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I DIRITTI UMANI OGGI (CASSESE) 1 - L'irrompere dei diritti umani sulla scena mondiale Tra il 600 e il 900 i caratteri

della comunit internazionale erano: - gli Stati vivono in uno Stato di natura: una condizione in cui esistono leggi ma mancano giudici e parlamenti; - principio di reciprocit: le relazioni tra soggetti si basano sul do ut des - i popoli e gli individui non hanno alcun peso, sono solo oggetto del dominio dei vari sovrani. I primi testi in cui sancita la tutela internazionale dei diritti dell'uomo sono le Dichiarazioni Statunitensi (1776-89) e la Dichiarazione Francese (1789), che hanno carattere perentorio e totalizzante e secondo le quali l'uomo tale solo se libero, eguale e pu godere dei suoi beni; la societ deve essere composta da liberi individui sottomessi solo alla legge. Limiti di queste dichiarazioni erano l'assenza di meccanismi di attuazione e di garanzia dei diritti solo per i singoli e non per i gruppi. nell'800 che il diritto internazionale comincia ad interessarsi degli individui; nel primo dopoguerra il Patto della Societ delle Nazioni (1919) avrebbe dovuto porre le basi per la coesistenza pacifica fra gli stati della comunit internazionale e viene istituito l'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Nel secondo dopoguerra gli individui divennero oggetto di protezione in quanto individui e nasce l'idea che il rispetto dei diritti umani costituisse un punto di non ritorno. Nel 1941 Roosvelt dichiara tre ideali: - il diritto dei popoli all'autodeterminazione; - i diritti umani; - il pacifismo armato. 2 - La protezione universale dei diritti umani Nella Conferenza di San Francisco (1945) per l'approvazione della Carta delle Nazioni Unite si contrapposero 3 schieramenti: - gli stati latino-americani che proponevano il sorgere di un obbligo internazionale di rispetto dei diritti umani; - le maggiori potenze occidentali che proponevano il rispetto dei diritti dell'uomo come fine della Carta; - i paesi socialisti che insistevano sul diritto di autodeterminazione dei popoli. Questo perch non vi era un accordo sulla nozione di diritti dell'uomo, infatti in nessun articolo enunciato il contenuto di questi diritti ma solo un elenco dei diritti tutelati dall'organizzazione. I poteri dell'ONU erano molto limitati per promuovere il rispetto dei diritti umani in quanto l'Assemblea Generale e il consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) hanno poteri blandi; la protezione dei diritti dell'uomo un fine ritenuto funzionale a quello principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Viste le lacune della Carta dell'ONU, l'Assemblea Generale si impegn nella stesura di un catalogo internazionale dei diritti, infatti nel 1946 l'ECOSOC crea la Commissione dei diritti umani con il compito di redigere la Dichiarazione internazionale dei diritti dell'uomo che elencava: diritti della persona (uguaglianza, alla vita, alla libert...) diritti che spettano all'individuo nei rapporti con i gruppi sociali ai quali partecipa; diritti politici (di pensiero, di riunione, di elettorato attivo e passivo...) diritti che si esercitano in campo economico e sociale (al lavoro, all'assistenza sanitaria...) Questa Dichiarazione il frutto di pi ideologie e le sue fonti sono di matrice: giusnaturalistica (in quanto riconosce l'individuo come titolare di diritti e i gruppi sociali come sedi di realizzazione della sua personalit); statualistica (in quanto l'individuo vive in certo ambiente sociale che lo condiziona, per cui devono essere previsti i diritti e doveri economici sociali e culturali che non contrastano i principi dell'ONU); nazionalistica (in quanto non vengono riconosciuti i diritti delle minoranze nazionali e la Dichiarazione non ha valore vincolante). Il merito di questa Carta quello di aver formulato il concetto universale di valori che devono essere difesi da tutti gli stati. Nel 1966 fu redatta la Convenzione sui Diritti Umani che era formata da due parti: i diritti civili e politici i diritti economici sociali e culturali. 154 stati si vincolarono al Patto sui diritti economici che aveva carattere programmatico, cio senza immediata attuazione e per i quali non previsto alcun controllo; 151 stati invece si vincolarono al patto sui diritti civili che aveva carattere precettivo, cio suscettibile di immediata applicazione all'interno degli ordinamenti statali. Contestualmente fu adottato un Protocollo facoltativo istitutivo di un Comitato con funzioni di controllo sull'attuazione del Patto. Nel frattempo altri trattati si occupavano di specifici settori del diritto internazionale (convenzione sul genocidio, sulla discriminazione razziale, sulla discriminazione delle donne, sulla tortura, sui diritti dei minori e sui lavoratori immigrati) Ad un certo punto l'Assemblea Generale ha iniziato a occuparsi di casi di flagranti violazioni dei diritti umani giustificando quest'intervento adducendo che queste violazioni costituivano minaccia alla pace e alle relazioni tra le Stati. In questo modo si affermarono le seguenti norme consuetudinarie: la proibizione di gravi, ripetute e sistematiche violazioni dei diritti umani; il divieto di schiavit, genocidio e discriminazioni razziali. Queste norme assunsero lo status di diritto cogente (ius cogens), cio dotate di una particolare resistenza giuridica in quanto esprimono valori fondamentali per la comunit internazionale. A livello regionale furono stipulati diversi accordi, tra cui: la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert (1950) la Convenzione americana sui diritti umani (1969) la Carta Africana dei diritti dell'uomo e dei popoli (1981) 3 Cosa si intende per dignit della persona umana? Nella definizione di diritti umani, Kant riprende le idee dei vangeli e impone di considerare come disonorevole e immorale punire con pene disumane, contrarie alla sua dignit, il malvagio. 4 I diritti umani sono davvero universali? Esistono divergenze nella concezione filosofica dei diritti umani in quanto i paesi occidentali sono legati a d una visione giusnaturalistica per cui i diritti da rispettare sono quelli civili e politici, mentre per i paesi socialisti sono pi importanti i diritti economici, sociali e culturali. Anche in relazione ai singoli diritti umani abbiamo delle divergenze di concezione:

la libert di movimento per gli occidentali la pi importante forma di manifestazione della personalit, mentre nei paesi in via di sviluppo si cerca di limitare gli spostamenti; l'incidenza della scienza e della tecnologia sul godimento dei diritti umani in quanto i paesi non industrializzati sperano nello sviluppo della tecnologia; le mutilazioni dei genitali femminili eseguita in molti paesi nonostante in occidente sia considerata una gravissima violazione del diritto della donna all'integrit fisica e morale; la libert di culto. Si comunque formato un nucleo ristretto di valori universalmente accettato da tutti gli stati, che comprende: diritto alla vita e alla sicurezza; diritti legati ai bisogni fondamentali della persona umana; diritti civili e politici (manifestazione del pensiero, associazione...) che condividono l'idea che le pi gravi violazioni dei diritti umani siano: genocidio; discriminazione razziale; tortura; rifiuto di riconoscere il principio di autodeterminazione dei popoli. 5 - I meccanismi di garanzia a livello universale Non esistono meccanismi giurisdizionali di garanzia a livello universale. Il Patto sui diritti civili e Politici (1966) ha creato un Comitato composto da esperti, che veglia sul rispetto dei diritti attraverso 3 procedure: 1- esame dei rapporti periodici (quinquennali) trasmessi dagli stati contraenti che restituisce allo stato le osservazioni del comitato; una forma di controllo molto debole in quanto basato sulla volont di collaborazione degli stati; 2 esame di presunte violazioni dei diritti da parte di uno stato contraente su iniziativa di un altro stato contraente; 3 esame di presunte violazioni da parte di uno stato contraente su istanza di individui. I meccanismi istituiti dalle risoluzioni dell'ONU sono procedure che fanno capo a due organi: 1- la Commissione dei Diritti Umani istituita dall'ECOSOC nel 1946 che l'organo politico composto da 53 stati, preposto a promuovere e monitorare l'attuazione dei diritti dell'uomo all'interno degli stati membri dell'ONU 2- l' Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani istituito dalla risoluzione 48/141 dall'Assemblea Generale nel 1993, che deve essere una persona di elevata moralit e competenza nel settore dei diritti umani che pu fare raccomandazioni, dare assistenza tecnica e prestare cooperazioni. 6 La Corte Europea dei diritti dell'uomo La Corte Europea dei diritti dell'uomo un organo giurisdizionale con poteri di accertamento dei fatti e di interpretazione del diritto applicabile con il potere di emettere pronunce giudiziarie (vincolanti) che pu essere attivata dalle vittime delle presunte violazioni della Convenzione. Le tappe della sua creazione sono: 1946 Churchill propose di creare un'organizzazione regionale europea , il Consiglio d'Europa che si basasse sull'armonia delle democrazie e che punisse i colpevoli dei crimini di guerra; 1948 si tenne all'Aja il Congresso d'Europa nel quale si decise di adottare una Carta dei diritti umani e l'istituzione di una relativa corte suprema; 1949 nasce il Consiglio d'Europa fondato sul rispetto dei diritti umani, sulla preminenza del diritto e sui principi della democrazia, formato da due organi: il Comitato dei Ministri (composto dai rappresentanti dei governi) e l'Assemblea Consultiva (composta dai parlamentari) che durante una sua seduta affront il problema della creazione di una Corte Europea. 1950 venne adottata la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo che enunciava i diritti fondamentali e prevedeva la creazione di una Commissione e di una Corte Europea dei diritti dell'uomo. In questa sede venne prevista la graduale applicazione di una serie di misure che gli stati potevano accettare di volta in volta. Il meccanismo di garanzia si basava sui due organi: - la commissione aveva due scopi: filtrava i ricorsi contro le asserite violazioni della Convenzione e accertava i fatti; - solo lo stato contraente poteva accusare davanti alla commissione un altro stato; - il meccanismo internazionale di garanzia era concepito come sussidiario rispetto ai ricorsi giudiziari o amministrativi interni (in quanto occorreva esperire prima quelli interni) - erano state previste clausole facoltative. 1953 fu adottato il Protocollo 11 con il quale: - fu abolita la Commissione, lasciando alla Corte il compito esclusivo di pronunciarsi su eventuali violazioni; - fu sottratto al Comitato dei Ministri qualunque potere giudiziario; - il ricorso degli individui venne reso obbligatorio per tutti gli stati contraenti; - venne accordato agli individui ricorrenti il potere di partecipare a pieno titolo ai procedimenti davanti alla Corte. La giurisprudenza della Corte basata su: 1 diritto alla vita nei conflitti armati interni; 2 libert di manifestazione del pensiero; 3 diritto all'equo processo; 4- obbligo per gli stati di predisporre tutte le misure legislative e amministrative necessarie. 7 Il genocidio: lo sterminio di gruppi protetti Il termine genocidio stato coniato nel 1944 da Raphael Lemkin per designare le atrocit che stavano commettendo i nazisti in Europa e venne utilizzato per indicare lo sterminio di interi gruppi umani aventi comuni connotati nazionali e religiosi; una pratica collegata a uno dei seguenti fattori: guerre di conquista (massacro della popolazione dei paesi vinti) religione (massacri di interi gruppi religiosi avversari) dominio coloniale (delle potenze europee in America, Asia e Africa). Gli aspetti comuni tra il genocidio degli Armeni (1915-16) e quello degli Ebrei (1939-45) resi possibili dall'utilizzo di tecniche moderne; religioni diverse dagli sterminatori e status sociale ben definito; vennero rappresentati come sleali nei confronti dello Stato; gli sterminatori trassero vantaggi economici dallo sterminio; l'ideologia degli sterminatori considerava gli altri come qualcosa da disprezzare. Le differenze invece erano:

per gli Armeni il massacro si risolse con l'uccisione in massa di un gruppo etnico che appartenente allo stesso stato che comp il massacro, l'ideologia scatenante si fondava sul nazionalismo dei Giovani Turchi e la condanna internazionale fu tiepida in quanto furono processati i responsabili; per gli Ebrei invece furono massacrati sia i cittadini dell'impero tedesco sia quelli degli stati occupati dall'esercito tedesco, il fattore ideologico fu il razzismo antisemita e in questo caso la reazione internazionale fu severa, tanto da far approvare un trattato internazionale destinato a impedire il ripetersi di tali atti (Convenzione sul genocidio). La Convenzione sul genocidio fu adottata nel 1948 dall'Assemblea delle Nazioni Unite e stabilisce che il genocidio vietato dal diritto internazionale con la conseguenza che la sua perpetrazione pu far scaturire sia la responsabilit internazionale dello stato, sia la responsabilit penale degli individui autori del genocidio. Il merito di questa convenzione sta nell'aver definito il genocidio come la distruzione dei membri di un gruppo protetto, con l'intento di distruggere il gruppo come tale con il compimento di atti criminosi; i limiti della Convenzione invece erano: la richiesta del dolo aggravato e l'inefficienza dei meccanismi di garanzia che potevano prevedere: processo davanti ai tribunali dello stato sul cui territorio sono stati perpetrati atti di genocidio; ricorso a un tribunale penale internazionale (come nell'ex-Jugoslavia e il Rwanda) ricorso agli organi competenti dell'ONU; ricorso di uno stato alla corte internazionale di giustizia contro lo stato autore di genocidio. Dopo il 1948 ci fu la formazione di una norma generale di ius cogens sul genocidio che ora visto come un illecito grave di stato ed stato riconosciuto come crimine individuale in molti trattati internazionali. I casi di genocidio prima del 1993 si verificavano soprattutto nel terzo mondo, nelle societ con problemi economici e politici; dopo il 1993 il Consiglio di Sicurezza adott lo Statuto del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia e lo Statuto del Tribunale Penale per il Rwanda, che potevano attivarsi anche attraverso un procuratore indipendente. Nel 2004 gli USA hanno insistito nel qualificare come genocidio anche i crimini commessi in Sudan nella regione del Darfur dal 2003; il consiglio di sicurezza nomin una Commissione Internazionale di Inchiesta che ha concluso che il governo sudanese non ha perseguito una politica di genocidio, ma era diretto a distruggere le popolazioni che costituivano la base dei gruppi ribelli. 8 Gli stati aguzzini la tortura La tortura consiste nell'infliggere atti, non da privati spinti da spiccate inclinazioni al male, ma, da autorit governative che agiscono in veste ufficiale. In passato il ruolo della tortura era quello di strumento di prova o sanzione legale; oggi utilizzata per reprimere il dissenso politico o ideologico e significa umiliazione o annientamento della dignit attraverso il dolore fisico o psicologico. La tortura avallata dai governi, per questo difficile introdurre norme contro di essa. Negli atti internazionali vietata da: la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 che contiene una semplice raccomandazione; il Patto dell'ONU sui diritti Civili e Politici del 1966 che vincolante ma sfornito di adeguati strumenti di controllo; la Convenzione del 1984 che un atto normativo vincolante per gli stati che lo hanno ratificato, contiene una dettagliata definizione di tortura includente anche forme meno macroscopiche e prevede che gli stati puniscano i torturatori; limiti a questa convenzione sono: la validit solo per chi la ha ratificata, l'esclusione delle pene inflitte come sanzioni legali e il controllo sull'osservanza alla Convenzione opzionale per lo Stato. In Europa: la Convenzione sui diritti umani del 1950 che contiene un meccanismo internazionale di garanzia. In questa sede la Corte Europea ha elaborato una nuova definizione di tortura, cio qualunque trattamento disumano che causa una sofferenza fisica o mentale; la Convenzione approvata dal Consiglio d'Europa nel 1987 che ha creato un corpo di ispettori internazionali incaricati di recarsi nel territorio degli stati europei per accertare preventivamente se praticano la tortura; le ispezioni possono essere periodiche o ad hoc e sono sempre fatte nei luoghi di detenzione; l'unico limite dato dal vincolare solo i 46 stati che la hanno ratificata. 9 Il terrorismo e il suo impatto sui diritti umani Per il diritto internazionale terrorista chiunque commetta un'azione criminosa (omicidio, strage, sequestro, attentato...) contro civili, allo scopo di coartare un governo, un 'organizzazione o un'entit non statale, per una motivazione politica o ideologica. Nel terrorismo la vittima casuale, per questo si parla di depersonalizzazione della persona per cui il terrorismo una grave violazione dei diritti umani. Gli stati spesso restringono i diritti per la lotta al terrorismo, ma anche i terroristi hanno diritti umani e lo stato non pu degradare al loro livello per cui ai terroristi sono garantiti i diritti relativi all'arresto, alla detenzione e a un processo equo e sollecito. La Convenzione Europea del 1950, il Patto dell'ONU sui diritti Civili e Politici del 1966, la Convenzione Americana sui diritti umani del 1969 contengono una norma che consente di derogare a molte norme di ciascuna convenzione nelle situazioni di emergenza precisamente specificate: 1- deve trattarsi di guerra o altro pericolo pubblico che minaccia la vita della nazione; 2 le misure devono essere strettamente proporzionate alla situazione cui si intende reagire; 3 la deroga deve essere portata a conoscenza degli altri stati contraenti.