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GIUSEPPE CAMODECA

IL GIURISTA L. NERATIUS PRISCUS COS. SUFF. 97


NUOVI DATI SU CARRIERA E FAMIGLIA

tum ex Studia et Documenta Ilisloriae fi lurs


LXXIII - 2007

RCXMAE
PONTIFICIA UNIVI* RSITAS LATKRAXKNSIS

GIUSEPPE CAMODECA

IL GIURISTA L. NERATIUS PRISCUS COS. SUFF. 97


NUOVI DATI SU CARRIERA E FAMIGLIA
Dopo trenta anni dal mio studio del 1976, in cui identificavo la personalit storica e la carriera del giurista L. Neratius Priscus1, mi sembrato opportuno ritornare sul tema per tenere conto dei nuovi dati, alcuni dei quali recentissimi, oltre che dell'ampia discussione seguita in questi anni sull'argomento, sebbene essa non sia stata invero sempre produttiva e abbia anzi creato
talvolta ulteriore confusione. Ritengo comunque opportuno per prima cosa
richiamare brevemente la storia del problema, a partire dal Borghesi e dal
Mommsen, fino alla mia ricostruzione. Per chiarezza di esposizione il discorso articolato per singoli punti e alla fine sono raccolte tutte le fonti epigrafiche e letterarie sullo scolarca proculiano con lo stemma della sua famiglia.
1. - L'identificazione del giurista
L'identificazione della personalit storica del giurista L. Neratius Priscus
stata una questione a lungo discussa, che ha trovato nel tempo pi di una
soluzione, nessuna delle quali era poi riuscita a reggere alla prova di nuovi
documenti2. Il testo fondamentale del problema sempre stato l'iscrizione
CIL IX 2455, da Saepinum, la patria dei Nerazii, con le integrazioni proposte da Borghesi e da Mommsen3 e accolte poi da tutti gli studiosi senza
eccezione. In essa sono attestati due senatori omonimi, entrambi di nome
L. Neratius L. f. Priscus; il primo, il pi anziano, che fu praefectus aerar Saturni,
console e infine governatore della Pannonia, come testimoniano altre due

G. CAMODECA, La camera del giurista L. Neratius Priscus, in AAN. 87 (1976) 19-38.


Per maggiori dettagli e per una completa rassegna bibliografica rinvio a CAMODECA, La
carriera cit. 19-23.
3 CILK 2455: L. Neratius L. f. [Vol(tinia) Priscus] / praeffectus) aer(ari) Sat(umi) cos. l[eg(atus) pr(o)
pr(attore) provincia)} / Pannonia / L. Neratius L.J. Vol(tinia) Pr[iscus f(ilius) cos.] / Vllvir cpul(onum)
kg(alus) Augfusti) pr(o) pr(aetore) P[annonia] / inferiore et Pannonia [superiore s(ua) p(ecunia) ffecenmtj]. In
IRN 4932 Mommsen non proponeva integrazioni per le ultime tre linee dell'iscrizione; in
CIL IX 2455, invece, da un lato accoglieva sostanzialmente quelle che aveva avanzato B. BORGHESI, Iscrizioni di Scpino, in Ami. Ist. coir. ardi. Roma 24 (1852) 25 ss. = Oeuvr. compi 5, Paris 1869,
364 ss., e dall'altro, sulla base della revisione dell'epigrafe compiuta dal Dressel, aggiungeva
un'ultima lettera prima del margine della frattura nelle linee 1, 2, 5. In quest'ultima, sotto la suggestione dell'interpretazione borghesiana, l'asta verticale che si scorgeva sul filo della frattura, fu
considerata senz'altro come inizio di una P. Per di pi la restituzione grafica che dell'iscrizione si
offriva nel CIL, in ci decisamente peggiore di quella del Borghesi, dava la falsa impressione che
la frattura fosse obliqua, mentre essa invece perfettamente perpendicolare, con deleterie conseguenze sul calcolo dello spazio da integrare (vd. infra). Infine non si indicavano i segni di apices che
ancora si scorgono sulla lapide.
1

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epigrafi in suo onore eia Sepino (CIL IX 2454; e poi in analogo testo AE
1927, 117), fu ritenuto il giurista. Questi, come noto, aveva avuto un solo
consolato \ lo si identific col .Neratius Priscus, che era stato console insieme
aAAnnius Verusin un anno, in cui fu promulgato un SC contro la castrazione
degli schiavi (D. 48.8.6, Ven. Saturn. 1 de off. procos.), allora di datazione incerta fra 83 e 98. Un secondo Nerazio Prisco era attestato nelPiscrizionecursus come console, septemvir epulonum e, stando alle integrazioni BorghesiMommsen, legato di Pannonia inferiore e superiore (CIL IX 2455). Poich
la provincia di Pannonia era stata divisa solo da Traiano verso il 106 e ne
erano noti i primi due governatori, fu in generale ritenuto che il Priscus pi
anziano fosse il giurista, console verso il 98, mentre l'omonimo suo figlio
non avrebbe potuto essere legato pretorio di Pannonia inferior prima della fine del regno eli Traiano, poi console e infine legato eli Pannonia supcrior sotto
Adrianol Ma di grandissimo rilievo furono le successive scoperte di frammenti di fasti consolari, susseguitesi a breve distanza di tempo: la prima, nel
1948, dei Fasti Potentini, che rivelarono un L. Neratius Priscus, console suffetto
gi nell'87 e collega non diA?mius Verus, ma di C. Cilnius Proculus', la seconda, nel 1952, di un nuovo frammento dei Fasti Ostienses, che indic nel 97
l'anno di consolato Annius Verus, che, come detto, era noto da D. 48.8.6
come collega nel consolato di Neratius Priscus. Purtroppo al Kunkel sfuggi il
frammento ostiense anche nella seconda edizione (1967) del suo libro e pertanto per lui il giurista rimase il console dell'87, identificato col primo dei
due jNeratii Pnsci di CIL IX 2455. Invece in un famoso articolo del 1957
R. Syme6 dopo un'ampia discussione concludeva che dai nuovi dati scaturiva 'ari important consequence': There must be three consolar homonyms of th Neratii, not two, e cio il primo, il sujfectus dell'87, per il resto
affatto ignoto, il secondo il console suffetto del 97; e infine il septemvir epulonum, legato pretorio di Pannonia inferior verso il 119, console poco dopo e infine legato di Pannonia supcrior. There is no way out; egli concludeva infine
che il giurista, essendo patrizio perch tale era il fratello Marcellus, doveva
essere il secondo dei tre, il console del 97 e governatore della Pannonia indivisa e nel contempo anche il preteso capax imperii del 117 menzionato
daSTH. A., v. Hadr. 4. 8.
Ma in seguito una iscrizione da Larinum (AE 1969/70, 152) sembr
complicare di nuovo le cose, perch mostrava che il .Neratius Priscus, septemvir epulonum, supposto figlio del giurista, era stato tribunus plebis, e dunque
era un plebeo e non un patrizio, come invece era Mamllus, il fratello dello

' D. 1.2.2.53 (Pomp. Uh. sing. cucii.): Pegaso Cclsus: palri Ccl.m Cclsus filius et Priscus JVcralius, qui
ulriquc consulti fuerunt, Cclsus quidem et iterimi.

'Cos, ad cs., E. GROAG, ss. jYcratiiis 13, in PWRE 16.2 (1935) 2548.
'"' R. SYME, Tic jurisl Ncratius Priscus, in Hermes 85 (1957) 480 ss. = Roman Papcrs 1, Oxford
1979, 339 ss.: per te parole citate nel testo, 482 s. = 341.

Il giurista L. Neratius Priscus cos, suj). 97 : nuovi dati su carriera e famiglia

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scokirca proculiano, rovinando in tal modo la ricostruzione dello stemma


proposto dal Syme. Alcuni prosopografi ne traevano la sconsolata conclusione che addirittura nessuno dei due Neratii Prisci di CIL IX 2455, essendo entrambi plebei, potesse essere il giurista; questi era da identificare con
il console del 97, ma della sua carriera nuli'altro si sarebbe conosciuto.
Pertanto nessuna delle pur disparate soluzioni proposte si era mostrata
affidabile e ancora alla met degli anni Settanta rimaneva del tutto insoluto
il problema dell'identificazione della persona del giurista fra i tre omonimi
Nerazi Prisci, pur essendosi tentate le pi diverse combinazioni, spesso fonte di equivoci e confusioni. N poteva essere diversamente in quanto che la
lezione mommseniana di CIL IX 2455, su cui si erano fondate tutte le tesi
fino ad allora avanzate, era errata; ci apriva la strada ad una completa revisione su basi nuove dell'intera questione, come potei dimostrare nel 1976.

^smsmmjjji
Fig. 1 - CIL IX 2455 = AE 1976, 195.

L'inadeguatezza clell'interprelazione mommseniana appare prima facie


dall'autopsia dell'epigrafe sepinate CIL IX 2455 (fig. 1). Anzitutto si deve
tener conto che la parte conservata restituisce poco pi della met dell'originale, come si rileva dalle sicure integrazioni alla lin. 1 e alla lin. 2
sulla base degli identici testi di CIL IX 2454 e AE 1927, 117. A questo
punto appaiono assolutamente insufficienti le integrazioni proposte per le
linn. 4-5, che sono per di pi incise in caratteri pi piccoli (cm. 11,5 - 7,5)
di quelli delle linn. 1-2 (cm. 14 - 9). Ma decisivi sono i seguenti rilievi:
a) l'ultima lettera della lin. 5, spezzata lungo il filo della frattura e
cardine dell'interpretazione mommseniana, non deve essere di necessit
l'asta verticale di una P, ma pu ben essere una /, il che permette

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un'integrazione del tipo IN PROVINCIA, che spiega perfettamente l'ablativo seguente.


b) non si era rilevato che nella lin. 6 dopo PANNONIA non poteva essere integrato l'aggettivo Superiore, come mostrano chiaramente la sicura
omissione del punto di separazione, che si ritrova costantemente come segno di interpunzione fra le parole, e lo spazio non inciso dopo la A.
Ne consegue una ben diversa restituzione e interpretazione delle
linn. 3-6 (fig. 2); nell'iscrizione sepinate CIL IX 2455 sono quindi riportati in ordine ascendente i cursus di due senatori omonimi, padre e figlio, le
cui carriere sono da porre entrambe prima del 106, quando la Pannonia fu
divisa in superiti? (consolare) e inferior (pretoria). Ne derivano inoltre due importanti corollari: l'inesistenza di un terzo L. Neratius Priscus, preteso console verso il 120, e l'identificazione, ormai piana ed ovvia, dei due Nerazi
Prisci di CIL IX 2455 con gli omonimi consoli suffetti dell'87 e del 97.

bNERATIVS'b

PRAEF'AER'SATCO'SPANNONIA

hNERATIVS'IFVOLPP
VIIVIR'EPVLUGA^GP R-PR
INFER1R EE T-PA NNONIA

RDVIHOGBIMAKIA

Fig. 2 Apografo ricostnittivo Camodeca.

Del giurista, il secondo dei due e cos. suff. nel maggio-giugno 97, stato cos possibile ricostruire e datare tutta la carriera a partire dal tribunato
militare fino alle due legazioni consolari in Germania inferior e in Pannonia
(vd. infra).
Questa ricostruzione dell'iscrizione sepinate con la nuova identificazione dei due NeratiiPrisci, padre e figlio, con i consoli dell'87 e del 97, e con l'ormai evidente identificazione del giurista con il secondo, cos. 97, dalla straordinaria carriera consolare7, confermata dalla grande iscrizione monumen7 Che il giurista sia il console del 97, e non l'omonimo cos. 87, risulta evidente dal fatto stesso
che lo scolarca, come sappiamo, era fratello di Marcellus, cos. 95, patrizio e pertanto nato verso il
62, mentre il cos. 87 dovette nascere verso il 38. Ci va ribadito, perch ancora nell'opera recente, dedicata proprio alla prosopografia e agli stemmata delle famiglie senatorie, di CHR. SETTIPANl, Continuile genlilicc et continuilefamiliale dans lesfamilles snatorales romaines a l'jmque imperiale, Oxford
2000, 313, 314, passim, il giurista sorprendentemente identificato con il cos. 87.

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tale male edita nel 1978 (AE 1978, 287) (fig. 3), stata poi accolta da tutti o
quasi gli studiosi, in specie dagli specialisti di prosopografia senatoria8, ad
esempio dalla PIR1 N 60 (L. Vidman), e soprattutto da sir Ronald Syme9,
che pure aveva sostenuto una tesi diversa, che ne usciva demolita10.

Fig. 3 - Iscrizione monumentale dal foro di Saepinum AE 1978, 287.

2. - Nuovi dati sulla carriera del giurista


Un paio di punti dubbi sulla sua carriera restavano per tra chi si occup dei Neratii dopo il mio studio del 1976: sulla carriera pretoria del giurista e sulla integrazione da me proposta della provincia di Germania mferior
nelle iscrizioni sepinati, non essendo il nome di questa provincia mai conservata sulle sue epigrafi-cursus.
8 Pur accettando la mia ricostruzione, ha dubbi sull'identificazione del cos. 97, di rango plebeo, con il giurista, ritenuto patrizio, perch fratello di Marcellus, a sua volta senza dubbio patrizio, il che porta di conseguenza nuovamente alla immotivata creazione di un terzo Neratius Priscus, console di et traianea,J. FITZ, Die Vcrwaltung Pannonicns in dcr Romcryit, 1, Budapest 1993,
p. 169 s., cfr. 161, che in questo segue T. NAGY, Die zwei L. Merati Prsci undNcratiiis Priscus dcrjurist, in ActaAnt. Hung. 28 (1980 ma 1983) 411-436, i cui dubbi sono stati giudicati sine insta causa gi
da L. VIDMAN, in PIR1 N 60 e da ECK, Statthalter cit. 158 nt. 5. L'adozione di Marcellus da parte
del suo parente di rango patrizio M. Hiirius Pronto Ncralius Pausa, da me allora sostenuta, non difatti solo eine wohlklingende Hypothese (cos FITZ, Die Verwaltung Pannoniem cit. 170), ma stata poi confermata in modo decisivo da AE 1981, 841 Xanthos (vd. infra).
9 Ad es. R. SYME, Govcmors dying in Syria, in Roman Papcrs III, Oxford 1984, 1390; Domitian:
Tic Lasi Tcars, in Roman Papcrs IV, Oxford 1988, 274 ss.; Curtailcd Tcnurcs of Consular Legates, in Roman Papers V, Oxford 1988, 456, 509; Domilius Apollinars, in Roman Papcrs VII, Oxford 1991,
594 s.; fra gli altri da M. TORELLI, Ascesa al Salato e rapporti con i tenitori d'origine. Italia: regio IV
(Sommimi), in Epigrafia e Ordine Senatorio 2, Roma 1982, 180; L. VIDMAN, Die Familie dcs L. Neratius
Marcellus, in %PE. 43 (1981) 372 ss.; W. ECK, ur Familie da Neratii aus Saepinum, in %PE. 50 (1983)
195-201; B. E. THOMASSON, Latcrculi Praesidum 1, 1984, 56 s.; 102 s.; B. E. THOMASSON, fin
Laujbalm ciniger Statthalter des Ptinzipats, in Opusc. Rom. 15 (1985) 126 ss.; W. ECK, Die Statthalter der
gcnnanischen Provinzcn vom 1.-3. Jahrlumdcrt, Kln-Bonn 1985, 157 ss. (ma vd. infra)', L. VIDMAN, in
PIR1 N (1987) 349 ss., nr. 59-60. Fra gli storici del diritto in part. V. SCARANO USSANI, Empiria e
dogmi. IM scuolaproadianafra Mena cAdriano, Torino 1989, 21 ss.; cfr. anche J. MAIFELD, Die aequitas
bei L. Ncralius Priscus, Trier 1991, 15 ss.; e la voce di T. GIARO, L. Mcratius Piisela 5, in NPaufy, 8
(2000) 846. peraltro insignificante.
"' Ma il fantasma del terzo Nerazio Prisco si aggira ancora, talvolta, specie fra i letterati: ad
cs. Hist. Aug. 1.1 Vies d'Hadrien, Aclius, Antomn (BL), Paris 1992, 96 (a HA Hadr. 4.8): ce juriste...
gouvernera la Pannonie Infrieure vers 118-120.

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Per quanto riguarda il primo punto, la mia conclusione che Ncrazio


a quanto risulta dal dettato stesso delle sue iscrizioni-6wms" AE 1978,
287 e AE 1969/70, 152, era pervenuto in modo senza dubbio eccezionale alle legazioni consolari senza aver preventivamente rivestito alcun
incarico pretorio n civile n militare", pu certo giustamente meravigliare, ma non lecito spingersi ad affermare, come Syme ed Eck12, che
nell'iscrizione frammentaria di Larinum vi sarebbe spazio per integrare
nel suo cursus un paio di cariche pretorie. Devo ribadire che ci senza
dubbio infondato 13 , come pu rilevarsi dall'autopsia dell'epigrafe, ancora visibile nella cattedrale di Larinum (fig. 4-5). Pertanto non resta che
ammettere che il giurista non ebbe cariche pretorie sotto Domiziano
oppure, se si preferisce, non volle che fossero menzionate nel suo cursus
(vd. infra).

L-NERATIO-LF
VGLfRISCQ
TRIB-vULLEGvOuU/BJ.
M1GENIAEQVAEST

TRJBfLEB-PRCOSVnVlP
EPVLONW-ALFG

Fig. 4-5

Foto e apografo di AE 1969/70, 152 Larinum.

" Ci accade proprio negli stessi anni solo a due patrizi, a suo fratello Mamllus e a P. Calvisiiis Rtiso, vd. CAMODKCA, La carriera cit. 33 e in. 95.
12 R. SYMF,, Hadnan and lite Sentite, in Atlicnaeuin 62 (1984) 52 = Ramati Papcrs IV, Oxford 1988,
317, secondo cui th structure of bis inscription at Larinum offers space for two practorian posts
bcfore th consulate; cfr. gi In., Tacilus: Some Sourccs ojhis Informatimi, mjRS. 72 (1982) 68 lornan Papcrs cit. 200: It is fragmentary and supplica space for th command of a legion and for
another praetorian posi; e, forse sulle sue tracce, ECK, Slatlhaltcr cit., 158 e nt. 6, il quale conclude invocando una autopsia per dirimcre la questione, il che proprio quello che avevo gi fatto
nel gennaio 1976.
1:1 La sicura lettura alle linee 5-6 di pi: [c]os. J'f// v]ir fpulon[u]m, che riproduce l'identica sequenza delle due iscrizioni scpinati, rende certo impossibile supporre pretoria la successiva carica
eli Icgfatmj; cfr. gi, in tal senso, CAMODKCA, ree. di Eck, Malthallcrcit., in At/icnacum 65 (1987) 588.

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Per il secondo punto, in realt la sola alternativa alla Germania inferior


sarebbe stata la Moesia inferior, ma questa era a mio parere esclusa14 sia per
motivi di spazio in lacuna, sia anche perch i fasti eli questa provincia consolare fra il 97 e il 103 sembrano essere completi.
Ma nel 1985 Eck15, in uno studio complessivo sui governatori di Germania, concludeva per una permanenza di Neratius Priscus in provincia pi
breve del solito, e lo inseriva, riportandolo addirittura con un punto interrogativo, nel 98P/99? dopo Licinius Sura nel 97?/98?, e prima di un Ignotus
nel 100. I dubbi sulla giustezza della mia integrazione "' sorgevano a causa
di questo Ignotus, attestato come leg. Aug. di Germania inferior da un'iscrizione
rinvenuta nel 1980 a Colonia (AE 1984, 667 = AE 1991, 1251), e databile al
100. Secondo Eck, che vi ha dedicato nel 1984 uno studio apposito'7, Ignotus
non poteva identificarsi con L. Neratius Priscus: poich l'ultima lettera del
suo cognomen, conservata in piccola parte, pu essere solo una C, una E o
una L e si tratta qui di un nome in ablativo, resterebbe escluso Prisco. Inoltre
dal momento che Eck supponeva gi in carica nel 101 il nuovo governatore
Q. Acutius Nenia, cos. sujf. 100, gli sembrava che per il giurista o non vi fosse
affatto un periodo libero per il suo governo in Germania inferior, oppure, pi
verosimilmente, che questo fosse stato molto breve (a. 98/99)1!1.
Ma ora tali conclusioni sono rese caduche da un nuovo diploma militare del 13 marzo 101 di recentissima pubblicazione19, che finalmente attesta, spazzando via ogni residuo dubbio, il governo di Nerazio Prisco in
Germania inferior. in Germania inferiore sub L. Neratio Prisco. A questo punto,
poich sembra del tutto inverosimile inserire il giurista fra VIgnotus del 100
e Acutius Nenia nel 101-102, si deve a mio parere assegnare senza altro anche l'iscrizione di Colonia a Nerazio (pace Eck), supponendo che il suo cognomen vi fosse abbreviato, al pari peraltro del nome dello stesso imperatore nella lin. 2, e quindi intendervi Pnsc(o); anzi sarebbe persine possibile
supporre una O nana, iscritta a mezzo rigo, dentro la C'20. Cade cos anche

CAMOOKCA, hi carriera cit. 25.


ECK, Statthalter cit. 152 ss., su Mraliits, 157-159.
"' Contro cui vd. gi CAMODKCA, ree. di Eck, Statthalter cit., in Atlicnaeum 65 (1987) 588 s.
17 W. ECK, .Mcdcrgcnnanisc/ic Statthalter in Insc/iriflcn aus Kiiln und .Ncttcrshcim, in Bj. 184 (1984)
105-111, con foto p. 107, fig. 5, poi in sintesi, ECK, Statthalter cit. 160: egli pensava a A. Vieirius
Martialis. cos. 98, oppure a Q. Sosius Senecio, cos. 99; poi ancora W. ECK, Ein Annamaitariumjtir
die Equit cipedites singultir- in Kiiln, in I\j. 23 (1990) 127-130, con modifiche alle integrazioni delle
linee 5-6 (vd. infra, nt. 20).
III Questa conclusione accettava anche SYME, Curtailcd Tenures cit. 509.
"' B. PFERDKHIRT, Riimischc Afi/itardijilome unii Entlassungsurkunden in der Sammluiig dcs Rimiisc/iGcmumisclicn ^cntralmuscums, 1, Mainz 2004, 22 ss., nr. 9: intus, tab. I, limi. 15-16: et sunt in Germania
itifc/riorc sub L. Neratio Prisco; cxlr.. tab. I, lin. 15: ci sunt in Germania inferiore sub L. .\cratio Prisco.
211 Yd. apografo con mie modifiche a fig. 6; pertanto si deve a mio parere cos restituire AE
1984, 667 = AE 1991, 1251: [hip. diesar divi] MTM[C] / [Gaman(ia) J. Ncrva T]raian(us) / [Aug.
Gcrmanicus] cos. Ili / [L. jVcratio Pris]c(oJ leg. Aug. /ir. p. / \/icr coh(ortcm)
~\an(omm) f>(iam)/(idclern)
cqluililms) / [et pedfttibus) sitigiil(aribiis)] armam(entarium) / [fedi]. Nelle linee 5-6 si seguono le nuove
II

1/1

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Giuseppe Camodeca

l'ipotesi di una durata assai breve del suo governo germanico, che ormai
va agevolmente datato fra 98/9921 e 101; nella seconda met dell'anno
(forse gi dalla tarda primavera-estate) egli sar sostituito da Q. Acutius
Nenia22, cos. sitff. nel lug.-ag. 100.

IMP-CESARDIVl
AVG-GERMANICVL

L-NE R ATI Q'PRI S<@4BWGPRE

PERCOHET-PED-SINGVL/ARMAM
FECIT
Fig. 6 - Apografo ricostnittivo di AE 1984, 667 = AE 1991, 1251 Colonia.

3. - II preteso secondo giurista Neratius


Fra gli studi su Nerazio apparsi dopo il mio contributo non si pu non
menzionare l'opera di R. Bauman23, dato che ormai divenuta per i giuristi di quest'epoca un riferimento bibliografico quasi obbligato, sostituendo il ben altrimenti valido, ma ormai invecchiato, libro del Kunkel, la cui

integrazioni proposte da Eck nel 1990. Anche la PFERDEHIRT, Romische Militrdiplome cit. 27, in
una prolissa e un po' confusa discussione sui governatori di Germania in questi anni alla luce del
nuovo diploma del 101, ha ovviamente pensato all'integrazione [Neratio Pris]c. nella lin. 4. Viceversa W. ECK, Koln in romischer ^et, Kln 2004, 700 e nt. 4, cfr. 239, vorrebbe, a mio parere poco
probabilmente, mantenere Ignolus nel 100 e spostare Acutius Nenia dopo il 101.
21 II 20 febr. 98, e cio 23 giorni dopo la morte di Nerva, quando Traiano era ancora sulla
frontiera renana, un diploma militare per l'esercito della Germania inferior (J. K. HAALEBOS, Traimi
und die Hilfstnippen ani Niederrhein, in Saalb. Jahrb. 50 (2000) 31 ss. = RMD IV 216) riporta sorprendentemente al posto del legatus Augusti della provincia lo stesso imperatore: in Gemi[ani]a inferiore
sub hip. Traiano Aug.; sul punto vd. HAALEBOS, Traian cit. 59 s., che pensa possa all'epoca non esserci stato un legatus oppure che Traiano vi compaia sulla base del suo imperiimi maius, soluzione
preferita invece dalla PFERDEHIRT, Romische Militrdiplome cit. 27. Sul punto vd. inoltre ECK, Koln
cit., 236 ss.; cfr. B. E. THOMASSON, Laterculi Praesidum, in OpRom. 30, (2005) 107, secondo cui
Traiano sarebbe stato nel 97 legatus anche di Germania inferior, oltre che di supenor, conservando la
carica dopo l'ascesa al potere imperiale.
22 Cfr. sulla datazione del suo governo germanico al 101/102, ECK, Statthalter cit. 161 s., che
pensava ad un inizio ancora nel 100; i nuovi dati impongono di spostare dopo il marzo 101 il suo
arrivo nella provincia.
23 R. A. BAUMAN, Lauyers and Politics in th Early Ramati Empire. A study of relations betisiccn th
Roman jurists and th emperorsfrom Augusus lo Hadrian, Miinchen 1989, 194-213.

Il giurista L. Neratius Priscus cos. sujf. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

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recente ristampa, apparsa nel 2001, stata purtroppo un'occasione perduta per un serio addendum: deludentissimo il Vorwort di Liebs che, ad es.,
ignora totalmente le novit prosopografiche su Nerazio24.
Bauman23, pur accettando nella sostanza la mia ricostruzione, riuscito a creare nuova confusione sui Nerazi; gi il titolo del paragrafo significativo: Neratius Priscus: Onejurist or two?K. Questo studioso vuole senz'altro
identificare con il giurista un Neratius, che indicato come 5iKaio8[tT|<;]
in un'iscrizione da Tlos (IGR III 1511) nella provincia di Lycia-Pamphylia,
asserendo infatti che un tale titolo sarebbe appropriato solo per un giureconsulto. Pertanto poich sulle iscrizioni sepinati del nostro cos. 97 non
compare il governo di Lycia-Pamphylia, dovrebbe trattarsi a suo giudizio di
un secondo Neratius giurista, supposto figlio del console del 97, e governatore in Lycia fra 105-11327. A questo punto egli si chiede anche chi dei due
lo scolarca proculiano menzionato da Pomponio; ma meglio interrompere qui la serie di assurde congetture cui egli si abbandona, tutte fondate
sul nulla. Difatti Bauman non ha purtroppo considerato che i governatori
di Lycia-Pamphylia di regola portavano il titolo di 8iKato5TT|i;28. Il Neratius,
governatore in Lycia29, chiaramente, pace Bauman, M. Hirrius Pronto Neratius Pansa (PIR2 N 56), cos. ca. 74, un Neratius Pausa adottato da un M. Hirrius Franto, che fu il fondatore delle fortune politiche e primo membro senatorio della famiglia sepinate gi sotto Nerone. Questi, come ben sappiamo,
fu legatus in Lycia nei primi anni 70, poi adkctus nel patriziato durante la
censura di Vespasiano e Tito, e padre adottivo di L. Neratius Marcellus
(PIR2 N 55), il fratello del giurista30, che difatti chiamato M. Neratius Marcellus (si noti il prenome M.) in una iscrizione di Xanthos (AE 1981, 841), citt licia, dalla quale pubblicamente onorato31 appunto come figlio del governatore M. Hirrius Franto Neratius Pansa. Inoltre figlio di Marcellus fu con
ogni probabilit il cos. ora. 122, L. Neratius Corellius Pansa (vd. stemma).

24 W. KUNKEL, Die Romischm Juristen. Herkunjt una soziale Stellung, rist. Koln-Weimar-Wien
2001 (Vorwort, pp. V-XV). La stessa cosa pu dirsi per l'opera postuma, curata da J. G. Wolf, di
F. WIEACKER, Rbmische Rechtsgeschichte 2, Munchen 2006, 97.
25 BAUMAN, Lauyers and Politics cit. 194 ss.
26 Come si visto, anche FITZ, Die Verwaltung Pannoniais cit. (a nt. 8), su basi diverse, ma
ugualmente infondate, ammette l'esistenza un terzo console L. Neralius Priscus, che sarebbe appunto il giurista.
27 BAUMAN, Lauyers and Politics cit. 196-8; 201-202.
20 Cfr. solo THOMASSON, Lakrculi cit. (a nt. 9), 276 ss., nr. 5, 10, 14, 15
2n THOMASSON, Laterculi cit. 276 nr. 6.
:io Come proponevo CAMODECA, La carriera cit. 32, ipotesi confermata da nuovi dati e ormai
in generale accolta, vd. solo VIDMAN, Die Familie cit. 372 ss.; e spec. O. SALOMIES, Adoptive and
Polyotynwus Nomenclature in th Roman Empire, Helsinki 1992, 151 ss.
11 II Neratiolus onorato a Xanthos (AE 1981, 826 f), un personaggio (PIR2 N 50), che ha creato
non poche difficolt per la sua strana onomastica, in realt non esiste, come ha ben mostrato SALOMIES, Adopliue cit. 152: difatti i due blocchi non sono combacianti fra loro e quindi si pu assai
meglio intendere il nostro Nepario[v

Giuseppe Camodeca
4. L'anno consolare 97 e i colleghi di Nerazio nel consolato

Si pu oggi finalmente ricostruire l'intero anno consolare del 97 con


tutte le sei coppie di consoli, quell'anno 'memorabile' (Syme) di 'ricompense' per i fautori del nuovo regime, essendo il primo di Nerva:
K. lan. - Imp. Cacsar Nerva Aug. Ili, L. Verginius Rufus III
k. Mari.? - Cn. Arrius Antoninus II*, (C.?) Calpurnius Fiso
k. Mai. - M. Annius Verus, L. Neratius Priscus
k. lui. - L. Domitius Apollinaris**, Sex. Hermentidius Campanus***
k. Sept. - Q. Glitius Atilius Agricola****, E. Pomponius Maternus*****
k. Nov. - P. Cornelius Tacitus******, M. Ostorius Scapula

* Cos. siiff. 69; sul suopraenomen, ora noto da una THcrc., vd. G. Camodeca, in CErc. 23
(1993) 115 ss. - AE 1993, 461.
**Di Vercellae, nato non dopo il 52, era stato quacst. prob. e. 77, pr. e. 83, leg. Aug. di
Lycia nel 93-6; su di lui e i suoi legami matrimoniali con i j\eratii, da ult. Syme, Donnina
Apollinaris cit., 588 ss.
*** Ora attestato in carica da un frammento di diploma militare; vd. anche per il suo
rarissimo gentilizio (non Hcrmctidius) in 2TE. 152 (2005) 231 ss.; era stato negli ultimi anni di
Domiziano leg. Aug. di ludaca.
**** Di Augusta Taurinorum; quaesfor di Vespasiano, dunque prima del 79, e pertanto
nato non dopo il 53. Q. Glitius Atilius Agricola fu poi governatore della Pannonia nel
101-2, attcstato in carica il 19 nov. 102 (CIL XVI 47) + AE 1987, 853=AE 1991,
1357=RMD III 144, (secondo K. Strobcl, in <7J. 68 (1987) 279, non and in Pannonia dopo l'estate 100), cos. sitff. II nel 103 e decorato da Traiano per le guerre dacichc.
***** L. Pomponius Maternus ora attestato come console nel sctt. 97 da tre nuovi diplomi militari: 1) D. MacDonald - A. Mihaylovich, A New Moesia infcrior Diploma qf 97, in
ZPE. 138 (2002) 225 ss.: [
Sept.?] L. Pompomfo Materno et] Q. Glitio Affilio Agricola coi.] =
lA'IDV 337 = AE 2002, 1775. - 2) RMD III 140 del sett. 97: [] Sept. [L. Pompomo MaJtenw, [O- Oliilo Aliho Agricola cos.', altro framm. di un diploma militare pubbl. da P. Wcifi,
in 3PE.17 (1997) 233 ss. (= AE 1997, 1774 = RMD V 338). - 3) W. ECK - A. PANGERL,
J<jt'd Konstitiitionaifur die Tmppen .Nicdcrmosicns vom 9. Scptcmbcr 97, in PE. 151 (2005) 187 s.: V
idus Sepflembres / L. Pompomo] Materno / [Q. Glilio AJtilio Agrcola [cos.] (9 sett. 97). Sull'origine
iberica dei Pompami Materni, vd. R. SYME, Spamsh Pomponn. A Study m Nomendalitrc^n Roman
Papcrs IV, Oxford 1988, 140 ss., spcc. 155.
****** Sulla carriera e le parentele di P. Cornelius Tacitus Ca[ecina Paclus?], vd. ora, alla
luce di CIL VI 41106 (= VI 1574) con la carriera fino al tribunato della plebe, G. Alfoldy,
Bricht der Schweigsame san Schweigm? Einc Grabinschnft aus Rom, in MDAIR. 102 (1995) 251 268; A. R. BIRLEY, The Life and Dcath of Cornelius Tacitus, in Historia 49 (2000) 230-247; sul
suo praenomen quasi certamente P., vd. R. P. OLIVER, Tic Praenomen of Tacitus, in AJP/i. 98
(1977) 64 ss. Nato verso il 57, dunque coetaneo di Mralius, fu Xvir stl. iud. ca. 76/77, trib.
mi. leg.
ca. 77/79 (forse in Britannia col suocero Agricola), q. Aug. ncll'81-2 (di Tito),
trib. pi. ca. 84/5, praet. ncll'88, XVvir saerisjacimuhs nello stesso anno; secondo Birley, Tlic Li/e
and Dcath cit. 235, Tacito probabilmente fu fra F89/90 e il 93 legatus Icgionis sul Reno o sul
Danubio, e poi fra 94 e 96, legatus Augusti di una provincia imperiale. Dopo il consolato nell'ultimo bimestre del 97, cui forse era gi destinato da Domiziano, egli potrebbe aver avuto
fra 101 e 104 il governo di una provincia consolare, forse la Germania infenor o supcrior secondo Syme, seguito da Birley, ibu. 241; infine nel 112-113 proconsole di Asia. Pu essere interessante confrontare la carriera dello storico con quella, contemporanea, del giurista.

A venerandi esponenti della legalit costituzionale quali L. Verginius


Rufus, allora ottantatreenne, un uomo, scelto da Nerva come suo collega,
che nel 68 aveva pi volte rifiutato il trono offertogli dai soldati, e ad

Il giurista L. Neratius Priscus cos. suff. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

301

amici intimi del nuovo imperatore come Cn. Arrius Antoninus, cos. suff. 69,
cui va l'iterazione del consolato, si affiancano un Calpumius Fiso, rampollo dell'illustre famiglia aristocratica, che evocava antiche aspirazioni libertarie, un influente neopatrizio come M. Annius Verus, che con Arrius
fra gli antenati della dinastia antonina, e uomini abili ed esperti nel comando quali Q. Glitius Atilius Agricola, poi onorarissimo da Traiano,
L. Domitius Apollinaris, Sex. Hennentidius Campanus, tutti negli anni immediatamente precedenti governatori di importanti province pretorie; ad
essi si aggiungano il grande storico Tacito e il suo amico M. Ostorius Scapula, membro di una nota famiglia consolare. Molto di recente si conosciuto il nome dell'unico console del 97, che era finora restato ignoto,
L. Pomponius Maternus, altrimenti sconosciuto, ma senza dubbio un ascendente (padre?) del cos. 128, (X Pomponius Matemus, e verosimilmente di
origine iberica.
5. Nerazio e i Flavi

La posizione politica di Nerazio certo paragonabile a quella del suo


coetaneo Tacito32; entrambi furono consoli nel fatidico 97: sappiamo come lo storico (Hist. 1.1.3) giudicava la sua ascesa negli onori durante la dinastia flavia: Dignitatem nostram a Vespasiano inckoatam, a Tito auctam, a Domitano longius provectam haud abnuenm.
Anche Nerazio inizi la carriera senatoria sotto Vespasiano, un imperatore che del resto non poco favor la sua famiglia: durante la censura del 73/4 Neratius Pausa, fondatore delle fortune politiche della gens Neratia, gi senatore sotto Nerone ma divenuto per un opportuna scelta di
campo uno dei favoriti del nuovo regime, ottenne Vadlectio inter patricios,
32 Mi sembra interessante richiamare qui un passo neraziano, in genere trascurato negli studi sul giurista, per la sua consonanza con Tacito nella polemica contro gli abusi di un prrmpstiranno : D. 12.4.3.5 (Ulp. 26 ad ed.) Neratius ctiam libro [
] mcmbranarum re/ai Pari/lem pantomimum
a Domitia jVcroms ffilia] fcorr. amila) decan, quac apro liberiate (lederai, rcpetisscper indicali nccfuisse quacsitiim, un Domitia sciali liberimi accepissct. L'episodio riferito da Ulpiano discutendo: Si libcr liamo, qui
bona fide seraiebat, rniln pccumarn dcdcrit, ut curri manumittam, ctjcccro: postea libcr pwbatus ari mila condicerc
possit, quaeritur. Et lulianus libro undccimo digestomm scrbil cornpctcrc manuinis.w rcpetitioncm. Ma il caso riportato da Nerazio del tutto particolare, perch frutto di un sopruso dell'imperatore Nerone e
l'osservazione ncraziana sul non accertamento della consapevolezza di Domitia riguardo a\\'ingenidtas di Paride sembra avere un forte sapore ironico, che diventa chiaro se si richiama l'episodio,
certamente ben noto al giurista. Il processo di ingenmtas si svolse nel 56 e fece scandalo, poich Paride fu dichiarato ingaiuus non in riconoscimento di un diritto, ma su pressione di Nerone, come
ci riferisce con indignazione Tac. Arni. 13.27.3: Me multopost creptus amitac liberlus Paris quasi ime civili, non sinc infamia principii, cuius iu.au perpetratimi ingenuitatis iudicimn crai; dopo di che il pantomimo
si fece restituire per iudican la somma di 10000 sesterzi che aveva dato a Domitia per la sua manomissione. Che L. Domitius Paris (su cui H. LEPPIN, Histrioneii, Bonn 1992, 41; e spec. 270-2) fosse
liberto della zia di Nerone, Domitia (FOS. nr. 319), lo sappiamo anche da Tacito (Ami. 13.19.4: Paridem hutrioncm libertini! et ipsum Domiliac), quando nel 55 denunzi a Nerone un preteso complotto
di Agrippina.

302

Giuseppe Camodeca

mentre il padre dello scolarca, cugino pi che fratello di Pansa, fu, a mio
parere molto verosimilmente, adlectus inter praetorios. La prima carica del
giurista il tribunato militare della legione XXII Primigenia, a quel tempo
di stanza a Vetera in Germania inferor; si rivestiva normalmente sui venti
anni e aveva una durata media di due/tre anni, dunque si pu datare
verso il 78/80. noto che per questo incarico si era di regola scelti dal
governatore della provincia (o anche dal legatus legionis), e che in tale scelta avevano molto peso legami di parentela e di amicizia; purtroppo per i
due legati di Germania inferior fra il 78 e l'81 non sono noti rapporti con i
Neratii35. Il tribunato militare riportato solo nell'iscrizione-rar5W5 di Larinum (AE 1969/70, 152) mentre risulta certamente omesso nelle due sepinati (AE 1976, 195 [= CIL IX 2455]; AE 1978, 287)36. Nerazio non sembra invece aver precedentemente rivestito una carica del vigintivirato,
che di regola apriva la carriera secondo le disposizioni augustee (Cass.
Dio 54.26.5 ss.; Tac. Ann. 3.29.1); questa circostanza per non pu meravigliare, avendo non pochi confronti37.
Dopo il ritorno dal servizio militare in Germania, il giurista ottenne
sotto il nuovo imperatore Domiziano l'ingresso in Senato con la questura,
che si rivestiva sui venticinque anni, dunque verso P82 ; segu la carica di
tribunusplebis verso l'85 e sui trenta anni la pretura nell'87/88 ca. A questo
punto in modo davvero singolare la carriera del giurista ha, come si detto, un vuoto di circa dieci anni fra la pretura e il consolato suffetto, ottenuto nel famoso anno 97, il primo di Nerva, e la circostanza, senza dubbio eccezionale, suscita certo meraviglia. Forse si dedic solo agli studi e
all'attivit di giurista, quali che siano le motivazioni di questo otium

33 Ci mi sembra indicare il fatto che il suo cursus in tutte e tre le iscrizioni di lui rimaste
(CIL IX 2454-2455; AE 1927, 117) inizia dallapraefectura aerar Saturni, databile all'84-6, che dava
poi rapido accesso al consolato.
31 Che si tratti senza dubbio della XXII Primigenia, anche se il numerale non pi leggibile
sull'iscrizione di Larinum, vd. CAMODECA, La carriera cit. 30 nt. 76. Sulle vicende della legione
vd. ora Tu. FRANKE, Legio XXII Primigenia, in Lcs Legioni de Rome sous le Haut-Empire. Actes du
Congrs de Lyon (17-19 septembre 1998), (a cura di Y. Le Bohec) I, Lyon 2000, 95 ss.
35 Vd. CAMODECA, La carriera cit. 30 s.: Q. lulius Cordimis C. Rutilius Gallicus nel 76?/78, e
D. lunhis Navius Priscus nel 79/80; questi rapporti invece esistevano con Q. Conllius Rufus, legatus di
Germania superior nel 79P-82, che molto probabilmente era (o sarebbe diventato poco dopo) il suocero di Marcellus, fratello del giurista (vd. infra), e non del giurista stesso, come invece pensava
ECK, Statthalter cit., 38.
36 Casi analoghi del tribunato militare, riportato in un'iscrizione-cMmu e omesso in un'altra,
si riscontrano di rado; solo l'esempio di L. lulius Marinus Caecilius Simplex, cos. sujf. 101 (ir. mil. non
presente in AE 1981, 830) noto a A. R. BIRLEY, Senators as Gcnerais, in Kaiser, lcer und Gesellschqft
in der Romischcn Kaiserzeit. Gedcnkschriji fiir E. Birley, Stuttgart 2000, 105 s., che per stranamente
ignora quello di Neratius Priscus.
37 Vd. elenco di una sessantina di carriere con tribunato militare, ma senza vigintivirato, in
BIRLEY, Senators as Generati cit. 106 ss., mentre solo una mezza dozzina sono i casi accertati di
omissione del vigintivirato, ibid. 105 s.; sarebbe azzardato supporre che Neratius l'abbia omesso
in tutte le tre iscrizioni-cura/i finora note.

Il giurista L. Neratius Priscus coi. suff. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

303

durante il tristissimum saeculum (Plin. Ep. 10.2.2; cfr. Fan. 90.5), oppure, se
proprio si preferisce, non volle che le cariche pretorie fossero menzionate
nel suo cursus. Sarebbe per inverosimile pensare che ci indichi una caduta in disgrazia della famiglia nei difficili ultimi anni di Domiziano38,
perch suo fratello Marcelle ebbe l'alto onore nel 95 di sostituire nel consolato l'imperatore stesso e il padre forse proprio in quegli anni govern la
Pannonia potentemente armata.
6. - Nerazio e Traiano

Questo cursus honorum del giurista illumina notevolmente la sua posizione nella vita politica del tempo, testimoniando la rapida ascesa di vino
degli uomini pi favoriti agli inizi del nuovo regime. Il consolato nel 97,
anno di ricompense, fitto di coppie di suffetti, che ora siamo in grado eli
ricostruire interamente, la cooptazione fra i Vllvir epulonum, uno dei quattuor amplissima collegio, sacerdotali, il comando di due province consolari potentemente armate e in un delicato periodo di tempo fra 98/9 e 106 e in
un ancor pi delicato settore strategico lo illustrano a sufficienza. Il giurista era certo un membro ascoltato del consilium traianeo39; una traccia di
un suo intervento mi pare si possa scorgere nel rescritto di Traiano sulla
validit del testamento militare, che si pu datare fra il 114-116, perch indirizzato ad uno Statilius Severus, da identificare con l'allora legatus di
Thracia10 (D. 29.1.24, Flor. 10 inst.) [= Inst. 2.11.1]*1.
Certo ora colpisce ancora di pi il fatto che Traiano mai gli concesse
il secondo consolato, come fece invece per quel piccolo gruppo di uomini
38 Sui suoi ultimi anni di regno, dall'autunno 93 turbati da un'aperta rottura dei rapporti col
Senato, vd. SYME, Domitian: The Lasi Years cit. 274 ss.
39 Sebbene resti qualche dubbio (KuNKEL, Die Romischen Juristen cit. 141 nt. 185) se D. 37.12.5
(Pap. 11 quaest.) attesti la sua partecipazione al consilium principii con l'amico Titius Aristo.
10 La pi precisa datazione del rescritto ora fornita da nuova documentazione, da cui si desume che T. Statilius Maximus Saierus, in carica nel 114, non pu essere stato cos. suff. 115, come
prima si credeva, ma probabilmente solo nel 117 (H. M. COTTON - W. ECK, P. Murabba'at 114
und die Amvescnhcit riimischcr Truppcn in den H'hlcn des Wadi Murabba ' at nach acni Bar Kochba Aufstand, in
ZfE. 138 (2002) 173-183, sul punto 179 ss.; e spec. W. ECK - A. PANGERL, Traians Heer ini Parthcrkrieg. ^u einem neuen Diplom aus ilan jahre 115, in Chiron 35 (2005) 49 ss.).
" Come gi osservavo in CAMODECA, La carriera cit. 36 e nt. 14, nel rescritto compare infatti
una chiusa aloquin... per hoc iitdicia vera subvcrtuntur simile a quella neraziana in D. 1.3.21 (6 membr.):
...et ideo rationes eorum, qnae coustiiuuntur, nquiri non oportet: alioquin multa ex his quae certa sunt subvcrtuntur,
un passo tanto discusso e, insieme al pi celebre brano su ius fintimi (D. 22.6.2, Ner. 5 membr.),
considerato illuminante della collocazione culturale e politica del giurista; su cui vd. CAMODECA,
La carriera cit., 35 s., con bibl., cui adde spec. V. SCARANO USSANI, Valori e storia nella cultura giurdica
fra Nenia e Adriano. Studi su Ncrazio e Gelso, Napoli 1979, 5 ss., 58 ss., che vi vede una presa di posizione nei confronti di atteggiamenti intellettuali di tipo neoaccademico o addirittura neopirronistico; cfr. anche ID. Empiria cit. 43 ss.; 69 ss.; ma da ultimo, in senso divergente e riduttvo,
S. NAPPI, lusfmitum, in Labeo 43 (1997) 30-69; ora lusfmitum, Bari 2005, che li legge invece nel solco della tradizione giurisprudenziale e nel caso in precisa analogia col pensiero di Labeone per il
forte ruolo attribuito ai giuristi sempre in grado di 'inventare' la norma e quindi di ius finire.

304

Giuseppe Camodcca

fidatissimi, spesso in ricompensa delle grandi imprese belliche di quegli


anni12; n egli ebbe, a quanto sembra, neppure il proconsolato di Asia o
d'Africa, che di regola veniva dopo un quindicennio dal consolato43 a coronare le carriere pi prestigiose; tutto ci stato addotto per contestare
ogni credibilit alla famosa notizia delPH. A. v. Hadr. 4. 8, che Traiano
avesse pensato a Neratius Priscus come suo possibile successore. E forse
messa in questi termini la notizia non corrisponde al vero.
Ma torniamo al tempo delle sue due legazioni consolari in Gmnania inferor (ca. 98/9 - met 101) e in Pannonia (dalla fine 102 al 106 ca.), e quest'ultima in un momento delicato quando costituiva l'immediata retrovia
per la conquista della Dacia. Sebbene non si possa senz'altro ritenere che
Nerazio abbia partecipato direttamente agli eventi bellici della seconda
guerra dacica (105-106), si deve in ogni caso considerare certamente di
non poco rilievo nell'organizzazione e nella condotta della campagna la
sua posizione come governatore di una grande provincia, potentemente
armata, nelle retrovie della guerra44.
Sulla base di questa carriera consolare si pu quindi ben dire che Nerazio non era solo un rinomato giurista, un intellettuale, ma anche evidentemente un esperto comandante militare, e certo tale lo reputava un imperatore come Traiano, di cui in quel tempo egli era senza dubbio un uomo di fiducia: due governi di province consolari di tale importanza e in momenti
cos delicati non sono nomine di routine, ma costituiscono un fatto eccezionale, come gi a suo tempo feci rilevare45. Si potrebbe quindi spiegare la voce
dell'H. A. v. Hadr. 4. 8, se le parole di Traiano commendo tibi provincias, si quid
mi/tifatale contigert fossero ambientate al tempo della seconda dacica e del
tentativo di Decebalo di far uccidere Traiano di cui ci parla Cassio Dione
(68.11.3), cio quando (ca. 105) Nerazio governava, come si detto, la Pannonia e comandava un forte esercito nelle immediate retrovie del fronte46.

12 Nel 102 L. Iitlitts Scniianus, cos. 90, e L. Licinhis Stira, cos. 93; nel 103 M'. Labcrtis Maximus,
cos. 89, e Q. Glititis Atilhis Agrcola, cos. 97; nel 107 Licinhis Sura per la terza volta e Q. Sosus Scnccio,
cos. 99; nel" 109 A. Cornclms Palma, cos. 99; nel 113 I. Pttblilnts Cclstis, cos. 102.
43 Cio sarebbe dovuto cadere verso il 112-3, proconsolato che sarebbe ancora astrattamente
possibile in Africa, dove resta una lacuna ncifasli provinciali proprio nel 111-112 (vd. B. E. THOMASSON, Fasti Africani, Stockholm 1996, 50 ss.); n la mancanza nelle sue iscrizioni sepinati (1-2)
pu escluderlo (paci BAUMAN, Laitycrs ami Politics cit. 198 s.), potendo essere datate prima del 111.
" Cos conclude anche K. STROBEL, Untersucmngcn zu dcn Dakcrkricgen Trqjans, Bonn 1984,
77: er wird entsprechend an der Organisation und der Durchfiihrung des 2. Dakerkriegen 105106 n. Chr. beteiligt gewesen sein.
15 CAMODECA, La camera cit. 32 s., e nt. 94 : in quel periodo (97-106) ottennero il governo di
due province consolari solo altri due importanti personaggi, assai vicini a Traiano, come L. lulius
Sewanus, cos. 90, Hard. 102, IIIord. 134 (Germania stip. 97-98/9 e Pannonia 99-101) [su cui ECK, StatIhaltcrcA. 47 s.],e/l. ComeliusPalmaFrontonianus, cos. ord. 99,//or/. 109 (Hispaniacitctior 101-102 e Syria 105-108, dove si illustr con la conquista dell'Arabia, che gli valse il secondo consolato nel 109).
"' Sul punto in tal senso con giusti rilievi A. R. BIRLEY, Die Nachfolgefmgc untcr Traimi, in
Traian in Gcnnanicn - Traian ini Radi (hrsg. E Schallmayer), Bad Homburg 1999, 39.

Il giurista L. Neratius Priscus cos. sujf. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

305

7. ~ Nerazio e Adrano

i
1

Come per Tacito, siamo male informati sui suoi ultimi anni. Neratius, pur
se membro del consilmm imperiale di Adriano (H. A. v. Hadr. 18.1, [dove per menzionato non correttamente al terzo posto dopo luventius Celsus, cos. sujf.
115, e Salvius lulianus, cos. ord. 148]; D. 42.4.7.16 Ulp. 59 aded.) non ottenne
dal nuovo princeps altri onori, n contribu alla sua opera legislativa nella misura dell'altro, molto pi giovane, caposcuola proculiano P. luventius Celsus,
che ora sappiamo fu cos. sujf. nel 115 (e non nel 117)'17, ben pi consonante con
la ed. 'svolta' adrianea48; Gelso del resto ottenne nel 129 l'iterazione del consolato e subito dopo il proconsolato d'Asia nel 129/130 (ora per l'intervallo
dal consolato [115] non risulta pi, come prima si credeva, minore del normale). Ed scrivendo dopo questa data (probabilmente ancora negli estremi
annidi Adriano)19 che Pomponio (D. 1.2.2.53, Pomp. Kb. sing. enci.) con grave appiattimento storico considera succeduti a Celsus pater'M come scolarchi
proculiani: patri Gelso Celsusfdius et Priscus Neratius, quiutriqueconsulesfuemnt, Celsus quidem et iterimi. La notizia sui consolati ottenuti dai due giuristi certo esatta, ma va notato che fra di loro vi era una differenza di et e di carriera di ca.
20 anni, l'uno cos. nel 97, l'altro, come detto, nel 115; quando nel 106/7 Gelso
era pretore, Nerazio era gi tra i pi prestigiosi consolari del tempo, avendo
amministrato una dopo l'altra due fra le pi importanti e potentemente armate province consolari, Germania inferior e Pannonia. In realt il passo di
Pomponio pu spiegarsi, se non si vuoi supporre una scorretta formulazione
con l'attrazione del nome dei due Gelsi, solo con una deformazione prospettica, considerando che all'epoca della redazione dell'opera pomponiana
Gelso, solidale col programma adrianeo, aveva ormai raggiunto nel consilium
imperiale una posizione di maggiore prestigio e nella carriera con l'iterazione del consolato aveva finanche superato il suo pi anziano collega51.
Ad ogni modo ci non significa che sotto Adriano la potente famiglia
sannita fosse del tutto emarginata politicamente: fa fede del contrario, oltre al permanere di Nerazio nel consilmm imperiale, il consolato ordinario
del 122 per suo nipote exfratre, L. Neratius Corellius Pansa, il secondo consolato (ordinario) nel 129 per suo fratello Neratius Marcellus; n sembra che i
17 Sui consoli del 115, como risultano da nuovi diplomi militari, vd. ora ECK PANGERL,
Traians Hccr cit. 49 ss.
'" Per tutti vd. F. CASA VOLA, Giuristi adranei, Napoli 1980, 35: 'uno dei giuristi pi vicini ad
Adriano, certo il pi congeniale a lui', consonanza poi ancor pi fortemente connotata da SCARANO USSANI, Valori c storia cit. 207 ss.; Id., Empira cit. 85 ss.
'-' Sulla data e la complessa storia testuale dell'opera da uh., con prcced. bibl., V. SCARANO
USSANI, L'ars dei giuristi, Torino 1997, 42 nt. 69; cfr. Iix, L'arcaismo di luventius Celsus, in Os/raka 14
(2005) 66.
:'" Ancor vivo nel 95 e che probabilmente sopravvisse a Domiziano, Cass. Dio 67, 13, 3-4.
:i1 II BAUMAN, Lawycrs and Pohlics cit. 229 s.; 311, propende per una soluzione di compromesso fra le due anime della scuola, la 'tradizionalista' (Nerazio) e la 'liberale' (Gelso), immaginando
un 'joint appointment'!

306

Giuseppe Camodeca

rapporti della famiglia col principe siano mai arrivati ad una aperta rottura, almeno finch il giurista fu in vita52.
Poich risulta che Neratius conosceva il SC Tertullianum (D. 44.2.11
Ulp. 75 ad ed.}, e questo SC stato datato al 133, anno in cui noto un cos.
suff., Q. Flavius Tertullus, si in generale concluso che egli era ancora in
vita e attivo in quell'anno. In realt la datazione del SC Tertullianum non
certa: difatti tuttora, pur dopo le numerose nuove attestazioni di consoli
suffetti del tempo di Adriano53, non si pu escludere del tutto che negli
anni precedenti al 133 vi possano essere stati altri consoli con il cognomen
Tertullus e che quindi il giurista sia morto ben prima del 13354. Ma allo stato ripetesti corrente resta plausibile.
8. - Rapporti con la citt d'orgine: cvcrgctismo e propriet fondiarie. La famiglia
Dopo il 106 il giurista e il padre dedicano a Saepinum un'opera pubblica non meglio determinabile, ma che non sembra essere stata di grandi
dimensioni a giudicare dalle misure dell'iscrizione di dedica, circa 260 cm
(AE 1976, 195 = CIL IX 2455). In seguito Nerazio, e questa volta da solo,
evidentemente dopo la morte del padre, fece costruire un grandioso monumento sul lato lungo Sud-Ovest del foro cittadino55; l'architrave frammentaria, che ne resta, era in origine lunga almeno otto metri (2); purtroppo gli scavi non hanno finora potuto identificare l'edificio, che risulta
rasato a livello delle fondazioni.
I legami con il suo municipium di origine e la regione contermine sono
chiaramente radicati nelle grandi propriet in zona della potente famiglia
senatoria: nel territorio sepinate era certo una villa produttiva dei Neratii
nell'odierno comune di Ferrazzano, indiziata dall'iscrizione di un nugolo
di loro servi, fra cui un vilicus e un cellarius^; nel finitimo territorio dei Ligures Baebiani avevano propriet, ben note dalla famosa Tabula alimentaria del
101 (CIL IX 1455), il fratello del giurista Marcellus e il figlio di questi, Ne-

52 Nel 121-2 i due fratelli furono forse comites dell'imperatore in Germania e Britannia secondo A. R. BIRLEY, Hadran: th Rcstless Emperor, London - New York 1997, 115; questi per, contro
l'opinione di molti, ritiene essere stato 'surely' il fratello del giurista il Marcellus costretto al suicidio da Adriano nei suoi ultimi anni di regno, HA. v. Hadr. 15.4 (BlRLEY, Hadran cit. 281, cfr. 292).
53 Vd. spec. W. ECK - P. WEISS, Hadriamschc Konsuln: Naie Bugiasse aus Mihtrdiplomen, in
Chimi 32 (2002) 427-448; W. ECK, Suffiktkonsuln derjam 132 - 134 undHadrans Riickkehr nach Rimi
imjahre 132, in PE. 143 (2003) 234-242.
11 BIRLEY, Die Nachfolgcfrage untcr Traian cit. 41, si mostra invece molto pi sicuro di ci, tanto
da pensare che il consolato iterato di suo fratello Marcelle nel 129 sia stato da parte di Adriano
come un onore compensativo per i Nerazi dopo la morte del giurista.
55 Stranamente TORELLI, Ascesa al Senato cit., p. 176, sembra riferire entrambe le iscrizioni
allo stesso grande edificio forense; ci sembra inverosimile perch l'iscrizione sull'architrave AE
1978, 287, posta dal giurista, riporta il singolarci/fri/.
50 CIL IX 2484: Constanti Neratior(um) / vilico / Potenti jVeratiorum / cellario / Pot/uis et Lathmus /
patr et fratr.

Il giurista L. Neratius Priscus cos. siiff. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

307

ratius Corellius (il futuro cos. ord. 122, allora circa dodicenne)57. Si anche
voluto attribuire ai Neratii la villa rinvenuta in territorio sepinate nell'odierno comune di S. Giuliano del Sannio, dove sono state ritrovate le dediche poste, probabilmente nella prima met del III secolo, a membri della famiglia senatoria dei Fufidii, discendenti da un vir egregius, C. Fufidius
Atticus, il cui omonimo figlio, v. e. e console suffetto, aveva sposato una
Neratia Marullina, c.f. (CIL IX 2450-2453; AE 1978, 288-2S9)58.
Per il giurista stesso questi rapporti con la regione di origine sono confermati dalla base di statua (3), con cui egli fu onorato nella non lontana
Larinum, verosimilmente per sue propriet in zona, anche questa dedica
postagli, a quanto sembra, dopo il 106. Naturalmente egli aveva anche
propriet a Roma: diverse domus dei Neratii erano sull'Esquilino, fra cui
una attestata da una fistiila col nome L. Nerati Pr(isd?), che potrebbe anche
essere il giurista59; alcuni suoi liberti sono forse noti da AE 1999, 31560.
Inoltre propriet e interessi dei Neratii (forse nella transumanza) sono

57 Per questo motivo il padre Marccllus versa (n(itmcrat)) a nome del figlio gli interessi sul prestito imperiale.
58 Le basi di statua CIL IX 2451-2453 furono poste dai mumdpcs Sacpmates, secondo un uso ben
noto, (anche) nella loro villa residenziale sita nel comune di S. Giuliano del Sannio (a ca. 3 km. da
Saepinum), essendo state rinvenute un paio di esse in loc. Croccila (ex Margherita) proprio nei ruderi di una villa (di impianto gi augusteo), su cui M. GAGGIOTTI, La villa dei Neratii nel territorio di
Saepinum, in AnnFLPemgia 22, 1984-5, 115-124, che la vuole attribuire ai Neratii; ma a ragione pensa
piuttosto ai Fufidii, W. ECK, Onori per persone di alto rango sociopohlico in ambito pubblico e privato, in Tra
epigrafiaprosopogrqfia e archeologia. Sentiti scelti, rielaborati ed aggiornati, Roma 1996, 307 ent. 73; cos anche A. M. ANDERMAHR, Totus inpraediis, Bonn 1998, 350 s. Analoghe basi agli stessi personaggi
furono poste dai municipes Saepinalcs nel foro cittadino, AE 1978, 288-289. Si noti inoltre che questi
Fufidii, Neratii per parte di madre, discendono da un cavaliere C. Fufidius Attieni, v. e., e non hanno
nulla a che fare con la famiglia di L. Fufidius Pallio, cos. ord. 166, di cui stemma e origine da Teanum si
possono ora conoscere da un'iscrizione di prossima pubblicazione a cura di chi scrive.
33 Rinvenuta presso il Ministero dell'Interno sul lato verso via C. Balbo (F. de Caprariis, in
BCAR. 92 (1987-88) 124 nt. 45). Un'altia fistiila aquaria fu ritrovata a ca. 200 m. in linea d'aria, all'incrocio fra via S. Maria Maggiore e via Urbana con la scritta (Diiorum) Ncratiomm C(ai) et Marcelli (AE 1906, 133; G. Gatti, La casa e le tenne deiNerazii, in BCAR 33 (1905) 294-299); che si tratti del
Marcellus, fratello del giurista, e di un terzo fratello C. Neratius (Proculus?), padre di L. Neratius C. f.
Procnlus, cos. 145 ca. (cosi l'editore e ancora M. Gaggiotti, in Saepinum, Campobasso 1982, 46;
W. Eck, in EOS I, 1982, 218), resta del tutto incerto; in tal senso, ad es., gi Groag, Vidman, in
PIK- N 51; e ora lo stesso W. Eck, in Lexicon Top. Urb. Rom. 2, Roma 1995, 144. Infine la non lontana ricca domus di IV sec., rinvenuta dal Lanciani nel 1873 fra via Farini, via Cavour e Piazza
Esquilina, apparteneva al loro lontano discendente N(a)eratiui Cereahs, praef. urbi 352-3, cos. 358,
che vi fond nei pressi dei balnea (CIL VI 1744-1744 a = VI 31916a; 1745; cfr. p. 4749 s.), e a suo
figlio Naeratius Scopius; su questa domus vd. ora F. Guidobaldi, in Lexicon Top. Urb. Rom. 2, Roma
1995, 79. Del resto queste epigrafi sono state rinvenute troppo lontane fra loro perch se ne possa
desumere l'esistenza di un'unica domus dei Neratii dall'et flavia al IV secolo.
60 L. Neratio Spendonti / L. Nerati Prisci lib(erto) / Neratifi) Spendon et Viialis / parentcsfiho penlissimo
/ sibi posterisquc suomm; cfr. anche CIL VI 29598. Meno probabilmente il L. Neratius Priscus di AE
1999, 315 potrebbe essere il cos. 87, padre del giurista, o anche (ma non cos gli editori) il pi tardo Neratius Priscus, console di fine li-inizi III sec., noto da CIL IX 2451-2; AE 1978, 288-289, come padre di Neratia Marullina, c.f. (CIL IX 2450), moglie del console C. Fufidius Atticus di et severiana, e madre dei tre C. Neratii Fufidii.

Giuseppe Camodeca

attestati nel II secolo da personaggi libertini della gens documentati di recente lungo il percorso di un antico tratture verso il Samnium nel territorio di Luceria61.
Il giurista aveva certo una lontana parentela con Labeone, che aveva
sposato una Neratia6'1; difatti non sembra dubbio che la moglie del caposcuola proculiano sia appartenuta a questa famiglia di Saepinum, se si
considera la diffusione del gentilizio, che si concentra nel piccolo muniapium sannita, dove presente dall'et augustea fino al IV secolo avanzato63. Discendenti immediati del giurista61 non sono determinabili con certezza e neppure la moglie (Cordila Hispulla, da molti attribuitagli, in realt la prima moglie del fratello). Una sua figlia potrebbe essere Neratia,
L. Nerati Prisci filia, Anteia Rufina Naevia Dcciana (PIR2 N 65), onorata dai
municipes Saepinates (CIL IX 2458); purtroppo la dedica ora irreperibile e
quindi non possibile precisarne la datazione, anche se la polionimia della donna rende poco verosimile porla nel I secolo65. L'ipotesi ne uscirebbe
molto rafforzata se questa dama fosse da identificare con Neratia L. f. Rufina, avia di Mia C.f. Rufilla Augurina, nota da CIL IX 2459, iscrizione tuttora visibile negli scavi di Saepinum e certo databile nella prima met del II
secolo. Invece si ignora se e come possa appartenere al ramo senatorio
della famiglia Neratia Qiiartlla1'6, domina di unajglina ostiense con tegulae datate al 123. Infine il Neratius Prscus, cos. sujf. di fine II sec.-inizi III, noto da
CIL IX 2451-2; AE 1978, 288-289, e padre di Neratia Mandlina, c.f. (CIL
IX 2450), non si sa in quale modo discendesse dal giurista67.

''' AE 1998, 375 dall'od. comune di Fiorentino; AE 1998, 376; da Pietramontecorvino l'iscrizione pubblicata da V. MORIZIO, / Ncratii nel territorio Incerino: ancora una testimonianza, in Studi
F. Creile, Bari 2006, 165-168.
"'- D. 34.2.32.6 (Paul. 2 ad Vite!.): Labco testamento suo Mraliac iixori suae nominalim Icgavit...
6:1 Con una quarantina di testimonianze; va notato comunque che in et augustea il gentilizio
compare anche ad Aesernia (IIAes. 160, tardo-rep./aug.) e a Caiatia (CIL X 4604 = H. SOLIN, Le
iscrizioni antiche di Trcbula, Caiatia e Cnbutcria, Caserta 1993, 74) ; altrimenti, a parte i non pochi membri della famiglia senatoria o loro parenti come ad Acclanum i Mratii Betilii di et antonina, raramente attestato in Italia, e solo dalla fine del I - inizi del II secolo con liberti o discendenti di loro liberti a Luceria (vd. retro), Ligures Baebiani, Benevcntum, Ostia e naturalmente Roma, dove sono
per attestati anche tre vigile* fra Commodo e Caracalla, uno dei quali originario da Nuceria Camellaria in Umbria (CIL VI 1057 = 1058 = 31234; AE 1933, 95; AE 2001, 245). Il gentilizio assai
raro anche nelle province (in Numidia (ILAlg. 1206-7, II sec.), Africa (ILAfr. 592 = ILPBardo 370 del
130/140), Dalmatia (ILJug. 2, 654, Narona con un IIIMf), Antiochia di Pisidia (JHS 32, 1912, 121-3
di III sec., dove deriva dal governo di Galatia di Neratius Pausa).
IH Sulla straordinaria continuit dei Ncralii fino al tardo impero si vd. ora SETTIPANI, Continuile genlilice cit. 311 ss., sebbene non esente da confusioni e imprecisioni, cui addc da ult. B. ENJUTO SNCHEZ, / .A'rat : legami tra Roma <: le citt del Sannio nel IV secolo d. C., in Les cits de l'Italie
tardo-antiquc (IV-VP siede), Rome 2006, 113-121.
1)5 Cos TORELLI, Ascesa al Senato cit. 180, e GAGGIO-ITI, Saepinum cit. 47, 49, seguiti da SETTIPANI, Continuile genlilice cit. 312, che vorrebbero farne la sorella del console dell'87, dunque una
zia del giurista.
"' FOS. 472 nr. 572.
''' Che ne sia il figlio, come hanno sostenuto TORELLI, Ascesa al Senato cit. 181, e GAGGIOTTI,

Il giurista L. Neratius Priscus cos. suff. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

309

9. L'amicizia con Plinio


II nuovo dato, ormai certo, che Neratius era nel 100-101 governatore della Germania inferiore costituisce un elemento decisivo nel problema, a lungo controverso, dell'identificazione del Priscus, che, gi da qualche tempo
alla testa di un cxercitus amplissimus, riceve da Plinio (ep. 2.13) una raccomandazione per Voconius Romanusw. La lettera, infatti, si data probabilmente al
100/169; nei fasti delle province consolari con almeno due legioni (exercitus
amplissimus) di quegli anni non si rinviene altro Priscus all'infuori di L. lavolenus Priscus10, legatus di Syria fra 98 e 100. Ma per quanto traspare da una lettera di qualche anno pi tarda (ep. 6. 15) sui rapporti non certo cordiali fra
Plinio e il caposcuola sabiniario lecito ritenere per lo meno inverosimile
che l'oratore si sia rivolto proprio a lui per raccomandargli Voconius Romanus
a preferenza degli altri legati consolari dell'anno. A testimonianza invece
della sua amicizia con i Nerazi baster ricordare come Plinio negli stessi anni (verso il 101/102) far una analoga raccomandazione al fratello di Nerazio Prisco, Neratius Marccllus, allora legato in Britannia'1 (ep. 3.8.1).
La carriera
(nato verso il 57/8)
tribumis militimi Icg. XXII Prmigcniae (a Veler, Gcrm. inf.)
quacstor

78/80 ca.
82 ca.

trbunus plcbis

84 ca.

praetor

87 ca.

cos. suff.

97 (mag.-giu.)

VII vir cpulonum


leg. Aug. pr pract. in Germania inferiore
leg. Aiig. pr pract. in Pannonia
morto dopo il 133 (?)

dal 97/8
99 - 101
102/103 - 1067'2

Saepinum cit. 46 e stemma, opinione a mio avviso poco probabile per motivi di cronologia: sarebbe stato console negli ultimi anni eli Traiano o nei primi di Adriano, e dunque la figlia Alarullma
sarebbe verosimilmente nata nei primi anni del II secolo ; ma le iscrizioni dei Fufidii Ncratii non sono precedenti alla line del secolo, e probabilmente pi tarde ancora (cfr. anche ut, 58). Il console
potrebbe quindi identificarsi con il .Neratius Priscus, ci. puer nel 204 (CIL VI 32334; PIR- N 58); cos anche P. M. M. LjEUNISSEN, Konsuln nud Konsulare in dcr ,<j:it non Commodits bis Sa'crus Alcxander,
Amsterdam 1989, 193.
"!1 Per l'identificazione del destinatario con il giurista, allora legatus in Germania injcrior. con decisivi argomenti gi CA.MOOECA, IM carriera cit. 27 s., tesi poi generalmente accolta, vd. da ult.
A. R. BIRLI;Y, Onnmnsliam io lic l'oungcr Pliny, Leip/ig 2000, 74. Su questo tipo di raccomandazione per cariche equestri cfr. A. R. BlRUlY, Tlic annmissioning of cqucstrian officers, in Documenting th
Roman Army. Es.mys in honour qfA largarci Rnxan, London 2003, 1-18.
"'' CAMO1M';CA, La camera cit. 27, con bibl.
711 Giavoleno, cos. suff. 86, dunque nato verso il 45, fu leg. leg. IVFirmine nei primi anni 80, leg.
Aug. j>r. pr. leg. Ili Aug. in Numidia ncll'83, iurdicus prov. Britanniac 84-5, poi dopo il consolato suffetto ncll'86, leg. Aug. f/nv. Germaniae super, nel 90, leg. prov. Synac 98-100, infine procos. prov. Africac
nel 100/101 o 101/102 (THOMASSON, Fasti Africani cit., 49 "s.).
71 A lui secondo A. R. BIRI.EY, Vndolaiula:Notes mi Some.New Wrting Tablets, in 2TE. 88 (1991)
97 s., ID., Tic commissioning ofequcstrian ojficcrs cit. 7 s., potrebbe essersi rivolto verso il 100 lo stesso
Nerazio Prisco, mentre governava la Germania inferor, per raccomandargli il baiavo Flavius Ccrialis,
noto dalle Tabulae di Vindolanda, come pracf. coli. IX Batai'orum in Britannia.
7 -II 19 nov. 102 era ancora governatore Q. Glilitts Alilitts Agricola, CHS. 97, su cui vd. retro.

310

Giuseppe Camodeca

Le fonti
Mi sembra utile raccogliere qui di seguito tutte le testimonianze letterarie ed epigrafiche certamente riguardanti il giurista L. Neratius Priscus.
1) Camodeca, La camera cit. 19 ss. = AE 1976, 195 (= CIL IX 2455)
(Saepinum), blocco monumentale di calcare (h. 80 X +134 cm, ma in origine ca. 260) (fig. 1-2): L. Neratius L.f. [Vol(tinia) Priscus] / praef(ectus) aer(ari)
Sat(umi) cos. l[eg(atus) pr(o) pr(aetore) in provincia)] / Pannonia (vac.) [et?] /
L. Neratius L.f. Volftima) Pr[iscus q(uaestor) tr(ibunus) pl(ebis) pr(aetor) cos] /
VRvir epul(onum) leg(atus) Aug(usti) pr(o) pr(aetore) i\n provincfta) Germania] / inferiore et Pannonia (vac.) [s(ua) p(ecunia) fec(erunt)?]
2) AE 1978, 287 (Saepinum) (con le integrazioni secondo la nr. 1).
Architrave sull'arco di ingresso di un grande edificio pubblico del foro
(h. 85 cm X + 385, in origine almeno 8 metri ca.) (fg. 3): L. N[eratius L.f.
Vol(tinia) Priscus q(uaestor) t\r(ibunus) pl(ebis) pr(aetor) cos. Wlvir epul(onum) /
l[eg(atus) Aug(usti) pr(o) pr(aetore) in provincia) Germanica inferiore et Pannonia /
[
s(ua) p(ecunia)] (vac.)fecit
3) AE 1969/70,152 (nella mia revisione) (Larinum), base di statua, priva
di coronamento e zoccolo (h. 87 X 64 cm.) (fig. 4-5): L. Neratio L.f./ Vo[l
ftinia)] Pnsc[o\ tr\b(uno) m]il(itum) leg(ionis) [XXIIPn]/migeniaequa[est(ori)] /
trb(uno)pleb(is)pr(aetor) [c]os. }f\IIv\ir(o) / epulon[u]m l\e\g(ato) [Aug(usti) pr(o)
pr(aetore) in / prov(incia) Germania inferiore / et Pannonia
].
4) Dipi. mil. (Pferdehirt, Romische A'Iilitrdiplome cit. p. 22 ss.; nr. 9) del
13/3/101: ... in Germania inferiore sub L. Neratio Prisco...
5) AE 1984, 667 = AE 1991, 1251 (Colonia) (vd. apografo fig. 6):
[Imp. Caesar divi] Newa[\ [Gennari(ici) f. Nenia T\raian(us) / \Aug. Germanicus] cos. Ili / [L. Neratio Pris\c(o)* leg. Aug. pr. p. / [per coh(ortem)
]an
(orum) p(iam) ffidelem) eq(uitibus) / [et ped(itibus) singul(arbus)] annam(entanum)
/ [fecit]. * lin. 4: oppure Pris]c[o].
6) D. 33.7.12.43 (Ulp. 20 adSab.): DeniqueNeratius libro quarto epistularum
Marcella fratti suo respondit...
7) D. 48.8.6 (Ven. Saturn. 1 de off. procos.}: Is, qui servum castrandum tradidert, pr parte dirnidia bonomm multatur ex senatus consulto, quod Neratio Prisco et
Annio Vero consulibus factum est.
8) H. A. v. Hadr. 4. 8: Frequens sane opinio fuit Troiano id animi fmsse, ut
Neratium Priscum, non Hadranum successorem relinqueret, multis arnicis in hoc consentientibus, usque eo ut Prisco aliquando dixerit: 'commendo tibi provincias, si quid
mihi fatale contigert'.
9) D. 1.2.2.53 (Pomp. Uh. sing. meli.}: Pegaso Celsus:patr Gelso Celsusjilius
et Priscus Neratius, qui utnque consules fuerunt, Celsus quidern et iterum.
10) H. A. v. Hadr. 18.1: Curn iudicaret, in consilio habuit non amicos suos aut
cormtes solum sed iuris consultos et praecipue luventium Celsum, Salvium lulianum,
Neratium Priscum aliosque, quos tarnen senatus omnia probasset.

Il giurista L. Neratius Priscus cos. sujf. 97: nuovi dati su carriera e famiglia

311

11) Plin., ep. 2.13: C. Plinius Prisco suo s(alutem). 1. Et tu occasiones obligandi
me avidissime amplecteris et ego nemini libentius debeo. 2. Duabus ergo de causis a te
potissimum petere constitui, quod impetratimi maxime cupio. Regis exercitum amplissimum; /line tibi beneficiomm larga materia, longum praeterea tempus, quo amicos tuos
exomare potuisti. Convertere ad nostros nec hos multasi 3. Malles tu quidem multos;
sed meae verecundiae sufficit unus aut alter ac potius unus. 4. Is erit Voconius Rotnanus. Pater ei in equestri gradu clarus, clarior vitrcus, immo poter alius... 10. Habes,
qualis, quam probatus carusque sii nobis, quem rogo pr ingenio, pr fortuna tua exornes. In primis ama hominem; nam, lied tribuas ei, quantum amplissimum potes, nihil
tamen amplius potes amicitia tua; cuius esse eum usque ad intimam famharitatem capacem quo magis scires, breviter libi studia, mores, omnem demque vitam eius expressi.
11. Extenderem preces, nisi et tu rogati diu nolles et ego tota hoc epistula fecissem: rogai
enim, et quidem efficacissime, qui reddit causas rogandi. Vale.

Stemma dei Neratii di Saepinum (fra Augusto e Adriano)


M. Antistius Labeo Neratia
(D. 34.2.32.6)

L. Neratius (

C. Neratius Sex. f.
Unir i. d. (et aug.)

L. Neratius L. f. Voi. Priscus


nato ca. 38; cos. 87

L. Naevius N. f. Pansa
ir. ml., limi i. d. ter, quinq. (et aug., f 6)

(Neratius Pansa)

M. Hirrius Fronte Neratius Pansa


nato ca. 30; adi. in pati.; cos. 74/75
/-(adozione ca. 70)

L. Neratius L. f. Voi. Priscus


nato ca. 58; cos. 97

M. (Hirrius) L. Neratius Marcellus = (1) Corellia Hispulla


nato ca. 62; cos. 95; II 129
(figlia di Q. Corellius Rufus cos. 78)
= (2) Domitia L.f. Vettilla (dal 110 ca.)
(figlia di L. Domitius Apollinaris cos. 97)

L. Corellius Neratius Pansa


nato ca. 89; propr. Lig. Baeb. 101; cos. ord. 122