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LA 35 (1985) 37-68

L PROCESSI NEL NT*


Ritenuta come un fenomeno molto normale, la prolessi nel NT,
per quel che mi risulta, non ha ricevuto mai unattenzione particola
re da parte dei filologi neotestamentaristi \ Le varie Grammatiche
o Sintassi del NT registrano tutte il fenomeno, ma ne parlano in
maniera frammentaria e limitandosi a riportare il caso del soggetto
o complemento di una dipendente anticipato come oggetto o com
plemento nella proposizione reggente.- Qualche autore parla anche
di aoristo prolettico o di presente prolettico, passando dal campo
logico formale a quello logico contenutistico. Gli unici filologi neote
stamentaristi che mostrano una visione pi ampia del fenomeno
della prolessi mi sembra che siano stati il Viteau e lo Zerwick. Il
primo nel suo Etude sur le Grec du Nouveau Testament2 registra i
seguenti casi di prolessi: a) prolessi del soggetto (II, 106) o del
complemento di una frase dipendente nella frase principale3; b) il
caso simile della prolessi del soggetto o complemento di una finale
nella frase principale (II, 161a)4; c) lattributo prolettico (II, 275)5;
* Ringrazio particolarmente il P. Lino Cignelli, per il fraterno aiuto
prestatomi nella stesura di questo articolo.
1 Anche nel campo degli studi classici si trova ben poco : oltre agli accenni
nelle Sintassi, la recensione di A. Debrunner : H. Pernot, La langue des
Evangiles, Gnomon 4 (1928 ) 441-445 e l'articolo di SL Johannessohn in Zeitscrift
fr vergleichende Sprachforschung auf dem Gebiete des Deutschen, Griechischen,
und Lateinischen 64 (1937) 161s, che per non ho potuta consultare.
2 J. Viteau, Etude sur le Grec du Nouveau Testament. I. Le Verbe: Syntaxe
des Propositions; IL Sujet, complment et attribut, Paris 1893; 1896.
3 Nel greco classico il fenomeno si determina soprattutto con i verbi di
dire, di percezione fisica e mentale, di sentimento (cfr H. Weir Smyth,
Greek Grammar, Cambridge 1966, 2182a, p. 488; G. Curtius, Grammatica della
lingua greca, Torino 1890, 566a nota 1; 571 nota 1).
* Tale caso ricordato anche da A.T. Robertson, A Grammar of the Greek
NT in the 'Light of Historical Research, New York 1919, 423.
5 La terminologia francese su questo punto si allontana da quella italiana.,
per cui pi che di attributo prolettico in italiano bisogna parlare di predicato
prolettico. A tale predicato prolettico accennano diverse grammatiche del
greco classico : Curtius, Grammatica, 361,8 nota; R. Khner B. Geth, Groom-
38
A. M. BUSCEMI
d) l'apposizione prolettica (II, 297); e) aoristo prolettico (I, 100a);
f) il presente prolettico (I, 216; 228). Lo Zerwiek da parte sua,
nella Gmeeitas Biblica,8, oltre alla prolessi del soggetto o del com
plemento della secondaria nella frase principale, insiste su alcuni
casi di prolessi dei pronomi dimostrativi e personali che anticipano
un sostantivo o un nome (nn. 204*207). Purtroppo n il Viteau n
lo Zerwick ci offrono una presentazione ordinata ed esauriente della
prolessi del NT. Nessuno dei due, tanto per portare un esempio,
parla della prolessi del relativo o della proposizione relativa7; ep
pure un caso molto frequente nel NT e che si allontana parecchio
dai nostro uso normale di esprimerci, creando a volte problemi di
maUk der griechischen Sprache II : Satzlehre, Leipzig 1868; 1904, I, 40-5, p. 276;
600, p, 57,7. Esso consiste in una particolare forma del predicato di comple
mento, che anticipa Peffetto del verbo mediante un! predicato nominale. Nel
classico si trova soprattutto con i verbi che significano elevare far crescere,
far divenire grandi, accompagnati dagli aggettivi , , ;
ma si pu trovare anche con altri verbi e altri aggettivi. Nel NT vi sono degli
esempi. Siccome si tratta per di una pr-lessi piuttosto contenutistica, di essa
non parleremo per esteso, naia diamo qui in nota qualche esempio tratto da
Viteau, E tilde, II, 275, pp:. 215-216:
Mt 12,13 : ,
, in cui equivale ad una proposizione soppressa e ridotta al
lessenziale: .
Le 1,6 : 8 ,
: qui Faggettivo
sintetico e corrisponde ad oppure allav
verbio determinando cos un concetto prolettico non espresso1 in
maniera estesa.
ICor 1,8 :
: F equivale ad una proposizione coordinata :
oppure ad uiFinfinitiva finale-consecutiva
... .
2Cor 3,6: , dove
un predicata prolettico, equivalendo ad una proposizione coordinata
, che stata incorporata nella principale. Comunque si possono
vedere ancora i casi di At 14,10 ; Fil 3,21; lTess 3,13.
M. Zerwick, Graecitas Biblica Novi Testamenti Exemplis Illustratur,
Romae 1966.
7 Per la prolessi del relativo nel greco classico efr Smyth, Greek Grammar,
2492, p. 561.
LA PROLESSI NEL NT
39
traduzione8. Da tutto ci mi sembra che risulti abbastaza evidente
la necessit di uno studio pi organico ed esaustivo di tale fenomeno
nel NT. Qui ci limiteremo lampiezza di un articolo di rivista
non ci permette di pi a discutere il concetto di prolessi, a rile
varne lampiezza e limportanza allinterno del NT e ad esaminare
alcuni casi concreti neotestamentari di tale fenomeno,s
Il concetto di prolessi
Etimologicamente il concetto di prolessi molto vasto, in quan
to ingloba sia lanticipazione formale di un elemento di una frase sia
lanticipazione concettuale di unidea, in modo da porli in evidenza
rispetto al loro contesto. Cos, laspetto formale determina una pr-
lessi sintattica, per cui una o pi parole o una proposizione intera
vengono collocate prima di quel che vorrebbe il costrutto normale ; la
spetto concettuale invece determina piuttosto una prolessi retorica
che anticipa contenutisticamente unidea, in modo da eliminare une
ventuale obiezione o drammatizzare in maniera efficace il contenuto
del contesto9.
Dato che qui ci interesseremo soprattutto, o quasi esclusivamen
te degli aspetti formali, vorremmo precisare ancora meglio il con
cetto di prolessi sintattica. In primo luogo, bisogna dire che non
ogni anticipazione di elementi formali di una frase automatica-
mente prolessi. In base a ci la prolessi, per esempio, va distinta
dall anastrofe che una semplice inversione dellordine logico e
sintattico degli elementi allinterno di una proposizione; differisce
anche dall iperbato che consiste nella modificazione della disposi
zione consueta delle parole delia frase mediante inserzione di unal
tra parola, di un inciso o di una parentesi fra due termini che di per
s sono in stretto legame sintattico fra loro 10. In tali fenomeni sin
8 Non prenderemo in esame alcuni casi di prolessi che si avvicinano al
nostro uso normale, come la prolessi delle proposizioni temporali, condizionali,
causali e del participio congiunto.
9 Per questa distinzione cfr Dizionario Garzanti della Lingua italiana
(dir. da G. Cusatelli), Milano 1965, ad vocem; N. Zingarelli, VocabUmo della
Lingua italiana, Bologna 1984; Aeg. Porcellini, Totius Latinitatis Lexicon, ,
Schneebergae 1833 ad vocem Prolepsis.
10 Una distinzione tra iperbato, enfasi e prolessi stabilita da
F. M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927, 363.
40
A. M. BUSCEMI
tattici Tantieipazione di un qualche elemento solo accidentale e
non strettamente necessaria. Allo stesso modo," anche enfasi
non da confondere con la prolessi, anche se di questultima ci si
serve per determinare un senso enfatico di un concetto ; ma si ha
enfasi anche senza anticipazione di qualche elemento importante.
Di per s noi usiamo molto la prolessi, ma molto spesso in ma
niera spontanea, quasi inconscia. Basta dare uno sguardo alla costru
zione del periodo ipotetico con la protasi (frase dipendente) in posi
zione prolettica rispetto alFapodosi (frase reggente). E non basta:
usiamo in maniera molto normale anche la prolessi delle proposizio
ni temporali, causali, concessive, finali. Tali fenomeni li ritroviamo
perfettamente pure in greco, sia classico che neotestamentario, an
che se nel greco il fenomeno risulta pi accentuato, tanto da praticare
molto comunemente persino la prolessi della proposizione relativa,
per noi inconcepibile. E' chiaro pertanto che, pur registrando tali
fenomeni comuni di prolessi, li tralasceremo e tratteremo invece sol
tanto di quei casi in cui il divario tra il greco e le nostre lingue mo
derne pi accentuato.
Forme della prolessi neotestamentaria
1. Protessi delloggetto o altro elemento in frwse indipendente
Tale fenomeno si avvicina di pi allenfasi e in certi casi alTi-
perbato :
Me 8,14: , zi ~
* .
At 2,22-24: ,
... ,
, -
... 11.
11 Certamente in posiziona prolettica come
rivela la ripresa fatta con ; comunque tutta la frase un chiaro iperbato,
come dimostra il relativo che segue al verbo principale , da cui gram
maticalmente dipende .
LA PROLES-SI NEL NT
41
At 3, 12b: , -

;
At 7,35: 12 * 13
; . 14
... .
Un caso particolare rappresentano i due passi di 1 Gv 2,24 e 2,
27, in cui Yoggetto indiretto della frase principale anticipato e di
viene soggetto prolettico della dipendente relativa:
IGv 2,24: , 15 .
IGv 2,27: , 16.
2 Prolessi del complemento predicativo' dlVoggetto
Anche se il fenomeno non molto comune, per mettere in evi
denza il concetto espresso dal complemento predicativo dell'oggetto,
questo viene anticipato nella frase prima dell'oggetto a cui si riferi
sce:
Mt 3 9b: ... 17 .
Mt 21,46b: ... 18 .
Me 8, 8b : 19.
Me 8, 17b: ;
12 La prolessi qui determina una forte enfasi; sar
ripreso con e cos legato alla frase principale.
13 Qui la prolessi di da noi meno sentita, in quanto si registra anche
nelle nostre lingue neo-latine.
14 E* una ripresa necessaria ed anchessa in posizione prolettica per enfasi.
15 BDR 466,2 nota 3; R. Bultmann, Le lettere di Giovwnm, Brescia 1977,
73 nota 152; R. Brown, The Epistles of John, Garden City 1932, 855, parlano di
nominativus pendens prolettico.
16 BDR 466,2 nota 8; Bultmann e Brown parlano ancora di anacoluto
prolettico.
17 Stessa formulazione prolettica della frase in Le 3,8.
1S La lettura dei codici CDW 0188 f 13 la maggioranza dei codici della
Roin syr : esplicita di pi il senso predicativo dePespressione
e quindi mantiene la posizione prolettica del complemento predicativo.
19 Cfr anche il caso simile, ma leggermente pi complesso nel senso, di
Me 6,43, ma la costruzione prolettica la stessa,
2*
42
A. M. BUSCEMI
Gv 5,18c: ... * v ,
20.
At 2, 36b: ... 21.
Em 10,9: ) ... .
Gal 2 , 18b: ... .
Fil 3 , 17b: ...
.
Ge 5, 10: 22 , ,
... .
3. Prolessi deirwpposizione
E' un fenomeno molto raro e di esso finora abbiamo potuto regi
strare solo 3 casi in Atti e in Paolo :
At 9, llfo: ... 23.
At 13,13b: ...
24.
Gal 6,13a: . 25 .
2 0 Sia il complemento predicativo sia laggettivo predicativo
sono certamente proiettici rispettivamente a e ad .
21 Notare la diversa posizione dei dire complementi predicativi di :
mentre in posizione normale, xptov anticipato rispetto al suo
oggetto. Tale spostamento lia stabilito nella frase uninclusione.
22 Notare liperbato di tutta la frase, ma anche la posizione prolettica di
, complemento predicati voi, rispetto a .
23 cfr la costruzione normale in At 5,1; 9,10 e altri; efr ancora la costru
zione in iperbato di At 19,24 : , in cui
certamente prolettico rispetto ad .
24 questo caso, comunque, efr le osservazioni fatte alla nota 122.
25 Interpretare la frase come se fosse un participio
attributivo, ci sembra insostenibile grammaticalmente, in quanto larticolo con
il pronome personale sarebbe una vera rarit; oppure interpretarla
come se avesse valore predicativo1: i circoncisi stessi, ma allora si
dovrebbe avere ; fuori causa ci sembra il valore
attributivo di : i medesimi circoncisi, in quanto la forma sarebbe
. Si potrebbe sempre invocare il fatto che nel greco della
Koin tutte queste forme hanno perso molto della loro rigidit. Ma allora, non
sarebbe meglio ipotizzare che , participio sostantivato, sia
unapposizione di in posizione prolettica? E il senso sarebbe molto
buono: Neppure essi infatti, i circoncisi, osservano la legge (Una traduzione
LA PK0 LESSI NEL NT
43
4. Prolessi dd 1
L'uso neotestamentario, non molto frequente in verit, di far
precedere proletticamente per motivi di enfasi il pronome personale
nel nominativo o nel caso obliquo ad un nome o ad sostantivo,
un fenomeno che si registra sia nel greco, almeno in quello dei pa
piri 2G, come e maggiormente nelParamaico 27:
Mt 8,4:
28.
simile ha adottato S. Cipriani, Le lettere di S. Paolo, Assisi 1968, 389: Infatti,
neppure circoncisi osservano da Legge, dove per, a nostro avviso, sarebbe sitato
meglio mantenere il pronome essi, che esprime in italiano quelTenfasi che nel
testo greco appartiene proprio alla, costruzione prolettica della frase.
26 Per questo tipo di prolassi cfr C.F. Burney, The Aramaic Origin of
the Fourth Gospel, Oxford 1922., 82-84; M. Black, An Aramaic Approach to the
Gospels amd Acts, Oxford 1967, 96-100; Zerwick, Grae citas, 204-26. Per i
papiri cfr alcuni testi in J. EL Moulton, A Grammar of New Testament Greek,
I. Prolegomena, Edinburgh 1967, 91; J. H. Moulton G. Milligan, The Vocabu
lary of the Greek Testament illustrated from the Papyri amd Other Non-Literary
Sources, Grand Rapids 1980 ad vocem . M.-J. Lagrange, Evangile selon
Saint Marc, Paris 1929, XCV, afferma che si tratta di una costruzione perfetta
mente greca. La costruzione materiale senza dubbio greca, mia. il senso
prolettico di essa dipende dal contesto.
27 Vi insistono soprattutto Burney, The Aramaic Origin, 82-84, che adduce
anche dei testi dal libro di Daniele; Black, An Aramaic Approach, 96-100;
Zerwick, Graecitas, 204. II Black afferma diverse volte che tale costruzione is
not only clumsy but indefensible in Greek (pp. 96.97.98.100), ma contro levi
denza dei fatti non si pu andare. Sar un greco scorretto o al limite del
possibile, ma sempre greco.
ss E chiaro che qui ha un senso pi forte di quello
semplicemente intensivo : Giovanni stesso ; pur ammettendo l attenuarsi
della differenza tra la posizione predicativa: (Giovanni
stesso ) e quella attributiva : (lo stesso Giovanni), noi
sentiamo nella frase un senso pi forte. Lenfasi su (non esatto af
fermare: 44 non enfatico, ma semplicemente prolettico (cfr P. M.
Uricchio G. M. Stano, Vangelo secondo San Marco, Torino 1966, 331), in
quanto la prolessi qui chiaramente enfatica) ci porta a tradurre o con il
suddetto Giovanni '(cfr in contrario lespressione 6 di PL lile
2,8 (3 sec. a.C.) che H. G. Liddell - K. Scott H. S. Jones, A Greek-English
Lexicon, Oxford 1966, ad vocem III, 2 traducono con The said, the
above-named) o meglio ancora : Egli, poi, Giovanni.
Me 6,17 : ' * ...
29
Me , 18 30 : 31
32.
Me 6,22: 30.
Me 12, 36 : 84.
Le 8,28: * 35.
44 A. M. BUSCEMI
29 Sul senso prolettico di in Me 6,17 efr Black, Am. Arammo
Approach, 96 ; BDR 277,3 nota 5 ; J. H. Moulton W. F. Howard N. Turner,
A Grammmr of New Testament Greek, III: Syntax, Edinburgh 1963, 41 (citato
sempre: Turner, Syntax); Zerwick, Graedtas, 205; V. Taylor, The Gospel
according St Mark, Grand Rapids 1966, 311; Uricchio Sta;no, San Marco, 331.
30 Almeno secondo i codici D 33. Per altri esempi tratti dal codice D efr
Black, An Aramaic Approach, 97 che cita Le 4,43; 24,10; e Turner, Syntax, 41.
31 Normalmente gli autori tralasciano , eppure per il parallelismo
con gli altri casi simili sembra necessario porlo, altrimenti il senso sarebbe il
seguente: Non lecito che tu abbia lei, una moglie di tuo fratello, che non
certamente il senso del testo1. D'altra parte, il codice D riporta la frase in
questo modo: &

(Cfr Bozas Codex Cantabrigiensis, ed. da F. H. Scrivener, Pittsburg 1978,
Fol 303 p. 281) Dato che il codice ranssimamente spezza le parole, si pu sup
porre che il copista sia caduto in un errore di aplografa.
32 Cfr Black, An Arammo Approach, 97; Turner, Syntax, 41; Taylor,
St Mark, 312.
33 Secondo la lettura dei codici AC f13 e la maggioranza dei codici
della Koin, che certamente accomoda il testo dal punto di vista storico Aspetto
ad (SBDLA 565 e altri), pi facile grammaticalmente pi difficile stori
camente, dato che Salom non era figlia, ma nipote di Erode. Qui, per, ha
poca importanza tale questione; la lettura con illustra bene il
concetto dell'uso prolettico di .
34 Cfr anche Me 12,37. Ammettono la prolessi Zerwick, Graedtas, 205;
Turner, Syntax, 41; Black, An Aramaic Approach, 96, ma in questo caso mi
sembra che si possono avanzare dei dubbi, dato che il senso intensivo di :
David stesso" fa buon senso (cfr Taylor, S t Mark, 491, che scrive giustamente :
f< may be a proleptic pronoun).
35 La prolessi ammessa da BDR 277,3 nota 5; Zerwick, Analysis Philo.
logica Nom Testamenti Graeci, Romae 1960, 139.
LA PEOLESSI NEL NT
45
Gv 2,24: 36 37
38.
Gv 3,13: 39.
At 2,36:
,
40.
Ef 2,20: . . .
, ...
2TSS 2,16: 8 ...
5. volessi di ed
Una frase dipendente (affermativa, causale, condizionale, infi
nitiva, ecc. e persino un semplice sostantivo) a volte viene anticipata
nella frase reggente per mezzo di ed , soprattutto nella
forma neutra di ed , ma se il pronome dimostrativo
in funzione di predicato allora si accorda con il soggetto della frase
principale. Tale costruzione la si ritrova allo stesso modo anche
nel greco classico41. Inoltre, tale fenomeno si registra di pi negli
scritti giovannei e paolini 42:
36 Ammettono la prolessi BDR 277,3 nota 5; in contrario G. K. Barrett,
The Gospel according to S i John, London 1955, 168.
37 Per la costruzione efr Zerwick, Analysis, 215 ;
E. Bultmann, TJie Gospel of Jahn (tr. da G. E. Beasley-Murray ; ed. da E. W. N.
Hoare J. K. Biches), Oxford 1971, 131 nota 3; G. Abbott-Snath, A Manml
Greek Lexicon of the New Testament, Edinburgh 1968, ad vocem 2.
38 Forse si pu anche trovare la prolessi di in Gv 4,44 (cfr BDR
277,3 nota 5).
39 Per la prolessi ini Gv 9,13 cfr Zerwick, Graedtas, 205; Turner, Syntax,
41; Bultmann, The Gospel of John, 334 nota 1; Burney, Aramaic Origin, 85;
J. H. Moulton W. F. Howard, A Grammar of New Testament Greek, II :
Accidence amd Word-Formation with an Appendix on Semitism in The New
Testament, Edinburgh 1976, 431 (dtato sempre: Howard, Accidence); Barretit,
St John, 298,
40 Notiamo diverse prolessi nel testo: I e) prolessi di rispetto ad
e liperbato rispetto a ; 2) prolessi delPoggetto diretto di
; 3) prolessi di rispetto' a 3 v.
41 Cfr Smyth, Greek Gromma#, 1248 p. 308; 990 p. 2:68; BDK 290,4 nota 5;
Viteau, Etude II, 229 p. 186; Turner, Syntax, 45 con esempi tratti anche dai
papiri (PPetr. II, 13(19); PPar. 6(3; PSI V,495,23).
42 Turner, Syntax, 45.
46
A. M. BUSQEMI
Mt 24,43 :
, .*. 43.
Mt 24,44: , .4)
44 45.
Me 12,24:
46.
Le 1,48:
; 47.
Gv 8,19:
48.
Gv 8,47b: , 49.
Gy 13,85: , -
50.
ICor 7,37b: ,
, 51.
2Cor 2,1:
52.
2Cor 2,9 : , ,
53.
43 II pronome qui proiettino della proposizione affermativa ...
.
44 Notare la prolessi del relativo rispetto ad e come le diverse
prolessi si intrecciano tra loro, in modo d!a rendere pi vivace il discorso.
45 Prolessi di una proposizione causale per mezzo di .
46 Lespressione participiale certamente un participio
congiunto di valore causale, die viene anitidpato proletticamente da .
47 In Le 1,43 prolettieo di urna proposizione finale (cfr Viteau,
Etude I, 146,6 p. 76).
48 In Gv 3,19 il pronome dimostrativo, in quanto predicato, stato accor
dato con il soggetto della frase reggente invece die accordarlo con la proposizione
affermativa die annuncia (cfr Viteau, Etude II, 22 p. 186, che svolge la frase
nel modo seguente:
49 II anticipa una proposizione causale.
50 anticipa una condizionale dell eventualit al presente.
51 Prolessi di una proposizione infinitiva finale (cfr Viteau, Etude I, 263,1)
per mezzo di .
32 Cfr la nota precedente.
53 L prolettieo sia rispetto alla proposizione finale sia alla
proposizione interrogativa indiretta.
LA PEOLESSI NEL NT
47
2Cor 18,9b: , w.
ITess 4,3 : 55 , 3.
ITm 1,9: , ...
Ge 1,27: ... ,
57.
l P t 2,15: 58
59.
IGv 2,3: , .
60.
IGv 3,11: * ,
1.
IGv 4,17: 5 , iva
,
2.
IGv 5,2: ,
63.
2Gv 6 : ,
.
3Gv 4: ,
4.
54 prolettico del sostantivo .
55 , essendo predicato, accordato con il neutro- .
56 Anche qui prolettico d un sostantivo.
57 Carne in Gv 3,19 e ITess 4,3 il pronome dimostrativo in quanto predicato
si accordato con il sostantivo della reggente (Viteaii, Etude II, 229 p. 186, che
svolge la frase nel modo seguente : . . . . . , . . . )
e poi proletticamente annuncia la proposizione infinitiva epesegetica (cfr Viteau,
Etivde I, 284,10 p. 1.76, il quale cita altri esempi dello stesso tipo: Gv 6,29.39 ;
15,8*12.13; 17,3).
58 Qui equivale a (cfr Zerwick, Analysis, 538).
59 L annuncia proletticamente Tinfinitiva volitiva. Notare anche
la prolessi di rispetto al soggetto sottinteso delllnfinitiva.
60 Medesima costruzione die in Gv 13,35.
61 La costruzione simile a quella di Gv 3,19 ; Gc 1,217, con la sola differenza
che anticipa una proposizione dipendente finale (cfr anche IGv 3,23 ; 5,3).
62 sEv prolettico sia della proposizione finale che della pro
posizione causale.
63 II pronome dimostrativo qui anticipa la proposizione temporale-ipotetica.
64 In 3Gv 4 il pronome, si inserito normalmente nella frase come genitivo
di comparazione, ma conserva benissimo la sua forza prolettica., che anticipa
la proposizione dipendente finale di valore esplicativo.
48
A. M. BUSCEMI
Un caso simile deir anticipazione qui descritta si registra in Gv
1,7, dove si comporta alla -stessa maniera di
ed e anticipa retoricamente la proposizione finale epesege
tica seguente :
Gv 1,7: .
6. Pmlessi del genitivo possessivo
E* un fenomeno abbastanza comune nel NT, specialmente con
i pronomi , , , :
Mt 1,18: .
Mt 2,2b: .
Mt 7,26: ... -
65.
Mt 8,8b: , .
Mt 9,80: .
Mt 16,18: 66 ,
.
Me 5,80b: ; 6.
Me 7,19a:
.
Me 12,87: ,
; 6.
Le 2,35: ... ... .
Le 12,16b: 9.
Le 12,8b: ... .
Gv 3,19b: .
Gv 7,3: 70 .
Gv 12,47a: ... 71.
65 La stessa costruzione in Mt 7,24.
66 II oggetto indiretto prolettico in frase indipendnte.
7 Ckmunque la frase nel suo insieme un iperbato.
68 Confrontare la costruzione diversa in Mit 22,45 e quella pi vicina a Me
in Le 20,44.
60 Notare la forma iperbatica di tutta l'espressione.
70 l i non solamente genitivo possessivo prolettico, ma anche sog
getto prolettico della proposizione relativa.
71 Cfr ancora i casi molto semplici di Gv 15,10.15.
LA PROLESSI NEL NT
49
At 27,23-24a : ,
, * , ,
7 2 ^
... .
7. Prolessi del soggetto della proposizione dipendente
Il greco spesso, per porre in evidenza il soggetto d una proposi
zione dipendente, lo pone in prima posizione nella frase, determi
nando cos il fenomeno deir enfasi 73; se poi vuole accentuare an
cora di pi l'enfasi sullimportanza del soggetto, lo incorpora come
oggetto, diretto o indiretto, nella frase reggente o principale. Tale
fenomeno, comune sia nel greco classico74che in quello della LXX 75
e del NT, si determina soprattutto con i verbi di dire, racconta
re, dichiarare, riconoscere, sapere preoccuparsi di . . >
temere 76. Nel NT si registrano, poi, alcune variazioni significa
tive della prolessi del soggetto della proposizione dipendente nella
frase reggente o principale:
a) il soggetto della frase dipendente diviene oggetto diretto del
verbo della frase reggente o principale, E il caso pi comune:
Mt 6,28 : 77.
Mt 25,24b: , ... .
Me 1 , 2 4 / / 4,34: si, 78.
72 I due versetti sono carichi di protessi : Io) prolessi del genitivo pos
sessivo rispetto ad ; 2) prolessi del soggetto dellinfinitiva e
delloggetto indirtto, anticipati prima della proposizione reggente .
73 Per l'uso enfatico dei vari elementi della proposizione cfr BDR 472,2.
74 Cfr Curtins., Grammatica, 519,2, p>. 294; Smyth, Greek Gmmmmr, 488.
75 Cfr Viteau, Etude I, .106, p. 48.
76 Curtius, Grammatica, 566 nota 1, p. 325 ; 571 nota 1, p. 328 ; Smyth,
Gre&k Grommar, 488; Viteau, Etude I, 106, p. 48 e II, 49, pp. 42-43.
77 Porse in italiano', o in qualche altra lingua moderna, non si avverte
immediatamente lanticipazione, in quanto in un caso simile anche le nostre
lingue possono servirsi della protessi: osservate i gigli del campo, come essi
crescono". Laggiunta, formale o mentale, del pronome personale essi una
spia del fenomeno prolettieo.
78 V. Taylor ritiene che is redundant" (St Mark, 174); la cosa
possibile se non si tiene conto della protessi che rende lespressione pi incisiva
e drammatica. La stessa formula prolettica la si trova, daltra parte, in Papiro
Magico V i l i : , , si (R. Reitzenstein,
Poimandres: Studien zur Grieehisch^gyptischen und Frhchristlichem Literatur,
Leipzig 1964, 210 riga 13),
Mc 3,2 / / Lc 6,7: 79
, . *.
Me 7,2: ... ,
.
Me 19,36b: [] 80 .
Me 11,32b: 81.
50 A. M. BUS'CEMI
78 Mt 12,10 ha mutato) la base della fonte.
80 La critica testuale del brano molto interessante, in quanto tenta di
eleminare due difficolt sintattiche del testo: la professi di e il congiuntivo
dipendente asindeticamente da :
: SBT* arm.
: CD 1 13 69 209.
: 106 251.
- : molti min. go.
Se si escludono la 2a e la 3a variante, il sembra essere bene attestato e
la sua eliminazione pu essere benissimo una correzione stilistica, in quanto il
stato sentito come superfluo; anche la 4a variante una correzione stilisti
ca, in quanto la costruzione dellaccusativo + infinito dopo pi normale
(cfr Viteau, Etude I, 262 pp. 156-157; BDR 392,2; Turner, Syntax, 138) e
quella con iva -f congiuntivo il possibile sostituto (cfr Viteau, Etude I, 284,
pp. 174-177; BDR 392,1; Turner, Syntkwc, 138). Pertanto, la I a variante risulta
la lectio difficilior, in quanto il congiuntivo deliberativo introdotto da
certamente una costruzione possibile, anche se rara (cfr Mt 26,17; 27,17.21 ;
Mc 10,51; 14,12; 15,9; Lc 9,54; 18,41); ICor 4,21; cfr anche E. de Witt Burton,
Syntax of the Moods and Tenses in New Testament Greek, Edinburgh 1955,
171, p. 78; BDR 366,3 nota 8; Lagrange, Saint Mare, 277, che cita Platone,
Gorgia 521D: ma si potrebbe citare anche Sofocle, Elettra 80 :
; Edipo Re 650:
3 ; cfr Stephanus, Thesaurus Graecae Linguae (ed. da G. B. Hase,
G. Dindorfius e L. Dindorfius), Paris 1831-1865, IV ad vocem ) e l'in
serzione prolettica di pu essere un'aggiunta superflua (cfr Mc 10,51; 14,12 ;
15,12 ecc.), ma non sembra il caso di ipotizzare una mescolanza tra la costruzione
di con accusativo -r infinito e con congiuntivo deliberativo, come
pensano BDR 366,3 nota 8; Lagrange, Saint Mme, 277.
si In Me ll,32b il verbo prende il senso di ritenere e quindi assi
milato ad un verbo di stima (cfr Viteau, Etude I, l&a, pp. 51-52; L. Rocci,
Vocabolario Greco, ad vocem 4; J. . Thayer, A Greek-Engli&h Lexicon of
the New Testament bemg Grimms Wilkess Clavis Novi Testamenti, Grand
Rapids 1978, ad vocem I, If). Ammettono la prolessi in Mc 11,32b anche
BDR 476,1 nta 2; Taylor, St Mark, 439.
LA PKO LE SSI NEL NT
51
Me 12,84 : [] 82
* . . . .
Le 12,36:
^..
Le 13,26b: 8.
Le 19,3a: * ... ,
Le 24,7: -
... 85>
Gv 4,35b: ,
, .
Gv 5,42:
86.
Gv 7,27: 87.
82 Omettono : SDLW1.128 S3 565 892 1424 e altri, itmss syrsin
arm vg. Hanno : 092 la maggioranza dei codici K, itmss
syrph. La prima variante ben testimoniata, ma sembra essere una correzione
stilistica, in quanto alquanto superfluo. Se si accetta, pertanto, la 2B
variante come lectio difficilior, I deve essere spiegato necessariamente
come soggetto prolettico della dipendente affermativa (cfr Taylor, S t Mark, 489 ).
83 La stessa formula la si pu trovare con un leggero cambiamento,
al posto di , in Gv 7,27; 9,29. Un po dubbio rimane, invece, il caso di Gv
7,28: , in cui il pu essere contempora
neamente oggetto dirtto del primo ' e oggetto prolettico di .
Cfr anche la forma abbreviata in Mt 25,12: in un contesto
simile a quello di Le 13,25.
84 Gv 12,21 : , un normale accusativo -f
infinito dipendente dal verbo .
33 Notare la forma normale in Le 9,22, che dimostra che il fenomeno della
prolessi un fenomeno libero e proviene dal fatto che lo scrivente vuol porre
in evidenza un elemento della frase dipendente.
86 Bultmann, The Gospel of Joh% 269, afferma che after
corresponds to Semitic usage, ma non si vede il perch. Di diverso avviso c
ammettendo la prolessi R. Schinachenburg, Il Vangelo di Giovanni (tr. da G.
Cecchi e ed. da O. Soffritti), Brescia 1977, II, 241 : prolettico rispetto
alla successiva frase con Barrett, St John, 224, ammette chela costru
zione pu essere aramaica e anche greca; mentre R. E. Brown, The Gospel
according to John, New York 1970, 226, pensa che sia una costruzione aramaica.
87 Cfr anche Gv 9,29.
52
A. M. BXJSOEMI
Gv 9,8 OE -
* ss. y
Gv 11,Sib: .
At s , l a :
89.
At 4,13b: ...
.
At 9,20b: ... 9
90.
At 15,36b: ...
.
ICor 16,12a: , ,
91.
ICor 16,15b: ,
5... 92.
2Gor 12,8-4: ...
... .
2Gor 13,5a: ... 93.
Gal 1,11: , ,
94.
88 Qui non hu molta importanza sapere se ori sia equivalente di ,
come sostiene Burney, The Aromada Origini 78 e contro* il quale si pronuncia
E. C. Colwell, The Greek of the Fourth Gospel, Chicago 1931, 100-101 ; cfr anche
Howard, Accidence, 469. Si pronuncia per la prolessi di Viteau, Etude
I, 137, p. 70; Barrett, St John, 297.
89 Certamente uno dei due superfluo, ma il ten
tativo della prolessi del soggetto chiaro. Qualche codice (BDET e altri
della Koin) ha cercato di evitare la ripetizione - , sostituendo
ad il pronome e quindi ritenendo chiaramente la prolessi.
90 Per che riprende la perdessi di un noma cfr BDR, 290 ; Viteau,
Etude II, 53-55, pp. 44-46.
91 Per la prolessi in lOor 16,12 cfr Viteau, Etude I, 1,61, p>. 85. In questo
caso Fuso greco si avvicina rapito a quello italiano.
92 Per la prolessi in ICsor 16,15 cfr BDR 476,1 nota 3; Turner, Syntax,
325; E. Allo, Swint PmiL Premire Epitre amo Corinthiens, Paris 1934, 464.
93 Per questa prolessi cfr Viteau, Etude I, 137, p-. 70.
94 Cfr E. de Witt Burton, A Criticai amd ExegeUcal Commentary on The
Epistle to the Galoticms, Edinburgh 1977, 37.
LA PROLASSI NEL NT
53
Gal 6,1c: ... 95.
^ 3,9b: 96 '
.
. 3,12b: ...
... 97.
17,8c: . . . -
98.
b) il soggetto della frase dipendente diviene oggetto indiretto o
complemento della frase reggente:
Mt 6,26:
... .
Me 9,12b: ... ,
.
Le 3,15:
, 99.
Le 4,3 : , 10.
Gv 7,17: , ~
, , * 101.
93 Ammette la possibilit della perdessi in Gal 6,1 anche Burton, Galatiams,
328,
96 Per nel senso di far si che cfr Bocci, Vocabolario Greco, ad
vocean 5b; in questo senso nel classico regge l'accusativo con l'infinito o
+ infinito. Nel NT pud avere anche iva ~f congiuntivo e perfino l'indi
cativo futuro (cfr BDR 369,2 compresa la noita 5; Viteau, Etude I, 154a, p. 81
e 261-262, pp. 165-157; Turner, Syntax, 104, che cita anche Ap 13,12.15.16.17).
97 Medesimo tipo di prolassi in Ap 13, 16-17. Comunque per la prolessi in
Ap 13,12 cfr Viteau, Etude II, 49, p. 43.
98 La costruzione dichiarata da E. B. Allo, Saint Jean, LApoealypm,
Paris 1921, 247, ammissibile in greco. Io credo, invece, che sia del tutto
normale : il genitivo forse ci saremmo aspettati
si spiega con l'attrazione al pi vicino &v die al lontano ;
mentre una normalissima prolessi greca o aramaica.
99 Cfr Viteau, Etude 1 , 137, pi. 70.
oo Per la costruzione senza prolessi cfr Mt 4,3: iva *.
.
Per cui mi sembra furi luogo una traduzione eccessivamente letterale
come: conoscer riguardo alla dottrina se da Dio o se parlo da me stesso.
54
A. M. BUSCEMI
Gv* 9,18: ^ . 102>.
Gv 19,24b: , -
..
21,23a: ,
.
At 9,13: , ,
.
c) il soggetto della frase dipendente diviene genitivo possessivo di
un elemento della frase reggente 103:
Le 2,30-81: ,
.
Gv 7,3b: ...
104,
ICor 3,14: zi 105.
d) Con la prolessi del soggetto delPinnitiva per lo pi spo
stata prima dello stesso 308; e se parte di una proposizione
dipendente affermativa introdotta da , il soggetto della dipen
dente pu venire spostato anche prima dello stesso 107:
102 Cfr amebe Gv 9,17.
103 Lo Zerwick applica questa regola al solo soggetto della relativa anti
cipato pronominalmente nella reggente (Graeeitas, 206), ma. si registrano anche
casi diversi in proposizioni affermative rette da .
104 Notare la doppia prolessi di , che nel giro della frase risulta
prolettico rispetto a e ad .
105 La frase costruita certamente secondo un ritmo1 sintattico molto
lontano dal nostro. Si noti in primo luogo la doppia protessi di nei con*
fronti di e di e poi anche l inserzione di tra
e la sua relativa, determinando un chiaro iperbato.
loe Lo stesso fenomeno si registra anche con l impersonale in At
22,25b : ;
107 La costruzione d e accusativo e infinito molto varia nella forma :
Gv 12,34; .
Me 8,31 :
Gv 9',4 ;
Mt 17,10': (cfr. Me. 9,11).
Le 24,7: .
Le 4,43: .
LA PRO LE SS I NEL NT
55
Mt 17,10: 108.
Mt 23,23: , 109.
Le 4,43: 110.
Le 22,37 : .
Le 24,7 :
... 111.
Gv 3,30 : 112.
Gv 9,4: .
At 9,6: 6 .
At 16,30: ;
At 17,3 : .
At 23,11: 4 .
At 25,10 : - , .
At 27,2.4: , * .
2Tm 2,6: .
e) Alcuni casi particolari di prolessi del soggetto della dipendente :
Me 14,68: 113 114
, in cui ci saremmo aspettati, come in altri casi del ge
nere (cfr Mc 1,24; Le 4,34 ; Mt 25,24b; Le 13,25b; At 3,10; ICor
108 Cfr Mc 9,11
109 Cfr il testo parallelo di Le 11,42.
110 Notare che in questo caso si La non solo la prolessi del soggetto, ma
tutta la proposizione infinitiva in posizione prolettica rispetto alla proposizine
reggente.
111 Comunque, cfr la costruzione normale in Le 9,22.
112 Anche in questo caso la prolessi greca si avvicina al nostro modo di
esprimerci : Egli deve crescere e io diminuire; ma se si vuole essere pi
accurati, dato die ed sono il soggetto delle due infinitive, bisogna
tradurre : Bisogna che egli cresca e io diminuisca.
113 BDR 445,2 nota 3 difende la lezione con ... , nonostante
lautorit dei migliori codici (BSDW0 cfr Lagrange, Saint Mara, 406 ; Taylor,
St Mark, 573).
114> Per il problema se oZSoc ed , nel nostro contesto, siano
sinonimi cfr i commentari. In ogni caso, non portano conseguenze per la lettura
prolettica della frase.
56
A. M. BU SCEMI
16,15b; 2Cor 12,8-4), che il pronome prolettico pi che in nominativo
fosse posto in accusativo115. .
Le 13,4: 5
, -
5; Anche qui ci sa
remmo aspettati che liniziale , proprio perch in prolessi,
fosse reso con , ma lautore sembra aver preferito la costru
zione retorica, certamente pi efficace, del nominativus pendens,
che risulta certamente prolettico rispetto ad .
ICor 11,14-15 :
, ; In que
sto caso i nominativi e sono normali in quanto non di-
pendeno direttamente da alcun verbo che regge loggetto diretto o
indiretto e quindi mantengono il caso che avevano nella loro propo
sizione dipendente ipotetica.
Mt 21,42b: v ,,
.
Qui abbiamo una prolessi del soggetto della stessa indipendente, che
divenuto accusativo a causa dellattrazione inversa del relativo
seguente*
8. Protessi dell*oggetto o complemento della proposizione dipendente
Sia nel greco classico116 che in quello neotestamentario logget
to della frase dipendente pu essere anticipato e divenire oggetto
della proposizione principale. Nel NT si registrano diversi casi :
115 Sembra strano il voler leggere a qualunque costo il come un equi
valente di , die a sua volta sarebbe una lettura errata dellaramaico n
(cfr Black, A% Arammo Approach, 61, che segue la lettura del Tbrrey: i(i
neither know nor aan I acquainted with him of whom you speak). Questipotesi
seguita pure da W. Bauer W. F. Arndt *F. W. Gingrich, A Greefa-EngUsh
Lexicon of the New Testament, Chicago-London 19-79, ad vocemi 1 :
Abs (w. ) w. relative clause foil, Mk 14:68, mentre
sarebbe molto pi semplice vedere una proposizione dipendente interrogativa
ed ammettere la prolessi leggermente anomala di .
us Cfr Smyth, Greek Grommar, 488.
LA PRO LESSI NEL NT
57
a) l'oggetto diretto della proposizione dipendente anticipato co
me oggetto diretto della frase reggente:
>
Le 22,31: , , 6 117
.
At 10, 37-38: '
... , 118 ,
... 119.
At 13, 32-33 : 120
, 121
117 Certamente, se non si tiene conto della prolessi, si pu dire quanto
afferma I. Howard Marshall, The Gospel of Luke* A <mmwwbwry om the Greek
Text, (NIGTC), Exeter 1978, 820 : All the disciples constitute the object of
the request, and should be translated all of you' to xnahe dear in English.
Ma la richiesta di Satana non quella di avere in suo possesso gli apostoli
che sarebbe un richiedere troppo a Dio ma di vagliarli come si fa con il
grano (per questa interpretazione, anche se con qualche incertezza, cfr J.-M.
Lagrange, Evangile selon Samt Imo, Faris 1927, 553).
118 Se non si ammette la prolessi in questo testo,
dia considerarsi come unapposizione e precisazione di
, rua non si vede lintima unione tra questi due elementi. Forse meglio
invece stabilire una stretta connessione tra e
, ammettendo la prolessi di , che viene
ripreso da , come avviene spesso in Luca-Atti.
119 Cfr Jacquier, Les Actes des Aptres, 331, il quale si dimostra alquanto
incerto nel commentario, ma sicuro nella traduzione, basata proprio sul fenomeno
della prolessi.
120 II verbo sembra qui costruito con il doppio accusativo,
ma chiaro che tale costruzione solo apparente, dato che
il soggetto della proposizione participiale predicativa: E noi vi annunciamo
che la promessa ai padri divenne realt... (per il participio, predicativo con il
verbo e con i verbi dicendi in generale cfr Curtius, Grommatimi 594
compresa la nota 1; R. Cantarella C. Coppola, , Citt di
Castello 1960, 73. E certamente una costruzione rara nel N'T, ma non estranea
come afferma BDR 416,3. Altri esempi si trovano in Gv 8,4; ICor 1,23; IGv 4,2;
2Gv 7.
121 Tenendo conto di quanto detto nella nota precedente, il valore dell
diviene discutibile : lo si pu intendere o come causale (cfr la Volgata) o come
dichiarativo dipendente sempre da : le due proporzioni la
participiale e la dichiarativa sarebbero in parallelismo sinonimico e sintetico,
dando .alla frase un forte sapore retorico che si adatta molto bene al genere
letterario del discorso. Nel caso che si accetti quesbultima ipotesi, una
58
A. M. BUSCEMI
122 ... .
Col 4,17: , 123
124.
b) Foretto diretto della frase dipendente anticipato come ogget
to indiretto della frase reggente:
Gv 16,4: 125 6
126 .
c) Foggetto indiretto della frase dipendente anticipato come og
getto diretto della frase reggente :
Gal 4,11: 127.
ripresa di , oggetto prolettico della dipen
dente dichiarativa.
122 Non entriamo in merito alla critica testuale ddTespressione
, ma facciamo notare che la lettura comune delle edizioni critiche
lascia diverse possibilit di punteggiature. Cos, se si unisce strettamente
con ed ad (come avviene
per esempio in At 3,22,26; 7,37) i due dativi non avrebbero alcuna connessione
fra loro, ma se dipende direttamente da allora
risulta unapposizione prolettica rispetto al suo pronome reg
gente.
123 L una ripresa di , che certamente l oggetto
diletto di .
124 Diversi autori (Lightfoot, Abbott) rimandano al passo parallelo di 2Gv
8, ma esso non corrisponde precisamente, dato che in 2Gv 8 piuttosto
il soggetto prolettico e non l'c^getto prolettico di e di
.
125 Laccusativo una semplice prolessi deloggetto diretto in
frase indipendente.
126 Dal punto di vista della critica testuale i due del testo sono
controversi. Qui d interessiamo solo del secondo, in quanto riguarda diretta-
mente la nostra questione: certamente l oggetto diretto della dipen
dente divenuto oggetto indiretto di a causa della prolessi. Alcuni
codici (S1DL f13 e altri, itae syr8 cop) lo omettono, ma sembra un (tentativo di
migliorare il testo, in quanto toglie la cacofonia determinata dal ripetersi dei
due . Pertanto, meglio mantenere la lettura dei migliori codici: P68 S*
054 f 1 e la maggioranza dei codici della Koin, syrph boi.
127 Ammettono la prolessi in Gal 4,11 Burton, Galatians, 235; BDR 476,3;
Turner, Syntax, 325; Zerwick, Analysis, 422 ; in contrario Lagrange, Galats,
LA PEO LESSI NEL NT
59
Ap 13,16: , ...
128 ... 129.
>
d) Soggetto indiretto della frase dipendente anticipato come og
getto indiretto della frase reggente:
At 5,35: , 130 -
131.
Gal 5,7 : 132 133 .
109 e Schlier, Galati, 214, pur ammettendo la possibilit della prolessi, optano
per un senso pi forte della frase.
128 Se si ammette la protessi, risulta alquanto superfluo; co
munque il dativo una spia della prolessi di .
129 H. Barclay Swete, The Apocalypse of St John, London 1922, 172, non
avendo dato molto rilievo al fenomeno della prolessi, deve apportare obbligato
riamente delle correzioni al testo: , ... ;
, ... ; , ...
; in questultimo caso, che tiene conto della protessi,
poteva essere benissimo omesso, in quanto risulta totalmente superfluo, come
gi osservato precedentemente.
130 Certamente la costruzione normale, ma, dato
che qui regge l interrogativa indiretta, anche in qualche
modo prolettico e precisamente si tratta di una protessi del soggetto della
dipendente interrogativa indiretta .
131 Data la presenza anche di , da conside
rarsi prolettico rispetto a , che cos risulta intimamente
legato a (cfr Jacquier, Les Actes, 176, che spiega molto bene il feno
meno)).
132 probabilmente in posizione prolettica solo rispetto ad
anche se non totalmente esclusa la possibilit di essere soggetto prolettico
della dipendente .
133 E difficile dire se da unire a (cfr BDE 152,3)
o a (Burton, GalaUms, 282; Schlier, Galati, 243 nota 26). Questa
seconda possibilit sembra migliore, dato che , in quanto verbo di
impedimento, regge direttamente la, proposizione infinitiva finale (cfr Viteau,
Etude I, 263, I o, p. 157.; G. Bonaccorsi, Primi Saggi Neotestamerdari, Torino
1950,156; Burton, Galatiam, 282). In quanto alla crtica testuale, forse meglio
mantenere la lettura molto antica di F46 che riporta l articolo, nonostante la
grande autorit della ledtio brevior di S*BA. Ma ci non apporta alcuna
pregiudiziale al nostro problema, in quanto anche la lettura senza articolo, cio
, deve essere presa in senso qualitativo ed indica non una verit gene
rale, ma la. verit del Vangelo', di cui Paolo paria in Gal 2,5.14.
60
A. M. BUSCEMI
e) in alcuni casi loggetto diretto o indiretto della frase dipendente
viene anticipato nella reggente, ma senza avere un diretto rapporto
con il verbo della reggente:
At 19,4 : *
134 ,
.
At 20,18: , 135
, .
2Cor 2,4: 136
...
.
Col 2,8:
137^
Col 4,16: ,

.
f) Con la prolessi delloggetto o di qualsiasi altro elemento della
dipendente infinitiva seguente per lo pi viene posto prima dello
stesso 13S-
Me 18,10: .
Le 2,49: .
134 E anticipato sol per motivi di enfasi risptto a .
135 Certamente pi la relativa seguente potrebbe essere
unita ad e dare un buon senso. Ci nonostante, per, crediamo che
la lettura che tiene conto della prolessi di pi la relativa
sia migliore, in quanto rispetta di pi il legame sintattico tra
e la proposizione introdotta da .
iss certamente il verbo reggente, ma non ha alcun rapporto
grammaticale con , il quale appartiene alla proposizione finale come
mostra chiaramente anche la relativa seguente. La prolessi ha qui un chiaro
valore enfatico.
137 L' l'oggetto prolettieo della dipendente participiale, ma chiara
mente non ha rapporto n con n con ... .
133 II fenomeno lo si riscontra anche nel classico con la stessa variet di
modi. Cfr Omero, H. 9,337 : ; Tucidide 2,77 :
; cfr Stephanus, Liddell-Scott-
Jones, Bocci). Da notare anche il caso con di Gv 18,31 che si avvicina
molto alla costruzione prolettica italiana.
LA PBOLESSI NEL NT
61
Le 17,25: .
Le 19,5: > .
Le 24,26: ;
Gv 4,24: $ .
Gv 10,16 : .
A t 5,29: 139.
A t 14,22:
14.
9,5 Prolessi del relativo
II fenomeno, ben conosciuto nel classico141, molto comune nel
NT, anche se le grammatiche e sintassi non gli danno alcun rilievo,
e pu essere espresso in questi termini: una frase dipendente relati
va, per motivi di enfasi o di anticipazione di un determinato concet
to, pu precedere la frase principale reggente, e per lo pi viene ri
presa in questultima per mezzo di un pronome dimostrativo (,
) 142, o personale (); di pi: la frase relativa pu in
corporare in s anche il termine reggente della frase principale, nel
qual caso sia il relativo che il termine reggente senza articolo stanno
nello stesso caso143:
a) Protessi della proposizione relativa
Mt 10,27: 8 144 , *
, .
139 Porse in questo caso si potrebbe parlare pi che di prolessi di un vere
iperbato.
140 Notare in questa frase restrema libert di comporre gli elementi in
una unit grammaticale e sintattica.
141 Cfr Smyth, Greek Grommar, 2492, p. 561; 2536-2538, p. 570. Il feno
meno logicamente lo si registra anche nella LXX, da cui il greco del NT per
10 pi dipende: cfr per esempio Gen 5,1.2; SI 45,9.
142 II relativo normalmente dipende da un elemento della frase principale,
che diviene reggente; qualche volta, per, il relativo contiene in s il pronome
dimostrativa, soggetto della frase reggente, anche in tal caso 11 relativo rimane
prolettico rispetto alla proposizione reggente.
143 Cfr Smyth, Greek Grammar, 2536-2538, p. 570. C una differenza,
per, tra il classico e il greco del NT : nel greco classico il pronome relativo ha
11 primo posto e il sostantivo reggente prende l ultimo posto dlia frase relativa;
nel greco del NT per lo pi sono luno accanto allaltro.
144 II relativo ha qui valore di , ma la prolessi rimane lo stesso,
in quanto a b b i c o la ardessi delFoggetto diretto della frase principale nel sua
62
A. M. BUSCEMI
Mt 21,44 145 : * "
5 146.
Me 4,25 : , * ,
147 " .
Me 7,36b: , -
.
Le 1,4: ... ' .
Le 17,10: , -
.
Gv 1,33b:
14, .
Gv 1,45:
149 " 15.
Gv 3,26 : , 8
151.
Gv 3,32: 152,
insieme e quindi il relativo) viene incorporato nella frase principale (cfr Smyfh,
Greek Grammar, 2492, p. 561).
145 Alcuni codici (D 3*3 it syr8) omettono tutto il versetto; lo ritengono per
i migliori codid (SBGLWZ 0138 f 1,13 la* maggioranza dei codici della Koin,
lat syrcph cop).
146 Vorremmo far comprendere che il fenomeno della prolessi un feno
meno estremamente libero e per convincersi baster cfr Mt 24,50; Gv 5,28. La
prolessi dipende dalleffetto die si vuol dare al discorso.
147 In abbiamo la pregnanza del relativo : , ma la
proposizione relativa rimane sembra prolettica rispetto al verbo principale.
148 Questo, * chiaramente superflua e corrisponde alluso ebraico
di riprendere il pronome relativo indeclinabile con un pronome personale suffisso
(cfr BDR 297, 1 nota 2; Turner, Symtax, 325).
149 E difficile decidere se linterpunzione debba essere posta prima (cfr la
Volgata) o dppo (cfr le edizioni critiche). Nel primo caso, avremmo
la prolessi del relativo e la sua attrazione nel caso delloggetto della principale
reggente: abbiamo trovato 3 v . . . v ( ) ; nel se
condo caso avremmo invece la pregnanza del relativo , equivalente a
, e pertanto doppia protessi : prolassi delloggetto diretto in frase indi-
pendente e prolessi del relativo rispetto al verbo principale.
130 Se si accetta la seconda ipotesi dbla nota precedente, la frase 3 ...
risulta essere unapposizione.
151 Notare la prolessi sia di che di & rispetto ad e colegate
tra loro asindeticamente.
152 Cfr il caso leggermente diverso di Gv 3,11.
LA PROLESSI NEL NT
63
Gv S,34: ov 153 ...
Gv 5,38: 154 15,
156 157 !
Gv 8,26b: ... 5 ,
.
Gv 8,38 : 1& ' -
.
Gv 10,36:
15.
At 3,6a: ... ,
.
At 17,23b: , .
Gal 2,20b , ... .
Gal 5,17b: , -
10.
Gal 6,7b: 11, .
Gal 6,12: ,
... 12.
153 "Gy ha qui il valors di ov e quindi la relativa ha incorporato
in s il pronome dimostrativo e Tha attratto nel suo caso.
154 prolessi delloggetto diretto di .
155 II participio predicativo un chiaro iperbato rispetto a
, voluto per motivi di enfasi.
156 Abbiamo la prolessi del relativo rispetto a .
157 E' oggetto indiretto prolettieo di .
iss Prolessi dlFoggetto diretto di ; ma il pronome relativo qui
equivalente di e quindi la relativa stata incorporata nella principale
La stessa cosa avviene nel seguito del versetto (cfr anche Me 9,9).
159 In Gv 10j36 il pronome ov ha il senso pregnante di (cfr Gv
1,47) ov e quindi abbiamo la proleissi del complemento indiretto
rispetto a e la prolessi del relativa rispetta al verbo principale.
160 La frase relativa prolettica totalmente inglobata nella proposizione
finale (o consecutiva? cfr i commentari) reggente.
101 Le relative condizionali si comportano in tutto come le relative! normali.
162 In un nostro articolo precedente Lo sviluppo strutturale e contenu
tistico in Gal 6,11-18, LA XXXIII (1983) 179 abbiamo chiamato ana
forico, ma pi giusto considerarlo come il soggetto da cui dipende la propo
sizione relativa prolettica.
64
A. M. BUSCEMI
Gal 6,16: , *
, 5 ies. *
b) Protessi del relativo e incorporazione del termine reggente nella
dipendente relativa:
Mt 24,38b: . .. 164.
Mt 24,44: ,
165 16.
Me 4,24: 167.
Le 1,20:
1.
Le 9,4: , -
16.
es X prescindere dal senso preciso della frase (cfr G. Sdirenk, Was
bedenket Israel Gattes7?, Judaica 5 (1949) 81-94; Der Segenwunsch, nach der
Kampfepistel, Judaica 6 (1950) 170-190; W. Gutbrod, , GLNT, IV, 1176-
1189; N. A. Dahl, Der Name Israel : L zur Auslegung von Gal 6,16, Jwdaica 6
(1950) 161-170; G. Lindeskog, Israel in the New Testament. Some few Remarks
on a great problem, SEA 26 (1961) 57-92; A. M. Buscemi, Gal 6, 11-18, 170-
171}; 187-190; Face e misericordia sullIsraele di Dio, La Terra Samia, LX
(1984) 173-175); anche la punteggiatura della frase stata molto discussa, mentre
nessun accenno viene fatto alla prolessi del relativo. Eppure chiaro che
e tutta la frase relativa sono proiettici rispetto ad : Pace e misericordia
sia su coloro die cammineranno secondo questo canone. Comunque, la soluzione
della frase non deriva solo dalla costruzione grammaticale.
284 Gfr Le 17,27 e il caso diverso di Mt 214,50:
^ .
195 Qui la costruzione si avvicina pi al classico che preferisce separare
il relativo dal termine reggente incorporato. Cfr al contrario Le 12,40, che riporta
la forma neotestamentaria pi comune: fj .
186 Cfr il passo parallelo di Le 12,40- e la costruzione senza processi in
Le 12,46.
1W Cfr il caso simile di Le 6,38:
.
188 Cfr la stessa forma in Le 17,27 e quella leggermente diversa in 17,29 :
fi Sk : (cfr 17,30) e quelle normali di Le 12,46;
23,29.
169 II versetto molto interessante filologicamente, in quanto a causa della
prolessi del relativo si sono venuti a determinare pi fenomeni; 1) lincorpo
razione del termine reggente nella proposizione relativa; 2) rateazione inversa
del termine reggente nel casa della relativa: a causa di , la costra-

Le 10,8* ,
... . *
Gv 9,:
170 .
Gv 11,6 : , -
1?1.
At 1,2: '
172.
Rll 2,16 173 ... .
Col 1,6c: ...
174.
10. Prolessi del participio attributivo
Per motivi di enfasi spesso il participio attributivo 175viene an
ticipato rispetto al suo termine reggente e, quando questo manca,
viene introdotto nella frase il pronome dimostrativo con fun
zione di ripresa e di reggenza:
Mt 4,16b176: . . .
zione doveva essere , ; 3) inasprimento dello zeugma,:
difficilmente si accorda con i due verbi ed
sia con i due avverbi di luogo ed . La stessa costruzione, ma senza
complicazioni sintattiche e in perfetto stile classico la si trova in Le 1,0,5.
170 L pronome possessivo prolettieo rispetto a .
171 Stranamente il Barrett, St John, 325, parla di attraction of relative
and antecedent into the same clause, a construction fairly common in John,
mentre la prolessi del relativo molto chiara.
172 Cfr le forme normali in At 1,2.1.22. Jacquier, Les Actes, 5, ammette
die la formula classica, ma non piarla di prolessi del relativo! e di incorporazione
del termine reggente nella relativa.
173 Se si accetta la lettura del codice B (cfr C.E.B. Cranfeld, A Criticai
and Exegetical Commentary on the Epistle to the Romans, Edinburgh 1975, ,
159-162).
174 Si ha la prolessi del relativo con conseguente incorporazione del termine
reggente nella frase relativa, ma anche l'attrazione diretta del relativo nl caso
del termine reggente, dipendente dia .
175 Probabilmente il fenomeno dei participio attributivo prolettieo si de
termina, oltre che per il fatto di anticipare un'idea o per determinare l'enfasi,
anche per una certa assimilazione con la prolessi della proposizione relativa,
che molto comune nel NT e di cui il participio attributivo l'equivalente.
its .4,16 c una citazione libera di T 9.1.
LA PROLESSI NEL NT 65
3
66
A. M. BUSCEMI
177.
i
Mt 5,40 : ,
178 .
Mt 13,20.22.23179 : ,
... .
, ... .
,
... 18,
Mt 24,13: , 18V
Mt 25,29: ,
182.
Me 7,20: ,
183.
Me 12,40 :
, 184 .
177 II fenomeno del participio attributivo manca in Is 9,1, mentre in Mt
4,16b determinato dal duplice cambiamento ed .
its ... chiaramente in prolessi rispetto ad ; cfr
anche il casto leggermente differente di Mt 5,42 ed entrambi alla luce d Mt 5,41,
dove la proposizione relativa, introdotta da certamente prolettica.
179 Abbiamo escluso Mt 13,19, in quanto un genitivo
assoluto, che nella frase greca assume quasi sempre il primo posto.
180 Cfr il modo diverso* di presentare grammaticalmente la parabola in
Me 4,13-20 e quello pi vicino a Mt in Le 8,11-15, il quale ponendo invece
di rende il participio attributivo un casus pendens, che da una parte
rende pi immediata lapplicazione agli uditori, ma dallaltra, rende pi difficile
la lettura graramaticale-smtattica.
181 Cfr Me 13,13 e la costruzione pi libera di Le 21,19.
182 II fenomeni della prolessi in questa versetto rilevante: 1)
prolettico rispetto a : non si tratta di semplice enfasi, in quanto per
lenfasi bastava scrivere ; 2 )
prolettico rispetto ad ; 3 ) prolettico rispetto ad
.
183 T ... dipende chiaramente da e quindi la
sua posizione prolettica: lidea principale viene messa cos in evidenza.
184 Accettiamo la punteggiatura, a nostro avviso pi adeguata al testo,
del Merk e delledizione UBS rispetto a quella con punto in alto" del Nestle-
Aland (26 ed.). In tal modo ... . .. risultano
px-ulttiei di (cfr in c.jv*rarn la lettura diversa del testo e i problemi che
essa pone in Lagrange, Samt Marc, 329; Taylor, St Mark, 495. Essi, staccando
LA PKOLESS NEL NT
67
Le 9,48: 6 .
Gv 1,33: , * -
3
185, 186,
Gv 10,1: ,

lsr.
Gv 15,5 : 1 .
At 1,21-22:
* ...
188.
At 15,38: , 5

.
Gal 2,17:
189 ... 190>
i due participi attributivi dal seguente oOtch e legandoli ad
di 12,39, incappano nellanacoluto e in altri problemi sintattici, che
si possono benissimo evitare ; cfr per una lettura simile alla nostra E. Pesch, Das
Markusevangelium, Freiburg Basel Wien, II, 257-2:60, anche se non para
di prolessi del participio attributivo).
185 La ripetizione di ' dopo il pronome relativo per precisarlo
un fenomeno semitico (cfr Zerwick, Graedtas, 201 ; Turner, Syntax, 32:5 ; BDR
297,1 nota 2).
186 In Gv 1,33 abbiamo due prolessi: I o) prolettico rispetto
ad , il quale riassuntivo (Barrett, S t John, 148) e reggente; 2)
in prolessi rispetto ad (prolessi della proposizione del
relativo).
187 Stessa costruzione in Gv 14,12,.21.
188 Oltre allevidente iperbato di rispetto ad , bisogna
rilevare anche la protesi di rispetto ad .
189 equivalente a .
190 Sia che venga interpretato come participio congiunto (cosa
pi probabile) o come participio attributivo!, in ogni caso sempre i,n prolessi.
Cfr anche Gal 3,8. In qualche caso il participio attributivo pu essere sottintesi-
come in Km 9,6; Gal 3,7.
68
A, M. BUS OEM!
Gal 3,15b: 191 192
.
8, 20-21 : ...
: ... 193.
Ge 1,25: -
, ,
194.
1,5-6: ...
195.
2,7b: ... 19.
A. Marcello Buscemi, ofm
191 Lespressione ellittica e presuppone lelissi del parti
cipio congiunto : . Pertanto, dato che da
riferirsi ad , esso prolettieo ed iperbatico; mentre Fespressione
prolettica rispetto* alla principale. La costruzione normale
della frase avrebbe dovuto essere la seguente ,
.
192 In quanto allespressione bisogna, notare la
doppia prolessi : I o) prolessi del participio attributivo rispetto a
; 2) prolessi delloggetto diretto della principale rispetto a -
. Comunque, cfr anche dal 3,17, dove lespressione -
risulta solo una prolessi delloggetto diretto rispetto ad .
193 Cfr anche la costruzione simile di Ran 16,25-27 :
... , * , , .
In tale espressione prolettieo rispetto a ;
inoltre, se da ritenersi '(cfr il caso parallelo di Jud 24) nel testo (per la
critica testuale cfr i commentari), esso dovrebbe avere il valore di (cfr
Ef 3,2i0-21) ) (cfr Cranfield, Romcms, II, 813) e allora sia
che sono proiettici rispetto ad .
194 Sia che 6 sono participi attributivi proiet
tici di .
*95 Alcuni codici (172 2018) e alcune versioni (vg armcodd. : qui dilexit ipsi)
riportano (cfr Tischendorf, Novum Testamentum Graece,
Lipsiae 1872, II, 905; R. H. Charles, The Revelation of St John, Edinburgh 1920,
II, 237), che d l esatto senso di , in quanto la proposizione rela
tiva prolettica equivale perfettamente al participio attributivo prolettieo.
196 Cfr anche 2,17b.26, dove per il nominativo pendente rompe lo schema
tismo della frase, risultandoi di maggiore efficacia; 3,12 :
. . . , dove lo schematismo della frase non solo
rotto, ma In Cwstiuzione durissima, anche a da-r a il senso di lo
render; 3,2,1, che ritorna allo schematismo di 2,7b.
LA 35 (1985) 69-106
RACINES JUIVES ET NOUVEAUTE CHRETIENNE
EN JEAN 9
I. Rflexions mthodologiques
La diversit des mthodes employes par les exgtes pour scru
ter les richesses du texte inspir a toujours t admise dans l'Eglise
Chacune de ces mthodes, si elle est bien mene, projette un nouvel
clairage sur le texte. Depuis longtemps les exgtes ont senti le
besoin d'tudier les racines juives de l'vangile2, de discerner ce quil
1 P. Toinet, Pour une thologie de lexgse, Paris 1983, 158. 195,
2 Les Pres de lglise, bien quils aient accept le principe de lexgse
christologique de PAT, ont recours frquemment l exgse rabbinique. L.
Ginzberg a montr la parent qui existe entre l aggadah du livre de la Gense
et les commentaires des pres syriaques Ephrem et Aphraate {Die Haggada, bei
den Kirchenvtern umd in der apokryphen Literatur, Berlin 1900). Lexgse
de Bamab et de Justin est franchement polmique contre le judasme. Elle
reflte cependant en bien des points l'exgse juive (L. W. Barnard1, The Old
Testament and Judaism in the Writings of JuStin Martyr", VT 14, (1964)
395-405; F. Manns, Les rapports Synagogue-Eglise au dbut du deuxime
sicle aprs J.-G. en Palestine", LA 1,31 (1981) 105-146). E. Urbach a, pu dmontrer
quOrigne dans son commentaire du Cantique des Cantiques est dpendant du
commentaire juif (The hamiletical Interpretations of the Sages and the Exposi
tions of Origen on Canticles and the Jewish-Christian Disputation", Scripta
Hierosolymitama 22' (1971) 247-275). On sait par ailleurs que les commentaires
scripturaires de Jrme doivent beaucoup au T'argum juif (Jay Braverman,
Jeromes Commentary on Daniel, Washinglton 1978).
Les deux coles exgtiques celle dAlexandrie et celle dAntioche -
allaient exploiter deux lignes dj ouvertes par lexgse juive. En effet, lall
gorie tait connue eu Palestine avant davoir t mise l honneur Alexandrie
(L. Ginzberg, Allegorical Interprtation of Scripture," in On Jewish Law and
Lore, New York 1977, 127-1.50; J. Z. Laulterbadi, The ancient Jewish Alle-
gonsts in Talmud and Midrash, JQR 1 (1910-11) 310s; 500s). Et le Peshat
avait toujours t en honneur dans lexgse juive (Peshat, in Jewish Encyclo
pedia, New York-London 1906, 652-53.
Bientt la polmique allait prendre le dessus sur le dialogue constructif. De
nombreux facteurs historiques et politiques amneront ce changement. Citons
simplement deux oeuvres du Moyen Age: le Dialogue de Petrus Alfonsi (1106)