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Rivista elettronica del Centro di Documentazione Europea dellUniversit Kore di Enna

I DIRITTI UMANI E LO SPORT


Roberta Dassie
Assistente di Diritto Internazionale e dell'Unione Europea nellUniversit di Gorizia
ABSTRACT:

La crescente importanza che lo sport ha assunto sia a livello nazionale sia a livello mondiale, ha di fatto reso necessario integrarne la regolamentazione. Gli interessi sociali, politici ed economici che ne sono a fondamento, hanno reso lo sport uno degli strumenti pi forti e altamente strategici per la cooperazione tra gli Stati. In via preliminare, la dottrina si occupata della tutela delluomo in quanto portatore di diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. In un secondo momento, vista lenorme rilevanza assunta nel tempo dal fenomeno in esame, ci si occupati di dare voce anche a quei diritti che, per molti studiosi, sono il mezzo per perseguire la pace universale, ovvero i diritti allo sviluppo, alla solidariet, allambiente sano e alla comunicazione e, fra questi, vi incluso anche il diritto allo sport. La codificazione iniziata alla fine del XIX secolo, ha subito innumerevoli mutamenti, tesi alla salvaguardia delle nuove esigenze della societ contemporanea. A ci si aggiunga il determinante contributo dellUnione Europea allorientamento strategico sul ruolo dello sport, un impegno che ha rafforzato in modo deciso quanto in passato era gi stato compiuto. Il valore e il ruolo sociale dello Sport, sviluppatisi nel tempo, hanno reso necessaria una pi puntuale regolamentazione, al fine di evitare il diffondersi del fenomeno del commercio di sostanze dopanti e promuovere i valori fondamentali di rispetto e di giustizia nei confronti di ogni essere umano, senza distinzioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Larticolo si propone inquadrare la situazione in termini prevalentemente giuridici, non trascurando considerazioni che, a nostro parere, sono necessarie per meglio rafforzare il quadro giuridico entro cui il fenomeno indagato va collocato PAROLE CHIAVE: Sport, Diritti umani, Attivit sportiva nell Unione Europea, Carta dello Sport, Pace positiva

1. Genesi dei diritti umani dello sport


Il mondo dello sport da molto tempo al centro di grandi interessi economici, senza trascurare i forti legami col mondo politico che, da sempre, lo considera uno strumento diplomatico e di potere molto importante. In dottrina, i diritti umani 1 sono ripartiti in tre generazioni 2 : alla prima generazione appartengono i diritti civili e politici, il cui godimento agli individui garantito dallo Stato. Alla seconda appartengono i diritti economici, sociali, culturali ed compito dello Stato
BOBBIO, Let dei diritti, Torino, 1990. ZANGH, La protezione internazionale dei diritti delluomo, Torino, 2006.

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promuoverne il godimento. Infine, quelli di terza generazione comprendono i diritti alla pace, allo sviluppo, alla solidariet, allambiente sano, alla comunicazione. Lo sport, o meglio il diritto allo sport, trova posto fra i diritti di terza generazione, soprattutto alla luce dellobiettivo, centrale in questo disegno giuridico, del perseguimento della pace universale, anche se, dal punto di vista di chi scrive, potrebbe essere collocato fra quelli che, in precedenza, abbiamo qualificato di seconda generazione3. Lelencazione, la proclamazione e la codificazione dei diritti umani sono state loggetto di specifici strumenti giuridici internazionali che, negli anni, hanno ampliato la loro sfera dinteresse con richiami a categorie di diritti fondamentali della persona umana, non annoverabili, in precedenza, nemmeno fra le intenzioni di quanti si sono occupati di prevederne la tutela. La Dichiarazione universale dei diritti delluomo del 10 dicembre 1948 4 , il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 16 dicembre 1966, la Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 19895, sono fra i principali atti relativi ai diritti umani. Le espressioni diritti umani, diritti delluomo, diritti della persona umana sono utilizzate come fossero sinonimi e, al tempo stesso, devono essere intese come indicative dellessere umano in senso generale e non nel senso specifico di essere umano di genere

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GILBERTI, Introduzione storica ai diritti umani, Torino, 2012. Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approv e proclam la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, composta da un preambolo e da 30 articoli. Pur non essendo formalmente vincolante per gli Stati membri, trattandosi di dichiarazione di principi, il documento in questione riveste unimportanza storica fondamentale in quanto rappresenta la prima testimonianza della volont della comunit internazionale di riconoscere universalmente i diritti che spettano a ciascun essere umano. Inoltre le norme che compongono la Dichiarazione sono ormai da considerarsi, sotto il profilo sostanziale, come principi generali del diritto internazionale e come tali vincolanti per tutti i soggetti di tale ordinamento. Il testo in http://www.un.org/en/documents/udhr/.
La ratifica e lesecuzione in Italia avvenuta con Legge 27 maggio 1991, n. 176 Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, in Gazzetta Ufficiale n.135 del 11-6-1991 - Suppl. Ordinario n. 35. Lentrata in vigore della legge del 12 giugno 1991. Va tenuto conto, peraltro, che loggetto del documento non una novit assoluta, poich la necessit di concedere una protezione speciale al fanciullo era gi stata enunciata nella Dichiarazione di Ginevra del 1924 sui diritti del fanciullo e, successivamente, nella Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo adottata dallAssemblea Generale il 20 novembre 1959. La questione venne poi riconosciuta come fondamentale nella Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo, nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici in particolare negli artt. 23 e 24 - nel Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali - in particolare allart. 10 - e negli Statuti e strumenti pertinenti delle Istituzioni specializzate e delle Organizzazioni internazionali che si preoccupano del benessere del fanciullo. Oggi aderiscono alla Convenzione 193 Stati, un numero che supera quello degli Stati membri del ONU. La Convenzione composta da 54 articoli e da due protocolli opzionali ed uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano.
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maschile6. Lart. 1 della Dichiarazione afferma che Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit e diritti e lart. 2 continua con Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libert enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione . La Dichiarazione 7 stata il punto di partenza di un processo evolutivo internazionale di protezione dei diritti umani, nel quale i destinatari sono tutti gli esseri umani (carattere universale) e per ci stesso hanno beneficiato della protezione da essa disposta (carattere positivo). Con la risoluzione n. 2200 A (XXI) del 16 dicembre 19668 (entrata in vigore il 3 gennaio 1976)9, lAssemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, due Patti ciascuno dei quali rispondenti alla logica di divisione ideologica del mondo dellepoca10.

2. Lattivit sportiva disciplinata dallUnione Europea


Lo sport uno dei grandi fenomeni di massa della realt contemporanea ed per questo motivo che divenuto loggetto principale di una specifica attenzione normativa che ha trovato collocazione negli attuali testi giuridici che disciplinano la materia11. Pierre de Frdy, barone di Coubertin vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900, era un pedagogista e storico francese, conosciuto per essere stato il fondatore dei moderni Giochi Olimpici. Egli concep una competizione internazionale per promuovere latletica e, grazie al crescente interesse mondiale per le olimpiadi antiche (dovuto anche ad alcune scoperte
Largomento stato affrontato con argute argomentazioni da SINAGRA, BARGIACCHI, Lezioni di diritto internazionale pubblico, Milano, 2009. 7 VILLANI, Diritti delluomo, in Novissimo Digesto Italiano, Appendice, Torino, 1981. 8 Il testo nel sito http://www.ohchr.org/EN/ProfessionalInterest/Pages/CESCR.aspx . Per le riserve e le dichiarazioni, http://treaties.un.org/. 9 Per quanto concerne lItalia, lautorizzazione alla ratifica e lordine di esecuzione sono stati dati con legge n. 881 del 25 ottobre 1977 (Gazzetta Ufficiale n. 333 S.O. del 7 dicembre 1977). Data della ratifica: 15 settembre 1978 (Gazzetta Ufficiale n 328 del 23 novembre 1978). Entrata in vigore per l'Italia: 15 dicembre 1978. 10 GROS ESPIELL, All'origine dei due Patti internazionali del 1966 sui diritti umani e del Protocollo facoltativo sui diritti civili e politici. Ricordi e riflessioni, in Pace, diritti dell'uomo, diritti dei popoli, VII, 3, 1993 (1995), pp. 53-63. 11 GREPPI-VELLANO (a cura di), Diritto internazionale dello sport, 2 ed., Torino, 2010.
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archeologiche avvenute poco prima ad Olimpia), escogit una strategia per riportare in vita i Giochi Olimpici. Per pubblicizzare il suo progetto, de Coubertin organizz un Congresso internazionale, il 23 giugno 1894 alla Sorbona di Parigi, dove annunci per la prima volta l'idea di recuperare gli antichi Giochi Olimpici 12 . Il congresso port all'istituzione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) 13 , del quale de Coubertin divenne Segretario Generale. La considerazione del fatto che alcune politiche comunitarie14 determinano conseguenze rilevanti sul mondo dello sport e sulla sua organizzazione, ha fatto s che le Istituzioni della Comunit Europea, pur non avendo competenza specifica in materia sportiva, si occupassero di sport indirettamente. Ci stata la conseguenza di decisioni prese in altri settori aventi implicazioni nellambito sportivo, permettendo, altres, alle normative delle federazioni sportive di evolversi e di modificarsi ampiamente15. Si pu anzi affermare che ormai non ci sia Organizzazione internazionale che non riservi attenzione, diretta o indiretta, alla questione in esame. A questo riguardo, bene ricordare come gi lAtto finale di Helsinki16, importante documento che si affianca quelli che lo hanno preceduto in tema di diritti umani, avesse inserito lo sport tra gli strumenti utili a favorire lo sviluppo della Cooperazione interstatuale. Recita, infatti, lart. 23 : ai fini di intensificare i legami e la cooperazione esistenti nel campo dello sport, gli Stati partecipanti incoraggeranno i contatti e gli scambi in tale settore, ivi compresi gli incontri e le
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LATTY, Le Comit international olympique et le droit international, Paris, 2001. MESTRE, The Law of the Olympic Games, Cambridge, 2009. 14 Sulle politiche dellUnione Europea, si rimanda allattenta analisi di VALVO, Lineamenti di diritto dell'Unione Europea. L'integrazione europea oltre Lisbona, Padova, 2011, tenuto conto che si tratta dellattivit dell Unione Europea nei diversi settori in cui articolano i suoi interventi. Cfr. anche ZILLER, Diritto delle politiche e delle Istituzioni dellUnione Europea, Bologna, 2013. 15 ALVISI, Diritto sportivo nel contesto nazionale ed europeo , Milano, 2006. 16 Dal luglio 1973 al luglio 1975 si svolsero (a Helsinki e Ginevra) le trattative per lelaborazione dellAtto finale di Helsinki, sottoscritto dai Capi di Stato e di Governo dei 35 Paesi il 1 agosto 1975. Questo insieme di riunioni fu denominato Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE). Gli Stati firmatari dellAtto Finale furono tutti i Paesi europei, esclusa lAlbania (che lo ha sottoscritto nel 1990), e comprese le due Germanie, la Santa Sede e il Principato di Monaco, nonch gli Stati Uniti dAmerica e il Canada. LAtto Finale si divide in tre sezioni, che raggruppano le principali questioni in oggetto dei negoziati dei tre anni precedenti: sicurezza; cooperazione economica, scientifica, tecnica e ambientale; diritti umani. Esso non costituisce un accordo internazionale vero e proprio e, pertanto, non stato oggetto, cos come i documenti finali dei successivi vertici di Parigi del 1990 e di Helsinki del 1992, di ratifica da parte dei singoli Parlamenti nazionali. BARBERINI, Codice della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, Napoli, 1990.

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competizioni sportive di ogni genere, fondandosi sulle norme, i regolamenti e gli usi internazionali in vigore. La Commissione Europea ha presentato nel 2007 il Libro Bianco sullo Sport, un documento completo nel quale si cercato di dare un orientamento strategico sul ruolo dello sport in Europa, incoraggiare il dibattito su alcuni problemi specifici, migliorare la visibilit dello sport nel processo decisionale europeo e sensibilizzare il pubblico in merito alle esigenze e alle specificit del settore17. Il documento in questione non solo lo strumento fondamentale per il rafforzamento del capitale umano dellEuropa, tratto essenziale del fenomeno sportivo, bens anche contenitore di una serie di proposte concrete18. Entrando nello specifico del problema qui analizzato, rileviamo come lo sport sia inteso secondo due profili tra loro intrecciati. Cos, da un lato si indotti a evidenziare la specificit delle attivit e delle regole sportive, come le gare distinte per uomini e donne; la limitazione del numero di partecipanti alle competizioni e la garanzia che non ci sia possibilit alcuna di avere risultati prevedibili in anticipo, posto che ci falserebbe il risultato stesso e minerebbe la stabilit del sistema che ruota attorno allevento sportivo; infine si sottolinea la necessit di garantire un equilibrio fra le societ che partecipano alle stesse competizioni. Dallaltro lato, non si pu non rimarcare la specificit della struttura sportiva, caratterizzata in particolare dallautonomia e dalla diversit delle organizzazioni dello sport. Le gare seguono, infatti, una struttura piramidale formata da un livello base fino a giungere a quello professionistico di punta e a meccanismi organizzati di solidariet tra i diversi livelli e gli operatori che vi agiscono. Non deve sorprendere che gli obiettivi indicati siano pi agevolmente perseguibili se fanno leva su unorganizzazione dello sport a base locale e sul principio, ormai acquisito, di una federazione unica per sport. Linsistenza dellUnione Europea sulla specificit dello sport non deve sorprendere, infatti lEuropa mostra di avere la capacit di organizzare e accogliere eventi sportivi di

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SANINO-VERDE, Il Diritto sportivo, 2 ed., Padova, 2008. Risoluzione del Parlamento europeo dell8 maggio 20e08 sul Libro Bianco sullo sport, (2007/2261) ( INI), PS_TA (2007) 0 100.

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livello internazionale, tanto che lo sport comunitario, inteso quale portatore di valori e tradizioni secolari, contribuisce a dare unimmagine positiva del Vecchio Continente19.

3. Origine e definizione di sport


Lart.2 della Carta dello Sport recita: Si intende per sport qualsiasi forma di attivit fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo lespressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o lottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli20. Il complesso e affascinante tema del fenomeno sportivo, nelle varie declinazioni che ha assunto negli ultimi cinquant'anni, entrato prepotentemente in molteplici settori della societ richiedendo a questa di adattarsi alla nuova realt. Ne consegue che dallo studio delle regole dello sport al suo utilizzo, quale strumento privilegiato anche nel campo delle relazioni internazionali, lo sport si affermato come componente non pi trascurabile in molti contesti di interazione. Si possono distinguere cinque fasi di sviluppo in materia di sport: a) dalla met degli anni settanta al 1995, i regolamenti sportivi nazionali trovano la loro base in riferimento al principio della libera circolazione delle persone e dei servizi; b) dal dicembre 1995, per effetto della sentenza Bosman 21 , il diritto comunitario entra nellambito della regolamentazione delle attivit sportive: inoltre, sotto il profilo giuridico, alla Corte di Giustizia stata attribuita una portata innovativa22; c) nel quadriennio 1996-2000, il tema dei rapporti tra sport e diritto europeo mette in evidenza il ruolo svolto dal primo a livello sociale mentre al secondo spetta il dialogo con le associazioni sportive;

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COCCIA, DE SILVESTRI, FORLENZA, FUMAGALLI, MUSUMARRA, SELLI, Diritto dello sport, 2 ed., Firenze, 2008. COLANTUONI, Diritto sportivo, Torino, 2009. COLUCCI, (a cura di), Lo sport e il diritto, Napoli, 2004. 20 La Carta europea dello sport si pone dichiaratamente lo scopo di promuovere il medesimo quale importante fattore per lo sviluppo umano e impegna gli Stati aderenti ad adottare misure necessarie a dare ad ogni individuo la possibilit di praticare sport. 21 CEG, 15 dicembre 1995, causa C-415/93, Bosman, in Raccolta, 1995. 22 TOGNON (a cura di), Diritto comunitario dello sport, Torino, 2009.

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d) dal 2000 al 2003, viene affrontato il problema della compatibilit tra diritto comunitario e regolamenti sportivi, con riferimento agli atleti extraeuropei23; e) nella fase attuale si sottolineano le prospettive di sviluppo a seguito della Risoluzione del Parlamento Europeo del 29 marzo 2007, delle pronunce del Tribunale di primo grado e del Libro Bianco della Commissione sullo sport24. Lo sport, dal punto di vista organizzativo, ha una struttura piramidale e gerarchica, alla cui base si trovano i club, i livelli successivi sono costituiti dalle federazioni regionali, nazionali fino a giungere al vertice ove si trovano le federazioni europee25.

4. Il valore e il ruolo sociale dello Sport


Lattivit sportiva, almeno sotto il profilo teorico, uno dei mezzi per promuovere leducazione, la salute e la tutela dellambiente, lo sviluppo e la pace, nonch valori sociali quali lo spirito di squadra, la competizione leale, la cooperazione, la solidariet, i diritti umani. Forse anche per questo motivo, alle iniziative sportive riconosciuto il ruolo di combattere lesclusione sociale, la violenza, le ineguaglianze, il razzismo e la xenofobia. LONU, lUNESCO, lUnione Europea, il Consiglio dEuropa e altre Organizzazioni Internazionali, hanno adottato varie dichiarazioni sul ruolo dello sport per la promozione dei diritti umani internazionalmente riconosciuti. Nel novembre 1978, la Conferenza Generale dellUNESCO (United Nations Education Science and Culture Organisation) ha adottato una Carta internazionale delleducazione fisica e dello sport26. Secondo lart. 2, leducazione fisica e lo sport costituiscono un elemento essenziale delleducazione permanente, nel sistema globale delleducazione e la loro pratica permette di sviluppare le attitudini della persona oltre a favorirne linterazione nella societ 27 . Si aggiunga che il reinserimento degli sportivi nel

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BLACKSHAW, Mediating Sports Disputes: National and International Perspectives , The Hague, 2002. Risoluzione del Parlamento europeo dell8 maggio 2008 sul Libro Bianco sullo sport, (2007/2261) (INI), PS_TA (2007) 0 100. 25 FERRARA, L'organizzazione dello sport, Torino, 2002; WILL, Les structures du sport international, in CENDON (a cura di), Studi in onore di Rodolfo Sacco, Milano, 1994. 26 BELOFF- KERR-DEMETRIOU, Sports Law, Oxford, 1999. 27 BORRAS, Existe-t-il un droit international du sport? In Nouveaux itinraires en droit Hommage F. Rigaux, Bruxelles, 1993.

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mondo del lavoro, ovvero la preparazione dei giovani sportivi ad una doppia carriera, prima sul campo e poi fuori da questo, un progetto di enorme rilievo. Le relazioni tra i diritti degli individui, sportivi e non, e delle regole dello sport nella sua dimensione comunitaria e internazionale, sono lelemento centrale dello studio che riguarda la forte connessione tra lo sport e i diritti umani28. Ci si pu chiedere se lo sport educhi automaticamente alla socialit, ovvero se contribuisca sostanzialmente allo sviluppo integrale della persona indipendentemente dalle modalit con cui si pratichi e dagli scopi che si intendano perseguire. La domanda legittima, alla luce di quanto sin qui esposto, ma si deve pur sempre tenere in debita considerazione che lo sport poliforme ed ambivalente, nel senso che se vero che consente di liberare energie psicofisiche latenti, anche vero che esso indicativo di asservimento agli idoli del prestigio e del guadagno. Daltronde, come negare che esso possa essere, al contempo, dono di s e occasione di egoismo e di sopraffazione; luogo di incontro e di scontro? Lo sport pu cos essere uno dei bisogni delluomo e, al contempo, uno dei mezzi con cui esprimere bisogni primari e di autorealizzazione, che peraltro formano il mistero profondo delluomo. Lattivit sportiva non solo divertimento o faticoso confronto alla ricerca di una vittoria, ma anche uno dei modi di ricerca e conoscenza di se stessi e degli altri, di convivenza con essi e, in definitiva, di apertura ad una visione integrale delluomo. Non tuttavia sufficiente tenerne soltanto conto, necessario invece prendere coscienza dello spessore umano e spirituale che si pu avvertire anche in questo campo, cos da favorirne la realizzazione29. Accanto a quanto gi detto in precedenza, lo sport considerato idoneo a creare nuovi posti di lavoro, tanto da incoraggiare gli Stati ad adattare le infrastrutture sportive alle nuove

SILANCE, Les sports et le droit, Paris, 1998. Per lAutore lo sport non un nuovo campo dindagine del diritto o una sua branca particolare, posto che si tratta di un ambito che ha rapporti con tutte le specialit giuridiche: dal diritto costituzionale al diritto amministrativo, al diritto della propriet intellettuale, senza trascurare il diritto privato, il diritto del lavoro, il diritto civile, fiscale oltre, beninteso, a quello internazionale e dellUnione Europea, campi dindagine, questi ultimi due, di cui ci occupiamo in questa sede. 29 Non casuale che anche lattivit sportiva si caratterizzi, non diversamente da altri campi (si pensi a lle arti in senso lato o alle attivit nel campo dei servizi), per creativit, coraggio, solidariet, entusiasmo, forza, rispetto delle regole e degli altri, attivit sociale, lavoro di gruppo, ricerca di qualit, amicizia, gioia di vivere e cos via.
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esigenze e, cos facendo, lasciando spazio anche alle diverse forme di volontariato e a quel fenomeno noto come cittadinanza attiva30.

5. I diritti umani nello sport globale e il concetto di pace positiva


LUnione Europea traccia cinque caratteristiche in chiave politico-istituzionale proprie dello sport31 dalle quali emerge come questo svolga una: a) funzione educativa, intesa come strumento per lo sviluppo umano a qualsiasi et; b) funzione di sanit pubblica, cos da meglio contribuire alla preservazione della salute e della qualit della vita; c) funzione sociale, necessaria alla promozione di una societ pi solidale allintegrazione delle persone; d) funzione culturale, al fine di un maggior radicamento da parte dei cittadini nel proprio territorio; e) funzione ludica, quale attivit di elevata rilevanza per il tempo libero e per i divertimenti sia a livello individuale che collettivo. Inoltre, allo sport viene anche attribuita una funzione etico-morale, in quanto portatore di valori quali la competizione dura, faticosa e leale, ma soprattutto il fair-play32. Gli Stati reputano lo sport una delle forme di cooperazione per garantire la pace e la sicurezza internazionale 33 , come mostrano le disposizioni rintracciabili in documenti di
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Per cittadinanza attiva, in generale, si deve intendere il coinvolgimento attivo, in tutti i campi, dei cittadini come partecipazione alla vita delle loro comunit, e quindi alla democrazia, in termini di attivit e processo decisionale. 31 PERLINGERI, Profili evolutivi del diritto dello sport, Napoli, 2001. TORTORA, IZZO, GHIA, GUARINO, DANESE, NUCCI, NACCARATO, CASOLINO, NOVARINA, Diritto sportivo, Torino, 1998. VALORI, Il diritto nello sport, 2 ed., Torino, 2009. 32 MIEGE, Sport & Organizations Internationales, Paris, 2004. NAFZIGER, International Sports Law, New York, 2004. 33 Un esempio per tutti fu lo storico incontro di ping-pong tra Nixon e Mao. Diplomazia del ping pong la dicitura con la quale vengono indicati i colloqui sino-statunitensi degli anni 70, inaugurati, ad aprile del 1971, da una storica partita di tennis tavolo tra le squadre nazionali dei due paesi, in seguito al 31 Campionato Mondiale di Tennis Tavolo, svoltosi a Nogoya, Giappone, e che porteranno allo storico incontro tra Nixon e Mao, del febbraio 1972. Questo storico incontro segn anche la prima visita di cittadini americani sul suolo cinese, dopo la vittoria delle armate rivoluzionarie di MAO TSE TUNG, se escludiamo alcuni militanti del Partito delle Pantere Nere, unico referente negli Stati Uniti per Pechino. Successivamente, ci furono anche gli incontri di ping pong tra Mao e Nixon e tra ZHOU ENLAI e KISSINGER. Sul punto cfr. KISSINGER, Le memorie di Henry Kissinger. Gli anni della Casa Bianca, Milano, 1982 e Anni di crisi, Milano, 1982.

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rilevanza politica, e come testimoniato dalla dimensione di diritto fondamentale che gli si voluta attribuire, non fosse altro perch considerato importante fattore di comunicazione e di dialogo tra gli individui e tra i popoli. Da quanto sopra non si deve trarre lerrata impressione che lo sport in quanto risolve dei problemi non ne sia, per, al contempo privo. In questo senso, va segnalato come, a nostro avviso, esso vada coltivando in s pericolose ed incontrollate tendenze che ne inquinano il valore: leccessiva spettacolarizzazione, la violenza, il doping. Considerata lattenzione riservata ai valori pi alti dellesistenza umana, lo sport mostra di essere uno dei mezzi attraverso cui luomo ha modo di far emergere la propria dimensione di essere finito (sconfitta, infortuni, incapacit di altruismo o ad accettare un verdetto negativo) e di essere in-finito, capace di risorgere dopo ogni tentativo di superare i propri limiti. Non si tratta, dunque, di aggiungere nuovi contenuti allo sport, ma di evidenziare quelli che gli sono propri e collocarli nella giusta direzione. Infatti, luomo altro non che competizione, vittoria e sconfitta, tensione alla perfezione e abisso di incertezze e come tale vuole essere accettato, capito.

6. Conclusioni
Lo sport fatto di simboli, di valori, di testimonianza e latleta viene considerato una sorta di pioniere della cittadinanza universale
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, oggi definita dallo jus positum

internazionale dei diritti umani. Ogni essere umano legittimato a lottare, in modo pacifico, per laffermazione dei diritti fondamentali non per lappartenenza anagrafica, ma come testimone dello ius humanitatis rispetto allo ius soli e allo ius sanguinis35. Tra i tanti problemi che il mondo sportivo si trova oggi ad affrontare e combattere, un posto molto importante occupato dal devastante fenomeno del doping. La legge del mercato considera latleta alla stregua di un prodotto commerciale, la cui qualit dipende dai risultati, poco importa come essi vengano conseguiti36; la paura dellinsuccesso e di vedere scemata
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Sul concetto, analizzato in chiave critica, cfr. ZOLO, Chi dice umanit. Guerra, diritto e ordine globale, Torino, 2000, idee che lAutore sviluppa successivamente nel saggio La globalizzazione, Roma-Bari, 2004. 35 MAZZENTI PELLEGRINI, L'evoluzione dei rapporti tra fenomeno sportivo e ordinamento statale, Milano, 2007. 36 CAIGER, GARDINER, Professional unSport in the European Union: Regulation and Re-regulation, The Hague,

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quindi la propria quotazione tecnica, dunque anche economica visto lo stretto legame esistente, pu indurre fatalmente linteressato a ricorrere allaiuto farmacologico pur di ottenere comunque la vittoria. In passato, soprattutto i Paesi dell'Europa dellEst (DDR in primis), hanno recitato il ruolo di precursori in questo campo, applicando il doping in maniera sistematica nel periodo che va dagli anni cinquanta agli anni ottanta soprattutto sugli atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Accanto ad un effetto economico-sociale del doping, consistente nelloffesa della lealt sportiva, nellalterazione delle regole della libera concorrenza, esiste un ben pi grave problema igienico sanitario legato allillecita manipolazione del corpo umano e ai gravi esiti per la salute che questa manipolazione comporta. Luso di sostanze proibite sicuramente un fenomeno a doppia lesione sia sotto il profilo della salute dellatleta che delletica sportiva. In riferimento a questultimo aspetto, il ricorso al doping altera il principio della par condicio perch latleta che fa uso di sostanze dopanti, aumentando il proprio rendimento, altera artificiosamente a proprio vantaggio liniziale posizione di equilibrio tra i diversi partecipanti alla competizione. La Commissione Europea, preoccupata per il diffondersi del fenomeno, raccomanda che il commercio di sostanze dopanti illecite abbia lo stesso trattamento del commercio di droga nellUE, tenendo conto dei rischi dalluso di sostanze utilizzate per alterare la prestazione sportiva. Listituzione di unagenzia mondiale contro il doping (WADA) e la conseguente proposta di un Codice Antidoping mondiale unico37, sembrano essere un primo importante passo verso la ristrutturazione della politica antidoping. Linserimento dello sport fra i diritti umani meritevoli di tutela, pu essere inteso come contributo allo sviluppo e alla promozione dei valori fondamentali riconosciuti dallordinamento giuridico internazionale. Il cammino per uno sviluppo completo ed armonioso dellessere umano quale riflesso del quadro sopra delineato, per ancora molto arduo e lungo, poich il tema del rispetto dei diritti umani risente delle volont politiche dei governi delle Grandi Potenze che, interessate a privilegiare lo sviluppo delle relazioni

2001. 37 Regolamento dellattivit antidoping 5 giugno 2001 adottato dal CONI.

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politiche, economiche e commerciali, si rivelano propense a non attribuire il giusto peso alle spesso brutali violazioni dei detti diritti. Ebbene queste scelte sono difficilmente conciliabili con lo spirito sportivo, quale emerge dagli atti internazionali cui s fatto cenno, poich lo sport , appunto, rispetto per se stessi e per gli altri, con tutto ci che ne consegue quanto alle relazioni con gli altri, al di l di qualsiasi differenza o discriminazione 38 , tolleranza 39 , capacit di riconoscere i propri limiti e imparare a superarli. Pur non escludendo che sport possa significare anche amicizia 40 e solidariet 41 , riteniamo che sul punto sia preferibile soprassedere, trattandosi di due concetti che hanno complessi risvolti psicologici, sociologici e filosofici che meriterebbero di essere indagati in modo pi approfondito rispetto a quanto non sia dato fare in questa sede.

TORRELLI, Vers une reconnaissance internationale dun droit au sport, in COLLOMB, Sport, droit et relations internationals, Paris, 1988. 39 Sul concetto di tolleranza, cfr. LOCKE, Scritti sulla tolleranza, Torino, 1977. 40 Per tutti, cfr. CREPET, Elogio dellamicizia, Torino, 2012; ALBERONI, Lamicizia, Milano, 2002. Sotto il profilo filosofico, ARISTOTELE, Etica Nicomachea, Milano, 1979, Libro IX e X; PLUTARCO, Come riconoscere la vera amicizia, Prato, 2010 per il quale lamicizia animale da c ompagnia, non da gregge p. 48 ss.; NEPI, Amicizia e giustizia tra antico e moderno, http://www.babelonline.net/PDF07/Paolo Nepi_Amicizia e giustizia tra antico e moderno. 41 Il principio di solidariet inizia a diffondersi tra il XVIII e il XIX secolo e proprio perch originario della terminologia giuridica, a esso si connette anche quello di responsabilit . Sul concetto in esame, si rinvia a RORTY, Contingenza, ironia e solidariet, Roma-Bari, 1989.
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