Sei sulla pagina 1di 260

VEDER GRECO A CAMARINA

dal principe di Biscari ai nostri giorni


A cura di Giada Giudice
con la collaborazione di Giuseppe Sanflippo Chiarello
Catania 2010
Vol. I
EDIARCH Editore
Direzione editoriale
Giada Giudice
Progetto grafco
Elaborazione informatica
e impaginazione
Giuseppe Sanflippo Chiarello
Cura editoriale
Elvia Giudice
Filippo Giudice
Giada Giudice
Francesco Muscolino
Rossano Scicolone
Sebastiano Luca Tata
Copertina
Laura DAndrea Petrantoni
copyright 2010 EDIARCH
Tutti i diritti riservati.
vietata la riproduzione di testi e illustrazioni senza il permesso delleditore.
ISBN 88-8265-320Y
(Erodoto V, 88): Veder greco a Camarina
dal principe di Biscari ai nostri giorni.
Catania, Vitoria, Camarina, Ragusa, Siracusa, 2008
a cura di Giada Giudice
1. Ceramiche atiche - Camarina. I Giudice, Giada <1972>

Con la collaborazione scientifca dei membri del Centro di Ceramografa Greca
dellUniversit degli Studi di Catania
FILIPPO GIUDICE, Premessa........................................................................................
FILIPPO GIUDICE, con il contributo di Elvia Giudice, Giada Giudice, Pinella Laudani, Serena Raffotta,
Giuseppe Sanflippo Chiarello, Rossano Scicolone, Sebastiano Luca Tata, Le importazioni di ceramica
attica a Camarina.......................................................................................................................
Catalogo a cura di GIADA GIUDICE con la collaborazione di GIUSEPPE SANFILIPPO
CHIARELLO...................................................................................................................................
GIADA GIUDICE, GIUSEPPE SANFILIPPO CHIARELLO, AddEndum............................................
GIADA GIUDICE, Le importazioni attiche a Camarina. La necropoli di Passo marinaro.
Addendum...................................................................................................................................
Bibliografa a cura di Francesco Muscolino................................................................................
SOMMARIO
p. III
3
49
197
203
249
Premessa
Lidea di un volume che raccogliesse ed analizzasse le ceramiche attiche rinvenute a Camarina nasce
nei lontani anni settanta, quando ebbi loccasione, dietro invito della Prof. Paola Pelagatti, di studiare
le terrecotte della stipe votiva rinvenuta nel 1896 da Paolo Orsi. Lo stretto rapporto tra le vicende
dellantica citt, pi volte abbandonata o distrutta e successivamente ricostruita, ed i materiali sia di
produzione locale che provenienti dal continente greco, ha consigliato di iniziare la raccolta delle
ceramiche provenienti da Atene, in modo da avere un corpus consistente su cui cominciare a lavorare.
Il punto di partenza sono state le liste dello studioso britannico, sir John Davidson Beazley, il quale ha
raccolto un notevole numero di vasi attici, attribuendoli a vari maestri del Ceramico ateniese e dividendoli
in venticinquenni successivi allinterno dei tre secoli di produzione di questa straordinaria ceramica
fgurata, che dallAttica raggiungeva i pi lontani siti del Mediterraneo. Il materiale raccolto man mano
si ingrandiva grazie agli scavi Di Vita, Pelagatti, Di Stefano, ma mancava uno studio sistematico che,
partendo dalle liste dello studioso oxoniense, si cimentasse nella attribuzione dei nuovi vasi. Nuove
forze, aggiuntesi nellultimo decennio, hanno consentito di realizzare lantico sogno. Da qui nato il
progetto del Convegno Veder greco a Camarina dal principe di Biscari ai nostri giorni accompagnato
da una mostra itinerante che prevedesse lesposizione dei vasi rinvenuti a Camarina e conservati nei
musei di Catania, Siracusa e Ragusa, oltrech nel museo regionale di Camarina. LAssessorato dei Beni
Culturali ed Ambientali, nella persona dellOnorevole Lino Leanza, e dei Direttori dei Musei interessati
che sentitamente ringrazio, ha consentito la realizzazione di questo ambizioso progetto, che segue a
quello Veder greco a Gela realizzato nel 2003. La ricca messe di contributi raccolti consentir la
pubblicazione degli Atti del Convegno in un secondo volume edito a cura del sottoscritto e degli architetti
Angelo Messina ed Aldo Spataro, in cui avranno voce quanti hanno contribuito, anche fnanziariamente,
alla realizzazione della mostra-Convegno.
Catania, 9 giugno 2008.
Filippo Giudice
A) Introduzione
Laver raccolto in un unico volume, affdato
alla cura di Giada Giudice, i vasi provenienti da
Camarina
1
, oltre allindubbio vantaggio di rendere
*Il mio pi vivo ringraziamento va allAssessore alla
Pubblica Istruzione e ai Beni Culturali della Regione
Sicilia on. Lino Leanza, che stato promotore di questa
iniziativa che ha coinvolto i pi importanti musei della
Sicilia Sud-orientale (Catania, Camarina, Vittoria, Ragusa,
Siracusa), e i relativi Direttori e Responsabili scientifci
Dott.ssa Concetta Ciurcina, Dott. Giovanni Di Stefano,
Dott.ssa Giulia Falco, Arch. Luigi Messina, Arch. Aldo
Spataro, Dott. Giuseppe Voza; ad esso sono da associare
gli Accademici dei Lincei Proff. Antonino Di Vita e Paola
Pelagatti che hanno appoggiato con entusiasmo liniziativa
e il gruppo degli allievi di seconda generazione, Francesco
Muscolino, Giuseppe Sanflippo Chiarello, Rossano
Scicolone, Sebastiano Luca Tata, e agli studenti della
Scuola di Specializzazione in Archeologia dellUniversit
di Catania, che hanno partecipato alliniziativa. Un
particolare grazie si deve a Giada Giudice, che ha seguito e
guidato con abnegazione gli autori delle schede del catalogo
e, ancora, a Francesco Muscolino che ha curato in maniera
impeccabile lorganizzazione del convegno. Un doveroso
e sentito ringraziamento va al Rettore dellUniversit di
Catania, Prof. Antonino Recca, al Preside della Facolt
di Lettere e Filosofa, Prof. Enrico Iachello, al Presidente
del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali,
Prof. Sergio Guglielmino, allex Direttore Prof. Edoardo
Tortorici e allattuale Direttore del Dipartimento S.A.Fi.
St., Prof. Carmelo Crimi, e al Direttore della Scuola di
Specializzazione in Archeologia, Prof. Massimo Frasca,
per aver supportato fnanziariamente il progetto. Un
ringraziamento, infne, al Sindaco di Ragusa, Dott. Nello
Di Pasquale e al Presidente della Provincia Regionale di
Ragusa, Dott. Franco Antoci per lospitalit accordata
nel capoluogo ibleo, e, in particolar modo, al Sindaco di
Vittoria Avv. Giuseppe Nicosia e allAssessore On. Paolo
Monello per essermi stati vicini nella realizzazione della
Mostra-Convegno al Teatro Comunale e allex Centrale
immediatamente visibile tutta la produzione
fnora nota, consente di confrontare il quadro che
possibile ricavare dalle liste Beazley con quello
costruito grazie alle successive acquisizioni.
Il catalogo, in realt, permette di delineare:
I) il quadro generale delle importazioni attiche a
Camarina; II) i ceramograf presenti; III) le forme
utilizzate e i relativi contesti di rinvenimento;
IV) i soggetti prediletti. In questa maniera
esso assume il valore di un database, in cui
possibile cogliere le presenze artistiche, la realt
commerciale della citt dallinizio del VI alla fne
del V secolo a.C., le tipologie vascolari utilizzate
nelle sepolture, nei contesti santuariali, nelle case
private e, in ultima istanza, limagerie prediletta;
importante indizio, questultimo, delle idealit
collettive di una citt che, nella scelta dei soggetti
proposti dalla produzione di Atene, culturalmente
elevata ma pur sempre lontana, seleziona i temi
che meglio rispondono alle esigenze e al credo
di una polis, radicata nel lontano Occidente, ma
che, nella seconda met del V secolo, si trova
costretta a scegliere tra la metropoli siracusana,
potente e temibilmente vicina, e Atene, lontana,
ma chiaramente portatrice di mire imperialiste,
e democratica solo a parole. Un primo problema
pone la modesta quantit di importazioni dal
momento della fondazione fno a tutto il VI
secolo, nel quale la presenza di ceramica attica
nella sub-colonia sembra correlata a quella della
metropoli siracusana: poche importazioni, talora
Elettrica, e per aver generosamente ospitato nella nuova
polis ipparina gli illustri Convegnisti provenienti da tutta
Europa e dallAmerica. Un affettuoso e grato grazie, infne,
come sempre, alla mia Innocenza.
1
Vd. Catalogo a cura di Giada Giudice.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina
FILIPPo GIUDICE*
con il contributo di Elvia Giudice, Giada Giudice, Pinella Laudani, Serena Raffotta, Giuseppe Sanflippo
Chiarello, Rossano Scicolone, Sebastiano Luca Tata.
di prestigio, ma mai decisamente numerose, come
possibile giudicare dal confronto con quelle della
vicina Gela. Il panorama non cambia nel primo
quarto del V secolo, quando la nuova rifondazione
di matrice geloa avrebbe potuto imprimere,
come nella vicina metropoli, unaccelerazione
delle importazioni: le vicende della Camarina
ippocrateo-geloniana la confgurano, invece,
come citt fortemente subordinata a Gela e,
quindi, dalla limitata autonomia. La deportazione
degli abitanti dalla citt della ninfa alla nuova
grande Siracusa voluta da Gelone, che trasferisce
la sua residenza da Gela nella nuova metropoli,
mortifca, molto probabilmente, sul nascere
ogni iniziativa autonomista, che defnitivamente
tramonta con labbandono della citt per circa
ventitr anni.
Il panorama muta totalmente dopo la caduta
dei Dinomenidi e il ritorno nella citt di origine
di quei geloo-camarinesi e della loro progenie,
ritrasferitisi da Siracusa nellantica sub-colonia,
fondata primariamente da Siracusa nel 598 a.C. e
rifondata da Ippocrate di Gela nel 491 a.C.
2

(F. G.)
B) Il quadro di riferimento Beazley e la
verifca odierna

Dagli elenchi dello studioso oxoniense
possibile ricavare la presenza a Camarina di
123 vasi; nel catalogo attuale, invece, grazie
allo screening di tutti i materiali e alla loro
determinazione stilistico-cronologica
3
, se ne
contano ben 366. Alla luce di queste nuove
acquisizioni, limport attico a Camarina, oggi
non solo supera quello della metropoli Siracusa,
ma, tra il secondo e il terzo quarto del V secolo
a.C., si avvicina alle importazioni di Gela, dove
si conta in assoluto il maggior numero di vasi
attici in Sicilia nellarco di tre secoli
4
.
In realt, la colonia rodio-cretese a partire
dal 450-425 a.C. accusa un repentino calo delle
importazioni fno a registrare livelli abbastanza
simili a quelli camarinesi
5
.
Con le nuove attribuzioni la polis ipparina
raggiunge la quota di 152 vasi nel pieno periodo
classico, cui vanno aggiunti ben altri 142
esemplari inquadrabili nel decennio che va dalla
terza fondazione (461 a.C.) al 450 a.C., dopo il
2
GIUDICE 1977-1979, 277-354.
3
Vd. Catalogo a cura di Giada Giudice.
4
TA ATTIKA 2003, 27-29, 73, fg. 2.
5
In questa fase si registra una diminuzione dei vasi
importati a Gela che passano da 236 esemplari del 475-
450 a.C. a solo 88 esemplari databili al 450-425 a.C. (Cfr.
TA ATTIKA 2003, 27-29, 73, fg. 2).
ritorno dei Geloo-Camarinesi da Siracusa nella
citt, dalla quale erano stati deportati da Gelone
nel 484 a.C.
6
In ogni caso, il trend distributivo, bench sia
quasi triplicato il numero di vasi, abbastanza
vicino a quello ricavabile dagli elenchi Beazley:
nei due istogrammi qui pubblicati (Fig. 1) si
nota un progressivo aumento delle importazioni
dallultimo quarto del VI secolo al pieno periodo
classico (450-425 a.C.), ed un crollo delle stesse
durante la guerra del Peloponneso (425- 400 a.C.).
Una novit, rispetto al quadro Beazley, costituita
dalla presenza di vasi attici probabilmente gi
dal primo quarto del VI secolo, e, comunque, nel
secondo quarto (con 5 vasi) e, ancora nel terzo
quarto (con 6 vasi).
(G. G.)
I Ceramograf
7
600-575 a.C.
Non si conoscono ceramograf attici a
Camarina riferibili al primo venticinquennio del
VI sec. a.C. Della casualit di questo dato pu
essere, comunque, indizio, oltre al frammento
segnalato da Paola Pelagatti
8
, la presenza di
vasi attribuiti a pittori vascolari attici di questo
periodo in ambiente indigeno vicino alla sub-
colonia siracusana, quale per es. la lekane
rinvenuta da A. Di Vita nella tomba 2 della
necropoli Rito di Ragusa Ibla, sulle pendici
dellaltipiano ibleo
9
, da lui ascritta al pittore di
Ragusa, un ceramografo del gruppo del pittore
del Polos, databile allinterno del primo quarto
6
GIUDICE 1977-1979, 277-354.
7
Vd. appendice a cura di Giuseppe Sanflippo
Chiarello.
8
GIUDICE 1996.
9
DI VITA 1959a; DI STEFANO 2001, 53 ss., fg. 67.
F. Giudice et Alii 4
Fig. 1
del VI secolo e riconosciuto in Sicilia ora anche
nei materiali della stipe di Piazza San Francesco
a Catania
10
.
575 -550 a.C.
I primi ceramograf isolati con certezza sono
il pittore C (B1), il pittore di Taranto (B2-B3) ed
altri pittori di coppe presumibilmente di Siana
ancora non chiaramente identifcati (B4-B5).
La distribuzione del pittore C offre interessanti
indicazioni sulla diffusione delle coppe di Siana.
Esse sono testimoniate, oltrech a Camarina, a
Selinunte
11
, Gela
12
, Siracusa
13
, Megara
14
, Monte
Casale
15
; e lungo la rotta africana (numerose
a Naucrati, e a Cirene
16
). La distribuzione
sembrerebbe confermare un itinerario che
raggiunge la nostra citt per il tramite di Selinunte;
anche se non pu essere del tutto esclusa una
rotta che dal golfo ionico (Taranto, Locri) scende
in Sicilia e raggiunge prima Siracusa, e, da qui,
Monte Casale e Camarina. La rotta ionico-
tirrenica, in ogni caso, sembra prevalere a partire
dalla importazione delle coppe del gruppo
di Taranto (B2-B3), la cui cronologia sembra
prevalicare la met del VI secolo a.C.
550-525 a.C.
Al terzo venticinquennio del VI secolo sono
datate una coppa detta vicina a Lydos (C1), una
dei Piccoli Maestri (C2), due lekythoi della forma
sub-Deianeira (C3-C4), di cui una attribuita
al pittore del Pharos (C3), un pittore vascolare
fnora noto a Locri Epizefri, oltrech ad Atene.
La presenza di questo ceramografo, fnora
attestato solo in questi due siti, potrebbe essere
indizio di una pi intensa frequentazione della
rotta, che, costeggiato il golfo ionico, scendeva
alla volta della Sicilia, anche se ancora in uso
litinerario africano, con approdo a Selinunte,
come sembra indicare la distribuzione di alcuni
ceramograf del periodo, gi oggetto di studio da
parte di F. Giudice: notevole presenza a Naucrati
dei vasi del pittore di Tleson, le cui kylikes sono
state rinvenute, oltrech nellemporio egizio, a
Tocra e in Sicilia: la band-cup rinvenuta a S.
Anastasia presso Randazzo gemella di quella
rinvenuta a Tocra; o, ancora, del pittore del
Gorgoneion di Palermo; o del gruppo di Rodi
12264; o degli skyphoi del tipo di Hermogenes
presenti a Naucrati e in numerose citt della
10
GIUDICE 1996.
11
ABV 54, 56.
12
ABV 53, 49.
13
ABV 53, 45.
14
PARA 24, 23 bis e 24 ter.
15
ABV 53, 30.
16
ABV 52, 7.
Sicilia; o del pittore del Louvre E 705 con band-
cups a Naucrati e a Siracusa; o, per concludere
il venticinquennio, la classe di skyphoi A1
dellUre, presente a Tocra, a Camarina e a
Siracusa. Ancora non attribuita unimportante
lekythos, di cui rimangono frammenti del collo,
della spalla e del corpo, per la quale si rimanda ai
successivi paragraf sulla fortuna delle forme e al
loro contesto di rinvenimento.
525-500 a.C.
Ancora poco signifcativo il numero dei
ceramograf attici documentato nellultimo
venticinquennio del VI secolo. Il dato si pu,
forse, spiegare con il momento di forte crisi
che vive la citt dopo essere stata attaccata
dalla metropoli Siracusa. A parte uno skyphos
attribuito alla classe degli skyphoi A1 dell Ure
(D1) , sono presenti anfore a collo distinto, di
cui una non lontana dal pittore di Lysippides
(D2) ed unaltra del gruppo di Medea (D3).
Vicino al pittore di Antimenes un frammento
di coppa della collezione Collisani, detta come
proveniente da Camarina (D4). Certamente vicine
a questi ceramograf sono altre due anfore ancora
non attribuite con precisione (D6-D7). Sempre
non attribuite, infne, risultano una lekythos con
Enea ed Anchise (D8) ed unoinochoe gi nota
al Benndorf (D9)
17
. Un frammento di hydria
miniaturistica attribuito al gruppo del Vaticano
G52 (D5), ampiamente rappresentato in Sicilia,
specialmente a Megara Iblea e a Gela, oltrech a
Messina ed Agrigento
18
. La classe degli skyphoi
A1 dellUre signifcativamente presente, oltre
che a Camarina
19
, nella metropoli siracusana
20
.
Lunico frammento a fgure rosse di questo
periodo vicino alla produzione del pittore
di Gales (E1); il soggetto (mandria di buoi)
identico a quello di una lekythos dello stesso
pittore rinvenuta nella vicina Gela
21
.
500-484 a.C.
Le vicende della Camarina del primo quarto
del V secolo, con Ippocrate oikistes e Gelone che
interviene pesantemente nella vita della citt,
danno ragione non solo della esigua quantit di
vasi noti in questo periodo, ma anche e soprattutto
della presenza dei ceramograf testimoniati a
Camarina. Il panorama , infatti, chiaramente
geloo sia nella predilezione per certe forme
(lekythoi soprattutto, e qualche skyphos) che
nelle personalit di quegli stessi ceramograf
17
BENNDORF 1883, 104, n. 1, tav. 52.
18
Vd. ABV 460-3; 698-9; 715; PARA 202-203.
19
PARA 84, 5.
20
PARA 85, 29.
21
TA ATTIKA 2003, 274, cat. n. E2.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 5
rappresentati a Gela. Come nella vicina metropoli
sono presenti i pittori di Edimburgo (F1, F2,
F3), di diosphos (F4-F7), la classe del Leoncino
(F8, F9, F10) il pittore di Athena (F11), la classe
di Atene 581, 1 (F12), la maniera del pittore di
Haimon (F21, F21bis, F21ter), il gruppo CHC
(F22). Questa notevole similarit di forme con
quelle di Gela trova, daltra parte, una persuasiva
spiegazione nella rifondazione della citt nel
491 da parte di Ippocrate, tiranno di quella citt.
E, allo stesso modo, non sorprende, a causa della
deportazione dei Camarinesi dalla loro polis a
Siracusa, la miserevole realt commerciale della
citt. Mancano a Camarina le lekythoi dei grandi
maestri presenti in questo periodo a Gela, quali
il pittore di Brygos, di Berlino, di Eucharides,
dellAngelo Volante, di Monaco 2774, di
Tithonos, di Briseide, della Gigantomachia di
Parigi, di Douris, ecc.
22
Lunico pittore di lekythoi
a fgure rosse presente sia a Camarina che a Gela
in questo periodo il pittore di Dutuit (G1)
23
:
la lekythos con Artemide ed il cervo , infatti,
lunico vaso a fgure rosse testimoniato in essa;
e, non a caso, lunica altra lekythos del pittore di
Dutuit in Sicilia proviene proprio da Gela
24
.
461-450 a.C.
A pochi esemplari si riducono, in linea con la
produzione globale ateniese, le lekythoi a fgure
nere inquadrabili nel primo decennio della terza
fondazione, vasi tutti attribuiti alloffcina del
pittore della Megera (H3-H23) o alloffcina del
pittore di Athena (H1-H2). Siamo ormai vicini
alla met del secolo, e la produzione a fgure nere
pressoch vicina ad esaurirsi, anzi queste lekythoi
sono ormai le uniche superstiti dellantica tecnica
ed esse, nella nostra citt come a Gela, segnano
la fsionomia delle sepolture pi povere
25
.
Al contrario, nel momento della terza
fondazione della polis, si incrementa limport
dei vasi attici a fgure rosse. Sono documentati
numerosi pittori di grandi vasi del periodo
proto-classico
26
; un buon numero di pittori di
22
Cfr. GIUDICE 1988; TA ATTIKA 2003, 300 sgg.
23
Vd. ARV
2
306-308, 676, 1644; PARA 345, 352, 357.
24
ARV
2
308, 19.
25
Vd. paragrafo sulle forme.
26
Hermonax (I1, I2, I3), la maniera del pittore di Egisto
(I4), il pittore di Mykonos (I5, I6), il pittore di Siracusa
(I7), il pittore del Frutteto (I8), il pittore di Alkimachos (I9),
il pittore di Borea (I10-I11) ed il pittore di Firenze (I12-
I16), il gruppo di Borea-Firenze (I17), il pittore di Londra
E489 (I18-I19), il pittore di Pan (vicino a) (I20), il pittore
di Leningrado (I21), il pittore di Agrigento (I22), i primi
Manieristi indeterminati (I23-I26), il pittore di Altamura
(I27-I30), il pittore dei Niobidi (I31-I33), loffcina del
pittore dei Niobidi (I34-I35), il pittore dellIdria di Berlino
(I36), il pittore di Villa Giulia (I37-I41), il pittore di
Chicago (I42-I43), il pittore di methyse (I44- I45).
anfore nolane e lekythoi
27
; numerosi pittori di
slight lekythoi ed alabastra
28
; ed un pittore
specializzato in lekythoi funerarie, quale il pittore
di Atene 1826 (I84, I85), i cui vasi, chiaramente
prodotti per i riti funerari e di uso prettamente
attico, pongono il problema della possibile
presenza di Ateniesi a Camarina, come nella
stessa Gela: non dimentichiamo che, nel 456
a.C., a Gela muore Eschilo, e non improbabile
che una comunit di Ateniesi fosse presente nel
territorio geloo-camarinese.
Sono testimoniati, ancora, il pittore di Sotades
con due vasi frammentari (I87, I88), alcuni pittori
di coppe
29
, ceramograf delloffcina del pittore
di Pentesilea
30
, diversi pittori di skyphoi
31
.
La folta schiera di ceramograf attici, in gran
numero attestati nella citt risorta, testimonia
la sua grande vitalit e d spessore alla
testimonianza di Pindaro sulle notevoli risorse del
nuovo corpo civico, composto dai vecchi geloo-
camarinesi e dai loro fgli, ritornati da Siracusa,
metropoli in cui li aveva trasferiti nel 484 a.C.
Gelone
32
; e d signifcato, come stato detto
33
,
alla produzione di un artigianato locale che ha
confronti soltanto nel territorio di espansione
della nuova citt (quale, per es., nel centro siculo-
greco di Terravecchia di Grammichele)
34
.
450-425 a.C.
Il notevole fusso di importazioni attiche
continua nel pieno periodo classico con un alto
numero di ceramograf.
presente il pittore di Persefone
35
vicino
nello spirito al pittore di Achille; sono ben
rappresentati il pittore della Phiale, Polignoto ed
il suo gruppo
36
; altri pittori di vasi classici quali
27
Il pittore di Providence (I46), il pittore della Lekythos
di Yale (I47), la maniera del pittore di Londra E342 (I48),
il pittore di Siracusa 22174 (I49).
28
Il prolifco pittore di Bowdoin e la sua maniera (I50-
I59), il pittore di Atene 1308 (I60), il pittore di Icaro e la
sua offcina (I61-I64), il pittore della Seireniske (I65-I66),
il pittore di Angers (I68), il prolifco pittore di Eschine
(I69-I81), il pittore di Karlsruhe (I82, I83), la classe del
pittore della Megera (I86).
29
Il pittore di Anftrite (I89, I90), il pittore di Sabouroff
(I91, I92), il pittore di Pistoxenos (I93).
30
Il pittore di Bologna 417 (I94), il pittore di Comacchio
(I95).
31
Il pittore di Lewis (I96-I98), il pittore del Louvre CA
1849 (I99), la classe degli owl Skyphoi (I100-I101), la
classe dei vasi di San Valentino (I102-I104).
32
GIUDICE 1979.
33
Loc.cit.
34
Loc.cit.
35
ARV
2
1012-1013, 1678, 1707; PARA 440.
36
Polignoto ARV
2
1027-1035, 1678-1679, PARA 442;
il pittore di Peleo e la sua maniera ARV
2
1038-1043, 1679,
PARA 398, 443; il pittore di Coghill ARV
2
1042, 1679
PARA 443-444; il pittore di Curti ARV
2
1035, 1042-1043;
il pittore di Christie ARV
2
1040-1049, 1679, PARA 444; il
6 F. Giudice et Alii
i pittori di Eupolis, di Danae, di Menelao, di
Clio, di Kassel. Non mancano i pittori di crateri a
colonnette, quali il pittore della Centauromachia
del Louvre, il pittore di Napoli e di Orfeo, i
manieristi tardi, quali i pittori di Oreste, di Efesto,
del Duomo, di oxford 529; rappresentato,
pure, il gruppo indeterminato dei manieristi
tardi, allinterno del quale si collocano il pittore
dellAccademia, del Lavacro, di Hasselmann, il
ceramografo che preannuncia la malinconia
dellultimo quarto del secolo ed il crollo della
potenza ateniese. Il clima partenonico della Atene
periclea ampiamente suggerito dai prodotti del
pittore di Kleophon
37
e del Dinos
38
.
La rassegna dei ceramograf classici prosegue
con i pittori del Louvre G 443 e di Monaco 2335,
Aison e il pittore di Cadmo. Del tutto assenti
sono le lekythoi a fondo bianco funerarie, fatta
eccezione per un esemplare
39
del pittore di Atene
1826
40
, per il quale possibile ipotizzare una
valenza simbolica di tipo funerario
41
.

Cospicua ,
al contrario, la presenza di pittori di lekythoi a
fgure rosse
42
.
Dei pittori di oinochoai attestato il pittore
di Shuvalov; dei pittori di coppe, il pittore di
Calliope; del Marlay Group presente soltanto
gruppo di Polignoto indeterminato ARV
2
1050-1062, 1678-
1679, PARA 444-446 (i quali sembrano avere un mercato
privilegiato); il pittore di Pantoxena PARA 444; di Biscoe
ARV
2
1062-1063, 1681; di Komaris ARV
2
1063-1064,
1681, PARA 446.
37
ARV
2
1062, 1143-1151, 1684, 1703, 1708, PARA
455-457.
38
ARV
2
1151-1159, 1685, PARA 457.
39
ARV
2
746, 7.
40
Beazley attribuisce al pittore di Atene 1826 tre
lekythoi (ARV
2
746, 4; ARV
2
746, 11; ARV
2
747, 22bis)
raffguranti la visita al sepolcro.
41
Sulla lekythos gli oggetti che le due donne recano
possono orientare verso unesegesi funeraria della scena.
Se infatti la taenia, lalabastron e la ghirlanda appaiono
di frequente fra le offerte destinate al defunto, neppure
la presenza delluovo appare dissonante. La sua costante
raffgurazione nel contesto della visita alla tomba (vd.
fra le altre ARV
2
749, 10, pittore dellIscrizione) pu far
supporre che esso rientri fra le offerte alimentari destinate
al nutrimento del defunto. A conferma possibile ricordare
una seconda lekythos del pittore di Atene 1826 (ARV
2
746,
17), nella quale, allinterno del piatto che una donna regge,
si distinguono chiaramente un uovo e una focaccia, molto
probabilmente la pagnotta impastata col miele, donata
al defunto perch se ne servisse per placare Cerbero
allingresso dellAde, come ci informano scherzosamente
gli scholiasti ad Aristofane (Ar., Lys. 601).
42
Gruppo di Rodi 11966 ARV
2
1196; pittore di Dessypri
ARV
2
1997, 1686, 1703, PARA 461; pittore di Klgmann
ARV
2
1198-1200, 1686, PARA 462; pittore di Selinunte
ARV
2
1200-1201, 1686, PARA 462; pittore della Civetta di
Palermo ARV
2
1201; gruppo di Londra E 614 ARV
2
1202-
1203, 1687, 1704, 1707; classe di Salonicco 510 ARV
2

1203-1204; gruppo di Palermo 16 ARV
2
1204-1205, 1607,
1704, PARA 462-463.
il pittore del Coperchio; dei pittori di skyphoi,
solo il pittore di Penelope.
Dei vasi a testa confgurata, infne, abbiamo
la classe di Basilea
43
, databile tra il 440 ed il 430.
Chiude la serie dei ceramograf del pieno periodo
classico la White-line Class delle lekythoi
ariballiche, che anticipa le preferenze dellultimo
venticinquennio del secolo.
425-400 a.C.
Lultimo quarto del V secolo, caratterizzato
dalle alterne vicende della guerra del Peloponneso,
che si concluderanno con la doppia disfatta di
Atene prima in Sicilia e poi nel continente greco,
vede a Camarina, come in altre citt, un calo
vistoso delle importazioni che rifette quello della
stessa attivit produttiva del ceramico ateniese.
Sono attualmente noti appena undici vasi di
modesto livello sia stilistico che iconografco:
quattro hydriai di un pittore fnora noto solo nella
nostra citt, il ceramografo denominato appunto
pittore di Camarina, con un soggetto di gineceo
ripetuto stancamente sui quattro vasi (M1-M4).
Vicine a questi esemplari, sono altre hydriai
simili, assegnate al pittore del Toro (M5-M6)
ed al pittore di Ferrara T.28 (M7), insieme con
una terza, non attribuita, sempre con soggetto
muliebre. Altre tipologie vascolari presenti sono
le pelikai, rappresentate da due esemplari con
fgure femminili nel gineceo, del pittore di Bonn
2053 (M8-M9).
La lekythos di forma allungata rappresentata
da vasi attribuiti al pittore dellAncella del Louvre
(M12) e di Canea (M15-M17); la lekythos
ariballica, invece, del gruppo di Vienna 943, con
fgura femminile in corsa (M10), del pittore della
Sfnge di Mainz (M11), del pittore di Al Mina
(M13), del pittore Arruffato (M14), e da diversi
esemplari non attribuiti, con rappresentazioni
di galletto, di bambino, di delfno, di Sfnge sul
corpo del vaso (M19-M24).
Se si rifette sul fatto che questo il
venticinquennio in cui ad Atene, nonostante le
vicende belliche, operano artisti del calibro del
pittore di Meidias e della sua cerchia, del pittore
di Nicia, di Pronomos, di Talos, appare chiaro
che la ceramografa attica di prestigio non ha pi
mercato a Camarina, come daltra parte in tutta
lisola, ed una nuova stagione di alto artigianato,
non pi attico, ma prodotto in loco, si afferma:
vasi come la pisside La Rocca, conservata al
Museo di Ragusa, aprono la stagione dei pittori
protosicelioti, artigiani probabilmente gi
operanti nellAtene periclea che, rientrati nella
loro antica patria, reimpiantano offcine che
sostituiranno, forse gi alla fne del V secolo,
43
ARV
2
1548-1549, PARA 504.
7 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
e, poi, nel secolo successivo, la ceramica attica
con una forente produzione attribuita a pittori
locali, quali il pittore della Scacchiera, di Dirce,
dellOrgia
44
.
(E. G.)
C) La fortuna delle forme e i relativi
contesti
Al di l del quantitativo di vasi importati, il
repertorio delle forme, dallinizio del VI alla
fne del V secolo a.C., mostra una consistente
variabilit, certamente da collegare al mutamento
del rituale, specie funerario, e, fatto fnora non
adeguatamente indagato, alle vicende storiche
e alle istanze commerciali, che costituiscono
elementi, non irrilevanti, nella distribuzione della
ceramica dal luogo di produzione allapprodo nei
diversi mercati del Mediterraneo.
Utile, a questo proposito, indagare il
rapporto tra la produzione globale ad Atene e i
rifessi nelle importazioni delle varie tipologie
vascolari a Camarina.
Vale la pena, quindi, esaminare dapprima la
fortuna globale di ogni forma e, successivamente,
quella per singoli venticinquenni.
(F. G.)
La produzione globale attica e il confronto
con Camarina: le forme
45

(Vd. fgg. 2-9)
600-575 a.C.
Durante questo venticinquennio si registra a
Camarina la presenza di un solo frammento di
vaso segnalato da P. Pelagatti e rinvenuto nel
temenos dellAthenaion, di forma non facilmente
riconoscibile, che segna linizio delle importazioni
di ceramica attica nella sub-colonia
46
.
575-550 a.C.
Nel secondo quarto del VI secolo a.C. sono
documentate a Camarina cinque kylikes di tipo
Siana, che trovano una precisa corrispondenza
con il picco della produzione del Ceramico
44
Cfr. GIUDICE 1985, 256-257, 286-287; GIUDICE,
GIUDICE-RIZZO 2004.
45
Lanalisi delle forme della produzione globale da
considerarsi non defnitiva.
46
Ben pi articolate appaiono, naturalmente, le
attestazioni delle forme nella produzione globale del
Ceramico. Come mostra il grafco, una signifcativa
preferenza va attribuita alle lekanides (centoventisei
vasi), cui seguono le kylikes e le oinochoai. registrabile,
inoltre, anche unalta percentuale di anfore (poco pi di
ottanta esemplari). Un numero di quaranta esemplari circa
attestato per crateri, alabastra, skyphoi, piatti. Poco
meno di venti vasi sono attestati per la forma del dinos,
dellhydria, del kantharos, del kothon e della pisside.
8
ateniese che accorda a questa forma, nel
venticinquennio in esame, una larga preferenza
con oltre trecentocinquanta vasi
47
.
550-525 a.C.
Rispetto alla produzione attica globale che
appare dominata dalla produzione delle anfore
e delle kylikes (sia del tipo Siana che Kassel),
il mercato camarinese del terzo quarto del VI
secolo a.C. mostra una preferenza per queste
ultime e per le lekythoi, di cui due nella variante
sub-Deianeira
48
.
525-500 a.C.
Si accresce il ventaglio delle tipologie
vascolari presenti sul mercato camarinese,
che seleziona, tra i vasi prodotti dal Ceramico,
forme ancora piuttosto rare come quella della
pelike (4), che risulta, invece, scarsamente
prodotta in questo periodo (le liste Beazley ne
registrano meno di venti). Sono attestati con un
solo esemplare i crateri, le hydriai, le kylikes, le
lekythoi, le oinochoai, gli skyphoi
49
.
(S. L. T.)
500-484 a.C.
Nel periodo compreso tra il 500 a.C. e la
distruzione della citt nel 484 a.C. viene meno
la variet di forme che aveva caratterizzato il
periodo precedente, mentre il mercato sembra
essere monopolizzato dalla presenza di sole
lekythoi (26) alle quali si affanca un unico
skyphos.
Questo trend ricalca, in parte, quello della
produzione generale che registra il primato delle
lekythoi su tutte le altre forme
50
.
461-450 a.C.
Il periodo compreso tra la rifondazione del 461
47
Assenti sono, per, a Camarina lanfora, che pure
appare signifcativamente attestata nella produzione attica
di questo periodo superando i duecentocinquanta esemplari,
cos come crateri, dinoi, kantharoi, kothones, lekanides,
lekythoi, loutrophoroi, oinochoai, pissidi, skyphoi, ancora
prodotti in numero esiguo.
48
Totalmente assenti, oltre alle anfore, le altre forme
prodotte nel Ceramico, come crateri, hydriai, oinochoai,
lekanides, piatti, pissidi, skyphoi.
49
Dal confronto dei grafci evidente che in questa fase
Camarina non recepisce la preferenza della produzione
attica per le kylikes, che raggiungono un picco nella
produzione delle offcine del Ceramico di quasi duemila
vasi, e per le anfore, di cui le liste Beazley e Haspels
attestano pi di mille vasi.
50
Nella produzione globale le lekythoi sono strettamente
seguite, per, dalle coppe che invece sono del tutto assenti
a Camarina. Anche tutte le altre forme presenti in maniera
pi o meno consistente nel mercato globale della ceramica
attica, allo stato attuale, non sono attestate nella colonia
siracusana.
F. Giudice et Alii
e il 450 a.C. continua a registrare una consistente
crescita del numero di lekythoi, ben settantuno
esemplari (di cui sei di tipo ariballico, nuova
tipologia che, apparsa in qualche esemplare nella
produzione globale dei periodi precedenti, fa ora
la sua comparsa anche a Camarina). Si accresce
il numero dei crateri, (22 di cui 11 a colonnette,
5 a campana, 1 a volute, 1 a calice e 4 frammenti
di tipo non ricostruibile), coppe (8), skyphoi
(6) e, in minor numero, anfore (3), kantharoi
(3), hydriai (2) e una sola pelike. Degli altri
frammenti rinvenuti (22) la forma diffcilmente
ricostruibile.
Il trend si discosta in parte da quello della
produzione globale che nel venticinquennio 475-
450 a.C. registra il primato delle coppe, attestate in
minima parte a Camarina, seguite dalle lekythoi,
che nella colonia invece continuano a registrare
il picco delle importazioni, e dai crateri.
450-425 a.C.
Il terzo venticinquennio del V secolo a.C.
vede un cambiamento di tendenza rispetto al
periodo precedente, con una notevole crescita
delle importazioni dei crateri che con sessantotto
esemplari costituiscono la forma pi documentata
a Camarina in questo venticinquennio.
Le lekythoi continuano a costituire una delle
forme maggiormente importate nella colonia,
attestate da trentotto esemplari (sei ariballiche).
Seguono le hydriai (11) e, seppur in numero
ridotto, altre forme quali pelikai (4), anfore (3),
coppe (3), lebeti (2), oinochoai (1), skyphoi (2),
stamnoi (2) e, infne, un unico askos e un unico
vaso confgurato a testa femminile. A queste
si aggiungono una quindicina di frammenti di
forme non ricostruibili.
Il trend segue quello della produzione generale
che come a Camarina mostra la fortuna di crateri
e lekythoi attestati in numero consistente rispetto
alle altre forme. Unica differenza sostanziale
lo scarso successo che la forma della kylix
trova nella colonia a differenza della produzione
globale in cui la forma pi attestata dopo crateri
e lekythoi.
425-400 a.C.
Lultimo venticinquennio del V secolo a.C.
vede la completa scomparsa della forma che
nel periodo precedente aveva conosciuto il
momento di maggiore fortuna, il cratere. Le
lekythoi costituiscono la tipologia vascolare che
riscuote, pur nel generale calo della produzione,
il maggior successo con 14 esemplari (di cui ben
10 ariballiche, ormai tipo prevalente), seguendo
la tendenza della produzione globale. Sono
attestate anche hydriai (6) e, in numero molto
ridotto, oinochoai (3) e pelikai (2)
51
.
Il VI sec. a.C., dunque, a Camarina
caratterizzato da poche importazioni di ceramica
attica e, di conseguenza, da un numero limitato
di forme. Se nel 575-550 a.C. cominciano
ad apparire sul mercato camarinese le prime
coppe, in accordo con la grande produzione di
queste forme registrata per il mercato globale,
dal venticinquennio successivo fanno la loro
comparsa prima le lekythoi e poi altre forme
(crateri, hydriai, oinochoai, skyphoi, pelikai).
Grandi assenti sono, invece, in questo secolo le
anfore, molto attestate nella produzione globale.
Con gli inizi del V sec. a.C. le importazioni
prediligono quasi esclusivamente la lekythos. La
fortuna di questa forma, dal 450 a.C. anche nel
tipo ariballico, durer a Camarina fno alla fne
del secolo. Solo nel terzo quarto del secolo le
importazioni prediligeranno i crateri, per lasciare
nuovamente, nellultimo venticinquennio, il
primato alle lekythoi. questa una tendenza che
rispecchia quella della produzione globale con
una differenza, per, legata allassenza quasi
totale a Camarina di coppe che, invece, nel V
sec. a.C. si contendono con le lekythoi il mercato
della ceramica attica.
(R. S.)
Le singole forme e il relativo contesto
(fgg. 10-22)
Rimandando allAppendice lanalisi dei
contesti delle singole sepolture nelle quali sono
presenti vasi attici fgurati, una preliminare
rassegna delle singole forme pu dare unidea
pi precisa del loro variare dalla fondazione della
sub-colonia alla fne del V secolo, allorquando
in essa, come nel resto della Sicilia dopo la
disfatta ateniese, sono rarissimi i vasi provenienti
dallAttica, sostituiti a partire da questo momento
da una ceramica fgurata locale, fortemente
impregnata di infuenze attiche; fenomeno,
questo, che si avuto modo di esplorare nel
convegno agrigentino sullet dei due Dionisi
52
e
in quelli di Milano e di Parigi del 2004
53
, nei quali
stato affrontato il giallo della forte infuenza
ateniese in unisola con rarissime importazioni di
vasi dallAttica. Una rassegna dei contesti, quindi,
51
Nessunaltra forma sembra essere attestata in questo
periodo. Lassenza di forme come il cratere o la coppa
costituisce un carattere peculiare del mercato camarinese
rispetto al dato generale che mostra invece la persistenza
di queste forme, seppure in misura minore rispetto alla
lekythos.
52
GIUDICE 2002.
53
GIUDICE 2006.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 9
10 F. Giudice et Alii
anche se necessariamente parziale e provvisoria,
potr dare unidea della destinazione di questi
vasi nella polis camarinese dalla fondazione alla
fne del V secolo a.C., e quindi della precocit
o recenziorit della loro apparizione, e in ultima
analisi della loro fortuna.
Il periodo che va dalla fondazione di Camarina
al 575 a.C. resta ancora pressoch vuoto.
Lunico frammento attico attestato (A1) quello
proveniente dallarea dellAthenaion e non ne
ancora chiara la forma e la decorazione.
1) Kylikes
La presenza di importazioni di ceramica attica
si defnisce con maggiore chiarezza a partire
dal secondo venticinquennio del VI secolo. La
prima forma attestata quella della kylix, nelle
sue varie tipologie (coppe di Siana, di Kassel,
standard, senza stelo). Oggi ne contiamo cinque
nel secondo venticinquennio del VI secolo (B1,
B2, B3, B4, B5), tre nel terzo (C1, C2, C6),
una nellultimo (D4), nessuna nel primo quarto
del V secolo, ben otto nel secondo quarto (I75,
I87, I88, I89, I90, I93, I114, I115), tre nel terzo
(L109, L135, L141), nessuna nellultimo.
Il primo esemplare del secondo
venticinquennio del VI secolo (B1) proviene da
un pozzo situato nel quartiere sud-orientale, il
secondo e il terzo (B2, B3) rispettivamente dalle
sepp. 1161 e 152 della necropoli di Rifriscolaro; di
questi ultimi, in particolare, va segnalata la coppa
di Siana (B3), che, rinvenuta nella imponente
cella ipogeica, era associata a lekythoi samie e a
cinque lydia; il quarto e il quinto esemplare (B4,
B5) provengono dal temenos del tempio di Athena
(scavi Pelagatti 1961-62). I diversi contesti
chiariscono che, in questo venticinquennio, la
forma della kylix lunica attestata sia in contesti
cultuali, sia sepolcrali (B3) e, anche, abitativi,
come farebbe pensare il rinvenimento della
coppa B1 in un pozzo.
Al terzo venticinquennio si datano le coppe
C1, C2, C6. Questultima proviene dalla tomba
1720 della necropoli di Rifriscolaro, del cui
corredo purtroppo non si hanno notizie. Per
lultimo venticinquennio fnora noto solo un
frammento di coppa della collezione Collisani, di
cui pure sconosciuto il contesto di provenienza
(D4).
Nel primo decennio della rifondazione
democratica (461-450 a.C.) si datano otto coppe
(I75, I87, I88, I89, I90, I93, I114, I115), delle
quali va segnalato lesemplare senza stelo a fgure
rosse messo in relazione da Beazley col pittore di
Sotades (I88). Esso proviene dalla sepoltura 1364
della necropoli di Passo Marinaro ed associato
ad una lekythos a fgure rosse e a parecchi vasi
alterati dal fuoco e ridotti in minuti frammenti.
Al terzo quarto del V secolo (450-425 a.C.)
si datano le tre coppe L109, L135, L141, ma
purtroppo di nessuna dato conoscere il contesto.
Nessuna kylix nota nellultimo quarto del V sec.
a.C.
2) Lekythoi
A partire dal terzo venticinquennio del VI
secolo documentata la forma della lekythos in tre
esemplari (C3, C4, C5), e, poi, in uno dellultimo
quarto del VI secolo (D8), in pi di venti del
primo quarto del V secolo
54
, e in ben settanta
del primo decennio della terza fondazione
55
;
successivamente ne sono testimoniate, a
decrescere, circa quaranta nel pieno periodo
classico
56
, e pi di dieci dellultimo quarto del V
secolo
57
.
Non di tutti i pezzi conosciamo il contesto
di rinvenimento. Per il terzo venticinquennio
segnaliamo che le lekythoi (C3 e C4) provengono
dalla necropoli di Rifriscolaro, ma purtroppo non
ne stato edito il contesto. Di pi sappiamo della
lekythos (C5) con scena di partenza col carro (con
divinit) sul corpo del vaso, e con scena dionisiaca
sul collo, proveniente dalla tomba 497 della
necropoli di Rifriscolaro: non ancora attribuita,
indubbiamente un vaso di alto prestigio e si
associa a due anfore attiche a fgure nere (D2-
D3, vd. sotto), ad una coppa attica a basso piede,
ad una lucerna attica, ad un kernos (?). La forma
della lekythos attestata ora per la prima volta a
Camarina, merita, grazie a questo esemplare, una
rifessione sulle condizioni della polis della met
del VI sec. a.C., ribelle a Siracusa. ovviamente
diffcile precisare se lesatta cronologia del vaso
si collochi prima o dopo lesito infelice della
guerra contro Siracusa; la presenza, tuttavia, di
piccole grappe di bronzo e la sua associazione
con le due anfore che meglio si datano allinterno
del venticinquennio successivo, la indicano
come un vaso di eccezionale prestigio, arrivato
a Camarina probabilmente prima della sua
ribellione a Siracusa, e sepolto alla morte del suo
proprietario.
Databili nel terzo quarto del VI secolo, sono
pure due lekythoi della sub-Deianeira shape (C3,
C4), la prima assegnata al pittore del Pharos (F.
Fouilland), e laltra non ancora attribuita, vasi
certamente di rango minore rispetto a quello
della tomba 497 (C5).
54
F1-F21ter; G1.
55
H1-H23; I46; I48; I50-I74; I76-I86; I91-I92; I95;
I107-I112; I119.
56
L1; L7; L8; L89; L106; L111-L132; L134; L139;
L142-L150.
57
M10-M17; M19-M24.
11 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
Verso la fne del VI secolo si data la lekythos
con Enea e Anchise in fuga da Troia (D8). Il
vaso, proveniente sempre dalla necropoli di
Rifriscolaro, faceva parte della collezione Pace
(inv. 5905). Non abbiamo purtroppo notizie del
suo contesto di rinvenimento.
Nel primo quarto del V secolo, a causa del
trasferimento, da parte di Gelone, degli abitanti
di Camarina a Siracusa, nella nostra citt
arrivano pochissimi vasi di non grande valore.
La forma prediletta appare, in ogni caso, ancora
la lekythos
58
, rappresentata da pochi esemplari
attributi a ceramograf di infmo livello
59
. Gli
sparuti vasi e i poveri contesti delle sepolture
di questo periodo, quando noti
60
, danno una
inconfondibile testimonianza del miserando stato
della citt nei primi decenni del nuovo secolo.
Nel primo decennio della terza fondazione
i vasi a fgure nere si riducono ormai a pochi
esemplari: sono lekythoi decorate sul collo
semplicemente da palmette, tutte attribuite
alloffcina del pittore della Megera (H3-H23), o
alloffcina del pittore di Athena (H1-H2). Siamo
ormai vicini alla met del secolo, e le lekythoi
di queste offcine sono le uniche superstiti
dellantica tecnica; esse, a Camarina come a Gela,
costituiscono - a lato delle pregevoli ceramiche a
fgure rosse - il panorama pi povero della nuova
citt ripopolata. In catalogo se ne contano pi di
una ventina e sono presenti, dove il contesto
noto, in tombe in cui sono associate a materiali
a vernice nera e grezzi e non mancano tombe di
bambini, in cui la pietas si esprime nel numero
spesso alto di questi piccoli vasi (Cat. H, passim).
Nella maggior parte dei casi la lekythos della
classe della Megera il solo elemento del corredo
funebre (vd., per es., le tombe da cui provengono
H3, H6, H8, H10) oppure rappresentata da due
esemplari
61
.
58
F1-F21ter; G1.
59
Vd. paragrafo su I ceramograf.
60
Delle lekythoi di questo periodo noto il contesto
della F21 proveniente da Passo Marinaro sep. 72
(Vd. SALINA 1989-90, 65-69, tav. 9, 1-2); le rimanenti
provengono genericamente dalla necropoli settentrionale
(Scoglitti) (F2), dalla necropoli di Scoglitti (F4-F5), da
Passo Marinaro (F9), oppure genericamente da Camarina
(F1, F3, F6-F8, F10-F20, F21bis-F21ter, G1).
61
Queste piccole lekythoi decorate con semplici
palmette costituiscono il solo e unico corredo delle
seguenti sepolture: la lekythos H3 prov. dalla sep. 803 di P.
Marinaro; la lekythos H6 prov. dalla sep. 580; la lekythos
H8 prov. dalla sep. 688; la lekythos H10 prov. dalla sep.
947. Altre, sempre del 461-450 a.C., sono associate, invece,
ad altro corredo: vd., per es., la lekythos H1 prov. dalla sep.
550 di P. Marinaro associata ad una lucerna ombelicata,
ad uno skyphos nero, e ad un ago di bronzo rotto; la H2
prov. dalla sep. 900 di P. Marinaro associata a tre kylikes
nere e ad uno scodellino a calotta; le lekythoi H4 e H5
prov. dalla sep. 993 associata a piccolo vasellame (appena
Passando ai vasi dipinti a fgure rosse, nel
primo decennio della terza fondazione, appare
ormai defnitivamente affermata la nuova
tecnica, che proprio a Camarina, come anche a
Gela, ha da questo momento uno dei mercati pi
ricettivi. Il rituale funerario, tuttavia, sembra non
cambiare, e il ruolo, di secondo rango, affdato
alla lekythos in questo periodo pare confermato
anche per le fgure rosse decorate dai pittori
attestati nella polis
62
. A parte lanomalia delle due
lekythoi funerarie del pittore di Atene 1826, che
rimandano probabilmente a costumi ateniesi
63
,
il rituale, spesso consistente nella deposizione
di una sola lekythos, non sembra discostarsi da
quello concernente i vasi a fgure nere. il caso,
per es., delle lekythoi I50, I64, I68, I70, I80, I86,
I107, I111, rinvenute nelle sepolture di Passo
Marinaro
64
; oppure di una lekythos associata ad
altro corredo non fgurato o a terrecotte
65
.
Talora, come per le fgure nere, allinterno
della sepoltura sono due lekythoi, senza (per es.,
tracce dello scheletrino...lekane attica nera con coperchio;
prochoe nera a beccuccio con otto palmette sulla spalle;
una coppia di boccalettini ansati con ventre baccellato; un
paio di minuscole lekythoi a fondo bianco con giro dellera;
due lekythoi ariballiche nere; piattello con triplice ordine di
palmette impresse; uno skyphos nero.); la lekythos H7,
prov. dalla sep. 630 associata ad una scodellina; la H9,
prov. dalla sep. 692, (cappuccina-bambino), associata ad
uno skyphos nero e ad una bella fresca lekane; la H11,
prov. dalla sep. 963 a cappuccina di un paio di tegole, ad
una zuppierina a fogliette sulle spalle, ad uno skyphos
ed una piccola olpe nera; le lekythoi H12 ed H13 dalla
sep. 1374 (a cappuccina, senza tracce di ossa), a tre
vasettini grezzi (P. Orsi parla di una sola lekythos, la
Lanza ne scheda due).
62
Vd. paragrafo su I ceramograf.
63
Vd. paragrafo su I ceramograf.
64
Queste lekythoi costituiscono il solo e unico corredo
delle seguenti sepolture: la I50 prov. dalla sep. 267 di
P. Marinaro; la I64 prov. dalla sep. 39 di P. Marinaro
(inumazione in cappuccina...sotto il braccio sinistro:
lekythos a fgure rosse raffgurante una civetta; buca
scavata nel tufo); la piccola lekythos I68 prov. dalla sep.
302 (essa costituiva lunico elemento di corredo allinterno
di unanfora contenente ossa di bambino); la lekythos
I70 prov. dalla sep. 878 (anfora verticale senza nessuna
traccia e di sotto una tomba a baule alla mano destra una
lekythos nera); la I80 prov. dalla sep. 715 (piccolo baule
fttile coperto con due paia di tegole a cappuccina); la I86
prov. dalla sep. 531 (a cappuccina per adulto); la I107
probabilmente dalla sep. 1466 (ustrinum di circa 70 cm.
q. senza tracce di ossa); la I111 dalla sep. 77 (fossetta
superfciale nella sabbia con uno scheletro cremato in
posto).
65
La lekythos I74 prov. dalla sep. 276 di P. Marinaro
(cassetta rettangolare di tegole) associata ad uno
skyphos grezzo.
12 F. Giudice et Alii
I51)
66
o con altro corredo
67
.
Poche differenze si colgono nel rituale del
venticinquennio successivo (450-425 a.C.), per
il quale ci sono fnora note circa 40 lekythoi che,
in genere, o costituiscono lunico elemento di
corredo, o sono associate a materiale grezzo e di
scarso prestigio
68
.
La lekythos, di media o piccola grandezza, non
appare quindi associata ad altro materiale attico
fgurato (tranne la presenza di qualche frammento
sporadico), ma soltanto a piccoli oggetti di
bronzo, vasi acromi, terrecottine fgurate
69
.
66
La lekythos I51 proviene dalla sep. 358 (Baule
fttile mezzano). Essa era deposta al gomito destro; al
gomito sinistro era una altra lekythos gemella (non
individuata).
67
Vedi le lekythoi I48, I84 prov. entrambe dalla sep.
369 (cassetta di tegole per adulto; vicino alla prima
era un alabastro di alabastro); e, ancora, la lekythos I76,
prov. dalla sep. 69 (Inumazione in cappuccina...ai piedi,
olpe con parte superiore a vernice rossastra, inv. 6384; tra
le gambe, lekythos a fgure rosse raffgurante una fgura
femminile alata con corona di ulivo in mano; inv. 6335)
associata ad unolpe con parte sup. a vernice rossastra; la
lekythos I79, prov. dalla sep. 594 (a cappuccina di due
paia di tegole) era associata ad una grande terracotta
seduta (acefala) con fgurina in grembo; la lekythos I48,
prov. dalla sep. 369 di P. Marinaro era associata ad unaltra
lekythos pi piccola a fondo bianco attribuita al pittore
di Atene 1826 (I84) e ad un alabastron di alabastro. La
peculiarit di questo rinvenimento, come abbiamo visto,
apre il problema della sua titolarit (era di un ateniese?);
non si hanno fnora notizie del contesto delle lekythoi I57 e
I58 dette provenienti dalla sep. 92.
68
Entrando nel dettaglio registriamo che dalla sep. 686
proviene la sola lekythos L114, dalla sepoltura 40 la sola
lekythos L127, dalla sepoltura 544 la sola lekythos L142.
In altre sepolture la lekythos associata ad altri elementi di
corredo: la L120, prov. dalla sep. 133 (tomba a cappuccina)
associata ad un ago di bronzo; la L124, prov. dalla sep.
817, ad una phiale a vernice nera. Talora dalla stessa tomba
provengono due piccole lekythoi: la piccola lekythos L122,
prov. dalla sep. 142 (a cappuccina di un paio e mezzo di
tegole) era associata ad una lekythos ariballica, ad un
boccaletto ansato panciuto grezzo, ad un bustino muliebre
fttile, ad una fgurina a macchietta lavorata tutta a mano
libera, meno la testa ricavata a stampo (nella foto visibile
il fondo di un altro vasetto); dalla sep. 92 provengono due
minuscole lekythoi, di cui una in catalogo (L130).
69
La piccola e insignifcante lekythos L129 dalla sep.
136 con busto muliebre associata ad un corredo pi
consistente: un grande recipiente grezzo, simile ad un
cratere; ...due piccole hydriai, ...due lucerne ombelicate
grezze; un minuscolo stamnos fasciato; lorlo di un piccolo
cratere a calice, con testa rossa di efebo; alcuni skyphoi
neri; una minuscola oinochoe e una lekane grezza... i piedi
di una statuetta muliebre in creta; la L131 proveniente
dalla sep. 1260 (scheletro in nuda terra col cranio ad E.
Alla mano sinistra una lucernetta aperta e una piccola
lekythos con meandro e fgura muliebre rossa (LANZA
1990, p.125 scheda invece una lekythos con un giovane che
lancia una pietra); la L139 associata ad una scodellina col
suo coperchio e ad una lekane grezza col suo coperchio;
la L143 associata a statuina fttile di Tammuz Adonis...
piccolo askos grezzo. Frammento di ventre di vaso con
Dalle sepolture databili nellultimo
venticinquennio del V emergono lekythoi in
genere della secondary shape (e, come vedremo,
lekythoi ariballiche) qualitativamente migliori di
quelle del venticinquennio precedente, quali, per
es., quelle attribuite al pittore dellAncella del
Louvre e al pittore di Canea, ceramograf dotati
di una certa eleganza stilistica. Come nel periodo
precedente, sono presenti sepolture il cui corredo
costituito da una sola lekythos (M12, M16)
70

o da una lekythos con altro corredo come nella
M17, associata ad un ago di spillone bronzo
71
.
Una storia diversa, gi dal punto di vista
cronologico, presenta la variante ariballica
della lekythos, essendo stata questa forma
introdotta ad Atene solo a partire dal secondo
venticinquennio del V secolo. Essa nasce come
variante della lekythos standard o secondary,
e quindi si afferma in maniera autonoma, specie
nellultimo quarto del V secolo, spesso legata
a sepolture di bambini. Per es., la lekythos
ariballica I62, proveniente dalla sep. 444 di
Passo Marinaro, attribuita al pittore di Icaro,
era associata ad un ricco corredo di circa trenta
vasetti (anforette vitree cuoriformi greco-fenicie
policrome... alabastron dello stesso genere... frr.
di un alabastron di alabastro... quattro minuscole
lekythoi ariballiche nere... piccolo alabastro
conico a vernice nera... askos grezzo... in forma
di animale... piccola lekane nera con coperchio.
Lucernetta e piattello grezzi. Scodelletta... massa
di piccolo vasellame nero frantumato, skyphoi,
kylikes, scodellini; in tutto una trentina di
esemplari...; due fgurine fttili muliebri sedute
con polos in capo, due colombine e una grande
statuetta seduta di terracotta con phiale in mano
identifcata con Afrodite o Persefone con un
Eros o demone della morte tenuto in grembo).
Il sepolcro di fanciulla, anzi di tenera
fanciulla, da ritenersi uno dei primi della
terza fondazione della citt. Il suo ricco corredo
inaugura un rituale che sar tipico delle sepolture
di morti in giovanissima et: la testa femminile
sul corpo della lekythos potrebbe alludere alla
giovanissima defunta.
Ma la lekythos ariballica poteva costituire
anche il corredo di un personaggio adulto specie
fg. r. Skyphos grezzo, quattro frammenti di guarnitura in
doppia lamina di rame di un vaso di legno, probabilmente
di un secchio, oppure di un cofanetto rotondo... ago di
bronzo.
70
Cfr. la lekythos M12 rinvenuta sopra la sep. 861 (a
cappuccina; scheletro col cranio a NE); la lekythos
M16 rinvenuta poco sopra la sep. 1417 di P. Marinaro (a
cappuccinacranio a levante).
71
Cfr. la lekythos M17, prov. dalla sep. 185 di P.M.
(inumazione in cappuccina) associata ad un ago di
spillone in bronzo.
13 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
nei primi anni della rifondazione democratica. In
questo periodo sinquadra la lekythos ariballica
I95 della sep. 328 con scena di donna che
suona le nacchere e giovane attribuita al pittore
di Comacchio. Le dimensioni della sepoltura
(m. 1,72 x 0,73, x 0,48) fanno pensare ad
un individuo adulto, probabilmente di sesso
femminile, come farebbe daltronde supporre,
oltre ad un alabastron di alabastro, una piccola
lekane grezza con coperchio in creta giallastra
purissima quasi untuosa.
La terza lekythos ariballica I108, ancorch
non attribuita, ma con sagoma tipica di questo
periodo, assegnata dai cartellini del museo alla
sep. 859 di Passo Marinaro; diversamente la
Lanza (1990) annota che la sep. 859 era priva di
corredo.
In pieno periodo classico si datano otto
lekythoi ariballiche (L1, L89, L144, L145, L146,
L147, L48, L149), ma solo di alcune conosciamo
il contesto.
La prima (L1), proveniente dalla sep. 1187 di
Passo Marinaro, non associata ad altro corredo;
la seconda (L146), stata, invece, rinvenuta
insieme con altri vasetti non fgurati (due skyphoi,
tazzina grezza, pateretta) e ad un anellino di rame
e digitale di ferro con grande castone.
Dellultimo quarto del V secolo sono attestate
dieci altre lekythoi ariballiche (forma, come
abbiamo visto, presente a Camarina in questo
periodo assieme alla lekythos secondaria, alla
oinochoe, alla pelike, alla hydria). Esse in genere
sono associate ad altro corredo (vd. le lekythoi
ariballiche M10, M13, M22, M23, M24). La
M10
72
, deposta vicino alla mano destra assieme
ad un boccaletto; la M13
73
assieme a tre piccole
hydriai attiche (una alla destra e due alla sinistra
del defunto) di cui una era completamente nera,
le altre due dipinte a f.r. con soggetto quasi
identico. Dalla sep. 1188 di Passo Marinaro (a
cappuccina di un paio di tegole) provengono una
lekythos ariballica con Sfnge di proflo a destra
(M24) e una prochoe nera. Apparentemente
senza corredo era la lekythos ariballica dalla sep.
1011 di P.M. (a cappuccina di forse due paia,
ma parzialmente gi violata... tracce di ossa): da
72
La lekythos M10 prov. dalla sep. 1240 (a cappuccina
di tre paia di tegole di corto con suolo pure di tegole
cranio ad Est) associata ad un boccaletto a vernice
nera.
73
La lekythos ariballica M13 prov. dalla sep. 1114 di
P.M. (a cappuccina di tre paia di tegole... cranio ad E),
associata a tre piccole hydrie attiche (una alla d. e due
alla s.); avevano tutte le identiche dimensioni ; una era
completamente nera e le altre due dipinte a f.r. [Vd. M5,
M6] ...Ai piedi del morto: lucerna, piccolo skyphos nero,
lekythos ariballica con oca che becca in un tumulo (?) sotto
cui serpe (p. 103-4). Vd. LANZA 1990, 104-105, sep. 1114
(Ha nel becco un lungo oggetto arrotolato [serpente?]).
essa proviene la piccola lekythos ariballica con
fgura di Sfnge (M11), attribuita al pittore della
Sfnge di Mainz. Non dato, quindi sapere se
fossero presenti altri elementi di corredo
74
.
Il panorama delle forme si amplia a partire
dallultimo quarto del VI secolo a.C.: sono
testimoniate anfore, crateri, oinochoai, skyphoi,
hydriai.
3) Anfore
A partire dallultimo venticinquennio del VI
secolo appare a Camarina la forma dellanfora
75
.
Di questo periodo, infatti, sono noti quattro
esemplari di grandi dimensioni stilisticamente
simili, con collo distinto dal corpo del vaso, e con
doppia fla di palmette diritte e rovesciate, divise
da una catena di cerchi (D2, D3, D6, D7). Il
contesto di rinvenimento noto per le anfore D2-
D3
76
. Esse provengono dalla sepoltura 497 della
necropoli di Rifriscolaro e sono associate ad una
coppa ionica del tipo B2, ad una coppa attica a
basso piede (tipo C), ad una lucerna attica, ad un
kernos (?), ed alla grande lekythos frammentaria
con scena dionisiaca sul collo e scena di partenza
col carro alla presenza di Apollo ed Hermes - le
due uniche fgure superstiti - (C5). Le grappe
di bronzo applicate per un restauro operato
in antico indicano che essa, inquadrabile nel
venticinquennio precedente, era stato un oggetto
caro al defunto ed interrato, al momento della
sepoltura, assieme ai suoi resti. Il ricco corredo
farebbe pensare - come si detto nel paragrafo
sulle lekythoi - a personaggi di alto rango, vissuti
nel momento della rivolta di Camarina contro la
metropoli siracusana (553-552 a.C.).
La forma dellanfora a collo distinto, assente
nel breve periodo di vita della citt nel primo
quarto del V secolo, riappare nel momento della
terza fondazione (461 a.C.) con un solo esemplare
del tipo nolano, attribuito ad Hermonax e con
fgura di satiro su entrambi i lati (I1)
77
. Un altro
frammento di anfora (?) conservato in una
collezione privata (I8); di altri esemplari poco
sappiamo dei contesti di rinvenimento
78
.
74
La lekythos ariballica M23 con sfnge proviene
dalla sep. 186 di P. Marinaro (ORSI 1904: breve area di
ustrino senza ossa e con due vasettini, uno dei quali era una
lekythos ariballica nera con fg. r. di sfnge...).
75
Le anfore D2 e D3, provengono dalla sepoltura 497;
lanfora a collo distinto D6 (ex coll. Pacetto) prov. dalla
necropoli di Scoglitti; lanfora D7 prov. genericamente da
Camarina.
76
Vd. Tabella dei contesti.
77
Vale la pena, a questo proposito, ricordare che
lanfora nolana, al contrario, molto comune nella vicina
Gela, dove, in questo periodo sono noti ben 26 esemplari
(TA ATTIKA 2003, 36, 76, fg. 6b).
78
Ricordiamo lanfora I49 attribuita al pittore di
14 F. Giudice et Alii
Nel terzo quarto del V secolo si colloca
lanfora a collo distinto L43, frammentaria,
proveniente dalle adiacenze della sepoltura 819
della necropoli di Passo Marinaro, con scena
di Amazzonomachia, attribuita al gruppo di
Polignoto indeterminato; o, ancora, lanfora
L138, con kymation sotto lorlo e palmette
contrapposte tra spalla e parte inferiore delle anse,
proveniente dalla sep. 282 di Passo Marinaro,
della quale purtroppo non si conosce il contesto.
Nessuna anfora dellultimo quarto del V
secolo nota a Camarina.
4) Crateri
Della forma del cratere noto a Camarina un
piccolo frammento databile nellultimo quarto
del VI secolo, ma una presenza consistente
di questa forma si registra solo a partire dalla
terza fondazione, allorquando dalle necropoli
della citt provengono pi di venti esemplari;
e, principalmente, in pieno periodo classico
(450-425 a.C.), momento in cui i crateri attestati
raggiungono quasi il numero di settanta.
Allinterno della forma sono compresi le varianti
a colonnette, a campana, a calice, a volute, e
frammenti di tipo indeterminato. Purtroppo
solo di alcuni esemplari noto il contesto di
rinvenimento.
Fra i crateri a colonnette databili nel primo
decennio della fondazione ne va segnalato un
buon numero che non presenta altro corredo se
non il cratere stesso utilizzato come cinerario
(vd. I13, I19, I22).
Nella sep. 891 il cratere I10 conteneva solite
ossa cremate e due alabastra in frantumi. Il
cratere a colonnette I12 della sep. 974, coperto
da un rozzo bacile capovolto aveva nellinterno
ampia pisside nero-iridescente e poche ossa
cremate
79
. Riguardo al cratere I15, proveniente
dalla sepoltura 1157, annotava Orsi: attorno al
ventre del vaso erano collocate due kylikes nere
combacianti, senza manichi... ed inferiormente a
queste un alabastron di alabastro. Il vaso ossuario,
racchiudente ossa cremate. Per questo
periodo ricordiamo, infne, il cratere a colonnette
I106 proveniente dalla sep. 280, per il quale Orsi
chiosava che era contenente abbondanti ossa
cremate. Posata sulla tegola di protezione stava
una strigile di bronzo , oggetto che con ogni
probabilit sottolineava lo status del defunto.
In questo primo decennio della terza
fondazione si inquadra un solo cratere a campana
(I44), per il quale si ha fortunatamente notizia
Siracusa 22174, prov. dalla sep. 46 di P. Marinaro (scavi
1972).
79
In LANZA 1990, 74, sep. 974, tav. 42, appaiono tuttavia
associate una coppa su stelo e una lucerna.
del contesto di rinvenimento. Esso, in frammenti
con fgure femminili superstiti, proveniva da un
ustrinum (sep. 901) ed era associato a rottami di
due kylikes nere.
Per il venticinquennio successivo (450-
425 a.C.) vanno segnalati, come per il primo
decennio della fondazione, crateri a campana
utilizzati come cinerario, senza altro corredo:
il caso per es. dellesemplare L57 della sep. 413;
su di esso Orsi annotava: coperto da un piatto
grezzo capovolto giaceva un piccolo cratere a
campana perfettamente intatto contenente sino
a met minute ossa cremate esternamente un
alabastron disfatto; o, ancora, dellesemplare
L67 proveniente dalla sep. 151 di Passo Marinaro
(incinerazione in cratere, verticale sulla sabbia)
o di L70 dalla sep. 1478 di Passo Marinaro
(grandioso cratere a colonnettecoperto da un
mattonaccio quadro con prominenza circolare
al centro, ...cenere derivante da un individuo
giovane)
80
. La tipologia di sepoltura , quindi,
abbastanza uniforme, e costante appare lassenza
di corredo aggiuntivo allinterno del cratere
cinerario.
N sostanzialmente fa eccezione il cratere L81
della sep. 14 di Passo Marinaro: ustrinum con
carboni e ceneri senza ossa. A m. 1,25 precisi di
distanza da essa un cavo circolare nella sabbia
vergine, a m. 2 di profondit, racchiudeva un
grande vaso a colonnette, riempito in buona parte
di una massa di cenere leggerissima, con poche
candide ossa... cremate. La bocca ne era chiusa
da un robusto piatto leggermente concavo, con
ampio labbro e beccuccio, per versare la poltiglia
che in origine vi si manipolava.
Non diverso il tipo di sepoltura, quando,
invece del cratere a colonnette, utilizzato quello
a campana, il quale, spesso, costituisce lunico
vaso destinato a contenere le ossa cremate del
defunto
81
. Tuttavia, come laltro tipo, lo si pu
80
O, ancora, di L71 dalla sep. 1307 (area di ustrino di
circa un m. di circonferenza e poco sotto di esso un vaso
a colonnette coperto di una lastra calcarea rettangolare.
Conteneva ossa cremate); o di L73 della sep. 1493
(piccolo ossuario in forma di vaso a colonnette circondato
e coperto di scaglieesso non conteneva ossa cremate
ma della sabbia interamente cinerea, il che fa supporre
una intensa cremazione di individuo giovanissimo); o di
L76 dalla sep. 68 (incinerazione in cratere, vert. in una
bucaallinterno ossa bruciate), o di L78 della sep. 1347
(protetto da una tegola si rinvenne un grandioso vaso a
colonnette il quale racchiudeva ossa e ceneri); o di
L86 della sep. 332 (incinerazione in cratere, vert. in una
bucaallinterno ossa bruciate).
81
Sep. 289 di P. Marinaro (L22): una tegola
proteggeva un grande... cratere a campana a f.r.con entro
abbondanti ossa cremate, provenienti, penso, dalla vicina
bruciatura; sep. 602 bis di P. Marinaro (L23): area di
ustrino di m. 2 x 1, senza ossa. Allestremit un cratere a
campana in frantumi, ridotto solo a met; dalla sep. 413
15 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
talora trovare associato ad altri vasi di corredo.
Per il cratere a campana L45 dalla sep. 1252, per
es., Orsi annotava: in un pozzetto profondo
oltre 2 m. si trov un cratere a campana coperto
di un piatto rustico a beccuccio, di un tipo che
frequente negli scarichi di Gela e di Camarina.
Conteneva abbondanti ossa cremate ed era
tutto nero. In tutta prossimit si trov anche il
corrispondente ustrino con minime tracce delle
ossa sfuggite nella , una lucernetta,
uno skyphos ed un vasetto a calotta neri; oppure
per il cratere a campana L55 dalla sep. 503:
Alla prof. di appena 1 m., poggiato sulla sabbia
vergine, assicurato in giro da piccole pietre, e
protetto da una mezza tegola, giaceva un piccolo
cratere a campana, a cm. 30 Nellinterno del
vaso superiormente erano distribuiti: un manico
di strigile in ferro, una bella lucerna ombelicata
n. con fascia rossa, uno scodellino a calotta, una
piccola kotyle n. a manico verticale, il labbro di un
vasetto (forse un aryballos) in bronzo. Sul fondo
una modica quantit di ossa cremate. Anche in
questo caso, come per il cratere a colonnette I106
dalla sep. 280 di Passo Marinaro (con strigile) il
corredo chiarisce lo status del defunto.
La variante a calice del cratere (L47) stata
rinvenuta nella sep. 93 di Passo Marinaro, di
tegole a cappuccina, con scheletro dal cranio
ad est, da cui proviene il cratere a calice con
soggetto dionisiaco su entrambi i lati. Al di
sopra delle tegole di chiusa stavano i rottami
di un cratere a f. r. ed il fondo di un altro (a
calice?), probabilmente svuotato in epoca
recente delle ossa cremate. Se lipotesi di Orsi
della presenza di un secondo cratere a calice
corretta, questo sarebbe il primo caso di una
sepoltura con due crateri (senza altro corredo).
Ed, ancora, un cratere a calice associato ad altri
vasi di corredo lesemplare L37, proveniente
dalla sep. 524 (cratere a calice con Erma itifallica
tra satiro e menade (A) e tre giovani ammantati
(B), attribuito al pittore di Pantoxena da J.D.
Beazley). Esso era coperto da un tegolone messo
di piano e conteneva ossa giovanili abbruciate...
Esternamente erano appoggiate alle anse due
piccole kylikes nere...; una conteneva una strigile
di P. Marinaro (breve area di ustrino) proviene il piccolo
cratere a campana (L57), coperto da un piatto grezzo;
esso contenente sino a met... ossa cremate; sep. 379
(L58), sotto una zoccolatura che probabilmente sosteneva
un altare funebre apparve una fossetta rettangolare
nella quale era stato calato, coprendone poi la bocca con
una tegola, un cratere a campana contenente abbondanti
ossa cremate; dalla sep. 854 proviene il cratere a campana
(L64) con scena nuziale (A) e ammantato tra due fgure
femminili (B), conservato nellantiquarium camarinese (in
LANZA 1990 non compare nel corredo della tomba mentre
DI STEFANO 1998 lo dice proveniente da essa).
in bronzo, laltra un bocchino di aryballos in
bronzo, oggetti della palestra, appartenuti al
giovane cremato. Come gi per il cratere a
campana L55, anche in questo caso segnalato
lo status del defunto.
Chiude la serie dei crateri a calice il vaso L93,
rinvenuto nelle adiacenze della sep. 819 di Passo
Marinaro (ustrinum di un mezzo m.q.... senza
oggetti). Annotava orsi che nelle fancate
erano collocati grandi pezzi a f.r. di una hydria e
di un cratere ed aggiunge che nel primo periodo
degli scavi in questa vicinanza si raccolsero altri
grandi pezzi.
probabile, quindi, che la tipologia della
sepoltura fosse quella con i due grandi vasi
associati, cratere ed hydria, presumibilmente
appartenenti a defunti di alto status sociale
82
.
5) Oinochoai
Nellultimo quarto del VI secolo a.C. fa la
sua apparizione pure la oinochoe (D9); essa
successivamente documentata in pieno periodo
classico (L3); e ben tre esemplari sono attestati
nellultimo quarto del V sec. a.C. (M7
83
, M18,
M25). Poche indicazioni si hanno purtroppo sul
contesto di rinvenimento. Per la D9 non si hanno
notizie del contesto; per la oinochoe M18 detto
semplicemente
84
: anche la oinochoe fg. 102,
rinvenuta in vicinanza del sep. 91, ha un soggetto
dindole assai affne al precedente.
6) Skyphoi
Sempre a partire dallultimo quarto del VI
secolo attestata la forma dello skyphos (D1),
documentata anche da un altro esemplare databile
nel venticinquennio successivo (500-484 a.C.)
(F22). Unimpennata nellimport di skyphoi si
registra nel periodo della terza fondazione con
sei esemplari (I96-I101); mentre un forte calo
si verifca nel periodo pienamente classico,
rappresentato da due esemplari (L95, L136); la
forma non attestata nellultimo quarto del V
secolo a.C.
Abbiamo notizie del contesto per lo skyphos
D1 con scena di congedo su entrambi i lati tra
palmette, proveniente dalla sep. 201 di Passo
Marinaro. Esso giaceva nellinterno della
costruzione circolare, era una piccola area
di ustrino di cerca mezzo metro quadrato;
assieme allo skyphos furono rinvenuti rottami
di unanfora a f.n. scadentissimi e frammenti di
oenochoe a bocca circolare; gli altri erano rottami
82
Vd. paragrafo sulle hydriai.
83
Oinochoe dai livelli iniziali della fornace Provide.
(PELAGATTI 1996, 12; PISANI 2006, 224, fg. 4; GIUDICEb
2007, 217, n. cat. 447).
84
ORSI 1904, c. 902, fg. 102.
16 F. Giudice et Alii
insignifcanti.
Del successivo breve periodo della necropoli
(500-484 a.C.) noto un frammento di skyphos
del gruppo CHC (superstiti parzialmente una
palmetta ed una Sfnge) (F22), ma nulla noto
del contesto di rinvenimento.
Pi ricco il momento della terza fondazione
(461-450 a.C.) con ben tre skyphoi del pittore di
Lewis (I96, I97, I98), uno skyphos del pittore del
Louvre CA 1849 (I99) e due skyphoi della classe
degli Owl skyphoi (I100, I101).
Di provenienza sporadica da Passo Marinaro
sono gli esemplari I96, I97, I98; della collezione
Collisani faceva parte lesemplare I98. Le
provenienze sono note, quindi, soltanto per gli
skyphoi I100 e I101. Lo skyphos I101 proviene
da una sepoltura di Passo Marinaro, di cui non
stato pubblicato il contesto di rinvenimento.
Di pi sappiamo dello skyphos I100; esso
stato rinvenuto nella sep. 374 di Passo Marinaro
(baule fttile di medie dimensioni contenente
uno scheletro dal cranio a sud-est) e assieme
ad un altro era deposto alle due mani; un
terzo skyphos era ai piedi con una delle anse
verticali; nello stesso punto erano una lucerna
nera ombelicata ed un boccaletto a forma di
attingitoio; al braccio sinistro e destro erano due
piccoli alabastra. Il corredo abbastanza ricco,
anche se composto da poveri vasetti, pu darci
lidea del contesto allinterno del quale erano
deposti gli skyphoi di questepoca. La presenza
di esemplari del pittore di Lewis e della sua
cerchia testimonia, tuttavia, che esistevano
tombe in cui erano presenti skyphoi attici a fgure
rosse di maestri abbastanza rappresentativi della
produzione di et protoclassica.
7) Hydriai
Come lanfora, lhydria sembra fare la sua
apparizione a Camarina solo a partire dallultimo
quarto del VI secolo. A Beazley, di questo
venticinquennio, era noto un esemplare dellex
collezione Pacetto con efebo in corsa tra giovani,
attribuito al gruppo del Vaticano G52 (D5). Di
essa purtroppo nulla sappiamo del contesto di
rinvenimento.
Nessuna hydria si registra nel breve momento
di vita della citt nel periodo ippocrateo-
geloniano.
La forma riappare nel momento della terza
fondazione con un primo esemplare noto al
Beazley (I47) e con un secondo aggiunto
successivamente (I34). Il primo, con due donne,
attribuito al pittore della Lekythos di Yale (J.D.
Beazley), il secondo, con Borea che insegue orizia,
inquadrato nelloffcina del pittore dei Niobidi
(G. Giudice). Entrambi, da Passo Marinaro, sono
rinvenimenti sporadici e non danno quindi altre
informazioni. Su un terzo frammento, infne,
anche se attribuito dubitativamente ad unhydria
(I35), bisogna richiamare lattenzione. Esso
conserva una splendida testa di Athena, protetta
da un elmo caratterizzato da un lungo lophos
decorato lateralmente da un Pegaso alato a f.r.,
ed stato attribuito alloffcina del pittore dei
Niobidi, e, probabilmente, al pittore dei Satiri
Villosi (G. Giudice), la cui produzione scende al
di sotto della met del V secolo; vale la pena di
ricordare che nel frammento stato riconosciuto
un possibile riferimento alla Parthenos fdiaca
85
.
Anche se non disponiamo delle immagini
vale la pena di richiamare il contesto della sep.
819, vicino alla quale stato trovato il fr. di
vaso L51, attribuito allimportante gruppo di
Polignoto (Ustrinum di un mezzo mq cranio
ad E, senza oggetti. Nelle fancate erano collocati
grandi pezzi a f.r. di una hydria e di un cratere.
Nel primo periodo degli scavi in questa vicinanza
si raccolsero altri grandi pezzi). Anche in questo
caso la presenza di unhydria testimonianza
della importanza della tomba e del defunto ivi
seppellito.
La tipologia vascolare dellhydria, dai sei
esemplari degli elenchi Beazley, raggiunge il
numero di undici nel 450-425 a.C. Fra queste di
particolare importanza la scena di anodos sulla
spalla e di partenza del guerriero sul corpo della
kalpis L20, proveniente dalla sep. 578 (grande
hydria nera con due fasce di fgure era in un
cavo del suolo a piccola profondit coperta
da una scaglia e a met colma di grosse ossa
cremate. Allesterno un boccaletto grezzo).
Sempre in sepolture di prestigio sono state
rinvenute le hydriai L27, L92, L103, L104,
L107. In particolare, le hydriai L27, L103 ed
L104 provengono tutte dalla ricca sep. 1222 di
Passo Marinaro. Come annotava Orsi
86
, questa
era una grande tomba di pezzi a due flari, chiusa
da quattro copertoni ; essa rappresentava una
novit poich conteneva un grandioso baule
fttile col suo coperchio carenato in due pezzi.
Lo scheletro era disteso col cranio verso E;
alla gamba sin. una bella e media hydria a f.
r., alla des. una lucerna ombelicata nero ebano
ed una piccola lekythos aryballica con fgurina
muliebre nonch un orcioletto grezzo in pezzi
ovolare. Alla mano des. una lametta o spatoletta
di bronzo senza taglio, rotta al manico alle
due spalle des. e sin. altre due hydrie gemelle
per disegno e dimensioni alle precedenti, ma di
esse una a met distrutta. Va ancora notato che
85
GIUDICEc 2003, 16-17.
86
ORSI 1907, 484; LANZA 1990, 120, sep. 1222, nn.
1-3.
17 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
sopra i copertoni vi era uno dei soliti boccaletti
grezzi di cui la necropoli ci ha dato diecine di
esemplari e nellinterno della cassa alle testate ed
ai piedi erano due e due (quattro) arpioni di ferro
a doppio gambo con tracce di fbbre legnose, i
quali sembrano fossero destinati a maneggiare
un assito sul quale sarebbe stato disteso il morto;
forse una specie di letto funebre adibito nella
e nella e poi deposto col
morto stesso nel sepolcro.
Purtroppo solo un frammento pervenuto
della grande hydria L92 con Nike e fgura
maschile con strumento musicale, rinvenuta
nelle adiacenze della sep. 910; essa attribuita
al pittore di Kleophon, il pi partenonico dei
ceramograf classici; e, sempre solo, il frammento
di una piccola hydria (L107) con fgure femminili
forse nel gineceo, attribuita ad Aison, un altro
ceramografo di primo piano nellAtene periclea.
Limpressione che si ricava che nel periodo
classico la forma dellhydria, fosse riservata,
forse pi dello stesso cratere, a sepolture di
grande prestigio, destinate, probabilmente, a
defunte di rango.
La fortuna della forma dellhydria continua
nellultimo quarto del V secolo, periodo in cui si
assiste, peraltro, ad una estrema rarefazione del
repertorio delle tipologie vascolari, che, come
abbiamo visto, si riducono a piccole hydriai,
piccole pelikai, lekythoi di forma secondaria, e
lekythoi ariballiche. Al riguardo va ricordata la
sepoltura 1114 della necropoli di Passo Marinaro
da dove provengono tre hydriai, una a vernice
nera e le altre due con scena di toilette femminile
(M5, M6), attribuite entrambe al pittore del
Toro (G. Giudice) ed associate ad una lekythos
ariballica vicina al pittore di Al Mina (vd.
M13)
87
.
Askoi, kantharoi e pelikai appaiono solo a
partire dalla terza fondazione.
8) Askoi
Piuttosto rara la forma dellaskos. A Beazley
era noto un esemplare frammentario (I94) con
donna seduta e mano portata in avanti, attribuito
al pittore di Bologna 417, inquadrabile nel primo
decennio della terza fondazione della citt. Il
vaso, sporadico, stato rinvenuto vicino alla
sep. 1344, il cui corredo era costituito da due
87
Sep. 1114 a cappuccina di tre paia di tegole, dir.
280-100, cranio ad Est; alle mani tre piccole hydrie
attiche (una alla d. e due alla s.); avevano tutte le identiche
dimensioni (cm. 12,50); una era completamente nera, e le
altre due dipinte a f.r. Avevano anche un soggetto quasi
identico ed espresso in stile affettato e negletto. Ai piedi
del morto: lucerna, piccolo skyphos nero, lekythos ariballica
con oca che becca in un tumulo (?) sotto cui serpe.
piccole hydrie grezze, ...due tegamini con il loro
coperchio, un alabastron ed una lucerna neri;
...ed una terza hydrietta grezza. Ad esso ora se
ne aggiunge un altro, inquadrabile nel periodo
classico (L152), proveniente dalla sepoltura 253
di Passo Marinaro con scheletro di adulto; esso
stato rinvenuto assieme a frammenti di vasi a
vernice nera.
9) Kantharoi
La forma del kantharos, non presente tra i
vasi Beazley provenienti da Camarina, emerge
ora in tre esemplari attribuiti alla classe di San
Valentino (I102, I103, I104). Tutti e tre sono,
purtroppo, rinvenimenti sporadici provenienti
dalla necropoli di Passo Marinaro; pertanto non
dato conoscerne il contesto.
10) Pelikai
La forma della pelike attestata a Camarina
grazie ad un esemplare databile nel primo
decennio della fondazione (I23); altri quattro si
datano in pieno periodo classico (L2, L14, L80,
L90); a questi ora se ne aggiungono altri due
dellultimo quarto del V secolo (M8, M9). La
prima pelike (I23), frammentaria, proveniente
dalla necropoli di Passo Marinaro, stata attribuita
da Beazley ai Primi Manieristi Indeterminati;
di essa, purtroppo, non si conosce il contesto.
Disponiamo di dati solo per la L2, proveniente
dalla sep. 903 di Passo Marinaro. Questa pelike,
attribuita al pittore di Persefone, presenta una
scena di partenza del guerriero nel lato A e scena
di conversazione tra due giovani nel lato B. Essa,
unico pezzo di corredo della sepoltura 903 di
Passo Marinaro, era piena di ossa e sovrastata
da un bacile di copertura (annotava Orsi: salvo
le dimensioni era identico a quello del sepolcro
875). Delle altre tre pelikai del 450-425 a.C.
la prima (L14), conservata a Catania, detta
provenire genericamente da Camarina, e cos
anche la seconda (L80) (ARV
2
p. 1116, 38)
88
, la
terza (L90) sporadica da Passo Marinaro. A
questo gruppo se ne aggiungono due dellultimo
quarto del secolo (M8, M9).

Stamnoi, lebeti nuziali, e vasi confgurati,
infne, sono attestati a Camarina nel terzo
venticinquennio del V secolo.
11) Stamnoi
La forma dello stamnos documentata a
Camarina a partire dal 450-425 a.C. Era gi
noto a Beazley un vaso di questa forma (L84)
al quale se ne aggiunto, ora, uno frammentario
(?) (L50). Il primo, con scena di partenza di un
88
ARIAS 1941, 5, tav. 7, 4 la dice proveniente da Gela.
18 F. Giudice et Alii
guerriero (A) e tre fgure ammantate (B), stato
attribuito da J.D. Beazley al gruppo dei Tardo-
Manieristi Indeterminati; il secondo, attribuito
da G. Giudice al gruppo di Polignoto, frutto
di un rinvenimento sporadico dalla necropoli di
Passo Marinaro. Non abbiamo pertanto elementi
per conoscere il contesto di rinvenimento di
una forma molto vicina al cratere. probabile
che, come quello, lo stamnos fosse utilizzato
con funzione di cinerario, ma allo stato delle
conoscenze questa resta solo unipotesi.
12) Lebeti nuziali
Il lebete nuziale, forma non presente tra i
vasi Beazley provenienti da Camarina, ora
rappresentato da due esemplari, databili in
pieno periodo pericleo (L108, L140). Il primo,
attribuito da G. Giudice ad Aison, era protetto in
giro da quattro scaglie. Nellinterno ossa cremate
di bambino con assai cenere ed una piccola
lekythos. Annota orsi che la combustione
del bambino pare qui certa ed un unicum.
Il secondo (L140) proviene dalla sep. 1316,
un minuscolo ustrino con lato di soli 20 cm.
protetto da alcune pietre, conteneva ossa cremate
ed un piccolo stamnos in frammenti col suo
coperchio. Segnalato uno strano frammento
come di osso fossile. , parmi, - annota Orsi -
uno dei casi estremamente rari di cremazione di
bambino.
13) Vaso confgurato
Maggiori elementi di conoscenza emergono
dalla sep. 780 di Passo Marinaro (Fossa lunga
senza traccia di ossa n cremate n incombuste)
nella quale stata rinvenuta una oinochoe a testa
confgurata (L137), attribuita alla classe T di
Basilea (J. D. Beazley). Assieme ad essa stata
rinvenuta una piccola quantit di vasettini in
frantumi, grezzi non raccolti, e uno strigile in
bronzo. Ci si potrebbe chiedere se non si tratti di
un cenotafo.
14) Frammenti di vasi
Numerosi sono i vasi rinvenuti in stato
frammentario e sporadico. Essi si concentrano,
in numero di 25 nel 461-450, e di 15 nel
venticinquennio successivo. Non si registrano
fnora frammenti di altro periodo. La loro
valutazione resta fnora sospesa fno a quando
non si avr un inquadramento cronologico e
stilistico adeguato.
(G. G.)
I Soggetti (vd. fg. 23)
Allanalisi delle forme conviene far seguire
quella dei soggetti al fne di:
a) verifcare in prima istanza il rapporto
tra la fortuna dei soggetti a Camarina e quella
della produzione globale ateniese nel variare dei
venticinquenni dagli inizi del VI alla fne del V
secolo a.C. (vd. fgg. 24-31);
b) valutare, poi, il variare della fortuna dei
singoli temi allinterno degli otto venticinquenni
di importazioni nella polis camarinese (vd. fgg.
32-58).
(F. G.)
A) I soggetti presenti a Camarina a
confronto con la produzione globale attica
89

(vd. fgg. 24-31 )
600-575 a.C.
La presenza di frammenti (A1), inediti (attici?),
non permette di riconoscere alcun tema
90
.
575-550 a.C.
Solo a partire dal secondo venticinquennio
del VI sec. a.C. possibile condurre unanalisi
dei soggetti. Si tratta di pochissimi esemplari, tra
i quali una coppa frammentaria (B5) in cui una
fgura barbata, che potrebbe essere interpretata
come satiro, mostrerebbe a Camarina una precoce
presenza di scene dionisiache, in un momento
in cui, nel mercato globale, queste scene sono
attestate da pochi esemplari (il Beazley ne
registra solamente quarantaquattro). Altre due
coppe presentano una semplice decorazione, una
a foglie di edera (B2), laltra a linguette (B3)
91
.
89
Nella realizzazione degli istogrammi, si dovuto
superare il problema relativo alla non coincidenza tra il
numero dei vasi e le scene raffgurate su si essi; dato che
possono incontrarsi, da uno a pi temi, a seconda della
forma, si deciso di costruire i grafci rinunciando ad una
arbitraria coincidenza tra numero dei vasi e numero dei
soggetti, privilegiando cos il punto di vista del compratore
e salvaguardando la polivalenza delle immagini che
stata certamente determinante nellorientarne lacquisto
(Cfr. F. GIUDICE, I vasi attici della prima met del V sec.
in Sicilia: il quadro di riferimento, in Lo stile severo in
Grecia e in Occidente, Roma, 1990; o ancora F. GIUDICE e
I. RIZZO GIUDICE, Seeing the Image: the Construction of the
Reference Frame of the Imagerie of Attic pottery from 635
to 300 B.C. in Athenian Potters and Painters II, pp.48-
62, da cui sono tratti i grafci dei soggetti nella produzione
globale).
90
Daltro canto la produzione globale conosce, in
questo periodo, un notevole sviluppo di rappresentazioni
di animali sia reali che fantastici, con probabile funzione
decorativa piuttosto che narrativa. Nello stesso tempo
cominciano ad affermarsi vasi con rappresentazioni di
komos, insieme ad altri temi, ancora poco consistenti
numericamente.
91
La sub-colonia si mostra ancora poco ricettiva nei
19 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
550-525 a.C.
Nel terzo venticinquennio del VI secolo, pur
nella esiguit delle importazioni, si comincia a
delineare una maggiore variet tematica delle
scene rappresentate. Come nel venticinquennio
precedente, possibile registrare la presenza
di una scena dionisiaca sulla spalla di una
lekythos frammentaria (C5), associata ad una
rappresentazione di divinit (Hermes, Apollo
sulla quadriga) sul corpo del vaso, e di una
decorazione di tipo vegetale su una coppa (C2).
Tra gli altri soggetti si ritrovano rappresentazioni
di scene di culto (C3)
92
, di cavalieri e animali
fantastici (C6), di attivit sportive (C4). Anche
in questo caso, diffcilmente si pu parlare
di un interesse del mercato camarinese verso
particolari tipi iconografci ed appare, per es.,
ovvia la presenza di un vaso con rappresentazione
di animali reali (C1), data la grande fortuna che
questo tipo di decorazione continua a conoscere
nella produzione globale
93
.
525-500 a.C.
Lultimo quarto del VI secolo a.C. non registra
un sostanziale aumento delle importazioni
rispetto al periodo precedente. Dal punto di vista
iconografco si pu notare come la presenza di
scene dionisiache, su tre esemplari (D3, D6, D9),
confermi la tendenza gi in parte delineatasi
nei venticinquenni precedenti. Fanno la loro
apparizione a Camarina le scene di guerra,
anchesse presenti su tre esemplari (D1, D4, D6).
Sono attestati, inoltre, vasi con rappresentazioni
di divinit (D3, D8), di scene di culto (E1), di
cavalieri (D7), di attivit agonistiche (D5) e
di animali reali (D2). Per la prima volta sono
presenti anche le rappresentazioni relative al
ciclo troiano (D8) e alle scene di conversazione
(D7), entrambe documentate una sola volta. Pur
nel limitatissimo numero di vasi, la fortuna dei
soggetti a Camarina, in questo periodo, sembra
seguire il trend della produzione globale che
vede tra le rappresentazioni di maggior successo
confronti della produzione ceramica attica e, di conseguenza,
delle sue scelte tematiche di maggior successo, tra le quali
dominano le tradizionali rappresentazioni di animali reali,
mentre cominciano a conoscere una discreta fortuna le
scene di guerra e quelle con rappresentazioni eroiche e
mitiche.
92
visibile la parte inferiore di due fgure femminili,
poste frontalmente, tra le quali steso un drappo. Per questo
tipo di raffgurazione alcuni studiosi hanno suggerito
interpretazioni di carattere erotico.
93
Costituisce un fenomeno di divergenza rispetto alla
produzione globale la mancanza di rappresentazioni relative
al mondo della guerra in un momento in cui queste scene,
dopo quelle con animali, sono le pi attestate (seguite dalle
scene di conversazione e da quelle eroico-mitologiche,
anchesse assenti dal mercato camarinese).
quelle relative al mondo dionisiaco, seguite da
quelle che hanno il guerriero come protagonista
e da quelle con raffgurazioni di divinit
94
.
(R. S.)

500-484 a.C.
Il confronto del grafco relativo al periodo
compreso tra linizio del V sec. a.C. e lo
spopolamento della citt da parte di Gelone (484
a.C.) con quello relativo al primo venticinquennio
del V sec. a.C. nella produzione attica globale
risente della evidente episodicit delle attestazioni
di vasellame attico a Camarina. Le scene
dionisiache
95
, le scene raffguranti divinit
96
e le
scene con eroi e miti vari
97
, che rappresentano
i soggetti prediletti nella produzione attica di
questo periodo, subiscono, infatti, a Camarina
un ridimensionamento signifcativo. Il mercato
camarinese sembra prediligere insieme a questi
ultimi soggetti i vasi con rappresentazioni di
guerra o guerrieri
98
(attestati nel mercato globale
da un migliaio di esemplari) o con sola decorazione
secondaria (F7, F17-F20). Poche, a Camarina, le
rappresentazioni di cavalieri (F5), di Amazzoni o
amazzonomachie (F9, F14), di animali reali (F5)
e fantastici (F22), poco raffgurati rispetto ad
altri soggetti nella produzione globale di questo
periodo
99
.
461-450 a.C.
Il grafco del periodo della terza fondazione
della citt, messo a confronto con quello relativo ai
soggetti raffgurati nella produzione attica coeva,
consente di registrare una predilezione pressoch
identica di temi iconografci. A Camarina tuttavia
possibile mettere in evidenza un picco per i vasi
con sola decorazione secondaria
100
che non trova
rispondenza nel mercato globale che predilige,
invece, nel secondo quarto del V sec. a.C. le
scene di conversazione, ricorrenti a Camarina in
94
Sembrano, fnora, assenti i temi di carattere eroico
e mitico, che nella produzione globale conoscono, invece,
una notevole fortuna accanto ai temi di maggior successo.
95
F11, F16bis, F21, F21ter.
96
F6, F15, F16, G1.
97
F1, F2, F15, F21bis.
98
F4, F8, F10, F12, F16.
99
Si registra la totale assenza di alcuni soggetti prodotti
ad Atene in misura non elevata come la Nike, le scene
riferibili al ciclo troiano, i giganti e le gigantomachie, i
centauri e le centauromachie, i soggetti esotici, le scene di
vita quotidiana con eroti e Nikai, le scene di culto, le scene
funerarie, i carri, le scene musicali, caccia e pesca, gli
inseguimenti divini e umani, le donne in corsa, le scene di
corteggiamento, le scene erotiche. Non presenti nel mercato
camarinese anche soggetti raffgurati in un numero elevato
di vasi prodotti dalle offcine del Ceramico: il caso delle
scene di conversazione, delle scene di komos e simposio, e
delle scene di vita quotidiana.
100
H1-H23, I54, I55, I81, I102-I104, I110, I111.
misura minore
101
. Altrettanto ben rappresentate,
in proporzione, sono le scene di vita quotidiana
sia nel mercato globale che nel mercato
camarinese
102
. Un minor numero di attestazioni
presentano Nike
103
, le scene dionisiache
104
, le
divinit
105
, le scene di guerra
106
. Raffgurazioni
con scarso successo in entrambi i mercati sono
gli eroi e miti vari
107
, il ciclo troiano (I91)
108
,
lamazzonomachia (I90), le scene di culto
109
,
quelle funerarie (I84, I85, I109), le attivit
sportive
110
, le scene musicali
111
, il komos (I12,
I22, I118), il simposio (I15, I31), linseguimento
divino e umano
112
, le donne in corsa
113
, gli animali
reali
114
e fantastici (I52)
115
.
450-425 a.C.
A partire dalla met del V sec. a.C. sia nel
mercato globale che in quello camarinese il
soggetto pi frequente risulta quello delle scene
di conversazione
116
. Una preferenza comune si
registra anche per le scene di vita quotidiana
117
,
per le divinit
118
e le scene dionisiache
119
. Il
tema iconografco della guerra risulta scelto
in percentuale di poco superiore in questo
venticinquennio a Camarina rispetto alla
preferenza ad esso accordata nel mercato globale:
in particolar modo rappresentazioni con partenza
del guerriero
120
e, poi, scene di armamento
101
I9, I10, I12, I13, I15, I17, I47, I88, I94, I96, I106.
102
I46, I48, I49, I53, I56, I62, I66, I83, I108.
103
I60, I65, I67-I69, I74, I76, I77, I80.
104
I1, I7, I10, I13, I45, I74, I87, I88, I117.
105
I6, I9, I25, I34, I35, I71, I93, I113.
106
I11, I18, I19, I28, I37, I57, I98, I116.
107
I6, I14, I72, I92.
108
La fgura femminile, seduta, in atteggiamento affitto,
interpretata da Orsi (ORSI 1904, c. 910, fg. 106) come
Penelope potrebbe far pensare anche a Niobe, addolorata
per luccisione dei fgli.
109
I58, I61, I70, I105.
110
I51, I73, I78, I115.
111
I4, I8, I50, I95.
112
I9, I17, I34, I106.
113
I33, I79, I82, I89.
114
I63, I64, I86, I100, I101, I107.
115
registrabile, invece, la totale assenza a Camarina
di alcuni temi iconografci prodotti ad Atene in misura non
elevata come la gigantomachia, la centauromachia, i soggetti
esotici, la vita quotidiana con eroti e Nikai, i cavalieri, i
carri, le scene di caccia e pesca, il corteggiamento, le scene
erotiche, le scene nuziali.
116
L2, L14, L16, L19, L22, L27, L32, L37, L46, L49,
L55-L58, L61, L64, L67, L71-L73, L75-L84, L86, L87,
L90, L91, L98, L100, L151.
117
L1, L4, L7, L8, L74, L89, L104, L106, L107,
L111, L113, L121-L123, L133, L134, L137, L141, L149,
L150.
118
L18, L20, L38, L40, L55, L62, L110, L115, L124,
L129, L142, L146, L147.
119
L18, L21, L23, L28, L37, L42, L47, L48, L52,
L54, L66, L101, L110, L112, L116, L151, L152.
120
L9, L13, L14, L20, L63, L81, L83, L84, L88,
(L56), di combattimento (L70), di riposo (L82,
L114) o generiche (L2, L60, L90). Lo stesso
pare verifcarsi per la Nike
121
. Dagli istogrammi a
confronto possibile leggere un minor successo
comune ai due mercati di temi come quello degli
eroi
122
e miti vari
123
, del ciclo troiano (L93),
dellamazzonomachia
124
, della centauromachia
(L132), della vita quotidiana con eroti e Nikai,
(L108, L140), delle scene di culto
125
, dei cavalieri
(L77-L79), delle attivit sportive
126
, delle scene
musicali
127
, del komos
128
, del simposio (L86,
L87, L135), degli inseguimenti divini o umani
129
,
delle donne in corsa (L120), delle scene di
corteggiamento (L80), delle scene nuziali (L64),
degli animali reali
130
o fantastici (L127, L130),
dei vasi con sola decorazione (L45, L138)
131
.
425-400 a.C.
Nellultimo venticinquennio del V sec. a.C.
la variet dei soggetti che ha contraddistinto
i venticinquenni precedenti a Camarina si
riduce. Il soggetto pi rappresentato quello
relativo a raffgurazioni della vita quotidiana
132
,
notevolmente presente, daltra parte, anche
nella produzione globale di ceramica attica.
Episodiche sono, in questo venticinquennio, le
raffgurazioni di amazzonomachie o amazzoni
(M15-M17) e animali reali (M13, M19, M22) o
fantastici (M11, M23, M24) sia nella produzione
globale che a Camarina. Rare a Camarina anche
le raffgurazioni di divinit (M14) che tuttavia
in questo periodo, nella produzione globale
133
,
L102.
121
L70, L71, L77, L83, L85, L92, L118, L139.
122
Per linterpretazione del personaggio che lancia
la pietra, nel vaso L131, si proposta una possibile
identifcazione con Cadmo, che, secondo quanto raccontato
dal mito, avrebbe ucciso il serpente di Ares con una pietra.
stata, dunque, supposta per questo vaso la possibile
presenza di un vaso gemello che avrebbe mostrato la
fonte e il serpente suo custode.
123
L38, L61, L67, L76, L110, L131.
124
L22, L41, L43, L51, L68.
125
L6, L39, L58, L102, L115.
126
L57, L71, L85, L109.
127
L38, L91, L92, L103, L105.
128
L24, L31, L75, L95.
129
L3, L5, L21, L34, L40, L55, L73.
130
L117, L119, L126, L143, L148.
131
Del tutto assenti a Camarina ma attestate nel mercato
globale le scene funerarie. Non prodotti dal Ceramico
e di conseguenza neppure attestati a Camarina sono in
questo periodo la gigantomachia, i carri, le scene di caccia
e pesca, le scene erotiche.
132
M1-M10, M12, M18, M21.
133
Assenti a Camarina sono temi iconografci che rag-
giungono un alto picco nella produzione globale di questo
periodo, come, in particolare, le scene funerarie, ma anche
le scene di conversazione. Assenti poi anche temi presenti
in percentuali pi modeste nella produzione globale come
la Nike, le scene dionisiache, gli eroi e i miti vari, la vita
quotidiana con eroti e Nikai, le scene di culto, le scene di
F. Giudice et Alii 20
21 Le importazioni di ceramica attica a Camarina
trovano una forte attestazione .
(S. L. T.)
B) Il variare della fortuna dei soggetti dagli
inizi del VI sec. a.C. alla fne del V sec. a.C.
Lanalisi dei soggetti presenti nella polis,
condotta per venticinquenni, rivela una diversa
fortuna dei soggetti importati. A parte il primo
venticinquennio, in cui non registriamo vasi
fgurati, nel secondo cominciano ad emergere le
scene dionisiache e i vasi con sola decorazione
secondaria; nel terzo (550-525 a.C.) si affacciano
vasi con divinit, scene dionisiache, scene
di culto, cavalieri, attivit sportive, animali
domestici e fantastici, vasi con sola decorazione
secondaria. Alla fne del secolo prevalgono, pur
nellesiguit delle attestazioni, le scene di guerra
e le scene dionisiache, seguite dalle raffgurazioni
di divinit, dal ciclo troiano, dalle scene di
culto, dai cavalieri, dalla attivit sportiva, dalla
conversazione, dagli animali reali.
Nel breve periodo di vita della citt nel primo
quarto del V secolo (500-484 a.C.), i soggetti pi
rappresentati sono le scene di guerra, seguite da
raffgurazioni di divinit, di eroi e miti vari, di
amazzonomachie, di attivit sportive, di animali
domestici e fantastici; prevalenti in ogni caso
appaiono i vasi con sola decorazione accessoria.
Col terzo momento di vita di Camarina
le importazioni appaiono sostenute e,
conseguentemente, i soggetti variegati.
Emergenti, tuttavia, appaiono le scene di vita
quotidiana e quelle di conversazione su quelle
con divinit, con scene dionisiache, con eroi e
miti vari; degno di nota appare il ruolo di Nike
se rapportato alla assenza di questo soggetto
nei venticinquenni precedenti; sempre alto il
numero di vasi con sola decorazione secondaria.
Col 450-425 a.C. le scene di conversazione e di
vita quotidiana sopravanzano tutte le altre, anche
se sono sempre presenti le scene dionisiache,
quelle con divinit e quelle con eroi e miti vari;
di numero elevato restano i vasi con scene di
guerra.
Il crollo delle importazioni nellultimo quarto
del V secolo mette, in ogni caso, in assoluto primo
piano la fortuna delle scene di vita quotidiana;
estremamente semplifcato il quadro per i
guerra, le attivit agonistiche, o scene che nella produzione
globale sono poco attestate come il ciclo troiano, la gigan-
tomachia, la centauromachia, i soggetti esotici, i cavalieri,
komos, simposio, gli inseguimenti divini o umani, le donne
in corsa, le scene nuziali. Non prodotti dal Ceramico e di
conseguenza neppure attestati a Camarina sono in questo
periodo vasi che raffgurano carri, scene musicali, caccia
e pesca, corteggiamenti, scene erotiche, solo decorazioni
secondarie.
restanti soggetti (presenti in numero minimo
sono solo le divinit, le Amazzoni, gli animali
reali e fantastici).
(S. L. T.)
Per concludere, se le importazioni attiche
a Camarina fno al momento della sua terza
fondazione non danno molte chiavi interpretative,
se non altro a motivo della loro esiguit, esse
diventano signifcative nel pieno periodo classico,
allorquando la citt entra nel vivo della contesa
tra Atene e Siracusa, che porter alla guerra e,
quindi, alla alleanza o neutralit nei riguardi
delluna o dellaltra citt. Da questo momento la
selezione dei soggetti sembra essere legata ad una
precisa scelta ideologica che tende a privilegiare
i temi contrapposti della guerra e della pace.
Forse la opzione per una imagerie che, per certi
versi, si volge verso poli antitetici, non casuale,
ma sembra rifettere, piuttosto, la lacerante
diatriba allinterno del corpo civico camarinese
tra un impegno attivo nella contesa tra Siracusa
ed Atene ed un disimpegno nei confronti della
partecipazione ad una prevedibile guerra gravida
di rischi, sia nel caso di vittoria che di sconftta
siracusana. Nelle scelta dei soggetti dei vasi
sembra quasi di poter cogliere leco delle parole
messe in bocca da Tucidide allambasciatore
ateniese nei ben dieci paragraf che egli dedica
alla questione camarinese (VI, 75 sgg.), e in
particolare nel 88 in cui delinea il dilemma
dei cittadini: I Camarinesi, da parte loro, si
trovavano in questa disposizione danimo: erano
favorevoli agli Ateniesi, a parte lipotesi che
essi volessero asservire la Sicilia, e da sempre
erano in contrasto con i Siracusani, in quanto
loro vicini; ma daltra parte non meno forte era
il timore che i Siracusani, loro vicini, potessero,
anche senza il loro aiuto, risultare vincitori, per
questo avevano in precedenza inviato loro quei
pochi cavalieri, e per il futuro pensavano che
dovevano piuttosto aiutare nei fatti i Siracusani,
nella misura pi limitata possibile, ma per il
momento, per non dare limpressione di essere
meno equi nei confronti degli Ateniesi, risultati
tra laltro superiori nella battaglia, dovevano
fornire, a parole, una risposta che andasse bene
per entrambi. Presa quindi questa risoluzione
risposero che, dal momento che veniva ad
esserci una guerra tra due parti entrambe alleate,
giudicavano conforme ai giuramenti non andare
in aiuto, per il momento, di nessuno dei due. E
cos gli ambasciatori di entrambe le parti se ne
andarono
134
.
(F. G.)
134
Trad. A. Izzo DAccinni.
Appendice I
I ceramograf
600-575 a.C. (Cat. A)
(fgure nere)
Si conoscono solo frammenti (attici?) non
attribuiti
1
.
575-550 a.C. (Cat. B)
(fgure nere)
Pittore C (1)
2
Pittore di Taranto (2)
3
Coppe di Siana, non attribuite (2)
4
550-525 a.C. (Cat. C)
(fgure nere)
Vicino a Lydos (1)
5
Coppe dei Piccoli Maestri (1)
6
Pittore del Pharos (1)
7
Non attribuiti (3)
8
525-500 a.C. (Cat. D)
(fgure nere)
Ures Class of Skyphoi A1 (1)
9
Non lontano dal pittore di Lysippides (1)
10
Gruppo di Medea (1)
11
Vicino al pittore di Antimenes (1)
12

Gruppo del Vaticano G 52 (1)
13
Non attribuiti (4)
14
525-500 a.C. (Cat. E)
(fgure rosse)
1
Cat. A1.
2
Cat. B1.
3
Cat. B2; Cat. B3.
4
Cat. B4; Cat. B5.
5
Cat. C1.
6
Cat. C2.
7
Cat. C3.
8
Non sono stati attribuiti ad alcun maestro del Ceramico
di Atene: una lekythos di tipo sub-Deianeira (Cat. C4);
quattro frr. di unaltra lekythos (Cat. C5); una coppa (Cat.
C6).
9
BEAZLEY 1971, 84, 5 (cat. D1).
10
Cat. D2.
11
Cat. D3.
12
Cat. D4.
13
BEAZLEY 1956, 462, 50 (Cat. D5).
14
Non sono stati attribuiti ad alcun maestro del Ceramico
di Atene: due anfore a collo distinto (Cat. D6; Cat. D7);
una lekythos (Cat. D8); una oinochoe (Cat. D9).
Ricorda il pittore di Gales (1)
15
(P.L.)
500-484 a.C. (Cat. F)
(fgure nere)
Pittore di Edimburgo (3)
16
Pittore di diosphos (4)
17
Classe del Leoncino (3)
18
Pittore di Athena (1)
19
Classe di Atene 581, I (1)
20
Classe di Atene 581, II (9)
21
Maniera del pittore di Haimon (3)
22
Gruppo CHC (1)
23
500-484 a.C. (Cat. G)
(fgure rosse)
Pittore di Dutuit (1)
24
461-450 a.C. (Cat. H)
(fgure nere)
offcina del pittore di Athena (2)
25
offcina del pittore della Megera (21)
26
461-450 a.C. (Cat. I)
(fgure rosse)
Hermonax (3)
27
Maniera del pittore di Egisto (1)
28
Pittore di Mykonos (2)
29
15
Cat. E1.
16
HASPELS 1936, 216, 15 (Cat. F1); HASPELS 1936, 217,
38 (Cat. F2); HASPELS 1936, 218, 53 (Cat. F3).
17
HASPELS 1936, 232, 11 (Cat. F4); HASPELS 1936, 235,
65 (Cat. F5); HASPELS 1936, 236, 85 (Cat. F6); Cat. F7.
18
BEAZLEY 1956, 513, 30 (Cat. F8); Cat. F9; Cat.
F10.
19
Cat. F11.
20
Cat. F12.
21
BEAZLEY 1956, 543,143 (Cat. F13); Cat. F14;
BEAZLEY 1956, 550, 327 (Cat. F15); Cat. F16; Cat. F16bis;
Cat. F17; Cat. F18; Cat. F19; Cat. F20.
22
Cat. F21; Cat. F21bis; Cat. F21ter.
23
Cat. F22.
24
BEAZLEY 1963, 308, 20 (Cat. G1).
25
Cat. H1; Cat. H2.
26
Cat. H3; Cat. H4; Cat. H5 ; Cat. H6; Cat. H7; Cat.
H8; Cat. H9; Cat. H10; Cat. H11; Cat. H12; Cat. H13;
Cat. H14; Cat. H15; Cat. H16; Cat. H17; Cat. H18; Cat.
H19; Cat. H20; Cat. H21; Cat. H22; Cat. H23.
27
Cat. I1; Cat. I2; Cat. I3.
28
Cat. I4.
29
Cat. I5; BEAZLEY 1963, 515, 6 (Cat. I6).
F. Giudice et Alii 22
Pittore di Siracusa (1)
30
Pittore del Frutteto (1)
31
Pittore di Alkimachos (1)
32
Pittore di Borea (2)
33
Pittore di Firenze (5)
34
Gruppo di Borea-Firenze (1)
35
Pittore di Londra E 489 (2)
36
Vicino al pittore di Pan (1)
37
Pittore di Leningrado (1)
38
Pittore di Agrigento (1)
39
Primi Manieristi Indeterminati (4)
40
Pittore di Altamura (4)
41
Pittore dei Niobidi (3)
42
offcina del pittore dei Niobidi (2)
43
Pittore dellIdria di Berlino (1)
44
Pittore di Villa Giulia (5)
45
Pittore di Chicago (2)
46
Pittore di methyse (2)
47
Pittore di Providence (1)
48
Pittore della Lekythos di Yale (1)
49
Maniera del pittore di Londra E 342 (1)
50
Pittore di Siracusa 22174 (1)
51

Pittore di Bowdoin e sua maniera (10)
52
Pittore di Atene 1308 (1)
53
Pittore di Icaro (2)
54
offcina del pittore di Icaro (2)
55
Pittore della Seireniske (2)
56
30
Cat. I7.
31
Cat. I8.
32
BEAZLEY 1963, 532, 47 (Cat. I9).
33
BEAZLEY 1963, 538, 26 (Cat. I10); Cat. I11.
34
BEAZLEY 1963, 542, 27 (Cat. I12); 544, 54 (Cat.
I13); Cat. I14; Cat. I15; Cat. I16.
35
Cat. I17.
36
BEAZLEY 1963, 546, 13 (Cat. I18); Cat. I19.
37
BEAZLEY 1939, 634, fg. 12 (Cat. I20).
38
Cat. I21.
39
BEAZLEY 1963, 575, 28 (Cat. I22).
40
BEAZLEY 1963, 586, 48 (Cat. I23); 588, 83 (Cat.
I24); 588, 84 (Cat. I25); Cat. I26.
41
Cat. I27; Cat. I28; Cat. I29; Cat. I30.
42
BEAZLEY 1963, 600, 16 (Cat. I31); Cat. I32; Cat.
I33.
43
Cat. I34; Cat. I35.
44
Cat. I36.
45
Cat. I37; Cat. I38; Cat. I39; Cat. I40; Cat. I41.
46
Cat. I42; Cat. I43.
47
BEAZLEY 1963, 633, 5 (Cat. I44); Cat. I45.
48
BEAZLEY 1963, 642, 109 (Cat. I46).
49
BEAZLEY 1963, 658, 20 (Cat. I47).
50
BEAZLEY 1963, 671, 6 (Cat. I48).
51
Cat. I49.
52
BEAZLEY 1963, 682, 110 (Cat. I50); BEAZLEY 1963,
684, 146 (Cat. I51); BEAZLEY 1963, 685, 175 (Cat. I52);
Cat. I53; Cat. I54; Cat. I55; BEAZLEY 1963, 690, 10 (Cat.
I56); Cat. I57; Cat. I58; Cat. I59.
53
BEAZLEY 1963, 695, 2 (Cat. I60).
54
BEAZLEY 1963, 698, 35 (Cat. I61); Cat. I62.
55
Cat. I63; Cat. I64.
56
BEAZLEY 1963, 702, 15 (Cat. I65); BEAZLEY 1963,
703, 44 (Cat. I66).
Pittore di Siracusa 21975 (1)
57
Pittore di Angers (1)
58
Pittore di Aischines e sua maniera (13)
59
Pittore di Karlsruhe (2)
60
Pittore di Atene 1826 (2)
61
Classe del pittore della Megera (1)
62
Pittore di Sotades (2)
63
Pittore di Anftrite (2)
64
Pittore di Sabouroff (2)
65
Pittore di Pistoxenos (1)
66
Pittore di Bologna 417 (1)
67
Pittore di Comacchio (1)
68
Pittore di Lewis (3)
69
Pittore del Louvre CA 1849 (1)
70
Classe degli Owl Skyphoi (2)
71
Classe dei vasi di San Valentino (3)
72
Non attribuiti (15)
73
450-425 a.C. (Cat. L)
(fgure rosse)
The White-line Class of Squat Lekythoi (1)
74
Pittore di Persefone (2)
75
Pittore della Phiale (5)
76
Polignoto o il suo gruppo (4)
77
57
BEAZLEY 1963, 706, 1 (Cat. I67).
58
BEAZLEY 1963, 706, 4 (Cat. I68).
59
BEAZLEY 1963, 709, 8 (Cat. I69); BEAZLEY 1963, 710,
37 (Cat. I70); BEAZLEY 1963, 713, 135 (Cat. I71); BEAZLEY
1963, 713, 145 (Cat. I72); BEAZLEY 1963, 714, 163 (Cat.
I73); BEAZLEY 1963, 714, 171 (Cat. I74); BEAZLEY 1963,
718, 246 (Cat. I75); Cat. I76; Cat. I77; Cat. I78; Cat.
I79; Cat. I80; Cat. I81.
60
BEAZLEY 1963, 732, 33 (Cat. I82); 733, 58 (Cat.
I83).
61
BEAZLEY 1963, 746, 7 (Cat. I84); 746, 8 (Cat. I85).
62
Cat. I86.
63
Cat. I87; BEAZLEY 1963, 770, 3 (Cat. I88).
64
BEAZLEY 1963, 832, 28 (Cat. I89); Cat. I90.
65
Cat. I91; Cat. I92.
66
BEAZLEY 1963, 862, 28 (Cat. I93).
67
BEAZLEY 1963, 918, 213 (Cat. I94).
68
BEAZLEY 1963, 958, 70 (Cat. I95).
69
BEAZLEY 1963, 974, 32 (Cat. I96); BEAZLEY 1963,
975, 33 (Cat. I97); Cat. I98.
70
BEAZLEY 1963, 979, 9 (Cat. I99).
71
Cat. I100; Cat. I101.
72
Cat. I102; Cat. I103; Cat. I104.
73
Non sono stati attribuiti ad alcun maestro del
Ceramico di Atene: un fr. di cratere a campana (Cat. I105);
un cratere a colonnette (Cat. I106); tre lekythoi (Cat. I107;
Cat. I110; Cat. I111); tre lekythoi aryballiche (Cat. I108;
Cat. I112; Cat. I119); una lekythos a f.b. (Cat. I109); frr.
di cratere di forma indefnita (Cat. I113); un fr. di coppa
(Cat. I114), un fr. di coppa apoda (Cat. I115); tre frr. di
vasi di forma indefnita (Cat. I116; Cat. I117; Cat. I118).
74
Cat. L1.
75
BEAZLEY 1963, 1013, 10 (Cat. L2); Cat. L3.
76
BEAZLEY 1963, 1018, 61 (Cat. L4); BEAZLEY 1963,
1018, 73 (Cat. L5); BEAZLEY 1963, 1018, 74 (Cat. L6);
BEAZLEY 1963, 1022, 132 (Cat. L7); Cat. L8.
77
Cat. L9; Cat. L10; Cat. L11; Cat. L12.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 23
Pittore di Peleo (5)
78
Maniera del Pittore di Peleo (3)
79
Pittore di Coghill (1)
80
Pittore di Curti (1)
81
Pittore di Christie (14)
82
Pittore di Pantoxena (1)
83
Gruppo di Polignoto: Indeterminato (16)
84
Pittore di Biscoe (1)
85
Pittore di Komaris (1)
86
Vicino al pittore di Barclay (2)
87
Pittore di Eupolis (3)
88
Pittore di Danae (2)
89
Pittore di Menelao (1)
90
Pittore di Clio (2)
91
Pittore di Kassel (1)
92
Pittore della Centauromachia del Louvre (3)
93
Pittore di Napoli (5)
94
Pittore di Orfeo (2)
95
Manieristi Tardi: pittore di Oreste (2)
96
Pittore di Hephaistos (2)
97
Pittore del Duomo (1)
98
Pittore di Oxford 529 (2)
99
Gruppo dei Tardo-Manieristi indeterminati (2)
100
78
BEAZLEY 1963, 1038, 2 bis (Cat. L13); 1040, 16
(Cat. L14); Cat. L15; Cat. L16; Cat. L17.
79
BEAZLEY 1963, 1041, 1 (Cat. L18); Cat. L19;
BEAZLEY 1963, 1041, 11 (Cat. L20).
80
Cat. L21.
81
BEAZLEY 1963, 1042, 4 (Cat. L22).
82
BEAZLEY 1963, 1047, 12 (Cat. L23); BEAZLEY 1963,
1047, 22 (Cat. L24); BEAZLEY 1963, 1047, 25 (Cat. L25);
BEAZLEY 1963, 1047, 26 (Cat. L26); BEAZLEY 1963, 1049,
51 (Cat. L27); Cat. L28; Cat. L29; Cat. L30; Cat. L31;
Cat. L32; Cat. L33; Cat. L34; Cat. L35; Cat. L36.
83
BEAZLEY 1963, 1050, 4 (Cat. L37).
84
BEAZLEY 1963, 1053, 32 (Cat. L38); BEAZLEY 1963,
1055, 77 (Cat. L39); BEAZLEY 1963, 1056, 79 (Cat. L40);
BEAZLEY 1963, 1057, 106 (Cat. L41); BEAZLEY 1963, 1058,
108 (Cat. L42); BEAZLEY 1963, 1059, 122 (Cat. L43);
BEAZLEY 1963, 1061, 162 (Cat. L44); Cat. L45; Cat. L46;
Cat. L47; Cat. L48; Cat. L49; Cat. L50; Cat. L51; Cat.
L52; Cat. L53.
85
Cat. L54.
86
BEAZLEY 1963, 1063, 1 (Cat. L55).
87
Cat. L56; Cat. L57.
88
BEAZLEY 1963, 1073, 3 (Cat. L58); BEAZLEY 1963,
1073, 8 (Cat. L59); Cat. L60.
89
BEAZLEY 1963, 1075, 7 (Cat. L61); BEAZLEY 1963,
1076, 1 (Cat. L62).
90
Cat. L63.
91
Cat. L64; Cat. L65.
92
BEAZLEY 1963, 1084, 13 (Cat. L66).
93
Cat. L67; Cat. L68; Cat. L69.
94
BEAZLEY 1963, 1096, 7 (Cat. L70); BEAZLEY 1963,
1097, 13 (Cat. L71); Cat. L72; Cat. L73; Cat. L74.
95
BEAZLEY 1963, 1104, 9 (Cat. L75); Cat. L76.
96
BEAZLEY 1963, 1113, 8 (Cat. L77); Cat. L78.
97
BEAZLEY 1963, 1115, 18 (Cat. L79); BEAZLEY 1963,
1116, 38 (Cat. L80).
98
BEAZLEY 1963, 1117, 1 (Cat. L81).
99
BEAZLEY 1963, 1119, 1 (Cat. L82); BEAZLEY 1963,
1119, 3 (Cat. L83).
100
BEAZLEY 1963, 1121, 19 (Cat. L84); BEAZLEY 1963,
Pittore dellAccademia (2)
101
Pittore del Lavacro (2)
102
Pittore di Hasselmann (1)
103
Pittore di Kleophon e sua maniera (11)
104
Pittore del Dinos (1)
105
Pittore del Louvre G 443 (2)
106
Pittore di Monaco 2335 (2)
107
Pittore di Aison (3)
108
Pittore di Kadmos (1)
109
Gruppo di Rodi 11966 (1)
110
Pittore di Dessypri (3)
111
Pittore di Klgmann (1)
112
Pittore di Selinunte (1)
113
Pittore della Civetta di Palermo e sua classe
(3)
114
Gruppo di Londra E 614 (8)
115
Classe di Salonicco 510 (3)
116
Gruppo di Palermo 16 (2)
117
Pittore di Shuvalov (1)
118
Pittore di Calliope (1)
119
Pittore del Coperchio (1)
120
Pittore di Penelope (1)
121
Classe T: classe di Basilea (1)
122
Non attribuiti (15)
123
1122 (Cat. L85).
101
Cat. L86; Cat. L87.
102
BEAZLEY 1963, 1130, 153 (Cat. L88); Cat. L89.
103
BEAZLEY 1963, 1136, 17 (Cat. L90).
104
BEAZLEY 1963, 1144, 18 (Cat. L91); BEAZLEY 1963,
1147, 65 (Cat. L92); BEAZLEY 1963, 1149, 13 (Cat. L93);
Cat. L94; Cat. L95; Cat. L96; Cat. L97; Cat. L98; Cat.
L99; Cat. L100; Cat. L101.
105
BEAZLEY 1963, 1153, 17 (Cat. L102).
106
BEAZLEY 1963, 1160, 2 (Cat. L103); Cat. L104.
107
Cat. L105; Cat. L106.
108
BEAZLEY 1963, 1176, 21 (Cat. L107); Cat. L108;
Cat. L109.
109
BEAZLEY 1963, 1184, 4 (Cat. L110).
110
BEAZLEY 1963, 1196, 4 (Cat. L111).
111
BEAZLEY 1963, 1198, 12 (Cat. L112); 1198 (Cat.
L113); Cat. L114.
112
BEAZLEY 1963, 1199, 18 (Cat. L115).
113
BEAZLEY 1963, 1200, 2 (Cat. L116).
114
BEAZLEY 1963, 1201, 3 (Cat. L117); Cat. L118;
Cat. L119.
115
BEAZLEY 1963, 1687 (Cat. L120); BEAZLEY 1963,
1202, 14 (Cat. L121); BEAZLEY 1963, 1202, 16 (Cat.
L122); Cat. L123; Cat. L124; Cat. L125; Cat. L126;
Cat. L127.
116
Cat. L128; Cat. L129; Cat. L130 (Vd. COOK 1991,
209-230).
117
BEAZLEY 1963, 1204, 2 (Cat. L131); Cat. L132.
118
Cat. L133.
119
BEAZLEY 1963, 1263, 82 (Cat. L134).
120
BEAZLEY 1963, 1283, 23 (Cat. L135).
121
Cat. L136.
122
BEAZLEY 1963, 1549, 19 (Cat. L137).
123
Non sono stati attribuiti ad alcun maestro del
Ceramico di Atene: unanfora a collo distinto (Cat. L138);
quattro lekythoi (Cat. L139; Cat. L142; Cat. L143; Cat.
L150); un lebes gamikos (Cat. L140); una coppa apoda
(Cat. L141); sei lekythoi aryballiche (Cat. L144; Cat.
L145; Cat. L146; Cat. L147; Cat. L148; Cat. L149); un
F. Giudice et Alii 24
425-400 a.C. (Cat. M)
(fgure rosse)
Pittore di Camarina (4)
124
Pittore del Toro (2)
125
Pittore di Ferrara T.28 (1)
126
Pittore di Bonn 2053 (2)
127
Gruppo di Vienna 943 (1)
128
Pittore della Sfnge di Mainz (1)
129
Pittore dellAncella del Louvre (1)
130
Pittore di Al Mina (1)
131
Pittore Arruffato (1)
132
Pittore di Canea (3)
133
Non attribuiti (8)
134
(G.S.C.)
Appendice II
TABELLA DEI CONTESTI DI RINVENIMENTO
N.B. La bibliografa indicata solo quella specifca sul
contesto.
B3 Coppa (Siana) a f.n. attribuita alla tarda produzione
del pittore di Taranto: Band and Ivy Group (H.A.G.
Brijder).
Necropoli di Rifriscolaro, sep. 1522.
PELAGATTI 1980-81, 720: un cenno merita anche la
frequenza di elementi lignei rinvenuti allinterno delle
sepolture: resti di casse e di assiti usati come coperture
o per isolare lo scheletro dal piano di roccia: un caso
singolare quello offerto dalla imponente cella ipogeica T.
1522. Allinterno una tavola disposta longitudinalmente e
sorretta nei lati corti da due travetti ricopriva lo scheletro
e nello stesso tempo fungeva da mensola per parte del
corredo: lekythoi samie e coppa di Siana; il resto del
corredo, cinque lydia per unguenti profumati, era presso
lo scheletro.
Bibl.: PELAGATTI 1980-81, 720, tavv. 158-159.
cratere a colonnette (Cat. L151); un askos (Cat. L152).
124
BEAZLEY 1963, 1331, 1 (Cat. M1); 1331, 2 (Cat.
M2); 1331, 3 (Cat. M3); Cat. M4.
125
Cat. M5; Cat. M6.
126
Cat. M7.
127
Cat. M8; Cat. M9.
128
Cat. M10.
129
Cat. M11.
130
Cat. M12.
131
Cat. M13.
132
Cat. M14.
133
BEAZLEY 1963, 1369, 2 (Cat. M15); BEAZLEY 1963,
1369, 3 (Cat. M16); Cat. M17.
134
Non sono stati attribuiti ad alcun maestro del
Ceramico di Atene: una oinochoe (Cat. M18); sei lekythoi
aryballiche (Cat. M19; Cat. M20; Cat. M21; Cat. M22;
Cat. M23; Cat. M24); una chous (Cat. M25).
C5 Lekythos a f.n., frr. di, non attribuita.
D2 Anfora a collo distinto a f.n. ricollegabile ad un
gruppo non lontano dal pittore di Lysippides (G. Di
Stefano).
D3 Anfora a collo distinto a f.n. Pu rientrare nella
cerchia di Antimenes (G. Di Ste fano), gruppo di Medea
(E. Kunze-Gotte).
Necropoli Rifriscolaro, sep. 497.
PELAGATTI 1976, 43-46: La tomba 497 era situata su di
un piccolo pianoro a Sud-Est dellarea delle tombe pi
antiche, circa 150 m. a Sud della strada scoperta nel 1974
(fg. 3). . La tomba faceva parte di un gruppo di altre
sepolture databili alla seconda met del VI sec. Era del tipo
che usiamo defnire a fossa con risega, consistente cio
in una fossa (di m. 2x0,70) scavata nel calcare roccioso,
piuttosto tenero, che , alla profondit di m. 0,70 si riduce
ad una fossa pi ristretta (m. 1,50x0,50). In superfcie non
si rinvenne alcuna lastra di copertura. Il piano della risega
presentava in ogni angolo un incavo di forma rettangolare
mentre due coppie di incavi analoghi erano state praticate
al centro dei lati lunghi: si pu supporre che tali incavi
fossero stati eseguiti per ricevere i montanti e le due tavole
trasversali del letto funebre. Alle due estremit della fossa,
sul fondo, erano collocate due anfore attiche a fgure nere,
luna chiusa da un coperchietto nella medesima ceramica,
laltra con pietra. Altre pietre collocate sopra e ai lati dei
vasi erano servite ad ancorarli in posizione verticale al
terreno, offrendo al tempo stesso uneffcace protezione.
Le pareti, sotto la risega, presentavano evidenti tracce di
bruciato: ala loro superfcie aderiva infatti un sottile strato
cinerizione diamo un elenco e una breve descrizione:
coppa ionica del tipo B2, bruciata e incompleta; coppa
attica a basso piede, mancante di circa la met e delle
anse, tipo C; lucerna attica, bruciata, tipo Agor IV, n.
147, p. 42; frammenti di piccolo vaso multiplo (kernos
?) attico (s.inv.). Sul fondo della fossa, quasi al centro,
fu rinvenuta la parte superiore bruciata e frammenti del
corpo di una grande e bellissima lekythos attica a fgure
nere il cui orlo era fssato al corpo da piccole grappe
di bronzo applicate per un restauro operato in antico
Intatte, apparentemente mai usate, e senza alcuna traccia
di bruciatura sulla superfcie, erano le due anfore in cui
erano state raccolte le ossa combuste.
Bibl.: PELAGATTI 1974, 30-31; PELAGATTI 1976, 43-46, fgg.
4-12.
D1 Skyphos a f.n. attribuito alla Ures class of skyphoi
A1 (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 201 (81).
ORSI 1904, cc. 814-815, sep. 201 (81): Giaceva
nellinterno della costruzione circolare, di cui si parler
pi avanti, ed alla profondit di m. 1,50; era una piccola
area di ustrino di circa mezzo metro quadrato, contenente
numerosi rottami di piccolo vasellame arcaico, diverso,
cronologicamente, dalla massa di quello dato dalle tombe
esistenti sullorlo del bosco e fuori di esso. Tra codesti
rottami si pot riconoscere: grande skyphos o meglio kotyle
restaurata da piccoli frammenti con numerose lacune...
Rottami di unanfora a f.n. scadentissime e frammenti
di oenochoe a bocca circolare; gli altri erano rottami
insignifcanti. Il sepolcro appartiene al VI secolo.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 814 - 815, sep. 201 (81), fg. 34.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 25
H1 Lekythos a f.n. attribuita all offcina del pittore di
Athena (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 550.
LANZA 1990, 19, sep. 550: A cappuccina di tre paia di
tegole, dir. 110-290, a m. 2 di profondit. Al costato
destro poggiava inclinata una lekythos nera a palmette
ioniche sulle spalle, alta cm. 25. Alla mano destra una
bella lucerna nera ombelicata ed uno skyphos nero in
frantumi, di pi un ago di bronzo rotto.
Bibl.: LANZA 1990, 19, sep. 550, tav. 5.
H2 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore di
Athena (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 900.
LANZA 1990, 65, sep. 900: Area di ustrino di mq. 1, con
ossa cremate. Conteneva tre kylikes nere in frantumi ed
uno scodellino a calotta. di pi una lekythos mezzana.
Bibl.: LANZA 1990, 65, sep. 900, tav. 34.
H3 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 803.
LANZA 1990, 54, sep. 803: Anfora con bocca a n-E,
chiusa da una scaglia; conteneva una piccola lekythos a
palmette nere su rosso.
Bibl.: LANZA 1990, 54, sep. 803, tav. 26.
H4 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
H5 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 993.
LANZA 1990, 77, sep. 993: Formato di due vaschette
rettangolari riunite al labbro, capovolta luna sullaltra,
dir. 290-110, dimensioni di circa m. 0,76 x 0,46 largh.
x 0,21 alt.. Appena tracce dello scheletrino; al centro
una massa di piccolo vasellame: lekane attica nera con
coperchio; prochoe nera a beccuccio con otto palmette
sulle spalle; una coppia di boccalettini ansati con ventre
baccellato; un paio di minuscole lekythoi a fondo bianco
con giro dellera; due lekythoi ariballiche nere; piattello
(diam. cm. 10,5) con triplice ordine di palmette impresse;
uno skyphos nero.
Bibl.: LANZA 1990, 77, sep. 993, tav. 43.
H6 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 580.
LANZA 1990, 24, sep. 580: A cappuccina di un solo
paio, dir. 280-100. Cranio non riconosciuto; a lato una
lekythos a foglie dedera e reticolato.
Bibl.: LANZA 1990, 24, sep. 580, tav. 8.
H7 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 630.
LANZA 1990, 32, sep. 630: A cappuccina di due paia di
tegole, dir. Est-Ovest, col cranio ad Est, alla mano sinistra
una piccola lekythos a foglie dellera su fondo bianco
consunto; al cranio una scodellina a calotta nera ed un
boccale grezzo.
Bibl.: LANZA 1990, 32, sep. 630, tav. 12.
H8 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 688.
LANZA 1990, 38, sep. 688: A cappuccina di due paia di
tegole, dir. 10-190, cranio a nord; ai piedi una piccola
lekythos a fondo bianco, con giro di ellera, consunta.
Bibl.: LANZA 1990, 38, sep. 688, tav. 15.
H9 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 692.
LANZA 1990, 40, sep. 692: A cappuccina con due soli
tegoloni con teste, dir. Est-Ovest esatto, con tegolone di
fondo. del bambino, come naturale, nessuna traccia,
per vi sono tre vasetti: skyphos nero, bella e fresca lekane
in creta gialla e coperchio gradinato, piccola lekythos a
fondo bianco con giro di foglie e fori dellera.
Bibl.: LANZA 1990, 40, sep. 692, tav. 18.
H10 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 947.
LANZA 1990, 71, sep. 947: ustrinum di circa un mq., con
ossa cremate ed una lekythos a fondo bianco con giro di
ellera, mezzana.
Bibl.: LANZA 1990, 71, sep. 947, tav. 40.
H11 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 963.
LANZA 1990, 73, sep. 963: A cappuccina di un paio di
tegole, dir. E-O, col cranio ad Est. Alla mano sinistra
una zuppierina a fogliette sulle spalle, alla mano destra
una piccola lekythos a palmette nere, uno skyphos ed una
piccola olpe nera.
Bibl.: LANZA 1990, 73, sep. 963, tav. 40.
H12 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (G. Giudice).
H13 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1374.
LANZA 1990, 136, sep. 1374: A cappuccina di solo un paio
di tegole, dir. SO-nE, senza tracce di ossa; nellinterno
tre vasettini grezzi ed allesterno una piccola lekythos a
palmette.
Bibl.: LANZA 1990, 136, sep. 1374, tav. 93.
H17 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (G. Salina).
Necropoli di Passo Marin aro, sep. 43.
SALIBRA 1999, tomba n. 43: Inumazione in cappuccina,
E-O, cranio ad Est; sotto il cranio, a sinistra: lekythos a
fondo bianco, olpetta a vernice nera lucida ; sotto il
braccio destro lucerna a vernice nera; buca scavata nel
tufo, scheletro deposto su lastre.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 43.
H21 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (G. Salina).
Necropoli di Passo Marina ro, sep. 55.
SALIBRA 1999, tomba n. 55: Inumazione in cappuccina,
E-O, cranio ad Est; sotto la spalla sinistra, lekythos a
F. Giudice et Alii 26
fondo bianco, frammenti di kylix a vernice nera;
scheletro deposto su tegole.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 55.
H23 Lekythos a f.n. attribuita alloffcina del pittore
della Megera (V. Rizzone)
Necropoli di Passo Marin aro, sep. 349 (226).
ORSI 1904, c. 841, sep. 349 (226): Simile [Piccola
cappuccina] per adulto, dir. est ad ovest con 10 dev. sud, e
scheletro dal cranio ad est. Al braccio d. piccola lekythos
con palmette n. su fondo bianco, skyphos n., scodelletta
grezza..
Bibl.: ORSI 1904, c. 841, sep. 349 (226).
I10 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Borea (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 891.
LANZA 1990, 63, sep. 891: In un cavo della roccia ad un
metro dal piano di campagna, un lastrone orizzontale di
arenaria di circa 90 x 50 cm. di sotto sabbia; dopo 90
cm. appare una tegola, quindi sotto di essa un cratere a
colonnette frantumato per il peso: conteneva le solite ossa
cremate e due alabastra in frantumi.
Bibl.: LANZA 1990, 63, sep. 891, tav. 33.
I12 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Firenze (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 974.
LANZA 1990, 74, sep. 974: Ad un metro di profondit nella
sabbia vergine si trov un nono vaso, coperto da un rozzo
bacile capovolto. Era uno dei soliti crateri a colonnette
alto cm. 40. nellinterno ampia pisside nero-iridescente e
poche ossa cremate.
Bibl.: LANZA 1990, 74, sep. 974, tav. 42.
I13 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Firenze (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 127 (8).
ORSI 1904, cc. 793-794, sep. 127 (8): Alla profondit di m.
1,80 si segnal una tegola, la quale proteggeva un vaso a
colonnette, deposto in un cavo delle sabbie vergini e pieno
a met di ossa cremate. Ad un paio di metri di distanza
dal vaso, ed a soli cm. 80 di profondit si trov anche
larea dove era avvenuta la del cadavere, estesa
circa un m. q. con abbondanti ceneri e carboni, ed un solo
frammento di osso dimenticato nella .
Bibl.: ORSI 1904, c. 794, sep. 127 (8), tav. 48.
I15 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Firenze (R. Salibra).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1157.
LANZA 1990, 108-109, sep. 1157: Grande cratere a
colonnette, calato in un fosso del tiparo giallo a m. 2 di
prof., esso era coperto di una tegghia o meglio bacile
piatto a beccuccio, rustico, questo alla sua volta difeso da
una tegola orizzontale. Attorno al ventre del vaso erano
collocate due kylikes nere combacianti, senza manichi
(diam. cm. 17,50) ed inferiormente a queste un alabastron
di alabastro. Il vaso ossuario, racchiudente ossa cremate,
era uno dei soliti crateri, ma grande perch alto cm. 45, di
perfetta conservazione...
Bibl.: LANZA 1990, 108, sep. 1157; SALIBRA 2002, 8-10, n.
3, fgg. 7-10; SALIBRA 2006, 342, fg. 5.
I19 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Londra E 489 (R. Salibra; G. Giudice).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 47.
SALIBRA 1999, tomba n. 47: Incinerazione in cratere,
vertic. in una buca; allinterno ossa bruciate; pietre di
protezione e uno spezzone di tegola come coperchio.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 47.
I22 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Agrigento (M. Robertson).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 385 (261).
ORSI 1904, c. 855, sep. 385 (261): Alla profondit di m.
1,25 dal piano di campagna una tegola protetta da un letto
di ciottolame mezzano ricopriva la bocca di una grande
kelebe o vaso a colonnette, intatto, a f.r., a mm. 435 e
colmo sino a met di abbondanti ceneri con ossa cremate
relativamente scarse.
Bibl.: ORSI 1904, c. 855, sep. 385 (261), tav. 53.
I35 Frammento a f.r. attribuito alloffcina del pittore
dei Niobidi (probabilmente pit tore dei Satiri Villosi)
(G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 532.
LANZA 1990, 15, sep. 532: Fossa or. 110-290, ad appena
un metro di profondit, per un lato scavata nella sabbia
vergine, nellaltro fancheggiata da pezzi messi in coltello,
ma senza coperture. La lunghezza era di circa 2 metri e vi
erano sparsi ossa cremate piccole e rottami di una piccola
kylix nera a sagoma curva ed un grosso chiodo di ferro. di
sopra un coccio di vaso (hydria?) .
Bibl.: LANZA 1990, 15, sep. 532; 92, n. 83, tav. 54.
I44 Cratere a campana a f.r., frr. di, attribuito al pittore
di Methyse (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 901.
LANZA 1990, 92, sep. 901: Area di ustrinum di 1 mq. con
ossa cremate, dentro cui erano i rottami di due kylikes nere
e numerosi pezzetti di un cratere.
Bibl.: LANZA 1990, 92, sep. 901, nn. 80-82, tav. 55.
I48 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Atene 1826 (E.
Buschor) e al gruppo che richiama il pittore di Londra
E 342 o il pittore dellEtiope (J.D. Beazley).
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 27
Sep. 993 P. m.
I84 Lekythos a fondo bianco attribuita al pittore di
Atene 1826 (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 369 (245).
ORSI 1904, cc. 845-847, sep. 369 (245): Cassetta di tegole
per adulto, dir. est a ovest con 10 dev. sud-est-est ed a m.
2,90 dal piano di campagna; lo scheletro era adagiato col
cranio ad est. Al gomito d. esso aveva una lekythos a f.r. a.
cm. 30, fresca ed intatta...Presso la lekythos un alabastro
di alabastro. Al gomito sin. giaceva unaltra lekythos a.
cm. 23 a fondo bianco...
Bibl.: ORSI 1904, cc. 845-847, sep. 369 (245), fgg. 56-57.
I49 Anfora a f.r. attribuita al pittore di Siracusa 22174
(G. Salina) e allomonimo vasaio (J. Euwe)
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 46.
SALIBRA 1999, tomba n. 46: Inumazione in cappuccina,
E-O; allesterno: anfora nolana a fgure rosse, 3 lekythoi
aryballiche acrome, skyphos a vernice nera, lucerna a
vernice bruna, ago in bronzo.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 46.
I50 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Bowdoin (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 267 (147).
ORSI 1904, c. 823, sep. 267 (147): Cassetta formata di nove
tegole, e coperta di quattro lastre di pietra; dimensioni m.
1,60 x 0,50 x 0,50. Lo scheletro col cranio ad est teneva
alla mano sin. la lekythos, alt. cm. 24, freschissima...
Bibl.: ORSI 1904, c. 823, sep. 267 (147), fg. 40.
I51 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Bowdoin (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 358 (234).
ORSI 1904, cc. 843-844, sep. 358 (234): Baule fttile
mezzano, dir. sud-est-est a nord-ovest-ovest con scheletro
dal cranio a sud-est-est; al gomito sin. esso aveva una
lekythos n. a. cm. 23 con palmette sulle spalle; al gomito d.
altra lekythos gemella...
Bibl.: ORSI 1904, c. 843, sep. 358 (234), fg. 55.
I62 Lekythos aryballica a f.r. attribuita al pittore di
Icaro ? (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 444 (318).
ORSI 1904, cc. 868-873, sep. 444 (318): Area di ustrinum
a poca profondit (cm. 50) e di poca estensione, contenente
ceneri, carboni, ed ossa cremate, alcune delle quali
certamente di animali; di pi in massa di piccoli oggetti
tutti frammentati ...Vetro. Frammenti di una delle note
anforette cuoriformi greco-fenicie policrome...; frammenti
di un alabastron dello stesso genere...; frammenti di un
alabastron di alabastro. Figure fttili. Due esemplari di quei
giocattoli in forma di pupattole, colle gambe e le braccia
snodate...due fgurine muliebri sedute col polos in capo...
Grande simulacro fttile di Afrodite...due colombine, una
delle quali in frammenti. Vasi. Quattro minuscole lekythoi
aryballiche nere; Piccolo alabastron conico a vernice
nera e fondo piano. Askos grezzo incompleto in forma
di animale...Piccola lekane n. con coperchio. Lucernetta
e piattello grezzi. Scodelletta slabrata grezza...Vera poi
una massa di piccolo vasellame nero frantumato, skyphoi,
kylikes, scodellini; in tutto una trentina di esemplari...Era
un sepolcro di fanciulla, anzi di assai tenera fanciulla,
le cui ossa cremate eran ridotte ad un piccolo pugno di
avanzi...
Bibl.: ORSI 1904, cc. 868-873, sep. 444 (318), fgg. 73-76.
I64 Lekythos (secondary shape) a f.r. attribuita
alloffcina del pittore di Icaro (R. Salibra).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 39.
SALIBRA 1999, tomba n. 39: Inumazione in cappuccina,
SE-nO, cranio a SE; sotto il braccio sinistro: lekythos a
fgure rosse..; buca scavata nel tufo.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 39.
I68 Lekythos (secondary shape) a f.r. attribuita al pittore
di Angers (J.D. Beazley).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 302 (180).
ORSI 1904, c. 834, sep. 302 (180): Anfora adagiata
contenente ossa di bambino ed una piccola lekythos..
Bibl.: ORSI 1904, c. 834, sep. 302 (180), fg. 46.
I70 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Aischines (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 878.
LANZA 1990, 62, sep. 878: Anfora verticale senza nessuna
traccia e di sotto una tomba a baule, dir. SE-nO, col cranio
a SE. Alla mano destra una lekythos nera, alt. cm. 20, con
fgura rossa di conservazione fresca. diam. del cavo
m. 1,80 x 0,60; dal piano di campagna m. 1,80.
Bibl.: LANZA 1990, 62, sep. 878, tav. 29.
I74 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Aischines (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 276 (156).
ORSI 1904, c. 825, sep. 276 (156): Cassetta rettangolare
di tegole con scheletro dal cranio ad est; presso di questo
giaceva uno skyphos grezzo, ed ai piedi una lekythos a f.r.,
ricomposta con qualche lacuna ed a. cm. 31...
Bibl.: ORSI 1904, cc. 825-826, sep. 276 (156), fg. 41.
I76 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Aischines (G.
Salina).
Necropoli di Passo Marina ro, sep. 69.
SALIBRA 1999, tomba n. 69: Inumazione in cappuccina,
S-n, cranio a Sud; ai piedi, olpe con parte sup. a vernice
rossastra ; tra le gambe, lekythos a fgure rosse; pietre
per protezione.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 69.
I79 Lekythos a f.r. correlata con il pittore di Aischines
(G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 594.
F. Giudice et Alii 28
Sep. 444 P. m.
LANZA 1990, 26, sep. 594: A cappuccina di due paia di
tegole, dir. E-O, cranio ad Est. Esternamente addossata alle
tegole si raccolse una grande terracotta disgraziatamente
mancante della testa e delle gambe. nellinterno della
tomba fra i piedi una piccola lekythos a fgure.
Bibl.: LANZA 1990, 26, sep. 594, tav. 9.
I80 Lekythos a f.r. attribuita alla maniera del pittore di
Aischines (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marina ro, sep. 715.
LANZA 1990, 42, sep. 715: Piccolo baule fttile coperto
con due paia di tegole a cappuccina. dir. 110-290,
dimensioni del cavo: lungh. 1,16 x 0,54. ...Lo scheletro
aveva il cranio ad Est. Al braccio vi era una lekythos a f.r.,
alta cm 22,50 ...
Bibl.: LANZA 1990, 42, sep. 715; SALIBRA 2002, 13-14, n.
6, fg. 16 a-b.
I86 Lekythos a f.r. attribuita alla classe del pittore della
Megera (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 531.
LANZA 1990, 15, sep. 531: A cappuccina per adulto,
dir. Est-Ovest, col cranio ad Est. Alla spalla sinistra una
piccola lekythos in frammenti.
Bibl.: LANZA 1990, 15, sep. 531, tav. 3.
I88 Coppa apoda a f.r. correlata al pittore di Sotades
(J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1364.
LANZA 1990, 135, sep. 1364: ustrinum con piccole ossa
minutamente cremate, alla prof. di m. 1,40, della estensione
di oltre un metro quadrato, contenente parecchi vasi
alterati dal fuoco e ridotti in minuti frammenti. Riconosco
una lekythos a f.r., e poi il pezzo pi notevole una kylix
senza gambo, con gola.
Bibl.: LANZA 1990, 135, sep. 1364, tav. 93.
I95 Lekythos aryballica a f.r. attribuita al pittore di
Comacchio (J.D. Beazley).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 328 (206).
ORSI 1904, c. 837, sep. 328 (206): Sarcofago o baule
fttile, dir. est ad ovest con 20 dev. sud-est, deposto nelle
sabbie alla prof. di m. 2,50, con labbro aggettante per
appoggiarvi la coverta carenata; in tutto uguale quindi
ai bauli frequentissimi a Gela, dalle cui fabbriche potr
forse derivare anche il nostro esemplare; le dimensioni
interne erano di m. 1,72 x 0,73 x 0,48. Esso conteneva uno
scheletro col cranio ad est, alla cui mano d. una piccola
lekane grezza con coperchio in creta giallastra purissima
quasi untuosa, ed un alabastron di alabastro in frantumi.
Esternamente, in corrispondenza al pi d. si raccolse la
lekythos ariballica a f.r. a. cm. 16...
Bibl.: ORSI 1904, cc. 837-838, sep. 328 (206), fg. 50.
I100 Skyphos a f.r. attribuito alla classe degli Owl
Skyphoi (G. Giudice).
Necropoli di Passo Mar inaro, sep. 374 (250).
ORSI 1904, c. 848, sep. 374 (250): Baule fttile di medie
dimensioni (cavo m. 1,60 x 0,65 x 0,48) dir. nord-est sud
a ovest contenente uno scheletro dal cranio a sud-est. Al
braccio d. ed al sin. Esso teneva due piccoli alabastra; alle
due mani due skyphoi n.; al pi d. uno skyphos con una
delle anse verticali; nello stesso punto una lucerna nera
ombelicata ed un boccaletto in forma di attingitoio
Bibl.: ORSI 1904, cc. 848-850, sep. 374 (250), fg. 59.
I106 Cratere a colonnette a f.r.. La mancata analisi
autoptica del vaso non consente unattribuzione certa.
Lo schema iconografco ri chiama la produzione del
pittore dei Niobidi, qualche dettaglio dello stile quella
del gruppo Borea-Firenze (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 280 (159 bis).
ORSI 1904, cc. 826-827, sep. 280 (159 bis): Sotto
lustrino, in un cavo delle sabbie vergini e protetto da una
tegola si rinvenne un grande vaso a colonnette, contenente
abbondanti ossa cremate. Posata sulla tegola di protezione
stava una strigile di bronzo...
Bibl.: ORSI 1904, cc. 826-827, sep. 280 (159 bis), tav. 50.
I107 Lekythos a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1466.
LANZA 1990, 150, sep. 1466: ustrinum di circa 70 cm. q.,
senza tracce di ossa, ma con una piccola lekythos
Bibl.: LANZA 1990, 150, sep. 1466; SALIBRA 2002, 14-15,
n. 7 (Potrebbe provenire dalla sepoltura 1466 ), fg.
17.
I111 Lekythos a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 77.
ORSI 1904, c. 786, sep. 77:Fossetta superfciale nella
sabbia con uno scheletro cremato in posto, senza ulteriore
protezione di coperte; in un angolo piccola lekythos a
fondo nero.
Bibl.: ORSI 1904, c. 786, sep. 77, fg. 6.
I116 Frammento a f.r. non attribuito.
L24 Cratere a campana a f.r., frr. di, attribuito al pittore
di Christie (J. D. Beazley).
L43 Anfora a collo distinto a f.r., frr. di, attribuita al
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 29
Sep. 369 P. m.
gruppo di Polignoto: indeterminato (J. D. Beazley).
L51 Frammento a f.r. attribuito al gruppo di Polignoto
(G. Giudice).
L93 Cratere a calice a f.r., frr. di, attribuito alla maniera
del pittore di Kleophon (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, adiacenze sep. 819.
LANZA 1990, 56, sep. 819: Idem [Ustrinum di un mezzo
mq. senza ossa], idem [280-100], cranio ad E, senza
oggetti. nelle fancate erano collocati grandi pezzi a f.r. di
una hydria e di un cratere. nel primo periodo degli scavi
in questa vicinanza si raccolsero altri grandi pezzi.
Bibl.: LANZA 1990, 56, sep. 819; 89, nn. 54, 55, 56, 58, 59-
60, tav. 52; 90, n. 57, tav. 53.
L1 Lekythos aryballica a f.r. attribuita alla White-line
class of squat lekythoi (G. Giu dice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1187.
LANZA 1990, 111, sep. 1187: A cappuccina di due paia,
dir. 300-120. Al cranio piccola lekythos
Bibl.: LANZA 1990, 111, sep. 1187, tav. 20.
L2 Pelike a f.r. attribuita al pittore di Persefone (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 903.
LANZA 1990, 65, sep. 903: In un cavo della sabbia-roccia,
alla profondit di m. 0,60, un bacile dei soliti, capovolto,
diam. cm. 28: sotto vi era una pelike piena di ossa, con
coperchietto grezzo, intatta, freschissima. Il bacile di
copertura, salvo le dimensioni era identico a quello del
sepolcro 875.
Bibl.: LANZA 1990, 65, sep. 903, tav. 37.
L20 Hydria a f.r. attribuita alla maniera del pittore di
Peleo (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 578.
LANZA 1990, 23-24, sep. 578: Grande hydria nera con
due fasce di fgure, alta cm. 47; era in un cavo del suolo
a piccola profondit (bocca a m. 0,30) coperta da una
scaglia e a met colma di grosse ossa cremate. Allesterno
un boccaletto grezzo.
Bibl.: ORSI 1915, 183; LANZA 1990, 23-24, sep. 578, tav.
7.
L22 Cratere a campana a f.r. attribuito al pittore di
Curti (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 289 (168).
ORSI 1904, c. 829, sep. 289 (168): A m. due dal detto
ustrino, e ad uno solo dal piano di campagna apparve
una tegola che proteggeva un grande ed intatto cratere
a campana a f.r. con entro abbondanti ossa cremate,
provenienti, penso, dalla vicina bruciatura.
Bibl.: ORSI 1904, 829, sep. 289 (168), tav. 51.
L23 Cratere a campana a f.r. attribuito al pittore di
Christie (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 602 bis.
LANZA 1990, 27, sep. 602 bis: Area di ustrino di m. 2 x 1,
senza ossa. Allestremit un cratere a campana in frantumi,
ridotto solo a met.
Bibl.: LANZA 1990, 27, sep. 602 bis, nn. 70, 73-74, tavv.
53-54.
L27 Hydria, a f.r. attribuita al pittore di Christie (J.D.
Beazley).
L103 Hydria a f.r. attribuita al pittore del Louvre G 443
(J.D. Beazley).
L104 Hydria a f.r. Appartiene al ciclo del ceramografo
della Coll. Christie (P.E. Arias) e Confronta con il
pittore del Louvre G 443 (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1222.
LANZA 1990, 120, sep. 1222: Grande tomba di pezzi a
due flari, chiusa da quattro copertoni dir. 100-280; essa
rappresentava una novit poich conteneva un grandioso
baule fttile col suo coperchio carenato in due pezzi. Lo
scheletro era disteso col cranio verso E; alla gamba sin.
una bella e media hydria a f.r., alla des. una lucerna
ombelicata nero ebano ed una piccola lekythos aryballica
con fgurina muliebre nonch un orcioletto grezzo in
pezzi ovolare. Alla mano des. una lametta o spatoletta di
bronzo senza taglio, rotta al manico, e l. mm. 75. Alle due
spalle des. e sin. altre due hydrie gemelle per disegno e
dimensioni alle precedenti, ma di esse una a met distrutta.
Va ancora notato che sopra i copertoni vi era uno dei soliti
boccaletti grezzi di cui la necropoli ci ha dato diecine di
esemplari e nellinterno della cassa alle testate ed ai piedi
erano due e due (quattro) arpioni di ferro a doppio gambo
con tracce di fbbre legnose, i quali sembrano fossero
destinati a maneggiare un assito sul quale sarebbe stato
disteso il morto; forse una specie di letto funebre adibito
nella e nella e poi deposto col morto
stesso nel sepolcro.
Bibl.: ORSI 1907, 484; LANZA 1990, 120, sep. 1222, nn. 1-3,
tav. 81.
L37 Cratere a calice a f.r. attribuito al pittore di
Pantoxena (J.D. Beazley).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 524 (400).
ORSI 1904, c. 888, sep. 524 (400): Alla prof. di m. 2,50
un tegolone messo di piano copriva la bocca di un piccolo
cratere a f.r., a. cm. 35, diam. bocca cm. 33, contenente ossa
giovanili abbruciate...Esternamente erano appoggiate alle
anse due piccole kylikes nere...; una conteneva una strigile
in bronzo, laltra un bocchino di aryballos in bronzo,
oggetti della palestra, appartenuti al giovane cremato.
Bibl.: ORSI 1904, c. 888, sep. 524 (400), tav. 56.
L45 Cratere a campana a f.r. attribuito al gruppo di
Polignoto (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1252.
LANZA 1990, 124, sep. 1252: In un pozzetto profondo
oltre 2 m. si trov un cratere a campana coperto di un
piatto rustico a beccuccio, di un tipo che frequente negli
scarichi di Gela e di Camarina. Conteneva abbondanti
ossa cremate ed era tutto nero. In tutta prossimit si
trov anche il corrispondente ustrino con minime tracce
delle ossa sfuggite nella , una lucernetta, uno
skyphos ed un vasetto a calotta neri.
Bibl.: LANZA 1990, 124, sep. 1252, tav. 84.
L47 Cratere a calice a f.r. attribuito a Polignoto o il suo
gruppo (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 93.
ORSI 1904, c. 787, sep. 93: Idem [Di tegole a cappuccina],
idem [con scheletro dal cranio ad est]. Al di sopra delle
tegole di chiusa stavano i rottami di un cratere a f.r. ed il
fondo di un altro. I pezzi erano stati spostati dai precedenti
F. Giudice et Alii 30
lavori di coltura, e tutto fa credere, tenendo conto
delle consuetudini rituali che si vedono costantemente
osservate nelle necropoli camarinesi, che codesti due vasi
contenessero ognuno ossa cremate
Bibl.: ORSI 1904, cc. 785-786, sep. 93, fg. 10.
L55 Cratere a campana a f.r. attribuito al pittore di
Komaris (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 503 (378).
ORSI 1904, cc. 883-884, sep. 503 (378): Alla prof. di
appena 1 m., poggiato sulla sabbia vergine, assicurato
in giro da piccole pietre, e protetto da una mezza tegola,
giaceva un piccolo cratere a campana, a. cm. 30, diam.
Bocca cm. 30. nellinterno del vaso superiormente
erano distribuiti: un manico di strigile in ferro, una bella
lucerna ombelicata n. con fascia rossa, uno scodellino a
calotta, una piccola kotyle n. a manico verticale, il labbro
di un vasetto (forse un aryballos) in bronzo. Sul fondo una
modica quantit di ossa cremate.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 883-884, sep. 503 (378), tav. 55.
L57 Cratere a campana a f.r., fr. di, vicino al pittore
di Barclay, probabilmente opera di un imitatore Tardo
-manierista (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 413 (288).
ORSI 1904, c. 862, sep. 413 (288): Alla prof. di poco pi
di un m., sotto una breve area di ustrino di circa cm. 60 x
60, dentro un piccolo cavo della sabbia vergine, coperto
da un piatto grezzo capovolto (diam. Cm. 32), giaceva un
piccolo cratere a campana perfettamente intatto, a. mm.
268, diam. mm. 302, contenente sino a met minute ossa
cremate.
Bibl.: ORSI 1904, c. 862, sep. 413 (288), fg. 70; SALIBRA
2002, 7, n. 2, fgg. 5-6.
L58 Cratere a campana a f.r. attribuito al pittore di
Eupolis (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 379 (255).
ORSI 1904, cc. 849-850, sep. 379 (255): A circa 30
cm. dallattuale piano di campagna apparve un rudere
rettangolare (m. 2,10 x 1,32 x 0,35) formato di tre pezzi
assai accuratamente commessi, lavorati in rustico nelle
faccie da cm. 30 in gi, cogli spigoli superiori lievemente
smussati; il piano superiore presentava un cavo in rustico
di poca profondit, circondato da una fascia orizzontale,
che come le fronti verticali era coperta di fne stucco. non
vi dubbio che il rustico dei pezzi non segni il livello antico
del terreno, sottostante di mezzo metro a quello attuale, e
che la zoccolatura sostenesse un altare funebre, del genere
di quelli che veggonsi sovente sulle lekythoi bianche od
anche su quelle di stile rosso. Strappati con le debite cautele
i pezzi, apparve una fossetta rettangolare di m. 1,10 x 0,85
x 0,75 prof., nella quale era stato calato, coprendone poi
la bocca con una tegola, un cratere a campana contenente
abbondanti ossa cremate.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 849-850, sep. 379 (255), tav. 52.
L67 Cratere a colonnette a f.r., fr. di, attribuito al pittore
della Centauromachia del Louvre (G. Giu dice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 151.
SALIBRA 1999, tomba n. 151: Incinerazione in cratere,
vert. sulla sabbia.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 151.
L70 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Napoli (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1478.
LANZA 1990, 150-151, sep. 1478: Grandioso cratere
a colonnette rinvenuto a m. 3 prof. e ad altrettante di
distanza verso SE dalla tomba delle hydriai (t. 1222). Esso
era coperto da un mattonaccio quadro (cm. 38 x 39 x 7 alt.)
con prominenza circolare al centro, corrispondente alla
bocca del vaso, alla quale serviva cos da tempo. Le ossa
cremate erano poche e sottili, molta la cenere derivante da
un individuo giovane.
Bibl.: ORSI 1907, c. 484; LANZA 1990, 150-151, sep. 1478,
tav. 104.
L71 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Napoli (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1307.
LANZA 1990, 128, sep. 1307: Apparve dapprima unarea
di ustrino di circa un m. di circonferenza e poco sotto di
esso un vaso a colonnette coperto di una lastra calcarea
rettangolare. Conteneva ossa cremate, ma apparso
sano con crepature si dovette smontare. I pezzi per si
ricompongono. La prof. era di m. 2..
Bibl.: ORSI 1907, 484; LANZA 1990, 128, sep. 1307, tav.
88.
L73 Cratere a colonnette a f.r. attribuito ai Manieristi
tardi (R. Salibra) e al pittore della Centauromachia di
Napoli (G. Giudice).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 1493 (?).
LANZA 1990, 151, sep. 1493: Piccolo ossuario in forma
di vaso a colonnette circondato e coperto di scaglie,
rinvenuto alla prof. di m. 2, ed a circa 8 m. a nO dei due
sepolcri circolari. Esso non conteneva ossa cremate [sic]
ma della sabbia interamente cinerea, il che fa supporre
una intensa cremazione di individuo giovanissimo.
Bibl.: ORSI 1907, 484; LANZA 1990, 151, sep. 1493; SALIBRA
2002, 12-13, n. 5, fgg. 14-15.
L76 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore di
Orfeo (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 68.
SALIBRA 1999, tomba n. 68: Incinerazione in cratere,
vertic. in una buca Allinterno ossa bruciate.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 68.
L78 Cratere a colonnette a f.r. attribuito ai Manieristi
tardi (R. Salibra) e al pittore di Oreste (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1347.
LANZA 1990, 134, sep. 1347: A m. 8 a nO dalledifcio
circolare. Ad oltre 4 m. di profondit e protetto da una
tegola si rinvenne un grandioso vaso a colonnette a. cm.
48 della consueta forma e decorazione secondaria, il quale
racchiudeva ossa e ceneri.
Bibl.: ORSI 1907, 484; LANZA 1990, 134, sep. 1347; SALIBRA
2002, 10-12, n. 4, fgg. 11-13.
L81 Cratere a colonnette a f.r. attribuito al pittore del
Duomo (J.D. Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 148 (29).
ORSI 1904, cc. 800-803, sep. 148 (29): In vicinanza del
sepolcro 8 si segnalata una bruciatura (termine locale
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 31
per indicare lustrinum) con carboni e ceneri senza ossa.
A m. 1,25 precisi di distanza da essa un cavo circolare
nella sabbia vergine, a m. 2 di prof., racchiudeva un
grande vaso a colonnette, riempito in buona parte di una
massa di cenere leggerissima, con poche candide ossa
profondamente cremate. La bocca ne era chiusa da un
robusto piatto leggermente concavo, con ampio labbro
e beccuccio, per versare la poltiglia che in origine vi si
manipolava.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 800-803, sep. 148 (29), tav. 49.
L86 Cratere a colonnette a f.r. attribuito ad un tardo
manierista vicino al pittore dellAccademia (G.
Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 332
SALIBRA 1999, tomba n. 332: Incinerazione in cratere,
vert. in una buca. Allinterno ossa bruciate.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 332.
L92 Hydria a f.r., fr. di, attribuita al pittore di Kleophon
(J. D. Beazley).
Necropoli di Passo Marina ro, adiacenze sep. 910.
LANZA 1990, 68, sep. 910: ustrinum di circa un mq.,
senza ossa, con rottami incompletissimi di unhydria con
brani di fgure.
Bibl.: LANZA 1990, 68, sep. 910; 92, n. 77, tav. 53.
L107 Hydria a f.r., fr. di, attribuita ad Aison (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 254 (134).
ORSI 1904, c. 822, sep. 254 (134): Piccola area di ustrino
senza ossa e con pochi frammenti di vasi neri e grezzi; tra
i primi da notare la parte superiore di una piccola hydria
a f.r. .
Bibl.: ORSI 1904, c. 822, sep. 254 (134), fg. 38.
L108 Lebes gamikos a f.r. attribuito ad Aison (G.
Giudice).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 615.
LANZA 1990, 29, sep. 615: Piccolo stamnos a fgure rosse
delicate, in frantumi, alto circa cm. 20 col suo coperchietto.
Era protetto in giro da quattro scaglie. nellinterno ossa
cremate di bambino con assai cenere ed una piccola
lekythos nera. La combustione del bambino pare qui certa
ed un unicum.
Bibl.: LANZA 1990, 29, sep. 615, tav. 10.
L114 Lekythos a fondo bianco attribuita al pittore di
Dessypri (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 686.
LANZA 1990, 37, sep. 686: A m. 2,60 di profondit tomba a
cappuccina di due paia di tegole messe di lungo col vertice
protetto da due coppi e mezzo, curvi e saldati con creta,
dir. 100-280. Allanca destra lekythos bianca
Bibl: LANZA 1990, 37, sep. 686, tav. 15.
L120 Lekythos (secondary shape) a f.r. attribuita al
gruppo di Londra E 614 (J.D.Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 133 (14).
ORSI 1904, c. 796, sep. 133 (14): di tegole a cappuccina
per adulto, direzione sud-ovest a nord-est; scheletro col
cranio a nord-est; sul basso petto la minuscola lekythos
; alla mano destra un ago di bronzo.
Bibl.: ORSI 1904, c. 796, sep. 133 (14), fg. 14.
L122 Lekythos (secondary shape) a f.r. attribuita al
gruppo di Londra E 614 (B.F. Cook).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 142 (23).
ORSI 1904, cc. 798-799, sep. 142 (23): A cappuccina di
un paio e mezzo di tegole, dir. est ad ovest; nellinterno
non si avvertirono tracce dello scheletrino, ma due
minuscole lekythoi n.; una era di tipo aryballico a. mm.
48; laltra della forma consueta con strali sulle spalle ed
una fgurina muliebre r. Verano anche un boccalettino
ansato panciuto grezzo; un bustino muliebre fttile a. mm.
88 Per ultimo la fgurina a macchietta lavorata tutta a
mano libera, meno la testa ricavata a stampo
Bibl.: ORSI 1904, cc. 798-799, sep. 142 (23), fgg. 19-21.
L124 Lekythos (secondary shape) a f.r. attribuita alla
classe di Londra E 640 (B.F.Cook) e al gruppo di Lon-
dra E 614 (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 817.
LANZA 1990, 55, sep. 817: ustrinum di un mezzo mq.
senza ossa; conteneva una scodellina nera a calotta ed
una piccolissima lekythos .
Bibl.: LANZA 1990, 55, sep. 817, tav. 26.
L127 Lekythos (secondary shape) a f.r. attribuita al
gruppo di Londra E 614 (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 40.
Inumazione in cappuccina; E-O; sotto il braccio sinistro:
lekythos a fgure rosse; buca scavata nel tufo; scheletro
deposto su una lastra.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 40.
L129 Lekythos (secondary shape) a f.r. vicina alla classe
di Salonicco 510 (B.F. Cook).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 136 (17).
ORSI 1904, cc. 796-797, sep. 136 (17): unarea di ustrino,
alla prof. di m. 1,20, della estensione di circa un mq. con
abbondanti carboni ed ossa cremate. In mezzo ad essa un
grande recipiente grezzo, simile a un cratere, diam. bocca
cm. 42, ed una massa di piccolo vasellame in frantumi; tra
le forme riconoscibili enumero: una minuscola lekythos
nera con busto muliebre r. tenente un fore; due piccole
hydrie n. irrestaurabili; due lucerne ombelicate grezze; un
minuscolo stamnos fasciato; lorlo di un piccolo cratere a
calice, con testa rossa di efebo; alcuni skyphoi neri; una
minuscola oenochoe ed una lekane grezza. Per ultimo i
piedi di una statuetta muliebre in creta.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 796-797, sep. 136 (17), fgg. 16-17.
L130 Lekythos (secondary shape) a f.r. vicina alla classe
di Salonicco 510 (B.F. Cook).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 92.
ORSI 1904, c. 787, sep. 92: Idem [Di tegole a cappuccina],
idem [con scheletro dal cranio ad est], con due minuscole
lekythoi
Bibl.: ORSI 1904, c. 787, sep. 92, fg. 9.
L131 Lekythos a f.r. attribuita al gruppo di Palermo 16
(B.F. Cook)
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1260.
LANZA 1990, 125, sep. 1260: Scheletro in nuda terra col
cranio ad E. Alla mano sinistra una lucernetta aperta ed
F. Giudice et Alii 32
una piccola lekythos .
Bibl.: LANZA 1990, 125, sep. 1260, tav. 85.
L137 Oinochoe confgurata a testa femminile a f.r.
attribuita alla classe T: classe di Basilea (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 780.
LANZA 1990, 51, sep. 780: Fossa lunga senza traccia di
ossa n cremate n incombuste. Conteneva piccola quantit
di vasettini in frantumi, grezzi non raccolti, uno strigile in
bronzo ed un vasetto a testa muliebre.
Bibl.: LANZA 1990, 51, sep. 780, tav. 24.
L138 Anfora a collo distinto a f.n. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 282.
SALIBRA 1999, tomba n. 282: Incinerazione in anfora
posta sulla sabbia. Anfora , pomello bronzeo, specchio
in bronzo, alabastron.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 282.
L139 Lekythos a f.r. non attribuita.
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 752.
LANZA 1990, 47, sep. 752: Anfora coricata, con la bocca
ad Est, contenente una scodellina col suo coperchio;
allesterno scodellina o meglio lekane grezza col suo
coperchio ed una piccola lekythos con fgura di nike
volante sul ventre.
Bibl.: LANZA 1990, 47, sep. 752, tav. 21.
L140 Lebes gamikos a f.r.. Ricorda il pittore della
Centauromachia di Napoli (G. Giudice).
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 1316.
LANZA 1990, 129, sep. 1316: minuscolo ustrino con
lato di soli 20 cm., protetto da alcune pietre, conteneva
ossa cremate ed un piccolo stamnos in frammenti col suo
coperchio; antecedentemente le poche ossa erano dentro
il vaso, ma ne uscirono colla rottura del medesimo. Tra
essi erano uno strano frammento come di osso fossile. ,
parmi, uno dei casi estremamente rari di cremazione di
bambino.
Bibl.: ORSI 1907, 484-485; LANZA 1990, 129, sep. 1316,
tav. 89.
L142 Lekythos a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 544.
LANZA 1990, 18, sep. 544: A cappuccina di due tegole
piatte e testate, direzione 290-110; anche il letto di
tegole. Lo scheletro aveva il cranio ad est, alla spalla
destra minuscola lekythos con genio alato nudo.
Bibl.: LANZA 1990, 18, sep. 544, tav. 4.
L143 Lekythos a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 143 (24).
ORSI 1904, cc. 799-800, sep. 143 (24): In tutto eguale al
precedente [A cappuccina di un paio e mezzo di tegole],
dir. est a ovest con 20 di dev. est. nello strato soprastante
a questa ed alla attigua tomba 25 era sparso il seguente
piccolo materiale: statuina fttile di Tammuzz-Adonis nel
solito schema accoccolato. minuscola lekythos n. con
cagnolino. Piccolo askos grezzo. Frammento di ventre
di vaso con fg. r. Skyphos grezzo. Quattro frammenti di
guarnitura in doppia lamina di rame di un vaso di legno,
probabilmente di un secchio, oppure di un cofanetto
rotondo. del morto poche tracce di piccole ossa ed un
ago di bronzo.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 799-800, sep. 143 (24), fg. 21bis.
L146 Lekythos aryballica a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 295 (174).
ORSI 1904, c. 832, sep. 295 (174): a cappuccina per
adulto, il cui cranio era ad est. alla spalla sin. due
skyphoi n., alla d. una tazzina grezza ed una pateretta
n. con cinque palmette impresse nel fondo; alla mano d.
piccola lekythos aryballica n. , un anellino di rame ed
uno digitale di ferro con grande castone ellittico.
Bibl.: ORSI 1904, c. 832, sep. 295 (174), fg. 42bis.
L147 Lekythos aryballica a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 591.
LANZA 1990, 25, sep. 591: A cappuccina di due paia, dir.
Est-Ovest, cranio ad Est; alla mano destra due vasetti neri:
lekythos ariballica con testa petasata, skyphos nero.
Bibl.: LANZA 1990, 25, sep. 591, tav. 8.
L149 Lekythos aryballica a f.r. non attribuita.
Ne cropoli di Passo Marinaro, sep. 937.
LANZA 1990, 70, sep. 937: A cappuccina di due paia, dir.
E-O, col cranio ad Est; al cranio una lekythos ariballica
nera ed un ago.
Bibl.: LANZA 1990, 70, sep. 937, tav. 38.
L152 Askos a. f.r. non attribuito.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 253 (133).
ORSI 1904, c. 821, sep. 253 (133): A cappuccina per
adulto, dir. est a ovest con 10 dev. sud-est; nellinterno
scheletro ad est. Al di sopra frammenti di vasi neri ed
incompleto il raro askos o guttus a f.r. delicate
Bibl.: ORSI 1904, c. 821, sep. 253 (133), fg. 37.
M5 Hydria a f.r. attribuita al pittore del Toro (G.
Giudice).
M6 Hydria a f.r. attribuita al pittore del Toro (G.
Giudice).
M13 Lekythos aryballica a f.r. vicina al pittore di Al
Mina (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1114.
LANZA 1990, 104-105, sep. 1114: A cappuccina di tre paia
di tegole, dir. 280-100, cranio ad Est; alle mani tre piccole
hydrie attiche (una alla d. e due alla s.); avevano tutte le
identiche dimensioni (cm. 12,50); una era completamente
nera, e le altre due dipinte a f.r.. Avevano anche un soggetto
quasi identico ed espresso in stile affettato e negletto. Ai
piedi del morto: lucerna, piccolo skyphos nero, lekythos
ariballica con oca che becca in un tumulo (?) sotto cui
serpe.
Bibl: LANZA 1990, 104-105, sep. 1114, tav. 64.
M10 Lekythos aryballica a f.r. attribuita al gruppo di
Vienna 943 (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1240.
A cappuccina di tre paia di tegole di corto con suolo pure
di tegole dir. E-O esatto, cranio ad E. Alla mano des. una
lekythos aryballica con fgurina muliebre ed un boccaletto
nero, ambedue in frantumi raccolti. Prof. m. 2,3.
Bibl: LANZA 1990, 122, sep. 1240, tav. 84.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 33
M11 Lekythos aryballica a f.r. attribuita al pittore della
Sfnge di Mainz (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1011.
A cappuccina di forse due paia, ma parzialmente gi
violata, dir. Est-Ovest; tracce di ossa e piccola lekythos
ariballica con fgura.
Bibl.: LANZA 1990, 78, sep. 1011, tav. 45.
M12 Lekythos a f.r. vicina al pittore dellAncella del
Louvre (G. Giudice).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 861.
LANZA 1990, 60, sep. 861: A cappuccina di due paia a m.
2,50 di profondit; dir. nE-SO. Superiormente una lekythos
mezzana con scadente fgurina muliebre. Scheletro col
cranio a nE.
Bibl.: LANZA 1990, 60, sep. 861, tav. 29.
M16 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Canea (J.D.
Beazley).
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1417.
LANZA 1990, 140, sep. 1417: A cappuccina di due paia di
tegole, dir. E-O, cranio a levante senza contenuto. Poco
sopra la tomba una lekythos mezzana a f.r.
Bibl: LANZA 1990, 140, sep. 1417, tav. 95.
M17 Lekythos a f.r. attribuita al pittore di Canea (G.
Giudice; A. Lezzi-Hafter; R. Salibra).
Necropoli di Passo Mar inaro, sep. 185.
SALIBRA 1999, 61, tomba n. 185: Inumazione in
cappuccina, E-O. Sotto il braccio destro: lekythos a fgure
rosse ; sotto il cranio, ago di spillone in bronzo
Bibl.: SALIBRA 1999, 61, nota n. 81; tomba n. 185.
M22 Lekythos aryballica a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 546.
LANZA 1990, 18, sep. 546: Idem [vicinissima alla
precedente], idem [di due paia di tegole a cappuccina],
idem [dir. E-O preciso], stessa direzione, a mezzo metro
di distanza, ma ad un metro di profondit. Scheletro con
il cranio ad Est. Alla mano destra in un mucchio cerano
uno skyphos nero, una minuscola lekythos ariballica con
delfno rosso, una lucernetta nera ombelicata, dentro cui
una armilletta in bronzo a fettuccia, un anellino in bronzo
digitale.
Bibl.: LANZA 1990, 18, sep. 546, tav. 4.
M23 Lekythos aryballica a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 186 (66).
ORSI 1904, c. 813, sep. 186 (66): Breve area di ustrino
senza ossa e con due vasettini, uno dei quali era una
lekythos aryballica nera con fg. r. di sfnge.
Bibl.: ORSI 1904, c. 813, sep. 186 (66), fg. 33.
M24 Lekythos aryballica a f.r. non attribuita.
Necropoli di Passo Marinaro, sep. 1188.
LANZA 1990, 111, sep. 1188: A cappuccina di un paio
di tegole, dir. S-n, al centro una lekythos aryballica con
sfnge ed una prochoe nera.
Bibl.: LANZA 1990, 111, sep. 1188, tav. 70.
(S.R.)
F. Giudice et Alii 34
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 35
Fig. 2
Fig. 3
Forme a Camarina: 600-575 a.C.
Forme a Camarina: 575-550 a.C.
Forme (produzione globale): 600-575 a.C.
Forme (produzione globale): 575-550 a.C.
F. Giudice et Alii 36
Fig. 4
Fig. 5
Forme a Camarina: 550-525 a.C.
Forme a Camarina: 525-500 a.C.
Forme (produzione globale): 550-525 a.C.
Forme (produzione globale): 525-500 a.C.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 37
Fig. 6
Fig. 7
Forme a Camarina: 500-484 a.C.
Forme a Camarina: 461-450 a.C.
Forme (produzione globale):500-475 a.C.
Forme (produzione globale): 475-450 a.C.
F. Giudice et Alii 38
Fig. 8
Fig. 9
Forme a Camarina: 450-425 a.C.
Forme a Camarina: 425-400 a.C.
Forme (produzione globale):450-425 a.C.
Forme (produzione globale): 425-400 a.C.
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 39
Fig. 10
Fig. 11
Fig. 12
Fig. 13
Fig. 14
Fig. 15
Fig. 16
Fig. 17
F. Giudice et Alii 40
Fig. 18
Fig. 19
Fig. 20
Fig. 21
Fig. 22
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 41
Fig. 23
Fig. 24
Fortuna soggetti a Camarina 600-400 a.C.
600-575 a.C.: soggetti a Camarina
Fortuna soggetti produzione globale 600-400 a.C.
600-575 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
F. Giudice et Alii 42
Fig. 26
Fig. 25
575-550 a.C.: soggetti a Camarina
550-525 a.C.: soggetti a Camarina
575-550 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
550-525 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 43
Fig. 27
Fig. 28
525-500 a.C.: soggetti a Camarina
500-484 a.C.: soggetti a Camarina
525-500 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
500-475 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
F. Giudice et Alii 44
Fig. 29
Fig. 30
461-450 a.C.: soggetti a Camarina
450-425 a.C.: soggetti a Camarina
475-450 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
450-425 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 45
Fig. 31
Fig. 32
Fig. 33
Fig. 34
Fig. 35
425-400 a.C.: soggetti a Camarina
425-400 a.C.: soggetti produzione globale (Beazley)
F. Giudice et Alii 46
Fig. 36
Fig. 37
Fig. 38
Fig. 39
Fig. 40
Fig. 41
Fig. 42
Fig. 43
Le importazioni di ceramica attica a Camarina 47
Fig. 44
Fig. 45
Fig. 46
Fig. 47
Fig. 48
Fig. 49
Fig. 50
Fig. 51
F. Giudice et Alii 48
Fig. 52
Fig. 53
Fig. 54
Fig. 55
Fig. 56
Fig. 57
Fig. 58
Catalogo
a cura di Giada Giudice
con la collaborazione di Giuseppe Sanflippo Chiarello
Sigle venticinquenni
600 - 575 a.C. f.n. A
575 - 550 a.C. f.n. B
550 - 525 a.C. f.n. C
525 - 500 a.C. f.n. D
525 - 500 a.C. f.r. E
500 - 484 a.C. f.n. F
500 - 484 a.C. f.r. G
461 - 450 a.C. f.n. H
461 - 450 a.C. f.r. I
450 - 425 a.C. f.r. L
425 - 400 a.C. f.r. M
Abbreviazioni adottate nelle schede
A) / A: = lato A
alt. = altezza
Arch. = Archeologico
B) /B: = lato B
Bibl. = bibliografa
c. / cc. = colonna / colonne
c.d.s. = in corso di stampa
d. = destra
Cfr. = confronta
coll. = collezione
f.b. = fondo bianco
fg./fgg. = fgura/e
f.n. = fgure nere
f.r. = fgure rosse
fr./frr. = frammento/i
I)/I: = interno
inv. = inventario
Larg. = larghezza
Lung. = lunghezza
max. = massimo/a
Mus. = Museo
n. = numero
P. = Pittore
p./pp. = pagina/e
Reg. = Regionale
s. = sinistra
sep. = sepoltura
sine inv. = senza inventario
s./ss. = seguente/i
tav./tavv. = tavola/e
vd. = vedi
Le misure sono espresse in metri.
Sigle Autori schede
P.L. Pinella Laudani
G.M. Giuseppina Monterosso
A.M.M. Angela Maria Manenti
R.N. Rossella Nicoletti
S.R. Serena Raffotta
G.S.C. Giuseppe Sanflippo Chiarello
M.A.V.S. Maria Agata Vicari Sottosanti
S.S. Saverio Scerra
E.S. Ermelinda Storaci
600-575 a.C.
Vasi non attribuiti
A1
Non sono inclusi in catalogo alcuni frammenti
(attici?) provenienti dal santuario di Athena di
cui data breve notizia in PELAGATTI 1962, p.
257, fg. 16, e PELAGATTI 1973a, pp. 135-136, n.
404, datati dalla stessa studiosa allinizio del VI
secolo a.C.
(G.S.C.)
51
Catalogo
575-550 a.C.
Pittore C
B1
Coppa (Siana), a f.n., fr. di. Camarina, Mus.
Arch. Reg., cat. Lentini 61. Alt. m. 0,08.
Proveniente da Camarina, da un pozzo situato
nel quartiere sud-orientale.
Medaglione interno: fascia di linguette
alternatamente di colore paonazzo e nero.
A: rimane parte di due zampe di un cavallo volto
a s.
Pittore C, middle period (H.A.G. Brijder).
570-565 a.C. (H.A.G. Brijder).
Bibl.: LENTINI 1983, p. 15, n. 61, fg. 11 a-b; BRIJDER 2000,
p. 717, n. 24.
(G.S.C.)
Pittore di Taranto
B2
Coppa (Siana), a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,85, diam. m. 0,265. Proveniente
da Camarina, necropoli di Rifriscolaro, sep. 1161;
mancante del piede.
Labbro espanso completamente a vernice nera ed
edera nella zona compresa tra le anse.
The Taras Painter: the Band-and-Ivy Group.
Late period (H.A.G. Brijder).
560-550 a.C. (H.A.G. Brijder).
Bibl.: BRIJDER 1983, p. 255, n. 207; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 28; FOUILLAND 2006, p. 120, cat. n. 67, fg.
15d.
(G.S.C.)
B3
Coppa (Siana), a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 8329. Alt. m.0,159, diam. m. 0,28. Proveniente
da Camarina, necropoli di Rifriscolaro, sep.
1522.
Fascia di linguette alla base della vasca; in basso,
allinterno del piede, fascia di vernice nera.
Labbro espanso a risparmio; una fascia di vernice
nera alla base del labbro. Anse, piede e parte
inferiore del corpo a vernice nera.
Sbreccature sul labbro e scrostatura sullansa d.
The Taras Painter: the Band-and-Ivy Group.
Late period (H.A.G. Brijder).
560-550 a.C. (H.A.G. Brijder).
Bibl.: PELAGATTI 1980-81, p. 720, tav. 159, fg. 1; BRIJDER
1983, p. 255, n. 203 bis; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304,
nota 28; FOUILLAND 2002, p. 553, fg. 72; FOUILLAND 2006,
pp. 120 e 123, cat. n. 66.
(G.S.C.)
B1
B2
B3
52
Catalogo
B1
Non attribuiti
B4
Coppa (Siana?), a f. n., fr. di orlo e parete.
Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine inv. Proveniente
da Camarina, temenos del tempio di Athena,
scavi 1961-62.
Giovane.
Testa e spalle di un giovane reso di proflo verso
s.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
fascia a vernice nera. Capigliatura sovraddipinta
in paonazzo.
Intorno al 550 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: PELAGATTI 1962, p. 257, fg. 16, 9; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 27; LENTINI c.d.s.
(G.S.C.)
B5
Coppa (Siana?), a f. n., fr. di orlo e parete.
Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv. (?). Proveniente
da Camarina, temenos del tempio di Athena,
scavi 1961-62.
Figura maschile.
Testa e torso di fgura maschile barbata (satiro?).
Il capo della fgura reso di pieno prospetto.
Dinnanzi, corno potorio sovraddipinto di bianco.
In paonazzo, la barba e la capigliatura.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
fascia a vernice nera.
Intorno al 550 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: PELAGATTI 1962, p. 257, fg. 16, 10; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 27; LENTINI c.d.s.
(G.S.C.)
53
Catalogo
B5
B4
550-525 a.C.
Vicino a Lydos
C1
Coppa (Siana), a f.n., fr. di. Palermo, collezione
Collisani, inv. R26 (destinata a Petralia Sottana,
Mus. Civ. Antonio Collisani). Alt. m. 0,064.
Proveniente da Camarina.
Frammento della vasca.
Una pantera incedente verso d., con la zampa
anteriore s. alzata, la testa di prospetto. Coda ad
esse.
Decorazione secondaria: tre linee concentriche
racchiudono la scena principale. Allesterno una
fascia circolare decorata da linguette di colore
rosso e nero e una fascia risparmiata decorata da
due linee concentriche.
Nahe Lydos(D. Leibundgut Wieland).
550-525 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, p. 106, tav. 20, fg. 156;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 29.
(G.S.C.)
Piccoli Maestri
C2
Coppa (Kassel), a f.n. Palermo, collezione
Collisani, inv. R34 (destinata a Petralia Sottana,
Mus. Civ. Antonio Collisani). Alt. m. 0,084,
diam. m. 0,127. Proveniente da Camarina.
Sul corpo, nella zona compresa tra le anse, due
fle di foglie di edera contrapposte ai lati di una
linea.
Nella parte inferiore della vasca una fascia con
foglie tra linee di vernice parallele. Al di sopra
del piede, raggiera.
Diverse scrostature della vernice sul labbro e in
diverse zone del corpo, delle anse e del piede.
Little Master cup (D. Leibundgut Wieland).
550-525 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, p. 110, tav. 21, fg. 161;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 29.
(G.S.C.)
Pittore del Pharos
C3
Lekythos (sub-deianeira shape), a. f.n., fr. di.
Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine inv. Proveniente
da Camarina, necropoli di Rifriscolaro.
Della scena fgurata, inserita entro un pannello,
restano le porzioni inferiori di due fgure
femminili rese di proflo. Indossano lunghi
chitoni, stretti al corpo, che arrivano fno alle
caviglie e un mantello che avvolge entrambe.
C1
C2
C3
54
Catalogo
Decorazione secondaria: linea in vernice diluita.
Pittore del Pharos (F. Fouilland).
550-525 a.C.
Bibl.: FOUILLAND 2006, p. 120, fg. 15a.
(G.S.C.)
Non Attribuiti
C4
Lekythos (sub-deianeira shape) a f. n. Ragusa
Mus. Arch. Reg., sine inv. Proveniente da
Camarina, necropoli di Rifriscolaro.
Giovane tra spettatori.
Giovane nudo retrospiciente, di proflo verso d.
Porta un braccio in alto. Ai suoi lati un giovane
e un ragazzo. Entrambi indossano un mantello
lungo fno alle caviglie.
Decorazione secondaria: sulla spalla, linguette;
sotto la scena fgurata, linea in vernice diluita.
550-525 a.C.

Bibl.: FOUILLAND 2006, p. 120, fg. 15b.
(G.S.C.)
C5
Lekythos, a f.n., frr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6924. Alt. m. 0,093 (fno alla
spalla). Provenienti da Camarina, necropoli di
Rifriscolaro, tomba 497.
Sulla spalla) scena dionisiaca; sul corpo) scena
C4
C5
55
Catalogo
C5
C5
C5
di partenza con il carro (?).
Frammento pertinente alla spalla: restano le teste
di tre personaggi resi di proflo. A sinistra, satiro
tiene nella mano s., che porta in alto, krotala.
Al centro testa e spalle di una fgura femminile
coronata di proflo verso d. (menade? o Arianna?)
A destra fgura maschile (Dioniso?) indossa una
stephane e porta il braccio in avanti (si vedono,
infatti, due dita della mano). Nel campo visibile
un kantharos.
Due frammenti pertinenti al corpo: nel primo
restano le teste di due destrieri bardati e davanti
ad essi un personaggio, di cui resta parte della
testa e del braccio, di proflo verso s., che regge
unasta (Hermes con kerykeion?): nel secondo
frammento si riconosce una fgura di proflo
verso d. (Apollo?) con cetra, che indossa una
stephane. Si intravedono anche parte del kentron
(?) e redini, e il braccio sovradipinto di bianco di
una fgura femminile.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette.
550-525 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1974, pp. 30-31; PELAGATTI 1976, pp. 44
sgg.; mostra della Sicilia greca 1984, p. 269, n. 643; La
Sicilia greca 1989, p. 151, n. 266.
(G.S.C.)
C6
Coppa, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
8562. Proveniente da Camarina, necropoli di
Rifriscolaro, sep. 1720.
A) Cavallo alato (Pegaso?) e fgura maschile tra
due Sirene; B) cavaliere su cavallo tra due fgure
maschili; Sirene ai lati.
A: Pegaso di proflo verso d., con le zampe
anteriori in aria, preceduto da un personaggio
in corsa. Ai lati, in posizione araldica, due sirene
con le ali spiegate.
B: Giovane su cavallo con le zampe anteriori
levate in aria. Davanti a lui giovane in corsa
verso d. retrospiciente e con il braccio d. alzato.
Ai lati, due Sirene.
I particolari anatomici delle fgure sono graffti;
una sirena del lato B ha la faccia sovraddipinta in
bianco.
Ricomposta da diversi frammenti; piccole lacune
sulla vasca; labbro verniciato di nero.
550-525 a.C.
Bibl.: FOUILLAND 2002, p. 553, fg. 73; FOUILLAND 2006, p.
120, cat. n. 70, fg. 17 b-c.
(G.S.C.)
C6
C6
56
Catalogo
525-500 a.C.
Ures Class of Skyphoi A1
D1
Skyphos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,11. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 201 (?).
A B) Guerriero che lascia casa.
A sinistra, un personaggio canuto seduto su un
diphros, di proflo verso d. Indossa un chitone
ed un lungo himation, ha barba e lunghi capelli
resi a graffto. Davanti a lui un giovane guerriero
incedente verso d., retrospiciente. Completamente
nudo, calca lelmo con cimiero e imbraccia uno
scudo, decorato da globetti, e porta la spada.
Graffti i pochi particolari anatomici.
Decorazione secondaria: sul labbro fascia
a vernice nera; sul corpo, tra le anse, grande
palmetta e fore di loto semiaperto; al di sotto
della scena principale, fascia di vernice nera e,
sopra il piede, zona a vernice nera.
Ricomposto da piccoli frammenti, con numerose
lacune; piccole sbreccature sul labbro.
Ures class of skyphoi A1 (J.D.Beazley).
525-500 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 814-815, fg. 34; BEAZLEY 1971, p.
84, 5; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 30.

(G.S.C.)
Non lontano dal
pittore di Lysippides
D2
Anfora a collo distinto, a f.n. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6926. Alt. m. 0, 362. Proveniente da
Camarina, necropoli di Rifriscolaro, sep. 497.
Fregio di animali sulla spalla.
Tra gli attacchi inferiori delle anse, da un lato, due
coppie di leoni e cinghiali affrontati; dallaltro,
da d. verso s., un leone e un cinghiale affrontati,
un leone stante rivolto a s. e un cinghiale verso
s. in prossimit dellattacco dellansa. Le zampe
poggiano su tre fletti concentrici a vernice nera.
Decorazione secondaria: sul collo, fascia a
palmette contrapposte diritte e rovesce, alternate
a fori di loto, legate da anelli e inquadrate da
archetti con sovraddipinture in rosso paonazzo.
Sulla spalla, allattaccatura del collo, bastoncelli
alternatamente in nero e in paonazzo. Sul corpo,
quasi del tutto a vernice nera, fasce a risparmio:
quella pi in basso distinta da tre fletti
concentrici a vernice nera. Raggiera allattacco
del corpo col piede delimitata in alto da due fletti
concentrici a vernice nera
Dettagli incisi. Sovraddipinture in rosso paonazzo
sulle criniere dei leoni e il collo dei cinghiali.
Scheggiata in pi punti.
ricollegabile ad un gruppo non lontano dal
pittore di Lysippides (P. Pelagatti).
525500 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1974, p. 30; PELAGATTI 1976, pp. 45-46,
fgg. 11-12; DI STEFANO 1995, p. 13; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 32; DI STEFANO 2001, pp. 34-35, fgg. 33-34;
FOUILLAND 2006, pp. 120-121 e 124, cat. n. 74, fg. 15d.
(S.S.)
D1
D2
57
Catalogo
Gruppo di Medea
D3
Anfora a collo distinto, a f.n. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6925. Alt. m. 0,327. Proveniente da
Camarina, necropoli di Rifriscolaro, sep. 497.
A) Eracle ed il leone fra Athena e Iolao; B)
Dioniso, menade (?) e due satiri.
A: al centro Eracle barbato, nudo, rivolto a
d., con gambe di proflo e torso di tre quarti,
soffoca, stringendolo al petto con il braccio s., il
leone che, con le zampe anteriori, serra i fanchi
delleroe, mentre con la zampa posteriore s. fa
forza sul ginocchio s. di Eracle per divincolarsi.
Questi reca spada alla cintola e gorytos sulle
spalle fssato ad un balteo che gli attraversa
diagonalmente il petto. A s. Iolao, rivolto a d.,
ignudo, con gambe di proflo e torso di tre quarti,
ha una spada alla cintola. A d. Athena in armi:
stante, di proflo a s., vestita di lungo peplo, sul
capo un elmo attico con alto lophos, imbraccia
a s. un grande scudo circolare (episema: globi),
impugna, a d., una lancia.
B: tra tralci, coronato dedera, Dioniso, stante, di
proflo a d. Indossa chitone e himation e stringe,
nella mano s. alzata, un corno potorio. Di fronte
al dio, una fgura femminile (menade ?), stante, di
proflo, rivolta a s., indossa chitone ed himation
di cui solleva un lembo con la mano d. Ai lati due
satiri danzanti: quello a s., di proflo, incede, a
passo di danza, verso d. con la gamba s. piegata
fno a toccare, con il tallone, il gluteo. Quello
di d., con gambe di proflo e torso di prospetto,
incede verso d. volgendosi indietro.
Sovraddipinture: in rosso paonazzo sui corpi
e le vesti dei personaggi e sulla circonferenza
esterna dello scudo di Athena; in bianco sulle
parti anatomiche femminili, sulle vesti, sui globi
dellepisema dello scudo di Athena.
Dettagli incisi.
Decorazione secondaria: sul collo, fascia a
palmette contrapposte diritte e rovesce alternate
a fori di loto legate da anelli e inquadrate da
archetti con sovraddipinture in rosso paonazzo.
Sulla spalla, bastoncelli alternatamente a vernice
nera e rossa. Sotto le anse, doppie volute
contrapposte, allestremit delle quali alternanza
di palmette e fori di loto. Al di sotto della zona
fgurata: meandro corrente a s. tra due fletti
concentrici; boccioli di loto ascendenti, legati
da archetti inquadrati da due fletti; raggiera
allattacco del corpo col piede.
Ricomposta da frammenti; scheggiata in pi
punti.
pu rientrare nella cerchia del pittore di
Antimenes (P. Pelagatti).
Gruppo di Medea (E. Kunze-Gotte).
525500 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1974, p. 30; PELAGATTI 1976, pp. 45-
46, fgg. 8-10; DI STEFANO 1995, p. 13, fg. 11; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 32; DI STEFANO 2001, pp. 36-37,
D3
58
Catalogo
D2
fgg. 35-36; FOUILLAND 2006, pp. 120-121 e 124, nota n.
50 (per la diversa attribuzione), cat. n. 73, fg. 16 a-c.
(S.S.)

Vicino al pittore di Antimenes
D4
Coppa, a f.n., fr. di. Palermo, collezione Collisani,
inv. R25 (destinata a Petralia Sottana, Mus. Civ.
Antonio Collisani). Alt. m. 0,052, larg. m. 0,071.
Proveniente da Camarina.
A sinistra, restano le teste di due cavalli di proflo
verso d. ed il busto di una fgura maschile
barbata, con lancia nella mano, probabilmente
seduta dinnanzi ai destrieri. Alle sue spalle una
fgura femminile volta a s., vestita con chitone ed
himation, solleva il braccio s. Ha lunghi capelli
legati e tenuti insieme da una taenia. Segue un
oplita armato di elmo, scudo e lancia. A d. parte di una
lancia (o asta) e di una veste.
Nahe dem Antimenes-Maler (D. Leibundgut
Wieland)
525500 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, p. 109, tav. 21, fg. 160;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 31.
(G.S.C.)
Gruppo del Vaticano G 52
D5
Hydria miniaturistica, a f.n. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., ex collezione Pacetto, inv.
18424. Proveniente da Camarina, necropoli
settentrionale, Scoglitti.
Efebo corre tra giovani.
La scena rappresentata entro riquadro metopale.
Un giovane nudo, di proflo, in corsa. Ai lati, due
giovani ammantati, stanti, lo osservano.
Decorazione secondaria: fregio ftomorfo
59
D6
Catalogo
D4
D6
con foglie di edera e palmetta nella zona della
spalla.
Gruppo del Vaticano G 52 (J.D. Beazley).
525500 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 237; BEAZLEY 1956, p. 462, n. 50;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 30; SALIBRA 2006, p.
336.
(G.S.C.)
Non attribuiti
D6
Anfora a collo distinto, a f.n. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., ex collezione Pacetto, inv. 18425.
Alt. m. 0,34. Proveniente da Camarina, necropoli
di Scoglitti.
A) Dioniso ed Arianna, una menade e un satiro;
B) quadriga montata da un guerriero;
A: Dioniso ed Arianna, una menade e un satiro.
Dioniso con il corno potorio.
B: rappresentazione di una quadriga. I cavalli di
sponda girano la testa, uno verso linterno, laltro
verso lesterno. Del cocchio si vedono le ruote e
lasse, mentre dellauriga si intravedono il busto
e parte dello scudo con decorazioni a cerchi.
I particolari anatomici sono sovraddipinti in
bianco.
Decorazione secondaria: sul collo, serie di
palmette affrontate e divise da una treccia ed
elementi ftomorf; sul corpo sotto le anse,
palmette; al di sotto della scena fgurata, zig-zag
con punti ai vertici; sotto, fori di loto; alla base
del corpo, raggiera.
Scrostature su parte del corpo.
525500 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 237, fg. 28; ARIAS 1941, p. 6, tav. 8,
fg. 1; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 32.
(G.S.C.)
D7
Anfora a collo distinto, a f.n. Camarina, Mus.
Arch. Reg., inv. 1843. Alt. m. 0,445. Proveniente
da Camarina, sporadico.
A) Due cavalieri traci ed un cane; B) tre donne.
A: due cavalieri con doppia asta al galoppo.
Vestono la zeira e calzano alti stivali. Li
accompagna un cane da caccia.
D7
60
Catalogo
D7
B: tre donne stanno intrattenendosi in un dialogo.
Due vestono chitone ed himation, mentre la
prima sembra indossare uno stretto chitone che le
modella il corpo. Hanno tutte i capelli raccolti e
stretti da una stephane. La fgura al centro regge
in mano i krotala.
Decorazione secondaria: nel campo, tralci di vite.
Sul collo, serie di palmette affrontate e divise da
una treccia ed elementi ftomorf; alla base del
collo, linguette; sul corpo tra le anse, palmette;
al di sotto della scena fgurata zig-zag con punti
ai vertici, sotto fori di loto; alla base del corpo,
raggiera.
525500 a.C.
Bibl.: DI VITA, DI STEFANO, DANDREA 1995, pp. 12-13, 15,
44, fgg. 4-5, 7, 39; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 32;
GIUDICE, MESSINA 2006, pp. 31, 51, cat. 13, fg. 17.
(G.S.C.)
D8
Lekythos, a f.n. Camarina, Mus. Arch. Reg.,
inv. 1844 (ex collezione Pace, inv. 5905). Alt.
m. 0,30. Proveniente da Camarina, necropoli di
Rifriscolaro.
Enea ed Anchise, Afrodite e Creusa (?).
Guerriero di proflo incedente verso d.;
completamente armato con elmo e scudo, ed
indossa un chitonisco. In bianco e paonazzo
sono resi gli ornamenti interni dello scudo.
Regge sulle spalle un personaggio anziano di
cui si vede la corta barba bianca sovraddipinta,
cos come i lunghi capelli, le sopracciglia e gli
occhi. In bianco e paonazzo sono resi i puntini
che decorano il mantello. Di fronte a loro una
donna incede a sinistra. Indossa un lungo chitone
e lhimation, ha una taenia, e regge una lancia.
Alle spalle di Enea ed Anchise in fuga verso
destra unaltra donna, similmente abbigliata,
regge una lancia.
Decorazione secondaria: il labbro decorato da
una fascia a meandro e croci tra scacchiere; alla
base del collo, linguette; sulla spalla, palmette,
giragli e boccioli di loto neri.
Ricomposto da pi frammenti.
Verso il 500 a.C.
Bibl.: PACE 1921, p. 17; CAPUTO 1937-38, pp. 267-273;
GALINSKY 1969, pp. 123-125; PELAGATTI 1973a, p. 148, n.
440, tav. 46; PELAGATTI 1996, p. 11; DI STEFANO, PELAGATTI
1998, p. 220, fg. 20L; MANGOLD 2000, III, n.45; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 33; GUZZARDI, GERMAN 2004,
p. 47; GIUDICE, MESSINA 2006, pp. 31, 51, cat. 14, fgg. 18-
19; PONTRANDOLFO 2007, p. 10, nota 26.
(G.S.C.)
D9
Oinochoe, a f.n. Scicli, collezione Spadaro.
D8
D8
61
Catalogo
Proveniente da Camarina.
Scena dionisiaca.
A sinistra, Dioniso e Arianna affancati, volti a
d.; vestono entrambi un chitone ed un himation
ornato da punti e hanno il capo coronato da foglie
di edera. Il dio regge nella d. un kantharos, mentre
la sua sposa protende la mano in direzione di un
satiro che li fronteggia. A fanco del satiro un
caprone; nel campo, tralci.
525-500 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 104, n. 1, tav. 52; SALIBRA 2006,
p. 335.
(G.S.C)
Richiama il pittore di Gales
E1
Cratere, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Buoi in movimento verso sinistra.
Nel frammento sono rimaste le teste e parte del
corpo di due buoi incedenti verso s. e con la coda
sollevata; uno di essi retrospiciente. Al centro
si vede anche il gluteo di un altro bovide.
Decorazione secondaria: in alto, entro fascia
risparmiata, zig-zag con punti ai vertici.
Un soggetto simile ricorre nella produzione del
pittore di Gales (G. Giudice).
E1
525500 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 264, fg. 48; GIUDICEb 2006, pp. 197-
198, 208, n. 1.
(G.S.C.)
62
Catalogo
D9
500-484 a.C.
Pittore di Edimburgo
F1
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione Montemagno, inv. 12756. Proveniente
da Camarina.
Eracle ed Eurytos (?).
Eracle, di proflo verso d., indossa la leontea,
stringe la spada con la mano d. e con la s. regge
larco. Alle sue spalle, Athena con lungo peplo ed
himation, e lancia nella mano d. Fugge dinnanzi
alleroe Eurytos, nudo e barbato. Tra i due
personaggi un guerriero in completo assetto
oplitico, caduto sulle ginocchia. Chiude la scena
a sinistra Hermes con chitonisco, mantello,
petaso e calzari alati; regge il caduceo. A destra
un oplita con mantello, elmo, scudo e lancia; dal
fanco gli pende la spada.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, palmette; sul corpo, al di
sopra della scena, zig-zag con punti ai vertici.
Sbreccature e scrostature, rottura alla base del
collo, manca il labbro.
Pittore di Edimburgo (C.H.E. Haspels - J.D.
Beazley).
500-484 a.C.
Bibl.: HASPELS 1936, p. 216, 15; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 37; SALIBRA, CARUSO 2005, p. 53, fg. 11 a-c;
SALIBRA 2006, p. 339.
(G.S.C.)
F2
Lekythos, a f.n. (a f.b.). Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pacetto, inv. 18418. Proveniente da
Camarina, necropoli settentrionale.
Achille condotto da Peleo presso Chirone.
Al centro, un giovane imberbe completamente
nudo con i capelli legati da una taenia. Lo
fronteggia Chirone, barbato, con chitonisco ed
himation sulle spalle; con la mano s. regge un
lungo bastone nodoso, mentre nella d. ha un lungo
bastone con rami a cui appesa una lepre (?).
F1
63
Catalogo
F1
F1
Alle spalle del giovane un personaggio barbato
(Peleo?) ed incedente verso s., retrospiciente.
Indossa petaso, clamide e chitonisco, mentre con
la mano d. regge due lance; solleva la mano in un
gesto di saluto. Dinnanzi una fgura femminile,
con lungo chitone ed himation, regge nella mano
d. una lancia poggiata a terra e con la mano s.
sembra salutare.
In colore paonazzo, una taenia sul capo della
fgura femminile, i punti che ne ornano la veste e
lorlo del mantello, il laccio che ferma il petaso
di Peleo, i punti sul chitonisco, la bordura della
clamide ed i calzari; sovraddipinti dello stesso
colore anche la taenia di Achille, la barba e
lorlo del mantello di Chirone.
A risparmio la spalla del vaso.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, palmette; sul corpo, al di
sopra della scena, serie di punti e doppia linea a
vernice di colore marrone.
Sul corpo, iscrizioni: KALOS sopra la testa di
Achille; PI IDES, tra il giovane e Peleo; NA
ICI, sotto il corpo di Chirone.
Pittore di Edimburgo (C.H. Haspels- J.D.Beazley).
500-484 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 86, n. 1, tav. 41; BAUR 1912, p.
102, n. 246; HASPELS 1936, p. 217, 38; FRIIS JOHANSEN 1939,
p. 195, fg. 6; BEAZLEY 1939a, p. 6, n. 5; BEAZLEY 1950, p.
316, n. 9; BROMMER 1960
2
, p. 250, A15; VON MATT 1963,
p. 48; BECK 1975, p. 12, tav. 3, n. 13; CARPENTER 1989, p.
120; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37; BLANCK 2006,
p. 322, fg. 11; HASPELS ADDENDA 2006, p. 28; LIMC I, s.v.
Achilleus, p. 46, n. 33.
(G.S.C.)
F3
Lekythos, a f.n. (a f.b.). Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23610. Proveniente da Camarina,
necropoli.
Scena di palestra.
Efebi con lunghi bastoni. Uno di proflo verso
d., completamente nudo, regge un disco in mano
pronto a lanciarlo; laltro di proflo a s., con aulos,
indossa un lungo mantello (sovraddipinto); gli sta
accanto un giovane in ginocchio, retrospiciente
con bastoni in mano. Unaltra fgura di proflo a d.
con il torso di prospetto e retrospiciente, indossa
un lungo mantello. Alle sue spalle altro efebo di
proflo a d. completamente nudo, retrospiciente
con asta nella mano d. Chiude la scena a sinistra
un altro personaggio incedente verso d., nudo e
F2
64
Catalogo
con unasta in mano.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulle spalle, palmette; sul corpo, al di
sopra della scena, zig-zag con punti ai vertici
sotto due linee di vernice.
Diverse scrostature su tutto il corpo, vernice
evanida; mancante del labbro.
Pittore di Edimburgo (C.H.E. Haspels).
500-484 a.C.
Bibl.: HASPELS 1936, p. 218, 53; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 37.
(G.S.C.)
Pittore di Diosphos
F4
Lekythos, a f.n. (a f. b.). Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24148. Proveniente da Camarina,
necropoli di Scoglitti. Dalla stessa sepoltura del
vaso che segue.
Carro.
Auriga su un carro in corsa verso sinistra e con
le braccia protese a reggere le redini. Della scena
restano visibili anche il carro e i lombi dei quattro
cavalli. Dietro i cavalli visibile un personaggio di
cui rimangono una gamba, il busto e il braccio d.;
a destra, un animale, forse un cane (?), e i piedi di
un altro personaggio rappresentato di proflo.
Decorazione secondaria: sul collo, linguette;
sulla spalla, raggiera; sul corpo, al di sopra della
scena fgurata, scacchiera con sovraddipinture in
bianco.
Ricomposta da diversi frammenti; lacuna sul
corpo.
Pittore di diosphos (C.H.E. Haspels - J.D.
Beazley).
500-484 a.C.
Bibl.: HASPELS 1936, p. 232, 11; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 37.

(G.S.C.)
F5
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24149. Proveniente da Camarina, necropoli di
Scoglitti.
Due destrieri.
Sulla spalla si affrontano un leone dalla lunga
coda serpentiforme ed un cinghiale.
Sul corpo, due cavalieri di proflo verso d. lanciano
i cavalli alla corsa. I giovani reggono entrambi
unasta. Dietro, si intravede la rappresentazione
della meta (?) di gara.
Restaurata da diversi frammenti, scrostature su
tutto il corpo.
Pittore di diosphos (C.H.E. Haspels).
500-484 a.C.
Bibl.: HASPELS 1936, p. 235, 65; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 37.
(G.S.C.)
F6
Lekythos, a f.n. (tecnica di Six). Siracusa,
Mus. Arch. Reg., inv. 23784. Proveniente da
Camarina.
Eos e Memnone.
Eos di proflo con lungo chitone ha le ali spiegate
e tiene tra le braccia il corpo nudo di Memnone.
Decorazione secondaria: sul collo, linguette;
sulla spalla, fori di loto; sul corpo, al di sopra
della scena, scacchiera.
Pittore di diosphos (C.H.E. Haspels).
500-484 a.C.
F7
65
Catalogo
Bibl.: HASPELS 1936, p. 236, 85; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F7
Lekythos, a f.n. (a f. b.). Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina.
Palmette.
Palmette disposte su tre fle e congiunte da
viticci.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fascia a vernice nera; sulla spalla, boccioli di loto
congiunti da viticci; nel punto di congiunzione
tra la spalla ed il corpo del vaso, meandro
corrente a s. tra linee di vernice. La decorazione
sul corpo delimitata in alto ed in basso da una
linea orizzontale.
Ricomposta da diversi frammenti. Buono stato di
conservazione.
Pittore di diosphos (G.Salina).
500-484 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 118-119, tav. 20, 2; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
Classe del Leoncino
F8
Lekythos, a f.n. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 2132. Alt. m. 0,108. Proveniente da
Camarina.
Combattimento.
Scena di combattimento tra due guerrieri, uno dei
quali si difende con lo scudo. Ai lati, assistono
due efebi che indossano una breve clamide
svolazzante.
Decorazione secondaria: quasi completamente
abrasa; appena visibili bastoncelli sulla spalla.
Classe del Leoncino (J.D. Beazley).
500-484 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 156, tav. 71, n. 664; BEAZLEY 1956,
p. 513, n. 30; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F9
Lekythos, a f.n. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4061. Alt. m. 0,072. Proveniente da
Camarina.
Amazzone fra cavalieri.
Al centro, amazzone in chitonisco con faretra al
fanco, in movimento verso destra. Stringe due
lance nella mano d. Ai lati la fancheggiano due
cavalieri con la lancia.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia di vernice nera diluita; sul terzo inferiore
del corpo, vernice nera diluita.
Incompleta. Ricomposta da diversi frammenti.
Scrostature su tutta la superfcie.
Classe del Leoncino (S.Valastro).
500-484 a.C.
Bibl.: BARRESI, VALASTRO 2000, p. 36, n. 16; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F10
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
18444. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro.
Scena di combattimento.
Al centro due opliti, armati di lancia e scudo.
Il guerriero a d., retrospiciente, ha torso di
prospetto e gambe di proflo. Ai lati dei duellanti,
due giovani, nudi, dei quali quello di d. con
mantello sulla spalla, si allontanano rivolti alla
scena centrale recando gambe e testa di proflo e
torso di prospetto.
Decorazione secondaria: sulla spalla, leoncini
affrontati; alla base della scena, linee a vernice
rossa.
Priva del collo, ricomposta da frammenti.
Classe del Leoncino (G. Salina)
500-484 a.C.
F9
66
Catalogo
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 401-402, tav. 8; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(S.S.)
Pittore di Athena
F11
Lekythos, a f.n. Palermo, collezione Collisani,
inv. R30 (destinata a Petralia Sottana, Mus. Civ.
Antonio Collisani). Alt. m. 0,31. Proveniente da
Camarina.
Satiri e caproni.
A sinistra un satiro barbato, nudo e itifallico di
proflo verso d. con una corona di foglie in testa,
regge con entrambe le mani le zampe anteriori
di un caprone retrospiciente. Al centro, un altro
satiro barbato suona il doppio aulos. A destra, un
terzo satiro, parzialmente conservato, sostiene
per le zampe anteriori un caprone.
Decorazione secondaria: sulla spalla, palmette;
sul corpo, al di sopra della scena fgurata, fascia
a zig-zag.
Athena Maler (A. Frlich).
500484 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, pp. 124-125, tav. 28, n.
180; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F10
F11
67
Catalogo
Classe di Atene 581, I
F12
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione La Rocca-Impellizzeri, inv. 61455.
Proveniente da Camarina.
Scena di combattimento.
Due guerrieri armati di lancia e scudo fra due
fgure stanti ammantate.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, boccioli di loto stilizzati
legati da peduncoli ad archetto.
La superfcie del vaso fortemente corrosa e a
tratti fessurata; incrostazioni biancastre e vernice
parzialmente evanida.
Classe di Atene 581, I (R. Salibra).
480 a.C.
Bibl.: GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37; SALIBRA
2006, p. 343.
(G.S.C.)
Classe di Atene 581, II

F13
Lekythos, a f.n. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4056. Alt. m. 0,097. Proveniente da
Camarina. Incompleta. Manca parte del collo e la
bocca. Scrostature in diversi punti del corpo.
Biga.
Un auriga con lunga xystis alla guida di una biga
condotta da due destrieri lanciati nella corsa.
Decorazione secondaria: nel campo, tralci; sulla
spalla, linguette; sul corpo, al di sopra della scena
fgurata, meandro corrente a d. Il terzo inferiore
del corpo dipinto a vernice nera. Ritocchi in
rosso violaceo. I particolari anatomici dei cavalli
e della biga sono resi a graffto.
Classe di Atene 581, II: maniera del pittore di
Haimon (J.D. Beazley).
500484 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 158, tav. 71, n. 681; BEAZLEY 1956,
p. 543, n. 143; BEAZLEY 1971, p. 233; BARRESI, VALASTRO
2000, p. 56, n. 40; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.

(G.S.C.)
F14
Lekythos, a f.n. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4123. Alt. m. 0,16. Proveniente da
Camarina.
Amazzoni.
Amazzoni di proflo verso d. al lato di un
destriero; indossano entrambe una corazza ed un
elmo dallalto lophos.
Decorazione secondaria: nel campo, tralci; sulla
spalla, linguette; sul corpo sopra la scena fgurata,
doppia serie di puntini paralleli, sotto la scena;
fascia di vernice diluita; il terzo inferiore del
corpo a vernice nera. Incisioni per i particolari
dei cavalli e delle Amazzoni. Uso della vernice
bianca per il volto delle Amazzoni e per la coda
dei cavalli.
Ricomposta da frammenti. Diverse scrostature
sul corpo.
Classe di Atene 581, II: gruppo P (?)
(S.Valastro).
500484 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 157, n. 666; BARRESI, VALASTRO
2000, p. 52, n. 34; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F15
Lekythos, a f.n. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4146. Alt. m. 0,29. Proveniente da
Camarina.
Peleo e Teti.
F13
68
Catalogo
Al centro, Peleo in chitonisco rapisce Teti.
Ai lati si dispongono quattro fgure femminili
ammantate in fuga.
Decorazione secondaria: nel campo, tralci; sul
collo, bastoncelli, sulla spalla, palmette ed una
doppia riga di punti; in basso, una larga fascia
nera.
Lesecuzione piuttosto andante.
Manca lansa ed il vaso restaurato in diversi
punti.
Classe di Atene 581, II: maniera del pittore di
Haimon (J.D. Beazley).
500484 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 157, n. 668, tav. 72; BEAZLEY
1956, p. 550, n. 327; BARRESI, VALASTRO 2000, p. 60, n. 45;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F16
Lekythos, a f.n. Camarina, Mus. Arch. Reg., inv.
2975. Proveniente da Camarina.
Due guerrieri al cospetto di Athena.
Due guerrieri armati siedono entrambi su un
diphros al cospetto di Athena. I due personaggi
sono resi di proflo e indossano elmi dallalto
cimiero ed himatia che avvolgono interamente
le fgure. Guardano la dea e quello di d. alza un
braccio fno a toccarla. La dea al centro della
scena sta in piedi su un piccolo piedistallo. Di
proflo verso d., indossa lelmo ed ha il braccio
d. piegato al petto mentre il s. alzato.
I particolari delle vesti e delle armature sono resi
con incisioni.
Decorazione secondaria: sulla spalla, doppia fla
di linguette disposte a raggiera; allattacco della
spalla con il corpo del vaso, meandro; al di sotto
della scena fgurata, stretta fascia a risparmio.
Classe di Atene 581, II: maniera del pittore di
Haimon (G. Salina).
500484 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 69-70, tav. 11,1; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(G.S.C.)
F16 bis
Lekythos a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
2351. Proveniente da Camarina (acquisizione
F15 F16 F14
69
Catalogo
vecchio fondo). Alt. m. 0,186; diam. piede m.
0,060.
Menade e toro, fra due satiri.
Al centro, fra due satiri di proflo, in
atteggiamento di danza, con il braccio sinistro
e la gamba sollevati, mentre tengono per mano
probabilmente uno strumento (crotalo?), una
menade stante, vista di proflo, con i capelli
raccolti in un sakkos, c on braccio sinistro alzato,
dietro ad un toro incedente. Tralci nel campo,
con foglie stilizzate a puntini.
Sovradipinture in rosso per vari dettagli (corona
(?) sul capo della donna, barba e capelli dei satiri,
parti del corpo del toro).
Decorazione secondaria: sulla spalla doppia
fla di bastoncelli. Sotto la scena due linee
risparmiate, resto del corpo del vaso ricoperto di
vernice nera.
Attribuibile alla classe di Atene 581,II (A.M.
Manenti)
500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
(A.M.M.)
F17
Lekythos, a f.n. (a f. b.). Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 2808. Proveniente da Camarina, necropoli di
Randello, scavi 1967.
Sul corpo del vaso, palmette verticali circoscritte
da archetti di colore bianco ed alternate a
bastoncelli. Al di sotto, catena ad anelli.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
Palmette-lekythoi della classe di Atene 581 -
tipo I della classifcazione Palmer, in Corinth
XIII, pp. 163-164 (G. Giudice).
490-480 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 422-424, tav. 22, 1; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
F18
Lekythos, a f. n. (a f. b.), Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 2809. Proveniente da Camarina, necropoli di
Randello, scavi 1967.
Sul corpo del vaso, palmette verticali circoscritte
F16bis
70
Catalogo
da archetti di colore bianco ed alternate a
bastoncelli. Al di sotto, catena ad anelli.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
Palmette-lekythoi della classe di Atene 581 -
tipo I della classifcazione Palmer, in Corinth
XIII, pp. 163-164 (G. Giudice).
490-480 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 425-427, tav. 22, 2; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
F19
Lekythos, a f.n. (a f. b.). Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 2810. Proveniente da Camarina, necropoli di
Randello, scavi 1967.
Sul corpo del vaso, palmette verticali circoscritte
da archetti di colore bianco ed alternate a
bastoncelli. Al di sotto, catena ad anelli.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
Palmette-lekythoi della classe di Atene 581 -
tipo I della classifcazione Palmer, in Corinth
XIII, pp. 163-164 (G. Giudice).
490-480 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 428-429, tav. 22, 3; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
F20
Lekythos, a f.n. (a f. b.). Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 2811. Proveniente da Camarina, necropoli di
Randello, scavi 1967.
Sul corpo del vaso, palmette verticali circoscritte
da archetti di colore bianco ed alternate a
bastoncelli. Al di sotto, catena ad anelli.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
Palmette-lekythoi della classe di Atene 581 -
tipo I della classifcazione Palmer, in Corinth
XIII, pp. 163-164 (G. Giudice).
490-480 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 430-431, tav. 22, 4; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
Maniera del pittore di Haimon
F21
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
6342. Alt. m. 0,34. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 73, scavi
1972.
Corteo dionisiaco (?)
Quadriga a d. le cui redini sono trattenute da una
fgura muliebre che indossa una veste a larghe
pieghe da cui fuoriescono le braccia. Alle sue
spalle, una donna stante, di proflo a destra, che
tiene tra le mani una lyra. Davanti alla quadriga,
fgura femminile seduta su diphros rivolta al centro
F20
F21
71
Catalogo
della scena. In secondo piano, dietro la quadriga,
al centro, fgura maschile barbata stante, coronata
(?) e coperta di un lungo himation (Dioniso?): ha
in mano un corno potorio (?) e, di proflo a d.,
guarda alle sue spalle un fgura femminile stante
rivolta a d. Tralci nel campo.
Sovraddipinti in bianco la criniera e le zampe di
un cavallo, le pieghe dellhimation della fgura
barbata, il volto della fgura muliebre in secondo
piano, le braccia di quella che tiene le redini,
lhimation e la chioma della fgura assisa.
Dettagli incisi.
Decorazione secondaria: sopra la scena, fascia
a meandro semplice a d. tra linee concentriche
a vernice nera; fletto sotto la scena. Trattini
verticali alla base del collo; bastoncelli verticali
sulla spalla.
Maniera del pittore di Haimon (G. Salina).
500484 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 65-69, tav. 9, 1-2; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.

(S.S.)
F21bis
Lekythos a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
12757, collezione Montemagno di Mineo.
Proveniente da Camarina. Alt. m. 0,175; diam.
m. 0,34.
Eracle in lotta con il cinghiale di Erimanto.
Al centro Eracle nudo, con il tronco piegato in
avanti mentre afferra con le braccia allungate il
ventre di un cinghiale affondandone il capo nel
collo; lanimale soccombe prostrato in avanti
con la zampa anteriore sinistra fessa e la destra
allungata; in alto, tra racemi, sono la clamide e la
faretra delleroe; alle estremit della scena due
fgure a cavallo, elmate e coperte da un corto
mantello, guardano.
Decorazione secondaria: alla base del collo
bastoncelli puntati; sulla spalla foglie lanceolate;
la sommit del corpo decorata con doppia banda
di puntini alternati, in basso una banda nera, tra
linee che inquadrano la scena.
Ricomposta da frammenti con integrazioni; varie
scheggiature e abrasioni; vernice diluita.
Attribuibile alle lekythoi della classe di Atene 581
II dipinte alla maniera del gruppo di Haimon.
500-484 a.C.
F21bis
72
Catalogo
Bibl.: SALIBRA 2006, pp. 338-339.
(E.S.)
F21ter
Lekythos a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
12758, collezione Montemagno di Mineo.
Proveniente da Camarina. Alt. m. 0,168; diam.
m. 0,33.
Dioniso tra due Menadi e due satiri.
Al centro Dioniso danzante verso destra con il
capo retrospiciente, vestito di chitone e himation,
porta il corno potorio nella mano sinistra; il dio
rappresentato tra due Menadi ammantate,
su muli itifallici, preceduti da due satiri, che
guardano entrambi la scena: il primo, a sinistra
rivolto verso il centro, laltro sileno a destra,
retrospiciente. Racemi incorniciano le Menadi.
Decorazione secondaria: alla base del collo
bastoncelli puntati; sulla spalla foglie lanceolate;
la sommit del corpo decorata con doppia banda
di puntini alternati, in basso una banda nera, tra
linee che inquadrano la scena.
Integra. Abrasioni varie sulle fgure; decorazione
complementare evanida su gran parte della
superfcie; vernice diluita.
Attribuibile alle lekythoi della classe di Atene 581
II dipinte alla maniera del gruppo di Haimon.
500-484 a.C.
Bibl.: SALIBRA 2006, pp. 338-339.
(E.S.)
F22
Gruppo CHC
F22
Skyphos, a f.n., fr. di. Palermo, collezione
Collisani, inv. R25 (destinato a Petralia Sottana,
Mus. Civ. Antonio Collisani). Alt. m. 0,054.
Sfnge di proflo a sinistra davanti a palmetta.
Sovraddipinti in bianco il volto e il petto della
Sfnge. Incisioni sulle ali e sulla palmetta.
Gruppo CHC (D.L. Wieland).
500-484 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, pp. 114-115, n. 166, tav.
24; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 37.
(R.N.)
F21ter
73
Catalogo
Pittore di Dutuit
G1
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23611. Alt. m. 0,34. Proveniente da Camarina.
Artemide, di proflo verso destra, indossa un
chitone a pieghe molto ftte legato alla vita ed
una sphendone. Con la mano sinistra protesa,
tiene un arco e una freccia, mentre con la destra
accarezza un cervo sul muso.
Decorazione secondaria: sopra la scena, su fondo
risparmiato, una fascia a meandro tra doppie
linee parallele di vernice nera. Sotto la scena,
kymation a vernice nera su fondo a risparmio tra
due linee parallele di v.n. Stessa fascia alla base
del collo.
Ricomposta da frammenti.
Pittore di Dutuit (J.D. Beazley).
500-484 a.C.
Bibl.: BEALZEY 1963, p. 308, 20; CARPENTER 1989, p. 212;
Lo stile severo in Sicilia 1990, p. 326, n. 151; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 36; GIUDICEb 2006, p. 198;
LIMC II, s.v. Artemis, pp. 667-668, n. 619, tav. 495.

(R.N.)
74
Catalogo
G1
461-450 a.C.

Offcina del pittore di Athena
H1
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23906. Alt. m. 0,25. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 550.
Sulla spalla, cinque palmette legate da viticci;
quella centrale rovesciata.
Il corpo completamente dipinto a vernice nera;
al di sotto della spalla, meandro corrente a s.
Integra, tranne due scheggiature al labbro e
scrostature sul ventre e sullansa.
offcina del pittore di Athena (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 19, tav. 5, n. 550,1; GIUDICEb 2006,
p. 208, n. 2.
(G.S.C.)
H2
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24010. Alt. m. 0,185. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 900.
Sulla spalla, cinque palmette legate da viticci.
Alla base del collo, linguette; sotto la spalla,
meandro corrente a d.
Mancano il collo e parte dellansa.
offcina del pittore di Athena (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 65, tav. 34, n. 900, 6; GIUDICEb 2006,
p. 208, n. 3.
(G.S.C.)
Offcina del pittore della Megera
1

H3
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23996. Alt. m. 0,085. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 803.
Tre palmette tra linee di vernice.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli. Due linee
risparmiate sopra e sotto la decorazione
1
Sono probabilmente riferibili alloffcina del pittore della
Megera undici lekythoi provenienti dalla collezione del
canonico siracusano Antonino Lentinello e attualmente
conservate al Museo Archeologico Regionale di Siracusa
(invv. 2293-2303). Vd. SALIBRA 2006, p. 337.
H1
H2
75
Catalogo
principale. A vernice bianca sono resi larghi archi
sovraddipinti al di sopra di ciascuna palmetta e
perle in corrispondenza di ciascun archetto.
Integra.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 54, tav. 26, n. 803; GIUDICEb 2006,
p. 208, n. 4.
(G.S.C.)
H4
Lekythos, a f.n. Siracusa Mus. Arch. Reg., inv.
24047. Alt. m. 0,073. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 993.
Foglie di edera e corimbi sorgono da un tralcio
entro fascia con ingubbiatura bianca. Tralcio
e foglie sono a vernice nera, i gambi di colore
rosso mattone.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli. Linee sopra e
sotto la scena decorata.
Screpolature sul corpo e vernice in parte
evanida.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1974, p. 71, fg. 16; LANZA 1990, p. 77, tav.
43, n. 993, 9; GIUDICEb 2006, p. 208, n. 5.
(G.S.C.)
H5
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24047. Alt. m. 0,068. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 993.
Foglie e corimbi di edera che sorgono da un
tralcio entro fascia con ingubbiatura bianca.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli. Filetti sopra e
sotto la scena decorata.
Screpolature sul corpo e venice a tratti evanida.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 77, tav. 43, n. 993, 10; GIUDICEb
2006, p. 208, n. 6.
(G.S.C.)
H6
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23913. Alt. m. 0,145. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 580.
Tralcio di edera con foglie e corimbi alternati
entro fascia con ingubbiatura bianca.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli. Sopra e sotto
la fascia decorata, reticolato preceduto da fletti
a vernice nera.
Integra e vernice ben conservata.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
H3
H4
H5
76
Catalogo
Bibl.: LANZA 1990, p. 24, tav. 8, n. 580; GIUDICEb 2006, p.
208, cat. n. 7.
(G.S.C.)
H7
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23941. Alt. m. 0,105. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 630.
Tralcio dedera entro fascia con ingubbiatura
bianca.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli. Sopra e sotto
la fascia decorata, reticolato fra linee a vernice
nera.
Diverse screpolature e scrostature.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 32, tav. 12, n. 630; GIUDICEb 2006,
p. 209, n. 8.
(G.S.C.)
H8
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23950. Alt. m. 0,15. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 688.
Rimangono, in basso, tracce di un reticolato, al di
sopra del quale erano foglie di edera. Al di sopra,
un secondo reticolato.
Decorazione secondaria: sulla spalla, bastoncelli;
alla base del collo, linguette.
Scheggiature sulla spalla e allattacco dellansa.
Vernice evanida e decorazione quasi del tutto
scomparsa.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 38, tav. 15, n. 688; GIUDICEb 2006,
p. 209, n. 9.
(G.S.C.)
H9
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23959. Alt. m. 0,10. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 692.
Tralcio di edera con foglie e corimbi alternati
entro fascia con ingubbiatura bianca.
Decorazione secondaria: sopra e sotto la fascia
decorata, reticolato a vernice nera; sulla spalla,
bastoncelli e linguette.
Screpolature su tutto il corpo e vernice evanida;
decorazione quasi del tutto illeggibile.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl. LANZA 1990, p. 40, tav. 17, n. 692, 3; GIUDICEb 2006,
H6
H7
H8
77
Catalogo
p. 209, n. 10.
(G.S.C.)
H10
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24029. Alt. m. 0,15. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 947.
Reticolato e foglie di edera. In alto ed in basso,
sul corpo del vaso, reticolato in parte eraso; al
centro, tralcio di edera a foglie e a fori compreso
tra due linee a vernice nera. La decorazione
dipinta su ingobbio bianco.
Decorazione secondaria: sulla spalla, doppio giro
di foglie aghiformi a vernice nera; sulla faccia
esterna del piede, due fasce a vernice nera.
Diverse screpolature su tutto il corpo e fratture.
Lansa di restauro.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 71, tav. 40, n. 947; GIUDICEb 2006,
p. 209, n. 11.
(G.S.C.)
H11
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24033. Alt. m. 0,085. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 963.
Palmette verticali sul ventre risparmiato,
circondate da un archetto bianco; presentano
delle nervature graffte. Al di sotto, catena ad
anelli.
Decorazione secondaria: sulla spalla, doppio giro
di foglie aghiformi.
Integra; piccole scalftture.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 73, tav. 40, n. 963, 2; GIUDICEb 2006,
p. 209, n. 12.
(G.S.C.)
H12
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
H9
H10
H11
78
Catalogo
26610. Alt. m. 0,085. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1374.
Tre palmette verticali su ingobbio a vernice
bianca comprese entro una fascia nera in alto e
due fletti in basso.
Decorazione secondaria: sulla spalla, doppio giro
di trattini verticali.
Il piede di restauro, piccole scalftture sul corpo
e vernice evanida.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 136, tav. 93, n. 1374, 1; GIUDICEb
2006, p. 209, n. 13.
(G.S.C.)
H13
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26610. Alt. m. 0,08. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1374.
Decorazione: sul corpo tre palmette verticali a
vernice nera separate da linee ad archetto.
Decorazione secondaria: sulla spalla, doppio
giro di trattini verticali; due linee a vernice nera
in basso sul ventre.
Integra.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 136, tav. 93, n. 1374, 2; GIUDICEb
2006, p. 209, n. 14.
(G.S.C.)
H14
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22868 (a). Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, scavi Orsi, sep. 228.
Sul corpo del vaso, palmette verticali su catena
ad anelli, distinte da bastoncelli.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli; nel terzo
inferiore del vaso, due linee a risparmio.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: DI STEFANO 2001, p. 48, fg. 53, a.
(G.S.C.)
H15
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22868 (b). Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, scavi Orsi, sep. 228.
Sul corpo del vaso, palmette verticali alternate a
bastoncelli, poggiano su catena ad anelli.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, doppia raggiera di bastoncelli; nel
terzo inferiore del vaso, due linee a risparmio.
offcina del pittore della Megera (G. Giudice).
H12 H13
H14
79
Catalogo
461-450 a.C.
Bibl.: DI STEFANO 2001, p. 48, fg. 53, c.
(G.S.C.)
H16
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22831. Alt. m. 0,16. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, scavi Orsi, sep.
160.
Sul corpo del vaso tralci di foglie di edera, tra
fasce a reticolato.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli.
offcina del pittore della Megera (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 437-438, tav. 25; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
H17
Lekythos, a. f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
6281. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 43.
Sul corpo del vaso, palmette alternatamente
dritte e rovesciate, legate da viticci. Ai lati, fle
di punti.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli.
offcina del pittore della Megera (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 432-434, tav. 23; SALIBRA 1999,
tomba n. 43; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
H18
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro.
Sul corpo del vaso, ampia fascia a palmette
alternate, tra fle di punti e reticolato.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli.
Priva di parte del collo e del bocchello.
offcina del pittore della Megera (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 441-442, tav. 23; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
H19
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
30742. Proveniente da Camarina, contrada
Piombo, scavi Orsi 1909, sep. 92.
Sul corpo del vaso, losanghe quasi interamente
scrostate.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli.
offcina del pittore della Megera (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 443-444, tav. 29; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
H20
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
H15
H18
80
Catalogo
22874. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 235, scavi Orsi.
Sul corpo del vaso, tralcio di foglie di edera tra
fasce a reticolato.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli; sopra la
decorazione principale, meandro corrente a d.
offcina del pittore della Megera (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 435-437, tav. 24; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)
H21
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
6309. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 55, scavi 1972.
Sul corpo del vaso, tralcio di foglie di edera e
corimbi, tra fasce a reticolato.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli.
offcina del pittore della Megera (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 439-440, tav. 27; SALIBRA 1999,
tomba n. 55; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(G.S.C.)

H22
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro.
Palmette.
offcina del pittore della Megera (V. Rizzone).
461-450 a.C.
Bibl.: GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(R.N.)
H23
Lekythos, a f.n. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22865. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 349.
Palmette.
offcina del pittore della Megera (V. Rizzone).
461-450 a.C.
Bibl.: GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.

(R.N.)
H20
H19
81
Catalogo
Hermonax
I1
Anfora nolana, a f.r. Palermo, collezione
Collisani, inv. R33 (destinata a Petralia Sottana,
Mus. Civ. Antonio Collisani). Alt. m. 0,345.
Proveniente da Camarina.
A) Satiro; B) Satiro.
A: Satiro, nudo, stante di proflo verso sinistra.
B: Satiro (immagine inedita).
Decorazione secondaria: sotto lo spazio fgurato,
meandro semplice corrente a destra; palmetta e
girali al di sotto delle anse.
Ricomposta da pi frammenti.
Hermonax (C. Isler Kerenyi).
480-475 v.Chr. (C. Isler Kerenyi).
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, pp. 126-127, n. 183, tav.
29.
(S.R.)
I2
Frammento, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Restano il capo ed il busto di una fgura femminile
stante, di prospetto, con la testa rivolta a s. Ha il
capo coronato da una stephane con tre fammelle,
i capelli raccolti in uno chignon: sulle gote
scendono dei riccioli. Indossa anche un orecchino
a bottone. Un chitone a ftte pieghe segue le linee
del corpo e lascia intravvedere il seno.
Hermonax (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 899, fg. 93a; GIUDICEb 2006, pp. 199-
200, 209, n. 15.
(G.S.C.)
I3
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Nel frammento rimane la parte superiore di una
fgura maschile barbata, stante e di proflo a s.,
che veste un himation riccamente panneggiato.
Ha folti capelli lunghi, cinti da una taenia, e
ricadenti sulle spalle.
Maniera di Hermonax (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, tav. 56, n. 95; GIUDICEb 2006, p.
H21
I1
I2
82
Catalogo
209, n. 16.
(G.S.C.)
Maniera del Pittore di Egisto
I4
Frammento, a f.r. Ragusa Mus Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Auletride stante di proflo verso destra. Indossa
un chitone a ftte pieghe ed un himation; ha il
capo leggermente chino in avanti e tiene con le
due mani laulos nellatto di suonare. A sinistra
si riconosce un cuscino.
Maniera del pittore di Egisto (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 94, tav. 56, n. 102; GIUDICEb 2006,
pp. 200, 209, n. 17.
(G.S.C.)
Pittore di Mykonos
I5
Frammento, a f.r. Ragusa Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, nei pressi della sep. 919.
Busto di fgura femminile stante a d., con un
braccio piegato al di sotto del seno. La donna
indossa un chitone fttamente panneggiato.
Tra il pittore di Bologna 228 e il pittore di
Mykonos (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 90, tav. 52, n.61; GIUDICEb 2006, p.
210, n. 18.
(G.S.C.)
I6
Cratere a calice, a f.r. Catania, Museo Civico,
collezione Biscari, inv. 4399. Alt. m. 0,51.
Proveniente da Camarina.
A) Perseo e la Medusa; B) Gorgone e
Poseidone.
A: al centro, Perseo di prospetto e col volto di
proflo a sinistra, indossa una clamide e un petasos
sul capo, stivali alati ai piedi. Tiene sollevata, con
la mano sinistra, la testa di Medusa rappresentata
frontalmente, mentre con la destra tiene una harpe
e rivolge lo sguardo verso Athena, stante alla sua
destra, posta di proflo verso di lui. La dea indossa
un peplo con due bande nere centrali verticali,
mantello, egida ed elmo attico. Si appoggia con
la mano sinistra alla lancia mentre tiene la destra
allaltezza del ventre. Alle sue spalle, seduta
di proflo su una roccia, una fgura femminile
con chitone, himation e corona radiata, assiste
alla scena sollevando con la mano destra un
lembo della veste. Alle spalle di Perseo, invece,
siede su un diphros un personaggio maschile
identifcato con il re Polidette, appoggiato con
entrambe le mani ad uno scettro; il vecchio ha
una barba bianca ed il capo cinto da una taenia.
Alle sue spalle, stante, di proflo a sinistra,
un personaggio maschile canuto con chitone e
himation, che assiste alla scena appoggiato ad un
bastone con manico a T.
B: da sinistra, una fgura femminile stante di
proflo verso sinistra indossa un chitone con
fasce verticali nere e lhimation. Ha i capelli neri
raccolti in uno chignon e cinti da una taenia; il
I3
I4
I5
83
Catalogo
braccio destro piegato allaltezza del busto.
Davanti a lei una Gorgone alata in corsa frontale
verso sinistra con corto chitone bordato di nero.
Al centro della scena, Poseidone barbato e con
lunghi riccioli, incede verso destra tenendo con
la destra il tridente; tende la mano sinistra verso
una seconda Gorgone, anchessa in corsa verso
sinistra e con chitone corto decorato da due bande
parallele verticali nere.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
un fregio a palmette e fori di loto alternati. Sotto
la scena, fregio di palmette alternatamente al
dritto e al rovescio, oblique e unite da girali.
Nella congiunzione tra il corpo ed il piede del
cratere, fregio di linguette nere.
Ricomposto da frammenti con piccole
integrazioni.
Pittore di Mykonos (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: DHANCARVILLE 1767-1776, tav. 126; MILLIN
1810, pp. 3-10, tavv. 3-4a; MILLIN 1811, p. 6, n. 37, tav.
21; WELCKER 1825, p. 29; RAOUL ROCHETTE 1833, p. 41;
LEVETZOW 1833, pp. 29-31, tav. 3; DE LUYNES 1834, p. 327;
HERMANN 1851, p. 8; INGHIRAMI 1851
2
, tavv. 70-71; BIRCH
1855, p. 62; FEDDE 1860, pp. 48-49; JAHN 1868, pp. 13-15;
TRENDELENBURG 1872, p. 110; REINACH 1891, p. 45, tavv.
3-4; MIRONE 1919, pp. 37-47; LIBERTINI 1930, pp. 163-164,
n. 697, tavv. 74-75; BESIG 1937, p. 84, n. 95; BROMMER
1960
2
, p. 218, B1; SCHAUENBURG 1960, p. 83; BEAZLEY
1963, pp. 515, 6, 1657; OAKLEY 1988, p. 386; SCHEFOLD,
JUNG 1988, pp. 113-114; LIMC VII, s.v. Polydektes, p.
468, n. 195; BARRESI 1998, pp. 231-232, n. 178; BARRESI,
VALASTRO 2000, pp. 82-84, n. 63; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 44; MANCUSO 2008, p. 55.

(R.N.)
Pittore di Siracusa
I7
Frammento, a f.r. Palermo, collezione Collisani,
inv. R25 (destinato a Petralia Sottana, Mus. Civ.
Antonio Collisani). Alt. m. 0,045, largh. m. 0,045.
Proveniente da Camarina.
Della scena fgurata rimane parte di una fgura
maschile panneggiata, di cui si distinguono il
capo, cinto da una mitra, e la spalla destra. Il
personaggio, con il volto barbato di proflo a
sinistra ed il torso di prospetto, identifcabile
con Dioniso.
Pittore di Siracusa (M. Marti).
461-450 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, p. 130, n. 186, tav. 30;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 44.

(S.R.)
I6
I6
84
Catalogo
I7
Pittore del Frutteto
I8
Anfora (?) a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,045, largh. m. 0,11. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Auleta stante a destra. Lhimation scende per
il corpo lasciandogli nude le spalle, i glutei e
le cosce. Con le braccia piegate tiene laulos.
Mancano la testa e le gambe.
Pittore del Frutteto (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, tav. 54, n. 91; GIUDICEb 2006, p.
210, n. 19.

(G.S.C.)
Pittore di Alkimachos
I9
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Proveniente da Camarina.
A) Giovane guerriero insegue una donna; B)
giovani e donna (immagine inedita).
Pittore di Alkimachos (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 532, 47; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 39.
(R.N.)
Pittore di Borea
I10
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24009. Alt. m. 0,47. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
891.
A) Scena di inseguimento; B) scena di
conversazione.
A: al centro un Sileno nudo calvo e con barba
ricciuta insegue una Menade con chitone ed
himation, capelli raccolti da una taenia, che fugge
verso destra, volgendo il capo indietro verso
il suo inseguitore, e tiene con la mano sinistra
un tirso. Ai lati, due fgure femminili vestite di
chitone ed himation, reggono due torce.
B: al centro due efebi a colloquio: quello a destra,
nudo con la sola clamide sulle spalle, incede verso
sinistra, solleva il braccio destro, mentre piega il
sinistro ad altezza del busto e ha il pugno chiuso.
Lefebo di fronte a lui a s. stante, avvolto in
un himation, e tiene con la sinistra un bastone.
Chiudono la scena due efebi ammantati: quello a
s. protende il braccio destro in direzione delle due
fgure centrali; quello a d. avanza verso sinistra
portando sollevato nella mano destra un bastone
con manico ricurvo.
Decorazione secondaria: lorlo decorato
con fgure di leoni e cinghiali alternati, cinque
per lato, neri su fondo risparmiato. Ai lati di
entrambe le scene fgurate, su fondo a risparmio,
un fregio a doppia fla di punti separati da una
linea verticale a vernice nera. Sotto la scena, una
linea risparmiata; sopra, sulla spalla del vaso,
linguette nere su fondo risparmiato. Sul collo, sul
lato A, boccioli di loto stilizzati uniti da archetti
neri intrecciati su fondo a risparmio. Un puntino
nero sotto ogni archetto.
Sotto il piede, marchio commerciale (v. JOHNSTON
2006, p. 74, tipo 6B, n. 14; p. 159, n. 14).
Pittore di Borea (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 538, 26; LANZA 1990, p. 63, tav.
I8
I10
85
Catalogo
33; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 39.

(R.N.)
I11
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,09, largh. m.
0,097. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
A sinistra, rimangono i piedi e la parte inferiore
della veste di una fgura stante rivolta a d.; a
destra, la punta, rivolta verso il basso, di una
lancia.
Decorazione secondaria: meandro spiraliforme
corrente a d. alternato a croci.
Pittore di Borea (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 171, tav. 113, n. 77; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 39; GIUDICEb 2006, p. 210, n. 20.
(G.S.C.)
Pittore di Firenze
I12
Cratere a colonnette, a f. r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24036. Alt. m. 0,41. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
974.
A) Komos; B) scena di conversazione.
A: una auletride incede verso destra suonando il
doppio aulos. Indossa un chitone ed un himation.
Di fronte a lei, una fgura maschile nuda, barbata,
con clamide poggiata sulle spalle, avanza verso
sinistra e tiene sollevato con la d. un bastone
che appoggia sulla spalla. Dietro di lui una
terza fgura, maschile e barbata, si allontana
dalla scena muovendosi verso destra con il capo
retrospiciente verso le fgure centrali. Indossa
un himation che gli lascia la spalla destra nuda e
con la mano sinistra regge un bastone. Il quarto
personaggio, una fgura maschile allestrema
sinistra della scena, al seguito della auletride,
incede verso destra tenendo sollevata con la
mano destra una kotyle, mentre con la sinistra
regge un bastone. Indossa un himation che gli
lascia la spalla e il braccio scoperti.
B: scena di colloquio tra tre efebi. La fgura a
sinistra, di proflo, indossa un himation e protende
il braccio destro verso la fgura centrale, un efebo
interamente avvolto nel mantello. A destra, un
terzo giovane, anchesso ammantato, regge con
la destra uno strigile.
Decorazione secondaria: sulla superfcie
superiore del labbro, foglie lanceolate nere; sui
piattelli delle anse, due palmette ioniche nere. Il
lato esterno del labbro decorato da un fregio a
doppia fla di perle nere separate da una linea di
vernice nera su fondo risparmiato. Stesso motivo
ai lati di entrambe le scene fgurate. Sopra la
scena, sulla spalla del vaso, linguette nere su
fondo risparmiato. Sul collo, solo sul lato A,
boccioli di loto stilizzati uniti da archetti neri
intrecciati su fondo a risparmio.
Pittore di Firenze (J.D. Beazley).
461-450 a.C.

Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 542, 27; LANZA 1990, p. 74, tav.
42; PESCHEL 1987, p. 259; tav. 218; TULLIO 1996, p. 152,
fgg. 17-18; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 39.

(R.N.)
I10
I11
86
Catalogo
I13
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22758. Alt. m. 0,385. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
127.
A) Satiri; B) scena di conversazione.
A: al centro della scena un satiro coronato, di
proflo verso destra, suona laulos; davanti a lui
un secondo satiro avanza danzando con il braccio
destro e la gamba sinistra sollevati. Chiudono la
scena altri due satiri itifallici danzanti, con le
braccia protese.
B: tre efebi a colloquio: la fgura centrale si
presenta di tre quarti ed completamente
ammantata; davanti a lui un secondo giovane
ammantato di proflo verso sinistra tiene sollevato
davanti a s, con il braccio destro scoperto, un
bastone con manico ricurvo. A sinistra della
scena, un altro efebo di proflo verso destra
solleva un bastone ricurvo.
Decorazione secondaria: lorlo decorato
con una doppia fla di puntini neri su fondo
risparmiato, separati da una linea orizzontale di
vernice nera. Ai lati di entrambe le scene fgurate,
su fondo a risparmio, un fregio a doppia fla di
puntini separati da una linea verticale di vernice
nera. Sotto la scena, una linea risparmiata; sopra,
linguette nere su fondo risparmiato. Sul collo,
solo sul lato A, boccioli di loto stilizzati uniti da
archetti neri intrecciati su fondo a risparmio. Un
puntino nero sotto ogni archetto.
Sotto il piede, graffto commerciale (vd. JOHNSTON
2006, p. 11, tipo 18C, n. 1).
Pittore di Firenze (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 794, tav. 48; BEZLEY 1963, p. 544, 54;
TULLIO 1996, p. 152, fgg. 15-16; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 39.
(R.N.)
I12
I12
87
Catalogo
I13
I14
Cratere a colonnette, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Parte del corpo e della spalla di un giovane
imberbe con capigliatura a riccioli e viso
rivolto a destra. Lefebo indossa un mantello
che sembra lasciargli scoperta la spalla sinistra.
Sembra sollevare al di sopra del capo una clava
(Eracle?).
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
bastoncelli.
Pittore di Firenze? (G. Giudice).
461450 a.C.

Bibl.: ORSI 1899, c. 255, fg. 46; GIUDICEb 2006, p. 210,
n. 22.
(R.N.)
I15
Cratere a colonnette, a f.r. Palermo, collezione
Arezzo di Celano, sine inv. Alt. m. 0,445.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 1157.
A) Simposio; B) scena di conversazione.
A: scena di simposio con tre fgure maschili
recumbenti su due klinai. Da sinistra, una fgura
maschile barbata, con lunghi capelli, cinti in
fronte da una taenia, sovraddipinta in paonazzo,
il torso di prospetto, il viso rivolto a destra, giace
su una kline, visibile solo per met; ha il braccio
destro alzato verso gli altri banchettanti. A destra
una auletride stante di proflo a destra; indossa
un chitone a punti ed un himation a pieghe
poggiato sul braccio destro, e ha i capelli cinti
in fronte da una taenia. Di fronte, sullaltra kline
sono due giovani recumbenti, volti luno verso
laltro. Quello a destra, cinge con il braccio destro
le spalle dellaltro. Entrambi hanno i capelli
legati da una taenia. Dei tre personaggi maschili
visibile solo la parte superiore del corpo:
tutti hanno il torso nudo e le gambe avvolte in
himatia a morbide pieghe, e si appoggiano con
il gomito sinistro a cuscini: decorati luno con
linee parallele orizzontali; il secondo, al centro,
interamente nero; il terzo con due linee verticali
e crocette. Le due klinai hanno il medesimo
motivo decorativo a volute nella zona angolare;
sotto sono raffgurati due tavolini rettangolari
con sgabello. In alto sono sospesi la custodia
di un fauto resa a puntinato e due canestri con
sostegni resi in paonazzo.
I lembi degli himatia e i dettagli anatomici sono
in vernice diluita.
B: scena di colloquio tra tre efebi. A sinistra
una fgura stante, di proflo a destra, indossa un
himation, stringe un bastone; porta i capelli corti,
cinti da una fascia di colore paonazzo. Al centro un
secondo efebo interamente avvolto nel mantello,
con il corpo volto a destra, ma con viso di proflo
a sinistra. A destra una terza fgura, simmetrica
e speculare alla prima, anchessa ammantata, di
proflo verso sinistra, porta i capelli corti, cinti da
una fascia in paonazzo; stringe un bastone.
I lembi degli himatia sono resi in vernice diluita.
Un oggetto non distinguibile sospeso tra il
secondo ed il terzo personaggio.
Decorazione secondaria: sulla superfcie
superiore del labbro, foglie lanceolate nere; sui
piattelli delle anse, palmette a undici petali con
volute; il labbro decorato da un fregio a doppia
fla di perle nere separate da una linea di vernice
nera su fondo risparmiato. Stesso motivo ai lati
di entrambe le scene fgurate. Sopra la scena,
sulla spalla del vaso, linguette nere su fondo
risparmiato. Sul collo, solo sul lato A, boccioli di
I14
88
Catalogo
I13
loto stilizzati uniti da archetti neri intrecciati su
fondo a risparmio. I personaggi poggiano su una
sottile linea verticale risparmiata.
Pittore di Firenze (R. Salibra).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 108; SALIBRA 2002, pp. 8-10, n. 3,
fgg. 7-10; SALIBRA 2006, p. 342, fg. 5.
(P.L.)
I16
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,065, largh. m. 0,030. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
A sinistra, orlo di un himation; accanto, a destra,
parte inferiore di uno sgabello con piede a forma
di zampa leonina.
Pittore di Firenze (G. Giudice).
461450 a.C.

Bibl.: LANZA 1990, p. 170, n. 63, tav. 112; GIUDICEb 2006,
p. 210, n. 21.
(R.N.)
Gruppo di Borea-Firenze
I17
Cratere a colonnette, a f.r. Palermo, collezione
Arezzo di Celano, sine inv. Alt. m. 0.44.
Proveniente da Camarina, necropoli di
Randello.
A) Scena di inseguimento; B) scena di
conversazione.
A: da sinistra due cavalli incedono verso destra.
Del secondo visibile solo la testa mentre in
groppa al primo un cavaliere coperto da chlamys
e petaso sul capo. Il giovane regge con la destra
una doppia lancia e insegue una fgura femminile
che fugge verso destra, rivolgendo il capo
indietro. La donna indossa un ampio chitone con
doppio apoptygma e mantello sulle spalle e porta
i capelli raccolti sulla nuca. Con la destra sfora
il mento di una seconda fgura maschile stante e
rivolta di proflo verso sinistra, che indossa un
himation e regge con la destra uno scettro.
B: a sinistra, scena di conversazione tra due
fgure maschili vestite di himation. Il giovane a
sinistra tende in avanti il braccio destro verso la
seconda fgura barbata che invece si appoggia
con la destra ad un bastone. A destra una fgura
femminile stante, di prospetto ma volta col capo
verso sinistra. La fgura femminile, ad ampie
ali spiegate identifcabile con Nike, indossa
chitone ed himation e porta i capelli raccolti in
un sakkos.
Decorazione secondaria: entrambe le scene sono
delimitate lateralmente da una fascia decorata da
una doppia fla verticale di puntini neri, mentre
superiormente da un fregio di linguette nere;
sul labbro superiore, boccioli di loto uniti da un
I15
I15
I16
89
Catalogo
motivo ad archi a vernice nera; sullorlo esterno,
due linee di foglie dedera separate da una linea
nera; sul collo del lato A del vaso, catena di
boccioli di loto stilizzati uniti da sottili archetti
a vernice nera; sul piattello delle anse, palmette
con volute.
Gruppo di Borea-Firenze (R. Salibra).
461-450 a.C.
Bibl.: SALIBRA 2002, pp. 4-7, n. 1, fgg. 2-4.
(M.A.V.S.)

Pittore di Londra E 489
I18
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6228. Proveniente da Camarina.
A) Combattimento: cavallo e piede di un
personaggio (immagine inedita).
Pittore di Londra E 489 (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 546, 13; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 39.
(R.N.)
I19
Cratere a colonnette, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6297. Alt. m. 0,39. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep. 47.
A: cavaliere montato su destriero rampante verso
d. affronta un oplita e un armato di fronte a lui.
Il cavaliere, imberbe, reca sul capo un petaso
da cui fuoriescono, sulla nuca, i riccioli della
capigliatura; una clamide gli lascia scoperti il
braccio d. e la mano corrispondente con la quale
stringe una lancia in posizione orizzontale rivolta
verso gli avversari. Di questi, un oplita, barbato,
in primo piano, ha sulla testa un elmo con basso
lophos sollevato sulla fronte da cui fuoriesce la
capigliatura a folti riccioli; reca il volto di proflo,
cos come la gamba s., mentre la gamba d. di
tre quarti; veste il chitonisco ed un corsetto.
Col braccio s. regge un grande scudo circolare,
mentre il braccio d. alzato nellatto di lanciare
la lancia che stringe nella mano corrispondente.
Laltro armato barbato, in secondo piano, di tre
quarti, ha il capo, di proflo, coperto da un petaso
da cui fuoriesce una capigliatura riccioluta;
indossa una clamide appuntata sulla spalla d. che
scende a larghe pieghe fn quasi allaltezza delle
ginocchia lasciando scoperte le gambe: il braccio
d., scoperto, alzato per infiggere un fendente
con la spada che stringe in mano e solleva sul
capo; nella mano s. reca verticalmente una lancia
che si intravede dietro lo scudo del compagno.
Dietro il cavaliere, la testa di un secondo cavallo
incedente verso d.
B: al centro, fgura muliebre di proflo, in
movimento verso d. e retrospicente: ha la
capigliatura raccolta in uno chignon, indossa
lungo chitone e himation e reca la mano d.
poggiata alla vita. A d. giovane di proflo a s.
indossa un lungo himation a larghe pieghe che
gli lascia scoperta la spalla d. Reca il braccio d. in
avanti nellatto di stringere un lungo bastone. A
s. giovane stante di proflo a d., abbigliato come
il precedente, allunga il braccio d. in avanti con
ampio gesto della mano. Dettagli a vernice nera.
I17
I17
90
Catalogo
Decorazione secondaria: sulla superfcie
superiore del labbro foglie lanceolate; sulle
piastre delle anse, due palmette ioniche. Il
labbro decorato con tre linee concentriche
intramezzate da due fle di punti. Stesso motivo
ai lati delle scene fgurate al di sopra delle quali,
bastoncelli. Sul collo (solo sul lato A), ampia
fascia di boccioli di loto, stilizzati e penduli,
uniti da archetti intrecciati, marginata, in alto e
in basso, da due linee.
Ricomposto da pi frammenti.
Pittore di Londra E 489 (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1973a, pp. 148-149, n. 441, tav. 47;
SALIBRA 1999, tomba n. 47; GIUDICEb 2001, p. 10, nota 48;
GIUDICEb 2006, p. 210, n. 23.
(S.S.)
Pittore di Pan (vicino a)
I20
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,07, largh. m. 0,07.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Busto di proflo verso sinistra di fgura maschile
nuda con braccio sinistro piegato, mano aperta e
asta a destra.
Vicino al pittore di Pan (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1939, p. 634, fg. 12; LANZA 1990, p. 93, n.
100, tav. 56; GIUDICEb 2006, p. 210, n. 24.
(R.N.)
Pittore di Leningrado
I21
Frammenti, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. 1) Alt. m. 0,075, largh. m. 0,035; 2) Alt. m.
0,065, largh. m. 0,02; 3) Alt. m. 0,055, largh. m.
0,024; 4) Alt. m. 0,06, largh. m. 0,034; 5) Alt. m.
0,042, largh. m. 0,022. Provenienti da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadici.
Tutti i frammenti presentano parti di una o pi
fgure femminili panneggiate di proflo: in uno di
questi si distinguono la parte inferiore del chitone
di una fgura stante verso destra e i piedi; in un
altro, il busto, il collo e il mento della fgura; un
terzo frammento presenta la spalla e parte del
peplo di una terza fgura e, a destra, parte di un
bastone.
Pittore di Leningrado (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, n. 89, tav. 55; GIUDICEb 2006, p.
210, n. 25.

(R.N.)
I19
I20
I21
91
Catalogo
Pittore di Agrigento
I22
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22877. Alt. m. 0,435. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
385.
A) Komos; B) scena di conversazione.
A: al centro un efebo nudo, coronato, di proflo
verso destra, indossa un mantello e suona, con la
mano sinistra, il barbytos mentre con la destra
tiene il plektron. Davanti a lui un secondo efebo,
anchesso coronato, indossa un himation che gli
lascia scoperti la spalla destra e parte del busto.
Tiene sollevata una coppa con la mano sinistra
mentre, con la destra regge unoinochoe, con cui
ha appena attinto del vino da unanfora che si trova
ai suoi piedi. A sinistra della scena descritta, un
terzo efebo con himation e spalla destra scoperta,
viene rappresentato frontalmente ma con viso di
proflo verso destra; indossa un cercine sul capo.
Tiene nella mano destra un oggetto sferico e
nella sinistra un bastone. Alla sua destra, poggia
su una base, un grosso cratere.
B: a sinistra, un efebo interamente ammantato
rappresentato di proflo mentre incede verso
destra, sollevando con la mano sinistra un bastone
nodoso. Ha il capo ornato da una sottile benda
bianca, da cui escono piccoli riccioli. Lefebo al
centro rappresentato di prospetto: avanza verso
sinistra col capo di proflo verso destra. Tiene le
braccia sollevate e con la mano sinistra sostiene
uno skyphos. Anchegli ha il capo bendato da
una taenia. Il terzo efebo a destra avanza verso
sinistra: indossa un himation che gli lascia
scoperti la spalla e il braccio destro. Protende
la mano destra leggermente sollevata verso la
fgura centrale.
Decorazione secondaria: il labbro superiormente
decorato con foglie acuminate; sul piatto delle
anse una palmetta ionica; il lato esterno dellorlo
decorato da una doppia fla di foglie di edera,
nere su fondo risparmiato, separati da una linea
orizzontale di vernice nera. Ai lati di entrambe le
scene fgurate, su fondo a risparmio, stesso fregio
a doppia fla di foglie dedera cuoriformi separate
da una linea verticale di vernice nera. Sotto la
scena una linea risparmiata; sopra, sulla spalla
del vaso, linguette nere su fondo risparmiato. Sul
collo, solo sul lato principale, boccioli di loto
stilizzati uniti da archetti neri intrecciati su fondo
a risparmio.
Pittore di Agrigento (M. Robertson).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 858, fg. 65; BEAZLEY 1963, p. 575, 28;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 39.

(R.N.)
Primi Manieristi
Indeterminati
I23
Pelike, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,12, largh. m. 0,12. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro (fr.
riconosciuto nei magazzini del museo da G.
Giudice).
Ai lati dellansa, resta la rappresentazione di
due fgure femminili poste di proflo, una verso
sinistra, laltra verso destra. Una sottile fascia
cinge la testa di quella a sinistra.
Decorazione secondaria: sopra la scena, fascia
I22
92
Catalogo
I23
decorata con catena di boccioli di loto stilizzati;
allattacco dellansa, due palmette contrapposte.
Primi Manieristi indeterminati (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 586, 48; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 41.
(R.N.)
I24
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,38, largh. m. 0,79. Proveniente
da Camarina, scavi Orsi, Passo Marinaro 1896
(fr. riconosciuto nei magazzini del museo da G.
Giudice).
Sul frammento sono visibili una mano e le
ginocchia di un uomo con clamide.
Vernice nera lucida.
Primi Manieristi indeterminati (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 588, 83; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 44.
(P.L.)
I25
Tre frammenti, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 23634. Provenienti da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sporadici.
Ritorno di Efesto (?).
Su uno dei tre frr. visibile la fgura acefala di un
giovane a cavallo di proflo a sinistra, che avanza.
Tiene il braccio sinistro sollevato (per reggere le
briglie?). Indossa una clamide drappeggiata, che
ricade sulle spalle.
Vernice nera lucida. Reso in vernice diluita lorlo
della clamide.
Primi Manieristi indeterminati (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 903, fg. 99; BEAZLEY 1963, p. 588, 84;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 44.

(P.L.)
I26
Frammento, a f. r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,04, largh. m. 0,035. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Piede e parte di una gamba nuda di proflo verso
sinistra.
Primi Manieristi indeterminati (G.Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 94, n. 105, tav. 56; GIUDICEb 2006,
pp. 210-211, n. 26.
(R.N.)
Pittore di Altamura
I27
Cratere, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,08, largh. m. 0,07. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte di due fgure di proflo verso destra. Di
quella a sinistra si conservano locchio, il naso
e parte della testa, cinta da una benda decorata a
puntini di vernice nera. Della seconda fgura, a
destra, si conserva solo la parte posteriore della
testa cinta da un diadema.
I24
I25
I26
93
Catalogo
Decorazione secondaria: rimane, sopra la scena
fgurata, una parte della decorazione del collo; la
fascia superiore decorata a fregio di palmette
e fori di loto, quella inferiore a ovuli. Sotto le
due fasce, su una banda a risparmio, una linea di
vernice nera.
Pittore di Altamura (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 94, n. 106, tav. 56; GIUDICEb 2006,
p. 211, n. 30.
(R.N.)
I28
Cratere, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24131a. Alt. m. 0,08, largh. m. 0,05. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
A sinistra, giovane ammantato rivolto verso
destra, di cui rimangono la testa, il volto imberbe
e parte dellhimation; davanti a lui una seconda
fgura, di cui si conservano solo la mano destra e
parte del panneggio, in procinto di posargli un
elmo sul capo.
Pittore di Altamura (G.Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 91, n. 67, tav. 53; GIUDICEb 2006, p.
211, n. 29.

(R.N.)
I29
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,16, largh. m. 0,08.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Piede sinistro e parte inferiore di una fgura
vestita di chitone incedente verso destra. Labito
caratterizzato da un panneggio verticale a tratti
ftto e decorato da un ricamo reso con puntini di
vernice nera. Davanti a questa fgura ve ne era una
seconda di cui sembra intravedersi il tallone.
Decorazione secondaria: sotto la scena fregio a
meandro verso destra intervallato da croci.
Pittore di Altamura (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 171, n. 76, tav. 113; GIUDICEb 2006,
p. 211, n. 27.

(R.N.)
I30
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,10, largh. m. 0,085. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Figura femminile incedente verso sinistra. Della
fgura resta solo la parte inferiore del corpo, a
partire dalla vita in gi e solo il piede destro; si
riconoscono un chitone con panneggio a bande
verticali a tratti ftte, e un himation di cui si
conserva solo il bordo inferiore decorato da due
bande orizzontali parallele e punti.
Pittore di Altamura (G. Giudice).
461450 a.C.
I28
I29
I27
94
Catalogo
I30
Bibl.: LANZA 1990, p. 171, n. 82, tav. 113; GIUDICEb 2006,
p. 211, n. 28, fg. 1.
(R.N.)
Pittore dei Niobidi
I31
Cratere a volute, a f.r., 2 frr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg. (gi a Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
invv. 24115 e 24127). 1) Alt. m. 0,085, largh. m.
0,03; 2) Alt. m. 0,175, largh. m. 0,07. Provenienti
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadici.
Parte di fgura maschile su kline, avvolta
nellhimation, con braccio piegato e mano
aperta.
Decorazione secondaria: sul labbro, fascia
decorata a meandro doppio intervallato da croce.
Sul collo, palmette ioniche circondate da pelte si
alternano a fori di loto.
Pittore dei Niobidi (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 600, 16; BEAZLEY 1971, p. 395, 16;
PRANGE 1989, p. 230, U20; LANZA 1990, pp. 89-90, nn. 50
e 63, tavv. 51/53 ; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 39.
(R.N.)
I32
Frammento, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Figura femminile di proflo a sinistra di cui si
conservano la testa e il volto fno allaltezza
dellocchio e dellorecchio; i capelli sono raccolti
in un sakkos da cui fuoriesce una frangia sulla
fronte.
Pittore dei Niobidi (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 899, fg. 93b; GIUDICEb 2006, p. 211,
n. 31, fg. 2a.
(R.N.)
I33
Frammento, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,056, largh. m. 0,06. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Mano sinistra che tiene una lancia; parte di un
mantello con decorazione a crocette.
Pittore dei Niobidi (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 253, fg. 43; GIUDICEb 2006, p. 211,
n. 32.
(R.N.)
I31
I32
I33
95
Catalogo
Offcina del pittore
dei Niobidi
I34
Hydria, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26619. Alt. m. 0,095, largh. m. 0,04. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Scena di inseguimento. Una fgura maschile nuda,
barbata e alata (Borea) in rapido movimento verso
destra, tende le braccia nel tentativo di afferrare
la fgura femminile (orizia). La donna indossa
un peplo stretto in vita, raffgurata di prospetto
col volto retrospiciente verso il suo inseguitore;
tiene le braccia aperte e ha i capelli raccolti in un
sakkos.
offcina del pittore dei Niobidi (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 146, n. 6, tav. 101; GIUDICE-RIZZO
2002, p. 153, tav. 20, 2; GIUDICEb 2006, p. 211, n. 34.
(R.N.)
I35
Frammento a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23897. Alt. m. 0,06, largh. m. 0,11. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
532.
Figura femminile elmata (Athena) di proflo
verso sinistra: rimangono solo la testa incompleta
e parte delle spalle. Indossa una corazza di cui si
riconosce, nel girocollo, una decorazione a punti
neri; sulla spalla destra un mantello. Dallelmo
- caratterizzato da un lungo lophos, decorato
lateralmente da un Pegaso alato a fgure rosse,
e sulla nuca, da un motivo a losanghe bianche e
nere e, sotto, da una banda a risparmio con fla
di puntini - fuoriescono lunghi riccioli ricadenti
sulle spalle e sul petto. Dallorecchio pende un
orecchino a bottone.
Decorazione secondaria: sopra la fgura resta una
parte della decorazione della spalla del vaso, una
fascia di bastoncelli.
offcina del pittore dei Niobidi (probabilmente
pittore dei Satiri Villosi) (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 92, n. 83, tav. 54; GIUDICEc 2003, pp.
16-17, fg. 1; GIUDICEb 2006, pp. 211-212, n. 35.

(R.N.)
Pittore dellIdria di Berlino
I36
Frammenti combacianti, a f.r. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,085, largh. m.
0,04. Provenienti da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadici.
A sinistra, fgura avvolta nellhimation: ne rimane
solo la parte dalla vita alle ginocchia.
Pittore dellIdria di Berlino (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 92, n. 84, tav. 55; GIUDICEb 2006, p.
212, n. 36.
(R.N.)
Pittore di Villa Giulia
I37
Cratere, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Provenienti da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadici.
A sinistra collo, spalla e parte del muso di un
cavallo di proflo verso destra. Davanti a lui, a
destra, una fgura maschile con berretto frigio
e lunghi riccioli, corazza e chitonisco, china in
avanti nellatto di indossare gli schinieri.
I34
I35
I36
96
Catalogo
I37
Pittore di Villa Giulia (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 899, fg. 98; GIUDICEb 2006, p. 212,
n. 37.

(R.N.)
I38
Frammento, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,04, largh. m. 0,04. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Figura femminile di proflo verso destra, il capo
cinto da una taenia, indossa un peplo. A sinistra
oggetto appeso (sgabello?).
Decorazione secondaria: palmette orizzontali
sorgenti da girali.
Pittore di Villa Giulia (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, n. 99, tav. 56; GIUDICEb 2006, p.
212, n. 38.
(R.N.)
I39
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,07, largh. m. 0,056. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte di una fgura in clamide, che regge una
lunga asta.
Pittore di Villa Giulia (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 170, n. 66, tav. 112; GIUDICEb 2006,
p. 212, n. 39.
(R.N.)
I40
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,04, largh. m 0,035. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Della scena fgurata visibile, sullestremit
sinistra del frammento, parte di fgura e di una
lancia o di un bastone obliquo. Sullestremit a
destra, si riconosce una fgura panneggiata che
solleva il braccio destro con la palma della mano
aperta.
Vernice nera lucida.
Vicino al pittore di Villa Giulia (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 94, tav. 56, n. 104; GIUDICEb 2006,
p. 212, n. 40.
(P.L.)
I41
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,75, largh. m. 0,75. Proveniente
I38
I39
I40
97
Catalogo
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Della scena fgurata visibile la parte centrale
di una fgura maschile (?), stante, di prospetto;
indossa un chitone a ftte pieghe e ampie
maniche ed un himation. La fgura tiene a destra
un bastone.
Vernice nera lucida.
Pittore di Villa Giulia (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 170, tav. 112, n. 65; GIUDICEb 2006,
p. 212, n. 41.
(P.L.)
Pittore di Chicago
I42
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,62, largh. m. 0,06. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Della scena fgurata visibile la parte centrale di
una fgura vestita di un chitone a ftte pieghe. La
fgura regge un bastone (?).
Vernice nera lucida.
Pittore di Chicago (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 170, tav. 112, n. 67; GIUDICEb 2006,
p. 212, n. 42.
(P.L.)
I43
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,09, largh. m. 0,42. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Della scena fgurata rimane la parte mediana di
una fgura femminile (?) stante a destra; indossa
un chitone a ftte pieghe; a destra sintravede
unaltro oggetto (benda o bastone?)
Vernice nera lucida.
Pittore di Chicago (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 168, tav. 111, n. 24; GIUDICEb 2006,
p. 212, n. 43.
(P.L.)
Pittore di Methyse
I44
Cratere a campana, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. (gi a Siracusa, Mus. Arch.
Reg.). 1) Alt. m. 0,035, largh. m. 0,045; 2) Alt.
m. 0,04, largh. m. 0,06. Provenienti da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, presso la sep. 901.
A-B) Figura femminile.
A: testa e busto di fgura femminile rivolta
verso destra: porta i capelli raccolti in un toupet
I41
I42
I43
98
Catalogo
I44
I44
e trattenuti da una taenia. Indossa chitone ed
himation.
B: testa e busto di fgura femminile rivolta verso
sinistra: indossa un chitone ed un himation.
Pittore di methyse (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 633, 5; LANZA 1990, pp. 92 e 94, nn.
82 e 101, tavv. 55 e 56 (erroneamente lautrice identifca i
frr. nn. 80 e 81 come opera del pittore di methyse); GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 39.
(R.N.)
I45
Frammenti combacianti, a f.r. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,07, largh. m.
0,063. Provenienti da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadici.
Della scena fgurata rimane la parte mediana di
una fgura femminile (una Menade?) che incede
di proflo a destra, con il braccio destro sollevato.
Indossa un chitone a ftte pieghe e ampie maniche
e regge un tirso (?).
Vernice nera lucida.
Pittore di methyse (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, tav. 55, n. 94; GIUDICEb 2006, pp.
212-213, n. 44, fg. 3a.
(P.L.)
Pittore di Providence
I46
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
KAM14633, ex collezione Calandra. Proveniente
da Camarina
2
.
Figura femminile.
Figura femminile seduta verso s. su un klismos;
ha i capelli raccolti nel sakkos e veste il chitone
ed un himation, che le avvolge anche la mano s.
Poggia la mano d. sulla fronte in atteggiamento
pensoso.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
2
Per la provenienza esatta del vaso, vd. SALIBRA 2006,
p. 339.
I45
99
Catalogo
I46
sulla spalla, bastoncelli; sopra la scena fgurata,
meandro corrente a s.; nel terzo inferiore del vaso,
fascia a risparmio.
Pittore di Providence (J.D. Beazley).
Periodo tardo di produzione del pittore, fase II
(E. Serbeti).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 642, 109; SERBETI 1983, p. 207, n.
151; COOK 1991, p. 218, fg. 11; TA ATTIKA 2003, p. 350,
I90; SALIBRA 2006, p. 339.
(G.S.C.)
Pittore della
Lekythos di Yale
I47
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
19894. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro.
Due donne (immagine inedita).
Pittore della Lekythos di Yale (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p.658, 20; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(P.L.)
Maniera del pittore di
Londra E 342
I48
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22878. Alt. m. 0,030. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 369.
Due donne offerenti.
A sinistra, fgura femminile di proflo verso
destra. I capelli sono raccolti posteriormente
a toupet. Indossa chitone con ampie maniche
stretto in vita da una cintura. Tiene nelle mani
una cassetta ed in atto di aprirla. Accanto, donna
stante, rappresentata frontalmente, con il capo
volto a sinistra; porta i capelli raccolti dietro la
nuca, ed indossa peplo cinto in vita. Regge nella
mano sinistra sollevata una plemochoe e nella
destra, stesa lungo il fanco, un oggetto incerto
(Corona? Fiocco? Fascia?); tra le due donne, in
basso, una piccola oca.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
ovuli alternati a punti; sulla spalla, tre palmette
I48
I49
100
Catalogo
e boccioli di loto, legati da viticci; sul corpo,
sopra e sotto la scena fgurata meandro corrente
a destra tra strisce di vernice.
Vernice nera lucida. Buona conservazione.
Pittore di Atene 1826 (E. Buschor).
Gruppo che richiama il pittore di Londra E 342 o
il pittore dellEtiope (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 844, fg. 56; BUSCHOR 1929, p. 16, n.
2; BEAZLEY 1963, p. 671, 6 e p. 747.
(P.L.)
Pittore di Siracusa 22174
I49
Anfora, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv. 6290.
Alt. m. 0,357. Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sep. 46, scavi 1972.
Due fgure femminili.
A: a s., fgura femminile di proflo in leggero
movimento verso d. con capelli raccolti in uno
chignon e trattenuti sulla fronte da un nastro,
vestita di chitone ed himation, regge, nella mano
d. protesa, una oinochoe nellatto di versarne il
contenuto. La osserva una donna, similmente
abbigliata, stante, di prospetto che regge nella s.
una lunga asta e, nella d., abbassata, una phiale.
B: giovane incedente verso d., di proflo e
retrospiciente: indossa un lungo mantello.
Decorazione secondaria: ai piedi delle fgure,
meandro corrente a d. tra linee.
Pittore di Siracusa 22174 (G. Salina).
Vasaio di Siracusa 22174 (J. Euwe).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 498-500, tav. 57; EUWE 1996,
p. 80, n. 30; SALIBRA 1999, tomba n. 46; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 42.
(S.S.)
Pittore di Bowdoin
e sua maniera
I50
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22822. Alt. m. 0,024. Proveniente da Camarina,
I50 I51
101
Catalogo
necropoli di Passo Marinaro, sep. 267.
Donna seduta con lyra eptacorde.
Una donna seduta di proflo a destra su un klismos
con alta spalliera. Ha il capo chino in avanti, cinto
da una taenia, che trattiene la chioma raccolta
sulla nuca a toupet; dallacconciatura, ricadono
sulle spalle lunghi riccioli. Indossa chitone a ftte
pieghe ed un himation, avvolto intorno le gambe.
Tiene nella mano sinistra una lyra eptacorde,
appoggiata sulle gambe, e nella mano destra, il
plektron. Appesi al muro, aulos con custodia,
due dittici ed un sandalo (?).
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette tra due strisce di vernice; sulla spalla a
f. b., palmette legate da volute e punti a vernice
nera; la scena inquadrata tra due fasce a meandro
semplifcato volto a destra.
Vernice nera lucida. Buona conservazione.
Pittore di Bowdoin (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 824, fg. 40; BEAZLEY 1963, p. 682,
110; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(P.L.)
I51
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22872. Alt. m. 0,023. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 358.
Atleta.
Giovane nudo, stante, di proflo a destra, con
gambe divaricate e busto piegato in avanti,
nellatto di saltare, tiene in mano gli halteres.
Davanti a lui, un pilastro. In alto, sospesi, un
aryballos e uno strigile.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette tra due strisce di vernice; sulla spalla,
palmette legate da volute e punti a vernice nera;
al di sopra e al di sotto della scena, meandro
semplifcato volto a destra fra strisce di vernice.
Vernice nera lucida.
Pittore di Bowdoin (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 843, fg. 55; BEAZLEY 1963, p. 684,
146; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(P.L.)
I52
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
12760. Proveniente da Camarina.
Pegaso (immagine inedita).
Pittore di Bowdoin (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 685, 175; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 42.
(P.L.)
I53
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5907. Alt. m. 0,27.
Proveniente da Camarina, necropoli orientale,
contrada Piombo e Dieci Salme.
Figura femminile.
Figura femminile stante rivolta a d. in chitone
ed himation, con capelli raccolti in uno chignon
e fermati sulla fronte da una fascia, regge nella
mano d. uno specchio. Davanti a lei, poggiato
a terra, un kalathos; alle sue spalle si intravede
uno sgabello. Nel campo, in alto a d., un cestello
in cui sono dei frutti (?) resi con sovraddipinture
in vernice bianca; in alto a s. una benda o un
alabastron (?).
Decorazione secondaria: alla base del collo
trattini verticali; sulla spalla, cinque palmette,
legate da viticci alternativamente ascendenti
e discendenti; sopra e sotto la scena meandro
corrente a d. tra linee.
Ricomposta da frammenti e integrata.
I53
102
Catalogo
I54
Pittore di Bowdoin (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: PACE 1921, p. 19, n. 5; PELAGATTI 1973, p. 252, fg.
6b; DI STEFANO, PELAGATTI 1998, p. 61, tav. 4; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42; DI STEFANO 2001, p. 87, fg.
101; SALIBRA 2006, p. 345, fg. 9b.
(S.S.)
I54
Lekythos, a v.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5931. Alt. m. 0,31.
Proveniente da Camarina, necropoli orientale,
contrada Piombo e Dieci Salme.
Corpo del vaso interamente a vernice nera.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fascia a bastoncelli; sulla spalla, tre palmette
iscritte in racemi e due boccioli di loto; sul corpo,
al di sotto della spalla, fascia di punti a vernice
nera tangenti che formano un motivo a zig-zag
fra triplici linee.
Ricomposta da frammenti e integrata.
offcina del pittore di Bowdoin (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1973, p. 252; SALINA 1989-90, pp. 506-
507, tavv. 66-67, 1; DI STEFANO, PELAGATTI 1998, p. 61,
tav. 4; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42; DI STEFANO
2001, p. 87, fg. 101; SALIBRA 2006, p. 345, fg. 10.
(S.S.)
I55
Lekythos, a v.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5932. Alt. m. 0,31.
Proveniente da Camarina, necropoli Orientale,
contrada Piombo e Dieci Salme.
Corpo del vaso interamente a vernice nera.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fascia a bastoncelli; sulla spalla quattro palmette
orizzontali legate da viticci.
Ricomposta da frammenti e integrata.
offcina del pittore di Bowdoin (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1973, p. 252; SALINA 1989-90, p. 505,
tav. 65; DI STEFANO, PELAGATTI 1998, p. 61, tav. 4; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42; DI STEFANO 2001, p. 87, fg.
101.
(S.S.)
I56
Lekythos, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 8245. Alt. m. 0,023. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
Figura femminile.
Rimane la parte superiore di una fgura femminile
volta a destra; ha il capo coronato, veste il chitone
ed un himation riccamente panneggiato e regge
I56
103
Catalogo
I54 I55
in mano un cesto sacrifcale.
Decorazione secondaria: sopra la scena principale,
meandro corrente a d.
Maniera del pittore di Bowdoin (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 690, 10; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(G.S.C.)
I57
Lekythos, a.f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
2642. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 92 (?).
Oplita.
Oplita di tre quarti in rapido movimento verso
d.; sul capo un elmo con basso lophos, sollevato
sulla fronte, da cui fuoriesce la chioma. Indossa
corto chitone, cotta e schinieri. Imbraccia a s. uno
scudo con episema fgurato (idra o gorgone?) e
nella mano d. stringe una lancia.
Dettagli a vernice nera.
Decorazione secondaria (a vernice nera): alla
base del collo, bastoncelli; sulla spalla, cinque
palmette, ascendenti e discendenti, legate da
viticci; sopra e sotto la scena fgurata, meandro
corrente a d.
Ricomposta da frammenti, lacunosa e integrata.
Attribuibile al pittore di Bowdoin (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: DI STEFANO 2001, p. 48, fg. 51.
(S.S.)
I58
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
2642. Proveniente da Camarina, necropoli di
Randello, scavi 1966, sep. n. 92.
Scena di libagione.
Figura femminile di proflo a d., compie una
libagione presso unara. Indossa chitone ed
himation, e reca il capo coperto da un sakkos;
regge nella mano s. una lunga asta, nella d. una
phiale. Nel campo, in alto a s., appesa una
benda.
Dettagli a vernice nera.
Decorazione secondaria: sulla spalla, cinque
palmette ascendenti e discendenti legate da
viticci; sopra la scena, meandro corrente verso
d. tra linee.
Integra
Maniera del pittore di Bowdoin (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 503-504, tavv. 63-64, 1; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 42; DI STEFANO 2001, p. 48, fg.
51.
(S.S.)
I59
Lekythos (a f. b.), fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,07, largh. m. 0,04. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, presso
la sep. 910.
Della scena fgurata visibile, a sinistra, parte
inferiore del panneggio di una fgura femminile
(?). Indossa un chitone a ftte pieghe, ed un
himation a larghe pieghe. A destra una cassetta
dal coperchio abbassato orlato con borchie.
Reso in vernice diluita lorlo dellhimation.
Classe delle Semi-Outline Lekythoi del pittore
di Bowdoin (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 94, tav. 56, n. 108; GIUDICEb 2006,
p. 213, n. 45.
(P.L.
I57
I58
I59
104
Catalogo
Pittore di Atene 1308
I60
Lekythos, a f.r. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4224. Alt. m. 0,25. Proveniente da
Camarina.
Nike.
Nike in volo verso destra con le mani protese,
tiene nella mano sinistra un ramoscello. Indossa
un chitone a larghe pieghe ed un himation. Ha i
capelli raccolti in un sakkos, ornato da un nastro
sottile annodato sulla nuca.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette tra due strisce di vernice; sulla spalla a
f. b., cinque palmette legate da volute e punti a
vernice nera; la scena inquadrata tra due fasce
a meandro semplifcato volto a destra. Resi con
vernice diluita lorlo dellhimation e le linee
orizzontali sulle ali.
Vernice nera lucida. Ricomposta da pi frammenti,
con piccole integrazioni moderne; orlo sbreccato
con piccole scalftture.
Pittore di Atene 1308 (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 172, n. 723; BEAZLEY 1963, p. 695,
2; BARRESI, VALASTRO 2000, p. 89, n. 67; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 42.
(P.L.)
Pittore di Icaro
I61
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro.
Donna.
Figura femminile con il corpo frontale, il volto a
s. stante presso unaltare, regge una phiale nella
mano d. (immagine inedita).
Pittore di Icaro (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 698, 35; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(P.L.)
I62
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 444.
Testa femminile.
Testa femminile volta di proflo a d.; ha i capelli
raccolti in un sakkos decorato da un motivo a
puntini tra linee parallele. Un orecchino a goccia
le orna il lobo destro.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
linea a risparmio.
Vernice nera lucida. Integra.
Pittore di Icaro? (G.Giudice).
461-450 a.C.
I60
I62
105
Catalogo
Bibl.: ORSI 1904, p. 872, fg. 75; GIUDICEb 2006, p. 213,
n. 47.
(P.L.)
Offcina del pittore di Icaro
I63
Lekythos (secondary shape), a f.r. Catania,
Museo Civico, collezione Biscari, inv. 4194.
Alt. m. 0,075, diam. m. 0,029. Proveniente da
Camarina.
Civetta tra due rami di ulivo verticali.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
corona di linguette su fondo risparmiato;
sulla spalla, boccioli di loto stilizzati su fondo
risparmiato; sopra la scena fgurata, meandro
corrente a destra; sotto la scena, linea a risparmio.
Parete esterna del piede risparmiata.
Vernice nera opaca, scrostata in pi punti.
Mancante della bocca, del collo e dellansa.
offcina del pittore di Icaro (S. Barresi).
461-450 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 173, n. 727; BARRESI, VALASTRO
2000, p. 92, n. 73; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42;
GIUDICEb 2006, p. 213, n. 46.
(P.L.)
I64
Lekythos (secondary shape), a f.r. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 6278. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 39.
Civetta.
Civetta con testa di prospetto e corpo di proflo
a s. Le ali, raccolte, hanno le penne remiganti
rese a linee oblique e punti cos come, a punti,
decorata la testa. Ai lati, due ramoscelli dulivo
verticali.
Decorazione secondaria: alla base del collo
linguette; sulla spalla bastoncelli; sulla
raffgurazione meandro corrente a d. tra linee.
Sotto, linea a risparmio.
Integra con abrasioni e scheggiature.
offcina del pittore di Icaro (R. Salibra).
461-450 a. C.
Bibl.: SALIBRA 1999, tomba n. 39; DI STEFANO 2001, p. 48,
fg. 52; SALIBRA 2002, p. 14.

(S.S.)
Pittore della Seireniske
I65
Lekythos (secondary shape), a f.r. Scicli,
collezione Spadaro. Alt. m. 0,10. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
Nike.
Nike in movimento verso d. in direzione di un
altare. Veste chitone e himation, ha i capelli
I64
106
Catalogo
I63
coperti dal sakkos e protende la mano d. in
direzione di unara (?).
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
meandro corrente a d.; sotto, linea a risparmio.
Pittore della Seireniske (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 69, tav. 36, 14; BEAZLEY 1963, p.
702, 15; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.

(G.S.C.)
I66
Lekythos (secondary shape), a f.r., fr. di.
Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine inv. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
Donna con specchio (immagine inedita).
Rimane la parte superiore del vaso.
Pittore della Seireniske (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 703, 44; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(P.L.)
Pittore di Siracusa 21975
I67
Lekythos, a f.r.. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22954. Proveniente da Camarina. Alt. m. 0,147;
diam. bocca m. 0,03; diam. piede m. 0,03.
Figura femminile alata, indossante chitone dalle
ftte pieghe; al di sopra porta un himation. Il volto
minuto contornato da una pesante capigliatura,
in parte coperta da un sakkos allungato. Lala
resa con punti irregolari nella parte superiore, con
tratti allungati e spaziati nella parte inferiore.
In mano tiene una faccola, la cui famma resa
come una banda allungata e ondulata; in basso
un kalathos.
Sulla spalla, bastoncelli a raggiera; trattini pi
piccoli alla base del collo a risparmio.
Pittore di Siracusa 21975 (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 706, 1; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(G.M.)
Pittore di Angers
I68
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 302.
Nike.
Nike in volo verso destra, regge nella mano destra
uno specchio. Indossa un chitone a larghe pieghe,
ed un himation. Ha i capelli raccolti in un sakkos,
I67
107
Catalogo
I65
ornato da un nastro sottile annodato sulla nuca.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette tra due strisce di vernice; sulla spalla,
palmette legate da volute e punti a vernice nera;
al di sopra e al di sotto della scena, due linee
risparmiate.
Pittore di Angers (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 834, fg. 46; BEAZLEY 1963, p. 706, 4;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(P.L.)
Pittore di Aischines
I69
Lekythos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv.
Nike.
Nike in peplo, frontale con il capo volto a s.
(immagine inedita).
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 709, 8; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(R.N.)
I70
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24004. Alt. m. 0,205. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 878.
Una fgura femminile stante, con chitone ed
himation, raffgurata di prospetto con volto
di proflo verso sinistra e braccia aperte. Con la
destra tiene una phiale e compie una libagione
presso unara costituita da un masso rettangolare
con contorno superiore irregolare. Il braccio
sinistro piegato con la palma della mano aperta
e le dita semichiuse. I capelli sono raccolti in uno
chignon.
Decorazione secondaria: sulla spalla risparmiata
sono dipinte quattro palmette nere con girali,
di cui una rovesciata, e sopra queste, un giro di
bastoncelli. Sopra la scena fgurata, meandro a
destra.
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 710, 37; LANZA 1990, p. 62, n. 878,
tav. 29; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(R.N.)
I71
Lekythos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv.
Hermes (immagine inedita).
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 713, 135; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 42.

(R.N.)
I72
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
collezione Pacetto, inv. 18420. Proveniente da
I70
108
Catalogo
I68
Camarina, necropoli settentrionale.
Tithonos incedente verso destra, retrospiciente.
Con la mano sinistra tiene una cetra.
Decorazione secondaria: sulla spalla risparmiata
sono dipinte quattro palmette nere con girali, di
cui una rovesciata. Sopra la scena, meandro a
destra intervallato da metope con croce. Sotto la
scena una fascia a risparmio.
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 713, 145; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 42.

(R.N.)
I73
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv.
Atleta (immagine inedita).
Atleta con il corpo frontale, il capo a s., lo strigile
nella mano d. e il mantello sul braccio sinistro.
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 714, 163; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 42.
(R.N.)
I74
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22827. Alt. m. 0,31. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 276.
Due fgure femminili: quella a sinistra di proflo
verso destra, alata, con chitone, himation e
sakkos; con ambo le mani accoglie o consegna
un oggetto allaltra fgura, che stante davanti a
lei. Questa indossa chitone e himation e regge un
alabastron con la destra mentre tiene un lungo
tirso nella sinistra.
Decorazione secondaria: sulla spalla risparmiata
sono dipinte cinque palmette nere. Alla base del
collo, fla di listelli. Meandro a destra, sopra e
sotto la scena fgurata.
Ricomposta con qualche lacuna.
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 826, fg. 41; BEAZLEY 1963, p. 714,
171; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.

(R.N.)
I75
Coppa, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 2364 (?). Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sporadica.
Figura femminile.
Della scena fgurata rimane una fgura femminile,
stante, con il capo rivolto di proflo a sinistra e il
busto frontale, che indossa chitone ed himation.
Ha i capelli raccolti in uno chignon e trattenuti da
un diadema. Tiene il braccio sinistro proteso con
la palma della mano sollevata.
Vernice nera lucida. In vernice diluita lorlo
dellhimation.
Pittore di Aischines (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 911, fg. 108; BEAZLEY 1963, p. 718,
246; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(P.L.)
I76
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
6339. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 69, scavi 1972.
Nike.
Nike stante, di proflo a d., dinnanzi ad un
kalathos decorato a fasce alternate di punti e
motivi ad onda; veste chitone a ftte pieghe e
himation ed ha i capelli raccolti in un sakkos da
cui, sulla tempia, fuoriesce una ciocca di capelli.
Regge, tra le mani protese, una coroncina (quasi
completamente evanida).
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, palmette ascendenti e
I74
I75
109
Catalogo
discendenti legate da viticci; sopra e sotto la
scena fgurata, meandro corrente a d. tra fletti su
fondo a risparmio.
Integra.
Pittore di Aischines (G. Salina).
461-450 a.C.
Bibl.: SALINA 1989-90, pp. 509-510, tav. 68; SALIBRA 1999,
tomba n. 69; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(S.S.)

I77
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26617. Alt. m. 0,12. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
Nike.
Al centro Nike di proflo a destra, avanza verso
un thymiaterion, nellatto di offrire una libagione,
con ambedue le mani protese. Indossa un chitone
a ftte pieghe, porta i capelli raccolti a chignon
sulla nuca, e un orecchino a bottone le orna il
lobo destro.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, palmette (?); sotto la scena
fgurata, linea a risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata.
Maniera del pittore di Aischines (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 145, tav. 101, n. 4; GIUDICEb 2006,
p. 213, n. 48.
(P.L.)
I78
Lekythos, a f.r. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4197. Alt. m. 0,14. Proveniente da
Camarina.
Giovane atleta nudo di proflo, in corsa verso
sinistra.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
catena di linguette a vernice nera; sulla spalla, su
fondo a risparmio, palmette a vernice nera legate
da girali. La scena delimitata superiormente da
un fregio a meandro semplice a destra e in basso
da una fascia a risparmio.
Priva della bocca e dellansa.
Vicina allo stile del pittore di Aischines (S.
I77
110
Catalogo
I76
I78
Barresi).
461-450 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 61, n. 3, tav. 32; LIBERTINI 1930,
p. 172, n. 721, tav. 82; BARRESI, VALASTRO 2000, p. 90, n.
69; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42.
(S.R.)
I79
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23920. Alt. m. 0,13. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 594.
Figura femminile.
Figura femminile retrospiciente, con busto
frontale, in corsa verso destra; tiene sollevate
ambedue le mani. Indossa un chitone a ftte
pieghe con larghe e corte maniche ed un himation
trattenuto sulla spalla; i capelli sono raccolti a
chignon sulla nuca, e trattenuti da una taenia.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, raggiera di boccioli di
loto stilizzati; sul corpo, sopra la scena fgurata,
meandro semplifcato corrente a destra, tra
due fletti neri; sotto la scena fgurata, linea a
risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata.
Correlata con il pittore di Aischines (G.
Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 26, tav. 9, n. 2; GIUDICEb 2006, p.
213, n. 49.
(P.L.)
I80
Lekythos, a f.r. Palermo, collezione Arezzo di
Celano. Alt. m. 0,225. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 715.
Nike in volo verso destra.
Nike in volo verso d. con le ali spiegate e le
braccia alzate. Indossa chitone e himation a ftte
pieghe che le lasciano scoperti solo le caviglie e
gli avambracci. I capelli sono raccolti dietro la
nuca.
Decorazione secondaria: sul collo, trattini; sulla
spalla, serie di palmette; sul corpo, al di sopra
della scena fgurata, meandro semplice corrente a
d.; sotto la scena principale, linea risparmiata.
Riattaccato il collo. Diverse scheggiature. Vernice
in parte evanida.
Attribuibile alla maniera del pittore di Aischines
(G. Giudice).
461-450 a.C.
111
Catalogo
I79
Bibl: SALIBRA 2002, pp. 13-14, n. 6, fg. 16 a-b.
(G.S.C.)
I81
Lekythos, a. f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22868 (c). Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, scavi Orsi, sep. 228.
Sulla spalla, cinque palmette legate da viticci;
alla base del collo, bastoncelli.
Il corpo del vaso interamente a vernice nera; a
risparmio la parete laterale del piede.
La decorazione sulla spalla simile a quella del
pittore di Aischines (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: DI STEFANO 2001, p. 48, fg. 53, b.
(G.S.C.)
Pittore di Karlsruhe
I82
Lekythos, a f.r. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4196. Alt. m. 0,16. Proveniente da
Camarina.
Figura femminile incedente verso destra volge
il capo indietro; tiene le braccia larghe e con la
mano sinistra davanti a s regge uno specchio.
Indossa un chitone ed un himation, orecchini ai
lobi ed ha i capelli raccolti in un toupet.
Decorazione secondaria: sopra la scena, su fondo
risparmiato, una fascia a meandro, intervallato
da metope con croce greca, tra linee parallele di
vernice nera. Sotto la scena, una fascia risparmiata.
Sulla spalla, cinque palmette a vernice nera su
fondo risparmiato, unite da girali.
Ricomposta da frammenti. Integrazioni. Priva di
collo e di labbro.
Pittore di Karlsruhe (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 60, n. 1, tav. 32,1; LIBERTINI
1930, p. 173, n. 726; BEAZLEY 1963, p. 732, 33; BARRESI,
VALASTRO 2000, p. 90, n. 70; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.
(R.N.)
I83
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv.
Donna.
Figura femminile stante, con il corpo frontale
ed il volto a s., regge in mano un frutto e uno
specchio (immagine inedita).
Pittore di Karlsruhe (J.D. Beazley).
461450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 733, 58; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 42.

(R.N.)
I81
112
Catalogo
I80
I82
Pittore di Atene 1826
I84
Lekythos (a f. b.). Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22789. Alt. m. 0,23. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 369.
Due donne offerenti.
A sinistra, fgura femminile stante di proflo a
destra. Ha i capelli raccolti sulla nuca, cinti da una
taenia, indossa un chitone con ampie maniche
lunghe sino al gomito. Nelle mani protese tiene
un alabastron ed un uovo. Una seconda donna,
stante, raffgurata frontalmente con il capo rivolto
a sinistra, porta i capelli raccolti in un sakkos ed
indossa un chitone smanicato a larghe pieghe;
tiene nella destra, stesa lungo il fanco, una taenia,
e, nella mano sinistra sollevata, una corona. Alle
spalle della prima donna, uno sgabello.
Decorazione secondaria: alla base del collo, ovuli
alternati a punti; sulla spalla, tre palmette ioniche
alternate a boccioli di loto, legati da viticci; sul
corpo, sopra la scena, meandro corrente a destra
tra strisce di vernice.
Superfcie abrasa in pi punti. Scheggiature.
Pittore di Atene 1826 (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 846, fg. 57; BEAZLEY 1963, p. 746, 7;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 42; OAKLEY 2004b, p.
35, n. 20.
(P.L.)
I85
Lekythos (a f. b.). Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22952. Alt. m. 0,16. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
Giovane e donna.
A sinistra, fgura femminile di proflo, stante.
Porta i capelli raccolti dietro la nuca, ed indossa
chitone con ampie maniche lunghe sino al gomito;
regge nella mano destra protesa una patera, nella
mano sinistra, abbassata, unoinochoe. Accanto,
giovane stante, raffgurato frontalmente, con
il capo a sinistra volto verso la donna. Indossa
lhimation che gli lascia scoperta la spalla destra;
si appoggia con la mano sinistra ad un bastone, e
nella mano destra abbassata tiene un ramoscello.
Decorazione secondaria: sulla spalla, raggiera
di boccioli di loto stilizzati; sul corpo, sopra la
scena fgurata, meandro corrente a destra tra
linee di vernice.
Frammentaria, ricomposta da pi frammenti;
incrostazioni e scheggiature.
Pittore di Atene 1826 (J.D. Beazley).
461-450 a. C
I84
113
Catalogo
Bibl.: ORSI 1904, c. 911, fg. 107; BEAZLEY 1963, p. 746,
8.
(P.L.)
Classe del pittore
della Megera
I86
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23869. Alt. m. 0,092. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 531.
Cinghiale.
Al centro, cinghiale, con zampe anteriori puntate
a terra in posizione obliqua, muso in avanti,
pelo irto lungo la schiena, coda attorta, zampe
posteriori riunite.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, raggiera di boccioli di
loto stilizzati; sul corpo, sopra la scena fgurata,
meandro semplifcato corrente a destra, tra due
fletti neri; sotto la scena fgurata, linea a risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata. Mancante della
bocca, del collo e dellansa.
Classe del pittore della Megera (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 15, n. 531, tav. 3; GIUDICEb 2006, p.
213, n. 50.
(P.L.)
Pittore di Sotades
I87
Coppa apoda, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24113. 1) Alt. m. 0,19, largh. m. 0,06;
2) alt. m. 0,09; largh. m. 0,03. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadici.
Della scena fgurata visibile la parte superiore
di un satiro in corsa, volto a d., con braccio destro
alzato; sulla spalla sinistra, egli tiene appoggiato
il tirso.
Decorazione secondaria: in prossimit delle anse,
palmette verticali con volute.
Vernice nera lucida, a tratti abrasa.
Maniera del pittore di Sotades (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 89, tav. 51, n. 48; GIUDICEb 2006, p.
213, n. 51.
(P.L.)
I88
Coppa apoda, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 26612. Alt. m. 0,07, diam. m. 0,0215.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 1364.
A) Satiro e Menade; B) fgura ammantata e
giovane.
A: a sinistra, Menade danzante, volta di proflo a
d.; indossa un lungo chitone, ha i capelli raccolti
sulla nuca e legati da una taenia. Di fronte a lei,
I86
I87
114
Catalogo
I85
I88
Satiro danzante, di proflo a s., con un braccio
piegato allaltezza del fanco.
B: a sinistra fgura stante, rivolta a d., indossa un
himation, orlato in nero, che copre anche la nuca.
Di fronte a lei giovane stante, di proflo a sinistra;
avvolto in un lungo himation, regge un bastone,
ed ha il capo scoperto.
Decorazione secondaria: ai lati della scena,
palmette verticali con girali a volute, che si
dipartono da un anthemion centrale sotto lansa.
Ricomposta da numerosi frammenti con molte
lacune.
Correlata al pittore di Sotades (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 770, 3; LANZA 1990, p. 135, tav.
93; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 40.
(P.L.)
Pittore di Anftrite
I89
Coppa apoda, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23640. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Figura femminile.
Della scena fgurata rimane una fgura femminile,
di proflo a destra, che avanza. Indossa chitone a
ftte pieghe ed avvolta in un himation. Regge
nella mano destra abbassata unasta, e, poggiato
alla spalla sinistra, un grande scudo circolare; alle
sue spalle, in basso, riconoscibile un bocciolo
di loto verticale con girali.
I: rosetta a impressione solo parzialmente
conservata.
Decorazione secondaria: sotto la scena, striscia
risparmiata.
Vernice nera lucida.
Pittore di Anftrite (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 914, fg. 109; BEAZLEY 1963, p. 832,
28; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 40.
(P.L.)
I90
Coppa, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,05. Proveniente da Camarina,
santuario di Athena.
Amazzone.
Figura di Amazzone di proflo verso d. Brandisce
con entrambe le mani una doppia ascia, che tiene
sollevata dietro la nuca pronta a colpire. Indossa
una corta tunica svollazzante dalle ftte pieghe
che le lasciano trasparire i seni. I capelli sono
raccolti sulle spalle in una lunga coda.
Pittore di Anftrite (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 2006, p. 54, fg. 9 e nota 36, p. 74.
(G.S.C.)
I89
I90
115
Catalogo
Pittore di Sabouroff
I91
Lekythos, (a f.b.). Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,16. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
Penelope (o Niobe?).
Figura femminile siede di proflo verso destra su
una roccia, sorregge il capo poggiando il gomito
al ginocchio, in atteggiamento pensoso. Indossa
un chitone lungo alle caviglie, ed un himation
nero, avvolto sui fanchi e sulle ginocchia. Ha i
capelli raccolti in uno chignon dietro la nuca. In
alto, sul campo, appeso un arco.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, raggiera di boccioli di
loto stilizzati; sul corpo, sopra la scena fgurata,
meandro semplifcato corrente a sinistra, tra
due fletti neri; sotto la scena fgurata, linea a
risparmio.
Vernice nera lucida, scrostata. Reso in vernice
diluita lhimation.
Pittore di Sabouroff (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 910, fg. 106; GIUDICEb 2006, p. 213,
n. 52.
(P.L.)
I92
Lekythos, a. f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
5908. Proveniente da Camarina, necropoli
Orientale, contrada Piombo e Dieci Salme.
Kephalos (?).
Kephalos incedente verso d. e retrospiciente;
indossa un corto chitonisco al di sotto di una
clamide legata al collo. In testa, un petaso.
Decorazione secondaria: sulla spalla, palmette;
allattacco della spalla con il corpo del vaso,
meandro.
Ricomposta da numerosi frammenti.
Pittore di Sabouroff (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: PACE 1921, p. 19, n. 6; PELAGATTI 1973, p. 252, fg.
6a; DI STEFANO, PELAGATTI 1998, p. 61, tav. 4; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304 e nota 42; DI STEFANO 2001, p. 87,
fg. 101; Dal Museo 2002; GIUDICEb 2007, p. 19, nota 69.
(G.S.C.)
Pittore di Pistoxenos
I93
Coppa apoda, a f.r., frr. di. Siracusa, Mus. Arch.
I92
116
Catalogo
I91
I93
Reg., inv. 23639. Provenienti da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadici.
A - B) Selene su cavallo alato.
A: sul frammento visibile un cavallo alato, di
proflo, che galoppa verso sinistra, ad ali tese,
e dietro (su un carro?) la parte superiore di un
busto femminile, di proflo, con il capo rivolto
sempre a sinistra; la fgura femminile ha i capelli
raccolti in un sakkos, ornato da un nastro sottile e
orecchini. Al lato della scena, sotto lansa, sono
riconoscibili girali e petali.
Vernice nera lucida.
Pittore di Pistoxenos (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 914, fg. 110; BEAZLEY 1963, p. 862,
28; HELDRING 1977, tav. 21, 2; CARPENTER 1989, p. 298;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 40.
(P.L.)
Pittore di Bologna 417
I94
Askos, a f.r., frammentario. Siracusa (?), Mus.
Arch. Reg., inv. 26702 (in LANZA 1990, il numero
di inventario 26709). Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico presso
sep. 1344.
Figura femminile seduta.
Della scena fgurata visibile la parte inferiore
di una donna seduta verso destra; indossa un
chitone a pieghe ed un himation che le avvolge
i fanchi e le gambe; tende la mano sinistra in
avanti, con la palma rivolta verso lalto (come
per ricevere qualcosa). Dinnanzi a lei visibile
la parte inferiore di unaltra fgura femminile,
seduta verso sinistra, e vestita di chitone, la quale
protende la mano destra con le dita piegate. Fra
le due fgure in basso, bocciolo di loto e girali in
corrispondenza dellattacco dellansa.
Decorazione secondaria: al di sotto della scena
fgurata, doppio fletto risparmiato.
Pittore di Bologna 417 (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 918, 213; LANZA 1990, p. 145, n. 3,
tav. 99; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 43.
(P.L.)

Pittore di Comacchio
I95
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22855. Alt. m. 0,16. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
328.
Donna e giovane.
A sinistra, fgura femminile di proflo verso
destra, stante. Porta i capelli raccolti in un sakkos.
Indossa un lungo chitone, fttamente pieghettato,
ed un himation a larghe pieghe. Suona con le
braccia protese le nacchere (?). Di fronte, giovane
ammantato, di proflo a sinistra, osserva la donna,
appoggiato ad un bastone.
I95
117
I94
Catalogo
Decorazione secondaria: sotto la scena, fla di
ovuli compresa tra due linee a risparmio.
Qualche incrostazione, vernice a tratti abrasa.
Pittore di Comacchio (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 838, fg. 50; BEAZLEY 1963, p. 958, 70;
DI STEFANO 1997, p. 100, fg. 46; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 42.
(P.L.)
Pittore di Lewis
I96
Skyphos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 23638. Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sporadico.
Giovane e uomo.
Della scena fgurata visibile, a sinistra, un
giovane di proflo volto a destra, con mantello
poggiato sullavambraccio, che regge una lunga
asta; una taenia gli cinge la fronte. Di fronte un
uomo di et matura, con corta barba resa a punti
(?), del quale rimane solo la spalla destra.
Vernice nera lucida. Puntini di vernice diluita per
la barba del vecchio.
Pittore di Lewis (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 918, fg. 116; SMITH 1939, p. 22, tav.
24 i; BEAZLEY 1963, p. 974, 32; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 40.
(P.L.)
I97
Skyphos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 23636. Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sporadico.
Re (Zeus?).
Della scena fgurata visibile parte del volto e
delle spalle di una fgura maschile barbata, di
proflo a sinistra con lunghi capelli riccioluti
sciolti. Indossa chitone smanicato ed himation.
Tiene il braccio destro proteso.
Vernice nera lucida. Vernice diluita per la barba.
Iscrizione: .
Pittore di Lewis (J.D. Beazley).
461-450 a. C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 917, fg. 114; SMITH 1939, p. 22, tav.
24 d; BEAZLEY 1963, p. 975, 33; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 40.
(P.L.)
I98
Skyphos, a f.r., frr. di. Palermo, collezione
Collisani, inv. R24 (destinato a Petralia Sottana,
Mus. Civ. Antonio Collisani). Alt. m. 0,079,
largh. m. 0,055. Provenienti da Camarina.
Figura femminile panneggiata, in movimento
verso destra. La donna - il volto di proflo a
destra, i capelli raccolti in un toupet - ha entrambe
le braccia protese e regge con una mano una
phiale.
Umkreis des spten Lewis-Malers (M. Marti).
Um 450 v.Chr. (M. Marti).
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, pp. 132-133, n. 191, tav.
30; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 40.
(S.R.)
I97
I98
118
Catalogo
I96
I99
Pittore del Louvre CA 1849
I99
Skyphos a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 23635. Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sporadico.
Uomo seduto (?).
Della scena fgurata visibile parte del volto
e delle spalle di una fgura maschile barbata
lievemente china in avanti, di proflo a destra.
Si intravede un himation che gli copre la spalla
sinistra. In alto, a destra, appesa una cassetta.
Vernice nera lucida. Vernice diluita per la barba.
Pittore del Louvre CA 1849 (J.D. Beazley).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 918, fg. 115; BEAZLEY 1963, p. 979, 9;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 40.
(P.L.)
Classe degli Owl Skyphoi
I100
Skyphos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 374.
A-B) Civetta tra due rami di ulivo.
A-B: civetta di proflo a destra, con la testa di
prospetto. Ha le ali raccolte, con le penne rese a
linee oblique e puntini. Ai lati, due rami di ulivo
verticali.
Decorazione secondaria: sotto la scena, due linee
a risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata in pi punti.
Classe degli owl Skyphoi (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 849-850, fg. 59; GIUDICEb 2006, p.
213, n. 53.
(P.L.)
I101
Skyphos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
2510. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 6-48, scavi 1966.
A-B: civetta di proflo a d., con la testa di
prospetto. Ha le ali raccolte, con le penne rese a
linee oblique e puntini. Ai lati, due rami di ulivo
verticali.
Dettagli a vernice nera.
Decorazione secondaria: sotto la scena, due linee
a risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata in pi punti.
Ricomposto da frammenti e integrato in pi
punti.
Classe degli owl Skyphoi (V. Rizzone).
461-450 a.C.
Bibl.: GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 49.
(S.S.)
Classe dei vasi di San Valentino
I102
Kantharos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
I100
I102
119
Catalogo
La vasca decorata con motivo a losanghe e
motivo vegetale.
Decorazione secondaria: sullorlo, ovuli tra
due linee a risparmio; sotto la scena, linea a
risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata in pi punti.
Classe dei vasi di S. Valentino (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 915-916, fg. 112; GIUDICEb 2006, p.
214, n. 54.
(P.L.)
I103
Kantharos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
La vasca decorata con losanghe e motivo
vegetale con palmette stilizzate, separate da
doppia fla di puntini bianchi delimitati da linee
a risparmio.
Decorazione secondaria: sullorlo, ovuli tra
due linee a risparmio; sotto la scena, linea a
risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata in pi punti.
Classe dei vasi di S. Valentino (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 915-916, fg. 113; GIUDICEb 2006, p.
214, n. 55.
(P.L.)
I104
Kantharos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
La porzione pertinente allorlo decorata con
tralci di edera stilizzati e delimitati da due linee
a risparmio.
Vernice nera opaca, scrostata in pi punti.
Classe dei vasi di S. Valentino (G. Giudice).
461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 915-916, fg. 111; GIUDICEb 2006, p.
214, n. 56.
(P.L.)
Non attribuiti
I105
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 24126. Alt. m. 0,125, largh. m.
0,137. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro.
Figura maschile.
Parte di fgura maschile incedente verso d. e
retrospiciente. Indossa un chitonisco decorato
da motivi a losanghe e una mantellina stretta in
vita da un cintura. Con le mani regge unasta.
Allestemit destra del frammento si intravedono
le gambe di unaltra fgura.
461-450 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1939, p. 634, fg. 12; LANZA 1990, p. 90,
I104
I105
120
Catalogo
I103
tav. 52, n. 62; GIUDICEb 2006, p. 222, nota 67.
(G.S.C.)
I106
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg.(?). Alt. m. 0,42. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 280.
A) Scena di inseguimento; B) inedito.
A: una fgura femminile incedente verso destra
posta di prospetto e volge il volto allindietro
tenendo il braccio destro sollevato con la mano
aperta. La donna indossa un chitone e un himation
decorato sullorlo e nel girocollo da una fla di
cerchietti tra due linee a vernice nera; ha i capelli
raccolti in un toupet e trattenuti da una benda
decorata a puntini neri. Il suo inseguitore un
giovane imberbe con clamide e petaso appeso
al collo. Avanza verso destra, tenendo in mano
una doppia lancia. Alle sue spalle una fgura
femminile fugge in direzione opposta alla scena,
sollevando la mano destra: anchessa indossa
chitone e himation e porta i capelli sciolti in
riccioli che le ricadono sulle spalle e cinti sul
capo da un diadema. Assiste alla scena un uomo
barbato stante, posto allestrema destra, di proflo
verso sinistra. Indossa un ampio mantello da cui
esce il braccio destro con il quale si appoggia a
un lungo scettro decorato da fasce a vernice nera
e coronato da un for di loto stilizzato: luomo
porta riccioli sulle spalle e ha il capo cinto da una
sottile taenia.
B) efebo mantellato tra altri due muniti di
bastone (P. Orsi).
La mancata analisi autoptica del vaso non
consente unattribuzione certa. Lo schema
iconografco richiama la produzione del pittore
dei Niobidi, qualche dettaglio dello stile quella
del gruppo Borea-Firenze (G. Giudice).
461450 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 826-827, tav. 50; GIUDICEb 2006, p.
211, n. 33.
(R.N.)
I107
Lekythos, a f.r. Palermo, collezione Arezzo di
Celano, sine inv. Alt. max. m. 0,08. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, forse
dalla sep. 1466.
Al centro una civetta stante di proflo a destra e
con volto frontale. Il suo piumaggio decorato da
puntini neri. A destra dellanimale ramo dulivo.
Decorazione secondaria: sotto la scena, linea a
risparmio; spalla del vaso decorata da una doppia
serie di tratti verticali e paralleli.
461-450 a. C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 150; SALIBRA 2002, pp. 14-15, n. 7,
fg. 17.
(M.A.V.S.)
I108
Lekythos aryballica, a f.r. Camarina, Mus. Arch.
Reg., inv. 1853. Alt. m. 0,114. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep. 859
(?).
Testa femminile di proflo a destra. La donna,
di cui si intravedono le spalle nude, ha i capelli
raccolti in un sakkos, trattenuto da una fascia resa
da unampia banda a vernice nera.
Decorazione secondaria: sotto limmagine
fgurata, fascia a risparmio.
Vernice parzialmente abrasa, soprattutto sulla
spalla. Ricomposta allattacco del collo.
461-450 a.C. (G. Giudice).
I106
I107
121
Catalogo
Bibl.: GIUDICE, MESSINA 2006, pp. 31, 52, cat. 15, fg. 20.
(S.R.)
I109
Lekythos (a f. b.), frr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,07, largh. m. 0,065.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadici.
Figura femminile.
Figura femminile, con il corpo di tre quarti ed
il volto a d., regge in mano un alabastron; veste
il chitone e raccoglie i capelli in un toupet. Una
collana con pendagli le orna il collo.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
meandro a s. interrotto da scacchiera.
461-450 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, n. 97, tav. 56.
(G.S.C.)
I110
Lekythos, a f. r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24094. Alt. m. 0,068. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Sul corpo del vaso, palmette su due registri,
alternatamente orizzontali e verticali; sono
circoscritte e legate da viticci.
Decorazione secondaria: sopra la decorazione
del corpo, meandro corrente a d.; sotto, motivo
ad esse verso s.
Priva di collo e bocchello; piede di restauro.
461-450 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 87, n. 29, tav. 48.
(G.S.C.)
I111
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg. (?).
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 77.
Sul corpo del vaso due palmette sovrapposte,
legate da girali.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli: sotto la decorazione del
corpo, linea a risparmio.
Priva del bocchello.
Verso il 450 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1904, c. 786, fg. 6; DI STEFANO 1997, p. 100,
fg. 46.
(G.S.C.)
I112
Lekythos aryballica, a f.r. Scicli, collezione
Spadaro. Alt. m. 0,08. Proveniente da Camarina.
Figura femminile.
Figura femminile volta a d., seduta su un
I109
I110
122
Catalogo
I108
I111
I112
klismos, regge nella mano d. uno specchio; ha i
capelli raccolti in uno chignon e veste un chitone
riccamente panneggiato e un himation di colore
scuro.
461-450 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 69, tav. 36, 6; SALIBRA 2006, p.
335.
(G.S.C.)
I113
Cratere, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,054, largh. m. 0,052.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadici.
Rimane legida, decorata dal gorgoneion,
di Athena; della dea visibile solamente un
lungo ricciolo. Al di sopra dellegida posa un
mantello.
461-450 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1899, c. 254, fg. 44.
(G.S.C.)
I114
Coppa, a f.r., fr. di. Palermo, collezione Collisani,
inv. R25 (destinato a Petralia Sottana, Mus. Civ.
Antonio Collisani). Alt. m. 0,043, largh. m. 0,028.
Proveniente da Camarina.
Della scena fgurata rimane la parte superiore
del corpo di una fgura maschile panneggiata.
Luomo - il volto di proflo a sinistra, il torso di
prospetto - ha il capo avvolto nellhimation.
Um 465 v.Chr. (M. Marti).
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, p. 130, n. 187, tav. 30.
(S.R.)
I115
Coppa apoda, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24112. Alt. m. 0,06. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
Giovani.
Giovani nudi rappresentati di proflo in corsa
verso s. e con il braccio d. alzato a reggere una
I113
I114
123
Catalogo
lunga asta.
Decorazione secondaria: nella zona attorno
allansa, doppia palmetta da cui fuoriescono ampi
giragli che vanno a cingere due altre palmette
subito ai lati delle anse.
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, pp. 88-89, tav. 51, n. 47; GIUDICEb 2006,
p. 222, nota 67.
(G.S.C.)
I116
Frammento, a f. r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24120. Alt. m. 0,23, largh. m. 0,14. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
vicinanze sep. 819.
Parte inferiore di fgura femminile vestita con
lungo peplo che arriva fno alle caviglie. Un grande
scudo circolare le copre le gambe. Lo scudo ha
una decorazione a fasce nere concentriche e un
quadrifoglio come episema.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
meandro alternato a croci di SantAndrea; sotto
lansa, doppia palmetta con lunghi giragli.
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 89, tav. 52, n. 55; GIUDICEb 2006, p.
222, nota 67.
(G.S.C.)
I116
I117
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,05, largh. m. 0,05. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
Parte inferiore del corpo di un satiro incedente
verso s. itifallico. Si intravede il lembo inferiore
del mantello che gli copriva le spalle. Si vede
inoltre il braccio di unaltra fgura con la mano
aperta.
461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, tav. 56, n. 98; GIUDICEb 2006, p.
222, nota 67.
(G.S.C.)
I118
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0, 105, largh. m. 0,085. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, scavi
1907, sporadico.
Komos (?)
A sinistra rimane il capo di una fgura maschile
barbata, che reggeva uno skyphos; a destra un
giovane con il volto a s. ed il corpo di tre quarti;
veste un himation, che gli avvolge la spalla s., e
regge un bastone nodoso.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
bastoncelli tra linee di vernice.
461-450 a.C.
I117
I118
124
Catalogo
I115
Bibl.: LANZA 1990, p. 172, n. 95, tav. 114.
(G.S.C.)
I119
Lekythos aryballica, a f.r. Catania, Museo Civico,
collezione Biscari, inv. 4371. Alt. m. 0,06.
Proveniente da Camarina.
Protome femminile.
Protome femminile di proflo verso d. Indossa il
sakkos che lascia fuori solo una frangia di capelli
sulla fronte.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
una fascia a risparmio.
Mancante dellansa. Diverse scrostature. Vernice
in parte evanida.
450 a.C. circa.
Bibl.: BARRESI-VALASTRO 2000, p. 116, n. 97; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 305, nota 57.
(G.S.C.)
Catalogo
125
I119
450-425 a.C.
The White-line Class of
Squat Lekythoi
L1
Lekythos aryballica, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24824. Alt. m. 0,045. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1187.
Testa femminile di proflo, volta verso destra;
dinnanzi, crescente lunare.
The White-line Class of Squat Lekythoi (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, pag. 111, n. 1187. tav. 70; GIUDICEb
2007, p. 38, cat. n. 20, fg. 9.
(P.L.)
Pittore di Persefone
L2
Pelike, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24011. Alt. m. 0,335. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 903.
A) Figura femminile e guerriero; B) efebi a
colloquio.
A: fgura femminile, vestita di chitone e himation,
taenia sul capo, tiene con la destra abbassata
unoinochoe e guarda, a destra, un giovane
armato di lancia, scudo (episema: motivo a
stella) ed elmo crestato, e vestito di clamide; in
alto, ; regge in mano una phiale.
B: efebi ammantati, con taenia sul capo; il
giovane posto a s. si appoggia ad un bastone con
la mano destra; quello di destra completamente
avvolto nellhimation.
Decorazione secondaria: alla base del collo del
lato A, fascia di palmette e fori di loto; nel lato
B, ramo dulivo; sotto le anse, doppia palmetta;
sotto le due scene, fascia a meandro.
Integro.
Pittore di Persefone (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 65; ARIAS 1941, p. 5, tav. 6, 2-3;
BEAZLEY 1963, p. 1013, 10; LANZA 1990, p. 65, tav. 37;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 51.
(M.A.V.S.)
L3
Oinochoe (tipo 4), a f.r. Camarina, Mus. Arch.
Reg., sine inv., ex collezione Carratello. Alt. m.
0,188. Proveniente da Camarina, necropoli del
Piombo.
Scena di inseguimento. Da sinistra, Poseidone,
armato di tridente nella mano destra, insegue
una fgura femminile verso la quale protende
il braccio sinistro. Il dio si presenta barbato, di
prospetto e nudo: indossa solamente una clamys
appoggiata sulla spalla e sul braccio sinistro. La
fgura femminile indossa un chitone senza le
maniche ed un himation appoggiato sul braccio
sinistro. rappresentata nellatto di correre, di
prospetto verso destra e con le braccia sollevate.
Sono andati perduti i tratti del volto della fgura
femminile e parte della testa e del torso della
fgura del dio.
Decorazione secondaria: sopra e sotto la scena, su
fascia a risparmio, kymation ionico con puntini tra
gli ovuli. Al di sotto dellansa, palmetta e lungo
stelo desinente in un bocciolo di loto stilizzato.
Graffto al di sopra del piede:
Pittore di Persefone (G. Giudice).
440-430 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 247; DI STEFANO 1998, p. 227; DI
126
L1
L2
Catalogo
STEFANO 1999, pp. 26-30; SALIBRA 1999, p. 46, nota 18;
GIUDICE, MESSINA 2006, p. 54, cat. 17, fg. 22; GIUDICEb
2007, pp. 41-42, cat. n. 25, fg. 13.
(R.N.)
Pittore della Phiale
L4
Cratere a calice, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. Scogli 7.11.04. Alt. m. 0,055, largh.
m. 0,087. Proveniente da Camarina, necropoli di
Scoglitti.
Della scena fgurata rimane la parte superiore di
una fgura femminile panneggiata. La donna - di
proflo a destra, i capelli raccolti in un toupet - ha
un braccio proteso.
Decorazione secondaria: la scena delimitata in
alto da una linea a risparmio. Visibile la foglia di
una palmetta.
Pittore della Phiale (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1018,61; OAKLEY 1990, p. 76, n.
61, tav. 41C; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 46.
(S.R.)
L5
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 24129. Alt. m. 0,09, largh. m.
0,075. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Scena di inseguimento?
Parte superiore di una fgura femminile
panneggiata stante, di proflo a sinistra. La donna
ha il capo cinto da una corona radiata, i capelli
raccolti in un toupet e porta un orecchino a
goccia. Indossa chitone ed himation (?). A sinistra
sintravede, poggiata sulla spalla della donna, la
mano di un secondo personaggio.
Decorazione secondaria: foglie dulivo (?) e,
quindi, un fregio di ovuli con fascia a risparmio.
Pittore della Phiale (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1018, 73; LANZA 1990, p. 90, n.
65, tav. 53; OAKLEY 1990, p. 78, n. 73, tav. 41D; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 47.

(S.R.)
L6
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 24130. Alt. m. 0,08, largh. m.
0,045. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Parte superiore di una fgura maschile, con il
volto di proflo verso sinistra. Ha il capo cinto
da corona di foglie e regge in mano uno scettro.
J.D. Beazley ipotizz che si trattasse della
raffgurazione di un personaggio regale. Secondo
Oakley, il frammento potrebbe appartenere allo
stesso vaso da cui proverrebbe un altro frammento
L3
L4
L5
127
Catalogo
in catalogo (inv. 24129; cat. L5) [OAKLEY 1990,
p. 78, n. 74].
Decorazione secondaria: un fregio di ovuli su
fondo a risparmio incornicia in alto la scena.
Pittore della Phiale (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1018, n. 74; LANZA 1990, pp. 90-
91, n. 66, tav. 53; OAKLEY 1990, p. 78, n. 74, tav. 41E;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 47.

(S.R.)
L7
Lekythos, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch., inv.
24091. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro.
Figura femminile (immagine inedita).
Rimane la parte superiore di una fgura
femminile, con testa volta a s.; con la mano s.
regge unoinochoe.
Pittore della Phiale (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1022, 132; OAKLEY 1990, p. 87, n.
132; LANZA 1990, p.86, n.26, tav. 48 (lautrice erroneamente
identifca come opera del pittore della Phiale una lekythos
non compresa nelle liste Beazley e databile al 461-450
a.C.; vd., al riguardo, Giudice G., infra ).
(M.A.V.S.)
L8
Lekythos, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,031, largh. m. 0,025.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadica.
Della scena fgurata rimane una fgura femminile
che regge uno specchio con la mano.
Vicina al pittore della Phiale (G. Giudice).
430-425 a.C.
Bibl: GIUDICEb 2007, p. 49, cat. n. 40, fg. 25.
(M.A.V.S.)
Polignoto o il suo gruppo
L9
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,056, largh. m. 0,104. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte superiore di una fgura panneggiata di
proflo a destra, con il braccio destro proteso a
reggere una phiale.
Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 254, fg. 41; GIUDICEb 2006, p. 214, n.
57; GIUDICEb 2007, p. 54, cat. n. 54, fg. 31.
(S.R.)
L10
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,11, largh. m. 0,10.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata rimane parte di una fgura
stante di proflo a sinistra, vestita di chitone ed
himation.
Decorazione secondaria: un fregio a meandro
corrente a destra, alternato a riquadri con croce
di SantAndrea e puntini, delimita in basso la
scena.
L6
L9
128
Catalogo
L8
L10
Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 172, n. 91, tav. 114; GIUDICEb 2006,
p. 214, n. 6; GIUDICEb 2007, p. 56, cat. n. 57, fg. 34.
(S.R.)
L11
neck-amphora, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1252 (?).
A destra, parzialmente visibile lhimation di un
personaggio con bastone (o scettro?); al centro,
rimane la parte inferiore di un giovane con
clamide e, a sinistra, lorlo del chitone e parte del
mantello di una fgura femminile (?).
Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 57, cat. n. 59.
(P.L.)
L12
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24118. Alt. m. 0,14, largh. m. 0,13. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte posteriore del corpo di un mulo (cavallo?)
incedente a sinistra; allestrema sinistra si
intravede il lembo del panneggio di una fgura
seduta in groppa o stante davanti lanimale.
Decorazione secondaria: la scena incorniciata
in basso da un fregio a meandro corrente a destra,
alternato a riquadri con croce di SantAndrea e
puntini. Una decorazione ftomorfa con palmette
e girali desinenti in volute orna lo spazio al di
sotto delle anse.
Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 89, n. 53, tav. 51; GIUDICEb 2006, p.
214, n. 59; GIUDICEb 2007, pp. 55-56, cat. n. 56, fg. 33.
(S.R.)
Pittore di Peleo
L13
Cratere a campana \ a calice (?), a f.r., fr. di.
Ragusa, Mus. Arch. Reg. (gi a Siracusa,
inv. 24131e). Alt. m. 0,07, largh. m. 0,075.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Partenza di un guerriero.
Parte superiore di una fgura maschile barbata,
di proflo a destra. Luomo - vestito di chlamys e
con il capo cinto da una corona di foglie - regge
con la sinistra uno scettro (?). Si intravede in alto
parte di un secondo personaggio, che solleva
L12
129
Catalogo
L11
una phiale sulla testa delluomo barbato, davanti
al quale una terza fgura. Beazley interpret
la scena come una partenza di guerriero alla
presenza di una donna che offre una libagione e
di un anziano seduto che regge uno scettro.
Pittore di Peleo (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1038, 2bis; LANZA 1990, p. 91, n.
71, tav. 53; MATHESON 1995, p. 436, PE3; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 48.
(S.R.)
L14
Pelike, a f.r. Catania, Mus. Civ., collezione
Biscari, inv. 4401. Alt. m. 0,31. Proveniente da
Camarina.
A) Scena di commiato; B) tre efebi a colloquio.
A: da sinistra, una fgura femminile, con peplo
e corona radiata, regge con la destra abbassata
unoinochoe mentre con la sinistra solleva una
phiale sopra il capo di un uomo barbato, seduto
su klismos, vestito di chitone e himation e con
il capo coronato di alloro. Questultimo con
la sinistra si appoggia allo scettro mentre con
la destra stringe la mano ad un guerriero nudo
con chlamys appoggiata al braccio sinistro. Il
guerriero regge con la sinistra una lancia mentre
porta sul capo un elmo attico.
B: tre giovani coperti da un mantello; solo il
primo dei tre si appoggia con la destra ad un
bastone.
Decorazione secondaria: sul collo, ramo dalloro
tra due listelli; sotto le anse, palmette e girali;
sotto le due scene, triplice meandro alternato a
croci di SantAndrea.
Integra.
Pittore di Peleo (J.D. Beazley)
450-425 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 85, tav. 39, 2; LIBERTINI 1930, p.
170, n. 715, tav. 81; BEAZLEY 1963, p. 1040, 16; MATHESON
1995, p. 440, PE20; BARRESI, VALASTRO 2000, pp. 98-99, n.
L14
130
Catalogo
L13
L14
L15
78; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 51; GIUDICEc 2003,
p. 12, nota 54.
(M.A.V.S.)
L15
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,11, largh. m. 0,08.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata rimane parte di una fgura
virile stante vestita di himation.
Decorazione secondaria: fregio di ovuli alla base
delle anse.
Pittore di Peleo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 171, n. 84, tav. 113; GIUDICEb 2006,
p. 215, n. 62; GIUDICEb 2007, pp. 63-64, cat. n. 70, fg. 41.
(S.R.)
L16
Cratere a campana (?), a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,20, largh. m. 0,09.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata rimane la parte inferiore di
due fgure femminili stanti, vestite di chitone a
ftte pieghe ed himation.
Decorazione secondaria: un fregio a meandro
a destra interrotto da riquadri con croce di
SantAndrea e puntini delimita in basso la
scena.
Pittore di Peleo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 172, n. 93, tav. 114; GIUDICEb 2006,
p. 215, n. 63, fg. 4a; GIUDICEb 2007, p. 64, cat. n. 71, fg.
42.
(S.R.)
L17
Frammento a f.r., Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,070, largh. m. 0,041. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Rimane la parte inferiore di un personaggio
ammantato.
Pittore di Peleo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 64, cat. n. 72, fg. 43.
(P.L.)
Maniera del pittore di Peleo
L18
Cratere a calice, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg. (gi a Siracusa, inv. 24114). Alt. m.
0,11, largh. m. 0,12. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Trittolemo su trono alato e satiri.
Trittolemo - il volto di proflo a sinistra, il torso di
prospetto - siede su un trono alato in movimento
verso destra. Il re ha il capo cinto da una corona
di alloro ed indossa un ampio himation, che gli
lascia scoperta la spalla destra. Con una mano
regge lo scettro mentre con laltra impugna tre
spighe, sovraddipinte in bianco. Davanti al carro,
parte della fgura di un satiro verso destra, di cui
si intravedono le gambe (luna distesa, laltra
piegata) ed il braccio destro. Dietro il carro
appena riconoscibile il proflo di un secondo
satiro.
Decorazione secondaria: la fascia al di sotto del
labbro ornata da un fregio di foglie dalloro. La
scena fgurata delimitata in basso da una fascia
risparmiata e da un meandro continuo.
L16
131
Catalogo
L17
Maniera del pittore di Peleo (J.D. Beazley).
Iscrizione: KW[MOS].
450-425 a.C.
Bibl.: FURTWAENGLER, HAUSER, REICHHOLD 1932, p. 260;
BROMMER 1937, p. 47, n. 97; ARIAS 1941, p. 12, tav. 24,
n. 1-3; BROMMER 1941, p. 336; BROMMER 1944, p. 39;
BROMMER 1959
2
, p. 43, fg. 40; Recueil dugas 1960, p. 137,
n. 79; BEAZLEY 1963, p. 1041,1; LANZA 1990, p. 89, n. 49,
tav. 51; LIMC VIII, s.v. Triptolemos, p. 64, n. 129, tav. 40;
MATHESON 1995, p. 442, PEM 2; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 46.
(S.R.)
L19
Cratere a calice, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,155, largh. m. 0,13.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Colloquio tra ammantati.
Della scena fgurata si conserva solo la parte
inferiore di due fgure maschili ammantate stanti:
luna, di proflo a destra, ha la gamba piegata
in avanti sotto lhimation e si appoggia ad un
bastone nodoso, mentre laltra, che lo fronteggia,
raffgurata di proflo a sinistra.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
meandro corrente a destra.
Maniera del pittore di Peleo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 172, n. 92, tav. 114; GIUDICEb 2006,
p. 215, n. 65; GIUDICEb 2007, p. 65, cat. n. 73, fg. 44.

(S.R.)
L20
Hydria, a f.r., Siracusa, Museo Archeologico
L20
132
Catalogo
L19
L18
L20
133
Catalogo
Regionale Paolo Orsi, inv. 23912. Alt. m. 0,480;
diam. bocca m. 0,180; Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 578.
Registro superiore: nascita di Afrodite o anodos di
Kore; registro inferiore: commiato di guerriero.
Registro superiore: al centro della scena, fgura
muliebre di proflo a destra con il busto appena
volto e le gambe fesse; ha unacconciatura a
morbide ciocche raccolte in lunghe trecce che
scendono sulle spalle, fermate sulla fronte da un
diadema; indossa un peplo che lascia scoperto
il braccio destro fesso al gomito, guarda Eros,
con corona di alloro sul capo, che, rivolto e
leggermente inclinato verso di lei, la afferra per
la spalla sinistra nellatto di aiutarla ad emergere;
alle sue spalle Pan, di proflo, chino sulla
gamba sinistra e con le braccia protese, osserva
lavvenimento; le tre fgure sono inquadrate
tra due donne contrapposte di proflo, rese alla
stessa maniera, con i capelli bianchi fermati da
un diadema, vestite di chitone lungo e plissettato
con ampie maniche e la spalla sinistra coperta
da un morbido himation che scende lungo il
fanco; nella mano destra, entrambe impugnano
un lungo scettro (sono interpretate da A. Rumpf
come le Semnai); allestrema sinistra del gruppo,
un guerriero barbato, di proflo a destra, guarda
la scena; porta sul capo un elmo crestato con
paragnatidi; ha il busto scoperto, con il braccio
destro abbassato, fesso in avanti e la mano
aperta; con il braccio sinistro piegato al gomito
e coperto da una lunga clamide panneggiata che
avvolge anche il corpo, impugna la lancia.
Registro inferiore: al centro sono due fgure, un
guerriero di proflo a sinistra, con elmo, grande
scudo circolare con al centro una pantera, sotto
il quale si nota un lembo del mantello; impugna
nella mano destra una lunga asta; lo fronteggia
una fanciulla, resa di tre quarti, con acconciatura
raccolta nel sakkos, dal quale fuoriescono morbide
ciocche e un orecchino a bottone in corrispondenza
dellorecchio destro; vestita di un lungo peplo
che scende a morbide pieghe fno ai piedi, ha le
braccia scoperte con il sinistro fesso al gomito,
mentre la mano regge una phiale porgendola al
guerriero; il braccio destro abbassato lungo
il fanco e la mano porta unoinochoe; alle
estremit della scena sono, a sinistra, un barbato
che guarda di proflo, alle spalle della fanciulla;
veste un himation che lascia scoperto il braccio
destro proteso mentre si appoggia con la mano ad
un bastone; a destra, una fgura muliebre di tre
quarti, con acconciatura raccolta dietro il collo e
morbide ciocche sulla fronte, porta un diadema
e un orecchino a bottone nel lobo dellorecchio
sinistro; indossa un chitone e lungo himation e
osserva anchessa la scena centrale.
Sotto il piede, marchio commerciale (vd. LANZA
1990, p. 182, n. 578).
Decorazione secondaria: sul labbro, tra le due
scene e intorno agli attacchi delle anse, ovuli; alla
base del collo, quattro palmette separate da fori
di loto, collegate da volute; alla base delle fgure
della scena centrale, gruppi di meandri alternati
a crocette.
Ricomposta. Varie scheggiature e abrasioni;
vernice diluita.
Maniera del pittore di Peleo (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1929, pp. 92-93; MESSERSCHMIDT 1932 p.
125, nota 5; BROMMER 1937, p. 14; ARIAS 1941, p. 12, tav.
24, fgg. 1-3; BEAZLEY 1941, p. 599; BROMMER 1949-50, p.
26, fg. 34; RUMPF 1950-51, p. 167, fg. 1; METZGER 1951,
p. 72; SIMON 1959, p. 47, fg. 29; BEAZLEY 1963, p. 1041,
11; KARDARA 1964, p. 55, fg. 3; BEAZLEY 1971, p. 443;
BRARD 1974, tav. 18, fg. 62; SCHEFOLD 1981, p. 79, fg.
95; BURN, GLYNN 1982, 156; HARRISON 1984, p. 384, tav. 75
a; JUCKER 1988, p. 119, tav. 7,11; CARPENTER 1989, p. 320;
HIMMELMANN 1989, p. 50, fg. 15; LANZA 1990, pp. 23-24,
fg. 13, tav. 7; MARQUARDT 1995, pp. 285-286, tav. 28,3;
MATHESON 1995, p. 444, PEM13, tav. 156; BOTTINI 1996, p.
106, fg. 20; METZGER 1996, p. 47, fg. 4; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 52; GIUDICEC 2003, p. 12, nota n. 54;
LIMC II, s.v. Aphrodite, p. 115, n. 1178; LIMC II, s.v. Ares,
p. 483, n. 61; OAKLEY, vd. Vol. II, c.d.s.
(E.S.)
Pittore di Coghill
L21
Cratere a calice a doppio registro, a f.r., fr. di.
Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,
182, largh. m. 0,143. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Sul registro superiore rimangono le zampe di
L21
quattro cavalli in movimento di proflo a sinistra,
e la veste di una fgura femminile in fuga verso
sinistra; su quello inferiore, un Satiro di proflo
a destra insegue una menade di cui rimane parte
superiore del busto e della testa retrospiciente a
sinistra.
Decorazione secondaria: tra i due registri, ovuli
tra due strisce di vernice.
Pittore di Coghill (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 67, cat. n.78, fg. n. 48.
(P.L.)
Pittore di Curti
L22
Cratere a campana, a f.r., Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22833. Alt. m. 0,350; diam. max. m.
0,373. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, propriet Arezzo, sep. 289.
A) Amazzonomachia; B) tre efebi a colloquio.
A: a sinistra, Amazzone a cavallo, con alopeke
sul capo e scudo falcato sulle spalle, indossa un
chitonisco decorato a cerchietti bordati in nero,
ha le gambe coperte da anaxyrides decorati con
motivo a triangoli aperti a vertice contrapposto,
alternati a bande di puntini, ai piedi calza embades;
ha il braccio sinistro basso lungo il fanco e con la
mano tiene le redini del cavallo, mentre il destro
arretrato e fesso al gomito impugna una lunga
lancia nellatto di affrontare due guerrieri che la
fronteggiano: uno al centro della scena, con pileo
sul capo, veste una corta tunica decorata a motivi
geometrici, in gran parte coperta dalla clamide
panneggiata che nasconde il braccio destro, ha
ai piedi alti calzari e brandisce con ambo le mani
una lancia rivolta verso lAmazzone; laltro,
allestrema destra della scena, porta sul capo un
elmo crestato, ha il busto ignudo con la clamide
allacciata alla vita e tiene a destra un grande scudo
rotondo mentre con la mano sinistra sollevata
indirizza la lancia verso lavversaria.
B: tre efebi ammantati a colloquio. I due alle
estremit della scena sono resi di proflo e quello
a sinistra appoggia la mano destra ad un bastone;
lefebo al centro, frontale, volge il capo verso
linterlocutore alla sua sinistra.
Sotto il piede, marchio commerciale.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
dalloro; alla base delle scene fgurate, fascia
a gruppi di meandri alternati a crocette; ovuli
intorno agli attacchi delle anse.
Integro. Lievi abrasioni e scheggiature; nel lato
B, la zona sottostante le fgure evidenzia difetti
di cottura della vernice.
Pittore di Curti (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
ORSI 1904, c. 829, tav. 51; ARIAS 1941, p. 8, tav. 13,2;
PARIBENI 1959, p. 981; BEAZLEY 1963, p. 1042, 4; MATHESON
1995, p. 378, CUR4; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota
47.
(E.S.)
L22
134
Catalogo
L22
L23
135
Catalogo
Pittore di Christie
L23
Cratere a campana, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 24131 d (Alt. m. 0,012, largh.
m. 0,08), 24132 a (Alt. m. 0,21, largh. m. 0,30),
24132 b (Alt. m. 0,18, largh. m. 0,07). Provenienti
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, presso
la sep. 602 bis.
A sinistra, una fgura femminile in peplo, con
taenia sul capo, in rapido movimento verso
destra, regge, nella mano destra stesa lungo il
fanco, una oinochoe e nella sinistra protesa
una faccola; la osserva un personaggio barbato
(Dioniso?) che, coronato e con tirso, muove nella
medesima direzione. Chiude la scena, a destra,
un satiro, di cui si conservano solo la testa e un
braccio.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
di alloro; ovuli intorno allattacco dansa; sotto
la scena, fascia a doppio meandro; nel terzo
inferiore del vaso, girali e foglie.
Pittore di Christie (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1939, p. 635, fg. 12; BEAZLEY 1963, p.
1047, 12; LANZA 1990, p. 91, nn. 70, 73, 74, tavv. 53, 54;
MATHESON 1995, p. 367, CHR13; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 47.
(M.A.V.S.)
L24
1
Cratere a campana, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg. (gi a Siracusa), inv. 24124 (Alt. m.
0,12, largh. m. 0,088), 24125 (Alt. m. 0,09, largh.
m. 0,085). Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, adiacenze sep. 819.
1) 24124: una fgura maschile, nuda, posta
frontalmente, con mantello poggiato sulle braccia,
regge un barbytos; alla sua destra visibile la
1
I due frr., ad unanalisi autoptica, risultano essere comba-
cianti con il fr. cat L29.
mano di un personaggio non conservato che
regge uno skyphos; alla sua sinistra una seconda
fgura, della quale rimane una mano che reca una
faccola.
2) 24125: una fgura maschile si appoggia con la
mano destra ad un bastone; lhimation che indossa
lascia scoperto il busto e la spalla destra.
Pittore di Christie (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1047, 22; LANZA 1990, p. 90, nn.
59-60, tav. 52; MATHESON 1995, p. 369, CHR23; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 47; GIUDICEb 2006, p. 204, fgg.
6b-c; GIUDICEb 2007, pp. 72-73, cat. n. 91, fg. 56.

(M.A.V.S.)
L25
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus.
Arch. Reg. Proveniente da Camarina.
Della scena fgurata rimangono una mano che
regge un ramoscello ed, accanto, una donna
seduta (immagine inedita).
Pittore di Christie (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1047,25; MATHESON 1995, p. 370,
CHR27; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 47.

(M.A.V.S.)
L26
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg. Alt. m. 0,02, largh. m. 0,58. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, scavi
1896.
Della scena fgurata rimane la parte superiore di
una fgura femminile in peplo rivolta a sinistra.
Dietro le spalle della donna, una mano (frammento
identifcato da G. Giudice nei magazzini del
Museo Archeologico Regionale di Ragusa).
Pittore di Christie (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
L24
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1047,26; MATHESON 1995, p. 370,
CHR28; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 47.
(M.A.V.S.)
L27
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26562. Alt. m. 0,275. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1222.
Da sinistra, una fgura femminile vestita di chitone
e himation, rivolta di tre quarti verso destra, tiene
il braccio destro abbassato mentre con la mano
sinistra regge in alto uno specchio. Al centro, una
seconda fgura femminile, vestita di chitone e
mantello, regge con la sinistra un giraglio; alle
sue spalle un klismos. La fronteggia un giovane
che, con capo coronato e coperto da himation, si
appoggia ad un bastone.
Tra le due fgure, un kalathos decorato da
meandro. Sopra la fgura femminile, al centro,
. Sullo sfondo, in alto, bende.
Decorazione secondaria: sullorlo, ovuli; sul
collo, palmette e fori di loto; sotto la scena,
meandro alternato a croci di SantAndrea.
Integro.
Pittore di Christie (J. D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; BEAZLEY 1963, p. 1049, 51; LANZA
1990, p. 120, n. 2, tav. 81; MATHESON 1995, p. 375, CHR54;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 52; GIUDICEc 2003, p.
12, nota n. 57.

(M.A.V.S.)
L28
Cratere, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24131 f. Alt. m. 0,07, largh. m. 0,05. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Della scena fgurata rimane la parte superiore di
un Satiro nudo di proflo a destra, con il capo cinto
da una corona dedera, rappresentato nellatto di
suonare laulos.
Decorazione secondaria: la scena incorniciata
in alto da foglie dalloro.
Pittore di Christie (G.Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 91, n. 72, tav. 53; GIUDICEb 2006, p.
215, n. 68, fg. 6a; GIUDICEb 2007, p. 72, cat. n. 90, fg. 55.
(S.R.)
L29
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,09, largh. m. 0,12.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Parte superiore di una fgura maschile. Il giovane,
il torso nudo di prospetto, il volto di proflo a d.,
si appoggia con la mano destra ad un bastone.
L28
136
Catalogo
L26
L27
L29
L30
137
Catalogo
Decorazione secondaria: una corona di foglie
dalloro verso sinistra incornicia in alto la scena;
alla base dellansa, su fondo a risparmio, catena
dovuli.
Pittore di Christie (G.Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 169, n. 44, tav. 111; GIUDICEb 2006,
p. 215, n. 69, fg. 5a; GIUDICEb 2007, pp. 72-73, cat. n. 91,
fg. 56.
(S.R.)
L30
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,11, largh. m 0,11.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Due fgure maschili ammantate stanti verso
destra.
Decorazione secondaria: la scena incorniciata
in basso da un fregio a meandro a destra alternato
a riquadri con croce di SantAndrea e puntini.
Pittore di Christie (G.Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 170, n. 90, tav. 114; GIUDICEb 2006,
p. 216, n. 70; GIUDICEb 2007, p. 73, cat. n. 92.
(S.R.)
L31
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,074, largh. m.
0,024. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, scavi 1899.
Comasta.
Della scena fgurata rimangono la testa e la spalla
di una fgura maschile volta a destra. Il giovane,
con benda sul capo, suona il barbytos.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
di alloro.
Pittore di Christie (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 74, cat. n. 95, fg. 57.

(M.A.V.S.)
L32
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,086, largh. m.
0,094. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico, scavi 18961899.
Della scena fgurata rimane soltanto la parte
superiore di una fgura maschile ammantata, di
proflo a destra.
Pittore di Christie (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 74, cat. n. 96, fg. 58.
(M.A.V.S.)
L33
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
L31
L32
inv. Alt. m. 0,053, largh. m. 0,043. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte superiore del corpo di un efebo, di proflo
a sinistra. Il giovane indossa lhimation, che gli
lascia scoperta la spalla destra.
Pittore di Christie (G.Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, n. 87, tav. 55; GIUDICEb 2006, p.
215, n. 66; GIUDICEb 2007, p. 71, cat. n. 88.
(S.R.)
L34
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0, 092, largh. m. 0,057. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico, scavi 1896.
Parte inferiore del corpo di una fgura femminile
in rapido movimento verso sinistra. La donna,
vestita di chitone a ftte pieghe ed himation,
inseguita da un personaggio, del quale sono
visibili la gamba ed il piede.
Pittore di Christie (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 254, fg. 42; GIUDICEb 2006, p. 215, n.
67; GIUDICEb 2007, p. 71, cat. n. 89, fg. 54.

(S.R.)
L35
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,06, largh. m. 0,03. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte del corpo di una fgura maschile panneggiata
di proflo a sinistra. Luomo, chino in avanti, si
appoggia ad un bastone.
Pittore di Christie (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 167, n. 12, tav. 111; GIUDICEb 2006,
p. 216, n. 71; GIUDICEb 2007, p. 73, cat. n. 93.

(S.R.)
L36
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,04, largh. m. 0,04. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte inferiore di una fgura femminile incedente
verso destra, coperta da unampia veste bordata
inferiormente da una fascia scura. Davanti alla
donna si vede il piede nudo di una seconda fgura
in movimento verso destra.
Decorazione secondaria: la scena incorniciata
in basso da una fascia a risparmio.
Pittore di Christie (G.Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 168, n. 15, tav. 111; GIUDICEb 2006,
p. 216, n. 72; GIUDICEb 2007, p. 73, cat. n. 94.

(S.R)
Pittore di Pantoxena
L37
Cratere a calice, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
L35
L36
138
Catalogo
L34
L33
139
Catalogo
inv. 22934. Alt. m. 0,336; diam. max. m. 0,3250.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 400.
A) Erma itifallica tra Satiro e Menade; B) tre
efebi a colloquio.
A: al centro della scena fgura barbata di proflo a
destra, itifallica, su alta base rettangolare; porta sul
capo una corona radiata, indossa una lunga veste
a motivi geometrici; nella mano sinistra solleva
uno skyphos e con la destra regge il caduceo. Si
tratta probabilmente di Hermes o Dioniso. Il dio
ha di fronte una Menade, di proflo a sinistra, con
acconciatura raccolta in un kekryphalos, dal quale
fuoriescono la frangia e uno chignon, vestita di
un lungo chitone e himation panneggiati; nella
mano destra regge il tirso; alle spalle dellerma
un Satiro incedente, ignudo con il capo cinto
da una taenia e retrospiciente, porta nella mano
destra una faccola accesa, mentre con la sinistra
trattiene un otre appoggiato alla spalla; nel
campo, in alto, tra satiro ed erma, un bucranio.
B: tre efebi ammantati a colloquio; quello al
centro stante, di proflo a destra, completamente
coperto dallhimation panneggiato sotto il quale
sembra allungare un braccio mentre guarda il
giovane che lo fronteggia; questi ha lavambraccio
destro scoperto e sollevato con la mano aperta;
allestrema sinistra della scena il terzo efebo,
con il braccio destro scoperto, sollevato e
allungato in avanti verso la fgura centrale che gli
volge le spalle. Sullo sfondo, in alto tra le fgure,
sono appesi un dittico e una spugna.
Decorazione secondaria: sotto lorlo, tralcio
dalloro e bacche; alla base delle scene fgurate,
fascia a gruppi di meandri alternati a quadrati
con scacchiera.
Pittore di Pantoxena (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 888, tav. 56; RUMPF 1918, p. 5, fg.
67; LULLIES 1931, p. 72, n. 6, tav. 8,1; ARIAS 1941, pp. 7-8,
tav. 11,4-5; GOLDMAN 1942, p. 65, fg. 6; BEAZLEY 1963,
p. 1050, 4; KEULS 1985, p. 389, fg. 330; BOARDMAN 1989,
p. 63, fg. 155; CARPENTER 1989, p. 321; MATHESON 1995,
p. 121, tav. 104; METZGER 1996, p. 46, fg. 3; DE CESARE
1997, pp. 163-164, 254, fg. 100; OENBRINK 1997, p. 390,
tav. 47; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 46; LIMC V,
s.v. Hermes, p. 303, n. 132, tav. 212.

(E.S.)
Gruppo di Polignoto:
indeterminato
L38
Cratere a campana, a f.r.. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 45911. Alt. m. 0,41. Proveniente da
Camarina.
A) Apollo, Artemide, Leto, Hermes, Ganimede;
B) efebi ammantati.
A: al centro della scena, Apollo, coronato e
vestito di chitone e himation, regge a sinistra
una cetra di cui sembra pizzicare le corde, e, a
destra, sulla mano protesa una phiale che porge
ad Artemide, posta di tre quarti verso sinistra;
la dea, che veste un lungo peplo e ha i capelli
raccolti in un sakkos, tiene nella sinistra abbassata
larco, e nella destra protesa una ghirlanda; sulla
L37
L37
schiena le pende la faretra. Tra i gemelli divini,
un giovinetto ammantato (Ganimede) stante a
sinistra stringe con la mano destra unoinochoe
e con la sinistra un cerchio e una verga. Chiude la
scena, a sinistra, una fgura femminile coronata
(Leto), posta di tre quarti: veste il chitone ed un
himation, che le copre anche la nuca, e regge uno
scettro; a destra, Hermes con petaso, calzari alati
e caduceo. A fanco di Apollo, un cerbiatto.
B) al centro un efebo ammantato, volto a sinistra,
regge una lyra; ai lati lo osservano altri due
giovani; uno si appoggia ad un bastone, laltro
regge un oggetto poco intelligibile (Arias).
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
di alloro e fascia dovuli; ovuli attorno alle
anse; sotto le anse, palmette; sotto le due scene,
meandro alternato a croci di SantAndrea.
Integro.
Gruppo di Polignoto: indeterminato (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BdA 1935-1936, 29, p. 248, fg. 2; ARIAS 1941, p. 9,
tavv. 15-16; ECKSTEIN-WOLF 1952, p. 5, tav. 2,2; BEAZLEY
1963, p. 1053, 32; LIMC II, s.v. Apollo, p. 247, n. 747;
CARPENTER 1989, p. 322; MATHESON 1995, p. 453, PGU38;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 47; LIMC IV, s.v.
Ganymede, p. 158, n. 68; LIMC, s.v. Hermes, p. 344, n.
702.
(M.A.V.S.)
L39
Cratere a campana o a calice (?), a f.r., fr.
di. Siracusa, Mus. Arch. Reg. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte superiore di una fgura femminile
panneggiata stante, di proflo a destra. Ha i capelli
raccolti sulla nuca e trattenuti da una fascia, dalla
quale fuoriescono riccioli sulla fronte. Impugna
con la mano destra unasta (una faccola, secondo
Beazley).
Gruppo di Polignoto: indeterminato (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 899-900, fg. 94; BEAZLEY 1963,
p. 1055, 77; MATHESON 1995, p. 463, PGU89; GIUDICE,
L38
L39
140
Catalogo
L38
141
Catalogo
RIZZONE 2000, p. 304, nota 48.
(S.R.)
L40
Cratere a campana o a calice (?), a f.r., fr.
di. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv. 213711.
Proveniente da Camarina.
A) Eos e Tithonos (immagine inedita).
Sul frammento superstite sono visibili la
spalla di un personaggio maschile che veste un
himation e la spalla di una donna con peplo;
tra di essi, liscrizione [P]RIAM[OS]. Secondo
Beazley la scena si potrebbe interpretare come
linseguimento di Tithonos da parte di Eos.
Gruppo di Polignoto: indeterminato (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 900; CASKEY, BEAZLEY 1954, p. 37,
nota 1; BEAZLEY 1963, p. 1056, 79; MATHESON 1995, p. 464,
PGU92; LIMC III, s.v. Eos, p. 772, n. 258.
(S.R.)
L41
Cratere a calice (a doppio registro), a f.r., fr.
di. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv. 23629.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Sul registro superiore, parte di unAmazzone
armata in movimento verso sinistra. La donna - il
volto di proflo, il torso di prospetto - indossa una
veste frigia aderente a maniche lunghe, ornata da
motivi geometrici, e porta sul capo lalopekis.
Impugna con la destra unascia, che scaglia in
avanti; con la sinistra reggeva forse unasta (?).
Decorazione secondaria: la scena fgurata
delimitata in alto da una fascia risparmiata
sormontata da una catena di palmette disposte
orizzontalmente e legate da girali.
Gruppo di Polignoto: indeterminato (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 901, fg. 96; BEAZLEY 1963, p. 1057,
106; OAKLEY 1984, p. 125, cat. n. 10; MATHESON 1995, p.
469, PGU119; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 46.
(S.R.)
L42
Cratere a calice (a doppio registro), a f.r., frr.
di. Ragusa, Mus. Arch. Reg. (gi a Siracusa,
inv. 24116). Alt. m. 0,085, largh. m. 0,075.
Provenienti da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadici.
Sul registro superiore, satiro nudo barbato di
proflo, in movimento verso sinistra. Ha le braccia
protese e le gambe piegate come per saltare. Si
intravede a sinistra una corda.
Decorazione secondaria: sotto la fgura del satiro,
linea continua risparmiata.
Gruppo di Polignoto: indeterminato - Richiama
il pittore di Christie (J.D.Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1058, 108; LANZA 1990, p. 89, n.
51, tav. 51; MATHESON 1995, p. 470, PGU121; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 46.
(S.R.)
L43
Anfora a collo distinto, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg. (gi a Siracusa), inv. 24122. I fr.: alt.
m. 0,18, largh. m. 0,14; II fr.: alt. m. 0,23, largh.
m. 0,14. Provenienti da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, adiacenze della sep. 819.
Ammazzonomachia.
Amazzone con alopekis e veste frigia, cavalca
verso destra tenendo con la sinistra una lunga
lancia e imbracciando a sinistra uno scudo
beota. L41
L42
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fascia di linguette; sotto lansa, palmette sorgenti
da giragli.
Gruppo di Polignoto: indeterminato (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
BIBL.: BEAZLEY 1963, p. 1059, 122; LANZA 1990, p. 90,
n. 57, tav. 53; MATHESON 1995, p. 474, PGU143; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 52.
(M.A.V.S.)
L44
Frammento, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23626. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Parte superiore di fgura femminile rivolta di
proflo verso destra e vestita di peplo.
Gruppo di Polignoto: indeterminato (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 899-900, fg. 95; BEAZLEY 1963, p.
1061, 162; MATHESON 1995, p. 484, PGU193; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 305, nota 54.
(M.A.V.S.)
L45
Cratere a campana. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 26565. Alt. max. m. 0,36. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, tomba
1252.
Vasca a vernice nera. Sotto il labbro, serto di
foglie di alloro verso s. tra kymation ad ovuli al
di sotto e linea risparmiata al di sopra.
Allinterno del labbro due linee concentriche
risparmiate.
Sotto il piede del vaso, graffto commerciale (v.
JOHNSTON 1979, p. 149).
Integro.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 124, tav. 84, n. 1252; GIUDICEb 2006,
p. 217, n. 78; GIUDICEb 2007, p. 83, cat. n. 119.

(S.S.)
L46
Cratere a campana, a f.r., frr. combacianti di.
Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,158,
largh. m. 0,135 / alt. m. 0,145, largh. m. 0,280.
Provenienti da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, scavi del 1905, sporadici.
Scena di conversazione tra tre ammantati.
A sinistra restano i piedi di proflo a destra di
un personaggio; al centro, la veste e i piedi di
un ammantato di proflo a sinistra che regge
un bastone; a destra, le gambe ed una parte del
mantello di un personaggio di proflo a sinistra
che si appoggia ad un bastone.
Polignoto o il suo gruppo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, pp. 56-57, cat. n. 58, fg. 35.
(P.L.)
L45
142
Catalogo
L44
L43
L46
143
Catalogo
L47
Cratere a calice, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg. (?). Alt m. 0,32. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 93.
A) Tre fgure femminili e due Sileni; B) Sileno
tra Menadi.
A: un Sileno nudo insegue una fgura femminile
panneggiata in movimento, che regge in mano
una cetra a sei corde. Un altro Sileno nudo - il
braccio destro sollevato, la gamba sinistra piegata
indietro - incede verso destra; porta sulla spalla
un triplice otre e regge una lunga faccola accesa.
Ai lati della scena, una fgura femminile in corsa
ed unaltra seduta, la quale regge in mano un
tirso.
B: tra due Menadi panneggiate che reggono
il tirso, un sileno nudo caudato di proflo a
sinistra.
Decorazione secondaria: un tralcio di foglie
dalloro incornicia in alto la scena, delimitata in
basso da un fregio a meandro alternato a riquadri
con croce di SantAndrea e puntini.
Polignoto o il suo gruppo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 787-788, fg. 10; GIUDICEb 2006, p.
214, n. 58; GIUDICEb 2007, pp. 54-55, cat. n. 55, fg. 32.
(S.R.)
L48
Cratere a calice, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24133. Alt. m. 0,105, largh. m. 0,20.
Provenienti da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadici.
Da sinistra una testa di Satiro (?) coronata di
edera; al centro una fgura maschile (Dioniso?),
rivolta verso s., vestita di chitone e himation e
con capelli fermati da una benda, raffgurata
nellatto di reggere con la sinistra un tirso. A
destra una fgura femminile (Menade?), vestita
di chitone e diadema sul capo, regge con la destra
una faccola.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
di alloro.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 91, tav. 53, n. 75; GIUDICEb 2006, p.
216, n. 76; GIUDICEb 2007, p. 83, cat. n. 117.
(M.A.V.S.)
L49
Cratere a calice, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,19, largh. m. 0,26.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Due fgure maschili vestite di himation in
conversazione luna di fronte allaltra; la fgura
di destra tende la mano con la palma rivolta verso
lalto.
Decorazione secondaria: sotto la scena, fascia di
meandro alternato a croci.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
L47
L48
Bibl.: LANZA 1990, p. 172, tav. 114, n. 94; GIUDICEb 2006,
p. 216, n. 77; GIUDICEb 2007, p. 83, cat. n. 118, fg. 69.
(M.A.V.S.)
L50
Stamnos (?), a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,11, largh. m. 0,12.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Palmette contrapposte e giragli.
Decorazione secondaria: un fregio a meandro,
interrotto da riquadri con croce di SantAndrea e
puntini, delimita in basso la scena.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 170, n. 72, tav. 112; GIUDICEc 2003,
p. 12, nota n. 52, p. 19, n. 8; GIUDICEb 2006, p. 214, n. 60;
GIUDICEb 2007, p. 84, cat. n. 120.

(S.R.)
L51
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24123. Alt. m. 0,095, largh. m. 0,078. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
adiacenze sep. 819.
Parte inferiore del corpo di unAmazzone,
incedente di corsa a sinistra verso un altare,
parzialmente visibile. La donna indossa il tipico
costume orientale, con anaxyrides ornate da
motivi geometrici e corto chitone. Nello spazio
tra le gambe, a terra, unhydria. Si intravede
davanti la gamba sinistra dellAmazzone parte
della zampa di un cavallo.
Decorazione secondaria: un fregio a meandro,
alternato a riquadri con croci di SantAndrea e
puntini, delimita in basso la scena.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 90, n. 58, tav. 52; GIUDICEb 2006, p.
216, n. 74; GIUDICEb 2007, p. 82, cat. n. 115.
(S.R.)
L52
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,045, largh. m. 0,033. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte superiore del corpo di un satiro barbato
stante a sinistra; dinnanzi, un kantharos
parzialmente conservato.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
L51
L52
144
Catalogo
L49
L50
L53
145
Catalogo
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, n. 90, tav. 55; GIUDICEb 2006, p.
216, n. 75; GIUDICEb 2007, p. 82, cat. n. 116.
(S.R.)
L53
Frammento, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,07, largh. m. 0,04. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Giraglio desinente in foglie.
Gruppo di Polignoto (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 170, n. 71, tav. 112; GIUDICEb 2006,
p. 215, n. 64; GIUDICEb 2007, p. 84, cat. n. 121.
(S.R.)
Pittore di Biscoe
L54
Frammento, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,028, largh. m. 0,02.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata rimane soltanto parte di un
tirso.
Pittore di Biscoe (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 93, tav. 55, n. 93; GIUDICEb 2006, p.
217, n. 79; GIUDICEb 2007, p. 88, cat. n. 136.
(M.A.V.S.)
Pittore di Komaris
L55
Cratere a campana, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22923. Alt. m. 0,298. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
503.
A) Eos e Kephalos. B) tre giovani a colloquio.
A: Kephalos nudo, con petaso al collo, chlamys
appoggiata sul braccio e nella sinistra doppio
giavellotto, fugge verso sinistra inseguito
da Eos alata. La fgura femminile, vestita di
chitone smanicato, porta i capelli raccolti nella
opistosphendone. Dietro Eos, un giovane nudo
con chlamys appoggiata sulla spalla sinistra
L54
L55
L55
fugge verso destra, volgendo il capo indietro.
B: tre giovani stanti a colloquio coperti da
mantello; il primo a sinistra si appoggia ad un
bastone.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
di foglie; ovuli intorno agli attacchi dansa; sotto
le due scene, fascia di meandro alternato a croci
di SantAndrea.
Integro.
Pittore di Komaris (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 883-884, tav. 55; ARIAS 1941, p. 8, tav.
13,1; FORTI 1952, p. 27, tav. 10; BEAZLEY 1963, p. 1063, 1;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 47.
(M.A.V.S.)
Vicino al pittore di Barclay
L56
Cratere a campana, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 21254. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, scavi Orsi.
A) Scena di armamento di un guerriero; B)
ammantati.
A: al centro della scena, un oplita nudo, stante
di prospetto e col capo cinto da fascia, porta una
spada rinfoderata mentre con la sinistra regge
una lancia ed un mantello. Il guerriero volge il
capo a sinistra verso una fgura femminile che gli
porge, con la destra protesa, un elmo. La donna,
di proflo a destra, indossa un chitone. Chiude la
scena a destra, alle spalle delloplita, una fgura
maschile che, di proflo a sinistra e vestita di
himation, si appoggia ad un bastone.
B: al centro, un giovane ammantato volto a s.
si appoggia ad un bastone; ai lati si dispongono
altri due efebi; quello a sinistra veste un himation
che gli copre i fanchi e le gambe, poggia la mano
destra al fanco e protende la destra verso la fgura
centrale; il giovane a destra completamente
avvolto nel mantello e guarda a sinistra. Alle
sue spalle una palma. Nel campo appeso un
quadretto.
Decorazione secondaria: sotto la scena, triplice
meandro alternato a croci oblique; labbro
modanato con decorazione ad ovuli.
Vicino al pittore di Barclay. Probabilmente opera
di un pittore tardo manierista che lo imita (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: DI STEFANO 2001, p. 47, fg. 50; GIUDICEb 2007, pp.
8990, cat. n. 139.
(M.A.V.S.)
L56
L57
146
Catalogo
L57
147
Catalogo
L57
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Palermo, collezione
Arezzo di Celano. Alt. m. 0,268. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
413.
A) Scena di palestra; B) ammantati.
A: da sinistra, un efebo ammantato regge uno
strigile volgendosi a destra verso un atleta
nudo. Costui, stante di prospetto, col capo volto
a sinistra, regge con la mano destra unasta. A
destra, un mantello appoggiato su una meta.
B: a sinistra, efebo parzialmente avvolto
nellhimation regge un bastone; a destra, giovane
similmente abbigliato si appoggia ad un bastone.
Tra i due personaggi appesa una spugna (?).
Decorazione secondaria: sotto la scena, triplice
meandro alternato a croci oblique; labbro
modanato e decorazione ad ovuli.
Vicino al pittore di Barclay. Probabilmente opera
di un pittore tardo manierista che lo imita (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 862-864, fg. 70; SALIBRA 2002, p. 7,
n. 2, fgg. 5-6; GIUDICEb 2007, pp. 8889, cat. n. 138.
(M.A.V.S.)
Pittore di Eupolis
L58
Cratere a campana, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22886. Alt. m. 0,340. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
379.
A) Scena di sacrifcio; B) efebi a colloquio.
A: dietro un toro stante visibile una fgura
femminile che, vestita di chitone e himation,
basso polos sul capo, tiene con entrambe le mani
due torce.
B: due efebi ammantati a colloquio; di essi, uno
si appoggia ad un bastone.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, fascia di
ovuli e fogliette; attorno alle anse, giro di ovuli,
mentre al di sotto, palmette e girali foreali;
sotto la scena, triplo meandro alternato a croci
oblique.
Integro. Sotto il piede, marchio commerciale (vd.
JOHNSTON 2006, p. 70, tipo 2B, n. 32).
Pittore di Eupolis (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 851, fg. 61, tav. 52; JACOBSTHAL 1927,
pp. 128 e 171, tav. 120 a; LIBERTINI 1929, pp. 93-94, fg.
24; ARIAS 1941, p. 9, tav. 17,1; BEAZLEY 1963, p. 1073, 3;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 47.

(M.A.V.S.)
L59
Cratere a calice, a f. r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. KPM 1904. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro.
A destra testa e petto di fgura femminile vestita di
peplo; a sinistra trabeazione (immagine inedita).
Pittore di Eupolis (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
L58
L58
Bibl.: BEAZLEY 1963, p.1073, 8; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 46.
(M.A.V.S.)
L60
Cratere, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24131c. Alt. m. 0,08, largh. m. 0,03. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Guerriero regge unasta e porta sul capo un
elmo con la celata alzata, ampia cresta e lophos
ondeggiante.
Pittore di Eupolis (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 91, tav. 53, n. 69; GIUDICEb 2006, p.
217, n. 80; GIUDICEb 2007, p. 90, cat. n. 141.
(M.A.V.S.)
Pittore di Danae
L61
Cratere a campana, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 18421. Alt. m. 0,403; diam. max. m.
0,440. Proveniente da Camarina, collezione
Pacetto.
A) Commiato del guerriero; B) due fgure virili
e un efebo.
A: al centro, guerriero barbato stante in posizione
frontale, con lunghi capelli in morbide ciocche
che coprono il collo e capo volto a destra, indossa
una corazza dalla quale fuoriesce lorlo del corto
chitone; ha la clamide avvolta intorno al braccio
sinistro, fesso al gomito e con la mano volta in
alto regge la lancia; il braccio destro proteso a
porgere una corta spada sguainata ad un fanciullo
che lo fronteggia allungando la mano destra, reso
di proflo e vestito di un mantello panneggiato;
alle sue spalle una fgura femminile che li
osserva; questa, resa di proflo a sinistra, indossa
un lungo peplo del quale, con la mano sinistra,
solleva un lembo allaltezza della spalla; dietro
la fgura centrale, un altro guerriero, armato di
scudo e lancia, con pileo sul capo.
B: due fgure maschili barbate e coronate, si
appoggiano con la mano sinistra ad un bastone
e sono rivolte verso una terza, al centro; quella
allestrema destra volge il capo verso la fgura
centrale che regge con la sinistra uno skyphos, ha
nella destra un bastone e guarda il giovane efebo,
reso di proflo, che lo fronteggia porgendogli, a
sua volta con la mano destra, uno skyphos; le tre
fgure sono avvolte in un hymation panneggiato
che lascia scoperta una spalla.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
dalloro; sulla costolatura e intorno agli attacchi
delle anse, ovuli; alla base delle scene fgurate,
fascia a gruppi di meandri alternati a crocette;
sulla superfcie interna, due linee a vernice
rossa.
Ricomposto da grossi frammenti, con minime
integrazioni; vernice diluita in diverse zone;
varie scheggiature e abrasioni.
Pittore di Danae (J.D. Beazley).
148
Catalogo
L61
L60
L61
149
Catalogo
440-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, cc. 238-239, fg. 29; RIZZO 1904, cc.
63-74, fg. 19, tav. 4; ARIAS 1936, pp. 218-219, fg. 6;
ARIAS 1941, p. 10, tav. 17, 2; BROMMER 1960
2
, p. 476, B3;
BEAZLEY 1963, p. 1075, 7; ALFIERI 1964, p. 43, fg. 7 b;
BEAZLEY 1971, p. 449; LIMC, I, s.v. Amphiaraos, p. 697,
n. 26, tav. 559; CARPENTER 1989, p. 326; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 47; SALIBRA 2006, p. 336.
(E.S.)
L62
Cratere a campana o a calice (?), a f.r., fr.
di. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv. PM99.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro.
A) Hermes e Persephone (?).
A: soggetto incerto (Hermes e un altro
personaggio: probabilmente Persephone che
sorge dalla terra).
Forse del Pittore di Danae (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1076, 1; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 48.
(S.R.)
Pittore di Menelao
L63
Cratere a calice, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Alt. m. 0,324. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
A) Scena di congedo; B) non conservato.
A: al centro, fgura maschile stante, di proflo
verso s., avvolta in una clamide che gli lascia
scoperte le gambe e con un petasos al collo che
gli ricade sulle spalle, si appoggia ad una lunga
lancia con la mano d. e rivolge lo sguardo verso
terra. Di fronte, a s., una fgura femminile stante
di proflo verso d., gli porge con la d. una phiale,
mentre, nella s., regge unoinochoe (?). Indossa
chitone ed himation e ha i capelli raccolti in uno
chignon sulla nuca. Alle spalle del giovane, un
uomo barbato, di tre quarti, si allontana dalla
scena, incedendo verso d., ma retrospiciente.
Indossa un himation, che gli lascia scoperta parte
del torso e tiene la mano d. sul fanco, mentre,
con la s. si appoggia a una lancia.
B) non conservato.
Decorazione secondaria: sopra la scena, a
risparmio, tra due linee, palmette oblique e
contrapposte collegate da racemi. Sotto la scena,
a vernice nera, meandro corrente a s.
Ricomposto da pi frammenti e lacunoso.
Pittore di Menelao (G. Giudice).
440 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 145, n. 1, tav. 99; GIUDICEb 2007, pp.
92-93, cat. n. 146, fg. 77.
(S.S.)
Pittore di Clio
L64
Cratere a campana, a f.r. Camarina, Mus. Arch.
Reg., inv. 1854. Alt. m. 0,375. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
854.
A) Scena nuziale (?); B) ammantato tra due fgure
femminili.
A: scena nuziale (?). Da sinistra, fgura femminile
L64
L63
panneggiata di proflo a destra, rappresentata
seduta nellatto di suonare laulos. Si rivolge
verso costei unaltra fgura muliebre, stante, di
proflo a sinistra; la donna, vestita di chitone ed
himation e con i capelli raccolti in un toupet,
regge con ambedue le mani una cassetta. Dietro
di lei una terza fgura femminile seduta su
klismos; la donna, che indossa chitone ed un
ampio himation che le avvolge il capo, si volge a
destra verso un personaggio maschile, che chiude
la scena. Luomo, panneggiato e con il capo cinto
da una corona, si appoggia ad un bastone mentre
tende il braccio destro verso la donna, sulla cui
spalla poggia la mano. Nel campo, in alto, si
riconoscono appesi una lyra e delle bende.
B: al centro della scena, una fgura maschile stante,
di proflo a sinistra, vestita di ampio himation, si
appoggia ad un bastone nodoso, rivolgendosi a
sinistra verso una donna. Costei, stante di proflo
a destra, vestita di chitone ed himation e con i
capelli raccolti in un toupet, protende il braccio
destro verso luomo, porgendogli una phiale.
Dietro il personaggio maschile una seconda
fgura muliebre stante, di proflo a sinistra;
indossa un chitone a ftte pieghe ed un ampio
himation, che le copre in parte il capo.
Decorazione secondaria: un fregio di ovuli su
fondo a risparmio incornicia in alto e in basso la
scena.
Ricomposto da frammenti e in parte lacunoso.
Dotato di coperchio.
In relazione con il pittore di Clio (G. Giudice)
450-425 a.C.
Bibl.: DI VITA, DI STEFANO, DANDREA 1995, pp. 51-52,
fgg. 48-49; DI STEFANO 1998, p. 227, fg. 26; GIUDICE,
MESSINA 2006, pp. 31, 53, cat. 16, fg. 21; GIUDICEb 2007,
pp. 94-95, cat. n. 151, fg. 80.

(S.R.)
L65
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,062, largh. m.
0,081. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico, scavi Orsi.
A sinistra visibile il piede di un personaggio
che probabilmente reggeva in mano un bastone o
un tirso; a d., appena riconoscibile una roccia.
Vicino al pittore di Clio (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 94, cat. n. 150, fg. 79.
(S.R.)
Pittore di Kassel
L66
Cratere a calice, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 19436. Alt. m. 0,322. Proveniente da
Camarina.
A) Menade fra Satiri; B) Sileno fra Menadi.
A: Menade al centro con cetra, a cui appesa una
pelle caprina, nella mano sinistra; ai lati Satiri, di
cui quello a destra, intero, tiene un bastone ed un
otre sulla spalla sinistra. (P.E. Arias).
B: al centro della scena, Sileno nudo barbato,
stante, di proflo a sinistra. Ha il braccio sinistro
appoggiato al fanco; tiene in mano un corno
potorio. Ai lati, due Menadi stanti panneggiate,
di proflo. Hanno i capelli raccolti sulla nuca
in un toupet ed indossano chitone ed himation;
ambedue reggono in mano il tirso.
Decorazione secondaria: la scena incorniciata
in basso da una linea a risparmio e da un fregio
con triplice meandro interrotto da riquadri con
croce di SantAndrea e puntini. Lungo lorlo, tra
due linee a risparmio, foglie dalloro e bacche.
Sopra le anse, altre menadi semisdraiate con tirso
L65
L66
150
Catalogo
151
Catalogo
(Arias).
Ricomposto da frammenti.
Pittore di Kassel (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ARIAS 1941, p. 8, tav. 12,1; BEAZLEY 1963, p. 1084,
13; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 46; GIUDICEc 2003,
p. 12, nota n. 49.
(S.R.)
Pittore della Centauromachia del
Louvre
L67
Cratere a colonnette, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 6532. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, scavi 1972, sep.
151.
A) Orfeo fra uomini traci; B) tre uomini a
colloquio.
A: al centro della scena, orfeo, di proflo a d.,
siede su una roccia; poggia sulle ginocchia una
lyra che suona con un plettro. Ha il capo laureato
e indossa un himation raccolto in vita che gli
copre solo le gambe. Ai lati della scena, due Traci,
stanti di proflo, osservano la scena centrale: si
appoggiano ad una lancia che reggono con la
mano d. e indossano lunghi mantelli e, sul capo,
lalopekis da cui fuoriescono, allaltezza della
tempia, ciocche di capelli.
B: tre fgure maschili vestite di himatia. Quella
centrale di proflo a s., col piede d. poggiato
su una roccia leggermente piegata in avanti,
si appoggia, con la mano d. ad un bastone e
si rivolge alla fgura di proflo di fronte a lei.
Alla fgura alle sue spalle, di tre quarti verso s.,
lhimation lascia scoperta la spalla d.: protende il
braccio con ampio gesto della mano.
Dettagli a vernice nera.
Decorazione secondaria: sulla superfcie esterna
del labbro, sul lato A, due coppie di felini
affrontati, sul lato B, una coppia di felini affrontati
ed uno rivolto a d. resi in silhouette. Sul collo,
nel lato A, fascia di boccioli di loto stilizzati e
penduli uniti da archetti che si intersecano. Sulla
spalla, al di sopra delle scene, bastoncelli; ai lati
doppia fla di foglie dedera stilizzate tra linee
parallele.
Ricomposto.
Pittore della Centauromachia del Louvre (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEc 2003, p. 20, n. 21; GIUDICEb 2007, p. 105,
cat. n. 171, fg. 97.

(S.S.)
L68
Hydria, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24117. Alt. m. 0,065, largh. m. 0,07. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Amazzone a cavallo, vestita di chitonisco, corto
mantello e alopekis, regge le redini di un cavallo
dalla folta criniera.
Pittore della Centauromachia del Louvre (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 89, tav. 51, n. 52; GIUDICEb 2006, p.
217, n. 81; GIUDICEb 2007, p. 104, cat. n. 169.
(M.A.V.S.)
L69
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,087, largh. m. 0,096.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
L68
L67
Marinaro, scavi Orsi 1896-1899, sporadico.
Efebo.
Testa di un giovane ammantato rivolto a s.;
lhimation gli copre parzialmente anche il capo.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
foglie di alloro volte a s.
Pittore della Centauromachia del Louvre (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 104, fg. 96, cat. n. 170.
(G.S.C.)
Pittore di Napoli
L70
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 28928. Alt. m. 0,496; diam. max. m.
0,385. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 1478.
A) Scena di combattimento; B) Nike alata tra due
efebi.
A: a destra della scena cavaliere barbato, di
proflo a sinistra; porta lalopekis sul capo,
vestito alla foggia orientale con chitonisco a ftte
pieghe cinto alla vita, senza maniche e mantello,
decorato con fasce a meandro al centro e denti
di lupo marginalmente; calza alte endromides ai
piedi; con la mano destra trattiene le redini del
cavallo impennato, mentre con il braccio sinistro
sollevato impugna un giavellotto per colpire due
fgure che lo affrontano: al centro un guerriero
barbato in armi ed elmo attico con paragnatidi,
con lophos; raffgurato frontalmente, ha le
gambe divaricate con la destra di proflo fessa
al ginocchio e la sinistra dritta; vestito di un
chitonisco a ftte pieghe, sul quale indossa una
corazza ornata riccamente: al collo una fascia
a meandro spezzato, ai lati motivi a reticolo e
rettangoli, alla vita fascia a tralcio dolivo; volge
il capo al cavaliere impugnando con la mano
destra una lunga lancia dalla cuspide piramidale,
mentre a sinistra imbraccia un grande scudo
decorato lungo il bordo interno da un motivo
spinato. Nellestrema sinistra della scena, alle
spalle delloplita, un giovane dai lunghi capelli
mossi, coperto da un corto himation panneggiato
che lascia vedere il braccio destro sollevato,
mentre brandisce nella mano una lunga lancia
allindirizzo del cavaliere. Tra il guerriero e la
testa del cavallo, in alto, un elemento sferico.
B: al centro, con il capo volto a sinistra e grandi
L70
152
Catalogo
L69
L70
153
Catalogo
ali una Nike, con lacconciatura raccolta nel
sakkos; veste un lungo chitone panneggiato e
himation, e ha il braccio destro, coperto in parte
da una manica rigonfa, fesso al gomito, con
la mano sul fanco; la guardano, alle estremit
della scena, due efebi stanti, di proflo e coperti
da un lungo himation panneggiato; a sinistra, il
giovane ha il braccio destro scoperto, sollevato
e si appoggia ad un bastone; lefebo a destra ha
sempre il braccio destro scoperto e lo allunga
verso la Nike.
Decorazione secondaria: sulla faccia superiore del
labbro, boccioli di loto stilizzati legati da archetti
neri e punti; sulle placche delle anse, palmette e
girali; lungo la fascia dellorlo, doppia banda di
puntini inquadrati tra linee, su fondo a risparmio;
sul collo del lato A, larga fascia metopale con fori
di loto stilizzati legati da archetti, intramezzati
da punti, su fondo a risparmio. Le scene sono
inquadrate in alto da una fascia a linguette nere
su fondo a risparmio; lateralmente da bande di
punti a vernice nera tra linee.
Pittore di Napoli (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; BEAZLEY 1963, p. 1096, 7; LANZA
1990, pp. 150-151, tav. 104; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304,
nota 45; GIUDICEC 2003, p. 9, n. 26; GIUDICEb 2006, p. 205,
fg. 7b.
(E.S.)
L71
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 26564. Alt. m. 0,40. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1307.
A) Auriga su quadriga e Nike; B) due giovani
ammantati ed una donna.
A: domina la scena fgurata un auriga alla guida
di una quadriga in movimento. Il giovane, di
proflo a destra, indossa una xystis a ftte pieghe.
Impugna con ambedue le mani le redini e con
la sinistra agita il kentron. Dietro i cavalli, Nike.
La dea - di proflo, in volo verso sinistra - ha i
capelli raccolti in un toupet e trattenuti da una
taenia ed indossa il chitone. Si rivolge allauriga,
porgendogli con la mano sinistra una benda
sovraddipinta.
B: al centro della scena una fgura femminile
stante, di proflo verso destra; ha i capelli raccolti
in un toupet ed indossa chitone ed himation. La
donna si rivolge ad una fgura virile stante, di
proflo a sinistra, con il ginocchio destro piegato
in avanti sotto il chitone. Il giovane indossa
lhimation e tiene, sollevandolo da terra, un
bastone. Alle spalle della donna raffgurato un
secondo efebo, di proflo, con il braccio destro
proteso. Anchegli indossa lhimation.
Decorazione secondaria: boccioli di loto
stilizzati, uniti da archetti neri e punti, ornano la
faccia superiore del labbro; sulle placche delle
anse, palmette e girali; lungo lorlo, su fondo
a risparmio, doppia catena di puntini separata
L71
L71
da una linea continua a vernice nera. Il lato
principale del vaso presenta sul collo unampia
fascia risparmiata ornata da fori di loto stilizzati
legati da archetti inframezzati da punti. Le scene
fgurate sono incorniciate in alto da una fascia
di linguette nere su fondo risparmiato; ai lati,
su fondo a risparmio, doppia catena di puntini
separata da una linea continua a vernice nera.
Solo sul lato A, sotto la scena fgurata, linea a
risparmio.
Sotto il piede, graffto commerciale (vd. JOHNSTON
1979, p. 111, tipo 18C, n. 2).
Ricomposto da frammenti.
Pittore di Napoli (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; BEAZLEY 1963, p. 1097, 13 (inv.
26563); LANZA 1990, p. 128, tav. 88; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 45; GIUDICEc 2003, p. 9, nota n. 26.
(S.R.)
L72
Cratere a colonnette, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,235, largh. m.
0,135. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Due fgure maschili ammantate; luomo posto a
sinistra tiene un bastone.
Decorazione secondaria: lateralmente alla scena,
una doppia fascia campita da punti.
Pittore della Centauromachia di Napoli (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 171, tav. 113, n. 87; GIUDICEc 2003,
p. 9, nota n. 26, p. 19, n. 14; GIUDICEb 2006, p. 217, n. 83,
fg. 7a; GIUDICEb 2007, p. 107, cat. n. 177, fg. 101.
(M.A.V.S.)
L73
Cratere a colonnette, a f.r. Palermo, collezione
Arezzo di Celano. Alt. m. 0,30. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1493 (?).
A) Scena di inseguimento; B) scena di
conversazione.
A: fgura maschile nuda al centro (Teseo?),
incedente verso destra con la gamba sinistra in
avanti, il braccio destro proteso, mentre nella
mano sinistra abbassata tiene una doppia lancia;
porta un mantello poggiato sulla spalla sinistra ed
il petaso. Si spinge verso una fgura femminile che
fugge verso destra, ma con il volto retrospiciente
ed il braccio destro sollevato indietro; indossa un
peplo a ftte pieghe con kolpos; ha i capelli raccolti
L73
154
Catalogo
L72
L73
L74
155
Catalogo
dietro la nuca in uno chignon e trattenuti da una
taenia in fronte; indossa una collana e orecchini
circolari. A sinistra della scena unaltra fgura
femminile retrospiciente incedente verso sinistra;
anche questa indossa chitone ed himation, e porta
i capelli raccolti dietro la nuca in uno chignon.
B: tre personaggi stanti in conversazione; al
centro una fgura femminile stante, di proflo a
sinistra, avvolta in un lungo mantello che le lascia
scoperti solo lorlo del chitone ed i piedi; porta
i capelli raccolti dietro la nuca in uno chignon;
ai lati due fgure maschili stanti, volte verso il
centro e con il braccio destro sollevato. Entrambi
indossano himatia a pieghe.
Decorazione secondaria: sulla fascia esterna del
labbro, catena di boccioli di loto allungati uniti da
archetti; sul margine superiore del labbro, doppia
fascia di punti; sul collo, solo in A, boccioli di
loto lanceolati uniti ad archetti. Sopra la scena
principale, kyma; ai lati, due fasce di foglie di
edera; in basso, linea risparmiata.
Manieristi tardi (R. Salibra). Pittore della
Centauromachia di Napoli (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; SALIBRA 2002, pp. 12-13, n. 5,
fgg. 14-15; GIUDICEb 2007, pp. 107-108, cat. n. 178, fg.
102.
(P.L.)
L74
Hydria, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Da sinistra, una fgura femminile seduta tende le
braccia in avanti nellatto di ricevere una cassetta
da una donna che la fronteggia. Dietro la donna
seduta, un kalathos. Rimane visibile il braccio di
una fgura perduta.
Maniera del pittore della Centauromachia di
Napoli (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 901-902, 905-906, fg. 101; GIUDICEb
2006, p. 217, n. 82; GIUDICEb 2007, pp. 106-107, cat. n.
176, fg. 100.
(M.A.V.S.)
Pittore di Orfeo
L75
Cratere a colonnette, a f.r. Catania, Museo
Civico, collezione Biscari, inv. 4186. Alt. m.
0,395. Proveniente da Camarina.
A) Komos; B) fgura femminile tra due giovani
ammantati.
L75 L75
A: allestrema sinistra una fgura virile barbata
nuda, in movimento verso destra. Indossa la
clamide sulle spalle ed ha il capo cinto da una
corona dalloro; porta con entrambe le mani due
faccole accese. Davanti a lui, incedente verso
destra, un giovane, con un himation appoggiato
sulla spalla sinistra e sul capo una corona. Il
giovane suona laulos e davanti a lui, raffgurato
nellatto di danzare, un terzo personaggio
barbato, con clamide sulle spalle e ai piedi alti
calzari. Porta la mano destra sul capo e muove in
avanti la sinistra, mentre ha un piede sollevato in
un saltello.
B: al centro della scena una donna stante, di
proflo a sinistra. Indossa chitone ed himation
e porta i capelli raccolti in un toupet. Si rivolge
ad un giovane di proflo verso destra, vestito di
ampio himation, che le tende la mano sinistra.
Alle spalle della fgura femminile un secondo
personaggio maschile stante, di proflo a sinistra,
vestito di himation, che impugna con una mano
un bastone nodoso.
Decorazione secondaria: la faccia superiore del
labbro ornata da boccioli di loto stilizzati uniti
da archetti. Sulle placche delle anse, palmette e
girale. Lungo lorlo, su fondo a risparmio, duplice
fla di punti alternati a linee continue a vernice
nera. Sul collo del vaso, catena di boccioli di
loto stilizzati uniti da archetti inframezzati da
puntini a vernice nera. Un fregio di linguette nere
su fondo a risparmio incornicia in alto le due
scene fgurate, delimitate ai lati da una duplice
fla di punti alternati a linee continue a vernice
nera ed in basso da una fascia risparmiata. La
parte inferiore del corpo del vaso decorata da
unampia fascia risparmiata e da una raggiera a
denti di lupo a vernice nera.
Pittore di Orfeo (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, pp. 162-163, n. 696, tav. 73 (inv.
1670); BEAZLEY 1963, p. 1104, n. 9 (inv. 696); BARRESI,
VALASTRO 2000, pp. 100-101, n. 79 (inv. 4186); GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 45; GIUDICEc 2003, p. 9, nota
n. 19.
(S.R.)
L76
Cratere a colonnette, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6332. Alt . m. 0,38, largh. m. 0,285.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 68 (scavi Pelagatti).
A) Scena di gara con larco; B) scena di
conversazione.
A: allestrema sinistra una fgura maschile nuda
barbata, di tre quarti, in ginocchio, rappresentata
nellatto di scoccare una freccia tesa su un
grande arco a doppia curvatura. Al centro, una
seconda fgura maschile stante, di tre quarti a
destra, vestita di himation che gli lascia scoperte
entrambe le spalle e corona dalloro sul capo, si
appoggia ad un bastone nodoso e volge il capo
a sinistra verso larciere in ginocchio. Luomo
potrebbe essere larbitro della gara. A destra, una
L76
156
Catalogo
L76
157
Catalogo
terza fgura virile nuda, stante di prospetto, regge
lungo il fanco sinistro un arco a doppia curvatura.
Questi, del quale non visibile la testa, tende la
mano destra puntando lindice verso la freccia
tesa dallarciere in ginocchio. In alto a sinistra
pende una faretra decorata da un motivo ad onde
intervallato da linee verticali, mentre allestrema
destra chiude la scena un elemento circolare su
alto sostegno tubolare, bersaglio utilizzato nella
gara con larco (SalibraCaruso identifcano
larciere con Eurito e la fgura allestrema destra
con Eracle).
B: tre fgure vestite di himatia. Da sinistra,
la prima fgura maschile di proflo a destra e
con bastone nodoso si volge verso una fgura
femminile di proflo a sinistra. Chiude la scena
una fgura maschile di proflo a sinistra e bastone
nodoso.
Decorazione secondaria: sulla faccia superiore
del labbro, fascia di fori di loto stilizzati;
sullattacco superiore delle anse, palmette tra
foglie a lyra; lungo lorlo del vaso, duplice fla
di punti alternati a linee continue a vernice nera
su fondo a risparmio; sul collo, catena di boccioli
di loto stilizzati uniti da archetti inframezzati
da puntini a vernice nera su fondo a risparmio;
sopra le scene fgurate, un fregio di linguette
nere su fondo a risparmio; ai lati delle scene,
duplice fla verticale di punti alternati a linee
continue a vernice nera; sotto le scene, una fascia
risparmiata. La parte inferiore del corpo del vaso
decorata da unampia fascia risparmiata e da
una raggiera a denti di lupo a vernice nera.
Pittore di Orfeo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: DI STEFANO 2001, p. 46, fg. 49; GIUDICEc 2003, p. 9,
nota n. 9, p. 20, n. 19; SALIBRA, CARUSO 2005, pp. 4156,
fgg. 15; GIUDICEb 2006, p. 217, n. 84, fg. 8b; GIUDICEb
2007, p. 113, cat. n. 188, fg. 109.
(M.A.V.S.)
Manieristi tardi:
Pittore di Oreste
L77
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 6262. Alt. m. 0,354; diam. m. 0,292.
Proveniente da Camarina.
A) Nike e cavaliere; B) colloquio tra ammantati.
A: domina la scena la fgura di un cavaliere in
movimento verso destra. Indossa unampia
clamide bordata di nero, che lascia scoperte la
spalla e la gamba destra, e porta ai piedi alti
calzari a stringhe. Il giovane stringe le redini con
ambedue le mani e regge con la destra una doppia
lancia. Di fronte, una fgura femminile stante con
le ali spiegate (Nike), di proflo a sinistra. Indossa
il peplo dorico ornato in vita da una fascia nera
e ha i capelli raccolti in un toupet e trattenuti
da una taenia. Con la destra si appoggia ad una
lancia mentre porta al fanco la mano sinistra.
B: Tre giovani (immagine inedita).
Decorazione secondaria: lungo lorlo, su fondo
L78
L78
a risparmio, duplice fla di punti alternati a
linee continue a vernice nera. Sul collo del
vaso, catena di boccioli di loto stilizzati uniti da
archetti inframezzati da puntini a vernice nera.
Un fregio di linguette nere su fondo a risparmio
incornicia in alto la scena, che delimitata ai
lati da una duplice fla di punti alternati a linee
continue a vernice nera ed in basso da una fascia
risparmiata.
Integro.
Pittore di Oreste (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1113,8; MANNACK 2001, p. 143,
n.O.8; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 45; GIUDICEc
2003, p. 9, nota n. 22.

(S.R.)
L78
Cratere a colonnette, a f.r. Palermo, collezione
Arezzo di Celano. Alt. m. 0,48. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1347.
A) Cavalieri; B) giovani stanti.
A: tre cavalieri al galoppo verso d. Il primo
retrospiciente. Indossano tutti una clamide legata
al collo, bordata da una fascia nera, mentre il
petaso gli scende sulla schiena; una taenia cinge
loro la testa; calzano le krepides.
B: due coppie di giovani stanti. I giovani sono
luno di fronte allaltro. Indossano un lungo
mantello che lascia scoperta solo una spalla.
Hanno in mano un lungo bastone ed uno strigile.
Decorazione secondaria: sullorlo, due fle di punti
paralleli separati da una fascia di colore nero; sul
collo, fori di loto intrecciati; sulla spalla, ovuli;
la scena incorniciata da una fascia risparmiata
con puntini tra linee di vernice; sotto la scena
decorata fascia di vernice diluita e denti di lupo.
Manieristi tardi (R. Salibra) Pittore di Oreste
(G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; LANZA 1990, p. 134, sep. 1347;
SALIBRA 2002, pp. 10-12, n. 4, fgg. 11-13; GIUDICEb 2007,
pp. 116-117, cat. n. 195, fg. 115.

(G.S.C.)

Pittore di Hephaistos
L79
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 28923. Alt. m. 0,38. Proveniente da
Camarina, necropoli settentrionale.
A) Due cavalieri; B) tre ammantati.
A: due cavalieri con doppia lancia in groppa a
destrieri al galoppo verso d.; vestono entrambi
una clamide orlata da una fascia di colore nero,
portano allacciato al collo il petaso, e, ai piedi,
krepides.
B: inedito.
L79
158
Catalogo
L79
L80
159
Catalogo
Decorazione secondaria: sullorlo, doppia fla di
punti, ai lati di una linea a vernice nera; sul collo,
boccioli di loto discendenti legati da peduncoli
ad archetto, e punti; sopra la scena fgurata,
bastoncelli; ai lati, punti tra righe a vernice nera;
sotto, fascia a risparmio.
Pittore di Hephaistos (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1115, 18; MANNACK 2001, p. 131,
H.18, tav. 60.
(G.S.C.)
L80
Pelike, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
18426. Alt. m. 0,259, largh. m. 0,149. Proveniente
da Camarina.
A) Figure maschile e femminile; B) due giovani.
A: da sinistra, una fgura femminile seduta, vestita
di chitone, himation e col capo coperto dal sakkos,
poggia il braccio destro sulla spalliera della sedia;
osserva un giovane coperto da himation, il quale
si appoggia ad un bastone e le porge con la destra
sollevata uno specchio. Con la sinistra regge un
phormiskos e indica una cicogna.
B: due giovani coperti da mantello; la fgura di
sinistra si appoggia ad un bastone.
Decorazione secondaria: sul collo, foglie tra due
listelli; ai lati delle scene, motivo a zig-zag.
Integro.
Pittore di Hephaistos (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ARIAS 1941, p. 5, tav. 7,4 (da Gela); BEAZLEY 1963, p.
1116, 38; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 51; MANNACK
2001, pp. 3436, 133, H.38.
(M.A.V.S.)
Pittore del Duomo
L81
Cratere a colonnette, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22775. Alt. m. 0,464, diam. m. 0,43.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 148.
A) Partenza di guerriero; B) ammantati a
colloquio.
A: al centro della scena, un giovane nudo -
retrospiciente, il corpo di tre quarti a destra -
siede su una roccia, su cui adagiato un mantello.
Ha i capelli trattenuti da una taenia e porta sulle
spalle il petasos; il fodero di una spada gli pende
lungo il fanco sinistro. Trattenendo con le mani
incrociate il ginocchio sinistro piegato, si rivolge
indietro verso un personaggio virile barbato
stante, di proflo a destra. Costui ha il capo cinto
da una corona di foglie ed indossa un ampio
himation, ornato da una fascia nera. Si appoggia
ad un bastone nodoso e colloquia con il giovane
che lo precede, davanti al quale raffgurata una
donna, stante, il volto di proflo a destra, il corpo
di prospetto.
Essa indossa un peplo a ftte pieghe, decorato
da una banda nera e fssato sulle spalle da due
fbbie, ed ha sul capo un diadema. Mentre solleva
con la destra un elmo attico con alto lophos e
paragnatidi, trattiene con la sinistra un grande
scudo poggiato a terra, ornato da un tralcio di
foglie come episema. La donna si rivolge ad un
terzo personaggio virile nudo, di proflo a sinistra,
la gamba sinistra piegata in avanti. Costui - il
mantello poggiato sulle spalle, i capelli trattenuti
da una taenia e dietro il capo il petasos - si
appoggia ad una doppia lancia e porta, appesa al
fanco, una corta spada.
B: uomo e tre giovani (immagine inedita).
L81
Decorazione secondaria: sul lato principale
del vaso, un fregio di linguette nere su fondo
a risparmio incornicia in alto la scena, che
delimitata lateralmente da una duplice fla di
punti alternati a linee continue a vernice nera e in
basso da una fascia risparmiata.
Sotto il piede, graffto.
Integro.
Pittore del Duomo (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 800-803, tav. 49; BEAZLEY 1963, p.
1117,1; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 45; MANNACK
2001, p. 126, D.1, tav. 32; GIUDICEc 2003, p. 9, nota n. 23.

(S.R.)
Pittore di Oxford 529
L82
Cratere a campana, a f.r. Oxford, Ashmolean
Museum, inv. 529. Alt. m. 0,406. Proveniente da
Camarina.
A) Guerrieri; B) uomini a colloquio.
A: a sinistra, un uomo barbato medica
lavambraccio di un giovane nudo seduto su un
blocco rettangolare. Dietro costui un secondo
giovane nudo, con chlamys e petaso, regge una
lancia; nel campo, uno scudo e una lancia.
A destra, un uomo barbato, vestito di himation,
si appoggia ad un bastone e parla ad un giovane
nudo seduto in secondo piano; tra i due uomini,
in alto, un elmo e, in basso, uno scudo.
B: scena di colloquio tra quattro fgure maschili.
Tutti gli uomini sono coperti da himation; quelli
ai lati reggono un bastone.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
dalloro e fascia di ovuli; ovuli intorno alle anse;
sotto la scena, meandro continuo.
Integro.
Pittore di Oxford 529 (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: GARDNER 1905, pp. 25 e 66-67; BEAZLEY 1927, p. 21,
tavv. 24,3 e 25,8; BEAZLEY 1963, p. 1119, 1; PARIBENI 1963,
p. 809, fg. 984; BEAZLEY 1971, p. 453; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 47; MANNACK 2001, pp. 39 e 144, OX.1,
tavv. 38a38b; GIUDICEc 2003, p. 9, nota n. 18; KEPHALIDOU,
vd. vol. II, c.d.s.
(M.A.V.S.)
L84
160
Catalogo
L82
L84
161
Catalogo
L83
Cratere a colonnette, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. (gi Siracusa 23791). Proveniente
da Camarina.
A) Partenza di guerriero; B) ammantati a
colloquio.
A) oplita che si arma; B) tre giovani ammantati.
A: giovane ignudo seduto su un drappo sopra una
roccia: rivolto a d. e retrospiciente, ha busto di
prospetto e gambe di proflo e con la mano d.
si appoggia ad una lunga asta. Sotto lascella s.
pende una corta spada nel fodero sospeso ad un
balteo che in diagonale gli attraversa il petto da d.
a s.; ai piedi alti sandali a strisce di cuoio. Alla sua
s. una Nike di tre quarti dalle ampie ali decorate
a punti e linee verticali rivolta verso il giovane:
la capigliatura, trattenuta da un nastro sulla
fronte, si bipartisce sulle spalle con una coppia
di trecce su ogni lato. Veste peplo a ftte pieghe.
Con la mano d. offre al giovane un elmo attico
con paragnatidi e basso lophos, mentre trattiene,
con la s., un grande scudo circolare appoggiato al
suolo. A s. una fgura maschile barbata, stante, di
tre quarti con testa di proflo rivolta al giovane:
indossa un himation che gli lascia scoperta la
spalla d. e si raccoglie sul braccio s. piegato a
reggere una corta spada infoderata, mentre la
mano d. appoggiata sul fanco. In basso a d., si
intravede, dietro di lui, un bastone. Nel campo, in
alto a s., un pinax (?)
B: tre giovani vestiti di himatia. La fgura centrale,
di tre quarti, volge la testa, di proflo, alla fgura
di fronte a lui: ha la spalla d. scoperta e dallo
stesso lato appoggia la mano al fanco mentre,
nella s., impugna uno strigile rivolto verso lalto.
Alle sue spalle, a d., un altro giovane, similmente
abbigliato e nello stesso atteggiamento, si
appoggia, a s., ad un bastone. Di fronte a loro un
terzo giovane, raffgurato di tre quarti da tergo,
col medesimo abbigliamento, si appoggia ad un
bastone.
Decorazione secondaria: sulla superfcie superiore
del labbro, foglie lanceolate; sulle piastre delle
anse, due palmette ioniche a vernice nera. Il
labbro decorato con tre linee concentriche
intramezzate da due fle di punti. Stesso motivo
ai lati delle scene fgurate al di sopra delle quali
sono bastoncelli. Sul collo, boccioli di loto,
stilizzati e penduli, uniti da archetti intrecciati.
Fascia a risparmio sotto la scena.
Integro, con scheggiature.
Pittore di Oxford 529 (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1119,3; MANNACK 2001, p. 144,
OX.3; GIUDICEc 2003, p. 9, nota n. 18.
(S.S.)
Gruppo dei Tardo-Manieristi:
indeterminati
L84
Stamnos, a f.r. Scicli, collezione Spadaro. Alt. m.
0,35. Proveniente da Camarina.
A) Scena di partenza di un guerriero; B) tre fgure
ammantate.
A: al centro, un guerriero stante, con pileo sul
capo, si appoggia con la sinistra ad una doppia
lancia, mentre al suo braccio destro si appoggia,
con entrambe le mani, un fanciullo nudo.
Alla destra di questultimo si trova una fgura
femminile, vestita di peplo e spada legata alla vita
mentre alla sinistra una fgura maschile solleva il
braccio destro tenendo con la sinistra due lance
appoggiate alla spalla.
B: tra due fgure femminili ammantate si trova,
di proflo verso s., un uomo barbato e coperto
da mantello che si appoggia con la mano ad un
bastone.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia di meandro alternata a croci; sul collo,
fascia di linguette; sullorlo, giro di ovuli.
Gruppo dei Tardo-Manieristi indeterminati (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
L83
Bibl.: BENNDORF 1867, c. 115; BENNDORF 1883, pp. 84-
85, tav. 39, 1; BEAZLEY 1963, p. 1121,19; Kunstwerke
der Antike: mnzen und medaillen, A.G., Basel, sale
catalogue, Sonderliste R (december 1977), p. 54, n. 59;
SHEFOLD, JUNG 1989, p. 73, fg. 54; Christie, manson and
Woods, sale catalogue, 28.4.1993, 57-59, n. 24; LIMC, I,
s.v. Amphiaraos, n. 73, tav. 568; MANNACK 2001, p. 147,
UI.19; SALIBRA 2006, pp. 335-336, fg. 1 a-b; BLANCK 2006,
p. 321, fg. 10.
(M.A.V.S.)
L85
Cratere a colonnette, a f.r. Luogo di conservazione
attuale sconosciuto, ex collezione Arezzo di
Donnafugata. Alt. m. 0,50. Proveniente da
Camarina.
A) Carro e Nike; B) inedito.
A: un auriga di proflo verso d., con lunga xystis
fttamente panneggiata, alla guida di una
quadriga. Dietro ai destrieri una Nike in volo
verso s.; ha i capelli raccolti da una taenia, veste
il chitone e regge in mano una benda che sembra
porgere al giovane auriga.
Gruppo dei Tardo-Manieristi indeterminati (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1867, c. 115; BENNDORF 1883, p. 104, n.
3, tav. 53, 3; BEAZLEY 1963, p. 1122; MANNACK 2001, p.
148, UI.21.
(G.S.C.)
Pittore dellAccademia
L86
Cratere a colonnette, a f.r. Camarina, Mus. Arch.
Reg., sine inv., ex collezione Carratello. Alt. m.
0,36. Proveniente da Camarina, necropoli del
Piombo.
A) Scena di simposio; B) tre ammantati a
colloquio.
A: tre fgure maschili, con corona dalloro intorno
al capo, sono sdraiati su due klinai tra cuscini. Al
di sotto di queste due, trapezai e uno sgabello
(?). Il barbato al centro retrospiciente mentre
quello di destra regge in mano una coppa. Nel
campo una benda.
B: tre ammantati a colloquio; la fgura centrale
si appoggia ad un bastone mentre il giovane a d.
solleva un braccio.
Decorazione secondaria: lungo lorlo del vaso,
duplice fla di punti alternati a linee continue
a vernice nera su fondo a risparmio; sul collo,
catena di boccioli di loto stilizzati uniti da archetti
inframezzati da puntini a vernice nera su fondo a
risparmio; sopra le scene fgurate, un fregio di
linguette nere su fondo a risparmio; ai lati delle
scene, duplice fla verticale di punti alternati a
linee continue a vernice nera; sotto le scene, una
fascia risparmiata. La parte inferiore del corpo
del vaso decorata da unampia fascia a vernice
e da una raggiera a denti di lupo a vernice nera.
Attribuito ad un tardo manierista vicino al pittore
dellAccademia (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1973a, p. 149, n. 442, tav. 47; MOSTRA
DELLA SICILIA GRECA 1984, p. 169, n. 217; LA SICILIA GRECA
1989, pp. 121-122, n. 139, fg. 139 a-b; DI STEFANO 1998,
p. 226, fg. 25; GIUDICEb 2006, pp. 217-218, cat. n. 86;
GIUDICEb 2007, p. 124, cat. n. 210, fg. 121.
(S.S.)
162
Catalogo
L85
L86
L87
L88
163
Catalogo
L87
Cratere a colonnette, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 8622. Alt. m. 0,30. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
332, scavi 1972.
A) Scena di simposio; B) tre personaggi
ammantati a colloquio.
A: tre giovani, con corona dalloro intorno al
capo, sono sdraiati su due klinai. Al di sotto
di queste due, trapezai. I due giovani posti
lateralmente volgono lo sguardo verso il centro
reggendo in mano, quello di sinistra una coppa,
quello di destra uno skyphos. Tra i giovani, in
alto, due corone.
B: tre giovani avvolti nel mantello; lefebo posto
a d. si appoggia ad un bastone.
Decorazione secondaria: orlo decorato da
una fascia con due fle di punti separate da
una linea orizzontale; entrambe le scene sono
delimitate lateralmente da due fasce risparmiate
e punteggiate, superiormente, da una fascia di
linguette e tratti verticali; sul collo del lato A,
bottoni di loto intrecciati delimitati superiormente
e inferiormente da una linea verniciata.
Pittore dellAccademia (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 247; DI STEFANO 1999, p. 28, fgg. 8-9;
SALIBRA 1999, p. 46, nota 18; GIUDICE, MESSINA 2006, p.
55, n. 18; GIUDICEb 2006, p. 217, n. 85, fg. 9a; GIUDICEb
2007, pp. 124-125, cat. n. 211, fg. 122.
(S.S.)
Pittore del Lavacro
L88
Hydria, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.
(gi a Siracusa, inv. KPM 1904), sine inv. Alt.
m. 0,075, largh. 0,06. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Busto di fgura maschile, vestito di corto chitone
allacciato alla vita, clamide e petasos sulle spalle,
tiene con la sinistra una lunga lancia e la destra
appoggiata al fanco.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fregio a fori di loto.
Pittore del Lavacro (J.D. Beazley).
425-420 a.C. (V. Sabetai).
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1130, 153; LANZA 1990, p. 93,
n. 96, tav. 56; SABETAI 1993, p. 30, H4; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 52.
(M.A.V.S.)
L89
Lekythos aryballica, a f.r. Camarina, Mus. Arch.
Reg., inv. 1846. Alt. m. 0,08. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
34/81.
Figura femminile in chitone ed himation stante a
destra con una benda in mano.
Pittore del Lavacro (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEc 2003, p. 11, nota n. 47, p. 21, n. 25; GIUDICEb
2006, p. 218, n. 87; GIUDICE, MESSINA 2006, pp. 31, 56, cat.
19, fg. 24; GIUDICEb 2007, p. 126, cat. n. 214, fg. 125.
(M.A.V.S.)

Pittore di Hasselmann
L90
Pelike, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26615. Alt. m. 0,208. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
A) Figure maschili; B) fgura maschile.
A: a sinistra, un uomo barbato coperto da
himation, di proflo a destra, tiene col braccio
destro proteso un bastone; dinanzi, un giovane
guerriero con clamide, petaso e calzari stringati.
B: scena lacunosa; visibile una fgura maschile
coperta da himation che tende in avanti il braccio
destro.
Decorazione secondaria: sul collo, fascia di ovuli;
sotto la scena, una linea a risparmio.
Ricomposta. Sotto il piede, graffto commerciale
(vd. JOHNSTON 1979, pp. 142143, type 17E, III;
JOHNSTON 2006, p. 133, tipo 16E, n. 37).
Pittore di Hasselmann (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1136, 17; LANZA 1990, p. 145, n. 2,
tav. 100; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 51; GIUDICEc
2003, p. 11, nota n. 47.
(M.A.V.S.)
Pittore di Kleophon e sua maniera
L91
Cratere a calice, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23794. Alt. m. 0,38. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
A) Scena musicale; B) ammantati a colloquio.
A: al centro della scena una fgura femminile
panneggiata, di proflo a destra, con i capelli
L91
164
Catalogo
L89
L90
L91
L92
165
Catalogo
raccolti in un toupet. La fanciulla, seduta su
klismos, suona il barbytos. Davanti a lei, una
seconda fgura femminile, di proflo a sinistra,
vestita con peplo a ftte pieghe. La donna regge
con una mano una piccola larnax, mentre con
laltra sembra rivolgersi alla compagna di fronte.
Dietro la donna seduta raffgurata una terza
fgura femminile, stante davanti ad uno sgabello.
Ha i capelli raccolti nel sakkos, da cui fuoriesce
un ciuffo sopra lorecchio, ed indossa un peplo a
ftte pieghe; anchessa suona la lyra a sette corde.
Sullo sfondo, appeso in alto, un dittico.
B: Man and youths (J.D. Beazley).
Decorazione secondaria: sotto il labbro del vaso,
corona di foglie dalloro verso sinistra e linea
risparmiata. La scena fgurata delimitata in
basso da due fasce a risparmio che racchiudono
un meandro quadruplo alternato a riquadri con
scacchiera.
Pittore di Kleophon (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: DELLA SETA 1922, p. 101, fg. 91 c; LICHT 1925-28,
p. 59; ARIAS 1941, p. 7, tav. 11,1; BYVANCK, QUARLES VAN
UFFORD 1950, p. 211, fg. 9, tav. 3; GUALANDI 1962, p. 349,
tav. 110 a; BEAZLEY 1963, p. 1144, 18; BEAZLEY 1971, p.
456; MATHESON 1995, p. 288, tav. 178; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 46.
(S.R.)
L92
Hydria, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.
(gi a Siracusa), inv. 24135. Alt. m. 0,30, largh.
m. 0,255. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, adiacenze sep. 910.
Nike, vestita di peplo e con capo cinto da una
taenia, si volge a destra verso una fgura maschile
che tiene in mano una cetra.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fascia di palmette ioniche con volute; attorno
allansa, giro di ovuli.
Pittore di Kleophon (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: GUALANDI 1962, p. 352, tav. 114, a; BEAZLEY 1963,
p. 1147, 65; LANZA 1990, p. 92, n. 77, tav. 53; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 304, nota 52.
(M.A.V.S.)
L93
2
Cratere a calice, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus.
2
Il secondo frammento potrebbe essere quello gi
inserito in ARV
1
700, 78 ed attribuito dallo stesso Beazley
al gruppo di Polignoto. V. anche OAKLEY 1984, p. 125, cat.
n. 17.
Arch. Reg. gi a Siracusa, 1) inv. 24121; 2) inv.
24119. 1) Alt. m. 0,28; largh. m. 0,21; 2) Alt. m.
0,09; largh. m. 0,05. Provenienti da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, adiacenze sep.
819.
1) Frammenti combacianti appartenenti alla
parte inferiore del corpo del vaso. Si individua
la fgura di un guerriero, armato, in corsa verso
sinistra. Indossa un chitonisco privo di maniche,
stretto in vita ed ornato da losanghe e punti. Con
la mano sinistra impugna lo scudo (episema:
stella). In basso, tra le gambe del guerriero, una
lunga spada.
2) Parte superiore di due fgure panneggiate. La
donna a sinistra, in corsa, ha i capelli raccolti
in un toupet ed indossa il peplo. Di fronte, una
seconda fgura, di cui si intravede il braccio
destro, in parte coperto da un chitone a mezze
maniche.
Ghali-Kahil interpreta i personaggi raffgurati
come Elena e Menelao.
Decorazione secondaria: la scena fgurata
delimitata in basso da un fregio a meandro
alternato a riquadri con croce di SantAndrea e
puntini.
Maniera del pittore di Kleophon (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: GHALI-KAHIL 1955, p. 90, n. 71, tav. 64, 1-2; BEAZLEY
1963, p. 1149, 13; LANZA 1990, pp. 89-90, nn. 54 e 56,
tavv. 51 e 52; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 46.
(S.R.)
L93
L96
L94
Frammento, a f. r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,055, largh. m. 0,06. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico.
Parte inferiore di fgura femminile di proflo
verso sinistra vestita di chitone a ftte pieghe.
Pittore di Kleophon (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 169, tav. 111, n. 43; GIUDICEc 2003,
p. 11, nota n. 37, p. 22, n. 34; GIUDICEb 2006, p. 218, n. 92;
GIUDICEb 2007, p. 136, cat. n. 237.
(M.A.V.S.)
L95
Skyphos, a f.r. Palermo, collezione Collisani,
inv. R35 (destinato a Petralia Sottana, Mus. Civ.
Antonio Collisani). Alt. m. 0,193. Proveniente
da Camarina.
A-B) Komos.
A: efebo nudo con mantello appoggiato sulle
spalle, stante a sinistra, suona il doppio fauto; lo
guarda, a destra, un secondo efebo con mantello
sulle spalle che si allontana tenendo una kylix
nella mano sinistra ed un bastone nella mano
destra abbassata.
B: efebo nudo con clamide sulle spalle, stante a
sinistra, suona la lyra; lo guarda a destra un altro
efebo, anche questo con clamide sulle spalle, che
si allontana.
Decorazione secondaria: sotto le scene fascia di
meandro; sullorlo fascia di ovuli; sotto le anse
palmette.
Privo di unansa.
Pittore di Kleophon. La decorazione secondaria
opera del pittore di Penelope (D. Leibundgut
Wieland).
430 a.C.
Bibl.: ISLER, SGUAITAMATTI 1990, pp. 135-136, n.193, tav.31;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 49; GIUDICEb 2006, p.
218, n. 91; GIUDICEb 2007, p. 136, cat. n. 236.
(M.A.V.S.)
L96
Cratere a campana (?), a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. (depositi). Alt. m. 0,039,
largh. m. 0,053. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata si conserva la testa di una
fgura maschile di proflo a destra. Il personaggio
indossa lhimation.
Pittore di Kleophon (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 137, cat. n. 238, fg. 138.
(S.R.)
L97
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. (depositi). Alt. m. 0,10, largh.
m. 0,067. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata si conserva la met superiore
di una fgura maschile stante, di proflo a destra.
Superfcie fortemente abrasa.
Pittore di Kleophon (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 137, cat. n. 239, fg. 139.
(S.R.)
166
Catalogo
L94
L95
L97
L98
L99
167
Catalogo
L98
Cratere a campana, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. (depositi). Alt. m. 0,142,
largh. m. 0,109. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Colloquio tra ammantati. Della scena fgurata
rimane parte di un personaggio maschile vestito
di himation. Luomo, raffgurato stante di proflo
a destra, rivolto verso una seconda fgura posta
di fronte, di cui si conservano il braccio e la mano
destra protesi.
Scheggiature sulla superfcie.
Pittore di Kleophon (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 138, cat. n. 241, fg. 141.
(S.R.)
L99
Frammento di vaso di forma aperta, a f.r. Ragusa,
Mus. Arch. Reg., sine inv. (depositi). Alt. m.
0,098, largh. m. 0,127. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata si conserva la met inferiore
di una fgura maschile panneggiata, stante di
proflo a sinistra.
Scheggiature sulla superfcie.
Pittore di Kleophon o sua maniera (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, pp. 137-138, cat. n. 240, fg. 140.
(S.R.)
L100
Frammento di vaso di forma aperta, a f.r. Ragusa,
Mus. Arch. Reg., sine inv. (depositi). Alt. m.
0,065, largh. m. 0,094. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadico.
Della scena fgurata rimane parte di una fgura
virile stante, vestita di himation, volta a sinistra e
con il braccio destro piegato in avanti.
Scheggiature sulla superfcie.
Pittore di Kleophon (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, pp. 138-139, cat. n. 242, fg. 142.
(S.R.)
L101
Hydria (?), a f. r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadico.
Testa di Dioniso barbato, cinto da mitra, davanti
a cui si intravede, a destra, una testa di menade
con corona con foglie di edera. Sopra K (forse di
KALOS).
Vicino al pittore di Kleophon (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 899, 905-906, fg. 100; GIUDICEb 2006,
p. 218, n. 90; GIUDICEb 2007, p. 136, cat. n. 235, fg. 137.
(M.A.V.S.)
L100
Pittore del Dinos
L102
Cratere a campana, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 30747. Alt. m. 0,445. Proveniente da
Camarina, necropoli orientale, contrada Piombo,
dalla stessa sepoltura da cui provengono le
hydriai cat. M1-M2.
A) Scena di congedo; B) Re e due donne.
A: a sinistra un uomo, barbato, coronato e vestito
di himation, si appoggia ad un bastone e si volge
a destra verso una fgura femminile vestita di un
peplo, del quale, con la sinistra, solleva un lembo,
mentre con la destra abbassata regge unoinochoe.
Dinanzi, un altare e un giovane guerriero nudo
che, con chlamys sulle spalle ed elmo, regge con
la sinistra uno scudo ed una lancia, mentre con
la destra porge alla giovane una phiale. A destra,
una fanciulla vestita di chitone stringe la mano,
nel gesto di dexiosis, a un giovane, che regge con
la sinistra due lance. Sopra le fgure, a partire da
sinistra, iscrizione (vd. Beazley 1963).
B: da sinistra, una fgura femminile, rappresentata
di tre quarti, vestita di chitone ed himation, e con
sakkos sulla testa, guarda verso un uomo barbato.
Costui, vestito di himation, si appoggia con la
destra ad una lancia e si rivolge ad una seconda
fgura femminile vestita di chitone, himation e
sakkos.
Decorazione secondaria: sotto il labbro, corona
dulivo e fascia di ovuli; attorno alle anse, giro
di ovuli; sotto le anse, palmette e giragli; sotto la
scena, meandro alternato a motivo a scacchiera.
Pittore del Dinos (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1912, pp. 369-371, fg. 20; LIBERTINI 1929, p.
93, fg. 24; BEAZLEY 1935, pp. 486-488, fgg. 11-12; ARIAS
1941, pp. 10-11, tavv. 20-21; BROMMER 1960
2
, p. 268, B1;
BEAZLEY 1963, p. 1153, 17; KRON 1976, p. 264, P8, tav.
13,2; HARRISON 1979, p. 72, tav. 6,3; LIMC I, s.v. Akamas,
p. 440, n. 25; CARPENTER 1989, p. 336; REEDER 1995, pp.
159-160, n. 20; PELAGATTI 1996, p. 12; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 47; GIUDICEc 2003, p. 12, nota 50; Miti
Greci 2004, p. 141, cat. n. 108. MATHESON 2005, p. 28, fg.
3, 4; PELAGATTI, CORDANO, Trib attiche a Camarina,
c.d.s.
(M.A.V.S.)
Pittore del Louvre G 443
L103
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26561. Alt. m. 0,28. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1222.
A sinistra, una fgura femminile, vestita di chitone
168
Catalogo
L102
L101
L102
L103 L104
169
Catalogo
e rivolta verso destra; le sta accanto un giovane
che, coperto da himation e seduto su klismos,
suona la lyra eptacorde. Dinanzi a costui, si
trovano un airone e una fgura femminile con
chitone; la donna regge con la sinistra un Eros ad
ali aperte, che labbraccia. Nel campo appesa
una corona.
Decorazione secondaria: sullorlo, ovuli; sul
collo, palmette; attorno alle anse, ovuli; sotto la
scena, fascia di doppio meandro alternata a croci
di SantAndrea.
Integra.
Pittore del Louvre G 443 (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; BEAZLEY 1963, p. 1160; LANZA
1990, p. 120, n. 1, tav. 80; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304,
nota 52;
(M.A.V.S.)
L104
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22563. Alt. m. 0,28. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1222.
Scena di gineceo.
Al centro della scena una fgura femminile
stante a destra. La donna, con i capelli raccolti in
un toupet, ha il braccio destro proteso e regge con
la mano sinistra un cofanetto, rivolgendosi verso
una seconda fgura femminile. Costei, seduta
sul klismos davanti ad una grande porta, indossa
chitone ed himation; porta i capelli raccolti in
un toupet, trattenuti da una benda sovraddipinta.
Chiude la scena a sinistra una terza fgura
muliebre stante, vestita di chitone. La donna - il
corpo di prospetto, il capo di proflo a destra -
regge con una mano uno specchio mentre con
laltra si appoggia ad un klismos.
Decorazione secondaria: lungo lorlo e alla base
delle anse, catena di ovuli su fondo risparmiato;
alla base del collo, delimitata da linee a risparmio,
catena di palmette sorgenti da girali alternate a
boccioli di loto. La scena fgurata incorniciata in
basso da una fascia a meandro a destra alternato
a riquadri con croce greca circondata da punti.
Integra.
Appartiene al ciclo del ceramografo della Coll.
Christie (P.E. Arias).
Confronta con il pittore del Louvre G 443 (G.
Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, p. 484; ARIAS 1941, p. 13, tav. 28, 1;
LANZA 1990, pp. 120-121, n. 3, tav. 81; GIUDICE, RIZZONE
2000, p. 304, nota 52; GIUDICEc 2003, p. 12, nota n. 57, p.
19, n. 9; GIUDICEb 2006, p. 216, n. 73; GIUDICEb 2007, p.
144, cat. n. 253.
(S.R.)
Pittore di Monaco 2335
L105
Cratere, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Alt. m. 0,031, largh. m. 0,049. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadico, scavi Orsi 1906.
Della scena fgurata si conservano le mani di una
fgura rappresentata nellatto di suonare il doppio
aulos.
Pittore di Monaco 2335 (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICEc 2003, p. 10, nota n. 28, p. 22, n. 40; GIUDICEb
2007, p. 145, cat. n. 256, fg. 148.
(S.R.)
L106
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24091. Alt. m. 0,079. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
Figura femminile, vestita di chitone ed himation
e con i capelli raccolti in un toupet, si volge verso
destra col capo e regge con la mano destra una
phiale.
Pittore di Monaco 2335? (G. Giudice).
420 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 95, tav. 58, n. 116; GIUDICEb 2006, p.
218, n. 93; GIUDICEb 2007, p. 144, cat. n. 255.
(M.A.V.S.)
Aison
L107
Hydria, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 254.
Figura femminile con peplo rivolta verso sinistra,
raffgurata nellatto di sollevare con la destra una
plemochoe; sono visibili altre due teste femminili;
una con taenia sul capo, laltra con diadema.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fascia di ovuli.
Aison (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, p. 822, fg. 38; BEAZLEY 1963, p. 1176,
21; CRAMERS 1980, p. 182, A 25; GIUDICEc 2003, p. 12, nota
n. 53.
(M.A.V.S.)
L108
Lebes gamikos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
inv. 23930. Alt. m. 0,17. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 615.
AB) Scena di gineceo.
A: al centro, una fgura femminile frontale con
il capo a sinistra, vestita di chitone, con diadema
sui capelli e armille al braccio sinistro, offre un
nastro ad unaltra fanciulla. Questa, vestita di
peplo, le porge una cassetta; a destra una terza
fgura femminile, similmente abbigliata, tende
con la destra una cassetta mentre con la sinistra
solleva un lembo della veste; nel campo due
scranne e un nastro.
B: fgura femminile di proflo vestita di chitone
ed himation, con i capelli raccolti dietro la nuca,
porge con la destra una cassetta ad una seconda
fgura femminile che, similmente abbigliata,
regge con la sinistra una benda.
Decorazione secondaria: fgure alate in volo sotto
le anse.
Aison (G. Giudice).
450-425 a.C.
170
Catalogo
L107
L105
L106
L108
171
Catalogo

Bibl.: LANZA 1990, p. 29, tav. 10; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 304, nota 52; GIUDICEb 2006, p. 218, n. 94, fg. 10a-b;
GIUDICEb 2007, pp. 147148, cat. n. 259, fg. 151.

(M.A.V.S.)
L109
Coppa apoda a f.r., fr. di. Camarina, Mus. Arch.
Reg., inv. 1848. Alt. m. 0,011, diam. m. 0,047.
Proveniente da Camarina, propriet Brugaletta,
LC, Casa delliscrizione.
Atleta nudo.
Il giovane rappresentato frontalmente con le
braccia divaricate, la gamba destra piegata e
aperta verso destra, quella sinistra anchessa
leggermente divaricata verso lesterno. Il volto
rappresentato di proflo verso destra, il capo
ricciuto con corti boccoli alle basette e sulla
nuca. Sono perduti le mani, il piede destro e tutta
la gamba sinistra a partire dal ginocchio.
Aison (G.Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: GIUDICE, MESSINA 2006, pp. 33, 57, cat. 21, fg. 26;
GIUDICEb 2007, p. 148, cat. n. 260, fg. 152.
(R.N.)
Pittore di Kadmos
L110
Cratere a calice, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 17427. Alt. m. 0,44. Proveniente da
Camarina, necropoli Orientale.
A) Afrodite, Eros, Arianna e Dioniso, Teseo
e Athena, Poseidone; B) Artemide e Marsia,
Athena ed Apollo.
A: in prossimit dellansa, raffgurata in alto
una fgura femminile seduta, retrospiciente a
destra (Afrodite?); indossa un ampio chitone ed
un himation e ha il capo cinto da un diadema;
regge in mano un grande fabello. Dinnanzi,
adagiata su una kline, su cui poggia un cuscino
ornato da fasce nere, una giovane donna, vestita
con chitone ed himation riccamente decorato. La
fanciulla, di proflo a destra, ha il capo coperto
dal mantello, al di sotto del quale si intravede un
diadema. Le si avvia incontro un piccolo erote in
volo, che regge in mano una corona. Di fronte alla
donna una fgura barbata stante, panneggiata,
con il corpo di prospetto ed il volto di proflo a
sinistra. Luomo ha il capo cinto da una corona
di edera e regge con la sinistra un tirso; sembra
rivolgersi alla fanciulla, verso cui protende la
mano destra. Dietro di lui, ad un livello superiore,
campeggia limmagine di Athena. Armata di
lancia, con elmo attico dallalto lophos sul capo,
la dea incorona un giovane nudo, stante, con la
clamide sulle spalle e doppia lancia nella mano
destra. Sopra di lui, emerge il busto di Poseidone
- il torso di prospetto, il volto di proflo - con
in mano il tridente. In prossimit dellansa
la fgura di un efebo ammantato, con il capo
coronato ed in mano la lyra; il giovane si muove
verso destra, rivolgendosi ad un compagno dai
lunghi capelli, anchesso coronato, raffgurato su
109
L108
una nave a cui appoggiata una scala e dalla cui
prua pende una corona. Nel campo, ramoscelli e
linee che indicano i rilievi del terreno (P. E. Arias
ha supposto che la scena fgurata rappresenti
lepifania di Dioniso ad Arianna e la partenza di
Teseo, incoronato da Athena).
B: seduto su una roccia Marsia, raffgurato
nellatto di suonare la cetra, con il plettro nella
mano destra. Ai suoi piedi una grande anfora a
punta e, sul campo in alto, un kantharos. Dietro il
satiro, una fgura femminile stante, panneggiata,
che regge una grande faccola accesa e porta sulle
spalle una faretra. La donna, vestita di peplo a ftte
pieghe, identifcabile con Artemide. Davanti
Marsia, un secondo gruppo: Athena ed Apollo.
La dea - stante, di proflo a destra, il capo cinto da
diadema - indossa il peplo e legida. Regge con
la destra una lunga lancia mentre con la sinistra
offre un elmo al dio; costui - con il capo cinto da
una corona di foglie - raffgurato seduto su una
roccia e tiene con la destra un lungo ramoscello
dalloro.
Decorazione secondaria: sotto lorlo, catena di
palmette contrapposte oblique legate da girali.
La scena del lato A delimitata in basso da una
fascia di palmette verticali circoscritte da pelte e
alternate a fori di loto stilizzati; sul lato B, catena
di palmette contrapposte oblique legate da girali.
Intorno alla base delle anse, ovuli.
Ricomposto da frammenti.
Pittore di Kadmos (G.E. Rizzo).
430-420 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, cc. 243-245 fgg. 35-36; RIZZO 1904, p.
19 e ss.; ORSI 1904, cc. 7, 22, 23, 27, 31, 38, tav. 1; VON
SALIS 1910, p. 137; JACOBSTHAL 1911, pp. 10-11, tav. 4,8;
STUDNICZKA 1919, p. 132, fg. 30; ARIAS 1941, p. 7, tav.
10, 1-6; ACHILLEA 1956, p. 528; DUGAS, FLACELIRE 1958,
pp. 70-71, tavv. 20-21; Recueil dugas 1960, p. 104, tav.
26,2; BROMMER 1960
2
, p. 218; BEAZLEY 1963, p. 1184, 4;
SIMON 1963, pp. 14-15, tav. 5,2; MBIUS 1965, p. 11, tav.
2; FRONING 1971, p. 40, tav. 8, 2; BEAZLEY 1971, p. 460;
TRENDALL-WEBSTER 1971, p. 105, n. III.3, 50; KAEMPF-
DIMITRIADOU 1979, p. 102, n. 312, tav. 23, 3-4; MCNAILLY
1985, pp. 162-163, tav. 5, fg. 6 a-b; CARPENTER 1989, p.
341; LIMC II, s.v. Aphrodite, p. 129, n. 1356, tav. 133; s.v.
Athena, p. 1000, n. 491, tav. 755, s.v. Artemis, p. 733, n.
1421; SIMON 1998, p. 145, fg. 12, 5; MUGIONE 2000, p. 68,
fg. 11, a-b; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 304, nota 46; SHAPIRO
2003, p. 238, fgg. 13-14; TIVERIOS, vd. Vol. II, c.d.s.
(S.R.)
Gruppo di Rodi 11966
L111
Lekythos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina, necropoli.
Figura femminile stante, volta a sinistra, regge
172
Catalogo
L110
L110
L114
173
Catalogo
uno specchio con la mano destra (immagine
inedita).
Gruppo di Rodi 11966 (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1196, 4; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
305, nota 53; GIUDICEc 2003, p. 8, nota n. 13.
(M.A.V.S.)
Pittore di Dessypri
L112
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
2289. Proveniente da Camarina, necropoli.
Menade in corsa verso destra nellatto di guardare
intorno (immagine inedita).
Pittore di Dessypri (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1198, 12; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
305, nota 53; GIUDICEc 2003, p. 8, nota n. 8.
(M.A.V.S.)
L113
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., sine
inv. Proveniente da Camarina, necropoli.
Figura femminile, volta a destra, regge una phiale
(immagine inedita).
Priva della bocca e del piede.
Pittore di Dessypri (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1198; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
305, nota 53; GIUDICEc 2003, p. 8, nota n. 8.
(M.A.V.S.)
L114
Lekythos, a fondo bianco. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23949. Alt. m. 0,27. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
686.
Guerriero seduto su una roccia. Il giovane, di
proflo a destra, ha il capo sormontato da un
grande elmo rialzato, con alto lophos e con
limmagine di un occhio dipinta sulla paragnatide
destra, da cui fuoriescono i riccioli. Regge con la
destra una lancia ed ha il capo inclinato in avanti,
in atteggiamento pensoso.
Decorazione secondaria: palmette legate da
viticci ornano la spalla del vaso, mentre un
meandro continuo corrente a sinistra incornicia
superiormente la scena, delimitata in basso da
una sottile fascia a risparmio.
Pittore di Dessypri (G. Giudice).
450-440 a.C.
Bibl: FAIRBANKS 1907, p. 106, gruppo A, classe III, 80;
LANZA 1990, p. 37, tav. 15; GIUDICEc 2003, p. 8, nota n. 8;
GIUDICEb 2006, p. 219, n. 95; GIUDICEb 2007, pp. 155-156,
cat. n. 278.
(S.R.)
Pittore di Klgmann
L115
Lekythos, a f.r. Catania, Museo Civico, collezione
Biscari, inv. 4191. Alt. m. 0, 26. Proveniente da
Camarina.
Figura femminile (Hera?) stante di prospetto,
vestita di chitone e himation. Regge con la
sinistra uno scettro, mentre si volge verso sinistra
a libare su un piccolo altare, recando una patera
nella mano destra. In alto a destra una benda.
Decorazione secondaria: sulla spalla della
lekythos, cinque palmette a vernice nera legate
da girali; sopra la scena, fregio con meandro;
sotto la scena, linea a risparmio.
Perduto il piede. Ricomposta da pi frammenti.
Pittore di Klgmann (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BENNDORF 1883, p. 108, tav. 55, 3; LIBERTINI 1930, p.
173, n. 725; BEAZLEY 1963, p. 1199, 18; BARRESI, VALASTRO
L115
2000, p. 114, n. 93; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 53;
GIUDICEc 2003, p. 7, nota 3.
(M.A.V.S.)
Pittore di Selinunte
L116
Lekythos, a f.r., frr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina.
Menade frontale con il capo a destra, regge un
tirso in mano; la donna veste il chitone ed un
himation orlato di nero e raccoglie la capigliatura
in un sakkos. A sinistra un altare e al di sopra
appeso un pezzo di stoffa.
Decorazione secondaria: sopra la scena
fgurata, meandro corrente a destra interrotto da
scacchiera.
Pittore di Selinunte (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1200, 2; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 305, nota 53; GIUDICEc 2003, p. 7, nota 4; foto presso il
Beazley Archive di Oxford, n. 215880.

(S.R.)
Pittore della Civetta di Palermo
e sua classe
L117
Lekythos (secondary shape), a f.r. Ragusa, Mus.
Arch. Reg. (gi a Siracusa, inv. 24093). Alt. m.
0,088. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sporadica.
Civetta a destra, raffgurata con il corpo di proflo
e con il volto di prospetto.
Decorazione secondaria: linguette a vernice
nera alla base del collo e sulla spalla. Fascia
risparmiata alla base della scena fgurata.
Priva della parte superiore del collo, della bocca
e dellansa. Piede di restauro.
Pittore della Civetta di Palermo (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1201, 3; LANZA 1990, p. 87, n. 28,
tav. 48; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 53; GIUDICEc
2003, p. 7, nota 5.
(S.R.)
L118
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa,
Mus. Arch. Reg., inv. 26617. Proveniente da
Camarina.
Nike verso destra dinnanzi ad un kalathos
(immagine inedita).
Classe della Civetta di Palermo (B.F. Cook).
450-425 a.C.
Bibl: COOK 1991, p. 216, n. 20; GIUDICEc 2003, p. 7, nota 5,
p. 24, n. 51; GIUDICEb 2006, p. 219, n. 96; GIUDICEb 2007,
p. 157, cat. n. 284.
(S.R.)
L119
Lekythos (secondary shape), a f.r. Camarina,
Mus. Arch. Reg., inv. 1847. Alt. max. m. 0,064.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 902.
Civetta volta a destra. Lanimale, rappresentato
con il corpo di proflo e la testa di prospetto,
posto accanto ad un ramo dulivo.
Decorazione secondaria: sulla spalla e alla base
del collo, due fle di linguette a vernice nera su
fondo a risparmio. Sotto la scena fgurata, linea
risparmiata.
Priva del piede, dellansa e del collo.
Pittore della Civetta di Palermo (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl: GIUDICEc 2003, p. 7, nota 5, p. 24, n. 52; GIUDICEb
2006, p. 219, n. 97; GIUDICE, MESSINA 2006, pp. 33, 56, cat.
20, fg. 25; GIUDICEb 2007, p. 157, cat. n. 285, fg. 159.
(S.R.)
174
Catalogo
L117
L120
L119
175
Catalogo
Gruppo di Londra E 614
L120
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, inv.
22765. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 133.
Figura femminile, retrospiciente, in movimento
verso destra. La donna, rappresentata con il
volto di proflo a sinistra ed il corpo di prospetto,
indossa un peplo a ftte pieghe ed ha una taenia
tra i capelli.
Decorazione secondaria: doppia fla di linguette
a vernice nera alla base del collo e sulla spalla;
fascia a risparmio alla base della scena fgurata.
Gruppo di Londra E 614 (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: ORSI 1904, c. 795, fg. 14; BEAZLEY 1963, p. 1687;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 53.
(S.R.)
L121
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa,
Mus. Arch. Reg., inv. 22778. Proveniente da
Camarina.
Figura femminile.
Figura femminile in peplo, con il corpo frontale
ed il capo volto a d.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli; sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
Gruppo di Londra E 614 (B.F. Cook).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1202, 14; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 305, nota 53; foto presso il Beazley Archive di Oxford,
n. 215915.
(S.R.)
L122
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 22999. Alt. m. 0,085. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
142.
Figura femminile panneggiata incedente verso
destra. La donna, di proflo a destra, con i capelli
raccolti in un toupet e trattenuti da una taenia,
rappresentata con ambedue le mani protese
nellatto di portare una ghirlanda.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli.
Gruppo di Londra E 614 (B.F. Cook).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc.798-799, fg. 19; BEAZLEY 1963, p.
1202,16; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 53; BERNAB
BREA 2002, p. 32, fgg. 2-3.
(S.R.)
L123
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 24091. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro.
Figura femminile (immagine inedita).
Gruppo di Londra E 614 (B.F. Cook).
450-425 a.C.

Bibl.: COOK 1991, p. 211, n. 7; GIUDICEc 2003, p. 24, n. 58;
GIUDICEb 2006, p. 219, n. 101; GIUDICEb 2007, p. 161, cat.
n. 295.
(R.N.)
L124
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 23992. Alt. m. 0,082. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
817.
Erote nudo, raffgurato di proflo a destra, con le
ali spiegate ed il braccio destro proteso, nellatto
di cavalcare un grande volatile.
Decorazione secondaria: doppio giro di linguette
a vernice nera alla base del collo e sulla spalla;
fascia risparmiata alla base della scena fgurata.
Integra.
Classe di Londra E 640 (B.F. Cook) - Gruppo di
Londra E 614 (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 55, tav. 26; COOK 1991, p. 214, n. 1;
GIUDICEc 2003, p. 24, n. 55; GIUDICEb 2006, p. 219, n. 98;
GIUDICEb 2007, p. 160, cat. n. 292, fg. 162.
(S.R.)
L125
Lekythos (secondary shape), a f.r. Ragusa,
Mus. Arch. Reg., inv. 24092. Alt. m. 0, 073.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadica.
Figura femminile con chitone ed himation, seduta
di proflo verso sinistra su un klismos, tiene il
braccio destro sollevato e sostiene con la mano
un oggetto sferico. La donna ha i capelli raccolti
in un toupet e fasciati in alto da una duplice
benda.
Decorazione secondaria: sulla spalla, alla base
del collo, cerchio di linguette e bastoncelli.
Piede di restauro.
Gruppo di Londra E 614 (G. Giudice).
450-425 a.C.

Bibl.: LANZA 1990, p. 86, tav. 48, n. 27; GIUDICEc 2003,
p. 8, nota 12, p. 24, n. 56; GIUDICEb 2006, p. 219, n. 99;
GIUDICEb 2007, p. 160, cat. n. 293, fg. 163.
(R.N.)
L126
Lekythos (secondary shape), a f.r. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
Parte di una animale, presumibilmente un
cerbiatto, incedente verso sinistra; privo di testa
e di coda.
Gruppo di Londra E 614 (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 255, fg. 47; GIUDICEc 2003, p. 8, nota
12, p. 25, n. 57; GIUDICEb 2006, p. 219, n. 100; GIUDICEb
2007, p. 161, cat. n. 294, fg. 164.
(R.N.)
176
Catalogo
L122
L124
L125
L126
177
Catalogo
L127
Lekythos (secondary shape), a f.r. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., inv. 6279. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 40, scavi
1972.
Sfnge accovacciata di proflo verso destra.
Sotto la fgura, sottile listello a risparmio.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
corona di linguette. Sulla spalla, raggiera di
boccioli di loto stilizzati.
Gruppo di Londra E 614 (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: Dal Museo 2002, p. 117; GIUDICEb 2007, p. 161, n.
cat. 296.

(R.N.)
Classe di Salonicco 510
L128
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,07. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadica.
Infante incede carponi verso destra.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
Priva di collo e bocchello.
Classe di Salonicco 510 (B.F. Cook).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 909, fg. 103; COOK 1991, p. 213, n. 8;
GIUDICEc 2003, p. 7, nota 7, p. 25, n. 68; GIUDICEb 2006, p.
219, n. 102; GIUDICEb 2007, p. 165, cat. n. 308.
(R.N.)
L129
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg. Proveniente da Camarina, necropoli
di Passo Marinaro, sep. 136.
Testa e spalle di una fgura femminile di proflo a
destra, che porta i capelli raccolti in uno chignon
e veste il chitone.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
doppia fla di linguette.
Priva del bocchello.
Vicina alla classe di Salonicco 510 (B.F. Cook).
450-425 a.C.
L128
L129
Bibl.: ORSI 1904, c. 797, fg. 17; COOK 1991, p. 213, n. 5;
GIUDICEc 2003, p. 7, nota 7, p. 25, n. 69; GIUDICEb 2006, p.
219, n. 103.
(P.L.)
L130
Lekythos (secondary shape), a f.r. Siracusa, Mus.
Arch. Reg. Proveniente da Camarina, sep. 92.
Sfnge di proflo verso destra.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
Priva di collo e bocchello.
Vicina alla classe di Salonicco 510 (B.F. Cook).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, c. 789, fg. 9; COOK 1991, p. 213; GIUDICEb
2007, p. 166, cat. n. 310.

(R.N.)
Gruppo di Palermo 16
L131
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26575. Alt. m. 0,125. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1260.
Giovane di tre quarti verso destra, rappresentato
nellatto di scagliare, con il braccio destro
sollevato allaltezza del capo, una pietra (?); il
braccio sinistro proteso e le gambe sono in
torsione, col ginocchio sinistro leggermente
piegato al fne di imprimere maggiore potenza
al lancio. Il giovane a torso nudo e porta un
himation annodato allaltezza del ventre.
Decorazione secondaria: sopra la scena, meandro
a sinistra, intervallato da riquadri decorati con
motivo a scacchiera. Sotto la scena, tra linee
risparmiate, fregio di ovoli. Alla base del collo,
cerchio di linguette. Sulla spalla, bastoncelli.
Gruppo di Palermo 16 (B.F. Cook).
430-425 a.C. (A. Lezzi-Hafter).
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1204, 2; LANZA 1990, p. 125, n.
1260, tav. 85; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 53;
LEZZI-HAFTER 2003, p. 188, n. 23, tav. 2,4; GIUDICEc 2003,
p. 8, nota 10.
(R.N.)
L132
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
5918, ex collezione Pace. Proveniente da
Camarina, necropoli Orientale, contrada Piombo
e Dieci Salme.
Centauro.
Centauro calvo e barbato in corsa verso d. con
corpo di proflo e busto di tre quarti. La mano d.
poggiata sul fanco, lavambraccio s. portato
in avanti con la palma della mano rivolta verso
lalto.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli; sopra la scena
fgurata, tra linee, meandro corrente a d. alternato
a motivi cruciformi.
Al di sotto della raffgurazione, linea a
risparmio.
Integra.
Gruppo di Palermo 16 (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1973, pp. 251-252, fg. 6c; Dal Museo
2002, pp. 639-640; GIUDICEb 2007, p. 167, fg. 173.
(S.S.)
Pittore di Shuvalov
L133
Hydria, a f.r., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. (depositi). Alt. m. 0,045, largh. m.
0,135. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, scavi Orsi 1899.
Restano la testa, di proflo verso destra, di un
giovane ammantato fno al naso, e quella di una
fgura femminile, di proflo verso sinistra, con
capo cinto da taenia.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
178
Catalogo
L131
L130
L132
L133
179
Catalogo
ovuli.
Pittore di Shuvalov (G. Giudice).
430-420 a.C.
Bibl.: GIUDICEb 2007, p. 171, cat. n. 328.
(R.N.)
Pittore di Calliope
L134
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
18419. Alt. m. 0,355. Proveniente da Camarina.
Donna di proflo verso destra, vestita di chitone
ed himation, capelli raccolti da una taenia,
tiene sollevato sulla mano destra un alabastron
decorato da fle di puntini e zig-zag e lo porge
ad una seconda fgura femminile. Questultima
tiene con entrambe le braccia, accostato al corpo,
un cofanetto ligneo decorato a riquadri alternati
neri e bianchi con linee verticali rettilinee, a punti
e ondulate. Indossa un chitone e porta lhimation
morbido, poggiato sulle braccia e allaltezza della
vita; ha i capelli raccolti in un toupet, decorati
da tre bende a fasce sottili. Tra le due donne un
diphros foderato da un cuscino, decorato da linee
verticali parallele a onda e a puntini.
Decorazione secondaria: tra il collo e la spalla,
fascia di linguette tra due bande a risparmio. Sulla
spalla, palmette oblique verso destra unite da
girali. Sopra la scena, fascia decorata a meandro
verso sinistra alternato a riquadri con croce di
malta e croce di SantAndrea.
Pittore di Calliope (J.D. Beazley).
440-435 a.C. (A. Lezzi-Hafter).
Bibl.: BEAZLEY 1963, p. 1263, 82; LEZZI-HAFTER 1988, p.
354, tav. 188, n. 301, c-d; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305,
nota 53.
(R.N.)
Pittore del Coperchio
L135
Coppa, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch. Reg.,
sine inv. Proveniente da Camarina.
I) Simposio, con linguette attorno al tondo incise
sulle pareti della vasca.
Probabilmente del pittore del Coperchio (J.D.
Beazley).
450-425 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1283, 23; GIUDICE, RIZZONE 2000,
p. 305, nota 53.
(R.N.)
L134
Pittore di Penelope
L136
Skyphos, a f.r., frr. di. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,054, largh. m. 0,050.
Provenienti da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadici.
Parte di motivo decorativo a girali e palmette
sotto il labbro.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fregio a fori di loto.
Pittore di Penelope (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 92, n. 85, tav. 55; GIUDICEb 2006, pp.
219-220, n. 104; GIUDICEb 2007, p. 185, cat. n. 366.
(P.L.)
Classe T: Classe di Basilea
L137
Oinochoe confgurata a testa femminile, a f.r.
Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv. 23982. Alt. m.
0,125. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 780.
Volto femminile con capelli ondulati divisi in
due bande sulla fronte e raccolti con un cercine
sulla nuca.
Classe T: Classe di Basilea (J.D. Beazley).
450-425 a.C.
Bibl.: BEAZLEY 1929, p. 71, n. 12; BEAZLEY 1963, p. 1549,
19; LANZA 1990, p. 51, tav. 24; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
304, nota 50.

(M.A.V.S.)
Non attribuiti
L138
Anfora a collo distinto, a v.n. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., sine inv. Alt. m. 0,44, largh. m. 0,26.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 282.
Corpo del vaso a v.n. Sotto lorlo, kymation.
Tra spalla e parte inferiore delle anse, palmette
contrapposte.
Ricomposta da frammenti e con lacune.
450-425 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1973a, p. 149, n. 443, tav. 47.
(S.S.)
L138
L139
180
Catalogo
L137
L136
181
Catalogo
L139
Lekythos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23972. Alt. m. 0,115. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
752.
Nike in volo, di proflo verso destra, con le ali
aperte in alto e con il braccio destro sollevato
a reggere un ramoscello. Veste un himation il
cui lembo estremo si vede sollevato in volo
allaltezza del fanco sinistro e al di sotto delle
ali; al di sotto di esso, si intravede un chitone a
ftte pieghe.
Decorazione secondaria: al di sopra della fgura,
una fascia a meandro ininterrotto, tra due fletti
neri; in basso, sottile zona risparmiata a indicare
il terreno; sulla spalla, doppio giro di fogliette
aghiformi.
450-425 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 47, tav. 21, n. 1.
(P. L.)
L140
Lebes gamikos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 26629. Alt. m. 0,13. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1316.
AB) Scene di gineceo.
A: fgura femminile, vestita di chitone ed
himation e capelli raccolti in una benda, siede su
un klismos di proflo a destra; le sta innanzi, di
tre quarti e col capo volto a sinistra, una fgura
femminile che, vestita di chitone, tiene due bende
tra le mani. Due larnakes sono poste ai lati della
scena, luna con decorazione a meandro, laltra
con motivi ondulati.
B: a sinistra, una fgura femminile, di proflo a
destra, vestita di chitone, protende entrambe le
braccia verso una seconda fgura femminile che,
di proflo a sinistra, e vestita di chitone e himation,
regge una benda con la mano destra protesa.
Decorazione secondaria: sotto le anse, due Nikai
alate vestite di chitone, in volo verso la scena del
lato A, reggono con la destra luna, una benda,
laltra, un alabastron; sulle spalle, sopra le scene,
linguette; sotto le scene, ovuli.
Ricorda il pittore della Centauromachia di Napoli
(G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl.: ORSI 1907, pp. 484485; LANZA 1990, p. 129, n.
1316, tav. 89; GIUDICEb 2007, pp. 108109, cat. n. 179, fg.
103.
(M.A.V.S.)
L141
Coppa apoda, a f.r. Catania, Museo Civico,
collezione Biscari, inv. 4229. Alt. m. 0,05; diam.
m. 0,153. Proveniente da Camarina.
A-B) Efebi nudi tra elementi vegetali.
A: un efebo nudo, con mantello poggiato sul
braccio, di proflo a d., regge un bastone nodoso.
B: un efebo nudo con mantello poggiato sulle
spalle avanza verso sinistra tenendo un bastone.
Tondo interno: fgura seduta su klismos. Di questo
restano solo i piedi.
Decorazione secondaria: sotto le anse, palmette
da cui nascono girali desinenti in boccioli; nella
parte interna dellorlo, fogliette lanceolate.
L140
L141
450-425 a.C.
Bibl.: LIBERTINI 1930, p. 171, n. 716, tav. 78; BARRESI,
VALASTRO 2000, pp. 112-113, n. 92; GIUDICEb 2006, p. 218,
n. 88; GIUDICEb 2007, p. 188, cat. n. 375.

(M.A.V.S.)
L142
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23901. Alt. m. 0,078. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 544.
Eros.
Eros nudo di proflo verso destra accovacciato
sulle ginocchia; protende le mani.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli; sotto la scena fgurata,
linea a risparmio.
450-425 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 18, tav. 4.
(G.S.C.)
L143
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg. (?).
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 143.
Felino con il capo frontale ed il corpo a destra;
tiene la zampa sinistra sollevata.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli.
450-425 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1904, c. 801, fg. 21 bis.
(G.S.C.)
L144
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg. (?). Alt. m. 0,075. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sporadica.
Bambino volto a sinistra; ha le gambe distese e si
puntella con il braccio destro.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
linea a risparmio.
Priva del collo e di parte del bocchello.
430-420 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1904, c. 909, fg. 104.
(G.S.C.)
L145
Lekythos aryballica, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 26624. Alt. m. 0,025. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
sporadica.
Fanciullo.
Fanciullo, accoccolato verso destra, protende il
braccio verso un oggetto (palla?).
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
Priva di collo e bocchello.
430-420 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 147, tav. 101, n. 19.
(G.S.C.)
L143
L144
182
Catalogo
L142
L145
L146
183
Catalogo
L146
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg. (?). Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 295.
Hermes.
Testa di Hermes di proflo verso sinistra; calza il
petaso.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
450-425 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1904, c. 832, fg. 42bis.
(G.S.C.)
L147
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23910. Alt. m. 0,068. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
591.
Hermes.
Testa di Hermes volto a sinistra; indossa il
petaso.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
450-425 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 25, tav. 8.
(G.S.C.)
L148
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24097. Alt. m. 0,045. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, scavi
1904, sporadica.
Cerbiatto in corsa verso sinistra.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
450-425 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 87, tav. 48, n. 31.
(G.S.C.)
L149
Lekythos aryballica, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24027. Alt. m. 0,07. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
937.
Figura maschile.
Giovane con il corpo frontale ed il capo a s.;
veste un himation e si appoggia con il braccio d.
ad un bastone.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
450-425 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 70, tav. 38, fg. 5.
(G.S.C.)
L147
L148
L149
L150
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg. inv.
22767. Proveniente da Camarina.
Donna che sacrifca presso unara.
(immagine inedita).
Bibl.: inedito.
(G.S.C.)
L151
Cratere a colonnette, a f. r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22823. Proveniente da Camarina,
necropoli Meridionale, sep. 1271 ( lo stesso
cratere cat. I 13?).
A) Danza di Satiri; B) colloquio tra efebi.
(immagine inedita).
Bibl.: inedito.
(G.S.C.)
L152
Askos, a. f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sep. 253.
Satiro e ariete.
Su un lato, un Satiro piegato in avanti: si conserva
solo la parte inferiore del corpo; sullaltro lato un
ariete in movimento.
Perduti il bocchello e lansa.
430-420 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1904, c. 821, fg. 37.
(G.S.C.)
L152
Catalogo
184
425-400 a.C.
Pittore di Camarina
M1
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
30746. Alt. m. 0,190. Proveniente da Camarina,
necropoli del Piombo.
Scena di toilette femminile.
A sinistra, fgura femminile, verosimilmente
unancella, incedente verso destra, porta i capelli
raccolti in un sakkos, indossa chitone ed himation;
con la mano sinistra tiene un lembo dellhimation
che scende lungo il chitone, mentre nella mano
destra regge un alabastron che sembra porgere
ad unaltra donna seduta dinnanzi. Questa veste
chitone ed himation, ha i capelli raccolti in uno
chignon, trattenuti da una taenia, e porta orecchini
pendenti; poggia la mano destra su un ginocchio
e solleva la sinistra reggendo uno specchio che
sembra porgere ad una seconda ancella alle sue
spalle. La fanciulla restrospiciente con busto
frontale e stante verso destra; ha i lunghi capelli
trattenuti da una taenia ed vestita con chitone
panneggiato ed himation.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sotto la scena fgurata motivo a ovoli.
Ricomposta.
Pittore di Camarina (J.D. Beazley).
425-400 a.C.
Bibl: ORSI 1912, p. 370, fg. 21a; ARIAS 1941, p. 13, tav.
28.3; BEAZLEY 1963, p. 1331, 1; PELAGATTI 1996, p. 12;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 55.
(P.L.)
M2
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
30745. Alt. m. 0,192. Proveniente da Camarina,
necropoli del Piombo.
Scena di toilette femminile.
A sinistra, fgura femminile, verosimilmente
unancella, incedente verso destra; ha i capelli
raccolti a chignon, trattenuti da una taenia
ed indossa chitone ed himation; con la mano
sinistra tiene un lembo dellhimation che scende
lungo il chitone, mentre nella mano destra regge
uno specchio che sembra porgere ad unaltra
donna seduta al centro. Questa veste chitone ed
himation, ha i capelli raccolti in uno chignon,
trattenuti da una taenia; poggia la mano sinistra
su un ginocchio e solleva il braccio destro.
Chiude la scena, a destra, una fanciulla di proflo
a d., retrospiciente, con un alabastron in mano.
Decorazione secondaria: motivo a ovoli.
Integra.
Pittore di Camarina (J.D. Beazley).
425-400 a.C.
Bibl: ORSI 1912, p. 371, fg. 21b; ARIAS 1941, p. 13, tav.
28.2; BEAZLEY 1963, p. 1331, 2; PELAGATTI 1996, p. 12;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 55.
(P.L.)
M3
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
23792. Alt. m. 0,187. Proveniente da Camarina,
M1
M2
185
Catalogo
necropoli di Passo Marinaro, acquisto Orsi.
Scena di toilette femminile.
Al centro donna seduta su una roccia (?), veste
chitone ed himation, ha i capelli raccolti in uno
chignon, e porta orecchini pendenti; poggia
la mano destra sulla roccia e solleva la sinistra
reggendo uno specchio che sembra porgere ad una
fanciulla dinnanzi a lei. Questa retrospiciente,
con busto frontale, incedente verso destra, con il
braccio s. sollevato; ha i capelli raccolti in uno
chignon ed vestita con chitone panneggiato ed
himation. A sinistra, una terza fgura femminile,
incedente verso destra, porta i capelli raccolti in
uno chignon, indossa chitone ed himation; con la
mano sinistra tiene un lembo dellhimation che
scende lungo il chitone, mentre solleva la mano
destra verso la donna seduta dinnanzi.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sotto la scena fgurata motivo a ovoli.
Integra.
Pittore di Camarina (J.D. Beazley).
425-400 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1331, 3; ARIAS 1941, p. 13, tav. 28.4;
ARIAS 1959, pp. 280-281; PELAGATTI 1996, p. 12; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 305, nota 55.
(P.L.)
M4
Hydria, a f.r. Camarina, Mus. Arch. Reg, inv.
1849. Alt. m. 0,187. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro.
Al centro donna seduta verso sinistra regge con la
mano sinistra uno specchio; a sinistra, una fgura
femminile con capelli raccolti in un sakkos, volta
a destra, regge nella mano destra un alabastron;
a destra, unaltra fanciulla con i capelli raccolti
in uno chignon, si allontana retrospiciente.
Pittore di Camarina (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: GIUDICEb 2006, p. 220, n. 105; GIUDICE, MESSINA
2006, p. 57, cat. n. 22; GIUDICEb 2007, p. 203, cat. n. 417,
fg. 200.
(P.L.)
Pittore del Toro
M5
Hydria, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24861. Alt. m. 0,120. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1114.
Scena di toilette femminile.
Figura femminile di proflo, stante verso destra,
ha i capelli raccolti in uno chignon e trattenuti da
una taenia, indossa chitone ed himation a larghe
pieghe; con la mano destra tiene sollevata una
cassetta rettangolare ornata di borchie, dai cui
lati pende una benda. In alto a sinistra, pende
unaltra benda, appesa dietro la fanciulla, con i
bordi ricamati.
Decorazione secondaria: alla base del collo
motivo a ovoli.
Pittore del Toro (G. Giudice).
425-420 a.C.
Bibl: LANZA 1990, p. 104, n. 1, tav. 64; GIUDICEb 2006, p.
M3
M4
186
Catalogo
220, n. 106
(P.L.)
M6
Hydria, a f.r. Palermo, collezione Arezzo di
Celano, inv. 24862. Alt. m. 0,122. Proveniente
da Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1114.
Scena di toilette femminile. Una fgura femminile
vestita di chitone e himation, di proflo, stante
verso destra, regge con entrambe le mani una
cassetta decorata da due fle di punti; con la mano
destra tiene anche una benda. Dietro la fgura,
un kalathos, mentre in alto appesa una taenia.
Davanti alla fgura, in alto, un alabastron.
Decorazione secondaria: sul collo, fascia di ovoli
e puntini; sotto la scena, linea a risparmio.
Pittore del Toro (G. Giudice).
425-420 a.C.
Bibl: SALIBRA 2002, p. 15, n. 8, fg. 18 a-b; GIUDICEb 2007,
pp. 214215, cat. n. 441, fg. 208.
(M.A.V.S.)
Pittore di Ferrara T.28
M7
Oinochoe, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
2693. Alt. m. 0,135. Proveniente da Camarina,
fornace Provide.
Figura femminile, seduta di proflo verso sinistra,
tende la mano destra e si appoggia con la sinistra
ad una roccia (?). Indossa un chitone e ha i capelli
raccolti in un toupet e cinti da una taenia.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
fregio con ovoli. Dietro la fgura, tralcio con
girali stilizzato.
Rotta allaltezza del collo: manca la bocca.
Ricomposta ed integrata.
Pittore di Ferrara T. 28 (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl.: PELAGATTI 1996, p. 12; PISANI 2006, p. 224, fg. 4;
GIUDICEb 2007, p. 217, n. cat. 447; PISANI 2008, pp. 96-97,
fg.18, pp. 100-101, cat. 206.

(R.N.)
M5
M6
M7
187
Catalogo
Pittore di Bonn 2053
M8
Pelike, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione Pace, inv. 5909. Alt. m. 0,17.
Proveniente da Camarina, necropoli orientale.
A) Donne stanti davanti cassetta; B) donna
stante.
A: scena di kosmesis. A s., una fgura femminile,
di proflo verso d., reca la capigliatura raccolta
sulla nuca in uno chignon ed un orecchino ad
anello al lobo d.; indossa chitone a ftte pieghe
raccolto in vita. La mano d. allungata verso la
fgura a d., si intravede la s. trattenuta alla vita. A
d., una fgura muliebre con capigliatura raccolta
sulla nuca in uno chignon ed un orecchino ad
anello al lobo s.; indossa chitone a ftte pieghe
ed himation che copre la spalla s. e scende a
larghe pieghe dal medesimo lato; il busto di
tre quarti nellatto di porgere uno specchio con
la mano d. protesa. Al centro della scena, a terra,
una cassetta.
B: fgura muliebre con capigliatura raccolta sulla
nuca in un sakkos; indossa chitone ed himation
che copre la spalla s. e scende a larghe pieghe
dal medesimo lato; il busto di tre quarti con la
mano d. protesa.
Decorazione secondaria: sul collo, tra le anse,
kymation ad ovuli.
Breve fascia a risparmio alla base delle
raffgurazioni.
Pittore di Bonn 2053 (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: DI STEFANO, PELAGATTI 1998, fgg. 5a, 6a; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 305, nota 56; GIUDICEb 2006, p. 220, n.
107; SALIBRA 2006, p. 346, fg. 11 a-b; GIUDICEb 2007 p.
218, cat. n. 448.

(S.S.)
M9
Pelike, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione Pace, inv. 5916. Alt. m. 0,17.
Proveniente da Camarina, necropoli orientale.
A) Donne stanti davanti a cassetta; B) donna stante.
A: scena di kosmesis. A s. una fgura femminile,
di proflo verso d. reca la capigliatura raccolta
sulla nuca in uno chignon ed un orecchino ad
anello al lobo d.; indossa chitone a ftte pieghe
raccolto in vita. La mano d. allungata verso d. e
regge un oggetto di forma sferica. A d. una fgura
muliebre con capigliatura raccolta sulla nuca in
uno chignon ed un orecchino ad anello al lobo
s.; indossa chitone a ftte pieghe ed himation che
copre la spalla s. e scende a larghe pieghe dal
medesimo lato; il busto di tre quarti. Al centro
della scena, a terra, una cassetta.
B: fgura muliebre con capigliatura raccolta sulla
nuca in un sakkos; indossa un chitone ed un
himation che copre la spalla s. e scende a larghe
pieghe dal medesimo lato; il busto di tre quarti
con la mano d. protesa.
Decorazione secondaria: sul collo, tra le anse,
kymation.
Breve fascia a risparmio alla base della scena.
M8
M8
188
Catalogo
Integra.
Pittore di Bonn 2053 (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: DI STEFANO, PELAGATTI 1998, fgg. 5b, 6b; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 305, nota 56; GIUDICEb 2006, p. 220, n.
108; SALIBRA 2006, p. 346, fg. 11 a-b; GIUDICEb 2007, p.
219, cat. n. 449.
(S.S.)
Gruppo di Vienna 943
M10
Lekythos aryballica, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 22961. Alt. m. 0,076. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1240.
Figura femminile in movimento verso destra.
Figura femminile di proflo verso destra
retrospiciente. Avanza con le braccia alzate
quasi stesse danzando. Indossa un lungo peplo
con ampio apoptygma. Il vestito asseconda il
movimento del corpo allargandosi in basso.
Ricomposta da frammenti.
Vernice in parte evanida. Nessuna decorazione
secondaria.
Gruppo di Vienna 943 (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: LANZA 1990, p. 123, n. 1240, 2, tav. 84; GIUDICEb
2006, p. 220, n. 109; GIUDICEb 2007, p. 220, cat. n. 451,
fg. 215.
(G.S.C.)
Pittore della Sfnge di Mainz
M11
Lekythos aryballica, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24052. Alt. m. 0,07. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1011. Ricomposta da vari frammenti.
Sfnge di proflo verso destra.
La fgura della Sfnge lacunosa. Le zampe
M9
M10
M9
189
Catalogo
anteriori sono unite mentre si sono perdute quelle
posteriori.
Pittore della Sfnge di Mainz (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: LANZA 1990, p. 78, tav. 45; GIUDICEb 2006, p. 220, n.
110; GIUDICEb 2007, pp. 222-223, cat. n. 459, fg. 217.
(G.S.C.)
Pittore dellAncella del Louvre
M12
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
24001. Alt. m. 0,16. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 861.
Figura femminile panneggiata in movimento
verso d.; dinnanzi, elemento vegetale.
Vicina al pittore dellAncella del Louvre (G.
Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: LANZA 1990, p. 60, n. 861, tav. 29; GIUDICEb 2006, p.
220, n. 111; GIUDICEb 2007, p. 224, cat. n. 464, fg. 219.
(S.R.)
Pittore di Al Mina
M13
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24881. Alt. m. 0,073. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1114.
Su banda risparmiata rappresentato un cigno
di proflo verso destra, accovacciato. Tiene nel
becco un elemento foreale (?).
Vicina al pittore di Al Mina (G. Giudice).
450-425 a.C.
Bibl: LANZA 1990, p. 104, n. 4, tav. 64; GIUDICEb 2006, p.
221, n. 112; GIUDICEb 2007, pp. 227-228, cat. n. 471.
(R.N.)
M11
M12
190
Catalogo
Pittore Arruffato
M14
Lekythos aryballica, a f.r. Ragusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,06. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro.
Hermes.
Testa di Hermes volta a sinistra.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a riparmio.
Pittore Arruffato (G. Giudice).
425-400 a.C.
Bibl: LANZA 1990, p. 93, n. 92, tav. 57; GIUDICEb 2007, pp.
229-230, cat. n. 478, fg. 223.
(R.N.)
Pittore di Canea
M15
Lekythos, a f.r., fr. di. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., sine inv. Alt. m. 0,048, largh. m. 0,037.
Proveniente da Camarina, necropoli di Passo
Marinaro, sporadico.
Amazzone.
Della decorazione principale resta la parte
superiore del corpo di unAmazzone che scocca
una freccia dal suo arco teso. Indossa una tunica
aderente con motivi geometrici ed alopekis sul
capo.
Decorazione secondaria: meandro corrente verso
s. interrotto da scacchiera.
Pittore di Canea (J.D. Beazley).
425-400 a.C.
Bibl: ORSI 1904, c. 909, fg.105; BEAZLEY 1963, p. 1369, 2;
GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305, nota 57.

(G.S.C.)
M16
Lekythos, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
26583. Alt. m. 0,22. Proveniente da Camarina,
necropoli di Passo Marinaro, sep. 1417.
Amazzone.
Amazzone con busto frontale e testa di proflo a
d. Con la mano s. sollevata tiene un arco ricurvo,
mentre con la d. regge un akontion (o una lancia?).
Veste un costume frigio a motivi geometrici, e
lalopekis. Dal copricapo fuoriescono i capelli
ricci.
Decorazione secondaria: sul collo, trattini; sulla
M13
M14
M15
191 Catalogo
spalla, linguette; sopra e sotto la scena fgurata
fascia di ovuli.
Riattaccato il collo; diverse scheggiature sul
corpo.
Pittore di Canea (J.D. Beazley).
425-400 a.C.
Bibl: BEAZLEY 1963, p. 1369, 3; RICCIONI 1959, p. 307, fg.
450; LANZA 1990, p.140, tav. 95; GIUDICE, RIZZONE 2000, p.
305, nota 57.
(G.S.C.)
M17
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg., inv.
6580. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 185.
UnAmazzone di tre quarti verso d. Il capo, di
proflo verso d., coperto dallalopekis da cui
fuoriesce, sulla fronte, la chioma riccioluta.
Indossa una lunga maglia, stretta sotto il seno
da un cinturino, decorata da fasce orizzontali
con linee a zig zag e punti e con le maniche
decorate a fasce orizzontali con linee verticali
parallele. Reca il braccio d. piegato allindietro
e, nella mano corrispondente, stringe una lancia
(akontion?), il braccio s. alzato e coperto da
una clamide. Alle spalle, allaltezza della vita,
si intravede un gorytos trattenuto da una tracolla
che attraversa, diagonalmente, da d. verso s., il
torso dellAmazzone.
Al di sotto dellAmazzone palmetta a foglie
lanceolate iscritta in racemi, quindi tralci e
convolvoli che si allungano, in alto e in basso,
nel campo ai lati della scena.
Decorazione secondaria: alla base del collo
trattini, sulla spalla linguette; al di sopra e
al di sotto della scena, corre un kymation ad
ovuli marginato, in alto e in basso, da linee a
M16
M17
192
Catalogo
risparmio.
Pittore di Canea (G.Giudice).
Gruppo di Palermo 16, Mormino Class, pittore di
Canea (A. Lezzi-Hafter).
Pittore di Canea (R. Salibra).
425-400 a.C.
Bibl: SALIBRA 1999, p. 61; GIUDICE, RIZZONE 2000, p. 305,
nota 57; DI STEFANO 2001, pp. 42-43, fgg. 43-44; LEZZI
HAFTER 2003, p. 188, n. 17; GIUDICEb 2006, p. 221, n. 113;
GIUDICEb 2007, p. 233, cat. n. 487, fg. 226.
(S.S.)
Non Attribuiti
M18
Oinochoe, a f.r. Siracusa, Mus. Arch. Reg., inv.
22807. Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, vicinanze sep. 91.
Tre fgure femminili; quella posta al centro, di
proflo a sinistra, vestita di chitone fttamente
panneggiato, regge una cassetta; quella a sinistra
(volta a destra) ha i capelli raccolti in un sakkos
e indossa chitone e himation; la terza fgura
femminile, posta a destra e vestita di chitone,
regge una benda ed un alabastron.
Ricomposta da frammenti.
Verso il 420 a.C.
Bibl.: ORSI 1904, cc. 907908, fgg. 102, 211; GIUDICEb
2007, pp. 235236, cat. n. 495, fg. 228.
(M.A.V.S.)
M19
Lekythos aryballica, a f.r. Scicli, collezione
Spadaro. Alt. m. 0,08. Proveniente da Camarina.
Galletto.
Galletto volto a d. Dinnanzi, giraglio.
425-400 a.C.
Bibl.: BENNDORF 1883, p. 69, n. 7, tav. 36; SALIBRA 2006,
p. 335.
(G.S.C.)
M20
Lekythos aryballica, a f.r. Catania, Museo Civico,
collezione Biscari, inv. 4202. Alt. m. 0,049.
Proveniente da Camarina.
Bambino che gioca a palla.
Bambino di fanco d., chino in avanti, sta giocando
con una palla che fa rimbalzare a terra.
Decorazione secondaria: linea a risparmio sotto
M18
M19
193
Catalogo
M20
la scena fgurata.
Lacuna nella parte inferiore del corpo; priva
dellansa. Diverse scrostature e vernice evanida.
Ca. 430-420 a.C. (S. Barresi).
Bibl.: BARRESI,VALASTRO 2000, p. 114, n. 94; GIUDICE,
RIZZONE 2000, p. 305, nota 57.
(G.S.C.)
M21
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24107. Alt. m. 0,05. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, scavi
1904, sporadica.
Figura femminile.
Figura femminile in movimento verso destra;
veste un lungo chitone, lhimation ed ha i
capelli raccolti in un toupet. Dinnanzi, elemento
vegetale.
Decorazione secondaria: sotto la scena decorata,
fascia a risparmio.
425-400 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 88, tav. 48, n. 42.
(G.S.C.)
M22
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 23903. Alt. m. 0,05. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
546.
Delfno.
Delfno volto a sinistra, con le pinne sollevate.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
Verso il 420 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 18, tav. 4, n. 3.
(G.S.C.)
M23
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg. (?). Proveniente da Camarina, necropoli di
Passo Marinaro, sep. 186.
Sfnge.
Sfnge volta a sinistra; tiene la zampa destra e la
coda sollevate.
425-400 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: ORSI 1904, c. 813, fg. 33.
(G.S.C.)
M24
Lekythos aryballica, a f.r. Siracusa, Mus. Arch.
Reg., inv. 24876. Alt. m. 0,068. Proveniente da
Camarina, necropoli di Passo Marinaro, sep.
1188.
M21
M22
194
Catalogo
M23
Sfnge.
Sfnge di proflo a destra; tiene una zampa e la
coda sollevate.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
fascia a risparmio.
425-400 a.C. (G. Giudice).
Bibl.: LANZA 1990, p. 111, tav. 70.
(G.S.C.)
M25
Chous, a f.r. Scicli, collezione Spadaro, sine inv.
Alt. m. 0,07. Proveniente da Camarina.
Infante.
Infante gattona verso d.; dinnanzi palla e
brocchetta.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
ovuli; sotto, fascia a risparmio.
Ca. 420 b.C. (Van Hoorn).
Bibl: BENNDORF 1883, p. 69, tav. 36, 5; VAN HOORN 1951,
p. 181; SALIBRA 2006, p. 335; GIUDICEb 2007, p. 237, cat.
n. 497.
(G.S.C.)
M24
M25
195
Catalogo
D3bis
1
Cratere a colonnette, a f.n., fr. di. Ragusa, Mus.
Arch. Reg., ex collezione Pace inv. 5934. Alt. m.
0,8. Proveniente da Camarina.
Rimangono parte del collo e del labbro di un
cratere a colonnette; sulla tesa dellorlo cinghiale
volto a destra, e parte di un volatile (?), entrambi
nella tecnica a silhouette; sul suo taglio, doppia
fla di foglie di edera contrapposte tra strisce di
vernice. Il collo del vaso coperto da vernice
nera.
Pittore del Louvre C 11266 (G. Giudice)
Cfr.: il cratere a colonnette di Gela, coll. Navarra,
ant. inv. 328/b (CVA Italia 54, Gela 4, tav. 4,2),
e quello di Napoli, Raccolta Cumana, inv. 86323
(R.C. 20) (CVA Italia 69, Napoli 5, tav. 13,4).
530-520 a.C.
Bibl.: inedito.
(G.G.)
* Nelle more della stampa, la Prof.ssa Paola Pelagatti mi
ha gentilmente fornito le foto di alcuni vasi e frammenti
ancora inediti, facenti parte della collezione Pace. I vasi li-
stati nelladdendum non sono conteggiati negli istogrammi
che monitorano limport della ceramica attica a Camarina.
[G.G.]
D4bis
Anfora, a f.n., fr. di. Ragusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione Pace, inv. 5936. Alt. m. 0, 6, largh. m.
0,85. Proveniente da Camarina.
Scena di congedo del guerriero.
Rimangono le teste di due guerrieri volti a
sinistra. In primo piano la testa di un oplita con
il capo coperto da un elmo di tipo corinzio, che
imbracciava un grande scudo rotondo di cui si
conserva solamente lantyga; in secondo piano,
un personaggio maschile, barbato con berretto
frigio (arciere scita?) regge in mano due lance;
dinnanzi alle due fgure si distingue appena una
mano, che stringe le redini di una quadriga (?) ed
unasta.
Sovraddipinti in paonazzo il lophos dellelmo
delloplita e la barba del guerriero scita.
Pittore di Antimenes o sua maniera (G. Giudice).
Cfr.: lanfora di Parigi, Louvre F 219 (ABV
270, 59; BUROW 1989, p. 83, n. 38); per il
rendimento del guerriero scita, lanfora di New
York, Metropolitan Museum 56.171.19 (ABV
269,43); per il disegno di entrambi, lidria di
Monaco 1695 (ABV 276,5, maniera del pittore di
Antimenes) e quella di Los Angeles 50.8.5 (ABV
277,6), lanfora di New York 41.85 (ABV 283,13,
gruppo di Toronto 305).
525-500 a.C.
Bibl.: inedito.
(G.G.)
ADDENDUM
*
D3bis
D4bis
D4ter
Cratere a volute, a f.n., fr. del collo. Ragusa,
Mus. Arch. Reg., ex collezione Pace, inv. 5935.
Alt. mt. 0, 72. Proveniente da Camarina.
Rimane parte del collo di un cratere a volute; al
centro una fgura maschile, seduta verso sinistra
su un diphros okladias, avvolta nellhimation,
stringe in mano unasta; dinnanzi si conservano la
testa, il collo e le zampe anteriori di due destrieri;
alle spalle rimangono il gluteo e la gamba di un
personaggio maschile in procinto di salire su un
cocchio.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
linea a vernice nera.
Gruppo di Golvol (G. Giudice).
Cfr.: il cratere a volute di Wrzburg H 5169
(ABV 195,5; 689; PARA 80; ADD
2
52); cfr. anche
il cratere a volute di New York 41.162.64 (ABV
384,22) e il cratere a volute di Reggio Calabria,
da Locri (ABV 386,13) .
525-500 a.C.
Bibl.: inedito.
(G.G.)
F7bis
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione Pace, inv. 5906 Alt. cons. m. 0,115.
Proveniente da Camarina.
Combattimento oplitico.
Da sinistra un guerriero in completo assetto
oplitico si lancia contro un avversario, gi caduto
sulle ginocchia; ai lati incorniciano la scena due
opliti ed un cavaliere.
Combattimento di quattro opliti ed un cavaliere.
Ricomposta da frammenti. Priva della parte
superiore.
Cfr.: per la forma, la lekythos di Gela, coll.
Navarra, ant. inv. 5 (CVA Italia 54, Gela 4, tav.
22,4).
500 a.C. circa.
Bibl.: inedita.
(G.G.)
F21 quinquies
Lekythos, a f.n. (fondo bianco). Ragusa, Mus.
Arch. Reg., ex collezione Pace inv. 5929. Alt. m.
0,11. Proveniente da Camarina.
Quadriga in corsa.
Un auriga in lunga xystis rimane solo la parte
inferiore della veste su un cocchio alla guida
di una quadriga lanciata nella corsa; davanti a
destrieri e al di sotto del ventre sono due pilastrini
su plinti rettangolari; sotto le zampe, poggiato
in terra un calderone di tipo bronzeo. Sul campo,
si intersecano tralci.
Decorazione secondaria: il terzo inferiore del
vaso interamente a vernice nera; al di sopra,
fasce a risparmio.
Mancante di tutta la parte superiore del corpo,
della spalla, del collo e del bocchello. Ricomposta
da numerosi frammenti.
Pittore di Haimon (G. Giudice).
Cfr.: per la forma del vaso e per il rendimento
delle zampe dei cavalli, la lekythos di Karlsruhe
187 (ABL 234,49; ABV 508,49); per la ruota del
D4ter
F7bis
198
Addendum
cocchio, la lekythos di Copenaghen 1677 (ABL
234,56); per il cocchio, la lekythos di New York,
Gallatin 41.162.240 (ABV 538,30; ABL 242,30) e
quella di Nicosia C 728 (ABV 539,1).
500 484 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.G.)
F21sexies
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5928. Alt. m. 0,13.
Proveniente da Camarina.
Scena musicale.
Sul corpo rimangono due fgure avvolte in
himatia volte a destra; luna seduta sul diphros
e regge in mano una lyra; laltra, stante, suona il
doppio aulos. Le fronteggia un terzo personaggio
stante verso sinistra.
Decorazione secondaria: sulla spalla, raggiera di
boccioli di loto stilizzati; sopra la scena, doppia
linea di punti, tra linee di vernice; sotto, fasce a
risparmio, su fondo a vernice nera.
Mancante del bocchello, del labbro, di parte
della pancia e del piede. Superfcie fortemente
corrosa.
Gruppo di Haimon (G. Giudice).
Cfr.: la lekythos di Oslo 36276 (PARA 282).
500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.G.)
G1bis
Lekythos, a v.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg., ex
collezione Pace, inv. 5930. Alt. m. 32. Proveniente
da Camarina.
Alla base del collo, ovuli, tra linee a risparmio.
Il corpo del vaso interamente a vernice nera.
Ricomposta da frammenti.
500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.G.)
H23bis
Lekythos, a f.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5921. Alt. m. 0,105.
Proveniente da Camarina.
Sul corpo del vaso, motivo a scacchiera, tra linee
a vernice nera; sopra e sotto, meandro corrente a
destra.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, corona di bastoncelli. Il
terzo inferiore del vaso coperto da vernice.
Cfr.: la lekythos di Oxford, Ashmolean museum
1879.209 (KURTZ 1975, tav. 71, 2).
461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.S.C.)
F21quinquies
F21sexies
G1bis
H23bis
199
Addendum
H23ter
Lekythos, a f.n. (fondo bianco). Ragusa, Mus.
Arch. Reg., ex collezione Pace, inv. 5926. Alt.
m. 0,13. Proveniente da Camarina.
Sul corpo del vaso, doppia fla di punti tra linee di
vernice; al di sotto motivo a losanghe, circoscritto
da due righe a vernice nera.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli; nel terzo
inferiore del vaso, fasce a risparmio.
Cfr.: la lekythos di Oxford, Ashmolean museum
1879.209 (KURTZ 1975, tav. 71, 2).
461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.S.C.)
I55ter
Lekythos, a v.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5919. Alt. m. 0,19.
Proveniente da Camarina.
Alla base del collo, raggiera di linguette su fascia
a risparmio.
Il corpo del vaso interamente a vernice nera.
offcina del pittore di Bowdoin (G. Giudice).
Cfr.: la lekythos di Paestum (ARV 694,36) e quella
di Citt del Vaticano G.79 (ARV 694,31).
461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.S.C.)
I81bis
Lekythos, a v.n. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5923. Alt. m. 0, 23.
Proveniente da Camarina.
Alla base del collo, bastoncelli; sulla spalla,
boccioli di loto stilizzati.
Corpo del vaso a vernice nera.
Classe ATL (G. Giudice).
Cfr.: la lekythos di New York, Metropolitan
Museum 41.162.136 (ARV
2
720,1) e quella di
Stavanger 4308 (PARA 410).
Per la classe ATL vd. KURTZ 1975, pp. 82-83.
461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.S.C.)
I111bis
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5925. Alt. m. 0,9.
Proveniente da Camarina.
Sfnge.
Sfnge accovacciata di proflo verso destra,
dinnanzi ad una stele; ha i capelli raccolti in uno
chignon.
H23ter
I55ter
I81bis
I111bis
200
Addendum
Abrasa la decorazione secondaria sulla spalla del
vaso.
Cfr.: per la forma del vaso e per la decorazione
secondaria, la lekythos di Reggio Calabria 27225
(ARV
2
725,2).
461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.S.C.)
L126bis
Lekythos, a f.r. Ragusa, Mus. Arch. Reg.,
ex collezione Pace, inv. 5924. Alt. m. 0,75.
Proveniente da Camarina.
Cerbiatto.
Cerbiatto in corsa verso sinistra.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
corona di linguette; sulla spalla, bastoncelli; sotto
la scena fgurata, fascia a risparmio.
Piede di restauro.
Gruppo di Londra E 614 (G. Giudice).
Cfr.: la lekythos di Londra E 614 (ARV
2

1203,29).
450-425 a.C.
Bibl.: inedita.
(G.S.C.)
L126bis
201
Addendum
Durante il convegno Camarina 2600 anni
dopo la fondazione. nuovi studi sulla citt e
sul territorio, organizzato da G. Di Stefano
e P. Pelagatti nel 2005
1
, avevo presentato una
relazione che verteva sullanalisi stilistica dei
vasi attici rinvenuti a Camarina, nella necropoli di
Passo Marinaro, editi a partire dal 1899 da P. Orsi
2
,
G. Libertini
3
, da P. Pelagatti
4
, da M.T. Lanza
5
ed,
infne, da G. Di Stefano
6
, al fne di stabilire la loro
cronologia e di attribuirne la paternit ai pittori
del Ceramico di Atene: si trattava di pi di 110
esemplari, che, quasi tutti decorati nella tecnica
a fgure rosse e non compresi nelle liste Beazley,
necessitavano, ancor prima di una classifcazione
stilistica, di una determinazione cronologica.
Il paziente lavoro di flologia vascolare
aveva consentito di allargare considerevolmente
le nostre conoscenze sulla ceramica attica a
Camarina nel corso del V secolo, portando da
118 a 230 circa il numero dei vasi e frammenti
a f.r. attribuiti ed aveva, altres, permesso di
allargare lo spettro delle forme vascolari e dei
pittori identifcati.
Rimanevano esclusi da questo studio gran
parte dei frammenti dei vasi rinvenuti sporadici
sul terreno da P. Orsi durante le campagne di
scavo degli anni 1899-1906 , ancora inediti
7
, e
1
GIUDICEb 2006; vd. anche MESSINA, GIUDICE 2006.
2
ORSI 1899; 1904; 1907; 1912.
3
LIBERTINI 1930.
4
PELAGATTI 1973a.
5
LANZA 1990.
6
DI STEFANO 1998; 1999; 2001; DI STEFANO, PELAGATTI
1998; DI VITA, DI STEFANO, DANDREA 1995.
7
Un affettuoso ringraziamento va al Dott. Giovanni Di
Stefano, che mi ha affdato lo studio dei frammenti orsi
ancora inediti.
custoditi nei magazzini del Museo Archeologico
Regionale di Ragusa; sono circa 150 esemplari,
dipinti nelle tecniche a fgure nere e rosse, che
coprono un arco cronologico piuttosto ampio, che
va dal 550 a.C. al 420-410 a.C., e che un accurato
esame stilistico, mi ha, in gran parte, permesso di
assegnare ai maestri del Ceramico di Atene.
PITTORI ARCAICI
Un solo frammento realizzato nella tecnica
a fgure nere databile intorno alla met del VI
secolo a.C.: il coperchio di una lekanis
8
(cat.
1), il primo fnora rinvenuto a Camarina, ornato
da denti di lupo, fle di punti e boccioli di loto,
in vernice nera diluita, che trova un parallelo
interessante in un esemplare quasi identico
conservato ad Edimburgo
9
.
PITTORI TARDOARCAICI E PROTOCLASSICI
Pochi vasi - circa nove -, tra quelli analizzati,
si datano nella fase ippocrateo-geloniana della
citt, periodo che vede un quasi esclusivo import
di ceramica a fgure nere; prevalente la forma
della lekythos
10
ed in misura minore quella della
coppa skyphoide
11
, dipinte, entrambe, da un
limitato gruppo di artigiani: i pittori di diosphos
12
,
8
Sulla forma della lekanis, vd. BREITFELD-VON EICKSTEDT
1997, 55-61; LDORF 2000.
9
Inv. n. 1953.24.
10
Sulla forma della lekythos vd. SPARKES, TALCOTT
1970, 150-152; MOORE, PHILIPPIDES, VON BOTHMER 1986,
43-47; KURTZ 1975; DE LA GENIRE 1984, 91-98.
11
Sulla forma della coppa skyphoide, vd. HATZIDAKIS
1984; BATINO 2002.
12
Sullatelier dei pittori di Sappho e diosphos, ABL
Le importazioni attiche a Camarina.
La necropoli di Passo Marinaro.
Addendum
GIADA GIUDICE
della Megera
13
, di Athena
14
, e quelli del gruppo di
Haimon
15
. Al pittore di diosphos, in particolare,
ritengo di poter attribuire un frammento di
lekythos a fondo bianco (cat. 2), sul quale sono
visibili le teste di due cavalli, probabilmente
parte di una quadriga lanciata nella corsa; la linea
del massetere piuttosto accentuata, gli occhi a
mandorla, la criniera sovvraddipinta in colore
paonazzo, sono elementi che, ritroviamo tutti,
identici, su una lekythos di Atene (inv. CC 985).
Estremamente articolato, al contrario, il
corpus del materiale ceramico a fgure rosse
databile nel momento della rifondazione
democratica: comprende, infatti, pi di ottanta
frammenti, per lo pi di crateri a colonnette
16
,
a calice ed a campana, e di lekythoi del tipo
aryballico, standard e secondary shape
17
;
contenuta la presenza di pelikai, anfore,
stamnoi, coppe ed askoi
18
di cui si conta un solo
esemplare.
Piuttosto composito anche il quadro dei
ceramograf documentati: numerosi i cosiddetti
painters of large pots
19
, ed i primi manieristi,
tra i quali i pittori di Mykonos
20
, del Frutteto
21
, di
Alkimachos
22
, di Londra E 489
23
, di Agrigento
24

ed il gruppo di Borea-Firenze
25
, cui sono riferibili
94-130, 232-241, appendici XI-XII; ABV 507-517; ARV
2

300-304; PARA 246-255; HASPELS 1972, 103-109; KURTZ
1975, 96-99; FREL 1983, 35-38; GROSSMAN 1991, 13-26;
JUBIER-GALINIER 1996; JUBIER-GALINIER 1998a, 75-85 ;
JUBIER-GALINIER 1998b, 731-748, in particolare 735 e ss. ;
JUBIER 1999, 181-186; WEBER 2000 ; NEILS, OAKLEY, 2003,
297-298; JUBIER-GALINIER 2003, 79-89; HASPELS ADDENDA
2006, 40-45; CLOSTERMAN, 2007, 49-64.
13
Sulloffcina del pittore della Megera, ABL 266-299;
ABV 586-587, 709; PARA 292-294; KURTZ 1975, 153-156;
ADD
2
139; TORELLI 1994, 117-125; HASPELS ADDENDA 2006,
69-72.
14
Sulloffcina del pittore di Athena, ABL 254-269;
ABV 522-524, 533, 704; KURTZ 1975, 15-17; PARA 260-
262; ADD
2
130-131; HASPELS ADDENDA 2006, 60-67.
15
Sulloffcina del pittore di Haimon, ABV 538-583,
705-708, 716; PARA 269-291, 357; ABL 132 e ss; KURTZ
1975, 150-153; HASPELS ADDENDA 2006, 45-53.
16
Per la forma del cratere a colonnette, SPARKES,
TALCOTT 1970, 54, con bibliografa; ZAPHIROPOULOU 1970,
380-398; BAKIR 1974; TIVERIOS 1981, 120 e ss.; MOORE,
PHILIPPIDES, VON BOTHMER 1986, 23-25.
17
COOK 1984, 149-152; COOK 1991, 209-230.
18
Sulla forma dellaskos, v. SPARKES- TALCOTT 1970,
157-160; MASSEI 1978; MOORE 1997, 55-56.
19
ARV
2
483 e ss.
20
ARV
2
514-516, 1657; PARA 382.
21
ARV
2
522-528, 1657-1658; PARA 383; ADD
2
254.
22
ARV
2
529-535, 1658; PARA 383-384; SCHWARZ 1974,
36-38; ADD
2
254.
23
ARV
2
546-548, 1658; PARA 385-386; ADD
2
256.
24
ARV
2
574-579, 1659-1660; PARA 391-392; ADD
2

262.
25
ARV
2
536-546, 1658; PARA 384-385; ADD
2
255-256.
Sul pittore di Firenze vd. anche TULLIO 1996, 141-154. Sul
essenzialmente crateri a colonnette; fa eccezione
un frammento attribuito al pittore di Mykonos
sul quale raffgurata una fgura femminile con
fuso (cat. 11) e che probabilmente parte di
unhydria
26
.
Un ventaglio di tipologie vascolari pi vario
dipinto dal pittore dei Niobidi
27
, di cui si sono
con certezza identifcati frammenti di anfore,
di crateri a calice
28
(anche a doppio registro
29
),
ed a volute, di pelikai, di oinochoai
30
; tra i pi
interessanti, un coccio di cratere a calice (cat. 25)
con raffgurazione di fgura femminile, con corona
radiata sul capo, vestita di un chitone ornato da
motivo a crocette ed orlato sul collo e sulle spalle
da una fla di punti, posta di tre quarti, secondo
un modulo iconografco piuttosto frequente
nella produzione del celebre ceramografo, che
caratterizza normalmente fgure maschili e
femminili, come quelle che decorano i crateri a
calice del Louvre G 341, di Ferrara T.313 e gli
esemplari a volute di New York 07.286.84 e di
Palermo G 1283
31
, e che ricorre, anche, nella
produzione di ceramograf operanti allinterno
della stessa offcina, quali, ad esempio, i pittori
dei Satiri Villosi e di Ginevra
32
.
Grande fortuna sul mercato camarinese
incontra anche la produzione ceramica della
bottega del pittore di Villa Giulia
33
, specializzata
nella pittura di crateri a calice ed a campana,
ed hydriai di vario soggetto, e allinterno della
quale operavano anche i pittori di methyse
34
e di
Chicago
35
e, nella fase pi avanzata, di Eupolis
36
:
sono circa undici i frammenti riferibili alla loro
pittore di Borea, LEZZI-HAFTER 2001, 131-135.
26
Per la forma dellhydria, FLZER 1906; BEAZLEY
1927a, 86; RICHTER, MILNE, 1935, 11-12; BLOESCH 1951,
35-37; DIEHL 1964; REAL 1976, 33-47; MOORE, PHILIPPIDES,
VON BOTHMER 1986, 35-38. Sullhydria vd. anche SCHMIDT
2005, in particolare 222-279.
27
ARV
2
598-612, 1661, 1701-1702; PARA 394-397;
ADD
2
265-268.
28
FRANK 1990; HBER 1990, 57-72.
29
Sui crateri a calice a doppio registro, OAKLEY 1984,
119-127.
30
Sulla forma delloinochoe, SPARKES, TALCOTT 1970,
58-63, 76-78 con bibliografa; GREEN 1972, 1-16; GREEN
1978, 262-269, esemplari a fgure rosse di inzio V sec.
a.C.; CLARK 1992.
31
ARV
2
601,22; 602,24; 613,1; 599,2.
32
Cfr. lhydria di Odessa 26613 (ARV
2
614,1; ADD
2

269), il cratere a volute di New York 07.286.84 (ARV
2

613,1; ADD
2
268), e quello a calice di Ginevra MF 238
(ARV
2
615,1; ADD
2
269).
33
ARV
2
618-626, 1662; PARA 398-399; ADD
2
270-
271.
34
ARV
2
632-634; PARA 400; LEZZI-HAFTER 1976, 102;
LEZZI-HAFTER 1988a, 325-334; ADD
2
272.
35
ARV
2
628-631, 1662-1663; PARA 399-400; LEZZI-
HAFTER 1976, 101-102; ADD
2
272.
36
ARV
2
1072-1074, 1681-1682; PARA 448-449; ADD
2

325-326.
G. Giudice 204
opera.
Una scena di partenza per la caccia
37
decorava,
probabilmente, il bellissimo frammento di cratere
a calice (cat. 38), sul quale sono ora superstiti
due uomini; a sinistra una fgura barbata, vestita
di un mantello, che ricade sul braccio sinistro,
lasciandogli scoperte le spalle ed il petto, dal
quale pende laorter; regge con la mano sinistra,
poggiandola sulla spalla, una lunga asta. Lo
precede un personaggio similmente abbigliato ed
armato.
Numerosi elementi richiamano il linguaggio
fgurativo del pittore di Chicago: si osservino
in particolare il rendimento dellocchio con la
palpebra superiore fortemente accentuata, su cui,
quasi, poggia un sopracciglio arcuato, la fuidit
delle pieghe del mantello, ed il rendimento delle
capigliature e della barba, caratterizzate da
morbide ciocche in vernice diluita; tutti elementi
che trovano un immediato confronto in una
hydria di Napoli (inv. 3161), e su una oinochoe di
Boston (inv.13.192)
38
, e che possiamo osservare
anche su un piccolo frammento (cat. 42) con la
testa ed il busto di un satiro verso destra; la barba
e la capigliatura del sileno, il proflo dellocchio
hanno un esatto parallelo nella fgura maschile
dipinta su una pelike conservata a Lecce (inv.
570)
39
.
Affne al pittore di Chicago quello di
methyse; alla sua mano si deve un cratere a
calice frammentario (cat. 44), la cui esegesi
rimane ancora dubbia; sul coccio superstite sono
visibili, al centro, una pelle di animale, a destra,
un personaggio quasi calvo, con naso schiacciato,
orecchie fortemente appuntite, pronto a scagliare
un masso, che solleva allaltezza del capo, contro
un avversario purtroppo perduto; limmagine
potrebbe essere letta sia come un Centauro in
lotta con Eracle, sia come un Satiro in una scena
di gigantomachia
40
.
Ci riconducono allo stile del pittore di methyse,
in particolare, la decorazione secondaria, che orna
il labbro del vaso, e che si compone di palmette
oblique, con cuore bipartito da una fascia
37
Sulle scene di caccia, v. FITTSCHEN 1969, 60-67;
SCHAUENBURG 1969; SCHMITT, SCHNAPP 1979, 37-42;
SCHNAPP 1982, 57-74; SCHNAPP 1988, 151-161; SCHNAPP
1990, 49-59; SCHNAPP 1997; LISSARRAGUE 1990, 191-231;
BARRINGER 2001; BARRINGER 2004, 12-25. Sulla tecnica
della caccia, specifcamente, ANDERSON 1985, 30-56.
38
ARV
2
630,30; 631,40.
39
ARV
2
629,23.
40
Confronta LIMC III, s.v. dionysos, 477, n.656;
LIMC IV, s.v. Gigantes, 229, nn. 314-315; LIMC VIII, s.v.
Kentaures, 674 e ss., nn. 12, 139, 267, 268, 362; ARV
2
511,1
pittore di Kaineus; 516,5 - 517,6 pittore di Cleveland; 541,1
pittore di Firenze; 551,13 pittore di Pan; 563,7 pittore di
Leningrado; 599,2 pittore dei Niobidi; 1027,1 Polignoto;
1029,18 Polignoto; 1096,3 pittore di Napoli.
semicircolare a risparmio, circoscritte da linee
curve; ed ancora, i tratti del volto del personaggio,
in particolare, il disegno dellorecchio in vernice
diluita, che trovano confronto nel cratere a calice
di Bologna PU 285
41
e in quelli di Parigi, Louvre
G 403 e di New York 07.286.85
42
.
Completano il quadro dei vasi databili entro il
secondo quarto del V secolo, il piede di un vaso
conformato del pittore di Sotades
43
(cat. 52), tre
skyphoi
44
, sette coppe (cat. 53-60), di cui una
attribuibile al pittore di Pistoxenos
45
(cat. 56),
che ha un immediato parallelo in un esemplare,
quasi identico, rinvenuto proprio a Camarina,
durante le campagne di scavo condotte da Paolo
Orsi nei primi anni del 1900
46
: su entrambe le
coppe visibile il capo di una fgura femminile
fasciato da un sakkos, che ne avvolge quasi
interamente la fronte, e lascia scoperto un
orecchio piuttosto grande, reso come una sorta
di C rovesciata; e, ancora, sono databili tra il
461 ed il 450 sette lekythoi

(cat. 44-50) opera dei
pittori di Londra E 342
47
, della Seireniske
48
, di
Eschine
49
, di Karlsruhe
50
, di Atene 1826
51
, sulle
quali sono raffgurate fgure femminili stanti o
in movimento
52
. Si prenda ad esempio quella
attribuibile al pittore di Karlsruhe sulla quale una
fanciulla con sakkos sul capo (cat. 50), vestita
di chitone ed himation, regge in mano un fuso
ed in rapido movimento verso destra (cat. 50);
numerosi sono i confronti possibili: i caratteri
somatici della giovane (in particolare, il proflo del
viso, il rendimento dellocchio, del sopracciglio,
che raggiunge sempre lattaccatura dei capelli,
della bocca, con il labbro inferiore piuttosto
pronunciato, la sottolineatura del muscolo
sternocleidomastoideo sul collo), il rendimento
del mantello, attraversato al centro da una linea
verticale, che ne interseca altre longitudinali,
richiamano un po tutta la produzione del pittore
e caratterizzano fgure sia maschili che femminili,
come quelle che decorano la pelike di Karlsruhe
41
ARV
2
633,6.
42
ARV
2
633,7; 632,3.
43
ARV
2
763-765, 1669; PARA 415; ADD
2
286-287.
44
Attribuibili al pittore di Lewis, ai gruppi di San
Valentino e della Civetta.
45
ARV
2
859-863, 1672-1673, 1703; PARA 425-426;
ADD
2
298-299.
46
ORSI 1904, 914, fg. 110; ARV
2
862,28. Infra, cat.
I93.
47
ARV
2
667-672, 1664, PARA 404; ADD
2
278.
48
ARV
2
701-704, 1667, 1702; PARA 408; ADD
2
281.
49
ARV
2
709-722, 1667-1668, 1706; PARA 408-410;
ADD
2
281-282.
50
ARV
2
730-739, 1668; PARA 411-412; ADD
2
283.
51
ARV
2
745-748, 1668; PARA 413; ADD
2
284.
52
Sulliconografa delle donne nella produzione
vascolare, KILLET 1994. Vd. anche FERRARI 2002, capp. I e
II, in particolare 25-34 e 56 e ss.
Le importazioni attiche a Camarina 205
206 e la coppa di Firenze PD 422
53
.
PITTORI CLASSICI
Gran parte dei ceramograf documentati
nel terzo venticinquennio del V secolo si sono
formati allinterno di botteghe gi ben avviate
e testimoniate a Camarina nel decennio 461-
450 a.C., che, nel corso della loro attivit,
continuano a esportare una parte cospicua della
loro produzione verso i ricchi mercati sicelioti ed
in particolare verso la subcolonia siracusana.
questo, ad esempio, il caso del pittore di Achille
54
,
di Polignoto
55
e del suo gruppo
56
, di Nausicaa
57
,
tutti allievi del pittore dei Niobidi, del pittore
di Eupolis, seguace del pittore di Villa Giulia,
dei pittori di Clio
58
e di Kassel
59
, strettamente
connessi con lattivit dei pittori di Achille e
della Phiale
60
.
Proprio al pittore di Achille si pu, forse,
riferire la spalla di una lekythos a fondo bianco,
con falso fondo per contenere lolio (cat. 66),
decorata da palmette con petali alternatamente
rossi e neri: una tipologia vascolare, con soggetto
funerario, destinata al culto dei defunti
61
, che
per la prima volta documentata a Camarina,
ed forse spia della presenza di Ateniesi
nella subcolonia siracusana
62
; tali manufatti,
infatti, allinterno della cospicua produzione
del Ceramico, sembrano sostanzialmente
destinati non allesportazione, ma al consumo
interno, in quanto funzionali ai costumi e alle
pratiche cerimoniali proprie dellAttica: solo
sporadica , infatti, la loro presenza nei mercati
occidentali
63
.
Numerosi, al contrario, i vasi riferibili a
Polignoto ed al suo gruppo, tra i quali crateri
a campana, a calice, e le hydriai; su una,
53
ARV
2
735,111; 738,148.
54
ARV
2
986-1001, 1676-1677, 1708; PARA 437-439;
KURTZ 1975, 41-47; ADD
2
311-313; OAKLEY 1997.
55
ARV
2
1027-1033, 1678-1679, 1707; PARA .442;
ADD
2
317-318; MATHESON 1995.
56
Vd. anche OAKLEY, Vol. II, c.d.s..
57
ARV
2
1106-1110, 1683; PARA 451-452; ADD
2
329-
330; MANNACK 2001.
58
ARV
2
1080-1082, 1682; PARA 517; ADD
2
327.
59
ARV
2
1083-1086, 1682; ADD
2
327.
60
ARV
2
1015-1024, 1678; PARA 440-441; KURTZ
1975, 48-50; ADD
2
315-317; OAKLEY 1990; 1995.
61
KURTZ, BOARDMAN 1971, 103-105; KURTZ 1975, in
particolare, 19-21; MERTENS 1977; OAKLEY 1997; GIUDICEc
2000; GIUDICEc 2002; GIUDICEC 2003a; GIUDICEC 2003b;
OAKLEY 2004, 8.
62
GIUDICEb 2007, 362-364, ivi bibliografa precedente.
63
Scarsi esemplari sono documentati a Spina, Selinunte,
Gela e Randazzo. Vd. MARTELLI 1985, 177, 181; GIUDICEb
2007, 362-364.
conservata solo parzialmente, dipinta una
fgura femminile (cat. 78) stante verso sinistra,
che regge in mano uno strumento musicale a
corda
64
. Il rendimento della capigliatura della
giovane, il proflo del volto, in particolare del
naso, sul quale la narice evidenziata da un
breve trattino, e del sopracciglio, che, fortemente
arcuato, accompagna con precisione la linea
della palpebra superiore dellocchio, il disegno
della rima labiale sono tutti elementi che
ricorrono nel gruppo di Polignoto come dimostra
il confronto con le fgure femminili su una hydria
di Basilea
65
.
Al celebre maestro riferibile anche un
frammento di cratere a campana (cat. 69) sul quale
raffgurata la parte inferiore di un personaggio
maschile in himation, stante in posizione frontale:
signifcativa per il riconoscimento della mano
dellartigiano proprio la rappresentazione
grafca dellorlo del mantello, resa con una
morbida linea ad onda, in vernice diluita, che si
ripete quasi identica anche sulle anfore di San
Pietroburgo 192 e di South Hadley, Mount
Holyoke College Art Museum 1929 BS II.4
66
e su
un cratere a campana di New York 21.88.73
67
.
Un solo frammento di coppa (cat. 91)
databile nel terzo quarto del V secolo: superstite
una piccola parte dellorlo, su cui raffgurato
un giovane con capo coronato, forse un atleta,
riferibile allopera di Aison
68
, cui ci riconducono
la capigliatura ricciuta e il disegno della palpebra
superiore dellocchio reso con un semplice riga a
vernice nera, che corre parallela al sopracciglio,
come gi sulloinochoe di Londra E 524 e sulla
kylix di Madrid 11265
69
.
PITTORI TARDO-CLASSICI

Due frammenti, tra quelli analizzati nei
magazzini del Museo Archeologico di Ragusa, si
possono datare nellultimo quarto del V secolo:
su uno visibile la parte inferiore della veste di
una fgura femminile in posizione frontale (cat.
142), sullaltro il piede di un personaggio volto
a destra; al di sotto, una fascia ad ovuli (cat.
64
Sugli strumenti musicali a corda, vd. WEGNER 1949;
MICHAELIDES 1978; PAQUETTE 1984, 173-185; BLIS 1988,
29-39; MAAS, MCINTOSH SNYDER 1989; ANDERSON 1994;
BUNDRICK 2005.
65
MATHESON 1995, 442, PE 31, tav. 90.
66
ARV
2
1031,43; 1031,44.
67
ARV
2
1029,20.
68
ARV
2
1174-1177, 1685; PARA 460; CRAMERS 1980;
LEZZI-HAFTER 1980, 1-10; ADD
2
339; LEZZI-HAFTER 1992,
57-73.
69
ARV
2
1175,17; 1174,1.
G. Giudice 206
143); esso mostra richiami con la produzione di
due ceramograf estremamente vicini tra loro,
Aison ed il pittore di Meidias
70
, come dimostra
il confronto con il chous del Ceramico di Atene
4290
71
e con la lekythos di New York 31.11.13
72
,
sebbene non sia ancora possibile giungere ad
unattribuzione certa.
In conclusione, un lungo e paziente lavoro
di flologia vascolare ha consentito di ampliare
ulteriormente le nostre conoscenze della ceramica
attica a Camarina nel corso del VI e del V secolo
a.C.; ne emerge, signifcativamente consolidato,
il quadro dei pittori e delle forme vascolari nel
momento di grande rinascita della citt - che
vede Psaumide vincere alle Olimpiadi - e ancora,
nel terzo quarto del V secolo; si conferma lo
spettro dei pittori che sembrano privilegiare
il mercato camarinese per lesportazione dei
propri prodotti: numerosi i vasi attribuibili alle
botteghe dei pittori dei Niobidi, di Villa Giulia, al
gruppo dei Manieristi, al pittore della Seireniske,
di Amphitrite, di Pistoxenos, del gruppo di
Polignoto, del pittore di Kleophon.
Si accresce, altres, come gi accennato, la
variet delle tipologie vascolari identifcate; nel
dettaglio, sono per la prima volta documentate la
forma della lekanis e quella del vaso conformato,
di cui come accennato, si conserva la base
di appoggio, opera del pittore di Sotades; un
unicum anche la lekythos a fondo bianco con
falso fondo per contenere lolio, databile verso
il 450 a.C. ed attribuibile al pittore di Achille,
probabilmente indizio delle intense relazioni
commerciali e diplomatiche intercorrenti tra
Camarinesi ed Ateniesi nella seconda met del
V secolo
73
, di cui peraltro abbiamo una chiaro
rifesso, ancora per gli anni venti, nella commedia
di Aristofane Gli Acarnesi
74
, andata in scena nel
425 a.C., nella quale si legge Per questo io ho
concluso una tregua, disgustato dallo spettacolo di
uomini coi capelli bianchi nelle fle dellesercito,
mentre dei giovanotti come te se la battono:
chi in Tracia, con una paga di tre dracme chi a
Camarina, a Gela, e a Catagela. Questi versi sono
messi in bocca a Diceopoli, agricoltore pacifsta,
che critica i giovani che se ne vanno lontano da
Atene e dai combattimenti, prendendo la paga,
cio lindennit di viaggio, che spettava loro
come ambasciatori. Tra le localit menzionate in
70
ARV
2
1312-1314, 1690, 1705, 1708; PARA 477; BURN
1987; ADD
2
361-362.
71
BURN 1987, 98, M15, tav. 33 : attribuita al pittore di
Meidias e ad Aison da U. Knigge.
72
ARV
2
1248,9, 1688; PARA 469; LEZZI-HAFTER 1988a,
343, n. 239; ADD
2
353.
73
GIUDICEb 2007, 264 e ss.
74
Ar., Ach. 599 ss. (Trad. di C.F. Russo, Aristofane, Gli
Acarnesi, Bari 1953, 57).
modo esplicito dal personaggio comico compare
proprio Camarina
75
.
In conclusione, le nuove attribuzioni
accrescono in maniera signifcativa la nostra
conoscenza della ceramica attica proveniente
dalla necropoli di Passo Marinaro; i dati
registrati, in futuro, se sommati a quelli raccolti
nella necropoli di Rifriscolaro, in corso di studio,
da F. Fouilland
76
, consentiranno di ricostruire in
maniera completa il quadro dellimport attico
nella colonia siracusana dal VI secolo fno agli
inizi della guerra del Peloponneso, che vede
Camarina, peraltro, inizialmente alleata di
Atene.
75
GIUDICEb 2007, 364.
76
Vd. FOUILLAND 2002, 551-554; FOUILLAND 2006, 109-
128.
Le importazioni attiche a Camarina 207
CATALOGO
550-525 a.C.
Cat.n.1
Lekanis; parte del coperchio.
H. cm. 6,0; largh. cm. 4,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
La decorazione, sul frammento superstite, divisa
in tre fasce: su quella superiore, sono dipinti raggi;
su quella intermedia, due fle di punti, tra righe
a vernice diluita; su quella inferiore, boccioli di
loto, legati da peduncoli ad archetto.
Cron: 550-525 a.C.
Bibl.: inedita.
Cfr.: il coperchio della lekanis di Edimburgo
1953.24 (CVA Great Britain 16, tav.17,7-8).
500-484 a.C.
Pittore di Diosphos
Cat.n. 2
Lekythos a fondo bianco; parte della spalla e del
corpo del vaso.
H. cm. 2,2; diam. spalla cm. 5,0.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadica.
Sogg.: rimangono le teste di due cavalli in corsa
verso destra.
Decorazione secondaria: sulla spalla, boccioli di
loto stilizzati.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di diosphos.
Cfr.: la lekythos di Atene 463 (CC.985)
(HASPELS 1936, 233, n. 34, tav. 38, 2a-b).
Cat.n.3
Lekythos a fondo bianco; parte del corpo del
vaso.
H. cm. 3; largh. cm. 2,9.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadica.
Sogg.: rimangono il collo e le zampe dei cavalli
di una quadriga.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di diosphos.
Cfr.: supra.
Cat.n.4
Lekythos a fondo bianco; parte del corpo del
vaso.
1
2
3
G. Giudice 208
H. cm. 2,2; largh. cm. 1,6.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadica.
Sogg.: rimangono il collo e il dorso dei cavalli
di una quadriga.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Vicina al pittore di diosphos.
Cfr.: una lekythos del mercato antiquario (ABV
511,6).
Cat.n.5
Lekythos a fondo bianco; parte del corpo del
vaso.
H. cm. 4,5; largh. cm. 3,6.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1899, sporadica.
Sogg.: visibile solo una piccola parte della
decorazione secondaria; tripla fla di punti tra
linee di vernice.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile alloffcina del pittore di diosphos.
Cfr.: la lekythos di Parigi, Louvre MNB 909
(HASPELS 1936, 235, 70, tav. 39,1; ABV 508,70;
ARV
2
301,4; ADD
2
212; KURTZ 1975, tav. 58, 2a-c;
HASPELS ADDENDA 2006, 41).

Pittore della Megera
Cat.n.6
Lekythos a fondo bianco; parte della spalla e del
corpo.
H. cm. 8,1.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1899, sporadica.
Sogg.: palmette verticali.
Decorazione secondaria. Al di sotto della spalla,
meandro corrente a destra.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore della Megera.
Cfr.: le lekythoi di Atene, Museo del Ceramico
(HASPELS 1936, 266, n. 6, tavv. 50,4, 51,3; ARV
2

751; PARA 292; HASPELS ADDENDA 2006, 69),
Museo Nazionale 487 (CC.969) (HASPELS 1936,
267, n. 11, tav. 50, 1d; HASPELS ADDENDA 2006,
69).
Cat.n.7
Lekythos; parte del terzo inferiore del vaso.
H. cm. 6,1.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadica.
Sogg.: foglie di edera ai lati di una linea di colore
nero.
Cron.: 500-484 a.C.
4
5
6
Le importazioni attiche a Camarina 209
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore della Megera.
Cfr.: la lekythos di Atene, Museo del Ceramico
(HASPELS 1936, 266, n. 6; KURTZ 1975, tav. 70,5;
HASPELS ADDENDA 2006, 69).
Pittore di Athena
Cat.n.8
Lekythos, parte della spalla e del collo.
H. cm. 4,4; diam. max. cm. 5,2.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadica.
Sogg.: visibili quattro palmette alternativamente
orizzontali e verticali, sorgenti da girali.
Decorazione secondaria: bastoncelli alla base del
collo.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Athena.
Cfr.: la lekythos di Palermo, coll. Mormino, inv.
794 (Banco di Sicilia 1992, 117, D129).
Gruppo di Haimon
Cat.n.9
Coppa skyphoide; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 5,5; largh. cm. 8,6
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
Sogg.: fgura panneggiata volta a destra. Sullo
sfondo, tralci.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al gruppo di Haimon.
Cfr.: le coppe di Palermo, coll. Mormino, inv. 381
e 1648 (Banco di Sicilia 1992, 145-146, D217 e
D219).
Cat.n.10
Coppa skyphoide; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 3,3; largh. cm. 4,1.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadica.
Sogg.: a sinistra, fgura maschile realizzata nella
tecnica a silhouette; a destra fgura femminile con
capelli raccolti in uno chignon, in movimento
verso destra, ma retrospiciente. Sullo sfondo,
tralci.
Cron.: 500-484 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al gruppo di Lacut.
Cfr.: le coppe di Roma, Villa Giulia 6699 (ABV
576,12) e di Berkeley 8.444 (ABV 577,27); v.
anche per il rendimento della fgura femminile,
lhydria di Catania 654 (ABV 556,440; PARA
283; Haimon Group).
.
7
8
9
G. Giudice 210
461-450 a.C.
Pittore di Mykonos
Cat.n.11
Vaso di forma aperta, fr. di.
H. cm. 9,35; largh. cm. 10,0.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico, cassetta 9.
Sogg.: fgura femminile, seduta verso destra, regge
in mano un fuso.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Mykonos.
Cfr.: lhydria di Varsavia 142361 (ARV
2
515,14);
il lebete nuziale di Mykonos (ARV
2
514,1); ed il
frammento di vaso di Atene, Agor P 9464 (ARV
2

516,17).
Pittore del Frutteto
Cat.n.12
Cratere a colonnette (?); parte della parete.
H. cm. 5,7; largh. cm. 3,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: testa e busto di fgura completamente
avvolta nellhimation.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore del Frutteto o alla sua
maniera.
Cfr.: la neck-amphora di Mykonos (ARV
2

525,45); il frammento di hydria di Atene, Agor
P 15086 (ARV
2
527,72), e le pelikai di Mykonos
5938 (ARV
2
526,54) e di Londra E 358 (ARV
2

526,49).
Cat.n.13
Cratere a colonnette (?); parte della parete.
H. cm. 0,05; largh. cm. 0,092.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: personaggio, vestito di himation che gli
lascia scoperta la spalla destra, regge in mano un
bastone.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore del Frutteto.
Cfr.: il cratere a colonnette di Ferrara T. 364
(ARV
2
524,19; PARA 383).
10
11
12
13
Le importazioni attiche a Camarina 211
Pittore di Alkimachos
Cat.n.14
Cratere a colonnette; parte della parete.
H. cm. 18,5; largh. cm. 8,4.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
1896-1899, sporadico.
Sogg.: fgura ammantata di proflo a destra.
Decorazione secondaria: a lato della scena
fgurata, doppia fla di punti tra linee di vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Alkimachos.
Cfr.: il cratere a colonnette di Madrid 11042
(ARV
2
532,49) e lanfora di Madrid 32671 (ARV
2
530,18).
Cat.n.15
Cratere a colonnette; parte della parete.
H. cm. 3,4; largh. cm. 3,6.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
1896-1899, sporadico.
Sogg.: testa di mulo verso destra.
Decorazione secondaria: sopra la scena decorata,
bastoncelli.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Alkimachos.
Cfr.: il cratere a colonnette di Vienna 835 (ARV
2

531,41).
Gruppo di Borea-Firenze
Cat.n.16
Vaso di forma chiusa; fr. della parete.
H. cm. 2,7; largh. cm. 6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane il torso, parzialmente coperto
dallhimation, di un personaggio maschile verso
destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Borea-Firenze.
Cfr.: per il rendimento del muscolo grande
pettorale, il cratere a colonnette di Siracusa
21189 (ARV
2
541,4); per lhimation, il cratere
a colonnette di Firenze 4029 (ARV
2
542,34),
di Rennes 716 (ARV
2
543,39bis; ADD
2
256) e
di Lecce 598 (ARV
2
537,14; PARA 384; ADD
2

255).
Pittore di Firenze
Cat.n.17
Cratere a colonnette; parte della parete.
H. cm. 6,4; largh. cm. 9,6,
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: fgura maschile ammantata verso destra;
visibile anche il piede di un secondo personaggio
in movimento verso destra.
Decorazione secondaria: doppia fla di punti, tra
linee di vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Firenze.
Cfr.: il cratere a colonnette di Cefal (ARV
2

14
15
16
G. Giudice 212
541,5; ADD
2
256) e quelli di Ferrara 2795 (ARV
2
541,7 ; PARA 385; ADD
2
256) e di Cape Town
(ARV
2
543,45).
Pittore di Londra E 489
Cat.n.18
Cratere a colonnette; parte della parete.
H. cm. 6,1; largh. cm. 12,2.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: capigliatura di fgura femminile volta a
sinistra.
Decorazione secondaria: sopra la scena
principale, bastoncelli; a lato, doppia fla di punti
tra linee di vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Londra E 489.
Cfr.: il cratere a colonnette di Roma, Villa Giulia
50646 (ARV
2
546,8; 1658; ADD
2
256) e quello
di Ferrara 3004 (ARV
2
548,36; PARA 386; ADD
2

256).
Pittore di Agrigento
Cat.n.19
Cratere a colonnette; parte della parete.
H. cm. 4,4; largh. cm. 6,6.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: fgura di ammantato volto a sinistra;
probabilmente si appoggiava ad un bastone.
Decorazione secondaria: a lato della scena
fgurata, doppia fla di foglie di edera tra linee di
vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Agrigento.
Cfr.: per la decorazione secondaria, il cratere a
colonnette di Oxford 1927.1 (ARV
2
574,3; ADD
2

262) e, per il soggetto, quelli di Yale 1933.175
(ARV
2
576,45; ADD
2
262), di Roma, Villa Giulia
14217 (ARV
2
574,11), di Siracusa 53237 (ARV
2

575,15) e di Ferrara T. 31 VP (ARV
2
576,40;
PARA 391).
Cat.n.20
Cratere; fr. della parete.
H. cm. 9,1; largh. cm. 8,2.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896-1899, sporadico.
Sogg.: satiro verso destra; regge in mano un
otre.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Agrigento.
Cfr.: il cratere a colonnette di Siracusa, da
Camarina (ARV
2
575,28) e per il rendimento della
mano destra, quello di Roma, Villa Giulia 846
(ARV
2
575,20) lhydria di Indianapolis, J.Herron
Art Institute 47.34 (ARV
2
579,33; ADD
2
262) e il
cratere a campana di Parigi, Louvre G 369 (ARV
2

577,60).
Cat.n.21
Cratere a colonnette; parte della parete.
H. cm. 4; largh. cm. 6,2.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibili i piedi di una fgura rivolta a
17
18
19
Le importazioni attiche a Camarina 213
sinistra.
Decorazione secondaria: foglie di edera, tra linee
di vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Agrigento.
Cfr.: il lato B del cratere a colonnette di Vienna
770 (ARV
2
576,33; PARA 262; ADD
2
262), quello
di Ferrara T.31 A VP (ARV
2
576,40; PARA 391)
ed il cratere a campana di Parigi, Louvre G369
ARV
2
577,60).
Pittore dei Niobidi
Cat.n.22
Anfora; parte del collo e della spalla.
H. cm. 3,6; largh. cm. 5.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadica.
Sogg.: sul collo, girale; sulla spalla, bastoncelli
tra linee di vernice. Visibile, al di sopra, parte
dellelmo di un guerriero.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: lanfora di Roma, Musei Vaticani 17.854
(ARV
2
605,60; PRANGE 1989, N76, p.197, tav.44)
e quelle di Londra, British museum E 274 ( ARV
2

604,53; PRANGE 1989, N 69, p.195, tav.46); di
Leida PC 78 (ARV
2
605,58; 1702; PRANGE 1989,
p.196, N74, tav.29; ADD
2
267).
Cat.n.23
Vaso di forma aperta; parte di parete.
H. cm. 3,4; largh. cm. 6,8.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: a sinistra, visibile una mano che regge
una oinochoe; a destra, il braccio proteso, su cui
poggia il mantello di un personaggio con phiale.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi o alla sua
maniera.
Cfr.: la pelike di Capua 1391 (ARV
2
603,46;
PRANGE 1989, p.192, N58).
Cat.24
Cratere a calice, fr. di.
H. cm. 11,2; largh. cm. 7,7.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: parte della testa e la spalla destra di una
fgura femminile, volta a sinistra; raccoglie i
capelli in un sakkos e veste il peplo.
Decorazione secondaria: a destra, rimane una
palmetta orizzontale circoscritta da pelte desinenti
in girali, con petali; a sinistra, si contrappongono
nuovamente girali; al centro losanga.
Cron.: 461-450 a.C.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: il cratere a calice di Ferrara 2891 (ARV
2
21
22
23
G. Giudice 214
20
602,24; 1661; PARA 395; PRANGE 1989, 187-188,
N32; ADD
2
266).
Cat.n.25
Cratere a calice; parte dellorlo e della parete.
H. cm.10,1, largh. cm.9,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1899, sporadico.
Sogg.: testa e spalla destra di fgura femminile
con corona radiata; veste il peplo.
Decorazione secondaria: a destra, rimane una
palmetta orizzontale circoscritta da pelte desinenti
in girali, con petali; a sinistra, si contrappongono
nuovamente girali; al centro losanga.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr: il cratere a calice di Ferrara 2891 (ARV
2
602,24; 1661; PARA 395; PRANGE 1989, pp.187-
188, N32; ADD
2
266) , la pelike di Knigsberg
F 162 (ARV
2
603,44; PRANGE 1989, p.192, N56);
per la testa di tre quarti, v. il cratere a volute di
Agrigento 8952 (ARV
2
599,2; 1661; PARA 394;
PRANGE 1989, p.180, N2).
Cat.n.26
Cratere a calice; terzo inferiore del vaso.
H. cm.4,7; largh. cm.3,2.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1899, sporadico.
Sogg.: palmetta e bocciolo di loto conservato
solo parzialmente sorgenti da girali.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: il cratere a calice di Parigi, Louvre G 341
(ARV
2
601,22; PRANGE 1989, p.186, N25, tav.7;
ADD
2
266) .
Cat.n.27
Cratere (a volute?); terzo inferiore del vaso.
H. cm. 2,9; largh. cm.5,3.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: parte di palmetta e bocciolo di loto.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: il cratere a volute di Bologna, Pell. 269
(ARV
2
599,8; PARA 395; PRANGE 1989, p.182, N9,
24
25
26
25
Le importazioni attiche a Camarina 215
tav. 37; ADD
2
266), il cratere a calice di Parigi,
Louvre G 341 (ARV
2
601,22; 1661; PARA 395;
PRANGE 1989, p.186, N25, tav.7) e la pelike di
Knigsberg F 162 (ARV
2
603,44; PRANGE 1989,
p.192, N56).
Cat.n.28
Vaso di forma chiusa; parte della parete.
H. cm. 6,9; largh. cm. 8,9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: al centro, la parte inferiore di una fgura
maschile in himation, stante frontalmente; a
destra, una fgura femminile di cui si conservano
parte della veste ed i piedi (a sinistra).
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
meandro corrente a destra intervallato da croci.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: il cratere a volute di Boston 33.56 (ARV
2

600,12; PARA 395; PRANGE 1989, p. 184, N 13;
ADD
2
266) e quello di Parigi, Louvre G 343
(ARV
2
600,17; PRANGE 1989, pp. 184-185, N 20;
ADD
2
266); il cratere a campana di Perugia 846
(ARV
2
603,34; PRANGE 1989, p. 190, N 44; ADD
2

267).

Cat.n.29
Vaso di forma aperta; parte della parete.
H. cm. 3,9; largh. cm. 6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: Centauromachia? Rimangono il gluteo
e la coda di un cavallo (?) ed il piede di un
personaggio.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: per il soggetto, il cratere a volute di Berlino
2403 (ARV
2
599,9; PRANGE 1989, p. 182, N 10;
ADD
2
266) e quello di Bologna 268 (ARV
2
598,2;
PARA 394; PRANGE 1989, p. 180, N 1; ADD
2
265);
per il rendimento del piede, il cratere a calice di
Parigi, Louvre G 341 (ARV
2
601,22; PARA 395;
PRANGE 1989, p.186, N 25; ADD
2
266).
Cat.n.30
Vaso di forma aperta, due frr. combacianti di;
parte della parete.
H. cm. 9,9; largh.cm. 9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadici.
Sogg.: parte mediana del peplo di una fgura
femminile in movimento verso destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inediti.
Attribubili al pittore dei Niobidi o alla sua
maniera.
Cfr.: loinochoe di Firenze 4007 (ARV
2
607,85;
PRANGE 1989, p. 202, N 106) e lhydria di Laon
37.1027 (ARV
2
611,37, PARA 396; PRANGE 1989,
p. 215, GN 52).
27
29
28
30
G. Giudice 216
Cat.n.31
Pelike; parte del collo e della parete.
H. cm. 8,7; largh. cm. 8,2.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
Sogg.: alla base del collo, palmette oblique,
contrapposte e circoscritte da pelte desinenti in
girali.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore dei Niobidi?
Cfr.: la pelike di Karlsruhe 205 (ARV
2
604,49;
PRANGE 1989, p.193, N61, tav. 6; ADD
2
267),
quelle di Parigi, Louvre G 431 (ARV
2
604,48;
PRANGE 1989, p.1989, N60, tav. 23; ADD
2
267),
di Knigsberg F 162 (ARV
2
603,44; PRANGE 1989,
p.192, N56), e lhydria di Mississipi, Museo
dellUniversit (ARV
2
611,35; PRANGE 1989, p.
215, GN50).
Cat.n.32
Parete di vaso, fr. di.
H. cm. 5; largh. cm. 5,1.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1899, sporadico.
Sogg.: palmette circoscritte da pelte. Il petalo
centrale lanceolato.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi ?
Cfr.: loinochoe di Parigi, Cabinet des mdailles
460 (ARV
2
606,83; PRANGE 1989, p. 202, N104,
tav. 31; ADD
2
267).
Cat.n.33
Anfora; parte del collo e della parete.
H. cm. 10; largh. cm. 11.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1904. Ragusa, Museo Archeologico Regionale,
inv. 24129, sporadica.
Sogg.: sul collo, palmette circoscritte da pelte e
bocciolo di loto; nel punto di congiunzione con il
corpo del vaso, bastoncelli.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 90, n. 64, tav. 53.
Attribuibile al pittore dei Niobidi?
Cfr.: supra.
Cat.n.34
Cratere a calice, fr. di ? Parte della parete.
H. cm. 7; largh. cm. 12.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: scena di simposio? A sinistra, colonna
dorica; al centro, sono visibili parte di una kline
e trapeza.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore dei Niobidi.
Cfr.: il cratere a calice a doppio registro di Batumi
(PRANGE 1989, p. 188, N33, tav. 34).
Pittore di Villa Giulia
Cat.n.35
Cratere a colonnette; parte del collo.
H. cm. 5,7; largh. cm. 5,8.
Prov.: Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
scavi Orsi del 1906, sporadico.
31
32
34
Le importazioni attiche a Camarina 217
Sogg.: foglie di edera e corimbi ai lati di una
linea di colore nero.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Villa Giulia.
Cfr.: il cratere a colonnette di Ferrara 2790 (ARV
2

620,28; ADD
2
270).
Cat.n.36
Vaso di forma chiusa; parte della parete.
H. cm. 7,3; largh. cm. 7,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimangono parte della clamide, il braccio
e la mano che sostiene la doppia lancia di un
giovane probabilmente stante, con il busto
frontale.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Villa Giulia.
Cfr.: lhydria di Edimburgo 1872.23.11 (ARV
2
623,65).
Cat.n.37
Cratere a campana; parte della parete.
H. cm. 13,4; largh. cm. 7,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: rimane la parte inferiore del chitone di
una fgura volta a destra.
Decorazione secondaria: meandro verso sinistra,
interrotto da croce.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Tra il pittore di Villa Giulia ed il pittore di
Eupolis.
Cfr.: lhydria di New York 313.1 (ARV
2
623,69;
ADD
2
271) ed il cratere a campana di Vienna
1772 (ARV
2
1072,1; ADD
2
325).
Pittore di Chicago
Cat.n.38
Cratere a calice; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 14,0; largh. cm. 23,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1898, sporadico.
Sogg.: a sinistra un personaggio maschile
barbato, vestito di un himation che gli lascia la
spalla destra scoperta, regge con la mano sinistra
una lancia (?), che poggia sulla spalla; lo precede
un altro personaggio similmente abbigliato, che
stringe la lancia (?) nella destra.
Decorazione secondaria: palmette orizzontali,
circoscritte da pelte desinenti in girali,
contrapposte e separate da losanghe.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Chicago.
Cfr.: per il rendimento delle due fgure maschili,
loinochoe di Boston 13.192 (ARV
2
631,40; 1571;
ADD
2
272), il cratere a volute di Ferrara 45685
(ARV
2
628,1; 1662; PARA 399; ADD
2
272); lo
stamnos di Cracovia 1081 (ARV
2
629,14). Vd.
anche per il rendimento dellocchio, il cratere a
calice di Mosca I B 732 (ARV
2
618,4; PARA 398;
ADD
2
270) e lanfora di Monaco 2320 (ARV
2

621,45; 1662; ADD
2
270).
Cat.n.39
Vaso di forma chiusa; Parte della parete.
H. cm.6,0; largh. cm.10,4.
35
36
37
G. Giudice 218
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: si conserva la parte inferiore di una fgura
femminile in chitone, volta a sinistra.
Decorazione secondaria: meandro corrente a
destra, intervallato da croce.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Chicago.
Cfr.: gli stamnoi di Chicago 1889.22 (ARV
2
628,4;
ADD
2
272), di Oxford 1929.779 (ARV
2
628,7;
PARA 399), di Cracovia 1081 (ARV
2
629,14) e
lhydria di Zurigo, Ro (ARV
2
630, 36).
Cat.n.40
Cratere a campana; parte della parete.
H. cm.12,4; largh. cm.13,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1899, sporadico.
Sogg.: a sinistra, si riconosce una fgura femminile
in chitone ed himation seduta a s. su un klismos; a
destra rimane la parte inferiore di unaltra donna,
similmente abbigliata, stante a s.
Decorazione secondaria: sotto la scena principale,
meandro corrente a sinistra, intervallato da
scacchiera.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Chicago.
Cfr.: per le ftte pieghe del chitone di entrambe
le fgure, la coppa di Londra E 88 (ARV
2
631,43)
e lo stamnos di Boston 90.155 (ARV
2
621,34;
ADD
2
270, pittore di Villa Giulia); per le pieghe
dellhimation della fgura a destra, lo stamnos di
Chicago 1889.22 (ARV
2
628,4; ADD
2
272); per
decorazione secondaria, vd. loinochoe di Boston
13.197 (ARV
2
630, 37; ADD
2
272); il cratere a
calice di Mosca I B 732 (ARV
2
618,4; PARA 398;
ADD
2
270: pittore di Villa Giulia) e loinochoe
di Parigi, Louvre G 440 (ARV
2
633,11; ADD
2
272
pittore di methyse).
Cat.n.41
Stamnos (?), fr. di.
H. cm. 5,2; largh. cm.7,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1905, sporadico.
Sogg.: palmetta circoscritta da pelta.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Chicago.
Cfr.: gli stamnoi di Chicago 1889.22 (ARV
2
628,4;
ADD
2
272) e di Cracovia 1081 (ARV
2
629,14).
38
39
40
Le importazioni attiche a Camarina 219
Cat.n.42
Vaso di forma chiusa; parte della parete
H. cm. 6,9; largh. cm. 8,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1905, sporadico.
Sogg.: parte superiore di un satiro volto a
destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Chicago.
Cfr.: loinochoe di Boston 13.197 (ARV
2
630,37;
ADD
2
272). Cfr. anche il cratere a calice di
Berlino 4497 (ARV
2
619,9; ADD
2
270; pittore di
Villa Giulia) e quello a colonnette di Roma, Villa
Giulia 3582 (ARV
2
1073,12; pittore di Eupolis).
Pittore di Methyse
Cat.n.43
Cratere a campana, due frr. di; parte dellorlo.
H. cm.6,6 ; largh. cm.11; h. 6,7; largh. cm.18,7.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: fregio serpentiforme tra fasce dovuli.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di methyse o al pittore di
Chicago.
Cfr.: i crateri a campana di Boston 10.215 (ARV
2

629,20) e di New York 07.286.85 (ARV
2
632,3;
ADD
2
272).
Cat.n.44
Cratere a calice; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 9,4; largh. cm. 12,7.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1898, sporadico.
Sogg.: a destra, una fgura maschile (un satiro?
Un centauro?) porta le braccia allindietro per
scagliare un grosso masso; a sinistra, una pelle
di animale (?).
Decorazione secondaria: palmette oblique
contrapposte, poggianti su girali.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
offcina del pittore di Villa Giulia. Attribuibile al
pittore di methyse?
Cfr.: per il rendimento della testa del satiro,
dellocchio e dellorecchio, il cratere a campana
di New York 07.286.85 (ARV
2
632,3; ADD
2
272);
per la decorazione secondaria, il cratere a calice
di Bologna PU 285 (ARV
2
633,6; 1663; ADD
2

272); con qualche differenza vd. anche il cratere
a colonnette di Roma, Villa Giulia 3589 (ARV
2

628,3; ADD
2
271: pittore di Chicago), lhydria
di Roma, Musei Vaticani 16509 (ARV
2
623,72;
ADD
2
271) ed il cratere a campana di Londra
E 492 (ARV
2
619,16; ADD
2
270: pittore di Villa
Giulia).
41
42
43
G. Giudice 220
44
Pittore di Londra E 342
Cat.n.45
Lekythos; fr. della parete.
H. cm. 3,1; largh. cm. 5,2.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: rimane parte della veste di una fgura che
reggeva unoinochoe.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Londra E 342 o alla sua
maniera.
Cfr.: la lekythos di Bologna PU 320 (ARV
2

1664,44bis), quella di Mainz, Johannes
Gutenberg universitt 119 (ARV
2
670,13) e
lanfora di Monaco 2341 (ARV
2
668,30).
Pittore della Seireniske
Cat.n.46
Lekythos.
H.cm. 7; diam. cm. 10.
Prov.: Camarina, necropoli di Passo Marinaro,
scavi Orsi, sep. 887.
Sogg.: sul corpo del vaso, Nike in movimento
verso destra.
Decorazione secondaria: alla base del collo,
linguette; sulla spalla, bastoncelli; sopra la scena
fgurata, meandro corrente a destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 63, tav. 34.
Attribuibile al pittore della Seireniske.
Cfr: la lekythos di Mannheim 7 (ARV
2
704,63)
e quella di Ginevra I 19 (ARV
2
704,65; PARA
408).
Cat.n.47
Lekythos; priva del labbro, piede di restauro.
H. cm. 6,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1906, sporadica.
Sogg.: fgura femminile in chitone ed himation
seduta verso destra; regge in mano uno
specchio.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore della Seireniske.
Cfr.: la lekythos di Siracusa 43988 (ARV
2
1667,8
quater, seguace del pittore della Seireniske).
Cat.n.48
Lekythos aryballica; parte della parete.
H. cm. 2.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
45
46
47
Le importazioni attiche a Camarina 221
Sogg.: fgura avvolta nellhimation regge in
mano delle spighe (?).
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Richiama la produzione del pittore della
Seireniske.
Cfr.: la lekythos di Losanna 77 (ARV
2
1667).
Pittore di Eschine
Cat.n.49
Lekythos aryballica.
H. cm.10.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sep. 971.
Sogg.: fgura femminile in movimento verso
destra, in direzione di un altare.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 73, sep. 971, n. 1, tav. 41.
Il rendimento dellorlo del mantello della fgura
ricorda la produzione del pittore di Eschine.
Cfr.: le lekythoi di Altenburg 287 (ARV
2
717,235;
1667), di Basilea 1921.366 (ARV
2
712,78), di
New York 9032 (ARV
2
732,40) e di Laon 8833
(ARV
2
719,7).
Pittore di Karlsruhe
Cat.n.50
Lekythos frammentaria.
H. cm. 10.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi, inv.
24091.
Sogg.: fgura femminile, in movimento verso
destra, regge in mano un fuso; veste chitone ed
himation e raccoglie i capelli in un sakkos.
Decorazione secondaria: alla base del collo e
sulla spalla, bastoncelli; sopra la scena fgurata,
meandro verso destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: LANZA 1990, p. 86, tav. 48
77
.
Attribuibile al pittore di Karlsruhe.
Cfr.: la lekythos di Kyoto 136 (ARV
2
731,24;
ADD
2
283) e quella, identica, di Cambridge,
Fitzwilliam Museum GR 120.1864 (ARV
2

731,27).
Pittore di Atene 1826
Cat.n.51
Lekythos; parte della spalla.
H. cm. 4,1; largh. cm.7,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
Sogg.: palmetta circoscritta da linea curva.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
77
La Lanza erroneamente considera il vaso compreso
nelle liste Beazley e fornisce un riferimento bibliografco
ARV
2
1022,132 inesistente.
48
49
50
G. Giudice 222
Attribuibile al pittore di Atene 1826.
Cfr.: la lekythos di Atene 17493 (ARV
2
746,18).
Pittore di Sotades
Cat.n.52
Vaso conformato; fr. del piede.
H. cm. 2,4; largh. cm. 9,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1906, sporadico.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Sotades o alla sua
offcina.
Cfr.: i vasi conformati di Basilea, mercato
antiquario (ARV
2
1669,2bis; PARA 415) e di
Bonn 545 (ARV
2
766,4).
Cat. n.53
Coppa; fr. dellorlo e della parete.
H. cm. 3,5; largh. cm. 5,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadica.
Sogg.: palmetta circoscritta allinterno di una
linea curva.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Vicina al pittore di Sotades.
Cfr.: la coppa di Siracusa 26612, da Camarina
(ARV
2
770,3).
Pittore di Amphitrite
Cat.n.54
Coppa; parte della vasca.
H. cm.3,5; largh. cm.6,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896, sporadica.
Sogg.: parte inferiore di una fgura maschile in
himation, che si appoggia ad un bastone.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Amphitrite.
Cfr.: lo skyphos di Altenburg 271 (ARV
2
832,31;
1672; ADD
2
295).

Pittore di Sabouroff
Cat.n.55
Coppa; parte della vasca.
H. cm. 2,8; largh. cm. 5,1.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadica.
Sogg.: parte inferiore di una fgura femminile in
chitone ed himation volta a destra; davanti, ara
(?); alle sue spalle, girali (?).
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Sabouroff.
51
52
53
54
Le importazioni attiche a Camarina
55
223
Cfr.: la coppa di Mannheim Cg 182 (ARV
2
838,18;
KAVVADIAS 2000, p. 179, tav. 23, n. 17) e quella
di Lipsia T 3577 (ARV
2
838,1; KAVVADIAS 2000,
p.179, tav. 25, n. 18).
Pittore di Pistoxenos
Cat.n.56
Coppa; parte della vasca.
H. cm. 3,7; largh. cm. 3,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
cass.10, sporadica.
Sogg.: rimane la testa di una fgura femminile
volta a sinistra; un sakkos le copre i capelli.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Pistoxenos.
Cfr.: la coppa di Siracusa 23639 (ARV
2
862,28;
ADD
2
298) e quella di Taranto (ARV
2
862,29); per
il rendimento del sakkos, la coppa di Todi 201.598
(ARV
2
861,11; ADD
2
298) e quella di Firenze
75770 (ARV
2
861,15; ADD
2
298); per il disegno
dellorecchio, lo skyphos di Schwerin 708 (ARV
2

862,30; 1672; PARA 425; ADD
2
298).
Cat.n.57
Coppa; parte dellorlo e della vasca.
H. cm. 3,8; largh. cm.8,7.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
cass.10, sporadica.
Sogg.: a destra, lorecchio, la criniera, e locchio
di un cavallo; a sinistra, il corno di un bue?
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Pistoxenos.
Cfr.: la coppa di Todi 201.598 (ARV
2
861,11;
ADD
2
298) e quella di Siracusa 23639 (ARV
2

862,28; ADD
2
298).
Cat.n.58
Coppa; parte della vasca. Probabilmente
pertinente al vaso che precede.
H. cm. 3,4; largh. cm. 5,7.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadica.
Sogg.: rimane il corno di un bue (?).
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Pistoxenos.
Cfr.: la coppa di Todi 201.598 (ARV
2
861,11;
ADD
2
298) e quella di Siracusa 23639 (ARV
2

862,28; ADD
2
298).
Cat.n.59
Coppa; parte dellorlo e della vasca.
H. cm. 4,1; largh. cm. 3,9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896, sporadica.
Sogg.: a sinistra, la mano di un personaggio che
regge un bastone; a destra, una colonna dorica e
parte di unarchitrave.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
56
57
58
G. Giudice
59
224
Attribuibile al pittore di Pistoxenos.
Cfr.: la coppa di Monaco 2653 (ARV
2
861,10;
1598; 1672; ADD
2
298).
Cat.n.60
Coppa; parte della vasca.
H. cm. 2,9; largh. cm. 10,1.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
Sogg.: girali e petali.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Pistoxenos.
Cfr.: supra.
Pittore di Bologna 417
Cat.n.61
Askos (bocchello di restauro).
Diam. cm. 9,2.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
cass. 9, sporadico.
Sogg.: due giovani simposiasti semisdraiati
si appoggiano a cuscini; vestono entrambi un
himation, che avvolge loro le gambe.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Bologna 417.
Cfr.: per la forma vascolare, laskos di Francoforte
VF, 420 (PARA 430; ADD
2
304); per il volto
e la capigliatura dei due giovani, la coppa di
Orvieto 1037 (ARV
2
918,5).
Pittore di Lewis
Cat.n.62
Skyphos; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 3,5; largh. cm. 5,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadico.
Sogg.: giovane con clamide volto a sinistra.
Cron: 461-450 a.C.
Bibl.: ORSI 1899, c. 254, fg. 45.
Attribuibile al pittore di Lewis o alla sua
maniera.
Cfr.: per il proflo del volto, lo skyphos di Reggio,
da Locri (ARV
2
973,6bis) e quello di Siracusa
23636 (ARV
2
975,33); per la capigliatura del
giovane, lo skyphos di Taranto, inv.143570 (CVA
Italia 70, tav. 26).
Cat.n.63
Skyphos; parte della parete.
H. cm. 3,3; largh. cm. 5,1.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg: rimangono il piede e parte della gamba di
un personaggio in movimento verso destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Lewis o alla sua
maniera.
Cfr.: gli skyphoi di Capua 226 (ARV
2
973,16),
di Reggio 3877 (ARV
2
974,25), e 4134 (ARV
2

975,3, maniera del pittore di Lewis).
Le importazioni attiche a Camarina
60
61
62
63
225
Gruppo degli Owl Skyphoi
Cat.n.64
Skyphos; parte della parete e del piede.
H. cm. 3,5; largh. cm. 6,2.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: parte di una foglia di ulivo.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo degli owl Skyphoi.
Cfr.: lo skyphos di Londra E 152 (CVA Great
Britain 5, tav. 32,2).
Classe di San Valentino
Cat.n.65
Skyphos (?); parte della parete.
H. cm. 3,1; largh. cm. 4,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1905, sporadico.
Sogg.: losanghe disposte su due fle.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile alla classe di San Valentino.
Cfr.: lo skyphos di Londra 64.10-7.1675 (ARV
2

985).
450-425 a.C.
Pittore di Achille
Cat.n.66
Lekythos, fr. di; collo e parte della spalla.
Allinterno, falso fondo per lolio.
H. cm. 12; largh. cm. 6,8.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: sulla spalla si conservano, parzialmente,
tre palmette; alla base del collo, ovuli.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Vicino al pittore di Achille.
Cfr.: le lekythoi di Atene 1923 (CC.1629) (ARV
2

995,119; OAKLEY 1997, tav. 92, n. 168), di Bruxelles
A8 (ARV
2
995,121; ADD
2
312; OAKLEY 1997, tav.
93, n. 170), di San Pietroburgo B 4533 (ARV
2

1677; OAKLEY 1997, tav. 152, n. 296) e la lekythos
di Parigi, Louvre CA4723 (ARV
2
1767; OAKLEY
1997, p.156, n.12)
78
.
Pittore della Phiale
Cat.n.67
Vaso di forma aperta; parte della parete.
H. cm. 6,1; largh. cm. 7,5.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane la parte inferiore di una fgura
femminile in movimento verso destra.
Cron.: 450 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore della Phiale (?).
Cfr.: lhydria di Essen (ARV
2
1020,90; PARA 441;
ADD
2
316; OAKLEY 1990, p. 81, n. 90, tav. 70B);
le anfore nolane di Ascona, mercato antiquario
(OAKLEY 1990, p. 69, n.9bis, tav. 32B), di New
78
Ringrazio il Prof. J.H. Oakley per avermi segnalato
questultimo confronto.
64
66
G. Giudice
65
226
York 41.162.142 (ARV
2
1015,11; 1678; OAKLEY
1990, p. 69, n. 11, tav. 32D); di San Pietroburgo
1617 (ARV
2
1015,27; PARA 516; OAKLEY 1990,
p. 71, n. 27, tav. 34B ); la pelike di Agrigento
V 1749 (OAKLEY 1990, p. 75, n. 52bis, tav. 36G);
lo stamnos di Varsavia 142465 (ARV
2
1019,82;
PARA 441; ADD
2
315; OAKLEY 1990, tav. 63A).
Polignoto
Cat.n.68
Vaso di forma aperta, frr. di; parte di parete.
H. cm. 7,7; largh. cm. 9,1. H. cm. 6,8, largh.
cm.7,9.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadici.
Sogg.: Palmette contrapposte sorgenti da girali e
legate da viticci.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inediti.
Attribuibili a Polignoto.
Cfr.: lo stamnos di Capua 7529 (ARV
2
1028,7;
MATHESON 1995, p. 347, P6, tav. 6) e quelli di
Gotha 51 (ARV
2
1028,10; ADD
2
317; MATHESON
1995, p. 348, P10, tav. 37), di Atene 18063 (ARV
2
1028,13; ADD
2
317; MATHESON 1995, p. 248,
P13, tav. 53), e di Firenze 75748 (ARV
2
1028,8;
ADD
2
317; MATHESON 1995, p. 347, P7, tav. 32).
Cat.n.69
Cratere; parte della parete.
H. cm. 5,3; largh. cm. 4,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane la parte inferiore di una fgura
maschile in himation, stante frontalmente.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile a Polignoto o al suo gruppo.
Cfr.: il cratere a campana di New York 21.88.73
(ARV
2
1029,20; ADD
2
317; MATHESON 1995, p.
351, P22, tav. 47), lo stamnos di Oxford 1916.68
(ARV
2
1028,6; MATHESON 1995, p. 346, P5, tav.
29), quello di Londra E 454 (ARV
2
1028,14;
MATHESON 1995, p. 349, P14, tav. 42), e quello
di Eleusi 636 (ARV
2
1052,23; 1680; ADD
2
321;
MATHESON 1995, p. 450, PGU26, tav. 140).
Cat.n.70
Vaso di forma chiusa; parte della parete.
H. cm. 3,6; largh. cm. 8,7.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: parte della veste, decorata da un motivo a
x, di una fgura femminile (?).
Cron.: 450-425 a.C.
Attribuibile a Polignoto o al suo gruppo.
67
68
Le importazioni attiche a Camarina
68
69
227
Cfr.: i frammenti di cratere a calice a doppio
registro di Vienna, Universit 505 (ARV
2
1030,33;
PARA 442; ADD
2
317; MATHESON 1995, p. 354,
P38, tav. 62) e lo stamnos di Atene 18063 (ARV
2

1028,13; 1678; ADD
2
317; MATHESON 1995, p.
348, P13, tav. 53).
Pittore di Ettore
Cat.n.71
Vaso di forma chiusa; parte della parete.
H. cm. 4,3; largh. cm. 9,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane la parte mediana dell himation di
un personaggio volto a destra.
Cron.: 450-425 a.C.
Attribuibile al pittore di Ettore.
Cfr.: il lato B dellanfora di Bruxelles,
Bibliothque Royale 15 (ARV
2
1036,2; ADD
2

318; MATHESON 1995, p. 401, H2, tav. 75).
Cat.n.72
Vaso di forma aperta; parte della parete.
H. cm. 7; largh. cm. 4,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: parte mediana di una fgura femminile
stante di proflo verso destra; veste un chitone
ornato da un motivo a v ed un himation
panneggiato.
Cron.: 450-425 a.C.
Attribuibile al gruppo di Polignoto, probabilmente
del pittore di Ettore.
Cfr.: lo stamnos di Firenze 80190 (ARV
2
1036,6;
1679; MATHESON 1995, p. 402, H6, tav. 76); per
la decorazione a punti e virgole, lo stamnos di
Firenze 4004 (ARV
2
1038,5; MATHESON 1995, p.
405, HN5).
Pittore di Peleo
Cat.n.73
Vaso di forma aperta; parte della parete.
H. cm. 6,2; largh. cm. 6,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1903, sporadico.
Sogg.: scettro desinente in bocciolo di loto.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Polignoto. Pittore di
Peleo?
Cfr.: la pelike di Catania 715 (ARV
2
1040,16;
MATHESON 1995, p. 440, PE20), il cratere a calice
di Siracusa 24114 (ARV
2
1041,1; MATHESON
1995, p. 442, PEM 2), lo stamnos di Napoli
81535 (ARV
2
1050,4; 1680; MATHESON 1995, p.
446, PGU5, tav.164).
Cat.n.74
Cratere a calice; parte dellorlo.
H. cm. 11,3; largh. cm. 16,5.
70
71
G. Giudice
73
228
72
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: sullorlo del vaso si alternano palmette
circoscritte da pelte, e boccioli di loto.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Polignoto. Pittore di
Peleo?
Cfr.: il cratere a volute di Spina 2865 (ARV
2

1039,9; 1679; ADD
2
319; MATHESON 1995, p.
438, PE12, tav. 93), lanfora di Atene, Agor
P 9486 (ARV
2
1040,18; PARA 443; ADD
2
319;
MATHESON 1995, p. 440, PE22, tav. 88), e lhydria
di Mykonos (ARV
2
1049,50; MATHESON 1995, p.
375, CHR52).
Cat.n.75
Cratere a campana; parte della parete; rimane
lattacco dellansa sinistra.
H. cm. 6; largh. cm. 5,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1906, sporadico.
Sogg.: rimane il braccio destro e parte del peplo,
bordato di nero, di una fgura femminile.
Cron.: 450-425 a.C.
Attribuibile al gruppo di Polignoto, probabilmente
al gruppo del pittore di Peleo.
Bibl.: inedito.
Cfr.: il cratere a campana di Parigi, Cabinet des
mdailles 424 (ARV
2
1036,12; MATHESON 1995, p.
403, H 11) ed il cratere a calice a doppio registro
di Lisbona, Fondazione Gulbenkian 682 (ARV
2

1042,1; 1679; PARA 444; ADD
2
320; MATHESON
1995, p. 377, COG 1).
Pittore di Coghill
Cat.n.76
Cratere; parte della parete.
H. cm. 6,2; largh. cm. 7,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: zampe di cavalli componenti una quadriga
in movimento verso destra.
Cron.: 450-425 a.C.
Attribuibile al pittore di Coghill.
Cfr.: il cratere a calice di Lisbona 682 (ARV
2

1042,1; PARA 444; ADD
2
320; MATHESON 1995,
p. 377, COG 1, tav.73).
Cat.n.77
Parete di vaso, fr. di.
H. cm. 4,5; largh. cm. 4,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane lorlo ornato da una fascia di
colore nero della veste di una fgura femminile
in movimento.
Cron.: 450-425 a.C.
Attribuibile al pittore di Coghill.
Cfr.: lhydria di Londra E 170 (ARV
2
1042,2;
ADD
2
320; MATHESON 1995, p. 377, COG 2, tav.
72).
Gruppo di Polignoto: indeterminato
Cat.n.78
Hydria, frr. di; orlo, collo, e parte della spalla.
H. cm.11,2; largh. cm.14,3.
74
75
76
Le importazioni attiche a Camarina 229
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadici.
Sogg.: fgura femminile, stante verso sinistra,
regge in mano uno strumento musicale a corda.
Decorazione secondaria: sullorlo, ovuli; alla
base del collo, meandro alternatamente a destra
ed a sinistra intervallato da croce.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inediti.
Attribuibili al gruppo di Polignoto. La
decorazione secondaria richiama anche la
produzione del pittore di Monaco 2335.
Cfr.: per il proflo del volto della fgura femminile,
in particolare per il rendimento dellocchio e del
naso, lhydria di Londra 1921.7-10.2 (ARV
2

1060,138; PARA 445; ADD
2
323; MATHESON
1995, p. 478, PGU 162); per il rendimento
dellorlo della veste, il frammento di Siracusa,
da Camarina (ARV
2
1055,77). Per il proflo del
volto vd. anche lo stamnos di Londra 1898.7-
16.5 (ARV
2
1027,2; 1678; ADD
2
317; MATHESON
1995, p. 346, P2, tav. 38), il frammento di cratere
a campana di Adria Bc 104 (ARV
2
1029,19; PARA
442; ADD
2
317; MATHESON 1995, p. 350, P21,
tav. 45) e lhydria di Ferrara T 711, B VP (ARV
2

1032,64; PARA 442; MATHESON 1995, p. 361,
P69). Il tipo di decorazione secondaria invece
inconsueto nella produzione di Polignoto e del
suo gruppo: ricorre, ad esempio, su un cratere a
calice di Londra E 465 (ARV
2
1057,12; MATHESON
1995, p. 468, PGU 113; OAKLEY 1997, tav. 184A),
su una pelike di Londra E 392 (ARV
2
1146,43;
MATHESON 1995, p. 415, KL 49) e su una lekythos
di New York 22.139.89 (ARV
2
1147,67; PARA
457; ADD
2
335; MATHESON 1995, p. 420, KL74),
entrambe attribuite al pittore di Kleophon. Per la
decorazione secondaria, vd. anche le hydriai di
Copenaghen 2679 (ARV
2
1166,103) e di Bruxelles
R2509 (ARV
2
1166,102), entrambe attribuite al
pittore di Monaco 2335.
Cat.n.79
Cratere a campana, fr. di.
H. cm. 8,8; largh. cm. 5,9.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: palmetta circoscritta da pelte, desinenti in
girali.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Polignoto.
Cfr.: lo stamnos di San Pietroburgo 1148 (ARV
2

1143,2; PARA 445; ADD
2
334; MATHESON 1995,
tav.122, KL3, p.137).
Cat.n.80
Hydria, fr. di.
H. cm. 8,5; largh. cm. 8,0.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane la parte inferiore di una fgura
maschile in movimento verso destra; veste
lhimation e si appoggia ad un bastone.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
ovuli.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Polignoto.
Cfr.: la neck-amphora di South Hadley, Mass.
77
78
G. Giudice 230
78
1929 BS II.4 (ARV
2
1031,44; ADD
2
317;
MATHESON 1995, P49, tav. 27); il cratere a calice
di Tarquinia RC 4197 (ARV
2
1057,96; PARA 445;
ADD
2
322; MATHESON 1995, p. 467, PGU106,
tav. 141).
Cat.n.81
Vaso di forma aperta, fr. di.
H. cm. 3,6; largh. cm. 4,8.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: satiro in movimento verso sinistra,
retrospiciente.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Polignoto.
Cfr.: il cratere a calice di Londra E 462 (ARV
2

1057,103; ADD
2
323; MATHESON 1995, PGU 114,
p.173); il cratere a calice di Siracusa 24116 (ARV
2

1058,108; MATHESON 1995, p. 470, PGU 121);
i crateri a calice di Lisbona 682 (ARV
2
1042,1;
1679; PARA 444; ADD
2
320; MATHESON 1995,
COG1, p. 96, tav. 73) e di Siracusa 24116 (ARV
2

1058,108; MATHESON 1995, p. 470, PGU 121).
Cat.n.82
Cratere, fr. di.
H. cm. 9 ; largh. cm. 11,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: a sinistra, il busto di una fgura di tre
quarti verso destra, avvolta in un himation che gli
copre anche le braccia e le mani; a destra, appena
visibile un secondo personaggio volto a destra.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al gruppo di Polignoto, close to
Kleophon painter.
Cfr.: il cratere a campana di New York 21.88.73
(ARV
2
1029,20; ADD
2
317; MATHESON 1995, p.
351, P22, tav. 47), lo stamnos di Gotha 51 (ARV
2

1028,10; PARA 442 ; ADD
2
317; MATHESON
1995, p. 348, P10, tav. 37), quello di Capua 7530
(ARV
2
1028,5; MATHESON 1995, p. 346, P4, tav.
7) e lhydria di Siracusa 36330 (ARV
2
1062,1).
Vd. anche per la fgura posta a destra, il cratere a
campana di Monaco 2394 (ARV
2
1145,28; PARA
456; MATHESON 1995, p. 412, KL33) e quello
di Copenaghen 13817 (ARV
2
1145,35; PARA
456; ADD
2
335; MATHESON 1995, p. 414, KL42,
tav.124).
Pittore di Eupolis
Cat.n.83
Cratere a colonnette; parte del collo.
H. cm. 8,5; largh. cm. 12,1.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: foglie di edera e corimbi ai lati di una
linea di colore nero.
79
81
Le importazioni attiche a Camarina 231
80
Cron.: 460-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Eupolis.
Cfr.: il cratere a colonnette di Vienna 725 (ARV
2

1073,13); vd. anche, simile, la decorazione del
cratere a colonnette di Taranto (ARV
2
512,8:
pittore di Bologna 228).
Cat.n.84
Cratere a colonnette; parte del labbro.
H. cm. 3,4; largh. cm. 12,9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1906, sporadico.
Sogg.: a sinistra, visibile la parte posteriore di
un felino; a destra, un cinghiale?
Cron.: 460-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Eupolis.
Cfr: i crateri a colonnette di Vienna 725 (ARV
2

1073,13) e di Tarquinia 214445 (ARV
2
1073,14;
ADD
2
326).
Pittore di Clio
Cat.n.85
Cratere a calice, frr. di.
H. cm. 4,7; largh. cm. 10; h. cm. 8,4; largh. cm.
8,9; h. cm. 4,1; largh. cm. 5,7; h. cm. 4; largh.
cm. 8,5; h. cm. 6,7 ; largh. cm. 11,4.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadici.
Sogg.: sullorlo del vaso, ovuli e fregio
serpentiforme.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inediti.
Attribuibili al pittore di Clio
Cfr.: il cratere a calice di Parigi, Louvre G 481
(ARV
2
1081,5).
Pittore di Kassel
Cat.n.86
Cratere; parte della parete.
H. cm. 4,2; largh. cm. 8,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: tirso posto verticalmente.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Probabilmente attribuibile al pittore di Kassel.
Cfr.: il cratere a calice di Siracusa 19436, da
Camarina (ARV
2
1084,13).
82
84
83
85
G. Giudice
85
232
Pittore di Nausicaa
Cat.n.87
Anfora; parte del terzo inferiore del vaso.
H. cm.14,4; largh. cm.7,9.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: fgura maschile ammantata di proflo a
destra si appoggia ad un bastone.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
meandro corrente a destra.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Nausicaa?
Cfr.: il cratere a colonnette di Ferrara 9124 (ARV
2

1109,37bis; MANNACK 2001, p. 139, N.37bis) e
lanfora di Londra E 284 (ARV
2
1107,7; PARA
452; ADD
2
330; MANNACK 2001, p. 137, N.7,
tav.15).
Gruppo dei Tardo-Manieristi
Cat.n.88
Vaso, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,1; largh. cm. 5,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg: testa di fgura maschile volta a sinistra.
Decorazione secondaria: sopra la scena fgurata,
bastoncelli.
Cron.: 460-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile ad un pittore tardo manierista; alcuni
elementi richiamano la produzione del pittore di
Nausicaa.
Cfr.: i crateri a colonnette di Copenaghen 7030
(ARV
2
1109,33; ADD
2
330; MANNACK 2001, p.
139, N. 33), di Siracusa 19844 (ARV
2
1109,31;
PARA 452; ADD
2
330; MANNACK 2001, p. 139,
N. 31), 20533 (ARV
2
1109,37; MANNACK 2001,
p. 139, N. 37, tav. 5), di Ferrara 9124 (ARV
2

1109,37bis; MANNACK 2001, p. 139, N. 37bis).
Pittore di Kleophon
Cat.n.89
Cratere a campana; parte della parete.
H. cm.17,1; largh. cm.15,0.
87
Le importazioni attiche a Camarina
85
85
85
86
233
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimangono lorlo del mantello ed i
piedi volti a sinistra di un personaggio stante a
sinistra.
Decorazione secondaria: meandro alternatamente
a destra e a sinistra, intervallato da croci. A lato
della fgura, girali.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Attribuibile al pittore di Kleophon.
Cfr.: il cratere a campana di Vienna 855 (ARV
2
1151,1; ADD
2
335; MATHESON 1995, p. 423, KLM
11); per la decorazione secondaria, gli stamnoi
di Monaco 2415 (ARV
2
1143,2; 1684; PARA
445; ADD
2
334; MATHESON 1995, p. 406, KL 2,
tav.121) e di Cambridge 28.8 (ARV
2
1143,5;
PARA 455; ADD
2
334; MATHESON 1995, p. 407,
KL 5) ed il cratere a campana di Monaco 2394
(ARV
2
1145,28; PARA 456; MATHESON 1995, p.
412, KL 33).
Cat.n.90
Cratere a campana; terzo inferiore del vaso.
H. cm. 5,5; largh. cm. 9,6.
Sogg.: rimangono lorlo del mantello ed i
piedi volti a sinistra di un personaggio stante a
sinistra.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
meandro alternato a croce.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Probabilmente del pittore di Kleophon. Cfr. anche
con il gruppo di Polignoto.
Cfr.: lo stamnos di Monaco 2415 (ARV
2
1143,2;
1634; PARA 455; MATHESON 1995, p. 406, KL 2,
tav.121) ed il cratere a volute di Ferrara 44894
(ARV
2
1143,1, 1684; PARA 455; ADD
2
334;
MATHESON 1995, p. 406, KL 1, tav.125). V. anche
lo stamnos di Firenze 4006 (ARV
2
1062,1; PARA
446; ADD
2
323).
Aison
Cat.n.91
Coppa; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 1,8; largh. cm. 3,7.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
Sogg.: testa di giovane rivolto a sinistra.
Sovraddipinta in bianco una coroncina sul capo
dellefebo.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile ad Aison.
Cfr.: la coppa di Madrid 11265 (ARV
2
1174,1;
1685; ADD
2
339 ) e loinochoe di Londra E524
(ARV
2
1175,17).
Pittore di Shuvalov
Cat.n.92
Hydria; fr. di.
H. cm. 4,5; largh. cm. 13,5.
88
G. Giudice
89
90
91
234
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadica.
Sogg.: appena visibile lo chignon di una fgura
femminile.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedita.
Attribuibile al pittore di Shuvalov.
Probabilmente combaciante con il frammento
gi inserito nel catalogo generale L133.
Frammenti non attribuiti
CRATERI A COLONNETTE
Cat.n.93
Cratere a colonnette; parte della spalla e del
corpo del vaso.
H. cm. 5; largh. cm. 9,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: si conservano la testa e le spalle di un
giovane ammantato volto a destra.
Decorazione secondaria: sopra la scena principale,
bastoncelli; a lato, doppia fla di punti tra linee di
vernice.
Sovraddipinta in paonazzo la tenia del giovane.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.94
Ansa di cratere a colonnette.
H. cm. 6,3; largh. cm. 10,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1906, sporadica.
Sogg.: sul piattello dellansa, due palmette
circoscritte da pelte ed alternate a boccioli di
loto.
Cron.: 460-440 a.C.
Bibl.: inedita.
Cat.n.95
Cratere a colonnette; parte del corpo del vaso.
H. cm. 8,6; largh. cm. 8,1.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: rimane parte di un personaggio a s., avvolto
in un mantello, che gli copre anche le braccia e
le mani; visibile parzialmente, a sinistra, anche la
mano di un secondo personaggio che reggeva un
bastone. Sul campo una croce di S. Andrea.
Decorazione secondaria: sopra la scena principale,
bastoncelli.
Ricorda la produzione del pittore di Alkimachos.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.96
Cratere a colonnette; parte del corpo del vaso.
H. cm. 7,2; largh. cm. 6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibile parte della veste e la mano, con
la palma sollevata verso lalto, di una fgura
femminile.
Decorazione secondaria: a lato della scena
principale, doppia fla di punti tra linee di
vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
92
93
94
Le importazioni attiche a Camarina
95
235
Cat.n.97
Cratere a colonnette; parte del corpo del vaso.
H. cm. 5; largh. cm. 4,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1899, sporadico.
Sogg.: rimane parte della veste o del mantello di
un personaggio.
Decorazione secondaria: a lato della scena
principale, fla di punti tra linee di vernice.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.98
Cratere a colonnette; parte del corpo del vaso e
della spalla.
H. cm. 3,3; largh. cm. 3,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimangono la testa e le spalle di una fgura
femminile (?) in chitone, con le braccia protese.
Decorazione secondaria: sopra la scena principale,
bastoncelli.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.99
Cratere a colonnette; parte della spalla e del
corpo del vaso.
H. cm. 5,7; largh. cm. 7,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: rimangono la spalla ed il braccio sollevato
di un personaggio forse frontale. Al di sopra, un
cesto capovolto?
Decorazione secondaria: sopra la scena principale,
bastoncelli.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.100
Cratere a colonnette; terzo inferiore del vaso.
H. cm. 7,9; largh. cm. 9,4.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1899, sporadico.
Sogg.: a sinistra, doppia fla di foglie di edera,
tra linee di vernice diluita; a destra il tallone ed
il lembo della veste di una fgura femminile in
movimento.
Cron.: 461-450 a.C.?
Bibl.: inedito.
96
97
98
99
G. Giudice 236
CRATERI A CALICE
Cat.n.101
Cratere a calice; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 11,8; largh. cm.7,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1898, sporadico.
Sogg.: scena di libagione; a sinistra, un tralcio
dalloro e parte di una mano che regge una phiale;
a destra visibile una mano sollevata che regge
una oinochoe.
Decorazione secondaria: palmette oblique
contrapposte, poggianti su girali.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
CRATERI A CAMPANA
Cat.n.102
Cratere a campana; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 8,6; largh. cm. 9,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: si conservano la testa e le spalle di un
personaggio barbato volto a sinistra; veste
lhimation.
Decorazione secondaria: sullorlo doppia fla di
ovuli, alternati a punti.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.103
Cratere a campana; parte della parete, terzo
inferiore del vaso.
H. cm. 9,7; largh. cm. 7,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: si conservano lorlo dellhimation ed i
piedi di un personaggio volto a destra.
Decorazione secondaria: meandro corrente a
destra, interrotto da croce.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.104
Cratere a campana; parte della parete, terzo
inferiore del vaso.
H. cm. 6,5; largh. cm. 12,9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
100
101
102
Le importazioni attiche a Camarina
103
237
Sogg.: la parte inferiore di un ammantato volto a
sinistra, che si appoggia ad un bastone.
Decorazione secondaria: meandro.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.105
Cratere a campana; parte della parete.
H. cm. 8,5; largh. cm. 8,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibili le dita di un piede.
Decorazione secondaria: meandro corrente a
destra interrotto da croce.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.106
Cratere, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,6; largh. cm. 4,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadico.
Sogg.: parte di un elmo.
Cron.: 461-450 a.C.?
Bibl.: inedito.
Cat.n.107
Cratere, fr. di; parte del terzo inferiore.
H. cm. 4,5; largh. cm. 3,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: piede di una fgura danzante o in
movimento.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
meandro corrente a destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.108
Cratere, fr. di; parte dellorlo.
H. cm. 6,0; largh. cm. 14,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: foglie di edera ai lati di un viticcio.
Cron.: 460-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.109
Cratere; parte della parete.
H. cm. 5,4; largh. cm. 9,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: la parte inferiore del chitone e
104
105
106
107
G. Giudice 238
dellhimation di una fgura volta a sinistra.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.110
Cratere a campana; parte dellorlo e della parete.
H. cm. 5,3; largh. cm. 7,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: si conserva la testa di un efebo volto a
destra.
Decorazione secondaria: sullorlo, fla di ovuli
alternati a punti.
Cron.: 450-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.111
Cratere a campana; parte della parete, terzo
inferiore del vaso.
H. cm. 5,1; largh. cm. 5,7.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1899, sporadico.
Sogg.: rimane lorlo dellhimation (?) di un
personaggio.
Decorazione secondaria: sotto la scena principale,
meandro, intervallato da croce.
Cron.: 450-425 a.C.?
Bibl.: inedito.
OINOCHOAI
Cat.n.112
Oinochoe; parte della spalla.
H. cm. 2,9; largh. cm. 5,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1899, sporadica.
Sulla spalla, fregio di ovuli, intervallati da punti,
e, al di sotto, bastoncelli tra linee di vernice.
Cron.: 460-440 a.C.
Bibl.: inedita.
ANFORE
Cat.n.113
Anfora (?); parte di parete.
H. cm. 7,5; largh. cm. 7,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1906, sporadica.
Sogg.: parte inferiore di una fgura femminile in
chitone ed himation, in rapido movimento verso
sinistra.
108
109
110
111
Le importazioni attiche a Camarina
112
239
Decorazione secondaria: fascia a risparmio sotto
la scena decorata.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
FRAMMENTI DI PARETE
Cat.n.114
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 4,9; largh. cm. 5,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: parte superiore di una fgura maschile
vestita dellhimation e rivolta a sinistra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.115
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 3,5; largh. cm. 6,7.
Prov. Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibile una mano che regge la lyra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cfr.: il cratere a colonnette di Parigi, Louvre G 349
(ARV
2
518,6); vd. anche il cratere a colonnette di
Lecce 601 (ARV
2
523,14: pittore del Frutteto).
Cat.n.116
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 9,2; largh. cm. 9,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: busto di fgura femminile vestita con un
chitone ornato da punti e virgole, che regge
una phiale.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.117
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,4; largh. cm. 6,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: parte della testa e la spalla sinistra coperta
dallhimation di un personaggio barbato volto a
sinistra, che reggeva in mano un bastone o uno
scettro.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.118
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm.7,0; largh. cm.7,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: a sinistra, parte di un tirso; a destra satiro
con otre o con pelle danimale?
Cron.: 461-450 a.C.
113
114
115
G. Giudice 240
Bibl.: inedito.
Cat.n.119
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,7; largh. cm. 6,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896, sporadico.
Sogg.: a sinistra parte dellhimation di un
personaggio volto a sinistra; a destra, la spalla
di una fgura femminile frontale, che indossa il
peplo.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.120
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,2; largh. cm. 2,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: ali di un erote?
Cron.: 450-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.121
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 4,4; largh. cm. 3,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: giovane nudo volto a destra.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.122
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 3,7; largh. cm. 4,9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
116
117
118
119
Le importazioni attiche a Camarina
120
241
sporadico.
Sogg.: testa e spalla sinistra di una fgura
femminile in chitone.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.123
Cratere, fr. di; parte della parete.
H. cm. 3,2; largh. cm. 3,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: testa volta a destra di oplita con elmo e
scudo.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.124
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete;
combaciante con il fr. che precede.
H. cm. 4; largh. cm. 4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: torso di prospetto di oplita con scudo.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.125
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,5, largh. cm. 3,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibili le pieghe di un himation.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.126
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 4,8; largh. cm. 5,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: torace di Eracle con la leontea?
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
121
122
123
124
G. Giudice 242
Cat.n.127
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 4,7; largh. cm. 7,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimangono le gambe volte a sinistra di un
personaggio con lancia.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
ovuli.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.128
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,6; largh. cm. 4,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: parte superiore di un tirso.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.129
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,9; largh. cm. 5,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: fgura in groppa ad un cavallo o ad un
mulo?
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.130
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,9; largh. cm. 6,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: fgura femminile con veste orlata di nero
regge in mano, orizzontalmente, unasta (tirso).
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
125
126
127
128
Le importazioni attiche a Camarina
129
243
Cat.n.131
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,8; largh. cm. 2,1.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibili le gambe di un guerriero, che
porta sul fanco il fodero della spada.
Decorazione secondaria: meandro corrente a
destra interrotto da croce.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.132
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm.13,5; largh. cm.6,0.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: visibile la parte posteriore di un satiro
volto a sinistra.
Decorazione secondaria: meandro corrente a
destra interrotto da croce.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.133
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 7,6; largh. cm. 5,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: piede frontale di una fgura femminile in
chitone.
Decorazione secondaria: meandro verso destra
interrotto da croce.
Cron.: 461-450 a.C.?
Bibl.: inedito.
Cat.n.134
Parete di vaso, fr. di.
H. cm. 3,6; largh. cm. 3,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi
1896-1899, sporadico.
Sogg.: testa di un grifone.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.135
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,7; largh. cm. 6,1.
130
131
G. Giudice 244
132
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: palmetta sorgente da volute.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.136
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,7; largh. cm. 5,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: si conservano lavambraccio e parte della
mano di un personaggio probabilmente frontale.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.137
Vaso di forma chiusa, fr. di; parte della parete.
H. cm. 4,3; largh. cm. 6,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1906, sporadico.
Sogg.: busto di efebo in clamide (?) in movimento
verso destra.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.138
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 2,0; largh. cm. 5,2.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane parte di un klismos volto a
destra.
Cron.: 461-440 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.139
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 8,5; largh. cm. 8,5.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
133
134
135
Le importazioni attiche a Camarina
136
245
1899, sporadico.
Decorazione secondaria: bocciolo di loto
circoscritto da viticci e tre petali di una
palmetta.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.140
Vaso, fr. di; parte della parete.
H. cm.7,6; largh. cm.11,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: la parte inferiore del chitone e dellhimation
di una fgura volta a sinistra.
Decorazione secondaria: ovuli sotto la scena
fgurata.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.141
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 4,4; largh. cm. 2,9.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: mano che stringe un bastone o un tirso.
Cron.: 450-425 a.C.?
Bibl.: inedito.
Cat.n.142
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm.7,8; largh. cm. 8,4.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi,
sporadico.
Sogg.: rimane parte del chitone di una fgura
femminile.
Decorazione secondaria: sotto la scena fgurata,
ovuli.
Cron.: 420 a.C.
Bibl.: inedito.
Cat.n.143
Vaso di forma aperta, fr. di; parte della parete.
H. cm. 5,3; largh. cm. 4,3.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1905, sporadico.
Sogg.: visibile un piede verso destra.
Decorazione secondaria: ovuli, sotto la zona
137
138
139
140
141
G. Giudice 246
fgurata.
Cron.: 420-410 a.C.
Bibl.: inedito.
PELIKAI
Cat.n.144
Pelike; parte della parete.
H. cm. 7,9; largh. cm. 4,8.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
1896, sporadica.
Sogg.: due palmette contrapposte, sorgenti da
girali.
Cron.: 461-450 a.C.
Bibl.: inedita.
COPPE
Cat.n.145
Coppa apoda; parte del tondo interno e della
parete.
Diam. max. cm. 8,6.
Prov.: Camarina, Passo Marinaro, scavi Orsi del
142
143
144
145
247
1904, sporadica.
Sogg.: visibile la gamba di una kline?
Decorazione secondaria: baccellature sulle pareti
laterali.
Cron.: 450-425 a.C.
Bibl.: inedita.
Le importazioni attiche a Camarina
Abbreviazioni bibliografche
1
a cura di Francesco Muscolino
AA.VV. 2002: AA.VV., Camarina (com. di Ragusa), in MEFRA CXIV, 541-558.
ABL = HASPELS 1936.
ABV = BEAZLEY 1956.
ACHILLEA 1956: L.S. Achillea, mitologia greca, Torino.
ADD
2
= CARPENTER 1989.
ALFIERI 1964: N. Alferi, Ancora sul cratere del Pittore di Borea, in AAM XXV, 43-46.
Ancient Greek and Related Pottery 1984: H.A.G. Brijder (ed.), Ancient Greek and Related Pottery (Atti Convegno Amsterdam
1984), Amsterdam.
ANDERSON 1985: J.K. Anderson, Hunting in the Ancient World, Berkeley-Los Angeles-London.
ANDERSON 1994: W.D. Anderson, music and musicians in Ancient Greece, Ithaca-London.
ARIAS 1936: P.E. Arias, Pelike con Amazzonomachia dellAntiquarium di Coo, in ClRh VIII, 209-224.
ARIAS 1941: P.E. Arias, CVA museo Archeologico nazionale di Siracusa 1 (Italia 17), Roma.
ARIAS 1959: P.E. Arias in EAA II, s.v. Camarina, pittore di, 280-281.
ARV
1
= BEAZLEY 1942.
ARV
2
= BEAZLEY 1963.
Atti Ragusa 2006 = Camarina 2006.
B.A. o BA: Beazley Archive Pottery database, Oxford.
BAKIR 1974: T. Bakir, der Kolonnettenkrater in Korinth und Attika zwischen 625 und 550 v. Chr., Wrzburg.
Banco di Sicilia 1992: F. Giudice, S. Tusa, V. Tusa, La Collezione Archeologica del Banco di Sicilia, Palermo.
BARRESI 1998: S. Barresi, Schede di ceramica, in E. Iachello (ed.), I Borbone in Sicilia (1734-1860), Catania, 231-235.
BARRESI, VALASTRO 2000: S. Barresi, S. Valastro, Vasi attici fgurati. Vasi sicelioti, Catania (Le collezioni del Museo civico di
Castello Ursino a Catania. I materiali archeologici, 1).
BARRINGER 2001: J.M. Barringer, The Hunt in Ancient Greece, Baltimore.
BARRINGER 2004: J.M. Barringer, Skythian Hunters on Attic Vases, in Greek Vases: Images, Contexts and Controversies,
Leiden-Boston, 12-25.
BATINO 2002: S. Batino, Lo skyphos attico dalliconografa alla funzione, Napoli.
BAUR 1912: P.V.C. Baur, Centaurs in Ancient Art, Berlin.
BEAZLEY 1927: J.D. Beazley, CVA Oxford I (Great Britain 3), Oxford.
BEAZLEY 1927a: J.D. Beazley, The Antimenes Painter, in JHS XLVII, 63-92.
BEAZLEY 1929: J.D. Beazley, Charinos. Attic Vases in the Form of Human Heads, in JHS XLIX, 38-78.
BEAZLEY 1935: J.D. Beazley, Some Inscriptions on Vases. III, in AJA XXXIX, 475-488.
BEAZLEY 1939: J.D. Beazley, Prometheus Fire-lighter, in AJA XLIII, 618-639.
BEAZLEY 1939a: J.D. Beazley, Two Swords, two Shields, in BABesch XIV, 4-6.
BEAZLEY 1941: J.D. Beazley, Some Inscriptions on Vases. IV, in AJA XLV, 593-602.
BEAZLEY 1942: Attic Red-fgure Vase-painters, Oxford.
BEAZLEY 1950: J.D. Beazley, Some Inscriptions on Vases. V, in AJA LIV, 310-322.
BEAZLEY 1956: J.D. Beazley, Attic Black-fgure Vase-painters, Oxford.
BEAZLEY 1963
2
: J.D. Beazley, Attic Red-fgure Vase-painters, Oxford.
BEAZLEY 1971: J.D. Beazley, Paralipomena. Additions to Attic Black-fgure Vase-painters and Attic Red-fgure Vase-painters,
Oxford.
BECK 1975: F.A.G. Beck, Album of Greek Education. The Greeks at School and at Play, Sydney.
BLIS 1988: A. Blis, La trasmissione della musica nellantichit, in F. Berti, D. Restani (edd.), Lo specchio della musica,
Bologna, 29-39.
BENNDORF 1867: O. Benndorf, Vasen und Terrakotten in Sizilien, in AZ XXV, 113-124.
BENNDORF 1883: O. Benndorf, Griechische und Sizilische Vasenbilder, Berlin.
BRARD 1974: C. Brard, Anodoi: Essai sur limagerie des passages chthoniens, Roma.
BERNAB BREA 2002: L. Bernab Brea, Terracotte teatrali e buffonesche della Sicilia orientale e centrale, Palermo.
BESIG 1937: H. Besig, Gorgo und Gorgoneion in der archaischen griechischen Kunst, Berlin.
BIRCH 1855: S. Birch, On a Vase Representing an Adventure of Perseus, in Archaeologia XXXVI, 53-70.
BLANCK 2006: H. Blanck, Giovani archeologi tedeschi nel Ragusano e nel Siracusano. notizie ottocentesche dallArchivio
dellIstituto Archeologico Germanico di Roma, in Camarina 2006, 313-326.
1
Per le riviste sono state adottate le abbreviazioni de LAnne Philologique e, ove non previste, quelle dello Jahrbuch.
BLOESCH 1951: H. Bloesch, Stout and Slender in the Late Archaic Period, in JHS LXXI, 35-37.
BOARDMAN 1989: J. Boardman, Athenian Red Figure Vases. The Classical Period, London.
BOTTINI 1996: A. Bottini (ed.), Il Trono Ludovisi e il Trono di Boston.
BREITFELD VON EICKSTEDT 1997: E.D. Breitfeld von Eickstedt, die Lekanis vom 6.-4. Jh. V. Chr. Beobachtungen zum Form
und Entwicklung einer Vasengattung, in J.H. Oakley, W.D.E. Coulson, O. Palagia (edd.), Athenian Potters and Painters. The
Conference Proceedings (Atti Convegno Atene 1994), Oxford, 55-61.
BRIJDER 1983: H.A.G. Brijder, Siana Cups 1. and Komast Cups, Amsterdam (Allard Pierson Series, 4).
BRIJDER 2000: H.A.G. Brijder, Siana cups 3. The Red-black Painter, Griffn-bird Painter and Siana Cups resembling Lip-cup,
Amsterdam (Allard Pierson Series, 13).
BROMMER 1937: F. Brommer, Satyroi, Wrzburg.
BROMMER 1941: F. Brommer, War der Triptolemos des Sophokles ein Satyrspiel?, in Philologus XCIV, 336-338.
BROMMER 1944: F. Brommer, Satyrspiele. Bilder griechischer Vasen, Berlin.
BROMMER 1949-1950: F. Brommer, Pan im 5. und 4. Jahrhundert v.Chr., in marburger Jahrbuch fr Kunstwissenschaft XV,
5-42.
BROMMER 1959
2
: F. Brommer, Satyrspiele. Bilder griechischer Vasen, Berlin.
BROMMER 1960
2
: F. Brommer, Vasenlisten zur griechischen Heldensage, Marburg.
BUNDRICK 2005: S.D. Bundrick, music and Image in Classical Athens, Cambridge.
BURN 1987: L. Burn, The meidias Painter, Oxford.
BURN, GLYNN 1982: L. Burn, R.Glynn, Beazley Addenda. Additional references to ABV, ARV
2
& Paralipomena, Oxford.
BUROW 1989: J. Burow, Der Antimenesmaler, Mainz.
BUSCHOR 1929: E. Buschor, Attische Lekythen der Parthenonzeit, Mnchen.
Camarina 2006: P. Pelagatti, G. Di Stefano, L. de Lachenal (edd.), Camarina 2600 anni dopo la fondazione: nuovi studi sulla
citt e sul territorio (Atti Convegno Ragusa 2002-2003), Roma.
CAPUTO 1937-38: G. Caputo, Vasi attici con Enea ed Anchise, in BA XXXI, 267-273.
CARPENTER 1989: T.H. Carpenter, Beazley Addenda. Additional references to ABV, ARV
2
& Paralipomena, Oxford.
CASKEY, BEAZLEY 1931-1963: L.D. Caskey, J.D. Beazley, Attic Vase-painting in the museum of Fine Arts, Boston, London-
Boston.
CLARK 1992: A.J. Clark, Attic Black-fgured Olpai and Oinochoai, Diss. New York University.
CLOSTERMAN 2007: W.E. Closterman, The Sappho Painters Loutrophoros Amphora (Athens, nm 450) and Athenian Burial
Ritual, in CB LXXXIII, 49-64.
COOK 1984: B.F. Cook, Class 6 L. A minor Workshop of Red Figured Lekythoi, in Ancient Greek and Related Pottery, 149-
152.
COOK 1991: B.F. Cook, Attic Red-fgured Lekythoi, Secondary Types: Class 6L, in OJA X, 209-230.
Corinth XIII 1964: C.W. Blegen, H. Palmer, R.S. Young, Corinth XIII. The north Cemetery, Princeton.
CRAMERS 1980: D. Cramers, Aison en de meidias-Schilder, Diss. Leuven.
CVA: Corpus Vasorum Antiquorum.
DHANCARVILLE 1767-1776: P.F. DHancarville, Antiquits trusques, grecques et romaines, tires du cabinet de m. Hamilton,
envoy extraordinaire de S.m. Britannique en cour de naples, Firenze.
Dal Museo 2002: dal museo al Territorio. Guida didattica del museo Archeologico Ibleo di Ragusa, Ragusa (CD Rom).
Damarato 2000: I. Berling, H. Blanck, F. Cordano, P.G. Guzzo, M.C. Lentini (edd.), damarato. Studi di antichit classica
offerti a Paola Pelagatti, Milano.
DE CESARE 1997: M. De Cesare, Le statue in immagine. Studi sulle raffgurazioni di statue nella pittura vascolare greca,
Roma (Studia archaeologica, 88).
DE LA GENIRE 1984: J. de La Genire, Parfums comme Crsus. de lorigine du lcythe attique, in BCH CVIII, 91-98.
DE LUYNES 1834: H. De Luynes, Sur le dveloppement du type idal des Gorgones dans la posie et dans lart fgur des
anciens, in AdI, 311-328.
DELLA SETA 1922: A. Della Seta, Italia antica, Bergamo.
DI STEFANO 1993-1994: G. Di Stefano, Scavi e ricerche a Camarina e nel ragusano (1988-92), in Kokalos XXXIX-XL,
1367-1421.
DI STEFANO 1995: G. Di Stefano, Guida al museo Ibleo di Ragusa, Modica.
DI STEFANO 1997: G. Di Stefano, Camarina, Guida alla necropoli di Passo marinaro, Ragusa.
DI STEFANO 1998: G. Di Stefano, Il Museo di Camarina, in SicA XXXI, 209-231.
DI STEFANO 1999: G. Di Stefano, un giallo archeologico: la collezione Carratello di S. Croce Camerina, in Magna
Graecia XXXIV, 26-30.
DI STEFANO 2001: G. Di Stefano, Il museo archeologico Ibleo di Ragusa, Napoli.
DI STEFANO, PELAGATTI 1998: G. Di Stefano, P. Pelagatti, Camarina. Cento anni di paesaggio storico, Palermo.
DI VITA 1959: A. Di Vita, due vasi attici della prima met del VI secolo a.C. da Ragusa, in BA XLVI, 293-310.
DI VITA, DI STEFANO, DANDREA 1995: A. Di Vita, G. Di Stefano, G. DAndrea, Camarina. museo archeologico, Palermo.
Bibliografa
250
251
DIEHL 1964: E.D. Diehl, die Hydria. Formgeschichte und Verwendung im Kult des Altertums, Mainz.
DUGAS, FLACELIRE 1958: C. Dugas, R. Flacelire, Thse: images et rcits, Paris.
EUWE 1996: J. Euwe, The Potters of the nolan Amphorae in Sicily. Criteria for Attribution, in I vasi attici ed altre ceramiche
coeve in Sicilia, II, 67-80.
FAIRBANKS 1907: A. Fairbanks, Athenian White Lekythoi with Outline drawing in Glaze Varnish on a White Ground, New
York.
FEDDE 1860: F. FEDDE, De Perseo et Andromeda, Berlin.
FERRARI 2002: G. Ferrari, Figures of Speech. men and maidens in Ancient Greece, Chicago.
FITTSCHEN 1969: K. Fittschen, untersuchungen zum Beginn der Sagendarstellungen bei den Griechen, Berlin.
FLZER 1906: E. Flzer, die Hydria. Ein Beitrag zur griechischen Vasenkunde, Leipzig.
FORTI 1952: L. Forti, Il vaso di Komaris del Museo di Napoli, in RAAN XXVII, 201-210.
FOUILLAND 2002: F. Fouilland, Camarina. Les mobiliers cramiques, in MEFRA CXIV, 551-554.
FOUILLAND 2006: F. Fouilland, Ceramiche non corinzie da Rifriscolaro, in Camarina 2006, 109-128.
FRANK 1990: S. Frank, Attische Kelchkratere, Frankfurt.
FREL 1983: J. Frel, Three notes on Attic Black Figure in malibu, in Greek Vases in the J. Paul Getty museum. Occasional
Papers on Antiquities, I, Malibu, 35-38.
FRIIS JOHANSEN 1939: K. Friis Johansen, Achill bei Cheiron, in dragma martino P. nilsson dedicatum, Lund, 181-205.
FRONING 1971: H. Froning, dithyrambos und Vasenmalerei in Athen, Wrzburg (Beitrge zur Archologie, 2).
FURTWNGLER, HAUSER, REICHHOLD 1932: A. Furtwngler, F. Hauser, K. Reichhold, Griechische Vasenmalerei, III,
Mnchen.
GALINSKY 1969: G.K.Galinsky, Aeneas, Sicily, and Rome, Princeton (Princeton Monographs in Art and Archaeology, 40).
GARDNER 1905: P. Gardner, Vases Added to the Ashmolean museum, in JHS XXV, 65-85.
GHALI-KAHIL 1955: L. Ghali-Kahil, Les enlvements et le retour dHlne, Paris.
GIUDICE 1977-1979: F. Giudice, La stipe di Persefone a Camarina, in monAL. Serie miscellanea II, 277-354.
GIUDICE 1979 = GIUDICE 1977-1979.
GIUDICE 1985: F. Giudice, Gela e il commercio attico verso lEtruria nel primo quarto del V sec. a.C., in SE LIII, 115-139.
GIUDICE 1988: F. Giudice, La seconda e la terza fondazione di Camarina alla luce dei prodotti del commercio coloniale, in
Quadmess III, 49-57.
GIUDICE 1996: F. Giudice, Il ruolo di Catania nella rete dei traffci commerciali del mediterraneo, in Catania antica (Atti
Convegno Catania 1992), Pisa, 97-148.
GIUDICE 2002: F. Giudice, La ceramica attica del IV secolo in Sicilia ed il problema della formazione delle offcine locali, in
N. Bonacasa, L. Braccesi, E. De Miro (edd.), La Sicilia dei due dionisi (Atti Convegno Agrigento 1999), Roma, 170-201.
GIUDICE 2006: F. Giudice, La ceramica attica del IV secolo e i clienti delle due Sicilie, in J. de La Genire (ed.), Les clients
de la cramique attique (Atti Convegno Parigi 2004), Paris, 93-95.
GIUDICE RIZZO 2002: I. Giudice Rizzo, Inquieti commerci tra uomini e dei. Timpanisti, Fineo A e B di Sofocle. Testimonianze
letterarie ed iconografche, itinerari di ricerca e proposte, Roma (Studia Archaeologica, 117).
GIUDICE, GIUDICE-RIZZO 2004: F. Giudice, I. Giudice-Rizzo, Pericle, le grandi opere ed il trasferimento dei ceramograf
dalla Grecia alla magna Grecia, in miti greci, 137-140.
GIUDICE, MESSINA 2006: F. Giudice, L. Messina, Spazio e segno dallantico allInformale, lopera pittorica di Salvatore
Tropea al museo Archeologico Regionale di Camarina, Ragusa.
GIUDICE, RIZZONE 2000: F. Giudice, V.G. Rizzone, Le importazioni attiche a Camarina. Considerazioni preliminari, in
Damarato, 301-314.
GIUDICEb 2001: Ceramograf attici in magna Grecia nella seconda met del V secolo a.C. Rotte e vie di distribuzione, tesi di
dottorato di ricerca, Universit degli Studi di Napoli Federico II, Napoli.
GIUDICEb 2006: G. Giudice, Importazioni attiche a Camarina nel V secolo a.C., in Camarina 2006, 197-222.
GIUDICEb 2007: G. Giudice, Il tornio, la nave, le terre lontane. Ceramograf attici in magna Grecia nella seconda met del
V sec. a. C. Rotte e vie di distribuzione, Roma (Studia Archaeologica, 152).
GIUDICEc 2000: E. Giudice, Recensione a U. Koch-Brinkmann, Polychrome Bilder auf weigrundigen Lekythen. Zeugen der
klassischen griechischen malerei, Mnchen 1999, in Ostraka IX, 471-474.
GIUDICEc 2002: E. Giudice, demosion Sema e resistenze aristocratiche, in I. Colpo, I. Favaretto, F. Ghedini (edd.), Iconografa
2001. Studi sullimmagine (Atti Convegno Padova 2001), Padova, 179-188.
GIUDICEc 2003: E. Giudice, G. Giudice, Atene e la Sicilia nel terzo venticinquennio del V secolo a.C. Processi di scambio e
due immagini della Parthenos a Gela ed a Camarina, in F. Giudice, R. Panvini (edd.), Il greco, il barbaro e la ceramica attica:
immaginario del diverso, processi di scambio e autorappresentazione degli indigeni, (Atti Convegno Catania, Caltanissetta,
Gela, Camarina, Vittoria, Siracusa 2001), II, Roma, 7-32.
GIUDICEc 2003a: E. Giudice, Hypnos, Thanatos ed il viaggio della morte sulle lekythoi funerarie a fondo bianco, in Ostraka
XII, 145-158.
GIUDICEc 2003b: E. Giudice, Limmaginario della morte sulle lekythoi a fondo bianco, Catania.
Bibliografa
GOLDMAN 1942: H. Goldman, The Origin of the Greek Herm, in AJA XLVI, 58-68.
GREEN 1972: J.R. Green, Oinochoe, in BICS XIX, 1-16.
GREEN 1978: J.R. Green, Five Potters. Some Classes of Oinochoe of the First Half of the Fifth Century B.C, in AA, 262-
269.
GROSSMAN 1991: J.B. Grossman, Sixs Technique at the Getty, in Greek Vases in the J.P. Getty museum, V, Malibu, 13-26.
GUALANDI 1962: G. Gualandi, Il Pittore di Kleophon, in AAM XX, 341-383.
HARRISON 1979: E.B. Harrison, The Iconography of the Eponymous Heroes on the Parthenon and in the Agora, in O.
Mrkholm-N.M. Waggoner (edd.), Greek numismatics and Archaeology: Essays in Honor of margaret Thompson, Wetteren,
71-85.
HARRISON 1984: E.B. Harrison, A Pheidian Head of Aphrodite Ourania, in Hesperia LIII, 379-388.
HASPELS 1936: C.H.E. Haspels, Attic Black-fgure Lekythoi, Paris.
HASPELS 1972: C.H.E. Haspels, Le peintre de diosphos, in RA, 103-109.
Haspels Addenda 2006: T. Mannack, Haspels Addenda. Additional References to C.H.E. Haspels Attic Black-fgured
Lekythoi, Oxford.
HATZIDAKIS 1984: P. Hatzidakis, Athenian Red-fgure and Black-fgure Cup-skyphoi of the Sixth and Fifth Century with a
Particular Reference to material from Phthiotis, Diss. London.
HELDRING 1977: B. Heldring, A mermaid and a Centaur? Two South-Italian Plastic Vases, in MNIR XXXIX, 13-17.
HERMANN 1851: K.F. Hermann, Perseus und Andromeda, Gttingen.
HIMMELMANN 1989: N. Himmelmann, Herrscher und Athlet, die Bronzen vom Qurinal, Milan.
HUBER 1990: K. Huber, Werkstattgesellen: Zur Produktion frher Kelchkratere, in Euphronios und seine Zeit, Berlin, 57-
72.
I vasi attici ed altre ceramiche coeve in Sicilia 1996: I vasi attici ed altre ceramiche coeve in Sicilia (Atti Convegno Catania,
Camarina, Gela, Vittoria 1990), Palermo (CASA 29-30, 1990-1991).
INGHIRAMI 1851
2
: F. Inghirami, Pitture di vasi etruschi, Fiesole.
ISLER, SGUAITAMATTI 1990: H.P. Isler, M. Sguaitamatti (edd.), La collezione Collisani die Sammlung Collisani, Zrich.
JAHN 1868: o. Jahn, Perseus, Herakles, Satyren auf Vasenbildern und das Satyrdrama, in Philologus XXVII, 1-27.
JOHNSTON 1979: A.W. Johnston, Trademarks on Greek Vases, Warmister.
JOHNSTON 2006: A.W. Johnston, Trademarks on Greek Vases. Addenda, Chippenham.
JUBIER 1999: C. Jubier, Les peintres de Sappho et de diosphos, structure datelier, in M.C. Villanueva Puig, F. Lissarrague,
P. Rouillard, A. Rouveret (edd.), Cramique et peinture grecques. modes demploi (Atti Convegno Parigi 1995), Paris, 181-
186.
JUBIER-GALINIER 1996: C. Jubier-Galinier, La production du peintre de Sappho dans latelier des peintres de Sappho et de
diosphos: parcours dun artisan fgures noires parmi les ateliers athniens de la fn de larchasme, Montpellier.
JUBIER-GALINIER 1998a: C. Jubier-Galinier, de la diversit des ateliers de cramique attique la fn de larchasme: essai de
mise au point, in Topoi VIII, 731-748.
JUBIER-GALINIER 1998b: C. Jubier-Galinier, Hracls entre btes et dieux dans latelier des peintres de Sappho et de diosphos,
in Le bestiaire dHracls (Atti Convegno Liegi-Namur 1996), Lige (Kernos, suppl. 7), 75-85.
JUBIER-GALINIER 2003: C. Jubier-Galinier, Latelier des peintres de Sappho et de diosphos, in Le vas grec et ses destins
(Catalogo Mostra Mariemont 2003), Mnchen, 79-89.
JUCKER 1988: I. Jucker, die Geburt der Turan, in NAC XVII, 101-123.
KAEMPF-DIMITRIADOU 1979: S. Kaempf-Dimitriadou, die Liebe der Gtter in der attischen Kunst des 5. Jahrhunderts v.Chr.,
Basel (Beih. AK, 11).
KARDARA 1964: C.P. Kardara, , in AEph, 52-82.
KAVVADIAS 2000: G. Kavvadias, The Sabouroff Painter, Athens.
KEULS 1985: E.C. Keuls, The Reign of the Phallus. Sexual Politics in Ancient Athens, New York.
KILLET 1994: H. Killet, Zur Ikonographie der Frau auf attischen Vasen archaischer und klassischer Zeit, Berlin.
KRON 1976: U. Kron, die zehn attischen Phylenheroen. Geschichte, mythos, Kult und darstellungen, Berlin (mdAI(A)
Beihefte, 5).
KURTZ 1975: D.C. Kurtz, Athenian White Lekythoi. Patterns and Painters, Oxford.
KURTZ, BOARDMAN 1971: D.C. Kurtz, J. Boardman, Greek Burial Costums, London.
La Sicilia greca 1989: La Sicilia greca. det grekiska Sicilien (Catalogo Mostra Rooseum 1989), Malm.
LANZA 1974: M.T. Lanza, una tomba inedita da Passo marinaro. Scavi Orsi 1904, in SicA XXIV-XXV, 63-72.
LANZA 1990: P. Orsi, La necropoli di Passo marinaro a Camarina. Campagne di scavo 1904-1909. A cura di M.T. Lanza
(monAL. Serie miscellanea, 4).
LENTINI 1983: M.C. Lentini, Camarina VI. un pozzo tardo-arcaico nel quartiere sud-orientale, in BA XX, 5-30.
LEVETZOW 1833: G. Levetzow, ber die Entwicklung des Gorgonentypus, in ADAW, 29-31.
LEZZI-HAFTER 1976: A. Lezzi-Hafter, der Shuvalov-maler, Mainz.
LEZZI-HAFTER 1980: A. Lezzi-Hafter, Lamphore dAison, in Le muse Cond XIX, 1-10.
Bibliografa 252
253
LEZZI-HAFTER 1988: A. Lezzi-Hafter, Anthesterien und Hieros Gamos. Ein Choenbild des methyse-malers, in Proceedings of
the 3
rd
Symposium of Ancient Greek and Related Pottery (Atti Convegno Copenhagen 1987), Kbenhavn, 325-334.
LEZZI-HAFTER 1988a: A. Lezzi-Hafter, Der Eretria-Maler, Mainz.
LEZZI-HAFTER 1992: A. Lezzi-Hafter, Die Aison-Kylix im Kerameikos, in R. Olmos (ed.), Coloquio sobre Teseo y la copa de
Aison, Madrid, 57-73.
LEZZI-HAFTER 2001: A. Lezzi-Hafter, Lanfora dimenticata, oder der Boreas-maler am Kreuzweg in M. Bentz-N. Eschbach
(edd.), Panathenaka. Symposium zu den Panathenaschen Preisamphoren (Atti Convegno Rauischholzhausen 1998), Mainz,
131-135.
LEZZI-HAFTER 2003: A. Lezzi-Hafter, The Workshop of Palermo 16 A Geloan Affair, in Ta Attika, 185-191.
LIBERTINI 1929: G. Libertini, Il Regio museo Archeologico di Siracusa, Roma.
LIBERTINI 1930: G. Libertini, Il museo Biscari, Roma.
LICHT 1925-1928: H. Licht, Sittengeschichte Griechenlands, Dresden-Zrich.
LIMC 1981-: Lexicon Iconographicum mythologiae classicae, Zrich.
LISSARRAGUE 1990: F. Lissarrague, Lautre guerrier: archers, peltastes, cavaliers dans limagerie attique, Paris.
Lo stile severo in Sicilia 1990: Lo stile severo in Sicilia. dallapogeo della tirannide alla prima democrazia, (Catalogo
Mostra Palermo 1990), Palermo.
LDORF 2000: G. Ldorf, die Lekane. Typologie und Chronologie einer Leitform der attischen Gebrauchskeramik des 6.-1.
Jahrhunderts v. Chr., Leidorf.
LULLIES 1931: R. Lullies, die Typen der griechischer Herme, Knigsberg.
MAAS, MCINTOSH SNYDER 1989: M. Maas, J. McIntosh Snyder, Stringed Instruments of Ancient Greece, New Haven.
MANCUSO 2008: B. Mancuso, Castello ursino a Catania. Collezioni per un museo, Palermo (Piccola Biblioteca dArte, 3).
MANGOLD 2000: M. Mangold, Kassandra in Athen, Berlin.
MANNACK 2001: T. Mannack, The Late mannerists in Athenian Vase-Painting, oxford (oxford Monographs in Classical
Archaeology).
MARQUARDT 1995: N. Marquardt, Pan in der hellenistischen und kaiserzeitlichen Plastik, Bonn (Antiquitas, 3.33).
MARTELLI 1985: M.Martelli, I luoghi e i prodotti dello scambio, in M. Cristofani (ed.), Civilt degli Etruschi, Milano, 175-
192.
MASSEI 1978: L. Massei, Gli askoi a fgure rosse nei corredi funerari delle necropoli di Spina, Milano.
MATHESON 1995: S.B. Matheson, Polygnotos and Vase Painting in Classical Athens, Madison.
MATHESON 2005: S.B. Matheson, A Farewell with Arms: departing Warriors on Athenian Vases, in J.M. Barringer, J.M.
Hurwit (edd.), Periklean Athens and its Legacy. Problems and Perspectives, Austin, 23-35.
MERTENS 1977: J.R. Mertens, Attic White-ground, its development on Shapes, other than Lekythoi, London.
MESSERSCHMIDT 1932: F. Messerschmidt, Bhnenbild und Vasenmalerei, in mdAI(R) XLII, 122-151.
METZGER 1951: H. Metzger, Les reprsentations dans la cramique attique du IV
e
sicle, Paris (BEFAR, 172).
METZGER 1996: H. Metzger, une connotation sicilienne sur certains vases attiques exports vers la Sicile? in I vasi attici ed
altre ceramiche coeve in Sicilia, I, 43-47.
MICHAELIDES 1978: S. Michaelides, The music of Ancient Greece. An Encyclopaedia, London.
MILLIN 1810: A.L. Millin, Peintures de vases antiques vulgairement appels trusques, II, Paris.
MILLIN 1811: A.L. Millin, Galerie mythologique, II, Paris.
MIRONE 1919: S. Mirone, Andromeda e Perseo in un vaso del museo Biscari di Catania, in RA 9, 37-47.
miti greci 2004: G. Sena Chiesa, E. A. Arslan (edd.), miti greci. Archeologia e pittura dalla magna Grecia al collezionismo,
Milano.
MBIUS 1965: H. Mbius, die Reliefs der Portlandvase und das antike dreifgurenbild, Mnchen (ABAW Neue Folge, 61).
MOORE 1997: M.B. Moore, The Athenian Agora, XXX, Attic Red-fgured and White-ground Pottery, Princeton.
MOORE, PHILIPPIDES, VON BOTHMER 1986: M.B. Moore, M.Z.P. Philippides, D. v. Bothmer, The Athenian Agora XXIII, Attic
Black-fgured Pottery, Princeton.
mostra della Sicilia greca 1984: mostra della Sicilia greca (Catalogo Mostra Tokyo 1984), Tokyo.
MUGIONE 2000: E. Mugione, miti della ceramica attica in Occidente. Problemi di trasmissioni iconografche nelle produzioni
italiote, Taranto.
NEILS, OAKLEY 2003: J. Neils, J. Oakley, Coming of Age in Ancient Greece. Images of Childhood from the Classical Past,
New Haven.
OAKLEY 1984: J.H. Oakley, double-register Calyx-kraters: A Study in Workshop Tradition, in Ancient Greek and Related
Pottery, 119-127.
OAKLEY 1988: J.H. Oakley, Perseus, the Graiai, and Aeschylus Phorkides, in AJA XCII, 383-391.
OAKLEY 1990: J.H. Oakley, The Phiale Painter, Mainz (Forschungen zur antiken Keramik. 2. Reihe. Kerameus, 8)
OAKLEY 1997: J.H. Oakley, The Achilles Painter, Mainz.
OAKLEY 2004a: J.H. Oakley, Classical Athenian Ritual Vases from the diniacopoulos Collection, in J.M. Fossey, E. Francis
(edd.), The diniacopoulos Collection in Quebec. Greek and Roman Antiquities, Montreal, 45-50.
Bibliografa
OAKLEY 2004b: J.H. Oakley, Picturing death in Classical Athens. The Evidence of the White Lekythoi, Cambridge.
OENBRINK 1997: W. Oenbrink, das Bild im Bilde. Zur darstellung von Gtterstatuen und Kultbildern auf griechischen Vasen,
Frankfurt (Europische Hochschulschriften. Reihe 38. Archologie, 64).
ORSI (PELAGATTI) 1966: P. ORSI, Appunti inediti su Camarina (a cura di P. PELAGATTI), in ArchStorSir XII, 121-144.
ORSI 1899: P. Orsi, Camarina. Campagna archeologica del 1896, in MonAL IX, 201-278.
ORSI 1904: P. Orsi, Camarina. Campagne archeologiche del 1899 e 1903, in MonAL XIV, 757-952.
ORSI 1905: P. Orsi, Camarina, nuovi scavi nella necropoli, in NSA s. 5, II, 429-430.
ORSI 1907: P. Orsi, Sicilia. Relazione preliminare sulle scoperte archeologiche avvenute nel sud-est della Sicilia nel biennio
1905 1907. V. Camarina, in NSA s. 5, IV, 484-498.
ORSI 1909: P. Orsi, Camarina, VIII campagna nella necropoli di Passo marinaro, in NSA s. 5, VI, 379-382.
ORSI 1912: P. Orsi, Sicilia. Nuove scoperte nel territorio siracusano. XII. Camarina, in NSA s. 5, IX, 370-372.
ORSI 1990 = LANZA 1990.
PACE 1921: B. Pace, Contributi Camarinesi, Palermo.
PAQUETTE 1984: D. Paquette, Linstrument de musique dans la cramique de la Grce ancienne. tudes dOrganologie,
Paris.
PARA = BEAZLEY 1971.
Paralipomena = BEAZLEY 1971.
PARIBENI 1959: E. Paribeni in EAA II, s.v. Curti, Pittore di, 982.
PARIBENI 1963: E. Paribeni in EAA V, s.v. Oxford 529, Pittore di, 809.
PELAGATTI 1962: P. Pelagatti, Camarina. Relazione preliminare della campagna di scavi 1961-62, in BA XLVII, 251-264.
PELAGATTI 1966 = ORSI, PELAGATTI 1966.
PELAGATTI 1973: P. Pelagatti, nuove acquisizioni della Soprintendenza alle Antichit di Siracusa, in BA s. 5, LVIII, 250-
252.
PELAGATTI 1973a: P. Pelagatti, Camarina, in P. Pelagatti, G. Voza (edd.), Archeologia della Sicilia sud-orientale, Siracusa,
133-158.
PELAGATTI 1974: P. Pelagatti, Archeologia nella Sicilia Sud Orientale. Addenda al catalogo, Torino.
PELAGATTI 1976: P. Pelagatti, Ricerche antropologiche per una miglior conoscenza del mondo greco-coloniale. nuovi dati sui
riti funebri a Camarina, in SicA IX, n 30, 37-50.
PELAGATTI 1980 = PELAGATTI 1980-1981.
PELAGATTI 1980-1981: P. Pelagatti, Attivit della Soprintendenza alle Antichit per la Sicilia Orientale, in Kokalos XXVI-
XXVII, 712-731.
PELAGATTI 1996: P. Pelagatti, Paolo Orsi, Biagio Pace e la necropoli orientale di Camarina, in magna Graecia XXXI, nn.
4/6, 9-13.
PELAGATTI 2006: P. Pelagatti, Camarina citt e necropoli. Studi e ricerche recenti, in Camarina 2006, 45-76.
PESCHEL 1987: I. Peschel, die Hetre bei Symposion und Komos in der attisch-rotfgurigen Vasenmalerei des 6. - 4. Jh. v.Chr.,
Frankfurt (Europische Hochschulschriften. Reihe 38. Archologie, 13)
PISANI 2006: M. Pisani, Terrecotte della Fornace Provide presso lIppari (V-IV sec. a.C.), in Camarina 2006, 223-251.
PISANI 2008: M. Pisani, Camarina. Le terrecotte fgurate e la ceramica da una fornace di V e IV secolo a.C., Roma.
PONTRANDOLFO 2007: A. Pontrandolfo, diffusione e ricezione dellimmagine di Enea in Occidente, in F. Giudice, R. Panvini
(edd.), Il greco, il barbaro e la ceramica attica: immaginario del diverso, processi di scambio e autorappresentazione degli
indigeni, (Atti Convegno Catania, Caltanissetta, Gela, Camarina, Vittoria, Siracusa 2001), IV, Roma, 7-17.
PRANGE 1989: M. Prange, Der Niobidenmaler und seine Werkstatt. untersuchungen zu einer Vasenwerkstatt frhklassischer
Zeit, Frankfurt.
RAOUL ROCHETTE 1833: M. Raoul Rochette, monuments indits dantiquit fgure grecque, trusque et romaine, Paris.
REAL 1976: W. Real, die Hydria als Bildtrger in der attischen Kunst des 6. und 5. Jahrhunderts v. Chr, in H. Keller, J.
Kleine (edd.), Festschrift fr Gerhard Kleiner, Tbingen, 33-47.
Recueil dugas 1960: H. Metzger (ed.), Recueil Charles dugas, Paris.
REEDER 1995: E. Reeder et al., Pandora. Women in Classical Greece, Baltimore 1995.
REINACH 1891: S. Reinach, Bibliothque des monuments fgurs, Paris.
RICCIONI 1959: G. Riccioni in EAA II, s.v. Canea, Pittore di, 307.
RICHTER, MILNE 1935: G. Richter, M. Milne, Shapes and names of Athenian Vases, New York.
RIZZA, GIUDICE 1996 = I vasi attici ed altre ceramiche coeve in Sicilia 1996.
RIZZO 1904: G.E. Rizzo, Vasi greci della Sicilia. Parte I. Cratere di Camarina e Parte II. Cratere di Camarina, in MonAL
XIV, 5-62 e 63-74.
RUMPF 1918: A. Rumpf, die Religion der Griechen, Leipzig.
RUMPF 1950-1951: A. Rumpf, Anadyomene, in JDAI LXV-LXVI, 166-174.
SABETAI 1993: V. Sabetai, The Washing Painter. A Contribution to the Wedding and Genre Iconography in the Second Half of
the Fifth Century B.C., University of Cincinnati.
Bibliografa
254
SALIBRA 1999: R. Salibra, La necropoli di Passo marinaro a Camarina. nuove acquisizioni dalla campagna di scavo 1972-
1973, in Kokalos XLV, 2004, 41-110.
SALIBRA 2002: R. Salibra, Paolo Orsi e la raccolta di vasi attici del marchese Orazio Arezzo di Celano, in BA CXX, 1-20.
SALIBRA 2006: R. Salibra, Collezioni camerinesi tra Ottocento e novecento, in Camarina 2006, 333-354.
SALIBRA, CARUSO 2005: R. Salibra, F. Caruso, Eracle, Eurito e gli archi di Apollo. un cratere attico a fgure rosse da
Camarina, in BA CXXXIII-CXXXIV, 41-56.
SALINA 1989-1990: G. Salina, Ceramica attica proveniente dalla Sicilia, tesi di Laurea, Catania a.a. 1989-1990.
SCHAUENBURG 1960: K. Schauenburg, Perseus in der Kunst des Altertums, Bonn (Antiquitas, 3.1)
SCHAUENBURG 1969: K. Schauenburg, Jagddarstellungen in der griechischen Vasenmalerei, Hamburg.
SCHEFOLD 1981: K. Schefold, die Gttersage in der klassischen und hellenistischen Kunst, Mnchen.
SCHEFOLD, JUNG 1988: K. Schefold, F. Jung, Die urknige, Perseus, Bellerophon, Herakles und Theseus in der klassischen
und hellenistischen Kunst, Mnchen.
SCHEFOLD, JUNG 1989: K. Schefold, F. Jung, die Sagen von den Argonauten, von Theben und Troia in der klassischen und
hellenistischen Kunst, Mnchen.
SCHMIDT 2005: S. Schmidt, Rhetorische Bilder auf attischen Vasen. Visuelle Kommunikation im 5. Jahrhundert v. Chr.,
Berlin.
SCHMITT, SCHNAPP 1979: P. Schmitt, A. Schnapp, Pratiche e immagini di caccia nella Grecia antica, in dArch, n.s. I, 37-42.
SCHNAPP 1982: A. Schnapp, Image et socit en Grce ancienne: les reprsentations de la chasse et du banquet, in RA, 57-
74.
SCHNAPP 1988: A. Schnapp, La chasse et la mort: limage du chasseur sur les stles et sur les vases, in AIOn(Archeol) X,
151-161.
SCHNAPP 1990: A. Schnapp, La raison du chasseur, in dArch VIII, n. 2, 49-59.
SCHNAPP 1997: A. Schnapp, Le chasseur et la cit. Chasse et rotique dans la Grce ancienne, Paris.
SCHWARZ 1974: G. Schwarz, der Alkimachos-maler in Graz, in AK XVII, 36-38.
SERBETI 1983: E. Serbeti, Providence, Athina.
SHAPIRO 2003: H.A. Shapiro, Theseus and Ariadne on Crete: The dinos Painters Krater from Gela, in Ta Attika, 229-238.
SIMON 1959: E. Simon, die Geburt der Aphrodite, Berlin.
SIMON 1963: E. Simon, Ein Anthesterien-Skyphos des Polygnotos, in AK VI, 6-22.
SIMON 1998: E. Simon, Ausgewahlte Schriften, I, Griechische Kunst, Mainz.
SMITH 1939: H.R.W. Smith, der Lewis maler (Polygnotos II), Leipzig (rist. Mainz 1974) (Bilder Griechischer Vasen, 13).
SPARKES, TALCOTT 1970: B. Sparkes, L. Talcott, The Athenian Agora, XII, Black and Plain Pottery, Princeton.
STUDNICZKA 1919: F. Studniczka, der Frauenkopf vom Sdabhang der Burg in Athen, in JDAI XXXIV, 107-144.
Ta Attika 2003: R. Panvini, F. Giudice (edd.), Ta Attika. Veder greco a Gela. Ceramiche fgurate dallantica colonia (Catalogo
Mostra Gela-Siracusa-Rodi), Roma.
TIVERIOS 1981: M. Tiverios, Problemata tis melanomorfs Attikis Keramikis, Thessaloniki.
TORELLI 1994: M. Torelli, Limmaginario greco delloltremare, in AIOn(Archeol) I, 117-125.
TRENDALL, WEBSTER 1971: A.D. Trendall, T.B.L. Webster, Illustrations of Greek drama, London.
TRENDELENBURG 1872: A. Trendelenburg, Anfora rappresentante Perseo ed Andromeda, in AdI XLIV, 108-130.
TULLIO 1996: A. Tullio, I crateri attici del museo mandralisca e le maniere del Pittore di Firenze, in I vasi attici e altre
ceramiche coeve in Sicilia, II, 141-154.
VAN HOORN 1951: G. van Hoorn, Choes and Anthesteria, Leiden.
VON MATT 1963: L. von Matt, Das antike Sizilien, Zrich.
VON SALIS 1910: A. von Salis, Zur Neapler Satyrspielvase, in JDAI XXV, 126-147.
WEBER 2000: S. Weber, Sappho und diosphos maler: Studien zur attischen sptest-schwarzfgurigen Keramik, Diss.
Mainz.
WEGNER 1949: M. Wegner, das musikleben der Griechen, Berlin.
WELCKER 1825: F. Welcker, Philostratorum imagines et Callistrati statuae, Leipzig.
ZAPHIROPOULOU 1970: P. Zaphiropoulou, Vases peints du muse de Salonique, in BCH XCIV, 361-435.
Finito di stampare in Catania nel mese di Gennaio 2010
per conto di EDIARCH
dalla Tipografa Rummer, Via Canfora, 4.