviluppo osseo nella cartilagine caratterizzati da notevoli accorciamento della colonna che
determina nanismo di alto grado, forte cifosi con angolatura massima nel passaggio tra colonna dorsale e
lombare, corpi vertebrali deformati a cuneo nell'apice della curva stessa e vertebre appiattite.

CIFOSI ACQUISITE:
Vertebra plana: malattia molto rara dell'età infantile (dai 4 ai 7 anni). Si riscontra un corpo vertebrale
appiattito, la ricostruzione avviene molto lentamente fino quasi alla normalità con l'aiuto di un tutore
ortopedico. Cause: traumi e tumori

CIFOSI SENILE
Osteoporosi: originata da diminuzione nel numero e nello spessore delle travate ossee, insufficiente
apporto metabolico di materiali organici e conseguente assottigliamento dei piatti di rivestimento
superiore e inferiore, con il risultato che il corpo vertebrale cede.

CIFOSI GIOVANILE:
Ha dei segni radiologici caratteristici:
- irregolarità dei piatti delle Vertebre interessate, che appaiono ondulate
- ernie intraspongiose
- deformazione a Cuneo della vertebra
Il segmento interessato presenta forte rigidità.

☆Nell'evoluzione della cifosi giovanile la Ginnastica può interferire solo in modo relativo quando non sia
addirittura controindicata. La mobilizzazione dovrà essere praticata con estrema cautela per mesi e mesi
se non addirittura per anni. Dobbiamo sempre tenere conto che è un soggetto rigido va trattato con tutte
le cautele ,nessun movimento deve essere causa di dolore, forzare oltre limiti cioè procurare dolore non
serve assolutamente a correggere ma solo infiammare una zona di per sè irritata. Sul piano tecnico
lavorare preferibilmente è prevalentemente nella stazione seduta, bloccare le braccia e spalle così da
effettuare un'azione di tipo pressorio, continuare per mesi e mesi senza arrendersi, prima o poi la rigidità
finisce con il ridursi, non scompare ma diminuisce ed è allora che è il momento di passare all'esercizio
attivo.

PARAMORFISMI DEL DORSO


Atteggiamento curvo infantile;☆Viene anche chiamato atteggiamento dello scolaro. È nell'età della
crescita che il mancato adeguamento tra efficienza muscolare e richiesta funzionale determina la
comparsa della maggior parte dei difetti di atteggiamento, quando a rapido aumento staturale non fa
riscontro un parallelo un adattamento della muscolatura si creano le premesse per l'insorgenza dei vizi del
portamento. È proprio in questa fase, durante la quale la muscolatura si sviluppa che l'intervento di altre
concause agisce negativamente. Ai fattori favorenti si aggiunge il passaggio ai banchi di scuola che
limitano la possibilità di movimento del bambino ,proprio nel periodo in cui mi avrebbe maggior bisogno.
Anche se la scuola non può essere considerato un fattore determinante senza dubbio l'elemento rivelatore
dei paramorfismi. Trattamento: per il bambino, la migliore ginnastica correttiva è la prevenzione. In più
non devono mancare un'alimentazione equilibrata e creare le premesse per il movimento, con una
ginnastica a scuola corretta e frequente.
Atteggiamento curvo giovanile dell’adolescente:☆
Gli atteggiamenti tendono a divenire parte del soggetto, e gli schemi motori scorretti cominciano a
stabilizzarsi. L'atteggiamento abbandonato delle braccia specie in posizione seduta porterebbe ad un
accorciamento dei muscoli pettorali con relativo spostamento in fuori delle scapole. Nella stazione eretta
l'ipotonia della muscolatura addominale porta facilmente ad una antiversione del bacino cioè porta ad un
accentuazione della lordosi lombare compensata da una iper cifosi a livello dorsale. Terapia: spesso gli
ortopedici trattano il dorso curvo con il corsetto gessato. Ma Pivetta indica un periodo di cauta
mobilizzazione della colonna dorsale, esercizi per il trofismo articolati su movimenti lenti e contrazioni
isometriche e isotoniche che hanno lo scopo di accorciare e rinforzare la muscolatura del rachide.

Dorso curvo professionale:☆


Anche se oggi la maggioranza di coloro che ne sono affetti ne sottovaluta l'importanza ,a lungo andare va
a finire con il danneggiare il portamento dell'individuo e a limitarne la funzionalità respiratoria. Tre sono
le principali conseguenze: limitazione respiratoria, sovraccarico in età matura e algie. Terapia: un periodo
di cauta mobilizzazione della colonna dorsale e esercizi per il trofismo con movimenti lenti e contrazioni
isometriche e isotoniche che hanno lo scopo di accorciare e rinforzare la muscolatura del rachide.

-Va considerato che spesso l'atteggiamento cifotico peggiora quindi andiamo a vedere tre possibili gradi di
peggioramento della cifosi:
Ipercifosi posturale: non ci sono alterazioni di struttura ma solo abitudini scomposte da correggere ,non si
può escludere quindi una regressione spontanea.

Cifosi paramorfica: non sono ancora compromessi metameri vertebrali ma i legamenti possono causare un
certo grado di rigidità. In questo caso l'autocontrollo posturale risulta inefficace se non viene integrato da
una serie di esercizi volti a mobilizzare i segmenti rigidi.

Dismorfismo cifotico: è in atto una vera e propria deviazione della norma che quando compromette
muscoli e legamenti può essere combattuta con una certa efficacia ,quando però coinvolge elementi ossei
diventa difficile da trattare.

Riassumendo☆
il vizio posturale è correggibile volontariamente a livello psicomotorio, Il paramorfismo può essere
corretto con esercizi di mobilizzazione e trofismo mentre il dismorfismo può essere contenuto o ridotto
ma di norma non è correggibile.
Nella corretta postura il soggetto deve avere le coste inclinati in avanti il torace aperto e polmoni espansi.
È necessario che tutti i movimenti della Ginnastica sia correttiva che medica tendano all'estensione del
rachide dorsale e alla conseguente apertura della gabbia toracica. Ma l'estensione del rachide dorsale
deve essere effettuata evitando di interessare la muscolatura cervicale e lombare perché
provocherebbero un aumento indesiderato delle curve lordotiche sopra e sotto. La colonna funziona come
un tutt'uno quindi qualsiasi esercizio che tende a diminuire la curva del rachide inevitabilmente
provocherà un amento delle altre due, è bene quindi prendere precauzione e bloccare le curvature
cervicale e lombare.

Tipologie di esercizi:
Esercizi a busto eretto: per evitare appunto di correggere una curva ma aumentando le altre due,
bisogna bloccare il segmento del collo con della retroposizione del Capo e bloccare il tratto lombare con
la retroversione del bacino.

Esercizi nella stazione seduta: l'accorgimento più pratico per prevenire tale inconveniente è quello di far
lavorare il soggetto seduto su una panca alta da terra da 20 a 40 cm in modo che la flessione della coscia
aggiunta alla retroversione del bacino, blocchi la porzione lombare del rachide e ne riduca l' insellatura.
Anche in posizione seduta i soggetti giovani, tendono ad andare in lordosi quindi bisogna: allargare le
ginocchia aumentando la mobilità del tratto lombare, allontanandole dal busto il bacino va in
antiversione. Unendo le ginocchia la mobilità del tratto lombare diminuisce e avvicinandole al busto il
bacino va in retroversione.
Estensione del dorso ed elevazione della cassa toracica in posizione eretta: tenere la colonna dritta
con la retroversione del bacino, estensione del tronco con extrarotazione dell'omero per allargare le
coste, tramite un inspirazione forzata trarre verso l'alto la cassa toracica.

Posizione carponi: si presta meglio degli altri esercizi di sbloccaggio soprattutto con le mani posate al
suolo e con arti superiori in appoggio palmare alla spalliera

Rettificazioni della colonna in decubito supino : ☆Cercare di ridurre la curva dorsale senza provocare un
amento della lordosi cervicale e lombare. Tutto ciò viene favorito dalla posizione degli arti inferiori che in
atteggiamento lungo e facilitano la anteroversione del bacino. Una buona correzione si può ottenere,
sollevando leggermente il tronco dal suolo facendo perno sul capo e sui lombi ,mantenendo il capo ritratto
in modo da prevenire l’aumento della curva cervicale ,e flettere le gambe portando l'imposizione
semiraccolta per eliminare l'insenatura lombare. La posizione delle braccia non è determinante tuttavia
preferibile a quella classica di rotazione esterna dell'omero come l'avambraccio in posizione supina .

Esercizi da proni:☆ La posizione correttivo ottimale degli arti superiori è la rotazione esterna dell'omero
con retroposizione dei monconi della spalla. Un errore consiste nel congiungere le mani dietro la schiena e
tirare. Dovremmo curare che le braccia vengano rotate esternamente ,con le avambraccia in supinazione
e le mani rivolte verso l'esterno, il soggetto stacchi le spalle da terra ma non completamente lo sterno,il
capo non si fletta ma rimanga in linea con rachide, la regione addominale non si stacchi dal suolo e la
muscolatura lombare non venga sollecitata a contrarsi.
I metodi con cui le varie scuole di ortopedia hanno affrontato il problema della cifosi sono molteplici, così
come diversi sono i pareri sull'opportunità o meno di far precedere il trattamento ortopedico vero e
proprio da un periodo di mobilizzazione.

Mobilizzazione preventiva: Ferguson, Stagnara consigliano di eseguire preventivamente ginnastica


medica con lo scopo di sciogliere la muscolatura del dorso.
Stracker e Brocher la ritengono utile dopo l'immobilizzazione nel gesso.
Secondo Pivetta la mobilizzazione deve seguire i seguenti principi:
-mobilizzazione attiva, dovuta a contrazioni muscolari
-mobilizzazione cauta, dolce
-mobilizzazione graduale, progressiva senza alcun pericolo di danneggiare i corpi vertebrali in fase di
accrescimento.

Trattamento secondo i principi nell'educazione motoria preventiva e compensativa☆+++


La causa della cifosi è una malformazione del corpo vertebrale.
Non si può influire sul difetto strutturale ma cercare di mitigare nelle conseguenze.
Una mobilizzazione piuttosto cauta volta a contrastare la tendenza della colonna ad accartocciarsi ed una
serie di esercizi che abbiano come scopo l'aumento del trofismo per sorreggere il rachide avranno la
conseguenza di limitare il danno che la malformazione continua a provocare.
Nel caso di adozione del corsetto gessato o di bustino ortopedico, una preventiva mobilizzazione favorirà
notevolmente l'opera del tutore, creando le premesse per renderle più efficace l'azione di spinta.
Parallelamente all'uso del corsetto, per tutto il tempo che viene portato, quotidiani esercizi di tipo
isometrici saranno indispensabili per prevenire i crolli della colonna. Tolto il sostegno tutto ritorna come
prima se non peggio.

Corsetti gessati
Con tale metodo si riteneva di ottenere una sufficiente riduzione delle curve e un allineamento della
colonna dovuto al carico. In realtà non si teneva in considerazione il fatto che in atteggiamento lungo ,la
curva cifotica se non è mobile non si riduce mai del tutto. Il più delle volte quindi l'apparente correzione
del segmento dorsale andava a scapito della lordosi lombare che ne risultava maggiorata a volte anche più
di quella cervicale.La tecnica odierna consiste nel bloccare il tratto lombare ,lieve retroversione per poi
agire effettivamente su quello dorsale.
Corsetti gessati- tecnica ortopedica☆
Il paziente bloccato dalla confezione del gesso in lieve cifosi lombare, è costretto ,
quando sta in piedi, a inclinare leggermente in avanti la parte soprastante del busto. Per riequilibrare
la sua postura è quindi obbligato a tentare di erigere il più possibile la regione toracica sulla quale
agisce una forza pressoria. L'estensione avviene quindi limitatamente alla regione dorsale alta lasciata
appositamente libera dal gesso. La tecnica della moderna scuola francese prevede l'effettuazione di
ginnastica isometrica durante il periodo di correzione tramite il gesso.Mediante gli esercizi isometrici
eseguiti a colonna bloccata ,il trofismo muscolare non solo viene conservato integro ma tende ad
aumentare stabilizzando così la correzione passivo ottenuta meccanicamente. Quando poi viene tolto
il gesso non bisogna subito mobilizzare la colonna per evitare possibili crolli ma proseguire con gli
esercizi isometrici per alcuni mesi (circa 6). La rigidità conseguente al l'immobilizzazione va infatti
conservata per un certo periodo, sia per favorire la sostituzione del vecchio schema posturale con
uno più corretto ,sia perché la colonna rigida resiste meglio alle sollecitazioni del carico e costringe la
muscolatura estensoria ad adattarsi alle nuove condizioni.

GINNASTICA DI STABILIZZAZIONE☆
Gli esercizi di tipo isometrico vanno proseguiti dunque per alcuni mesi anche dopo tolto il gesso. Diciamo
di tipo isometrico ,e non isometrico puro, perché un piccolo spostamento di segmenti ossei è difficilmente
evitabile ,anche quando il paziente lavora entro il gesso, e poi perché la contrazione è isometrica in
quanto effettuata senza spostamento di leve ossee, blanda e raramente di intensità massimale. Di tipo
isometrico dunque, intendiamo definire con questa espressione una contrazione intensa anche se non
massimale e con un minimo ma in pratica quasi inevitabile spostamento di segmenti ossei. Il concetto è
quello di sfruttare la rigidità provocate dal gesso e lavorare con una colonna rigida fino a che non vi sia la
certezza che il trofismo sia sufficiente ,evitarne la possibilità di un crollo e fino al lo stabilizzarsi
definitivo di nuovi corretti schemi posturali.
Solo allora la mobilizzazione non presenterà alcun pericolo e sarà giunto il momento di continuare a
lavorare sul trofismo muscolare con un normale programma di esercizi di tipo misto.

RACHIDE LOMBARE
I muscoli che operano sul bacino si comportano come una coppia di forze che possono agire sia
sinergicamente sia in senso deformante. Se lavorano sinergicamente concorrono a equilibrare il bacino.
Quando una delle due coppie prevale sull'altra si ha un aumento oppure una riduzione dell' inclinazione
del bacino rispetto alla posizione normale ,con l'aumento avremo l'iperlordosi ,con una riduzione avremo
un appiattimento della colonna.
Nella stazione eretta controllata ,l’azione del carico tenderebbe a far cadere il tronco in avanti se non lo
trattenesse il grande gluteo. Mentre quando l'individuo si mantiene in equilibrio sbilanciandosi verso
dietro, è lo psoas iliaco che impedisce al tronco di cadere indietro.

ASSETTO DEL BACINO


Una corretta valutazione dell'aspetto del bacino è condizione per una valida impostazione tecnica della
ginnastica addominale.

La valutazione del bacino


Nella media l'angolo dell'intero arco lombosacrale di 50°, l'angolo del sacro e di 30°,l’angolo lombosacrale
è di 140°.

La valutazione del bacino può avvenire secondo tre metodiche:


-punti di Huc e regola di Piollet
-metodo Schulthess
-metodo di Madeuf
----Il primo Punto:
Si tracciano tre rette orizzontali nei tre punti corrispondenti in:
-O (ombelico)
-SIPS (spina iliaca posteriore superiore)
-SIAS (spina iliaca anteriore superiore)
Se la retta centrale cioè quella passante per la SIPS, è in posizione intermedia, equidistante dalle altre 2
la posizione del bacino può essere considerata normale.
Se la retta centrale è più vicina a quella tracciata all'altezza dell'ombelico il bacino è inclinato in avanti in
antiversione.
Se la retta centrale è più vicino a quella che attraversa la SIAS il bacino e imposizioni invertita in
retroversione.

---NEL METODO DI SCHULTHESS


Tracciato una retta orizzontale parallela al suolo si congiungono con una linea i due punti corrispondenti:
SIPS e SIAS.
Se l'angolo formato da questa linea rispetto a quella orizzontale sia gira su 12 gradi il bacino si considera
normale.
Se l'angolo è superiore a 15 si valuta un antiversione se si superano i 25 gradi
Se l'angolo invece inferiore a 10 gradi si calcola una retroversione tanto maggiore quanto più si avvicina
allo zero.

---METODO MADEUF:Questo è un sistema più semplice che consiste nel valutare il decorso della linea
inguinale. Se questa ha un aspetto a v il bacino a tendenza alla retroversione, se invece un aspetto simile
ad una U il bacino tende a portarsi in anteroversione.

LORDOSI LOMBARE
La lordosi lombare presenta un basculamento del bacino in avanti, con ventre pendulo per insufficienza
muscolare e alterata distribuzione del peso.
CLASSIFICAZIONE
-lordosi primitive (emivertebra ventrale, sacrum arcuatum, sacrum acutum)
-lordosi secondarie (di origine patogena, di tipo paramorfico)

Lordosi secondarie di origine 'patogena':


-lussazione bilaterale dell'anca; lo spostamento verso dietro e verso e l'alto delle teste femorali provoca
uno sbilanciamento del centro di gravità del corpo in avanti con conseguente anteroversione del bacino,
questa è una delle più frequenti
-lesioni traumatiche del rachide lombare: cioè frattura dei corpi vertebrali con conseguente alterazione
della statica primitiva
-distrofia muscolare progressiva: con forte caduta del bacino in avanti per atrofia della muscolatura
addominale.

Lordosi di tipo paramorfico:


Dovute a
-contrattura degli estensori della colonna lombare e dell'anca
-contrattura o anchilosi in flessione dell'anca
-fenomeni di compenso e di origine statica o muscolare che possono provocare un lieve aumento dell'
inclinazione del bacino

Il grado della contrattura può essere valutato mediante.


Manovra di Thomas: post il soggetto supino gli si fa flettere sul petto l'arto sano così da provocare la
retroversione del bacino, qualora esista una contrattura in flessione dell'anca la coscia dell'arto rimasto
esteso tende a staccarsi dal piano d'appoggio.
SPONDILOLISTESI
Lo scivolamento del corpo vertebrale dovuto a interruzione di continuità o allungamento del l'istmo osseo
è la più frequente tra le dislocazioni vertebrali.
Di norma il processo di scivolamento si verifica nell'infanzia nella pubertà e si stabilizza tra il ventesimo e
il venticinquesimo grado ed è raro nell'adulto.
Trattamento: poiché nell'adolescente bisogna mettere in bilancio la possibilità che lo scivolamento
aumenti dobbiamo prevenire questo rischio e prendere in considerazione il tentativo di fermarlo e se
possibile ridurlo. Qui la ginnastica addominale presenta prospettive di indubbio interesse, purché eseguita
con la massima cautela e con tutti gli accorgimenti del caso. Favorendo l'aumento del trofismo e
accorciamento della muscolatura della parete anteriore limiterà un ulteriore scivolamento delle vertebre
verso in avanti.

Iperlordosi del bambino: indipendentemente dalle cause che la determinano, ripercussioni sull'aspetto
esteriore della parete anteriore dell'addome. Mentre nelle modificazioni di forma della parete addominale
il problema va apposto risolto in termini di trofismo muscolare l'aumento della lordosi fisiologica va
combattuto anche creando quei presupposti di natura meccanica che rendano utile il lavoro dei muscoli.
Cioè per quanto si possono scegliere dei buoni esercizi la loro efficacia è subordinata alla realizzazione di
condizioni che possono contribuire in modo determinante a renderli effettivamente utili. È necessario
eliminare le cause che hanno condotto il soggetto al iperlordosi queste cause possono essere identificate
anche in un ipotrofia degli addominali ma che molte volte vanno invece individuati in difetti della
deambulazione, compensi ad atteggiamenti curvi e abitudini ad indossare scarpe col tacco alto. Compensi
ad atteggiamenti curvi e abitudini ad indossare scarpe col tacco alto. Terapia: neutralizzare e se possibile
eliminare quei fattori che indirettamente possono essere causa di un aumento dell'insenatura lombare.

ADDOME IPOTROFICO DELL'ADOLESCENTE: definizione generica comprendente tutti quegli aspetti


dell'addome paramorfico che differenziandosi l'uno dall'altro per la forma esteriore si possono considerare
espressioni diverse di una stessa causa: insufficienza di trofismo. Non ne rappresenta una malformazione
vera e propria ma un vizio di atteggiamento dovuto a un deficit locale della muscolatura. Questo
atteggiamento viziato è legato spesso ad alterazione della statica vertebrale. Trattamento; realizzare un
lavoro muscolare efficace senza essere pericoloso ma intenso senza essere violento.

LORDOSI DELL'ADULTO: trova la sua spiegazione in molte cause e fattori come: malformazioni osse,
atteggiamenti viziati con il tempo, mancanza di esercizio fisico, contratture e rigidità di origine
nervosa...... Il trattamento dovrà essere molto che auto all'inizio per passare graduatamente a movimenti
più intensi, le prospettive sono buoni anche con soggetti anziani a patto di rispettare la gradualità e
Costanza si avrà un miglioramento della situazione generale.

ANCA
La forma della cavità cotiloidea l'angolo, del collo del femore e l'azione dei muscoli concorrono a tenere
in sito l'anca qualora uno di questi elementi subisca una variazione si determina una malformazione.

L'angolo di Hilgenreiner
È formato dalla base della cavità cotiloidea e dalla tangente al tetto cotiloideo ed è normalmente
compreso in un valore che oscilla tra i 5 e i 30°.
Quando supera i 30 si può diagnosticare una malformazione congenita che provoca la lussazione dell'anca.
L'angolo del collo femorale: e formato dal collo del femore e dalla sua diafisi e ha i seguenti valori: alla
nascita 150° a 3 anni 145° nell'adulto 130°, nell'anziano 115°.

LUSSAZIONE CONGENITA DELL'ANCA


È una malformazione è frequente che si presenta soprattutto nelle donne se è unilaterale la testa del
femore esce dalla cavità cotiloidea se è bilaterale provoca una antiversione del bacino.

I diversi stadi di gravità che si possono presentare alla nascita sono:


Anca lassa virgola sublussante, lussata. Una diagnosi precoce permette un trattamento semplice
sufficiente che consiste nel lattante in una abduzione non forzata mediante divaricatore. Una diagnosi
tardiva comporta un ritardo nell'inizio della deambulazione è un cammino zoppicante.
COXA VALGA
È una deformazione dell'anca ed è caratterizzata da un aumento dell'angolo del collo del femore con la
diafisi superiore a 130°, non si corregge.

COXA VARA
Caratterizzata da una diminuzione dell' angolo del collo del femore con la diafisi che è inferiore a 110 °.
Può guarirsi spontaneamente.
ARTI INFERIORI
Coscia: l'asse del femore sul piano frontale forma con la tibia un angolo di 170° (VALGISMO FISIOLOGICO).
Angolo di Delitala (linea unente la Sias e il gluteo) con l'asse del femore a 45°.

GAMBA
Riceve il carico del femore e lo trasmette su un asse perpendicolare per mezzo della tibia sul piede. Se
l'asse della tibia è deviato verso l'esterno si determina un valgismo, se invece deviato verso l'interno si
determina un varismo.

GINOCCHIO
Malformazioni;
Ginocchio valgo: deviazione sul piano frontale inferiore a 170°, in cui i condili hanno la tendenza a
toccarsi e i malleoli hanno invece una distanza significativa ed è un fenomeno in genere circoscritto
all'articolazione. Il ginocchio valgo nell'infanzia ha un evoluzione benigna però va osservato perché ne
esistono casi in cui l'atteggiamento si mantiene si stabilizza o peggiora. Si considera normale una distanza
tra i malleoli di 5-6 cm. In caso di distanze Maggiori si considera patologico. Terapia: in quelli che non
superano i 5 cm è necessaria una sorveglianza periodica è un trattamento per la tonificazione muscolare,
nel ginocchio valgo grave invece è necessario un trattamento ortopedico e tutori.

GINOCCHIO VARO
Fenomeno che interessa oltre all'articolazione anche la diafisi del femore e della tibia. I malleoli si
avvicinano e si allontanano invece i condili, trattamento: il ginocchio varo benigno non disturba la
deambulazione e spesso si corregge spontaneamente. È necessario anche introdurre D. Il ginocchio varo
grave invece necessita di un trattamento ortopedico con applicazioni contrarie a quelle del ginocchio
valgo.

GINOCCHIO RECURVATO
Iperestensione della gamba sulla coscia. La deformità è tollerata fino a 5 10 gradi in caso di un amento il
trattamento è ortopedico e consiste nell'adozione di una doccia con dispositivo di arresto per il ginocchio.
Le forme gravi dolorose sono destinate al trattamento chirurgico.

GINOCCHIO FLESSO
È una deformità che comporta l'impossibilità di estensione completa del ginocchio e da una forte
instabilità. La sua causa può essere uno squilibrio funzionale, fratture, immobilizzazione in gesso. Il
trattamento è rivolto ad esercizi di allungamento degli ischiocrurali della muscolatura posteriore della
coscia e movimenti di estensione della gamba sulla coscia, andature sui talloni e flessioni del busto ad arti
inferiori e ginocchia bloccate. Nei casi più gravi è necessario anche un intervento chirurgico

GINOCCHIO LASSO
È caratterizzato dal tipico ginocchio ballante determinato da diverse ragioni e in cui la solidità
dell'articolazione della gamba è scarsa. La sua causa può essere costituzionale ma normalmente è di
origine traumatica, la sua lassità favorisce distorsioni e lesioni. Il trattamento consiste nell'adottare
apparecchi di sostegno e nei casi gravi e anche indicato il trattamento chirurgico basato sulla
ricostruzione dei legamenti allentati. Il trattamento chinesiologico consiste nell'effettuare esercizi di
potenziamento.
PIEDE
Nella posizione eretta tutto il peso del corpo ricevuto dall' astragalo viene trasmesso: anteriormente sui
metatarsi se l'appoggio nel terreno e sull' avampiede
Posteriormente: sul calcagno se l'appoggio nel terreno avviene sul tallone. Se l'appoggio è su tutta la
pianta del piede avremo il 57% sul calcagno e il 43 sull' avampiede.
A seconda del rialzo sotto il piede cambia la distribuzione del carico. Il normale rialzo della scarpa di 2
centimetri in quel caso il calcagnolo avampiede avranno il 50% del peso. Secondo la teoria di farabeuf il
piede appoggia con tre pilastri Ossei di sostegno:
-calcagno
-dalla testa del primo metatarso
-dalla testa del V metatarso.

I 3 punti di appoggio sono riuniti da tre arcate osse che costituiscono i sorreggono la volta plantare (che
svolge una funzione ammortizzatrice).

Quando il rialzo delle scarpe è sotto i 2 cm e il tallone è sotto il livello di appoggio del avampiede possono
generare problemi al tendine d'Achille.

Deformità del piede


Piede piatto: Il piede piatto del bambino si tratta di un anomalia statica caratterizzata da un cedimento
del piede nel suo margine interno. Il piede che ad un anno di vita ha già assunto una configurazione
anatomica ben definita caricato dal peso del corpo va ad appiattire la volta come una risposta ha stimoli
che per la prima volta agiscono su strutture impreparate. Per quanto riguarda il trattamento la stragrande
maggioranza dei casi di piattismo resta per tutta la vita dell'individuo. Può migliorarsi stando sulla punta
dei piedi e ripristinare la volta plantare. Per contribuire ad un maggior successo e fortuna iniziare il
trattamento specie nelle forme gravi a 3-4 anni e attuarelo sempre.

Piede piatto valgo congenito


È una malformazione congenita caratterizzata da un aumento della divergenza tra astragalo e calcagno ed
è difficile da trattare.

Piede piatto dell'adolescente.


Si manifesta tra 14 e 15 anni e il trattamento è uguale a quello dell'infanzia.

Piede cavo
Aumento della volta plantare

Piede torto
Varo equino, valgo convesso, talo.
Il primo; le dita del piede spesso in flessione, deve essere trattato precocemente ma anche con movimenti
passivi ed attivi, posture caute e correzione della deambulazione

Il secondo è dovuto a una verticalizzazione dell'astragalo, aspetto tozzo convesso e cavo "piede a dondolo"
Il terzo è una deformità legata all'esagerazione della flessione dorsale del piede e il trattamento deve
essere eseguito con manipolazioni per stirare il tibiale anteriore.

SCOLIOSI
La scoliosi e una deviazione laterale permanente della colonna accompagnata da rotazione e torsione
delle singole vertebre sul loro asse verticale tali da determinare spostamenti e deformità degli annessi del
rachide. La scoliosi è una deformità che colpisce la colonna fino ad incurvare la lateralmente in modo
permanente creando alterazioni anatomiche non modificabili volontariamente. Questa patologia sul piano
frontale determina uno o più curve. Non si corregge spontaneamente e si manifesta clinicamente con una
sporgenza chiamata Gibbo.La scoliosi è un infermità grave che provoca delle deformazioni antiestetiche
dello scheletro e coinvolge anche le articolazioni, a legamenti e la muscolatura e nei casi più gravi gli
organi interni.Le curve nel piano frontale: è fondamentale dal punto di vista diagnostico distinguere un
atteggiamento scoliotico da una scoliosi strutturale.
ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO
Non presentano mai rotazione e torsione vertebrale e quindi non determinano mai la comparsa clinica di
Gibbi. Sono correggibili e scompaiono con l'eliminazione della casa che le ha provocate non sono mai
evolutive. Si può sviluppare in seguito a dismetria degli arti inferiori, deviazione laterale, sintomo di una
lesione vertebrale, alterazioni posturali, contrattura dell'anca o amputazioni.

SCOLIOSI STRUTTURALE
La deviazione vertebrale è deformata in un modo permanente provocando la comparsa di un gibbo. Non
sono mai del tutto correggibile e presentano sempre il rischio di evolversi a qualsiasi età.
GIBBO: è una sporgenza costale sulla convessità di una curva rachidea e la manifestazione clinica della
rotazione vertebrale.

Le scoliosi strutturali sono nella maggior parte dei casi evolutive durante l'accrescimento in particolar
modo durante la pubertà.
Non è sempre facile stabilire i confini tra atteggiamento scoliotico e scoliosi strutturale.

Le scoliosi strutturali possono essere di natura congenita o acquisita quelle congenite sono già presenti
alla nascita e trovano origine in anomalie morfologiche dei corpi vertebrali mentre le scoliosi acquisite
sono le forme di gran lunga più frequenti.
Le scoliosi acquisite si distinguono in essenziali o idiopatiche secondarie o sintomatiche.
SCOLIOSI IDIOPATICA: deformità tridimensionale del rachide con una curvatura laterale associata rotazione
vertebrale. sono oltre il 90% di tutte le scoliosi. I fattori eziologici riconosciuti sono fattori ereditari,
ritardo di maturazione del sistema di equilibrio, difetti metabolici del tessuto connettivo e fattore di
crescita.

TIPOLOGIA DELLE CURVE


Si distinguono scogliosi a una curva, doppia curva o a curve multiple. È detta primaria la curva meno
riducibile con un angolo più ampio e che presenta la maggiore rotazione dei corpi vertebrali mentre
invece detta curva di compenso quella che presenta a poca angolazione e poca rotazione.
La deformità scoliotica si realizza su tre piani dello spazio frontale orizzontale e sagittale.

Equilibrio del rachide: si valuta ponendo un filo a piombo al livello della protuberanza occipitale o in
corrispondenza dell'apofisi spinosa di C7. Se il filo a piombo si sovrappone alla piega interglutea la colonna
è in equilibrio ovvero a piombo se il filo a piombo passa lateralmente alla piega interglutea a destra o a
sinistra avremo uno strapiombo.

I triangoli della taglia, sono dei triangoli vuoti che si formano tra gli arti superiori addotti al tronco e la
rientranza dei fianchi. I triangoli della taglia aumentano dal lato della concavità e diminuiscono dal lato
della convessità.
Test di flessione anteriore (test di Adams)
Facendo flettere il tronco di circa 60° per una curva dorsale è di circa 90 per una curva lombare il test
metterà in evidenza: a livello toracico Gibbi costali è a livello lombare le salienze paraspinali.

Obliquità del bacino: si valuta ponendo le mani sulle creste iliache, l'obliquità può dipendere da dismetria
arti inferiori o retrazione muscoli psoas e ischiocrurali.

Test di correggibilità della curva: si può valutare in diversi modi; ponendo il paziente in trazione, le curve
secondarie si correggono. Manovra di auto raddrizzamento di Lorentz, si chiede al paziente di porre la
mano posta dal lato convesso della Curva sul gibbo toracico posteriore e quella controlaterale sulla nuca.
Chiedendo al paziente di mantenere il rachide flesso e di inclinare il tronco da un lato e dall'altro.

Valutazione radiografica:
Bending test: confrontare due immagini dal lato destro e sinistro le foto devono essere uguali e a
specchio. Quando la flessione Destro sinistra diverge si avrà una situazione patologica.
Perché si consigliano sport simmetrici? Perché con i test di simmetria e uguaglianza non si potranno
verificare squilibri va sempre bene se è in allungamento. Perché il nuoto? È un fattore positivo perché il
bambino in acqua e in una situazione tranquilla manca la gravità del corpo galleggia e non ci sono
pressioni di carico. Per fare gli esercizi cosa valuto faccio sempre esercizi simmetrici? No perché per
esempio se la scoliosi a una concavità sinistra lo faccio respirare a destra quindi si fa un analisi per capire
se ha una concavità da una parte o dall'altra e questo lo valuto con il triangolo della taglia.

Metodo di Cobb
Si esegue tracciando sul radiogramma le tangenti al piatto superiore della vertebrale estremo prossimale
della curva e al piatto inferiore della vertebra situata all'estremo distale della curva e si tracciano le
perpendicolari a queste tangenti. l'incontro fra le perpendicolari descriverà un angolo nella parte della
concavità il cui valore è espressione dell' entità della deviazione scoliotica.

Con il termine idiopatica intendiamo una malattia che non si accompagna ad altre processi morbosi e della
quale non si conosce la causa in questo caso rappresenta l'80% dei casi. La scoliosi idiopatica si presenta
tra 10 e 14 anni d'età senza che il ragazzo abbia dolori.

Azione al carico nella scoliosi


Curva principale
Nella curva principale dal lato della convessità si osserva una costante attività bioelettrica, mentre dal
della concavità si osserva un’assenza di attività bioelettrica. In entrambi i lati si osserva che nel
movimento di autocorrezione compare una attività di "potenza" che dal lato convesso è molto marcata e
dal lato concavo è debolissima o assente.

Curva di compenso
Nella curva di compenso si registra una scarsa attività bioelettrica nei due lati. Nelle attività di
autocorrezione si registra attività di potenza.
“L'attività maggiore si riscontra quasi sempre dal lato dei muscoli della convessità.”
“L’emicurva superiore di una curva scoliotica la maggiore attività avviene a livello della muscolatura della
parte convessa, mentre nell’emicurva inferiore di una curva scoliotica la maggiore attività avviene a
livello della muscolatura della parte concava"

METODI PER CORREGGERE LA SCOLIOSI


Metodo Niederhoffer: In questa teoria muscolare bisogna lavorare sui muscoli trasversali per correggere o
bloccare una deviazione scoliotica, riammortizzare lo squilibrio della muscolatura trasversale del
tronco.L'evoluzione della scoliosi avviene in 3 fasi: contrattura, rotazione o torsione, formazione delle
curve di compenso. Si opera con esercizi contro resistenza proposti in 4 fasi:
1. contrazione isometrica progressiva; 2. contrazione statica in posizione corretta; 3. decontrazione
progressiva; 4. rilasciamento 

Il numero di ripetizioni varia da l a 3 per ogni esercizio, infatti Niederhoffer sostiene che l'effetto di
eccitazione indotto sparisce dopo la terza ripetizione.

Metodo Schroth:Il corpo è visto come un insieme di piramidi che tendono a scivolare. Detto anche metodo
"ortopedia respiratoria". Si usa uno specchio tridimensionale e si cerca di mettere io equilibrio spazi,
depressioni, curvato, cifosi e lordosi trasformando le basi e i vertici delle piramidi, con translazioni delle
tre piramidi del corpo per arrivare ad una correzione posturale completa con una ventilazione
(respirazione) guidata. Si associano esercizi di respirazione , esercizi per il miglioramento della forza
muscolare con lavoro isometrico effettuato in fase espirazione, movimenti semplici e brevi negli atti
respiratori con utilizzo di spessori per livellare depressioni e asimmetrie, inspirazione associata
all'estensione assiale del rachide, espirazione avviene in maniera passiva, facendo intervenire in isometria
i muscoli paravertebrali e fissatori delle scapole.

Metodo Klapp: La stazione eretta favorisce a causa dell'effetto della gravità la scoliosi. La quadrupedia
può eliminare o rimediare alle scoliosi.
Posizioni quadrupediche iniziali in lordosi:
1-abbassata D1-D4; 2- semiabbassata D5-D7; 3- orizzontale D8-D10; 4- semieretta D11-D12; 5- eretta L1-L5 

Le posizioni in lordosi non sono accettate in materia in quanto una delle aggravanti della scoliosi è proprio
al lordosi.
Posizioni quadrupediche iniziali in cifosi : 1- abbassata DI-D4; 2- semiabbassata DI1-L12; 3- orizzontale D8-
D10; 4- semieretta D5-D7; 5- eretta CI-C4.
Metodo I.O.P.
1-partendo dalla stazione eretta il punto di massima curvatura è nel tratto lombare

2- partendo dalla stazione seduta effettuando una flessione ed una inclinazione il punto di curvatura si
sposta più in alto; 

3- partendo dalla posizione a carponi effettuando una flessione laterale, il tratto lombare si irrigidisce se
si aggiunge una inclinazione avanti del busto.
Parte dalla posizione lordotizzata: a) bacino bassob) bacino medio c) bacino alto
Parte dalla posizione cifotizzata con busto flesso sotto l'orizzontale: a) bacino basso b) bacino medio c)
bacino alto.
Il lavoro muscolare va eseguito in allungamento completo e accorciamento incompleto per i muscoli
paravertebrali dei lato concavo, mentre va eseguito lavoro in accorciamento completo ed allungamento
incompleto per i muscoli del Iato convesso della curva.
Eseguendo un esercizio asimmetrico a busto inclinato verso avanti l'azione maggiore è a carico del rachide
dorsale e minore nel lombare, mentre a busto flesso verso il basso l'azione maggiore è a carico del rachide
lombare e minore nel dorsale.
Nelle scoliosi a doppia curva lavora contemporaneamente il braccio per agire sulla parte alta e la gamba
per agire sulla parte bassa:
- Se prevale la curva dorsale si lavora a bacino alto

- Se prevale la curva lombare si lavora a bacino basso 

- Se le curve sono uguali si lavora a bacino medio

La derotazione della scoliosi si ottiene sollevando la spalla e l’emibacino del lato omologo dell' arto
traente.
Il lavoro muscolare va eseguito in allungamento completo e accorciamento incompleto per i muscoli
paravertebrali dei lato concavo, mentre va eseguito lavoro in accorciamento completo ed allungamento
incompleto per i muscoli del Iato convesso della curva.
Lavorando simmetricamente dopo avere bloccato il tratto desiderato della colonna vertebrale si può
modulare l'intervento: nel tratto dorsale agendo con gli arti superiori, mentre nel tratto lombare agendo
con gli arti inferiori.
Lavorando asimmetricamente un arto resta fermo e blocca la colonna, l'altro arto estendendosi provoca
uno spostamento del rachide sacrale verso l'arto flesso e uno spostamento del rachide lombare verso l'arto
esteso. Con lo stesso meccanismo si agisce con gli arti superiori per intervenire sulla colonna dorsale.
Eseguendo un esercizio asimmetrico a busto inclinato verso avanti l'azione maggiore è a carico del rachide
dorsale e minore nel lombare, mentre a busto flesso verso il basso l'azione maggiore è a carico del rachide
lombare e minore nel dorsale.
Nelle scoliosi a doppia curva lavora contemporaneamente il braccio per agire sulla parte alta e la gamba
per agire sulla parte bassa:
- Se prevale la curva dorsale si lavora a bacino alto: l'arto superiore sui 2/3 della zona alta e l'arto
inferiore su l/3 della zona bassa; 

- Se prevale la curva lombare si lavora a bacino basso: l'arto superiore su 1/3 della zona alta e l'arto
inferiore sui 2/3 della zona bassa; 

- Se le curve sono uguali si lavora a bacino medio; l'arto superiore su 1/2 della zona alta e l'arto inferiore
sui 1/2 della zona bassa; 

La derotazione della scoliosi si ottiene sollevando la spalla e l’emibacino del lato omologo dell' arto
traente. 

Con il metodo I.O.P avremo la mobilizzazione in proporzione all'altezza del bacino, la localizzazione
circoscritta con l'azione diversificata degli arti superiori e inferiori e la correzione degli strapiombi
variando l'asse di trazione degli arti.

LO STRUTTURALISMO PSICOMOTORIO
L'intelligenza è vista come un processo di adattamento all'ambito sociale e fisico che circonda il soggetto,
nel senso che l'apprendimento scaturisce, l'intelligenza si sviluppa da una interazione attiva con
l'ambiente e il comportamento si modifica. la ginnastica correttiva permette un apprendimento capace di
sviluppare l'intelligenza e modificare il comportamento di un individuo.
«Ogni e qualunque movimento, pertanto, è determinato da un compilo motori, per garantire il quale
l'esatta regolazione del fluire degli impulsi che arrivano dai canali di informazione, il loro coordinamento
e la formulazione dei programmi che possono realizzarsi manifestarsi, sono il frutto di processi nello
stesso tempo mentali, come pensieri e sentimenti, e somatici»
«un modo nuovo di intendere l'esercizio correttivo: non più un movimento puramente imitativo di un
modello esterno al soggetto, ma l'esercizio diventa interiorizzato, analizzato dal soggetto stesso in tutte
le componenti estero e propriocettive che possono essere rese coscienti ed eseguito con l'attenzione non
al risultato interno (aspetto formale), ma al processo stesso, interno, del "muoversi" (aspetto
psicomotorio)»
Nello Strutturalismo Psicomotorio, l'esercizio correttivo è scomposto nell'analisi anzitutto della posizione
di partenza e successivamente dell'esecuzione . La posizione di partenza è scomposta in:
- L'aspetto formale: 

- L'aspetto psicomotorio dello studio motorio: a) esplorazione b) inventario c) integrazione
L'esecuzione dell'esercizio viene a sua volto scomposto in: 

- aspetto formale: 

- aspetto psicomotorio suddiviso in: a) dialogo sparlale; b) dialogo temporale c) dialogo senso-percettivo
Il soggetto deve essere accompagnato a scoprire gli elementi dell'aspetto psicomotorio che nella posizione
di partenza e nell'esecuzione degli esercizi che non vanno bene e deve essere aiutato ad applicare delle
correzioni utili a perseguire l'obbiettivo che via via ci si pone.
Nelle prime esecuzioni degli esercizi, durante le operazioni di esplorazione e di inventario, si evidenziano
le eventuali distonie, asimmetrie ecc. In base agli obiettivi prefissati, occorre a selezionare uno o più
elementi dell’aspetto psicomotorio.
Il soggetto controlla attivamente quell’elemento cercando di mantenerlo in posizione corretta e di non
modificarlo durante l’esercizio.

L’invariante correttiva
Nelle successive ripetizioni, allo scopo di mantenere l’invariante correttiva, saranno necessarie delle
correzioni degli eventuali errori evidenziati dalla situazione particolare in cui l’esercizio viene realizzato.
Queste correzioni saranno ovviamente retroattive , ma, col tempo, dovranno essere chieste e eseguire
l’esercizio in maniera corretta, mantenendo l’invariante. L’invariante correttiva può essere scelta fra
qualsiasi classe di dati: meccanici, posturali, sensitivi, visivi, ecc.) e rappresenta la risposta all’obiettivo
che l’esercizio si pone.

Obiettivi
Ginnastica posturale (recupero dell’assetto sagittale) e stretching (leggero) dell’ileo-psoas.
-Aspetto formale
-Aspetto psicomotorio della posizione di partenza
-Aspetto psicomotorio dell’esercizio propriamente detto:- invariante correttiva- dialogo spaziale- dialogo
temporale- dialogo attitudinale

Educazione posturale
L’educazione posturale effettua un lavoro meccanico – ortopedico, educa lo schema corporeo tramite la
ginnastica posturale, dalla quale traggono vantaggio anche l’equilibrio e la respirazione.
Per lavoro meccanico-ortopedico si intende l'attività volta a perseguire i classici obiettivi dell'Educazione
Fisica, ovvero lo stretching delle catene muscolari retratte, il recupero del R.O.M. articolare, il
potenziamento dei muscoli della dinamica, lavoro di resistenza per i muscoli della statica.

L'educazione dello Schema Corporeo si realizza attraverso la presa di coscienza del proprio corpo e
l'apprendimento di quelle capacità di analisi che pian piano renderanno coscienti e facilmente
controllabili le varie sensazioni esterocettive e propriocettive: senso di posizione articolare, tensioni
muscolari , attività muscolare.

N.B. Educare lo schema corporeo significa raggiungere l’obiettivo finale, che consiste nell’avere
padronanza dell’allineamento rispetto agli assi e i piani del corpo, e su di essi compiere i movimenti
corretti, significa progredire nel controllo totale delle sensazioni esterocettive e propriocettive, significa
avere il controllo totale dell’esecuzione, sia da decubito, che dalla quadrupedia, e ovviamente dalla
stazione seduta e eretta.
N.B. La ginnastica posturale è diretta a mantenere un quadro sensoriale buono, e a far mantenere
posizioni corrette al soggetto durante l’intera durata dell’esercizio. Queste posizioni poi, con il tempo,
saranno mantenute corrette quotidianamente.

Stimolo efficace
Non è possibile modificare la componente posturale di uno schema motorio assumendo intenzionalmente
delle posizioni perché si attiverebbe il sistema dinamico, ma cercando di mantenere un quadro sensoriale
dato mentre si esegue l'esercizio. La costruzione dell'esercizio di ginnastica posturale si articola in 4 fasi:
1. si individua l'elemento da correggere; 

2. si propone un esercizio che coinvolga l'elemento in questione; 

3. si dà un compito posturale che riguardi l'elemento in questione; 

4. si dà un compito dinamico che perturbi l'elemento in questione.

ATM: articolazione temporo-mandibolare


BITE: Il bite per denti ha un utilizzo molteplice ed è principalmente impiegato per "correggere" il
bruxismo, alleviare i disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare, modificare la cattiva occlusione
dentale con conseguente sollievo dai dolori cervicali.
Il bruxismo è un disturbo causato dallo stress che porta a digrignare e sfregare i denti l'uno contro l'altro
durante la notte o durante lo svolgimento di un'attività fisica intensiva. Il digrignamento continuo dei
denti può comportare diversi problemi anche alle gengive e all'articolazione mandibolare: i denti si
consumano, si spostano, possono indebolirsi al punto tale da cadere, le gengive si infiammano, al risveglio
i muscoli facciali sono dolenti e si fa fatica ad aprire la bocca.
Inoltre il bite può essere applicato anche in seguito a rumori durante l’apertura della bocca o in seguito a
mal chiusura.
Una volta posizionato tra i denti, riesce a portare la mandibola nella posizione corretta. Questa sorta di
"cuscinetto" può corregge la postura e può risolvere cefalee e dolori al rachide.

LA MUSCOLATURA ADDOMINALE può essere distinta in tre grandi gruppi: i muscoli posteriori


dell'addome (grande e piccolo psoas, quadrato dei lombi) con la funzione di inclinare il torace dal
proprio lato o di abbassare le coste.
Muscoli anteriori dell'addome: retto dell'addome (con funzione di flettere la colonna vertebrale in
avanti), piramidale, obliquo esterno (con funzione di inclinare la colonna dallo stesso lato ruotando
il torace dalla parte opposta), obliquo interno (inclina la colonna vertebrale dallo stesso lato e
ruota il torace) traverso dell'addome (non coinvolto in alcun sostanziale movimento). 

STELLA DI GROSSIORD
Partenza: Soggetto in decupito supino, mani alla nuca, gomiti chiusi, arti inferiori piegati.
Movimento:
-se sollevo da terra la spalla destra, spingendo il gomito destro verso l’altro, lavorerà la parte A1
- se sollevo da terra la spallasinistra, spingendo il gomito sinistro verso l’altro, lavorerà la parte A2
- sollevo entrambi i gomiti verso l’alto, incidenza nel quadrante A centrale
-se sollevo il tallone destro, spingendo il ginocchio destro verso l’alto, lavorerà la parte C1
-se sollevo il tallone sinistro, spingendo il ginocchio sinistro verso l’alto, lavorerà la parte C2
- se sollevo entrambi i talloni lavorerà la parte C centrale
-se sollevo le spalle e i talloni avrò un incidenza in B,B1, B2

Tipo di contrazione

Contrazione dinamica: tra cui isotonica e isocinetica, auxotonica, pliometrica

Contrazione statica: tra cui quella isometrica

La contrazione isotonica si ha quando un muscolo si accorcia spostando un carico che rimane costante per
l'intera durata del periodo di accorciamento. 

La contrazione isometrica è quando il muscolo si contrae senza modificare la sua lunghezza. 


Legge Borelli: la lunghezza delle fibre è proporzionale all'accorciamento ottenuto dalla loro contrazione,
questo accorciamento è uguale alla metà della lunghezza delle fibre. Quindi se un muscolo a fibre lunghe
4 cm si potrà accorciare di 2 cm.

L’esame radiografico
La lettura corretta di un esame radiografico ai fini chinesiologici può essere una chiave di diagnosi per
esaminare in maniera compiuta un soggetto.
È un accertamento diagnostico di grande validità scientifica.
“Segni radiologici di modesta entità possono corrispondere a una diagnosi seria, mentre a volte grosse
malformazioni sono compatibili con una esistenza normale”.
L’esame migliore è quello che prevede la teleradiografia, in toto, del rachide sotto carico dalla posizione
detta ortostatica, eseguita in stazione eretta. Ulteriori radiografie eseguite in decubito (scarico) servono
per una comparazione al fine di rilevare l’indice di correggibilità e collasso.
L’indice di correggibilità delle scoliosi si determina con il BENDING TEST. In questa verifica il paziente è
disteso con bacino fissato in posizione di equilibrio: dopo aver eseguito una lastra in questa posizione, il
tronco viene inclinato al massimo a destra e poi a sinistra e, in queste posizioni estreme, si fanno due
radiografie. Gli esami radiografici vengono ripetuti ogni 5 anni, per evitare i danni delle radiazioni
all’organismo. Le radiografie, in sintesi sono in proiezione frontale e in proiezione sagittale.

Posizione frontale: Una colonna si definisce in "asse sul piano frontale" quando l'appiombo che parte dalla
settima vertebra cervicale scende sul solco intergluteo. In caso contrario si dice "disassata".

Equilibrio del bacino: Osservazione e interpretazione della posizione della piattaforma sacrale.
- piattaforma sacrale orizzontale 

- piattaforma sacrale obliqua 

- se i tetti cotiloidei sono sullo stesso livello si tra. di una asimmetria del bacino 

- se i tetti cotiloidei non sono sullo stesso livello si tratta di una asimmetria di lunghezza degli arti
inferiori

Lunghezza arti inferiori


Può essere transitoria o permanente. Dovuta a crescite separate degli arti di sinistra in ritardo rispetto la
destra (legge di Godin) . La differenza di lunghezza viene detta dismetria o eterometria. Può essere
valutata in 3 maniere:
1. empirica
2. pratica (verifica della distanza tra ombelico e malleoli interni);
3. scientifica:Misurazione ai raggi X (misurazione esatta sulla scala del radiogramrna).

Misurazione dell' arto inferiore:Si applica un rialzo e conseguentemente si rivaluta la prova fino ad
arrivare ad un test soddisfacente. L'altezza del rialzo si determina per gradi di compenso Il rialzo deve
essere sempre omolaterale dalla parte della curva inferiore della scoliosi.

Età scheletrica e maturazione ossea


Al fine di diagnosticare una alterazione vertebrale (ossea) risulta molto importante conoscere l'età
scheletrica del soggetto che spesso non coincide con l'età cronologica.
La crescita del rachide si sviluppa in tre tappe:
1- mesenchimatica; 

2- cartilaginica; 

3- di ossificazione.
L' accrescimento in lunghezza dell'osso dipende dall'azione dovuto all'eccitazione delle pressioni.
L' accrescimento in larghezza è facilitato dall'azione di trazione dei muscoli che agisce sulla parte esterna
dell'osso. Le ossa del corpo non si sviluppano tutte in maniera omogenea e uniforme. Le coste ossificano
più rapidamente delle altre ossa. Le vertebre crescono fino circa i 25anni di età . Il bacino ossifica intorno
ai 20 anni di età. La zona pubica ossifica intorno ai 27 anni di età.

TEST DI RISSER (valuta la maturazione ossea)


-manca il nucleo di ossificazione
-inizio dell’ossificazione con comparsa all’altezza della SIAS
-l’ossificazione raggiunge la metà della cresta iliaca
-l’ossificazione ricopre totalmente la cresta iliaca
-inizio della saldatura con fusione dell’interno
-fusione uniforme su tutto l’arco