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4.

IL VOCABOLARIO DELLE RELAZIONI INTERSTATALI

SUL CONCETTO DI OIKEIOTES NELLE RELAZIONI INTERSTATALI GRECHE


di Roberto Sammartano

Come ha sottolineato N. Loraux nello studio sulla metafora delloikeios polemos, i Greci hanno sempre concepito lunione tra cittadini, appartenenti ad un gruppo o ad una citt o a pi citt, sul modello della rete parentale1. quanto si evince soprattutto dal linguaggio della diplomazia, che, com noto, spesso fa ricorso a termini tratti dal lessico della parentela allo scopo di evidenziare relazioni particolarmente strette tra due o pi entit statali. Tra i diversi vocaboli adoperati nelle formule diplomatiche registrate dalle epigrafi, oikeioi e syngheneis, con i loro rispettivi derivati, sono quelli che vantano il maggior numero di attestazioni. Ad un primo sguardo, la funzione assegnata a questi termini non sembra suscitare particolari problemi interpretativi, in quanto il concetto di syngheneia esprime lappartenenza di due o pi comunit ad una medesima etnia o ad una stirpe che fa capo ad un antenato comune (se sia un personaggio storico o un eroe mitologico, qui poco importa), mentre la nozione di oikeiotes, rinviando etimologicamente al significato generico di affinit, familiarit, attesta buone relazioni tra gruppi diversi, anche se privi di legami di sangue. Tuttavia, il problema si complica laddove in alcuni testi epigrafici i termini oikeioi/oikeiotes assumono un significato apparentemente identico a quello di syngheneis/syngheneia, sostituendo questi ultimi per esprimere relazioni tra comunit della stessa etnia o legate da rapporti coloniali e

LORAUX 1987, spec. p. 26.

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dunque di filiazione diretta. Daltra parte, luso contestuale, allinterno di taluni decreti, degli aggettivi oikeioi e syngheneis mostra che questi termini non possono essere considerati sempre come semplici sinonimi2. Le interpretazioni finora avanzate dalla critica sul valore esatto da attribuire al concetto di oikeiotes non sono univoche, e negli ultimi anni sorto anche un vivace dibattito intorno alla definizione del modello di rapporto interstatale che i Greci intendevano esprimere attraverso questa nozione3. Lampiezza del campo semantico del termine ha indotto a pensare a un suo significato alquanto duttile e polivalente, che nella maggior parte dei casi tenderebbe a indicare un tipo di rapporto vago o generico, che si potrebbe rendere con il concetto di intimit, ma talvolta arriverebbe a coincidere anche con il concetto di syngheneia; questultimo, invece, esprimerebbe sempre e comunque un grado di parentela pi stretto e dunque, fuor di metafora, un legame politico pi forte4. Altri studiosi, di contro, ritengono che i due termini non siano stati intesi mai come sinonimi o intercambiabili, in quanto indicherebbero rapporti sostanzialmente diversi: la syngheneia tra due comunit sarebbe frutto di una costruzione tutta teorica, erudita, e basata su dati leggendari eventualmente soggetti a manipolazioni, mentre la oikeiotes si collocherebbe sempre sul piano delle relazioni quotidiane e dunque esprimerebbe un dato concreto e obiettivo5. Una convincente soluzione stata proposta di recente dal Musti, il quale ha messo a fuoco le sfumature implicite nei due concetti, delimitandone con precisione i rispettivi campi semantici. Lo studioso sottolinea come la nozione di oikeiotes comprenda al suo interno una vasta gamma di relazioni che va dalla parentela intesa nel senso pi ampio alla semplice consuetudine di rapporti e alla relazione di intima amicizia; daltra
Tra gli studi pi recenti che affrontano lanalisi complessiva dei diversi aspetti delluso della categoria della syngheneia, si segnalano qui CURTY 1994a, pp. 698-707; CURTY 1995; JONES 1999; LCKE 2000, ai quali si rimanda per la documentazione e la bibliografia precedente. Manca invece, per quanto ci dato sapere, un lavoro specifico sulla oikeiotes. 3 Le analisi pi ampie e approfondite sulla questione si trovano in: MUSTI 1963; CURTY 1995, pp. 215-241; WILL 1995; CURTY 1999; MUSTI 2001, con le osservazioni a margine di MAZZA 2001, pp. 163-167. Vd. anche, per singoli aspetti e per la discussione critica, STROUD 1984, pp. 193-216; BOUSQUET 1988, pp. 12-53; CURTY 1994b, pp. 193-270; HALL 1997; GIOVANNINI 1997; CHANIOTIS 1998. 4 Vd. soprattutto CURTY 1994, spec. pp. 699-700; CURTY 1995; CURTY 1999. 5 questa la posizione di WILL 1995, spec. pp. 310-311.
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parte, la syngheneia corrisponde univocamente al concetto pi ristretto della parentela di sangue, che pu dipendere sia da legami documentati storicamente (quale, ad esempio, la colonizzazione) sia dallappartenenza ad una medesima stirpe etnica o ad una genealogia leggendaria, e pertanto inquadrabile come rapporto storico, reale o mitistorico che si deve ricostruire attraverso il recupero di memorie pi o meno sepolte. Il rapporto tra le due nozioni viene cos paragonato ad un gioco di scatole cinesi: sul piano concreto della espansione della rete di parentele, la consanguineit sarebbe la scatola pi piccola, ossia il circuito pi ristretto e interno delle relazioni interpersonali, incluso nel campo semantico pi vago e diffuso della oikeiotes, mentre sul piano della efficacia del concetto la syngheneia sarebbe la scatola pi grande, quindi la nozione pi forte, che include la nozione meno forte e pi vaga di oikeiotes. I due termini, dunque, non sono n semplici sinonimi, n si contrappongono escludendosi reciprocamente, ma vanno intesi secondo un criterio di distinzione inclusiva: la syngheneia include sempre la oikeiotes, mentre la oikeiotes non arriva sempre al grado della syngheneia6. nostra intenzione riprendere brevemente in esame la complessa questione, concentrando lattenzione soprattutto sulle testimonianze letterarie che precedono i documenti epigrafici di et ellenistica, in quanto esse offrono alcuni spunti preziosi per comprendere le ragioni sottese alla scelta della metafora o analogia della oikeiotes per indicare alcuni precisi modelli di relazioni interstatali. Attraverso lanalisi complessiva delle occorrenze dei termini derivati da oikeios7 si sono individuati infatti alcuni aspetti particolari della valenza assegnata dai Greci a questo concetto, che possono offrire qualche contributo ulteriore alle riflessioni sviluppate dal Musti circa lopportunit di tenere su due piani distinti i rapporti di syngheneia e di oikeiotes contemplati nelle iscrizioni. Allo scopo di chiarire i criteri adottati nelluso del concetto di oikeiotes in contesti politico-diplomatici, necessario precisare innanzi tutto quale sia il valore assegnato a questa nozione nel campo dei rapporti personali. Nelle definizioni dei grammatici, il significato principale attribuito

Su tutto ci vd. MUSTI 2001, passim. I risultati completi di questa analisi confluiranno nella voce oikeios (e derivati), che apparir nel Lessico della concordia e della pace, coordinato dal Prof. Silvio Cataldi.
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al termine oikeioi quello di parentela acquisita attraverso il matrimonio: Aristofane di Bisanzio, nel Per suggenikn nomtwn , definisce gli okeouj ... toj kat> pigaman pareshgmnouj xwqen 8; e, analogamente, per Tolemeo gli okeoi sono o kat> pigaman proskontej 9. Questultima espressione viene ripresa in termini pressoch identici da Esichio (okeoi o kat> pigaman llloij proskontej ), il quale per aggiunge che gli oikeioi sono ka kat tn okan pntej 10. Per il lessicografo, dunque, il vocabolo non si limita a designare le persone introdotte nelloikos a causa di un matrimonio, ma comprende tutte le persone rientranti nella struttura delloikos, intesa in senso lato. Il significato estensivo della nozione di affine, familiare presente soprattutto nelloratoria attica. Qui con il termine oikeioi vengono indicate persone legate non solo da pratiche matrimoniali11 o da intimit di rapporti extraconiugali12, ma anche da altri vincoli di varia natura. Facciamo solo alcuni esempi. Nella Contro Eutino, Isocrate designa come oikeiotes il rapporto che unisce Eutino al cugino Nicia13, e lo stesso vocabolo adoperato pi volte da Demostene per indicare legami di sangue esistenti tra parenti di grado molto stretto14. da segnalare soprattutto un passo
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Aristoph. Byz. apud Phot. p. 318 = fr. 263 SLATER. Ptol. De differentia verborum, s.v. okeoi . 10 Hesych. s.v. okeoi . 11 Cfr. Isocr. Aegin. 8, 46. Lys. I 6, con un interessante riferimento al rafforzamento del grado di oikeiotes tra i due coniugi dovuto alla nascita di un bambino: ci denoterebbe che il rapporto cos definito pu essere soggetto a diversi gradi di intensit, a seconda delle circostanze. Vd. anche Dem. LIX 2, 62. 12 Cfr. Isocr. Hel. 18, 42 (sebbene si tratti, ovviamente, di un contesto mitologico). 13 Isocr. In Euth. 9. 14 Cfr. Dem. XVIII 288; XXVII 5, 65; XLIV 27. Una particolare attestazione sul rapporto tra oikeiotes e syngheneia data da Aristotele (Pol. II 3, 1262 a 11), in cui, contrariamente alluso costante da parte degli oratori attici, la categoria della syngheneia sembra racchiudere al suo interno sia il concetto di consanguineit, sia quello di familiarit (oikeiotes) o di parentela (kedeia): mn gr un ato d delfn ato
prosagoreei tn atn, d> neyin, kat> llhn tin suggneian [] prj amatoj kat> okeithta ka khdean ato prton tn ato, prj d totoij teroj frtora fulthn .

Per poter meglio distinguere e scandire i tre concetti, D. Ross intervenuto nel testo, espungendo la congiunzione tra il termine suggneian e prj amatoj , ma tale correzione non nemmeno necessaria se si ritiene, con LORAUX 1987, p. 25 n. 87, che qui Aristotele utilizza syngheneia come designazione generica della parentela perch

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di questultimo oratore, richiamato opportunamente allattenzione da diversi studiosi, ove si fa riferimento ad un nutrito gruppo di oikeioi chiamati a testimoniare in un processo riguardante questioni ereditarie, che risulta composto da parenti di vario titolo e grado, come cugini nati da fratelli, e dunque syngheneis a tutti gli effetti, nonch mariti di cugine, ossia parenti acquisiti, e infine membri della phratria, del ghenos e del demos, nelle vesti di garanti della legittimit del matrimonio e della discendenza ereditaria, fondamentale ai fini della continuazione delloikos15. Sono molto frequenti, inoltre, i casi in cui il termine viene impiegato in senso lato, per esprimere relazioni di profonda amicizia e solidariet interpersonale, che possono riguardare sia consanguinei16 sia familiari in senso lato17. E a tal proposito, va notato che gli oratori attici adoperano il termine oikeiotes con questultima accezione anche in riferimento a varie forme di relazioni amichevoli intrecciate in campo politico-diplomatico. NellEpistola II Isocrate esorta Filippo II a coltivare la oikeiotes nei confronti di Atene (14), suggerendogli quanto sia di gran lunga preferibile guadagnarsi tj okeithtaj ka tj enoaj della citt attica piuttosto che conquistare le sue mura grazie alla potenza degli eserciti (21). Da parte sua, Demostene per indicare gli ambigui rapporti di amicizia di Euticrate e Lastene di Olinto nei confronti di Filippo II fa ricorso allespressione okeitat> at diakesqai 18, e altrove definisce come
discute la parentela generalizzata della Repubblica, fittiziamente mantenuta consanguinea. 15 Dem. LVII 67. Vd. CURTY 1995, p. 226; WILL 1995, p. 301; CURTY 1999, p. 186; MUSTI 2001, pp. 50-51. 16 Vd., ad es., Xen. Cyr. VIII 7, 15, in cui si parla di oikeiotes tra fratelli. 17 Cfr. And. De myst. 118; Isocr. Epist. VII 1; Lys. Fragm. 8, 1; 362, 11; 369, 19; Is. I 33, 42, 47; IX 31; Dem. XVIII 35; XXIV 195. Secondo CURTY 1995, pp. 226 ss., questultimo genere di testimonianze dimostrerebbe che esistono due distinte tipologie di relazioni allinterno della nozione di oikeiotes: da un lato, le terme oikeiotes dsigne, dans un sens technique, la parent qui nest pas de sang, cest--dire la parent par alliance (p. 226); dallaltro, il termine assumerebbe un valore generico di intimit di relazione, talvolta anche con accenti di forte affettivit, che lo farebbe accostare alla nozione di philia, sebbene loikeiotes mantenga unaccezione di intensit sentimentale maggiore rispetto a questultima: la nuance affective implicitement contenue dans la notion dintimit prend, dans quelques cas, une importance prpondrante et le mot oikeiotes perd alors tout son sens li la parent (p. 229). Ma vd., contra, WILL 1995, pp. 301 ss:, e MUSTI 2001, p. 50. Lo stesso Curty poi tornato sullargomento apportando alcuni correttivi alle sue precedenti affermazioni: CURTY 1999, pp. 184 ss. 18 Dem. VIII 40.

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oikeioi gli alleati uniti ad Atene da comuni interessi19. Un particolare interesse suscita, inoltre, un noto passo del Panatenaico, ove Isocrate, con toni non esenti da ironia, designa come oikeiotes il vincolo di parentela esistente tra gli Spartani e i perieci, pur ritenendo questi ultimi consanguinei dei Lacedemoni20. Altri esempi ancora potrebbero essere addotti, ma quanto stato fin qui richiamato sembra sufficiente per sottolineare come la nozione di oikeiotes venga applicata a svariate tipologie di relazioni individuali (o anche interfamiliari) che, oltre a comprendere anche la consanguineit, prescindono dagli aspetti qualitativi del rapporto o dal grado di intensit del legame affettivo. Appare dunque sconsigliabile ogni tentativo di stabilire una scala gerarchica tra i vari modelli di parentela, in cui la oikeiotes rappresenti un rapporto meno saldo rispetto ai legami di consanguineit21. Non sono rari i casi in cui la oikeiotes rinvia ad un rapporto di forza e intensit pari, se non addirittura maggiore, rispetto alla syngheneia, esprimendo talvolta il pi alto livello di intimit e confidenza che pu essere raggiunto da due o pi individui22. La differenza fondamentale fra i due concetti pu essere colta con pi facilit se si tiene in conto un aspetto finora poco considerato dellappartenenza ad un medesimo oikos. La rete delle relazioni compresa allinterno di questa cellula fondamentale della societ pu essere allargata ad libitum in senso orizzontale, soprattutto attraverso matrimoni, ma soggetta ad un limite in senso verticale, in quanto non prevede una continuit lineare allinfinito: la rete di parentele, di solito, non supera il numero delle generazioni che costituiscono lossatura delloikos23.

Dem. XIII 6. Isocr. Panath. 182. Qui, tuttavia, Isocrate assegna a questo termine una valenza retorica del tutto particolare, finalizzata alla condanna morale della storia pi antica di Sparta: com stato sottolineato da LORAUX 1987, pp. 27-28, n. 98, loikeiotes spartiata sia il rapporto che unisce i cittadini alla massa, sia lespressione ironica di un rapporto di violenza, in quanto la nascita del gruppo dei perieci deriva, secondo Isocrate, da una discordia civile violentissima che ha condotto gli Spartiati ad uccidere i loro fratelli e i loro hetairoi. 21 Cos ritiene CURTY 1999, p. 185, replicando alle obiezioni mosse da WILL 1995: le terme oikeiots, je le rpte, possde une valeur moins forte que syngeneia. Ma vd. le precisazioni di MUSTI 2001, p. 50. 22 Cfr., anche se in riferimento ai rapporti interstatali, HORNBLOWER 1996, p. 65. 23 In questo senso si pronuncia ora PATTERSON 1998, spec. p. 100: if oikos is pro20

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noto che nel diritto attico (a noi noto grazie soprattutto agli oratori di IV sec. a.C.) la definizione di oikos, nella sua accezione precipua di nucleo familiare, contempla linsieme delle generazioni che vanno dal capofamiglia allerede (o agli eredi) destinato (destinati) a garantire la sopravvivenza delloikos (o la formazione di altri oikoi collaterali)24. Allinterno di uno stesso ghenos, o di uno stesso oikos, si possono formare altri oikoi indipendenti, generalmente a causa di matrimoni o per la divisione delleredit25, e questi restano sempre ben distinti tra loro sul piano giuridico, essendo delimitati, da un lato, dal livello generazionale del titolare delloikos, e dallaltro, dalla formazione di ulteriori oikoi successivi. Lesempio pi noto offerto da alcuni passi dellorazione XLIII pseudodemostenica, ove viene presentato tutto lasse portante delloikos di uno dei protagonisti, Macartatos, partendo da questultimo per arrivare a ritroso fino al titolare delloikos stesso, Stratios, figlio di Buselos:
(48):Makrtatoj. tnoj n patrj; Qeopmpou ... d Qepompoj tnoj n patrj; Caridmou. d Cardhmoj tnoj; Stratou. d Stratoj tnoj; Bouslou. otos, ndrej dikasta, stin Stratou okoj, nj tn Bouslou uwn, ka kgonoi oto esin Stratou, oj mej khkate:...

Loikos cui appartiene Macartatos risulta composto da quattro generazioni, le tre dei discendenti in linea maschile pi quella del kyrios Stratios, mentre il padre di questultimo, Bouselos, viene chiamato in causa per mostrare la linea di demarcazione tra loikos in questione e quello precedente. Questa precisazione serve a Demostene per spiegare lorigine delloikos collaterale cui appartiene lavversario di Makartatos, Eubulides, di cui viene fornita pure la descrizione a partire dalla generazione contemporanea fino ad arrivare al titolare Hagnias, altro figlio di Bouselos e dunque fratello di Stratios:
perly understood as a practical and productive composite of persons and property, then a focus on linear continuity is misleading. The oikos and its relationships are continually recreated, not transmitted. Amplissima la bibliografia sullistituto delloikos nel mondo greco. Tra gli studi pi recenti si segnalano qui, oltre al suddetto (pp. 5-106); BODEI GIGLIONI 1996, pp. 735-754; POMEROY 1997, pp. 20 ss. 24 Cfr. BISCARDI 1982, pp. 96 ss. 25 Cfr. COBETTO GHIGGIA 1999, pp. 2 ss.

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(49-50): Ebouldhj. tnoj n patrj; Ebouldou to <Agnou neyio. mhtrj d tnoj; Fulomchj, n <Agnv neyio paj prj patrj. Ebouldhj d tnoj n patrj; Filgrou to neyio to <Agnou. mhtrj d tnoj; Fulomchj tj thqdoj tj <Agnou. d> <Agnaj tnoj n uj; Polmwnoj. d Polmwn tnoj; <Agnou. d> <Agnaj tnoj; Bouslou. otos teroj okj stin <Agnou, nj tn Bouslou uwn ...

In questultimo caso, per, le generazioni risultano in tutto tre e la linea di discendenza pi articolata rispetto alla precedente perch intervenuto un trasferimento di titolarit delloikos, attraverso un matrimonio, a Philomache, madre di Euboulides26. Qualunque sia il valore da assegnare a questi passi, la struttura delloikos appare circoscritta nel tempo dal naturale ciclo vitale di una famiglia27, e di conseguenza anche i vari tipi di legami di parentela rientranti nella nozione di oikeiotes non dovrebbero oltrepassare di regola larco di generazioni (tre-quattro?) costituito dai componenti delloikos. Tali legami, dunque, sono considerati secondo una prospettiva sostanzialmente orizzontale, che non tiene conto dellidentit genetica dei membri delloikos e delle relazioni di parentela di tipo verticale che ne sono alle spalle. La conferma viene soprattutto dalla lettura delle orazioni di Iseo, la fonte forse pi preziosa per lesame delluso in senso tecnico-giuridico dei termini di parentela28. Il retore, infatti, adopera indifferentemente oikeios e oikeiotes per indicare tanto legami di parentela, anche tra consanguinei29,

26 Per il commento a questi passi vd. MACDOWELL 1989, pp. 15-18: lo studioso tende comunque ad enfatizzare troppo laspetto retorico delle affermazioni di Demostene, negando lesistenza di una codificazione del diritto delloikos nellAtene di et classica. Ma vd. le opportune obiezioni di FERRUCCI 1998, pp. 210 ss., cui si rimanda per linterpretazione del ruolo ricoperto dai rapporti di parentela nellambito delloikos nelle vertenze giudiziarie relative a questioni ereditarie. 27 Cfr. POMEROY 1997, p. 23. 28 Nonostante le perplessit mostrate da AVEZZ 1991, p. 36, secondo cui i confini di oikeis non sono chiaramente definiti in Iseo. Ma vd. le precise osservazioni in merito di LORAUX 1987, p. 16, secondo la quale in Iseo (preso ad esempio fra altri autori) il termine oikeios denoterebbe la posizione poco specificabile dellintimo che sarebbe meno parente del consanguineo, ma pi vicino alla parentela di quanto non lo sia il philos. 29 Is. VIII 21.

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quanto rapporti di affinit, o intimit e amicizia30, anche tra fratelli31. Ma laddove vuole mettere in risalto la legittimit delle richieste dei parenti del defunto avverso le pretese avanzate dai beneficiari legali del testamento, egli ricorre allespressione tn ... to gnouj okeithta , per mettere in evidenza come le strette relazioni con il de cuius non siano limitate alla oikeiotes, ma dipendano anche dallappartenenza alla medesima stirpe32; analogamente, nel medesimo contesto, Iseo fa leva su entrambi i concetti (tn suggneian ka tn okeithta metran ) per illustrare ai giudici i vari livelli di familiarit dei parenti con il defunto, livelli distinti appunto secondo una dimensione verticale, data la comune discendenza dagli stessi antenati, e una dimensione orizzontale, nel segno dellappartenenza al medesimo oikos33. Non mancano peraltro i casi in cui i rapporti di oikeiotes, essendo soggetti a precise norme giuridiche, sono passibili di annullamento34, o di interruzione per mancanza di eredi o per altri motivi analoghi35. in questa direzione che va letto il noto passo della Contro Leocare di Demostene (XLIV 26), in cui sono contrapposte la okeithj kat nmon e la nagkaiotth suggneia : il suo interesse risiede non solo, com stato gi evidenziato, nella chiara distinzione fra la parentela legale e la parentela del sangue36, bens soprattutto nella sottolineatura che il padre del defunto, a causa del trasferimento di residenza da Atene ad Eleusi, ha subto lo scioglimento della okeithj kat nmon , perdendo cos il

Is. I 33; II 11, 22. Is. IX 31. 32 Is. I 41. In questo senso potrebbe essere intesa anche la curiosa definizione data dallo Pseudo-Platone (Def. 413b), secondo cui la oikeiotes equivarrebbe alla comunanza della stessa stirpe (ghenos). 33 Sugli aspetti legati ai motivi di conflittualit che potevano sorgere nelle contese per leredit tra syngheneis ed oikeioi vd. soprattutto FERRUCCI 1998, pp. 211 ss. 34 Significativo, in tal senso, Isocr. Aegin. 8: Otw d sfdr> gphsen tn to
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patrj filan, st> poqanoshj kenhj paidoj aqij gget> neyin to patrj, o boulmenoj dialsasqai tn prj mj okeithta. Egli ebbe tanto

cara lamicizia di mio padre che, mortagli la moglie senza figli, si rispos con una cugina di mio padre, non volendo sciogliere la parentela con noi. 35 questo il motivo che sta alla base dellistituto delladozione nel mondo greco, finalizzato alla continuazione delloikos fino alla formazione naturale di altri oikoi indipendenti: vd. da ultimo COBETTO GHIGGIA 1999, passim. 36 CURTY 1995, p. 226, cui si rimanda anche per lanalisi esauriente dei passi in cui si trovano associati i termini relativi alla oikeiotes e alla syngheneia.

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diritto alleredit, a tutto vantaggio dei cugini di primo grado che possono far leva sugli obblighi morali della nagkaiotth suggneia per rivendicare il proprio diritto successorio. Quasi per un paradosso, la oikeiotes denota qui il rapporto di consanguineit pi stretto possibile, quello tra padre e figlio, mentre la syngheneia designa le relazioni di sangue, meno dirette, tra cugini; ma ciononostante, per quel che interessa ai fini del nostro discorso, la oikeiotes pu essere annullata per legge, laddove la syngheneia sempre soggetta alla ngkh . Se dal campo delle relazioni individuali passiamo a quello dei rapporti interstatali, le cose certamente si complicano. Luso in senso metaforico, o analogico, del termine oikeiotes non pu ricalcare in maniera meccanica e rigorosa il significato letterario originario, in quanto un gruppo di poleis non , ovviamente, identificabile sic et simpliciter con un oikos. altrettanto vero, per, per dirla con il Will, che loikeiotes se construit empiriquement jusqu tre constate et rige en une valeur idologique, sinon proprement parler politique. De ce point de vue, sa transposition des relations interpersonnelles aux relations inter-tatiques tait parfaitement justifie37. Lanalisi delle pi antiche testimonianze letterarie pu aiutare a capire come le relazioni piuttosto intense tra due o pi comunit abbiano acquisito un tale valore ideologico, che ha consentito ladattamento semantico della nozione di familiarit o della affinit tra persone di un medesimo oikos ad un concetto politico di cos ampia portata. Non forse un caso che nella produzione letteraria precedente alla storiografia di V sec. a.C. non sia rimasta alcuna traccia dellapplicazione del concetto di oikeiotes in contesti politici38. Le Storie di Erodoto offrono di-

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WILL 1995, p. 310.

38 Nei poemi omerici, ad es., il termine oikeios ricopre sempre il significato di servo,

in quanto appartenente alla realt delloikos, che per definizione comprende, com noto, sia le persone componenti il nucleo familiare sia linsieme dei beni posseduti dalla famiglia stessa. ancora nel senso dellappropriazione che va inteso il verbo oikeioumai adoperato da Erodoto in I 4, 15, per indicare che i Persiani [] considerano come propri (okhiontai ) lAsia e i popoli barbari che labitano. Lo stesso verbo assume invece un senso traslato, in III 2, 1, laddove Erodoto racconta che gli Egiziani si appropriano (okhiontai ) di Cambise affermando che il re persiano sia nato da una figlia del faraone Aprie: qui la nozione del rendere proprio, impossessarsi sconfina quasi nel campo semantico della parentela, in quanto loperazione propagandistica condotta da-

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versi esempi di operazioni diplomatiche finalizzate a giustificare connessioni tra genti di varia estrazione sulla base di complesse genealogie mitiche che ad un certo punto del loro percorso si intrecciano dando origine ad ununica progenie39. Ma soltanto in una circostanza il rapporto tra due stirpi diverse viene indicato dallo storico con il termine oikeiotes. Si tratta del noto racconto attribuito da Erodoto ai Greci (esclusi i Lacedemoni), i quali negavano lesistenza di qualsiasi legame di parentela tra gli Egizi e Perseo affermando che questultimo sarebbe nato da Danae e da Zeus e avrebbe dato origine alla stirpe dei re dei Dori, i quali sono descritti come Greci; infatti gi allora costoro appartenevano ai Greci40. Secondo lopinione di Erodoto, invece, il rapporto tra la stirpe di Perseo e gli Egizi sarebbe un dato di fatto, dal momento che Danae era figlia dellegizio Acrisio e pertanto a chi voglia enumerare da Danae, figlia di Acrisio, a ritroso tutti i loro padri, apparirebbe che i capi dei Dori sono discendenti diretti degli Egizi41. Erodoto sottolinea come lintreccio tra le due stirpi sia avvenuto attraverso la figura di Danae, e ci giustifica pienamente il ricorso al termine oikeiotes, al posto di syngheneia, per indicare il tipo di parentela acquisita per unione tra Perseo e la stirpe egizia, sebbene in un contesto ove tale legame viene rinnegato espressamente dai racconti circolanti fra i Greci: invece i progenitori di Acrisio, che non hanno nessun rapporto di parentela con Perseo, come raccontano i Greci, sono Egizi42. Decisamente pi interessanti ai fini del nostro discorso sono le testi-

gli Egiziani intendeva istituire un legame di affinit, attraverso la linea di discendenza femminile, tra la stirpe reale persiana e quella egizia. 39 Una sintetica rassegna dei casi di diplomazia della parentela presenti nellopera erodotea si trova ora in JONES 1999, pp. 17 ss. (ed ivi bibliografia). 40 Hdt. VI 53, 1. Vd. anche Hdt. VII 61, 3, per la nascita di Perseo da Zeus. Le traduzioni dei brani erodotei sono tratte da NENCI 1998, p. 59. 41 Hdt. VI 53, 2. In realt qui Erodoto appare tendenzioso nei riguardi delle origini dei re dori, in quanto per la mentalit greca, a partire da Omero fino agli scritti medici di II sec. d.C., la continuit di una stirpe determinata esclusivamente dalla trasmissione del sangue paterno, secondo una concezione rigidamente patrilineare della parentela che si basa su teorie emogenetiche del seme (vd. la definizione di consanguinei data da Isid. Siv. Etym. IX 6) elaborate, pur con sfumature diverse, sia dalla speculazione filosofica (Aristotele) sia dalla riflessione scientifica greca (Galeno): vd. da, ultima, GRIMAUDO 2003, pp. 3-36. 42 Hdt. VI 54, 1: toj d >Akrisou ge patraj mologontaj kat> okhithta Pers odn, totouj d enai, kat per Ellhnej lgousi, Aguptouj .

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monianze offerte da Tucidide. A differenza di Erodoto e dei logografi contemporanei, lo storico ateniese non d alcun credito ai racconti tesi a giustificare le intese diplomatiche sulla base di presunte parentele risalenti allet eroica e ad arditi intrecci di genealogie leggendarie43. La prova pi evidente data dalla digressione inserita a proposito dellalleanza stipulata tra gli Ateniesi ed il re dei Traci Odrisi Sitalce, in cui egli nega lesistenza di legami tra gli antenati di Sitalce, figlio di Tere, e leroe attico Tereo, in polemica verso una probabile versione contemporanea che fondava sullassonanza onomastica tra i due ultimi personaggi la legittimazione dellintesa tra gli Ateniesi e il consanguineo, quantunque barbaro, re tracio44. Tuttavia, nonostante la sua programmatica diffidenza nei riguardi delle giustificazioni di carattere mitologico, Tucidide mette in risalto limportanza assunta nelle trattative diplomatiche intavolate durante la Guerra del Peloponneso dal motivo della parentela di sangue quale fattore di coesione tra le comunit appartenenti alle stirpi degli Eoli, degli Ioni e dei Dori, risalenti secondo la tradizione greca a mitici capostipiti eponimi45. Egli, com noto, mostra un notevole interesse verso il tema della contrapposizione frontale tra le stirpi dei Dori e degli Ioni, per lefficacia che ebbe allinterno della propaganda sfruttata da entrambe le contendenti al fine di cementare le alleanze attorno alla Lega del Peloponneso e alla Lega delio-attica46. Per indicare la natura dei rapporti stretti

Vd., da ultimo, JONES 1999, pp. 29 ss. Thuc. II 29, 3: Questo Tere non ha niente a che vedere con Tereo, quello che ebbe in moglie da Atene Procne, figlia di Pandione e non proviene nemmeno dalla medesima Tracia. Secondo HORNBLOWER 1991, p. 287, qui Tucidide sta correggendo Ellanico (come gi supposto dal Gomme), oppure Sofocle, che compose una tragedia dal titolo Tereus in una data sconosciuta. 45 significativo che Tucidide alluda pi volte (cfr. I 3; 6) a questi antenati mitici, senza per citarli esplicitamente. 46 Divergenti sono le interpretazioni della critica sullatteggiamento tenuto da Tucidide di fronte a questo tema propagandistico: secondo WILL 1956, seguito da CURTY 1994b, p. 195, lo storico intende dimostrare che il bipolarismo di Ioni e Dori era solo un argomento retorico specioso, frutto della propaganda esasperata della Guerra del Peloponneso e privo di consistenza storica; di contro, per ALTY 1982, pp. 1-14; MUSTI 1990, pp. 41 ss.; ID. 2001, p. 51; DE ROMILLY 1990, pp. 21 ss.; e PICCIRILLI 2001, pp. 78 ss., egli non disconosce la validit del criterio della consanguineit, che era un valore tradizionale ancora vitale nella seconda met del V sec. a.C., bens ne registra il fallimento quale criterio determinante ai suoi tempi per la formazione degli schieramenti
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nei due schieramenti egli usa entrambi i termini oikeiotes e syngheneia, e vi sono fondati motivi di ritenere che anche in questi casi, come nel resto della sua opera, ciascun vocabolo utilizzato abbia il suo giusto peso ed il suo posto preciso47. La conferma viene dallesame di tre passi molto noti, in cui le nozioni oikeioi/oikeiotes, pur considerate sotto aspetti diversi, assumono sempre una valenza semantica univoca. 1) In III 86, introducendo il racconto della spedizione inviata dagli Ateniesi alla fine dellestate del 427 a.C. in favore dei Leontinii entrati in guerra contro i Siracusani, Tucidide rammenta come la Sicilia in questa circostanza fosse quasi interamente divisa in due schieramenti formatisi, con qualche eccezione, sulla base dellorigine etnica delle colonie siceliote: i Leontinii godevano dellappoggio delle citt calcidesi, con laggiunta di Camarina, mentre con Siracusa si erano allineate tutte quelle citt doriche che allinizio della guerra del Peloponneso si erano schierate dalla parte di Sparta, senza per dare a questultima un aiuto concreto48. Parlando degli appoggi provenienti dallItalia meridionale, lo storico ateniese riassume nellespressione kata to synghenes le ragioni avanzate dai Reggini per aderire alla causa dei Leontinii, e lo stesso appello alla consanguineit viene ricordato subito dopo tra i motivi che spinsero gli alleati dei Leontini a richiedere agli Ateniesi linvio di una flotta in loro soccorso. In seguito, afferma Tucidide, gli Ateniesi inviarono delle navi con il pretesto dei legami di parentela (tes men oikeiotetos prophasei), ma in realt perch volevano impedire lesportazione di grano dalla Sicilia verso il Peloponneso e fare un tentativo preliminare per vedere se era possibile

nella guerra civile dei Greci. Questultima ipotesi appare la pi convincente: Tucidide smaschera il carattere pretestuoso del motivo della solidariet etnica sbandierato in tutto il mondo greco per la scelta di campo pro o contro Atene, che era certamente un motivo secondario rispetto ad altri fattori di carattere pragmatico e di contingente opportunit, ma non nega affatto n sottovaluta lefficacia che le nozioni di parentela potevano avere sul piano degli obblighi morali per giustificare le adesioni ad una delle due parti in lotta. Lintera questione stata riesaminata da chi scrive nella relazione Le parentele tra citt in Tucidide, presentata al Convegno Salvare le poleis. Costruire la concordia. Progettare la pace (Torino, 5-7 aprile 2006), i cui Atti sono in corso di stampa. 47 WILL 1995, p. 306. 48 Per un puntuale commento storico alle vicende della spedizione del 427-424 a.C. si rimanda, tra gli studi pi recenti, a MADDOLI 1980, pp. 74-78; SCUCCIMARRA 1985, pp. 23-52; EAD. 1986, pp. 17-29; AMPOLO 1987, pp. 5-11; CATALDI 1990, pp. 140 ss.; CAGNAZZI 1990, pp. 43-70; BELL 2000, pp. 291-297.

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porre sotto il loro controllo la situazione della Sicilia49. Si incontrano dunque nello stesso capitolo i due termini indicanti parentela per designare i rapporti esistenti allinterno dello schieramento filo-ateniese, ma la loro occorrenza a poche righe di distanza non deve indurre a pensare che essi siano usati in maniera indistinta, per soddisfare solo unesigenza di variatio stilistica50. Altrettanto improbabile sembra che le due nozioni corrispondano, qui, a relazioni di sangue di differente forza e di valore diseguale, come se Tucidide intenda contrapporre la motivazione reale e salda dei Reggini a quella pi blanda o perfino pretestuosa degli Ateniesi51. In realt, la scelta lessicale dettata dalla diversa angolazione da cui sono osservati i giochi diplomatici allinterno dello schieramento filo-calcidese. Mentre nel primo passaggio Tucidide si pone

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opportuno riportare il testo dellintero capitolo (le sottolineature sono mie):

To d> ato qrouj teleutntoj >A qhnaoi ekosi naj steilan j Sikelan ka Lchta tn Melanpou strathgn atn ka Caroidhn tn Efiltou. o gr Suraksioi ka Leontnoi j plemon llloij kaqstasan. xmmacoi d toj mn Surakosoij san pln Kamarinawn a llai Dwrdej pleij, aper ka prj tn tn Lakedaimonwn t prton rcomnou to polmou xummacan tcqhsan, o mntoi xunepolmhsn ge, toj d Leontnoij a Calkidika pleij ka Kamrina: tj d >Italaj Lokro mn Surakoswn san, <Rhgnoi d kat t xuggenj Leontnwn. j on tj >Aqnaj pmyantej o tn Leontnwn xmmacoi kat te palain xummacan ka ti Iwnej san peqousi toj >Aqhnaouj pmyai sfsi naj: p gr tn Surakoswn tj te gj ergonto ka tj qalsshj. ka pemyan o >Aqhnaoi tj mn okeithtoj profsei, boulmenoi d mte ston j tn Pelopnnhson gesqai atqen prpeirn te poiomenoi e sfsi dunat eh t n t Sikelv prgmata poceria gensqai. katastntej on j <Rgion tj >Italaj tn plemon poionto met tn xummcwn. ka t qroj teleta.

Tutte le traduzioni dai brani tucididei riportate nel testo sono tratte da MOGGI 1984. 50 quanto ritiene HORNBLOWER 1996, pp. 66-67: in Thucydides oikeiotes or kata to oikeion can sometimes be used by extension to mean kinship or in virtue of kinship, as in III 86, 4 and I 9, 2, where those expressions are mere variants for xyngheneia and kata to xynghenes (ma su Thuc. I 9, 2, cfr. infra, nota n. 58); at III. 86, both oikeiotes and kata to xynghenes (in virtue of kinship) are used indistinguishably and in the same chapter, both times to describe Ionian kinship. 51 lipotesi di CURTY 1994b, spec. p. 196: in III 86, 4 Thucydide veut montrer que la parent nest quun prtexte, quelle est factice, de circostance. Pour cela, il nemploie pas le mot syngheneia qui, quoi quil pense son sujet, dsigne du moins une parent relle unissant deux peuples de mme origine, mais le terme oikeiotes.

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in unottica esclusivamente occidentale, illustrando lo scacchiere delle contrapposte alleanze tra le ioniche Reggio e Leontini da un lato e tra le doriche Locri e Siracusa dallaltro, nella seconda parte del brano egli si colloca nella prospettiva degli Ateniesi, esponendo le ragioni ufficiali da questi sbandierate per giustificare la loro presa di posizione nei confronti dellintero gruppo di alleati occidentali. Tra questi non vi erano solo le citt calcidesi, le uniche a potersi fregiare del titolo di syngheneis degli Ateniesi, ma anche Camarina, come Tucidide tiene a sottolineare per ben due volte nello stesso paragrafo (III 86, 2), affermando che alleate dei Siracusani erano tutte le citt doriche a eccezione di Camarina, e che dei Leontini invece erano alleate le citt calcidesi e Camarina. I rapporti tra Atene e Camarina, gi fondati su interrelazioni di carattere commerciale52 e alimentati nella situazione contingente dalla comune ostilit nei confronti di Siracusa53, erano, per un verso, paragonabili a quelli tra parenti acquisiti per intensit di collaborazione e solidariet reciproca, ma, daltro canto, ne erano distinti non solo perch non erano fondati sulla comunanza di stirpe ma anche perch lalleanza formale era stata avviata in tempi recenti54, essendo peraltro destinata a cessare ben presto55. Il con-

Vd. GIUDICE 1990, pp. 148-149. Vd. CATALDI 1990, p. 153: lallineamento di Camarina con le citt calcidesi e con Atene fu determinato dalla contesa con Siracusa per il controllo su Morgantina, come suggerisce la clausola della pace del 424 a.C. che riconosce il possesso di Morgantina a Camarina in cambio di unindennit in denaro a Siracusa (Thuc. IV 65, 1). Secondo CORDANO 2000, p. 192, lalleanza tra la colonia siracusana ed Atene pu essere stata favorita dallascesa al potere a Camarina del partito democratico, formatosi in una fase successiva al koinon dogma del 461 a.C. 54 Secondo CATALDI 1990, pp. 126, 152, allo scoppio della guerra del Peloponneso Camarina aderiva, forse suo malgrado, allo schieramento dorico, rientrando presumibilmente tra le citt dItalia e di Sicilia che nella primavera del 431 a.C. avevano ricevuto da parte di Sparta, tra le altre imposizioni, lordine di accogliere gli Ateniesi solo se si presentavano con una nave per volta (Thuc. II 7, 2); a questi patti avrebbero fatto riferimento in seguito i Camarinesi nel 415 a.C., allorquando rifiutarono il rinnovo dellalleanza stipulata con Atene nel 427 a.C., affermando che i giuramenti li impegnavano ad accogliere gli Ateniesi solo se fossero approdati con una sola nave, a meno che essi stessi non ne avessero richiesto un numero maggiore (Thuc. VI 52, 1). Diversamente, per MOGGI 1984, p. 752, n. 1, in questultimo passo i Camarinesi alluderebbero ai giuramenti previsti dal trattato stipulato con gli Ateniesi in occasione della spedizione di Lachete e Careade. Vd. anche il commento ai passi tucididei relativi a Camarina in MATTIOLI 2002, pp. 46 ss. 55 Come informa sempre Tucidide (VI 88, 1-2), durante la seconda spedizione ate53

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cetto di oikeiotes ben si prestava dunque a definire sia la natura dei rapporti bilaterali tra Atene e Camarina sia il complesso delle relazioni instaurate negli stessi anni da Atene con gli alleati occidentali, rinviando al concetto originario del termine comprensivo delle nozioni sia di affinit in senso lato sia di consanguineit56. Non a caso, infatti, nel discorso fatto pronunciare allateniese Eufemo davanti ai Camarinesi nel 415 a.C. Tucidide adopera laggettivo sostantivato oikeion per designare la caratteristica generale dei rapporti stretti tra Atene e i suoi alleati: per un individuo che esercita la tirannide o per una citt che esercita limpero non c niente di illogico in ci che vantaggioso, cos come non esiste parentela (oikeion) l dove non vengono offerte precise garanzie57. Anche in questo caso, non sembra di poter riscontrare una sfumatura di significato meno intenso rispetto alla nozione di consanguineit, poich in tal caso il discorso di Eufemo non avrebbe sortito leffetto sperato presso luditorio camarinese, n possibile cogliervi una mera variatio stilistica rispetto alla syngheneia, dal momento che non vi traccia di un tale rapporto nel contesto narrativo58. 2) In IV 19, 1, gli ambasciatori spartani, nel celebre discorso pronunciato nel 425 a.C. ad Atene dopo la disfatta di Sfacteria, propongono la definitiva cessazione delle ostilit, prospettando tutti i vantaggi che possono derivarne per entrambe le contendenti, e a tal scopo offrono formalmente agli Ateniesi pace, alleanza, amicizia, e familiarit reciproca (oikeiotes es allelous)59. La frase sembra rispecchiare la formula cancellere-

niese in Sicilia del 415 a.C. Camarina si manterr su posizioni neutrali, per ragioni di calcolo opportunistico. 56 Non privo di interesse confrontare alcune delle traduzioni italiane dellespressione oikeiotetos prophasei: adducendo il pretesto dei vincoli di stirpe (ANNIBALETTO 1952, p. 231); con il pretesto dellaffinit di razza (DONINI 1982, p. 547); con il pretesto dei legami di parentela (MOGGI 1984, p. 447); col pretesto dei doveri di sangue (FERRARI 1985, p. 589); col pretesto derivante dal vincolo dallaffinit di stirpe (CAGNETTA 1986, p. 239). 57 Thuc. VI 85, 1: >Andr d turnnJ plei rcn cosV odn logon ti xumfron od> okeon ti m pistn . 58 Che Tucidide assegnasse a questo termine anche il significato generico di parentela acquisita lo dimostra laffermazione, in I 9, 2, che a Micene Euristeo affid il potere a suo zio materno Atreo kat to oikeion: anche in questo caso, come in quello sopra citato di Erodoto su Perseo e Danae, evidente come la nozione di parentela dipenda da un legame matrimoniale.
59 Lakedaimnioi d mj prokalontai j spondj ka dilusin polmou,

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sca adoperata realmente nella circostanza, potendosi a buon diritto affermare che dans tout ce discours, le vocabulaire de Thucydide est prcis et, peut-on dire, technique60. dunque poco probabile che qui Tucidide sostituisca appositamente il termine pregnante di syngheneia con quello pi debole di oikeiotes per mostrare come la parentela fosse per gli Spartani un mero pretesto fittizio, di facciata61, se non altro perch lappello alla familiarit reciproca viene qui affiancato ad altri principi concreti e non speciosi quali la eirene, la symmachia e la philia. Altrettanto fuorviante appare lipotesi secondo cui gli Spartani avrebbero voluto fondare i presunti legami di parentela con Atene su precedenti mitici, analogamente a quanto fece Callia nel 373 a.C. di fronte agli Spartani affermando che leroe attico Trittolemo aveva rivelato i misteri di Demetra e Kore a Eracle e ai Dioscuri, donando al Peloponneso per la prima volta i semi del grano62. In realt, lassenza di qualsiasi cenno allusivo a simili precedenti leggendari non dovuta alla ben nota riluttanza di Tucidide verso giustificazioni di carattere mitico, ma al semplice fatto che loikeiotes rinvia a legami instaurati non nel passato, bens nel presente. Per gli Spartani, lappello alla oikeiotes es allelous rimanda ad una forma di relazione assimilabile alla affinit per diritto acquisito, e dunque attuabile in qualsiasi momento, a prescindere dalle origini etniche e dal passato delle due contraenti63. Essa considerata, infatti, al pari della philia, una diretta conseguenza della eirene e della symmachia64, e la sua im-

didntej mn ernhn ka xummacan ka llhn filan polln ka okeithta j lllouj prcein

WILL 1995, p. 309. Come pensa CURTY 1994b, p. 196. 62 Xen. Hell. VI 3, 6. Lipotesi avanzata da HORNBLOWER 1996, pp. 65 ss.: the word oikeioteta may look backwards as well as forwards, that is, that the Spartans may have included Kallias-type appeals to mythical closeness. 63 preferibile, dunque, seguire il ragionamento di HORNBLOWER 1996, p. 67, laddove afferma: the Spartans use oikeios because [] they would like to be able to say xyngheneia but cannot because no actual blood-relations exists. Anche in questo caso appare utile confrontare qualche traduzione dellespressione ka llhn filan polln ka okeithta j lllouj : ogni altro vincolo di salda amicizia e vicendevole familiarit (ANNIBALETTO 1952, p. 262); molta amicizia e molta intimit nei rapporti reciproci (DONINI 1982, p. 611); stretti rapporti di amicizia e relazioni reciproche (MOGGI 1984, p. 494); ogni forma di amicizia e buoni rapporti reciproci (FERRARI 1985, p. 655); ogni altro legame di amicizia e fratellanza reciproca (FAVUZZI 1986, p. 268). 64 tesi, questa, di WILL 1995, pp. 306-307, che analizza in maniera approfondita
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portanza risiede negli effetti che un simile legame pu determinare per limmediato futuro delle due citt, piuttosto che nei motivi che ne sono a fondamento. 3) In IV 64, 3, nellappello indirizzato durante il Congresso di Gela alle comunit siceliote affinch ciascuna, per suo conto, eliminasse i vecchi rancori con le poleis nemiche in vista della concordia generale e dello sforzo comune per respingere il pericolo della conquista ateniese della Sicilia, il siracusano Ermocrate usa gli stessi argomenti della parentela fra citt sfruttati in precedenza dalla controparte ateniese, per ribaltarli in senso diametralmente opposto, a vantaggio del proprio schieramento. opportuno rileggere il passo direttamente in greco: odn gr ascrn
okeouj okewn sssqai, Dwri tina Dwrij Calkida tn xuggenn, t d xmpan getonaj ntaj ka xunokouj mij craj ka perirrtou ka noma n keklhmnouj Sikelitaj.

Secondo lopinione generale, il brano sarebbe suddiviso in due parti ben bilanciate: nella prima, il riferimento agli oikeioi comprenderebbe tutti i casi di parentela tra citt siceliote sbandierati dalla propaganda durante la spedizione ateniese di Lachete e Careade; nella seconda, invece, Ermocrate avrebbe indicato nel dettaglio quali sono i legami di parentela di cui sta parlando, ossia la syngheneia dei Dori da un lato e degli Ioni dallaltro. Cambia, tuttavia, a seconda dei punti di vista, linterpretazione dellaccezione da dare alle singole espressioni: secondo il Curty, nella prima Tucidide usa il termine oikeios in un senso generalizzante, proverbiale, o perfino dispregiativo per esprimere il proprio dissenso nei confronti delluso strumentale e pretestuoso di questo concetto durante la Guerra del Peloponneso, mentre nella seconda fa ricorso alla nozione forte della syngheneia in quanto riferita a reali parentele tra popoli di razza uguale65; di contro, per Hornblower, il termine oikeioi sarebbe esattamente corrispondente a syngheneis della seconda parte66, e il suo uso sarebbe dovuto solo a ragioni di forma. Il pensiero di Ermocrate/Tucidide appare sotto una luce diversa se si

il passo tucidideo, sebbene non senza qualche eccesso di schematismo, che lo porta anche a perdere di vista il significato preciso ricoperto dalla oikeiotes: jignore quel sens exact Thucydide donnait ce mot et je mabstiens donc dessayer de le traduire (p. 308). 65 CURTY 1994b, pp. 196-197. 66 HORNBLOWER 1996, p. 67.

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ritiene, invece, che la sentenza del Siracusano sia articolata non in due, bens in tre sezioni distinte, scandite dalla congiunzione ripetuta due volte. Ogni sezione, infatti, rimanda a ciascuna delle forme di rapporto instaurato tra le citt siceliote negli anni tra il 427 e il 424 a.C.: la prima allude alle comunit legate non da vincoli etnici, ma da rapporti particolarmente stretti e di recente istituzione, come Camarina e Leontini, alleatesi in funzione anti-siracusana; la seconda alle citt consorelle di origine dorica; la terza, infine, alle genti accomunate da unorigine calcidese. Il passo dunque potrebbe essere reso in tal modo: non per niente disonorevole, infatti, se una citt fa delle concessioni a una comunit affine, o i Dori ai Dori, o i Calcidesi ai popoli della loro stirpe67. In definitiva, per Tucidide le due nozioni sono sempre ben distinte e poste su livelli non troppo sfalsati per importanza ed efficacia. Ciascun termine di parentela assolve infatti ad una funzione precisa ed inequivocabile allinterno degli slogans pi in voga negli anni della grande guerra civile fra Greci. Lo storico ateniese attesta come tali formule di parentela fossero state gi utilizzate al momento del costituirsi della Lega delio-attica, quando gli Ioni offrirono agli Ateniesi legemonia in nome dei vincoli di sangue che li univano (kata to synghenes)68: in tale frangente, la collaborazione fondata su criteri di affinit etnica, sovrapponendo agli obiettivi militari motivazioni di ordine morale e sentimentale, introduce nella alleanza militare imperativi che correggono, allargandolo, il raggio dintervento della potenza egemone69. Ma soprattutto durante le vicende convulse della Guerra del Peloponneso che si registra la fase pi acuta dello sfruttamento a scopi politici di tali appelli alla parentela,

67 Cfr. altre traduzioni: Non c nulla infatti di disonorante che dei compatrioti facciano concessioni ad altri patrioti, i Dori a Dori, o Calcidesi a quelli della stessa stirpe (ANNIBALETTO 1952, p. 291); Non vi infatti niente di vergognoso se dei popoli cedono a popoli affini a loro, o se un Doro cede a un Doro o un Calcidese a uomini della stessa razza (DONINI 1982, p. 667); Non per niente disonorevole, infatti, fare delle concessioni fra elementi affini: i Dori ai Dori, i Calcidesi ai popoli della loro stirpe (MOGGI 1984, p. 534); Ch non c niente di vergognoso se uno cede a un familiare, un dorico a un dorico o un calcidese a un suo consanguineo (FERRARI 1985, p. 715); Perch non un disonore che dei compatrioti facciano delle concessioni ad altri compatrioti: Dori ad altri Dori e Calcidesi ad altri della stessa stirpe (FAVUZZI 1986, p. 287). 68 Thuc. I 95, 1. 69 DAVERIO ROCCHI 1993, p. 211.

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quando si fa spazio lidea che comunit di diversa origine etnica possano stringere legami analoghi alla syngheneia, attraverso la nozione di affinit acquisita di recente, come nel caso di Atene e Camarina o delle effimere aspirazioni alla pace degli Spartani nel dopo Sfacteria. Non possibile, certo, stabilire con certezza se la formula diplomatica della oikeiotes sia stata inventata per la prima volta proprio durante la Guerra del Peloponneso, dato il carattere lacunoso delle nostre conoscenze, soprattutto intorno ai documenti epigrafici di V sec. a.C.70. Ci che comunque va messo in evidenza che Tucidide tiene a registrare come pochissimi anni dopo lintervento in Sicilia di Lachete e Careade sia cominciata la fase del progressivo indebolimento della funzione propagandistica degli appelli alla parentela. A dispetto dei vincoli di oikeiotes con Atene, Camarina cambier ben presto il proprio orientamento politico in occasione dellintervento ateniese in Sicilia del 415 a.C., schierandosi dapprima dalla parte di Siracusa e dichiarandosi poi neutrale71. Ma la causa della defezione di Camarina non era stata certo la debolezza del legame di oikeiotes: anche gli appelli alla syngheneia, nella stessa circostanza, non avevano sortito gli effetti desiderati, come lo stesso Tucidide non manca di notare presentando le liste degli alleati che si fronteggiarono in Sicilia nella guerra del 415-3 a.C.72. Ormai il principio della parentela non aveva pi valore in quanto era stato subordinato alla logica degli interessi di parte e delle opportunit contingenti73. Non facile stabilire, dunque, se le espressioni tucididee sulla syngheneia e sulla oikeiotes siano mutuate dal formulario utilizzato nei documenti ufficiali, dal momento che le prime epigrafi riportanti tale concetto non risalgono oltre la seconda met del IV sec. a.C. Ma, se la nostra

70 Per quanto possibile sapere, oltre alliscrizione IG XII 6, 2, 577, datata intorno

al 580-570 a.C., ove il termine okeoi di incerta lettura e sembra indicare piuttosto il concetto di coloni, i pi antichi documenti epigrafici che riportano la nozione di oikeiotes interstatale si collocano nella seconda met del IV sec. a.C. 71 Thuc. VI 67, 2; 75, 3-4. 72 Thuc. VII 57, 1: Questi furono i popoli che combatterono sotto Siracusa contro la Sicilia e in difesa della Sicilia, unitisi agli uni per aiutarli a conquistare il paese, agli altri per salvarlo, stando con gli uni o con gli altri non per motivi di giustizia o per vincoli di sangue (syngheneian), ma a seconda delle condizioni di utilit o di necessit in cui uno si trovava. 73 Vd., da ultimi, DE ROMILLY 1990, spec. pp. 25 ss.; MUSTI 2001, pp. 51-52.

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analisi dei passi tucididei corretta, ritroviamo qui in nuce alcune delle caratteristiche principali della categoria delloikeiotes utilizzata nei testi diplomatici di et ellenistica74. Come ha sottolineato il Will (seguito in parte dal Musti), loikeiotes nous situe sur le plan des ralits quotidiennes concrtes al contrario della syngheneia la quale, mme invoque lappui de questions concrtes, reste toujours une construction thorique, rudite et ventuellement manipulable toutes fins utiles75. La prima si pone infatti sul piano delle relazioni reali, riferendosi a dati della contemporaneit o del recente passato; la seconda, invece, sul piano dellerudizione mitistorica, indicando un rapporto che si deve ricostruire attraverso un recupero di memorie, pi o meno sepolte, del passato76. I due concetti, dunque, differiscono soprattutto a seconda della prospettiva da cui li si osservi. La oikeiotes pu interessare comunit sia della stessa stirpe (e in tal caso il concetto coincide sul piano logico, ma non su quello funzionale, con quello di syngheneia), sia di origine diversa (e in tal caso lecito parlare di costruzioni artificiali o di parent par alliance)77, ma ad ogni modo essa attiene alla sfera della formalizzazione dei rapporti nellattualit e viene manifestata principalmente laddove si voglia mettere in risalto la dimensione sincronica, contingente di tali rapporti, a prescindere dalla causa che sta alla base dei legami di parentela. Talvolta si avverte lesigenza di indicare espressamente le radici dei rapporti attraverso laggiunta di alcune vaghe espressioni (quali oikeiotes ek progonon78, dia progonon79, apo palaion chro74 Non certo possibile affrontare qui unanalisi dettagliata di tutti i testi epigrafici di et ellenistica contenenti riferimenti alla oikeiotes, dal momento che, ad un primo censimento, se ne sono raccolti allincirca 150. nostra intenzione condurre uno studio sistematico su tali testi, in un lavoro monografico in preparazione. Per il momento ci limitiamo a proporre alcuni dei risultati principali cui siamo giunti attraverso lesame delle formule adoperate per esprimere il concetto di familiarit interstatale. 75 WILL 1995, p. 310. 76 WILL 1995, pp. 320-321; MUSTI 2001, pp. 52, 58. 77 Questi aspetti funzionali dei concetti oikeioi/oikeiotes non sono ben chiariti dal ROBERT 1969, p. 100, n. 5, laddove afferma en gnral, dans les dcrets hellnistiques, les deux mots syngheneis et oikeioi ont un sens distinct. Quelquefois cependant ils sont quivalents. Cfr. ora CURTY 1995, pp. 224 ss., ID. 1999, pp. 184-194, secondo cui il significato principale di oikeiotes resta quello di parent par alliance, con leccezione di alcuni casi, che per sembrerebbero confermare la regola, in cui loikeiotes arriverebbe a coincidere con la syngheneia. 78 IG II/III, 1, 1, 786; FD III, 3, 215; I Magnesia 16; 25; 48. 79 IG II/III, 1, 2, 886; FD III, 3, 214; I Magnesia 34; I Milet I, 3, 146; I, 9, 307.

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non80), oppure con le formule synghenike oikeiotes81, progonike oikeiotes82, oikeiotes kata syngheneia (degli eponimi)83, quando soprattutto si vuole mettere in evidenza che la familiarit che lega due o pi comunit nel momento attuale deriva dalla loro consanguineit, ponendosi dunque laccento sia sulla prospettiva sincronica sia su quella diacronica. Analogamente, lespressione in iunctura syngheneis kai oikeioi serve a marcare un legame particolarmente stretto e privilegiato tra due citt84, in quanto si fonda su entrambi i fattori della condivisione del medesimo sangue e della consuetudine dei rapporti quotidiani. Ma comunque sia, i legami di oikeiotes restano condizionati dalla possibilit di un loro scioglimento o di una durata limitata nel tempo, come avviene anche nel campo dei rapporti personali allinterno delloikos. Lo si deduce soprattutto dai verbi che vengono adoperati con maggiore frequenza per formalizzare i rapporti di oikeiotes. Nella maggior parte dei casi, laccusativo ten oikeioteta retto dal verbo ananeoo che esprime chiaramente il significato di rinnovare un tipo di vincolo gi esistente85. Quasi sempre il termine viene associato a philian, con cui forma una sorta di endiadi volta a specificare che il tipo di rapporto istituito dalle due comunit in questione di stretta e consolidata collaborazione reciproca86. Ma il verbo ananeoo si trova spesso anche in riferimento alla syngheneia87,
Secondo il WILL 1995, p. 311 e n. 19, i progonoi cui si fa allusione in questi testi sono i progenitori umani, le generazioni anteriori reali, anche se non escluso che in questa categoria si facessero rientrare talvolta anche gli antenati mitici. 80 IC I, Priansos 2. 81 I Priene 55. 82 I Priene 109, X. 83 I Magnesia 35. 84 Cos giustamente CURTY 1995, spec. pp. 240-241.; ID. 1999, pp. 172, 190. 85 IG II/III, 1, 1, 470 b; 703; 786; IG XI, 4, 756; SEG 40, 690; HOLLEAUX 1898, pp. 258-266 (Alabanda-Roma); SEG 12, 373; SEG 12, 374; I Magnesia 31-34; 37; 41; IG IX, 12, 1-3, 1, 4 f; IC III, Hierapytna 3 C; I Milet I, 3, 146; I Priene 109 X; IC II, Allaria 1; FD III, 2, 20; FD III, 2, 134 a; FD III, 2, 134 c. 86 Cfr. su questo punto Arist. Rhet. II 4, 1381 b 34, sullo stretto rapporto esistente tra loikeiotes, lhetaireia, e la syngheneia, considerate come forme (eide) della philia. Su questo passo vd., in particolare, HERMAN 1987, p. 19, che sottolinea giustamente come le differenti categorie di relazioni positive non sono rigidamente distinte nel mondo greco, come lo sono nelle societ moderne. I principi di parentela e amicizia possono essere considerati come termini classificatori che si sovrappongono parzialmente, piuttosto che escludersi reciprocamente. 87 Cfr. CURTY 1995, passim.

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e dunque in questi casi assume una sfumatura di significato pi simile a ribadire, riesumare il ricordo, piuttosto che rinnovare, dato che i legami di sangue sono costitutivi dellidentit di una stirpe e non necessitano di alcun atto di ripristino88. Pi pregnanti appaiono, invece, le formule di auspicio che la oikeiotes possa accrescersi nel futuro (auxo89, epauxo90), conservarsi (diaphylatto91, diatereo92), o mantenersi tale pi a lungo possibile (oikeiotes diamenei ton aei chronon93), a dimostrazione che la familiarit, lungi dallessere un dato di fatto stabilito una volta per tutte, come la syngheneia, pur sempre considerata come un vincolo suscettibile di trasformazione o di annullamento in presenza di determinate condizioni, proprio come nei rapporti interpersonali nellambito delloikos. Di contro, la syngheneia viene invocata laddove si intenda far leva sullantichit dei legami di sangue che uniscono nellattualit due o pi comunit: in tal caso, a differenza delloikeiotes, lattenzione viene rivolta soprattutto allaspetto biologico dellidentit etnica e alla dimensione diacronica dellappartenenza ad una medesima stirpe risalente ab antiquo ad un capostipite comune, sia esso un personaggio storico oppure un esponente di genealogie mitiche riesumate o elaborate ad hoc94. Ed ov88 89

Cfr. WILL 1995, p. 317, n. 32, con diversa posizione rispetto al Curty. I Milet I, 3, 141; I Mylasa 130; FD III, 2, 134 c; SEG 4, 600. 90 I Milet I, 3, 146; I Milet I, 9, 307. 91 IG II/III, 1, 1, 456; FD III, 2, 19; I Iasos 152; I Magnesia 48; ROBERT, OMS, pp. 99-101 (Mileto-Istria); FD III, 2, 134 a; FD III, 2, 134 c; I Milet I, 3, 144 B. 92 I Priene 61; I Priene 68. 93 I Milet I, 3, 142. Cfr. anche SEG 33, 675, ove lespressione restituita da Piejko (ma con diversa lettura di Segre: homonoian diamenein eis ton aei). 94 A conclusioni simili pervenuto gi WILL 1995, pp. 310-311, ma la sua opinione che la syngheneia si collochi solo sul piano dellerudizione mitologica, mentre loikeiotes solo sul piano delle relazioni temporali, appare fondata su categorie interpretative troppo rigide: non sempre per i Greci perfettamente distinguibile il piano leggendario da quello storico, e del resto i rapporti di syngheneia possono anche collocarsi su un piano storico, a fianco e ad integrazione dei legami di oikeiotes, cos come la oikeiotes riferibile anche a dati mitologici. Vd. le giuste obiezioni a tal proposito di CURTY 1999, pp. 187 ss. Altrettanto forzata appare lipotesi di GIOVANNINI 1997, pp. 158162, secondo cui i Greci distinguevano solo due tipi di legami di syngheneia: da una parte le parentele fra Greci erano sempre pressoch reali, basandosi soprattutto su rapporti di filiazione quali tra metropoli-colonia, dallaltra le parentele fra Greci e non-Greci sono sempre e necessariamente leggendarie. Anche in questo caso, appaiono condivisibili le puntualizzazioni di CURTY 1999, pp. 167 ss.

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vio il motivo per cui nei casi di consanguineit non dato trovare laugurio di una perpetuazione della syngheneia: essa una condizione connaturata alle comunit interessate e resta sempre immutata fintantoch queste sono in vita, a prescindere dalla qualit e dalla durata dei loro rapporti reciproci. Alla base della nozione di consanguineit sta la capacit del sangue di simboleggiare lidentit costitutiva di una o pi entit sociali95, laddove loikeiotes, dato anche il suo carattere a volte artificioso, non implica lidea di una condizione immutabile nel tempo. Il concetto manterr intatta questa funzione specifica nel linguaggio diplomatico ancora fino alla fine dellet ellenistica, ove i richiami alla oikeiotes si riferiscono sempre a relazioni instaurate in anni recenti o che comunque vengono rinnovate nellattualit, anche tra citt non necessariamente imparentate, come nel caso famoso delle relazioni tra Delo e Roma96. In effetti, va forse ridimensionata la tesi secondo cui in et ellenistica la nozione di oikeiotes si sia progressivamente sbiadita, indicando a volte parentele di carattere artificiale sotto linflusso del contemporaneo linguaggio filosofico. La speculazione di marca peripatetica prima e stoica poi tende, in effetti, a indebolire la distinzione tra i due concetti di oikeiotes e syngheneia, sfumandola nella prospettiva ecumenica di una comune origine dellumanit. La svolta avviene con Teofrasto (in Aristotele la suddetta distinzione appare ancora operante), il quale, in un passo estrapolato (forse) dal Peri eusebeias ad opera di Porfirio97, dilata per la prima volta in maniera artificiosa la nozione di oikeioi facendola coincidere, come in una serie di cerchi concentrici, con quella degli uomini che discendono dagli stessi antenati, poi con i concittadini di una stessa polis, quindi con la Grecit (o, indifferentemente, la barbarie), e infine con lintera umanit (noi diciamo [] che tutti gli uomini sono tra di loro legati oikeious te kai syngheneis per una di queste ragioni, sia perch discendono dagli stessi antenati sia perch condividono nutrimento costumi ed anche stirpe)98. Ed proprio con questo slittamento di significato che il concetto di oikeiotes rester nellambito del linguaggio filosofico, donde

Cfr. GUASTELLA 1985, pp. 94-97. IG XI 4, 756, 6, su cui vd. da ultimo il commento di CANALI DE ROSSI 2002, n. 155, ed ivi bibliografia. 97 Porph. De abst. III 25 = Theophr. De piet. fr. 12 PTSCHER. 98 Su questo passo vd. soprattutto il commento di MAZZA 2001, pp. 165-166, ed ivi bibliografia.
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poi passer agli autori della letteratura cristiana antica, che lo sfrutteranno ampiamente per i suoi risvolti universalistici99. Tuttavia, il termine non compare mai con una simile accezione ecumenica nei documenti epigrafici di et ellenistica, n nella coeva letteratura di contenuto politico-diplomatico. Anche il riferimento alla oikeiotes pros pantas, contenuto nelliscrizione di Magnesia sul Meandro datata al 208/7 a.C.100, non pare alludere ad una familiarit verso tutti gli uomini vantata dagli abitanti della citt microasiatica. Tale formula va intesa piuttosto come un appello alle relazioni amichevoli instaurate dai Magneti (e tradotte nel diritto di asylia) nei confronti di tutte le comunit greche partecipanti agli agoni ginnici istituiti a Magnesia in onore di Artemide Leukophryene, date le evidenti conseguenze di carattere politico-diplomatico che questa apertura comportava in un momento storico particolarmente delicato per le sorti dellintera Grecit101. Resta fermo che lartificioso richiamo ad una estensione sempre pi vasta delle parentele e a una connessione universale tra gli uomini non fa parte della mentalit tradizionale dei Greci. Se si vuole mettere a confronto la rappresentazione greca dellidea di familiarit o della fraternit tra citt e popoli con analoghi concetti formulati in epoche pi recenti, il risultato appare scontato. Non c nulla nel mondo greco che possa rimandare, per esempio, alla terza parola dordine della rivoluzione francese. La fraternit ha ben altre origini e motivazioni rispetto a concetti come oikeiotes, syngheneia o anche adelphotes (termine che nel suo uso traslato ha scarse ricorrenze, soprattutto in testi di et tarda); essa sispira infatti ad unimmagine e ad un ideale di rapporti interpersonali tra cittadini di gran lunga diversi dalle ben pi prosaiche e concrete concezioni del mondo greco102.

Per lesame dei passi pi significativi della speculazione filosofica e della letteratura cristiana rinviamo ancora una volta alla voce in corso di preparazione per il Lessico della concordia e della pace. 100 I Magnesia 16; 35; SEG 32, 1147. Su cui vd. EBERT 1982, pp. 198-216. 101 Vd. RIGSBY 1996, pp. 185-190, nr. 66. Per lanalisi del contesto storico dellistituzione delle feste in onore di Artemide Leucophryene vd. il fondamentale contributo di DUSANIC 1983, pp. 11-48. 102 Cfr. MUSTI 1995, p. XXXII.

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