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GLI ARCHIVI NELL’ANTICHITÀ

Soggetti produttori e pratiche di conservazione dei documenti


nel mondo greco e romano

Archivio di Stato di Milano


a cura di Flora Santorelli 13 febbraio 2007
INDICE DEGLI ARGOMENTI

ƒ La civiltà greca
ƒ area Egea
ƒ area Greca

ƒ La civiltà etrusca

ƒ La civiltà romana
ƒ età repubblicana
ƒ età imperiale
ƒ età tardo imperiale

ƒ Bibliografia

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA EGEA

Creta
Antico Minoico (3400-2100 a.C.)
Medio Minoico (2100-1600 a.C.)
Tardo Minoico (1600-1200 a.C.)

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA EGEA

Creta dei secondi palazzi: 1600-1375 a.C. (Festo, Zakros, Cnosso)

Palazzo di Festo

Palazzo di Kato-Zakros

Palazzo di Cnosso

Il periodo dei primi palazzi

Agli inizi del II millennio vengono costruiti i primi palazzi di Cnosso, Festo, Mallia, che presentano
una pianta con cortile centrale attorno al quale si dispongono sale, santuari, appartamenti e
magazzini. Verso il 1700 queste costruzioni sono distrutte sia per l’azione di terremoti sia forse per
un’insurrezione interna. Ben presto i palazzi vengono riedificati con rinnovato splendore
(C.MILANI, Gli Egei, Milano 1992, pp. 4-5)
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LA CIVILTÀ GRECA - AREA EGEA

I supporti

I primi documenti amministrativi egei:


le cretule d’argilla

Esempi di cretule di argilla (L. GODART, L’invenzione della scrittura, Torino 1992, p. 92)

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA EGEA

Le scritture egee

ƒ Geroglifico cretese-minoico (Medio Minoico 2000-1600 a.C.): scrittura ideografica.

ƒ Lineare A (Tardo Minoico, periodo dei secondi palazzi 1700-1450 a.C.): scrittura
sillabica frammista a ideogrammi.

ƒ Lineare B o scrittura micenea (tavolette di Micene, Pilo e Tebe, fine XIII secolo;
Cnosso 1400-1370 a.C.): è una semplificazione della lineare A, decifrata da M.Ventris a
metà del XX secolo; si tratta di una lingua flessiva, cioè con declinazioni, è un greco
antichissimo.

C.MILANI, Gli Egei, Milano 1992, pp. 12-13

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA EGEA

I locali di conservazione della documentazione

ƒ Le indagini archeologiche hanno rilevato la


presenza di stanze d’archivio, in cui i funzionari
depositavano, dopo averle controllate e
classificate, liste di nomi e di somme su piastre
d’argilla fresca.

Il palazzo di Pilo subisce


un incendio verso il 1200 a.C.

Nella grossa sala (o deposito) d’archivio sono state


trovate circa un migliaio di tavolette, che si sono
conservate proprio perché cotte in quella
circostanza
Archivio del palazzo di Festo

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA EGEA

I locali di conservazione della documentazione

Pianta del palazzo di Pilo


Pianta del palazzo di Kato-Zakros

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

La Grecia e la penisola ellenica


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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

Le origini

ƒ Fino alla fine del V secolo la cultura greca è stata essenzialmente di tipo orale: essa ha
affidato alla memoria il complesso delle informazioni e del patrimonio tradizionale.

ƒ Nella Grecia arcaica lo mnêmon è una figura che custodisce il ricordo del passato per
una operazione limitata, come una decisione di giustizia o un avvenimento religioso
(una festa, ad esempio).

« Avec le développement de l’écriture, ces


“mémoires vivantes” se transforment en
archivistes »
(J. LE GOFF, Histoire et mémoire, Paris 1988, pp. 123-124).

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

I supporti

ƒ Come a Creta, si utilizza l’argilla che al tempo stesso è economica (la materia prima è
abbondante e di facile reperimento) e pratica, perché il contenuto di queste tavolette,
mai cotte, può essere agevolmente modificato.

ƒ È ragionevole pensare che il supporto in argilla fosse provvisorio, nel senso che le
tavolette fossero immagazzinate per essere ricopiate su altri materiali quali papiro,
foglie o pergamena (quest’ultima dal I secolo a.C.). Se i supporti in papiro o pergamena
non ci sono pervenuti, è perché le condizioni climatiche e ambientali della Grecia non
ne hanno permesso la conservazione. Si sono dunque conservati (per caso) dei testi
che erano destinati in realtà a essere distrutti.

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

L’affissione pubblica
ƒ Per pubblicare decisioni importanti per la comunità o documentazione di carattere
ufficiale si usano pannelli di legno e poi soprattutto la pietra. La pratica è in uso
presso le città democratiche come Atene.
ƒ Tavolette di legno coperte d’intonaco bianco o
di gesso erano usate per pubblicazioni ufficiali
destinate alla cittadinanza secondo un concetto
grosso modo equivalente alla Gazzetta Ufficiale
dei nostri tempi. Ad Atene questi avvisi erano
affissi alla base delle statue degli Eroi
Eponimi, così detti perché davano il nome alle
dieci tribù in cui era suddivisa la popolazione
ateniese. Un recinto attorno alla base del
piedistallo aveva la funzione di proteggere la
scrittura sui leukômata (cioè sui “supporti bianchi”)
da eventuali manomissioni. Ricostruzione del monumento degli Eroi Eponimi
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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

I locali di conservazione della documentazione

ƒ Presso gli antichi Greci non c’è la centralizzazione degli archivi. Il sistema politico ed
economico basato sull’autonomia delle singole poleis comporta una certa
decentralizzazione dei poteri e dunque della documentazione.

ƒ Ad Atene (alla fine del V secolo a.C.) e in una ventina di città greche un edificio ben
preciso è destinato ad ospitare i documenti pubblici: l’Archeion.

ƒ Archivi sono conservati anche nei templi; per esempio l’archivio dell’Areopago è
collocato nel tempio di Atena.

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

Ricostruzione dell’agorà di Atene nel V sec. a.C.


In evidenza il Metrôon e il monumento degli Eroi Eponimi

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

Il Metrôon (IV a.C. - 150 a.C.)

ƒ Edificio dedicato alla madre degli dei, che ha il ruolo


di guardiana degli archivi.

ƒ È il deposito centrale d’archivio della città: in


esso si raccoglie e si conserva tutta la
documentazione che concerne le leggi, i verbali del
consiglio o dell’assemblea dei cittadini, le sentenze
dei tribunali, la contabilità, la documentazione
prodotta dalla boulé.

ƒ Verso il 150 a.C. il Metrôon è sostituito da un nuovo


edificio, il Metrôon ellenistico, in funzione fino
alla metà del III secolo d.C., quando andrà distrutto
nell’invasione degli Eruli del 267 d.C.

Pianta dell’agorà nel II sec. d.C.


Gli archivi nell’antichità - Flora Santorelli In evidenza il Metrôon 14
LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

Documenti conservati nel Metrôon

ƒ Leggi e decreti dell’assemblea generale dei cittadini (ekklesía)


ƒ Verbali delle riunioni del Consiglio (boulé) e dell’assemblea
ƒ Documenti relativi alla gestione dei rapporti con altre città o stati stranieri
ƒ Documentazione legata a questioni economico-finanziarie da sottoporre alla
boulé
ƒ Documenti di pubblici processi (es.: il processo di Socrate)
ƒ Contratti o accordi tra la città e privati cittadini
ƒ Liste degli epheboi, i giovani uomini che all’età di 20 anni, dopo un biennio di
apprendistato militare obbligatorio, entravano a far parte della comunità dei
cittadini attivi
ƒ Copie ufficiali dei drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide, raccolte in
un’edizione di Stato tenuta nel Metrôon in seguito alla mozione dell’oratore
Licurgo
ƒ Inventari di pesi e misure che erano conservati nella tholos

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LA CIVILTÀ GRECA - AREA GRECA

Gli archivisti

ƒ I lavori archivistici sono svolti da schiavi pubblici qualificati.

ƒ Aristotele (Pol. VI, 8, 7) considera gli archivi un’istituzione indispensabile allo sviluppo
dello stato moderno.

“Un’altra magistratura procede obbligatoriamente alla registrazione dei


contratti privati e delle sentenze dei tribunali; questi stessi funzionari sono
incaricati del disbrigo sia degli atti giudiziari che degli atti che introducono le
istanze. In certi stati questo incarico si divide anche tra diverse sezioni ma
altrove c’è un incarico unico con competenza su tutte queste questioni; a
questi magistrati viene dato il nome di archivisti sacri (hieromnémones), di
sovrintendenti (épistates) e di conservatori (mnémones) o nomi simili a questi.”

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INDICE DEGLI ARGOMENTI

ƒ La civiltà greca
ƒ area Egea
ƒ area Greca

ƒ La civiltà etrusca

ƒ La civiltà romana
ƒ età repubblicana
ƒ età imperiale
ƒ età tardo imperiale

ƒ Bibliografia

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LA CIVILTÀ ETRUSCA

Archivi degli etruschi

ƒ Le poche notizie che abbiamo sugli archivi etruschi fanno supporre che per alcuni
versi essi fossero simili agli archivi romani, sui quali invece abbiamo abbondante
documentazione diretta e numerose notizie da fonti letterarie.

ƒ Archivi esistevano indubbiamente sia nelle città-stato che nei templi e, forse, anche
presso i privati; non sappiamo però come fossero ordinati e in che modo si
conservassero i documenti.

ƒ Archivisti erano gli scribi. Gli scribi “civili” accompagnavano i magistrati e avevano
probabilmente il compito di redigere i documenti ufficiali e in generale quelli necessari
alla gestione statale; gli scribi dei templi redigevano i testi sacri e le scritture relative
all’amministrazione e alla gestione dei templi stessi.

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LA CIVILTÀ ETRUSCA

I supporti
ƒ I supporti scrittori adoperati dagli Etruschi sono analoghi a quelli usati dai Romani e
da altri popoli del bacino del Mediterraneo.
ƒ Per i testi più brevi si usano tavolette di legno, per lo più ricoperte di cera e -se la
lunghezza del documento lo richiede- unite in dittici, trittici, polittici.
ƒ I testi più lunghi, destinati a più lunga conservazione, sono scritti su rotoli di tela di
lino (i libri lintei) o di pelle o forse anche di papiro. I rotoli sono scritti in colonne
verticali, perpendicolari ai lati più lunghi, così come avveniva per i rotoli di papiro in
Egitto. Per la scrittura prima e per la lettura poi, i rotoli vengono man mano svolti e
poi arrotolati dall’estremità opposta.
ƒ Si scrive con stilo, a graffio, sulle tavolette cerate; con penne o pennelli e inchiostri neri
o rossi sui rotoli.
ƒ Si usano talvolta anche tavolette di metallo (piombo, bronzo, più raramente oro e
argento), secondo un costume diffuso anche nel Vicino Oriente, nella Magna Grecia, a
Cartagine e altrove. Documenti di particolare solennità sono incisi su tavole di bronzo,
al pari delle note leggi romane “delle dodici tavole”.
E. LODOLINI, Storia dell’archivistica italiana, Milano 2001, pp. 18-19
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LA CIVILTÀ ETRUSCA

Alcuni esempi

Le lamine d’oro di Pyrgi (oggi Santa Severa), fine VI -


inizi V secolo a.C.; due testi in etrusco e uno in punico
che “rappresentano indiscutibilmente la prima fonte
scritta contemporanea della storia etrusca contenuta in
un documento ufficiale”.
M. PALLOTTINO, Etruscologia, Milano 1984, p. 30.
Le lamine d’oro di Pyrgi

La “tegola di Capua”, trovata nel 1899 e conservata a Berlino;


tavoletta di terracotta del V secolo a.C., di forma rettangolare e
di dimensioni piuttosto grandi (cm. 62x49), con 62 righe di
testo, “che doveva essere conservata in un archivio di Capua ai
tempi della dominazione etrusca, e precisamente in un archivio
santuale”.
M. CRISTOFANI, La scrittura nell’Italia antica, “Archeo dossier” n. 37,
Roma (marzo) 1988, pp. 33 e 54.
La “tegola di Capua”
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LA CIVILTÀ ETRUSCA

Alcuni esempi
Il liber linteus di Zagabria, l’unico scritto su tela di lino pervenutoci, costituisce l’unico
documento di questo tipo superstite per l’intera civiltà greca e italico-romana. Si tratta di
un rotolo contenente un calendario religioso con l’indicazione delle cerimonie da
compiersi e delle offerte da dedicare alle varie divinità in giorni e luoghi determinati. Fu
redatto in epoca piuttosto tarda (intorno al 100 a.C.) da una piccola comunità etrusca
trasferitasi in Egitto.

Una striscia dal liber linteus

Una volta cessatone l’uso come documento, il rotolo di lino fu adoperato come benda
per avvolgere una mummia, secondo una pratica del tutto normale in Egitto anche per i
documenti su papiro. La mummia per avvolgere la quale era stato utilizzato il rotolo di
lino venne acquistata in Egitto nel 1848-49; attualmente si trova al Museo Nazionale di
Zagabria, in Croazia, ed è per questo nota come “mummia di Zagabria”. Il testo etrusco
vi fu scoperto nel 1868, largamente incompleto.
E. LODOLINI, Storia dell’archivistica italiana, Milano 2001, pp. 20-21.
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INDICE DEGLI ARGOMENTI

ƒ La civiltà greca
ƒ area Egea
ƒ area Greca

ƒ La civiltà etrusca

ƒ La civiltà romana
ƒ età repubblicana
ƒ età imperiale
ƒ età tardo imperiale

ƒ Bibliografia

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Roma e il Foro in età repubblicana


Gli archivi nell’antichità - Flora Santorelli 23
LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Origine privata

ƒ Come per gli archivi dell’Etruria e della Magna Grecia, anche per gli archivi romani la
documentazione superstite è scarsissima, ma rimangono ampie testimonianze
letterarie, specialmente nella letteratura giuridica, relativamente agli archivi e alla
tenuta di essi.

ƒ Nella vita pubblica e anche nei rapporti giuridici fra privati la forma orale predomina
a lungo. Gli archivi più antichi sono perciò quelli familiari, risalenti -secondo
l’ipotesi di Andrea Carandini- almeno agli ultimi tempi del periodo regio (ultimo
quarto del VI secolo).

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Archivi pubblici
ƒ Gli archivi pubblici derivano da quelli privati. I magistrati incominciano a
prendere nota in forma scritta della propria attività, dapprima come semplice ausilio
della memoria. Vengono via via formandosi due tipi di documenti:
ƒ i commentarii, specie di diari quotidiani che il magistrato redige della propria
attività;
ƒ gli acta, cioè decreti, decisioni, deliberazioni, sia di magistrati singoli che di
organi collegiali.

ƒ Con un'evoluzione che si conclude verso la fine dell'età repubblicana, questi


documenti da tabulae privatae (cioè appunti personali di proprietà privata del
singolo magistrato e come tali conservate nel suo archivio privato e familiare)
acquisiscono la natura di tabulae publicae, riferiti non più alla persona privata del
magistrato ma alla carica da lui rivestita, con conseguente obbligo di consegnarli al
successore. Nasce in tal modo la serie archivistica.

E. LODOLINI, Storia dell'archivistica italiana, Milano 2001, p. 28.


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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Il versamento negli archivi pubblici: nascita dell’ufficialità dei documenti

ƒ Il carattere di tali documenti “ebbe la sua sanzione archivistica quando, negli ultimi
anni della Repubblica o nei primi dell’Impero, fu reso obbligatorio il versamento di
essi nei pubblici archivi, sicché ogni magistrato, come ogni principe, succedeva al suo
predecessore anche nelle scritture”.
G. CENCETTI, Gli archivi dell’antica Roma, pp. 177-178.

ƒ All’archivio i documenti erano versati sotto forma di libelli, formati da più tavolette di
legno, imbiancate o cerate (il papiro entrò in uso soltanto in epoca imperiale), riunite
in codices (dittici, trittici, polittici).

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Le sedi di archivio

ƒ In età repubblicana l’archivio di stato è conservato nel tempio di Saturno insieme con
l’aerarium (tesoro). Nel mondo romano, così come presso altre civiltà, archivio e
tesoro erano strettamente connessi; per esempio, ad Ostia tesoro e archivio sono
conservati in una cella sotto il capitolium.
ƒ Nel I secolo a.C. è costruito quale sede
deputata ad ospitare l’archivio dello stato
il Tabularium, che appunto dai
documenti d’archivio (le tabulae) prende
nome; esiste tuttora alle pendici del
Campidoglio, di fronte al foro Romano.
ƒ Altri documenti erano temporaneamente
conservati nell’aedes Nympharum e
nell’atrium Libertatis. I resti del tempio di Saturno

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Le serie documentarie dell’archivio centrale romano

Cencetti (Gli archivi dell’antica Roma nell’età repubblicana, pp. 207-209) ha identificato una
ventina e più di serie nella documentazione dell’Aerarium Saturni e del Tabularium.
Forse è più esatto, in molto casi, parlare di fondi prodotti da uffici diversi, piuttosto
che di semplici serie.

ƒ Comizi e concili
ƒ leggi e plebisciti
ƒ documenti delle votazioni nei comizi e nei concili, consistenti soprattutto nelle liste dei voti
redatte dai rogatores
ƒ sacramenta in leges: elenchi dei magistrati che giuravano l’osservanza di particolari leggi
ƒ Senato
ƒ i libri sententiarum del senato, cioè la serie dei senatoconsulti depositati nell’erario
ƒ i commentari del senato, dopo che Cesare ne ebbe ordinato la redazione ufficiale
ƒ Consoli
ƒ i commentari dei consoli

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ REPUBBLICANA (V - I a.C.)

Le serie documentarie dell’archivio centrale romano


Censori
ƒ il census populi
ƒ il census equitum
ƒ le tabulae iuniorum (cioè dei giovani atti alle armi)
ƒ l’elenco dei senatori (cioè il registro di coloro quibus in senatu sententiam dicere licet)
ƒ l’inventario dei beni immobili del popolo romano
ƒ le tavole dei contratti con i redemptores (appaltatori) e con i publicani
ƒ gli elenchi degli addetti dai redemtores ai servizi pubblici dei quali avevano avuto l’appalto
ƒ Pretori
ƒ gli elenchi dei giudici (con la lex Aurelia del 70 a.C. il munus iudiciarium fu attribuito, oltre che
ai senatori che già l’avevano, anche ai cavalieri e ai tribuni erari, per cui gli elenchi si resero
necessari)
ƒ Questori urbani
ƒ i libri di cassa dei questori, nella loro qualità di amministratori del tesoro
ƒ i commentari dei questori
ƒ gli elenchi degli ambasciatori inviati al popolo romano
ƒ gli elenchi dei dipendenti dai singoli magistrati (apparitores), ai quali doveva essere
corrisposto uno stipendio dal tesoro pubblico
ƒ Governatori delle province
ƒ i rendiconti della gestione finanziaria dei magistrati delle province (tabulae rationum)
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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ IMPERIALE (I - III d.C.)

Roma e il Foro in età imperiale


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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ IMPERIALE (I - III d.C.)

L’archivio imperiale

ƒ In epoca imperiale si costituiscono due archivi distinti, senatorio e imperiale; con il


rafforzarsi del potere dell’imperatore fu il secondo ad acquistare un’importanza
prevalente. Verso il IV secolo Cencetti (Tabularium Principis, p. 255) ipotizza che gli
archivi imperiali fossero due: uno formato da documenti di natura finanziaria presso
il comes sacrarum largitionum, cioè presso il funzionario preposto alla finanza
pubblica; l’altro presso lo scrinium memoriae, a carattere cancelleresco. Questo
secondo avrebbe finito per concentrare anche i documenti degli altri tre uffici della
cancelleria: scrinium epistolarum, scrinium libellorum, scrinium dispositiorum.

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ IMPERIALE (I - III d.C.)

Gli archivi locali

ƒ Per quanto riguarda gli archivi locali, già in epoca repubblicana ogni città ha il proprio
soprattutto per la conservazione dei documenti di carattere fiscale.
ƒ Nei municipi poi esistono gesta municipalia. Talvolta è il singolo magistrato che
provvedeva a dotare una città o una colonia di un edificio per la conservazione dei
documenti. Così avviene per il tabularium di Formia e per quello di Castrum Novum nel
Piceno (l’odierna Giulianova).
ƒ È abbastanza frequente la redazione di documenti in due esemplari, uno dei quali
conservato in sede locale e l’altro in Roma, nel tabularium prima e nell’archivio
imperiale poi.
ƒ Gli archivi delle coloniae conservano la complessa documentazione relativa alla
distribuzione delle terre; anche questi documenti vengono conservati in serie
parallele nell’archivio in Roma e in quelli periferici.

Gli archivi nell’antichità - Flora Santorelli 32


LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ IMPERIALE (I - III d.C.)

Posizione del tempio di Saturno e del


Tabularium nel foro di età imperiale

Il Tabularium
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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ TARDO IMPERIALE
(IV - V d.C.)

Gli archivi delle province

ƒ In epoca imperiale, parallelamente alla diarchia senato – imperatore, si verifica una


separazione dell’archivio imperiale rispetto a quello senatorio. Poiché le
province sono gestite dall’uno o dall’altro dei due poteri, è ipotizzabile che i
documenti delle province imperiali fossero conservati nell’archivio imperiale, quelli
delle province senatorie nel tabularium capitolino.

ƒ Dall’età di Costantino molte amministrazioni sia centrali che periferiche godono dello
ius gestorum, cioè del “diritto di ricevere nei loro registri gli atti o le dichiarazioni dei
privati e di rilasciare copie sfidanti ogni contestazione”

G. COSTAMAGNA, Il notaio a Genova fra prestigio e potere, Roma 1970, pp. 11-12

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LA CIVILTÀ ROMANA - ETÀ TARDO IMPERIALE
(IV - V d.C.)

L’ordinamento archivistico dei documenti:


il rispetto dei fondi e il principio di provenienza

ƒ In età imperiale ma forse già dall’età repubblicana, i documenti di ciascun ufficio


sono conservati separatamente rispetto a quelli di ogni altro ufficio; non sono
mescolati né riuniti in base all’argomento trattato: viene cioè applicato un rigoroso
“rispetto dei fondi” e i documenti si dispongono secondo l’ordine medesimo in cui
sono spediti o ricevuti “nei singoli uffici, anzi nelle singole ripartizioni dei singoli
uffici”

G. CENCETTI, Tabularium Principis, p. 248.

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INDICE DEGLI ARGOMENTI

ƒ La civiltà greca
ƒ area Egea
ƒ area Greca

ƒ La civiltà etrusca

ƒ La civiltà romana
ƒ età repubblicana
ƒ età imperiale
ƒ età tardo imperiale

ƒ Bibliografia

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BIBLIOGRAFIA

ƒCiviltà greca
ƒ G. DAVERIO ROCCHI, Città-stato e stati federali della Grecia classica. Lineamenti di storia delle istituzioni politiche,
Milano 1993
ƒ P. DELSALLE, Une histoire de l’archivistique, Presses de l’Université du Québec 1998, pp. 16, 25-27
ƒ G. GLOTZ, La cité grecque , Parigi 1953
ƒ L. GODART, L’invenzione della scrittura dal Nilo alla Grecia, Torino 1992
ƒ P. LÉVÊQUE, L’aventure grecque, Paris 1977
ƒ C. MILANI, Gli Egei, Milano 1992
ƒ C. MOSSE – A. SCHNAPP-GOURBEILLON, Précis d’histoire grecque. Du début du deuxième millénaire à la bataille
d’Actium, Paris 1990
ƒ E. POSNER, Archives in the Ancient World, Cambridge 1972, pp. 91-117
ƒ H. A. THOMPSON, Buildings on the West Side of the Agora, Hesperia VI, 1937, pp. 1-226

ƒCiviltà etrusca
ƒ M. CRISTOFANI, La scrittura nell’Italia antica, “Archeo dossier” n. 37, Roma, marzo 1988
ƒ E. LODOLINI, Storia dell’archivistica italiana. Dal mondo antico alla metà del secolo XX, Milano 2001, pp. 17-22
ƒ M. PALLOTTINO, Etruscologia, 7a edizione, Milano 1984

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BIBLIOGRAFIA

ƒCiviltà romana
ƒ A. CARANDINI, La nascita di Roma. Dèi, Lari, eroi e uomini all’alba di una nuova civiltà, Torino 1997.
ƒ G. CENCETTI, Gli archivi dell’antica Roma nell’età repubblicana, in G. Cencetti, Scritti archivistici, Roma 1970
(“Fonti e studi di storia, legislazione e tecnica degli archivi moderni”, vol. III), pp. 171-220
ƒ G. CENCETTI, Tabularium Prinicipis, in G. CENCETTI, Scritti archivistici, Roma 1970 (“Fonti e studi di storia,
legislazione e tecnica degli archivi moderni”, vol. III), pp. 221-259
ƒ M. CORBIER, L’“Aerarium Saturni” et l’“Aerarium militare”. Administration et prosopographie sénatoriale, Rome
(École française de Rome) 1974
ƒ G. COSTAMAGNA, Il notaio a Genova fra prestigio e potere, Roma, Consiglio nazionale del notariato 1970
ƒ P. DELSALLE, Une histoire de l’archivistique, Presses de l’Université du Québec 1998, pp. 28-38
ƒ E. LODOLINI, Storia dell’archivistica italiana. Dal mondo antico alla metà del secolo XX, Milano 2001, pp. 25-34,
37-49
ƒ E. POSNER, Archives in the Ancient World, Cambridge 1972, pp. 160-185 (Republican Rome); pp. 186-223
(Imperial Rome)
ƒ E. SEBASTIANI, Genesi, concetto e natura giuridica degli archivi di stato in Italia, Torino 1904, pp. 13-28

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FONTI ICONOGRAFICHE

1. L. GODART, L’invenzione della scrittura dal Nilo alla Grecia, Torino 1992, p. 92 (cretule)
ƒ E. POSNER, Archives in the Ancient World, Cambridge 1972, p. 98 (monumento degli Eroi Eponimi)
ƒ E. POSNER, Archives in the Ancient World, Cambridge 1972, p. 105 (pianta dell’agorà di Atene)
ƒ P. DELSALLE, Une histoire de l’archivistique, Presses de l’Université du Québec 1998, p.31 (pianta del foro con
tempio di Saturno e Tabularium)
ƒ http://www.culture.gr
ƒ http://www.ile-de-crete.com
ƒ http://www.ancient-greece.org
ƒ http://www.sikyon.com
ƒ http://www.comune.santamarinella.rm.it (lamine di Pyrgi)
ƒ http://www.comune.firenze.it (tegola di Capua)
ƒ http://it.wikipedia.org/wiki/ForumRomanum
ƒ http://fr.wikipedia.org/wiki/Tabularium

Risorse internet verificate il 05/02/2007

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