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Produzione di un' archeologia religiosa

ganizzino secondo gli stati di vita, cioe secondo un modello sociale. Capitolo quarto
Una configurazione sociale, e non piU un' organizzazione gerarchica
religiosa, e la legge che determina delle ripartizioni e definisce la riu- LA FORMALITA DELLE PRATICHE
tilizzazione degli elementi cristiani tratti da! passato. n fatto si pre- Dal sistema religioso
senta con ancor maggiore evidenza ne! XIX secolo, a proposito della all'etica dell'illuminismo (XVII-XVIII secolo)''
scienza o della questione sociale: una societa che non e piu religiosa
impone alle formulazioni religiose la sua razionalitii, le sue categorie,
i suoi problemi, il suo tipo di organizzazione. E senz' altro quello che
anche oggi constatiamo ne! posto occupato dalla religione all'interno
della storiografia contemporanea. In questa prospettiva, non esiste-
rebbe storia religiosa se non come storia delle societa religiose.
b) Ci si puo anche chiedere: la religione di cui si parla e la stes-
sa ne! Medio Evo, ne! XVII a ne! XIX secolo? TI concetto e!' esperienza
della religione non si riferiscono, in questi periodi alla stessa cosa. Si
tratta di sistemi tra i quali il termine comune religione sarebbe
equivoco. In questa prospettiva, la storia sociale demistifica la storia Questo lavoro e sorto da una demanda: come articolare una so-
religiosa al singolare (e dunque l'univocita dei suoi strumenti concet- ciologia dei comportamenti e una storia delle dottrine? L' analisi dei
tuali), ma non sopprime la necessitii di storie religiose. Queste avreb- documenti riguardanti le pratiche religiose ne! XVII e XVIII secolo de-
bero almeno la funzione di impedire a un tipo d'interpretazione di ve essere in rapporto con quella dei discorsi ideologici o simbolici.
porsi come unico. Diventerebbero in questo modo critiche rispetto a Tale rapporto deve pero essere precisato. Non e certo riducibile a
dei modelli esplicativi (contemporanei) e assicurerebbero la resisten- una causalitii immediata e univoca. In una societii, i simboli collettivi
za di passati diversi: difenderebbero la storia stessa e, con questo scar- e le idee non sono la causa n tanto meno il riflesso dei cam-
to tra sistemi esplicativi mai interamente globali, la possibilitii di biamenti1. Non si postulera nemmeno che le condotte siano organiz-
un' opzione su! senso di questa storia.
zate a loro insaputa da un implicito o da un inconscio: questo scono-
In entrambi i casi, occorrera dunque in primo luogo differenziare
sciuto, identificato con il non detto delle teorie e con il non mo-
le forme secondo le quali/unzionano dei fatti religiosi (anche sup-
strato delle pratiche, a cui puo essere attribuita una virtu esplicativa
ponendo che questi fatti siano identici), cioe distinguere gli ordini che
determinano le riutilizzazioni di tali fatti e dunque i loro successivi si- indefinita, riempirebbe di fatto, con l'ideologia propria dello storico,
gnificati - questo prima e al fine di poter cogliere quale sia il rappor- lo spazio lasciato vuoto dalle sue conoscenze e dai suoi metodi.
to storico tra queste forme, e di conseguenza il nostro mezzo per Gli slittamenti socio-culturali che si compiono ne! XVII e XVIII se-
comprenderle o interpretarle fedelmente. colo riguardano i quadri di riferimento. F anno pass are da un' orga-
nizzazione religiosa a un' etica politica e economica. E un terreno pri-
vilegiato per !' analisi dei cambiamenti riguardanti sia le strutture che

* Studio pubblicato ne La Socetil religiosa nell'eta moderna, Guida, Napoli 1973,


pp. 447-509.
1 Jacques Berque lo ricordava anche recentemente in Logiques plurales du pro
grs (in Diogne, n. 79, 1972, pp. 3-26) analizzando gli sviluppi ineguali, ma com-
pensati, di dimensioni distinte (morfologica, tecnologica, estetica, sacrale, ecc.) in
una societa.

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Produzione di un' archeologia religiosa La formalitii delle pratiche

il credibile in una societa2 . Ora questi cambiamenti sembrano ma- nei termini che sono diventati i nostri, e sia il rapporto tra morale e
nifestarsi, al livello delle pratiche, attraverso una serie di nuovi /un- religione sia il rapporto mantenuto dalla pratica con la teoria.
zionamenti non ancora accompagnati da adeguate espressioni teori- Volendo in primo luogo delineare questa traiettoria, globalmente
che n da spettacolari sgretolamenti. Tuttavia, i pezzi dell'insieme co- e cosi come essa si enuncia, possiamo dire che il XVII e il XVIII secolo
presentano la storia di un divorzio. Certo le relazioni tra morale e
minciano giii a muoversi in modo diverso. n contenuto delle prati-
religione anche prima non erano facili o armoniose, e molti lavori
che non cambia affatto, cambia quella che chiamo appunto la loro
lo mostrano: furono tempestose, mai stabilizzate, ad esempio per
formalitd. Sotto questo aspetto, ci sembra di poter cogliere:
quello che riguarda !'usura, la sessualita o il potere temporale5, ma il
1) dei processi di transizione e dei tipi di mobilitd nascosti all'in-
principio referenziale della loro unione non veniva messo in causa.
terno di un sistema (qui religioso) che tuttavia si regge oggettivamente; Durante tullo il Medio Evo, e anche nel XVI secolo, si da per sconta-
2) una possibile articolazione tra i prinpi investiti nella pratica e le to che morale e religione hanno una stessa /ante: il riferimento al Dio
teorie che si elaborano nella produzione <<filoso/ica; unico organizza sia una rivelazione storica che un ordine del cosmo;
3) infine, e piU genericamente, delle relazioni tra sistemi (momen- esso fa delle istituzioni cristiane la leggibiliti di una legge del mondo.
taneamente o a lungo) coesistenti, non riducibili !'uno all'altro, n lo- La societa si articola secondo i termini di una credenza integrativa. Al
calizzabili ciascuno a uno dei livelli di una stratificazione sociale3 , n livello della pratica che viene esplicata alla superficie visibile della so-
suscettibili di quell' ordinamento gerarchico manicheo che colloca gli cieti (nonostante le profonditi rurali che sembrano essere sfuggite
uni dalla parte del progresso e gli altri tra le resistenze. al cristianesimo), la vita privara come la vita professionale e pubblica
si muovono in una cornice cristiana6: la religione include ogni con-
Dalla religione all' etica. dotta.
Uno spostamento nei quadri di ri/erimento Nel XVII e XVIII secolo, quest'unitit si incrina e poi crolla. Le Chie-
se si dividono tra il linguaggio cristiano che enuncia la tradizione di
Nel XVII e ne! XVIII secolo, si eprodotta, e poi dichiarata4, una rot- una verita rivelata e le pratiche adeguate a un ordine del mondo. La
tura tra religione e morale che ha reso effettiva una loro distinzione e vita sociale e l'investigazione scientifica si esiliano progressivamente
problematica una loro ulteriore connessione. Tale rottura ha mutato dagli infeudamenti religiosi. Le appartenenze ecclesiali, opponendo-
l'esperienza e le concezioni che le societa occidentali ne avevano avu- si, si relativizzano: vengono considerate come determinazioni contin-
genti, locali, parziali. Diventa necessario e possibile trovare una lega-
te. Al sistema che faceva delle credenze il quadro di riferimento delle
litd di un altro tipo. Una nuova assiomatica del pensiero e del!' azione
e
pratiche, si sostituita un' etica sociale che formula un ordine delle
si stabilisce prima come una terza posizione, nell' entre-deux delle
pratiche sociali e che relativizza le credenze religiose come oggetto da
Chiese avverse (cattolica e protestante). Progressivamente, essa defi-
utilizzare. Quello che viene dunque invertito, se poniamo il problema
nisce il suolo stesso che si rivela sotto la frammentazione delle cre-
denze. Jean-Jacques Rousseau indica la trasformazione che va com-
La nozione di credibile mette in causa i quadri di riferimento e ci su cu una so-
piendosi quando scrive a Voltaire: Il dogma e niente, la morale e
cieta basa la sua possibilita di pensare. Cfr. ad esempio M. de Certeau, La Culture au
pluriel, cit., pp. 11-34: Les Rvolutions du croyable.
5 Cfr. soprattutto e evidentemente i lavori di John T. Noonan, The Scholastic
3 Non e possibile, cioe, identificare sistemi mentali con livelli sociali. Esistono due
tipi di ritagli che si incrociano spesso ma che non sono riducibili l'uno ali' altro. Analysis o/ Usury, Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1957, e Contracep-
4 Durante il mezzo secolo trascorso tra il 1700 e il 1750, la religione e la morale tion. A History of its Treatment by the Catholic Theologians and Canonists, Harvard
concludono la trasformazione attraverso cui hanno preso l'uomo come centro al po- University Press, Cambridge (Mass.) 1986.
6 Cfr. Lucien Febvre, Le Probleme de !' incroyance au XW sii?cle. La religion de Ra-
sto di Dio, scrive Roger Mercier, La Rhabilitation de la nature humaine, 1700-1750,
d. de la Balance, Villemomble 1960, p. 441. belaiS, Albn Michel, Pars 2003, pp. 307-323: <<Frises de la religion sur la v~>>.

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tutto7 . Allo stesso modo, per l'Encyclopdie: <<la morale ha il soprav- lita e utilitil ne! XVIII secolo; 5) La riduzione al cultuale: le leggi
vento sulla fede [ ... ] poich quasi tutta la morale [ ... ] ha una natura del gruppo religioso.
immutabile e dureril per l'eternitit, quando la fede non sussistera piii
e verra cambiata in convinzione 8.
Con!' etica, la pratica sociale diventa il luogo in funzione del qua- I. DALLA DIVISIONE DELLE CHIESE ALLA RAGION DI STATO
le viene elaborata una teoria delle condotte. Al tempo stesso, la dot- (XVII SECOLO)
trina di ieri si trasforma in un fatto di Credenza: e una Convinzio-
ne (cioe un'opinione unita a una passione), o una superstizione, e Alla fine del XVI secolo e all'inizio del XVII secolo, la divisione del-
in sostanza l' oggetto di un' analisi articolata su criteri autonomi. In al- le Chiese non ha soltanto il ruolo di rivelatore di una disgregazione
tre parole, l' etica svolge il ruolo che un tempo veniva assegnato alla dei principi e delle strutture basilari del Medio Evo9 , bensl rende
teologia. Una scienza delle usanze giudica ormai l'ideologia religio- piii rapida tale disgregazione. Ha un effetto di dissuasione. Il suo im-
sa e i suoi effetti, laddove la scienza della fede classificava i com- patto del resto viene moltiplicato dalla scoperta di altre religioni: ne!
Nuovo Mondo, in Africa o in Asia.
portamenti in una sotto-sezione denominata teologia morale e or-
dinava gerarchicamente i comportamenti secondo i codici della dot- Prima, un' unicitd del quadro di riferimento imponeva il proprio
trina. Quest' evoluzione si manifesta attraverso molti segni: il primato sistema, teo-logico, anche all'eresia o alla difesa di un autonomia dei
diritti regali. Cosl, alcune manifestazioni sociali delle eresie medioeva-
epistemologico dell' etica nella riflessione sulla societit; l' apprezza-
li sono teologiche, proprio perch non hanno un altro punto di riferi-
mento della religione sulla base di <<Valori che non sono pii i suoi (il
mento e perch la teologia, l' equivalente medioevale dei nostri codici
bene comune, l' esigenza della coscienza, il progresso, ecc.); il ripie-
sociologici o economici, era l'unica forma su cui una differenza pote-
garsi della religione su pratiche religiose o il suo allinearsi alle cate-
va lasciare il suo marchio. L'alterta veniva dunque eliminata, cancel-
gorie imposte dalla societit; l' emarginazione del culto rispetto alla leg-
lata o integrata, non solo per mancanza di basi politiche o sociali suf-
ge civile o morale, ecc. ficientemente solide, ma soprattutto perch non poteva articolarsi
E interessante confrontare questo abbozzo generale di una traiet- come diversa rispetto al sistema di riferimento, e perch non aveva al-
toria e un' analisi delle pratiche in quanto sono enunciatrici di senso. tro codice per situare la sua pratica se non quello stesso codice dot-
Molti studi autorizzano a formulare riguardo a tale soggetto alcune trinale che metteva in causa.
ipotesi che specifiche indagini potranno invalidare, precisare o con-
fermare. Tali ipotesi sono qui ordinate secondo tappe destinate a evi- La divisione e l'incertezza
denziare alcune connessioni suscettibili di essere colte muovendo
dalle pratiche religiose: 1) Dalla divisione delle Chiese alla ragion di Con il moltiplicarsi di questi sistemi, viene a crearsi un nuovo spa-
Stato (XVII secolo); 2) La politicizzazione dei comportamenti: una zio sociale. L' eresia diventa l' alterita che si insinua accanto alla legge
nuova formalitit delle pratiche; 3) n praticante: un' alternativa tra il comune10 , in un proprio spazio non riducibile a un'anti-legge. Una
dovere di stato e il profetismo; 4) L'emancipazione di un'etica: lega- simile situazione e sempre difficilmente tollerabile in quanto mette in
questione la coerenza del gruppo. Ne! XVII secolo, viene infatti vissu-
Brutta copia di una lettera, citata in Perre-Maurice Masson, La Religion de ]ean-
Jacques Rousseau, Hachette, Paris 1916, t. II, p. 48. Non abbiamo la stessa fede, ag- 9
Josef Lortz, La R/orme de Luther, tr. fr. di D. Olivier, Les ditions du Cerf,
giungevaJean-Jacques; abbiamo almeno la stessamorale. La morale fornisce princl- Paris 1970, t. 1, p. 22.
p universali, mentre i dogmi e le credenze appartengono al campo della particolaritd. 10
Cfr. Alphonse Dupront, R:flexions sur l'hrsie moderne, inJacques Le Goff
8 Encyclopdie ou Dictionnaire raisonn des sciences, des arts et des mtiers, nuova (cur.), Hrsies et socits, cit., pp. 291-300, a proposito di quel nuovo fenomeno che
ed., t. XVII, Genf:ve 1778, articolo Fede, p. 1019. e <<l' eresia sulla pubblica piazza.
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ta nella reciproca aggressivita tra i gruppi. Puo dunque essere solo st' angoscia non e la resistenza dei T urchi o dei Pagani (non ne
transitoria, in allesa che venga instaurata un' altra legge. In questo pe- saremo stupiti dice) bensl il moltiplicarsi di coloro che dilaniano
riodo si assiste al moltiplicarsi di violente terapeutiche per arrestare l'unione della nostra fede per pervertire la veritii di Dio 14 . Lo scan-
l' emorragia. dei sistemi integratori (guerre di religione, lolle sangui- dalo e all'interno. Nasce dall'in-coerenza interna. La religione, scrive
nose contra la stregoneria, ecc.) e di ricerche che tentano di ricosti- Du Plessis Mornay nel 1581, non e forse il mezzo per riunire e per
tuire un nuovo ordine. riconciliare? Ecco pero che il mezzo per unire e diviso: Ce n'e uno
I riferimenti inglobanti e i discorsi dogmatici che vengono dalla o ce ne sono molti? 15 . Per riprendere un'immagine cara a quest' au-
tradizione appaiono come particolarztd. Si tralla, nell' esperienza stes- tore, il ponte si e frammentato in una pluralita di religioni 16 !
sa dei credenti, di elementi, tra altri, in un quadro dove tullo parla di Per ritrovare con l'unita la certezza, occorre dunque: - o risalire a
un'unita scomparsa. Quello che era totalizzante non e piu che una una religione naturale pili fondamentale di quanto non siano le reli-
parte in questo paesaggio in disordine che richiede un altro principio gioni storiche, tulle contingenti; - o tentare di ricondurre a una di
di coerenza. I ctiteri di ogni comunitii creciente si trovano in questo queste religioni tutte le sue rivali, che verranno considerate false,
modo relativizzati. Accanto a queste formazioni religiose diventate grazie al costituirsi di marchi garanti di quella vera 17 ; - o cercare
parziali, si scoprono intere zone (proprio come i Nuovi Mondi), im- nella politica, vedi nella scienza, e anche altrove, un altro <<mezzo per
possibili da inquadrare nelle coordinate tradizionali. Cosl, delle mas- unire che avra il molo svolto fino ad allora dalla religione; - oppure,
se popolari, disancorate e come erranti allraverso inquadrature socia- infine, in quella morale provvisoria la cui prima regola era per lui
li e simboliche, vengono lasciate in halla di allucinazioni stregonesche di obbedire alle leggi e ai costumi del mio paese, attenendomi con
create da quest' assenza. Lo scetticismo che si estende atiesta la stessa costanza alla religione in cui Dio mi ha fatto la grazia di essere istrui-
assenza, ma negli ambienti colti 11 . Stregoneria e scetticismo disegna- to fin dall'infanziarn
no infatti il vuoto che verra colmato da una Ragione universale o da Per via di questi spostamenti, la religione comincia a essere perce-
una legge naturale. pita dall'esterno. Viene collocata nella categoria del costume, o in
Da un punto di vista religioso, l'incertezza, grosso problema del quella delle contingenze storz'che. A questo titolo, essa si oppone alla
tempo, e ovunque legata alla divisione. Da Montaigne a Pascal, la ri- Ragione o alla Natura 19 . Ne! XVIII secolo sara considerata da un pun-
flessione e assalita dal dubbio che la pluralita fa nascere: <<Vedo pili
14
religioni contrarie tra loro, e percio false ... 12 , scrive Pascal. Un'apo- EccoCi in una tale perplessita e angoscia - aggiungeva Calvino - che non sap-
logetica prolifera, in un' atmosfera in cui le violenze e le controver- piamo cosa sara di noi. Ed e quello che oggi turba tanta gente semplice. Cosa fare-
sie tra gruppi religiosi crescono con il sospello che colpisce i loro e
mo? Poich vediamo tante dispute nella Chesa, tante opinioni diverse: meglio non
chiedersi niente. Calvino si preoccupava di calmare questa inquietudine. Cfr. Com-
imperativi particolari. Anche la filosofia cristiana viene mobilitata dal
mento al cap. 13 del Deuterono1nio, in Corpus Refonnatorum, vol LV, G. Calvino,
compito definito da Malebranche: Scoprire allraverso la ragione, tra Opera .. ., Brunswick, 1884, c. 779.
15
tutte le religioni quella che Dio ha stabilito 13 . Philippe Du Plessis Momay, De la verit de la religion chrtienne, Paris 1581,
Quest'apologetica si inscrive su un fondo di perplessitii e di an- cap. 20.
16
goscia: gfa Calvino se ne fa l' eco sottolineando che l' oggello di que- Cfr. F. de La Mothe Le Vayer, Cinq dialogues ... (Mons 1671), il dialogo De la
diversit des religions.
17
Cfr. ad esempio, Ren Voeltzel, Vraie et Fausse glise selon les thologiens prote-
11 Cfr. Richard H. Popkin, The History from Erasmus to Descartes, cit., e i numero- stants/ranr;ais du xVIre siecle, PUF, Paris 1956, pp. 99ss., sulla ricerca dei marchi del-
si articoli dell' autore su questo soggetto. la vera Chiesa.
12 Blaise Pascal, Penses, (Brunschwig), Pliade, Paris 1954, framm. 693, p. 1191, 18
Ren Descartes, Discours de la 11zthode, III parte, in Oeuvres Completes, Garnier,
tr. it. di G. Auletta, Pensieri, Mondadori, Milano 2003, p. 235. Pars 1963, p. 592, tr. it. di E. Lojacono,Discorsosul metodo, UTET, Torino 1983 (vol. rr).
13 Malebranche, Entretiens sur la mtaphysique et la religion, Vrin, Paris 1964, t. 11, 19
Robert Lenoble (Histoire de l'ide de nature, cit., p. 283) riassume cosl la posi-
p. 178, tr. it. di R. Crippa, Colloqui sulla meta/isica, Zanichelli, Bologna 1964, p. 180. zione di molti: Seguiamo dei costu1ni, mala Ragione e la Natura sono altrove.
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

to di vista gia etnografico dagl Observateurs de l' homme2- 0 . Il termine secolo. Questa rruzone libertina di una morale senza religone,
stesso che la designa vira d senso. Religione non significa pu un Or- ne! cuore del XVII secolo, deve essere rcollegata ad altr sintom con-
dine religioso o la Chesa al singolare: religone puo ormai dirs al temporane: l' esplodere della stregonera negl ambent popolar, o
plurale21 . E una postivita storica legara a un corpus d ipotesi astrat- delle possession>> daboliche nelle citta25 ; l'invasone mstica ne!
te. E queilo che Bayle o Fontenelle chiamano il sistema della relgo- corso d quegli stess ann26 .
ne crstianan esste un insieme che bisogna capre, criticare o situa- Atesmo, stregonera, mstica: questi tre fenomen sncron tradu-
re secondo crteri che non son o i suo. Il quod creditur (co che viene cono anche il fatto che le Chese non sono pu capac d dare alla vita
creduto) edsgiunto dalla/ides qua creditur (la fede che fa credere), si socale de fenomen integrativi. Divise tra loro e al loro interno, le
trasforma in Credenza, ne! senso oggettivo del termine. Il COntenu- Chese si localizzano. Non fornscono pu al pensero o alla pratca
tO della credenza s presenta ali' anals, partendo da un dstanzamen- l' enuncato d legg general. Cosl, inseme a fenomen che considero
to ne confront dell' atto d credere. La relgione tende a diventare un come tre varianti d una nuova strutturazone sociale, s producono
oggetto sociale, e dunque un oggetto d studo, cessando di essere per due movment recproc. Da una parte, degl element dottrinali fino
il soggetto quello che gli permette di pensare o d condursi. a que! momento organcamente combinati s disarticolano: ne lbert-
n, le condotte del sapere s dsgungono dalla ragone unitaria il
Ateismo, stregoneria e mstica cu principio era la fede; nella stregoneria, smbol collettivi d ap-
partenenza religiosa s dstaccano dalle Chese per formare il lessco
Il secondo terzo del XVII secolo vede svilupparsi un certo ate- mmaginaro d un' anti-soceta; negli sprtuali, l' esperenza perso-
smo23: i Libertini eruditi>>24 . Certo, esso cedera ben presto il passo nale apre tinerar bografc o pscologic estrane ai linguagg stitu-
all'ordne poltico nstaurato da Luig XIV ma viene soltanto parzal- zonal e teologci che fino ad allora organzzavano il suo svluppo.
mente occultato e ricoperto da! potere; rcomparira all'nzo del XVIII Dall'altra, questa dsarticolazone obbedsce a clivaggi sociali che van-
no accentuandos (proprio quando le fedelta relgose continuano
2 Cfr. Sergio Moravia, La scienza dell'uomo nel Settecento, cit., pp. 80-112. a svolgere un ruolo importante, quest clvagg s stratfcano e s sud-
21 Georges Gusdorf, Dieu, la nature, l'homme au siecle des Lumieres, Payot, Pars dividono secondo categorie socologche): lbertini sono de cttad-
1972, p. 45. . ni padron della scrttura, ga forniti del posto socale e dello stru-
22 Gia in Pascal, l termine ha un senso peggiorativo (cfr. Penses, Br. fr. 194 nota).

Nel XVIII secolo, nell'Enciclopedia, sistema indica un insieme di principi astratti, in


mento tecnco attraverso cu s affermera il nuovo potere borghese; la
realti ipotetici, che prevengono troppo presto <<le esperienze e le osservazioni. PiU stregonera viene reclutata negl ambent rural, meno inquadrati e
in generale, scrive l'autore dell'articolo Sstema il cartesianismo che era succeduto
25
al peripatetismo aveva fatto diventare di moda il gusto dei sistemi. Oggi, grazie a Cfr. R. Mandrou, Magistrati e streghe nella Francia del Seicento, cit.; M. de Cer-
Newton, sembra che si sia abbandonato questo .pregiudizio (Encyclopdie ... , cit., t. teau, La Possession de Loudun, cit.; Alan Macfarlane, Witchcraft in Tudor and Stuart
XXXII, 1779, p. 305).Jean-Franfois Delamare (La Foijusti/ie de tout reproche de con- England: a regional and comparative study, Routledge, London, 19992 ; Keth Tho-
tradiction avec la raison, Parigi, 1792) vedeva nell'uso che del termine faceva Bayle il mas, Religion and the Decline o/ Magic: studies in popular beliefs in Sixteenth and Se-
segno dell'incredulitl: per chi usa questo termine, scrive, tutto e sistema in fatto di venteenth century England, Widenfeld and Ncolson, London, 1971, tr. it. di F. Saba
religione perch tutto e problematico in questa materia (in Migne, Dmonstra- Sardi, La religione e il declino della magia: le credenze popolari nell'Inghtlterra del
tions vangliques, t. II, 1843, col. 861). Cinquecento e delSeicento, Mondadori, Milano 1985;Julio Caro Baroja, Les Sorcieres
23 Sappiamo che nel XVII secolo, ateo, ateisrno, rimandavano innanzitutto alla divi- et leur monde, Gallimard, Paris 1972; ecc.
sione delle Chiese. Protestanti e cattolici si trattavano recprocamente da atei: e 26
Cfr. evidentemente l'Histoire littraire du sentiment religieux, di Henri Bre-
atea la religione dell' altro. Nel senso del XVIII secolo, 1' ateo del XVII secolo e il Li- mond, e]. Orcibal, La Rencontre du Carmel thrsien avec les mystiques du Nord, cit.;
bertino. L. Cognet, La Spiritualitd moderna, cit.; M. de Certeau, <<Mystique au xvne secle, in
24 Cfr. il libro, sempre fondamentale, di Ren Pintard, Le libertinage rudit dans la
Mlanges de Lubac, cit., t. rr, pp. 267-291, e La Jable mystique xvr-xvrre siecle, Galli-
premiere moiti du XVIP siecle, cit. mard, Paris 1982.
Produzione di un'archeologia religiosa La formaliti. delle pratiche
quasi massificati proprio a causa delle mobilita che smuovono le ge- impone la legge politica che si sostituisce all' ordine di cui esse mani-
rarchie locali; i mistici si localizzano spesso tra quei robins 27 sotto- festavano la deflagrazione. Dalla meta del secolo, il potere monarchi-
messi alla contraddizione tra la fedelta a una tradizione culturale e co non sbaglia quando reprime sa gli atei che gli stregoni e i mistici,
l'indebolimento del loro potere economico e politico. per difendere non piu un'ortodossia religiosa mala ragion di Stato;
Tutto avviene come se gli elementi dottrinali, disorbitati da un si- questi movimenti erano i sintomi di un ordine in disfacimento. Non
stema integratore, seguissero delle pesantezze sociali differenziate. Le possono pill essere tollerati dalla politica instauratrice di un ordine
collocazioni sociali diventano determinanti, ma il linguaggio religioso che prendera il pasto della religione, come quadro di riferimento di
serve ancora a designarle. La distribuzione della societa acquista una una societa.
capacita classificatrice. Plasma gradualmente un nuovo ordine, pro- Inaugurato sotto Richelieu in mezzo a lacerazioni e nell' ambito
prio mentre quest' evoluzione rimane nascosta sotto i simboli cultura- dello scetticismo di cu sano permeate tutte le dottrine, il rafforza-
li e si tradisce solo attraverso le riorganizzazioni che vi opera. La vera mento dello Stato sconvolge le vecchie strutture mentali29 perch
ecclesiologia ha gia la forma di una politica, prima di diventare, piu in sostanza riorganizza le condotte alleggerite da criteri e da quadri di
tardi, una sociologia. riferimento. Checch ne sia delle credenze votate all'incertezza, quel-
La frammentazione in corso, proprio perch si effettua secando lo che viene allora percepito come mancante e necessario e una ragio-
suddivisioni sempre piu sociali, indica qualcosa che nasce. Si organiz- ne della pratica. Occorre un' assiomatica dell' azione. La scienza mo-
za anche intorno a qualcosa che sta scomparendo, cioe la virtu inte- derna si formera cercando un ordinamento delle pratiche.
grativa rappresentata fino a que! momento da! riferimento religioso. Problema delle passioni, cioe dell' azione spinta dall'irrompere di
Ecco che questo principio di unita si rivela mancante. La sua incer- un volere insondabile disarticolato dal linguaggio intellettuale o so-
tezza e contrassegnata, in ogni gruppo, da! dubbio critico liberti- ciale. Di conseguenza, per un certo periodo, ecco la morale, esclusi-
no, o dai ritorni del rimosso pagano nella stregoneria, o dai viaggi va, ambiziosa, instabile e rischiosa, dell'uomo nobile, dell'eroe,
verso gli invisibili segreti del linguaggio ricevuto, che l' assenza di Dio dello stoico o del mistico, in sostanza del sublime selvaggio e ra-
provoca. La perdita del!' oggetto assoluto e inscritta in questi tre movi- ro: la moralita rifluisce verso l' atto individuale, cosl come avviene
menti, anche se in caratteri relativi a quello che specifica ciascuno di ogni volta che i riferimenti normativi di una societa cominciano a ce-
questi gruppi. E la domanda a cui essi rispondono in modo diverso. dere.
La ragion di Stato viene a colmare il vuoto regalando i comporta-
La ragion di Stato menti. Fondandosi su Tacita e Machiavelli - il paese di Machiavelli
e di Tacito, diceva Balzac - essa supera di fatto, sul terreno delle pra-
Poich sano ancora soltanto dei sintomi, queste correnti scompa-
tiche, la contraddizione tra ragione e violenza. Gestito dai Grandi
riranno - quasi simultaneamente: verso il 1650-1660 28 - via via che si

(solo a loro spetta ragionare3 sugli affari), un ordine s'impone con
il potere monarchico, accompagnato da quell'umanesimo classico
27 [Cfr. supra, nota 6 p. 29]. che, scettico in materia di ideologie, cinico riguardo al potere, <<luci-
28 Verso il 1660, si assiste a una ricaduta generale delle espressioni o delle forme
do nello scrutare le tare della natura, deve pill alla filosofia che non
dell'intransigenza dottrinale. Queste si politiczzano o, pi-U. generalmente, cedono da-
vanti alla legge di coesioni politiche o sociali. Verso quest' epoca il giansenismo assu- alla religione31 .
me un aspetto pU erudito o pi-U sociale, o appaiono, tra le Chiese opposte, gli acco-
modatori di religione. Christopher Hill stabilisce anche nel 1660 la caduta del mil- 29
E. Thuau, Raison d'tat et pense politique d l'poque de Richelieu, cit., p. 10.
lenarismo inglese (Antichrist in Seventeenth-Century England, Oxford Univeristy 30
Quest'espressione diJrmie Ferrier, uno spirito religioso, nel Catholique d'tat
Press, London 1971, tr. it. di P. Adamo, L'anticristo nel Seicento inglese, Il Saggiato- (1625), ha numerosi equivalenti: solo il potere ragiona>>, esercitando la ragione che
re, Milano 1990). Sembra che questo sia un fenon1eno comune a tutta l'Europa occi- esso crea.
dentale. 31 Paul Bnichou, Morales du Grand Siecle, Gallimard, Paris 1988, p. 223.

162 163
Produzione di un' archeologia religiosa La formalitii. delle pratiche

Regina di ogni virti32 , la forza fonda un ordine. Come pensa II. UNA NUOVA FORMAL!T DELLE PRATICHE:
Hobbes, questa legittimitii. trae origine nell'illegittimitit di una violen- LA POLITICIZZAZIONE DEI COMPORTAMENTI
za. Costruisce il cerchio dello Stato sui tre punti che organizzeranno
la scrittura di una societii. - gli affari (una pratica), i Grandi (un Una cosa e la costituzione di una ragione pratica con il rafforza-
potereY, un ordine (una ragione) - e la cui certezza si rappresenta mento del potere monarchico; un' altra, il raggiustamento delle for-
in un Dio mottale, il Re. mazioni religiose la cui divisione interna e stata Cmpensata da)
Cosi, la ragione del XVII secolo nas ce, in gran parte, dall' azione rafforzamento dello Stato, ma che non per questo scompaiono. Esse
collettiva e dai bisogni pratici dell'impresa statalistica. Essa sviluppa, funzionano perfettamente. Ma in che modo questi due sistemi si in-
ne! campo delle attivitit nazionali o scientifiche, una volontii. di render- nestano !'uno sull' altro? Dove cogliere le connessioni che si stabili-
si padrone e possessore della natura sociale. La ragion di Stato riordi- scono - ne! momento in cui non si pensa che il potere politice abbia
na giii. il paese in impresa capitalistica e mercantilistica3 3. Essa arruola la capacita di estendere ovunque la ragione da esso fondata, e di to-
anche le credenze: Governare significa far credere34 . In questa ra- gliere alle condotte e alle credenze che continuano a porsi come reli-
zionalizzazione politica delle convinzioni e delle mentalitii., Mersenne gione la loro pertinenza e la loro esistenza? Le pratiche permettono
vedeva, legittima, una manutenzione degli spiriti, Campanella, una di cogliere le forme di una nuova combinazione: definiscono infatti il
guerra spirituale, una crociata, l' equivalente di un combattimento campo in cui si effettua lo spostamento che rifluirii. nelle ideologie. La
spirituale. Essa mobilita i predicatori e i letterati al servizio del pote- loro diversa /ormalita manifesta la loro riutilizzazione in virtu di un
re; orienta l'istruzione del pubblico verso la battaglia pedagogica; altro funzionamento.
aggrava i delitti di opinione. Non c'e da stupirsi se i compiti riguar-
danti la morale e il sapere si riaccentrano ne! Principe, luogo strategi- La /ormalita delle pratiche
co del senso. Non c'e da stupirsi se <<l'istruzione del Principe diventa
la pratica per eccellenza, quella in cui il nuovo ordine politice focaliz- La nazione si normalizza diventando una societa di ordini, attorno
za la formazione di un linguaggio sociale referenziale. L'istruzione del al focolare monarchico che le fornisce sia il suo centro che, come uno
Principe e l' occupazione a proposito della quale Si e spesso sentito specchio, la possibilita di rappresentare se stessa36 C' e una ripresa
dire allo stesso Pascal che non c'era nulla a cui desiderasse maggior- delle strutture religiose, ma con un' altra finalitii.. Le organizzazioni
mente contribuire se vi si fosse impegnato, e che sacrificherebbe vo- cristiane vengono riutilizzate in funzione di un ordine che non deter-
lentieri la sua vita per una cosa cosi importante35 . minano pii. Un aspetto significativo sta ne! fatto che si riconosca al
re il privilegio di aver Dio al suo fianco e accanto a s37 . Le Chie-
32 Cit. in E. Thuau, op. cit., p. 185. se si trovano, come Dio, a fianco del re. Se Luigi XIV si inscrive ne!
33 E. Thuau, op. at., p. 146. Cfr., ibid., p. 406: La trasformazione che la ragion di movimento della Controriforma, egli ne inverte il principio per il mo-
Stato opera nel pensiero poltico elegata al cambiamento della societa e al passaggio
do con cui lo fa concludere38 . Certo, egli e sempre piU conservatore
da una Francia rurale a una Francia commerciante e borghese. Lo Stato di Richelieu,
conquistatore e organizzatore, moderno e mercantilistico, appare per certi versi co- in materia religiosa via via che il suo potere si afferma. Il suo grande
me una delle prime forme dell'impresa capitalistica. 11 suo razionalsmo e la sua poli-
tica d'intervento ad oltranza, la ricerca dell'interesse eretto in legge, la sua concezio- 36 Cfr. la sottile analsi che Mi ch el Foucault ha fatto di Las Meninas di V elzquez,
ne della vita intemazionale come una competizone permanente, la sua sem-morale quadro organizzato dal riflesso del re (Le parole e le cose, cit., pp. 17-30).
che s giustifica con la cura dell'nteresse generale sono tutti tratti caratteristici del- 37 Cit. in E. Thuau, op. cit., p. 184.
l'impresa capitalistca nascente. 38 La data del 1685 (revoca dell'Editto di Nantes con l'Editto di Fontainebleau) se-
34 E. Thuau, op. cit., pp. 169ss. gna al tempo stesso, in Francia, il successo oggettivo e l crollo religioso degli sforzi
35 Blaise Pascal, CEuvres Completes, Hachette, Paris 1914, t. IX, p. 369 (all'nizio dei della Controriforma. Cfr. la conclusione significativa diJean Orcibal, Louis XIV et
Discours de Jeu M. Pascal sur la condition des Grands). les protestants, Vrin, Pars 1951, pp. 159-167.

1LA
Produzione di un'archeologia religiosa La formalita delle pratiche
disegno sembra tendere a una restaurazione della Chiesa incrina- Pur intatte nel loro interno, le condotte si inscrivono su altre
ta, ma in realta egli ha lo scopo di rendere allo Stato la sua tranquil- traiettorie sociali. Obbediscono a criteri, si ordinano secondo catego-
litii e all'autorita i suoi diritti>>3 9 . Rivoluzione surrettizia: il fine si e rie, si prefggono obiettivi che cambiano. Questi problemi riguardano
mutato in mezzo. Le istituzioni politiche utilizzano le istituzioni reli- una /ormalitd delle pratiche (pratiche del linguaggio, pratiche profes-
\ giose, vi infiltrano i loro criteri, le dominano con la loro protezione, le sionali o credenti, ecc.) - analoga a quella che P. Bourdieu chiama
destinano a loro obiettivi. una dogica allo stato pratico41 . Questa formalitii si accorda pi o
Quello che dunque e nuovo, non e l'ideologia religiosa (il potere meno con i discorsi ufficiali o teorici; li mette in causa poich orga-
impone un ritomo ali' ortodossia cattolica); ormai e la pratica ~he fa nizza anche una pratica della lettura o dell' audizione, in altre parole
funzionare la religione al servizio di una politica d' ordine. L'investi- una pratica di questi discorsi, per non parlare delle pratiche che essi
tura religiosa con cui quest' ordine si avvalora e, destinata a captare le dimenticano o esiliano. Uno dei compiti della storia consiste nel mi-
organizzazioni esistenti e a consolidare l'unitii politica. Aquesto livel- surare la distanza o i rapporti tra la formalita delle pratiche e quella
lo, il sistema cristiano, indebolito, si trasforma in teatro sacro del delle rappresentazioni; in questo modo si pu analizzare, insieme alle
sistema che gli succede. Inoltre assicura il transito delle coscienze cri- tensioni che agitano una societii in profondita, la natura e le forme
stiane verso una nuova moralita pubblica. della sua mobilita.
Questo insinuarsi della ragion di Stato sotto le apparenze di quello
a cui si sostituisce, si mostra come una politicizzazione dei comporta-
Riutilizzazioni
menti - se per politicizzazione si intende il movimento verso un si-
stema che articola le condotte in termini diforze poste a confronto, di
Sotto l' Ancien Rgime e in particolar modo durante il XV11 secolo,
contratti sociali che ordinano gerarchicamente tali forze e di valori co-
le condotte e le concezioni religiose sono per quest' analisi un terreno
muni postulati da questi contratti. Ma per rintracciare le modificazio-
privilegiato. Le strutture religiose cominciano a girare diversamen-
ni che si attuano in questa ragione pratica, per scoprire il nuovo ordine
te come presea blocchi nell' elemento politico. Occorre esaminare at-
che si inscrive nei comportamenti tradizionali, non basta analizzare i
tentamente l' erosione di queste strutture per poter cogliere le trasfor-
loro contenuti: le stesse idee o le stesse istituzioni possono perpetuar-
mazioni in corso. All'interno delle condotte religiose, troviamo ogni
si nel momento in cui cambiano significato sociale. E il caso delle con-
cezioni o delle organizzazioni religiose alla fine del XVII secolo: prose- sorta di indizi che consentono di precisare le forme, pi o meno espli-
guono la loro corsa. Si conservano, pur aggregando a s alcuni ele- cite, pi o meno nuove, sotto le quali pu presentarsi la formalitii
menti in piU che sono gfa l'indizio di un altro insieme. Tuttavia, cosi delle pratiche.
come un sistema di pensiero viene specificato senza dubbio dall'in- Alcune sono di tipo prettamente politico. Sono le pi evidenti. Ad
venzione di alcune nozioni in pi, ma ancor pi da una diversa orga- esempio, il culto monarchico e la religione del re nei protestan-
nizzazione delle idee che riceve da altrove, cioe da un modo specifico ti42, a cui equivalgono, in modo pi rilevante, nei cattolici, la doci-
di <<farle funzionare nella totalita di un discorso, cosi credenze e isti-
tuzioni cominciano a <<unzionare40 diversamente e in questo modo 41 Pierre Bourdeu, Genese et structure du champ religieux, in Revue /ran;aise
tradiscono una dinamica di altro tipo di cui una successiva ricapitola- de sociologie, t. XII, 1971, pp. 310ss. S.]. Schmidt (Sprachliches und soziales Han-
deln. berlegungen zu einer Handlungstheorie des Spraches, in Linguistische Be-
zione potra cogliere i principi per farla accedere allo statuto di teoria.
richte, t. II, 1969, pp. 64-70) si interessa, nella prospettiva di una sociolinguistica, al-
la fonnalita degli atti sociali e ai sistemi nonnativi dell' azione. E un modo di evi-
39
Si tratta d un' espressione di Luigi XIV, citara in J. Orcibal, op. cit., n. 13, p. 94. denziare il problema che qui poniamo.
40 [In fr. /aire marcher. Cfr. supra, nota 39 p. 21. In questo caso, naturalmente, il 42 Cfr. ad esempio mile Lonard, Histoire gnrale du protestantisme, PUF, Pars
senso di darla a bere non e presente, anche se vi si pu rintracciare una certa idea 1998, t. TI, pp. 362ss., tr. it. di S. Cottarini, E. Martucci Romeo, A. Nacci, G. Picone,
d manpolazione, ndt]. Storia del protestantesimo, Il Saggiatore, Milano 1971, pp. 300ss.
Produzione di un' archeologia religiosa La formaliti. delle pratiche

lita ecclesiastica nei confronti del potere, il sentimento monarchico favore dei collegi o delle missioni sembrano organizzare una geografia
che relativizza l'appartenenza romana (qualificata come ultramonta- di interessi politici e di alleanze sociali47 . Si assiste a una crescente avo-
na) e che spinge la Chiesa di Francia verso un gallicanesimo politi- cazione a s da parte dei tribunali reali delle questioni religiose, e una
co43 spesso molto vicino allo scisma, e infine il fatto che le Assem- nuova pertinenza degli affari di Stato nei processi ecclesiastici48 .
blee del Clero sono, dal 1675, totalmente in mano alla Corte44: uno L' obbedienza religiosa sottosta a un lealismo pii fondamentale, che
stesso /unzionamento supera la divisione tra Chiese e le fa funziona- fonda l' obbedienza al re49 su un diritto divino e umano o un dirit-
re45 secondo il sistema politice denegato, ma invano, dalle loro teo- to naturale e che divide i religiosi secondo la separazione tra ribelli
logie rimaste diverse. Le religioni opposte seguono identiche traietto- e clienti del re. Le dispute teologiche rendono teatrali i conflitti tra
rie. Le operazioni obbediscono a percorsi obbligati tracciati dallo partiti e seguono la loro logica piii di quanto non la determinino50 .
spazio politice in cui queste Chiese si muovono. Non si tratta di vi- L'istruzione, da oltre un secolo strumento di propaganda religiosa, di-
gliaccheria o di mancanza di lucid.ita negli uomini. Vedremo che la venta un'immensa campagna sociale contra il male di cui mille docu-
posizione di rifiuto o di Rfugio subisce e manifesta la stessa leg- menti contemporanei mostrano che le tre teste - ignoranza, delio-
ge, anche se in altro modo. Innanzitutto si tratta delle attrazioni e de- quenza, divisione - appartengono allo stesso nemico51 , ecc.
gli spostamenti provocati in un sistema da! fatto che questo si combi-
47
na con uno piil forte. Ad esempio, troviamo alcune indicazioni su tale argomento in Charles Berthelot
Se esaminiamo delle pratiche specifiche, osserviamo lo stesso tipo du Chesnay (Les Missions de Saint ]ean Eudes, cit.), o in Marc Venard (Les missions
des Oratoriens d'Avignon aux xvrre et xvu1e siecles, in Revue d'Histoire de l'Eglise
di disfunzione. Nei Bureaux de Charit, il criterio con cui vengono de France, t. Lvrn, 1962, pp. 16-38): spesso (non sempre) il luogo e l tempo sono sta-
scelti i poveri da soccorrere non epiil soltanto quello dell' appartenen- bliti dai donatori, cosi come gli obiettivi (che uniscono l'istruzione con la lotta cen-
za alla municipalitii o allo stesso ambiente sociale (i nobili impoveriti), tro <<la licenza e l crimine). Uno studio sistematice degli atti di donazione mostre-
come gia avveniva ne! XVI secolo, ma quello della possibilita e dell' ef- rebbe certamente una geografia mentale e politica, sia nel caso delle missioni che dei
collegi, nonostante le condzoni poste dalle Congregazioni religiose interessate. Su
fettivitii di una conversione al cattolicesimo, strumento dell'unita
doni e i lasciti fatti a Scuole, cfr. le preziose indcazioni di .F. Lon de Marie Aroz,
nazionale46 . Le donazioni fatte dai singoli e dalle collettivitii laiche a Les Biens-fonds des coles chrtiennes et gratuites pour les gar(ons pauvres de la ville
de Reims au xvrrre sii:cle, Reims 1970, t. I, pp. x:xv-:x:xvr, e 1-57.
43
L'espressione e di Vctor Martin, il quale caratterizza in questo modo il contenu- 48 Dai processi d stregoneria ai dbattiti dottrinali (sul giansenismo, ad esempio),

to del primo dei quattro Articoli approvati dall'Assemblea del Clero nel 1682, coe gli affari religios manifestano tutti questo processo.
49 Anche nei Gesuiti, ultramontani tradzionali, la sottomissione poltica di-
l' assoluta indpendenza del re nelle question temporali, (Le Gallicanisme politique et
le clerg de France, Paris, 1929). Cfr. anche Jean Orcibal, L'ide d'glise chez les venta un <<Vero obbligo d coscienza: ha il sopravvento sull' obbligo religioso perch
catholiques du xviie secle, in Atti del X Congresso Internazionale di Scienze Storiche, piU antico e piU forte. 11 Pere de La Chaize scriveva nel 1681 al suo superiorege-
Roma 1955, vol. IV, pp. III-135. Bisogna aggiungere che l'ecdesologia ultramontana nerale, l P. Oliva, che le ordinanze del re per via del diritto pi-U antico, divino e
obbedisce agli stessi criteri. Cosl, per Bellarmino, la scurezza e la garanzia dell' auto- umano, naturale e positivo, obbligano in coscenza e prevalgono sugli ordini del su-
riti pontificia si fondano sul suo conformarsi visibile ai modell politici; cfr. Pierre periore generale, che obbligano solo in virtU della pieta e di voti spontaneamente
Eyt, L'ordre du discours et l' ordre de l'glise. Hypothese sur les structures profon- contratti (cit. in Georges Guitton, Le Pi:re de La Chaize, Beauchesne, Pars 1959, t.
des d'un texte des "Controverses" de Bellarmin, in Mlanges d'histoire religieuse of I, p. 91). Alcun anni piU tardi, una memoria gesuta collettiva dchiarava: Se due or-
/erts d Mgr E. Grif/e (Bulletin de Litt. ecclsiastzque, t. LXXIII, 1972), Toulouse, 1972, dni opposti vengono impartiti a un religioso francese, uno dal Re e l'altro dal legitti-
pp. 230-249. mo superiore [ ...], e un grave peccato controla religione, contra la fedelta e centro la
44 J. Orcibal, Louis XN et les protestants, cit., p. 93. giustizia obbedre al [superiore] generale o al superiore locale a scipito del coman-
45 [In fr.,/aire marcher, cfr. nota 39 p. 21, ndt]. damento del Re (cit. in Pierre Blet, Jsutes gallicans au xvrre siecle?, in Archi-
46 vium Historicum Societatis Iesu, t. XXIX, 1960, pp. 75s.).
Cosi, un esempo fra tanti, Bureaux de charit sono per l' abate del Challa un
mezzo di conversione (cfr. Jean-Robert Armogathe, Missions et conversions dans le 5 Cfr. ad esempio, infra, a proposito dei Giansenisti e dei Gesuiti.
51 Cfr. alcune osservazioni su questo stesso argomento, supra, L'inversione del
dioci:se de Mende au xvrrre sii:cle, tesi dell'cole Pratique des Hautes tudes, 1970,
dattil., pp. 134ss.); e la conversione un 1nezzo d unit3.. pensable.
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

Altri indizi attestano fino a che punto le pratiche religiose si as- piti fissati dalla societii (la lotta contro l'ignoranza delle masse popo-
soggettano alle forme sociali. Limitiamoci a pochi esempi. Nella di- lari, il soccorso ai sinistrati o ai bambini abbandonati, il ricovero dei
sciplina dell'insegnamento dei collegi, si vanno sempre pii imponen- malati, l'istruzione delle ragazze, l'erudizione, ecc.); e pii decisiva la
do Virti socio-culturali e economiche - la cortesia, le buone ma- determinazione secando Junzioni sociali che non la vecchia suddivi-
niere, il contegno e, ancor pii, l'igiene (legata a una padronanza sione degli Ordini secondofunzioni ecclesiali (contemplativi, atti-
della vita), il rendimento Oo stato di scolaro tende all'utilitii sociale), V, predicatori, ecc.).
la competizione (il sapere si organizza come lotta per l' avanzamento), Questi funzionamenti, di cu potremmo moltiplicare gli esempi,
la civilta [civilite1 (!' ordine stabilito delle convenzioni sociali), ecc. hanno come reciproco la privatizzazione e l'interiorizzazione della vi-
-, mentre le virti cristiane, i cui elementi sano fissati in una lista ta cristiana. Le santitii delineano itinerari soggettivi>> e psicologi-
stabile, sano semplicemente riordinate in questa ristrutturazione so- ci che non possono pii essere tracciati sulla scacchiera di un' orga-
nizzazione civile e poltica. Il ritiro fuori del corpo, nel rifugio del
ciale delle pratiche52 .
cuore, riproduce un'incompatibilitii con il corpo sociale: prima di es-
Si assiste anche a un nuovo orientamento nelle istituzioni e nelle
sere una dottrina, la rottura euna situazione. Gli spirituali del tem-
fondazioni religiose con la logica introdotta in esse dalla preoccupa-
po sono lucidi quando retrocedono dalle pratiche ai motivi del!' a-
zione del!' efficacia, dalla razionalizzazione che ten de a un ordine o
zione e quando situano l' opzione cristiana al di qua del linguaggio e
dallo spirito di metodo, e che, nella pratica stessa della preghiera, so- delle opere, fuori del testo sociale, nella purezza d'intenzione,
stituisce le ispirazioni con l'utilitii dei buoni pensieri, o gli af- nel proposito del cuore, nel formale dell'azione5 4 Non pu an-
fetti del cuore con ragioni e metodi53 Del resto, le nuove con- che darsi pero che quest'opzione, privata dei suoi punti di riferimen-
gregazioni si creano - e spesso quelle vecchie si specializzano (come i to sociali, si perda in una notte impenetrabile, o sia costretta a identi-
Benedettini) - conformemente a una topografa di urgenze o di com- ficarsi con fenomeni Straordinari che lo sguardo scientifico trasfor-
ma giii in oggetti psicologici o medici? In realtii l' esperienza mistica
5l Cfr. ad esempio, per quel che riguarda i colleg gesuitici, Fran~ois de Dainville, oscilla tra questi due poli.
La Naissance de l'humanisme moderne, Beauchesne, Paris 1940, cap. lll, 4, De la Sembra che, attraverso le loro formalitii, le condotte cristiane sia-
vertu, pp. 247-275 o, lavoro vecchio ma ricco di documenti su un argomento in se- no tutte colpite dalla trasformazione che, da una parte, ha ricondotto
guito poco ripreso, Andr Schimberg, L'ducation morale dans les colleges de la
il problema del!' ordine sul terreno delle pratiche e, dall' altra, da a
Compagnie de Jsus en France,_Cbampion, Paris 1913. Si rimane del resto colpiti, leg-
gendo i manuali dell'epoca (spesso sono manuali di Civiltd [Civilite1) nel vedere fino questo problema una soluzione socio-politica. Non sorprende che
a che punto i regolamenti e gli us sociali costituiscano l'ossatura dell'educazione. Le uno dei segni pii chiari di questa lenta rivoluzione nelle strutture re-
virtU cristiane sembrano conformarvisi e confermarli come una ragione in piU rspet- ligiose del!' azione sia proprio il posto che la figura del praticante vi
to a una situazone di fatto (l'ordine stabilito) che ha valore di legge. I1 fatto e che, ad occupa.
un secondo livello, l'ordine stabilito viene ancora percepito come ordine divino, pro-
prio quando cessa di esserlo nella pratica sociale.
53 Sull'insinuarsi dello spirito di metodo nelle Congregazioni e nelle missioni,

cfr. le osservazioni di J. Delumeau, Il Cattolicesimo ... , cit., pp. 104-109 e 278-280.


Nella peta; l'intellettualismo trionfa con il Trait de l'oraison di Nicole (1678), ma
troviamo molti equivalenti di quest' apologia della preghiera cliscorsiva. Un semplice
indizio: il moltiplicarsi del termine metodo nei titoli delle opere di devozione. Pur- 54 Sull'intenzione o il motivo che e il formale>> dell'azione (distinto dal suo
troppo non c'e per il XVII secolo l'equivalente dell'analisi di Alessandro Fontana per materale), e sul significato storco di questo ricorso, cfr. Jean-Joseph Surin, Cuide
il XVIII secolo (L'ensemble "mthode", in Fran~ois Furet (cur.), Livre et socit spirituel, Descle de Brouwer, Pars 1992, Introduction di M. de Certeau, pp. 23-
dans la France du XVIII' sii!cle, t. II, Mouton, Paris 1970, pp. 151-228). Tale analisi 27 e 31-36. Aquesto proposito, la nozione di istinto e altrettanto fondamentale;
mostra l'importanza del fenomeno: dopo la grammatica e la medicina, e la devozione cfr. la voce Instinct>> di Mchel Dupuy in Dictio_nnaire de spiritualit, t. III, coll.
che presenta, nei titoli, la frequenza piU alta del termine metodo. 1803ss.
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche
l
III. LA LOGJCA DEL PRATICANTE: tradiscono puo essere compensato (secando madi che rimandano an-
UN'ALTERNATNA TRA IL DOVERE DI STATO E IL PROFETISMO che alla stessa situazione) saltante da correttivi adeguati al particolare
di ogni condotta sociale (al fine di introdurvi una scarto specifica-
Tra la legge e il luogo dell' enunciazione mente>> cristiano) e soprattutto da un rafforzamento dei marchi di
differenziazione costituiti dalle pratiche chiamate religiose.
L'agire si socializza: segue i criteri adeguati all' ordine sociale che Questa frattura dell' agire cristiano separa il luogo dalla sua signifi-
va impostandosi. Questo lo spostamento globale che si opera - uno cazione (cioe !' effettivo lavo ro attraverso il quale una societa si co-
spostamento difficile da indicare poich la distinzione tra politica e struisce)55. Si puo senza dubbio render canto dei grandi dibattiti del-
religione (e non piU saltante tra temporale e spirituale) e proprio quel- la fine del secolo attraverso questa tensione tra la necessita di ri-costi-
lo che si sta producendo: e dunque impossibile far affidamento su tuire un luogo di enunciazione e la logica del !avaro che una societil
questi due concetti come su delle colonne solide e inalterabili, rispet- opera su se stessa. Le opzioni sano divergenti. A volte privilegiano
to alle quali un' analisi storica potrebbe valutare il cambiamento in l'urgenza pro/etica, a volte ratificano la politicizzazione di fatto per
corso. Tuttavia, sta succedendo qualcosa di strano. I comportamenti correggerla. Non per questo esse attestano meno, incrociandosi e an-
religiosi che manifestavano un senso cristiano in una pratica sociale si che invertendosi, la situazione comune rispetto alla quale le dottrine
spaccano. C' e una dissociazione tra l' esigenza di dire il senso e la lo- e le scelte si affrontano.
gica sociale del/are. L' affermazione di un senso cristiano si isola in un
dire e sembra sempre meno compatibile con l' assiomatica delle pra- I marchi
tiche.
La volanta di dire una fede si accompagna con un ritiro verso Raffigurata dai ritiri collettivi attuati da! profetismo, o dalla serie
l'interiore o fuori del mondo. Si traduce con la fondazione di un di arresti (o rettifiche) posti dalla casuistica lungo le traiettorie dell'a-
luego a parte da dove sia possibile parlare. Nelle rappresentazioni il zione, emerge una stessa necessit?t, quella di marchi, un termine
cuore svolge questa funzione; dipinge uno spazio separata da! re- che si ritrova in molteplici occasioni nei testi del tempo. Con mar-
sto e chiuso [clos]; un ritiro. Sulla carta della Francia, il moltiplicarsi chio, si intende una combinazione oggettiva tra una pratica e un se-
dei rifugi, degli eremi, delle associazioni segrete, ecc. e !'equivalente gno, un punto di incrocio tra il linguaggio della societa e l' enuncia-
sociale di questi cuori chiusi e difesi contra il mondo. Un profeti- zione di una fede, in sostanza un modo effettivo per superare la rot-
smo di nuevo tipo si costituisce in queste zone emarginate. tura tra !'uno el' altra. n marchio puo essere un miracolo, un rifu-
Ad esso corrisponde un fenomeno inverso. L' esigenza del fare gio, un personaggio sacerdotale o carismatico, una devozione, un
(non c'e fede senza opere) assoggetta necessariamente l'azione in- gesto sacramentale, ecc. In ogni caso, esso focalizza !' espressione reli-
giosa su gesti particolari. Tutto si concentra su delle pratiche. Attra-
trapresa all'organizzazione dei compiti civili e politici, che sano i pri-
verso queste, un gruppo religioso prava a se stesso la propria coesio-
mi ad essere cambiati da! nuevo ordine delle pratiche (le attivita pro-
ne. Vi trova il suo ancoraggio e la sua distinzione rispetto ad altre
fessionali o familiari sembrano essersi laicizzate in un secando mo-
unitil sociali- religiose o no. Ne riceve una sicurezza che le stesse cre-
mento). n fare si lascia insensibilmente sfuggire proprio quello che
denze riescono sempre meno a dare. Montesquieu dira presto dei cri-
doveva produrre, cioe dei gesti formalmente cristiani. Sfocia in quelli
che i contemporanei chiamano giustamente compromessi, maque- 55
Questa dicotomia ha il suo analogo, nell' agire sociale, in quella, fondamentale,
sti compromessi dipendono non tanto da una dottrina quanto dalla
che M.me David ha scoperto nelle ricerche del XVII secolo sul linguaggio, a proposi-
legge che si impone non appena si sceglie di agire nella societa. Sotto to dell'egittologia; al simbolo (o all'allegoria) che esprime una verti, si oppone la ci-
questo profilo, l'umanesimo conciliatore e perfino il lassismo fra che produce un sapere. Cfr. Madeleine V. David, Le Dbat sur les critures et l'hi-
morale sano gli indizi rivelatori di una situazione. L' ordine che essi roglyphe aux xvne et xvre siecles, Sevpen, Paris 1965, pp. 11-30.
Produzione di un'archeologia religiosa La formalitii delle pratiche

stiani che sono instabili tanto nella loro incredulitii quanto nella lo- che cultuali; raccomandano un concentrars sulle osservanze liturg-
ro fede; vivono in un flusso e riflusso che Ji conduce incessantemente che o sacramentarie, la cui stessa pratica esge un sovrappiU d prepa-
dall'una all'altra56 . La sua osservazione, forse spiritosa, certo lucida, razione interiore; lottano in particolar modo contro le stituzion so-
vuole indicare la diHicoltii che questi cristiani incontrano nel trovare cial che piU ne mnacciano l'osservanza (dal cabaret alla Corte).
dei punti di riferimento sociali per la loro fede; fa capire il ruolo de- I Gesuti, invece, s pongono deliberatamente nel campo delle
cisivo, per certi versi feticistico, che questa o quella pratica religiosa pratiche civili. Fautori dell'adattamento, principali introduttori della
assume nella loro vita. civiltii59 , dell'onestii, del dovere di stato, e ben presto - nel
XVIII secolo - anche dell' onore o d un legittimo amor proprio6
Giansenisti e Gesuiti nella moralitii cristiana, essi tentano d adeguare a queste pratiche
uno scarto ogni volta relativo a un compito sociale. E il lavoro infini-
Le scelte tra crstiani s effettuano in termn di pratiche. L' oppo- to della casustica, instancabile nel correggere le situazioni che dap-
szone tra le correnti che si definscono come Gansenisti e Ge- prima ha ratifcato. A lungo anclare, questo compito dventerii sem-
suiti e rivelatrice d scelte effettuate necessariamente in termini d pre pf diffcile. Occorrerii fare una scelta: una crescente incompat-
pratiche. Il campo chiuso [dos] e quello dellaMorale pratica57 . Trala- bilitii s manifesta tra un' etica che si fonda sulla legge effettiva della
sciando gli sprtuali, le cu reazion, da Port-Royal alla Compagna societii civile e i luoghi in cui si stabilisce la vita cristiana, non po-
d Gesu, sono sempre pU smili nonostante la frontiera sociale tra i tendo correggere le norme della vita sociale, pratiche di devozione (il
due partit58 , s assste molto presto, da entrambe le parti, a una ri- Sacro Cuore), Associazioni segrete (le Congrgations de Messieurs, ad
duzione, o almeno a un'dentifcazone della fede cristiana con delle esempio), rtiri sprtuali, ecc. Negli stess Gesuti, una nuova forma
pratiche. Ma non si tratta delle stesse pratiche: e questa diHerenza che d rifugo appare con questi segn dventati polarizzator proprio n
determina le dvergenze dottrinali. I Giansenisti puntano sulle prati- quanto solati da un'etica considerata atea.
56
Cosl Gansenisti e Gesuti si rtroveranno, nel XVIII secolo, sull' area
Lettres persanes, tr. it. di G. Alfieri Todaro-Faranda, Lettere persiane, Rizzoli,
del cultuale. Le loro opzoni opposte si miniaturizzano all'intemo d
Milano 1996, lettera 75. Sotto Luigi XIV, le dragonnades, le conversioni e le comunio-
ni forzate avevano gil portato una crudele smentita>> a tutti quelli che avevano so- questa sfera. A una polarizzazione sacramentaria (accompagnata da un
stenuto l'importanza delle disposizioni interiori. Percn de Montgaillard, ad esem-
po, sottolineava che i vecchi cattolici [. .. ] si scandalizzano nel vedere quello che si 59 La civilta [civilite1 e nata da una prevalenza delle relazioni umane sulla rela-
fa sotto il pretesto della religione, e che le comunioni forzate fanno crollare la loro zione con la natura o con il mondo. Ha come modello la Corte (il servizio dei corti-
fede vacillante (ct. in J. Orcbal, Louis XIV et les protestants, cit., p. 166, n. 27). giani e la civilta perfetta, scrive Jean-Joseph Surin, Les Fondements de la vie spiri-
57 Cfr. La Morale pratique des Jsuites, 8 voll., 1669-1695, di Perrault, Pontchilteau tuelle, 1, 8, Spes, Pars 1930, p. 87) e come antitesi la societa selvaggia>>. Implica gia,
e Vanet, con la collaborazione di Arnauld e Nicole. In quest' opera, vengono trattate come dice ancora Surin, delle pratiche senza altro fine se non la societa civile (Cui-
<<la purezza della morale, le massime della morale, le Condotte, una politica de Spirituel, cit., V, 7, p. 228). Da qui l'importanza della nobilta civile, a cui stanno
(cfr. la Pre/azione del primo volume). Tutta una letteratura illustra questa tematizza- a cuore <<l'opinione degli uomini e il successo degli affari (Pierre du Moulin, La
zione interno a delle pratiche morali, fino alle R/lexions morales di Quesnel. Anche Philosophie mise en/ran,ais ... , Paris 1644, Ethique, libro 8, cap. 7, pp. 272-275). An-
le discussioni dogmatiche vengono poste sotto questo segno, come ne La Djense de che critica e contestatrice, l'etica cristiana e orma costretta ad nscriversi in questa
la mora/e et de la grce .. ., Koln 1698. dialettica dei poteri e degli sguardi; cfr. Pierre Nicole, De la civilit chrtienne, Paris
58 Cosi, la rete fermata dalle corrispondenze e dalla diffusione de manoscritti del 1670; Antone de Courtn, Nouveau trait de la a"vilit, p. 1671; ecc. In molti manua-
gesuita Surin non ritagla quelle costituite dalle appartenenze (ci si centava!) o gesui- l di scuola, come per il P. La Cerda, la civilta e <<la somma di tutte le altre virtU (cit.
te o gianseniste. Totalmente_disgiunta rispetto a questi circol di partito e giudica- in F. de Danville, La Naissance de l'humanisme moderne, cit., p. 271).
ta con diffidenza dall'insieme dei Gesuiti, questa rete e invece in gran parte identica 6 Cfr. Mmoires de Trvoux, nov. 1740, p. 2131. Nel citare questo testo, Jean Eh-
proprio a quella in cui circolano i testi e le idee riformiste degli spirituali legati allo rard giustamente aggiunge: In se stessa, !'idea non e affatto una novitfl>> (L'Ide de
spirito di Port-Royal. Cfr. Jean-Joseph Surin, Correspondance, a cura di M. de Cer- nature en France dans la premiere moiti du xvrrre siecle, Albn Michel, Paris 1994, p.
teau, Descle de Brouwer, Pars 1992, pp. 27-94. 382, n. 4). Lo e la sua espressione da parte di relgiosi.

174 17<
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

rafforzarnento dell'autorita sacerdotale o della severira dei provvedi- In questa letteratura, stato 64 giunge carico di una tradizione teolo-
menti riguardanti le mancanze nei suoi confronti) si oppone ormai una gica e spirituale in cu l termine indica una disposizione dell' ani-
polarizzazione devozionale (che va di pari passo con una sopravvaluta- mo65 abituale, un grado o un ordine della grazia66 , una delle
zione del direttore spirituale o degli imperativi riguardanti l'esecu- tappe o delle <<Ve che vengono individuate in un itinerario cristiano
zione di gesti e la fedelta letterale a delle formule) 61 . Ovviarnente que- o mistico suddiviso in tre67 , quattro68 , cinque6 9 o piu stati. L'anali-
ste due tendenze si incrociano e si confondono spesso. Del resto esse si degli stati di orazione o degli stati di perfezione occupa, all'i-
vengono di frequente inglobate in un unico termine: la pieta. n vero nizio del XVII secolo, un posto mai avuto prima: una scolastica dell'i-
problema consiste piuttosto ne! mettere in relazione la morale che si tinerario spirituale si sostituisce a quella degli esseri o delle nozioni.
esplicita in funzione delle pratiche sociali, e la pieta da cu si e separata. Partecipa al lavoro di una societa in transito, alla ricerca di un nuovo
I numerosi titoli, in cu appare l binomio pietd e morale tradiscono, per ordine. Come dice Loyseau, stato e l nome verbale del verbo esse-
via della loro stessa congiunzione, l posto dove si situa la frattura. re; per questo l termine viene attribuito agli uffici, perch la loro
vera natura consiste nell' essere una qualira permanente e inerente al-
I doveri di stato la persona7. Ascrive i movimenti della prassi a delle stabilira. Pone
!'intermediario di un ordinamento tra le molteplici attivita el' essere o
I dibattiti tra Giansenisti e Gesuiti restano, nonostante tutto, un !' essenza della precedente flosofia.
teatro. I cambiamenti e le tensioni di una sociera vi si rappresenta- Ora e sintomatico che!' ordine sociale fornisca ormai alla morale e
no mediante figure antinomiche62 . Appassionano l mondo coito co- alla spiritualira cristiane l principio della loro nuova organizzazione,
me se si trattasse di una tragedia. Ma questa messa in scena dramma- e che l' ordinamento gerarchico degli stati socio-professionali abbia
tica rimanda a un lavoro piU oscuro. Uno degli indizi piu notevoli el progressivamente l ruolo svolto fino a que! momento da una gerar-
ruolo che !'apologa del dovere di stato comincia a svolgere nella chia delle funzioni ecclesiali o dei gradi spiritualin L' ordine stablito
morale cristiana. Tutta una letteratura religiosa gli e dedicara, opere
di volgarizzazione generali, a mezza strada tra le opere letterarie e i li- xvr.f siecle, n. 62-63, 1964, pp. 3-36): c'e una spiritualta del domestico, una del sol-
bretti di divulgazione. Essa circoscrive volta per volta i doveri dei dato, ecc. Sugli antecedenti piU dottrinali, cfr. Luis de la Puente, De la petfeccin del
cristiano en todos sus estados, 4 voll., Valladolid 1612-1613 e Pamplona 1616; Fran-
princlpi, dell' alta sociera, dei padroni, dei soldati, degli artigiani, dei
cesco d Sales, Pilotea. Introduzione alla vita devota, SEI, Torino 1994.
contadini, dei domestici, dei poveri, o anche degli sposi, dei padri 64 Cfr. Ren Carpentier, voce Devoir d'tat, in Dictionnaire de spiritualit, t. III,
di farniglia, delle ved ove, degli scolari, ecc. 63 . coll. 672-702; FernandJett, voce <<tat, ibid., t. IV, coll. 1372-1388; ecc., e la tesi d
Fernand Guillen Preckler, tat>> chez le cardinal de Brulle, s.e., Roma 1974.
61 Conosciamo, ad esempo, le difficolta che nel 1686 furono fatte a Fnlon, quan- 65 Cfr. F. Jett, op. cit., c. 1378.
do lavorava con quattro Gesuiti a Saintonge, perch si lasciava anclare troppo facil- 66 Stato d natura pura, stato d'innocenza, Stato di peccato, stato di gra-
mente all'Invocazione dei Santi e alle Immagini o perch non diceva l'Ave Maria nei zia, stato d dannazone, stato passivo, stato di annientamento, stato d con-
suoi sermoni (cfr. Henk Hillenaar, Fnlon et lesjsuites, Nijhoff, La Haye 1967, pp. solazione, ecc., dicono Malina, Surez, Vzquez e molti altr teologi.
40-43 ). Fnlon dovette correggersi e scriveva ironicamente a Bossuet: Siamo catto- 67 Ad esempio, incipientes, proficientes, petfecti, in Tommaso d'Aquino (Summa

lici, autenticamente riconosciuti dagli Ave Maria di cui riempamo le nostre confe- Theologae, q. 193, a. 4).
renze (letrera dell'8 marzo 1686; in Bossuet, Correspondance, ed. Urbain-Levesque, 68 In Teresa d'Avila, Libro de la Vzda ... , cap. XI.

t. VII, p. 494). Si tratta solo di un indizo del ruolo che svolgeranno marchi visibi- 69 In san Bonaventura, ad esempio: De quinque statibus humanis, PL 177, c. 511.
li di una peta distaccata dalla morale. 70 <Euvres de Maftre Charles Loyseau, avocat en Parlement, Pars 1678, p. 4 (Du
62
Cfr. M. de Certeau, De Saint-Cyran auJansnisme, in Christus, t. X, 1963, pp. Droit des offices, libro 1, cap. I).
399417, e Les ]suites. ]alons d'une histore, Beauchesne, Paris 1974, pp. 53-110. 7l Certo, lo stato qualificava gia, in precedenza, una situazione civile: Status pertinet
63 R. Dognon, P. Collet, Cl. Fleury,J. Grard de Villethierry, ecc., sono in quel tem- proprie ad libertatem vel servitutem sive in spiritualibus sive in civilibus scriveva T omma-
po gli specialsti d questa letteratura. Questo argomento avrebbe bsogno di molti so d'Aquino (Summa theologiae II-IIe, q. 183, a. I e). M.a queste diverse specie d status
studi come quello che R Darricau ha dedcato alla spiritualita del principe (in si collocavano all'intemo di un ordinamento gerarchico religioso piU importante.

17t..
Produzione di un' archeologia religiosa La fonnali delle pratiche

diventa cosi la base di una ridistribuzione delle stesse virti religiose: Da! profetismo al radicalismo: la pratica della frattura
al domestico spetta l'obbedienza, al padrone la giustizia, ecc. La cir-
coscrizione sociale di una situazione in un insieme indica le virti Ne! XVII secolo, esiste anche un profetismo contestatario, che si si-
da coltivare. Ha il valore di una classificazione. Sostituisce anche, con tua deliberatamente ai margini. Una fede integra difende la sua ca-
lo stato, quello che!' essere rappresentava nelle metafisiche preceden- pacita di determinare .dei propri criteri di condotta. Port-Royal e il
ti (operatio sequitur esse, si diceva), cioe un fondamento e un ordina- caso pii famoso. Ma le resistenze spirituali, le sette, i partiti
mento delle operazioni. L' organizzazione sociale diventa cosi una devoti, le Compagnie ritirate, le Associazioni segrete o di pic-
specie di codice fondamentale per le pratiche, e il luogo (filosofico cole chiese proliferano ovunque, insieme al moltiplicarsi degli eremi
ante litteram) della loro stabilizzazione e della loro suddivisione. o dei gruppi occultistici, Rosa-Croce, ecc.72 In questo fiorire di eccle-
Quest' evoluzione del resto e parallela a quella che, al livello poltico, siolae73, un elemento comune supera e attraversa le differenze tra
modella le chiese sulle nazioni (!'anglicanismo, il gallicanesimo, ben Chiese, distinguendo dalle eresie o dalle vecchie sette tutti questi
presto il giuseppinismo, ecc.) e fa delle nazioni sa i modelli che le nuovi ritiri: ovunque, una pratica della frattura ha il soprawento su
eredi delle Chiese. una gnosi. Queste formazioni isolazionistiche (strette in isolotti o
L' accesso al senso cristiano si trova qui legato al posto occupato e distese in reti parallele) si definiscono non tanto attraverso conoscen-
alla funzione esercitata nella societii. Qualcosa di ancor pii decisivo ze o un tipo di iniziazione quanto attraverso una forma pratica di resi-
si delinea praticamente in queste apologie del dovere di stato (a lo- stenza all' ambiente circostante. In altre parole, l'individuazione della
ro insaputa, e senza elaborazione teorica): l' adeguamento del senso differenza e pii di ordine morale che teologico. E attraverso queste
(cristiano o no) al posta sociale. Ci che viene a porsi cosi all'intemo condotte che si manifesta la frattura, e non essenzialmente (come ne!
della storia occidentale e un' etica enunciata in termini di suddivisioni XII e XIII secolo) attraverso concezioni e ideologie.
sociali e di rapporti economici. Questa articolazione diventa una L'atto di differenziarsi da! mondo fa proliferare una moltitudine di
struttura delle societa modeme e contemporanee. profili pratici; in sostanza e quello che raccontano le dottrine pii di
Rispetto a questa determinazione delle categorie morali in funzio- quanto non sa una conseguenza della teoria. Il gesto ha il soprawen-
ne di un' organizzazione socio-economica, <<le pratiche di pietii si to sul contenuto. Diventa il segno pii sicuro. Esso pone e dice al
presentano come un di pii. Alla prima violenta scossa, cadranno, tempo stesso la credenza come condotta. Il senso spirituale e ormai
senza che !' essenziale venga colpito - a meno che non diventino, per costretto in un linguaggio di pratiche, mentre ne! Medio Evo si spo-
i cristiani costretti all' alternativa, tutto quello che resta loro.
L'etica che organizzera il senso dell'esistenza intorno a lavori, sta- 72 Cfr. Leszek Kolakowsk, Chrtiens sans glise, tr. fr. di A. Posner, Gallirnard, Pa-
tuti, e dunque anche a conflitti sociali, ha qui uno dei suoi punti di ris 1969 (e M. de Certeau, L'Absent de l'histoire, cit., pp. 109-115). Sull'eremitismo,
emergenza. Si inaugurano allora due secoli e mezzo di identificazione sintomatico in quanto e la facca interna del movimento generale dell' escapisme che
- volta a volta borghese, liberale, patriottica, socialista o scientista ha una faccia estema con le partenze per l'estero, e in quanto ne e una forma esterna
e individuale, cfr. lavori di Pierre Doyere, in particolare la vece Ermitisme, in
- tra il compito sociale e il senso dell'uomo. Forse il senso della sto- Dictionnaire de spiritualit, t. IV, coll. 971-982.
ria>> si riduce a questa combinazione. Bisognera aspettare, nella meta 73 Neme dato alle piccole riunioni informali di fedeli, il cui modello e stato creato
del XX secolo, l' estendersi dei consum e della razionalizzazione so- da PhilippeJacob Spener (1635-1705) a Francoforte su! Meno. Queste ecclesiolae zn
cio-economica perch questa alleanza stabilita fin dalla fine del XVII ecclesia sono dei collegia pietatis. Hanno anche la caratteristica di oltrepassare le de-
limitazioni ecclesiali (che perdono cosl la loro pertinenza religiosa): si definiscono
secolo si rompa, perch delle unita sociali cessino di circoscrivere
Cristiane e non luterane, e riuniscono fedeli di qualsiasi appartenenza. Cfr. Emma-
credenze, valori e virti, perch le significazioni, mutate in interroga- nuel Hirsch, Geschichte der neuern evangelischen Theologie in Zusammenhang mit
tivi, vengano a trovarsi dalla parte in cui ci si libera del lavoro. den allgemeinen Bewegungen des europiii'schen Denkens, Bertelsmann Verlag, Gters-
loh, t. n, pp. 92ss.

17R '~
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

stava in un universo cosmologico d'idee e di parole che erano cose. hile l'esilion In questa linea, quello che ee che diventera sempre piu
L'enunciazione di una parola assume la forma istituzionale di un'op- determinante el'investimento della coscienza religiosa in un compor-
posizione visibile e sociale ad altri insiemi di comportamenti. Cambia tamento o in una categoria socio-politica78 .
natura quando invece di consistere in un dire delle veritd, passa gia All'inizio, il movimento giansenista, camisard, puritano o anche ra-
sotto il rgime di un lavara di separazione che ha valore etico. skol, si distingue attraverso la frontiera di una pratica sacramentaria, di
La maggior parte degli spirituali manifestano del resto, indivi- una forma di assemblea e di preghiera, di gesti liturgici, ecc. Questo
dualmente, lo stesso spostamento: proprio come la loro dottrina len- profilo sociale fornisce un segno al ritiro fuori della societii che si ac-
de verso quello che Bremond chiamava giustamente un moralismo compagna esso stesso (o tiene luogo) a un ritiro Spirituale fuori del
mistico74 , cosl la scrittura che inauguran o si caratterizza per un trat- linguaggio comune. Ma quello che determina questo ritiro e proprio
tamento proprio del linguaggio comune. Per i piu lucidi di loro non quello che cambia la natura dei suoi segni: il mondo che viene lascia-
esiste piU linguaggio se non quello del mondo. L'espressione del- to socializza i segni di rottura e dunque li riconduce a s. I gesti di se-
]' esperienza spirituale consiste ne! far giocare questo linguaggio con- parazione perdono cosl il loro significato religioso. Vengono compresi
tra se stesso; opera una frattura ne! testo sociale, piU di quanto non e vissuti dentro rifugi in modo diverso da come lo sono fuori. Costi-
costituisca un corpus ideologico o linguistica autonomo. Non poten- tuiscono un messaggio sempre meno decifrabile da parte di quelli ai
cio disporre di enunciati specifici, la mistica si esprime attraverso un quali si rivolgono. I ritiri dei Camisards, dei Giansenisti o dei fedeli di
modo particolare di praticare la lingua di tutti, attraverso una forma di Raskol sono giudicati come atti politici. Non solo, quest'interpretazio-
intervento: un modus loquendi75 . Qui, come nei movimenti di tipo ne comune rifluisce ali' interno di questi gruppi. Proprio quelli che po-
marginale, ]' enunciato teologice ha lo stesso statuto di altri enunciati; nevano dei segni religiosi, cominciano a pensarli e a praticarli come
e il materiale che viene rimodellato dai modi di agire o di parlare, i una resistenza socio-politica. Certo si trovano delle eccezioni. I Cami-
soli veramente pertinenti. sards, ad esempio, possono difendere contra questa pressione dell'am-
Spesso questi minoritari e Vecchi credenti si difendono con biente circostante il senso che danno ai loro gesti, ma qu~sto avviene
un ritorno alle fonti, che ancora una volta costituisce il principale non tanto perch si appoggiano su relazioni religiose internazionali,
punto di riferimento simbolice di una pratica nuova. In Francia, in quanto in ragione di un loro rinchiudersi ne! segreto di un'intimita (fa-
Inghilterra e anche al trove fino in Russia, essi formano delle sacche di miliare, paesana, cellulare) 79 e grazie al suo punto di riferimento, il
irriducibili: Camisards, Giansenisti, Underground Churches, Puritani,
ecc., senza scordare il Raskol d' Avvakum, per parlare solo dei piU co- 77 Dal rifugio che i Riformati speravano di fondare a Ro de Janeiro nel 1555-
nosciuti. Nonostante tutti i loro antecedenti, si puo dire che inventi- 1557 e di cuJean de Lry racconta i mutamenti (Histoire d'un voyage /aict en la ter-
no la tradizione di un radicalismo cristiano76 . La fede vi costituisce re du Brsil, La Rochelle 1578; cfr. ed. Gaffarel, 1880), !'idea dell'esilio fondatore di
una Socetil religiosa non ha cessato d provocare, durante tutto l XVII secolo, delle
una pratica e quest' opera e ormai indissociabile da un' opposizione partenze per l'America. Sappiamo che per evitare la persecuzione, Messieurs de
politica. Essa tende anche a una fondazione politica, quando e possi- Port-Royal e i loro amici pensarono ad acquistare in America per stablirvis e che
la Corte si oppose al progetto (Saint-Simon, Mmoires, Hachette, Pars t. m, p. 533;
74 Histoire littraire du sentiment religieux ... , t. V. L' espressione, applicata a Surin e cfr. Jean Mesnard, Pascal et les Roannez, Descle de Brouwer, Pars 1965, p. 735).
78 Cfr. Sydney E. Ahlstrom, A Religious History o/ the American People, Double-
alla Scuola del P. Lallemant, pu essere estesa a molte altre correnti.
75 Cfr. M. de Certeau, L'Absent de l'histot're, cit., pp. 153-167: Hstoire et mysti- day, New York 1975, pp. 785-804, e naturalmente l classico del movimento: Walter
que. Rauschenbusch, A Theology for the Social Gospel, Macmillan, New York 1917.
76 Cfr. ad esempio Wtlliam Haller, Liberty and Reformation in the Puritan Revolu- 7 9 Questa preservazione e quest' occultazione nel segreto dei tesori familiari vengo-

tion, Columbia University Press, New York 1963; M. Walzer, The Revolution of the no rivelate, nel caso di un villaggio delle Cvenne, da Henry Manen e Philippe Jou-
Saints: A Study In the Origins o/ Radical Politics, Harvard Unversity Press, Cam- tard, Une foi enracine, La Pervenche, Imprimeries runies; Valence, 1972: si tratta
bridge (Mass.) 1965; ma anche Peter F. Anson, Underground Catholicz"sm in Sco- del notevole dossier delle Carte religiose nascoste per tre secoli nel chiuso delle d-
tland, 1622-1878, Standard Press, Montrose 1970. more ugonotte della Pervenche.

'OA
~,

Produzione di un' archeologia religiosa La formali delle pratiche

martire, che e il marchio pubblico di un'eliminazione sociale (il martz~ IV. L'ETICA FILOSOFICA: LEGALITA E UTILITA NEL XVIII SECOLO
rio del testimone e, nell'anti-societa profetica, la figura corrispon-
dente a quella che ela virtiz del santo in una chiesa stabilita). Politicizzazione o /olclorizzazione delle pratiche religiose: equesta,
L' effettiva e visibile organizzazione della societa mostra che, nella al limite, !'alternativa che tale situazione preannuncia, anche se l'evo-
maggior parte dei casi, una trasformazione del senso si attua nell'in- luzione viene frenata dal mantenimento dei contenuti religiosi che
terno stesso delle pratiche riformiste e contestatarie. Sembra che si. traspotta o di cui raddoppia e corrode il sistema. In questo combi-
produca una sostituzione di vivi all'interno dello stesso guscio. Cosi, narsi di due sistemi, la protezione che il potere monarchico concede
dal giansenismo di Pott-Royal a quello del XVIII secolo, si attua una ancora alle istituzioni ecclesiali svolge anche un ruolo importante in
trasformazione80 : gli inizi profetici lasciano il posto a una opposizio- quanto accelera la politicizzazione e, nel contempo, preserva le rap-
ne socio-politica, come anche si osserva prima (tra il 1640 e 1644), presentazioni cattoliche. Esiste dunque una grande diversita di posi-
ne! puritanesimo. L' enunciazione del senso diventa resistenza al po- zioni scaglionate lungo tutta la trasformazione in corso.
tere monarchico e alla gerarchia ecclesiastica (altra forma di potere). Ma, fin dal XVII secolo, gli spiriti piU lucidi svelano come l' USO
Questo cambiamento trova la sua causa non tanto in un lassismo o sociale el' ordine pubblico avochino a s dei comportamenti religio-
in un abbandono dei compottamenti primitivi, quanto nell'inver- si. Per molti di loro, non esiste piu un' etica cristiana vera e propria.
sione interna del loro funzionamento. L'interpretazione circostante Quando Pascal analizza l' accedere alla fede, la verita di cui parla non
ha modificato la sostanza religiosa degli stessi segni oggettivi. si identifica con alcuna condotta particolare n con alcun enunciato
Cosi l' eresia tradizionale, forma sociale modellata su una verita teo- dottrinale. Essa e, nel presente, il punto di fuga implicato da realta as-
logica, diventa sempre meno possibile. L' ottodossia rispetto alla quale solutamente civili ma contraddittorie; e l' entre-deux (l' entre-dit) 82 a
questa forma si determinava sara ormai pill civile che religiosa. Questo cui rimandano le combinazioni sociali della violenza e dell'ordine, del-
significa che, proprio come l' agire, l' eresia si socializza. Quella che nasce la legittimita e dell'illegitrimita, dei pregiudizi e della ragione. Non ha
e l' eresia sociale. Per via di questa trasformazione inizialmente segnata piu un suo luogo ne! mondo, se non la traccia disegnata dal miracolo
dalle pratiche, un gruppo profetico potra sempre piu difficilmente evi- sopra il martirio dei santi: si tratta proprio di un fuori-luogo. Sono sta-
tare di scivolare sia verso la difesa di una moralita avica, sia verso un' esi- te notate le analogie tra il pensiero di Pascal e quello di Hobbes 83 Egli
stenza occulta, sia verso delle organizzazioni cultuali presto <<folcloristi- ha, in realtit, una filosofia interamente politica e mondana della so-
che ed estranee alle vere poste messe in gioco in una societa81 . cieta, che la sua esperienza, il frequentare Roannez84 , ecc., gli hanno
insegnata. Da questo punto di vista, egli e piu moderno e piu perspi-
so Cfr.Jean Orcibal, Saint-Cyran et lejansnisme, Seuil, Paris 1961, pp. 143ss., e an-
cace dei suoi avversari casuisti. Li supera quando inscrive il credente
che i lavori di J. Appolis, L. Ceyssens o R. Taveneaux sul giansenismo del XVIII seco- in una dialettica degli usi>> e dei conflitti di poteri, ecc. Non tenta piu
lo. Per quel che riguarda l'evoluzione che determina defacto un'alleanza tra i Gianse- di sistemare ad ogni costo la fede da qualche parte ne! linguaggio, ma
nisti e i Filosofi, cfr. ad esempio, Robert Shackleton, ]ansenism and Enli"ghtenment, in la fa emergere dalle /ormalitd opposte della pratica sociale.
Studies on Voltaire and the Etghteenth Century, vol. 57, 1967, pp. 1387-1397.
81
Nell'ambito della Compagnie du Saint-Sacrement, Ren d'Argen-
C.H. George ha sottolineato moho chiaramente la trasformazione, interno agli
anni 1640-1644, del pietismo puritano in puritanesimo rivoluzionario e in radicali- son, ambasciatore e intendente del re, ammetteva gfa l' autonomia
smo (C.H. e K. George, The Protestan! Mind o/ the English Reformatton, 1570-1640,
82 [Abbiamo preferito conservare le espressioni francesi per !'evidente somiglianza
Princeton University Press, Princeton 1961, e Puritansm as History and Historio-
graphy, in Past and Present, n. 41, 1968, pp. 77-104). Certo, questa <<Insteriosa di- dei suoni; in it. si potrebbe dire: f: lo spazio intermedio (il mezzo-detto), ndt].
scontinuita (CH. George) si inscrve nella continuit3. di uno sviluppo, come mostra 83 Klaus M. Kodalle, Pascals Angriff auf eine politisierte Theologie, in Neue Zeit-

William M. Lamont (<<Puritanism as History and Historiography: Sorne further schrift fr systematiSche Theologie und Religionsphilosophie, t. XIV, 1972, pp. 68-88.
Thoughts, in Past and Present, n. 44, 1969, pp. 133-146), ma si tratta di un'evolu- 84 Cfr. J. Mesnard, Pascal et les Roannez, cit., pp. 311-382, sull'esperienza degli af-
zione determinata dal funzionamento dei gruppi religiosi in una societa politicizzata. fari>> che Pascal acquist presso il duca di Roannez, governatore di Poitou.

1R? '02
Produzione di un'archeologia religiosa La formalita delle pratiche
dell' organizzazione sociale e poltica. E un vero mistico. Tuttavia fa Federico II ne e il modello, cosl come Luigi XIV lo era stato per il XVII
intervenire come regole della sua vita pubblica solo la fedele esecu- secolo.
zione degli ordini del re e il servizio delle popolazioni da lui ammini- Questa ragione e legata al potere di organizzare le pratiche. Distin-
strate. Queste regole hanno per lui un valore morale, senza che sia lo- gue da s, come il campo delle sue conquiste, l'immenso spazio delle
ro necessaria una giustificazione o un riferimento religioso. Meno lu- credenze irrazionali e !'inerte distesa di questa Natura offerta al
cido di Pascal, egli situa l' esperienza spirituale nel particolare (in possesso di quelli che ne conosceranno le leggi finora silenziose. Le
tutti i sensi della parola) 85 , ma questa privatizzazione religiosa appar-
espressioni non dotate di questa capacita operativa non meritano piU
tiene a un ordine mistico che per lui e il doppio inafferrabile del-
il nome di discorso, perch si dissociano dagli affari. Un settore
1' ordine pubblico oggettivo 86 . L' espressione della vita cristiana, vota-
passivo del linguaggio tende a concentrarsi laddove le opinioni, le
ta a un gioco tra l'invisibilitit del suo ordine e la situazione margi-
ideologie e le superstizioni si troveranno riunite, formando D. una sac-
nale di alcuni punti di riferimento particolari (le opere della Com-
ca isolata dalla politica e dalla scienza (due campi indissolubilmente
pagnie du Saint-Sacrement, il compimento dei doveri di pieta, alcu-
uniti, nonostante le frizioni, da! matrimonio tra la razionalita e l'effi-
ne devozioni private), si dissocia dalle pratiche civili.
cacia). Indubbiamente le espressioni religiose son o l' elemento piU
Una ragione instauratrice del proprio folclore importante di questo settore inerte (questo posto sara occupato piU
tardi da! folclore o dalla letteratura popolare). Nel XVIII secolo, la so-
Questo tipo di combinazione delinea gia un' organizzazione che cieta illuminata si sforza di renderle redditizie, cioe di inserirle nel
nel XVIII secolo si generalizza. Possiamo anche dire che la riflessione proprio ordine. Fissa cosl come oggetto di una politica o di un sa-
dell'lliuminismo ne esumi i postulati e ne tragga le conseguenze teo- pere queste espressioni che costituisce come diverse rispetto al!' orga-
riche. Certo questo non avviene piu in quella forma battagliera che la nizzazione razionale del potere oppure, ma e lo stesso, rispetto al po-
politicizzazione della morale aveva assunto negli apologeti della ra- tere acquisito grazie alla razionalizzazione di pratiche. Si attua in que-
gion di Stato sotto Richelieu. Il luogo tuttavia resta lo stesso: una sto modo un clivaggio tra la ragione e il suo resto, o tra i discorsi
ragione politica di pratiche articolate tra loro. Ma non e piu trac- del /are e la massa piU o meno sfruttabile dei dire [des dires] senza
ciato soltanto da giuristi o clienti del re; si e costruito durante gli an- forza, quello che Machiavelli, a proposito dei discorsi religiosi,
ni decisivi 1660-1680. Lo Stato diventa il potente centro del!' ammini- chiamava gfa le parole senza virtu 88 .
strazione nazionale, la grande impresa di razionalizzazione economi- A questo clivaggio se ne aggiunge un altro, di tipo diverso: quello
ca, finanziaria e statistica. Appartiene quasi interamente al campo che separa dalle masse popolari un' lite nobile e borghese. I Grandi
del voluto, del deliberato: el' arca della nuova alleanza tra la ragione non sono piU i soli a ragionare sugli affari: in Francia, anche se li-
(il Lagos) e il /are (le pratiche che fanno la storia). Il XVIII secolo e il mitati dalla nobiltii piU di quanto non avvenga nei paesi vicini89 , com-
secolo della politi ca per eccellenza, dunque il secolo dello Stato>P. mercianti, banchieri, funzionari, notabili, ecc., partecipano a questa
ragone ambiziosa e calcolatrice che fa della cifra e della scrittura l'ar-
85 I1 particolare si distingue sia dal pubblico che dal genera/e, cioe dalla politica e
dalla ragione. A proposito della frattura (che attraversa la religione stessa) tra lamo~ 88
[VirtID>, in it. nel testo, ndt]. Occorre senza dubbio ricollegare a una volanta
rale prvata e la morale poltica, l'autore del Catholique d'tat scriveva gii: La Giu- (discorsiva) di trattare questa massa di linguaggio, e di razionalizzare quest'im-
stizia dei Regni ha leggi diverse da quelle della Gustizia che s esercita tra particola- mensa inerzia linguistica, i lavor sui patois, le lingue selvagge o naturali e, ben pre-
r (cit. in E. Thuau, La Raison d'tat ... , cit., p. 174). sto, sul folclore durante la seconda meta del XVIII secolo. Troviamo in questo un
86 Cfr. M. de Certeau, Politique et mystique, Ren d'Argenson (1596-1651), cit., pp.45-92. equivalente di quello che sarii, nel XIX secolo, lo sfruttamento di risorse inerti del-
87 Pierre Chaunu, La Civilisation de l'Europe des Lumieres, Flammarion, Pars
la natura. Cfr. ad esempio, M. de Certeau, D. Julia e J. Revel, Une polt!ique de la lcm-
1997, tr. it. di T. Capra, La civilt del/'Europa dei lumi, 11 Mulino, Bologna 1987, p. gue. La Rvolution et les patois (1790-1794), cit.
217; l'autore cita S. Moscovici. 89 Cfr. P. Chaunu, La civilt dell'Europa dei lumi, cit., pp. 194-203.

1 QA
Produzione di un' archeologia religiosa La formaliti delle pratiche

ma delle sue conquiste. Il potere di gestire e di produrre eil pesto da combinazione duratura - quasi strutturale per almeno cento anni -
dove parlano i teorici. L' affermazione centrale dell'lliuminismo e tra un fondo popolare da decifrare e una razionalita scientifica il
quella della legalita e dell'intelligibilitii. 9. Ma chi fa quest' afferma- cui effettivo contenuto e pesto fuori di essa. La ragione ha il proprio
zione? Da dove viene? Da una borgbesia che si da il potere di essere tesoro nascosto ne! popolo e inscritto nella storia. Essa lo trasforma,
la civilta disnguendosi da un popolo superstizioso e ancora sel- ma ricevendolo da cio che la precede. Sale un flusso popolare, da cui
vaggio. Da citta trasformate in centri e in punti di partenza perle cro- tutto proviene; infine, dicendosi la sua punta avanzata, la scienza illu-
ciate verso i deserti del mondo rurale, si produce uno sciamare ur- minata confessa anche di non esseme che la metafora.
bano verso le campagne come verso l'Est 91 . La cultura si elabora Questo segreto nascosto nell' oscura intimita della lingua volgare,
laddove si costruisce il potere di/are la storia, e si oppone alle regio- una letteratura antropologica cerca di designarlo, se non di esumarlo.
ni sociali che essa stabilisce nell'inerzia di una specie di Natura>> ori- Essa fa oscillare il rapporto tra la ragione e lafabulazione. Va di pari
ginaria, passiva e insondabile. passo con un distanziamento 92 nei confronti del linguaggio erudito
Seguendo questo movimento, la religione, ricevuta ancora in mo- come se, nella sua riuscita, esso perdesse la presenza di quello che de-
do massiccio si divide. Laddove partecipa alle pratiche del potere, ra- signa, come se istituisse il proprio segreto costituendo l'oggetto indi-
tifica una ragione che essa non definisce piU e che gradualmente ro- geno. Il romanzo e il trattato filosofico mostrano i giochi di maschere
vescia i suoi prindpi specifici. Negli altri casi, tende a concentrarsi attraverso i quali un' lite situa il senso in disparte, in una non-leggibi-
dalla parte dei linguaggi non operativi e delle masse popolari. Questa lita, in una fonte perduta, favola e musica.
localizzazione e certo stata preparata anche dalla Chiesa stessa, che
non ha smesso, per un secolo, di lavorare per un ritomo al popolo Ambivalenza del!' utilita
(missioni popolari, istruzione elementare, letteratura di devozione,
ecc.) ne! momento in cui perdeva l' lite in ascesa. Le conseguenze sa- L' evoluzione che fa della religione popolare ]' oggetto di un' antrc-
ranno molteplici. Non si possono ridurre a dei problemi sociali. In pologia illuminata si presenta innanzitutto come una selezione che
particolare, per essersi costruita in una relazione con il suo altro sel- tende a estrarre dalle credenze e dalle pratiche religiose quello che
vaggio, la cultura stabilisce un doppio linguaggio: quello confessabi- puo esserne recepito come ragione sociale. Questo lavoro va avanti
le, produttore di una ragione illuminata, organizzato da un' assio- da tempo. Una delle sue forme essenziali consiste nell' isolare dalla
matica del!' utilita sociale; quello di credenze, sconfessate ma ancora religione un' assiomatica, cosl come la fisica si clara come obiettivo l'i-
presenti, e che, denegate ne! presente, assumono la figura di un' origi- solare dei corpi propri ne! materiale ricevuto.
ne oscura, passato oscurantistico dei sistemi che vengono a sosti- Fin dal 1624, Lord Herbert di Cherbury poneva come principio
tuirle. Quest'insieme di favole e un immenso conglomerato di se- che la virtu fosse l'essenziale del culto 93 . Ne! 1678, Joseph Glanvil
gni che rimandano al popolo sostegno della nazione. E una lingua oppone alla dispersione storica delle credenze la necessita di ricavar-
sconosciuta che porta in s il segreto di cui parla la ragione. Non e ne alcune regole semplici per la pratica: Religion consists not in
soltanto uno spazio da occupare per piantarvi la cultura; dice an-
92
che, ma in termini non recepibili, la verita a cui tendono le categorie Cioe un'interpretazone distanziata, come quella di un etnologo davanti a un
filosofiche di bene comune, di utilita pubblica, di universalita, linguaggio straniero. Cfr., a questo proposito, il sottile studio di Claude Labrosse,

ecc. El' apologo della realti. Questa lingua da decodificare eilfolclo- Rcit romanesque et enguere anthropologque, in Roman et lumieres au xvrrie sie-
cle, d. Sociales, Paris 1970, pp. 73-87; e anche Henri Coulet, La distancation dans
re di un essenziale. Cosl, fin dalla meta del xvrn secolo, si forma una le roman et le conte philosophique, ibid., pp. 438-447.
93 Edward Lord Herbert d Cherbury, De Veritate, 1624: ela terza delle cinque no-

' !bid., p. 289. titiae communes circa religionem che l'autore presenta nel suo ultimo capitolo, teso a
9l Cfr. la bella mappa di P. Chaunu (ibid., p. 64) su questa conquista urbana attra- ricavare dalle particolaritd religiose alcuni valori comuni. Questo tema viene da lui ri-
verso l'Europa e verso l'Est. preso nella sua Reli"gio laici, 1645.
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Produzione di un' archeologia religiosa La formaliti delle pratiche


knowing many things, but in practising the few plain things that we zera la verita dell'Aujkldrung con l'utilita (Ntzlichkeit). Ne! 1807
knoW>>94 Vi e in questo un lavoro di traduzione che tende a una tra- egli scrive, come all'uomo tutto e utile, cosi lo e anch' egli egualmen-
sformazione del linguaggio religioso in linguaggio sociale. Si tratta di te, e la sua determinazione e destinazione e quindi di rendersi utile e
instaurare una legalitii articolata sulle pratiche effettive. L' analisi cri- universalmente utilizzabile membro della societa [. .. ] eutile agli altri
tica d~lla religione ha il senso, fin da questo momento, di essere un e viene utilizzato 98 In quanto alle credenze e alle pratiche religiose,
compito etico. Spiegare la religione, discemere le leggi in grado di vengono valutate secondo il criterio adottato da Morelly, cioe secon-
rendere comprensibili le formazioni religiose piU disparate significa do quello che producono nei popoli99 : il loro e/fetto sociale, nefa-
esplicitare quello che pu e che <leve guidare le scelte della societa sto o benefico, consente di fare una selezione tra le superstizioni e
che si costruisce. i prindpi utili. Quest' ermeneutica einoltre capace di spiegare !' ap-
Montesquieu indica il metodo di quest'ermeneutica (in fondo tra- parizione dei fatti religiosi attraverso leggi generali (il clima, il tempe-
dizionale da un secolo) quando scrive: Tutte le religioni contengono ramento, il tipo di societa). Ma essa rimane un'operazione. E ancora
dei principi utili alla societa95 . Questa regola ha un significato scien- segnata dal principio da cui trae la sua forza. La ragione che organiz-
tifico e una pottata morale; indica quello che ]'lite vuol fare delle re- za una pratica della societii su se stessa suppone sempre che la sua
ligioni: trasformarle in utilitd sociale. La messa in evidenza di una essenza e la sua verita siano sepolte ne! <<Volgare, dunque estranee
normalitii investita nella molteplicitii dei fatti osservati consente di a se stessa. Nonostante i suoi successi, il metodo erelativo a un fondo
esplicitare delle regole di azione relative a questa societa che si so- che gli rimane estrinseco. Eper altri - assume una forma civilizzatri-
stituisce alla Chiesa ne! ruolo di essere il luogo del senso, il corpo del- ce e pedagogica -, cosi come questo altri popolare e per esso, de-
]' assoluto, e anche un chiericato della ragione. stinato a raggiungere la borghesia illuminata. Ciascuno dei due termi-
Con lo sviluppo dell'urbanizzazione e con il commercio, si instau- ni non ha veritii che ne! suo altro.
ra una morale da mercanti, legara allo sviluppo del capitalismo. La La legalitii dell'lliuminismo, sistema particolare nell'insieme del
si celebra in trattati di morale% Questi non possono essere dissociati XVIII secolo francese, implica una contraddizione interna che le fa
dal processo che sostiene tale discorso: la ripresa dell' ascesa borghe- prevenire le masse che domina ma che le restano estranee, e, al tempo
se dopo !'arresto segnato, durante la seconda meta del XVII secolo, il stesso, aspettare che ]' essenza nascosta del popolo si riveli in una so-
rafforzamento delle strutture aristocratiche di una societa d' ordi - cietii trasparente, come e richiesto dal grande mito contemporaneo
ne 97 . Anche l'immaginario della letteratura spirituale parla delle creato da Rousseau 100 o dall' esperienza rivoluzionaria. In particolar
pratiche borghesi: i simboli o i paragoni che usa non sono piii tratti modo, l'Educazione, crociata del XVIII secolo, e travagliata da que-
soprattutto dagli elementi naturali (acqua, fuoco, ecc.) come ne! XVI st'insormontabile ambivalenza. Certo essa colonizza, ma e anche una
secolo, o dalla vita civile e tecnica, come durante !'ultimo terzo del
98
XVII secolo, ma dal commercio. G.W. Hegel, La Phnomnologie de !'esprit, tr. fr. di J. Hyppolite, Aubier, Pars
Ci che si impone, e il regno dell' utile. Presto, Hegel caratteriz- 1998, t. II, pp. 112ss.: L'utilit comme concept fondamental de l'Aufl<liirung, tr. it.
di E. De Negri, Fenomenologia dello spirito, La Nuova Italia, Firenze 1973; L'utiliti
come concetto fondamentale del rischiaramento, vol. 2, pp. 106ss. Cfr. Guy Besse,
94 [La religione non consiste nel sapere molte cose, ma nel mettere in pratica le :Philosophie, Apologtique, Utilitarisme, in Dixhuitieme siecle, n. 2, 1970, pp. 131-
poche semplic cose che conoscamo]. Joseph Glanvil, An Essay concerning Preach- 146. Sullo stesso argomento, Michel Foucault, Le parole e le cose, cit., pp. 216-221.
ing, London 1678, p. 33. 99
Morelly, Code de la Nature (1755), Clavreuil, Paris 1950, tr. it. di E. Piscitelli, Co-
95 Montesqueu, Lettere persiane, cit., lettera 86.
dice della natura, Einaudi, Torino 1997, 3 parte: il capitolo sui Dfauts particuliers
96 J. Ehrard, L'Ide de nature en France pendant tapremiere moiti du XVIIle siecle,
de la morale vulgaire riguarda infatri gli effetri dell'idea di Dio.
cit., pp. 382ss., e anche Joseph Lecler, Lbralisme conomque et libre pense au
XVIII' siecle, in tudes, 5 marzo 1937, pp. 624-645.

10
Cfr. il notevole studio d Jean Starobinski, ].-]. Rousseau. La transparence et l' ob-
stacle, Gallimard, Pars 1971, tr. it. di R. Albertini, ]ean-Jacques Rousseau: la traspa-
97 Pierre Chaunu, La civilisation de l'Europe classique, Arthaud, Pars 1993, p. 352.
renza e l'ostacolo, Il Mulino, Bologna 1999.
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Produzione di un' archeologia religiosa La formali delle pratiche

quete escatologica: aspetta che vengano la conferma e l' effettivita di religione in passato. In realtii, le due imprese non si distinguono cosi
quello che giii enuncia. Il popolo ignorante, il bambino, il selvaggio, e e
facilmente, poich il lavoro economice, politice o scientifico che
anche il malato, il pazzo - dei enigmatici di una societii che crede di consente di prendere le distanze rispetto alla religione e di costituirla
averli scacciati - detengono nelle pieghe del loro linguaggio la verifi- in un luogo altro (che sara, ad esempio, quello della storia o dell' et-
ca della ragione che impone loro la sua legge. Il compito educatore ri- nologia). Questo distanziarsi nei confronti dei contenuti religiosi a sua
finira dunque incessantemente i propri metodi e allarghera il campo volta opera come se rendesse possibile una trasposizione che mantie-
dei suoi progressi per superare la frattura che lo tiene fuori della sua ne delle /ormalitd religiose ma secondo un regime filosofico. Nasce
veritii e lo fa dipendere da quello che combatte. Ma questa frattura le cosi una Religione civile, come giustamente dice Rousseau ne! Con-
e costitutiva. Non potrebbe essere soppressa senza che venga a crol- trato sociale (IV, 8). L'esegesi che esilia la letteralita Uittralite1 della
lare la ragione che si e definita ponendola. Nelle forme antitetiche ma religione in un passato, o ne! <<Volgare, permette un nuovo funziona-
omologhe della dominazione o della seduzione, la razionalita dell'Il- mento delle strutture fino allora caratteristiche del cristianesimo, or-
luminismo mantiene con il suo altro una relazione necessaria. mai liberate dai loro contenuti ideologici o pratici, e reinterpretabili -
Ne! momento in cui una fede tautologica che attribuisce ai segni la e persistenti anche - ne! linguaggio della politica, della coscienza
facolta di essere la presenza della veritii da loro designata diventa im- o del progresso. Questi contenuti diventano l' oggetto delle scienze
pensabile, la cultura sembra destinata a ripetere la legge che la religiose che progrediscono in questo periodo 101 mentre il soggetto
spinge a moltiplicare delle pratiche sempre relative a ci che le man- della scienza si organizza ancora secondo le formalita proprie delle va-
ca. Ormai, la verita non si da pii nei segni. La ragione ha ne! suo al- rie figure storiche dell' esperienza cristiana moderna.
tro, fuori di s, quello che infinitamente la fa produrre: economie dei Diventa quindi senza dubbio inesarto pensare ancora queste for-
bisogni, espansioni scientifiche, strategie di scolarizzazione, demo- malitii come religiose poich esse appunto cessano di esserlo e in
cratizzazioni giacobine e colonizzazioni civilizzatrici si radicano in un cerro senso si potrebbe considerare il tempo del loro riempimen-
una cultura d' lite indissolubilmente legata al suo contrario. to religioso come un momento nella storia di queste forme culturali.
In ogni studio che le e dedicato, la religione presenta, fin dal XVIII se-
Formalitd cristiane de lle pratiche filoso/iche? colo, questa ambiguita del suo oggetto: ad esempio, il suo passato
viene spiegato volta per volta dalla sociologia che tuttavia esso ha or-
L' etica non pu appoggiarsi sui suoi oggetti poich essi significano ganizzata, e considerato come la spiegazione di questa sociologia che
alla ragione !' esteriorita della sua verita. Si da come fondamenti i pro- e
gli stata sostituita. Pii in generale, ogni societii nata e scaturita da
pri postulati. Dal conatus spinoziano ali' imperativo categorico kan- un universo religioso (esistono forse altri tipi di societa?) deve affron-
tiano - ai due estremi del secolo - molti filosofi articolano la raziona- tare il rapporto che essa mantiene con la sua archeologia. Questo
lita delle pratiche su un principio dell' agire - su un valer fare o un do- problema e inscritto nella cultura attuale, in quanto le strutture reli-
ver fare che organizza la costruzione della ragione. Nonostante le for- giose si sono scollate dai contenuti religiosi organizzando le condotte
me assunte da questo postulato dinamice, occorre notare che la sua razionali. Sotto questo profilo, studiare la religione significa oggi
chiarificazione (Au/kliirung) implica ogni volta il duplice riferimento pensare quello che i suoi contenuti sono diventati nelle nostre societii
(dei fenomeni religiosi), nei termini di ci che sono diventate le sue
alla cultura che si fa (quella dell'lliuminismo) e alla situazione che e
formalitii nella nostra pratica scientifica102 .
un atto (ancora religioso). L' operazione riman da al suo radicamen-
to in un valer sapere o valer /are, ma anche in una congiuntura genera- 101
Cfr. in particolare, G. Gusdorf, Dieu, la nature, l'homme au siecle des Lumieres,
le che la condiziona. Volendo distinguere questi due elementi, vi si ve-
cit., pp. 143-239, L'avi:nement des sciences religieuses.
drebbe, da una parte, l'esperienza che genera una nuova filosofia del-
1 2
Bisognerebbe citare a questo proposito i numerosi lavori di A. Koyr, G. Can-
l'uomo, e dall' altra l' oggetto della reinterpretazione che trasforma la guilhem, A. Kojeve, ecc., su quella che Kojeve stesso chiama <<l'origine cristiana del-
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

Il XVIII secolo comunque presenta questo trasporto delle strutture non l' amore, mala crescita demografica che, nella prospettva po-
religiose nei discorsi filosofici. E il reciproco del processo che, lo si e pulazionista degli economisti del tempo, costituisce la forza e la rc-
visto, fa funzionare le manifestazioni religiose secando delle formalita chezza di una nazione.
politiche,. In altre parole, sembra che la pratica illuminata si orga- Un voler /are lo Stato fonda la razionalizzazione delle pratiche, e,
nizzi secando formalitit che sono state religiose prima di essere ripre- sotto quest' aspetto, si potrebbero paragonare questi nuovi teolog del
se come postulati di una morale. Quello che essa produce obbedisce XVIII secolo co.n quelli in cu operava la volanta missionaria di stabi-
ancora ai principi di quello che sostituisce. Cosi avviene per tre gran- lire la Chiesa riorganizzando, normalizzando e diffondendo le con-
di tappe dell'etica, che possono essere designate dal riferimento pri- dotte cristiane. Avremmo bisogno d missionari della ragione in Eu-
vilegiato: la poltica, la coscienza, il progresso. Questi momenti ri- ropa diceva gia Leibniz nel 1709. Ma questa missione dell'lliumi-
mandano a esperienze storiche del cristianesimo e portano il segno di nismo si attua a un altro livello. Insegue altre crociate. Combinando
figure religiose di cu fanno un'archeologia: sa un'ecclesiologia, sa le nozioni chiave del secolo, articola leggi scientifiche su energie che,
una spiritualita o un pietismo, sa un messianismo del popolo eletto in una dinamica immanente, devano essere poste al servizio di un' uti-
da Dio per una missione universale. litii pubblica, in vista di una creazione collettiva.
1) Come prima cosa, nata dall' enorme sforzo che ha permesso al 2) Il ricorso alla coscienza trae piuttosto la sua origine nel liberali-
XVIII secolo la creazione di nazioni e il passaggio dalla cristianita al- smo economico e in un individualismo borghese. Ma si tratta del
l'Europa modema 103 , domina un' etica politica. Essa attribuisce allo posto che i Riformati avevano circoscritto, quello che la parola im-
Stato il ruolo che fino ad allora era stato rivendicato dalla Chiesa, possibile da introdurre nel discorso aveva segnato e lasciato vuoto 106
quello cioe di essere la mediazione sociale della salvezza comune - il L'esperienza dei cristiani senza Chiesa107 subentra qui al riferimen-
sacramento dell'assoluto. E un'ecclesiologia cattolica, riversata pero to al cristianesimo ecclesiologico. Questi cristiani ricusano le media-
sul conto dello Stato che ordina gerarchicamente gli ordini sociali, fa zioni del corpo o del linguaggio ecclesiastici localizzati ormai in un or-
nascere le liturgie del suo potere, distribuisce le grazie e razionalizza dine poltico. Molto vicina a quest' etca, vi e una tradizione spirituale:
gli interessi particolari. Nella teoria, il discorso universale resta polti- la duce interiore (The light within) dei Quaccheri: la verita che parla
co, quando sostituisce al suo simbolo regale !'austera legge del bene dal fondo del cuore -in Wesley, nei Revivals nordici o nell'Aujkla-
comune e del massimo sviluppo. L'imperativo della ragion di Stato rung mstico dell'Est europeo (Swedenborg, Franke, ecc.). Del resto,
esige al tempo stesso la critica degli interdetti cristiani e le nuove pre- proprio all' estremo Est dell'Europa occidentale, alla fine del secolo,
scrizioni. Ad esempio, in Morelly 104 , in Diderot105 , e anche in molti Kant sara il grande testimone religioso della coscienza morale a cu ri-
altri, la liberta sessuale ha come fine e come criterio la riproduzione: manda la conoscenza scientifica. Ma, diversamente dalla maggior par-
te delle spritualita, questa coscienza non e una gnosi, cioe un' altra co-
la scienza moderna (in Mlanges Alexandre Koyr, Hermano, Paris 1964, t. JI, pp. noscenza (cosl come il magnetismo diventa in Mesmer un luogo co-
295-306).
106
l03 Cfr. Alphonse Dupront, Europe et Chrtient dans la seconde moiti du XVI:f sie- Rimando qui alla non-discorsvit3. della Parola salvatrice, alla teologia della cro-
cle, corso della Sorbonne, ciclostilato, Paris, 1957. ce nella Rforma. Non si tratta dunque della tesi di Max Weber sulla coalescenza
104 Morelly, Code de la nature, cit., 4 parte, sulle Lois conjugales qui prviendront del capitalismo moderno e del trascendentalismo protestante nel XVII e XVIII secolo,
toute dbauche. tesi per altro moho crticata da Kurt Samuelsson (Relgion and Economc Acton, tr.
105 L'utopia politica presentara da Diderot nel 1772-1773 nel suo Supplment (so- dallo svedese, Heinemann, London 1961, tr. it. di G. Eutizi, Economa e religone,
prattutto nell'Entretien de l'aumnier et d'Orou) au Voyage autour du monde di Bou- Armando, Roma 1973); cfr. Robert W. Green (cur.), Protestantm and Capitalism.
gainville (1771) ordina le relazioni ses su ali in funzione di un aumento di fortuna e The Weber Thesis and its Critics, Heath, Boston 1959, e Philippe Besnard, Protestan-
di forza perla nazione. Si tratta come prima cosa di produrre de bei bambini e tisme et captalisme. La controverse postwberienne, A. Colin, Paris 1970.
di farne il maggior numero possibile: una Venere feconda, piU che galante, e 107
Cfr. Leszek Kolakowski, Chrtiens sans glise. La conscience religieuse et le len
al servizio dell' utilit3. pubblica. con/essionnel au XVIie siecle, cit. Cfr. supra, nota 72 p. 179.
Produzione di un'archeologia religiosa La formalita delle pratiche

mune alla mistica e alla scienza). Per riprendere una categoria cara a denti. Cosi, l'impossibilita di ricondurre la realta socia/e a una coe-
Lvinas, la soggettivita resta qui un irriducibile e una condizione di renza strutturale o di identificare il linguaggio con una logica porta a
possibilita rispetto alla legalita politica o scientfica. considerare la ragione come la storia di un progresso, cioe a classifi-
Per Rousseau, il principio immediato della coscienza, indipen- care i fenomeni constatati sulla linea di uno sviluppo della ragione.

dente dalla ragione stessa 1 8 ' e un istinto morale, chiamato anche La data diventa il mezzo per ritrovare un ordine, poich l' eccezione
istinto divino e pensato come, un istinto naturale. Egli fa della puo essere collocata tra le resistenze e i vecchi pregudizi. Inoltre, il
pratica, e non della credenza109 , la via attraverso cui l' amo re di s ruolo dell' ambiente sugli individui e considerato nella prospettiva
trova il suo compimento nel bonheur110 , se tuttavia uno rientra in di una produzione. n costume non e soltanto un fatto, e uno stru-
s: ll sopravvive la bond naturale degli uomini che la sociabilitit mento: una societit acquisisce cosi il potere di perfezionarsi inces-
altera, poich il male e esteriore ed e la passione dell' estetiore 1n santemente, di agire su se stessa, di modificare la propria natura, di
Come non riconoscere in tutto questo l'organizzazione di una spiri- costruirsi. Dal costume, si passa all'Educazione: verso la fine del se-
tualita? Ma attraverso il ricorso al potere che l'uomo ha di cambiar- colo, questo mito da alla civiltd l' aspetto di una conquista 113 che
si e di costruire il suo bonheur, Rousseau cancella la colpa originaria unisce la ragone con la capacita di trasformare l'uomo attraverso la
(non incontriamo proprio questo nei mistici modemi?), mentre e diffusione dei Lumi, e che attribuisce un valore morale a ogni azio-
questo il punto nevralgico delle teologie della grazia nel XVII e ne! ne che lavara per il progresso.
xvm secolo. La formalita della pratica religiosa scivola dunque su un Messianismo, evangelismo, crociata: queste strutture cristiane so-
altro terreno. Come giustamente Lefranc de Pompignan gli diceva, no riconoscibili nell'impresa che associa all'Illuminismo la sua predi-
Rousseau ragiona sulla virtu come i filosofi pagani, che non crede- cazione, a quest'impresa civilizzatrice il potere di cambiare la natura,
vano di doverla chiedere a Dio112 . Ma egli viene dal cristianesimo. e al compito di convertire il significato di essere e di fare la veritit del-
La spiritualita si trasforma nella morale di un' autogenesi - tpico ca- la storia. Hegel sara il teologo di questo divenire dello Spirito. Ma
so di una forma mantenuta, ma su un piano in cui e svuotata del suo questo nuovo evangelismo inverte il principio di una Provvidenza
senso or1gmar10. che si manifesta nella conversione dell'uomo. E missione, ma propria
3) La metamorfosi del cristianesimo in etica e, piU in generale, in di un' lite che ne riceve da s il privilegio e la potenza, e che non le
cultura si ritrova infine sotto il segno del progresso. Certo, l' apparire viene pili conferita dall' alto.
di questa problematica essenziale a tutto !'ultimo periodo del XVIII Paradossalmente, i Lumi devano diventare un rischio e un
secolo e l' esito di difficolta e di esperienze immediatamente prece- compito, perdere la sicurezza di una rivelazione passata, dipendere
dacio che ne mostra e ne promette il lavoro della cultura - in sostan-
ios Jean-Jacques Rousseau, Lettre aM. d'Offreville, 4 ott. 1761, in Correspondan- za la ragione deve essere legata all'esterioritit del suo avvenire affin-
ce gnrale, t. IV, pp. 223s. ch si manifesti nella sua purezza un funzionamento del cristianesi-
109 Rousseau scriveva a Mons. de Beaumont: Penso che l'essenziale della religone

consista nella pratca; che non solo bisogna essere un uomo dabbene, misericordio-
mo. Staccato dalla certezza che, pur fondandolo, lo controllava, il
so, umano, caritatevole, ma che chiunque e realmente tale crede abbastanza per es- meccanismo evangelice e missionario viene esasperato.
sere salvato. Si misura solo dai limiti che incontra e non dalla verita che porta.
11 Cfr. Robert Drath, Les rapports de la morale et de la religion chez Jean-Jac- La s-cristianizzazione rivela, nella sua formalitd, la pratica cristiana or-
ques Rousseau, in Revue philosophique, t. CXXXIX, 1949, pp. 143-173. mai fuori dell' orbita del Lagos che la verificava. Anche per questo, es-
111 Jean Starobinski,J.-J. Rousseau: la trasparenza e l'ostacolo, cit., p. 33.
112 Cfr. Ernst Cassirer, Das Problem, Jean-Jacques RousseaU>>, in Archiv /r Ge- sa e chiarificazione: Aufkliirung. Tradisce il cristianesimo nel dop-
schichte der Philosophie, t. XLI, 1932, pp. 177-213 e 479-513; Rabert Drath, Jean-
113
Jacques Rousseau et le christianisme, in Revue de Mtaphysique et de Morale, t. LID, Cfr. il bel capitolo di J. Ehrard, op. cit., pp. 753-767: Naissance d'un mythe: l'-
1948, pp. 379-414, che cita a p. 414 l'espressiane di Lefranc de Pompignan. ducaton.
Produzione di un'archeologia religiosa La formalita delle pratiche

pio senso del termine: lo abbandona e lo svela. Si inaugura cosl una specifiche - un culto. Questo almeno viene constatato nell' ambien-
reinterpretazione sociale del cristianesimo, che rifluira negli ambienti te ecclesiastico. Si tratta pero, nella massa dei credenti, di un grup-
cristiani: vi sviluppera le pratiche missionarie rivolte verso l' altro po di chierici. Esso si colloca proprio sul terreno dove si attua lo
come verso i testimoni futuri di una verit3. incerta al suo interno; vi spostamento appena segnalato. Si concentra dunque su un linguag-
provochera, piU tardi, la riproduzione dell' etica del progres so sollo la gio e su dei riti - poich e salvandoli che si difende - come punti di
forma di una teologia della storia, ecc. riferimento oggettivamente cristiani lasciati dall' esilio delle struttu-
Nonostante le ulteriori trasformazioni, proprie delle Chiese, la so- re pratiche del cristianesimo. Volendo schematizzare tale processo
cieta elitaria che ricava dalle credenze religiose un funzionamento prima di coglierne tutte le sfumature, possiamo dire che questo irri-
delle pratiche cristiane e che si da come etica, per un certo periodo di gidimento generera simultaneamente il silenzio per quanto riguarda
tempo, !'infinito progresso delle sue pratiche razionalizzate, trovera le convinzioni effettive, e ilfunzionariato [/onctionnariat] per quan-
nuevamente con la Rivoluzione un dio nascosto. n selvaggio o il to riguarda l' amministrazione dei riti. Quello che viene speri-
<<Volgare non ne erano che il presentimento. Sara il popolo: rivelato mentato dalla fede non pu piu essere detto con un linguaggio de-
nell' evento rivoluzionario che preannuncia la sua potenza; presente stinato ormai a un' operazione difensiva e trasforma to in muraglia
come un' origine; volta a volta controllo e oggetto dell' intelligencija verbale di una citta silenziosa. Non potendo articolarsi sulle prati-
durante una lenta democratizzazione; considerato infine come la ve- che sociali, le pratiche cultuali perdono anche la loro portata sim-
rita della storia - una verita gfa presente da sempre ma ancora senza bolca. Le analsi sul clero del XVIII secolo mostrano tulla quest' oc-
parola, in-fans. Feuerbach descrivera esattamente quello che e suc- cultazione del senso vissuto sollo il proliferare di provvedimenti
cesso: Nella pratica l'uomo ha sostituito il cristiano 114 - ma un uo- amministrativi che tendono a proteggere o a diffondere un discorso
mo scisso, ancora tagliato in due dalla distinzione che separa da! po- e dei gesti autorizzati.
polo da evangelizzare i ministri della storia, o dalle masse un chie- Tuttavia, i chierici non sono tutti i credenti, anche se sono loro
ricato borghese. che, da un secolo, hanno sempre piu !' onere di rappresentare la Chie-
sa. Accanto a questo Rifugio clericale - riduzione e miniaturizza-
zione della Chesa per quanto riguarda il teatro sacerdotale - vi sono
V. LE LEGGI PROPRIE DEL GRUPPO RELIGIOSO: le masse cristiane. Siamo sicuri di trovare in esse la dicotomizzazione
R!DUZIONE AL SILENZIO E AMMINISTRAZIONE CULTUALE tra le credenze e le tecniche civili o scientifiche, quando questa frattu-
ra ecreata dalla capacita di produrre, quindi e caratteristica della cate-
Che cosa resta ai gruppi cristiani, man mano che !' organizzazio- goria sociale che ha il potere di razionalizzare delle pratiche e che, di-
ne pratica del cristianesimo si socializza spogliandosi delle cre- venuta cosl capace di/are la cultura, lascia ai margini della sua attivita
denze? Dei contenuti ideologici - un discorso - e delle pratiche le rappresentazioni legate a un mondo ricevuto e a veritii date? Pos-
siamo supporre che le popolazioni francesi fossero interamente pla-
11 4 Tra la religone e la filosofia radicalmente nuova, c'e, per Feuerbach, sostitu-
smate secondo un modello voluto da un' lite?
1.one, cioe omologia di strutture e inversione disenso: L'incredulit3. ha sostituito la
fede, la ragione la Bibbia, la politica la relgione e la Chiesa; la terra ha sostituito il
cielo, il lavoro la preghiera, la miseria materiale l'Infemo, ecc. Aggiunge anche: Due pratiche del linguaggio
dobbiamo ritornare religiosi, la poltica deve diventare la nostra religone. Da ciO
lo Stato, e e la credenza nell'uomo come Dio dell'uomo, che rende soggettivamente Delle indagini compiute sulla <<letteratura popolare o sull'icono-
canto dell'orgine dello Stato [. . .]lo Stato e il Da degli uomini, pertanto aspira giu-
stamente al predicato divino della "Maesti". Abbamo preso coscienza di ci checo-
grafia religiosa impediscono di supporre questo allineamento. In ef-
stituisce il principio e il legame inconsco dello Stato: l' atesmo pratico (Ludwig fetti, esse sono state compiute sui fabbricanti di almanacchi, libretti o
Feuerbach, Manifestes philosophiques, tr. fr. PUF, Paris 1960, pp. 99-102). immagini popolari (cioe su chierici o artisti specializzati in questo

1 Qt.
Produzione di un'archeologia religiosa La formalitii. delle pratiche
genere e non sui loro lettori) 115 . Inoltre riguardano un tipo di espres- In questo caso, i discorsi (verbali, iconici, gestuali) non hanno la
sione particolarmente conservatrice dove tematiche e strutture cultu- stessa funzione, e dunque lo stesso signzficato, a seconda che siano
rali, rimanen do spesso immutate nonostante !'evoluzione circostante, contigui, cioe estranei alle tecniche del !avaro (sociale o professiona-
non sano dei buoni campioni su cu rilevare il cambiamento. le) o che organizzino queste tecniche e diventino uno strumento di
Secando questi studi, la devozione alle anime del purgatorio, ad produzione nelle man di un gruppo sociale. Da un lato, sano opera-
esempio, continua a diffondersi nell'iconografia delle chiese proven- tivi: nella scienza o nella cultura dell'lliuminismo, la teora articola
zali del XVIII secolo. Vi si osserva tuttavia che il purgatorio si addol- delle pratiche. Si ha la scrittura, ne! senso moderno del termine,
cisce: l'immagine illustra non tanto il giudizio di Dio quanto la li- quando la czfra 119 riguarda un' operazione. Dall'altro, laddove le prati-
berazione delle anime 1!6. L'idea del bonheur s'impone dunque ll co- che non sano articolate in un campo razionale da un ordine del fare,
me ovunque, durante l'lliuminismo117 . Ma quest'indizio, come molti il discorso costituisce uno spazio simbolico in cui vengono tracciate
altri 118 , apre un problema piu ampio, in quanto mostra che !'idea del differenze esistenziali. Qui, il simbolo permette un' espressione 120 .
bonheur si insinua al!' interno dei simboli collettivi tradizionali, li alte- Poich gli usi del linguaggio non sano gli stessi, possiamo trattare
ra dal di dentro, senza creare un tipo d' espressione che le sia propria. ogni linguaggio secando delle procedure identiche, cioe le nostre,
Vi e uno stravolgimento interno del linguaggio e non la creazione di storiche o sociologiche, che rientrano nell' ambito della cifra? Di
una formalita nuova. Siamo qui piu vicini ali' eresia medievale che che cosa rendono canto i nostri metodi interpretativi quando vengo-
non al discorso etico o scientifico moderni: un cambiamento viene no applicati a espressioni che funzionano in modo diverso dalle
formulato nei termini stessi e secando la modaliti. di un carpo costi- nostre produzioni? Problema fondamentale nella storia delle men-
tuito; non rifonde i simboli collettivi; non impone loro una diversa talita o nella sociologa culturale. Ne! XVIII secolo, e stato attuato un
organizzazione. Il muoversi di un gruppo si inscrive in questo reper- !avaro di dissuasione tra due culture di cui una, di lite, scientifica,
torio, ma non lo rimette in causa. Traccia soltanto delle varianti rela- borghese, si differenzia dall' altra, tradizionale, che e insieme
tive a una struttura stabile. Non altera il tipo di espressione. Quello !'oggetto e il termine della sua azione. Questa combinazione porta, in
che si produce spunta e si dice nel linguaggio, senza che si arrivi a seguito, a distinguere una cultura tecnica e scientifica da una cultura
/are un linguaggio al fine di produrre degli avvenimenti (come e teatrale e, proprio per questo, medioevale 121 . Come puo !'una render
proprio del discorso scientifico fin dall'lliuminismo). Gli spostamen- canto dell' altra? A due funzionamenti del linguaggio, devano corri-
ti di mentalita vengono contrassegnati soltanto nelle rappresentazioni spondere delle interpretazioni diverse perch, in realti., in entrambi i
ricevute. Qui, le pratiche non sano il luogo stesso in cu si elabora una casi, i segni non parlano allo stesso modo, anche quando dicono la
ragione ordinatrice che, perla sua propria gnosi, relega i simboli col-
9
lettivi ne! molo - divenuto ideologico - di resti adiacenti o storici. 11 Cfr. nota 55 p. 173, circa la distinzione tra cifra e simbolo.
120
Possiamo paragonare a quest' analisi di un problema storico, le osservazioni di
Luce Irigaray, Langage de classe, langage inconscient (in Le Centenaire du Capi-
11 5Cfr. ad esempio, M. de Certeau, La Culture au pluriel, cit., pp. 55-94: La beaut tal, Dcades de Cerisy-La-Salle, Mouton, Pars 1969, pp. 191-202), su due hrnzio-
du mort. Le concept de culture populaire. ni clivergenti dell' enunciato legate allo statuto dello strumento di lavoro.
116 Gaby e Michel Vovelle, Vision de la mort et de l'au-deld en Provence, Cahiers 121
Teatrale nel senso che, come diceJacques Le Goff del Medio Evo, essa igno-
des Annales, A. Colin, Pars 1970, XXIX, pp. 37-42. Cfr. anche Victor-Lucien Tapi, ra un luogo specializzato per il teatro. Tutta la societa meclioevale recita se stessa,
Jean-Paul Le Flem, Annik Pardailh-Galabrun, Retables baroques de Bretagne, PUF, aggiunge (La Civilisation de l'Occident mdieval, Arthaud, Paris 1964, tr. it. di A.
Pars 1972, che consente di cogliere dei movimenti della mentalita religiosa attraver- Menitoni, La civiltd dell'Occtdente medievale, Enaudi, Torino 1999). E espressione
so quelli delle rappresentazoni iconografiche. di se stessa, rappresentazione del suo universo. E stato necessario che una soceta di-
117 Cfr. Robert Mauzi, L'Ide de bonheur dans la littrature et la pense franfaise du
ventasse fabbricatrice di se stessa, per trovarv localizzato il teatro, o perch si crei il
XVIIJ.f siecle, Slatkine, Geneve 1990. binomio della cultura espressiva e della cultura operativa. Sugli aspetti attuali di que-
118 Cfr. in/ra, pp. 210-212, soprattutto per quanto riguarda gli almanacchi popolari sta dicotomia, cfr. M. de Certeau, La Culture au pluriel, cit., pp. 226ss.: La culture
e la Biblzotheque Bleue. dans la socit.
Produzione di un'archeologia religiosa La formalita delle pratiche

stessa cosa. Gli enunciati operano su registri di enunciazione eteroge- ce, nella forma di tanti Examens critiques 124 , di interpretare le rap-
nei. Si avrebbero due sistemi embricati, ma diversi, la cui eteronomia presentazioni popolari o religiose come produzioni (del clima, del-
non puo essere superata da alcun modello esplicativo, poich esso ri- la meccanica sociale, ecc.) 125 . Cosa avviene da entrambe le parti, co-
manda a un luogo d'enunciazione e a una pratica del linguaggio pro- me effetto di questa nuova coesistenza e delle reciproche riorganizza-
pri di uno solo di questi sistemi. zioni che essa determina?
L'interpretazione di questa differenza nei termini di un' opposizio-
ne tra lites e masse rischia di essere ingannevole se non esplici- Scrittura e oralitd
ta come la frattura prodotta dall'Illuminismo modifichi la natura di
questa distinzione lites/masse. E riconoscere questa cesura, significa Il problema appare, ad esempio, sotto forma di un nuovo rappor-
ammettere che la distinzione lites/masse, essendosi prodotta secon- to tra lo scritto e l' ora/e. La cultura popolare che viene determinara
do modalitit diverse, non puo essere generalizzata senza creare equi- dal suo interlocutore e orale, ma l' oralitii diventa un' altra cosa ne!
voci: essa non e dunque un buon strumento di analisi. Certo, parlan- momento in cu lo scritto non e piu smbolo ma cifra e lo stru-
do in generale, esistono sempre delle lites e delle masse. Ma, ne! Me- mento di un fare la storia nelle mani di una categoria sociale. E no-
dio Evo, l' lite intellettuale rappresenta uno statuto superiore in una ta la fiducia che il XVIII secolo e la Rivoluzione ripongono ne! libro: la
gerarchia degli esseri; il chierico ha il potere di dire l'ordine universa- scrittura rifara la societii, nello stesso modo in cui el'indizio del pote-
le che egli lascia e fa apparire ne! suo sapere giustificando cosi il suo re che la borghesia illuminata si dii. Ma all'interno stesso della cultu-
posto all'interno dello stesso mondo 122 . L' lite del XVII secolo non si ra illurninata, l' oralitii cambia statuto dal momento che la scrittura di-
stabilisce sul /atto di una dif/erenza posta dall' ordinamento del co- venta l' articolazione e la comunicazione dei lavori attraverso i quali
smo, ma su una pratica della frattura, su una dif/erenziazione che essa una societii costruisce il suo progresso. Essa si sposta, come esclusa
produce: questo gesto consiste, per l' lite, ne! distinguersi dal resto (le dalla scrittura. Si isola, perduta e ritrovata in una <<VOCe che e quella
masse) attraverso una capacita di fare; esso euna trasposizione del- della natura, della donna, dell'infanzia, del popolo. E la pronuncia,
la separazione con la quale il Dio giudeo-cristiano si costituiva come staccata dalla logica tecnica delle consonanti-cifre. E il parlare,
creatore 123 . Questa borghesia-dio fa il mondo (la sua ragione epotere estraneo ma in relazione rispetto alla lingua artificiale delle combi-
di fare) e, con lo stesso movimento, si dissocia dalla massa o dal nazioni scritte. E musica, linguaggio dell'indicibile e della passione,
<<Volgare che, ne! mito o nei simboli, riceve il mondo come senso. canto e opera, spazio in cu si cancella la ragione organizzatrice ma
La scristianizzazione - sarebbe meglio parlare di un deteriora- dove l' energa dell' espressione dispiega le sue variazioni ne! qua-
mento dell'universo religioso (la fede cristiana resta compatibile con dro della finzione e parla dell'indeterminato o dell'io profondo 126.
questa sparizione) - e nell' lite illurninata il reciproco della sua auto-
genesi. Ma questo e particolare di tale lite. Il XVIII secolo e il mo- 124 Roland Mortier osserva giustamente che si vedono pullulare, dopo il 1700, nel-
mento in cui due pratiche del linguaggio coesistono, si compensano, le collezioni di manoscritti, gli Examens critiques, e analizza alcuni di questi testi
si alterano recprocamente, senza che si possa ridurre !'una all'altra (Burigny, Meslier, o il Militaire philosophe), in La remise en cause du christianisme
au xvme siecle, n Revue de l'Universit de Bruxelles, 1971/4, pp. 415-443.
n supporre validi per entrambe i meto di d' analisi sorti proprio dal 125
Si tratta di un nuovo tipo d'interpretazione, poich nel XVI secolo la critica radi-
discorso che organizza razionalrnente delle pratiche e che e giit capa- cale - quella, ad esempio, di Henri Estienne- vede nel cristianesimo la ripetizione
mas cherata della religione antica e non il risultato di cause naturali (cioe, in sostanza,
122 Cfr. le analisi diJacques Le Goff, Les Intellectuels au Moyen Age, Les ditions la rappresentazione inconscia di leggi prodotte dal sapere).
du Seuil, Pars 1957, tr. it. di C. Giardini, Gli intellettuali ne! Medioevo, Mondadori, 126 Su questo rapporto della musica con l'indicibile, con le passoni o con la natura,

Milano 1981. cfr. Georges Snyders, Le got musical en France aux XVIP et XVIIP siec!es, Vrin, Paris
123 Cfr. Paul Beauchamp, Cration et sparation. tude exgtique du chapitre pre- 1968, pp. 7lss., e (per quanto riguarda Diderot e Rousseau) pp. 108-134. Nondime-
mier de la Genese, Les ditions du Cerf, Paris 2005. no, per la sua contiguit3. con la scrittura in seno alla cultura illunnata, la rnusica e
1M
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

Non e un caso se l'lliuminismo e ad un tempo il regno della scrittura condizionamenti sociali che la provocano e il loro senso. Il movimen-
normalizzatrice e !'impero della musica 127 . Sembra che nella cultu- to che riconduce la religiosita a una specie di storia senza parola !'i-
ra nata da Gutenberg, la parola antica si sia spartita tra la scrittura dentifica a una festivita incapace di articolarsi su un discorso scienti-
fabbricatrice d' oggetti e il canto di una passione senza contenuto, di fico (al contrario di cio che accadeva nei rapporti tra la liturgia e]' an-
un' origine che e al di fuori del testo, o di un indefinito del desiderio tica dogmatica). La religione e posta dalla filosofia dell'lliuminismo
che fugge e affascina tutti gli scrittori della fine del secolo. Nasce una in que! <<Volgare che conserva si una voce ma superstiziosa, priva di
musica che e in rapporto con la ragione trionfante. E la voce distinta ragione, estranea al sapere che ne hanno gii gli ambienti illuminati.
dai contenuti ormai strumentalizzati; si colloca altrove dove sfugge e Rispetto all'lite che si definisce attraverso lo serillo e circoscrive la
viene meno al discorso dell'lliuminismo. civilta all'interno di cio che la scrittura fa- produzioni che si esten-
Come stupirsi se la religione e la cultura popolare si manifestano dono dalla scienza fino alla lingua stessa, identificata con il buon
anche come Voce? La Parola, gii disgiunta da! discorso razionale ad uso degli autori - con !'ora/ita siforma un segreto, residuo della fe-
opera della Riforma, viene condotta alla musica dall' esperienza spiri- sta, concerto di voci, silenzio del senso nella pienezza del suono, fon-
tuale: E un Paul Gerhardt e un J.S. Bach che segnano ]' apice della do popolare offerto al sapere elitario che lo educa cosi come !'lite
mistica luterana 128 . n punto di arrivo dell' anti-intellettualismo a cui sfrutta le miniere o gli usi selvaggi del Nuovo Mondol3 1.
la mistica e costretta dalla nuova intelligencija e la musica, il poema, Questo indica che una cultura perde la parola ne! fondare la scrit-
la cantata - salvo che ne! XVIlI secolo, essendo la tradizione cattolica tura? Comunque qualcosa avviene nell' ambito dell' oralid. Ma cosa
piii fortemente interessata al discorso sociale, la mistica musicale, se ne puo dire, una volta che, con la storiografia, ci siamo collocati
poetica e oratoria fugge verso l'Est protestante dell'Europa 129 , dove nell'ambito della scienza scritta? Non basta, per poterne parlare, che
si trasforma ovunque in esoterismo e in occultismo. Piu in generale, la storia abbia proprio la funzione, dalla fine del XVIII secolo, di man-
un'intera parte della religione rifluisce verso il cantico popolare, ver- tenere il rapporto della ragione con la globalita che le sfugge e di es-
so la festa cultuale, verso l'interiorita familiare, formando cosl il con- sere il discorso bigamo in cui il sapere si sposa contemporaneamente
trappunto di quell'altra parte che incontreremo, ufficiale e superfi- con la scienza che/a della storia 132 e con il romanzo, quest'estenua-
ciale, amministrativa e organizzatrice, ma in ultima istanza alienata zione del Mito 133 , che lascia esprimersi lo Spirito del tempo, lo
per il suo immenso lavoro di police 130 clericale. Prima di sottolineare Zeitgeist.
i pericoli di una localizzazione ne! cultuale, occorre comprendere i
Un entre-deux: i preti
anche il campo in cui si sviluppano la codificazione, la trascrizione, la numerazione.
Anche la danza diventa una scrittura e obbedisce alla cifra: cfr. ad esempio Francine
Lancelot, criture de la danse. Le systeme Feuillet, in Ethnologie frani;aise, t. I,
Se si risale dalle zone assenti della storiografia a cio che emerge nei
1971, n. 1, pp. 29-58. documenti del XVIlI secolo, si osserva all'interno del cristianesimo
127 E il titolo del capitolo che Pierre Chaunu dedica all'estetica dell'Illuminismo: La una scissione analoga aquella che spartisce la societa tra scrittura coi-
civiltd dell'Europa dei /umi, cit., pp. 373-426. ta e oralita popolare. A dire il vero, cio che viene coito non ela rottu-
ra stessa, poich essa non e un oggetto analizzabile di un luogo che
128 Cfr. Hasso Jaeger, La Mystique protestante et anglicane, in Andr Ravier

(cur.), La Mystique et les mystiques, Descle de Brouwer, Pars 1965, p. 284. Il con-
trappunto di Bach ha del resto un rapporto strutturale con la scienza medioevale; la
sfuggirebbe alla divisione creata dall' osservazione scientifica; ma so-
sua musca s ispira alla teologa mstica del Medio Evo o d Taulero i cu Sermonifi- n o i suoi effetti e il suo contraccolpo nella regione dove una ragione
guravano nella sua biblioteca (ibid., pp. 279s.).
129 Cfr. ad esempio J.-B. Neveux, Vie spirituelle et vie sociale entre Rhin et Baltique 131
Cfr. M. de Certeau, D. Julia, J. Revel, Une po/itique de la langue, cit.
au xvrie siecle, de]. Arndt d P.]. Spener, cit., e Pierre Deghaye, La Doctrine sotrique 13 2
Cfr. supra, Fare della storia.
de Zinzendorf, Klincksieck, Paris 1969. 133
Claude Lvi-Strauss, L'Origine des manieres de table, Plon, Pars 1968, tr. it. di
" [Cfr. in/ra, p. 208]. M. Di Meglio, Le origini delle buone maniere a tavola, Est, Milano 1999, pp. 105ss.
Produzione di un' archeologia religiosa La formalita delle pratiche

cristiana si sviluppa secando il modello che ormai le impongono l'eti- le viene fissato. L'organzzzazione delle pratiche sara piu /arte del siste-
ca e la filosofa dell'lliuminismo. La viene effettuato un considerevo- ma di rappresentazioni di cu assicura la circolazione o il mantenimen-
le lavoro di organizzazione, ma determinato dall'utilitit sociale - to. Questo si rintraccia, si e visto, nel processo che sostituisce il pri-
come negli altri settori del chiericato illuminato - e caratterizzato dal mato delle pratiche a quello delle credenze. Ancora, il discorso cri-
rarefarsi della parola o dal silenzio dell'espressione cristiana: sembra stiano diventa l' oggetto e lo strumento di una produzione - quella che
che questi chierici perdano la parola man mano che edificano una costruisce un corpo sociale religioso. Nonostante la Parola vera arti-
Chiesa. Non possono pii dire, non solo, spesso non hanno pii niente coli delle pratiche e fornisca loro un quadro di riferimento, essa si
da dire 134 , soprattutto perch la ragione a cui si conforman o, come trasforma in un mezzo all'interno di un' assiomatica del fare la so-
minoritari nell' ambito della borghesia illuminata, organizza la loro at- cietit. Si rarefa in quanto parola. E congelata in un discorso costitui-
tivita a fini produttivi proprio quando riconducono ancora quest'uti- to che, certo, non esplicita l' operazione di cu esso e l'oggetto (in que-
litarismo a vantaggio di veritit cristiane ricevute. sto e inerte ed estranea al discorso etico dell'lliuminismo), ma che
Al livello del suo funzionamento sociale, la Chiesa del XVIII secolo funziona secando la ragion pratica propria di tutta l' intelligencija
e modificata da due processi che si rafforzano recprocamente. Da del tempo (e i chierici ne fanno parte).
una parte, per va della sua emarginazione (ancora relativa) in una so- Cosi si determina la posizione particolarmente contraddittoria che
cieta dove il ctistianesimo cessa di essere un quadro di riferimento to- occupano questi preti. Situati nell' entre-deux di co che diventano da
talizzante, il prete diventa cio attraverso cui la Chiesa si distingue da un lato la Chiesa e dall' altro la societa, viven do questa contraddizione
altri gruppi: la pratica e la teora del cristianesmo si mpegnano su in un luogo che Ji riavvicina ai fabbricatori di societa (cioe agli Educa-
questa frontiera del sacro. Dalla fine del XVII secolo, si assiste a una tori), ma come rappresentazioni che es si devono conservare senza che
miniaturizzazione della Chiesa 135 . Anche se molti laici son o credenti, queste permettano loro di pensare quanto stanno realmente facendo,
e nei termini del sacerdozio, visibilita sociale della differenza, che si questi preti sono votati a dei compiti sempre pii amministrativi e, per
formulano i problemi della vita cristiana. un altro verso, al silenzio per quanto riguarda il senso della loro fede.
Ma, dall' altra, il centro di questo nuovo sistema di difesa o di mis- La soluzione di questo dilemma consiste nel concentrare l' esercizio
sione e proprio definito da chierici che partecipano, poco o moho, del potere organizzatore sul settore oggettivo che e tenuto a rappre-
della nuova cultura. Sono stati convertiti in uomini della scrittura at- sentare il mantenimento della fedelta cristiana, cioe quello delle pra-
traverso il lavoro dedicato, durante un secolo, alla riforma e alla for- tiche religiose del discorso costituito: il culto e !'ideologa.
mazione del clero, obiettivo primario della Chiesa post-tridentina.
L' ermeneutica clericale
Seminari, conferenze ecclesiastiche, statuti sinodali o visite pastorali
tendono in primo luogo a educare i chierici e a uniformare un perso-
nale amministrativo. Questa grande campagna mette i preti in una si- Un carattere comune si evidenzia tuttavia nell' lite clericale: il riti-
tuazione sempre pii difficile. Poich se essa ha lo scopo espliciro di rarsi nel linguaggio scritturale, ispirato sempre pii ad una nostal-
gia delle origini. n lavoro che riconduce la storia del cristianesimo ai
difendere o di diffondere delle credenze religiose, gli fornisce come
suoi inizi grazie all'esegesi 136 , o che cerca di strappare la morale alla
meuo un' amministrazione tecnica la cu logica e contraria al fine che
casustica probabilista e fonda un rigorismo pii puro su un ritorno
l34 Cfr. DominiqueJulia, <<Le pretre au xvme siecle. La thologie et les institutions, al Vangelo 137 , culmina nell' esclamazone di uno dei preti pii lucidi
in Recherches de science relt'gieuse, t. LVIII, 1970, pp. 533s., sul tapporto tra un di-
136
scorso ufficiale e un'esperienza che non si dice: vi sono una clandestinit?l, una Cfr. G. Gusdorf, Dieu, la nature, l'homme au siecle des Lumieres, cit., pp. 207-231.
perseveranza sotterranea, un silenzio dei sentimenti o delle convnzioni rispetto
137
a
Cfr. douard Hamel, Retours l'vangile et thologie morale, en France et en
ali' attiviti pubblica. Italie, aux xvrre et XVIII"' siecles, in Gregorianum, t. LII, 1971, pp. 639-687, in parti-
13 5 Cfr. supra, <<L'inversione del pensabile. colare l' analisi dei lavori d Concina (De loci's theologicis seu purior ethicae chrz'stia-
Produzione di un' archeologia religiosa La formalitit delle pratiche

del tempo, Monsignor Jean Soanen: Bei giorni del cristianesimo, ra una volta e una pratica cattolica della Bibbia a prevalere, ed eor-
quando ritornerete? 138 Ma, di fatto, questo lavoro opera nei testi ganizzata da quei pastori che Fnlon chiama g scritture viventi -
antichi una selezione; rimanda alle superstizioni o alla sensibilita un'espressione che nel XVIII secolo designera gli scribi e i tecnici del-
di uomini <liversi, piu semplici di noi e piii ignoranti 13 9, tutto le pratiche religiose. I pastori cattolici, che si stuavano sul terreno
quello che e divenuto incredibile ne! XVIII secolo, e ne estrae un con- delle istituzioni ecclesiastiche, effettuano nelle pratiche una selezione
tenuto conforme all'lliuminismo. Quest' ermeneutica produce un og- analoga a quella che l' esegesi colta compie ne testi: le superstizioni
getto secondo regole operative che non dipendono piii da convinzio- popolari ne vengono scaccate, rimandate a un passato inconfessabi-
ni religiose (anche se la pratica di tale ermeneutica e ancora sotto- le, affinch sa evitato un <liscredito perla religione 142 . L'ermeneu-
messa a pressioni ecclesiastiche) e che determinano i risultati ottenu- tica delle pratiche e quella dei testi obbediscono agli stessi principi.
ti in modo molto piii sicuro di quanto non facciano i motivi o le Questi uomini, infatti, sano innanzitutto dei chierici. Essi si di-
intenzioni investiti in questo lavoro. La logica delle tecniche utiliz- stanziano in massa dalla cultura popolare, tollerando o ignorando co
zate prevale sullo spirito che esse erano tenute a difendere. Nei Pro- che non possono impedire. La rottura si aggrava fin dagli anni 1750.
testanti vediamo risorgere, accanto a quest'esegesi, un'interpretazio- Diminuzione dei contatti tra i pastori e la popolazione; ritirars del
ne trascurata fin dalla Riforma 140 : una lettura edificante, pietista, po- clero in un discorso che e stato costruito nel XVII secolo come rifor-
polare. La Bibbia diventa un' allegara che cela pratiche religiose ete- mista ma che diventa il mezzo formale dei raggruppamenti sacerdo-
rogenee; e uno spazio simbolico in cu le esperienze individuali rice- tali; scomparsa quasi totale delle visite pastorali: questi fatti, insieme
vono un mezzo con cui esprimersi. a molti altri, attestano contemporaneamente l' attrazione esercitata
L' esegesi pa si ritrova nel cattolicesimo, anche qui marginale ri- dall'intelligencija illuminista (nata da una frattura rispetto al <<Volga-
spetto alla scienza autorizzata, ma piu sospetta in quanto sfugge all'i- re), e la paralisi determinata dall'impossibilitii di introdurre ne! di-
stituzione ecclesiale. La preoccupazione ecclesiale si manifesta attra- scorso religioso (cristallizzato laddove la Chies a <leve essere difesa dai
verso il moltiplicarsi delle istruzioni e dei meto<li>> per la lettura: il suoi Leviti) la rvoluzione epistemologica che ela forza di quest' intel-
buon uso della Scrittura ha il sopravvento sulla sua veritii 141 . Aneo- ligencija. Certo, questi preti sano cambiati da una lenta trasformazio-
ne che tuttavia rimane segreta o marginale. Quando rimanda a dopo
nae/ontibus, 1751), di Zaccaria (De l'usage des critures en thologie mora/e tire des la sua marte l' espressone del suo vero pensiero, Meslier rappresenta
sources tres pures de l'criture et de la tradition ... , 1770), ecc. un caso limite ma niente affatto eccezionale 143 . Il contenuto del di-
138 Jean Soanen, Sermon sur !' exemple, in Jacques-Paul Migne, Orateurs sacrs, t. XL,

Paris 1854, col. 1370. e rapporto con la verita (cfr. il suo sermone Sur les saintes critures, inJ.-P. Migne,
139 Georg Christoph Lichtenberg, ctato in G. Gusdorf, op. cit., p. 212. Orateurs sacrs, t. XL, cit., coll. 1444-1462); ma egli sa gia che questo linguaggio non

14 Cfr. G. Gusdorf, op. cit., p. 204, che si riferisce anche all'importante libro di Em- e pi-U ascoltato.
142
manuel Hirsch, op. cit., t. rr, pp. 169ss. Si tratta di un'espressone che ritoma molto spesso nelle Conferenze ecclesiast-
141 Lo si osserva alla fine del XVII secolo nella famosa Lettera di Fnlon al vescovo
che di Bordeaux che ho potuto analizzare (cfr. nota 145 p. 213), soprattutto quando
di Arras, Sur la lecture de l'criture sainte en langue vulgaire (in CEuvres completes, vengono trattati casi di morale o di liturgia.
143
Paris 1848, t. rr, pp. 190*201), o nelle riflessioni che sullo stesso argomento sono fat- Jean Meslier (1664-1729), CEuvres, (a cura di R. Desn), Economica ditons,
te nel suo Mandement sul modo in cuifu accolta la Bulla Unigenitus (ibid., t. V, 1851, Paris 1999. Il Mmoire di Meslier nizia cosi: Miei cari amici poich il dirvi aperta-
pp. 140ss.): <<Ascoltare i pastori che spiegano le Scritture significa leggerle. Cosi la mente durante la ma vita cosa pensavo non mi sarebbe stato consentito e avrebbe
Chiesa us spesso del dritto di permettere la lettura del testo sacro solo alle per- avuto conseguenze troppo pericolose e incresciose per me ... ho deciso di drvelo al-
sone che giudicava abbastanza ben preparate per leggerlo con profitto (CEuvres, meno dopo lamia morte (CEuvres, cit., t. I, p. 1). Con un atteggiamento estrema-
cit., t. TI, p. 193). Questa teologa e tradizionale, ma, nel XVIII secolo, funziona come mente devoto (e un'espressione del suo arcivescovo, nel 1716, ibid., t. r, p. XXVIII),
la sostituzione del prete, punto di riferimento sociale oggettvo, al testo, punto di ri- Meslier protegge un atesmo trasmesso per testamento, cosi come molt pret pubbli-
ferimento letterario oggettivo. Qui, come del resto fa spesso, Mons. Soanen risolve la camente antgiansenisti dichiarano per testamento le loro convinzoni contrarie (co-
questione grazie al vigore con il quale presenta le Scritture come linguaggio di Dio me ha mostrato Julien Brancolin citato da R. Desn, cfr. ibid., t. I, p. XXXVII, n. 1).
Produzione di un' archeologia religiosa La formalitit delle pratiche
scorso el' atto del parlare si pongono fuori, estranei l'uno rispetto al- doveri e corrette dai vicari genetali. Questo discorso e uniforme,
1' altro come il testo e l' autore: quando c' e enunciazione, l' enunciato senza contraddizioni interne, sottomesso alla citazione, impermeabi-
mente; quando l'enunciato dice il vero, non c'e piu enunciazione. La le all' esperienza personale, docile al neutro del gruppo. Determina
parola si scompone in una voce senza verita e in una scrittura senza la promozione alle cariche (il sacerdozio e una carriera come un' al-
voce - una struttura che combina, spingendole al limite, la posizione tra144), e non implica piU riferimenti alla vita locale reale. Quello che
del volgare e quella dell'Illuminismo. riguarda la sessualita o la violenza nelle campagne ne viene rimosso,
Questa trasformazione occulta non compare nei testi o nei gesti per essere sostituito dai casi astratti che espongono i libr rcevu-
ufficiali e non verra messa pienamente in evidenza che al momento ti145. La stessa constatazione si puo fare a proposito delle regolamen-
della Rivoluzione, quando tanti preti svolgeranno un molo decisivo tazioni pastorali o della letteratura sacerdotale. Il compito di organiz-
nel disoccultamento nazionale che rimanda in particolar modo alla zare un gruppo ha fatto nascere questo linguaggio amministrativo
loro situazione specifica. Prima, bloccati nell' entre-deux della religio- che non e permeabile alla vita dei preti piU di quanto lo sa a quella
sita popolare e della borghesia illuminata, possono soltanto gestire il dei loro fedeli. La formalita di una pratica produttrice ha svuotato il
loro discorso ideologico e organizzare delle pratiche religiose, appli- discorso del suo potere di dire la realtii. Sara necessaria l' esplosione
cando alle masse l' etica dell'Illuminismo in materia di educazione. rvoluzionaria perch rinasca un' espressione dell' esperienza spirtua-
le (Grou, Cloriviere, ecc.), nello stesso momento in cui si sveleranno
Una police del linguaggio e del culto il teismo latente sotto il linguaggio clericale e l'irrilevanza religiosa
mascherata dal mantenimento dei costumi tradizionali.
Nel XVIII secolo, la police indica, ad un tempo, la cultura (si e po- Nella pratica la grande preoccupazione e il culto. Sotto questo
lics) e l' ordine che essa presuppone. E indissociabile dall'Educazio- profilo, le Visite pastorali costituiscono un documento prvilegiato
ne. Nelle istituzioni specificamente ecclesiali, la cultura e partecipa- per scoprire, di parrocchia in parrocchia, le reazioni dei fedeli, dei
zione a una filosofia civile i cui prindpi vengono da altrove. Essa oc- curati e dei vescovi. L' osservanza e la purificazione del culto sono la
cupa cosl poco posto nell' ambito dell' attivita ministeriale. Si tratta preoccupazione essenziale dei responsabili, mobilitati per altro su
dunque della messa a punto di un ordine che ha il sopravvento, sia due fronti: la lotta contra le concorrenze esterne (in primo luego, il
nel discorso che nel culto. taverniere, questo anti-curato), l'eliminazione delle indecenze al-
Per quanto riguarda il linguaggio, possiamo concludere dalle ri- l'interno (e anzitutto delle antiche tradizioni popolari che popola-
cerche basate su gran parte delle comunicazioni del discorso clerica- vano la Chiesa di santi terapeuti, di immagini familiari e professio-
le ufficiale, che i chierici diventano i funzionari di un'ideologia reli- nali, di rumorase festivita). Una repressione iconografica esclude
giosa. Quella che nel XVII secolo era la dinamica di una riforma si tra- la nuditii, gli animali, le rappresentazioni non conformi alla verita
sforma nel XVIII secolo in un apparato amministrativo di un' estrema storica, infine tutto quello che sarebbe oggetto di derisione,
precisione, tutto intento a gestire dei principi, cioe a difendere un lin- cioe che non sarebbe conforme al gusto di quell' intelligenczja a
guaggio di gruppo. Si puo dare una valutazione di questo analizzan- 1
44 D. Julia, Le Pr!tre au XVIIIe siecle>>, op. cit., p. 525. Cfr. anche Charles Berthelot
do le impressionanti serie di archivi costituite dalle Conferenze ec- du Chesnay, Le Clerg franc;ais au xvme sii!:cle et les registres d'insinuation eccl-
clesiastiche e le Assemblee dei vicari foranei, runioni sacerdotali di sastique, in Revue d'histoire moderne et contemporaz"ne, 1963, pp. 24lss.
4
distretto, mensili o bimensili, e consacrate ogni volta a tre argomenti 1 5 Questo emerge soprattutto da un'analisi delle Conferenze ecclesiastiche e Con-

(Spiegazione della Sacra Scrittura, Virtu ecclesiastiche, Teolo- gregazioni foranee della diocesi di Bordeaux nel XVII e XVIII secolo, dossier che forni-
sce una serie completa {Bordeaux, Archives dp., G. 591-597: per il xvm secolo). Al-
ga pratica o morale). L' erudizione dei preti e succeduta alla loro
tre ricerche confermano quest' analisi, se si tiene conto del fatto che, riformata prima,
ignoranza di una volta. Ma quest' erudizione soffoca se stessa nella r- la diocesi di Bordeaux presenta anche pi-U. rapidamente di altre quest'evoluzione ver-
petizione dei libri o delle rsposte imposte dall'autoritii sotto forma di so il formalismo.
Produzione di un' archeologia religiosa La formalitil delle pratiche

cui i chierici hanno fissi gli occhi146 . Quanto sa importante il crite- re al popolo 151 . Esistono dunque nell' agire cristiano delle particola-
rio nelle valutazioni morali, lo mostra l' opinione dei curati sui fede- rita - soprattutto delle pratiche cultuali - e una teatralizzazione del-
li, poich la grossolanita dei costumi vi ha maggior peso dei pec- le rappresentazioni. Ma esse si inscrivono in un' economa civile. Ci
cati147. che quest' amministrazione stessa fa quando organizza degli spetta-
Si tfatta di una police delle pratiche. D' altronde, ci che il po- coli o una disciplina per il popolo, obbedisce alle regole di una ra-
tere, per parte sua, ritiene piu importante nella religione e proprio gione illuminata, alla formalitii delle pratiche quale viene definita
lo strumento limitato ma necessario del culto. Ne! suo importante dall'Illuminismo.
Trait de la police (1705), Delamare, dopo un libro primo su que- Che ne e allora delle masse popolari che rappresentano nella cultu-
stioni piu generali, dedica tutto il libro secondo alla religione, il ra elitaria la Voce che questa perde ne! fabbricare la scrittura? Cosa
primo e il principale oggetto della police, unicamente per affronta- sara allora delle tradizioni orali di cu l' analisi scientifica ha fatto il suo
re due argomenti: da una parte, il trattamento dei non cattolici; dal- estemo, cioe quello che essa eliminava per costituirsi? Esse sfuggono
1' altra, il rispetto del culto (feste, periodi di penitenza, processioni, all' autorita ecclesiastica anche quando accettano i simboli e i riti reli-
pellegrinaggi, ecc.) 148 . Indizio, tra molti a!tri, di una santa allean- giosi. Senza dubbio (ma fino a che punto?), esse allegorizzano questi
za, come la chiama d'Holbach 149 , ma piii ancora di un'omologia segni e questi gesti, cosi come l' esperienza individuale pietista fa con i
nell' ambito delle pratiche, nel momento stesso in cu queste veicola- testi scritturali. Questi spostamenti pratici dell'interpretazione sulla
no verita diverse. Una stessa logica situa la colpa laddove appare un superficie dei testi stabiliti ci rimangono sconosciuti poich non si
ostacolo o uno scarto rispetto a una police dei costumi. E chiare che scrivono. Certo, la letteratura popolare degli almanacchi ci fornisce un
l' amministrazione ecclesiastica costituisce non dimen o un corpo pro- indizio, seppur fragile: sostitusce alle frottole ecclesiastiche la cer-
prio, e che questo marchi tale specificita con interdetti - limiti o tezza delle tecniche domestiche; al timore del giudizio dopo la morte,
aggiunte - destinati a rettificare, ai suoi confini, la normalita comu- le ricette terapeutiche tratte da un' esperienza ancestrale e i metodi del
ne15. Allo stesso modo, essa conserva magnifici oggetti di pensie- buon vivere o del saper vivere 152 . Si tratta della volgarizzazione
ro - spettacoli sorprendenti e tesori inestimabili - che fa vede- dello spirito dell'Illuminismo compiuta da autori educatori, o della
testimonianza di pratiche popolari che si trovano un linguaggio ai
14 6 Mi rifersco al rapporto sintetico presentato da D. Julia al Convegno studi di margini della tradizione religiosa? Tutt' e duele cose, probabilmente.
stora socale e religiosa>> di Capaccio~Paestum (18-21 maggio 1972): La Rforme Ma, volendo precisare il secondo aspetto - quello che durante il XIX
post-trdentine en France d'apres les proces-verbaux de visites pastorales: ordre et secolo verra rimosso dalla scolarizzazione e sviluppato dalla democra-
rsistance, n La societd religiosa nell'etd moderna, cit. tizzazione -, si dovrebbe ricorrere al linguaggio dei gesti e degli arne-
147 Cfr. DominiqueJulia, Le Clerg parossal du diocese de Reims ala fin de l'An-
cien Rgime, TI. Le vocabulaire des curs: essai d' analyse, in tudes ardennaises, n.
si, a quei discorsi chiamati taciti e che all'inizio si sono fatti sentire
55, ott.-dic. 1968, pp. 41-66. solo ne! corso di sommosse o di rivoluzioni con la falce, la forca, la
148 Nicolas Delamare, Trait de la Police, Pars 1705, pp. 267-378: De la religion.
149 Nell'Essai sur les Prjuges, citato da Roland Mortier, La remise en question du 151
Sono le espressioni che Mons. Jean Soanen usa nel suo sermone Sur l'excellence
christianisme au xvme siecle, op. cit., p. 421. du christianisme (in Migne, Orateurs sacrs, t. XL, coll. 1162-1168). Agli spettacoli
I50 Ad esempio, riprendendo un antico obbligo rcordato dalla Bolla Supra Gregem presentati dalla religione, egli aggiunge i vantaggi e i tesori che essa offre: tro-
di Pio V (8 marzo 1566) e dalla Sacra Congregazione del 1699, il diritto della Chiesa viamo in seno alla religione cristiana, come in seno alle montagne che producono l'o-
probisce ancora al medico di visitare gli agonizzanti se prima non ha visto l' attestato ro e il diamante, inestimabili tesori (ibid., col. 1166; cfr. coL 1172). Ma queste
del confessore che certifica di averli ascoltati in confessione. Cfr. Erneste de S. Jo- espressioni si ritrovano in molti altri autori.
seph, Le Ministere du con/esseur en pratique... , Barchon, Liege 1718, t. 11, p. 395. 152
Genevieve Bolleme, Les Almanachs populaires aux xvr.r ei XVIII! siecles. Essai
Questo provvedimento che si inscriveva in un orclinamento gerarchico della societa, d'histoire sociale, Mouton, Pars 1969, e La Bibliotheque Bleue, Laffont, Pars 2003.
prende il senso di un marchio e di un arresto aggiunti come un aggiunta alla lo- Cfr. Robert Mandrou, De la culture populaire aux XVI.re et XVIII! siecles, Imago, Pars
gica civile di una professione. 2000.

1rn
Produzione di un' archeologia religiosa

zappa, ecc. Si dovrebbe prendere sul serio la /ormalitii di pratiche di-


verse da quelle della scrttura 153 . Forse questo significherebbe an-
Parte terza
che ritrovare ne! linguaggio la sua funzione di parola. SISTEMI DI SENSO:
Comunque, una frattura ha ormai dis-fatto i miti organizzatori di
condotte, per dar luogo, da un lato, a una ragione delle pratiche - LO SCRITTO E L'ORALE
un tipo di scienza -, e dall' altro, a delle rappresentazioni - ideolo-
gie o credenze. Nascera una nuova storiografia quando una raziona-
litii dei compiti rivoluzionari avra annoverato le credenze tra le fa-
vole antiche. La stessa comprensione, quindi, delle epoche prece-
denti ravvisera nelle rappresentazioni un effetto o un resto rispetto a
quello che, del passato, e diventato omogeneo al presente, cioe a una
scienza economica o poltica delle operazioni sociali.

153 Possiamo cosl gil leggere il vasto panorama che Femand Braudel ha iniziato a
tracciare in Civilisation matrielle, economie et capitalisme (x-0'-XVIIP siecles), t. I, LGF,
Paris 1993, tr. it. di C. Vivanti, Civiltii materia/e, economa e capitalismo (secoli XV-
XVIII), Einaudi, Torino 1979 (vol. I), un libro che si avvicina al luogo della cultura sen-
za dubbio pU di quanto non facciano tante altre opere sulla <<letteratura popolare.